Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.13 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Immaginazione 0 1941 1422359 1404483 2026-08-02T07:08:49Z AssassinsCreed 17001 +1 1422359 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sull''''immaginazione'''. ==Citazioni== *All'immaginazione piace baloccarsi con le cose inesistenti. ([[Robert Louis Stevenson]]) *C'è qualcosa di più importante della logica: l'immaginazione. ([[Alfred Hitchcock]]) *Ciascuno di noi vive nell'immaginazione altre vite, alimentate dai testi letterari e dai media. Per loro tramite tenta di porre rimedio alla limitatezza della propria esistenza. ([[Remo Bodei]]) *Come sempre succede, tutti abbiamo una immaginazione ricca e una vita povera. ''Immaginare'' si può tutto, migliaia di mondi diversi, ''vivere'' bisogna nel cerchio più ristretto. ([[Sof'ja Tolstaja]]) *Compito dell'immaginazione è la redenzione della realtà. ([[Nicolás Gómez Dávila]]) *Con l'arresto dell'immaginazione e del desiderio, il [[divenire]] cessa, e l'essere "questo" o "quello" si amalgama nell'[[essere]] indifferenziato, che non è descrivibile, solo sperimentabile. ([[Nisargadatta Maharaj]]) *Con l'immaginazione e con gli ostacoli si può sempre adorare una donna, non è altrettanto facile amarla. ([[Alphonse Karr]]) *Dall'immaginazione dipende in gran parte quella somma di beni e di mali immaginari o ideali che ciascheduno aggiunge come un sopra più, sulla bilancia della propria felicità od infelicità. ([[Baldassarre Poli]]) *Dove non c'è immaginazione non c'è orrore. ([[Arthur Conan Doyle]]) *Esamina la mente dell'uomo, dove la saggezza regna sovrana; dove l'immaginazione siede, come un pittore, col suo pennello intinto in colori più incantevoli di quelli del tramonto, e abbellisce la vita consueta con tonalità brillanti. Che nobile benedizione, degna di chi l'ha data in dono, è l'immaginazione! Toglie alla realtà il suo colore plumbeo, avvolge tutti i pensieri e le sensazioni in un velo sfolgorante, e con una mano ricolma di bellezza ci invita ad abbandonare il monotono mare della vita per i suoi giardini, e pergolati, e radure di beatitudine immensa. ([[Mary Shelley]]) *Immaginare significa infrangere delle barriere, ignorare le frontiere, sovvertire la visione del mondo che ci è stata imposta. ([[Alberto Manguel]]) *L'immaginazione al potere. Ma quale immaginazione accetterà di restarvi? ([[Ennio Flaiano]]) *L'immaginazione attiva è la chiave di una visione più ampia, permette di mettere a fuoco la vita dai punti di vista che non sono i nostri, pensare e sentire partendo da prospettive diverse. ([[Alejandro Jodorowsky]]) *L'immaginazione ci crea una vita ideale, i cui sogni hanno di frequente ben più potere su noi della stessa realtà. ([[Auguste Marmont]]) *L'immaginazione consiste nel vedere le cose come sono realmente, nella loro vera essenza, non quali appaiono essere. È il supremo realismo dello spirito. Il paradosso è che l'[[amore]] è sua causa ed effetto. ([[Charles Morgan]]) *L'immaginazione [...] è il primo fonte della [[felicità]] umana. Quanto più questa regnerà nell'uomo, tanto più l'uomo sarà felice. ([[Giacomo Leopardi]]) *L'immaginazione è la matta di casa. (attribuita a [[Nicolas Malebranche]]) *L'immaginazione è la più potente di tutte le magie. (''[[Il volo dei draghi]]'') *L'immaginazione è la qualità più tipicamente umana, quella che consente di creare, inventare, capire. È la qualità che consente all'uomo di trovare un margine di libertà, di sfuggire, in parte, alla sua condizione di marionetta mossa dai fili genetici e ambientali. ([[Piero Angela]]) *L'immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l'immaginazione racchiude il mondo. ([[Albert Einstein]]) *L'immaginazione è poco più che un altro nome dell'illusione. ([[Samuel Butler]]) *L'immaginazione è un ubriaco che ha perso l'orologio e per ritrovarlo deve ubriacarsi di nuovo. ([[Guy Davenport]]) *''L'immaginazione, sai che sfugge ai bordi, | vitale che scioglie il cappio e che ricuce i polsi, | dammi due secondi e do alla luce mondi, | ho un potere da bambino, a me basta chiudere gli occhi.'' ([[Caparezza]]) *L'immaginazione, se fosse creatrice, sarebbe pura fantasia.<br/>Immaginare è percepire ciò che sfugge alla percezione ordinaria. ([[Nicolás Gómez Dávila]]) *La forza dell'immaginazione è la forza di costruire il proprio futuro, di far scorrere il tempo. (''[[Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion]]'') *La mia immaginazione è un monastero e io sono un monaco. ([[John Keats]]) *La moglie, i miei figli, i miei amici tutti mi assediano; la mia tiranna, l'immaginazione, non mi lascia gustare né gli spettacoli della natura, né quelli dell'arte, che non mancano in questo viaggio ed in questa bella città {{NDR|[[Lione]]}}. ([[Cesare Beccaria]]) *La realtà dipende dall'immaginazione. ([[Giacomo Casanova]]) *Ma se il senso della realtà esiste, e nessuno può mettere in dubbio che la sua esistenza sia giustificata, allora ci dev'essere anche qualcosa che chiameremo senso della possibilità. Chi lo possiede non dice, ad esempio: qui è accaduto questo o quello, accadrà, deve accadere; ma immagina: qui potrebbe, o dovrebbe accadere la tale o tal altra cosa; e se gli si dichiara che una cosa è com'è, egli pensa: beh, probabilmente potrebbe anche esser diverso. Cosicché il senso della possibilità si potrebbe anche definire come la capacità di pensare tutto quello che potrebbe essere, e di non dar maggior importanza a quello che è, che a quello che non è. (''[[L'uomo senza qualità]]'') *Ma l'immaginazione è come un incendio. E non si può spegnere mai. ([[Melania Gaia Mazzucco]]) *Ma l'immaginazione ha il volo dell'angelo e del lampo: varca i mari dove noi rischiammo di naufragare, le tenebre in cui si perdettero le nostre illusioni, i pregiudizi in cui fu sommersa la nostra felicità. ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'') *Molti ritengono che l'intelligenza sia un impedimento alla felicità. Il vero impedimento è l'immaginazione. ([[Adolfo Bioy Casares]]) *Non confondere la [[fantasia]] con l'immaginazione: la prima si esaurisce nel fantasticare, la seconda stimola la creatività nella arti e nelle scienze. ([[Fausto Cercignani]]) *Quanto è forte negli uomini la potenza dell'immaginazione! Ecco delle persone che non mi conoscono, che non mi hanno mai veduto, che hanno soltanto sentito parlare di me e tuttavia che cosa non farebbero in mio favore? E questa stranezza si ripete in tutti i paesi, in tutte le età, in tutti i sessi! Ecco il fanatismo! Sì, l'immaginazione governa il mondo! ([[Napoleone Bonaparte]]) *Quelli che hanno una immaginazione troppo grande, spesso non riescono a immaginarsi il mondo reale. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Sappi che tu sei immaginazione, e la totalità di ciò che percepisci – che dici essere non-io – è immaginazione nell'Immaginazione. ([[Ibn Arabi]]) *''Se l'occhio non si esercita, non vede. | Se la pelle non tocca, non sa. | Se l'uomo non immagina, si spegne.'' ([[Danilo Dolci]]) *Se tutti quanti ci ritroviamo con l'immaginazione atrofizzata, nessuno costituirà mai una minaccia per il mondo. ([[Chuck Palahniuk]], ''[[Ninna nanna (romanzo)|Ninna nanna]]'') *Senza dubbio l'immaginazione è molto creativa. Produce mondi su mondi; ma sono tutti nello spazio e nel tempo, nel passato e nel futuro, i quali non esistono. ([[Nisargadatta Maharaj]]) *Sul vostro pianeta c'è un animale che si chiama orso. È un grosso animale, a volte più grosso di voi, ed è intelligente e ingegnoso e ha un cervello grande come il vostro. Ma si distingue da voi per un aspetto importante. Non sa svolgere quell'attività che chiamate immaginazione. Non sa costruirsi immagini mentali di come la realtà potrebbe essere. Non sa concepire quello che chiamate passato e quello che chiamate futuro. Questa particolare capacità di immaginare è ciò che ha fatto la grandezza della vostra specie. Null'altro. Non la vostra disponibilità a imitare, non l'attitudine a servirvi di utensili, né il linguaggio, né la violenza, né la cura dei piccoli né il raggrupparvi in società. Non è nessuna di queste cose, che hanno anche altri animali. La vostra grandezza è nell'immaginazione.<br/>La capacità d'immaginare è la parte principale di quella che chiamate intelligenza. Voi pensate che essa sia soltanto un utile mezzo per risolvere un problema o per far succedere qualcosa. Ma è l'immaginarlo che lo fa succedere. Questa è la dote della vostra specie e questo è anche il pericolo, perché voi non scegliete di controllare la vostra immaginazione. Immaginate cose meravigliose e immaginate cose terribili, ma non vi assumete la responsabilità di scegliere. Dite d'avere in voi sia il potere di fare il bene sia quello di fare il male, l'angelo e il demonio, ma in verità in voi avete una cosa soltanto: la capacità di immaginare. ([[Michael Crichton]]) *Uno può morire per il solo effetto della immaginazione, così profondamente può restarne impressionato. ([[Geoffrey Chaucer]], ''[[I racconti di Canterbury]]'') *Vedere ogni cosa come un'immaginazione nata dal [[desiderio]], è necessario per l'autorealizzazione. Perdiamo la realtà per mancanza di attenzione, e creiamo l'irrealtà per eccesso di immaginazione. ([[Nisargadatta Maharaj]]) ==[[Proverbi italiani]]== *L'immaginazione e la paura sono peggiori della pestilenza. *L'immaginazione è peggiore della febbre terzana. *L'immaginazione inganna. *L'immaginazione innanzi tempo impedisce la destrezza. *Quando le braccia lavorano assai, l'immaginazione riposa. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Fantasia]] *[[Fantasticheria]] *[[Amico immaginario]] *[[Personaggio immaginario]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|wikt|preposizione=sull'}} [[Categoria:Qualità individuali]] 0u6kmgdmsoj1hbf61i4uqnrcqtnvee5 Inferno 0 2670 1422396 1398285 2026-08-02T08:32:34Z Spinoziano 2297 +1 1422396 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua|descrizione=la prima cantica della ''Divina Commedia''|titolo=[[Divina Commedia#Inferno|Inferno]]}} {{voce tematica}} [[Immagine:Hortus Deliciarum - Hell.jpg|thumb|Herrad von Landsberg, ''L'inferno'']] Citazioni sull''''inferno'''. ==Citazioni== *Alcune religioni insegnano che, alla morte, chi durante la vita si è comportato male va a soffrire per sempre in un luogo di tormento infuocato. Questo insegnamento disonora Dio. Geova è un Dio di amore e non farebbe mai soffrire nessuno in questo modo. [...] Cosa pensereste di un adulto che punisse un bambino disubbidiente mettendogli le manine nel fuoco? Avreste rispetto di una persona simile? Vorreste mai conoscerla? Sicuramente no! Senza dubbio la riterreste molto crudele. Eppure Satana vuol farci credere che Geova torturi le persone nel fuoco per sempre, per miliardi e miliardi di anni! (''[[Cosa insegna realmente la Bibbia?]]'') *All'inferno ci va chi ci crede. ([[Georges Bernanos]]) *All'inferno il [[diavolo]] è un eroe positivo. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Anche l'inferno ha i suoi vantaggi. ([[Guillermo Fadanelli]]) *Andate a Dachau e ad Auschwitz, a Sighet e alla Kolyma, presso le fosse comuni del Ruanda, di Sebreniça, di Phom Penh o del Sudan. Andate a dire ai supersiti: "L'inferno non esiste!". Ne dubiti ancora? ([[Daniel Ange]]) *Chi dice che l'inferno è nell'aldilà conosce male l'aldiquà. ([[Roberto Gervaso]]) *Coloro che amano veramente Dio con amore e amicizia di bambini [...] si affidano liberamente alla volontà di Dio qualunque essa sia, anche all'inferno e alla morte eterna, se questa dovesse essere la volontà di Dio, solo affinché la sua volontà sia fatta interamente; tanto poco seguono la propria volontà. Ma come si conformano senza riserva alcuna alla volontà di Dio, così è impossibile che restino all'inferno. È impossibile infatti che rimanga escluso da Dio colui che si getta anima e corpo nella sua volontà. ([[Martin Lutero]]) *Comunque, per sua fortuna, lei all'Inferno]] non ci andrà. [...] Non ci andrà nessuno; l'Inferno è deserto. (''[[Habemus Papam]]'') *''Cristiani indilettissimi, l'inferno | È una locanna senza letto e ccoco, | Ch'er bon Iddio la frabbicò abbeterno'', {{NDR|ab aeterno}} | ''Perché sse popolassi appoco appoco. [...] Ggesù mmio bbattezzato e circonciso, | Arberghesce li turchi e bbadanai,'' {{NDR|ebrei}} | ''E a nnoi dacce l'alloggio in [[paradiso]]''. ([[Giuseppe Gioachino Belli]]) *Da quando l'uomo non crede più all'inferno ha trasformato la sua vita in qualcosa che assomiglia all'inferno. Non può farne a meno. ([[Ennio Flaiano]]) *Davvero, se i peccatori pensassero all'eternità, a quel terribile "sempre!.." si convertirebbero immediatamente. Sono quasi seimila anni che [[Caino]] si trova nell'inferno, eppure è come si vi fosse appena entrato. ([[Giovanni Maria Vianney]]) *– Diavolo, vado bene di qui per l'inferno?<br />– Sì, sempre storto. ([[Ennio Flaiano]]) *''Dicono che tremano i monti e si adirano gli abeti | Quando la notte rode i chiodi delle tegole perché vi entrino i folletti | Quando l'inferno sugge lo spumeggiante travaglio dei torrenti | O quando la scriminatura dell'albero del pepe diviene cencio della tramontana''. ([[Nikos Gatsos]]) *Di dolorosi pensieri sono l'anime torme[n]tate nel ninferno, perché co molta pena si ricorderanno quello che co molto diletto hanno già comesso, acciò che lo stimolo della memoria acresca la pena, quanto il diletto ha piú acceso il peccato. ([[Bono Giamboni]]) *[[Dio]] non è il Grande Vendicatore, il Giustiziere, il cacciatore dei colpevoli. Il teologo [[Hans Urs von Balthasar|von Balthazar]] affermava: «L'inferno esiste, ma è vuoto». Dio non può volere una Auschwitz eterna. ([[Mario Canciani]]) *Due concezioni dell'inferno. Quella comune (sofferenza senza consolazione); la mia (falsa beatitudine, credersi per errore in paradiso). ([[Simone Weil]]) *E forse non finiamo all'inferno per quello che facciamo. Forse finiamo all'inferno per quello che non facciamo. ([[Chuck Palahniuk]], ''[[Ninna nanna (romanzo)|Ninna nanna]]'') *E io ti dico: Tu sei [[Pietro apostolo|Pietro]] e su questa pietra edificherò la mia [[Chiesa (comunità)|chiesa]] e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Matteo]]'') *È venuto Gesù per dirci che ci vuole tutti in Paradiso e che l'inferno, del quale poco si parla in questo nostro tempo, esiste ed è eterno per quanti chiudono il cuore al suo amore. ([[Papa Benedetto XVI]]) *Facile la via dell'inferno, perché vi si va a chiusi occhi. ([[Bione di Boristene]]) *Forse la terra è l'inferno di un altro pianeta. ([[Aldous Huxley]]) *Gli avevo detto che credevo nell'inferno, e che certe persone, io per esempio, erano condannate a vivere all'inferno durante la vita, per compensare il fatto di non andarci dopo morte, visto che non credevano nell'aldilà, e che dopo la morte a ciascuno succede quello in cui aveva creduto. ([[Sylvia Plath]]) *– Ho paura di morire e di andare all'inferno.<br />– Siete in ottima salute. E forse l'inferno non c'è. (''[[Via col vento]]'') *I miscredenti avranno il castigo del Fuoco! O voi che credete, quando incontrerete i miscredenti in ordine di battaglia non volgete loro le spalle. Chi in quel giorno volgerà loro le spalle – eccetto il caso di stratagemma per [meglio] combattere o per raggiungere un altro gruppo – incorrerà nella collera di Allah e il suo rifugio sarà l'Inferno. Qual triste rifugio! (''[[Corano]]'') *Il cattolicesimo della mia infanzia era un credo piuttosto terrificante: [[James Joyce]] lo ha mostrato bene in ''Dedalus'', e anch'io ho avuto la mia razione di prediche sul fuoco dell'inferno. Il fatto è che l'inferno appariva come una realtà ancora più potente di Dio, perché era qualcosa che colpiva la mia immaginazione; Dio, invece, rimaneva una figura un po' vaga, definita da astrazioni intellettuali invece che da immagini. ([[Karen Armstrong]]) *Il paese là dove mena a regnare l'anima la via larga de' vizî è appellato ninferno, il quale è nel ventre della terra, e quello luogo che piú di lungi è dal paradiso ch'altro luogo che sia. ([[Bono Giamboni]]) *Il principio primo dell'inferno è: «Io sono mio». ([[George MacDonald]]) *{{NDR|Il dogma dell'inferno è}} incostituzionale [in quanto] nessun atto per quanto grave può meritare una pena eterna [e perché] è contraria ai princìpi più avanzati del diritto, e specificamente del diritto influenzato dal cristianesimo, una pena che in nessun modo tenda alla rieducazione/riabilitazione del condannato. ([[Luigi Lombardi Vallauri]]) *Inferno cristiano, di fuoco. Inferno pagano, di fuoco. Inferno musulmano, di fuoco. Inferno hindu, in fiamme. A credere nelle religioni, Dio è un rosticciere. ([[Victor Hugo]]) *Inferno? Tu non hai idea di cosa sia l'inferno. Nessuno di voi lo sa. L'inferno non è prenderle o essere accoltellato o essere trascinato di fronte a qualche frocio di giudice. L'inferno è risvegliarsi ogni dannato giorno che Dio ci ha dato e non sapere nemmeno perché sei qui. È non sapere neanche perché respiri. (''[[Sin City]]'') *L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. ([[Italo Calvino]]) *L'inferno è il luogo dove non si ha nulla in comune con gli altri salvo il fatto di odiarsi a vicenda e di non potersi staccare gli uni dagli altri e da se stessi. ([[Thomas Merton]]) *[...] l'inferno è un'idea nata la prima volta da un pasticcio di mele digerito male; e perpetuata da quel momento in poi attraverso le dispepsie ereditarie causate dai Ramadan. ([[Herman Melville]]) *''L'inferno esiste solo per chi ne ha paura.'' ([[Fabrizio De André]]) *L'Inferno non è che il [[Paradiso]] capovolto. Una spada riflessa nell'acqua prende figura di croce. ([[Giovanni Papini]]) *L'inferno non è una vendetta o un castigo di Dio; noi ci creiamo l'inferno attorno a noi: è il fissarsi per l'eternità in un rifiuto consapevole e cosciente di amare Dio. ([[Oreste Benzi]]) *L'inferno sono gli altri. ([[Jean-Paul Sartre]]) *La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell'incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. ([[Lúcia dos Santos]]) *La maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l'inferno. ([[Faustina Kowalska]]) *La Sfera, ò, per dir più propriamente, la circonferenza dell'Inferno, è una delle quattro circonferentie della terra, percioche sopra essa è la circonferentia del purgatorio; di grandezza per circuito miglia quindici millia settecento, e cinquanta, e di altezza, over larghezza miglia cinque millia, & undeci; e lontana da noi miglia due millia cinquecento e cinque, e mezo. ([[Giovanni Maria Bonardo]]) *La via dello andare allo inferno era facile, poiché si andava allo ingiù e a chiusi occhi. ([[Niccolò Machiavelli]]) *Lo sa? La mia defunta madre era atea. Era solita dire che ci sono buone e cattive notizie riguardo all'inferno. La buona notizia è che l'inferno è soltanto il prodotto della macabra immaginazione umana. Quella cattiva è che quello che gli umani possono immaginare, di solito riescono anche a crearlo. (''[[Scissione (serie televisiva)|Scissione]]'') *Ma per i vili e gl'increduli, gli abietti e gli omicidi, gl'immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte. (''[[Apocalisse di Giovanni]]'') *Naturalmente è l'inferno, non il paradiso, che rende potenti i sacerdoti, perché – dopo migliaia di anni di cosiddetta civiltà – la paura rimane l'unico comune denominatore dell'umanità. [...] L'essenza di tutta la moralità sacerdotale è la ricompensa, e senza un inferno di qualsivoglia specie, o un altro genere di ricompensa, essa diviene retorica, senza alcun significato. ([[Henry Louis Mencken]]) *Nel centro della Terra stà situato l'Inferno, tomba de miseri, sepolcro de vivi, labirinto tormentoso de dannati, Carcere fetida de palpabili tenebre, d'ardori perpetui, d'indissolubili nevi [...] ove il giaccio produce le fiamme, e gl'ardori generano le nevi. ([[Agostino Maccari]]) *Nessuno oggi dice che per il semplice fatto di non essere [[battesimo|battezzato]] uno sarà condannato e andrà all'inferno. I bambini morti senza battesimo, come pure le persone vissute, senza loro colpa, fuori della Chiesa, possono [[salvezza|salvarsi]] (queste ultime solo se vivono secondo i dettami della coscienza). ([[Raniero Cantalamessa]]) *Nulla nella storia [...] è neppure lontanamente paragonabile all'atrocità dell'invenzione dell'inferno. ([[Mark Twain]]) *O Dio! Se io Ti adoro per paura dell'Inferno, bruciami all'Inferno. ([[Rābiʿa al-ʿAdawiyya]]) *Padri e maestri, mi chiedo: "Che cos'è l'inferno?". Ed è così che lo definisco: "La sofferenza di non poter più amare". ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[I fratelli Karamazov]]'') *Peccato che l’inferno non esista. ([[Christopher Hitchens]]) *– Pensi che andrò all'inferno?<br>– Elia, posso dirti questo. Dove c'è amore non c'è l'inferno. (''[[Francesco (miniserie televisiva 2014)|Francesco]]'') *Per gli italiani l'inferno è quel posto ove si sta con le donne nude e con i diavoli ci si mette d'accordo. ([[Ennio Flaiano]]) *''Per me si va ne la città dolente, | per me si va ne l'etterno dolore, | per me si va tra la perduta gente. | Giustizia mosse il mio alto fattore; | fecemi la divina podestate, | la somma sapïenza e 'l primo amore. | Dinanzi a me non fuor cose create | se non etterne, e io etterno duro. | Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'') *Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco. (''[[Apocalisse di Giovanni]]'') *Quando non ci sarà più posto all'inferno, i morti cammineranno sulla terra. (''[[Zombi (film)|Zombi]]'') *''Ridete, Sorelle care | del corrucciato inferno: | quel furioso non temete, | Gesù per voi combatte.'' ([[Teresa di Lisieux]]) *Se l'anima cessa di [[amore|amare]] precipita già qui sulla terra in uno stato quasi equivalente all'inferno. ([[Simone Weil]]) *Se l'inferno si potesse redimere, voi [[Maria]] gli otterreste la grazia. ([[Giovanni Maria Vianney]]) *Secondo la Bibbia Dio creò il cielo e la terra. Ma è prerogativa di ogni singolo uomo o donna crearsi il proprio inferno privato. (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|Ai confini della realtà]]'') *Sei nell'inferno perché rifiuti di amare. ([[Oreste Benzi]]) *Senza il [[purgatorio]] e l'inferno, il buon Dio non sarebbe che un povero re. ([[Anatole France]]) *Si è sempre tentato di tenere insieme gli uomini con la forza o le minacce. La minaccia dell'inferno era un tentativo di questo tipo. ([[Karl Popper]]) *Si pensa all'inferno come a un luogo infuocato, con a capo un sadico ghignante vestito di rosso. Fyrine IV mi aveva insegnato questo: che l'inferno è solitudine, fame, e freddo senza fine. ([[Barry B. Longyear]]) *Siamo tutti in fondo a un inferno, dove ogni attimo è un miracolo. ([[Emil Cioran]]) *Soltanto gente crudele può aver inventato l'inferno. Persone con sentimenti umani non avrebbero gradito l'idea che quanti sulla terra fanno cose condannate dalla moralità della loro tribù, debbano soffrire eternamente senza nessuna possibilità di riscatto. Non credo che la brava gente possa accettare un'idea simile. ([[Bertrand Russell]]) *– Tu credi nell'inferno?<br>– Certo. Tu no?<br>– In prigione ho visto un uomo morire disperato. Aveva paura e tremava, era convinto di andare all'inferno. Se Dio è misericordioso l'inferno non c'è. (''[[Francesco (miniserie televisiva 2014)|Francesco]]'') ===[[Hans Urs von Balthasar]]=== *Anche se vi sono dei casi in cui non furono mostrate solo ''immagini'' dell'inferno (quale è, a mio giudizio, il caso della visione dell'inferno dei bambini di [[Fatima]]), bensì determinati eletti ebbero la certezza soggettiva che un numero di uomini è già perduto, tuttavia in essi (e questo è lo scopo della rivelazione) il desiderio di opporsi a quanto è stato loro mostrato, di annullarlo, prevale di gran lunga sull'idea che, di fronte a ciò che è stato contemplato come perduto, non ci sia più nulla da fare. *Dell'inferno si può parlare soltanto e sempre in forma personale, appunto perché io non potrei mai valutare la possibile perdizione e dannazione di un altro come più probabile della mia propria. *Ecco sorgere la questione se si possa, come cristiani, stando ''sotto'' il giudizio, sperare per tutti gli uomini. Io ho osato affermarlo [...]. In una conferenza stampa tenuta a Roma, tempestato di domande sulla questione dell'inferno, avevo manifestato il mio parere, il che ha portato a fin troppo grossolane deformazioni sui giornali ("L'inferno è vuoto") [...]. Ma io non ho mai parlato di certezza, bensì di speranza. *La Chiesa, che ha canonizzato tanti individui, non si è mai pronunciata sulla dannazione di alcuno. Neppure su quella di [[Giuda Iscariota|Giuda]], che divenne per così dire l'esponente di quello di cui tutti i peccatori sono corresponsabili. Chi può sapere di che tipo fu il pentimento che egli provò, quando vide che Gesù era stato condannato (Mt 27,3)? ===[[Charles Bukowski]]=== *I nostri [[peccato|peccati]] vengon fabbricati in cielo per creare il nostro inferno, di cui evidentemente abbiamo bisogno. *L'inferno era come te lo facevi tu. *Ognuno di noi ha i suoi inferni, si sa. Ma io ero in testa, di tre lunghezze sugli inseguitori. *Sulla via dell'inferno c'è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine. ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *All'inferno il [[diavolo]] è un eroe positivo. *Che l'uomo sia lacerato dal cielo e dalla terra, pazienza, ma il peggio è che alla fine del cielo vuole il brandello che è stato strappato dall'inferno, e l'inferno è affamato di quello conquistato dal cielo. *È difficilissimo dar fuoco all'inferno. *E se all'inferno la temperatura dei cuori umani fosse davvero più alta? *L'inferno deve avere un'entrata e un'uscita, visto che lo si può passare. ===''[[I racconti di Canterbury]]''=== *Corrispondenti agli onori hanno in inferno vergogna e confusione; perché ben sapete che le genti chiamano "onore" la riverenza che un uomo porta all'altro. Ma non onore e riverenza sono in inferno; perché certo non vi si porterà maggior riverenza a un re che non a garzone. [...] Anche gran signoria è chiamata "onore" e là nessuna creatura servirà l'altra se non in danno e tormento. Anche grandi dignità son dette "onore" e grandi altezze, ma in inferno saranno tutti calpestati dai diavoli. [...] E questo è perché quanto più elevati saranno stati questi in vita, tanto più saranno abbattuti e insozzati in inferno. Corrispondente alle ricchezze di questo mondo avranno disagio di povertà, e sarà questa povertà di quattro cose: difetto di tesoro [...]. Inoltre la miseria d'inferno sarà mancanza di cibo e di bevanda. [...] E inoltre la loro miseria sarà difetto di vesti, perché quanto a vesti saranno nudi nel corpo se non per il fuoco nel quale bruciano e per l'altro lordume; e nudi saranno dell'anima come d'ogni sorta di virtù, che son dell'anima vestimento. Dove saranno allora le gaie vesti, e i soffici lenzuoletti e le camiciole? [...] E inoltre la loro miseria sarà mancanza d'amici, perché povero non è chi ha buoni amici. Ma non son là amici; perché né Dio né alcun essere sarà loro amico; e ciascun di loro odierà gli altri di odio mortale. [...] E i bimbi amorosi che un tempo così carnalmente si amarono tra loro, vorranno ciascuno mangiar l'altro, se potessero; perché come potrebbero tra loro amarsi nelle pene d'inferno, quando si odiarono nella prosperità della vita? [...] E di più ancora avranno mancanza d'ogni maniera di piacere, perché, certamente i piaceri muovono dagli appetiti dei cinque sensi, cioè della vista, dell'udito, dell'odorato, del gusto e del tatto. Ma la vista in inferno sarà grave d'oscurità e di fumo e quindi di lagrime, e il loro udito, come dice Gesù Cristo, pieno di lamentazioni e di digrignar di denti. Le narici saranno piene di fetore puzzolente e, come dice, come dice Isaia profeta, «il loro gusto sarà colmo d'amaro fiele»; e il tatto di tutto il corpo sarà coperto «da fuoco che mai non s'estingue, e da vermi che mai morranno», come Iddio dice per bocca d'Isaia. [...] E in verità un'ombra porta somiglianza alla cosa di cui è l'ombra, ma l'ombra non è la cosa stessa di cui è ombra. Così avviene delle pene d'inferno; per l'orribile strazio è simile alla morte, e perché? Perché lor duole come fosser tosto per morire, ma di sicuro non morranno. *Là avremo un giudice che non può esser corrotto né ingannato. E perché? Perché certamente tutti i nostri pensieri saranno a Lui discoperti; né da preghiera o tributo potrà esser corrotto. *Perché certamente quanto mai dolore possa l'uomo accumulare dal principio del mondo, non è che picciola cosa a confronto del dolore d'inferno. La causa per la quale Giobbe chiama l'inferno "il paese d'oscurità" s'intenda che egli dice "paese" o "terra" perché è stabile e mai non mancherà; e "oscuro" perché chi è in inferno ha difetto di luce naturale. Perché certamente l'oscura luce che muove dal fuoco sempiterno, tutta lo volgerà nelle pene che sono in inferno mostrandolo agli orribili diavoli che lo tormentano. *Poco sono diversi diavoli e frati; e, perdio, avete spesso sentito narrare come un frate fosse in ispirito rapito in visione all'inferno, e come un angelo di su e di giù lo menasse a mostrargli le pene che v'erano e nessun frate scorgesse in tutto quel luogo, mentre d'altre genti assai ne vide in dolore. E così parlò all'angelo il frate: «Or, messere, – egli disse – hanno i frati tal grazia, che nessuno di essi venga quaggiù?»<br>«Ben sì – fece l'angelo – ven sono più milioni». E giù lo menò a Satanasso. «Or – disse – Satanasso ha tal coda che è più larga che vela di caravella». «Oh, tu, Satanasso, – gridò – leva la coda, mostra di retro il foro e fa che il frate veda dove in questo luogo hanno lor nido i frati!»<br>E anzi che fossero proceduti duecento passi, appunto come dall'arnia sciamano le api, così dal mal foro del demonio vennero cacciati in branco di frati ben ventimila, e per l'inferno volarono attorno, e di nuovo ritornarono rapidi quanto potevano muovere, e ciascun d'essi s'insinuò nel mal foro di quello. La coda sbatté giù di nuovo e tutto fermo si stette.<br>Quando a sazietà ebbe il frate mirato i tormenti di quel tristo luogo, si destò, avendo Iddio, per sua grazia, restituita l'anima entro al suo corpo. Nondimeno per paura ancora tutto tremava, tanto gli era in mente fisso il culo del demonio ch'era suo proprio retaggio per istirpe. ===[[Joseph Franklin Rutherford]]=== *Gesù venne sulla terra, ci visse, ci morì, fu sepellito; ed è scritto di Lui che egli scese nell'inferno. [...] Se l'inferno è un luogo di tormenti senza fine, e Gesù vi è entrato, egli non può esserne uscito. Il fatto che egli non vi è rimasto è una prova conclusiva che l'inferno non è un luogo di tormento eterno. *L'organizzazione del Diavolo sulla terra ha insegnato durante numerosi secoli la dottrina disonorante Iddio dei tormenti eterni. I suoi membri hanno detto che l'uomo ha un'anima immortale; che Iddio ha preparato un immenso stagno di fuoco e zolfo chiamato inferno; che Egli manderà tutti i malvagi in quel luogo, nel quale soffriranno per sempre senza speranza alcuna di sollievo. Iddio si è servito di Giobbe per pronunziare una profezia in assoluta opposizione a questi falsi insegnamenti del clero e per indicare che il ''sceol'', chiamato inferno o sepolcro non è un luogo di tormenti coscienti, come pure per profetizzare della risurrezione e della restituzione dell'uomo. *Non ci può essere tormento eterno di alcuna delle creature di Dio se non per volontà di Dio. Un Dio ragionevole e buono non può tormentare alcuna delle sue creature. Un Creatore che mettesse in opera un sistema di tormento, sarebbe un demonio e non un Dio ragionevole. L'uomo non è perfetto ma pure qualche amore lo sente. Dio è perfetto. Egli è amore. Un uomo o un bambino non torturerebbe il suo cavallo, il suo cane o il suo gatto. *Tutte le Scritture ci mostrano che i malvagi saranno puniti, ma la punizione non significa tormento. C'è una grande differenza tra una punizione eterna e un tormento eterno. Una punizione eterna è una punizione che dura per sempre. Un tormento eterno sarebbe un tormento che non finisce mai e che uno deve sopportare soffrendo sempre ed avendone coscienza. [...] La morte è la più alta punizione inflitta dalla legge, ed è anche la più grande punizione inflitta da Geova. La vita è la cosa più cara ad una creatura e l'essere privato di vita è la più grande punizione che possa essere inflitta. Perciò la morte eterna, senza speranza alcuna di risurrezione, sarebbe una punizione eterna, ma non sarebbe una tortura eterna e cosciente. Dio chiaramente stabilisce: "Il salario del peccato è la morte". (Romani 6:23) E non l'eterna tortura. ==Proverbi== *Lu riccu havi lu patri a lu 'nfernu chi prea pi iddu.<ref>«Il ricco ha all'inferno il padre che prega per lui.»</ref> ([[Proverbi aliminusani|aliminusano]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Discesa di Cristo agli inferi]] *[[Paradiso e inferno]] *[[Paradiso]] *[[Purgatorio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Luoghi della Divina Commedia]] [[Categoria:Religione e morte]] nzfwmxcgrahufvu10izdty8km4c9iaj Caparezza 0 8804 1422355 1421803 2026-08-02T07:06:31Z AssassinsCreed 17001 +3 1422355 wikitext text/x-wiki [[File:Caparezza Rende 4.jpg|thumb|Caparezza]] '''Caparezza''', pseudonimo di '''Michele Salvemini''' (1973 – vivente), cantautore e rapper italiano. ==Citazioni di Caparezza== *All'inizio della carriera avevo il terrore di diventare cantante one shot, da una canzone e via. Invece sono riuscito a distrarre la gente dalle mie cosiddette hit, come ''Fuori dal Tunnel'' ad esempio, che per me sono solo canzoni.<ref group="fonte" name=comodi>Citato in ''[http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2015/07/23/caparezza-io-rapper-solo-per-comodita_32a6922e-dd10-4afb-bf20-3ae9204e3c16.html Caparezza, io rapper solo "per comodità"]'', ''Ansa.it'', 23 luglio 2015.</ref> *Chi fa rap solo di contenuto spesso è deficitario sul flow, non può esprimersi liberamente né come metrica né come rime perché deve dare un senso compiuto a quello che dice, e nel farlo rischia di perdere un sacco di occasioni per tirare fuori incastri divertenti e metriche interessanti che hanno tuttavia il difetto di non essere funzionali al discorso.<ref name=soldirifiutati/> *Dal tunnel, da ogni tunnel, si esce cercando di pensare con la propria testa, di non farsi massificare e riuscire a costruire una visione del mondo individuale.<ref group="fonte" name=scapi>Citato in Matteo Speroni, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/aprile/21/Caparezza_rapper_scapigliato_co_7_040421045.shtml Caparezza, rapper scapigliato]'', ''Corriere della Sera'', 21 aprile 2004.</ref> *Di sicuro ci sono dei rapper a cui non sto simpatico. Questo è assodato. Anche dei musicisti non mi vedono di buon occhio. È una cosa normale, se fosse solo per empatia. Non è così, ma di fatto non mi importa. Non mi sono mai fatto influenzare da nessuno, nemmeno dall'aspettativa dei fan, figuriamoci dai colleghi. Esiste dell'ostracismo nei miei confronti. La più grande verità è che non ho alcun interesse per l'opinione della scena rap. Chi se ne frega, dico. Me ne tiro fuori. Tutta la musica viene accostata a fenomeni culturali, anche il liscio lo è, ma rifiuto che ci sia un modo settoriale e poco elastico di vedere la musica.<ref group="fonte" name=rap>Dall'intervista di Alessandro Alicandri, ''[http://cultura.panorama.it/musica/caparezza-intervista-esecuzione-pubblica-rap Caparezza: "Non mi riconoscono i rapper? Chi se ne frega!"]'', ''Cultura. Panorama.it'', 25 giugno 2012.</ref> *È sempre bene distinguere {{Sic|spiega}} la parola dall'esempio: non sono un paladino. Esprimo ciò che sento e che mi sta a cuore comunicare con l'auspicio che il mio senso critico su determinate questioni possa servire a supporto di chi prova a migliorare questa società.<ref group="fonte">Citato in Giusy La Piana, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/05/pop-rap-storie-eroi-caparezza-racconta.html Pop, rap e storie d'eroi, Caparezza racconta il caos]'', ''la Repubblica'', 5 febbraio 2009.</ref> *{{NDR|Sulla [[morte]]}} È stata rappresentata in molteplici modi, ma io ho scelto di raccontarla come una figura positiva, senza la quale la nostra vita diventerebbe il trionfo dell'apatia e della depressione. Una sorta di motivatrice che ci spinge a dare il meglio di noi durante il tempo limitato che abbiamo a disposizione.<ref group="fonte" name=scarface/> *{{NDR|Sul periodo da Mikimix}} È stato un periodo in cui ho sofferto. Ma è stata una soglia da oltrepassare assolutamente necessaria per arrivare a quello che sono oggi. Dopo l'esperienza Mikimix ho fatto di testa mia e ho cominciato ad esprimermi come veramente sono.<ref group="fonte" name=donna>Dall'intervista di Andrea Conte, ''[http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/articoli/articolo408319.shtml Caparezza: "Voglio un Papa donna"]'', ''Tgcom24.Mediaset.it'', 8 aprile 2008.</ref> *{{NDR|Su [[Dino Campana]]}} Era un poeta che ha avuto problemi psicologici, e tra questi problemi, non si sa come, rientrava il fatto che lui non abitava mai nella stessa città, ma si spostava continuamente. Quello che oggi potrebbe essere un blogger di viaggio all'epoca evidentemente era considerato un pazzo, e lui è rientrato in questa "categoria", venendo chiamato "il poeta che fugge".<ref group="fonte">Dall'intervista di Andrea Giovannetti, ''[https://archive.ph/ITZAy#selection-2351.6-2353.184 Caparezza: «"Exuvia" è il mio album più cinematografico, nato dalla passione per Fellini» (intervista)]'', ''Spettakolo.it'', 6 maggio 2021.</ref> *Il [[rap]], avendo la possibilità di raccontare se stessi in un flusso incontrollato e incontrollabile, richiama un po' il flusso di memoria, e quindi Freud e Jung.<ref group="fonte" name=prison>Dall'intervista di Luigi Bolognini, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2017/09/14/news/caparezza-175482988/ Prigioniero Caparezza: "In un momento in cui non riuscivo a riconoscermi è nato il disco"]'', ''Repubblica.it'', 14 settembre 2017.</ref> *Io mi considero un eretico, perché mi piace scardinare i dogmi religiosi, politici e sociali.<ref group="fonte" name=ere/> *Io non ne posso più della retorica del bullo, di vedere ''[[Scarface]]'' come modello di vita. Lo so che definire quel film "una cagata" farà arrabbiare alcune persone, ma io sono un difensore delle cause perse. Per me un capolavoro è ''[[La corazzata Potëmkin]]''. Ecco, io voglio portare la ''La corazzata Potëmkin'' nel rap.<ref group="fonte" name=scarface/> *Io posso solo dire una cosa: sono orgoglioso di tutti i soldi che ho rifiutato, e soprattutto di quelli che ho rifiutato quando ero povero. Davvero, ne sono orgogliosissimo. "Eh, ma sei un cretino, ok che ora va tutto bene ma magari un giorno scoprirai che ti avrebbero fatto comodo anche quei soldi lì": ok, può essere, ma per ora io sono a posto così. Detto questo, lo so bene che non si può essere immacolati. Lo so bene. Men che meno oggi, che i miei guadagni arrivano solo dai dischi che vendo e dai concerti che faccio.<ref name=soldirifiutati>Dall'intervista di Damir Ivic, ''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/caparezza-le-hit-di-oggi-al-confronto-mikimix-sembra-bob-dylan/560778/#Part1 Il rap visto e fatto da un uomo di 47 anni. E poi i soldi rifiutati, la lotta con l'acufene, il gusto per la complessità e ovviamente il nuovo album "Exuvia", «una fuga attraverso il bosco e l'oscurità». Troppo serio? «No, sono cintura nera di cazzeggio»]'', ''RollingStone.it'', 6 maggio 2021.</ref> *[...] la [[musica]] è un po' come un origami. Se lo spieghi, è solo un foglio.<ref group="fonte">Da ''[http://www.sorrisi.com/musica/canzoni/caparezza-ti-fa-stare-bene-tutto-sul-singolo-e-sul-testo-lintervista/ Caparezza «Ti fa stare bene»: tutto sul singolo (e sul testo). L'intervista]'' di Alessandro Alicandri, ''Sorrisi.com'', 13 ottobre 2017.</ref> *La realtà finisce sempre nell'immaginario irreale. Pensa a quando per esempio immaginiamo un extraterrestre. Potremmo immaginarlo in qualsiasi forma, ma partiamo sempre dall'ominide, perché per noi deve avere le braccia, le gambe, la testa. Non riusciamo ad immaginare qualcos'altro completamente diverso, proprio perché abbiamo l'imprinting della realtà su di noi.<ref group="fonte">Dall'intervista al programma radiofonico ''Voci in scena'', Radio 24, 26 agosto 2014; citato in Paolo Gallina, ''L'anima delle macchine: Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale'', Dedalo, 2015, [https://books.google.it/books?id=CcqzBgAAQBAJ&pg=PA119 p. 119]. ISBN 88-220-6856-4</ref> *{{NDR|Sui suoi concerti}} Le fasi artistiche sono due: una è quella delle idee e l'altra è quella dell'esecuzione. Il periodo che mi piace di più è il primo, quindi la cosa che mi manca di più è la parte creativa, soprattutto durante i concerti. Così mi ingegno per farmi piacere anche il momento di riproduzione. Mi diverto e diverto il pubblico, perché non c'è più differenza tra me e loro. E recito come a teatro.<ref group="fonte" name=rap/> *Lo immagino come un uomo in lotta con il mondo e in difficoltà col prossimo, come solo le persone lucidissime sanno essere. [...] [[Van Gogh]] per me è una specie di rockstar e lo dimostra la sua popolarità post-decesso. In vita non ha mai ricevuto grandi complimenti e pare abbia venduto un solo quadro (''Il vigneto rosso'') mentre oggi siamo tutti qua a dargli del "genio pazzoide".<ref group="fonte">Citato in Salvatore Gianella,'' Vincent van Gogh, una lucida pazzia'', ''Sette'', 25 luglio 2014, n. 30, p. 37.</ref> *Mettere parole in rima, non significa necessariamente essere un rapper. Io tecnicamente utilizzo lo stilema rap, ma non rappresento la cultura hip hop. Quindi possiamo dire che io sono "rapper per comodità".<ref group="fonte" name=comodi/> *Mi piace essere considerato oggettivamente mainstream, pur rimanendo di fatto nel mondo indipendente.<ref group="fonte" name=rap/> *Mikimix era un personaggio mediocre. Ma il mio rapporto con lui è stato evolutivo: ho inglobato la vicenda, la situazione di allora, e ciò che ne è uscito è il rigurgito di quel momento, probabilmente necessario perché nascesse Caparezza. Certo, ho passato un anno non proprio bello, però poi ho pensato che la giusta strada da percorrere fosse tornare a fare musica a mio modo.<ref group="fonte" name=scapi/> *Molti dicono che solo capendo il [[Piacere e dolore|dolore]] si può poi godere del [[Piacere e dolore|piacere]]. Io la trovo una pessima visione, molto cattolica, e lo dico col rispetto dell'agnostico verso le religioni. Il dolore è dolore e va se possibile evitato. Poi va accettato, ma non per apprezzare la vita, semplicemente perché non puoi eliminarlo e te lo tieni.