Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.12 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Inghilterra 0 3156 1421598 1410504 2026-07-24T15:07:36Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Giuseppe Pecchio 1421598 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Flag of England.svg|thumb|right|Bandiera dell'Inghilterra]] Citazioni sull''''Inghilterra''' e gli inglesi. ==Citazioni== *All'incontro {{NDR|della Spagna}} in Inghilterra il [[tempo]] è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – ''L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots'' – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. ([[Giuseppe Pecchio]]) *{{NDR|I nobili d'Inghilterra}} Avrebbero russato perfino durante il [[sermone della Montagna]] se fossero stati presenti, e invece passano i loro anni migliori a studiare le razze dei [[Bulldog]]. (''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'') *C'è qualcosa, nel modo in cui la [[primavera]] si manifesta in Inghilterra, che mi ricorda un cucciolo timido che cerca di farsi degli amici. Fa un avventato passo avanti, se la svigna terrorizzato, poi striscia di nuovo in avanti, timoroso, e infine, acquistata fiducia, si avventa con impeto e gioia. ([[P. G. Wodehouse]]) *[[Carlo II d'Inghilterra|Carlo II]] dichiarò che un uomo poteva vivere all'aperto più giorni nel clima dell'Inghilterra che in qualunque altro paese. Discorso da re che viveva in un palazzo dove poteva cambiarsi d'abito... ([[Robert Louis Stevenson]]) *Chi è privo della vista è cieco, chi è privo dell'udito è sordo, chi è privo del senso del gusto è inglese. ([[Marco Malvaldi]]) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'Inghilterra è il nostro eterno nemico. ([[Francesco Saverio Nitti]]) *Come può conoscere l'Inghilterra colui che conosce solo il mondo? ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *{{maiuscoletto|Convien}} ora ch'io adempia il comando fattomi da lady Spenser, di passare, cioè, in rassegna i vizj, che tra gli Inglesi mi fecero più disaggradevole impressione. Fu a Londra principalmente ch'ebbi opportunità di studiare i costumi di quel popolo.<br>Primo adunque di tali vizj parvemi la mancanza di religione e quindi un'estrema tendenza all'ateismo. Né fra le persone del popolo trovai principj che servissero di base alla morale, o sentimento alcuno di onestà. ([[Abū-Ṭālib Ḫān]]) *Dio abbia misericordia degli inglesi per il cibo orribile che questa gente deve mangiare. ([[Frank Zappa]]) *Dio punisca l'Inghilterra! ([[Hans von Wolzogen]]) *E poi l'Inghilterra – l'Inghilterra meridionale, probabilmente il paesaggio più curato del mondo. Quando lo si attraversa, soprattutto se, reduci dal mal di mare, si è tranquillamente sprofondati fra i morbidi cuscini del treno che dal porto va a Londra, riesce difficile credere che qualche cosa da qualche parte accada veramente. Terremoto in Giappone, catastrofi per fame in Cina, rivoluzioni in Messico? Nessuna preoccupazione, domattina il latte sarà come sempre davanti alla porta di casa e il «New Statesman» uscirà venerdì. ([[George Orwell]]) *''Essere un inglese significa appartenere al club più esclusivo che esista al mondo.'' ([[Ogden Nash]]) *Gl'Inglesi non hanno doti artistiche, per la ragione medesima per cui sono poco socievoli. Possono esser buoni coloni, marinai e meccanici; ma non cantanti, ballerini, attori drammatici, cultori di belle arti, o inventori di mode. Essi non sanno né ben vestire, né ben agire sul teatro, né ben parlare, né ben scrivere. Difettano di stile e di eleganza: quello che devono fare, lo fanno alla spiccia, senza garbo. ([[Samuel Smiles]]) *Gl'inglesi, simili alle antiche medaglie tenute in disparte e maneggiate da pochi, serbano la prima impronta intagliatavi dalla mano maestra della Natura — le sono un po' ruvide al tatto — ma in compenso la loro leggenda è sì chiara, che a prima vista tu vedi ciò che vogliono dire e significare. ([[Laurence Sterne]]) *Gli inglesi amano molto sé stessi e tutto ciò che loro appartiene. Esso sostengono che non esistono altri uomini come loro e nessun altro Paese come l'Inghilterra e quando vedono uno straniero di bell'aspetto dicono che «egli assomiglia ad un inglese» e che «è un gran peccato che non debba essere un inglese». ([[Anonimo]] dell'inizio del XVI secolo) *Gli inglesi, gente che andava nuda a caccia di marmotte quando noi già s'accoltellava un [[Giulio Cesare]]. (''[[Fascisti su Marte]]'') *Gli inglesi sarebbero di gran lunga il primo popolo della terra, se non mancassero loro due virtù elementari e indispensabili per un popolo di cultura: il gusto per la buona cucina e quello per la musica. ([[Hermann Hesse]]) *Gli Inglesi si distinguono primieramente, per una estrema delicatezza, frutto d'educazione liberale. Questo sentimento d'onore è fra loro sì profondo che uomini doviziosi, a cui nulla manca sulla terra sacrificano, per la più lieve cagione, e vita e fortuna, onde lavare una imputazione calunniosa. ([[Abū-Ṭālib Ḫān]]) *Gli inglesi sono dei sentimentali. E si vergognano di esserlo. (''[[La grande pioggia]]'') *Gli inglesi sono di razza talmente mista, inventiva, portata alle migrazioni, che per molte generazioni ancora dovranno per forza essere dubbiosi, quindi introspettivi. Se mai ottengono la libertà, la ottengono come Shakespeare «a caro prezzo», mentre Händel era «nato libero.» ([[Samuel Butler]]) *Gli inglesi sono gente moralmente nuda, e vanno in giro così, senza vergogna. ([[Lev Tolstoj]]) *Gli inglesi sono stoici, resilienti e pragmatici (più dei tedeschi, quasi come gli americani). [[Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea|Brexit]] non li ha cambiati e non li cambierà. Se andrà peggio, sapranno gestirlo al meglio. Gli inglesi possiedono anche la presunzione delle nazioni di talento. Non capiscono che l'Inghilterra – senza Impero, senza Europa, magari senza Scozia – rischia di diventare un regno pittoresco al largo delle coste francesi. ([[Beppe Severgnini]]) *{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Guardate l’Inghilterra, questa piccola isola dell’[[Africa]] occidentale. ([[Mahmud Ahmadinejad]]) *{{NDR|Nella Gran Bretagna}} Guglielmo vi portò egli il primo i feudi e le consuetudini feudali, e non tenendo conto delle introduzioni anglo-sassoni, ei vi adottò lo stesso diritto pubblico di Normannia, e secondo il quale in Francia viveasi. Anzi il nuovo conquistatore, non pago di avervi introdotti e stabiliti nuovi ordini politici, pose ancora ogni sua opera a far prevalere in quel regno i costumi e sino il linguaggio dei Franchi, imperciocchè non solo in corte non parlavasi altro linguaggio che il franco, ma egli anche ordinò, che in tutte le scuole fosse ivi insegnata la lingua francese, e che in francese aringasse nei supremi tribunali. ([[Rosario Gregorio]]) *Ho capito vivendo a Londra, che due inglesi fanno un popolo, ma 57 milioni di [[Italia|italiani]] no. ([[Claudio Ranieri]]) *Il carattere degli inglesi è freddo e pacato, ma nel fondo del loro cuore vi è sempre qualche cosa di palpitante e di vivo; essi lo sentono e subiscono spesso, loro malgrado, il predominio della loro natura lenta e inflessibile: le maggiori eccentricità inglesi non segnano sovente che il limite estremo dei maggiori sforzi che essi hanno fatto per dominarla e per vincerla. ([[Igino Ugo Tarchetti]]) *''In Inghilterra è tutto più veloce, | In Inghilterra se c'hai l'erba non finisci in croce.'' ([[Fabri Fibra]]) *In Inghilterra, il sistema è gentile e la gente è ostile. In America, la gente è amichevole, e il sistema è brutale. ([[Quentin Crisp]]) *Inghilterra e [[Stati Uniti]] sono due nazioni separate dalla stessa lingua. ([[George Bernard Shaw]]) *''In Inghilterra sei al verde? Avrai un sussidio. | In Italia sei al verde? Io non ti invidio. | In Italia sei gay? Ti sfotte la gente. | In Inghilterra sei gay? Ti fanno dirigente.'' ([[Fabri Fibra]]) *In Inghilterra uno non ha bisogno di morire per «cascare in mano al biografo». Appena che è un po' in vista, sia nella politica, sia nell'arte, sia nel commercio è sicuro di trovare il suo Plutarco. Il «gran pubblico» anglosassone è peggio di una comare di provincia: dei suoi deputati, dei suoi letterati, dei suoi commediografi, vuole il gazzettino. Ditegli che il Tale è stato ai suoi tempi negli ''eleven'' di Oxford ed ha vinto la gara sul Tamigi, che il Tal'altro preferisce il ''golf'' al ''cricket'', che lo scrittore X ha una grande passione per l'automobile e che il colonnello Y ha sempre avuto un debole per la musica e voi avrete soddisfatto tutte le sue legittime curiosità... intellettuali. ([[Mario Borsa]]) *In qualunque luogo della Terra si arrivi con anima e sentimenti italiani, si trova invariabilmente l'ingrata faccia d'Albione in atteggiamento di negare accanitamente a noi, non solo il posto che nel mondo ci compete, ma anche le più modeste affermazioni intese a divulgare i nostri progressi presenti e a difendere la tradizione italiana come espressione inconfondibile del nostro genio. ([[Arnaldo Cipolla]]) *Inghilterra: trenta milioni, in maggioranza cretini. ([[Thomas Carlyle]]) *''Inglesi professori che non imparano altra lingua, | inglesi non dovranno mai cambiare moneta, | inglesi guideranno sempre dal lato sbagliato | per questo chi va a [[Londra]] so che ritorna un po' cambiato.'' ([[Caparezza]]) *L'Inghilterra è, dopotutto, la terra dove i bambini vengono picchiati, mogli e bambini malmenati, gli hooligans del calcio sgranocchiano, e Miss Whip e Miss Lash svolgono il loro mestiere come in nessun altro posto nel mondo occidentale. ([[Colin MacInnes]]) *L'Inghilterra è il paradiso delle donne, il purgatorio degli uomini e l'inferno dei cavalli. ([[Giovanni Florio]]) *L'inghilterra è l'unico paese dove il cibo è più pericoloso del sesso. ([[Jackie Mason]]) *L'Inghilterra è la madre dei Parlamenti. ([[John Bright]]) *L'Inghilterra è la sola amica d'[[Italia]]. ([[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]) *L'Inghilterra è una nazione di bottegai. ([[Napoleone Bonaparte]]) *L'Inghilterra non è, in fondo, che una vasta, opulenta e vigorosa aristocrazia. ([[Benjamin Constant]]) *L'Inglese è nato per cacciar l'infedele dalle sante pianure, che toccarono quei piedi divini, che per nostra salute furono, son già quattordici secoli, confitti in croce. ([[William Shakespeare]]) *{{NDR|Sulla borghesia inglese}} La domenica il loro libro mastro è la [[Bibbia]], nei giorni feriali la loro Bibbia è il libro mastro. ([[Egon Friedell]]) *La massima del popolo inglese è: ''Business as usual'' {{NDR|Affari come sempre}} ([[Winston Churchill]]) *La politica britannica è fare di tutto il mondo l'Inghilterra. (''[[L'ultimo dei Mohicani (film 1992)|L'ultimo dei Mohicani]]'') *La placida semplicità dell'ospitalità inglese fa risaltare un po' penosamente quei pranzi americani in cui il personaggio principale occupa tanto posto che quasi non ne rimane più nella stanza. ([[Margaret Halsey]]) *La [[Provvidenza]] ha dato ai [[Francia|francesi]] il dominio della [[terra]], agli inglesi quello del [[mare]] e ai [[Germania|tedeschi]] quello dell'[[aria]].<ref>Per comprendere questa battuta, occorre rammentare che l'autore (tedesco) visse fra il 1763 ed il 1825, quando non esisteva ovviamente una forza militare aviatoria.</ref>([[Jean Paul|Johann Paul Friedrich Richter]]) *La qualità della conversazione inglese è di essere dissossata, così che, almeno per quanto ne ho udito io, essa è tutta forma e niente contenuto. ([[Margaret Halsey]]) *La storia inglese ha sempre avuto un tale fascino per me! Cromwell, Robin Hood, Jack lo squartatore! (''[[Scandalo a Filadelfia]]'') *Le imprese di navigazione oceanica degli inglesi iniziarono relativamente tardi e con lentezza [...] Ciò nonostante, alla fine furono gli inglesi a imporsi, sconfiggendo ogni rivale e ottenendo un dominio sul mondo costruito sul dominio degli oceani [...] L'Inghilterra diventò così l'erede, l'erede universale del grande risveglio dei popoli europei [...] Qui siamo di fronte a un caso essenzialmente unico. La sua peculiarità, la sua unicità consistono nel fatto che l'Inghilterra compì una trasformazione elementare in un momento storico e in un modo del tutto differenti da quelli delle precedenti potenze marittime, trasferendo cioè veramente la sua esistenza dalla terra all'elemento del mare. ([[Carl Schmitt]]) *– Mettiamo il caso che incontri qualcuno che ti piace a un matrimonio, pensi che ci siano uomini in grado di avvicinarsi a una ragazza e dirle: "Ciao, bella! Mi chiamo Charles, questa è la tua notte fortunata!"<br/>– Be', se esistono non sono certo inglesi... (''[[Quattro matrimoni e un funerale]]'') *Nella sua storia l'Inghilterra non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'[[Italia]] e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. ([[Francesco Saverio Nitti]]) *Nessun inglese capirebbe le mie prime impressioni dell'Inghilterra. Quando sbarcammo [...] mi ritrovai in un mondo al quale reagii con immediata ostilità. In verità, non c'è nulla di più squallido degli acquitrini del Lancashire nelle primissime ore del giorno; mi ricordarono le rive dello [[Stige]]. Negli strani accenti inglesi che mi circondavano, le mie orecchie coglievano voci di demoni. Ma il paesaggio inglese tra Fleetwood e Euston fu peggio. Ancora oggi, dopo molti anni, è, ai miei occhi, un itinerario che si snoda lungo il paesaggio più piatto ed ostile dell'isola. E per un bambino che aveva sempre vissuto sul mare e in vista di alte montagne aveva lo stesso aspetto che suppongo abbia la [[Russia]] per un bambino inglese. Piatte e interminabili, miglia e miglia di terra senza volto mi precludevano il mare, imprigionandomi, soffocandomi! Era tutto fuori posto; steccati di legno anziché muri e siepi, fattorie di mattoni rossi anziché bianche villette, campi troppo vasti, fienili dalla forma strana. Ha ragione il ''[[Kalevala]]'' quando dice che in casa dello straniero il pavimento è pieno di nodi. Oggi la frattura è ricomposta; ma in quel momento concepii per l'Inghilterra un odio che mi ci vollero anni per sanare. ([[C. S. Lewis]]) *Nessuna nazione che sia coscientemente ipocrita potrebbe avere le riserve di forza che gli inglesi hanno ripetutamente mostrato di possedere e la specie di religione che hanno adottato ha senz'altro influito in questo senso, attutendo le loro suscettibilità morali ogni qualvolta fossero in ballo i loro interessi. Altri popoli e altre nazioni si sono spesso comportati assai peggio degli inglesi, ma non sono mai riusciti, per lo meno nella stessa misura, a fare una virtù di ciò che era loro utile. Tutti noi troviamo molto facile scorgere la pagliuzza nell'occhio altrui e ignorare le trave nel nostro, ma forse gli inglesi superano tutti. ([[Jawaharlal Nehru]]) *Non chiedete all'Inghilterra la rinunzia alla egemonia dei mari, che essa è abituata a considerare eterna. ([[Gian Giacomo Felissent]]) *Ogni centro industriale e commerciale possiede ora in Inghilterra una classe operaia divisa in due campi ostili, i proletari inglesi e i proletari irlandesi. L'[[operaio]] inglese medio odia l'operaio irlandese come un concorrente che abbassa il suo livello di vita. Rispetto al lavoratore irlandese egli si sente un membro della nazione dominante, e così si costituisce in uno strumento degli aristocratici e dei capitalisti del suo paese contro l'[[Irlanda]], rafforzando in questo modo il loro dominio su lui stesso. Si nutre di pregiudizi religiosi, sociali e nazionali contro il lavoratore irlandese. [...] L'irlandese gli rende la pariglia, e con gli interessi. Egli vede nell'operaio inglese nello stesso tempo il complice e lo strumento stupido del dominio inglese sull'Irlanda. Questo antagonismo è artificialmente mantenuto e intensificato dalla stampa, dagli oratori, dalle caricature, in breve da tutti i mezzi di cui dispongono le classi dominanti. Questo antagonismo è il segreto dell'impotenza della classe operaia inglese, a dispetto della sua organizzazione. È il segreto grazie al quale la classe capitalista mantiene il suo potere. E questa classe ne è perfettamente cosciente. ([[Karl Marx]]) *Per questo ho lasciato l'Inghilterra, mi ricordava troppo mia moglie: fredda, cupa e facilmente accessibile per i francesi dal suo tunnel. (''[[The Big Bang Theory (nona stagione)|The Big Bang Theory]]'') *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. ([[Giuseppe Pecchio]]) *Personalmente, io devo troppe cose all'Inghilterra, per quanto riguarda la mia formazione mentale, per sentirmi totalmente estraneo ad essa. E, per quanto io faccia, non posso sbarazzarmi delle abitudini derivanti dalla mia mentalità e dai sistemi e modi di giudicare gli altri paesi, così come la vita in generale, che ho acquistato nelle scuole e nelle università inglesi. Tutte le mie predilezioni (fatta eccezione per il piano politico) sono per l'Inghilterra e per il popolo inglese, e se sono diventato ciò che può definirsi un incrollabile avversario del dominio britannico in India, è stato quasi a dispetto di me stesso. ([[Jawaharlal Nehru]]) *Quando combattemmo per salvare l'Inghilterra nella battaglia di Londra, i nostri piloti caddero in un numero sproporzionato, dando la vita per la causa europea che era la nostra vera causa. Ma subito dopo la guerra scoprimmo che Churchill a Yalta concedeva la Polonia a Stalin. Allora si cercò il modo di sopravvivere a questa sconfitta, a questa ingiustizia. E si trovava questa giustificazione: forse la nostra sofferenza serve a qualcosa. Questo è un pensiero profondamente cristiano. ([[Krzysztof Zanussi]]) *Quel che mi incuriosisce degli inglesi è il loro senso di classicità. Per noi il classico è un concetto antico, che si perde nei millenni della nostra storia; loro invece hanno un'idea di classicità più moderna, che resta al passo coi tempi. E sono abituati da sempre ad esportare tutto e a non importare niente. ([[Paolo Conte]]) *Quella che sul finire del XVII secolo si è distaccata non è, come afferma [[Arnold Toynbee]], una «scheggia tecnica». Un'isola europea, infatti, si staccò dal continente europeo ed un nuovo mondo marittimo, rappresentato dall'isola, si contrappose a quello della terraferma: fece così da contrappeso al mondo terraneo e tenne nelle proprie mani come in una bilancia l'equilibrio della terra e quindi la pace del mondo. Questo fu il risultato di una concreta risposta all'appello degli oceani che si aprivano. Su quest'isola d'Inghilterra, che aveva seguito l'appello degli oceani ed aveva compiuto il passo verso un'esistenza marittima, comparvero all'improvviso le prime macchine. ([[Carl Schmitt]]) *Questo secolo, si dice, è il secolo della filosofia [...]. Tutti sembrano oggi occuparsi della ricerca della [[verità]]: ma c'è un solo paese dove la si possa pubblicare impunemente, ed è l'Inghilterra. ([[Claude-Adrien Helvétius]]) *{{NDR|In Inghilterra}} Qui la [[povertà]] è [[vergogna]] che nessun merito lava. ([[Ugo Foscolo]]) *Se dovessimo venire trascinati in una guerra europea, ogni famiglia in Inghilterra sarebbe in lutto e non solo per la perdita dei nostri cari ma di un intero stile di vita che apprezziamo e alimentiamo da un migliaio di anni. ([[Anne Perry]]) *Sono le nature molto diverse: li [[Spagna|spagnoli]] omini temperati e maturi e pazientissimi di ogni disagio; li inghilesi bestiali, disordinati, non atti a durare lungamente fatica, e consumatori di molte vettovaglie. ([[Francesco Guicciardini]]) *Sulla natura dell'Inghilterra non dico nulla! Pare che essa non esista e che sia coltivata in modo che tutto cresca e viva secondo un programma. Gli uomini l'hanno dominata e hanno livellato le sue caratteristiche. I campi sono come ''parquets'' dipinti: con gli alberi e con l'[[erba]] è stato fatto lo stesso lavoro che con i [[cavallo|cavalli]] e con i buoi. L'erba ha l'aspetto, il colore e la morbidezza del velluto. Nei campi non trovi un pugno di terra incolta, nei parchi non c'è un cespuglio nato spontaneamente. E gli animali subiscono la stessa sorte. Sono tutti di razza: [[pecora|pecore]], cavalli, buoi e [[cane|cani]]. ([[Ivan Aleksandrovič Gončarov]]) *Un buon inglese non scherza mai, quando si tratta di una cosa seria come una scommessa. ([[Jules Verne]]) *Un popolo che pensa col culo. ([[Benito Mussolini]]) *Un'indifferenza alla logica, laddove possa condurre facilmente a gravi affanni, è una delle più spiccate peculiarità inglesi. ([[Winston Churchill]]) *Uno dei deliziosi aspetti della primavera inglese è che ha dei giorni, anzi, è quasi del tutto composta di giorni in cui, al tramonto, la temperatura è tale da rendere gradevole un fuoco, anzi persino necessario. ([[P. G. Wodehouse]]) *Uno dei vantaggi dell'Inghilterra, sui paesi che hanno un clima ragionevole è quello di permettere più di una volta all'anno l'esclamazione: "questo è il primo giorno di primavera!" ([[Jan Struther]]) *V'è una qualità soprattutto onde primeggiano gl'Inglesi, come già le schiatte dalle quali generalmente uscirono; e questa è il loro grande amore alla vita domestica. Ove un Inglese abbia famiglia, più quasi non si curerà di altra compagnia. Per avere un posto che possa dire veramente suo, egli attraversa i mari e va a stabilirsi nelle praterie americane, o nelle foreste vergini, e là fabbrica la sua casa. La solitudine del deserto non lo atterrisce; la compagnia della moglie e de' figliuoli basta ad ogni suo desiderio; e più non cura d'altro. ([[Samuel Smiles]]) *Va bene, giacché volete così, si lascino le nostre ossa in questo grigio paese, dove fa sempre freddo, dove il bel tempo è nebbia, la nebbia pioggia, la pioggia diluvio; dove il sole somiglia alla luna, e la luna a una forma di cacio. ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'') ===[[Charles Dickens]]=== *Bere gin è un grande vizio inglese, ma miseria e sporcizia sono peggiori. *C'è nell'inglese una combinazione di qualità, una modestia, un'indipendenza, una responsabilità, un riposo, combinati con l'assenza di tutto ciò che possa fare arrossire una fanciulla, che si cercherebbero invano tra le nazioni della terra. *L'unico grande principio della legge inglese è di fare affari. Nessun principio, con tutti gli angusti rigiri, viene mantenuto con più distinzione, sicurezza e logicità. ===[[Vincenzo Gioberti]]=== *È un popolo di trenta milioni di anime, campato sopra un'isola di tenuta mediocre, sterile e boreale; e tuttavia ha l'imperio del mare e divide colla Russia il principato del continente. Ella acquistò una potenza così smisurata coll'azione estrinseca, mediante la quale seppe volgere a proprio vantaggio le forze degli altri popoli, assai meno colle armi che colle idee e colle opere civili. Come l'uomo, debolissimo fra gli animali, riesce pure coll'individuale ingegno a domare e usufruttuar le fiere e la natura, così la Gran Bretagna coll'ingegno politico si è, per così dire, infeudata la metà del mondo civile e barbarico, procacciandosi una signoria cosmopolitica di traffichi, di leghe, di compagnie, di clientele, d'influssi, di aderenze. *L'Inghilterra, che fra le nazioni moderne di Europa è sola dotata di viril senno, si è resa capace di due veri importantissimi: l'uno che la libertà politica dei vari popoli giova a tutti, l'altro che la libertà economica non pregiudica a nessuno. *Più restia di tutti al corso comune è la Gran Bretagna, stante la sua qualità d'isola, per cui ella può dirsi la Sicilia di Europa, come la Sicilia è l'Inghilterra d'Italia: vaghissima di far casa in disparte e poco tócca o commossa dalle esterne vicissitudini. ==[[Proverbi italiani]]== *Con gli inglesi i grandi servigi, coi [[Francia|francesi]] i riguardi, e con gl'[[italia]]ni le maniere. *L'italiano è cerimonioso nella religione, il [[Germania|tedesco]] serio, l'inglese devoto, il francese zelante, lo [[Spagna|spagnolo]] superstizioso. *L'italiano è nei consigli acuto, il tedesco lento, l'inglese ardito, il francese pronto, lo spagnolo cauto. *L'italiano nel matrimonio è carceriere, il tedesco padrone di casa, l'inglese sottomesso, il francese libero, lo spagnolo tiranno. *La Francia è il paese delle mode, l'Inghilterra delle stravaganze, la Spagna degli antenati, l'Italia delle pompe, e la Germania dei titoli. *Quando l'Italia suona la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'[[Olanda]] il tamburo, nulla è uguale ad esse. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Kenneth O. Morgan, ''History of Britain – c55 B.C. &ndash; 1485'', Oxford University Press, 1985, ISBN 0-7221-6602-8 *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Luoghi del Regno Unito]] d9ac7zkzg35c738sok28v7stimylm6d 1421599 1421598 2026-07-24T15:08:25Z Gaux 18878 /* Citazioni */ wlink 1421599 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Flag of England.svg|thumb|right|Bandiera dell'Inghilterra]] Citazioni sull''''Inghilterra''' e gli inglesi. ==Citazioni== *All'incontro {{NDR|della [[Spagna]]}} in Inghilterra il [[tempo]] è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – ''L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots'' – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. ([[Giuseppe Pecchio]]) *{{NDR|I nobili d'Inghilterra}} Avrebbero russato perfino durante il [[sermone della Montagna]] se fossero stati presenti, e invece passano i loro anni migliori a studiare le razze dei [[Bulldog]]. (''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'') *C'è qualcosa, nel modo in cui la [[primavera]] si manifesta in Inghilterra, che mi ricorda un cucciolo timido che cerca di farsi degli amici. Fa un avventato passo avanti, se la svigna terrorizzato, poi striscia di nuovo in avanti, timoroso, e infine, acquistata fiducia, si avventa con impeto e gioia. ([[P. G. Wodehouse]]) *[[Carlo II d'Inghilterra|Carlo II]] dichiarò che un uomo poteva vivere all'aperto più giorni nel clima dell'Inghilterra che in qualunque altro paese. Discorso da re che viveva in un palazzo dove poteva cambiarsi d'abito... ([[Robert Louis Stevenson]]) *Chi è privo della vista è cieco, chi è privo dell'udito è sordo, chi è privo del senso del gusto è inglese. ([[Marco Malvaldi]]) *Ci voleva tutta la stupidità di [[Benito Mussolini|Mussolini]] per dire che l'Inghilterra è il nostro eterno nemico. ([[Francesco Saverio Nitti]]) *Come può conoscere l'Inghilterra colui che conosce solo il mondo? ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *{{maiuscoletto|Convien}} ora ch'io adempia il comando fattomi da lady Spenser, di passare, cioè, in rassegna i vizj, che tra gli Inglesi mi fecero più disaggradevole impressione. Fu a Londra principalmente ch'ebbi opportunità di studiare i costumi di quel popolo.<br>Primo adunque di tali vizj parvemi la mancanza di religione e quindi un'estrema tendenza all'ateismo. Né fra le persone del popolo trovai principj che servissero di base alla morale, o sentimento alcuno di onestà. ([[Abū-Ṭālib Ḫān]]) *Dio abbia misericordia degli inglesi per il cibo orribile che questa gente deve mangiare. ([[Frank Zappa]]) *Dio punisca l'Inghilterra! ([[Hans von Wolzogen]]) *E poi l'Inghilterra – l'Inghilterra meridionale, probabilmente il paesaggio più curato del mondo. Quando lo si attraversa, soprattutto se, reduci dal mal di mare, si è tranquillamente sprofondati fra i morbidi cuscini del treno che dal porto va a Londra, riesce difficile credere che qualche cosa da qualche parte accada veramente. Terremoto in Giappone, catastrofi per fame in Cina, rivoluzioni in Messico? Nessuna preoccupazione, domattina il latte sarà come sempre davanti alla porta di casa e il «New Statesman» uscirà venerdì. ([[George Orwell]]) *''Essere un inglese significa appartenere al club più esclusivo che esista al mondo.'' ([[Ogden Nash]]) *Gl'Inglesi non hanno doti artistiche, per la ragione medesima per cui sono poco socievoli. Possono esser buoni coloni, marinai e meccanici; ma non cantanti, ballerini, attori drammatici, cultori di belle arti, o inventori di mode. Essi non sanno né ben vestire, né ben agire sul teatro, né ben parlare, né ben scrivere. Difettano di stile e di eleganza: quello che devono fare, lo fanno alla spiccia, senza garbo. ([[Samuel Smiles]]) *Gl'inglesi, simili alle antiche medaglie tenute in disparte e maneggiate da pochi, serbano la prima impronta intagliatavi dalla mano maestra della Natura — le sono un po' ruvide al tatto — ma in compenso la loro leggenda è sì chiara, che a prima vista tu vedi ciò che vogliono dire e significare. ([[Laurence Sterne]]) *Gli inglesi amano molto sé stessi e tutto ciò che loro appartiene. Esso sostengono che non esistono altri uomini come loro e nessun altro Paese come l'Inghilterra e quando vedono uno straniero di bell'aspetto dicono che «egli assomiglia ad un inglese» e che «è un gran peccato che non debba essere un inglese». ([[Anonimo]] dell'inizio del XVI secolo) *Gli inglesi, gente che andava nuda a caccia di marmotte quando noi già s'accoltellava un [[Giulio Cesare]]. (''[[Fascisti su Marte]]'') *Gli inglesi sarebbero di gran lunga il primo popolo della terra, se non mancassero loro due virtù elementari e indispensabili per un popolo di cultura: il gusto per la buona cucina e quello per la musica. ([[Hermann Hesse]]) *Gli Inglesi si distinguono primieramente, per una estrema delicatezza, frutto d'educazione liberale. Questo sentimento d'onore è fra loro sì profondo che uomini doviziosi, a cui nulla manca sulla terra sacrificano, per la più lieve cagione, e vita e fortuna, onde lavare una imputazione calunniosa. ([[Abū-Ṭālib Ḫān]]) *Gli inglesi sono dei sentimentali. E si vergognano di esserlo. (''[[La grande pioggia]]'') *Gli inglesi sono di razza talmente mista, inventiva, portata alle migrazioni, che per molte generazioni ancora dovranno per forza essere dubbiosi, quindi introspettivi. Se mai ottengono la libertà, la ottengono come Shakespeare «a caro prezzo», mentre Händel era «nato libero.» ([[Samuel Butler]]) *Gli inglesi sono gente moralmente nuda, e vanno in giro così, senza vergogna. ([[Lev Tolstoj]]) *Gli inglesi sono stoici, resilienti e pragmatici (più dei tedeschi, quasi come gli americani). [[Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea|Brexit]] non li ha cambiati e non li cambierà. Se andrà peggio, sapranno gestirlo al meglio. Gli inglesi possiedono anche la presunzione delle nazioni di talento. Non capiscono che l'Inghilterra – senza Impero, senza Europa, magari senza Scozia – rischia di diventare un regno pittoresco al largo delle coste francesi. ([[Beppe Severgnini]]) *{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Guardate l’Inghilterra, questa piccola isola dell’[[Africa]] occidentale. ([[Mahmud Ahmadinejad]]) *{{NDR|Nella Gran Bretagna}} Guglielmo vi portò egli il primo i feudi e le consuetudini feudali, e non tenendo conto delle introduzioni anglo-sassoni, ei vi adottò lo stesso diritto pubblico di Normannia, e secondo il quale in Francia viveasi. Anzi il nuovo conquistatore, non pago di avervi introdotti e stabiliti nuovi ordini politici, pose ancora ogni sua opera a far prevalere in quel regno i costumi e sino il linguaggio dei Franchi, imperciocchè non solo in corte non parlavasi altro linguaggio che il franco, ma egli anche ordinò, che in tutte le scuole fosse ivi insegnata la lingua francese, e che in francese aringasse nei supremi tribunali. ([[Rosario Gregorio]]) *Ho capito vivendo a Londra, che due inglesi fanno un popolo, ma 57 milioni di [[Italia|italiani]] no. ([[Claudio Ranieri]]) *Il carattere degli inglesi è freddo e pacato, ma nel fondo del loro cuore vi è sempre qualche cosa di palpitante e di vivo; essi lo sentono e subiscono spesso, loro malgrado, il predominio della loro natura lenta e inflessibile: le maggiori eccentricità inglesi non segnano sovente che il limite estremo dei maggiori sforzi che essi hanno fatto per dominarla e per vincerla. ([[Igino Ugo Tarchetti]]) *''In Inghilterra è tutto più veloce, | In Inghilterra se c'hai l'erba non finisci in croce.'' ([[Fabri Fibra]]) *In Inghilterra, il sistema è gentile e la gente è ostile. In America, la gente è amichevole, e il sistema è brutale. ([[Quentin Crisp]]) *Inghilterra e [[Stati Uniti]] sono due nazioni separate dalla stessa lingua. ([[George Bernard Shaw]]) *''In Inghilterra sei al verde? Avrai un sussidio. | In Italia sei al verde? Io non ti invidio. | In Italia sei gay? Ti sfotte la gente. | In Inghilterra sei gay? Ti fanno dirigente.'' ([[Fabri Fibra]]) *In Inghilterra uno non ha bisogno di morire per «cascare in mano al biografo». Appena che è un po' in vista, sia nella politica, sia nell'arte, sia nel commercio è sicuro di trovare il suo Plutarco. Il «gran pubblico» anglosassone è peggio di una comare di provincia: dei suoi deputati, dei suoi letterati, dei suoi commediografi, vuole il gazzettino. Ditegli che il Tale è stato ai suoi tempi negli ''eleven'' di Oxford ed ha vinto la gara sul Tamigi, che il Tal'altro preferisce il ''golf'' al ''cricket'', che lo scrittore X ha una grande passione per l'automobile e che il colonnello Y ha sempre avuto un debole per la musica e voi avrete soddisfatto tutte le sue legittime curiosità... intellettuali. ([[Mario Borsa]]) *In qualunque luogo della Terra si arrivi con anima e sentimenti italiani, si trova invariabilmente l'ingrata faccia d'Albione in atteggiamento di negare accanitamente a noi, non solo il posto che nel mondo ci compete, ma anche le più modeste affermazioni intese a divulgare i nostri progressi presenti e a difendere la tradizione italiana come espressione inconfondibile del nostro genio. ([[Arnaldo Cipolla]]) *Inghilterra: trenta milioni, in maggioranza cretini. ([[Thomas Carlyle]]) *''Inglesi professori che non imparano altra lingua, | inglesi non dovranno mai cambiare moneta, | inglesi guideranno sempre dal lato sbagliato | per questo chi va a [[Londra]] so che ritorna un po' cambiato.'' ([[Caparezza]]) *L'Inghilterra è, dopotutto, la terra dove i bambini vengono picchiati, mogli e bambini malmenati, gli hooligans del calcio sgranocchiano, e Miss Whip e Miss Lash svolgono il loro mestiere come in nessun altro posto nel mondo occidentale. ([[Colin MacInnes]]) *L'Inghilterra è il paradiso delle donne, il purgatorio degli uomini e l'inferno dei cavalli. ([[Giovanni Florio]]) *L'inghilterra è l'unico paese dove il cibo è più pericoloso del sesso. ([[Jackie Mason]]) *L'Inghilterra è la madre dei Parlamenti. ([[John Bright]]) *L'Inghilterra è la sola amica d'[[Italia]]. ([[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]) *L'Inghilterra è una nazione di bottegai. ([[Napoleone Bonaparte]]) *L'Inghilterra non è, in fondo, che una vasta, opulenta e vigorosa aristocrazia. ([[Benjamin Constant]]) *L'Inglese è nato per cacciar l'infedele dalle sante pianure, che toccarono quei piedi divini, che per nostra salute furono, son già quattordici secoli, confitti in croce. ([[William Shakespeare]]) *{{NDR|Sulla borghesia inglese}} La domenica il loro libro mastro è la [[Bibbia]], nei giorni feriali la loro Bibbia è il libro mastro. ([[Egon Friedell]]) *La massima del popolo inglese è: ''Business as usual'' {{NDR|Affari come sempre}} ([[Winston Churchill]]) *La politica britannica è fare di tutto il mondo l'Inghilterra. (''[[L'ultimo dei Mohicani (film 1992)|L'ultimo dei Mohicani]]'') *La placida semplicità dell'ospitalità inglese fa risaltare un po' penosamente quei pranzi americani in cui il personaggio principale occupa tanto posto che quasi non ne rimane più nella stanza. ([[Margaret Halsey]]) *La [[Provvidenza]] ha dato ai [[Francia|francesi]] il dominio della [[terra]], agli inglesi quello del [[mare]] e ai [[Germania|tedeschi]] quello dell'[[aria]].<ref>Per comprendere questa battuta, occorre rammentare che l'autore (tedesco) visse fra il 1763 ed il 1825, quando non esisteva ovviamente una forza militare aviatoria.</ref>([[Jean Paul|Johann Paul Friedrich Richter]]) *La qualità della conversazione inglese è di essere dissossata, così che, almeno per quanto ne ho udito io, essa è tutta forma e niente contenuto. ([[Margaret Halsey]]) *La storia inglese ha sempre avuto un tale fascino per me! Cromwell, Robin Hood, Jack lo squartatore! (''[[Scandalo a Filadelfia]]'') *Le imprese di navigazione oceanica degli inglesi iniziarono relativamente tardi e con lentezza [...] Ciò nonostante, alla fine furono gli inglesi a imporsi, sconfiggendo ogni rivale e ottenendo un dominio sul mondo costruito sul dominio degli oceani [...] L'Inghilterra diventò così l'erede, l'erede universale del grande risveglio dei popoli europei [...] Qui siamo di fronte a un caso essenzialmente unico. La sua peculiarità, la sua unicità consistono nel fatto che l'Inghilterra compì una trasformazione elementare in un momento storico e in un modo del tutto differenti da quelli delle precedenti potenze marittime, trasferendo cioè veramente la sua esistenza dalla terra all'elemento del mare. ([[Carl Schmitt]]) *– Mettiamo il caso che incontri qualcuno che ti piace a un matrimonio, pensi che ci siano uomini in grado di avvicinarsi a una ragazza e dirle: "Ciao, bella! Mi chiamo Charles, questa è la tua notte fortunata!"<br/>– Be', se esistono non sono certo inglesi... (''[[Quattro matrimoni e un funerale]]'') *Nella sua storia l'Inghilterra non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'[[Italia]] e sempre che ha potuto ha aiutato il nostro Paese. ([[Francesco Saverio Nitti]]) *Nessun inglese capirebbe le mie prime impressioni dell'Inghilterra. Quando sbarcammo [...] mi ritrovai in un mondo al quale reagii con immediata ostilità. In verità, non c'è nulla di più squallido degli acquitrini del Lancashire nelle primissime ore del giorno; mi ricordarono le rive dello [[Stige]]. Negli strani accenti inglesi che mi circondavano, le mie orecchie coglievano voci di demoni. Ma il paesaggio inglese tra Fleetwood e Euston fu peggio. Ancora oggi, dopo molti anni, è, ai miei occhi, un itinerario che si snoda lungo il paesaggio più piatto ed ostile dell'isola. E per un bambino che aveva sempre vissuto sul mare e in vista di alte montagne aveva lo stesso aspetto che suppongo abbia la [[Russia]] per un bambino inglese. Piatte e interminabili, miglia e miglia di terra senza volto mi precludevano il mare, imprigionandomi, soffocandomi! Era tutto fuori posto; steccati di legno anziché muri e siepi, fattorie di mattoni rossi anziché bianche villette, campi troppo vasti, fienili dalla forma strana. Ha ragione il ''[[Kalevala]]'' quando dice che in casa dello straniero il pavimento è pieno di nodi. Oggi la frattura è ricomposta; ma in quel momento concepii per l'Inghilterra un odio che mi ci vollero anni per sanare. ([[C. S. Lewis]]) *Nessuna nazione che sia coscientemente ipocrita potrebbe avere le riserve di forza che gli inglesi hanno ripetutamente mostrato di possedere e la specie di religione che hanno adottato ha senz'altro influito in questo senso, attutendo le loro suscettibilità morali ogni qualvolta fossero in ballo i loro interessi. Altri popoli e altre nazioni si sono spesso comportati assai peggio degli inglesi, ma non sono mai riusciti, per lo meno nella stessa misura, a fare una virtù di ciò che era loro utile. Tutti noi troviamo molto facile scorgere la pagliuzza nell'occhio altrui e ignorare le trave nel nostro, ma forse gli inglesi superano tutti. ([[Jawaharlal Nehru]]) *Non chiedete all'Inghilterra la rinunzia alla egemonia dei mari, che essa è abituata a considerare eterna. ([[Gian Giacomo Felissent]]) *Ogni centro industriale e commerciale possiede ora in Inghilterra una classe operaia divisa in due campi ostili, i proletari inglesi e i proletari irlandesi. L'[[operaio]] inglese medio odia l'operaio irlandese come un concorrente che abbassa il suo livello di vita. Rispetto al lavoratore irlandese egli si sente un membro della nazione dominante, e così si costituisce in uno strumento degli aristocratici e dei capitalisti del suo paese contro l'[[Irlanda]], rafforzando in questo modo il loro dominio su lui stesso. Si nutre di pregiudizi religiosi, sociali e nazionali contro il lavoratore irlandese. [...] L'irlandese gli rende la pariglia, e con gli interessi. Egli vede nell'operaio inglese nello stesso tempo il complice e lo strumento stupido del dominio inglese sull'Irlanda. Questo antagonismo è artificialmente mantenuto e intensificato dalla stampa, dagli oratori, dalle caricature, in breve da tutti i mezzi di cui dispongono le classi dominanti. Questo antagonismo è il segreto dell'impotenza della classe operaia inglese, a dispetto della sua organizzazione. È il segreto grazie al quale la classe capitalista mantiene il suo potere. E questa classe ne è perfettamente cosciente. ([[Karl Marx]]) *Per questo ho lasciato l'Inghilterra, mi ricordava troppo mia moglie: fredda, cupa e facilmente accessibile per i francesi dal suo tunnel. (''[[The Big Bang Theory (nona stagione)|The Big Bang Theory]]'') *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. ([[Giuseppe Pecchio]]) *Personalmente, io devo troppe cose all'Inghilterra, per quanto riguarda la mia formazione mentale, per sentirmi totalmente estraneo ad essa. E, per quanto io faccia, non posso sbarazzarmi delle abitudini derivanti dalla mia mentalità e dai sistemi e modi di giudicare gli altri paesi, così come la vita in generale, che ho acquistato nelle scuole e nelle università inglesi. Tutte le mie predilezioni (fatta eccezione per il piano politico) sono per l'Inghilterra e per il popolo inglese, e se sono diventato ciò che può definirsi un incrollabile avversario del dominio britannico in India, è stato quasi a dispetto di me stesso. ([[Jawaharlal Nehru]]) *Quando combattemmo per salvare l'Inghilterra nella battaglia di Londra, i nostri piloti caddero in un numero sproporzionato, dando la vita per la causa europea che era la nostra vera causa. Ma subito dopo la guerra scoprimmo che Churchill a Yalta concedeva la Polonia a Stalin. Allora si cercò il modo di sopravvivere a questa sconfitta, a questa ingiustizia. E si trovava questa giustificazione: forse la nostra sofferenza serve a qualcosa. Questo è un pensiero profondamente cristiano. ([[Krzysztof Zanussi]]) *Quel che mi incuriosisce degli inglesi è il loro senso di classicità. Per noi il classico è un concetto antico, che si perde nei millenni della nostra storia; loro invece hanno un'idea di classicità più moderna, che resta al passo coi tempi. E sono abituati da sempre ad esportare tutto e a non importare niente. ([[Paolo Conte]]) *Quella che sul finire del XVII secolo si è distaccata non è, come afferma [[Arnold Toynbee]], una «scheggia tecnica». Un'isola europea, infatti, si staccò dal continente europeo ed un nuovo mondo marittimo, rappresentato dall'isola, si contrappose a quello della terraferma: fece così da contrappeso al mondo terraneo e tenne nelle proprie mani come in una bilancia l'equilibrio della terra e quindi la pace del mondo. Questo fu il risultato di una concreta risposta all'appello degli oceani che si aprivano. Su quest'isola d'Inghilterra, che aveva seguito l'appello degli oceani ed aveva compiuto il passo verso un'esistenza marittima, comparvero all'improvviso le prime macchine. ([[Carl Schmitt]]) *Questo secolo, si dice, è il secolo della filosofia [...]. Tutti sembrano oggi occuparsi della ricerca della [[verità]]: ma c'è un solo paese dove la si possa pubblicare impunemente, ed è l'Inghilterra. ([[Claude-Adrien Helvétius]]) *{{NDR|In Inghilterra}} Qui la [[povertà]] è [[vergogna]] che nessun merito lava. ([[Ugo Foscolo]]) *Se dovessimo venire trascinati in una guerra europea, ogni famiglia in Inghilterra sarebbe in lutto e non solo per la perdita dei nostri cari ma di un intero stile di vita che apprezziamo e alimentiamo da un migliaio di anni. ([[Anne Perry]]) *Sono le nature molto diverse: li [[Spagna|spagnoli]] omini temperati e maturi e pazientissimi di ogni disagio; li inghilesi bestiali, disordinati, non atti a durare lungamente fatica, e consumatori di molte vettovaglie. ([[Francesco Guicciardini]]) *Sulla natura dell'Inghilterra non dico nulla! Pare che essa non esista e che sia coltivata in modo che tutto cresca e viva secondo un programma. Gli uomini l'hanno dominata e hanno livellato le sue caratteristiche. I campi sono come ''parquets'' dipinti: con gli alberi e con l'[[erba]] è stato fatto lo stesso lavoro che con i [[cavallo|cavalli]] e con i buoi. L'erba ha l'aspetto, il colore e la morbidezza del velluto. Nei campi non trovi un pugno di terra incolta, nei parchi non c'è un cespuglio nato spontaneamente. E gli animali subiscono la stessa sorte. Sono tutti di razza: [[pecora|pecore]], cavalli, buoi e [[cane|cani]]. ([[Ivan Aleksandrovič Gončarov]]) *Un buon inglese non scherza mai, quando si tratta di una cosa seria come una scommessa. ([[Jules Verne]]) *Un popolo che pensa col culo. ([[Benito Mussolini]]) *Un'indifferenza alla logica, laddove possa condurre facilmente a gravi affanni, è una delle più spiccate peculiarità inglesi. ([[Winston Churchill]]) *Uno dei deliziosi aspetti della primavera inglese è che ha dei giorni, anzi, è quasi del tutto composta di giorni in cui, al tramonto, la temperatura è tale da rendere gradevole un fuoco, anzi persino necessario. ([[P. G. Wodehouse]]) *Uno dei vantaggi dell'Inghilterra, sui paesi che hanno un clima ragionevole è quello di permettere più di una volta all'anno l'esclamazione: "questo è il primo giorno di primavera!" ([[Jan Struther]]) *V'è una qualità soprattutto onde primeggiano gl'Inglesi, come già le schiatte dalle quali generalmente uscirono; e questa è il loro grande amore alla vita domestica. Ove un Inglese abbia famiglia, più quasi non si curerà di altra compagnia. Per avere un posto che possa dire veramente suo, egli attraversa i mari e va a stabilirsi nelle praterie americane, o nelle foreste vergini, e là fabbrica la sua casa. La solitudine del deserto non lo atterrisce; la compagnia della moglie e de' figliuoli basta ad ogni suo desiderio; e più non cura d'altro. ([[Samuel Smiles]]) *Va bene, giacché volete così, si lascino le nostre ossa in questo grigio paese, dove fa sempre freddo, dove il bel tempo è nebbia, la nebbia pioggia, la pioggia diluvio; dove il sole somiglia alla luna, e la luna a una forma di cacio. ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'') ===[[Charles Dickens]]=== *Bere gin è un grande vizio inglese, ma miseria e sporcizia sono peggiori. *C'è nell'inglese una combinazione di qualità, una modestia, un'indipendenza, una responsabilità, un riposo, combinati con l'assenza di tutto ciò che possa fare arrossire una fanciulla, che si cercherebbero invano tra le nazioni della terra. *L'unico grande principio della legge inglese è di fare affari. Nessun principio, con tutti gli angusti rigiri, viene mantenuto con più distinzione, sicurezza e logicità. ===[[Vincenzo Gioberti]]=== *È un popolo di trenta milioni di anime, campato sopra un'isola di tenuta mediocre, sterile e boreale; e tuttavia ha l'imperio del mare e divide colla Russia il principato del continente. Ella acquistò una potenza così smisurata coll'azione estrinseca, mediante la quale seppe volgere a proprio vantaggio le forze degli altri popoli, assai meno colle armi che colle idee e colle opere civili. Come l'uomo, debolissimo fra gli animali, riesce pure coll'individuale ingegno a domare e usufruttuar le fiere e la natura, così la Gran Bretagna coll'ingegno politico si è, per così dire, infeudata la metà del mondo civile e barbarico, procacciandosi una signoria cosmopolitica di traffichi, di leghe, di compagnie, di clientele, d'influssi, di aderenze. *L'Inghilterra, che fra le nazioni moderne di Europa è sola dotata di viril senno, si è resa capace di due veri importantissimi: l'uno che la libertà politica dei vari popoli giova a tutti, l'altro che la libertà economica non pregiudica a nessuno. *Più restia di tutti al corso comune è la Gran Bretagna, stante la sua qualità d'isola, per cui ella può dirsi la Sicilia di Europa, come la Sicilia è l'Inghilterra d'Italia: vaghissima di far casa in disparte e poco tócca o commossa dalle esterne vicissitudini. ==[[Proverbi italiani]]== *Con gli inglesi i grandi servigi, coi [[Francia|francesi]] i riguardi, e con gl'[[italia]]ni le maniere. *L'italiano è cerimonioso nella religione, il [[Germania|tedesco]] serio, l'inglese devoto, il francese zelante, lo [[Spagna|spagnolo]] superstizioso. *L'italiano è nei consigli acuto, il tedesco lento, l'inglese ardito, il francese pronto, lo spagnolo cauto. *L'italiano nel matrimonio è carceriere, il tedesco padrone di casa, l'inglese sottomesso, il francese libero, lo spagnolo tiranno. *La Francia è il paese delle mode, l'Inghilterra delle stravaganze, la Spagna degli antenati, l'Italia delle pompe, e la Germania dei titoli. *Quando l'Italia suona la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'[[Olanda]] il tamburo, nulla è uguale ad esse. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Kenneth O. Morgan, ''History of Britain – c55 B.C. &ndash; 1485'', Oxford University Press, 1985, ISBN 0-7221-6602-8 *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Luoghi del Regno Unito]] mmdy2xgnx0sjtm2sneescrim7m3ajdr Cesare Pavese 0 8457 1421633 1385972 2026-07-24T23:17:54Z IvanScrooge98 45087 /* */ img 1421633 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Cesare Pavese cropped.jpg|right|thumb|Cesare Pavese]] {{indicedx}} '''Cesare Pavese''' (1908 – 1950), scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano. ==Citazioni di Cesare Pavese== *[...] avere una [[tradizione]] è meno che nulla, è soltanto cercandola che si può viverla.<ref>Dalla Prefazione a Herman Melville, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/m/melville/moby_dick/pdf/melville_moby_dick.pdf Moby Dick, o, la Balena]'', traduzione di Cesare Pavese, Frassinelli, Torino, 1963.</ref> *[...] con [[Robert Louis Stevenson|R.L.S.]] entra nella prosa narrativa inglese, assumendovi un esotico fascino, la lezione di stile dei naturalisti francesi, la scelta della parola esatta, insostituibile, il senso del colore, del suono, della sfumatura essenziale, del particolare esattamente osservato — e insieme l'avversione a ogni intemperanza romantica o sentimentale, il gusto di una sobrietà e d'un controllo di sé quasi stoici. [...] Ma egli fu anche un narratore di favole, cui è ormai aliena ogni cronachistica e pettegola compiacenza nell'«oggettività» borghese, uno che riserva l'esattezza e la verità della frase, della sensazione, del gesto, a rendere palpabili e familiari le nostalgie, le baldanze, le fedeltà e gli eroismi dell'eterna avventura del ragazzo che entra nel mondo. Questo dissociare lo stile «veristico» del suo tempo dal programma di pseudo-scientifica inchiesta sociale che gli era congenito, nonché dal gusto decadente della sensazione scopo a se stessa, e applicarlo invece a raccontare, raccontare a rompicollo, fu un gesto inconsciamente rivoluzionario e ricco d'avvenire.<ref>Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/1950/06/27/page_003.pdf La lezione di stile di Robert L. Stevenson]'', in ''l'Unità'', 27 giugno 1950, p. 3.</ref> *''[[David Copperfield]]'' è senza dubbio il romanzo di Dickens dov'è più estrosa la caratterizzazione e dov'è più gustosa la futilità dell'intreccio. Un mondo vastissimo ci viene qui evocato: borghesi, marinai, casalinghe, truffatori, semplici ragazze, avvocati, bottegai, fantesche, spostati, in un viluppo di quotidiane avventure che non escludono né l'eroismo né la morte, eppure tutti quanti stanno al reale nella proporzione di figurine vedute allo stereoscopio.<ref>Dalla Prefazione a Charles Dickens, ''[https://www.google.it/books/edition/David_Copperfield/bADaBAAAQBAJ David Copperfield]'', Einaudi, 2014. ISBN 9788858415375.</ref> *Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.<ref>[https://web.archive.org/web/20160305012807/http://www.internetculturale.it/upload/immagini/ultime%20parole%20grande.jpg Parole d'addio riportate sulla prima pagina] di una copia dei ''Dialoghi con Leucò'', ritrovata su un tavolino accanto al suo corpo senza vita. Il 27 agosto 1950 Pavese si suicidò con una dose eccessiva di barbiturici in una camera al terzo piano dell'Hotel Roma in piazza Carlo Felice, a Torino.</ref> *Più si è malcontenti di sé e più la [[firma]] si mette gigante.<ref>Dalla lettera a Mario Sturani, 4 novembre 1924, in ''Lettere 1924-1944'', a cura di Lorenzo Mondo, Einaudi, Torino, 1966<sup>2</sup>, p. [https://books.google.it/books?id=qaAqAQAAMAAJ&pg=PA4 4].</ref> *''Tu non sai le colline | dove si è sparso il sangue. | Tutti quanti fuggimmo | tutti quanti gettammo | l'arma e il nome.''<ref>Da ''La terra e la morte'', in ''Poesie del disamore'', Einaudi, Torino.</ref> (9 novembre 1945) *''Verrà la morte e avrà i tuoi occhi | questa morte che ci accompagna | dal mattino alla sera, insonne, | sorda, come un vecchio rimorso | o un vizio assurdo''.<ref>Da ''Verrà la morte e avrà i tuoi occhi''. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> ===Dal carteggio tra Cesare Pavese e [[Bianca Garufi]]=== *Crudele lo sono ancora certamente, se crudeltà si può chiamare il normale contegno di chi rispetta le donne al punto di non volerne sapere di loro. [...] Per guarire da ogni nostalgia amorosa non c'è che sperimentare d'essere amato o voluto o bramato o quello che vuoi, da una persona che ci dia ai nervi. *Io trovo molto bello questo maltrattarci insaziabile [...] siamo una bellissima coppia discorde. *Saprò diventare come vuoi. Devo diventarlo, perché non voglio che la nostra storia somigli alle altre che ho bruciato. ==''Dialoghi con Leucò''== ===[[Incipit]]=== Cesare Pavese, che molti si ostinano a considerare un testardo narratore realista, specializzato in campagne e periferie americano-piemontesi, ci scopre in questi ''Dialoghi'' un nuovo aspetto del suo temperamento. Non c'è scrittore autentico, il quale non abbia i suoi quarti di luna, il suo capriccio, la musa nascosta, che a un tratto lo inducono a farsi eremita. Pavese si è ricordato di quand'era a scuola e di quel che leggeva: si è ricordato dei libri che legge ogni giorno, degli unici libri che ''legge''. Ha smesso per un momento di credere che il suo totem e tabù, i suoi selvaggi, gli spiriti della vegetazione, l'assassinio rituale, la sfera mitica e il culto dei morti, fossero inutili bizzarrie e ha voluto cercare in essi il segreto di qualcosa che tutti ricordano, tutti ammirano un po' straccamente e ci sbadigliano un sorriso. E ne sono nati questi ''Dialoghi''. ===Citazioni=== *''La Nube''. Ho paura. Ho veduto le cime dei monti. Ma non per me, Issione. Io non posso patire. Ho paura per voi che non siete che uomini. Questi monti che un tempo correvate da padroni, queste creature nostre e tue generate in libertà, ora tremano a un cenno. Siamo tutti asserviti a una mano più forte. I figli dell'acqua e del vento, i Centauri, si nascondono in fondo alle forre. Sanno di essere mostri. [...] La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene. Lo sai questo? [...] Per te la morte è una cosa che accade, come il giorno e la notte. Tu sei uno di noi, Issione. Tu sei tutto nel gesto che fai. Ma per loro, gli immortali, i tuoi gesti hanno un senso che si prolunga. Essi tastano tutto da lontano con gli occhi, le narici, le labbra. Sono immortali e non san vivere da soli. (da ''La nube'') *''La Nube'': C'è una legge, Issione, cui bisogna ubbidire.<br/>''Issione'': Quassù la legge non arriva, Nefele. Qui la legge è il nevaio, la bufera, la tenebra. E quando viene il giorno chiaro e tu ti accosti leggera alla rupe, è troppo bello per pensarci ancora. (da ''La nube'') *''Sarpedonte.'' Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco. (da ''La Chimera'') *''Tiresia.'' Che degli [[dèi]] si parla troppo. Esser cieco non è una disgrazia diversa da esser vivo. [...] Il mondo è più vecchio di loro. Già riempiva lo spazio e sanguinava, godeva, era l'unico dio – quando il tempo non era ancor nato. Le cose stesse, regnavano allora. Accadevano cose – adesso attraverso gli dèi tutto è fatto parole, illusione, minaccia. Ma gli dèi possono dar fastidio, accostare o scostare le cose. Non toccarle, non mutarle. Sono venuti troppo tardi. [...] È accaduto qualcosa – che non è bene né male, qualcosa che non ha nome – gli daranno poi un nome gli dèi. (da ''I ciechi'') *''Edipo:'' Ma è davvero così vile il sesso della donna?<br/>''Tiresia'': Nient'affatto. Non ci sono cose vili se non per gli dèi. *''Ermete.'' Gli dèi nuovi di Tessaglia che molto sorridono, soltanto di una cosa non possono ridere: credi a me che ho veduto il destino. Ogni volta che il caos trabocca alla luce, alla loro luce, devono trafiggere e distruggere e rifare. (da ''Le cavalle'') *''Tànatos.'' Che per nascere occorra morire, lo sanno anche gli uomini. Non lo sanno gli olimpici. Se lo sono scordato. Loro durano in un mondo che passa. Non esistono: sono. Ogni loro capriccio è una legge fatale. Per esprimere un fiore distruggono un uomo. (da ''Il fiore'') *''Britomarti.'' O Saffo, non è questo il sorridere. Sorridere è vivere come un'onda o una foglia, accettando la sorte. È morire a una forma e rinascere a un'altra. È accettare, accettare, se stesse e il destino. [...] <br />''Saffo.''Il desiderio non è canto. Il desiderio schianta e brucia, come il serpe, come il vento. (da ''Schiuma d'onda'') *''Meleagro.'' Non so. Ma ho sentito narrare di libere vite di là dai monti e dai fiumi, di traversate, di arcipelaghi, d'incontri con mostri e con dèi. Di uomini più forti anche di me, più giovani, segnàti da strani destini. <br />''Ermete.'' Avevano tutti una madre, Meleagro. E fatiche da compiere. E una morte li attendeva, per la passione di qualcuno. Nessuno fu signore di sé né conobbe mai altro. (da ''La madre'') *''Edipo''. No, non capisci, non capisci, non è questo. Vorrei che fossero più atroci ancora. Vorrei essere l'uomo più sozzo e più vile purché quello che ho fatto l'avessi voluto. Non subìto così. Non compiuto volendo far altro. Che cosa è ancora Edipo, che cosa siamo tutti quanti, se fin la voglia più segreta del tuo sangue è già esistita prima ancora che nascessi e tutto quanto era già detto? [...] <br />''Mendicante''. [...] [[Mendicante|Mendicare]] o regnare, che importa? Abbiamo entrambi vissuto. Lascia il resto agli dèi. <br />''Edipo''. Non saprai mai se ciò che hai fatto l'hai voluto... (da ''La strada'') *''Prometeo.'' Tutti avete una rupe, voi uomini. Per questo vi amavo. Ma gli dèi sono quelli che non sanno la rupe. Non sanno ridere né piangere. Sorridono davanti al destino. [...] Ma ricòrdati sempre che i mostri non muoiono. Quello che muore è la paura che t'incutono. Così è degli dèi. Quando i mortali non ne avranno più paura, gli dèi spariranno. (da ''La rupe'') *''Orfeo.'' Io cercavo, piangendo, non più lei ma me stesso. Un destino, se vuoi. Mi ascoltavo. [...] Il mio destino non tradisce. Ho cercato me stesso. Non si cerca che questo. [...] Visto dal lato della vita tutto è bello. Ma credi a chi è stato tra i morti... Non vale la pena. [...] E voi godetela la festa. Tutto è lecito a chi non sa ancora. È necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno. L'origine del mio destino è finita nell'Ade, finita cantando secondo i miei modi la vita e la morte. <br />''Bacca.'' E che vuol dire che un destino non tradisce? <br />''Orfeo''. Vuol dire che è dentro di te, cosa tua; più profondo del sangue, di là da ogni ebbrezza. Nessun dio può toccarlo. (da ''L'inconsolabile'') *''Secondo cacciatore.'' Non conosci la strada del sangue. Gli dèi non ti aggiungono né tolgono nulla. Solamente, d'un tocco leggero, t'inchiodano dove sei giunto. Quel che prima era voglia, era scelta, ti si scopre destino. Questo vuol dire, farsi lupo. Ma resti quello che è fuggito dalle case, resti l'antico Licaone. (da ''L'uomo-lupo'') *''Litierse.'' Non c'è dei sopra il campo. C'è soltanto la terra, la Madre, la Grotta, che attende sempre e si riscuote soltanto sotto il fiotto di sangue. Questa sera, straniero, sarai tu stesso nella grotta. (da ''L'ospite'') *''Padre.'' E dunque. Se una volta bastava un falò per far piovere, bruciarci sopra un vagabondo per salvare un raccolto, quante case di padroni bisogna incendiare, quanti ammazzarne per le strade e per le piazze, prima che il mondo torni giusto e noi si possa dir la nostra? [...]<br />''Figlio.'' [...] Sono ingiusti, gli dèi. Che bisogno hanno che si bruci gente viva? <br />''Padre''. Se non fosse così, non sarebbero dèi. Chi non lavora come vuoi che passi il tempo? Quando non c'erano i padroni e si viveva con giustizia, bisognava ammazzare ogni tanto qualcuno per farli godere. Sono fatti così. Ma ai nostri tempi non ne han più bisogno. Siamo in tanti a star male, che gli basta guardarci. (da ''I fuochi'') *''[[Calipso]].'' [[Immortalità|Immortale]] è chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani. Ma se ti piace la parola, dilla. Tu sei davvero a questo punto? <br />''Odisseo''. Io credevo immortale che non teme la morte. <br />''Calipso''. Chi non spera di vivere. [...] Qualcuna di noi resisté ai nuovi dèi; lasciai che i nomi sprofondassero nel tempo; tutto mutò e rimase uguale; non valeva la pena di contendere ai nuovi il destino. Ormai sapevo il mio orizzonte e perché i vecchi non avevano contesto con noialtri. [...] Non c'è vero silenzio se non condiviso. [...] Non vale la pena, Odisseo. Chi non si ferma adesso, subito, non si ferma mai più. Quello che fai, lo farai sempre. Devi rompere una volta il destino. Devi uscire di strada, e lasciarti affondare nel tempo... [...] Che cos'è vita eterna se non questo accettare l'istante che viene e l'istante che va? L'ebbrezza, il piacere, la morte non hanno altro scopo. Cos'è stato finora il tuo errare inquieto? <br />''Odisseo''. Se lo sapessi avrei già smesso. Ma tu dimentichi qualcosa. <br />''Calipso''. Dimmi. <br />''Odisseo''. Quello che cerco l'ho nel cuore, come te. (da ''L'isola'') *''Virbio.'' È felice il ragazzo che fui, quello che è morto. Tu l'hai salvato, e ti ringrazio. ma il rinato, il tuo servo, il fuggiasco che guarda la quercia e i tuoi boschi, quello non è felice, perché nemmeno sa se esiste. Chi gli risponde? chi gli parla? l'oggi aggiunge qualcosa al suo ieri? [...] Solamente altro sangue può calmare il mio. E che scorra inquieto, e poi sazio. [...] Ma ho bisogno di stringere a me un sangue caldo e fraterno. Ho bisogno di avere una voce e un destino. O selvaggia, concedimi questo. <br />''Diana''. Pensaci bene, Virbio-Ippolito. Tu sei stato felice. <br />''Virbio.'' Non importa, signora. Troppe volte mi sono specchiato nel lago. Chiedo di vivere, non di essere felice. (da ''Il lago'') *''Circe''. Sì. Qualcuno di loro sa ridere davanti al destino, sa ridere dopo, ma durante bisogna che faccia sul serio o che muoia. Non sanno scherzare sulle cose divine, non sanno sentirsi recitare come noi. La loro vita è così breve che non possono accettare di far cose già fatte o sapute. Anche lui, l'Odisseo, il coraggioso, se gli dicevo una parola in questo senso, smetteva di capirmi e pensava a Penelope. [...] Sì ma vedi, io lo capisco. Con Penelope non doveva sorridere, con lei tutto, anche il pasto quotidiano, era serio e inedito – potevano prepararsi alla morte. Tu non sai quanto la morte li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione, una cosa saputa, ma s'illudono che cambi qualcosa. [...] E il ritorno innumerevole dei giorni non gli parve mai destino, e correva alla morte sapendo cos'era, e arricchiva la terra di parole e di fatti. [...] L'uomo mortale, Leucò, non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti. (da ''Le streghe'') *''Teseo''. Ci fu un tempo che l'Ida non conobbe che dee. Che una dea. Era il sole, era i tronchi, era il mare. E davanti alla dea gli dèi e gli uomini si sono schiacciati. Quando una donna sfugge l'Uomo, e si ritrova dentro al sole e alla bestia, non è colpa dell'uomo. È il sangue guasto, è il caos. (da ''Il toro'') *''Iasone.'' C'è una verginità nelle cose, Mélita, che fa paura più del rischio. Pensa all'orrore delle vette dei monti, pensa all'eco. [...] Si fa male per essere grandi, per essere dèi. <br />''Mélita''. E perché vostra vittima è sempre una donna? [...] ''Iasone.'' Ho imparato a Corinto, a non essere un dio. E conosco te, Mélita. (da ''Gli argonauti'') *''Leucotea.'' Cara mia, ma gli dei sono il luogo, sono la solitudine, sono il tempo che passa. [...] Tutti gli dei sono crudeli. Che vuol dire? Ogni cosa divina è crudele. Distrugge l'essere caduco che resiste. Per svegliarti più forte, devi cedere al sonno. Nessun dio sa rimpiangere nulla. (da ''La vigna'') *''Cratos.'' Ma tu sai cosa sono gli uomini? Miserabili cose che dovranno morire, più miserabili dei vermi o delle foglie dell'altr'anno che son morti ignorandolo. [...] <br />''Bia''. Ma non ne segue che il suo cenno sia scaduto. Sono invece scaduti i signori del Caos, quelli che un tempo hanno regnato senza legge. Prima l'uomo la belva e anche il sasso era dio. Tutto accadeva senza nome e senza legge. Ci voleva la fuga del dio, la grossa empietà del suo confino tra gli uomini quando ancora era bimbo e poppava alla capra, e poi la crescita sul monte tra le selve, le parole degli uomini e le leggi dei popoli, e il dolore la morte e il rimpianto, per fare del figlio di Crono il buon Giudice, la Mente immortale e inquieta. [...] Il bambino rinato divenne signore vivendo tra gli uomini. [...] La parola dell'uomo, che sa di patire e si affanna e possiede la terra, rivela a chi l'ascolta meraviglie. [...] Si conosce la bestia, si conosce l'iddio, ma nessuno, nemmeno noialtri, sappiamo il fondo di quei cuori. C'è persino, tra loro, chi osa mettersi contro il destino. Soltanto vivendo con loro e per loro si gusta il sapore del mondo. (da ''Gli uomini'') *''Dioniso''. Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere. [...] Ma che vuoi che gli diamo? Qualunque cosa ne faranno sempre sangue. <br />''Demetra.'' C'è un solo modo, e tu lo sai. [...] Dare un senso a quel loro morire. [...] Insegnargli la vita beata. [...] Insegnargli che ci possono eguagliare di là dal dolore e dalla morte. Ma dirglielo noi. Come il grano e la vite discendono all'Ade per nascere, così insegnargli che la morte anche per loro è nuova. [...] Moriranno e avran vinta la morte. Vedranno qualcosa oltre il sangue, vedranno noi due. Non temeranno più la morte e non avranno più bisogno di placarla versando altro sangue. (da ''Il mistero'') *''Amadriade''. Alle volte, non so. Mi chiedo che cosa sarebbe morire. Quest'è l'unica cosa che davvero ci manca. Sappiamo tutto e non sappiamo questa semplice cosa. Vorrei provare, e poi svegliarmi, si capisce. <br />''Satiro''. Sentila. Ma morire è proprio questo – non più sapere che sei morta. Ed è questo il [[diluvio]]: morire in tanti che non resti più nessuno a saperlo. [...] <br />''Amadriade''. Strana gente. Loro trattano il destino e l'avvenire, come fosse un passato. <br />''Satiro.'' Questo vuol dire, la [[speranza]]. Dare un nome di ricordo al destino. (da ''Il diluvio'') *''Dioniso''. E carne e sangue gronderanno, non più per placare la morte, ma per raggiungere l'eterno che li aspetta. <br />''Demetra.'' Si direbbe che vedi il futuro. Come puoi dirlo?<br />''Dioniso''. Basta avere veduto il passato, Deò. Credi a me. Ma ti approvo. Sarà sempre un racconto. ==''Il carcere''== ===[[Incipit]]=== Stefano sapeva che quel paese non aveva niente di strano, e che la gente ci viveva, a giorno a giorno, e la terra buttava e il mare era il mare, come su qualunque spiaggia. Stefano era felice del mare, venendoci, lo immaginava come la quarta parete della sua prigione, una vasta parete di colori e di frescura, dentro la quale avrebbe potuto inoltrarsi e scordare la cella. ===Citazioni=== *La gioia di riavere una porta da chiudere e aprire, degli oggetti da riordinare – che era tutta la gioia della sua libertà – gli era durata a lungo, come una umile convalescenza. Stefano ne sentì presto la precarietà, quando le scoperte ridivennero abitudini; ma vivendo quasi sempre fuori, riservò per la sera e la notte il suo senso d'angoscia. *Nessuno si fa casa di una cella, e Stefano si sentiva sempre intorno le pareti invisibili. A volte, giocando alle carte nell'osteria, fra i visi cordiali o intenti di quegli uomini Stefano, si vedeva solo e precario, dolorosamente isolato, fra quella gente provvisoria, dalle sue pareti invisibili. Il maresciallo che chiudeva un occhio e lo lasciava frequentare l'osteria, non sapeva che Stefano a ogni ricordo, a ogni disagio, si ripeteva che tanto quella non era la sua vita, che quella gente e quelle parole scherzose erano remote da lui come un deserto, e lui era un confinato, che un giorno sarebbe tornato a casa. *[...] l'[[angoscia]] vera è fatta di noia, [...]. *[...] si resiste a star soli finché qualcuno soffre di non averci con sé, mentre la vera [[solitudine]] è una cella intollerabile. ==''Il compagno''== ===[[Incipit]]=== Mi dicevano Pablo perché suonavo la chitarra. La notte che Amelio si ruppe la schiena sulla strada di Avigliana, ero andato con tre o quattro a una merenda in collina – mica lontano, si vedeva il ponte – e avevamo bevuto e scherzato sotto la luna di settembre, finché per via del fresco ci toccò cantare al chiuso. Allora le ragazze si erano messe a ballare. Io suonavo – Pablo qui, Pablo là – ma non ero contento, mi è sempre piaciuto suonare con qualcuno che capisca, invece quelli non volevano che gridare più forte. Toccai ancora la chitarra andando a casa e qualcuno cantava. La [[nebbia]] mi bagnava la mano. Ero stufo di quella vita. ===Citazioni=== *Pensavo, invece, rientrando la sera, ai discorsi che avevo fatto con tutti ma a nessuno avevo detto ch'ero solo come un cane, e non mica perché non ci fosse più Amelio – anche lui mi mancava per questo. Forse a lui l'avrei detto che quell'estate era l'ultima e tra osterie, negozio e chitarra ero stufo. Lui le capiva queste cose. (p. 329) *Non gli dissi ch'ero uscito con Linda. Adesso, prima cosa si sentiva quel profumo. La finestra era aperta, ma nel freddo sentivo il profumo. Guardavo in terra i mozziconi se eran sporchi di rossetto. (p. 337) *Quando arrivai a Roma sul camion che Milo mi aveva trovato ero contento di aver fatto tanta strada e che al mondo ci fossero degli altri paesi, delle città, delle montagne, tanti posti che non avevo mai visto. Arrivammo di notte. Carletto dormiva appoggiato al conducente. (p. 404) *Lei mi disse che andava al cinema quel giorno. Io pensai "Con la [[blusa]] a quadretti?". Nel pensarlo le diedi un'occhiata. Lei mi capì e la vidi ridere con gli occhi. Accidenti, era ben sveglia. E sembrava un ragazzo. Fino a notte rividi la testa riccia e quella bocca e il camminare nella tuta. Fu quella volta che scappai senza aspettare che chiudessimo. (p. 420) *Cara donna, vuoi che mettiamo il letto in negozio? Sono Pablo, e lavoro a giornata. *Il suo fianco era il mio. La sua voce era come abbracciarla. *L'acqua correva piano piano sotto il cielo. ===[[Explicit]]=== Parlammo ancora di Torino e della casa. Lei mi parlò di Carlottina e di mia madre. – Le vedrò quando verrò a Torino? – diceva. Tornammo a piedi, verso sera. C'era un sole d'oro fra le pietre e le piante. Era l'ora che in carcere battono i ferri. Raccontai a Gina di Amelio. Lei stette a sentire, tenendomi il braccio. – Verrà a Roma, – le dissi, – verrà anche lui. Come gli altri. Poi ci lasciammo sulla porta del negozio. Era già notte. ==''Il diavolo sulle colline''== *Sei sì o no persuaso che lo stato dell'[[uomo]] è la debolezza? Come puoi sollevarti se prima non precipiti? (V) *Non c'è niente che sappia di morte più del sole in estate della gran luce, della natura esuberante. Tu fiuti l'aria e senti il bosco e ti accorgi che piante e bestie se ne infischiano di te. Tutto vive e si macera in se stesso. La [[natura]] è la morte. (VII) *Pensai a quanti [[Luogo|luoghi]] ci sono nel mondo che appartengono così a qualcuno, che qualcuno ha nel sangue e nessun altro li sa. (IX) *Non sai che quello che ti tocca una volta si ripete? Che come si è reagito una volta, si reagisce sempre? Non è mica per caso che ti metti nei guai. Poi ci ricaschi. Si chiama il [[destino]]. (XI) *Perché tanti discorsi ambigui, buttati con l'edera a nascondere un pozzo, quando tutti sapevamo di che pozzo si trattava? (XVIII) *Queste notti moderne, – disse Pieretto. – Sono vecchie come il mondo. *– È una stupida, – dissi. – Una [[donna]] innamorata è sempre stupida. ==''Il mestiere di vivere''== [[Immagine:Cesare Pavese.png|right|thumb|Cesare Pavese]] ===[[Incipit]]=== Che qualcuna delle ultime poesie sia convincente, non toglie importanza al fatto che le compongo con sempre maggiore indifferenza e riluttanza. Nemmeno importa molto che la gioia inventiva mi riesca qualche volta oltremodo acuta. Le due cose, messe insieme, si spiegano coll'acquisita disinvoltura metrica, che toglie il gusto di scavare da un materiale informe, e insieme interessi miei di vita pratica che aggiungono un'esaltazione passionale alla meditazione su certune poesie. (6 ottobre 1935) ===Citazioni=== *La [[vita]] senza [[tabagismo|fumo]] è come il [[fumo]] senza l'arrosto. (20 dicembre 1935) *Quale mondo giaccia di là di questo mare non so, ma ogni mare ha l'altra riva, e arriverò. (16 febbraio 1936) *Il futuro verrà da un lungo dolore e un lungo silenzio. (16 febbraio 1936) *Bisogna osservare bene questo: ai nostri tempi il [[suicidio]] è un modo di sparire, viene commesso timidamente, silenziosamente, schiacciatamente. Non è più un agire, è un patire. (24 aprile 1936) *L'unico modo di sfuggire all'[[abisso]] è di guardarlo e misurarlo e sondarlo e discendervi. (24 aprile 1936) *Una [[donna]] che non sia stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci riesce sempre. (3 agosto 1937) *Le uniche donne che vale la pena di sposare, sono quelle che non ci si può fidare a sposare. (30 settembre 1937) *Un uomo non rimpiange per [[amore]] chi l'abbia tradito, ma per avvilimento di non avere meritato la fiducia. (13 novembre 1937) *Far poesie è come far l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa. (17 novembre 1937) *Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l'andar degli anni si soffre sempre di più? (21 novembre 1937) *No, non sono pazzi questa gente che si diverte, che gode, che viaggia, che fotte, che combatte – non sono pazzi, tanto è vero che vorremmo farlo anche noi. (21 novembre 1937) *L'unica gioia al mondo è [[cominciare]]. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità, – si vorrebbe morire. (23 novembre 1937) *Ma la grande, la tremenda verità è questa: soffrire non serve a niente. (26 novembre 1937) *Pensiero d'amore: ti voglio tanto bene che desidero esser nato tuo fratello, o averti messo al mondo io stesso. (30 novembre 1937) *Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e ''refoulé''. (30 novembre 1937) *Proprio a te doveva accadere di concentrare tutta la vita su un punto, e poi scoprire che tutto puoi fare tranne vivere quel punto. (25 dicembre 1937) *Se il [[rapporto sessuale|chiavare]] non fosse la cosa più importante della vita, la ''[[Genesi]]'' non comincerebbe di lì. (25 dicembre 1937) *C'è qualcosa di più triste che invecchiare, ed è rimanere bambini. (25 dicembre 1937) *Questo è definitivo: tutto potrai avere dalla vita, meno che una donna ti chiami il ''suo uomo''. E finora tutta la tua vita era fondata su questa speranza. (5 gennaio 1938) *L'arte di vivere è l'arte di saper credere alle [[bugia|menzogne]]. (5 gennaio 1938) *Povera gente, i [[testicoli]] da cui siamo nati, sono ancora sempre la nostra sostanza. Immensamente più felice è lo scemo, il povero, il malvagio di cui funzioni il membro, che non il genio, il ricco, l'evangelico, anormale là sotto. (5 gennaio 1938) *{{Ancora|La difficoltà di commettere suicidio|La difficoltà di commettere suicidio sta in questo: è un atto d'ambizione che si può commettere solo quando si sia superata ogni ambizione.}} (16 gennaio 1938) *Perché il veramente innamorato chiede la continuità, la vitalità (''lifelongness'') dei rapporti? Perché la vita è dolore e l'[[amore]] goduto è un anestetico, e chi vorrebbe svegliarsi a metà operazione? (19 gennaio 1938) *Consolante pensiero: non contano le azioni che facciamo, ma l'animo con cui le facciamo. Cioè: soffrano pure gli altri, tanto non c'è altro al mondo che sofferenza. Il problema è solo come portare una coscienza pura. E ciò sarebbe la morale. (26 gennaio 1938) *Per disprezzare il denaro bisogna appunto averne, e molto.<ref>[[Citazioni erroneamente attribuite|Erroneamente attribuita]] anche a [[Catherine Deneuve]].</ref> (2 febbraio 1938) *Quei filosofi che credono all'assoluto logico della verità, non hanno mai avuto a che discorrere a ferri corti con una donna. (19 febbraio 1938) *[[Vendetta|Vendicarsi]] di un torto ricevuto è togliersi il conforto di gridare all'ingiustizia. (5 marzo 1938) *Non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi. (23 marzo 1938) *Perché – quando si è sbagliato – si dice «un'altra volta saprò come fare», quando si dovrebbe dire «un'altra volta so già come farò»? (25 aprile 1938) *Siccome [[Dio]] ''poteva'' creare una [[libertà]] che non consentisse il [[male]] (cfr. lo stato dei beati liberi e certi di non peccare), ne viene che il male l'ha voluto lui. Ma il male lo offende. È quindi un banale caso di masochismo. (13 maggio 1938) *In fondo, l'unica ragione perché si pensa sempre al proprio io è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che non chiunque altro. (26 maggio 1938) *La [[morte]] è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo. (7 giugno 1938) *Tutti «gli affetti più sacri» non sono che una pigra abitudine. (12 giugno 1938) *Tanto poco un uomo s'interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene ''per amore di Dio''. (8 luglio 1938) *Il fascino sottile delle [[Convalescenza|convalescenze]] consiste in questo: tornare alle proprie abitudini con l'illusione di scoprirle. (28 agosto 1938; 1967, p. [[s:Pagina:Pavese - Il mestiere di vivere.pdf/113|109]]) *Gli uomini che hanno una tempestosa vita interiore e non cercano sfogo o nei discorsi o nella scrittura, sono semplicemente uomini che non hanno una tempestosa vita interiore. (19 settembre 1938) *Date una [[compagnia]] al solitario e parlerà più di chiunque. (19 settembre 1938) *L'origine di tutti i peccati è il senso d'inferiorità – detto altresì [[ambizione]]. (21 settembre 1938) *''L'uomo d'azione'' non è l'ignorante che si butta allo sbaraglio dimenticandosi, ma l'uomo che ritrova nella pratica le cose che sa. (3 ottobre 1938) *L'offesa più atroce che si può fare a un uomo è negargli che soffra. (5 ottobre 1938) *Sciocco addolorarsi per la perdita di una [[compagnia]]: quella persona potevamo non incontrarla mai, quindi possiamo farne a meno. (13 ottobre 1938) *La religione consiste nel credere che ''tutto quello che ci accade è straordinariamente importante''. Non potrà mai sparire dal mondo, proprio per questa ragione. (13 ottobre 1938) *Non si desidera di godere. Si desidera sperimentare la vanità di un piacere, per non esserne più ossessionati. (16 ottobre 1938) *La [[fantasia]] umana è immensamente più povera della realtà. (25 ottobre 1938) *''Soffrire non serve a niente | Soffrire limita l'efficienza spirituale | Soffrire è sempre colpa nostra | Soffrire è una debolezza''. (28 ottobre 1938) *Non bastano le disgrazie a fare di un fesso una persona intelligente. (2 novembre 1938) *Sostenere che i nostri successi ci sono impartiti dalla Provvidenza e non dall'astuzia, è un'astuzia di più per aumentare ai nostri occhi l'importanza di questi successi. (4 novembre 1938) *Passavo la sera seduto davanti allo specchio per tenermi compagnia... (6 novembre 1938) *La letteratura è una difesa contro le offese della vita. Le dice: «Tu non mi fai fesso: so come ti comporti, ti seguo e ti prevedo, godo anzi a vederti fare, e ti rubo il segreto componendoti in scaltrite costruzioni che arrestano il tuo flusso». (10 novembre 1938) *Non si desidera possedere una donna, si desidera possederla noi soli. (13 novembre 1938) *[[Lettura|Leggendo]] non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi. (3 dicembre 1938) *L'[[ozio]] rende lente le ore e veloci gli anni. L'[[operosità]] rapide le ore e lenti gli anni. (10 dicembre 1938) *La cosa più [[Banalità|banale]], scoperta in noi diventa interessantissima. Nasce da ciò, che non è più un'astratta cosa banale, ma un inaudito miscuglio di realtà e di nostra essenza. (29 gennaio 1939) *Per libertario che sia un giovane, cerca sempre di modellarsi su di uno schema astratto, quale in sostanza deduce dall'esempio del mondo. E un uomo, per conservatore che sia, fa consistere il suo valore della deviazione individuale dal modello. (5 marzo 1939) *Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con altri. (15 maggio 1939) *Il sesso è un incidente: ciò che ne riceviamo è momentaneo e casuale; noi miriamo a qualcosa di più riposto e misterioso di cui il sesso è solo un segno, un simbolo. (15 maggio 1939) *La politica è l'arte del possibile. Tutta la vita è politica. (15 maggio 1939) *La [[guerra]] imbarbarisce perché, per combatterla, occorre indurirsi verso ogni rimpianto e attaccamento a valori delicati, occorre ''vivere come se questi valori non esistessero''; e, una volta finita, si è persa ogni elasticità di tornare a questi valori. (9 settembre 1939) *Si fa l'elemosina, per levarsi d'innanzi il miserabile che la chiede. (17 settembre 1939) *Ci vuole la ricchezza d'esperienze del realismo e la profondità di sensi del simbolismo. (14 dicembre 1939) *Tutta l'arte è un problema di equilibrio fra due opposti. (14 dicembre 1939) *L'[[amore]] è la più a buon prezzo delle religioni. (21 dicembre 1939) *Le cose gratuite sono quelle che costano di più. Come? Costano lo sforzo per capire che sono gratuite. (21 gennaio 1940) *In genere è per mestiere disposto a sacrificarsi chi non sa altrimenti dare un senso alla sua vita. (9 febbraio 1940) *Se una vita libera assolutamente da ogni senso di peccato fosse realizzabile, sarebbe vuota da far spavento. (17 marzo 1940) *Le generazioni non invecchiano. Ogni giovane di qualunque tempo e civiltà ha le stesse possibilità di sempre. (19 aprile 1940) *Finché si avranno passioni non si cesserà di ''scoprire'' il mondo. (16 giugno 1940) *Il [[sogno]] è una costruzione dell'intelligenza, cui il costruttore assiste senza sapere come andrà a finire. (22 luglio 1940) *Gli [[anacoreta|anacoreti]] si maltrattavano a quel modo, per farsi scusare presso la gente comune la beatitudine che avrebbero goduto in cielo. (27 luglio 1940) *Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi. (28 luglio 1940) *Non bisogna mai dire per gioco che si è [[scoraggiamento|scoraggiati]], perché può accadere che ci pigliamo in parola. (5 agosto 1940) *La [[vita]] non è ricerca di esperienze, ma di se stessi. Scoperto il proprio strato fondamentale ci si accorge che esso combacia col proprio destino e si trova la pace. (8 agosto 1940) *Riesce a compiere un'opera soltanto chi valga più di quest'opera. (14 agosto 1940) *La vera genialità [...] non è conquistare una donna già desiderata da tutti, ma scovarne una preziosa in un essere ignorato. (7 ottobre 1940) *C'è un'arte di ricevere in faccia le sferzate del dolore, che bisogna imparare. Lasciare che ogni singolo assalto si esaurisca; un dolore fa sempre singoli assalti – lo fa per mordere piú risoluto e concentrato. E tu, mentre ha i denti piantati in un punto e inietta qui il suo acido, ricordati di mostrargli un altro punto e fartici mordere – solleverai il primo. Un vero dolore è fatto di ''molti'' pensieri; ora, di pensieri se ne pensa uno solo alla volta; sappiti barcamenare tra i molti, e riposerai successivamente i settori indolenziti. (10 ottobre 1940) *L'[[amore]] ha la virtù di denudare non i due amanti l'uno di fronte all'altro, ma ciascuno dei due davanti a sé. (12 ottobre 1940) *I grandi amanti saranno sempre infelici, perché per loro l'amore è grande e quindi esigono dalla ''bienaimée'' la stessa intensità di pensieri ch'essi hanno per lei – altrimenti si sentono traditi. (14 ottobre 1940) *Le cose si ottengono quando non si desiderano più. (15 ottobre 1940) *Una decisione, un atto, sono infallibili presagi di ciò che faremo un'altra volta, non per qualche mistica ragione astrologica, ma perché escono da un automatismo che si riprodurrà. (4 aprile 1941) *Nessuna donna fa un matrimonio d'interesse: tutte hanno l'accortezza, prima di sposare un milionario, d'innamorarsene. (14 aprile 1941) *Quando una donna si sposa appartiene a un altro; e quando appartiene a un altro non c'è più nulla da dirle. (Inverno 1941-1942) *Le cose si scoprono attraverso i [[ricordo|ricordi]] che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla – ora soltanto – per la prima volta. (28 gennaio 1942) *Nell'inquietudine e nello sforzo di [[scrivere]], ciò che sostiene è la certezza che nella pagina resta qualcosa di non detto. (4 maggio 1942) *[[Amore]] è desiderio di conoscenza. (30 agosto 1942) *Viene un giorno che per chi ci ha perseguitato proviamo soltanto indifferenza, stanchezza della sua stupidità. Allora perdoniamo. (6 settembre 1942) *Il [[problema]] non è la durezza della sorte, poiché tutto quello che si desidera con bastante forza, si ottiene. Il problema è piuttosto che ciò che si ottiene disgusta. E allora non deve mai accadere di prendersela con la sorte, ma con il proprio desiderio. (3 febbraio 1943) *Nel sogno sei autore e non sai come finirà. (8 ottobre 1943) *Raccontare le cose incredibili come fossero reali – sistema antico; raccontare le reali come fossero incredibili – moderno. (11 novembre 1943) *La tua ''modernità'' sta tutta nel senso dell'irrazionale. (8 febbraio 1944) *La ricchezza della vita è fatta di ricordi, dimenticati. (13 febbraio 1944) *L'innamorato e l'odiatore si fanno dei simboli, come il superstizioso. È della passione conferire ''unicità'' alle cose o persone. Chi non conosce simboli è un ignavo di [[Dante Alighieri|Dante]].<br> Ecco perché l'arte si rispecchia nei riti dei primitivi o nelle passioni forti: cerca dei simboli. E vertendo sul primitivo gode del selvaggio. Cioè dell'irrazionale (sangue e sesso). (14 luglio 1944) *Viene un'epoca in cui ci si rende conto che tutto ciò che facciamo diventerà a suo tempo ricordo. È la maturità. Per arrivarci sogna appunto già avere dei ricordi. (1 ottobre 1944) *Non è bello esser bambini: è bello da anziani pensare a quando eravamo bambini. (6 settembre 1945) *Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola. (22 novembre 1945) *Come si può aver fiducia in una persona che ''non'' si arrischia ad affidarti ''tutta'' la sua vita, giorno e notte? (28 novembre 1945) *Certo, avere una donna che ti aspetta, che dormirà con te, è come il tepore di qualcosa che dovrai dire, e ti scalda e t'accompagna e ti fa vivere. (8 febbraio 1946) *Non c'è [[vendetta]] più bella di quella che ''gli altri'' infliggono al tuo nemico. Ha persino il pregio di lasciarti la parte del generoso. (4 marzo 1946) *È bello [[scrivere]] perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla. (4 maggio 1946) *Le [[lezione|lezioni]] non si dànno, si prendono. (18 agosto 1946) *Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettar niente che è terribile. (15 settembre 1946) *C'è un solo [[piacere]], quello di essere vivi, tutto il resto è miseria. (16 settembre 1946) *Si aspira ad avere un [[lavoro]], per avere il diritto di riposarsi. (21 luglio 1947) *I [[problema|problemi]] che agitano una generazione si estinguono per la generazione successiva non perché siano stati risolti ma perché il disinteresse generale li abolisce. (10 agosto 1947) *Il [[mito]] greco insegna che si combatte sempre contro una parte di sé, quella che si è superata, Zeus contro Tifone, Apollo contro il Pitone. Inversamente, ciò contro cui si combatte è sempre una parte di sé, un antico se stesso. Si combatte soprattutto per ''non'' essere qualcosa, per liberarsi. Chi non ha grandi ripugnanze, non combatte. (28 dicembre 1947) *Non è che accadano a ciascuno cose secondo un [[destino]], ma le cose accadute ciascuno le interpreta, se ne ha la forza, disponendole secondo un senso – vale a dire, un destino. (25 gennaio 1948) *Si odiano gli altri, perché si odia se stessi. (3 dicembre 1948) *Perché il mondo l'[[futuro|avvenire]] ora l'hai dentro come [[passato]], come esperienza, come [[tecnica]], e il perenne e ricco mistero si ritrova essere quel tu infantile che non hai fatto in tempo a possedere. (13 febbraio 1949) *Tutte le passioni passano e si spengono tranne le più antiche, quelle dell'infanzia. (5 aprile 1949) *Non ci si uccide per amore di ''una'' donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla. (20 marzo 1950) *Il gesto – il gesto – non dev'essere una vendetta. Dev'essere una calma e stanca rinuncia, una chiusa di conti, un fatto privato e ritmico. L'ultima battuta. (10 maggio 1950) *Nulla si assomma al resto, al [[passato]]. Ricominciamo sempre. (16 agosto 1950) *[[Chiodo]] scaccia chiodo. Ma quattro chiodi fanno una croce. (16 agosto 1950) *I [[suicidio|suicidi]] sono omicidi timidi. Masochismo invece che sadismo. (17 agosto 1950) ===[[Explicit]]=== La cosa più segretamente temuta accade sempre.<br />Scrivo: o Tu, abbi pietà. E poi? Basta un po' di coraggio. Più il dolore è determinato e preciso, più l'istinto della vita si dibatte, e cade l'idea del suicidio. Sembrava facile, a pensarci. Eppure donnette l'hanno fatto. Ci vuole umiltà, non orgoglio. Tutto questo fa schifo.<br />Non parole. Un gesto. Non scriverò più. (18 agosto 1950)<ref>Nove giorni dopo Pavese si suicidò.</ref> <!--(1990, pag. 400)--> ==''La bella estate''== ===[[Incipit]]=== A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era cosí bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, e magari venisse giorno all'improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline. – Siete sane, siete giovani, – dicevano, – siete ragazze, non avete pensieri, si capisce –. Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall'ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all'allegria. ===Citazioni=== *Pieretto diceva che la vecchia pretesa di trovare intatta la donna era un residuo dello stesso gusto – la sciocca mania di arrivare primo. Diceva che il gusto dell'intatto e del selvaggio era il gusto di spargere il sangue. Si [[Fare l'amore|fa all'amore]] per ferire, per spargere sangue. Il borghese che si sposa e pretende una vergine, vuole cavarsi anche lui questa voglia. *È bello svegliarsi e non farsi [[illusioni]]. Ci si sente liberi e responsabili. Una forza tremenda è in noi, la libertà. Si può toccare l'innocenza. Si è disposti a soffrire. *I lavativi hanno la pelle dura. *La vera [[confidenza]] è sapere quel che desidera un altro, e quando piacciono le stesse cose una persona non dà più soggezione. *Un [[padre]] va sempre aiutato. Bisogna insegnargli che la vita è difficile. Se poi, com'è giusto, tu arrivi dove lui voleva, devi convincerlo che aveva torto e che l'hai fatto per il suo bene. ==''La casa in collina''== ===[[Incipit]]=== Già in altri tempi si diceva la collina come avremmo detto il mare o la boscaglia. Ci tornavo la sera, dalla città che si oscurava, e per me non era un luogo tra gli altri, ma un aspetto delle cose, un modo di vivere. Per esempio, non vedevo differenza tra quelle colline e queste antiche dove giocai bambino e adesso vivo: sempre un terreno accidentato e serpeggiante, coltivato e selvatico, sempre strade, cascine e burroni. Ci salivo la sera come se anch'io fuggissi il soprassalto notturno degli allarmi, e le strade formicolavano di gente, povera gente che sfollava a dormire magari nei prati, portandosi il materasso sulla bicicletta o sulle spalle, vociando e discutendo, indocile, credula e divertita. ===Citazioni=== *Non avevo tristezze, sapevo che nella notte la città poteva andare tutta in fiamme e la gente morire. I burroni, le ville e i sentieri si sarebbero svegliati al mattino calmi e uguali. (I; p. 3) *Con la [[guerra]] divenne legittimo chiudersi in sé, vivere alla giornata, non rimpiangere piú le occasioni perdute. Ma si direbbe che la guerra io l’attendessi da tempo e ci contassi, una guerra cosí insolita e vasta che, con poca fatica, si poteva accucciarsi e lasciarla infuriare, sul cielo delle città, rincasando in collina. Adesso accadevano cose che il semplice vivere senza lagnarsi, senza quasi parlarne, mi pareva un contegno. Quella specie di sordo rancore in cui s’era conchiusa la mia gioventú, trovò con la guerra una tana e un orizzonte. (I; p. 4) *Dietro ai coltivi e alle strade, dietro alle case umane, sotto i piedi, l'antico indifferente cuore della terra covava nel buio, viveva in burroni, in radici, in cose occulte, in paure d'infanzia. Cominciavo a quei tempi a compiacermi in ricordi d'infanzia. Si direbbe che sotto ai rancori e alle incertezze, sotto alla voglia di star solo, mi scoprivo ragazzo per avere un compagno, un collega, un figliolo. Rivedevo questo paese dov'ero vissuto. Eravamo noi soli, il ragazzo e me stesso. Rivivevo le scoperte selvatiche d'allora. Soffrivo sí ma col piglio scontroso di chi non riconosce né ama il prossimo. E discorrevo discorrevo, mi tenevo compagnia. Eravamo noi due soli. (I; p. 5) *Per qualche mese studiai molto e mi fingevo un avvenire. Quell’ombra di dubbio nell’aria, quella febbre di tutti, la minaccia, la guerra vicina, rendevano piú vive le giornate e piú futili i rischi. Ci si poteva abbandonare e poi riprendere; nulla accadeva e tutto aveva sapore. Domani, chi sa. (II) *{{NDR|Corrado a Cate}} Se non lo fossimo, dovremmo rivoltarci, tirare le bombe, rischiare la pelle. Chi lascia fare e s’accontenta, è già un fascista. (IV) *{{NDR|Corrado a Cate}} Si passano insieme dei mesi, degli anni, poi succede. Si perde un appuntamento, si cambia casa, e uno che vedevi tutti i giorni non sai nemmeno piú chi sia. (IV) *Il coraggio di starsene soli come se gli altri non ci fossero e pensare soltanto alla cosa che fai. Non spaventarsi se la gente se ne infischia. Bisogna aspettare degli anni, bisogna morire. Poi dopo morto, se hai fortuna, diventi qualcuno. (VIII; pp. 45-46) *Inutile piangere. Si nasce e si muore da soli... (Corrado: VIII; p. 46) *Per molti giorni non discesi a Torino; mi accontentavo dei giornali e della nuova libertà di ascoltare e inveire. Da ogni parte forivano voci, pettegolezzi, speranze. Lassú nelle ville nessuno pensava a una cosa: il vecchio mondo non l'avevano schiacciato gli avversari, s'era ucciso da sé. Ma c'è qualcuno che si uccida per sparire davvero? (IX; p. 47) *Quella guerra in cui vivevo rifugiato, convinto di averla accettata, di essermene fatta una pace scontrosa, inferociva, mordeva piú a fondo, giungeva ai nervi e nel cervello. (XIII; p. 68) *Nelle [[parola|parole]] c'è qualcosa d'[[impudicizia|impudico]]. (XIII; p. 69) *Conta quello che si fa, non che si dice. (Cate, citando Fonso: XV; p. 82) *È [[religione]] anche non credere in niente. (Corrado: XV; p. 82) *Oggi ancora mi chiedo perché quei tedeschi non mi aspettarono alla villa mandando qualcuno a cercarmi a Torino. Devo a questo se sono ancora libero, se sono quassú. Perché la salvezza sia toccata a me e non a Gallo, non a Tono, non a Cate, non so. Forse perché devo soffrire dell'altro? Perché sono il piú inutile e non merito nulla, nemmeno un castigo? Perch'ero entrato quella volta in chiesa? L'esperienza del pericolo rende vigliacchi ogni giorno di piú. Rende sciocchi, e sono al punto che esser vivo per caso, quando tanti migliori di me sono morti, non mi soddisfa e non mi basta. A volte, dopo avere ascoltato l'inutile radio, guardando dal vetro le vigne deserte penso che vivere per caso non è vivere. E mi chiedo se sono davvero scampato. (XVI; pp. 87-88) *Ma ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l'ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono piú faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l'impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perché si capisce – si tocca con gli occhi – che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione. (XXIII; p. 122) ===[[Explicit]]=== Io non credo che possa finire. Ora che ho visto cos'è guerra, cos'è guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: – E dei caduti che facciamo? perché sono morti? – Io non saprei cosa rispondere. Non adesso, almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero. ==''La letteratura americana''== *Perché questo è l'ostacolo, la crosta da rompere: la solitudine dell'uomo – di noi e degli altri. (da ''Ritorno all'uomo''<ref>Articolo pubblicato su ''L'Unità'' di Torino, 20 maggio 1945.</ref>; p. 198) *La vita di ogni artista e di ogni uomo è come quella dei popoli un incessante sforzo per ridurre a chiarezza i suoi miti. (da ''Del mito, del simbolo e d'altro''<ref>Da ''Feria d'agosto'', Einaudi, Torino, 1946, pp. 209-218.</ref>; p. 274) ==''La luna e i falò''== ===[[Incipit]]=== C'è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato non lo so; non c'è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch'io possa dire «Ecco cos'ero prima di nascere». Non so se vengo dalla collina o dalla valle, dai boschi o da una casa di balconi. La ragazza che mi ha lasciato sugli scalini del duomo di Alba, magari non veniva neanche dalla campagna, magari era la figlia dei padroni di un palazzo, oppure mi ci hanno portato in un cavagno da vendemmia due povere donne da Monticello, da Neive o perché no da Cravanzana. Chi può dire di che carne sono fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione. ===Citazioni=== *Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. (I) *Non era un paese che uno potesse rassegnarsi, posare la testa e dire agli altri: "Per male che vada mi conoscete. Per male che vada lasciatemi vivere". Era questo che faceva paura. (III) *I veri acciacchi dell'età sono i [[Rimorso|rimorsi]]. (VIII) *– Che cos'è questa valle per una famiglia che viene dal mare, che non sappia niente della luna e dei falò? Bisogna averci fatto le ossa, averla nelle ossa come il vino e la polenta, allora la conosci senza bisogno di parlarne. (X) *Nuto, che non se n'era mai andato veramente, voleva ancora capire il mondo, cambiare le cose, rompere le stagioni. O forse no, credeva sempre nella luna. Ma io, che non credevo nella luna, sapevo che tutto sommato soltanto le stagioni contano, e le stagioni sono quelle che ti hanno fatto le ossa, che hai mangiato quand'eri ragazzo. (X) *Sembrava che tutta la pianura fosse un campo di battaglia, o un cortile. C'era una luce rossastra, scesi fuori intirizzito e scassato; tra le nuvole basse era spuntata una fetta di luna che pareva una ferita di coltello e insanguinava la pianura. Rimasi a guardarla un pezzo. Mi fece davvero spavento. (XI) *E quando aveva detto una cosa finiva: 'Se sbaglio, correggimi'. Fu così che cominciai a capire che non si parla solamente per parlare, per dire 'ho fatto questo' 'ho fatto quello' 'ho mangiato e bevuto', ma si parla per farsi un'idea, per capire come va questo mondo. (XVII) *L'[[ignorante]] non si conosce mica dal lavoro che fa ma da come lo fa. (XVII) *– Cosa credi? la luna c'è per tutti, così le piogge, così le malattie. Hanno un bel vivere in un buco o in un palazzo, il sangue è rosso dappertutto.<br />– Ma allora cosa dice il parroco, che fa peccato?<br />– Fa peccato il venerdì, – diceva Nuto asciugandosi la bocca, – ma ci sono altri sei giorni. (XVII) *Gli diceva che sono soltanto i cani che abbaiano e saltano addosso ai cani forestieri e che il padrone aizza un cane per interesse, per restare padrone, ma se i cani non fossero bestie si metterebbero d'accordo e abbaierebbero addosso al padrone. (XVIII) *A un certo punto i due sigari ci cadevano ai piedi, nella neve, e allora là sopra si sentiva sussurrare, agitarsi, qualche sospiro più forte. Alzando gli occhi non si vedeva che la vite secca e tante stelline fredde in cielo. (XXIII) *Magari è meglio così, meglio che tutto se ne vada in un falò d'erbe secche e che la gente ricominci. (XXVI) *Gli ignoranti saranno sempre ignoranti, perché la forza è nelle mani di chi ha interesse che la gente non capisca, nelle mani del governo, dei neri, dei capitalisti... (XXVI) *Capii che Nuto aveva davvero ragione quando diceva che vivere in un buco o in un palazzo è lo stesso, che il sangue è rosso dappertutto, e tutti vogliono esser ricchi, innamorati, far fortuna. (XXIX) ===[[Explicit]]=== Io più che Nuto vedevo Baracca, quest'altro morto impiccato. Guardai il muro rotto, nero, della cascina, guardai in giro, e gli chiesi se Santa era sepolta lì.<br />– Non c'è caso che un giorno la trovino? hanno trovato quei due...<br />Nuto s'era seduto sul muretto e mi guardò col suo occhio testardo. Scosse il capo. – No, Santa no, – disse, – non la trovano. Una donna come lei non si poteva coprirla di terra e lasciarla così. Faceva ancora gola a troppi. Ci pensò Baracca. Fece tagliare tanto sarmento nella vigna e la coprimmo fin che bastò. Poi ci versammo la benzina e demmo fuoco. A mezzogiorno era tutta cenere. L'altr'anno c'era ancora il segno, come il letto di un falò. ==''La spiaggia''== ===[[Incipit]]=== Da parecchio tempo eravamo intesi con l'amico Doro che sarei stato ospite suo. A Doro volevo un gran bene, e quando lui per sposarsi andò a stare a Genova ci feci una mezza malattia. Quando gli scrissi per rifiutare di assistere alle nozze, ricevetti una risposta asciutta e baldanzosa dove mi spiegava che, se i soldi non devono neanche servire a stabilirsi nella città che piace alla moglie, allora non si capisce più a che cosa devano servire. Poi, un bel giorno, di passaggio a Genova, mi presentai a casa sua e facemmo la pace. Mi riuscì molto simpatica la moglie, una monella che mi disse graziosamente di chiamarla Clelia e ci lasciò soli quel tanto ch'era giusto, e quando alla sera ci ricomparve innanzi per uscire con noi, era diventata un'incantevole signora cui, se non fossi stato io, avrei baciato la mano. ===Citazioni=== *Avevamo allora l'età che si ascolta parlare l'amico come se parlassimo noi, che si vive a due quella vita in comune che ancora oggi, io, che sono scapolo, credo riescano a vivere certe coppie di sposi. (II) *Che ti credi? Che io faccia il ritorno alle origini? Quello che importa ce l'ho nel sangue e nessuno me lo toglie. Sono qui per bere un po' del mio vino e cantare una volta con chi so io. Mi prendo uno svago e basta. (II) *Non mescolare vino e donne, Doro. (II) *Ecco, fa come gli altri anche lei. Ma non capisce che non possiamo litigare? Noi ci vogliamo bene. Se potessi odiarlo come odio me, allora sì lo maltratterei. Ma nessuno di noi due lo merita. Capisce? (III) *Che cosa non sonnecchia sotto la scorza di noialtri. Bisognerebbe avere il coraggio di svegliarsi e trovare se stessi. O almeno parlarne. Si parla troppo poco a questo mondo. (IV) *Ma ti ricordi quante parole si facevano da ragazzi. Si parlava così per dire. Sapevamo benissimo ch'eran solo discorsi, eppure il gusto ce lo siamo cavato. (IV) *Bisogna capire la vita. Capirla quando si è giovani. (IV) *Sarebbe facile, se fosse vero, capire la gente. (IV) *A tutti quanti, a tutti i matti che sforzano il cervello e che non sanno quand'è tempo di smettere. (IV) *Nulla è volgare di per sé, ma siamo noi che facciamo la [[volgarità]] secondo che parliamo o pensiamo. (VI) *Tutti gli anni sono stupidi. È una volta passati, che diventano interessanti. (IX) *Niente è più inabitabile di un posto dove siamo stati felici. (XI) ==''Lavorare stanca''== ===[[Incipit]]=== ''Traversare una strada per scappare di casa''<br /> ''lo fa solo un ragazzo, ma quest'uomo che gira''<br /> ''tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo''<br /> ''e non scappa di casa.''<ref>Esiste anche la poesia ''Lavorare stanca [1]'', sempre di Pavese, il cui incipit è: «''I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia | tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli | e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba''». {{Cfr}} ''Attorno a ''Lavorare stanca'' {{small|1931–1940}}'', in ''Le poesie'', Einaudi, Torino, 1998. ISBN 978-88-06-17386-9.</ref> ===Citazioni=== *''L'uomo è come una bestia, che vorrebbe far niente''. *''[[lavoro|Lavorare]] stanca''.<ref>È anche il titolo di una poesia presente nella raccolta eponima.</ref> *''Siamo nati per girovagare su quelle colline, | senza donne, e le mani tenercele dietro la schiena''. ==''Paesi tuoi''== ===Incipit=== Cominciò a lavorarmi sulla porta. Io gli avevo detto che non era la prima volta che uscivo di là e che un uomo come lui doveva provare anche quello, ma ecco che si mette a ridere facendo il malizioso come fossimo uomo e donna in un prato, e si butta sotto braccio il fagotto e mi dice: – Bisognerebbe non avere mio padre –. Che gli scappasse da ridere me l'aspettavo, perché un goffo come quello non esce di là dentro senza fare matterie, ma era un ridere con malizia, di quelli che si fanno per aprire un discorso. – Stasera mangerai la gallina con tuo padre, – gli dico guardando la strada. – La prima volta che si esce dal giudiziario, a casa ti fanno la festa di nozze –. Lui mi veniva dietro e mi stava attaccato come se il carrettino dei gelati che passava a tutta corsa minacciasse noi due pedoni. Non aveva mai traversato un corso, si vede, o mi stava già lavorando. Mi ricordo che né io né lui ci voltammo a guardare le Carceri. ===Citazioni=== *Non fidarti delle [[Donna|donne]] quando ammettono il [[male]]. *Quando le donne parlano ridendo è come un uomo che vi prende da parte per darvi un consiglio. *Uno di campagna è come un ubriaco. È troppo stupido per lasciarsela fare. ==''Racconti''== *Una volta, quando veniva l'estate, andavamo in barca. La si prendeva al ponte, ci si metteva in mutandine, e si arrivava fino ai boschi. Ci stavamo tutto il pomeriggio. (da ''La famiglia''; p. 288) *C'è qualcosa nei miei ricordi d'infanzia che non tollera la tenerezza carnale di una donna – sia pure Clara. In quelle estati che hanno ormai nel ricordo un colore unico, sonnecchiano istanti che una sensazione o una parola riaccendono improvvisi, e subito comincia lo smarrimento della distanza, l'incredulità di ritrovare tanta gioia in un tempo scomparso e quasi abolito. (da ''Fine d'agosto''; p. 329) *Solo ciò che è trascorso o mutato o scomparso ci rivela il suo volto reale. (da ''Terra d'esilio'') ==''Vita attraverso le lettere''== *Ma alla fin fine, se lo debbo dire, io penso che a dischiudermi la vita sono stati in gran parte i libri. Non le grammatiche o i vocabolari ma tutte le opere in cui vive qualche sentimento. (Lettera ad Augusto Monti, Reaglie, agosto 1926, p. 8) *La vita non è forse più bella perché da un momento all'altro si può perderla? (p. 39) *Non so più dove cacciare gli occhi per trovare un me stesso che sia un po' meno misero. (p. 39) *Per vivere bisogna aver forza e capire, scegliere. (p. 39) *È triste, è triste: vai a sapere che cosa sono e cosa sarò. (p. 41) *Con qualunque persona io parli, insomma, ho bisogno di farmi una faccia speciale adatta a una qualche particolare debolezza di detta persona, con evidente pregiudizio di quella che potrebbe essere la mia faccia vera. Sono così anche riuscito a non saper più quale sia questa mia faccia. Che magari non c'è neanche. (p. 61) *La paura di innamorarsi non è forse già un po' d'amore? (p. 88) *C'è qualcosa di più assurdo dell'amore? Se lo godiamo fino all'ultimo, subito ce ne stanchiamo, disgustiamo; se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non aver osato. (p. 107) *Non va bene esagerare in beneficenza, perché a un certo punto non si guadagna più che l'odio del beneficiato. (p. 129) ==''Walt Whitman''== *Troppo sovente, mi pare, l'immagine di [[Walt Whitman]] che i commentatori hanno dinanzi agli occhi è quella del vecchio barbuto e secolare, intento a contemplare la farfalla o a comprendere nelle occhiaie mansuete la serenità finale di ogni gioia e miseria dell'universo.<ref name=walt>Da ''Interpretazione della poesia di Walt Whitman'', saggio pubblicato su ''La Cultura'', luglio-settembre 1933; l'opera corrisponde alla tesi con cui Pavese si laureò nel 1930 presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Torino.</ref> (p. 127) *Si direbbe che [[Walt Whitman]] pensi per versi, che cioè in lui ogni pensiero, ogni lampo, si crei una forma conchiusa in cui consista e non s'adagi in un ritmo preesistente o soggetto ad altre leggi. Gli alti e bassi della «musica» whitmaniana sono gli alti e bassi del suo pensiero fantastico. Non quindi frammenti: non è più frammentaria una poesia che si semplifica fino a mostrarsi fondata e creata dal verso, dal periodo chiusa in ciascuna unità metrica.<ref name=walt/> (p. 138) *[...] qualche volta l'immagine richiede da [[Walt Whitman]] parecchi versetti, qualche volta un pensiero si lega logicamente a un altro, ma resta il fatto definitivo della vigorosa affermazione di ciascun verso, finito, pronunciato come fosse la sintesi di tutto il libro e insieme il più ingenuo e nuovo e fresco particolare della sezione. Ora questo si spiega soltanto con la natura di quei pensieri e fantasmi whitmaniani che informano i versi.<ref name=walt/> (p. 138) *Ogni pensiero è veramente pensato all'istante, il verso fatto della baldanza e diversità della mente in azione, che si vede nell'atto di pensarlo, ed esprime questa sua coscienza. [[Walt Whitman]] canta la gioia di scoprire pensieri.<ref name=walt/> (p. 147) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Feria d'agosto''=== Chi fossero i miei compagni di quelle giornate, non ricordo. Vivevano in una casa del paese, mi pare, di fronte a noi, dei ragazzi scamiciati – due – forse fratelli. Uno si chiamava Pale, da Pasquale, e può darsi che attribuisca il suo nome all'altro. Ma erano tanti i ragazzi che conoscevo di qua e di là.<br /> Questo Pale – lungo lungo, con una bocca da cavallo – quando suo padre gliene dava un fracco scappava da casa a mancava per due o tre giorni; sicché, quando ricompariva, il padre era già all'agguato con la cinghia e tornava a spellarlo, e lui scappava un'altra volta e sua madre lo chiamava a gran voce, maledicendolo, da quella finestra scrostata che guardava sui prati, sui boschi del fiume, verso lo sbocco della valle. ===''Notte di festa''=== Sbalzato per strane vicende di lavoro proprio in fondo all'Italia, mi sentivo assai solo e consideravo quello sporco paesello un po' come un castigo, ― quale attende, una volta almeno nella vita, ciascuno di noi ―, un po' come un buon ritiro dove raccogliermi e fare bizzarre esperienze.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ==Citazioni su Cesare Pavese== *''E Cesare, perduto nella pioggia, | sta aspettando da sei ore il suo amore, ballerina.'' ([[Francesco De Gregori]]) *Il centro poetico dell'opera di Pavese, tolti di mezzo gli equivoci e le giustificazioni di comodo, è nella lotta tra il desiderio di comunicare e l'esigenza di non uscire, tra la conquista della realtà e il chiudersi mitologico. ([[Francesco Grisi]]) *Il suo coinvolgimento nella cospirazione [[antifascista]] era stato accidentale. La gerenza della nuova serie einaudiana della «Cultura» era stata affidata a lui perché non era politicamente sospetto. E per questo motivo si era servita del suo recapito a Torino la donna amata {{NDR|Tina Pizzardo}}, che della cospirazione era partecipe e bene esperta. Arrestato, Pavese fu ascritto all'albo d'onore del confino, perché neppure quei cosiddetti giudici l'avevano considerato meritevole di più grave pena. Dal confino, era tornato più solo e diverso di quanto fosse prima, più vulnerabile, e però con una maggiore urgenza di scrivere, di assolvere il suo proprio compito. Bisognava lasciarlo tranquillo. ([[Carlo Dionisotti]]) *In fondo, si potrebbe riconoscere qui il vero problema dell'opera pavesiana: dapprima l'intuizione della realtà lascia lo scrittore ammirato, sorpreso, desideroso di vivere in maniera sana e forte; successivamente l'elaborazione interiore però vela di ombre e di incertezze, di dubbi e di fragilità questa intuizione iniziale. ([[Antonio Spadaro]]) *Lungi dall'essere il musone che hanno descritto, era invece un compagno ilare, allegro, con uno humour molto inglese, molto raffinato. Potrei dire: un "burbero allegro". Fu lui a farmi conoscere la letteratura americana, soprattutto Fitzgerald. Una cosa strana, ci davamo sempre del "lei". Non mi chieda perché, faceva parte di un certo aplomb torinese. Lui veniva ogni giorno alle 14, puntuale come un orologio, a casa nostra per il caffè. Abitavamo vicini all'Einaudi. In un certo senso ci aveva adottato. Diceva sempre che la famiglia uno non se la può scegliere "...e voi siete la mia famiglia", diceva. ([[Alda Grimaldi]]) *Pavese è riuscito a condensare in una sintesi narrativa tutti gli elementi della propria personalità spirituale facendo dimenticare l'impegno dello scrittore nella naturalezza della creazione, come in questo suo ultimo libro {{NDR|''La luna e i falò''}}. ([[Piero Jahier]]) *Pavese sembra incapace di riconoscere che la condizione aurorale dell'infanzia non è solamente terra a cui far ritorno per capire la realtà e luogo in cui trovare rifugio, ma condizione stessa dell'esperienza del mistero del reale, possibilità di una conoscenza intesa come «prima volta» e non sempre e soltanto «seconda». ([[Antonio Spadaro]]) *Pavese voleva che lo leggessi {{NDR|''[[Ernest Hemingway#Addio alle armi|Addio alle armi]]''}} per farmi capire la differenza tra la letteratura inglese e quella americana. Gli altri libri che mi lasciò quella sera con questa intenzione furono l<nowiki>'</nowiki>''Antologia di Spoon River'' di [[Edgar Lee Masters]], l<nowiki>'</nowiki>''Autobiografia'' di [[Sherwood Anderson]] e i ''Fili d'erba'' di [[Walt Whitman]]. ([[Fernanda Pivano]]) *«Perché non tento mai un altro genere?» si chiedeva Cesare Pavese nel 1935. Era poeta, ma la tentazione della prosa cominciava a incalzare i suoi pensieri. Scriveva queste parole in una specie di diario che sarebbe diventato ''Il mestiere di vivere''; ma quello che è più rilevante è che questa domanda se la faceva nella sua stanza di [[Brancaleone Calabro]], paese dove era stato spedito al confino per l’accusa di [[antifascismo]]. Ed evidentemente era proprio quella esperienza che premeva per trovare forma di racconto, visto che in seguito ''[[Il carcere]]'', una trasfigurazione di questo periodo, sarà il primo testo in prosa compiuto che Pavese realizzerà. Nel 1938. ([[Francesco Piccolo]]) *Quando Cesare Pavese vinse '''{{NDR|il Premio Strega}}''' nel 1950 con ''[[Cesare Pavese#La bella estate|La bella estate]]'', raccontarono che era già molto depresso. Si sarebbe ucciso pochi mesi dopo. Ma la cosa che poi si seppe è che scrisse alla [[Maria Bellonci|Bellonci]] perché [[Giulio Einaudi]], il suo editore, aveva trattenuto il premio che allora era di cinquecentomila lire. ([[Antonio Debenedetti]]) *Quella sera aveva inghiottito la sua polvere assassina; nessuno di noi gliela aveva tolta dalle mani. Ci ha perdonato, ci ha chiesto perdono. Di che cosa, Pavese? Che cosa le avevo fatto, che cosa mi aveva fatto, che cosa ci aveva fatto dopo aver aiutato decine di scrittori a farsi conoscere, con quel suo viso tragico che aveva dimenticato il sorriso, quella sua vita segreta che non aveva svelato a nessuno, quella sua infinita conoscenza del mondo che non le è bastata per sopportarlo. ([[Fernanda Pivano]]) *Tu sei padronissimo di scrivermi la solita lettera cinica arcigna desesperada e angolosa. ([[Bianca Garufi]]) === Franco Antonicelli === *Credo sarebbe fargli torto, ricordando Cesare Pavese, dire soltanto del narratore e del poeta, come (lasciando da parte quelli che hanno parlato dell'uomo per farne argomento di scandalo) quasi tutti quelli che si sono di lui occupati hanno fatto fino ad ora. Pavese merita molto di più. Pavese è stato ciò che oggi in Italia è più unico che raro: un intellettuale cosciente dei propri compiti verso la società. *Mi pare di avere capito questo, tornando molte volte a leggere Pavese: che la sua opera non è finita perché la sua vita si è spezzata, ma si è conchiusa la sua vita perché era compiuta la sua opera. *Ora mi trovo a pensare alla morte di Pavese. Posso trovare sconfortante, per me, che egli abbia voluto astenersi dal durare a vivere proprio nei momenti più tragici e impegnativi della nostra lotta nel mondo. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Cesare Pavese, ''Dialoghi con Leucò'', Einaudi, Torino, 1999. ISBN 978-88-06-15160-7 *Cesare Pavese, ''Feria d'agosto'', Einaudi, Torino, 1960. *Cesare Pavese, ''Il carcere'', Einaudi, Torino, 1961. *Cesare Pavese, ''Il compagno'', in ''I romanzi'', Einaudi, Torino, 1961. *Cesare Pavese, ''Il diavolo sulle colline'', in ''La bella estate'', Einaudi, Torino. *Cesare Pavese, ''Il mestiere di vivere'', a cura di Marziano Guglielminetti e Laura Nay, Einaudi, Torino, 1990. *Cesare Pavese, ''[[s:Il mestiere di vivere|Il mestiere di vivere. {{small|Diario 1935-1950}}]]'', Einaudi, Torino, 1967. *Cesare Pavese, ''La bella estate'', Einaudi, Torino. *Cesare Pavese, ''La casa in collina'', Einaudi, Torino, 1990. ISBN 88-06-11829-3 *Cesare Pavese, ''La letteratura americana {{small|e altri saggi}}'', Einaudi, Torino, 1990. ISBN 88-06-11860-9 *Cesare Pavese, ''La luna e i falò'', in ''I romanzi'', Einaudi, Torino, 1961. *Cesare Pavese, ''La spiaggia'', Einaudi, Torino. *Cesare Pavese, ''Lavorare stanca'', in ''Le poesie'', Einaudi, Torino, 1998. ISBN 978-88-06-17386-9 *Cesare Pavese, ''Paesi tuoi'', Einaudi, Torino, 2013. ISBN 9788858409503 *Cesare Pavese, ''Racconti'', Einaudi, Torino, 1960. *Cesare Pavese, ''Vita attraverso le lettere'', a cura di Lorenzo Mondo, Einaudi, Torino, 1966. *Cesare Pavese, ''Walt Whitman'', in ''La letteratura americana {{small|e altri saggi}}'', Einaudi, Torino, 1990. ISBN 88-06-11860-9 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Lavorare stanca||(1936)}} {{Pedia|Notte di festa||(1936-1939)}} {{Pedia|Paesi tuoi||(1941)}} {{Pedia|La spiaggia (romanzo)|''La spiaggia''|(1942)}} {{Pedia|Feria d'agosto||(1946)}} {{Pedia|Dialoghi con Leucò||(1947)}} {{Pedia|Il compagno||(1947)}} {{Pedia|Il carcere||(1948)}} {{Pedia|La bella estate||(1949)}} {{Pedia|La casa in collina||(1949)}} {{Pedia|La luna e i falò||(1950)}} {{Pedia|Il mestiere di vivere||(1952)}} {{DEFAULTSORT:Pavese, Cesare}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Diaristi italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] swm3q8jq8gyzafkg190ustl1aabse9y Elliot Page 0 48973 1421639 1420988 2026-07-25T08:00:57Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Elliot Page */ 1421639 wikitext text/x-wiki [[File:2023 National Book Festival (53122454007) (cropped).jpg|thumb|Elliot Page nel 2023]] '''Elliot Philpotts-Page''' (1987 – vivente), attore canadese. == Citazioni di Elliot Page == *Perché ci si prende gioco dei [[Veganismo|vegani]] mentre il disumano sistema dell'[[allevamento intensivo]] considera gli animali e il mondo naturale soltanto come merci da sfruttare per profitto? :''Why are vegans made fun of while the inhumane factory farming process regards animals and the natural world merely as commodities to be exploited for profit?''<ref>{{en}} Da un [https://twitter.com/TheElliotPage/status/47690929607409664 tweet] del 15 marzo 2011; citato in ''[http://www.eonline.com/news/554500/jared-leto-ellen-page-named-sexiest-vegetarians Jared Leto and Ellen Page Named Sexiest Vegetarians]'', ''eonline.com'', 26 giugno 2014.</ref> *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'[[Odissea (film)|Odissea]]'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con lui [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me.<ref>Citato in ''[https://cinema.everyeye.it/notizie/odissea-elliot-page-rompe-silenzio-il-film-nolan-transizione-834441.html Odissea, Elliot Page rompe il silenzio: Il primo film con Nolan dopo la transizione]'', ''cinema.everyeye.it'', 14 ottobre 2025.</ref> *{{NDR|Su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell’Odissea. Quindi, per me, l’obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris.<ref name=cinefilos>Citato in ''[https://www.cinefilos.it/cinema-news/2026/elliot-page-rompe-il-silenzio-sul-personaggio-originale-dopo-le-polemiche-sul-suo-casting-in-odissea-715379 Elliot Page rompe il silenzio sul personaggio originale dopo le polemiche sul suo casting in Odissea]'', ''cinefilos.it'', 24 luglio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Sinone]] in ''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} [...] rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all’impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza.<ref name=cinefilos/> {{Intestazione|Dall'intervista a ''Io Donna'', 10 luglio 2010}} *Dal 2007 la mia vita non è cambiata granché, ho solo meno tempo per fare campeggio d'estate. *Ho [[ventenne|vent'anni]], sono nel pieno del mio periodo esistenzialista. *{{NDR|Riguardo [[Patti Smith]]}} È fantastica, con gli anfibi militari, i jeans neri, i capelli grigi spettinati, sempre animale da palcoscenico, anche nella vita. Se questo non è sexy, non so cosa lo sia... *{{NDR|Il suo sogno}} Volare e andare sott'acqua e poi uscire con Patti Smith e magari volare con Patti Smith. *{{NDR|Riguardo [[Leonardo DiCaprio]]}} Dio, quant'era giovane e bello e come ha rischiato di farsi impallinare e rinchiudere nella scatola dell'eroe romantico, ma si è sottratto. Ha deciso di fare l'attore, lavorare con i più grandi e diventare anche una gran persona, generosa e disponibile. *Sono una grande fan di [[Bill McKibben]] e [[David Suzuki]] e mi interessa molto la permacultura. *{{NDR|Se non avesse fatto l'attrice}} Forse avrei lavorato per Medici senza Frontiere o Veterinari senza Frontiere. Chissà se qualcuno ha pensato di fondare un'organizzazione di [[Psicologo|Psicologi]] senza Frontiere? C'è tanta gente che non sta bene e non può permettersi di spendere 150 dollari per 45 minuti. ==Note== <references /> ==Film== *''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006) *''[[Juno]]'' (2007) *''[[Inception]]'' (2010) *''[[Super (film)|Super]]'' (2010) *''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Page, Ellen}} [[Categoria:Attori canadesi]] 5r0iqt6bbblh1ywj93lqcj1ny133772 Marco Giusti 0 61731 1421621 1323711 2026-07-24T19:47:22Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Marco Giusti */ 1421621 wikitext text/x-wiki '''Marco Giusti''' (1953 – vivente), critico cinematografico, autore televisivo, regista e studioso di cinema italiano. ==Citazioni di Marco Giusti== {{cronologico}} *Sia nella caduta che nel suo recupero successivo, [[Lilli Carati|Lilli]], che conoscevo bene, era una persona di grande simpatia e di grande bellezza anche interiore, decisamente diversa da tante ragazze che avevano frequentato il magico mondo del cinema degli anni 70 e 80.<ref name="Carati">Da ''[https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/corpo-ragassa-se-ne-andato-lilli-carati-scompare-58-anni-86934.htm Il corpo della ragassa se n'è andato]'', ''dagospia.com'', 21 ottobre 2014.</ref> *Lilli non ha mai sognato il grande cinema o Fellini, lo ha solo attraversato con una bellezza fuori misura e una grazia da angelo caduto che lo schermo di nessuna commedia sexy o di nessun hard è riuscito mai a rivelarci nella sua integrità.<ref name="Carati"/> {{Int|''Super Kubrick''|''L'Espresso'', 28 agosto 1997.}} {{NDR|Su [[Stanley Kubrick]]}} *Adorato da ogni giovane studioso di cinema, che cerca di scrivere il suo libretto sull'opera del maestro, poco considerato dai cinefili più oltranzisti che detestano i suoi eccessi creativi, non viene molto citato dai registi più giovani, che nemmeno lui sembra capire. *Rinchiuso da oltre trent'anni in Inghilterra, Stanley Kubrick si è come separato dal mondo, convinto di poter fare cinema e di poterlo controllare non spostandosi da casa, dai suoi cani e dai suoi gatti. *Non vola, ha paura degli aerei malgrado un brevetto di pilota e centosessanta ore di volo solitario su un monomotore leggero. Evita qualsiasi viaggio che vada oltre i trenta chilometri. Il suo autista non può andare oltre i 50 chilometri all'ora. *Amato o odiato, Stanley Kubrick è forse l'unico regista della vecchia generazione, quella di [[Orson Welles]] per intenderci, che è riuscito a fare esattamente ciò che voleva fare con il cinema in un sogno megalomane e solitario di onnipotenza. {{Int|''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/08/05/quelle-sfide-sul-set-tra-orson-welles.html Quelle sfide sul set tra Orson Welles e Tomas Milian]''|Intervista di Maria Pia Fusco, ''la Repubblica'', 5 agosto 2007.}} *[Lo [[Western all'italiana|spaghetti western]]] è una delle nostre strade essenziali, fatta anche per soldi, un po' coatta e romana – in un film risuonò un "Li mortacci..." non proprio da western – eppure fu la nostra Nouvelle Vague. *{{NDR|Su [[Tomás Milián]]}} [[Orson Welles|Welles]] era il suo idolo, non vedeva l'ora di incontrarlo, invece il set {{NDR|di ''Tepepa''}} fu terribile. Welles lo chiamava "sporco cubano" e se gli chiedeva da che parte mettersi, rispondeva "dove ti pare, purché non veda la tua faccia". *Le [[donna|donne]] nel [[western]] c'erano, ma non in primo piano. Con qualche regola. Le [[Capelli biondi|bionde]], considerate fragili e delicate, in genere morivano al primo rullo. Più fortuna avevano le [[Capelli rossi|rosse]] e le [[Capelli bruni|more]], prostitute da saloon oppure dalla parte dei cattivi. Erano più forti, resistevano, potevano morire anche alla fine del film. {{Int|''[https://www.rollingstone.it/tv/interviste-tv/giusti-il-cinema-e-finito-netflix-e-il-futuro/428125/ Marco Giusti: «Il cinema è finito, Netflix è il futuro»]''|Intervista di Gaspare Baglio, ''rollingstone.it'', 12 settembre 2018.}} *[...] il cinema comico è contro il cinema d’arte, quello spettacolare. Far ridere con una scoreggia o una battuta è considerato di serie B. *{{NDR|Sull'arrivo di [[Netflix]] nelle produzioni e nei festival cinematografici}} Per conto mio significa vendersi un po' agli americani, alla rete, cedere le armi. È pure vero che il cinema è finito, quello è il futuro. Inutile fare guerra, quando sai che la perderai. Sono anni di cambiamento. *{{NDR|«[[Luca Guadagnino|Guadagnino]] divide sempre, perché sta così tanto sul cazzo?»}} Stava molto sul cazzo prima, perché sbeffeggiava produttori e registi italiani, parlava troppo, diceva che facevano tutti schifo. Si metteva in una situazione antipatica. Per colpa sua, certo, ma un po' di ragione ce l'ha. Del resto riesce a girare film con budget minimi che vanno agli Oscar dimostrando che si possono fare. Ha avvalorato la tesi che il problema, in Italia, sono quelli che fanno il cinema a Roma. A parte rari casi è strano che non si riescano a fare film internazionali. Luca è riuscito – e in questo è stato fantastico – a fare pellicole internazionali con piccoli budget non legati solo all'Italia o, al massimo, alla Francia. *{{NDR|«Si dice spesso che la tv italiana sia qualitativamente bassa. Tu cosa guardi?»}} Film, serie tv, i tg e, quando mi voglio fare del male, i talk politici. {{Int|''[https://www.dagospia.com/media-tv/cinema-dei-giusti-l-odissea-christopher-nolan-e-filmone-troppo-dark-480888 L'"Odissea" di Christopher Nolan è un filmone, ma troppo dark e nordico e ha molto poco dell'"Odissea" di Omero]''|''dagospia.com'', 17 luglio 2026.}} {{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[Blob (programma televisivo)|Blob]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giusti, Marco}} [[Categoria:Autori televisivi italiani]] [[Categoria:Critici cinematografici italiani]] 8fhnbyb57bquaom1poofaxo01pqdsj5 Israele 0 62531 1421613 1421522 2026-07-24T18:28:32Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1421613 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Flag of Israel.svg|right|thumb|Bandiera israeliana]] Citazioni su '''Israele''' e gli '''israeliani'''. ==Citazioni su Israele== *Chi ritiene di boicottare Israele non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro. ([[Matteo Renzi]]) *Come ha affermato l'Imam {{NDR|[[Ruhollah Khomeyni]]}}, Israele deve essere cancellato. Il regime sionista rappresenta una minaccia incontrastata per il mondo islamico. Germania e Austria fatevi avanti e concedete due vostre province o quelle che volete al regime sionista in modo che possano creare uno stato sostenuto dall'intera Europa e il problema sarà risolto alla radice. È una minaccia per il mondo islamico. È un albero marcio, rinsecchito che sarà annientato da un'unica tempesta. ([[Mahmud Ahmadinejad]]) *Da molti anni Israele ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l'Ulster. Per dare un'idea in rapporto alla popolazione, è come se l'[[Italia]] avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana. Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? Israele, pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito. ([[Marco Travaglio]]) *Gli israeliani sono gli unici che nel Medio Oriente pratichino la democrazia e rispettino in condizioni di normalità le libertà civili. ([[Marco Pannella]]) *Il primo effetto della colonizzazione ebraica fu quello d'ingentilire il panorama. I primi villaggi sionisti non erano mai ricchi, ma avevano un loro fascino rustico, e creavano un'atmosfera di stabilità e tranquillità. I sionisti di tutto il mondo cominciarono ad avere l'ossessione degli alberi, che venivano prenotati, acquistati e infine piantati in tale profusione che negli anni Trenta il confine tra una zona araba e una ebraica si poteva distinguere dal colore: era semplicemente una linea che divideva il verde dal giallo. ([[Abba Eban]]) *Il governo di Israele si macchia di sangue innocente e determina l'insopportabilità della permanenza dell'azione di occupazione militare di Gaza, della negazione al popolo palestinese della propria terra e del proprio destino. È giunto il momento di costruire una mobilitazione internazionale che rappresenti, a fronte delle mille codardie e delle ipocrisie diplomatiche della comunità degli Stati, la leva per produrre cambiamento laddove imperversa invece la logica del muro, la provocazione delle colonie e la violenza di un vero e proprio apartheid etnico. ([[Nichi Vendola]]) *In Israele vige questa strana situazione in cui gli extracomunitari legiferano e fanno leggi razziali contro la popolazione autoctona che adesso è rappresentata dal 20% degli arabi. ([[Vittorio Arrigoni]]) *Io sono convinto che Israele va difeso, credo nella dolorosa necessità di un esercito efficiente. Ma sono convinto che anche al governo israeliano faccia bene confrontarsi con un nostro appoggio sempre condizionato. ([[Primo Levi]]) *Israele è un Paese che nasce dai sogni e dalla speranza. ([[Amos Oz]]) *Israele è uno degli importanti avamposti della democrazia nel mondo, è un meraviglioso esempio di come una terra arida può essere trasformata in un'oasi di fratellanza e di democrazia. Pace per Israele significa sicurezza, e la sicurezza deve essere reale. ''(erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]])'' *Israele non è uno Stato di tutti i suoi cittadini. [...] Israele è lo Stato-Nazione del popolo ebraico, e di nessun altro. ([[Benjamin Netanyahu]]) *Israele non ha una costituzione, non ha mai dichiarato i propri confini e non cerca la pace. ([[Moni Ovadia]]) *L'approvazione della risoluzione costituiva un successo politico di enorme risonanza, e il merito principale ne spettava a Ben-Guiron. Ma, sottesa alla nostra gioia, era un'emozione ben più profonda, che avvertivo in quanto ebreo, e che mi faceva sentire più che mai tale. Esultavo, con ogni fibra del mio corpo, per la vittoria del giudaismo che durante i duemila anni d'esilio dalla Terra di Israele aveva resistito alle persecuzioni, all'Inquisizione spagnola, a pogrom, a legislazioni antiebraiche, a restrizioni d'ogni sorta e, per quanto riguardava la nostra generazione, al genocidio perpetrato dai nazisti, e che aveva conosciuto la realizzazione delle sue secolari aspirazioni, il ritorno a una Sion libera e indipendente. ([[Moshe Dayan]]) *La realtà è che la società israeliana sta cambiando: [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]], Smotrich e Ben Gvir stanno portando avanti il loro golpe giudiziario sotto la coperta di Gaza. Comunque vada a finire questa guerra, questa nazione sarà sempre più religiosa e estremista. ([[Omer Bartov]]) *L'Europa oggi è una tana enorme di [[Antisemitismo|antisemiti]] che s'ignorano e si mascherano. Quando si trattasse di accogliere i nostri fratelli israeliani profughi le porte spontaneamente aperte sarebbero poche; le molte cristiane e atee chiuse farebbero il ripugnante gesto della quenelle di Dieudonné. I preti si affannano per accogliere islamici da tutta l’Africa, ma non so quanti parroci e vescovi per il controesodo degli Ebrei che scegliessero la via della nuova Golah si muoverebbero. Nello stesso tempo non ci sarebbe nessun ritorno a una [[Stato di Palestina|Palestina]] indipendente come predicano i nostri intellettuali: non ci sarebbe che un immenso vuoto. Israele di cento anni dopo insediato dalla fine del secolo XIX e l’entità Palestina sono due siamesi: se li separi li uccidi: Intendersi o morire. Gaza di Hamas esulterebbe, forse, Teheran avrebbe raggiunto il fine insensato di [[Khomeini]], ma Gerusalemme non pullulerebbe che di focolari spenti, di fornelli con ragnatele. ([[Guido Ceronetti]]) *La decisione della Nazioni Unite, che riconosceva il diritto di Israele di esistere come stato, era d'importanza storica. L'approvazione della risoluzione costituiva un successo politico di enorme risonanza, e il merito principale ne spettava a Ben-Guiron. Ma, sottesa alla nostra gioia, era un'emozione ben più profonda, che avvertivo in quanto ebreo, e che mi faceva sentire più che mai tale. Esultavo, con ogni fibra del mio corpo, per la vittoria del giudaismo che durante i duemila anni d'esilio dalla Terra di Israele aveva resistito alle persecuzioni, all'Inquisizione spagnola, a pogrom, a legislazioni antiebraiche, a restrizioni d'ogni sorta e, per quanto riguardava la nostra generazione, al genocidio perpetrato dai nazisti, e che aveva conosciuto la realizzazione delle sue secolari aspirazioni, il ritorno a una Sion libera e indipendente. ([[Moshe Dayan]]) *La nazione israeliana nasce con lo Stato di Israele, e preceduta da una grande operazione culturale che fu il sionismo, e ha come condizione preliminare l'olocausto. ([[Eugenio Scalfari]]) *La peggior minaccia per Israele non proviene dagli arabi, ma dai dissidi interni fra gli ebrei stessi... ([[Sebastian Faulks]]) *La solidarietà che si manifesta in tutto il mondo verso il popolo [[Stato di Palestina|palestinese]] e la condanna dello stato di Israele, anche da parte di migliaia di ebrei, non ha nulla a che vedere con l'"[[antisemitismo]]". ([[Dīmītrios Koutsoumpas]]) *Lo Stato d'Israele sarà aperto per l'immigrazione ebraica e per la riunione degli esuli, incrementerà lo sviluppo del paese per il bene di tutti i suoi abitanti, sarà fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla pace come predetto dai profeti d'Israele, assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso, garantirà libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura, preserverà i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite. Lo Stato d'Israele sarà pronto a collaborare con le agenzie e le rappresentanze delle Nazioni Unite per l'applicazione della risoluzione dell'Assemblea Generale del 29 novembre 1947 e compirà passi per realizzare l'unità economica di tutte le parti di Eretz Israel. (''[http://digilander.libero.it/thatsthequestion/indipendenza.htm Dichiarazione della Fondazione dello Stato d'Israele]'') *Ma proprio, direi, guardi, che è il momento di fare le Brigate Internazionali come in [[Spagna]], eh! E certo, perché lì c'è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero. In Spagna non era niente in confronto a questo: questo è un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista, e qui ci vuole una resistenza [...]. Contro gli Israeliani, che bombardano ospedali, cliniche private, bambini eccetera eccetera sparerei, certo; purtroppo non sono capace, ché non ho fatto il servizio militare, essendo figlio unico di madre vedova, però imparerei volentieri [...]. Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi [...]. {{NDR|Israele}} È uno stato razzista dove c'è una minoranza perseguitata, maltrattata, tenuta senz'acqua, espropriata, murata via via, altro che democrazia, belli miei! ([[Gianni Vattimo]]) *Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con ... [Israele]. Mai. Mai ([[Anwar al-Sadat]]) *Orbene, appare evidente che solo all'epoca di Davide e Salomone Israele era una «grande nazione», né prima né dopo, e ciò chiaramente nel senso politico dell'espressione, anche se, nuovamente, nulla esclude una rilettura posteriore di questi concetti in chiave per es. escatologico-messianica, quando il popolo viveva della speranza che il regno davidico sarebbe stato ristabilito se non come grandezza terrena, almeno come regno celeste, escatologico. ([[Alberto Soggin]]) *Per noi Israele non ha diritto di esistere, il diritto è dei proprietari della terra palestinesi. Quindi, invece di parlare di una soluzione per i palestinesi, noi chiediamo una soluzione per gli ebrei. Domandate perché non riconosciamo Israele, noi ci chiediamo come mai Israele e l'Occidente non riconoscano i diritti degli arabi. ([[Naim Qassem]]) *Per quanto riguarda la situazione palestinese, la soluzione dei due Stati è impossibile, non è pratica. Attualmente, questi due Stati si sovrappongono completamente. La partizione è destinata al fallimento. Questi due Stati non sono vicini, sono co-esistenti, sia in termini di popolazione che di geografia. Una zona di protezione non può essere creata tra i due Stati, perché ci sono mezzo milione di coloni israeliani in Cisgiordania e un milione di arabi palestinesi nel territorio conosciuto come Israele. La soluzione è quindi uno Stato democratico senza fanatismo religioso o etnico. La generazione di Sharon e Arafat è finita. Abbiamo bisogno di una nuova generazione, in cui tutti possano vivere in pace. Guardate i giovani palestinesi e israeliani, entrambi vogliono la pace e la democrazia, e vogliono vivere sotto un unico Stato. Questo conflitto avvelena il mondo. ([[Mu'ammar Gheddafi]]) *Se gli israeliani vogliono la pace, gli arabi sono pronti a farla, a riconoscere l'esistenza di Israele e delle sue frontiere stabilite dall'ONU. Questo da ad Israele il cinquantaquattro percento del territorio della Palestina, che era sotto mandato britannico. ([[Habib Bourghiba]]) *Se gli israeliani vogliono rimanere colonialisti e annessionisti, allora ci sarà la guerra. ([[Habib Bourghiba]]) *Te l'immagini avere Israele al posto della [[Svizzera]]? ([[Marcello Marchesi]]) *Un'ingiustizia storica è stata fatta al popolo [[Stato di Palestina|palestinese]], e finché non finirà l'occupazione illegale e brutale di Israele, non ci sarà pace per nessuno, compresi gli israeliani. ([[John Pilger]]) *Un sistema di apartheid con due popoli sulla stessa terra ma completamente separati uno dall'altro, con gli israeliani completamente dominanti che reprimono la violenza privando i palestinesi dei loro elementari diritti umani. Questa è la politica perseguita attualmente. ([[Jimmy Carter]]) *Voglio che sia chiaro che sono fiero di far parte di uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. ([[Ehud Olmert]]) *Voglio chiarire che non sono certo antisemita: uno scienziato non può credere alle razze. Però altra cosa è l'antisionismo, come dice [[Noam Chomsky]], il mio maestro. Il progetto dello Stato ebraico si basa sul principio che la Palestina sia stata destinata da Dio a Israele.<br />{{NDR|L'intervistatore: «[[Theodor Herzl]], il fondatore del sionismo era un laico»}} Non importa, il risultato è che oggi Israele è uno Stato fascista. ([[Piergiorgio Odifreddi]]) *Se Israele accogliesse tre o quattromila palestinesi, [[Gerusalemme]], il supremo esito del 1967, sarebbe subito, com’è già in parte, casa loro. (Guido Ceronetti) *Un aforisma ebraico paragona Israele «alle stelle del cielo e alla polvere della terra». È una nazione di netti contrasti, di volta in volta innalzata e abbassata dagli elementi della sua propria natura. Il passaggio degli uomini da una nobile elevatezza alla decadenza occupa gran parte della storia, della letteratura e, soprattutto, del dramma. Non vi è molto da temere che Israele diventi l'ultima delle nazioni, per vitalità e forza creativa. Ma riuscirà ad andare oltre e a realizzare le più nobili speranze dei suoi fondatori? Il punto interrogativo riguarda tre problemi: i suoi rapporti con i paesi vicini, la natura della sua società democratica e il grado di fedeltà ai valori ebraici. ([[Abba Eban]]) *Voglio urlare ad Israele: vai e colpisci ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare. [...] Io voglio gridare, io voglio esaltare la guerra di Israele. [...] Oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l'autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l'abito da guerra di Israele e la sua bandiera. Oh Israele se soltanto potessi non essere solidale ma esserci, non scrivere ma combattere, come vorrei Israele essere alla guida di un carro con due materassi legati fuori, insieme a giovani con la chitarra come quelli che incontrai in Libano un quarto di secolo fa e parlare con loro di cinema e sparare e di poesia e sparare e di musica e correre e far tuonare il corto cannone che non sbaglia mentre il cielo viene tagliato a lama di coltello dai nostri jet. Oh Israele. ([[Paolo Guzzanti]]) ===[[Yasser Arafat]]=== *{{NDR|Sugli israeliani}} Bisogna ammettere che alcune delle loro tattiche di guerra sono rispettabili, intelligenti. Ma come persone, no: perché si comportano sempre da barbari, in essi non c'è mai un goccio di umanità. *Ciò che lei chiama Israele è casa mia. *Continueremo a far guerra a Israele da soli, finché non riavremo la Palestina. La fine di Israele è lo scopo della nostra lotta, ed essa non ammette né compromessi né mediazioni. *{{NDR|Sugli israeliani}} Corpo a corpo, faccia a faccia, non sono neanche soldati. Hanno troppa paura di morire, non dimostrano alcun coraggio. *I civili sono i primi complici della banda che governa Israele. Perché se i civili non approvano i sistemi della banda al potere, non hanno che dimostrarlo. *È sempre la solita storia con gli israeliani: attaccano bene con gli aerei perché sanno che non abbiamo aerei, coi carri armati perché sanno che non abbiamo carri armati, ma quando trovano una resistenza faccia a faccia non rischiano più. Scappano. E cosa vale un soldato che non rischia, che scappa? *La pace per noi significa distruzione di Israele e nient'altro. *{{NDR|Sugli israeliani}} Non si muovono mai se non sono certi che andrà tutto benissimo e, se li cogli di sorpresa, non s'impegnano mai fino in fondo. Tutte le volte che hanno attaccato in forze i fedayn, gli israeliani sono stati sconfitti. Con noi i loro commandos non passano. ===[[Ayaan Hirsi Ali]]=== *Dalla mia esperienza superficiale, il paese deve affrontare il problema dei fondamentalisti. Gli ultra-ortodossi saranno all'origine di un problema demografico perché questi fanatici hanno più bambini dei laici e dagli altri ortodossi. *Ho visitato Israele alcuni anni fa, innanzitutto per capire come gestisce così bene tanti immigranti di tante origini diverse. La mia impressione principale è stata che Israele è una democrazia liberale. Nei luoghi che ho visitato, tra i quali Gerusalemme, Tel Aviv e le sue spiagge, ho notato l'uguaglianza tra uomini e donne. Non si può sapere cosa succede in privato, ma questo è quanto capisce un turista. Le tante donne in armi sono ugualmente molto visibili.<br>Capisco che un elemento cruciale di successo è un fattore unificante tra gli immigranti in Israele. C'è chi arriva dall'Etiopia o dalla Russia o ha il nonno che è giunto dall'Europa, ciò che li unisce è l'essere ebrei. Questo legame manca in Olanda. La storia dei nostri immigrati è diversa anche da quella dell'Olanda, incluso la religione. *Israele è ritenuto di un livello morale eccezionalmente elevato. Gli israeliani, tuttavia, faranno sempre bene perché loro stessi applicano standard morali molto elevati nel loro agire.<br>Il livello morale che ci si attende dai palestinesi è, invece, molto basso. ===[[Saddam Hussein]]=== *Dal momento che "Israele" possiede la bomba atomica, tutti i popoli pacifici dovrebbero aiutare gli arabi ad acquisire una tale arma per amore della pace, indipendentemente alle intenzioni e dalle risorse di costoro. Questo aiuto compenserà lo squilibrio che esiste ora tra il possesso di "Israele" della bomba atomica e la mancanza di qualunque arma simile per gli arabi. Ciò farà sì che "Israele" esiti ad utilizzarla contro di loro. *È diventato praticamente chiaro per tutti gli arabi, inclusi gli iracheni, che Israele non è una compagine di ebrei, siano essi palestinesi o d'altre origini, che cerca rifugio in seguito alle persecuzioni subite sotto i nazisti. Si tratta invece di un'entità che non esita ad intraprendere atti d'aggressione contro la nazione araba ogni volta che disponga dell'abilità tecnica. *Sapete che 'Israele' attaccò Baghdad, anche se Iraq non ne è collegato militarmente o geograficamente. Ovviamente, questo significa che 'Israele' è infatti psicologicamente preparato a lanciare l'aggressione contro di noi in qualsiasi momento. ===[[Golda Meir]]=== [[File:Golda Meir2.jpg|thumb|[[Golda Meir]]]] *Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale. *Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico ne una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta. *Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità. *Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione... *Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda. ===[[Mohammad Reza Pahlavi]]=== *Abbiamo detto a Israele: potete fare un'altra guerra, ma dove vi ritroverete infine? Ci sono cento milioni di arabi, e col passar del tempo, impareranno a combattere. *Ovviamente Israele esiste come Stato, e non si può sterminare un popolo; il desiderio manifestato da certe persone di sterminare la razza ebraica non può avverarsi. *Saremo certo lieti di vedere Israele mettere gli arabi nel loro posto, ma abbiamo ripetutamente condannato la loro occupazione del territorio arabo. ===[[Ilan Pappé]]=== *A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. *Ciò che importa non è tanto se gli attuali ebrei in Israele siano i discendenti autentici di coloro che vissero in epoca romana, ma piuttosto la pretesa di Israele di rappresentare tutti gli ebrei del mondo, da cui discende la convinzione che qualsiasi azione, anche la più spregevole, possa essere giustificata. *Finché Israele conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. *Il problema di Israele non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. *Implicito nell'esistenza di Israele come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina nel 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione. *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a Israele fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. *Israele fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. *L'identità di Israele come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-Israele si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. *Quando Israele divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale. ===[[Ariel Sharon]]=== *Abbiamo tante cose da fare, oltre che combattere. Ad esempio sviluppare la nostra educazione, la nostra cultura, la nostra agricoltura, la nostra industria, la nostra scienza. Ad esempio assorbire gli ebrei che arrivano continuamente da più di settanta paesi, fare una nazione con loro. E non partecipiamo a nessuna corsa alle armi: stiamo solo tentando di migliorare le nostre capacità di difesa per essere pronti a reagire quando ce n'è bisogno. *Israele potrà anche avere il diritto di processare altri, ma certamente nessuno ha il diritto di portare il popolo ebraico e lo Stato di Israele davanti a un tribunale internazionale. *Non ci servono i protettori. Così non dico che si possa ignorare l'opinione dei nostri alleati, però dichiaro che non prendiamo ordini da nessuno. *Non dimentichi che abbiamo uno degli eserciti migliori del mondo, che da trentacinque anni non facciamo che combattere, che siamo stati in guerra con tutti i paesi arabi, che abbiamo moltissima esperienza. *Quando si tratta della nostra sicurezza siamo uniti, non c'è dubbio. Non ci sono né falchi né colombe ma ebrei. Né Partito laburista né Partito Likud ma ebrei. *Sebbene la simpatia del mondo ci interessi, quando si tratta della nostra sicurezza e della nostra esistenza possiamo farne benissimo a meno. ===[[Leo Valiani]]=== *Certo, farebbe bene a evacuare i territori occupati con la guerra del 1967, fatta eccezione per Gerusalemme, che è un caso a parte. Ma non si può pretenderlo, se in questi territori s'installa un'organizzazione che pratica il terrorismo contro Israele e la cui finalità è la distruzione di quello Stato. Il suicidio non può essere chiesto a nessuno. *Sono il primo a criticare la politica israeliana in Cisgiordania, gli insediamenti, le limitazioni alle libertà democratiche, tutto ciò che c'è di reazionario, di repressivo. Critico la permanenza stessa di Israele in quei territori. Ma non pretendo il suo suicidio. *Israele non è l'Austria che teneva sotto il tallone il Lombardo-Veneto. È come l'Austria ormai costituzionale del 1867 che aveva aperto il proprio Parlamento anche alle minoranze, agli italiani di Trento, di Trieste, di Pola. Nessuno nega ai palestinesi che vivono nei territori occupati il diritto all'irredentismo. Lo riconosco in pieno. Ma sotto quell'Austria, gli irredentisti italiani avrebbero fatto bene a ricorrere al terrorismo? Anche a Trieste, molti presero le distanze dal progetto di regicidio di Oberdan. Il suo tentativo avrebbe avuto conseguenze drammatiche, se fosse stato portato a termine. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Ebrei]] *[[Regno di Giuda]] *[[Regno di Israele]] *[[Regno Unito di Israele]] *[[Rifugiati palestinesi]] *[[Sionismo]] *[[Stato di Palestina]] *[[Terra Santa]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi di Israele| ]] hcixhrvvpebnzy352tp96kkhcky6o1x Matteo Nucci 0 74703 1421624 589567 2026-07-24T20:09:57Z Skekzilla 17056 1421624 wikitext text/x-wiki '''Matteo Nucci''' (1970 — vivente), scrittore italiano. ==Citazioni== *Non si trova mai quello che si cerca, ma non si trova nulla se non si è in cerca di qualcosa.<ref>Da ''[http://www.letteratura.rai.it/articoli/matteo-nucci-racconta-la-via-incantata-di-blacker/22583/default.aspx Matteo Nucci racconta la via incantata di Blacker]'', ''RaiEdu letteratura'', ''rai.it'', 2 agosto 2013.</ref> {{Int|''[https://www.lastampa.it/cultura/2026/07/24/news/odisseo_siamo_nella_stessa_lacrima-15697800/ Odisseo. Siamo nella stessa lacrima]''|''lastampa.it'', 24 luglio 2026.}} {{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *[...] sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ==[[Incipit]] di ''Sono comuni le cose degli amici''== Aprì l'anta del mobiletto bianco e diede un'occhiata veloce. Spostò i flaconi uno a uno, guardando se dietro le confezioni ce ne fossero altre. Poi cominciò da capo. Si chinò sotto il lavandino, tirò fuori il cesto dove erano ammucchiati i medicinali da viaggio, rovistò. Prese tutte le buste e uscì dal bagno. Sentì suonare di nuovo il campanello e, un attimo dopo, la voce dal corridoio: «Lorenzo, Lorenzo», Martina lo stava chiamando. Aprì la prima busta sul letto e la rovesciò. Ne prese un'altra e rovesciò anche quella. Lentamente, mise da una parte le medicine che controllava. Ce n'erano di scadute, ma non le buttò via. Concluse l'operazione dopo pochi minuti. ==Bibliografia== *Matteo Nucci, ''Sono comuni le cose degli amici'', Ponte alle Grazie, 2009. ISBN 9788862200905 ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{ip|w}} {{stub}} [[Categoria:Scrittori italiani|Nucci, Matteo]] ontwd5d2qxn2bvpof80hzrv2o6vm61j 1421626 1421624 2026-07-24T20:35:18Z Udiki 86035 1421626 wikitext text/x-wiki '''Matteo Nucci''' (1970 – vivente), scrittore italiano. ==Citazioni== *Non si trova mai quello che si cerca, ma non si trova nulla se non si è in cerca di qualcosa.<ref>Da ''[http://www.letteratura.rai.it/articoli/matteo-nucci-racconta-la-via-incantata-di-blacker/22583/default.aspx Matteo Nucci racconta la via incantata di Blacker]'', ''RaiEdu letteratura'', ''rai.it'', 2 agosto 2013.</ref> {{Int|''[https://www.lastampa.it/cultura/2026/07/24/news/odisseo_siamo_nella_stessa_lacrima-15697800/ Odisseo. Siamo nella stessa lacrima]''|''lastampa.it'', 24 luglio 2026.}} {{NDR|Su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *[...] sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ==[[Incipit]] di ''Sono comuni le cose degli amici''== Aprì l'anta del mobiletto bianco e diede un'occhiata veloce. Spostò i flaconi uno a uno, guardando se dietro le confezioni ce ne fossero altre. Poi cominciò da capo. Si chinò sotto il lavandino, tirò fuori il cesto dove erano ammucchiati i medicinali da viaggio, rovistò. Prese tutte le buste e uscì dal bagno. Sentì suonare di nuovo il campanello e, un attimo dopo, la voce dal corridoio: «Lorenzo, Lorenzo», Martina lo stava chiamando. Aprì la prima busta sul letto e la rovesciò. Ne prese un'altra e rovesciò anche quella. Lentamente, mise da una parte le medicine che controllava. Ce n'erano di scadute, ma non le buttò via. Concluse l'operazione dopo pochi minuti. ==Bibliografia== *Matteo Nucci, ''Sono comuni le cose degli amici'', Ponte alle Grazie, 2009. ISBN 9788862200905 ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Scrittori italiani|Nucci, Matteo]] diunkoceyzey2yrck7sy9v0losa6m3r Exodus 0 76824 1421616 1358341 2026-07-24T18:45:17Z Darkcloud2222 10646 1421616 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo= Exodus |titolooriginale= Exodus |immagine=Exodus poster.jpg |didascalia= Poster di [[Saul Bass]]. |paese= Stati Uniti d'America |anno= 1960 |genere= drammatico, storico |regista= [[Otto Preminger]] |soggetto= [[Leon Uris]] |sceneggiatore= [[Dalton Trumbo]] |attori= *[[Paul Newman]]: Ari Ben Canaan *[[Eva Marie Saint]]: Kitty Fremont *[[Ralph Richardson]]: Gen. Sutherland }} '''''Exodus''''', film statunitense del 1960 con [[Paul Newman]] e [[Eva Marie Saint]], regia di [[Otto Preminger]]. ==Frasi== *{{NDR|Gli [[ebrei]]}} sono già stretti abbastanza, a corto di letti, di rifornimenti, d'infermiere, di... pazienza. A corto di tutto! ('''Caldwell''') *Il servizio informazioni è efficientissimo nello spiare gli'innocenti. ('''Gen. Sutherland''') *I posti non contano, solo gli esseri umani sono importanti. ('''Gen. Sutherland''') *Noi li {{NDR|gli ebrei}} lasceremmo andare tutti, purché non vadano a finire in [[Palestina]] ('''Gen. Sutherland''') *Lei deve comprendere che noi [[Inghilterra|inglesi]] abbiamo dimostrato, in tutta la nostra storia, uno straordinario talento per gl'incarichi poco piacevoli. La Palestina è un [[Mandato britannico della Palestina|mandato britannico]] che c'è stato imposto dalla Società delle Nazioni, quindi siamo responsabili della [[pace]] là. ('''Gen. Sutherland''') ==Dialoghi== *'''Fremont''': Vede, dopo la perdita del bambino... <br /> '''Gen. Sutherland''': Che bambino?! <br /> '''Fremont''': {{NDR|Tom}} non le aveva detto che aspettavo un bambino? <br /> '''Gen. Sutherland''': No, perché gli uomini come suo marito non parlano mai delle cose che più gli stanno a cuore. <br /> '''Fremont''': Lo so. *'''Caldwell''': C'è quasi da credere alla storia che si racconta in giro, forse è inventata. <br /> '''Fremont''': Quale storia. <br /> '''Caldwell''': Che a scuotere bene il suo {{NDR|del gen. Sutherland}} albero genealogico, ne cade qualche ebreo. *'''Caldwell''': Bene generale. Ma, scusi, non è un po' irregolare? <br /> '''Gen. Sutherland''': Oh, assolutamente! Per questo viglio la sua firma sul permesso anziché la mia. *'''Caldwell''': E {{NDR|gli ebrei}} hanno anche un aria buffa. Li individuo lontano un miglio! <br /> '''Ari Ben Canaan''' {{NDR|che è ebreo, ma è travestito da soldato inglese}}: Può aiutarmi, colonnello? Devo averci {{NDR|nell'occhio}} un bruscolo.<br /> '''Caldwell''' {{NDR|mentre gli guarda nell'occhio}}: [...] ma basta guardarli in [[faccia]] e si riconoscono. *'''Uomo dell'Irgun 1''': Acri è una fortezza oltre che una prigione. Non è stata espugnata dai tempi delle crociate. <br /> '''Uomo dell'Irgun 2''': Lui indica un posto in mezzo a una città araba, circondata dall'esercito inglese e viene a dirci "Andate a combattere". *'''Akiva Ben Canaan''': Le ferite mortali non fanno soffrire; sono già impegnato a morire. <br /> '''Ari Ben Canaan''': Vivrai ancora tanto, zio Akiva. <br /> '''Akiva Ben Canaan''': In questo tuo fatale ottimismo sei dell'Haganah, praticamente sei dell'Irgun, ma nel [[cuore]] sei d'[[Israele]]. ==[[Explicit]]== Questo è Taha, mukhtar di Abu Yesha. E questa è Karen, segretaria della commissione alloggi baracca 12, Gan Dafna. Non abbiamo un cadì che preghi per l'anima di Taha, né abbiamo un rabbino che preghi per Karen. Taha meritava di vivere una lunga vita, circondato dalla sua famiglia e dalla sua gente, e la morte lo avrebbe incontrato come una vecchia amica, offrendogli il dono del sonno. È venuta invece da nemica. E Karen, che amava tanto la vita, che la viveva con la purezza di una fiamma, perché [[Dio]] l'ha dimenticata? Perché ha dovuto incontrare la morte alla sua età, e tutta sola, e al buio? Noi fra tutti i popoli non dovremmo più sorprenderci quando la morte ci raggiunge, con il mondo impazzito e le [[Strage|stragi]] di massa dovremmo essere abituati a queste [[Omicidio|uccisioni]] senza senso. Ma io non mi ci sono abituato, né riuscirò mai ad abituarmici. Io guardo questi due esseri umani e ho voglia di ululare come un [[cane]]. Vorrei gridare al mondo che altri due innocenti sono stati assassinati. È giusto che questi due esseri riposino vicini nella tomba, perché se la divideranno in pace. Ma i [[Morto|morti]] si dividono sempre la terra in pace, e non è sufficiente. È ora che ci provino anche i vivi. A poche miglia da qui c'è chi combatte e muore, e noi dobbiamo andare a raggiungerli. Ma io giuro sui corpi di queste due persone che verrà il giorno in cui arabo ed ebreo divideranno in pace e in vita questa terra che hanno sempre condiviso nella morte. Taha, vecchio amico e carissimo fratello; Karen, creatura di luce, figlia d'Israele; shalom. ('''Ari Ben Canaan''') ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Exodus''}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film storici]] [[Categoria:Film premi Oscar]] id7yykl1jngw64u1yj8atoiywr1jsuo Il Farinotti 0 81570 1421638 1419273 2026-07-25T07:29:03Z Spinoziano 2297 /* P */ 1421638 wikitext text/x-wiki [[File:Pino Farinotti.jpg|thumb|Pino Farinotti]] {{Titolo minuscolo}} '''''il Farinotti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== ===A=== *[[Ermanno Olmi]] ritrova fiato ed estro poetico mettendo in immagini le storie contadine dei suoi nonni. [...] molte le scene indimenticabili (come la semina sotto la prima nevicata, un gesto consumato come in una sacra funzione). (''[[L'albero degli zoccoli]]'', p. 51) *La forza del film è nei personaggi strampalati e nel gusto per le cose folli. [[Lewis Carroll|Carroll]] descrive un mondo tanto eccentrico e privo di logica quanto divertente e ameno. Ma è un mondo che non può funzionare proprio per la mancanza completa di logica. Nel film questo messaggio risulta un po' sfocato ma alcuni dei personaggi che compaiono sono talmente indovinati da far dimenticare l'originale: un numero enorme di figure sfilano durante la visione e nessuna, in fondo, ha una vera storia da raccontare. Alla sua uscita il film lasciò perplessi per la struttura anarcoide che lo rende frammentario e quasi privo di trama. La follia elevata a protagonista non riesce sempre ad essere convincente. In fondo il personaggio di Alice non ha la forza innata comune alla eroine disneyane, la loro credibilità, la loro vita. Alla fine degli anni Sessanta questo film fantastico e strampalato fu amato moltissimo dalla generazione dei "figli dei fiori", che nelle gag, nel ritmo indiavolato e proprio nell'illogico che impregna il film trovarono il loro mondo ideale. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'', pp. 58-59) *Il grande realismo e l'assoluta attenzione alla verità ne fanno un film di sapore europeo. In questo caso è un grande valore aggiunto. (''[[All'ovest niente di nuovo]]'', p. 71) *Il tenue filo che lega i nove episodi del film è costituito da un rivenditore di libri usati che presenta alcuni volumi. Per ognuno [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] ha saputo trovare la giusta chiave narrativa, ben sostenuto da un gruppo di attori di prim'ordine. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]'', p. 77) *Un tipico prodotto hollywoodiano, confezionato per infondere fiducia nel domani. La storia narrata da [[William Dieterle|Dieterle]] non si discosta molto da quella di decine di altri film: lui e lei, afflitti da guai e problemi non da poco, si incontrano per caso e trovano, insieme, la forza di andare avanti. (''[[Al tuo ritorno]]'', p. 78) *Eccessivamente patinato e raffinato, il film però perde di vista il calore emotivo del rapporto d'amore presente nel romanzo della [[Marguerite Duras|Duras]]. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]'', p. 80) *Grande western. Per la prima volta un film stava dalla parte degli indiani introducendo il problema razzista. In quegli anni non era un merito piccolo. Anche la qualità del film è eccezionale. Indimenticabile l'attacco indiano iniziale e le scene d'amore fra [[James Stewart|Stewart]] e la ragazza ([[Debra Paget|Paget]]). (''[[L'amante indiana]]'', p. 82) *Il film è del 1930. È il grande momento della Germania, della [[Repubblica di Weimar]] che rappresenta la più alta manifestazione culturale del nostro secolo. Un vero fenomeno, una sorta di Rinascimento del diciannovesimo secolo. Letteratura, teatro, pittura, design, scienze, cinema: Weimar detta nuove regole al mondo. Sono invenzioni fondamentali i cui segni rimangono vivi e attivi anche nel nostro tempo. Una delle parole chiave è "[[espressionismo]]". Un gruppo di autori di lingua tedesca come [[Fritz Lang|Lang]], [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] trova questa nuova forma, mediata dalle arti figurative, importantissima, decisiva. Molti di questi autori, dopo il 1933, con l'avvento di [[Adolf Hitler|Hitler]], abbandoneranno il loro paese portando la corrente in tutto il mondo civile, soprattutto in America. [[Marlene Dietrich]] arrivava nel momento più opportuno, a rappresentare qualcosa di ben più vasto di una parte in un film. Catalizzava fisicamente quella tendenza. Ne era, forse inconsapevolmente, una sorta di sintesi. Veniva da ruoli insignificanti e si trovò titolare di un personaggio, Lola Lola, che avrebbe costruito un precedente imprescindibile tramandato per decenni dalla stessa Dietrich e imitato con assoluta trasparenza. I grandi segni erano: cappello a cilindro, calze e giarrettiere nere, boa di piume. Di suo l'attrice ci mise una voce roca e profonda, una carnagione bianchissima di contrasto e due gambe notevoli. [...] Fra le tante imitazioni di Lola Lola una in particolare si fa ricordare: quella di [[Liza Minnelli]] in ''[[Cabaret (film)|Cabaret]]''. Emigrata in America, insieme al suo scopritore Sternberg, Marlene divenne (come la [[Greta Garbo|Garbo]] e la [[Ingrid Bergman|Bergman]]) una delle grandi conquistatrici europee di Hollywood, partner dei massimi divi dell'epoca. Quasi sessantenne, mostrava ancore quelle gambe. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]'', p. 133) *[...] [[Bette Davis]] qui in una (anzi in due) delle sue più belle interpretazioni. (''[[L'anima e il volto]]'', p. 137) *Nonostante la biografia del Santo sia circoscritta agli ultimi anni della sua vita e alcuni elementi della trattazione siano dichiaratamente inventati, piace l'approccio scelto dal regista: invece di cedere alla facile tentazione di spettacolarizzare la figura, proponendolo come mero "miracle maker", con tutto quello che avrebbe potuto conseguirne, [[Antonello Belluco|Belluco]] sceglie di focalizzare l'attenzione sull'umanità, i sentimenti, le paure e le emozioni provate dal protagonista, che appare assai fragile, tormentato e realistico. (''[[Antonio, guerriero di Dio]]'', p. 149) *Il romanzo di [[Erich Maria Remarque|Remarque]], ricco di buone intenzioni umanitarie, è trasposto in modo un po' schematico e grossolano da un regista discontinuo. Come "melodramma", però, il film funziona abbastanza soprattutto per il grande mestiere degli interpreti (il più convincente di tutti è [[Louis Calhern]], il colonnello russo). (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'', p. 163) *Il film di Ichikawa stempera le visioni degli orrori della guerra in una sorta di contemplazione assorta e ieratica. È forse il film più pacifista sul conflitto mondiale degli ultimi quarant'anni, venato di una tristezza infinita che accomuna cristianamente amici e nemici. (''[[L'arpa birmana]]'', p. 169) *Un gruppo impressionante di attori e di mezzi per questo film [...]. Anche il più bravo giallista non potrebbe alla fine trovare il colpevole. C'è davvero una grossa sorpresa. [[Albert Finney]], ancora giovane e aitante, cerca disperatamente di stringersi e invecchiarsi per entrare nei panni dell'ispettore Poirot. A parte questo, Finney è bravissimo. Un film estremamente divertente. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'', p. 181) *È il solito western con il capitano severo, ma eroico, che presidia un fortino e tiene a bada gli Apaches finché non "arrivano i nostri". Ha qualche pregio di recitazione, per il resto è normale routine. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; p. 200) ===B=== *Un film che ha rivelato qualità davvero particolari, tanto da diventare un campione di incassi valorizzato anche dalla critica. Certo, Babe è un magnifico esempio; attraverso la sua vicenda e quella della fattoria emerge un modo positivo, forte, a volte anche eroico di affrontare la vita: la famiglia è visitata anche da avversità e dolori, ma tutto viene accettato, con coraggio e dignità. (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'', p. 218) *In attesa dei più che buoni ascolti televisivi, [[Giorgio Panariello|Panariello]] si cuce addosso un film di serie B che non va al di là di una serie di sketch. (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]'', p. 225) *Diciamolo subito, questo "caso" è un film porno, né più né meno. La qualità delle "attrici" è quella – se avessero miglior qualità farebbero film migliori [...]. (''[[Baise moi - Scopami]]'', p. 225) *Una suggestiva atmosfera alla [[Anton Čechov|Cechov]], grazie alla perfetta recitazione di due grandi dive del passato. (''[[Le balene d'agosto]]'', p. 226) *Anche se come attore gigioneggia forse un po' troppo, quello di [[Kevin Costner|Costner]] è un debutto alla regia di tutto rispetto. Il messaggio arriva al cuore e alla ragione con citazioni da [[John Ford|Ford]], [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] e [[Sergio Leone|Leone]]. [...] Enorme successo di pubblico che ha decretato la parziale rinascita del genere western. Nel giugno 1992 è poi circolata la versione integrale di quasi 4 ore, dove c'è più spazio per spiegare alcune cose non del tutto chiare nella prima versione. (''[[Balla coi lupi]]'', p. 227) *Discreto film di Brooks, che non ha più il genio degli esordi, ma comunque molto mestiere. (''[[Balle spaziali]]'', p. 230) *È un segnale significativo e disgraziato dello stato del nostro Paese negli anni Novanta. Io che scrivo dico che mai sono uscito da una sala con un malessere così profondo. E confesso il grande disagio perché sono costretto a scrivere, e lungamente, di questo "film", diventando a mia volta involontario complice dell'associazione a delinquere. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]'', p. 232) *Splendidamente diretto da [[Elia Kazan|Kazan]] questo film è uno dei primi esempi di quel genere che negli anni Cinquanta avrebbe fatto epoca e dato capolavori come ''[[Un tram che si chiama Desiderio|Un tram che si chiama desiderio]]'', ''[[Viva Zapata!|Viva Zapata]]'' e ''[[Fronte del porto]]'', tutti diretti dallo stesso regista. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'', p. 237) *La scrittrice, con istinti omicidi e con una sessualità al calor bianco (tanto esibita quanto gelida), è tornata. (''[[Basic Instinct 2]]'', p. 246) *Sorprendente caso di promozione internettiana per un superindipendente che ha sbancato, dando vita anche a un sequel. Il fenomeno principale del nuovo cinema, girato come ''real fiction''. Si finge il ritrovamento di videocamere in un bosco dove è successo qualcosa, qualcosa di terribile. Che cosa? Non interessa né agli autori né agli spettatori. Quel che conta è il clima, l'atmosfera. È come vendere al prezzo di un [[Vincent van Gogh|Van Gogh]] una cornice. Impresa geniale, no? (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]'', p. 286) *Un film tendenzialmente idiota con molti videoclip pseudo-erotici. Di trasgressivo proprio nulla. [...] Sia [[Kim Basinger]], finita in tribunale per rottura di contratto, che [[Madonna (cantante)|Madonna]] si sono rifiutate di interpretare la parte di [[Sherilyn Fenn]]. Non si può far altro che dar loro ragione. (''[[Boxing Helena]]'', p. 302) *Il film romantico per eccellenza degli anni Quaranta, ma non zuccheroso, non fumettistico, anzi realistico e spesso sgradevole nella descrizione dei personaggi e della loro timida passione. Robert Krasker si rivelò il fotografo più prestigioso del cinema britannico; la musica di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninov]] avvinse tutte le casalinghe dalle velleità extraconiugali. Esemplare la prova di Celia Johnson e di Trevor Howard, due innamorati "non giovani e non belli" come erano descritti nell'originale teatrale (un atto unico di [[Noël Coward|Noel Coward]]). Ma grande specialmente il regista. (''[[Breve incontro]]'', p. 308) ===C=== *[...] imprevedibile, ma non troppo. (''[[Caccia al ladro]]'', p. 327) *Ricavato da un romanzo di [[Delfino Cinelli]], il film pretende di nobilitare il melodramma di fondo (un famoso pittore diviene l'amante d'una ragazza che potrà sposare, riunendosi a lei e al bambino nato nel frattempo, solo dopo essere stato ferito in guerra) indugiando in particolari descrittivi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]'', p. 335) *Sottile studio psicologico e d'ambiente, il film s'arresta davanti al tabù dell'omosessualità femminile, a differenza del dramma di [[Lillian Hellman]] da cui è tratto. (''[[La calunnia]]'', p. 339) *Metafora ambiziosissima, ma poco riuscita, di [[Ermanno Olmi|Olmi]] sul difficile cammino dell'umanità verso la salvezza. (''[[Camminacammina]]'', p. 343) *Al suo secondo film, [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] – dopo il tranviere – impersona un pescivendolo, cioè ancora un personaggio di immediata e schietta estrazione popolare. Stesso l'ambito produttivo di ''[[Avanti c'è posto...|Avanti c'è posto]]'', stesso il regista, stessa la matrice bozzettistica (ma tra i collaboratori figura [[Federico Fellini|Fellini]]). Da una vicenda tutta prevedibile e in parte melensa (il protagonista s'invaghisce d'una signora della buona società, ma ne resterà deluso e accetterà il legame con una impetuosa fruttivendola) emergono alcune sequenze di brulicante umanità. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' fiori]]'', p. 345) *[[Tom Hanks|Hanks]] guarda dritto l'obiettivo mentre finisce il film. Chissà quale sarà il destino. Se c'è una metafora è proprio questa: si può ricominciare. E c'è dell'altro: l'isola solitaria non è un paradiso perduto, è un inferno. Valgono di più i rapporti. Meglio se si trasformano in sentimenti forti. Ed è questa la differenza con [[Robinson Crusoe]], che trecento anni prima lasciava la sua isola, dopo ventotto anni, a malincuore. Spaventoso (dunque magnifico) l'incidente aereo. E quell'isola sempre grigia, sempre tempestosa. Hanks, come e più di sempre, straordinario. (''[[Cast Away]]'', p. 386) *Il genio ha colpito ancora. Dopo più di vent'anni di carriera c'è veramente da togliersi il cappello davanti ad un uomo, prima ancora che regista, capace come nessuno mai prima nel campo del cinema d'animazione (e non solo) di riuscire a centrare sempre e comunque l'obbiettivo che ogni cineasta dovrebbe avere come scopo unico: emozionare. E di emozioni, quest'opera di [[Hayao Miyazaki]] ne offre davvero. ''Howl's Moving Castle'' è un ulteriore tassello nel mosaico che il regista giapponese sta componendo col passare degli anni, che mescola l'attenzione alle tematiche ambientali, all'utilizzo malsano della tecnologia, che propone esseri umani calati in universi fantastici ed immaginari, dove creature soprannaturali insegnano all'uomo come vivere e quali valori seguire e difendere. (''[[Il castello errante di Howl]]'', pp. 387-388) [[File:Jean Arthur in Shane 2.jpg|miniatura|[[Jean Arthur]] e [[Alan Ladd]] ne ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'']] *Un grande mito del cinema, manifesto dell'eroe purissimo che agisce spinto solo dalla sua passione interna, per giustizia e senza compensi. Proprio come i cavalieri medievali che cercavano il sacro Graal (interpretazione della critica francese). Costruzione di grande realismo – i contadini, i rumori di fondo, i lavori – con una regia che ha ispirato successivamente i grandi western che hanno, per qualche tempo, ridato vita al genere. Tratto da un romanzo, mediocre, di [[Jack Schaefer]] e sceneggiato benissimo da [[A. B. Guthrie Jr.|A. B. Guthrie]], anche il ''Cavaliere'' si vale di una straordinaria colonna sonora di [[Victor Young]], che ha composto arie ispirandosi alla musica tradizionale americana. Indimenticabile l'interpretazione di [[Alan Ladd]], quarantenne, capace di espressioni sottotono, dolci, pazienti, persino intellettuali, ma anche violentissime, e divenuto il massimo "identificatore" delle giovani generazioni di allora, e massimo eroe del West e probabilmente di tutto il cinema. Dunque, tutti questi valori, combinati con la poesia registica di [[George Stevens|Stevens]] e coi suggerimenti morali della storia, fanno de ''Il Cavaliere della valle solitaria'' la più alta espressione di tutto il cinema. (''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'', p. 394) *[...] il film venne maltrattato alla prima uscita dalla critica, che lo considerò troppo sentimentale, troppo inferiore al precedente ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro di Fort Apache]]''. Oggi ci appare come uno splendido racconto d'avventure con un [[John Wayne]] quarantenne che fa ottimamente il sessantenne. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'', p. 397) *Avanza la ferrovia che unirà le due coste degli Stati Uniti. Nel campionario umano composto da fuorilegge, avventurieri e ambiziosi uomini d'affari, emergono le figure di un meticcio, che insegue l'uomo che gli ha ucciso il padre, e di una giovane vedova, che rappresenterà il futuro di una società che cancella per sempre i suoi eroi. Questa la succinta trama di un film che ne ha più di una. [[Sergio Leone]], dotato di una certa muscolarità espressiva, ha i suoi limiti nel manierismo che accompagna ogni suo film. Cinismo, violenza e autocompiacimento sono conditi dalla musica ingombrante del suo omologo in campo musicale, [[Ennio Morricone]]. Ogni soluzione è affidata al sensazionalismo. Il montaggio è solo un espediente per le anime semplici. Quello che si può ottimisticamente definire neo-espressionismo è mutuato dal cinema russo e, perché no?, da [[Orson Welles]]. Ma è solo un metodo applicato a una causa sbagliata. E tutti questi supposti valori si sciolgono come neve al sole di fronte a un B-movie western, realizzato però negli States. Certi temi, vedi il western, sono congeniti e appartengono alla memoria storica di una nazione. Nel caso di ''C'era una volta il West'', fino ad allora l'opera più ambiziosa di Leone, il mix di tutti gli ingredienti della sua cucina risultano indigesti a causa dell'insopportabile sentimentalismo che inonda la pellicola, con la complicità della troppo lodata [[Claudia Cardinale]]. Non basta andare in America e relegare [[Henry Fonda]] nel ruolo del cattivo. E con [[Dario Argento]] tra gli sceneggiatori non si va lontano. [[Paolo Stoppa]] è il più incredibile ''trapper'' della storia del west cinematografico. È come fare l{{'}}''[[Amleto]]'' con [[John Goodman]]. Sequenze famose come quella finale, presa pari pari da ''[[Duello al sole]]'' di [[King Vidor|Vidor]], sembrano un furto più che un omaggio. ''C'era una volta il West'' ha i titoli più lunghi della storia del cinema. Diciassette minuti di narcisismo registico, con notevoli caratteristi americani a fare da manichini per i giochini grafici della fotografia di [[Tonino Delli Colli|Delli Colli]]. Una gamba in primissimo piano e l'antagonista sul fondo, nello spazio amatoriale concesso dal cinemascope. L'epica scriteriata del film ha l'anima intinta nei sobborghi romani. Un ''cult movie'' per ragionieri in vena di poesia. (''[[C'era una volta il West]]'', p. 405) *Un attore minore, Jason Evers, recita, produce, dirige, sceneggia (le ultime tre cose sotto pseudonimo) questo horror che tratta in modo triviale un'idea discreta. (''[[Il cervello che non voleva morire]]'', p. 410) *Grande successo all'epoca e grande interpretazione di [[James Stewart|Stewart]], che si apprestava a fare il gran salto da giovane ingenuo "alla [[Frank Capra|Capra]]" a uomo del West. Gli ultimi dieci minuti del film sono entusiamanti. (''[[Chiamate Nord 777]]'', p. 420) *Solo [[Dashiell Hammett]], autore del romanzo e padre del poliziesco ''hard-boiled'', poteva descrivere senza mezzi termini il mondo in putrefazione del potere. Solo lui poteva concepire un eroe che si mantenesse così leale al valore dell'amicizia di fronte alle tentazioni del denaro e del successo. Beaumont è più simile al Sam Spade de ''[[Il falcone maltese]]'', avvezzo alla falsità ma fedele al proprio codice etico, che all'ironico Nick Charles de ''L'uomo ombra'', entrato col matrimonio in una classe sociale superiore. Qui, senza perdere il gusto della narrazione, il giallo diventa specchio di quella società che Hammett aveva esplorato nel suo lavoro di investigatore. E, come i suoi personaggi, durante il maccartismo Hammett si manterrà fedele ai suoi princìpi, pagando con il carcere il diritto di denunciare ipocrisia e corruzione. Pochi come il romanziere [[Jonathan Latimer]], abile nel portare opere altrui sullo schermo, potevano scrivere una simile sceneggiatura senza tradire il soggetto. Anche il pestaggio di Ed viene presentato con una durezza che soltanto [[Sergio Leone]] nel suo primo western (costruito sulla trama di ''Piombo e sangue'' di Hammett) oserà rappresentare al cinema. L'unico spazio al sentimento è aperto dalla collaudata coppia [[Alan Ladd|Ladd]]-[[Veronica Lake|Lake]], cui è affidato il compito di chiudere con un lieto fine. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'', p. 421) *Il film è diventato un vero fenomeno di incassi, record italiano assoluto, ma non solo. Ha confermato la prevalenza dell'idioma toscano nel nostro cinema (I Cecchi Gori c'entreranno pure qualcosa) e riconfermato il precedente ''[[I laureati|Laureati]]'' di Pieraccioni. Questo successo abnorme ha comunque delle spiegazioni. Una è il naturale "volano" del film (che ha tenuto le sale per un anno), che a un certo punto "deve" essere visto da tutti perché fa moda. Poi naturalmente c'è la grana della regia e della storia. Si può parlare di film medio che manca al nostro cinema, di sapori di commedia all'italiana eccetera, ma in questo caso c'è una ragione "tattile", immediata, che capiscono tutti subito: è un film pulito, fuori dai contesti grigi, tristi, omologati, spesso malamente sociali del cinema nostrano. Presenta qualcosa che non si vedeva dai tempi di ''[[Poveri ma belli]]'': la felicità di vivere. Una felicità, che non sarà aderente al nostro momento storico, ma è una bella fortuna che qualcuno ce la descriva almeno nella finzione. Certo, come rovescio della medaglia abbiamo dovuto affrontare il potente riflusso-marketing con la [[Natalia Estrada|Estrada]] che ci ha assediato dalle tv, dai manifesti e dalle passerelle di moda, ma tant'è, certe vie sono obbligate. (''[[Il ciclone]]'', p. 432) *Tratto da un romanzo di [[Richard Llewellyn]] e indubbiamente migliorato da [[John Ford|Ford]], il film rappresenta, insieme a ''[[Furore (film)|Furore]]'' e a ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'', il momento più alto della storia (non-western) del regista. Con tutte le tematiche rese nobili dalla felicità del racconto. Vi sono istantanee di grande efficacia poetica, come quando la famiglia scende a casa dalle miniere cantando e la madre raccoglie in un grembiule il guadagno della giornata, o la lezione di boxe data al cattivo insegnante del ragazzo, o la purissima storia d'amore del pastore protestante con [[Maureen O'Hara]]. La famiglia, la disciplina, il senso religioso, e poi l'inevitabile evoluzione che tutto trasforma e tutto conduce a termine. Una parabola sulla fatica, il dolore e la rinuncia. Il mondo degli adulti ossevato dal ragazzo nel suo angolo, con l'ingenuità nella quale Ford si è sempre riconosciuto e che, nel tempo, gli è stata persino rimproverata da una certa critica. Ford faceva discorsi semplici, ma colti ed efficaci. Il vecchio patriarca Morgan non sopporta le astruse dottrine socialiste che hanno fatto presa sui figli, e li lascia partire. Ford venne subito accusato di fascismo, ma il regista ci rideva sopra. In quel contesto era buon senso, così com'era buon senso il populismo in ''Furore''. (''[[Com'era verde la mia valle]]'', pp. 480-481) *I detrattori di [[Cecil B. De Mille]] hanno sempre sostenuto che trattava la storia (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'', ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') come un western. Omettevano però di aggiungere che il western lo sapeva fare benissimo. Almeno due suoi lavori sulla frontiera (questo e ''[[La via dei giganti]]'') sono classici. ''La conquista del west'' è ancor oggi la rievocazione più appassionante della saga della città di Deadwood, con un [[Gary Cooper]] entusiasmante (anche se il suo [[Wild Bill Hickok|Bill Hickock]] ha ben poco in comune con il personaggio così come è stato tramandato dagli studi storici più seri). ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]], p. 500) *Zeppo di divi (nessuno però impiegato al meglio), il film è dichiaratamente la raccolta di ogni luogo comune sull'argomento. Non punta sulla novità ma sulle grandiosità delle scene (la carica di bufali, la battaglia di Shiloh, le rapide, l'assalto al treno). L'impatto (specie di quest'ultima sequenza che costò una mutilazione alla controfigura Robert Morgan) è notevole, ma il cinerama è ancora allo stadio primitivo (il sistema è a tre schermi, e non di rado si vedono le giunture fra un "piano" e l'altro). A livello di spettacolo, è un film che non si dimentica. ([[La conquista del West (film 1962)|''La conquista del West'', 1962]], p. 500) *Ponderoso dramma storico allestito con grandi mezzi, ma con minimi risultati artistici. I due personaggi principali non sono (per diverse ragioni) granché simpatici e nemmeno i due divi girano al meglio: forse perché litigarono ferocemente fra una scena e l'altra (il dongiovanni [[Errol Flynn|Flynn]] non considerava la [[Bette Davis|Davis]] donna appetibile e lo dava a vedere fin troppo chiaramente). (''[[Il conte di Essex]]'', p. 504) ===D=== *Uno dei classici del famoso genere noir. Film di ottima atmosfera grazie anche all'intervento di [[Raymond Chandler]], il grande giallista padre del detective Marlowe. Ma soprattutto grazie alla bravura di [[Alan Ladd]], un attore le cui attitudini non sono mai state riconosciute. La sceneggiatura di Chandler dava alla storia svolte imprevedibili e al dialogo un colore particolare. Funzionale era anche la presenza di [[Veronica Lake]], triste e misteriosa come il suo partner. Da ricordare infine la prova di [[William Bendix]], presente in molti noir dell'epoca, un grande caratterista. ''La dalia azzurra'', girato senza grande profusione di mezzi, vive di pura storia e di interpretazioni, un piccolo capolavoro costruito con grande intelligenza e piccolo budget. (''[[La dalia azzurra]]'', p. 556) *Sicuramente film d'attori, tutti al massimo delle loro possibilità con stili a confronto. [[Montgomery Clift|Clift]], con la tensione interna di matrice Actor's Studio, [[Frank Sinatra|Sinatra]], letteralmente miracolato da questo ruolo che lo rilanciò dopo un brutto periodo, [[Deborah Kerr]], attrice e diva inglese affascinante e morbosa, e soprattutto [[Burt Lancaster|Lancaster]], capace di esprimersi nell'azione esattamente come in tutti gli altri esercizi di attore. Fra le tante sequenze che si ricordano una fa parte della più bella mitologia: la scena fra Lancaster e Kerr che si baciano nella risacca. (''[[Da qui all'eternità]]'', p. 564) *Caratteristica fondamentale di questo quarto lungometraggio di Sam Raimi è la contaminazione di generi. Oltre al fantastico e all'horror, troviamo infatti l'avventura, il sentimento, la commedia e il poliziesco. I riferimenti cinematografici si sprecano, come pure le citazioni. Non manca neppure l'ironia de ''La casa 2'' e ''I criminali più pazzi del mondo'' (sceneggiato dai fratelli Coen). La bravura tecnica ed espressiva di questo talento della nuova generazione è fuori discussione e il personaggio di Peyton, anche grazie all'interpretazione di Neeson, ha una profondità notevole. (''[[Darkman]]'', p. 565) *Il dèjà vu è un mero pretesto per raggiungere l'happy end sentimentale. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]'', p. 574) *[…] è uno splendido poema epico sulla sintonia dell'uomo con la natura. Una scena in particolare (quella della tormenta) fa ormai testo. (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]'', p. 586) *[[Cecil B. DeMille|Cecil Blount De Mille]] è un regista che ha firmato opere di grandissima popolarità che, paradossalmente, non sono le sue migliori. Tutti ricordano i suoi "colossi" come ''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'', ma personalmente ritengo che De Mille abbia dato il meglio nei western, dove aveva una sua misura particolare e grande riconoscibilità. Basta ricordare ''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'', un western del '36 già perfettamente adulto, tre anni prima di ''[[Ombre rosse]]'' [...]. Tuttavia dicendo De Mille si dice ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|Dieci comandamenti]]'', che è un'opera meritevolissima, beninteso, un titolo che non ha mai trovato posto in nessuna delle classifiche nobili, proprio per le sue caratteristiche di troppa spettacolarità, popolarità, artificio. De Mille voleva soltanto piacere al pubblico, dargli ciò che voleva. [[John Ford]] riconosceva questa sua capacità, e in un certo senso gliela invidiava. Nei ''Dieci comandamenti'' tutto è perfetto: l'aspetto degli attori, i costumi, le armi, la natura, gli edifici, i trucchi, la musica, le inquadrature. È tutto così stilizzato e calligrafico da far invidia al più avanzato dei registi pubblicitari. [...] La saga e il racconto sono grandissimi. Si rimprovera al regista una certa prolissità (quasi quattro ore la durata del film), ma ci sono momenti di alto significato, sul piano delle immagini (Mosè che chiede l'aiuto di Dio nella tempesta, l'incisione delle tavole, le scene d'esodo). Ci sono anche tratti di grande forza, quasi da tragedia greca, seppur fortemente hollywoodiani. De Mille era un fervente cattolico e attribuiva ai suoi film un preciso valore in quel senso. Ci fu chi disse che il regista era stato un paladino della fede più del papa. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'', p. 604) *Uno dei capolavori assoluti del cinema di tutti i tempi. Il rigore nella ricerca delle immagini (ispirata alla grande pittura fiamminga), la fotografia del paesaggio, la forza e l'intelligenza delle idee espresse dall'autore fanno di ''Dies Irae'' un film memorabile. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'', p. 607) *Titolo fondamentale del cinema italiano e del mondo. Dopo una serie di film che possiamo definire di "perfezionamento e ricerca", Fellini rappresenta il dolore con segnali universali. Le sue angosce in prima persona trovano manifestazioni simboliche che si trasferiscono a tutti. Il caos, la vita "arruffata", il tentativo di integrarsi in qualche modo con gli altri, la tensione di fare qualcosa che non è mai chiara ma che va fatta, la pigrizia per la consapevolezza che anche centrando l'obiettivo... l'obiettivo alla fine non c'è. Il mito ha poi rilanciato ogni sequenza del film in tutto il mondo dando del nostro cinema e indirettamente del nostro paese un quadro diverso rispetto a quello della stagione del neorealismo. (''[[La dolce vita]]'', p. 628) *Il film è un capolavoro del suo genere, un western classico centrato sull'eroe buono e coraggioso. La presenza di [[John Wayne]], simbolo di questo cinema, rende questa bellissima opera di [[Howard Hawks]] ancora più significativa. (''[[Un dollaro d'onore]]'', p. 629) *È il primo film del genere "spiaggia", poi ripreso (anche troppo) negli anni Sessanta. Ma qui c'è molto di più: i toni del neorealismo sono ancora vigorosi e attendibili, i ritmi del racconto straordinariamente equilibrati. Da ricordare l'interpretazione di [[Emilio Cigoli]], il grande doppiatore, nella parte del papà affettuoso. (''[[Domenica d'agosto]]'', p. 631) *Pellicola cannata da [[Aurelio Grimaldi|Grimaldi]]. Giulia (la [[Loredana Cannata|Cannata]], appunto) diventa licantropa e, nottetempo, cerca vittime maschili. Le vere vittime sono gli spettatori. (''[[La donna lupo]]'', p. 645) ===E=== *È probabilmente il più significativo lavoro di [[Frank Capra|Capra]] e uno degli indiscussi capolavori del cinema americano. Mr. Deeds rappresenta l'americano buono e semplice ma capace di farsi rispettare, colui che da solo combatte contro un sistema palesemente ingiusto, lontano da tutti i valori umani. Memorabile l'interpretazione di [[Gary Cooper]]. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]'', p. 690) *[[Sean Connery]] è un anziano scassinatore, che diventa socio di una giovane ladra che ha rubato un [[Rembrandt]] superando un complicato sistema di allarme. Tra i colpi di scena e doppi giochi i due realizzano un'operazione del valore di molti miliardi di dollari. Il regista di ''[[Sommersby]]'' e ''[[Copycat - Omicidi in serie|Copycat]]'' torna con un film a metà strada tra ''[[Mission: Impossible|Mission Impossible]]'' e ''[[Topkapi]]''. [[Catherine Zeta-Jones]] si era fatta notare, prima di questo film, nell'ultima versione di [[La maschera di Zorro|Zorro]] con [[Antonio Banderas|Banderas]] e [[Anthony Hopkins|Hopkins]]. (''[[Entrapment|Entrapment - In trappola]]'', p. 708) *Prequel dell'illustre capostipite, avvalendosi di qualche spunto originale risulta a conti fatti il più riuscito tra i mediocri tentativi di replicare le atmosfere del primo episodio. (''[[L'esorcista - La genesi]]'', p. 721) *Tratto dal romanzo di [[Honoré de Balzac|Balzac]], questo film non concede nulla allo spettacolo. È scarno e pulito, si preoccupa solo di raccontare la verità. I protagonisti sono misurati e rigorosi. La straordinaria analisi di Balzac sull'avarizia di papà Grandet viene tradotta in pellicola con acume ed efficacia. È l'esemplare lavoro di [[Mario Soldati|un regista]] la cui bravura non è mai stata riconosciuta in giusta misura. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]'', p. 729) ===F=== *Picchiarsi per stare meglio: questo l'assunto del film. Dopo il successo, in parte inaspettato, di ''[[Seven]]'', [[David Fincher|Fincher]] ripercorre e perfeziona la violenza. [[Brad Pitt|Pitt]] è semplicemente il diavolo: forte, astuto, bello e violento. [[Edward Norton|Norton]] ne rimane sedotto. Nota di costume sulla pratica di scaricamento delle tensioni con scarico di pugni. Machismo imperante. Suggestioni da palestra di pugilato. Ideologia atta a suscitare polemiche. Ben diretto e ben interpretato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'', p. 773) *La nascita nella grotta di Betlemme, la predicazione, il martirio di Gesù Cristo narrati con discreta dignità artistica. (''[[Il figlio dell'uomo]]'', p. 780) *È un'espressione esemplare del grande cinema di mestiere hollywoodiano. Un grande romanzo, di un grande scrittore, tradotto secondo le regole del grande cinema. La voce fuori campo rappresenta un altro esercizio strano e splendido. Il fraseggio della scrittura viene ridotto allo spazio della necessità del film, un'operazione che solo apparentemente è blasfema. La sintesi che ne risulta, rispetto al racconto, spesso è più efficace del romanzo stesso. (''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'', p. 783) *Non molto adatto per un dramma, il comico [[Bill Murray]], pur mettendocela tutta, non può in nessun modo emulare, anche se non era nelle intenzioni, il grande [[Tyrone Power|Tyrone]]. La migliore sul campo è [[Theresa Russell]]. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]'', p. 783) *Quando [[Hironobu Sakaguchi|Sakaguchi]] è comparso sul palco della Piazza Grande di Locarno più d'uno ha desiderato che fosse un essere virtuale. Invece no. È reale ed è pronto a regalarci nuove virtualità senza virtù. (''[[Final Fantasy (film)|Final Fantasy: The Spirits Within]]'', p. 784) *Chi volesse porre ''Il fiume rosso'' in cima alle sue preferenze non sbaglierebbe. Il film, che da molti anni circola in Italia in un'edizione mutilata di circa mezz'ora, è epico senza sconfinare nella convenzione hollywoodiana. È rivoluzionario nello svolgimento del racconto, specie quando rappresenta la spietatezza di Dunson. La stessa ferocia che [[John Wayne|Wayne]] sfodera in ''[[Sentieri selvaggi]]''. Tutto il racconto è il paradigma della letteratura western, [[John Ford|Ford]] compreso. Due maestri di tale grandezza sono accumunati dal tema e dal suo svolgimento. Gli attori non a caso sono gli stessi. Naturalmente lo stile [[Howard Hawks|Hawks]] si evidenzia nei tempi del racconto, che sono più larghi rispetto a Ford, più incline al sentimentalismo di stampo irlandese. Hawks è americano nel tratto epico e nella raffinatezza dei dialoghi. Le sequenze da ricordare sono numerose e hanno ispirato buona parte dei western. La partenza notturna della mandria è stata rifatta da Dick Richards in ''Fango, sudore e polvere da sparo'', con un ostentato omaggio al maestro. Sorprendente la presenza del ventottenne [[Montgomery Clift]], nel suo primo e unico western. Il suo modo di guardare l'interlocutore e la sua intensità erano merce rara a quei tempi. Ma la sinergia che sprigiona la coppia Wayne-Clift è frutto proprio della loro diversità e dimostra come il bistrattato John Wayne fosse un notevole attore. I critici del tempo si erano sbizzarriti nel cercare elementi di giudizio che conducessero i personaggi nei dintorni di una tragedia greca. Una presunta e malcelata omosessualità dei due protagonisti è il tema ossessivo, che come una maledizione si era abbattuto sui compilatori dei "Cahier" e sui loro malridotti epigoni. Impossibile raccontare un'amicizia virile senza dovere fare i conti con la psicanalisi, di cui hanno tanto bisogno numerosi cinefili, che ammorbano le limpide acque delle avventure ''en plein air''. (''[[Il fiume rosso]]'', p. 793) *Il regista Mayo riuscì a mantenere intatte le caratteristiche teatrali dell'opera (il film è tratto dall'omonimo lavoro di Sherwood). [[Humphrey Bogart|Bogart]], quasi agli esordi, fu efficacissimo, anche se poi dovette aspettare una decina d'anni per affermarsi del tutto. (''[[La foresta pietrificata]]'', p. 803) *Pecoreccio e insulso. (''[[Fotografando Patrizia]]'', p. 809) *La storia di San Francesco reinterpretata da [[Franco Zeffirelli]] vuole essere una sorta di allegoria della contestazione giovanile dei nostri anni. Francesco ricorda molto gli hippies di ''Hair'' ed è quasi obbligatorio ripensare a ''Jesus Christ Superstar''. (''[[Fratello sole, sorella luna]]'', p. 818) *Un altro film senza il quale il cinema non sarebbe il cinema. Tratto dal romanzo di [[John Steinbeck]] viene portato sullo schermo da un regista di pari grandezza e prestigio. Il film è rigorosissimo culturalmente e formalmente: sembra di guardare le vecchie foto dell'epoca. Il regista ha puntato sul particolare, sui piccoli discorsi di miseria visibile, lasciando che i grandi temi ne venissero di conseguenza. Il cinema accoglie nel suo mito alcune situazioni tanto forti e perfette da non essere ripetibili, come la sepoltura del vecchio nonno, oppure l'immagine del camion-casa nelle strade delle infinite pianure, il ballo di [[Henry Fonda|Fonda]] con la madre ([[Jane Darwell|Darwell]], premio Oscar), o la scena finale di Tom che percorre la collina andandosene, mentre il sole sta nascendo. ''Furore'' non è un documento del cinema, è un documento generale di storia. Con questo film [[John Ford|Ford]] vinse l'Oscar e si pose come uno dei massimi autori assoluti. Quando una certa critica ha tacciato, durante la sua lunga e articolata attività, il regista di faziosità, manicheismo, persino fascismo, sarebbe bastato ricordare ''Furore'', grandissimo manifesto populista. Ford non era fascista e non era comunista, stava dalla parte di quella che riteneva la giustizia, si fidava del proprio buon senso e giudizio. La sua apparente semplicità era ricchezza. Anche adesso il suo mondo è condivisibile e non è mai lontano. Quanto manca Ford. (''[[Furore (film)|Furore]]'', p. 839) ===G=== *Un film commovente e poetico, di grande tensione drammatica soprattutto nel finale. Era il primo ruolo "serio" di [[Vittorio De Sica|De Sica]], che ne aveva paura. L'attore superò la prova benissimo grazie anche alla mano esperta di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]. (''[[Il generale Della Rovere]]'', p. 851) *Una scelta coraggiosa e per nulla commerciale quella di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. Evitando i classici metodi di epicità, attraverso i quali la Sacra Bibbia è sempre stata rappresentata, cerca di entrare in un'atmosfera ascetica. Essendo un libro trasmesso oralmente di generazione in generazione, il regista dà molto spazio alla voce narrante, con una musica etnica che ricorda le atmosfere new-age e la colonna sonora di ''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' di [[Peter Gabriel]], nei momenti più tenui. Parte dalla creazione, come testimonia il titolo, e arriva a Noè, interpretato da Antonutti. Un'operazione particolare che può anche deludere ma che va rispettata. (''[[Genesi: La creazione e il diluvio]]'', p. 852) *È un raccontino molto modesto che svolge in immagini mai suggestive la vicenda biblica. (''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'', p. 859) *La vita di Gesù fino all'età adulta. Gira il mondo (?), beve e balla (?), stupisce i saggi. Conosce la vita. Una buona idea per una realizzazione piatta e povera. Luoghi comuni, una letteratura banale con grandi citazioni astratte, e invenzioni che dovrebbero stupire invece sono pallidi tentativi di demagogia. Stuart intenso ma troppo frenetico e sanguigno. Non si hanno grandi informazioni, ma Gesù era certamente molto diverso da lui. (''[[I giardini dell'Eden]]'', p. 861) *Raccontino edificante, girato con tocchi imprevedibilmente felici da Ralph Nelson. (''[[I gigli del campo]]'', p. 865) *Come spesso succede, i film di culto, questo compreso, hanno un ''plot mélo'', banale e scontato. Bisogna dunque pensare che questa sia una delle chiavi del successo. Baci e schiaffi (reciproci) famosi; frasi come: «... ti amo tanto che un giorno ne morirò, Johnny», abiti da sera e tango, feste in maschera, roulette e passione: erano ingredienti conosciuti, portatori di mito. E in più lei, [[Rita Hayworth|Rita]]. Basta ricordarla cantare ''Amado mio'' per capire tutto. Per anni, le orchestre nelle sale da ballo di tutto il mondo aprirono e chiusero il repertorio con quella canzone. Rita è un'altra delle immagini chiave del Novecento. Perfetta, irripetibile e non ricostruibile. Ci vorrebbe ancora lei. E ci vorrebbe il cinema di quegli anni freschi di dopoguerra. (''[[Gilda (film)|Gilda]]'', p. 866) *Una storiella discreta appesantita da troppi artifici alla [[Spike Lee|Lee]] e dalla presenza, ormai obbligatoria, e stucchevole, del cameo di [[Quentin Tarantino|Tarantino]]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]'', p. 884) *Superproduzione coi suoi bravi messaggi ecologici. Grandi incassi negli USA. Ma che barba... (''[[Godzilla (film 1998)|Godzilla]]'', p. 897) *[[Ben Affleck]], al suo debutto dietro la macchina da presa, riesce a distinguersi, mostrando buona attitudine nelle parti d'azione e una certa capacità di leggere i sentimenti. (''[[Gone Baby Gone]]'', p. 899) *Campione di incassi in Germania. Che fare quando la storia va avanti per tenere tranquilli coloro i quali credevano di essere nel giusto? Raccontargli menzogne come gli venivano raccontate prima. Satira ben calibrata che i tedeschi (e in particolare i berlinesi) hanno gradito moltissimo. (''[[Good Bye, Lenin!]]'', p. 900) *Straordinario capolavoro western, opera di un regista che quattro anni prima aveva firmato un'altra pietra miliare del genere, ''[[Il fiume rosso]]''. [[Howard Hawks|Hawks]] si poneva dunque nell'eccellenza dei film sull'Ovest, a pochissima distanza da [[John Ford]]. Il film contiene tutti i grandi temi della frontiera, in maniera decisamente "fisica": magnifica la natura, così come i tempi dell'avventura, e tutt'altro che banali gli intrecci dei rapporti. Hawks è stato titolare di minor mito rispetto a Ford, i suoi film sono più vicini a una buona verità. Una certa critica considera questo autore per certi versi più attendibile e completo di Ford stesso. ''Il grande cielo'', del 1952, fa parte della più bella stagione del western (esattamente coetaneo di ''[[Mezzogiorno di fuoco]]''), quando il cinema era ancora "muscolarmente" forte ed era perfezionato, ma capace di temi vasti positivi e ingenui che avrebbero resistito ancora per poco. (''[[Il grande cielo]]'', p. 906) *Western di ampio respiro che appaga molto gli occhi, ma riesce meno significativo del previsto. [[Charlton Heston|Heston]] è relegato in secondo piano, ma accettò la parte perché [[William Wyler|Wyler]] gli promise il ruolo principale in ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben Hur]]''. Il film è comunque ritenuto un classico. (''[[Il grande paese]]'', p. 912) *Grandissimo film, il più significativo di [[Michelangelo Antonioni|Antonioni]] insieme all{{'}}''[[L'avventura|Avventura]]''. Esemplare la rappresentazione della natura mai così protagonista: Aldo, con la sua giacca sdrucita, con la sua bambina che gli trotterella dietro, cammina nelle terre del Po, fra i filari, sull'argine, nel fango, lontano ci sono i paesi. Incontra la gente e ogni incontro è una nuova direzione. Tutto è determinato dal caso. Gli amori sono piccoli e tristi, e mai scelti. Ciò che sarebbe vitale sfugge, non è recuperabile. E c'è il vento, c'è la pioggia, tutto è difficile. E il caso, sempre, sovrintende. Lo stile, scarno ed essenziale, di lucida pulizia, trasmette il mondo di Antonioni attraverso parole e rapporti di una semplicità assoluta, non ci sono quasi discorsi, ci sono risposte e ci sono le azioni che tutto spiegano. E comunque niente serve, ognuno rimane dentro se stesso, i tentativi non approdano a nulla. Non ci si fa capire e le cose dipendono sempre dagli altri. E agli altri non importa della tua felicità. La caduta e la morte finale di Aldo forse sono sproporzionate al resto della storia, che non prende mai una via perentoria. Ma può essere la memoria di un certo cinema francese al quale alcuni nostri autori, almeno all'inizio, non hanno saputo sottrarsi. [...] ''Il grido'' mantiene ottima vedibilità a oltre cinquant'anni di distanza e vale come manifestazione di come eravamo in una stagione di cambiamenti ed espressione di smarrimento e di angoscia che valgono adesso come allora. (''[[Il grido (film 1957)|Il grido]]'', pp. 921-922) ===I=== *''[[Psycho]]'' più ''[[Dieci piccoli indiani (film 1945)|Dieci piccoli indiani]]'' più ''[[Seven]]'' più ''[[I soliti sospetti]]''. (''[[Identità (film)|Identità]]'', p. 969) *Film intelligente, anticonformista ma tutt'altro che blasfemo. (''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'', p. 984) *[[Cecil B. DeMille|De Mille]] pensava che i film dovessero essere favola e romanzo, che i colori dovessero essere più belli del naturale, ricostruiva in studio fiumi e foreste. La sua impaginazione era perfetta, a tutto schermo, con una cura certosina del particolare. In quei film c'era qualcosa di artificioso e troppo levigato, che tuttavia incantava il pubblico. De Mille diceva che di cose brutte e sporche era già piena la vita, che era inutile metterle anche nei film. ''Gli invincibili'' è favola, colosso, mito, affresco, insomma è grandissimo cinema. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'', p. 1019) *È uno dei grandi film della cinematografia russa e del mondo. Un'opera d'arte pittorica di altissima "espressione". Eisenstein trasferiva in questo lavoro, dal sapore di tragedia greca e anche shakespeariana, tutto il suo bagaglio di uomo di cinema e di immagine ''tout court''. Alcune sequenze fanno storia del cinema, come l'incoronazione di Ivan, con le monete d'oro che gli scivolano addosso per un tempo che sembra infinito. (''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan il Terribile]]'', pp. 1039-1040) ===J=== *Il miglior [[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] da decenni. Pulito, non ridondante, essenziale. Aderisce al tradizionale testo della [[Charlotte Brontë|Brönte]] persino con modestia. Il resto lo fanno la campagna, i castelli inglesi e [[William Hurt]]. (''[[Jane Eyre (film 1996)|Jane Eyre]]'', p. 1044) *Un film in origine a colori che arrivò da noi in bianco e nero. In America è considerato un capolavoro, in Italia è rimasto nei confini dell'ordinaria amministrazione. [[Henry Fonda]] (nella parte di Frank, fratello maggiore di Jess) diede un'interpretazione da antologia. (''[[Jess il bandito]]'', p. 1048) *Si raccontano le storie di sfortunate persone che entrano in contatto con una casa su cui aleggia una maledizione, legata a tragici eventi consumatisi in essa. La struttura in capitoli scandisce le vittime della maledizione e contribuisce a creare una funzionale atmosfera cadenzata. (''[[Ju-on]]'', p. 1057) ===L=== *Il più significativo dei western che compongono la serie diretta da [[Anthony Mann|Mann]] e interpretata da [[James Stewart|Stewart]] (gli altri titoli sono ''[[Winchester '73]]'', ''[[Terra lontana]]'', ''[[L'uomo di Laramie]]'', ''[[Lo sperone nudo]]''). Questi film rappresentavano un'evoluzione nei temi western, anche se la chiave morale era semplice e monolitica, e proponevano soluzioni anticipatrici, come il ricorso a una certa violenza dolorosa e reale, e all'uso degli esterni. James Stewart non era [[John Wayne]], nemmeno fisicamente, le sue azioni erano più complesse, gli ostacoli meno prevedibili e l'eroismo non così manifesto, sempre che ci fosse. Stewart aveva più ironia e difetti di Wayne, dunque suggeriva maggiore identificazione. I suoi personaggi erano risolutori, ma solo alla fine, e con grande fatica. Nei primi anni Cinquanta, dunque nella più preziosa stagione del western (''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'', ''[[Il grande cielo]]'', ''[[Rio Bravo]]'', ''[[L'amante indiana]]''), le storie di James Stewart e Anthony Mann emersero proponendo una via del West forte e nuova, di qualità popolare e di più profonde implicazioni. Cinema grandissimo. (''[[Là dove scende il fiume]]'', p. 1077) *Ci fu una stagione in cui le classifiche nobili del cinema ponevano questo film al secondo posto a pari merito con ''[[La febbre dell'oro|La Febbre dell'oro]]'', dietro l'immancabile ''[[La corazzata Potëmkin|Potemkin]]''. Negli anni successivi, il suo fascino "populista" venne considerato suggestione e la verità venne considerata poesia. Poi venne "corretta" l'interpretazione di ciò che il film rappresentava, anche fuori dal nostro paese, con un'istantanea dell'Italia del dopoguerra ritenuta misera, persino squallida. Dunque nelle classifiche di volta in volta compilate il film scendeva continuamente. Era responsabilità di gran parte della critica che ha giudicato i film secondo il momento politico. Per molto tempo il sentimento è stato una sorta di veleno per la pellicola. Ora, al di là di tutto, ''Ladri di biciclette'' rimane un lavoro di bellezza assoluta, come manifesto sociale nel quadro del suo tempo, come opera cinematografica e come monumento della storia dell'arte generale. [...] In sostanza il film è davvero un mito generale, fa parte di tutte le memorie di comunicazione. Le scene da ricordare sono praticamente tutte quelle del film: dalla ricerca fra migliaia di biciclette di Porta Portese, al pasto di padre e figlio nella trattoria fino alla sequenza finale del bambino che tiene la mano del padre. (''[[Ladri di biciclette]]'', p. 1078) *Grosso successo commerciale (dovuto più che altro alle esibizioni dei giovani protagonisti in costume adamitico). (''[[Laguna blu]]'', p. 1082) *{{NDR|[[Zhāng Yìmóu]]}} Un regista [...] che può essere confrontato, pur non essendo giapponese, al grande [[Akira Kurosawa]]. [...] Il film è da ritenersi un capolavoro soprattutto formale. Le riprese sono simmetriche, secondo lo stile dei grandi fotografi, quale, appunto, il regista è stato. (''[[Lanterne rosse]]'', p. 1085) *Ispirato a [[Jonathan Swift|Swift]] e a [[Jules Verne|Verne]], il primo lungometraggio prodotto dallo [[Studio Ghibli]] (nato per volontà dello stesso [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] e punto di riferimento per tutti gli appassionati di animazione del mondo) narra la vicenda di due ragazzi (Pazu e Sheeta) e della loro ricerca dell'isola/fortezza volante di Laputa. [...] Nonostante l'ambientazione tecnologica e avventurosa, anche in Laputa il tema ambientalista è dominante: la fortezza resta disabitata e accoglie al suo interno una natura selvaggia e incontaminata ed i cattivi di turno fanno una brutta fine. Come in tutti i film del regista colpisce l'approfondimento psicologico dei personaggi, la sublime tecnica realizzativa e l'abilità di Miyazaki nell'alternare scene drammatiche e momenti leggeri e divertenti. Il protagonista maschile è ricalcato sia nei tratti somatici che in quelli caratteriali sull'immagine di un altro eroe miyazakiano, Conan [...]. (''[[Laputa - Castello nel cielo]]'', pp. 1085-1086) *[[Peter O'Toole]], attore inglese sconosciuto, fu una straordinaria rivelazione nel ruolo di Lawrence. Le immagini di grandissimo impatto servite da una fotografia perfetta, certe sequenze del deserto (la rincorsa dei cammelli mentre il sole tramonta), i rapporti dell'inglese coi vari capi arabi (impersonati da [[Omar Sharif|Sharif]], [[Anthony Quinn|Quinn]] e [[Alec Guinness|Guinness]]) sono scene indimenticabili, grazie anche alla musica di Jarre decisamente ispirato. Peter O'Toole col turbante, gli intensi occhi azzurri e il volto seminascosto secondo l'usanza araba è un altro dei "segni" precisi e indiscutibili del cinema del mondo. [[David Lean]], forse il massimo regista inglese, dopo essersi affermato con ''[[Breve incontro]]'' nel 1946, un altro cult popolarissimo, si era specializzato in produzioni capaci di coniugare il grande "budget" con la grana sottile dei contenuti, lo spettacolo con la qualità. Le sue misure in questo senso sono praticamente esclusive. Basti pensare a titoli come ''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'', ''[[Il dottor Živago|Zivago]]'', ''[[La figlia di Ryan]]'', ''[[Passaggio in India]]''. Una misura che gli ha permesso di raccogliere una messe di Oscar (sette per ''Il ponte'' e altrettanti per ''Lawrence''). I film di Lean son fra i pochi che hanno sempre messo d'accordo critica e pubblico. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'', p. 1090) *C'era una volta [[Stephen Frears]], regista capace di raccontare in modo scanzonato, ma mai banale, le vicende di nuclei familiari un po' ''sui generis''. La vita, insomma. Si ha l'impressione che si sia perso un talento e sia rimasto solo un professionista di qualità. (''[[Liam]]'', p. 1106) *Con ''La lingua del santo'' [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] ci dimostra come si possa fare cinema in Italia a partire dalla tradizione ma guardando in avanti. La commedia? C'è: sia nel ritratto della provincia veneta, che nei volti dei due protagonisti, Willy/[[Fabrizio Bentivoglio]] e Antonio/[[Antonio Albanese]]. La comicità amara di tanto cinema italiano passato? C'è pure quella: in Italia non siamo mai riusciti a riderci addosso senza (anche) piangerci addosso. Il tutto si fonde bene perché ci sono due nuovi elementi, sempre più presenti nel (futuro del) cinema italiano d'oggi: il gusto del grottesco e la voglia di comunicare sentimenti autentici, senza più nascondersi dietro le maschere di tanti passati cliché. Ed allora il ''road-car&bike-movie'' che i due protagonisti effettuano a partire dalla città di Padova, per poi finire nella collina veneta, ed infine nella laguna veneziana ci racconta sia il contesto fuori che quello dentro. Che è condensato nei volti di due simpatici falliti che, fra un furtarello e l'altro, un giorno si trovano quasi per caso a rubare un'importante reliquia, la lingua del santo. (''[[La lingua del santo]]'', pp. 1110-1111) *Il romanzo di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]] ridotto in immagini sontuose, ma non sempre ispirate, da [[Stanley Kubrick]]. È forse l'opera meno interessante dell'autore di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001 Odissea nello spazio]]'', ridotto a fare l'illustratore, ancorché prestigioso. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'', p. 1115) ===M=== *Il film racconta la storia di quattro giovani vittime e sono, purtroppo, storie vere. [[Peter Mullan]], dopo un film sopra le righe come ''[[Orphans]]'', sceglie un registro molto più realistico e ci parla di ognuna di loro con lo stile di una camera a mano che rende ogni inquadratura cruda e dolorosa. Lo fa con la sensibilità e la partecipazione a un destino segnato dalle convenzioni sociali e morali che negano il rispetto, la fede e la libertà. (''[[Magdalene]]'', p. 1143) *Adattamento del romanzo di [[Antonio Fogazzaro]] con un cast di eccezione e una misurata e sapiente regia dello scrittore torinese [[Mario Soldati]]. Soldati riesce a ricreare magistralmente il crepuscolarismo di Fogazzaro tingendolo di sfumature surreali che imprimono al film un misterioso incanto, determinato anche dalla continue citazioni alla figurazione impressionista e macchiaola. Vetta indiscussa del cinema di Soldati che reinterpeta il grande cinema europeo di [[Jacques Feyder|Feyder]]. (''[[Malombra (film 1942)|Malombra]]'', p. 1156) *Rappresentava una svolta del cinema americano, attento a un certo realismo e a una fascia popolare e piccolo borghese fino allora tagliata fuori dalle storie raccontate nei film. (''[[Marty, vita di un timido]]'', p. 1181) *È considerato uno dei capolavori western di [[John Ford|Ford]], superato forse soltanto da ''[[Ombre rosse]]'' e da ''[[Sfida infernale]]''. [[Henry Fonda]] fa il colonnello e toglie quasi tutto lo spazio a [[John Wayne|Wayne]], relegato in una parte quasi da caratterista. Ruolo determinante ha invece la famosa "Valle dei monumenti". (''[[Il massacro di Fort Apache]]'', p. 1186) *Chi ha più di trent'anni fatica ad entrare nella "logica" del film. Chi ne ha meno replica: «è la logica del computer». Inserita in un mixer abilmente shakerato di filosofia orientale e arti marziali, di mitologia e di ''science fiction'' in cui il percorso che condurrà "oltre lo specchio" vede in Neo (vistoso anagramma di One) la neo-Alice travestita da Ulisse. Chi non ama gli effetti speciali ne trova troppi in questo film. Cinema ''patchwork'' quello dei [[Wachowski]]? Forse. Ma anche cinema capace di rappresentare un futuro che è già presente nella sua mescolanza (che non è amalgama) di dati, di esperienza e di cultura lontanissimi tra loro. Con un solo difetto di fondo. L'inevitabile, annunciato seguito di un'opera che dovrebbe invece restare un ''unicum''. (''[[Matrix]]'', p. 1193) *Il regista [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] non era uno specialista del genere e infatti ''Mezzogiorno'' non è una normale storia di frontiera, la sua è una comunicazione (senza indiani, senza praterie, senza cavalli) che potremmo definire "intellettuale". (''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', p. 1211) *[[Sydney Pollack|Pollack]] ci offre l'immagine di un'Africa patinata e affascinante, pervasa da atmosfere d'epoca perfettamente ricostruite e splendidamente fotografata. Qualche lungaggine qua e là ma soprattutto una splendida prova di recitazione [...]. (''[[La mia Africa]]'', p. 1212) *Film determinante e riformatore: girava la pagina della guerra. Il problema dei reduci era colossale. I giovani tornavano dal Pacifico e dall'Europa e portavano cambiamenti. Avevano visto cose diverse e rientravano in un paese diverso. Il reinserimento era difficile, per i soldati e per chi era rimasto a casa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]], attentissimo ai grandi fatti, e il regista [[William Wyler]], la firma più sicura di Hollywood, affrontarono un tema davvero ricco: i milioni di storie individuali, vere e proprie sceneggiature bell'e pronte, e il grande desiderio di cambiamento che si porta una guerra. Lavorando febbrilmente per non farsi sorpassare dai fatti reali, e prendendo spunto da un libro di [[MacKinlay Kantor|Mackinley Kantor]] non eccelso, la produzione costruì un film che rappresentò quel problema come nessun altro titolo sarebbe mai riuscito a fare. [...] Il romanzo di Kantor non prevedeva il lieto fine e Wyler era orientato ad aderire allo storia originale, ma, come spesso accadeva, da Washington arrivò l'invito per il lieto fine: non era davvero il caso di demoralizzare ulteriormente tutti quei giovani già carichi di problemi. Inaspettatamente l'ottimista e spensierata Hollywood si trovava immersa in problemi veri e dolorosi. Il cinema stava per diventare qualcosa di più di una spensierata evasione. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'', pp. 1219-1220) *Delicata storia di due poco più che adolescenti, raccontata con garbo da Pawlikovsky, senza smarrire una certa originalità né una controllata dose di "disturbo". Le due ragazze sono molto brave, mai eccessive, e tengono i ruoli-tipo: Tamsin è leggiadra menzogna, Mona è tragica verità. Possono davvero amarsi le due cose? Forse sì, o forse è tutta una finzione, che lascia dietro di sé il più innocente dei cadaveri: la giovinezza. (''[[My Summer of Love]]'', p. 1292) ===N=== *Sembra la favola di [[Cenerentola (personaggio)|Cenerentola]], ma il cosiddetto principe azzurro si rivela uno psicolabile. Per fortuna della sua signora, si toglie di mezzo da solo, facendosi schiacciare dal flipper. La vedova nel frattempo s'è già consolata con un dottore. [[Max Ophüls]], in esilio a Hollywood, si prende una piccola vendetta con il ''big'' che gli aveva rotto l'anima, [[Howard Hughes]] (a cui allude neanche troppo velatamente). (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]'', p. 1307) *Quando il cinema affronta la letteratura si espone a grossi pericoli, ma se la combinazione è condotta con intelligenza i due "valori" possono sommarsi e favorirsi reciprocamente. La voce fuori campo che legge l'incipit, e soprattutto la visione del Kilimangiaro fotografato con le sue nebbie e le sue nevi, sono un importante rilancio di suggestione rispetto alla pura parola. In questo caso la connessione funziona, in assenza cioè di introspezione. Poi naturalmente c'è Hollywood con le sue esigenze. Dunque ecco prevalere il versante ''mèlo'' e una certa contaminazione della parola tesa all'effetto. Ma il risultato può essere quello di una rappresentazione nell'insieme positiva ed efficace della storia e del suo "messaggio". Le corride, i caffè parigini di quella fantastica stagione, le favolose cacce nel Kenya, le ville dorate della Costa Azzurra formano la cultura e la memoria della cultura in modo efficace e spesso non deteriore rispetto alla nobiltà della letteratura. Infine, la forza comunicativa e il ''sex appeal'' dei divi [[Gregory Peck]] e [[Ava Gardner]] non devono essere considerati valori tolti al romanzo, ma valori aggiunti. (''[[Le nevi del Chilimangiaro|Le nevi del Kilimangiaro]]'', p. 1317) *Si tratta di un film molto importante e molto mirato. Hollywood accoglieva spesso le direttive di propaganda governative e quelli erano gli anni del terrore del comunismo. L'America era letteralmente invasa dalla sindrome della rivoluzione. [[Greta Garbo]] col suo immenso ''appeal'' fu efficacissima in quel senso. ''Ninotchka'' che beve champagne e si prova un incredibile cappellino, e poi, tornata a Mosca, divide casa (e gabinetto) con altre due famiglie, valeva molto più dei discorsi dei politici e dei proclami dell'intelligenza schierata. Il comunismo veniva ridicolizzato, e anche esorcizzato. Far politica divertendo, secondo quel genio di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. Un'altra possibilità del cinema. La propaganda ebbe ancora bisogno di ''Ninotchka'' quando, esplosa la guerra fredda fra la fine degli anni Quaranta e l'inizio dei Cinquanta, si trattò di dare una rispolverata all'immagine povera, cattiva e prepotente del comunismo. Il film era sempre vedibile. E lo è ancora. E... non c'è più il comunismo. (''[[Ninotchka]]'', p. 1327) *Seguito di un famoso horror degli anni Settanta, con troppi urli ed effettacci per riuscire veramente terrificante. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2|Non aprite quella porta - Parte II]]'', p. 1334) *Un film patinato, raffinato e furbetto, da gustare e rivivere a casa: sono entrate nella leggenda, ormai, le sequenze del ghiaccio, delle ciliegie, del miele e dello spogliarello di [[Kim Basinger]] in contro luce al suono della voce roca di [[Joe Cocker]]. Perfettamente in ruolo i due protagonisti, ottima la scelta delle musiche che ne ritmano e sottolineano le fatiche, splendida (e un po' ruffiana) la fotografia. (''[[9 settimane e ½]]'', p. 1363) ===O=== *Sequel di un successo di nicchia, questo film inutile racconta lo scontro tra due gang di tatuati in Nuova Zelanda. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]'', p. 1394) *Lo squallore di questo film è direttamente proporzionale alla sua inutilità. Eppure ha avuto un grande successo, specie in Italia, forse perché si tratta di una telenovela, ''hard-core'' ma non troppo, trasposta al cinema. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]'', p. 1405) *Tratto dal romanzo dell'americano [[James M. Cain|James Cain]], ripetutamente tradotto in film, è la prima opera di [[Luchino Visconti|Visconti]], da molti ritenuta la sua più importante e una delle maggiori del cinema italiano. Lavoro di straordinaria felicità a cominciare dalla secchezza dello stile, davvero inusitato allora, e dal realismo. Visconti, uomo di cultura, conoscenze e curiosità molto vaste, aveva appena finito la sua stagione di "apprendistato" presso [[Jean Renoir]], maestro francese, ed era anche grande appassionato di "americanismo". Dunque ''Ossessione'' arriva dalla cultura francese, intellettuale e non prevedibile, da quella americana efficace e senza fronzoli, unita a quella italiana mediatrice e "drammaticamente equilibrata". [[Massimo Girotti]], appena ventiquattrenne, e [[Clara Calamai]] (che sostituì all'ultimo momento [[Anna Magnani]] incinta) che camminano, scuri e infelici sulla riva del Po, fanno parte della liturgia del nostro cinema. (''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', p. 1417) *[[Nicole Kidman]] è ormai un'attrice per tutte le stagioni. Non c'è ruolo, non c'è film che non la vedano protagonista efficace e versatile, capace di reggere sceneggiature d'autore così come film commerciali. È il caso di quest'opera che vuole consolidare il suo status di [[Grace Kelly]] degli anni Novanta, tenendo presente il bisogno di non far adagiare troppo a lungo il pubblico in poltrona. Brividi e colpo di scena non mancano. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]'', p. 1419) *Gli episodi reali e quelli della memoria si alternano in una vetrina di caratteri che davvero non si possono dimenticare: il papà nel sogno, l'amico con l'amante giovane, la maga che gli legge nel pensiero la formula "Asa nisi masa". Infine ecco il grande girotondo da fiera, con tutti i personaggi che si tengono per mano, che gli girano intorno: tutto continua ed è vitale, ed è inutile drammatizzare sul grande palcoscenico della vita. ''8½'' è da molti ritenuto la più alta espressione di [[Federico Fellini|Fellini]], più ancora della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]''. Qui tutto si compie, tutti i misteri vengono identificati. Il mondo del regista si evolve da (più o meno) reale che era, sale di dimensione per diventare tutto. Tutto incredibilmente nella sua "prima persona", come una sorta di paradiso e inferno efficacissimi, onnicomprensivi: il cinema di Fellini è complice, misterioso e ruffiano, blasfemo e religioso, è puttaniere e crea disagio, è eroico e vigliacco, è uomo e donna, qualunquista, apolitico, periferico, olimpico e provinciale. Ma la soglia di fantasia, magia e sortilegio è altissima, raggiungibile solo da Fellini. (''[[8½]]'', p. 1421) ===P=== *Un film non-biografico, come il regista ha voluto che fosse, in perenne equilibrio tra l'aspirazione a focalizzare la parola come momento di riflessione e comprensione, la stessa cui è stata sottratta forza comunicativa, ed un'impostazione visiva da cui è bandita ogni superficiale ricostruzione d'epoca. ''Palavra e utopia'' è una sfida ulteriore nella carriera del regista portoghese che tenta qui di registrare il pensiero nell'istante in cui si forma e seguirlo nel suo sviluppo successivo. Il cinema di [[Manoel de Oliveira|de Oliveira]] è difficile, mai immediato ma neanche contorto né sterile. (''[[Parole e utopia]]'', p. 1446) *Il film di natale di Pieraccioni è l'ennesima variazione sul tema "coppia sì-coppia no", sul quale il comico toscano ha costruito la carriera. L'originalità, però, ormai latita. Unica nota positiva la presenza di [[Angie Cepeda]], star delle telenovelas colombiane, di buona caratura e di statuaria bellezza. (''[[Il paradiso all'improvviso]]'', p. 1439) *Il film di [[Pasquale Scimeca|Scimeca]] lascia perplessi per più motivi. Il primo di carattere più universale: la Chiesa ha più volte ammesso di recente le proprie colpe nei confronti degli Ebrei e quindi rappresentarle è ormai brandire un'arma spuntata. Secondariamente si ha un po' il sospetto che si voglia sfruttare l'onda lunga del caso ''[[La passione di Cristo|The Passion]]'' di [[Mel Gibson]]. In terzo luogo non convincono le lungaggini del viaggio degli ebrei (che non è necessario descrivere montagna dopo montagna per farne percepire la durezza) e l'assoluta inadeguatezza recitativa del protagonista che, continuamente a confronto con fior d'attori come la Bonaiuto e Bertorelli, naufraga disperatamente, aggrappandosi all'aspetto esteriore. Perché ''du rôle'' ha solo il ''physique''. (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]'', p. 1453) *Un gran bel film, tra le cose più intelligenti di fine secolo in Urss. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]'', p. 1472) *Decisamente un film ispirato e importante: è l'ultimo di [[John Wayne]] ed è una rivisitazione alla [[Don Siegel|Siegel]] dei vecchi miti del West. Il medico che visita John Wayne è [[James Stewart]] e lo sceriffo della città è [[John Carradine]]. Il film si basa su un gioco di finzione e realtà molto amato dal cinema americano: Wayne, che sarebbe morto di cancro, sta morendo di cancro anche nel film. Il suo andare all'ultimo duello in tram è la triste e geniale traduzione del suo tramonto, e di quello del western. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'', p. 1516) [[File:PlanNine 07.jpg|thumb|Maila Nurmi in ''[[Plan 9 from Outer Space]]'']] *Uno degli anti-capolavori di [[Ed Wood]], il "peggior regista del mondo". Per utilizzare una breve sequenza con [[Bela Lugosi]], deceduto prima della lavorazione, ha fatto recitare una sua controfigura. È il suo film più famoso, anche se ''[[Glen or Glenda]]'' è il vero capolavoro della risata involontaria. Trash-cult. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', p. 1520) *{{NDR|I [[Pokémon]]}} Sono 150 personaggi, piccoli mostri, ciascuno con poteri particolari. [...] Sono aggressivi e sempre pronti ad attaccare. (''[[Pokémon il film - Mewtwo colpisce ancora|Pokémon]]'', p. 1523) *Contro il riduzionismo che colpisce tutto il cinema di animazione, definito sbrigativamente dai senza ''anima'' "cartoni animati", si leva in alto e sopra e sotto la superficie del mare ''Ponyo on the Cliff by the Sea'' di Hayao Miyazaki. Mai rassegnato all'impiego della tecnologia digitale, il regista nipponico "sospende" la ''computer graphic'' e restituisce la complessità salata del mare con la matita e settanta artisti che hanno realizzato a mano centosettantamila disegni. (''[[Ponyo sulla scogliera]]'', p. 1532) *Amore, umorismo, scene di volo spettacolari ed un pizzico di ''nonsense'' (in una scena di duello aereo due rivali, esauriti i proiettili, cominciano a tirarsi chiavi inglesi e altri oggetti da un aereo all'altro): ecco gli ingredienti del film di Miyazaki più divertente e spensierato. La cura maniacale messa da Miyazaki nella ricostruzione del territorio italiano è quasi fotorealistica e le scene di combattimento aereo lasciano senza fiato. Singolare a tal proposito il momento in cui Porco decolla col suo idrovolante dal naviglio grande di Milano. Osannato in Francia dove il famoso attore [[Jean Reno]] ha doppiato il protagonista, ''Porco Rosso'' è stato distribuito in tutto il mondo, ovviamente Italia esclusa. (''[[Porco Rosso]]'', p. 1533) *Dunque [[Hollywood]] come girone dell'inferno, tanto per cambiare. [[Kevin Spacey|Spacey]] sempre più cattivo. (''[[Il prezzo di Hollywood]]'', p. 1551) *Dopo i ''remake'' dei film francesi ora gli americani hanno deciso di metter mano anche alle sceneggiature italiane. Questo film è infatti tratto, come l'omonimo film di [[Dino Risi]], da ''Il buio e il miele'' di [[Giovanni Arpino]]. Solo che l'ambiente è New York. [...] E se nel film di Risi è l'amore che gli fa cambiare idea, qui è il senso di protezione per il ragazzo, che difende davanti al preside del college. Grande interpretazione di Pacino, anche se piuttosto marcata, premiato con l'Oscar. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Profumo di donna]]'', p. 1574) *La fantascienza fa ormai il verso a se stessa. Il genere deve "riposare", o reinventarsi. (''[[Punto di non ritorno (film)|Punto di non ritorno]]'', p. 1587) ===Q=== [[File:Peter Ustinov 2.jpg|thumb|[[Peter Ustinov]] nel ruolo di [[Nerone]] in ''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis?]]'']] *Il film è stato sempre giudicato un polpettone ''colossal'' per il grande ''budget'', il colore, lo sfarzo, la ricostruzione spettacolare, i divi e i costumi. In realtà proprio per queste caratteristiche ''Quo Vadis?'', nel tempo, si è rivelato un capolavoro: da quando il cinema, appunto, ha messo a fuoco i suoi significati, liberandosi dall'obbligo di appartenenza alle arti nobili e privilegiando i valori spettacolari e di evasione per cui era nato. Aggiungiamo poi il grande successo di pubblico, la certosina ricerca storica (con interventi di grandi specialisti della romanità), la straordinaria colonna di [[Miklós Rózsa|Miklos Rozsa]] (che ha letteralmente inventato il "suono" della Roma antica, creando un precedente imprescindibile per tutti) ed ecco che il film può far parte a buon diritto della categoria dei titoli fondamentali nel filone avventura-storia. (''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis?]]'', p. 1628) ===R=== *Film decisivo per la storia del cinema. Arrivò sconosciuto a Venezia e divenne subito leggenda. Aprì la via al cinema d'oriente fino a quel momento pressoché ignorato. E fece conoscere uno dei massimi maestri di ogni tempo. (''[[Rashomon]]'', p. 1659) *La vita di Gesù in una pellicola spettacolare e non priva di poesia. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'', p. 1665) *La più celebre e riuscita delle versioni del capolavoro di [[Lev Tolstoj|Tolstoj]]. [[Fredric March|March]] e la [[Anna Sten|Sten]] come Dimitri e Caterina erano pressoché perfetti. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; p. 1679) *Dignitosa ma scialba versione del romanzo tolstoiano. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; p. 1679) *[[Gabriele Muccino]] ricomincia dall'America, lasciando a casa il suo cinema d'interni, di famiglie borghesi in crisi e di dialoghi urlati, accelerati e quasi sempre travolti dalla musica. Il film promette all'inizio ma non mantiene cammin facendo. Ripetitivo e prevedibile. (''[[La ricerca della felicità]]'', p. 1685) *Esistono due tipi di [[sequel]]: quelli che hanno senso di esistere e quelli che non lo hanno. Visto il meritato successo del primo ''[[Ring (film 1998)|Ringu]]'' (condizione necessaria ma non sufficiente) prendiamo per buono che questo sequel abbia senso di esistere. Anche tra i sequel che hanno senso di esistere esistono due tipi di sequel: quelli che cercano di vivacchiare di rendita dall'episodio precedente e quelli che stanno in piedi da soli. ''Ringu 2'' appartiene alla prima categoria. Ma tra i sequel che provano a vivere di rendita esistono ancora altri due tipi di sequel: quelli che onestamente si limitano a vivere di rendita e quelli che cercano di non farsi "beccare". ''Ringu 2'' appartiene alla seconda categoria. (''[[Ring 2]]'', p. 1691) *Terzo film della ''Trilogia della cavalleria'' di [[John Ford|Ford]]. Nonostante alcuni lo ritengano il meno riuscito, costituisce un'indimenticabile rassegna di personaggi e un'ottima ricreazione dell'atmosfera militare come era stata dipinta dal pittore [[Frederic Remington]]. (''[[Rio Bravo]]'', p. 1692) *Roma era appena stata liberata e [[Roberto Rossellini]] diresse questo film con pochi mezzi. Il regista perfezionava il [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]], quel modo di narrare che doveva essere tanto vicino alla realtà da confondersi con essa. Nei contenuti e nelle immagini. I tedeschi che radunano i prigionieri, spingendoli coi fucili, la gente per strada, i gruppi di bambini, la scena della morte della [[Anna Magnani|Magnani]] sembrano istantanee della guerra. La drammaticità, la verità della ricostruzione hanno l'effetto di rilanciare il dramma e il coinvolgimento. Da questo film usciva un'immagine del popolo italiano ben diversa da quella accreditata fino ad allora: gente passiva, capace soltanto di obbedire allo scomodissimo alleato tedesco e di tradirlo al momento opportuno. Cinquant'anni dopo [[Steven Spielberg]] nel suo ''[[Schindler's List - La lista di Schindler|Schindler's List]]'' cerca di infondere nelle scene la drammaticità e la verità del realismo alla Rossellini. Gli è riuscita la drammaticità, non la verità. (''[[Roma città aperta]]'', p. 1717) *Dovrebbe essere una satira televisiva. Non merita altre parole questa fesseria con l'attore più "idiota" della storia del cinema. E gli hanno dato venti milioni di dollari per fare questo film. (''[[Il rompiscatole]]'', p. 1721) *Il sogno americano vince ancora una volta sullo schermo con un film sul mondo dello sport realizzato con attenzione ai particolari. (''[[Rudy - Il successo di un sogno]]'', p. 1730) ===S=== *Il primo capolavoro di [[Vittorio De Sica|De Sica]] divenuto successo oltre confine, premiato con un Oscar. Lo sguardo è per i ragazzi, un tema carissimo al regista che aveva già firmato ''[[I bambini ci guardano]]''. Nel 1948, con ''[[Ladri di biciclette]]'', De Sica finiva la sua trilogia dei bambini. Registriamo la magnifica performance di [[Franco Interlenghi]] che sarebbe diventato un volto indispensabile di quel cinema. ''Sciuscià'' è uno dei titoli che hanno costruito la leggenda del cinema italiano di quella stagione, leggenda per il mondo. Apriva una strada che sarebbe rimasta solo nostra. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]'', p. 1772) *[[Gus Van Sant]] mantiene fermo il proprio sguardo sugli individui al margine e sulle età di passaggio. Questa volta lo fa con alle spalle un produttore/attore decisamente straordinario: [[Sean Connery]]. Il regista non solo non esaspera i toni ma sottolinea la propria continuità autoriale con un cameo affidato a [[Matt Damon]]. (''[[Scoprendo Forrester]]'', p. 1776) *[[Sam Neill]] interpreta un tipico eroe [[John Carpenter|carpenteriano]], tormentato dal sospetto che tutto possa essere frutto di una sua allucinazione. (''[[Il seme della follia]]'', p. 1801) [[File:The searchers Ford Trailer screenshot (8-crop).jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[Sentieri selvaggi]]'']] *Nella più recente classifica stilata da critici di tutto il mondo ''Sentieri selvaggi'' è addirittura al quarto posto. In realtà [[John Ford|Ford]] aveva realizzato altri capolavori, più puliti e rigorosi, come ''[[Ombre rosse]]'' e ''[[Sfida infernale]]'', ma ''Sentieri selvaggi'' presenta un versante "intellettuale" e spurgato del mito che lo fa preferire (da "quella" critica appunto) ai precedenti titoli, più ingenui e aderenti a una morale più rassicurante e "bonariamente" manichea. Si tratta comunque di un grande film che dibatte i grandi temi fordiani e ne aggiunge altri. [[John Wayne|Wayne]] non era mai stato così negativo e isterico: l'attore si piacque tanto che diede a suo figlio, nato in quei giorni, il nome di Ethan. Wayne e il giovane compagno percorrono territori e stagioni, nel deserto, nella neve, fra gli indiani, i banditi, i piccoli e grandi paesi, guidati da una notizia, da un sentito dire. Ciclicamente tornano a casa, sempre più stanchi e delusi, ma ripartono e continuano a cercare la ragazza. Faticano a oltranza per la propria identità e coerenza. (''[[Sentieri selvaggi]]'', p. 1805) *Hollywood, che ne aveva costruito il personaggio con molta attenzione, nel 1940 attribuì a [[Gary Cooper]] (su precisa disposizione di Washington) un ruolo decisamente importante, quello del leggendario sergente [[Alvin York|Alvyn York]], che era stato il massimo eroe americano della prima guerra mondiale. Il fatto non era solo cinematografico, l'America era sul punto di entrare in guerra, ma una gran parte del governo premeva per il non intervento, la stessa opinione pubblica era confusa. La storia di York era straordinariamente esemplare: era un contadino del Tennessee che non voleva combattere per motivi religiosi. Lo fece soltanto quando capì che combattere avrebbe contribuito a salvare altre vite, e la libertà. Diretto da [[Howard Hawks|Hawks]], un grande autore, oltre che narratore, Cooper fu magnifico. Le sequenze in cui cattura un'intera compagnia, il suo dolore consapevole, il ritorno a casa, il matrimonio con la fidanzata che l'ha aspettato paziente contribuirono a convincere gli americani più di tutti i proclami e le propagande. La missione era dunque compiuta. Certo, il film aveva grandi qualità, con un'attenzione quasi europea al realismo e al rigore e diede modo a Cooper di vincere il suo primo Oscar. Un attore, dunque, può contribuire a vincere la guerra. Se è Gary Cooper. (''[[Il sergente York]]'', p. 1815) *[...] il film è assolutamente anomalo rispetto al cinema italiano, davvero qualcosa di esportabile, per il mondo. Una grande sorpresa Ward, che regge una storia tutta sulle sue spalle. Impressionante Alessandro Etrusco, il Gesù più "Gesù" del cinema. (''[[7 km da Gerusalemme]]'', p. 1823) *È un western molto bello, un classico e il più accorato di [[John Ford|Ford]]. I personaggi esprimono una sorta di "gentilezza dei prodi" e vivono nell'atmosfera d'una canzone di gesta carica di nostalgia. Ford è imbevuto dello spirito reale della vita di frontiera, riproduce fedelmente lo stile con cui cowboy e fuorilegge rischiavano l'esistenza in un crogiuolo arroventato come Tombstone. E il film è la più esatta – se non storicamente, come spirito – ricostruzione tra le molte che sono state fatte sull'episodio. [[Henry Fonda]] interpreta Wyatt Earp come un classico westerner onesto e crepuscolare: un personaggio quasi timido, il pistolero convertitosi in tutore della legge. La sua figura suggerisce i momenti più distesi del racconto: il riposo con un piede sulla seggiola inclinata e l'altro sulla balaustra della veranda, i colloqui intensi con Clementine, la memorabile scena del ballo. Ma la grande figura del film, un epico signore della frontiera degno di [[Bret Harte|Francis Bret Harte]], è "Doc" Holliday: un sorprendentemente bravo [[Victor Mature]], medico con vocazione alla pistola, tubercolotico come nella miglior tradizione romantica, poeta maledetto che sa a memoria [[William Shakespeare|Shakespeare]] e che completa il monologo dell{{'}}''[[Amleto]]'' azzoppato dal patetico vuoto di memoria del vecchio attore. E deliziose, anche se un po' in ombra, sono le figurine femminili: l'impetuosa, ardente Chihuahua di [[Linda Darnell]], una sanguemisto dalla scollatura densa di profumo, e la magica Clementine, preziosa nella sua sommessa malinconia, tutta giocata su toni grigi poetici. Come quasi sempre in Ford la leggenda del West approda alla poesia e sfavilla in momenti di grande forza, anche se l'azione spesso cede alla descrizione lirico-nostalgica. Tra la storia e la leggenda Ford anche questa volta ha stampato la leggenda. Ma il vigore del sentimento dei personaggi, i personaggi disegnati a tutto tondo, la ricchezza del racconto e la splendida descrizione dei paesaggi magistralmente fotografati nell'amata Monument Valley danno al film il tocco più prezioso dell'autenticità. (''[[Sfida infernale]]'', p. 1832) *[[Steven Seagal]] (in una fase un po' in ribasso al box office) cerca di riciclarsi in versione ecologica. Alla fine c'è la morale della favola dopo aver assistito a uccisioni e a danni ambientali provocati (a fin di bene, ovviamente) dal nostro stesso eroe. (''[[Sfida tra i ghiacci]]'', p. 1833) *Film minore di [[Orson Welles|Welles]], che forse aveva bisogno di soldi. Il sapore è quello del tradizionale noir con tanto di voce narrante in prima persona. Il regista era sposato con la [[Rita Hayworth|Hayworth]], ma il matrimonio aveva i giorni contati. Si dice che Welles, sadico e vendicativo, imbruttisse quanto più poteva la diva. Indimenticabile la sequenza finale dove si arriva alla resa dei conti, col famoso gioco di specchi che impedisce la visione della realtà. (''[[La signora di Shanghai]]'', p. 1848) *Il film è senza dubbio inferiore alla trilogia che [[John Ford|Ford]] dedicò alla cavalleria americana negli anni Quaranta-Cinquanta, ma contiene scene memorabili, quali l'assalto della fanteria sudista per le vie della città e, soprattutto, l'attacco dei giovanissimi allievi di una scuola militare di fronte al quale il colonnello preferisce fuggire. (''[[Soldati a cavallo]]'', p. 1879) *''Solo due ore'' è ricco di cliché e luoghi comuni, compreso un finale troppo dolciastro, ma la confezione è impeccabile, ci sono dei bei momenti di cinema (le sequenze all'interno dell'autobus; i duetti verbali tra il protagonista e il ciarliero [[Mos Def]], vera rivelazione del film) e [[Richard Donner|Donner]] aggiunge il suo innegabile talento e mestiere. (''[[Solo due ore]]'', p. 1885) *Si tratta di un autentico ''cult movie'', tra i pochi che può vantare il cinema italiano del dopoguerra. Un'intuizione geniale è all'origine del film, che può essere definito un ''road movie''; il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza. La complementarietà dei caratteri dei due protagonisti è un supporto dalle solide basi. La sceneggiatura di [[Ettore Scola|Scola]], [[Dino Risi|Risi]] e [[Ruggero Maccari|Maccari]] è in perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale, questo appena accennato con alcune allarmanti sequenze disseminate nel film e concluso nell'impietoso finale. Il cialtronesco [[Vittorio Gassman|Gassman]], finalmente libero, come lui stesso ammette, dai vincoli delle caratterizzazioni, dai ghigni classicheggianti, esprime in alcune sequenze la sua dirompente fisicità. Distrugge con l'intuizione del superficiale i luoghi comuni che lo studente [[Jean-Louis Trintignant|Trintignant]] si era costruito in un'intera vita, sui suoi parenti. Libera lo ''charme'' opaco di una zia del suo amico. In ogni spostamento, dalla Roma deserta del mattino di Ferragosto e lungo le strade della Versilia fino alla Costa Azzurra, si gioca la sua dignità e persino la figura di padre. La partita a ping-pong con [[Claudio Gora|Gora]] è al riguardo esemplare. L'attonito Trintignant in questa scuola dei dritti è infatti l'unico a soccombere, emblematicamente. Non pochi hanno lamentato il cambio di atmosfera dell'epilogo: un brusco risveglio dalla partitura scoppiettante di una pellicola che sembrava dover dispensare un eclettico piacere a fior di pelle. Come in ''[[La grande guerra]]'' e ''[[Una vita difficile]]'' il cinema italiano aveva trovato, se non un vero e proprio stile, un equilibrio basato su una precisa rappresentazione della società italiana, senza dover ricorrere ai macchiettoni che il depravato cinema d'oggi mostra con lugubre allegria. Il rimpianto di quel cinema è presente in ogni spettatore che abbia solo visto quei film pur non facendo parte di quella generazione. Ed ecco allora la Lancia Aurelia Sport diventare un oggetto mitico. Così come alcune battute di questi film vengono tramandate con puntuale approssimazione, ma con sincera partecipazione. ''Il sorpasso'', al suo apparire quasi snobbato dalla critica, si è ritagliato col tempo uno spazio che appartiene di diritto alle grandi memorie del cinema. (''[[Il sorpasso]]'', p. 1892) *[[Clint Eastwood]] continua il suo percorso di rivisitazione dei miti del cinema americano. La sua però non è l'opera di un iconoclasta. Clint ama ciò che fa e ama il western. Quando ci mostra i quattro vecchietti che si preparano ad andare nello spazio lo fa con grande ironia ma anche con grande affetto. La frontiera, il nemico da sconfiggere, stanno lassù? Ecco allora i Nostri pronti a partire, con quel mix di individualismo e di spirito di squadra che costituisce la formula vincente. Il finale celebra un sacrificio ma non cerca l'applauso. (''[[Space Cowboys]]'', p. 1904) *''Stealth'' fa parte di quella lunga fila di pellicole gradevoli solo se viste senza pretese, col cervello staccato, una gigantesca confezione di pop-corn in mano e una buona dose di autoironia. (''[[Stealth - Arma suprema]]'', p. 1937) *Film ipercitazionista che parla ai ragazzini con un linguaggio che ben conoscono. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]'', p. 1973) ===T=== *Grandi interpreti femminili per un difficile affresco storico. (''[[Un tè con Mussolini]]'', p. 1996) *Incastro di flashback uniti dall'ossessiva presenza del telefono, il film copre quasi puntualmente l'arco di novanta minuti in cui si svolge la trama. Nella sceneggiatura, l'autrice Lucille Fletcher sfrutta appieno la possibilità di abbinare immagini al proprio testo radiofonico: prendono vita non solo le sequenze retrospettive, ma anche gli ambienti che fanno da sfondo al disperato scambio di chiamate. La storia, venata di amara ironia, racconta di come una serie di messaggi vengano trascurati o fraintesi. L'impossibilità di comunicare resta il motore di un meccanismo che produce angoscia. Anche se fin dalle prime inquadrature la protagonista appare insopportabile ([[Barbara Stanwyck]] è perfetta in parti di questo genere), alla fine lo spettatore non può fare a meno di identificarsi con lei, trascinato da un crescendo di suspense abilmente orchestrato. (''[[Il terrore corre sul filo]]'', p. 2015) *Dopo ''[[Stigmate (film)|Stigmate]]'' di [[Rupert Wainwright]], film gnostico contro la Chiesa, la [[Agnieszka Holland|Holland]] accantona ogni effetto speciale, rinuncia ad esorcismi e a scene di possessione, per penetrare nel profondo dell'animo di un prete e restituirci il suo umano dramma interiore. Il film della Holland non manca di sollevare interrogativi inquietanti, inducendoci a riflettere sul concetto di santità e sul dogma della castità. (''[[Il terzo miracolo]]'', p. 2019) *Il richiamo è un po' quello della fuga e della ricerca. Un po' alla [[Gabriele Salvatores|Salvatores]] prima maniera. I due "figli di" ci riprovano e qualche bella suggestione, grazie alla location eccetera, ci scappa pure. (''[[Teste di cocco]]'', p. 2023) *La vigilia di Natale, un pugno di terroristi irrompe in un grattacielo, sede di una multinazionale, e prende in ostaggio trenta impiegati. Ma il marito di una dirigente, un poliziotto, sfugge alla cattura e inizia una sua guerriglia personale all'interno del grattacielo. Ottima suspense, efficacemente ambientato, con avvincenti scene d'azione. Funziona persino lo scialbo Bruce Willis. (''[[Trappola di cristallo]]'', p. 2061) *Un tale cerca di ritrovare, molti anni dopo, un amore, non consumato, del liceo. Lui è brutto e maldestro, lei è Cameron Diaz. Nel frattempo assistiamo a un pene che rimane incastrato in una lampo, a uno schizzo di sperma spalmato come un gel sui capelli. Si è cercato di far passare un film quasi inesistente per il nuovo manifesto giovanile, trasgressivo e liberatorio. Invece è solo banale e senza invenzioni. (''[[Tutti pazzi per Mary]]'', p. 2098) ===U=== *Un film interessante, non eccezionale; ma nient'affatto blasfemo, come vorrebbero i bigotti che hanno disturbato le proiezioni in Francia e Usa. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'', p. 2121) *''The Last Samurai'' porta la firma di [[Tom Cruise]] più che del suo regista, [[Edward Zwick|Zwick]], che si conferma un discreto mestierante: la sua è una regia senza impennate né cadute, prevedibile ma godibilissima. Nel complesso il film è molto curato e la minuziosa rappresentazione di una cultura da noi così lontana tiene alta l'attenzione fino alla fine, nonostante le due ore e mezzo di durata complessiva. (''[[L'ultimo samurai]]'', p. 2112) *Uno dei più grandi film americani, intelligente, felicissimo e nostalgico. Un atto d'amore di [[John Ford|Ford]] verso la terra della sua famiglia. Lo straniero [[John Wayne|Wayne]], americano pragmatico, si scontra con la scomoda tradizione irlandese e scopre che, tutto sommato, la vita era bella anche se guidata da riti e condizionamenti a prima vista inutili. Un film perfetto in tutti gli aspetti, a cominciare da quello figurativo, grazie alla campagna irlandese, ai corsi d'acqua, ai ponti e alle case di mattoni. Ruolo determinante ha la colonna sonora (Young) ispirata ai canti popolari di quella terra. E Ford non perde di vista nemmeno i grandi temi, condotti con ironia e semplicità e proprio per questo ancora più efficaci, come quando la comunità cattolica si finge protestante per impedire che il pastore venga trasferito per mancanza di fedeli. Doverosa la citazione dei due grandi protagonisti, al meglio delle loro possibilità (Wayne amoroso era una sorpresa per tutti), ma anche quella dei caratteristi, indimenticabili: Barry Fitzgerald, Victor McLaglen e Word Bond. Tutti purissimi fordiani. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'', p. 2155) ===V=== *Scritto e prodotto dai registi di ''[[Matrix]]'', ''V for vendetta'' è un cocktail "esplosivo" che unisce effetti speciali ad un ritmo incalzante non privo di efficacia. Come può accadere per i film tratti da opere letterarie e fumetti, resta il dubbio che il testo di partenza sia stato interpretato più o meno correttamente. Lasciamo agli esperti di fumetto l'ardua sentenza. (''[[V per Vendetta]]'', p. 2245) *Il ''Vangelo'' di Pasolini non intendeva mettere in discussione dogmatismi o miti, quanto far emergere l'idea della morte, uno dei temi fondamentali della sua poetica. Come negli altri film, il regista si affida a un linguaggio sonoro ricercato per didascalizzare alcune delle vicende più significative. Ecco dunque la ''Passione secondo Matteo'' di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] e soprattutto ''La musica funebre massonica'' di [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] – che accompagna tutta la passione di Gesù – a suggellare la propria immagine della morte: un evento necessario, per niente eroico e soprattutto ineluttabile. Il ''Vangelo'', come quello di Matteo, disegna una figura di Cristo più umana che divina, un uomo con moltissimi tratti di dolcezza e mitezza, che però reagisce con rabbia all'ipocrisia e alla falsità. Si tratta di un Cristo motivato dalla volontà di redenzione per coloro che subiscono le conseguenze dell'istituzionalizzazione della religione operata dai farisei che ne hanno fatto uno strumento di dominio politico e sociale. È un Cristo rivoluzionario che è venuto a portare la spada piuttosto che la pace. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'', p. 2173) *La presenza di [[Robert Redford|Redford]] divora quella della [[Jennifer Lopez|Lopez]], il cui successo è il più inspiegabile mistero del cinema moderno. Jennifer è sempre l'anello debole del film, insieme alle esplicite didascalie su temi come la morte, la solitudine, il perdono. (''[[Il vento del perdono]]'', p. 2189) *28 giorni dopo, Jim si risveglia in una Londra deserta e spettrale. È solo l'inizio di un'avventura dai risvolti terrificanti, dove l'uomo civilizzato si conferma come la belva peggiore. Dopo un paio di film sbagliati, Danny "[[Trainspotting]]" [[Danny Boyle|Boyle]] firma un horror a basso costo e girato in digitale che dà punti a molte produzioni miliardarie. (''[[28 giorni dopo]]'', p. 2190) *Spettacolarità e ottima recitazione. (''[[La via del West]]'', p. 2202) *Ambizioso film di [[Marco Bellocchio|Bellocchio]], pienamente risolto solo sul piano figurativo. (''[[La visione del sabba]]'', p. 2218) ===W=== *Il vecchio leone torna a graffiare. Alla faccia dei critici cipigliosi. Ecco l'ennesima prostituta, figura portante di un film. Per narrarci le sue disavventure [[Ken Russell]] la fa parlare direttamente con noi, stile [[Jean-Luc Godard|Godard]] o cinema verità. Ne vediamo di belle e di brutte e la protagonista rischia di finire male. Ma c'è un angelo custode di colore che veglia su di lei. [[Theresa Russell]] è brava a trasmettere la sua rassegnazione, ma anche la desolazione dell'ambiente in cui vive. Siamo abituati a vedere la vita di una prostituta cinematograficamente, ma anche se le situazioni sono sempre le stesse qui c'è qualcosa di più. C'è lo squallore della sopravvivenza. (''[[Whore (puttana)]]'', p. 2255) ==Bibliografia== *Pino e Rossella Farinotti, ''il Farinotti 2010: Dizionario di tutti i film'', con la collaborazione di Giancarlo Zappoli e Bartolomeo Corsini, Newton Compton editori, Roma, 2009. ISBN 978-88-541-1555-2 ==Voci correlate== *[[Il Mereghetti]] *[[il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''il Farinotti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Farinotti]] c01c2sfsg7ex3773jc66j0konurllsy Il Morandini 0 86658 1421635 1421562 2026-07-25T07:16:25Z Spinoziano 2297 /* P */ 1421635 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127) *[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] ka6cuhl9fpo1n176w8taqvnkrxuavwz Whoopi Goldberg 0 92659 1421604 1392384 2026-07-24T15:46:42Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Whoopi Goldberg */ 1421604 wikitext text/x-wiki [[File:Whoopi Goldberg by John Mathew Smith.jpg|thumb|Whoopi Goldberg nel 1998]] {{Premio|Oscar|'''''[[Ghost - Fantasma]]''''' *Miglior attrice non protagonista (1991)}} '''Whoopi Goldberg''', pseudonimo di '''Caryn Elaine Johnson''' (1955 – vivente), attrice statunitense. ==Citazioni di Whoopi Goldberg== *C'è forse qualcuno che non ama le [[suora|suore]]? Tutti le adorano. Sono irresistibili.<ref>Citato in Anna Gennari, ''[https://web.archive.org/web/20111029032717/https://www.grazia.it/magazine/interviste/Whoopi-Goldberg-Agli-uomini-preferisco-le-suore Whoopi Goldberg «Agli uomini preferisco le suore»]'', ''grazia.it'', 27 ottobre 2011.</ref> *L'unica scelta è ritirarmi dal grande schermo, nessuno mi manda più copioni [...] Non c'è più spazio per me nel mercato del cinema.<ref>Citato in ''[http://www.film.it/news/film/dettaglio/art/whoopi-goldberg-si-ritira-24612/ Whoopi Goldberg si ritira]'', ''film.it'', 9 ottobre 2007.</ref> *{{NDR|Sull{{'}}''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} [...] molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi.<ref>Citato in ''[https://cinema.everyeye.it/notizie/whoopi-goldberg-critiche-odissea-elliot-page-se-non-piace-non-guardatelo-891896.html Whoopi Goldberg sulle critiche a Odissea e Elliot Page: "Se non vi piace, non guardatelo!"]'', ''cinema.everyeye.it'', 23 luglio 2026.</ref> ==Citazioni su Whoopi Goldberg== *Dotata di forte personalità, ha interpretato spesso donne eccentriche e ironiche e si è fatta notare soprattutto per la ricchezza delle tonalità espressive e la mimica inconfondibile, divenendo una delle attrici di colore più rappresentative del cinema statunitense degli anni Ottanta. ([[Federica De Paolis]]) *Mi commuovo ancora quando ricordo Whoopi Goldberg che mi dice cosa significava per lei vedere il personaggio di Uhura in TV; quello che mi ha detto è stato "Uno di noi ce l'ha fatta", che è in parte ironico e un po' cinico ma non di meno profondo. ([[Patrick Stewart]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Il colore viola]]'' (1985) *''[[Jumpin' Jack Flash]]'' (1986) *''[[Ghost - Fantasma]]'' (1990) *''[[Bolle di sapone (film)|Bolle di sapone]]'' (1991) *''[[Sister Act - Una svitata in abito da suora]]'' (1992) *''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993) *''[[Generazioni (film)|Generazioni]]'' (1994) *''[[Il re leone]]'' (1994) *''[[Pagemaster - L'avventura meravigliosa]]'' (1994) *''[[Ragazze interrotte]]'' (1999) *''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1999)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1999) *''[[Rat Race]]'' (2001) *''[[Chiamatemi Babbo Natale]]'' (2001) *''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002) *''[[Il re leone 3 - Hakuna Matata]]'' (2004) *''[[Law & Order: Criminal Intent]]'' (2006) *''[[Toy Story 3 - La grande fuga]]'' (2010) *''[[Il mio angolo di paradiso]]'' (2011) *''[[Glee]]'' (2012-2014) *''[[Law & Order - Unità vittime speciali]]'' (2015) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Goldberg, Whoopi}} [[Categoria:Attori statunitensi]] 81heyeo9i3nsrboyrd7p4yyvoknnyx6 Sionismo 0 110447 1421611 1421193 2026-07-24T18:16:36Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1421611 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Star of David.svg|thumb|upright=0.7|La stella di David, in ebraico ''Maghen David'', è il simbolo del sionismo]] Citazioni sul '''sionismo'''. ==Citazioni== *Il genio di [[Theodor Herzl|Herzl]] consistette non solo nel dare all'idea {{NDR|del [[sionismo]]}} un'espressione capace di galvanizzare gli animi, ma anche nel comprendere il ruolo immenso che hanno le istituzioni nella trasformazione delle idee in realtà. Così, con il Primo congresso sionista, convocato da Herzl a Basilea nel 1897, comincia la storia secolare moderna d'[[Israele]]. ([[Abba Eban]]) *Il movimento sionista, sfrondato di tutta la superstruttura religiosa e nazionale, attinge la sua ragione d'essere dal fattore economico: «Quell'ebreo tedesco di Marx», come lo chiamava nelle irose polemiche il [[Michail Bakunin|{{sic|Bakunine}}]], può esultare: il popolo a cui egli appartenne s'incarica di dimostrare coi fatti l'importanza massima del fattore economico nella dinamica storica.<br>Il proletariato ebraico è padre del Sionismo. ([[Felice Momigliano]]) *Il segreto dell'intoccabilità simbolica del sionismo nella cultura occidentale sta proprio nel fatto che nel sionismo viene oggi trasfigurato simbolicamente l'intero imperialismo, legittimato così ex post nel suo doppio aspetto di fondamento biblico-religioso e di risarcimento per la colpa storica di non aver saputo impedire l'[[antisemitismo]] (risarcimento scaricato sulle spalle dei popoli arabi ed islamici, in proposito del tutto innocenti sul piano storico e politico). L'imperialismo sa bene che ci deve essere almeno un soggetto sciolto dal contratto simbolico istituente le relazioni internazionali, un soggetto cui è sfrontatamente consentito di fare tutto ciò che agli altri non è consentito, ed il sionismo oggi ricopre questa pericolosa funzione simbolica. È il sionismo a decidere chi è antisemita e chi invece non lo è, e questa decisione viene presa sulla base del consenso alla annessione dei territori palestinesi (e si vedano in proposito i patetici tentativi di Gianfranco Fini di farsi accreditare dal sionismo, che gli pone come condizione non tanto il ripudio storiografico di un passato vecchio ormai di mezzo secolo, quanto l'accettazione razzistica ed imperialistica del diritto dei sionisti di cacciare quanti palestinesi vogliono). ([[Costanzo Preve]]) *Il sionismo era il Messia moderno e mondano e [[Theodor Herzl|Herzl]] fu colui che mise in moto, con rappresentazioni irreali e ipotesi illusorie, l'impresa apparentemente senza speranza e che di fatto fu l'ultima occupazione colonizzatrice degli europei sul suolo asiatico. ([[Ernst Nolte]]) *La lotta contro il sionismo non ha nulla in comune con l'[[antisemitismo]]. Il sionismo è nemico dei lavoratori di tutto il mondo, tanto di chi è ebreo quanto di chi non lo è. ([[Stalin]]) *La meravigliosa galleria di grandi e pittoresche personalità lanciate dal sionismo reggerà il confronto con i più ammirevoli e abili capi di tutte le nazioni: Herzl con Mazzini, Weizmann con Cavour o Masaryk, Ben Gurion con Bismarck o Pilsudski, Jabotinsky con Nehru. ([[Jacob Talmon]]) *Ma [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] non deve diventare un simbolo di legittimazione del sionismo, che agita l'accusa di antisemitismo in tutti coloro che non lo accettano radicalmente, e che non sono disposti a derubricare a semplici errori i suoi veri e propri crimini. ([[Costanzo Preve]]) *Nella storia del sionismo si riuniscono due fili. Il primo è la tenacia degli ebrei nel conservare la propria identità, che è fortemente legata ai ricordi della terra in cui, migliaia di anni prima, avevano conosciuto il loro breve ma splendido momento di libertà. L'altro è l'avvento del nazionalismo europeo, che trasmise agli ebrei, perseguitati e umiliati, quello stesso sogno che stava portando molte altre nazioni alla libertà e all'autoaffermazione. ([[Abba Eban]]) *Non è certo possibile incolpare i sionisti di crimini come l'assassinio di classe dei bolscevichi e l'assassinio di razza dei nazionalsocialisti, a meno che non si ponga sulla stesso piano, in modo inammissibile, l'espulsione e l'oppressione dei palestinesi con le uccisioni di massa. ([[Ernst Nolte]]) *Perché il sionismo è un movimento razzista? Perché raccoglie persone da ogni luogo, con la religione come solo collegamento tra loro, per fare di loro un popolo e costituire uno stato per queste persone. Quando il Libano viene diviso tra i cristiani e i musulmani, Israele chiederà: Dov'è il razzismo? Israele è fondato sulla religione, e in Libano ci sarebbero degli stati o staterelli fondati sulla religione. O siamo razzisti o non siamo razzisti. ([[Hafiz al-Asad]]) *Se ritieni che il Popolo ebraico meriti di avere uno Stato indipendente, allora sei un sionista. È così facile. Sionismo non è una parolaccia. Si tratta di un credo che rafforza il diritto legittimo del popolo ebraico all'auto-determinazione. Non devi essere un Ebreo per essere un sionista, allo stesso modo non è necessario essere una donna per essere una femminista, o una persona di colore per credere nella parità di diritti dei Neri.<ref>''Lettera a un amico antisionista'' è una lettera aperta erroneamente attribuita a Martin Luther King. {{Cfr}} ''[[w:en:Letter to an Anti-Zionist Friend|Letter to an Anti-Zionist Friend]]''.</ref> (erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]]) *Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi. ([[Gianni Vattimo]]) ===[[Albert Einstein]]=== *[Il sionismo] è un nazionalismo il cui obiettivo non è il potere ma la dignità. *Il giudaismo ha un grande debito di riconoscenza verso il Sionismo. Il movimento sionista ha risvegliato tra gli ebrei il senso della comunità. Ha svolto una proficua attività superando qualunque aspettativa. Questo proficuo lavoro in Palestina, a cui hanno contribuito ebrei di ogni parte del mondo pronti all'abnegazione, ha sollevato un gran numero di nostri fratelli dal bisogno più atroce. In particolare è stato possibile avviare una parte non esigua dei nostri giovani a una vita di lavoro gioioso e creativo. *Il sionismo non fornì agli ebrei tedeschi molta protezione contro lo sterminio. Ma diede ai sopravvissuti la forza interiore di sopportare la rovina con dignità e senza perdere il proprio orgoglio. *{{NDR|Nel 1921}} Il sionismo rappresenta davvero un nuovo ideale che può restituire al popolo ebraico la gioia di vivere. *Preferirei un accordo ragionevole con gli arabi sulla base di una convivenza pacifica che non la creazione di uno stato ebraico. ===[[Ilan Pappé]]=== *È chiaro [...] come il sionismo fosse originariamente un progetto coloniale cristiano prima che ebraico. *Essere ebreo sionista nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. *I sionisti come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. *Il movimento sionista deve la sua sopravvivenza al forte sostegno britannico, soprattutto nel momento in cui il popolo palestinese iniziò a rendersi conto che questa particolare forma di immigrazione non era di buon auspicio per il futuro della Palestina. I leader locali realizzarono presto che un tale insediamento non poteva che avere ripercussioni negative sulla loro società. *Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del sionismo. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. *Il sionismo ha prodotto un resoconto storico di come questa terra contesa {{NDR|la [[Palestina]]}} sia divenuta lo stato di Israele, un resoconto fondato su alcuni miti che mettono subdolamente in discussione il diritto morale dei palestinesi alla terra. Molto spesso i media occidentali mainstream e le élite politiche accolgono queste rappresentazioni come un dato di fatto, così come accettano senza troppe domande il modo in cui Israele giustifica le proprie azioni da più di sessant'anni. Il più delle volte la loro tacita accettazione spiega la riluttanza dei governi occidentali a intervenire in maniera significativa in un conflitto che si protrae dalla fondazione stessa della nazione. *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. *La politica sionista iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. *Le idee embrionali del sionismo trovavano legittimazione in un [[antisemitismo]] di vecchia data. *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi sionisti rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. *Prima dell'arrivo del sionismo i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. *Senza l'apparizione del sionismo all'interno dei propri confini la [[Palestina]] avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. *{{ndr|Sul sionismo}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Antisemitismo]] *[[Ebrei]] *[[Israele]] *[[Primo congresso sionista]] *[[Università Ebraica di Gerusalemme]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Correnti ebraiche]] [[Categoria:Ideologie politiche]] [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Storia contemporanea]] cx7k2gf49kvb682nz04bg2tcuvylswc Utente:Skekzilla 2 110782 1421605 1421556 2026-07-24T15:47:41Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Odissea */ 1421605 wikitext text/x-wiki ==Citazioni su ''Odissea''== *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Matt Damon]]=== *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) qqe45krm5fmcz1v1fhvd24n04a3jsvd 1421622 1421605 2026-07-24T19:49:26Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Odissea */ 1421622 wikitext text/x-wiki ==Citazioni su ''Odissea''== *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Matt Damon]]=== *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) 9vrbu9fnmjfabk85lhy4xcbgjdxjq5n 1421625 1421622 2026-07-24T20:11:23Z Skekzilla 17056 /* Christopher Nolan */ 1421625 wikitext text/x-wiki ==Citazioni su ''Odissea''== *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Matt Damon]]=== *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) illow5gbpvlbu427fz083f7gnb01qmq 1421640 1421625 2026-07-25T08:02:22Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Odissea */ 1421640 wikitext text/x-wiki ==Citazioni su ''Odissea''== *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Matt Damon]]=== *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell’Odissea. Quindi, per me, l’obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all’impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) 3ajg8m0oy6vnpvl87ktp494z0s2tiuy 1421641 1421640 2026-07-25T08:03:34Z Skekzilla 17056 /* Elliot Page */ 1421641 wikitext text/x-wiki ==Citazioni su ''Odissea''== *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Matt Damon]]=== *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) hih82bxcgs0v2lza9g9gmaqd9h7eiik Giuseppe Pecchio 0 115389 1421593 1421559 2026-07-24T14:40:25Z Gaux 18878 /* Vita di Ugo Foscolo */ wlink 1421593 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] etpihwvr5pnh99ixbmxf29qj6qiun0g 1421594 1421593 2026-07-24T14:58:03Z Gaux 18878 /* Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra */ gli inglesi non sprecano il tempo 1421594 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *All'incontro in Inghilterra il tempo è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa, inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. (pp. 147-148) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] gwno771udqllrd4k04xti6qcieywqt9 1421595 1421594 2026-07-24T15:00:55Z Gaux 18878 /* Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra */ NDR 1421595 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *All'incontro {{NDR|della Spagna}} in Inghilterra il tempo è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa, inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. (pp. 147-148) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] ezrb33hky1v2zdubdcm7cn4dlm7u8du 1421596 1421595 2026-07-24T15:04:07Z Gaux 18878 /* Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra */ wlink e typo 1421596 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *All'incontro {{NDR|della Spagna}} in Inghilterra il [[tempo]] è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. (pp. 147-148) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] j5s1e6bmi0pkj2fxanr8bhp8c2o78pf 1421597 1421596 2026-07-24T15:06:26Z Gaux 18878 /* Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra */ corsivo 1421597 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *All'incontro {{NDR|della Spagna}} in Inghilterra il [[tempo]] è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – ''L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots'' – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. (pp. 147-148) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] elkw1cn8q6db2t7p6yqte8gld2kkb0z 1421600 1421597 2026-07-24T15:35:17Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ gli scaldi 1421600 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Fu presso gli Scandinavi che questi poeti avevano il nome di [[Scaldo|Scaldi]], cioè, Pulitori della Lingua secondo il significato irlandico. Essi possedevano tutto lo scibile della nazione. Essi ne erano gli storici, essi i genealogisti delle illustri famiglie, e i panegiristi degli eroi. Sino al secolo undecimo gli Scandinavi non ebbero libri. Poche inscrizioni runiche scolpite in sassi, ed altri versi incisi su pelli o bastoni a quattro faccie formavano tutta la loro biblioteca. Vi suppliva la memoria e tradizione orale di questi poeti.<ref>Da ''Storia critica della poesia inglese'', pp. 195-196.</ref> *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *All'incontro {{NDR|della Spagna}} in Inghilterra il [[tempo]] è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – ''L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots'' – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. (pp. 147-148) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 1ckhoqgu9nqbt7zpxf8kl3m0r5jtkmy 1421601 1421600 2026-07-24T15:40:27Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ riferimenti bibliografici 1421601 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Fu presso gli Scandinavi che questi poeti avevano il nome di [[Scaldo|Scaldi]], cioè, Pulitori della Lingua secondo il significato irlandico. Essi possedevano tutto lo scibile della nazione. Essi ne erano gli storici, essi i genealogisti delle illustri famiglie, e i panegiristi degli eroi. Sino al secolo undecimo gli Scandinavi non ebbero libri. Poche inscrizioni runiche scolpite in sassi, ed altri versi incisi su pelli o bastoni a quattro faccie formavano tutta la loro biblioteca. Vi suppliva la memoria e tradizione orale di questi poeti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_x63giqD82ncC_2/page/n6/mode/1up Storia critica della poesia inglese]'', Tipografia di G. Ruggia & C., Lugano, 1833, Parte prima, Tomo I, pp. 195-196.</ref> *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *All'incontro {{NDR|della Spagna}} in Inghilterra il [[tempo]] è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – ''L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots'' – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. (pp. 147-148) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] dpp084aw7agmxrxm4ailcn7drw1xa8u 1421602 1421601 2026-07-24T15:41:18Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ Appendice 1421602 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Fu presso gli Scandinavi che questi poeti avevano il nome di [[Scaldo|Scaldi]], cioè, Pulitori della Lingua secondo il significato irlandico. Essi possedevano tutto lo scibile della nazione. Essi ne erano gli storici, essi i genealogisti delle illustri famiglie, e i panegiristi degli eroi. Sino al secolo undecimo gli Scandinavi non ebbero libri. Poche inscrizioni runiche scolpite in sassi, ed altri versi incisi su pelli o bastoni a quattro faccie formavano tutta la loro biblioteca. Vi suppliva la memoria e tradizione orale di questi poeti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_x63giqD82ncC_2/page/n6/mode/1up Storia critica della poesia inglese]'', Tipografia di G. Ruggia & C., Lugano, 1833, Parte prima, Tomo I, Appendice, pp. 195-196.