Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.12 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Vincenzo Gioberti 0 3071 1421824 1394953 2026-07-27T07:10:34Z Gaux 18878 /* Citazioni su Vincenzo Gioberti */ Giacomo Margotti 1421824 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Vincenzo Gioberti iii.jpg|thumb|Vincenzo Gioberti]] '''Vincenzo Gioberti''' (1801 – 1852), politico e filosofo italiano. ==Citazioni di Vincenzo Gioberti== *Benché uomo del secolo decimonono, io confesso di amare i [[Ordine dei frati minori cappuccini|Cappuccini]] [...] Il cappuccino è il frate del popolo; e finché vi sarà un popolo, come quello delle nostre ville, costretto a sudar sulla gleba e a rusticarsi nei campi, una confraternita religiosa che si dedichi specialmente a dirozzare quegli animi e ad addolcir quei sudori, emulandone l'asprezza coll'esempio, e nobilitandone la bassezza colla religione, potrà sempre essere di gran frutto morale e civile. (da ''Il gesuita moderno'', vol. IV, p. 93) *Buoni [[giornale|giornali]] e pochi (giacché il buono non può mai esser molto) sono la manna di una nazione. (da ''Il gesuita moderno'') *Che cos'è il [[lusso]]? Secondo me è tutto ciò che è superfluo a render l'uomo felice. (da ''Pensieri: miscellanee'') *[...] fra i tropi e le forme sollevate di stile, onde si compiace la fantasia, campeggia l'[[iperbole]]; la quale è la figura propria del sublime e dell'infinito, e quasi lo sforzo e il volo della parola vaga di giungere a tale altezza [...].<ref>Da ''Il Gesuita moderno'', vol. IV, cap. XVI, S. Bonamici e compagni, Losanna, 1847, p. [https://books.google.it/books?id=yiAdAAAAYAAJ&pg=PA22 22].</ref> *Il [[romanzi]]ere, che viene dopo l'epico, il tragico ed il comico, riunisce tutti questi generi in uno, accoppiando la descrittiva dell'epopea alla rappresentativa del dramma, il serio al ridicolo, e studiandosi di dare un ritratto più compiuto della vita umana. S'ingannano perciò coloro che intendono per romanzo la semplice narrazione di una favola ben concertata; la quale è bensì lo scheletro, e l'ossatura prosaica di tal componimento, ma non la poesia di esso, come quella che consiste nello svelare le intime qualità degli uomini, mettendoli in azione e in conversazione, presso a poco secondo l'uso del {{sic|Shakspeare}} in que' suoi drammi di soggetto patrio o romano, che sono quasi la storia posta in sulla scena. A questa pittura drammatica degli uomini il romanziere congiunge la descrizione della natura; la quale essendo impersonale, non può esprimer sé stessa, ma vuol essere raccontata dal favolatore, parlante in persona propria, come il poeta epico.<ref>Da ''[https://books.google.it/books?id=4ipp2b61Bf8C Del primato morale e civile degli italiani]'', 2 voll., Meline, Camps e compagnia, Bruxelles, 1844<sup>3</sup>, vol. II, pp. 130-131.</ref> *L'[[anacoluto]] parcamente adoperato è grazioso perché mostra discioltura, naturalezza, tiene del discorso famigliare, rimuove il sospetto di pedanteria e di affettazione; alletta l'orecchio, arguisce libertà di spirito, e che il parlante subordina le voci al pensiero e alla materia.<ref>Da ''Della protologia'', a cura di Giuseppe Massari, vol. I, Eredi Botta-M. Chamerot libraire, Torino-Parigi, 1857, p. [https://books.google.it/books?id=ExpAr8eoVwUC&pg=PA105 105].</ref> *L'Italia all'incontro è divisa da una moltitudine di dialetti, che rendono le sue varie popolazioni estranee fra loro, e quel bellissimo idioma che si chiama [[lingua italiana]], in quanto che si adopera generalmente nel foro, sul pulpito, e per le nobili scritture, non è altro come favella volgare, che il dialetto di una provincia. Il qual dialetto non poté diventare per questa parte lingua nazionale, e correre in Italia la stessa fortuna che il dialetto di Piccardia o di Castiglia nella Francia e nella Spagna, perché le divisioni municipali, il difetto assoluto di unità politica, le rivalità, la dappocaggine, e la codardia dei nostri principi, e finalmente le illuvioni forestiere impedirono che succedesse tra noi ciò che si fece altrove; imperocché s'egli è vero, che la conformità del parlare è l'unità della lingua avvalorano l'unione di un popolo, è indubitato altresì, che se questa unione non è almeno incominciata e abbozzata in qualche guisa, quella può difficilmente aver luogo. Così dopo tanti secoli di vicende e di sventure, e dopo aver perduto tutto, l'Italia non ha pure acquistato il misero compenso di una lingua comune, che si parli dal popolo; anzi la stessa lingua illustre, che si usa nel più bel paese della penisola, e che ivi e altrove fece già la gloria delle nostre lettere, è quasi spenta, per ciò che spetta alle scritture, e ha dato luogo, come avvenne nel resto, all'infezione straniera.<ref>Da ''Teorica del sovrannaturale'', cap. [https://books.google.it/books?id=tiMtAAAAYAAJ&&pg=PA226 CCXV], Carlo Fontana, 1850, pp. 226-227.</ref> *Mediante un assiduo e tenace esercizio e un buon metodo, un ingegno infimo può divenir sufficiente; un ingegno mezzano può farsi sommo. (da ''Introduzione allo studio della filosofia'') *Molti collocano siffatta unità nel popolo [[italia]]no; il quale, al parer mio, è un desiderio e non un fatto, un presupposto e non una realtà, un nome e non una cosa, e non so pur se si trovi nel nostro vocabolario. (da ''Del primato morale e civile degli italiani'') ==''Del primato morale e civile degli italiani''== ===[[Incipit]]=== Per chiarire in che consista il primato italico, uopo è notare che ogni maggioranza naturale deriva dall'autonomia, per cui un essere sovrasta ad altri esseri e non ne dipende. L'autonomia considerata generalmente importa due prerogative; l'una delle quali risiede nel non pigliare altronde la propria legge, e i beni che ne conseguono; l'altra nel governare gli enti subordinati, comunicando loro la norma delle operazioni, e abilitandoli ad esercitar quegli uffici, a godere quella felicità, che alla loro natura è conforme. ===Citazioni=== ''Dei doveri civili'', Parte Prima, IV. *Chi abusa del [[bene]] lo rende malefico, e chi non sa prevalersene, né, maneggiandolo a proposito qual capitale vivo, farlo fruttare, lo rende inutile. (p. 1) *L'amore ch'io porto all'[[Italia]] e il vivo desiderio che tengo d'ogni suo bene, mi obbligano ad aggiungere che nulla più osta, secondo il parere mio, al risorgimento della comune patria, che le dottrine intemperate, e l'opera di quelli che le spargono e promulgano dentro e fuori della Penisola. (p. 3) *Il [[Cristianesimo]] abbellì, nobilitò, santificò la [[Re|monarchia]], ritornandola a' suoi principii, rappresentandola come una paternità sociale, e restituendole quel carattere soave e augusto del patriarcato primitivo di cui i [[Cina|Cinesi]] soli serbarono un'ombra fra tutti i popoli pagani. (p. 8) *Grande è la forza della opinione, che nasce principalmente dal consenso degli [[Scrittore|scrittori]]; i quali, se facessero il loro debito e pubblicassero, potendo, arditamente il vero, senza guardare in viso a nessuno, rendendosi interpreti dell'universale nel giudicare e maledire le azioni colpevoli dei grandi, questi andrebbero più a rilento nel commetterle: perché non vi ha uomo così perverso, che non abbia qualche cura e ansietà della propria fama. (p. 10) *{{NDR|Ai politici}} Permettete che gli [[Scrittore|scrittori]] antepongono al vostro esempio quello dei maestri della cristiana sapienza; i quali non risparmiavano le colpe illustri in grazia dei colpevoli, e sfolgoravano con eroica eloquenza le scelleratezze dei dominatori. Leggete ciò che fu scritto da quei magnanimi contro i tristi Cesari dei loro tempi; leggete i discorsi con cui il divino [[Giovanni Crisostomo|Crisostomo]] fulminava una stolta e profana imperatrice {{NDR|Eudossia}}, e quelli del grande [[Ilario]] {{NDR|vescovo di Poitiers}} contro un imperatore eretico e persecutore dei Cristiani. (pp. 11-12) ==''Del rinnovamento civile d'Italia''== ===[[Incipit]]=== Della prima parte di quest'opera io abbozzai in fantasia il disegno nell'autunno del quarantotto, dappoiché l'esito infelice della campagna sarda e le pratiche sostituite alle armi mutarono l'indirizzo e apparecchiarono la ruina delle cose nostre. Ebbi poi il pensiero della seconda dopo la pace di Milano e il ristauro del principato ecclesiastico; i quali due fatti furono la fine del [[Risorgimento]] italico, come le riforme di [[Papa Pio IX|Pio nono]] e la sollevazione lombarda ne erano state il principio. <!--([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Proemio|proemio]])--> ===Citazioni=== *Parrà strano a dire, e pur è verissimo, che l'odierna [[democrazia]] così tremenda ai principi è in un certo modo opera del principato. Essa nacque per via di riscossa dal [[congresso di Vienna]]; il quale, togliendo a [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] la potenza, ne imitò la politica e apparecchiò la materia delle rivoluzioni che d'allora in poi perturbarono e afflissero l'Europa. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo secondo|I, 2]]) *[...] come negli Stati laicali i borghesi, così nell'ecclesiastico i prelati governano, e il monopolio di questi riesce tanto più odioso quanto più inetto e ripugnante alla santità del loro grado. Laonde, a ridurre il molto in poco, dalla mischianza dei due ordini nata nei bassi tempi provennero i traviamenti di Roma moderna, e il [[Potere temporale|temporale]] abusato è rovina dello spirituale. Invano nell'età scorsa alcuni papi sapienti e benevoli cercarono di rimediare al male, il quale risorse più vivo nel quindici per l'auge ripreso dal dispotismo europeo, benché la bontà personale di [[Papa Pio VII|Pio settimo]] e il senno di [[Ercole Consalvi]] lo temperassero. Crebbe sotto i successori, e specialmente nel lungo regno dell'[[Papa Gregorio XVI|ultimo Gregorio]], i cui giorni ci parrebbero i più tristi di cui l'Italia abbia memoria, se quelli d'oggi non li facessero desiderare. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo secondo|I, 2]]) *I [[Compagnia di Gesù|gesuiti]] sono una frateria e una conventicola, un'accolta di divoti e una setta di congiuranti; ma per molti di loro la politica è la parte principale e il fine, a cui serve di mezzo e di mantello la religione. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo secondo|I, 2]]) *{{NDR|Il gesuitismo}} Tirando l'idea al senso, l'evangelio al mondo, e convertendo la fede in un mezzo di dominazione e di corruttela, è essenzialmente [[Simonia|simoniaco]], e quasi un regresso della sapienza cristiana alla gnosi acattolica e al gentilesimo. I gesuiti sono insieme i demagoghi e gli oligarchi della Chiesa, turbandola coi raggiri, coi soprusi, colle liti teologiche e sotto specie di ubbidienza mirando a metterla in servitù. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo secondo|I, 2]]) *L'essenza della simonia consiste nella subordinazione dello spirituale al temporale e del sacro al profano. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo secondo|I, 2]]) *I gesuiti sono il nervo della fazione illiberale e il tarlo o il flagello degli Stati che li ricettano. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo secondo|I, 2]]) *[...] infama e non salva la [[religione]] chi la protegge con mezzi iniqui e adopera a sua difesa l'oppressione, la frode ed il tradimento. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo terzo|I, 3]]) *La salute e la perdizione degli Stati sono oggi riposte nelle idee e nelle classi democratiche: chi le ha contro è sfidato, perché la democrazia cresce ogni giorno terribilmente, invade tutti gli ordini e acquista nerbo dalle sue sciagure. Questa è la sola forza che propriamente sia viva: le altre sono morte o decrepite, e il porre in esse la propria fiducia è presagio certissimo della rovina. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo terzo|I, 3]]) *{{NDR|La democrazia}} Quando trapassa i termini del fattibile, cioè del proporzionato ai luoghi ed ai tempi, o dà nel violento e nel crudele, ella si uccide da sé, come fece nella Francia del secolo scorso colle stragi giuridiche e oggi colle utopie pericolose, che mirano non mica a regolare e partire equabilmente ma bensì a spegnere la ricchezza nelle sue fonti. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo terzo|I, 3]]) *Anche i [[Maccabei]], ponendo mano a una guerra di redenzione, non istimarono di poter vincere senza gelosia del rito patrio, né credettero di detrarre ai pregi e ai meriti della civiltà greca ripudiandone come barbara l'imitazione schiavesca. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo quarto|I, 4]]) *Ogni procedere [[Eclettismo|eclettico]] è vano, superficiale, fallace, se non è precorso e governato da una scienza originale. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo quarto|I, 4]]) *La vita civile e intellettiva dei popoli (che è quanto dire la società e la scienza), come la vita morale e materiale degl'individui, corre per tre età distinte, che sono la puerizia, la [[Giovinezza|gioventù]] e la [[Maturità|maturezza]]. La puerizia è il tempo delle potenze sensitive, dell'inesperienza e della fantasia, nella quale abbondano i sogni lieti, le immaginazioni piacevoli, le utopie seduttive e quelle intellezioni vaghe e perplesse che si differenziano dalle idee sostanziali e discordano dalla natura effettiva delle cose create. La maturità è il periodo proprio della ragione e dell'esperienza, dalle quali abbiamo le idee vere e i fatti reali, cioè quanto si contiene di sodo e di positivo nel doppio giro degli esseri e delle cognizioni. La giovinezza si frappone tra le altre due età e partecipa dei pregi e dei difetti di entrambe. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo quinto|I, 5]]) *Le dottrine politiche soggiacciono alle stesse vicende del sapere in universale; e siccome la [[civiltà]], propriamente parlando, è la cognizione civile recata in azione e in consuetudine, così anch'ella corre un cammino proporzionato. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo quinto|I, 5]]) *Tre sono i bisogni principali dell'età nostra, cioè il predominio del pensiero, l'autonomia delle nazioni e il riscatto della plebe, che è quanto dire del maggior numero. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo quinto|I, 5]]) *[[Borghesia|Borghese]] ricco e superbo, ricòrdati la divina minaccia: pensa che il tuo padre è il popolo umile e faticante; tua madre, l'abbietta e dispregiata plebe. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo sesto|I, 6]]) *La maggior prova d'incapacità pratica che possa dare un [[politico]] si è quella di proporre al conseguimento di un fine certi [[Mezzo|mezzi]] più ardui del fine medesimo [...]. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo sesto|I, 6]]) *La [[plebe]] è il cuore e il nervo delle nazioni, le quali potrebbero durare ancorché prive degli altri ordini, ma perirebbero incontanente se venisse meno la classe plebeia. Molti popoli inculti vissero e vivono senza patrizi, senza popolani grassi, senza borghesi; di una gente civile o barbara che non abbia plebe non si dà esempio. Plebe e nazione sono dunque indivise, e però si comprende come giacciano e sorgano di conserva, e come oggi che il riscatto delle classi minute è una necessità insuperabile, non meno urgente sia il bisogno che hanno i popoli della nazionalità loro; tanto che i due concetti e i due moti nascono da un principio unico. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo sesto|I, 6]]) *La [[barbarie]] è disunione delle genti e dei popoli, come lo stato selvatico e ferino (che è la cima del barbarico) è sparpagliamento degl'individui. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo sesto|I, 6]]) *Le razze son più o meno disciplinabili secondo che sono capaci di espansione, quindi è che l'uomo rosso di America sovrasta all'etiopico, il bronzino al rosso, il giallo al bronzino, il caucasico a tutti. Il nostro continente è la parte del globo più atta a civiltà e quello di Affrica ne è la più aliena, perché, stante la forma loro, l'uno agevola più di tutti e l'altro impedisce l'usanza reciproca. Il cristianesimo avanza anche umanamente le altre religioni, aspirando alla cosmopolitia del culto e della dottrina. L'Europa è cultissima e progressiva come cristiana e cosmopolitica, l'Oriente è barbaro o stanziale come infedele e ristretto in se medesimo. Eccovi la [[Cina]], che possiede una civiltà millenare ma appassita e stagnante, perché vieta così l'entrata e l'uscita agli uomini come alle merci nel cuor dell'imperio, simboleggiando il suo vivere appartato colla muraglia che la cinge da tramontana. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo sesto|I, 6]]) *L'[[Inghilterra]], che fra le nazioni moderne di Europa è sola dotata di viril senno, si è resa capace di due veri importantissimi: l'uno che la libertà politica dei vari popoli giova a tutti, l'altro che la libertà economica non pregiudica a nessuno. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo sesto|I, 6]]) *{{NDR|L'Inghilterra}} è un popolo di trenta milioni di anime, campato sopra un'isola di tenuta mediocre, sterile e boreale; e tuttavia ha l'imperio del mare e divide colla Russia il principato del continente. Ella acquistò una potenza così smisurata coll'azione estrinseca, mediante la quale seppe volgere a proprio vantaggio le forze degli altri popoli, assai meno colle armi che colle idee e colle opere civili. Come l'uomo, debolissimo fra gli animali, riesce pure coll'individuale ingegno a domare e usufruttuar le fiere e la natura, così la Gran Bretagna coll'ingegno politico si è, per così dire, infeudata la metà del mondo civile e barbarico, procacciandosi una signoria cosmopolitica di traffichi, di leghe, di compagnie, di clientele, d'influssi, di aderenze. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo sesto|I, 6]]) *Il sistema filosofico dell'[[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] ha del vero e del sodo in alcune parti e argomenta nel suo artefice una rara finezza di speculazione. Ma avendo ricevute le prime mosse dal [[sensismo]] e [[psicologismo]] cartesiano (mediante le successive scuole dello [[Baruch Spinoza|Spinoza]], del [[Immanuel Kant|Kant]] e dei filosofi posteriori) ed essendo viziato di [[panteismo]], racchiude i germi di ogni errore. Come l'assintoto non può mai raggiungere l'iperbole interminata, così il panteismo non può cogliere l'idea dell'infinito. Ora la filosofia infinitesimale essendo non solo l'apice supremo ma la base prima della scienza (secondo che si ha rispetto al riflessivo conoscimento o vero all'intuitivo), ogni falso concetto dell'infinito altera quello del finito, facendo un viluppo delle due nozioni e riducendole a quella dell'indefinito, conforme facevano gli antichi; tanto che il panteismo è un regresso all'antichità digiuna della scienza infinitesimale così nel calcolo come in metafisica. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo settimo|I, 7]]) *Più restia di tutti al corso comune è la Gran Bretagna, stante la sua qualità d'isola, per cui ella può dirsi la Sicilia di Europa, come la Sicilia è l'Inghilterra d'Italia: vaghissima di far casa in disparte e poco tócca o commossa dalle esterne vicissitudini. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo settimo|I, 7]]) *Conchiudasi che un [[governo]] è buono quando è commisurato al didentro e al difuori della nazione, cioè alla sua civiltà speciale, al grado della cultura universale, agli ordini vicinanti e principalmente alle condizioni proprie e inveterate di esso popolo. Errano dunque gli statisti che cercano una bontà assoluta; e quando presumono di averla trovata, vogliono attuarla artifizialmente, come un giocatore che dispone a suo talento le figure di uno scacchiere. Quel governo è migliore e durevole, che nasce naturalmente dalle condizioni reali del popolo e del paese; e i legislatori più insigni non osarono procedere ''a priori'' né crear di pianta ordini nuovi, ma svolsero i germi dei preceduti. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo settimo|I, 7]]) *[...] la [[cultura]] non è altro che la lenta e progressiva trasformazione dell'idea in fatto e del sensibile in intelligibile, in guisa che ogni cosa dalla mente nasce e alla mente ritorna. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo settimo|I, 7]]) *I lavori dell'ingegno indirizzati a ombreggiare in qualche modo la perfezione sociale chiamansi «[[Utopia|utopie]]», perché non han luogo effettivo e spaziano nel campo indistinto delle idee perplesse e delle astrazioni. Ogni conato per mandarle ad effetto involge una ripugnanza, conciossiaché tanto vale il fare dell'utopia una topica quanto il pensare l'inescogitabile e il circoscrivere l'indefinibile; cosicché l'utopista che vuol farla da statista diventa poeta e, in vece di colorire un sistema e uno Stato, ordisce una favola. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo settimo|I, 7]]) *Le [[Riforma|riforme]] sono il modo ordinario e dialettico con cui il progresso graduato si effettua e si manifesta. Filosoficamente considerata, la riforma è l'esplicamento della parte intelligibile e spirituale delle instituzioni, mediante il quale decresce la parte materiale e sensibile; come il progresso in universale è il transito dal senso all'intelligenza. E però essa tiene il mezzo tra la creazione e la distruzione, nettando gli ordini sussistenti del vecchio, ricreandoli in un certo modo col ringiovanirli e prolungando la vita loro. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo settimo|I, 7]]) *Ora siccome negli ordini naturali l'individuo perisce ma la specie si perpetua colla generazione, così le instituzioni perennano mediante le riforme che son quasi la rinascita loro. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo settimo|I, 7]]) *Ogni riforma importante suole constare di tre capi: ritirando l'instituzione a' suoi principi, accomodandola alle condizioni correnti, indirizzandola e abilitandola a ulteriori progressi. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo settimo|I, 7]]) *I grandi intelletti cominciano talvolta le [[Rivoluzione|rivoluzioni]], i mediocri le spingono al colmo, i sommi le chiudono. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo settimo|I, 7]]) *{{NDR|L'[[Austria]]}} fra gli Stati cattolici è quello che meglio seppe in addietro scuotere il giogo dei chierici, servirsi della religione come di semplice strumento e piegare il dispotismo medesimo a un certo grado di gentilezza. Ella eredò dagli antichi germani e dalla casa di Svevia l'odio gentilizio contro Roma civile e papale e l'ambizione di signoreggiare in Italia [...]. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo ottavo|I, 8]]) *Le rivoluzioni rovinano sempre, quando il moto incominciato saviamente da pochi cade alle mani dei molti, che in prova ne alterano l'indirizzo per ambizione o lo falsano per ignoranza, stante che i suoi princìpi non furono opera loro. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo ottavo|I, 8]]) *[...] nei tempi di civiltà tenera e rozza il mare separando i popoli, la condizione insulare rende l'individualità dei comuni più risentita e più viva. I [[Sicilia|siciliani]] da questo lato somigliano ai còrsi, presso i quali il nodo patrio non fu difficile a troncare; al contrario dei sardi, posti anch'essi in isola, anzi più dentro mare, e tuttavia di spiriti e di pensieri italianissimi. Laonde siccome tra le nazioni europee singolareggia l'inglese, così il siculo tra i popoli italici; e questa conformità accresce l'inclinazione che gl'isolani del mare interno hanno a quelli dell'esteriore. Il siciliano antipone in cuor suo l'Inghilterra all'Italia, perché considera questa come una straniera vicina ed incomoda, quella come una protettrice potente e, benché lontana, unita seco dal consorzio delle acque. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo nono|I, 9]]) *Se i [[Milano|milanesi]] tengono alquanto degli spagnuoli, antichi dominatori, nella stima soverchia delle cose proprie e nel far poco caso delle altrui, essi compensano largamente questo piccolo difetto municipale con molte virtù, e specialmente colla sodezza dell'ingegno, la lealtà dell'animo, un ricco tesoro di benevolenza, l'odio del barbaro, il senso vivo e costante della dignità patria. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo nono|I, 9]]) *Il [[Piemonte]] e in ispecie la sua capitale è dopo la Sicilia il paese più scarso di spiriti italici, avvezzo per antico a vita appartata e ristretta e domo da abitudini feudali e servili. Più anima e generosità e nervo si trova in alcune provincie; onde se l'[[Vittorio Alfieri|Alfieri]] astigiano parve un miracolo, torinese sarebbe un mostro. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo nono|I, 9]]) *[...] è indegno di viver [[Libertà e schiavitù|libero]] chi conferisce altrui l'arbitrio di farlo [[Libertà e schiavitù|schiavo]]. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo nono|I, 9]]) *Guai ai governanti che non sanno spregiare il biasimo e l'infamia dei coetanei per non incorrere in quella dei posteri e della storia! ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimo|I, 10]]) *[...] il [[disonore]] [...] lo accetta e nol rifiuta chi si riconosce impotente a sottrarsene. Che cosa si direbbe del comandante di una fortezza assediata, il quale, desiderando di capitolare onorevolmente, si pubblicasse costretto alla resa perché privo di munizioni? ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimo|I, 10]]) *Né importa che il Piemonte sia piccolo, perché l'autorità e la fama degli Stati dipendono dalla saviezza e non mica dalla tenuta. Prudenza, costanza, energia rendono grandi e riveriti eziandio i più piccoli domini, qual si era il prussiano sotto Federigo e il fiorentino sotto Lorenzo, il quale primeggiava di credito pel senno come l'altro per la bravura. Uno Stato che può armare in caso estremo cencinquanta mila uomini, che pel sito è la chiave d'Italia e può sfidare dalle sue vette e dalle sue gole l'Europa, è in grado di parlare autorevolmente e di recar colle parole e coi fatti un peso notabile nella bilancia politica delle nazioni. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimo|I, 10]]) *La civiltà dei popoli e degli Stati, come quella dei particolari uomini, si può misurar dal concetto che si formano dell'[[onore]]; e la capacità dei politici, dalla gelosia che ne hanno e dalla sollecitudine che usano nel difenderlo e nel conservarlo. I ministri piemontesi chiamarono «onorevoli» le clausule della mediazione, la pace di Milano, l'abbandono d'Italia; e alcuni di loro riputerebbero tale anco una lega russa e tedesca, come i principi della penisola inferiore credono «onorevole» il dar la patria in preda agli esterni, tiranneggiare i popoli, rompere i giuramenti. E scambiando la fama coll'infamia, non fanno pur segno di quell'avvedutezza e perizia che vantano; imperocché l'onore, quantunque non si vegga e non si tocchi con mano, è cosa più salda, positiva, efficace, più necessaria a mantenere la potenza e gli Stati che non sieno gli stessi danari, i cannoni e gli eserciti. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimo|I, 10]]) *[...] più nuoce un [[Imprudenza|imprudente]] [[Amico e nemico|amico]] che molti [[Amico e nemico|nemici]]. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimo|I, 10]]) *Trista è la sorte dei [[Forza e debolezza|deboli]] che dipendono dalla gara dei [[Forza e debolezza|forti]], e nelle contese di questi va sempre col peggio chi può meno. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimo|I, 10]]) *Ma se si predica al [[Piemonte]] di sperar bene senza l'Italia, è come se un astronomo esortasse la luna a star di buona voglia, ancorché la terra, che è il centro della sua orbita, andasse in fascio. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimo|I, 10]]) *{{NDR|Le [[Rivoluzione|rivoluzioni]]}} sono bensì un rimedio necessario talvolta ma sempre doloroso, e costano specialmente alle classi misere, perché ogni rivoluzione violenta, eziandio che abbia esito felice, è un macello dei poveri e un'ecatombe della plebe. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo undecimo|I, 11]]) *[[Giuseppe Mazzini]] è [...] un politico d'immaginativa non di ragione [...] avendo un'idea sola, cioè la repubblica. E siccome chi ha un'idea sola non può variare (quando ogni mutazione importa almeno due concetti), così non è da stupire che il Mazzini sia fisso nel suo pensiero e abbia quella costanza nelle chimere che i semplici ammirano ma che i savi chiamano «ostinazione». Laonde fra i suoi adoratori non si trova un sol uomo di conto, anzi è da notare che i più dotti e valorosi democratici ripugnano alle sue dottrine. Ché se qualche ingegnoso, ingannato dai romori, l'ebbe in pregio prima di conoscerlo; accostatoglisi e divenutogli intrinseco, dovette ritrarsi, stomacato da tanta presunzione accoppiata a tanta nullezza. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo undecimo|I, 11]]) *Il suo ingegno è mediocre, e anco nelle lettere {{NDR|[[Giuseppe Mazzini|Mazzini]]}} è sfornito d'inventiva e di forma sua propria. Tuttavia s'egli avesse imparato dai classici antichi l'arte difficile di ordinare i pensieri ed esprimer gli affetti e dai nostrali quella di scrivere italianamente, egli sarebbe potuto riuscire un letterato di qualche nome nelle opere indirizzate a dilettare e muovere la fantasia, senza però uscire dai termini dell'imitazione. Laddove mancando affatto di buoni studi e usando uno stile che non si potrebbe chiamare «italiano» senza grave ingiuria d'Italia, egli non può aver lode né anche come scrittore. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo undecimo|I, 11]]) *Più inetto ancora apparisce {{NDR|Mazzini}} come politico, perché inabile ad apprendere la realtà della vita, come quegli che squadra gli oggetti sotto il prisma ingannevole dei propri fantasmi. Cosicché egli non riesce né meno nel volgare ufficio di cospiratore, benché lo eserciti da tanto tempo, mancando di arte nel conoscere gli uomini e di cautela nel maneggiarli; onde diventa facil preda e ludibrio di chi gli si accosta, e macchinando alla scoperta merita più titolo di sollevatore che di congiurante. Oltre che, egli ha (come accade ai monomaniaci) una di quelle tempre ardenti e concitate che inclinano al fanatismo e fanno meno a proposito delle faccende che delle opinioni. Se fosse nato in età superstiziosa, egli avrebbe potuto passare per santo, venire in credito di taumaturgo, ardere altrui come inquisitore o essere arso e adorato come martire. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo undecimo|I, 11]]) *Ma in primo luogo la [[guerra]] è sempre lecita quando è necessaria alla patria, la cui salvezza è legge primaria e suprema. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo duodecimo|I, 12]]) *Or che saviezza è in un popolo il ripudiar oggi ciò che ieri si celebrava e il mutare d'ora in ora gl'instituti governativi? La sovranità lascia di essere un diritto quando è abusata, e l'abusa chi l'esercita non da uomo ma da fanciullo. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo duodecimo|I, 12]]) *Che in una riotta civile perisca un uomo, è calamità lacrimevole; ma la morte eziandio di migliaia è permessa, lodevole, obbligatoria, quando è necessaria a salvare la patria. Altrimenti ogni guerra sarebbe ingiusta, ogni difesa vietata, ogni governo impossibile. La colpa del sangue sparso non è mica di chi lo sparge avendone il diritto, ma di chi ne causa e necessita l'effusione. Le guerre civili sono senza fallo le più detestabili, ma voglionsi imputare ai sediziosi che le suscitano non ai rettori che le spengono. Sapete nel nostro caso chi n'era l'autore? Giuseppe Mazzini co' suoi compagni. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo duodecimo|I, 12]]) *Così un errore trae l'altro e un primo puntiglio impegna l'amor proprio e necessita l'ostinazione. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo duodecimo|I, 12]]) *Tacerò pure di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo toscano]], principe senza polso e senza pensieri, non però senza astuzie, colle quali gli animi deboli cercano di supplire all'ingegno: mite per fievolezza non meno che per virtù e anche pel genio privilegiato del paese; governato in casa dai familiari, in piazza dai municipali o dai tedeschi, secondo le occorrenze. Per alcune di queste doti egli somiglia al regnante pontefice {{NDR|[[Papa Pio IX|Pio IX]]}}: se non che questi, e per l'altezza spirituale del grado e per essere entrato il primo nelle vie del Risorgimento, gli fu assai più pregiudiziale quando prese a combatterlo; laddove senza il cattivo esempio di Roma, le arti di Napoli e gli errori del Piemonte, il granduca non sarebbe uscito del segno o saria stato facile il ricondurvelo. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimoterzo|I, 13]]) *L'evangelio vieta il silenzio, poiché prescrive la [[correzione]], la quale dee esser pubblica quando lo scandalo è pubblico. Ed essendo fraterna, ella si stende quanto il debito di fratellanza, abbracciando i superiori non meno che gli uguali e i subordinati. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimoterzo|I, 13]]) *[[Papa Pio IX|Pio nono]] è senza alcun dubbio il principe più singolare. Il suo regno si può distinguere in due epoche distinte e contrarie, la seconda delle quali consiste nel distruggere le opere della prima. Come [[Clodoveo I|Clodoveo di Francia]] egli brucia ciò che adorava e adora ciò che dava alle fiamme, e a guisa di [[Penelope]] disfà nella notte la tela intessuta nei dì sereni della sua potenza. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimoterzo|I, 13]]) *Quindi è che alcune sètte sono oggi più potenti che sotto [[Papa Gregorio XVI|papa Gregorio]], nuovo anch'egli alle cose del secolo ma versato nelle teologiche, cattivo principe ma pontefice dotto e prudente, che seppe resistere a chi volea servirsi di Roma per violare la libertà cattolica e proscrivere gli scritti che non piacciono ai faziosi. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimoterzo|I, 13]]) *Il primo debito di un [[riformatore]] è di fermar sin dove le innovazioni si debbono stendere, secondo la qualità dei luoghi e dei tempi, e di ovviare ai rischi che porta seco nei popoli novizi ogni sorta di cambiamento. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimoterzo|I, 13]]) *[[Papa Giulio II|Giulio pontefice]] fu senza alcun dubbio uno degli uomini più insigni d'Italia; e per l'altezza incredibile dei pensieri e dell'animo, l'ardente desiderio di gloria, gli spiriti popolani, la lealtà e la generosità dell'indole, l'efficacia delle parole e della presenza, il fuoco, l'audacia, l'impeto, l'intrepidità, la costanza indomabile nelle deliberazioni e nelle azioni, e in fine la grandezza delle imprese, ha pochi pari e pochissimi superiori in tutta la memoria dei secoli [...]. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimoterzo|I, 13]]) *La disavventura più grande e lodevole non è sempre di chi muore, e la sofferenza più degna è quella di chi paga il fio degli altrui falli. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimoquarto|I, 14]]) *Singolari sono le convenienze del [[Francesco Paolo Bozzelli|Bozzelli]] col [[Pier Dionigi Pinelli|Pinelli]], e vogliono essere brevemente avvertite. Entrambi sostituirono la politica casalinga alla nazionale e sviarono il Risorgimento dalla sua meta. Entrambi furono contrari al regno dell'alta Italia, alla guerra patria, all'autonomia comune, e parteggiarono senza infinta col Russo e coll'Austria. Entrambi peccarono per ambizione, ignoranza e arrogante pertinacia, adoperarono arti gesuitiche ed indegne, abusarono la fiducia dei loro principali amici, e in premio della tradita Italia ebbero i favori di corte, mentre i loro intrinseci che volean salvarla sono in carcere o in esilio. Entrambi in fine immolarono la nazione a beneficio della loro provincia, e credettero di assodare in essa il principato e gli ordini liberi, dove che debilitarono l'uno e gli altri, e già il primo ne vede gli effetti. Il piemontese nocque all'Italia più ancora del napoletano, sia per la qualità del paese a cui l'egemonia spettava, sia pel maggiore eccesso di zelo municipale; quando il Bozzelli ebbe l'animo alla lega almeno per un istante, ma il Pinelli la ripudiò due volte e ruppe le pratiche già avviate per introdurla. Il solo punto in cui il subalpino sovrasti pel bene si è l'amore dello statuto, cui il regnicola lasciava miseramente perire. Laddove il Pinelli è devoto agli ordini costituzionali, e se avessero corso qualche rischio sarebbe stato caldo a difenderli. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro primo/Capitolo decimoquinto|I, 15]]) *Imperocché l'[[economia]] è come la politica, la quale ha anch'essa una base immutabile, in quanto si fonda sulla natura dell'uomo e sulle regole eterne dell'onestà e della giustizia. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro secondo/Capitolo primo|II, 1]]) *L'uomo universalmente ha il diritto di vivere mediante il [[lavoro]], atteso che, fuori dell'infanzia, dell'infermità mentale o corporea e della decrepitezza, il lavoro è l'unico modo naturale, onesto e dignitoso di vivere. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro secondo/Capitolo primo|II, 1]]) *La democrazia è il predominio del popolo; e due sono i principali fattori del popolo, cioè la plebe e l'ingegno, intendendo sotto il nome d'«ingegno» non solo i doni mentali ma il loro indirizzo virtuoso, almeno per ciò che riguarda le estrinseche operazioni. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro secondo/Capitolo sesto|II, 6]]) *La moltitudine dei [[Giornale|giornali]] è la letteratura e la tirannide degl'ignoranti, perché chi sa meno ci scrive più, chi avrebbe mestier d'imparare ci fa con tanto più di prerogativa quello di giudice e di maestro. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro secondo/Capitolo ottavo|II, 8]]) *Il giornale è un libro diminuto, come il libro è un giornale ampliato; e però siccome il libro per la spesa, la mole, il tempo, l'ozio, la capacità e il modo di vita che richiede a leggerlo, capirlo e cavarne profitto, per lo più non conviene che alle classi agiate, il giornale è accomodatissimo alle condizioni e ai bisogni della plebeia. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro secondo/Capitolo ottavo|II, 8]]) *Lo [[Stile (scrittura)|stile]] è il corpo delle idee e quasi il rilievo per cui spiccano e risaltano dal fondo del pensiero e del sentimento [...]. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro secondo/Capitolo ottavo|II, 8]]) *Capitale prezioso per tutti si è il [[tempo]], ma preziosissimo ai [[Giovinezza|giovani]], perché bene operandolo, essi solo possono goderne i frutti; e laddove i provetti travagliano solo per gli altri, i giovani lavorano anco per se medesimi. ([[s:Del rinnovamento civile d'Italia/Libro secondo/Capitolo ottavo|II, 8]]) ==Citazioni su Vincenzo Gioberti== *Egli trova un [[Compagnia di Gesù|Gesuitismo]] esistente quando Gesuiti non erano al mondo, e che resterebbe superstite quando questi ne fossero succisi dalle radici: egli vede la Chiesa costretta di lacci vergognosi dal Gesuitismo: egli lamenta l'uomo cattolico imbastardito, l'uomo italiano rimpastato e rifatto in peggio dal Gesuitismo: egli asserisce i paesi cattolici trovarsi enormemente inferiori ai paesi eterodossi in opera di culto civile per colpa del Gesuitismo: egli non conosce gloria maggiore dei Governi italiani che far testa alle invasioni del Gesuitismo; né la finerei più a riferire anche una metà delle gigantesche censure che egli appicca a quel mostro paurosissimo. ([[Carlo Maria Curci]]) *Gioberti attingeva un po' dai De Maistre, dai Lamennais, dai Saint-Simon; un po' dall'esempio concreto delle nazioni cattoliche d'Europa; Belgio o Polonia, dove il moto liberale e nazionale traeva vigore dal sentimento religioso e cattolico. ([[Gioacchino Volpe]]) *Gioberti era sempre stato uom moderato tra i più moderati. Avea scritto libri per provare esser l'Italia inetta persino ad uno esperimento di costituzionalismo Transalpino. {{sic|Tuttociò}} ch'ei raccomandava era concessione guardinga e graduale: del resto voleva che la causa nazionale trionfasse per opera di Papi e di Principi. Nulla vi era ch'ei più abborrisse che le radicali e violente riforme. ([[Antonio Gallenga]]) *Gioberti era uomo di cultura e di considerevole intelligenza, anche se, come notò [[Camillo Benso, conte di Cavour|Cavour]], privo di buon senso, sì da dimostrarsi presto un politico completamente incapace. Vissuto troppo a lungo in esilio, fu spesso schiavo della sua stessa eloquenza, e a volte giunse a ingannare persino se stesso. Enfatico, egocentrico e astioso, il suo stile verboso è per molti insopportabile. ([[Denis Mack Smith]]) *Gioberti [...], non solo collega strettamente la storia della Chiesa a quella dell'Italia secondo lo schema guelfo ormai corrente nella storiografia cattolico-liberale, ma sostiene anche che il risorgimento della Chiesa è inscindibilmente legato al risorgimento dell'Italia. ([[Giorgio Candeloro]]) *Gioberti riponeva le sue personali speranze nel papato. Egli e gli altri neoguelfi rifiutavano la speciosa teoria di [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]] secondo cui i papi, proprio per il fatto che governavano su Roma e sull'Italia centrale, si sarebbero sempre schierati decisamente contro il patriottismo italiano. ([[Denis Mack Smith]]) *Il Gioberti non sapeva dividere lo studio dalla vita, gli assunti dello scienziato dai doveri del cittadino. Fedele ai maestri, e pronto a rimettere della grazia del principe per incuorarli, se non poteva sostenerli, come nel caso del Dettori, si porgeva amorevole maestro e confortatore ai suoi coetanei, ch'egli organizzava primo in una scuola normale, a dir così, di studi civili e di libertà. ([[Eugenio Salomone Camerini]]) *La veste o il carattere sacerdotale, l'aureola dell'esilio, la fama dell'eloquenza, della dottrina, della virtù austera, gli echi risorgenti del ''Primato'', tutto conferiva a far di lui {{NDR|[[Vincenzo Gioberti]]}}, in quel suo pellegrinaggio {{NDR|per le città della penisola}}, come un ''missus dominicus'', un apostolo della più santa delle cause, il predicatore della più benedetta fra le crociate, il pacificatore per la più nobile delle guerre. ([[Vittorio Cian]]) *Le qualità straordinarie, che possedette, spiegano la gloria non caduca che circondò e circonda il suo nome; i difetti gravi che rivelò, spiegano quella severità, grande sino all'ingiustizia, onde taluno giudica ancor oggi, come dissi più addietro, la sua opera d'uomo politico. Certo, questo possente apostolo della causa italiana alla gagliardia dell'ingegno, della fantasia, dell'eloquenza, dell'astrazione filosofica non ebbe – né poteva avere – pari le qualità pratiche, dell'uomo d'azione e di stato, il senso della realtà che culminarono invece, insuperabilmente, in [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]]. Si lasciò guidare o fuorviare, talvolta, dal sentimento, dalla stessa sua fantasia e dall'orgoglio, che lo rendeva allora rigido e intollerante, quasi per un abito teologico della sua mente. Ma di contro a questi difetti, sta, oltre il resto, una passione che lo dominò tutto quanto, che fu la sua forza e la sua vita, che lo purifica e innalza ai nostri occhi, la passione della patria. ([[Vittorio Cian]]) *Per nostra disgrazia e vergogna esiste in Italia un [[Neoguelfismo|partito]] il quale sostiene che il cattolicismo immiserisce i popoli e il protestantesimo li rende prosperi e felici; e coloro che così pensano e dicono sono tutti in levare a cielo la beatitudine di Londra, e deplorare i patimenti dell'Italia, e principalmente del popolo romano. Alla testa di costoro si pose lo sventurato Vincenzo Gioberti, che in questi ultimi anni non rifiniva di celebrar la grandezza britannica denigrando l'Italia, a cui nei tempi dell'ipocrisia avea attribuito un generale ed esageratissimo ''primato''<ref>Allusione all'opera del Gioberti ''Del primato morale e civile degli italiani''</ref>. ([[Giacomo Margotti]]) *Vincenzo Gioberti fu savio e previdente, quando consigliò doversi conseguire la libertà e l'indipendenza non colla forza materiale delle armi, ma colla forza morale dell'educazione. ([[Luigi Martini (sacerdote)|Luigi Martini]]) ===[[Antonio Anzilotti]]=== *Per il filosofo torinese si tratta di creare il popolo italiano; crearlo nell'intimo delle coscienze. Bisogna perciò insegnargli innanzi tutto a pensare, a ragionare indipendentemente e profondamente. Bisogna, in una parola, fortificare gl'intelletti. La personalità nazionale sorgerà, quando si conquisteranno per proprio sforzo salde convinzioni, sulle quali costruire l'avvenire.<br>Occorre quindi ispirare la fiducia nel popolo di poter foggiare da sé stesso il proprio destino. La concezione dello spirito come collaboratore di Dio, come creatore a sua volta di una nuova realtà, come attività capace, operando, di superare continuamente il suo limite, ben corrisponde a questo compito dello scrittore e del cittadino. *Più volte dicemmo che le opere del Gioberti concludono in una entusiastica apologia della civiltà e della scienza. Le opere postume (''La Protologia'', ''La filosofia della Rivelazione'', ''Della riforma cattolica della Chiesa'', ''Della libertà religiosa'') manifestano questa profonda fede religiosa nello spirito, che, per mezzo dell'umanità celebra la sua infinita potenza, manifesta la sua infinita ricchezza. Il cattolicismo tradizionale nei frammenti della ''Riforma'' e della ''Libertà cattolica'' ringiovanisce e si trasfigura per opera del vivo pensiero che lo penetra e si riveste delle sue forme. I dogmi, i sacramenti, gli atti del culto esprimono veri filosofici e politici; la Chiesa e lo Stato, il tempio e la città si armonizzano e si completano a vicenda. I missionari moderni sono le nazioni civili, il sacerdozio è la superiorità dell'ingegno. I santi mistici, negatori della vita e del mondo, divengono quindi inutili. Quando nell'avvenire sarà attuata l'unità degli spiriti per opera del completo «invasamento del Cristianesimo nel costume», lo stesso Papa sarà superfluo, poiché la fusione ideale sarà sufficiente a mantenere l'unità della Chiesa. *Se è innegabile che la filosofia del Gioberti tende ad un fine politico, è anche vero che la sua politica è mezzo, avviamento, preparazione ad una mèta più lontana e più alta: la riforma intellettuale e religiosa. Le opere postume perciò non si contrappongono a quelle edite; ma ci manifestano più apertamente l'idea centrale, che ha ispirato quest'ultime e che l'autore ha dovuto, secondo criteri di opportunità, negli scritti pubblicati, velare e adombrare con simboli. L'intima coerenza, l'unità spirituale di tutta l'opera del Gioberti, sia come pensatore, sia come uomo politico (due {{sic|faccie}} di un'unica attività) si dimostrano proprio nelle postume. Qui noi risaliamo alla sorgente. Qui ci apparisce in piena luce quella concezione, che è il fulcro di tutto il sistema giobertiano. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Vincenzo Gioberti, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-g/vincenzo-gioberti/del-primato-morale-e-civile-degli-italiani-volume-primo/ Del primato morale e civile degli italiani]'', UTET, 1925. *Vincenzo Gioberti, ''Del primato morale e civile degli italiani'', Volume II, UTET, Torino, 1946. *Vincenzo Gioberti, ''[[s:Del rinnovamento civile d'Italia|Del rinnovamento civile d'Italia]]'', a cura di [[Fausto Nicolini]], Laterza, Bari, 1911. *Vincenzo Gioberti, ''Il gesuita moderno'', Firenze, 1850. ==Voci correlate== *[[Neoguelfismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gioberti, Vincenzo}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] f9q6jyi9mb588ax2vpses9klrjcbhi3 Template:SelezioneNuove 10 4465 1421815 1421754 2026-07-27T04:29:26Z Danyele 19198 +4 1421815 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Ah, quello sì. Quello, vede, è tutto l'opposto: lì si conclude, e si vede. Le istruzioni, lì, si chiamano "ordini", e gli ordini si traducono in fatti, in fatti che si toccano con mano, in case, in strade, in acquedotti... Ah, com'è bello il lavoro al ministero del Lavoro!... Mai finché sono stata lì, che mi fosse capitato di chiedermi: "E ora che si fa?"... Mai! [...] Ci sarei rimasta per tutta la vita. E invece... e invece, a un certo punto, il [[David Ben Gurion|Vecchio]] volle darmi il ministero degli Esteri...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 73-74.</ref> *Il primo incarico che mi diedero in diplomazia fu l'ambasciata a Mosca. Fu un'esperienza sconvolgente. Quando videro che [[Iosif Stalin|Stalin]] riconosceva lo [[Israele|Stato di Israele]], i poveri ebrei di Russia s'illusero che le persecuzioni contro di loro fossero finite e vennero a vedermi alla sinagoga. Ce n'erano oltre cinquantamila a fare ressa per strada. E così si denunziarono. Nei giorni che seguirono, seppi che ad uno ad uno stavano tutti scomparendo. Dove, non so. In Siberia, immagino. Nessuno di loro osava più avvicinarmi. Una sola lo fece: la moglie di [[Vjačeslav Michajlovič Molotov|Molotov]], ch'è appunto ebrea e mi rimase amica, forse credendo di essere salvaguardata dalla posizione di suo marito... Poco dopo, era al confino anch'essa...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, p. 73.</ref> *Non creda che sia molto divertente fare il ministro degli Esteri. Si lavora, si lavora, e non si conclude mai nulla... O per lo meno non si vede. Lei crede, quando ha mandato questa o quella istruzione a un ambasciatore, di aver risolto un problema. Neanche per idea. Comincia la battaglia delle note, dei memoranda, dei protocolli. Alle proposte seguono le controproposte. Si passano giornate, settimane, mesi a cavillare su una frase, a sottilizzare su una interpretazione. Parole, parole... nient'altro che parole.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 72-73.</ref> *Non esiste qualcosa come un popolo palestinese. Non è che siamo venuti, li abbiamo buttati fuori e abbiamo preso il loro paese. Essi non esistevano. (da una dichiarazione al ''The Sunday Times'', 15 giugno 1969) *Come possiamo restituire i territori occupati? Non c'è nessuno a cui restituirli. (8 marzo 1969). *A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d'Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada. (da un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961.) {{Int|Dalla 1ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0126_01_1969_0108_0001_6148630/ ''Golda Meir smentisce «Non abbiamo atomiche»''], ''La Stampa'', 9 maggio 1969}} *Israele non ha bombe atomiche né intende impiegarne. *{{NDR|Sul perché Israele non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare}} Ne abbiamo tanti di problemi sul tappeto... In ogni caso Israele non è il solo paese a non aver firmato ancora. *Israele non introdurrà mai per primo armi atomiche nel Medio Oriente. {{Int|Dalla 2ª intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,11/articleid,0126_01_1969_0110_0011_4793855/ ''Parla la signora Golda Meir''], ''La Stampa'', 11 maggio 1969}} *Non ha senso pensare che la pace possa raggiungersi per interposta persona. Sono gli arabi che debbono farla, con noi, sedendosi allo stesso nostro tavolo. Finché i Grandi discuteranno, gli arabi si sentiranno scaricati di ogni responsabilità, e invece, ora, debbono finalmente assumersene. Tre volte hanno fatto la guerra e tre volte l'hanno perduta e sempre c'è stato qualcuno che ha detto loro: non importa, arrangiamo noi la situazione. E così abbiamo avuto armistizi, forze d'emergenza dell'Onu, tregue, osservatori, ma giammai la pace. Adesso basta. Nessuno può risolvere un problema che investe direttamente arabi e israeliani, nessuno può imporci una soluzione. Vogliamo la pace, una pace negoziata fra le parti in causa che ci garantisca confini certi e giusti. *Dove mai s'è visto nella storia che due nazioni che hanno fatto la guerra non abbiano poi sottoscritto la pace sedendo al tavolo delle trattative? Nel caso nostro c'è di più: siamo stati attaccati, abbiamo vinto. Il popolo che è stato attaccato e che ha vinto invita gli aggressori sconfitti: prego, venite e facciamo la pace. E questo sarebbe un atteggiamento tanto assurdo ed estremista da alienarci gli amici? Può darsi, ma si tratterebbe di un caso assai strano. Di solito a domandare la pace è chi perde, tuttavia noi rigettiamo ogni posizione di privilegio: noi vogliamo una pace dignitosa, onorevole per tutte due le parti a chiusura d'una guerra che speriamo, e fortemente auspichiamo, sia stata l'ultima. *I sovietici sono come e più degli arabi, responsabili della guerra del '67, per la campagna di intossicazione che condussero. *Dal punto di vista della sicurezza gli attuali confini sono l'ideale. E non li lasceremo fin quando gli arabi non cercheranno di muovercene con negoziati di pace che garantiscano confini reciprocamente sicuri. *Accettiamo solo il principio che i Luoghi Santi musulmani e cristiani vengano posti sotto le rispettive giurisdizioni e amministrazioni. Sul resto non si discute. {{Int|Dall'intervista di [[Oriana Fallaci]]|in ''Intervista con la storia'', Rizzoli, Milano, 1974.}} *Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità. (da ''Le Monde'', 15 ottobre 1971) *In questi ultimi anni e durante la guerra d'attrito mi son trovata tante volte nella necessità di prendere certe decisioni: ad esempio mandare i nostri soldati in luoghi da cui non sarebbero tornati indietro, o impegnarli in operazioni che sarebbero costate la vita a chissà quante creature da entrambe le parti. E soffrivo... soffrivo. Però davo quegli ordini come li avrebbe dati un uomo. Anzi, ora che ripenso, non sono affatto sicura di aver sofferto più di quanto avrebbe sofferto un uomo. *La guerra è una stupidaggine immensa. Io sono convinta che un giorno tutte le guerre finiranno. Sono convinta che un giorno i bambini, a scuola, studieranno la storia degli uomini che facevano la guerra come si studia un'assurdità. Se ne stupiranno, se ne scandalizzeranno come oggi si scandalizzano del cannibalismo. Anche il cannibalismo è stato accettato per lungo tempo come una cosa normale. Eppure, oggi, almeno fisicamente, non si pratica più. *Io credo che la guerra nel Medio Oriente durerà ancora molti, molti anni. E le dico perché. Per l'indifferenza con cui i capi arabi mandano a morire la propria gente, per il poco conto in cui tengono la vita umana, per l'incapacità dei popoli arabi a ribellarsi e a dire basta. *Alla pace con gli arabi si potrebbe arrivare solo attraverso una loro evoluzione che includesse la democrazia. Ma ovunque giro gli occhi e li guardo, non vedo ombra di democrazia. Vedo solo regimi dittatoriali. E un dittatore non deve rendere conto al suo popolo di una pace che non fa. Non deve rendere conto neppure dei morti. Chi ha mai saputo quanti soldati egiziani son morti nelle due ultime guerre? Solo le madri, le sorelle, le mogli, i parenti che non li hanno visti tornare. I capi non si preoccupano neanche di sapere dove sono sepolti, se sono sepolti. Noi invece... *Supponiamo che [[Anwar al-Sadat|Sadat]] firmi e poi venga assassinato. O semplicemente eliminato. Chi ci dice che il suo successore rispetterà l'accordo firmato da Sadat? *[[Anwar al-Sadat|Sadat]] non vuole negoziare con noi. Io sono più che pronta a negoziare con lui. Lo dico da anni: «Sediamoci a un tavolo e vediamo di arrangiare le cose, Sadat». E lui, picche. Lui non è affatto pronto a sedersi a un tavolo con me. Continua a parlare della differenza che esiste tra un accordo e un trattato. Dice che è disposto a un accordo, ma non a un trattato di pace. Perché un trattato di pace significherebbe il riconoscimento di Israele, relazioni diplomatiche con Israele. Mi spiego? Ciò cui allude Sadat non è un discorso definitivo che stabilisca la fine della guerra: è una specie di cessate-il-fuoco. E poi egli rifiuta di negoziare direttamente con noi. Vuoi negoziare attraverso intermediari. Non possiamo parlarci attraverso intermediari! privo di senso, è inutile! *Credo ad Hussein. Sono convinta che egli si sia reso conto, ormai, di quanto sarebbe futile per lui imbarcarsi in un'altra guerra. Hussein ha capito di aver commesso un errore tremendo nel 1967, quando entrò in guerra contro di noi e non considerò il messaggio che Eshkol gli aveva inviato: «Non entri in guerra e non le succederà niente». Ha capito che fu una tragica sciocchezza ascoltare Nasser, le sue bugie su Tel Aviv bombardata. *Gli arabi sono davvero strani: perdono le guerre e poi pretendono di guadagnarci. Ma insomma, la guerra dei Sei giorni, noi l'abbiamo vinta o no? Il diritto di porre le nostre condizioni ce l'abbiamo o no? Ma da quando, nella storia, colui che attacca e perde ha il diritto di dettar prepotenze a colui che vince? *I siriani vorrebbero che noi scendessimo dalle alture del Golan per spararci addosso come facevano prima. Inutile dire che non ci pensiamo nemmeno, che non scenderemo mai dall'altipiano. Tuttavia anche coi siriani siamo pronti a negoziare. Alle nostre condizioni. E le nostre condizioni consistono nel definire tra la Siria e Israele un confine che stabilisca la nostra presenza sull'altopiano. In altre parole, oggi i siriani si trovano esattamente dove dovrebbe esser fissato il confine. *Ci accusano di espansionismo ma l'espansionismo, creda, non ci interessa. Ci interessano solo nuovi confini. E poi senta: questi arabi voglion tornar ai confini del 1967. Se quei confini erano giusti, perché li distrussero? *Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda. *Cosa vuoi discutere con gente che non ha nemmeno il coraggio di rischiare la propria pelle e consegna gli ordigni esplosivi a un altro? *Finoggi c'è stata troppa tolleranza da parte vostra. Una tolleranza che, mi permetta di dirlo, ha le sue radici in un antisemitismo non spento. Ma l'antisemitismo non si esaurisce mai nella sofferenza degli ebrei e basta. La storia ha dimostrato che l'antisemitismo, nel mondo, ha sempre annunciato sciagure per tutti. Si incomincia col tormentare gli ebrei e si finisce col tormentare chiunque. *In ogni capitale europea esistono uffici di cosiddetti movimenti di liberazione e voi sapete benissimo che non si tratta di uffici innocui. Però non fate nulla contro di loro. Ve ne pentirete. Grazie alla vostra inerzia e alla vostra condiscendenza, il terrore si moltiplicherà e anche voi ne farete le spese. *Per noi ebrei, i rapporti con la Germania sono un tale conflitto tra la testa e il cuore. *Il terrorismo è divenuto una specie di internazionale malvagia: una malattia che colpisce persone le quali non hanno nulla a che fare coi profughi palestinesi. *Quando c'è una guerra e la gente scappa, di solito scappa verso paesi di lingua diversa e religione diversa. I palestinesi, invece, fuggirono verso paesi dove si parlava la loro stessa lingua e si osservava la loro stessa religione. Fuggirono in Siria, in Libano, in Giordania: dove nessuno fece mai nulla per aiutarli. Quanto all'Egitto, gli egiziani che presero Gaza non permisero ai palestinesi nemmeno di lavorare e li tennero in miseria per usarli come un'arma contro di noi. È sempre stata la politica dei paesi arabi: usare i profughi come un'arma contro di noi. Hammarskjoeld aveva proposto un piano di sviluppo per il Medio Oriente, e questo piano prevedeva anzitutto il riassestamento dei [[Rifugiati palestinesi|profughi palestinesi]]. Ma i paesi arabi risposero no. *La responsabilità verso i palestinesi non è nostra: è degli arabi. Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico né una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta. *Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione... *Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale. *Bisogna ammettere che c'è una bella differenza tra l'ideologia socialista e il socialismo messo alla prova pratica. Tutti i partiti socialisti che sono arrivati al governo e hanno assunto le responsabilità di un paese son dovuti scendere a compromessi. Non solo: da quando i socialisti sono al potere in singoli paesi, il socialismo intemazionale è indebolito. Una cosa era fare il socialismo internazionale quando ero ragazza io, cioè quando nessun partito socialista era al potere, e una cosa è farlo ora. *La sinagoga, in Russia, è l'unico posto dove gli ebrei possono esprimere se stessi. *L'America che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo proteggono un corteo di lavoratori, la Russia che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo massacrano i giovani socialisti e gli ebrei. *L'America è un grande paese. Ha tante colpe, tante ineguaglianze sociali, ed è una tragedia che il problema dei negri non vi sia stato risolto cinquanta o cento anni fa, però resta un grande paese, un paese pieno di opportunità, di libertà! Ma le par niente poter dire quel che si vuole, scrivere quel che si vuole, anche contro il governo, l'establishment? Forse non sono obbiettiva, ma per l'America ho una tal gratitudine! Sono affezionata all'America: ok? *A me ha sempre fatto pena la gente che ha paura dei sentimenti, delle emozioni, e nasconde quello che prova e non sa piangere con tutto il cuore. Perché chi non sa piangere con tutto il cuore non sa nemmeno ridere a gola spiegata. *Le donne sono più pratiche, più realistiche. Non si disperdono in fumisterie come gli uomini, che girano sempre intorno all'albero per agguantare il nocciolo della questione. *Mia cara, la vecchiaia è come un aereo che vola nella tempesta. Una volta che ci sei dentro, non puoi farci più nulla. Non si ferma un aereo, non si ferma una tempesta, non si ferma il tempo. Quindi tanto vale pigliarsela calma, in saggezza. ===Attribuite=== *O arabi, noi vi potremmo un giorno perdonare per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci costretto ad uccidere i vostri.<ref>Riferito da Fiamma Nirenstein su ''Radio radicale'' alle ore 6,30 del 21 gennaio 2009.</ref> ==Citazioni su Golda Meir== *A mio avviso, anche se non si è affatto d'accordo con lei, con la sua politica, la sua ideologia, non si può far a meno di rispettarla, ammirarla, anzi volerle bene. ([[Oriana Fallaci]]) *Certo la femminilità è un'opinione, però a me Golda sembrò una femmina in tutto e per tutto. Quel pudore dolce, ad esempio. Quell'ingenuità quasi incredibile e pensare che poteva essere così smaliziata e furba quando nuotava tra i vortici della politica. ([[Oriana Fallaci]]) *Chiunque conosca Golda Meir non sarà sorpreso dalle sue decisioni. Golda Meir è una donna coraggiosa, tenace e decisa, e che oltretutto ha la fortuna di vedere il mondo tutto in bianco e nero, senza sfumature intermedie. ([[Moshe Dayan]]) *La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. ([[Ilan Pappé]]) *Lo stile di lavoro di Golda era caratterizzato da coerenza e decisione; non cercava mai di scansare le responsabilità, e le nostre discussioni si concludevano sempre con scelte o intese precise, mai con vaghe formule o rinvii. Soprattutto, Golda evitava di circondarsi di giornalisti pettegoli e assistenti disposti a favorire fughe di notizie in questioni di vitale importanza. La sua cerchia era composta da amici intimi, e io ero uno di loro. E, nelle questioni riguardanti la mia sfera d'attività, la difesa, tra noi non c'erano barriere di sorta. ([[Moshe Dayan]]) *Sapete, poco più di cinquant’anni fa [...] da giovane senatore, ho visitato Israele per la prima volta, da senatore appena eletto. E feci un lungo, lunghissimo viaggio – e un incontro con Golda Meir nel suo ufficio poco prima della guerra dello Yom Kippur. E credo che lei potesse vedere la costernazione sul mio volto mentre mi descriveva ciò che in quel momento stava affrontando – stavano affrontando. Siamo usciti in quella specie di corridoio fuori dal suo ufficio per fare delle foto. Lei mi guardò e all’improvviso mi disse: “Vuoi fare una foto?”. Così mi alzai e la seguii fuori. Eravamo lì in piedi, in silenzio, a guardare la stampa. Lei capì, credo, che ero preoccupato. Si è avvicinata e mi ha sussurrato: “Non si preoccupi, senatore Biden. Abbiamo un’arma segreta qui in Israele” – disse esattamente così – “Non abbiamo altro posto dove andare”. Non abbiamo un altro posto dove andare. ([[Joe Biden]]) ===[[Indro Montanelli]]=== *Aveva poco più di vent'anni quando approdò in Israele, frammista ai «padri pellegrini» della «seconda ondata» che subito dopo la [[prima guerra mondiale]] vennero a riprendere possesso della loro antica terra con la ferma intenzione non d'insabbiarcisi com'era successo ai loro predecessori della fine dell'Ottocento, ma di riscattarla e di farne il «focolare» degli ebrei. Tutta la sua visione politica [...] era condizionata da questa esperienza di oltre mezzo secolo di sacrifici e di lotte. [...] Oggi molti in Israele si domandano se a questi pionieri non restava davvero altra strada che quella dell'urto frontale con la popolazione araba della Palestina. Ma questi dubbi sono un lusso ch'essi si possono concedere solo perché i loro babbi e nonni non ne ebbero. Costoro fecero quello che fecero perché non potevano far altro. Ciò che rendeva impossibile la coabitazione fra le due popolazioni non era la incompatibilità razziale e religiosa, ma quella economica e sociale. Il latifondo sceiccale non poteva convivere col ''kibbutz'' socialista. È qui l'origine di un conflitto che nessuna diplomazia poteva sanare. Una pace fra israeliani e arabi è possibile; una simbiosi, no. Ancor oggi chi parla di «Stato misto» si gingilla con le astrazioni. *Fu lei che [...] raggiunse travestita da cammelliere l'emiro Abdullah di Giordania [...] e da nemico se lo fece amico, o almeno neutrale. Non sono mai riuscito ad appurare se [[David Ben Gurion|Ben Gurion]] ebbe una parte, e quale, in questo «giallo» fra il diplomatico e lo spionistico. Ma molte cose m'inducono a credere che a programmarlo fu proprio lei, Golda, anch'essa ben decisa a innalzare, fra arabi ed ebrei, una cortina di ferro, ma con qualche porta che consentisse all'occorrenza il dialogo. [...] I due furono amici e compari per decenni. [...] Probabilmente anche al tempo in cui facevano coppia nel partito e nel governo si parlavano tra loro in quel linguaggio da fureria. Quanto a imperiosità e autoritarismo, si valevano. [...] Con la sua voce arrugginita dalle sigarette [...] diceva piattamente e banalmente delle cose piatte e banali, solo ravvivate da qualche squarcio d'un umorismo massiccio come una scarpa di soldato; ma senza mai togliere di dosso all'interlocutore il suo vigile sguardo cilestrino alla fiamma ossidrica. E da quella specie di sporta per la spesa che, adibita a borsa, essa tiene al braccio anche nei ricevimenti ufficiali, ci si aspettava sempre di veder saltar fuori, oltre a qualche mazzo d'agli e di cipolle, una pistola o una fiala di veleno. *Non c'è dubbio che sapeva odiare e che anche quando amava lo faceva da mantide, soffocando e stritolando. Ma Israele non troverà mai più una madre come lei, che sapeva anche fargli da padre. Nella sua tenacia, nel suo coraggio, nella sua volontà d'acciaio, essa riassumeva la storia di questo piccolo grande Paese. Lo ha dimostrato col suo ritiro. Quando si è trattato di pagare, essa si è offerta in sacrificio pur sapendo che per lei la rinunzia al potere è la rinunzia alla vita. «''Sono giunta al termine della mia strada''», ha detto. Ma che strada! Nessuno ne ha mai percorsa una più ripida e accidentata, più paurosamente librata tra abissi e strapiombi. Sono sicuro che Golda non si volterà indietro a guardarla, e non ce ne dirà nulla. Come tutti i grandi costruttori, essa sa soltanto costruire. Il resto, per lei, è silenzio. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[Munich]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Meir, Golda}} [[Categoria:Politici israeliani]] rp0i13dm1grlu5pr32d9tba3m0pcftn Caparezza 0 8804 1421803 1417388 2026-07-27T03:53:17Z Danyele 19198 /* Prisoner 709 */ +wikilink 1421803 wikitext text/x-wiki [[File:Caparezza Rende 4.jpg|thumb|Caparezza]] '''Caparezza''', pseudonimo di '''Michele Salvemini''' (1973 – vivente), cantautore e rapper italiano. ==Citazioni di Caparezza== *All'inizio della carriera avevo il terrore di diventare cantante one shot, da una canzone e via. Invece sono riuscito a distrarre la gente dalle mie cosiddette hit, come ''Fuori dal Tunnel'' ad esempio, che per me sono solo canzoni.<ref group="fonte" name=comodi>Citato in ''[http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2015/07/23/caparezza-io-rapper-solo-per-comodita_32a6922e-dd10-4afb-bf20-3ae9204e3c16.html Caparezza, io rapper solo "per comodità"]'', ''Ansa.it'', 23 luglio 2015.</ref> *Chi fa rap solo di contenuto spesso è deficitario sul flow, non può esprimersi liberamente né come metrica né come rime perché deve dare un senso compiuto a quello che dice, e nel farlo rischia di perdere un sacco di occasioni per tirare fuori incastri divertenti e metriche interessanti che hanno tuttavia il difetto di non essere funzionali al discorso.<ref name=soldirifiutati/> *Dal tunnel, da ogni tunnel, si esce cercando di pensare con la propria testa, di non farsi massificare e riuscire a costruire una visione del mondo individuale.<ref group="fonte" name=scapi>Citato in Matteo Speroni, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/aprile/21/Caparezza_rapper_scapigliato_co_7_040421045.shtml Caparezza, rapper scapigliato]'', ''Corriere della Sera'', 21 aprile 2004.</ref> *Di sicuro ci sono dei rapper a cui non sto simpatico. Questo è assodato. Anche dei musicisti non mi vedono di buon occhio. È una cosa normale, se fosse solo per empatia. Non è così, ma di fatto non mi importa. Non mi sono mai fatto influenzare da nessuno, nemmeno dall'aspettativa dei fan, figuriamoci dai colleghi. Esiste dell'ostracismo nei miei confronti. La più grande verità è che non ho alcun interesse per l'opinione della scena rap. Chi se ne frega, dico. Me ne tiro fuori. Tutta la musica viene accostata a fenomeni culturali, anche il liscio lo è, ma rifiuto che ci sia un modo settoriale e poco elastico di vedere la musica.<ref group="fonte" name=rap>Dall'intervista di Alessandro Alicandri, ''[http://cultura.panorama.it/musica/caparezza-intervista-esecuzione-pubblica-rap Caparezza: "Non mi riconoscono i rapper? Chi se ne frega!"]'', ''Cultura. Panorama.it'', 25 giugno 2012.</ref> *È sempre bene distinguere {{Sic|spiega}} la parola dall'esempio: non sono un paladino. Esprimo ciò che sento e che mi sta a cuore comunicare con l'auspicio che il mio senso critico su determinate questioni possa servire a supporto di chi prova a migliorare questa società.<ref group="fonte">Citato in Giusy La Piana, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/05/pop-rap-storie-eroi-caparezza-racconta.html Pop, rap e storie d'eroi, Caparezza racconta il caos]'', ''la Repubblica'', 5 febbraio 2009.</ref> *{{NDR|Sulla [[morte]]}} È stata rappresentata in molteplici modi, ma io ho scelto di raccontarla come una figura positiva, senza la quale la nostra vita diventerebbe il trionfo dell'apatia e della depressione. Una sorta di motivatrice che ci spinge a dare il meglio di noi durante il tempo limitato che abbiamo a disposizione.<ref group="fonte" name=scarface/> *{{NDR|Sul periodo da Mikimix}} È stato un periodo in cui ho sofferto. Ma è stata una soglia da oltrepassare assolutamente necessaria per arrivare a quello che sono oggi. Dopo l'esperienza Mikimix ho fatto di testa mia e ho cominciato ad esprimermi come veramente sono.<ref group="fonte" name=donna>Dall'intervista di Andrea Conte, ''[http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/articoli/articolo408319.shtml Caparezza: "Voglio un Papa donna"]'', ''Tgcom24.Mediaset.it'', 8 aprile 2008.</ref> *{{NDR|Su [[Dino Campana]]}} Era un poeta che ha avuto problemi psicologici, e tra questi problemi, non si sa come, rientrava il fatto che lui non abitava mai nella stessa città, ma si spostava continuamente. Quello che oggi potrebbe essere un blogger di viaggio all'epoca evidentemente era considerato un pazzo, e lui è rientrato in questa "categoria", venendo chiamato "il poeta che fugge".<ref group="fonte">Dall'intervista di Andrea Giovannetti, ''[https://archive.ph/ITZAy#selection-2351.6-2353.184 Caparezza: «"Exuvia" è il mio album più cinematografico, nato dalla passione per Fellini» (intervista)]'', ''Spettakolo.it'', 6 maggio 2021.</ref> *Il [[rap]], avendo la possibilità di raccontare se stessi in un flusso incontrollato e incontrollabile, richiama un po' il flusso di memoria, e quindi Freud e Jung.<ref group="fonte" name=prison>Dall'intervista di Luigi Bolognini, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2017/09/14/news/caparezza-175482988/ Prigioniero Caparezza: "In un momento in cui non riuscivo a riconoscermi è nato il disco"]'', ''Repubblica.it'', 14 settembre 2017.</ref> *Io mi considero un eretico, perché mi piace scardinare i dogmi religiosi, politici e sociali.<ref group="fonte" name=ere/> *Io non ne posso più della retorica del bullo, di vedere ''[[Scarface]]'' come modello di vita. Lo so che definire quel film "una cagata" farà arrabbiare alcune persone, ma io sono un difensore delle cause perse. Per me un capolavoro è ''[[La corazzata Potëmkin]]''. Ecco, io voglio portare la ''La corazzata Potëmkin'' nel rap.<ref group="fonte" name=scarface/> *Io posso solo dire una cosa: sono orgoglioso di tutti i soldi che ho rifiutato, e soprattutto di quelli che ho rifiutato quando ero povero. Davvero, ne sono orgogliosissimo. "Eh, ma sei un cretino, ok che ora va tutto bene ma magari un giorno scoprirai che ti avrebbero fatto comodo anche quei soldi lì": ok, può essere, ma per ora io sono a posto così. Detto questo, lo so bene che non si può essere immacolati. Lo so bene. Men che meno oggi, che i miei guadagni arrivano solo dai dischi che vendo e dai concerti che faccio.<ref name=soldirifiutati>Dall'intervista di Damir Ivic, ''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/caparezza-le-hit-di-oggi-al-confronto-mikimix-sembra-bob-dylan/560778/#Part1 Il rap visto e fatto da un uomo di 47 anni. E poi i soldi rifiutati, la lotta con l'acufene, il gusto per la complessità e ovviamente il nuovo album "Exuvia", «una fuga attraverso il bosco e l'oscurità». Troppo serio? «No, sono cintura nera di cazzeggio»]'', ''RollingStone.it'', 6 maggio 2021.</ref> *[...] la [[musica]] è un po' come un origami. Se lo spieghi, è solo un foglio.<ref group="fonte">Da ''[http://www.sorrisi.com/musica/canzoni/caparezza-ti-fa-stare-bene-tutto-sul-singolo-e-sul-testo-lintervista/ Caparezza «Ti fa stare bene»: tutto sul singolo (e sul testo). L'intervista]'' di Alessandro Alicandri, ''Sorrisi.com'', 13 ottobre 2017.</ref> *La realtà finisce sempre nell'immaginario irreale. Pensa a quando per esempio immaginiamo un extraterrestre. Potremmo immaginarlo in qualsiasi forma, ma partiamo sempre dall'ominide, perché per noi deve avere le braccia, le gambe, la testa. Non riusciamo ad immaginare qualcos'altro completamente diverso, proprio perché abbiamo l'imprinting della realtà su di noi.<ref group="fonte">Dall'intervista al programma radiofonico ''Voci in scena'', Radio 24, 26 agosto 2014; citato in Paolo Gallina, ''L'anima delle macchine: Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale'', Dedalo, 2015, [https://books.google.it/books?id=CcqzBgAAQBAJ&pg=PA119 p. 119]. ISBN 88-220-6856-4</ref> *{{NDR|Sui suoi concerti}} Le fasi artistiche sono due: una è quella delle idee e l'altra è quella dell'esecuzione. Il periodo che mi piace di più è il primo, quindi la cosa che mi manca di più è la parte creativa, soprattutto durante i concerti. Così mi ingegno per farmi piacere anche il momento di riproduzione. Mi diverto e diverto il pubblico, perché non c'è più differenza tra me e loro. E recito come a teatro.<ref group="fonte" name=rap/> *Lo immagino come un uomo in lotta con il mondo e in difficoltà col prossimo, come solo le persone lucidissime sanno essere. [...] [[Van Gogh]] per me è una specie di rockstar e lo dimostra la sua popolarità post-decesso. In vita non ha mai ricevuto grandi complimenti e pare abbia venduto un solo quadro (''Il vigneto rosso'') mentre oggi siamo tutti qua a dargli del "genio pazzoide".<ref group="fonte">Citato in Salvatore Gianella,'' Vincent van Gogh, una lucida pazzia'', ''Sette'', 25 luglio 2014, n. 30, p. 37.</ref> *Mettere parole in rima, non significa necessariamente essere un rapper. Io tecnicamente utilizzo lo stilema rap, ma non rappresento la cultura hip hop. Quindi possiamo dire che io sono "rapper per comodità".<ref group="fonte" name=comodi/> *Mi piace essere considerato oggettivamente mainstream, pur rimanendo di fatto nel mondo indipendente.<ref group="fonte" name=rap/> *Mikimix era un personaggio mediocre. Ma il mio rapporto con lui è stato evolutivo: ho inglobato la vicenda, la situazione di allora, e ciò che ne è uscito è il rigurgito di quel momento, probabilmente necessario perché nascesse Caparezza. Certo, ho passato un anno non proprio bello, però poi ho pensato che la giusta strada da percorrere fosse tornare a fare musica a mio modo.<ref group="fonte" name=scapi/> *Molti dicono che solo capendo il [[Piacere e dolore|dolore]] si può poi godere del [[Piacere e dolore|piacere]]. Io la trovo una pessima visione, molto cattolica, e lo dico col rispetto dell'agnostico verso le religioni. Il dolore è dolore e va se possibile evitato. Poi va accettato, ma non per apprezzare la vita, semplicemente perché non puoi eliminarlo e te lo tieni.<ref group="fonte" name=prison/> *Non è che se uno si droga diventa automaticamente un talento. Io sono antiproibizionista, ma non faccio uso di sostanze stupefacenti. Ammiro [[Frank Zappa]]: un genio che non usava droghe. Anzi, nei tour le vietava anche alla band.<ref group="fonte" name=rabbia>Citato in Andrea Laffranchi, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/17/rabbia_Caparezza_co_9_080317064.shtml La rabbia di Caparezza]'', ''Corriere della Sera'', 17 marzo 2008.</ref> *Ogni [[canzone]] è un mondo io ho una visione cinematografica della musica. Da una canzone per me parte una trama, appena l'ho finita mi immagino il prima e il dopo. Per questo motivo con me è impossibile ragionare per singoli. Nessun pezzo, da solo, può rappresentare un mio album.<ref group="fonte" name=scarface/> *{{NDR|Sul [[Il Sessantotto|Sessantotto]]}} Per me è stato fondamentale non solo per i grandi avvenimenti storici che si sono susseguiti in quegli anni (dalla [[Primavera di Praga]] alla guerra in Vietnam) ma per la musica e per il costume. Non nego che come tutte le rivoluzioni ci siano stati degli strascichi "pesanti". Ma è stata una fase fondamentale per la crescita civile, come ad esempio i diritti delle donne.<ref group="fonte" name=donna/> *{{NDR|Sui [[talent show]]}} Più che "saranno famosi?" dobbiamo chiederci "saranno capaci?". In questi programmi televisivi la prima cosa che noto è che il talento non conta: per l'audience si vanno a cercare pianti, litigi e storie d'amore. Nei partecipanti manca la creatività: la bella voce da sola non è creatività.<ref group="fonte" name=rabbia/> *Qualche anno fa mi era arrivata anche la richiesta per fare il giudice di talent, ma il mio ruolo è cantare. Non è preclusione, non mi sento antagonista di niente. Se altri vanno avanti, io sono contento: la mia felicità è seguire la mia strada, e io sono decisamente felice.<ref group="fonte" name=comodi/> *Sono affascinato dal [[dubbio]]. La certezza, il pregiudizio non fanno per me. Il bello è che il famoso beneficio del dubbio esiste: coltivo il dubbio ed è più rilassante della marijuana.<ref group="fonte">Citato in Raffaella Oliva, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2012/luglio/13/Sono_affascinato_dal_dubbio__co_7_120713058.shtml «Sono affascinato dal dubbio»]'', ''Corriere della Sera'', 13 luglio 2012.</ref> *{{NDR|Sulle sue canzoni}} Sono fatti che leggo sui giornali e mischio con ricordi dell'infanzia e citazioni letterarie alte per creare dei contrasti. È facile dire "la guerra è brutta", ma con altre parole ottieni un altro effetto. La mia è una "patchanka" di citazioni e riferimenti.<ref group="fonte" name=rabbia/> {{Intestazione|Dal ''[https://web.archive.org/web/20070221141911/http://www.caparezza.com:80/docs/profilo_psichico_capa.pdf Profilo psichico]'' riportato sulla vecchia versione di ''Caparezza.com''}} *Egli fu Mikimix, cantante insignificante, dal cui autodisgusto nacque il sé stesso odierno.<ref name=kojay>Il dott. Kojay Gutzemberg, direttore del centro di igiene mentale e fisico, viene indicato come l'autore di questo ''Profilo psichico''; in realtà si tratta di un personaggio di finzione ideato da Caparezza. Kojay Gutzemberg viene riportato anche come l'autore della Skaramuffin Version di ''Il secondo secondo me'' (traccia n. 6 del singolo ''Fuori dal tunnel'') e dello jodel di ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'' (traccia n. 14 di ''Verità supposte'') nelle rispettive informazioni nelle copertine dei dischi. Inoltre Gutzemberg viene indicato come autore del III tomo (''L'opera trionfa'') del libro ''[[Saghe mentali]]'', Caparezza infatti scrive dell'introduzione del III tomo: «Essendo io scomparso già dal primo tomo, lascerò che a spiegare la mia discesa agli Inferi sia un critico caparezziano molto stimato: il dottor Kojay Gutzemberg.» (p. 191)</ref> *La leggenda narra che in realtà Mikimix, caduto in una profonda depressione, abbia chiesto al fratello minore, Caparezza, di ammazzarlo. Le prove furono tutte insabbiate perché il Capa non avrebbe mai sopportato 7 puntate di Porta a Porta dedicate all'argomento.<ref name=kojay/> *I malpensanti sostengono che il Capa non ami termini come "jam, contest, mixtapes, Mc e freestyle". Non è vero. Egli adopera questo tripudio di consonanti per aumentare la salivazione del cavo orale prima di ogni esibizione. Ogni altra applicazione gli appare straordinariamente fuori luogo.<ref name=kojay/> *Da [[Amadeus (conduttore televisivo)|Amadeus]] alla [[Maria De Filippi|De Filippi]], non c'era conduttore che non abusasse di quella canzone {{NDR|''Fuori dal tunnel''}} in tv. Si narra che il tastierista del Capa, irrompendo nella sua stanza, sorprese il Nostro con una Walter PPK puntata sulla tempia. Stava guardando un trenino di figuranti alla cui motrice c'era [[Michele Cucuzza]] che ancheggiava sulle note di "Fuori Dal Tunnel".<ref name=kojay/> *Fu così che il Capa venne identificato come cantautore "trasversale". "Trasversale è un aggettivo che coniano per le persone di cui non sanno che cazzo scrivere" – fu il lapidario commento del compositore.<ref name=kojay/> {{Intestazione|Dall'intervista di Aldo Cazzullo, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/15/nuovo_Caparezza_sono_agnostico_stimo_co_8_120315048.shtml Il nuovo Caparezza: sono agnostico ma stimo Padre Pio]'', ''Corriere della Sera'', 15 marzo 2012}} *Quando canto divento urticante, fastidioso. È il mio modo di richiamare l'attenzione. Ma versi come "''Voi che parlate di libertà | come si parla di una notte brava dentro i lupanari''" andavano detti di pancia, senza ironia. *{{NDR|Riferito alla violenza}} C'è stata anche nel '68, che pure era un movimento giusto. Le lotte sociali hanno queste controindicazioni. Effetti collaterali. Nati dalla frustrazione di non contare nulla. *Lo seguo con simpatia. Dicono che è qualunquista, antipolitico. Ma [[Beppe Grillo|Grillo]] fa politica da tempo. Certe cose sul degrado ambientale le ho imparate ai suoi spettacoli. *È vero, sono molto legato alla mia terra. La pugliesità esiste. Ed è fatta anche dai valori della tradizione. Non sono attratto dalla movida. Per me è fondamentale la famiglia, i legami di parentela: è importante far parte di qualcosa che va oltre te stesso, in cui non sei al centro. Questo non significa familismo o clientelismo, forme striscianti di corruzione che io detesto. Ma mi piace una certa mentalità del Sud, a cominciare dalla lealtà. Per questo ho scelto di restare qui. *Non conoscevo [[Checco Zalone|Zalone]], anzi Luca Medici. È un comico irriverente: non finge, è così sempre, anche sul set. *La [[musica]] che amo mi ricorda un piatto pugliese, riso patate e cozze. Credo nella commistione di generi che non dovrebbero sposarsi, e invece stanno bene insieme: ska, rock, pop, jazz, rap. *Non so se Dio esiste, non so cosa ci sia dopo la morte. Ma trovo l'ateismo consolatorio. Più della fede. L'idea che esista un'altra dimensione, di essere osservato da qualcosa che non riesco a vedere, mi fa paura. Ho bisogno di tenere a bada i miei demoni. *[...] la musica non è una gara. Per questo sono contro i talent. {{Intestazione|Citato in Fulvio Paloscia, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/08/15/la-battaglia-di-caparezza-io-il-clown.html La battaglia di Caparezza: Io, il clown eretico che smaschera i politici]'', ''la Repubblica'', 15 agosto 2012}} *È una grande soddisfazione in un periodo di consumismo sfrenato come questo, con la vendita digitale della musica che sta portando verso una direzione molto anni Sessanta: singoli, singoli, singoli. Io resto ancorato all'idea della centralità dell'album. Prediligo l'idea del concept, di una storia da raccontare con le canzoni. [[Immagine:Caparezza grande opera.jpg|miniatura|upright=1.3|Caparezza durante l'esecuzione del brano ''La grande opera'']] *I miei fan spesso arrivano ai miei concerti muniti di striscioni con slogan politici, come ad una manifestazione di protesta, e questo mi fa riflettere. *Il disimpegno? Colpa di quegli artisti che hanno affrontato temi sociali con poche idee e troppa retorica. Lo snobismo allontana le persone. Io invece tratto temi scottanti giocando. *I pilastri storici della musica d'autore italiana tacciono non per timore, ma per una scelta estetica: il vero impegno è l'arte, la politica è un valore aggiunto. Anzi, certe volte il disimpegno è più politico di quanto che si pensi. *In questo tour si parla di crisi, e dei grandi magheggi che ci sono dietro. Mi sono divertito a campionare dalla tivù considerazioni di esperti nell'arco degli ultimi cinque anni. Sono sempre le stesse. La più ricorrente: questo anno sarà il peggiore. Un mantra. Già. Intanto i tentativi per uscirne – e parlo anche del governo Monti – sono stentati. *L'establishment racconta questa crisi come un'epidemia che attraversa l'Europa. Una specie di sventura biblica a cui è impossibile sottrarci. Con questa attribuzione delle cause a una sorta di sciagura sovrannaturale i veri responsabili- del vecchio e del nuovo governo – si autoesentano da ogni colpa. E l'utilizzo di parole come spread o spending review, in un Paese dove la conoscenza dell'inglese è bassissima, non fa altro che allungare le distanze tra il popolo e la reale situazione economica. ==Citazioni tratte da canzoni== {{autori testi}} ===Come Mikimix=== ====''Tengo duro''==== '''Etichetta''': Sony Music, 1996, prodotto da Matteo Bonsanto. *''Mi trovavo in un parchetto di quelli cittadini, | immerso nel cinguettio di mille uccellini, | cip cip cip cup e tra mille distrazioni, | si fa sentire pure quello dentro ai pantaloni, | state buoni e sentite sto racconto che è uno spasso, | su quello che mi è capitato per non farla addosso.'' (da ''Tengo duro'', n. 1) *''Se tengo duro qualche cosa si rimedia, | davanti a me una tipa legge la "Divina Commedia", | ma come fanno questi a leggere nel tram, non lo so, | ma so solo che dovrò aspettare un po' ma nel frattempo.'' (da ''Tengo duro'', n. 1) *''Sono contento, che mi lascio andare via, | compro chili e chili di biglietti della lotteria | e penso ad un viaggio da uomo rude, | a foglie di palme ondeggiate da ragazze seminude | a milioni di milioni | da tuffarvicisi dentro come [[Paperon de' Paperoni]].'' (da ''Succede solo nei film'', n. 2) *''La [[minigonna]] ti esalta, | ti porta alla ribalta | e quando è corta ti fa più alta | riscalda quando la chiappa tiene stretta, | elegante sul sedere che sculetta | oppure in bicicletta, | adagiata sul sellino, | a fare strage di cuori lungo il cammino.'' (da ''Donne in minigonne'', n. 7) ====''La mia buona stella''==== '''Etichetta''': Sony Music, 1999. *''Il [[sogno]] cattura per ore ed ore ed ore, | a volte fa la guerra, a volte fa l'amore | e quando chiudi gli occhi non sai mai cosa succede, | saluti la tua vita, domani ci si vede al mattino, | tranquillo come dentro il pigiamino, | stringo come un bambino il mio cuscino | che forse mi diventa una fanciulla | o forse mi ricorda il pianto soffocato al buio della culla.'' (da ''E la notte se ne va'', n. 1) *''Quante volte son rimasto accucciato, | che mi sentivo come un cane abbandonato, | mi son guardato indietro e non ho visto più nessuno | e me la sono presa col destino | e proprio sull'orlo dell'abisso | che chiedevo aiuto soltanto a me stesso, | ho visto nella notte più nera del lutto | una stella che mi ha illuminato tutto.'' (da ''La mia buona stella'', n. 6) ===Demo (1998-1999)=== ====''Ricomincio da Capa''==== '''Etichetta''': 1998, prodotto da Caparezza. *''Fuori dalle regole la musica è monnezza, | sfida Caparezza solo se ne sei all'altezza, "ah ha", | perché se la tua free-style singhiozza | già so che ti aprirò come una cozza | e la tua carrozza, alla mezza, torna zucca | e ti tocca uscire con una parrucca, | meglio che non ti si riconosca | nella famiglia quando diventa cosca.'' (da ''Tutta flava e famiglia'', n. 3) *''Mentre io rifletto sulla mia posizione, | qui, al riparo, | sotto un ombrello nero | che custodisce il mio silenzio come un monastero: | «Ho imparato a non fidarmi di te, | acqua ingannatrice, | il tuo suono non mi piace, | anche se, per qualcuno questa è musica che viaggia, | per me rimane una dannata giornata di [[pioggia]].»'' (da ''Dannata giornata di pioggia'', n. 4) *''Come nel mio mare di pensieri | del quale sono naufrago nei miei momenti seri, | penso ai [[fiume|fiumi]], che come porci ingrassano, | poi straripano, ed i muri delle case crollano, | sotto i fulmini catastrofi di pochi attimi | che hanno il prezzo di una vita, | nell'attesa che giunga una schiarita.'' (da ''Dannata giornata di pioggia'', n. 4) *''Ho le scarpe fradicie, le ossa pure, | come tuoni lontani echeggiano le mie paure.'' (da ''Dannata giornata di pioggia'', n. 4) *''Ecco il venditore di gioielli, | ha rotto una bottiglia di birra e ci ha fatto gli anelli, | costano quanto un panettone, | telefonarti è come fare a gara per vedere chi è più coglione.'' (da ''Telemonnezza'', n. 5) *''I miei [[problema|problemi]] vengono fuori come funghi | rimbombano nella mia mente come un assolo di bonghi, | sono fanghi che mi sporcano, mi ungono, mi immobilizzano se | divento [[scacco matto|matto]] come in uno scacco al re, | anche se ne venissi fuori | ammetto che ne sono attratto come un'ape in un campo di fiori, | come un beone tra i liquori, | salgono e scendono dentro di me come ascensori di un hotel | e anche se andassi alle Seychelles | mi inseguirebbero, mi aspetterebbero | al varco come un cane quando il gatto sta sull'albero.'' (da ''Vivo in inquietudine'', n. 11) ====''Zappa''==== '''Etichetta''': 1999, prodotto da Caparezza. *''Se fare l'[[Master of Ceremonies|MC]] significa fare il muratore che edifica | la rima calligrafica stilosa quanto statica, | pratica praticamente assente di teoria, | non è storia mia, ebbene sì, non sono un MC, ma così sia.'' (da ''La zappa sui piedi'', n. 1) *''La [[uomo|razza umana]] brama una sorte che sa di morte clinica, | ma recita la solita cinica mimica: | «Va beh, per oggi è andata | ma domani uou hou, uou hou!»'' (da ''Ma domani uou hou'', n. 8) ===''?!''=== '''Etichetta''': Extra labels, 2000, prodotto da Caparezza. *''Facile starsene cieco come un vicolo, | muto fottuto pupazzo per il mio ventriloquo.'' (da ''Mea culpa''<ref name=ricom>Pubblicato precedentemente nel demo ''Ricomincio da Capa'' (1998).</ref>, n. 2) *''Fortemente volli farmi i calli tra i folli | per capire che non ero tra quelli | ma tra i ribelli.'' (da ''Mea culpa''<ref name=ricom/>, n. 2) *''Vorrei sapere la mia lingua meno di [[Aldo Biscardi|Biscardi]], | criticare sgorbi disegnati da [[Vittorio Sgarbi|Sgarbi]], | mettere peli sotto le ascelle di [[Barbie]], | sapere che [[Gli antenati|Wilma]] se la fa con Barnie, | che di nascosto [[Red Ronnie]] s'abbuffa di carni.'' (da ''Tutto ciò che c'è''<ref name=zappa>Pubblicato precedentemente nel demo ''Zappa'' (1999).</ref>, n. 3) *''Tutto ciò che c'è, c'è già. | Allora nei miei pezzi che si fa? | Renderò possibile l'impossibile | fino a rendere possibile la realtà.'' (da ''Tutto ciò che c'è''<ref name=zappa/>, n. 3) *''Vorrei alzare [[Calice (liturgia)|calici]] come un prete perfetto, | [[Marilyn Manson]] mi farà da chierichetto.'' (da ''Tutto ciò che c'è''<ref name=zappa/>, n. 3) *''Sbraito | pensando ai gioielli, agli sprechi, | 'ste mamme attaccate agli anelli più di Yuri Chechi, | vanno dal parrucchiere e non fanno l'amore per non rovinare i capelli | e i papà si fanno le pippe sulle chiappe dei calendari Pirelli.'' (da ''Mammamiamammà'', n. 4) *''Son tutte belle le mamme del mondo, | hai ragione, | ma fanno figli solo se il seme strappa il goldone, | funziona che quando il bimbo ha fame | e geme, | imbocca la tetta col latte al silicone | e buona colazione.'' (da ''Mammamiamammà'', n. 4) *''[[Chat|Chatta]] pure perché [[parlare]] è più difficile!'' (da ''La gente originale''<ref name=zappa/>, n. 5) *''Non fumo, non mi canno, non mi drogo, non bevo, | a volte penso di essere il vero alternativo!'' (da ''La gente originale''<ref name=zappa/>, n. 5) *''Mi piace la [[gente]] normale, che svolge una vita normale, | che ha figli da sfamare, bollette da pagare e non ha manco il tempo per cagare.'' (da ''La gente originale''<ref name=zappa/>, n. 5) *''Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi | io sarei sempre in conflitto''. (da ''Il conflitto'', n. 6) *''Se la mia donna caga missili io la ripudio''. (da ''Il conflitto'', n. 6) *''Se ti hanno umiliato, insultato, fatto cornuto... | Beh, se ti hanno portato al limite tu resta muto!'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Prendi esempio da tanti uomini grandi, come il [[mahatma Gandhi]], | da tanti [[Nonviolenza|non violenti]] diventati Santi.'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Se l'anima è nata libera allora non la si calibra''. (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Se c'è chi provoca tu non alimentargli il fuoco, | tanto serve a poco e faresti il suo gioco.'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Il [[prossimo]] è facile odiarlo, | se sei forte amalo | che a fare stragi siamo tutti [[Strage di Capaci|Capaci]].'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Basta una briciola del bene che ti voglio per sfamarti, | con le dita vorrei pettinarti, | vorrei legarti | ad un granello di sabbia come [[Nico Fidenco|Fidenco]]''<ref>{{cfr}} [[Nico Fidenco]], ''Legata a un granello di sabbia'' (1961): «''Ti voglio cullare, cullare | posandoti su un'onda del mare, del mare | legandoti a un granello di sabbia così tu | nella nebbia più fuggir non potrai | e accanto a me tu resterai.''»