<ref group="fonte" name=prison/> *Non è che se uno si droga diventa automaticamente un talento. Io sono antiproibizionista, ma non faccio uso di sostanze stupefacenti. Ammiro [[Frank Zappa]]: un genio che non usava droghe. Anzi, nei tour le vietava anche alla band.<ref group="fonte" name=rabbia>Citato in Andrea Laffranchi, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/17/rabbia_Caparezza_co_9_080317064.shtml La rabbia di Caparezza]'', ''Corriere della Sera'', 17 marzo 2008.</ref> *Ogni [[canzone]] è un mondo io ho una visione cinematografica della musica. Da una canzone per me parte una trama, appena l'ho finita mi immagino il prima e il dopo. Per questo motivo con me è impossibile ragionare per singoli. Nessun pezzo, da solo, può rappresentare un mio album.<ref group="fonte" name=scarface/> *{{NDR|Sul [[Il Sessantotto|Sessantotto]]}} Per me è stato fondamentale non solo per i grandi avvenimenti storici che si sono susseguiti in quegli anni (dalla [[Primavera di Praga]] alla guerra in Vietnam) ma per la musica e per il costume. Non nego che come tutte le rivoluzioni ci siano stati degli strascichi "pesanti". Ma è stata una fase fondamentale per la crescita civile, come ad esempio i diritti delle donne.<ref group="fonte" name=donna/> *{{NDR|Sui [[talent show]]}} Più che "saranno famosi?" dobbiamo chiederci "saranno capaci?". In questi programmi televisivi la prima cosa che noto è che il talento non conta: per l'audience si vanno a cercare pianti, litigi e storie d'amore. Nei partecipanti manca la creatività: la bella voce da sola non è creatività.<ref group="fonte" name=rabbia/> *Qualche anno fa mi era arrivata anche la richiesta per fare il giudice di talent, ma il mio ruolo è cantare. Non è preclusione, non mi sento antagonista di niente. Se altri vanno avanti, io sono contento: la mia felicità è seguire la mia strada, e io sono decisamente felice.<ref group="fonte" name=comodi/> *Sono affascinato dal [[dubbio]]. La certezza, il pregiudizio non fanno per me. Il bello è che il famoso beneficio del dubbio esiste: coltivo il dubbio ed è più rilassante della marijuana.<ref group="fonte">Citato in Raffaella Oliva, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2012/luglio/13/Sono_affascinato_dal_dubbio__co_7_120713058.shtml «Sono affascinato dal dubbio»]'', ''Corriere della Sera'', 13 luglio 2012.</ref> *{{NDR|Sulle sue canzoni}} Sono fatti che leggo sui giornali e mischio con ricordi dell'infanzia e citazioni letterarie alte per creare dei contrasti. È facile dire "la guerra è brutta", ma con altre parole ottieni un altro effetto. La mia è una "patchanka" di citazioni e riferimenti.<ref group="fonte" name=rabbia/> {{Intestazione|Dal ''[https://web.archive.org/web/20070221141911/http://www.caparezza.com:80/docs/profilo_psichico_capa.pdf Profilo psichico]'' riportato sulla vecchia versione di ''Caparezza.com''}} *Egli fu Mikimix, cantante insignificante, dal cui autodisgusto nacque il sé stesso odierno.<ref name=kojay>Il dott. Kojay Gutzemberg, direttore del centro di igiene mentale e fisico, viene indicato come l'autore di questo ''Profilo psichico''; in realtà si tratta di un personaggio di finzione ideato da Caparezza. Kojay Gutzemberg viene riportato anche come l'autore della Skaramuffin Version di ''Il secondo secondo me'' (traccia n. 6 del singolo ''Fuori dal tunnel'') e dello jodel di ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'' (traccia n. 14 di ''Verità supposte'') nelle rispettive informazioni nelle copertine dei dischi. Inoltre Gutzemberg viene indicato come autore del III tomo (''L'opera trionfa'') del libro ''[[Saghe mentali]]'', Caparezza infatti scrive dell'introduzione del III tomo: «Essendo io scomparso già dal primo tomo, lascerò che a spiegare la mia discesa agli Inferi sia un critico caparezziano molto stimato: il dottor Kojay Gutzemberg.» (p. 191)</ref> *La leggenda narra che in realtà Mikimix, caduto in una profonda depressione, abbia chiesto al fratello minore, Caparezza, di ammazzarlo. Le prove furono tutte insabbiate perché il Capa non avrebbe mai sopportato 7 puntate di Porta a Porta dedicate all'argomento.<ref name=kojay/> *I malpensanti sostengono che il Capa non ami termini come "jam, contest, mixtapes, Mc e freestyle". Non è vero. Egli adopera questo tripudio di consonanti per aumentare la salivazione del cavo orale prima di ogni esibizione. Ogni altra applicazione gli appare straordinariamente fuori luogo.<ref name=kojay/> *Da [[Amadeus (conduttore televisivo)|Amadeus]] alla [[Maria De Filippi|De Filippi]], non c'era conduttore che non abusasse di quella canzone {{NDR|''Fuori dal tunnel''}} in tv. Si narra che il tastierista del Capa, irrompendo nella sua stanza, sorprese il Nostro con una Walter PPK puntata sulla tempia. Stava guardando un trenino di figuranti alla cui motrice c'era [[Michele Cucuzza]] che ancheggiava sulle note di "Fuori Dal Tunnel".<ref name=kojay/> *Fu così che il Capa venne identificato come cantautore "trasversale". "Trasversale è un aggettivo che coniano per le persone di cui non sanno che cazzo scrivere" – fu il lapidario commento del compositore.<ref name=kojay/> {{Intestazione|Dall'intervista di Aldo Cazzullo, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/15/nuovo_Caparezza_sono_agnostico_stimo_co_8_120315048.shtml Il nuovo Caparezza: sono agnostico ma stimo Padre Pio]'', ''Corriere della Sera'', 15 marzo 2012}} *Quando canto divento urticante, fastidioso. È il mio modo di richiamare l'attenzione. Ma versi come "''Voi che parlate di libertà | come si parla di una notte brava dentro i lupanari''" andavano detti di pancia, senza ironia. *{{NDR|Riferito alla violenza}} C'è stata anche nel '68, che pure era un movimento giusto. Le lotte sociali hanno queste controindicazioni. Effetti collaterali. Nati dalla frustrazione di non contare nulla. *Lo seguo con simpatia. Dicono che è qualunquista, antipolitico. Ma [[Beppe Grillo|Grillo]] fa politica da tempo. Certe cose sul degrado ambientale le ho imparate ai suoi spettacoli. *È vero, sono molto legato alla mia terra. La pugliesità esiste. Ed è fatta anche dai valori della tradizione. Non sono attratto dalla movida. Per me è fondamentale la famiglia, i legami di parentela: è importante far parte di qualcosa che va oltre te stesso, in cui non sei al centro. Questo non significa familismo o clientelismo, forme striscianti di corruzione che io detesto. Ma mi piace una certa mentalità del Sud, a cominciare dalla lealtà. Per questo ho scelto di restare qui. *Non conoscevo [[Checco Zalone|Zalone]], anzi Luca Medici. È un comico irriverente: non finge, è così sempre, anche sul set. *La [[musica]] che amo mi ricorda un piatto pugliese, riso patate e cozze. Credo nella commistione di generi che non dovrebbero sposarsi, e invece stanno bene insieme: ska, rock, pop, jazz, rap. *Non so se Dio esiste, non so cosa ci sia dopo la morte. Ma trovo l'ateismo consolatorio. Più della fede. L'idea che esista un'altra dimensione, di essere osservato da qualcosa che non riesco a vedere, mi fa paura. Ho bisogno di tenere a bada i miei demoni. *[...] la musica non è una gara. Per questo sono contro i talent. {{Intestazione|Citato in Fulvio Paloscia, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/08/15/la-battaglia-di-caparezza-io-il-clown.html La battaglia di Caparezza: Io, il clown eretico che smaschera i politici]'', ''la Repubblica'', 15 agosto 2012}} *È una grande soddisfazione in un periodo di consumismo sfrenato come questo, con la vendita digitale della musica che sta portando verso una direzione molto anni Sessanta: singoli, singoli, singoli. Io resto ancorato all'idea della centralità dell'album. Prediligo l'idea del concept, di una storia da raccontare con le canzoni. [[Immagine:Caparezza grande opera.jpg|miniatura|upright=1.3|Caparezza durante l'esecuzione del brano ''La grande opera'']] *I miei fan spesso arrivano ai miei concerti muniti di striscioni con slogan politici, come ad una manifestazione di protesta, e questo mi fa riflettere. *Il disimpegno? Colpa di quegli artisti che hanno affrontato temi sociali con poche idee e troppa retorica. Lo snobismo allontana le persone. Io invece tratto temi scottanti giocando. *I pilastri storici della musica d'autore italiana tacciono non per timore, ma per una scelta estetica: il vero impegno è l'arte, la politica è un valore aggiunto. Anzi, certe volte il disimpegno è più politico di quanto che si pensi. *In questo tour si parla di crisi, e dei grandi magheggi che ci sono dietro. Mi sono divertito a campionare dalla tivù considerazioni di esperti nell'arco degli ultimi cinque anni. Sono sempre le stesse. La più ricorrente: questo anno sarà il peggiore. Un mantra. Già. Intanto i tentativi per uscirne – e parlo anche del governo Monti – sono stentati. *L'establishment racconta questa crisi come un'epidemia che attraversa l'Europa. Una specie di sventura biblica a cui è impossibile sottrarci. Con questa attribuzione delle cause a una sorta di sciagura sovrannaturale i veri responsabili- del vecchio e del nuovo governo – si autoesentano da ogni colpa. E l'utilizzo di parole come spread o spending review, in un Paese dove la conoscenza dell'inglese è bassissima, non fa altro che allungare le distanze tra il popolo e la reale situazione economica. ==Citazioni tratte da canzoni== {{autori testi}} ===Come Mikimix=== ====''Tengo duro''==== '''Etichetta''': Sony Music, 1996, prodotto da Matteo Bonsanto. *''Mi trovavo in un parchetto di quelli cittadini, | immerso nel cinguettio di mille uccellini, | cip cip cip cup e tra mille distrazioni, | si fa sentire pure quello dentro ai pantaloni, | state buoni e sentite sto racconto che è uno spasso, | su quello che mi è capitato per non farla addosso.'' (da ''Tengo duro'', n. 1) *''Se tengo duro qualche cosa si rimedia, | davanti a me una tipa legge la "Divina Commedia", | ma come fanno questi a leggere nel tram, non lo so, | ma so solo che dovrò aspettare un po' ma nel frattempo.'' (da ''Tengo duro'', n. 1) *''Sono contento, che mi lascio andare via, | compro chili e chili di biglietti della lotteria | e penso ad un viaggio da uomo rude, | a foglie di palme ondeggiate da ragazze seminude | a milioni di milioni | da tuffarvicisi dentro come [[Paperon de' Paperoni]].'' (da ''Succede solo nei film'', n. 2) *''La [[minigonna]] ti esalta, | ti porta alla ribalta | e quando è corta ti fa più alta | riscalda quando la chiappa tiene stretta, | elegante sul sedere che sculetta | oppure in bicicletta, | adagiata sul sellino, | a fare strage di cuori lungo il cammino.'' (da ''Donne in minigonne'', n. 7) ====''La mia buona stella''==== '''Etichetta''': Sony Music, 1999. *''Il [[sogno]] cattura per ore ed ore ed ore, | a volte fa la guerra, a volte fa l'amore | e quando chiudi gli occhi non sai mai cosa succede, | saluti la tua vita, domani ci si vede al mattino, | tranquillo come dentro il pigiamino, | stringo come un bambino il mio cuscino | che forse mi diventa una fanciulla | o forse mi ricorda il pianto soffocato al buio della culla.'' (da ''E la notte se ne va'', n. 1) *''Quante volte son rimasto accucciato, | che mi sentivo come un cane abbandonato, | mi son guardato indietro e non ho visto più nessuno | e me la sono presa col destino | e proprio sull'orlo dell'abisso | che chiedevo aiuto soltanto a me stesso, | ho visto nella notte più nera del lutto | una stella che mi ha illuminato tutto.'' (da ''La mia buona stella'', n. 6) ===Demo (1998-1999)=== ====''Ricomincio da Capa''==== '''Etichetta''': 1998, prodotto da Caparezza. *''Fuori dalle regole la musica è monnezza, | sfida Caparezza solo se ne sei all'altezza, "ah ha", | perché se la tua free-style singhiozza | già so che ti aprirò come una cozza | e la tua carrozza, alla mezza, torna zucca | e ti tocca uscire con una parrucca, | meglio che non ti si riconosca | nella famiglia quando diventa cosca.'' (da ''Tutta flava e famiglia'', n. 3) *''Mentre io rifletto sulla mia posizione, | qui, al riparo, | sotto un ombrello nero | che custodisce il mio silenzio come un monastero: | «Ho imparato a non fidarmi di te, | acqua ingannatrice, | il tuo suono non mi piace, | anche se, per qualcuno questa è musica che viaggia, | per me rimane una dannata giornata di [[pioggia]].»'' (da ''Dannata giornata di pioggia'', n. 4) *''Come nel mio mare di pensieri | del quale sono naufrago nei miei momenti seri, | penso ai [[fiume|fiumi]], che come porci ingrassano, | poi straripano, ed i muri delle case crollano, | sotto i fulmini catastrofi di pochi attimi | che hanno il prezzo di una vita, | nell'attesa che giunga una schiarita.'' (da ''Dannata giornata di pioggia'', n. 4) *''Ho le scarpe fradicie, le ossa pure, | come tuoni lontani echeggiano le mie paure.'' (da ''Dannata giornata di pioggia'', n. 4) *''Ecco il venditore di gioielli, | ha rotto una bottiglia di birra e ci ha fatto gli anelli, | costano quanto un panettone, | telefonarti è come fare a gara per vedere chi è più coglione.'' (da ''Telemonnezza'', n. 5) *''I miei [[problema|problemi]] vengono fuori come funghi | rimbombano nella mia mente come un assolo di bonghi, | sono fanghi che mi sporcano, mi ungono, mi immobilizzano se | divento [[scacco matto|matto]] come in uno scacco al re, | anche se ne venissi fuori | ammetto che ne sono attratto come un'ape in un campo di fiori, | come un beone tra i liquori, | salgono e scendono dentro di me come ascensori di un hotel | e anche se andassi alle Seychelles | mi inseguirebbero, mi aspetterebbero | al varco come un cane quando il gatto sta sull'albero.'' (da ''Vivo in inquietudine'', n. 11) ====''Zappa''==== '''Etichetta''': 1999, prodotto da Caparezza. *''Se fare l'[[Master of Ceremonies|MC]] significa fare il muratore che edifica | la rima calligrafica stilosa quanto statica, | pratica praticamente assente di teoria, | non è storia mia, ebbene sì, non sono un MC, ma così sia.'' (da ''La zappa sui piedi'', n. 1) *''La [[uomo|razza umana]] brama una sorte che sa di morte clinica, | ma recita la solita cinica mimica: | «Va beh, per oggi è andata | ma domani uou hou, uou hou!»'' (da ''Ma domani uou hou'', n. 8) ===''?!''=== '''Etichetta''': Extra labels, 2000, prodotto da Caparezza. *''Facile starsene cieco come un vicolo, | muto fottuto pupazzo per il mio ventriloquo.'' (da ''Mea culpa''<ref name=ricom>Pubblicato precedentemente nel demo ''Ricomincio da Capa'' (1998).</ref>, n. 2) *''Fortemente volli farmi i calli tra i folli | per capire che non ero tra quelli | ma tra i ribelli.'' (da ''Mea culpa''<ref name=ricom/>, n. 2) *''Vorrei sapere la mia lingua meno di [[Aldo Biscardi|Biscardi]], | criticare sgorbi disegnati da [[Vittorio Sgarbi|Sgarbi]], | mettere peli sotto le ascelle di [[Barbie]], | sapere che [[Gli antenati|Wilma]] se la fa con Barnie, | che di nascosto [[Red Ronnie]] s'abbuffa di carni.'' (da ''Tutto ciò che c'è''<ref name=zappa>Pubblicato precedentemente nel demo ''Zappa'' (1999).</ref>, n. 3) *''Tutto ciò che c'è, c'è già. | Allora nei miei pezzi che si fa? | Renderò possibile l'impossibile | fino a rendere possibile la realtà.'' (da ''Tutto ciò che c'è''<ref name=zappa/>, n. 3) *''Vorrei alzare [[Calice (liturgia)|calici]] come un prete perfetto, | [[Marilyn Manson]] mi farà da chierichetto.'' (da ''Tutto ciò che c'è''<ref name=zappa/>, n. 3) *''Sbraito | pensando ai gioielli, agli sprechi, | 'ste mamme attaccate agli anelli più di Yuri Chechi, | vanno dal parrucchiere e non fanno l'amore per non rovinare i capelli | e i papà si fanno le pippe sulle chiappe dei calendari Pirelli.'' (da ''Mammamiamammà'', n. 4) *''Son tutte belle le mamme del mondo, | hai ragione, | ma fanno figli solo se il seme strappa il goldone, | funziona che quando il bimbo ha fame | e geme, | imbocca la tetta col latte al silicone | e buona colazione.'' (da ''Mammamiamammà'', n. 4) *''[[Chat|Chatta]] pure perché [[parlare]] è più difficile!'' (da ''La gente originale''<ref name=zappa/>, n. 5) *''Non fumo, non mi canno, non mi drogo, non bevo, | a volte penso di essere il vero alternativo!'' (da ''La gente originale''<ref name=zappa/>, n. 5) *''Mi piace la [[gente]] normale, che svolge una vita normale, | che ha figli da sfamare, bollette da pagare e non ha manco il tempo per cagare.'' (da ''La gente originale''<ref name=zappa/>, n. 5) *''Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi | io sarei sempre in conflitto''. (da ''Il conflitto'', n. 6) *''Se la mia donna caga missili io la ripudio''. (da ''Il conflitto'', n. 6) *''Se ti hanno umiliato, insultato, fatto cornuto... | Beh, se ti hanno portato al limite tu resta muto!'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Prendi esempio da tanti uomini grandi, come il [[mahatma Gandhi]], | da tanti [[Nonviolenza|non violenti]] diventati Santi.'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Se l'anima è nata libera allora non la si calibra''. (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Se c'è chi provoca tu non alimentargli il fuoco, | tanto serve a poco e faresti il suo gioco.'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Il [[prossimo]] è facile odiarlo, | se sei forte amalo | che a fare stragi siamo tutti [[Strage di Capaci|Capaci]].'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Basta una briciola del bene che ti voglio per sfamarti, | con le dita vorrei pettinarti, | vorrei legarti | ad un granello di sabbia come [[Nico Fidenco|Fidenco]]''<ref>{{cfr}} [[Nico Fidenco]], ''Legata a un granello di sabbia'' (1961): «''Ti voglio cullare, cullare | posandoti su un'onda del mare, del mare | legandoti a un granello di sabbia così tu | nella nebbia più fuggir non potrai | e accanto a me tu resterai.''»</ref>'', | innamorato di te perché non ho niente da fare come [[Luigi Tenco|Tenco]]''<ref name=tenco>{{cfr}} [[Luigi Tenco]], ''Mi sono innamorato di te'', traccia n. 7 di ''Luigi Tenco'' (1962): «''Mi sono innamorato di te | perché non avevo niente da fare, | il giorno volevo qualcuno da incontrare, | la notte volevo qualcosa da sognare.''»</ref>'', | sai che mi piace il fiato delle tue narici, | quando addosso mi cuci | dolci baci come cicatrici.'' (da ''Ti clonerò'', n. 8) *''Sei un'allucinazione, | l'ossessione | di ogni mio neurone, | se non ti ho vicino cado nella depressione, | mi accontenterei di te pure se fossi un clone, | anzi mi sa che questa qua è la soluzione.'' (da ''Ti clonerò'', n. 8) *''Lasciati clonare mia adorata, | se tu fossi una scheda telefonica ti avrei collezionata, | come originale | o come copia pirata suoni bene | e che concerti quando stiamo insieme!'' (da ''Ti clonerò'', n. 8) *''C'è chi mi vuole folle e chi follemente spera che toppi carriera, | da sera a mattina si ostina, ficca aghi nella mia bambolina!'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn>Pubblicato precedentemente nel demo ''Con Caparezza... nella monnezza'' (1999).</ref>, n. 9) *''L'acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina, | ogni [[insulto]] è [[manichino]] per la mia vetrina. | Sappi che la mia dottrina | se ne fotte di chi sta dopo e chi prima.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Mi piace che mi grandini sul viso | la fitta sassaiola dell'ingiuria, | l'agguanto solo per sentirmi vivo | al guscio della mia capigliatura.''<ref name=brand>Strofa campionata dal testo ''Confessioni di un malandrino'' (1975) di [[Angelo Branduardi]]. Il testo della canzone di Branduardi è frutto di una traduzione e adattamento dello slavista [[Renato Poggioli]] di una poesia del 1920 del poeta russo [[Sergej Aleksandrovič Esenin]], intitolata ''Confessioni di un teppista''. {{cfr}} ''[[Saghe mentali]]'', p. 48.</ref> (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''C'è penuria di muri adibiti alla memoria, | pura vanagloria, fa male come un dente che si caria | il mio debole per le vittime della storia; | le hanno odiate, umiliate, lasciate alla sorte | per fagli la corte dopo la morte.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *[...] ''schivo ogni giudizio, | ho la riflessione come vizio, | il mio fine è fare di ogni fine un buon inizio.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Mi sazio di un [[lessico|dizionario]] vario più dei santi del calendario!'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Mi piace sapermi diverso, | piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, | nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Chi manomette le tette della [[scultura]] | ne ignora l'amore e la cura.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Io non sono cambiato, | il cuore ed i pensieri son gli stessi | sul tappeto magnifico dei versi | voglio dirvi qualcosa che vi tocchi.''<ref name=brand/> (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *'' 'Sti [[Quindicenne|quindicenni]] c'hanno la malaria, | la faccia pigra, fanno già uso di Viagra, | nella sagra degli stolti gli stolti sono molti,| folti stormi di gotici morti statev' accuorti! | Predicano morte, vogliono morte, morte a palate, | se vi piace la morte spiegate... pecché nun v'ammazzate?'' (da ''Chi c*zzo me lo''<ref name=zappa/>, n. 10) *''Lasciami solo tipo [[Rita Pavone]] | se vai a vedere la partita di pallone''<ref>{{cfr}} [[Rita Pavone]], ''La partita di pallone'': «''Perché, perché | la domenica mi lasci sempre sola | per andare a vedere la partita | di pallone.''»</ref>'' | perché non vengo con te, | quella non è brava gente, | s'impone violentemente, | a spinte, smantellate immediatamente. | Slogan teppisti che sanno di inni fascisti,| su 'sti spalti stanno [[tifo sportivo|tifosi]] misti a terroristi, | hai voglia a stare triste se ci scappa l'omicidio, | sta caciara mi da un senso intenso di fastidio. | [[Hooligan|Hooligans]] e svastiche binomio perfetto, | ti metterei quel palo dritto nel culetto con lo scudetto, | troppi [[Ultras|Ultrà]] cafoni senza nomi c'hanno mani armate, | come diceva [[Antoine]] quelli ti tirano le pietre.''<ref>{{cfr}} [[Antoine]], ''Pietre'': «''Tu sei buono e ti tirano le pietre, | sei cattivo e ti tirano le pietre, | qualunque cosa fai, | dovunque te ne vai | tu sempre pietre in faccia prenderai.''»</ref>'' | Sputi, monetine, carta igienica. | Domenica ci si porta anche la tromba per la carica, | mi sa che nemmeno alla banca del seme | ho visto tanti cazzi messi insieme | a saltare, a volte vorrei risanare.'' (da ''Chi c*zzo me lo''<ref name=zappa/>, n. 10) *''Voglio stare tra gli uomini di molta fede, | tra chi vede, tra chi ci crede, | solo tra gli uomini di molta fede, | perché i disegni dei sapienti sono vani.''<ref>{{cfr}} ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'' 3, 20: «Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani.»</ref> (da ''Uomini di molta fede''<ref name=zappa/>, n. 12) *''Se non è questo un richiamo sarà un ricamo sull'anima, | vino da annacquare con lacrima, | fisica dimora per ora perché la merito, | più in là si vedrà dove dimorerà il mio spirito, | al seguito di un motto proverbiale: | «meglio fare del bene che non fare niente di male.»'' (da ''Uomini di molta fede''<ref name=zappa/>, n. 12) *''Ti cedo il posto mio: non è per vincere che vivo ma per ardere, | perciò se dovrò perdere lasciatemi perdere e avrò perso, | cosciente che non sono né peggiore né migliore di nessuno finché sarò diverso.'' (da ''Cammina solo'', n. 13) ===''Verità supposte''=== '''Etichetta''': ExtraLabels, 2003, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi. *''Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro, | l'[[Italia]] è una repubblica fondata sul lavoro | di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori | ma tutti rivorrebbero tra le dita la [[Maria Montessori|Montessori]].''<ref>{{cfr}} ''[[Costituzione della Repubblica italiana]]'', art. 1: «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro» e [[Benito Mussolini]]: «Un popolo di santi, di eroi e di navigatori».</ref> (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''[[Inghilterra|Inglesi]] professori che non imparano altra lingua, | inglesi non dovranno mai cambiare moneta, | inglesi guideranno sempre dal lato sbagliato | per questo chi va a [[Londra]] so che ritorna un po' cambiato.'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''I [[bianco e nero (antropologia)|neri]] giocano bene a pallacanestro, | hanno il ritmo nel sangue ed il pisello grande. | I [[bianco e nero (antropologia)|bianchi]] su tavoli verdi li trovi ridotti in mutande, | ogni bianco invidia il pisello grande.'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Dicono che gli arabi scrivono al [[contrario]], | Mohamed ha detto che io scrivo al contrario, | dunque ogni cosa giusta rivela il suo contrario | e se no sei d'accordo mi dispiace per te!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Quando c'era [[Benito Mussolini|lui]] i treni partivano in orario, | quando c'era lui ci deportavano in orario, | quando c'era lui non c'eravamo noi | che se c'eravamo noi saremo stati impallinati.'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Allora votami e vedrai, ti trovo un posto di lavoro, | votami e vedrai che non ti farai male, | votami e vedrai, da domani ti vorrò bene, | figliolo, una volta qui era tutta [[campagna elettorale]].'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) [[Immagine:CapaRezza 2.jpg|miniatura|upright=1.2|left|Caparezza nel 2008]] *''Vuoi fare il cantante? Ti servirà una [[raccomandazione|spinta]]! | Vuoi fare l'assessore? Ti servirà una spinta! | Vuoi fare carriera? Ti servirà una spinta! | Sull'orlo di un burrone avrei bisogno di una spinta!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Non sono sposato, diciamo che convivo. | Non sono disoccupato, diciamo che sto studiando. | Non sono un delinquente, diciamo che mi arrangio. | Diciamo diciamo diciamo diciamo un sacco di cazzate!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Non guardare [[Devilman]] diventi violento! | Non leggere [[Uomo Ragno|Spiderman]], diventi violento! | Non ascoltare [[Method Man]], diventi violento! | Figurati cos'è restare un giorno in [[parlamento]]...'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''I politici no no non sono più quelli di una volta | le [[donna|donne]] no no no non sono più quelle di una volta | io no no no no non sono più quello di una volta | solo la [[retorica]] è rimasta la stessa!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Ne ho piene le palle | piuttosto non esco, | nel [[gregge]] rimango | soltanto se faccio il [[cane da pastore tedesco|pastore tedesco]]''. (da ''Nessuna razza'', n. 2) *''Suppone [[verità]] che in quanto [[supposta|supposte]] | se le metta nel culo.'' (da ''Nessuna razza'', n. 2) *''La situazione è delirante, | è come la [[servizio militare|naia]] dove | chi più aveva potere più era ignorante.'' (da ''Nessuna razza'', n. 2) *''Se parlo di cazzate tutti dicono che bello, | se faccio polemica sono carne da macello. | Per carità, molto meglio le banalità, | "parlare di emozioni", questo è il [[motti dalle canzoni|motto]].'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Della [[poesia]] me ne fotto, | io stesso sono nato per un [[preservativo|condom]] che si è rotto.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Quando butto giù il testo, che vuoi che ti dica? | Non c'è gusto se non irrita.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Ma l'[[amore]] che cos'è? | È un concetto che vuol dire tutto e niente, | dall'amore scontato dell'uomo innamorato | all'amore in senso lato per la gente.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Mi piace chi stona, | chi storpia ciò che suona, | la cantante con la voce buona | vada in monastero, | nel coro del clero.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Bacco, | guida tu questo insano caduto per mano di femmina, | insisto, giacché il meteo ha previsto banchi di nebbia sulla mia retina. | Qui si brinda e non si lesina | anche se si dà | un'immagine pessima di se stessi, | dopo l'ennesima sorsata assimilata per te!'' (da ''Stango e [[ubriachezza|Sbronzo]]'', n. 4) *''Politici che giocano agli attori, | ragazzi che per lavoro c'hanno i genitori? | Uè! Sono diventati tutti pazzi, | li han convinti che saranno tutti imprenditori...'' (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Ecco, | arriva l'orco cattivo giulivo e suadente, | un fiero menzognero che sa dire solo ciò che vuol sentire la gente, | io non lo tocco il suo saio, | sono un sorcio sordo al pifferaio.''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Il pifferaio di Hamelin|Il pifferaio di Hamelin]]'' su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Il [[vino]] fa brutti scherzi | ma lo bevo per conto terzi e subisco.'' (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Me ne infischio, un altro fiasco e mi addormenterò tranquillo | e al mio risveglio so che non vedrò ciò che ho veduto essendo brillo, | per te.'' (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Ridi pure ma la situazione è tragica per chi è convinto che la maglieria sia magica, nessuna | logica mi salva, sai, sono un fottuto nostalgico, non mi riprenderò mai.'' (da ''Limiti'', n. 5) *''Io vengo dalla [[luna]] | che il cielo vi attraversa | e trovo inopportuna | la paura | per una cultura diversa.'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Vuole mettermi sotto 'sto signorotto | che si fa vanto del santo | attaccato sul cruscotto, | non ha capito che sono disposto | a stare sotto | solamente quando fotto''. (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''"Torna al tuo paese, sei diverso!" | "Impossibile, vengo dall'universo! | La rotta ho perso, | che vuoi che ti dica | tu sei nato qui | perché qui ti ha partorito una fica"''. (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Io non sono nero, | io non sono bianco, | io non sono attivo, | io non sono stanco, | io non provengo da nazione alcuna. | Io sì. Io vengo dalla Luna.'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Ce l'hai con me | perché ti fotto il lavoro, | ti fotto la macchina, | o ti fotto la tipa sotto la luna? | Che cosa vuoi che sia poi | non è colpa mia | se la tua donna di cognome fa | Pompilio come [[Numa Pompilio|Numa]]!'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Tieniti la terra, uomo, io voglio la luna!'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Scaldati in casa | davanti al tuo [[televisione|televisore]], | la verità | della tua mentalità | è che la fiction sia meglio | della vita reale.'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Io sono l'[[untore]] | e quando si fa buio | spunto come un fungo, | ungo dove giungo, | rimango guardingo nel mio ramingo girovagare, | chi vuol mandarmi a cagare deve gridare: | «Dagli all'untore!»'' (da ''Dagli all'untore'', n. 7) *''Cinica figura nell'oscura [[notte]], | sporco le porte, porto la [[morte]], | chissene fotte, | se mi beccano mi spaccano di botte, | come minimo mi ritrovate cliccato su Rotten!''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Rotten.com|Rotten.com]]'' su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Dagli all'untore'', n. 7) *''Sono fuori dal tunnel | del divertimento, | sono fuori dal tunnel | del [[divertimento]], | quando esco di [[casa]] e mi annoio | sono molto contento. | Quando esco di casa e mi annoio | sono molto più contento.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Di te che spendi stipendi, | stipato in posti stupendi | tra culi su cubi, | succubi di beat orrendi, | succhi brandy e ti stendi.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Essendo amico di [[Dario Baldan Bembo|Baldan Bembo]], | sono un silenzio | che può diventare musica''<ref>{{cfr}} [[Dario Baldan Bembo]], ''Amico è'' (1982): «''L'amico è qualcosa che più ce n'è meglio è, | è un silenzio che vuol diventare musica.''»</ref>'' | se rimo sghembo | su qualsiasi tempo | che sfrequenzo.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Mi piace il [[cinema]] | e parecchio, | per questo mi chiamano vecchio.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Io ho una [[Fiat Tipo|Tipo]] di seconda mano | che mi fa da pub, da disco e da divano, | sono qua, come un allodola questo è il mio ramo.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Immune al pattume | della TV di costume | in volo senza piume | in un volume di fumetti | sotto il lume | non c'è paragone.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Si vive di ricordi, | signori, e di giochi, | di abbracci sinceri, | di baci e di fuochi, | di tutti i momenti, | tristi e divertenti, | e non di momenti | tristemente divertenti.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''[[George W. Bush|Bush]]?! [[Saddam Hussein|Saddam]]?! [[Yasser Arafat|Arafat]]?! Sharon?! | (Mah...) La nuova collezione Benetton... (Yuhuuu!) | Vi auguro una vita elettrizzante, | fulminate dalla corrente di un phon!'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''La realtà giù da me è una [[realtà virtuale]] eccome, | ho la netta sensazione che tutto si dissolva in una [[bolla di sapone]]...'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''La chiamano [[emancipazione]] | quella di farsi le [[Lampada abbronzante|lampade]] nel Meridione.'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''Sto su nel Sud che è su di me | e del Sud io sono succube.'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''Com'è che un fatto sui gradini è solo un fatto | e su di un palco è sempre un figo?'' (da ''Nel paese dei balordi''<ref name=ricom/>, n. 10) *''Tu, | tirchio più di un negozio di marca, | va' alla forca, | sai di stronzate più di una turca.'' (da ''Nel paese dei balordi''<ref name=ricom/>, n. 10) *''[[Lucignolo (personaggio)|Lucignolo]], | c'hai il nome di uno [[stoppino]], | tu sei una sega, | io un burattino, | non starmi vicino, | mannaggia.'' (da ''Nel paese dei balordi''<ref name=ricom/>, n. 10) *{{NDR|Parodiando un talk-show qualsiasi}} ''«Suo papà l'ha abbandonata che aveva tre anni per sposarsi con un transessuale; qualcuno vuole dire la sua?»'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Ma che bella trasmissione, | somiglia con precisione | alla poltiglia marrone, | delle mie chiappone | dopo colazione. | Ma dov'è il pudore | di queste persone, | pagate per dare un'opinione, | drogate dalla televisione.'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Abituati ad una TV accesa che ci pare spenta, | ci pesa la gente che si accontenta da casa | e non si addormenta, ma si gasa, | commenta, | e segue attenta 'sto scempio mentre lo share aumenta!'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Perché nella vita vince chi figura, | farà passi da giganti chi figura, | possiamo farlo tutti quanti, | benvenuti nell'età dei figuranti! | Perché nella vita vince chi figura, | farà passi da giganti chi figura, | lo mette in culo a tutti quanti, | benvenuti nell'età dei figuranti!'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Nei salotti TV | figuranti stolti fanno più | ascolti di molti programmi colti, | tant'è che tanti li han tolti dando potere a spalti di giudicanti.'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Povero Dio tirato in ballo dagli uomini, | macché religione, sono questioni di economy! | Questi omini minimizzano rombi di bolidi, | fanno sempre i loro porci comodi''. (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Caro Paese da belle pretese chiedimi | se ti vedo come friend o come enemy, | ti piace fare la pace ma allora spiegami | 'sti missili che fischiano nell'aria come un theremin''. (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Io preferisco ammazzare il [[tempo]], | preferisco sparare cazzate, | preferisco fare esplodere una [[moda]], | preferisco morire d'[[amore]], | preferisco caricare la sveglia, | preferisco puntare alla roulette, | preferisco il fuoco di un obiettivo, | preferisco che tu rimanga vivo.'' (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Gli uomini | versano il tributo di | nostalgie per epoche che mai hanno vissuto. | La bandiera, il saluto, | o con noi o stai muto, | questo è il terzo millennio, | benvenuto!'' (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Io sono Caparezza! | Vengo dalla monnezza! | Ti schiaccio sul cuscino | come un moscerino | su di un parabrezza! | Io sono Caparezza! | Tutt'altro che una carezza! | Non mi puoi uccidere | perché io vivo in te, | tu vivi in me!'' (da ''Dualismi'', n. 13) *''Da giorni sono in terapia: | "Ciao dottore, | mi servono cure per la [[schizofrenia]], | vedo fantasmi con tutti i crismi in casa mia, | mi hanno detto che è tutto frutto di fantasia", | sì, | hanno ragione, | ma la questione, è che stanotte la visione me le ha date di santa ragione.'' (da ''Dualismi'', n. 13) *''Io non faccio [[spettacolo]], | io do spettacolo come | mio nonno ubriaco il giorno della mia comunione. | Talmente fuori di melone | che ho parenti per niente contenti | di portare il mio stesso cognome. | Lasciatemi la presunzione | di sentirmi letame | a volte duro, a volte liquame.'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''Sono felice nella fece, | dovrei piangere ed invece...'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''Puzzo da schifo, | bevo a sbafo, | scampato al mio destino come clandestino in uno scafo''. (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) [[Immagine:Caparezza Isernia 2006.jpg|thumb|Caparezza durante l'esecuzione del brano ''Dalla parte del toro'']] *''Sicuro che mi stufo, | lo giuro su ogni ciuffo, | dovrei suonare la [[tromba]] per quante volte sbuffo, | se mi tuffo in una mia idea | mi ritrovo in apnea | in una marea di diarrea, | lo trovo buffo.''. (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''Io sono vivo, ma non vivo perché respiro, | mi sento vivo solo se sfilo la stilo e [[scrittura|scrivo]].'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''L'unica certezza è che finisco male: | muore CapaRezza, tutti al funerale. | È paradossale, | ma io non vengo, non ci tengo. | {{Ancora|Mamma|Mamma, quanti dischi venderanno se mi spengo!}}'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) ====Citazioni su ''Verità supposte''==== *{{NDR|Su ''Fuori dal tunnel''}} Il messaggio di critica al divertimento decerebrato e a tutti i costi mi pareva chiaro. E invece la si sentiva ovunque, era la colonna sonora di bar alla moda, era la suoneria di ogni cellulare.<ref group="fonte">Citato in Luigi Bolognini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/07/la-svolta-di-caparezza-dal-tormentone-al.html La svolta di Caparezza dal tormentone al rock]'', ''la Repubblica'', 7 marzo 2009.</ref> (Caparezza) *Nel disco ''Verità supposte'' ho dato più spazio ai musicisti e mi sono allontanato dagli stereotipi del rap per seguire una strada più personale. (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') ===''Habemus Capa''=== '''Etichetta''': Virgins Records, 2006, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi. *''Non mi fregio di un feretro che mi dia | stima e buona nomea nel duomo e nella moschea, | non mi piace la [[bara]] Versace mi piace la bara plebea, | mia l'idea di comperarla all'IKEA.'' (da ''Annunciatemi al pubblico'', n. 2) *''Annunciatemi al pubblico | prima di subito con espressione di giubilo. | Annunciatemi al pubblico | anche se dubito che tutti quanti mi seguano... | giù negli inferi, su con gli animi, | giù seguitemi, giù, sempre più.'' (da ''Annunciatemi al pubblico'', n. 2) *''Non trovo giusto il trambusto, | quando prendo posto non trangugio, ma degusto, | a letto non la metto con il busto e non la frusto, | non fisso l'abisso come [[Jacques-Yves Cousteau|Cousteau]], | né lo spazio come Houston, | non mi industrio nella fabbrica del lustro | e degli eccessi dove i colpi bassi sono ammessi, | stress e annessi concessi, basta, torna catalessi!'' (da ''Torna catalessi'', n. 3) *''Il [[futuro]] è come un piccolo coi boccoli | che con gessetti disegna cerchietti intorno ai bossoli, | cinge cadaveri con tratti in stile liberty | se lo rimproveri dovrai morire, non sei [[Misery non deve morire|Misery]].'' (da ''Torna catalessi'', n. 3) *''Compra tutto ciò che ha detto lo [[Pubblicità|spot]], | punta sulla roulette, se non ti basta la slot, | gioca al [[lotto]] i tuoi BOT, porta in porto lo yacht, | trova un cazzo di sponsor e un'orrenda mascotte.'' (da ''Torna Catalessi'', n. 3) *''Il ragno sa bene che si va al podere con schede | firmate da prede incollate alle tele, ci sa fare, | la vespa gli concede l'alveare: "Abbiate fede, | le cose stanno per cambiare!" Vaneggia.''<ref>Caparezza si riferisce a [[Silvio Berlusconi]] ("ragno") e [[Bruno Vespa]] ("vespa"). {{cfr}} ''[[Saghe mentali]]'', p. 201.</ref> (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''Vieni a vedere, su, vieni a vedere | i meravigliosi insetti del podere; | e se ti chini, ma non riesci a vedere, | tutto normale, ti sono entrati nel sedere.'' (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''E i [[grillo|grilli]], lucidi cantanti d'idilli, | ammutoliti da insetticidi epuranti.'' (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''Edizione straordinaria del "Podere della sera"! | [[Vedova nera]] piange per l'ape guerriera, | licenziata in tronco la [[termite]] si dispera, | millepiedi danno calci in culo alla frontiera, | l'[[acaro]] ride perché il mondo è una polveriera.'' (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''Io sono il [[toro]] dalla grande mole, | ma mi mancano le parole, | tipo yeti tu mi credi abominevole | perché mi vedi precipitevole, | ma è solamente l'indole | con cui mi dipingono le favole.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Il [[torero]] che lo sa fa l'autorevole, | si comporta con me come un onorevole, | vuole impormi le sue regole, | per la fama ammazzerebbe pure la prole, | della corrida si crede l'Ercole | be', molli la spada e mi prenda a sventole.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Già che sono un [[Toro (astrologia)|segno di terra]] | ti lascio a terra con un segno.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''La [[vita]] è riprovevole | poiché fa la gioia del colpevole | ed io che la volevo incantevole, | come pioggia cado dalle nuvole.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Ora sono troppi i tori fuori dal recinto | col [[mettere le corna|capo cinto]] come [[Byron Moreno|Moreno]] e [[Hillary Clinton]].'