</ref> *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *All'incontro {{NDR|della Spagna}} in Inghilterra il [[tempo]] è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – ''L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots'' – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. (pp. 147-148) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] hw5lrb9d7cgjclieixvjahcifuq2sni 1421603 1421602 2026-07-24T15:45:04Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ wlink e sic 1421603 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Fu presso gli [[Scandinavia|Scandinavi]] che questi poeti avevano il nome di [[Scaldo|Scaldi]], cioè, ''Pulitori della Lingua'' secondo il significato {{sic|irlandico}}. Essi possedevano tutto lo scibile della nazione. Essi ne erano gli storici, essi i genealogisti delle illustri famiglie, e i panegiristi degli eroi. Sino al secolo undecimo gli Scandinavi non ebbero libri. Poche {{sic|inscrizioni}} runiche scolpite in sassi, ed altri versi incisi su pelli o bastoni a quattro {{sic|faccie}} formavano tutta la loro biblioteca. Vi suppliva la memoria e tradizione orale di questi poeti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_x63giqD82ncC_2/page/n6/mode/1up Storia critica della poesia inglese]'', Tipografia di G. Ruggia & C., Lugano, 1833, Parte prima, Tomo I, Appendice, pp. 195-196.</ref> *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *All'incontro {{NDR|della Spagna}} in Inghilterra il [[tempo]] è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – ''L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots'' – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. (pp. 147-148) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] ttr1q7zmk5b783q1j803v72qzos0zho 1421606 1421603 2026-07-24T15:48:07Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ ampliamento Scaldi 1421606 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Fu presso gli [[Scandinavia|Scandinavi]] che questi poeti avevano il nome di [[Scaldo|Scaldi]], cioè, ''Pulitori della Lingua'' secondo il significato {{sic|irlandico}}. Essi possedevano tutto lo scibile della nazione. Essi ne erano gli storici, essi i genealogisti delle illustri famiglie, e i panegiristi degli eroi. Sino al secolo undecimo gli Scandinavi non ebbero libri. Poche {{sic|inscrizioni}} runiche scolpite in sassi, ed altri versi incisi su pelli o bastoni a quattro {{sic|faccie}} formavano tutta la loro biblioteca. Vi suppliva la memoria e tradizione orale di questi poeti. Meritamente adunque essi godevano presso i capi di que' popoli dei primi onori, dopo i membri della famiglia reale, ai banchetti: essi accompagnavano i condottieri nelle loro spedizioni marittime; valicavano il mare su gli stessi serpenti, che così nell'enfatico loro linguaggio chiamate erano le navi; cantavano le loro gesta, onoravano cantando la loro morte, e trasmettevano colle loro canzoni (dette Sagas) alla posterità le imprese de' prodi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_x63giqD82ncC_2/page/n6/mode/1up Storia critica della poesia inglese]'', Tipografia di G. Ruggia & C., Lugano, 1833, Parte prima, Tomo I, Appendice, pp. 195-196.</ref> *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *All'incontro {{NDR|della Spagna}} in Inghilterra il [[tempo]] è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – ''L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots'' – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. (pp. 147-148) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 0u8vy93705n56efwipvbs2ztqcskl7i Fatti del G8 di Genova 0 119086 1421636 1421156 2026-07-25T07:17:58Z Superchilum 630 /* Ferruccio De Bortoli */ 1421636 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Genova-G8 2001-Scudi disobbedienti.jpg|thumb|Corteo della disobbedienza civile con scudi di plastica al G8 di Genova]] Citazioni sui '''fatti del G8 di Genova'''. ==Citazioni== *''Al Diaz questi bambini | Imparano lo sfratto | L'igiene dei celerini | Il fascio al suo contatto'' ([[Nichi Vendola]]) *Enrico Zucca, sostituto procuratore generale a Genova: "Chi torturò al G8 oggi è ai vertici della Polizia. Come possiamo chiedere giustizia all'Egitto"? Apriti cielo. Non l'avesse mai detto. Contro di lui si stanno scatenando polemiche feroci. Ma cosa ha detto di male? Non ha forse detto la verità? ([[Saverio Lodato]]) *''Genova 2001, | indelebile una scritta sopra il muro, | accecante come un grido silenzioso, | avevate ragione voi, | dietro le maschere antigas, | voi, | dietro le vostre barricate, | voi, | che già allora sapevate che oggi | avreste avuto ragione voi, | mentre correvate indietro, | voi, | mentre poi caricavate, | voi, | sventolava un grido silenzioso, | avevate ragione voi.'' ([[Linea 77]]) *Genova 2001 è spesso ricordata con dolore. È stata tante cose, e certamente anche un grande trauma collettivo. Ma oltre alla sofferenza, dobbiamo imparare a custodire anche la memoria della straordinaria forza di quel movimento. Quella strana creatura plurale del nuovo millennio, che si faceva chiamare "movimento dei movimenti". Un movimento che aveva saputo anticipare i tempi. Che indicava la necessità di un'alternativa internazionalista alla globalizzazione capitalista. Che costruiva alleanze tra mondi diversi, che affratellava i popoli oltre i nazionalismi, che componeva le differenze. Con tutti i suoi limiti, certo. Ma con un enorme potenziale di cambiamento. Siamo ancora ovunque. [[Carlo Giuliani|Carlo]] vive! ([[Ilaria Salis]]) *''Genova brucia | con il tuo sasso! | Qualcuno muore | proprio adesso! | L'Italia cade | con il tuo sasso! | Un colpo esplode | non è reato! | Il dollaro sale | è un attentato! | La borsa crolla | con il tuo sasso! | Milano trema | le tute bianche! | E il parlamento | con il tuo sasso! | Vota la legge giusta.'' ([[Modena City Ramblers]]) *''Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore, | ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.'' ([[Francesco Guccini]]) *Ho sempre sostenuto e sostengo ancora oggi che bene abbiamo fatto lasciar fare alla magistratura, ché solo la giustizia poteva accertare la verità. Oggi, a carte scoperte e a provvedimenti definitivi, abbiamo la prova provata di come si sono svolti i fatti. Se ci fosse stata una commissione parlamentare ci sarebbe stata una relazione di maggioranza e una di minoranza, in parlamento ci sarebbe stato chi si schierava da una parte e chi dall'altra, per partito preso e non su accertamento dei fatti. Oggi carta canta, e tutti devono abbassare il capo e chiedere scusa. ([[Antonio Di Pietro]]) *''Indomita Genova, | le lacrime di luglio. | Infondere paura | come forma di controllo.'' ([[Linea 77]]) *Io non riesco a immaginare come si possa ritenere che quel che è accaduto oggi debba in qualche modo essere addebitato alle forze dell'ordine. [...] Non c'è stata alcuna proditoria aggressione ai manifestanti, c'è stata la violenza studiata a tavolino da gruppi criminali che hanno fatto di tutto per cercare di ottenere il morto. ([[Gianfranco Fini]]) *''Lasciami tacere | Lascia ch'io non ti veda | Ascia ascia e colpire | La nuca il mento il cuore | È lunga lunga strada | Io non cammino più | Mi fermo a Bolzaneto | Non grido e scendo giù'' ([[Nichi Vendola]]) *Le scuse le devono chiedere in tanti, per i fatti commessi dalla polizia. Come le devono chiedere in tanti, per i fatti commessi dai manifestanti. A Genova sono successe tante cose, le une non giustificano le altre. Troppo facile dire che ora solo la polizia deve chiedere scusa. Ogni fatto va giudicato per sé, ma non permetterò mai di dire che siccome i poliziotti hanno fatto quello che hanno fatto, si giustifica quello che è successo il giorno prima. ([[Antonio Di Pietro]]) *Ma quella non era una qualunque sera d'agosto. Era trascorso poco più di un mese dalla tragedia del G8. L'evento che doveva mettere Genova in vetrina, e vendere i fasti della sua immagine al mondo. E ancora bruciava il ricordo delle strade messe a ferro e fuoco da una violenza gratuita e senza scopo. Dei cortei avvolti dal denso fumo dei lacrimogeni. Dei feroci pestaggi della polizia. Dei lividi impressi sulla carne viva del buon senso come indelebili testimonianze di una sconfinata, brutale stupidità. E la città si portava dentro la morte di quel ragazzo come una ferita inutile. Evitabile. E proprio per questo, difficile da sanare. Ma quel dolore era il suo, e non voleva che se ne parlasse troppo. Quasi contenta all'idea che il mondo si sarebbe presto dimenticato di lei. ([[Bruno Morchio]]) *''Piccolo bastardo infame, | guarda cosa hai combinato | con tutte le tue bandiere | e con i tuoi cortei, || con il tuo Che Guevara | e le canzoni di ribellione. | Credi davvero che ancora qualcuno | voglia ascoltare la tua voce?'' ([[Modena City Ramblers]]) *{{NDR|I manifestanti}} sono drogati, pezzenti, bande di delinquenti che dovrebbero essere arrestati e tenuti in galera a vita. ([[Emilio Fede]]) *Qualche giorno dopo, mentre ero in fila con gli altri cittadini europei che sarebbero stati deportati da un paese dell’Unione Europea senza imputazioni, processo né difesa, un ufficiale di polizia ci ha salutati spiegando che faceva tutto parte della normale amministrazione che circonda una riunione del G8. Anche il cadavere di [[Carlo Giuliani]] era parte di quella normale amministrazione. La mia innocenza ha iniziato a tremare quando mi sono chiesto se è normale che ottantamila poliziotti, due reggimenti, aerei da combattimento, fregate, batterie lanciamissili proteggano otto tizi eletti democraticamente. Di cos’hanno paura? Dei loro elettori? Di me? ([[Luis Sepúlveda]]) ===[[Ferruccio de Bortoli]]=== *Il pomeriggio di sangue genovese lascia sgomenti. Quella giovane vita spezzata sul marciapiede di una città tanto bella quanto spettrale agita nelle nostre menti antichi fantasmi, ricordi brucianti dell'inutilità di ogni violenza. Sfugge il senso delle cose davanti alle immagini di tanti volti feriti, coperti da fazzoletti e passamontagna o celati da caschi e visiere d'ordinanza. Giovani della stessa età che si sono confrontati in un'assurda guerriglia urbana, ragazzi che probabilmente, fuori da questo surreale teatro di violenza, avrebbero intrecciato amicizie, condiviso sentimenti, convenuto su molti dei temi all'ordine del giorno del vertice del G8, dalla lotta alla povertà, alle campagne contro l'Aids, alle disuguaglianze sociali. E che invece oggi di nuovo schierati gli uni di fronte agli altri, speriamo senza ulteriori conseguenze, coltiveranno nei loro animi altre incomprensioni, risentimenti, persino odio. Com'è ingiusta questa artificiosa divisione fra giovani della stessa età, questo invisibile muro genovese, più resistente di barriere, posti di blocco e cavalli di frisia. Ogni violenza lascia tracce indelebili, fa lievitare paure, immiserisce quel dialogo che pur coraggiosamente chi ha organizzato il vertice ha tentato di assicurare. *La speranza, nel dolore per una giovane vittima e nell'apprensione per quello che potrà ancora accadere, è che prevalga la ragione, lasciando spazio però a un generale esame di coscienza. Se sono stati commessi errori nella gestione dell'ordine pubblico, se sono state impiegate armi da fuoco, è giusto che si prendano le opportune decisioni, anche severe, ma appare chiaro fin d'ora che la responsabilità degli scontri è di quei gruppi violenti, provenienti da diversi Paesi, che si sono presentati a Genova con l'unico deliberato scopo di provocare incidenti e disordini. Guerrieri fanatici nel loro credo antiglobale più interessati alla riuscita delle loro inconsulte azioni che alle sorti dei poveri e degli oppressi che ambiscono a rappresentare. Mischiati a tanti altri giovani — la stragrande maggioranza, oggi ugualmente sconvolti e schiacciati dalle emozioni — che avevano l'unica legittima aspirazione di gridare la loro voglia di un mondo migliore. E per questo sono stati ascoltati e sono diventati protagonisti di un summit globale che mostra tutti i limiti di una formula ormai logora. La ragione ha indotto, per fortuna, le organizzazioni di protesta più responsabili a prendere subito le distanze dalle frange violente che hanno circondato e assaltato quella camionetta dei carabinieri, suscitando le reazioni che la paura ingigantisce in una spirale di morte. E speriamo che il buon senso consigli i manifestanti, le molte sigle dell'antiglobalizzazione, a non esasperare la prevedibile catena di accuse del giorno dopo, a non coprire con indulgenti giustificazioni chi con la violenza squalifica scelte per sempre ideali. *Sarebbe ipocrita circoscrivere questo venti luglio a uno scoppio di violenza ingiustificata o mal contrastata. Il malessere nei confronti della globalizzazione, che pure è un fenomeno largamente positivo, ha radici e ragioni, segnala un deficit di democrazia e pone agli Otto Grandi nuovi interrogativi e ulteriori responsabilità. Il vero problema della civiltà globale, ha scritto Cornelius Castoriadis, è che abbiamo smesso di farci delle domande. E forse è bene farsele. ==Voci correlate== *[[G8]] *''[[Diaz - Don't Clean Up This Blood]]'', film del 2012 *''[[Un anno senza Carlo]]'', saggio del 2002 *[[Carlo Giuliani]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} {{Genova}} [[Categoria:Eventi degli anni 2000]] [[Categoria:Proteste in Italia]] [[Categoria:Storia di Genova]] ozyzrl5inp1n23z9j0qi0an8r5hn4pg Massimo Bertarelli 0 122227 1421637 1420214 2026-07-25T07:22:59Z Spinoziano 2297 +1 1421637 wikitext text/x-wiki '''Massimo Bertarelli''' (1943 – 2019), giornalista e critico cinematografico italiano. ==Citazioni di Massimo Bertarelli== *{{NDR|Su ''[[Cuori puri]]''}} Appassionato e intenso dramma sociale nella degradata periferia romana. [...] Un film sincero diretto da un esordiente, con qualche lungaggine e due bravissimi protagonisti.<ref>Da ''il Giornale'', 1º giugno 2017; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/cuori-puri/62292/ Cuori puri]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''}} Apprezzabile film-testamento di [[John Wayne]], già minato dal male che lo porterà alla tomba tre anni dopo. Ma né lui, né [[Don Siegel]] hanno voglia di piangersi addosso e dopo qualche malinconico e pudico accenno al tramonto degli eroi, a cantare restano solo le pistole. Il protagonista, la faccia ridotta a una maschera di rughe, si batte per l'ultima volta come un leone, con l'apporto di molte venerabili glorie del western, cui si aggiunge la ruvida e sempre bella [[Lauren Bacall]].<ref>Da ''il Giornale'', 30 marzo 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-pistolero-pimtehpl Il pistolero]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Dracula 3D]]''}} Argento è sempre Argento. E dire che sono passati quarantadue anni da "[[L'uccello dalle piume di cristallo]]". II suo sarà il centesimo film su "Dracula", ma il personaggio non ha affatto bisogno del dentista. Difatti morde che è una bellezza, con l'aiuto del 3D che fa lievitare il prezzo del biglietto, ma innalza la tensione e valorizza gli sgargianti colori. Con ovvia prevalenza del rosso. La storia è arcinota, inutile riparlarne. C'è anche Asia, che si spoglia con ironica voluttà.<ref>Da ''il Giornale'', 22 novembre 2012; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/dracula-3d/55282/ Dracula 3D]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[L'infernale Quinlan]]''}} Avvincente, e sopravvalutato, drammone poliziesco del geniale e dispersivo [[Orson Welles]], che mette in scena una storia nera come il carbone, badando più ai virtuosismi tecnici che alla linearità del racconto. Come dire che non è tutto chiaro, forse a causa del bislacco montaggio. Il Welles attore è un portentoso, terrificante monumento al Male.<ref>Da ''il Giornale'', 6 maggio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/linfernale-quinlan-nqh8ph0q L'infernale Quinlan]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''}} Bellissimo western di [[George Stevens]], tra i migliori di sempre per la perfetta fusione tra avventura e romanticismo, che racconta con grande finezza psicologica ma senza dimenticare lo spettacolo le identiche cose dette più rozzamente da mille altri. Il misurato [[Alan Ladd]], attore non eccelso, né per talento né per statura, è per una volta straordinariamente bravo.<ref>Da ''il Giornale'', 5 giugno 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-cavaliere-della-valle-solitaria-g3wa11rp Il cavaliere della valle solitaria]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il cacciatore del Missouri]]''}} Brevissimo, più che passabile western, in un abbagliante Technicolor, dello specialista [[William A. Wellman|William Wellman]], che non si può definire un fulmine di guerra quanto a ritmo, ma è diretto da uno che conosce come pochi i gusti del pubblico. Difatti anche se si spara pochissimo, non si può dire che manchino le emozioni. L'invecchiato [[Clark Gable]] resta sempre un portento di simpatia.<ref>Da ''il Giornale''; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-cacciatore-del-missouri-lqb23pcn Il cacciatore del Missouri]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il grande cielo]]''}} Celebre e altrettanto noioso western del grande e eclettico [[Howard Hawks]], che procede a passo strascicato tra avventura e umorismo. I paesaggi visibilmente di cartone, un bianco e nero di scadente qualità e un doppiaggio da mettere i brividi non rendono giustizia agli sforzi del giovane [[Kirk Douglas]] e dei suoi troppi compagni di viaggio.<ref>Da ''il Giornale'', 26 agosto 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grande-cielo-mvs0bvni Il grande cielo]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''}} Celebre e sciropposa love story alla svedese condita da lacrime e buoni sentimenti, ma dotata di indubbia classe oltre che di un'encomiabile concisione. Oggi la storia farà sorridere, specie gli spettatori più giovani: i due pudicissimi amanti non fanno nemmeno in tempo a sfiorarsi le dita che già sono colti da rimorsi. La ventiduenne, sfolgorante [[Ingrid Bergman]] giustifica le pazzie che farà per lei [[Roberto Rossellini]].<ref>Da ''il Giornale'', 26 giugno 2004; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/intermezzo-hk331aep Intermezzo]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[10 Cloverfield Lane]]''}} Chi soffre di claustrofobia è meglio che stia alla larga. Ma probabilmente anche Dracula si annoierebbe a morte.<ref>Da ''il Giornale'', 28 aprile 2016; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/10-cloverfield-lane-d5pzl1he 10 Cloverfield Lane]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis]]''}} Chilometrico e mediocre kolossal in costume, girato da [[Mervyn Le Roy]] a Cinecittà senza, come si dice, badare a spese. Diecimila comparse che al Colosseo urlano neanche fossero al derby e uno zoo ambulante con 63 leoni, 7 tori e 450 cavalli. Il grande gigione [[Peter Ustinov]] si cucina a fuoco lento il luccio [[Robert Taylor]] e la triglia [[Deborah Kerr]].<ref>Da ''il Giornale'', 14 agosto 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/quo-vadis/6825/ Quo Vadis]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Dreamer - La strada per la vittoria|Dreamer]]''}} Come se un tassista in Panda riuscisse a infiltrarsi tra Schumacher e Alonso e poi li superasse sull'ultima curva di Monza. Oppure come se la squadra dei galeotti di Poggioreale, ammessa per miracolo alla Champions league, nella finale di Londra battesse per 3-0 il Barcellona. Nella commediola lacrimosa e ultrabuonista ''Dreamer'', che non stonerebbe nell'album rosa di casa Disney, succedono cose da pazzi, sportivamente parlando.<ref>Da ''il Giornale'', 22 settembre 2006; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2005/dreamerlastradaperlavittoria/rassegnastampa/57272/ Dreamer - La strada per la vittoria]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Proibito (film 1954)|Proibito]]''}} Cupo, arcaico e poco appassionante melodramma agreste, che [[Mario Monicelli]] ha tratto, con molte libertà e con la collaborazione di [[Suso Cecchi d'Amico]], da un romanzo di [[Grazia Deledda]]. Il bel [[Mel Ferrer]] si fa bagnare naso e tonaca dal baffo di elettrico di [[Amedeo Nazzari]]. L'esordiente [[Lea Massari]] è la migliore in campo. Sotto ogni punto di vista.<ref>Da ''il Giornale'', 5 aprile 2004; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/proibito-ioy3w0lu Proibito]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il grido (film 1957)|Il grido]]''}} Cupo e desolato melodramma social-sentimentale di un [[Michelangelo Antonioni]] già in preda ai primi sintomi dei proverbiali contorcimenti esistenziali. Un film che ai suoi tempi fu stroncato dalla critica e turbò i sonni del Pci: può davvero un operaio arrivare al suicidio? Il titolo potrebbe tranquillamente riferirsi all'urlo liberatorio dello spettatore davanti alla parola fine.<ref>Da ''il Giornale'', 3 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grido-en3nvufz Il grido]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La legge del capestro]]''}} Cupo e originale western del poliedrico [[Robert Wise]] (''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' e ''[[Tutti insieme appassionatamente]]'') che trasporta pari pari nel Far West la tragedia di Edipo, al punto da rivestire il personaggio femminile col nome impostole da [[Sofocle]]. Proprio la fiera [[Irene Papas]], ruba la scena al grintoso [[James Cagney]] e allo spento [[Don Dubbins]].<ref>Da ''il Giornale'', 5 ottobre 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-capestro-bqow0ozl La legge del capestro]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Scandalosa Gilda]]''}} Delirante pastrocchio erotico del giovane eretico [[Gabriele Lavia]] che, messi temporaneamente da parte [[Anton Čechov|Checov]] e [[Sofocle]], inventa la filosofia applicata agli slip. Nel senso che per ogni indumento intimo ammainato viene declamato un dogma metafisico. La conturbante [[Monica Guerritore]] si spoglia, ansima, e si contorce con grande voluttà. Forse è un allenamento per [[Luigi Pirandello|Pirandello]].<ref>Da ''il Giornale'', 16 febbraio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/scandalosa-gilda-so8hptj1 Scandalosa Gilda]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''}} Discreto western, certamente atipico, per il taglio ironico e le cadenze da commedia, che scorre placidamente a ritmo accelerato per trasformarsi in rapido soltanto nell'ultimo quarto d'ora con un'imprevedibile mattanza. [[Robert Mitchum]], attorniato da un manipolo di eccellenti vecchie glorie, è particolarmente svogliato: gli scappa perfino un sorriso.<ref>Da ''il Giornale'', 28 settembre 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-grande-giorno-di-jim-flagg-mp0a1fp0 Il grande giorno di Jim Flagg]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Le colline bruciano]]''}} Discreto western di stampo classico, dai paesaggi ariosi e dalle emozioni a catena, che racconta una storia non troppo originale, dato che anche lo sdoganamento dei pellerossa non fa più notizia. Più del tontolone [[Tab Hunter]], a tenere la scena è la magnifica ribelle [[Natalie Wood]], attrice bella, brava e sfortunata, che diede il meglio di sé negli anni verdi.<ref>Da ''il Giornale'', 4 febbraio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/le-colline-bruciano-koo20xrg Le colline bruciano]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Blow-Up]]''}} Dov'è la verità? Mah, nessuno lo sa, a partire da [[Michelangelo Antonioni]] che ha cominciato un avvincente giallo, poi nel timore di essere confuso con [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], [[Fritz Lang]] o altri cinematografari di basso profilo, ha preferito addentrarsi nella nebbia londinese o in quella a lui più familiare e, assai più fitta, dell'incomunicabilità. Come si fa a distinguere tra realtà e finzione? Si chiede, e purtroppo ci chiede l'angosciato regista. Ardua è la risposta, anche per i critici patentati, che pure si sono sperticati negli elogi, come i giurati che gli hanno dato la Palma d'Oro a Cannes.<ref>Da ''il Giornale'', 27 maggio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/blow-up/21115/ Blow-Up]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Cristiada]]''}} È quasi un western il drammone messicano che rievoca, con spreco di enfasi e retorica, un'ignorata pagina di storia.<ref>Da ''il Giornale'', 23 ottobre 2014; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/cristiada/59370/ Cristiada]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Rio Lobo]]''}} Emozionante e più che dignitoso western, ultimo grande film del grande [[Howard Hawks]] (che non vale certo i suoi tanti capolavori), dopo una carriera durata quasi mezzo secolo. Il rude e implacabile raddrizzatore di torti [[John Wayne]] ripercorre i sentieri gloriosi della prateria strigliando i cattivi. Forse in omaggio all'età, ha il compito facilitato: stavolta mancano gli indiani.<ref>Da ''il Giornale'', 23 dicembre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/rio-lobo-th05o1z6 Rio Lobo]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il massacro di Fort Apache]]''}} Epico e ancora appassionante western in bianco e nero di [[John Ford]], il primo di una celebre trilogia (seguiranno ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'' e ''[[Rio Bravo]]''), che monta in sella alla retorica patriottarda, contrapponendo l'eroe buono al soldato testardamente anti-indiano. L'ex bambolina [[Shirley Temple]] è un prodigio di melensaggine.<ref>Da ''il Giornale'', 4 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-massacro-di-fort-apache-c8tbysa6 Il massacro di Fort Apache]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''}} Epico western di [[Howard Hawks]], che non vale il suo precedente capolavoro ''[[Un dollaro d'onore]]'', pur ricalcandone lo schema, al punto da sembrarne la parodia. [[John Wayne]], l'eroe d'un pezzo; [[Robert Mitchum]], lo sceriffo onesto che alza volentieri il gomito; il ragazzo di bottega e il vecchio scorbutico. Avercene, comunque, di film così.<ref>Da ''il Giornale'', 7 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/el-dorado-gm6sudfa El Dorado ]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Figlia del vento]]''}} Fiammeggiante melodramma social-sentimentale del poliedrico [[William Wyler]], la risposta anche se uscita l'anno prima, della Warner Bros a ''[[Via col vento]]'' della Metro: match tutto impari quanto a successo e incassi. La mattatrice [[Bette Davis]] [...], grazie anche alla generosità degli sceneggiatori, stritola tutti, specialmente gli impauriti colleghi maschi.<ref>Da ''il Giornale'', 4 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/figlia-del-vento-opc65cne Figlia del vento]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Taxxi]]''}} Folle e irresistibile commedia poliziesca scritta e sceneggiata dal genio parzialmente compreso di [[Luc Besson]], e diretta dal riesumato [[Gérard Pirès]], che corre a duecento all'ora (e per una volta non è un modo di dire) sul filo del grottesco. Le frequentissime scene d'inseguimento, su cui si regge tutto il film, sono davvero portentose. Il resto non conta, o quasi.<ref>Da ''il Giornale'', 16 luglio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/taxxi-jqp1g8u0 Taxxi]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Duro da uccidere]]''}} Frenetico quanto risibile poliziesco tutt'azione, dove al crepitio delle mitragliette s'accompagna l'ancor più sinistro scricchiolio di ossa spezzate a micidiali colpi di karate dall'indistruttibile [[Steven Segal]], qui in coppia con l'ex signora in rosso, la sua affascinante moglie nella realtà. Se atleticamente è un portento, come attore dà il meglio di sé durante il coma.<ref>Da ''il Giornale'', 13 ottobre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/duro-da-uccidere-f6x7muj4 Duro da uccidere]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Sfida tra i ghiacci]]''}} Grintoso fumettone a cavallo fra poliziesco e avventura, che strizza l'occhio allo spettacolo facendosi portavoce del ministero dell'Ambiente. L'irritante alone di moralismo che copre botte, pistolettate e ghiacciai non aggiunge un milligrammo di credibilità a una vicenda a dir poco inverosimile. L'esordiente regista [[Steven Seagal]] ha scelto come protagonista il peggiore attore mondiale in circolazione: se stesso.<ref>Da ''il Giornale'', 26 marzo 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/sfida-tra-i-ghiacci-w7cg0uo6 Sfida tra i ghiacci]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Matrix]]''}} Incuranti dall'ondata di pernacchie da cui sono stati travolti nella loro opera prima, e tutti invano hanno sperato ultima, l'indecente thriller saffico ''[[Bound - Torbido inganno|Bound]]'', i fratelli [[Lana e Lilly Wachowski|Larry e Andy Wachowski]] hanno virato di parecchi gradi abbracciando il cinema dell'irrealtà. E qui viene il difficile per chi deve raccontare il film ai lettori, anche se il dovere professionale gli ha imposto di restare imperterrito al proprio posto per i 136 minuti (interminabili) del film, tenendo gli occhi e, purtroppo, anche le orecchie, aperti. Con incommensurabile invidia per chi, grazie al favore delle tenebre, se l'è invece svignata già nel primo tempo.<ref>Da ''il Giornale'', 9 maggio 1999; citato in ''[http://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/matrix/35893/ Matrix]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''}} Insipido e sgargiante polpettone in costume del francese Christian-Jacque, che non ha molti riguardi per la storia, tanto i Borgia non possono più protestare. In compenso ogni pretesto è buono per mettere in evidenza le doti fisiche della povera (morirà nel '67 a quarantasette anni) Martine Carol. Che fosse anche la consorte del regista è ovviamente un caso.<ref>Da ''il Giornale'', 23 gennaio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/lucrezia-borgia/4715/ Lucrezia Borgia]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[La legge del Signore]]''}} Intenso quanto logorroico melodramma anti-bellico, denso di patriottismo (e retorica), diretto dall'eclettico [[William Wyler]] e sceneggiato da Michael Wilson, che non poté firmarlo perché iscritto al partito Comunista. [[Gary Cooper]] ripete il personaggio de ''[[Il sergente York|Il Sergente York]]'', il pacifista a diciotto carati angosciato dal dubbio. Comunque un film troppo lungo e altrettanto barboso: difatti fu Palma d'oro a Cannes.<ref>Da ''il Giornale'', 10 ottobre 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-signore-nxlnsy88 La legge del Signore]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La ballata di Cable Hogue]]''}} L'oriundo pellerossa [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], accanito predicatore della violenza, non si sottrae al suo credo pur stemperandolo con l'ironia in un western discontinuo e fuori dai soliti canoni, che sottolinea i guasti provocati dal progresso. In effetti, nonostante il ghigno luciferino del cupo [[Jason Robards]], indiani e frecce sono un'altra cosa.<ref>Da ''il Giornale'', 30 luglio 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-ballata-di-cable-hogue-yl7nlypa La ballata di Cable Hogue]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Diavolo in corpo]]''}} L'ultrà [[Marco Bellocchio]], ispirato dall'analista di fiducia [[Massimo Fagioli|Fagioli]], filosofeggia e declama, poi, messo alle strette dai produttori, pensa agli incassi. Infatti la sensuale olandesina [[Maruschka Detmers]] nel primo tempo si limita a vellicare il suo ganzo, nel secondo è sempre nuda.<ref>Da ''il Giornale'', 21 giugno 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-diavolo-in-corpo-q5rl90z3 Diavolo in corpo]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Il rapporto Pelican]]''}} Macchinoso, interminabile e poco elettrizzante giallo che lo sfiatato [[Alan J. Pakula]] ha tratto dal meno riuscito dei tanti bestseller del romanziere miliardario [[John Grisham]]. Troppi personaggi, zone morte in quantità, una suspense che vola basso. [[Julia Roberts]] si rannicchia spaurita tra le robuste braccia di [[Denzel Washington]] chiedendosi quando finirà. Non è l'unica.<ref>Da ''il Giornale'', 6 febbraio 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-rapporto-pelican-snocl8ol Il rapporto Pelican]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[L'anima e la carne]]''}} Noioso e ridicolo polpettone avventuroso-sentimentale, uno dei peggiori film del grande [[John Huston]], che scherza coi fanti e pure coi santi, ma è un'ironia che non riesce a lasciare il segno. Il cinico e ciondolante [[Robert Mitchum]] e la sussieguosa finta mammoletta [[Deborah Kerr]] sono come [[Rosy Bindi]] e lo specchio: inconciliabili.<ref>Da ''il Giornale'', 26 agosto 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/lanima-e-la-carne-umpkjekw L'anima e la carne]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Calvario (film)|Calvario]]''}} Originale dramma pseudogiallo, che parte bene, poi si disperde tra i tormenti di un personaggio oppresso da troppi problemi, anche familiari. [...] Bravo [[Brendan Gleeson]], faccia da gangster più che da prete.<ref>Da ''il Giornale'', 14 maggio 2015; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/calvario/58383/ Calvario]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''}} Originale e ambizioso spaghetti western diretto da [[Sergio Sollima]], che non si limita, come lascerebbe intendere il titolo, a far cantare le colt nel solito duello conclusivo. Mantenendosi fedele ai sacri canoni dell'avventura, con overdose di violenza e parolacce, sa anche dar rilievo ai caratteri, riuscendo perfino a trarre miracolosamente qualche palpito dal volto immobile di [[Lee Van Cleef]].<ref>Da ''il Giornale'', 17 febbraio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-resa-dei-conti-rpal3zdt La resa dei conti]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Gli amanti della città sepolta]]''}} Ottimo western, feroce e malinconico, del grande eclettico [[Raoul Walsh]], che riporta sullo schermo, con qualche variante ancor più drammatica, il suo celebre poliziesco ''[[Una pallottola per Roy]]''. L'alone romantico della vicenda, in cui trova largo spazio la love-story tra i due non eccelsi protagonisti, è ben reso dal pertinente titolo tradotto, per una volta migliore dell'originale (''Colorado Territory'').<ref>Da ''il Giornale'', 10 giugno 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/gli-amanti-della-citta-sepolta-otpsfauo Gli amanti della città sepolta]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La dalia azzurra]]''}} Passabile, anche se antiquato, poliziesco in bianco e nero, l'unica sceneggiatura scritta da [[Raymond Chandler]], tratto da un suo romanzo incompiuto in cui il grande giallista dovette modificare il finale, che infatti appare appiccicaticcio, per le pressioni della permalosa Marina americana. [[Alan Ladd]] se la cava con decoro nel ruolo del reduce tutto d'un pezzo afflitto dalle corna.<ref>Da ''il Giornale'', 30 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-dalia-azzurra-p6v6rp9v La dalia azzurra]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[L'ultimo amante]]''}} Passabile, nonostante le evidenti rughe, melodramma sentimentale [...]. Un bianco e nero amaro e appassionato in cui [[Amedeo Nazzari]] non fa rimpianger [[Carlo Ninchi]], mentre la bionda, pur bellissima, svedese [[May Britt]] non riesce a scacciare il fantasma di [[Alida Valli]].<ref>Da ''il Giornale'', 31 gennaio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/l-ultimo-amante/10107/ L'ultimo amante]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Il conte di Essex]]''}} Pittoresco e ultraromanzato riassunto della folle storia d'amore che rallegrò (ma non troppo) la vita di [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta I]] e del suo fedele (ma non troppo) servitore, messo in scena con eleganza dall'ungherese [[Michael Curtiz]] (''[[Casablanca]]''). Slendidi costumi ed epiche battaglie fanno da cornice al duello di istrionismo tra l'affascinante bruttona [[Bette Davis]] e il gagliardo faccia di bronzo [[Errol Flynn]].<ref>Da ''il Giornale'', 18 giugno 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/il-conte-di-essex-u4yh3oez Il conte di Essex]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''}} Raccapricciante giallo in salsa horror e oltre i confini del paranormale che l'emergente [[Brian De Palma]] ha tratto da un romanzo di [[Stephen King]]. Un po' inattendibile, un po' morboso, ampiamente sinistro ma certo trascinante, con un finale da [[Festa di Piedigrotta|Piedigrotta]] del terrore. [[Sissy Spacek]] [...] è mostruosamente brava. All'esordio, l'impomatato [[John Travolta]] fa la fine che si merita. Almeno come attore.<ref>Da ''il Giornale'', 2 luglio 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/carrie-lo-sguardo-di-satana-xur6erva Carrie, lo sguardo di Satana]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Era notte a Roma]]''}} [[Roberto Rossellini]] si cimenta in uno dei suoi temi prediletti, l'antifascismo, in un dramma resistenziale che non ha però l'impatto emotivo né di ''[[Roma città aperta]]'' né del ''[[Il generale Della Rovere|Generale della Rovere]]''. I borgatari con gli attributi (brava la ruspante maggiorata [[Giovanna Ralli]]) sono più genuini dei tre soldati al semolino.<ref>Da ''il Giornale'', 24 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/era-notte-a-roma/11283/ Era notte a Roma]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Monella]]''}} Sboccata ma non disprezzabile commedia sentimental (20 per cento) erotica (80) del vecchio Satiro [[Tinto Brass]], un autentico genio nella scoperta, nel senso più ampio del termine, di giovani virgulti femminili. La signorina in questione, molto spontanea e davvero bellina, difficilmente avrà modo sui pudibondi schermi televisivi di esibire per intero il proprio talento.<ref>Da ''il Giornale'', 19 aprile 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/monella-ofh6iwl1 Monella]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Automata (film)|Automata]]''}} Scombinato giallo fantascientifico spagnolo [...] non si capisce niente. [[Antonio Banderas]] dal testone pelato sgrana di continuo gli occhi. Soprattutto davanti alla stagionatissima [[Melanie Griffith]]: ma quella è davvero mia moglie?<ref>Da ''il Giornale'', 26 febbraio 2015; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/automata-pf9yqxnp Automata]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[La maschera di fango]]''}} Senza infamia e senza lode, per abusare di una frase fatta che però rende l'idea. Il western semispionistico del poliedrico [[André De Toth|André de Toth]], dove l'eroe buono subisce angherie di ogni sorta prima di alzare la cresta e far strage dei cattivi. Niente da obiettare se a impersonarlo è [[Gary Cooper]], l'unico in grado di tener testa a [[John Wayne]].<ref>Da ''il Giornale'', 30 ottobre 2002; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-maschera-di-fango-fd71vjxv La maschera di fango]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La donna del ritratto]]''}} Splendido, indimenticabile poliziesco del tedesco [[Fritz Lang]], un bianco e nero asciutto e essenziale, esemplare per rigore stilistico e dosaggio della suspense, specie nell'imprevedibile finale. Se magistrale è l'interpretazione del rumeno [[Edward G. Robinson]], il timido docente sconvolto dalla passione, l'affascinante [[Joan Bennett]] resta tra le più belle di sempre.<ref>Da ''il Giornale'', 10 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/la-donna-del-ritratto/6711/ La donna del ritratto]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[La legge del più forte]]''}} Tacciono le colt nel western umoristico di [[George Marshall (regista)|George Marshall]], quasi una parodia (la prima in assoluto) di un genere che si è preso sempre tremendamente sul serio. La giovane [[Shirley MacLaine]], adorabile commediante nata, sa stare al gioco come meglio non si potrebbe, ma pure [[Glenn Ford]] si muove con la giusta dose d'ironia. A reggere il moccolo [[Leslie Nielsen]], stella di prima grandezza (e in commedie demenziali) soltanto in vecchiaia, che per decenni è stato costretto a far la parte del cattivo.<ref>Da ''il Giornale'', 1º aprile 2003; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/la-legge-del-piu-forte-k39xikzf La legge del più forte]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[Marie Heurtin - Dal buio alla luce|Marie Heurtin]]''}} Toccante, ma piatto dramma in costume, la storia vera di un'infelice creatura e del suo dolce angelo custode. [...] Un film coraggioso, destinato a perdere il confronto con due giganti in tema, ''[[Il ragazzo selvaggio]]'' e ''[[Anna dei miracoli]]''.<ref>Da ''il Giornale'', 3 marzo 2016; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/marie-heurtin-dal-buio-alla-luce/59069/ Marie Heurtin - Dal buio alla luce]'', ''cinematografo.it''</ref> *{{NDR|Su ''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''}} Un altro celebre western dedicato da [[John Ford|Ford]] alla cavalleria in giacca blu, girato, benissimo (Oscar alla fotografia), tra ''[[Il massacro di Fort Apache]]'' e ''[[Rio Bravo]]'': estenuanti cavalcate, amori di una castità irreale, un commosso e nemmeno troppo retorico omaggio all'esercito. Il quarantaduenne [[John Wayne]], invecchiato a fatica dal truccatore, è una quercia con improvvisi lampi di umanità.<ref>Da ''il Giornale'', 5 giugno 2001; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/i-cavalieri-del-nord-ovest-m9bg23er I cavalieri del Nord Ovest]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Dreamland - La terra dei sogni]]''}} Una recitazione da piangere e un protagonista, l'inebetito Ivano De Cristofaro, che strappa al catastrofico [[Alberto Tomba]] (''[[Alex l'ariete]]'') il titolo di peggiore attore italiano di sempre.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20110711235529/http://www.ilgiornale.it/spettacoli/un_disastro_melo_italia_e_usa/08-07-2011/articolo-id=533835-page=0-comments=1 Un disastro il melò tra Italia e Usa]'', ''ilgiornale.it'', 8 luglio 2011.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bertarelli, Massimo}} [[Categoria:Critici cinematografici italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] arhbv7my1hbiu824jwsp9n74t5koo36 Template:Lingue/Dati 10 148341 1421631 1421554 2026-07-24T21:58:18Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1421631 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 67223 |lingua2 = it |voci2 = 55615 |lingua3 = pl |voci3 = 31798 |lingua4 = ru |voci4 = 18005 |lingua5 = cs |voci5 = 15863 |lingua6 = et |voci6 = 13697 |lingua7 = uk |voci7 = 12346 |lingua8 = pt |voci8 = 12068 }} qifhevn9r4gqkcz0wdpgtnl58g0vyj6 Kazimierz Waliszewski 0 158937 1421632 1228257 2026-07-24T22:20:50Z Redaktor GLAM 102223 Higher resolution version of image 1421632 wikitext text/x-wiki [[File:Kazimierz Waliszewski (111126880).jpg|thumb|Kazimierz Waliszewski]] '''Kazimierz Klemens Waliszewski''' (1849–1935), storico polacco. ==Il romanzo di una imperatrice. Caterina II di Russia== *Il marchese [[Jacques-Joachim Trotti de La Chétardie|de La Chétardie]] era tornato in Russia con la {{sic|riputazione}} d'essere il più brillante diplomatico dell'epoca, rinsaldata dalla parte da lui precedentemente sostenuta in quello stesso paese. Aveva trentasei anni. Alto, ben fatto, cavaliere di bella presenza e nobile fisionomia, pareva destinato a occupare ancora un gran posto in quella Corte dove il favore decideva di tutto, conduceva a tutto, dove occorreva soprattutto piacere e dove, si diceva fosse già molto piaciuto. (parte prima, cap. 2, p. 45) *Il ritratto della figlia di [[Pietro I di Russia|Pietro I]] {{NDR|[[Elisabetta di Russia]]}} è stato spesso descritto; e probabilmente ci hanno dato un'idea abbastanza esatta della maniera di fare e di regnare di questa curiosa sovrana; irrequieta e indolente in una, che amava ardentemente i piaceri e s'interessava degli affari, impiegava delle ore alla sua toeletta, facendo aspettare delle settimane e perfino dei mesi una firma o un ordine e inoltre era autoritaria oltre ogni dire; voluttuosa e devota, incredula e superstiziosa, passava continuamente dagli eccessi d'una dissolutezza che le rovinava la salute, agli eccessi d'una esaltazione religiosa che le alterava la ragione; una {{sic|nevropatica}}, si direbbe oggi. (parte prima, cap. 2, p. 46) *Il barone de Breteuil<ref>Louis Charles Auguste Le Tonnelier, barone di Breteuil e di Preuilly (1730–1807), diplomatico e politico francese.</ref> dice, in uno dei suoi telegrammi, che dovendo firmare {{NDR|Elisabetta di Russia}}, nel 1760, la rinnovazione del trattato concluso nel 1746 con la Corte di Vienna, essa aveva già cominciato a scrivere: «Eli...» quando un'ape venne a posarsi sulla sua penna. Essa si fermò; e passarono sei mesi prima che si decidesse a finire il proprio nome. (parte prima, cap. 2, p. 46) *[[Caterina II di Russia|Caterina]] è entrata nella politica per mezzo dell'amore. Fu il suo destino d'unire perpetuamente questi due elementi in apparenza tanto opposti; fu arte, o fortuna sua, saper quasi sempre trar partito da una fusione a tanti altri nefasta. (parte seconda, cap. 1, p. 126) *Il futuro re di Polonia {{NDR|[[Stanislao II Augusto Poniatowski]]}} aveva allora ventidue anni. Dotato d'una fisionomia piacevole, non poteva rivaleggiare in bellezza con Sergio Saltykof<ref>Sergej Saltykov (1726–1765), amante di Caterina II.</ref>; ma era un gentiluomo compitissimo secondo la moda di allora: istruzione varia, abitudini raffinate, educazione cosmopolita, una verniciatura di filosofia, era insomma un campione perfetto della specie, ed era il primo che si offrisse alla curiosità di [[Caterina II di Russia|Caterina]]. Egli impersonava agli occhi di lei quella {{sic|coltura}} di mente e quella vernice mondana di cui gli scritti di Voltaire e di M.me de Sévigné le avevano dato l'idea e il gusto {{sic|passeggiero}}. (parte seconda, cap. 1, pp. 129-130) *{{NDR|Poniatowski}} Aveva viaggiato, aveva fatto parte a Parigi, di quella società brillante il sui sfoggio e il cui fascino s'imponevano all'Europa intera, come una regalità, la meno contestata, fin d'allora, fra tutte. Ne portava seco un'emanazione diretta. Ne aveva i meriti e le mende. Sapeva discorrere con {{sic|brìo}} delle materie più astratte e toccare con garbo i soggetti più scabrosi. Era affar suo redigere un biglietto con galanteria e insinuare un madrigale in un discorso banale. (parte seconda, cap. 1, p. 130) *{{NDR|Poniatowski}} Possedeva l'arte di commuoversi a proposito. Era ''sensibile''. Scopriva un lato romantico d'idee, che gli dava all'occasione un'apparenza avventurosa ed eroica, e celava sotto i fiori un temperamento secco e freddo, un egoismo imperturbabile, perfino un fondo di cinismo a tutta prova. Tutto, perfino una certa leggerezza di carattere, di cui ella si dimostrò sempre stranamente invaghita, per un'affinità misteriosa forse con la propria natura ferma e soda, si riuniva in lui per sedurre Caterina. (parte seconda, cap. 1, p. 130) *Malgrado il suo amore dell'ordine e perfino certe abitudini borghesi d'economia, Caterina fu, per tutta la sua vita, una prodiga. Il gusto per l'ostentazione la vinceva su tutto, e anche un certo modo di prospettarsi l'utilità di certe spese, che le abitudini mercenarie del suo paese nativo le avevano ficcato in testa e che l'esperienza acquisita nel nuovo ambiente in cui era destinata a vivere, non fece che sviluppare. La fede nell'onnipotenza della mancia fu una delle credenze a cui rimase più costantemente attaccata. (parte seconda, cap. 1, p. 133) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Kazimierz Waliszewski, ''[https://archive.org/details/WaliszewskiRomanzoDiUnaImperatrice Il romanzo di una imperatrice. Caterina II di Russia]'', traduzione di Angelo Nessi, Edizioni Athena, Milano, 1929. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Waliszewski, Kazimierz}} [[Categoria:Storici polacchi]] lo19hyqexax4lj7exaftner7ktj8c5p Giovanni Rabizzani 0 166633 1421589 1378912 2026-07-24T14:27:02Z Udiki 86035 /* Bozzetti di letteratura italiana e straniera */ +1 1421589 wikitext text/x-wiki '''[[Giovanni Rabizzani]]''' (1887 – 1918), scrittore, poeta e traduttore italiano. ==''Bozzetti di letteratura italiana e straniera''== *La [[perfezione]] è più simpatica nel [[Vizio e virtù|vizio]] che nelle [[Vizio e virtù|virtù]]. (''Viaggiatori e avventurieri'', p. 18) *Per il [[Giosuè Carducci|Carducci]] la fede non fu la ''grande affaire''. Se oggi impreca al semitico nume, se domani esalta l'umil saluto dell'ave, egli non obbedisce a credenze profonde ma a due motivi, uno di serenità uno di malinconia, sorgenti, a distanza di anni, nella sua anima. Raccontano che in una placida notte, contemplando il cielo stellato, esclamasse: credo in Dio. L'aneddoto è verosimile (anche a proposito del [[Voltaire]] se ne riporta uno di tal genere), e sta a dimostrare il carattere lirico di codeste sue affermazioni. Credeva in Dio quella notte perché, secondo lo stile biblico, le meraviglie del creato gli parlavano di lui; ma il giorno dopo, nel lavoro consueto, spenta la luce stellare, il Dio notturno scompare nel [[panteismo]] dell'universo. (''Il Carducci visto in piccolo'', p. 25) *La [[fiaba]] e l'[[apologo]] sono le due forme tipiche della psicologia [[Giovanni Pascoli|pascoliana]]. Commozione fantastica e impulso didattico, sentire ed ammaestrare, intuire e persuadere, mito e discorso. Il mondo gli appare sotto il velame come il [[Divina Commedia|poema di Dante]]. Tutto ciò che è nella natura e nell'uomo, nel reale e nell'ideale, nell'umano e nel divino, si copre di parvenze poetiche, cela nel suo intimo la verità. E la poesia è bella perché la verità le è vicina. L'anima sta in equilibrio tra l'una e l'altra e chiede a quella la gioia, a questa il dovere: traduce le sensazioni più profonde con i precetti più assoluti. (''Le antologie del Pascoli'', p. 60) *[...] vi sono nomi di scrittori che ribalenano ai nostri occhi, dopo una lunga dimenticanza, su opere un tempo insigni ora curiosamente ignote. [[Emilio Castelar|Castelar]]... Che cosa rievoca? Nei ricordi della nostra giovinezza puerile fermenta ancora uno schietto entusiasmo per le sue pagine: nel giro d'un periodo egli sapeva roteare abbaglianti intuizioni, idee vertiginose, antitesi e parallelismi tagliati a picco per mezzo di colpi maestri; toccare tutte le corde della lira, sommuovere le più occulte simpatie dell'animo. Biblico e moderno, logico e musico, filosofo e poeta, battagliava con elegante alternanza di pensieri e d'immagini, trattando queste con delicatezza virgiliana, quelli allargando, con victorughiana efficacia, sino a raggiungere i due termini magni della giustizia e della libertà, confine e centro dell'universo ideale e pratico. (''Castelar e noi'', p. 265) *{{NDR|[[Arthur Rimbaud]]}} Visse un po' meno del [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], trentasette anni, ma poetò solo dai quindici ai diciassette, età in cui il Leopardi era ancora nello stadio d'imitazione. A diciassette anni, sazio di poesia, ne arresta il flusso, e si sopravvive con noncuranza sdegnosa, immemore di tutto. Ed ecco il fatto nuovo, magnifico: egli tace per troppa maturità, allorché negli altri si delinea appena una fruttuosa acerbezza; tace allorché in celere visione ha esaurite le sue possibili e impossibili fantasie. Egli ha imposto una fine là dove ognuno osa a stento un principio. (''Il fanciullo maledetto – Arthur Rimbaud'', p. 350) *Il fanciullo {{NDR|Rimbaud}} sentiva la germinazione di tutti i peccati: idolatria, sacrilegio, collera, lussuria, menzogna e pigrizia. Li esprimeva con ingenuità virginea e procacia faunesca, stupefatto e sapiente, ebbro e cinico. La sua vita interiore si svolge in tumulti dionisiaci e in estasi apollinee. Nulla ignora ed all'occorrenza sa far zampillare dall'intimo l'effluvio dell'ignoranza più fresca. Le sue màcole sono cerebrali, la lucidezza degli occhi si rinnova, come in lavacri di rugiada, nei pellegrinaggi fantastici. Quella è la sorgente: la fantasia. Cioè la potenza di rifarsi una verginità dinanzi ad ogni nuovo spettacolo. (''Il fanciullo maledetto – Arthur Rimbaud'', pp. 350-351) *Il Rimbaud vero credo debba trovarsi nelle prime poesie composte nel quindicesimo e nel sedicesimo anno di età. Sul bel principio si sente la scuola: l'[[Alessandrino (metrica)|alessandrino]] tagliato con sapore classico, le immagini compiute, il discorso continuato di tono piuttosto oratorio, senza falle e senza chiaroscuri. È il verso di [[Victor Hugo]] e un po', anzi parecchio, lo spirito di lui, democratico e sarcastico, di gravità repubblicana. (''Il fanciullo maledetto – Arthur Rimbaud'', pp. 354-355) ==''Pagine di critica letteraria''== *Lo storico della nostra poesia, se vorrà domani indicarne il carattere e segnarne i confini, non dovrà studiare le scuole, ma i maestri; non i petrarchisti, i leopardiani, i manzoniani, i {{sic|d'annunziani}}, ma il Petrarca, il Leopardi, il Manzoni, il d'Annunzio. Alla scuola manca l'essenziale della poesia: la creazione. (Poeti, p. 37) *Il [[Giovanni Pascoli|Pascoli]] non è ancora il poeta della natura, come poi si è ripetuto sino alla noia, ma della campagna, del giardino; dell'orto, spiegherebbe un maligno. Alla sua contemplazione basta poco spazio di terra e di cielo e gli umili motivi sono svolti con tono dimesso, con semplicità francescana in frammenti lirici di poca estensione, simili agli effimeri campestri che nascondono tra l'erba l'esile involucro del gambo e del fiore. C'è lo spunto e null'altro: guai, del resto, se altro ci fosse, che avremmo, anziché tenui violette e non-ti-scordar-di-me, papaveri e rosolacci. Ma ciò basta per darci una sensazione nuova e sincera di colore, di sapore, di suono; farcela risognare entro noi con la malia di un piccolo piacere goduto. Mancano i quadri complessi, dagli sfondi vasti, dai limiti imprecisabili, da le tinte forti che gravano su l' occhio e su l'anima; in ogni poesia c'è solo una linea, una nota, una parola. (Poeti, pp. 40-41) *Sono usciti in magnifica edizione i ''Versi'' completi (credo) di [[Giovanni Camerana]], il poeta magistrato che, non è molto, già arrivato in alto e avendo passato la sessantina, si è ucciso, come un giovine senza conforti e senza avvenire. Era uomo di carattere integro e di coscienza superiore. La sua morte ha armonizzato con la sua vita e con la sua arte ed è stata, quasi per tragico destino, una conseguenza logica di quelle. Giovane, si era unito con [[Emilio Praga]] ed [[Arrigo Boito]], e, contro il tradizionalismo persistente, aveva inneggiato ad un'arte nuova e libera, piena di sensazioni raffinate, di fantasie strane e terribili come incubi, di godimenti squisiti e sottili come veleni. (Poeti, p. 85) *La poesia per il Camerana, fu da prima, più che una creazione, uno stato dell'anima. Nel fondo di questa giacevano indistinti e confusi i sentimenti della gloria, dell'amore, della fede, e venivano indifferentemente espressi con il verso, la linea e il colore o la nota musicale. Il poeta non si ripiegava in sé per rendere più nitidamente la sua immagine, né il pittore il suo paesaggio, né il musico la sua sinfonia: l'ispirazione usciva scabra e selvaggia, senza dar tempo a pentimenti od ammettere dilazioni. C'era del donchisciottesco in codesto procedere, ma c'era anche della sincerità e una violenta brama di cose nuove. Si battagliava continuamente in macabre tenzoni, cinti d'ogni orrore della natura e dello spirito, senza tregua e senza consolazione. (Poeti, pp. 85-86) *Risorge il tipo dei più gloriosi ''[[Romanzo d'appendice|feuilletonistes]]'' in [[Giuseppe Antonio Borgese]], che dalla ''Stampa'' e dal ''Mattino'' trae la folta serie di articoli dedicati alla letteratura e coltura contemporanea e li riunisce in un grosso volume ''La Vita e il Libro'', senza mutarne virgola o aggiungervi nota, sicuro di sé, del suo gusto, dei suoi giudizi, della sua prosa. Sicurezza non impronta, ma derivatagli dal quotidiano consenso di lettori, di studiosi, di amici, di {{sic|avversarii}}, dall'interesse con cui le sue cronache sono accolte nel pubblico, discusse, ammirate, bistrattate magari; non so bene, ma forse anche temute. (Critici e moralisti, p. 214) *[...] il [[romanticismo]] inteso nel senso storico è contraddistinto dalla coscienza di sé. La sua origine s'affonda, non già nelle letterature antiche, – elegiaci greci, rimpianti per l'età dell'oro, scrittori greci e romani della decadenza, – perché ogni continuità fu recisa dal medio evo e dal [[Rinascimento]]; ma nel Rinascimento stesso, dove il trionfo dell'[[umanesimo]], dell'[[aristotelismo]] e del [[razionalismo]] produceva, per la dialettica della storia, un modo opposto di sentire e di conoscere, che, compresso e negletto, non cessò tuttavia di progredire e dilatarsi, sinché, mirabilmente fecondato nel secolo XVIII, ottenne, sui primi del secolo seguente, una decisa supremazia. Se la ragione ispira il [[neoclassicismo]], l'immaginazione ispira il romanticismo; se [[Aristotele]] detta leggi sull'opera d'arte, il [[platonismo]] propugna la libertà del genio. (Intorno al Romanticismo, p. 335) ==''Ritratti letterari''== *[[Luigi Capuana]] fu dei pochi che avessero la loro esclusiva occupazione nella letteratura. Scrivere significò per lui, oltreché sentimento e bisogno dell'anima, anche mezzo di guadagnarsi il pane. Perciò vedete che nella operosissima e lunga vita egli si è disperso in mille lavori: novelle, romanzi, drammi, cronache drammatiche e letterarie, conferenze, poesie, fiabe, raccontini, anche libretti scolastici. E si ha, da tal congerie di lavoro, l'impressione che i motivi pratici fossero un impaccio alla sua opera di artista. Né egli lo nasconde con l'alterigia del gentiluomo povero o la precauzione dell'esteta a spasso. Anzi, tanta è la sua sincerità, lo dichiara aperto e ne discute nelle sue pagine. (p. 17) *{{NDR|Luigi Capuana}} La sua arte ha un incentivo nella sua esperienza letteraria; le numerose letture provocano in lui reazioni e impressioni che permangono a rendergli sensibile e malleabile la fantasia. In genere l'estetica degli artisti è un {{sic|resultato}}, una conseguenza delle loro opere, in quanto essi danno valore universale a quelle note che più rispondono alle loro abitudini; nel caso del Capuana invece la poetica precede la poesia, la riflessione lo guida nel cammino e gli fa intravedere la necessità di un metodo, di un mezzo, di uno scopo. (p. 18) *[...] [[Carlo Dossi]], realista-romantico, sognatore satirico, uomo su le cui labbra il sarcasmo si bacia con l'idillio.<br>Uomo soprattutto, dagli atteggiamenti nuovi, curiosi, pieni. In qual modo lo prenderemo? di dove ne cominceremo l'analisi? Egli ha attrattive squisite come scolaro e come maestro. Ecco la materia di un capitolo: il suo studio per Rabelais, Sterne, Richter, Manzoni, Rovani. Ed ecco la materia di un altro capitolo: la sua «attualità» nell'arte e nella vita d'oggi, perché egli contiene già buona parte della cosi detta letteratura d'avanguardia, come il futurismo (senza Marinetti) e dell'altra che direi di retroguardia, il, decadentismo elegiaco (Corazzini, Moretti, Gozzano). Ma si avverta che la sua arte, fatta di osservazione finissima, ama gli eccessi e li ricerca con lo stesso intuito che il caricaturista usa nel deformare le linee di una figura. (p. 41) ==Citazioni su Giovanni Rabizzani== *La figura del Rabizzani si profila alquanto diversa da quella del [[Renato Serra|Serra]]. Questi è morbido, delicato, {{sic|femineo}}; quegli è robusto e virile. Il primo ama, negli altri e in se stesso, le sfumature, gli ondeggiamenti, le posizioni imprecise, gli atteggiamenti amletici; il secondo gusta di preferenza gli scrittori fortemente caratterizzati, limitati, evidenti, sempre in cerca di definizioni logiche e chiare, di formule conclusive. L'uno è soggettivissimo e sensibilissimo, sicché ogni cosa lo fa vibrare, e la cosa stessa diventa vibrazione, tanto perdendo d'oggettiva realtà, quanto acquista di verità soggettiva; l'altro, obbiettivo, logico, consapevole dei limiti e delle proporzioni, in perfetto equilibrio. L'uno, infine, di temperamento melanconico, indolente, disposto alla contemplazione; l'altro allegrissimo, esuberante, attivissimo, fatto apposta per il giornalismo e l'organizzazione. ([[Luigi Tonelli]]) ==Bibliografia== *Giovanni Rabizzani, ''[https://archive.org/details/bozzettidiletter00unse/page/n9/mode/1up Bozzetti di letteratura italiana e straniera]'', R. Carabba editore, Lanciano, 1914. *Giovanni Rabizzani, ''[https://archive.org/details/paginedicritica00rabigoog/page/n7/mode/2up Pagine di critica letteraria]'', D. Pagnini libraio-editore, Pistoia, 1911. *Giovanni Rabizzani, ''[https://archive.org/details/ritrattiletterar00rabiuoft/page/iii/mode/1up Ritratti letterari]'', a cura di Achille Pellizzari, Società anonima editrice Francesco Perrella, Firenze, 1921. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rabizzani, Giovanni}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] hb1b4qtz2r0fxbtfmjrjxaduogh6ec2 1421590 1421589 2026-07-24T14:29:12Z Udiki 86035 /* Pagine di critica letteraria */ c.vo 1421590 wikitext text/x-wiki '''[[Giovanni Rabizzani]]''' (1887 – 1918), scrittore, poeta e traduttore italiano. ==''Bozzetti di letteratura italiana e straniera''== *La [[perfezione]] è più simpatica nel [[Vizio e virtù|vizio]] che nelle [[Vizio e virtù|virtù]]. (''Viaggiatori e avventurieri'', p. 18) *Per il [[Giosuè Carducci|Carducci]] la fede non fu la ''grande affaire''. Se oggi impreca al semitico nume, se domani esalta l'umil saluto dell'ave, egli non obbedisce a credenze profonde ma a due motivi, uno di serenità uno di malinconia, sorgenti, a distanza di anni, nella sua anima. Raccontano che in una placida notte, contemplando il cielo stellato, esclamasse: credo in Dio. L'aneddoto è verosimile (anche a proposito del [[Voltaire]] se ne riporta uno di tal genere), e sta a dimostrare il carattere lirico di codeste sue affermazioni. Credeva in Dio quella notte perché, secondo lo stile biblico, le meraviglie del creato gli parlavano di lui; ma il giorno dopo, nel lavoro consueto, spenta la luce stellare, il Dio notturno scompare nel [[panteismo]] dell'universo. (''Il Carducci visto in piccolo'', p. 25) *La [[fiaba]] e l'[[apologo]] sono le due forme tipiche della psicologia [[Giovanni Pascoli|pascoliana]]. Commozione fantastica e impulso didattico, sentire ed ammaestrare, intuire e persuadere, mito e discorso. Il mondo gli appare sotto il velame come il [[Divina Commedia|poema di Dante]]. Tutto ciò che è nella natura e nell'uomo, nel reale e nell'ideale, nell'umano e nel divino, si copre di parvenze poetiche, cela nel suo intimo la verità. E la poesia è bella perché la verità le è vicina. L'anima sta in equilibrio tra l'una e l'altra e chiede a quella la gioia, a questa il dovere: traduce le sensazioni più profonde con i precetti più assoluti. (''Le antologie del Pascoli'', p. 60) *[...] vi sono nomi di scrittori che ribalenano ai nostri occhi, dopo una lunga dimenticanza, su opere un tempo insigni ora curiosamente ignote. [[Emilio Castelar|Castelar]]... Che cosa rievoca? Nei ricordi della nostra giovinezza puerile fermenta ancora uno schietto entusiasmo per le sue pagine: nel giro d'un periodo egli sapeva roteare abbaglianti intuizioni, idee vertiginose, antitesi e parallelismi tagliati a picco per mezzo di colpi maestri; toccare tutte le corde della lira, sommuovere le più occulte simpatie dell'animo. Biblico e moderno, logico e musico, filosofo e poeta, battagliava con elegante alternanza di pensieri e d'immagini, trattando queste con delicatezza virgiliana, quelli allargando, con victorughiana efficacia, sino a raggiungere i due termini magni della giustizia e della libertà, confine e centro dell'universo ideale e pratico. (''Castelar e noi'', p. 265) *{{NDR|[[Arthur Rimbaud]]}} Visse un po' meno del [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], trentasette anni, ma poetò solo dai quindici ai diciassette, età in cui il Leopardi era ancora nello stadio d'imitazione. A diciassette anni, sazio di poesia, ne arresta il flusso, e si sopravvive con noncuranza sdegnosa, immemore di tutto. Ed ecco il fatto nuovo, magnifico: egli tace per troppa maturità, allorché negli altri si delinea appena una fruttuosa acerbezza; tace allorché in celere visione ha esaurite le sue possibili e impossibili fantasie. Egli ha imposto una fine là dove ognuno osa a stento un principio. (''Il fanciullo maledetto – Arthur Rimbaud'', p. 350) *Il fanciullo {{NDR|Rimbaud}} sentiva la germinazione di tutti i peccati: idolatria, sacrilegio, collera, lussuria, menzogna e pigrizia. Li esprimeva con ingenuità virginea e procacia faunesca, stupefatto e sapiente, ebbro e cinico. La sua vita interiore si svolge in tumulti dionisiaci e in estasi apollinee. Nulla ignora ed all'occorrenza sa far zampillare dall'intimo l'effluvio dell'ignoranza più fresca. Le sue màcole sono cerebrali, la lucidezza degli occhi si rinnova, come in lavacri di rugiada, nei pellegrinaggi fantastici. Quella è la sorgente: la fantasia. Cioè la potenza di rifarsi una verginità dinanzi ad ogni nuovo spettacolo. (''Il fanciullo maledetto – Arthur Rimbaud'', pp. 350-351) *Il Rimbaud vero credo debba trovarsi nelle prime poesie composte nel quindicesimo e nel sedicesimo anno di età. Sul bel principio si sente la scuola: l'[[Alessandrino (metrica)|alessandrino]] tagliato con sapore classico, le immagini compiute, il discorso continuato di tono piuttosto oratorio, senza falle e senza chiaroscuri. È il verso di [[Victor Hugo]] e un po', anzi parecchio, lo spirito di lui, democratico e sarcastico, di gravità repubblicana. (''Il fanciullo maledetto – Arthur Rimbaud'', pp. 354-355) ==''Pagine di critica letteraria''== *Lo storico della nostra poesia, se vorrà domani indicarne il carattere e segnarne i confini, non dovrà studiare le scuole, ma i maestri; non i petrarchisti, i leopardiani, i manzoniani, i {{sic|d'annunziani}}, ma il Petrarca, il Leopardi, il Manzoni, il d'Annunzio. Alla scuola manca l'essenziale della poesia: la creazione. (''Poeti'', p. 37) *Il [[Giovanni Pascoli|Pascoli]] non è ancora il poeta della natura, come poi si è ripetuto sino alla noia, ma della campagna, del giardino; dell'orto, spiegherebbe un maligno. Alla sua contemplazione basta poco spazio di terra e di cielo e gli umili motivi sono svolti con tono dimesso, con semplicità francescana in frammenti lirici di poca estensione, simili agli effimeri campestri che nascondono tra l'erba l'esile involucro del gambo e del fiore. C'è lo spunto e null'altro: guai, del resto, se altro ci fosse, che avremmo, anziché tenui violette e non-ti-scordar-di-me, papaveri e rosolacci. Ma ciò basta per darci una sensazione nuova e sincera di colore, di sapore, di suono; farcela risognare entro noi con la malia di un piccolo piacere goduto. Mancano i quadri complessi, dagli sfondi vasti, dai limiti imprecisabili, da le tinte forti che gravano su l' occhio e su l'anima; in ogni poesia c'è solo una linea, una nota, una parola. (''Poeti'', pp. 40-41) *Sono usciti in magnifica edizione i ''Versi'' completi (credo) di [[Giovanni Camerana]], il poeta magistrato che, non è molto, già arrivato in alto e avendo passato la sessantina, si è ucciso, come un giovine senza conforti e senza avvenire. Era uomo di carattere integro e di coscienza superiore. La sua morte ha armonizzato con la sua vita e con la sua arte ed è stata, quasi per tragico destino, una conseguenza logica di quelle. Giovane, si era unito con [[Emilio Praga]] ed [[Arrigo Boito]], e, contro il tradizionalismo persistente, aveva inneggiato ad un'arte nuova e libera, piena di sensazioni raffinate, di fantasie strane e terribili come incubi, di godimenti squisiti e sottili come veleni. (''Poeti'', p. 85) *La poesia per il Camerana, fu da prima, più che una creazione, uno stato dell'anima. Nel fondo di questa giacevano indistinti e confusi i sentimenti della gloria, dell'amore, della fede, e venivano indifferentemente espressi con il verso, la linea e il colore o la nota musicale. Il poeta non si ripiegava in sé per rendere più nitidamente la sua immagine, né il pittore il suo paesaggio, né il musico la sua sinfonia: l'ispirazione usciva scabra e selvaggia, senza dar tempo a pentimenti od ammettere dilazioni. C'era del donchisciottesco in codesto procedere, ma c'era anche della sincerità e una violenta brama di cose nuove. Si battagliava continuamente in macabre tenzoni, cinti d'ogni orrore della natura e dello spirito, senza tregua e senza consolazione. (''Poeti'', pp. 85-86) *Risorge il tipo dei più gloriosi ''[[Romanzo d'appendice|feuilletonistes]]'' in [[Giuseppe Antonio Borgese]], che dalla ''Stampa'' e dal ''Mattino'' trae la folta serie di articoli dedicati alla letteratura e coltura contemporanea e li riunisce in un grosso volume ''La Vita e il Libro'', senza mutarne virgola o aggiungervi nota, sicuro di sé, del suo gusto, dei suoi giudizi, della sua prosa. Sicurezza non impronta, ma derivatagli dal quotidiano consenso di lettori, di studiosi, di amici, di {{sic|avversarii}}, dall'interesse con cui le sue cronache sono accolte nel pubblico, discusse, ammirate, bistrattate magari; non so bene, ma forse anche temute. (''Critici e moralisti'', p. 214) *[...] il [[romanticismo]] inteso nel senso storico è contraddistinto dalla coscienza di sé. La sua origine s'affonda, non già nelle letterature antiche, – elegiaci greci, rimpianti per l'età dell'oro, scrittori greci e romani della decadenza, – perché ogni continuità fu recisa dal medio evo e dal [[Rinascimento]]; ma nel Rinascimento stesso, dove il trionfo dell'[[umanesimo]], dell'[[aristotelismo]] e del [[razionalismo]] produceva, per la dialettica della storia, un modo opposto di sentire e di conoscere, che, compresso e negletto, non cessò tuttavia di progredire e dilatarsi, sinché, mirabilmente fecondato nel secolo XVIII, ottenne, sui primi del secolo seguente, una decisa supremazia. Se la ragione ispira il [[neoclassicismo]], l'immaginazione ispira il romanticismo; se [[Aristotele]] detta leggi sull'opera d'arte, il [[platonismo]] propugna la libertà del genio. (''Intorno al Romanticismo'', p. 335) ==''Ritratti letterari''== *[[Luigi Capuana]] fu dei pochi che avessero la loro esclusiva occupazione nella letteratura. Scrivere significò per lui, oltreché sentimento e bisogno dell'anima, anche mezzo di guadagnarsi il pane. Perciò vedete che nella operosissima e lunga vita egli si è disperso in mille lavori: novelle, romanzi, drammi, cronache drammatiche e letterarie, conferenze, poesie, fiabe, raccontini, anche libretti scolastici. E si ha, da tal congerie di lavoro, l'impressione che i motivi pratici fossero un impaccio alla sua opera di artista. Né egli lo nasconde con l'alterigia del gentiluomo povero o la precauzione dell'esteta a spasso. Anzi, tanta è la sua sincerità, lo dichiara aperto e ne discute nelle sue pagine. (p. 17) *{{NDR|Luigi Capuana}} La sua arte ha un incentivo nella sua esperienza letteraria; le numerose letture provocano in lui reazioni e impressioni che permangono a rendergli sensibile e malleabile la fantasia. In genere l'estetica degli artisti è un {{sic|resultato}}, una conseguenza delle loro opere, in quanto essi danno valore universale a quelle note che più rispondono alle loro abitudini; nel caso del Capuana invece la poetica precede la poesia, la riflessione lo guida nel cammino e gli fa intravedere la necessità di un metodo, di un mezzo, di uno scopo. (p. 18) *[...] [[Carlo Dossi]], realista-romantico, sognatore satirico, uomo su le cui labbra il sarcasmo si bacia con l'idillio.<br>Uomo soprattutto, dagli atteggiamenti nuovi, curiosi, pieni. In qual modo lo prenderemo? di dove ne cominceremo l'analisi? Egli ha attrattive squisite come scolaro e come maestro. Ecco la materia di un capitolo: il suo studio per Rabelais, Sterne, Richter, Manzoni, Rovani. Ed ecco la materia di un altro capitolo: la sua «attualità» nell'arte e nella vita d'oggi, perché egli contiene già buona parte della cosi detta letteratura d'avanguardia, come il futurismo (senza Marinetti) e dell'altra che direi di retroguardia, il, decadentismo elegiaco (Corazzini, Moretti, Gozzano). Ma si avverta che la sua arte, fatta di osservazione finissima, ama gli eccessi e li ricerca con lo stesso intuito che il caricaturista usa nel deformare le linee di una figura. (p. 41) ==Citazioni su Giovanni Rabizzani== *La figura del Rabizzani si profila alquanto diversa da quella del [[Renato Serra|Serra]]. Questi è morbido, delicato, {{sic|femineo}}; quegli è robusto e virile. Il primo ama, negli altri e in se stesso, le sfumature, gli ondeggiamenti, le posizioni imprecise, gli atteggiamenti amletici; il secondo gusta di preferenza gli scrittori fortemente caratterizzati, limitati, evidenti, sempre in cerca di definizioni logiche e chiare, di formule conclusive. L'uno è soggettivissimo e sensibilissimo, sicché ogni cosa lo fa vibrare, e la cosa stessa diventa vibrazione, tanto perdendo d'oggettiva realtà, quanto acquista di verità soggettiva; l'altro, obbiettivo, logico, consapevole dei limiti e delle proporzioni, in perfetto equilibrio. L'uno, infine, di temperamento melanconico, indolente, disposto alla contemplazione; l'altro allegrissimo, esuberante, attivissimo, fatto apposta per il giornalismo e l'organizzazione. ([[Luigi Tonelli]]) ==Bibliografia== *Giovanni Rabizzani, ''[https://archive.org/details/bozzettidiletter00unse/page/n9/mode/1up Bozzetti di letteratura italiana e straniera]'', R. Carabba editore, Lanciano, 1914. *Giovanni Rabizzani, ''[https://archive.org/details/paginedicritica00rabigoog/page/n7/mode/2up Pagine di critica letteraria]'', D. Pagnini libraio-editore, Pistoia, 1911. *Giovanni Rabizzani, ''[https://archive.org/details/ritrattiletterar00rabiuoft/page/iii/mode/1up Ritratti letterari]'', a cura di Achille Pellizzari, Società anonima editrice Francesco Perrella, Firenze, 1921. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rabizzani, Giovanni}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] ny9otxhmi94j1azeqy70mu01ka5bg2k 1421591 1421590 2026-07-24T14:32:39Z Udiki 86035 /* Bozzetti di letteratura italiana e straniera */ 1421591 wikitext text/x-wiki '''[[Giovanni Rabizzani]]''' (1887 – 1918), scrittore, poeta e traduttore italiano. ==''Bozzetti di letteratura italiana e straniera''== *Per il [[Giosuè Carducci|Carducci]] la fede non fu la ''grande affaire''. Se oggi impreca al semitico nume, se domani esalta l'umil saluto dell'ave, egli non obbedisce a credenze profonde ma a due motivi, uno di serenità uno di malinconia, sorgenti, a distanza di anni, nella sua anima. Raccontano che in una placida notte, contemplando il cielo stellato, esclamasse: credo in Dio. L'aneddoto è verosimile (anche a proposito del [[Voltaire]] se ne riporta uno di tal genere), e sta a dimostrare il carattere lirico di codeste sue affermazioni. Credeva in Dio quella notte perché, secondo lo stile biblico, le meraviglie del creato gli parlavano di lui; ma il giorno dopo, nel lavoro consueto, spenta la luce stellare, il Dio notturno scompare nel [[panteismo]] dell'universo. (''Il Carducci visto in piccolo'', p. 25) *La [[fiaba]] e l'[[apologo]] sono le due forme tipiche della psicologia [[Giovanni Pascoli|pascoliana]]. Commozione fantastica e impulso didattico, sentire ed ammaestrare, intuire e persuadere, mito e discorso. Il mondo gli appare sotto il velame come il [[Divina Commedia|poema di Dante]]. Tutto ciò che è nella natura e nell'uomo, nel reale e nell'ideale, nell'umano e nel divino, si copre di parvenze poetiche, cela nel suo intimo la verità. E la poesia è bella perché la verità le è vicina. L'anima sta in equilibrio tra l'una e l'altra e chiede a quella la gioia, a questa il dovere: traduce le sensazioni più profonde con i precetti più assoluti. (''Le antologie del Pascoli'', p. 60) *La [[perfezione]] è più simpatica nel [[Vizio e virtù|vizio]] che nelle [[Vizio e virtù|virtù]]. (''Viaggiatori e avventurieri'', p. 118) *[...] vi sono nomi di scrittori che ribalenano ai nostri occhi, dopo una lunga dimenticanza, su opere un tempo insigni ora curiosamente ignote. [[Emilio Castelar|Castelar]]... Che cosa rievoca? Nei ricordi della nostra giovinezza puerile fermenta ancora uno schietto entusiasmo per le sue pagine: nel giro d'un periodo egli sapeva roteare abbaglianti intuizioni, idee vertiginose, antitesi e parallelismi tagliati a picco per mezzo di colpi maestri; toccare tutte le corde della lira, sommuovere le più occulte simpatie dell'animo. Biblico e moderno, logico e musico, filosofo e poeta, battagliava con elegante alternanza di pensieri e d'immagini, trattando queste con delicatezza virgiliana, quelli allargando, con victorughiana efficacia, sino a raggiungere i due termini magni della giustizia e della libertà, confine e centro dell'universo ideale e pratico. (''Castelar e noi'', p. 265) *{{NDR|[[Arthur Rimbaud]]}} Visse un po' meno del [[Giacomo Leopardi|Leopardi]], trentasette anni, ma poetò solo dai quindici ai diciassette, età in cui il Leopardi era ancora nello stadio d'imitazione. A diciassette anni, sazio di poesia, ne arresta il flusso, e si sopravvive con noncuranza sdegnosa, immemore di tutto. Ed ecco il fatto nuovo, magnifico: egli tace per troppa maturità, allorché negli altri si delinea appena una fruttuosa acerbezza; tace allorché in celere visione ha esaurite le sue possibili e impossibili fantasie. Egli ha imposto una fine là dove ognuno osa a stento un principio. (''Il fanciullo maledetto – Arthur Rimbaud'', p. 350) *Il fanciullo {{NDR|Rimbaud}} sentiva la germinazione di tutti i peccati: idolatria, sacrilegio, collera, lussuria, menzogna e pigrizia. Li esprimeva con ingenuità virginea e procacia faunesca, stupefatto e sapiente, ebbro e cinico. La sua vita interiore si svolge in tumulti dionisiaci e in estasi apollinee. Nulla ignora ed all'occorrenza sa far zampillare dall'intimo l'effluvio dell'ignoranza più fresca. Le sue màcole sono cerebrali, la lucidezza degli occhi si rinnova, come in lavacri di rugiada, nei pellegrinaggi fantastici. Quella è la sorgente: la fantasia. Cioè la potenza di rifarsi una verginità dinanzi ad ogni nuovo spettacolo. (''Il fanciullo maledetto – Arthur Rimbaud'', pp. 350-351) *Il Rimbaud vero credo debba trovarsi nelle prime poesie composte nel quindicesimo e nel sedicesimo anno di età. Sul bel principio si sente la scuola: l'[[Alessandrino (metrica)|alessandrino]] tagliato con sapore classico, le immagini compiute, il discorso continuato di tono piuttosto oratorio, senza falle e senza chiaroscuri. È il verso di [[Victor Hugo]] e un po', anzi parecchio, lo spirito di lui, democratico e sarcastico, di gravità repubblicana. (''Il fanciullo maledetto – Arthur Rimbaud'', pp. 354-355) ==''Pagine di critica letteraria''== *Lo storico della nostra poesia, se vorrà domani indicarne il carattere e segnarne i confini, non dovrà studiare le scuole, ma i maestri; non i petrarchisti, i leopardiani, i manzoniani, i {{sic|d'annunziani}}, ma il Petrarca, il Leopardi, il Manzoni, il d'Annunzio. Alla scuola manca l'essenziale della poesia: la creazione. (''Poeti'', p. 37) *Il [[Giovanni Pascoli|Pascoli]] non è ancora il poeta della natura, come poi si è ripetuto sino alla noia, ma della campagna, del giardino; dell'orto, spiegherebbe un maligno. Alla sua contemplazione basta poco spazio di terra e di cielo e gli umili motivi sono svolti con tono dimesso, con semplicità francescana in frammenti lirici di poca estensione, simili agli effimeri campestri che nascondono tra l'erba l'esile involucro del gambo e del fiore. C'è lo spunto e null'altro: guai, del resto, se altro ci fosse, che avremmo, anziché tenui violette e non-ti-scordar-di-me, papaveri e rosolacci. Ma ciò basta per darci una sensazione nuova e sincera di colore, di sapore, di suono; farcela risognare entro noi con la malia di un piccolo piacere goduto. Mancano i quadri complessi, dagli sfondi vasti, dai limiti imprecisabili, da le tinte forti che gravano su l' occhio e su l'anima; in ogni poesia c'è solo una linea, una nota, una parola. (''Poeti'', pp. 40-41) *Sono usciti in magnifica edizione i ''Versi'' completi (credo) di [[Giovanni Camerana]], il poeta magistrato che, non è molto, già arrivato in alto e avendo passato la sessantina, si è ucciso, come un giovine senza conforti e senza avvenire. Era uomo di carattere integro e di coscienza superiore. La sua morte ha armonizzato con la sua vita e con la sua arte ed è stata, quasi per tragico destino, una conseguenza logica di quelle. Giovane, si era unito con [[Emilio Praga]] ed [[Arrigo Boito]], e, contro il tradizionalismo persistente, aveva inneggiato ad un'arte nuova e libera, piena di sensazioni raffinate, di fantasie strane e terribili come incubi, di godimenti squisiti e sottili come veleni. (''Poeti'', p. 85) *La poesia per il Camerana, fu da prima, più che una creazione, uno stato dell'anima. Nel fondo di questa giacevano indistinti e confusi i sentimenti della gloria, dell'amore, della fede, e venivano indifferentemente espressi con il verso, la linea e il colore o la nota musicale. Il poeta non si ripiegava in sé per rendere più nitidamente la sua immagine, né il pittore il suo paesaggio, né il musico la sua sinfonia: l'ispirazione usciva scabra e selvaggia, senza dar tempo a pentimenti od ammettere dilazioni. C'era del donchisciottesco in codesto procedere, ma c'era anche della sincerità e una violenta brama di cose nuove. Si battagliava continuamente in macabre tenzoni, cinti d'ogni orrore della natura e dello spirito, senza tregua e senza consolazione. (''Poeti'', pp. 85-86) *Risorge il tipo dei più gloriosi ''[[Romanzo d'appendice|feuilletonistes]]'' in [[Giuseppe Antonio Borgese]], che dalla ''Stampa'' e dal ''Mattino'' trae la folta serie di articoli dedicati alla letteratura e coltura contemporanea e li riunisce in un grosso volume ''La Vita e il Libro'', senza mutarne virgola o aggiungervi nota, sicuro di sé, del suo gusto, dei suoi giudizi, della sua prosa. Sicurezza non impronta, ma derivatagli dal quotidiano consenso di lettori, di studiosi, di amici, di {{sic|avversarii}}, dall'interesse con cui le sue cronache sono accolte nel pubblico, discusse, ammirate, bistrattate magari; non so bene, ma forse anche temute. (''Critici e moralisti'', p. 214) *[...] il [[romanticismo]] inteso nel senso storico è contraddistinto dalla coscienza di sé. La sua origine s'affonda, non già nelle letterature antiche, – elegiaci greci, rimpianti per l'età dell'oro, scrittori greci e romani della decadenza, – perché ogni continuità fu recisa dal medio evo e dal [[Rinascimento]]; ma nel Rinascimento stesso, dove il trionfo dell'[[umanesimo]], dell'[[aristotelismo]] e del [[razionalismo]] produceva, per la dialettica della storia, un modo opposto di sentire e di conoscere, che, compresso e negletto, non cessò tuttavia di progredire e dilatarsi, sinché, mirabilmente fecondato nel secolo XVIII, ottenne, sui primi del secolo seguente, una decisa supremazia. Se la ragione ispira il [[neoclassicismo]], l'immaginazione ispira il romanticismo; se [[Aristotele]] detta leggi sull'opera d'arte, il [[platonismo]] propugna la libertà del genio. (''Intorno al Romanticismo'', p. 335) ==''Ritratti letterari''== *[[Luigi Capuana]] fu dei pochi che avessero la loro esclusiva occupazione nella letteratura. Scrivere significò per lui, oltreché sentimento e bisogno dell'anima, anche mezzo di guadagnarsi il pane. Perciò vedete che nella operosissima e lunga vita egli si è disperso in mille lavori: novelle, romanzi, drammi, cronache drammatiche e letterarie, conferenze, poesie, fiabe, raccontini, anche libretti scolastici. E si ha, da tal congerie di lavoro, l'impressione che i motivi pratici fossero un impaccio alla sua opera di artista. Né egli lo nasconde con l'alterigia del gentiluomo povero o la precauzione dell'esteta a spasso. Anzi, tanta è la sua sincerità, lo dichiara aperto e ne discute nelle sue pagine. (p. 17) *{{NDR|Luigi Capuana}} La sua arte ha un incentivo nella sua esperienza letteraria; le numerose letture provocano in lui reazioni e impressioni che permangono a rendergli sensibile e malleabile la fantasia. In genere l'estetica degli artisti è un {{sic|resultato}}, una conseguenza delle loro opere, in quanto essi danno valore universale a quelle note che più rispondono alle loro abitudini; nel caso del Capuana invece la poetica precede la poesia, la riflessione lo guida nel cammino e gli fa intravedere la necessità di un metodo, di un mezzo, di uno scopo. (p. 18) *[...] [[Carlo Dossi]], realista-romantico, sognatore satirico, uomo su le cui labbra il sarcasmo si bacia con l'idillio.<br>Uomo soprattutto, dagli atteggiamenti nuovi, curiosi, pieni. In qual modo lo prenderemo? di dove ne cominceremo l'analisi? Egli ha attrattive squisite come scolaro e come maestro. Ecco la materia di un capitolo: il suo studio per Rabelais, Sterne, Richter, Manzoni, Rovani. Ed ecco la materia di un altro capitolo: la sua «attualità» nell'arte e nella vita d'oggi, perché egli contiene già buona parte della cosi detta letteratura d'avanguardia, come il futurismo (senza Marinetti) e dell'altra che direi di retroguardia, il, decadentismo elegiaco (Corazzini, Moretti, Gozzano). Ma si avverta che la sua arte, fatta di osservazione finissima, ama gli eccessi e li ricerca con lo stesso intuito che il caricaturista usa nel deformare le linee di una figura. (p. 41) ==Citazioni su Giovanni Rabizzani== *La figura del Rabizzani si profila alquanto diversa da quella del [[Renato Serra|Serra]]. Questi è morbido, delicato, {{sic|femineo}}; quegli è robusto e virile. Il primo ama, negli altri e in se stesso, le sfumature, gli ondeggiamenti, le posizioni imprecise, gli atteggiamenti amletici; il secondo gusta di preferenza gli scrittori fortemente caratterizzati, limitati, evidenti, sempre in cerca di definizioni logiche e chiare, di formule conclusive. L'uno è soggettivissimo e sensibilissimo, sicché ogni cosa lo fa vibrare, e la cosa stessa diventa vibrazione, tanto perdendo d'oggettiva realtà, quanto acquista di verità soggettiva; l'altro, obbiettivo, logico, consapevole dei limiti e delle proporzioni, in perfetto equilibrio. L'uno, infine, di temperamento melanconico, indolente, disposto alla contemplazione; l'altro allegrissimo, esuberante, attivissimo, fatto apposta per il giornalismo e l'organizzazione. ([[Luigi Tonelli]]) ==Bibliografia== *Giovanni Rabizzani, ''[https://archive.org/details/bozzettidiletter00unse/page/n9/mode/1up Bozzetti di letteratura italiana e straniera]'', R. Carabba editore, Lanciano, 1914. *Giovanni Rabizzani, ''[https://archive.org/details/paginedicritica00rabigoog/page/n7/mode/2up Pagine di critica letteraria]'', D. Pagnini libraio-editore, Pistoia, 1911. *Giovanni Rabizzani, ''[https://archive.org/details/ritrattiletterar00rabiuoft/page/iii/mode/1up Ritratti letterari]'', a cura di Achille Pellizzari, Società anonima editrice Francesco Perrella, Firenze, 1921. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rabizzani, Giovanni}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] l9narlrkzc4zxn187f39f1o5y6gunyh Palestina 0 182402 1421612 1414081 2026-07-24T18:17:44Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1421612 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Historical boundaries of Palestine (plain).svg|thumb|Confini storici della Palestina dall'impero romano (verde) al mandato britannico (rosso)]] Citazioni sulla '''Palestina'''. ==Citazioni== *La Palestina divenne un paese prevalentemente arabo e musulmano alla fine del VII secolo e ben presto i suoi confini e i suoi caratteri – incluso il nome arabo ''Filastin'' – divennero famosi nell'intero mondo islamico sia per la sua bellezza e fertilità che per la sua importanza religiosa. ([[Edward Said]]) ===[[Ilan Pappé]]=== *La Palestina non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. *La Palestina non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. *Senza l'apparizione del [[sionismo]] all'interno dei propri confini la Palestina avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. ==Voci correlate== *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Palestina]] 0hv19fks4sr95x6otvka3t47hj7colc 1421618 1421612 2026-07-24T18:47:48Z Darkcloud2222 10646 1421618 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Historical boundaries of Palestine (plain).svg|thumb|Confini storici della Palestina dall'impero romano (verde) al mandato britannico (rosso)]] Citazioni sulla '''Palestina'''. ==Citazioni== *La Palestina divenne un paese prevalentemente arabo e musulmano alla fine del VII secolo e ben presto i suoi confini e i suoi caratteri – incluso il nome arabo ''Filastin'' – divennero famosi nell'intero mondo islamico sia per la sua bellezza e fertilità che per la sua importanza religiosa. ([[Edward Said]]) ===[[Ilan Pappé]]=== *La Palestina non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. *La Palestina non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. *Senza l'apparizione del [[sionismo]] all'interno dei propri confini la Palestina avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. ==Voci correlate== *[[Mandato britannico della Palestina]] *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Palestina]] k9bnvsnd8vguuqpyz9pkdip463edg13 Wikiquote:Bar/Comunicazioni WMF 4 183887 1421587 1419347 2026-07-24T12:25:15Z MediaWiki message delivery 33791 /* Request for comment (the future of Abstract Wikipedia) */ nuova sezione 1421587 wikitext text/x-wiki {| class="noprint" width="100%" cellpadding="0" cellspacing="0" style="-moz-border-radius:.5em; border-radius:.5em; padding:0.5em; background-color:#FFFAF0; border:2px solid #FF9000;" |- | [[File:Wikimedia Foundation logo - vertical.svg|200px|destra]] Questa pagina raccoglie le comunicazioni regolari della '''Wikimedia Foundation'''. Mettila tra gli osservati speciali per rimanere sempre aggiornato sulle questioni della comunità internazionale. |} == Codice universale di condotta - Newsletter 2 == <section begin="ucoc-newsletter"/> <div style = "line-height: 1.2"> <span style="font-size:200%;">'''News sul Codice universale di condotta'''</span><br> <span style="font-size:120%; color:#404040;">'''Numero 2, luglio 2021'''</span><span style="font-size:120%; float:right;">[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/2|'''Leggi il testo completo della newsletter''']]</span> ---- Bentenuti! Questa è la prima edizione della newsletter dedicata al [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct|Codice Universale di Condotta]]. Questa newsletter aiuterà a rimanere aggiornati sullo sviluppo del nuovo codice fornendo novità, informazioni sulle ricerche e sugli eventi legati al CUC. Per favore, se non l'hai già fatto ricordati di sottoscrivere la newsletter [[m:Special:MyLanguage/Global message delivery/Targets/UCoC Newsletter Subscription|qui]], se invece vuoi indicare il tuo nome per essere contattato per le traduzioni delle prossime edizioni scrivi [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/Participate|qui]]. </div><div style="margin-top:3px; padding:10px 10px 10px 20px; background:#fffff; border:2px solid #808080; border-radius:4px; font-size:100%;"> *'''Revisione della bozza delle linee guida sull'applicazione''' - Le prime riunioni del comitato di redazione sono servite per conoscersi e allinearsi su temi principali dell'applicazione del CUC, precedenti lavori e ricerche hanno evidenziato lacune nei processi esistenti nel movimento. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/2#Enforcement Draft Guidelines Review|Continua a leggere]]) *'''Rapporto sugli obiettivi di molestie (Targets of Harassment)''' - Come supporto al comitato di redazione, Wikimedia Foundation ha condotto un progetto di ricerca incentrato sulle esperienze di molestie sui progetti Wikimedia. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/2#Targets of Harassment Research|Continua a leggere]]) *'''Consultazione con i ''Functionaries''''' - Da giugno ci sono stati incontri con utenti con diritti avanzati (''Functionaries'') provenienti da diversi progetti per discutere delle criticità dell'applicazione del CUC in un contesto globale. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/2#Functionaries’ Consultation|Continua a leggere]]) *'''Tavole rotonde''' - Il team di facilitazione UCoC ha organizzato altre tavole rotonde sul tema dell'applicazione del codice di condotta, questa volta con gli utenti di lingua coreana e i partecipanti ai progetti ESEAP. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/2#Roundtable Discussions|Continua a leggere]]) *'''Comunità e contesti che hanno già adottato UCoC''' - <span class="mw-translate-fuzzy">Dalla sua ratifica da parte del Board of Trustees nel febbraio 2021, il Codice Universale di Condotta è già stato applicato dalla comunità di Wikimedia in diversi modi. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/2#Early Adoption of UCoC by Communities|Continua a leggere]])</span> *'''Nuova timeline per il comitato interinale di revisione dei casi di Trust & Safety''' - Originariamente era previsto che il CRC terminasse il 1 luglio 2021, si prevede che l'elaborazione del CUC proseguirà fino a dicembre, questo ha cambiato la timeline del CRC. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/2#New Timeline for the Interim Trust & Safety Case Review Committee|Continua a leggere]]) *'''Wikimania''' - Il team di facilitatori ha proposto una discussione moderata con diversi partecipanti durante Wikimania 2021. E' inoltre prevista una presenza al Community Village. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/2#Wikimania Session|Continua a leggere]]) *'''Post su Diff''' - Leggi i più recenti post sul tema del CUC su Wikimedia Diff. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/2#Diff Blogs|Continua a leggere]]) </div> Buona lettura! Commenti e feedback sono benvenuti. --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 18:23, 15 lug 2021 (CEST) == Candidature per il comitato di redazione della Carta del movimento Wikimedia == Buongiorno a tutti, Il tema è nuovamente la "'''[[:meta:Movement_Strategy/it|Strategia del movimento]]'''" ovvero quella serie di indicazioni e raccomandazioni emerse dal lungo processo di consultazioni comunitarie condotto negli scorsi anni ed in particolare la redazione della '''[[:meta:Movement_Charter/it|Carta fondamentale del movimento Wikimedia]]''' (''Movement Charter''), in pratica il documento base della governance dell'intero movimento Wikimedia. Tra gli scopi del documento vi sono la definizione dei ruoli e delle responsabilità di tutte le componenti del movimento Wikimedia (quindi chapter, affiliati e altri), comprese quelle non ancora esistenti ma a loro volta previste dalla strategia. La redazione di questo documento, che sarà un'attività molto complessa e delicata, verrà affidata ad un '''[[:meta:Movement Charter/Drafting Committee/it|comitato di redazione]]'''. Il 2 agosto si aprono le candidature per far parte del comitato di redazione, il periodo per candidarsi si concluderà il 1º settembre. Maggiori informazioni e i requisiti si trovano in [[:meta:Movement Charter/Drafting Committee/it|questa pagina]]. Ci si aspetta che il comitato rappresenti la diversità del movimento, quindi genere, lingua, provenienza geografica, esperienza, partecipazione nei progetti, affiliati e nella Wikimedia Foundation. Per farne parte non è indispensabile la conoscenza fluente dell'inglese perché verrà fornito sostegno per le traduzioni. I componenti riceveranno un'indennità per compensare i costi di partecipazione pari a 100 dollari ogni due mesi.<small>Che non è una retribuzione ma un modo per favorire la partecipazione di persone in parti del mondo in cui quella somma può rappresentare un incentivo o una significativa compensazione per eventuali ore sottratte al lavoro.</small> Si stanno cercando persone che abbiano alcune fra le seguenti competenze: * Sappiano scrivere in modo collaborativo (dimostrare dell'esperienza è un vantaggio) * Abbiano capacità di negoziazione con parti diverse. * Siano attente all'inclusione e alla diversità. * Abbiano conoscenza delle consultazioni comunitarie. * Abbiano esperienza di comunicazione interculturale. * Abbiano esperienza di governance o di organizzazione in non-profit o comunità. Il comitato dovrebbe essere composto da 15 persone. Se il numero dei candidati è superiore a 20 avrà luogo un processo di selezione con voto. Se vi sono 19 o meno candidati la selezione avverrà senza voto (secondo criteri delineati in [[:meta:Movement Charter/Drafting Committee/Diversity and Expertise Matrices|queste matrici]]). Chiunque sia interessato può '''candidarsi su [[:meta:Movement_Charter/Drafting_Committee/it|questa pagina]]''' a partire dalla prossima settimana ('''dal 2 agosto al 1º settembre'''). In caso di domande è possibile contattare strategy2030(_AT_)wikimedia.org. Grazie per l'attenzione! --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 20:27, 30 lug 2021 (CEST) == Elezioni del Board 2021 - posticipate == Le [[:m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2021|elezioni 2021 del Board of Trustees di Wikimedia Foundation]] che avrebbero dovuto cominciare il 4 agosto verranno posticipate di due settimane a causa di problemi tecnici con SecurePoll. Cominceranno quindi il 18 agosto, un giorno dopo la conclusione di Wikimania, per concludersi il 31 agosto. Per informazione sui problemi tecnici è possibile consultare il [[phab:T287859|ticket di Phabricator]]. Per informazioni sul ritardo e sui prossimi passi legati alle elezioni si invita a consultare la pagina [[m:Talk:Wikimedia Foundation elections/2021|di discussione dell'elezione]] e eventualmente [https://t.me/wmboardgovernancechat il canale di Telegram] (in inglese). --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 14:26, 3 ago 2021 (CEST) == Codice universale di condotta - bozza delle linee guida sull'applicazione == Buongiorno a tutti, Il [[:meta:Universal_Code_of_Conduct/Drafting_committee#Phase_2|comitato di redazione della fase 2 del codice universale di condotta]] ha completato i lavori, qui trovate la '''[[:meta:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_draft_guidelines_review/it|bozza delle linee guida sull'applicazione]]''' del [[:meta:Codice universale di condotta/Testo|codice universale di condotta (UCoC)]]. La bozza è basata sui risultati delle [[:meta:Universal_Code_of_Conduct/Discussions/it|consultazioni, discussioni e ricerche]], tra queste anche la [[:meta:Universal Code of Conduct/2021 consultations/Enforcement/Italian community/it|consultazione in cui è stata coinvolta la comunità di lingua italiana]] ad inizio 2021. La bozza è, appunto, una bozza, è quindi possibile (anzi, caldamente auspicato) che tutti coloro che sono interessati esprimano opinioni e commenti, <small>anche suggerimenti su come migliorare la traduzione</small>. Il comitato revisionerà la bozza tenendo conto del feedback ricevuto da parte delle comunità. Il periodo di revisione comincia oggi 17 agosto 2021 e durerà fino al 17 ottobre. La bozza può essere commentata in diversi "luoghi": * direttamente su meta, nella [[:meta:Talk:Universal Code of Conduct/Enforcement draft guidelines review|pagina di discussione della bozza]] (pagina che probabilmente sarà ad alto traffico) * sempre su meta nella [[:meta:Talk:Universal Code of Conduct/Enforcement draft guidelines review/it|pagina di discussione della traduzione in italiano]] (ambiente più ''intimo'') * nella [[:w:Discussioni Wikipedia:Codice universale di condotta|pagina di discussione del codice universale di condotta qui sulla Wikipedia in italiano]] * potete anche inviarmi commenti o osservazioni [[Speciale:InviaEmail/Civvi_(WMF)|via email]] Sono previsti inoltre degli incontri e tavole rotonde online (in inglese): * [[:meta:Universal_Code_of_Conduct/2021_consultations/Roundtable_discussions#Conversation_hours|Incontri online]] - 24 agosto, 31 agosto, 7 settembre @ 03:00 UTC & 14:00 UTC * [[:meta:Universal_Code_of_Conduct/2021_consultations/Roundtable_discussions#September_Roundtable:_18_September_2021|Tavole rotonde online]] - 18 settembre @ 03:00 UTC & 15:00 UTC I commenti e le osservazioni verranno poi riassunte in un riepilogo quindicinale che verrà [[:meta:Universal Code of Conduct/Drafting committee/Digests|pubblicato qui]]. Mi rendo conto che il documento è lungo e a tratti complesso, suggerisco però di prendersi il tempo per leggerlo dato il potenziale impatto che avrà. <br /> Grazie per l'attenzione! --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 09:04, 17 ago 2021 (CEST) == Wikimedia Foundation - Elezioni in corso == Sono iniziate le [[:meta:Wikimedia Foundation elections/2021/Voting/it|elezioni 2021 per il Board of Trustees]]. I candidati delle comunità hanno presentato le loro candidature e nel previsto arco di tre settimane le [[:meta:Wikimedia Foundation elections/2021/Candidates#Candidate%20Table|19 persone si sono candidate per le elezioni 2021]]. Il [[:meta:Wikimedia Foundation Board of Trustees/it|''Board of Trustees'' di Wikimedia Foundation]] supervisiona le attività di Wikimedia Foundation. Il Board, come collettivo, desidera migliorare le sue competenze e la diversità. Ha condiviso [[:meta:Wikimedia Foundation elections/2021/Candidates#Skills|una tabella con le competenze]] che desidera acquisire con l'ingresso dei nuovi membri. Tutti i partecipanti ai progetti Wikimedia hanno l'opportunità di scegliere dei candidati che hanno le qualità necessarie all'intero movimento per i prossimi anni. Il Board selezionerà i quattro candidati con più voti. Questi rimarranno in carica nel Board per un periodo di tre anni a partire da settembre. [[Commons:File:Wikimedia_Foundation_Board_of_Trustees.webm|In questo video ci sono maggiori informazioni sul Board]]. E' possibile votare fino al 31 agosto. Di seguito alcune informazioni sul voto. ;Conoscere i candidati [[:meta:Wikimedia Foundation elections/2021#Candidate%20Table|Persone provenienti da tutto il movimento hanno presentato le loro candidature]]. Conosci i candidati per informarti e votare. La comunità ha presentato alcune domande ai candidati affinché rispondessero durante il periodo preelettorale. [[:meta:Wikimedia Foundation elections/2021/Candidates/CandidateQ&A/it|I candidati hanno risposto all'elenco di domande della comunità]] redatte dal [[:meta:Wikimedia Foundation elections committee/it|Comitato Elettorale]] su Meta. ;Votare Le elezioni del Board of Trustees 2021 sono cominciate il 18 di agosto e si chiudono il 31 di agosto 2021. Il Comitato Elettorale ha scelto il metodo del [[:meta:Wikimedia_Foundation_elections/Single_Transferable_Vote|voto unico trasferibile]] come sistema elettorale. Il vantaggio è che si può redigere una classifica dei candidati in ordine di preferenza. Ci sono pagine dedicate con maggiori informazioni sui [[:meta:Wikimedia Foundation elections/2021/Voting#Voting_eligibility|requisiti per il voto]], su [[:meta:Wikimedia_Foundation_elections/2021/Voting|come votare]] e una serie di [[:meta:Wikimedia_Foundation_elections/2021/Voting#Voting_FAQ|domande frequenti sul voto]]. Per favore contribuisci a scegliere le persone che meglio si adattano alle necessità del movimento. Vota e diffondi le informazioni in modo che più persone possano votare. Coloro che saranno eletti contribuiranno a guidare Wikimedia Foundation e a sostenere i bisogni del movimento Wikimedia per i prossimi anni. Cordiali saluti, Il Comitato Elettorale (Pubblico in nome e per conto.) --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 11:01, 19 ago 2021 (CEST) == Codice universale di condotta - Newsletter 3 == <section begin="ucoc-newsletter"/> <div style = "line-height: 1.2"> <span style="font-size:200%;">'''News sul Codice universale di condotta'''</span><br> <span style="font-size:120%; color:#404040;">'''Numero 3, agosto 2021'''</span><span style="font-size:120%; float:right;">[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/3|'''Leggi il testo completo della newsletter''']]</span> ---- Bentenuti! Questa è la terza edizione della newsletter dedicata al [[$ucoc|Codice Universale di Condotta]]. Questa newsletter aiuterà a rimanere aggiornati sullo sviluppo del nuovo codice fornendo novità, informazioni sulle ricerche e sugli eventi legati al CUC. Per favore, se non l'hai già fatto ricordati di sottoscrivere la newsletter [[:m:Special:MyLanguage/Global message delivery/Targets/UCoC Newsletter Subscription|qui]], se invece vuoi indicare il tuo nome per essere contattato per le traduzioni delle prossime edizioni scrivi [[:m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/Participate|qui]]. </div><div style="margin-top:3px; padding:10px 10px 10px 20px; background:#fffff; border:2px solid #808080; border-radius:4px; font-size:100%;"> *'''Revisione della bozza delle linee guida sull'applicazione''' - La bozza delle linee guida per l'applicazione del codice universale di condotta è stata pubblicata su meta in diverse lingue. Queste linee guida prevedono l'introduzione di alcune novità e raccomandazioni per strutture locali di applicazione nei progetti. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/3#The Enforcement Draft Guidelines|Continua qui]]) *'''Revisione della bozza delle linee guida sull'applicazione''' - Prima che le linee guida siano completate devono essere riviste e discusse dalla comunità. Il team di facilitazione ha predisposto diversi spazi di discussioni utilizzabili in questo periodo di revisione. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/3#Enforcement Draft Guidelines Review|Continua qui]]) *'''Incontri online e tavole rotonde''' - Per raccogliere le opinioni e scambiare idee sulla bozza di linea guida proposta dal comitato di redazione verranno organizzati alcuni incontri online. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/3#Conversation Hours & Roundtables|Continua qui]]) *'''Riepilogo di Wikimania''' - Durante Wikimania 2021 il team di facilitazione ha organizzato una tavola rotonda a cui hanno partecipato membri del board e dello staff. Nel corso dell'incontro sono stati forniti alcuni punti di vista e dettagli sulla scrittura delle linee guida sull'applicazione e presentati i prossimi passi previsti. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/3#Wikimania Wrap-up|Continua qui]]) *'''Traduzione''' - Un elevato numero di Wikimediani non parlano inglese, il codice però vale per tutti coloro che partecipano ai progetti è quindi molto importante fornire adeguato supporto linguistico. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/3#Translation|Continua qui]]) *'''Post su Diff''' - In alcuni post su Diff è stato trattato l'argomento UCoC. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/3#Diff Blogs|Continua qui]]) *'''Elezioni del Board of Trustees di Wikimedia Foundation''' - Leggi le presentazioni dei candidati e vota! ([[$9|Continua qui]]) <section end="ucoc-newsletter"/></div> [[Utente:MNadzikiewicz (WMF)|MNadzikiewicz (WMF)]] ([[Discussioni utente:MNadzikiewicz (WMF)|scrivimi]]) 01:01, 28 ago 2021 (CEST) == The 2022 Community Wishlist Survey will happen in January == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="en" dir="ltr"> Hello everyone, We hope all of you are as well and safe as possible during these trying times! We wanted to share some news about a change to the Community Wishlist Survey 2022. We would like to hear your opinions as well. Summary: <div style="font-style:italic;"> We will be running the [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey|Community Wishlist Survey]] 2022 in January 2022. We need more time to work on the 2021 wishes. We also need time to prepare some changes to the Wishlist 2022. In the meantime, you can use a [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey/Sandbox|dedicated sandbox to leave early ideas for the 2022 wishes]]. </div> === Proposing and wish-fulfillment will happen during the same year === In the past, the [[m:Special:MyLanguage/Community Tech|Community Tech]] team has run the Community Wishlist Survey for the following year in November of the prior year. For example, we ran the [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey 2021|Wishlist for 2021]] in November 2020. That worked well a few years ago. At that time, we used to start working on the Wishlist soon after the results of the voting were published. However, in 2021, there was a delay between the voting and the time when we could start working on the new wishes. Until July 2021, we were working on wishes from the [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey 2020|Wishlist for 2020]]. We hope having the Wishlist 2022 in January 2022 will be more intuitive. This will also give us time to fulfill more wishes from the 2021 Wishlist. === Encouraging wider participation from historically excluded communities === We are thinking how to make the Wishlist easier to participate in. We want to support more translations, and encourage under-resourced communities to be more active. We would like to have some time to make these changes. === A new space to talk to us about priorities and wishes not granted yet === We will have gone 365 days without a Wishlist. We encourage you to approach us. We hope to hear from you in the [[m:Special:MyLanguage/Talk:Community Wishlist Survey|talk page]], but we also hope to see you at our bi-monthly Talk to Us meetings! These will be hosted at two different times friendly to time zones around the globe. We will begin our first meeting '''September 15th at 23:00 UTC'''. More details about the agenda and format coming soon! === Brainstorm and draft proposals before the proposal phase === If you have early ideas for wishes, you can use the [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey/Sandbox|new Community Wishlist Survey sandbox]]. This way, you will not forget about these before January 2022. You will be able to come back and refine your ideas. Remember, edits in the sandbox don't count as wishes! === Feedback === * What should we do to improve the Wishlist pages? * How would you like to use our new [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey/Sandbox|sandbox?]] * What, if any, risks do you foresee in our decision to change the date of the Wishlist 2022? * What will help more people participate in the Wishlist 2022? Answer on the [[m:Special:MyLanguage/Talk:Community Wishlist Survey|talk page]] (in any language you prefer) or at our Talk to Us meetings. </div> [[user:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[user talk:SGrabarczuk (WMF)|talk]]) 02:23, 7 set 2021 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=21980442 --> == Elezioni del Board - I risultati == Buongiorno a tutti, intanto grazie a tutti coloro che hanno partecipato alle elezioni del Board of Trustees della Wikimedia Foundation 2021 organizzate per selezionare quattro nuovi membri. Il Comitato Elettorale ha esaminato i voti, hanno espresso voti validi un numero record di 6.873 persone provenienti da 214 progetti. I seguenti quattro candidati hanno ricevuto il maggior sostegno: # [[:meta:Wikimedia Foundation elections/2021/Candidates/Rosie Stephenson-Goodknight/it|Rosie Stephenson-Goodknight]] - ([[:meta:User:Rosiestep|Rosiestep]]) # [[:meta:Wikimedia Foundation elections/2021/Candidates/Victoria Doronina/it|Victoria Doronina]] - ([[:meta:User:Victoria|Victoria]]) # [[:meta:Wikimedia Foundation elections/2021/Candidates/Dariusz Jemielniak/it|Dariusz Jemielniak]] - ([[:meta:User:Pundit|Pundit]]) # [[:meta:Wikimedia Foundation elections/2021/Candidates/Lorenzo Losa/it|Lorenzo Losa]] - ([[:meta:User:Laurentius|Laurentius]]) Questi candidati, pur essendosi classificati ai primi posti tramite il voto della comunità, non sono ancora nominati nel Board of Trustees. Devono infatti ancora superare con successo un fase di controllo e la verifica delle qualifiche delineate nello statuto. Il Board ha definito la data provvisoria per nominare i nuovi amministratori alla fine di questo mese. Qui si trova l'[[:meta:Wikimedia_Foundation_elections/2021/2021-09-07/2021_Election_Results/it|annuncio completo]] --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 09:07, 8 set 2021 (CEST) == Call for Candidates for the Movement Charter Drafting Committee ending 14 September 2021 == <section begin="announcement-content"/>La Strategia del Movimento annuncia [[:m:Special:MyLanguage/Movement_Charter/Drafting_Committee|l'apertura delle candidature per il comitato di redazione della Carta fondamentale del movimento]]. Le candidature si aprono il 2 di agosto del 2021 e si chiudono 14 di settembre del 2021. Ci si aspetta che il comitato rappresenti la [[:m:Special:MyLanguage/Movement_Charter/Drafting_Committee/Diversity_and_Expertise_Matrices|diversità del movimento]]. La diversità comprende genere, lingua, provenienza geografica ed esperienza. Questo include la partecipazione nei progetti, affiliati e nella Wikimedia Foundation. Per farne parte non è richiesta la conoscenza fluente dell'inglese. Se necessario, viene fornito sostegno per la traduzione. I membri riceveranno un'indennità per compensare i costi di partecipazione. Si tratta di 100 dollari ogni due mesi. Stiamo cercando persone che abbiano alcune fra le seguenti [[:m:Special:MyLanguage/Movement_Charter/Drafting_Committee#Role_Requirements|competenze]]: * Sappiano scrivere in modo collaborativo. (dimostrare dell'esperienza è un vantaggio) * Siano pronte a trovare dei compromessi. * Siano attente all'inclusione e alla diversità. * Abbiano conoscenza delle consultazioni comunitarie. * Abbiano esperienza di comunicazione interculturale. * Abbiano esperienza di governance o di organizzazione in non-profit o comunità. * Abbiano esperienza nella negoziazione con parti diverse. Ci si attende che il comitato cominci con 15 persone. Se ci sono 20 o più candidati avrà luogo un processo di selezione con voto. Se vi sono 19 o meno candidati la selezione avverrà senza voto. <div class="mw-translate-fuzzy"> Vuoi aiutare Wikimedia a progredire in questo ruolo? Invia la tua candidatura dalla prossima settimana [[:m:Special:MyLanguage/Movement_Charter/Drafting_Committee#Candidate_Statements|qui]]. Per favore contatta strategy2030{{at}}wikimedia.org in caso di domande. </div><section end="announcement-content"/> [[User:Xeno (WMF)|Xeno (WMF)]] 19:06, 10 set 2021 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Xeno (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Xeno_(WMF)/Delivery/Wikiquote&oldid=22002280 --> == Server switch == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"><div class="plainlinks"> [[:m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|Leggi questo messaggio in un'altra lingua]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-Tech%2FServer+switch&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}] [[foundation:|Wikimedia Foundation]] sta effettuando test di passaggio tra il suo data center primario e secondario. Lo scopo è accertarsi che Wikipedia e gli altri wiki Wikimedia riescano a rimanere online anche dopo un disastro. Al fine di garantire che tutto funzioni a dovere, il dipartimento tecnologico di Wikimedia ha bisogno di condurre un test programmato. Il test dimostrerà se è possibile passare da un data center all'altro in sicurezza. Diversi team si prepareranno per il test e saranno a disposizione per correggere qualsiasi problema imprevisto che si dovesse verificare. Tutto il traffico sarà instradato nuovamente sul data center primario '''martedì 14 settembre 2021'''. Sfortunatamente, a causa di alcune limitazioni di [[mw:Manual:What is MediaWiki?|MediaWiki]], tutte le attività di modifica dovranno interrompersi durante lo scambio. Ci scusiamo per il disagio, stiamo lavorando per minimizzarlo in futuro. '''Sarai in grado di leggere, ma non di modificare, tutti i wiki per un breve periodo di tempo.''' *Martedì 14 settembre 2021 non sarà possibile effettuare modifiche per al massimo un'ora. Il test avrà inizio alle [https://zonestamp.toolforge.org/1631628049 14:00 UTC] (07:00 PDT, 10:00 EDT, 15:00 WEST/BST, 16:00 CEST, 19:30 IST, 23:00 JST e 02:00 NZST di mercoledì 15 settembre in Nuova Zelanda). *Se proverai a effettuare o pubblicare modifiche durante il suddetto orario, visualizzerai un messaggio di errore. Speriamo che nessuna modifica venga persa durante questi pochi minuti, ma non possiamo garantirlo. Se dovessi visualizzare il messaggio di errore, attendi fino a che tutto non torni alla normalità. Da quel momento in poi potrai pubblicare di nuovo le tue modifiche. Per ogni eventualità, ti suggeriamo comunque di salvartene una copia nel frattempo. ''Altre conseguenze'': *I processi in background saranno più lenti e alcuni potrebbero interrompersi. I link rossi potrebbero non essere aggiornati con la solita velocità. Se crei una voce per cui esiste già un link entrante a partire da un'altra voce, il collegamento rimarrà rosso più a lungo del solito. Alcuni script in esecuzione da molto tempo dovranno essere fermati. * La distribuzione del codice dovrebbe avvenire normalmente come le altre settimane. <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">However, some case-by-case code freezes could punctually happen if the operation require them afterwards.</span> Questo progetto potrebbe essere posticipato se necessario. [[wikitech:Switch_Datacenter|Consulta la tabella di marcia su wikitech.wikimedia.org]]. Ogni cambiamento sarà annunciato nella tabella di marcia. Ci saranno ulteriori avvisi riguardo a questo test. Un banner apparirà su tutti i wiki a 30 minuti dall'inizio dell'operazione. '''Per favore, condividi queste informazioni con la tua comunità.'''</div></div> [[user:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[user talk:SGrabarczuk (WMF)|<span class="signature-talk">{{int:Talkpagelinktext}}</span>]]) 02:46, 11 set 2021 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=21980442 --> == Talk to the Community Tech == [[File:Magic Wand Icon 229981 Color Flipped.svg|{{dir|{{pagelang}}|left|right}}|frameless|50px]] [[:m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey/Updates/2021-09 Talk to Us|Read this message in another language]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-Community_Wishlist_Survey/Updates/2021-09_Talk_to_Us&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}] Hello! As we have [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey/Updates|recently announced]], we, the team working on the [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey|Community Wishlist Survey]], would like to invite you to an online meeting with us. It will take place on [https://www.timeanddate.com/worldclock/fixedtime.html?iso=20210915T2300 '''September 15th, 23:00 UTC'''] on Zoom, and will last an hour. [https://wikimedia.zoom.us/j/89828615390 '''Click here to join''']. '''Agenda''' * [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey 2021/Status report 1#Prioritization Process|How we prioritize the wishes to be granted]] * [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey/Updates|Why we decided to change the date]] from November 2021 to January 2022 * Update on the [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey 2021/Warn when linking to disambiguation pages|disambiguation]] and the [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey 2021/Real Time Preview for Wikitext|real-time preview]] wishes * Questions and answers '''Format''' The meeting will not be recorded or streamed. Notes without attribution will be taken and published on Meta-Wiki. The presentation (first three points in the agenda) will be given in English. We can answer questions asked in English, French, Polish, and Spanish. If you would like to ask questions in advance, add them [[m:Talk:Community Wishlist Survey|on the Community Wishlist Survey talk page]] or send to sgrabarczuk@wikimedia.org. [[m:Special:MyLanguage/User:NRodriguez (WMF)|Natalia Rodriguez]] (the [[m:Special:MyLanguage/Community Tech|Community Tech]] manager) will be hosting this meeting. '''Invitation link''' * [https://wikimedia.zoom.us/j/89828615390 Join online] * Meeting ID: 898 2861 5390 * One tap mobile ** +16465588656,,89828615390# US (New York) ** +16699006833,,89828615390# US (San Jose) * [https://wikimedia.zoom.us/u/kctR45AI8o Dial by your location] See you! [[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|<span class="signature-talk">{{int:Talkpagelinktext}}</span>]]) 05:04, 11 set 2021 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=21980442 --> == Carta fondamentale del movimento Wikimedia - Elezioni del comitato di redazione (11-24 ottobre 2021) == Buongiorno a tutti, <br /> un breve aggiornamento sullo stato dell’arte della redazione della [[:m:Movement_Charter/it|Carta fondamentale del movimento Wikimedia]] (La Carta del movimento - traduzione infelice, lo so - è il documento che definirà ruoli e responsabilità di tutte le componenti dell'ampio movimento Wikimedia: progetti, chapter, user group ecc. La redazione della Carta fondamentale del movimento Wikimedia è una delle priorità della strategia del movimento.). Le candidature per il comitato di redazione di questo documento si sono chiuse, i [[:m:Movement_Charter/Drafting_Committee/Candidates#Candidates|candidati]] sono davvero parecchi. Per facilitare un po' le valutazioni è in fase di costruzione un "Election Compass", un tool che permette la comparazione tra le opinioni di chi vota e dei candidati su una serie di affermazioni (maggiori dettagli [[:meta:Movement_Charter/Drafting_Committee/Election_Compass_Statements|qui]]. Il comitato sarà costituito da 15 persone che verranno selezionate nei seguenti modi: *Sette membri verranno eletti dai progetti, le elezioni avranno luogo dall'11 al 24 ottobre *Sei membri verranno selezionati dagli affiliati (chapter e user group) *Due membri verranno nominati da Wikimedia Foundation La selezione e la nomina da parte di Wikimedia Foundation avverranno in parallelo alle elezioni in modo da concludere tutto e avere l’elenco dei 15 entro il 1° novembre. Per tutte le informazioni che riguardano la Carta del Movimento, la sua funzione, così come il processo per la sua creazione, si prega di dare un'occhiata alle [[:m:Movement_Charter/it|pagine su Meta]]. Altri modi per avere informazioni sono il [https://t.me/strategiawiki gruppo Telegram dedicato alla strategia] (in italiano), quello in inglese (Movement Strategy Global Events) oppure via email (wikimedia2030@wikimedia.org). Grazie per l'attenzione. --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 12:19, 23 set 2021 (CEST) == Discutiamo dei miglioramenti all'interfaccia desktop == [[File:Annotated Wikipedia Vector interface (logged-out).png|thumb]] Ciao! Hai notato che alcuni wiki hanno un'[[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop Improvements|interfaccia desktop diversa]]? Non sei curioso di sapere che piani abbiamo al riguardo? Magari hai domande o idee sul design o su questioni tecniche? Partecipa a una riunione online col team che sta lavorando a questi miglioramenti! La riunione si terrà il [https://www.timeanddate.com/worldclock/fixedtime.html?iso=20211012T1600 12 ottobre alle 16:00 UTC] su Zoom e durerà un'ora. '''[https://wikimedia.zoom.us/j/82936701376 Clicca qui per partecipare]'''. '''Programma''' * Aggiornamenti sugli ultimi sviluppi * [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop Improvements/Features/Sticky Header|Header fisso]] - presentazione della versione demo * Domande e risposte, discussione '''Formato''' La riunione non sarà registrata né trasmessa in streaming. Le note saranno prese in un [https://docs.google.com/document/d/1G4tfss-JBVxyZMxGlOj5MCBhOO-0sLekquFoa2XiQb8/edit# file di Google Docs]. La parte introduttiva (primi due punti del programma) si terrà in inglese. Saremo in grado di rispondere a domande in inglese, francese, polacco e spagnolo. Se vuoi fare domande in anticipo, scrivile nella [[mw:Talk:Reading/Web/Desktop Improvements|pagina di discussione]] o inviale a sgrabarczuk@wikimedia.org. L'host della riunione sarà [[user:OVasileva (WMF)|Olga Vasileva]] (manager del team). '''Link di invito''' * [https://wikimedia.zoom.us/j/82936701376 Partecipa online] * ID dell'incontro: 829 3670 1376 * [https://wikimedia.zoom.us/u/kB5WUc7yZ Numero d'accesso a seconda del tuo Paese] Speriamo che parteciperai! [[user:Patafisik (WMF)|Patafisik (WMF)]] ([[User talk:Patafisik (WMF)|msg]]) 22:26, 5 ott 2021 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/MM/It_fallback&oldid=20689411 --> == La bozza delle linee guida di applicazione di UCoC è (triste e solitaria e) in attesa di commenti == Buongiorno a tutti, il 17 ottobre finisce il periodo dedicato a revisione e commento da parte di comunità e progetti della [[:meta:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_draft_guidelines_review/it|bozza di linee guida di applicazione del codice universale di condotta]]. E' quel documento che dovrebbe definire come il [[:meta:Universal_Code_of_Conduct/it|codice di condotta]] verrà "fatto rispettare" nei progetti per cui ci tocca tutti, ci sono ancora '''due settimane''' per leggere e commentare. Tutte le osservazioni vengono poi raccolte e verranno usate dal comitato di redazione per modifiche, integrazioni e miglioramenti del testo. Mi rendo conto che su Wikiquote, come per gli altri progetti fratelli, i casi di "infrazioni" sono limitatissimi ma proprio per questo motivo il vostro punto di vista è importante. <u>Così com'è, quel documento è utile? E se la risposta è no, cosa manca?</u> * Qui avevo tentato di fare un [[:w:Wikipedia:Bar/Discussioni/Codice di condotta, cosa rimane della consultazione comunitaria a cui abbiamo partecipato?|confronto fra quello che era emerso durante la consultazione comunitaria a inizio 2021 e il testo della bozza]]. * [[:meta:Universal Code of Conduct/Enforcement draft guidelines review/Abstract/it|Qui c'è un riassunto schematico del contenuto della bozza]]. * Qui ci sono [[:meta:Talk:Universal Code of Conduct/Enforcement draft guidelines review|i commenti (pagina lunghissima) lasciati al testo in inglese]], alcuni condivisibili, altri meno. Il 15 ottobre (03:00 e 14:00 UTC) si terrà l'ultimo degli [[:m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/2021_consultations/Roundtable_discussions|incontri online]] (in inglese). Purtroppo temo vi sia la convinzione che avendo io (con l'utenza da volontaria) fatto parte del comitato di redazione del primo "pezzo" di UCoC quest'attività di revisione e commento la faccia fatta io.<br /> '''NON è così''', sarebbe bene che tutti leggessero - in modo anche un po' critico - questo testo ed esprimessero opinioni o suggerimenti ma anche critiche e domande. I luoghi per farlo sono qui sotto o su meta [[:meta:Talk:Universal Code of Conduct/Enforcement draft guidelines review/it|nella pagina di discussione della bozza]] (in italiano). Grazie per la collaborazione e sono ovviamente a disposizione per qualsiasi chiarimento fosse necessario :-) --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 15:21, 6 ott 2021 (CEST) == Movement Charter - Elezioni del comitato di redazione == Buongiorno a tutti, L'avviso nel ''central notice'' è l'invito a votare per il comitato di redazione della [[:meta:Movement_Charter/it|carta del movimento]] (Movement Charter). Di questo documento e delle elezioni vi avevo già parlato (scritto!) [[Wikiquote:Bar/Comunicazioni_WMF#Carta_fondamentale_del_movimento_Wikimedia_-_Elezioni_del_comitato_di_redazione_(11-24_ottobre_2021)|qui qualche settimana fa e qualche post più sopra]]. I candidati per il [[:meta:Movement_Charter/Drafting_Committee/it|comitato di redazione]] sono in tutto 70 provenienti da tutto il mondo. Il comitato sarà composto da 15 persone, 7 sono votate dalle comunità dei vari progetti, 6 sono selezionate dagli affiliati (chapter e user group) e 2 verranno nominate da Wikimedia Foundation. L'obiettivo è quello di avere il comitato "operativo" per il 1° di novembre. Sarà possibile votare da oggi al 25 ottobre. Il compito del comitato sarà quello di redigere un documento, la Carta fondamentale del movimento Wikimedia (''Movement Charter''), la creazione di questo documento è una delle raccomandazioni della [[:meta:Movement_Strategy/it|Strategia del movimento]]. ;Conoscere i candidati Per conoscere meglio i candidati è possibile [[:meta:Movement_Charter/Drafting_Committee/Candidates/it|leggere le loro dichiarazioni]] che sono state tradotte in diverse lingue. <br /> In aggiunta a questo è stata predisposta una [https://mcdc-election-compass.toolforge.org bussola elettorale], rispondendo a 19 diverse dichiarazioni è possibile individuare i candidati con posizioni simili alle nostre. Anche questo strumento è stato tradotto in diverse lingue. ;Il voto Come per le precedenti elezioni del Board anche in questo caso verrà usato il metodo del [[:w:voto singolo trasferibile]], il vantaggio è che gli elettori possono creare una classifica dei candidati preferiti. Maggiori descrizioni sul sistema di voto, sui requisiti per votare e le FAQ si trovano [[:meta:Movement_Charter/Drafting_Committee/Set_Up_Process/it#Elezioni|qui]]. Siete tutti invitati a scegliere le persone che meglio corrispondono, secondo voi, alla complessità del compito che le aspetta. L'obiettivo è quello di avere un comitato con un buon mix di competenze e di diversità. Come al solito sono a disposizione per qualsiasi domanda o chiarimento. Grazie per l’attenzione! --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 12:50, 12 ott 2021 (CEST) == Codice universale di condotta - Newsletter 4 == <section begin="ucoc-newsletter"/> <div style = "line-height: 1.2"> <span style="font-size:200%;">'''Codice universale di condotta - Newsletter'''</span><br> <span style="font-size:120%; color:#404040;">'''Numero 4, ottobre 2021'''</span><span style="font-size:120%; float:right;">[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/4|'''Leggi il testo completo''']]</span> ---- Bentenuti! Questa è la quarta edizione della newsletter dedicata al Codice Universale di Condotta. Questa newsletter serve per rimanere aggiornati sullo sviluppo del nuovo codice fornendo novità, informazioni sulle ricerche e sugli eventi legati al CUC. Per favore, ricordati di iscriverti alla newsletter [[:m:Special:MyLanguage/Globale message delivery/Targets/UCoC Newsletter Subscription|qui]] se vuoi essere informato sulle prossime edizioni, e lascia il tuo nome utente [[:m:Special:MyLanguage/Universale Code of Conduct/Newsletter/Participate|qui]] se vuoi essere contattato in futuro per aiutare con le traduzioni. </div><div style="margin-top:3px; padding:10px 10px 10px 20px; background:#fffff; border:2px solid #808080; border-radius:4px; font-size:100%;"> *'''Revisione della bozza delle linee guida sull'applicazione''' - La revisione della bozza di linee guida sull'applicazione del Codice Universale di Condotta terminerà il 17 di ottobre di 2021, dopo più di due mesi di ampie consultazioni. ([[m:Special:MyLanguage/Universale Code of Conduct/Newsletter/4#Enforcement Draft Guidelines Review Wrap-up|continua qui]]) *'''Tavole rotonde e incontri online''' - Il 18 di settembre di 2021 ha avuto luogo un altro incontro online per discutere della bozza. Un ultimo incontro avrà luogo il 15 di ottobre di 2021. ([[m:Special:MyLanguage/Universale Code of Conduct/Newsletter/4#Roundtable Discussions and Conversation Hours|continua qui]]) *'''Elezione del comitato di redazione della Carta del Movimento''' - Il processo di selezione del Comitato di Redazione della Carta del Movimento è cominciato e rimarrà aperto fino al 25 di ottobre di 2021. I volontari dei progetti Wikimedia possono scegliere i candidati preferiti per il comitato. ([[m:Special:MyLanguage/Universale Code of Conduct/Newsletter/4#Movement Charter Drafting Committee Elections|continua qui]]) *'''Novità per la Newsletter''' - In questa fase conclusiva del processo di redazione del codice universale di condotta, il team sta pensando al futuro della newsletter. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/4#New Direction for the Newsletter|continua qui]]) *'''Post su Diff''' - Leggi i più recenti post sul tema del CUC su Wikimedia Diff. ([[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Newsletter/2#Diff Blogs|continua qui]]) </div><section end="ucoc-newsletter"/> --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 16:13, 14 ott 2021 (CEST) == Strategia del movimento Wikimedia - Programma di sovvenzioni == Buongiorno a tutti, L'annuncio di oggi riguarda il '''[[:meta:Grants:MSIG/Informazioni|programma di sovvenzioni]]''' legate all'attuazione della [[:meta:Movement_Strategy/it|strategia del movimento Wikimedia]]. Le sovvenzioni riguardano attività o progetti che affrontano una delle [[:meta:Movement Strategy/Initiatives|iniziative prioritarie]] definite per questa fase (questo trimestre) che sono: * [[:meta:Carta fondamentale del movimento Wikimedia|Carta fondamentale del movimento Wikimedia]] (Iniziativa 22, Cluster A) * [[:meta:Hubs|Hub tematici e regionali]] (Iniziativa 25, Cluster D) * [[:meta:Movement Strategy/Global Approach for Local Skill Development|Approccio globale per lo sviluppo locale di competenze]] (Iniziativa 31, Cluster C) * [[:meta:Movement Strategy/Leadership Development Plan|Piano di sviluppo della leadership]] (Iniziativa 32, Cluster C) A livello locale gli ultimi due punti sono particolarmente interessanti per chi avesse iniziative di ricerca, vi invito a leggere su meta le pagine relative alle sovvenzioni e a come e per cosa richiederle. Con l'occasione vi ricordo che fino al 24 ottobre è ancora possibile votare per eleggere i membri del [[:meta:Movement_Charter/Drafting_Committee/Elections/it|comitato di redazione della carta fondamentale del movimento Wikimedia]] (''Movement Charter'') Grazie per l'attenzione! --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 08:39, 21 ott 2021 (CEST) == Vieni a parlare col Community Tech team == [[File:Magic Wand Icon 229981 Color Flipped.svg|100px|right]] Buongiorno! Noi che organizziamo il [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey|sondaggio sui desideri della comunità]] vorremmo invitarti a una riunione online. Si terrà [https://www.timeanddate.com/worldclock/fixedtime.html?iso=20211027T1430 '''{{#time:l|2021-10-27}} {{#time:j xg|2021-10-27}} alle {{#time:H:i e|14:30|it|1}}'''] su Zoom e durerà un'ora. [https://wikimedia.zoom.us/j/83847343544 '''Clicca qui per partecipare''']. '''Programma''' * Diventa ambasciatore del sondaggio sui desideri della comunità. Aiutaci a diffondere notizie sul tuo wiki. * Aggiornamenti sui desideri relativi a [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey 2021/Warn when linking to disambiguation pages|disambiguazioni]] e [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey 2021/Real Time Preview for Wikitext|anteprime in tempo reale]] * Domande e risposte '''Formato''' La riunione non sarà registrata né trasmessa in streaming. Le note che prenderemo saranno pubblicate senza attribuzione su Meta-Wiki. La presentazione (tutti i punti del programma eccetto la parte delle domande e risposte) si terrà in inglese. Saremo in grado di rispondere a domande in '''italiano''', inglese, francese, polacco, spagnolo e tedesco. Se vuoi fare domande in anticipo, scrivile [[m:Talk:Community Wishlist Survey|sulla pagina di discussione del sondaggio sui desideri della comunità]] o inviale a sgrabarczuk@wikimedia.org. L'host della riunione sarà [[m:Special:MyLanguage/User:NRodriguez (WMF)|Natalia Rodriguez]] (manager del [[m:Special:MyLanguage/Community Tech|Community Tech team]]). '''Link di invito''' * [https://wikimedia.zoom.us/j/83847343544 Partecipa online] * ID dell'incontro: <span dir=ltr>83847343544</span> * [https://wikimedia.zoom.us/u/kwDbq4box Numero d'accesso a seconda del tuo Paese] Speriamo che parteciperai! [[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|talk]]) 14:41, 25 ott 2021 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/MM/It_fallback&oldid=22135560 --> == Elezioni del comitato di redazione della carta del movimento == Buongiorno a tutti, le elezioni del [[m:Movement_Charter/Drafting_Committee/it|comitato di redazione]] della [[m:Movement_Charter/it|carta fondamentale del movimento]] si sono concluse e i [[:m:Movement_Charter/Drafting_Committee/Elections/Results/Announcement/it|'''risultati sono stati pubblicati su Meta''']]. Il [[m:Movement_Strategy_and_Governance/it|Team Movement Strategy and Governance]] ringrazia tutti coloro che hanno partecipato. --[[Utente:Civvi (WMF)|Civvi (WMF)]] ([[Discussioni utente:Civvi (WMF)|scrivimi]]) 15:09, 1 nov 2021 (CET) == Il futuro del sondaggio sui desideri della comunità == [[File:Magic Wand Icon 229981 Color Flipped.svg|100px|right]] {{int:Hello}} Noi che organizziamo il [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey|sondaggio sui desideri della comunità]] vorremmo invitarti a una riunione online. Si terrà [https://www.timeanddate.com/worldclock/fixedtime.html?iso=20211130T1700 '''{{#time:l|2021-11-30}} {{#time:j xg|2021-11-30}} alle {{#time:H:i e|17:00|it|1}}'''] su Zoom e durerà un'ora. [https://wikimedia.zoom.us/j/82035401393 '''Clicca qui per partecipare''']. '''Programma''' * Modifiche al sondaggio sui desideri della comunità 2022. Aiutaci a decidere. * Diventa ambasciatore del sondaggio sui desideri della comunità. Aiutaci a diffondere notizie sul tuo wiki. * Domande e risposte '''Formato''' La riunione non sarà registrata né trasmessa in streaming. Le note che prenderemo saranno pubblicate senza attribuzione su Meta-Wiki. La presentazione (tutti i punti del programma eccetto la parte delle domande e risposte) si terrà in inglese. Saremo in grado di rispondere a domande in italiano, inglese, francese, polacco, spagnolo e tedesco. Se vuoi fare domande in anticipo, scrivile [[m:Talk:Community Wishlist Survey|sulla pagina di discussione del sondaggio sui desideri della comunità]] o inviale a sgrabarczuk@wikimedia.org. L'host della riunione sarà [[m:Special:MyLanguage/User:NRodriguez (WMF)|Natalia Rodriguez]] (manager del [[m:Special:MyLanguage/Community Tech|Community Tech team]]). '''Link di invito''' * [https://wikimedia.zoom.us/j/82035401393 Partecipa online] * ID dell'incontro: <span dir=ltr>82035401393</span> * [https://wikimedia.zoom.us/u/keu6UeRT0T Numero d'accesso a seconda del tuo Paese] Speriamo che parteciperai! [[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|msg]]) 21:17, 26 nov 2021 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/MM/It_fallback&oldid=22135560 --> == Wikiquote in italiano potrebbe essere interessata a testare le migliorie all'interfaccia desktop? == [[File:Annotated_Wikipedia_Vector_interface_(logged-out).png|thumb|Una serie di nuove funzionalità e riorganizzazioni per il tema Vector]] Ciao! Se siete passati sulla Wikipedia in italiano negli ultimi giorni forse avete notato un banner in alto sulla pagina: invitava a testare un terzo prototipo d'interfaccia, nello specifico una proposta di un nuovo [[:it:Aiuto:Indice|indice]]. Forse non tutti sanno che questi prototipi e questi test utente fanno parte del processo di miglioramento dell'ergonomia e del design di Vector, l'interfaccia desktop che da 10 anni è presente di default su tutti i wiki Wikimedia. Le migliorie all'IU desktop, di cui si occupa il [[mw:Readers/Web/Team|Team Web]] della Wikimedia Foundation, sono presentate nel [[mw:Reading/Web/Desktop_Improvements/it|progetto dedicato su MediaWiki]]: non si tratta di una vera e propria nuova interfaccia, ma di un [[mw:Reading/Web/Desktop_Improvements/Features|insieme di funzionalità]] che vengono attivate in modo progressivo e adottate in anteprima da alcuni wiki di test tra i quali figurano ad esempio la Wikipedia in francese, la Wikipedia in veneziano, Wikivoyage in tedesco e prossimamente Wikiquote in francese. Questi wiki volontari sono quindi degli ''early adopter'', traducendo dei wiki ''adottanti precoci'', e permettono di raccogliere e analizzare i dati ad ogni lancio di una nuova funzionalità (la prossima sarà l'[[mw:Reading/Web/Desktop_Improvements/Features/Sticky_Header|header fisso]]) per poi iterare il processo, migliorare l'interfaccia sulla base dei cambiamenti di comportamento degli utenti (dati quantitativi) e dei commenti e feedback (dati qualitativi). L'obiettivo è quello di aumentare l'usabilità dell'interfaccia senza rimuovere nessuna funzionalità. Il Team Web si è ispirato ai cambiamenti apportati da alcune comunità o da alcuni volontari ma che attualmente esistono solo come gadget locali, script utente o prototipi su dei wiki specifici. [https://diff.wikimedia.org/2021/08/12/the-story-behind-wikipedias-upcoming-new-look/ Qui] un articolo su Diff, in inglese, che spiega un po' la storia del progetto. L'idea è quella di proporre questi cambiamenti nell'esperienza predefinita di tutti i progetti Wikimedia una volta terminato il lavoro di rifinitura. ''Il contenuto non viene toccato. Non viene rimossa nessuna funzionalità. Le migliorie si ispirano a dei gadget esistenti. I cambiamenti sono apportati gradualmente e riguardano solo il tema Vector. Nessun animale è stato ucciso durante il periodo di test.'' Se volete saperne di più sulle migliorie all'intefaccia desktop e/o se il progetto fosse interessato a diventare un wiki di test [[mw:Reading/Web/Desktop_Improvements/it|leggete la presentazione]] e contattatemi o pingatemi qui sotto. Per chi volesse tentare l'esperienza, la nuova interfaccia può essere testata anche individualmente dal vostro menu utente, tramite ''preferenze'' > ''aspetto'' > ''tema: Vector'', e deselezionando ''Preferenze temi: Usa Legacy Vector''. Il nuovo Vector puo' anche essere disattivato individualmente in ogni momento, grazie a un link nel menu in alto a sinistra "Torna al vecchio aspetto". [[mw:Reading/Web/Desktop_Improvements/Participate|Qui]] le indicazioni su come fare per partecipare, anche per segnalare dei bug e tradurre delle pagine se si vuole dare una mano. Grazie dell'attenzione e spero di avervi almeno incuriositi.--[[Utente:Patafisik (WMF)|Patafisik (WMF)]] ([[Discussioni utente:Patafisik (WMF)|scrivimi]]) 16:59, 17 dic 2021 (CET) == Prossima richiesta di feedback sulle elezioni del Board of Trustees == <section begin="announcement-content /> :''Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki''. :''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Board of Trustees/Call for feedback:2022 Board of Trustees election/Upcoming Call for Feedback about the Board of Trustees elections|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Wikimedia Foundation Board of Trustees/Call for feedback:2022 Board of Trustees election/Upcoming Call for Feedback about the Board of Trustees elections}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Il Board of Trustees sta preparando una richiesta di feedback sulle prossime elezioni del Board, la richiesta avrà luogo dal 7 gennaio al 10 febbraio 2022. I dettagli saranno completati durante la settimana prima della richiesta, due però sono le domande già confermate e che saranno poste durante questa richiesta di feedback: * Qual è il modo migliore per assicurare, all'interno del Board of Trustees, un'equa rappresentanza delle comunità emergenti? * Quale tipo di coinvolgimento dovrebbero avere i candidati durante le elezioni? Altre domande potrebbero essere aggiunte, il team Movement Strategy and Governance vuole nel frattempo dare tempo ai membri della comunità e agli affiliati per riflettere e raccogliere idee su queste due domande già confermate. Ci scusiamo per il fatto di non avere già una lista completa di domande. La lista delle domande dovrebbe aumentare di poco, dovrebbero aggiungersene solo una o due. L'intenzione è quella di non sommergere la comunità di richieste, ma di fornire un congruo preavviso e iniziare a raccogliere feedback su queste questioni. '''Vuoi contribuire ad organizzare una discussione locale durante questa richiesta di feedback?''' Contatta il [[m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance|Movement Strategy and Governance team]] su Meta, su [https://t.me/wmboardgovernancechat Telegram], o via email a msg[[File:At sign.svg|16x16px|link=|(_AT_)]]wikimedia.org. Contattateci se avete domande o perplessità. Il team Movement Strategy and Governance sarà a corto di personale fino al 3 gennaio. Vi preghiamo di scusare eventuali ritardi nelle risposte durante questo periodo. Siamo a conoscenza che anche alcuni membri della comunità e affiliati sono offline durante le vacanze di dicembre. Ci scusiamo se il nostro messaggio vi ha raggiunto mentre siete in vacanza. Cordiali saluti, Movement Strategy and Governance<section end="announcement-content" /> {{int:thank-you}} [[User:Xeno (WMF)|Xeno (WMF)]] 17:55, 27 dic 2021 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:Xeno (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Movement_Strategy_and_Governance/Delivery/it&oldid=22502494 --> == Sondaggio 2022 sui desideri della comunità == [[File:Community Wishlist Survey Lamp.svg|right|200px]] Inizia il '''[[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey 2022|sondaggio 2022 sui desideri della comunità]]'''! Il sondaggio serve alla comunità per decidere su che cosa il [[m:Special:MyLanguage/Community Tech|Community Tech team]] debba lavorare il prossimo anno. Incoraggiamo chiunque ad avanzare proposte entro la scadenza del '''23 gennaio''' e a commentare le proposte altrui per aiutare a migliorarle. Le comunità voteranno le proposte tra l'28 gennaio e il 11 febbraio. Il Community Tech team presta particolare attenzione agli strumenti destinati ai contributori di Wikimedia con più esperienza. Puoi avanzare proposte scrivendo in qualsiasi lingua. Ci penseremo poi noi a tradurle per te. Grazie, non vediamo l'ora di leggere le tue proposte! [[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|talk]]) 19:25, 10 gen 2022 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/MM/It_fallback&oldid=22135560 --> == Vieni a parlare col Community Tech team == [[File:Community Wishlist Survey Lamp.svg|150px|right]] {{int:Hello}} Noi che organizziamo il [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist Survey|sondaggio sui desideri della comunità]] vorremmo invitarti a una riunione online. Si terrà [https://www.timeanddate.com/worldclock/fixedtime.html?iso=20220119T1800 '''{{#time:l|2022-01-19}} {{#time:j xg|2022-01-19}} alle {{#time:H:i e|18:00|it|1}}'''] su Zoom e durerà un'ora. Questo sistema esterno non è soggetto alle [[foundation:Privacy_policy|Privacy Policy della WikiMedia Foundation]]. [https://wikimedia.zoom.us/j/85804347114 '''Clicca qui per partecipare''']. '''Programma''' * Esponi le idee di base delle tue proposte e parla con un membro del Community Tech Team per sapere come migliorare la proposta '''Formato''' La riunione non sarà registrata né trasmessa in streaming. Le note che prenderemo saranno pubblicate senza attribuzione su Meta-Wiki. La presentazione (tutti i punti del programma eccetto la parte delle domande e risposte) si terrà in inglese. Saremo in grado di rispondere a domande in inglese, francese, polacco, spagnolo e tedesco. Se vuoi fare domande in anticipo, scrivile [[m:Talk:Community Wishlist Survey|sulla pagina di discussione del sondaggio sui desideri della comunità]] o inviale a sgrabarczuk@wikimedia.org. L'host della riunione sarà [[m:Special:MyLanguage/User:NRodriguez (WMF)|Natalia Rodriguez]] (manager del [[m:Special:MyLanguage/Community Tech|Community Tech team]]). '''Link di invito''' * [https://wikimedia.zoom.us/j/85804347114 Partecipa online] * ID dell'incontro: <span dir=ltr>85804347114</span> * [https://wikimedia.zoom.us/u/keu6UeRT0T Numero d'accesso a seconda del tuo Paese] Speriamo che parteciperai! [[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|talk]]) 02:16, 18 gen 2022 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/MM/It_fallback&oldid=22135560 --> ==Aggiornamento sulle migliorie all'IU desktop e invito ad un incontro on line == Ciao, vorrei aggiornarti sul progetto delle [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop_Improvements|migliorie all'IU desktop]] al quale il Web team della Wikimedia Foundation sta lavorando da un paio d'anni. L'obiettivo del progetto è quello di rendere l'interfaccia più accogliente e accessibile sia per i lettori che per i contributori esperti. Il progetto consiste in una serie di migliorie delle funzionalità che rendano più facile leggere e capire, navigare tra le pagine, fare ricerche, passare da una lingua all'altra, usare i tab delle voci e il menu utente e altro ancora. Le migliorie sono già visibili di default per i lettori e i contributori di [[mw:Desktop_Improvements/it#Elenco_dei_wiki_adottanti_precoci_(wiki_di_test)|oltre una ventina di wiki]], incluse le wikipedie in [[:fr:|francese]], [[:pt:|portoghese]] e [[:fa:|persiano]]. I cambiamenti riguardano solo l'interfaccia [{{fullurl:{{FULLPAGENAMEE}}|useskin=vector}} Vector]. Gli utenti di [{{fullurl:{{FULLPAGENAMEE}}|useskin=monobook}} Monobook] or [{{fullurl:{{FULLPAGENAMEE}}|useskin=timeless}} Timeless] non sono coinvolti. === Funzionalità distribuite dal nostro ultimo aggiornamento === * [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop_Improvements/Features/User_menu|Menu utente]] - volto a rendere la navigazione più intuitiva, evidenziando visivamente la struttura dei link relativi all'utente e il loro scopo. * [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop_Improvements/Features/Sticky Header|Header fisso]] - concepito per dare accesso a funzionalità importanti (loggarsi e sloggarsi, cronologia, pagine di discussione, ecc.) senza dover scorrere la pagina fino in cima. Per una lista completa delle funzionalità incluse nel progetto puoi consultare la [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop_Improvements|pagina dedicata]]. Ti invitiamo anche a dare un'occhiata alla nostra [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop_Improvements/Updates|pagina degli aggiornamenti]]. [[File:Table_of_contents_shown_on_English_Wikipedia_02.webm|thumb|600px|center]] <br clear=all> === Come attivare le migliorie === [[File:Desktop Improvements - how to enable globally.png|thumb|[[Special:GlobalPreferences#mw-prefsection-rendering|Preferenze globali]] ]] * È possibile attivarle individualmente passando [[Special:Preferences#mw-prefsection-rendering|dalle preferenze del profilo utente, nel tab "Aspetto"]] deselezionando la casella "Usa Legacy Vector" (deve essere vuota). Inoltre, è possibile attivarle su tutti i wiki usando le [[Special:GlobalPreferences#mw-prefsection-rendering|preferenze globali]]. * Se pensi che possa essere utile attivarle di default per i lettori e i contributori di questo wiki, sentiti libero di discuterne con la comunità e contattami. * Sui wiki che hanno attivato questi cambiamenti di default per tutti gli utenti loggati possono decidere in qualunque momento di disattivarli e tornare alla solita interfaccia (il Legacy Vector). Un link per attivare il nuovo Vector è facilmente accessibile sulla barra laterale. === Scopri di più e partecipa ai nostri eventi === Se vuoi seguire l'evoluzione del nostro progetto, puoi [[mw:Special:Newsletter/28/subscribe|iscriverti alla nostra newsletter]]. Puoi leggere le [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop_Improvements|pagine di progetto]], consultare [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop_Improvements/Frequently_asked_questions|le nostre FAQ]], scrivere nella [[mw:Talk:Reading/Web/Desktop_Improvements|pagina di discussione del progetto]] e partecipare ad un incontro on line con noi ([https://www.timeanddate.com/worldclock/fixedtime.html?iso=20220127T1500 '''{{#time:j xg|2022-01-27}} ({{#time:l|2022-01-27}}), {{#time:H:i e|15:00|it|1}}''']). Come partecipare al nostro incontro on line * [https://wikimedia.zoom.us/j/89205402895 Partecipa online] * ID dell'incontro: <span dir=ltr>89205402895</span> * [https://wikimedia.zoom.us/u/kdPQ6k2Bcm Numero d'accesso a seconda del tuo Paese] Grazie! Per conto del Web team della Wikimedia Foundation--[[Utente:Patafisik (WMF)|Patafisik (WMF)]] ([[Discussioni utente:Patafisik (WMF)|scrivimi]]) 17:09, 26 gen 2022 (CET) == Wiki Loves Folklore is extended till 15th March == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">{{int:please-translate}} [[File:Wiki Loves Folklore Logo.svg|right|frameless|180px]] Greetings from Wiki Loves Folklore International Team, We are pleased to inform you that [[:c:Commons:Wiki Loves Folklore|Wiki Loves Folklore]] an international photographic contest on Wikimedia Commons has been extended till the '''15th of March 2022'''. The scope of the contest is focused on folk culture of different regions on categories, such as, but not limited to, folk festivals, folk dances, folk music, folk activities, etc. We would like to have your immense participation in the photographic contest to document your local Folk culture on Wikipedia. You can also help with the [[:c:Commons:Wiki Loves Folklore 2022/Translations|translation]] of project pages and share a word in your local language. Best wishes, '''International Team'''<br /> '''Wiki Loves Folklore''' [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 05:50, 22 feb 2022 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Rockpeterson@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=22754428 --> == Wiki Loves Folklore 2022 ends tomorrow == [[File:Wiki Loves Folklore Logo.svg|right|frameless|180px]] International photographic contest [[:c:Commons:Wiki Loves Folklore 2022| Wiki Loves Folklore 2022]] ends on 15th March 2022 23:59:59 UTC. This is the last chance of the year to upload images about local folk culture, festival, cuisine, costume, folklore etc on Wikimedia Commons. Watch out our social media handles for regular updates and declaration of Winners. ([https://www.facebook.com/WikiLovesFolklore/ Facebook] , [https://twitter.com/WikiFolklore Twitter ] , [https://www.instagram.com/wikilovesfolklore/ Instagram]) The writing competition Feminism and Folklore will run till 31st of March 2022 23:59:59 UTC. Write about your local folk tradition, women, folk festivals, folk dances, folk music, folk activities, folk games, folk cuisine, folk wear, folklore, and tradition, including ballads, folktales, fairy tales, legends, traditional song and dance, folk plays, games, seasonal events, calendar customs, folk arts, folk religion, mythology etc. on your local Wikipedia. Check if your [[:m:Feminism and Folklore 2022/Project Page|local Wikipedia is participating]] A special competition called '''Wiki Loves Falles''' is organised in Spain and the world during 15th March 2022 till 15th April 2022 to document local folk culture and [[:en:Falles|Falles]] in Valencia, Spain. Learn more about it on [[:ca:Viquiprojecte:Falles 2022|Catalan Wikipedia project page]]. We look forward for your immense co-operation. Thanks Wiki Loves Folklore international Team [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 15:40, 14 mar 2022 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:Rockpeterson@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=22754428 --> == Gruppo di lavoro per lo sviluppo della leadership: Chiedi di partecipare! (dal 14 marzo al 10 aprile 2022) == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Leadership Development Working Group/Participate/Announcement|Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]]'' :''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Leadership Development Working Group/Participate/Announcement|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Leadership Development Working Group/Participate/Announcement}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Salve a tutti, Grazie a coloro che hanno preso parte alla richiesta di pareri per l'iniziativa del [[m:Special:MyLanguage/Leadership Development Working Group|gruppo di lavoro per lo sviluppo della leadership]]. Un [[m:Special:MyLanguage/Leadership Development Working Group/Participate#5. Summary of Call for Feedback|riassunto dei pareri emersi]] è disponibile su Meta-wiki. Questi feedback saranno condivisi con il gruppo di lavoro. Da ora, fino al 10 aprile 2022, è possibile chiedere di entrare a far parte del gruppo di lavoro. Si prega di [[m:Special:MyLanguage/Leadership_Development_Working_Group/Purpose_and_Structure#3._How_is_the_working_group_formed_and_structured?|visionare la pagina informativa sul gruppo di lavoro]], condividere questo messaggio con i membri della comunità che potrebbero essere interessati e '''[[m:Special:MyLanguage/Leadership_Development_Working_Group/Participate#1._How_to_participate|fare richiesta di adesione se si è interessati]]'''. Grazie, Dal team per lo sviluppo della comunità<br /><section end="announcement-content" /> [[User:DBarthel (WMF)|DBarthel (WMF)]] 02:53, 23 mar 2022 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:Xeno (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Movement_Strategy_and_Governance/Delivery/it&oldid=22502575 --> == La fase di votazione per la ratifica delle linee guida per l'applicazione del codice universale di condotta è terminata. == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Enforcement guidelines/Vote/Closing message|Puoi leggere questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]]'' :''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Enforcement guidelines/Vote/Closing message|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Universal Code of Conduct/Enforcement guidelines/Vote/Closing message}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Salve a tutti, Il processo di votazione per la ratifica delle [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Enforcement guidelines|linee guida aggiornate per l'applicazione]] del [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct|codice universale di condotta]] (UCoC) è terminato il 21 marzo 2022. Hanno votato oltre {{#expr:2300}} Wikimediani provenienti da varie nazioni del nostro movimento. Grazie a tutti coloro che hanno preso parte a questo processo! Il gruppo degli scrutatori sta riesaminando il processo di voto per verificarne l'accuratezza, quindi vi preghiamo di attendere fino a un massimo di due settimane, affinché essi possano concludere il loro lavoro. Il risultato finale del processo di votazione sarà annunciato [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Enforcement guidelines/Voting/Results|qui]], insieme alle statistiche e a un riepilogo dei commenti, non appena saranno disponibili. Si prega di controllare [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Enforcement guidelines/Voter information|la pagina informativa per gli elettori]] per scoprire i passaggi successivi. Puoi lasciare un commento in qualsiasi lingua sulla pagina di discussione del progetto [[m:Talk:Universal Code of Conduct/Enforcement guidelines|su Meta-wiki]]. Puoi anche contattare il team del progetto UCoC tramite e-mail all'indirizzo ucocproject[[File:At sign.svg|16x16px|link=|(_AT_)]]wikimedia.org Cordiali saluti, Movement Strategy and Governance<br /><section end="announcement-content" /> [[User:DBarthel (WMF)|DBarthel (WMF)]] 02:12, 30 mar 2022 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Xeno (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Movement_Strategy_and_Governance/Delivery/it&oldid=22502575 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Movement Strategy and Governance News – Issue 6</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="ucoc-newsletter"/> <div style = "line-height: 1.2"> <span style="font-size:200%;">'''Movement Strategy and Governance News'''</span><br> <span style="font-size:120%; color:#404040;">'''Issue 6, April 2022'''</span><span style="font-size:120%; float:right;">[[m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/6|'''Read the full newsletter''']]</span> ---- Welcome to the sixth issue of Movement Strategy and Governance News! This revamped newsletter distributes relevant news and events about the Movement Charter, Universal Code of Conduct, Movement Strategy Implementation grants, Board of trustees elections and other relevant MSG topics. This Newsletter will be distributed quarterly, while the more frequent Updates will also be delivered weekly. Please remember to subscribe [[m:Special:MyLanguage/Global message delivery/Targets/MSG Newsletter Subscription|here]] if you would like to receive future issues of this newsletter. </div><div style="margin-top:3px; padding:10px 10px 10px 20px; background:#fffff; border:2px solid #808080; border-radius:4px; font-size:100%;"> *'''Leadership Development -''' A Working Group is Forming! - The application to join the Leadership Development Working Group closed on April 10th, 2022, and up to 12 community members will be selected to participate in the working group. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/6#A1|continue reading]]) *'''Universal Code of Conduct Ratification Results are out! -''' The global decision process on the enforcement of the UCoC via SecurePoll was held from 7 to 21 March. Over 2,300 eligible voters from at least 128 different home projects submitted their opinions and comments. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/6#A2|continue reading]]) *'''Movement Discussions on Hubs -''' The Global Conversation event on Regional and Thematic Hubs was held on Saturday, March 12, and was attended by 84 diverse Wikimedians from across the movement. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/6#A3|continue reading]]) *'''Movement Strategy Grants Remain Open! -''' Since the start of the year, six proposals with a total value of about $80,000 USD have been approved. Do you have a movement strategy project idea? Reach out to us! ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/6#A4|continue reading]]) *'''The Movement Charter Drafting Committee is All Set! -''' The Committee of fifteen members which was elected in October 2021, has agreed on the essential values and methods for its work, and has started to create the outline of the Movement Charter draft. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/6#A5|continue reading]]) *'''Introducing Movement Strategy Weekly -''' Contribute and Subscribe! - The MSG team have just launched the updates portal, which is connected to the various Movement Strategy pages on Meta-wiki. Subscriber to get up-to-date news about the various ongoing projects. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/6#A6|continue reading]]) *'''Diff Blogs -''' Check out the most recent publications about the UCoC on Wikimedia Diff. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/6#A7|continue reading]]) </div><section end="ucoc-newsletter"/> </div> Thanks for reading. [[User:Xeno (WMF)|Xeno (WMF)]] 04:23, 13 apr 2022 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Xeno (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Movement_Strategy_and_Governance/Newsletter/Subscribe&oldid=23137838 --> == Discutiamo dei miglioramenti all'interfaccia desktop == [[File:New table of contents shown on English wikipedia.png|thumb]] Ciao! Hai notato che alcuni wiki hanno un'[[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop_Improvements|interfaccia desktop diversa]]? Non sei curioso di sapere che piani abbiamo al riguardo? Magari hai domande o idee sul design o su questioni tecniche? Partecipa a una riunione online col team che sta lavorando a questi miglioramenti! La riunione si terrà il '''29 aprile 2022 alle 15:00 e 20:00 CEST''' su Zoom. '''[https://wikimedia.zoom.us/j/88045453898 Clicca qui per partecipare]'''. ID dell'incontro: 88045453898. [https://wikimedia.zoom.us/u/kcOMICmyyA Numero d'accesso a seconda del tuo Paese]. '''Programma''' * Aggiornamenti sugli ultimi sviluppi * Domande e risposte, discussione '''Formato''' La riunione non sarà registrata né trasmessa in streaming. Le note saranno prese in un [https://docs.google.com/document/d/1G4tfss-JBVxyZMxGlOj5MCBhOO-0sLekquFoa2XiQb8/edit# file di Google Docs]. L'host della riunione sarà [[mw:User:OVasileva_(WMF)|Olga Vasileva]] (manager del team). La parte introduttiva (primi due punti del programma) si terrà in inglese. Saremo in grado di rispondere a domande in italiano, francese (solamente alle 20:00 CEST), inglese e polacco (entrambe le riunioni). Se vuoi fare domande in anticipo, scrivile nella [[mw:Talk:Reading/Web/Desktop_Improvements|pagina di discussione]] o inviale a sgrabarczuk@wikimedia.org. A questo incontro si applicano sia [[foundation:Friendly_space_policy|Politica per gli spazi amichevoli]] che il [[mw:Special:MyLanguage/Code_of_Conduct|Codice di condotta]] per gli spazi tecnici di Wikimedia. Zoom non è soggetto alla [[foundation:Privacy_policy|Informativa sulla privacy di WMF]]. Speriamo che parteciperai! [[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|msg]]) 15:44, 27 apr 2022 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/MM/It_fallback&oldid=23142194 --> == Proponi delle dichiarazioni per la bussola elettorale del 2022 == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2022/Announcement/Propose statements for the 2022 Election Compass| Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]]'' :''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2022/Announcement/Propose statements for the 2022 Election Compass|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Wikimedia Foundation elections/2022/Announcement/Propose statements for the 2022 Election Compass}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Ciao a tutti, I volontari sono [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_elections/2022/Community_Voting/Election_Compass|invitati a proporre delle dichiarazioni da utilizzare nella bussola elettorale]] per le [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2022|elezioni del Board of Trustees del 2022]]. Una bussola elettorale è uno strumento nato per aiutare gli elettori a selezionare quei candidati che meglio si conformano alle loro convinzioni e opinioni. I membri della comunità proporranno delle dichiarazioni a cui i candidati risponderanno utilizzando una scala Lickert (d'accordo/neutrale/in disaccordo). Le risposte dei candidati a queste dichiarazioni verranno caricate nella bussola elettorale. Gli elettori utilizzeranno lo strumento inserendo le proprie risposte alle dichiarazioni (d'accordo/neutrale/in disaccordo). I risultati mostreranno quei candidati che meglio si allineano alle convinzioni e ai punti di vista dell'elettore. {| class="wikitable mw-collapsible mw-collapsed" |- ! colspan=3 | Ecco il calendario della bussola elettorale |- | '''8 - 20 luglio''': I volontari propongono le dichiarazioni per la bussola elettorale '''21 - 22 luglio''': Il Comitato elettorale rivede le dichiarazioni, assicurandosi che siano chiare, e rimuovendo quelle fuori tema '''23 luglio - 1º agosto''': I volontari votano le dichiarazioni '''2 - 4 agosto''': Il Comitato elettorale sceglie le 15 dichiarazioni più votate '''5 - 12 agosto''': I candidati danno il proprio parere sulle dichiarazioni '''15 agosto''': La bussola elettorale viene aperta all'utilizzo degli elettori al fine di aiutarli nella scelta del voto |} Il Comitato elettorale sceglierà le 15 dichiarazioni più votate all'inizio di agosto. Il Comitato elettorale supervisionerà l'intero processo, supportato dal team Movement Strategy and Governance. MSG si assicurerà che le domande siano chiare, che non vi siano duplicati, refusi, o qualsiasi altro problema. Cordiali saluti, Movement Strategy and Governance ''Questo messaggio è stato inviato per conto della Task Force per la selezione del Board e del Comitato Elettorale''<br /><section end="announcement-content" /> --[[Utente:Superpes15|Superpes15]] ([[Discussioni utente:Superpes15|scrivimi]]) 10:24, 13 lug 2022 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Movement Strategy and Governance News – Issue 7</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="msg-newsletter"/> <div style = "line-height: 1.2"> <span style="font-size:200%;">'''Movement Strategy and Governance News'''</span><br> <span style="font-size:120%; color:#404040;">'''Issue 7, July-September 2022'''</span><span style="font-size:120%; float:right;">[[m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7|'''Read the full newsletter''']]</span> ---- Welcome to the 7th issue of Movement Strategy and Governance News! The newsletter distributes relevant news and events about the implementation of Wikimedia's [[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy/Initiatives|Movement Strategy recommendations]], other relevant topics regarding Movement governance, as well as different projects and activities supported by the Movement Strategy and Governance (MSG) team of the Wikimedia Foundation. The MSG Newsletter is delivered quarterly, while the more frequent [[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy/Updates|Movement Strategy Weekly]] will be delivered weekly. Please remember to subscribe [[m:Special:MyLanguage/Global message delivery/Targets/MSG Newsletter Subscription|here]] if you would like to receive future issues of this newsletter. </div><div style="margin-top:3px; padding:10px 10px 10px 20px; background:#fffff; border:2px solid #808080; border-radius:4px; font-size:100%;"> * '''Movement sustainability''': Wikimedia Foundation's annual sustainability report has been published. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7#A1|continue reading]]) * '''Improving user experience''': recent improvements on the desktop interface for Wikimedia projects. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7#A2|continue reading]]) * '''Safety and inclusion''': updates on the revision process of the Universal Code of Conduct Enforcement Guidelines. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7#A3|continue reading]]) * '''Equity in decisionmaking''': reports from Hubs pilots conversations, recent progress from the Movement Charter Drafting Committee, and a new white paper for futures of participation in the Wikimedia movement. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7#A4|continue reading]]) * '''Stakeholders coordination''': launch of a helpdesk for Affiliates and volunteer communities working on content partnership. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7#A5|continue reading]]) * '''Leadership development''': updates on leadership projects by Wikimedia movement organizers in Brazil and Cape Verde. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7#A6|continue reading]]) * '''Internal knowledge management''': launch of a new portal for technical documentation and community resources. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7#A7|continue reading]]) * '''Innovate in free knowledge''': high-quality audiovisual resources for scientific experiments and a new toolkit to record oral transcripts. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7#A8|continue reading]]) * '''Evaluate, iterate, and adapt''': results from the Equity Landscape project pilot ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7#A9|continue reading]]) * '''Other news and updates''': a new forum to discuss Movement Strategy implementation, upcoming Wikimedia Foundation Board of Trustees election, a new podcast to discuss Movement Strategy, and change of personnel for the Foundation's Movement Strategy and Governance team. ([[:m:Special:MyLanguage/Movement Strategy and Governance/Newsletter/7#A10|continue reading]]) </div><section end="msg-newsletter"/> </div> [[User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 03:39, 18 lug 2022 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Movement_Strategy_and_Governance/Newsletter/Subscribe&oldid=23527297 --> == Discutiamo dei miglioramenti all'interfaccia desktop == [[File:Vector 2022 showing language menu with a blue menu trigger and blue menu items 01.jpg|thumb]] Partecipa a una riunione online col team che sta lavorando a [[mw:Reading/Web/Desktop Improvements/it|questi miglioramenti]]! La riunione si terrà il '''26 luglio 2022 at [https://www.timeanddate.com/worldclock/fixedtime.html?iso=20220726T1200 12:00 UTC] and [https://www.timeanddate.com/worldclock/fixedtime.html?iso=20220726T1900 19:00 UTC]''' su Zoom. '''[https://wikimedia.zoom.us/j/5304280674 Clicca qui per partecipare]'''. ID dell'incontro: 5304280674. [https://wikimedia.zoom.us/u/kc2hamfYz9 Numero d'accesso a seconda del tuo Paese]. [[mw:Reading/Web/Desktop Improvements/Updates/Talk to Web/it|Per saperne di più]]. Speriamo che parteciperai! [[User:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[User talk:SGrabarczuk (WMF)|msg]]) 18:32, 25 lug 2022 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SGrabarczuk (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:SGrabarczuk_(WMF)/sandbox/MM/It_fallback&oldid=23142194 --> == Il tema Vector 2022 di default entro due settimane? == [[File:Wikimania 2022 Vector (2022) Presentation.pdf|thumb|Le slide della nostra presentazione a Wikimania 2022|page=26]] Ciao, scrivo a nome del [[mw:Reading/Web|Web Team della Wikimedia Foundation]]. '''Entro due settimane, ci piacerebbe rendere Vector 2022 il tema di default di questo wiki.''' Ci lavoriamo da tre anni. Finora è stato adottato da oltre 30 wiki, tra cui alcuni progetti fratelli Wikimedia, che nell'insieme rappresentano oltre un miliardo di accessi alle pagine al mese. In media [[phab:T317529#8246686|l'87% degli utenti attivi connessi]] di questi wiki usa Vector 2022. Diventerebbe di default per gli utenti non loggati e anche per gli utenti loggati che attualmente usano Vector Legacy (Vector 2010). Gli utenti loggati possono passare a [[Special:Preferences#mw-prefsection-rendering|qualunque altro tema]] in ogni momento. Nessun cambiamento è previsto per gli utenti di questi temi. <div style="width:100%; margin:auto;"><gallery widths="220" heights="150" mode="packed" caption="In cima alla pagina"> Screenshot Historia da moeda do Tíbet - 2022-09-22 - Vector 2010 top.png|Vector Legacy (l'attuale tema di default) Screenshot Historia da moeda do Tíbet - 2022-09-22 - Vector 2022 top.png|Vector 2022 </gallery><gallery widths="220" heights="150" mode="packed" caption="Una sezione di una pagina"> Screenshot Historia da moeda do Tíbet - 2022-09-22 - Vector 2010 scrolled.png|Vector Legacy (l'attuale tema di default) Screenshot Historia da moeda do Tíbet - 2022-09-22 - Vector 2022 scrolled.png|Vector 2022 </gallery></div> === A proposito del tema === '''[Perché è un cambiamento necessario]''' L'attuale tema di default andava incontro ai bisogni dei lettori e dei contributori così com'erano 13 anni fa. Nel frattempo, nuovi utenti hanno iniziato a usare i progetti Wikimedia. [https://diff.wikimedia.org/2022/08/18/prioritizing-equity-within-wikipedias-new-desktop/ Il vecchio Vector non soddisfa le loro aspettative.] '''[Obiettivo]''' Lo scopo del nuovo tema è di rendere l'interfaccia più accogliente e confortevole per i lettori e più funzionale per gli utenti esperti. Trae ispirazione sia da richieste precedenti che dal [[metawiki:Special:MyLanguage/Community_Wishlist_Survey|Sondaggio dei desideri della comunità]], da gadgets e scripts. Questo lavoro ha permesso al nostro codice di rispettare gli standard ma anche di migliorare tutti gli altri temi. [[phab:phame/post/view/290/how_and_why_we_moved_our_skins_to_mustache/|Abbiamo ridotto del 75% il codice PHP dei temi Wikimedia implementati]]. Il progetto si è impegnato anche nel facilitare il supporto ai gadget e all'uso delle API. '''[Modifiche e risultati dei test]''' Il tema introduce una [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop Improvements/Features|serie di cambiamenti]] che migliorano la leggibilità e l'usabilità. Nel nuovo tema non è stata eliminata nessuna funzionalità attualmente disponibile su Vector. * L'header fisso rende più facile trovare gli strumenti che i contributori usano spesso. Diminuisce del 16% lo scorrimento verso l'alto della pagina. * Il nuovo indice rende più facile navigare tra le diverse sezioni. I lettori e i contributori saltano da una sezione all'altra il 50% più spesso che con il vecchio indice. Anche le pagine di discussione hanno un aspetto leggermente diverso. * La nuova barra di ricerca è più facile da individuare e rende più facile trovare il risultato corretto cercato a partire da una lista. Questo ha aumentato del 30% il volume delle ricerche effettuate sui wiki che abbiamo testato. * Il tema non influenza negativamente il numero di accesso alle pagine, il tasso di modifiche, o la creazione di account. È anzi stato riscontrato un aumento delle pagine visitate e della creazione di account nelle comunità partner. '''[Provalo]''' Prova il nuovo tema andando nella scheda "Aspetto" delle [[Special:Preferences#mw-prefsection-rendering|tue Preferenze]] e seleziona Vector 2022 nella lista dei temi. === Come fanno i contributori a modificare e a personalizzare questo tema? === È possibile configurare e personalizzare le nostre modifiche. Diamo supporto ai volontari che creano gadget e script utente. Consulta il [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop Improvements/Repository|nostro archivio]] per la lista delle personalizzazioni attualmente disponibli, o aggiungici le tue. === Il nostro piano === '''Se non vengono sollevate grosse problematiche, prevediamo di distribuire il tema nella settimana del 3 ottobre 2022.''' Se la vostra comunità desidera più tempo per discutere dei cambiamenti, premete il pulsante e scriveteci. Possiamo adattare il calendario. <div style="text-align: center;">[[mw:Talk:Reading/Web/Desktop Improvements|<span class="plainlinks mw-ui-button">Domanda di tempo supplementare<br>per discutere del cambiamento</span>]]</div> Se vuoi chiedere al nostro team qualsiasi cosa, se hai domande, preoccupazioni o idee ulteriori, per favore notificami o scrivi nella [[mw:Talk:Reading/Web/Desktop Improvements|pagina di discussione del progetto]]. Saremo lieti di risponderti! In aggiunta, puoi anche [[mw:Reading/Web/Desktop Improvements/Frequently asked questions|consultare le nostre FAQ]]. Grazie!--[[Utente:Patafisik (WMF)|Patafisik (WMF)]] ([[Discussioni utente:Patafisik (WMF)|scrivimi]]) 09:32, 26 set 2022 (CEST) == Community Wishlist Survey 2023 opens in January == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> ''{{int:Please-translate}}'' (There is [[m:Community Wishlist Survey 2023 opens in January|a translatable version of this message on MetaWiki]]) {{int:Hello}} The [[m:Community Wishlist Survey 2023|'''Community Wishlist Survey (CWS) 2023''']], which lets contributors propose and vote for tools and improvements, starts next month on Monday, [https://zonestamp.toolforge.org/1674496831 23 January 2023, at 18:00 UTC] and will continue annually. We are inviting you to share your ideas for technical improvements to our tools and platforms. Long experience in editing or technical skills is not required. If you have ever used our software and thought of an idea to improve it, this is the place to come share those ideas! The dates for the phases of the Survey will be as follows: * Phase 1: Submit, discuss, and revise proposals – Monday, Jan 23, 2023 to Sunday, Feb 6, 2023 * Phase 2: WMF/Community Tech reviews and organizes proposals – Monday, Jan 30, 2023 to Friday, Feb 10, 2023 * Phase 3: Vote on proposals – Friday, Feb 10, 2023 to Friday, Feb 24, 2023 * Phase 4: Results posted – Tuesday, Feb 28, 2023 If you want to start writing out your ideas ahead of the Survey, you can start thinking about your proposals and draft them in [[m:Community Wishlist Survey/Sandbox|the CWS sandbox]]. We are grateful to all who participated last year. See you in January 2023! </div> {{int:Feedback-thanks-title}} <bdi lang="en" dir="ltr">Community Tech, [[m:User:STei (WMF)|STei (WMF)]]</bdi> 17:44, 15 dic 2022 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:Sannita (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Wishlist_list_for_non-Wikipedias&oldid=24239678 --> == Interfaccia desktop: ultime novità == Ciao, vi segnalo che [[:mw:Reading/Web/Desktop_Improvements/Updates/it|le ultime novità del progetto delle Migliorie all'interfaccia desktop sono on line]]. Buona lettura!--[[Utente:Patafisik (WMF)|Patafisik (WMF)]] ([[Discussioni utente:Patafisik (WMF)|scrivimi]]) 15:18, 16 gen 2023 (CET) == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Community feedback-cycle about updating the Wikimedia Terms of Use starts</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Legal department/2023 ToU updates/Office hours/Announcement|You can find this message translated into additional languages on Meta-wiki.]]'' :''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Legal department/2023 ToU updates/Office hours/Announcement|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Wikimedia Foundation Legal department/2023 ToU updates/Office hours/Announcement|}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Hello everyone, [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_Legal_department|Wikimedia Foundation Legal Department]] is organizing a feedback-cycle with community members to discuss updating the Wikimedia Terms of Use. [[:foundation:Special:MyLanguage/Terms of Use|The Terms of Use (ToU)]] are the legal terms that govern the use of websites hosted by the Wikimedia Foundation. We will be gathering your feedback on a draft proposal from February through April. The draft will be translated into several languages, with written feedback accepted in any language. This update comes in response to several things: * Implementing the Universal Code of Conduct * Updating project text to the Creative Commons BY-SA 4.0 license * Proposal for better addressing undisclosed paid editing * Bringing our terms in line with current and recently passed laws affecting the Foundation, including the European Digital Services Act As part of the feedback cycle two office hours will be held, the first on March 2, the second on April 4. For further information, please consult: * The [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Legal department/2023 ToU updates/Proposed update|proposed update of the ToU by comparison]] * The page for your [[m:Talk:Terms of use|feedback]] * Information about [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Legal department/2023 ToU updates/Office hours|the office hours]] On behalf of the Wikimedia Foundation Legal Team,<section end="announcement-content" /> </div> [[User:DBarthel (WMF)|DBarthel (WMF)]] 18:48, 21 feb 2023 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:DBarthel (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Movement_Strategy_and_Governance/Delivery/NWE&oldid=24603771 --> == Your wiki will be in read only soon == <section begin="server-switch"/><div class="plainlinks"> [[:m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|Leggi questo messaggio in un'altra lingua]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-Tech%2FServer+switch&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}] [[foundation:|Wikimedia Foundation]] sta effettuando test di passaggio tra il suo data center primario e quello secondario. Lo scopo è accertarsi che Wikipedia e le altre wiki Wikimedia riescano a rimanere online anche dopo un disastro. Al fine di garantire che tutto funzioni a dovere, il dipartimento tecnologico di Wikimedia ha bisogno di condurre un test programmato. Il test dimostrerà se è possibile passare da un data center all'altro in sicurezza. Diversi team si prepareranno per il test e saranno a disposizione per correggere qualsiasi problema imprevisto che si dovesse verificare. Tutto il traffico sarà commutato il giorno '''{{#time:j xg|2023-03-01|it}}'''. Il test avrà inizio alle '''[https://zonestamp.toolforge.org/{{#time:U|2023-03-01T14:00|en}} {{#time:H:i e|2023-03-01T14:00}}]'''. Sfortunatamente, a causa di alcune limitazioni di [[mw:Manual:What is MediaWiki?