</ref>'', | innamorato di te perché non ho niente da fare come [[Luigi Tenco|Tenco]]''<ref name=tenco>{{cfr}} [[Luigi Tenco]], ''Mi sono innamorato di te'', traccia n. 7 di ''Luigi Tenco'' (1962): «''Mi sono innamorato di te | perché non avevo niente da fare, | il giorno volevo qualcuno da incontrare, | la notte volevo qualcosa da sognare.''»</ref>'', | sai che mi piace il fiato delle tue narici, | quando addosso mi cuci | dolci baci come cicatrici.'' (da ''Ti clonerò'', n. 8) *''Sei un'allucinazione, | l'ossessione | di ogni mio neurone, | se non ti ho vicino cado nella depressione, | mi accontenterei di te pure se fossi un clone, | anzi mi sa che questa qua è la soluzione.'' (da ''Ti clonerò'', n. 8) *''Lasciati clonare mia adorata, | se tu fossi una scheda telefonica ti avrei collezionata, | come originale | o come copia pirata suoni bene | e che concerti quando stiamo insieme!'' (da ''Ti clonerò'', n. 8) *''C'è chi mi vuole folle e chi follemente spera che toppi carriera, | da sera a mattina si ostina, ficca aghi nella mia bambolina!'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn>Pubblicato precedentemente nel demo ''Con Caparezza... nella monnezza'' (1999).</ref>, n. 9) *''L'acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina, | ogni [[insulto]] è [[manichino]] per la mia vetrina. | Sappi che la mia dottrina | se ne fotte di chi sta dopo e chi prima.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Mi piace che mi grandini sul viso | la fitta sassaiola dell'ingiuria, | l'agguanto solo per sentirmi vivo | al guscio della mia capigliatura.''<ref name=brand>Strofa campionata dal testo ''Confessioni di un malandrino'' (1975) di [[Angelo Branduardi]]. Il testo della canzone di Branduardi è frutto di una traduzione e adattamento dello slavista [[Renato Poggioli]] di una poesia del 1920 del poeta russo [[Sergej Aleksandrovič Esenin]], intitolata ''Confessioni di un teppista''. {{cfr}} ''[[Saghe mentali]]'', p. 48.</ref> (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''C'è penuria di muri adibiti alla memoria, | pura vanagloria, fa male come un dente che si caria | il mio debole per le vittime della storia; | le hanno odiate, umiliate, lasciate alla sorte | per fagli la corte dopo la morte.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *[...] ''schivo ogni giudizio, | ho la riflessione come vizio, | il mio fine è fare di ogni fine un buon inizio.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Mi sazio di un [[lessico|dizionario]] vario più dei santi del calendario!'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Mi piace sapermi diverso, | piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, | nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Chi manomette le tette della [[scultura]] | ne ignora l'amore e la cura.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Io non sono cambiato, | il cuore ed i pensieri son gli stessi | sul tappeto magnifico dei versi | voglio dirvi qualcosa che vi tocchi.''<ref name=brand/> (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *'' 'Sti [[Quindicenne|quindicenni]] c'hanno la malaria, | la faccia pigra, fanno già uso di Viagra, | nella sagra degli stolti gli stolti sono molti,| folti stormi di gotici morti statev' accuorti! | Predicano morte, vogliono morte, morte a palate, | se vi piace la morte spiegate... pecché nun v'ammazzate?'' (da ''Chi c*zzo me lo''<ref name=zappa/>, n. 10) *''Lasciami solo tipo [[Rita Pavone]] | se vai a vedere la partita di pallone''<ref>{{cfr}} [[Rita Pavone]], ''La partita di pallone'': «''Perché, perché | la domenica mi lasci sempre sola | per andare a vedere la partita | di pallone.''»</ref>'' | perché non vengo con te, | quella non è brava gente, | s'impone violentemente, | a spinte, smantellate immediatamente. | Slogan teppisti che sanno di inni fascisti,| su 'sti spalti stanno [[tifo sportivo|tifosi]] misti a terroristi, | hai voglia a stare triste se ci scappa l'omicidio, | sta caciara mi da un senso intenso di fastidio. | [[Hooligan|Hooligans]] e svastiche binomio perfetto, | ti metterei quel palo dritto nel culetto con lo scudetto, | troppi [[Ultras|Ultrà]] cafoni senza nomi c'hanno mani armate, | come diceva [[Antoine]] quelli ti tirano le pietre.''<ref>{{cfr}} [[Antoine]], ''Pietre'': «''Tu sei buono e ti tirano le pietre, | sei cattivo e ti tirano le pietre, | qualunque cosa fai, | dovunque te ne vai | tu sempre pietre in faccia prenderai.''»</ref>'' | Sputi, monetine, carta igienica. | Domenica ci si porta anche la tromba per la carica, | mi sa che nemmeno alla banca del seme | ho visto tanti cazzi messi insieme | a saltare, a volte vorrei risanare.'' (da ''Chi c*zzo me lo''<ref name=zappa/>, n. 10) *''Voglio stare tra gli uomini di molta fede, | tra chi vede, tra chi ci crede, | solo tra gli uomini di molta fede, | perché i disegni dei sapienti sono vani.''<ref>{{cfr}} ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'' 3, 20: «Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani.»</ref> (da ''Uomini di molta fede''<ref name=zappa/>, n. 12) *''Se non è questo un richiamo sarà un ricamo sull'anima, | vino da annacquare con lacrima, | fisica dimora per ora perché la merito, | più in là si vedrà dove dimorerà il mio spirito, | al seguito di un motto proverbiale: | «meglio fare del bene che non fare niente di male.»'' (da ''Uomini di molta fede''<ref name=zappa/>, n. 12) *''Ti cedo il posto mio: non è per vincere che vivo ma per ardere, | perciò se dovrò perdere lasciatemi perdere e avrò perso, | cosciente che non sono né peggiore né migliore di nessuno finché sarò diverso.'' (da ''Cammina solo'', n. 13) ===''Verità supposte''=== '''Etichetta''': ExtraLabels, 2003, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi. *''Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro, | l'[[Italia]] è una repubblica fondata sul lavoro | di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori | ma tutti rivorrebbero tra le dita la [[Maria Montessori|Montessori]].''<ref>{{cfr}} ''[[Costituzione della Repubblica italiana]]'', art. 1: «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro» e [[Benito Mussolini]]: «Un popolo di santi, di eroi e di navigatori».</ref> (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''[[Inghilterra|Inglesi]] professori che non imparano altra lingua, | inglesi non dovranno mai cambiare moneta, | inglesi guideranno sempre dal lato sbagliato | per questo chi va a [[Londra]] so che ritorna un po' cambiato.'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''I [[bianco e nero (antropologia)|neri]] giocano bene a pallacanestro, | hanno il ritmo nel sangue ed il pisello grande. | I [[bianco e nero (antropologia)|bianchi]] su tavoli verdi li trovi ridotti in mutande, | ogni bianco invidia il pisello grande.'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Dicono che gli arabi scrivono al [[contrario]], | Mohamed ha detto che io scrivo al contrario, | dunque ogni cosa giusta rivela il suo contrario | e se no sei d'accordo mi dispiace per te!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Quando c'era [[Benito Mussolini|lui]] i treni partivano in orario, | quando c'era lui ci deportavano in orario, | quando c'era lui non c'eravamo noi | che se c'eravamo noi saremo stati impallinati.'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Allora votami e vedrai, ti trovo un posto di lavoro, | votami e vedrai che non ti farai male, | votami e vedrai, da domani ti vorrò bene, | figliolo, una volta qui era tutta [[campagna elettorale]].'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) [[Immagine:CapaRezza 2.jpg|miniatura|upright=1.2|left|Caparezza nel 2008]] *''Vuoi fare il cantante? Ti servirà una [[raccomandazione|spinta]]! | Vuoi fare l'assessore? Ti servirà una spinta! | Vuoi fare carriera? Ti servirà una spinta! | Sull'orlo di un burrone avrei bisogno di una spinta!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Non sono sposato, diciamo che convivo. | Non sono disoccupato, diciamo che sto studiando. | Non sono un delinquente, diciamo che mi arrangio. | Diciamo diciamo diciamo diciamo un sacco di cazzate!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Non guardare [[Devilman]] diventi violento! | Non leggere [[Uomo Ragno|Spiderman]], diventi violento! | Non ascoltare [[Method Man]], diventi violento! | Figurati cos'è restare un giorno in [[parlamento]]...'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''I politici no no non sono più quelli di una volta | le [[donna|donne]] no no no non sono più quelle di una volta | io no no no no non sono più quello di una volta | solo la [[retorica]] è rimasta la stessa!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Ne ho piene le palle | piuttosto non esco, | nel [[gregge]] rimango | soltanto se faccio il [[cane da pastore tedesco|pastore tedesco]]''. (da ''Nessuna razza'', n. 2) *''Suppone [[verità]] che in quanto [[supposta|supposte]] | se le metta nel culo.'' (da ''Nessuna razza'', n. 2) *''La situazione è delirante, | è come la [[servizio militare|naia]] dove | chi più aveva potere più era ignorante.'' (da ''Nessuna razza'', n. 2) *''Se parlo di cazzate tutti dicono che bello, | se faccio polemica sono carne da macello. | Per carità, molto meglio le banalità, | "parlare di emozioni", questo è il [[motti dalle canzoni|motto]].'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Della [[poesia]] me ne fotto, | io stesso sono nato per un [[preservativo|condom]] che si è rotto.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Quando butto giù il testo, che vuoi che ti dica? | Non c'è gusto se non irrita.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Ma l'[[amore]] che cos'è? | È un concetto che vuol dire tutto e niente, | dall'amore scontato dell'uomo innamorato | all'amore in senso lato per la gente.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Mi piace chi stona, | chi storpia ciò che suona, | la cantante con la voce buona | vada in monastero, | nel coro del clero.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Bacco, | guida tu questo insano caduto per mano di femmina, | insisto, giacché il meteo ha previsto banchi di nebbia sulla mia retina. | Qui si brinda e non si lesina | anche se si dà | un'immagine pessima di se stessi, | dopo l'ennesima sorsata assimilata per te!'' (da ''Stango e [[ubriachezza|Sbronzo]]'', n. 4) *''Politici che giocano agli attori, | ragazzi che per lavoro c'hanno i genitori? | Uè! Sono diventati tutti pazzi, | li han convinti che saranno tutti imprenditori...'' (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Ecco, | arriva l'orco cattivo giulivo e suadente, | un fiero menzognero che sa dire solo ciò che vuol sentire la gente, | io non lo tocco il suo saio, | sono un sorcio sordo al pifferaio.''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Il pifferaio di Hamelin|Il pifferaio di Hamelin]]'' su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Il [[vino]] fa brutti scherzi | ma lo bevo per conto terzi e subisco.'' (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Me ne infischio, un altro fiasco e mi addormenterò tranquillo | e al mio risveglio so che non vedrò ciò che ho veduto essendo brillo, | per te.'' (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Ridi pure ma la situazione è tragica per chi è convinto che la maglieria sia magica, nessuna | logica mi salva, sai, sono un fottuto nostalgico, non mi riprenderò mai.'' (da ''Limiti'', n. 5) *''Io vengo dalla [[luna]] | che il cielo vi attraversa | e trovo inopportuna | la paura | per una cultura diversa.'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Vuole mettermi sotto 'sto signorotto | che si fa vanto del santo | attaccato sul cruscotto, | non ha capito che sono disposto | a stare sotto | solamente quando fotto''. (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''"Torna al tuo paese, sei diverso!" | "Impossibile, vengo dall'universo! | La rotta ho perso, | che vuoi che ti dica | tu sei nato qui | perché qui ti ha partorito una fica"''. (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Io non sono nero, | io non sono bianco, | io non sono attivo, | io non sono stanco, | io non provengo da nazione alcuna. | Io sì. Io vengo dalla Luna.'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Ce l'hai con me | perché ti fotto il lavoro, | ti fotto la macchina, | o ti fotto la tipa sotto la luna? | Che cosa vuoi che sia poi | non è colpa mia | se la tua donna di cognome fa | Pompilio come [[Numa Pompilio|Numa]]!'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Tieniti la terra, uomo, io voglio la luna!'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Scaldati in casa | davanti al tuo [[televisione|televisore]], | la verità | della tua mentalità | è che la fiction sia meglio | della vita reale.'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Io sono l'[[untore]] | e quando si fa buio | spunto come un fungo, | ungo dove giungo, | rimango guardingo nel mio ramingo girovagare, | chi vuol mandarmi a cagare deve gridare: | «Dagli all'untore!»'' (da ''Dagli all'untore'', n. 7) *''Cinica figura nell'oscura [[notte]], | sporco le porte, porto la [[morte]], | chissene fotte, | se mi beccano mi spaccano di botte, | come minimo mi ritrovate cliccato su Rotten!''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Rotten.com|Rotten.com]]'' su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Dagli all'untore'', n. 7) *''Sono fuori dal tunnel | del divertimento, | sono fuori dal tunnel | del [[divertimento]], | quando esco di [[casa]] e mi annoio | sono molto contento. | Quando esco di casa e mi annoio | sono molto più contento.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Di te che spendi stipendi, | stipato in posti stupendi | tra culi su cubi, | succubi di beat orrendi, | succhi brandy e ti stendi.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Essendo amico di [[Dario Baldan Bembo|Baldan Bembo]], | sono un silenzio | che può diventare musica''<ref>{{cfr}} [[Dario Baldan Bembo]], ''Amico è'' (1982): «''L'amico è qualcosa che più ce n'è meglio è, | è un silenzio che vuol diventare musica.''»</ref>'' | se rimo sghembo | su qualsiasi tempo | che sfrequenzo.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Mi piace il [[cinema]] | e parecchio, | per questo mi chiamano vecchio.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Io ho una [[Fiat Tipo|Tipo]] di seconda mano | che mi fa da pub, da disco e da divano, | sono qua, come un allodola questo è il mio ramo.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Immune al pattume | della TV di costume | in volo senza piume | in un volume di fumetti | sotto il lume | non c'è paragone.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Si vive di ricordi, | signori, e di giochi, | di abbracci sinceri, | di baci e di fuochi, | di tutti i momenti, | tristi e divertenti, | e non di momenti | tristemente divertenti.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''[[George W. Bush|Bush]]?! [[Saddam Hussein|Saddam]]?! [[Yasser Arafat|Arafat]]?! Sharon?! | (Mah...) La nuova collezione Benetton... (Yuhuuu!) | Vi auguro una vita elettrizzante, | fulminate dalla corrente di un phon!'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''La realtà giù da me è una [[realtà virtuale]] eccome, | ho la netta sensazione che tutto si dissolva in una [[bolla di sapone]]...'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''La chiamano [[emancipazione]] | quella di farsi le [[Lampada abbronzante|lampade]] nel Meridione.'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''Sto su nel Sud che è su di me | e del Sud io sono succube.'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''Com'è che un fatto sui gradini è solo un fatto | e su di un palco è sempre un figo?'' (da ''Nel paese dei balordi''<ref name=ricom/>, n. 10) *''Tu, | tirchio più di un negozio di marca, | va' alla forca, | sai di stronzate più di una turca.'' (da ''Nel paese dei balordi''<ref name=ricom/>, n. 10) *''[[Lucignolo (personaggio)|Lucignolo]], | c'hai il nome di uno [[stoppino]], | tu sei una sega, | io un burattino, | non starmi vicino, | mannaggia.'' (da ''Nel paese dei balordi''<ref name=ricom/>, n. 10) *{{NDR|Parodiando un talk-show qualsiasi}} ''«Suo papà l'ha abbandonata che aveva tre anni per sposarsi con un transessuale; qualcuno vuole dire la sua?»'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Ma che bella trasmissione, | somiglia con precisione | alla poltiglia marrone, | delle mie chiappone | dopo colazione. | Ma dov'è il pudore | di queste persone, | pagate per dare un'opinione, | drogate dalla televisione.'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Abituati ad una TV accesa che ci pare spenta, | ci pesa la gente che si accontenta da casa | e non si addormenta, ma si gasa, | commenta, | e segue attenta 'sto scempio mentre lo share aumenta!'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Perché nella vita vince chi figura, | farà passi da giganti chi figura, | possiamo farlo tutti quanti, | benvenuti nell'età dei figuranti! | Perché nella vita vince chi figura, | farà passi da giganti chi figura, | lo mette in culo a tutti quanti, | benvenuti nell'età dei figuranti!'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Nei salotti TV | figuranti stolti fanno più | ascolti di molti programmi colti, | tant'è che tanti li han tolti dando potere a spalti di giudicanti.'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Povero Dio tirato in ballo dagli uomini, | macché religione, sono questioni di economy! | Questi omini minimizzano rombi di bolidi, | fanno sempre i loro porci comodi''. (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Caro Paese da belle pretese chiedimi | se ti vedo come friend o come enemy, | ti piace fare la pace ma allora spiegami | 'sti missili che fischiano nell'aria come un theremin''. (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Io preferisco ammazzare il [[tempo]], | preferisco sparare cazzate, | preferisco fare esplodere una [[moda]], | preferisco morire d'[[amore]], | preferisco caricare la sveglia, | preferisco puntare alla roulette, | preferisco il fuoco di un obiettivo, | preferisco che tu rimanga vivo.'' (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Gli uomini | versano il tributo di | nostalgie per epoche che mai hanno vissuto. | La bandiera, il saluto, | o con noi o stai muto, | questo è il terzo millennio, | benvenuto!'' (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Io sono Caparezza! | Vengo dalla monnezza! | Ti schiaccio sul cuscino | come un moscerino | su di un parabrezza! | Io sono Caparezza! | Tutt'altro che una carezza! | Non mi puoi uccidere | perché io vivo in te, | tu vivi in me!'' (da ''Dualismi'', n. 13) *''Da giorni sono in terapia: | "Ciao dottore, | mi servono cure per la [[schizofrenia]], | vedo fantasmi con tutti i crismi in casa mia, | mi hanno detto che è tutto frutto di fantasia", | sì, | hanno ragione, | ma la questione, è che stanotte la visione me le ha date di santa ragione.'' (da ''Dualismi'', n. 13) *''Io non faccio [[spettacolo]], | io do spettacolo come | mio nonno ubriaco il giorno della mia comunione. | Talmente fuori di melone | che ho parenti per niente contenti | di portare il mio stesso cognome. | Lasciatemi la presunzione | di sentirmi letame | a volte duro, a volte liquame.'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''Sono felice nella fece, | dovrei piangere ed invece...'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''Puzzo da schifo, | bevo a sbafo, | scampato al mio destino come clandestino in uno scafo''. (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) [[Immagine:Caparezza Isernia 2006.jpg|thumb|Caparezza durante l'esecuzione del brano ''Dalla parte del toro'']] *''Sicuro che mi stufo, | lo giuro su ogni ciuffo, | dovrei suonare la [[tromba]] per quante volte sbuffo, | se mi tuffo in una mia idea | mi ritrovo in apnea | in una marea di diarrea, | lo trovo buffo.''. (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''Io sono vivo, ma non vivo perché respiro, | mi sento vivo solo se sfilo la stilo e [[scrittura|scrivo]].'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''L'unica certezza è che finisco male: | muore CapaRezza, tutti al funerale. | È paradossale, | ma io non vengo, non ci tengo. | {{Ancora|Mamma|Mamma, quanti dischi venderanno se mi spengo!}}'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) ====Citazioni su ''Verità supposte''==== *{{NDR|Su ''Fuori dal tunnel''}} Il messaggio di critica al divertimento decerebrato e a tutti i costi mi pareva chiaro. E invece la si sentiva ovunque, era la colonna sonora di bar alla moda, era la suoneria di ogni cellulare.<ref group="fonte">Citato in Luigi Bolognini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/07/la-svolta-di-caparezza-dal-tormentone-al.html La svolta di Caparezza dal tormentone al rock]'', ''la Repubblica'', 7 marzo 2009.</ref> (Caparezza) *Nel disco ''Verità supposte'' ho dato più spazio ai musicisti e mi sono allontanato dagli stereotipi del rap per seguire una strada più personale. (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') ===''Habemus Capa''=== '''Etichetta''': Virgins Records, 2006, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi. *''Non mi fregio di un feretro che mi dia | stima e buona nomea nel duomo e nella moschea, | non mi piace la [[bara]] Versace mi piace la bara plebea, | mia l'idea di comperarla all'IKEA.'' (da ''Annunciatemi al pubblico'', n. 2) *''Annunciatemi al pubblico | prima di subito con espressione di giubilo. | Annunciatemi al pubblico | anche se dubito che tutti quanti mi seguano... | giù negli inferi, su con gli animi, | giù seguitemi, giù, sempre più.'' (da ''Annunciatemi al pubblico'', n. 2) *''Non trovo giusto il trambusto, | quando prendo posto non trangugio, ma degusto, | a letto non la metto con il busto e non la frusto, | non fisso l'abisso come [[Jacques-Yves Cousteau|Cousteau]], | né lo spazio come Houston, | non mi industrio nella fabbrica del lustro | e degli eccessi dove i colpi bassi sono ammessi, | stress e annessi concessi, basta, torna catalessi!'' (da ''Torna catalessi'', n. 3) *''Il [[futuro]] è come un piccolo coi boccoli | che con gessetti disegna cerchietti intorno ai bossoli, | cinge cadaveri con tratti in stile liberty | se lo rimproveri dovrai morire, non sei [[Misery non deve morire|Misery]].'' (da ''Torna catalessi'', n. 3) *''Compra tutto ciò che ha detto lo [[Pubblicità|spot]], | punta sulla roulette, se non ti basta la slot, | gioca al [[lotto]] i tuoi BOT, porta in porto lo yacht, | trova un cazzo di sponsor e un'orrenda mascotte.'' (da ''Torna Catalessi'', n. 3) *''Il ragno sa bene che si va al podere con schede | firmate da prede incollate alle tele, ci sa fare, | la vespa gli concede l'alveare: "Abbiate fede, | le cose stanno per cambiare!" Vaneggia.''<ref>Caparezza si riferisce a [[Silvio Berlusconi]] ("ragno") e [[Bruno Vespa]] ("vespa"). {{cfr}} ''[[Saghe mentali]]'', p. 201.</ref> (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''Vieni a vedere, su, vieni a vedere | i meravigliosi insetti del podere; | e se ti chini, ma non riesci a vedere, | tutto normale, ti sono entrati nel sedere.'' (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''E i [[grillo|grilli]], lucidi cantanti d'idilli, | ammutoliti da insetticidi epuranti.'' (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''Edizione straordinaria del "Podere della sera"! | [[Vedova nera]] piange per l'ape guerriera, | licenziata in tronco la [[termite]] si dispera, | millepiedi danno calci in culo alla frontiera, | l'[[acaro]] ride perché il mondo è una polveriera.'' (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''Io sono il [[toro]] dalla grande mole, | ma mi mancano le parole, | tipo yeti tu mi credi abominevole | perché mi vedi precipitevole, | ma è solamente l'indole | con cui mi dipingono le favole.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Il [[torero]] che lo sa fa l'autorevole, | si comporta con me come un onorevole, | vuole impormi le sue regole, | per la fama ammazzerebbe pure la prole, | della corrida si crede l'Ercole | be', molli la spada e mi prenda a sventole.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Già che sono un [[Toro (astrologia)|segno di terra]] | ti lascio a terra con un segno.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''La [[vita]] è riprovevole | poiché fa la gioia del colpevole | ed io che la volevo incantevole, | come pioggia cado dalle nuvole.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Ora sono troppi i tori fuori dal recinto | col [[mettere le corna|capo cinto]] come [[Byron Moreno|Moreno]] e [[Hillary Clinton]].'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Apri gli occhi pupo, stai attento pupo, | non temere l'uomo nero, non temere l'uomo lupo, | non temere l'uomo cupo, temi solo l'uomo astuto. | Lui fa da tutor prende tutto ciò che può.'' (da ''[[Ninne nanne dalle canzoni|Ninna nanna di Mazzarò]]'', n. 6) *''Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò. | Resta sveglio che sennò, porta via quello che può. | Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò. | Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.'' (da ''Ninna nanna di Mazzarò'', n. 6) *''Sulla tela la tua vita intera con un prologo: | tua madre che apre le gambe dal ginecologo.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Parla, la verità è là non devi negarla. | Parla, chi tappa la falla non resta a galla. | Parla, dalla tua bocca libera la favella | come una farfalla che si libra dalla calla. | Parla, i mutismi sono inascoltabili. | Parla, i [[timore|timori]] hanno timoni deboli. | Parla, usa termini interminabili. | Parla, perché il [[silenzio]] è dei colpevoli.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Il silenzio è d'oro e tu lo svendi ai peggior offerenti.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Fatti un'opinione | o finirai come i fatti di [[metadone]].'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Chi [[tacere|tace]] soggiace alla volontà del [[loquacità|loquace]], | si beve cazzate come la guerra di pace.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Ho dubbi amletici tipici dei [[sedicenne|sedici]]: | essere o non essere patetici?'' (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Non vivo di pallone, non parlo di figone, | non indosso vesti buone | quindi sono fuori da ogni discussione!'' (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Studio in una classe di rissosi eccitati dai [[eritrocita|globuli rossi]] | manco fossero [[Bela Lugosi]].''<ref>L'attore Bela Lugosi è famoso per aver interpretato [[Conte Dracula|Dracula]].</ref> (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''A [[Sedicenne|sedici anni]] le opzioni sono due: visto che o diventi [[pugilato|pugile]] | o diventi come me, che sono debole, | che non ho regole, che ho roba demodé, | che detesto il cliché dell'uomo | che non deve chiedere mai''<ref>{{cfr}} [[slogan pubblicitari|slogan pubblicitario]], 1984: «Per l'uomo che non deve chiedere mai!»</ref>'', | dato che se non chiedi non sai''. (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Meglio depressi che stronzi del tipo «Me ne fotto», | perché non dicono «Io mi interesso»? | Che si inculino un cipresso, dunque, | tanto il mio destino è stare solo con chiunque.'' (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Imbraccia il fucil, prepara il cannon, | difendi il verdano dai riccioli d'or.| Espelli il negròn, inforca il terròn, | e servi il tuo popolo con fulgido amor.'' (da ''[[Inni dalle canzoni|Inno]] Verdano'', n. 10) *''Ora capisco quanto aveva ragione, | ora che sono soldato di stato senza meridione, | ora che è finita la carta del cesso, | ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione.'' (da ''Inno Verdano'', n. 10) *''Il popolo verdano smania | per la separazione dall'Italia che dilania. | E se cade il muro in Germania chi se ne frega | io lo innalzo in Verdania dato che...'' (da ''Inno Verdano'', n. 10) *''Voglio sbandierare commosso | un tricolore senza bianco, né rosso. | Voglio lodare il deputato esaltato, | che vuole l'immigrato umiliato e percosso.'' (da ''Inno Verdano'', n. 10) *''Non sono cacchi miei se non quadra, | se la politica è malata e ladra, | io scendo in strada, ma bada, | solo se mi tocchi la squadra!'' (da ''Epocalisse'', n. 11) *''Voglio il calendario di un'attrice nuda e china, | la foto di [[John Cena]]. | Voglio un trans in bikini | nei miei festini di rum e cocaina.'' (da ''Epocalisse'', n. 11) *''Vivo in una famiglia massonica, | che in confronto i membri della [[P2]] di [[Licio Gelli|Gelli]] | sembrano quelli dell'Azione Cattolica.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Fissare una rete sarà umiliante | per [[Boris Becker]] non per noi, | segreti come lo specchio di [[Nanni Loy]]''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Specchio segreto|Specchio segreto]]'' su ''Wikipedia''.</ref>'' | ma famosi come Leroy''<ref>{{cfr}} Leroy Johnson, protagonista di ''[[Saranno famosi (film)|Saranno famosi]]''.</ref>'', | eroi come [[Brad Pitt]] in "[[Troy]]", | noi riempiamo le fosse più del senno di poi.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Abbiamo un piano con un punto cardine: | trasformare i consigli per gli acquisti in un ordine, | affossando i programmi di qualità | perché l'utente intelligente si sa | che non ama la [[pubblicità]].'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Svaniranno come in comando dell'ubi maior''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Ubi maior minor cessat|Ubi maior minor cessat]]'' su ''Wikipedia''.</ref>'' | "[[Sciuscià]]", "[[Il Fatto]]", "[[Satyricon]]" e "[[Raiot]]". | Non si solleverà nessun vespaio!'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Avete problemi a palate, ma li affidate agli astrologi, | vi interessate ai cazzi altrui come gli andrologi.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Tu non voti alle politiche, | ma ti lamenti se le condizioni sono critiche | eppure televoti l'Isola dei famosi d'Egitto | convinto di avere esercitato un tuo diritto.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Segui l'Arma in mille [[fiction televisiva|fiction]] da commediografo, | se ti ferma il caramba chiedi l'autografo.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''In TV c'è più [[Calcio (sport)|calcio]] | che in una cura per osteoporosi.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Buondì telespettatore, | questo è un [[telegiornale|TG]] che ti mette di buon umore, | là fuori crimini ma qui si parla ore | di lidi a Rimini e rivoli di sudore.'' (da ''Ti Giri'', n. 14) *''Se ti guardi intorno capirai che degli spari | sul lungomare di Bari | non c'è traccia nei TG di [[Mediaset]] e [[Rai]]. | Questo non mi va di raccontarlo, | ma ti conto i peli del buco del culo del principe Carlo.'' (da ''Ti Giri'' n. 14) *''W il [[telegiornale|TG]] delle menzogne, | con notizie nascoste come zoccole nelle fogne, | un maresciallo che fa il pappagallo sul giallo di Cogne, | ma su [[Ustica]], no, non vuole avere rogne!'' (da ''Ti Giri'', n. 14) *''Parlare di guerra non mi piace, | troppo audace, | preferisco parlare di forze di pace | che offrono focacce a famiglie afgane | dai loro carri armati fatti di marzapane. | Tutto buonismo che va a puttane | se le telecamere spengono sulle condizioni disumane | dei bimbi morsi dalla fame | nei loro villaggi bombardati per settimane.'' (da ''Ti Giri'' n. 14) *''Iniziò lei che c'ha una parlata strana | che renderebbe malsana | la calma del [[Dalai Lama]], | perdiana!'' (da ''Felici ma trimoni'', n. 16) *''Specchio, specchio delle mie brame, | sono io la modella che la dà al reame, | non tocco cibo da settimane, | voglio una torta con l'aspartame!'' (da ''Felici ma trimoni'', n. 16) *''[[Dichiarazioni d'amore dalle canzoni|Mi sono innamorato di te]] perché il mio pisello | non aveva niente da fare ma adesso smetto.''<ref name=tenco/> (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Sono troppo [[stitichezza|stitico]] per fare lo stronzo... | Lo senti! Lo vedi!'' (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Amore pensaci, ti solleverò dalle paure delle ipocondrie''<ref>{{cfr}} [[Franco Battiato]], ''La cura'', traccia n. 3 di ''L'imboscata'' (1996): «''Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, | dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. | Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, | dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.''»</ref>'' | imbottendoti di psicofarmaci, fidati di 'sti impasti chimici, | te li danno medici che vanno in vacanza ai Tropici.'' (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Io e te voleremo insieme in carne ed ossa''<ref>{{cfr}} [[Francesco De Gregori]], ''La donna cannone'', traccia n. 1 di ''La donna cannone'' (1983): «''E con le mani, amore, per le mani ti prenderò | e senza dire parole nel mio cuore ti porterò; | e non avrò paura se non sarò bella come dici tu, | ma voleremo in cielo in carne e ossa, non torneremo più. | E senza fame e senza sete | e senza ali e senza rete | voleremo via.''»</ref>'', | ma io sarà la carne e tu le ossa per la fossa.'' (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Nuntio Vobis Gaudium Magnum: Habemus Capa!'' (da ''Habemus Capa'', n. 19) *''Setaccio termini e non termino se vado a braccio, | ma sono io o colui per cui mi spaccio?'' (da ''Habemus Capa'', n. 19) ====Citazioni su ''Habemus Capa''==== *È il disco a cui sono più affezionato, perché ha richiesto oltre un anno di lavoro e mi ha permesso di proseguire su una strada ancora più personale, identificata da taluni come una nuova via al cantautorato. (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') *''Habemus Capa'' è il mio disco più politico, quindi un suicidio. Tutto il concetto dell'album si sviluppa a partire dall'ultima frase del disco precedente: "Mamma, quanti dischi venderanno se mi spendo!"<ref>{{cfr}} [[#Mamma|ultima frase]] di ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', traccia n. 14 di ''Verità supposte'' (2003).</ref> (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') *Questo canto {{NDR|''Annunciatemi al pubblico''}} rivela il senso di tutto l'album ''Habemus Capa''. Caparezza è morto e attraverso il suo cadavere osserva l'ambiente circostante e lo riversa in versi. Egli nei canti a seguire non parlerà mai in prima persona, ma farà parlare qualcun altro al posto suo, possedendone il corpo. (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') ===''Le dimensioni del mio caos''=== '''Etichetta''': Virgins Records, 2008, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi. [[Immagine:Caparezza-festival poesia Genova 2008.jpg|thumb|left|Caparezza a Genova nel 2008]] *''Dio si chiama [[Frank Zappa|Zappa Frank Vincent]].'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''I fricchettoni vollero cambiare il mondo, | quelli del mio mondo vogliono guardare i porno | di edicole ridotte ed esporre più poppe | delle flotte nel porto di Livorno''. (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''Scolari, sono coatti tali | che il Pierino di [[Alvaro Vitali|Vitali]] | è una figura aristocratica.'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''C'è un nuovo cartello al sexy shop: | "Pagherete caro, pagherete tutto!"'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''La piaga dell'uomo moderno | è passare le notti con gli occhi sullo schermo | per diventare [[adulto]] con un click su "Confermo".'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''L'idea di fare carriera non la sfiora. | Lei non aspira la coca all'hotel Flora. | Nei festini dei democristiani | se hai un malore tu vai in malora. | Non va coi deputati, | non fa la lolita, | non ha il tenore di vita di tenori in vita. | Mi invita a legami da sfida | come Tenco e Dalida, Radamés ed Aida!'' (da ''Ulisse (You listen)'', n. 2) *''Fratello sai cos'è una [[tasca]]? | È una vasca in cui si annaspa, | in cui ogni peccato è programmato più del Pascal.''<ref>{{cfr}} la [[w:Pascal (linguaggio di programmazione)|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Sei portatore insano di tasche, | ti conviene | confessare | che con le mani in tasca | vuoi protestare.'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Scomunicammo in nome di Dio | un [[Dan Brown#Il codice da Vinci|libro]] di [[Dan Brown]] | sul priorato di Sion | dando l'avvio | ad un'era di messa a morte | da [[Maurizio Crozza|Crozza]] ad [[Andrea Rivera]], | passando per [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]].'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''C'è la galera | per chi porta le tasche | perché nelle tasche non c'è controllo!'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Da quel momento chi porta una [[tasca]] | o è un artista | oppure un tossico | o entrambi come [[Jean-Michel Basquiat|Basquiat]].'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Gente a cui basta fare il [[bastian contrario|contrario come bastian]] | per darsi più arie di quante ne abbia composte [[Johann Sebastian Bach|Bach Sebastian]].'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Per questo sei stato arrestato, | tu credi nella favola della libera [[tasca]] | nel libero strato.''<ref>{{cfr}} [[Camillo Benso, conte di Cavour]], discorso alla Camera dei deputati, 27 marzo 1861: «Libera Chiesa in libero Stato.»</ref> (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''In nomine Libertatis vincula edificamus. | In nomine veritatis mendacia efferimus.''<ref>Traduzione: «''In nome della libertà costruiamo vincoli. | In nome della verità diffondiamo la menzogna.''»</ref> (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Gli [[anni di piombo]], | le stragi, i sequestri... ma no! | Non mi interessano argomenti come questi. | Io di quei tempi | voglio ricordare solo | "[[La liceale nella classe dei ripetenti]]".'' (da ''Pimpami la storia'', n. 4) *''Ilaria dalla vita vuole di più, | almeno un'amica della Tim-Tribù, | scarica rane pazze e stupidi emù. | Mette le sue tette su Badoo.'' (da ''Ilaria condizionata'', n. 5) *''Ilaria dov'è? | Adesso dov'è? | L'hanno vista al corteo con la maglia del [[Che Guevara|Che]]. | Urlava: | "No! Alla vostra mercé" | mentre ingoiava cioccolata Nestlé.'' (da ''Ilaria condizionata'', n. 5) *''Con i capelli dritti al live dei [[Misfits]]. | Con l'antiproiettile al live di [[50 Cent|Fifty]]''. (da ''Ilaria condizionata'', n. 5) *''Grandi opere che iniziano | ma che non finiranno | mai.'' (da ''La grande opera'', n. 6) *''Più che l'hobby dell'edilizia | ho la lobby dell'edilizia, | che infrange la legge come un bobby che ti sevizia. | Assumo tutto ma la gente minimizza | perché arrotolo cartine che non si chiamano Rizla.'' (da ''La grande opera'', n. 6) *''I delfini vanno a ballare sulle spiagge. | Gli [[elefante|elefanti]] vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. | Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. | I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.'' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''Turista tu balli e tu canti, | io conto i defunti di questo paese. | Dove quei furbi che fanno le imprese, | no, non badano a spese, | pensano che il protocollo di Kyoto''<ref>{{cfr}} [[w:Protocollo di Kyoto|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>'' | sia un film erotico giapponese.'' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''È vero, | qui si fa festa, | ma la gente è depressa e scarica. | Ho un amico che per ammazzarsi | ha dovuto farsi assumere in fabbrica. | Tra un palo che cade | ed un tubo che scoppia, | in quella bolgia s'accoppa chi sgobba | e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda | finché non ingombra la tomba''. (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''Vieni a ballare compare | nei campi di pomodori | dove la mafia schiavizza i lavoratori, | e se ti ribelli vai fuori. | Rumeni ammassati nei bugigattoli | come pelati in barattoli. | Costretti a subire i ricatti | di uomini grandi | ma come coriandoli. '' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''O [[Puglia]] Puglia mia, tu, Puglia mia, | ti porto sempre nel cuore quando vado via | e subito penso che potrei morire senza te. | E subito penso che potrei morire anche con te.'' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''Se pensi che possa cambiare il mondo | ti sbagli alla grande, | è già tanto se mi cambio le [[mutanda|mutande]]''. (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Pensavi che sparassi palle? | Bravo! | Io sono il drago di Puzzle Bobble. | Come [[Crash Bandicoot|Crash]] | mi piace rompere le scatole | ma rischio le mazzate che nemmeno Double Dragon.'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Non mi vedrai salvare un solo [[lemming]], | né stare qui a fare la muffa come [[Alexander Fleming|Fleming]].'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Io voglio passare ad un livello successivo, | voglio dare vita a ciò che scrivo. | Sono paranoico ed ossessivo | fino all'abiura di me.'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Prendo soldi con il pugno alzato | come [[Mario (personaggio)|Super Mario]] ma non li ho mai spesi... | per farmi le righe come a [[Tetris]].'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''La scena rap è controversa, | sfuggo con un salto da Prince of Persia. | Io non gioco le olimpiadi Konami, | se stacco le mani l'agitazione mi resta!'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Io devo scrivere perché sennò sclero, | non mi interessa che tu condivida il mio pensiero.'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Sulla Terra è guerra tra poveri, | non c'è posto se ti ricoveri.'' (da ''Cacca nello spazio'', n. 9) *''C'è un uomo di [[mezza età]] | con la sua metà | che ne ha meno della sua metà.'' (da ''Cacca nello spazio'', n. 9) *''Da lassù la [[Terra (pianeta)|terra]] pare una boccia | del peso di un'oncia | ricoperta d'acqua, ma dalla doccia | non cade una goccia. | C'è chi si piglia tutto lo spazio | e chi lo piglia in saccoccia, | in piedi come pendolari sui treni Bari-Foggia.'' (da ''Cacca nello spazio'', n. 9) *''L'acqua è privata, | talmente privata | che l'hanno privata ai condomini, | anno domini | in cui per lavarmi mi faccio sputare da baldi giovani.'' (da ''Il circo delle pantegane'', n. 10) *''Il domatore | ha lo zampirone | per domare la [[zanzara tigre]].'' (da ''Il circo delle pantegane'', n. 10) *''Non sei un [[uomo (genere)|uomo]] se come un frate chiedi perdono! | Non sei un uomo se a fare mazzate non sei buono! | Non sei un uomo se tua moglie di te se ne fotte! | Non sei uomo se, se non la gonfi di botte! | Non sei un uomo se non guidi le macchine grosse! | Non sei un uomo se non tiri due ganci alle giostre! | Non sei un uomo se hai paura di tornare in carcere! | Non sei un uomo, sei un gay se ti metti a piangere!'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Non sei un uomo se di notte non vai al bordello! | Non sei un uomo... se non ti tira il pisello!'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Non sei un uomo se il rispetto che hai non ti basta! | Lo sai cosa ti manca? Un ferro nella tasca!'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Non ascoltare questi maldicenti. | Non si va avanti con la forza ma con la forza degli argomenti. | Non ascoltare questi mentecatti. | Un vero uomo si dovrebbe alzare per lavare i [[Piatto (stoviglia)|piatti]].'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Io diventerò qualcuno. | Non studierò, non leggerò, a tutti voi dirò di no: | ecco perché diventerò qualcuno. | Se vuoi parlare un po' con me ti devo addare al mio [[Myspace]].'' (da ''Io diventerò qualcuno'', n. 12) *''Nel dopoguerra non c'era chi | urlava nei comizi più di un Cherokee. | Non c'erano tv colme di Nembo Kid, | né radio attive come nubi a Chernobyl. | C'era l'uomo [[qualunquismo|qualunque]], | sostenuto dal [[Fronte dell'Uomo Qualunque]]. | Nella schiena dei partiti | affondò le unghie: | "io non sono di destra | né di sinistra, | sono un uomo qualunque! | E lo stato è demagogo, | nel [[bipolarismo|sistema bipolare]] non mi ci ritrovo..." | Ooh, | ferma tutto! | Devo aver avuto un herpes, | dato che questo sfogo non mi è nuovo.'' (da ''Io diventerò qualcuno'', n. 12) *''Devo aspettare di perdere il mio diritto di voto | per guadagnare il diritto alla nomination?'' (da ''Io diventerò qualcuno'', n. 12) *''Piacere, | Luigi delle Bicocche. | Sotto il sole | faccio il [[muratore]] | e mi spacco le nocche.'' (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Sono un [[eroismo|eroe]], perché lotto tutte le ore. | Sono un eroe perché combatto per la pensione. | Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari. | Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. | Sono un eroe straordinario tutte le sere. | Sono un eroe e te lo faccio vedere. | Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere''. (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Io sono al verde, | vado in bianco | ed il mio conto è in rosso, | quindi posso rimanere fedele alla mia [[Bandiera d'Italia|bandiera]].'' (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Né l'Uomo Ragno, | né [[Rocky Balboa|Rocky]], | né [[John Rambo (personaggio)|Rambo]], né affini | farebbero ciò che faccio per i miei bambini.'' (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Vive in comunità | estremamente pacifiche | in cui maschi e femmine | hanno pari diritti e dignità. | Non sa | cosa sia la competizione | e condivide le risorse con tutti, | in maniera equa. | Non conosce la guerra, | l'assassinio e la violenza.'' (da ''[[Bonobo]] Power'', n. 14) *''La [[scimmia]] è l'evoluzione dell'uomo.'' (da ''Bonobo Power'', n. 14) *''Per il [[bonobo]] | il sesso è alla base dei rapporti sociali, | si accoppia | sia con etero che con omosessuali. | Davanti a cibo i bonobo | prima fanno un'orgia | e dopo mangiano | senza mai litigare. | Il bonobo non è aggressivo | perché è sessualmente appagato.'' (da ''Bonobo Power'', n. 14) *''Il [[bonobo]] è una pericolosa alternativa sociale, | dimostra che in natura esiste l'omosessualità | e che l'uomo è aggressivo perché sessualmente represso | e soprattutto che l'unico vero modo per vivere in pace | è giocare, | mangiare | ed accoppiarsi | alla faccia di religiosi, | intellettuali | e politici benpensanti!'' (da ''Bonobo Power'', n. 14) ====Citazioni su ''Le dimensioni del mio caos''==== *{{NDR|Su ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)''}} È un precario che difende la sua famiglia dagli strozzini e combatte per la pensione. Ce ne sono moltissimi di uomini così con grandi difficoltà ma ricchi di dignità.<ref group="fonte" name=donna/> (Caparezza) ===''Il sogno eretico''=== '''Etichetta''': Universal Music, 2011, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi e Caparezza. [[Immagine:Caparezza Italia Wave.jpg|miniatura|upright=1.2|Caparezza nel 2009]] *''Io con la musica non c'entro niente | come il mio pene davanti al wc, a luci spente.'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Mi [[contraddizione|contraddico]] facilmente, | ma lo faccio così spesso che questo fa di me una persona [[coerenza|coerente]].'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Non ho mai capito questi [[social network]] | per me servono solo a fare i porci a letto. | Ogni volta che nasce una nuova piattaforma | mi fa l'effetto | di un libro che ho già letto | e poi non ho tutti 'sti amici ma molti meno, | mi danno affetto ma poi m'affettano come Goemon.''<ref>{{cfr}} [[w:Goemon Ishikawa XIII|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Oh, non vi interessano le [[nota (musica)|note]] che registro, | vi interessano le mie note sul registro!'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Al primo posto nella classifica digitale | che tu ci creda o meno c'è solo chi vince i talent | ed io non so cantare, già, | ma soprattutto non so piangere in pubblico per bucare lo schermo.'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Accetti ogni dettame | senza verificare, | ti credi perspicace | ma sei soltanto un altro dei babbei.'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''La [[verità]] brucia come candeggina.'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Prendi lo sapere nello sfintere | è meglio dell'esame della prostata.'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''[[Galileo Galilei|Galileo]], chi si oppose al tuo genio | fu più [[Wile E. Coyote|vil del coyote nel canyon]], | se la chiesa ti ha messo all'indice, | be' che male c'è tu la metti al [[medio]].'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Tu vivrai Galileo come quel [[Gesù|Galileo]] messo in croce prima di te...'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Le accuse contro Galileo erano molteplici: | leggeva, teneva in casa e leggeva libri proibiti... | Galileo negli ultimi diciotto mesi non è mai andato a messa... | Galileo convive con una donna... | Ma soprattutto Galileo fa gli oroscopi a pagamento... |'' [...] ''| e non si è mai confessato...''<ref>Questa citazione, parte finale della canzone, è un campionamento di vari stralci di una lezione di [[Enrico Bellone]] su [[Galileo Galilei]]: «Le accuse contro Galileo erano molteplici. Primo: leggeva, teneva in casa e leggeva libri proibiti, i libri dell'[[Pietro Aretino|Aretino]] che indulgono ai piaceri della carne. Peccato. Non eresia ma peccato. Seconda accusa: Galileo negli ultimi diciotto mesi non è mai andato a messa e non si è mai confessato e qui la cosa comincia da essere leggermente più grave. Punto terzo: Galileo convive con una donna, Marina Gamba, veneziana e fuori dal sacramento del matrimonio ha già avuto due figli, e questo è già un problema ancora più pesante. Ma soprattutto Galileo fa gli oroscopi a pagamento. E quando fa gli oroscopi, il denunciante dice che Galileo dice alla persona a cui fa l'oroscopo che ciò che capita nella sua vita è determinato in modo rigido dalla posizione dei pianeti, delle stelle, delle costellazioni al momento della nascita, quindi non c'è libero arbitrio ma se non c'è libero arbitrio, questa è eresia.»</ref> (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Dalla Francia la Francia difendo, | se l'attacchi la lancia ti fendo, | estraggo la spada dal cuoio, | polvere ingoio | ma non [[Giovanna D'Arco|mi]] arrendo, | gli inglesi da mesi vorrebbero la mia capoccia in un nodo scorsoio.''<ref name=eretico>La canzone ''Sono il tuo sogno eretico'' si divide in tre parti, Caparezza racconta la storia di tre personaggi a cui è stata tolta la vita in quanto considerati eretici: [[Giovanna d'Arco]], [[Girolamo Savonarola]] e [[Giordano Bruno]], senza tuttavia citare esplicitamente i loro nomi. Ogni storia è raccontata dal punto di vista del protagonista e riassume la vicenda che lo ha portato ad essere condannato a morte.</ref> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Invece io sono il domenicano | ma non chiedermi come [[Girolamo Savonarola|mi]] chiamo, | qua è sicuro che non me la cavo, | mi mettono a fuoco non come la Canon.''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Detesto i potenti della città, | detesto [[papa|Sua Santità]], | un uomo carico d'avidità | che vende cariche come babà''.<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''La tratta dei bimbi come geishe cresce tutto il clero | ma nessuno ne parla e il millequattro non è annozero | ed ora mi impiccano, | mi appiccano | come un bengala a Capodanno, | di me rimarrà un pugno di cenere da gettare in Arno!''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Infine [[Giordano Bruno|mi]] chiamo come il fiume che battezzò [[Gesù|colui]] | nel cui nome fui imposto in posti bui.''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Nella cella reietto | perché tra fede e intelletto | ho scelto il suddetto, | Dio mi ha dato un cervello, | se non lo usassi | gli mancherei di rispetto.''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Mi bruci per ciò che predico, | è una fine che non mi merito, | mandi in cenere la verità | perché sono il tuo sogno eretico''.<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Via quel sorriso da Krusty il clown, | dammi solo la risposta più drastica | sulla differenza tra [[bottiglia|bottiglie]] di [[materie plastiche|plastica]] in acqua | ed acqua nelle bottiglie di plastica.'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''[[Roberto Saviano#Gomorra|Gomorra]] best seller, | si moltiplica come un porno sul server, | a che serve dire che fa affari | se ti fai gli affari tuoi da sempre?'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''Ci sono cose che non capisco | e a cui nessuno dà la minima importanza | e quando faccio una domanda | mi rispondono con frasi di circostanza | tipo: | "Tu ti fai troppi problemi, Michele"...'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''Riuniti davanti al TG | come ellenici all'agorà. | Notizie del principe e di [[Fabrizio Corona|Corona]], | di [[Mario Draghi|Draghi]] e del [[Silvio Berlusconi|Cavaliere]]. | Cos'è? Una favola?'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''E i funerali di Stato a che servono? | I militari in missione chi servono? | E i [[caduti del lavoro|caduti sul lavoro]]? | Per loro nemmeno un cero con il santo patrono, | ma sii serio..'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''Parlo mai di neuropsichiatria? Parlo mai di botanica? Parlo mai di algebra? Io non parlo di cose che non conosco! Parlo mai di epigrafia greca? Parlo mai di elettronica? Parlo mai delle dighe, dei ponti, delle autostrade? Io non parlo di cardiologia! Io non parlo di radiologia! Non parlo delle cose che non conosco! Non parlo di cose che non conosco. E vattene! E vattene!''<ref>Questa citazione, parte finale della canzone, è un campionamento di una battuta di [[Nanni Moretti]] nel film ''[[Sogni d'oro]]'' (1981).</ref> (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''E pensare che per [[Dante Alighieri|Dante]] questo era il "bel paese là dove 'l sì sona".''<ref>{{cfr}} [[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXXIII, 79-80: «''Ahi Pisa, vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l sì suona,'' | [...].»</ref> (da ''Goodbye Malinconia'', n. 7) *''Per pagare le spese bastava un diploma, | non fare la star o l'icona, | né buttarsi in politica con i curricula | presi da [[Ilona Staller|Staller Ilona]]''. (da ''Goodbye Malinconia'', n. 7) *''E chi vuole rimanere, ma come fa?! | Ha le mani legate come Andromeda!''<ref>{{cfr}} la [[w:Andromeda (mitologia)|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Goodbye Malinconia'', n. 7) *''Ha polizze auto da truffare con fare astuto | in giro con il collare che pare il cane Pluto. | Sta lì a denunciare le consulte dei massoni | ma poi si fa annullare le multe da Basettoni.'' (da ''La marchetta di Popolino'', n. 8) *''La fine di Gaia non arriverà, | la gente si sbaglia | in fondo che ne sa. | È un fuoco di paglia | alla faccia dei Maya | e di Cinecittà.'' (da ''La fine di Gaia'', n. 9) *''Non per la politica dovete odiarmi, | non per la voce nasale, | ma per questo pezzo! | Adesso avete un motivo!'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''Hai presente [[Kevin Spacey]]? | Bene, è lui Kaiser Souse nei [[i soliti sospetti|Soliti Sospetti]]! | Serial killer di [[Seven]]? Kevin Spacey! | Cattivo di [[Superman Returns|Superman]]? Kevin Spacey! | Perfetto Criminale? Kevin Spacey!'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|Blair Witch Project]] non è una storia vera, | decidi tu se ne vale la pena.'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''[[Io e Marley]]? Alla fine il cane muore. | Nel film [[Hachiko - Il tuo migliore amico|Hachiko]] il cane muore. | [[Bruce Willis]] in The Jackal muore, | come il cinema col [[cinepanettone]]''. (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''Ti disturba? Be', a me disturba | che la trama di [[Disturbia]] sia la stessa di [[La finestra sul cortile|Hitchcock]].'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''[[Il curioso caso di Benjamin Button]] | lo vedi al contrario ed è un film come un altro.'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''Divenuto adolescente la prima intuizione, | ogni capo deve avere un capo di imputazione.'' (da ''Legalize the Premier'', n. 12) *''Legalize, legalize the premier. | [[Marijuana|Sensimilla e ganja]] no, ma il mio seme spargerò. | Io mi legalize.'' (da ''Legalize the Premier'', n. 12) *''Ho dato vita a terremoti e tempeste. Ehi! Ehi! | Ai ruggiti che scuotono le foreste. Ehi! | Alla lava più calda di certe teste | e mi ripagate con sti piagnistei?'' (da ''Messa in moto'', n. 13) *''Guarda, ho creato il mondo in una settimana! | Credi davvero di avere la mia immagine, | no non è facile, non sei il mio manager, | basta parlare a mio nome, ma che diamine, | solleva i tuoi pesi, ma va da un personal trainer!'' (da ''Messa in moto'', n. 13) *''Non siete Stato voi, | uomini boia con la divisa | che ammazzate di percosse i detenuti.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | che mandate i vostri figli al fronte | come una carogna da una iena che la spolpa.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | che rimboccate le bandiere sulle bare | per addormentare ogni senso di colpa.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | col busto del [[Benito Mussolini|duce]] sugli scrittoi | e la [[Costituzione della Repubblica italiana|Costituzione]] sotto i piedi.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | che fate leggi su misura | come un paio di mutande a seconda dei genitali.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi, | servi, che avete noleggiato | costumi da sovrani con soldi immeritati, | siete voi, confratelli di una loggia che poggia | sul valore dei privilegiati come voi | che i mafiosi li chiamate eroi | e che il corrotto lo chiamate pio | e ciascuno di voi, | implicato in ogni sorta di reato, | fissa il magistrato e poi giura su Dio: | "Non sono stato io".'' (da ''Non siete stato voi'', n. 14) [[Immagine:Caparezza Italia Wave Love Festival 2009 02.jpg|thumb|Caparezza nel 2009]] *''Leggere [[William Shakespeare|Shakespeare]], questo è il vero problema!'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Se la sala è piena il [[film]] fa schifo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Ostentare la [[modestia]] è una cosa da superbi.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Il [[pregiudizio]] ti sballa più degli [[LSD|acidi]] che assumi.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Non mi interessa essere capito, | mi interessa essere! | Capito? | Essere! | Capito?'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Alle votazioni gli indecisi sono decisivi.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Vedi Satana dappertutto, sei sei sei pazzo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Il mio ultimo piano sarà salire sul terrazzo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Non ho voglia di andare d'accordo, | ho voglia di andare! | D'accordo? | Di andare! | D'accordo?'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Fare dischi di denuncia o fare dischi da denuncia?'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''La [[parola]] spesso è più importante di chi la pronuncia.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Io sarei un ragazzo a modo se solo ci fosse un modo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Come [[Giuda Iscariota|Giuda]] rinnego e ti mollo, | senza Giuda cosa porteresti al collo.'' (da ''Lottavo, capitolo'', Bonus track) *''La [[destra e sinistra|sinistra]] mi dà assillo politico, | la [[destra e sinistra|destra]] mi torna buono quando me lo scrollo.'' (da ''Lottavo, capitolo'', Bonus track) *''Parlo a vanvera, | di me non ha un buon ricordo nemmeno [[Giovanni Pico della Mirandola|Pico Della Mirandola]].'' (da ''Lottavo, capitolo'', Bonus track) ====Citazioni su ''Il sogno eretico''==== *{{NDR|Su ''Goodbye Malinconia''}} È un brano nato in Inghilterra dopo aver parlato con alcuni dei tanti italiani emigrati a Londra.<ref group="fonte" name=ere>Citato in Luca Benedetti, ''[http://milano.corriere.it/milano/notizie/concerti_e_locali/11_marzo_14/caparezza-eretico-di-successo-190222696770.shtml Caparezza, eretico di successo]'', ''Milano. Corriere.it'', 14 aprile 2011.</ref> (Caparezza) *{{NDR|Su ''Legalize the Premier''}} [[Silvio Berlusconi]] non è mai nominato esplicitamente. La mia è un'accusa più generale a un seme che ha germogliato nel sistema italiano: se diventi Presidente del Consiglio sei libero di modificare le leggi a tuo uso e consumo.<ref group="fonte" name=ere/> (Caparezza) *Sono offeso dai giudizi offerti da Caparezza nel suo ultimo singolo {{NDR|''Goodbye Malinconia''}}, giudizi che l'Italia e Milano non meritano. [...] Mi rattrista che un italiano si associ ad un'operazione contro il proprio paese, colpire Milano come simbolo di un'Italia degradata significa denigrare uno dei simboli di un paese che lavora nonostante il momento difficile che sta attraversando. ([[Gianfranco Rotondi]]) ===''Museica''=== '''Etichetta''': Universal, 2014, prodotto da Caparezza. *''Come quando ti accuso di darmi | sempre [[torto]], | è parte del gioco. | Se mi rispondi che non è vero, | mi hai dato torto, | è parte del gioco.'' (da ''Canzone all'entrata'', n. 1) [[File:Francisco de Goya, Saturno devorando a su hijo (1819-1823).jpg|thumb|''Saturno che divora i suoi figli'' ([[Francisco Goya|F. Goya]], 1820 ca.), il quadro che ha ispirato ''Figli d'arte'', traccia n. 5 dell'album.]] *''Se mi stai ascoltando e pensi | "Capa, ma che pezzo originale" | sei più banale | dell'allusione sessuale | sulle [[banana|banane]].'' (da ''Canzone all'entrata'', n. 1) *''Ho le ossessioni, amico, serie, | mi prendono per il sedere tipo sedie | come quando sei malato di [[schizofrenia]] e il prete ti convince che il diavolo ti possiede.'' (da ''Avrai ragione tu (Ritratto)'', n. 2) *''Magari chiedo scusa ai leghisti, | magari, scrivo a caratteri cubitali: | "Voglio la [[Padania]] libera, via dall'Europa!" per il gusto di chiamarvi extracomunitari.'' (da ''Avrai ragione tu (Ritratto)'', n. 2) *''Ricevono gli [[applauso|applausi]] sì, | ma imbarazzanti come quelli dopo gli atterraggi.'' (da ''Avrai ragione tu (Ritratto)'', n. 2) *''Van Gogh, mica quel tizio là | uno che alla tua età | libri di [[Émile Zola]], | [[William Shakespeare|Shakespeare]] nelle corde, | [[Charles Dickens|Dickens]] nelle corde, | tu leggi manuali di DVD Recorder.'' (da ''Mica Van Gogh'', n. 3) *''Lui, trecento lettere, letteratura fine, | tu, centosessanta caratteri, due faccine, fine.'' (da ''Mica Van Gogh'', n. 3) *''Tu, in fissa con i cellulari, | lui coi girasoli. | Girare con te è un po' come quando si gira soli.'' (da ''Mica Van Gogh'', n. 3) *''Quando supero gli [[quarantenne|anta]], | metto su panza, | lascio i capelli sul pettine.'' (da ''Non me lo posso permettere'', n. 4) *''Credo nell'onestà, | la [[disillusione]] non me la posso permettere.'' (da ''Non me lo posso permettere'', n. 4) *''Lui dal conduttore per la prima serata, | io dallo psicologo poi dallo psichiatra, | e temevo il buio già quand'ero bambino, | lo chiamavo buio ma era l'ombra del divo, | che frequento meno di un antidepressivo, | sarei stato molto meglio dentro il suo preservativo! | E se cantassi, dovrei subire a vita il confronto, | sentirmi dire che non son pronto, | la scena indie mi sfancula come lui! | Sono figlio di un uomo che parla di pace nel mondo ma non mi ama! | Per lui siamo tutti fratelli, ho mille fratelli ma non ci ama!'' (da ''[[Figlio d'arte|Figli d'arte]]'', n. 5) *''Ricordo quando mio padre mi disse: "Vieni e senti, | l'arte è meno banale degli esseri viventi, | la mia missione è darle vita senza mai una pausa, | la tua missione è immolarti per questa giusta causa, | ora rimani là solo, l'assolo."'' (da ''Figli d'arte'', n. 5) *''Scoppia la guerra, | io me ne scappo, | ma quale patria? | Io me ne sbatto, | tu mi imponi le divise, | io me le strappo, | ho due bottiglie, tu combatti, | io me le stappo. | [[diserzione|Disertore]] a vita, | e me ne vanto, | se foste come me non ci sarebbe guerra in atto.'' (da ''Comunque dada'', n. 6) *''Mi interessa l'arte, | ma le emozioni zero, | mi ha detto: "Capa, io canto le mie canzoni fiero!" | Si, mi ricordano un'opera di Manzoni, credo, | e non parlo di [[Alessandro Manzoni|Alessandro]], ma [[Piero Manzoni|Manzoni Piero]].''<ref>{{cfr}} la voce [[w:Merda d'artista|Merda d'artista]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Comunque dada'', n. 6) *''Non mi smuovi, no, | proseguo indomito, | a vedere il bello ovunque, | pure nel mio [[vomito]].'' (da ''Comunque dada'', n. 6) *''Ho bisogno di una [[prospettiva]], | di un nuovo punto di vista, | me l'ha detto l'oculista.'' (da ''Giotto beat'', n. 7) *''Serve ripresa e stabilità, | steadycam, | voglio risvegliarmi là, | nell'Italia post-bellica. | Tutti al mare sabato e domenica, | accendo la tele niente oscenità, | il Tenente Sheridan.'' (da ''Giotto beat'', n. 7) *''Lo spettacolo elettorale è uno show penale, | non resta che filosofeggiare come [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] | e non so più nemmeno da chi farmi governare, | vedo circhi ma non vedo pane | dillo a [[Decimo Giunio Giovenale|Giovenale]].''<ref>{{cfr}} [[Decimo Giunio Giovenale]], ''Satire'', X, 81: «''Panem et circenses''» (Pane e giochi {{NDR|per distrarre il popolo}}).</ref> (da ''Giotto beat'', n. 7) *''In principio era il verbo, gerundio, Innuendo, | il giocoliere dei pianeti in pieno allenamento''<ref>{{cfr}} copertina dell'album ''[[w:Innuendo|Innuendo]]'' (1991) dei [[Queen]].</ref>'' | creò la terra fragile come quella degli Yes.''<ref>{{cfr}} copertina dell'album ''[[w:en:Fragile (Yes album)|Fragile]]'' (1971) degli [[Yes]].</ref> (da ''Cover'', n. 8) *''Nove mesi e l'ostetrica: "Su, spingi", | dal piacere sconosciuto e condiviso | il mio cuore pulsa come la pulsar dei [[Joy Division]].''<ref>{{cfr}} copertina dell'album ''[[w:Unknown Pleasures|Unknown Pleasures]]'' (1979) dei [[Joy Division]].</ref>'' | Il parto nella piscina è andato bene, sai | ci ho trovato pure il dollaro di Nevermind.'' (da ''Cover'', n. 8) *''In classe mangio una [[banana]] che mi dà, | quindici minuti di notorietà, Underground Velvet.''<ref>In riferimento alla copertina disegnata da [[Andy Warhol]] per l'album ''[[w:en:The Velvet Underground & Nico|The Velvet Underground & Nico]]'' (1967) dei [[The Velvet Underground]] e ad una citazione dello stesso Warhol: «Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per 15 minuti.» {{Cfr}} ''[http://www.radioliberatutti.it/musica/artisti/item/454-caparezza-cover-testo-e-interpretazione Caparezza: Cover, testo e interpretazione]'', ''RadioLiberaTutti.it''.</ref> (da ''Cover'', n. 8) *''Sono nato e sono cresciuto, | sono morto sotto una "[[cover]]", | alzo la testa e mi rendo conto | che tutta la mia vita è stata su una "cover".''<ref>Il ritornello, cantato in inglese da Roddy Rock, gioca sul duplice significato della parola "cover" sia come brano musicale, sia come "coperta" o "rivestimento". {{Cfr}} ''[http://www.radioliberatutti.it/musica/artisti/item/454-caparezza-cover-testo-e-interpretazione Caparezza: Cover, testo e interpretazione]'', ''RadioLiberaTutti.it''.</ref> :''I was born and I grew up | I was dead under the cover | I raise my head and I realize | that all my life was on a cover.'' (da ''Cover'', n. 8) *''Casomai mi cercaste | sono tra le carcasse di Master of Puppets,''<ref>{{cfr}} copertina di ''[[w:en:Master of Puppets|Master of Puppets]]'' (1986) dei [[Metallica]].</ref>'' | come uno spettro veglierò su di voi | dalla faccia oscura della luna dei [[Pink Floyd]].''<ref>{{cfr}} copertina di ''[[w:The Dark Side of the Moon|The Dark Side of the Moon]]'' (1973) dei [[Pink Floyd]].</ref> (da ''Cover'', n. 8) *''Non è la fede che ha cambiato la mia vita, ma l'[[inchiostro]] | che guida le mie dita, la mia mano, il polso.'' (da ''China Town'', n. 9) *''Non è la droga a darmi la pelle d'oca ma | pensare a [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] in mano la penna d'oca là | sullo scrittoio a disegnare quella [[nota (musica)|nota]] fa | la storia senza disco né video né social.'' (da ''China Town'', n. 9) *''China Town, il mio Gange, | la mia terra santa, | la mia mecca. | Il prodigio che dà voce | a chi non parla, | a chi balbetta.'' (da ''China Town'', n. 9) *''L'[[inchiostro]] sa quante frasi nascondono i silenzi.'' (da ''China Town'', n. 9) [[File:Dickensdream.jpg|thumb|upright=1.4|''Il sogno di Dickens'' (R. W. Buss, 1875), il quadro che ha ispirato ''Canzone a metà'', traccia n. 10 dell'album.]] *''La paura di perdere l'estro, | l'ispirazione che manca, | la magia che stanca, | vallette segate a metà dell'anca.'' (da ''Canzone a metà'', n. 10) *''Per l'entusiasmo mi accendo | ma devo ammetterlo | un soffio e mi spengo a metà | come la [[sigaretta]] | di chi vuole smettere.'' (da ''Canzone a metà'', n. 10) *''I [[Prigioni|prigionieri <nowiki>|</nowiki> di Michelangelo]]'' [...] ''sono prigionieri dei blocchi di marmo, | sono prigionieri dei blocchi di marmo, | davvero prigionieri dei blocchi di marmo, | blocchi d'artista, blocchi di marmo, | mi danno come la sensazione, | come la sensazione di un disagio che mi riconcilia col mondo.'' (da ''Canzone a metà'', n. 10) *''Sì, io voglio essere così, | come i ragazzi delle teste di Modì, | prendermi gioco di ogni tua certezza, | ma con leggerezza, | come un [[colibrì]]!'' (da ''Teste di Modì'', n. 11) *''Pazzi! | Sostenete il contrario del vero, quindi passi | che le vostre carte siano state battute da sassi.''<ref>Riferimento alla [[morra cinese]].</ref> (da ''Teste di Modì'', n. 11) *''Siete come il chiasso della folla indelicata | che a Parigi tratta la [[Gioconda]] come [[Lady Gaga]]. | "Monna Lisa!!! Mannaggia non si è girata! | Mmm... hai visto che pelle liscia e levigata?"'' (da ''Teste di Modì'', n. 11) *''Ciao [[Dante Alighieri|Dante]], ti ricordi di me? | Sono [[Filippo Argenti]], | il vicino di casa che nella Commedia ponesti tra questi violenti, | sono quello che annega nel fango, | pestato dai demoni intorno. | Cos'è vuoi provocarmi, sommo? | Puoi solo provocarmi sonno!''<ref name=argenti>Nella canzone ''Argenti vive'', Caparezza immagina l'ipotetica risposta di [[Filippo Argenti]] a [[Dante Alighieri]] (che nel VII canto dell'[[Divina Commedia|Inferno]] lo aveva posto tra i violenti), in una sorta di dissing medievale.</ref> (da ''Argenti vive'', n. 12) *''[[Filippo Argenti|Argenti]] vive, vive e vivrà, | sono ancora il più temuto della città, | sono ancora il più rispettato, quindi cosa t'inventi? | Se questo mondo è l'Inferno allora sappi che appartiene a... Filippo Argenti!''<ref name=argenti/> (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Non è vero che la lingua ferisce più della spada, | è una cazzata, | cosa pensi tenga più a bada, | rima baciata o mazza chiodata?'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Non c'è dittatore che abdichi perché persuaso, | pare che nessuno sappia nemmeno che significhi [[abdicazione|abdicare]].'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Tutti i grandi [[oratoria|oratori]] sono stati fatti fuori | da signori, violenti e nerboruti.'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Anche gli [[albero|alberi]] sgomitano per un po' di sole.'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Sono sicuro che in futuro le giovani menti, | saranno come l'Argenti e l'arte porterà il mio nome!''<ref name=argenti/> (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Compro horror, ne sono ingordo | come il traffico dell'ingorgo, | ogni crimine ha un indotto | che io trasformo in un lingotto.'' (da ''Compro horror'', n. 13) *''Il giorno dell'omicidio, nessuno nei paraggi | tranne i registi già pronti con i lungometraggi. | Un delitto tira l'altro come ciliegie, | brindiamo con i [[eritrocita|globuli]] dei teenagers.'' (da ''Compro horror'', n. 13) *''Te la vedi nera nella crociera, | per il comandante la scogliera non c'era, | porta la divisa ma stasera al cellulare improvvisa | pare [[Ella Fritzgerald]].''<ref>Riferimento al [[naufragio della Costa Concordia]].</ref> (da ''Compro horror'', n. 13) *''Fatti aiutare da [[Kitaro dei cimiteri|Kitaro]] detto "GeGeGe", | sono sicuro che troverà il rimedio che fa per te, | lo riconosci dai sandali e dal gilet | se del manga ne leggi le pagine, facile!'' (da ''Kitaro''<ref name=kitaro>Testo di Caparezza, [[Shigeru Mizuki]], Tako Izumi.</ref>, n. 14) *''La tua vita è un mortorio | come stare in hotel, | senza uscire mai, | solo col wi-fi.'' (da ''Kitaro''<ref name=kitaro/>, n. 14) *''Sono [[Kitaro dei cimiteri|Kitaro]] e canto, | vengo dal campo santo barcollando, | io non t'inganno come il mambo jambo. | Sono pratico di spiriti yōkai''<ref>{{cfr}} [[w:Yōkai|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>'' da pargolo ci giocai, | conosco chi ti sta soffocando.'' (da ''Kitaro''<ref name=kitaro/>, n. 14) *[...] ''| si nutre della tua attenzione come gli [[ubriachezza|ubriachi]], |'' [...]. (da ''Kitaro''<ref name=kitaro/>, n. 14) [[File:Quarto Stato.jpg|thumb|upright=1.4|''Quarto Stato'' (G. Pellizza da Volpedo, 1901), il quadro che ha ispirato ''Troppo politico'', traccia n. 15 dell'album.]] *''Il mio lessico poco compreso, | chi mi critica lo fa per partito preso.'' (da ''Troppo politico'', n. 15) *''Sono politico, che c'è di strano? | Ho il nome di [[Michele Santoro|Santoro]], il cognome di [[Gaetano Salvemini|Gaetano]], | sono meridionale come la [[questione meridionale|questione]], | migliaia di persone, poche per il Questore.'' (da ''Troppo politico'', n. 15) *''Quando entro nel museo sento brontolio: | "Questa tela fa schifo dipingo meglio io". | Troppi [[Federico Zeri]], ma senza Federico, | fanno tagli di [[Lucio Fontana|Fontana]] sul mio quadro preferito. | Appena parlano di [[arte moderna]] | volano certe stilettate che manco la scherma. | Lo fanno apposta per non essere ignorati, | le cantano ma non sono titolati, | sono [[traccia fantasma|ghost tracks]].'' (da ''Sfogati'', n. 16) *''Oggi vado al cinema d'essai | ma se ti chiedo: "Vieni al cinema con me?" | rispondi: "Eh? Se". | In paese la rassegna gratis di [[Federico Fellini|Fellini]] | è piena di cafoni che giocano coi telefonini. | Chi nella vita ha visto solo un DVD-R | chiede la testa del regista, [[Maximilien de Robespierre|Robespierre]].'' (da ''Sfogati'', n. 16) *''La [[paranoia]], che nelle sere mi ingoia.'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''Fai, | fai da, | fai da te, | fai da tela, | e lascia che la gente ti dipinga come può! | Come deve! | Come crede!'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''La [[gente]]! | Tutti ce l'abbiamo con la gente... | Come se non ne fossimo parte, | ci si estromette sempre! Sempre!'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''Essere ci viene male come le fototessere.'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''Tempo e denaro sono concetti diversi non so accomunarli, | scrivo un disco sull'arte col rischio di imputtanarmi, | ora che posso farci, è troppo tardi.'' (da ''È tardi''<ref>Testo di Caparezza e [[Michael Franti]].</ref>, n. 18) *''Disegno con la voce, perché manco di tatto.'' (da ''Canzone all'uscita'', n. 19) *''Pensando a sto disco, ho sofferto d'insonnia, | acufene, fischi, se ciò che canto ha peso | lascialo appeso, sulla parete museo con dischi.'' (da ''Canzone all'uscita'', n. 19) ====Citazioni su ''Museica''==== *{{NDR|Su ''China Town''}} La canzone è una dichiarazione d'amore per l'inchiostro e la scrittura. Se ne sta lì, nero su bianco, come il quadrato di Malevich.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.deejay.it/speciali/caparezza-in-anteprima-il-nuovo-video-china-town/396282/ Caparezza, in anteprima il nuovo video "China Town"]'', ''Deejay.it'', 3 settembre 2014.</ref> (Caparezza) *''Museica'' è il mio museo, la mia musica, il mio album numero 6. È stato registrato a Molfetta e mixato a Los Angeles (dal pluri-blasonato Chris Lord Alge) ed essendone sia l'autore che il produttore artistico, lo considero come un nuovo "primo" disco. È un album ispirato al mondo dell'arte, l'audioguida delle mie visioni messe in mostra.<ref group="fonte">Da ''[https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=648471598523316&id=262849827085497&stream_ref=10 Facebook.com]'', 20 marzo 2014; citato in ''[http://www.105.net/musicbiz/news/tipo/magazine/titolo/caparezza-racconta-il-suo-museica Caparezza racconta il suo "Museica"]'', ''105.net''.</ref> (Caparezza) *''Museica'' si muove tra due poli opposti, la violenza e l'arte. Se si subisce una violenza, anche nel vivere, ci si costruisce una realtà parallela per vivere nel proprio mondo. Comporre è un momento estraneo al ciclo violento della vita.<ref group="fonte">Dall'intervista di Marinella Venegoni, ''[http://www.lastampa.it/2014/04/15/blogs/on-the-road/il-pazzo-mondo-di-caparezza-peace-and-louvre-museica-con-i-quadri-zefu7a0AdIERQDTR51ruyK/pagina.html Il pazzo mondo di Caparezza. Peace and Louvre: ecco "Museica"]'', ''Lastampa.it'', 15 aprile 2014.</ref> (Caparezza) ===''Prisoner 709''=== '''Etichetta''': Universal, 2017, prodotto da Caparezza. *''Quando ascolto i miei coetanei sembrano più grandi, | è il vissuto che fa l'età non i compleanni.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''"Siccome immobile", sto sul palco del [[5 maggio]].''<ref>{{cfr}} [[Alessandro Manzoni]], ''Il cinque maggio'': «''Ei fu. Siccome immobile, | dato il mortal sospiro, |'' [...]».</ref> (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Cantavo per fuggire dal mondo in un solo slancio, | ora che cantare è il mio mondo, ne sono ostaggio.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Non sono più lo stesso di un [[secondo]] fa, | nel mio caso, fidati, pure un secondo fa.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Tanto per quanta fama ricevi, | avrà sempre più paganti la [[fontana di Trevi]].'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Non ha senso recitare la parte degli incompresi | con tutti dalla mia parte, con tutti così cortesi.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Non mi riconosco più, prosopagnosia, | sto cantando ma il mio volto non è divertito, | quasi non capisco più quale brano sia, | ogni volta mi riascolto e sono risentito. | Un video di chirurgia ricorda a me stesso | che può essere sgradevole guardarsi dentro | fino a diventare oggetto del proprio disprezzo | e dire: "Sono io sputato quello nello specchio!"'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Nel buio di una galera dalle barre chiuse | non immaginiamo la catena ma le piume, | passano le guardie tra file di facce mute, | ci mordiamo lingue come capesante crude.'' (da ''Prisoner 709'', n. 2) *''Il [[futuro]] sopprime colui che negli occhi lo guarda, è un basilisco.'' (da ''Prisoner 709'', n. 2) *''Oggi che la rete è l'unica, | io giro con amo e lenza, | ma la gente ascolta la musica, | non ascolta la coerenza | e sono mariuolo avido tra tanti | ladri d'oro, platino e diamanti.'' (da ''Prisoner 709'', n. 2) *''Appena nato Giove m'ha regalato una biglia zaffiro, | mi disse: "Abbine cura, è una figlia che t'affido." | L'ho tenuta sul mio cuscino fino al mattino | ed ero pronto a tutto, perfino al martirio.'' ([[Atlante (mitologia)|Atlante]]: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Del giorno in cui mi cadde il mondo addosso, | ricordo tutto pure l'ora e il posto, | il contraccolpo poi la stretta al collo, | la stretta al collo, la stretta al collo.'' (Atlante: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''[[Dike]], una dea per molti, un'angoscia per gli empi, | una benda sugli occhi che annoda coi lembi.'' (da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Lascio ogni ragazza, con questo mio corpo, afona | e tu sarai mia, ti voglio addosso, canfora, | posso darti il mondo, il mondo, non la metafora.'' (Atlante: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Non sono di nessuno, nemmeno di [[Ulisse]] | e sono chiara e ferma come le stelle più fisse. | Usi la forza e la ricchezza per le tue conquiste? | Non sei più forte né più ricco, sei solo più triste.'' (Dike: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Arretra adesso, barbaro! | Che tu sieda sul trono o sulla pietra dello scandalo, | a me interessa poco il tuo pianeta bello e vandalo, | piuttosto mi do fuoco, sto più lieta dentro il Tartaro!'' (Dike: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) [[File:Caparezza live @ Koko, London 12 10 2014 (15528942992).jpg|thumb|Caparezza nel 2014]] *''Il [[rap]] è psicoterapia, quindi materia mia, | block notes, penna a sfera, via!'' (da ''Forever Jung''<ref name=jung>Testo di Caparezza e di [[Darryl Matthews McDaniels]].</ref>, n. 4) *''Ti liberi se parli il rap | e non puoi dire il contrario tanto è "parli il rap".'' (da ''Forever Jung''<ref name=jung/>, n. 4) {{NDR|[[palindromi dalle canzoni|palindromo]]}} *''I veri padri del rap sono [[Sigmund Freud|Freud]] e [[Carl Gustav Jung|Jung]] | prima di [[Clive Campbell|Dj Kool Herc]] e del folle boom, | prima che la vecchia scuola ci abbia messo rime su, | potere alla parola prima di [[Frankie hi-nrg mc|Francesco Di Gesù]]. | Guarda chi lo pratica, | ha seri problemi non basta la chiropratica, | nah, gente prolissa col primo che a tiro capita.'' (da ''Forever Jung''<ref name=jung/>, n. 4) *''[[Rabbino|Rabbi]], [[papa]], [[Dalai Lama|Lama]], [[imam]]; | [[Bibbia]], [[Dharma]], sura, [[Torah]]; | [[pane]], [[vino]], [[Casherut|kashèr]], halāl; | [[Yom Kippur]], [[Quaresima]], [[Ramadan]].'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Non so voi, | io vado a farmi una religione come [[Lev Tolstoj|Tolstoj]].'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Forse sarà l'età | ma voglio un [[religione|culto]] da osservare per essere libero di privarmi della mia libertà.'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Prego per avere grazie, | l'opposto dei galatei, | col divino in simbiosi, | cambio il vino in cirrosi.'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Poi [[Gautama Buddha|Buddha]] dice che l'inferno è dentro, | sarà vero, deve avergli fatto effetto l'Habanero.''<ref>{{cfr}} [[w:Habanero|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Il tipo di uomo che recita il Sutra del Loto''<ref>{{cfr}} [[w:Sutra del Loto|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>'' | poi dopo si butta nel vuoto, | vorrei raggiungere il [[Nirvana]] | come loro, idem, | raggiungere i [[Nirvana (gruppo musicale)|Nirvana]] | non il loro leader.''<ref>Riferimento a [[Kurt Cobain]].</ref> (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''C'è una scienza dietro le religioni: | il testo epico, l'impianto scenico, | nuove barriere, nuove prigioni, | non mi immedesimo, confusianesimo.'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Le [[rima|rime]] talmente pungenti che sembrano concepite con il braille.'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Un testo prolifico che quasi quasi lo intitolo "Gonade".'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Vorrei scrivere un testo epocale | così bello che lo sento e sto male, | così intenso che fa pure male, | così tetro che suona al mio funerale, | così introspettivo che ne vedi le viscere.'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Sarà una mina che lascerà il segno | come la mina che lasci nel seggio, | solo che cambierà in meglio.'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Le spalle curve per il peso delle [[aspettativa|aspettative]] | come le portassi nelle buste della spesa all'Iper.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''E ti ripari dall'imbarazzo che sta piovendo addosso | con un sorriso che allarghi come un ombrello rotto, | potessi abbattere lo schermo degli anni | ti donerei l'inconsistenza dello scherno degli altri.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Sei nato nel mezzogiorno però purtroppo vedi | solo neve e freddo tutto intorno come un uomo yeti.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Chi dice che il mondo è meraviglioso | non ha visto quello che ti stai creando per restarci. | Rimani zitto, niente pareri, | il tuo soffitto: stelle e pianeti. | A capofitto nel tuo limbo in preda ai pensieri | procedi nel tuo labirinto senza pareti.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Potessi apparirti come uno spettro lo farei adesso | ma ti spaventerei perché sarei lo spettro di me stesso | e mi diresti "guarda, tutto a posto, | da quel che vedo invece, tu l'opposto".'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Sono stufo dei drammi in tele, delle lamentele, delle star in depre, | del nero lutto di chi non ha niente a parte avere tutto.'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Pare che il [[tumore|brutto male]] nasca spontaneo da un conflitto irrisolto, | vadano a dirlo a chi ha raccolto l'uranio dal conflitto in Kosovo.'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Non vivo la [[crisi di mezza età]] dove dimezza va tutto attaccato, | voglio essere superato come una [[Autobianchi Bianchina|Bianchina]] dalla super auto, | come la cantina dal tuo super attico, | come la mia rima quando fugge l'attimo, | sono tutti in gara e rallento | fino a stare fuori dal tempo. | Superare il concetto stesso di [[superamento]] mi fa stare bene.'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Questa canzone è un po' troppo da radio, 'sti cazzi finché... | mi farà stare bene!'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Non aver paura di [[invecchiamento|invecchiare]], | l'età che si dimostra, attrae, vedi [[Persepoli]], | non avere paura di stonare, | non le pop-star, le campane suonano per secoli!'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze>Testo di Caparezza e [[Max Gazzé]].</ref>, n. 9) *''E ricorda di omaggiare il silenzio | fingendo di lasciare un fiore sulla tomba di [[Marcel Marceau]].'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Non venerare la [[modernità]], è di plastica, | negli anni Trenta la modernità era la svastica.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''A sera spegni il [[telefono cellulare|telefonino]], | è un [[apparecchio ortodontico|apparecchio]], infatti ti sta togliendo il sorriso.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Accettare il [[dolore]] per apprezzare la vita | è come ingoiare un tizzone per apprezzare la [[pizza]].'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Pensare a chi sta peggio non ti fa stare meglio | a meno che tu non sia [[cinismo|cinico]].'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Ricorda, il tuo sesto senso è [[senso di colpa|quello di colpa]] | e tutti ne approfittano almeno una volta | perciò va bene l'apertura verso gli altri | ma all'entrata mettici almeno una porta.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Dimentica il [[karma]], | chiunque l'ha fatta franca.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Se ti fanno sindaco ringrazia | e inaugura "Piazza Kiss" per vedere chi spiazza.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Da allora nei miei timpani ne porto i sibili, | ogni giorno come fossi di ritorno da uno show degli [[AC/DC]], | Larsen''<ref name=larsen>{{cfr}} la voce [[w:Effetto Larsen|effetto Larsen]] su ''Wikipedia''.</ref>'', | fischiava per la mia attenzione un po' come si fa con i taxi, | senza una tregua, una continuazione, ma come si fa a coricarsi?'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Uno squillo ossessivo, come un pugno sul clacson, | primo pensiero al mattino, | l'ultimo prima di buttarmi giù dal terrazzo.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Fischia l'orecchio, infuria l'[[acufene]], | nella testa vuvuzela mica l'ukulele, | la mia resistenza è quella zulu, cede, | se arriva Larsen''<ref name=larsen/>'' te lo devi tenere.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Sentivo fischi pure se il locale carico applaudiva, | calo d'autostima.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Ho visto più medici in un anno | che Firenze nel Rinascimento.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Solo chi ce l'ha comprende quello che sento nel senso letterale.'' (da ''Larsen'', n. 10) {{NDR|riferito all'[[acufene]]}} *''Il suono del silenzio a me manca | più che a Simon e Garfunkel.''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:The Sound of Silence|The Sound of Silence]]'', singolo di [[Simon & Garfunkel]] del 1964.</ref> (da ''Larsen'', n. 10) *''Se fossi Re sarei [[Ludovico II di Baviera|Ludovico II in Baviera]], | come lui me ne sto nel castello in ciabatte | a sentire il bordello che fa [[Richard Wagner]], | se mi dicono: "il popolo intero c'ha fame", | rispondo: "Mi spiace, perlomeno c'ha l'[[arte]]".'' (da ''Sogno di potere'', n. 11) *''Mi mettono parole in bocca come impianti molari.'' (da ''Sogno di potere'', n. 11) *''Io mi comporto come il [[Papa]] al comando, dico: | "La Chiesa andrebbe cambiata", come il Papa fosse un altro.'' (da ''Sogno di potere'', n. 11) *''[[Premessa|Premetto]] che sono l'uomo che premette, | premetto che sono l'uomo che premette il grilletto, | premette il grilletto. | Ora sono in manette, chi l'avrebbe mai detto? | Io non l'avrei mai detto, l'avrei solo premesso.'' (da ''L'uomo che premette'', n. 12) *''Premetto che non sono geloso nemmeno un po', | sono di vedute larghe come le GoPro, | non siamo dei robot, | se posso tradire io perché lei non può?'' (da ''L'uomo che premette'', n. 12) *''Vado incontro agli anni, non incontro agli altri, | non so controllarmi, | da porto pazienza arrivo a porto d'armi.'' (da ''L'uomo che premette'', n. 12) *''Raccolta d'urina come gli addetti in [[Area di servizio|autogrill]].'' (da ''Minimoog'', n. 13) *''Solo accettando la [[finzione]] | noi ritroveremo l'umanità.'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''Che venga la [[realtà virtuale]] | non ne ho nessun timore, | tanto mi viene già da vomitare | prima ancora che mi metta il visore. | Vago tra finti pedoni, come in Grand Theft Auto | e predicatori che gridano: "Dio ci perdoni per averlo inventato".'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''E tu ti meravigli se siamo figli di un app aliena? | Si sa che progrediamo, non veneriamo più Ra né Atena | ma una specie di beta tester celeste, non fa una piega.'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''In pratica tu sei | finto (fintoooo). | Io sono finto (fintoooo). | L'universo è finto (fintoooo, fintoooo, fintoooo) | ed è meglio finto (fintoooo), | è più bello finto (fintoooo) | è più vero finto (fintoooo).'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''Crediamo nel vero amore finché non ne arriva uno nuovo | che lo manderà a fare in cu...'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''E ti scandalizzi se ti rivelo che siamo finti? | Proprio non realizzi che per gli alieni tu manco esisti.'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''E si sta come d'autunno sugli alberi le foglie fatte di pixel.''<ref>{{cfr}} [[Giuseppe Ungaretti]], ''Soldati'': «''Si sta come | d'autunno | sugli alberi | le foglie.''»</ref> (da ''L'infinto'', n. 14) *''Io nel pensier mi fingo (fingoooo).''<ref>{{cfr}} [[Giacomo Leopardi]], ''L'infinito'': «''Ma, sedendo e mirando, interminati | spazi di là da quella, e sovrumani | silenzi, e profondissima quiete | io nel pensier mi fingo; ove per poco | il cor non si spaura.''»</ref> (da ''L'infinto'', n. 14) *''Il sorriso delle hostess, fiabe della buonanotte, | lo spettacolo dell'arte, tu di che ti meravigli? |'' [...] ''| Lo stupore per il regalo di compleanno. | Tutto bene grazie e tu? Tu di che ti meravigli?'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''La mia macchina è il cursore di una lampo sulla linea tratteggiata, | guardo nel retrovisore, dietro me si sta scucendo l'autostrada, | dal finestrino taglio il vento con il braccio | non posso più tornare indietro, come faccio?'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Lungo la strada del subconscio | respiro piano, sub conscio | che persino il mare cristallino | ha del torbido quando scavo sul fondo.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Magari sono superbo ma non mi apprezzerebbero, | quindi scusa, ma resto [[umiltà|umile]].'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Sono un [[gabbiano]] che ride dopo averla fatta sul mio monumento.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Ho cosi tante influenze che mi ammalerei se tentassi il ritorno in me.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Ho capito che arrivo alla [[meta]] solo se mi perdo.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) ====Citazioni su ''Prisoner 709''==== *Finalmente sono riuscito ad andarlo a vedere live. L'album nuovo di Caparezza è un grande lavoro e porta un giro un live che non assomiglia a niente. Questa sua prigione libera chi ci entra. ([[Jovanotti]]) *Il fischio nelle orecchie lo avevo da anni, ma era sopportabile. D'improvviso è diventato una tortura, probabilmente a causa dell'abuso dei volumi. Il problema è che non ha cure vere, tanti dicono di poterla battere, ma non ci riesce nessuno. Ho provato di tutto, pillole, iniezioni, psicoterapia, e alla fin fine ho capito che dovrò tenermelo e, semplicemente, pensare ad altro, distrarmi. Ma intanto mi ero chiesto, un classico, perché proprio a me che avevo concentrato l'esistenza sulla musica. In realtà capita a tanti. Ma questo mi ha portato a riflettere e a scrivere, a domandarmi se sono un artista libero o prigioniero del ruolo, perché ho fatto musica e non altro, se era destino fare dischi o se era solo un equivoco. Ed ecco ''Prisoner 709''.<ref group="fonte" name=prison/> (Caparezza) ===''Exuvia''=== '''Etichetta''': Polydor, 2021, prodotto da Caparezza. *''Ho capito che il secondo album era più facile dell'ottavo, | tipi che mi chiedono del tunnel, | dammi una pala che me lo scavo, | dicono che vengo dalla Luna, | ma la mia casa è in un sotterraneo.''<ref>Nel brano ''Canthology'' Caparezza fa riferimento a molte canzoni del suo passato, qui in particolare si rifà ad alcune tracce dell'album ''[[#Verità supposte|Verità supposte]]'' (2003): ''Il secondo secondo me'' (traccia n. 1), ''Fuori dal tunnel'' (traccia n. 8) e ''Vengo dalla Luna'' (traccia n. 6).</ref> (da ''Canthology'', n. 1) *''Io sul palco vinco un premio, | luce, fari, neon, | tutti fanno il dito medio | pure [[Galileo Galilei|Galileo]].''<ref>Nel brano ''Canthology'' Caparezza fa riferimento a molte canzoni del suo passato, qui in particolare si rifà a ''Il dito medio di Galileo'', traccia n. 4 di ''[[#Il sogno eretico|Il sogno eretico]]'' (2011).</ref> (da ''Canthology'', n. 1) *''Il vento fischia una preghiera, sembra Larsen, | mentre fisso una teiera, [[Bertrand Russell]], | palle piene portate a zaino da Atlante, | vado a stare bene, butto la chiave nel sacro Gange.''