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Apri gli occhi pupo, stai attento pupo, | non temere l'uomo nero, non temere l'uomo lupo, | non temere l'uomo cupo, temi solo l'uomo astuto. | Lui fa da tutor prende tutto ciò che può.'' (da ''[[Ninne nanne dalle canzoni|Ninna nanna di Mazzarò]]'', n. 6) *''Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò. | Resta sveglio che sennò, porta via quello che può. | Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò. | Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.'' (da ''Ninna nanna di Mazzarò'', n. 6) *''Sulla tela la tua vita intera con un prologo: | tua madre che apre le gambe dal ginecologo.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Parla, la verità è là non devi negarla. | Parla, chi tappa la falla non resta a galla. | Parla, dalla tua bocca libera la favella | come una farfalla che si libra dalla calla. | Parla, i mutismi sono inascoltabili. | Parla, i [[timore|timori]] hanno timoni deboli. | Parla, usa termini interminabili. | Parla, perché il [[silenzio]] è dei colpevoli.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Il silenzio è d'oro e tu lo svendi ai peggior offerenti.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Fatti un'opinione | o finirai come i fatti di [[metadone]].'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Chi [[tacere|tace]] soggiace alla volontà del [[loquacità|loquace]], | si beve cazzate come la guerra di pace.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Ho dubbi amletici tipici dei [[sedicenne|sedici]]: | essere o non essere patetici?'' (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Non vivo di pallone, non parlo di figone, | non indosso vesti buone | quindi sono fuori da ogni discussione!'' (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Studio in una classe di rissosi eccitati dai [[eritrocita|globuli rossi]] | manco fossero [[Bela Lugosi]].''<ref>L'attore Bela Lugosi è famoso per aver interpretato [[Conte Dracula|Dracula]].</ref> (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''A [[Sedicenne|sedici anni]] le opzioni sono due: visto che o diventi [[pugilato|pugile]] | o diventi come me, che sono debole, | che non ho regole, che ho roba demodé, | che detesto il cliché dell'uomo | che non deve chiedere mai''<ref>{{cfr}} [[slogan pubblicitari|slogan pubblicitario]], 1984: «Per l'uomo che non deve chiedere mai!»</ref>'', | dato che se non chiedi non sai''. (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Meglio depressi che stronzi del tipo «Me ne fotto», | perché non dicono «Io mi interesso»? | Che si inculino un cipresso, dunque, | tanto il mio destino è stare solo con chiunque.'' (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Imbraccia il fucil, prepara il cannon, | difendi il verdano dai riccioli d'or.| Espelli il negròn, inforca il terròn, | e servi il tuo popolo con fulgido amor.'' (da ''[[Inni dalle canzoni|Inno]] Verdano'', n. 10) *''Ora capisco quanto aveva ragione, | ora che sono soldato di stato senza meridione, | ora che è finita la carta del cesso, | ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione.'' (da ''Inno Verdano'', n. 10) *''Il popolo verdano smania | per la separazione dall'Italia che dilania. | E se cade il muro in Germania chi se ne frega | io lo innalzo in Verdania dato che...'' (da ''Inno Verdano'', n. 10) *''Voglio sbandierare commosso | un tricolore senza bianco, né rosso. | Voglio lodare il deputato esaltato, | che vuole l'immigrato umiliato e percosso.'' (da ''Inno Verdano'', n. 10) *''Non sono cacchi miei se non quadra, | se la politica è malata e ladra, | io scendo in strada, ma bada, | solo se mi tocchi la squadra!'' (da ''Epocalisse'', n. 11) *''Voglio il calendario di un'attrice nuda e china, | la foto di [[John Cena]]. | Voglio un trans in bikini | nei miei festini di rum e cocaina.'' (da ''Epocalisse'', n. 11) *''Vivo in una famiglia massonica, | che in confronto i membri della [[P2]] di [[Licio Gelli|Gelli]] | sembrano quelli dell'Azione Cattolica.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Fissare una rete sarà umiliante | per [[Boris Becker]] non per noi, | segreti come lo specchio di [[Nanni Loy]]''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Specchio segreto|Specchio segreto]]'' su ''Wikipedia''.</ref>'' | ma famosi come Leroy''<ref>{{cfr}} Leroy Johnson, protagonista di ''[[Saranno famosi (film)|Saranno famosi]]''.</ref>'', | eroi come [[Brad Pitt]] in "[[Troy]]", | noi riempiamo le fosse più del senno di poi.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Abbiamo un piano con un punto cardine: | trasformare i consigli per gli acquisti in un ordine, | affossando i programmi di qualità | perché l'utente intelligente si sa | che non ama la [[pubblicità]].'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Svaniranno come in comando dell'ubi maior''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Ubi maior minor cessat|Ubi maior minor cessat]]'' su ''Wikipedia''.</ref>'' | "[[Sciuscià]]", "[[Il Fatto]]", "[[Satyricon]]" e "[[Raiot]]". | Non si solleverà nessun vespaio!'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Avete problemi a palate, ma li affidate agli astrologi, | vi interessate ai cazzi altrui come gli andrologi.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Tu non voti alle politiche, | ma ti lamenti se le condizioni sono critiche | eppure televoti l'Isola dei famosi d'Egitto | convinto di avere esercitato un tuo diritto.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Segui l'Arma in mille [[fiction televisiva|fiction]] da commediografo, | se ti ferma il caramba chiedi l'autografo.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''In TV c'è più [[Calcio (sport)|calcio]] | che in una cura per osteoporosi.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Buondì telespettatore, | questo è un [[telegiornale|TG]] che ti mette di buon umore, | là fuori crimini ma qui si parla ore | di lidi a Rimini e rivoli di sudore.'' (da ''Ti Giri'', n. 14) *''Se ti guardi intorno capirai che degli spari | sul lungomare di Bari | non c'è traccia nei TG di [[Mediaset]] e [[Rai]]. | Questo non mi va di raccontarlo, | ma ti conto i peli del buco del culo del principe Carlo.'' (da ''Ti Giri'' n. 14) *''W il [[telegiornale|TG]] delle menzogne, | con notizie nascoste come zoccole nelle fogne, | un maresciallo che fa il pappagallo sul giallo di Cogne, | ma su [[Ustica]], no, non vuole avere rogne!'' (da ''Ti Giri'', n. 14) *''Parlare di guerra non mi piace, | troppo audace, | preferisco parlare di forze di pace | che offrono focacce a famiglie afgane | dai loro carri armati fatti di marzapane. | Tutto buonismo che va a puttane | se le telecamere spengono sulle condizioni disumane | dei bimbi morsi dalla fame | nei loro villaggi bombardati per settimane.'' (da ''Ti Giri'' n. 14) *''Iniziò lei che c'ha una parlata strana | che renderebbe malsana | la calma del [[Dalai Lama]], | perdiana!'' (da ''Felici ma trimoni'', n. 16) *''Specchio, specchio delle mie brame, | sono io la modella che la dà al reame, | non tocco cibo da settimane, | voglio una torta con l'aspartame!'' (da ''Felici ma trimoni'', n. 16) *''[[Dichiarazioni d'amore dalle canzoni|Mi sono innamorato di te]] perché il mio pisello | non aveva niente da fare ma adesso smetto.''<ref name=tenco/> (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Sono troppo [[stitichezza|stitico]] per fare lo stronzo... | Lo senti! Lo vedi!'' (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Amore pensaci, ti solleverò dalle paure delle ipocondrie''<ref>{{cfr}} [[Franco Battiato]], ''La cura'', traccia n. 3 di ''L'imboscata'' (1996): «''Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, | dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. | Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, | dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.''»</ref>'' | imbottendoti di psicofarmaci, fidati di 'sti impasti chimici, | te li danno medici che vanno in vacanza ai Tropici.'' (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Io e te voleremo insieme in carne ed ossa''<ref>{{cfr}} [[Francesco De Gregori]], ''La donna cannone'', traccia n. 1 di ''La donna cannone'' (1983): «''E con le mani, amore, per le mani ti prenderò | e senza dire parole nel mio cuore ti porterò; | e non avrò paura se non sarò bella come dici tu, | ma voleremo in cielo in carne e ossa, non torneremo più. | E senza fame e senza sete | e senza ali e senza rete | voleremo via.''»</ref>'', | ma io sarà la carne e tu le ossa per la fossa.'' (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Nuntio Vobis Gaudium Magnum: Habemus Capa!'' (da ''Habemus Capa'', n. 19) *''Setaccio termini e non termino se vado a braccio, | ma sono io o colui per cui mi spaccio?'' (da ''Habemus Capa'', n. 19) ====Citazioni su ''Habemus Capa''==== *È il disco a cui sono più affezionato, perché ha richiesto oltre un anno di lavoro e mi ha permesso di proseguire su una strada ancora più personale, identificata da taluni come una nuova via al cantautorato. (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') *''Habemus Capa'' è il mio disco più politico, quindi un suicidio. Tutto il concetto dell'album si sviluppa a partire dall'ultima frase del disco precedente: "Mamma, quanti dischi venderanno se mi spendo!"<ref>{{cfr}} [[#Mamma|ultima frase]] di ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', traccia n. 14 di ''Verità supposte'' (2003).</ref> (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') *Questo canto {{NDR|''Annunciatemi al pubblico''}} rivela il senso di tutto l'album ''Habemus Capa''. Caparezza è morto e attraverso il suo cadavere osserva l'ambiente circostante e lo riversa in versi. Egli nei canti a seguire non parlerà mai in prima persona, ma farà parlare qualcun altro al posto suo, possedendone il corpo. (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') ===''Le dimensioni del mio caos''=== '''Etichetta''': Virgins Records, 2008, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi. [[Immagine:Caparezza-festival poesia Genova 2008.jpg|thumb|left|Caparezza a Genova nel 2008]] *''Dio si chiama [[Frank Zappa|Zappa Frank Vincent]].'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''I fricchettoni vollero cambiare il mondo, | quelli del mio mondo vogliono guardare i porno | di edicole ridotte ed esporre più poppe | delle flotte nel porto di Livorno''. (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''Scolari, sono coatti tali | che il Pierino di [[Alvaro Vitali|Vitali]] | è una figura aristocratica.'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''C'è un nuovo cartello al sexy shop: | "Pagherete caro, pagherete tutto!"'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''La piaga dell'uomo moderno | è passare le notti con gli occhi sullo schermo | per diventare [[adulto]] con un click su "Confermo".'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''L'idea di fare carriera non la sfiora. | Lei non aspira la coca all'hotel Flora. | Nei festini dei democristiani | se hai un malore tu vai in malora. | Non va coi deputati, | non fa la lolita, | non ha il tenore di vita di tenori in vita. | Mi invita a legami da sfida | come Tenco e Dalida, Radamés ed Aida!'' (da ''Ulisse (You listen)'', n. 2) *''Fratello sai cos'è una [[tasca]]? | È una vasca in cui si annaspa, | in cui ogni peccato è programmato più del Pascal.''<ref>{{cfr}} la [[w:Pascal (linguaggio di programmazione)|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Sei portatore insano di tasche, | ti conviene | confessare | che con le mani in tasca | vuoi protestare.'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Scomunicammo in nome di Dio | un [[Dan Brown#Il codice da Vinci|libro]] di [[Dan Brown]] | sul priorato di Sion | dando l'avvio | ad un'era di messa a morte | da [[Maurizio Crozza|Crozza]] ad [[Andrea Rivera]], | passando per [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]].'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''C'è la galera | per chi porta le tasche | perché nelle tasche non c'è controllo!'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Da quel momento chi porta una [[tasca]] | o è un artista | oppure un tossico | o entrambi come [[Jean-Michel Basquiat|Basquiat]].'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Gente a cui basta fare il [[bastian contrario|contrario come bastian]] | per darsi più arie di quante ne abbia composte [[Johann Sebastian Bach|Bach Sebastian]].'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Per questo sei stato arrestato, | tu credi nella favola della libera [[tasca]] | nel libero strato.''<ref>{{cfr}} [[Camillo Benso, conte di Cavour]], discorso alla Camera dei deputati, 27 marzo 1861: «Libera Chiesa in libero Stato.»</ref> (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''In nomine Libertatis vincula edificamus. | In nomine veritatis mendacia efferimus.''<ref>Traduzione: «''In nome della libertà costruiamo vincoli. | In nome della verità diffondiamo la menzogna.''»</ref> (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Gli [[anni di piombo]], | le stragi, i sequestri... ma no! | Non mi interessano argomenti come questi. | Io di quei tempi | voglio ricordare solo | "[[La liceale nella classe dei ripetenti]]".'' (da ''Pimpami la storia'', n. 4) *''Ilaria dalla vita vuole di più, | almeno un'amica della Tim-Tribù, | scarica rane pazze e stupidi emù. | Mette le sue tette su Badoo.'' (da ''Ilaria condizionata'', n. 5) *''Ilaria dov'è? | Adesso dov'è? | L'hanno vista al corteo con la maglia del [[Che Guevara|Che]]. | Urlava: | "No! Alla vostra mercé" | mentre ingoiava cioccolata Nestlé.'' (da ''Ilaria condizionata'', n. 5) *''Con i capelli dritti al live dei [[Misfits]]. | Con l'antiproiettile al live di [[50 Cent|Fifty]]''. (da ''Ilaria condizionata'', n. 5) *''Grandi opere che iniziano | ma che non finiranno | mai.'' (da ''La grande opera'', n. 6) *''Più che l'hobby dell'edilizia | ho la lobby dell'edilizia, | che infrange la legge come un bobby che ti sevizia. | Assumo tutto ma la gente minimizza | perché arrotolo cartine che non si chiamano Rizla.'' (da ''La grande opera'', n. 6) *''I delfini vanno a ballare sulle spiagge. | Gli [[elefante|elefanti]] vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. | Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. | I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.'' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''Turista tu balli e tu canti, | io conto i defunti di questo paese. | Dove quei furbi che fanno le imprese, | no, non badano a spese, | pensano che il protocollo di Kyoto''<ref>{{cfr}} [[w:Protocollo di Kyoto|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>'' | sia un film erotico giapponese.'' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''È vero, | qui si fa festa, | ma la gente è depressa e scarica. | Ho un amico che per ammazzarsi | ha dovuto farsi assumere in fabbrica. | Tra un palo che cade | ed un tubo che scoppia, | in quella bolgia s'accoppa chi sgobba | e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda | finché non ingombra la tomba''. (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''Vieni a ballare compare | nei campi di pomodori | dove la mafia schiavizza i lavoratori, | e se ti ribelli vai fuori. | Rumeni ammassati nei bugigattoli | come pelati in barattoli. | Costretti a subire i ricatti | di uomini grandi | ma come coriandoli. '' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''O [[Puglia]] Puglia mia, tu, Puglia mia, | ti porto sempre nel cuore quando vado via | e subito penso che potrei morire senza te. | E subito penso che potrei morire anche con te.'' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''Se pensi che possa cambiare il mondo | ti sbagli alla grande, | è già tanto se mi cambio le [[mutanda|mutande]]''. (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Pensavi che sparassi palle? | Bravo! | Io sono il drago di Puzzle Bobble. | Come [[Crash Bandicoot|Crash]] | mi piace rompere le scatole | ma rischio le mazzate che nemmeno Double Dragon.'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Non mi vedrai salvare un solo [[lemming]], | né stare qui a fare la muffa come [[Alexander Fleming|Fleming]].'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Io voglio passare ad un livello successivo, | voglio dare vita a ciò che scrivo. | Sono paranoico ed ossessivo | fino all'abiura di me.'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Prendo soldi con il pugno alzato | come [[Mario (personaggio)|Super Mario]] ma non li ho mai spesi... | per farmi le righe come a [[Tetris]].'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''La scena rap è controversa, | sfuggo con un salto da Prince of Persia. | Io non gioco le olimpiadi Konami, | se stacco le mani l'agitazione mi resta!'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Io devo scrivere perché sennò sclero, | non mi interessa che tu condivida il mio pensiero.'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Sulla Terra è guerra tra poveri, | non c'è posto se ti ricoveri.'' (da ''Cacca nello spazio'', n. 9) *''C'è un uomo di [[mezza età]] | con la sua metà | che ne ha meno della sua metà.'' (da ''Cacca nello spazio'', n. 9) *''Da lassù la [[Terra (pianeta)|terra]] pare una boccia | del peso di un'oncia | ricoperta d'acqua, ma dalla doccia | non cade una goccia. | C'è chi si piglia tutto lo spazio | e chi lo piglia in saccoccia, | in piedi come pendolari sui treni Bari-Foggia.'' (da ''Cacca nello spazio'', n. 9) *''L'acqua è privata, | talmente privata | che l'hanno privata ai condomini, | anno domini | in cui per lavarmi mi faccio sputare da baldi giovani.'' (da ''Il circo delle pantegane'', n. 10) *''Il domatore | ha lo zampirone | per domare la [[zanzara tigre]].'' (da ''Il circo delle pantegane'', n. 10) *''Non sei un [[uomo (genere)|uomo]] se come un frate chiedi perdono! | Non sei un uomo se a fare mazzate non sei buono! | Non sei un uomo se tua moglie di te se ne fotte! | Non sei uomo se, se non la gonfi di botte! | Non sei un uomo se non guidi le macchine grosse! | Non sei un uomo se non tiri due ganci alle giostre! | Non sei un uomo se hai paura di tornare in carcere! | Non sei un uomo, sei un gay se ti metti a piangere!'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Non sei un uomo se di notte non vai al bordello! | Non sei un uomo... se non ti tira il pisello!'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Non sei un uomo se il rispetto che hai non ti basta! | Lo sai cosa ti manca? Un ferro nella tasca!'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Non ascoltare questi maldicenti. | Non si va avanti con la forza ma con la forza degli argomenti. | Non ascoltare questi mentecatti. | Un vero uomo si dovrebbe alzare per lavare i [[Piatto (stoviglia)|piatti]].'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Io diventerò qualcuno. | Non studierò, non leggerò, a tutti voi dirò di no: | ecco perché diventerò qualcuno. | Se vuoi parlare un po' con me ti devo addare al mio [[Myspace]].'' (da ''Io diventerò qualcuno'', n. 12) *''Nel dopoguerra non c'era chi | urlava nei comizi più di un Cherokee. | Non c'erano tv colme di Nembo Kid, | né radio attive come nubi a Chernobyl. | C'era l'uomo [[qualunquismo|qualunque]], | sostenuto dal [[Fronte dell'Uomo Qualunque]]. | Nella schiena dei partiti | affondò le unghie: | "io non sono di destra | né di sinistra, | sono un uomo qualunque! | E lo stato è demagogo, | nel [[bipolarismo|sistema bipolare]] non mi ci ritrovo..." | Ooh, | ferma tutto! | Devo aver avuto un herpes, | dato che questo sfogo non mi è nuovo.'' (da ''Io diventerò qualcuno'', n. 12) *''Devo aspettare di perdere il mio diritto di voto | per guadagnare il diritto alla nomination?'' (da ''Io diventerò qualcuno'', n. 12) *''Piacere, | Luigi delle Bicocche. | Sotto il sole | faccio il [[muratore]] | e mi spacco le nocche.'' (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Sono un [[eroismo|eroe]], perché lotto tutte le ore. | Sono un eroe perché combatto per la pensione. | Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari. | Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. | Sono un eroe straordinario tutte le sere. | Sono un eroe e te lo faccio vedere. | Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere''. (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Io sono al verde, | vado in bianco | ed il mio conto è in rosso, | quindi posso rimanere fedele alla mia [[Bandiera d'Italia|bandiera]].'' (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Né l'Uomo Ragno, | né [[Rocky Balboa|Rocky]], | né [[John Rambo (personaggio)|Rambo]], né affini | farebbero ciò che faccio per i miei bambini.'' (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Vive in comunità | estremamente pacifiche | in cui maschi e femmine | hanno pari diritti e dignità. | Non sa | cosa sia la competizione | e condivide le risorse con tutti, | in maniera equa. | Non conosce la guerra, | l'assassinio e la violenza.'' (da ''[[Bonobo]] Power'', n. 14) *''La [[scimmia]] è l'evoluzione dell'uomo.'' (da ''Bonobo Power'', n. 14) *''Per il [[bonobo]] | il sesso è alla base dei rapporti sociali, | si accoppia | sia con etero che con omosessuali. | Davanti a cibo i bonobo | prima fanno un'orgia | e dopo mangiano | senza mai litigare. | Il bonobo non è aggressivo | perché è sessualmente appagato.'' (da ''Bonobo Power'', n. 14) *''Il [[bonobo]] è una pericolosa alternativa sociale, | dimostra che in natura esiste l'omosessualità | e che l'uomo è aggressivo perché sessualmente represso | e soprattutto che l'unico vero modo per vivere in pace | è giocare, | mangiare | ed accoppiarsi | alla faccia di religiosi, | intellettuali | e politici benpensanti!'' (da ''Bonobo Power'', n. 14) ====Citazioni su ''Le dimensioni del mio caos''==== *{{NDR|Su ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)''}} È un precario che difende la sua famiglia dagli strozzini e combatte per la pensione. Ce ne sono moltissimi di uomini così con grandi difficoltà ma ricchi di dignità.<ref group="fonte" name=donna/> (Caparezza) ===''Il sogno eretico''=== '''Etichetta''': Universal Music, 2011, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi e Caparezza. [[Immagine:Caparezza Italia Wave.jpg|miniatura|upright=1.2|Caparezza nel 2009]] *''Io con la musica non c'entro niente | come il mio pene davanti al wc, a luci spente.'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Mi [[contraddizione|contraddico]] facilmente, | ma lo faccio così spesso che questo fa di me una persona [[coerenza|coerente]].'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Non ho mai capito questi [[social network]] | per me servono solo a fare i porci a letto. | Ogni volta che nasce una nuova piattaforma | mi fa l'effetto | di un libro che ho già letto | e poi non ho tutti 'sti amici ma molti meno, | mi danno affetto ma poi m'affettano come Goemon.''<ref>{{cfr}} [[w:Goemon Ishikawa XIII|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Oh, non vi interessano le [[nota (musica)|note]] che registro, | vi interessano le mie note sul registro!'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Al primo posto nella classifica digitale | che tu ci creda o meno c'è solo chi vince i talent | ed io non so cantare, già, | ma soprattutto non so piangere in pubblico per bucare lo schermo.'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Accetti ogni dettame | senza verificare, | ti credi perspicace | ma sei soltanto un altro dei babbei.'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''La [[verità]] brucia come candeggina.'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Prendi lo sapere nello sfintere | è meglio dell'esame della prostata.'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''[[Galileo Galilei|Galileo]], chi si oppose al tuo genio | fu più [[Wile E. Coyote|vil del coyote nel canyon]], | se la chiesa ti ha messo all'indice, | be' che male c'è tu la metti al [[medio]].'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Tu vivrai Galileo come quel [[Gesù|Galileo]] messo in croce prima di te...'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Le accuse contro Galileo erano molteplici: | leggeva, teneva in casa e leggeva libri proibiti... | Galileo negli ultimi diciotto mesi non è mai andato a messa... | Galileo convive con una donna... | Ma soprattutto Galileo fa gli oroscopi a pagamento... |'' [...] ''| e non si è mai confessato...''<ref>Questa citazione, parte finale della canzone, è un campionamento di vari stralci di una lezione di [[Enrico Bellone]] su [[Galileo Galilei]]: «Le accuse contro Galileo erano molteplici. Primo: leggeva, teneva in casa e leggeva libri proibiti, i libri dell'[[Pietro Aretino|Aretino]] che indulgono ai piaceri della carne. Peccato. Non eresia ma peccato. Seconda accusa: Galileo negli ultimi diciotto mesi non è mai andato a messa e non si è mai confessato e qui la cosa comincia da essere leggermente più grave. Punto terzo: Galileo convive con una donna, Marina Gamba, veneziana e fuori dal sacramento del matrimonio ha già avuto due figli, e questo è già un problema ancora più pesante. Ma soprattutto Galileo fa gli oroscopi a pagamento. E quando fa gli oroscopi, il denunciante dice che Galileo dice alla persona a cui fa l'oroscopo che ciò che capita nella sua vita è determinato in modo rigido dalla posizione dei pianeti, delle stelle, delle costellazioni al momento della nascita, quindi non c'è libero arbitrio ma se non c'è libero arbitrio, questa è eresia.»</ref> (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Dalla Francia la Francia difendo, | se l'attacchi la lancia ti fendo, | estraggo la spada dal cuoio, | polvere ingoio | ma non [[Giovanna D'Arco|mi]] arrendo, | gli inglesi da mesi vorrebbero la mia capoccia in un nodo scorsoio.''<ref name=eretico>La canzone ''Sono il tuo sogno eretico'' si divide in tre parti, Caparezza racconta la storia di tre personaggi a cui è stata tolta la vita in quanto considerati eretici: [[Giovanna d'Arco]], [[Girolamo Savonarola]] e [[Giordano Bruno]], senza tuttavia citare esplicitamente i loro nomi. Ogni storia è raccontata dal punto di vista del protagonista e riassume la vicenda che lo ha portato ad essere condannato a morte.</ref> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Invece io sono il domenicano | ma non chiedermi come [[Girolamo Savonarola|mi]] chiamo, | qua è sicuro che non me la cavo, | mi mettono a fuoco non come la Canon.''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Detesto i potenti della città, | detesto [[papa|Sua Santità]], | un uomo carico d'avidità | che vende cariche come babà''.<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''La tratta dei bimbi come geishe cresce tutto il clero | ma nessuno ne parla e il millequattro non è annozero | ed ora mi impiccano, | mi appiccano | come un bengala a Capodanno, | di me rimarrà un pugno di cenere da gettare in Arno!''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Infine [[Giordano Bruno|mi]] chiamo come il fiume che battezzò [[Gesù|colui]] | nel cui nome fui imposto in posti bui.''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Nella cella reietto | perché tra fede e intelletto | ho scelto il suddetto, | Dio mi ha dato un cervello, | se non lo usassi | gli mancherei di rispetto.''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Mi bruci per ciò che predico, | è una fine che non mi merito, | mandi in cenere la verità | perché sono il tuo sogno eretico''.<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Via quel sorriso da Krusty il clown, | dammi solo la risposta più drastica | sulla differenza tra [[bottiglia|bottiglie]] di [[materie plastiche|plastica]] in acqua | ed acqua nelle bottiglie di plastica.'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''[[Roberto Saviano#Gomorra|Gomorra]] best seller, | si moltiplica come un porno sul server, | a che serve dire che fa affari | se ti fai gli affari tuoi da sempre?'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''Ci sono cose che non capisco | e a cui nessuno dà la minima importanza | e quando faccio una domanda | mi rispondono con frasi di circostanza | tipo: | "Tu ti fai troppi problemi, Michele"...'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''Riuniti davanti al TG | come ellenici all'agorà. | Notizie del principe e di [[Fabrizio Corona|Corona]], | di [[Mario Draghi|Draghi]] e del [[Silvio Berlusconi|Cavaliere]]. | Cos'è? Una favola?'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''E i funerali di Stato a che servono? | I militari in missione chi servono? | E i [[caduti del lavoro|caduti sul lavoro]]? | Per loro nemmeno un cero con il santo patrono, | ma sii serio..'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''Parlo mai di neuropsichiatria? Parlo mai di botanica? Parlo mai di algebra? Io non parlo di cose che non conosco! Parlo mai di epigrafia greca? Parlo mai di elettronica? Parlo mai delle dighe, dei ponti, delle autostrade? Io non parlo di cardiologia! Io non parlo di radiologia! Non parlo delle cose che non conosco! Non parlo di cose che non conosco. E vattene! E vattene!''<ref>Questa citazione, parte finale della canzone, è un campionamento di una battuta di [[Nanni Moretti]] nel film ''[[Sogni d'oro]]'' (1981).</ref> (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''E pensare che per [[Dante Alighieri|Dante]] questo era il "bel paese là dove 'l sì sona".''<ref>{{cfr}} [[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXXIII, 79-80: «''Ahi Pisa, vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l sì suona,'' | [...].»</ref> (da ''Goodbye Malinconia'', n. 7) *''Per pagare le spese bastava un diploma, | non fare la star o l'icona, | né buttarsi in politica con i curricula | presi da [[Ilona Staller|Staller Ilona]]''. (da ''Goodbye Malinconia'', n. 7) *''E chi vuole rimanere, ma come fa?! | Ha le mani legate come Andromeda!''<ref>{{cfr}} la [[w:Andromeda (mitologia)|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Goodbye Malinconia'', n. 7) *''Ha polizze auto da truffare con fare astuto | in giro con il collare che pare il cane Pluto. | Sta lì a denunciare le consulte dei massoni | ma poi si fa annullare le multe da Basettoni.'' (da ''La marchetta di Popolino'', n. 8) *''La fine di Gaia non arriverà, | la gente si sbaglia | in fondo che ne sa. | È un fuoco di paglia | alla faccia dei Maya | e di Cinecittà.'' (da ''La fine di Gaia'', n. 9) *''Non per la politica dovete odiarmi, | non per la voce nasale, | ma per questo pezzo! | Adesso avete un motivo!'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''Hai presente [[Kevin Spacey]]? | Bene, è lui Kaiser Souse nei [[i soliti sospetti|Soliti Sospetti]]! | Serial killer di [[Seven]]? Kevin Spacey! | Cattivo di [[Superman Returns|Superman]]? Kevin Spacey! | Perfetto Criminale? Kevin Spacey!'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|Blair Witch Project]] non è una storia vera, | decidi tu se ne vale la pena.'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''[[Io e Marley]]? Alla fine il cane muore. | Nel film [[Hachiko - Il tuo migliore amico|Hachiko]] il cane muore. | [[Bruce Willis]] in The Jackal muore, | come il cinema col [[cinepanettone]]''. (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''Ti disturba? Be', a me disturba | che la trama di [[Disturbia]] sia la stessa di [[La finestra sul cortile|Hitchcock]].'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''[[Il curioso caso di Benjamin Button]] | lo vedi al contrario ed è un film come un altro.'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''Divenuto adolescente la prima intuizione, | ogni capo deve avere un capo di imputazione.'' (da ''Legalize the Premier'', n. 12) *''Legalize, legalize the premier. | [[Marijuana|Sensimilla e ganja]] no, ma il mio seme spargerò. | Io mi legalize.'' (da ''Legalize the Premier'', n. 12) *''Ho dato vita a terremoti e tempeste. Ehi! Ehi! | Ai ruggiti che scuotono le foreste. Ehi! | Alla lava più calda di certe teste | e mi ripagate con sti piagnistei?'' (da ''Messa in moto'', n. 13) *''Guarda, ho creato il mondo in una settimana! | Credi davvero di avere la mia immagine, | no non è facile, non sei il mio manager, | basta parlare a mio nome, ma che diamine, | solleva i tuoi pesi, ma va da un personal trainer!'' (da ''Messa in moto'', n. 13) *''Non siete Stato voi, | uomini boia con la divisa | che ammazzate di percosse i detenuti.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | che mandate i vostri figli al fronte | come una carogna da una iena che la spolpa.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | che rimboccate le bandiere sulle bare | per addormentare ogni senso di colpa.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | col busto del [[Benito Mussolini|duce]] sugli scrittoi | e la [[Costituzione della Repubblica italiana|Costituzione]] sotto i piedi.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | che fate leggi su misura | come un paio di mutande a seconda dei genitali.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi, | servi, che avete noleggiato | costumi da sovrani con soldi immeritati, | siete voi, confratelli di una loggia che poggia | sul valore dei privilegiati come voi | che i mafiosi li chiamate eroi | e che il corrotto lo chiamate pio | e ciascuno di voi, | implicato in ogni sorta di reato, | fissa il magistrato e poi giura su Dio: | "Non sono stato io".'' (da ''Non siete stato voi'', n. 14) [[Immagine:Caparezza Italia Wave Love Festival 2009 02.jpg|thumb|Caparezza nel 2009]] *''Leggere [[William Shakespeare|Shakespeare]], questo è il vero problema!'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Se la sala è piena il [[film]] fa schifo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Ostentare la [[modestia]] è una cosa da superbi.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Il [[pregiudizio]] ti sballa più degli [[LSD|acidi]] che assumi.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Non mi interessa essere capito, | mi interessa essere! | Capito? | Essere! | Capito?'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Alle votazioni gli indecisi sono decisivi.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Vedi Satana dappertutto, sei sei sei pazzo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Il mio ultimo piano sarà salire sul terrazzo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Non ho voglia di andare d'accordo, | ho voglia di andare! | D'accordo? | Di andare! | D'accordo?'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Fare dischi di denuncia o fare dischi da denuncia?'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''La [[parola]] spesso è più importante di chi la pronuncia.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Io sarei un ragazzo a modo se solo ci fosse un modo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Come [[Giuda Iscariota|Giuda]] rinnego e ti mollo, | senza Giuda cosa porteresti al collo.'' (da ''Lottavo, capitolo'', Bonus track) *''La [[destra e sinistra|sinistra]] mi dà assillo politico, | la [[destra e sinistra|destra]] mi torna buono quando me lo scrollo.'' (da ''Lottavo, capitolo'', Bonus track) *''Parlo a vanvera, | di me non ha un buon ricordo nemmeno [[Giovanni Pico della Mirandola|Pico Della Mirandola]].'' (da ''Lottavo, capitolo'', Bonus track) ====Citazioni su ''Il sogno eretico''==== *{{NDR|Su ''Goodbye Malinconia''}} È un brano nato in Inghilterra dopo aver parlato con alcuni dei tanti italiani emigrati a Londra.<ref group="fonte" name=ere>Citato in Luca Benedetti, ''[http://milano.corriere.it/milano/notizie/concerti_e_locali/11_marzo_14/caparezza-eretico-di-successo-190222696770.shtml Caparezza, eretico di successo]'', ''Milano. Corriere.it'', 14 aprile 2011.</ref> (Caparezza) *{{NDR|Su ''Legalize the Premier''}} [[Silvio Berlusconi]] non è mai nominato esplicitamente. La mia è un'accusa più generale a un seme che ha germogliato nel sistema italiano: se diventi Presidente del Consiglio sei libero di modificare le leggi a tuo uso e consumo.<ref group="fonte" name=ere/> (Caparezza) *Sono offeso dai giudizi offerti da Caparezza nel suo ultimo singolo {{NDR|''Goodbye Malinconia''}}, giudizi che l'Italia e Milano non meritano. [...] Mi rattrista che un italiano si associ ad un'operazione contro il proprio paese, colpire Milano come simbolo di un'Italia degradata significa denigrare uno dei simboli di un paese che lavora nonostante il momento difficile che sta attraversando. ([[Gianfranco Rotondi]]) ===''Museica''=== '''Etichetta''': Universal, 2014, prodotto da Caparezza. *''Come quando ti accuso di darmi | sempre [[torto]], | è parte del gioco. | Se mi rispondi che non è vero, | mi hai dato torto, | è parte del gioco.'' (da ''Canzone all'entrata'', n. 1) [[File:Francisco de Goya, Saturno devorando a su hijo (1819-1823).jpg|thumb|''Saturno che divora i suoi figli'' ([[Francisco Goya|F. Goya]], 1820 ca.), il quadro che ha ispirato ''Figli d'arte'', traccia n. 5 dell'album.]] *''Se mi stai ascoltando e pensi | "Capa, ma che pezzo originale" | sei più banale | dell'allusione sessuale | sulle [[banana|banane]].'' (da ''Canzone all'entrata'', n. 1) *''Ho le ossessioni, amico, serie, | mi prendono per il sedere tipo sedie | come quando sei malato di [[schizofrenia]] e il prete ti convince che il diavolo ti possiede.'' (da ''Avrai ragione tu (Ritratto)'', n. 2) *''Magari chiedo scusa ai leghisti, | magari, scrivo a caratteri cubitali: | "Voglio la [[Padania]] libera, via dall'Europa!" per il gusto di chiamarvi extracomunitari.'' (da ''Avrai ragione tu (Ritratto)'', n. 2) *''Ricevono gli [[applauso|applausi]] sì, | ma imbarazzanti come quelli dopo gli atterraggi.'' (da ''Avrai ragione tu (Ritratto)'', n. 2) *''Van Gogh, mica quel tizio là | uno che alla tua età | libri di [[Émile Zola]], | [[William Shakespeare|Shakespeare]] nelle corde, | [[Charles Dickens|Dickens]] nelle corde, | tu leggi manuali di DVD Recorder.'' (da ''Mica Van Gogh'', n. 3) *''Lui, trecento lettere, letteratura fine, | tu, centosessanta caratteri, due faccine, fine.'' (da ''Mica Van Gogh'', n. 3) *''Tu, in fissa con i cellulari, | lui coi girasoli. | Girare con te è un po' come quando si gira soli.'' (da ''Mica Van Gogh'', n. 3) *''Quando supero gli [[quarantenne|anta]], | metto su panza, | lascio i capelli sul pettine.'' (da ''Non me lo posso permettere'', n. 4) *''Credo nell'onestà, | la [[disillusione]] non me la posso permettere.'' (da ''Non me lo posso permettere'', n. 4) *''Lui dal conduttore per la prima serata, | io dallo psicologo poi dallo psichiatra, | e temevo il buio già quand'ero bambino, | lo chiamavo buio ma era l'ombra del divo, | che frequento meno di un antidepressivo, | sarei stato molto meglio dentro il suo preservativo! | E se cantassi, dovrei subire a vita il confronto, | sentirmi dire che non son pronto, | la scena indie mi sfancula come lui! | Sono figlio di un uomo che parla di pace nel mondo ma non mi ama! | Per lui siamo tutti fratelli, ho mille fratelli ma non ci ama!'' (da ''[[Figlio d'arte|Figli d'arte]]'', n. 5) *''Ricordo quando mio padre mi disse: "Vieni e senti, | l'arte è meno banale degli esseri viventi, | la mia missione è darle vita senza mai una pausa, | la tua missione è immolarti per questa giusta causa, | ora rimani là solo, l'assolo."'' (da ''Figli d'arte'', n. 5) *''Scoppia la guerra, | io me ne scappo, | ma quale patria? | Io me ne sbatto, | tu mi imponi le divise, | io me le strappo, | ho due bottiglie, tu combatti, | io me le stappo. | [[diserzione|Disertore]] a vita, | e me ne vanto, | se foste come me non ci sarebbe guerra in atto.'' (da ''Comunque dada'', n. 6) *''Mi interessa l'arte, | ma le emozioni zero, | mi ha detto: "Capa, io canto le mie canzoni fiero!" | Si, mi ricordano un'opera di Manzoni, credo, | e non parlo di [[Alessandro Manzoni|Alessandro]], ma [[Piero Manzoni|Manzoni Piero]].''<ref>{{cfr}} la voce [[w:Merda d'artista|Merda d'artista]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Comunque dada'', n. 6) *''Non mi smuovi, no, | proseguo indomito, | a vedere il bello ovunque, | pure nel mio [[vomito]].'' (da ''Comunque dada'', n. 6) *''Ho bisogno di una [[prospettiva]], | di un nuovo punto di vista, | me l'ha detto l'oculista.'' (da ''Giotto beat'', n. 7) *''Serve ripresa e stabilità, | steadycam, | voglio risvegliarmi là, | nell'Italia post-bellica. | Tutti al mare sabato e domenica, | accendo la tele niente oscenità, | il Tenente Sheridan.'' (da ''Giotto beat'', n. 7) *''Lo spettacolo elettorale è uno show penale, | non resta che filosofeggiare come [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] | e non so più nemmeno da chi farmi governare, | vedo circhi ma non vedo pane | dillo a [[Decimo Giunio Giovenale|Giovenale]].''<ref>{{cfr}} [[Decimo Giunio Giovenale]], ''Satire'', X, 81: «''Panem et circenses''» (Pane e giochi {{NDR|per distrarre il popolo}}).</ref> (da ''Giotto beat'', n. 7) *''In principio era il verbo, gerundio, Innuendo, | il giocoliere dei pianeti in pieno allenamento''<ref>{{cfr}} copertina dell'album ''[[w:Innuendo|Innuendo]]'' (1991) dei [[Queen]].</ref>'' | creò la terra fragile come quella degli Yes.''<ref>{{cfr}} copertina dell'album ''[[w:en:Fragile (Yes album)|Fragile]]'' (1971) degli [[Yes]].</ref> (da ''Cover'', n. 8) *''Nove mesi e l'ostetrica: "Su, spingi", | dal piacere sconosciuto e condiviso | il mio cuore pulsa come la pulsar dei [[Joy Division]].''<ref>{{cfr}} copertina dell'album ''[[w:Unknown Pleasures|Unknown Pleasures]]'' (1979) dei [[Joy Division]].</ref>'' | Il parto nella piscina è andato bene, sai | ci ho trovato pure il dollaro di Nevermind.'' (da ''Cover'', n. 8) *''In classe mangio una [[banana]] che mi dà, | quindici minuti di notorietà, Underground Velvet.''<ref>In riferimento alla copertina disegnata da [[Andy Warhol]] per l'album ''[[w:en:The Velvet Underground & Nico|The Velvet Underground & Nico]]'' (1967) dei [[The Velvet Underground]] e ad una citazione dello stesso Warhol: «Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per 15 minuti.» {{Cfr}} ''[http://www.radioliberatutti.it/musica/artisti/item/454-caparezza-cover-testo-e-interpretazione Caparezza: Cover, testo e interpretazione]'', ''RadioLiberaTutti.it''.</ref> (da ''Cover'', n. 8) *''Sono nato e sono cresciuto, | sono morto sotto una "[[cover]]", | alzo la testa e mi rendo conto | che tutta la mia vita è stata su una "cover".''<ref>Il ritornello, cantato in inglese da Roddy Rock, gioca sul duplice significato della parola "cover" sia come brano musicale, sia come "coperta" o "rivestimento". {{Cfr}} ''[http://www.radioliberatutti.it/musica/artisti/item/454-caparezza-cover-testo-e-interpretazione Caparezza: Cover, testo e interpretazione]'', ''RadioLiberaTutti.it''.