|MediaWiki]], tutte le attività di modifica dovranno essere interrotte mentre si effettua il cambio. Ci scusiamo per il disagio, stiamo lavorando per minimizzarlo in futuro. '''Sarai in grado di leggere, ma non di modificare, tutte le wiki per un breve periodo di tempo.''' *Il giorno {{#time:l j xg Y|2023-03-01|it}} non sarà possibile effettuare modifiche per al massimo un'ora. *Se proverai a modificare o a salvare durante il periodo di sospensione, vedrai apparire un messaggio d'errore. Speriamo che nessuna modifica venga persa durante questi pochi minuti, ma non possiamo garantirlo. Se vedi apparire il messaggio di errore, per cortesia attendi fino a che non sia tornato tutto alla normalità. Da quel momento potrai salvare le tue modifiche. È comunque consigliabile fare prima una copia delle modifiche, per essere pronti a ogni eventualità. ''Altre conseguenze'': *I processi in background saranno più lenti e alcuni potrebbero interrompersi. I link rossi potrebbero non essere aggiornati velocemente come al solito. Se crei una voce per cui esiste già un link entrante a partire da un'altra voce, il collegamento rimarrà rosso più a lungo del solito. Alcuni script in esecuzione di lunga durata dovranno essere fermati. * La distribuzione del codice dovrebbe avvenire normalmente come le altre settimane. Tuttavia, alcuni blocchi nell'aggiornamento del codice potrebbero avvenire puntualmente se l'operazione lo dovesse richiedere in seguito. * [[mw:Special:MyLanguage/GitLab|GitLab]] non sarà disponibile per circa 90 minuti. Il progetto potrebbe essere posticipato se necessario. Puoi [[wikitech:Switch_Datacenter|leggere la tabella di marcia su wikitech.wikimedia.org]]. Ogni cambiamento sarà annunciato nella tabella di marcia. Ci saranno ulteriori avvisi riguardo a questo test. Un banner apparirà su tutte le wiki 30 minuti prima dell'inizio dell'operazione. '''Per favore, condividi queste informazioni con la tua comunità.'''</div><section end="server-switch"/> <span dir=ltr>[[m:User:Trizek (WMF)|Trizek (WMF)]] ([[m:User talk:Trizek (WMF)|{{int:talk}}]])</span> 22:21, 27 feb 2023 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:Trizek (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=24390465 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Wikimania 2023 Welcoming Program Submissions</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="wikimania-program-submissions"/>[[File:Wikimania Singapore Logo.svg|right|frameless]]Do you want to host an in-person or virtual session at Wikimania 2023? Maybe a hands-on workshop, a lively discussion, a fun performance, a catchy poster, or a memorable lightning talk? [[wmania:Special:MyLanguage/2023:Program/Submissions|'''Submissions are open until March 28''']]. The event will have dedicated hybrid blocks, so virtual submissions and pre-recorded content are also welcome. If you have any questions, please join us at an upcoming conversation on March 12 or 19, or reach out by email at wikimania@wikimedia.org or on Telegram. More information on-wiki.<section end="wikimania-program-submissions"/> </div> <!-- Messaggio inviato da User:CKoerner (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=24390465 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Seeking volunteers for the next step in the Universal Code of Conduct process</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="announcement-content" /> :''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/U4C Building Committee/Nominations/Announcement|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Universal Code of Conduct/U4C Building Committee/Nominations/Announcement}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Hello, As follow-up to [https://lists.wikimedia.org/hyperkitty/list/wikimedia-l@lists.wikimedia.org/message/IOMVS7W75ZYMABQGOQ2QH2JAURC3CHGH/ the message about the Universal Code of Conduct Enforcement Guidelines] by Wikimedia Foundation Board of Trustees Vice Chair, Shani Evenstein Sigalov, I am reaching out about the next steps. I want to bring your attention to the next stage of the Universal Code of Conduct process, which is forming a building committee for the Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C). I invite community members with experience and deep interest in community health and governance to nominate themselves to be part of the U4C building committee, which needs people who are: * Community members in good standing * Knowledgeable about movement community processes, such as, but not limited to, policy drafting, participatory decision making, and application of existing rules and policies on Wikimedia projects * Aware and appreciative of the diversity of the movement, such as, but not limited to, languages spoken, identity, geography, and project type * Committed to participate for the entire U4C Building Committee period from mid-May - December 2023 * Comfortable with engaging in difficult, but productive conversations * Confidently able to communicate in English The Building Committee shall consist of volunteer community members, affiliate board or staff, and Wikimedia Foundation staff. The Universal Code of Conduct has been a process strengthened by the skills and knowledge of the community and I look forward to what the U4C Building Committee creates. If you are interested in joining the Building Committee, please either [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/U4C_Building_Committee/Nominations|sign up on the Meta-Wiki page]], or contact ucocproject[[File:At sign.svg|16x16px|link=|(_AT_)]]wikimedia.org by May 12, 2023. '''[[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/U4C_Building_Committee|Read more on Meta-Wiki]]'''. Best regards,<br /><section end="announcement-content" /> </div> [[User:Xeno (WMF)|Xeno (WMF)]] 21:01, 26 apr 2023 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Xeno (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=24941045 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Selection of the U4C Building Committee</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="announcement-content" /> The next stage in the Universal Code of Conduct process is establishing a Building Committee to create the charter for the Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C). The Building Committee has been selected. [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/U4C_Building_Committee|Read about the members and the work ahead on Meta-wiki]].<section end="announcement-content" /> </div> -- [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Project|UCoC Project Team]], 06:21, 27 mag 2023 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=25018085 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> Announcing the new Elections Committee members</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections committee/Nominatons/2023/Announcement - new members|You can find this message translated into additional languages on Meta-wiki.]]'' :''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections committee/Nominatons/2023/Announcement - new members|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Wikimedia Foundation elections committee/Nominatons/2023/Announcement - new members}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Hello there, We are glad to announce [[listarchive:list/wikimedia-l@lists.wikimedia.org/message/4TALOUFPAP2VDBR27GKRVOP7IGQYU3DB/|the new members and advisors of the Elections Committee]]. The [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_elections_committee|Elections Committee]] assists with the design and implementation of the process to select Community- and Affiliate-Selected trustees for the Wikimedia Foundation Board of Trustees. After an open nomination process, the strongest candidates spoke with the Board and four candidates were asked to join the Elections Committee. Four other candidates were asked to participate as advisors. Thank you to all the community members who submitted their names for consideration. We look forward to working with the Elections Committee in the near future. On behalf of the Wikimedia Foundation Board of Trustees,<br /><section end="announcement-content" /> </div> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 20:00, 28 giu 2023 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=25018085 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Review the Charter for the Universal Code of Conduct Coordinating Committee</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="announcement-content" /> :''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/U4C Building Committee/Announcement - Review|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Universal Code of Conduct/U4C Building Committee/Announcement - Review}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Hello all, I am pleased to share the next step in the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal Code of Conduct|Universal Code of Conduct]] work. The [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C) draft charter]] is now ready for your review. The [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal Code of Conduct/Enforcement guidelines|Enforcement Guidelines]] require a [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_guidelines#4.5_U4C_Building_Committee|Building Committee]] form to draft a charter that outlines procedures and details for a global committee to be called the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_guidelines#4._UCoC_Coordinating_Committee_(U4C)|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C)]]. Over the past few months, the U4C Building Committee worked together as a group to discuss and draft the U4C charter. The U4C Building Committee welcomes feedback about the draft charter now through 22 September 2023. After that date, the U4C Building Committee will revise the charter as needed and a community vote will open shortly afterward. Join the conversation during the [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/U4C Building Committee#Conversation hours|conversation hours]] or on [[m:Talk:Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|Meta-wiki]]. Best,<br /><section end="announcement-content" /> </div> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]], on behalf of the U4C Building Committee, 17:35, 28 ago 2023 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=25392152 --> == Opportunità aperte al Comitato di Affiliazione, alla commissione ombudsman e al Comitato di esame dei casi == <section begin="announcement-content" /> <div style="margin:.2em 0 .5em;margin-{{#switch:{{PAGELANGUAGE}}|ar|arc|ary|arz|azb|bcc|bgn|ckb|bqi|dv|fa|fa-af|glk|ha-arab|he|kk-arab|kk-cn|ks|ku-arab|ms-arab|mzn|pnb|prd|ps|sd|ug|ur|ydd|yi=right|left}}:3ex;"> [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Legal department/Committee appointments/Announcement/Short|''Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki''.]] ''<span class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Legal department/Committee appointments/Announcement/Short|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Wikimedia Foundation Legal department/Committee appointments/Announcement/Short}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</span>''</div> Ciao a tutti! Il [[m:Special:MyLanguage/Affiliations Committee|Comitato di Affiliati]] (AffCom), la [[m:Special:MyLanguage/Ombuds_commission|commissione di Ombuds]] (OC) e il [[m:Special:MyLanguage/Trust_and_Safety/Case_Review_Committee|Comitato di Revisione di Caso]] (CRC) cercano nuovi membri. Questi gruppi di volontari forniscono un importante appoggio strutturale e di supervisione alla comunità e al movimento. Le persone sono incoraggiate a presentarsi, o a incoraggiare altri che a loro parere potrebbero dare un contributo. Altre informazioni sui ruoli dei gruppi, le abilità necessarie e l'opportunità di presentare domanda si trovano nella [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Legal department/Committee appointments|'''Pagina di Meta-wiki''']]. A nome del gruppo di sostegno del comitato,<br /><section end="announcement-content" /> <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> ~ [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 18:41, 9 ott 2023 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=25570445 --> == Revisione e commento sul pacchetto di regole di selezione del Board of Trustees di Wikimedia Foundation del 2024 == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/wiki/Wikimedia Foundation elections/2024/Announcement/Rules package review - short| Puoi leggere questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]]'' :''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/wiki/Wikimedia Foundation elections/2024/Announcement/Rules package review - short|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:wiki/Wikimedia Foundation elections/2024/Announcement/Rules package review - short}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Carissimi, È ora possibile rivedere e commentare il complesso di regole per la selezione del Board of Trustees di WMF. Tale possibilità rimarrà aperta fino al 29 ottobre 2023. Il pacchetto di regole per la selezione è stato basato su versioni precedenti stilate del comitato elettorale e sarà utilizzato nella selezione del Board of Trustees nel 2024. Inviare i tuoi commenti aiuterà a migliorare il processo di selezione del Board e a renderlo più uniforme. [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2024|Puoi trovare maggiori informazioni sulla relativa pagina di Meta-wiki]]. Cordiali saluti, Katie Chan <br > Presidente del comitato elettorale<br /><section end="announcement-content" /> 03:13, 17 ott 2023 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=25570445 --> == The Vector 2022 skin as the default in two weeks? == ''[[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop Improvements/Updates/2023-10 for sister projects|Read this in your language]] • <span class=plainlinks>[https://mediawiki.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-Reading%2FWeb%2FDesktop+Improvements%2FUpdates%2F2023-10+for+sister+projects&language=&action=page&filter= {{Int:please-translate}}]</span> • Please tell other users about these changes'' Hello. I'm writing on behalf of the [[mw:Reading/Web|Wikimedia Foundation Web team]]. '''In two weeks, we would like to make the Vector 2022 skin the default on this wiki.''' [[File:Desktop Improvements - how to enable globally.png|thumb|[[Special:GlobalPreferences|{{int:globalpreferences}}]]]] '''If you prefer keeping the current skin''' select "Vector legacy (2010)" on [[Special:GlobalPreferences#mw-prefsection-rendering|the appearance tab of the global preferences]] and save the change. We encourage you to give the new skin a try, though. Since we last came to you with this question, many things have changed. The skin is now the default on most Wikipedias, and all logos are done! We have also made some tweaks in the skin itself. Below is the text I've sent to you once, but I'm sending it again, just slightly edited, for those who haven't seen it. If you know what this is about, jump straight to the section "Our plan": <div style="margin-left:.5em; border-left:3px dotted #a2a9b1; padding-left:.5em;"> It would become the default for all logged-out users, and also all logged-in users who currently use Vector legacy as a [[Special:Preferences#mw-prefsection-rendering|local]] (but not global) preference. Logged-in users can at any time switch to any other skin. No changes are expected for these skins. <div style="width:100%; margin:auto;"><gallery widths="250" heights="180" mode="packed" caption="Top of an article"> Screenshot Historia da moeda do Tíbet - 2022-09-22 - Vector 2010 top.png|Vector legacy (current default) Screenshot Historia da moeda do Tíbet - 2022-09-22 - Vector 2022 top.png|Vector 2022 </gallery><gallery widths="250" heights="180" mode="packed" caption="A section of an article"> Screenshot Historia da moeda do Tíbet - 2022-09-22 - Vector 2010 scrolled.png|Vector legacy (current default) Screenshot Historia da moeda do Tíbet - 2022-09-22 - Vector 2022 scrolled.png|Vector 2022 </gallery></div> === About the skin === [[File:Wikimania 2022 Vector (2022) Presentation.pdf|thumb|Slides to our Wikimania 2022 presentation. [https://www.youtube.com/watch?v=yC-ItaXDe2A You may also listen to the recording on YouTube (in English)].]] '''[Why is a change necessary]''' When the current default skin was created, it reflected the needs of the readers and editors as these were 14 years ago. Since then, new users have begun using the Internet and Wikimedia projects in different ways. [[wmfblog:2022/08/18/prioritizing-equity-within-wikipedias-new-desktop/|The old Vector does not meet their needs]]. '''[Objective]''' The objective for the Vector 2022 skin is to make the interface more welcoming and comfortable for readers and useful for advanced users. It introduces a series of changes that aim to improve problems new and existing readers and editors were having with the old skin. It draws inspiration from previous user requests, the [[metawiki:Special:MyLanguage/Community_Wishlist_Survey|Community Wishlist Surveys]], and gadgets and scripts. The work helped our code follow the standards and improve all other skins. [[phab:phame/post/view/290/how_and_why_we_moved_our_skins_to_mustache/|The PHP code in the other available skins has been reduced by 75%]]. The project has also focused on making it easier to support gadgets and use APIs. [[File:Screenshot of the Vector-2022 skin's fullscreen toggle.png|thumb]] '''[Changes in a nutshell]''' The skin introduces changes that improve readability and usability. The new skin does not remove any functionality currently available on the Vector skin. * The limited width and pin-able menus allow to adjust the interface to the screen size, and focus on editing or reading. Logged-in and logged-out users may use a toggle button to keep the full width, though. * The sticky header makes it easier to find tools that editors use often. It decreases scrolling to the top of the page by 16%. * The new table of contents makes it easier to navigate to different sections. Readers and editors jump to different sections of the page 50% more than with the old table of contents. It also looks a bit different on talk pages. * The new search bar is easier to find and makes it easier to find the correct search result from the list. This increased the amount of searches started by 30% on the tested wikis. * The skin does not negatively affect pageviews, edit rates, or account creation. There is evidence of increases in pageviews and account creation across partner communities. '''[Customize this skin]''' It's possible to configure and personalize our changes. We support volunteers who create new gadgets and user scripts. Check out [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Desktop Improvements/Repository|the repository]] for a list of currently available customizations and changes, or add your own. </div> === Our plan === '''If no large concerns are raised, we plan on deploying on 31 October'''. If you'd like to ask our team anything, if you have questions, concerns, or additional thoughts, please comment in any language. If this is the first comment to my message, make sure to ping me. We will gladly answer! Also, check out [[mw:Reading/Web/Desktop Improvements/Frequently asked questions|our FAQ]]. Thank you! [[Utente:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[Discussioni utente:SGrabarczuk (WMF)|scrivimi]]) 02:48, 19 ott 2023 (CEST) == Voto del regolamento del comitato di coordinamento del codice universale di condotta. == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/wiki/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter/Announcement - voting opens|Su Meta-wiki trovi questo messaggio tradotto in altre lingue.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:wiki/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter/Announcement - voting opens}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Ciao a tutti, Vi contatto per annunciare che è aperto il voto per il regolamento del [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee|Comitato di coordinamento del codice universale di condotta]] (U4C). I volontari delle comunità possono [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Charter/Voter_information|votare e commentare il regolamento tramite SecurePoll]] da ora fino al '''2 febbraio 2024'''. Coloro che hanno espresso commenti durante l'elaborazione delle [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_guidelines|linee guida di applicazione del codice universale di condotta]] noteranno le similitudini nel processo. La [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|versione attuale del regolamento del comitato di coordinamento del codice universale di condotta]] è su Meta-wiki, sono disponibili le traduzioni. Leggi il regolamento, vota e condividi questo annuncio con gli altri volontari. Il comitato di creazione dello U4C conta sulla tua partecipazione. A nome del team del progetto UCoC,<section end="announcement-content" /> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 19:08, 19 gen 2024 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=25853527 --> == Ultimi giorni per votare per il regolamento del comitato di coordinamento del codice universale di condotta == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/wiki/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter/Announcement - voting reminder|Su Meta-wiki trovi questo messaggio tradotto in altre lingue.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:wiki/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter/Announcement - voting reminder}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Ciao a tutti, Vi contatto per ricordare a tutti che periodo utile per votare per il regolamento del [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee|Comitato di coordinamento del codice universale di condotta]] (U4C) si concluderà il '''2 febbraio'''. I volontari delle comunità possono [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Charter/Voter_information|votare e commentare il regolamento tramite SecurePoll]] fino al 2 febbraio. Coloro che hanno espresso commenti durante l'elaborazione delle [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_guidelines|linee guida di applicazione del codice universale di condotta]] noteranno le similitudini nel processo. La [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|versione attuale del regolamento del comitato di coordinamento del codice universale di condotta]] è su Meta-wiki, sono disponibili le traduzioni. Leggi il regolamento, vota e condividi questo annuncio con gli altri volontari. Il comitato di creazione dello U4C conta sulla tua partecipazione. Cordiali saluti,<section end="announcement-content" /> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 18:00, 31 gen 2024 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=25853527 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Announcing the results of the UCoC Coordinating Committee Charter ratification vote</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/wiki/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter/Announcement - results|You can find this message translated into additional languages on Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:wiki/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter/Announcement - results}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Dear all, Thank you everyone for following the progress of the Universal Code of Conduct. I am writing to you today to announce the outcome of the [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Charter/Voter_information|ratification vote]] on the [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|Universal Code of Conduct Coordinating Committee Charter]]. 1746 contributors voted in this ratification vote with 1249 voters supporting the Charter and 420 voters not. The ratification vote process allowed for voters to provide comments about the Charter. A report of voting statistics and a summary of voter comments will be published on Meta-wiki in the coming weeks. Please look forward to hearing about the next steps soon. On behalf of the UCoC Project team,<section end="announcement-content" /> </div> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 19:24, 12 feb 2024 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26160150 --> == Sono disponibili la relazione sulla ratifica del regolamento del comitato U4C e l'invito a candidati per il comitato == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024/Announcement – call for candidates| Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024/Announcement – call for candidates}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Buongiorno, vi scrivo per fornirvi due informazioni importanti. In primo luogo è ora disponibile la [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter/Vote results|relazione sui commenti sulla la ratifica del regolamento del Comitato di coordinamento del codice universale di condotta (U4C)]]. In secondo luogo, fino al 1° aprile 2024 è aperto l'invito a presentare candidature per lo U4C. Il [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee|Comitato di coordinamento del codice universale di condotta]] (U4C) è un comitato globale il cui scopo è quello di provvedere all'attuazione coerente ed equa del codice universale di condotta. I volontari delle comunità dei progetti sono invitati a presentare le loro candidature per il comitato U4C. Per maggiori informazioni sulle responsabilità dello U4C, vi invito a fare riferimento al [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|regolamento del comitato U4C]]. Da regolamento di sono 16 posti: otto sono a disposizione per le comunità in senso ampio e 8 sono a carattere regionale in modo da assicurare che il comitato rappresenti la diversità del movimento. Maggiori informazioni e come presentare la candidatura si trovano su [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024|Meta-wiki]]. A nome del Team del progetto UCoC,<section end="announcement-content" /> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 17:25, 5 mar 2024 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26276337 --> == Selezione del 2024 dei membri del Board di Wikimedia Foundation == <section begin="announcement-content" /> : ''[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2024/Announcement/Selection announcement| Potete trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]]'' : ''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2024/Announcement/Selection announcement|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Wikimedia Foundation elections/2024/Announcement/Selection announcement}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Buongiorno, Quest'anno termina il mandato di 4 (quattro) dei membri del Board di Wikimedia Foundation scelti dalla comunità e dagli affiliati [1]. Il Board invita tutto il movimento a partecipare al processo di selezione di quest'anno e a votare per trovare dei membri per questi seggi. Il [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections committee|comitato elettorale]] supervisionerà questo processo con il supporto del personale di Wikimedia Foundation [2]. Il Comitato per la governance del Board ha creato un gruppo di lavoro per la selezione del Board, il gruppo è composto da Dariusz Jemielniak, Nataliia Tymkiv, Esra'a Al Shafei, Kathy Collins e Shani Evenstein Sigalov, che non possono essere candidati al processo di selezione degli amministratori della comunità e degli affiliati per il 2024 [3]. Il gruppo ha il compito di supervisionare il processo di selezione dei membri del Board per il 2024 e di tenere informato il Board. Maggiori dettagli sui ruoli del Comitato elettorale, del Board e dello staff sono disponibili qui [4]. Di seguito il calendario pianificato: * Maggio 2024: Invito a presentare candidature e domande * Giugno 2024: Gli affiliati votano per la pre-selezione di 12 candidati (non vi sarà pre-selezione se si presentano 15 o meno candidati) [5]. * Giugno-agosto 2024: campagna elettorale * Fine agosto/inizio settembre 2024: due settimane di votazione comunitaria * Ottobre-novembre 2024: Controllo del background dei candidati selezionati * Riunione del Board nel dicembre 2024: entrata in carica dei nuovi amministratori Per saperne di più sul processo di selezione per il 2024 - compresa la tempistica dettagliata, il processo di candidatura, le regole della campagna e i criteri di eleggibilità degli elettori - si può consultare la [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2024|questa pagina Meta-wiki]]. '''Volontari delle elezioni''' Un altro modo per partecipare al processo di selezione del 2024 è quello di essere un volontario elettorale. I volontari elettorali sono un ponte tra il comitato elettorale e la rispettiva comunità. Aiutano a garantire che la loro comunità sia rappresentata e la mobilitano a votare. Per saperne di più sul programma e sulle modalità di adesione, consultare questa [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2024/Election Volunteers|pagina su meta-wiki]]. Cordiali saluti, [[m:Special:MyLanguage/User:Pundit|Dariusz Jemielniak]] (Governance Committee Chair, Board Selection Working Group) [1] https://meta.wikimedia.org/wiki/Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_elections/2021/Results#Elected [2] https://foundation.wikimedia.org/wiki/Committee:Elections_Committee_Charter [3] https://foundation.wikimedia.org/wiki/Minutes:2023-08-15#Governance_Committee [4] https://meta.wikimedia.org/wiki/Wikimedia_Foundation_elections_committee/Roles [5] Anche se il numero ideale è di 12 candidati per 4 seggi aperti, il processo di pre-selezione verrà attivato se ci sono più di 15 candidati, perché gli 1-3 candidati che vengono eliminati potrebbero sentirsi esclusi e sarebbe molto faticoso per gli affiliati portare avanti il processo di pre-selezione per eliminare solo 1-3 candidati dalla lista dei candidati.<section end="announcement-content" /> [[User:MPossoupe_(WMF)|MPossoupe_(WMF)]]20:57, 12 mar 2024 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:MPossoupe (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26349432 --> == Vota ora per selezionare i membri del primo U4C == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024/Announcement – vote opens|Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024/Announcement – vote opens}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Buongiorno, vi scrivo per informarvi che il periodo di votazione per il Comitato di coordinamento per il Codice universale di condotta (U4C) è aperto fino al 9 maggio 2024. Leggete le informazioni sulla [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024|pagina di votazione su Meta-wiki]] per saperne di più sul voto e sull'idoneità al voto. Il Comitato di coordinamento del Codice universale di condotta (U4C) è un gruppo globale dedicato all'attuazione equa e coerente dello UCoC. I membri della comunità sono stati invitati a presentare le loro candidature per l'U4C. Per maggiori informazioni e per le responsabilità dell'U4C, si prega di [[m:Special:MyLanguage/Codice universale di condotta/Comitato di coordinamento/Carta|rivedere la carta dell'U4C]]. Vi preghiamo di condividere questo messaggio con i membri della vostra comunità affinché anche loro possano partecipare. A nome del Team del progetto UCoC,<section end="announcement-content" /> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 22:20, 25 apr 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26390244 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Sign up for the language community meeting on May 31st, 16:00 UTC</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="message"/>Hello all, The next language community meeting is scheduled in a few weeks - May 31st at 16:00 UTC. If you're interested, you can [https://www.mediawiki.org/w/index.php?title=Wikimedia_Language_engineering/Community_meetings#31_May_2024 sign up on this wiki page]. This is a participant-driven meeting, where we share language-specific updates related to various projects, collectively discuss technical issues related to language wikis, and work together to find possible solutions. For example, in the last meeting, the topics included the machine translation service (MinT) and the languages and models it currently supports, localization efforts from the Kiwix team, and technical challenges with numerical sorting in files used on Bengali Wikisource. Do you have any ideas for topics to share technical updates related to your project? Any problems that you would like to bring for discussion during the meeting? Do you need interpretation support from English to another language? Please reach out to me at ssethi(__AT__)wikimedia.org and [[etherpad:p/language-community-meeting-may-2024|add agenda items to the document here]]. We look forward to your participation! <section end="message"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 23:22, 14 mag 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SSethi (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26390244 --> == Feedback invited on Procedure for Sibling Project Lifecycle == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Community Affairs Committee/Procedure for Sibling Project Lifecycle/Invitation for feedback (MM)|Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Wikimedia Foundation Community Affairs Committee/Procedure for Sibling Project Lifecycle/Invitation for feedback (MM)}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' [[File:Sibling Project Lifecycle Conversation 3.png|150px|right|link=:m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Community Affairs Committee/Procedure for Sibling Project Lifecycle]] Cari membri della comunità, <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> The [[:m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Community Affairs Committee|Community Affairs Committee]] (CAC) of the [[:m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Board of Trustees|Wikimedia Foundation Board of Trustees]] invites you to give feedback on a '''[[:m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation Community Affairs Committee/Procedure for Sibling Project Lifecycle|draft Procedure for Sibling Project Lifecycle]]'''. This draft Procedure outlines proposed steps and requirements for opening and closing Wikimedia Sibling Projects, and aims to ensure any newly approved projects are set up for success. This is separate from the procedures for opening or closing language versions of projects, which is handled by the [[:m:Special:MyLanguage/Language committee|Language Committee]] or [[m:Special:MyLanguage/Closing_projects_policy|closing projects policy]]. </div> Puoi trovare i dettagli su [[:m:Special:MyLanguage/Talk:Wikimedia Foundation Community Affairs Committee/Procedure for Sibling Project Lifecycle#Review|questa pagina]], nonché le modalità per fornire il tuo feedback da oggi fino alla fine della giornata del '''23 Giugno 2024''', ovunque sulla Terra. Puoi anche condividere informazioni a riguardo con le comunità di progetto interessate con cui lavori o che supporti, e puoi anche aiutarci a tradurre la procedura in più lingue, in modo che le persone possano partecipare alle discussioni nella propria lingua. A nome del CAC,<section end="announcement-content" /> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 04:25, 22 mag 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26390244 --> == Si annuncia il primo Comitato di coordinamento del Codice universale di condotta == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024/Announcement – results|:''Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki''.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024/Announcement – results}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Ciao, Gli scrutatori hanno finito di verificare i risultati del voto. Stiamo seguendo i risultati della prima elezione del comitato di coordinamento del Codice di condotta universale (UAC) Siamo lieti di annunciare che i seguenti membri regionali dell'U4C, il cui mandato durerà per due anni, saranno: * Nord America (Stati Uniti e Canada) ** – * Europa settentrionale e occidentale ** [[m:Special:MyLanguage/User:Ghilt|Ghilt]] * America Latina e Caraibi ** – * Europa centrale e orientale (CEE) ** — * Africa Sub-Sahariana; ** – * Medio Oriente e Nord Africa ** [[m:Special:MyLanguage/User:Ibrahim.ID|Ibrahim.ID]] * Estremo Oriente, Sudest asiatico e Pacifico ** [[m:Special:MyLanguage/User:0xDeadbeef|0xDeadbeef]] * Asia meridionale; ** – Le seguenti persone sono state elette per essere membri della U4C a livello comunitario, per un mandato di un anno: * [[m:Special:MyLanguage/User:Barkeep49|Barkeep49]] * [[m:Special:MyLanguage/User:Superpes15|Superpes15]] * [[m:Special:MyLanguage/User:Civvì|Civvì]] * [[m:Special:MyLanguage/User:Luke081515|Luke081515]] * – * – * – * – Grazie ancora a tutti coloro che hanno partecipato a questo processo e grande apprezzamento ai candidati per la loro leadership e dedizione al movimento e alla comunità Wikimedia. Nelle prossime settimane la U4C inizierà a riunisi per pianificare le attività 2024-2025 di sostegno all'implementazione e revisione delle UCoC e delle Linee guida sula sua applicazione. Segui il loro lavoro su [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee|Meta-wiki]]. A nome del team del progetto UCoC,<section end="announcement-content" /> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 10:15, 3 giu 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26390244 --> == Il testo finale della carta fondamentale del movimento Wikimedia è ora disponibile su Meta == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Movement Charter/Drafting Committee/Announcement - Final draft available|Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Movement Charter/Drafting Committee/Announcement - Final draft available}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Ciao, Il testo finale della [[m:Special:MyLanguage/Movement Charter|carta del movimento Wikimedia]] è ora disponibile per la lettura su Meta in più di 20 lingue. '''Cos'è la carta fondamentale del movimento Wikimedia?''' La carta fondamentale del movimento Wikimedia è un documento proposto per definire i ruoli e le responsabilità di tutti i membri e le entità del movimento Wikimedia, compresa la creazione di un nuovo organismo - il consiglio globale - per la governance del movimento. '''Unisciti al "Launch Party" della carta fondamentale del movimento''' Unisciti al [[m:Special:MyLanguage/Event:Movement Charter Launch Party|"Launch Party"]] il '''20 giugno 2024''' alle ore '''14:00-15:00 UTC''' ([https://zonestamp.toolforge.org/1718892000|ora locale]). Nel corso di questa chiamata, celebreremo la pubblicazione della versione definitiva della carta e ne presenteremo il contenuto. Partecipate e imparate a conoscere la carta prima di esprimere il vostro voto. '''Voto di ratifica della carta fondamentale del Movimento''' Le votazioni inizieranno su SecurePoll il '''25 giugno 2024''' alle '''00:01 UTC''' e si concluderanno il '''9 luglio 2024''' alle '''23:59 UTC'''. Per ulteriori informazioni sul [[m:Special:MyLanguage/Movement Charter/Ratification/Voting|processo di votazione, criteri di eleggibilità e altri dettagli]] consultare Meta. Se avete domande, lasciate un commento sulla [[m:Special:MyLanguage/Talk:Movement Charter|pagina di discussione su Meta]] o inviate un'e-mail al MCDC all'indirizzo [mailto:mcdc@wikimedia.org mcdc@wikimedia.org]. A nome del MCDC,<section end="announcement-content" /> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 10:45, 11 giu 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26390244 --> == Le votazioni per la ratifica della carta fondamentale del movimento Wikimedia sono aperte - votate == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Movement Charter/Drafting Committee/Announcement - Ratification vote opens|Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Movement Charter/Drafting Committee/Announcement - Ratification vote opens}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Ciao, Sono aperte le votazioni per la ratifica della [[m:Special:MyLanguage/Movement Charter|'''carta fondamentale del movimento Wikimedia''']]. La carta fondamentale del movimento Wikimedia è un documento che definisce ruoli e responsabilità per tutti i membri e le entità del movimento Wikimedia, compresa la creazione di un nuovo organo - il Consiglio globale - per la governance del movimento. La versione finale della carta fondamentale del movimento Wikimedia è [[m:Special:MyLanguage/Movement Charter|disponibile su Meta in diverse lingue]]. Le votazioni inizieranno su SecurePoll il '''25 giugno 2024''' alle '''00:01 UTC''' e si concluderanno il '''9 luglio 2024''' alle '''23:59 UTC'''. Per ulteriori informazioni sulle [[m:Special:MyLanguage/Movement Charter/Ratification/Voting|informazioni sugli elettori e dettagli sull'eleggibilità]] consultare Meta. Dopo aver letto la carta, vi preghiamo di [[Special:SecurePoll/vote/398|'''votare qui''']] e di condividere ulteriormente questa nota. Per qualsiasi domanda sul voto di ratifica, si prega di contattare la Commissione elettorale della Carta all'indirizzo [mailto:cec@wikimedia.org '''cec@wikimedia.org''']. A nome del CEC,<section end="announcement-content" /> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 12:52, 25 giu 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26989444 --> == Il processo di votazione per la ratifica della carta fondamentale del movimento Wikimedia si conclude a breve == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Movement Charter/Drafting Committee/Announcement - Final reminder|Puoi trovare questo messaggio tradotto in altre lingue su Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Movement Charter/Drafting Committee/Announcement - Final reminder}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Ciao, Si ricorda che il periodo di votazione per la ratifica della [[m:Special:MyLanguage/Movement Charter|Carta del Movimento Wikimedia]] si chiuderà il '''9 luglio 2024''' alle '''23:59 UTC'''. Se non avete ancora votato, votate [[m:Special:SecurePoll/vote/398|su SecurePoll]]. A nome della [[m:Special:MyLanguage/Movement_Charter/Ratification/Voting#Electoral_Commission|Commissione elettorale della carta]],<section end="announcement-content" /> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 05:47, 8 lug 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26989444 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">U4C Special Election - Call for Candidates</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election/Announcement – call for candidates|You can find this message translated into additional languages on Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election/Announcement – call for candidates}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Hello all, A special election has been called to fill additional vacancies on the U4C. The call for candidates phase is open from now through July 19, 2024. The [[:m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee]] (U4C) is a global group dedicated to providing an equitable and consistent implementation of the [[:foundation:Wikimedia Foundation Universal Code of Conduct|UCoC]]. Community members are invited to submit their applications in the special election for the U4C. For more information and the responsibilities of the U4C, please review the [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|U4C Charter]]. In this special election, according to [[Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter#2. Elections and Terms|chapter 2 of the U4C charter]], there are 9 seats available on the U4C: '''four''' community-at-large seats and '''five''' regional seats to ensure the U4C represents the diversity of the movement. [[Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter#5. Glossary|No more than two members of the U4C can be elected from the same home wiki]]. Therefore, candidates must not have English Wikipedia, German Wikipedia, or Italian Wikipedia as their home wiki. Read more and submit your application on [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election|Meta-wiki]]. In cooperation with the U4C,<section end="announcement-content" /> </div> -- [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 02:03, 10 lug 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26989444 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Wikimedia Movement Charter ratification voting results</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Movement Charter/Drafting Committee/Announcement - Results of the ratification vote|You can find this message translated into additional languages on Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Movement Charter/Drafting Committee/Announcement - Results of the ratification vote}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Hello everyone, After carefully tallying both individual and affiliate votes, the [[m:Special:MyLanguage/Movement Charter/Ratification/Voting#Electoral Commission|Charter Electoral Commission]] is pleased to announce the final results of the Wikimedia Movement Charter voting.   As [[m:Special:MyLanguage/Talk:Movement Charter#Thank you for your participation in the Movement Charter ratification vote!|communicated]] by the Charter Electoral Commission, we reached the quorum for both Affiliate and individual votes by the time the vote closed on '''July 9, 23:59 UTC'''. We thank all 2,451 individuals and 129 Affiliate representatives who voted in the ratification process. Your votes and comments are invaluable for the future steps in Movement Strategy. The final results of the [[m:Special:MyLanguage/Movement Charter|Wikimedia Movement Charter]] ratification voting held between 25 June and 9 July 2024 are as follows: '''Individual vote:''' Out of 2,451 individuals who voted as of July 9 23:59 (UTC), 2,446 have been accepted as valid votes. Among these, '''1,710''' voted “yes”; '''623''' voted “no”; and '''113''' selected “–” (neutral). Because the neutral votes don’t count towards the total number of votes cast, 73.30% voted to approve the Charter (1710/2333), while 26.70% voted to reject the Charter (623/2333). '''Affiliates vote:''' Out of 129 Affiliates designated voters who voted as of July 9 23:59 (UTC), 129 votes are confirmed as valid votes. Among these, '''93''' voted “yes”; '''18''' voted “no”; and '''18''' selected “–” (neutral). Because the neutral votes don’t count towards the total number of votes cast, 83.78% voted to approve the Charter (93/111), while 16.22% voted to reject the Charter (18/111). '''Board of Trustees of the Wikimedia Foundation:''' The Wikimedia Foundation Board of Trustees voted '''not to ratify''' the proposed Charter during their special Board meeting on July 8, 2024. The Chair of the Wikimedia Foundation Board of Trustees, Nataliia Tymkiv, [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_Board_noticeboard/Board_resolution_and_vote_on_the_proposed_Movement_Charter|shared the result of the vote, the resolution, meeting minutes and proposed next steps]].   With this, the Wikimedia Movement Charter in its current revision is '''not ratified'''. We thank you for your participation in this important moment in our movement’s governance. The Charter Electoral Commission, [[m:User:Abhinav619|Abhinav619]], [[m:User:Borschts|Borschts]], [[m:User:Iwuala Lucy|Iwuala Lucy]], [[m:User:Tochiprecious|Tochiprecious]], [[m:User:Der-Wir-Ing|Der-Wir-Ing]]<section end="announcement-content" /> </div> [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 19:53, 18 lug 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26989444 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Vote now to fill vacancies of the first U4C</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election/Announcement – voting opens|You can find this message translated into additional languages on Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election/Announcement – voting opens}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Dear all, I am writing to you to let you know the voting period for the Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C) is open now through '''August 10, 2024'''. Read the information on the [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election|voting page on Meta-wiki]] to learn more about voting and voter eligibility. The Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C) is a global group dedicated to providing an equitable and consistent implementation of the UCoC. Community members were invited to submit their applications for the U4C. For more information and the responsibilities of the U4C, please [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|review the U4C Charter]]. Please share this message with members of your community so they can participate as well. In cooperation with the U4C,<section end="announcement-content" /> </div> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 04:47, 27 lug 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=26989444 --> == <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Reminder! Vote closing soon to fill vacancies of the first U4C</span> == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election/Announcement – reminder to vote|You can find this message translated into additional languages on Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election/Announcement – reminder to vote}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Dear all, The voting period for the Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C) is closing soon. It is open through 10 August 2024. Read the information on [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2024_Special_Election#Voting|the voting page on Meta-wiki to learn more about voting and voter eligibility]]. If you are eligible to vote and have not voted in this special election, it is important that you vote now. '''Why should you vote?''' The U4C is a global group dedicated to providing an equitable and consistent implementation of the UCoC. Community input into the committee membership is critical to the success of the UCoC. Please share this message with members of your community so they can participate as well. In cooperation with the U4C,<section end="announcement-content" /> </div> -- [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 17:30, 6 ago 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=27183190 --> == <span lang="en" dir="ltr">Coming soon: A new sub-referencing feature – try it!</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="Sub-referencing"/> [[File:Sub-referencing reuse visual.png|{{#ifeq:{{#dir}}|ltr|right|left}}|400px]] Hello. For many years, community members have requested an easy way to re-use references with different details. Now, a MediaWiki solution is coming: The new sub-referencing feature will work for wikitext and Visual Editor and will enhance the existing reference system. You can continue to use different ways of referencing, but you will probably encounter sub-references in articles written by other users. More information on [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes/Sub-referencing|the project page]]. '''We want your feedback''' to make sure this feature works well for you: * [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes/Sub-referencing#Test|Please try]] the current state of development on beta wiki and [[m:Talk:WMDE Technical Wishes/Sub-referencing|let us know what you think]]. * [[m:WMDE Technical Wishes/Sub-referencing/Sign-up|Sign up here]] to get updates and/or invites to participate in user research activities. [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Deutschland|Wikimedia Deutschland]]’s [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes|Technical Wishes]] team is planning to bring this feature to Wikimedia wikis later this year. We will reach out to creators/maintainers of tools and templates related to references beforehand. Please help us spread the message. --[[m:User:Johannes Richter (WMDE)|Johannes Richter (WMDE)]] ([[m:User talk:Johannes Richter (WMDE)|talk]]) 10:36, 19 August 2024 (UTC) <section end="Sub-referencing"/> </div> <!-- Messaggio inviato da User:Johannes Richter (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Johannes_Richter_(WMDE)/Sub-referencing/massmessage_list&oldid=27309345 --> == Sign up for the language community meeting on August 30th, 15:00 UTC == Hi all, The next language community meeting is scheduled in a few weeks—on August 30th at 15:00 UTC. If you're interested in joining, you can [https://www.mediawiki.org/wiki/Wikimedia_Language_and_Product_Localization/Community_meetings#30_August_2024 sign up on this wiki page]. This participant-driven meeting will focus on sharing language-specific updates related to various projects, discussing technical issues related to language wikis, and working together to find possible solutions. For example, in the last meeting, topics included the Language Converter, the state of language research, updates on the Incubator conversations, and technical challenges around external links not working with special characters on Bengali sites. Do you have any ideas for topics to share technical updates or discuss challenges? Please add agenda items to the document [https://etherpad.wikimedia.org/p/language-community-meeting-aug-2024 here] and reach out to ssethi(__AT__)wikimedia.org. We look forward to your participation! [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 01:20, 23 ago 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:SSethi (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=27183190 --> == <span lang="en" dir="ltr">Announcing the Universal Code of Conduct Coordinating Committee</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="announcement-content" /> :''[https://lists.wikimedia.org/hyperkitty/list/board-elections@lists.wikimedia.org/thread/OKCCN2CANIH2K7DXJOL2GPVDFWL27R7C/ Original message at wikimedia-l]. [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election/Announcement - results|You can find this message translated into additional languages on Meta-wiki.]] [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election/Announcement - results}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Hello all, The scrutineers have finished reviewing the vote and the [[m:Special:MyLanguage/Elections Committee|Elections Committee]] have certified the [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election/Results|results]] for the [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2024 Special Election|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C) special election]]. I am pleased to announce the following individual as regional members of the U4C, who will fulfill a term until 15 June 2026: * North America (USA and Canada) ** Ajraddatz The following seats were not filled during this special election: * Latin America and Caribbean * Central and East Europe (CEE) * Sub-Saharan Africa * South Asia * The four remaining Community-At-Large seats Thank you again to everyone who participated in this process and much appreciation to the candidates for your leadership and dedication to the Wikimedia movement and community. Over the next few weeks, the U4C will begin meeting and planning the 2024-25 year in supporting the implementation and review of the UCoC and Enforcement Guidelines. You can follow their work on [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee|Meta-Wiki]]. On behalf of the U4C and the Elections Committee,<section end="announcement-content" /> </div> [[m:User:RamzyM (WMF)|RamzyM (WMF)]] 16:06, 2 set 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=27183190 --> == Dì la tua: vota per il Board of Trustees 2024! == <section begin="announcement-content" /> Ciao a tutti, Sono aperte le votazioni per l'elezione del [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2024|Board of Trustees 2024]]. Ci sono dodici (12) candidati in corsa per quattro (4) posti nel Board. Per saperne di più sui candidati, [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2024/Candidates|leggete le loro dichiarazioni]] e le loro [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_elections/2024/Questions_for_candidates|risposte alle domande della comunità]]. Quando siete pronti, andate alla pagina di votazione [[Special:SecurePoll/vote/400|SecurePoll]] per votare. '''La votazione è aperta dal 3 settembre alle 00:00 UTC al 17 settembre alle 23:59 UTC'''. Per verificare l'idoneità al voto, visitate la pagina [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_elections/2024/Voter_eligibility_guidelines|eleggibilità]]. Cordiali saluti, Il comitato elettorale e il Board Selection Working Group<section end="announcement-content" /> [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 14:15, 3 set 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=27183190 --> == Risultati preliminari delle elezioni 2024 del Board of Trustees di Wikimedia Foundation == <section begin="announcement-content" /> Ciao a tutti, Grazie a tutti coloro che hanno partecipato all'[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2024|elezione 2024 del Board of Trustees della Wikimedia Foundation]]. Hanno votato circa 6000 membri delle comunità di oltre 180 progetti. I seguenti quattro candidati hanno ottenuto il maggior numero di voti: # [[User:Kritzolina|Christel Steigenberger]] # [[User:Nadzik|Maciej Artur Nadzikiewicz]] # [[User:Victoria|Victoria Doronina]] # [[User:Laurentius|Lorenzo Losa]] Anche se questi candidati hanno ottenuto il maggior numero di voti nell'elezione devono ancora essere nominati nel Board of Trustees. Devono superare un controllo dei precedenti e soddisfare le qualifiche indicate nel Regolamento. I nuovi membri del Board saranno nominati alla prossima riunione del Board, nel dicembre 2024. [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_elections/2024/Results|L'annuncio completo si trova su Meta-Wiki]] Cordiali saluti, Il Comitato elettorale e il Board Selection Working Group <section end="announcement-content" /> [[User:MPossoupe_(WMF)|MPossoupe_(WMF)]] 10:26, 14 ott 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:MPossoupe (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=27183190 --> == <span lang="en" dir="ltr">Seeking volunteers to join several of the movement’s committees</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="announcement-content" /> Each year, typically from October through December, several of the movement’s committees seek new volunteers. Read more about the committees on their Meta-wiki pages: * [[m:Special:MyLanguage/Affiliations_Committee|Affiliations Committee (AffCom)]] * [[m:Special:MyLanguage/Ombuds_commission|Ombuds commission (OC)]] * [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Legal/Community Resilience and Sustainability/Trust and Safety/Case Review Committee|Case Review Committee (CRC)]] Applications for the committees open on 16 October 2024. Applications for the Affiliations Committee close on 18 November 2024, and applications for the Ombuds commission and the Case Review Committee close on 2 December 2024. Learn how to apply by [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation/Legal/Committee_appointments|visiting the appointment page on Meta-wiki]]. Post to the talk page or email [mailto:cst@wikimedia.org cst@wikimedia.org] with any questions you may have. For the Committee Support team, <section end="announcement-content" /> </div> -- [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 01:08, 17 ott 2024 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=27601062 --> == Sign up for the language community meeting on November 29th, 16:00 UTC == Hello everyone, The next language community meeting is coming up next week, on November 29th, at 16:00 UTC (Zonestamp! For your timezone <https://zonestamp.toolforge.org/1732896000>). If you're interested in joining, you can sign up on this wiki page: <https://www.mediawiki.org/wiki/Wikimedia_Language_and_Product_Localization/Community_meetings#29_November_2024>. This participant-driven meeting will be organized by the Wikimedia Foundation’s Language Product Localization team and the Language Diversity Hub. There will be presentations on topics like developing language keyboards, the creation of the Moore Wikipedia, and the language support track at Wiki Indaba. We will also have members from the Wayuunaiki community joining us to share their experiences with the Incubator and as a new community within our movement. This meeting will have a Spanish interpretation. Looking forward to seeing you at the language community meeting! Cheers, [[User:SSethi (WMF)|Srishti]] 20:54, 21 nov 2024 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:SSethi (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=27746256 --> == Universal Code of Conduct annual review: provide your comments on the UCoC and Enforcement Guidelines == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> My apologies for writing in English. {{Int:Please-translate}}. I am writing to you to let you know the annual review period for the Universal Code of Conduct and Enforcement Guidelines is open now. You can make suggestions for changes through 3 February 2025. This is the first step of several to be taken for the annual review. [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Annual_review|Read more information and find a conversation to join on the UCoC page on Meta]]. The [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee]] (U4C) is a global group dedicated to providing an equitable and consistent implementation of the UCoC. This annual review was planned and implemented by the U4C. For more information and the responsibilities of the U4C, [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Charter|you may review the U4C Charter]]. Please share this information with other members in your community wherever else might be appropriate. -- In cooperation with the U4C, [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 02:11, 24 gen 2025 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=27746256 --> == Reminder: first part of the annual UCoC review closes soon == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> My apologies for writing in English. {{Int:Please-translate}}. This is a reminder that the first phase of the annual review period for the Universal Code of Conduct and Enforcement Guidelines will be closing soon. You can make suggestions for changes through [[d:Q614092|the end of day]], 3 February 2025. This is the first step of several to be taken for the annual review. [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Annual_review|Read more information and find a conversation to join on the UCoC page on Meta]]. After review of the feedback, proposals for updated text will be published on Meta in March for another round of community review. Please share this information with other members in your community wherever else might be appropriate. -- In cooperation with the U4C, [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 01:49, 3 feb 2025 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=28198931 --> == Prossimo Language Community Meeting (28 febbraio, 14:00 UTC) e Newsletter == <section begin="message"/> Ciao, [[File:WP20Symbols WIKI INCUBATOR.svg|right|frameless|150x150px|alt=Un'immagine che simboleggia più lingue]] Siamo lieti di annunciare che il prossimo '''Language Community Meeting''' avrà luogo il '''28 febbraio alle 14:00 UTC'''! Se vuoi partecipare registrati su '''[[mw:Wikimedia_Language_and_Product_Localization/Community_meetings#28_February_2025|questa pagina]]'''. Si tratta di un incontro condotto dai partecipanti in cui vengono condivisi gli aggiornamenti sui progetti relativi alle lingue, si discutono le sfide tecniche dei wiki linguistici e si collabora alle soluzioni. Nell'ultimo incontro sono stati affrontati argomenti come lo sviluppo di tastiere per lingue diverse, la creazione della Wikipedia in Moore e gli aggiornamenti relativi al supporto linguistico a Wiki Indaba. '''Hai un argomento da condividere?''' Che si tratti di un aggiornamento tecnico del vostro progetto, di una sfida da affrontare o di una richiesta di supporto alla traduzione, saremo lieti di sentirvi! Sentitevi liberi di '''rispondere a questo messaggio''' o di aggiungere punti all'ordine del giorno al documento che si trova '''[[etherpad:p/language-community-meeting-feb-2025|qui]]'''. Inoltre, volevamo sottolineare che la sesta edizione della newsletter di Language & Internationalization (gennaio 2025) è disponibile qui: [[:mw:Special:MyLanguage/Wikimedia Language and Product Localization/Newsletter/2025/January|Wikimedia Language and Product Localization/Newsletter/2025/January]]. Questa newsletter fornisce aggiornamenti dal trimestre ottobre-dicembre 2024 sullo sviluppo di nuove funzionalità, sui miglioramenti nei vari progetti tecnici e di supporto legati alla lingua, sui dettagli delle riunioni della comunità e sulle idee per contribuire ai progetti. Per rimanere aggiornati, è possibile iscriversi alla newsletter sulla sua pagina wiki: [[:mw:Wikimedia Language and Product Localization/Newsletter|Wikimedia Language and Product Localization/Newsletter]]. Attendiamo le vostre idee e la vostra partecipazione all'incontro della comunità linguistica, ci vediamo lì! <section end="message"/> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 09:29, 22 feb 2025 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:SSethi (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=28217779 --> == Universal Code of Conduct annual review: proposed changes are available for comment == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> My apologies for writing in English. {{Int:Please-translate}}. I am writing to you to let you know that [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Annual_review/Proposed_Changes|proposed changes]] to the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_guidelines|Universal Code of Conduct (UCoC) Enforcement Guidelines]] and [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Charter|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C) Charter]] are open for review. '''[[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Annual_review/Proposed_Changes|You can provide feedback on suggested changes]]''' through the [[d:Q614092|end of day]] on Tuesday, 18 March 2025. This is the second step in the annual review process, the final step will be community voting on the proposed changes. [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Annual_review|Read more information and find relevant links about the process on the UCoC annual review page on Meta]]. The [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee]] (U4C) is a global group dedicated to providing an equitable and consistent implementation of the UCoC. This annual review was planned and implemented by the U4C. For more information and the responsibilities of the U4C, [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Charter|you may review the U4C Charter]]. Please share this information with other members in your community wherever else might be appropriate. -- In cooperation with the U4C, [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] 19:51, 7 mar 2025 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=28307738 --> == Final proposed modifications to the Universal Code of Conduct Enforcement Guidelines and U4C Charter now posted == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> The proposed modifications to the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Universal_Code_of_Conduct/Enforcement_guidelines|Universal Code of Conduct Enforcement Guidelines]] and the U4C Charter [[m:Universal_Code_of_Conduct/Annual_review/2025/Proposed_Changes|are now on Meta-wiki for community notice]] in advance of the voting period. This final draft was developed from the previous two rounds of community review. Community members will be able to vote on these modifications starting on 17 April 2025. The vote will close on 1 May 2025, and results will be announced no later than 12 May 2025. The U4C election period, starting with a call for candidates, will open immediately following the announcement of the review results. More information will be posted on [[m:Special:MyLanguage//Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election|the wiki page for the election]] soon. Please be advised that this process will require more messages to be sent here over the next two months. The [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C)]] is a global group dedicated to providing an equitable and consistent implementation of the UCoC. This annual review was planned and implemented by the U4C. For more information and the responsibilities of the U4C, you may [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Charter|review the U4C Charter]]. Please share this message with members of your community so they can participate as well. -- In cooperation with the U4C, [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User_talk:Keegan (WMF)|talk]]) 04:05, 4 apr 2025 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=28469465 --> == Vote now on the revised UCoC Enforcement Guidelines and U4C Charter == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> The voting period for the revisions to the Universal Code of Conduct Enforcement Guidelines ("UCoC EG") and the UCoC's Coordinating Committee Charter is open now through the end of 1 May (UTC) ([https://zonestamp.toolforge.org/1746162000 find in your time zone]). [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Annual_review/2025/Voter_information|Read the information on how to participate and read over the proposal before voting]] on the UCoC page on Meta-wiki. The [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C)]] is a global group dedicated to providing an equitable and consistent implementation of the UCoC. This annual review of the EG and Charter was planned and implemented by the U4C. Further information will be provided in the coming months about the review of the UCoC itself. For more information and the responsibilities of the U4C, you may [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Charter|review the U4C Charter]]. Please share this message with members of your community so they can participate as well. In cooperation with the U4C -- [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User_talk:Keegan (WMF)|talk]]) 02:35, 17 apr 2025 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=28469465 --> == Votazione sulle modifiche proposte per le Linee guida di applicazione dell'UCoC e della U4C Charter. == <section begin="announcement-content" /> <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> The voting period for the revisions to the Universal Code of Conduct Enforcement Guidelines and U4C Charter closes on 1 May 2025 at 23:59 UTC ([https://zonestamp.toolforge.org/1746162000 find in your time zone]). [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Annual review/2025/Voter information|Read the information on how to participate and read over the proposal before voting]] on the UCoC page on Meta-wiki. </div> Il [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee|Comitato di Coordinamento del Codice Universale di Condotta (U4C)]] è un gruppo globale impegnato a fornire un'applicazione equa e coerente dell'UCoC. Questa revisione annuale è stata pianificata e realizzata dall'U4C. Per altre informazioni è per le responsabilità dell'U4C potete [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|consultare la Charter di U4C]]. <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> Please share this message with members of your community in your language, as appropriate, so they can participate as well. </div> <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> In cooperation with the U4C -- </div> <section end="announcement-content" /> <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 05:41, 29 apr 2025 (CEST)</div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=28618011 --> == <span lang="en" dir="ltr">Call for Candidates for the Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C)</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="announcement-content" /> The results of voting on the Universal Code of Conduct Enforcement Guidelines and Universal Code of Conduct Coordinating Committee (U4C) Charter is [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Annual review/2025#Results|available on Meta-wiki]]. You may now [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2025/Candidates|submit your candidacy to serve on the U4C]] through 29 May 2025 at 12:00 UTC. Information about [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2025|eligibility, process, and the timeline are on Meta-wiki]]. Voting on candidates will open on 1 June 2025 and run for two weeks, closing on 15 June 2025 at 12:00 UTC. If you have any questions, you can ask on [[m:Talk:Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Election/2025|the discussion page for the election]]. -- in cooperation with the U4C, </div><section end="announcement-content" /> <bdi lang="en" dir="ltr">[[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User_talk:Keegan (WMF)|discussione]])</bdi> 00:07, 16 mag 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=28618011 --> == RfC ongoing regarding Abstract Wikipedia (and your project) == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> ''(Apologies for posting in English, if this is not your first language)'' Hello all! We opened a discussion on Meta about a very delicate issue for the development of [[:m:Special:MyLanguage/Abstract Wikipedia|Abstract Wikipedia]]: where to store the abstract content that will be developed through functions from Wikifunctions and data from Wikidata. Since some of the hypothesis involve your project, we wanted to hear your thoughts too. We want to make the decision process clear: we do not yet know which option we want to use, which is why we are consulting here. We will take the arguments from the Wikimedia communities into account, and we want to consult with the different communities and hear arguments that will help us with the decision. The decision will be made and communicated after the consultation period by the Foundation. You can read the various hypothesis and have your say at [[:m:Abstract Wikipedia/Location of Abstract Content|Abstract Wikipedia/Location of Abstract Content]]. Thank you in advance! -- [[User:Sannita (WMF)|Sannita (WMF)]] ([[User talk:Sannita (WMF)|<span class="signature-talk">{{int:Talkpagelinktext}}</span>]]) 17:27, 22 mag 2025 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Sannita (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Sannita_(WMF)/Mass_sending_test&oldid=28768453 --> == Elezioni del 2025 del Board of Trustees di Wikimedia Foundation - Selezione e domande == <section begin="announcement-content" /> :''[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2025/Announcement/Selection announcement|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Wikimedia Foundation elections/2025/Announcement/Selection announcement}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]'' Buongiorno, Quest'anno, il mandato di 2 (due) membri del Board selezionati dalla comunità e dagli affiliati nel Board of Trustees di Wikimedia Foundation giungerà a termine [1]. Il Board invita tutto il movimento a partecipare al processo di selezione di quest'anno e a votare per occupare questi posti. La commissione elettorale supervisionerà questo processo con il supporto dello staff della Foundation [2]. Il Comitato per la governance, composto da membri del Board che non sono candidati al processo di selezione del 2025 selezionati dalla comunità e dagli affiliati (Raju Narisetti, Shani Evenstein Sigalov, Lorenzo Losa, Kathy Collins, Victoria Doronina e Esra'a Al Shafei) [3], ha il compito di fornire una supervisione del Board per il processo di selezione dei membri del Board del 2025 e di tenere informato il Board. Per maggiori dettagli sui ruoli della Commissione elettorale, del Board e dello staff, consultare il sito [4]. Ecco le date principali previste: * 22 maggio - 5 giugno: Annuncio (questa comunicazione) e invito a presentare domande. [6] * 17 giugno - 1 luglio 2025: Invito a presentare candidature * luglio 2025: Se necessario, gli affiliati votano per la selezione dei candidati, se le candidature sono almeno 10 o più [5]. * Agosto 2025: Periodo di campagna elettorale * * Agosto - settembre 2025: Due settimane di votazione comunitaria * * Ottobre - novembre 2025: Controllo dei precedenti dei candidati selezionati * Riunione del Board a dicembre 2025: Insediamento dei nuovi membri Per saperne di più sul processo di selezione dei 2025 - compresa la tempistica dettagliata, il processo di candidatura, le regole della campagna e i criteri di idoneità dei votanti - consultare questa pagina Meta-wiki [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_elections/2025|[link]]]. '''Invito a porre domande''' In ogni processo di selezione, la comunità ha l'opportunità di presentare domande alle quali i candidati del Board of Trustees dovranno rispondere. La commissione elettorale seleziona dall'elenco elaborato dalla comunità le domande a cui i candidati dovranno rispondere. Per essere eleggibili, i candidati devono rispondere a tutte le domande richieste nella candidatura; in caso contrario, la loro candidatura sarà annullata. Quest'anno, la commissione elettorale selezionerà 5 domande alle quali i candidati dovranno rispondere. Le domande selezionate possono essere una combinazione di quelle presentate dalla comunità, se sono simili o correlate. [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_elections/2025/Questions_for_candidates|[link]]] '''Volontari per le elezioni''' Un altro modo per partecipare al processo di selezione del 2025 è quello di essere un volontario per l'elezione. I volontari per l'elezione sono un ponte tra la commissione elettorale e la rispettiva comunità. Aiutano a garantire che la loro comunità sia rappresentata e la mobilitano a votare. Per saperne di più sul programma e sulle modalità di adesione, consultare questa pagina della Meta-wiki [[m:Wikimedia_Foundation_elections/2025/Election_volunteers|[link]]]. Grazie! [1] https://meta.wikimedia.org/wiki/Wikimedia_Foundation_elections/2022/Results [2] https://foundation.wikimedia.org/wiki/Committee:Elections_Committee_Charter [3] https://foundation.wikimedia.org/wiki/Resolution:Committee_Membership,_December_2024 [4] https://meta.wikimedia.org/wiki/Wikimedia_Foundation_elections_committee/Roles [5] https://meta.wikimedia.org/wiki/Wikimedia_Foundation_elections/2025/FAQ [6] https://meta.wikimedia.org/wiki/Wikimedia_Foundation_elections/2025/Questions_for_candidates Cordiali saluti, Victoria Doronina Rappresentante del Board presso la commissione elettorale Comitato per la Governance<section end="announcement-content" /> [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 05:08, 28 mag 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=28618011 --> == Vote now in the 2025 U4C Election == <div lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> Apologies for writing in English. {{Int:Please-translate}} Eligible voters are asked to participate in the 2025 [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee]] election. More information–including an eligibility check, voting process information, candidate information, and a link to the vote–are available on Meta at the [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2025|2025 Election information page]]. The vote closes on 17 June 2025 at [https://zonestamp.toolforge.org/1750161600 12:00 UTC]. Please vote if your account is eligible. Results will be available by 1 July 2025. -- In cooperation with the U4C, [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 01:01, 14 giu 2025 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=28848819 --> == Board of Trustees 2025 della Wikimedia Foundation - Invito a presentare candidature == <section begin="announcement-content" /> :''<div class="plainlinks">[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2025/Announcement/Call for candidates|{{int:interlanguage-link-mul}}]] • [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Special:Translate&group=page-{{urlencode:Wikimedia Foundation elections/2025/Announcement/Call for candidates}}&language=&action=page&filter= {{int:please-translate}}]</div>'' Salve a tutti, La [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2025|candidatura del Board of Trustees della Wikimedia Foundation per il 2025 è ora aperta]] dal 17 giugno 2025 al 2 luglio 2025 alle 23:59 UTC [1]. Il Board of Trustees supervisiona il lavoro della Wikimedia Foundation, e ogni membro del Board ricopre un mandato di tre anni [2]. Si tratta di una carica di volontariato. Quest'anno, la comunità di Wikimedia voterà a partire da fine agosto fino a settembre 2025 per assegnare due (2) posti nel Board della Foundation. Tu, o qualcuno che conosci, potresti essere adatto a far parte del Board of Trustees della Wikimedia Foundation? [3] Scopri cosa serve per candidarsi a queste posizioni di leadership e come presentare la tua candidatura su [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2025/Candidate application|questa pagina Meta-wiki]] o incoraggia qualcun altro a candidarsi alle elezioni di quest'anno. Cordiali saluti, Abhishek Suryawanshi<br /> Presidente della commissione elettorale A nome della commissione elettorale e del comitato di governance [1] https://meta.wikimedia.org/wiki/Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_elections/2025/Call_for_candidates [2] https://foundation.wikimedia.org/wiki/Legal:Bylaws#(B)_Term. [3] https://meta.wikimedia.org/wiki/Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_elections/2025/Resources_for_candidates<section end="announcement-content" /> [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 19:44, 17 giu 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=28866958 --> == <span lang="en" dir="ltr">Sister Projects Task Force reviews Wikispore and Wikinews</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="message"/> Dear Wikimedia Community, The [[m:Wikimedia Foundation Community Affairs Committee|Community Affairs Committee (CAC)]] of the Wikimedia Foundation Board of Trustees assigned [[m:Wikimedia Foundation Community Affairs Committee/Sister Projects Task Force|the Sister Projects Task Force (SPTF)]] to update and implement a procedure for assessing the lifecycle of Sister Projects – wiki [[m:Wikimedia projects|projects supported by Wikimedia Foundation (WMF)]]. A vision of relevant, accessible, and impactful free knowledge has always guided the Wikimedia Movement. As the ecosystem of Wikimedia projects continues to evolve, it is crucial that we periodically review existing projects to ensure they still align with our goals and community capacity. Despite their noble intent, some projects may no longer effectively serve their original purpose. '''Reviewing such projects is not about giving up – it's about responsible stewardship of shared resources'''. Volunteer time, staff support, infrastructure, and community attention are finite, and the non-technical costs tend to grow significantly as our ecosystem has entered a different age of the internet than the one we were founded in. Supporting inactive projects or projects that didn't meet our ambitions can unintentionally divert these resources from areas with more potential impact. Moreover, maintaining projects that no longer reflect the quality and reliability of the Wikimedia name stands for, involves a reputational risk. An abandoned or less reliable project affects trust in the Wikimedia movement. Lastly, '''failing to sunset or reimagine projects that are no longer working can make it much harder to start new ones'''. When the community feels bound to every past decision – no matter how outdated – we risk stagnation. A healthy ecosystem must allow for evolution, adaptation, and, when necessary, letting go. If we create the expectation that every project must exist indefinitely, we limit our ability to experiment and innovate. Because of this, SPTF reviewed two requests concerning the lifecycle of the Sister Projects to work through and demonstrate the review process. We chose Wikispore as a case study for a possible new Sister Project opening and Wikinews as a case study for a review of an existing project. Preliminary findings were discussed with the CAC, and a community consultation on both proposals was recommended. === Wikispore === The [[m:Wikispore|application to consider Wikispore]] was submitted in 2019. SPTF decided to review this request in more depth because rather than being concentrated on a specific topic, as most of the proposals for the new Sister Projects are, Wikispore has the potential to nurture multiple start-up Sister Projects. After careful consideration, the SPTF has decided '''not to recommend''' Wikispore as a Wikimedia Sister Project. Considering the current activity level, the current arrangement allows '''better flexibility''' and experimentation while WMF provides core infrastructural support. We acknowledge the initiative's potential and seek community input on what would constitute a sufficient level of activity and engagement to reconsider its status in the future. As part of the process, we shared the decision with the Wikispore community and invited one of its leaders, Pharos, to an SPTF meeting. Currently, we especially invite feedback on measurable criteria indicating the project's readiness, such as contributor numbers, content volume, and sustained community support. This would clarify the criteria sufficient for opening a new Sister Project, including possible future Wikispore re-application. However, the numbers will always be a guide because any number can be gamed. === Wikinews === We chose to review Wikinews among existing Sister Projects because it is the one for which we have observed the highest level of concern in multiple ways. Since the SPTF was convened in 2023, its members have asked for the community's opinions during conferences and community calls about Sister Projects that did not fulfil their promise in the Wikimedia movement.[https://commons.wikimedia.org/wiki/File:WCNA_2024._Sister_Projects_-_opening%3F_closing%3F_merging%3F_splitting%3F.pdf <nowiki>[1]</nowiki>][https://meta.wikimedia.org/wiki/Wikimedia_Foundation_Community_Affairs_Committee/Sister_Projects_Task_Force#Wikimania_2023_session_%22Sister_Projects:_past,_present_and_the_glorious_future%22 <nowiki>[2]</nowiki>][https://meta.wikimedia.org/wiki/WikiConvention_francophone/2024/Programme/Quelle_proc%C3%A9dure_pour_ouvrir_ou_fermer_un_projet_%3F <nowiki>[3]</nowiki>] Wikinews was the leading candidate for an evaluation because people from multiple language communities proposed it. Additionally, by most measures, it is the least active Sister Project, with the greatest drop in activity over the years. While the Language Committee routinely opens and closes language versions of the Sister Projects in small languages, there has never been a valid proposal to close Wikipedia in major languages or any project in English. This is not true for Wikinews, where there was a proposal to close English Wikinews, which gained some traction but did not result in any action[https://meta.wikimedia.org/wiki/Proposals_for_closing_projects/Closure_of_English_Wikinews <nowiki>[4]</nowiki>][https://meta.wikimedia.org/wiki/WikiConvention_francophone/2024/Programme/Quelle_proc%C3%A9dure_pour_ouvrir_ou_fermer_un_projet_%3F <nowiki>[5]</nowiki>, see section 5] as well as a draft proposal to close all languages of Wikinews[https://meta.wikimedia.org/wiki/Talk:Proposals_for_closing_projects/Archive_2#Close_Wikinews_completely,_all_languages? <nowiki>[6]</nowiki>]. [[:c:File:Sister Projects Taskforce Wikinews review 2024.pdf|Initial metrics]] compiled by WMF staff also support the community's concerns about Wikinews. Based on this report, SPTF recommends a community reevaluation of Wikinews. We conclude that its current structure and activity levels are the lowest among the existing sister projects. SPTF also recommends pausing the opening of new language editions while the consultation runs. SPTF brings this analysis to a discussion and welcomes discussions of alternative outcomes, including potential restructuring efforts or integration with other Wikimedia initiatives. '''Options''' mentioned so far (which might be applied to just low-activity languages or all languages) include but are not limited to: *Restructure how Wikinews works and is linked to other current events efforts on the projects, *Merge the content of Wikinews into the relevant language Wikipedias, possibly in a new namespace, *Merge content into compatibly licensed external projects, *Archive Wikinews projects. Your insights and perspectives are invaluable in shaping the future of these projects. We encourage all interested community members to share their thoughts on the relevant discussion pages or through other designated feedback channels. === Feedback and next steps === We'd be grateful if you want to take part in a conversation on the future of these projects and the review process. We are setting up two different project pages: [[m:Public consultation about Wikispore|Public consultation about Wikispore]] and [[m:Public consultation about Wikinews|Public consultation about Wikinews]]. Please participate between 27 June 2025 and 27 July 2025, after which we will summarize the discussion to move forward. You can write in your own language. I will also host a community conversation 16th July Wednesday 11.00 UTC and 17th July Thursday 17.00 UTC (call links to follow shortly) and will be around at Wikimania for more discussions. <section end="message"/> </div> -- [[User:Victoria|Victoria]] on behalf of the Sister Project Task Force, 22:57, 27 giu 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Johan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Johan_(WMF)/Sister_project_MassMassage_on_behalf_of_Victoria/Target_list&oldid=28911188 --> == Global discussion on Welcome messages == <div lang{{=}}"en" dir{{=}}"ltr">Sorry that this message is in English. {{int:please-translate}}. There is a request for comment at [[:m:Special:MyLanguage/Requests for comment/Welcoming policy]] on a proposal to forbid sending [[:m:welcome messages|welcome messages]] to users who have not made an edit, which is currently in practice at your wiki. Your comment on this matter would be appreciated.