<ref>Nel brano ''Canthology'' Caparezza fa riferimento a molte canzoni del suo passato, qui in particolare si rifà ad alcune tracce dell'album ''[[#Prisoner 709|Prisoner 709]]'' (2017): ''Larsen'' (traccia n. 10), ''La caduta di Atlante'' (traccia n. 4), ''Ti fa stare bene'' (traccia n. 8) e ''Una chiave'' (traccia n. 7).</ref> (da ''Canthology'', n. 1) *''Me ne vado per le strade strette, oscure e misteriose, | non c'è un cane, qualche stella nella notte fantasiosa | via dal tanfo, via dal tanfo.''<ref>{{cfr}} [[Dino Campana]], ''La petite promenade du poète'', ''Notturni'', ''Canti Orfici'' (1914): «''Me ne vado per le strade | strette oscure e misteriose: | vedo dietro le vetrate | affacciarsi Gemme e Rose.'' [...] ''La stradina è solitaria: | non c'è un cane qualche stella | nella notte sopra i tetti: | e la notte mi par bella. | E cammino poveretto | nella notte fantasiosa, | pur mi sento nella bocca | la saliva disgustosa. Via dal tanfo | via dal tanfo e per le strade | e cammina e via cammina, | già le case son più rade.''»</ref> (da ''Fugadà'', n. 2) *''Vado a Ventimiglia, né codardo né coniglio | perché in casa resta chi non rischia | fuggo come un padre di famiglia, | ma lo faccio per mio figlio.'' (da ''Fugadà'', n. 2) *''Il mio corpo fermo, come se patisse | mi darò alla danza, come se [[Henri Matisse|Matisse]], | luci di Sanremo, la mia vera eclisse, | fuggo dal '97, Jena Plissken.''<ref>{{cfr}} ''[[1997: Fuga da New York]]'' (1981).</ref> (da ''Fugadà'', n. 2) *''Nella mia bara che adesso vedi fuma | leggi il biglietto lì nella fenditura: | "spero che l'aldilà abbia vie di fuga".'' (da ''Fugadà'', n. 2) [[File:Caparezza live @ Koko, London 12 10 2014 (15505882136).jpg|thumb|Caparezza nel 2014]] *''Spinto dalle mie orme ritrovo la guida, | guardo dietro le fronde, è di nuovo mattina, | nella testa una voce di tuono, antica, | sta dicendo: "Non correre uomo".'' (da ''Una voce (skit)'', n. 3) *''Faccio un passo nella selva | senza briglie e senza sella, | vado incontro alla mia libertà, | già da come marcio sembra Selma.''<ref>{{cfr}} la voce [[w:Marce da Selma a Montgomery|Marce da Selma a Montgomery]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''El sendero''<ref name=sendero>Testo di Michele Salvemini e Michael Domenzain Suárez.</ref>, n. 4) *''Non ho mai lasciato la Nigeria | con i miei risparmi chiusi dentro il palmo, | non ho mai sfidato la miseria | nei deserti caldi chiuso dentro un camion, | vivo le mie storie, magari | chiuso in casa come [[Emilio Salgari|Salgari]], | chino sui libri e sui manuali.'' (da ''El sendero''<ref name=sendero/>, n. 4) *''Cammina mio padre, che ha perso suo padre | e vaga da solo, ed è solo un ragazzo | che impara a indossare le scarpe da uomo | e cammina lungo un sentiero di sogni infranti, | guarda dritto, tira avanti. | Chi ha paura perde tempo, | guarda, cito [[Indira Gandhi]].''<ref>{{cfr}} [[Indira Gandhi]], intervista di Oriana Fallaci, febbraio 1972: «La paura, ogni paura, è una perdita di tempo. Come i rimpianti.».</ref> (da ''El sendero''<ref name=sendero/>, n. 4) *''Arte mi devi guidare, fa' uno sforzo, | di' a natura di vegliare il mio percorso, | dalla borsa tiro fuori un grande corno | per soffiare via il mio panico dal corpo.'' (da ''El sendero''<ref name=sendero/>, n. 4) *''A scuola media, introverso, | mummia fuori, Narnia dentro, | ogni docente era certo | che io fossi l'armadietto.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta>Testo di Michele Salvemini, Oscar Giammarinaro, Martino Tempesta e Alessandro Rella.</ref>, n. 5) *''Puntavo ad essere un campione dei Novanta, | ma persi come quel campione dell'Olanda,<ref>Riferimento per assonanza al calciatore olandese [[Robin van Persie]]. Infatti alla domanda «Chi è il calciatore del verso "Puntavo ad essere..."?», Caparezza ha risposto «nel brano ''Campione dei Novanta''? Van Persie, stavolta mi sono divertito a cercare assonanze particolari...» {{cfr}} Francesco Carrubba, ''[https://archive.ph/GMn7h#selection-2443.0-2450.0 Caparezza: nel nuovo album "Exuvia" fa pace con Mikimix (se stesso 20enne)]'', ''RadioItalia.it'', 6 maggio 2021.</ref> | cacciato via dalla stazione di Egolandia, | passavano sopra il mio nome in retromarcia.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''I produttori dicevano: "Tu devi scrivere un pezzo su questo e quello | fare canzoni che aiutino il pubblico a mettere roba dentro al carrello" | e sono andato a Sanremo | quando rappare a Sanremo | aveva l'effetto di un sacrilegio, | io che non ero la star di pregio, | ma lo sfigato che stava in major.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Il mio tracollo, palese | che va da [[Chris Cornell|Cornell]] a [[Chester Bennington|Chester]] | e dopo il buio, l'[[Ulisse]] | arriva ad Itaca più forte, palestre, | chioma folta e basette, | ma la scena ancora non mi riconosce, Laerte.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Che fortuna fu la mia rovina, | ascolto roba new, è una robina, | il vuoto di una hit continua | in confronto Mikimix è [[Bob Dylan]].'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Sai, a volte il traguardo comincia da un passo falso, | fai un percorso diverso da quello che ha fatto un altro, | vai dal pollice verso alla grazia cambiando un anno, | dal pollice verso alla grazia cambiando un anno.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Historia magistra vitae, | ogni passo una scossa, una dinamite, | perdo le difese come l'islandese | che migrò alla ricerca di un clima mite.''<ref>{{cfr}} ''[[Operette morali#Dialogo della Natura e di un Islandese|Dialogo della Natura e di un Islandese]]'' in ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]].</ref> (da ''La matrigna (skit)'', n. 6) *''Sono disarmato, la foresta fa sguardi da occhi cavati, | non mi fido dell'uomo né delle bestie | credo solo ai [[Giacomo Leopardi|Leopardi di Recanati]].'' (da ''La matrigna (skit)'', n. 6) *''Mi abbracci, [[anaconda]], | mi baci, [[barracuda]], | mi salverò dall'onda | se andrò contronatura.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''[[Natura]] dieci e lode, o 15 22, | paura, sfregi e morte: le inventi tutte. | Con le zanne, con gli artigli, | col tuo mare senza appigli (Sto crescendo male), | con le spine per i rovi, | con le spire dei pitoni (Sto crescendo male), | con le rane velеnose, | con le frane nеlle gole (Sto crescendo male), | con le trame delle tele, | di quelle vedove nere | tu sei Madre Natura.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Ma io voglio di più | più del portare avanti la mia specie, | questo obiettivo, guarda, mi fa specie, | io ti pensavo più saggia di tutti e invece tu.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Sono così bella che mi perdoni tutto | sono così bella che sono sempre nel giusto | sono così bella, non posso farti del male | sono così bella, di una bellezza letale.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Adesso che sei famosa ti incensano come star, | io spesso ti sogno [[natura morta|innocua]] in un cesto di [[Paul Cézanne]].'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Nelle grotte i tuoi canini sono stalattiti | mi divori dall'interno come i parassiti.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''So che vivi nell'incuria, non ragioni, non decidi, | chi di te si prende cura lo fa contro i tuoi principi.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Vivo un eterno paradosso, | un introverso fermo e con i fari addosso | e non affondo, | ora so nuotare a dorso, | lascio l'abisso alle mie spalle, | vago nel panta rei.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Un adulto che fa un genere da ragazzini | tanto ai ragazzini piace la roba per adulti.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Avrei meno pensieri se lavorassi alla [[zecca (moneta)|zecca]] | perché mi mettono a far soldi е mi pagano pure.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Mi nutro di paradossi, | ceno a casa d'ospiti, | mi godo gli aghi nei boschi, | mando in para tossici, | guardo la libertà negli occhi di un tiranno | che sbava ordini, credimi.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Per gli amici sono Snàporaz, | cito sempre [[8½]], | non ho più niente da dire, ma... | ma voglio dirlo lo stesso.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Un dubbio mi tallona e mi sta addosso, | sarò già stufo di ogni mia canzone, | ma canto per nutrire un paradosso?'' (da ''Marco e Ludo (skit)'', n. 9) *''Da grande suonerò la [[Sinfonia n. 6 (Beethoven)|Pastorale]] | ora sul piano resto curvo come un pastorale, | mio padre è d'umore un po' grigio, mi vuole prodigio | ma sono solo un bambino e c'è rimasto male.''<ref name=scelta>Il brano racconta le storie di [[Ludwig van Beethoven]] e [[Mark Hollis]] (i cui nomi nel testo vengono italianizzati rispettivamente in Ludovico e Marco), musicisti che hanno compiuto scelte di vita opposte: il primo si è dedicato alla musica fino alla morte, mentre il secondo ha preferito ritirarsi a vita privata dopo il successo.</ref> (da ''La scelta'', n. 10) *''Sono [[Ludwig van Beethoven|Ludovico]], culto, mito, | donne mi scansano come avessi avuto il tifo, | troppi affanni, a trent'anni ho perduto udito: | tu mi parli e mi pari un fottuto mimo. | Se la mettiamo su questo piano la mia vita, | ha senso se la mettiamo su questo piano.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Scrivo mille lettere, faccio rumore, | lotto col silenzio ma ce la farò, | tengo la mia musica, lascio l'amore, | io sarò immortale, la mia amata no.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Mi chiamo [[Mark Hollis|Marco]], sento il gelo dei riflettori, | vorrei rimanerne fuori ma il mondo vuole che vada in tour, | entro in classifica perché la fama è cieca, | così cieca che in fondo non mi riguarda più.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Ehi, sono Marco, new romantico, | sotto palco scompaio, puff come borotalco, | che guaio, bruciano il mio contratto | ché il sound è cupo, rarefatto. | Ho preparato un ritiro veloce, | la mia famiglia è più importante di un giro di note | e questi parlano, parlano mentre io | sto ricucendo la vita con un filo di voce.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Sono un rapper di successo, sì, però al contrario, | io non vengo dalla strada, ma so che ci finirò.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Se qualcuno dice: "Ho un [[cane]] che è come un figlio", | controbatto: "Sì, beh, tuo figlio è un po' come un cane". | Amo quella [[ittero|bile che tinge il bulbo oculare]], | non immagini il brivido che mi dà.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Tu dammi un consiglio che farò il contrario | gettare scompiglio, mi offro volontario.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Stasera ho visto "[[Scarface]]", è una cagata pazzesca | dopo un paio di frame, "[[La corazzata Potëmkin|La corazzata]]" s'apprezza,<ref>{{cfr}} [[Ugo Fantozzi]] in ''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'' (1976): «Per me... La corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca!»</ref> | più che l'oro dalle strade<ref>{{cfr}} Tony Montana in ''[[Scarface]]'': «Pelano cipolle. Queste dovrebbero cogliere l'oro per le strade, altro che cipolle!»</ref> | con queste mani ho raccolto le mie palle da terra.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Sì, mi fa paura l'[[ignoranza]], lo vedo come dilaga | e brucia tutto, la vedo, è come di lava.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Sono l'unico sano in un manicomio, | ma sembro quello ubriaco con te che rimani sobrio, | con te che minacci sempre: "Vedrai che rimarrai solo" | credendo che questo mi impensierirà.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Meglio essere un numero che il numero uno come tanti.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Fui [[Zorro|Diego de la Vega]], | le scrissi un'ultima lettera perché già temevo per la carriera, | [[Scream|Ghostface]] quella sera | ci lasciammo per telefono e si ritrovò un coltello nella schiena.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Vanno in scena le mie [[maschera|maschere]], | io non voglio andare in cerca di me stesso | perché rischio di trovarmi per davvero.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Sono tutti [[V (personaggio)|V]] con le frasette dopo l'hashtag.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Non elogiare la [[sincerità]] | perché non è un merito, è un mezzo, | eroi della superficialità | vorrei sentirvi mentire più spesso.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Ma la mia maschera non la tolgo | o mi lascerà senza volto | come lo spettro di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]]<ref>{{cfr}} ''[[La città incantata]]'' (2001).</ref> | cos'è un uomo senza, senza uno spettacolo in scena?'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Meglio una bugia che almeno è creativa | se vuoi la verità, non è nient'altro che questa: | come puoi dirmi di non [[finzione|fingere]] se la scelta di fingere è un bisogno reale? | Se anche l'[[età]] cambia il mio volto con un colpo teatrale? | Se togli l'[[arte]] dal mio mondo, è solo un posto banale, ricorda: | "Art is better than life".'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''La mia città fantasma è una città fantastica | d'avanguardia, giuro da vantarla, | era folle e candida, come Parsifal, | folla e calca, Londra e Fatima.'' (da ''Ghost memo (Skit)'', n. 13) *''Questa città non è più mia, ha un cuore cyber, | vedo più mutazioni di un disegnatore Marvel.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Per questi ragazzi non ci sarà scampo, | giocano alla [[mafia]], "Mamma, vado in strada, sparo", | a trent'anni da [[strage di Capaci|Capaci]], vedi, sarà strano | ma il modello è diventato Genny Savastano.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Il nemico sta sempre più a meridione, | tu sposta il cannone e minaccia terre in Antartide.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Non mi lodare perché resto schivo, | anni che difendo chi voleva questo schifo, | resto a custodire il vuoto dentro questo scrigno, | vomito fuoco, ma sono il draghetto Spyro.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Perché l'umana natura sta divorando ogni cosa, | la carreggiata, le mura, persino i banchi di scuola, | la giostra è ferma come Pripyat, | falle una foto come Pripyat.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Alice, come te la passi? | Com'è la vita nei palazzi?'' | [...] | ''Mi hanno detto che non guardi più i gatti,<ref>{{cfr}} [[Francesco De Gregori]] in ''Alice'', traccia n. 1 di ''Alice non lo sa'' (1973): «''Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole | mentre il mondo sta girando senza fretta.''»</ref> | ma l'armadietto dei farmaci e devi curarti.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''[[Crono|Chronos]] è il dio della caccia, | tu credi, Diana? | La frеccia che ho nella pancia | è una [[meridiana]]. | Sfoglio calеndari con un solo giorno, [[lunedì]], | non ho risolto il mistero.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Sono troppo vecchio per fantasticare, | sono troppo giovane per il blackout, | faccio controvoglia quello che mi pare | perché mi ricordo che così si fa.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Dove sei, [[Meraviglia]]? | La [[noia]] mi tiene la briglia.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Il tempo mette la cravatta ad [[Huckleberry Finn]].'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Ed il Coniglio Bianco fa l'ultimo miglio stanco, | sempre più distratto, come un alunno all'ultimo banco, | sembra in affanno, molto mogio vaga tra la gente, | dalla tasca prende un orologio che non ha lancette.'' (da ''Pi Esse (skit)'', n. 16) *''Io felice sulla riva, per cornice l'aria estiva, | tra i castelli sulla sabbia chiuso nella gabbia della tua clessidra.'' (da ''[[Tempo|Zeit]]!'', n. 17) *''Dimmi, [[tempo|Zeit]], cosa ti è successo? Non mi tieni il passo, | ritorni indietro come Sisifo, non tieni il masso, | correvi a perdifiato, adesso perdi fiato, che disastro, | sembri Pilato, non sei più pilastro.'' (da ''Zeit!'', n. 17) *''Dicono: "Ai miei tempi", si autoescludono da questi, | come se la vita fosse una faccenda da [[ventenne|ventenni]].'' (da ''Zeit!'', n. 17) *''Io non pensavo tu invecchiassi come tutto il resto, | tu che accartocciavi quegli anziani come un brutto testo, | seguo le tue tracce sul mio corpo, tutto il tempo | quando un giorno perderemo Chronos, sarà a lutto il tempio.'' (da ''Zeit!'', n. 17) *''Smettila di mandarmi fiori | tanto mi azzanneresti come i cani fuori, | piuttosto leggimi dentro come i grandi tomi | perché la vita è un lampo e tu ci arriverai in ritardo come fanno i tuoni. | Io sono il tuo futuro, chiama i testimoni, | non puoi mandare i piani in fumo come gli estintori.'' (da ''[[Morte|La certa]]'', n. 18) *''Quando stai male sono la tua litania, | ma quando il male passa divento una tassa, una tirannia.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Mi vedi come la cattiva, la tenebra, la maldita, la dea che fa la bandita, | ma voglio solo schiodarti dalla panchina, | voglio vederti giocare la tua partita, | ringraziami, | che se fossi svanita come una dedica incisa nella battigia | avresti l'anima spenta, l'anima grigia | come la cenere di una cicca nella lattina, | ho dato io il tuo senso a tutto | e sono vera e senza trucco, | anche se non lo ammetti è a me che va il pensiero | più che al cielo del Nabucco.''<ref>{{cfr}} ''[[Nabucco]]'': «''Va pensiero sull'ali dorate, | va ti posa sui clivi, sui colli | ove olezzano libere e molli | l'aure dolci del suolo natal.''»</ref> (da ''La certa'', n. 18) *''Altro giro di lancetta, | io matura, io l'acerba, | mi hanno dato tanti appellativi, | ma tu chiamami "La Certa".'' (da ''La certa'', n. 18) *''Non chiamarmi prostituta | perché tutti giacciono con me, | da chi va nei posti in [[tuta]] | a chi ha diamanti nei collier.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Voglio che tu viva la tua [[vita]] proprio come se ne avessi una.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Ti immagini non ci fossi? | Di sicuro non avresti combinato la metà di niente. | Sono anni che ti sprono a dare il meglio, | ma tu vivi nelle ombre degli inganni. | Forse quando partiremo sarai vecchio | con le tue valigie colme di rimpianti. | Non puoi comprarmi | nemmeno con tutti gli ori dei Nibelunghi: | di sicuro sarai mio, sì, puoi contarci, | quel giorno sarai migliore, quasi per tutti.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Sto scavando dentro di me così tanto che schizzo petrolio.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''E sarà tutto nuovo come da [[neonato]] con la pancia all'aria | dopo il mio passaggio dalla pancia all'aria.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''Fuori di me, exuvia, spiego le ali, au revoir, | un'altra chance escludila, gioco alla pari con l'età, | passati appassiti, appassiti come quadranti di [[Salvador Dalí|Dalí]], | passati parassiti, parassiti, fame di me, cannibali.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''Mi sono preso i miei spazi, ma ho lasciato che il tempo fuggisse.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''Sono ancora alla guida, tengo il piede alzato da quel freno | anche se della vita prendo sempre il lato passeggero.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''I miei [[dubbio|dubbi]] hanno dei modi barbari, | invadenti e sono troppi; | il segreto è fare come gli [[albero|alberi]], | prima cerchi, dopo tronchi.'' (da ''Exuvia'', n. 19) ====Citazioni su ''Exuvia''==== *È un viaggio dentro la mia testa. Questo è l'album più sofferto della mia carriera. Viene dopo sette dischi ed è figlio di una sensazione di angoscia e stupore, la stessa che si prova nel muoversi dentro la foresta interattiva che abbiamo creato entrare in una selva e non sapere dove si andrà è strano, è possibile godere delle situazioni più belle, ma anche di quelle brutte. Penso che questo viaggio, simile a un videogioco, possa aiutare il pubblico alla comprensione del progetto: è come quando ordini un vino al ristorante, se qualcuno te lo spiega assume subito più valore.<ref group="fonte" name=scarface>Dall'intervista di Claudio Cabona, ''[https://www.rockol.it/news-722067/caparezza-intervista-album-exuvia-e-su-fellini-scarface-e-marracash Caparezza: "Non sopporto vedere Scarface come modello di vita". L'intervista]'', ''Rockol.it'', 6 maggio 2021.</ref> (Caparezza) *L'EXUVIA , in sintesi, è ciò che rimane del corpo di alcuni insetti dopo aver sviluppato un cambiamento formale.<br>Un calco perfetto, talmente preciso nei dettagli da sembrare una scultura, una specie di custodia trasparente che un tempo ospitava la vita e che ora se ne sta lì, immobile, simulacro di una fase ormai superata.<br>Sulla copertina c'è un simbolo che rappresenta il passaggio da una condizione attuale (cerchio grande) ad una futura (cerchio piccolo) attraverso una serie di spirali (simbolo di morte e rinascita in gran parte delle culture).<br>La mia EXUVIA è dunque un personale rito di passaggio in 14 brani, il percorso di un fuggiasco che evade dalla prigionia dei tempi andati per lasciarsi inghiottire da una selva in cui far perdere le proprie tracce.<ref group="fonte">Da un [https://www.instagram.com/p/CNDxHYXBs1l/ post] sulla pagina ufficiale ''Instagram'', 31 marzo 2021.</ref> (Caparezza) *[...] non mi importa molto di come sarà recepito ''Exuvia''. Davvero. Mi importa però parecchio che la gente percepisca l'impegno che ha comportato farlo, l'impegno che ci ho messo. Perché se il gusto è soggettivo, e lo è, altre cose non lo sono. E io ti posso dire che di ogni singola frase contenuta in questo disco io potrei parlarti per ore, ma davvero ore; sui testi ci sono tornato su mille volte, prima di trovare la versione definitiva. Non mi importa insomma che questo disco ti piaccia, ma devi riconoscere l'impegno che ci sta dietro. Questo sì, questo te lo chiedo, questo un po' lo pretendo.<ref name=soldirifiutati/> (Caparezza) ===Altre canzoni=== *''Trovi un impiego, lo perdi, da capo ricomincia, | la tua Via Crucis in un capoluogo di provincia.'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita>Composta per la colonna sonora del film ''[[Viva l'Italia]]''.</ref>, 2012) *''La mia nazione lascia tutti senza fiato: | "Capo, l'Italia agli Italiani!" | L'Italia alita gli ani, l'Italia alita gli ani.'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita/>, 2012) *''Con uno [[sciopero]] cerchi di scuotere il capo, | che in effetti cosa fa se non scuotere il capo?'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita/>, 2012) *''La tua storia non è quella di una [[capinera]], | non prendi voti, ma calci in faccia, Capoeira, | in bilico sulla fune dall'uno all'altro capo, | subordinato, passi dall'uno all'altro capo.'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita/>, 2012) ==''Saghe mentali''== {{vedi anche|Saghe mentali}} ==Citazioni su Caparezza== *Caparezza secondo me è l'unico artista main-stream che fa realmente la differenza qui in Italia e il fatto di essere suo amico e prezioso collaboratore da anni fa di me una persona appagata e riconoscente. ([[Diego Perrone]]) *Di Caparezza bisogna cogliere sempre le stringenti assurdità che dice... alcune espressioni che magari non riuscite a capire subito che cosa vogliono dire, ma di una bellezza quasi enigmistica, come se fossero degli indovinelli alle volte... delle parole che state lì a pensare ma cosa sta dicendo Caparezza? E poi vi accorgete che nel contesto è lineare, è perfetta. ([[Roberto Vecchioni]]) *''E dai un'occhiata di sfuggita al notiziario | e scopri che in Giappone un barboncino sposa il suo veterinario, | cazzo! Questo Turi è veramente leggendario, | meglio lui di Capare...mmmhh ma è proprio necessario?'' ([[Turi]]) *''Ho visto Caparezza ribaltarsi in bici | dopo che gli ho rotto i freni con lo scardina radici.'' ([[Fabri Fibra]]) *In Italia mi piacerebbe {{NDR|collaborare con}} Caparezza, che è snobbato dal mondo dei rap, anche se secondo me è uno dei pochi che riesce a mettere sempre contenuti anche nei pezzi più ballabili... ([[Shade (rapper)|Shade]]) *{{NDR|«È lecito infangare il proprio paese per vendere dischi?»}} In un paese normale non ne venderebbe. ([[Gianfranco Rotondi]]) *Non ce l'ho con lui, ma trovo assurdo che venga visto in modo più intellettuale di me perché è capellone e vestito male e condanna i politici per cose che sanno anche i sassi. ([[Marracash]]) *Per questo il più convincente {{NDR|al Concerto del Primo Maggio 2012}} è stato Caparezza, un pazzo di talento che declina la protesta in salsa obliquamente allegra. ([[Andrea Scanzi]]) *''Tutta la critica che a noi non ci dà retta | se fai l'impegnato a meno che tu non sia Caparezza.'' ([[Marracash]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Filmografia== * ''[[Che bella giornata]]'' (2011) ==Voci correlate== *[[Artisti uniti per l'Abruzzo]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== ====Album==== {{Pedia|Tengo duro||(1996)}} {{Pedia|La mia buona stella||(1997)}} {{Pedia|?! (album)|''?!''|(2000)}} {{Pedia|Verità supposte||(2003)}} {{Pedia|Habemus Capa||(2006)}} {{Pedia|Le dimensioni del mio caos||(2008)}} {{Pedia|Il sogno eretico||(2011)}} {{Pedia|Museica||(2014)}} {{Pedia|Prisoner 709||(2017)}} {{Pedia|Exuvia (album)|''Exuvia''|(2021)}} ====Libri==== {{Pedia|Saghe mentali. Viaggio allucinante in una testa di capa||(2008)}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Rapper italiani]] jt4hz3p0u4e4gj16oirefh8n4zh2kpp Juventus Football Club 0 9796 1421788 1418754 2026-07-27T00:39:45Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1421788 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Juventus FC - logo black (Italy, 2020).svg|right|150px]] Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''. ==Citazioni== *A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]]) *A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]]) *Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]]) *All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]]) *Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]]) *Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]]) *Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]]) *Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]]) *Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]]) *Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]]) *Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]]) *Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]]) *Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]]) *Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]]) *Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>) *Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]]) *{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]]) *Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]]) *C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]]) *Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]]) *Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]]) *Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]]) *Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]]) *{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]]) *Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]]) *– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]]) *– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'') *Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]]) *Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]]) *Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]]) *Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]]) *{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]]) *Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]]) *Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]]) *Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]]) *{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]]) *Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]]) *È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]]) *{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]]) *[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]]) *{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]]) *È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]]) *È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]]) *È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]]) *{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]]) *{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]]) *Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]]) *Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]]) *Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]]) *Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]]) *Essere stati juventini è come aver fatto il bersagliere. Per tutta la vita resti tale. Perché una società come la Juventus non esiste, non ha riscontri come età, come ambiente, come tutto. Il suo [[Stile Juventus|stile]], il rispetto reciproco, soprattutto l'impronta della famiglia Agnelli. ([[Antonello Cuccureddu]]) *[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]]) *Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]]) *Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]]) *{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]]) *{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]]) *Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]]) *Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]]) *Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]]) *Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]]) *Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]]) *{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]]) *Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]]) *Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]]) *I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]]) *''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]]) *''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]]) *{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]]) *Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]]) *Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]]) *Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>) *Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]]) *{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref> *{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]]) *Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]]) *Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]]) *{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]]) *{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]]) *Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]]) *Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]]) *Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]]) *[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza. ([[Sergio Brio]]) *Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]]) *{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]]) *L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]]) *L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]]) *L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]]) *{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]]) *L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]]) *La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]]) *{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]]) *La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]]) *{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]]) *La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]]) *La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]]) *La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]]) *La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]]) *La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]]) *La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]]) *La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]]) *La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]]) *La Juve è sicuramente la squadra più amata, ma anche quella più odiata d'Italia [...]. Probabilmente la Juve è sempre stata troppo "vincente", per potersi permettere anche di essere "troppo simpatica". ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) *La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]]) *La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]]) *La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]]) *La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]]) *La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]]) *{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]]) *{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]]) *{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]]) *La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]]) *La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]]) *La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]]) *La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]]) *La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]]) *{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]]) *La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]]) *La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]]) *La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]]) *La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]]) *La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]]) *La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]]) *La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]]) *{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]]) *{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]]) *La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]]) *La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]]) *{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]]) *La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]]) *La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]]) *La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]]) *La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]]) *La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]]) *La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]]) *La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]]) *La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]]) *La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]]) *La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]]) *La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>) *{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]]) *La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]). *La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]]) *La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]]) *La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]]) *La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]]) *La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]]) *La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]]) *La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]]) *{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]]) *La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]]) *La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]]) *La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/> *La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]]) *La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]]) *{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama) *La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]]) *La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]]) *La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]]) *La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]]) *{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]]) *La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]]) *La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]]) *La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]]) *La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]]) *La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]]) *La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]]) *La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]]) *Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]]) *Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]]) *Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]]) *Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]]) *Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]]) *Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]]) *Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]]) *Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]]) *Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]]) *{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]]) *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]]) *Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]]) *Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria [[famiglia]]. Per me è stato così fin dal primo momento. ([[Antonello Cuccureddu]]) *Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini) *{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]]) *Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]]) *Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]]) *{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]]) *Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]]) *[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>) *Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]]) *{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]]) *Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]]) *Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]]) *Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]]) *Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]]) *Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]). *{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]]) *{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]]) *Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]]) *Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]]) *{{NDR|Nel 2025}} Quando sei e giochi per la Juventus, se qualcuno piaccia o no piaccia, anche oggi è così; devi avere mentalità di quello che gioca ogni partita al ciento per ciento e, cinque minuti dopo la partita, pensar già alla partita successiva. Per questo è difficile giocare per la Juventus perche è una squadra che già la sua storia, una squadra che non si accontenta mai. ([[Zbigniew Boniek]]) *Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]]) *Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]]) *Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]]) *Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]]) *Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]]) *{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]]) *Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]]) *Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]]) *{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]]) *Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]]) *Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]]) *Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]]) *Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]]) *Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]]) *Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]]) *Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/> *{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]]) *{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]]) *Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]]) *Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]]) *Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]]) *Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]]) *Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]]) *{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]]) *Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]]) *Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]]) *Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]]) *Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]]) *Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]]) *Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]]) *Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]]) *Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]]) *{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]]) *{{NDR|Nel 2018}} Un grande club con un grande passato ma anche con un grande desiderio di avere un grande futuro. ([[José Mourinho]]) *Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]]) *Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]]) *Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]]) *Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]]) *Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]]) *Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]]) *Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]]) *Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]]) *{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]]) *Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]]) *[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]]) ===[[Andrea Agnelli]]=== [[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]] *{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo. *Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere. *È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città. *Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare. *Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia. *L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire. *{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus. *La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare. *{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere. ===[[Gianni Agnelli]]=== *È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società. *{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci. *Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla. *Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare. *La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve. *La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore. *La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni. *Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi. *Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo. *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono. ===[[Umberto Agnelli]]=== *È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi. *La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità. *La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo. *La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]]. ===[[Giovanni Arpino]]=== *''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.'' *Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità. *JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola. *Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata. *Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale... *Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto. *[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''. === [[Andrea Barzagli]] === *Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve. *L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più. *Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia. ===[[Luca Beatrice]]=== {{cronologico}} *Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario. *A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta? *Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento. ===[[Giampiero Boniperti]]=== *C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera]. *{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi. *{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat. *Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo! *{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre. *La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora. *La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice. *La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore. *{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino. *Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia. === [[Leonardo Bonucci]] === *Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero. *{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio. *Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto. ===[[Adalberto Bortolotti]]=== *Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola. *Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere. *L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta. *La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa. ===[[Gianni Brera]]=== *[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria. *La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve. *Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]]. ===[[Gianluigi Buffon]]=== *È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole. *La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo. *La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai. *{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo. *Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra. *Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita. ===[[Vladimiro Caminiti]]=== *La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita. *Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso. *Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti. ===[[Fabio Capello]]=== *{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve! *Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità. *{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata. *{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita *La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto. *Quando sei alla Juventus diventi un operaio. ===[[Antonio Conte]]=== *Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione. *{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia. *Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti. ===[[Corrado Corradini]]=== *''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.'' *''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.'' *''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.'' ===[[Maurizio Crosetti]]=== *La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione. *{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica. *Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge. ===[[Giuseppe Cruciani]]=== *L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio. *L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò? *Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti. ===[[Italo Cucci]]=== *Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico. *La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra. *Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera. ===[[Alessandro Del Piero]]=== [[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]] *Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora. *{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente. *Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre. *La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità. *La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva. *Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante. *Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve. *{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni. *Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso. *Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome... *Un cavaliere non lascia mai una Signora. ===[[Didier Deschamps]]=== *{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo. *{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario. *Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati. ===[[John Elkann]]=== *{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare. *{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione. *{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni. *La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione. *La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini. *{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato. *[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda. ===[[Patrice Evra]]=== *Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale. *L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente. *La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro. *Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite. *Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa. *{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti. ===[[Gonzalo Higuaín]]=== *Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più! *Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora. *Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto. *Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale. ===[[Simon Kuper]]=== *{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza. *La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione. *Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto. ===[[Stephan Lichtsteiner]]=== *Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali. *La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa. *Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere. ===[[Marcello Lippi]]=== *Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare. *[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici... *Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono. *Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare. *La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo. *La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore. *{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici. ===[[Paolo Montero]]=== *Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre! *{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli. *Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi. *{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza. *È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia. *La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica. *Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre. *Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia. *Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti. ===[[Domenico Morace]]=== *Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana. *La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali. *Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile. ===[[Giampiero Mughini]]=== *La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito. *La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto. *{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga. ===[[Gianpaolo Ormezzano]]=== *Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino. *In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro. *La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo. ===[[Michel Platini]]=== *[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione. *Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici. *{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari. *Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo. *Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili. *{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni. ===[[Giuseppe Prisco]]=== *Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile». *Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita. *La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna. *{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva. ===[[Claudio Ranieri]]=== *Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare. *La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo. *Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai. ===[[Arrigo Sacchi]]=== *La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli. *La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza. *La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono. *La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico. *{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica. ===[[Mario Sconcerti]]=== *{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente. *La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale. *La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi. *{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica. ===[[Alessio Tacchinardi]]=== *La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto. *Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente. *{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio. *{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti. ===[[Sandro Veronesi]]=== *{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti. *{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria. *Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via. *Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner... *{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere. ===[[Gianluca Vialli]]=== *Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta. *Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo". *La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso. *{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa. ===[[Arturo Vidal]]=== *La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti. *La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus. *Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere. ===[[Franco Zeffirelli]]=== *Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali. *Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare. *{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico. ===[[Zinédine Zidane]]=== *{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid. *La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente. *Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore. *Quando sei della Juve lo sei per sempre. *Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia. ===[[Cori da stadio|Cori]]=== *''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref> *''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref> ===[[Slogan calcistici|Slogan]]=== [[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]] *Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref> *La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref> *Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref> ===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]=== *109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref> *28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref> *C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref> *Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref> *La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref> *Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref> ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{Juventus FC}} {{vetrina|13|2|2017|argomenti}} [[Categoria:Juventus F.C.| ]] rztoer53hcjfs8gkf13qb57cjfgtr1d Terminator 0 10499 1421782 1359312 2026-07-26T23:25:19Z ~2026-41725-39 107878 /* Frasi */ 1421782 wikitext text/x-wiki {{Film |immagine= Terminator (franchise logo).png |didascalia= |titoloitaliano=Terminator |titolooriginale=The Terminator |paese=USA |anno=1984 |genere=fantascienza, azione |regista=[[James Cameron]] |soggetto= James Cameron |sceneggiatore=James Cameron, [[Gale Anne Hurd]] |attori= *[[Arnold Schwarzenegger]]: [[Terminator (personaggio)|Terminator]] *[[Michael Biehn]]: Kyle Reese *[[Linda Hamilton]]: Sarah Connor *[[Lance Henriksen]]: Det. Hal Vukovich *[[Paul Winfield]]: Lt. Ed Traxler *[[Rick Rossovich]]: Matt Buchanan *[[Bess Motta]]: Ginger Ventura *[[Earl Boen]]: Dott. Peter Silberman |doppiatoriitaliani = *[[Glauco Onorato]]: Terminator *[[Guido Sagliocca]]: Kyle Reese *Daniela De Silva: Sarah Connor *[[Silvio Anselmo]]: Det. Hal Vukovich *[[Silvio Spaccesi]]: Lt. Ed Traxler |note= }} '''''Terminator''''', film statunitense del 1984 con [[Arnold Schwarzenegger]], regia di [[James Cameron]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} Le macchine emersero dalle ceneri dell'incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente... Oggi. ('''voce narrante''') ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|[[Pubblicità dai film|Pubblicità alla radio]]}} Se amate il sound, allora, per il sound piú favoloso che esiste venite al negozio di Bob, al 2500 di Sepulveda Boulevard. Sì, certo, noi abbiamo i videoprocessori ATC e i diffusori, i più recenti... *{{NDR|[[Segreterie telefoniche dai film|Segreteria telefonica]]}} Eccomi qui! Ah, ah! Ci siete cascati, eh? State parlando con un registratore, ma non siate timidi, è solo che anche i registratori hanno bisogno d'amore, per cui forza, parlate a lui, o a Ginger, che sono io, oppure vi richiamerà Sarah! Attendete il segnale. ('''Ginger Ventura''') *Vieni con me se vuoi vivere! ('''Kyle Reese''') *Quel [[Terminator (personaggio)|Terminator]] è là fuori. Non si può patteggiare con lui, non si può ragionare con lui. Non sente né pietà, né rimorso, né paura. Niente lo fermerà prima di averti eliminata. Capito? Non si fermerà mai. ('''Kyle Reese''') *Nessuno torna. Nessuno ritorna a casa. E nessun altro verrà qui. Siamo solo lui e me. ('''Kyle Reese''') *Fatti fottere, stronzo. ('''Terminator''') *John Connor una volta mi dette una tua fotografia. Non capivo perché volle darmela, era molto vecchia, strappata, sbiadita. E tu eri giovane come sei ora. Sembravi soltanto un pochino triste. Io mi chiedevo sempre cosa stavi pensando in quel momento. Ho imparato a memoria ogni lineamento. Ogni tua curva. Ho attraversato il tempo per te, Sarah. Ti amo. Ti amo da sempre. ('''Kyle Reese''') *Sei tu terminato! ('''Sarah''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *{{NDR|Il Terminator, appena arrivato nel presente e completamente nudo, si imbatte in alcuni punk}}<br />'''Punk #1''': Bella serata per passeggiare, eh? <br /> '''Terminator''': Bella serata per passeggiare. <br />'''Punk #2''': Cos'hai fatto? Il bucato, bello? Niente è pulito, vero? <br /> '''Terminator''': Niente è pulito, vero? <br /> '''Punk #1''': Ehi, a questo stronzo gli manca proprio qualche rotella mi pare! <br /> '''Terminator''': I vestiti. Datemeli subito. Ora. <br /> '''Punk #1''' {{NDR|sfoderando il coltello a scatto}}: Ma perché non vai affanculo?<br>{{NDR|Il Terminator uccide i punk e prende loro i vestiti}} *'''Terminator''' {{NDR|in un negozio di armi}}: Un calibro 12 automatico. <br /> '''Proprietario''': Questo è italiano. Va a pompa ed è automatico. <br /> '''Terminator''': La 45 a canna lunga, col mirino laser. <br /> '''Proprietario''': Queste sono nuove di zecca, le ho appena ricevute. È una buona pistola. Tocca il grilletto e compare il raggio, lo sistema nella direzione del bersaglio e spara. Non lo può mancare. Desidera altro?<br /> '''Terminator''': Un fucile fasato plasma calibro 40-0. <br /> '''Proprietario''': Ehi, qui c'è solo quello che vede, amico! <br /> '''Terminator''': L'[[IMI Uzi|Uzi 9 millimetri]]? <br /> '''Proprietario''': Mi pare che le armi lei le conosca. Qualunque di questi va benone per difendersi. Quindi, qual è che vuole? <br /> '''Terminator''': Tutte. <br /> '''Proprietario''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Oggi chiudo presto, allora. {{NDR|il Terminator carica una cartuccia}} Per le pistole bisogna aspettare 15 giorni, ma i fucili può prenderli subito. {{NDR|nota che il Terminator ha caricato la cartuccia}} Questo non deve farlo. <br /> '''Terminator''': Sbagli. {{NDR|il Terminator spara al proprietario}} *'''Sarah''': È incredibile! Come ha potuto rialzarsi quell'uomo dopo che tu lo hai— <br /> '''Kyle''': Non è un uomo, è una macchina. Un [[Terminator (personaggio)|Terminator]]. Modello Sistemi Cibernetici 1-0-1.<br /> '''Sarah''': Una macchina? Come un robot? <br /> '''Kyle''': Non un robot, un cyborg, organismo cibernetico.<br /> '''Sarah''': No, perdeva sangue! [...]<br /> '''Kyle''': Ok, ascolta, i Terminators sono delle unità di infiltrazione, parte uomo, parte macchina. Sotto hanno uno ''chassis'' da combattimento in superlega controllato da un microprocessore totalmente blindato, fortissimo, ma al di fuori è un normale tessuto umano vivo. Carne, pelle, sangue, capelli, elaborati per i cyborg.[...] Nella serie dei 600 aveva una pelle diversa. Era di gomma, e si vedeva. Ma questi sono nuovi, sembrano umani: sudore, alito cattivo e tutto il resto, sono difficilissimi da individuare. Io l'ho riconosciuto solo quando è venuto verso di te.<br /> '''Sarah''': Senti, io non sono così stupida come credi. Non si possono ancora fare cose del genere!<br /> '''Kyle''': Non ancora. Non per altri 40 anni.<br /> '''Sarah''': Stai dicendo che è una cosa del futuro?<br /> '''Kyle''': Un possibile futuro. E dal tuo punto di vista, perché io non so molto di questo.<br /> '''Sarah''': Beh, anche tu vieni dal futuro, dico bene?<br /> '''Kyle''': Dici bene!<br /> '''Sarah''': Bene... {{NDR|Sarah cerca di uscire dall'auto. Kyle la blocca e lei gli morde una mano}}<br>'''Kyle''': I cyborg non sentono dolore, io sì! Non lo fare mai più!<br /> '''Sarah''': Lasciami andare—<br /> '''Kyle''': Ascolta! E cerca di capire! Quel Terminator è la fuori. Non si può patteggiare con lui. Non si può ragionare con lui. Non sente né pietà, né rimorso, né paura. Niente lo fermerà prima di averti eliminata! Capito? Non si fermerà mai!<br /> '''Sarah''': E tu puoi fermarlo?<br /> '''Kyle''': Non lo so. Con queste armi, non lo so...<br /> *'''Sarah''': Reese, perché me? Perché vuole me?<br />'''Kyle''': C'è stata una guerra nucleare. Tra qualche anno, cioè. Tutto questo... tutto questo Paese, tutto questo... sparito. Tutto sparito. Ci sono stati dei sopravvissuti qui. Ma là... nessuno sapeva chi l'aveva cominciata. Erano state le macchine, Sarah.<br />'''Sarah''': Io non riesco a capire.<br />'''Kyle''': Network di computers per la difesa. Nuovi, potenti, allacciati a tutto, incaricati di dirigere tutto. Mi hanno detto che poi si sono evoluti. Un nuovo ordine d'intelligenza. E allora vedevano tutti gli uomini come una minaccia, e non solo quelli dell'altra parte. Decisero così il nostro fato in un microsecondo: sterminio.<br />'''Sarah''': Tu l'hai vista questa guerra?<br />'''Kyle''': No, io sono cresciuto dopo, morendo di fame, tra le rovine, e scappando dai K.C.<br />'''Sarah''': Da cosa?<br />'''Kyle''': Killers Cacciatori. Macchine di pattuglia costruite in fabbriche automatizzate. La maggior parte di noi fu rastrellata e mandata nei lager, in attesa di disposizioni. {{NDR|mostrandole un braccio}} Questo è stato bruciato da un laser scanner. Alcuni di noi sono stati tenuti in vita per lavorare. Bruciare corpi. Le unità di sterminio correvano notte e giorno. Noi eravamo sempre sull'orlo di scomparire per sempre. Ma ci fu un uomo allora che ci insegnò a combattere, a distruggere il filo metallico dei campi, a ridurre in poltiglia quei luridi maledetti schifosi. Lui capovolse tutto, ci ha riportato in vita dalla paura. Il suo nome è Connor, John Connor. Tuo figlio, Sarah. Tuo figlio che ancora non è nato. *'''Dottor Silberman'''; Così lei sarebbe un soldato? <br />'''Kyle''': Si. <br /> '''Dottor Silberman''': E per chi combatte? <br /> '''Kyle''': Con l'1-32 al comando di Perry, dal '21 al '27. <br /> '''Dottor Silberman''': Ah, parliamo dell'anno 2027. <br /> '''Kyle''': Appunto. E poi sono stato assegnato... {{NDR|inaudibile}} <br /> '''Hal Vukovich''' {{NDR|dietro al vetro specchio}}: Siamo nel regno della follia pura. <br /> '''Kyle''': ... gli ultimi due anni sotto John Connor. <br /> '''Dottor Silberman''': E chi era il nemico? <br /> '''Kyle''': Un sistema per la difesa computerizzato costruito per la SAC-NORAD dai Sistemi Cibernetici.<br /> '''Dottor Silberman''': Capisco. E questo computer crede di poter vincere uccidendo la madre del suo nemico, uccidendolo in effetti prima che sia concepito. Una specie di aborto retroattivo.<br /> '''Hal Vukovich''' {{NDR|dietro al vetro specchio}}: Silberman mi fa morire. L'altra settimana stava là dentro con un tizio che prima si era scopato il suo cane e poi gli aveva dato fuoco.<br /> '''Ed Traxler''': Ehi, sta zitto! <br /> '''Dottor Silberman''': E perché non ha ucciso Connor a quell'epoca? Perché tutto questo piano elaborato con il Terminator?<br /> '''Kyle''': Non aveva altra scelta! La loro difesa totalmente spaccata. Avremmo vinto noi! Eliminare Connor allora non avrebbe avuto importanza. Lo Skynet doveva eliminare ormai la sua intera esistenza.<br /> '''Dottor Silberman''': È stato allora che lei ha catturato il complesso del laboratorio e ha trovato quel, com'è che si chiama..., il modulo per lo spostamento nel tempo? <br /> '''Kyle''': Proprio così. Anche il Terminator c'era già stato. Connor mi mandò a intercettarlo e loro fecero esplodere tutta l'area.<br /> '''Dottor Silberman''': Beh, e lei come suppone di ritornare? <br /> '''Kyle''': Nessuno torna. Nessuno ritorna a casa. E nessun altro verrà qui. Siamo solo lui e me. *'''Dottor Silberman''' {{NDR|guardando la registrazione dell'interrogatorio di Kyle Reese insieme a Sarah Connor, Ed Traxler e Hal Vukovich}}: E perché non ha portato con sé delle armi? Qualcosa di più sofisticato. Non avete per caso pistole a razzi? <br />'''Hal Vukovich''': Pistole a razzi? {{NDR|ridacchia}}. <br /> '''Dottor Silberman''': Mi mostri qualcosa della futura tecnologia <br /> '''Kyle''': Si va nudi. Qualcosa che ha a che fare con il campo generato da un organismo vivente, niente di morto funzionerebbe. <br /> '''Dottor Silberman''': Perché? <br /> '''Kyle''': Non ho mica costruito io quel maledetto sistema! <br /> '''Dottor Silberman''': Va bene, va bene, Ma questo Cyborg è di metallo— <br /> '''Kyle''': Rivestito di tessuto vivente! <br /> '''Dottor Silberman''' {{NDR|fermando la registrazione}}: Questa roba è stupenda, potrei fare carriera con questo qua! Vedi quanto è arguta questa parte? Lo vedi che non esige un briciolo di prova? Insomma la maggior parte delle visioni paranoiche sono intricate, ma queste sono prodigiose! {{NDR|Fa ripartire il video}} Perché sono state uccise le altre due donne? <br /> '''Kyle''': Quasi tutti i documenti si sono persi con la guerra. Lo Skynet non sapeva quasi nulla della madre di Connor. Dove abitava, il suo nome, conoscevano solo la città. Il Terminator ha agito solo sistematicamente. <br /> '''Dottor Silberman''': Aha, bene ora torniamo al punto in cui— <br /> '''Kyle''': No, lei ha sentito abbastanza. Io ho risposto a tutte le sue domande. Ora io devo vedere Sarah Connor! <br /> '''Dottor Silberman''': Temo che non dipenda da me. <br /> '''Kyle''': E allora perché sto parlando con lei? <br /> '''Dottor Silberman''': Perché io posso aiutarla. <br /> '''Kyle''': Chi è che comanda qui? <br /> '''Dottor Silberman''': La prego, Reese— <br /> '''Kyle''': Basta! {{NDR|rivolgendosi direttamente alla telecamera}} Tu ancora non mi credi, vero? Lui la troverà! E' per questo che è venuto. La troverà, la troverà! Non potete fermarlo! Lui si farà strada anche qui, la prenderà per la gola e le tirerà fuori il cuore, stronzo! Mi lasci! Mi lasci! *'''Terminator''' {{NDR|nella stazione di polizia}}: Sono un amico di Sarah Connor. Mi hanno detto che è qui, potrei vederla? <br /> '''Poliziotto''': No, non può, sta facendo una deposizione. <br /> '''Terminator''': Dove sta? <br /> '''Poliziotto''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Senta, ci vorrà un bel pezzo. Se vuole aspettare c'è una panca laggiù. <br /> '''Terminator''' {{NDR|si guarda intorno, esamina l'integrità della stanza poi guarda di nuovo il poliziotto}}: Aspetto fuori.<ref> Questa frase, in inglese "''I'll be back''" ("Tornerò"), è un tormentone per l'intera trilogia ed è al 37º posto nella lista delle cento migliori citazioni cinematografiche di sempre votate dall'American Film Institute. Nella versione italiana, tuttavia, i doppiatori l'hanno resa in questo modo per esigenze di adattamento del labiale.</ref> *'''Sarah''': Che effetto fa [[Viaggio nel tempo|attraversare il tempo]]?<br>'''Reese''': Una luce bianca. Un dolore. È come nascere, forse. *'''Sarah''': Kyle, le donne nel tuo tempo, che tipi sono? <br /> '''Kyle''': Buone combattenti... ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Sarah''': Nastro 7, 10 novembre. Quello che mi è più difficile è decidere cosa dirti e cosa non dirti. Ma penso che avrò ancora un po' di tempo prima che tu sia grande abbastanza per capire questi nastri. A questo punto sono più per me che per te. Voglio capire bene io. Gasolina, por favor.<br>'''Benzinaio''': Quanto?<br>'''Sarah''': Llena...<br>'''Benzinaio''': Ah, faccio il pieno, sì, sì.<br>'''Sarah''': Devo raccontarti di tuo padre, però è una cosa molto difficile. Influenzerà la tua decisione di mandarlo qui sapendo che è tuo padre? Se tu non mi mandi Kyle non nascerai mai. Mio dio, c'è da impazzire pensando a questo. Ma credo che debbo dirtelo. Glielo devo proprio a Kyle. Magari ti aiuterà sapere che nelle poche ore che abbiamo avuto, ci siamo amati tanto. Ci siamo amati per tutta la nostra vita.<br>'''Bambino''': ''Usted es muy hermosa, señora, y tengo''...<br>'''Sarah''': Cos'è che ha detto?<br>'''Benzinaio''': Dice che lei è mucho bella, señora. Se vergogna de chiederle cinque dollari americanos per questa fotografia, ma se non lo fa el padre lo picchia.<br>'''Sarah''': Bravino alla sua età! Facciamo quattro.<br>'''Bambino''': Sì. Sì. ''Gracias. Miran. Miran. Aya.'' Viene una tormenta.<br>'''Sarah''': Che cosa ha detto adesso?<br>'''Benzinaio''': Che sta per arrivare un temporale, señora.<br>'''Sarah''': Lo so. ==Citazioni su ''Terminator''== *Ascolta, Skynet, ho visto il film con i robot assassini. È bello così, non ha bisogno di un [[Terminator 2 - Il giorno del giudizio|sequel]]. (''[[What if...?|What If...?]]'') ===Frasi promozionali=== *Insensibile al dolore e alla pietà, impossibile da fermare. :''Insensible à la douleur et à la pitié impossible à arrêter.''<ref>Dalla locandina in francese. {{Cfr}} [http://www.imdb.com/media/rm1005184768/tt0088247?ref_=ttmd_md_nxt ''Pitures & Photos from Terminator (1984)''], ''IMDb.com''</ref> *La sua missione è una sola: distruggere, uccidere...<ref>Dalla copertina del DVD in italiano. {{Cfr}} [http://www.copertinedvd.org/copertine-dvd-file/T/terminator.jpg ''Copertina DVD Terminator''], ''copertinedvd.org''</ref> *Nell'anno dell'oscurità, il 2029, i sovrani di questo mondo idearono il piano definitivo. Avrebbero plasmato il futuro cambiando il passato. Il piano richiese qualcosa che non potesse provare alcuna pietà. Alcun dolore. Alcuna paura. Qualcosa di inarrestabile. Creano il Terminator. :''In the Year of Darkness, 2029, the rulers of this planet devised the ultimate plan. They would reshape the Future by changing the Past. The plan required something that felt no pity. No pain. No fear. Something unstoppable. They created the Terminator.''<ref>Dalla locandina in inglese. {{Cfr}} [http://www.imdb.com/media/rm1817347072/tt0088247?ref_=tt_ov_i ''Pitures & Photos from Terminator (1984)''], ''IMDb.com''</ref> *Per ricostruire il futuro, deve cambiare il presente... :''Pour reconstruire le futur, ils doivent changer le présent...''<ref>Dalla locandina in francese. {{Cfr}} [http://www.imdb.com/media/rm3841236224/tt0088247?ref_=ttmd_md_nxt ''Pitures & Photos from Terminator (1984)''], ''IMDb.com''</ref> *Tutto cominciò così. :''Tout commence ici.''<ref>Dalla locandina in francese. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/1984/terminator/poster/0/ ''Poster Terminator''], ''MYmovies.it''</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Terminator}} [[Categoria:Film d'azione]] [[Categoria:Film di fantascienza]] [[Categoria:Terminator]] e7l2pn8fdlnbn825m0jio1egnpgsdbp Nils Liedholm 0 16643 1421789 1417587 2026-07-27T00:40:22Z Danyele 19198 /* Citazioni su Nils Liedholm */ +1 1421789 wikitext text/x-wiki [[File:Nils Liedholm in Milan 1958.jpg|thumb|Nils Liedholm (1958)]] '''Nils Liedholm''' (1922 – 2007), calciatore e allenatore di calcio svedese. ==Citazioni di Nils Liedholm== {{cronologico}} *Da casa a scuola erano sette chilometri. Ebbene, da ragazzino li percorrevo a piedi, dietro un sasso che colpivo ripetutamente con i piedi. Sempre quello, per sette chilometri.<ref>Da un'intervista dell'agosto 1979; citato in ''[https://storiedicalcio.altervista.org/blog/nils-liedholm-agosto-1979.html NILS LIEDHOLM – Intervista agosto 1979]'', ''storiedicalcio.altervista.org'', 14 novembre 2015.</ref> *Una volta a San Siro avevamo segnato subito e siamo rimasti in dieci. Ho toccato palla solo tre volte in tutta la partita… però ogni volta l’ho tenuta venti minuti.<ref>Dall'intervista di [[Aldo Cazzullo]] al ''Corriere della Sera'', 8 febbraio 2004; citato in ''[https://storiedicalcio.altervista.org/blog/aldo-cazzullo-intervista-liedholm.html Aldo Cazzullo intervista Liedholm: «Io e il calcio, tra maghi e astrologia»]'', ''storiedicalcio.altervista.org'', 10 febbraio 2020.</ref> *Meglio stancarsi avendo la palla che stancarsi dovendo rincorrerla.<ref>Dall'intervista di Corrado Sannucci a ''la Repubblica'', 2 gennaio 2005; citato in ''[http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=2678 NILS LIEDHOLM. UN RAGGIO DI SOLE E UN RAGGIO DI LUNA - DUE SOLI. UNA DELLE ULTIME INTERVISTE (2005). Una dittatura di due squadre è sempre meglio di una dittatura di una squadra sola. "Ma credo che vincerà la Roma"]'', ''lavocedifiore.org'', 6 novembre 2007.</ref> {{Int|''Ecco cosa dice Nils Liedholm dell'astrologia''|Emilio Ugoletti (a cura di), ''Guerin Sportivo'' nº 37, 10-16 settembre 1975, p. 24.}} *[...] la conoscenza che ho dell'astrologia purtroppo non mi serve per pronostici e divinazioni. Nel calcio la palla è rotonda e rotonda rimane con tutto quel che ne consegue; le stelle non ci possono nulla. Il fatto è che l'astrologia non permette previsioni né nel calcio né in qualsiasi altra materia. [...] Se mi interesso di astrologia è perché credo che questa mi aiuti a conoscere meglio gli uomini. Il segno zodiacale del mio prossimo non è certamente né l'unico né il più importante elemento di giudizio; è semplicemente un elemento in più. [...] Il segno di appartenenza dona solo i punti più rilevanti del carattere e il profilo della personalità, indica una tendenza. Dal momento che conoscere gli altri è tanto difficile, credo non sia male avvalersi anche dell'astrologia malgrado i suoi limiti. L'importante è non sopravvalutare le possibilità che questa scienza offre [...]. *Se c'è un segno zodiacale che più degli altri è positivo per un calciatore, questo è senza dubbio la Bilancia. La Bilancia è il segno della intelligenza pratica, della costanza nel raggiungere le mete prefissate, dell'amore per l'ordine, della capacità di valutare rapidamente e serenamente gli eventi, dell'arte di convivere con il prossimo e di quella di sapersi adattare alle situazioni. Una "Bilancia" eccezionale nel calcio è Pelé. Sono "Bilancia" Bobby Charlton, Edstrom, Overath, Sivori, Piola tanto per fare degli esempi. Quando poi in attacco una "Bilancia" si associa ad uno "Scorpione", allora si realizza l'optimum. I nati sotto il segno dello Scorpione vantano generalmente qualità che sono molto utili per un attaccante. In quanto a determinazione non sono secondi a nessuno. Semmai sono un po' vulnerabili per l'ambiente che li circonda e una loro inefficienza sul terreno di gioco va più che per altri ricercata nelle contrarietà e nelle polemiche di cui sono oggetto nella vita privata o nell'ambito della società. [...] basta pensare a Hamrin, Riva, Boninsegna, Bigon, Mazzola, Bulgarelli e al giovane D'Amico. Avere in squadra uno "Scorpione" è molto importante. *Una squadra perfetta dal punto di vista astrologico non esiste, ma certo sarebbe bello vedere cosa succederebbe a crearne una. Avanti vedo bene la coppia Bilancia-Scorpione; a metà campo, come creatori di gioco, vanno benissimo i segni di Aria e cioè Gemelli come Cordova e Capello coaudiuvati da un'altra Bilancia. Il segno dei Gemelli è infatti caratteristico della estrosità, della fantasia, della creazione, ed è bene che una Bilancia, segno dell'ordine, lo affianchi. A sostegno del centrocampo vedo poi bene un "Capricorno", un segno di Terra, un segno che appunto indica uomini che sanno stare con i piedi per terra, individui con uno spiccato senso critico e dal carattere fermo e pratico. [...] In una squadra sono anche estremamente utili i segni di Fuoco, Ariete-Leone-Sagittario, sia perché legano meravigliosamente tra di loro sia perché donano alla squadra una accentuata vitalità, un dinamismo notevole e quel pizzico di coraggio che sconfina nell'audacia. [...] Rocca, Beckenbauer, Rivera, Altafini sono del segno del Leone: quattro ruoli diversi, quattro fonti inesauribili di giuoco. *[...] devo confessare che in caso di dubbio nella scelta tra un giocatore ed un altro, quando le ragioni di ordine tecnico e tattico non riescono a farmi risolvere perché ugualmente valide per entrambi, allora mi rivolgo alle mie conoscence astrologiche. Dopo aver scelto un giocatore sulla base esclusiva di un giudizio tecnico, se scopro che questi appartiene ad un segno che io ritengo utile ai fini della squadra, la cosa mi fa molto piacere. Non lo nascondo. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Su [[Silvio Piola]]}} Era fortissimo di testa e coi piedi, alla sua età possedeva ancora un fisico poderoso e faceva ammattire gli avversari. Rammento bene quella partita {{NDR|Novara – Milan 1-1, 7 febbraio 1954}}. Piola aveva sempre addosso due difensori, eppure riuscì egualmente a segnare con una delle sue famose rovesciate a bicicletta. Piola lo ricordo bravo anche come maestro, quando all'inizio degli Anni 60 a Coverciano spiegava la tecnica a noi allenatori.<ref>Citato in Carlo Grandini, [[Mario Gherarducci]], Nino Oppio, ''[https://web.archive.org/web/20130927174150/http://archiviostorico.corriere.it/1996/ottobre/05/morto_Piola_leggenda_del_gol_co_0_9610052272.shtml È morto Piola, la leggenda del gol]'', ''Corriere della Sera'', 5 ottobre 1996, p. 42.</ref> *{{NDR|Alla domanda se avesse mai fatto un autogol}} Jocavamo contro il Palermo a San Siro e a un certo punto tirai talmente forte che il pallone, dopo aver colpito la traversa della porta avversaria attraversò tutto il campo e tornò nella nostra area, per poco non sorprese il nostro portiere.<ref>Citato in ''[https://www.primapaginaweb.it/nils-liedholm-e-la-memoria-lieve-del-calcio/ NILS LIEDHOLM E LA MEMORIA LIEVE DEL CALCIO]'', ''primapaginaweb.it'', 19 ottobre 2022.</ref> *{{NDR|Sul fatto che a Sebino Nela non piacesse giocare terzino destro}} Nela? Non ci sono problemi, può stare a destra, a sinistra o in tribuna... non ci sono problemi.<ref>Citato in Stefano Raucci, ''[https://www.ilmonocolo.com/post/in-ricordo-di-due-grandi-del-calcio-liedholm-e-maestrelli In ricordo di due grandi del calcio: Liedholm e Maestrelli]'', ''ilmonocolo.com'', 1º dicembre 2022.</ref> *{{NDR|Alla domanda: «Mister perché oggi ha rinnegato la zona facendo marcare [[Michel Platini]] a uomo da Filippo Galli?»}} No non è così, era Michel che andava sempre dove c’era Filippo.<ref name="Serafini">Citato in Luca Serafini, ''[https://www.filippogalli.com/2023/10/16/nils-liedholm-il-barone-liddas/ NILS LIEDHOLM: IL BARONE LIDDAS]'', ''filippogalli.com'', 16 ottobre 2023.</ref> *{{NDR|In risposta a chi osservava che [[Jorge Luís Andrade da Silva|Andrade]] fosse troppo lento}} No, non è vero che Andrade non corre, corre piano ma corre.<ref>Citato in Giulio Giusti, ''[https://il-catenaccio.it/attualita/as-roma/in-ricordo-del-barone-nils-liedholm.html#:~:text=Una%20delle%20pi%C3%B9%20belle%20riguarda,%2C%20corre%20piano%20ma%20corre.%22 In ricordo del Barone]'', ''il-catenaccio.it'', 15 ottobre 2022.</ref> *Se la palla l’abbiamo noi gli avversari non possono segnare.<ref>Citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/2020/11/19/allenatori-frasi-giornata-della-filosofia/ Giornata mondiale della Filosofia: le frasi più famose dei "guru" del calcio]'', ''sport.sky.it'', 19 novembre 2020.</ref> *{{NDR|Rivolgendosi a un calciatore che voleva affrettare i tempi di recupero da un infortunio}} Stai bene? Allora ce la farai a salire le scale della tribuna.<ref>Citato in Alberto Facchinetti, ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/10/08/news/cent-anni-in-zona-liedholm-4524364/ Cent'anni in zona Liedholm]'', ''ilfoglio.it'', 8 ottobre 2022.</ref> *Un giorno tirai da fuori area e colpii la traversa così forte che il pallone rimbalzò oltre la metà campo e il Milan rischiò di prender gol in contropiede.<ref>Citato in ''[https://www.magliarossonera.it/protagonisti/Gioc-Liedholm3.html Nils Erik LIEDHOLM (I)]'', ''magliarossonera.it''.</ref> *Una volta ho fatto una rimessa laterale con le mani così lunga, che la palla uscì dall’altra parte del campo. Ma ammetto che la palla toccó per terra prima di uscire.<ref name="Serafini"/> {{Int|''[https://tuttocalcio360.altervista.org/%E2%9A%BD-08-ottobre-nato-oggi-le-frasi-celebri-del-barone-nils-liedholm/amp/ 08 Ottobre {{!}} NATO OGGI {{!}} Le Frasi Celebri del Barone Nils Liedholm]''|Citato in ''tuttocalcio360.altervista.org''.|h=4}} *Galderisi si lamenta perché non gioca? Non deve preoccuparsi, lo considero un fuoriclasse, ma a volte anche i migliori devono sedere in panchina. Guardate Nuciari, da quattro anni è il miglior portiere italiano, eppure non gioca mai. *Si joca meglio in 10 contro 11. *Un giorno a San Siro sbagliai un passaggio, non succedeva da due anni e tutto lo stadio fece un “oohhh” di meraviglia. *Una volta a Palermo [[Gunnar Nordahl]] parte dalla nostra area e poi calcia di collo, neanche tanto forte. Bene, il pallone di cuoio numero 5 s’incastra all’incrocio dei pali. Per tirarlo giù hanno sollevato il loro portiere, che faticando, lo ha strappato. {{Int|''[https://m.corrieredellosport.it/amp/foto/calcio/2017/11/05-4785237/10_anni_fa_la_scomparsa_del_barone_nils_liedholm_le_sue_frasi_pi_celebri 10 anni fa la scomparsa del Barone Nils Liedholm: le sue frasi più celebri]''|Citato in ''corrieredellosport.it'', 8 ottobre 2015.|h=4}} *Ci sono giocatori che vanno verso il pallone, quasi tutti. E ci sono palloni che vanno verso i giocatori, succede solo ai più bravi. *È la palla che deve correre non noi... lei non suda. *Gli schemi sono belli in allenamento, senza avversari riescono tutti. *Il calcio è sempre eguale. Io da trent’anni mi scrivo tutto su un diario, e ho scoperto che è sempre eguale. *Io schiero la mia squadra in modo perfetto. Il problema è che quando l’arbitro fischia l’inizio della partita i giocatori si muovono. *L'allenatore di calcio è il più bel mestiere del mondo, peccato che ci siano le partite. {{Int|''[https://www.calciomercato.com/news/io-e-nils-liedholm-l-allenatore-che-la-juve-si-fece-sfuggire-per-43539 L'allenatore che la Juve si fece sfuggire per colpa di un maggiordomo]''|Citato in [[Gianpaolo Ormezzano]], ''calciomercato.com'', 13 luglio 2019.|h=4}} *Sai quando mi trovo a disagio in Italia? Quando – e accade spesso – sono in auto, trasgredisco, mi fermano per multarmi, mi riconoscono, mi fanno andare via senza pagare per l'infrazione che pure ho commesso. *Io sono per direi definizione uno scandinavo ateo o quanto meno agnostico, ma se devo scegliere fra due giocatori per lo stesso ruolo scelgo quello che è nato sotto il segno dello scorpione. *Allenavo il Milan e la vigilia degli incontri casalinghi portavo la squadra in ritiro a Busto Arsizio, dicevo che l'albergo aveva un ristorante che serviva del gran pesce e stanze tranquille, in realtà volevo parlare la vigilia con il padrone dell'hotel, un astrologo. ==Citazioni su Nils Liedholm== *Credo sia evidente che da lui ho imparato moltissimo. È stato ed è tuttora, il mio riferimento più importante nel mondo del calcio. ([[Carlo Ancelotti]]) *Decidiamo di fare uno scherzo a [[Nereo Rocco|Rocco]], che si cambia nel nostro spogliatoio. Mi infilo nel suo armadietto e quando apre gli urlo: "Bauuuu". Fa un salto, si spaventa, e me ne dice di tutti i colori. L'anno dopo al suo posto arriva Liedholm e gli rifacciamo lo stesso scherzo. Il Barone apre, provo a spaventarlo e lui, pacatissimo: "Ma Josèèèè, guarda che questooo non è tuo armadiettooo". ([[José Altafini]]) *Di calcio sa tutto, anche le più sperticate menzogne. ([[Gianni Brera]]) *Di Liedholm potrei dire solo cose belle e scontate [...], ma una cosa la voglio sottolineare a costo di sembrare poco originale: questo è un uomo che sa dare e trasmettere autentiche "overdosi" di tranquillità. Per quanto è severo col giocatore, altrettanto è rilassante con l'uomo. La sua capacità di sdrammatizzare mi ha letteralmente scioccato. E nel nostro mondo, un mondo fatto di stress, di attese, di processi, di titoli, un allenatore che sappia ispirare serenità è quasi un "bene" da tutelare. Ma da tutelare nell'interesse di tutti, non solo della squadra che lo stipendia. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) *È stato il primo a insegnare la zona in maniera vincente in Italia. Tutto è cominciato con lui: era decisamente avanti rispetto a tutti gli altri allenatori del campionato italiano. ([[Paulo Roberto Falcão]]) *È venuto da molto lontano. Ha fatto la spola tra Roma e Milano. Sa tutto di calcio, non sa niente d'italiano. ([[Gino e Michele]]) *Difficilmente vedrete un giocatore entrare su Liedholm con intenzioni fallose; incute troppo rispetto, ammirazione direi, quel lungo signore che passeggia in campo con lo stile di un nobile, come se al posto di una maglia e di un paio di calzoncini neri, lui portasse il frac. ([[Giuseppe Meazza]]) *La dote peculiare del lungo e agile giocatore svedese non consiste soltanto nella raffinatezza del suo tocco di palla e nella precisione del suo passaggio. Sta soprattutto nella sua inclinazione naturale a veder chiaro e a fare luce nei grovigli delle azioni di gioco. Non chiedete a Liedholm di buttarsi sulla palla con l'impeto che distingue il suo amico Nordahl. Non è neppure un giocatore che obbedisce agli stimoli dell'impulso immediato. Dal primo all'ultimo minuto della partita c'è nel cervello di Liedholm un misterioso apparecchio calcolatore. Si ha quasi sempre la sensazione che l'atleta esegua una rapidissima e precisa operazione mentale prima di avventurarsi alla caccia e alla cattura della palla. Egli pensa cosa ne deve fare, della palla, prima ancora di attirarla nel suo raggio d'azione. Di qui il gioco a un tempo meditato e nitido, sobrio e geometrico del prezioso giocatore della schiera milanista. ([[Bruno Roghi]]) *La volta che a [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] scoppiò un grande applauso perché finalmente, dopo anni, aveva sbagliato un passaggio. O quell'altra che da fuori area colpì la traversa così forte, ma così forte, che il pallone rimbalzò oltre la metà campo e il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] rischiò di prender gol in [[contropiede]]. Quante razioni di buonumore, caro vecchio Nils, e quante lezioni di calcio, in campo e fuori. Con quella maschera alla [[Buster Keaton]] e quell'italiano sussurrato che nemmeno dopo cinquant'anni e passa di residenza contemplava i verbi ausiliari e certe consonanti: loro abastansa bene; noi jocato melio. Un signore prima che un campione. Un educatore prima che un allenatore. ([[Gigi Garanzini]]) *Liedholm è stato il primo dei miei maestri, e anche il primo Campione che ho incontrato. Lo scriva così, con la c maiuscola. Per noi calciatori giovani era un papà e uno psicologo. Ti insegnava l'educazione e il modo di stare in campo. Noi gli insegnavamo l'italiano. Tutto inutile: non ha mai imparato la pronuncia. L'ultima volta che l'ho visto, alla festa per i suoi ottant'anni [...], si esprimeva con gli stessi suoni gutturali nordici del 1958, l'anno del mio esordio nel Milan. ([[Giovanni Trapattoni]]) *Liedholm era molto [[Superstizione|superstizioso]]. Sulle maglie, ad esempio. Non potevamo prenderle, doveva consegnarle lui. Una volta, l'ho strappata dal mucchio, tanto sapevo il numero. Mi ha guardato malissimo: "Se succede qualcosa la colpa è tua. Non farlo più, capito?" Un'altra volta mi metto, per sbaglio, il suo cappotto: nelle tasche c'era di tutto. Ma proprio di tutto: sale, ciondoli, amuleti, boccettine, cornetti. Uomo fine e ironico ma credeva a queste cose. ([[Pietro Vierchowod]]) *Molto superstizioso. Si faceva dettare la formazione dal mago di Busto Arsizio. Con lui pensavi di poter fare qualsiasi cosa, diceva sempre di sì. Prima però dovevi fare quello che ti diceva lui. ([[Fabio Capello]]) *Nils Liedholm mi fece esordire in seria A a 16 anni, prima di farmi entrare nel secondo tempo di Udinese-Milan mi disse: Malda, dove vuoi giocare? Destra o sinistra? Ricordati che il calcio è un gioco, vai in campo e divertiti. Quelle furono le parole perfette da dire ad un sedicenne spaventato che stava per debuttare tra i professionisti, quelle parole mi hanno accompagnato per tutta la mia carriera. ([[Paolo Maldini]]) *Non andava a dormire se il numero della sua camera d'albergo, sommandone le cifre, non dava 5. Curava la tecnica con pignoleria: ricordo che a Brunico, durante un ritiro precampionato, i giocatori dovevano uscire dallo spogliatoio palleggiando. ([[Silvano Ramaccioni]]) *Non è un caso che nel nostro ambiente venga chiamato maestro, un titolo di cui pochissimi possono fregiarsi. Di mister in giro ne troviamo tanti ma i veri maestri si possono contare sulle dita di una mano. ([[Cesare Maldini]]) ===[[Gianpaolo Ormezzano]]=== *A Milano-San Siro da giocatore per due anni non sbagliò un passaggio, quando finalmente si permise l'errore la gente in coro fece "ooohhh" e poi applaudì. *Ai Giochi Olimpici di Los Angeles 1984 stavo in un albergo di uno svedese che sosteneva di avere giocato da ragazzo con il grande Liedholm, e che mi chiese di dirlo a Nils. Nils mi ascoltò, mi disse di non ricordare assolutamente la cosa, gli chiesi comunque di scrivere due righe al presunto compagno di pallone, mi chiese un giorno di tempo. "Non so più scrivere bene in svedese". Poi compitò la lettera, ovviamente scrisse che ricordava tutto, da allora io ogni volta a Los Angeles ho avuto in quell'albergo lussuosa stanza gratis e ricco buono pasto con champagne californiano. *Era allenatore ideale per la Juve, con moglie torinese di stirpe bianconera, ma a Boniperti presidente il "Barone" Nils aveva chiesto anche un maggiordomo pagato dal club, non se ne fece nulla. *Il suo calcio era stellare ma geometrico, non magico. [...] Molto semplicemente si riteneva il migliore del mondo nel suo ruolo (mezzala, si diceva) e non solo. Provvisto poi del tiro più fulminante del pianeta. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{interprogetto/notizia|Calcio: è morto Nils Liedholm|data=5 novembre 2007}} {{DEFAULTSORT:Liedholm, Nils}} [[Categoria:Calciatori svedesi]] [[Categoria:Allenatori di calcio svedesi]] 1qrrs4uyygt8rjxkkad6jac5scazxii Vicenza 0 17465 1421787 1247121 2026-07-27T00:35:20Z Danyele 19198 +1 1421787 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Vicenza 2.jpg|thumb|upright=1.4|Vicenza vista da Monte Berico]] Citazioni su '''Vicenza'''. *Conoscere [[Andrea Palladio|Palladio]], la Basilica, la Loggia del Capitanio, la Rotonda, il teatro Olimpico, il palazzo Chiericati e gli altri attraverso gli studi è una conoscenza imperfetta. Bisogna vederlo a Vicenza. ([[Guido Piovene]]) *La "mia" Vicenza. Una città che, per me, è stata quasi tutto: è stata "mamma", è stata "squadra", è stata "salute" (fisica e mentale), è stata "felicità", è stata "amicizia", è stata ovviamente anche "amore". [...] la [...] provincia [...] rigenerò e persino "inventò" cellule di vita fondamentali per le mie successive affermazioni. Mi viene persino da dire "ah, se non avessi mai lasciato Vicenza". ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) *Non ha [[Venezia|Vinegia]] tanti gondolieri, quanti Vicenza conti e cavalieri. ([[Proverbi toscani|proverbio toscano]]) *Pan [[Padova|padovano]], vin vicentino, carne furlana, trippe irivigiane ([[Proverbi toscani|proverbio toscano]]) *Quando scoprono che vivo in una cittadina di provincia mi dicono: "Ma come fai?". Io non lo trovo affatto limitante. Vicenza è molto civile, per me è perfetta: ci si muove in maniera leggera, ci si sente più protetti che in una metropoli. ([[Anna Valle]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Comuni del Veneto]] 3x2m7oy5o3vjfkk78rh9hwo5k5pp7pj Andrea Poltronieri 0 19328 1421795 1373117 2026-07-27T03:40:14Z Danyele 19198 /* Citazioni famose della Nives */ +wikilink 1421795 wikitext text/x-wiki {{w|Vari errori di stile, fonti spesso imprecise, sezione "citazioni su..." non a norma}} [[File:Davide-Romani-Bass-Poltrosax-a-Pop-Rai5-300x300.jpg|thumb|right|Andrea Poltronieri suona il sax a Pop! Rai5]] '''Andrea Poltronieri''', soprannominato anche '''Sax Machine''' o '''Poltro''' (1965 – vivente), cabarettista, sassofonista, cantante e comico italiano. ==Citazioni di Andrea Poltronieri== * Il pubblico ferrarese mi segue da anni e sa quanto ho lottato, lotto e lotterò per il mio lavoro. Anni di ricerca, studio, locali, sagre, feste, televisioni private per arrivare qui. Si! Posso dire che è un grande traguardo, ma al tempo stesso un bel punto di partenza. (dall'intervista di Vincenzo Iannuzzo, ''[http://www.articolo21.info/rassegne/generale11012007/Art00329.htm Sax Poltronieri: «Sono in serie A con Cochi e Renato»]'', ''La Nuova Ferrara'', 11 gennaio 2007) * È stata un'avventura stupenda, lavorare con la "serie A" della comicità italiana. [[Cochi e Renato]] sono dei colossi della comicità, quelli che l'hanno cambiata totalmente, quelli che vedevo in bianco e nero ne "Il poeta e il contadino", figurati la gioia che provo in questo momento.<ref name=seriea>Riguardo alla sua partecipazione nel cast di ''Stiamo Lavorando per Noi'', programma di Cochi e Renato andato in onda nel gennaio 2007 su Rai 2.</ref> (dall'intervista di Vincenzo Iannuzzo, ''Sax Poltronieri: «Sono in serie A con Cochi e Renato»'', ''La Nuova Ferrara'', 11 gennaio 2007) * Ho preso parte a tutte e quattro le puntate, con un intervento di un minuto circa ciascuna, con l'aggiunta della sigla finale. Praticamente faccio delle cover di cantanti italiani anni '70 e '80. [...] Uso parrucche in performance un po' surreali, in linea con la comicità di Cochi e Renato.<ref name=seriea /> (dall'intervista di Vincenzo Iannuzzo, ''Sax Poltronieri: «Sono in serie A con Cochi e Renato»'', ''La Nuova Ferrara'', 11 gennaio 2007) * Già da [...] anni collaboro con Sergio Sgrilli ma da settembre ogni lunedì sono fisso nel suo spettacolo "Neuro", in scena a Milano [...] e proprio qui mi hanno notato Cochi e Renato in persona, ai quali sono piaciuto, da convincerli a farmi entrare nel cast del programma.<ref>Riguardo alla sua fissa partecipazione nel cast dello spettacolo teatrale ''Neuro''/''Sgrilli al Buio'' in scena tre lunedì al mese a Milano.</ref> (dall'intervista di Vincenzo Iannuzzo, ''Sax Poltronieri: «Sono in serie A con Cochi e Renato»'', ''La Nuova Ferrara'', 11 gennaio 2007) * [[Cochi Ponzoni|Cochi]] e [[Renato Pozzetto|Renato]] mi rimandano ad un quadro di Giorgio De Chirico. Si tratta delle Muse Inquietanti dove le muse ispiratrici dell'arte sono inserite in una situazione surreale e metafisica.