</ref> :''I was born and I grew up | I was dead under the cover | I raise my head and I realize | that all my life was on a cover.'' (da ''Cover'', n. 8) *''Casomai mi cercaste | sono tra le carcasse di Master of Puppets,''<ref>{{cfr}} copertina di ''[[w:en:Master of Puppets|Master of Puppets]]'' (1986) dei [[Metallica]].</ref>'' | come uno spettro veglierò su di voi | dalla faccia oscura della luna dei [[Pink Floyd]].''<ref>{{cfr}} copertina di ''[[w:The Dark Side of the Moon|The Dark Side of the Moon]]'' (1973) dei [[Pink Floyd]].</ref> (da ''Cover'', n. 8) *''Non è la fede che ha cambiato la mia vita, ma l'[[inchiostro]] | che guida le mie dita, la mia mano, il polso.'' (da ''China Town'', n. 9) *''Non è la droga a darmi la pelle d'oca ma | pensare a [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] in mano la penna d'oca là | sullo scrittoio a disegnare quella [[nota (musica)|nota]] fa | la storia senza disco né video né social.'' (da ''China Town'', n. 9) *''China Town, il mio Gange, | la mia terra santa, | la mia mecca. | Il prodigio che dà voce | a chi non parla, | a chi balbetta.'' (da ''China Town'', n. 9) *''L'[[inchiostro]] sa quante frasi nascondono i silenzi.'' (da ''China Town'', n. 9) [[File:Dickensdream.jpg|thumb|upright=1.4|''Il sogno di Dickens'' (R. W. Buss, 1875), il quadro che ha ispirato ''Canzone a metà'', traccia n. 10 dell'album.]] *''La paura di perdere l'estro, | l'ispirazione che manca, | la magia che stanca, | vallette segate a metà dell'anca.'' (da ''Canzone a metà'', n. 10) *''Per l'entusiasmo mi accendo | ma devo ammetterlo | un soffio e mi spengo a metà | come la [[sigaretta]] | di chi vuole smettere.'' (da ''Canzone a metà'', n. 10) *''I [[Prigioni|prigionieri <nowiki>|</nowiki> di Michelangelo]]'' [...] ''sono prigionieri dei blocchi di marmo, | sono prigionieri dei blocchi di marmo, | davvero prigionieri dei blocchi di marmo, | blocchi d'artista, blocchi di marmo, | mi danno come la sensazione, | come la sensazione di un disagio che mi riconcilia col mondo.'' (da ''Canzone a metà'', n. 10) *''Sì, io voglio essere così, | come i ragazzi delle teste di Modì, | prendermi gioco di ogni tua certezza, | ma con leggerezza, | come un [[colibrì]]!'' (da ''Teste di Modì'', n. 11) *''Pazzi! | Sostenete il contrario del vero, quindi passi | che le vostre carte siano state battute da sassi.''<ref>Riferimento alla [[morra cinese]].</ref> (da ''Teste di Modì'', n. 11) *''Siete come il chiasso della folla indelicata | che a Parigi tratta la [[Gioconda]] come [[Lady Gaga]]. | "Monna Lisa!!! Mannaggia non si è girata! | Mmm... hai visto che pelle liscia e levigata?"'' (da ''Teste di Modì'', n. 11) *''Ciao [[Dante Alighieri|Dante]], ti ricordi di me? | Sono [[Filippo Argenti]], | il vicino di casa che nella Commedia ponesti tra questi violenti, | sono quello che annega nel fango, | pestato dai demoni intorno. | Cos'è vuoi provocarmi, sommo? | Puoi solo provocarmi sonno!''<ref name=argenti>Nella canzone ''Argenti vive'', Caparezza immagina l'ipotetica risposta di [[Filippo Argenti]] a [[Dante Alighieri]] (che nel VII canto dell'[[Divina Commedia|Inferno]] lo aveva posto tra i violenti), in una sorta di dissing medievale.</ref> (da ''Argenti vive'', n. 12) *''[[Filippo Argenti|Argenti]] vive, vive e vivrà, | sono ancora il più temuto della città, | sono ancora il più rispettato, quindi cosa t'inventi? | Se questo mondo è l'Inferno allora sappi che appartiene a... Filippo Argenti!''<ref name=argenti/> (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Non è vero che la lingua ferisce più della spada, | è una cazzata, | cosa pensi tenga più a bada, | rima baciata o mazza chiodata?'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Non c'è dittatore che abdichi perché persuaso, | pare che nessuno sappia nemmeno che significhi [[abdicazione|abdicare]].'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Tutti i grandi [[oratoria|oratori]] sono stati fatti fuori | da signori, violenti e nerboruti.'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Anche gli [[albero|alberi]] sgomitano per un po' di sole.'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Sono sicuro che in futuro le giovani menti, | saranno come l'Argenti e l'arte porterà il mio nome!''<ref name=argenti/> (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Compro horror, ne sono ingordo | come il traffico dell'ingorgo, | ogni crimine ha un indotto | che io trasformo in un lingotto.'' (da ''Compro horror'', n. 13) *''Il giorno dell'omicidio, nessuno nei paraggi | tranne i registi già pronti con i lungometraggi. | Un delitto tira l'altro come ciliegie, | brindiamo con i [[eritrocita|globuli]] dei teenagers.'' (da ''Compro horror'', n. 13) *''Te la vedi nera nella crociera, | per il comandante la scogliera non c'era, | porta la divisa ma stasera al cellulare improvvisa | pare [[Ella Fritzgerald]].''<ref>Riferimento al [[naufragio della Costa Concordia]].</ref> (da ''Compro horror'', n. 13) *''Fatti aiutare da [[Kitaro dei cimiteri|Kitaro]] detto "GeGeGe", | sono sicuro che troverà il rimedio che fa per te, | lo riconosci dai sandali e dal gilet | se del manga ne leggi le pagine, facile!'' (da ''Kitaro''<ref name=kitaro>Testo di Caparezza, [[Shigeru Mizuki]], Tako Izumi.</ref>, n. 14) *''La tua vita è un mortorio | come stare in hotel, | senza uscire mai, | solo col wi-fi.'' (da ''Kitaro''<ref name=kitaro/>, n. 14) *''Sono [[Kitaro dei cimiteri|Kitaro]] e canto, | vengo dal campo santo barcollando, | io non t'inganno come il mambo jambo. | Sono pratico di spiriti yōkai''<ref>{{cfr}} [[w:Yōkai|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>'' da pargolo ci giocai, | conosco chi ti sta soffocando.'' (da ''Kitaro''<ref name=kitaro/>, n. 14) *[...] ''| si nutre della tua attenzione come gli [[ubriachezza|ubriachi]], |'' [...]. (da ''Kitaro''<ref name=kitaro/>, n. 14) [[File:Quarto Stato.jpg|thumb|upright=1.4|''Quarto Stato'' (G. Pellizza da Volpedo, 1901), il quadro che ha ispirato ''Troppo politico'', traccia n. 15 dell'album.]] *''Il mio lessico poco compreso, | chi mi critica lo fa per partito preso.'' (da ''Troppo politico'', n. 15) *''Sono politico, che c'è di strano? | Ho il nome di [[Michele Santoro|Santoro]], il cognome di [[Gaetano Salvemini|Gaetano]], | sono meridionale come la [[questione meridionale|questione]], | migliaia di persone, poche per il Questore.'' (da ''Troppo politico'', n. 15) *''Quando entro nel museo sento brontolio: | "Questa tela fa schifo dipingo meglio io". | Troppi [[Federico Zeri]], ma senza Federico, | fanno tagli di [[Lucio Fontana|Fontana]] sul mio quadro preferito. | Appena parlano di [[arte moderna]] | volano certe stilettate che manco la scherma. | Lo fanno apposta per non essere ignorati, | le cantano ma non sono titolati, | sono [[traccia fantasma|ghost tracks]].'' (da ''Sfogati'', n. 16) *''Oggi vado al cinema d'essai | ma se ti chiedo: "Vieni al cinema con me?" | rispondi: "Eh? Se". | In paese la rassegna gratis di [[Federico Fellini|Fellini]] | è piena di cafoni che giocano coi telefonini. | Chi nella vita ha visto solo un DVD-R | chiede la testa del regista, [[Maximilien de Robespierre|Robespierre]].'' (da ''Sfogati'', n. 16) *''La [[paranoia]], che nelle sere mi ingoia.'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''Fai, | fai da, | fai da te, | fai da tela, | e lascia che la gente ti dipinga come può! | Come deve! | Come crede!'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''La [[gente]]! | Tutti ce l'abbiamo con la gente... | Come se non ne fossimo parte, | ci si estromette sempre! Sempre!'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''Essere ci viene male come le fototessere.'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''Tempo e denaro sono concetti diversi non so accomunarli, | scrivo un disco sull'arte col rischio di imputtanarmi, | ora che posso farci, è troppo tardi.'' (da ''È tardi''<ref>Testo di Caparezza e [[Michael Franti]].</ref>, n. 18) *''Disegno con la voce, perché manco di tatto.'' (da ''Canzone all'uscita'', n. 19) *''Pensando a sto disco, ho sofferto d'insonnia, | acufene, fischi, se ciò che canto ha peso | lascialo appeso, sulla parete museo con dischi.'' (da ''Canzone all'uscita'', n. 19) ====Citazioni su ''Museica''==== *{{NDR|Su ''China Town''}} La canzone è una dichiarazione d'amore per l'inchiostro e la scrittura. Se ne sta lì, nero su bianco, come il quadrato di Malevich.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.deejay.it/speciali/caparezza-in-anteprima-il-nuovo-video-china-town/396282/ Caparezza, in anteprima il nuovo video "China Town"]'', ''Deejay.it'', 3 settembre 2014.</ref> (Caparezza) *''Museica'' è il mio museo, la mia musica, il mio album numero 6. È stato registrato a Molfetta e mixato a Los Angeles (dal pluri-blasonato Chris Lord Alge) ed essendone sia l'autore che il produttore artistico, lo considero come un nuovo "primo" disco. È un album ispirato al mondo dell'arte, l'audioguida delle mie visioni messe in mostra.<ref group="fonte">Da ''[https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=648471598523316&id=262849827085497&stream_ref=10 Facebook.com]'', 20 marzo 2014; citato in ''[http://www.105.net/musicbiz/news/tipo/magazine/titolo/caparezza-racconta-il-suo-museica Caparezza racconta il suo "Museica"]'', ''105.net''.</ref> (Caparezza) *''Museica'' si muove tra due poli opposti, la violenza e l'arte. Se si subisce una violenza, anche nel vivere, ci si costruisce una realtà parallela per vivere nel proprio mondo. Comporre è un momento estraneo al ciclo violento della vita.<ref group="fonte">Dall'intervista di Marinella Venegoni, ''[http://www.lastampa.it/2014/04/15/blogs/on-the-road/il-pazzo-mondo-di-caparezza-peace-and-louvre-museica-con-i-quadri-zefu7a0AdIERQDTR51ruyK/pagina.html Il pazzo mondo di Caparezza. Peace and Louvre: ecco "Museica"]'', ''Lastampa.it'', 15 aprile 2014.</ref> (Caparezza) ===''Prisoner 709''=== '''Etichetta''': Universal, 2017, prodotto da Caparezza. *''Quando ascolto i miei coetanei sembrano più grandi, | è il vissuto che fa l'età non i compleanni.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''"Siccome immobile", sto sul palco del [[5 maggio]].''<ref>{{cfr}} [[Alessandro Manzoni]], ''Il cinque maggio'': «''Ei fu. Siccome immobile, | dato il mortal sospiro, |'' [...]».</ref> (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Cantavo per fuggire dal mondo in un solo slancio, | ora che cantare è il mio mondo, ne sono ostaggio.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Non sono più lo stesso di un [[secondo]] fa, | nel mio caso, fidati, pure un secondo fa.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Tanto per quanta fama ricevi, | avrà sempre più paganti la [[fontana di Trevi]].'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Non ha senso recitare la parte degli incompresi | con tutti dalla mia parte, con tutti così cortesi.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Non mi riconosco più, prosopagnosia, | sto cantando ma il mio volto non è divertito, | quasi non capisco più quale brano sia, | ogni volta mi riascolto e sono risentito. | Un video di chirurgia ricorda a me stesso | che può essere sgradevole guardarsi dentro | fino a diventare oggetto del proprio disprezzo | e dire: "Sono io sputato quello nello specchio!"'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Nel buio di una galera dalle barre chiuse | non immaginiamo la catena ma le piume, | passano le guardie tra file di facce mute, | ci mordiamo lingue come capesante crude.'' (da ''Prisoner 709'', n. 2) *''Il [[futuro]] sopprime colui che negli occhi lo guarda, è un basilisco.'' (da ''Prisoner 709'', n. 2) *''Oggi che la rete è l'unica, | io giro con amo e lenza, | ma la gente ascolta la musica, | non ascolta la coerenza | e sono mariuolo avido tra tanti | ladri d'oro, platino e diamanti.'' (da ''Prisoner 709'', n. 2) *''Appena nato Giove m'ha regalato una biglia zaffiro, | mi disse: "Abbine cura, è una figlia che t'affido." | L'ho tenuta sul mio cuscino fino al mattino | ed ero pronto a tutto, perfino al martirio.'' ([[Atlante (mitologia)|Atlante]]: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Del giorno in cui mi cadde il mondo addosso, | ricordo tutto pure l'ora e il posto, | il contraccolpo poi la stretta al collo, | la stretta al collo, la stretta al collo.'' (Atlante: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''[[Dike]], una dea per molti, un'angoscia per gli empi, | una benda sugli occhi che annoda coi lembi.'' (da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Lascio ogni ragazza, con questo mio corpo, afona | e tu sarai mia, ti voglio addosso, canfora, | posso darti il mondo, il mondo, non la metafora.'' (Atlante: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Non sono di nessuno, nemmeno di [[Ulisse]] | e sono chiara e ferma come le stelle più fisse. | Usi la forza e la ricchezza per le tue conquiste? | Non sei più forte né più ricco, sei solo più triste.'' (Dike: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Arretra adesso, barbaro! | Che tu sieda sul trono o sulla pietra dello scandalo, | a me interessa poco il tuo pianeta bello e vandalo, | piuttosto mi do fuoco, sto più lieta dentro il Tartaro!'' (Dike: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) [[File:Caparezza live @ Koko, London 12 10 2014 (15528942992).jpg|thumb|Caparezza nel 2014]] *''Il [[rap]] è psicoterapia, quindi materia mia, | block notes, penna a sfera, via!'' (da ''Forever Jung''<ref name=jung>Testo di Caparezza e di [[Darryl Matthews McDaniels]].</ref>, n. 4) *''Ti liberi se parli il rap | e non puoi dire il contrario tanto è "parli il rap".'' (da ''Forever Jung''<ref name=jung/>, n. 4) {{NDR|[[palindromi dalle canzoni|palindromo]]}} *''I veri padri del rap sono [[Sigmund Freud|Freud]] e [[Carl Gustav Jung|Jung]] | prima di [[Clive Campbell|Dj Kool Herc]] e del folle boom, | prima che la vecchia scuola ci abbia messo rime su, | potere alla parola prima di [[Frankie hi-nrg mc|Francesco Di Gesù]]. | Guarda chi lo pratica, | ha seri problemi non basta la chiropratica, | nah, gente prolissa col primo che a tiro capita.'' (da ''Forever Jung''<ref name=jung/>, n. 4) *''[[Rabbino|Rabbi]], [[papa]], [[Dalai Lama|Lama]], [[imam]]; | [[Bibbia]], [[Dharma]], sura, [[Torah]]; | [[pane]], [[vino]], [[Casherut|kashèr]], halāl; | [[Yom Kippur]], [[Quaresima]], [[Ramadan]].'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Non so voi, | io vado a farmi una religione come [[Lev Tolstoj|Tolstoj]].'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Forse sarà l'età | ma voglio un [[religione|culto]] da osservare per essere libero di privarmi della mia libertà.'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Prego per avere grazie, | l'opposto dei galatei, | col divino in simbiosi, | cambio il vino in cirrosi.'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Poi [[Gautama Buddha|Buddha]] dice che l'inferno è dentro, | sarà vero, deve avergli fatto effetto l'Habanero.''<ref>{{cfr}} [[w:Habanero|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Il tipo di uomo che recita il Sutra del Loto''<ref>{{cfr}} [[w:Sutra del Loto|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>'' | poi dopo si butta nel vuoto, | vorrei raggiungere il [[Nirvana]] | come loro, idem, | raggiungere i [[Nirvana (gruppo musicale)|Nirvana]] | non il loro leader.''<ref>Riferimento a [[Kurt Cobain]].</ref> (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''C'è una scienza dietro le religioni: | il testo epico, l'impianto scenico, | nuove barriere, nuove prigioni, | non mi immedesimo, confusianesimo.'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Le [[rima|rime]] talmente pungenti che sembrano concepite con il braille.'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Un testo prolifico che quasi quasi lo intitolo "Gonade".'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Vorrei scrivere un testo epocale | così bello che lo sento e sto male, | così intenso che fa pure male, | così tetro che suona al mio funerale, | così introspettivo che ne vedi le viscere.'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Sarà una mina che lascerà il segno | come la mina che lasci nel seggio, | solo che cambierà in meglio.'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Le spalle curve per il peso delle [[aspettativa|aspettative]] | come le portassi nelle buste della spesa all'Iper.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''E ti ripari dall'imbarazzo che sta piovendo addosso | con un sorriso che allarghi come un ombrello rotto, | potessi abbattere lo schermo degli anni | ti donerei l'inconsistenza dello scherno degli altri.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Sei nato nel mezzogiorno però purtroppo vedi | solo neve e freddo tutto intorno come un uomo yeti.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Chi dice che il mondo è meraviglioso | non ha visto quello che ti stai creando per restarci. | Rimani zitto, niente pareri, | il tuo soffitto: stelle e pianeti. | A capofitto nel tuo limbo in preda ai pensieri | procedi nel tuo labirinto senza pareti.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Potessi apparirti come uno spettro lo farei adesso | ma ti spaventerei perché sarei lo spettro di me stesso | e mi diresti "guarda, tutto a posto, | da quel che vedo invece, tu l'opposto".'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Sono stufo dei drammi in tele, delle lamentele, delle star in depre, | del nero lutto di chi non ha niente a parte avere tutto.'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Pare che il [[tumore|brutto male]] nasca spontaneo da un conflitto irrisolto, | vadano a dirlo a chi ha raccolto l'uranio dal conflitto in Kosovo.'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Non vivo la [[crisi di mezza età]] dove dimezza va tutto attaccato, | voglio essere superato come una [[Autobianchi Bianchina|Bianchina]] dalla super auto, | come la cantina dal tuo super attico, | come la mia rima quando fugge l'attimo, | sono tutti in gara e rallento | fino a stare fuori dal tempo. | Superare il concetto stesso di [[superamento]] mi fa stare bene.'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Questa canzone è un po' troppo da radio, 'sti cazzi finché... | mi farà stare bene!'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Non aver paura di [[invecchiamento|invecchiare]], | l'età che si dimostra, attrae, vedi [[Persepoli]], | non avere paura di stonare, | non le pop-star, le campane suonano per secoli!'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze>Testo di Caparezza e [[Max Gazzé]].</ref>, n. 9) *''E ricorda di omaggiare il silenzio | fingendo di lasciare un fiore sulla tomba di [[Marcel Marceau]].'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Non venerare la [[modernità]], è di plastica, | negli anni Trenta la modernità era la svastica.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''A sera spegni il [[telefono cellulare|telefonino]], | è un [[apparecchio ortodontico|apparecchio]], infatti ti sta togliendo il sorriso.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Accettare il [[dolore]] per apprezzare la vita | è come ingoiare un tizzone per apprezzare la [[pizza]].'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Pensare a chi sta peggio non ti fa stare meglio | a meno che tu non sia [[cinismo|cinico]].'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Ricorda, il tuo sesto senso è [[senso di colpa|quello di colpa]] | e tutti ne approfittano almeno una volta | perciò va bene l'apertura verso gli altri | ma all'entrata mettici almeno una porta.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Dimentica il [[karma]], | chiunque l'ha fatta franca.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Se ti fanno sindaco ringrazia | e inaugura "Piazza Kiss" per vedere chi spiazza.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Da allora nei miei timpani ne porto i sibili, | ogni giorno come fossi di ritorno da uno show degli [[AC/DC]], | Larsen''<ref name=larsen>{{cfr}} la voce [[w:Effetto Larsen|effetto Larsen]] su ''Wikipedia''.</ref>'', | fischiava per la mia attenzione un po' come si fa con i taxi, | senza una tregua, una continuazione, ma come si fa a coricarsi?'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Uno squillo ossessivo, come un pugno sul clacson, | primo pensiero al mattino, | l'ultimo prima di buttarmi giù dal terrazzo.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Fischia l'orecchio, infuria l'[[acufene]], | nella testa vuvuzela mica l'ukulele, | la mia resistenza è quella zulu, cede, | se arriva Larsen''<ref name=larsen/>'' te lo devi tenere.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Sentivo fischi pure se il locale carico applaudiva, | calo d'autostima.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Ho visto più medici in un anno | che Firenze nel Rinascimento.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Solo chi ce l'ha comprende quello che sento nel senso letterale.'' (da ''Larsen'', n. 10) {{NDR|riferito all'[[acufene]]}} *''Il suono del silenzio a me manca | più che a Simon e Garfunkel.''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:The Sound of Silence|The Sound of Silence]]'', singolo di [[Simon & Garfunkel]] del 1964.</ref> (da ''Larsen'', n. 10) *''Se fossi Re sarei [[Ludovico II di Baviera|Ludovico II in Baviera]], | come lui me ne sto nel castello in ciabatte | a sentire il bordello che fa [[Richard Wagner]], | se mi dicono: "il popolo intero c'ha fame", | rispondo: "Mi spiace, perlomeno c'ha l'[[arte]]".'' (da ''Sogno di potere'', n. 11) *''Mi mettono parole in bocca come impianti molari.'' (da ''Sogno di potere'', n. 11) *''Io mi comporto come il [[Papa]] al comando, dico: | "La Chiesa andrebbe cambiata", come il Papa fosse un altro.'' (da ''Sogno di potere'', n. 11) *''[[Premessa|Premetto]] che sono l'uomo che premette, | premetto che sono l'uomo che premette il grilletto, | premette il grilletto. | Ora sono in manette, chi l'avrebbe mai detto? | Io non l'avrei mai detto, l'avrei solo premesso.'' (da ''L'uomo che premette'', n. 12) *''Premetto che non sono geloso nemmeno un po', | sono di vedute larghe come le GoPro, | non siamo dei robot, | se posso tradire io perché lei non può?'' (da ''L'uomo che premette'', n. 12) *''Vado incontro agli anni, non incontro agli altri, | non so controllarmi, | da porto pazienza arrivo a porto d'armi.'' (da ''L'uomo che premette'', n. 12) *''Raccolta d'urina come gli addetti in [[Area di servizio|autogrill]].'' (da ''Minimoog'', n. 13) *''Solo accettando la [[finzione]] | noi ritroveremo l'umanità.'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''Che venga la [[realtà virtuale]] | non ne ho nessun timore, | tanto mi viene già da vomitare | prima ancora che mi metta il visore. | Vago tra finti pedoni, come in Grand Theft Auto | e predicatori che gridano: "Dio ci perdoni per averlo inventato".'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''E tu ti meravigli se siamo figli di un app aliena? | Si sa che progrediamo, non veneriamo più Ra né Atena | ma una specie di beta tester celeste, non fa una piega.'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''In pratica tu sei | finto (fintoooo). | Io sono finto (fintoooo). | L'universo è finto (fintoooo, fintoooo, fintoooo) | ed è meglio finto (fintoooo), | è più bello finto (fintoooo) | è più vero finto (fintoooo).'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''Crediamo nel vero amore finché non ne arriva uno nuovo | che lo manderà a fare in cu...'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''E ti scandalizzi se ti rivelo che siamo finti? | Proprio non realizzi che per gli alieni tu manco esisti.'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''E si sta come d'autunno sugli alberi le foglie fatte di pixel.''<ref>{{cfr}} [[Giuseppe Ungaretti]], ''Soldati'': «''Si sta come | d'autunno | sugli alberi | le foglie.''»</ref> (da ''L'infinto'', n. 14) *''Io nel pensier mi fingo (fingoooo).''<ref>{{cfr}} [[Giacomo Leopardi]], ''L'infinito'': «''Ma, sedendo e mirando, interminati | spazi di là da quella, e sovrumani | silenzi, e profondissima quiete | io nel pensier mi fingo; ove per poco | il cor non si spaura.''»</ref> (da ''L'infinto'', n. 14) *''Il sorriso delle hostess, fiabe della buonanotte, | lo spettacolo dell'arte, tu di che ti meravigli? |'' [...] ''| Lo stupore per il regalo di compleanno. | Tutto bene grazie e tu? Tu di che ti meravigli?'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''La mia macchina è il cursore di una lampo sulla linea tratteggiata, | guardo nel retrovisore, dietro me si sta scucendo l'autostrada, | dal finestrino taglio il vento con il braccio | non posso più tornare indietro, come faccio?'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Lungo la strada del subconscio | respiro piano, sub conscio | che persino il mare cristallino | ha del torbido quando scavo sul fondo.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Magari sono superbo ma non mi apprezzerebbero, | quindi scusa, ma resto [[umiltà|umile]].'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Sono un [[gabbiano]] che ride dopo averla fatta sul mio monumento.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Ho cosi tante influenze che mi ammalerei se tentassi il ritorno in me.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Ho capito che arrivo alla [[meta]] solo se mi perdo.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) ====Citazioni su ''Prisoner 709''==== *Finalmente sono riuscito ad andarlo a vedere live. L'album nuovo di Caparezza è un grande lavoro e porta un giro un live che non assomiglia a niente. Questa sua prigione libera chi ci entra. ([[Jovanotti]]) *Il fischio nelle orecchie lo avevo da anni, ma era sopportabile. D'improvviso è diventato una tortura, probabilmente a causa dell'abuso dei volumi. Il problema è che non ha cure vere, tanti dicono di poterla battere, ma non ci riesce nessuno. Ho provato di tutto, pillole, iniezioni, psicoterapia, e alla fin fine ho capito che dovrò tenermelo e, semplicemente, pensare ad altro, distrarmi. Ma intanto mi ero chiesto, un classico, perché proprio a me che avevo concentrato l'esistenza sulla musica. In realtà capita a tanti. Ma questo mi ha portato a riflettere e a scrivere, a domandarmi se sono un artista libero o prigioniero del ruolo, perché ho fatto musica e non altro, se era destino fare dischi o se era solo un equivoco. Ed ecco ''Prisoner 709''.<ref group="fonte" name=prison/> (Caparezza) ===''Exuvia''=== '''Etichetta''': Polydor, 2021, prodotto da Caparezza. *''Ho capito che il secondo album era più facile dell'ottavo, | tipi che mi chiedono del tunnel, | dammi una pala che me lo scavo, | dicono che vengo dalla Luna, | ma la mia casa è in un sotterraneo.''<ref>Nel brano ''Canthology'' Caparezza fa riferimento a molte canzoni del suo passato, qui in particolare si rifà ad alcune tracce dell'album ''[[#Verità supposte|Verità supposte]]'' (2003): ''Il secondo secondo me'' (traccia n. 1), ''Fuori dal tunnel'' (traccia n. 8) e ''Vengo dalla Luna'' (traccia n. 6).</ref> (da ''Canthology'', n. 1) *''Io sul palco vinco un premio, | luce, fari, neon, | tutti fanno il dito medio | pure [[Galileo Galilei|Galileo]].''<ref>Nel brano ''Canthology'' Caparezza fa riferimento a molte canzoni del suo passato, qui in particolare si rifà a ''Il dito medio di Galileo'', traccia n. 4 di ''[[#Il sogno eretico|Il sogno eretico]]'' (2011).</ref> (da ''Canthology'', n. 1) *''Il vento fischia una preghiera, sembra Larsen, | mentre fisso una teiera, [[Bertrand Russell]], | palle piene portate a zaino da Atlante, | vado a stare bene, butto la chiave nel sacro Gange.''<ref>Nel brano ''Canthology'' Caparezza fa riferimento a molte canzoni del suo passato, qui in particolare si rifà ad alcune tracce dell'album ''[[#Prisoner 709|Prisoner 709]]'' (2017): ''Larsen'' (traccia n. 10), ''La caduta di Atlante'' (traccia n. 4), ''Ti fa stare bene'' (traccia n. 8) e ''Una chiave'' (traccia n. 7).</ref> (da ''Canthology'', n. 1) *''Me ne vado per le strade strette, oscure e misteriose, | non c'è un cane, qualche stella nella notte fantasiosa | via dal tanfo, via dal tanfo.''<ref>{{cfr}} [[Dino Campana]], ''La petite promenade du poète'', ''Notturni'', ''Canti Orfici'' (1914): «''Me ne vado per le strade | strette oscure e misteriose: | vedo dietro le vetrate | affacciarsi Gemme e Rose.'' [...] ''La stradina è solitaria: | non c'è un cane qualche stella | nella notte sopra i tetti: | e la notte mi par bella. | E cammino poveretto | nella notte fantasiosa, | pur mi sento nella bocca | la saliva disgustosa. Via dal tanfo | via dal tanfo e per le strade | e cammina e via cammina, | già le case son più rade.''»</ref> (da ''Fugadà'', n. 2) *''Vado a Ventimiglia, né codardo né coniglio | perché in casa resta chi non rischia | fuggo come un padre di famiglia, | ma lo faccio per mio figlio.'' (da ''Fugadà'', n. 2) *''Il mio corpo fermo, come se patisse | mi darò alla danza, come se [[Henri Matisse|Matisse]], | luci di Sanremo, la mia vera eclisse, | fuggo dal '97, Jena Plissken.''<ref>{{cfr}} ''[[1997: Fuga da New York]]'' (1981).</ref> (da ''Fugadà'', n. 2) *''Nella mia bara che adesso vedi fuma | leggi il biglietto lì nella fenditura: | "spero che l'aldilà abbia vie di fuga".'' (da ''Fugadà'', n. 2) [[File:Caparezza live @ Koko, London 12 10 2014 (15505882136).jpg|thumb|Caparezza nel 2014]] *''Spinto dalle mie orme ritrovo la guida, | guardo dietro le fronde, è di nuovo mattina, | nella testa una voce di tuono, antica, | sta dicendo: "Non correre uomo".'' (da ''Una voce (skit)'', n. 3) *''Faccio un passo nella selva | senza briglie e senza sella, | vado incontro alla mia libertà, | già da come marcio sembra Selma.''<ref>{{cfr}} la voce [[w:Marce da Selma a Montgomery|Marce da Selma a Montgomery]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''El sendero''<ref name=sendero>Testo di Michele Salvemini e Michael Domenzain Suárez.</ref>, n. 4) *''Non ho mai lasciato la Nigeria | con i miei risparmi chiusi dentro il palmo, | non ho mai sfidato la miseria | nei deserti caldi chiuso dentro un camion, | vivo le mie storie, magari | chiuso in casa come [[Emilio Salgari|Salgari]], | chino sui libri e sui manuali.'' (da ''El sendero''<ref name=sendero/>, n. 4) *''Cammina mio padre, che ha perso suo padre | e vaga da solo, ed è solo un ragazzo | che impara a indossare le scarpe da uomo | e cammina lungo un sentiero di sogni infranti, | guarda dritto, tira avanti. | Chi ha paura perde tempo, | guarda, cito [[Indira Gandhi]].''<ref>{{cfr}} [[Indira Gandhi]], intervista di Oriana Fallaci, febbraio 1972: «La paura, ogni paura, è una perdita di tempo. Come i rimpianti.».</ref> (da ''El sendero''<ref name=sendero/>, n. 4) *''Arte mi devi guidare, fa' uno sforzo, | di' a natura di vegliare il mio percorso, | dalla borsa tiro fuori un grande corno | per soffiare via il mio panico dal corpo.'' (da ''El sendero''<ref name=sendero/>, n. 4) *''A scuola media, introverso, | mummia fuori, Narnia dentro, | ogni docente era certo | che io fossi l'armadietto.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta>Testo di Michele Salvemini, Oscar Giammarinaro, Martino Tempesta e Alessandro Rella.</ref>, n. 5) *''Puntavo ad essere un campione dei Novanta, | ma persi come quel campione dell'Olanda,<ref>Riferimento per assonanza al calciatore olandese [[Robin van Persie]]. Infatti alla domanda «Chi è il calciatore del verso "Puntavo ad essere..."?», Caparezza ha risposto «nel brano ''Campione dei Novanta''? Van Persie, stavolta mi sono divertito a cercare assonanze particolari...» {{cfr}} Francesco Carrubba, ''[https://archive.ph/GMn7h#selection-2443.0-2450.0 Caparezza: nel nuovo album "Exuvia" fa pace con Mikimix (se stesso 20enne)]'', ''RadioItalia.it'', 6 maggio 2021.</ref> | cacciato via dalla stazione di Egolandia, | passavano sopra il mio nome in retromarcia.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''I produttori dicevano: "Tu devi scrivere un pezzo su questo e quello | fare canzoni che aiutino il pubblico a mettere roba dentro al carrello" | e sono andato a Sanremo | quando rappare a Sanremo | aveva l'effetto di un sacrilegio, | io che non ero la star di pregio, | ma lo sfigato che stava in major.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Il mio tracollo, palese | che va da [[Chris Cornell|Cornell]] a [[Chester Bennington|Chester]] | e dopo il buio, l'[[Ulisse]] | arriva ad Itaca più forte, palestre, | chioma folta e basette, | ma la scena ancora non mi riconosce, Laerte.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Che fortuna fu la mia rovina, | ascolto roba new, è una robina, | il vuoto di una hit continua | in confronto Mikimix è [[Bob Dylan]].'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Sai, a volte il traguardo comincia da un passo falso, | fai un percorso diverso da quello che ha fatto un altro, | vai dal pollice verso alla grazia cambiando un anno, | dal pollice verso alla grazia cambiando un anno.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Historia magistra vitae, | ogni passo una scossa, una dinamite, | perdo le difese come l'islandese | che migrò alla ricerca di un clima mite.''<ref>{{cfr}} ''[[Operette morali#Dialogo della Natura e di un Islandese|Dialogo della Natura e di un Islandese]]'' in ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]].</ref> (da ''La matrigna (skit)'', n. 6) *''Sono disarmato, la foresta fa sguardi da occhi cavati, | non mi fido dell'uomo né delle bestie | credo solo ai [[Giacomo Leopardi|Leopardi di Recanati]].'' (da ''La matrigna (skit)'', n. 6) *''Mi abbracci, [[anaconda]], | mi baci, [[barracuda]], | mi salverò dall'onda | se andrò contronatura.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''[[Natura]] dieci e lode, o 15 22, | paura, sfregi e morte: le inventi tutte. | Con le zanne, con gli artigli, | col tuo mare senza appigli (Sto crescendo male), | con le spine per i rovi, | con le spire dei pitoni (Sto crescendo male), | con le rane velеnose, | con le frane nеlle gole (Sto crescendo male), | con le trame delle tele, | di quelle vedove nere | tu sei Madre Natura.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Ma io voglio di più | più del portare avanti la mia specie, | questo obiettivo, guarda, mi fa specie, | io ti pensavo più saggia di tutti e invece tu.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Sono così bella che mi perdoni tutto | sono così bella che sono sempre nel giusto | sono così bella, non posso farti del male | sono così bella, di una bellezza letale.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Adesso che sei famosa ti incensano come star, | io spesso ti sogno [[natura morta|innocua]] in un cesto di [[Paul Cézanne]].'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Nelle grotte i tuoi canini sono stalattiti | mi divori dall'interno come i parassiti.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''So che vivi nell'incuria, non ragioni, non decidi, | chi di te si prende cura lo fa contro i tuoi principi.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Vivo un eterno paradosso, | un introverso fermo e con i fari addosso | e non affondo, | ora so nuotare a dorso, | lascio l'abisso alle mie spalle, | vago nel panta rei.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Un adulto che fa un genere da ragazzini | tanto ai ragazzini piace la roba per adulti.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Avrei meno pensieri se lavorassi alla [[zecca (moneta)|zecca]] | perché mi mettono a far soldi е mi pagano pure.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Mi nutro di paradossi, | ceno a casa d'ospiti, | mi godo gli aghi nei boschi, | mando in para tossici, | guardo la libertà negli occhi di un tiranno | che sbava ordini, credimi.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Per gli amici sono Snàporaz, | cito sempre [[8½]], | non ho più niente da dire, ma... | ma voglio dirlo lo stesso.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Un dubbio mi tallona e mi sta addosso, | sarò già stufo di ogni mia canzone, | ma canto per nutrire un paradosso?'' (da ''Marco e Ludo (skit)'', n. 9) *''Da grande suonerò la [[Sinfonia n. 6 (Beethoven)|Pastorale]] | ora sul piano resto curvo come un pastorale, | mio padre è d'umore un po' grigio, mi vuole prodigio | ma sono solo un bambino e c'è rimasto male.''<ref name=scelta>Il brano racconta le storie di [[Ludwig van Beethoven]] e [[Mark Hollis]] (i cui nomi nel testo vengono italianizzati rispettivamente in Ludovico e Marco), musicisti che hanno compiuto scelte di vita opposte: il primo si è dedicato alla musica fino alla morte, mentre il secondo ha preferito ritirarsi a vita privata dopo il successo.</ref> (da ''La scelta'', n. 10) *''Sono [[Ludwig van Beethoven|Ludovico]], culto, mito, | donne mi scansano come avessi avuto il tifo, | troppi affanni, a trent'anni ho perduto udito: | tu mi parli e mi pari un fottuto mimo. | Se la mettiamo su questo piano la mia vita, | ha senso se la mettiamo su questo piano.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Scrivo mille lettere, faccio rumore, | lotto col silenzio ma ce la farò, | tengo la mia musica, lascio l'amore, | io sarò immortale, la mia amata no.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Mi chiamo [[Mark Hollis|Marco]], sento il gelo dei riflettori, | vorrei rimanerne fuori ma il mondo vuole che vada in tour, | entro in classifica perché la fama è cieca, | così cieca che in fondo non mi riguarda più.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Ehi, sono Marco, new romantico, | sotto palco scompaio, puff come borotalco, | che guaio, bruciano il mio contratto | ché il sound è cupo, rarefatto. | Ho preparato un ritiro veloce, | la mia famiglia è più importante di un giro di note | e questi parlano, parlano mentre io | sto ricucendo la vita con un filo di voce.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Sono un rapper di successo, sì, però al contrario, | io non vengo dalla strada, ma so che ci finirò.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Se qualcuno dice: "Ho un [[cane]] che è come un figlio", | controbatto: "Sì, beh, tuo figlio è un po' come un cane". | Amo quella [[ittero|bile che tinge il bulbo oculare]], | non immagini il brivido che mi dà.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Tu dammi un consiglio che farò il contrario | gettare scompiglio, mi offro volontario.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Stasera ho visto "[[Scarface]]", è una cagata pazzesca | dopo un paio di frame, "[[La corazzata Potëmkin|La corazzata]]" s'apprezza,<ref>{{cfr}} [[Ugo Fantozzi]] in ''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'' (1976): «Per me... La corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca!»</ref> | più che l'oro dalle strade<ref>{{cfr}} Tony Montana in ''[[Scarface]]'': «Pelano cipolle. Queste dovrebbero cogliere l'oro per le strade, altro che cipolle!»</ref> | con queste mani ho raccolto le mie palle da terra.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Sì, mi fa paura l'[[ignoranza]], lo vedo come dilaga | e brucia tutto, la vedo, è come di lava.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Sono l'unico sano in un manicomio, | ma sembro quello ubriaco con te che rimani sobrio, | con te che minacci sempre: "Vedrai che rimarrai solo" | credendo che questo mi impensierirà.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Meglio essere un numero che il numero uno come tanti.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Fui [[Zorro|Diego de la Vega]], | le scrissi un'ultima lettera perché già temevo per la carriera, | [[Scream|Ghostface]] quella sera | ci lasciammo per telefono e si ritrovò un coltello nella schiena.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Vanno in scena le mie [[maschera|maschere]], | io non voglio andare in cerca di me stesso | perché rischio di trovarmi per davvero.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Sono tutti [[V (personaggio)|V]] con le frasette dopo l'hashtag.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Non elogiare la [[sincerità]] | perché non è un merito, è un mezzo, | eroi della superficialità | vorrei sentirvi mentire più spesso.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Ma la mia maschera non la tolgo | o mi lascerà senza volto | come lo spettro di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]]<ref>{{cfr}} ''[[La città incantata]]'' (2001).</ref> | cos'è un uomo senza, senza uno spettacolo in scena?'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Meglio una bugia che almeno è creativa | se vuoi la verità, non è nient'altro che questa: | come puoi dirmi di non [[finzione|fingere]] se la scelta di fingere è un bisogno reale? | Se anche l'[[età]] cambia il mio volto con un colpo teatrale? | Se togli l'[[arte]] dal mio mondo, è solo un posto banale, ricorda: | "Art is better than life".'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''La mia città fantasma è una città fantastica | d'avanguardia, giuro da vantarla, | era folle e candida, come Parsifal, | folla e calca, Londra e Fatima.'' (da ''Ghost memo (Skit)'', n. 13) *''Questa città non è più mia, ha un cuore cyber, | vedo più mutazioni di un disegnatore Marvel.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Per questi ragazzi non ci sarà scampo, | giocano alla [[mafia]], "Mamma, vado in strada, sparo", | a trent'anni da [[strage di Capaci|Capaci]], vedi, sarà strano | ma il modello è diventato Genny Savastano.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Il nemico sta sempre più a meridione, | tu sposta il cannone e minaccia terre in Antartide.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Non mi lodare perché resto schivo, | anni che difendo chi voleva questo schifo, | resto a custodire il vuoto dentro questo scrigno, | vomito fuoco, ma sono il draghetto Spyro.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Perché l'umana natura sta divorando ogni cosa, | la carreggiata, le mura, persino i banchi di scuola, | la giostra è ferma come Pripyat, | falle una foto come Pripyat.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Alice, come te la passi? | Com'è la vita nei palazzi?'' | [...] | ''Mi hanno detto che non guardi più i gatti,<ref>{{cfr}} [[Francesco De Gregori]] in ''Alice'', traccia n. 1 di ''Alice non lo sa'' (1973): «''Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole | mentre il mondo sta girando senza fretta.''»