</div> [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 04:38, 13 set 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:DreamRimmer@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:DreamRimmer/MMS_list&oldid=29262336 --> == Upcoming Dark Mode user interface rollout for anonymous Wikimedia sites users == <div lang="en" dir="ltr"> {{int:Hello}} Wikimedians, Apologies if this message is not in your language. {{int:please-translate}}. The [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web|Reader Experience team]] will launch the Dark mode feature for anonymous users on all Wikimedia sites, including yours, on October 29, 2025. [[:en:Special:MyLanguage/Light-on-dark color scheme|Dark mode]] is an option that allows users to view pages in light-coloured text, and icons on a dark background. Once it is available for anonymous users, they can enable it when using various devices. More information on ways to enable it can be found on [[:en:Special:MyLanguage/Wikipedia:Dark mode#Options for anyone|this page]]. Given many pages are still not compatible with dark mode this will be an opt-in feature and not automatically apply to pages. Dark mode requires modifications to content pages and templates, and since our initial launch [https://diff.wikimedia.org/2024/07/17/dark-modes-bright-future-how-dark-mode-will-transform-wikipedias-accessibility/ in July 2024], we have been working with communities and helping them prepare for dark mode. Before the rollout, it is essential that template authors and technical contributors test dark mode and read [[mw:Special:MyLanguage/Reading/Web/Accessibility for reading/Updates/2024-04|this page]] to learn how to make pages Dark mode-ready and address any compatibility issues found in templates. We will fix most color compatibility issues only on the most-viewed pages on projects with over 5 million monthly page views. Technical contributors with an account should opt into dark mode currently using preferences or settings and test pages and seek help before the release to ensure everything complies before the enablement. If you have any questions or need help, please [[mw:Special:MyLanguage/Talk:Reading/Web/Accessibility for reading#|contact the Reader Experience team]] for support. Thank you! </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:UOzurumba (WMF)|UOzurumba (WMF)]]</bdi> 04:08, 30 set 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:UOzurumba (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:UOzurumba_(WMF)/sandbox_Dark_mode_deployment_mass_message_list_(October_2025)&oldid=29358561 --> == Esprimi il tuo parere: vota per il Board of Trustees 2025 == <section begin="announcement-content" /> Ciao a tutti, Sono aperte le votazioni per [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2025|l'elezione del Board of Trustees 2025]]. I candidati saranno selezionati per due (2) seggi del Board. Per verificare la tua idoneità al voto, visita la [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2025/Voter eligibility guidelines|pagina idoneità degli elettori]]. Per ulteriori informazioni sui candidati, [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation elections/2025/Candidates|leggi le loro presentazioni e guarda i video delle candidature]]. Quando sei pronto, vai alla [[m:Special:SecurePoll/vote/405|pagina di voto SecurePoll per votare]]. '''La votazione è aperta dall'8 ottobre alle 00:00 UTC fino al 22 ottobre alle 23:59 UTC.''' Cordiali saluti, Abhishek Suryawanshi<br />Presidente della commissione elettorale<section end="announcement-content" /> [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 06:48, 9 ott 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:RamzyM (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=29360896 --> == Aiutaci a decidere il nome del nostro nuovo progetto per una Wikipedia astratta == <section begin="function1"/> {{int:Hello}}. Per favore, aiutaci a trovare un nome per il nostro progetto di Wikipedia astratta. Questo progetto sarà una wiki che permetterà agli utenti di combinare le funzioni di [[:f:|Wikifunctions]] e i dati di Wikidata per generare frasi in linguaggi naturali in ogni lingua supportata dai nostri progetti. Queste frasi possono essere usate da qualsiasi Wikipedia (o da altri progetti, anche non Wikimedia). Ci saranno due round di votazioni, ciascuno seguito da una revisione legale delle proposte, che inizieranno rispettivamente il 20 ottobre e il 17 novembre 2025. Il nostro obiettivo è di avere un nome definitivo per il progetto per la metà di dicembre 2025. Se volete partecipare, allora '''[[m:Special:MyLanguage/Abstract Wikipedia/Abstract Wikipedia naming contest|informati e vota ora]]''' su Meta. {{Int:Feedback-thanks-title}} <section end="function1"/> -- [[User:Sannita (WMF)|User:Sannita (WMF)]] ([[User talk:Sannita (WMF)|talk]]) 13:43, 20 ott 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Sannita (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=29432175 --> == <span lang="en" dir="ltr">Seeking volunteers to join several of the movement’s committees</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="announcement-content" /> Each year, typically from October through December, several of the movement’s committees seek new volunteers. Read more about the committees on their Meta-wiki pages: * [[m:Special:MyLanguage/Affiliations Committee|Affiliations Committee (AffCom)]] * [[m:Special:MyLanguage/Ombuds commission|Ombuds commission (OC)]] * [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Legal/Community Resilience and Sustainability/Trust and Safety/Case Review Committee|Case Review Committee (CRC)]] Applications for the committees open on October 30, 2025. Applications for the Affiliations Committee, Ombuds commission and the Case Review Committee close on December 11, 2025. Learn how to apply by [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Legal/Committee appointments|visiting the appointment page on Meta-wiki]]. Post to the talk page or email cst[[File:At sign.svg|16x16px|link=|(_AT_)]]wikimedia.org with any questions you may have. For the Committee Support team, <section end="announcement-content" /> </div> -[[m:User:MKaur (WMF)| MKaur (WMF)]] 15:13, 30 ott 2025 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:MKaur (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=29517125 --> == Reminder: aiutaci a decidere il nome del nostro nuovo progetto per una Wikipedia astratta == <section begin="function2"/> Questo è un promemoria: per favore, aiutaci a scegliere un nome per il nuovo progetto per una Wikipedia astratta. Il voto decisivo ha inizio oggi. I nomi passati alla selezione finale sono: <span lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">Abstract Wikipedia, Multilingual Wikipedia, Wikiabstracts, Wikigenerator, Proto-Wiki</span>. Qualora desiderassi partecipare, '''[[m:Special:MyLanguage/Abstract Wikipedia/Abstract Wikipedia naming contest|informati e vota ora]]''' su Meta. {{Int:Feedback-thanks-title}} <section end="function2"/> -- [[User:Sannita (WMF)|User:Sannita (WMF)]] ([[User talk:Sannita (WMF)|talk]]) 15:22, 20 nov 2025 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:Sannita (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=29583860 --> == <span lang="en" dir="ltr">Annual review of the Universal Code of Conduct and Enforcement Guidelines</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="announcement-content" /> I am writing to you to let you know the annual review period for the Universal Code of Conduct and Enforcement Guidelines is open now. You can make suggestions for changes through 9 February 2026. This is the first step of several to be taken for the annual review. [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Annual review/2026|Read more information and find a conversation to join on the UCoC page on Meta]]. The [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee|Universal Code of Conduct Coordinating Committee]] (U4C) is a global group dedicated to providing an equitable and consistent implementation of the UCoC. This annual review was planned and implemented by the U4C. For more information and the responsibilities of the U4C, [[m:Special:MyLanguage/Universal Code of Conduct/Coordinating Committee/Charter|you may review the U4C Charter]]. Please share this information with other members in your community wherever else might be appropriate. -- In cooperation with the U4C, [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]])<section end="announcement-content" /> </div> 22:02, 19 gen 2026 (CET) <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=29905753 --> == Request for comment (global AI policy) == <bdi lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> Apologies for writing in English. {{int:Please-translate}} A [[:m:Requests for comment/Artificial intelligence policy|request for comment]] is currently being held to decide on a global AI policy. {{int:Feedback-thanks-title}} [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 02:58, 26 apr 2026 (CEST) </bdi> <!-- Messaggio inviato da User:Codename Noreste@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30424282 --> == Vota ora alle elezioni U4C del 2026 == <section begin="announcement-content" /> Tutti coloro con diritto di voto sono invitati a partecipare alle elezioni 2026 del [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee|Comitato di coordinamento del codice universale di condotta]]. Maggiori informazioni, compreso il link al tool per verificare il diritto di voto, le informazioni sulle elezioni, sui candidati e il link per votare si trovano su Meta in questa pagina: [[m:Special:MyLanguage/Universal_Code_of_Conduct/Coordinating_Committee/Election/2026|Elezioni 2026 - informazioni]]. Il voto termina il 2 giugno alle [https://zonestamp.toolforge.org/1780358400 00:00 UTC]. Per favore, verifica se la tua utenza ha diritto di voto. I risultati staranno disponibili entro il 14 di giugno di 2026. -- In cooperazione con l'U4C,<section end="announcement-content" /> [[m:User:Keegan (WMF)|Keegan (WMF)]] ([[m:User talk:Keegan (WMF)|talk]]) 19:15, 27 mag 2026 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Keegan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30513860 --> == RFC about AI-generated content in Wikimedia Commons == <bdi lang="en" dir="ltr">Apologies for writing in English, please help translate this message to your language. You are invited to participate in a [[c:Commons:Requests for comment/Policy update for AI content|request for comment on Wikimedia Commons about a policy update for AI content]]. This may affect files that are uploaded to Wikimedia Commons for use on this project. Thank you. [[m:User:Codename Noreste|Codename Noreste]] ([[m:User talk:Codename Noreste|discussione]])</bdi> 19:12, 23 giu 2026 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Codename Noreste@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30513860 --> == Inserimento di un collegamento ai contatti legali e di sicurezza nel footer della vostra wiki == <section begin="Message"/> '''Contatti legali e di sicurezza''' Salve, la Wikimedia Foundation ha creato una [[wmf:Special:MyLanguage/Legal:Wikimedia Foundation Legal and Safety Contact Information|pagina unica di contatto per materie legali e di sicurezza]] che andrà linkata nel footer della vostra wiki, per assicurare l'accesso a informazioni legali accurate. Questa è una necessità di legge. Abbiamo già inserito il link sulle versioni inglese, tedesca, spagnola, italiana e altre ancora di Wikipedia e inseriremo il link anche nel vostro footer presto. Consultate [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia_Foundation_Legal_and_Safety_Contacts_FAQ|la pagina di progetto]] per saperne di più, per commenti utilizzate questo thread oppure la [[m:Special:MyLanguage/Talk:Wikimedia Foundation Legal and Safety Contacts FAQ|pagina di discussione su Meta]]. <section end="Message"/> -- [[User:Sannita (WMF)|User:Sannita (WMF)]] ([[User talk:Sannita (WMF)|talk]]) 15:30, 25 giu 2026 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Sannita (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Sannita_(WMF)/Mass_sending_test&oldid=30731267 --> == Request for comment (the future of Abstract Wikipedia) == <bdi lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> Apologies if this has not yet been translated into your wiki's language. {{int:Please-translate}} You are invited to voice your opinions in a [[:m:Requests for comment/The future of Abstract Wikipedia|request for comment about the future of Abstract Wikipedia]]. {{Int:Feedback-thanks-title}} [[:m:User:Kowal2701|Kowal2701]] ([[:m:User talk:Kowal2701|talk]]) 14:25, 24 lug 2026 (CEST) </bdi> <!-- Messaggio inviato da User:DreamRimmer@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30513860 --> 1ydb7lypaseq0esrmwv3v21cxlg76zk Scaldo 0 184402 1421607 1157752 2026-07-24T15:50:37Z Gaux 18878 Giuseppe Pecchio 1421607 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:A minstrel sings of famous deeds by J. R. Skelton c 1910.jpg|thumb|Uno scaldo canta le famose gesta degli eroi]] Citazioni sullo '''scaldo''' o '''skaldo''', poeta presso le antiche corti norvegesi. *Fu presso gli [[Scandinavia|Scandinavi]] che questi poeti avevano il nome di Scaldi, cioè, ''Pulitori della Lingua'' secondo il significato {{sic|irlandico}}. Essi possedevano tutto lo scibile della nazione. Essi ne erano gli storici, essi i genealogisti delle illustri famiglie, e i panegiristi degli eroi. Sino al secolo undecimo gli Scandinavi non ebbero libri. Poche {{sic|inscrizioni}} runiche scolpite in sassi, ed altri versi incisi su pelli o bastoni a quattro {{sic|faccie}} formavano tutta la loro biblioteca. Vi suppliva la memoria e tradizione orale di questi poeti. Meritamente adunque essi godevano presso i capi di que' popoli dei primi onori, dopo i membri della famiglia reale, ai banchetti: essi accompagnavano i condottieri nelle loro spedizioni marittime; valicavano il mare su gli stessi serpenti, che così nell'enfatico loro linguaggio chiamate erano le navi; cantavano le loro gesta, onoravano cantando la loro morte, e trasmettevano colle loro canzoni (dette Sagas) alla posterità le imprese de' prodi. ([[Giuseppe Pecchio]]) ===[[Santi Consoli]]=== *Dicevansi {{sic|skaldi}} quei poeti che, non solo per valentia nell'arte dei carmi, ma per prodezza sui campi di battaglia e per nobiltà di natali, erano i prediletti compagni dei principi e dei re, che lieti udivano da essi lodate e celebrate le loro {{sic|geste}}. *Gli argomenti e le espressioni della poesia skaldica furono sottoposti a inflessibili regole di uso convenzionale, che deprimevano quella sincerità di concezione e di espressione, che si reputa ed è dote gradita ed ammirata d'un carme; talché il fondo poetico veniva a trovarsi sacrificato all'ostentazione esagerata d'una forma artificiale, sovente oscura, che consideravasi, per aberrazione di buon gusto, il maggior merito letterario e l'indice vero della gloria poetica. *Gli skaldi si possono rassomigliare ai Bardi guerrieri dell'età di mezzo, ma nulla hanno di comune coi Druidi, sacerdoti dei Celti. Essi conservavano nelle loro poesie certe regole prescritte da usi convenzionali, sia di forma sia di contenuto, che impedivano, sotto l'azione dell'artificio, la libera manifestazione dei loro sentimenti e dei loro concetti. ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo}} [[Categoria:Poesia]] [[Categoria:Professioni medievali]] ogkoh3rf9jsepaf7gere2zoqt3ghxk1 Mary de Rachewiltz 0 187447 1421663 1176907 2026-07-25T11:38:27Z Ibisco 49387 Deceduta 1421663 wikitext text/x-wiki [[File:Mary de Rachewiltz - Festivaletteratura 2012.JPG|thumb|Mary de Rachewiltz nel 2012]] '''Mary de Rachewiltz''' (1925 – 2026), poetessa e saggista statunitense. {{Int2|''[https://www.repubblica.it/cultura/2015/09/13/news/mary_de_rachewiltz_ironico_ribelle_ballerino_di_tip_tap_cosi_ricordo_mio_padre_ezra_pound_-122814210/ Mary de Rachewiltz: "Ironico, ribelle, ballerino di tip tap, così ricordo mio padre Ezra Pound"]''|Intervista di Antonio Gnoli, ''repubblica.it '', 13 settembre 2015.}} *{{NDR|Parlando del padre, [[Ezra Pound]]}} A volte, con la lentezza dei vecchi, lo vedevo passeggiare con mia madre. Sembravano due sculture di [[Alberto Giacometti|Giacometti]]. Esili. Enigmatiche. Mute. Due fantasmi usciti dai ''Cantos'' che avevano invaso i miei sogni. *{{NDR|Sul perché non porti il cognome di suo padre, Ezra Pound}} Era già sposato, e non poté unirsi in matrimonio con mia madre: [[Olga Rudge]]. Mi chiamo Maria Rudge. De Rachewiltz è il cognome di mio marito Boris: un personaggio a suo modo singolare. Fu egittologo, incline al mistero. Il padre acquistò questo castello dove, a un certo punto, ci trasferimmo. *{{NDR|In riferimento a Dorothy Shakespear, moglie del padre}} Ma il vero amore fu con mia madre. Un'irlandese testarda, eccellente violinista, innamorata di quest'uomo speciale. Si scambiarono lettere per quasi tutta la vita. *{{NDR|In riferimento alla campagna per fare uscire il padre Ezra Pound dal St. Elizabeths Hospital di Washington, il manicomio giudiziario in cui era stato internato a conclusione del processo per tradimento}} Mia madre fece di tutto per mobilitare le persone che lo avevano conosciuto e amato. Da [[Hemingway]] a [[T. S. Eliot]]. *Mio padre non subì nessuna infatuazione dal regime fascista. Apprezzò viceversa la figura di [[Mussolini]]. Tanto che nel 1933 andò a Roma per donare una copia dei ''Cantos'' al Duce. Pur tra gli equivoci che con il tempo si produssero, credo che vedesse in lui quello che [[Machiavelli]] vide nel Principe , cioè la figura in grado di affrontare e risolvere i gravi problemi del Paese. Tra l'altro era convinto che Mussolini non volesse la guerra. Ne parlò con [[George Santayana]]. Anche lui certo che Mussolini non avrebbe mai dichiarato guerra alla Francia e all'Inghilterra. *{{NDR|Su suo padre, Ezra Pound}} Non disdegnava la commedia americana. Una sera vedemmo un film con [[Fred Astaire]]. Quando uscimmo dal cinema il babbo cominciò a ballare il tip tap. Era buffo. Divertente. Sapeva farti ridere e al tempo stesso coinvolgerti in un'impresa. Fu con questo spirito, ad esempio, che egli volle che fossi io a tradurre i ''Cantos''. Fu abbastanza semplice. Un giorno si presentò con una rivista dove avevano tradotto una parte dei ''Cantos''. La gettò sul tavolo e disse: vorrei vedere se sai fare di meglio. Intendeva, se potevo tradurre in modo più appropriato. È stato così che ho dedicato parte importante della mia vita a questa impresa. *{{NDR|Sul perché il padre, Ezra Pound, abbia scelto di vivere in Italia}} Perché amava il bello e il bello era l'Italia, che ritrovava nei mosaici di Ravenna, nella pittura del Quattrocento o nella poesia del Trecento. Amava Venezia. Vi giunse la prima volta da bambino nel 1890. *Vissi selvaggiamente i miei primi anni in una casa di contadini a Gais in Val Pusteria. A quel tempo la mamma – grazie alle sue competenze musicali – lavorava soprattutto a Siena con il Conte Chigi. Mentre il babbo viveva un po' a Rapallo e un po' a Venezia. ==Voci correlate== *[[Ezra Pound]], padre *[[Olga Rudge]], madre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:de Rachewiltz, Mary}} [[Categoria:Poeti statunitensi]] [[Categoria:Saggisti statunitensi]] cap9eg56occp38patixkjkpartbaihy Friederich Münter 0 187625 1421585 1420515 2026-07-24T12:17:43Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* Viaggio in Sicilia */ 1421585 wikitext text/x-wiki [[File:Friederich Münter.jpg|miniatura|Friederich Münter]] '''Friederich Münter''' (1761 – 1830), vescovo luterano, archeologo e filologo tedesco naturalizzato danese. ==''Viaggio in Sicilia''== ===[[Incipit]]=== La città di [[Palermo]] e le intere sue contrade non possono gloriarsi di verun considerevole avanzo d'antichità. I tremuoti ed il dominio de' Saraceni annientarono tutto ciò che avrebbe potuto restarvi; e quanto forse qua e là potrebbe rinvenirsi, non sarebbe da mettersi in confronto certamente con quei superstiti antichi monumenti delle altre parti della Sicilia. È noto soltanto che vi siano stati due rinomati tempj, uno consagrato a Giove, e ad Ercole l'altro, de' quali non evvi più traccia veruna: ed oltre a questi un teatro, che nel 16.° secolo fu gettato a terra ad oggetto d'ingrandire il piano del palazzo. <!--(vol. 1, p. 9)--> ===Citazioni=== *S'erge la città {{NDR|di Palermo}} in una pianura, che stendendosi verso mare circondata resta da ripide ed alte montagne. È verisimile che queste ne' più remoti tempi siano state come baloardi contro l'effetto del mare; e che simile pianura non sia che il fondo di esso lasciato scoverto dopo che le sue acque si ritirarono, come sembra, in questa parte del Mediterraneo. (vol. 1, p. 11) *Paese molto grande, ed assai regolarmente costruito, Palermo è diviso in quattro parti principali da due strade che nel centro loro ad angoli retti si tagliano. Queste sono larghe, luminose e perfettamente in linea retta, di modo che ove si sta situato nell'ottagono formato da quattro palazzi, giusto dove quelle due strade s'intersecano, si ha il piacere di vedere tutte le quattro primarie porte della città. (vol. 1, p. 12) *I più celebri di tutti li dotti palermitani è il [[Gabriele Lancillotto Castello|Principe di Torremuzza]], che per le sue antiquarie, ed in particolar maniera numismatiche opere merito grandissimo si è acquistato. (vol. 1, p. 32) *Finalmente bisogna che io faccia ancora menzione d'un celebre poeta di Sicilia, [[Giovanni Meli]], uomo di vero e grande poetico talento. Egli è autore di molte piccole poesie in dialetto siciliano, che sono lette in tutta l'Italia con meraviglia; e sta travagliando ad una comica eroica composizione, che dev'essere una continuazione, o piuttosto Paralipomena di D. Quichotte, della quale mi ha egli fatto leggere alcuni canti, che secondo il mio giudizio sono in grado eminente eccellenti. È un male che questo illustre personaggio non può dedicarsi interamente alla poesia, per essere un medico il qual è costretto per vivere, esercitarne la professione, che non gli darebbe più profitto, se fosse comunemente noto ch'egli sia un poeta. (vol. 1, pp. 33-34) *A' più ricchi monasteri Benedettini di tutta l'Italia appartiene quello di [[Abbazia di San Martino delle Scale|S. Martino]] nel circondario di Palermo. Situato è questo su di un alto e scosceso monte, che difende la capitale dalla parte di ponente in una spaventevole nuda valle circondata d'alpestri e sterili rocce, ed un clima che ha più del nostro del nord che del temperato di Sicilia. La strada dalla città al chiostro non è più di quattro miglia e mezzo. Questa si dirige da bel principio in una folla di ville e cascine, ed ove non si vedono che feraci giardini, piante d'olivi e vigneti. A poco a poco comincia la strada a divenire montuosa, e tantosto le vedute molto selvagge. Si arriva in una valle circondata da enormi rocce, sulle quali vegetano soltanto alcune macchie d'erba, molta aloè, ''ficus opuntia'', e qua e là alcuni alberi d'olivo. La medesima si estende serpeggiando fra le balze, le quali di quando in quando si aprono; ed offrono bella veduta sulla fertile valle della città, sul porto e sul mare; ma si torna sempre più fra le rocce conforme si va in alto, finché si giunge alla sommità della montagna per via d'una strada assolutamente deserta, che conduce ad una più trista e malinconica valle, ove il monastero stassi infossato. Questo all'opposto è costruito con signorile magnificenza, di grande estensione, ed adorno di singolari lavori di marmo. Sì le camere de' frati, che de' forestieri sono belle e comode; i corridori larghi, alti e lunghi in modo che vi si perde quasi la vista. La scala maestra, sebbene poco più stretta, uguaglia quella di Caserta. Essa è intrecciata di marmo siciliano, interrotto negli estremi da grosse pietre cavate da possessioni appartenenti al convento. La chiesa è abbellita da nobile semplicità. (vol. 1, pp. 35-37) *Questa città {{NDR|di [[Monreale]]}} è sita sopra una ben formata altura, la quale è il termine de' monti che a traverso l'isola tutta si stendono sino al piè dell'Etna. La medesima ha una bellissima veduta sulla ubertosa pianura di Palermo, sul monte Pellegrino e sopra il porto e mare Mediterraneo, che tanto lungi si estende quanto l'occhio può giungervi. Monreale è piccolo e brutto; ed ha molto perduto dopo l'abolizione dell'arcivescovo. I proprietarj che vi dimorano sono gentiluomini Siciliani, le cui circostanze non permettono loro di vivere con lusso come in Palermo. (vol. 1, pp. 39-40) *[[Aloe (botanica)|Aloè]] ed una specie d'alberi con larghe foglie ripiene di pungoli innumerevoli (''[[Fico d'India|cactus opuntia]], Lin.'') nascono soprattutto in quantità incredibile ancora sulle più dure rocce. Il tronco dell'aloe, che porta fiore e frutto, s'innalza sino a cinque, o sei braccia, le di cui foglie ne sono spesso lunghe da due sino a tre. Di queste se ne fanno corde, ma non so se vi sia in Sicilia qualche ordinaria fabbrica, dove si lavorino. Con le due suespresse piante formano i contadini delle siepi, che impunemente non si possono attraversare. (vol. 1, p. 45) *La prima città nella parte occidentale della Sicilia è [[Alcamo]], situata e fortificata da' Saraceni in un piccolo monte, che verso il mare si stende, ed in conseguenza assai moderna, per potere contenere qualche cosa di osservabile per un viaggiatore antiquario. Pur non di meno è questa una delle più considerabili città municipali; ha tredici mila abitanti, e paga quattro mila once annue al re, e cinquecento al duca d'Alba grande di Spagna [...]. (vol. 1, pp. 46-47) *[[Segesta]] bisognò che fosse abbastanza potente, perché fu una volta in guerra, saccheggiata e conquistata da' Cartaginesi durante la medesima. La più remota sua istoria è interamente incognita. Si sa che aveva un porto nelle coste occidentali dell'isola chiamato l'Emporio degli Egestani. La distruzione di essa città ebbe probabilmente luogo nelle guerre de' Saraceni. Tra le sue rovine alcuni avanzi si osservano di antiche muraglie costruite con grosse pietre; alcuni resti d'un teatro ancora più estesamente scoverto a' tempi nostri dalle cure del dotto Principe di Torremuzza, il quale con toglier via la terra ha ritrovato molti sedili e diverse porte, per le quali gli spettatori entravano per sedersi. Degno particolarmente di osservazione è un tempio d'antico dorico stile assolutamente intatto, giacché nell'anno 1781 ciò che sembrava volersene cadere fu ristaurato. (vol. 1, pp. 48-49) *La città {{NDR|di [[Trapani]]}}, quantunque picciola, è una delle più ricche di Sicilia, giacché oltre il vantaggio che ella ha di molti facoltosi nobili che vi dimorano, gode d'un gran commercio di sale, che si ricava dalle vicine spiagge del mare, e niente vi abbisogna che il solo calore del sole per la necessaria evaporazione e per l'imbiancamento.<br>Pesche di tonni e fabbriche di coralli ne accrescono la floridità. Questi si ricavano dagli scogli che sono nel porto e nella spiaggia intorno, e se ne servono per diversi domestici usi, come per corone e per picciole statue di Santi, le quali riescono buone. Uguali travagli si fanno ancora nell'avorio e nell'ambra, la quale si trova sopra quelle coste, ed in marmo siciliano a diverse macchie, ed in bellissimo e bianco alabastro. (vol. 1, pp. 55-56) *Sei miglia distante da Trapani giacciono le rovine dell'antica [[Erice]] sul monte d'ugual nome, ora chiamato di [[Monte Erice|S. Giuliano]]. Questa grande montagna s'alza immediatamente al mare, ed è dopo l'Etna la più elevata in Sicilia. Dalla sommità sua distintamente si vede l'isola di Lampedusa, che sta fra Tunisi e Trapani, dalla cui spiaggia si osserva la notte il fuoco sulle coste africane. (vol. 1, p. 58) *L'istoria della città di Erice è molto sconosciuta. Sappiamo solamente che Amilcare nella prima guerra punica la sorprese, ne ammazzò, o vendé la maggior parte degli abitanti, e mandò il restante in Trapani. Probabilmente dopo la conchiusione della pace gli antichi abitatori d'Erice ritornarono al loro paese, e restarono in pacifico e non molestato possesso del medesimo. La picciola città, che ora è situata nella sommità di quel monte, sembra essere sorta dall'antica. Alquanto al di sopra di essa giaceva uno de' più celebri tempj dell'antichità consagrato a Venere Ericina. (vol. 1, p. 61) *Dopo due giorni di dimora in Trapani partii a 24 novembre per [[Mazara del Vallo|Mazzara]], città vescovile nella costa meridionale di Sicilia, da cui l'intera provincia o valle di Mazzara ha derivato il suo nome. La strada correva costantemente in vicinanza del lido in una piacevole pianura, la quale era meglio coltivata della contrada tra Alcamo e Trapani; e benché non passassi per mezzo alcun casale, pure molto spesso incontrai delle case sparse intorno le alture. La veduta di quelle campagne era la più mirabilmente deliziosa, perché verso la dritta, ed avanti di me scorgeva il mare africano con alcune sue picciole isole, e dalla sinistra mi si presentava la catena de' monti che attraversa l'intera Sicilia; mentre alle spalle restava Trapani ed il monte Erice, che con la maestosa sua grandiosità tutto l'orizzonte chiudeva. Il giorno era piacevole e bello come di primavera, a segno che io potei pranzare in aperta campagna vicino ad una solitaria fontana, che serviva per abbeverare le mandre. Ma ciò che più mi diede diletto, fu di mirare tante di queste greggi seminate sopra i pascoli, e dalle alture intorno i corni e le sampogne de' pastori ascoltare. (vol. 1, pp. 70-71) *Nel primo giorno giunsi a [[Castelvetrano]], grande, ben costruito paese, posto in una deliziosissima, fertile e ben coltivata pianura. Il suo particolar articolo di commercio è l'olio che si raccoglie da estesi vicini oliveti in quantità assai straordinaria. Ancora molto grano vi si produce; ed il vino che somministra questa contrada, è uno de' più squisiti e forti dell'isola tutta, per lo che la città deve avere assai di che nudrirsi. (vol. 1, p. 76) *Questa città {{NDR|[[Selinunte]]}}, secondo la testimonianza di [[Strabone]] e di [[Tucidide]], fu eretta nella 35.ª olimpiade, ossia 640 anni prima di G. C., da una colonia che dalla loro città sotto un capo di nome Pamilio vi aveano spedito i Megaresi, i quali un secolo prima erano in Sicilia dalla Grecia venuti. Essa tanto crebbe in potere ed in magnificenza, che nella 50.ª olimpiade, ossia anni sessanta dopo la sua fondazione, potè portare la guerra a' Segestani, una delle più forti nazioni siciliane d'allora. Sembra che questi due Stati siano vissuti in costante inimicizia, almeno come [[Diodoro Siculo|Diodoro]] e Tucidide rapportano. (vol. 1, p. 77) *Nella sera stessa giunsi in [[Sciacca|Isciacca]], ossia Xiacca, le antiche ''Thermae selinuntinae''. Questa città in forma di anfiteatro su d'una elevata roccia s'innalza, ed è mediocremente popolata da 8 sino a 9 mila persone. Non ha vetusti monumenti da fare ammirare, e molto meno fabbriche moderne può vantare, sebbene diverse chiese portino l'aspetto della ricchezza, per essere adornate, secondo l'uso siciliano, di diversi eccellenti lavori in marmo. (vol. 1, p. 85) *Io arrivai al fiume [[Platani|Platano]], l{{'}}''Alico'' degli antichi, il più grande tra quelli di Sicilia, difficile ad attraversarsi in tempo d'inverno, per essere assolutamente privo di ponti. L'acqua però essendo più bassa di quanto me l'avevano fatto le mie guide supporre, lo passai senza alcuno impedimento. Questo fiume è assai famoso nell'antichità. [[Minosse|Minos]] perseguitava [[Dedalo]], come seppe che questi si era rifugiato in Sicilia, per cui sbarcò con quantità grande di gente alla foce del medesimo, ove un tempo la città di [[Eraclea Minoa|Maccara]] trovavasi elevata. Questa, dopo che Minos dalla figlia del re Cocalo fu ucciso, ebbe il nome di Minoa, che le diedero i Cretesi in commemorazione di quello eroe, i quali rimasero nel paese, dopo che i Sicani posero in fiamme i loro bastimenti. In seguito la stessa fu chiamata Eraclea, perché Dorieo, uno degli Eraclidi, si stabilì in quel luogo in vigore del trattato ch'[[Eracle|Ercole]] dopo la morte di Erice conchiuso avea con i Siculi, i quali dovevano rimanere padroni dell'intera contrada, finché uno de' suoi discendenti fosse tra loro sbarcato. (vol. 1, pp. 88-89) *Non lungi da Girgenti, su d'una eminente roccia vicino al mare, s'erge la città di [[Siculiana|Sicoliana]], che ha un buon porto, e fa gran commercio di grani. Credono alcuni antiquarj che questa ed il fiume vicino siano stati chiamati ''Camico'', residenza un tempo di Cocalo re de' Sicani, presso del quale venne Dedalo fuggito da Creta. Questo architetto dové costruire le mura della città sul vertice della roccia, e condurvi una ripida ed incomoda strada. Gran contesa però tra gli antiquari si è destata, se bisogna cercare Camico in Sicoliana oppure nell'attuale Girgenti. (vol. 1, p. 90) *La città di [[Agrigento]] fu costruita in una amena e fertile contrada, che dalla spiaggia si estendeva sino alla rocca, ove giace la nuova città di Girgenti. In mezzo della medesima passava il fiume Acrago, da cui la città ebbe il suo nome, giacché si chiamava essa dal greco Ἀκράγας secondo il costume di molte popolazioni greche di nominare le loro città con il nome de' vicini fiumi e mari. (vol. 1, pp. 94-95) *Le strade {{NDR|di Agrigento}} sono assai incomode, alcune sono dritte, ma nella maggior parte scoscese ed anguste. Non vi sono belle fabbriche; le case si trovano troppo ristrette, e quasi tutte costruite senza calce e con una specie di pietra rossa che si ricava dal monte stesso e dal luogo medesimo ove queste s'innalzano. Solamente le case del vescovo, della libreria e del seminario costruite sono in gusto migliore, e adornano una bella piazza. All'opposto la veduta sopra l'intera contrada tra l'attuale Girgenti ed il mare e sulle sparse rovine è una delle più belle che io abbia giammai veduto. Pur non di meno io non l'osservai in tutta la sua magnificenza, perché mi trovava per disgrazia in Girgenti in tempo d'inverno, il quale defraudava al paese una gran parte della sua bellezza. (vol. 1, pp. 96-97) *Il luogo della propria città d'Agrigento, ora ripieno di giardini e vigne, è una delle più incantevoli contrade che la natura possa offrire. Si vedono intorno dispersi avanzi dell'antica città. I recinti che dividono i giardini l'uno dall'altro, o che segregano la strada, sono formati da vetuste pietre d'ornamenti architettonici e da rotte colonne in parte d'un bellissimo marmo. (vol. 1, p. 111) *{{NDR|Sul [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]}} Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. (vol. 1, p. 112) *{{NDR|Sul [[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]}} Trecento passi dal tempio di Giunone ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. (vol. 1, p. 115) *Quattro miglia in distanza dalla città verso il nord vi è un monte chiamato [[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona|Macaluba]], che merita farsene menzione, perché questo da una quantità di piccoli crateri che si trovano sulla piana sua sommità, vomita sempre acqua fredda mischiata con creta, come le montagne vulcaniche gettano fuoco e lava. Qualche volta fa delle grandi gonfiagioni, si sentono de' gagliardi sotterranei tuoni, e finalmente formandosi de' buchi, getta da questi acqua fredda e creta. La superficie del monte sembra essere vuota, giacché, quando vi si cammina, il suolo si piega come ghiaccio sottile. (vol. 1, pp. 131-132) *Io lasciai Girgenti li 6 dicembre 1785, ma soddisfar non potei il mio desiderio di vedere [[Enna|Castrogiovanni]], l'antica Enna dalla favola, e da' poeti tanto altamente celebrata, la quale, situata nel mezzo del paese, fu chiamata l'umbilico di Sicilia, come Delfo il centro della terra, per lo che [[Pindaro]] ed altri le diedero il nome di ''ὀμϕαλός τῆς γῆς''. Nel mese d'inverno possibil non è di viaggiare per l'interno dell'isola, ove le strade sulle montagne coverte sono di profonda neve, e irrigate da molti torrenti le valli, sopra de' quali né ponti, né altri mezzi di passaggio vi sono, per cui i viaggiatori sono spesso trattenuti, oppure un più lungo giro costretti di fare. (vol. 1, pp. 133-134) *Miniere siffatte {{NDR|di zolfo}} si estendono nelle vicinanze di [[Palma di Montechiaro|Palma]], città di mediocre grandezza situata miglia dodici italiane da Girgenti.<br>Ivi mi trattenni mezza giornata, e niente osservai di particolare se non un [[Palma da datteri|albero di palma]] in mezzo del mercato. Questo fu il secondo che io vidi in tutta la Sicilia, e produce fiori e datteri, i quali sono ugualmente gustosi che gli africani. Da qui è da convincersi che tali alberi prosperar possono in tutta l'isola e forse ancora nella bassa Italia, e divenirvi indigeni; e quindi dovrebbe l'agricoltore acquistare quest'altro ramo di nutritura, perché pochi di questi alimentar potrebbero una picciola famiglia, mentre i loro frutti, come assai piacevoli, sarebbero generalmente ricercati. (vol. 1, pp. 134-135) *Dopo un breve cammino da Palma nella città di [[Licata]] arrivai. Giace la medesima alle falde d'un alto monte, e immediatamente al mare. Il di lei porto è assai pericoloso, e precisamente quando soffia forte vento di scirocco che vi è rimpetto. Io vi giunsi dopo poche settimane che un bastimento d'Olstein aveva naufragato nel porto stesso. Osservai il luogo ove questo disastro successe, il quale soltanto pochi passi era dalla spiaggia distante. Gran contesa tra gli antiquarj è insorta, se Licata sia la famosa Gela o Phintia, fabbricata da Phintia dopo aver distrutta Gela, i di cui abitanti popolarono quella città. Forse i due partiti hanno in certo modo ragione, perché quando Licata non fosse l'antica Phintia, pur non di meno ha potuto portare il nome di Gela in memoria di essa, dalle cui rovine fu quella fabbricata e da' suoi abitatori popolata. (vol. 1, pp. 135-136) *La presente città di [[Gela|Terranova]] fa commercio grande di canape, e particolarmente di soda e cotone, che si producono nella contrada. Essa contiene 10 mila anime, e la sua prosperità si lascia rilevare da' dazj che la medesima con il suo territorio paga annualmente al duca di Monteleone suo attuale barone, che montar si fanno a 40 mila scudi. (vol. 1, p. 139) *Attraversai Biscari [...]. Ivi giacea la celebre ed antica [[Kamarina|Camarina]], di cui non altro più rimane che un pezzo di muraglia che apparteneva alla cella d'un tempio. [...] Divenuti i Camarinesi da bel principio ricchi e potenti, e quindi superbi, una ribellione contro i Siracusani suscitarono, i quali sembra che mantenuto avessero sopra di coloro un certo dominio. Furono in conseguenza i Siracusani costretti di rivolgere le armi contro la loro propria colonia, che la molestarono per l'intero corso di anni sedici. (vol. 1, pp. 139-140) *Camarina ebbe in seguito nuovi abitatori di Gela; ma sembrava che lo spirito di rivolta diretto si fosse in questo paese; giacché per la seconda volta esternossi; per lo che [[Gelone]], tiranno di Gela e poi di Siracusa, distrusse Camarina che fu poscia dai di lui abitanti di nuovo provveduta. Essa andò crescendo in potere e considerazione, perché [[Pindaro]] ce lo fa conoscere [...]. Nelle guerre puniche Camarino si gettò sempre nel partito de' Cartaginesi; fu vinta da' Romani e probabilmente per la terza volta devastata, perché costoro vi mandarono una nuova colonia. Questa è l'ultima notizia che noi abbiamo di questa città, la qual ebbe uguale sorte con tutte le altre grandi che fiorirono un tempo sopra di quel littorale. Non vi è forse luogo in Europa ove tanto apparentemente possa l'uomo persuadersi della vanità di tutte le grandezze terrestri quanto in [[Sicilia]], in cui si osservano gli avanzi di vetustissime opulente città, e i siti su de' quali esse si ergevano [...]. (vol. 1, pp. 141-142) *Presso Camarina esiste un lago già dagli antichi menzionato, per mezzo del quale scorre il fiume ''[[Ippari|Hypparis]]'' che alla nazione dava il comodo di poter trasportare nella città gli alberi che si tagliavano sul monte. I suoi vapori erano assai malefici, come lo erano quelli di [[Selinunte|Selino]]. I Camarinesi consultarono un oracolo che probabilmente nelle vicinanze si venerava, e fu loro risposto, esser meglio lasciarlo come si trovava. Pur non di meno fu da quei paesani fatto disseccare, e da questo lato si avvicinò il nemico che distrusse la città. Questo lago al presente è nella maggior parte di terra coverto.<br>Molti vasi greci d'un bellissimo disegno con una quantità d'altri lavori in creta ritrovati si sono nelle adjacenze di questa città. (vol. 1, p. 142) *Tra le più grandi e rinomate città greche dell'antichità, a riserva di Atene, non ve n'è altra che meritar possa di uguagliarsi con [[Siracusa]]. Offre non piccola idea della potenza di questa repubblica l'osservare che la medesima fu nello stato di acquistare il dominio sulla metà di tutta l'isola; di mettere ostacolo a' progressi de' Cartaginesi in questo paese; di bravare gli attacchi degli Ateniesi in un tempo in cui questa nazione era temuta da tutta la Grecia, distruggendole due grandi flotte ed altrettante potenti armate; e ch'essa finalmente poté resistere al potere di Roma sotto il vincitore di Annibale, Marcello; e non sarebbe stata detta città ad ubbidienza forzata, quando interne dissenzioni, ch'erano state causa di tutta la guerra coi Romani, non avessero dato a quel comandante l'occasione di mettersi d'accordo con alcuni distinti cittadini, che lo ajutarono a prendere possesso d'una porzione di essa. (vol. 1, pp. 148-149) *La prima parte della città, [[Isola di Ortigia|Ortigia]], ossia l'isola, era ben anco distintamente fortificata. Essa difendeva il piccolo porto e comunemente credeasi che ivi esistessero il palazzo de' più antichi Sovrani, la sepoltura del primo [[Dionisio I di Siracusa|Dionisio]] e forse quelle di molti altri Principi. Tutto questo però fu demolito da [[Timoleonte|Timoleone]], dopo di aver discacciato [[Dionisio II di Siracusa|Dionisio il Giovane]]. (vol. 1, p. 157) *Vengo adesso all'[[Acradina]], la quale, posta in terra ferma, è vicinissima all'isola. Questa, la più antica delle altre parti dopo Ortigia, si estendeva da entrambi i porti, presentando a coloro che la vedevano dalla parte di mare nell'epoca di sua magnificenza, un aspetto tale da uguagliarsi con quello di Napoli e Genova. [...] dappoiché non solamente Acradina, ma sì bene [[Tempio di Zeus (Siracusa)|Olimpo]] nel porto esistevano; e da lì sino alla punta più estrema del suolo, ove si alzava la fortezza Plemmirio, era tutto fabbricato e considerarsi poteva come la madre patria di Siracusa. (vol. 1, p. 173) *L'intero terreno su di cui tutto il resto di Siracusa stava situato, non era che una roccia, la quale dal mare ad una mediocre sommità si alzava, ove [[Epipoli]] una volta giaceva. In Acradina questa rupe è coverta di terra e praterie, essendovi ancora sparsi qua e là vigneti e campi; ma in Tico, Neapoli ed Epipoli, eccettuati alcuni luoghi per pascoli, non vi sono che nude pietre e smisurati cumoli di disordinate ammontichiate rovine. Acradina non ha che pochi resti di antichità. Si vede un anfiteatro che per la metà è coverto di terra, e pare che una valle elittica uguagli, in cui non si scuoprono che alcuni pochi gradini ed i così chiamati ''vomitorj'', ossia porte, per mezzo delle quali gli spettatori da sì interno corridore dell'anfiteatro salivano a' loro posti. La forma sua elittica si è pienamente conservata. Molti gradini, che servivano da sedili, sono intagliati nella pietra stessa. Si osserva ancora una parte del corridore costruito con pietre da taglio, ma così pieno di terra e di rottami di fabbrica che appena vi si può penetrare. (vol. 1, p. 174) *Epipoli cominciava da Labdalo, e fu considerata propriamente attaccata a Siracusa a tempo dei Romani. Non si trova vestigio alcuno di antichi edifizj che dimostrar possa che una parte della città in queste nude rocce abbia esistito. Noi sappiamo che ivi piantò il campo Marcello come ancora che sanguinose battaglie vi ebbero luogo tra gli Ateniesi e i Siracusani. Una latomia che in Epipoli è assai presso a Labdalo, ha ben anco servito per carcere degli Ateniesi, dove il poeta Filosseno scrisse il suo Ciclope. Sopra il più alto e scosceso orlo della rupe sta elevato il castello Eurielo costruito da [[Nicia]], nell'aver preso Labdalo, per potere meglio difendere questo posto importante, ma fu egli in seguito, tanto da qui, come da Siracusa, discacciato. Il principio che conduce ad Eurielo, chiamato ancora ''Arx summa'', è straordinariamente alpestre. Ha la forma triangolare, la cui sommità gira quasi cento passi. Niente è rimasto delle fortificazioni, se non che un pezzo di muro, il qual era costruito là dove la rupe che da per tutto è quasi perpendicolare, non era ivi tanto scoscesa. Nel mezzo di questo piccolo castello vi sono alcune cisterne. La veduta da quest'altura è internamente bella. Si vede tutta Siracusa, la campagna adjacente, i porti, il mare ed una gran parte delle coste meridionali della Sicilia. (vol. 1, pp. 208-209) *L'[[Fiume Anapo|Anapo]] è il solo fiume in tutta la Sicilia in un certo modo navigabile da piccole barche; ma si è perduto questo vantaggio a causa dei giunchi e del fango da' quali all'estremo è ingombrato. Detto fiume scaturisce ad una distanza da Siracusa di quattordici miglia italiane, quasi miglia tre alemanne; si perde in seguito sotto terra e ricomparisce a quattro, o cinque miglia dal porto. (vol. 1, pp. 210-211) *Ercole, nell'attraversare la Sicilia, stabilì in quel luogo una festa che si celebrava da' Siracusani con una grande e giuliva adunanza. Gli animali per il sagrifizio erano gettati in quell'acqua. Questo stesso fonte è per altra ragione interessante: cioè che il medesimo è ripieno della pianta ''[[papiro]]'' tanto nota nell'antichità, la quale richiede un'acqua assai placida, e che si è creduta sinora trovarsi soltanto nel Nilo. Quasi in tutta la sponda prospera tale giunco, il quale sino da tempo fa non era usato in Siracusa che per legare i covoni nelle messi, e parte ancora per versarlo sui pavimenti delle chiese in occasioni festive, per cui se n'era di molto diminuita la quantità. (vol. 1, p. 212) *L'attuale Vescovo è apprezzabile per il suo carattere, ma lo è di gran lunga inferiore a monsignor [[Salvatore Ventimiglia|Ventimiglia]]. L'università ha sentito con dolore la perdita di quest'ultimo che trasse seco quello zelo e fervore ch'egli sapeva ispirare per gli studj. Intanto i tempi hanno molto acquistato in cognizioni. Il giogo dell'inquisizione è spezzato in guisa che non vi è da temere che distrutti esser possano i buoni principj sparsi da monsignor Ventimiglia, e che si riconduca nelle alte scuole di Catania l'antica barbarie. (vol. 2, p. 14) *La fama che a' nostri giorni ha [[Catania]] di una molto devota città di chiese e cappelle doviziosamente adorna, l'aveva di già sin dai tempi i più remoti, in cui fu domicilio de' Greci. Molti degli antichi suoi sagri edifizj da scrittori nominati non offrono più menoma traccia di loro superba esistenza, malgrado tutta la pena che vecchi Catanesi si son data di scoprirne gli avanzi, o di fissarne almeno la posizione. Ciò che adesso havvi di antico riducesi ad un teatro, un anfiteatro, un residuo del foro, bagni, acquidotti e sepolture: tutti vetusti monumenti che la sontuosità del paese dimostrano. (vol. 2, p. 16) *In una sua terra, di nome Ragona, {{NDR|[[Ignazio Paternò Castello|Ignazio Paternò Castello, Principe di Biscari]]}} fece costruire un ponte con 31 archi sopra il fiume [[Simeto]], e portò per via di acquidotti in quel ponte architettati l'acqua d'un altro fiume ad una sua risiera; e con questo mezzo tolse via una quantità d'acqua che le strade assai difficili e l'aria insalubre in questa contrada rendeva. Tale opera sembrava dover durare più di un secolo, quando una forte inondazione accompagnata da un oragano la gettò tutta al suolo; ma il Principe riedificar la fece, non curando gli 80 mila scudi che la prima costato gli aveva. Essendo stata Messina dal tremuoto distrutta, comprò l'uomo benefico grande provvisione di grano che mandò egli in dono a' più bisognosi uomini di quella disgraziata città. Per questa sua nobile e generosa maniera di trattare godé questo eccellente personaggio la più lusinghiera felicità, a cui un mortale può aspirare. Era egli adorato da tutta la sua nazione, e come un padre amato; tutt'i Siciliani eran superbi di avere siffatto concittadino. Per quanto grande benefattore si mostrò nella sua vita pubblica, altrettanto amabile fu il medesimo nel piccolo recinto di coloro che avevano in di lui casa libero accesso. Felicissimo in mezzo all'amata sua famiglia, non cessò mai di esser ilare e sensibile a tutte le gioje dell'amicizia. (vol. 2, pp. 34-35) *L'ultimo casale che io passai fu [[Nicolosi]], ch'è il più alto sopra la montagna; e qui le umane abitazioni han fine. La strada andava sempre più in alto, ed io non vedea avanti di me che il [[Monti Rossi|monte Rosso]], ossia il vulcano donde nel 1669 uscì la lava, il bosco e la nevosa regione dell'Etna, che piano del frumento si appella (nome strano, per non crescervi mai un filo d'erba), su del quale particolarmente poggia il cratere che scuoprir non si può finché al suo piede non si arriva, per essere quella pianura tre miglia italiane. Sulla punta più elevata del monte vidi un incavo, dal quale una piccola bianca nuvola di fumo s'innalzava, che da lì sventolava verso il mare, lasciando nel sereno turchino del cielo una lunga e bianca striscia.<br>Sino a Nicolosi le vicinanze dell'Etna sono belle e deliziose. Le lave stesse, non forzate ancora dalla natura e dall'arte, conservano piacevole aspetto, perché scaricano le medesime i loro oscuri torrenti nelle amene praterie, e presso boschetti di aranci e giardini. La veduta del monte abbasso è molto estesa, pria che si venga a Nicolosi. (vol. 2, p. 54) *Altro in quel giorno non vidi d'interessante che il di già nominato monte Rosso, che sorse nell'[[Eruzione dell'Etna del 1669|eruzione del 1669]], che totale distruzione minacciò alla città {{NDR|di Catania}}, ma che rovinò la maggior parte delle case. L'eruzione fu la più terribile di quante ce ne ha dato contezza la storia, e può uguagliarsi soltanto con quella dell'Ecla del 1782. Quindi è molto importante di leggerne qui appresso una breve narrazione.<br>Nell'anno 1669 si cominciò ad aver sospetti di tremuoti più forti che le solite scosse; spaventevoli sotterranei tuoni nelle cavità del monte tantosto si succederono, quando questi in diversi luoghi spaccossi, formando particolarmente una fessura di tre miglia e mezzo di lunghezza e di cinque in sei piedi di larghezza. Immediatamente cinque nuovi abissi aprironsi, di cui il più grande, della circonferenza di 500 passi, vomitò con incredibile forza ad una grande altezza nuvole di fumo, lampi, masse roventi, infiammate rocce, zolfo, ceneri vulcaniche, ed il tutto con ispaventevoli tuoni e sotterranei muggiti accompagnato. La copia delle pietre e ceneri gettate fu tanto enorme, che formò due nuovi monti. (vol. 2, pp. 56-57) *Finalmente alla metà di luglio 1669 quelle terribili esplosioni terminarono dopo una durata di quattro mesi.<br>Lo sbocco della lava fu nel monte Rosso, che nell'esterna sua figura è simile al Vesuvio, perché in due rotondi monti su d'una base stessa consiste. Intanto l'altezza di esso dal livello del mare sorpassa senza dubbio quella dell'altro, facendosi ascendere sino a 4500 braccia. L'intera porzione del suolo tra il convento de' Benedettini ed il monte Rosso è coverta di nera vulcanica arena; ma sembra che questa cominci a sciogliersi, perché l'erba superficialmente vi cresce, e qui è il luogo dove il gustoso e forte vino ricavasi. È ancora probabile che la situazione stessa del chiostro non sia che quella di un cratere rovesciato giacché, oltre una quantità grande delle ceneri che intorno a quell'edifizio si trova, l'intero circuito ha una forma concava nel di cui mezzo il medesimo chiostro è edificato.<br>Nel giunger che io feci al monte Rosso esaminai il cratere, da cui le ceneri e le lave del 1669 uscirono, il quale è un rotondo precipite buco a forma d'imbuto, i cui lati consistono in nere rocce di lava e nere e profonde arene. Nel mezzo di esso vi sono due altre profondità fra loro da un'alta e scabrosa rupe divise, e che rassomigliano ad una saliera. (vol. 2, pp. 58-59) *[...] [[Déodat de Dolomieu|Dolomieu]], ch'è avvezzo a disprezzare qualunque pericolo, quando esaminar vuole le segrete vie della natura [...]. (vol. 2, p. 60) *E qui è giusto che io faccia riflettere che [[Lazzaro Spallanzani|Spallanzani]], uno de' più grandi e coraggiosi osservatori della natura, è stato nel 1788 in Sicilia, ha studiato l'Etna, ed ora è occupato a radunare ed a porre in ordine le sue osservazioni. Tutto ciò che scrive questo autore porta l'impronta infallibile di un grande uomo e della conoscenza fedelissima della natura e delle sue operazioni. Con quale occhio non avrà egli considerato quelle del fuoco e de' vulcani, e quante altre nuove scoverte non ha egli alle già fatte saputo aggiungere? (vol. 2, pp. 66-67) *Centorbi, dagli antichi chiamata ''[[Centuripe]]'', è rappresentata da [[Tucidide]] come un castello da' Siculi edificato. Si scorge da una descrizione di [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], che questa sia stata una delle più grandi città della Sicilia, e che appartenesse alla medesima la più gran porzione dei fertili campi dell'Etna, che furono dall'antichità tanto rinomati, e che come i più fecondi dell'isola tutta furon tenuti. Era dunque naturale che quei nazionali gran commercio di grani facessero, e che in seguito una molto ricca popolazione divenissero. La loro coltura stava in proporzione colla ricchezza loro, perché amavano le scienze, mentre al tempo stesso erano coraggiosi, e nell'arte della guerra molto esercitati. Per molti secoli la floridità di costoro fu nel pieno suo vigore, giacché la vera caduta di quella città convien che si ascriva alla sua ribellione contro l'imperatore [[Federico II di Svevia|Federico II]], che dalle sue rovine la città di [[Augusta (Italia)|Augusta]] nel 1233 fece costruire. *Vi sono in essa {{NDR|Centuripe}} alcuni muri antichi, una cisterna ed alcune sotterranee camere a volta, che sembrano essere state stalle, e in cui si vedono ancora residui di qualche mangiatoja. Molti avanzi di antiche colonne, rottami di statue colossali e frantumi di architettura giacciono nella città seminati. Fuori di essa vi sono le rovine d'un bel bagno e di un ponte sul fiume Simeto, che l'antica direzione della strada consolare tra Catania e Centorbi dimostrano. (vol. 2, p. 73) *Non lungi da Centorbi, sopra scoscesa ed alta rupe, s'erge la città di S. Filippo d'Argirò, l'antica ''[[Agira|Agyrium]],'' patria di [[Diodoro Siculo]]. Questa fu riguardata come una delle più vetuste città, perché da Ercole visitata; ed era già ricca e splendida, quando i Greci per la prima volta penetrarono in Sicilia. I Romani grande considerazione e stima le dimostrarono. [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]] ne loda i suoi abitanti chiamandoli ''Agyrenensem populum fidelem, et illustrem'', e la città stessa ''in primis honestam civitatem Siciliae''. Parla egli ancora del grande famoso teatro, di cui non si trova la menoma traccia, né si sa ove fosse situato. I soli resti di questa così celebrata città riduconsi ad antichi fondamenti di vaste fabbriche sotto terra sepolti, e ad alcuni sotterranei acquidotti nella roccia, incavati. (vol. 2, p. 74) *Nelle vicinanze di [[Paternò]], città eretta dai Normanni alle radici dell'Etna, vi è una caverna, la di cui entrata è quasi chiusa da cespugli e da antiche muraglie. In questa cava si sente un continuo fremito derivante dalle acque perenni prodotte dallo scioglimento delle nevi del monte, e che, unendosi, formano un fiumicello che in questa caverna si precipita, la quale ''Grotta del Fracasso'' a cagion di quel rumorìo è chiamata. L'acqua si perde da principio sotto terra, ma sgorga fuori cento passi distante da quella, nel qual luogo forma il primo bacino, e più lungi un secondo. Da questi due bacini scorre l'acqua per iscaricarsi in un pantano che ha comunicazione col fiume Simeto. [...] Del resto niente vi è degno d'osservazione in Paternò, a riserva di alcuni pezzi di antichi acquidotti e delle rovine d'un ponte a due archi sopra quel fiume. (vol. 2, pp. 75-77) *Otto miglia distante da qui s'erge [[Acireale|Jaci reale]], uno de' più bei luoghi di cui ho nel mio viaggio in Sicilia goduto. Esso è mantenuto straordinariamente pulito, e con larghe pietre di lava soprattutto coverto. Le case e le chiese sono di un bello stile e con molta regolarità fabbricate. Giace la città in elevata posizione a' piè dell'Etna, e su di nove strati di diverse lave, ciascuna delle quali da una crosta terriccia è coverta, per cui potrà a ragione conchiudersi della lontana età dell'eruzione di quel vulcano. (vol. 2, p. 83) *Le cisterne di [[Taormina]] sono le più belle e le più celebri di tutta la Sicilia, e forse di tutta l'Italia ancora. Ve ne sono esistenti cinque, di cui la più picciola è intatta. Essa è totalmente della struttura medesima della Piscina mirabile di Napoli, è incavata nella rupe ed ha nel suo mezzo una fila di otto pilastri, che la sua covertura sostengono. [...] Lo scopo per il quale siano state a spese eccessive tali opere costruite, sembra essere stato quello di provvedere la naumachia delle necessarie acque. L'idea di edificare una naumachia sopra un ripido ed alpestre monte, e l'acqua per via di smisurate cisterne e lunghi acquidotti recare in un paese che a' suoi piedi il mare Jonio ed un porto a tali esercizj idoneo apprestava, dimostra più che qualunque altra cosa, quanto grande fosse stata la prodigalità de' Romani e de' Greci, quante volte veniva loro in testa di acquistare tutto ciò che a norma del proprio gusto serviva loro di divertimento. Della menzionata naumachia non v'è che un solo muro laterale, che ha 18 archi e 19 nicchie quadrate in mezzo a questi. Quel muro sta nel giardino d'un chiostro; ed il luogo dove si radunava l'acqua è divenuto adesso un giardino d'aranci e limoni; mentre la muraglia stessa che ora è rimasta all'impiedi, e sopra la quale vi erano i sedili per gli spettatori, non è che un terrazzo, il quale per una vigna ed un pometo è destinato. In questa posizione le vedute del castel di Mola e dell'Etna sono belle ed amene oltre qualunque descrizione; ma quali in tutte queste vicinanze non sono tali, e che non sieno cagioni di meritamente accordare a Taormina, come a Girgenti, il nome di Paradiso della Sicilia? (vol. 2, pp. 88-90) *Io fui molto felice per aver passato in Taormina un giorno il più perfettamente sereno, di modo che dall'altura in cui mi trovava gioire potei d'una illimitata prospettiva. Onde verso tramontana dirigere i miei sguardi, dovetti uscire dalla galleria che intorno la parte superiore del teatro girava, e sulla più esterna punta della roccia che sovrasta al mare mi assisi. Da lì la intera montuosa spiaggia di Sicilia tra Taormina e Messina osservai, non meno che la costa di Calabria da Scilla al capo Spartivento e la punta di Geraci, ove un tempo l'antica Locri si ergeva. Reggio giaceva avanti di me come una macchia bianca, mentre l'orizzonte metteva un limite agli alti monti Appennini di Calabria. Sotto i miei piedi sembravano picciole isole nuotare parte nude e parte di cespugli vestite. Sul teatro alto si alzava la piramidale roccia, su della quale il forte di Mola è costruito, e la di cui altezza par che faccia quasi sparire quella di Taormina. Ma assai più eccellente e magnifica era la vista dell'istesso teatro. Tutte le bellezze della natura trovansi qui riunite, ed allo spettatore, onde ad un solo sguardo goderle, ridenti ed amene si presentano. Sotto di me guardai le rovine del proscenio, indi sul tortuoso dorso del monte le case, le chiese e le disperse ville della piccola Taormina; in seguito l'intera strada che dal lido alla città conduce, il casale, i ''Giardini'', la smisurata lava sulla quale era edificata ''Naxos'' e tutta la costa di Sicilia, per quanto lungi poteva l'occhio arrivare. Io notai tre seni di mare; e credo d'aver veduto sin a Siracusa. Esteso alla mia sinistra giaceva nello splendor del sole il mare Jonio, ed alla mia destra il monte Etna in tutta la sua maestà signoreggiava. In nessun luogo, anco in Catania, veduto l'avea in tanta grandiosità [...]. (vol. 2, pp. 96-97) *Messina ha un collegio che porta il nome di ''[[Collegio dei gesuiti (Messina)|Carolino]]'', il quale probabilmente fu eretto dal gran benefattore di questa città Carlo II di Spagna. Questa casa fu devastata dal tremuoto, ma ben tosto vi si sostituì una baracca, finché l'edifizio, per altro uno de' meno danneggiati, poté ristaurarsi. Da questa scuola passano gli studenti nell'università di Catania. I Gesuiti ne avevano la direzione, che dopo la loro abolizione a' Preti ne fu affidata. (vol. 2, p. 116) *Prima che uno si avvezzi al [[Lingua siciliana|linguaggio siciliano]], non gli sembra niente armonioso e piacevole. Le sue dominanti vocali esssendo l{{'}}''i'' e l{{'}}''u'', e sostituite all{{'}}''a'', ''e'' ed ''o'' del puro italiano, sono meno dolci e grate nella pronunzia in paragone di quest'ultime. L'orecchio però vi si avvezza facilmente; e fa mestieri di porre attenzione agl'idiotismi, perché l'uomo della plebe non sa diversamente parlare, mentre le persone educate si esprimono con pena nella pura lingua italiana, le quali, dimentiche ad ogni momento di parlare con un forestiere, al loro dialetto fan sempre ritorno, o tutto al più pronunziano l'italiano in modo tale siciliano, che si dura molta fatica a comprenderle, quando in certo modo non si abbia della loro lingua madre conoscimento. Ben presto però vi si riconcilia, e la prima disgustosa impressione dell'aspro suono di quella lingua si dimentica, e ad amar si comincia la sua ricchezza di parole ed espressioni, e la sua semplicità e ''bonomia''. Essa possiede queste proprietà in comune con la maggior parte degli altri dialetti provinciali, ma in un grado più eminente assai, eccetto il tedesco volgare, il quale, come credo, si avvicina molto alla perfezione del siciliano. (vol. 2, pp. 124-125) ==Bibliografia== *Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4742922 Viaggio in Sicilia]'', vol. 1, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831. *Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4635291 Viaggio in Sicilia]'', vol. 2, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Munter, Friederich}} [[Categoria:Archeologi]] [[Categoria:Filologi]] [[Categoria:Vescovi danesi]] [[Categoria:Vescovi tedeschi]] 0z6l22kxua0d5g9m7l5gvwkrhs41a9d Utente:Gaux/Sandbox 2 209118 1421619 1421531 2026-07-24T19:01:33Z Gaux 18878 /* */ Cancello test 1421619 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026): Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo. 8qqdxew18qeqz7xifo9b0iyw99niuv2 Cascata del Toce 0 212381 1421643 1417795 2026-07-25T08:42:08Z Spinoziano 2297 Horace-Bénédict de Saussure 1421643 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Cascata del Toce - panoramio (5).jpg|thumb|Cascata del Toce]] Citazioni sulla '''cascata del Toce''' o '''della Frua'''. *Il torrente, già diviso in più cascate dove il salto incomincia, si suddivide, scendendo, in mille svariatissime cascatelle. Quale batte la rupe in forma di bianco fiocco e rimbalza, divisa in un nembo di spruzzi; quale si lascia sdrucciolare giù giù, lieve lieve, sulla roccia levigata, come un filo di bambagia, o come nastro ondeggiante di seta bianca; quale si sparpaglia, disegnando una rete a maglie d'argento, o cento tessuti diversi che di continuo si scompongono e si rifanno. Grado grado scendendo, spinte ora a destra ora a sinistra, s'incontrano, si azzuffano, si accapigliano. Ma la cascata è una; e a vederla svolgersi, e rimutarsi sul fondo nero o bigio di quella fantastica scalea, la non si potrebbe paragonare che a una gran chioma bianca, disciolta e agitata dal vento. Una nebbia leggiera, a guisa di aureola perenne, si leva sull'abisso; e quando il sole dardeggia, l'iride vi si posa tranquilla, immobile, vero simbolo di pace in tanta guerra. ([[Antonio Stoppani]]) *La Toce, che stavamo costeggiando, precipita all'improvviso, con orribile fragore, in un baratro sul bordo del quale corre il sentiero. In quello stesso momento, una densissima folata di nebbia che si alzava dal fondo del baratro, mi privò della vista del cammino che dovevo intraprendere. Sembrava vapore uscito da una immensa caldaia, nella quale il salto dell'acqua creava l'effetto dell'ebollizione. Un bosco di larici, scuro e folto, attraverso il quale ci si addentra nell'abisso, rendeva l'effetto ancor più spaventoso. Sono questi spettacoli così nuovi e allo stesso tempo straordinari, sono queste situazioni inattese ad offrire un fascino inesprimibile ai viaggi nelle alte montagne e rendono, per chi abbia avuto la ventura di gioirne, non più sopportabile la monotonia delle pianure. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) *La Val Formazza è coronata da una superba cascata, una delle più alte e più belle che vi siano nelle montagne, che ne sono peraltro molto ricche. Sul fianco di questa splendida cascata, un sentiero a zig-zag conduce a una valle pittoresca, detta della Frua, ingentilita da numerosi piccoli gruppi di case, ben costruite, in mezzo ai pascoli: in posizione così amena e silenziosa da indurre l'animo del viaggiatore a meditazioni profonde. Ingaggiata una guida del posto, giungemmo quasi subito nei pressi della cascata della Frua, che precipita su alcuni grossi gradini di roccia da un'altezza di più di cinquecento tese. Saussure ne ha fatta una descrizione efficacissima. È una delle più belle cascate della Svizzera. Giunti al suo culmine, si è circondati da un paesaggio ridente. In basso, nella valle, tutte le case sono costruite in tronchi di legno, come in Norvegia. ([[Déodat de Dolomieu]]) ==Voci correlate== *[[Toce]] *[[Val Formazza]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Cascate|Toce]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] 40c7ufklslrq022kxdsnsazgc7rlkgd Ilan Pappé 0 212582 1421609 1421520 2026-07-24T18:14:02Z Darkcloud2222 10646 /* 10 miti su Israele */ 1421609 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]] '''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico, accademico e politologo israeliano. ==Citazioni di Ilan Pappé== *{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref> *Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref> {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}} *La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire. *A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta. ==''La pulizia etnica della Palestina''== *La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5) *Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5) *Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6) *La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7) *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8) *Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10) *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23) *[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37) * [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48) *Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49) *{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52) *Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53) *Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53) *Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97) *Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111) *[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120) *Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137) *{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146) *Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156) *{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157) *La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159) *A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177) *Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193) *In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195) *Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209) *Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210) *Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220) *Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225) *Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227) *In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272) *L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273) *Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287) *Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290) *Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309) ==''10 miti su Israele''== *Come mostra chiaramente il [[Conflitto israelo-palestinese|caso israelo-palestinese]] la disinformazione storica, anche del passato più recente, può provocare danni enormi. Questo intenzionale fraintendimento della Storia ha permesso l'oppressione di un popolo e legittimato un regime coloniale e di occupazione. Non c'è da stupirsi quindi che queste politiche di disinformazione siano sopravvissute fino ai giorni nostri e svolgano una parte importante nel protrarsi di un conflitto che lascia sempre meno speranza per il futuro. (p. 9) *Il [[sionismo]] ha prodotto un resoconto storico di come questa terra contesa {{NDR|la [[Palestina]]}} sia divenuta lo stato di Israele, un resoconto fondato su alcuni miti che mettono subdolamente in discussione il diritto morale dei palestinesi alla terra. Molto spesso i media occidentali mainstream e le élite politiche accolgono queste rappresentazioni come un dato di fatto, così come accettano senza troppe domande il modo in cui Israele giustifica le proprie azioni da più di sessant'anni. Il più delle volte la loro tacita accettazione spiega la riluttanza dei governi occidentali a intervenire in maniera significativa in un conflitto che si protrae dalla fondazione stessa della nazione. (p. 10) *Quando [[Israele]] divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale. (p. 17) *Implicito nell'esistenza di [[Israele]] come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina nel 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione. (p. 23) *Senza l'apparizione del [[sionismo]] all'interno dei propri confini la [[Palestina]] avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. (p. 44) *Le idee embrionali del [[sionismo]] trovavano legittimazione in un [[antisemitismo]] di vecchia data. (p. 49) *È chiaro [...] come il [[sionismo]] fosse originariamente un progetto coloniale cristiano prima che ebraico. (p. 50) *Il movimento [[Sionismo|sionista]] deve la sua sopravvivenza al forte sostegno britannico, soprattutto nel momento in cui il popolo palestinese iniziò a rendersi conto che questa particolare forma di immigrazione non era di buon auspicio per il futuro della Palestina. I leader locali realizzarono presto che un tale insediamento non poteva che avere ripercussioni negative sulla loro società. (pp. 59-60) *L'impulso strategico imperiale della Gran Bretagna a utilizzare il ritorno degli ebrei in Palestina come mezzo per rafforzare il proprio coinvolgimento in «terra santa» è coinciso con l'emergere di nuove visioni culturali e intellettuali del sionismo europeo. Sia dai cristiani che dagli ebrei, quindi, la colonizzazione della Palestina era vista come un atto di ritorno e di redenzione. L'incontro di queste due spinte creò una potente alleanza che trasformò l'idea antisemita millenaria sui trasferimenti degli ebrei d'Europa in Palestina in un vero e proprio progetto di insediamento coloniale a discapito dei nativi palestinesi. (pp. 60-61) *Tutte le ricerche finora condotte sulla [[dichiarazione Balfour]] convergono nel concludere che la leadership governativa britannica accettasse di buon grado l'idea di una patria ebraica in Palestina, ritenendola in accordo con i propri interessi strategici nell'area. Una volta messa in atto l'occupazione inglese in Palestina, questa alleanza permise agli ebrei di costruire le infrastrutture necessarie alla realizzazione di uno stato ebraico sotto l'egida britannica, protetti dalle baionette del governo di Sua Maestà. (p. 62) *Ciò che importa non è tanto se gli attuali ebrei in [[Israele]] siano i discendenti autentici di coloro che vissero in epoca romana, ma piuttosto la pretesa di Israele di rappresentare tutti gli ebrei del mondo, da cui discende la convinzione che qualsiasi azione, anche la più spregevole, possa essere giustificata. (p. 64) ==''La prigione più grande del mondo''== *Ai bambini [[Stato di Palestina|palestinesi]], uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo. (p. 11) *{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22) *Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36) *Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43) *Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121) *I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143) *[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163) *[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165) *Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166) *Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191) *Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194) *Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207) *I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211) *In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216) *{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217) *{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219) *Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221) *La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221) *L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243) *Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243) *Il principale contributo di [[Ariel Sharon|Sharon]] al rafforzamento della mega-prigione {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}} è stato un approccio sistematico che ha spazzato via ogni ambiguità nell'attuazione della strategia del 1967. Difatti, egli ha portato la colonizzazione in ogni angolo della Cisgiordania. (p. 265) *Se da un lato [[Hamas]] ha dato del filo da torcere agli israeliani, dall'altro li ha anche aiutati a bollare la lotta palestinese come parte di una forza islamica globale antioccidentale impegnata in uno scontro di civiltà. È per questo che molti degli esperti che hanno scritto sulle origini di Hamas hanno attribuito a Israele un ruolo importante nella sua nascita e progressiva affermazione. (p. 282) *Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza. (p. 312) *L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]], nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima. (p. 319) *Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima. (p. 320) *In [[Cisgiordania]], la fermezza dei palestinesi è tuttora viva. La resistenza popolare è un fatto quotidiano, ma, disponendo di risorse limitate, viene facilmente soffocata dall'occupazione israeliana. Tuttavia, la sua tenacia suggerisce che la partita iniziata nel 1967 non sia ancora chiusa. (p. 331) *Le condizioni disumane a [[Gaza]] hanno reso impossibile per la gente che vi abita adattarsi alla prigionia che qui Israele continua a imporre dal 1967. Ci sono stati periodi relativamente migliori, quando era permesso spostarsi per lavoro in Cisgiordania e in Israele, ma quei tempi sono finiti nel 2006. (p. 340) ==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''== *Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14) *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18) *La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20) *Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40) *I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41) *Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44) *La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75) *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76) *La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109) *Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128) *Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130) *L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130) *I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132) *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133) ==''La fine di Israele''== *Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23) *{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24) *Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31) *Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31) *Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35) *Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40) *[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43) *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61) *Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83) *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85) *Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89) *Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111) *La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112) *Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113) *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116) *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116) *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117) *{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124) *L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124) *Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129) *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136) *Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161) *Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197) *Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227) *Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241) *Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242) ==Citazioni su Ilan Pappé== *Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089. *Ilan Pappé, ''10 miti su Israele'', traduzione di Federica Stagni, Tamu, Napoli, 2022. ISBN 9791280195166. *Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483. *Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634. *Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Accademici israeliani]] [[Categoria:Politologi]] [[Categoria:Storici israeliani]] f45fxep0r75elxngmcuk3muj3hqkngl 1421614 1421609 2026-07-24T18:29:51Z Darkcloud2222 10646 /* La pulizia etnica della Palestina */ 1421614 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]] '''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico, accademico e politologo israeliano. ==Citazioni di Ilan Pappé== *{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref> *Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref> {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}} *La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire. *A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta. ==''La pulizia etnica della Palestina''== *La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5) *Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5) *Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6) *La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7) *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8) *Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10) *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23) *[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37) * [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48) *Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49) *{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52) *Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53) *Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53) *Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97) *Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111) *[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120) *Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137) *{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146) *Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156) *{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157) *La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del [[Mandato britannico della Palestina|Mandato]], che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159) *A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177) *Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193) *In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195) *Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209) *Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210) *Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220) *Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225) *Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227) *In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272) *L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273) *Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287) *Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290) *Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309) ==''10 miti su Israele''== *Come mostra chiaramente il [[Conflitto israelo-palestinese|caso israelo-palestinese]] la disinformazione storica, anche del passato più recente, può provocare danni enormi. Questo intenzionale fraintendimento della Storia ha permesso l'oppressione di un popolo e legittimato un regime coloniale e di occupazione. Non c'è da stupirsi quindi che queste politiche di disinformazione siano sopravvissute fino ai giorni nostri e svolgano una parte importante nel protrarsi di un conflitto che lascia sempre meno speranza per il futuro. (p. 9) *Il [[sionismo]] ha prodotto un resoconto storico di come questa terra contesa {{NDR|la [[Palestina]]}} sia divenuta lo stato di Israele, un resoconto fondato su alcuni miti che mettono subdolamente in discussione il diritto morale dei palestinesi alla terra. Molto spesso i media occidentali mainstream e le élite politiche accolgono queste rappresentazioni come un dato di fatto, così come accettano senza troppe domande il modo in cui Israele giustifica le proprie azioni da più di sessant'anni. Il più delle volte la loro tacita accettazione spiega la riluttanza dei governi occidentali a intervenire in maniera significativa in un conflitto che si protrae dalla fondazione stessa della nazione. (p. 10) *Quando [[Israele]] divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale. (p. 17) *Implicito nell'esistenza di [[Israele]] come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina nel 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione. (p. 23) *Senza l'apparizione del [[sionismo]] all'interno dei propri confini la [[Palestina]] avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. (p. 44) *Le idee embrionali del [[sionismo]] trovavano legittimazione in un [[antisemitismo]] di vecchia data. (p. 49) *È chiaro [...] come il [[sionismo]] fosse originariamente un progetto coloniale cristiano prima che ebraico. (p. 50) *Il movimento [[Sionismo|sionista]] deve la sua sopravvivenza al forte sostegno britannico, soprattutto nel momento in cui il popolo palestinese iniziò a rendersi conto che questa particolare forma di immigrazione non era di buon auspicio per il futuro della Palestina. I leader locali realizzarono presto che un tale insediamento non poteva che avere ripercussioni negative sulla loro società. (pp. 59-60) *L'impulso strategico imperiale della Gran Bretagna a utilizzare il ritorno degli ebrei in Palestina come mezzo per rafforzare il proprio coinvolgimento in «terra santa» è coinciso con l'emergere di nuove visioni culturali e intellettuali del sionismo europeo. Sia dai cristiani che dagli ebrei, quindi, la colonizzazione della Palestina era vista come un atto di ritorno e di redenzione. L'incontro di queste due spinte creò una potente alleanza che trasformò l'idea antisemita millenaria sui trasferimenti degli ebrei d'Europa in Palestina in un vero e proprio progetto di insediamento coloniale a discapito dei nativi palestinesi. (pp. 60-61) *Tutte le ricerche finora condotte sulla [[dichiarazione Balfour]] convergono nel concludere che la leadership governativa britannica accettasse di buon grado l'idea di una patria ebraica in Palestina, ritenendola in accordo con i propri interessi strategici nell'area. Una volta messa in atto l'occupazione inglese in Palestina, questa alleanza permise agli ebrei di costruire le infrastrutture necessarie alla realizzazione di uno stato ebraico sotto l'egida britannica, protetti dalle baionette del governo di Sua Maestà. (p. 62) *Ciò che importa non è tanto se gli attuali ebrei in [[Israele]] siano i discendenti autentici di coloro che vissero in epoca romana, ma piuttosto la pretesa di Israele di rappresentare tutti gli ebrei del mondo, da cui discende la convinzione che qualsiasi azione, anche la più spregevole, possa essere giustificata. (p. 64) ==''La prigione più grande del mondo''== *Ai bambini [[Stato di Palestina|palestinesi]], uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo. (p. 11) *{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22) *Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36) *Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43) *Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121) *I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143) *[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163) *[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165) *Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166) *Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191) *Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194) *Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207) *I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211) *In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216) *{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217) *{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219) *Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221) *La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221) *L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243) *Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243) *Il principale contributo di [[Ariel Sharon|Sharon]] al rafforzamento della mega-prigione {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}} è stato un approccio sistematico che ha spazzato via ogni ambiguità nell'attuazione della strategia del 1967. Difatti, egli ha portato la colonizzazione in ogni angolo della Cisgiordania. (p. 265) *Se da un lato [[Hamas]] ha dato del filo da torcere agli israeliani, dall'altro li ha anche aiutati a bollare la lotta palestinese come parte di una forza islamica globale antioccidentale impegnata in uno scontro di civiltà. È per questo che molti degli esperti che hanno scritto sulle origini di Hamas hanno attribuito a Israele un ruolo importante nella sua nascita e progressiva affermazione. (p. 282) *Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza. (p. 312) *L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]], nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima. (p. 319) *Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima. (p. 320) *In [[Cisgiordania]], la fermezza dei palestinesi è tuttora viva. La resistenza popolare è un fatto quotidiano, ma, disponendo di risorse limitate, viene facilmente soffocata dall'occupazione israeliana. Tuttavia, la sua tenacia suggerisce che la partita iniziata nel 1967 non sia ancora chiusa. (p. 331) *Le condizioni disumane a [[Gaza]] hanno reso impossibile per la gente che vi abita adattarsi alla prigionia che qui Israele continua a imporre dal 1967. Ci sono stati periodi relativamente migliori, quando era permesso spostarsi per lavoro in Cisgiordania e in Israele, ma quei tempi sono finiti nel 2006. (p. 340) ==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''== *Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14) *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18) *La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20) *Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40) *I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41) *Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44) *La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75) *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76) *La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109) *Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128) *Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130) *L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130) *I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132) *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133) ==''La fine di Israele''== *Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23) *{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24) *Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31) *Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31) *Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35) *Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40) *[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43) *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61) *Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83) *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85) *Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89) *Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111) *La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112) *Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113) *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116) *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116) *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117) *{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124) *L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124) *Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129) *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136) *Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161) *Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197) *Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227) *Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241) *Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242) ==Citazioni su Ilan Pappé== *Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089. *Ilan Pappé, ''10 miti su Israele'', traduzione di Federica Stagni, Tamu, Napoli, 2022. ISBN 9791280195166. *Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483. *Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634. *Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Accademici israeliani]] [[Categoria:Politologi]] [[Categoria:Storici israeliani]] 9c562ddrcrp1qb215qf10vj9k18h5iz 1421615 1421614 2026-07-24T18:39:34Z Darkcloud2222 10646 1421615 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]] '''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico, accademico e politologo israeliano. ==Citazioni di Ilan Pappé== *{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref> *Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref> {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}} *La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire. *A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta. ==''La pulizia etnica della Palestina''== *La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5) *Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5) *Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6) *La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7) *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8) *Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10) *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23) *[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37) * [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48) *Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49) *{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52) *Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53) *Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53) *Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97) *Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111) *[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120) *Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137) *{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146) *Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156) *{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157) *La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del [[Mandato britannico della Palestina|Mandato]], che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159) *A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177) *Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193) *In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195) *Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209) *Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210) *Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220) *Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225) *Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227) *In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272) *L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273) *Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287) *Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290) *Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309) ==''10 miti su Israele''== *Come mostra chiaramente il [[Conflitto israelo-palestinese|caso israelo-palestinese]] la disinformazione storica, anche del passato più recente, può provocare danni enormi. Questo intenzionale fraintendimento della Storia ha permesso l'oppressione di un popolo e legittimato un regime coloniale e di occupazione. Non c'è da stupirsi quindi che queste politiche di disinformazione siano sopravvissute fino ai giorni nostri e svolgano una parte importante nel protrarsi di un conflitto che lascia sempre meno speranza per il futuro. (p. 9) *Il [[sionismo]] ha prodotto un resoconto storico di come questa terra contesa {{NDR|la [[Palestina]]}} sia divenuta lo stato di Israele, un resoconto fondato su alcuni miti che mettono subdolamente in discussione il diritto morale dei palestinesi alla terra. Molto spesso i media occidentali mainstream e le élite politiche accolgono queste rappresentazioni come un dato di fatto, così come accettano senza troppe domande il modo in cui Israele giustifica le proprie azioni da più di sessant'anni. Il più delle volte la loro tacita accettazione spiega la riluttanza dei governi occidentali a intervenire in maniera significativa in un conflitto che si protrae dalla fondazione stessa della nazione. (p. 10) *Quando [[Israele]] divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale. (p. 17) *Implicito nell'esistenza di [[Israele]] come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina nel 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione. (p. 23) *Senza l'apparizione del [[sionismo]] all'interno dei propri confini la [[Palestina]] avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. (p. 44) *Le idee embrionali del [[sionismo]] trovavano legittimazione in un [[antisemitismo]] di vecchia data. (p. 49) *È chiaro [...] come il [[sionismo]] fosse originariamente un progetto coloniale cristiano prima che ebraico. (p. 50) *Il movimento [[Sionismo|sionista]] deve la sua sopravvivenza al forte sostegno britannico, soprattutto nel momento in cui il popolo palestinese iniziò a rendersi conto che questa particolare forma di immigrazione non era di buon auspicio per il futuro della Palestina. I leader locali realizzarono presto che un tale insediamento non poteva che avere ripercussioni negative sulla loro società. (pp. 59-60) *L'impulso strategico imperiale della Gran Bretagna a utilizzare il ritorno degli ebrei in Palestina come mezzo per rafforzare il proprio coinvolgimento in «terra santa» è coinciso con l'emergere di nuove visioni culturali e intellettuali del sionismo europeo. Sia dai cristiani che dagli ebrei, quindi, la colonizzazione della Palestina era vista come un atto di ritorno e di redenzione. L'incontro di queste due spinte creò una potente alleanza che trasformò l'idea antisemita millenaria sui trasferimenti degli ebrei d'Europa in Palestina in un vero e proprio progetto di insediamento coloniale a discapito dei nativi palestinesi. (pp. 60-61) *Tutte le ricerche finora condotte sulla [[dichiarazione Balfour]] convergono nel concludere che la leadership governativa britannica accettasse di buon grado l'idea di una patria ebraica in Palestina, ritenendola in accordo con i propri interessi strategici nell'area. Una volta messa in atto l'[[Mandato britannico della Palestina|occupazione inglese in Palestina]], questa alleanza permise agli ebrei di costruire le infrastrutture necessarie alla realizzazione di uno stato ebraico sotto l'egida britannica, protetti dalle baionette del governo di Sua Maestà. (p. 62) *Ciò che importa non è tanto se gli attuali ebrei in [[Israele]] siano i discendenti autentici di coloro che vissero in epoca romana, ma piuttosto la pretesa di Israele di rappresentare tutti gli ebrei del mondo, da cui discende la convinzione che qualsiasi azione, anche la più spregevole, possa essere giustificata. (p. 64) ==''La prigione più grande del mondo''== *Ai bambini [[Stato di Palestina|palestinesi]], uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo. (p. 11) *{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22) *Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36) *Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43) *Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121) *I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143) *[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163) *[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165) *Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166) *Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191) *Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194) *Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207) *I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211) *In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216) *{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217) *{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219) *Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221) *La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221) *L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243) *Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243) *Il principale contributo di [[Ariel Sharon|Sharon]] al rafforzamento della mega-prigione {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}} è stato un approccio sistematico che ha spazzato via ogni ambiguità nell'attuazione della strategia del 1967. Difatti, egli ha portato la colonizzazione in ogni angolo della Cisgiordania. (p. 265) *Se da un lato [[Hamas]] ha dato del filo da torcere agli israeliani, dall'altro li ha anche aiutati a bollare la lotta palestinese come parte di una forza islamica globale antioccidentale impegnata in uno scontro di civiltà. È per questo che molti degli esperti che hanno scritto sulle origini di Hamas hanno attribuito a Israele un ruolo importante nella sua nascita e progressiva affermazione. (p. 282) *Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza. (p. 312) *L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]], nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima. (p. 319) *Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima. (p. 320) *In [[Cisgiordania]], la fermezza dei palestinesi è tuttora viva. La resistenza popolare è un fatto quotidiano, ma, disponendo di risorse limitate, viene facilmente soffocata dall'occupazione israeliana. Tuttavia, la sua tenacia suggerisce che la partita iniziata nel 1967 non sia ancora chiusa. (p. 331) *Le condizioni disumane a [[Gaza]] hanno reso impossibile per la gente che vi abita adattarsi alla prigionia che qui Israele continua a imporre dal 1967. Ci sono stati periodi relativamente migliori, quando era permesso spostarsi per lavoro in Cisgiordania e in Israele, ma quei tempi sono finiti nel 2006. (p. 340) ==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''== *Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14) *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18) *La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20) *Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40) *I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41) *Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44) *La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75) *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76) *La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109) *Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128) *Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130) *L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130) *I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132) *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133) ==''La fine di Israele''== *Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23) *{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24) *Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31) *Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31) *Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35) *Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40) *[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43) *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61) *Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83) *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85) *Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89) *Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111) *La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112) *Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113) *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116) *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116) *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117) *{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124) *L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124) *Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129) *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136) *Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161) *Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197) *Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227) *Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241) *Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242) ==Citazioni su Ilan Pappé== *Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089. *Ilan Pappé, ''10 miti su Israele'', traduzione di Federica Stagni, Tamu, Napoli, 2022. ISBN 9791280195166. *Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483. *Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634. *Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Accademici israeliani]] [[Categoria:Politologi]] [[Categoria:Storici israeliani]] 17js1f0noweop55c31uelbadr7mwat3 Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1421662 1421072 2026-07-25T11:01:08Z Spinoziano 2297 1421662 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''255''' voci create e '''72''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. 