<ref>[http://www.palazzolabia.rai.it/UFFICIO_STAMPA_MAIN_DETTAGLIO_APPROFONDIMENTO.aspx?IDSCHEDAARCHIVIONEWS=43687&IDAPPROFONDIMENTO=3725 www.palazzolabia.rai.it], ''Stiamo Lavorando per Noi'', citazioni su Cochi e Renato</ref> * [Sono soddisfatto] oltre ogni più rosea previsione direi! Sai, io non nasco assolutamente come monologhista e battere un trio di attori professionisti come i Red-attori di Siena e Angelino di Torino, che ha fatto parte del cast della trasmissione Bulldozer, non è poco. Io provengo da una formazione musical-comica ed è solo da un paio d'anni che sto cercando un mio linguaggio.<ref name=bg>Riguardo alla sua partecipazione al programma televisivo/sfida tra comici ''Bravo Grazie'', andato in onda nel gennaio 2008 su Rai 2.</ref> (dall'intervista di Vincenzo Iannuzzo, ''[http://www.articolo21.info/rassegne/generale28012008/Art_080128_17422_00615.htm Il ritmo delle note nel cabaret]'', ''La Nuova Ferrara'', 28 gennaio 2008) * È come per un giocatore della Spal, tanto per non fare nomi, arrivare lentamente alla nazionale, ma la strada è ancora lunga e piena di difficoltà. Però io vivo di spettacolo. Sai che sono sul palco già da vent'anni? È la mia vita.<ref name=bg /> (dall'intervista di Vincenzo Iannuzzo, ''Il ritmo delle note nel cabaret'', ''La Nuova Ferrara'', 28 gennaio 2008) * Meno male che in zona esistono feste e sagre che mi hanno sempre dato fiducia. Comunque il mio impegno c'è, per crescere e per regalare emozioni a me stesso e a chi mi segue con tanto affetto. (dall'intervista di Vincenzo Iannuzzo, ''Il ritmo delle note nel cabaret'', ''La Nuova Ferrara'', 28 gennaio 2008) ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Cuore Peloso''=== '''Etichetta''': Crotalo/New LM Records, prodotto da Andrea Poltronieri. * ''Una do tre, ta n'ag mai abbastanza Maria, una do tre, ti t'am vo ruvinar.'' : Uno due tre, non ne hai mai abbastanza Maria, uno due tre, tu mi vuoi rovinare. (da ''Maria'', n. 2, parodia di ''Maria'' di Ricky Martin) * ''Don Mario l'è un gay, ag pias i putin, che il fa i ciarghìn, e don Mario l'è un gay.'' : Don Mario è un gay, gli piacciono i bambini, che fanno i chierichetti, e Don Mario è un gay. (da ''Don Mario l'è un gay'', n. 4, parodia di ''Don't leave me this way'' di Harold Melvin & the Blue Notes) * ''Sat cori tal ciapi.'' : Se corri, lo prendi. (da ''Sat cori tal ciapi'', n. 5, parodia di ''Don't worry be happy'' di Bobby McFerrin) ===''Io c'ero''=== '''Etichetta''': Crotalo/Music for fun, 1998, prodotto da Andrea Poltronieri. * Amica tua, una canna piena di... maria. Quel carretto passava e quell'uomo gridava... drogati/bastardi/pelato. (da ''Una canna piena di...'', n. 22, parodia di ''Sampei'' dei Rocking Horse e di ''I giardini di Marzo'' di Lucio Battisti) * ''Leo leo, basm'un maron.'' : Leo, leo, baciami un marone. (da ''Leo leo'', n. 23, parodia di ''Tira e Molla'' di Luca Laurenti) ===''Piccolo pelino''=== '''Etichetta''': Crotalo/Music for fun, 1999, prodotto da Andrea Poltronieri. * ''Gino lavora al Famila, al fà al budgàr, al vend i pum, i bànan e i asparaz.<br>Gino lavora al Famila, al fa al budgàr, al dìs parchè, a dev laurar anc ad sabat.'' : Gino lavora al Famila, fa il bottegaio, vende le mele, le banane e gli asparagi.<br>Gino lavora al Famila, fa il bottegaio, si chiede perché deve lavorare anche di sabato. (da ''Gino lavora al Famila'', n. 4, parodia di ''Rivers of Babylon'' dei Boney M) * ''A gh'è, da magnàr, vieni a taula ac gh'è pront, oh yeah.'' : C'è, da mangiare, vieni a tavola che è pronto, oh yeah. (da ''A ghe da magnar'', n. 5, parodia di ''Back for good'' dei Take That) * ''A ghe un ad Cona c'al ti'è'nu a truvar, Paulon, l'è al fradèl ad Gino, al fiòl dal tabacàr, Paulon.'' : C'è uno di Cona che ti è venuto a trovare, Paolone, è il fratello di Gino, il figlio del tabaccaio, Paolone. (da ''A ghe un ad Cona c'al ti'è'nu a truvar, Paulon'', n. 20, parodia di ''In the air tonight'' di ''Phil Collins'') * ''A stend, a stendo, a stend in du c'am par a mi.'' : Io stendo, io stendo, io stendo dove mi pare. (da ''A stend in du c'am par a mi'', n. 21, parodia di ''Don't stand so close to me'' dei ''Police'') ===''La sapienza e la validità''=== '''Etichetta''': Crotalo/Music for fun, 2000, prodotto da Andrea Poltronieri. * ''Ma c'è qualcosa di grande tra di noi, a sem propria du maiaiai, non ci stacchiamo mai.'' : Ma c'è qualcosa di grande tra di noi, siamo proprio due maiali, non ci stacchiamo mai. (da ''Qualcosa di grande'', n. 2, parodia di ''Qualcosa di grande'' dei Lunapop) * Quanta cellulite haaaaa, quanta cellulite haaaaa. (da ''Cellulite'', n. 3, parodia di ''Angelo'' dei Prozac+) * ''A son al bongo, a magn'al pongo, a son propria 'n mongul.'' : Io suono il bongo, io mangio il pongo, sono proprio un mongolo. (da ''A son al bongo'', n. 8, parodia di ''Bongo Bong'' di Manu Chao) * ''An voi brisa, al cagnin sul divan, senti chi puzza, mi am lavarò il man.<br>An voi brisa, al cagnin sul divan, viva al to gat, che da par lu as fa al bagn.'' : Non voglio, il cagnolino sul divano, senti che puzza, mi laverò le mani.<br>Non voglio, il cagnolino sul divano, viva il tuo gatto, che da solo si fa il bagno. (da ''Al cagnin sul divan'', n. 11, parodia di ''Rhythm divine'' di Enrique Iglesias) * Ma quanto è bello andare in giro per i lidi ferraresi, se hai un Califfo de Lux che ti da dei problemi. (da ''Califfo de lux'', n. 20, parodia di ''50 special'' dei Lunapop) ===''La mucca non è una vacca''=== '''Etichetta''': Crotalo/Music for fun, 2001, prodotto da Andrea Poltronieri. * ''E non puoi lasciarle sole, certe [[nonne]] sì, che se accendono il gas esplode, certe nonne sì. | Certe nonne son sveglie, e non dormiranno mai, perché sognano Mario, al furnàr'' (da ''Certe nonne'', n. 5, parodia di ''Certe notti'' di Ligabue) * ''Puttana puttana quella vigilessa, mi ha fatto cento mila per divieto di sosta, che cosa devo fare, io non la voglio pagare.'' (da ''La vigilessa'', n. 9, parodia di ''Io sono Francesco'' di Tricarico) ==Sito ufficiale di Andrea Poltronieri== * Penso agli eschimesi... quelli hanno freddo... ma le pellicce le usano con il pelo verso l'interno, e noi per soddisfare la nostra vanità ci sentiamo in diritto di uccidere ogni animale purché sia peloso... mah... (da ''Cani Pericolosi'', 26 gennaio 2007) * Ho avuto la fortuna di essermi ritagliato un piccolissimo spazio in un programma comico con personaggi altissimi, ma prima di questi minuti ho sudato in pub fumosi, matrimoni con nonni che mi giravano le spalle, feste di piazza con cinque persone, soldi spesi per cambiare sempre attrezzatura, tutte cose che continuerò a fare, ma che mi sono servite. (da ''Amici'', 29 gennaio 2007) * Ho sette obiettivi: ''Quelli che il calcio'', ''Sanremo'', ''Colorado Cafè'', ''Zelig Circus'', ''Mai dire TV'', ''Le Iene'', ''Sky Show''. Ne centrerò uno?? I sogni aiutano a vivere... e io ne ho una gran voglia... (da ''Amici'', 29 gennaio 2007) * Amo il pubblico milanese, perché ti sa apprezzare e valorizzare. (da ''Lunedì 29 Teatro delle Erbe Neuro'', 30 gennaio 2007) * Amo tornare a Ferrara, forse perché ci sono nato, forse perché ci vivo, forse perché ci vive la mia famiglia e tutte le persone che amo e a cui voglio bene, amo vedere Ferrara di notte, con il suo silenzio metafisico, amo vederla con gli occhi di [[Giorgio de Chirico]] quando ha creato le muse inquietanti, amo vedere l'angolo più bello d'Europa, il castello, la via delle volte, il sottomura con l'area sgambamento cani più grande d'Italia, amo i centri commerciali vuoti e pieni, sorrido nel vedere i pecoroni ferraresi tutti vestiti uguali frequentare l'ultimo street bar alla moda, amo immergermi nella nebbia di una notte umida di gennaio, amo andarmene via qualche giorno per poi riannusare l'odore del pane ferrarese e sentire parlare le nonne all'ufficio postale... mi guardo intorno nella piazza Trento Trieste e mi chiedo: ma quanti cavolo di cinesi ci sono??? Amo aspettare venerdì 2 febbraio per andare a montare l'impianto al Green Planet, prendere l'insalatone bersagliera e aspettare che qualcuno arrivi, amo vedere facce amiche che mi sorridono e mi dicono «ciao Pollllllllllllltro» con mille elle... bello bello... (da ''Ferrara'', 30 gennaio 2007) * Per la Juventus [[Alessandro Del Piero|Alex Del Piero]], per l'Inter Xavier Zanetti, per la Roma [[Francesco Totti]], per il Milan Paolo Maldini e Billy Costacurta... sono bandiere, simboli, giocatori che identifichi con i colori della propria squadra, gente che non ha ceduto ad ingaggi superiori ed è rimasta fedele nel tempo. (da ''Ma le bandiere non esistono più?'', 31 gennaio 2007) * Una cosa che tanti colleghi mi invidiano è questa... il rapporto bellissimo con amici e fans!! Grazie davvero a voi, mi date veramente la forza di credere in quello che faccio, vi devo una pizza. (da ''Fiordaliso'', 1 febbraio 2007) * Ho sempre cercato qualcuno che vedesse oltre all'Andrea di Heidi, Don Mario, Gino lavora al Famila... e penso di averlo trovato. [...] Ieri sera ho suonato il sax all'interno di uno spettacolo di Sergio Sgrilli a Minerbio e ho ritrovato una magia, un brivido lungo la schiena nel cercare di mettere tutta la mia sensibilità il mio linguaggio, la mia voglia di comunicare in quel tubo di ottone ormai consumato... il sax mio, quello storico, suona di brutto... ma la magia qual è... che qualunque sax io suoni ha la mia voce, ormai è un prolungamento delle mie dita... devo solo trovare il modo di unire questa mia dote alla comicità e il gioco è fatto. (da ''Profeta in patria'', 2 marzo 2007) * Quando un brivido ti scende lungo la schiena mentre stai suonando il sax significa che stai facendo la cosa giusta. (da ''23 marzo 2007'', 24 marzo 2007) * Neuro è uno spettacolo favoloso... chiunque abbia avuto la fortuna di assistere ad un lunedì al Teatro delle Erbe lo può testimoniare, è bellissimo far parte di un cast fantastico, tutti incastrati perfettamente... devo dire che ho la fortuna finalmente di essere valorizzato per quello che veramente sono... un musicista un po' pazzoide che in più disegna... (da ''Wow'', 27 marzo 2007) * Spontaneità, ecco quello che manca... nei laboratori Zelig è quello che non ti insegnano... poi... Zelig è veramente la bibbia dei comici? È veramente il modello a cui ispirarsi? Guardando Zelig Off ho visto pezzi carini ben confezionati ma erano tutti compitini... la gente forse vuole questo? Il monologo sulle donne?...mmmmmm. Siamo nell'era dei video scambiati via bluetooth con i cellulari, e la gente inizia a volere altro... ho però una cosa in mano che toglie ogni dubbio... il sax... con quello veramente puoi dire ciò che vuoi... penso che punterò su quello. (da ''Che fare?'', 11 aprile 2007) * A volte ci si dimentica delle persone, le si mette in un cassetto, per poi chiamarle quando si ha bisogno... siamo fortunati ad essere qui a leggere... tanto fortunati... (da ''Red'', 27 aprile 2007) * Com'è cambiato il mondo... oggi mi sono svegliato e ho visto gente usare uno strano aggeggio con i tastini... ho guardato la tv e ho visto il telegiornale delle 13... omicidi, assassini, cani maltrattati, Kate Moss, siccità, terremoti, Ici, Berlusconi, Fassino, calcio, pubblicità, tariffe telefoniche, STOOOP... FERMATE IL MONDO. Dove sono finiti i bambini che giocano a pallone? Io uscivo in bicicletta con le scarpe da calcio addosso... ginocchia sbucciate e panino con la nutella avvolto nel domopack... (da ''Tutto cambia'', 9 maggio 2007) * Ad ogni età va associata una responsabilità, piccola o grande che sia. (da ''Tutto cambia'', 9 maggio 2007) * A volte mi succede di partire all'ultimo momento per una serata, arrivare a destinazione e magari trovare un posto apparentemente inadatto per un mio spettacolo... la mia strana situazione di personaggio semiconosciuto mi porta ad esibirmi a volte in posti fighissimi al top e altre volte in posti semplici, normali, quasi dispersi, fuori dalla realtà... vorrei fare un applauso virtuale a gente come Riccardo del ''Bar In'' di Ariano Ferrarese, immaginatevi un piccolo bar di paese sulla curva, vicino all'argine del Po, tre gradoni che diventano un palco naturale e circa 300 persone sedute in panche, sedie, sull'erba, ovunque, per ascoltare me. Ma saranno soddisfazioni? Per me sì... vedere 30 ragazzini che mi riprendono con il cellulare quando arriva la Nives, vedere gente di 30, 47, 58, 71, 22, 18, 13, 8 anni che sta lì, mi applaude e chiede delle canzoni, una nota di sax in più... mah, posso dormire bene, so di essermi impegnato e dagli applausi che ho sentito ho fatto centro... (da ''Ariano Ferrarese'', 31 maggio 2007) * Penso sia molto bello avere un lato femminile... io direi di averlo sempre avuto... intendiamoci bene... non dal punto di vista puramente sessuale, ma certe sensibilità, inclinazioni o gusti sì... beh, se guardate il palco prima di uno spettacolo potrete notare la Fender di Hello Kitty... uno strumento che in spalla a me sembra un Trilogy al collo di Bud Spencer... rendo l'idea?? Beh, [...] a me piace, poi... cose muccate, leopardate, la chitarra Epiphone di Emily the Strange... altro personaggino noire anzi... rednoire... per questo mi piace? Con gatto molesto... icona post-punk un po' cattivella... poi? Fosse per me andrei sempre per centri commerciali mercatini e negozi... poi amo Chicken Little, le Superchicche, Pucca, Winnie the Pooh... e le scarpe? Ne comprerei tre paia al giorno... meno male che ho una micro casa... e una scarpiera Ikea a muro... beh però ho anche due passioni maschili... la Ducati e il Milan... poi dai, avere il lato femminile spiccato è segno di sensibilità, no? (da ''Lato femminile'', 3 settembre 2007) * [[San Valentino (festa)|San Valentino]], [...] questa festa che per quanto sia quella della Lind, Kinder e fiorai è pur sempre un pretesto per poter dire alle persone vicine o amate quanto amore ci sia. (da ''Che Weeeeeeeeek'', 14 febbraio 2008) * Questo spettacolo (''Neuro/Sgrilli al Buio'') mi da emozioni vere, nuove, forti. Sento il pubblico quando suono il sax, ed esce qualcosa di diverso, di magico. (da ''Emozioni'', 20 febbraio 2008) * Nell'epoca di Youtube, di Internet, dei telefonini... ormai possiamo vedere ogni cosa... e invece no... esistono ancora queste voglie di vedere dal vivo i propri idoli... non basta un dvd o l'ultimo modello di ipod o cose simili... l'emozione che si prova dal vivo è unica. (da ''Lacrime ed emozioni'', 24 marzo 2008) *[A Sharm El Sheik] ho fatto una pillola di dieci minuti all'interno del welcome show, una sorta di presentazione della settimana, in quei dieci minuti ero davanti a circa 400 italiani provenienti da ogni parte d'Italia che mi hanno applaudito perché oltre magari alla mia pseudo bravura hanno apprezzato alcuni miei interventi comici inerenti al villaggio. [...] Ho fatto quaranta minuti di follia pura arricchiti da un pezzo al sax soprano insieme al dj... poi giovedì, spettacolo tutto mio all'interno del villaggio. [...] Bello, davvero. Penso che finalmente posso fare uno spettacolo per gente di Napoli, Foggia, Milano, Torino, Udine, Roma, Padova... cosa che fino a qualche anno fa non era proprio possibile... tra flauti, tir, monologhi su merende e furti di borsette un'ora vola, soprattutto poi se mi metto a suonare Eleanor Rigby o altro. (da ''Eccomi!!!!!!!'', 5 maggio 2008) *Mi aspettava una serata relax e invece... ospitato nello spettacolo, davanti a circa 1500 persone, durante il monologo di Giaco sul Papeete... entro io vestito da vocalist [...]. La cosa che mi ha colpito? Il boato che mi ha accolto sul palco e le risate ad ogni battuta... bello... davvero... (da ''Certe notti'', 7 luglio 2008) *Ebbene sì, anch'io c'ero [al Green Planet di Ferrara] dieci anni fa... e ci siamo ancora... sì, non è una banalità o qualcosa di scontato esserci ancora... non tanto fisicamente, ma con la voglia, la volontà di dare ancora qualcosa... a tutta quella gente che mi continua a sostenere. (da ''Si riparte sempre da zero'', 25 settembre 2008) ==La Nives== La '''Nives''' è il personaggio più famoso interpretato da Andrea Poltronieri, arzilla anziana ottantatreenne originaria di [[Molinella]] sempre al passo coi tempi e con la tecnologia che parla durante gli spettacoli dei problemi della sua famiglia e della vita quotidiana con un totale coinvolgimento del pubblico. Per ''trasformarsi'' nel suo personaggio, Andrea utilizza una parrucca rossa, un paio di occhiali rossi enormi, una vestaglia a fiori e un microfono modificato. ===Citazioni famose della Nives=== * Uno due tre prova, sì, prova microfono, sà. * [Rivolta alla musica ad alto volume] ''Mo smorza stal cancar, stal bagai chi, c'at ién'al colera, boia d'na miseria.'' (Mah spegni questo cancro, questo affare qui, che ti venga il colera, boia miseria.) * Mi chiamo Nives, sono nata a Molinella in provincia di Bologna esattamente 83 anni fa, segno zodiacale dello [[Scorpione (astrologia)|scorpione]], ascendente leone, in parole povere, ''s'at ciap at'ralbalt com'un calzet.'' (se ti prendo ti ribalto come un calzino.) * Mio marito si chiama Verther, ci siamo sposati due anni fa, perché ho detto «Proviamo prima la convivenza»: 70 anni di convivenza...''du marun acsì c'ag'n'ho!'' (ne ho due maroni così!) * Olè, olè, olè, olè, olè, olè! * Gianlucaaa... Gianluca! * Sapete che macchina c'ho io? C'ho una [[NSU Prinz|Prinz]] verde JTD 1900 Turbo diesel Common Rail col navigatore satellitare targata Rovigo. * Vi saluto, perché devo andare a giocare al bingo. ===Citazione sulla Nives da parte di Andrea Poltronieri=== * La Nives: molto carica, tecnologica e fuori dagli schemi. (da ''Nius'', 18 febbraio 2008) * Grazie a voi che mi seguite, grazie davvero, siete la forza mia e di quella vecchia sclerotica della Nives... (da ''Brividi'', 9 agosto 2007) *Metti che a Frassinelle domenica sera davanti ad 800 persone di rompa il microfono della Nives, metti che si tenti di aggiustarlo... metti che il giorno dopo nella serata di beneficenza per l'ENPA il microfono nuovo della Nives non funzioni... un segno? Può essere... cara Nives... per tutta l'estate sei stata con me in giro per l'Italia... beh... è giusto che tu ti prenda quache giorno di ferie... lo so, è stato un caso, ma ieri sera, non ho sentito assolutamente la tua mancanza, e per riempire il vuoto da te lasciato ho rispolverato dalla cantina cose e canzoni messe via, ho dato sfogo e spazio al sax... anzi, ai sax... anche il soprano ha avuto il suo degno momento di gloria, e la gente che era presente ha respirato tutto questo. Cara Nives, grazie di tutto, ma per qualche giorno, o forse qualche ora lascerò la tua parrucca rossa, gli occhialoni e il vestito a casa, lì, come il costume di un vecchio clown, lì, come una maschera, lì, come un costume da circo... sorry... (da ''Metti che si rompa il microfono della Nives'', 28 agosto 2007) * A tutti quelli che mi hanno inviato sms per la Nives, intanto grazie, ma mi ha detto che tornerà presto. (da ''Data saltata'', 29 agosto 2007) ==Citazioni su Andrea Poltronieri== * Un grande personaggio! (Marco Giolli) <ref>[http://www.marcogiolli.com/amici.asp www.marcogiolli.com], sito ufficiale di Marco Giolli, musicista bolognese e sosia di Fiorello</ref> * Mah, il consiglio è che – no, non è vero – continua con questi tempi, con questi ritmi, perché poi in fondo la comicità è come la musica, sette sono le note e da lì si fa di tutto, e la comicità è la stessa cosa, sono i tempi che contano: quindi, vai bene così! ([[Lino Banfi]]) <ref>[http://it.youtube.com/watch?v=-pH4KL_5HlY www.youtube.it], video dell'esibizione di Andrea a ''Bravo Grazie'' su Rai 2</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Piccolo pelino||}} {{Pedia|La sapienza e la validità||}} {{Pedia|La mucca non è una vacca||}} {{Pedia|Io c'ero||}} {{DEFAULTSORT:Poltronieri, Andrea}} [[Categoria:Comici italiani]] [[Categoria:Sassofonisti italiani]] i23jroaopn995lgp7g6trkva95wp1ky David Ben Gurion 0 31509 1421843 1415977 2026-07-27T10:01:49Z ~2026-41637-50 107884 1421843 wikitext text/x-wiki [[File:David Ben-Gurion (D597-087).jpg|miniatura|David Ben Gurion nel 1960]] '''David Ben-Gurion''' (1886 – 1973), politico israeliano. ==Citazioni di David Ben-Gurion== *La terra di Israele fu la culla del popolo ebraico. <br />Qui fu formata la sua entità spirituale, religiosa e nazionale. Qui esso conquistò l'indipendenza e creò una civiltà di significato nazionale ed universale. <br />Qui esso scrisse e dette la Bibbia al mondo.<br />Esiliato dalla Palestina, il popolo giudaico rimase ad essa fedele in tutti i paesi della sua dispersione, non cessando mai di pregare e di sperare per il ritorno e per la restaurazione della propria libertà nazionale. <br />Spinti da questa storica associazione, gli Ebrei lungo tutti i secoli si sforzarono di tornare alla terra dei loro padri e di recuperare la dignità di Stato. <br />In decenni recenti sono ritornati in massa. <br />Essi hanno bonificato il deserto, fatto rivivere la loro lingua, costruito città e villaggi e stabilito una comunità vigorosa ed in continua espansione, con una propria vita economica e culturale. <br />Cercarono pace, ma erano preparati a difendersi. <br />Recarono la benedizione del progresso a tutti gli abitanti del paese. <br/>Dopo che numerosi congressi internazionali riconobbero lo storico legame del popolo ebraico con la Palestina e dopo che la persecuzione nazista inghiottì milioni di Ebrei in Europa, risultò ancor più chiara l'urgenza della costituzione di uno stato ebraico capace di risolvere il problema della mancanza di patria per gli Ebrei, aprendo le porte a tutti gli Ebrei ed innalzando il popolo ebraico al livello degli altri popoli nella famiglia delle nazioni. <br/>Il 29 novembre 1947 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una decisione a favore della fondazione di uno Stato Ebraico indipendente in Palestina ed invitato gli abitanti del paese a prendere le misure richieste da parte loro per attuare il piano. Questo riconoscimento, da parte delle Nazioni Unite, del diritto al popolo ebraico di stabilire un proprio stato indipendente non può essere annullato. (da ''Proclamazione dell'indipendenza'', 1948) *Ci sono stati l'anti-semitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma loro {{NDR|gli arabi}} in questo cosa c'entravano? Essi vedono una sola cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro paese. Perché dovrebbero accettarlo?<ref>Citato in Nahum Goldmann, ''The Jewish Paradox'', Weidenfeld and Nicolson, 1978, pp. 121-122. Tradotto da [http://www.tradizione.biz/politica/sionismo/citazioni-sioniste.html www.tradizione.biz Cattolicesimo & politica]. </ref> *I villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Voi non li conoscete neanche i nomi di questi villaggi arabi, e io non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non soltanto non esistono i libri, ma neanche i villaggi arabi non ci sono più. Nahlal è sorto al posto di Mahlul, il kibbutz di Gvat al posto di Jibta; il kibbutz Sarid al posto di Huneifis; e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non c'è un solo posto costruito in questo paese che non avesse prima una popolazione araba.<ref>Citato in Nahum Goldmann, ''The Jewish Paradox'', Weidenfeld and Nicolson, 1978, p. 99. Tradotto da [http://www.tradizione.biz/politica/sionismo/citazioni-sioniste.html www.tradizione.biz Cattolicesimo & politica]. </ref> :''In Ha'aretz del 4/4/1969 viene riportata in questa ben diversa forma come trascrizione della risposta di Moshe Dayan agli studenti della Technion University del 19/03/1969:'' :''We came to a region of land that was inhabited by Arabs, and we set up a Jewish state. In a considerable number of places, we purchased the land from Arabs and set up Jewish villages where there had once been Arab villages. You don't even know the names [of the previous Arab villages] and I don't blame you, because those geography books aren't around anymore. Not only the books, the villages aren't around. Nahalal was established in the place of Mahalul, and Gvat was established in the place of Jibta, Sarid in the place of Huneifis and Kfar Yehoshua in the place of Tel Shaman. There isn't any place that was established in an area where there had not at one time been an Arab settlement.'''' <ref>Citato da Committee for Accuracy in Middle East Reporting in America [http://www.camera.org/index.asp?x_article=371&x_context=7 False Zionist Quotes]</ref> *La decisione di venirci {{NDR|Nella Palestina ottomana}} [...] la presi quando si profilò il pericolo che agli ebrei assegnassero come patria un pezzo di Uganda, e Herzl tentennò. Con due miei amici pensammo che il mezzo migliore per vincere le sue esitazioni fosse non già di mettersi in polemica con lui sui giornali e nei congressi sionisti internazionali, ma di venire qui e d'iniziare il riscatto di questa terra nostra non a parole, ma con la vanga. Poi i due miei compagni si persero per strada: uno andò in Inghilterra, l'altro in America, e io sbarcai da solo a Giaffa. Di ebrei ce n'erano già. E, quando indissi una conferenza, vennero, sebbene non sapessero chi ero. Ma quando cominciai a parlare in ebraico, nella stanza rimasero solo tre persone. Le altre se ne andarono: qualcuno perché non capiva la lingua, gli altri per protesta contro ciò che dicevo. Erano ebrei benestanti, che invece di lavorar la terra la sfruttavano con la manodopera araba, e non avevano nessun interesse a intorbidare le acque. C'era il governo turco, allora, che aveva un merito solo: quello di lasciar fare. E anche a me lasciò fare il minatore in una cava di sassi verso Tiberiade, dove si costituivano i primi ''kibbutzim'': quello di Degania e altri.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, p. 43.</ref> *[[Mosè]], quando si accorse che il suo popolo stava dimenticando l'impegno a essere qualcosa di diverso dagli altri, lo condusse nel deserto e ve lo tenne a pascolare quarant'anni di seguito per dare tempo a due nuove generazioni di crescere e di ricordarsi di essere gli eletti. Anche noi dobbiamo aspettare le nuove generazioni, ma purtroppo nel frattempo non possiamo condurre quelle vecchie a pascolare e a morire nel deserto, perché... [...] Perché bisogna restar qui a comporre il nuovo ministero.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 45-46.</ref> *Tra di noi non possiamo ignorare la verità ... politicamente noi siamo gli aggressori e loro si difendono ... Il paese è loro, perché essi lo abitavano, dato che noi siamo voluti venire e stabilirci qui, e dal loro punto di vista li vogliamo cacciare dal loro paese. (da un discorso del 1938<ref>Citato in [[Noam Chomsky]], ''Fateful Triangle'', pp. 91-92, citando Simha Flapan, ''Zionism and the Palestinians'', pp. 141-142. Tradotto da [http://www.tradizione.biz/politica/sionismo/citazioni-sioniste.html www.tradizione.biz Cattolicesimo & politica]. </ref>) *Se avessi saputo che era possibile salvare tutti i bambini della Germania trasportandoli in Inghilterra, e soltanto la metà trasferendoli nella terra d'Israele, avrei scelto la seconda soluzione, a noi non interessa soltanto il numero di questi bambini ma il calcolo storico del popolo d'Israele. <ref> {{en}} Viene obiettato che la citazione sia stata malevolmente estrapolata [http://www.camera.org/index.asp?x_context=2&x_outlet=118&x_article=1566 CAMERA: Extreme Anti-Zionist Commissioned to Author Article on Zionism]</ref> :''If I knew that it was possible to save all the children of Germany by transporting them to England, and only half by transferring them to the Land of Israel, I would choose the latter, for before us lies not only the numbers of these children but the historical reckoning of the people of Israel.''<ref>{{en}} Citato in Martin Gilbert ''[http://www.nytimes.com/1987/06/21/books/israel-was-everthing.html?pagewanted=2 Israel was everything]'', ''NY Times'', 21 giugno 1987, p. 24.</ref> :''Were I to know that all German Jewish children could be rescued by transferring them to England and only half by transfer to Palestine, I would opt for the latter, because our concern is not only the personal interest of these children, but the historic interest of the Jewish people.''<ref>{{en}} Citato in David S. Wyman, ''[https://www.nytimes.com/books/97/07/06/reviews/970706.06wyman.html Rescue Efforts]'', ''NyTimes.com'', 6 luglio 1997 e in Shabtai Teveth, ''Ben-Gurion and the Holocaust'', Harcourt Brace & Co., 1996, p. 47.</ref> *Secondo lo stato civile sono nato in Polonia, cioè in un villaggio che in quel momento, pare, apparteneva alla Polonia. Ma non me lo ricordo, sebbene ci sia rimasto, dicono, sino a vent'anni. Non me lo ricordo perché, quanto a vivere, vivevo in un altro Paese: [[Israele|questo]], di cui mio padre e mio nonno ogni sera mi leggevano la descrizione nella Bibbia. Lei crede che avrei potuto aspettare fino a vent'anni per conoscere il Monte Sion, Tiberiade, la valle di Galilea? No, me li sono portati qui dentro.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 42-43.</ref> *Solo quando scoppiò la [[Prima guerra mondiale|guerra]], cominciarono a prendersi cura della mia persona. E lo fecero in modo tale che mi parve opportuno rifugiarmi in America, mettermi a fare il giornalista e lavorare alla costituzione della Legione ebrea che combatté a fianco degl'inglesi per liberare la Palestina dagli ottomani... Ma questo appartiene al passato. Torniamo a noi. Torniamo alla Bibbia.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 43-44.</ref> *Un Paese come il [[Israele|nostro]], se non apre anche la presidenza a uomini come Einstein, è destinato a diventare un ghetto.<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 38-39.</ref> *Un popolo israeliano che parlasse una lingua diversa da quella del Tempio e della Legge [...] cosa sarebbe? Un popolo come tutti gli altri... Tanto valeva accettare l'offerta di un ''settlement'' in Uganda, che ci avrebbe risparmiato almeno decenni di sofferenze e altre migliaia di morti, se era per diventare un popolo come tutti gli altri...<ref>Citato in Indro Montanelli, ''Reportage su Israele'', Derby, Milano, 1960, pp. 44-45.</ref> ===Attribuite=== *Dobbiamo usare il terrore, l'assassinio, l'intimidazione, la confisca delle terre e l'eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba. (maggio 1948, agli ufficiali dello Stato Maggiore) :Molti riportano come fonte di questa citazione la biografia di Michael Bar-Zohar, ''Ben-Gurion. A Biography'', Delacorte, New York, 1978. Il Committee for Accuracy in Middle East Reporting in America (CAMERA), un'organizzazione statunitense no profit pro-Israele, ha contattato nel 2004 l'autore Bar-Zohar, il quale ha assicurato che la citazione non compare nel suo libro.<ref>Deborah Passner, ''[http://www.camera.org/index.asp?x_context=2&x_outlet=33&x_article=1190 Mideast Tension at UC Irvine Gets National Coverage]'', CAMERA, 1° ottobre 2004.</ref> *Noi non vogliamo, non abbiamo bisogno di espellere gli arabi e prenderci i loro posti. : ''We do not wish, we do not need to expel Arabs and take their places.'' (da una lettera a suo figlio Amos, 5 ottobre 1937; citato in [http://books.google.com/books?id=nvgat25ddU4C&pg=PR17&ots=5I6MnIhxg2&dq=must+expel+Arabs+and+take+their+places&sig=qhbFe-nltg7LxD7ycIlZKDjmEZo#PPR17,M1 Efraim Karsh, ''Fabricating Israeli History: The 'New Historians'', 2000]) *Noi dobbiamo espellere gli [[arabi]] e prenderci i loro posti. (1937<ref>Citato in ''Ben Gurion and the Palestine Arabs'', Oxford University Press, 1985. Tradotto da [http://www.tradizione.biz/politica/sionismo/citazioni-sioniste.html www.tradizione.biz Cattolicesimo & politica]. </ref>) :''[We] must expel Arabs and take their places.''<ref>Citato in Benny Morris, ''The Birth of the Palestinian Refugee Problem, 1947-1949'', 1987, p. 25.</ref> ==Citazioni su David Ben-Gurion== *A differenza di [[Theodor Herzl|Herzl]], di [[Chaim Weizmann |Weizmann]] e perfino di [[Vladimir Žabotinskij|{{sic|Jabotinsky]]}}, {{sic|Ben Gurion}} non si considerava un europeo, ma un ebreo mediorientale. Aveva fiducia nei ''sabra'', i figli nati in Israele dai pionieri, che avrebbero trasformato Israele da colonia europea ad autentico Stato asiatico, anche se con caratteristiche singolari. Era un Mosè più cupo, che offriva al suo popolo lacrime e sudore, fatica e sangue: «Questa non è una nazione, non ancora» disse nel 1969, alla fine della sua vita. ([[Paul Johnson]]) *Ben Gurion è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. ([[Ilan Pappé]]) *Ben Gurion era onnipresente e pervadeva tutta la vita israeliana. Aveva qualcosa da dire sulla ricerca biblica, la scienza, la storia, l'istruzione, la religione e, naturalmente, l'organizzazione e la strategia militare. Il suo intelletto era attento e vivace, sebbene non formalmente disciplinato; perennemente aperto a nuovi interessi e nuovi entusiasmi. ([[Abba Eban]]) *Tendeva ad affilare i suoi giudizi, in modo da escludere sottigliezze o ambivalenze. Pensava che non si sarebbe potuto far molto per la pace con gli arabi, finché Israele non fosse stato incrollabilmente forte: quindi escluse questo problema dal suo interesse attivo, dando l'impressione di essere irriconciliabile. Ma era un'impressione sbagliata. ([[Abba Eban]]) ===[[Indro Montanelli]]=== *Senza Ben Gurion, non so se Israele sarebbe stato migliore o peggiore di quel che è. Certo, sarebbe stato diverso. Il titolo di «Padre della Patria» non può contestarglielo nessuno. [...] Egli stesso mi raccontò lo sgomento da cui fu còlto quando, non ancora ventenne, sbarcò a Giaffa dopo un lungo periplo a bordo d'un cargo. A procurarglielo non furono i funzionari turchi che allora governavano il Paese, e nemmeno gli arabi che formavano il grosso della popolazione; ma gli ebrei, quasi tutti latifondisti e mercanti perfettamente inseriti nel «sistema» e unicamente intesi ai propri affari. Erano dunque quelli i depositari della Terra Promessa, che non sapevano neanche l'ebraico, o comunque si rifiutavano di parlarlo? Forse ne sarebbe fuggito, se nell'interno non avesse scoperto alcune isolate fattorie collettive, dove i nuovi immigrati lavoravano la terra con le proprie mani e di notte montavano la guardia, uomini e donne, per difendere le loro vite e i loro raccolti dalle razzie degli arabi. *Comprese subito che solo redimendo la terra col loro lavoro manuale e contrapponendo al latifondismo arabo la fattoria collettiva, gli ebrei potevano legittimare la riconquista dei loro antico «focolare». Militarmente, egli non attaccò mai gli arabi. Aspettò che il loro sistema si disgregasse da sé, e ci volle poco. Battuti sul mercato dai prodotti del ''kibbutz'', i latifondisti arabi vendettero i loro feudi al «Fondo Nazionale Ebraico» per andare a sperperare l'incasso nei ''Casinos'' di Beirut e della Costa Azzurra, e i braccianti rimasero senza lavoro perché i nuovi padroni usavano le braccia proprie. Il conflitto è tutto qui: nell'impossibilità di coabitazione di una scalcagnata economia feudale con un'efficientissima economia socialista. I motivi religiosi e razziali li ha aggiunti la propaganda. *Il suo programma era questo: conquistare la Palestina «pertica dopo pertica, capra dopo capra», ma senza costituirla in uno Stato, un po' perché a questo si sarebbe opposta l'Inghilterra [...] un po' per non provocare un «fronte» di nazioni arabe, come poi in realtà avvenne. Ma la rivelazione del [[Olocausto|genocidio]] gl'ispirò il famoso ''mai più''. E mai più significava questo: che d'allora in poi gli ebrei dovevano avere un rifugio sicuro, pronto ad accoglierli e in grado di farlo, cioè uno Stato. *Come tutti i veri politici, Ben Gurion era un pragmatista, cioè un uomo che attingeva le idee dalla pratica delle «cose», non viceversa. E l'esperienza fatta nella lotta per la manodopera ebraica lo aveva persuaso che con gli arabi non c'era [...] possibilità di compromesso. Uno Stato palestinese misto di arabi e di ebrei, lo considerò sempre una chimera per il semplice motivo che in poche generazioni, col loro potenziale demografico quattro volte superiore, gli arabi avrebbero mangiato gli ebrei. [...] Già nella guerra del '48 egli avrebbe potuto annettersi la Cisgiordania: ci rinunziò per non mettersi in corpo seicentomila arabi. L'anno dopo rifiutò per lo stesso motivo la cosiddetta «striscia di Ghaza» che il suo brillante generale Allon aveva sforbiciato dall'Egitto. E dopo la guerra dei sei giorni, sebbene ormai lontano dal potere, non ha fatto che ammonire contro una politica di annessioni territoriali disgiunta da un adeguato incremento di popolazione ebraica. Non ha mai dialogato che con l'Occidente. Con gli arabi, non ha seguito che una diplomazia: quella dei confini. *Le nuove esigenze della produzione e della guerra imponevano un altro «rovesciamento della piramide»: il miracolo della guerra dei sei giorni fu dovuto a un esercito di tecnici altamente specializzati, in cui anche il semplice aviere era un ingegnere. Il posto del ''kibbutz'' [...] veniva preso dall'Università che riconvertiva il contadino in professore. Ben Gurion non poteva interpretare questo nuovo corso. Era troppo vecchio e legato all'altro. Ma non lo comprese, non poteva comprenderlo, per conservare il potere ricorse a tutte le armi del suo repertorio, anche le meno regolamentari, giunse a rinnegare e a rompere il proprio ribelle partito. E neppure a battaglia persa si rassegnò. Dal fondo del suo rifugio alle soglie del deserto ha continuato tutti questi anni ad alluvionare di ammonimenti, maledizioni, anatemi i suoi vecchi amici trattandoli da nemici. [...] Quello che si chiude con Ben Gurion è il capitolo del pionierismo: il più eroico e glorioso, quello destinato, via via che si allontanerà nel tempo, ad essere ricordato dagl'israeliani con sempre più struggente nostalgia. ==Note== <references/> == Altri progetti == {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ben-Gurion, David}} [[Categoria:Politici israeliani]] b7sxevbwrbuxipfkfcgxsfw68e0y6h2 Risorgimento 0 42051 1421828 1374435 2026-07-27T07:21:09Z Gaux 18878 Giacomo Margotti 1421828 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Protagonistes de l'unité de l'Italie.jpg|thumb|upright=1.6|I protagonisti dell'unità d'Italia]] Citazioni sul '''Risorgimento'''. ==Citazioni== *È incredibile quanti militari polacchi erano in giro per l'Europa nelle rivoluzioni del 1848. Duecento di loro combatterono per la [[Repubblica Romana (1849)|Repubblica romana]], e quelli sopravvissuti all'assedio si unirono alla ritirata di [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]]. Curioso poi che la lotta per l'indipendenza italiana fu portata avanti con grande idealismo da un esercito multinazionale e multilingue. Non si può accusare il Risorgimento di essere stato un movimento Isolazionista o esclusivista. ([[Tim Parks]]) *È un grave torto credere che il movimento unitario sia partito dalla coscienza popolare: è stata la conseguenza dei bisogni nuovi delle classi medie più colte; ed è stato più che altro la conseguenza di una grande tradizione artistica e letteraria. ([[Francesco Saverio Nitti]]) *{{NDR|Per una Storia del [[Risorgimento]] concepita non come strumento di lotta politica, ma compresa alla luce di una autentica indagine storica}} E veramente (se debbo manifestare anch'io il mio avviso) converrebbe all'uopo dissolvere addirittura questo «corpo letterario» che si è venuto formando col nome di «Storia del Risorgimento»: questo corpo letterario, che ha al suo servigio innumerevoli scrittori e scrittorelli, pubblicisti e dilettanti, e una rete di «società storiche» con «riviste speciali», e pel quale si annunzia persino di tanto in tanto l'istituzione di speciali «cattedre». [...] Lo spirito animatore della cosiddetta «Storia del Risorgimento» è, tutt'al più, poetico, ma non certamente storico; e, a dissolverla, basterebbe nient'altro che introdurvi lo spirito storico, perché in questo caso essa si fonderebbe nella storia politica del [[XIX secolo|secolo decimonono]], nella quale il moto italiano prenderebbe il suo significato proprio, spogliandosi dei colori onde il sentimento e l'immaginazione lo hanno finora rivestito. E si renderebbe giustizia, come in istoria è doveroso fare, alle forze di resistenza che al moto liberale opponevano la vecchia Italia e la vecchia Europa, o, nella fraseologia dei politicanti, l'oscurantismo e la reazione. Giustizia: il che non significa recriminazione o rimpianto pel passato, che è morto e ben morto, ma semplicemente intelligenza di quel passato, e, mercè di essa, intelligenza del presente e dei problemi del presente. Troppo volentieri ci siamo velati gli occhi per non vedere ciò che, veduto e riconosciuto, avrebbe da noi richiesto fatica di opere. Ma forse una delle conseguenze della [[Prima guerra mondiale|presente guerra]] sarà il disinteresse per la «Storia del Risorgimento», quale è stata finora concepita, venendo a spegnersi (com'è da augurare) le risonanze delle passioni e dei motivi sentimentali che impedivano la conversione critica di quella fantasmagoria in vera e propria storia. La storia, che dovrà ricercarsi e insegnarsi da ora in poi in Italia, sarà, non la storia edificante del Risorgimento, ma la più grande e varia – e non sempre adattabile all'edificazione – storia del mondo moderno, perché non ci accada una seconda volta di essere sorpresi da una guerra europea, ignari delle materie in contestazione e costretti a farci istruire in fretta e furia da istruttori, che essi stessi, in fretta e furia, s'istruivano. ([[Benedetto Croce]]) *I nomi del Risorgimento sono vivi, sono dentro di noi, ci appartengono. Ovunque vada, in questo lungo viaggio in [[Italia]], mi rendo conto che gli italiani sono sempre orgogliosi della loro storia. Quando sono a [[Torino]], a [[Milano]], e non soltanto, mi muovo con emozione per le strade che ricordano i nomi degli uomini che hanno fatto l'Italia, i re e i primi ministri, ma anche i [[Carlo Cattaneo|Cattaneo]] e i [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]]. Il Risorgimento lo porto nel cuore. E sono convinto che non sia un sentimento soltanto mio, che gli italiani lo sentano quanto me. ([[Carlo Azeglio Ciampi]]) *Il preteso risorgimento d'Italia evocato a' giorni nostri è tutto qui: liberar Roma dal [[Cattolicesimo|cattolicismo]] per ritornarla all'antica grandezza pagana, raffigurata in Londra. ([[Giacomo Margotti]]) *Il Risorgimento è un fatto che ha visto protagonisti tanti, tantissimi lombardi. Noi siamo loro figli e non dobbiamo chiedere scusa a nessuno, semmai è [[Bettino Craxi|Craxi]] che lo deve fare: è lui che blatera, blatera... ([[Umberto Bossi]]) *Il Risorgimento è un fenomeno tipicamente massonico. ([[Angela Pellicciari]]) *Il Risorgimento, fin dal 1848, dopo il breve e strumentale entusiasmo per il "Papa liberale", fu anche anticlericale e anticattolico. ([[Massimo De Leonardis]]) *Il Risorgimento italiano, compiuto da una minoranza dinamica, spesso fra l'apatia o il clamore passeggero delle folle, offre tuttavia diversissimi quadri nel suo svolgimento sì da costituire l'evento più caratteristico e quindi il più poetico della storia del secolo XIX dopo la caduta di Napoleone. ([[Alfredo Signoretti]]) *Il risorgimento italiano è il fatto più glorioso e consolante dell'epoca moderna. L'Italia è sempre la prediletta figliuola della Provvidenza; quando tutti la credevano morta o per lo meno immersa in profondo letargo, la voce di Dio la chiamò a nuova vita, la fece sorgere a grandi ed immortali destini. La sventurata dormiva ma si è risvegliata: era morta, come dicevano i suoi calunniatori, ma oggi è risuscitata. Il dito di Dio operò visibilmente tanto portento: stolto chi non lo vede, empio chi non ci crede! ([[Giuseppe Massari]]) *Il risorgimento italiano, specialmente sul primo apparire, fu risorgimento europeo; e, per rispetto alla [[filosofia]], l'[[Italia]] tiene lo stesso luogo di [[Alessandria d'Egitto|Alessandria]], dove s'incrociarono le diverse, e talvolta opposte direzioni dell'umano pensiero. Sbaglierebbe assai chi credesse il nostro risorgimento un semplice ritorno alle idee antiche: prima perché la storia non si ripete mai, e poi perché sul vecchio tronco italogreco s'innesta tralcio novello, il pensiero [[Germania|germanico]]. ([[Francesco Fiorentino]]) *Il Risorgimento si è fatto contro il papato, e non poteva farsi diversamente: e in questo senso hanno concorso anche quei credenti cattolici che vi hanno partecipato effettivamente. La contraddizione non era di un uomo {{NDR|[[Papa Pio IX|Pio IX]]}}, né poteva cancellarsi per opera di un uomo: era nell'istituto, nell'idea. Il Risorgimento è il popolo italiano che prende in mano le sue sorti e si ricollega al corso della civiltà europea, da cui si era andato estraniando dalla fine del Rinascimento. Il Risorgimento significa autonomia politica, libertà religiosa, sovranità nazionale, iniziativa popolare: tutte cose che il papato non poteva accettare. ([[Luigi Salvatorelli]]) *La Rivoluzione d'ottobre {{NDR|rivoluzione fascista dell'ottobre 1922}} non può e non deve ripetere gli errori del Risorgimento, finito in malo modo nel compromesso antirivoluzionario del Settanta, che preparò il ritorno al potere attraverso il liberalismo, la democrazia, il socialismo, di quegli elementi borbonici, granducali, austriacanti, papalini che avevano sempre combattuto e bestemmiato l'idea e gli eroi del Risorgimento. È necessario che il Fascismo prosegua senza esitazioni il suo fatale cammino rivoluzionario. ([[Curzio Malaparte]]) *L'Italia è nata dal pensiero di pochi intellettuali: il Risorgimento, unico episodio della nostra storia politica, è stato lo sforzo di altre minoranze per restituire all'Europa un popolo di africani e levantini. ([[Giaime Pintor]]) *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon [[Giuseppe Pecchio|Pecchio]] descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro Risorgimento, uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) *Occupata [[Roma]], il Risorgimento finiva. E gli italiani cominciavano a innalzare monumenti ai «padri della Patria», che uno alla volta abbandonavano questa nostra penisola tribolata e «miracolata». [...] A ciascuno il suo bel monumento, tutti ben alti sul loro piedistallo, da non poterli toccare con le nostre mani. E sarà fin troppo facile far credere che il Risorgimento sia stato possibile grazie all’opera concorde di questi uomini, e grazie allo «stellone» d’Italia. La verità, come abbiamo visto, è un’altra. La verità è che fra questi uomini spesso non vi fu concordia, ma avversione e odio, discrepanza e irresolutezza. La verità è che il Risorgimento fece l’Italia quale poi ce la siam trovata noi italiani, lacerata e divisa. Divisa fra italiani ricchi e italiani poveri. Fra italiani del Nord e italiani del Sud. Fra italiani dotti e italiani analfabeti. Tutte divisioni che oggi noialtri italiani, faticosamente, penosamente, stiamo cercando di colmare. Ma per far questo dobbiamo sapere la verità su come l’Italia fu fatta. Dobbiamo insomma studiare sul serio la storia di quel «miracolo» che fu il nostro Risorgimento. ([[Luciano Bianciardi]]) *Per Mazzini, il valore primo del Risorgimento era l'unità italiana; per i moderati l'indipendenza dei vari Stati dalle interferenze straniere, per Carlo Cattaneo e [[Giuseppe Ferrari]], invece, nella loro gerarchia dei valori politici, le libertà individuali avevano la priorità. ([[Denis Mack Smith]]) *Quando si tratta di grandi avvenimenti come il nostro Risorgimento c'è rischio che la storia venga mitizzata, che la retorica e la propaganda di parte semplifichino eventi e conflitti di non facile interpretazione. Gli storici di mestiere sanno che il Risorgimento è un fenomeno più complesso di quello che si legge sui libri di testo o che si vede sui monumenti nelle strade e nelle piazze. Non c'è niente di nuovo, è risaputo che il Risorgimento è stato gestito da personalità in forte contrasto fra loro... [...] Cavour è stato lì per lì per impiccare Garibaldi che se avesse potuto avrebbe fatto altrettanto. [...] I tempi sono maturi perché si possa guardare a quegli eventi con l'occhio della storia che non ha paura di rilevare contraddizioni e realtà e non quello della retorica e della propaganda. Non c'è nessun problema per l'identità nazionale perché se si va a vedere le condizioni dell'epoca è stata una stagione straordinaria. Seppur con tutti i difetti hanno avuto un'abilità e una fortuna miracolose [...] hanno preso decisioni difficilissime per lo più senza sbagliare col coraggio di sacrificare le proprie posizioni per raggiungere un compromesso quando c'era bisogno. L'impressione è quella di una stagione memorabile della nostra storia con tutti i limiti che tutti gli uomini politici hanno, che magari li avessimo oggi... ([[Alessandro Barbero]]) *Senza la coscienza de' mezzi essenziali al raggiungimento di un certo scopo, è impossibile che lo scopo sia raggiunto. L'Italia vuol risorgere: ecco lo scopo. Ma come, perché e a qual diritto si risorge? Quali sono le condizioni di un vero risorgimento? Cosa è l’Italia, e cosa vuole, o meglio dev'essere, se brama risorgere? Ecco un quesito per molti rispetti difficile e scabroso, ma un quesito, che se non è risoluto, la coscienza del proprio compito fa difetto. La verità è stata sempre pericolosa a dirsi, e può esser fatale quando si vuol dirla ad un nazione. Ma l'amore è un sacrificio, e non si ha diritto ad amare la verità senza voler correre i rischi che possono accompagnarla. ([[Raffaele Mariano]]) ===[[Valerio Evangelisti]]=== *Chi guarda, oggi, effigi di uomini baffuti e barbuti che, in pose plastiche, puntano la baionetta o, se di rango, fissano da cavallo un destino lontano? Questi simulacri ci circondano quotidianamente, eppure non li vediamo nemmeno. Il Risorgimento ha subito la stessa sorte. È onnipresente, eppure non esiste. Non ci dà né stimoli né riflessioni. *Il Risorgimento è divenuto tanto "ufficiale" da non esistere nemmeno, se non in un'iconografia tanto onnipresente quanto neutra, fatta di statue e di cimeli. Cose di pietra e di metallo, insomma. Inesorabilmente fredde come soprammobili cui non si fa più caso, tanto sono abituali. *Solo gli [[Scrittore|scrittori]] potrebbero rianimare il Risorgimento, e farlo uscire dal sacello, simile alla ghiacciaia di un frigorifero, in cui è rinchiuso. Conservato bene, però freddo freddo. ===[[Aldo Forbice]]=== *I milanesi decisero di non fumare più per colpire duramente le finanze austriache. Poi presero di mira le cantanti e le ballerine austriache, come con la bellissima Fanny Elssler, costretta a lasciare il palco della Scala, subissata dai fischi. Come siamo lontani dalle modalità sanguinose del terrorismo di oggi. Furono quelli i primi segnali organizzati dei patrioti che poi sfociarono nelle cinque giornate di Milano. *Quelle delle cinque giornate fu la prima battaglia di massa di liberazione contro l'occupante straniero: il popolo fu in prima linea, ma anche la borghesia e l'aristocrazia vi parteciparono attivamente. *Una rivolta senza capi preordinati, che divise le famiglie, che alimentò, forse per la prima volta, le speranze per liberare l'Italia dai troppi despoti, con l'obiettivo di dar vita a un'unica nazione. ===[[Eugenio Scalfari]]=== *Gli italiani che parlavano la lingua "nazionale" non superavano il 2 per cento della popolazione. Solo la religione era universalmente diffusa ma insufficiente a promuovere l'idea di nazionalità. *I suoi agenti principali furono Foscolo, Manzoni, Berchet, Mameli, Mazzini, Rossini, Verdi. I suoi strumenti politici furono per un verso Cavour e per l'altro Garibaldi. *Il Risorgimento italiano è stato un'operazione quasi esclusivamente culturale; gli interessi economici sono sopravvenuti dopo, da soli non avrebbero creato un bel nulla. *Quando il [[Alessandro Manzoni|Manzoni]], definendo la nazione, scriveva ''Una d'armi di lingua d'altare di memorie di sangue di cor'' compiva un macroscopico esercizio retorico senza alcun fondamento nella realtà. ===[[Antonio Scurati]]=== *È quell'idea di libertà politica ad averci dimenticati lungo un binario morto della storia, non siamo noi ad aver dimenticato il Risorgimento. L'eredità del [[Romanticismo]] è invece malignamente viva. *L'unica stagione epica del nostro immaginario poetico-nazionale a essere la più dimenticata. *Se il Risorgimento è dimenticato lo è perché la sua idea guida – la libertà attiva, intesa come libertà di fare e rifare politicamente il mondo in modo tale che si adatti meglio all'esistenza umana – è oggi un'idea morta. *Vorrei che [[Milano]] tornasse la città insorta del 1848 {{NDR|[[cinque giornate di Milano]]}}, piena di virgulti e voglia di cambiamento, una Milano dove l'interesse privato e particolare venisse messo da parte per fare spazio al bene comune. ==Voci correlate== *[[Neoborbonismo]] *[[Prima guerra d'indipendenza italiana]] *[[Stragi di Perugia]] *[[Unità d'Italia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul|wikt=Risorgimento}} [[Categoria:Rivoluzioni]] [[Categoria:Storia d'Italia]] [[Categoria:XIX secolo]] qcormtx5cfykhzbliwa7v0v647bjrk8 Giacomo Margotti 0 68443 1421765 920096 2026-07-26T13:57:26Z Gaux 18878 religione anglicana 1421765 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in S. Paolo di Londra e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo.<ref>Da ''Roma e Londra: confronti'', p. 143.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] m4uwy9len3543t5jsw41iywzf76wbpz 1421766 1421765 2026-07-26T13:59:59Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giacomo Margotti */ riferimenti bibliografici 1421766 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in S. Paolo di Londra e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858, p. 143.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] 3a8kmis4zpdr8ctlspave98yo1townn 1421767 1421766 2026-07-26T14:02:36Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giacomo Margotti */ Cattedrale di San Paolo (Londra) 1421767 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858, p. 143.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] 4i5ewgfyfrboscu5emlb3hliw474v5d 1421768 1421767 2026-07-26T14:04:18Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giacomo Margotti */ refuso del testo 1421768 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858, p. 143.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] swbhsai1w4wuz8rpcfgbwyq7sg9p59u 1421817 1421768 2026-07-27T06:47:21Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giacomo Margotti */ Roma e Londra 1421817 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> *[[Roma]] è eterna come Cristo che la elesse per sede del suo Vicario, e Cristo non muore. [[Londra]] è labile come il fumo a cui dee la sua ricchezza, e passerà come il naviglio che è la fonte della sua potenza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858, p. 10.</ref> *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858, p. 143.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] cmd4srtaued64z7vn5f3mtk152fhnwp 1421818 1421817 2026-07-27T06:49:45Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giacomo Margotti */ altra su Roma e Londra 1421818 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> *[[Roma]] è eterna come Cristo che la elesse per sede del suo Vicario, e Cristo non muore. [[Londra]] è labile come il fumo a cui dee la sua ricchezza, e passerà come il naviglio che è la fonte della sua potenza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858, p. 10.</ref> *Roma è un miracolo di Dio, e Londra un miracolo dell'uomo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858, p. 10.</ref> *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858, p. 143.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] 9lzubujxch8wij91r2ur1vvbg23ee43 1421819 1421818 2026-07-27T06:53:35Z Gaux 18878 nuova sezione 1421819 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. 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E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> ==''Roma e Londra confronti''== *[[Roma]] è eterna come Cristo che la elesse per sede del suo Vicario, e Cristo non muore. [[Londra]] è labile come il fumo a cui dee la sua ricchezza, e passerà come il naviglio che è la fonte della sua potenza. (p. 10) *Roma è un miracolo di Dio, e Londra un miracolo dell'uomo. (p. 10) *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo. (p. 143) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giacomo Margotti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] lv1t3e18l37t42j8h2c5eabbb3ziwhq 1421820 1421819 2026-07-27T06:55:21Z Gaux 18878 upright 1421820 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|upright=0.7|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> ==''Roma e Londra confronti''== *[[Roma]] è eterna come Cristo che la elesse per sede del suo Vicario, e Cristo non muore. [[Londra]] è labile come il fumo a cui dee la sua ricchezza, e passerà come il naviglio che è la fonte della sua potenza. (p. 10) *Roma è un miracolo di Dio, e Londra un miracolo dell'uomo. (p. 10) *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo. (p. 143) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giacomo Margotti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] 6gdaas2r08l49rbcmfkp2ofjks7y27o 1421821 1421820 2026-07-27T07:01:37Z Gaux 18878 /* Roma e Londra confronti */ Vincenzo Gioberti 1421821 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|upright=0.7|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> ==''Roma e Londra confronti''== *[[Roma]] è eterna come Cristo che la elesse per sede del suo Vicario, e Cristo non muore. [[Londra]] è labile come il fumo a cui dee la sua ricchezza, e passerà come il naviglio che è la fonte della sua potenza. (p. 10) *Roma è un miracolo di Dio, e Londra un miracolo dell'uomo. (p. 10) *Per nostra disgrazia e vergogna esiste in Italia un partito il quale sostiene che il cattolicismo immiserisce i popoli e il protestantesimo li rende prosperi e felici; e coloro che così pensano e dicono sono tutti in levare a cielo la beatitudine di Londra, e deplorare i patimenti dell'Italia, e principalmente del popolo romano. Alla testa di costoro si pose lo sventurato [[Vincenzo Gioberti]], che in questi ultimi anni non rifiniva di celebrar la grandezza britannica denigrando l'Italia, a cui nei tempi dell'ipocrisia avea attribuito un generale ed esageratissimo primato. (pp. 15-16) *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo. (p. 143) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giacomo Margotti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] kqf0ztjywspkn9dymd0qsb3hfsvlbz9 1421822 1421821 2026-07-27T07:05:12Z Gaux 18878 /* Roma e Londra confronti */ nota 1421822 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|upright=0.7|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> ==''Roma e Londra confronti''== *[[Roma]] è eterna come Cristo che la elesse per sede del suo Vicario, e Cristo non muore. [[Londra]] è labile come il fumo a cui dee la sua ricchezza, e passerà come il naviglio che è la fonte della sua potenza. (p. 10) *Roma è un miracolo di Dio, e Londra un miracolo dell'uomo. (p. 10) *Per nostra disgrazia e vergogna esiste in Italia un partito il quale sostiene che il cattolicismo immiserisce i popoli e il protestantesimo li rende prosperi e felici; e coloro che così pensano e dicono sono tutti in levare a cielo la beatitudine di Londra, e deplorare i patimenti dell'Italia, e principalmente del popolo romano. Alla testa di costoro si pose lo sventurato [[Vincenzo Gioberti]], che in questi ultimi anni non rifiniva di celebrar la grandezza britannica denigrando l'Italia, a cui nei tempi dell'ipocrisia avea attribuito un generale ed esageratissimo ''primato''<ref>Allusione all'opera del Gioberti ''Del primato morale e civile degli italiani''</ref>. (pp. 15-16) *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. 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(p. 143) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giacomo Margotti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] 1r8u8cya7s2k8nn17uiifji8p5wec85 1421823 1421822 2026-07-27T07:06:08Z Gaux 18878 /* Roma e Londra confronti */ wlink Neoguelfismo 1421823 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|upright=0.7|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> ==''Roma e Londra confronti''== *[[Roma]] è eterna come Cristo che la elesse per sede del suo Vicario, e Cristo non muore. [[Londra]] è labile come il fumo a cui dee la sua ricchezza, e passerà come il naviglio che è la fonte della sua potenza. (p. 10) *Roma è un miracolo di Dio, e Londra un miracolo dell'uomo. (p. 10) *Per nostra disgrazia e vergogna esiste in Italia un [[Neoguelfismo|partito]] il quale sostiene che il cattolicismo immiserisce i popoli e il protestantesimo li rende prosperi e felici; e coloro che così pensano e dicono sono tutti in levare a cielo la beatitudine di Londra, e deplorare i patimenti dell'Italia, e principalmente del popolo romano. Alla testa di costoro si pose lo sventurato [[Vincenzo Gioberti]], che in questi ultimi anni non rifiniva di celebrar la grandezza britannica denigrando l'Italia, a cui nei tempi dell'ipocrisia avea attribuito un generale ed esageratissimo ''primato''<ref>Allusione all'opera del Gioberti ''Del primato morale e civile degli italiani''</ref>. (pp. 15-16) *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. 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(p. 143) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giacomo Margotti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] 2c9oq1op7a8d8x3eicgpn54wjf0yw39 1421825 1421823 2026-07-27T07:13:00Z Gaux 18878 /* Roma e Londra confronti */ typo 1421825 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|upright=0.7|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. 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E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> ==''Roma e Londra confronti''== *[[Roma]] è eterna come Cristo che la elesse per sede del suo Vicario, e Cristo non muore. [[Londra]] è labile come il fumo a cui dee la sua ricchezza, e passerà come il naviglio che è la fonte della sua potenza. (p. 10) *Roma è un miracolo di Dio, e Londra un miracolo dell'uomo. (p. 10) *Per nostra disgrazia e vergogna esiste in Italia un [[Neoguelfismo|partito]] il quale sostiene che il cattolicismo immiserisce i popoli e il protestantesimo li rende prosperi e felici; e coloro che così pensano e dicono sono tutti in levare a cielo la beatitudine di Londra, e deplorare i patimenti dell'Italia, e principalmente del popolo romano. Alla testa di costoro si pose lo sventurato [[Vincenzo Gioberti]], che in questi ultimi anni non rifiniva di celebrar la grandezza britannica denigrando l'Italia, a cui nei tempi dell'ipocrisia avea attribuito un generale ed esageratissimo ''primato''<ref>Allusione all'opera del Gioberti ''Del primato morale e civile degli italiani''.</ref>. (pp. 15-16) *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo. (p. 143) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giacomo Margotti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] k84uzk505iyi79qos2gd6tly1fr7auf 1421826 1421825 2026-07-27T07:16:47Z Gaux 18878 /* Roma e Londra confronti */ risorgimento italiano 1421826 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|upright=0.7|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> ==''Roma e Londra confronti''== *[[Roma]] è eterna come Cristo che la elesse per sede del suo Vicario, e Cristo non muore. [[Londra]] è labile come il fumo a cui dee la sua ricchezza, e passerà come il naviglio che è la fonte della sua potenza. (p. 10) *Roma è un miracolo di Dio, e Londra un miracolo dell'uomo. (p. 10) *Per nostra disgrazia e vergogna esiste in Italia un [[Neoguelfismo|partito]] il quale sostiene che il cattolicismo immiserisce i popoli e il protestantesimo li rende prosperi e felici; e coloro che così pensano e dicono sono tutti in levare a cielo la beatitudine di Londra, e deplorare i patimenti dell'Italia, e principalmente del popolo romano. Alla testa di costoro si pose lo sventurato [[Vincenzo Gioberti]], che in questi ultimi anni non rifiniva di celebrar la grandezza britannica denigrando l'Italia, a cui nei tempi dell'ipocrisia avea attribuito un generale ed esageratissimo ''primato''<ref>Allusione all'opera del Gioberti ''Del primato morale e civile degli italiani''.</ref>. (pp. 15-16) *Il preteso [[risorgimento]] d'Italia evocato a' giorni nostri è lutto qui: liberar Roma dal cattolicismo per ritornarla all'antica grandezza pagana. raffigurata in Londra. (p. 18) *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo. (p. 143) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giacomo Margotti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] homh4c9823rj3o5pl7dk16krtax1x5w 1421827 1421826 2026-07-27T07:18:00Z Gaux 18878 /* Roma e Londra confronti */ typo 1421827 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giacomo Margotti.jpg|thumb|upright=0.7|Giacomo Margotti]] '''Giacomo Margotti''' (1823 – 1887), presbitero e giornalista italiano. ==Citazioni di Giacomo Margotti== *Dito di Dio.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/755#c1999|p. 723]].</ref> *La lotta elettorale verte oggi tra [[Camillo Cavour]] e [[Giuseppe Garibaldi]], tra coloro che combattono il papa colle ipocrisie e coloro che vogliono combatterlo aspramente coll'empietà e colla demagogia. E noi vi diciamo: Né l'uno né l'altro. Sono tutti della stessa buccia. E noi ci asterremo. In secondo luogo, quando poi pigliamo parte alle elezioni e in molti luoghi riportiamo la vittoria, ci chiamammo addosso ogni maniera di vessazioni e l'opera nostra andò in fumo. Dunque questa volta non vogliamo fare cosa inutile e ci asteniamo. In terzo luogo, per eleggere ci vuole piena libertà e il piglio dei giornalisti e il contegno della rivoluzione e le lezioni dell'esperienza ci dicono che non saremo pienamente liberi; epperò ci asterremo.<ref>Citato in Angelo Stefano Bessone, ''Giovanni Pietro Losana'', Biella, 2006, p. 407.</ref> *Né elettori né eletti.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 216.</ref> *Nelle prossime elezioni noi non vogliamo essere ''né eletti'', ''né elettori''. Ecco in due parole il nostro programma, il quale questa volta vincerà certamente.<br>Non vogliamo essere ''eletti'', perché non ci vogliamo trovare a' fianchi né di [[Liborio Romano]], né del generale [[Alessandro Nunziante|Nunziante]], né di [[Camillo Benso, conte di Cavour|Camillo Cavour]] che compie bellamente il triumvirato. Non vogliamo essere colleghi né di chi ha bombardato Ancona, quando aveva inalberato bandiera bianca, né di chi ha violato il diritto delle genti e mancato alla propria parola. Non vogliamo appartenere ad una camera che, a detta de' giornali, deve compiere la spogliazione del S. Padre e dar opera a levargli anche la sua Roma. E siccome tra i quattrocentoquarantatre collegi potrebbe darsi che se ne trovasse alcuno che rivolgesse gli occhi sugli uomini dell'«Armonia»,<ref>''L'Armonia della Religione con la Civiltà'', periodico espressione dei cattolici intransigenti, fondato nel 1848.</ref> così non sarà inutile quest'avvertenza.<br>Di poi non vogliamo essere nemmeno ''elettori''. La legge ci accorda un diritto che noi questa volta rifiutiamo, e ci sovrabbondano le ragioni per rifiutarlo.<ref>Da un articolo su ''L'Armonia'', Torino, 8 gennaio 1861, p. 1; citato in [[Denis Mack Smith]], ''Il Risorgimento italiano. {{small|Storia e testi}}'', Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 676-677.</ref> ==''Roma e Londra confronti''== *[[Roma]] è eterna come Cristo che la elesse per sede del suo Vicario, e Cristo non muore. [[Londra]] è labile come il fumo a cui dee la sua ricchezza, e passerà come il naviglio che è la fonte della sua potenza. (p. 10) *Roma è un miracolo di Dio, e Londra un miracolo dell'uomo. (p. 10) *Per nostra disgrazia e vergogna esiste in Italia un [[Neoguelfismo|partito]] il quale sostiene che il cattolicismo immiserisce i popoli e il protestantesimo li rende prosperi e felici; e coloro che così pensano e dicono sono tutti in levare a cielo la beatitudine di Londra, e deplorare i patimenti dell'Italia, e principalmente del popolo romano. Alla testa di costoro si pose lo sventurato [[Vincenzo Gioberti]], che in questi ultimi anni non rifiniva di celebrar la grandezza britannica denigrando l'Italia, a cui nei tempi dell'ipocrisia avea attribuito un generale ed esageratissimo ''primato''<ref>Allusione all'opera del Gioberti ''Del primato morale e civile degli italiani''.</ref>. (pp. 15-16) *Il preteso [[risorgimento]] d'Italia evocato a' giorni nostri è tutto qui: liberar Roma dal cattolicismo per ritornarla all'antica grandezza pagana, raffigurata in Londra. (p. 18) *Se volete sapere che cosa sia la [[Anglicanesimo|religione anglicana]], entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo. (p. 143) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giacomo Margotti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_MF6LGAmeMvEC/page/n4/mode/1up Roma e Londra confronti]'', Tipografia Fory e Dalmazzo, Torino, 1858. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Margotti, Giacomo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] oyj9d669pjyxz04azn4lz56fx73rv36 Massimo De Leonardis 0 69343 1421774 1155923 2026-07-26T15:05:39Z Gaux 18878 wlink 1421774 wikitext text/x-wiki '''Massimo De Leonardis''' (... – vivente), storico e docente universitario italiano. {{Intestazione|1=Intervista della redazione, ''[http://www.zenit.org/article-2959?l=italian La Chiesa di fronte al Risorgimento]'', in ''Zenit'', 16 maggio 2005}} *Dall'epoca dello Scisma [[Anglicanesimo|anglicano]], si era consolidato in Gran Bretagna l'odio per il Cattolicesimo, spregiativamente definito "papismo". *Se il Risorgimento fosse stato solo contrario al Potere Temporale, un compromesso si sarebbe forse trovato. *Il [[Risorgimento]], fin dal 1848, dopo il breve e strumentale entusiasmo per il "Papa liberale", fu anche anticlericale e anticattolico. *La [[Massoneria]] britannica non è brutalmente anti-religiosa come quella dei Paesi latini. {{DEFAULTSORT:De Leonardis, Massimo}} [[Categoria:Storici italiani]] kp6p1kc5ajg01rwta0w6r4r2sfgffbb Paolo Rossi (calciatore) 0 74124 1421786 1336118 2026-07-27T00:33:22Z Danyele 19198 /* Citazioni di Paolo Rossi */ +5 1421786 wikitext text/x-wiki [[File:Paolo Rossi Vicenza (cropped).jpg|thumb|Paolo Rossi con la maglia del Lanerossi Vicenza (anni 1970)]] '''Paolo Rossi''' (1956 – 2020), calciatore e opinionista sportivo italiano. ==Citazioni di Paolo Rossi== {{cronologico}} *Nell'ultimo decennio credo che [[Francesco Totti]] sia stato il più bravo calciatore italiano, probabilmente anche il più continuo. Attraverso le sue doti, grande tecnica, forza fisica e intelligenza sul campo, è stato il calciatore simbolo sia della Roma che della nazionale italiana.<ref>Citato in ''[http://it.uefa.com/uefaeuro/news/newsid=1835531.html Paolo Rossi carica l'Italia]'', ''uefa.com'', 28 giugno 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Italia-Brasile 3-2]]}} Quel 3-2 fu una lezione per la quale il Brasile ci dovrebbe ringraziare e darmi un premio. Una sconfitta dalla quale impararono molto, soprattutto a giocare più coperti. [...] da allora il loro approccio è cambiato, è diventato più guardingo, si sono europeizzati. [...] Eppure vederli giocare è sempre uno spettacolo. Pur evolvendosi, il loro calcio è rimasto lo specchio di un paese dove lo spettacolo resta importante.<ref>Citato in ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/28-11-2012/zico-italia-brasile-3-2-fu-rovina-calcio-913349126084.shtml Zico: "Italia-Brasile 3-2? Fu la rovina del calcio"]'', ''gazzetta.it'', 28 novembre 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Andrea Belotti]]}} Ha qualità che si avvicinano a tanti calciatori, per definirlo bisognerebbe fare un bel mix, da [[Christian Vieri|Vieri]] a [[Francesco Graziani|Graziani]], ha forza fisica e senso del gol [...].<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/torino/2017/03/27-23485323/paolo_rossi_belotti_un_po_vieri_e_un_po_graziani/ Paolo Rossi: «Belotti? Un po' Vieri e un po' Graziani»]'', ''tuttosport.com'', 27 marzo 2017.</ref> {{Int|''El Diablo''|Intervista di [[Marino Bartoletti]], ''Guerin Sportivo'' n. 35 (555), 28 agosto – 3 settembre 1985, pp. 42-47.}} *{{NDR|Sulla [[NSU Prinz]]}} [...] non era una gran macchina, anzi era proprio brutta, ma era ciò che la mia famiglia si poteva permettere. *[...] la "mia" [[Vicenza]]. Una città che, per me, è stata quasi tutto: è stata "mamma", è stata "squadra", è stata "salute" (fisica e mentale), è stata "felicità", è stata "amicizia", è stata ovviamente anche "amore". [...] la [...] provincia [...] rigenerò e persino "inventò" cellule di vita fondamentali per le mie successive affermazioni. Mi viene persino da dire "ah, se non avessi mai lasciato Vicenza" [...] *[...] la [[Juventus Football Club|Juve]] è sicuramente la squadra più amata, ma anche quella più odiata d'Italia [...]. Probabilmente la Juve è sempre stata troppo "vincente", per potersi permettere anche di essere "troppo simpatica". *Che strano: tre mondiali e tutti e tre con maglie diverse. Vuol dire che, fra cinquant'anni, la gente non si ricorderà di Rossi in bianconero, o in biancorosso o in rossonero: ma di Rossi in azzurro e basta. E non si può certo dire che l'azzurro non mi abbia portato fortuna. *Di [[Nils Liedholm|Liedholm]] potrei dire solo cose belle e scontate [...], ma una cosa la voglio sottolineare a costo di sembrare poco originale: questo è un uomo che sa dare e trasmettere autentiche "overdosi" di tranquillità. Per quanto è severo col giocatore, altrettanto è rilassante con l'uomo. La sua capacità di sdrammatizzare mi ha letteralmente scioccato. E nel nostro mondo, un mondo fatto di stress, di attese, di processi, di titoli, un allenatore che sappia ispirare serenità è quasi un "bene" da tutelare. Ma da tutelare nell'interesse di tutti, non solo della squadra che lo stipendia. {{Int|''«L'agente? Io trattavo da solo. E perdevo»''|Intervista di Fabrizio Salvio, ''SportWeek'' n. 27 (840), 8 luglio 2017, pp. 38-41.}} *{{NDR|Riferendosi alla vittoria mondiale di [[campionato mondiale di calcio 1982|Spagna '82]]}} Quello fu un Mondiale diverso da tutti gli altri. [...] Non era un successo [...] che riguardasse solo noi, la squadra, ma una vittoria che apparteneva a tutti, coinvolgeva milioni di persone [...]. Era l'82, l'Italia usciva appena dagli [[Anni di piombo]], dal [[Caso Moro|delitto Moro]]... La vittoria del Mondiale in Spagna spazzò tristezze, angosce e paure. Per il Paese rappresentò un motivo di riscatto, una botta di ottimismo. [...] Per tutti questi motivi dico che fu un Mondiale unico. *Noi vivevamo il calcio con passione [...] Non dubito che oggi sia lo stesso, perché quando scendi in campo dimentichi tutto il resto, però è vero che noi eravamo ancora una generazione di calciatori che potevano essere toccati. Proprio così: toccati. Ora invece i giocatori sono percepiti dai [[Tifo sportivo|tifosi]] come distanti, inaccessibili. Ai miei tempi uscivi dall'allenamento e ti fermavi a parlare con la gente, il [[giornalista]] ti prendeva sottobraccio e nasceva l'intervista. Ora bisogna passare attraverso mille filtri e livelli. *{{NDR|«Ai suoi tempi i procuratori non esistevano...»}} Si trattava direttamente col presidente. Alla [[Juventus Football Club|Juve]], con [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] non c'era molto da discutere. Gli sedevi davanti e ti metteva sotto il naso un contratto con la cifra già scritta a matita. E allora cosa siamo qui a fare?, gli chiedevo. Dopo la vittoria del Mondiale {{NDR|1982}}, io, [[Claudio Gentile|Gentile]] e [[Marco Tardelli|Tardelli]] ci litigammo per 10 milioni {{NDR|di lire}} in più che non voleva riconoscerci. Siamo campioni del mondo, dicevamo, e lui: "Tanto alla Juve si vince, quello che non vi do adesso lo prenderete in premi". {{Int|''[https://www.ultimouomo.com/paolo-rossi-intervista-mondiale-1982/ My Triumph, una chiacchierata con Paolo Rossi]''|Dall'intervista alla mostra ''Triumph'' del Centro Pecci di Prato, 10 marzo 2019; citato in ''ultimouomo.com'', 19 marzo 2019.}} [[File:Elgrafico 3275 paolo rossi.jpg|thumb|Paolo Rossi immortalato sulla copertina di ''El Gráfico'' dopo il successo al [[campionato mondiale di calcio 1982]]]] *Quando ho iniziato a giocare, come tutti, avevo delle ambizioni: sognavo di diventare qualcuno che vedevo in [[tv]], come i ragazzi di oggi guardano [[Lionel Messi|Messi]] o [[cristiano Ronaldo|Ronaldo]]. Il mio mito all'epoca era [[Kurt Hamrin]], uno svedese che giocava ala destra nella [[ACF Fiorentina|Fiorentina]] [...]. E infatti ho iniziato a giocare ala destra, e ho giocato lì fino a 20 anni. Per me Hamrin era un punto di riferimento: mi piaceva il suo modo di giocare, di fare [[gol]]. Non dico che avevo quelle caratteristiche ma in qualcosa gli assomigliavo. *Per sfondare nel mondo professionistico devi dimostrare di poterlo fare. Lo [[sport]] è una prova continua, fino a quando smetti sei sotto esame, sempre valutato. *I dubbi e le incertezze fanno parte delle persone coraggiose, di quelli che a un certo punto decidono di mettersi alla prova. È normale avere qualche dubbio o qualche incertezza, ma la volontà — quella di voler arrivare, di farcela — non mi è mai mancata. *Gli attaccanti fanno gol perché ce l'hanno dentro: chi fa gol, ad ogni categoria, ha delle caratteristiche speciali. *Oggi i calciatori sono diversi, perché ci sono più [[Mass media|mezzi di comunicazione]], ma nella mia epoca i calciatori non erano in realtà così divinizzati: erano eroi popolari e venivano vissuti diversamente. Oggi i calciatori sono quelli che guadagnano tanti soldi, che hanno belle macchine; noi forse eravamo più passionali e meno materiali — nonostante poi tutti noi abbiamo provato a guadagnare il più possibile. *Vi siete mai chiesti perché [[Campionato mondiale di calcio 1982|quel Mondiale]] è rimasto nell'immaginario collettivo della gente? Quel Mondiale è stata una vittoria non solo inaspettata — che sono quelle che ti danno maggiore gioia — ma anche di tutti: non solo di Paolo Rossi capocannoniere, né solo della squadra. Quella vittoria è considerata la vittoria dell'[[Italia]], in cui tutti, nessuno escluso, hanno partecipato in maniera forte, e si sono sentiti dentro quell'Italia. *A [[Enzo Bearzot|Bearzot]] non interessava troppo convocare i giocatori più bravi, se questi non avevano anche i requisiti morali per vestire la [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]], e per fare parte di quel gruppo. Bearzot non ha convocato dei giocatori [...] per paura si potessero creare dei dualismi, come era già capitato nelle nazionali precedenti [...]. Voleva costruire un gruppo coeso, in cui tutti si vogliono bene e remano dalla stessa parte. ==Citazioni su Paolo Rossi== *È un ragazzo sveglio, giocatore che possiede il raro dono di percepire, con largo anticipo rispetto all'avversario, il punto esatto dove passa la traiettoria del pallone. E allora sfrutta al massimo questa proprietà naturale, a volte facendosi poco notare ma risultando di estrema utilità. Non è il panzer egoista che parcheggia pigramente in area di rigore, in attesa che il gioco si sviluppi secondo condizioni a lui favorevoli. Sta sempre in movimento, partecipa al gioco corale, sostiene gli altri reparti con preziosi ripiegamenti e mettendo al servizio dei colleghi d'attacco la squisitezza tecnica nel dialogo. ([[Angelo Caroli]]) *Io e Paolo abbiamo giocato assieme dal 1976 al '79 a Vicenza e poi tre campionati alla Juve. È stato un amico, non di quelli con cui ti vedi tutti i giorni, ma una persona, un giocatore che mi ha aiutato, prima di tutto, ad entrare con il piede giusto nello spogliatoio bianconero e qualche anno prima in quello del Menti. Fuori e dentro al campo un uomo corretto, leale, sempre sorridente e pronto a sdrammatizzare anche la situazione più difficile. Come attaccante è stato unico, non ho mai trovato altri bomber con un dribbling così micidiale, un opportunista favoloso, nato per fare gol, se passava una palla in area 8 volte su 10 c'era lui e arrivava prima, di poco, ma prima del difensore. E pensate che Paolo non era egoista, tutt'altro, ma era una calamita. Non ho mai capito se era il pallone che andava dove c'era lui o viceversa. Un privilegio aver potuto giocarci assieme. Mi manca. ([[Massimo Briaschi]]) *Io sono sempre stato convinto della sua innocenza, ma non è questo il punto. La giustizia aveva stabilito che era colpevole e lui pagava il suo debito senza invocare sconti. Ci pensai a lungo in quell'inverno che precedeva il mondiale di Spagna e prima ancora di affrontare la questione in termini tecnici mi prospettai il problema morale. Alla fine decisi che a squalifica terminata lo avrei portato con me. ([[Enzo Bearzot]]) *Paolo era un fruscio in area di rigore, quando lo avvertivi era già successo tutto, ladro di tempi di gioco come nessuno. ([[Paolo Condò]]) ===[[Matteo Marani]]=== *Ci sono associazioni di idee quasi automatiche: architettura e Renzo Piano, moda e Giorgio Armani, calcio e Paolo Rossi. Nel luglio '82 nessuno lo chiamava così, piuttosto paolorossi, tutto attaccato. [...] Paolorossi lo cantarono al cinema e in musica, al teatro, ovunque, sui libri, nei giornali, alla radio. Fu l'eroe di Spagna, seppure diverso dalla persona gentile, discreta e umile della vita reale. Paolo Rossi divenne il più celebre degli italiani nel mondo, un piccolo Garibaldi con la maglia azzurra. Ovunque si andasse in vacanza nelle estati successive, dalla Costa Brava al Peloponneso, quelle dieci lettere erano divenute il Bel Paese. «Tu italiano? Ah, Paolo Rossi». Ci rappresentava nel modo migliore, solare e composto, era noi, con quel nome comune, comunissimo, che ce lo faceva sentire compagno di banco. Orgogliosi di essere suoi connazionali, fratelli dell'uomo che aveva sconfitto il grande Brasile con una tripletta magica e magnifica. I maestri del calcio battuti dal ragazzino di Prato. Spalle gracili, ricurve, il viso esangue, il corpo minuto che sembrava chiedere permesso prima di segnare il gol. *Ci sono attaccanti che hanno segnato più di Pablito, ci sono altri che sono stati più forti di lui, ma solo a pochissimi è toccato in sorte di fare i gol che valgono la storia e un pezzo di eternità. *Dietro al personaggio pubblico si è sempre celato la persona cordiale, disponibile, sorridente, cresciuta in una Italia molto diversa da oggi, tra i tinelli dei nonni e una sana educazione familiare. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rossi, Paolo}} [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Opinionisti sportivi italiani]] 5mcvu440723ad4a54zqkej0d085brfp Hugo Weaving 0 87969 1421764 1178207 2026-07-26T13:50:35Z ~2026-41573-36 107875 1421764 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ [[Immagine:Hugo Weaving 2011.jpg|thumb|Hugo Weaving nel 2011]] '''Hugo Wallace Weaving''' (1960 – vivente), attore britannico. {{Intestazione|Citato in Giovanna Grassi, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/marzo/23/fascino_terrorista_mascherato_co_9_060323083.shtml Il fascino di «V», terrorista mascherato]'', ''Corriere della sera'', 23 marzo 2006}} *{{NDR|Su ''[[V per Vendetta]]''}} V è un incubo contemporaneo e non mi dispiace affatto essermi nascosto dietro una maschera, che mi ha permesso una recitazione quasi teatrale. La voce diventa tutto, con ogni modulazione di paura, tenerezza, profezie degne di Orwell, ambientate in una moderna e inquietante metropoli. Il mio personaggio è anche un simbolo delle paure collettive del nostro tempo. *{{NDR|Su ''[[V per Vendetta]]''}} Lo schermo nega a V qualsiasi identità con quella maschera, ma le sue parole e la sua disperata dichiarazione d'amore a Natalie Portman gliela restituiscono. Sì, mi è dispiaciuto molto che Alan Moore si ritirasse dal film e spero che ci ripensi: io sono un suo grande ammiratore, sin dalla prima pellicola tratta dalle sue opere. Io ho vissuto questo mio V pensando anche a Il fantasma dell'Opera. Senza dimenticare la rilettura di Il conte di Montecristo che il regista e i Wachowski hanno imposto a tutto il cast. *{{NDR|Su ''[[V per Vendetta]]''}} Non si contano i paralleli che il film suggerisce all'ombra della mia maschera con baffetti sottili, che riporta anche a Guy Fawkes, membro di un gruppo di cospiratori nell'Inghilterra del 1605 e che anche John Lennon ha ricordato nella sua canzone Remember. Insomma, V avrà anche la maschera, ma parla a nome di diversi personaggi e, in fondo, rivela anche qualcosa del vero Hugo Weaving. Questo film per me non è stato soltanto un divertissement. ==Film== ===Attore=== *''[[Priscilla, la regina del deserto]]'' (1994) *''[[Matrix]]'' (1999) *''[[Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello]]'' (2001) *''[[Il Signore degli Anelli - Le due Torri]]'' (2002) *''[[Matrix Reloaded]]'' (2003) *''[[Il Signore degli Anelli - Il ritorno del Re]]'' (2003) *''[[Matrix Revolutions]]'' (2003) *''[[V per Vendetta]]'' (2005) *''[[Captain America - Il primo Vendicatore]]'' (2011) *''[[Cloud Atlas]]'' (2012) *''[[Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato]]'' (2012) *''[[La battaglia di Hacksaw Ridge]]'' (2016) ===Doppiatore=== *''[[Babe - Maialino coraggioso]]'' (1995) *''[[Transformers (film)|Transformers]]'' (2007) *''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009) *''[[Transformers 3]]'' (2011) == Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Attori britannici|Weaving, Hugo]] qhj05urveqa66rgvq8gohkm8m1jgkgg Ugo Fantozzi 0 91786 1421801 1284454 2026-07-27T03:46:41Z Danyele 19198 +voci correlate 1421801 wikitext text/x-wiki [[File:Paolo Villaggio Fantozzi 2.png|thumb|[[Paolo Villaggio]] interpreta Ugo Fantozzi]] '''Ugo Fantozzi''', personaggio letterario e cinematografico creato e interpretato da [[Paolo Villaggio]]. ==Citazioni di Ugo Fantozzi== ===Frasi=== *Il megapresidente è uno stronzo, è! Certe volte mi viene voglia di scriverlo in cielo, così... (''[[Fantozzi contro tutti]]'') *Io, Pina, ho una caratteristica: loro non lo sanno, ma io sono indistruttibile, e sai perché? Perché sono il più grande "perditore" di tutti i tempi. Ho perso sempre tutto: due guerre mondiali, un impero coloniale, otto – dico otto! – campionati mondiali di calcio consecutivi, capacità d'acquisto della lira, fiducia in chi mi governa... e la testa, per un mostr... per una donna come te. (''[[Fantozzi contro tutti]]'') *Io non mi permetterei mai di giocare, si figuri se mi permetterei di vincere, sire. (''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'') *Mi scusi, le spiace se mi sago, mi sidio, mi sagghio... (''[[Fantozzi va in pensione]]'') *Per me... La Corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca! (''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'') *Pina, stammi a sentire: se io sbaglio il voto questa volta va a finire che non mangiamo e non mangiate per una decina d'anni! (''[[Fantozzi subisce ancora]]'') * Ridete! Ridete pure! Ma ride ben, chi ride ultimo! Dite quel che volete ma io sono un uomo proprio riuscito! {{NDR|Riceve una sonora pernacchia}} Vabbè, riuscito magari no, ma diciamo almeno che sono fortunato! Che cosa mi manca? Io ho tutto: ho una bellissima casa ad equocanone, in fondina un telecomando a 99 canali, una figlia meravigliosa... m-meravigliosa! E una moglie fedele! Io sono il più felice di tutti! Ho voglia di giocare, spostati, Mariangela... sono for-tu-na-ti-ssi-mooooooooooo! {{NDR|cade in un pozzo profondissimo}} (''[[Fantozzi contro tutti]]'') *Scusi? Chi ha fatto palo? (''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'') *''Sveglia e caffè | barba e bidè | presto che perdo il tram. | Se il cartellino | non timbrerò... | Fantozzi! (Ahiaa)'' (''[[Fantozzi (film)#La ballata di Fantozzi|La ballata di Fantozzi]]'') ===Dialoghi=== *'''Fantozzi''': Io sono stato azzurro di sci! <br />'''Calboni''' e '''Sig.na Silvani''': Eh? <br />'''Fantozzi''': Io sono stato nella nazionale di sci!<br />'''Sig.na Silvani''': E lo dice così?!? Mah! Ha sentito Calboni? Eh... che bravo! <br />'''Calboni''': Sì, vedremo... ce lo dimostrerà! <br />'''Fantozzi''': Veramente... sono dieci anni che non scio... <br />'''Calboni''': Eh? <br />'''Sig.na Silvani''': Come? <br />'''Fantozzi''': Dicevo che saranno vent'anni che non scio... <br />'''Sig.na Silvani''': Cosa? <br />'''Sig.na Silvani''': Parli forte, non si capisce! <br />'''Fantozzi''': Sto dicendo che saranno trenta, trentacinque anni che non vedo un paio di sci! (''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]]'') *'''Fantozzi''': Io vorrei far dire una messa. <br/> '''Prete''': Pro o contro qualcuno? <br/> '''Fantozzi''': Contro. <br/> '''Prete''': Contro costa il triplo, trentamila, cantata cinquantamila. <br/> '''Fantozzi''': Cantata! <br/> '''Prete''': Lo odi molto, figliolo! (''[[Fantozzi contro tutti]]'') *'''Megapresidente Arcangelo''': Lei è convinto di quello che ha scritto di me? <br/> '''Fantozzi''': Io non l'ho scritto, io l'ho solo pensato! <br/> '''Megapresidente Arcangelo''': Lei non deve pensare, Fantozzi, questo è il suo errore. Venga con me, avanti, su, cancelli. (''[[Fantozzi contro tutti]]'') * '''Dio''': Fantozzi hai disobbedito! Non c'è più posto per te nel paradiso terrestre! <br/> '''Fantozzi''': Ma puttana Eva! {{NDR|Dopo essersi fatto convincere a rubare la mela}} (''[[Superfantozzi]]'') *'''Studente''': 'A nonno, che c'avresti qualche millante pe' la benza?? <br /> '''Fantozzi''': Ma come cavolo parli!? Via ignorante! Vadi, impara l'italiano, si istruischi! (''[[Fantozzi - Il ritorno]]'') *'''Rag. Filini''': Ragioniere che fa? Batti? <br/> '''Fantozzi''': Ma mi da del tu? <br/> '''Rag. Filini''': No no, dicevo batti lei? <br/> '''Fantozzi''': Ahh [[congiuntivo]]! Aspetti! (''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]]'') ==Citazioni su Ugo Fantozzi== *Carriera di Fantozzi, primo scatto: "direttor. lup. mann. figl. di putt.", aveva diritto a: segretaria in minigonna, cartella per la firma in pelle di vitello e macchina con autista a disposizione. Secondo scatto: "direttor. dott. ing. gran. ladr. di gran croc. pezz. di merd.": due segretarie in body, quattro telefoni cellulari, cartelle per la firma in pelle di cobra... e fastosa limousine con autista omosessuale. Terzo scatto di Fantozzi: "gran farabutt. ladr. matricolat. paracul.": quattro segretarie in topless, cartelle per le firme in pelle umana di extracomunitario... elicottero personale e tre portaborse. Ma quando ottenne un cocchio a due pariglie bianche con lacchè e il diritto al potere temporale, Fantozzi si trovò di fronte ad una nuova inquietante qualifica: "natural. prestanom. omm. di pagl. gran test. di cazz.". (''[[Fantozzi alla riscossa]]'') *Col passare degli anni la caricatura concepita da Villaggio si sta trasformando (tragicamente, direbbe lui) in una fotografia. Per fortuna Fantozzi è anche altro. Al di là, forse, delle intenzioni del suo creatore, sotto quel cappotto siberiano batte un cuore. Il ragioniere ama la frivola signorina Silvani e, in fondo, persino la moglie dimessa e la figlia bertuccia. Incarna il perdente inesauribile e indomabile come un eroe dei fumetti. Ed è questa energia che lo riscatta e lo rende immortale. ([[Massimo Gramellini]]) *{{NDR|Commentando la morte di [[Paolo Villaggio]]}} È morta anche la mia giovinezza. Fantozzi è stato l'unico uomo che mi abbia veramente amato. Anna Silvani. ([[Anna Mazzamauro]]) *Fantozzi era la vittima preferita di Filini. Una volta lo convinse a comprare in società una barca completa di accessori per pesca e campeggio: otto chili di cambiali che li avrebbero perseguitati fino al 1984! (''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]]'') *{{NDR|Nel 2017}} Oggi Pina direbbe a Ugo che lo ama. Ma non solo oggi, da sempre. Gli diceva che lo stimava, ma era un modo per dirgli che lo amava. ([[Milena Vukotic]]) *Per arrivare a timbrare il cartellino d'entrata alle 8 e 30 precise, Fantozzi, sedici anni fa, cominciò col mettere la sveglia alle 6 e un quarto: oggi, a forza di esperimenti e perfezionamenti continui, è arrivato a metterla alle 7:51... vale a dire al limite delle possibilità umane! (''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]]'') *{{NDR|Ugo Fantozzi rappresenta}} Un ceto impiegatizio che non si è mai data una solida struttura di classe, che non ha mai ingaggiato lotte collettive e che ha preferito affidare a ogni impiegato, preso isolatamente, il ruolo di antagonista solitario, e perciò sconfitto in partenza, di un datore di lavoro strapotente. Un ceto abbandonato a se stesso dai partiti, strumentalizzato dai sindacati, snobbato dagli intellettuali, che vagherà da ideologia a ideologia prima di planare nel populismo e arenarsi nell’astensionismo. [[Paolo Villaggio]] è il primo - e resta l’unico per genialità creativa - a puntare la sua lente d’ingrandimento, ustoria e deformante, su questo aggregato informe di piccoloborghesi. ([[Domenico De Masi]]) ===''[[Fantozzi (film)#La ballata di Fantozzi|La ballata di Fantozzi]]''=== *''Fantozzi ragionier Ugo | matricola 1001/bis | dell'Ufficio Sinistri'' *''Giorno verrà | che lo farà, | Fantozzi volerà.'' *''Ma perché Fantozzi fa solo tragiche rime? | Bozzi, cozzi, singhiozzi.'' ===[[Paolo Villaggio]]=== *Con Fantozzi ho cercato di raccontare l'avventura di chi vive in quella sezione della vita attraverso la quale tutti (tranne i figli dei potentissimi) passano o sono passati: il momento in cui si è sotto padrone. Molti ne vengono fuori con onore, molti ci sono passati a vent'anni, altri a trenta, molti ci rimangono per sempre e sono la maggior parte. Fantozzi è uno di questi. *Fantozzi di allora era un miserabile felice, almeno lui aveva un posto fisso. *Fantozzi è il prototipo del tapino, la quintessenza della nullità. *Fantozzi non è più vestito come negli anni Sessanta; pantalone e mutanda ascellari, moglie incredibile, figlia impensabile. Fantozzi allora aveva un odore diverso. Il nome stesso, Fantozzi, suonava come "fantocci", "pupazzi". Tutto questo si è consumato. ==Filmografia== *''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]]'' (1975) *''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'' (1976) *''[[Fantozzi contro tutti]]'' (1980) *''[[Fantozzi subisce ancora]]'' (1983) *''[[Superfantozzi]]'' (1986) *''[[Fantozzi va in pensione]]'' (1988) *''[[Fantozzi alla riscossa]]'' (1990) *''[[Fantozzi in paradiso]]'' (1993) *''[[Fantozzi - Il ritorno]]'' (1996) *''[[Fantozzi 2000 - La clonazione]]'' (1999) ==Voci correlate== *[[Autobianchi Bianchina]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Fantozzi}} {{DEFAULTSORT:Fantozzi, Ugo}} [[Categoria:Personaggi di Fantozzi]] 71sy8mw7hxojvrtrc1lk7k1dc0h186k Pubblicità dai film 0 105137 1421783 1339241 2026-07-26T23:25:58Z ~2026-41725-39 107878 /* Pubblicità dai film */ 1421783 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} Raccolta di '''pubblicità''' tratte '''dai film'''. ==Pubblicità dai film== *– A cena non avevo ancora nulla. Ma mi sono sorpresa a giocare con una nuova idea per una piccola campagna. Il problema è: come facciamo davvero ad agganciare un gruppo di minorenni al nostro prodotto scadente? Preferibilmente in un modo che crei dipendenza. E sono arrivata a una conclusione rispetto allo slogan. Stavo pensando... E se invece - è solo un'idea - cercassimo di vendere te ai clienti, Jack? Be', con mia grande sorpresa sono arrivata allo stesso punto da cui ero partita: il nulla.