</ref> | ma l'armadietto dei farmaci e devi curarti.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''[[Crono|Chronos]] è il dio della caccia, | tu credi, Diana? | La frеccia che ho nella pancia | è una [[meridiana]]. | Sfoglio calеndari con un solo giorno, [[lunedì]], | non ho risolto il mistero.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Sono troppo vecchio per fantasticare, | sono troppo giovane per il blackout, | faccio controvoglia quello che mi pare | perché mi ricordo che così si fa.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Dove sei, [[Meraviglia]]? | La [[noia]] mi tiene la briglia.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Il tempo mette la cravatta ad [[Huckleberry Finn]].'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Ed il Coniglio Bianco fa l'ultimo miglio stanco, | sempre più distratto, come un alunno all'ultimo banco, | sembra in affanno, molto mogio vaga tra la gente, | dalla tasca prende un orologio che non ha lancette.'' (da ''Pi Esse (skit)'', n. 16) *''Io felice sulla riva, per cornice l'aria estiva, | tra i castelli sulla sabbia chiuso nella gabbia della tua clessidra.'' (da ''[[Tempo|Zeit]]!'', n. 17) *''Dimmi, [[tempo|Zeit]], cosa ti è successo? Non mi tieni il passo, | ritorni indietro come Sisifo, non tieni il masso, | correvi a perdifiato, adesso perdi fiato, che disastro, | sembri Pilato, non sei più pilastro.'' (da ''Zeit!'', n. 17) *''Dicono: "Ai miei tempi", si autoescludono da questi, | come se la vita fosse una faccenda da [[ventenne|ventenni]].'' (da ''Zeit!'', n. 17) *''Io non pensavo tu invecchiassi come tutto il resto, | tu che accartocciavi quegli anziani come un brutto testo, | seguo le tue tracce sul mio corpo, tutto il tempo | quando un giorno perderemo Chronos, sarà a lutto il tempio.'' (da ''Zeit!'', n. 17) *''Smettila di mandarmi fiori | tanto mi azzanneresti come i cani fuori, | piuttosto leggimi dentro come i grandi tomi | perché la vita è un lampo e tu ci arriverai in ritardo come fanno i tuoni. | Io sono il tuo futuro, chiama i testimoni, | non puoi mandare i piani in fumo come gli estintori.'' (da ''[[Morte|La certa]]'', n. 18) *''Quando stai male sono la tua litania, | ma quando il male passa divento una tassa, una tirannia.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Mi vedi come la cattiva, la tenebra, la maldita, la dea che fa la bandita, | ma voglio solo schiodarti dalla panchina, | voglio vederti giocare la tua partita, | ringraziami, | che se fossi svanita come una dedica incisa nella battigia | avresti l'anima spenta, l'anima grigia | come la cenere di una cicca nella lattina, | ho dato io il tuo senso a tutto | e sono vera e senza trucco, | anche se non lo ammetti è a me che va il pensiero | più che al cielo del Nabucco.''<ref>{{cfr}} ''[[Nabucco]]'': «''Va pensiero sull'ali dorate, | va ti posa sui clivi, sui colli | ove olezzano libere e molli | l'aure dolci del suolo natal.''»</ref> (da ''La certa'', n. 18) *''Altro giro di lancetta, | io matura, io l'acerba, | mi hanno dato tanti appellativi, | ma tu chiamami "La Certa".'' (da ''La certa'', n. 18) *''Non chiamarmi prostituta | perché tutti giacciono con me, | da chi va nei posti in [[tuta]] | a chi ha diamanti nei collier.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Voglio che tu viva la tua [[vita]] proprio come se ne avessi una.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Ti immagini non ci fossi? | Di sicuro non avresti combinato la metà di niente. | Sono anni che ti sprono a dare il meglio, | ma tu vivi nelle ombre degli inganni. | Forse quando partiremo sarai vecchio | con le tue valigie colme di rimpianti. | Non puoi comprarmi | nemmeno con tutti gli ori dei Nibelunghi: | di sicuro sarai mio, sì, puoi contarci, | quel giorno sarai migliore, quasi per tutti.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Sto scavando dentro di me così tanto che schizzo petrolio.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''E sarà tutto nuovo come da [[neonato]] con la pancia all'aria | dopo il mio passaggio dalla pancia all'aria.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''Fuori di me, exuvia, spiego le ali, au revoir, | un'altra chance escludila, gioco alla pari con l'età, | passati appassiti, appassiti come quadranti di [[Salvador Dalí|Dalí]], | passati parassiti, parassiti, fame di me, cannibali.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''Mi sono preso i miei spazi, ma ho lasciato che il tempo fuggisse.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''Sono ancora alla guida, tengo il piede alzato da quel freno | anche se della vita prendo sempre il lato passeggero.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''I miei [[dubbio|dubbi]] hanno dei modi barbari, | invadenti e sono troppi; | il segreto è fare come gli [[albero|alberi]], | prima cerchi, dopo tronchi.'' (da ''Exuvia'', n. 19) ====Citazioni su ''Exuvia''==== *È un viaggio dentro la mia testa. Questo è l'album più sofferto della mia carriera. Viene dopo sette dischi ed è figlio di una sensazione di angoscia e stupore, la stessa che si prova nel muoversi dentro la foresta interattiva che abbiamo creato entrare in una selva e non sapere dove si andrà è strano, è possibile godere delle situazioni più belle, ma anche di quelle brutte. Penso che questo viaggio, simile a un videogioco, possa aiutare il pubblico alla comprensione del progetto: è come quando ordini un vino al ristorante, se qualcuno te lo spiega assume subito più valore.<ref group="fonte" name=scarface>Dall'intervista di Claudio Cabona, ''[https://www.rockol.it/news-722067/caparezza-intervista-album-exuvia-e-su-fellini-scarface-e-marracash Caparezza: "Non sopporto vedere Scarface come modello di vita". L'intervista]'', ''Rockol.it'', 6 maggio 2021.</ref> (Caparezza) *L'EXUVIA , in sintesi, è ciò che rimane del corpo di alcuni insetti dopo aver sviluppato un cambiamento formale.<br>Un calco perfetto, talmente preciso nei dettagli da sembrare una scultura, una specie di custodia trasparente che un tempo ospitava la vita e che ora se ne sta lì, immobile, simulacro di una fase ormai superata.<br>Sulla copertina c'è un simbolo che rappresenta il passaggio da una condizione attuale (cerchio grande) ad una futura (cerchio piccolo) attraverso una serie di spirali (simbolo di morte e rinascita in gran parte delle culture).<br>La mia EXUVIA è dunque un personale rito di passaggio in 14 brani, il percorso di un fuggiasco che evade dalla prigionia dei tempi andati per lasciarsi inghiottire da una selva in cui far perdere le proprie tracce.<ref group="fonte">Da un [https://www.instagram.com/p/CNDxHYXBs1l/ post] sulla pagina ufficiale ''Instagram'', 31 marzo 2021.</ref> (Caparezza) *[...] non mi importa molto di come sarà recepito ''Exuvia''. Davvero. Mi importa però parecchio che la gente percepisca l'impegno che ha comportato farlo, l'impegno che ci ho messo. Perché se il gusto è soggettivo, e lo è, altre cose non lo sono. E io ti posso dire che di ogni singola frase contenuta in questo disco io potrei parlarti per ore, ma davvero ore; sui testi ci sono tornato su mille volte, prima di trovare la versione definitiva. Non mi importa insomma che questo disco ti piaccia, ma devi riconoscere l'impegno che ci sta dietro. Questo sì, questo te lo chiedo, questo un po' lo pretendo.<ref name=soldirifiutati/> (Caparezza) ===''Orbit Orbit''=== '''Etichetta:''' BMG, 2025, prodotto da Caparezza. *''Disteso a terra, con la testa sulle dita intrecciate | come da piccolo, di sera, in una vigna d'estate.'' (da ''Fluttuo, orbito'', n. 1) *''L'immaginazione, sai che sfugge ai bordi, | vitale che scioglie il cappio e che ricuce i polsi, | dammi due secondi e do alla luce mondi, | ho un potere da bambino, a me basta chiudere gli occhi.'' (da ''Fluttuo, orbito'', n. 1) *''Cerco profondità, per questo vado verso l'alto.'' (da ''Fluttuo, orbito'', n. 1) ===Altre canzoni=== *''Trovi un impiego, lo perdi, da capo ricomincia, | la tua Via Crucis in un capoluogo di provincia.'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita>Composta per la colonna sonora del film ''[[Viva l'Italia]]''.</ref>, 2012) *''La mia nazione lascia tutti senza fiato: | "Capo, l'Italia agli Italiani!" | L'Italia alita gli ani, l'Italia alita gli ani.'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita/>, 2012) *''Con uno [[sciopero]] cerchi di scuotere il capo, | che in effetti cosa fa se non scuotere il capo?'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita/>, 2012) *''La tua storia non è quella di una [[capinera]], | non prendi voti, ma calci in faccia, Capoeira, | in bilico sulla fune dall'uno all'altro capo, | subordinato, passi dall'uno all'altro capo.'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita/>, 2012) ==''Saghe mentali''== {{vedi anche|Saghe mentali}} ==Citazioni su Caparezza== *Caparezza secondo me è l'unico artista main-stream che fa realmente la differenza qui in Italia e il fatto di essere suo amico e prezioso collaboratore da anni fa di me una persona appagata e riconoscente. ([[Diego Perrone]]) *Di Caparezza bisogna cogliere sempre le stringenti assurdità che dice... alcune espressioni che magari non riuscite a capire subito che cosa vogliono dire, ma di una bellezza quasi enigmistica, come se fossero degli indovinelli alle volte... delle parole che state lì a pensare ma cosa sta dicendo Caparezza? E poi vi accorgete che nel contesto è lineare, è perfetta. ([[Roberto Vecchioni]]) *''E dai un'occhiata di sfuggita al notiziario | e scopri che in Giappone un barboncino sposa il suo veterinario, | cazzo! Questo Turi è veramente leggendario, | meglio lui di Capare...mmmhh ma è proprio necessario?'' ([[Turi]]) *''Ho visto Caparezza ribaltarsi in bici | dopo che gli ho rotto i freni con lo scardina radici.'' ([[Fabri Fibra]]) *In Italia mi piacerebbe {{NDR|collaborare con}} Caparezza, che è snobbato dal mondo dei rap, anche se secondo me è uno dei pochi che riesce a mettere sempre contenuti anche nei pezzi più ballabili... ([[Shade (rapper)|Shade]]) *{{NDR|«È lecito infangare il proprio paese per vendere dischi?»}} In un paese normale non ne venderebbe. ([[Gianfranco Rotondi]]) *Non ce l'ho con lui, ma trovo assurdo che venga visto in modo più intellettuale di me perché è capellone e vestito male e condanna i politici per cose che sanno anche i sassi. ([[Marracash]]) *Per questo il più convincente {{NDR|al Concerto del Primo Maggio 2012}} è stato Caparezza, un pazzo di talento che declina la protesta in salsa obliquamente allegra. ([[Andrea Scanzi]]) *''Tutta la critica che a noi non ci dà retta | se fai l'impegnato a meno che tu non sia Caparezza.'' ([[Marracash]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Filmografia== * ''[[Che bella giornata]]'' (2011) ==Voci correlate== *[[Artisti uniti per l'Abruzzo]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== ====Album==== {{Pedia|Tengo duro||(1996)}} {{Pedia|La mia buona stella||(1997)}} {{Pedia|?! (album)|''?!''|(2000)}} {{Pedia|Verità supposte||(2003)}} {{Pedia|Habemus Capa||(2006)}} {{Pedia|Le dimensioni del mio caos||(2008)}} {{Pedia|Il sogno eretico||(2011)}} {{Pedia|Museica||(2014)}} {{Pedia|Prisoner 709||(2017)}} {{Pedia|Exuvia (album)|''Exuvia''|(2021)}} {{Pedia|Orbit Orbit (album)|''Orbit Orbit''|(2025)}} ====Libri==== {{Pedia|Saghe mentali. Viaggio allucinante in una testa di capa||(2008)}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Rapper italiani]] eoed9kjlgltgcllwtsx78c0sirv8r92 1422363 1422355 2026-08-02T07:09:51Z AssassinsCreed 17001 /* Orbit Orbit */ 1422363 wikitext text/x-wiki [[File:Caparezza Rende 4.jpg|thumb|Caparezza]] '''Caparezza''', pseudonimo di '''Michele Salvemini''' (1973 – vivente), cantautore e rapper italiano. ==Citazioni di Caparezza== *All'inizio della carriera avevo il terrore di diventare cantante one shot, da una canzone e via. Invece sono riuscito a distrarre la gente dalle mie cosiddette hit, come ''Fuori dal Tunnel'' ad esempio, che per me sono solo canzoni.<ref group="fonte" name=comodi>Citato in ''[http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2015/07/23/caparezza-io-rapper-solo-per-comodita_32a6922e-dd10-4afb-bf20-3ae9204e3c16.html Caparezza, io rapper solo "per comodità"]'', ''Ansa.it'', 23 luglio 2015.</ref> *Chi fa rap solo di contenuto spesso è deficitario sul flow, non può esprimersi liberamente né come metrica né come rime perché deve dare un senso compiuto a quello che dice, e nel farlo rischia di perdere un sacco di occasioni per tirare fuori incastri divertenti e metriche interessanti che hanno tuttavia il difetto di non essere funzionali al discorso.<ref name=soldirifiutati/> *Dal tunnel, da ogni tunnel, si esce cercando di pensare con la propria testa, di non farsi massificare e riuscire a costruire una visione del mondo individuale.<ref group="fonte" name=scapi>Citato in Matteo Speroni, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/aprile/21/Caparezza_rapper_scapigliato_co_7_040421045.shtml Caparezza, rapper scapigliato]'', ''Corriere della Sera'', 21 aprile 2004.</ref> *Di sicuro ci sono dei rapper a cui non sto simpatico. Questo è assodato. Anche dei musicisti non mi vedono di buon occhio. È una cosa normale, se fosse solo per empatia. Non è così, ma di fatto non mi importa. Non mi sono mai fatto influenzare da nessuno, nemmeno dall'aspettativa dei fan, figuriamoci dai colleghi. Esiste dell'ostracismo nei miei confronti. La più grande verità è che non ho alcun interesse per l'opinione della scena rap. Chi se ne frega, dico. Me ne tiro fuori. Tutta la musica viene accostata a fenomeni culturali, anche il liscio lo è, ma rifiuto che ci sia un modo settoriale e poco elastico di vedere la musica.<ref group="fonte" name=rap>Dall'intervista di Alessandro Alicandri, ''[http://cultura.panorama.it/musica/caparezza-intervista-esecuzione-pubblica-rap Caparezza: "Non mi riconoscono i rapper? Chi se ne frega!"]'', ''Cultura. Panorama.it'', 25 giugno 2012.</ref> *È sempre bene distinguere {{Sic|spiega}} la parola dall'esempio: non sono un paladino. Esprimo ciò che sento e che mi sta a cuore comunicare con l'auspicio che il mio senso critico su determinate questioni possa servire a supporto di chi prova a migliorare questa società.<ref group="fonte">Citato in Giusy La Piana, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/05/pop-rap-storie-eroi-caparezza-racconta.html Pop, rap e storie d'eroi, Caparezza racconta il caos]'', ''la Repubblica'', 5 febbraio 2009.</ref> *{{NDR|Sulla [[morte]]}} È stata rappresentata in molteplici modi, ma io ho scelto di raccontarla come una figura positiva, senza la quale la nostra vita diventerebbe il trionfo dell'apatia e della depressione. Una sorta di motivatrice che ci spinge a dare il meglio di noi durante il tempo limitato che abbiamo a disposizione.<ref group="fonte" name=scarface/> *{{NDR|Sul periodo da Mikimix}} È stato un periodo in cui ho sofferto. Ma è stata una soglia da oltrepassare assolutamente necessaria per arrivare a quello che sono oggi. Dopo l'esperienza Mikimix ho fatto di testa mia e ho cominciato ad esprimermi come veramente sono.<ref group="fonte" name=donna>Dall'intervista di Andrea Conte, ''[http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/articoli/articolo408319.shtml Caparezza: "Voglio un Papa donna"]'', ''Tgcom24.Mediaset.it'', 8 aprile 2008.</ref> *{{NDR|Su [[Dino Campana]]}} Era un poeta che ha avuto problemi psicologici, e tra questi problemi, non si sa come, rientrava il fatto che lui non abitava mai nella stessa città, ma si spostava continuamente. Quello che oggi potrebbe essere un blogger di viaggio all'epoca evidentemente era considerato un pazzo, e lui è rientrato in questa "categoria", venendo chiamato "il poeta che fugge".<ref group="fonte">Dall'intervista di Andrea Giovannetti, ''[https://archive.ph/ITZAy#selection-2351.6-2353.184 Caparezza: «"Exuvia" è il mio album più cinematografico, nato dalla passione per Fellini» (intervista)]'', ''Spettakolo.it'', 6 maggio 2021.</ref> *Il [[rap]], avendo la possibilità di raccontare se stessi in un flusso incontrollato e incontrollabile, richiama un po' il flusso di memoria, e quindi Freud e Jung.<ref group="fonte" name=prison>Dall'intervista di Luigi Bolognini, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2017/09/14/news/caparezza-175482988/ Prigioniero Caparezza: "In un momento in cui non riuscivo a riconoscermi è nato il disco"]'', ''Repubblica.it'', 14 settembre 2017.</ref> *Io mi considero un eretico, perché mi piace scardinare i dogmi religiosi, politici e sociali.<ref group="fonte" name=ere/> *Io non ne posso più della retorica del bullo, di vedere ''[[Scarface]]'' come modello di vita. Lo so che definire quel film "una cagata" farà arrabbiare alcune persone, ma io sono un difensore delle cause perse. Per me un capolavoro è ''[[La corazzata Potëmkin]]''. Ecco, io voglio portare la ''La corazzata Potëmkin'' nel rap.<ref group="fonte" name=scarface/> *Io posso solo dire una cosa: sono orgoglioso di tutti i soldi che ho rifiutato, e soprattutto di quelli che ho rifiutato quando ero povero. Davvero, ne sono orgogliosissimo. "Eh, ma sei un cretino, ok che ora va tutto bene ma magari un giorno scoprirai che ti avrebbero fatto comodo anche quei soldi lì": ok, può essere, ma per ora io sono a posto così. Detto questo, lo so bene che non si può essere immacolati. Lo so bene. Men che meno oggi, che i miei guadagni arrivano solo dai dischi che vendo e dai concerti che faccio.<ref name=soldirifiutati>Dall'intervista di Damir Ivic, ''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/caparezza-le-hit-di-oggi-al-confronto-mikimix-sembra-bob-dylan/560778/#Part1 Il rap visto e fatto da un uomo di 47 anni. E poi i soldi rifiutati, la lotta con l'acufene, il gusto per la complessità e ovviamente il nuovo album "Exuvia", «una fuga attraverso il bosco e l'oscurità». Troppo serio? «No, sono cintura nera di cazzeggio»]'', ''RollingStone.it'', 6 maggio 2021.</ref> *[...] la [[musica]] è un po' come un origami. Se lo spieghi, è solo un foglio.<ref group="fonte">Da ''[http://www.sorrisi.com/musica/canzoni/caparezza-ti-fa-stare-bene-tutto-sul-singolo-e-sul-testo-lintervista/ Caparezza «Ti fa stare bene»: tutto sul singolo (e sul testo). L'intervista]'' di Alessandro Alicandri, ''Sorrisi.com'', 13 ottobre 2017.</ref> *La realtà finisce sempre nell'immaginario irreale. Pensa a quando per esempio immaginiamo un extraterrestre. Potremmo immaginarlo in qualsiasi forma, ma partiamo sempre dall'ominide, perché per noi deve avere le braccia, le gambe, la testa. Non riusciamo ad immaginare qualcos'altro completamente diverso, proprio perché abbiamo l'imprinting della realtà su di noi.<ref group="fonte">Dall'intervista al programma radiofonico ''Voci in scena'', Radio 24, 26 agosto 2014; citato in Paolo Gallina, ''L'anima delle macchine: Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale'', Dedalo, 2015, [https://books.google.it/books?id=CcqzBgAAQBAJ&pg=PA119 p. 119]. ISBN 88-220-6856-4</ref> *{{NDR|Sui suoi concerti}} Le fasi artistiche sono due: una è quella delle idee e l'altra è quella dell'esecuzione. Il periodo che mi piace di più è il primo, quindi la cosa che mi manca di più è la parte creativa, soprattutto durante i concerti. Così mi ingegno per farmi piacere anche il momento di riproduzione. Mi diverto e diverto il pubblico, perché non c'è più differenza tra me e loro. E recito come a teatro.<ref group="fonte" name=rap/> *Lo immagino come un uomo in lotta con il mondo e in difficoltà col prossimo, come solo le persone lucidissime sanno essere. [...] [[Van Gogh]] per me è una specie di rockstar e lo dimostra la sua popolarità post-decesso. In vita non ha mai ricevuto grandi complimenti e pare abbia venduto un solo quadro (''Il vigneto rosso'') mentre oggi siamo tutti qua a dargli del "genio pazzoide".<ref group="fonte">Citato in Salvatore Gianella,'' Vincent van Gogh, una lucida pazzia'', ''Sette'', 25 luglio 2014, n. 30, p. 37.</ref> *Mettere parole in rima, non significa necessariamente essere un rapper. Io tecnicamente utilizzo lo stilema rap, ma non rappresento la cultura hip hop. Quindi possiamo dire che io sono "rapper per comodità".<ref group="fonte" name=comodi/> *Mi piace essere considerato oggettivamente mainstream, pur rimanendo di fatto nel mondo indipendente.<ref group="fonte" name=rap/> *Mikimix era un personaggio mediocre. Ma il mio rapporto con lui è stato evolutivo: ho inglobato la vicenda, la situazione di allora, e ciò che ne è uscito è il rigurgito di quel momento, probabilmente necessario perché nascesse Caparezza. Certo, ho passato un anno non proprio bello, però poi ho pensato che la giusta strada da percorrere fosse tornare a fare musica a mio modo.<ref group="fonte" name=scapi/> *Molti dicono che solo capendo il [[Piacere e dolore|dolore]] si può poi godere del [[Piacere e dolore|piacere]]. Io la trovo una pessima visione, molto cattolica, e lo dico col rispetto dell'agnostico verso le religioni. Il dolore è dolore e va se possibile evitato. Poi va accettato, ma non per apprezzare la vita, semplicemente perché non puoi eliminarlo e te lo tieni.<ref group="fonte" name=prison/> *Non è che se uno si droga diventa automaticamente un talento. Io sono antiproibizionista, ma non faccio uso di sostanze stupefacenti. Ammiro [[Frank Zappa]]: un genio che non usava droghe. Anzi, nei tour le vietava anche alla band.<ref group="fonte" name=rabbia>Citato in Andrea Laffranchi, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/17/rabbia_Caparezza_co_9_080317064.shtml La rabbia di Caparezza]'', ''Corriere della Sera'', 17 marzo 2008.</ref> *Ogni [[canzone]] è un mondo io ho una visione cinematografica della musica. Da una canzone per me parte una trama, appena l'ho finita mi immagino il prima e il dopo. Per questo motivo con me è impossibile ragionare per singoli. Nessun pezzo, da solo, può rappresentare un mio album.<ref group="fonte" name=scarface/> *{{NDR|Sul [[Il Sessantotto|Sessantotto]]}} Per me è stato fondamentale non solo per i grandi avvenimenti storici che si sono susseguiti in quegli anni (dalla [[Primavera di Praga]] alla guerra in Vietnam) ma per la musica e per il costume. Non nego che come tutte le rivoluzioni ci siano stati degli strascichi "pesanti". Ma è stata una fase fondamentale per la crescita civile, come ad esempio i diritti delle donne.<ref group="fonte" name=donna/> *{{NDR|Sui [[talent show]]}} Più che "saranno famosi?" dobbiamo chiederci "saranno capaci?". In questi programmi televisivi la prima cosa che noto è che il talento non conta: per l'audience si vanno a cercare pianti, litigi e storie d'amore. Nei partecipanti manca la creatività: la bella voce da sola non è creatività.<ref group="fonte" name=rabbia/> *Qualche anno fa mi era arrivata anche la richiesta per fare il giudice di talent, ma il mio ruolo è cantare. Non è preclusione, non mi sento antagonista di niente. Se altri vanno avanti, io sono contento: la mia felicità è seguire la mia strada, e io sono decisamente felice.<ref group="fonte" name=comodi/> *Sono affascinato dal [[dubbio]]. La certezza, il pregiudizio non fanno per me. Il bello è che il famoso beneficio del dubbio esiste: coltivo il dubbio ed è più rilassante della marijuana.<ref group="fonte">Citato in Raffaella Oliva, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2012/luglio/13/Sono_affascinato_dal_dubbio__co_7_120713058.shtml «Sono affascinato dal dubbio»]'', ''Corriere della Sera'', 13 luglio 2012.</ref> *{{NDR|Sulle sue canzoni}} Sono fatti che leggo sui giornali e mischio con ricordi dell'infanzia e citazioni letterarie alte per creare dei contrasti. È facile dire "la guerra è brutta", ma con altre parole ottieni un altro effetto. La mia è una "patchanka" di citazioni e riferimenti.<ref group="fonte" name=rabbia/> {{Intestazione|Dal ''[https://web.archive.org/web/20070221141911/http://www.caparezza.com:80/docs/profilo_psichico_capa.pdf Profilo psichico]'' riportato sulla vecchia versione di ''Caparezza.com''}} *Egli fu Mikimix, cantante insignificante, dal cui autodisgusto nacque il sé stesso odierno.<ref name=kojay>Il dott. Kojay Gutzemberg, direttore del centro di igiene mentale e fisico, viene indicato come l'autore di questo ''Profilo psichico''; in realtà si tratta di un personaggio di finzione ideato da Caparezza. Kojay Gutzemberg viene riportato anche come l'autore della Skaramuffin Version di ''Il secondo secondo me'' (traccia n. 6 del singolo ''Fuori dal tunnel'') e dello jodel di ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'' (traccia n. 14 di ''Verità supposte'') nelle rispettive informazioni nelle copertine dei dischi. Inoltre Gutzemberg viene indicato come autore del III tomo (''L'opera trionfa'') del libro ''[[Saghe mentali]]'', Caparezza infatti scrive dell'introduzione del III tomo: «Essendo io scomparso già dal primo tomo, lascerò che a spiegare la mia discesa agli Inferi sia un critico caparezziano molto stimato: il dottor Kojay Gutzemberg.» (p. 191)</ref> *La leggenda narra che in realtà Mikimix, caduto in una profonda depressione, abbia chiesto al fratello minore, Caparezza, di ammazzarlo. Le prove furono tutte insabbiate perché il Capa non avrebbe mai sopportato 7 puntate di Porta a Porta dedicate all'argomento.<ref name=kojay/> *I malpensanti sostengono che il Capa non ami termini come "jam, contest, mixtapes, Mc e freestyle". Non è vero. Egli adopera questo tripudio di consonanti per aumentare la salivazione del cavo orale prima di ogni esibizione. Ogni altra applicazione gli appare straordinariamente fuori luogo.<ref name=kojay/> *Da [[Amadeus (conduttore televisivo)|Amadeus]] alla [[Maria De Filippi|De Filippi]], non c'era conduttore che non abusasse di quella canzone {{NDR|''Fuori dal tunnel''}} in tv. Si narra che il tastierista del Capa, irrompendo nella sua stanza, sorprese il Nostro con una Walter PPK puntata sulla tempia. Stava guardando un trenino di figuranti alla cui motrice c'era [[Michele Cucuzza]] che ancheggiava sulle note di "Fuori Dal Tunnel".<ref name=kojay/> *Fu così che il Capa venne identificato come cantautore "trasversale". "Trasversale è un aggettivo che coniano per le persone di cui non sanno che cazzo scrivere" – fu il lapidario commento del compositore.<ref name=kojay/> {{Intestazione|Dall'intervista di Aldo Cazzullo, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/15/nuovo_Caparezza_sono_agnostico_stimo_co_8_120315048.shtml Il nuovo Caparezza: sono agnostico ma stimo Padre Pio]'', ''Corriere della Sera'', 15 marzo 2012}} *Quando canto divento urticante, fastidioso. È il mio modo di richiamare l'attenzione. Ma versi come "''Voi che parlate di libertà | come si parla di una notte brava dentro i lupanari''" andavano detti di pancia, senza ironia. *{{NDR|Riferito alla violenza}} C'è stata anche nel '68, che pure era un movimento giusto. Le lotte sociali hanno queste controindicazioni. Effetti collaterali. Nati dalla frustrazione di non contare nulla. *Lo seguo con simpatia. Dicono che è qualunquista, antipolitico. Ma [[Beppe Grillo|Grillo]] fa politica da tempo. Certe cose sul degrado ambientale le ho imparate ai suoi spettacoli. *È vero, sono molto legato alla mia terra. La pugliesità esiste. Ed è fatta anche dai valori della tradizione. Non sono attratto dalla movida. Per me è fondamentale la famiglia, i legami di parentela: è importante far parte di qualcosa che va oltre te stesso, in cui non sei al centro. Questo non significa familismo o clientelismo, forme striscianti di corruzione che io detesto. Ma mi piace una certa mentalità del Sud, a cominciare dalla lealtà. Per questo ho scelto di restare qui. *Non conoscevo [[Checco Zalone|Zalone]], anzi Luca Medici. È un comico irriverente: non finge, è così sempre, anche sul set. *La [[musica]] che amo mi ricorda un piatto pugliese, riso patate e cozze. Credo nella commistione di generi che non dovrebbero sposarsi, e invece stanno bene insieme: ska, rock, pop, jazz, rap. *Non so se Dio esiste, non so cosa ci sia dopo la morte. Ma trovo l'ateismo consolatorio. Più della fede. L'idea che esista un'altra dimensione, di essere osservato da qualcosa che non riesco a vedere, mi fa paura. Ho bisogno di tenere a bada i miei demoni. *[...] la musica non è una gara. Per questo sono contro i talent. {{Intestazione|Citato in Fulvio Paloscia, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/08/15/la-battaglia-di-caparezza-io-il-clown.html La battaglia di Caparezza: Io, il clown eretico che smaschera i politici]'', ''la Repubblica'', 15 agosto 2012}} *È una grande soddisfazione in un periodo di consumismo sfrenato come questo, con la vendita digitale della musica che sta portando verso una direzione molto anni Sessanta: singoli, singoli, singoli. Io resto ancorato all'idea della centralità dell'album. Prediligo l'idea del concept, di una storia da raccontare con le canzoni. [[Immagine:Caparezza grande opera.jpg|miniatura|upright=1.3|Caparezza durante l'esecuzione del brano ''La grande opera'']] *I miei fan spesso arrivano ai miei concerti muniti di striscioni con slogan politici, come ad una manifestazione di protesta, e questo mi fa riflettere. *Il disimpegno? Colpa di quegli artisti che hanno affrontato temi sociali con poche idee e troppa retorica. Lo snobismo allontana le persone. Io invece tratto temi scottanti giocando. *I pilastri storici della musica d'autore italiana tacciono non per timore, ma per una scelta estetica: il vero impegno è l'arte, la politica è un valore aggiunto. Anzi, certe volte il disimpegno è più politico di quanto che si pensi. *In questo tour si parla di crisi, e dei grandi magheggi che ci sono dietro. Mi sono divertito a campionare dalla tivù considerazioni di esperti nell'arco degli ultimi cinque anni. Sono sempre le stesse. La più ricorrente: questo anno sarà il peggiore. Un mantra. Già. Intanto i tentativi per uscirne – e parlo anche del governo Monti – sono stentati. *L'establishment racconta questa crisi come un'epidemia che attraversa l'Europa. Una specie di sventura biblica a cui è impossibile sottrarci. Con questa attribuzione delle cause a una sorta di sciagura sovrannaturale i veri responsabili- del vecchio e del nuovo governo – si autoesentano da ogni colpa. E l'utilizzo di parole come spread o spending review, in un Paese dove la conoscenza dell'inglese è bassissima, non fa altro che allungare le distanze tra il popolo e la reale situazione economica. ==Citazioni tratte da canzoni== {{autori testi}} ===Come Mikimix=== ====''Tengo duro''==== '''Etichetta''': Sony Music, 1996, prodotto da Matteo Bonsanto. *''Mi trovavo in un parchetto di quelli cittadini, | immerso nel cinguettio di mille uccellini, | cip cip cip cup e tra mille distrazioni, | si fa sentire pure quello dentro ai pantaloni, | state buoni e sentite sto racconto che è uno spasso, | su quello che mi è capitato per non farla addosso.'' (da ''Tengo duro'', n. 1) *''Se tengo duro qualche cosa si rimedia, | davanti a me una tipa legge la "Divina Commedia", | ma come fanno questi a leggere nel tram, non lo so, | ma so solo che dovrò aspettare un po' ma nel frattempo.'' (da ''Tengo duro'', n. 1) *''Sono contento, che mi lascio andare via, | compro chili e chili di biglietti della lotteria | e penso ad un viaggio da uomo rude, | a foglie di palme ondeggiate da ragazze seminude | a milioni di milioni | da tuffarvicisi dentro come [[Paperon de' Paperoni]].'' (da ''Succede solo nei film'', n. 2) *''La [[minigonna]] ti esalta, | ti porta alla ribalta | e quando è corta ti fa più alta | riscalda quando la chiappa tiene stretta, | elegante sul sedere che sculetta | oppure in bicicletta, | adagiata sul sellino, | a fare strage di cuori lungo il cammino.'' (da ''Donne in minigonne'', n. 7) ====''La mia buona stella''==== '''Etichetta''': Sony Music, 1999. *''Il [[sogno]] cattura per ore ed ore ed ore, | a volte fa la guerra, a volte fa l'amore | e quando chiudi gli occhi non sai mai cosa succede, | saluti la tua vita, domani ci si vede al mattino, | tranquillo come dentro il pigiamino, | stringo come un bambino il mio cuscino | che forse mi diventa una fanciulla | o forse mi ricorda il pianto soffocato al buio della culla.'' (da ''E la notte se ne va'', n. 1) *''Quante volte son rimasto accucciato, | che mi sentivo come un cane abbandonato, | mi son guardato indietro e non ho visto più nessuno | e me la sono presa col destino | e proprio sull'orlo dell'abisso | che chiedevo aiuto soltanto a me stesso, | ho visto nella notte più nera del lutto | una stella che mi ha illuminato tutto.'' (da ''La mia buona stella'', n. 6) ===Demo (1998-1999)=== ====''Ricomincio da Capa''==== '''Etichetta''': 1998, prodotto da Caparezza. *''Fuori dalle regole la musica è monnezza, | sfida Caparezza solo se ne sei all'altezza, "ah ha", | perché se la tua free-style singhiozza | già so che ti aprirò come una cozza | e la tua carrozza, alla mezza, torna zucca | e ti tocca uscire con una parrucca, | meglio che non ti si riconosca | nella famiglia quando diventa cosca.'' (da ''Tutta flava e famiglia'', n. 3) *''Mentre io rifletto sulla mia posizione, | qui, al riparo, | sotto un ombrello nero | che custodisce il mio silenzio come un monastero: | «Ho imparato a non fidarmi di te, | acqua ingannatrice, | il tuo suono non mi piace, | anche se, per qualcuno questa è musica che viaggia, | per me rimane una dannata giornata di [[pioggia]].»'' (da ''Dannata giornata di pioggia'', n. 4) *''Come nel mio mare di pensieri | del quale sono naufrago nei miei momenti seri, | penso ai [[fiume|fiumi]], che come porci ingrassano, | poi straripano, ed i muri delle case crollano, | sotto i fulmini catastrofi di pochi attimi | che hanno il prezzo di una vita, | nell'attesa che giunga una schiarita.'' (da ''Dannata giornata di pioggia'', n. 4) *''Ho le scarpe fradicie, le ossa pure, | come tuoni lontani echeggiano le mie paure.'' (da ''Dannata giornata di pioggia'', n. 4) *''Ecco il venditore di gioielli, | ha rotto una bottiglia di birra e ci ha fatto gli anelli, | costano quanto un panettone, | telefonarti è come fare a gara per vedere chi è più coglione.'' (da ''Telemonnezza'', n. 5) *''I miei [[problema|problemi]] vengono fuori come funghi | rimbombano nella mia mente come un assolo di bonghi, | sono fanghi che mi sporcano, mi ungono, mi immobilizzano se | divento [[scacco matto|matto]] come in uno scacco al re, | anche se ne venissi fuori | ammetto che ne sono attratto come un'ape in un campo di fiori, | come un beone tra i liquori, | salgono e scendono dentro di me come ascensori di un hotel | e anche se andassi alle Seychelles | mi inseguirebbero, mi aspetterebbero | al varco come un cane quando il gatto sta sull'albero.'' (da ''Vivo in inquietudine'', n. 11) ====''Zappa''==== '''Etichetta''': 1999, prodotto da Caparezza. *''Se fare l'[[Master of Ceremonies|MC]] significa fare il muratore che edifica | la rima calligrafica stilosa quanto statica, | pratica praticamente assente di teoria, | non è storia mia, ebbene sì, non sono un MC, ma così sia.'' (da ''La zappa sui piedi'', n. 1) *''La [[uomo|razza umana]] brama una sorte che sa di morte clinica, | ma recita la solita cinica mimica: | «Va beh, per oggi è andata | ma domani uou hou, uou hou!»'' (da ''Ma domani uou hou'', n. 8) ===''?!''=== '''Etichetta''': Extra labels, 2000, prodotto da Caparezza. *''Facile starsene cieco come un vicolo, | muto fottuto pupazzo per il mio ventriloquo.'' (da ''Mea culpa''<ref name=ricom>Pubblicato precedentemente nel demo ''Ricomincio da Capa'' (1998).</ref>, n. 2) *''Fortemente volli farmi i calli tra i folli | per capire che non ero tra quelli | ma tra i ribelli.'' (da ''Mea culpa''<ref name=ricom/>, n. 2) *''Vorrei sapere la mia lingua meno di [[Aldo Biscardi|Biscardi]], | criticare sgorbi disegnati da [[Vittorio Sgarbi|Sgarbi]], | mettere peli sotto le ascelle di [[Barbie]], | sapere che [[Gli antenati|Wilma]] se la fa con Barnie, | che di nascosto [[Red Ronnie]] s'abbuffa di carni.'' (da ''Tutto ciò che c'è''<ref name=zappa>Pubblicato precedentemente nel demo ''Zappa'' (1999).</ref>, n. 3) *''Tutto ciò che c'è, c'è già. | Allora nei miei pezzi che si fa? | Renderò possibile l'impossibile | fino a rendere possibile la realtà.'' (da ''Tutto ciò che c'è''<ref name=zappa/>, n. 3) *''Vorrei alzare [[Calice (liturgia)|calici]] come un prete perfetto, | [[Marilyn Manson]] mi farà da chierichetto.'' (da ''Tutto ciò che c'è''<ref name=zappa/>, n. 3) *''Sbraito | pensando ai gioielli, agli sprechi, | 'ste mamme attaccate agli anelli più di Yuri Chechi, | vanno dal parrucchiere e non fanno l'amore per non rovinare i capelli | e i papà si fanno le pippe sulle chiappe dei calendari Pirelli.'' (da ''Mammamiamammà'', n. 4) *''Son tutte belle le mamme del mondo, | hai ragione, | ma fanno figli solo se il seme strappa il goldone, | funziona che quando il bimbo ha fame | e geme, | imbocca la tetta col latte al silicone | e buona colazione.'' (da ''Mammamiamammà'', n. 4) *''[[Chat|Chatta]] pure perché [[parlare]] è più difficile!'' (da ''La gente originale''<ref name=zappa/>, n. 5) *''Non fumo, non mi canno, non mi drogo, non bevo, | a volte penso di essere il vero alternativo!'' (da ''La gente originale''<ref name=zappa/>, n. 5) *''Mi piace la [[gente]] normale, che svolge una vita normale, | che ha figli da sfamare, bollette da pagare e non ha manco il tempo per cagare.'' (da ''La gente originale''<ref name=zappa/>, n. 5) *''Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi | io sarei sempre in conflitto''. (da ''Il conflitto'', n. 6) *''Se la mia donna caga missili io la ripudio''. (da ''Il conflitto'', n. 6) *''Se ti hanno umiliato, insultato, fatto cornuto... | Beh, se ti hanno portato al limite tu resta muto!'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Prendi esempio da tanti uomini grandi, come il [[mahatma Gandhi]], | da tanti [[Nonviolenza|non violenti]] diventati Santi.'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Se l'anima è nata libera allora non la si calibra''. (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Se c'è chi provoca tu non alimentargli il fuoco, | tanto serve a poco e faresti il suo gioco.'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Il [[prossimo]] è facile odiarlo, | se sei forte amalo | che a fare stragi siamo tutti [[Strage di Capaci|Capaci]].'' (da ''Fuck the violenza''<ref name=zappa/>, n. 7) *''Basta una briciola del bene che ti voglio per sfamarti, | con le dita vorrei pettinarti, | vorrei legarti | ad un granello di sabbia come [[Nico Fidenco|Fidenco]]''<ref>{{cfr}} [[Nico Fidenco]], ''Legata a un granello di sabbia'' (1961): «''Ti voglio cullare, cullare | posandoti su un'onda del mare, del mare | legandoti a un granello di sabbia così tu | nella nebbia più fuggir non potrai | e accanto a me tu resterai.''»</ref>'', | innamorato di te perché non ho niente da fare come [[Luigi Tenco|Tenco]]''<ref name=tenco>{{cfr}} [[Luigi Tenco]], ''Mi sono innamorato di te'', traccia n. 7 di ''Luigi Tenco'' (1962): «''Mi sono innamorato di te | perché non avevo niente da fare, | il giorno volevo qualcuno da incontrare, | la notte volevo qualcosa da sognare.''»</ref>'', | sai che mi piace il fiato delle tue narici, | quando addosso mi cuci | dolci baci come cicatrici.'' (da ''Ti clonerò'', n. 8) *''Sei un'allucinazione, | l'ossessione | di ogni mio neurone, | se non ti ho vicino cado nella depressione, | mi accontenterei di te pure se fossi un clone, | anzi mi sa che questa qua è la soluzione.'' (da ''Ti clonerò'', n. 8) *''Lasciati clonare mia adorata, | se tu fossi una scheda telefonica ti avrei collezionata, | come originale | o come copia pirata suoni bene | e che concerti quando stiamo insieme!'' (da ''Ti clonerò'', n. 8) *''C'è chi mi vuole folle e chi follemente spera che toppi carriera, | da sera a mattina si ostina, ficca aghi nella mia bambolina!'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn>Pubblicato precedentemente nel demo ''Con Caparezza... nella monnezza'' (1999).</ref>, n. 9) *''L'acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina, | ogni [[insulto]] è [[manichino]] per la mia vetrina. | Sappi che la mia dottrina | se ne fotte di chi sta dopo e chi prima.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Mi piace che mi grandini sul viso | la fitta sassaiola dell'ingiuria, | l'agguanto solo per sentirmi vivo | al guscio della mia capigliatura.''<ref name=brand>Strofa campionata dal testo ''Confessioni di un malandrino'' (1975) di [[Angelo Branduardi]]. Il testo della canzone di Branduardi è frutto di una traduzione e adattamento dello slavista [[Renato Poggioli]] di una poesia del 1920 del poeta russo [[Sergej Aleksandrovič Esenin]], intitolata ''Confessioni di un teppista''. {{cfr}} ''[[Saghe mentali]]'', p. 48.</ref> (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''C'è penuria di muri adibiti alla memoria, | pura vanagloria, fa male come un dente che si caria | il mio debole per le vittime della storia; | le hanno odiate, umiliate, lasciate alla sorte | per fagli la corte dopo la morte.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *[...] ''schivo ogni giudizio, | ho la riflessione come vizio, | il mio fine è fare di ogni fine un buon inizio.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Mi sazio di un [[lessico|dizionario]] vario più dei santi del calendario!'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Mi piace sapermi diverso, | piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, | nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Chi manomette le tette della [[scultura]] | ne ignora l'amore e la cura.'' (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *''Io non sono cambiato, | il cuore ed i pensieri son gli stessi | sul tappeto magnifico dei versi | voglio dirvi qualcosa che vi tocchi.''<ref name=brand/> (da ''La fitta sassaiola dell'ingiuria''<ref name=monn/>, n. 9) *'' 'Sti [[Quindicenne|quindicenni]] c'hanno la malaria, | la faccia pigra, fanno già uso di Viagra, | nella sagra degli stolti gli stolti sono molti,| folti stormi di gotici morti statev' accuorti! | Predicano morte, vogliono morte, morte a palate, | se vi piace la morte spiegate... pecché nun v'ammazzate?'' (da ''Chi c*zzo me lo''<ref name=zappa/>, n. 10) *''Lasciami solo tipo [[Rita Pavone]] | se vai a vedere la partita di pallone''<ref>{{cfr}} [[Rita Pavone]], ''La partita di pallone'': «''Perché, perché | la domenica mi lasci sempre sola | per andare a vedere la partita | di pallone.''»