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Forster]] - <small>2026-05-27</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=E._M._Forster&diff=1414590&oldid=1407926 +1] #[[Franco Fortini]] - <small>2026-05-27</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Franco_Fortini&diff=1414592&oldid=1390426 +1] #[[Aurelio Garobbio]] - <small>2026-05-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Aurelio_Garobbio&diff=1414894&oldid=824992 +3] #[[Théophile Gautier]] - <small>2026-06-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Th%C3%A9ophile_Gautier&diff=1415176&oldid=1384122 +1] #[[Guido Gozzano]] - <small>2026-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Guido_Gozzano&diff=1415666&oldid=1378895 +1] #[[Dante Graziosi]] - <small>2026-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dante_Graziosi&diff=1415673&oldid=932528 +1] #[[Hermann Hesse]] - <small>2026-06-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Hermann_Hesse&diff=1415809&oldid=1380163 +4] #[[Thomas Jefferson]] - <small>2026-06-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Thomas_Jefferson&diff=prev&oldid=1416107 +1] #[[Laura Mancinelli]] - 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<small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> #[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small> #[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small> #[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small> #[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small> #[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small> #[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Canton Ticino]] - <small>2025-06-20</small> #[[Terre di Pedemonte]] - <small>2025-06-20</small> #[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small> #[[Passo del Bernina]] - <small>2025-06-23</small> #[[Monte Generoso]] - <small>2025-06-23</small> #[[Brissago]] - <small>2025-06-23</small> #[[Arcegno]] - <small>2025-06-24</small> #[[Brione Verzasca]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo di Redorta]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo del San Bernardino]] - <small>2025-06-30</small> #[[Mergoscia]] - <small>2025-08-22</small> #[[Monte Verità]] - <small>2025-08-22</small> #[[Spruga]] - <small>2025-08-23</small> #[[Casa Serodine]] - <small>2025-08-23</small> #[[Chiesa della Santissima Trinità dei Monti]] - <small>2025-08-24</small> #[[Casa Rusca]] - <small>2025-08-24</small> #[[Castello Visconteo (Locarno)]] - <small>2025-08-24</small> #[[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea]] - <small>2025-08-30</small> #[[Sant'Abbondio (Gambarogno)]] - <small>2025-08-30</small> #[[Indemini]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Tamaro]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Gradiccioli]] - <small>2025-08-30</small> #[[Dirinella]] - <small>2025-08-30</small> #[[Stazione di Bellinzona]] - <small>2025-08-30</small> #[[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)]] - <small>2025-09-03</small> #[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)]] - <small>2025-09-04</small> #[[Chiesa di San Quirico (Minusio)]] - <small>2025-09-06</small> #[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana]] - <small>2025-09-13</small> #[[Intragna (Centovalli)]] - <small>2025-09-22</small> #[[Valle Onsernone]] - <small>2025-09-22</small> #[[Auressio]] - <small>2025-09-22</small> #[[Monte Limidario]] - <small>2025-09-23</small> #[[Golino (Centovalli)]] - <small>2025-09-24</small> #[[Isola di Sant'Apollinare]] - <small>2025-10-02</small> #[[Cima di Medeglia]] - <small>2025-10-08</small> #[[Monte Ceneri]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gambarogno]] - <small>2025-10-09</small> #[[Magadino]] - <small>2025-10-09</small> #[[Canobbio]] - <small>2025-10-09</small> #[[Paradiso (Svizzera)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Val Fedoz]] - <small>2025-10-20</small> #[[San Carlo (Cevio)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Poschiavo]] - <small>2025-10-27</small> #[[Casaccia (Bregaglia)]] - <small>2025-10-31</small> #[[Campo (Svizzera)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Niva (Campo)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Linescio]] - <small>2025-11-06</small> #[[Rovana]] - <small>2025-11-06</small> #[[Cerentino]] - <small>2025-11-06</small> #[[Boschetto (Cevio)]] - <small>2025-11-06</small> #[[Monastero di Santa Maria Assunta (Bellinzona)]] - <small>2025-11-12</small> #[[Gordevio]] - <small>2025-11-24</small> #[[Brusio]] - <small>2025-12-01</small> #[[San Romerio]] - <small>2025-12-03</small> #[[Arbedo-Castione]] - <small>2025-12-10</small> #[[Bellinzona]] - <small>2025-12-10</small> #[[Lumino]] - <small>2025-12-11</small> #[[Passo San Lucio]] - <small>2025-12-15</small> #[[Sementina]] - <small>2025-12-17</small> #[[Camorino]] - <small>2025-12-17</small> #[[Balerna]] - <small>2025-12-17</small> #[[Chiasso]] - <small>2026-01-09</small> #[[Distretto di Locarno]] - <small>2026-03-25</small> #[[Bavona]] - <small>2026-03-25</small> #[[Berzona]] - <small>2026-03-26</small> #[[La Baronata]] - <small>2026-03-28</small> #[[Passo di Cristallina]] - <small>2026-03-30</small> #[[Bolle di Magadino]] - <small>2026-03-31</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Sacro Monte di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Isole di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Centovalli (valle)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Cardada]] - <small>2026-04-02</small> #[[Minusio]] - <small>2026-04-03</small> #[[Rasa (Svizzera)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Vogorno]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verzasca (fiume)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Corippo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verdasio]] - <small>2026-04-04</small> #[[Losone]] - <small>2026-04-04</small> #[[Bignasco]] - <small>2026-04-05</small> #[[Sornico]] - <small>2026-04-11</small> #[[Diga di Contra]] - <small>2026-04-11</small> #[[Passo di Bosco]] - <small>2026-04-14</small> #[[Bosco Gurin]] - <small>2026-04-14</small> #[[Museum Walserhaus]] - <small>2026-04-14</small> #[[Val d'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Repubblica partigiana dell'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Santa Maria Maggiore (Italia)]] - <small>2026-04-15</small> #[[Villadossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Battaglia di Gravellona Toce]] - <small>2026-04-15</small> #[[Muralto]] - <small>2026-04-17</small> #[[Melezzo Orientale]] - <small>2026-04-18</small> #[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small> #[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Piano di Magadino]] - <small>2026-04-25</small> #[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)]] - <small>2026-04-27</small> #[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Bella (Lago Maggiore)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Madre]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isole Borromee]] - <small>2026-04-28</small> #[[Colosso di san Carlo Borromeo]] - <small>2026-04-28</small> #[[Buccione]] - <small>2026-04-30</small> #[[Sacro Monte di Orta]] - <small>2026-04-30</small> #[[Mottarone]] - <small>2026-04-30</small> #[[Val Vigezzo]] - <small>2026-05-06</small> #[[Foroglio]] - <small>2026-05-08</small> #[[Sonlerto]] - <small>2026-05-08</small> #[[Chiesa di San Michele (Centovalli)]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Camoghè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Brè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Madom da Sgióf]] - <small>2026-05-09</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Verzasca)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Peccia (Lavizzara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Giumaglio]] - <small>2026-05-11</small> #[[Chiesa di Sant'Eufemia (Novara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Vairano (Gambarogno)]] - <small>2026-05-12</small> #[[Grand Hotel des Iles Borromées]] - <small>2026-05-13</small> #[[Passo del Sempione]] - <small>2026-05-14</small> #[[Gola di Gondo]] - <small>2026-05-14</small> #[[Ganterbrücke]] - <small>2026-05-14</small> #[[Macugnaga]] - <small>2026-05-15</small> #[[Stresa]] - <small>2026-05-20</small> #[[Isola dei Pescatori]] - <small>2026-05-21</small> #[[Villa Branca]] - <small>2026-05-21</small> #[[Palazzo Bolongaro]] - <small>2026-05-22</small> #[[Eremo di Santa Caterina del Sasso]] - <small>2026-05-22</small> #[[Gattico]] - <small>2026-05-23</small> #[[Angera]] - <small>2026-05-25</small> #[[Castelli di Cannero]] - <small>2026-05-25</small> #[[Rocca di Arona]] - <small>2026-05-26</small> #[[Intra]] - <small>2026-05-26</small> #[[Pella (Italia)]] - <small>2026-05-27</small> #[[Ticino (fiume)]] - <small>2026-05-27</small> #[[Camedo]] - <small>2026-05-27</small> #[[Borgnone]] - <small>2026-05-28</small> #[[Ghiacciaio del Basodino]] - <small>2026-05-30</small> #[[Menzonio]] - <small>2026-05-30</small> #[[Diveria]] - <small>2026-06-01</small> #[[Liceo classico Carlo Alberto]] - <small>2026-06-05</small> #[[Stazione di Stresa]] - <small>2026-06-06</small> #[[Cugnasco]] - <small>2026-06-08</small> #[[Ronco sopra Ascona]] - <small>2026-06-08</small> #[[Novara]] - <small>2026-06-09</small> #[[Chiesa di San Martino di Tours (Ronco sopra Ascona)]] - <small>2026-06-10</small> #[[Basilica di San Giulio]] - <small>2026-06-11</small> #[[Brontallo]] - <small>2026-06-12</small> #[[Roseto (Cevio)]] - <small>2026-06-13</small> #[[Bagni di Craveggia]] - <small>2026-06-20</small> #[[Meis (Re)]] - <small>2026-06-20</small> #[[Ponte del Maglione]] - <small>2026-06-20</small> #[[Val Formazza]] - <small>2026-06-22</small> #[[Ferrovia Bellinzona-Locarno]] - <small>2026-06-22</small> #[[Val Lavizzara]] - <small>2026-07-04</small> #[[Nigoglia]] - <small>2026-07-17</small> #[[Grand Hôtel Locarno]] - <small>2026-07-18</small> #[[Collegio Papio]] - <small>2026-07-18</small> #[[Tegna]] - <small>2026-07-20</small> #[[Chiesa della Madonna delle Grazie (Maggia)]] - <small>2026-07-20</small> #[[Monti di Motti]] - <small>2026-07-20</small> #[[Premia]] - <small>2026-07-25</small> #[[Valle Anzasca]] - <small>2026-07-25</small> #[[Passo del Gries]] - <small>2026-07-25</small> ====Ampliate==== #[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-07-18</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1420855&oldid=1331744 +22] #[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-07-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1419995&oldid=1379295 +8] #[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2] #[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2] #[[Lago d'Orta]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_d%27Orta&diff=1420701&oldid=1309879 +9] #[[Isola di San Giulio]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Isola_di_San_Giulio&diff=1420704&oldid=1300342 +10] #[[Orta San Giulio]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Orta_San_Giulio&diff=1420705&oldid=1271834 +2] #[[Monte Rosa]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Monte_Rosa&diff=1413466&oldid=1377667 +1] #[[Cascata del Toce]] - <small>2026-05-15/07-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cascata_del_Toce&diff=1421643&oldid=1332074 +2] #[[Luino]] - <small>2026-05-26/2026-06-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luino&diff=1415797&oldid=1289832 +2] #[[Domodossola]] - <small>2026-05-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Domodossola&diff=1414481&oldid=1413366 +1] #[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Valle_Cannobina&diff=1417618&oldid=1416242 +1] #[[Toce]] - <small>2026-07-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Toce&diff=1421659&oldid=1418293 +1] {{EndMultiCol}} sjudh3j6hd3myh2lmh9pilrn91hkimt Cerentino 0 221766 1421654 1394053 2026-07-25T10:24:45Z Spinoziano 2297 +1, voce correl. 1421654 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Cerentino City Hall.jpg|thumb|Cerentino]] Citazioni su '''Cerentino'''. *Ecco l'abitato di Cerentino, montanaro e signorile, la grande chiesa gialla con i suoi affreschi. Qui un giorno ho visto passare una sposa in abito lungo bianco di satin, con un seguito di donne vestite di nero. Sulla piazza figura una bella fontana con il suo bacino. ([[S. Corinna Bille]]) *Il villaggio è situato sul pendio ripidissimo di una valle tetra, le cui pareti precipitano in una gola così profonda da non lasciarne intravvedere il fondo, ed anche il torrente sfugge alla vista. Circostanza talmente triste che la mente immagina, al di sotto del groviglio degli alberi, abissi tenebrosi; soprattutto là dove, pur senza vederlo, si sente il rumore del torrente che precipita nelle gole. Anche la locanda era spaventosa, come ci si poteva aspettare, anche se qualcuno me ne aveva fatto un pomposo elogio. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) ==Voci correlate== *[[Rovana]] *[[Vallemaggia]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] e130pxnwd8px8rwum4vc4mef3d8z282 Lingua siciliana 0 223775 1421586 1406905 2026-07-24T12:20:09Z Spinoziano (BEIC) 86405 Friederich Münter; typo 1421586 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Idioma siciliano.PNG|thumb|Diffusione del siciliano]] Citazioni sulla '''lingua siciliana'''. *Come ognun vede, qui {{NDR|nel ''De vulgari eloquentia''}} [[Dante Alighieri|Dante]] ragiona sempre di volgar siciliano: il siciliano plebeo gli pareva un po' troppo strascicato; ma il dialetto parlato da' migliori siciliani, da coloro che riuscivano a evitare certe sguaiataggini e certe lungaggini, non gli sonava diverso dal volgare in tutto encomiabile. ([[Giovanni Alfredo Cesareo]]) *Il siciliano è trascritto cogli stessi segni alfabetici dell'[[Lingua italiana|italiano]]. Ma non era cosi fino al secolo XVI e a molta parte del XVII. L'ortografia siciliana di quei tempi fu modellata sulla normanna e provenzale, e sulla catalana. Non si pensò mai all'ortografia toscana: non solo perché i [[Sicilia|Siciliani]] si rassegnarono tardi alla prevalenza della lingua parlata sulle rive dell'Arno, ed essi, tolte poche eccezioni, fin quasi al secolo scorso scrissero ostinatamente in dialetto, quando non scrivevano in latino; ma perché nell'alfabeto toscano non trovavano i segni per rendere alcuni suoni speciali del loro idioma. Finché in Sicilia governarono i re e i viceré aragonesi, il dialetto conservò gelosamente la sua autonomia di scrittura: le leggi e gli atti d'ogni sorta si scrivevano in dialetto. ([[Corrado Avolio]]) *Prima che uno si avvezzi al linguaggio siciliano, non gli sembra niente armonioso e piacevole. Le sue dominanti vocali esssendo l{{'}}''i'' e l{{'}}''u'', e sostituite all{{'}}''a'', ''e'' ed ''o'' del puro italiano, sono meno dolci e grate nella pronunzia in paragone di quest'ultime. L'orecchio però vi si avvezza facilmente; e fa mestieri di porre attenzione agl'idiotismi, perché l'uomo della plebe non sa diversamente parlare, mentre le persone educate si esprimono con pena nella pura lingua italiana, le quali, dimentiche ad ogni momento di parlare con un forestiere, al loro dialetto fan sempre ritorno, o tutto al più pronunziano l'italiano in modo tale siciliano, che si dura molta fatica a comprenderle, quando in certo modo non si abbia della loro lingua madre conoscimento. Ben presto però vi si riconcilia, e la prima disgustosa impressione dell'aspro suono di quella lingua si dimentica, e ad amar si comincia la sua ricchezza di parole ed espressioni, e la sua semplicità e ''bonomia''. Essa possiede queste proprietà in comune con la maggior parte degli altri dialetti provinciali, ma in un grado più eminente assai, eccetto il tedesco volgare, il quale, come credo, si avvicina molto alla perfezione del siciliano. ([[Friederich Münter]]) *Quando Dante ragiona del volgare illustre de' poeti siciliani, non bisogna già figurarsi ch'ei si riferisca alla forma delle parole, secondo che oggi s'intende; ma piuttosto alla loro estensione geografica; alla scelta ideale di tra la selva del volgare plebeo di ciascun municipio, con qualche imprestito alle lingue letterarie, segnatamente la [[Lingua latina|latina]] e la [[Lingua provenzale|provenzale]]; al loro valore estetico; secondo un principio di nobiltà fonica e filosofica, che noi oggi forse non sappiamo più comprendere pienamente. Dante non poteva far differenza, mettiamo, fra il ''voi'', il ''braccio'', l{{'}}''amoroso'', del suo fiorentino, e il ''vui'', il ''braczu'', l{{'}}''amorusu'', del siciliano; per lui eran tre belle parole cittadinesche e pettinate, in tutto convenienti, per la loro general diffusione, per il loro suono e per il loro significato, al volgare illustre. ([[Giovanni Alfredo Cesareo]]) ==Voci correlate== *[[Modi di dire siciliani]] *[[Proverbi siciliani]] *[[Voci e gridi di venditori siciliani]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il|etichetta=siciliano}} [[Categoria:Lingue romanze|Siciliana]] [[Categoria:Sicilia]] er3psfykesm2zki0v31duoasybyk93s Val d'Ossola 0 224311 1421648 1417800 2026-07-25T09:52:23Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1421648 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Valle Ossola.jpg|miniatura|Val d'Ossola]] Citazioni sulla '''Val d'Ossola'''. ==Citazioni== *Così disposto e formato col suo tronco maggiore e colla varia ramificazione delle valli laterali, il bacino dell'Ossola rimane ampiamente e facilmente aperto verso la pianura padana, sia pel doppio ingresso a valle verso il Verbano, sia per l'altro pur agevole accesso dal lago d'Orta verso Novara; mentre dall'altro canto esso è pur fornito di comunicazioni abbastanza agevoli coi paesi d'oltremonte, per parecchi passi frequentati fin dall'antichità, dove l'alpe è men ardua. Ond'è che l'Ossola può veramente dirsi posta da natura, così da accogliere da un lato le influenze e la vita largamente penetranti dal piano lombardo e piemontese, dall'altro i modi e gli influssi oltremontani filtranti, per assai più ristretta vena, dai valichi aperti nella grande cerchia delle Alpi. ([[Carlo Errera]]) *Il naturalista che vuol conoscere i nostri monti e le loro ricchezze, percorrerà la val d'Ossola, detta ''Oscela'' dagli antichi geografi, ed entrerà nelle valli sue laterali. Da Gravallona, per la nuova strada, andrà, fra la riva destra del fiume Tosa e 'l monte granitoso, in un bel piano. È opinione di accreditati scrittori che in questo stesso luogo, o presso Domo, sieno stati ritenuti dai due consoli romani Catulo e Mario que' Cimbri innumerevoli che varcate aveano le Alpi con animo di conquistare e depredare l'Italia. ([[Carlo Amoretti]]) ===[[Giorgio Bocca]]=== *A prima vista il territorio può sembrare favorevole alla guerra partigiana: montagne, montagne e valli strette. Poi la Svizzera con la sua possibilità di scampo. Alla prova dei fatti l'Ossola è una delle zone meno adatte alla guerriglia. Troppo lontana da Milano per poterne ricevere l'aiuto; ma non tanto lontana da essere trascurata dai tedeschi e dai fascisti. *La Valle del Toce, fino a Domodossola, è nuda, aspra. Pochi villaggi sui versanti, quasi tutti in fondovalle lungo le rotabili. Le valli che scendono sul Verbano non hanno case e non hanno bestie, non offrono cibo né riparo. Le valli più sicure sono quelle di Antigorio e Formazza o del Sempione. Ma una volta imboccatele si va a finire in Svizzera. Però ai partigiani l'Ossola sembra una terra meravigliosa. *Manca all'Ossola uno sbocco diretto sulla pianura, il lago e la cintura morenica la isolano dalle campagne e dalle stalle della Bassa. I rifornimenti alimentari, difficili nei mesi della guerra di montagna, diventeranno impossibili durante la repubblica. L'Ossola è l'unico luogo della guerra partigiana che resterà più di un mese senza pane. I rari tentativi di rifornimento via lago si risolvono in altrettanti fallimenti. *Poi ci sono le montagne: abbastanza alte e aspre per essere disagevoli, per rendere dura la vita a chi vive e ci combatte; non abbastanza alte e boscose da poter dare un rifugio sicuro. La Val d'Ossola è una delle poche valli industrializzate. Ci sono fabbriche a Villadossola, Rumianca, Gravellona. E miniere a Pestarena e grandi centrali elettriche. ==Voci correlate== {{div col}} *[[Domodossola]] *[[Formazza]] *[[Ornavasso]] *[[Repubblica partigiana dell'Ossola|Repubblica dell'Ossola]] *[[Toce]] *[[Val Divedro]] *[[Val Formazza]] *[[Val Vigezzo]] *[[Valle Antigorio]] *[[Valle Antrona]] *[[Valle Anzasca]] *[[Villadossola]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valli d'Italia|Ossola]] mosktlmty3vnzl75hgsq82bte0o9b16 Isola Bella (Lago Maggiore) 0 224501 1421652 1416223 2026-07-25T10:12:50Z Spinoziano 2297 +1 1421652 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Borromeo-P3P-20170530-010 (36234155645).jpg|thumb|Isola Bella]] Citazioni sull{{'}}'''Isola Bella''' nel [[lago Maggiore]]. *Guarda quest'Isola Bella! Come è nitido il fondo delle montagne a cui si addossa la fotografia dell'Isola. E l'Isola come è completa, e come spicca in tutte le sue particolarità, nei suoi spigoli, nei suoi alberi, nelle sue balaustrate, ecc...! E come stilla giù il riflesso perpendicolare della sua immagine capovolta nel lago! Non ho mai visto niuna fotografia rendere l'acqua con una verità come questa, che è un tradimento. ([[Giovanni Faldella]]) *Il vento ci lasciò tranquillamente protestare, e calò quando piacque a lui: prima di quanto avremmo creduto però, per cui, in capo a tre ore, scorgemmo quelle isole felici. Allora non ci pentimmo di essere venuti, perché, quella chiamata Isola Bella, è davvero uno spettacolo unico. Una quantità di archi, costruiti in mezzo al lago, sorreggono una montagna piramidale tagliata a quattro facce e rivestita di trentasei terrazze a scalini, l'una sull'altra, cioè nove per ogni faccia, almeno a quanto appariva prima di approdare. ([[Charles de Brosses]]) *L'Isola Bella è sicuramente bella; anzi è persino troppo bella; e troppi sanno che è bella.<br>Chi non l'ha vista da bambino o da collegiale? Chi non è rimasto ammirato per quelle gradinate e quei palazzoni e quei muraglioni che pescano nell'acqua in modo ''venezievole''? [...] E le maestose terrazze dei giardini, che discendono nel lago con incesso di maestose regine?<br>E i boschetti, dove, in mezzo al verde fitto, secco, lucido, metallico, le grosse bacche degli aranci fanno una illuminazione dorata di pieno giorno?<br>E le arcate, e le balaustre babilonesi?<br>Oh, Isola Bella, isola elegante, isola incantata, quanti collegiali e quante sposine ti hanno ammirata, dopo che il conte Vitaliano Borromeo ti ha tirata fuori dell'acqua, tutta rugiadosa di perle, come una Venere neo-nata! ([[Giovanni Faldella]]) *Nello avvicinarsi all'Isola Bella si ha una scena teatrale, e d'esser sembra presso l'isola d'Alcina o di Calipso. Dieci giardini, posti uno sopra l'altro a foggia di scalinata colossale, veggonsi in prospetto: da un lato vi è una ridente selva d'aranci vetusti e fronzuti, sostenuta interamente da archi fondati nel lago, e dietro ad essa un folto e nero bosco di sempre verdi allori altissimi, entro cui mormoreggia e spuma un'artificiale cascata; le torri, gli archi, le statue rompono il verde ridente delle limoniere, che tutte coprono le pareti, frammiste a luogo a luogo di fiori d'ogni forma e colore. Ove l'esposizione al nord non soffre gli agrumi, i muri son coperti d'alloro e di fiorente tino. Un boschetto pur vi si aggiunse, non ha guari, de' più begli alberi ed arbusti esotici che nel nostro clima allignano. ([[Carlo Amoretti]]) *Per ammirare quest'isola, occorre guardarla dal lago, a una certa distanza, navigando tutt'intorno. Le sue dieci terrazze, i cui piani sono soprapposti gli uni agli altri, sostenute da arcate e coronate da aranci, coperte di pergolati di limoni carichi di fiori e di frutti, fiancheggiate da obelischi, ornate di statue, sembrano un'opera di Féerie. Questo complesso stupisce soprattutto il viaggiatore che vi giunge dopo aver attraversato le tristi solitudini del Grimsel e del Gries ed ha ancora la testa piena di quelle immagini. [...] Infine la piattaforma che sovrasta la corona delle terrazze, da cui si domina tutta l'isola, il bel lago che bagna le sue rive, le montagne che racchiudono il suo bacino, e dove l'occhio si spinge via via fino alle cime innevate delle alte Alpi, è uno dei più bei punti di vista che si possano immaginare. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) *Quella splendida giornata stava appena declinando, quando arrivammo sul Lago Maggiore, con le sue deliziose isole. Per quanto bizzarra e stravagante l'Isola Bella possa essere, e lo è, tuttavia essa è meravigliosa. ([[Charles Dickens]]) ==Voci correlate== *[[Isola dei Pescatori]] *[[Isola Madre]] *[[Isole Borromee]] *[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)|Palazzo Borromeo]] *[[Stresa]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Isole|Bella]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] 9wuwt1mkr4ndn885dqkt5bc9rdg75f8 Macugnaga 0 224761 1421650 1416218 2026-07-25T09:59:05Z Spinoziano 2297 +1, voci correl. 1421650 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Macugnaga - Comune di Macugnaga - 2024-09-30 15-55-57 002.JPG|thumb|Macugnaga]] Citazioni su '''Macugnaga'''. *Ci stupì l'aspetto del villaggio: le case, costruite con gran cura, parte in legno e parte in sasso, sono sparse nei prati fioriti fra frassini e larici. I prati formano un piano dolcemente inclinato che si stende fino ai piedi delle pareti rocciose del Monte Rosa, quasi a chiudere in un recinto questa graziosa prateria. Non fummo invece molto contenti dell'ospitalità degli abitanti. Nessuno voleva ospitarci; malfidenti, poco abituati a ricevere stranieri, forse spaventati dal numero dei miei accompagnatori, persino gli albergatori non volevano accoglierci. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) *Macugnaga, ov'antichissimo è lo scavo delle miniere aurifere, vuolsi così detto, quasi ''Mala cunicula'', da quei che v'erano condannati. Pestarena n'è il luogo più importante pel naturalista. Ivi veggonsi, oltre molti mulini, tutti i vecchi e i nuovi edifizj per la separazione dell'oro, la quale si fa da più secoli per mezzo dell'amalgamazione, secondo l'antico processo, cioè si macina, si lava, si mesce alla calce, s'amalgama in piccioli mulini il minerale col mercurio, da cui poscia, col metodo usato della svaporazione o della pelle di dante, si separa. ([[Carlo Amoretti]]) *Per arrivare a Macugnaga, valle famosa sia per le sue numerose miniere d'oro che per la sua posizione al centro di una protuberanza enorme, una delle maggiori che appoggino sul vecchio continente, ho dovuto attraversare le numerose montagne che partono dai fianchi del Monte Rosa, come da un centro comune, e, allargandosi, si spingono fino alle pianure di Lombardia. ([[Déodat de Dolomieu]]) ==Voci correlate== *[[Monte Rosa]] *[[Valle Anzasca]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Comuni del Piemonte]] pu573na8zfa9ocskffw5sl7696l0ipt Dichiarazione Balfour 0 225074 1421610 1415914 2026-07-24T18:14:50Z Darkcloud2222 10646 1421610 wikitext text/x-wiki [[File:Balfour declaration unmarked.jpg|thumb|Dichiarazione Balfour]] '''''Dichiarazione Balfour''''', documento ufficiale del 2 novembre 1917 con il quale il governo del Regno Unito affermava di guardare con favore alla creazione di una "dimora nazionale per il [[Ebrei|popolo ebraico]]" in [[Palestina]]. ==Citazione== *Il Governo di sua Maestà vede con favore la nascita in Palestina di una patria per il popolo ebraico, e tenterà nel migliore dei modi di facilitare il raggiungimento di questo scopo, tenendo chiaramente conto che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle esistenti comunità non ebraiche in Palestina o i diritti e stato politico di cui gli ebrei godono in altri paesi.<ref>''[https://israeled.org/wp-content/uploads/2019/08/1917.11.2-Nov-Dichiarazione-Balfour-1.pdf La Dichiarazione Balfour (2 Novembre 1917)]'', ''israeled.org'', 2012</ref> ==Citazioni sulla ''Dichiarazione Balfour''== *Il vero intento alla base della Dichiarazione era quello di liberare l’Europa dagli ebrei, piuttosto che esprimere simpatia per loro. ([[Muʿammar Gheddafi]]) *Tutte le ricerche finora condotte sulla dichiarazione Balfour convergono nel concludere che la leadership governativa britannica accettasse di buon grado l'idea di una patria ebraica in Palestina, ritenendola in accordo con i propri interessi strategici nell'area. Una volta messa in atto l'occupazione inglese in Palestina, questa alleanza permise agli ebrei di costruire le infrastrutture necessarie alla realizzazione di uno stato ebraico sotto l'egida britannica, protetti dalle baionette del governo di Sua Maestà. ([[Ilan Pappé]]) *Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. ([[Ilan Pappé]]) ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Impero britannico]] *[[Israele]] *[[Palestina]] *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|testo|testo_preposizione=della}} [[Categoria:Documenti]] [[Categoria:Palestina]] [[Categoria:Storia del Regno Unito]] [[Categoria:XX secolo]] 8oayats7w3yr06jgkbaw5wiawb4dojn Toce 0 225250 1421659 1418293 2026-07-25T10:47:04Z Spinoziano 2297 +1 1421659 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Cascata del Toce (15386671211).jpg|thumb|Toce]] Citazioni sul '''Toce'''. *Il ''Toce'' poi, o la ''Tosa'', come anche è detto, nasce ai confini della Svizzera sopra la ''Valle Formazza'' da due principali sorgenti, la prima delle quali è quella in ''Val Togia'' o ''Val Toce'', da cui prende il nome. Ivi sono alcuni piccoli laghi: uno di questi, il più grande, della circonferenza di circa due miglia, è chiamato ''Kastelsee'' o ''Lago di Castello'', dal monte di questo nome. Altro più piccolo di circa un miglio di circonferenza è detto ''Fischsee'', o ''Lago del Pesce''. Questi laghetti sono perennemente alimentati dai piccoli ghiacciai sovrastanti. L'altra sorgente è dal vasto ghiacciaio del Gries, dal quale esce un torrente (in tedesco ''Bach'') che scendendo precipitoso nella sottoposta valle si unisce al Toce presso un luogo detto il ''Riale''. Così ingrossato il Toce scende in altra valle, percorsa la quale, per la lunghezza di circa un chilometro si precipita con impeto dall'altezza di metri 114 in linea verticale, pari a circa 150 del piani inclinato, formando così una delle più imponenti e belle cascate d'Europa, conosciuta sotto il nome di ''caduta della Frua'', a due ore poco più di cammino sopra ''Formazza''. ([[Vincenzo De Vit]]) *{{NDR|Presso Pontemaglio}} La Toce, che comincia ad essere un fiume di una certa consistenza, si divide in due rami, i quali si riuniscono prima di precipitare in un taglio della roccia, dove è stato gettato un ponte. I due rami che si lanciano in questo salto in senso contrario, con grande violenza, hanno scavato nel granito grandi anfratti tondeggianti. A 5 minuti da quel luogo, si ripassa lo stesso corso d'acqua. Le sue acque limpide scorrono con tale dolcezza da non far credere che si tratti dello stesso torrente che era parso così impetuoso poco prima, così come era sempre stato fin dalla sua lontana sorgente sul Gries. Il ponte di pietra sul quale si passa, parrebbe molto antico e quasi risentire delle barbarie dei tempi nei quali venne costruito. È fatto di un solo arco, così scosceso che i cavalli, anche quelli di montagna, faticano a salire e ancor più a scendere. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) ==Voci correlate== *[[Cascata del Toce]] *[[Gravellona Toce]] *[[Val d'Ossola]] *[[Val Formazza]] *[[Valle Antigorio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Fiumi d'Italia]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] 9vmiclghfm24vzyi8rotf76lh4zi7e1 Valle Antigorio 0 225271 1421660 1417799 2026-07-25T10:57:46Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1421660 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:ValleAntigorio Premia.jpg|miniatura|La cresta che separa la valle Antigorio dall'alta valle Isorno]] Citazioni sulla '''Valle Antigorio'''. *Il viandante, che da Domo o da Crevola s'avvia in Francia o nella Svizzera, prenderà la via della val di Vedro; ma l'indagatore delle cose geologiche proseguirà sino alle vette dei monti contro il corso della Tosa, per vedere ora i lavori lenti e quieti, ora gli sconvolgimenti della natura.<br>La valle poco al di sopra cangia nome, e dicesi valle Antigorio. Si lascia a destra Monte-Crestese, terra che ha esposte a mezzodì le amene sue vigne, sotto alle quali corre il torrente Lisogno. La Tosa per qualche tratto scorre placida sur un piano quasi orizzontale, sinché vedesi in quel luogo, ove si riuniscono i due rami ne' quali erasi divisa nella valle superiore, cadere precipitosa, essendosi scavato, a così dire, un pozzo cilindrico. Sopra questa caduta si passa un ponte altissimo, senza sbarre, e non senza pericolo. ([[Carlo Amoretti]]) ==Voci correlate== *[[Premia]] *[[Toce]] *[[Val d'Ossola]] *[[Val Divedro]] *[[Val Formazza]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valli d'Italia|Antigorio]] kouzxv5oub96r094ekfjin050xe4h34 Víctor Simonetti 0 225335 1421645 1417462 2026-07-25T09:44:05Z Simonsegni 106283 1421645 wikitext text/x-wiki [[File:Victor Simonetti con Bruno Munari e il critico d'arte Germano Beringheli (centro) alla mostra personale presso la galleria Arte Struktura di Milano, 1995.jpg|miniatura|Víctor Simonetti con [[Bruno Munari]]]] '''Víctor Simonetti''' (1932 – vivente), architetto italo-cileno. ==Citazioni di Víctor Simonetti== *Cerco nella natura le ragioni organizzative della sua bellezza e utilizzo questa ricerca estetica nelle opere che realizzo. Ho aggiunto la partecipazione umana come nuovo elemento che accentua i fattori causale e casuale e facilita una percezione intima e plurisensoriale. In questa logica di operare sono interessate varie teorie matematiche, compresa quella dei flussi, il sistema vettoriale, gli algoritmi che intimamente strutturano le basi di una specie di ''linguaggio'' naturale e come tali, coinvolgono anche tutto l'operare umano, riallacciando scienza e arte. Penso che questo ''linguaggio'' ci possa consentire di operare in tutti i campi con personalità e libertà di creatività poetica maggiore di quello verbale ed orale, quasi come ''linguaggio universale''...<ref>Da ''Costruttivismo, concretismo, cinevisualismo + nuova visualità internazionale'', catalogo della mostra (Sanremo), a cura di Anna Canali, Arte Struktura, Milano, 1997, p. 340.</ref> ==Citazioni su Víctor Simonetti== *Di Simonetti, [[Bruno Munari]], che è stata una delle maggiori intelligenze creative del Novecento, ha detto che ''egli ha messo a fuoco la curiosità di conoscere e la voglia di capire''. ([[Germano Beringheli]]) *''Ecco quindi che l’interesse di Víctor si orienta su “come una cosa'' | ''diventa un’altra”. Vuole capire come si comportano i vettori e'' | ''crea modelli di esplorazione dei fenomeni naturali.'' | ''Da quel momento gli amici lo chiamano Vector invece di Víctor.'' | ''Nelle sue opere insolite come aspetto, le immagini si formano e si'' | ''disfano a piacere, come le nuvole, come nella natura.'' ([[Bruno Munari]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mosso, Leonardo}} [[Categoria:Architetti]] [[Categoria:Italiani]] [[Categoria:Cileni]] ljbez8dm3t0nr5btwy6lz5ivj2l6f6b Val Formazza 0 225459 1421653 1417794 2026-07-25T10:18:15Z Spinoziano 2297 +1 1421653 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:006ValFormazza.jpg|miniatura|Val Formazza]] Citazioni sulla '''Val Formazza'''. *Abbandonai lì, non senza rimpianto, la Valle Formazza. È una delle alte valli delle Alpi il cui aspetto mi piace maggiormente. Essa non offre, come la Valle di Chamonix, il grande spettacolo dei ghiacciai. In compenso ha qualche cosa di più dolce, di più pastorale. Le rocce delle sue montagne, intervallate da praterie e da foreste, non hanno nulla di rude né di selvaggio. La valle è disseminata di piccoli villaggi, le cui case bianche e linde creano un effetto suggestivo sul bel verde che riveste i dintorni. Di tanto in tanto piccole rocce che s'innalzano a forma di colline, coperte da larici fittissimi, sembrano boschi sacri in mezzo ai quali si immagina un'altare o una statua. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) *La cascata del (o "della" secondo autorevoli fonti) Toce, detta anche della Frua, con l'omonimo albergo che la sovrasta, il salto delle Casse, i ghiacciai, le montagne, l'architettura, il linguaggio e la tradizione walser, civiltà tedesca alla quale Formazza deve le sue origini, sono gli aspetti salienti di ogni descrizione. ([[Benito Mazzi]]) *Mia madre ha sempre ricordato con nostalgia il breve, intenso periodo vissuto in Formazza, fra gente semplice e buona e bambini affettuosissimi. L'anno precedente il suo arrivo la valle era stata raggiunta dalla strada e così nonno Giuanìn aveva potuto accompagnarla a destinazione in calesse. Fino ai piedi del salto delle Casse. Gli ultimi tornanti, molto ripidi, per non fare soffrire troppo i cavalli, padre e figlia li avevano affrontati a piedi, lasciando sul calesse la borsa da viaggio e uno scatolone rotondo di cartone con tutto l'occorrente per il soggiorno della Lina nella sua nuova sede fino a Natale, data in cui il genitore sarebbe tornato a recuperarla per le vacanze. ([[Benito Mazzi]]) ==Voci correlate== *[[Cascata del Toce]] *[[Formazza]] *[[Toce]] *[[Val d'Ossola]] *[[Valle Antigorio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valli d'Italia|Formazza]] 6xbur9hies30gye8jvfir3j69b2giht 1421656 1421653 2026-07-25T10:40:11Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1421656 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:006ValFormazza.jpg|miniatura|Val Formazza]] Citazioni sulla '''Val Formazza'''. *Abbandonai lì, non senza rimpianto, la Valle Formazza. È una delle alte valli delle Alpi il cui aspetto mi piace maggiormente. Essa non offre, come la Valle di Chamonix, il grande spettacolo dei ghiacciai. In compenso ha qualche cosa di più dolce, di più pastorale. Le rocce delle sue montagne, intervallate da praterie e da foreste, non hanno nulla di rude né di selvaggio. La valle è disseminata di piccoli villaggi, le cui case bianche e linde creano un effetto suggestivo sul bel verde che riveste i dintorni. Di tanto in tanto piccole rocce che s'innalzano a forma di colline, coperte da larici fittissimi, sembrano boschi sacri in mezzo ai quali si immagina un'altare o una statua. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) *La cascata del (o "della" secondo autorevoli fonti) Toce, detta anche della Frua, con l'omonimo albergo che la sovrasta, il salto delle Casse, i ghiacciai, le montagne, l'architettura, il linguaggio e la tradizione walser, civiltà tedesca alla quale Formazza deve le sue origini, sono gli aspetti salienti di ogni descrizione. ([[Benito Mazzi]]) *Mia madre ha sempre ricordato con nostalgia il breve, intenso periodo vissuto in Formazza, fra gente semplice e buona e bambini affettuosissimi. L'anno precedente il suo arrivo la valle era stata raggiunta dalla strada e così nonno Giuanìn aveva potuto accompagnarla a destinazione in calesse. Fino ai piedi del salto delle Casse. Gli ultimi tornanti, molto ripidi, per non fare soffrire troppo i cavalli, padre e figlia li avevano affrontati a piedi, lasciando sul calesse la borsa da viaggio e uno scatolone rotondo di cartone con tutto l'occorrente per il soggiorno della Lina nella sua nuova sede fino a Natale, data in cui il genitore sarebbe tornato a recuperarla per le vacanze. ([[Benito Mazzi]]) ==Voci correlate== {{div col}} *[[Cascata del Toce]] *[[Formazza]] *[[Passo del Gries]] *[[Toce]] *[[Val d'Ossola]] *[[Valle Antigorio]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valli d'Italia|Formazza]] az4ixusvl1xx0ewk8tsf1ev936dzjc1 Luigia Pallavicini (marchesa) 0 225941 1421592 1421561 2026-07-24T14:39:46Z Gaux 18878 /* Citazioni su Luigia Pallavicini */ wlink 1421592 wikitext text/x-wiki [[File:Presunto ritratto di Luigia.Pallavicini.jpeg|thumb|upright=0.7|Presunto ritratto di Luigia Pallavicini]] '''Luigia Pallavicini''', nata '''Ferrari''' (1772 – 1841), nobildonna italiana. ==Citazioni su Luigia Pallavicini== *Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. ([[Giuseppe Pecchio]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Pallavicini, Luigia (marchesa)}} [[Categoria:Nobili italiani]] ebxzvwn9vpdmy8hxdepxb8jhckynnrx Discussioni utente:Gmvgmv 3 225947 1421588 2026-07-24T13:13:58Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1421588 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:13, 24 lug 2026 (CEST)}} pt67h5fnc7hwtdsy26s0kxui1zttvh7 Discussioni utente:Tolesnikov1 3 225948 1421608 2026-07-24T17:04:15Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1421608 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:04, 24 lug 2026 (CEST)}} 9z070kmjrphn3wm6sd8ob09yyp2iq78 Mandato britannico della Palestina 0 225949 1421617 2026-07-24T18:46:16Z Darkcloud2222 10646 Creata pagina con "[[Immagine:Mandate for Palestine (legal instrument).png|thumb|La prima pagina del memorandum sul Mandato per la Palestina e la Transgiordania, presentato al Parlamento britannico nel dicembre 1922, prima della sua entrata in vigore nel 1923]] Citazioni sul '''Mandato britannico della Palestina'''. ==Citazioni== *Lei deve comprendere che noi [[Inghilterra|inglesi]] abbiamo dimostrato, in tutta la nostra storia, uno straordinario talento per gl'incarichi poco piacevoli. 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(''[[Exodus]]'') ===[[Ilan Pappé]]=== *In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. *L'impulso strategico imperiale della Gran Bretagna a utilizzare il ritorno degli ebrei in Palestina come mezzo per rafforzare il proprio coinvolgimento in «terra santa» è coinciso con l'emergere di nuove visioni culturali e intellettuali del sionismo europeo. Sia dai cristiani che dagli ebrei, quindi, la colonizzazione della Palestina era vista come un atto di ritorno e di redenzione. L'incontro di queste due spinte creò una potente alleanza che trasformò l'idea antisemita millenaria sui trasferimenti degli ebrei d'Europa in Palestina in un vero e proprio progetto di insediamento coloniale a discapito dei nativi palestinesi. *La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. *Tutte le ricerche finora condotte sulla [[dichiarazione Balfour]] convergono nel concludere che la leadership governativa britannica accettasse di buon grado l'idea di una patria ebraica in Palestina, ritenendola in accordo con i propri interessi strategici nell'area. Una volta messa in atto l'occupazione inglese in Palestina, questa alleanza permise agli ebrei di costruire le infrastrutture necessarie alla realizzazione di uno stato ebraico sotto l'egida britannica, protetti dalle baionette del governo di Sua Maestà. ==Voci correlate== *[[Colonialismo]] *[[Impero britannico]] *[[Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Palestina]] [[Categoria:Stati costituiti nel XX secolo]] [[Categoria:Stati dissolti nel XX secolo]] [[Categoria:Storia del Regno Unito]] gwg0w2du87pszl72aifzmyedzvzx94c Discussioni utente:Saloca 3 225950 1421620 2026-07-24T19:05:23Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1421620 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:05, 24 lug 2026 (CEST)}} kpl1sf7lb4bwedgt5pztqy20ew1vu5h Discussioni utente:Libera 2026 3 225951 1421623 2026-07-24T19:51:28Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1421623 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:51, 24 lug 2026 (CEST)}} ewhdbcxv6e0hzgxwvqgpd3luvp6tk06 Discussioni utente:Cinzia Capuzzi 3 225952 1421627 2026-07-24T20:41:56Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1421627 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:41, 24 lug 2026 (CEST)}} be9d80d20lop74bhwbb1ssfaceklz2d Discussioni utente:Comrade Simon 3 225953 1421628 2026-07-24T21:00:28Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1421628 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:00, 24 lug 2026 (CEST)}} 9vjlyk96nctsk8wrz55cg5vzmjrrai6 Discussioni utente:Kubeji 3 225954 1421629 2026-07-24T21:10:39Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1421629 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:10, 24 lug 2026 (CEST)}} hh6me65pw020xisucan57ize85tkjik Discussioni utente:Juchemaoista 3 225955 1421630 2026-07-24T21:20:09Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1421630 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:20, 24 lug 2026 (CEST)}} 882qwyyrw4p0setyqccwwhp9u8h6em5 Discussioni utente:Giottoland 3 225956 1421634 2026-07-25T06:00:36Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1421634 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:00, 25 lug 2026 (CEST)}} h63t36vsz5lddc9acrmblz722izqqrb Horace-Bénédict de Saussure 0 225957 1421642 2026-07-25T08:26:15Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "[[File:Horace-Bénédict de Saussure.jpg|thumb|Horace-Bénédict de Saussure]] '''Horace-Bénédict de Saussure''' (1740 – 1799), alpinista e scienziato svizzero. ==''Viaggi nelle Alpi: passo del Gries e Monte Rosa''== *La [[Cascata del Toce|Toce]], che stavamo costeggiando, precipita all'improvviso, con orribile fragore, in un baratro sul bordo del quale corre il sentiero. In quello stesso momento, una densissima folata di nebbia che si alzava dal fondo del baratro,..." 1421642 wikitext text/x-wiki [[File:Horace-Bénédict de Saussure.jpg|thumb|Horace-Bénédict de Saussure]] '''Horace-Bénédict de Saussure''' (1740 – 1799), alpinista e scienziato svizzero. ==''Viaggi nelle Alpi: passo del Gries e Monte Rosa''== *La [[Cascata del Toce|Toce]], che stavamo costeggiando, precipita all'improvviso, con orribile fragore, in un baratro sul bordo del quale corre il sentiero. In quello stesso momento, una densissima folata di nebbia che si alzava dal fondo del baratro, mi privò della vista del cammino che dovevo intraprendere. Sembrava vapore uscito da una immensa caldaia, nella quale il salto dell'acqua creava l'effetto dell'ebollizione. Un bosco di larici, scuro e folto, attraverso il quale ci si addentra nell'abisso, rendeva l'effetto ancor più spaventoso. Sono questi spettacoli così nuovi e allo stesso tempo straordinari, sono queste situazioni inattese ad offrire un fascino inesprimibile ai viaggi nelle alte montagne e rendono, per chi abbia avuto la ventura di gioirne, non più sopportabile la monotonia delle pianure. (p. 89) *{{NDR|Su San Rocco di [[Premia]]}} Indipendentemente dall'interesse che queste rocce costituiscono per il geologo, per molti aspetti che sarebbe troppo lungo o forse inutile elencare, esse offrono anche al pittore il soggetto per un quadro superbo. Io non ho mai visto rocce più belle e maestosamente disposte; di volta in volta bianche, o annerite dai licheni, dipinte con i colori più variopinti e più belli – gli stessi che abbiamo ammirato al Grimsel – e circondate da alberi, alcuni dei quali coronano il fianco della montagna e altri crescono irregolarmente sulle cornici che dividono gli strati rocciosi. Verso la parte inferiore della montagna l'occhio è attratto da piacevoli verzure e praterie che occupano un suolo ondulato e vario. Sopra, magnifici castagni stendono le loro ombre sulle rocce sulle quali sono cresciuti. (p. 93) *{{NDR|Su Premia}} Attraversando la parrocchia di San Michele, il sentiero corre lungo una di queste rocce micacee tutte piene di simili granati, che escono dalla roccia come fossero chiodi infissi negli zoccoli dei cavalli per impedire loro di scivolare. Mi fermai in questo villaggio per ristorarmi, e osservai una di queste rocce granitiche, sulla quale aveva le sue fondamenta la casa stessa nella quale mi trovavo. Constatai che gli strati della roccia erano inclinati di 26 gradi, salendo a sud-est. Mi offrirono un pane così dure che il coltello non riusciva a scalfirlo. La padrona di casa mi disse che quei pani non andavano tagliati, ma spezzati. Nello stesso tempo la donna, afferrato con entrambe le mani uno di quei pani, lo picchiò con tutte le sue forze contro il bordo di un tavolo di pietra, rompendolo in due. (p. 94) *{{NDR|Sulla Valle d'oro, Alta Ossola}} Mi recai a visitare, sull'altra sponda del ruscello, un altro filone più elevato di cui inizierà a giorni lo sfruttamento. La situazione è esattamente la medesima. Si nutrono grandi speranze, perché contiene molta ocra ferruginosa, che è la componente più ricca della miniera. Il minerale, dopo essere stato frantumato, spremuto e schiacciato, viene passato al mercurio in piccoli mulini a braccia, con le mole di granito venato. L'aspetto miserabile dei minatori e gli stracci di cui sono vestiti, formano un singolare contrasto con il valore del metallo che sono occupati a estrarre. (p. 96) *La [[Toce]], che comincia ad essere un fiume di una certa consistenza, si divide in due rami, i quali si riuniscono prima di precipitare in un taglio della roccia, dove è stato gettato un ponte. I due rami che si lanciano in questo salto in senso contrario, con grande violenza, hanno scavato nel granito grandi anfratti tondeggianti. A 5 minuti da quel luogo, si ripassa lo stesso corso d'acqua. Le sue acque limpide scorrono con tale dolcezza da non far credere che si tratti dello stesso torrente che era parso così impetuoso poco prima, così come era sempre stato fin dalla sua lontana sorgente sul Gries. Il ponte di pietra sul quale si passa, parrebbe molto antico e quasi risentire delle barbarie dei tempi nei quali venne costruito. È fatto di un solo arco, così scosceso che i cavalli, anche quelli di montagna, faticano a salire e ancor più a scendere. (p. 98) *{{NDR|Sulla cava di Candoglia}} Mezza lega prima di Mergozzo, si passa vicino a cave di un bel marmo salino a grossa grana bianca con qualche venatura di un grigio nerastro, con cui è stata costruita la cattedrale o Duomo di Milano. Sulla riva del Toce grossi massi attedevano di essere imbarcati per venire trasportati e lavorati a Milano. Questa roccia calcarea è sicuramente primitiva, come indica la sua grana e la sua posizione tra le rocce, certamente primitive. Mi sarebbe piaciuto attardarmi nello studio di queste rocce, ma non ne avevo il tempo. (pp. 99-100) *Su quest'isola si vedono solo miserabili capanne di poveri pescatori, in soprendente contrasto con la magnificenza dell'[[Isola Bella (Lago Maggiore)|Isola Bella]]. Per ammirare quest'isola, occorre guardarla dal lago, a una certa distanza, navigando tutt'intorno. Le sue dieci terrazze, i cui piani sono soprapposti gli uni agli altri, sostenute da arcate e coronate da aranci, coperte di pergolati di limoni carichi di fiori e di frutti, fiancheggiate da obelischi, ornate di statue, sembrano un'opera di Féerie. Questo complesso stupisce sopratutto il viaggiatore che vi giunge dopo aver attraversato le tristi solitudini del Griemsel e del Gries ed ha ancora la testa piena di quelle immagini. [...] Infine la piattaforma che sovrasta la corona delle terrazze, da cui si domina tutta l'isola, il bel lago che bagna le sue rive, le montagne che racchiudono il suo bacino, e dove l'occhio si spinge via via fino alle cime innevate delle alte Alpi, è uno dei più bei punti di vista si possano immaginare. (p. 102) *Abbandonai lì, non senza rimpianto, la [[Val Formazza|Valle Formazza]]. È una delle alte valli delle Alpi il cui aspetto mi piace maggiormente. Essa non offre, come la Valle di Chamonix, il grande spettacolo dei ghiacciai. In compenso ha qualche cosa di più dolce, di più pastorale. Le rocce delle sue motagne, intervallate da praterie e da foreste, non hanno nulla di rude né di selvaggio. La valle è disseminata di piccoli villaggi, le cui case bianche e linde creano un effetto suggestivo sul bel verde che riveste i dintorni. Di tanto in tanto piccole rocce che s'innalzano a forma di colline, coperte da larici fittissimi, sembrano boschi sacri in mezzo ai quali si immagina un'altare o una statua. (p. 107) *{{NDR|Su [[Cerentino]]}} Il villaggio è situato sul pendio ripidissimo di una valle tetra, le cui pareti precipitano in una gola così profonda da non lasciarne intravvedere il fondo, ed anche il torrente sfugge alla vista. Circostanza talmente triste che la mente immagina, al di sotto del groviglio degli alberi, abissi tenebrosi; soprattutto là dove, pur senza vederlo, si sente il rumore del torrente che precipita nelle gole. Anche la locanda era spaventosa, come ci si poteva aspettare, anche se qualcuno me ne aveva fatto un pomposo elogio. (p. 110) *{{NDR|Sulla [[Valle Anzasca]]}} Le strade ombreggiate dai pergolati, che le ricoprono interamente, tranne che nel tratto più alto e più freddo, mi ricordano i viali dei nostri giardini familiari. Altre pergole, appoggiate a muretti, rivestono i pendii dei monti. È questo, in tutta la regione, il solo modo con il quale viene coltivata la vite. Dovunque i fianchi delle montagne, solcati dai torrenti, possono essere irrigati. Si incontrano prati ombreggiati da castagni mirabili per grandezza e rigogliosità. Qua e là cascatelle formate dai torrenti contribuiscono ad ingentilire ancor più il paesaggio. Altra caratteristica di questa valle è il fatto di non avere un fondo: i due versanti contrapposti, riunendosi alla loro base, formano un angolo acuto nel quale scorre l'Anza, mentre i villaggi sono tutti aggrappati ai fianchi impervi della montagna, o su piccole terrazze che intervallano i pendii. (pp. 135-136) *{{NDR|Su [[Macugnaga]]}} Ci stupì l'aspetto del villaggio: le case, costruite con gran cura, parte in legno e parte in sasso, sono sparse nei prati fioriti fra frassini e larici. I prati formano un piano dolcemente inclinato che si stende fino ai piedi delle pareti rocciose del Monte Rosa, quasi a chiudere in un recinto questa graziosa prateria. Non fummo invece molto contenti dell'ospitalità degli abitanti. Nessuno voleva ospitarci; malfidenti, poco abituati a ricevere stranieri, forse spaventati dal numero dei miei accompagnatori, persino gli albergatori non volevano accoglierci. (p. 136) *{{NDR|Sulle miniere di [[Pestarena]]}} Molti filoni sono in posizione verticale ma non seguono alcuna direzione particolare; talvolta,ed è questa la situazione migliore, i filoni si incrociano, formando intersezioni dove si trovano i nidi o nodi, «gruppi», dove si raccoglie la maggiore quantità del prezioso metallo. Si racconta che il capitano Testoni, una ventina di anni fa, si fosse trovato privo di denaro e di credito al punto di dover abbandonare la sua miniera quando, imbattutosi in uno di questi «nidi», riuscì ad estrarre, in ventidue giorni, 126 libre di dodici once, pari a 189 «marchi» di oro puro. Da allora le sue miniere prosperarono ed egli accumulò una ricchezza immensa. (p. 138) *{{NDR|Sul [[passo del Gries]]}} È un valico molto sicuro e ben frequentato nella bella stagione, ed io sono affascinato di averlo preferito al Sempione. La pietra più curiosa che ho incontrato è il ritratto fedele dei tuoi piccoli occhi: verde come i tuoi occhi, allungato e perfettamente tagliato come i tuoi occhi, con una piccola pupilla al centro; l'unica differenza è la sua dimensione, sette-otto mila volte più grande dei tuoi occhi. In realtà, se avessi potuto staccare questa pietra, sarebbe diventato il più bel pezzo della mia collezione. Devo invece accontentarmi di descriverlo e di portarne via piccoli campioni. In questo paesaggio ho visto i più bei graniti che mi fosse mai capitato di incontrare; se ne potrebbero ricavare obelischi grandi come quelli che si trovano a Roma e per giunta, cosa più notevole ancora, i loro strati sono orizzontali e di regolarità perfetta. (p. 201) ==Bibliografia== *Horace-Bénédict de Saussure, ''Viaggi nelle Alpi: passo del Gries e Monte Rosa'' (''Voyages dans les Alpes'', 1779), traduzione di Giancesare Rainaldi, Fondazione Enrico Monti, Anzola d'Ossola, 2000. ISBN 88-85295-59-2 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Saussure, Horace Benedict de}} [[Categoria:Alpinisti svizzeri]] [[Categoria:Scienziati svizzeri]] 4h8pef6wal78a9a9eo1vrr7d5pbang1 1421658 1421642 2026-07-25T10:45:28Z Spinoziano 2297 piccole sistemazioni 1421658 wikitext text/x-wiki [[File:Horace-Bénédict de Saussure.jpg|thumb|Horace-Bénédict de Saussure]] '''Horace-Bénédict de Saussure''' (1740 – 1799), alpinista e scienziato svizzero. ==''Viaggi nelle Alpi: passo del Gries e Monte Rosa''== *{{NDR|Sulla [[cascata del Toce]]}} La Toce, che stavamo costeggiando, precipita all'improvviso, con orribile fragore, in un baratro sul bordo del quale corre il sentiero. In quello stesso momento, una densissima folata di nebbia che si alzava dal fondo del baratro, mi privò della vista del cammino che dovevo intraprendere. Sembrava vapore uscito da una immensa caldaia, nella quale il salto dell'acqua creava l'effetto dell'ebollizione. Un bosco di larici, scuro e folto, attraverso il quale ci si addentra nell'abisso, rendeva l'effetto ancor più spaventoso. Sono questi spettacoli così nuovi e allo stesso tempo straordinari, sono queste situazioni inattese ad offrire un fascino inesprimibile ai viaggi nelle alte montagne e rendono, per chi abbia avuto la ventura di gioirne, non più sopportabile la monotonia delle pianure. (p. 89) *{{NDR|Presso la frazione San Rocco di [[Premia]]}} Indipendentemente dall'interesse che queste rocce costituiscono per il geologo, per molti aspetti che sarebbe troppo lungo o forse inutile elencare, esse offrono anche al pittore il soggetto per un quadro superbo. Io non ho mai visto rocce più belle e maestosamente disposte; di volta in volta bianche, o annerite dai licheni, dipinte con i colori più variopinti e più belli – gli stessi che abbiamo ammirato al Grimsel – e circondate da alberi, alcuni dei quali coronano il fianco della montagna e altri crescono irregolarmente sulle cornici che dividono gli strati rocciosi. Verso la parte inferiore della montagna l'occhio è attratto da piacevoli verzure e praterie che occupano un suolo ondulato e vario. Sopra, magnifici castagni stendono le loro ombre sulle rocce sulle quali sono cresciuti. (p. 93) *{{NDR|Su Premia}} Attraversando la parrocchia di San Michele, il sentiero corre lungo una di queste rocce micacee tutte piene di simili granati, che escono dalla roccia come fossero chiodi infissi negli zoccoli dei cavalli per impedire loro di scivolare. Mi fermai in questo villaggio per ristorarmi, e osservai una di queste rocce granitiche, sulla quale aveva le sue fondamenta la casa stessa nella quale mi trovavo. Constatai che gli strati della roccia erano inclinati di 26 gradi, salendo a sud-est. Mi offrirono un pane così duro che il coltello non riusciva a scalfirlo. La padrona di casa mi disse che quei pani non andavano tagliati, ma spezzati. Nello stesso tempo la donna, afferrato con entrambe le mani uno di quei pani, lo picchiò con tutte le sue forze contro il bordo di un tavolo di pietra, rompendolo in due. (p. 94) *{{NDR|Sulla Valle d'oro in Alta Ossola}} Mi recai a visitare, sull'altra sponda del ruscello, un altro filone più elevato di cui inizierà a giorni lo sfruttamento. La situazione è esattamente la medesima. Si nutrono grandi speranze, perché contiene molta ocra ferruginosa, che è la componente più ricca della miniera. Il minerale, dopo essere stato frantumato, spremuto e schiacciato, viene passato al mercurio in piccoli mulini a braccia, con le mole di granito venato. L'aspetto miserabile dei minatori e gli stracci di cui sono vestiti, formano un singolare contrasto con il valore del metallo che sono occupati a estrarre. (p. 96) *{{NDR|Presso Pontemaglio}} La [[Toce]], che comincia ad essere un fiume di una certa consistenza, si divide in due rami, i quali si riuniscono prima di precipitare in un taglio della roccia, dove è stato gettato un ponte. I due rami che si lanciano in questo salto in senso contrario, con grande violenza, hanno scavato nel granito grandi anfratti tondeggianti. A 5 minuti da quel luogo, si ripassa lo stesso corso d'acqua. Le sue acque limpide scorrono con tale dolcezza da non far credere che si tratti dello stesso torrente che era parso così impetuoso poco prima, così come era sempre stato fin dalla sua lontana sorgente sul Gries. Il ponte di pietra sul quale si passa, parrebbe molto antico e quasi risentire delle barbarie dei tempi nei quali venne costruito. È fatto di un solo arco, così scosceso che i cavalli, anche quelli di montagna, faticano a salire e ancor più a scendere. (p. 98) *{{NDR|Sulla cava di Candoglia}} Mezza lega prima di Mergozzo, si passa vicino a cave di un bel marmo salino a grossa grana bianca con qualche venatura di un grigio nerastro, con cui è stata costruita la cattedrale o Duomo di Milano. Sulla riva del Toce grossi massi attendevano di essere imbarcati per venire trasportati e lavorati a Milano. Questa roccia calcarea è sicuramente primitiva, come indica la sua grana e la sua posizione tra le rocce, certamente primitive. Mi sarebbe piaciuto attardarmi nello studio di queste rocce, ma non ne avevo il tempo. (pp. 99-100) *Su [[Isola dei Pescatori|quest'isola]] si vedono solo miserabili capanne di poveri pescatori, in sorprendente contrasto con la magnificenza dell'[[Isola Bella (Lago Maggiore)|Isola Bella]]. Per ammirare quest'isola, occorre guardarla dal lago, a una certa distanza, navigando tutt'intorno. Le sue dieci terrazze, i cui piani sono soprapposti gli uni agli altri, sostenute da arcate e coronate da aranci, coperte di pergolati di limoni carichi di fiori e di frutti, fiancheggiate da obelischi, ornate di statue, sembrano un'opera di Féerie. Questo complesso stupisce soprattutto il viaggiatore che vi giunge dopo aver attraversato le tristi solitudini del Grimsel e del Gries ed ha ancora la testa piena di quelle immagini. [...] Infine la piattaforma che sovrasta la corona delle terrazze, da cui si domina tutta l'isola, il bel lago che bagna le sue rive, le montagne che racchiudono il suo bacino, e dove l'occhio si spinge via via fino alle cime innevate delle alte Alpi, è uno dei più bei punti di vista che si possano immaginare. (p. 102) *Abbandonai lì, non senza rimpianto, la [[Val Formazza|Valle Formazza]]. È una delle alte valli delle Alpi il cui aspetto mi piace maggiormente. Essa non offre, come la Valle di Chamonix, il grande spettacolo dei ghiacciai. In compenso ha qualche cosa di più dolce, di più pastorale. Le rocce delle sue montagne, intervallate da praterie e da foreste, non hanno nulla di rude né di selvaggio. La valle è disseminata di piccoli villaggi, le cui case bianche e linde creano un effetto suggestivo sul bel verde che riveste i dintorni. Di tanto in tanto piccole rocce che s'innalzano a forma di colline, coperte da larici fittissimi, sembrano boschi sacri in mezzo ai quali si immagina un'altare o una statua. (p. 107) *{{NDR|Su [[Cerentino]]}} Il villaggio è situato sul pendio ripidissimo di una valle tetra, le cui pareti precipitano in una gola così profonda da non lasciarne intravvedere il fondo, ed anche il torrente sfugge alla vista. Circostanza talmente triste che la mente immagina, al di sotto del groviglio degli alberi, abissi tenebrosi; soprattutto là dove, pur senza vederlo, si sente il rumore del torrente che precipita nelle gole. Anche la locanda era spaventosa, come ci si poteva aspettare, anche se qualcuno me ne aveva fatto un pomposo elogio. (p. 110) *{{NDR|Sulla [[Valle Anzasca]]}} Le strade ombreggiate dai pergolati, che le ricoprono interamente, tranne che nel tratto più alto e più freddo, mi ricordano i viali dei nostri giardini familiari. Altre pergole, appoggiate a muretti, rivestono i pendii dei monti. È questo, in tutta la regione, il solo modo con il quale viene coltivata la vite. Dovunque i fianchi delle montagne, solcati dai torrenti, possono essere irrigati. Si incontrano prati ombreggiati da castagni mirabili per grandezza e rigogliosità. Qua e là cascatelle formate dai torrenti contribuiscono ad ingentilire ancor più il paesaggio. Altra caratteristica di questa valle è il fatto di non avere un fondo: i due versanti contrapposti, riunendosi alla loro base, formano un angolo acuto nel quale scorre l'Anza, mentre i villaggi sono tutti aggrappati ai fianchi impervi della montagna, o su piccole terrazze che intervallano i pendii. (pp. 135-136) *{{NDR|Su [[Macugnaga]]}} Ci stupì l'aspetto del villaggio: le case, costruite con gran cura, parte in legno e parte in sasso, sono sparse nei prati fioriti fra frassini e larici. I prati formano un piano dolcemente inclinato che si stende fino ai piedi delle pareti rocciose del Monte Rosa, quasi a chiudere in un recinto questa graziosa prateria. Non fummo invece molto contenti dell'ospitalità degli abitanti. Nessuno voleva ospitarci; malfidenti, poco abituati a ricevere stranieri, forse spaventati dal numero dei miei accompagnatori, persino gli albergatori non volevano accoglierci. (p. 136) *{{NDR|Sulle miniere di Pestarena}} Molti filoni sono in posizione verticale ma non seguono alcuna direzione particolare; talvolta, ed è questa la situazione migliore, i filoni si incrociano, formando intersezioni dove si trovano i nidi o nodi, «gruppi», dove si raccoglie la maggiore quantità del prezioso metallo. Si racconta che il capitano Testoni, una ventina di anni fa, si fosse trovato privo di denaro e di credito al punto di dover abbandonare la sua miniera quando, imbattutosi in uno di questi «nidi», riuscì ad estrarre, in ventidue giorni, 126 libre di dodici once, pari a 189 «marchi» di oro puro. Da allora le sue miniere prosperarono ed egli accumulò una ricchezza immensa. (p. 138) *{{NDR|Sul [[passo del Gries]]}} È un valico molto sicuro e ben frequentato nella bella stagione, ed io sono affascinato di averlo preferito al Sempione. La pietra più curiosa che ho incontrato è il ritratto fedele dei tuoi piccoli occhi: verde come i tuoi occhi, allungato e perfettamente tagliato come i tuoi occhi, con una piccola pupilla al centro; l'unica differenza è la sua dimensione, sette-otto mila volte più grande dei tuoi occhi. In realtà, se avessi potuto staccare questa pietra, sarebbe diventato il più bel pezzo della mia collezione. Devo invece accontentarmi di descriverlo e di portarne via piccoli campioni. In questo paesaggio ho visto i più bei graniti che mi fosse mai capitato di incontrare; se ne potrebbero ricavare obelischi grandi come quelli che si trovano a Roma e per giunta, cosa più notevole ancora, i loro strati sono orizzontali e di regolarità perfetta. (p. 201) ==Bibliografia== *Horace-Bénédict de Saussure, ''Viaggi nelle Alpi: passo del Gries e Monte Rosa'' (''Voyages dans les Alpes'', 1779), traduzione di Giancesare Rainaldi, Fondazione Enrico Monti, Anzola d'Ossola, 2000. ISBN 88-85295-59-2 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Saussure, Horace Benedict de}} [[Categoria:Alpinisti svizzeri]] [[Categoria:Scienziati svizzeri]] ipr5rwqwr3eosijfmf2cmn3g552o1ai Premia 0 225958 1421644 2026-07-25T09:30:13Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Premia.JPG|thumb|Premia]] Citazioni su '''Premia'''. *Attraversando la parrocchia di San Michele, il sentiero corre lungo una di queste rocce micacee tutte piene di simili granati, che escono dalla roccia come fossero chiodi infissi negli zoccoli dei cavalli per impedire loro di scivolare. Mi fermai in questo villaggio per ristorarmi, e osservai una di queste rocce granitiche, sulla quale aveva le sue fondamenta la casa stessa nella quale mi tro..." 1421644 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Premia.JPG|thumb|Premia]] Citazioni su '''Premia'''. *Attraversando la parrocchia di San Michele, il sentiero corre lungo una di queste rocce micacee tutte piene di simili granati, che escono dalla roccia come fossero chiodi infissi negli zoccoli dei cavalli per impedire loro di scivolare. Mi fermai in questo villaggio per ristorarmi, e osservai una di queste rocce granitiche, sulla quale aveva le sue fondamenta la casa stessa nella quale mi trovavo. Constatai che gli strati della roccia erano inclinati di 26 gradi, salendo a sud-est. Mi offrirono un pane così duro che il coltello non riusciva a scalfirlo. La padrona di casa mi disse che quei pani non andavano tagliati, ma spezzati. Nello stesso tempo la donna, afferrato con entrambe le mani uno di quei pani, lo picchiò con tutte le sue forze contro il bordo di un tavolo di pietra, rompendolo in due. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) *{{NDR|Presso la frazione San Rocco}} Indipendentemente dall'interesse che queste rocce costituiscono per il geologo, per molti aspetti che sarebbe troppo lungo o forse inutile elencare, esse offrono anche al pittore il soggetto per un quadro superbo. Io non ho mai visto rocce più belle e maestosamente disposte; di volta in volta bianche, o annerite dai licheni, dipinte con i colori più variopinti e più belli – gli stessi che abbiamo ammirato al Grimsel – e circondate da alberi, alcuni dei quali coronano il fianco della montagna e altri crescono irregolarmente sulle cornici che dividono gli strati rocciosi. Verso la parte inferiore della montagna l'occhio è attratto da piacevoli verzure e praterie che occupano un suolo ondulato e vario. Sopra, magnifici castagni stendono le loro ombre sulle rocce sulle quali sono cresciuti. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Comuni del Piemonte]] iqzkekms4v51iegz4j7k9ocwvosecqd 1421661 1421644 2026-07-25T10:58:38Z Spinoziano 2297 + voce correl. 1421661 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Premia.JPG|thumb|Premia]] Citazioni su '''Premia'''. *Attraversando la parrocchia di San Michele, il sentiero corre lungo una di queste rocce micacee tutte piene di simili granati, che escono dalla roccia come fossero chiodi infissi negli zoccoli dei cavalli per impedire loro di scivolare. Mi fermai in questo villaggio per ristorarmi, e osservai una di queste rocce granitiche, sulla quale aveva le sue fondamenta la casa stessa nella quale mi trovavo. Constatai che gli strati della roccia erano inclinati di 26 gradi, salendo a sud-est. Mi offrirono un pane così duro che il coltello non riusciva a scalfirlo. La padrona di casa mi disse che quei pani non andavano tagliati, ma spezzati. Nello stesso tempo la donna, afferrato con entrambe le mani uno di quei pani, lo picchiò con tutte le sue forze contro il bordo di un tavolo di pietra, rompendolo in due. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) *{{NDR|Presso la frazione San Rocco}} Indipendentemente dall'interesse che queste rocce costituiscono per il geologo, per molti aspetti che sarebbe troppo lungo o forse inutile elencare, esse offrono anche al pittore il soggetto per un quadro superbo. Io non ho mai visto rocce più belle e maestosamente disposte; di volta in volta bianche, o annerite dai licheni, dipinte con i colori più variopinti e più belli – gli stessi che abbiamo ammirato al Grimsel – e circondate da alberi, alcuni dei quali coronano il fianco della montagna e altri crescono irregolarmente sulle cornici che dividono gli strati rocciosi. Verso la parte inferiore della montagna l'occhio è attratto da piacevoli verzure e praterie che occupano un suolo ondulato e vario. Sopra, magnifici castagni stendono le loro ombre sulle rocce sulle quali sono cresciuti. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) ==Voci correlate== *[[Valle Antigorio]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Comuni del Piemonte]] 0ekn926sulsyrncpzflrcwmvnvytbjk Valle Anzasca 0 225959 1421646 2026-07-25T09:50:18Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Valle Anzasca (vista da Stabioli).jpg|miniatura|Valle Anzasca]] Citazioni sulla '''Valle Anzasca'''. *Le strade ombreggiate dai pergolati, che le ricoprono interamente, tranne che nel tratto più alto e più freddo, mi ricordano i viali dei nostri giardini familiari. Altre pergole, appoggiate a muretti, rivestono i pendii dei monti. È questo, in tutta la regione, il solo modo con il quale viene coltivata la vite. Dovunque i fianchi delle montag..." 1421646 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Valle Anzasca (vista da Stabioli).jpg|miniatura|Valle Anzasca]] Citazioni sulla '''Valle Anzasca'''. *Le strade ombreggiate dai pergolati, che le ricoprono interamente, tranne che nel tratto più alto e più freddo, mi ricordano i viali dei nostri giardini familiari. Altre pergole, appoggiate a muretti, rivestono i pendii dei monti. È questo, in tutta la regione, il solo modo con il quale viene coltivata la vite. Dovunque i fianchi delle montagne, solcati dai torrenti, possono essere irrigati. Si incontrano prati ombreggiati da castagni mirabili per grandezza e rigogliosità. Qua e là cascatelle formate dai torrenti contribuiscono ad ingentilire ancor più il paesaggio. Altra caratteristica di questa valle è il fatto di non avere un fondo: i due versanti contrapposti, riunendosi alla loro base, formano un angolo acuto nel quale scorre l'Anza, mentre i villaggi sono tutti aggrappati ai fianchi impervi della montagna, o su piccole terrazze che intervallano i pendii. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) ==Voci correlate== *[[Val d'Ossola]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valli d'Italia|Anzasca]] tbw5559o2m59nst5jgygrwlwj9079t1 1421649 1421646 2026-07-25T09:55:31Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1421649 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Valle Anzasca (vista da Stabioli).jpg|miniatura|Valle Anzasca]] Citazioni sulla '''Valle Anzasca'''. *Le strade ombreggiate dai pergolati, che le ricoprono interamente, tranne che nel tratto più alto e più freddo, mi ricordano i viali dei nostri giardini familiari. Altre pergole, appoggiate a muretti, rivestono i pendii dei monti. È questo, in tutta la regione, il solo modo con il quale viene coltivata la vite. Dovunque i fianchi delle montagne, solcati dai torrenti, possono essere irrigati. Si incontrano prati ombreggiati da castagni mirabili per grandezza e rigogliosità. Qua e là cascatelle formate dai torrenti contribuiscono ad ingentilire ancor più il paesaggio. Altra caratteristica di questa valle è il fatto di non avere un fondo: i due versanti contrapposti, riunendosi alla loro base, formano un angolo acuto nel quale scorre l'Anza, mentre i villaggi sono tutti aggrappati ai fianchi impervi della montagna, o su piccole terrazze che intervallano i pendii. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) ==Voci correlate== *[[Macugnaga]] *[[Val d'Ossola]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valli d'Italia|Anzasca]] 78dlxx8vckww55rtkcr1p4jxwaa6n6n 1421651 1421649 2026-07-25T10:00:25Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1421651 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Valle Anzasca (vista da Stabioli).jpg|miniatura|Valle Anzasca]] Citazioni sulla '''Valle Anzasca'''. *Le strade ombreggiate dai pergolati, che le ricoprono interamente, tranne che nel tratto più alto e più freddo, mi ricordano i viali dei nostri giardini familiari. Altre pergole, appoggiate a muretti, rivestono i pendii dei monti. È questo, in tutta la regione, il solo modo con il quale viene coltivata la vite. Dovunque i fianchi delle montagne, solcati dai torrenti, possono essere irrigati. Si incontrano prati ombreggiati da castagni mirabili per grandezza e rigogliosità. Qua e là cascatelle formate dai torrenti contribuiscono ad ingentilire ancor più il paesaggio. Altra caratteristica di questa valle è il fatto di non avere un fondo: i due versanti contrapposti, riunendosi alla loro base, formano un angolo acuto nel quale scorre l'Anza, mentre i villaggi sono tutti aggrappati ai fianchi impervi della montagna, o su piccole terrazze che intervallano i pendii. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) ==Voci correlate== *[[Macugnaga]] *[[Monte Rosa]] *[[Val d'Ossola]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valli d'Italia|Anzasca]] 0mm7ha4tnq7mn9fnba12kefi3em5zii Val Anzasca 0 225960 1421647 2026-07-25T09:51:23Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Valle Anzasca]] 1421647 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Valle Anzasca]] 1tsqqe2fcn6wpdkginlkust4i52fjgy Passo del Gries 0 225961 1421655 2026-07-25T10:35:05Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Passo del Gries dal rifugio Città di Busto.jpg|thumb|Passo del Gries]] Citazioni sul '''passo del Gries'''. *È un valico molto sicuro e ben frequentato nella bella stagione, ed io sono affascinato di averlo preferito al Sempione. La pietra più curiosa che ho incontrato è il ritratto fedele dei tuoi piccoli occhi: verde come i tuoi occhi, allungato e perfettamente tagliato come i tuoi occhi, con una piccola pupilla al centro; l'unica differen..." 1421655 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Passo del Gries dal rifugio Città di Busto.jpg|thumb|Passo del Gries]] Citazioni sul '''passo del Gries'''. *È un valico molto sicuro e ben frequentato nella bella stagione, ed io sono affascinato di averlo preferito al Sempione. La pietra più curiosa che ho incontrato è il ritratto fedele dei tuoi piccoli occhi: verde come i tuoi occhi, allungato e perfettamente tagliato come i tuoi occhi, con una piccola pupilla al centro; l'unica differenza è la sua dimensione, sette-otto mila volte più grande dei tuoi occhi. In realtà, se avessi potuto staccare questa pietra, sarebbe diventato il più bel pezzo della mia collezione. Devo invece accontentarmi di descriverlo e di portarne via piccoli campioni. In questo paesaggio ho visto i più bei graniti che mi fosse mai capitato di incontrare; se ne potrebbero ricavare obelischi grandi come quelli che si trovano a Roma e per giunta, cosa più notevole ancora, i loro strati sono orizzontali e di regolarità perfetta. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valichi d'Italia|Gries]] 7e0tk1ekylbjmlywn5a71w19wv9xco8 1421657 1421655 2026-07-25T10:40:50Z Spinoziano 2297 + voce correl. 1421657 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Passo del Gries dal rifugio Città di Busto.jpg|thumb|Passo del Gries]] Citazioni sul '''passo del Gries'''. *È un valico molto sicuro e ben frequentato nella bella stagione, ed io sono affascinato di averlo preferito al Sempione. La pietra più curiosa che ho incontrato è il ritratto fedele dei tuoi piccoli occhi: verde come i tuoi occhi, allungato e perfettamente tagliato come i tuoi occhi, con una piccola pupilla al centro; l'unica differenza è la sua dimensione, sette-otto mila volte più grande dei tuoi occhi. In realtà, se avessi potuto staccare questa pietra, sarebbe diventato il più bel pezzo della mia collezione. Devo invece accontentarmi di descriverlo e di portarne via piccoli campioni. In questo paesaggio ho visto i più bei graniti che mi fosse mai capitato di incontrare; se ne potrebbero ricavare obelischi grandi come quelli che si trovano a Roma e per giunta, cosa più notevole ancora, i loro strati sono orizzontali e di regolarità perfetta. ([[Horace-Bénédict de Saussure]]) ==Voci correlate== *[[Val Formazza]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Valichi d'Italia|Gries]] 5xqofh1d7r8pspyho7ccaccynfulxuz