<br />– "Nulla" è uno slogan non male, Jack.<br />– Potrebbe la mia nuova art director fresca di nomina spiegare le sue idee sullo slogan?<br />– "Nulla" direi che è già troppo per te, Jack. Io odio te e la tua azienda in modo così profondo che non ho trovato le parole per descriverlo. Tu sei uno spregevole piccolo uomo affamato di potere. (''[[Melancholia]]'') *Buongiorno amici, questo disco vi è offerto dalla società Anonima Registrazione Propaganda Commerciale. Il vostro portavoce, il commesso viaggiatore meccanico, permettetemi di presentarmi, il professor Jim Widdecombe Billows, l'inventore della macchina da nutrizione Billows che nutre automaticamente i vostri operai mentre lavorano. Non fermatevi per il pranzo, sconfiggete i vostri concorrenti. La macchina Billows eliminerà l'ora del pranzo e aumenterà la produzione. Permetteteci di favi notare la sua magnifica sagoma aerodinamica, la sua dolcezza di funzionamento resa silenziosa dai nostri cuscinetti a sfera di metallo elettroporoso. La nostra scodella automatica con il suo soffiatore ad aria compressa: non è necessario il fiato, non si spreca energia per raffreddare la minestra. La piattaforma rotante con lo spingi-cibo automatico. Il nostro coglitore di pannocchie a doppio snodo che vi permette di passare dalle alte alle basse velocità con il semplice tocco della lingua. Poi c'è il netta-bocca sterilizzato a pressione idraulica. I suoi limiti di tolleranza vi assicurano contro eventuali macchie sulla camicia. Queste non sono che alcune delle deliziose caratteristiche della macchina da nutrizione Billows. Una dimostrazione pratica con uno dei vostri operai varrà ben più delle parole. Per battere i costi concorrenti non potete permettervi di ignorare l'importanza della macchina da nutrizione Billows. (''[[Tempi moderni]]'') *C'era un tempo in cui "energia" era una parolaccia e accendere la luce era una scelta sofferta. Città parzialmente oscurate, carenza di scorte alimentari, auto alimentate a benzina, ma questo era il passato. Dove siamo adesso? Come abbiamo reso il mondo un posto tanto migliore? Come siamo riusciti a far fiorire i deserti? Attualmente siamo i maggiori produttori di energia di fusione del mondo. L'energia del Sole intrappolata nella roccia viene raccolta dalle nostre macchine sul lato oscuro della Luna, oggi forniamo elio-3 a combustione pulita in quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di quasi il 70% del pianeta. Chi l'avrebbe mai pensato? Tutta l'energia di cui avevamo bisogno proprio sopra le nostre teste. L'energia della Luna. L'energia del nostro futuro. (''[[Moon (film)|Moon]]'') *Cercasi soggetti per esperimento comportamentale. Nessuna esperienza necessaria. Mille dollari al giorno. (''[[The Experiment (film 2010)|The Experiment]]'') *Cercasi volontario per un test. Quattromila marchi per un esperimento di quattordici giorni in una finta prigione. (''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'') *Ciao, bello! Non voglio che paghi l'affitto. L'affitto è uno sbattimento. Voglio vederti in una casetta tutta tua. Ai Channel View Estates il complesso residenziale di artisti più forte che potete trovare. Basta pallose verifiche sul credito! Basta caparre minime triffaldine! Non è roba per te. No, senti qua: cucina completa con forno automatico autopulente e angolino colazione. Alla grande! Con posto macchina incluso e garage per due auto. E soprattutto una vista sulle chiuse del canale Dominguez si può descrivere solo in due parole: che sballo! (''[[Vizio di forma (film)|Vizio di forma]]'') *– Col nostro programma speciale a metà prezzo!<br>– Cosa?! Aspetta, "metà prezzo"? Ma siamo impazziti?<br>– Credo di sì, Peter, perché non è tutto! Diglielo, Egon.<br>– Oh, alludi forse agli omaggi? All'elegante boccale termico acchiappafantasmi e ai palloncini?<br>– Uno per famiglia! (''[[Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II]]'') *– Cosa c'è, cara?<br>– Ancora quel maledetto fantasma proprio non vuole lasciarci mai soli! Mi sa proprio che dovremo cambiare casa!<br>– No, aspetta! Sta' tranquilla, noi non sloggiamo, lui sì!<br>– E chi chiamerai?<br>– Gli Acchiappafantasmi! (''[[Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II]]'') *– È davvero buono questo Eco Spray?<br>– Chiedi se è buono?! "Se il tempo è vostro nemico, Eco Spray vi fa diventare amici!" Questo è quanto posso dirti. È così efficace che se mai io diventassi famosa, e Eco Spray mi chiedesse di fare la pubblicità, io la farei di corsa, anche gratis la farei! Tanto per dirvi quanto è buono! (''[[La fabbrica delle mogli (film)|La fabbrica delle mogli]]'') *Essere o non essere? Essere! Basta con gli scheletri nell'armadio! Anche se sei protestato o cattivo pagatore, con il 'Prestito del Principe' puoi ottenere fiducia e offerte personalizzate. Il Pestito del Principe: anche Amleto non ha più dubbi! (''[[Feisbum - Il film]]'') *Fiocchi di riso. È uno dei prodotti a cui faccio pubblicità. "I fiocchi che si mangian con gli occhi." Lo slogan è mio. (''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'') *Immaginate la fine del crimine. La fine della povertà. Immaginate due milioni di moderni appartamenti che aspettano di essere occupati. Sembra un sogno, non è così? Ebbene, a volte i sogni si realizzano.<br/>Delta City. Per i nostri bambini. (''[[Robocop 3]]'') *Immaginate un mondo senza omicidi. (''[[Minority Report]]'') *Inferno. È quel che la vita può diventare con la droga. Ma non deve per forza essere così. Un aiuto è sempre disponibile, giorno e notte. Chiama il numero dedicato 246-9300. (''[[Allucinazione perversa]]'') *L'abilità di imparare, di prendere decisioni sulla base delle emozioni appartiene all'uomo. Ma non più. Oggi assistiamo a una rivoluzione nel campo dell'intelligenza artificiale grazie alla Upton. Mediante algoritmi di intelligenza emotiva, un modulo di IA è in grado di dimostrare la comprensione umana. PSI Beta, dalla Upton Tech. (''[[Tau (film)|Tau]]'') *Lo sapevi? Puoi usare vecchio olio di motore per fertilizzare il tuo prato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'') *New York potrà anche essere una città di matti, ma almeno non rischierai mai di morire di noia. Divertiti! (''[[Allucinazione perversa]]'') *– Nuovi migliorati prodotti Joker! Con un nuovo ingrediente segreto: "Smilex"! [...] E passiamo al nostro test di gusto al buio...<br>– ''Lo adoro, quel Joker!''<br>– {{NDR|indica un uomo legato e imbavagliato}} Ohhh, non ha l'aria felice, è perché ha usato la marca "X"... Però con la nuova marca Joker... {{NDR|mostra un cadavere con un ghigno spasmodico}} gli torna il ghigno, il ghigno e il ri-ghigno! Ha ha ha! Oh, deliziosa abbronzatura! Le labbra rosso rubino, e il colore dei suoi capelli, così naturale! Solo il vostro becchino capirà qual era il vero! {{NDR|scoppia a ridere maleficamente}} So che state dicendo: "dove posso trovare questi grandi nuovi prodotti?" E qui è la trovata: c'è il caso che... li abbiate già comprati! {{NDR|ride di nuovo}}<br>– ''Lo adoro, quel Joker!''<br>– Perciò ricordate: mettetevi una faccia felice! {{NDR|continua a ridere}} (''[[Batman (film 1989)|Batman]]'') *Ogni colpo richiede precisione. E ogni battaglia richiede un soldato. Il risultato immutabile di un sogno ora è qui. L'unica cosa che manca sei tu! (''[[Edge of Tomorrow - Senza domani]]'') *Perché ostinarvi a vivere, quando noi possiamo seppellirvi per 49,50 dollari? (''[[C'era una volta in America]]'') *Potete scegliere la sola convertibile di lusso fatta in America, ma qualsiasi automobile sceglierete tra i nove modelli Cadillac farà parte della tradizione Cadillac. (''[[The Assassination]]'') *Problemi con i vivi? Stanchi di vedere la vostra casa invasa? Volete liberarvi di quelle odiose creature per sempre? Venite da me, gente morta! Sono il Bio-Esorcista più richiesto! Venite alla mia lapide, sono io quello che fa per voi! Terrorizzo a morte chiunque volete, invento le perfidie più perfide, roba da infarto secco! E se occorre, mi faccio possedere, ok? Wow! Sento i demoni scivolarmi dentro, divorarmi il cervello! Vi aspetto qui, al cimitero! Assumetemi, avrete una possessione demoniaca gratuita per ogni esorcismo! Nessuno offre condizioni migliori! Portate i vostri bambini, giocheranno con serpenti e lucertoloni e senza pericolo: sono velenosi! Allora, dite il mio nome, ditelo due volte e alla terza io arriverò e ricordate che ''io inghiotto, vomito, | sputo e rutto, | faccio porcate, chiedetemi tutto!'' Ma soprattutto ricordate che sono qui per voi! (''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'') *Provate il blu! È il nuovo rosso. (''[[WALL•E]]'') *Quando capitate da queste parti godetevi un soggiorno degno di un re! Provate l'esperienza del Plaza Hotel, l'albergo più eccitante di New York! Per prenotazioni telefonate al numero 1-800-65321! (''[[Mamma, ho riperso l'aereo - Mi sono smarrito a New York]]'') [[File:Hollywood Memorabilia Exhibit at Hollywood Casino Tunica MS 10.jpg|thumb|«Quando ero in Cina nella squadra nazionale ping-pong, mi piaceva giocare a ping-pong con la mia racchetta da ping-pong Flex-o-lite!» (pubblicità della fittizia edizione speciale di racchette da ping-pong Gump-[[Mao Zedong|Mao]] dal film ''[[Forrest Gump]]'')]] *Quando ero in Cina nella squadra nazionale ping-pong, mi piaceva giocare a ping-pong con la mia racchetta da ping-pong Flex-o-lite! (''[[Forrest Gump]]'') *Quello che avete visto era il vincitore della lotteria, Starkweather Due Delta, pochi momenti prima della sua partenza verso l'isola. L'ultima zona priva di agenti patogeni rimasta in natura. Anche tu puoi vincere. La prossima estrazione avverrà stasera. (''[[The Island]]'') *Questi ragazzi non smettono mai di combattere, mi viene sete solo a guardarli! Nel mio tipo di lavoro non posso permettermi pesantezza di stomaco, per questo io bevo la Cola Nazionale: colpisce nel segno! (''[[L'implacabile (film 1987)|L'implacabile]]'') *– Questo è un messaggio per te. Non ce la fai più? Non vedi l'ora di partire? Le Florida Keys ti stanno aspettando! L'oceano, il sole...<br>– Non ho mai visto l'oceano!<br>– È una pubblicità, signor Cole! È una pubblicità! Capisce che cosa significa? Non si rivolge personalmente a lei. (''[[L'esercito delle 12 scimmie]]'') [[File:ExpoSYFY - Charlie and the Chocolate Factory (10756984573).jpg|thumb|«La cioccolata Wonka è la migliore al mondo. Se non ci credete provatene una.» (pubblicità dal film ''[[La fabbrica di cioccolato]]'')]] *Quindi immaginate di essere a casa seduti a guardare la tv e improvvisamente passa una pubblicità e una voce dice: "La cioccolata Wonka è la migliore al mondo. Se non ci credete provatene una." E voi allungate una mano e la prendete. (''[[La fabbrica di cioccolato]]'') *Reduco. Il sensazionale nuovo assassino dell'obesità. In soli quattro mesi anche voi potrete essere snelli! (''[[Prigionieri dell'oceano]]'') *Salve, gente. Sono qui con voi per parlarvi di condutture. Le condutture della vostra casa vi sembrano vecchie e fuori moda? Perché non le cambiate? Central Service vi offre una vasta gamma di modelli dalla linea nuova ed elegante, ciascuno dei quali disponibile in centinaia di colori diversi per meglio soddisfare le vostre esigenze. Non perdete tempo, recatevi subito alla più vicina sala d'esposizione di Central Service! Ricordate: ''Central Service – La garanzia di un grande nome''. (''[[Brazil]]'') *Sarai d'accordo anche tu: un pizzico di Birds Eye e i vizi di gola diventano virtù. Birds Eye: a cena qualcosa di più. (''[[Lo sciacallo - Nightcrawler]]'') *Sciroppo per la tosse PediaEse. Rapido, delicato, efficace. (''[[The Sixth Sense - Il sesto senso]]'') *Se amate il sound, allora, per il sound piú favoloso che esiste venite al negozio di Bob, al 2500 di Sepulveda Boulevard. Sì, certo, noi abbiamo i videoprocessori ATC e i diffusori, i più recenti... (''[[Terminator]]'') *Se non vuoi spendere i milioni, vieni da Boldoni! (''[[Si muore tutti democristiani]]'') *Se tu sei una di quelle persone eccezionali dotate di cervello, ma che per una serie di circostanze negative conducono una vita inadeguata alle loro reali possibilità, puoi cambiare il tuo destino. Compila e spedisci il questionario alla Parallax Corporation, divisione di ingegneria umana. (''[[Perché un assassinio]]'') *Sei in casa tua. La luce se ne va. È buio. I tuoi figli nella loro cameretta urlano. Devi fare presto. Ti serve un'arma. Ma prima, ti serve una torcia. Però sei al buio. Che farai? Come trovarla? Te lo dico io! Con la mia torcia fosforescente! (''[[Una notte al museo 2 - La fuga]]'') *– Siete disturbati da strani rumori nel pieno della notte?<br>– Provate un senso di terrore in cantina o in soffitta?<br>– Voi o i vostri familiari avete mai visto spiriti, spiritelli o fantasmi?<br>– Se la risposta è sì, non esitate, prendete il telefono e chiamate i professionisti!<br>– Gli Acchiappafantasmi!<br>– 24 ore su 24 per soddisfare le vostre esigenze di eliminazione del sovrannaturale!<br>– Siamo pronti a credere in voi! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'') *Solo ''Puffin'' ti darà forza e grinta a volontà! (''[[Chi trova un amico trova un tesoro]]'') *– {{NDR|dopo aver porto l'ostia a un fedele che ha tossito}} Ti è andata di traverso?<br>– No, sono le sigarette padre.<br>– Che cosa fumi?<br>– Queste.<br>– Oh, sono infernali. Prova le nostre, le ''Nuovo Testamento'', una rivoluzione, filtro incorporato.<br>– Ne provo una. {{NDR|prende una sigaretta dal pacchetto che il prete gli porge}}<br>– Che te ne pare?<br>– Buon aroma, gusto nuovo.<br>– Hanno un elegante pacchetto e l'indulgenza plenaria.<br>– Grazie padre!<br>– Fumate ''Nuovo Testamento''! Le fumo io, le fuma Lui. (''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'') *Ti facciamo una semplice domanda. Chi sei? Chi potresti essere? Dove stai andando? Cosa c'è nel mondo? Quali possibilità ci sono? La Element Software è orgogliosa di presentare il primo sistema operativo di intelligenza artificiale. Un'entità intuitiva che ti ascolta, ti capisce e ti conosce. Non è solo un sistema operativo, è una coscienza. Ecco a voi OS Uno. (''[[Lei (film 2013)|Lei]]'') *– Ti senti inutile? Pensi di non avere niente da offrire? Credi di non avere successo nella vita? Allora sei la donna che stiamo cercando.<br>– Donne che state tornando tra le forze del lavoro o che state cominciando, che non siete contente della vostra attuale attività o che state cercando un altro genere di lavoro, Veste Rose è il posto adatto per voi! Perché alla Veste Rose noi crediamo che gli esseri umani contino più del lavoro che cercano o che fanno. Venite! Unitevi a noi! (''[[She-Devil - Lei, il diavolo]]'') *Trasmissione offerta dalla ''Lancer'', la lozione che si impone, per uomini. (''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'') *Una strada si biforca nel deserto. Lexus. La strada su cui viaggi, John Anderton, è quella meno percorsa. (''[[Minority Report]]'') *Vi piacerebbe sciare nell'Antartico ma siete sepolti sotto una valanga di lavoro? Sognate una vacanza sul fondo del mare ma il prezzo vi manderebbe a fondo? Avete sempre desiderato scalare le montagne di Marte ma al momento vi trovate in una valle di lacrime? Allora venite alla ''Rekall Incorporate'', dove potrete acquistare le memorie della vostra vacanza ideale meno cara, più sicura e migliore di una vacanza normale! Non lasciate che la vita vi lasci indietro, chiamate la Rekall, per le memorie di tutta una vita! (''[[Atto di forza]]'') ===''[[Essi vivono]]''=== *Stiamo creando un ambiente informatico trasparente {{NDR|Messaggio pubblicitario}} :Obbedite {{NDR|Messaggio subliminale}} *Venite ai Caraibi {{NDR|Messaggio pubblicitario}} :Sposatevi e riproducetevi {{NDR|Messaggio subliminale}} *Se fin'ora eravate convinte di non poter colorare le vostre unghie a causa dei tanti lavori pesanti, è arrivato il momento di sfatare questa leggenda! Potrete avere delle bellissime unghie laccate con le sette nuovissime tonalità! *Siete pieni di effetti luce quando andate nelle strade. Sentite che il potere V6 da un'immensa carica. Niente può più fermarvi! Vi state muovendo! ===''[[La folla (film 1928)|La folla]]''=== *Gioco di Prestigio! Il Magico Pulitore! Che te ne sembra come slogan? *Ho grandi idee! lo slogan: "Un camion pieno di pastiglie per la tosse", è mio! *Sono sempre felice perché mangio da Schmieders Grill. *Tu addobbi la donna. Noi ti arrediamo la casa! Jackson Stefnell Arredi. ===''[[Ritorno al futuro]]''=== *Il futuro è nelle vostre mani! Se credete nel progresso rieleggete il sindaco Red Thomas. Il suo nome significa "progresso". Il programma di riforme del sindaco Red Thomas vuol dire più posti di lavoro, scuole migliori, più vantaggi per la comunità e meno tasse. Il giorno delle elezioni date il vostro voto ad un uomo di vostra fiducia. Rieleggete il sindaco [...] *Occasioni per tutti i modelli Toyota 1985. Non troverete un'auto migliore ad un prezzo migliore con un servizio migliore in tutta Hill Valley! Qui è Statler Toyota dal centro città. Ottobre è il mese delle occasioni, approfittatene! I modelli Toyota 1985 hanno i prezzi migliori! *Rieleggete il sindaco "Goldie" Wilson! Il suo nome significa "progresso". Il programma di riforma del sindaco "Goldie" Wilson vuol dire più posti di lavoro, meno tasse [...] *Rieleggete il sindaco "Goldie" Wilson! Onestà. Decenza. Integrità. *Vivete nella casa del domani... oggi! Lyon Estates. Questo inverno iniziano i lavori. ===''[[Ritorno al futuro - Parte II]]''=== *Benvenuti alla Texaco. La vostra auto uscirà più bella dalla stazione con la stella. *Salve amici, Goldie Wilson III per la Wilson Aero-trasformazioni. Quando mio nonno era sindaco di Hill Valley, il traffico rappresentava un grosso problema. Ma ora voi non dovete preoccuparvi del traffico perché io aero-trasformerò la vostra vecchia auto in una macchina volante e per soli 39.999 dollari e 95 centesimi. Perciò venite a trovarmi, Goldie Wilson III, in una delle nostre ventinove succursali. Ricordatevi, fatele volare. *Trasmettiamo magnifiche vedute ventiquattr'ore al giorno. Sintonizzatevi sul Canale Paesaggi. ===''[[Ritorno al futuro - Parte III]]''=== *Festival di Hill Valley. Balli, cibo e giochi. Sabato 5 settembre. Si procede con la costruzione della torre dell'orologio. *Le abitazioni più recenti di Hill Valley. Hilldale. Se tu vivessi qui, saresti a casa adesso! *Joe Statler l'onesto. Bei cavalli da vendere, acquistare e scambiare. ===''[[The Zero Theorem - Tutto è vanità]]''=== *Buongiorno, noi dell'Euphoria Finance desideriamo aiutarti a ritrovare la tua vera personalità. Il tuo stile di vita è quello che più ci interessa. I tuoi sogni sono i nostri sogni. Ecco prché diciamo che abbastanza non è mai abbastanza. Chiamaci oggi stesso e chiedi più informazioni. *Chiama il numero 81625. Ti promettiamo cose davvero strabilianti! *Il Buddismo ti annoia, stanco di Scientology? Allora il futuro di Batman il redentore ha le risposte che fanno per te. *Il futuro viene e se ne va. E tu dov'eri? Non restare indietro. Chiama l'8973434. *Tutti si stanno arricchendo. Tutti tranne te! Scopri il segreto del loro successo stasera alle venti su 2NBC. *Vieni da Mall Stret adesso. Gli sconti autunnali sono iniziati. Prezzi imbattibili fino al 100% di sconto su prodotti selezionati. *Viviamo in un mondo caotico che ci confonde. Così tante possibilità, così poco tempo. Di che cosa abbiamo bisogno? Abbiamo bisogno di amore? Cosa ci fa sentire bene? ManCom, dare senso alle cose belle della vita. {{Raccolte dai media|Pubblicità|dai film}} [[Categoria:Raccolte dai film]] [[Categoria:Pubblicità dai media|Film]] jrfs32dd633i636f8s6zeeg7cx4737v Utente:Skekzilla 2 110782 1421837 1421745 2026-07-27T09:26:43Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Odissea */ 1421837 wikitext text/x-wiki ==Citazioni su ''Odissea''== *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Matt Damon]]=== *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Claudio Strinati]]=== *A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla! *Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi. *Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) lduu5dl2jkzuxt06q526fn8t4tnnknk Giuseppe Pecchio 0 115389 1421763 1421606 2026-07-26T13:43:56Z Gaux 18878 dimensioni immagine 1421763 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Conde Giuseppe Pecchio.jpg|thumb|upright=0.8|Giuseppe Pecchio]] '''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano. ==Citazioni di Giuseppe Pecchio== *Fu presso gli [[Scandinavia|Scandinavi]] che questi poeti avevano il nome di [[Scaldo|Scaldi]], cioè, ''Pulitori della Lingua'' secondo il significato {{sic|irlandico}}. Essi possedevano tutto lo scibile della nazione. Essi ne erano gli storici, essi i genealogisti delle illustri famiglie, e i panegiristi degli eroi. Sino al secolo undecimo gli Scandinavi non ebbero libri. Poche {{sic|inscrizioni}} runiche scolpite in sassi, ed altri versi incisi su pelli o bastoni a quattro {{sic|faccie}} formavano tutta la loro biblioteca. Vi suppliva la memoria e tradizione orale di questi poeti. Meritamente adunque essi godevano presso i capi di que' popoli dei primi onori, dopo i membri della famiglia reale, ai banchetti: essi accompagnavano i condottieri nelle loro spedizioni marittime; valicavano il mare su gli stessi serpenti, che così nell'enfatico loro linguaggio chiamate erano le navi; cantavano le loro gesta, onoravano cantando la loro morte, e trasmettevano colle loro canzoni (dette Sagas) alla posterità le imprese de' prodi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_x63giqD82ncC_2/page/n6/mode/1up Storia critica della poesia inglese]'', Tipografia di G. Ruggia & C., Lugano, 1833, Parte prima, Tomo I, Appendice, pp. 195-196.</ref> *Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref> ==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''== *Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25) *All'incontro {{NDR|della Spagna}} in Inghilterra il [[tempo]] è una rendita, è un tesoro, è una cosa inestimabile. L'inglese non è avaro del denaro, ma è avarissimo del tempo. È mirabile come gl'Inglesi sono esatti negli appuntamenti. Egli cava subito 1'orologio, lo regola con quello dell'amico, ed è puntuale nel luogo e nell'ora. La pronunzia stessa inglese sembra inventata per guadagnar tempo; si mangiano le lettere, e si spingono fuori le parole come sibili. Cosicché Voltaire aveva ragione di dire – ''L'anglais gagne deux heures par jour sur nous, en mangeant la moitiè des mots'' – Gl'Inglesi fanno pochi complimenti, perché non sono che una perdita di tempo. (pp. 147-148) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280) *L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286) *L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287) *Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297) *I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1) ==''Vita di Ugo Foscolo''== *[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18) *Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53) *{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56) *{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di [[Genova]], che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78) ==Citazioni su Giuseppe Pecchio== *Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>. *Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}} [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] cttgb5lbwh8g3rak8blfqo32y9rl6pg Andrea Vianello 0 117078 1421784 1418654 2026-07-26T23:51:36Z Vale93b 2254 /* Citazioni di Andrea Vianello */ 1421784 wikitext text/x-wiki [[File:Andrea Vianello 2012.jpg|thumb|Andrea Vianello (2012)]] '''Andrea Vianello''' (1961 – vivente), giornalista, conduttore radiofonico, conduttore televisivo e dirigente d'azienda italiano. ==Citazioni di Andrea Vianello== *[[Pietro Anastasi|Anastasi]], il sud che diventava gloria del nord: la vittoria degli operai Fiat.<ref>Da un [https://x.com/andreavianel/status/1218302397082226690 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 17 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Emiliano Brancaccio]]}} Mi piace chiudere le trasmissioni con lui perché ha una visione controcorrente.<ref>Da ''Liberalizzazioni: tratta e vinci?'', ''Agorà'', Rai 3, 20 gennaio 2012; video [http://www.emilianobrancaccio.it/2012/01/20/liberismo-e-liberalizzazioni/ disponibile] su ''emilianobrancaccio.it''.</ref> *La riabilitazione {{ndr|dall'[[ictus]]}} non è uno yogurt, non ha una data di scadenza [...] sono sette anni e mezzo da quando io ho avuto l'[[ictus]], mi ha preso in modo importante il centro del linguaggio [...] è andato a prendere il cuore della mia identità del mio lavoro [...] {{ndr|la riabilitazione}} la faccio ancora e miglioro ancora. [...] La riabilitazione è come un fine pena mai, ma non è un [[ergastolo]]: è una luce di libertà e di speranza.<ref>Dall'intervista con Franco Molteni, ''[https://vbrrii.it/webinar/life-after-stroke-patient-experience-and-the-rehabilitation-process/lessons/life-after-stroke-patient-experience-and-the-rehabilitation-process-join-the-webinar/ Life After Stroke: Patient Experience and the Rehabilitation Process]'', ''vbrrii.it'', Villa Beretta Rehabilitation Research Innovation Institute, 28 maggio 2026.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Vianello, Andrea}} [[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]] [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] jld7ie4fzst07x3cbr72gsus3hi9sbn 1421785 1421784 2026-07-26T23:51:49Z Vale93b 2254 /* Citazioni di Andrea Vianello */ 1421785 wikitext text/x-wiki [[File:Andrea Vianello 2012.jpg|thumb|Andrea Vianello (2012)]] '''Andrea Vianello''' (1961 – vivente), giornalista, conduttore radiofonico, conduttore televisivo e dirigente d'azienda italiano. ==Citazioni di Andrea Vianello== *[[Pietro Anastasi|Anastasi]], il sud che diventava gloria del nord: la vittoria degli operai Fiat.<ref>Da un [https://x.com/andreavianel/status/1218302397082226690 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 17 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Emiliano Brancaccio]]}} Mi piace chiudere le trasmissioni con lui perché ha una visione controcorrente.<ref>Da ''Liberalizzazioni: tratta e vinci?'', ''Agorà'', Rai 3, 20 gennaio 2012; video [http://www.emilianobrancaccio.it/2012/01/20/liberismo-e-liberalizzazioni/ disponibile] su ''emilianobrancaccio.it''.</ref> *La riabilitazione non è uno yogurt, non ha una data di scadenza [...] sono sette anni e mezzo da quando io ho avuto l'[[ictus]], mi ha preso in modo importante il centro del linguaggio [...] è andato a prendere il cuore della mia identità del mio lavoro [...] {{ndr|la riabilitazione}} la faccio ancora e miglioro ancora. [...] La riabilitazione è come un fine pena mai, ma non è un [[ergastolo]]: è una luce di libertà e di speranza.<ref>Dall'intervista con Franco Molteni, ''[https://vbrrii.it/webinar/life-after-stroke-patient-experience-and-the-rehabilitation-process/lessons/life-after-stroke-patient-experience-and-the-rehabilitation-process-join-the-webinar/ Life After Stroke: Patient Experience and the Rehabilitation Process]'', ''vbrrii.it'', Villa Beretta Rehabilitation Research Innovation Institute, 28 maggio 2026.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Vianello, Andrea}} [[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]] [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] 2x5rp7pd1fx7fvmostjk5fkcu834yxr 1421834 1421785 2026-07-27T08:50:41Z Matafione 2560 /* Altri progetti */ tolgo stub 1421834 wikitext text/x-wiki [[File:Andrea Vianello 2012.jpg|thumb|Andrea Vianello (2012)]] '''Andrea Vianello''' (1961 – vivente), giornalista, conduttore radiofonico, conduttore televisivo e dirigente d'azienda italiano. ==Citazioni di Andrea Vianello== *[[Pietro Anastasi|Anastasi]], il sud che diventava gloria del nord: la vittoria degli operai Fiat.<ref>Da un [https://x.com/andreavianel/status/1218302397082226690 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 17 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Emiliano Brancaccio]]}} Mi piace chiudere le trasmissioni con lui perché ha una visione controcorrente.<ref>Da ''Liberalizzazioni: tratta e vinci?'', ''Agorà'', Rai 3, 20 gennaio 2012; video [http://www.emilianobrancaccio.it/2012/01/20/liberismo-e-liberalizzazioni/ disponibile] su ''emilianobrancaccio.it''.</ref> *La riabilitazione non è uno yogurt, non ha una data di scadenza [...] sono sette anni e mezzo da quando io ho avuto l'[[ictus]], mi ha preso in modo importante il centro del linguaggio [...] è andato a prendere il cuore della mia identità del mio lavoro [...] {{ndr|la riabilitazione}} la faccio ancora e miglioro ancora. [...] La riabilitazione è come un fine pena mai, ma non è un [[ergastolo]]: è una luce di libertà e di speranza.<ref>Dall'intervista con Franco Molteni, ''[https://vbrrii.it/webinar/life-after-stroke-patient-experience-and-the-rehabilitation-process/lessons/life-after-stroke-patient-experience-and-the-rehabilitation-process-join-the-webinar/ Life After Stroke: Patient Experience and the Rehabilitation Process]'', ''vbrrii.it'', Villa Beretta Rehabilitation Research Innovation Institute, 28 maggio 2026.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Vianello, Andrea}} [[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]] [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] e4hwa55im5a6jw4e7pq3s9t0cdzyuph Chiesa anglicana 0 117513 1421776 1219992 2026-07-26T15:21:53Z Gaux 18878 Voci correlate 1421776 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Logo of the Church of England.svg|thumb]] Citazioni sulla '''Chiesa anglicana'''. *Il clero anglicano è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. ([[Giuseppe Pecchio]]) *La Chiesa anglicana ha svolto un ruolo determinante nel dialogo interconfessionale e nella promozione dell'ecumenismo sia attraverso le relazioni con le molteplici branche del protestantesimo mondiale, sia partecipando ai tentativi di avvicinamento tra le chiese, sia indirizzando la propria riflessione sul concetto di Chiesa universale e sull'esigenza di concorrere alla realizzazione dell'unità. ([[Nicola Raponi]]) *La Chiesa anglicana è stata preparata a Roma [...] e in particolare con l'emergere della doppia figura del [[Thomas Wolsey|Wolsey]] come legato papale e cancelliere del Regno, apice del potere spirituale e del potere politico. Ancora sotto Enrico VIII quasi nessun inglese aveva obiezioni contro l'autorità primaziale e spirituale del papa: la lotta contro Roma è sostanzialmente la lotta contro un principe straniero, i cui legami politico-diplomatici con l'Inghilterra erano stati sempre stretti e complessi, di cui si temono le interferenze negli affari nazionali. ([[Paolo Prodi]]) *La Chiesa Cattolica è per i santi e per i peccatori, per le persone rispettabili è sufficiente la Chiesa Anglicana. ([[Oscar Wilde]]) *Tutta l'organizzazione della Chiesa d'Inghilterra è costruita su un sistema di rappresentanza diretta o indiretta a partire da una base che è la parrocchia. Negli organismi nazionali, come il sinodo generale dal 1970, i laici partecipano attivamente nel prendere decisioni e sono, in tutti i casi, consultati.<br>La Chiesa d'inghilterra esalta la libertà personale. Sembra temere molto più coloro che perseguitano gli eretici che gli eretici stessi, e della sua contraddittoria diversità essa tende a vantarsi piuttosto che provare imbarazzo. Sovente si è sottolineato l'opposizione stridente tra il bipartitismo politico, pressoché istituzionale in Gran Bretagna, e la moltiplicazione delle tendenze religiose a lato della Chiesa costituita, ma anche al suo interno. Tutto avviene come se gli individualismi si siano rifugiati nella religione, quasi a sottolineare il fatto che non abbiano trovato posto nella politica. ([[Guy Bedouelle]]) ==Voci correlate== *[[Anglicanesimo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla}} [[Categoria:Confessioni cristiane]] 4z00882gjwq9sclqkjmg392uwzwk71v Template:Lingue/Dati 10 148341 1421781 1421730 2026-07-26T21:58:16Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1421781 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 67325 |lingua2 = it |voci2 = 55627 |lingua3 = pl |voci3 = 31800 |lingua4 = ru |voci4 = 18005 |lingua5 = cs |voci5 = 15883 |lingua6 = et |voci6 = 13697 |lingua7 = uk |voci7 = 12348 |lingua8 = pt |voci8 = 12068 }} pvrwcjmvr5xrq8m3ggp9cvjtreq2izh Michele Boldrin 0 167930 1421835 1278782 2026-07-27T09:24:44Z Skekzilla 17056 /* Citazioni di Michele Boldrin */ 1421835 wikitext text/x-wiki [[File:Michele Boldrin.jpg|thumb|Michele Boldrin nel 2010]] '''Michele Boldrin''' (1956 – vivente), economista italiano. ==Citazioni di Michele Boldrin== *Il [[neoliberismo]] non va analizzato a livello logico-economico, è un fenomeno psichiatrico, è il nome di tutto ciò che odio.<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=l4bO7paU7rg&ab_channel=MicheleBoldrin Il neoliber(al)ismo, l'immaginaria foglia di fico di tutti i falliti. Video sul canale YouTube di Michele Boldrin] {{c|minuto?}}</ref> *{{NDR|Sull<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea (film)|Odissea]]''}} Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante.<ref>Da un [https://www.instagram.com/p/DbSTQtdou6s/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=NTc4MTIwNjQ2YQ== post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 27 luglio 2026.</ref> {{Int|Da ''[https://www.linkiesta.it/it/article/2018/06/09/michele-boldrin-il-debito-pubblico-non-ripaghiamolo-pensiamo-alla-cres/38398/ Michele Boldrin: "Il debito pubblico? Dobbiamo crescere, solo così smetterà di essere un problema"]''|Intervista, ''Linkiesta.it'', 9 giugno 2018.}} *[...] nessun [[debito pubblico]] serio si ripaga! I debiti pubblici più seri della storia della finanza mondiale, quelli dell'impero inglese, avevano per definizione la seguente spiegazione: questi soldi non ve li restituiremo mai. Voi mi date cento pound? Io li spendo come voglio perché sono ''The Queen'' e poi vi prometto che vi pago il 2,5-3% ''forever''. *[...] spingersi continuamente sulla linea argomentativa del dover ripagare il [[debito]] significa suggerire: "Guarda che io sono un debitore poco affidabile". *Il rapporto tra debito e Pil serve proprio a mostrare che tu sei in grado di pagare gli interessi; che il rapporto fra quanto sei esposto e quanto gettito sai generare è stabile; e che quindi c'è ragione di credere che tu questo debito riuscirai a soddisfarlo a tempo indeterminato. Ciò che conta dal punto di vista di un creditore è la capacità dello Stato di estrarre risorse dall'economia privata trasformandolo in gettito fiscale per servire il debito. *Quando sei un Paese credibile, con un Pil che cresce, non devi inventarti tecniche di ingegneria. Se la classe politica avesse la capacità di spostare l'attenzione dal debito pubblico ai problemi della crescita, dell'aggiustamento della pressione fiscale, del miglioramento della produttività, credo che il mondo potrebbe anche dire "gli italiani non hanno più voglia di fare trucchi". ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Boldrin, Michele}} [[Categoria:Economisti italiani]] hx57caw6ao0t7hnl88ejs8tupmxbgt3 Cars 3 0 170036 1421779 1390666 2026-07-26T18:47:57Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Live_Action_Lightning_McQueen_(39138324231).jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Christian Ferrer|Christian Ferrer]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/Files in Category:Lightning McQueen (Cars 3) in the Petersen Automo 1421779 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Cars 3 |immagine = |didascalia = Saetta McQueen |lingua originale = inglese |paese = Stati Uniti d'America |anno uscita = 2017 |durata = 102 min |aspect ratio = |genere = Animazione |genere 2 = Commedia |genere 3 = Sportivo |regista = [[Brian Fee]] |soggetto = |sceneggiatore = [[Robert L. 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Jackson Storm, giusto? Complimenti per la gara!<br/>'''Jackson Storm''': Oh, grazie signor McQueen! Sono sicuro che per te arriveranno tanti altri insuccessi!<br/>'''Saetta McQueen''': Ah grazie. Aspetta, hai detto successi o insuccessi?<br/>'''Jackson Storm''': Hai capito bene...<br/>'''Saetta McQueen''': Eh... cosa? *'''Sterling''': Ehi Cruz!<br/>'''Cruz Ramirez''': Oh, salve signor Sterling!<br/>'''Sterling''': Vorrei presentarti Saetta McQueen.<br/>'''Saetta McQueen''': Ho sentito che sei la migliore.<br/>'''Cruz Ramirez''': Signor Sterling, hai detto che Saetta McQueen è qui? Perché... io sinceramente non lo vedo!<br/>'''Luigi''': Eh? Ma... è proprio qui! Davvero non lo vedi?<br/>'''Cruz Ramirez''': No. Non lo vedo!<br/>'''Luigi''': Ma ce l'hai davanti ai tuoi occhi! È Saetta McQueen!<br/>'''Cruz Ramirez''': Questo dev'essere un impostore! Sembra vecchio, malridotto!<br/>'''Saetta McQueen''': Ehi! <br/>'''Cruz Ramirez''': E ha le gomme flaccide!<br/>'''Saetta McQueen'''ì: Non è vero!<br/>'''Cruz Ramirez''': Usa questa!<br/>'''Saetta McQueen''': Uh! Oh, ho capito, vuoi che usi quest'energia come motivazione, giusto?<br/>'''Cruz Ramirez''': È tutta una questione di motivazioni! Qualsiasi fattore negativo può essere trasformato in energia positiva!<br/>'''Saetta McQueen''': Sono sempre stato un ottimista, sin da quand'ero un esordiente.<br/>'''Cruz Ramirez''': Sono così emozionata di allenarti! Sono cresciuta guardandoti in tv!<br/>'''Saetta McQueen''': Ah, dici davvero?<br/>'''Cruz Ramirez''': Questi giovanotti sono fortissimi, ma a me piacciono le sfide!<br/>'''Saetta McQueen''': Non sono poi tanto più vecchio di...<br/>'''Cruz Ramirez''': Infatti ti ho definito il mio progetto terza età! ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Cars 3''}} {{Pixar}} [[Categoria:Film d'animazione Pixar]] ojr8rqd8pl8x6nfpa56qfgizc5b202d Lago Maggiore 0 172560 1421840 1420855 2026-07-27T09:29:07Z Spinoziano 2297 +1 1421840 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Lago Maggiore satellite.jpg|miniatura|Lago Maggiore]] Citazioni sul '''lago Maggiore''' o '''Verbano'''. ==Citazioni== *A Sesto ci imbarcammo sul lago Maggiore. Oh! Per favore, mandate a quel paese questo laghetto per ridere, che, non avendo venti leghe di lunghezza ed essendo strettissimo, si immagina di scimmiottare l'Oceano, e di avere le sue onde e le sue tempeste. Sono convinto che qualche lappone abbia fatto un patto col diavolo per assicurarci un abbonamento ai venti contrari. Non avevamo fatto cinque miglia sul lago, che la tramontana si mise a soffiare come una disperata; tuttavia tenemmo duro per un po' di tempo e sorpassammo, sulla destra Angera, e sulla sinistra Arona, patria di [[Carlo Borromeo|San Carlo]]. ([[Charles de Brosses]]) *Ambo le rive sono straordinariamente fertili; colline coperte di vigneti, cittadine, bei villaggi, borghi con le più graziose case di campagna, castagneti, fiumi che sboccano nel lago dopo aver ricevuto l'acqua di ruscelli che scendono dai monti in mille cascate, si alternano di continuo formando uno spettacolo d'indescrivibile bellezza, che non ci si sazia di guardare, che rende gradevole e divertente il viaggio sul lago. ([[Hans Rudolf Schinz]]) *Chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. ([[Piero Bianconi]]) *Costeggiammo la riva del lago, nella sua parte superiore, mentre le onde piacevolmente mormoravano al nostro fianco. Dappertutto dalle barche si scaricava il fieno proveniente dal [[Piano di Magadino]] gettandolo a mucchi alle donne, perché lo portassero ai fienili, in carichi enormi, entro i loro gerli leggeri. Ombreggiate dalle viti e da alti alberi di fico, queste rive sono abitate ovunque. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *Da Laveno, si vede il suo largo specchio immobile, variegato qua e là e damaschinato a guisa di corazza da innumerevoli maglie, sotto uno sprazzo di sole che riesce a lacerare una densa volta di nubi; e la brezza lievissima sospinge alla riva ondicelle quasi impercettibili. [...] Al levar del sole, si noleggia una barca, e nella vaporosità diafana dell'alba si attraversa il lago. Esso è largo quanto un braccio di mare, e le sue ondulazioni d'un azzurro plumbeo rilucono debolmente. Una bruma fumosa avvolge cielo ed acqua col suo grigiore. Poi, a poco a poco, si assottiglia, dilegua, e dalle sue maglie ormai diradate si sente filtrare la vivida luce con un gradevole tepore. Si fila così per due ore nella monotona e molle soavità dell'aria appena schiarita, mossa dalla brezza come dall'aleggiare lieve d'un ventaglio di piume; poi, ad un tratto, il velo di vapori si rompe: allora, non si vede più altro intorno che azzurro e luce; sotto, l'acqua simile a un grande manto di velluto increspato, e in alto, il cielo unito come una conca di zaffiro ardente. ([[Hippolyte Taine]]) *Dei Visconti [[Castello Visconteo (Locarno)|il Castello]] fu per circa un secolo: dal 1340 in poi. Essi ne fecero la rocca più forte, dopo quella di Milano, che ci fosse nel loro Stato. A quei tempi, il Lago Maggiore era percorso da una flotta armata: il Castello aveva un porto. Ora il lago è lontano un duecento metri; allora, almeno con un braccio, o una lingua, lambiva queste mura. Dove ora sorgono quelle case tanto pacifiche, un naviglio da guerra si cullava sull'onde. ([[Giuseppe Zoppi]]) *''I monti s'abbrunano in coro: | il Sole si sveste dell'oro, la Luna si veste d'argento. || Romantica Luna fra un nimbo leggiero, che baci le chiome | dei pioppi, arcata siccome un sopracciglio di bimbo, || il sogno di tutto un passato nella tua curva s'accampa: | non sorta sei da una stampa del ''Novelliere Illustrato?'' || Vedesti le case deserte di Parisina la bella? | Non forse non forse sei quella amata dal giovine Werther? || «.... mah! Sogni di là da venire!» - «Il Lago s'è fatto più denso | di stelle.» - «.... che pensi?» - «.... Non penso.» - «.... Ti piacerebbe morire?» || «Sì!» - «Pare che il cielo riveli più stelle nell'acqua e più lustri. | Inchìnati sui balaustri: sognarne così, tra due cieli....»'' ([[Guido Gozzano]]) *​Il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da [[Locarno]] fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. ([[Piero Bianconi]]) *​La luna all'inizio non c'era nell'orizzonte, ma la sua alba s'irradiò gradatamente innanzi, proprio come quelle "glorie" che i pittori del quattordicesimo secolo ponevano intorno alla testa della Vergine. Apparve infine, incavata e ridotta a un quarto del suo disco [...]; i corni della sua falce somigliavano ad ali, sembrava una colomba bianca uscita dal suo nido di roccia: con la sua luce affievolita e resa misteriosa, l'astro incavato mi rivelò il Lago Maggiore in fondo alla Val Leventina. Per due volte mi ero trovato davanti a questo lago [...]. Allora lo contemplavo al sole, sulla strada della prosperità; adesso lo intravedevo di notte, dalla riva opposta, sulla strada della sventura. Fra i miei viaggi, separati soltanto da alcuni anni, c'erano in meno una monarchia di quattordici secoli. ([[François-René de Chateaubriand]]) *Nell'ora dolce in cui il vespro su lago e monti è stupore dorato e tranquillo, e i villaggi sulla sponda sinistra del Verbano ne riflettono a quelli della riva opposta il bagliore, mentre le campane si chiamano a salutarsi, prima che il mondo si annulli nell'ombra... in un'ora simile, alla sponda di [[Magadino]] una barca urtò pianamente.<br>La primavera inghirlandava i greppi di primule e anemoni, cantava coi torrentelli nelle forre, metteva tra i castani nudi e la fiamma dei salici la freschezza dei peschi in fiore. ([[Elena Bonzanigo]]) *Quanto è bello il Lago Maggiore, quanto è seducente, e quante rimembranze risveglia nell'anima mia! Io l'avea attraversato a diciott'anni: allora io sognava la felicità: un oceano di godimenti si parava dinanzi alla bollente mia immaginazione, giacché in allora io era circondato da tutto ciò che può render felice sulla terra. L'avvenire si presentava a' miei occhi come un palazzo incantato, io non iscorgeva alcun ostacolo, io tutto volea, e credea di poter ottenere tutto ciò ch'io volea. Ora oscuramente seduto nel canto d'un battello, mi rammentava que' giorni ne' quali su questo stesso lago io scorgeva già il cielo incantatore d'Italia; ove io già sentiva quell'aria imbalsamata che mollemente addormenta i sensi. Italia! sul tuo suolo io avea cercato vôtare la tazza di tutti i piaceri; ora, religioso, e religioso penitente, chiedeva a me stesso, se fossi stato in allora veramente felice: no, io non avea giammai goduta la felicità; {{sic|un'istante}} di ebbrezza e di follìa non la può dare. ([[Ferdinand de Géramb]]) *Quell'immenso zaffiro, colle sue morbide gradazioni di ceruleo e di verde, che si dilata e sfuma lontano lontano, perdendosi in uno sfondo, ove si disegnano cime d'ogni forma che si soverchiano, si addossano con mille curve, e mille seni, e mille frastagli, con tutti i riflessi di luce, quasi nubi temporalesche che spuntino dal fondo dell'orizzonte a cielo sereno. Il piroscafo fende le onde, celere e acuto come un dardo; il lago si allarga in immenso bacino, e le [[isole Borromee]] sorgono dalle acque, come mazzi di fiori sporti al sole, che tutto inonda di sua luce. La è una vera fantasmagoria, un sogno, un delirio piacevole. Ho veduto più volte questo lago Maggiore, e sempre mi è apparso nuovo, sempre più bello. ([[Antonio Stoppani]]) *Stupenda vista del lago, in lattea e disciolta penombra lunare; un immenso guazzo di vaporoso azzurro, entro il quale solo si distingue lo scintillio degli abitati, e in alto, sospesi come nubi, gli immobili strati delle cime nevose. ([[Filippo Sacchi]]) *Sulla spiaggia cristallina, l'acqua del lago, calda nelle insenature, si agita in brividi freschi allo sbocco dei ruscelli; e le sabbie arroventate spingono, poco lontano, al refrigerio del greto umido e dell'erba. L'acqua precipita fonda in azzurrità cupe, a pochi passi dall'orlo della riva. Non si potrà più cenare sulla terrazza, nell'aria che passa attraverso le magnolie e le palme: la sera incupiva l'erba verso apparenze e densità tropicali, mosse dalla fosforescenza delle lucciole. Il lago perde il sentore del gran caldo che respira dalla pianura e dalla città esaltata nel fervore dell'estate. ([[Alexandre Cingria]]) *Verde chiaro è il colore del lago, più raramente azzurrognolo, solo quando è infuriato e picchiano i flutti vigorosi rimbombando sulle sponde, quindi l'acqua s'impenna in frangenti verde scuro, spumeggianti. Da nessuna parte ho mai avvertito la profondità di un lago come il lago Maggiore. È come se i pendii nell'inclinazione più scoscesa verso l'acqua con dita sotteranee si sollevassero all'insù dal fondo del lago, e come se al di là delle montagne da tutte le parti stessero le vallate profonde, molto, molto più profonde della superficie del lago. ([[Erich Mühsam]]) ===[[Giovanni Bianconi (poeta)|Giovanni Bianconi]]=== [[File:1004L Lago Maggiore Locarno.jpg|miniatura|Porzione settentrionale del lago Maggiore, vista dal monte Tamaro: sulla sinistra, la foce del fiume Maggia a Locarno]] *''Dagh e dagh, sta gran sücina | la ta fai molaa i calzon, | pòver lagh! Che compassion | a vedett a la berlina | con chel tocch da riva a secch! | A vedee cos ti scondevi | soot a l'aqua, quand ti sevi | alt! Un gatt con fö i büsecch, | fiasch a tocch, cüü da botili, | mücc da toll rügin, sfondaa, | vas da malt tütt gibolaa, | pécian rott, pell da cünili...​''<ref>«''Dai e dai, questa gran siccità | ti ha fatto calare i calzoni, | povero lago! Che compassione | vederti alla berlina | con quel tratto di riva a secco! | A vedere cosa nascondevi | sotto l'acqua, quando eri | alto! Un gatto con fuori le viscere, | fiaschi a pezzi, fondi di bottiglie, | mucchi di latta arrugginita, sfondati, | vasi da malta tutti ammaccati, | pentolini rotti, pelli di coniglio...''»</ref> *''Quand l'è bel temp, al lagh l'è come un specc | viscor, lüsent in mezza a la cornis | verda di riv coi smacc di cà e di tecc, || ma quand l'è brütt e i riv coi so paìs | i scompariss da drè di nebi s'ciass, | al par grand come 'l mar; l'è grand e gris || come la nosta noia e 'l nost crüziass.''<ref>«''Quando è bel tempo, il lago è come uno specchio | liscio, lucente in mezzo alla cornice | verde di rive con macchie di case e di tetti, || ma quando è brutto e le rive coi loro paesi | scompaiono dietro nebbie sparse, | sembra grande come il mare; è grande e grigio || come la nostra noia e il nostro cruccio.''»</ref> *''Sü l'acqua verd-oliva | sa ved a pena a pena | quai barch négar chi mena | la sgrüsora verz riva. | Ca piovess almen piü; | sul lagh ca cress, ca cress | gh'è l' bianc da tanti pess, | con la büseca in sü.​''<ref>«''Sull'acqua verde-oliva | si vede appena appena | qualche barca nera che trascina | l'ombra scura verso riva. | Che piovesse almeno di più; | sul lago che cresce, che cresce | c'è il bianco di tanti pesci, | con il ventre in su.''»</ref> ===[[Dante Bertolini]]=== *''E l'udivo mugghiare come un mare | nella notte alle raffiche del vento! | Mi alzai, temendo. E vidi che in argento | ondoso il lago era un brillìo lunare. || Si movevano, gaio vasto armento | di vive pecorelle, l'onde chiare. | Ed ecco gli alti pioppi modulare | armonioso un mirabile concento.'' *''In fiore i grandi tigli sulla riva | ronzano, densi d'api. | Vanno le barche dai ricurvi scafi | sulle onde alla deriva. || Al sole brilla, fitto | di scaglie d'oro, il lago. Dalla sponda, | col tuffo d'una lontra, | balza un bimbo nell'acque a capofitto.'' *''O lago azzurro, non perché di trote | gran copia doni nei propizi dì, | ma per le sponde, gli scogli e le note | onde canore ti amiamo così.'' || [...] ''E tu, buon lago, ...tu canti e sorridi | sul greto, i muschi e le sabbie qua e là; | e al sole e al vento, nei bei giorni affidi | l'onda che, d'oro la criniera, va. || Rifrangi a mille nella notte i lumi | pallidi, accesi da borghi e città; | e versi al mare lontano i tuoi fiumi | d'acque squillanti, tutta chiarità.'' *''Vorrei su questo lago navigasse | sempre la vela d'un mondo migliore | senza confini, senza più le basse | rivalità di censo e di colore. || La bianca vela su cui sventolasse | non il vessillo d'un solo signore; | la bianca vela su cui si parlasse | la loquela soltanto dell'amore. || Per la pace mondiale? Un'utopia? | Per fortuna la immagino nei chiari | mattini sul Verbano, che s'avvia | per navigare provvida sui mari.'' ===[[Giovanni Faldella]]=== *Che bell'azzurro! Che bella rispondenza fra le montagne, il cielo e l'acqua! Ecco {{sic|il}} scenario teatrale, anzi coreografico dell'[[Isola Bella (Lago Maggiore)|Isola Bella]], ecco l'[[Isola Madre]] che verdeggia, ecco il grigiolato delle case che compongono l'[[Isola dei Pescatori]]. Ecco tutta la bella distesa azzurra del lago, costellata di luce e traversata dagli sbuffi di un battello a vapore [...]. Ecco la scia.... (non cercare nemmanco la parola nel dizionario) voglio dire il solco, ossia la squama d'argento, che si lascia di dietro il piroscafo.... E là in fondo c'è una superba stuoia di luce.... Pare che l'acqua bolla e che quel bollire sia oro. *Il lago è bigio, il cielo è bigio, ed anch'io ho l'anima bigia.<br>I forestieri della bella stagione se ne stanno ammusiti; e trionfano quelli, a cui piace il lago anche d'inverno.<br>È uno di quei giorni, in cui la musica più invidiabile pare che sia il borbottio delle castagne, che si lessano nella pentola. *Si tratta di un lago. Quindi, anzitratto, che bazza per una descrizione preistorica della vita nell'epoca lacustre! Quanta libertà di fantasia! Sopra il lago forse veleggiò lungamente Nubicuculina, la città formata dal cuculo fra le nubi, e scoperta e descritta in un frammento di epopea preistorica da X Y, che mi fu supposto sia Michele Kerbaker, distinto grecista e orientalista, professore di sanscrito nell'Università di Napoli. [...] Ad ogni modo, sotto o non sotto la fantastica Nubicuculina, si può travedere un {{sic|imaginario}} Lago Maggiore. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Laghi|Maggiore]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Luoghi della Lombardia]] [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] nw8briapto6h2rnmx9db655hcn20i4c Maria Savi-Lopez 0 178623 1421830 1378869 2026-07-27T07:37:38Z Spinoziano 2297 revisione attività in linea con Wikipedia; typo, +1; ''Leggende delle Alpi'' in sezione 1421830 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Maria Savi-Lopez''' (1846 – 1940), scrittrice e poetessa italiana. ==Citazioni di Maria Savi-Lopez== *[...] se le donne e l'amore hanno inspirato la nostra poesia più gentile del duecento e del trecento, da Guido Guinicelli fino a Dante ed a Gino; se le belle donne hanno già pregato i poeti di voler cantare, poiché Guido Cavalcanti scrive:<br><div style="text-align:center;">''Donna mi prega perch'io voglio dire'',</div>è anche per una donna amata che il maggior prosatore del secolo {{NDR|[[Giovanni Boccaccio]]}} si affatica, nel dare alla sua parola tutta la venustà dell'arte; è per amore ch'egli giunge nella Fiammetta a fare una minuta analisi psicologica, e ad essere maestro nella descrizione della bellezza nell'Ameto ed in altre opere sue. E benché non si possano dire tutte storiche le donne dei suoi versi e delle sue prose, e non manchino fra loro quelle ideali ed allegoriche; pur le immagini delle donne reali offuscano tutte le altre, e fra esse, amata potentemente dal suo poeta, sta come regina Fiammetta, con tutte le seduzioni della forma e colla malìa della bellezza.<ref>Da ''La donna italiana del trecento'', in AA.VV., ''La donna italiana descritta da scrittrici italiane'', Stabilimento G. Civelli editore, Firenze, 1890, [https://archive.org/details/ladonnaitaliana00unkngoog/page/n73/mode/2up?view=theater p. 48].</ref> *Un'estrema punta arida e bigia del monte che giunge a metri 2200 di altezza, vedesi distintamente da Viù, oltre una cresta che parte da Col San Giovanni, e chi da questo villaggio vuol salire sul [[monte Civrari|Civrari]], può andarvi per la via ombrosa che sale da Bertezeno e Niquidetto; ma io preferisco volgere il passo verso un prato vicino, seguendo una salita dolcissima in mezzo al verde smeraldo, sul quale di tanto in tanto, come a rompere l'uniformità della viva tinta, si elevano macchie scure di castagni, bassi cespugli, o campicelli di segala non matura ancora, benché siamo alla fine di luglio.<ref>Da ''Le valli di Lanzo. {{small|Bozzetti e legende}}'', Brero, Torino, 1886, p. 143.</ref> ==''Leggende delle Alpi''== *L'antica leggenda del [[Rocciamelone]], narrata nella preziosa cronaca della Novalesa, dice che era impossibile salire sull'acuminata vetta del monte, ove i demoni accoglievano con una pioggia di sassi i curiosi, e difendevano il tesoro accumulato lassù da un certo Re Romolo. Questo tesoro non fu trovato mai, sebbene innanzi all'ardimento di un marchese Arduino, il quale andò sull'alta cima, seguito dal clero e col suo vessillo superbamente alzato, i terribili demoni sparirono. (pp. 60-61) *Nell'alta [[Vallemaggia]] trovasi pure il Sasso del diavolo, enorme blocco di roccia, che si eleva innanzi al villaggio di [[Prato (Lavizzara)|Prato]] e vicino al fiume. La leggenda vuole che il diavolo si adirò fortemente contro quei di Prato, e divisò di chiudere il corso dell'acqua vicino al paese, trasportando in quel sito il blocco; e di certo egli si allietava nel pensare che presto avverrebbe una tremenda inondazione a minaccia del villaggio, travolgendo ogni cosa nella sua furia indomabile. Ma la Vergine non gli permise di eseguire il suo terribile disegno, ed egli fu costretto a lasciare il masso nel sito ove ora trovasi.<br>La gente di Prato a testimoniare la sua gratitudine, eresse alla Vergine una piccola chiesa che sol da poco tempo fu abbattuta. (p. 68) *I dannati che, secondo la credenza popolare, trovansi nella Vallemaggia, sono in una condizione strana assai, perché il diavolo non li vuole neppure nell'inferno. Saranno forse coloro che non furono né amici, né nemici di Dio, ma «per sé foro». In ogni modo è pur tremendo il supplizio al quale vengono condannati su quella regione alpina, essendo confinati per sempre sulle alte creste, nei burroni, o anche nei laghi. Secondo la credenza di quegli alpigiani essi trovansi in maggior numero sul ghiacciaio nella valle di [[Cavergno]] a [[Val Bavona|Bavona]]. (p. 198) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Maria Savi-Lopez, ''[https://books.google.it/books?id=eNLjAAAAMAAJ&pg=PA0 Leggende delle Alpi]'', Ermanno Loescher, Torino, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Savi-Lopez, Maria}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 4yxswncw0b8wkj17ys9jiqbe901qg30 Vallemaggia 0 190444 1421831 1419995 2026-07-27T07:38:08Z Spinoziano 2297 +1 1421831 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Maggia fg04.jpg|miniatura|Vallemaggia]] Citazioni sulla '''Vallemaggia''', o '''Valmaggia''' o '''Valle Maggia'''. *A Ponte Brolla, abbiamo svoltato. Ho indicato a Elena la gola, detta Orrido, scavata dal fiume Maggia nella roccia. Iniziava la valle. E all'inizio della valle s'è presentata l'ombra, la grande ombra che occupa la valle nell'inverno. Immediatamente ho pensato alla grande malinconia di mia madre, ai lunghi inverni in cui deve aver pianto sulla sua vita e sul suo destino. E ho sentito l'enorme silenzio che grava su quelle eternità delle montagne. Però: se la Svizzera mi è estranea e odiosa, la Valle è al riparo. Più di ogni altra volta ho sentito che sono nato lì; e che quell'ombra è mia, e quel silenzio mio, e che sono entrambi qualche cosa di benefico e di rivelativo; nonché un senso del tempo e dell'importanza unica della nostra vita. Ho anche pensato, ma senza angoscia, all'inabissamento del tempo: ho rivisto il padre nel trenino che non c'è più, ho risentito l'odore di sigaro, così odioso che forse per causa sua fumo tutte queste tremende sigarette (come per cacciarlo via), ho rivisto la casuccia della nonna, ora ridipinta di giallo-arancione, ho rivisto le cave: nulla era perduto. ([[Enrico Filippini]]) *C'era più pietra che legno nella regione, o comunque le pietre dovevano essere rimosse o cavate fuori dalla terra prima di poter fare qualsiasi cosa, perciò le case erano di pietra, non di legno. Lastre di granito tagliate a mano messe una sull'altra formavano le pareti, i tetti erano eretti su travi di castagno tenute assieme da incastri, a volte da pioli, quasi mai da chiodi. Altre lastre di granito venivano poggiate sopra; il tetto doveva essere a punta per lasciar scendere l'acqua e la neve. ([[Patricia Highsmith]]) *I dannati che, secondo la credenza popolare, trovansi nella Vallemaggia, sono in una condizione strana assai, perché il diavolo non li vuole neppure nell'inferno. Saranno forse coloro che non furono né amici, né nemici di Dio, ma «per sé foro». In ogni modo è pur tremendo il supplizio al quale vengono condannati su quella regione alpina, essendo confinati per sempre sulle alte creste, nei burroni, o anche nei laghi. Secondo la credenza di quegli alpigiani essi trovansi in maggior numero sul ghiacciaio nella valle di Cavergno a Bavona. ([[Maria Savi-Lopez]]) *Il ricordo quasi ossessionante, in mezzo alle grandi città, della mia Valmaggia, immersa nel rombo del fiume e delle cascate, e le case di pietra tra i castagni, e i campani delle capre sui pendii, e un odore di felci e di latte. ([[Pericle Patocchi]]) *In tutte queste valli, anche in Valmaggia, si trovano pietre rotolate mai reperibili nelle valli secondarie. Anche i versanti delle grosse vallate sono meno facilmente ricoperti di quegli enormi detriti rocciosi che si vedono nelle valli secondarie. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *​La Valle Maggia non ha più la freschezza delle valli alpine. Il sole, fin dal mese di maggio, scotta la pelle e la natura sembra fertile: si è più vicini all'Italia. Aspetto deludente, arrivo ingannevole: la terra non è più protetta dalle foreste abbattute, la terra spesso devastata dagli incendi di boschi cedui e di cespugli, la terra dovunque coperta di detriti e schiacciata da rocce, è dura e sterile. Così la popolazione che, dal Ponte Brolla fino a Bignasco, abita questa lunga valle quasi diritta, è una popolazione povera come il suolo. La Valle Maggia è uno dei distretti del Ticino da cui si emigra di più; gli uomini vanno a cercare fortuna fino in America, in California, ma ritornano quasi sempre. ([[Gonzague de Reynold]]) *La Valmaggia è tra le più ampie valli del Ticino, come conferma una probabile etimologia, "valle maggiore". Una vallata che si ramifica e si divide e suddivide come una mano: val di Campo e val di Bosco, val Bavona, val Lavizzara e val di Peccia: una gran mano dalle dita strambe e contorte, corse dalle vene azzurre dell'acqua che nasce sotto i passi alpini e le montagne che delimitano esattamente la Valmaggia e la congiungono con le valli finitime: Onsernone, Formazza, Bedretto, Leventina e Verzasca. Un solo fiume, la Rovana, porta le sue infidissime acque d'oltre confine. ([[Piero Bianconi]]) *La Valmaggia, soprattutto nelle sue diramazioni Bavona e Rovana, più che qualsiasi altra valle del cantone conserva i segni dell'erosione glaciale, ed è un enorme scheletro roccioso sommariamente livellato dalle frane, dai depositi morenici e alluvionali e dalle sabbie del Sahara portate dai venti del sud. Sopra la petrosa nudità orografica, la vegetazione stende uno strato molto più sottile di quanto si creda: una veste lisa, così bucata e strappata che non riesce a coprire. ([[Plinio Martini]]) *Le piogge che, in valle, quando cominciavano di maggio, erano diluvi che trascinavano sassi e terra e tronchi verso il fiume, un salto dopo l'altro tra rupi e brughiere e pozze torbide dove nemmeno più si arrischiavano le trote, fino al balzo del Salto che, durante le buzze torrentizie, poteva incutere apprensione. Sassi e terra e rami ed erba e bestie, selvatiche o meno: e pezzi di cascinali: perfino gente trascinavano i torrenti, quando la natura perdeva ogni controllo. ([[Angelo Casè]]) *​Nulla di più variato che la natura alpestre nei paesi di bassa montagna, come la valle Maggia. Ci andavo ogni autunno, quando la luce modella in oro i contrafforti poderosi dei due versanti e le rocce nere inchiostrate che l'acqua riga di bianco in cascate continue, prendono sotto il sole bagliori e splendori d'una violenza magnifica; i burroni si lasciano levigare come ossa d'animali antidiluviani, bianchi come quelle, e i castagni, scappati ai paesaggi di [[Tiziano Vecellio|Tiziano]], ombreggiano le sponde. L'acqua è purissima – è una bellezza per sé sola – verde come uno smeraldo e trasparente come i blocchi di cristallo che s'adoprano a figurare i laghi nelle ricostruzioni dei villaggi lacustri. ([[Alexandre Cingria]]) ==Voci correlate== *[[Canton Ticino]] *[[Maggia (fiume)]] *[[Val Bavona]] *[[Val Lavizzara]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Valli della Svizzera|Maggia]] 68v7rf3zq6d70qxlycc0rlt2xj6vv17 Wikiquote:GUS2Wiki 4 194895 1421757 1420930 2026-07-26T12:59:06Z Alexis Jazz 80744 Updating gadget usage statistics from [[Special:GadgetUsage]] ([[phab:T121049]]) 1421757 wikitext text/x-wiki {{#ifexist:Project:GUS2Wiki/top|{{/top}}|This page provides a historical record of [[Special:GadgetUsage]] through its page history. To get the data in CSV format, see wikitext. To customize this message or add categories, create [[/top]].}} I dati che seguono sono estratti da una copia ''cache'' del database, il cui ultimo aggiornamento risale al 2026-07-25T15:21:47Z. Un massimo di {{PLURAL:5000|un risultato è disponibile|5000 risultati è disponibile}} in cache. {| class="sortable wikitable" ! 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Perché guardare la Arna e pensare al blasonato scudo del Biscione [...] faceva male al cuore. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) *''In vacanza sull'Arno, in vacanza sull'Arna; | questa collaborazione tra Italia e Giappone | che ha dato i suoi frutti, io li metto nel forno.'' ([[Elio e le Storie Tese]]) *Poteva funzionare se avessero messo insieme qualità giapponese e stile italiano. Ma hanno fatto il contrario. Il risultato è stato di una Nissan Cherry con l'impianto elettrico dell'Alfasud! Immagina cos'era... ([[Jeremy Clarkson]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Automobili]] jy62c5712lexrst9av4679xkge79gg5 1421799 1421798 2026-07-27T03:43:49Z Danyele 19198 typo 1421799 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Arna Museo Cozzi.jpg|thumb|Alfa Romeo Arna (1983)]] Citazioni sull{{'}}'''Alfa Romeo Arna'''. *Dicono che persino i Vigili Urbani di Milano si vergognassero. Perché guardare la Arna e pensare al blasonato scudo del Biscione [...] faceva male al cuore. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) *''In vacanza sull'Arno, in vacanza sull'Arna; | questa collaborazione tra Italia e Giappone | che ha dato i suoi frutti, io li metto nel forno.'' ([[Elio e le Storie Tese]]) *Poteva funzionare se avessero messo insieme qualità giapponese e stile italiano. Ma hanno fatto il contrario. Il risultato è stato di una Nissan Cherry con l'impianto elettrico dell'Alfasud! Immagina cos'era... ([[Jeremy Clarkson]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Automobili]] 83v4zgxntq898nucnqlkayqgz18byj6 Adria Arjona 0 201505 1421778 1257570 2026-07-26T17:29:58Z Danyele 19198 immagine di qualità migliore 1421778 wikitext text/x-wiki [[File:Adria Arjona-7303 (cropped).jpg|thumb|Adria Arjona nel 2025]] '''Adria Arjona Torres''' (1992 – vivente), attrice portoricana con cittadinanza guatemalteca.  {{Int|''[https://www.lofficielitalia.com/moda/adria-arjona-attrice-chi-e-intervista«»The Next Icon]''|Intervista di Alessandro Codinha, ''lofficielitalia.com'', 14 dicembre 2022.|h=2}} *Vorrei tantissimo fare un film su [[Lolita Lebrón]], lo sto sviluppando proprio ora. Era una rivoluzionaria portoricana fottutamente tosta, un personaggio esistito per davvero. Era attiva politicamente negli anni '50, ed era una donna che non comprendeva la parola "No". *[[Hollywood]] ha questo stigma, che c’è solo spazio per un numero determinato di attori latino-americani e ovviamente non è vero. Un atteggiamento del genere crea solo competizione e negatività nella comunità, del tipo "Oh vedo quello che stai facendo: stai cercando di farci a pezzi mentre stiamo facendo carriera". Questa roba io non la voglio. Voglio invece che ci sia spazio per tutti, siamo qui per restare.  *L'arte ricrea la vita, è ciò che la rende meravigliosa e che ci fa venire voglia di guardarla, di empatizzare. L'unico modo per creare dell'arte che sia veritiera è rispecchiare ciò che vediamo nel mondo. Ci sono molti più colori e sapori nella vita reale che non a Hollywood.  *Vivo nelle mie fantasie, nel mio piccolo mondo fin da bambina e credo che sia da lì che ho iniziato a recitare, a sentire che quella cosa – la mia immaginazione – esiste. Da lì in poi, ho sempre voluto recitare, anche se mio padre diceva: ''No, devi studiare''. ==Filmografia== *''[[Unforgettable (serie televisiva)|Unforgettable]]'' – serie TV (2014) *''[[True Detective]]'' – serie TV (2015) *''[[Narcos (serie televisiva)|Narcos]]'' – serie TV (2015) *''[[Good Omens (miniserie televisiva)|''Good Omens'']]'' – miniserie TV (2019) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arjona, Adria}} [[Categoria:Attori guatemaltechi]] [[Categoria:Attori portoricani]] 13dz97t8z6f9izfxahxnn9cbubhhm7y Lancia Delta (1979) 0 202671 1421792 1411198 2026-07-27T03:37:17Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1, piccola semplificazione 1421792 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1982 Lancia Delta 1500 LX - Beige Chiaro Metallizzato, front left.jpg|thumb|upright=1.2|Lancia Delta I (1979)]] Citazioni sulla prima generazione della '''Lancia Delta'''. ==Citazioni== *Il successo internazionale della [[Volkswagen Golf I|Golf]] convince il management Fiat a chiedere a Giugiaro di lavorare su una vettura che dovrà segnare la riscossa del marchio Lancia dopo il periodo interessante, ma anche criticato, segnato dalle [[Lancia Beta|Beta]]. Linee tese e rette, fortemente geometriche e coda tronca danno vita a un insieme di grande seduzione. Per molti resta una delle Lancia più belle. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) *Migliorare un capolavoro è un'impresa impossibile. E tale era la Delta di Giorgetto Giugiaro. Un'auto che se ci fosse oggi, appena appena ritoccata, faremmo la fila per comprarla. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) *Parlo sempre volentieri della Lancia Delta e del suo straordinario percorso agonistico. E sempre più mi sorprendono l'interesse, l'entusiasmo e le emozioni che questa macchina riesce ancora a generare anche dopo tanti anni e in alcune persone che, per la loro età, non hanno vissuto quelle incredibili stagioni. Il programma Delta è nato per caso, sulla scia di un improvviso cambio di regolamento tecnico imposto dalla Federazione che, con un preavviso di soli sei mesi, aveva decretato la fine delle vetture [[Gruppo B]] per ragioni di sicurezza. Ben 7 Costruttori pensarono in quel momento di poter sviluppare un progetto vincente in quella nuova categoria denominata Gruppo A. E altrettanti si presentarono al via della prima gara con questo regolamento, che era il [[Rally di Monte Carlo|Rally di Montecarlo]]. Tutti avevano avuto a disposizione lo stesso striminzito tempo per elaborare i loro programmi: ma fu solo la Lancia e la sua squadra corse, con la sua tradizione vincente, la sua migliore cultura tecnica, la sua capacità di innovare in tempi ristretti, a saper interpretare e sviluppare un progetto che resterà dominante nei sei anni successivi, dove furono portati in Italia sei titoli mondiali consecutivi. [...] Non c'era storia: tedeschi e giapponesi, francesi e inglesi, tutti ad inseguire e nessuno che riuscisse a prevalere contro la Delta e le sue continue evoluzioni e innovazioni. ([[Cesare Fiorio]]) *Quel che [...] mi spiace di più è l'occasione che abbiamo perso. Ovvero, quello di fare della Delta una sorta di marchio d'eccellenza come la Volkswagen ha fatto con la Golf. Un peccato, c'erano tutti gli elementi per creare un prodotto davvero vincente e rivaleggiare con il meglio della produzione automobilistica mondiale. ([[Claudio Lombardi]]) ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== *Come per tutte le mie creazioni optai per una forma semplice e, secondo la moda del tempo, molto squadrata, perché a parità d'ingombro un cubo sembra più grande di una sfera. *La Delta rappresenta per me un traguardo, anche la chiusura di un certo periodo dell'automobile. La crisi petrolifera, i problemi economici stanno cambiando il modo di vivere, di vedere e usare le vetture. Direi che la Delta è un modello di lusso, i cui elementi di spicco, almeno dal mio punto di vista, sono l'ampio spazio concesso ai passeggeri, l'indovinato assetto di guida, la buona visibilità. *Mi chiesero di pensare una vettura elegante e funzionale ma non un modello che avesse la vocazione di competere. Sono stati la straordinaria evoluzione della meccanica e l'abilità dei piloti a trasformarla negli anni in un bolide vincente. Io per disegnarla mi ero ispirato al successo della [[Volkswagen Golf I|Golf]] e ai suoi spigoli che piacevano molto, per proporre una compatta spaziosa e versatile. [...] mi lasciarono grande libertà creativa, il modello finale non fu molto diverso dai primi bozzetti di stile. ==Voci correlate== *[[Lancia Delta HF 4WD]] *[[Lancia Delta S4]] *[[Lancia Delta (1993)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] fot9wda81hbnt7lz5tve5cdq5yib86j Alfa Romeo 155 V6 TI 0 202727 1421810 1420194 2026-07-27T04:09:39Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1421810 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1993 Alfa Romeo 155 V6 TI DTM ARM.jpg|thumb|upright=1.2|Alfa Romeo 155 V6 TI (1993)]] Citazioni sull{{'}}'''Alfa Romeo 155 V6 TI'''. *{{NDR|Sul [[motore V6 PRV]] della 155 V6 TI '96}} Il V6 del DTM è nato con la clausola che il motore doveva derivare dalla serie e, con un po' di magnanimità, l'interpretazione che i tedeschi dettero [...] era: lo stesso angolo di "V" del motore di serie e lo stesso interasse dei cilindri. [...] per i primi tre anni abbiamo usato il motore derivato dal V6 Alfa Romeo, quello di normale produzione. Poi i motoristi si sono accorti che la configurazione a 60 gradi non era ottimale, sarebbe stato meglio trovare un 90 gradi. Nella produzione [...] c'era solo un motore a 90 gradi [...] che era quello della Montreal, però aveva i cilindri molto vicini tra di loro, per cui non avrebbe permesso di avere dei pistoni di alesaggio adeguato [...]. E scartabellando [...] mi sono accorto che l'Alfa Romeo, a un certo punto, ha cessato di esistere come "Alfa Romeo" ed è confluita nell'"Alfa Lancia Industriale" – per pochi anni, due anni, tre anni... Quindi nella sua storia l'Alfa Romeo ha "prodotto" anche vetture Lancia. Quindi sono andato a pescare l'unico "V" 90 gradi che è esistito in Europa, che è il PRV (Peugeot Volvo Renault) montato anche sull'alto di gamma della [[Lancia Thema|Thema]]. Quindi quella macchina lì ha il motore derivato geometricamente dalla Thema. Poi [...] ho omologato anche quello della Montreal che [...] era solo un paravento; in realtà [...] se uno prende i documenti di omologazione del DTM [...] si vede chiaramente che il motore base è il PRV della Lancia Thema – tenuto chiaramente nascosto per motivi di marketing [...]. Motore che è stato anche osteggiato parecchio dalla direzione Fiat perché [...] ormai il DTM aveva la sorte segnata... [...] paradossalmente, non si voleva neanche che la macchina vincesse "troppo"... portare avanti troppi sviluppi, cioè "gonfiare" troppo una cosa che, comunque si sapeva che, dopo l'ultima gara, si sarebbe chiuso l'attività e si sarebbe orientata su altri obiettivi. ([[Sergio Limone]]) *Tra le particolarità della 155, concesse da regolamento, c'era anche la carenatura degli specchietti laterali. In realtà serviva a pulire dei flussi d'aria che rovinavano l'aerodinamica dell'alettone posteriore. ([[Sergio Limone]]) ==Voci correlate== *[[Alfa Romeo 155]] *[[Alfa Romeo (automobilismo)]] *[[Motore V6 PRV]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 0im2yisxdpc4byl4vlnffpp1kw295tv Discussioni utente:SayDam 3 203270 1421770 1268237 2026-07-26T14:36:17Z Ternarius 58911 Ternarius ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Chi Nguyệt Luv u]] a [[Discussioni utente:SayDam]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Chi Nguyệt Luv u|Chi Nguyệt Luv u]]" a "[[Special:CentralAuth/SayDam|SayDam]]" 1268237 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:27, 17 apr 2023 (CEST)}} g3sfcmwykce6zgwqr81wsat0b7d8sx9 Giosuè Boetto Cohen 0 218295 1421791 1396346 2026-07-27T03:35:37Z Danyele 19198 /* Corriere della Sera */ +9 1421791 wikitext text/x-wiki [[File:Copia di IMG 3993.jpg|thumb|Giosuè Boetto Cohen]] '''Giosuè Boetto Cohen''' (1961 – vivente), giornalista, scrittore, conduttore televisivo, regista e curatore d'arte italiano. ==Citazioni di Giosuè Boetto Cohen== *{{NDR|Sulla [[Fiat 127]], in riferimento a Pio Manzù}} Alla fine la fecero proprio come l'avrebbe voluta lui. Abbassarono solo il cofano di un centimetro, per rendere il muso un po' più grintoso, perché il motore era piccolo e di spazio ce n'era a sufficienza.<ref name="Manzù-2021">Citato in ''[https://www.formulapassion.it/automoto/classiche/la-fiat-127-e-il-genio-di-pio-manzu-in-mostra-al-mauto La Fiat 127 e il genio di Pio Manzù in mostra al Mauto]'', ''formulapassion.it'', 17 giugno 2021.</ref> *[[Giorgetto Giugiaro]] è il designer per tutti e di tutti. Non ha disegnato auto stravaganti o da sogno, ma le auto che gli italiani hanno parcheggiato sotto casa [...]. Questo lo rende un personaggio familiare, non solo per la celebrità del suo nome, ammirato e ascoltato nel mondo. Ci ha lasciato l'Alfasud e la Panda, la Uno e la Punto, ma anche l'Alfa Romeo Gt, che magari non avevamo ma desideravamo. È il genio della porta accanto.<ref>Citato in Alessandro Martini, ''[https://torino.corriere.it/cultura/21_marzo_19/genio-porta-accanto-d2952d92-88df-11eb-9214-48facb37773c.shtml Giorgetto Giugiaro, la vita del car designer diventa un romanzo]'', ''torino.corriere.it'', 19 marzo 2021.</ref> *La storia, lo stile e il metodo di lavoro di [[Pio Manzù|Manzù]] sono completamente differenti da quelli dei vari Giugiaro, Fioravanti e Gandini. La scuola tedesca ne ha fatto forse il designer più diverso di tutti, con un approccio al prodotto automobilistico non solo edonistico, di piacere. Quando ai grandi costruttori [...] interessava solo aumentare il più possibile i volumi di vendita, Manzù immaginava l'auto come un pezzo della mobilità, un tema ben più ampio e allora praticamente sconosciuto.<ref name="Manzù-2021"/> ==Citazioni tratte da articoli== ===''Corriere della Sera''=== {{cronologico}} *Jet Caravelle. [[Renault Caravelle]]. [...] la Francia faceva sognare. Il primo aereo a reazione del mondo con i motori in coda era un oggetto del futuro [...]. E mentre, nel 1956, il bireattore compiva i suoi test, alla Renault si pensava a una piccola cabriolet con il medesimo nome, per sfidare il successo della [...] Karmann-Ghia, lanciata l'anno prima dalla Volkswagen. Non era una questione di cavalli, né di prestazioni. Era una questione di moda. Entrambe venivano da carrozzieri italiani, Ghia e Frua. La Caravelle [...] ebbe una gestazione lunga e travagliata, tra imprevisti e azioni legali. Vi parteciparono entrambi gli atelier torinesi, con contributi di esperti americani, e fu lanciata come l'auto personale di [[Brigitte Bardot]]. Ma le vendite, dopo un «coup de foudre» al Salone di New York, si fermarono a 120 mila esemplari. La piccola tedesca invece [...] ebbe molto più successo, raggiungendo [...] il mezzo milione di vetture, molte delle quali esportate in California e a Manhattan. Cosa trovassero [...] Oltreoceano nelle due cuginette europee non è facile dire. [...] non avevano nulla dello sprint di Porsche, MG, Triumph, i fenomeni del momento. Sicuramente Karman-Ghia e Caravelle erano minuscole, esotiche, consumavano la metà di una qualunque «compatta» di Detroit [...] e soprattutto erano scoperte. E una delle ragioni del mezzo flop della Caravelle fu proprio che la gente la voleva spider, mentre i due carrozzieri francesi che avevano l'appalto producevano molte più coupé. Così – e per gli acciacchi sulla strada a cui rispondeva una rete d'assistenza evanescente – i consumatori persero la pazienza. E la Renault Caravelle (come anche il Jet Caravelle, nel frattempo schiacciato da Douglas e Boeing) perse l'America.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_marzo_14/quando-caravelle-perse-l-america-8811865e-e9ce-11e5-9549-2d2df3bd31ee.shtml Quando la Caravelle perse l’America]'', ''corriere.it'', 14 marzo 2016.</ref> *Nella mitologia dell'automobile [...] il [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino Volkswagen]] brilla di una luce magica. Anche dimenticandone gli albori, le vicende europee e il numero impressionante di esemplari prodotti, il fatto che il Beetle si sia a un certo punto guadagnato il [...] mercato USA, nel pieno della «Space age» e in totale controtendenza, ne fa un caso da manuale. Piccolo, brutto (lo diceva la pubblicità), rumoroso e privo di ogni gadget o automatismo, il Maggiolino sbaragliava le monumentali berline americane sulle strade di New York, della California e nei quartieri «emergenti» di tante altre città. Una strategia di comunicazione geniale, dissacrante nei concetti quanto raffinata nella grafica, ne fece un oggetto a parte, una moda quasi irrazionale (se non fosse stato per il prezzo) che catturò due generazioni di automobilisti.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_aprile_04/quel-maggiolino-paul-newman-346f8b40-fa68-11e5-9ffb-8df96003b436.shtml Quel Maggiolino di Paul Newman]'', ''corriere.it'', 4 aprile 2016.</ref> *[...] un giovane uomo, intelligente e capace di guardare lontano, che pur avendo avuto in sorte solo cinque anni di carriera ci ha lasciato una delle automobili di maggior successo, prototipi e progetti per quelle che guidiamo noi mezzo secolo dopo e una manciata di pezzi d'arredamento che sono entrati nei musei. È la storia di [[Pio Manzù]] [...], designer visionario e concretissimo al tempo stesso, precursore dei temi della sostenibilità, in anni in cui tutto sembrava ancora sostenibile. [...] padre della [[Fiat 127]], dell'orologio Cronotime di Alessi, della lampada «Parentesi» di Flos (inventata con Achille Castiglioni) e di una piccola ma stupefacente galleria di oggetti [...]<ref name="Manzù-2016">Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_luglio_04/prima-monovolume-storia-l-aveva-inventata-pio-manzu-65-82bbd0a0-41c2-11e6-91d1-c0b7aa8f545f.shtml La prima monovolume della storia?]'', ''corriere.it'', 4 luglio 2016.</ref> *Sull'inventore del moderno [[Monovolume|minivan]] si è scritto parecchio: la storia può correre indietro fino al 1913, quando Ercole Castagna carrozzò un telaio Alfa Romeo in pieno spirito bolidista. Ma [...] si elogiano anche le intuizioni dell'archistar Mario Bellini, molto meno antico di Castagna, che presentò un suo concept a New York nel 1972. Con maggiore concretezza non si può non ricordare la [[Fiat 600 Multipla|600 Multipla]] di Dante Giacosa [...]. Pauperistica finché si vuole, multiuso e «taxi-tipo» di molte città dell'Italia del boom, è indiscutibilmente un monovolume. Anche Giorgetto Giugiaro vanta paternità nel settore: la sua Megagamma del 1978 aveva pavimento piatto, seduta alta e grandi vetrate. Ma non convinse nessuno, almeno finche Renault, ben sei anni dopo, mise in produzione il primo minivan dell'era moderna: l'[[Renault Espace I|Espace]].<ref name="Manzù-2016"/> *{{NDR|Sulla [[Fiat 600]]}} [...] o la si prenotava con quindici mesi d'anticipo o la si doveva vincere – come premio di consolazione – a ''Lascia o raddoppia?'' [...]<ref name="Fiat">Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_settembre_23/500-due-posti-vecchia-storia-b7165484-818b-11e6-bb54-ccc86a7805dc.shtml Una 500 a due posti? Vecchia storia]'', ''corriere.it'', 23 settembre 2016.</ref> *{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} [...] c'era il problema dei posti a sedere: due o quattro? Una [[Smart]] ante-litteram o una automobile vera? [...] il board aveva remato contro, perché si temeva che una 500 (che in realtà in codice si chiamava «400») troppo confortevole potesse portare via clienti alla 600. Altro che aggiungerne! Così, a un certo punto, si arrivò all'eccesso [...], al modello della «400» col padiglione calante, che avrebbe obbligato persino un ragazzo cresciutello a star seduto dietro solo con la testa piegata. Era troppo. [...] Così si fece all'italiana, padiglione rialzato, ma solo una panchetta, senza schienale, omologazione per due e rispetto delle regole lasciato a discrezione. O al buon cuore dei vigili del tempo, che assomigliavano a [[Alberto Sordi]]. [...] il lancio della spartanissima 500 serie 1 fu un flop. Solo 48 mila consegne nei primi tre anni, contro le 255 mila dei successivi e il milione del triennio '69-'71. Cosa era successo? Certamente, il prezzo iniziale, sbagliato [...], fu decurtato. Poi l'Italia era entrata nel [[Miracolo economico italiano|boom]], la gente aveva qualche spicciolo in più e anche le mogli guidavano e volevano la loro microcar. Ma soprattutto arrivarono i sedili posteriori e l'omologazione per quattro, che insieme a qualche cavallo in più, un paio di profili in alluminio lucidato, i coprimozzi e i vetri apribili fecero della 500 il mito che fu.<ref name="Fiat"/> *Chi si ricorda della [[Renault Dauphine|Alfa Romeo Dauphine]]? La «vetturetta» – come si diceva allora – nata alla [[Renault]] nel 1956 e costruita su licenza anche al [[Alfa Romeo|Portello]], per tentare la sfida alle utilitarie Fiat? Di certo non era un cavallo da corsa come le altre Alfa del tempo. Cilindrata ottocentocinquanta, motore posteriore, andatura dimessa. Eppure occupa un posto speciale nella storia dell'auto perché, nel suo piccolo, è stata una delle prime world-car. Insieme alla Ford T, al Maggiolino, alla [[Renault 4]] e qualche altra, ha anticipato l'era della globalizzazione dell'automobile. [...] la Dauphine «alla milanese» [...] era identica all'originale, ma con impianto elettrico Magneti Marelli e fari Carello. Dalla linea di produzione [...] ne uscirono cinquantacinquemila, fino al '64. Costruita in Francia, Spagna e Brasile in due milioni di esemplari ed esportata negli USA, la Dauphine fu anche un tassello del riavvicinamento tra i due Paesi «cugini», dopo il tradimento bellico del 1940. Il generale [[Charles de Gaulle|De Gaulle]], in visita nel '59, accettò di inaugurare la catena di montaggio al Portello: uno degli eventi per i cent'anni della vittoria franco-sabauda a Solferino portava anche buoni affari.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_ottobre_28/ricordate-l-alfa-romeo-dauphine-2f57fdec-9d2c-11e6-baae-ba981bf8dcd8.shtml Ricordate l'Alfa Romeo Dauphine?]'', ''corriere.it'', 28 ottobre 2016.</ref> *Venendo alla nostra «povera» [[Fiat Regata|Regata]], era una [[Fiat Ritmo|Ritmo]] con la coda, un po' in linea con le tre volumi che vanno così forte nei paesi in via di sviluppo. E se la Ritmo (sicuramente la prima serie) era stata un'auto innovativa e con una forte personalità, la Regata aveva fatto tre passi indietro. Il modello diesel color carta da zucchero, con i coprimozzi piccoli, era considerato, da chi se ne intendeva, «il minimo della vita».<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/16_novembre_08/regata-presidente-l-avvocato-254a245e-a58a-11e6-b4bd-3133b17595f4.shtml La Regata, il Presidente e l'Avvocato]'', ''corriere.it'', 8 novembre 2016.</ref> *La [[Fiat 1400|1400]] [...] fu la prima Fiat con la carrozzeria a scocca portante. Non solo lo stile, per espressa richiesta di [[Vittorio Valletta|Valletta]], riprendeva in piccolo gli stilemi americani. Ma anche la progettazione della struttura – in quel momento molto innovativa – venne fatta Oltreoceano, con il controllo delle industrie Budd, specialiste mondiali. Scorrendo i memorabili diari di [[Dante Giacosa]] [...] si scopre che l'ingegnere aveva pensato alla «cassa portante» già in due studi d'anteguerra, datati 1939. Ma che non gli era stato facile convincere il management di una soluzione che riduceva i pesi, le parti e costi, ma aumentava l'incertezza. In officina si temevano le vibrazioni trasmesse da un motore fissato alla scocca, e la tenuta rigida dell'insieme. Il grande ingegnere ricorda come a Torino, allora, valesse la regola del seguire sempre la strada dei più grandi e dei più esperti. Ma in questo caso, se si fosse aspettata la Ford, telai e balestre avrebbero marciato per un altro quarto di secolo. Il debutto della 1400, la torinese che «doveva piacere agli americani», fu salutato da un plauso anche all'estero [...] e aprì la strada a una nuova generazione di Fiat.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_dicembre_09/beatrice-fa-patente-fiat-1400-b2eaf1f2-be27-11e6-b49e-d6d34448037e.shtml E Beatrice fa la patente sulla Fiat 1400]'', ''corriere.it'', 9 dicembre 2016.</ref> *Era il 1956 quando dai ghiacci di Göteborg arrivò notizia del nuovo modello «[[Volvo Amazon|Amason]]», berlina [...] ispirata al disegno della Alfa Romeo 1900. Ma di quest'ultimo particolare non si accorse nessuno, perché la vettura fu nei primi anni quasi sconosciuta in Italia e lo stesso si può dire di quella del Portello, oltre il Circolo polare. In ogni caso non è per la linea – pur solidamente chic – o la struttura autoportante, che la [...] Amazon (con la «z», come venne ribattezzata) è passata alla storia. Furono le [[cinture di sicurezza]] a tre punti, installate per la prima volta nel 1959 sul modello PV544 e subito trasferite sulla nuova ammiraglia, a segnare il distacco della marca svedese dal resto del mondo. Un distacco che Volvo si affrettò a condividere, per il bene comune, con altri costruttori. Ma che grazie ad un marketing lungimirante e tenace – e a una qualità di prodotto molto elevata – ha saputo ben amministrare. Ancora oggi, sulle prime pagine dei siti istituzionali e delle pubblicazioni della Casa, si fa menzione del milione di vite che sono state salvate grazie alla geniale cintura.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_dicembre_20/altra-amazon-quella-mitica-volvo-f4a3abd8-c6c0-11e6-b417-0b305dabd004.shtml L'altra Amazon: quella mitica Volvo]'', ''corriere.it'', 22 dicembre 2016.</ref> *{{NDR|Sul [[Raid Pechino-Parigi]]}} L'impresa appariva titanica per i mezzi in circolazione, considerati dal pubblico (non dai costruttori) alla stregua di attrezzi sportivi o capricci delle famiglie bene. Ma aveva un fascino irresistibile, anche in assenza di un premio (sarebbe bastata la notorietà), di regole e percorsi certi. Non esistevano infatti vincoli o limitazioni e il tragitto era dettato dall'esistenza o meno delle strade (o delle ferrovie – che vennero utilizzate talvolta modificando le ruote). Unica ''conditio'' versare una caparra di duemila franchi a garanzia della serietà della propria partecipazione. [...] A Pechino, su quaranta iscritti, si presentarono in cinque. E uno avevano solo tre ruote. Come potessero pensare i signori Pons e Foucault di attraversare l'Asia con un triciclo da sei cavalli (vapore) non è più dato di sapere. Fatto sta che i due sbiellarono nel mezzo del deserto del Gobi e poterono tornare a casa solo grazie alla fortuna e una generosa tribù di Mongoli.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/17_marzo_03/centodieci-anni-fa-pechino-parigi-28ecd1b4-0017-11e7-ab57-d1b52dae9646.shtml Centodieci anni fa, la Pechino-Parigi]'', ''corriere.it'', 3 marzo 2017.</ref> *{{NDR|Sulla [[Peugeot 403]]}} [...] a discapito della sua meccanica tranquilla è una vettura da libri di storia. Immaginata da Jean Pierre Peugeot all'inizio degli anni '50 – per dare, alla media borghesia francese, una nuova voglia di viaggiare dopo le privazioni del dopoguerra – la 403 venne disegnata da [[Pininfarina]] [...] e fece il suo debutto al Salone di Parigi del 1955. Il carrozziere italiano, autore di uno stile classico ma molto ben proporzionato, avrebbe voluto, probabilmente, osare di più. [...] Ma contrariamente alla spregiudicatezza di [[Citroën]], e allo stile un po' kitch di Simca, la [[Peugeot|Casa del leone]] puntava su un'immagine sobria, solida, concreta. La pubblicità diceva: «Peugeot: c'est serieux» (è una cosa seria!) e infatti la macchina venne fuori ottima, ma un poco noiosa. La [[Citroën DS|Ds 19]], lanciata lo stesso anno a qualche stand di distanza, le rubò la scena. I Peugeot non se la presero più di tanto: mentre la futuribile Deésse colpiva a prima vista (ma costava all'azienda più del prezzo di listino e si guastava continuamente) la più classica 403 funzionava come un orologio, era l'auto «tipo» della middle-class d'oltralpe e equipaggiava i taxi parigini (con il primo Diesel della marca). Ma anche le furgonette dei fruttivendoli e i rustici pick-up dell'Africa coloniale.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/17_aprile_20/jacques-chirac-presidente-meccanico-1506146e-25c7-11e7-af03-2ae26637d687.shtml Jacques Chirac, presidente meccanico]'', ''corriere.it'', 22 aprile 2017.</ref> *{{NDR|Sulla [[Iso Isetta]]}} La sua unica porta, da frigorifero con sterzo incorporato, è entrata nell'immaginario collettivo.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/liberitutti/cards/abitacoli-ribelli/piccola-cosi.shtml Dalla Mehari del '68 alla Kar-a-sutra di Bellini, finita al MoMa: abitacoli ribelli]'', ''corriere.it'', 8 giugno 2018.</ref> {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_aprile_26/storia-dell-isetta-bresso-monaco-64db0d2c-0b89-11e6-a8d3-4c904844517f.shtml Storia dell'Isetta, da Bresso a Monaco]''|''corriere.it'', 16 aprile 2016.|h=4}} *La [[Iso Isetta|Isetta]], capolavoro minimalista di tecnologia e design, cessava le vendite in Italia, suo Paese natale. La bloccavano gli «interessi dell'industria nazionale» (alias lo strapotere [[Fiat]]), un prezzo – 480 mila lire – troppo simile a quello delle auto vere (la [[Fiat 500 "Topolino"|Topolino]]) e i due soli posti che, ragionevolmente, si poteva pensare di occupare, anche se era reclamizzata per tre. Qualche storico dell'auto, per ammorbidire gli strali della concorrenza, sottolinea che anche la sicurezza giocò un ruolo, perché pensare di fare un frontale con l'Isetta [...] non faceva gola a nessuno. *[...] l'ingegner Renzo Rivolta – titolare delle industrie Iso – abituato a vender frigoriferi, ma pronto a sfidare l'accoppiata [[Vittorio Valletta|Valletta]]-[[Dante Giacosa|Giacosa]] sul terreno delle utilitarie, dopo nemmeno due anni gettò la spugna. O meglio, passò la mano. Perché alle poche Isetta prodotte dal 1953, in quello che oggi è diventato l'ufficio postale di Bresso [...], ne sarebbero seguite ben 160 mila, costruite anche in Francia, Brasile e soprattutto in Germania, da una ditta di nome [[BMW|Bmw]]. La Isetta d'Oltralpe ebbe un motore migliore, finestrini scorrevoli, un piccolo ma provvidenziale impianto di riscaldamento. Ma, nella sostanza, l'idea rimase quella di Rivolta e il progetto quello degli ingegneri aeronautici Preti e Raggi, ritoccato qua e là dalla matita di Michelotti. *A contribuire alla storia tutta straniera della prima city-car furono diversi fattori. Quello strano uovo scoppiettante era anche un problema di marketing: le famiglie «affluenti» della ricostruzione si potevano comprare al massimo una macchina. L'Isetta era una ideale seconda, terza macchina. Un po' come [...] la [[Smart]]. Non che la Fiat 500C fosse un salotto (la «lussuosa» [[Fiat 600|600]] arrivò solo nel '55), ma senz'altro dava quell'impressione di automobile che alla Isetta sempre mancò. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/16_giugno_16/con-mario-soldati-campagnola-6efdfaa2-33b2-11e6-b8e9-6b78a4af30ec.shtml Con Mario Soldati sulla Campagnola]''|''corriere.it'', 16 giugno 2016.|h=4}} *Molto molto tempo fa, prima delle prove dei cuochi, prima delle cucine del diavolo, prima dell'agnello lessato in salsa di coriandolo prodigio della nuova tavola, [[Mario Soldati]] [...] inventò la televisione eno-gastronomica. Poche stelle e stellati di oggi ne hanno sentito parlare, perché la Tv nel frattempo è molto cambiata, ma ''Viaggio nella valle del Po'', alla ricerca di cibi genuini, ha fatto conoscere – con un garbo oggi struggente – luoghi, opere e storie «padane» al resto del Paese. E, con lo stesso garbo, le ha mescolate ai menu dei ristoranti più veri, alle ricette più segrete, alle bottiglie più inaspettate e a quella «salama da sugo» che è rimasta celebre [...]