</ref>'' | perché non vengo con te, | quella non è brava gente, | s'impone violentemente, | a spinte, smantellate immediatamente. | Slogan teppisti che sanno di inni fascisti,| su 'sti spalti stanno [[tifo sportivo|tifosi]] misti a terroristi, | hai voglia a stare triste se ci scappa l'omicidio, | sta caciara mi da un senso intenso di fastidio. | [[Hooligan|Hooligans]] e svastiche binomio perfetto, | ti metterei quel palo dritto nel culetto con lo scudetto, | troppi [[Ultras|Ultrà]] cafoni senza nomi c'hanno mani armate, | come diceva [[Antoine]] quelli ti tirano le pietre.''<ref>{{cfr}} [[Antoine]], ''Pietre'': «''Tu sei buono e ti tirano le pietre, | sei cattivo e ti tirano le pietre, | qualunque cosa fai, | dovunque te ne vai | tu sempre pietre in faccia prenderai.''»</ref>'' | Sputi, monetine, carta igienica. | Domenica ci si porta anche la tromba per la carica, | mi sa che nemmeno alla banca del seme | ho visto tanti cazzi messi insieme | a saltare, a volte vorrei risanare.'' (da ''Chi c*zzo me lo''<ref name=zappa/>, n. 10) *''Voglio stare tra gli uomini di molta fede, | tra chi vede, tra chi ci crede, | solo tra gli uomini di molta fede, | perché i disegni dei sapienti sono vani.''<ref>{{cfr}} ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'' 3, 20: «Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani.»</ref> (da ''Uomini di molta fede''<ref name=zappa/>, n. 12) *''Se non è questo un richiamo sarà un ricamo sull'anima, | vino da annacquare con lacrima, | fisica dimora per ora perché la merito, | più in là si vedrà dove dimorerà il mio spirito, | al seguito di un motto proverbiale: | «meglio fare del bene che non fare niente di male.»'' (da ''Uomini di molta fede''<ref name=zappa/>, n. 12) *''Ti cedo il posto mio: non è per vincere che vivo ma per ardere, | perciò se dovrò perdere lasciatemi perdere e avrò perso, | cosciente che non sono né peggiore né migliore di nessuno finché sarò diverso.'' (da ''Cammina solo'', n. 13) ===''Verità supposte''=== '''Etichetta''': ExtraLabels, 2003, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi. *''Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro, | l'[[Italia]] è una repubblica fondata sul lavoro | di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori | ma tutti rivorrebbero tra le dita la [[Maria Montessori|Montessori]].''<ref>{{cfr}} ''[[Costituzione della Repubblica italiana]]'', art. 1: «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro» e [[Benito Mussolini]]: «Un popolo di santi, di eroi e di navigatori».</ref> (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''[[Inghilterra|Inglesi]] professori che non imparano altra lingua, | inglesi non dovranno mai cambiare moneta, | inglesi guideranno sempre dal lato sbagliato | per questo chi va a [[Londra]] so che ritorna un po' cambiato.'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''I [[bianco e nero (antropologia)|neri]] giocano bene a pallacanestro, | hanno il ritmo nel sangue ed il pisello grande. | I [[bianco e nero (antropologia)|bianchi]] su tavoli verdi li trovi ridotti in mutande, | ogni bianco invidia il pisello grande.'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Dicono che gli arabi scrivono al [[contrario]], | Mohamed ha detto che io scrivo al contrario, | dunque ogni cosa giusta rivela il suo contrario | e se no sei d'accordo mi dispiace per te!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Quando c'era [[Benito Mussolini|lui]] i treni partivano in orario, | quando c'era lui ci deportavano in orario, | quando c'era lui non c'eravamo noi | che se c'eravamo noi saremo stati impallinati.'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Allora votami e vedrai, ti trovo un posto di lavoro, | votami e vedrai che non ti farai male, | votami e vedrai, da domani ti vorrò bene, | figliolo, una volta qui era tutta [[campagna elettorale]].'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) [[Immagine:CapaRezza 2.jpg|miniatura|upright=1.2|left|Caparezza nel 2008]] *''Vuoi fare il cantante? Ti servirà una [[raccomandazione|spinta]]! | Vuoi fare l'assessore? Ti servirà una spinta! | Vuoi fare carriera? Ti servirà una spinta! | Sull'orlo di un burrone avrei bisogno di una spinta!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Non sono sposato, diciamo che convivo. | Non sono disoccupato, diciamo che sto studiando. | Non sono un delinquente, diciamo che mi arrangio. | Diciamo diciamo diciamo diciamo un sacco di cazzate!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Non guardare [[Devilman]] diventi violento! | Non leggere [[Uomo Ragno|Spiderman]], diventi violento! | Non ascoltare [[Method Man]], diventi violento! | Figurati cos'è restare un giorno in [[parlamento]]...'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''I politici no no non sono più quelli di una volta | le [[donna|donne]] no no no non sono più quelle di una volta | io no no no no non sono più quello di una volta | solo la [[retorica]] è rimasta la stessa!'' (da ''Il secondo secondo me'', n. 1) *''Ne ho piene le palle | piuttosto non esco, | nel [[gregge]] rimango | soltanto se faccio il [[cane da pastore tedesco|pastore tedesco]]''. (da ''Nessuna razza'', n. 2) *''Suppone [[verità]] che in quanto [[supposta|supposte]] | se le metta nel culo.'' (da ''Nessuna razza'', n. 2) *''La situazione è delirante, | è come la [[servizio militare|naia]] dove | chi più aveva potere più era ignorante.'' (da ''Nessuna razza'', n. 2) *''Se parlo di cazzate tutti dicono che bello, | se faccio polemica sono carne da macello. | Per carità, molto meglio le banalità, | "parlare di emozioni", questo è il [[motti dalle canzoni|motto]].'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Della [[poesia]] me ne fotto, | io stesso sono nato per un [[preservativo|condom]] che si è rotto.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Quando butto giù il testo, che vuoi che ti dica? | Non c'è gusto se non irrita.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Ma l'[[amore]] che cos'è? | È un concetto che vuol dire tutto e niente, | dall'amore scontato dell'uomo innamorato | all'amore in senso lato per la gente.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Mi piace chi stona, | chi storpia ciò che suona, | la cantante con la voce buona | vada in monastero, | nel coro del clero.'' (da ''La legge dell'ortica'', n. 3) *''Bacco, | guida tu questo insano caduto per mano di femmina, | insisto, giacché il meteo ha previsto banchi di nebbia sulla mia retina. | Qui si brinda e non si lesina | anche se si dà | un'immagine pessima di se stessi, | dopo l'ennesima sorsata assimilata per te!'' (da ''Stango e [[ubriachezza|Sbronzo]]'', n. 4) *''Politici che giocano agli attori, | ragazzi che per lavoro c'hanno i genitori? | Uè! Sono diventati tutti pazzi, | li han convinti che saranno tutti imprenditori...'' (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Ecco, | arriva l'orco cattivo giulivo e suadente, | un fiero menzognero che sa dire solo ciò che vuol sentire la gente, | io non lo tocco il suo saio, | sono un sorcio sordo al pifferaio.''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Il pifferaio di Hamelin|Il pifferaio di Hamelin]]'' su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Il [[vino]] fa brutti scherzi | ma lo bevo per conto terzi e subisco.'' (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Me ne infischio, un altro fiasco e mi addormenterò tranquillo | e al mio risveglio so che non vedrò ciò che ho veduto essendo brillo, | per te.'' (da ''Stango e Sbronzo'', n. 4) *''Ridi pure ma la situazione è tragica per chi è convinto che la maglieria sia magica, nessuna | logica mi salva, sai, sono un fottuto nostalgico, non mi riprenderò mai.'' (da ''Limiti'', n. 5) *''Io vengo dalla [[luna]] | che il cielo vi attraversa | e trovo inopportuna | la paura | per una cultura diversa.'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Vuole mettermi sotto 'sto signorotto | che si fa vanto del santo | attaccato sul cruscotto, | non ha capito che sono disposto | a stare sotto | solamente quando fotto''. (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''"Torna al tuo paese, sei diverso!" | "Impossibile, vengo dall'universo! | La rotta ho perso, | che vuoi che ti dica | tu sei nato qui | perché qui ti ha partorito una fica"''. (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Io non sono nero, | io non sono bianco, | io non sono attivo, | io non sono stanco, | io non provengo da nazione alcuna. | Io sì. Io vengo dalla Luna.'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Ce l'hai con me | perché ti fotto il lavoro, | ti fotto la macchina, | o ti fotto la tipa sotto la luna? | Che cosa vuoi che sia poi | non è colpa mia | se la tua donna di cognome fa | Pompilio come [[Numa Pompilio|Numa]]!'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Tieniti la terra, uomo, io voglio la luna!'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Scaldati in casa | davanti al tuo [[televisione|televisore]], | la verità | della tua mentalità | è che la fiction sia meglio | della vita reale.'' (da ''Vengo dalla Luna'', n. 6) *''Io sono l'[[untore]] | e quando si fa buio | spunto come un fungo, | ungo dove giungo, | rimango guardingo nel mio ramingo girovagare, | chi vuol mandarmi a cagare deve gridare: | «Dagli all'untore!»'' (da ''Dagli all'untore'', n. 7) *''Cinica figura nell'oscura [[notte]], | sporco le porte, porto la [[morte]], | chissene fotte, | se mi beccano mi spaccano di botte, | come minimo mi ritrovate cliccato su Rotten!''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Rotten.com|Rotten.com]]'' su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Dagli all'untore'', n. 7) *''Sono fuori dal tunnel | del divertimento, | sono fuori dal tunnel | del [[divertimento]], | quando esco di [[casa]] e mi annoio | sono molto contento. | Quando esco di casa e mi annoio | sono molto più contento.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Di te che spendi stipendi, | stipato in posti stupendi | tra culi su cubi, | succubi di beat orrendi, | succhi brandy e ti stendi.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Essendo amico di [[Dario Baldan Bembo|Baldan Bembo]], | sono un silenzio | che può diventare musica''<ref>{{cfr}} [[Dario Baldan Bembo]], ''Amico è'' (1982): «''L'amico è qualcosa che più ce n'è meglio è, | è un silenzio che vuol diventare musica.''»</ref>'' | se rimo sghembo | su qualsiasi tempo | che sfrequenzo.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Mi piace il [[cinema]] | e parecchio, | per questo mi chiamano vecchio.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Io ho una [[Fiat Tipo|Tipo]] di seconda mano | che mi fa da pub, da disco e da divano, | sono qua, come un allodola questo è il mio ramo.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Immune al pattume | della TV di costume | in volo senza piume | in un volume di fumetti | sotto il lume | non c'è paragone.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''Si vive di ricordi, | signori, e di giochi, | di abbracci sinceri, | di baci e di fuochi, | di tutti i momenti, | tristi e divertenti, | e non di momenti | tristemente divertenti.'' (da ''Fuori dal tunnel'', n. 8) *''[[George W. Bush|Bush]]?! [[Saddam Hussein|Saddam]]?! [[Yasser Arafat|Arafat]]?! Sharon?! | (Mah...) La nuova collezione Benetton... (Yuhuuu!) | Vi auguro una vita elettrizzante, | fulminate dalla corrente di un phon!'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''La realtà giù da me è una [[realtà virtuale]] eccome, | ho la netta sensazione che tutto si dissolva in una [[bolla di sapone]]...'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''La chiamano [[emancipazione]] | quella di farsi le [[Lampada abbronzante|lampade]] nel Meridione.'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''Sto su nel Sud che è su di me | e del Sud io sono succube.'' (da ''Giuda me'', n. 9) *''Com'è che un fatto sui gradini è solo un fatto | e su di un palco è sempre un figo?'' (da ''Nel paese dei balordi''<ref name=ricom/>, n. 10) *''Tu, | tirchio più di un negozio di marca, | va' alla forca, | sai di stronzate più di una turca.'' (da ''Nel paese dei balordi''<ref name=ricom/>, n. 10) *''[[Lucignolo (personaggio)|Lucignolo]], | c'hai il nome di uno [[stoppino]], | tu sei una sega, | io un burattino, | non starmi vicino, | mannaggia.'' (da ''Nel paese dei balordi''<ref name=ricom/>, n. 10) *{{NDR|Parodiando un talk-show qualsiasi}} ''«Suo papà l'ha abbandonata che aveva tre anni per sposarsi con un transessuale; qualcuno vuole dire la sua?»'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Ma che bella trasmissione, | somiglia con precisione | alla poltiglia marrone, | delle mie chiappone | dopo colazione. | Ma dov'è il pudore | di queste persone, | pagate per dare un'opinione, | drogate dalla televisione.'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Abituati ad una TV accesa che ci pare spenta, | ci pesa la gente che si accontenta da casa | e non si addormenta, ma si gasa, | commenta, | e segue attenta 'sto scempio mentre lo share aumenta!'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Perché nella vita vince chi figura, | farà passi da giganti chi figura, | possiamo farlo tutti quanti, | benvenuti nell'età dei figuranti! | Perché nella vita vince chi figura, | farà passi da giganti chi figura, | lo mette in culo a tutti quanti, | benvenuti nell'età dei figuranti!'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Nei salotti TV | figuranti stolti fanno più | ascolti di molti programmi colti, | tant'è che tanti li han tolti dando potere a spalti di giudicanti.'' (da ''L'età dei figuranti'', n. 11) *''Povero Dio tirato in ballo dagli uomini, | macché religione, sono questioni di economy! | Questi omini minimizzano rombi di bolidi, | fanno sempre i loro porci comodi''. (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Caro Paese da belle pretese chiedimi | se ti vedo come friend o come enemy, | ti piace fare la pace ma allora spiegami | 'sti missili che fischiano nell'aria come un theremin''. (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Io preferisco ammazzare il [[tempo]], | preferisco sparare cazzate, | preferisco fare esplodere una [[moda]], | preferisco morire d'[[amore]], | preferisco caricare la sveglia, | preferisco puntare alla roulette, | preferisco il fuoco di un obiettivo, | preferisco che tu rimanga vivo.'' (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Gli uomini | versano il tributo di | nostalgie per epoche che mai hanno vissuto. | La bandiera, il saluto, | o con noi o stai muto, | questo è il terzo millennio, | benvenuto!'' (da ''Follie preferenziali'', n. 12) *''Io sono Caparezza! | Vengo dalla monnezza! | Ti schiaccio sul cuscino | come un moscerino | su di un parabrezza! | Io sono Caparezza! | Tutt'altro che una carezza! | Non mi puoi uccidere | perché io vivo in te, | tu vivi in me!'' (da ''Dualismi'', n. 13) *''Da giorni sono in terapia: | "Ciao dottore, | mi servono cure per la [[schizofrenia]], | vedo fantasmi con tutti i crismi in casa mia, | mi hanno detto che è tutto frutto di fantasia", | sì, | hanno ragione, | ma la questione, è che stanotte la visione me le ha date di santa ragione.'' (da ''Dualismi'', n. 13) *''Io non faccio [[spettacolo]], | io do spettacolo come | mio nonno ubriaco il giorno della mia comunione. | Talmente fuori di melone | che ho parenti per niente contenti | di portare il mio stesso cognome. | Lasciatemi la presunzione | di sentirmi letame | a volte duro, a volte liquame.'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''Sono felice nella fece, | dovrei piangere ed invece...'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''Puzzo da schifo, | bevo a sbafo, | scampato al mio destino come clandestino in uno scafo''. (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) [[Immagine:Caparezza Isernia 2006.jpg|thumb|Caparezza durante l'esecuzione del brano ''Dalla parte del toro'']] *''Sicuro che mi stufo, | lo giuro su ogni ciuffo, | dovrei suonare la [[tromba]] per quante volte sbuffo, | se mi tuffo in una mia idea | mi ritrovo in apnea | in una marea di diarrea, | lo trovo buffo.''. (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''Io sono vivo, ma non vivo perché respiro, | mi sento vivo solo se sfilo la stilo e [[scrittura|scrivo]].'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) *''L'unica certezza è che finisco male: | muore CapaRezza, tutti al funerale. | È paradossale, | ma io non vengo, non ci tengo. | {{Ancora|Mamma|Mamma, quanti dischi venderanno se mi spengo!}}'' (da ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', n. 14) ====Citazioni su ''Verità supposte''==== *{{NDR|Su ''Fuori dal tunnel''}} Il messaggio di critica al divertimento decerebrato e a tutti i costi mi pareva chiaro. E invece la si sentiva ovunque, era la colonna sonora di bar alla moda, era la suoneria di ogni cellulare.<ref group="fonte">Citato in Luigi Bolognini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/07/la-svolta-di-caparezza-dal-tormentone-al.html La svolta di Caparezza dal tormentone al rock]'', ''la Repubblica'', 7 marzo 2009.</ref> (Caparezza) *Nel disco ''Verità supposte'' ho dato più spazio ai musicisti e mi sono allontanato dagli stereotipi del rap per seguire una strada più personale. (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') ===''Habemus Capa''=== '''Etichetta''': Virgins Records, 2006, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi. *''Non mi fregio di un feretro che mi dia | stima e buona nomea nel duomo e nella moschea, | non mi piace la [[bara]] Versace mi piace la bara plebea, | mia l'idea di comperarla all'IKEA.'' (da ''Annunciatemi al pubblico'', n. 2) *''Annunciatemi al pubblico | prima di subito con espressione di giubilo. | Annunciatemi al pubblico | anche se dubito che tutti quanti mi seguano... | giù negli inferi, su con gli animi, | giù seguitemi, giù, sempre più.'' (da ''Annunciatemi al pubblico'', n. 2) *''Non trovo giusto il trambusto, | quando prendo posto non trangugio, ma degusto, | a letto non la metto con il busto e non la frusto, | non fisso l'abisso come [[Jacques-Yves Cousteau|Cousteau]], | né lo spazio come Houston, | non mi industrio nella fabbrica del lustro | e degli eccessi dove i colpi bassi sono ammessi, | stress e annessi concessi, basta, torna catalessi!'' (da ''Torna catalessi'', n. 3) *''Il [[futuro]] è come un piccolo coi boccoli | che con gessetti disegna cerchietti intorno ai bossoli, | cinge cadaveri con tratti in stile liberty | se lo rimproveri dovrai morire, non sei [[Misery non deve morire|Misery]].'' (da ''Torna catalessi'', n. 3) *''Compra tutto ciò che ha detto lo [[Pubblicità|spot]], | punta sulla roulette, se non ti basta la slot, | gioca al [[lotto]] i tuoi BOT, porta in porto lo yacht, | trova un cazzo di sponsor e un'orrenda mascotte.'' (da ''Torna Catalessi'', n. 3) *''Il ragno sa bene che si va al podere con schede | firmate da prede incollate alle tele, ci sa fare, | la vespa gli concede l'alveare: "Abbiate fede, | le cose stanno per cambiare!" Vaneggia.''<ref>Caparezza si riferisce a [[Silvio Berlusconi]] ("ragno") e [[Bruno Vespa]] ("vespa"). {{cfr}} ''[[Saghe mentali]]'', p. 201.</ref> (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''Vieni a vedere, su, vieni a vedere | i meravigliosi insetti del podere; | e se ti chini, ma non riesci a vedere, | tutto normale, ti sono entrati nel sedere.'' (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''E i [[grillo|grilli]], lucidi cantanti d'idilli, | ammutoliti da insetticidi epuranti.'' (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''Edizione straordinaria del "Podere della sera"! | [[Vedova nera]] piange per l'ape guerriera, | licenziata in tronco la [[termite]] si dispera, | millepiedi danno calci in culo alla frontiera, | l'[[acaro]] ride perché il mondo è una polveriera.'' (da ''Gli insetti del podere'', n. 4) *''Io sono il [[toro]] dalla grande mole, | ma mi mancano le parole, | tipo yeti tu mi credi abominevole | perché mi vedi precipitevole, | ma è solamente l'indole | con cui mi dipingono le favole.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Il [[torero]] che lo sa fa l'autorevole, | si comporta con me come un onorevole, | vuole impormi le sue regole, | per la fama ammazzerebbe pure la prole, | della corrida si crede l'Ercole | be', molli la spada e mi prenda a sventole.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Già che sono un [[Toro (astrologia)|segno di terra]] | ti lascio a terra con un segno.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''La [[vita]] è riprovevole | poiché fa la gioia del colpevole | ed io che la volevo incantevole, | come pioggia cado dalle nuvole.'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Ora sono troppi i tori fuori dal recinto | col [[mettere le corna|capo cinto]] come [[Byron Moreno|Moreno]] e [[Hillary Clinton]].'' (da ''Dalla parte del toro'', n. 5) *''Apri gli occhi pupo, stai attento pupo, | non temere l'uomo nero, non temere l'uomo lupo, | non temere l'uomo cupo, temi solo l'uomo astuto. | Lui fa da tutor prende tutto ciò che può.'' (da ''[[Ninne nanne dalle canzoni|Ninna nanna di Mazzarò]]'', n. 6) *''Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò. | Resta sveglio che sennò, porta via quello che può. | Ninna nanna, ninna nò, sta arrivando Mazzarò. | Resta sveglio che sennò, porta via quello che può.'' (da ''Ninna nanna di Mazzarò'', n. 6) *''Sulla tela la tua vita intera con un prologo: | tua madre che apre le gambe dal ginecologo.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Parla, la verità è là non devi negarla. | Parla, chi tappa la falla non resta a galla. | Parla, dalla tua bocca libera la favella | come una farfalla che si libra dalla calla. | Parla, i mutismi sono inascoltabili. | Parla, i [[timore|timori]] hanno timoni deboli. | Parla, usa termini interminabili. | Parla, perché il [[silenzio]] è dei colpevoli.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Il silenzio è d'oro e tu lo svendi ai peggior offerenti.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Fatti un'opinione | o finirai come i fatti di [[metadone]].'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Chi [[tacere|tace]] soggiace alla volontà del [[loquacità|loquace]], | si beve cazzate come la guerra di pace.'' (da ''Il silenzio dei colpevoli'', n. 7) *''Ho dubbi amletici tipici dei [[sedicenne|sedici]]: | essere o non essere patetici?'' (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Non vivo di pallone, non parlo di figone, | non indosso vesti buone | quindi sono fuori da ogni discussione!'' (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Studio in una classe di rissosi eccitati dai [[eritrocita|globuli rossi]] | manco fossero [[Bela Lugosi]].''<ref>L'attore Bela Lugosi è famoso per aver interpretato [[Conte Dracula|Dracula]].</ref> (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''A [[Sedicenne|sedici anni]] le opzioni sono due: visto che o diventi [[pugilato|pugile]] | o diventi come me, che sono debole, | che non ho regole, che ho roba demodé, | che detesto il cliché dell'uomo | che non deve chiedere mai''<ref>{{cfr}} [[slogan pubblicitari|slogan pubblicitario]], 1984: «Per l'uomo che non deve chiedere mai!»</ref>'', | dato che se non chiedi non sai''. (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Meglio depressi che stronzi del tipo «Me ne fotto», | perché non dicono «Io mi interesso»? | Che si inculino un cipresso, dunque, | tanto il mio destino è stare solo con chiunque.'' (da ''La mia parte intollerante'', n. 9) *''Imbraccia il fucil, prepara il cannon, | difendi il verdano dai riccioli d'or.| Espelli il negròn, inforca il terròn, | e servi il tuo popolo con fulgido amor.'' (da ''[[Inni dalle canzoni|Inno]] Verdano'', n. 10) *''Ora capisco quanto aveva ragione, | ora che sono soldato di stato senza meridione, | ora che è finita la carta del cesso, | ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione.'' (da ''Inno Verdano'', n. 10) *''Il popolo verdano smania | per la separazione dall'Italia che dilania. | E se cade il muro in Germania chi se ne frega | io lo innalzo in Verdania dato che...'' (da ''Inno Verdano'', n. 10) *''Voglio sbandierare commosso | un tricolore senza bianco, né rosso. | Voglio lodare il deputato esaltato, | che vuole l'immigrato umiliato e percosso.'' (da ''Inno Verdano'', n. 10) *''Non sono cacchi miei se non quadra, | se la politica è malata e ladra, | io scendo in strada, ma bada, | solo se mi tocchi la squadra!'' (da ''Epocalisse'', n. 11) *''Voglio il calendario di un'attrice nuda e china, | la foto di [[John Cena]]. | Voglio un trans in bikini | nei miei festini di rum e cocaina.'' (da ''Epocalisse'', n. 11) *''Vivo in una famiglia massonica, | che in confronto i membri della [[P2]] di [[Licio Gelli|Gelli]] | sembrano quelli dell'Azione Cattolica.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Fissare una rete sarà umiliante | per [[Boris Becker]] non per noi, | segreti come lo specchio di [[Nanni Loy]]''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Specchio segreto|Specchio segreto]]'' su ''Wikipedia''.</ref>'' | ma famosi come Leroy''<ref>{{cfr}} Leroy Johnson, protagonista di ''[[Saranno famosi (film)|Saranno famosi]]''.</ref>'', | eroi come [[Brad Pitt]] in "[[Troy]]", | noi riempiamo le fosse più del senno di poi.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Abbiamo un piano con un punto cardine: | trasformare i consigli per gli acquisti in un ordine, | affossando i programmi di qualità | perché l'utente intelligente si sa | che non ama la [[pubblicità]].'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Svaniranno come in comando dell'ubi maior''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:Ubi maior minor cessat|Ubi maior minor cessat]]'' su ''Wikipedia''.</ref>'' | "[[Sciuscià]]", "[[Il Fatto]]", "[[Satyricon]]" e "[[Raiot]]". | Non si solleverà nessun vespaio!'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Avete problemi a palate, ma li affidate agli astrologi, | vi interessate ai cazzi altrui come gli andrologi.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Tu non voti alle politiche, | ma ti lamenti se le condizioni sono critiche | eppure televoti l'Isola dei famosi d'Egitto | convinto di avere esercitato un tuo diritto.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Segui l'Arma in mille [[fiction televisiva|fiction]] da commediografo, | se ti ferma il caramba chiedi l'autografo.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''In TV c'è più [[Calcio (sport)|calcio]] | che in una cura per osteoporosi.'' (da ''The Auditels Family'', n. 13) *''Buondì telespettatore, | questo è un [[telegiornale|TG]] che ti mette di buon umore, | là fuori crimini ma qui si parla ore | di lidi a Rimini e rivoli di sudore.'' (da ''Ti Giri'', n. 14) *''Se ti guardi intorno capirai che degli spari | sul lungomare di Bari | non c'è traccia nei TG di [[Mediaset]] e [[Rai]]. | Questo non mi va di raccontarlo, | ma ti conto i peli del buco del culo del principe Carlo.'' (da ''Ti Giri'' n. 14) *''W il [[telegiornale|TG]] delle menzogne, | con notizie nascoste come zoccole nelle fogne, | un maresciallo che fa il pappagallo sul giallo di Cogne, | ma su [[Ustica]], no, non vuole avere rogne!'' (da ''Ti Giri'', n. 14) *''Parlare di guerra non mi piace, | troppo audace, | preferisco parlare di forze di pace | che offrono focacce a famiglie afgane | dai loro carri armati fatti di marzapane. | Tutto buonismo che va a puttane | se le telecamere spengono sulle condizioni disumane | dei bimbi morsi dalla fame | nei loro villaggi bombardati per settimane.'' (da ''Ti Giri'' n. 14) *''Iniziò lei che c'ha una parlata strana | che renderebbe malsana | la calma del [[Dalai Lama]], | perdiana!'' (da ''Felici ma trimoni'', n. 16) *''Specchio, specchio delle mie brame, | sono io la modella che la dà al reame, | non tocco cibo da settimane, | voglio una torta con l'aspartame!'' (da ''Felici ma trimoni'', n. 16) *''[[Dichiarazioni d'amore dalle canzoni|Mi sono innamorato di te]] perché il mio pisello | non aveva niente da fare ma adesso smetto.''<ref name=tenco/> (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Sono troppo [[stitichezza|stitico]] per fare lo stronzo... | Lo senti! Lo vedi!'' (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Amore pensaci, ti solleverò dalle paure delle ipocondrie''<ref>{{cfr}} [[Franco Battiato]], ''La cura'', traccia n. 3 di ''L'imboscata'' (1996): «''Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, | dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. | Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, | dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.''»</ref>'' | imbottendoti di psicofarmaci, fidati di 'sti impasti chimici, | te li danno medici che vanno in vacanza ai Tropici.'' (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Io e te voleremo insieme in carne ed ossa''<ref>{{cfr}} [[Francesco De Gregori]], ''La donna cannone'', traccia n. 1 di ''La donna cannone'' (1983): «''E con le mani, amore, per le mani ti prenderò | e senza dire parole nel mio cuore ti porterò; | e non avrò paura se non sarò bella come dici tu, | ma voleremo in cielo in carne e ossa, non torneremo più. | E senza fame e senza sete | e senza ali e senza rete | voleremo via.''»</ref>'', | ma io sarà la carne e tu le ossa per la fossa.'' (da ''Sono troppo stitico'', n. 18) *''Nuntio Vobis Gaudium Magnum: Habemus Capa!'' (da ''Habemus Capa'', n. 19) *''Setaccio termini e non termino se vado a braccio, | ma sono io o colui per cui mi spaccio?'' (da ''Habemus Capa'', n. 19) ====Citazioni su ''Habemus Capa''==== *È il disco a cui sono più affezionato, perché ha richiesto oltre un anno di lavoro e mi ha permesso di proseguire su una strada ancora più personale, identificata da taluni come una nuova via al cantautorato. (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') *''Habemus Capa'' è il mio disco più politico, quindi un suicidio. Tutto il concetto dell'album si sviluppa a partire dall'ultima frase del disco precedente: "Mamma, quanti dischi venderanno se mi spendo!"<ref>{{cfr}} [[#Mamma|ultima frase]] di ''Jodellavitanonhocapitouncazzo'', traccia n. 14 di ''Verità supposte'' (2003).</ref> (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') *Questo canto {{NDR|''Annunciatemi al pubblico''}} rivela il senso di tutto l'album ''Habemus Capa''. Caparezza è morto e attraverso il suo cadavere osserva l'ambiente circostante e lo riversa in versi. Egli nei canti a seguire non parlerà mai in prima persona, ma farà parlare qualcun altro al posto suo, possedendone il corpo. (Caparezza, ''[[Saghe mentali]]'') ===''Le dimensioni del mio caos''=== '''Etichetta''': Virgins Records, 2008, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi. [[Immagine:Caparezza-festival poesia Genova 2008.jpg|thumb|left|Caparezza a Genova nel 2008]] *''Dio si chiama [[Frank Zappa|Zappa Frank Vincent]].'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''I fricchettoni vollero cambiare il mondo, | quelli del mio mondo vogliono guardare i porno | di edicole ridotte ed esporre più poppe | delle flotte nel porto di Livorno''. (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''Scolari, sono coatti tali | che il Pierino di [[Alvaro Vitali|Vitali]] | è una figura aristocratica.'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''C'è un nuovo cartello al sexy shop: | "Pagherete caro, pagherete tutto!"'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''La piaga dell'uomo moderno | è passare le notti con gli occhi sullo schermo | per diventare [[adulto]] con un click su "Confermo".'' (da ''La rivoluzione del Sessintutto'', n. 1) *''L'idea di fare carriera non la sfiora. | Lei non aspira la coca all'hotel Flora. | Nei festini dei democristiani | se hai un malore tu vai in malora. | Non va coi deputati, | non fa la lolita, | non ha il tenore di vita di tenori in vita. | Mi invita a legami da sfida | come Tenco e Dalida, Radamés ed Aida!'' (da ''Ulisse (You listen)'', n. 2) *''Fratello sai cos'è una [[tasca]]? | È una vasca in cui si annaspa, | in cui ogni peccato è programmato più del Pascal.''<ref>{{cfr}} la [[w:Pascal (linguaggio di programmazione)|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Sei portatore insano di tasche, | ti conviene | confessare | che con le mani in tasca | vuoi protestare.'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Scomunicammo in nome di Dio | un [[Dan Brown#Il codice da Vinci|libro]] di [[Dan Brown]] | sul priorato di Sion | dando l'avvio | ad un'era di messa a morte | da [[Maurizio Crozza|Crozza]] ad [[Andrea Rivera]], | passando per [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]].'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''C'è la galera | per chi porta le tasche | perché nelle tasche non c'è controllo!'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Da quel momento chi porta una [[tasca]] | o è un artista | oppure un tossico | o entrambi come [[Jean-Michel Basquiat|Basquiat]].'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Gente a cui basta fare il [[bastian contrario|contrario come bastian]] | per darsi più arie di quante ne abbia composte [[Johann Sebastian Bach|Bach Sebastian]].'' (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Per questo sei stato arrestato, | tu credi nella favola della libera [[tasca]] | nel libero strato.''<ref>{{cfr}} [[Camillo Benso, conte di Cavour]], discorso alla Camera dei deputati, 27 marzo 1861: «Libera Chiesa in libero Stato.»</ref> (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''In nomine Libertatis vincula edificamus. | In nomine veritatis mendacia efferimus.''<ref>Traduzione: «''In nome della libertà costruiamo vincoli. | In nome della verità diffondiamo la menzogna.''»</ref> (da ''Non mettere le mani in tasca'', n. 3) *''Gli [[anni di piombo]], | le stragi, i sequestri... ma no! | Non mi interessano argomenti come questi. | Io di quei tempi | voglio ricordare solo | "[[La liceale nella classe dei ripetenti]]".'' (da ''Pimpami la storia'', n. 4) *''Ilaria dalla vita vuole di più, | almeno un'amica della Tim-Tribù, | scarica rane pazze e stupidi emù. | Mette le sue tette su Badoo.'' (da ''Ilaria condizionata'', n. 5) *''Ilaria dov'è? | Adesso dov'è? | L'hanno vista al corteo con la maglia del [[Che Guevara|Che]]. | Urlava: | "No! Alla vostra mercé" | mentre ingoiava cioccolata Nestlé.'' (da ''Ilaria condizionata'', n. 5) *''Con i capelli dritti al live dei [[Misfits]]. | Con l'antiproiettile al live di [[50 Cent|Fifty]]''. (da ''Ilaria condizionata'', n. 5) *''Grandi opere che iniziano | ma che non finiranno | mai.'' (da ''La grande opera'', n. 6) *''Più che l'hobby dell'edilizia | ho la lobby dell'edilizia, | che infrange la legge come un bobby che ti sevizia. | Assumo tutto ma la gente minimizza | perché arrotolo cartine che non si chiamano Rizla.'' (da ''La grande opera'', n. 6) *''I delfini vanno a ballare sulle spiagge. | Gli [[elefante|elefanti]] vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. | Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. | I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.'' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''Turista tu balli e tu canti, | io conto i defunti di questo paese. | Dove quei furbi che fanno le imprese, | no, non badano a spese, | pensano che il protocollo di Kyoto''<ref>{{cfr}} [[w:Protocollo di Kyoto|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>'' | sia un film erotico giapponese.'' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''È vero, | qui si fa festa, | ma la gente è depressa e scarica. | Ho un amico che per ammazzarsi | ha dovuto farsi assumere in fabbrica. | Tra un palo che cade | ed un tubo che scoppia, | in quella bolgia s'accoppa chi sgobba | e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda | finché non ingombra la tomba''. (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''Vieni a ballare compare | nei campi di pomodori | dove la mafia schiavizza i lavoratori, | e se ti ribelli vai fuori. | Rumeni ammassati nei bugigattoli | come pelati in barattoli. | Costretti a subire i ricatti | di uomini grandi | ma come coriandoli. '' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''O [[Puglia]] Puglia mia, tu, Puglia mia, | ti porto sempre nel cuore quando vado via | e subito penso che potrei morire senza te. | E subito penso che potrei morire anche con te.'' (da ''Vieni a ballare in Puglia'', n. 7) *''Se pensi che possa cambiare il mondo | ti sbagli alla grande, | è già tanto se mi cambio le [[mutanda|mutande]]''. (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Pensavi che sparassi palle? | Bravo! | Io sono il drago di Puzzle Bobble. | Come [[Crash Bandicoot|Crash]] | mi piace rompere le scatole | ma rischio le mazzate che nemmeno Double Dragon.'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Non mi vedrai salvare un solo [[lemming]], | né stare qui a fare la muffa come [[Alexander Fleming|Fleming]].'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Io voglio passare ad un livello successivo, | voglio dare vita a ciò che scrivo. | Sono paranoico ed ossessivo | fino all'abiura di me.'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Prendo soldi con il pugno alzato | come [[Mario (personaggio)|Super Mario]] ma non li ho mai spesi... | per farmi le righe come a [[Tetris]].'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''La scena rap è controversa, | sfuggo con un salto da Prince of Persia. | Io non gioco le olimpiadi Konami, | se stacco le mani l'agitazione mi resta!'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Io devo scrivere perché sennò sclero, | non mi interessa che tu condivida il mio pensiero.'' (da ''Abiura di me'', n. 8) *''Sulla Terra è guerra tra poveri, | non c'è posto se ti ricoveri.'' (da ''Cacca nello spazio'', n. 9) *''C'è un uomo di [[mezza età]] | con la sua metà | che ne ha meno della sua metà.'' (da ''Cacca nello spazio'', n. 9) *''Da lassù la [[Terra (pianeta)|terra]] pare una boccia | del peso di un'oncia | ricoperta d'acqua, ma dalla doccia | non cade una goccia. | C'è chi si piglia tutto lo spazio | e chi lo piglia in saccoccia, | in piedi come pendolari sui treni Bari-Foggia.'' (da ''Cacca nello spazio'', n. 9) *''L'acqua è privata, | talmente privata | che l'hanno privata ai condomini, | anno domini | in cui per lavarmi mi faccio sputare da baldi giovani.'' (da ''Il circo delle pantegane'', n. 10) *''Il domatore | ha lo zampirone | per domare la [[zanzara tigre]].'' (da ''Il circo delle pantegane'', n. 10) *''Non sei un [[uomo (genere)|uomo]] se come un frate chiedi perdono! | Non sei un uomo se a fare mazzate non sei buono! | Non sei un uomo se tua moglie di te se ne fotte! | Non sei uomo se, se non la gonfi di botte! | Non sei un uomo se non guidi le macchine grosse! | Non sei un uomo se non tiri due ganci alle giostre! | Non sei un uomo se hai paura di tornare in carcere! | Non sei un uomo, sei un gay se ti metti a piangere!'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Non sei un uomo se di notte non vai al bordello! | Non sei un uomo... se non ti tira il pisello!'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Non sei un uomo se il rispetto che hai non ti basta! | Lo sai cosa ti manca? Un ferro nella tasca!'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Non ascoltare questi maldicenti. | Non si va avanti con la forza ma con la forza degli argomenti. | Non ascoltare questi mentecatti. | Un vero uomo si dovrebbe alzare per lavare i [[Piatto (stoviglia)|piatti]].'' (da ''Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti'', n. 11) *''Io diventerò qualcuno. | Non studierò, non leggerò, a tutti voi dirò di no: | ecco perché diventerò qualcuno. | Se vuoi parlare un po' con me ti devo addare al mio [[Myspace]].'' (da ''Io diventerò qualcuno'', n. 12) *''Nel dopoguerra non c'era chi | urlava nei comizi più di un Cherokee. | Non c'erano tv colme di Nembo Kid, | né radio attive come nubi a Chernobyl. | C'era l'uomo [[qualunquismo|qualunque]], | sostenuto dal [[Fronte dell'Uomo Qualunque]]. | Nella schiena dei partiti | affondò le unghie: | "io non sono di destra | né di sinistra, | sono un uomo qualunque! | E lo stato è demagogo, | nel [[bipolarismo|sistema bipolare]] non mi ci ritrovo..." | Ooh, | ferma tutto! | Devo aver avuto un herpes, | dato che questo sfogo non mi è nuovo.'' (da ''Io diventerò qualcuno'', n. 12) *''Devo aspettare di perdere il mio diritto di voto | per guadagnare il diritto alla nomination?'' (da ''Io diventerò qualcuno'', n. 12) *''Piacere, | Luigi delle Bicocche. | Sotto il sole | faccio il [[muratore]] | e mi spacco le nocche.'' (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Sono un [[eroismo|eroe]], perché lotto tutte le ore. | Sono un eroe perché combatto per la pensione. | Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari. | Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. | Sono un eroe straordinario tutte le sere. | Sono un eroe e te lo faccio vedere. | Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere''. (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Io sono al verde, | vado in bianco | ed il mio conto è in rosso, | quindi posso rimanere fedele alla mia [[Bandiera d'Italia|bandiera]].'' (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Né l'Uomo Ragno, | né [[Rocky Balboa|Rocky]], | né [[John Rambo (personaggio)|Rambo]], né affini | farebbero ciò che faccio per i miei bambini.'' (da ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)'', n. 13) *''Vive in comunità | estremamente pacifiche | in cui maschi e femmine | hanno pari diritti e dignità. | Non sa | cosa sia la competizione | e condivide le risorse con tutti, | in maniera equa. | Non conosce la guerra, | l'assassinio e la violenza.'' (da ''[[Bonobo]] Power'', n. 14) *''La [[scimmia]] è l'evoluzione dell'uomo.'' (da ''Bonobo Power'', n. 14) *''Per il [[bonobo]] | il sesso è alla base dei rapporti sociali, | si accoppia | sia con etero che con omosessuali. | Davanti a cibo i bonobo | prima fanno un'orgia | e dopo mangiano | senza mai litigare. | Il bonobo non è aggressivo | perché è sessualmente appagato.'' (da ''Bonobo Power'', n. 14) *''Il [[bonobo]] è una pericolosa alternativa sociale, | dimostra che in natura esiste l'omosessualità | e che l'uomo è aggressivo perché sessualmente represso | e soprattutto che l'unico vero modo per vivere in pace | è giocare, | mangiare | ed accoppiarsi | alla faccia di religiosi, | intellettuali | e politici benpensanti!'' (da ''Bonobo Power'', n. 14) ====Citazioni su ''Le dimensioni del mio caos''==== *{{NDR|Su ''Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)''}} È un precario che difende la sua famiglia dagli strozzini e combatte per la pensione. Ce ne sono moltissimi di uomini così con grandi difficoltà ma ricchi di dignità.<ref group="fonte" name=donna/> (Caparezza) ===''Il sogno eretico''=== '''Etichetta''': Universal Music, 2011, prodotto da Carlo Ubaldo Rossi e Caparezza. [[Immagine:Caparezza Italia Wave.jpg|miniatura|upright=1.2|Caparezza nel 2009]] *''Io con la musica non c'entro niente | come il mio pene davanti al wc, a luci spente.'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Mi [[contraddizione|contraddico]] facilmente, | ma lo faccio così spesso che questo fa di me una persona [[coerenza|coerente]].'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Non ho mai capito questi [[social network]] | per me servono solo a fare i porci a letto. | Ogni volta che nasce una nuova piattaforma | mi fa l'effetto | di un libro che ho già letto | e poi non ho tutti 'sti amici ma molti meno, | mi danno affetto ma poi m'affettano come Goemon.''<ref>{{cfr}} [[w:Goemon Ishikawa XIII|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Oh, non vi interessano le [[nota (musica)|note]] che registro, | vi interessano le mie note sul registro!'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Al primo posto nella classifica digitale | che tu ci creda o meno c'è solo chi vince i talent | ed io non so cantare, già, | ma soprattutto non so piangere in pubblico per bucare lo schermo.'' (da ''Chi se ne frega della musica'', n. 3) *''Accetti ogni dettame | senza verificare, | ti credi perspicace | ma sei soltanto un altro dei babbei.'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''La [[verità]] brucia come candeggina.'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Prendi lo sapere nello sfintere | è meglio dell'esame della prostata.'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''[[Galileo Galilei|Galileo]], chi si oppose al tuo genio | fu più [[Wile E. Coyote|vil del coyote nel canyon]], | se la chiesa ti ha messo all'indice, | be' che male c'è tu la metti al [[medio]].'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Tu vivrai Galileo come quel [[Gesù|Galileo]] messo in croce prima di te...'' (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Le accuse contro Galileo erano molteplici: | leggeva, teneva in casa e leggeva libri proibiti... | Galileo negli ultimi diciotto mesi non è mai andato a messa... | Galileo convive con una donna... | Ma soprattutto Galileo fa gli oroscopi a pagamento... |'' [...] ''| e non si è mai confessato...''<ref>Questa citazione, parte finale della canzone, è un campionamento di vari stralci di una lezione di [[Enrico Bellone]] su [[Galileo Galilei]]: «Le accuse contro Galileo erano molteplici. Primo: leggeva, teneva in casa e leggeva libri proibiti, i libri dell'[[Pietro Aretino|Aretino]] che indulgono ai piaceri della carne. Peccato. Non eresia ma peccato. Seconda accusa: Galileo negli ultimi diciotto mesi non è mai andato a messa e non si è mai confessato e qui la cosa comincia da essere leggermente più grave. Punto terzo: Galileo convive con una donna, Marina Gamba, veneziana e fuori dal sacramento del matrimonio ha già avuto due figli, e questo è già un problema ancora più pesante. Ma soprattutto Galileo fa gli oroscopi a pagamento. E quando fa gli oroscopi, il denunciante dice che Galileo dice alla persona a cui fa l'oroscopo che ciò che capita nella sua vita è determinato in modo rigido dalla posizione dei pianeti, delle stelle, delle costellazioni al momento della nascita, quindi non c'è libero arbitrio ma se non c'è libero arbitrio, questa è eresia.»</ref> (da ''Il dito medio di Galileo'', n. 4) *''Dalla Francia la Francia difendo, | se l'attacchi la lancia ti fendo, | estraggo la spada dal cuoio, | polvere ingoio | ma non [[Giovanna D'Arco|mi]] arrendo, | gli inglesi da mesi vorrebbero la mia capoccia in un nodo scorsoio.''<ref name=eretico>La canzone ''Sono il tuo sogno eretico'' si divide in tre parti, Caparezza racconta la storia di tre personaggi a cui è stata tolta la vita in quanto considerati eretici: [[Giovanna d'Arco]], [[Girolamo Savonarola]] e [[Giordano Bruno]], senza tuttavia citare esplicitamente i loro nomi. Ogni storia è raccontata dal punto di vista del protagonista e riassume la vicenda che lo ha portato ad essere condannato a morte.</ref> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Invece io sono il domenicano | ma non chiedermi come [[Girolamo Savonarola|mi]] chiamo, | qua è sicuro che non me la cavo, | mi mettono a fuoco non come la Canon.''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Detesto i potenti della città, | detesto [[papa|Sua Santità]], | un uomo carico d'avidità | che vende cariche come babà''.<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''La tratta dei bimbi come geishe cresce tutto il clero | ma nessuno ne parla e il millequattro non è annozero | ed ora mi impiccano, | mi appiccano | come un bengala a Capodanno, | di me rimarrà un pugno di cenere da gettare in Arno!''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Infine [[Giordano Bruno|mi]] chiamo come il fiume che battezzò [[Gesù|colui]] | nel cui nome fui imposto in posti bui.''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Nella cella reietto | perché tra fede e intelletto | ho scelto il suddetto, | Dio mi ha dato un cervello, | se non lo usassi | gli mancherei di rispetto.''<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Mi bruci per ciò che predico, | è una fine che non mi merito, | mandi in cenere la verità | perché sono il tuo sogno eretico''.<ref name=eretico/> (da ''Sono il tuo sogno eretico'', n. 5) *''Via quel sorriso da Krusty il clown, | dammi solo la risposta più drastica | sulla differenza tra [[bottiglia|bottiglie]] di [[materie plastiche|plastica]] in acqua | ed acqua nelle bottiglie di plastica.'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''[[Roberto Saviano#Gomorra|Gomorra]] best seller, | si moltiplica come un porno sul server, | a che serve dire che fa affari | se ti fai gli affari tuoi da sempre?'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''Ci sono cose che non capisco | e a cui nessuno dà la minima importanza | e quando faccio una domanda | mi rispondono con frasi di circostanza | tipo: | "Tu ti fai troppi problemi, Michele"...'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''Riuniti davanti al TG | come ellenici all'agorà. | Notizie del principe e di [[Fabrizio Corona|Corona]], | di [[Mario Draghi|Draghi]] e del [[Silvio Berlusconi|Cavaliere]]. | Cos'è? Una favola?'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''E i funerali di Stato a che servono? | I militari in missione chi servono? | E i [[caduti del lavoro|caduti sul lavoro]]? | Per loro nemmeno un cero con il santo patrono, | ma sii serio..'' (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''Parlo mai di neuropsichiatria? Parlo mai di botanica? Parlo mai di algebra? Io non parlo di cose che non conosco! Parlo mai di epigrafia greca? Parlo mai di elettronica? Parlo mai delle dighe, dei ponti, delle autostrade? Io non parlo di cardiologia! Io non parlo di radiologia! Non parlo delle cose che non conosco! Non parlo di cose che non conosco. E vattene! E vattene!''<ref>Questa citazione, parte finale della canzone, è un campionamento di una battuta di [[Nanni Moretti]] nel film ''[[Sogni d'oro]]'' (1981).</ref> (da ''Cose che non capisco'', n. 6) *''E pensare che per [[Dante Alighieri|Dante]] questo era il "bel paese là dove 'l sì sona".''<ref>{{cfr}} [[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXXIII, 79-80: «''Ahi Pisa, vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l sì suona,'' | [...].»</ref> (da ''Goodbye Malinconia'', n. 7) *''Per pagare le spese bastava un diploma, | non fare la star o l'icona, | né buttarsi in politica con i curricula | presi da [[Ilona Staller|Staller Ilona]]''. (da ''Goodbye Malinconia'', n. 7) *''E chi vuole rimanere, ma come fa?! | Ha le mani legate come Andromeda!''<ref>{{cfr}} la [[w:Andromeda (mitologia)|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Goodbye Malinconia'', n. 7) *''Ha polizze auto da truffare con fare astuto | in giro con il collare che pare il cane Pluto. | Sta lì a denunciare le consulte dei massoni | ma poi si fa annullare le multe da Basettoni.'' (da ''La marchetta di Popolino'', n. 8) *''La fine di Gaia non arriverà, | la gente si sbaglia | in fondo che ne sa. | È un fuoco di paglia | alla faccia dei Maya | e di Cinecittà.'' (da ''La fine di Gaia'', n. 9) *''Non per la politica dovete odiarmi, | non per la voce nasale, | ma per questo pezzo! | Adesso avete un motivo!'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''Hai presente [[Kevin Spacey]]? | Bene, è lui Kaiser Souse nei [[i soliti sospetti|Soliti Sospetti]]! | Serial killer di [[Seven]]? Kevin Spacey! | Cattivo di [[Superman Returns|Superman]]? Kevin Spacey! | Perfetto Criminale? Kevin Spacey!'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|Blair Witch Project]] non è una storia vera, | decidi tu se ne vale la pena.'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''[[Io e Marley]]? Alla fine il cane muore. | Nel film [[Hachiko - Il tuo migliore amico|Hachiko]] il cane muore. | [[Bruce Willis]] in The Jackal muore, | come il cinema col [[cinepanettone]]''. (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''Ti disturba? Be', a me disturba | che la trama di [[Disturbia]] sia la stessa di [[La finestra sul cortile|Hitchcock]].'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''[[Il curioso caso di Benjamin Button]] | lo vedi al contrario ed è un film come un altro.'' (da ''Kevin Spacey'', n. 11) *''Divenuto adolescente la prima intuizione, | ogni capo deve avere un capo di imputazione.'' (da ''Legalize the Premier'', n. 12) *''Legalize, legalize the premier. | [[Marijuana|Sensimilla e ganja]] no, ma il mio seme spargerò. | Io mi legalize.'' (da ''Legalize the Premier'', n. 12) *''Ho dato vita a terremoti e tempeste. Ehi! Ehi! | Ai ruggiti che scuotono le foreste. Ehi! | Alla lava più calda di certe teste | e mi ripagate con sti piagnistei?'' (da ''Messa in moto'', n. 13) *''Guarda, ho creato il mondo in una settimana! | Credi davvero di avere la mia immagine, | no non è facile, non sei il mio manager, | basta parlare a mio nome, ma che diamine, | solleva i tuoi pesi, ma va da un personal trainer!'' (da ''Messa in moto'', n. 13) *''Non siete Stato voi, | uomini boia con la divisa | che ammazzate di percosse i detenuti.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | che mandate i vostri figli al fronte | come una carogna da una iena che la spolpa.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | che rimboccate le bandiere sulle bare | per addormentare ogni senso di colpa.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | col busto del [[Benito Mussolini|duce]] sugli scrittoi | e la [[Costituzione della Repubblica italiana|Costituzione]] sotto i piedi.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi | che fate leggi su misura | come un paio di mutande a seconda dei genitali.'' (da ''Non siete Stato voi'', n. 14) *''Non siete Stato voi, | servi, che avete noleggiato | costumi da sovrani con soldi immeritati, | siete voi, confratelli di una loggia che poggia | sul valore dei privilegiati come voi | che i mafiosi li chiamate eroi | e che il corrotto lo chiamate pio | e ciascuno di voi, | implicato in ogni sorta di reato, | fissa il magistrato e poi giura su Dio: | "Non sono stato io".'' (da ''Non siete stato voi'', n. 14) [[Immagine:Caparezza Italia Wave Love Festival 2009 02.jpg|thumb|Caparezza nel 2009]] *''Leggere [[William Shakespeare|Shakespeare]], questo è il vero problema!'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Se la sala è piena il [[film]] fa schifo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Ostentare la [[modestia]] è una cosa da superbi.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Il [[pregiudizio]] ti sballa più degli [[LSD|acidi]] che assumi.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Non mi interessa essere capito, | mi interessa essere! | Capito? | Essere! | Capito?'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Alle votazioni gli indecisi sono decisivi.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Vedi Satana dappertutto, sei sei sei pazzo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Il mio ultimo piano sarà salire sul terrazzo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Non ho voglia di andare d'accordo, | ho voglia di andare! | D'accordo? | Di andare! | D'accordo?'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Fare dischi di denuncia o fare dischi da denuncia?'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''La [[parola]] spesso è più importante di chi la pronuncia.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Io sarei un ragazzo a modo se solo ci fosse un modo.'' (da ''Ti sorrido mentre affogo'', n. 16) *''Come [[Giuda Iscariota|Giuda]] rinnego e ti mollo, | senza Giuda cosa porteresti al collo.'' (da ''Lottavo, capitolo'', Bonus track) *''La [[destra e sinistra|sinistra]] mi dà assillo politico, | la [[destra e sinistra|destra]] mi torna buono quando me lo scrollo.'' (da ''Lottavo, capitolo'', Bonus track) *''Parlo a vanvera, | di me non ha un buon ricordo nemmeno [[Giovanni Pico della Mirandola|Pico Della Mirandola]].'' (da ''Lottavo, capitolo'', Bonus track) ====Citazioni su ''Il sogno eretico''==== *{{NDR|Su ''Goodbye Malinconia''}} È un brano nato in Inghilterra dopo aver parlato con alcuni dei tanti italiani emigrati a Londra.<ref group="fonte" name=ere>Citato in Luca Benedetti, ''[http://milano.corriere.it/milano/notizie/concerti_e_locali/11_marzo_14/caparezza-eretico-di-successo-190222696770.shtml Caparezza, eretico di successo]'', ''Milano. Corriere.it'', 14 aprile 2011.</ref> (Caparezza) *{{NDR|Su ''Legalize the Premier''}} [[Silvio Berlusconi]] non è mai nominato esplicitamente. La mia è un'accusa più generale a un seme che ha germogliato nel sistema italiano: se diventi Presidente del Consiglio sei libero di modificare le leggi a tuo uso e consumo.<ref group="fonte" name=ere/> (Caparezza) *Sono offeso dai giudizi offerti da Caparezza nel suo ultimo singolo {{NDR|''Goodbye Malinconia''}}, giudizi che l'Italia e Milano non meritano. [...] Mi rattrista che un italiano si associ ad un'operazione contro il proprio paese, colpire Milano come simbolo di un'Italia degradata significa denigrare uno dei simboli di un paese che lavora nonostante il momento difficile che sta attraversando. ([[Gianfranco Rotondi]]) ===''Museica''=== '''Etichetta''': Universal, 2014, prodotto da Caparezza. *''Come quando ti accuso di darmi | sempre [[torto]], | è parte del gioco. | Se mi rispondi che non è vero, | mi hai dato torto, | è parte del gioco.'' (da ''Canzone all'entrata'', n. 1) [[File:Francisco de Goya, Saturno devorando a su hijo (1819-1823).jpg|thumb|''Saturno che divora i suoi figli'' ([[Francisco Goya|F. Goya]], 1820 ca.), il quadro che ha ispirato ''Figli d'arte'', traccia n. 5 dell'album.]] *''Se mi stai ascoltando e pensi | "Capa, ma che pezzo originale" | sei più banale | dell'allusione sessuale | sulle [[banana|banane]].'' (da ''Canzone all'entrata'', n. 1) *''Ho le ossessioni, amico, serie, | mi prendono per il sedere tipo sedie | come quando sei malato di [[schizofrenia]] e il prete ti convince che il diavolo ti possiede.'' (da ''Avrai ragione tu (Ritratto)'', n. 2) *''Magari chiedo scusa ai leghisti, | magari, scrivo a caratteri cubitali: | "Voglio la [[Padania]] libera, via dall'Europa!" per il gusto di chiamarvi extracomunitari.'' (da ''Avrai ragione tu (Ritratto)'', n. 2) *''Ricevono gli [[applauso|applausi]] sì, | ma imbarazzanti come quelli dopo gli atterraggi.'' (da ''Avrai ragione tu (Ritratto)'', n. 2) *''Van Gogh, mica quel tizio là | uno che alla tua età | libri di [[Émile Zola]], | [[William Shakespeare|Shakespeare]] nelle corde, | [[Charles Dickens|Dickens]] nelle corde, | tu leggi manuali di DVD Recorder.'' (da ''Mica Van Gogh'', n. 3) *''Lui, trecento lettere, letteratura fine, | tu, centosessanta caratteri, due faccine, fine.'' (da ''Mica Van Gogh'', n. 3) *''Tu, in fissa con i cellulari, | lui coi girasoli. | Girare con te è un po' come quando si gira soli.'' (da ''Mica Van Gogh'', n. 3) *''Quando supero gli [[quarantenne|anta]], | metto su panza, | lascio i capelli sul pettine.'' (da ''Non me lo posso permettere'', n. 4) *''Credo nell'onestà, | la [[disillusione]] non me la posso permettere.'' (da ''Non me lo posso permettere'', n. 4) *''Lui dal conduttore per la prima serata, | io dallo psicologo poi dallo psichiatra, | e temevo il buio già quand'ero bambino, | lo chiamavo buio ma era l'ombra del divo, | che frequento meno di un antidepressivo, | sarei stato molto meglio dentro il suo preservativo! | E se cantassi, dovrei subire a vita il confronto, | sentirmi dire che non son pronto, | la scena indie mi sfancula come lui! | Sono figlio di un uomo che parla di pace nel mondo ma non mi ama! | Per lui siamo tutti fratelli, ho mille fratelli ma non ci ama!'' (da ''[[Figlio d'arte|Figli d'arte]]'', n. 5) *''Ricordo quando mio padre mi disse: "Vieni e senti, | l'arte è meno banale degli esseri viventi, | la mia missione è darle vita senza mai una pausa, | la tua missione è immolarti per questa giusta causa, | ora rimani là solo, l'assolo."'' (da ''Figli d'arte'', n. 5) *''Scoppia la guerra, | io me ne scappo, | ma quale patria? | Io me ne sbatto, | tu mi imponi le divise, | io me le strappo, | ho due bottiglie, tu combatti, | io me le stappo. | [[diserzione|Disertore]] a vita, | e me ne vanto, | se foste come me non ci sarebbe guerra in atto.'' (da ''Comunque dada'', n. 6) *''Mi interessa l'arte, | ma le emozioni zero, | mi ha detto: "Capa, io canto le mie canzoni fiero!" | Si, mi ricordano un'opera di Manzoni, credo, | e non parlo di [[Alessandro Manzoni|Alessandro]], ma [[Piero Manzoni|Manzoni Piero]].''<ref>{{cfr}} la voce [[w:Merda d'artista|Merda d'artista]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Comunque dada'', n. 6) *''Non mi smuovi, no, | proseguo indomito, | a vedere il bello ovunque, | pure nel mio [[vomito]].'' (da ''Comunque dada'', n. 6) *''Ho bisogno di una [[prospettiva]], | di un nuovo punto di vista, | me l'ha detto l'oculista.'' (da ''Giotto beat'', n. 7) *''Serve ripresa e stabilità, | steadycam, | voglio risvegliarmi là, | nell'Italia post-bellica. | Tutti al mare sabato e domenica, | accendo la tele niente oscenità, | il Tenente Sheridan.'' (da ''Giotto beat'', n. 7) *''Lo spettacolo elettorale è uno show penale, | non resta che filosofeggiare come [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] | e non so più nemmeno da chi farmi governare, | vedo circhi ma non vedo pane | dillo a [[Decimo Giunio Giovenale|Giovenale]].''<ref>{{cfr}} [[Decimo Giunio Giovenale]], ''Satire'', X, 81: «''Panem et circenses''» (Pane e giochi {{NDR|per distrarre il popolo}}).</ref> (da ''Giotto beat'', n. 7) *''In principio era il verbo, gerundio, Innuendo, | il giocoliere dei pianeti in pieno allenamento''<ref>{{cfr}} copertina dell'album ''[[w:Innuendo|Innuendo]]'' (1991) dei [[Queen]].</ref>'' | creò la terra fragile come quella degli Yes.''<ref>{{cfr}} copertina dell'album ''[[w:en:Fragile (Yes album)|Fragile]]'' (1971) degli [[Yes]].</ref> (da ''Cover'', n. 8) *''Nove mesi e l'ostetrica: "Su, spingi", | dal piacere sconosciuto e condiviso | il mio cuore pulsa come la pulsar dei [[Joy Division]].''<ref>{{cfr}} copertina dell'album ''[[w:Unknown Pleasures|Unknown Pleasures]]'' (1979) dei [[Joy Division]].</ref>'' | Il parto nella piscina è andato bene, sai | ci ho trovato pure il dollaro di Nevermind.'' (da ''Cover'', n. 8) *''In classe mangio una [[banana]] che mi dà, | quindici minuti di notorietà, Underground Velvet.''<ref>In riferimento alla copertina disegnata da [[Andy Warhol]] per l'album ''[[w:en:The Velvet Underground & Nico|The Velvet Underground & Nico]]'' (1967) dei [[The Velvet Underground]] e ad una citazione dello stesso Warhol: «Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per 15 minuti.» {{Cfr}} ''[http://www.radioliberatutti.it/musica/artisti/item/454-caparezza-cover-testo-e-interpretazione Caparezza: Cover, testo e interpretazione]'', ''RadioLiberaTutti.it''.</ref> (da ''Cover'', n. 8) *''Sono nato e sono cresciuto, | sono morto sotto una "[[cover]]", | alzo la testa e mi rendo conto | che tutta la mia vita è stata su una "cover".''<ref>Il ritornello, cantato in inglese da Roddy Rock, gioca sul duplice significato della parola "cover" sia come brano musicale, sia come "coperta" o "rivestimento". {{Cfr}} ''[http://www.radioliberatutti.it/musica/artisti/item/454-caparezza-cover-testo-e-interpretazione Caparezza: Cover, testo e interpretazione]'', ''RadioLiberaTutti.it''.</ref> :''I was born and I grew up | I was dead under the cover | I raise my head and I realize | that all my life was on a cover.'' (da ''Cover'', n. 8) *''Casomai mi cercaste | sono tra le carcasse di Master of Puppets,''<ref>{{cfr}} copertina di ''[[w:en:Master of Puppets|Master of Puppets]]'' (1986) dei [[Metallica]].</ref>'' | come uno spettro veglierò su di voi | dalla faccia oscura della luna dei [[Pink Floyd]].''<ref>{{cfr}} copertina di ''[[w:The Dark Side of the Moon|The Dark Side of the Moon]]'' (1973) dei [[Pink Floyd]].</ref> (da ''Cover'', n. 8) *''Non è la fede che ha cambiato la mia vita, ma l'[[inchiostro]] | che guida le mie dita, la mia mano, il polso.'' (da ''China Town'', n. 9) *''Non è la droga a darmi la pelle d'oca ma | pensare a [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] in mano la penna d'oca là | sullo scrittoio a disegnare quella [[nota (musica)|nota]] fa | la storia senza disco né video né social.'' (da ''China Town'', n. 9) *''China Town, il mio Gange, | la mia terra santa, | la mia mecca. | Il prodigio che dà voce | a chi non parla, | a chi balbetta.'' (da ''China Town'', n. 9) *''L'[[inchiostro]] sa quante frasi nascondono i silenzi.'' (da ''China Town'', n. 9) [[File:Dickensdream.jpg|thumb|upright=1.4|''Il sogno di Dickens'' (R. W. Buss, 1875), il quadro che ha ispirato ''Canzone a metà'', traccia n. 10 dell'album.]] *''La paura di perdere l'estro, | l'ispirazione che manca, | la magia che stanca, | vallette segate a metà dell'anca.'' (da ''Canzone a metà'', n. 10) *''Per l'entusiasmo mi accendo | ma devo ammetterlo | un soffio e mi spengo a metà | come la [[sigaretta]] | di chi vuole smettere.'' (da ''Canzone a metà'', n. 10) *''I [[Prigioni|prigionieri <nowiki>|</nowiki> di Michelangelo]]'' [...] ''sono prigionieri dei blocchi di marmo, | sono prigionieri dei blocchi di marmo, | davvero prigionieri dei blocchi di marmo, | blocchi d'artista, blocchi di marmo, | mi danno come la sensazione, | come la sensazione di un disagio che mi riconcilia col mondo.'' (da ''Canzone a metà'', n. 10) *''Sì, io voglio essere così, | come i ragazzi delle teste di Modì, | prendermi gioco di ogni tua certezza, | ma con leggerezza, | come un [[colibrì]]!'' (da ''Teste di Modì'', n. 11) *''Pazzi! | Sostenete il contrario del vero, quindi passi | che le vostre carte siano state battute da sassi.''<ref>Riferimento alla [[morra cinese]].</ref> (da ''Teste di Modì'', n. 11) *''Siete come il chiasso della folla indelicata | che a Parigi tratta la [[Gioconda]] come [[Lady Gaga]]. | "Monna Lisa!!! Mannaggia non si è girata! | Mmm... hai visto che pelle liscia e levigata?"'' (da ''Teste di Modì'', n. 11) *''Ciao [[Dante Alighieri|Dante]], ti ricordi di me? | Sono [[Filippo Argenti]], | il vicino di casa che nella Commedia ponesti tra questi violenti, | sono quello che annega nel fango, | pestato dai demoni intorno. | Cos'è vuoi provocarmi, sommo? | Puoi solo provocarmi sonno!''<ref name=argenti>Nella canzone ''Argenti vive'', Caparezza immagina l'ipotetica risposta di [[Filippo Argenti]] a [[Dante Alighieri]] (che nel VII canto dell'[[Divina Commedia|Inferno]] lo aveva posto tra i violenti), in una sorta di dissing medievale.</ref> (da ''Argenti vive'', n. 12) *''[[Filippo Argenti|Argenti]] vive, vive e vivrà, | sono ancora il più temuto della città, | sono ancora il più rispettato, quindi cosa t'inventi? | Se questo mondo è l'Inferno allora sappi che appartiene a... Filippo Argenti!''<ref name=argenti/> (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Non è vero che la lingua ferisce più della spada, | è una cazzata, | cosa pensi tenga più a bada, | rima baciata o mazza chiodata?'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Non c'è dittatore che abdichi perché persuaso, | pare che nessuno sappia nemmeno che significhi [[abdicazione|abdicare]].'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Tutti i grandi [[oratoria|oratori]] sono stati fatti fuori | da signori, violenti e nerboruti.'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Anche gli [[albero|alberi]] sgomitano per un po' di sole.'' (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Sono sicuro che in futuro le giovani menti, | saranno come l'Argenti e l'arte porterà il mio nome!''<ref name=argenti/> (da ''Argenti vive'', n. 12) *''Compro horror, ne sono ingordo | come il traffico dell'ingorgo, | ogni crimine ha un indotto | che io trasformo in un lingotto.'' (da ''Compro horror'', n. 13) *''Il giorno dell'omicidio, nessuno nei paraggi | tranne i registi già pronti con i lungometraggi. | Un delitto tira l'altro come ciliegie, | brindiamo con i [[eritrocita|globuli]] dei teenagers.'' (da ''Compro horror'', n. 13) *''Te la vedi nera nella crociera, | per il comandante la scogliera non c'era, | porta la divisa ma stasera al cellulare improvvisa | pare [[Ella Fritzgerald]].''<ref>Riferimento al [[naufragio della Costa Concordia]].</ref> (da ''Compro horror'', n. 13) *''Fatti aiutare da [[Kitaro dei cimiteri|Kitaro]] detto "GeGeGe", | sono sicuro che troverà il rimedio che fa per te, | lo riconosci dai sandali e dal gilet | se del manga ne leggi le pagine, facile!'' (da ''Kitaro''<ref name=kitaro>Testo di Caparezza, [[Shigeru Mizuki]], Tako Izumi.</ref>, n. 14) *''La tua vita è un mortorio | come stare in hotel, | senza uscire mai, | solo col wi-fi.'' (da ''Kitaro''<ref name=kitaro/>, n. 14) *''Sono [[Kitaro dei cimiteri|Kitaro]] e canto, | vengo dal campo santo barcollando, | io non t'inganno come il mambo jambo. | Sono pratico di spiriti yōkai''<ref>{{cfr}} [[w:Yōkai|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>'' da pargolo ci giocai, | conosco chi ti sta soffocando.'' (da ''Kitaro''<ref name=kitaro/>, n. 14) *[...] ''| si nutre della tua attenzione come gli [[ubriachezza|ubriachi]], |'' [...]. (da ''Kitaro''<ref name=kitaro/>, n. 14) [[File:Quarto Stato.jpg|thumb|upright=1.4|''Quarto Stato'' (G. Pellizza da Volpedo, 1901), il quadro che ha ispirato ''Troppo politico'', traccia n. 15 dell'album.]] *''Il mio lessico poco compreso, | chi mi critica lo fa per partito preso.'' (da ''Troppo politico'', n. 15) *''Sono politico, che c'è di strano? | Ho il nome di [[Michele Santoro|Santoro]], il cognome di [[Gaetano Salvemini|Gaetano]], | sono meridionale come la [[questione meridionale|questione]], | migliaia di persone, poche per il Questore.'' (da ''Troppo politico'', n. 15) *''Quando entro nel museo sento brontolio: | "Questa tela fa schifo dipingo meglio io". | Troppi [[Federico Zeri]], ma senza Federico, | fanno tagli di [[Lucio Fontana|Fontana]] sul mio quadro preferito. | Appena parlano di [[arte moderna]] | volano certe stilettate che manco la scherma. | Lo fanno apposta per non essere ignorati, | le cantano ma non sono titolati, | sono [[traccia fantasma|ghost tracks]].'' (da ''Sfogati'', n. 16) *''Oggi vado al cinema d'essai | ma se ti chiedo: "Vieni al cinema con me?" | rispondi: "Eh? Se". | In paese la rassegna gratis di [[Federico Fellini|Fellini]] | è piena di cafoni che giocano coi telefonini. | Chi nella vita ha visto solo un DVD-R | chiede la testa del regista, [[Maximilien de Robespierre|Robespierre]].'' (da ''Sfogati'', n. 16) *''La [[paranoia]], che nelle sere mi ingoia.'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''Fai, | fai da, | fai da te, | fai da tela, | e lascia che la gente ti dipinga come può! | Come deve! | Come crede!'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''La [[gente]]! | Tutti ce l'abbiamo con la gente... | Come se non ne fossimo parte, | ci si estromette sempre! Sempre!'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''Essere ci viene male come le fototessere.'' (da ''Fai da tela'', n. 17) *''Tempo e denaro sono concetti diversi non so accomunarli, | scrivo un disco sull'arte col rischio di imputtanarmi, | ora che posso farci, è troppo tardi.'' (da ''È tardi''<ref>Testo di Caparezza e [[Michael Franti]].</ref>, n. 18) *''Disegno con la voce, perché manco di tatto.'' (da ''Canzone all'uscita'', n. 19) *''Pensando a sto disco, ho sofferto d'insonnia, | acufene, fischi, se ciò che canto ha peso | lascialo appeso, sulla parete museo con dischi.'' (da ''Canzone all'uscita'', n. 19) ====Citazioni su ''Museica''==== *{{NDR|Su ''China Town''}} La canzone è una dichiarazione d'amore per l'inchiostro e la scrittura. Se ne sta lì, nero su bianco, come il quadrato di Malevich.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.deejay.it/speciali/caparezza-in-anteprima-il-nuovo-video-china-town/396282/ Caparezza, in anteprima il nuovo video "China Town"]'', ''Deejay.it'', 3 settembre 2014.</ref> (Caparezza) *''Museica'' è il mio museo, la mia musica, il mio album numero 6. È stato registrato a Molfetta e mixato a Los Angeles (dal pluri-blasonato Chris Lord Alge) ed essendone sia l'autore che il produttore artistico, lo considero come un nuovo "primo" disco. È un album ispirato al mondo dell'arte, l'audioguida delle mie visioni messe in mostra.<ref group="fonte">Da ''[https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=648471598523316&id=262849827085497&stream_ref=10 Facebook.com]'', 20 marzo 2014; citato in ''[http://www.105.net/musicbiz/news/tipo/magazine/titolo/caparezza-racconta-il-suo-museica Caparezza racconta il suo "Museica"]'', ''105.net''.</ref> (Caparezza) *''Museica'' si muove tra due poli opposti, la violenza e l'arte. Se si subisce una violenza, anche nel vivere, ci si costruisce una realtà parallela per vivere nel proprio mondo. Comporre è un momento estraneo al ciclo violento della vita.<ref group="fonte">Dall'intervista di Marinella Venegoni, ''[http://www.lastampa.it/2014/04/15/blogs/on-the-road/il-pazzo-mondo-di-caparezza-peace-and-louvre-museica-con-i-quadri-zefu7a0AdIERQDTR51ruyK/pagina.html Il pazzo mondo di Caparezza. Peace and Louvre: ecco "Museica"]'', ''Lastampa.it'', 15 aprile 2014.</ref> (Caparezza) ===''Prisoner 709''=== '''Etichetta''': Universal, 2017, prodotto da Caparezza. *''Quando ascolto i miei coetanei sembrano più grandi, | è il vissuto che fa l'età non i compleanni.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''"Siccome immobile", sto sul palco del [[5 maggio]].''<ref>{{cfr}} [[Alessandro Manzoni]], ''Il cinque maggio'': «''Ei fu. Siccome immobile, | dato il mortal sospiro, |'' [...]».</ref> (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Cantavo per fuggire dal mondo in un solo slancio, | ora che cantare è il mio mondo, ne sono ostaggio.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Non sono più lo stesso di un [[secondo]] fa, | nel mio caso, fidati, pure un secondo fa.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Tanto per quanta fama ricevi, | avrà sempre più paganti la [[fontana di Trevi]].'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Non ha senso recitare la parte degli incompresi | con tutti dalla mia parte, con tutti così cortesi.'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Non mi riconosco più, prosopagnosia, | sto cantando ma il mio volto non è divertito, | quasi non capisco più quale brano sia, | ogni volta mi riascolto e sono risentito. | Un video di chirurgia ricorda a me stesso | che può essere sgradevole guardarsi dentro | fino a diventare oggetto del proprio disprezzo | e dire: "Sono io sputato quello nello specchio!"'' (da ''Prosopagnosia'', n. 1) *''Nel buio di una galera dalle barre chiuse | non immaginiamo la catena ma le piume, | passano le guardie tra file di facce mute, | ci mordiamo lingue come capesante crude.'' (da ''Prisoner 709'', n. 2) *''Il [[futuro]] sopprime colui che negli occhi lo guarda, è un basilisco.'' (da ''Prisoner 709'', n. 2) *''Oggi che la rete è l'unica, | io giro con amo e lenza, | ma la gente ascolta la musica, | non ascolta la coerenza | e sono mariuolo avido tra tanti | ladri d'oro, platino e diamanti.'' (da ''Prisoner 709'', n. 2) *''Appena nato Giove m'ha regalato una biglia zaffiro, | mi disse: "Abbine cura, è una figlia che t'affido." | L'ho tenuta sul mio cuscino fino al mattino | ed ero pronto a tutto, perfino al martirio.'' ([[Atlante (mitologia)|Atlante]]: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Del giorno in cui mi cadde il mondo addosso, | ricordo tutto pure l'ora e il posto, | il contraccolpo poi la stretta al collo, | la stretta al collo, la stretta al collo.'' (Atlante: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''[[Dike]], una dea per molti, un'angoscia per gli empi, | una benda sugli occhi che annoda coi lembi.'' (da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Lascio ogni ragazza, con questo mio corpo, afona | e tu sarai mia, ti voglio addosso, canfora, | posso darti il mondo, il mondo, non la metafora.'' (Atlante: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Non sono di nessuno, nemmeno di [[Ulisse]] | e sono chiara e ferma come le stelle più fisse. | Usi la forza e la ricchezza per le tue conquiste? | Non sei più forte né più ricco, sei solo più triste.'' (Dike: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) *''Arretra adesso, barbaro! | Che tu sieda sul trono o sulla pietra dello scandalo, | a me interessa poco il tuo pianeta bello e vandalo, | piuttosto mi do fuoco, sto più lieta dentro il Tartaro!'' (Dike: da ''La caduta di Atlante'', n. 3) [[File:Caparezza live @ Koko, London 12 10 2014 (15528942992).jpg|thumb|Caparezza nel 2014]] *''Il [[rap]] è psicoterapia, quindi materia mia, | block notes, penna a sfera, via!'' (da ''Forever Jung''<ref name=jung>Testo di Caparezza e di [[Darryl Matthews McDaniels]].</ref>, n. 4) *''Ti liberi se parli il rap | e non puoi dire il contrario tanto è "parli il rap".'' (da ''Forever Jung''<ref name=jung/>, n. 4) {{NDR|[[palindromi dalle canzoni|palindromo]]}} *''I veri padri del rap sono [[Sigmund Freud|Freud]] e [[Carl Gustav Jung|Jung]] | prima di [[Clive Campbell|Dj Kool Herc]] e del folle boom, | prima che la vecchia scuola ci abbia messo rime su, | potere alla parola prima di [[Frankie hi-nrg mc|Francesco Di Gesù]]. | Guarda chi lo pratica, | ha seri problemi non basta la chiropratica, | nah, gente prolissa col primo che a tiro capita.'' (da ''Forever Jung''<ref name=jung/>, n. 4) *''[[Rabbino|Rabbi]], [[papa]], [[Dalai Lama|Lama]], [[imam]]; | [[Bibbia]], [[Dharma]], sura, [[Torah]]; | [[pane]], [[vino]], [[Casherut|kashèr]], halāl; | [[Yom Kippur]], [[Quaresima]], [[Ramadan]].'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Non so voi, | io vado a farmi una religione come [[Lev Tolstoj|Tolstoj]].'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Forse sarà l'età | ma voglio un [[religione|culto]] da osservare per essere libero di privarmi della mia libertà.'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Prego per avere grazie, | l'opposto dei galatei, | col divino in simbiosi, | cambio il vino in cirrosi.'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Poi [[Gautama Buddha|Buddha]] dice che l'inferno è dentro, | sarà vero, deve avergli fatto effetto l'Habanero.''<ref>{{cfr}} [[w:Habanero|voce]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Il tipo di uomo che recita il Sutra del Loto''<ref>{{cfr}} [[w:Sutra del Loto|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>'' | poi dopo si butta nel vuoto, | vorrei raggiungere il [[Nirvana]] | come loro, idem, | raggiungere i [[Nirvana (gruppo musicale)|Nirvana]] | non il loro leader.''<ref>Riferimento a [[Kurt Cobain]].</ref> (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''C'è una scienza dietro le religioni: | il testo epico, l'impianto scenico, | nuove barriere, nuove prigioni, | non mi immedesimo, confusianesimo.'' (da ''Confusianesimo'', n. 5) *''Le [[rima|rime]] talmente pungenti che sembrano concepite con il braille.'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Un testo prolifico che quasi quasi lo intitolo "Gonade".'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Vorrei scrivere un testo epocale | così bello che lo sento e sto male, | così intenso che fa pure male, | così tetro che suona al mio funerale, | così introspettivo che ne vedi le viscere.'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Sarà una mina che lascerà il segno | come la mina che lasci nel seggio, | solo che cambierà in meglio.'' (da ''Il testo che avrei voluto scrivere'', n. 6) *''Le spalle curve per il peso delle [[aspettativa|aspettative]] | come le portassi nelle buste della spesa all'Iper.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''E ti ripari dall'imbarazzo che sta piovendo addosso | con un sorriso che allarghi come un ombrello rotto, | potessi abbattere lo schermo degli anni | ti donerei l'inconsistenza dello scherno degli altri.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Sei nato nel mezzogiorno però purtroppo vedi | solo neve e freddo tutto intorno come un uomo yeti.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Chi dice che il mondo è meraviglioso | non ha visto quello che ti stai creando per restarci. | Rimani zitto, niente pareri, | il tuo soffitto: stelle e pianeti. | A capofitto nel tuo limbo in preda ai pensieri | procedi nel tuo labirinto senza pareti.'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Potessi apparirti come uno spettro lo farei adesso | ma ti spaventerei perché sarei lo spettro di me stesso | e mi diresti "guarda, tutto a posto, | da quel che vedo invece, tu l'opposto".'' (da ''Una chiave'', n. 7) *''Sono stufo dei drammi in tele, delle lamentele, delle star in depre, | del nero lutto di chi non ha niente a parte avere tutto.'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Pare che il [[tumore|brutto male]] nasca spontaneo da un conflitto irrisolto, | vadano a dirlo a chi ha raccolto l'uranio dal conflitto in Kosovo.'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Non vivo la [[crisi di mezza età]] dove dimezza va tutto attaccato, | voglio essere superato come una [[Autobianchi Bianchina|Bianchina]] dalla super auto, | come la cantina dal tuo super attico, | come la mia rima quando fugge l'attimo, | sono tutti in gara e rallento | fino a stare fuori dal tempo. | Superare il concetto stesso di [[superamento]] mi fa stare bene.'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Questa canzone è un po' troppo da radio, 'sti cazzi finché... | mi farà stare bene!'' (da ''Ti fa stare bene'', n. 8) *''Non aver paura di [[invecchiamento|invecchiare]], | l'età che si dimostra, attrae, vedi [[Persepoli]], | non avere paura di stonare, | non le pop-star, le campane suonano per secoli!'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze>Testo di Caparezza e [[Max Gazzé]].</ref>, n. 9) *''E ricorda di omaggiare il silenzio | fingendo di lasciare un fiore sulla tomba di [[Marcel Marceau]].'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Non venerare la [[modernità]], è di plastica, | negli anni Trenta la modernità era la svastica.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''A sera spegni il [[telefono cellulare|telefonino]], | è un [[apparecchio ortodontico|apparecchio]], infatti ti sta togliendo il sorriso.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Accettare il [[dolore]] per apprezzare la vita | è come ingoiare un tizzone per apprezzare la [[pizza]].'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Pensare a chi sta peggio non ti fa stare meglio | a meno che tu non sia [[cinismo|cinico]].'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Ricorda, il tuo sesto senso è [[senso di colpa|quello di colpa]] | e tutti ne approfittano almeno una volta | perciò va bene l'apertura verso gli altri | ma all'entrata mettici almeno una porta.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Dimentica il [[karma]], | chiunque l'ha fatta franca.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Se ti fanno sindaco ringrazia | e inaugura "Piazza Kiss" per vedere chi spiazza.'' (da ''Cambia la tua memoria con un click''<ref name=gazze/>, n. 9) *''Da allora nei miei timpani ne porto i sibili, | ogni giorno come fossi di ritorno da uno show degli [[AC/DC]], | Larsen''<ref name=larsen>{{cfr}} la voce [[w:Effetto Larsen|effetto Larsen]] su ''Wikipedia''.</ref>'', | fischiava per la mia attenzione un po' come si fa con i taxi, | senza una tregua, una continuazione, ma come si fa a coricarsi?'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Uno squillo ossessivo, come un pugno sul clacson, | primo pensiero al mattino, | l'ultimo prima di buttarmi giù dal terrazzo.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Fischia l'orecchio, infuria l'[[acufene]], | nella testa vuvuzela mica l'ukulele, | la mia resistenza è quella zulu, cede, | se arriva Larsen''<ref name=larsen/>'' te lo devi tenere.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Sentivo fischi pure se il locale carico applaudiva, | calo d'autostima.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Ho visto più medici in un anno | che Firenze nel Rinascimento.'' (da ''Larsen'', n. 10) *''Solo chi ce l'ha comprende quello che sento nel senso letterale.'' (da ''Larsen'', n. 10) {{NDR|riferito all'[[acufene]]}} *''Il suono del silenzio a me manca | più che a Simon e Garfunkel.''<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:The Sound of Silence|The Sound of Silence]]'', singolo di [[Simon & Garfunkel]] del 1964.