. Soldati è piacevolissimo da seguire anche a distanza di [...] anni, negli studi televisivi e nelle grotte dove stagionano i formaggi, nella fabbrica della mortadella o tra i vitigni del Lambrusco. *La [[Fiat Campagnola|Campagnola]] [...] era un mezzo unico. Primo fuoristrada dell'Italia moderna, fu pensato per le commesse militari, ma ebbe un nome e una vocazione agricola. Servivano forse a distrarre le maestranze e i clienti da un passato che bruciava ancora. Pare che [[Fiat]], vincitrice del concorso contro [[Alfa Romeo]], ebbe dal ministero della Difesa qualche soffiata di troppo e si presentò con la vettura già pronta. *Per progettare la Campagnola l'ingegner [[Dante Giacosa|Giacosa]] e i suoi uomini studiarono la Jeep che il nuovo modello doveva sostituire, rifacendola più grande e più versatile, per adattarla a usi e situazioni diverse. Ma guardarono anche agli sviluppi della Land Rover, che nel 1951 vendeva la Serie 1 da 80 pollici, ma aveva capito che presto la misura del passo avrebbe dovuto crescere. Come la Land Rover, anche la Campagnola nacque e visse a lungo con motori spompati. [...] Del resto, quando si va nei campi, arati o di battaglia, non bisogna correre e il fuoristrada di allora – lo dice la parola – non era nato per l'asfalto. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_settembre_30/salone-parigi-1996-nasce-smart-d69067c4-8702-11e6-b094-d674d9773420.shtml Salone di Parigi 1996: nasce la Smart]''|''corriere.it'', 30 settembre 2016.|h=4}} *I [[Salone dell'automobile|Saloni internazionali]] e i loro archivi raccontano la storia dell'automobile come nessun altro. Soprattutto quella degli anni ruggenti, prima della nascita delle riviste specializzate e molto prima dell'avvento della televisione. Sono una miniera di aneddoti, colpi di scena, speranze, trionfi e cadute. Talvolta difficili da motivare, o che ci fanno sorridere a tanti anni di distanza. *[...] al Salone di Parigi del 1996 [...], in un'epoca assolutamente «matura» dell'auto e delle sue vetrine, fece la sua comparsa un'idea che è riuscita a cambiare le nostre strade. Nuovissima e già vista al tempo stesso, sempre attesa e sempre rimandata, semplice e complicatissima produrre, spiegare alla gente, vendere. È la [[Smart Fortwo (W450)|Smart]], che ancora oggi ci affascina, anche se non ne abbiamo mai avuta una e ci siamo saliti sopra una manciata di volte. [...] un veicolo senza capo (il cofano anteriore) né coda (tutto quello che dovrebbe stare dietro) [...] e un interno così spazioso e sfizioso da farci dimenticare di stare chiusi in due metri e mezzo. *[...] iniziò la sua rivolta tecnologica e di stile contro il vecchio mondo delle micro-car, i pauperismi del dopoguerra, l'ibridazione necessaria ma superata tra scooter e quattro ruote. Questo traguardo storico, raggiunto ad altissimo prezzo industriale e commerciale, è stato il merito maggiore del progetto Smart. *Dalle auto mignon della Germania anteguerra, alle comiche microcar ungheresi, alle nostre [[Iso Isetta|Isetta]], Varzina, Milanina [...] tutti hanno avuto i loro due metri e mezzi di celebrità. Ma per farne un fenomeno, un'invidia, un'icona ci voleva il genio di Nicolas Hayek, l'inventore della meteora Swatch, e un gruppo come Daimler-Benz [...]. A dire il vero era stata Volkwagen a credere per prima all'orologio viaggiante, ma con una decisione – a posteriori – sbagliata [...] [[Ferdinand Piëch]] [...] aveva bloccato tutto, pensando di fare meglio e da solo. Così [...] Hayek il temerario era sbarcato a Stoccarda [...]. Il resto è nella memoria di tutti: il ritardo di oltre sei mesi per i test dell'alce, tecnici e manager silurati, un prezzo di lancio sbagliato, l'uscita della Swatch dalla compagine societaria. Quello che resta della lunga marcia della piccola Smart è un successo planetario, da libri di scuola. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_novembre_11/11-novembre-1926-mitica-route-66-attraversa-stati-uniti-d-america-c93730a8-a81d-11e6-a0f6-bc17186f7068.shtml 11 novembre 1926: la mitica Route 66 attraversa gli Stati Uniti d'America]''|''corriere.it'', 11 novembre 2016.|h=4}} *L'11 novembre 1926 [...] nasceva una delle strade più celebri del mondo: la [[U.S. Route 66|Route 66]] degli Stati Uniti d'America. La segnaletica – non il famoso scudo, ma semplici pietre miliari di granito – apparve l'anno successivo, ma [...] il dado era tratto: il percorso da Chicago a Santa Monica, dalla regione dei grandi laghi alla costa della California, tracciato: 3.940 chilometri di sterrato attraverso Illinois, Mussouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona. Più o meno gli Stati che hanno regalato la vittoria a [[Donald Trump]] [...] *La Route 66 è meta di turisti da tutto il mondo, almeno quelli che hanno tempo da dedicare al paesaggio della sconfinata provincia americana. Ma è diventata addirittura un luogo sacro per il popolo mascherato che cavalca le Harley Davidson. Negli anni '50 era «l'autostrada delle vacanze», per chi le aveva (negli USA non sono un fatto scontato), e poteva permettersi di andare a passarle sulle spiagge del Pacifico. Non a caso ospitò il primo [[McDonald's|Mc Donald]] e drive-in d'America. *Prima di diventare un fenomeno di costume e, nel 1985, essere sostituita nel sistema delle freeways da strade più moderne e rettilinee, la 66 è stata teatro di fatti epocali. Fra tutti l'emigrazione di massa dagli Stati del centro e dell'est, che seguì alla crisi del 1929. Migliaia di famiglie operaie e almeno duecentomila contadini colpiti, oltre che dalla Grande Depressione, da cinque anni di siccità. Con improvvisati veicoli, non tutti a motore, si misero in marcia verso l'ovest e la speranza di un avvenire migliore. Per la ripresa ci vollero un decennio e la Seconda Guerra Mondiale. Ma, paradossalmente, qualcosa partì subito dalla Route 66, la cui transumanza innescò, per chi viveva lungo il suo percorso, un primo, benefico, ritorno degli affari. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/cards/giorgetto-giugiaro-forme-pensiero/primato-idee_principale.shtml Giorgetto Giugiaro: le forme del pensiero]''|''corriere.it'', 22 novembre 2016.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo TZ Bertone Canguro]]}} Era una coupé dall'aspetto corsaiolo, in realtà destinata al turismo veloce. Sperimentava, tra l'altro, il parabrezza incollato alla carrozzeria. Non fu capita ad Arese e fu realizzato un solo prototipo. *Una delle auto più famose del cinema voleva nascere già con le carte giuste: forte personalità e prezzo conveniente, per una sportiva. Di qui la proposta di Giugiaro per una carrozzeria in acciaio spazzolato, non verniciato, e le porte sempre «glamour» ad ali di gabbiano. Purtroppo, quando «Ritorno al Futuro» debuttò nel 1985, la [[DeLorean DMC-12|DMC 12]] era già fuori produzione, travolta dal fallimento della De Lorean [...] *{{NDR|Sulla [[Lancia Delta (1979)|Lancia Delta]]}} Il successo internazionale della Golf convince il management Fiat a chiedere a Giugiaro di lavorare su una vettura che dovrà segnare la riscossa del marchio Lancia dopo il periodo interessante, ma anche criticato, segnato dalle Beta. Linee tese e rette, fortemente geometriche e coda tronca danno vita a un insieme di grande seduzione. Per molti resta una delle Lancia più belle. Opportunamente interpretata, avrebbe successo ancora oggi. *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo New York Taxi]]}} L'invito arriva dal più famoso museo d'arte moderna del mondo: Il MoMa. Il tema è sviluppare un taxi razionale ed efficiente per la Grande Mela, dove si viaggia ancora su auto preistoriche. In soli quattro metri Giugiaro condensa una montagna di comodità e innovazione. Ma alle compagnie di yellow cab (e forse anche al legislatore) conviene che nulla cambi. *La [[Fiat Panda (1980)|Panda]], un progetto apparentemente semplice, in realtà molto impegnativo. Per riuscire a dare tanto con poco. [...] L'esterno [...] contribuisce a lanciare un'idea di macchina spartana ma spiritosa. Un po' come è stata per tanti anni la francese [[Renault 4|R4]]. Ma sono gli interni su cui Giugiaro e i suoi uomini [...] danno il massimo. Rispetto alla [[Fiat 126|126]] [...] è tutta un'altra vita. *{{NDR|Sulla [[Fiat Punto (1993)|Fiat Punto]]}} Porta nella classe delle compatte italiane un confort mai provato e un'estetica moderna. *Vista la Punto, si potrebbe pensare che il concept [[Lancia Medusa|Medusa]] – su meccanica Lancia – sia coevo. In realtà moltissimo tempo separa il concept di questa grossa berlina aerodinamica (1980) dalla piccola monovolume Fiat. Eppure i concetti guida, le linee raccordate e tondeggianti, così diverse dalle lamiere a spigolo che hanno dettato legge per un'intera epoca, erano già a disposizione dei costruttori tredici anni prima. *La [[Alfa Romeo Brera]] è stata prodotta per acclamazione. Presentata nel 2002 in forma di prototipo, con meccanica Maserati e porte a forbice, ha suscitato [...] entusiasmo [...]. Purtroppo, nel passaggio alla più economica versione di serie, la vettura è stata spogliata ed adattata in modo piuttosto infelice. *{{NDR|Sulla [[Daewoo Matiz]]}} Piccola, economica, praticissima, sobria, globale, esprime la filosofia del car designer di fronte alle sfide dell'automobile d'inizio millennio. E spiega l'empatia che lega Giugiaro all'Oriente. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/cards/dalla-bianchina-all-aston-martin-lagonda-ecco-dieci-auto-piu-brutte-mai-costruite/bianchina-berlina-quattro-posti_principale.shtml Dalla Bianchina all'Aston Martin Lagonda. Ecco le dieci auto più brutte mai costruite]''|''corriere.it'', 5 luglio 2019.|h=4}} *[...] tremenda [[Autobianchi Bianchina|Bianchina]] di fantozziana memoria. [...] Non bella era soprattutto la versione berlina. Perché? Aveva una forma poco definita, con quel padiglione sproporzionato per fare entrare i quattro passeggeri. E una serie di leziosità un po' ridicole (a cominciare dalle codine). [...] la spartana Cinquecento è un'icona, la Bianchina al massimo ci fa sorridere. *Anche i geni possono sbagliare. È quanto è capitato ad Alec Issigonis [...] con la [[Austin 1800]]. Il successo della [[Mini (1959)|Mini]] [...] era stato tale che il board della BMC seguì ciecamente il suo progettista anche nel segmento superiore. Ma soluzioni d'avanguardia e interni spaziosi non bastano per fare una bella berlina. Che infatti fu un fiasco. Tre anni più tardi [[Pininfarina]] propose uno studio aerodinamico sulla stessa meccanica, una forma dieci anni in anticipo sui tempi. L'ingegner Issigonis ne fu entusiasta, non così il management della BMC. Il disegno rivoluzionario nato a Torino sarebbe risuscitato solo nel 1974, nelle forme della [[Citroën CX]]. *{{NDR|Sulla [[Renault 12]]}} È stata un successo, si potrebbe dire, da world-car. Ma oggi è ancora più inguardabile che nel 1969, quando uscì dalle linee di montaggio in Francia. E poi da quelle in Spagna, Portogallo, Irlanda, Romania, Messico, Sud America, perfino l'Australia [...]. Qualcuno ebbe il fegato di comprarla in Canada e Stati Uniti. Cosa piaceva di questa tre volumi dal sedere spigoloso e cascante? L'essere proprio una tre volumi, con un grande bagagliaio, tanto spazio dentro, una meccanica robustissima. Scusate se è poco, verrebbe da dire. *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 155]]}} È nell'opinione comune (ma anche di qualche top manager) una di quelle auto che non avrebbe dovuto nascere. Soprattutto col marchio Alfa. Costruita [...] in pieno periodo Fiat, fu la vettura che diede il colpo di grazia allo stabilimento di Arese. Peraltro di Alfa aveva davvero poco. [...] un disegno dei più anonimi, meccanica tutta torinese che abbandonava la trazione posteriore, compresi il celebre ponte De Dion con blocco cambio-differenziale. I clienti Alfa si sentirono un po' a disagio, e non solo per la plastica e i vellutini «cheap» degli interni. [...] Il marchio del Biscione, con la 155, uscì di fatto dal mercato internazionale delle berline sportive. *Si può essere brutte anche costando una montagna di denaro. È il caso della [[Aston Martin Lagonda]] [...]. Se qualcuno ha dei dubbi può confrontarla con quello che la Casa era stata in grado di fornire a [[James Bond]] negli anni '60 [...]. La linea schiacciata della Lagonda, che qualcuno soprannominò la sogliola d'Oltremanica, non ebbe successo in Occidente. Gli interni erano supertecnologici, ma funzionavano male (come molti gadget dell'epoca). Le prenotazioni vennero soprattutto dagli sceicchi arabi. *Vero è che migliorare un capolavoro è un'impresa impossibile. E tale era la [[Lancia Delta (1979)|Delta]] di [[Giorgetto Giugiaro]]. Un'auto che se ci fosse oggi, appena appena ritoccata, faremmo la fila per comprarla. Ma la [[Lancia Delta (1993)|Delta serie 2]] [...] più che un'auto brutta, è una gigantesca occasione mancata. Tanto il patrimonio di modernità, di stile, di successo sportivo della prima serie era stato dilagante, tanto la vettura che seguì pareva ordinaria e priva di appeal. Chiusa [...] in logiche industriali improntate al massimo risparmio [...], ha contribuito in modo determinante ad affossare lo storico marchio. *[...] in realtà la [[NSU Prinz]] [...] doveva la sua linea ad una lontana cugina d’America, la Chevrolet Corvair. Pantografata al minimo, ovvio. [...] E da una parte e dall'altra dell'Atlantico questa linea curiosa a sandwich, con il tetto a pagoda, ottenne consensi. Non è ben chiaro cosa fruttò, alla piccola Prinz, la sua nomea negativa. Forse il fatto che fosse [...] leziosa. Un "voglio, ma non posso" che, se di colore verde, si diceva addirittura che menasse gramo. *Dicono che persino i Vigli Urbani di Milano si vergognassero. Perché guardare la [[Alfa Romeo Arna|Arna]] e pensare al blasonato scudo del Biscione [...] faceva male al cuore. *Per molti italiani è la pietra di paragone, l'auto più brutta di sempre. La [[Fiat Duna]] [...] sembra una "Uno" con la coda, ma è più legata alla 127 brasiliana [...]. È stata infatti concepita per il mercato sudamericano e solo successivamente proposta in Europa. In questa chiave si può spiegare – forse – la sua oggettiva bruttezza. La sindrome del bagagliaio nelle berline piccole e povere [...]. Quel metro cubo di spazio chiuso, così gradito nei mercati emergenti, così discreto perché nessuno veda cosa c'è dentro, è una maledizione alla quale, da noi, è impossibile sfuggire. ===''Ruoteclassiche''=== {{cronologico}} *Il lancio dello [[Sputnik 1|Sputnik]], il 4 ottobre del 1957, precipitò gli Stati Uniti nella più profonda costernazione. Dai generali del Pentagono alla casalinga di Milwaukee, l'idea che i terribili comunisti avessero spedito in orbita una palla d'acciaio che, ogni novantasei minuti, passava sulle loro teste, gettò la nazione nel caos. Le frontiere, le rassicuranti barriere di sempre erano state infrante e poco importava che il primo satellite artificiale fosse poco più grande di una palla da football ed avesse al suo interno solo una radio e una batteria per trasmettere. Nel giro di pochi giorni, tra cronache radiotelevisive degne di [[Orson Welles]], assemblee in scuole, università e interrogazioni parlamentari l'America si sentì vulnerabile, umiliata, presa di sorpresa, e nemmeno il presidente [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] – il generale che un decennio prima aveva vinto la guerra in Europa – riuscì ad essere convincente, nelle sue rassicurazioni e promesse di riscatto. Che peraltro arrivarono in pochi mesi, con il lancio del Vanguard e, tre anni dopo, del programma spaziale di [[John Fitzgerald Kennedy|Kennedy]] e [[Wernher von Braun|Von Braun]].<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/lautostrada-di-walt-disney-per-dimenticare-lo-sputnik/ L'autostrada di Walt Disney per dimenticare lo Sputnik]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 22 maggio 2020.</ref> *[...] una strana automobile, la [[Fiat 130]], che in molti di noi oggi guardano con una certa simpatia. Quasi rimpianto. Aveva non pochi difetti, ma anche fascino. Fu, in fondo, l'unica ammiraglia Fiat di cui, dai baby-boomer in poi, si possa avere memoria diretta. E fu veramente una scommessa. Anche se giocata senza molta convinzione. In perfetto stile Fiat. [...] Quando, dopo lunghi studi, venne posteggiata accanto alle varie Mercedes, Jaguar e BMW, in molti si chiesero per quale ragione l'élite dei clienti avrebbe dovuto scegliere una vettura di lusso che aveva il marchio della [[Fiat Nuova 500|500]]. [[Dante Giacosa|Giacosa]] l'aveva avversata fin dalle origini, [...] sentendola aliena alla cultura del marchio. Dopo esserne stato lontano per tutta la fase di ricerca, aveva raccomandato [...] di lanciare la 130 solo quando tecnicamente perfetta. La vide invece debuttare con alcuni vizi, a cominciare da quel motore [...] che consumava un terzo in più della concorrenza e dava un terzo di cavalli in meno. Per non parlare del prezzo [...] allineato a quello delle berline più blasonate. [...] Così, anche se, quando fu presentata, molti la definirono una bella automobile (e lo stesso potremmo dire oggi, maestosa nelle proporzioni, italiana e americana insieme, con abbondanza di fregi ma le linee tese, equilibrate), quando si trattò di acquistarla la gente ringraziò e andò a comprare tedesco o inglese.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/fiat-130-tempi-duri-per-lammiraglia/ Fiat 130, tempi duri per l'ammiraglia]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 24 settembre 2020.</ref> *Correvano [...] i primi anni '30, che il crollo della borsa e i suoi annessi lasciò a mal partito. La [[Bugatti]] dei sogni non faceva eccezione. Trecento operai della fabbrica di Molsheim avevano perso il posto e le commesse dei miliardari [...] non bastavano più. Fu così che guardando i mastodontici motori delle [[Bugatti Tipo 41 Royale|Royale]], allineati in deposito, il geniale [[Ettore Bugatti|Ettore]] si chiese cosa avrebbero potuto muovere in alternativa alla sue vetture ormai invendibili. Dalle stelle alle stalle, si innamorò del treno. Naturalmente un [[Automotrice Bugatti|treno Bugatti]] non poteva essere banale. [...] le forme del convoglio erano disegnate dal vento, e questo – in un'epoca di locomotive a vapore e vagoni-mattone – era già una rivoluzione. La cabina di guida, poi, non era in testa, ma a centro treno, in una cupoletta sopraelevata e filante. Ma la differenza la facevano i poderosi motori nati per le corse. O per trasportare le teste coronate nelle vetture-monumento. [...] Nel '35 l'automotrice da ottocento cavalli fece registrare il record di 197 km/h. Nulla del genere si era mai visto al mondo: da Parigi a Lione in quattro ore e mezza. [...] i passeggeri non erano molto convinti: le prestazioni erano esagerate. Non è un caso quindi che [...] la velocità di punta fu limitata a 140 e su una pubblicità del 1935 si leggesse, nel titolo "A 150 km/h distanza di arresto 750 metri!".<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/il-tgv-che-salvo-la-bugatti/ Il TGV che salvò la Bugatti]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 27 ottobre 2020.</ref> *La [[Jeep (veicolo militare)|Jeep]] della [[Seconda guerra mondiale|guerra]] (Bantam, Willys o Ford non importa) è concordemente accettata come l'anello mancante del 4x4, il proto-veicolo che portato l'uomo a muoversi in un modo diverso. Per la sua qualità progettuale, la sua efficienza e il numero notevolissimo di esemplari in cui si è moltiplicato: 643.000 solo negli anni della guerra. [...] I vari MPV americani, divenuti CJ con varie numerazioni e poi Cherokee, Quadra Track, Renegade eccetera, sono la ramificazione "sapiens" – negli anni '60 e '70 – della geniale Willys. E questa, vale la pena ricordarlo, fu la prima auto – insieme alla [[Cisitalia 202]] e ad altre sei vetture – a entrare in un tempio dell'arte moderna, il celebre MoMa di New York [...]<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/da-una-tempesta-della-preistoria-la-lucy-di-tutti-i-fuoristrada/ Da una tempesta della preistoria la "Lucy" di tutti i fuoristrada]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 6 novembre 2020.</ref> *Tutti ricordiamo il successo epocale del [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino]] americano, che [...] era diventato un fenomeno. Soprattutto a New York e in California, ma non solo, aveva trovato degli estimatori tra le giovani generazioni, i progressisti, gli eccentrici e gli squattrinati. ''"Con tremila dollari'' – diceva un celebre spot pubblicitario – ''il signor Smith ha comprato la sua nuova Dodge Sedan. Con tremila dollari il signor Green, vicino di casa, ha comprato la sua nuova Volkswagen. E in più un frigorifero, un forno a micro onde, una radio, una cyclette, un condizionatore d'aria..."'' e l'elenco continuava, mentre il signor Smith guardava perplesso i fattorini che consegnavano quel bendidio alla villetta di fronte.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/ford-pinto-una-storia-da-manuale/ Ford Pinto: una storia da manuale]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 8 gennaio 2021.</ref> *[...] quasi tutte le famiglie numerose nell'America anni '70 [...] avevano una [[Familiare|station wagon]]. Molto prima dell'era dei Suv, quando i pickup li guidavano agricoltori e carpentieri, la giardinetta agli steroidi era lo status-symbol della media borghesia. L'auto della moglie per bene, con la sua dose extra di cromature e i pannelli finto legno sulle fiancate. Le chiamavano "Country Squire" o "Estate" e anche chi non aveva la seconda casa in campagna e la tessera del golf non vedeva l'ora di possederne una. E intanto si allenava al volante di quegli inguidabili transatlantici.<ref name="Biden">Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/coraggio-presidente-biden/ Coraggio, Presidente Biden!]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 19 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Sulla [[Chevrolet Kingswood]]}} Un modello di grande serie, erede – nel nome – della prima Kingswood prodotta tra il '59 e il '60 e ispiratrice, con le sue pinne posteriori appiattite, di un'intera generazione di vetture GM. La nuova Kingswood era molto meno osé della sua antenata. Forme morbide, muso monumentale e verticale, cintura possente, si permetteva tuttavia il lusso di vetri posteriori avvolgenti, che piegavano di quasi novanta gradi verso il lunotto. Il portellone aveva a sua volta un ampio finestrino, motorizzato, che scendeva nella parete metallica. Dentro, tre file di poltrone potevano ospitare fino a nove passeggeri, ma l'ultima panchetta era spesso chiusa e il vano di carico in grado di soddisfare qualsiasi ingombro. Con un passo di tre metri, duemiladuecento chili a vuoto e un cambio – manuale o automatico – ma sempre a tre rapporti, non c'era molto da divertirsi [...]. I motori erano comunque impressionanti, almeno per noi europei: il 5.7 litri V8 di base forniva, in teoria, 260 cavalli. Ma chi non si accontentava poteva contare su un 6.6 litri e perfino un 7.400 di cilindrata. Per farci che cosa non è dato sapere. La velocità massima dichiarata era di 170 km/h, ma non ci voleva la voce timorata del concessionario per spiegare ai clienti che era saggio non avvicinarsi nemmeno lontanamente a quel limite. Balestre posteriori e freni misti disco-tamburo la dicevano lunga sulla tenuta in emergenza.<ref name="Biden"/> *Il ricordo della [[Cadillac Allanté]] [...] muove sentimenti contrastanti. Ma [...] dipendono anche dalla sponda dell'oceano sulla quale vengono espressi. Per [[Pininfarina]] la commessa della General Motors fu [...] un successo, fece guadagnare bene, permise lo sviluppo di nuove esperienze, aggiunse ulteriore prestigio all'azienda. Non altrettanto brillante fu [...] il bilancio per il gigante di Detroit, che vendette poco più di ventimila esemplari, quando le aspettative erano di almeno cinque volte tanto. La Allanté fu complessivamente lodata dalla stampa americana, mentre in Europa, dove peraltro non mise quasi piede, fu criticata per la modestia delle prestazioni, che non reggevano il confronto con le sportive vere e nemmeno la ricchezza dell'involucro. Lo stile, che negli Usa era sicuramente esotico [...], da noi fu giudicato di scarso fascino, anche se equilibrato e sobriamente chic. [...] la qualità costruttiva della macchina – obbiettivamente molto alta –, i contenuti tecnologici e i gadget, lo stile votato all'understatement ma assai diverso dagli standard di Detroit, non bastarono a convincere gli automobilisti colti: i tanti che aspettavano con curiosità la nuova Cadillac, sulle strade della California, della Florida e del New England.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-in-memoria-della-cadillac-allante/ Automobili nella tempesta: in memoria della Cadillac Allanté]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 30 giugno 2021.</ref> {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-una-lincoln-blu-per-la-nuova-frontiera/ Automobili nella tempesta: una Lincoln blu per la Nuova Frontiera]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 2 maggio 2020.|h=4}} *Nel gennaio del 1961 il vento era cambiato a Washington. Un ciclone di modernità aveva fatto invecchiare l'intera classe politica. Nessuno sapeva più come vestire, come muoversi, cosa promettere e far sognare, se non guardando al [[John Fitzgerald Kennedy|giovane presidente]]. E anche l'auto di [[Harry S. Truman|Truman]] e [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] era diventata impresentabile. L'ex numero uno della Ford Robert McNamara, che Kennedy aveva convinto a lasciare il suo posto offrendogli il Dipartimento della Difesa e un decimo dello stipendio, aveva una sorpresa in tasca per lui: la nuova Lincoln Continental. Quest'auto dal disegno essenziale e personalissimo, che salvò il marchio Lincoln dalla chiusura, ma contribuì, a modo suo, a [[Assassinio di John Fitzgerald Kennedy|uccidere]] il presidente a Dallas [...] *Nella sua semplicità mastodontica, la Lincoln era la macchina ideale per Kennedy, che ne fece ordinare due, entrambe in "midnight blue" e non nere, come erano state le vetture dei suoi predecessori. [...] battezzata dal Servizio segreto [[SS-100-X]], era una vera carrozza da parata, col passo allungato di centoventi centimetri e piena di gadget ed effetti speciali. Il primo "effetto" era la visibilità del Presidente, una chiave della strategia elettorale di Kennedy. [...] se la coppia regale aveva ospiti a bordo (che sedevano su bassi strapuntini), era possibile sollevare il divano posteriore di trenta centimetri, con un martinetto idraulico. In caso di intemperie erano disponibili due tipi di capote, una in plexiglass trasparente detta "bubbletop" e una di tela nera [...]. Ma JFK le utilizzò solo in casi estremi, preferendo sempre la vettura scoperta. Nessuna blindatura era prevista, nessun cristallo era antiproiettile, nessun agente di scorta prendeva [...] posto sulle fiancate. Il presidente e la folla: questo voleva la gente, questo aveva funzionato bene nelle primarie del '60, avrebbe continuato a farlo per le elezioni del '64. *L'unica protezione della SS 100-X erano l'autista e l'agente al suo fianco, entrambi del Servizio segreto, entrambi armati, entrambi pronti a tutto, compreso [...] mettere il loro [...] corpo tra i proiettili e il Presidente. Se mai fosse stato necessario. Ma questo a Dallas non avvenne. [...] La limousine, divenuta ''crime scene'', non fu sequestrata. Ci si affrettò, appena tornati al garage della [[Casa Bianca]], a lavare tutto per bene. Ufficialmente perché l'odore di morte era insostenibile, nei fatti, chissà. [...] Due mesi dopo l'auto era a Detroit dove fu completamente smontata. Tornò con una capote fissa e vetri anti-proiettile, nuovi interni e un conto da mezzo milione di dollari. Ma come corpo del reato, non valeva più nulla. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/il-ciclone-modulo-che-ancora-ci-spaventa/ Il ciclone Modulo che ancora ci spaventa]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 21 luglio 2020.|h=4}} *Bisogna [...] dare credito ai ricordi di [[Paolo Martin|Martin]], quando dice che il primo schizzo della [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Modulo]] apparve per caso, in un angolo del suo tecnigrafo alla [[Pininfarina]], giocando con la matita. [...] Lo scarabocchio, nei mesi che seguirono, crebbe. Divenne una serie di disegni in scala 1:10, ancora grezzi, ma in cui la navicella a forma di freccia, simmetrica e priva di ruote, cominciava ad assomigliare a qualcosa di stradale. [...] Anche nei figurini il concept lasciava interdetti. Il desiderio di farne qualcosa per uno dei prossimi Saloni era forte, ma si scontrava con la tradizione del marchio, fatta di eleganza e proporzioni. La più grande firma della carrozzeria mondiale voleva affascinare il suo pubblico, non sconcertarlo. *Nell'estate del '68 il giovane Paolo non andò in ferie. Si fece comprare invece otto metri cubi di polistirolo dall'officina, due batterie d'automobile e una serie di seghetti termici da traforo. Si costruì anche una gigantesca raspa per arrotondare le forme del suo giocattolo. E in pantaloncini corti, zoccoli e in compagnia saltuaria del custode della fabbrica, che lo guardava divertito, si mise a scolpire. In tre settimane la maquette in scala 1:1 era pronta, impreziosita da profili e parti dipinte. Vista in tre dimensioni faceva ancor più paura. [...] come tutte le opere d'arte usciva, e di molto, dall'universo delle cose consuete. *Renzo Carli, che più di [[Sergio Pininfarina|Pininfarina]] era intrigato [...] dalla modernità tremenda della Modulo, aveva [...] bussato nientemeno che alla porta di [[Gio Ponti]] [...] invitandolo a venire a giudicare un oggetto che aveva portato aria di tempesta. Il grande architetto [...], giunto di fronte al "mucchio di polistirolo" non aveva avuto dubbi. La Modulo doveva nascere. [...] L'unica critica [...] fu per i grandi fori rotondi che interrompevano la superficie del cofano motore. "Il tondo è fermo nello spazio – sentenziò il maestro – mentre questa creatura punta in avanti. Farei anche quelli a forma di freccia". Non è dato sapere con quale spirito il giovane Martin, che aveva fatto la scuola media ed aveva imparato tutto da solo, trovò l'animo per contraddirlo. [...] non c'è dubbio che delle aperture lanceolate suggerite da Ponti sarebbero risultate corrette, ma più prevedibili. Mentre la semplicità della lamiera forata e della forma elementare, così rara su un'automobile, oggi ancor più di ieri, è bella perché sorprendente. Proprio come il genio estetico che distingue da sempre lo stile italiano. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/passata-una-tempesta-se-ne-affronta-unaltra/ Passata una tempesta se ne affronta un'altra]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 24 febbraio 2021.|h=4}} *{{NDR|Su [[Giovanni Savonuzzi]]}} [...] a dispetto del suo ingegno, uomo umile tutta la vita. Presentato a Piero Dusio da [[Dante Giacosa]], progettò nel solco del maestro, ma anche fuori, con una tendenza all'innovazione e all'esperimento che diventava una sfida personale. Quando, nel 1951, la [[Cisitalia 202|202]] fu esposta a New York e poi entrò nella collezione permanente del MoMa, Savonuzzi disse a una conferenza di ingegneri: "in fondo io mi sono sempre considerato un artista". Ma era anche il tecnico che spaccava il minuto negli appuntamenti e il capello in quattro sul tavolo da disegno. Negli anni ruggenti, l'ingegneria era insieme una scienza creativa, come forse solo quella dei progettisti spaziali [...], oggi, sa essere. *{{NDR|Su [[Virgil Exner]]}} [...] fece del "guardare avanti" la nuova strategia creativa della Chrysler. Il colosso americano [...] al tempo era governato dagli ingegneri, non dai designer. Fu grazie ai concept voluti da Exner, alcuni semplicemente stravaganti, altri veri capolavori, che il marchio perse la sua reputazione classica, quasi fuori moda e si vestì delle sue celebri pinne caudali, prese in prestito da quelle dei jet. Se tutte le Chrysler divennero più sottili, più basse, più levigate, il prototipo [[Ghia Gilda Streamline X|Gilda]], commissionato alla Ghia di Segre e Savonuzzi fece scuola a sé. È ancora oggi considerato uno degli esempi più spinti di "streamline" design, un oggetto fuori dal tempo e dalle leggi dell'automobile, che per molti aspetti anticipa di quindici anni la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]]. *[...] l'[[Chrysler Turbine Car|auto a turbina]] fu un bagno di sangue, con la Chrysler in particolare giunta a un passo dalla produzione (anzi, già cinquanta esemplari consegnati al pubblico-cavia), salvo rendersi conto che le novità e problemi che il programma portava con sé non facevano approdare il consumatore a nessun vantaggio. Non è dato di sapere quanto Savonuzzi si sia fatto animo amaro per l'eutanasia della sua fascinosissima, ma inutile creatura. Ma c'è da pensare che, con la spinta che lo animava in tutte le sue decisioni, con la sete di guardare sempre oltre lo steccato, non ne abbia avuto il cuore infranto. In fondo, quando un problema era stato risolto, un traguardo raggiunto, smetteva di interessarlo. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/ascesa-e-caduta-dellutilitaria-piu-larga-del-mondo/ Ascesa e caduta dell'utilitaria più larga del mondo]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 23 aprile 2021.|h=4}} *[...] mentre in Italia l'[[Alfa Romeo Alfasud|Alfasud]] si avvia al debutto, anche dall'altra parte dell'Atlantico si cominciava a pensare a una due volumi "subcompact", dalla linea violentemente moderna e prestazioni convincenti. Una vettura che potesse offrire all'annoiato automobilista americano un attimo di emozione e provasse a contenere il successo delle piccole vetture straniere. [...] L'idea [...] non venne alle "big three" di Detroit, ma all'ultimo rimasto dei costruttori indipendenti [...]. I manager della American Motor Corporation pensarono a una "wide, small car", una compatta [...] lunga come una Passat, ma larga come una Cadillac, con tre quarti dell'abitacolo rivestito in vetro e un motore [...] che prometteva di consumare un terzo in meno delle concorrenti. [...] Tutto nella nuova "[[AMC Pacer|Pacer]]" era diverso e poco ortodosso. Persino le due portiere erano diseguali, con quella del passeggero più lunga di una spanna per facilitare l'ingresso ai sedili posteriori. Il disegno enfatizzava la bolla vetrata dell'abitacolo [...]. In un'epoca di lamiere a spigolo e trapezi, lo stile morbido della Pacer era notevole, armonico. *[...] già nella fase di sviluppo l'auto incontrò ostacoli gravi, a cominciare dal propulsore. [...] si dovette adattare un sei cilindri in linea di 3.8 litri, il cui basamento finiva praticamente dentro l'abitacolo [...]. Le promesse di economia [...] caddero nel dimenticatoio [...]. Ciononostante la Pacer ebbe un'accoglienza festosa [...]. Sembrava che l'industria americana avesse rotto un tabù, dimostrando di saper produrre anche un'utilitaria per il suo pubblico d'elezione. [...] la AMC si trovò sommersa di ordini [...]. Per il cliente medio americano [...] la Pacer aveva i gadget a cui tutti erano abituati e non scatenava, una volta chiuse le portiere, attacchi di claustrofobia. Nei primi due anni se ne vendettero [...]. Ma qualcosa, già nel '76, cominciò ad andar storto. In primo luogo l'auto, era tutt'altro che parsimoniosa. E con il peggiorare della crisi petrolifera la cosa divenne pressante. Le norme antinfortunistiche imposero paraurti più pesanti e altre modifiche alla scocca: il motore [...] fu strozzato dai nuovi catalizzatori. [...] rivestimenti e [...] plastiche [...] si cuocevano al sole grazie all'effetto serra delle vetrate. [...] In ultimo il design, che al debutto era sembrato futuristico, cominciò a invecchiare. [...] Nel 1980, dopo solo cinque anni e meno di trecentomila pezzi, l'avventura era finita. *Cosa resta [...] di questa insolita e sfortunata storia? Sicuramente il tentativo di un outsider di cambiare le regole, di osare, in un mercato come quello americano ingessato e tecnicamente conservatore. [...] la Pacer può piacere o meno, ma è indubbiamente un oggetto di design, come lo sono la Ami 6 o la [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]. Le sue forme plastiche, opposte alle linee tese del tempo, l'eccezionale superficie vetrata e curvata, le proporzioni stesse di lunghezza per larghezza e gli studi di abitabilità furono una coraggiosa novità. Se la motorizzazione fosse stata davvero più moderna, i difetti di gioventù meno gravi, i rivestimenti migliori, probabilmente la Pacer sarebbe ricordata diversamente [...] {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-lultimo-spider/ Automobili nella tempesta, l'ultimo Spider]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 11 maggio 2021|h=4}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Spider (2006)]]}} Quel modello che vinse il premio "Cabrio of the year" nel 2006 e, allo stesso tempo, riuscì a vendere solo 12.488 pezzi, prima di essere spedito in soffitta dopo nemmeno quattro anni. [...] il colosso torinese [...] aveva tra le mani un prodotto di fascino (se non di qualità eccelsa) e sembrava non sapere che farsene. Dopo un paio d'anni, resosi conto di limiti della parte telaistica e degli errori di marketing, qualcuno tentò di porvi rimedio e si mise a valutare i costi di un rilancio. Ma su tutto calò la scure di [[Sergio Marchionne]], che nel 2010 chiuse i rubinetti. L'incredibile era successo: il marchio Alfa Romeo – l'archetipo dell'auto sportiva italiana per tutti [...] – rimaneva senza uno spider [...] *"Come partiamo male con questa automobile". Così parlò Aldo Mantovani – in mezzo a vari epiteti in piemontese stretto – quando il primo pianale dell'[[Alfa Romeo 159|Alfa 159]] arrivò alla Italdesign. [...] era nato da una collaborazione che Fiat aveva offerto a GM Australia e Saab. I lavori erano affidati a personale italiano di scarsa esperienza, "politicamente" dislocato in Svezia. Forse anche per questo i due partner stranieri si erano presto sfilati e il frutto dell'avventura era il "disastro" (parole testuali) che Mantovani e Trucco stavano ora considerando nei loro uffici di Moncalieri. Un insieme non ottimizzato, pieno di modifiche e ripensamenti, con rinforzi e appesantimenti inutili. In particolare, tra l'avantreno e la porta, c'erano da cinquanta a settanta chili di troppo. E questo la diceva lunga sul resto. *L'[[Alfa Romeo Brera|Alfa Brera]] di serie – vero miracolo di [[Giorgetto Giugiaro|Giugiaro]], che era riuscito a mantenere tutto il davanti della 159 d'origine e molto dello charme del prototipo – deluse quasi tutti, non appena ci si mise al volante. Invece di un'auto di lusso, che sfidava il fiore della concorrenza, il marketing Fiat l'aveva posizionata a metà strada, con interni anonimi, motori poco adeguati e addirittura il diesel. Se ne vendettero trentamila, le ultime con grande fatica. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Boetto Cohen, Giosue}} [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Curatori d'arte]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] gj9kbtf50p7uww8uf63h1evc81369zh 1421793 1421791 2026-07-27T03:37:51Z Danyele 19198 /* Corriere della Sera */ citazione semplificata 1421793 wikitext text/x-wiki [[File:Copia di IMG 3993.jpg|thumb|Giosuè Boetto Cohen]] '''Giosuè Boetto Cohen''' (1961 – vivente), giornalista, scrittore, conduttore televisivo, regista e curatore d'arte italiano. ==Citazioni di Giosuè Boetto Cohen== *{{NDR|Sulla [[Fiat 127]], in riferimento a Pio Manzù}} Alla fine la fecero proprio come l'avrebbe voluta lui. Abbassarono solo il cofano di un centimetro, per rendere il muso un po' più grintoso, perché il motore era piccolo e di spazio ce n'era a sufficienza.<ref name="Manzù-2021">Citato in ''[https://www.formulapassion.it/automoto/classiche/la-fiat-127-e-il-genio-di-pio-manzu-in-mostra-al-mauto La Fiat 127 e il genio di Pio Manzù in mostra al Mauto]'', ''formulapassion.it'', 17 giugno 2021.</ref> *[[Giorgetto Giugiaro]] è il designer per tutti e di tutti. Non ha disegnato auto stravaganti o da sogno, ma le auto che gli italiani hanno parcheggiato sotto casa [...]. Questo lo rende un personaggio familiare, non solo per la celebrità del suo nome, ammirato e ascoltato nel mondo. Ci ha lasciato l'Alfasud e la Panda, la Uno e la Punto, ma anche l'Alfa Romeo Gt, che magari non avevamo ma desideravamo. È il genio della porta accanto.<ref>Citato in Alessandro Martini, ''[https://torino.corriere.it/cultura/21_marzo_19/genio-porta-accanto-d2952d92-88df-11eb-9214-48facb37773c.shtml Giorgetto Giugiaro, la vita del car designer diventa un romanzo]'', ''torino.corriere.it'', 19 marzo 2021.</ref> *La storia, lo stile e il metodo di lavoro di [[Pio Manzù|Manzù]] sono completamente differenti da quelli dei vari Giugiaro, Fioravanti e Gandini. La scuola tedesca ne ha fatto forse il designer più diverso di tutti, con un approccio al prodotto automobilistico non solo edonistico, di piacere. Quando ai grandi costruttori [...] interessava solo aumentare il più possibile i volumi di vendita, Manzù immaginava l'auto come un pezzo della mobilità, un tema ben più ampio e allora praticamente sconosciuto.<ref name="Manzù-2021"/> ==Citazioni tratte da articoli== ===''Corriere della Sera''=== {{cronologico}} *Jet Caravelle. [[Renault Caravelle]]. [...] la Francia faceva sognare. Il primo aereo a reazione del mondo con i motori in coda era un oggetto del futuro [...]. E mentre, nel 1956, il bireattore compiva i suoi test, alla Renault si pensava a una piccola cabriolet con il medesimo nome, per sfidare il successo della [...] Karmann-Ghia, lanciata l'anno prima dalla Volkswagen. Non era una questione di cavalli, né di prestazioni. Era una questione di moda. Entrambe venivano da carrozzieri italiani, Ghia e Frua. La Caravelle [...] ebbe una gestazione lunga e travagliata, tra imprevisti e azioni legali. Vi parteciparono entrambi gli atelier torinesi, con contributi di esperti americani, e fu lanciata come l'auto personale di [[Brigitte Bardot]]. Ma le vendite, dopo un «coup de foudre» al Salone di New York, si fermarono a 120 mila esemplari. La piccola tedesca invece [...] ebbe molto più successo, raggiungendo [...] il mezzo milione di vetture, molte delle quali esportate in California e a Manhattan. Cosa trovassero [...] Oltreoceano nelle due cuginette europee non è facile dire. [...] non avevano nulla dello sprint di Porsche, MG, Triumph, i fenomeni del momento. Sicuramente Karman-Ghia e Caravelle erano minuscole, esotiche, consumavano la metà di una qualunque «compatta» di Detroit [...] e soprattutto erano scoperte. E una delle ragioni del mezzo flop della Caravelle fu proprio che la gente la voleva spider, mentre i due carrozzieri francesi che avevano l'appalto producevano molte più coupé. Così – e per gli acciacchi sulla strada a cui rispondeva una rete d'assistenza evanescente – i consumatori persero la pazienza. E la Renault Caravelle (come anche il Jet Caravelle, nel frattempo schiacciato da Douglas e Boeing) perse l'America.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_marzo_14/quando-caravelle-perse-l-america-8811865e-e9ce-11e5-9549-2d2df3bd31ee.shtml Quando la Caravelle perse l’America]'', ''corriere.it'', 14 marzo 2016.</ref> *Nella mitologia dell'automobile [...] il [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino Volkswagen]] brilla di una luce magica. Anche dimenticandone gli albori, le vicende europee e il numero impressionante di esemplari prodotti, il fatto che il Beetle si sia a un certo punto guadagnato il [...] mercato USA, nel pieno della «Space age» e in totale controtendenza, ne fa un caso da manuale. Piccolo, brutto (lo diceva la pubblicità), rumoroso e privo di ogni gadget o automatismo, il Maggiolino sbaragliava le monumentali berline americane sulle strade di New York, della California e nei quartieri «emergenti» di tante altre città. Una strategia di comunicazione geniale, dissacrante nei concetti quanto raffinata nella grafica, ne fece un oggetto a parte, una moda quasi irrazionale (se non fosse stato per il prezzo) che catturò due generazioni di automobilisti.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_aprile_04/quel-maggiolino-paul-newman-346f8b40-fa68-11e5-9ffb-8df96003b436.shtml Quel Maggiolino di Paul Newman]'', ''corriere.it'', 4 aprile 2016.</ref> *[...] un giovane uomo, intelligente e capace di guardare lontano, che pur avendo avuto in sorte solo cinque anni di carriera ci ha lasciato una delle automobili di maggior successo, prototipi e progetti per quelle che guidiamo noi mezzo secolo dopo e una manciata di pezzi d'arredamento che sono entrati nei musei. È la storia di [[Pio Manzù]] [...], designer visionario e concretissimo al tempo stesso, precursore dei temi della sostenibilità, in anni in cui tutto sembrava ancora sostenibile. [...] padre della [[Fiat 127]], dell'orologio Cronotime di Alessi, della lampada «Parentesi» di Flos (inventata con Achille Castiglioni) e di una piccola ma stupefacente galleria di oggetti [...]<ref name="Manzù-2016">Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_luglio_04/prima-monovolume-storia-l-aveva-inventata-pio-manzu-65-82bbd0a0-41c2-11e6-91d1-c0b7aa8f545f.shtml La prima monovolume della storia?]'', ''corriere.it'', 4 luglio 2016.</ref> *Sull'inventore del moderno [[Monovolume|minivan]] si è scritto parecchio: la storia può correre indietro fino al 1913, quando Ercole Castagna carrozzò un telaio Alfa Romeo in pieno spirito bolidista. Ma [...] si elogiano anche le intuizioni dell'archistar Mario Bellini, molto meno antico di Castagna, che presentò un suo concept a New York nel 1972. Con maggiore concretezza non si può non ricordare la [[Fiat 600 Multipla|600 Multipla]] di Dante Giacosa [...]. Pauperistica finché si vuole, multiuso e «taxi-tipo» di molte città dell'Italia del boom, è indiscutibilmente un monovolume. Anche Giorgetto Giugiaro vanta paternità nel settore: la sua Megagamma del 1978 aveva pavimento piatto, seduta alta e grandi vetrate. Ma non convinse nessuno, almeno finche Renault, ben sei anni dopo, mise in produzione il primo minivan dell'era moderna: l'[[Renault Espace I|Espace]].<ref name="Manzù-2016"/> *{{NDR|Sulla [[Fiat 600]]}} [...] o la si prenotava con quindici mesi d'anticipo o la si doveva vincere – come premio di consolazione – a ''Lascia o raddoppia?'' [...]<ref name="Fiat">Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_settembre_23/500-due-posti-vecchia-storia-b7165484-818b-11e6-bb54-ccc86a7805dc.shtml Una 500 a due posti? Vecchia storia]'', ''corriere.it'', 23 settembre 2016.</ref> *{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} [...] c'era il problema dei posti a sedere: due o quattro? Una [[Smart]] ante-litteram o una automobile vera? [...] il board aveva remato contro, perché si temeva che una 500 (che in realtà in codice si chiamava «400») troppo confortevole potesse portare via clienti alla 600. Altro che aggiungerne! Così, a un certo punto, si arrivò all'eccesso [...], al modello della «400» col padiglione calante, che avrebbe obbligato persino un ragazzo cresciutello a star seduto dietro solo con la testa piegata. Era troppo. [...] Così si fece all'italiana, padiglione rialzato, ma solo una panchetta, senza schienale, omologazione per due e rispetto delle regole lasciato a discrezione. O al buon cuore dei vigili del tempo, che assomigliavano a [[Alberto Sordi]]. [...] il lancio della spartanissima 500 serie 1 fu un flop. Solo 48 mila consegne nei primi tre anni, contro le 255 mila dei successivi e il milione del triennio '69-'71. Cosa era successo? Certamente, il prezzo iniziale, sbagliato [...], fu decurtato. Poi l'Italia era entrata nel [[Miracolo economico italiano|boom]], la gente aveva qualche spicciolo in più e anche le mogli guidavano e volevano la loro microcar. Ma soprattutto arrivarono i sedili posteriori e l'omologazione per quattro, che insieme a qualche cavallo in più, un paio di profili in alluminio lucidato, i coprimozzi e i vetri apribili fecero della 500 il mito che fu.<ref name="Fiat"/> *Chi si ricorda della [[Renault Dauphine|Alfa Romeo Dauphine]]? La «vetturetta» – come si diceva allora – nata alla [[Renault]] nel 1956 e costruita su licenza anche al [[Alfa Romeo|Portello]], per tentare la sfida alle utilitarie Fiat? Di certo non era un cavallo da corsa come le altre Alfa del tempo. Cilindrata ottocentocinquanta, motore posteriore, andatura dimessa. Eppure occupa un posto speciale nella storia dell'auto perché, nel suo piccolo, è stata una delle prime world-car. Insieme alla Ford T, al Maggiolino, alla [[Renault 4]] e qualche altra, ha anticipato l'era della globalizzazione dell'automobile. [...] la Dauphine «alla milanese» [...] era identica all'originale, ma con impianto elettrico Magneti Marelli e fari Carello. Dalla linea di produzione [...] ne uscirono cinquantacinquemila, fino al '64. Costruita in Francia, Spagna e Brasile in due milioni di esemplari ed esportata negli USA, la Dauphine fu anche un tassello del riavvicinamento tra i due Paesi «cugini», dopo il tradimento bellico del 1940. Il generale [[Charles de Gaulle|De Gaulle]], in visita nel '59, accettò di inaugurare la catena di montaggio al Portello: uno degli eventi per i cent'anni della vittoria franco-sabauda a Solferino portava anche buoni affari.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_ottobre_28/ricordate-l-alfa-romeo-dauphine-2f57fdec-9d2c-11e6-baae-ba981bf8dcd8.shtml Ricordate l'Alfa Romeo Dauphine?]'', ''corriere.it'', 28 ottobre 2016.</ref> *Venendo alla nostra «povera» [[Fiat Regata|Regata]], era una [[Fiat Ritmo|Ritmo]] con la coda, un po' in linea con le tre volumi che vanno così forte nei paesi in via di sviluppo. E se la Ritmo (sicuramente la prima serie) era stata un'auto innovativa e con una forte personalità, la Regata aveva fatto tre passi indietro. Il modello diesel color carta da zucchero, con i coprimozzi piccoli, era considerato, da chi se ne intendeva, «il minimo della vita».<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/16_novembre_08/regata-presidente-l-avvocato-254a245e-a58a-11e6-b4bd-3133b17595f4.shtml La Regata, il Presidente e l'Avvocato]'', ''corriere.it'', 8 novembre 2016.</ref> *La [[Fiat 1400|1400]] [...] fu la prima Fiat con la carrozzeria a scocca portante. Non solo lo stile, per espressa richiesta di [[Vittorio Valletta|Valletta]], riprendeva in piccolo gli stilemi americani. Ma anche la progettazione della struttura – in quel momento molto innovativa – venne fatta Oltreoceano, con il controllo delle industrie Budd, specialiste mondiali. Scorrendo i memorabili diari di [[Dante Giacosa]] [...] si scopre che l'ingegnere aveva pensato alla «cassa portante» già in due studi d'anteguerra, datati 1939. Ma che non gli era stato facile convincere il management di una soluzione che riduceva i pesi, le parti e costi, ma aumentava l'incertezza. In officina si temevano le vibrazioni trasmesse da un motore fissato alla scocca, e la tenuta rigida dell'insieme. Il grande ingegnere ricorda come a Torino, allora, valesse la regola del seguire sempre la strada dei più grandi e dei più esperti. Ma in questo caso, se si fosse aspettata la Ford, telai e balestre avrebbero marciato per un altro quarto di secolo. Il debutto della 1400, la torinese che «doveva piacere agli americani», fu salutato da un plauso anche all'estero [...] e aprì la strada a una nuova generazione di Fiat.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_dicembre_09/beatrice-fa-patente-fiat-1400-b2eaf1f2-be27-11e6-b49e-d6d34448037e.shtml E Beatrice fa la patente sulla Fiat 1400]'', ''corriere.it'', 9 dicembre 2016.</ref> *Era il 1956 quando dai ghiacci di Göteborg arrivò notizia del nuovo modello «[[Volvo Amazon|Amason]]», berlina [...] ispirata al disegno della Alfa Romeo 1900. Ma di quest'ultimo particolare non si accorse nessuno, perché la vettura fu nei primi anni quasi sconosciuta in Italia e lo stesso si può dire di quella del Portello, oltre il Circolo polare. In ogni caso non è per la linea – pur solidamente chic – o la struttura autoportante, che la [...] Amazon (con la «z», come venne ribattezzata) è passata alla storia. Furono le [[cinture di sicurezza]] a tre punti, installate per la prima volta nel 1959 sul modello PV544 e subito trasferite sulla nuova ammiraglia, a segnare il distacco della marca svedese dal resto del mondo. Un distacco che Volvo si affrettò a condividere, per il bene comune, con altri costruttori. Ma che grazie ad un marketing lungimirante e tenace – e a una qualità di prodotto molto elevata – ha saputo ben amministrare. Ancora oggi, sulle prime pagine dei siti istituzionali e delle pubblicazioni della Casa, si fa menzione del milione di vite che sono state salvate grazie alla geniale cintura.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_dicembre_20/altra-amazon-quella-mitica-volvo-f4a3abd8-c6c0-11e6-b417-0b305dabd004.shtml L'altra Amazon: quella mitica Volvo]'', ''corriere.it'', 22 dicembre 2016.</ref> *{{NDR|Sul [[Raid Pechino-Parigi]]}} L'impresa appariva titanica per i mezzi in circolazione, considerati dal pubblico (non dai costruttori) alla stregua di attrezzi sportivi o capricci delle famiglie bene. Ma aveva un fascino irresistibile, anche in assenza di un premio (sarebbe bastata la notorietà), di regole e percorsi certi. Non esistevano infatti vincoli o limitazioni e il tragitto era dettato dall'esistenza o meno delle strade (o delle ferrovie – che vennero utilizzate talvolta modificando le ruote). Unica ''conditio'' versare una caparra di duemila franchi a garanzia della serietà della propria partecipazione. [...] A Pechino, su quaranta iscritti, si presentarono in cinque. E uno avevano solo tre ruote. Come potessero pensare i signori Pons e Foucault di attraversare l'Asia con un triciclo da sei cavalli (vapore) non è più dato di sapere. Fatto sta che i due sbiellarono nel mezzo del deserto del Gobi e poterono tornare a casa solo grazie alla fortuna e una generosa tribù di Mongoli.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/17_marzo_03/centodieci-anni-fa-pechino-parigi-28ecd1b4-0017-11e7-ab57-d1b52dae9646.shtml Centodieci anni fa, la Pechino-Parigi]'', ''corriere.it'', 3 marzo 2017.</ref> *{{NDR|Sulla [[Peugeot 403]]}} [...] a discapito della sua meccanica tranquilla è una vettura da libri di storia. Immaginata da Jean Pierre Peugeot all'inizio degli anni '50 – per dare, alla media borghesia francese, una nuova voglia di viaggiare dopo le privazioni del dopoguerra – la 403 venne disegnata da [[Pininfarina]] [...] e fece il suo debutto al Salone di Parigi del 1955. Il carrozziere italiano, autore di uno stile classico ma molto ben proporzionato, avrebbe voluto, probabilmente, osare di più. [...] Ma contrariamente alla spregiudicatezza di [[Citroën]], e allo stile un po' kitch di Simca, la [[Peugeot|Casa del leone]] puntava su un'immagine sobria, solida, concreta. La pubblicità diceva: «Peugeot: c'est serieux» (è una cosa seria!) e infatti la macchina venne fuori ottima, ma un poco noiosa. La [[Citroën DS|Ds 19]], lanciata lo stesso anno a qualche stand di distanza, le rubò la scena. I Peugeot non se la presero più di tanto: mentre la futuribile Deésse colpiva a prima vista (ma costava all'azienda più del prezzo di listino e si guastava continuamente) la più classica 403 funzionava come un orologio, era l'auto «tipo» della middle-class d'oltralpe e equipaggiava i taxi parigini (con il primo Diesel della marca). Ma anche le furgonette dei fruttivendoli e i rustici pick-up dell'Africa coloniale.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/17_aprile_20/jacques-chirac-presidente-meccanico-1506146e-25c7-11e7-af03-2ae26637d687.shtml Jacques Chirac, presidente meccanico]'', ''corriere.it'', 22 aprile 2017.</ref> *{{NDR|Sulla [[Iso Isetta]]}} La sua unica porta, da frigorifero con sterzo incorporato, è entrata nell'immaginario collettivo.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/liberitutti/cards/abitacoli-ribelli/piccola-cosi.shtml Dalla Mehari del '68 alla Kar-a-sutra di Bellini, finita al MoMa: abitacoli ribelli]'', ''corriere.it'', 8 giugno 2018.</ref> {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_aprile_26/storia-dell-isetta-bresso-monaco-64db0d2c-0b89-11e6-a8d3-4c904844517f.shtml Storia dell'Isetta, da Bresso a Monaco]''|''corriere.it'', 16 aprile 2016.|h=4}} *La [[Iso Isetta|Isetta]], capolavoro minimalista di tecnologia e design, cessava le vendite in Italia, suo Paese natale. La bloccavano gli «interessi dell'industria nazionale» (alias lo strapotere [[Fiat]]), un prezzo – 480 mila lire – troppo simile a quello delle auto vere (la [[Fiat 500 "Topolino"|Topolino]]) e i due soli posti che, ragionevolmente, si poteva pensare di occupare, anche se era reclamizzata per tre. Qualche storico dell'auto, per ammorbidire gli strali della concorrenza, sottolinea che anche la sicurezza giocò un ruolo, perché pensare di fare un frontale con l'Isetta [...] non faceva gola a nessuno. *[...] l'ingegner Renzo Rivolta – titolare delle industrie Iso – abituato a vender frigoriferi, ma pronto a sfidare l'accoppiata [[Vittorio Valletta|Valletta]]-[[Dante Giacosa|Giacosa]] sul terreno delle utilitarie, dopo nemmeno due anni gettò la spugna. O meglio, passò la mano. Perché alle poche Isetta prodotte dal 1953, in quello che oggi è diventato l'ufficio postale di Bresso [...], ne sarebbero seguite ben 160 mila, costruite anche in Francia, Brasile e soprattutto in Germania, da una ditta di nome [[BMW|Bmw]]. La Isetta d'Oltralpe ebbe un motore migliore, finestrini scorrevoli, un piccolo ma provvidenziale impianto di riscaldamento. Ma, nella sostanza, l'idea rimase quella di Rivolta e il progetto quello degli ingegneri aeronautici Preti e Raggi, ritoccato qua e là dalla matita di Michelotti. *A contribuire alla storia tutta straniera della prima city-car furono diversi fattori. Quello strano uovo scoppiettante era anche un problema di marketing: le famiglie «affluenti» della ricostruzione si potevano comprare al massimo una macchina. L'Isetta era una ideale seconda, terza macchina. Un po' come [...] la [[Smart]]. Non che la Fiat 500C fosse un salotto (la «lussuosa» [[Fiat 600|600]] arrivò solo nel '55), ma senz'altro dava quell'impressione di automobile che alla Isetta sempre mancò. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/16_giugno_16/con-mario-soldati-campagnola-6efdfaa2-33b2-11e6-b8e9-6b78a4af30ec.shtml Con Mario Soldati sulla Campagnola]''|''corriere.it'', 16 giugno 2016.|h=4}} *Molto molto tempo fa, prima delle prove dei cuochi, prima delle cucine del diavolo, prima dell'agnello lessato in salsa di coriandolo prodigio della nuova tavola, [[Mario Soldati]] [...] inventò la televisione eno-gastronomica. Poche stelle e stellati di oggi ne hanno sentito parlare, perché la Tv nel frattempo è molto cambiata, ma ''Viaggio nella valle del Po'', alla ricerca di cibi genuini, ha fatto conoscere – con un garbo oggi struggente – luoghi, opere e storie «padane» al resto del Paese. E, con lo stesso garbo, le ha mescolate ai menu dei ristoranti più veri, alle ricette più segrete, alle bottiglie più inaspettate e a quella «salama da sugo» che è rimasta celebre [...]. Soldati è piacevolissimo da seguire anche a distanza di [...] anni, negli studi televisivi e nelle grotte dove stagionano i formaggi, nella fabbrica della mortadella o tra i vitigni del Lambrusco. *La [[Fiat Campagnola|Campagnola]] [...] era un mezzo unico. Primo fuoristrada dell'Italia moderna, fu pensato per le commesse militari, ma ebbe un nome e una vocazione agricola. Servivano forse a distrarre le maestranze e i clienti da un passato che bruciava ancora. Pare che [[Fiat]], vincitrice del concorso contro [[Alfa Romeo]], ebbe dal ministero della Difesa qualche soffiata di troppo e si presentò con la vettura già pronta. *Per progettare la Campagnola l'ingegner [[Dante Giacosa|Giacosa]] e i suoi uomini studiarono la Jeep che il nuovo modello doveva sostituire, rifacendola più grande e più versatile, per adattarla a usi e situazioni diverse. Ma guardarono anche agli sviluppi della Land Rover, che nel 1951 vendeva la Serie 1 da 80 pollici, ma aveva capito che presto la misura del passo avrebbe dovuto crescere. Come la Land Rover, anche la Campagnola nacque e visse a lungo con motori spompati. [...] Del resto, quando si va nei campi, arati o di battaglia, non bisogna correre e il fuoristrada di allora – lo dice la parola – non era nato per l'asfalto. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_settembre_30/salone-parigi-1996-nasce-smart-d69067c4-8702-11e6-b094-d674d9773420.shtml Salone di Parigi 1996: nasce la Smart]''|''corriere.it'', 30 settembre 2016.|h=4}} *I [[Salone dell'automobile|Saloni internazionali]] e i loro archivi raccontano la storia dell'automobile come nessun altro. Soprattutto quella degli anni ruggenti, prima della nascita delle riviste specializzate e molto prima dell'avvento della televisione. Sono una miniera di aneddoti, colpi di scena, speranze, trionfi e cadute. Talvolta difficili da motivare, o che ci fanno sorridere a tanti anni di distanza. *[...] al Salone di Parigi del 1996 [...], in un'epoca assolutamente «matura» dell'auto e delle sue vetrine, fece la sua comparsa un'idea che è riuscita a cambiare le nostre strade. Nuovissima e già vista al tempo stesso, sempre attesa e sempre rimandata, semplice e complicatissima produrre, spiegare alla gente, vendere. È la [[Smart Fortwo (W450)|Smart]], che ancora oggi ci affascina, anche se non ne abbiamo mai avuta una e ci siamo saliti sopra una manciata di volte. [...] un veicolo senza capo (il cofano anteriore) né coda (tutto quello che dovrebbe stare dietro) [...] e un interno così spazioso e sfizioso da farci dimenticare di stare chiusi in due metri e mezzo. *[...] iniziò la sua rivolta tecnologica e di stile contro il vecchio mondo delle micro-car, i pauperismi del dopoguerra, l'ibridazione necessaria ma superata tra scooter e quattro ruote. Questo traguardo storico, raggiunto ad altissimo prezzo industriale e commerciale, è stato il merito maggiore del progetto Smart. *Dalle auto mignon della Germania anteguerra, alle comiche microcar ungheresi, alle nostre [[Iso Isetta|Isetta]], Varzina, Milanina [...] tutti hanno avuto i loro due metri e mezzi di celebrità. Ma per farne un fenomeno, un'invidia, un'icona ci voleva il genio di Nicolas Hayek, l'inventore della meteora Swatch, e un gruppo come Daimler-Benz [...]. A dire il vero era stata Volkwagen a credere per prima all'orologio viaggiante, ma con una decisione – a posteriori – sbagliata [...] [[Ferdinand Piëch]] [...] aveva bloccato tutto, pensando di fare meglio e da solo. Così [...] Hayek il temerario era sbarcato a Stoccarda [...]. Il resto è nella memoria di tutti: il ritardo di oltre sei mesi per i test dell'alce, tecnici e manager silurati, un prezzo di lancio sbagliato, l'uscita della Swatch dalla compagine societaria. Quello che resta della lunga marcia della piccola Smart è un successo planetario, da libri di scuola. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_novembre_11/11-novembre-1926-mitica-route-66-attraversa-stati-uniti-d-america-c93730a8-a81d-11e6-a0f6-bc17186f7068.shtml 11 novembre 1926: la mitica Route 66 attraversa gli Stati Uniti d'America]''|''corriere.it'', 11 novembre 2016.|h=4}} *L'11 novembre 1926 [...] nasceva una delle strade più celebri del mondo: la [[U.S. Route 66|Route 66]] degli Stati Uniti d'America. La segnaletica – non il famoso scudo, ma semplici pietre miliari di granito – apparve l'anno successivo, ma [...] il dado era tratto: il percorso da Chicago a Santa Monica, dalla regione dei grandi laghi alla costa della California, tracciato: 3.940 chilometri di sterrato attraverso Illinois, Mussouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona. Più o meno gli Stati che hanno regalato la vittoria a [[Donald Trump]] [...] *La Route 66 è meta di turisti da tutto il mondo, almeno quelli che hanno tempo da dedicare al paesaggio della sconfinata provincia americana. Ma è diventata addirittura un luogo sacro per il popolo mascherato che cavalca le Harley Davidson. Negli anni '50 era «l'autostrada delle vacanze», per chi le aveva (negli USA non sono un fatto scontato), e poteva permettersi di andare a passarle sulle spiagge del Pacifico. Non a caso ospitò il primo [[McDonald's|Mc Donald]] e drive-in d'America. *Prima di diventare un fenomeno di costume e, nel 1985, essere sostituita nel sistema delle freeways da strade più moderne e rettilinee, la 66 è stata teatro di fatti epocali. Fra tutti l'emigrazione di massa dagli Stati del centro e dell'est, che seguì alla crisi del 1929. Migliaia di famiglie operaie e almeno duecentomila contadini colpiti, oltre che dalla Grande Depressione, da cinque anni di siccità. Con improvvisati veicoli, non tutti a motore, si misero in marcia verso l'ovest e la speranza di un avvenire migliore. Per la ripresa ci vollero un decennio e la Seconda Guerra Mondiale. Ma, paradossalmente, qualcosa partì subito dalla Route 66, la cui transumanza innescò, per chi viveva lungo il suo percorso, un primo, benefico, ritorno degli affari. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/cards/giorgetto-giugiaro-forme-pensiero/primato-idee_principale.shtml Giorgetto Giugiaro: le forme del pensiero]''|''corriere.it'', 22 novembre 2016.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo TZ Bertone Canguro]]}} Era una coupé dall'aspetto corsaiolo, in realtà destinata al turismo veloce. Sperimentava, tra l'altro, il parabrezza incollato alla carrozzeria. Non fu capita ad Arese e fu realizzato un solo prototipo. *Una delle auto più famose del cinema voleva nascere già con le carte giuste: forte personalità e prezzo conveniente, per una sportiva. Di qui la proposta di Giugiaro per una carrozzeria in acciaio spazzolato, non verniciato, e le porte sempre «glamour» ad ali di gabbiano. Purtroppo, quando «Ritorno al Futuro» debuttò nel 1985, la [[DeLorean DMC-12|DMC 12]] era già fuori produzione, travolta dal fallimento della De Lorean [...] *{{NDR|Sulla [[Lancia Delta (1979)|Lancia Delta]]}} Il successo internazionale della Golf convince il management Fiat a chiedere a Giugiaro di lavorare su una vettura che dovrà segnare la riscossa del marchio Lancia dopo il periodo interessante, ma anche criticato, segnato dalle Beta. Linee tese e rette, fortemente geometriche e coda tronca danno vita a un insieme di grande seduzione. Per molti resta una delle Lancia più belle. *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo New York Taxi]]}} L'invito arriva dal più famoso museo d'arte moderna del mondo: Il MoMa. Il tema è sviluppare un taxi razionale ed efficiente per la Grande Mela, dove si viaggia ancora su auto preistoriche. In soli quattro metri Giugiaro condensa una montagna di comodità e innovazione. Ma alle compagnie di yellow cab (e forse anche al legislatore) conviene che nulla cambi. *La [[Fiat Panda (1980)|Panda]], un progetto apparentemente semplice, in realtà molto impegnativo. Per riuscire a dare tanto con poco. [...] L'esterno [...] contribuisce a lanciare un'idea di macchina spartana ma spiritosa. Un po' come è stata per tanti anni la francese [[Renault 4|R4]]. Ma sono gli interni su cui Giugiaro e i suoi uomini [...] danno il massimo. Rispetto alla [[Fiat 126|126]] [...] è tutta un'altra vita. *{{NDR|Sulla [[Fiat Punto (1993)|Fiat Punto]]}} Porta nella classe delle compatte italiane un confort mai provato e un'estetica moderna. *Vista la Punto, si potrebbe pensare che il concept [[Lancia Medusa|Medusa]] – su meccanica Lancia – sia coevo. In realtà moltissimo tempo separa il concept di questa grossa berlina aerodinamica (1980) dalla piccola monovolume Fiat. Eppure i concetti guida, le linee raccordate e tondeggianti, così diverse dalle lamiere a spigolo che hanno dettato legge per un'intera epoca, erano già a disposizione dei costruttori tredici anni prima. *La [[Alfa Romeo Brera]] è stata prodotta per acclamazione. Presentata nel 2002 in forma di prototipo, con meccanica Maserati e porte a forbice, ha suscitato [...] entusiasmo [...]. Purtroppo, nel passaggio alla più economica versione di serie, la vettura è stata spogliata ed adattata in modo piuttosto infelice. *{{NDR|Sulla [[Daewoo Matiz]]}} Piccola, economica, praticissima, sobria, globale, esprime la filosofia del car designer di fronte alle sfide dell'automobile d'inizio millennio. E spiega l'empatia che lega Giugiaro all'Oriente. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/cards/dalla-bianchina-all-aston-martin-lagonda-ecco-dieci-auto-piu-brutte-mai-costruite/bianchina-berlina-quattro-posti_principale.shtml Dalla Bianchina all'Aston Martin Lagonda. Ecco le dieci auto più brutte mai costruite]''|''corriere.it'', 5 luglio 2019.|h=4}} *[...] tremenda [[Autobianchi Bianchina|Bianchina]] di fantozziana memoria. [...] Non bella era soprattutto la versione berlina. Perché? Aveva una forma poco definita, con quel padiglione sproporzionato per fare entrare i quattro passeggeri. E una serie di leziosità un po' ridicole (a cominciare dalle codine). [...] la spartana Cinquecento è un'icona, la Bianchina al massimo ci fa sorridere. *Anche i geni possono sbagliare. È quanto è capitato ad Alec Issigonis [...] con la [[Austin 1800]]. Il successo della [[Mini (1959)|Mini]] [...] era stato tale che il board della BMC seguì ciecamente il suo progettista anche nel segmento superiore. Ma soluzioni d'avanguardia e interni spaziosi non bastano per fare una bella berlina. Che infatti fu un fiasco. Tre anni più tardi [[Pininfarina]] propose uno studio aerodinamico sulla stessa meccanica, una forma dieci anni in anticipo sui tempi. L'ingegner Issigonis ne fu entusiasta, non così il management della BMC. Il disegno rivoluzionario nato a Torino sarebbe risuscitato solo nel 1974, nelle forme della [[Citroën CX]]. *{{NDR|Sulla [[Renault 12]]}} È stata un successo, si potrebbe dire, da world-car. Ma oggi è ancora più inguardabile che nel 1969, quando uscì dalle linee di montaggio in Francia. E poi da quelle in Spagna, Portogallo, Irlanda, Romania, Messico, Sud America, perfino l'Australia [...]. Qualcuno ebbe il fegato di comprarla in Canada e Stati Uniti. Cosa piaceva di questa tre volumi dal sedere spigoloso e cascante? L'essere proprio una tre volumi, con un grande bagagliaio, tanto spazio dentro, una meccanica robustissima. Scusate se è poco, verrebbe da dire. *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 155]]}} È nell'opinione comune (ma anche di qualche top manager) una di quelle auto che non avrebbe dovuto nascere. Soprattutto col marchio Alfa. Costruita [...] in pieno periodo Fiat, fu la vettura che diede il colpo di grazia allo stabilimento di Arese. Peraltro di Alfa aveva davvero poco. [...] un disegno dei più anonimi, meccanica tutta torinese che abbandonava la trazione posteriore, compresi il celebre ponte De Dion con blocco cambio-differenziale. I clienti Alfa si sentirono un po' a disagio, e non solo per la plastica e i vellutini «cheap» degli interni. [...] Il marchio del Biscione, con la 155, uscì di fatto dal mercato internazionale delle berline sportive. *Si può essere brutte anche costando una montagna di denaro. È il caso della [[Aston Martin Lagonda]] [...]. Se qualcuno ha dei dubbi può confrontarla con quello che la Casa era stata in grado di fornire a [[James Bond]] negli anni '60 [...]. La linea schiacciata della Lagonda, che qualcuno soprannominò la sogliola d'Oltremanica, non ebbe successo in Occidente. Gli interni erano supertecnologici, ma funzionavano male (come molti gadget dell'epoca). Le prenotazioni vennero soprattutto dagli sceicchi arabi. *Vero è che migliorare un capolavoro è un'impresa impossibile. E tale era la [[Lancia Delta (1979)|Delta]] di [[Giorgetto Giugiaro]]. Un'auto che se ci fosse oggi, appena appena ritoccata, faremmo la fila per comprarla. Ma la [[Lancia Delta (1993)|Delta serie 2]] [...] più che un'auto brutta, è una gigantesca occasione mancata. Tanto il patrimonio di modernità, di stile, di successo sportivo della prima serie era stato dilagante, tanto la vettura che seguì pareva ordinaria e priva di appeal. Chiusa [...] in logiche industriali improntate al massimo risparmio [...], ha contribuito in modo determinante ad affossare lo storico marchio. *[...] in realtà la [[NSU Prinz]] [...] doveva la sua linea ad una lontana cugina d’America, la Chevrolet Corvair. Pantografata al minimo, ovvio. [...] E da una parte e dall'altra dell'Atlantico questa linea curiosa a sandwich, con il tetto a pagoda, ottenne consensi. Non è ben chiaro cosa fruttò, alla piccola Prinz, la sua nomea negativa. Forse il fatto che fosse [...] leziosa. Un "voglio, ma non posso" che, se di colore verde, si diceva addirittura che menasse gramo. *Dicono che persino i Vigli Urbani di Milano si vergognassero. Perché guardare la [[Alfa Romeo Arna|Arna]] e pensare al blasonato scudo del Biscione [...] faceva male al cuore. *Per molti italiani è la pietra di paragone, l'auto più brutta di sempre. La [[Fiat Duna]] [...] sembra una "Uno" con la coda, ma è più legata alla 127 brasiliana [...]. È stata infatti concepita per il mercato sudamericano e solo successivamente proposta in Europa. In questa chiave si può spiegare – forse – la sua oggettiva bruttezza. La sindrome del bagagliaio nelle berline piccole e povere [...]. Quel metro cubo di spazio chiuso, così gradito nei mercati emergenti, così discreto perché nessuno veda cosa c'è dentro, è una maledizione alla quale, da noi, è impossibile sfuggire. ===''Ruoteclassiche''=== {{cronologico}} *Il lancio dello [[Sputnik 1|Sputnik]], il 4 ottobre del 1957, precipitò gli Stati Uniti nella più profonda costernazione. Dai generali del Pentagono alla casalinga di Milwaukee, l'idea che i terribili comunisti avessero spedito in orbita una palla d'acciaio che, ogni novantasei minuti, passava sulle loro teste, gettò la nazione nel caos. Le frontiere, le rassicuranti barriere di sempre erano state infrante e poco importava che il primo satellite artificiale fosse poco più grande di una palla da football ed avesse al suo interno solo una radio e una batteria per trasmettere. Nel giro di pochi giorni, tra cronache radiotelevisive degne di [[Orson Welles]], assemblee in scuole, università e interrogazioni parlamentari l'America si sentì vulnerabile, umiliata, presa di sorpresa, e nemmeno il presidente [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] – il generale che un decennio prima aveva vinto la guerra in Europa – riuscì ad essere convincente, nelle sue rassicurazioni e promesse di riscatto. Che peraltro arrivarono in pochi mesi, con il lancio del Vanguard e, tre anni dopo, del programma spaziale di [[John Fitzgerald Kennedy|Kennedy]] e [[Wernher von Braun|Von Braun]].<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/lautostrada-di-walt-disney-per-dimenticare-lo-sputnik/ L'autostrada di Walt Disney per dimenticare lo Sputnik]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 22 maggio 2020.</ref> *[...] una strana automobile, la [[Fiat 130]], che in molti di noi oggi guardano con una certa simpatia. Quasi rimpianto. Aveva non pochi difetti, ma anche fascino. Fu, in fondo, l'unica ammiraglia Fiat di cui, dai baby-boomer in poi, si possa avere memoria diretta. E fu veramente una scommessa. Anche se giocata senza molta convinzione. In perfetto stile Fiat. [...] Quando, dopo lunghi studi, venne posteggiata accanto alle varie Mercedes, Jaguar e BMW, in molti si chiesero per quale ragione l'élite dei clienti avrebbe dovuto scegliere una vettura di lusso che aveva il marchio della [[Fiat Nuova 500|500]]. [[Dante Giacosa|Giacosa]] l'aveva avversata fin dalle origini, [...] sentendola aliena alla cultura del marchio. Dopo esserne stato lontano per tutta la fase di ricerca, aveva raccomandato [...] di lanciare la 130 solo quando tecnicamente perfetta. La vide invece debuttare con alcuni vizi, a cominciare da quel motore [...] che consumava un terzo in più della concorrenza e dava un terzo di cavalli in meno. Per non parlare del prezzo [...] allineato a quello delle berline più blasonate. [...] Così, anche se, quando fu presentata, molti la definirono una bella automobile (e lo stesso potremmo dire oggi, maestosa nelle proporzioni, italiana e americana insieme, con abbondanza di fregi ma le linee tese, equilibrate), quando si trattò di acquistarla la gente ringraziò e andò a comprare tedesco o inglese.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/fiat-130-tempi-duri-per-lammiraglia/ Fiat 130, tempi duri per l'ammiraglia]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 24 settembre 2020.</ref> *Correvano [...] i primi anni '30, che il crollo della borsa e i suoi annessi lasciò a mal partito. La [[Bugatti]] dei sogni non faceva eccezione. Trecento operai della fabbrica di Molsheim avevano perso il posto e le commesse dei miliardari [...] non bastavano più. Fu così che guardando i mastodontici motori delle [[Bugatti Tipo 41 Royale|Royale]], allineati in deposito, il geniale [[Ettore Bugatti|Ettore]] si chiese cosa avrebbero potuto muovere in alternativa alla sue vetture ormai invendibili. Dalle stelle alle stalle, si innamorò del treno. Naturalmente un [[Automotrice Bugatti|treno Bugatti]] non poteva essere banale. [...] le forme del convoglio erano disegnate dal vento, e questo – in un'epoca di locomotive a vapore e vagoni-mattone – era già una rivoluzione. La cabina di guida, poi, non era in testa, ma a centro treno, in una cupoletta sopraelevata e filante. Ma la differenza la facevano i poderosi motori nati per le corse. O per trasportare le teste coronate nelle vetture-monumento. [...] Nel '35 l'automotrice da ottocento cavalli fece registrare il record di 197 km/h. Nulla del genere si era mai visto al mondo: da Parigi a Lione in quattro ore e mezza. [...] i passeggeri non erano molto convinti: le prestazioni erano esagerate. Non è un caso quindi che [...] la velocità di punta fu limitata a 140 e su una pubblicità del 1935 si leggesse, nel titolo "A 150 km/h distanza di arresto 750 metri!".<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/il-tgv-che-salvo-la-bugatti/ Il TGV che salvò la Bugatti]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 27 ottobre 2020.</ref> *La [[Jeep (veicolo militare)|Jeep]] della [[Seconda guerra mondiale|guerra]] (Bantam, Willys o Ford non importa) è concordemente accettata come l'anello mancante del 4x4, il proto-veicolo che portato l'uomo a muoversi in un modo diverso. Per la sua qualità progettuale, la sua efficienza e il numero notevolissimo di esemplari in cui si è moltiplicato: 643.000 solo negli anni della guerra. [...] I vari MPV americani, divenuti CJ con varie numerazioni e poi Cherokee, Quadra Track, Renegade eccetera, sono la ramificazione "sapiens" – negli anni '60 e '70 – della geniale Willys. E questa, vale la pena ricordarlo, fu la prima auto – insieme alla [[Cisitalia 202]] e ad altre sei vetture – a entrare in un tempio dell'arte moderna, il celebre MoMa di New York [...]<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/da-una-tempesta-della-preistoria-la-lucy-di-tutti-i-fuoristrada/ Da una tempesta della preistoria la "Lucy" di tutti i fuoristrada]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 6 novembre 2020.</ref> *Tutti ricordiamo il successo epocale del [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino]] americano, che [...] era diventato un fenomeno. Soprattutto a New York e in California, ma non solo, aveva trovato degli estimatori tra le giovani generazioni, i progressisti, gli eccentrici e gli squattrinati. ''"Con tremila dollari'' – diceva un celebre spot pubblicitario – ''il signor Smith ha comprato la sua nuova Dodge Sedan. Con tremila dollari il signor Green, vicino di casa, ha comprato la sua nuova Volkswagen. E in più un frigorifero, un forno a micro onde, una radio, una cyclette, un condizionatore d'aria..."'' e l'elenco continuava, mentre il signor Smith guardava perplesso i fattorini che consegnavano quel bendidio alla villetta di fronte.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/ford-pinto-una-storia-da-manuale/ Ford Pinto: una storia da manuale]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 8 gennaio 2021.</ref> *[...] quasi tutte le famiglie numerose nell'America anni '70 [...] avevano una [[Familiare|station wagon]]. Molto prima dell'era dei Suv, quando i pickup li guidavano agricoltori e carpentieri, la giardinetta agli steroidi era lo status-symbol della media borghesia. L'auto della moglie per bene, con la sua dose extra di cromature e i pannelli finto legno sulle fiancate. Le chiamavano "Country Squire" o "Estate" e anche chi non aveva la seconda casa in campagna e la tessera del golf non vedeva l'ora di possederne una. E intanto si allenava al volante di quegli inguidabili transatlantici.<ref name="Biden">Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/coraggio-presidente-biden/ Coraggio, Presidente Biden!]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 19 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Sulla [[Chevrolet Kingswood]]}} Un modello di grande serie, erede – nel nome – della prima Kingswood prodotta tra il '59 e il '60 e ispiratrice, con le sue pinne posteriori appiattite, di un'intera generazione di vetture GM. La nuova Kingswood era molto meno osé della sua antenata. Forme morbide, muso monumentale e verticale, cintura possente, si permetteva tuttavia il lusso di vetri posteriori avvolgenti, che piegavano di quasi novanta gradi verso il lunotto. Il portellone aveva a sua volta un ampio finestrino, motorizzato, che scendeva nella parete metallica. Dentro, tre file di poltrone potevano ospitare fino a nove passeggeri, ma l'ultima panchetta era spesso chiusa e il vano di carico in grado di soddisfare qualsiasi ingombro. Con un passo di tre metri, duemiladuecento chili a vuoto e un cambio – manuale o automatico – ma sempre a tre rapporti, non c'era molto da divertirsi [...]. I motori erano comunque impressionanti, almeno per noi europei: il 5.7 litri V8 di base forniva, in teoria, 260 cavalli. Ma chi non si accontentava poteva contare su un 6.6 litri e perfino un 7.400 di cilindrata. Per farci che cosa non è dato sapere. La velocità massima dichiarata era di 170 km/h, ma non ci voleva la voce timorata del concessionario per spiegare ai clienti che era saggio non avvicinarsi nemmeno lontanamente a quel limite. Balestre posteriori e freni misti disco-tamburo la dicevano lunga sulla tenuta in emergenza.<ref name="Biden"/> *Il ricordo della [[Cadillac Allanté]] [...] muove sentimenti contrastanti. Ma [...] dipendono anche dalla sponda dell'oceano sulla quale vengono espressi. Per [[Pininfarina]] la commessa della General Motors fu [...] un successo, fece guadagnare bene, permise lo sviluppo di nuove esperienze, aggiunse ulteriore prestigio all'azienda. Non altrettanto brillante fu [...] il bilancio per il gigante di Detroit, che vendette poco più di ventimila esemplari, quando le aspettative erano di almeno cinque volte tanto. La Allanté fu complessivamente lodata dalla stampa americana, mentre in Europa, dove peraltro non mise quasi piede, fu criticata per la modestia delle prestazioni, che non reggevano il confronto con le sportive vere e nemmeno la ricchezza dell'involucro. Lo stile, che negli Usa era sicuramente esotico [...], da noi fu giudicato di scarso fascino, anche se equilibrato e sobriamente chic. [...] la qualità costruttiva della macchina – obbiettivamente molto alta –, i contenuti tecnologici e i gadget, lo stile votato all'understatement ma assai diverso dagli standard di Detroit, non bastarono a convincere gli automobilisti colti: i tanti che aspettavano con curiosità la nuova Cadillac, sulle strade della California, della Florida e del New England.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-in-memoria-della-cadillac-allante/ Automobili nella tempesta: in memoria della Cadillac Allanté]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 30 giugno 2021.</ref> {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-una-lincoln-blu-per-la-nuova-frontiera/ Automobili nella tempesta: una Lincoln blu per la Nuova Frontiera]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 2 maggio 2020.|h=4}} *Nel gennaio del 1961 il vento era cambiato a Washington. Un ciclone di modernità aveva fatto invecchiare l'intera classe politica. Nessuno sapeva più come vestire, come muoversi, cosa promettere e far sognare, se non guardando al [[John Fitzgerald Kennedy|giovane presidente]]. E anche l'auto di [[Harry S. Truman|Truman]] e [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] era diventata impresentabile. L'ex numero uno della Ford Robert McNamara, che Kennedy aveva convinto a lasciare il suo posto offrendogli il Dipartimento della Difesa e un decimo dello stipendio, aveva una sorpresa in tasca per lui: la nuova Lincoln Continental. Quest'auto dal disegno essenziale e personalissimo, che salvò il marchio Lincoln dalla chiusura, ma contribuì, a modo suo, a [[Assassinio di John Fitzgerald Kennedy|uccidere]] il presidente a Dallas [...] *Nella sua semplicità mastodontica, la Lincoln era la macchina ideale per Kennedy, che ne fece ordinare due, entrambe in "midnight blue" e non nere, come erano state le vetture dei suoi predecessori. [...] battezzata dal Servizio segreto [[SS-100-X]], era una vera carrozza da parata, col passo allungato di centoventi centimetri e piena di gadget ed effetti speciali. Il primo "effetto" era la visibilità del Presidente, una chiave della strategia elettorale di Kennedy. [...] se la coppia regale aveva ospiti a bordo (che sedevano su bassi strapuntini), era possibile sollevare il divano posteriore di trenta centimetri, con un martinetto idraulico. In caso di intemperie erano disponibili due tipi di capote, una in plexiglass trasparente detta "bubbletop" e una di tela nera [...]. Ma JFK le utilizzò solo in casi estremi, preferendo sempre la vettura scoperta. Nessuna blindatura era prevista, nessun cristallo era antiproiettile, nessun agente di scorta prendeva [...] posto sulle fiancate. Il presidente e la folla: questo voleva la gente, questo aveva funzionato bene nelle primarie del '60, avrebbe continuato a farlo per le elezioni del '64. *L'unica protezione della SS 100-X erano l'autista e l'agente al suo fianco, entrambi del Servizio segreto, entrambi armati, entrambi pronti a tutto, compreso [...] mettere il loro [...] corpo tra i proiettili e il Presidente. Se mai fosse stato necessario. Ma questo a Dallas non avvenne. [...] La limousine, divenuta ''crime scene'', non fu sequestrata. Ci si affrettò, appena tornati al garage della [[Casa Bianca]], a lavare tutto per bene. Ufficialmente perché l'odore di morte era insostenibile, nei fatti, chissà. [...] Due mesi dopo l'auto era a Detroit dove fu completamente smontata. Tornò con una capote fissa e vetri anti-proiettile, nuovi interni e un conto da mezzo milione di dollari. Ma come corpo del reato, non valeva più nulla. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/il-ciclone-modulo-che-ancora-ci-spaventa/ Il ciclone Modulo che ancora ci spaventa]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 21 luglio 2020.|h=4}} *Bisogna [...] dare credito ai ricordi di [[Paolo Martin|Martin]], quando dice che il primo schizzo della [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Modulo]] apparve per caso, in un angolo del suo tecnigrafo alla [[Pininfarina]], giocando con la matita. [...] Lo scarabocchio, nei mesi che seguirono, crebbe. Divenne una serie di disegni in scala 1:10, ancora grezzi, ma in cui la navicella a forma di freccia, simmetrica e priva di ruote, cominciava ad assomigliare a qualcosa di stradale. [...] Anche nei figurini il concept lasciava interdetti. Il desiderio di farne qualcosa per uno dei prossimi Saloni era forte, ma si scontrava con la tradizione del marchio, fatta di eleganza e proporzioni. La più grande firma della carrozzeria mondiale voleva affascinare il suo pubblico, non sconcertarlo. *Nell'estate del '68 il giovane Paolo non andò in ferie. Si fece comprare invece otto metri cubi di polistirolo dall'officina, due batterie d'automobile e una serie di seghetti termici da traforo. Si costruì anche una gigantesca raspa per arrotondare le forme del suo giocattolo. E in pantaloncini corti, zoccoli e in compagnia saltuaria del custode della fabbrica, che lo guardava divertito, si mise a scolpire. In tre settimane la maquette in scala 1:1 era pronta, impreziosita da profili e parti dipinte. Vista in tre dimensioni faceva ancor più paura. [...] come tutte le opere d'arte usciva, e di molto, dall'universo delle cose consuete. *Renzo Carli, che più di [[Sergio Pininfarina|Pininfarina]] era intrigato [...] dalla modernità tremenda della Modulo, aveva [...] bussato nientemeno che alla porta di [[Gio Ponti]] [...] invitandolo a venire a giudicare un oggetto che aveva portato aria di tempesta. Il grande architetto [...], giunto di fronte al "mucchio di polistirolo" non aveva avuto dubbi. La Modulo doveva nascere. [...] L'unica critica [...] fu per i grandi fori rotondi che interrompevano la superficie del cofano motore. "Il tondo è fermo nello spazio – sentenziò il maestro – mentre questa creatura punta in avanti. Farei anche quelli a forma di freccia". Non è dato sapere con quale spirito il giovane Martin, che aveva fatto la scuola media ed aveva imparato tutto da solo, trovò l'animo per contraddirlo. [...] non c'è dubbio che delle aperture lanceolate suggerite da Ponti sarebbero risultate corrette, ma più prevedibili. Mentre la semplicità della lamiera forata e della forma elementare, così rara su un'automobile, oggi ancor più di ieri, è bella perché sorprendente. Proprio come il genio estetico che distingue da sempre lo stile italiano. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/passata-una-tempesta-se-ne-affronta-unaltra/ Passata una tempesta se ne affronta un'altra]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 24 febbraio 2021.|h=4}} *{{NDR|Su [[Giovanni Savonuzzi]]}} [...] a dispetto del suo ingegno, uomo umile tutta la vita. Presentato a Piero Dusio da [[Dante Giacosa]], progettò nel solco del maestro, ma anche fuori, con una tendenza all'innovazione e all'esperimento che diventava una sfida personale. Quando, nel 1951, la [[Cisitalia 202|202]] fu esposta a New York e poi entrò nella collezione permanente del MoMa, Savonuzzi disse a una conferenza di ingegneri: "in fondo io mi sono sempre considerato un artista". Ma era anche il tecnico che spaccava il minuto negli appuntamenti e il capello in quattro sul tavolo da disegno. Negli anni ruggenti, l'ingegneria era insieme una scienza creativa, come forse solo quella dei progettisti spaziali [...], oggi, sa essere. *{{NDR|Su [[Virgil Exner]]}} [...] fece del "guardare avanti" la nuova strategia creativa della Chrysler. Il colosso americano [...] al tempo era governato dagli ingegneri, non dai designer. Fu grazie ai concept voluti da Exner, alcuni semplicemente stravaganti, altri veri capolavori, che il marchio perse la sua reputazione classica, quasi fuori moda e si vestì delle sue celebri pinne caudali, prese in prestito da quelle dei jet. Se tutte le Chrysler divennero più sottili, più basse, più levigate, il prototipo [[Ghia Gilda Streamline X|Gilda]], commissionato alla Ghia di Segre e Savonuzzi fece scuola a sé. È ancora oggi considerato uno degli esempi più spinti di "streamline" design, un oggetto fuori dal tempo e dalle leggi dell'automobile, che per molti aspetti anticipa di quindici anni la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]]. *[...] l'[[Chrysler Turbine Car|auto a turbina]] fu un bagno di sangue, con la Chrysler in particolare giunta a un passo dalla produzione (anzi, già cinquanta esemplari consegnati al pubblico-cavia), salvo rendersi conto che le novità e problemi che il programma portava con sé non facevano approdare il consumatore a nessun vantaggio. Non è dato di sapere quanto Savonuzzi si sia fatto animo amaro per l'eutanasia della sua fascinosissima, ma inutile creatura. Ma c'è da pensare che, con la spinta che lo animava in tutte le sue decisioni, con la sete di guardare sempre oltre lo steccato, non ne abbia avuto il cuore infranto. In fondo, quando un problema era stato risolto, un traguardo raggiunto, smetteva di interessarlo. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/ascesa-e-caduta-dellutilitaria-piu-larga-del-mondo/ Ascesa e caduta dell'utilitaria più larga del mondo]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 23 aprile 2021.|h=4}} *[...] mentre in Italia l'[[Alfa Romeo Alfasud|Alfasud]] si avvia al debutto, anche dall'altra parte dell'Atlantico si cominciava a pensare a una due volumi "subcompact", dalla linea violentemente moderna e prestazioni convincenti. Una vettura che potesse offrire all'annoiato automobilista americano un attimo di emozione e provasse a contenere il successo delle piccole vetture straniere. [...] L'idea [...] non venne alle "big three" di Detroit, ma all'ultimo rimasto dei costruttori indipendenti [...]. I manager della American Motor Corporation pensarono a una "wide, small car", una compatta [...] lunga come una Passat, ma larga come una Cadillac, con tre quarti dell'abitacolo rivestito in vetro e un motore [...] che prometteva di consumare un terzo in meno delle concorrenti. [...] Tutto nella nuova "[[AMC Pacer|Pacer]]" era diverso e poco ortodosso. Persino le due portiere erano diseguali, con quella del passeggero più lunga di una spanna per facilitare l'ingresso ai sedili posteriori. Il disegno enfatizzava la bolla vetrata dell'abitacolo [...]. In un'epoca di lamiere a spigolo e trapezi, lo stile morbido della Pacer era notevole, armonico. *[...] già nella fase di sviluppo l'auto incontrò ostacoli gravi, a cominciare dal propulsore. [...] si dovette adattare un sei cilindri in linea di 3.8 litri, il cui basamento finiva praticamente dentro l'abitacolo [...]. Le promesse di economia [...] caddero nel dimenticatoio [...]. Ciononostante la Pacer ebbe un'accoglienza festosa [...]. Sembrava che l'industria americana avesse rotto un tabù, dimostrando di saper produrre anche un'utilitaria per il suo pubblico d'elezione. [...] la AMC si trovò sommersa di ordini [...]. Per il cliente medio americano [...] la Pacer aveva i gadget a cui tutti erano abituati e non scatenava, una volta chiuse le portiere, attacchi di claustrofobia. Nei primi due anni se ne vendettero [...]. Ma qualcosa, già nel '76, cominciò ad andar storto. In primo luogo l'auto, era tutt'altro che parsimoniosa. E con il peggiorare della crisi petrolifera la cosa divenne pressante. Le norme antinfortunistiche imposero paraurti più pesanti e altre modifiche alla scocca: il motore [...] fu strozzato dai nuovi catalizzatori. [...] rivestimenti e [...] plastiche [...] si cuocevano al sole grazie all'effetto serra delle vetrate. [...] In ultimo il design, che al debutto era sembrato futuristico, cominciò a invecchiare. [...] Nel 1980, dopo solo cinque anni e meno di trecentomila pezzi, l'avventura era finita. *Cosa resta [...] di questa insolita e sfortunata storia? Sicuramente il tentativo di un outsider di cambiare le regole, di osare, in un mercato come quello americano ingessato e tecnicamente conservatore. [...] la Pacer può piacere o meno, ma è indubbiamente un oggetto di design, come lo sono la Ami 6 o la [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]. Le sue forme plastiche, opposte alle linee tese del tempo, l'eccezionale superficie vetrata e curvata, le proporzioni stesse di lunghezza per larghezza e gli studi di abitabilità furono una coraggiosa novità. Se la motorizzazione fosse stata davvero più moderna, i difetti di gioventù meno gravi, i rivestimenti migliori, probabilmente la Pacer sarebbe ricordata diversamente [...] {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-lultimo-spider/ Automobili nella tempesta, l'ultimo Spider]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 11 maggio 2021|h=4}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Spider (2006)]]}} Quel modello che vinse il premio "Cabrio of the year" nel 2006 e, allo stesso tempo, riuscì a vendere solo 12.488 pezzi, prima di essere spedito in soffitta dopo nemmeno quattro anni. [...] il colosso torinese [...] aveva tra le mani un prodotto di fascino (se non di qualità eccelsa) e sembrava non sapere che farsene. Dopo un paio d'anni, resosi conto di limiti della parte telaistica e degli errori di marketing, qualcuno tentò di porvi rimedio e si mise a valutare i costi di un rilancio. Ma su tutto calò la scure di [[Sergio Marchionne]], che nel 2010 chiuse i rubinetti. L'incredibile era successo: il marchio Alfa Romeo – l'archetipo dell'auto sportiva italiana per tutti [...] – rimaneva senza uno spider [...] *"Come partiamo male con questa automobile". Così parlò Aldo Mantovani – in mezzo a vari epiteti in piemontese stretto – quando il primo pianale dell'[[Alfa Romeo 159|Alfa 159]] arrivò alla Italdesign. [...] era nato da una collaborazione che Fiat aveva offerto a GM Australia e Saab. I lavori erano affidati a personale italiano di scarsa esperienza, "politicamente" dislocato in Svezia. Forse anche per questo i due partner stranieri si erano presto sfilati e il frutto dell'avventura era il "disastro" (parole testuali) che Mantovani e Trucco stavano ora considerando nei loro uffici di Moncalieri. Un insieme non ottimizzato, pieno di modifiche e ripensamenti, con rinforzi e appesantimenti inutili. In particolare, tra l'avantreno e la porta, c'erano da cinquanta a settanta chili di troppo. E questo la diceva lunga sul resto. *L'[[Alfa Romeo Brera|Alfa Brera]] di serie – vero miracolo di [[Giorgetto Giugiaro|Giugiaro]], che era riuscito a mantenere tutto il davanti della 159 d'origine e molto dello charme del prototipo – deluse quasi tutti, non appena ci si mise al volante. Invece di un'auto di lusso, che sfidava il fiore della concorrenza, il marketing Fiat l'aveva posizionata a metà strada, con interni anonimi, motori poco adeguati e addirittura il diesel. Se ne vendettero trentamila, le ultime con grande fatica. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Boetto Cohen, Giosue}} [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Curatori d'arte]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] gby760x2l0jnlim2fu9nnrzh8l8dct4 1421800 1421793 2026-07-27T03:44:05Z Danyele 19198 /* Corriere della Sera */ typo 1421800 wikitext text/x-wiki [[File:Copia di IMG 3993.jpg|thumb|Giosuè Boetto Cohen]] '''Giosuè Boetto Cohen''' (1961 – vivente), giornalista, scrittore, conduttore televisivo, regista e curatore d'arte italiano. ==Citazioni di Giosuè Boetto Cohen== *{{NDR|Sulla [[Fiat 127]], in riferimento a Pio Manzù}} Alla fine la fecero proprio come l'avrebbe voluta lui. Abbassarono solo il cofano di un centimetro, per rendere il muso un po' più grintoso, perché il motore era piccolo e di spazio ce n'era a sufficienza.<ref name="Manzù-2021">Citato in ''[https://www.formulapassion.it/automoto/classiche/la-fiat-127-e-il-genio-di-pio-manzu-in-mostra-al-mauto La Fiat 127 e il genio di Pio Manzù in mostra al Mauto]'', ''formulapassion.it'', 17 giugno 2021.</ref> *[[Giorgetto Giugiaro]] è il designer per tutti e di tutti. Non ha disegnato auto stravaganti o da sogno, ma le auto che gli italiani hanno parcheggiato sotto casa [...]. Questo lo rende un personaggio familiare, non solo per la celebrità del suo nome, ammirato e ascoltato nel mondo. Ci ha lasciato l'Alfasud e la Panda, la Uno e la Punto, ma anche l'Alfa Romeo Gt, che magari non avevamo ma desideravamo. È il genio della porta accanto.<ref>Citato in Alessandro Martini, ''[https://torino.corriere.it/cultura/21_marzo_19/genio-porta-accanto-d2952d92-88df-11eb-9214-48facb37773c.shtml Giorgetto Giugiaro, la vita del car designer diventa un romanzo]'', ''torino.corriere.it'', 19 marzo 2021.</ref> *La storia, lo stile e il metodo di lavoro di [[Pio Manzù|Manzù]] sono completamente differenti da quelli dei vari Giugiaro, Fioravanti e Gandini. La scuola tedesca ne ha fatto forse il designer più diverso di tutti, con un approccio al prodotto automobilistico non solo edonistico, di piacere. Quando ai grandi costruttori [...] interessava solo aumentare il più possibile i volumi di vendita, Manzù immaginava l'auto come un pezzo della mobilità, un tema ben più ampio e allora praticamente sconosciuto.<ref name="Manzù-2021"/> ==Citazioni tratte da articoli== ===''Corriere della Sera''=== {{cronologico}} *Jet Caravelle. [[Renault Caravelle]]. [...] la Francia faceva sognare. Il primo aereo a reazione del mondo con i motori in coda era un oggetto del futuro [...]. E mentre, nel 1956, il bireattore compiva i suoi test, alla Renault si pensava a una piccola cabriolet con il medesimo nome, per sfidare il successo della [...] Karmann-Ghia, lanciata l'anno prima dalla Volkswagen. Non era una questione di cavalli, né di prestazioni. Era una questione di moda. Entrambe venivano da carrozzieri italiani, Ghia e Frua. La Caravelle [...] ebbe una gestazione lunga e travagliata, tra imprevisti e azioni legali. Vi parteciparono entrambi gli atelier torinesi, con contributi di esperti americani, e fu lanciata come l'auto personale di [[Brigitte Bardot]]. Ma le vendite, dopo un «coup de foudre» al Salone di New York, si fermarono a 120 mila esemplari. La piccola tedesca invece [...] ebbe molto più successo, raggiungendo [...] il mezzo milione di vetture, molte delle quali esportate in California e a Manhattan. Cosa trovassero [...] Oltreoceano nelle due cuginette europee non è facile dire. [...] non avevano nulla dello sprint di Porsche, MG, Triumph, i fenomeni del momento. Sicuramente Karman-Ghia e Caravelle erano minuscole, esotiche, consumavano la metà di una qualunque «compatta» di Detroit [...] e soprattutto erano scoperte. E una delle ragioni del mezzo flop della Caravelle fu proprio che la gente la voleva spider, mentre i due carrozzieri francesi che avevano l'appalto producevano molte più coupé. Così – e per gli acciacchi sulla strada a cui rispondeva una rete d'assistenza evanescente – i consumatori persero la pazienza. E la Renault Caravelle (come anche il Jet Caravelle, nel frattempo schiacciato da Douglas e Boeing) perse l'America.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_marzo_14/quando-caravelle-perse-l-america-8811865e-e9ce-11e5-9549-2d2df3bd31ee.shtml Quando la Caravelle perse l’America]'', ''corriere.it'', 14 marzo 2016.</ref> *Nella mitologia dell'automobile [...] il [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino Volkswagen]] brilla di una luce magica. Anche dimenticandone gli albori, le vicende europee e il numero impressionante di esemplari prodotti, il fatto che il Beetle si sia a un certo punto guadagnato il [...] mercato USA, nel pieno della «Space age» e in totale controtendenza, ne fa un caso da manuale. Piccolo, brutto (lo diceva la pubblicità), rumoroso e privo di ogni gadget o automatismo, il Maggiolino sbaragliava le monumentali berline americane sulle strade di New York, della California e nei quartieri «emergenti» di tante altre città. Una strategia di comunicazione geniale, dissacrante nei concetti quanto raffinata nella grafica, ne fece un oggetto a parte, una moda quasi irrazionale (se non fosse stato per il prezzo) che catturò due generazioni di automobilisti.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_aprile_04/quel-maggiolino-paul-newman-346f8b40-fa68-11e5-9ffb-8df96003b436.shtml Quel Maggiolino di Paul Newman]'', ''corriere.it'', 4 aprile 2016.</ref> *[...] un giovane uomo, intelligente e capace di guardare lontano, che pur avendo avuto in sorte solo cinque anni di carriera ci ha lasciato una delle automobili di maggior successo, prototipi e progetti per quelle che guidiamo noi mezzo secolo dopo e una manciata di pezzi d'arredamento che sono entrati nei musei. È la storia di [[Pio Manzù]] [...], designer visionario e concretissimo al tempo stesso, precursore dei temi della sostenibilità, in anni in cui tutto sembrava ancora sostenibile. [...] padre della [[Fiat 127]], dell'orologio Cronotime di Alessi, della lampada «Parentesi» di Flos (inventata con Achille Castiglioni) e di una piccola ma stupefacente galleria di oggetti [...]<ref name="Manzù-2016">Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_luglio_04/prima-monovolume-storia-l-aveva-inventata-pio-manzu-65-82bbd0a0-41c2-11e6-91d1-c0b7aa8f545f.shtml La prima monovolume della storia?]'', ''corriere.it'', 4 luglio 2016.</ref> *Sull'inventore del moderno [[Monovolume|minivan]] si è scritto parecchio: la storia può correre indietro fino al 1913, quando Ercole Castagna carrozzò un telaio Alfa Romeo in pieno spirito bolidista. Ma [...] si elogiano anche le intuizioni dell'archistar Mario Bellini, molto meno antico di Castagna, che presentò un suo concept a New York nel 1972. Con maggiore concretezza non si può non ricordare la [[Fiat 600 Multipla|600 Multipla]] di Dante Giacosa [...]. Pauperistica finché si vuole, multiuso e «taxi-tipo» di molte città dell'Italia del boom, è indiscutibilmente un monovolume. Anche Giorgetto Giugiaro vanta paternità nel settore: la sua Megagamma del 1978 aveva pavimento piatto, seduta alta e grandi vetrate. Ma non convinse nessuno, almeno finche Renault, ben sei anni dopo, mise in produzione il primo minivan dell'era moderna: l'[[Renault Espace I|Espace]].<ref name="Manzù-2016"/> *{{NDR|Sulla [[Fiat 600]]}} [...] o la si prenotava con quindici mesi d'anticipo o la si doveva vincere – come premio di consolazione – a ''Lascia o raddoppia?'' [...]<ref name="Fiat">Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_settembre_23/500-due-posti-vecchia-storia-b7165484-818b-11e6-bb54-ccc86a7805dc.shtml Una 500 a due posti? Vecchia storia]'', ''corriere.it'', 23 settembre 2016.</ref> *{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} [...] c'era il problema dei posti a sedere: due o quattro? Una [[Smart]] ante-litteram o una automobile vera? [...] il board aveva remato contro, perché si temeva che una 500 (che in realtà in codice si chiamava «400») troppo confortevole potesse portare via clienti alla 600. Altro che aggiungerne! Così, a un certo punto, si arrivò all'eccesso [...], al modello della «400» col padiglione calante, che avrebbe obbligato persino un ragazzo cresciutello a star seduto dietro solo con la testa piegata. Era troppo. [...] Così si fece all'italiana, padiglione rialzato, ma solo una panchetta, senza schienale, omologazione per due e rispetto delle regole lasciato a discrezione. O al buon cuore dei vigili del tempo, che assomigliavano a [[Alberto Sordi]]. [...] il lancio della spartanissima 500 serie 1 fu un flop. Solo 48 mila consegne nei primi tre anni, contro le 255 mila dei successivi e il milione del triennio '69-'71. Cosa era successo? Certamente, il prezzo iniziale, sbagliato [...], fu decurtato. Poi l'Italia era entrata nel [[Miracolo economico italiano|boom]], la gente aveva qualche spicciolo in più e anche le mogli guidavano e volevano la loro microcar. Ma soprattutto arrivarono i sedili posteriori e l'omologazione per quattro, che insieme a qualche cavallo in più, un paio di profili in alluminio lucidato, i coprimozzi e i vetri apribili fecero della 500 il mito che fu.<ref name="Fiat"/> *Chi si ricorda della [[Renault Dauphine|Alfa Romeo Dauphine]]? La «vetturetta» – come si diceva allora – nata alla [[Renault]] nel 1956 e costruita su licenza anche al [[Alfa Romeo|Portello]], per tentare la sfida alle utilitarie Fiat? Di certo non era un cavallo da corsa come le altre Alfa del tempo. Cilindrata ottocentocinquanta, motore posteriore, andatura dimessa. Eppure occupa un posto speciale nella storia dell'auto perché, nel suo piccolo, è stata una delle prime world-car. Insieme alla Ford T, al Maggiolino, alla [[Renault 4]] e qualche altra, ha anticipato l'era della globalizzazione dell'automobile. [...] la Dauphine «alla milanese» [...] era identica all'originale, ma con impianto elettrico Magneti Marelli e fari Carello. Dalla linea di produzione [...] ne uscirono cinquantacinquemila, fino al '64. Costruita in Francia, Spagna e Brasile in due milioni di esemplari ed esportata negli USA, la Dauphine fu anche un tassello del riavvicinamento tra i due Paesi «cugini», dopo il tradimento bellico del 1940. Il generale [[Charles de Gaulle|De Gaulle]], in visita nel '59, accettò di inaugurare la catena di montaggio al Portello: uno degli eventi per i cent'anni della vittoria franco-sabauda a Solferino portava anche buoni affari.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_ottobre_28/ricordate-l-alfa-romeo-dauphine-2f57fdec-9d2c-11e6-baae-ba981bf8dcd8.shtml Ricordate l'Alfa Romeo Dauphine?]'', ''corriere.it'', 28 ottobre 2016.</ref> *Venendo alla nostra «povera» [[Fiat Regata|Regata]], era una [[Fiat Ritmo|Ritmo]] con la coda, un po' in linea con le tre volumi che vanno così forte nei paesi in via di sviluppo. E se la Ritmo (sicuramente la prima serie) era stata un'auto innovativa e con una forte personalità, la Regata aveva fatto tre passi indietro. Il modello diesel color carta da zucchero, con i coprimozzi piccoli, era considerato, da chi se ne intendeva, «il minimo della vita».<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/16_novembre_08/regata-presidente-l-avvocato-254a245e-a58a-11e6-b4bd-3133b17595f4.shtml La Regata, il Presidente e l'Avvocato]'', ''corriere.it'', 8 novembre 2016.</ref> *La [[Fiat 1400|1400]] [...] fu la prima Fiat con la carrozzeria a scocca portante. Non solo lo stile, per espressa richiesta di [[Vittorio Valletta|Valletta]], riprendeva in piccolo gli stilemi americani. Ma anche la progettazione della struttura – in quel momento molto innovativa – venne fatta Oltreoceano, con il controllo delle industrie Budd, specialiste mondiali. Scorrendo i memorabili diari di [[Dante Giacosa]] [...] si scopre che l'ingegnere aveva pensato alla «cassa portante» già in due studi d'anteguerra, datati 1939. Ma che non gli era stato facile convincere il management di una soluzione che riduceva i pesi, le parti e costi, ma aumentava l'incertezza. In officina si temevano le vibrazioni trasmesse da un motore fissato alla scocca, e la tenuta rigida dell'insieme. Il grande ingegnere ricorda come a Torino, allora, valesse la regola del seguire sempre la strada dei più grandi e dei più esperti. Ma in questo caso, se si fosse aspettata la Ford, telai e balestre avrebbero marciato per un altro quarto di secolo. Il debutto della 1400, la torinese che «doveva piacere agli americani», fu salutato da un plauso anche all'estero [...] e aprì la strada a una nuova generazione di Fiat.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_dicembre_09/beatrice-fa-patente-fiat-1400-b2eaf1f2-be27-11e6-b49e-d6d34448037e.shtml E Beatrice fa la patente sulla Fiat 1400]'', ''corriere.it'', 9 dicembre 2016.</ref> *Era il 1956 quando dai ghiacci di Göteborg arrivò notizia del nuovo modello «[[Volvo Amazon|Amason]]», berlina [...] ispirata al disegno della Alfa Romeo 1900. Ma di quest'ultimo particolare non si accorse nessuno, perché la vettura fu nei primi anni quasi sconosciuta in Italia e lo stesso si può dire di quella del Portello, oltre il Circolo polare. In ogni caso non è per la linea – pur solidamente chic – o la struttura autoportante, che la [...] Amazon (con la «z», come venne ribattezzata) è passata alla storia. Furono le [[cinture di sicurezza]] a tre punti, installate per la prima volta nel 1959 sul modello PV544 e subito trasferite sulla nuova ammiraglia, a segnare il distacco della marca svedese dal resto del mondo. Un distacco che Volvo si affrettò a condividere, per il bene comune, con altri costruttori. Ma che grazie ad un marketing lungimirante e tenace – e a una qualità di prodotto molto elevata – ha saputo ben amministrare. Ancora oggi, sulle prime pagine dei siti istituzionali e delle pubblicazioni della Casa, si fa menzione del milione di vite che sono state salvate grazie alla geniale cintura.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_dicembre_20/altra-amazon-quella-mitica-volvo-f4a3abd8-c6c0-11e6-b417-0b305dabd004.shtml L'altra Amazon: quella mitica Volvo]'', ''corriere.it'', 22 dicembre 2016.</ref> *{{NDR|Sul [[Raid Pechino-Parigi]]}} L'impresa appariva titanica per i mezzi in circolazione, considerati dal pubblico (non dai costruttori) alla stregua di attrezzi sportivi o capricci delle famiglie bene. Ma aveva un fascino irresistibile, anche in assenza di un premio (sarebbe bastata la notorietà), di regole e percorsi certi. Non esistevano infatti vincoli o limitazioni e il tragitto era dettato dall'esistenza o meno delle strade (o delle ferrovie – che vennero utilizzate talvolta modificando le ruote). Unica ''conditio'' versare una caparra di duemila franchi a garanzia della serietà della propria partecipazione. [...] A Pechino, su quaranta iscritti, si presentarono in cinque. E uno avevano solo tre ruote. Come potessero pensare i signori Pons e Foucault di attraversare l'Asia con un triciclo da sei cavalli (vapore) non è più dato di sapere. Fatto sta che i due sbiellarono nel mezzo del deserto del Gobi e poterono tornare a casa solo grazie alla fortuna e una generosa tribù di Mongoli.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/17_marzo_03/centodieci-anni-fa-pechino-parigi-28ecd1b4-0017-11e7-ab57-d1b52dae9646.shtml Centodieci anni fa, la Pechino-Parigi]'', ''corriere.it'', 3 marzo 2017.</ref> *{{NDR|Sulla [[Peugeot 403]]}} [...] a discapito della sua meccanica tranquilla è una vettura da libri di storia. Immaginata da Jean Pierre Peugeot all'inizio degli anni '50 – per dare, alla media borghesia francese, una nuova voglia di viaggiare dopo le privazioni del dopoguerra – la 403 venne disegnata da [[Pininfarina]] [...] e fece il suo debutto al Salone di Parigi del 1955. Il carrozziere italiano, autore di uno stile classico ma molto ben proporzionato, avrebbe voluto, probabilmente, osare di più. [...] Ma contrariamente alla spregiudicatezza di [[Citroën]], e allo stile un po' kitch di Simca, la [[Peugeot|Casa del leone]] puntava su un'immagine sobria, solida, concreta. La pubblicità diceva: «Peugeot: c'est serieux» (è una cosa seria!) e infatti la macchina venne fuori ottima, ma un poco noiosa. La [[Citroën DS|Ds 19]], lanciata lo stesso anno a qualche stand di distanza, le rubò la scena. I Peugeot non se la presero più di tanto: mentre la futuribile Deésse colpiva a prima vista (ma costava all'azienda più del prezzo di listino e si guastava continuamente) la più classica 403 funzionava come un orologio, era l'auto «tipo» della middle-class d'oltralpe e equipaggiava i taxi parigini (con il primo Diesel della marca). Ma anche le furgonette dei fruttivendoli e i rustici pick-up dell'Africa coloniale.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/17_aprile_20/jacques-chirac-presidente-meccanico-1506146e-25c7-11e7-af03-2ae26637d687.shtml Jacques Chirac, presidente meccanico]'', ''corriere.it'', 22 aprile 2017.</ref> *{{NDR|Sulla [[Iso Isetta]]}} La sua unica porta, da frigorifero con sterzo incorporato, è entrata nell'immaginario collettivo.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/liberitutti/cards/abitacoli-ribelli/piccola-cosi.shtml Dalla Mehari del '68 alla Kar-a-sutra di Bellini, finita al MoMa: abitacoli ribelli]'', ''corriere.it'', 8 giugno 2018.</ref> {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_aprile_26/storia-dell-isetta-bresso-monaco-64db0d2c-0b89-11e6-a8d3-4c904844517f.shtml Storia dell'Isetta, da Bresso a Monaco]''|''corriere.it'', 16 aprile 2016.|h=4}} *La [[Iso Isetta|Isetta]], capolavoro minimalista di tecnologia e design, cessava le vendite in Italia, suo Paese natale. La bloccavano gli «interessi dell'industria nazionale» (alias lo strapotere [[Fiat]]), un prezzo – 480 mila lire – troppo simile a quello delle auto vere (la [[Fiat 500 "Topolino"|Topolino]]) e i due soli posti che, ragionevolmente, si poteva pensare di occupare, anche se era reclamizzata per tre. Qualche storico dell'auto, per ammorbidire gli strali della concorrenza, sottolinea che anche la sicurezza giocò un ruolo, perché pensare di fare un frontale con l'Isetta [...] non faceva gola a nessuno. *[...] l'ingegner Renzo Rivolta – titolare delle industrie Iso – abituato a vender frigoriferi, ma pronto a sfidare l'accoppiata [[Vittorio Valletta|Valletta]]-[[Dante Giacosa|Giacosa]] sul terreno delle utilitarie, dopo nemmeno due anni gettò la spugna. O meglio, passò la mano. Perché alle poche Isetta prodotte dal 1953, in quello che oggi è diventato l'ufficio postale di Bresso [...], ne sarebbero seguite ben 160 mila, costruite anche in Francia, Brasile e soprattutto in Germania, da una ditta di nome [[BMW|Bmw]]. La Isetta d'Oltralpe ebbe un motore migliore, finestrini scorrevoli, un piccolo ma provvidenziale impianto di riscaldamento. Ma, nella sostanza, l'idea rimase quella di Rivolta e il progetto quello degli ingegneri aeronautici Preti e Raggi, ritoccato qua e là dalla matita di Michelotti. *A contribuire alla storia tutta straniera della prima city-car furono diversi fattori. Quello strano uovo scoppiettante era anche un problema di marketing: le famiglie «affluenti» della ricostruzione si potevano comprare al massimo una macchina. L'Isetta era una ideale seconda, terza macchina. Un po' come [...] la [[Smart]]. Non che la Fiat 500C fosse un salotto (la «lussuosa» [[Fiat 600|600]] arrivò solo nel '55), ma senz'altro dava quell'impressione di automobile che alla Isetta sempre mancò. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/16_giugno_16/con-mario-soldati-campagnola-6efdfaa2-33b2-11e6-b8e9-6b78a4af30ec.shtml Con Mario Soldati sulla Campagnola]''|''corriere.it'', 16 giugno 2016.|h=4}} *Molto molto tempo fa, prima delle prove dei cuochi, prima delle cucine del diavolo, prima dell'agnello lessato in salsa di coriandolo prodigio della nuova tavola, [[Mario Soldati]] [...] inventò la televisione eno-gastronomica. Poche stelle e stellati di oggi ne hanno sentito parlare, perché la Tv nel frattempo è molto cambiata, ma ''Viaggio nella valle del Po'', alla ricerca di cibi genuini, ha fatto conoscere – con un garbo oggi struggente – luoghi, opere e storie «padane» al resto del Paese. E, con lo stesso garbo, le ha mescolate ai menu dei ristoranti più veri, alle ricette più segrete, alle bottiglie più inaspettate e a quella «salama da sugo» che è rimasta celebre [...]. Soldati è piacevolissimo da seguire anche a distanza di [...] anni, negli studi televisivi e nelle grotte dove stagionano i formaggi, nella fabbrica della mortadella o tra i vitigni del Lambrusco. *La [[Fiat Campagnola|Campagnola]] [...] era un mezzo unico. Primo fuoristrada dell'Italia moderna, fu pensato per le commesse militari, ma ebbe un nome e una vocazione agricola. Servivano forse a distrarre le maestranze e i clienti da un passato che bruciava ancora. Pare che [[Fiat]], vincitrice del concorso contro [[Alfa Romeo]], ebbe dal ministero della Difesa qualche soffiata di troppo e si presentò con la vettura già pronta. *Per progettare la Campagnola l'ingegner [[Dante Giacosa|Giacosa]] e i suoi uomini studiarono la Jeep che il nuovo modello doveva sostituire, rifacendola più grande e più versatile, per adattarla a usi e situazioni diverse. Ma guardarono anche agli sviluppi della Land Rover, che nel 1951 vendeva la Serie 1 da 80 pollici, ma aveva capito che presto la misura del passo avrebbe dovuto crescere. Come la Land Rover, anche la Campagnola nacque e visse a lungo con motori spompati. [...] Del resto, quando si va nei campi, arati o di battaglia, non bisogna correre e il fuoristrada di allora – lo dice la parola – non era nato per l'asfalto. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_settembre_30/salone-parigi-1996-nasce-smart-d69067c4-8702-11e6-b094-d674d9773420.shtml Salone di Parigi 1996: nasce la Smart]''|''corriere.it'', 30 settembre 2016.|h=4}} *I [[Salone dell'automobile|Saloni internazionali]] e i loro archivi raccontano la storia dell'automobile come nessun altro. Soprattutto quella degli anni ruggenti, prima della nascita delle riviste specializzate e molto prima dell'avvento della televisione. Sono una miniera di aneddoti, colpi di scena, speranze, trionfi e cadute. Talvolta difficili da motivare, o che ci fanno sorridere a tanti anni di distanza. *[...] al Salone di Parigi del 1996 [...], in un'epoca assolutamente «matura» dell'auto e delle sue vetrine, fece la sua comparsa un'idea che è riuscita a cambiare le nostre strade. Nuovissima e già vista al tempo stesso, sempre attesa e sempre rimandata, semplice e complicatissima produrre, spiegare alla gente, vendere. È la [[Smart Fortwo (W450)|Smart]], che ancora oggi ci affascina, anche se non ne abbiamo mai avuta una e ci siamo saliti sopra una manciata di volte. [...] un veicolo senza capo (il cofano anteriore) né coda (tutto quello che dovrebbe stare dietro) [...] e un interno così spazioso e sfizioso da farci dimenticare di stare chiusi in due metri e mezzo. *[...] iniziò la sua rivolta tecnologica e di stile contro il vecchio mondo delle micro-car, i pauperismi del dopoguerra, l'ibridazione necessaria ma superata tra scooter e quattro ruote. Questo traguardo storico, raggiunto ad altissimo prezzo industriale e commerciale, è stato il merito maggiore del progetto Smart. *Dalle auto mignon della Germania anteguerra, alle comiche microcar ungheresi, alle nostre [[Iso Isetta|Isetta]], Varzina, Milanina [...] tutti hanno avuto i loro due metri e mezzi di celebrità. Ma per farne un fenomeno, un'invidia, un'icona ci voleva il genio di Nicolas Hayek, l'inventore della meteora Swatch, e un gruppo come Daimler-Benz [...]. A dire il vero era stata Volkwagen a credere per prima all'orologio viaggiante, ma con una decisione – a posteriori – sbagliata [...] [[Ferdinand Piëch]] [...] aveva bloccato tutto, pensando di fare meglio e da solo. Così [...] Hayek il temerario era sbarcato a Stoccarda [...]. Il resto è nella memoria di tutti: il ritardo di oltre sei mesi per i test dell'alce, tecnici e manager silurati, un prezzo di lancio sbagliato, l'uscita della Swatch dalla compagine societaria. Quello che resta della lunga marcia della piccola Smart è un successo planetario, da libri di scuola. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_novembre_11/11-novembre-1926-mitica-route-66-attraversa-stati-uniti-d-america-c93730a8-a81d-11e6-a0f6-bc17186f7068.shtml 11 novembre 1926: la mitica Route 66 attraversa gli Stati Uniti d'America]''|''corriere.it'', 11 novembre 2016.|h=4}} *L'11 novembre 1926 [...] nasceva una delle strade più celebri del mondo: la [[U.S. Route 66|Route 66]] degli Stati Uniti d'America. La segnaletica – non il famoso scudo, ma semplici pietre miliari di granito – apparve l'anno successivo, ma [...] il dado era tratto: il percorso da Chicago a Santa Monica, dalla regione dei grandi laghi alla costa della California, tracciato: 3.940 chilometri di sterrato attraverso Illinois, Mussouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona. Più o meno gli Stati che hanno regalato la vittoria a [[Donald Trump]] [...] *La Route 66 è meta di turisti da tutto il mondo, almeno quelli che hanno tempo da dedicare al paesaggio della sconfinata provincia americana. Ma è diventata addirittura un luogo sacro per il popolo mascherato che cavalca le Harley Davidson. Negli anni '50 era «l'autostrada delle vacanze», per chi le aveva (negli USA non sono un fatto scontato), e poteva permettersi di andare a passarle sulle spiagge del Pacifico. Non a caso ospitò il primo [[McDonald's|Mc Donald]] e drive-in d'America. *Prima di diventare un fenomeno di costume e, nel 1985, essere sostituita nel sistema delle freeways da strade più moderne e rettilinee, la 66 è stata teatro di fatti epocali. Fra tutti l'emigrazione di massa dagli Stati del centro e dell'est, che seguì alla crisi del 1929. Migliaia di famiglie operaie e almeno duecentomila contadini colpiti, oltre che dalla Grande Depressione, da cinque anni di siccità. Con improvvisati veicoli, non tutti a motore, si misero in marcia verso l'ovest e la speranza di un avvenire migliore. Per la ripresa ci vollero un decennio e la Seconda Guerra Mondiale. Ma, paradossalmente, qualcosa partì subito dalla Route 66, la cui transumanza innescò, per chi viveva lungo il suo percorso, un primo, benefico, ritorno degli affari. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/cards/giorgetto-giugiaro-forme-pensiero/primato-idee_principale.shtml Giorgetto Giugiaro: le forme del pensiero]''|''corriere.it'', 22 novembre 2016.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo TZ Bertone Canguro]]}} Era una coupé dall'aspetto corsaiolo, in realtà destinata al turismo veloce. Sperimentava, tra l'altro, il parabrezza incollato alla carrozzeria. Non fu capita ad Arese e fu realizzato un solo prototipo. *Una delle auto più famose del cinema voleva nascere già con le carte giuste: forte personalità e prezzo conveniente, per una sportiva. Di qui la proposta di Giugiaro per una carrozzeria in acciaio spazzolato, non verniciato, e le porte sempre «glamour» ad ali di gabbiano. Purtroppo, quando «Ritorno al Futuro» debuttò nel 1985, la [[DeLorean DMC-12|DMC 12]] era già fuori produzione, travolta dal fallimento della De Lorean [...] *{{NDR|Sulla [[Lancia Delta (1979)|Lancia Delta]]}} Il successo internazionale della Golf convince il management Fiat a chiedere a Giugiaro di lavorare su una vettura che dovrà segnare la riscossa del marchio Lancia dopo il periodo interessante, ma anche criticato, segnato dalle Beta. Linee tese e rette, fortemente geometriche e coda tronca danno vita a un insieme di grande seduzione. Per molti resta una delle Lancia più belle. *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo New York Taxi]]}} L'invito arriva dal più famoso museo d'arte moderna del mondo: Il MoMa. Il tema è sviluppare un taxi razionale ed efficiente per la Grande Mela, dove si viaggia ancora su auto preistoriche. In soli quattro metri Giugiaro condensa una montagna di comodità e innovazione. Ma alle compagnie di yellow cab (e forse anche al legislatore) conviene che nulla cambi. *La [[Fiat Panda (1980)|Panda]], un progetto apparentemente semplice, in realtà molto impegnativo. Per riuscire a dare tanto con poco. [...] L'esterno [...] contribuisce a lanciare un'idea di macchina spartana ma spiritosa. Un po' come è stata per tanti anni la francese [[Renault 4|R4]]. Ma sono gli interni su cui Giugiaro e i suoi uomini [...] danno il massimo. Rispetto alla [[Fiat 126|126]] [...] è tutta un'altra vita. *{{NDR|Sulla [[Fiat Punto (1993)|Fiat Punto]]}} Porta nella classe delle compatte italiane un confort mai provato e un'estetica moderna. *Vista la Punto, si potrebbe pensare che il concept [[Lancia Medusa|Medusa]] – su meccanica Lancia – sia coevo. In realtà moltissimo tempo separa il concept di questa grossa berlina aerodinamica (1980) dalla piccola monovolume Fiat. Eppure i concetti guida, le linee raccordate e tondeggianti, così diverse dalle lamiere a spigolo che hanno dettato legge per un'intera epoca, erano già a disposizione dei costruttori tredici anni prima. *La [[Alfa Romeo Brera]] è stata prodotta per acclamazione. Presentata nel 2002 in forma di prototipo, con meccanica Maserati e porte a forbice, ha suscitato [...] entusiasmo [...]. Purtroppo, nel passaggio alla più economica versione di serie, la vettura è stata spogliata ed adattata in modo piuttosto infelice. *{{NDR|Sulla [[Daewoo Matiz]]}} Piccola, economica, praticissima, sobria, globale, esprime la filosofia del car designer di fronte alle sfide dell'automobile d'inizio millennio. E spiega l'empatia che lega Giugiaro all'Oriente. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/cards/dalla-bianchina-all-aston-martin-lagonda-ecco-dieci-auto-piu-brutte-mai-costruite/bianchina-berlina-quattro-posti_principale.shtml Dalla Bianchina all'Aston Martin Lagonda. Ecco le dieci auto più brutte mai costruite]''|''corriere.it'', 5 luglio 2019.|h=4}} *[...] tremenda [[Autobianchi Bianchina|Bianchina]] di fantozziana memoria. [...] Non bella era soprattutto la versione berlina. Perché? Aveva una forma poco definita, con quel padiglione sproporzionato per fare entrare i quattro passeggeri. E una serie di leziosità un po' ridicole (a cominciare dalle codine). [...] la spartana Cinquecento è un'icona, la Bianchina al massimo ci fa sorridere. *Anche i geni possono sbagliare. È quanto è capitato ad Alec Issigonis [...] con la [[Austin 1800]]. Il successo della [[Mini (1959)|Mini]] [...] era stato tale che il board della BMC seguì ciecamente il suo progettista anche nel segmento superiore. Ma soluzioni d'avanguardia e interni spaziosi non bastano per fare una bella berlina. Che infatti fu un fiasco. Tre anni più tardi [[Pininfarina]] propose uno studio aerodinamico sulla stessa meccanica, una forma dieci anni in anticipo sui tempi. L'ingegner Issigonis ne fu entusiasta, non così il management della BMC. Il disegno rivoluzionario nato a Torino sarebbe risuscitato solo nel 1974, nelle forme della [[Citroën CX]]. *{{NDR|Sulla [[Renault 12]]}} È stata un successo, si potrebbe dire, da world-car. Ma oggi è ancora più inguardabile che nel 1969, quando uscì dalle linee di montaggio in Francia. E poi da quelle in Spagna, Portogallo, Irlanda, Romania, Messico, Sud America, perfino l'Australia [...]. Qualcuno ebbe il fegato di comprarla in Canada e Stati Uniti. Cosa piaceva di questa tre volumi dal sedere spigoloso e cascante? L'essere proprio una tre volumi, con un grande bagagliaio, tanto spazio dentro, una meccanica robustissima. Scusate se è poco, verrebbe da dire. *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 155]]}} È nell'opinione comune (ma anche di qualche top manager) una di quelle auto che non avrebbe dovuto nascere. Soprattutto col marchio Alfa. Costruita [...] in pieno periodo Fiat, fu la vettura che diede il colpo di grazia allo stabilimento di Arese. Peraltro di Alfa aveva davvero poco. [...] un disegno dei più anonimi, meccanica tutta torinese che abbandonava la trazione posteriore, compresi il celebre ponte De Dion con blocco cambio-differenziale. I clienti Alfa si sentirono un po' a disagio, e non solo per la plastica e i vellutini «cheap» degli interni. [...] Il marchio del Biscione, con la 155, uscì di fatto dal mercato internazionale delle berline sportive. *Si può essere brutte anche costando una montagna di denaro. È il caso della [[Aston Martin Lagonda]] [...]. Se qualcuno ha dei dubbi può confrontarla con quello che la Casa era stata in grado di fornire a [[James Bond]] negli anni '60 [...]. La linea schiacciata della Lagonda, che qualcuno soprannominò la sogliola d'Oltremanica, non ebbe successo in Occidente. Gli interni erano supertecnologici, ma funzionavano male (come molti gadget dell'epoca). Le prenotazioni vennero soprattutto dagli sceicchi arabi. *Vero è che migliorare un capolavoro è un'impresa impossibile. E tale era la [[Lancia Delta (1979)|Delta]] di [[Giorgetto Giugiaro]]. Un'auto che se ci fosse oggi, appena appena ritoccata, faremmo la fila per comprarla. Ma la [[Lancia Delta (1993)|Delta serie 2]] [...] più che un'auto brutta, è una gigantesca occasione mancata. Tanto il patrimonio di modernità, di stile, di successo sportivo della prima serie era stato dilagante, tanto la vettura che seguì pareva ordinaria e priva di appeal. Chiusa [...] in logiche industriali improntate al massimo risparmio [...], ha contribuito in modo determinante ad affossare lo storico marchio. *[...] in realtà la [[NSU Prinz]] [...] doveva la sua linea ad una lontana cugina d’America, la Chevrolet Corvair. Pantografata al minimo, ovvio. [...] E da una parte e dall'altra dell'Atlantico questa linea curiosa a sandwich, con il tetto a pagoda, ottenne consensi. Non è ben chiaro cosa fruttò, alla piccola Prinz, la sua nomea negativa. Forse il fatto che fosse [...] leziosa. Un "voglio, ma non posso" che, se di colore verde, si diceva addirittura che menasse gramo. *Dicono che persino i Vigili Urbani di Milano si vergognassero. Perché guardare la [[Alfa Romeo Arna|Arna]] e pensare al blasonato scudo del Biscione [...] faceva male al cuore. *Per molti italiani è la pietra di paragone, l'auto più brutta di sempre. La [[Fiat Duna]] [...] sembra una "Uno" con la coda, ma è più legata alla 127 brasiliana [...]. È stata infatti concepita per il mercato sudamericano e solo successivamente proposta in Europa. In questa chiave si può spiegare – forse – la sua oggettiva bruttezza. La sindrome del bagagliaio nelle berline piccole e povere [...]. Quel metro cubo di spazio chiuso, così gradito nei mercati emergenti, così discreto perché nessuno veda cosa c'è dentro, è una maledizione alla quale, da noi, è impossibile sfuggire. ===''Ruoteclassiche''=== {{cronologico}} *Il lancio dello [[Sputnik 1|Sputnik]], il 4 ottobre del 1957, precipitò gli Stati Uniti nella più profonda costernazione. Dai generali del Pentagono alla casalinga di Milwaukee, l'idea che i terribili comunisti avessero spedito in orbita una palla d'acciaio che, ogni novantasei minuti, passava sulle loro teste, gettò la nazione nel caos. Le frontiere, le rassicuranti barriere di sempre erano state infrante e poco importava che il primo satellite artificiale fosse poco più grande di una palla da football ed avesse al suo interno solo una radio e una batteria per trasmettere. Nel giro di pochi giorni, tra cronache radiotelevisive degne di [[Orson Welles]], assemblee in scuole, università e interrogazioni parlamentari l'America si sentì vulnerabile, umiliata, presa di sorpresa, e nemmeno il presidente [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] – il generale che un decennio prima aveva vinto la guerra in Europa – riuscì ad essere convincente, nelle sue rassicurazioni e promesse di riscatto. Che peraltro arrivarono in pochi mesi, con il lancio del Vanguard e, tre anni dopo, del programma spaziale di [[John Fitzgerald Kennedy|Kennedy]] e [[Wernher von Braun|Von Braun]].<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/lautostrada-di-walt-disney-per-dimenticare-lo-sputnik/ L'autostrada di Walt Disney per dimenticare lo Sputnik]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 22 maggio 2020.</ref> *[...] una strana automobile, la [[Fiat 130]], che in molti di noi oggi guardano con una certa simpatia. Quasi rimpianto. Aveva non pochi difetti, ma anche fascino. Fu, in fondo, l'unica ammiraglia Fiat di cui, dai baby-boomer in poi, si possa avere memoria diretta. E fu veramente una scommessa. Anche se giocata senza molta convinzione. In perfetto stile Fiat. [...] Quando, dopo lunghi studi, venne posteggiata accanto alle varie Mercedes, Jaguar e BMW, in molti si chiesero per quale ragione l'élite dei clienti avrebbe dovuto scegliere una vettura di lusso che aveva il marchio della [[Fiat Nuova 500|500]]. [[Dante Giacosa|Giacosa]] l'aveva avversata fin dalle origini, [...] sentendola aliena alla cultura del marchio. Dopo esserne stato lontano per tutta la fase di ricerca, aveva raccomandato [...] di lanciare la 130 solo quando tecnicamente perfetta. La vide invece debuttare con alcuni vizi, a cominciare da quel motore [...] che consumava un terzo in più della concorrenza e dava un terzo di cavalli in meno. Per non parlare del prezzo [...] allineato a quello delle berline più blasonate. [...] Così, anche se, quando fu presentata, molti la definirono una bella automobile (e lo stesso potremmo dire oggi, maestosa nelle proporzioni, italiana e americana insieme, con abbondanza di fregi ma le linee tese, equilibrate), quando si trattò di acquistarla la gente ringraziò e andò a comprare tedesco o inglese.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/fiat-130-tempi-duri-per-lammiraglia/ Fiat 130, tempi duri per l'ammiraglia]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 24 settembre 2020.</ref> *Correvano [...] i primi anni '30, che il crollo della borsa e i suoi annessi lasciò a mal partito. La [[Bugatti]] dei sogni non faceva eccezione. Trecento operai della fabbrica di Molsheim avevano perso il posto e le commesse dei miliardari [...] non bastavano più. Fu così che guardando i mastodontici motori delle [[Bugatti Tipo 41 Royale|Royale]], allineati in deposito, il geniale [[Ettore Bugatti|Ettore]] si chiese cosa avrebbero potuto muovere in alternativa alla sue vetture ormai invendibili. Dalle stelle alle stalle, si innamorò del treno. Naturalmente un [[Automotrice Bugatti|treno Bugatti]] non poteva essere banale. [...] le forme del convoglio erano disegnate dal vento, e questo – in un'epoca di locomotive a vapore e vagoni-mattone – era già una rivoluzione. La cabina di guida, poi, non era in testa, ma a centro treno, in una cupoletta sopraelevata e filante. Ma la differenza la facevano i poderosi motori nati per le corse. O per trasportare le teste coronate nelle vetture-monumento. [...] Nel '35 l'automotrice da ottocento cavalli fece registrare il record di 197 km/h. Nulla del genere si era mai visto al mondo: da Parigi a Lione in quattro ore e mezza. [...] i passeggeri non erano molto convinti: le prestazioni erano esagerate. Non è un caso quindi che [...] la velocità di punta fu limitata a 140 e su una pubblicità del 1935 si leggesse, nel titolo "A 150 km/h distanza di arresto 750 metri!".<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/il-tgv-che-salvo-la-bugatti/ Il TGV che salvò la Bugatti]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 27 ottobre 2020.</ref> *La [[Jeep (veicolo militare)|Jeep]] della [[Seconda guerra mondiale|guerra]] (Bantam, Willys o Ford non importa) è concordemente accettata come l'anello mancante del 4x4, il proto-veicolo che portato l'uomo a muoversi in un modo diverso. Per la sua qualità progettuale, la sua efficienza e il numero notevolissimo di esemplari in cui si è moltiplicato: 643.000 solo negli anni della guerra. [...] I vari MPV americani, divenuti CJ con varie numerazioni e poi Cherokee, Quadra Track, Renegade eccetera, sono la ramificazione "sapiens" – negli anni '60 e '70 – della geniale Willys. E questa, vale la pena ricordarlo, fu la prima auto – insieme alla [[Cisitalia 202]] e ad altre sei vetture – a entrare in un tempio dell'arte moderna, il celebre MoMa di New York [...]<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/da-una-tempesta-della-preistoria-la-lucy-di-tutti-i-fuoristrada/ Da una tempesta della preistoria la "Lucy" di tutti i fuoristrada]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 6 novembre 2020.</ref> *Tutti ricordiamo il successo epocale del [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino]] americano, che [...] era diventato un fenomeno. Soprattutto a New York e in California, ma non solo, aveva trovato degli estimatori tra le giovani generazioni, i progressisti, gli eccentrici e gli squattrinati. ''"Con tremila dollari'' – diceva un celebre spot pubblicitario – ''il signor Smith ha comprato la sua nuova Dodge Sedan. Con tremila dollari il signor Green, vicino di casa, ha comprato la sua nuova Volkswagen. E in più un frigorifero, un forno a micro onde, una radio, una cyclette, un condizionatore d'aria..."'' e l'elenco continuava, mentre il signor Smith guardava perplesso i fattorini che consegnavano quel bendidio alla villetta di fronte.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/ford-pinto-una-storia-da-manuale/ Ford Pinto: una storia da manuale]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 8 gennaio 2021.</ref> *[...] quasi tutte le famiglie numerose nell'America anni '70 [...] avevano una [[Familiare|station wagon]]. Molto prima dell'era dei Suv, quando i pickup li guidavano agricoltori e carpentieri, la giardinetta agli steroidi era lo status-symbol della media borghesia. L'auto della moglie per bene, con la sua dose extra di cromature e i pannelli finto legno sulle fiancate. Le chiamavano "Country Squire" o "Estate" e anche chi non aveva la seconda casa in campagna e la tessera del golf non vedeva l'ora di possederne una. E intanto si allenava al volante di quegli inguidabili transatlantici.<ref name="Biden">Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/coraggio-presidente-biden/ Coraggio, Presidente Biden!]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 19 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Sulla [[Chevrolet Kingswood]]}} Un modello di grande serie, erede – nel nome – della prima Kingswood prodotta tra il '59 e il '60 e ispiratrice, con le sue pinne posteriori appiattite, di un'intera generazione di vetture GM. La nuova Kingswood era molto meno osé della sua antenata. Forme morbide, muso monumentale e verticale, cintura possente, si permetteva tuttavia il lusso di vetri posteriori avvolgenti, che piegavano di quasi novanta gradi verso il lunotto. Il portellone aveva a sua volta un ampio finestrino, motorizzato, che scendeva nella parete metallica. Dentro, tre file di poltrone potevano ospitare fino a nove passeggeri, ma l'ultima panchetta era spesso chiusa e il vano di carico in grado di soddisfare qualsiasi ingombro. Con un passo di tre metri, duemiladuecento chili a vuoto e un cambio – manuale o automatico – ma sempre a tre rapporti, non c'era molto da divertirsi [...]. I motori erano comunque impressionanti, almeno per noi europei: il 5.7 litri V8 di base forniva, in teoria, 260 cavalli. Ma chi non si accontentava poteva contare su un 6.6 litri e perfino un 7.400 di cilindrata. Per farci che cosa non è dato sapere. La velocità massima dichiarata era di 170 km/h, ma non ci voleva la voce timorata del concessionario per spiegare ai clienti che era saggio non avvicinarsi nemmeno lontanamente a quel limite. Balestre posteriori e freni misti disco-tamburo la dicevano lunga sulla tenuta in emergenza.<ref name="Biden"/> *Il ricordo della [[Cadillac Allanté]] [...] muove sentimenti contrastanti. Ma [...] dipendono anche dalla sponda dell'oceano sulla quale vengono espressi. Per [[Pininfarina]] la commessa della General Motors fu [...] un successo, fece guadagnare bene, permise lo sviluppo di nuove esperienze, aggiunse ulteriore prestigio all'azienda. Non altrettanto brillante fu [...] il bilancio per il gigante di Detroit, che vendette poco più di ventimila esemplari, quando le aspettative erano di almeno cinque volte tanto. La Allanté fu complessivamente lodata dalla stampa americana, mentre in Europa, dove peraltro non mise quasi piede, fu criticata per la modestia delle prestazioni, che non reggevano il confronto con le sportive vere e nemmeno la ricchezza dell'involucro. Lo stile, che negli Usa era sicuramente esotico [...], da noi fu giudicato di scarso fascino, anche se equilibrato e sobriamente chic. [...] la qualità costruttiva della macchina – obbiettivamente molto alta –, i contenuti tecnologici e i gadget, lo stile votato all'understatement ma assai diverso dagli standard di Detroit, non bastarono a convincere gli automobilisti colti: i tanti che aspettavano con curiosità la nuova Cadillac, sulle strade della California, della Florida e del New England.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-in-memoria-della-cadillac-allante/ Automobili nella tempesta: in memoria della Cadillac Allanté]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 30 giugno 2021.</ref> {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-una-lincoln-blu-per-la-nuova-frontiera/ Automobili nella tempesta: una Lincoln blu per la Nuova Frontiera]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 2 maggio 2020.|h=4}} *Nel gennaio del 1961 il vento era cambiato a Washington. Un ciclone di modernità aveva fatto invecchiare l'intera classe politica. Nessuno sapeva più come vestire, come muoversi, cosa promettere e far sognare, se non guardando al [[John Fitzgerald Kennedy|giovane presidente]]. E anche l'auto di [[Harry S. Truman|Truman]] e [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] era diventata impresentabile. L'ex numero uno della Ford Robert McNamara, che Kennedy aveva convinto a lasciare il suo posto offrendogli il Dipartimento della Difesa e un decimo dello stipendio, aveva una sorpresa in tasca per lui: la nuova Lincoln Continental. Quest'auto dal disegno essenziale e personalissimo, che salvò il marchio Lincoln dalla chiusura, ma contribuì, a modo suo, a [[Assassinio di John Fitzgerald Kennedy|uccidere]] il presidente a Dallas [...] *Nella sua semplicità mastodontica, la Lincoln era la macchina ideale per Kennedy, che ne fece ordinare due, entrambe in "midnight blue" e non nere, come erano state le vetture dei suoi predecessori. [...] battezzata dal Servizio segreto [[SS-100-X]], era una vera carrozza da parata, col passo allungato di centoventi centimetri e piena di gadget ed effetti speciali. Il primo "effetto" era la visibilità del Presidente, una chiave della strategia elettorale di Kennedy. [...] se la coppia regale aveva ospiti a bordo (che sedevano su bassi strapuntini), era possibile sollevare il divano posteriore di trenta centimetri, con un martinetto idraulico. In caso di intemperie erano disponibili due tipi di capote, una in plexiglass trasparente detta "bubbletop" e una di tela nera [...]. Ma JFK le utilizzò solo in casi estremi, preferendo sempre la vettura scoperta. Nessuna blindatura era prevista, nessun cristallo era antiproiettile, nessun agente di scorta prendeva [...] posto sulle fiancate. Il presidente e la folla: questo voleva la gente, questo aveva funzionato bene nelle primarie del '60, avrebbe continuato a farlo per le elezioni del '64. *L'unica protezione della SS 100-X erano l'autista e l'agente al suo fianco, entrambi del Servizio segreto, entrambi armati, entrambi pronti a tutto, compreso [...] mettere il loro [...] corpo tra i proiettili e il Presidente. Se mai fosse stato necessario. Ma questo a Dallas non avvenne. [...] La limousine, divenuta ''crime scene'', non fu sequestrata. Ci si affrettò, appena tornati al garage della [[Casa Bianca]], a lavare tutto per bene. Ufficialmente perché l'odore di morte era insostenibile, nei fatti, chissà. [...] Due mesi dopo l'auto era a Detroit dove fu completamente smontata. Tornò con una capote fissa e vetri anti-proiettile, nuovi interni e un conto da mezzo milione di dollari. Ma come corpo del reato, non valeva più nulla. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/il-ciclone-modulo-che-ancora-ci-spaventa/ Il ciclone Modulo che ancora ci spaventa]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 21 luglio 2020.|h=4}} *Bisogna [...] dare credito ai ricordi di [[Paolo Martin|Martin]], quando dice che il primo schizzo della [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Modulo]] apparve per caso, in un angolo del suo tecnigrafo alla [[Pininfarina]], giocando con la matita. [...] Lo scarabocchio, nei mesi che seguirono, crebbe. Divenne una serie di disegni in scala 1:10, ancora grezzi, ma in cui la navicella a forma di freccia, simmetrica e priva di ruote, cominciava ad assomigliare a qualcosa di stradale. [...] Anche nei figurini il concept lasciava interdetti. Il desiderio di farne qualcosa per uno dei prossimi Saloni era forte, ma si scontrava con la tradizione del marchio, fatta di eleganza e proporzioni. La più grande firma della carrozzeria mondiale voleva affascinare il suo pubblico, non sconcertarlo. *Nell'estate del '68 il giovane Paolo non andò in ferie. Si fece comprare invece otto metri cubi di polistirolo dall'officina, due batterie d'automobile e una serie di seghetti termici da traforo. Si costruì anche una gigantesca raspa per arrotondare le forme del suo giocattolo. E in pantaloncini corti, zoccoli e in compagnia saltuaria del custode della fabbrica, che lo guardava divertito, si mise a scolpire. In tre settimane la maquette in scala 1:1 era pronta, impreziosita da profili e parti dipinte. Vista in tre dimensioni faceva ancor più paura. [...] come tutte le opere d'arte usciva, e di molto, dall'universo delle cose consuete. *Renzo Carli, che più di [[Sergio Pininfarina|Pininfarina]] era intrigato [...] dalla modernità tremenda della Modulo, aveva [...] bussato nientemeno che alla porta di [[Gio Ponti]] [...] invitandolo a venire a giudicare un oggetto che aveva portato aria di tempesta. Il grande architetto [...], giunto di fronte al "mucchio di polistirolo" non aveva avuto dubbi. La Modulo doveva nascere. [...] L'unica critica [...] fu per i grandi fori rotondi che interrompevano la superficie del cofano motore. "Il tondo è fermo nello spazio – sentenziò il maestro – mentre questa creatura punta in avanti. Farei anche quelli a forma di freccia". Non è dato sapere con quale spirito il giovane Martin, che aveva fatto la scuola media ed aveva imparato tutto da solo, trovò l'animo per contraddirlo. [...] non c'è dubbio che delle aperture lanceolate suggerite da Ponti sarebbero risultate corrette, ma più prevedibili. Mentre la semplicità della lamiera forata e della forma elementare, così rara su un'automobile, oggi ancor più di ieri, è bella perché sorprendente. Proprio come il genio estetico che distingue da sempre lo stile italiano. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/passata-una-tempesta-se-ne-affronta-unaltra/ Passata una tempesta se ne affronta un'altra]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 24 febbraio 2021.|h=4}} *{{NDR|Su [[Giovanni Savonuzzi]]}} [...] a dispetto del suo ingegno, uomo umile tutta la vita. Presentato a Piero Dusio da [[Dante Giacosa]], progettò nel solco del maestro, ma anche fuori, con una tendenza all'innovazione e all'esperimento che diventava una sfida personale. Quando, nel 1951, la [[Cisitalia 202|202]] fu esposta a New York e poi entrò nella collezione permanente del MoMa, Savonuzzi disse a una conferenza di ingegneri: "in fondo io mi sono sempre considerato un artista". Ma era anche il tecnico che spaccava il minuto negli appuntamenti e il capello in quattro sul tavolo da disegno. Negli anni ruggenti, l'ingegneria era insieme una scienza creativa, come forse solo quella dei progettisti spaziali [...], oggi, sa essere. *{{NDR|Su [[Virgil Exner]]}} [...] fece del "guardare avanti" la nuova strategia creativa della Chrysler. Il colosso americano [...] al tempo era governato dagli ingegneri, non dai designer. Fu grazie ai concept voluti da Exner, alcuni semplicemente stravaganti, altri veri capolavori, che il marchio perse la sua reputazione classica, quasi fuori moda e si vestì delle sue celebri pinne caudali, prese in prestito da quelle dei jet. Se tutte le Chrysler divennero più sottili, più basse, più levigate, il prototipo [[Ghia Gilda Streamline X|Gilda]], commissionato alla Ghia di Segre e Savonuzzi fece scuola a sé. È ancora oggi considerato uno degli esempi più spinti di "streamline" design, un oggetto fuori dal tempo e dalle leggi dell'automobile, che per molti aspetti anticipa di quindici anni la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]]. *[...] l'[[Chrysler Turbine Car|auto a turbina]] fu un bagno di sangue, con la Chrysler in particolare giunta a un passo dalla produzione (anzi, già cinquanta esemplari consegnati al pubblico-cavia), salvo rendersi conto che le novità e problemi che il programma portava con sé non facevano approdare il consumatore a nessun vantaggio. Non è dato di sapere quanto Savonuzzi si sia fatto animo amaro per l'eutanasia della sua fascinosissima, ma inutile creatura. Ma c'è da pensare che, con la spinta che lo animava in tutte le sue decisioni, con la sete di guardare sempre oltre lo steccato, non ne abbia avuto il cuore infranto. In fondo, quando un problema era stato risolto, un traguardo raggiunto, smetteva di interessarlo. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/ascesa-e-caduta-dellutilitaria-piu-larga-del-mondo/ Ascesa e caduta dell'utilitaria più larga del mondo]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 23 aprile 2021.|h=4}} *[...] mentre in Italia l'[[Alfa Romeo Alfasud|Alfasud]] si avvia al debutto, anche dall'altra parte dell'Atlantico si cominciava a pensare a una due volumi "subcompact", dalla linea violentemente moderna e prestazioni convincenti. Una vettura che potesse offrire all'annoiato automobilista americano un attimo di emozione e provasse a contenere il successo delle piccole vetture straniere. [...] L'idea [...] non venne alle "big three" di Detroit, ma all'ultimo rimasto dei costruttori indipendenti [...]. I manager della American Motor Corporation pensarono a una "wide, small car", una compatta [...] lunga come una Passat, ma larga come una Cadillac, con tre quarti dell'abitacolo rivestito in vetro e un motore [...] che prometteva di consumare un terzo in meno delle concorrenti. [...] Tutto nella nuova "[[AMC Pacer|Pacer]]" era diverso e poco ortodosso. Persino le due portiere erano diseguali, con quella del passeggero più lunga di una spanna per facilitare l'ingresso ai sedili posteriori. Il disegno enfatizzava la bolla vetrata dell'abitacolo [...]. In un'epoca di lamiere a spigolo e trapezi, lo stile morbido della Pacer era notevole, armonico. *[...] già nella fase di sviluppo l'auto incontrò ostacoli gravi, a cominciare dal propulsore. [...] si dovette adattare un sei cilindri in linea di 3.8 litri, il cui basamento finiva praticamente dentro l'abitacolo [...]. Le promesse di economia [...] caddero nel dimenticatoio [...]. Ciononostante la Pacer ebbe un'accoglienza festosa [...]. Sembrava che l'industria americana avesse rotto un tabù, dimostrando di saper produrre anche un'utilitaria per il suo pubblico d'elezione. [...] la AMC si trovò sommersa di ordini [...]. Per il cliente medio americano [...] la Pacer aveva i gadget a cui tutti erano abituati e non scatenava, una volta chiuse le portiere, attacchi di claustrofobia. Nei primi due anni se ne vendettero [...]. Ma qualcosa, già nel '76, cominciò ad andar storto. In primo luogo l'auto, era tutt'altro che parsimoniosa. E con il peggiorare della crisi petrolifera la cosa divenne pressante. Le norme antinfortunistiche imposero paraurti più pesanti e altre modifiche alla scocca: il motore [...] fu strozzato dai nuovi catalizzatori. [...] rivestimenti e [...] plastiche [...] si cuocevano al sole grazie all'effetto serra delle vetrate. [...] In ultimo il design, che al debutto era sembrato futuristico, cominciò a invecchiare. [...] Nel 1980, dopo solo cinque anni e meno di trecentomila pezzi, l'avventura era finita. *Cosa resta [...] di questa insolita e sfortunata storia? Sicuramente il tentativo di un outsider di cambiare le regole, di osare, in un mercato come quello americano ingessato e tecnicamente conservatore. [...] la Pacer può piacere o meno, ma è indubbiamente un oggetto di design, come lo sono la Ami 6 o la [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]. Le sue forme plastiche, opposte alle linee tese del tempo, l'eccezionale superficie vetrata e curvata, le proporzioni stesse di lunghezza per larghezza e gli studi di abitabilità furono una coraggiosa novità. Se la motorizzazione fosse stata davvero più moderna, i difetti di gioventù meno gravi, i rivestimenti migliori, probabilmente la Pacer sarebbe ricordata diversamente [...] {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-lultimo-spider/ Automobili nella tempesta, l'ultimo Spider]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 11 maggio 2021|h=4}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Spider (2006)]]}} Quel modello che vinse il premio "Cabrio of the year" nel 2006 e, allo stesso tempo, riuscì a vendere solo 12.488 pezzi, prima di essere spedito in soffitta dopo nemmeno quattro anni. [...] il colosso torinese [...] aveva tra le mani un prodotto di fascino (se non di qualità eccelsa) e sembrava non sapere che farsene. Dopo un paio d'anni, resosi conto di limiti della parte telaistica e degli errori di marketing, qualcuno tentò di porvi rimedio e si mise a valutare i costi di un rilancio. Ma su tutto calò la scure di [[Sergio Marchionne]], che nel 2010 chiuse i rubinetti. L'incredibile era successo: il marchio Alfa Romeo – l'archetipo dell'auto sportiva italiana per tutti [...] – rimaneva senza uno spider [...] *"Come partiamo male con questa automobile". Così parlò Aldo Mantovani – in mezzo a vari epiteti in piemontese stretto – quando il primo pianale dell'[[Alfa Romeo 159|Alfa 159]] arrivò alla Italdesign. [...] era nato da una collaborazione che Fiat aveva offerto a GM Australia e Saab. I lavori erano affidati a personale italiano di scarsa esperienza, "politicamente" dislocato in Svezia. Forse anche per questo i due partner stranieri si erano presto sfilati e il frutto dell'avventura era il "disastro" (parole testuali) che Mantovani e Trucco stavano ora considerando nei loro uffici di Moncalieri. Un insieme non ottimizzato, pieno di modifiche e ripensamenti, con rinforzi e appesantimenti inutili. In particolare, tra l'avantreno e la porta, c'erano da cinquanta a settanta chili di troppo. E questo la diceva lunga sul resto. *L'[[Alfa Romeo Brera|Alfa Brera]] di serie – vero miracolo di [[Giorgetto Giugiaro|Giugiaro]], che era riuscito a mantenere tutto il davanti della 159 d'origine e molto dello charme del prototipo – deluse quasi tutti, non appena ci si mise al volante. Invece di un'auto di lusso, che sfidava il fiore della concorrenza, il marketing Fiat l'aveva posizionata a metà strada, con interni anonimi, motori poco adeguati e addirittura il diesel. Se ne vendettero trentamila, le ultime con grande fatica. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Boetto Cohen, Giosue}} [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Curatori d'arte]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 2l4cs4dd9qhix9l0bwt329g363sf7pg 1421806 1421800 2026-07-27T03:56:06Z Danyele 19198 /* Corriere della Sera */ +wikilink 1421806 wikitext text/x-wiki [[File:Copia di IMG 3993.jpg|thumb|Giosuè Boetto Cohen]] '''Giosuè Boetto Cohen''' (1961 – vivente), giornalista, scrittore, conduttore televisivo, regista e curatore d'arte italiano. ==Citazioni di Giosuè Boetto Cohen== *{{NDR|Sulla [[Fiat 127]], in riferimento a Pio Manzù}} Alla fine la fecero proprio come l'avrebbe voluta lui. Abbassarono solo il cofano di un centimetro, per rendere il muso un po' più grintoso, perché il motore era piccolo e di spazio ce n'era a sufficienza.<ref name="Manzù-2021">Citato in ''[https://www.formulapassion.it/automoto/classiche/la-fiat-127-e-il-genio-di-pio-manzu-in-mostra-al-mauto La Fiat 127 e il genio di Pio Manzù in mostra al Mauto]'', ''formulapassion.it'', 17 giugno 2021.</ref> *[[Giorgetto Giugiaro]] è il designer per tutti e di tutti. Non ha disegnato auto stravaganti o da sogno, ma le auto che gli italiani hanno parcheggiato sotto casa [...]. Questo lo rende un personaggio familiare, non solo per la celebrità del suo nome, ammirato e ascoltato nel mondo. Ci ha lasciato l'Alfasud e la Panda, la Uno e la Punto, ma anche l'Alfa Romeo Gt, che magari non avevamo ma desideravamo. È il genio della porta accanto.<ref>Citato in Alessandro Martini, ''[https://torino.corriere.it/cultura/21_marzo_19/genio-porta-accanto-d2952d92-88df-11eb-9214-48facb37773c.shtml Giorgetto Giugiaro, la vita del car designer diventa un romanzo]'', ''torino.corriere.it'', 19 marzo 2021.</ref> *La storia, lo stile e il metodo di lavoro di [[Pio Manzù|Manzù]] sono completamente differenti da quelli dei vari Giugiaro, Fioravanti e Gandini. La scuola tedesca ne ha fatto forse il designer più diverso di tutti, con un approccio al prodotto automobilistico non solo edonistico, di piacere. Quando ai grandi costruttori [...] interessava solo aumentare il più possibile i volumi di vendita, Manzù immaginava l'auto come un pezzo della mobilità, un tema ben più ampio e allora praticamente sconosciuto.<ref name="Manzù-2021"/> ==Citazioni tratte da articoli== ===''Corriere della Sera''=== {{cronologico}} *Jet Caravelle. [[Renault Caravelle]]. [...] la Francia faceva sognare. Il primo aereo a reazione del mondo con i motori in coda era un oggetto del futuro [...]. E mentre, nel 1956, il bireattore compiva i suoi test, alla Renault si pensava a una piccola cabriolet con il medesimo nome, per sfidare il successo della [...] Karmann-Ghia, lanciata l'anno prima dalla Volkswagen. Non era una questione di cavalli, né di prestazioni. Era una questione di moda. Entrambe venivano da carrozzieri italiani, Ghia e Frua. La Caravelle [...] ebbe una gestazione lunga e travagliata, tra imprevisti e azioni legali. Vi parteciparono entrambi gli atelier torinesi, con contributi di esperti americani, e fu lanciata come l'auto personale di [[Brigitte Bardot]]. Ma le vendite, dopo un «coup de foudre» al Salone di New York, si fermarono a 120 mila esemplari. La piccola tedesca invece [...] ebbe molto più successo, raggiungendo [...] il mezzo milione di vetture, molte delle quali esportate in California e a Manhattan. Cosa trovassero [...] Oltreoceano nelle due cuginette europee non è facile dire. [...] non avevano nulla dello sprint di Porsche, MG, Triumph, i fenomeni del momento. Sicuramente Karman-Ghia e Caravelle erano minuscole, esotiche, consumavano la metà di una qualunque «compatta» di Detroit [...] e soprattutto erano scoperte. E una delle ragioni del mezzo flop della Caravelle fu proprio che la gente la voleva spider, mentre i due carrozzieri francesi che avevano l'appalto producevano molte più coupé. Così – e per gli acciacchi sulla strada a cui rispondeva una rete d'assistenza evanescente – i consumatori persero la pazienza. E la Renault Caravelle (come anche il Jet Caravelle, nel frattempo schiacciato da Douglas e Boeing) perse l'America.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_marzo_14/quando-caravelle-perse-l-america-8811865e-e9ce-11e5-9549-2d2df3bd31ee.shtml Quando la Caravelle perse l’America]'', ''corriere.it'', 14 marzo 2016.</ref> *Nella mitologia dell'automobile [...] il [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino Volkswagen]] brilla di una luce magica. Anche dimenticandone gli albori, le vicende europee e il numero impressionante di esemplari prodotti, il fatto che il Beetle si sia a un certo punto guadagnato il [...] mercato USA, nel pieno della «Space age» e in totale controtendenza, ne fa un caso da manuale. Piccolo, brutto (lo diceva la pubblicità), rumoroso e privo di ogni gadget o automatismo, il Maggiolino sbaragliava le monumentali berline americane sulle strade di New York, della California e nei quartieri «emergenti» di tante altre città. Una strategia di comunicazione geniale, dissacrante nei concetti quanto raffinata nella grafica, ne fece un oggetto a parte, una moda quasi irrazionale (se non fosse stato per il prezzo) che catturò due generazioni di automobilisti.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_aprile_04/quel-maggiolino-paul-newman-346f8b40-fa68-11e5-9ffb-8df96003b436.shtml Quel Maggiolino di Paul Newman]'', ''corriere.it'', 4 aprile 2016.</ref> *[...] un giovane uomo, intelligente e capace di guardare lontano, che pur avendo avuto in sorte solo cinque anni di carriera ci ha lasciato una delle automobili di maggior successo, prototipi e progetti per quelle che guidiamo noi mezzo secolo dopo e una manciata di pezzi d'arredamento che sono entrati nei musei. È la storia di [[Pio Manzù]] [...], designer visionario e concretissimo al tempo stesso, precursore dei temi della sostenibilità, in anni in cui tutto sembrava ancora sostenibile. [...] padre della [[Fiat 127]], dell'orologio Cronotime di Alessi, della lampada «Parentesi» di Flos (inventata con Achille Castiglioni) e di una piccola ma stupefacente galleria di oggetti [...]<ref name="Manzù-2016">Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_luglio_04/prima-monovolume-storia-l-aveva-inventata-pio-manzu-65-82bbd0a0-41c2-11e6-91d1-c0b7aa8f545f.shtml La prima monovolume della storia?]'', ''corriere.it'', 4 luglio 2016.</ref> *Sull'inventore del moderno [[Monovolume|minivan]] si è scritto parecchio: la storia può correre indietro fino al 1913, quando Ercole Castagna carrozzò un telaio Alfa Romeo in pieno spirito bolidista. Ma [...] si elogiano anche le intuizioni dell'archistar Mario Bellini, molto meno antico di Castagna, che presentò un suo concept a New York nel 1972. Con maggiore concretezza non si può non ricordare la [[Fiat 600 Multipla|600 Multipla]] di Dante Giacosa [...]. Pauperistica finché si vuole, multiuso e «taxi-tipo» di molte città dell'Italia del boom, è indiscutibilmente un monovolume. Anche Giorgetto Giugiaro vanta paternità nel settore: la sua Megagamma del 1978 aveva pavimento piatto, seduta alta e grandi vetrate. Ma non convinse nessuno, almeno finche Renault, ben sei anni dopo, mise in produzione il primo minivan dell'era moderna: l'[[Renault Espace I|Espace]].<ref name="Manzù-2016"/> *{{NDR|Sulla [[Fiat 600]]}} [...] o la si prenotava con quindici mesi d'anticipo o la si doveva vincere – come premio di consolazione – a ''Lascia o raddoppia?'' [...]<ref name="Fiat">Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_settembre_23/500-due-posti-vecchia-storia-b7165484-818b-11e6-bb54-ccc86a7805dc.shtml Una 500 a due posti? Vecchia storia]'', ''corriere.it'', 23 settembre 2016.</ref> *{{NDR|Sulla [[Fiat Nuova 500]]}} [...] c'era il problema dei posti a sedere: due o quattro? Una [[Smart]] ante-litteram o una automobile vera? [...] il board aveva remato contro, perché si temeva che una 500 (che in realtà in codice si chiamava «400») troppo confortevole potesse portare via clienti alla 600. Altro che aggiungerne! Così, a un certo punto, si arrivò all'eccesso [...], al modello della «400» col padiglione calante, che avrebbe obbligato persino un ragazzo cresciutello a star seduto dietro solo con la testa piegata. Era troppo. [...] Così si fece all'italiana, padiglione rialzato, ma solo una panchetta, senza schienale, omologazione per due e rispetto delle regole lasciato a discrezione. O al buon cuore dei vigili del tempo, che assomigliavano a [[Alberto Sordi]]. [...] il lancio della spartanissima 500 serie 1 fu un flop. Solo 48 mila consegne nei primi tre anni, contro le 255 mila dei successivi e il milione del triennio '69-'71. Cosa era successo? Certamente, il prezzo iniziale, sbagliato [...], fu decurtato. Poi l'Italia era entrata nel [[Miracolo economico italiano|boom]], la gente aveva qualche spicciolo in più e anche le mogli guidavano e volevano la loro microcar. Ma soprattutto arrivarono i sedili posteriori e l'omologazione per quattro, che insieme a qualche cavallo in più, un paio di profili in alluminio lucidato, i coprimozzi e i vetri apribili fecero della 500 il mito che fu.<ref name="Fiat"/> *Chi si ricorda della [[Renault Dauphine|Alfa Romeo Dauphine]]? La «vetturetta» – come si diceva allora – nata alla [[Renault]] nel 1956 e costruita su licenza anche al [[Alfa Romeo|Portello]], per tentare la sfida alle utilitarie Fiat? Di certo non era un cavallo da corsa come le altre Alfa del tempo. Cilindrata ottocentocinquanta, motore posteriore, andatura dimessa. Eppure occupa un posto speciale nella storia dell'auto perché, nel suo piccolo, è stata una delle prime world-car. Insieme alla Ford T, al Maggiolino, alla [[Renault 4]] e qualche altra, ha anticipato l'era della globalizzazione dell'automobile. [...] la Dauphine «alla milanese» [...] era identica all'originale, ma con impianto elettrico Magneti Marelli e fari Carello. Dalla linea di produzione [...] ne uscirono cinquantacinquemila, fino al '64. Costruita in Francia, Spagna e Brasile in due milioni di esemplari ed esportata negli USA, la Dauphine fu anche un tassello del riavvicinamento tra i due Paesi «cugini», dopo il tradimento bellico del 1940. Il generale [[Charles de Gaulle|De Gaulle]], in visita nel '59, accettò di inaugurare la catena di montaggio al Portello: uno degli eventi per i cent'anni della vittoria franco-sabauda a Solferino portava anche buoni affari.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_ottobre_28/ricordate-l-alfa-romeo-dauphine-2f57fdec-9d2c-11e6-baae-ba981bf8dcd8.shtml Ricordate l'Alfa Romeo Dauphine?]'', ''corriere.it'', 28 ottobre 2016.</ref> *Venendo alla nostra «povera» [[Fiat Regata|Regata]], era una [[Fiat Ritmo|Ritmo]] con la coda, un po' in linea con le tre volumi che vanno così forte nei paesi in via di sviluppo. E se la Ritmo (sicuramente la prima serie) era stata un'auto innovativa e con una forte personalità, la Regata aveva fatto tre passi indietro. Il modello diesel color carta da zucchero, con i coprimozzi piccoli, era considerato, da chi se ne intendeva, «il minimo della vita».<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/16_novembre_08/regata-presidente-l-avvocato-254a245e-a58a-11e6-b4bd-3133b17595f4.shtml La Regata, il Presidente e l'Avvocato]'', ''corriere.it'', 8 novembre 2016.</ref> *La [[Fiat 1400|1400]] [...] fu la prima Fiat con la carrozzeria a scocca portante. Non solo lo stile, per espressa richiesta di [[Vittorio Valletta|Valletta]], riprendeva in piccolo gli stilemi americani. Ma anche la progettazione della struttura – in quel momento molto innovativa – venne fatta Oltreoceano, con il controllo delle industrie Budd, specialiste mondiali. Scorrendo i memorabili diari di [[Dante Giacosa]] [...] si scopre che l'ingegnere aveva pensato alla «cassa portante» già in due studi d'anteguerra, datati 1939. Ma che non gli era stato facile convincere il management di una soluzione che riduceva i pesi, le parti e costi, ma aumentava l'incertezza. In officina si temevano le vibrazioni trasmesse da un motore fissato alla scocca, e la tenuta rigida dell'insieme. Il grande ingegnere ricorda come a Torino, allora, valesse la regola del seguire sempre la strada dei più grandi e dei più esperti. Ma in questo caso, se si fosse aspettata la Ford, telai e balestre avrebbero marciato per un altro quarto di secolo. Il debutto della 1400, la torinese che «doveva piacere agli americani», fu salutato da un plauso anche all'estero [...] e aprì la strada a una nuova generazione di Fiat.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_dicembre_09/beatrice-fa-patente-fiat-1400-b2eaf1f2-be27-11e6-b49e-d6d34448037e.shtml E Beatrice fa la patente sulla Fiat 1400]'', ''corriere.it'', 9 dicembre 2016.</ref> *Era il 1956 quando dai ghiacci di Göteborg arrivò notizia del nuovo modello «[[Volvo Amazon|Amason]]», berlina [...] ispirata al disegno della Alfa Romeo 1900. Ma di quest'ultimo particolare non si accorse nessuno, perché la vettura fu nei primi anni quasi sconosciuta in Italia e lo stesso si può dire di quella del Portello, oltre il Circolo polare. In ogni caso non è per la linea – pur solidamente chic – o la struttura autoportante, che la [...] Amazon (con la «z», come venne ribattezzata) è passata alla storia. Furono le [[cinture di sicurezza]] a tre punti, installate per la prima volta nel 1959 sul modello PV544 e subito trasferite sulla nuova ammiraglia, a segnare il distacco della marca svedese dal resto del mondo. Un distacco che Volvo si affrettò a condividere, per il bene comune, con altri costruttori. Ma che grazie ad un marketing lungimirante e tenace – e a una qualità di prodotto molto elevata – ha saputo ben amministrare. Ancora oggi, sulle prime pagine dei siti istituzionali e delle pubblicazioni della Casa, si fa menzione del milione di vite che sono state salvate grazie alla geniale cintura.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_dicembre_20/altra-amazon-quella-mitica-volvo-f4a3abd8-c6c0-11e6-b417-0b305dabd004.shtml L'altra Amazon: quella mitica Volvo]'', ''corriere.it'', 22 dicembre 2016.</ref> *{{NDR|Sul [[Raid Pechino-Parigi]]}} L'impresa appariva titanica per i mezzi in circolazione, considerati dal pubblico (non dai costruttori) alla stregua di attrezzi sportivi o capricci delle famiglie bene. Ma aveva un fascino irresistibile, anche in assenza di un premio (sarebbe bastata la notorietà), di regole e percorsi certi. Non esistevano infatti vincoli o limitazioni e il tragitto era dettato dall'esistenza o meno delle strade (o delle ferrovie – che vennero utilizzate talvolta modificando le ruote). Unica ''conditio'' versare una caparra di duemila franchi a garanzia della serietà della propria partecipazione. [...] A Pechino, su quaranta iscritti, si presentarono in cinque. E uno avevano solo tre ruote. Come potessero pensare i signori Pons e Foucault di attraversare l'Asia con un triciclo da sei cavalli (vapore) non è più dato di sapere. Fatto sta che i due sbiellarono nel mezzo del deserto del Gobi e poterono tornare a casa solo grazie alla fortuna e una generosa tribù di Mongoli.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/17_marzo_03/centodieci-anni-fa-pechino-parigi-28ecd1b4-0017-11e7-ab57-d1b52dae9646.shtml Centodieci anni fa, la Pechino-Parigi]'', ''corriere.it'', 3 marzo 2017.</ref> *{{NDR|Sulla [[Peugeot 403]]}} [...] a discapito della sua meccanica tranquilla è una vettura da libri di storia. Immaginata da Jean Pierre Peugeot all'inizio degli anni '50 – per dare, alla media borghesia francese, una nuova voglia di viaggiare dopo le privazioni del dopoguerra – la 403 venne disegnata da [[Pininfarina]] [...] e fece il suo debutto al Salone di Parigi del 1955. Il carrozziere italiano, autore di uno stile classico ma molto ben proporzionato, avrebbe voluto, probabilmente, osare di più. [...] Ma contrariamente alla spregiudicatezza di [[Citroën]], e allo stile un po' kitch di Simca, la [[Peugeot|Casa del leone]] puntava su un'immagine sobria, solida, concreta. La pubblicità diceva: «Peugeot: c'est serieux» (è una cosa seria!) e infatti la macchina venne fuori ottima, ma un poco noiosa. La [[Citroën DS|Ds 19]], lanciata lo stesso anno a qualche stand di distanza, le rubò la scena. I Peugeot non se la presero più di tanto: mentre la futuribile Deésse colpiva a prima vista (ma costava all'azienda più del prezzo di listino e si guastava continuamente) la più classica 403 funzionava come un orologio, era l'auto «tipo» della middle-class d'oltralpe e equipaggiava i taxi parigini (con il primo Diesel della marca). Ma anche le furgonette dei fruttivendoli e i rustici pick-up dell'Africa coloniale.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/motori/attualita/17_aprile_20/jacques-chirac-presidente-meccanico-1506146e-25c7-11e7-af03-2ae26637d687.shtml Jacques Chirac, presidente meccanico]'', ''corriere.it'', 22 aprile 2017.</ref> *{{NDR|Sulla [[Iso Isetta]]}} La sua unica porta, da frigorifero con sterzo incorporato, è entrata nell'immaginario collettivo.<ref>Da ''[https://www.corriere.it/liberitutti/cards/abitacoli-ribelli/piccola-cosi.shtml Dalla Mehari del '68 alla Kar-a-sutra di Bellini, finita al MoMa: abitacoli ribelli]'', ''corriere.it'', 8 giugno 2018.</ref> {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_aprile_26/storia-dell-isetta-bresso-monaco-64db0d2c-0b89-11e6-a8d3-4c904844517f.shtml Storia dell'Isetta, da Bresso a Monaco]''|''corriere.it'', 16 aprile 2016.|h=4}} *La [[Iso Isetta|Isetta]], capolavoro minimalista di tecnologia e design, cessava le vendite in Italia, suo Paese natale. La bloccavano gli «interessi dell'industria nazionale» (alias lo strapotere [[Fiat]]), un prezzo – 480 mila lire – troppo simile a quello delle auto vere (la [[Fiat 500 "Topolino"|Topolino]]) e i due soli posti che, ragionevolmente, si poteva pensare di occupare, anche se era reclamizzata per tre. Qualche storico dell'auto, per ammorbidire gli strali della concorrenza, sottolinea che anche la sicurezza giocò un ruolo, perché pensare di fare un frontale con l'Isetta [...] non faceva gola a nessuno. *[...] l'ingegner Renzo Rivolta – titolare delle industrie Iso – abituato a vender frigoriferi, ma pronto a sfidare l'accoppiata [[Vittorio Valletta|Valletta]]-[[Dante Giacosa|Giacosa]] sul terreno delle utilitarie, dopo nemmeno due anni gettò la spugna. O meglio, passò la mano. Perché alle poche Isetta prodotte dal 1953, in quello che oggi è diventato l'ufficio postale di Bresso [...], ne sarebbero seguite ben 160 mila, costruite anche in Francia, Brasile e soprattutto in Germania, da una ditta di nome [[BMW|Bmw]]. La Isetta d'Oltralpe ebbe un motore migliore, finestrini scorrevoli, un piccolo ma provvidenziale impianto di riscaldamento. Ma, nella sostanza, l'idea rimase quella di Rivolta e il progetto quello degli ingegneri aeronautici Preti e Raggi, ritoccato qua e là dalla matita di Michelotti. *A contribuire alla storia tutta straniera della prima city-car furono diversi fattori. Quello strano uovo scoppiettante era anche un problema di marketing: le famiglie «affluenti» della ricostruzione si potevano comprare al massimo una macchina. L'Isetta era una ideale seconda, terza macchina. Un po' come [...] la [[Smart]]. Non che la Fiat 500C fosse un salotto (la «lussuosa» [[Fiat 600|600]] arrivò solo nel '55), ma senz'altro dava quell'impressione di automobile che alla Isetta sempre mancò. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/auto_epoca/16_giugno_16/con-mario-soldati-campagnola-6efdfaa2-33b2-11e6-b8e9-6b78a4af30ec.shtml Con Mario Soldati sulla Campagnola]''|''corriere.it'', 16 giugno 2016.|h=4}} *Molto molto tempo fa, prima delle prove dei cuochi, prima delle cucine del diavolo, prima dell'agnello lessato in salsa di coriandolo prodigio della nuova tavola, [[Mario Soldati]] [...] inventò la televisione eno-gastronomica. Poche stelle e stellati di oggi ne hanno sentito parlare, perché la Tv nel frattempo è molto cambiata, ma ''Viaggio nella valle del Po'', alla ricerca di cibi genuini, ha fatto conoscere – con un garbo oggi struggente – luoghi, opere e storie «padane» al resto del Paese. E, con lo stesso garbo, le ha mescolate ai menu dei ristoranti più veri, alle ricette più segrete, alle bottiglie più inaspettate e a quella «salama da sugo» che è rimasta celebre [...]. Soldati è piacevolissimo da seguire anche a distanza di [...] anni, negli studi televisivi e nelle grotte dove stagionano i formaggi, nella fabbrica della mortadella o tra i vitigni del Lambrusco. *La [[Fiat Campagnola|Campagnola]] [...] era un mezzo unico. Primo fuoristrada dell'Italia moderna, fu pensato per le commesse militari, ma ebbe un nome e una vocazione agricola. Servivano forse a distrarre le maestranze e i clienti da un passato che bruciava ancora. Pare che [[Fiat]], vincitrice del concorso contro [[Alfa Romeo]], ebbe dal ministero della Difesa qualche soffiata di troppo e si presentò con la vettura già pronta. *Per progettare la Campagnola l'ingegner [[Dante Giacosa|Giacosa]] e i suoi uomini studiarono la Jeep che il nuovo modello doveva sostituire, rifacendola più grande e più versatile, per adattarla a usi e situazioni diverse. Ma guardarono anche agli sviluppi della Land Rover, che nel 1951 vendeva la Serie 1 da 80 pollici, ma aveva capito che presto la misura del passo avrebbe dovuto crescere. Come la Land Rover, anche la Campagnola nacque e visse a lungo con motori spompati. [...] Del resto, quando si va nei campi, arati o di battaglia, non bisogna correre e il fuoristrada di allora – lo dice la parola – non era nato per l'asfalto. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_settembre_30/salone-parigi-1996-nasce-smart-d69067c4-8702-11e6-b094-d674d9773420.shtml Salone di Parigi 1996: nasce la Smart]''|''corriere.it'', 30 settembre 2016.|h=4}} *I [[Salone dell'automobile|Saloni internazionali]] e i loro archivi raccontano la storia dell'automobile come nessun altro. Soprattutto quella degli anni ruggenti, prima della nascita delle riviste specializzate e molto prima dell'avvento della televisione. Sono una miniera di aneddoti, colpi di scena, speranze, trionfi e cadute. Talvolta difficili da motivare, o che ci fanno sorridere a tanti anni di distanza. *[...] al Salone di Parigi del 1996 [...], in un'epoca assolutamente «matura» dell'auto e delle sue vetrine, fece la sua comparsa un'idea che è riuscita a cambiare le nostre strade. Nuovissima e già vista al tempo stesso, sempre attesa e sempre rimandata, semplice e complicatissima produrre, spiegare alla gente, vendere. È la [[Smart Fortwo (W450)|Smart]], che ancora oggi ci affascina, anche se non ne abbiamo mai avuta una e ci siamo saliti sopra una manciata di volte. [...] un veicolo senza capo (il cofano anteriore) né coda (tutto quello che dovrebbe stare dietro) [...] e un interno così spazioso e sfizioso da farci dimenticare di stare chiusi in due metri e mezzo. *[...] iniziò la sua rivolta tecnologica e di stile contro il vecchio mondo delle micro-car, i pauperismi del dopoguerra, l'ibridazione necessaria ma superata tra scooter e quattro ruote. Questo traguardo storico, raggiunto ad altissimo prezzo industriale e commerciale, è stato il merito maggiore del progetto Smart. *Dalle auto mignon della Germania anteguerra, alle comiche microcar ungheresi, alle nostre [[Iso Isetta|Isetta]], Varzina, Milanina [...] tutti hanno avuto i loro due metri e mezzi di celebrità. Ma per farne un fenomeno, un'invidia, un'icona ci voleva il genio di Nicolas Hayek, l'inventore della meteora Swatch, e un gruppo come Daimler-Benz [...]. A dire il vero era stata Volkwagen a credere per prima all'orologio viaggiante, ma con una decisione – a posteriori – sbagliata [...] [[Ferdinand Piëch]] [...] aveva bloccato tutto, pensando di fare meglio e da solo. Così [...] Hayek il temerario era sbarcato a Stoccarda [...]. Il resto è nella memoria di tutti: il ritardo di oltre sei mesi per i test dell'alce, tecnici e manager silurati, un prezzo di lancio sbagliato, l'uscita della Swatch dalla compagine societaria. Quello che resta della lunga marcia della piccola Smart è un successo planetario, da libri di scuola. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/16_novembre_11/11-novembre-1926-mitica-route-66-attraversa-stati-uniti-d-america-c93730a8-a81d-11e6-a0f6-bc17186f7068.shtml 11 novembre 1926: la mitica Route 66 attraversa gli Stati Uniti d'America]''|''corriere.it'', 11 novembre 2016.|h=4}} *L'11 novembre 1926 [...] nasceva una delle strade più celebri del mondo: la [[U.S. Route 66|Route 66]] degli Stati Uniti d'America. La segnaletica – non il famoso scudo, ma semplici pietre miliari di granito – apparve l'anno successivo, ma [...] il dado era tratto: il percorso da Chicago a Santa Monica, dalla regione dei grandi laghi alla costa della California, tracciato: 3.940 chilometri di sterrato attraverso Illinois, Mussouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona. Più o meno gli Stati che hanno regalato la vittoria a [[Donald Trump]] [...] *La Route 66 è meta di turisti da tutto il mondo, almeno quelli che hanno tempo da dedicare al paesaggio della sconfinata provincia americana. Ma è diventata addirittura un luogo sacro per il popolo mascherato che cavalca le Harley Davidson. Negli anni '50 era «l'autostrada delle vacanze», per chi le aveva (negli USA non sono un fatto scontato), e poteva permettersi di andare a passarle sulle spiagge del Pacifico. Non a caso ospitò il primo [[McDonald's|Mc Donald]] e drive-in d'America. *Prima di diventare un fenomeno di costume e, nel 1985, essere sostituita nel sistema delle freeways da strade più moderne e rettilinee, la 66 è stata teatro di fatti epocali. Fra tutti l'emigrazione di massa dagli Stati del centro e dell'est, che seguì alla crisi del 1929. Migliaia di famiglie operaie e almeno duecentomila contadini colpiti, oltre che dalla Grande Depressione, da cinque anni di siccità. Con improvvisati veicoli, non tutti a motore, si misero in marcia verso l'ovest e la speranza di un avvenire migliore. Per la ripresa ci vollero un decennio e la Seconda Guerra Mondiale. Ma, paradossalmente, qualcosa partì subito dalla Route 66, la cui transumanza innescò, per chi viveva lungo il suo percorso, un primo, benefico, ritorno degli affari. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/attualita/cards/giorgetto-giugiaro-forme-pensiero/primato-idee_principale.shtml Giorgetto Giugiaro: le forme del pensiero]''|''corriere.it'', 22 novembre 2016.|h=4}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo TZ Bertone Canguro]]}} Era una coupé dall'aspetto corsaiolo, in realtà destinata al turismo veloce. Sperimentava, tra l'altro, il parabrezza incollato alla carrozzeria. Non fu capita ad Arese e fu realizzato un solo prototipo. *Una delle auto più famose del cinema voleva nascere già con le carte giuste: forte personalità e prezzo conveniente, per una sportiva. Di qui la proposta di Giugiaro per una carrozzeria in acciaio spazzolato, non verniciato, e le porte sempre «glamour» ad ali di gabbiano. Purtroppo, quando «Ritorno al Futuro» debuttò nel 1985, la [[DeLorean DMC-12|DMC 12]] era già fuori produzione, travolta dal fallimento della De Lorean [...] *{{NDR|Sulla [[Lancia Delta (1979)|Lancia Delta]]}} Il successo internazionale della Golf convince il management Fiat a chiedere a Giugiaro di lavorare su una vettura che dovrà segnare la riscossa del marchio Lancia dopo il periodo interessante, ma anche criticato, segnato dalle Beta. Linee tese e rette, fortemente geometriche e coda tronca danno vita a un insieme di grande seduzione. Per molti resta una delle Lancia più belle. *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo New York Taxi]]}} L'invito arriva dal più famoso museo d'arte moderna del mondo: Il MoMa. Il tema è sviluppare un taxi razionale ed efficiente per la Grande Mela, dove si viaggia ancora su auto preistoriche. In soli quattro metri Giugiaro condensa una montagna di comodità e innovazione. Ma alle compagnie di yellow cab (e forse anche al legislatore) conviene che nulla cambi. *La [[Fiat Panda (1980)|Panda]], un progetto apparentemente semplice, in realtà molto impegnativo. Per riuscire a dare tanto con poco. [...] L'esterno [...] contribuisce a lanciare un'idea di macchina spartana ma spiritosa. Un po' come è stata per tanti anni la francese [[Renault 4|R4]]. Ma sono gli interni su cui Giugiaro e i suoi uomini [...] danno il massimo. Rispetto alla [[Fiat 126|126]] [...] è tutta un'altra vita. *{{NDR|Sulla [[Fiat Punto (1993)|Fiat Punto]]}} Porta nella classe delle compatte italiane un confort mai provato e un'estetica moderna. *Vista la Punto, si potrebbe pensare che il concept [[Lancia Medusa|Medusa]] – su meccanica Lancia – sia coevo. In realtà moltissimo tempo separa il concept di questa grossa berlina aerodinamica (1980) dalla piccola monovolume Fiat. Eppure i concetti guida, le linee raccordate e tondeggianti, così diverse dalle lamiere a spigolo che hanno dettato legge per un'intera epoca, erano già a disposizione dei costruttori tredici anni prima. *La [[Alfa Romeo Brera]] è stata prodotta per acclamazione. Presentata nel 2002 in forma di prototipo, con meccanica Maserati e porte a forbice, ha suscitato [...] entusiasmo [...]. Purtroppo, nel passaggio alla più economica versione di serie, la vettura è stata spogliata ed adattata in modo piuttosto infelice. *{{NDR|Sulla [[Daewoo Matiz]]}} Piccola, economica, praticissima, sobria, globale, esprime la filosofia del car designer di fronte alle sfide dell'automobile d'inizio millennio. E spiega l'empatia che lega Giugiaro all'Oriente. {{Int|''[https://www.corriere.it/motori/cards/dalla-bianchina-all-aston-martin-lagonda-ecco-dieci-auto-piu-brutte-mai-costruite/bianchina-berlina-quattro-posti_principale.shtml Dalla Bianchina all'Aston Martin Lagonda. Ecco le dieci auto più brutte mai costruite]''|''corriere.it'', 5 luglio 2019.|h=4}} *[...] tremenda [[Autobianchi Bianchina|Bianchina]] di fantozziana memoria. [...] Non bella era soprattutto la versione berlina. Perché? Aveva una forma poco definita, con quel padiglione sproporzionato per fare entrare i quattro passeggeri. E una serie di leziosità un po' ridicole (a cominciare dalle codine). [...] la spartana [[Fiat Nuova 500|Cinquecento]] è un'icona, la Bianchina al massimo ci fa sorridere. *Anche i geni possono sbagliare. È quanto è capitato ad Alec Issigonis [...] con la [[Austin 1800]]. Il successo della [[Mini (1959)|Mini]] [...] era stato tale che il board della BMC seguì ciecamente il suo progettista anche nel segmento superiore. Ma soluzioni d'avanguardia e interni spaziosi non bastano per fare una bella berlina. Che infatti fu un fiasco. Tre anni più tardi [[Pininfarina]] propose uno studio aerodinamico sulla stessa meccanica, una forma dieci anni in anticipo sui tempi. L'ingegner Issigonis ne fu entusiasta, non così il management della BMC. Il disegno rivoluzionario nato a Torino sarebbe risuscitato solo nel 1974, nelle forme della [[Citroën CX]]. *{{NDR|Sulla [[Renault 12]]}} È stata un successo, si potrebbe dire, da world-car. Ma oggi è ancora più inguardabile che nel 1969, quando uscì dalle linee di montaggio in Francia. E poi da quelle in Spagna, Portogallo, Irlanda, Romania, Messico, Sud America, perfino l'Australia [...]. Qualcuno ebbe il fegato di comprarla in Canada e Stati Uniti. Cosa piaceva di questa tre volumi dal sedere spigoloso e cascante? L'essere proprio una tre volumi, con un grande bagagliaio, tanto spazio dentro, una meccanica robustissima. Scusate se è poco, verrebbe da dire. *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo 155]]}} È nell'opinione comune (ma anche di qualche top manager) una di quelle auto che non avrebbe dovuto nascere. Soprattutto col marchio Alfa. Costruita [...] in pieno periodo Fiat, fu la vettura che diede il colpo di grazia allo stabilimento di Arese. Peraltro di Alfa aveva davvero poco. [...] un disegno dei più anonimi, meccanica tutta torinese che abbandonava la trazione posteriore, compresi il celebre ponte De Dion con blocco cambio-differenziale. I clienti Alfa si sentirono un po' a disagio, e non solo per la plastica e i vellutini «cheap» degli interni. [...] Il marchio del Biscione, con la 155, uscì di fatto dal mercato internazionale delle berline sportive. *Si può essere brutte anche costando una montagna di denaro. È il caso della [[Aston Martin Lagonda]] [...]. Se qualcuno ha dei dubbi può confrontarla con quello che la Casa era stata in grado di fornire a [[James Bond]] negli anni '60 [...]. La linea schiacciata della Lagonda, che qualcuno soprannominò la sogliola d'Oltremanica, non ebbe successo in Occidente. Gli interni erano supertecnologici, ma funzionavano male (come molti gadget dell'epoca). Le prenotazioni vennero soprattutto dagli sceicchi arabi. *Vero è che migliorare un capolavoro è un'impresa impossibile. E tale era la [[Lancia Delta (1979)|Delta]] di [[Giorgetto Giugiaro]]. Un'auto che se ci fosse oggi, appena appena ritoccata, faremmo la fila per comprarla. Ma la [[Lancia Delta (1993)|Delta serie 2]] [...] più che un'auto brutta, è una gigantesca occasione mancata. Tanto il patrimonio di modernità, di stile, di successo sportivo della prima serie era stato dilagante, tanto la vettura che seguì pareva ordinaria e priva di appeal. Chiusa [...] in logiche industriali improntate al massimo risparmio [...], ha contribuito in modo determinante ad affossare lo storico marchio. *[...] in realtà la [[NSU Prinz]] [...] doveva la sua linea ad una lontana cugina d’America, la Chevrolet Corvair. Pantografata al minimo, ovvio. [...] E da una parte e dall'altra dell'Atlantico questa linea curiosa a sandwich, con il tetto a pagoda, ottenne consensi. Non è ben chiaro cosa fruttò, alla piccola Prinz, la sua nomea negativa. Forse il fatto che fosse [...] leziosa. Un "voglio, ma non posso" che, se di colore verde, si diceva addirittura che menasse gramo. *Dicono che persino i Vigili Urbani di Milano si vergognassero. Perché guardare la [[Alfa Romeo Arna|Arna]] e pensare al blasonato scudo del Biscione [...] faceva male al cuore. *Per molti italiani è la pietra di paragone, l'auto più brutta di sempre. La [[Fiat Duna]] [...] sembra una "Uno" con la coda, ma è più legata alla 127 brasiliana [...]. È stata infatti concepita per il mercato sudamericano e solo successivamente proposta in Europa. In questa chiave si può spiegare – forse – la sua oggettiva bruttezza. La sindrome del bagagliaio nelle berline piccole e povere [...]. Quel metro cubo di spazio chiuso, così gradito nei mercati emergenti, così discreto perché nessuno veda cosa c'è dentro, è una maledizione alla quale, da noi, è impossibile sfuggire. ===''Ruoteclassiche''=== {{cronologico}} *Il lancio dello [[Sputnik 1|Sputnik]], il 4 ottobre del 1957, precipitò gli Stati Uniti nella più profonda costernazione. Dai generali del Pentagono alla casalinga di Milwaukee, l'idea che i terribili comunisti avessero spedito in orbita una palla d'acciaio che, ogni novantasei minuti, passava sulle loro teste, gettò la nazione nel caos. Le frontiere, le rassicuranti barriere di sempre erano state infrante e poco importava che il primo satellite artificiale fosse poco più grande di una palla da football ed avesse al suo interno solo una radio e una batteria per trasmettere. Nel giro di pochi giorni, tra cronache radiotelevisive degne di [[Orson Welles]], assemblee in scuole, università e interrogazioni parlamentari l'America si sentì vulnerabile, umiliata, presa di sorpresa, e nemmeno il presidente [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] – il generale che un decennio prima aveva vinto la guerra in Europa – riuscì ad essere convincente, nelle sue rassicurazioni e promesse di riscatto. Che peraltro arrivarono in pochi mesi, con il lancio del Vanguard e, tre anni dopo, del programma spaziale di [[John Fitzgerald Kennedy|Kennedy]] e [[Wernher von Braun|Von Braun]].<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/lautostrada-di-walt-disney-per-dimenticare-lo-sputnik/ L'autostrada di Walt Disney per dimenticare lo Sputnik]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 22 maggio 2020.</ref> *[...] una strana automobile, la [[Fiat 130]], che in molti di noi oggi guardano con una certa simpatia. Quasi rimpianto. Aveva non pochi difetti, ma anche fascino. Fu, in fondo, l'unica ammiraglia Fiat di cui, dai baby-boomer in poi, si possa avere memoria diretta. E fu veramente una scommessa. Anche se giocata senza molta convinzione. In perfetto stile Fiat. [...] Quando, dopo lunghi studi, venne posteggiata accanto alle varie Mercedes, Jaguar e BMW, in molti si chiesero per quale ragione l'élite dei clienti avrebbe dovuto scegliere una vettura di lusso che aveva il marchio della [[Fiat Nuova 500|500]]. [[Dante Giacosa|Giacosa]] l'aveva avversata fin dalle origini, [...] sentendola aliena alla cultura del marchio. Dopo esserne stato lontano per tutta la fase di ricerca, aveva raccomandato [...] di lanciare la 130 solo quando tecnicamente perfetta. La vide invece debuttare con alcuni vizi, a cominciare da quel motore [...] che consumava un terzo in più della concorrenza e dava un terzo di cavalli in meno. Per non parlare del prezzo [...] allineato a quello delle berline più blasonate. [...] Così, anche se, quando fu presentata, molti la definirono una bella automobile (e lo stesso potremmo dire oggi, maestosa nelle proporzioni, italiana e americana insieme, con abbondanza di fregi ma le linee tese, equilibrate), quando si trattò di acquistarla la gente ringraziò e andò a comprare tedesco o inglese.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/fiat-130-tempi-duri-per-lammiraglia/ Fiat 130, tempi duri per l'ammiraglia]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 24 settembre 2020.</ref> *Correvano [...] i primi anni '30, che il crollo della borsa e i suoi annessi lasciò a mal partito. La [[Bugatti]] dei sogni non faceva eccezione. Trecento operai della fabbrica di Molsheim avevano perso il posto e le commesse dei miliardari [...] non bastavano più. Fu così che guardando i mastodontici motori delle [[Bugatti Tipo 41 Royale|Royale]], allineati in deposito, il geniale [[Ettore Bugatti|Ettore]] si chiese cosa avrebbero potuto muovere in alternativa alla sue vetture ormai invendibili. Dalle stelle alle stalle, si innamorò del treno. Naturalmente un [[Automotrice Bugatti|treno Bugatti]] non poteva essere banale. [...] le forme del convoglio erano disegnate dal vento, e questo – in un'epoca di locomotive a vapore e vagoni-mattone – era già una rivoluzione. La cabina di guida, poi, non era in testa, ma a centro treno, in una cupoletta sopraelevata e filante. Ma la differenza la facevano i poderosi motori nati per le corse. O per trasportare le teste coronate nelle vetture-monumento. [...] Nel '35 l'automotrice da ottocento cavalli fece registrare il record di 197 km/h. Nulla del genere si era mai visto al mondo: da Parigi a Lione in quattro ore e mezza. [...] i passeggeri non erano molto convinti: le prestazioni erano esagerate. Non è un caso quindi che [...] la velocità di punta fu limitata a 140 e su una pubblicità del 1935 si leggesse, nel titolo "A 150 km/h distanza di arresto 750 metri!".<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/il-tgv-che-salvo-la-bugatti/ Il TGV che salvò la Bugatti]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 27 ottobre 2020.</ref> *La [[Jeep (veicolo militare)|Jeep]] della [[Seconda guerra mondiale|guerra]] (Bantam, Willys o Ford non importa) è concordemente accettata come l'anello mancante del 4x4, il proto-veicolo che portato l'uomo a muoversi in un modo diverso. Per la sua qualità progettuale, la sua efficienza e il numero notevolissimo di esemplari in cui si è moltiplicato: 643.000 solo negli anni della guerra. [...] I vari MPV americani, divenuti CJ con varie numerazioni e poi Cherokee, Quadra Track, Renegade eccetera, sono la ramificazione "sapiens" – negli anni '60 e '70 – della geniale Willys. E questa, vale la pena ricordarlo, fu la prima auto – insieme alla [[Cisitalia 202]] e ad altre sei vetture – a entrare in un tempio dell'arte moderna, il celebre MoMa di New York [...]<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/da-una-tempesta-della-preistoria-la-lucy-di-tutti-i-fuoristrada/ Da una tempesta della preistoria la "Lucy" di tutti i fuoristrada]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 6 novembre 2020.</ref> *Tutti ricordiamo il successo epocale del [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino]] americano, che [...] era diventato un fenomeno. Soprattutto a New York e in California, ma non solo, aveva trovato degli estimatori tra le giovani generazioni, i progressisti, gli eccentrici e gli squattrinati. ''"Con tremila dollari'' – diceva un celebre spot pubblicitario – ''il signor Smith ha comprato la sua nuova Dodge Sedan. Con tremila dollari il signor Green, vicino di casa, ha comprato la sua nuova Volkswagen. E in più un frigorifero, un forno a micro onde, una radio, una cyclette, un condizionatore d'aria..."'' e l'elenco continuava, mentre il signor Smith guardava perplesso i fattorini che consegnavano quel bendidio alla villetta di fronte.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/ford-pinto-una-storia-da-manuale/ Ford Pinto: una storia da manuale]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 8 gennaio 2021.</ref> *[...] quasi tutte le famiglie numerose nell'America anni '70 [...] avevano una [[Familiare|station wagon]]. Molto prima dell'era dei Suv, quando i pickup li guidavano agricoltori e carpentieri, la giardinetta agli steroidi era lo status-symbol della media borghesia. L'auto della moglie per bene, con la sua dose extra di cromature e i pannelli finto legno sulle fiancate. Le chiamavano "Country Squire" o "Estate" e anche chi non aveva la seconda casa in campagna e la tessera del golf non vedeva l'ora di possederne una. E intanto si allenava al volante di quegli inguidabili transatlantici.<ref name="Biden">Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/coraggio-presidente-biden/ Coraggio, Presidente Biden!]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 19 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Sulla [[Chevrolet Kingswood]]}} Un modello di grande serie, erede – nel nome – della prima Kingswood prodotta tra il '59 e il '60 e ispiratrice, con le sue pinne posteriori appiattite, di un'intera generazione di vetture GM. La nuova Kingswood era molto meno osé della sua antenata. Forme morbide, muso monumentale e verticale, cintura possente, si permetteva tuttavia il lusso di vetri posteriori avvolgenti, che piegavano di quasi novanta gradi verso il lunotto. Il portellone aveva a sua volta un ampio finestrino, motorizzato, che scendeva nella parete metallica. Dentro, tre file di poltrone potevano ospitare fino a nove passeggeri, ma l'ultima panchetta era spesso chiusa e il vano di carico in grado di soddisfare qualsiasi ingombro. Con un passo di tre metri, duemiladuecento chili a vuoto e un cambio – manuale o automatico – ma sempre a tre rapporti, non c'era molto da divertirsi [...]. I motori erano comunque impressionanti, almeno per noi europei: il 5.7 litri V8 di base forniva, in teoria, 260 cavalli. Ma chi non si accontentava poteva contare su un 6.6 litri e perfino un 7.400 di cilindrata. Per farci che cosa non è dato sapere. La velocità massima dichiarata era di 170 km/h, ma non ci voleva la voce timorata del concessionario per spiegare ai clienti che era saggio non avvicinarsi nemmeno lontanamente a quel limite. Balestre posteriori e freni misti disco-tamburo la dicevano lunga sulla tenuta in emergenza.<ref name="Biden"/> *Il ricordo della [[Cadillac Allanté]] [...] muove sentimenti contrastanti. Ma [...] dipendono anche dalla sponda dell'oceano sulla quale vengono espressi. Per [[Pininfarina]] la commessa della General Motors fu [...] un successo, fece guadagnare bene, permise lo sviluppo di nuove esperienze, aggiunse ulteriore prestigio all'azienda. Non altrettanto brillante fu [...] il bilancio per il gigante di Detroit, che vendette poco più di ventimila esemplari, quando le aspettative erano di almeno cinque volte tanto. La Allanté fu complessivamente lodata dalla stampa americana, mentre in Europa, dove peraltro non mise quasi piede, fu criticata per la modestia delle prestazioni, che non reggevano il confronto con le sportive vere e nemmeno la ricchezza dell'involucro. Lo stile, che negli Usa era sicuramente esotico [...], da noi fu giudicato di scarso fascino, anche se equilibrato e sobriamente chic. [...] la qualità costruttiva della macchina – obbiettivamente molto alta –, i contenuti tecnologici e i gadget, lo stile votato all'understatement ma assai diverso dagli standard di Detroit, non bastarono a convincere gli automobilisti colti: i tanti che aspettavano con curiosità la nuova Cadillac, sulle strade della California, della Florida e del New England.<ref>Da ''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-in-memoria-della-cadillac-allante/ Automobili nella tempesta: in memoria della Cadillac Allanté]'', ''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 30 giugno 2021.</ref> {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-una-lincoln-blu-per-la-nuova-frontiera/ Automobili nella tempesta: una Lincoln blu per la Nuova Frontiera]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 2 maggio 2020.|h=4}} *Nel gennaio del 1961 il vento era cambiato a Washington. Un ciclone di modernità aveva fatto invecchiare l'intera classe politica. Nessuno sapeva più come vestire, come muoversi, cosa promettere e far sognare, se non guardando al [[John Fitzgerald Kennedy|giovane presidente]]. E anche l'auto di [[Harry S. Truman|Truman]] e [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] era diventata impresentabile. L'ex numero uno della Ford Robert McNamara, che Kennedy aveva convinto a lasciare il suo posto offrendogli il Dipartimento della Difesa e un decimo dello stipendio, aveva una sorpresa in tasca per lui: la nuova Lincoln Continental. Quest'auto dal disegno essenziale e personalissimo, che salvò il marchio Lincoln dalla chiusura, ma contribuì, a modo suo, a [[Assassinio di John Fitzgerald Kennedy|uccidere]] il presidente a Dallas [...] *Nella sua semplicità mastodontica, la Lincoln era la macchina ideale per Kennedy, che ne fece ordinare due, entrambe in "midnight blue" e non nere, come erano state le vetture dei suoi predecessori. [...] battezzata dal Servizio segreto [[SS-100-X]], era una vera carrozza da parata, col passo allungato di centoventi centimetri e piena di gadget ed effetti speciali. Il primo "effetto" era la visibilità del Presidente, una chiave della strategia elettorale di Kennedy. [...] se la coppia regale aveva ospiti a bordo (che sedevano su bassi strapuntini), era possibile sollevare il divano posteriore di trenta centimetri, con un martinetto idraulico. In caso di intemperie erano disponibili due tipi di capote, una in plexiglass trasparente detta "bubbletop" e una di tela nera [...]. Ma JFK le utilizzò solo in casi estremi, preferendo sempre la vettura scoperta. Nessuna blindatura era prevista, nessun cristallo era antiproiettile, nessun agente di scorta prendeva [...] posto sulle fiancate. Il presidente e la folla: questo voleva la gente, questo aveva funzionato bene nelle primarie del '60, avrebbe continuato a farlo per le elezioni del '64. *L'unica protezione della SS 100-X erano l'autista e l'agente al suo fianco, entrambi del Servizio segreto, entrambi armati, entrambi pronti a tutto, compreso [...] mettere il loro [...] corpo tra i proiettili e il Presidente. Se mai fosse stato necessario. Ma questo a Dallas non avvenne. [...] La limousine, divenuta ''crime scene'', non fu sequestrata. Ci si affrettò, appena tornati al garage della [[Casa Bianca]], a lavare tutto per bene. Ufficialmente perché l'odore di morte era insostenibile, nei fatti, chissà. [...] Due mesi dopo l'auto era a Detroit dove fu completamente smontata. Tornò con una capote fissa e vetri anti-proiettile, nuovi interni e un conto da mezzo milione di dollari. Ma come corpo del reato, non valeva più nulla. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/il-ciclone-modulo-che-ancora-ci-spaventa/ Il ciclone Modulo che ancora ci spaventa]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 21 luglio 2020.|h=4}} *Bisogna [...] dare credito ai ricordi di [[Paolo Martin|Martin]], quando dice che il primo schizzo della [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Modulo]] apparve per caso, in un angolo del suo tecnigrafo alla [[Pininfarina]], giocando con la matita. [...] Lo scarabocchio, nei mesi che seguirono, crebbe. Divenne una serie di disegni in scala 1:10, ancora grezzi, ma in cui la navicella a forma di freccia, simmetrica e priva di ruote, cominciava ad assomigliare a qualcosa di stradale. [...] Anche nei figurini il concept lasciava interdetti. Il desiderio di farne qualcosa per uno dei prossimi Saloni era forte, ma si scontrava con la tradizione del marchio, fatta di eleganza e proporzioni. La più grande firma della carrozzeria mondiale voleva affascinare il suo pubblico, non sconcertarlo. *Nell'estate del '68 il giovane Paolo non andò in ferie. Si fece comprare invece otto metri cubi di polistirolo dall'officina, due batterie d'automobile e una serie di seghetti termici da traforo. Si costruì anche una gigantesca raspa per arrotondare le forme del suo giocattolo. E in pantaloncini corti, zoccoli e in compagnia saltuaria del custode della fabbrica, che lo guardava divertito, si mise a scolpire. In tre settimane la maquette in scala 1:1 era pronta, impreziosita da profili e parti dipinte. Vista in tre dimensioni faceva ancor più paura. [...] come tutte le opere d'arte usciva, e di molto, dall'universo delle cose consuete. *Renzo Carli, che più di [[Sergio Pininfarina|Pininfarina]] era intrigato [...] dalla modernità tremenda della Modulo, aveva [...] bussato nientemeno che alla porta di [[Gio Ponti]] [...] invitandolo a venire a giudicare un oggetto che aveva portato aria di tempesta. Il grande architetto [...], giunto di fronte al "mucchio di polistirolo" non aveva avuto dubbi. La Modulo doveva nascere. [...] L'unica critica [...] fu per i grandi fori rotondi che interrompevano la superficie del cofano motore. "Il tondo è fermo nello spazio – sentenziò il maestro – mentre questa creatura punta in avanti. Farei anche quelli a forma di freccia". Non è dato sapere con quale spirito il giovane Martin, che aveva fatto la scuola media ed aveva imparato tutto da solo, trovò l'animo per contraddirlo. [...] non c'è dubbio che delle aperture lanceolate suggerite da Ponti sarebbero risultate corrette, ma più prevedibili. Mentre la semplicità della lamiera forata e della forma elementare, così rara su un'automobile, oggi ancor più di ieri, è bella perché sorprendente. Proprio come il genio estetico che distingue da sempre lo stile italiano. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/passata-una-tempesta-se-ne-affronta-unaltra/ Passata una tempesta se ne affronta un'altra]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 24 febbraio 2021.|h=4}} *{{NDR|Su [[Giovanni Savonuzzi]]}} [...] a dispetto del suo ingegno, uomo umile tutta la vita. Presentato a Piero Dusio da [[Dante Giacosa]], progettò nel solco del maestro, ma anche fuori, con una tendenza all'innovazione e all'esperimento che diventava una sfida personale. Quando, nel 1951, la [[Cisitalia 202|202]] fu esposta a New York e poi entrò nella collezione permanente del MoMa, Savonuzzi disse a una conferenza di ingegneri: "in fondo io mi sono sempre considerato un artista". Ma era anche il tecnico che spaccava il minuto negli appuntamenti e il capello in quattro sul tavolo da disegno. Negli anni ruggenti, l'ingegneria era insieme una scienza creativa, come forse solo quella dei progettisti spaziali [...], oggi, sa essere. *{{NDR|Su [[Virgil Exner]]}} [...] fece del "guardare avanti" la nuova strategia creativa della Chrysler. Il colosso americano [...] al tempo era governato dagli ingegneri, non dai designer. Fu grazie ai concept voluti da Exner, alcuni semplicemente stravaganti, altri veri capolavori, che il marchio perse la sua reputazione classica, quasi fuori moda e si vestì delle sue celebri pinne caudali, prese in prestito da quelle dei jet. Se tutte le Chrysler divennero più sottili, più basse, più levigate, il prototipo [[Ghia Gilda Streamline X|Gilda]], commissionato alla Ghia di Segre e Savonuzzi fece scuola a sé. È ancora oggi considerato uno degli esempi più spinti di "streamline" design, un oggetto fuori dal tempo e dalle leggi dell'automobile, che per molti aspetti anticipa di quindici anni la [[Ferrari 512 S Pininfarina Modulo|Ferrari Modulo]]. *[...] l'[[Chrysler Turbine Car|auto a turbina]] fu un bagno di sangue, con la Chrysler in particolare giunta a un passo dalla produzione (anzi, già cinquanta esemplari consegnati al pubblico-cavia), salvo rendersi conto che le novità e problemi che il programma portava con sé non facevano approdare il consumatore a nessun vantaggio. Non è dato di sapere quanto Savonuzzi si sia fatto animo amaro per l'eutanasia della sua fascinosissima, ma inutile creatura. Ma c'è da pensare che, con la spinta che lo animava in tutte le sue decisioni, con la sete di guardare sempre oltre lo steccato, non ne abbia avuto il cuore infranto. In fondo, quando un problema era stato risolto, un traguardo raggiunto, smetteva di interessarlo. {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/ascesa-e-caduta-dellutilitaria-piu-larga-del-mondo/ Ascesa e caduta dell'utilitaria più larga del mondo]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 23 aprile 2021.|h=4}} *[...] mentre in Italia l'[[Alfa Romeo Alfasud|Alfasud]] si avvia al debutto, anche dall'altra parte dell'Atlantico si cominciava a pensare a una due volumi "subcompact", dalla linea violentemente moderna e prestazioni convincenti. Una vettura che potesse offrire all'annoiato automobilista americano un attimo di emozione e provasse a contenere il successo delle piccole vetture straniere. [...] L'idea [...] non venne alle "big three" di Detroit, ma all'ultimo rimasto dei costruttori indipendenti [...]. I manager della American Motor Corporation pensarono a una "wide, small car", una compatta [...] lunga come una Passat, ma larga come una Cadillac, con tre quarti dell'abitacolo rivestito in vetro e un motore [...] che prometteva di consumare un terzo in meno delle concorrenti. [...] Tutto nella nuova "[[AMC Pacer|Pacer]]" era diverso e poco ortodosso. Persino le due portiere erano diseguali, con quella del passeggero più lunga di una spanna per facilitare l'ingresso ai sedili posteriori. Il disegno enfatizzava la bolla vetrata dell'abitacolo [...]. In un'epoca di lamiere a spigolo e trapezi, lo stile morbido della Pacer era notevole, armonico. *[...] già nella fase di sviluppo l'auto incontrò ostacoli gravi, a cominciare dal propulsore. [...] si dovette adattare un sei cilindri in linea di 3.8 litri, il cui basamento finiva praticamente dentro l'abitacolo [...]. Le promesse di economia [...] caddero nel dimenticatoio [...]. Ciononostante la Pacer ebbe un'accoglienza festosa [...]. Sembrava che l'industria americana avesse rotto un tabù, dimostrando di saper produrre anche un'utilitaria per il suo pubblico d'elezione. [...] la AMC si trovò sommersa di ordini [...]. Per il cliente medio americano [...] la Pacer aveva i gadget a cui tutti erano abituati e non scatenava, una volta chiuse le portiere, attacchi di claustrofobia. Nei primi due anni se ne vendettero [...]. Ma qualcosa, già nel '76, cominciò ad andar storto. In primo luogo l'auto, era tutt'altro che parsimoniosa. E con il peggiorare della crisi petrolifera la cosa divenne pressante. Le norme antinfortunistiche imposero paraurti più pesanti e altre modifiche alla scocca: il motore [...] fu strozzato dai nuovi catalizzatori. [...] rivestimenti e [...] plastiche [...] si cuocevano al sole grazie all'effetto serra delle vetrate. [...] In ultimo il design, che al debutto era sembrato futuristico, cominciò a invecchiare. [...] Nel 1980, dopo solo cinque anni e meno di trecentomila pezzi, l'avventura era finita. *Cosa resta [...] di questa insolita e sfortunata storia? Sicuramente il tentativo di un outsider di cambiare le regole, di osare, in un mercato come quello americano ingessato e tecnicamente conservatore. [...] la Pacer può piacere o meno, ma è indubbiamente un oggetto di design, come lo sono la Ami 6 o la [[Fiat Multipla (1998)|Fiat Multipla]]. Le sue forme plastiche, opposte alle linee tese del tempo, l'eccezionale superficie vetrata e curvata, le proporzioni stesse di lunghezza per larghezza e gli studi di abitabilità furono una coraggiosa novità. Se la motorizzazione fosse stata davvero più moderna, i difetti di gioventù meno gravi, i rivestimenti migliori, probabilmente la Pacer sarebbe ricordata diversamente [...] {{Int|''[https://ruoteclassiche.quattroruote.it/automobili-nella-tempesta-lultimo-spider/ Automobili nella tempesta, l'ultimo Spider]''|''ruoteclassiche.quattroruote.it'', 11 maggio 2021|h=4}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Spider (2006)]]}} Quel modello che vinse il premio "Cabrio of the year" nel 2006 e, allo stesso tempo, riuscì a vendere solo 12.488 pezzi, prima di essere spedito in soffitta dopo nemmeno quattro anni. [...] il colosso torinese [...] aveva tra le mani un prodotto di fascino (se non di qualità eccelsa) e sembrava non sapere che farsene. Dopo un paio d'anni, resosi conto di limiti della parte telaistica e degli errori di marketing, qualcuno tentò di porvi rimedio e si mise a valutare i costi di un rilancio. Ma su tutto calò la scure di [[Sergio Marchionne]], che nel 2010 chiuse i rubinetti. L'incredibile era successo: il marchio Alfa Romeo – l'archetipo dell'auto sportiva italiana per tutti [...] – rimaneva senza uno spider [...] *"Come partiamo male con questa automobile". Così parlò Aldo Mantovani – in mezzo a vari epiteti in piemontese stretto – quando il primo pianale dell'[[Alfa Romeo 159|Alfa 159]] arrivò alla Italdesign. [...] era nato da una collaborazione che Fiat aveva offerto a GM Australia e Saab. I lavori erano affidati a personale italiano di scarsa esperienza, "politicamente" dislocato in Svezia. Forse anche per questo i due partner stranieri si erano presto sfilati e il frutto dell'avventura era il "disastro" (parole testuali) che Mantovani e Trucco stavano ora considerando nei loro uffici di Moncalieri. Un insieme non ottimizzato, pieno di modifiche e ripensamenti, con rinforzi e appesantimenti inutili. In particolare, tra l'avantreno e la porta, c'erano da cinquanta a settanta chili di troppo. E questo la diceva lunga sul resto. *L'[[Alfa Romeo Brera|Alfa Brera]] di serie – vero miracolo di [[Giorgetto Giugiaro|Giugiaro]], che era riuscito a mantenere tutto il davanti della 159 d'origine e molto dello charme del prototipo – deluse quasi tutti, non appena ci si mise al volante. Invece di un'auto di lusso, che sfidava il fiore della concorrenza, il marketing Fiat l'aveva posizionata a metà strada, con interni anonimi, motori poco adeguati e addirittura il diesel. Se ne vendettero trentamila, le ultime con grande fatica. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Boetto Cohen, Giosue}} [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Curatori d'arte]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] nvhlb416fm970t7l43t4vh16wjfgamw Discussioni utente:Ulftomme 3 218516 1421777 1373138 2026-07-26T15:53:33Z Ulftomme 102501 /* */ Risposta 1421777 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:05, 12 apr 2025 (CEST)}} :Tut mir sehr leid, ich verstehe leider kein italienisch und kann Ihre Nachricht nicht lesen. Sorry, I cannot understand your message. [[Utente:Ulftomme|Ulftomme]] ([[Discussioni utente:Ulftomme|scrivimi]]) 17:53, 26 lug 2026 (CEST) 3w7ix1r94cjzaurx70dtuc3q3gmtwrf Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1421841 1421662 2026-07-27T09:31:03Z Spinoziano 2297 1421841 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''255''' voci create e '''72''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. 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<small>2025-06-10/09-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Samuel_Butler&diff=1387546&oldid=1350767 +8] #[[Giovanni Battista Angioletti]] - <small>2025-06-13/2026-03-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giovanni_Battista_Angioletti&diff=1408293&oldid=1279447 +4] #[[Patricia Highsmith]] - <small>2025-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Patricia_Highsmith&diff=prev&oldid=1380386 +4] #[[Filippo Sacchi]] - <small>2025-06-20/2026-07-18</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Filippo_Sacchi&diff=1421064&oldid=1321732 +20] #[[Giosuè Carducci]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giosu%C3%A8_Carducci&diff=1380830&oldid=1378905 +1] #[[Dario Fo]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dario_Fo&diff=prev&oldid=1380859 +2] #[[Joseph Victor Widmann]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Joseph_Victor_Widmann&diff=1381194&oldid=1353343 +1] #[[Ernest Hemingway]] - 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<small>2026-06-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Laura_Mancinelli&diff=1416446&oldid=1281229 +8] #[[Erich Maria Remarque]] - <small>2026-07-07/07-10</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Erich_Maria_Remarque&diff=1419816&oldid=1398466 +4] #[[Gianni Rodari]] - <small>2026-07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Gianni_Rodari&diff=1420702&oldid=1390639 +15] #[[John Ruskin]] - <small>2026-07-18</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=John_Ruskin&diff=1420761&oldid=1261858 +1] ===Opere=== ====Create==== #[[Senza uscita (Dickens e Collins)]] - <small>2026-05-14</small> {{ColBreak}} ===Tematiche=== ====Create==== #[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small> #[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> #[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small> #[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small> #[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small> #[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small> #[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small> #[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Canton Ticino]] - <small>2025-06-20</small> #[[Terre di Pedemonte]] - <small>2025-06-20</small> #[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small> #[[Passo del Bernina]] - <small>2025-06-23</small> #[[Monte Generoso]] - 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<small>2025-09-03</small> #[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)]] - <small>2025-09-04</small> #[[Chiesa di San Quirico (Minusio)]] - <small>2025-09-06</small> #[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana]] - <small>2025-09-13</small> #[[Intragna (Centovalli)]] - <small>2025-09-22</small> #[[Valle Onsernone]] - <small>2025-09-22</small> #[[Auressio]] - <small>2025-09-22</small> #[[Monte Limidario]] - <small>2025-09-23</small> #[[Golino (Centovalli)]] - <small>2025-09-24</small> #[[Isola di Sant'Apollinare]] - <small>2025-10-02</small> #[[Cima di Medeglia]] - <small>2025-10-08</small> #[[Monte Ceneri]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gambarogno]] - <small>2025-10-09</small> #[[Magadino]] - <small>2025-10-09</small> #[[Canobbio]] - <small>2025-10-09</small> #[[Paradiso (Svizzera)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Val Fedoz]] - <small>2025-10-20</small> #[[San Carlo (Cevio)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Poschiavo]] - <small>2025-10-27</small> #[[Casaccia (Bregaglia)]] - <small>2025-10-31</small> #[[Campo (Svizzera)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Niva (Campo)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Linescio]] - <small>2025-11-06</small> #[[Rovana]] - <small>2025-11-06</small> #[[Cerentino]] - <small>2025-11-06</small> #[[Boschetto (Cevio)]] - <small>2025-11-06</small> #[[Monastero di Santa Maria Assunta (Bellinzona)]] - <small>2025-11-12</small> #[[Gordevio]] - <small>2025-11-24</small> #[[Brusio]] - <small>2025-12-01</small> #[[San Romerio]] - <small>2025-12-03</small> #[[Arbedo-Castione]] - <small>2025-12-10</small> #[[Bellinzona]] - <small>2025-12-10</small> #[[Lumino]] - <small>2025-12-11</small> #[[Passo San Lucio]] - <small>2025-12-15</small> #[[Sementina]] - <small>2025-12-17</small> #[[Camorino]] - <small>2025-12-17</small> #[[Balerna]] - <small>2025-12-17</small> #[[Chiasso]] - <small>2026-01-09</small> #[[Distretto di Locarno]] - <small>2026-03-25</small> #[[Bavona]] - <small>2026-03-25</small> #[[Berzona]] - <small>2026-03-26</small> #[[La Baronata]] - <small>2026-03-28</small> #[[Passo di Cristallina]] - <small>2026-03-30</small> #[[Bolle di Magadino]] - <small>2026-03-31</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Sacro Monte di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Isole di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Centovalli (valle)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Cardada]] - <small>2026-04-02</small> #[[Minusio]] - <small>2026-04-03</small> #[[Rasa (Svizzera)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Vogorno]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verzasca (fiume)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Corippo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verdasio]] - <small>2026-04-04</small> #[[Losone]] - <small>2026-04-04</small> #[[Bignasco]] - <small>2026-04-05</small> #[[Sornico]] - <small>2026-04-11</small> #[[Diga di Contra]] - <small>2026-04-11</small> #[[Passo di Bosco]] - <small>2026-04-14</small> #[[Bosco Gurin]] - <small>2026-04-14</small> #[[Museum Walserhaus]] - <small>2026-04-14</small> #[[Val d'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Repubblica partigiana dell'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Santa Maria Maggiore (Italia)]] - <small>2026-04-15</small> #[[Villadossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Battaglia di Gravellona Toce]] - <small>2026-04-15</small> #[[Muralto]] - <small>2026-04-17</small> #[[Melezzo Orientale]] - <small>2026-04-18</small> #[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small> #[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Piano di Magadino]] - <small>2026-04-25</small> #[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)]] - <small>2026-04-27</small> #[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Bella (Lago Maggiore)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Madre]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isole Borromee]] - <small>2026-04-28</small> #[[Colosso di san Carlo Borromeo]] - <small>2026-04-28</small> #[[Buccione]] - <small>2026-04-30</small> #[[Sacro Monte di Orta]] - <small>2026-04-30</small> #[[Mottarone]] - <small>2026-04-30</small> #[[Val Vigezzo]] - <small>2026-05-06</small> #[[Foroglio]] - <small>2026-05-08</small> #[[Sonlerto]] - <small>2026-05-08</small> #[[Chiesa di San Michele (Centovalli)]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Camoghè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Brè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Madom da Sgióf]] - <small>2026-05-09</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Verzasca)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Peccia (Lavizzara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Giumaglio]] - <small>2026-05-11</small> #[[Chiesa di Sant'Eufemia (Novara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Vairano (Gambarogno)]] - <small>2026-05-12</small> #[[Grand Hotel des Iles Borromées]] - <small>2026-05-13</small> #[[Passo del Sempione]] - <small>2026-05-14</small> #[[Gola di Gondo]] - <small>2026-05-14</small> #[[Ganterbrücke]] - <small>2026-05-14</small> #[[Macugnaga]] - <small>2026-05-15</small> #[[Stresa]] - <small>2026-05-20</small> #[[Isola dei Pescatori]] - <small>2026-05-21</small> #[[Villa Branca]] - <small>2026-05-21</small> #[[Palazzo Bolongaro]] - <small>2026-05-22</small> #[[Eremo di Santa Caterina del Sasso]] - <small>2026-05-22</small> #[[Gattico]] - <small>2026-05-23</small> #[[Angera]] - <small>2026-05-25</small> #[[Castelli di Cannero]] - <small>2026-05-25</small> #[[Rocca di Arona]] - <small>2026-05-26</small> #[[Intra]] - <small>2026-05-26</small> #[[Pella (Italia)]] - <small>2026-05-27</small> #[[Ticino (fiume)]] - <small>2026-05-27</small> #[[Camedo]] - <small>2026-05-27</small> #[[Borgnone]] - <small>2026-05-28</small> #[[Ghiacciaio del Basodino]] - <small>2026-05-30</small> #[[Menzonio]] - <small>2026-05-30</small> #[[Diveria]] - <small>2026-06-01</small> #[[Liceo classico Carlo Alberto]] - <small>2026-06-05</small> #[[Stazione di Stresa]] - <small>2026-06-06</small> #[[Cugnasco]] - <small>2026-06-08</small> #[[Ronco sopra Ascona]] - <small>2026-06-08</small> #[[Novara]] - <small>2026-06-09</small> #[[Chiesa di San Martino di Tours (Ronco sopra Ascona)]] - <small>2026-06-10</small> #[[Basilica di San Giulio]] - <small>2026-06-11</small> #[[Brontallo]] - <small>2026-06-12</small> #[[Roseto (Cevio)]] - <small>2026-06-13</small> #[[Bagni di Craveggia]] - <small>2026-06-20</small> #[[Meis (Re)]] - <small>2026-06-20</small> #[[Ponte del Maglione]] - <small>2026-06-20</small> #[[Val Formazza]] - <small>2026-06-22</small> #[[Ferrovia Bellinzona-Locarno]] - <small>2026-06-22</small> #[[Val Lavizzara]] - <small>2026-07-04</small> #[[Nigoglia]] - <small>2026-07-17</small> #[[Grand Hôtel Locarno]] - <small>2026-07-18</small> #[[Collegio Papio]] - <small>2026-07-18</small> #[[Tegna]] - <small>2026-07-20</small> #[[Chiesa della Madonna delle Grazie (Maggia)]] - <small>2026-07-20</small> #[[Monti di Motti]] - <small>2026-07-20</small> #[[Premia]] - <small>2026-07-25</small> #[[Valle Anzasca]] - <small>2026-07-25</small> #[[Passo del Gries]] - <small>2026-07-25</small> ====Ampliate==== #[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-07-27</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1421840&oldid=1331744 +23] #[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-07-27</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1421831&oldid=1379295 +9] #[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2] #[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2] #[[Lago d'Orta]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_d%27Orta&diff=1420701&oldid=1309879 +9] #[[Isola di San Giulio]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Isola_di_San_Giulio&diff=1420704&oldid=1300342 +10] #[[Orta San Giulio]] - <small>2026-04-30/07-17</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Orta_San_Giulio&diff=1420705&oldid=1271834 +2] #[[Monte Rosa]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Monte_Rosa&diff=1413466&oldid=1377667 +1] #[[Cascata del Toce]] - <small>2026-05-15/07-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cascata_del_Toce&diff=1421643&oldid=1332074 +2] #[[Luino]] - <small>2026-05-26/2026-06-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luino&diff=1415797&oldid=1289832 +2] #[[Domodossola]] - <small>2026-05-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Domodossola&diff=1414481&oldid=1413366 +1] #[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Valle_Cannobina&diff=1417618&oldid=1416242 +1] #[[Toce]] - <small>2026-07-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Toce&diff=1421659&oldid=1418293 +1] {{EndMultiCol}} 9in2da8zu0skxsperp4c0nj8vhoniw2 Klaus Schädelin 0 219810 1421832 1381812 2026-07-27T08:09:43Z Spinoziano 2297 +1 1421832 wikitext text/x-wiki [[File:Klaus Schädelin Staatsarchiv Bern FN Jost N 7509.jpg|miniatura|Klaus Schädelin (1958)]] '''Klaus Schädelin''' (1918 – 1987), pastore protestante, politico e scrittore svizzero. ==Citazioni di Klaus Schädelin== *​Abbiamo concluso la nostra riunione con l'accordo che l'indomani, a mezzogiorno, avremmo abbandonato il campo per diventare eremiti. La zona intorno a Tenero era molto adatta al nostro scopo, perché il [[Piano di Magadino]] era disseminato di paludi e terre abbandonate. [...] Il giorno seguente ci siamo avviati senza zavorre incontro alla nuova vita. Abbiamo camminato fino ad una penisoletta sul fiume dove c'erano cespugli e nient'altro [...]. Ma Francesco riteneva andasse bene così: da allora in poi ci saremmo nutriti di miele selvatico e cavallette. "Cavallette?"<ref>Da ''Mi chiamo Eugen'', p. 97.</ref> *Nella nostra città esiste una canzone che in italiano suonerebbe così:<br>E sul [[Passo del San Gottardo|Gottardo]] si libra il tafano, o tafano, maledetto marrano, oltre il valico voli lontano<br>Per fare l'amor.<br>Non avevamo più fiato per cantare, ma ogni volta che mi succede, mi viene una canzone sulla punta della lingua che mi costringe a fischiettare, canticchiare a bocca chiusa o rantolare sull'orlo della tomba. Alla centosettesima ripetizione il Wrigley si è fermato, e dopo aver gettato una lunga occhiata intorno ha constatato che, a dispetto di quella canzone, in giro non si vedeva nessun tafano e che la poesia tedesca era tutta uguale: una bugia dall'inizio alla fine.<ref>Da ''Mi chiamo Eugen''; citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch''.</ref> ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Klaus Schädelin, ''Mi chiamo Eugen'' (''Mein name ist Eugen'', 1955), traduzione di Marina Pugliano, Atmosphere libri, Roma, 2019. ISBN 978-88-6564-309-9 ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=de}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Schädelin, Klaus}} [[Categoria:Pastori protestanti svizzeri]] [[Categoria:Politici svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] d79mpql2t8joeu5fla6gjtumefejesq Lancia Delta (1993) 0 220288 1421797 1385168 2026-07-27T03:42:00Z Danyele 19198 +1 1421797 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Lancia Delta II front 20120322.jpg|thumb|Lancia Delta II (1993)]] Citazioni sulla seconda generazione della '''Lancia Delta'''. *Lancia Delta. Decisioni industriali, su una stessa piattaforma volevano fare tanti modelli diversi, così mettono [[Lancia Delta (1979)|quella mitica]] in naftalina e ne fanno una nuova. Ecco, di quella nuova penso ne abbiano prodotte 6 o 7. ([[Giorgio Stirano]]) *Vero è che migliorare un capolavoro è un'impresa impossibile. E tale era la Delta di Giorgetto Giugiaro. [...] Ma la Delta serie 2 [...] più che un'auto brutta, è una gigantesca occasione mancata. Tanto il patrimonio di modernità, di stile, di successo sportivo della prima serie era stato dilagante, tanto la vettura che seguì pareva ordinaria e priva di appeal. Chiusa [...] in logiche industriali improntate al massimo risparmio [...], ha contribuito in modo determinante ad affossare lo storico marchio. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Voci correlate== *[[Lancia Delta (1979)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 0pc4e4kocp8w49b5oo5djl3xc08xwxc Hans Rudolf Schinz 0 222779 1421836 1400006 2026-07-27T09:26:34Z Spinoziano 2297 revisione e ampliamento 1421836 wikitext text/x-wiki '''Hans Rudolf Schinz''' (1745 – 1790), pastore protestante e scrittore svizzero. ==''Descrizione della Svizzera italiana nel Settecento''== *​Si spiega allora con facilità come mai in mezzo ad un paese in cui si parla ovunque italiano ci si possa imbattere in un villaggio interamente tedesco, e cioè [[Bosco Gurin|Bosco]], ovvero Gurin, in Valmaggia. Esso pare circondato da abitanti di lingua italiana: in realtà però costituisce una valle a sé, i cui monti confinano con il Vallese tedesco, e precisamente con il Binntal, dal quale, in occasione di un qualche rivolgimento del passato, la popolazione si rifugiò nella valle più vicina, valicando le montagne, differenziandosi poi rispetto ai propri antichi compatrioti. (p. 15) *{{NDR|Sul [[lago Maggiore]]}} ​Ambo le rive sono straordinariamente fertili; colline coperte di vigneti, cittadine, bei villaggi, borghi con le più graziose case di campagna, castagneti, fiumi che sboccano nel lago dopo aver ricevuto l'acqua di ruscelli che scendono dai monti in mille cascate, si alternano di continuo formando uno spettacolo d'indescrivibile bellezza, che non ci si sazia di guardare, che rende gradevole e divertente il viaggio sul lago [...]. (p. 220) *Avevamo intenzione di andare a pernottare a [[Mendrisio]], ma il violento temporale e la pioggia ci avevano trattenuti per un paio d'ore, cosicché cominciava ad imbrunire, quando arrivammo a [[Capolago (Mendrisio)|Capolago]] e fummo quindi costretti a passarvi la notte, cosa tanto più fastidiosa in quanto non vi si trova neppure una locanda passabile in cui dormire a proprio agio [...]. ​Capolago (anche Capo di Lago, o Cota di Lago) è peraltro una parrocchia grande, ma sgradevole e fredda, situata ai piedi di un'alta montagna coperta per la maggior parte di boschi fittissimi; nelle giornate più brevi il sole illumina questa località solo dopo le dieci del mattino.<ref name="guida">Citato in Osservatorio culturale del Cantone Ticino, ''[https://map.geo.ti.ch/s/guida_letteraria Guida letteraria della Svizzera italiana]'', ''ti.ch'', 2025.</ref> *​Da [[Balerna]] non impiegammo molto più di mezz'ora fino a [[Chiasso]], che è la parrocchia svizzera più meridionale e ha l'aspetto di un grosso borgo di mercato per via delle varie botteghe che vi si trovano. A un duecento passi di distanza confluiscono due ruscelli, l'uno da sud, l'altro da nord, metti Maiocca e Roggia. Questi formano il confine tra la Svizzera e lo Stato di Milano. Il piccolo ponte che li scavalca si chiama Pontesello. Appena oltrepassatolo ci si trova già nell'altro stato.<ref name="guida" /> *Entro un'ora arrivammo a Balerna, bellissima località aperta, ornata di una villa del vescovo di Como, di una chiesa fastosa in stile italiano e di alcune case del relativo capitolo. In questa regione la fertilità della terra svizzera sembra avvicinarsi al suo massimo, raggiungendo o addirittura superando quella che si ammira nelle pianure del Milanese e del Piemonte.<ref name="guida" /> *Il debarcadero​ {{NDR|di Capolago}} è comodo e sicuro, l'intenso traffico ed il deposito di merci in transito, che qui trasbordano, offre molte occasioni di guadagno agli abitanti, che ho trovato – per quanto ci se ne lamenti – non più sfacciati di altri barcaioli o carrettieri in Italia nell'esigere somme spropositate.<ref name="guida" /> *​​{{NDR|Sulle sorgenti sulfuree della Svizzera italiana}} Ma a Stabio, nel baliaggio di Mendrisio, vicinissimo alla casa Castella si trovano due notevoli sorgenti, le cui acque hanno intenso sentore sulfureo.<ref name="guida" /> *​​{{NDR|Sulle cave di Arzo}} Marmo se ne trova in più luoghi ed è di parecchi generi, belli e in parte rari, ma solo in una località, e precisamente ad Arzo, nel baliaggio di Lugano, la sua estrazione e lavorazione costituiscono un'attività remunerativa per gli abitanti; là esso affiora ovunque, ciò che facilita di molto l'estrazione.<ref name="guida" /> *{{NDR|Su [[Bellinzona]]}} ​Nelle molte botteghe si trova tutto il necessario; anche nelle merci che vi sono esposte e messe in vendita è possibile riconoscere il gusto italiano. Diversi tipi di salume, strutto, lardo seccato all'aria, ogni specie di pesci marinati per la Quaresima e i giorni in cui si mangia di magro; tutti i tipi di pasta, chiamata maccheroni; rosolio o liquori dolci di ogni colore eccetera.<ref name="guida" /> *​Solo le cantine, ovvero grotti scavati nella roccia, che hanno l'aspetto di casette, si trovano lungo la strada, subito a monte di Capolago, e a circa duemila passi da essa corre la linea di confine tra il baliaggio di Lugano e quello di Mendrisio.<ref name="guida" /> ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Hans Rudolf Schinz, ''Descrizione della Svizzera italiana nel Settecento'' (''Beyträge zur nähern Kenntniss des Schweizerlandes'', 1783), traduzione di Fabrizio Cicoira e Giulio Ribi, Armando Dadò editore, Locarno, 1985. ISBN 88-85115-05-5 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Schinz, Hans Rudolf}} [[Categoria:Pastori protestanti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] fqcybhw4euqcx5c6w6ycmrufh4ff2ju Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1421816 1421703 2026-07-27T04:31:47Z Danyele 19198 +1 1421816 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). 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La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Giacomo Margotti]]{{,}} [[Giosuè Boetto Cohen]]{{,}} [[Duomo di Trento]]{{,}} [[Maurizio Crosetti]]{{,}} [[Frascati]]{{,}} [[Eugenio Donadoni]]{{,}} [[Felice Venosta]]{{,}} [[Fulvio Bernardini]]{{,}} [[Lino Cascioli]]{{,}} [[Théroigne de Méricourt]]{{,}} [[Paolo Arcari]]{{,}} [[Ernesto Buonaiuti]]{{,}} [[Portoferraio]]{{,}} [[Isola d'Elba]]{{,}} [[Pietro Thouar]]{{,}} [[Thomas Malory]]{{,}} [[Emilio Pasquini]]{{,}} [[Renato Serra]]{{,}} [[Enrico Lucherini]]{{,}} [[Enrico Vanzina]]{{,}} [[Excalibur]]{{,}} [[Bernard de Mandeville]]{{,}} [[Francesco Olgiati]]{{,}} [[Lea Ypi]]{{,}} [[Francesco Torraca]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> b1hg3vd868mgowb1uneeex2qmy6m273 Bosco Gurin 0 224291 1421838 1419990 2026-07-27T09:28:05Z Spinoziano 2297 +1 1421838 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:BoscoGurin veduta.jpg|thumb|Bosco Gurin]] Citazioni su '''Bosco Gurin'''. *Dopo una notte di riposo ci alziamo per assistere alla messa alta. È domenica. Il tempo è grigio. Sto meglio, ma il corpo mi duole come se mi avessero bastonata. La chiesa ha un campanile tipicamente ticinese con la ruota per le campane; i chalet intorno sono vallesani, su un tetto le pietre sono disposte verticalmente per fermare la neve. Si possono leggere le insegne Bäckerei sopra un negozio, e così pure Schule e Gemeindehaus. Sul lato nord il paese è circondato da enormi massi fra le erbe dei pascoli e delle colline. Sono caduti tempo fa dal monte in seguito a una frana, finendo in basso e bloccando il fondo della valle, come a Formazza. ([[S. Corinna Bille]]) *​In una valle laterale si trova Bosco: Bosco è Gurin, una colonia di Alemanni, di Walser che la ricerca dei pascoli ha condotto là, lontano dall'Alto Vallese da dove sono venuti nel Medioevo. Le famiglie di Bosco hanno dei nomi spesso italianizzati che ricordano i compagni di Schiner: Tomaiach, Furrer, Amstutz, Imboden, Zumstein diventato Della Pietra, Helz diventato Elzi, Roth diventato Rossi. ([[Gonzague de Reynold]]) *Si spiega allora con facilità come mai in mezzo ad un paese in cui si parla ovunque italiano ci si possa imbattere in un villaggio interamente tedesco, e cioè Bosco, ovvero Gurin, in Valmaggia. Esso pare circondato da abitanti di lingua italiana: in realtà però costituisce una valle a sé, i cui monti confinano con il Vallese tedesco, e precisamente con il Binntal, dal quale, in occasione di un qualche rivolgimento del passato, la popolazione si rifugiò nella valle più vicina, valicando le montagne, differenziandosi poi rispetto ai propri antichi compatrioti. ([[Heinrich Rudolf Schinz]]) ==Voci correlate== *[[Museum Walserhaus]] *[[Passo di Bosco]] *[[Vallemaggia]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] dsxoey8z9bwl2ugkkqvujrrv0k5r1sh 1421839 1421838 2026-07-27T09:28:28Z Spinoziano 2297 1421839 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:BoscoGurin veduta.jpg|thumb|Bosco Gurin]] Citazioni su '''Bosco Gurin'''. *Dopo una notte di riposo ci alziamo per assistere alla messa alta. È domenica. Il tempo è grigio. Sto meglio, ma il corpo mi duole come se mi avessero bastonata. La chiesa ha un campanile tipicamente ticinese con la ruota per le campane; i chalet intorno sono vallesani, su un tetto le pietre sono disposte verticalmente per fermare la neve. Si possono leggere le insegne Bäckerei sopra un negozio, e così pure Schule e Gemeindehaus. Sul lato nord il paese è circondato da enormi massi fra le erbe dei pascoli e delle colline. Sono caduti tempo fa dal monte in seguito a una frana, finendo in basso e bloccando il fondo della valle, come a Formazza. ([[S. Corinna Bille]]) *​In una valle laterale si trova Bosco: Bosco è Gurin, una colonia di Alemanni, di Walser che la ricerca dei pascoli ha condotto là, lontano dall'Alto Vallese da dove sono venuti nel Medioevo. Le famiglie di Bosco hanno dei nomi spesso italianizzati che ricordano i compagni di Schiner: Tomaiach, Furrer, Amstutz, Imboden, Zumstein diventato Della Pietra, Helz diventato Elzi, Roth diventato Rossi. ([[Gonzague de Reynold]]) *Si spiega allora con facilità come mai in mezzo ad un paese in cui si parla ovunque italiano ci si possa imbattere in un villaggio interamente tedesco, e cioè Bosco, ovvero Gurin, in Valmaggia. Esso pare circondato da abitanti di lingua italiana: in realtà però costituisce una valle a sé, i cui monti confinano con il Vallese tedesco, e precisamente con il Binntal, dal quale, in occasione di un qualche rivolgimento del passato, la popolazione si rifugiò nella valle più vicina, valicando le montagne, differenziandosi poi rispetto ai propri antichi compatrioti. ([[Hans Rudolf Schinz]]) ==Voci correlate== *[[Museum Walserhaus]] *[[Passo di Bosco]] *[[Vallemaggia]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 2z20lewko9ifn8fhes5c1mvzpcp82l6 Piano di Magadino 0 224454 1421833 1420792 2026-07-27T08:10:29Z Spinoziano 2297 +1 1421833 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Piano di Magadino.JPG|thumb|Il piano di Magadino]] Citazioni sul '''piano di Magadino'''. *​Abbiamo concluso la nostra riunione con l'accordo che l'indomani, a mezzogiorno, avremmo abbandonato il campo per diventare eremiti. La zona intorno a Tenero era molto adatta al nostro scopo, perché il Piano di Magadino era disseminato di paludi e terre abbandonate. [...] Il giorno seguente ci siamo avviati senza zavorre incontro alla nuova vita. Abbiamo camminato fino ad una penisoletta sul fiume dove c'erano cespugli e nient'altro [...]. Ma Francesco riteneva andasse bene così: da allora in poi ci saremmo nutriti di miele selvatico e cavallette. "Cavallette?" ([[Klaus Schädelin]]) *La campagna è poco coltivata, e tuttavia è assai varia, e in tutta l'Italia forse non c'è terra più rigogliosa e ricca, lavorata da abitanti più poveri, di questa, coi suoi villaggi siti al di là della riva del Ticino.<br>Una riprova di quanto l'ordine possa ben più della natura: il mais, o il granoturco, era alto in molti luoghi oltre 12 piedi; le viti avevano più grappoli che foglie; i castagni erano stracarichi di frutti; e i prati recavano le erbe migliori. Ma gli abitanti di questo paradiso sono pallidi, vestiti a metà, e solo di cenci. Neppure un maiale della Svizzera tedesca entrerebbe in alcune di queste abitazioni. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *Le devastazioni che il lago ed i torrenti hanno recato alla pianura non sono da raccontare. La via di distanza in distanza è recisa; e qui ci convenne sbalzarci a salti smisurati; là ci accoglieva una cassa che scusava di barca in que' tre passi di tragitto; altrove un cavallaccio bolso, orbo e pieno di guidaleschi ci portava amendue attraverso un esteso pantano; od un robusto Cristoforo ci alzava sulle spalle, e procedendo tentone con un baston ferrato, ne riduceva all'asciutto. In così strani tragitti io rideva smascellatamente; rideva anch'essa la mia compagna, ma quel suo ridere risolvevasi in un sospiro. ([[Cesare Cantù]]) *''Mondasc'' si affaccia, dall'alto lato del dosso, su Tenero, e la uniforme piana di Magadino. Come, dall'alto si fa più evidente il particolare tono della terra bonificata, artificialmente contesa all'acquitrino e alle sabbie, terra, sotto il verde compartito delle coltivazioni, con un fondo di opaca e malinconica cupezza, è anche nello scintillio di un sì dolce mattino, sempre un po' schiva e velata, come il sorriso sopra un volto che ha molto combattuto e penato. ([[Filippo Sacchi]]) ==Voci correlate== *[[Bolle di Magadino]] *[[Magadino]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 9bot8p06n4fflhaepayti8g39v028d3 Borja Iglesias 0 225928 1421814 1421468 2026-07-27T04:25:40Z Danyele 19198 fix di stile 1421814 wikitext text/x-wiki [[File:Borja Iglesias Argentina v Spain 19 July 2026-253 (cropped).jpg|thumb|Borja Iglesias nel 2026]] '''Borja Manuel Iglesias Quintás''' (1993 – vivente), calciatore spagnolo. ==Citazioni di Borja Iglesias== *{{NDR|Dopo essere rimasto vittima di insulti omofobi}} Sarei molto più felice di essere gay che essere come loro, pieni di odio, senza niente di meglio da fare che lanciare insulti a fine partita.<ref name=Calciatore>Citato in Emanuele Atturo, ''[https://ultimouomo.com/borja-iglesias-mondiali-spagna-ritratto Il calciatore meno calciatore del mondo]'', ''ultimouomo.it'', 22 luglio 2026.</ref> *Quello che mi preoccupa davvero è che una persona gay abbia paura di fare coming out a causa di questo tipo di reazioni. Non poter essere se stessi e amare chi si vuole è inaccettabile, ed è per questo che la lotta contro l'omofobia è fondamentale. È per questo che mi impegno.<ref name=Calciatore/> *Penso che guadagniamo troppi soldi. Poi ti ci abitui, lo normalizzi ed è un errore, perché non è affatto normale. Quando giochi in club di alto livello, entri in una bolla dove tutto ti viene facilitato. Ti viziano così tanto che rischi di perdere la percezione della realtà della strada.<ref name=Calciatore/> *A me sembra fantastico pagare le tasse. Io voglio vivere in un Paese in cui pago le imposte perché queste servono a finanziare una sanità pubblica di qualità e un'istruzione che permetta a tutti di evolversi ed essere uguali. Mi fa stare bene sapere che il mio denaro contribuisce a far stare meglio chi ne ha più bisogno.<ref name=Calciatore/> *È come se i calciatori non fossero esseri umani, ma esseri superiori che incarnano l’essenza del sistema patriarcale.<ref name=Calciatore/> *I miei conflitti interiori sono ricorrenti. Quando andrò a giocare la Supercoppa spagnola in Arabia Saudita {{NDR|con il Betis nel 2022}}, la mia mente inizierà a correre, e nelle interviste dirò che se dipendesse da me, non giocheremmo lì.<ref name=Calciatore/> *{{NDR|Annunciando il ritiro dalla nazionale in segito al caso Rubiales<ref>Il presidente della Real Federación Española de Fútbol Luis Rubiales diede un bacio non consensuale alla calciatrice Jenni Hermoso durante la premiazione della Coppa del Mondo femminile e, per tale motivo, Iglesias annunciò la propria rinuncia alla nazionale spagnola.</ref>}} Indossare la maglia della Nazionale spagnola è una delle cose più belle che mi siano capitate nella mia carriera. Non so se sarò mai più un'opzione, ma ho deciso di non tornare finché le cose non cambieranno e questo tipo di azioni non resteranno impunite. Per un calcio più giusto, più umano e più dignitoso.<ref name=Calciatore/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Iglesias Quintás, Borja Manuel}} [[Categoria:Calciatori spagnoli]] 99xnjfypnymmtxdgjcfygvaqjlqhwbw Francesco Ambrosi 0 225963 1421758 1421700 2026-07-26T13:20:43Z Gaux 18878 le scienze naturali al tempo di Dante 1421758 wikitext text/x-wiki [[File:Alcide Davide Campestrini, ritratto di Francesco Ambrosi. Trento, Biblioteca Comunale.jpg|thumb|upright=0.8|Francesco Ambrosi in un ritratto di Alcide Davide Campestrini]] '''Francesco Ambrosi''' (1821 – 1897), storico, etnologo e botanico italiano. ==Citazioni di Francesco Ambrosi== *Al tempo del [[Dante Alighieri|Poeta]] le scienze naturali vagivano tra un tempestare d'idee malconcie dalla tenebrosa tirannia del Medio Evo, che, volendo mantenere incatenata la ragione e la libertà, vietava a chiunque di sollevare un velo dal corpo della Natura. E pure il genio, che è sempre stimolato da forti commovimenti, trasse Dante fuori dalla cerchia delle idee, che dominavano al suo tempo, e lo mosse a salire alla verità per mezzo dello spettacolo dell'universa esistenza. E questo valse a rendere grandioso e immortale l' edificio da lui eretto a scorta e lume delle genti.<ref>Da ''Dante e la natura'', p. 5.</ref> ==''Trento e il suo circondario''== *Prevale nell'abitante di [[Trento]] e del suo Circondario il temperamento sanguigno-bilioso; è più focoso che costante nelle passioni; ha ingegno pronto, {{sic|imaginazione}} viva e {{sic|brilante}}, spirito gioviale, molta penetrazione, grande attività e costanza nel lavoro. Ama la patria e la famiglia; è ospitale co' forestieri, benefico e portato a cogliere e fecondare le utili istituzioni, provvedendo ai bisogni dell'indigenza, alla pubblica e privata educazione, al lustro e al decoro della sua città e del suo paese. (p. 21) *{{NDR|[[Duomo di Trento]]}} S'erge maestoso alla Piazza del suo nome; e, come dice il [[Pietro Selvatico|Marchese Selvatico]], è uno dei più splendidi monumenti, il modello più sicuro dell'arte edificatrice usata dai [[Maestri comacini|Maestri Comacini]], perché ne fu autore uno di questi, Adamo d'Aurogno morto nel 1212. (p. 34) *{{NDR|Duomo di Trento}} La forma interna della chiesa è d'una croce latina, il cui braccio maggiore si divide in tre navate separate da colonne, sulle quali s'aggirano archi a pieno centro, formando due ordini di volte, delle quali le più depresse corrispondono alle navate laterali, e la più elevata alla centrale. – Vi sono dieci altari compreso il maggiore, il quale fu eretto nell'anno 1739 ed è lavoro dei fratelli [[Domenico Sartori (scultore)|Domenico]] e [[Antonio Giuseppe Sartori]] di Castione. È tutto di marmo, assomiglia alla Confessione del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]], e l'adorna una tribuna, il cui architrave porta nel mezzo, oltre Io stemma della città, due angeli colle insegne del Principato e dei putti che tengono in mano gli attributi de' Santi Vigilio ed Adalpreto, opera dello scultore trentino [[Francesco Oradini]]. (pp. 36-37) *{{NDR|[[Chiesa di Santa Maria Maggiore (Trento)|Chiesa di Santa Maria Maggiore]]}} Dopo il Duomo è la prima chiesa per bellezza di architettura e per istorico valore. Sorge alla Piazzetta sua omonima, al luogo dov'era l'antica chiesetta di Santa Maria della neve, prima parocchia appellata a sussidiare la cattedrale di Santo Vigilio. Fu fatta edificare dal P. V. [[Bernardo Clesio|Cardinale Clesio]], e divenne un edificio classico illustrato da molte memorie, e da quella in ispecie del [[Concilio di Trento|Concilio Tridentino]], i cui Padri vi tennero costantemente le loro Congregazioni. – Ha una sola navata con tre altari per ciascun lato, preziosi di marmi e per decorazioni. (p. 41) ==Bibliografia== *Francesco Ambrosi, ''[https://archive.org/details/TrentoEIlSuoCircondarioDescrittiAlViaggiatoreImages/page/n2/mode/1up Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore]'', Giovanni Zippel, Trento, 1881. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ambrosi, Francesco}} [[Categoria:Botanici italiani]] [[Categoria:Etnologi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 7gytxqxqcki1ca168w423y2wxvkl4vg 1421759 1421758 2026-07-26T13:21:20Z Gaux 18878 sezione Note 1421759 wikitext text/x-wiki [[File:Alcide Davide Campestrini, ritratto di Francesco Ambrosi. Trento, Biblioteca Comunale.jpg|thumb|upright=0.8|Francesco Ambrosi in un ritratto di Alcide Davide Campestrini]] '''Francesco Ambrosi''' (1821 – 1897), storico, etnologo e botanico italiano. ==Citazioni di Francesco Ambrosi== *Al tempo del [[Dante Alighieri|Poeta]] le scienze naturali vagivano tra un tempestare d'idee malconcie dalla tenebrosa tirannia del Medio Evo, che, volendo mantenere incatenata la ragione e la libertà, vietava a chiunque di sollevare un velo dal corpo della Natura. E pure il genio, che è sempre stimolato da forti commovimenti, trasse Dante fuori dalla cerchia delle idee, che dominavano al suo tempo, e lo mosse a salire alla verità per mezzo dello spettacolo dell'universa esistenza. E questo valse a rendere grandioso e immortale l' edificio da lui eretto a scorta e lume delle genti.<ref>Da ''Dante e la natura'', p. 5.</ref> ==''Trento e il suo circondario''== *Prevale nell'abitante di [[Trento]] e del suo Circondario il temperamento sanguigno-bilioso; è più focoso che costante nelle passioni; ha ingegno pronto, {{sic|imaginazione}} viva e {{sic|brilante}}, spirito gioviale, molta penetrazione, grande attività e costanza nel lavoro. Ama la patria e la famiglia; è ospitale co' forestieri, benefico e portato a cogliere e fecondare le utili istituzioni, provvedendo ai bisogni dell'indigenza, alla pubblica e privata educazione, al lustro e al decoro della sua città e del suo paese. (p. 21) *{{NDR|[[Duomo di Trento]]}} S'erge maestoso alla Piazza del suo nome; e, come dice il [[Pietro Selvatico|Marchese Selvatico]], è uno dei più splendidi monumenti, il modello più sicuro dell'arte edificatrice usata dai [[Maestri comacini|Maestri Comacini]], perché ne fu autore uno di questi, Adamo d'Aurogno morto nel 1212. (p. 34) *{{NDR|Duomo di Trento}} La forma interna della chiesa è d'una croce latina, il cui braccio maggiore si divide in tre navate separate da colonne, sulle quali s'aggirano archi a pieno centro, formando due ordini di volte, delle quali le più depresse corrispondono alle navate laterali, e la più elevata alla centrale. – Vi sono dieci altari compreso il maggiore, il quale fu eretto nell'anno 1739 ed è lavoro dei fratelli [[Domenico Sartori (scultore)|Domenico]] e [[Antonio Giuseppe Sartori]] di Castione. È tutto di marmo, assomiglia alla Confessione del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]], e l'adorna una tribuna, il cui architrave porta nel mezzo, oltre Io stemma della città, due angeli colle insegne del Principato e dei putti che tengono in mano gli attributi de' Santi Vigilio ed Adalpreto, opera dello scultore trentino [[Francesco Oradini]]. (pp. 36-37) *{{NDR|[[Chiesa di Santa Maria Maggiore (Trento)|Chiesa di Santa Maria Maggiore]]}} Dopo il Duomo è la prima chiesa per bellezza di architettura e per istorico valore. Sorge alla Piazzetta sua omonima, al luogo dov'era l'antica chiesetta di Santa Maria della neve, prima parocchia appellata a sussidiare la cattedrale di Santo Vigilio. Fu fatta edificare dal P. V. [[Bernardo Clesio|Cardinale Clesio]], e divenne un edificio classico illustrato da molte memorie, e da quella in ispecie del [[Concilio di Trento|Concilio Tridentino]], i cui Padri vi tennero costantemente le loro Congregazioni. – Ha una sola navata con tre altari per ciascun lato, preziosi di marmi e per decorazioni. (p. 41) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Ambrosi, ''[https://archive.org/details/TrentoEIlSuoCircondarioDescrittiAlViaggiatoreImages/page/n2/mode/1up Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore]'', Giovanni Zippel, Trento, 1881. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ambrosi, Francesco}} [[Categoria:Botanici italiani]] [[Categoria:Etnologi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 69a6s66efxug7xcx4axum4dxumgygst 1421760 1421759 2026-07-26T13:23:21Z Gaux 18878 /* Citazioni di Francesco Ambrosi */ riferimenti bibliografici 1421760 wikitext text/x-wiki [[File:Alcide Davide Campestrini, ritratto di Francesco Ambrosi. Trento, Biblioteca Comunale.jpg|thumb|upright=0.8|Francesco Ambrosi in un ritratto di Alcide Davide Campestrini]] '''Francesco Ambrosi''' (1821 – 1897), storico, etnologo e botanico italiano. ==Citazioni di Francesco Ambrosi== *Al tempo del [[Dante Alighieri|Poeta]] le scienze naturali vagivano tra un tempestare d'idee malconcie dalla tenebrosa tirannia del Medio Evo, che, volendo mantenere incatenata la ragione e la libertà, vietava a chiunque di sollevare un velo dal corpo della Natura. E pure il genio, che è sempre stimolato da forti commovimenti, trasse Dante fuori dalla cerchia delle idee, che dominavano al suo tempo, e lo mosse a salire alla verità per mezzo dello spettacolo dell'universa esistenza. E questo valse a rendere grandioso e immortale l' edificio da lui eretto a scorta e lume delle genti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/danteelanaturao00ambrgoog/page/n5/mode/1up Dante e la natura]'', Stab. di P. Prosperini, Padova, 1874, p. 5.</ref> ==''Trento e il suo circondario''== *Prevale nell'abitante di [[Trento]] e del suo Circondario il temperamento sanguigno-bilioso; è più focoso che costante nelle passioni; ha ingegno pronto, {{sic|imaginazione}} viva e {{sic|brilante}}, spirito gioviale, molta penetrazione, grande attività e costanza nel lavoro. Ama la patria e la famiglia; è ospitale co' forestieri, benefico e portato a cogliere e fecondare le utili istituzioni, provvedendo ai bisogni dell'indigenza, alla pubblica e privata educazione, al lustro e al decoro della sua città e del suo paese. (p. 21) *{{NDR|[[Duomo di Trento]]}} S'erge maestoso alla Piazza del suo nome; e, come dice il [[Pietro Selvatico|Marchese Selvatico]], è uno dei più splendidi monumenti, il modello più sicuro dell'arte edificatrice usata dai [[Maestri comacini|Maestri Comacini]], perché ne fu autore uno di questi, Adamo d'Aurogno morto nel 1212. (p. 34) *{{NDR|Duomo di Trento}} La forma interna della chiesa è d'una croce latina, il cui braccio maggiore si divide in tre navate separate da colonne, sulle quali s'aggirano archi a pieno centro, formando due ordini di volte, delle quali le più depresse corrispondono alle navate laterali, e la più elevata alla centrale. – Vi sono dieci altari compreso il maggiore, il quale fu eretto nell'anno 1739 ed è lavoro dei fratelli [[Domenico Sartori (scultore)|Domenico]] e [[Antonio Giuseppe Sartori]] di Castione. È tutto di marmo, assomiglia alla Confessione del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]], e l'adorna una tribuna, il cui architrave porta nel mezzo, oltre Io stemma della città, due angeli colle insegne del Principato e dei putti che tengono in mano gli attributi de' Santi Vigilio ed Adalpreto, opera dello scultore trentino [[Francesco Oradini]]. (pp. 36-37) *{{NDR|[[Chiesa di Santa Maria Maggiore (Trento)|Chiesa di Santa Maria Maggiore]]}} Dopo il Duomo è la prima chiesa per bellezza di architettura e per istorico valore. Sorge alla Piazzetta sua omonima, al luogo dov'era l'antica chiesetta di Santa Maria della neve, prima parocchia appellata a sussidiare la cattedrale di Santo Vigilio. Fu fatta edificare dal P. V. [[Bernardo Clesio|Cardinale Clesio]], e divenne un edificio classico illustrato da molte memorie, e da quella in ispecie del [[Concilio di Trento|Concilio Tridentino]], i cui Padri vi tennero costantemente le loro Congregazioni. – Ha una sola navata con tre altari per ciascun lato, preziosi di marmi e per decorazioni. (p. 41) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Ambrosi, ''[https://archive.org/details/TrentoEIlSuoCircondarioDescrittiAlViaggiatoreImages/page/n2/mode/1up Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore]'', Giovanni Zippel, Trento, 1881. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ambrosi, Francesco}} [[Categoria:Botanici italiani]] [[Categoria:Etnologi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] itc1u2yihpxhfa7h4smzl0629y11rvk 1421761 1421760 2026-07-26T13:24:55Z Gaux 18878 /* Citazioni di Francesco Ambrosi */ sic e typo 1421761 wikitext text/x-wiki [[File:Alcide Davide Campestrini, ritratto di Francesco Ambrosi. Trento, Biblioteca Comunale.jpg|thumb|upright=0.8|Francesco Ambrosi in un ritratto di Alcide Davide Campestrini]] '''Francesco Ambrosi''' (1821 – 1897), storico, etnologo e botanico italiano. ==Citazioni di Francesco Ambrosi== *Al tempo del [[Dante Alighieri|Poeta]] le scienze naturali vagivano tra un tempestare d'idee {{sic|malconcie}} dalla tenebrosa tirannia del Medio Evo, che, volendo mantenere incatenata la ragione e la libertà, vietava a chiunque di sollevare un velo dal corpo della Natura. E pure il genio, che è sempre stimolato da forti commovimenti, trasse Dante fuori dalla cerchia delle idee, che dominavano al suo tempo, e lo mosse a salire alla verità per mezzo dello spettacolo dell'universa esistenza. E questo valse a rendere grandioso e immortale l'edificio da lui eretto a scorta e lume delle genti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/danteelanaturao00ambrgoog/page/n5/mode/1up Dante e la natura]'', Stab. di P. Prosperini, Padova, 1874, p. 5.</ref> ==''Trento e il suo circondario''== *Prevale nell'abitante di [[Trento]] e del suo Circondario il temperamento sanguigno-bilioso; è più focoso che costante nelle passioni; ha ingegno pronto, {{sic|imaginazione}} viva e {{sic|brilante}}, spirito gioviale, molta penetrazione, grande attività e costanza nel lavoro. Ama la patria e la famiglia; è ospitale co' forestieri, benefico e portato a cogliere e fecondare le utili istituzioni, provvedendo ai bisogni dell'indigenza, alla pubblica e privata educazione, al lustro e al decoro della sua città e del suo paese. (p. 21) *{{NDR|[[Duomo di Trento]]}} S'erge maestoso alla Piazza del suo nome; e, come dice il [[Pietro Selvatico|Marchese Selvatico]], è uno dei più splendidi monumenti, il modello più sicuro dell'arte edificatrice usata dai [[Maestri comacini|Maestri Comacini]], perché ne fu autore uno di questi, Adamo d'Aurogno morto nel 1212. (p. 34) *{{NDR|Duomo di Trento}} La forma interna della chiesa è d'una croce latina, il cui braccio maggiore si divide in tre navate separate da colonne, sulle quali s'aggirano archi a pieno centro, formando due ordini di volte, delle quali le più depresse corrispondono alle navate laterali, e la più elevata alla centrale. – Vi sono dieci altari compreso il maggiore, il quale fu eretto nell'anno 1739 ed è lavoro dei fratelli [[Domenico Sartori (scultore)|Domenico]] e [[Antonio Giuseppe Sartori]] di Castione. È tutto di marmo, assomiglia alla Confessione del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]], e l'adorna una tribuna, il cui architrave porta nel mezzo, oltre Io stemma della città, due angeli colle insegne del Principato e dei putti che tengono in mano gli attributi de' Santi Vigilio ed Adalpreto, opera dello scultore trentino [[Francesco Oradini]]. (pp. 36-37) *{{NDR|[[Chiesa di Santa Maria Maggiore (Trento)|Chiesa di Santa Maria Maggiore]]}} Dopo il Duomo è la prima chiesa per bellezza di architettura e per istorico valore. Sorge alla Piazzetta sua omonima, al luogo dov'era l'antica chiesetta di Santa Maria della neve, prima parocchia appellata a sussidiare la cattedrale di Santo Vigilio. Fu fatta edificare dal P. V. [[Bernardo Clesio|Cardinale Clesio]], e divenne un edificio classico illustrato da molte memorie, e da quella in ispecie del [[Concilio di Trento|Concilio Tridentino]], i cui Padri vi tennero costantemente le loro Congregazioni. – Ha una sola navata con tre altari per ciascun lato, preziosi di marmi e per decorazioni. (p. 41) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Ambrosi, ''[https://archive.org/details/TrentoEIlSuoCircondarioDescrittiAlViaggiatoreImages/page/n2/mode/1up Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore]'', Giovanni Zippel, Trento, 1881. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ambrosi, Francesco}} [[Categoria:Botanici italiani]] [[Categoria:Etnologi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] is4ahacvyfsvjascy2r4hb7v01ygyr9 1421762 1421761 2026-07-26T13:35:31Z Gaux 18878 /* Citazioni di Francesco Ambrosi */ ampliamento Dante 1421762 wikitext text/x-wiki [[File:Alcide Davide Campestrini, ritratto di Francesco Ambrosi. Trento, Biblioteca Comunale.jpg|thumb|upright=0.8|Francesco Ambrosi in un ritratto di Alcide Davide Campestrini]] '''Francesco Ambrosi''' (1821 – 1897), storico, etnologo e botanico italiano. ==Citazioni di Francesco Ambrosi== *Al tempo del [[Dante Alighieri|Poeta]] le scienze naturali vagivano tra un tempestare d'idee {{sic|malconcie}} dalla tenebrosa tirannia del Medio Evo, che, volendo mantenere incatenata la ragione e la libertà, vietava a chiunque di sollevare un velo dal corpo della Natura. E pure il genio, che è sempre stimolato da forti commovimenti, trasse Dante fuori dalla cerchia delle idee, che dominavano al suo tempo, e lo mosse a salire alla verità per mezzo dello spettacolo dell'universa esistenza. E questo valse a rendere grandioso e immortale l'edificio da lui eretto a scorta e lume delle genti.<br>La [[Natura]] è, agli occhi di Dante, la manifestazione sensibile, che fa l'Infinito di sé medesimo non per aumento di gloria; ma perché il ''suo splendore''.<div align=left>''Potesse, risplendendo, dir: sussisto''. (Par. XXIX. v. 14-15).<ref>Da ''[https://archive.org/details/danteelanaturao00ambrgoog/page/n5/mode/1up Dante e la natura]'', Stab. di P. Prosperini, Padova, 1874, p. 5.</ref></div> ==''Trento e il suo circondario''== *Prevale nell'abitante di [[Trento]] e del suo Circondario il temperamento sanguigno-bilioso; è più focoso che costante nelle passioni; ha ingegno pronto, {{sic|imaginazione}} viva e {{sic|brilante}}, spirito gioviale, molta penetrazione, grande attività e costanza nel lavoro. Ama la patria e la famiglia; è ospitale co' forestieri, benefico e portato a cogliere e fecondare le utili istituzioni, provvedendo ai bisogni dell'indigenza, alla pubblica e privata educazione, al lustro e al decoro della sua città e del suo paese. (p. 21) *{{NDR|[[Duomo di Trento]]}} S'erge maestoso alla Piazza del suo nome; e, come dice il [[Pietro Selvatico|Marchese Selvatico]], è uno dei più splendidi monumenti, il modello più sicuro dell'arte edificatrice usata dai [[Maestri comacini|Maestri Comacini]], perché ne fu autore uno di questi, Adamo d'Aurogno morto nel 1212. (p. 34) *{{NDR|Duomo di Trento}} La forma interna della chiesa è d'una croce latina, il cui braccio maggiore si divide in tre navate separate da colonne, sulle quali s'aggirano archi a pieno centro, formando due ordini di volte, delle quali le più depresse corrispondono alle navate laterali, e la più elevata alla centrale. – Vi sono dieci altari compreso il maggiore, il quale fu eretto nell'anno 1739 ed è lavoro dei fratelli [[Domenico Sartori (scultore)|Domenico]] e [[Antonio Giuseppe Sartori]] di Castione. È tutto di marmo, assomiglia alla Confessione del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]], e l'adorna una tribuna, il cui architrave porta nel mezzo, oltre Io stemma della città, due angeli colle insegne del Principato e dei putti che tengono in mano gli attributi de' Santi Vigilio ed Adalpreto, opera dello scultore trentino [[Francesco Oradini]]. (pp. 36-37) *{{NDR|[[Chiesa di Santa Maria Maggiore (Trento)|Chiesa di Santa Maria Maggiore]]}} Dopo il Duomo è la prima chiesa per bellezza di architettura e per istorico valore. Sorge alla Piazzetta sua omonima, al luogo dov'era l'antica chiesetta di Santa Maria della neve, prima parocchia appellata a sussidiare la cattedrale di Santo Vigilio. Fu fatta edificare dal P. V. [[Bernardo Clesio|Cardinale Clesio]], e divenne un edificio classico illustrato da molte memorie, e da quella in ispecie del [[Concilio di Trento|Concilio Tridentino]], i cui Padri vi tennero costantemente le loro Congregazioni. – Ha una sola navata con tre altari per ciascun lato, preziosi di marmi e per decorazioni. (p. 41) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Ambrosi, ''[https://archive.org/details/TrentoEIlSuoCircondarioDescrittiAlViaggiatoreImages/page/n2/mode/1up Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore]'', Giovanni Zippel, Trento, 1881. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ambrosi, Francesco}} [[Categoria:Botanici italiani]] [[Categoria:Etnologi italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] sojkjybogero4p7zei4mrr6hqochri0 Anglicanesimo 0 225980 1421769 2026-07-26T14:09:59Z Gaux 18878 Anglicanesimo: voce tematica 1421769 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sull''''anglicanesimo''' e sugli '''anglicani'''. *Se volete sapere che cosa sia la religione anglicana, entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo. ([[Giacomo Margotti]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante l'}} {{s}} [[Categoria:Confessioni cristiane]] [[Categoria:Protestantesimo]] 7c6dttfcvnwhnpjvrlsc8agf17kigf2 1421772 1421769 2026-07-26T14:37:44Z Gaux 18878 immagine 1421772 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Henry VIII by Joos van Cleve.jpg|thumb|upright=0.7|Enrico VIII, fondatore della Chiesa anglicana]] Citazioni sull''''anglicanesimo''' e sugli '''anglicani'''. *Se volete sapere che cosa sia la religione anglicana, entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo. ([[Giacomo Margotti]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante l'}} {{s}} [[Categoria:Confessioni cristiane]] [[Categoria:Protestantesimo]] r1tavir8lttiigbw1oqdc34e03ks1fr 1421773 1421772 2026-07-26T14:40:10Z Gaux 18878 Voci correlate 1421773 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Henry VIII by Joos van Cleve.jpg|thumb|upright=0.7|Enrico VIII, fondatore della Chiesa anglicana]] Citazioni sull''''anglicanesimo''' e sugli '''anglicani'''. *Se volete sapere che cosa sia la religione anglicana, entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo. ([[Giacomo Margotti]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Enrico VIII d'Inghilterra]] *[[Riforma protestante]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante l'}} {{s}} [[Categoria:Confessioni cristiane]] [[Categoria:Protestantesimo]] qrm2l74nxgy4p13wgc10z6j0uhveipz 1421775 1421773 2026-07-26T15:20:53Z Gaux 18878 /* Voci correlate */ Chiesa anglicana 1421775 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Henry VIII by Joos van Cleve.jpg|thumb|upright=0.7|Enrico VIII, fondatore della Chiesa anglicana]] Citazioni sull''''anglicanesimo''' e sugli '''anglicani'''. *Se volete sapere che cosa sia la religione anglicana, entrale in [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|S. Paolo di Londra]] e guardate attorno. Nessun emblema religioso, perché l'anglicanesimo esiste solo di nome; nessuna immagine<ref>Nel testo "inimagine".</ref> del cielo, perché l'anglicanesimo è cosa tutta terrena; nessuna idea di Dio, perché l'anglicanesimo è l'opera dell'uomo. ([[Giacomo Margotti]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Chiesa anglicana]] *[[Enrico VIII d'Inghilterra]] *[[Riforma protestante]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante l'}} {{s}} [[Categoria:Confessioni cristiane]] [[Categoria:Protestantesimo]] e9rsr8ybksr158soq532y2zhsp0opc7 Discussioni utente:Chi Nguyệt Luv u 3 225981 1421771 2026-07-26T14:36:17Z Ternarius 58911 Ternarius ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Chi Nguyệt Luv u]] a [[Discussioni utente:SayDam]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Chi Nguyệt Luv u|Chi Nguyệt Luv u]]" a "[[Special:CentralAuth/SayDam|SayDam]]" 1421771 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:SayDam]] n0gnkv0tv2tii3r54g70onnf5nzjgg3 Benny Morris 0 225982 1421780 2026-07-26T20:38:11Z Darkcloud2222 10646 Creata pagina con "[[Immagine:Benny morris.jpg|thumb|Benny Morris nel 2007]] '''Benny Morris''' (1948 – vivente), storico e giornalista israeliano. ==Citazioni su Benny Morris== *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, Morris ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|..." 1421780 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Benny morris.jpg|thumb|Benny Morris nel 2007]] '''Benny Morris''' (1948 – vivente), storico e giornalista israeliano. ==Citazioni su Benny Morris== *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, Morris ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. ([[Ilan Pappé]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Giornalisti israeliani]] [[Categoria:Storici israeliani]] 5pij0say6xi4v5sgkva0qn3629fbq1x NSU Prinz 0 225983 1421790 2026-07-27T00:57:27Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:N.S.U. PRINZ 4 dutch licence registration DR-28-13-.JPG|thumb|NSU Prinz 4 (Typ 47)]] Citazioni sulla '''NSU Prinz'''. *Non era una gran macchina, anzi era proprio brutta, ma era ciò che la mia famiglia si poteva permettere. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]]" 1421790 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:N.S.U. PRINZ 4 dutch licence registration DR-28-13-.JPG|thumb|NSU Prinz 4 (Typ 47)]] Citazioni sulla '''NSU Prinz'''. *Non era una gran macchina, anzi era proprio brutta, ma era ciò che la mia famiglia si poteva permettere. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 42v3spocsse26j0h4gvcq3ajb6mnk2e 1421794 1421790 2026-07-27T03:39:02Z Danyele 19198 +1 1421794 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:N.S.U. PRINZ 4 dutch licence registration DR-28-13-.JPG|thumb|NSU Prinz 4 (Typ 47)]] Citazioni sulla '''NSU Prinz'''. *In realtà la NSU Prinz [...] doveva la sua linea ad una lontana cugina d’America, la Chevrolet Corvair. Pantografata al minimo, ovvio. [...] E da una parte e dall'altra dell'Atlantico questa linea curiosa a sandwich, con il tetto a pagoda, ottenne consensi. Non è ben chiaro cosa fruttò, alla piccola Prinz, la sua nomea negativa. Forse il fatto che fosse [...] leziosa. Un "voglio, ma non posso" che, se di colore verde, si diceva addirittura che menasse gramo. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) *Non era una gran macchina, anzi era proprio brutta, ma era ciò che la mia famiglia si poteva permettere. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 7s9gsjqn1btqbi2mmr7ut5vpe1t6id9 1421796 1421794 2026-07-27T03:40:46Z Danyele 19198 de-stub 1421796 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:N.S.U. PRINZ 4 dutch licence registration DR-28-13-.JPG|thumb|NSU Prinz 4 (Typ 47)]] Citazioni sulla '''NSU Prinz'''. *In realtà la NSU Prinz [...] doveva la sua linea ad una lontana cugina d’America, la Chevrolet Corvair. Pantografata al minimo, ovvio. [...] E da una parte e dall'altra dell'Atlantico questa linea curiosa a sandwich, con il tetto a pagoda, ottenne consensi. Non è ben chiaro cosa fruttò, alla piccola Prinz, la sua nomea negativa. Forse il fatto che fosse [...] leziosa. Un "voglio, ma non posso" che, se di colore verde, si diceva addirittura che menasse gramo. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) *Non era una gran macchina, anzi era proprio brutta, ma era ciò che la mia famiglia si poteva permettere. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) *Sapete che macchina c'ho io? C'ho una Prinz verde JTD 1900 Turbo diesel Common Rail col navigatore satellitare targata Rovigo. ([[Andrea Poltronieri]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] hbamehs29t7rxsl1w8u719sqzfbim80 Autobianchi Bianchina 0 225984 1421802 2026-07-27T03:50:20Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Autobianchi Bianchina Berlina at the Old Time Show in Italy.jpg|thumb|Autobianchi Bianchina Berlina]] Citazioni sull{{'}}'''Autobianchi Bianchina'''. *Tremenda Bianchina di fantozziana memoria. [...] Non bella era soprattutto la versione berlina. Perché? Aveva una forma poco definita, con quel padiglione sproporzionato per fare entrare i quattro passeggeri. E una serie di leziosità un po' ridicole (a cominciare dalle codine). [...] la spartana..." 1421802 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Autobianchi Bianchina Berlina at the Old Time Show in Italy.jpg|thumb|Autobianchi Bianchina Berlina]] Citazioni sull{{'}}'''Autobianchi Bianchina'''. *Tremenda Bianchina di fantozziana memoria. [...] Non bella era soprattutto la versione berlina. Perché? Aveva una forma poco definita, con quel padiglione sproporzionato per fare entrare i quattro passeggeri. E una serie di leziosità un po' ridicole (a cominciare dalle codine). [...] la spartana Cinquecento è un'icona, la Bianchina al massimo ci fa sorridere. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Voci correlate== *[[Ugo Fantozzi]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] oorcw6caeqqe5cyczre24we5s2znlkf 1421804 1421802 2026-07-27T03:54:58Z Danyele 19198 +1 1421804 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Autobianchi Bianchina Berlina at the Old Time Show in Italy.jpg|thumb|Autobianchi Bianchina Berlina]] Citazioni sull{{'}}'''Autobianchi Bianchina'''. *Tremenda Bianchina di fantozziana memoria. [...] Non bella era soprattutto la versione berlina. Perché? Aveva una forma poco definita, con quel padiglione sproporzionato per fare entrare i quattro passeggeri. E una serie di leziosità un po' ridicole (a cominciare dalle codine). [...] la spartana Cinquecento è un'icona, la Bianchina al massimo ci fa sorridere. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) *''Voglio essere superato come una Bianchina dalla super auto.'' 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([[Caparezza]]) ==Voci correlate== *[[Ugo Fantozzi]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] nygh81qus52pceaofjd8xt0a7ix160q Austin 1800 0 225985 1421807 2026-07-27T04:02:25Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Austin 1800 (15920336512).jpg|thumb|Austin 1800]] Citazioni sull{{'}}'''Austin 1800'''. *Anche i geni possono sbagliare. È quanto è capitato ad Alec Issigonis [...] con la Austin 1800. Il successo della [[Mini (1959)|Mini]] [...] era stato tale che il board della BMC seguì ciecamente il suo progettista anche nel segmento superiore. Ma soluzioni d'avanguardia e interni spaziosi non bastano per fare una bella berlina. Che infatti fu un fiasco...." 1421807 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Austin 1800 (15920336512).jpg|thumb|Austin 1800]] Citazioni sull{{'}}'''Austin 1800'''. *Anche i geni possono sbagliare. È quanto è capitato ad Alec Issigonis [...] con la Austin 1800. Il successo della [[Mini (1959)|Mini]] [...] era stato tale che il board della BMC seguì ciecamente il suo progettista anche nel segmento superiore. Ma soluzioni d'avanguardia e interni spaziosi non bastano per fare una bella berlina. Che infatti fu un fiasco. Tre anni più tardi [[Pininfarina]] propose uno studio aerodinamico sulla stessa meccanica, una forma dieci anni in anticipo sui tempi. L'ingegner Issigonis ne fu entusiasta, non così il management della BMC. Il disegno rivoluzionario nato a Torino sarebbe risuscitato solo nel 1974, nelle forme della [[Citroën CX]]. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] dfhd43qdkoev3t60c77tj24rlm6nfuy 1421808 1421807 2026-07-27T04:03:51Z Danyele 19198 preposizioni 1421808 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Austin 1800 (15920336512).jpg|thumb|Austin 1800]] Citazioni sulla '''Austin 1800'''. *Anche i geni possono sbagliare. È quanto è capitato ad Alec Issigonis [...] con la Austin 1800. Il successo della [[Mini (1959)|Mini]] [...] era stato tale che il board della BMC seguì ciecamente il suo progettista anche nel segmento superiore. Ma soluzioni d'avanguardia e interni spaziosi non bastano per fare una bella berlina. Che infatti fu un fiasco. Tre anni più tardi [[Pininfarina]] propose uno studio aerodinamico sulla stessa meccanica, una forma dieci anni in anticipo sui tempi. L'ingegner Issigonis ne fu entusiasta, non così il management della BMC. Il disegno rivoluzionario nato a Torino sarebbe risuscitato solo nel 1974, nelle forme della [[Citroën CX]]. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] tsobden8l10v5nxr7v6f5g71oqrvmbz Renault 12 0 225986 1421809 2026-07-27T04:07:42Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:R12TL.JPG|thumb|Renault 12]] Citazioni sulla '''Renault 12'''. *È stata un successo, si potrebbe dire, da world-car. Ma oggi è ancora più inguardabile che nel 1969, quando uscì dalle linee di montaggio in Francia. E poi da quelle in Spagna, Portogallo, Irlanda, Romania, Messico, Sud America, perfino l'Australia [...]. Qualcuno ebbe il fegato di comprarla in Canada e Stati Uniti. Cosa piaceva di questa tre volumi dal sedere spigoloso e cascan..." 1421809 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:R12TL.JPG|thumb|Renault 12]] Citazioni sulla '''Renault 12'''. *È stata un successo, si potrebbe dire, da world-car. Ma oggi è ancora più inguardabile che nel 1969, quando uscì dalle linee di montaggio in Francia. E poi da quelle in Spagna, Portogallo, Irlanda, Romania, Messico, Sud America, perfino l'Australia [...]. Qualcuno ebbe il fegato di comprarla in Canada e Stati Uniti. Cosa piaceva di questa tre volumi dal sedere spigoloso e cascante? L'essere proprio una tre volumi, con un grande bagagliaio, tanto spazio dentro, una meccanica robustissima. Scusate se è poco, verrebbe da dire. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Voci correlate== *[[Renault]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 5a7jbciawjxxjxfah9lrsqo7xz0kifb Alfa Romeo 155 0 225987 1421811 2026-07-27T04:12:33Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Alfa Romeo 155 WB 1.jpg|thumb|Alfa Romeo 155]] Citazioni sull{{'}}'''Alfa Romeo 155'''. *È nell'opinione comune (ma anche di qualche top manager) una di quelle auto che non avrebbe dovuto nascere. Soprattutto col marchio Alfa. Costruita [...] in pieno periodo Fiat, fu la vettura che diede il colpo di grazia allo stabilimento di Arese. Peraltro di Alfa aveva davvero poco. [...] un disegno dei più anonimi, meccanica tutta torinese che abbandonav..." 1421811 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Alfa Romeo 155 WB 1.jpg|thumb|Alfa Romeo 155]] Citazioni sull{{'}}'''Alfa Romeo 155'''. *È nell'opinione comune (ma anche di qualche top manager) una di quelle auto che non avrebbe dovuto nascere. Soprattutto col marchio Alfa. Costruita [...] in pieno periodo Fiat, fu la vettura che diede il colpo di grazia allo stabilimento di Arese. Peraltro di Alfa aveva davvero poco. [...] un disegno dei più anonimi, meccanica tutta torinese che abbandonava la trazione posteriore, compresi il celebre ponte De Dion con blocco cambio-differenziale. I clienti Alfa si sentirono un po' a disagio, e non solo per la plastica e i vellutini «cheap» degli interni. [...] Il marchio del Biscione, con la 155, uscì di fatto dal mercato internazionale delle berline sportive. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Voci correlate== *[[Alfa Romeo 155 V6 TI]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] kfxmgbnc6zmhi01sxw286plefe12cj5 Aston Martin Lagonda 0 225988 1421812 2026-07-27T04:17:47Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Aston Martin Lagonda in Morges 2012 - 5.JPG|thumb|Aston Martin Lagonda]] Citazioni sull{{'}}'''Aston Martin Lagonda'''. *Si può essere brutte anche costando una montagna di denaro. È il caso della Aston Martin Lagonda [...]. Se qualcuno ha dei dubbi può confrontarla con quello che la Casa era stata in grado di fornire a [[James Bond]] negli anni '60 [...]. La linea schiacciata della Lagonda, che qualcuno soprannominò la sogliola d'Oltremanic..." 1421812 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Aston Martin Lagonda in Morges 2012 - 5.JPG|thumb|Aston Martin Lagonda]] Citazioni sull{{'}}'''Aston Martin Lagonda'''. *Si può essere brutte anche costando una montagna di denaro. È il caso della Aston Martin Lagonda [...]. Se qualcuno ha dei dubbi può confrontarla con quello che la Casa era stata in grado di fornire a [[James Bond]] negli anni '60 [...]. La linea schiacciata della Lagonda, che qualcuno soprannominò la sogliola d'Oltremanica, non ebbe successo in Occidente. Gli interni erano supertecnologici, ma funzionavano male (come molti gadget dell'epoca). Le prenotazioni vennero soprattutto dagli sceicchi arabi. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 3nyorit059jk11tvlsgq98l13bi7ifa Fiat Duna 0 225989 1421813 2026-07-27T04:22:07Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Fiat Duna601.png|thumb|Fiat Duna]] Citazioni sulla '''Fiat Duna'''. *Per molti italiani è la pietra di paragone, l'auto più brutta di sempre. La Fiat Duna [...] sembra una "Uno" con la coda, ma è più legata alla 127 brasiliana [...]. È stata infatti concepita per il mercato sudamericano e solo successivamente proposta in Europa. In questa chiave si può spiegare – forse – la sua oggettiva bruttezza. La sindrome del bagagliaio nelle berl..." 1421813 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Fiat Duna601.png|thumb|Fiat Duna]] Citazioni sulla '''Fiat Duna'''. *Per molti italiani è la pietra di paragone, l'auto più brutta di sempre. La Fiat Duna [...] sembra una "Uno" con la coda, ma è più legata alla 127 brasiliana [...]. È stata infatti concepita per il mercato sudamericano e solo successivamente proposta in Europa. In questa chiave si può spiegare – forse – la sua oggettiva bruttezza. La sindrome del bagagliaio nelle berline piccole e povere [...]. Quel metro cubo di spazio chiuso, così gradito nei mercati emergenti, così discreto perché nessuno veda cosa c'è dentro, è una maledizione alla quale, da noi, è impossibile sfuggire. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Voci correlate== *[[Fiat]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 79wr1khgoy4ah2qimwupjpeotb8ggb3