</ref> (da ''Larsen'', n. 10) *''Se fossi Re sarei [[Ludovico II di Baviera|Ludovico II in Baviera]], | come lui me ne sto nel castello in ciabatte | a sentire il bordello che fa [[Richard Wagner]], | se mi dicono: "il popolo intero c'ha fame", | rispondo: "Mi spiace, perlomeno c'ha l'[[arte]]".'' (da ''Sogno di potere'', n. 11) *''Mi mettono parole in bocca come impianti molari.'' (da ''Sogno di potere'', n. 11) *''Io mi comporto come il [[Papa]] al comando, dico: | "La Chiesa andrebbe cambiata", come il Papa fosse un altro.'' (da ''Sogno di potere'', n. 11) *''[[Premessa|Premetto]] che sono l'uomo che premette, | premetto che sono l'uomo che premette il grilletto, | premette il grilletto. | Ora sono in manette, chi l'avrebbe mai detto? | Io non l'avrei mai detto, l'avrei solo premesso.'' (da ''L'uomo che premette'', n. 12) *''Premetto che non sono geloso nemmeno un po', | sono di vedute larghe come le GoPro, | non siamo dei robot, | se posso tradire io perché lei non può?'' (da ''L'uomo che premette'', n. 12) *''Vado incontro agli anni, non incontro agli altri, | non so controllarmi, | da porto pazienza arrivo a porto d'armi.'' (da ''L'uomo che premette'', n. 12) *''Raccolta d'urina come gli addetti in [[Area di servizio|autogrill]].'' (da ''Minimoog'', n. 13) *''Solo accettando la [[finzione]] | noi ritroveremo l'umanità.'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''Che venga la [[realtà virtuale]] | non ne ho nessun timore, | tanto mi viene già da vomitare | prima ancora che mi metta il visore. | Vago tra finti pedoni, come in Grand Theft Auto | e predicatori che gridano: "Dio ci perdoni per averlo inventato".'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''E tu ti meravigli se siamo figli di un app aliena? | Si sa che progrediamo, non veneriamo più Ra né Atena | ma una specie di beta tester celeste, non fa una piega.'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''In pratica tu sei | finto (fintoooo). | Io sono finto (fintoooo). | L'universo è finto (fintoooo, fintoooo, fintoooo) | ed è meglio finto (fintoooo), | è più bello finto (fintoooo) | è più vero finto (fintoooo).'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''Crediamo nel vero amore finché non ne arriva uno nuovo | che lo manderà a fare in cu...'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''E ti scandalizzi se ti rivelo che siamo finti? | Proprio non realizzi che per gli alieni tu manco esisti.'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''E si sta come d'autunno sugli alberi le foglie fatte di pixel.''<ref>{{cfr}} [[Giuseppe Ungaretti]], ''Soldati'': «''Si sta come | d'autunno | sugli alberi | le foglie.''»</ref> (da ''L'infinto'', n. 14) *''Io nel pensier mi fingo (fingoooo).''<ref>{{cfr}} [[Giacomo Leopardi]], ''L'infinito'': «''Ma, sedendo e mirando, interminati | spazi di là da quella, e sovrumani | silenzi, e profondissima quiete | io nel pensier mi fingo; ove per poco | il cor non si spaura.''»</ref> (da ''L'infinto'', n. 14) *''Il sorriso delle hostess, fiabe della buonanotte, | lo spettacolo dell'arte, tu di che ti meravigli? |'' [...] ''| Lo stupore per il regalo di compleanno. | Tutto bene grazie e tu? Tu di che ti meravigli?'' (da ''L'infinto'', n. 14) *''La mia macchina è il cursore di una lampo sulla linea tratteggiata, | guardo nel retrovisore, dietro me si sta scucendo l'autostrada, | dal finestrino taglio il vento con il braccio | non posso più tornare indietro, come faccio?'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Lungo la strada del subconscio | respiro piano, sub conscio | che persino il mare cristallino | ha del torbido quando scavo sul fondo.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Magari sono superbo ma non mi apprezzerebbero, | quindi scusa, ma resto [[umiltà|umile]].'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Sono un [[gabbiano]] che ride dopo averla fatta sul mio monumento.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Ho cosi tante influenze che mi ammalerei se tentassi il ritorno in me.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) *''Ho capito che arrivo alla [[meta]] solo se mi perdo.'' (da ''Autoipnotica'', n. 15) ====Citazioni su ''Prisoner 709''==== *Finalmente sono riuscito ad andarlo a vedere live. L'album nuovo di Caparezza è un grande lavoro e porta un giro un live che non assomiglia a niente. Questa sua prigione libera chi ci entra. ([[Jovanotti]]) *Il fischio nelle orecchie lo avevo da anni, ma era sopportabile. D'improvviso è diventato una tortura, probabilmente a causa dell'abuso dei volumi. Il problema è che non ha cure vere, tanti dicono di poterla battere, ma non ci riesce nessuno. Ho provato di tutto, pillole, iniezioni, psicoterapia, e alla fin fine ho capito che dovrò tenermelo e, semplicemente, pensare ad altro, distrarmi. Ma intanto mi ero chiesto, un classico, perché proprio a me che avevo concentrato l'esistenza sulla musica. In realtà capita a tanti. Ma questo mi ha portato a riflettere e a scrivere, a domandarmi se sono un artista libero o prigioniero del ruolo, perché ho fatto musica e non altro, se era destino fare dischi o se era solo un equivoco. Ed ecco ''Prisoner 709''.<ref group="fonte" name=prison/> (Caparezza) ===''Exuvia''=== '''Etichetta''': Polydor, 2021, prodotto da Caparezza. *''Ho capito che il secondo album era più facile dell'ottavo, | tipi che mi chiedono del tunnel, | dammi una pala che me lo scavo, | dicono che vengo dalla Luna, | ma la mia casa è in un sotterraneo.''<ref>Nel brano ''Canthology'' Caparezza fa riferimento a molte canzoni del suo passato, qui in particolare si rifà ad alcune tracce dell'album ''[[#Verità supposte|Verità supposte]]'' (2003): ''Il secondo secondo me'' (traccia n. 1), ''Fuori dal tunnel'' (traccia n. 8) e ''Vengo dalla Luna'' (traccia n. 6).</ref> (da ''Canthology'', n. 1) *''Io sul palco vinco un premio, | luce, fari, neon, | tutti fanno il dito medio | pure [[Galileo Galilei|Galileo]].''<ref>Nel brano ''Canthology'' Caparezza fa riferimento a molte canzoni del suo passato, qui in particolare si rifà a ''Il dito medio di Galileo'', traccia n. 4 di ''[[#Il sogno eretico|Il sogno eretico]]'' (2011).</ref> (da ''Canthology'', n. 1) *''Il vento fischia una preghiera, sembra Larsen, | mentre fisso una teiera, [[Bertrand Russell]], | palle piene portate a zaino da Atlante, | vado a stare bene, butto la chiave nel sacro Gange.''<ref>Nel brano ''Canthology'' Caparezza fa riferimento a molte canzoni del suo passato, qui in particolare si rifà ad alcune tracce dell'album ''[[#Prisoner 709|Prisoner 709]]'' (2017): ''Larsen'' (traccia n. 10), ''La caduta di Atlante'' (traccia n. 4), ''Ti fa stare bene'' (traccia n. 8) e ''Una chiave'' (traccia n. 7).</ref> (da ''Canthology'', n. 1) *''Me ne vado per le strade strette, oscure e misteriose, | non c'è un cane, qualche stella nella notte fantasiosa | via dal tanfo, via dal tanfo.''<ref>{{cfr}} [[Dino Campana]], ''La petite promenade du poète'', ''Notturni'', ''Canti Orfici'' (1914): «''Me ne vado per le strade | strette oscure e misteriose: | vedo dietro le vetrate | affacciarsi Gemme e Rose.'' [...] ''La stradina è solitaria: | non c'è un cane qualche stella | nella notte sopra i tetti: | e la notte mi par bella. | E cammino poveretto | nella notte fantasiosa, | pur mi sento nella bocca | la saliva disgustosa. Via dal tanfo | via dal tanfo e per le strade | e cammina e via cammina, | già le case son più rade.''»</ref> (da ''Fugadà'', n. 2) *''Vado a Ventimiglia, né codardo né coniglio | perché in casa resta chi non rischia | fuggo come un padre di famiglia, | ma lo faccio per mio figlio.'' (da ''Fugadà'', n. 2) *''Il mio corpo fermo, come se patisse | mi darò alla danza, come se [[Henri Matisse|Matisse]], | luci di Sanremo, la mia vera eclisse, | fuggo dal '97, Jena Plissken.''<ref>{{cfr}} ''[[1997: Fuga da New York]]'' (1981).</ref> (da ''Fugadà'', n. 2) *''Nella mia bara che adesso vedi fuma | leggi il biglietto lì nella fenditura: | "spero che l'aldilà abbia vie di fuga".'' (da ''Fugadà'', n. 2) [[File:Caparezza live @ Koko, London 12 10 2014 (15505882136).jpg|thumb|Caparezza nel 2014]] *''Spinto dalle mie orme ritrovo la guida, | guardo dietro le fronde, è di nuovo mattina, | nella testa una voce di tuono, antica, | sta dicendo: "Non correre uomo".'' (da ''Una voce (skit)'', n. 3) *''Faccio un passo nella selva | senza briglie e senza sella, | vado incontro alla mia libertà, | già da come marcio sembra Selma.''<ref>{{cfr}} la voce [[w:Marce da Selma a Montgomery|Marce da Selma a Montgomery]] su ''Wikipedia''.</ref> (da ''El sendero''<ref name=sendero>Testo di Michele Salvemini e Michael Domenzain Suárez.</ref>, n. 4) *''Non ho mai lasciato la Nigeria | con i miei risparmi chiusi dentro il palmo, | non ho mai sfidato la miseria | nei deserti caldi chiuso dentro un camion, | vivo le mie storie, magari | chiuso in casa come [[Emilio Salgari|Salgari]], | chino sui libri e sui manuali.'' (da ''El sendero''<ref name=sendero/>, n. 4) *''Cammina mio padre, che ha perso suo padre | e vaga da solo, ed è solo un ragazzo | che impara a indossare le scarpe da uomo | e cammina lungo un sentiero di sogni infranti, | guarda dritto, tira avanti. | Chi ha paura perde tempo, | guarda, cito [[Indira Gandhi]].''<ref>{{cfr}} [[Indira Gandhi]], intervista di Oriana Fallaci, febbraio 1972: «La paura, ogni paura, è una perdita di tempo. Come i rimpianti.».</ref> (da ''El sendero''<ref name=sendero/>, n. 4) *''Arte mi devi guidare, fa' uno sforzo, | di' a natura di vegliare il mio percorso, | dalla borsa tiro fuori un grande corno | per soffiare via il mio panico dal corpo.'' (da ''El sendero''<ref name=sendero/>, n. 4) *''A scuola media, introverso, | mummia fuori, Narnia dentro, | ogni docente era certo | che io fossi l'armadietto.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta>Testo di Michele Salvemini, Oscar Giammarinaro, Martino Tempesta e Alessandro Rella.</ref>, n. 5) *''Puntavo ad essere un campione dei Novanta, | ma persi come quel campione dell'Olanda,<ref>Riferimento per assonanza al calciatore olandese [[Robin van Persie]]. Infatti alla domanda «Chi è il calciatore del verso "Puntavo ad essere..."?», Caparezza ha risposto «nel brano ''Campione dei Novanta''? Van Persie, stavolta mi sono divertito a cercare assonanze particolari...» {{cfr}} Francesco Carrubba, ''[https://archive.ph/GMn7h#selection-2443.0-2450.0 Caparezza: nel nuovo album "Exuvia" fa pace con Mikimix (se stesso 20enne)]'', ''RadioItalia.it'', 6 maggio 2021.</ref> | cacciato via dalla stazione di Egolandia, | passavano sopra il mio nome in retromarcia.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''I produttori dicevano: "Tu devi scrivere un pezzo su questo e quello | fare canzoni che aiutino il pubblico a mettere roba dentro al carrello" | e sono andato a Sanremo | quando rappare a Sanremo | aveva l'effetto di un sacrilegio, | io che non ero la star di pregio, | ma lo sfigato che stava in major.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Il mio tracollo, palese | che va da [[Chris Cornell|Cornell]] a [[Chester Bennington|Chester]] | e dopo il buio, l'[[Ulisse]] | arriva ad Itaca più forte, palestre, | chioma folta e basette, | ma la scena ancora non mi riconosce, Laerte.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Che fortuna fu la mia rovina, | ascolto roba new, è una robina, | il vuoto di una hit continua | in confronto Mikimix è [[Bob Dylan]].'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Sai, a volte il traguardo comincia da un passo falso, | fai un percorso diverso da quello che ha fatto un altro, | vai dal pollice verso alla grazia cambiando un anno, | dal pollice verso alla grazia cambiando un anno.'' (da ''Campione dei novanta''<ref name=novanta/>, n. 5) *''Historia magistra vitae, | ogni passo una scossa, una dinamite, | perdo le difese come l'islandese | che migrò alla ricerca di un clima mite.''<ref>{{cfr}} ''[[Operette morali#Dialogo della Natura e di un Islandese|Dialogo della Natura e di un Islandese]]'' in ''[[Operette morali]]'' di [[Giacomo Leopardi]].</ref> (da ''La matrigna (skit)'', n. 6) *''Sono disarmato, la foresta fa sguardi da occhi cavati, | non mi fido dell'uomo né delle bestie | credo solo ai [[Giacomo Leopardi|Leopardi di Recanati]].'' (da ''La matrigna (skit)'', n. 6) *''Mi abbracci, [[anaconda]], | mi baci, [[barracuda]], | mi salverò dall'onda | se andrò contronatura.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''[[Natura]] dieci e lode, o 15 22, | paura, sfregi e morte: le inventi tutte. | Con le zanne, con gli artigli, | col tuo mare senza appigli (Sto crescendo male), | con le spine per i rovi, | con le spire dei pitoni (Sto crescendo male), | con le rane velеnose, | con le frane nеlle gole (Sto crescendo male), | con le trame delle tele, | di quelle vedove nere | tu sei Madre Natura.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Ma io voglio di più | più del portare avanti la mia specie, | questo obiettivo, guarda, mi fa specie, | io ti pensavo più saggia di tutti e invece tu.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Sono così bella che mi perdoni tutto | sono così bella che sono sempre nel giusto | sono così bella, non posso farti del male | sono così bella, di una bellezza letale.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Adesso che sei famosa ti incensano come star, | io spesso ti sogno [[natura morta|innocua]] in un cesto di [[Paul Cézanne]].'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Nelle grotte i tuoi canini sono stalattiti | mi divori dall'interno come i parassiti.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''So che vivi nell'incuria, non ragioni, non decidi, | chi di te si prende cura lo fa contro i tuoi principi.'' (da ''Contronatura'', n. 7) *''Vivo un eterno paradosso, | un introverso fermo e con i fari addosso | e non affondo, | ora so nuotare a dorso, | lascio l'abisso alle mie spalle, | vago nel panta rei.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Un adulto che fa un genere da ragazzini | tanto ai ragazzini piace la roba per adulti.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Avrei meno pensieri se lavorassi alla [[zecca (moneta)|zecca]] | perché mi mettono a far soldi е mi pagano pure.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Mi nutro di paradossi, | ceno a casa d'ospiti, | mi godo gli aghi nei boschi, | mando in para tossici, | guardo la libertà negli occhi di un tiranno | che sbava ordini, credimi.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Per gli amici sono Snàporaz, | cito sempre [[8½]], | non ho più niente da dire, ma... | ma voglio dirlo lo stesso.'' (da ''Eterno paradosso'', n. 8) *''Un dubbio mi tallona e mi sta addosso, | sarò già stufo di ogni mia canzone, | ma canto per nutrire un paradosso?'' (da ''Marco e Ludo (skit)'', n. 9) *''Da grande suonerò la [[Sinfonia n. 6 (Beethoven)|Pastorale]] | ora sul piano resto curvo come un pastorale, | mio padre è d'umore un po' grigio, mi vuole prodigio | ma sono solo un bambino e c'è rimasto male.''<ref name=scelta>Il brano racconta le storie di [[Ludwig van Beethoven]] e [[Mark Hollis]] (i cui nomi nel testo vengono italianizzati rispettivamente in Ludovico e Marco), musicisti che hanno compiuto scelte di vita opposte: il primo si è dedicato alla musica fino alla morte, mentre il secondo ha preferito ritirarsi a vita privata dopo il successo.</ref> (da ''La scelta'', n. 10) *''Sono [[Ludwig van Beethoven|Ludovico]], culto, mito, | donne mi scansano come avessi avuto il tifo, | troppi affanni, a trent'anni ho perduto udito: | tu mi parli e mi pari un fottuto mimo. | Se la mettiamo su questo piano la mia vita, | ha senso se la mettiamo su questo piano.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Scrivo mille lettere, faccio rumore, | lotto col silenzio ma ce la farò, | tengo la mia musica, lascio l'amore, | io sarò immortale, la mia amata no.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Mi chiamo [[Mark Hollis|Marco]], sento il gelo dei riflettori, | vorrei rimanerne fuori ma il mondo vuole che vada in tour, | entro in classifica perché la fama è cieca, | così cieca che in fondo non mi riguarda più.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Ehi, sono Marco, new romantico, | sotto palco scompaio, puff come borotalco, | che guaio, bruciano il mio contratto | ché il sound è cupo, rarefatto. | Ho preparato un ritiro veloce, | la mia famiglia è più importante di un giro di note | e questi parlano, parlano mentre io | sto ricucendo la vita con un filo di voce.''<ref name=scelta/> (da ''La scelta'', n. 10) *''Sono un rapper di successo, sì, però al contrario, | io non vengo dalla strada, ma so che ci finirò.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Se qualcuno dice: "Ho un [[cane]] che è come un figlio", | controbatto: "Sì, beh, tuo figlio è un po' come un cane". | Amo quella [[ittero|bile che tinge il bulbo oculare]], | non immagini il brivido che mi dà.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Tu dammi un consiglio che farò il contrario | gettare scompiglio, mi offro volontario.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Stasera ho visto "[[Scarface]]", è una cagata pazzesca | dopo un paio di frame, "[[La corazzata Potëmkin|La corazzata]]" s'apprezza,<ref>{{cfr}} [[Ugo Fantozzi]] in ''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'' (1976): «Per me... La corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca!»</ref> | più che l'oro dalle strade<ref>{{cfr}} Tony Montana in ''[[Scarface]]'': «Pelano cipolle. Queste dovrebbero cogliere l'oro per le strade, altro che cipolle!»</ref> | con queste mani ho raccolto le mie palle da terra.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Sì, mi fa paura l'[[ignoranza]], lo vedo come dilaga | e brucia tutto, la vedo, è come di lava.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Sono l'unico sano in un manicomio, | ma sembro quello ubriaco con te che rimani sobrio, | con te che minacci sempre: "Vedrai che rimarrai solo" | credendo che questo mi impensierirà.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Meglio essere un numero che il numero uno come tanti.'' (da ''Azzera pace'', n. 11) *''Fui [[Zorro|Diego de la Vega]], | le scrissi un'ultima lettera perché già temevo per la carriera, | [[Scream|Ghostface]] quella sera | ci lasciammo per telefono e si ritrovò un coltello nella schiena.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Vanno in scena le mie [[maschera|maschere]], | io non voglio andare in cerca di me stesso | perché rischio di trovarmi per davvero.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Sono tutti [[V (personaggio)|V]] con le frasette dopo l'hashtag.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Non elogiare la [[sincerità]] | perché non è un merito, è un mezzo, | eroi della superficialità | vorrei sentirvi mentire più spesso.'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Ma la mia maschera non la tolgo | o mi lascerà senza volto | come lo spettro di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]]<ref>{{cfr}} ''[[La città incantata]]'' (2001).</ref> | cos'è un uomo senza, senza uno spettacolo in scena?'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''Meglio una bugia che almeno è creativa | se vuoi la verità, non è nient'altro che questa: | come puoi dirmi di non [[finzione|fingere]] se la scelta di fingere è un bisogno reale? | Se anche l'[[età]] cambia il mio volto con un colpo teatrale? | Se togli l'[[arte]] dal mio mondo, è solo un posto banale, ricorda: | "Art is better than life".'' (da ''Eyes Wide Shut'', n. 12) *''La mia città fantasma è una città fantastica | d'avanguardia, giuro da vantarla, | era folle e candida, come Parsifal, | folla e calca, Londra e Fatima.'' (da ''Ghost memo (Skit)'', n. 13) *''Questa città non è più mia, ha un cuore cyber, | vedo più mutazioni di un disegnatore Marvel.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Per questi ragazzi non ci sarà scampo, | giocano alla [[mafia]], "Mamma, vado in strada, sparo", | a trent'anni da [[strage di Capaci|Capaci]], vedi, sarà strano | ma il modello è diventato Genny Savastano.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Il nemico sta sempre più a meridione, | tu sposta il cannone e minaccia terre in Antartide.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Non mi lodare perché resto schivo, | anni che difendo chi voleva questo schifo, | resto a custodire il vuoto dentro questo scrigno, | vomito fuoco, ma sono il draghetto Spyro.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Perché l'umana natura sta divorando ogni cosa, | la carreggiata, le mura, persino i banchi di scuola, | la giostra è ferma come Pripyat, | falle una foto come Pripyat.'' (da ''Come Pripyat'', n. 14) *''Alice, come te la passi? | Com'è la vita nei palazzi?'' | [...] | ''Mi hanno detto che non guardi più i gatti,<ref>{{cfr}} [[Francesco De Gregori]] in ''Alice'', traccia n. 1 di ''Alice non lo sa'' (1973): «''Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole | mentre il mondo sta girando senza fretta.''»</ref> | ma l'armadietto dei farmaci e devi curarti.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''[[Crono|Chronos]] è il dio della caccia, | tu credi, Diana? | La frеccia che ho nella pancia | è una [[meridiana]]. | Sfoglio calеndari con un solo giorno, [[lunedì]], | non ho risolto il mistero.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Sono troppo vecchio per fantasticare, | sono troppo giovane per il blackout, | faccio controvoglia quello che mi pare | perché mi ricordo che così si fa.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Dove sei, [[Meraviglia]]? | La [[noia]] mi tiene la briglia.'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Il tempo mette la cravatta ad [[Huckleberry Finn]].'' (da ''Il mondo dopo Lewis Carroll'', n. 15) *''Ed il Coniglio Bianco fa l'ultimo miglio stanco, | sempre più distratto, come un alunno all'ultimo banco, | sembra in affanno, molto mogio vaga tra la gente, | dalla tasca prende un orologio che non ha lancette.'' (da ''Pi Esse (skit)'', n. 16) *''Io felice sulla riva, per cornice l'aria estiva, | tra i castelli sulla sabbia chiuso nella gabbia della tua clessidra.'' (da ''[[Tempo|Zeit]]!'', n. 17) *''Dimmi, [[tempo|Zeit]], cosa ti è successo? Non mi tieni il passo, | ritorni indietro come Sisifo, non tieni il masso, | correvi a perdifiato, adesso perdi fiato, che disastro, | sembri Pilato, non sei più pilastro.'' (da ''Zeit!'', n. 17) *''Dicono: "Ai miei tempi", si autoescludono da questi, | come se la vita fosse una faccenda da [[ventenne|ventenni]].'' (da ''Zeit!'', n. 17) *''Io non pensavo tu invecchiassi come tutto il resto, | tu che accartocciavi quegli anziani come un brutto testo, | seguo le tue tracce sul mio corpo, tutto il tempo | quando un giorno perderemo Chronos, sarà a lutto il tempio.'' (da ''Zeit!'', n. 17) *''Smettila di mandarmi fiori | tanto mi azzanneresti come i cani fuori, | piuttosto leggimi dentro come i grandi tomi | perché la vita è un lampo e tu ci arriverai in ritardo come fanno i tuoni. | Io sono il tuo futuro, chiama i testimoni, | non puoi mandare i piani in fumo come gli estintori.'' (da ''[[Morte|La certa]]'', n. 18) *''Quando stai male sono la tua litania, | ma quando il male passa divento una tassa, una tirannia.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Mi vedi come la cattiva, la tenebra, la maldita, la dea che fa la bandita, | ma voglio solo schiodarti dalla panchina, | voglio vederti giocare la tua partita, | ringraziami, | che se fossi svanita come una dedica incisa nella battigia | avresti l'anima spenta, l'anima grigia | come la cenere di una cicca nella lattina, | ho dato io il tuo senso a tutto | e sono vera e senza trucco, | anche se non lo ammetti è a me che va il pensiero | più che al cielo del Nabucco.''<ref>{{cfr}} ''[[Nabucco]]'': «''Va pensiero sull'ali dorate, | va ti posa sui clivi, sui colli | ove olezzano libere e molli | l'aure dolci del suolo natal.''»</ref> (da ''La certa'', n. 18) *''Altro giro di lancetta, | io matura, io l'acerba, | mi hanno dato tanti appellativi, | ma tu chiamami "La Certa".'' (da ''La certa'', n. 18) *''Non chiamarmi prostituta | perché tutti giacciono con me, | da chi va nei posti in [[tuta]] | a chi ha diamanti nei collier.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Voglio che tu viva la tua [[vita]] proprio come se ne avessi una.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Ti immagini non ci fossi? | Di sicuro non avresti combinato la metà di niente. | Sono anni che ti sprono a dare il meglio, | ma tu vivi nelle ombre degli inganni. | Forse quando partiremo sarai vecchio | con le tue valigie colme di rimpianti. | Non puoi comprarmi | nemmeno con tutti gli ori dei Nibelunghi: | di sicuro sarai mio, sì, puoi contarci, | quel giorno sarai migliore, quasi per tutti.'' (da ''La certa'', n. 18) *''Sto scavando dentro di me così tanto che schizzo petrolio.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''E sarà tutto nuovo come da [[neonato]] con la pancia all'aria | dopo il mio passaggio dalla pancia all'aria.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''Fuori di me, exuvia, spiego le ali, au revoir, | un'altra chance escludila, gioco alla pari con l'età, | passati appassiti, appassiti come quadranti di [[Salvador Dalí|Dalí]], | passati parassiti, parassiti, fame di me, cannibali.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''Mi sono preso i miei spazi, ma ho lasciato che il tempo fuggisse.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''Sono ancora alla guida, tengo il piede alzato da quel freno | anche se della vita prendo sempre il lato passeggero.'' (da ''Exuvia'', n. 19) *''I miei [[dubbio|dubbi]] hanno dei modi barbari, | invadenti e sono troppi; | il segreto è fare come gli [[albero|alberi]], | prima cerchi, dopo tronchi.'' (da ''Exuvia'', n. 19) ====Citazioni su ''Exuvia''==== *È un viaggio dentro la mia testa. Questo è l'album più sofferto della mia carriera. Viene dopo sette dischi ed è figlio di una sensazione di angoscia e stupore, la stessa che si prova nel muoversi dentro la foresta interattiva che abbiamo creato entrare in una selva e non sapere dove si andrà è strano, è possibile godere delle situazioni più belle, ma anche di quelle brutte. Penso che questo viaggio, simile a un videogioco, possa aiutare il pubblico alla comprensione del progetto: è come quando ordini un vino al ristorante, se qualcuno te lo spiega assume subito più valore.<ref group="fonte" name=scarface>Dall'intervista di Claudio Cabona, ''[https://www.rockol.it/news-722067/caparezza-intervista-album-exuvia-e-su-fellini-scarface-e-marracash Caparezza: "Non sopporto vedere Scarface come modello di vita". L'intervista]'', ''Rockol.it'', 6 maggio 2021.</ref> (Caparezza) *L'EXUVIA , in sintesi, è ciò che rimane del corpo di alcuni insetti dopo aver sviluppato un cambiamento formale.<br>Un calco perfetto, talmente preciso nei dettagli da sembrare una scultura, una specie di custodia trasparente che un tempo ospitava la vita e che ora se ne sta lì, immobile, simulacro di una fase ormai superata.<br>Sulla copertina c'è un simbolo che rappresenta il passaggio da una condizione attuale (cerchio grande) ad una futura (cerchio piccolo) attraverso una serie di spirali (simbolo di morte e rinascita in gran parte delle culture).<br>La mia EXUVIA è dunque un personale rito di passaggio in 14 brani, il percorso di un fuggiasco che evade dalla prigionia dei tempi andati per lasciarsi inghiottire da una selva in cui far perdere le proprie tracce.<ref group="fonte">Da un [https://www.instagram.com/p/CNDxHYXBs1l/ post] sulla pagina ufficiale ''Instagram'', 31 marzo 2021.</ref> (Caparezza) *[...] non mi importa molto di come sarà recepito ''Exuvia''. Davvero. Mi importa però parecchio che la gente percepisca l'impegno che ha comportato farlo, l'impegno che ci ho messo. Perché se il gusto è soggettivo, e lo è, altre cose non lo sono. E io ti posso dire che di ogni singola frase contenuta in questo disco io potrei parlarti per ore, ma davvero ore; sui testi ci sono tornato su mille volte, prima di trovare la versione definitiva. Non mi importa insomma che questo disco ti piaccia, ma devi riconoscere l'impegno che ci sta dietro. Questo sì, questo te lo chiedo, questo un po' lo pretendo.<ref name=soldirifiutati/> (Caparezza) ===''Orbit Orbit''=== '''Etichetta:''' BMG, 2025, prodotto da Caparezza. *''Disteso a terra, con la testa sulle dita intrecciate | come da piccolo, di sera, in una vigna d'estate.'' (da ''Fluttuo, orbito'', n. 1) *''L'[[immaginazione]], sai che sfugge ai bordi, | vitale che scioglie il cappio e che ricuce i polsi, | dammi due secondi e do alla luce mondi, | ho un potere da bambino, a me basta chiudere gli occhi.'' (da ''Fluttuo, orbito'', n. 1) *''Cerco [[profondità]], per questo vado verso l'alto.'' (da ''Fluttuo, orbito'', n. 1) ===Altre canzoni=== *''Trovi un impiego, lo perdi, da capo ricomincia, | la tua Via Crucis in un capoluogo di provincia.'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita>Composta per la colonna sonora del film ''[[Viva l'Italia]]''.</ref>, 2012) *''La mia nazione lascia tutti senza fiato: | "Capo, l'Italia agli Italiani!" | L'Italia alita gli ani, l'Italia alita gli ani.'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita/>, 2012) *''Con uno [[sciopero]] cerchi di scuotere il capo, | che in effetti cosa fa se non scuotere il capo?'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita/>, 2012) *''La tua storia non è quella di una [[capinera]], | non prendi voti, ma calci in faccia, Capoeira, | in bilico sulla fune dall'uno all'altro capo, | subordinato, passi dall'uno all'altro capo.'' (da ''Alita gli ani''<ref name=alita/>, 2012) ==''Saghe mentali''== {{vedi anche|Saghe mentali}} ==Citazioni su Caparezza== *Caparezza secondo me è l'unico artista main-stream che fa realmente la differenza qui in Italia e il fatto di essere suo amico e prezioso collaboratore da anni fa di me una persona appagata e riconoscente. ([[Diego Perrone]]) *Di Caparezza bisogna cogliere sempre le stringenti assurdità che dice... alcune espressioni che magari non riuscite a capire subito che cosa vogliono dire, ma di una bellezza quasi enigmistica, come se fossero degli indovinelli alle volte... delle parole che state lì a pensare ma cosa sta dicendo Caparezza? E poi vi accorgete che nel contesto è lineare, è perfetta. ([[Roberto Vecchioni]]) *''E dai un'occhiata di sfuggita al notiziario | e scopri che in Giappone un barboncino sposa il suo veterinario, | cazzo! Questo Turi è veramente leggendario, | meglio lui di Capare...mmmhh ma è proprio necessario?'' ([[Turi]]) *''Ho visto Caparezza ribaltarsi in bici | dopo che gli ho rotto i freni con lo scardina radici.'' ([[Fabri Fibra]]) *In Italia mi piacerebbe {{NDR|collaborare con}} Caparezza, che è snobbato dal mondo dei rap, anche se secondo me è uno dei pochi che riesce a mettere sempre contenuti anche nei pezzi più ballabili... ([[Shade (rapper)|Shade]]) *{{NDR|«È lecito infangare il proprio paese per vendere dischi?»}} In un paese normale non ne venderebbe. ([[Gianfranco Rotondi]]) *Non ce l'ho con lui, ma trovo assurdo che venga visto in modo più intellettuale di me perché è capellone e vestito male e condanna i politici per cose che sanno anche i sassi. ([[Marracash]]) *Per questo il più convincente {{NDR|al Concerto del Primo Maggio 2012}} è stato Caparezza, un pazzo di talento che declina la protesta in salsa obliquamente allegra. ([[Andrea Scanzi]]) *''Tutta la critica che a noi non ci dà retta | se fai l'impegnato a meno che tu non sia Caparezza.'' ([[Marracash]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Filmografia== * ''[[Che bella giornata]]'' (2011) ==Voci correlate== *[[Artisti uniti per l'Abruzzo]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== ====Album==== {{Pedia|Tengo duro||(1996)}} {{Pedia|La mia buona stella||(1997)}} {{Pedia|?! (album)|''?!''|(2000)}} {{Pedia|Verità supposte||(2003)}} {{Pedia|Habemus Capa||(2006)}} {{Pedia|Le dimensioni del mio caos||(2008)}} {{Pedia|Il sogno eretico||(2011)}} {{Pedia|Museica||(2014)}} {{Pedia|Prisoner 709||(2017)}} {{Pedia|Exuvia (album)|''Exuvia''|(2021)}} {{Pedia|Orbit Orbit (album)|''Orbit Orbit''|(2025)}} ====Libri==== {{Pedia|Saghe mentali. Viaggio allucinante in una testa di capa||(2008)}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Rapper italiani]] 1hq7b3y024nvogz8xuuuqkzg51tnmtt Juventus Football Club 0 9796 1422350 1421788 2026-08-02T05:53:54Z AssassinsCreed 17001 non significativa 1422350 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Juventus FC - logo black (Italy, 2020).svg|right|150px]] Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''. ==Citazioni== *A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]]) *A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]]) *Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]]) *All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]]) *Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]]) *Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]]) *Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]]) *Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]]) *Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]]) *Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]]) *Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]]) *Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]]) *Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]]) *Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]]) *Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>) *Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]]) *{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]]) *Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]]) *C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]]) *Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]]) *Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]]) *Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]]) *Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]]) *{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]]) *Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]]) *– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]]) *– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'') *Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]]) *Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]]) *Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]]) *Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]]) *{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]]) *Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]]) *Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]]) *Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]]) *{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]]) *Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]]) *È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]]) *{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]]) *[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]]) *{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]]) *È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]]) *È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]]) *È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]]) *{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]]) *{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]]) *Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]]) *Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]]) *Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]]) *Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]]) *Essere stati juventini è come aver fatto il bersagliere. Per tutta la vita resti tale. Perché una società come la Juventus non esiste, non ha riscontri come età, come ambiente, come tutto. Il suo [[Stile Juventus|stile]], il rispetto reciproco, soprattutto l'impronta della famiglia Agnelli. ([[Antonello Cuccureddu]]) *[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]]) *Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]]) *Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]]) *{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]]) *{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]]) *Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]]) *Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]]) *Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]]) *Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]]) *Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]]) *{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]]) *Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]]) *Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]]) *I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]]) *''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]]) *''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]]) *{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]]) *Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]]) *Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]]) *Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>) *Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]]) *{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref> *{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]]) *Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]]) *Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]]) *{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]]) *{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]]) *Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]]) *Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]]) *Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]]) *[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza. ([[Sergio Brio]]) *Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]]) *{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]]) *L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]]) *L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]]) *L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]]) *{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]]) *L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]]) *La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]]) *{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]]) *La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]]) *{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]]) *La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]]) *La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]]) *La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]]) *La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]]) *La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]]) *La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]]) *La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]]) *La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]]) *La Juve è sicuramente la squadra più amata, ma anche quella più odiata d'Italia [...]. Probabilmente la Juve è sempre stata troppo "vincente", per potersi permettere anche di essere "troppo simpatica". ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) *La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]]) *La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]]) *La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]]) *La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]]) *La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]]) *{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]]) *{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]]) *{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]]) *La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]]) *La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]]) *La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]]) *La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]]) *La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]]) *{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]]) *La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]]) *La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]]) *La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]]) *La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]]) *La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]]) *La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]]) *La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]]) *{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]]) *{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]]) *La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]]) *La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]]) *{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]]) *La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]]) *La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]]) *La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]]) *La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]]) *La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]]) *La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]]) *La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]]) *La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]]) *La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]]) *La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]]) *La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>) *{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]]) *La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]). *La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]]) *La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]]) *La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]]) *La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]]) *La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]]) *La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]]) *La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]]) *{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]]) *La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]]) *La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]]) *La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/> *La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]]) *La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]]) *{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama) *La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]]) *La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]]) *La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]]) *La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]]) *{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]]) *La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]]) *La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]]) *La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]]) *La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]]) *La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]]) *La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]]) *La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]]) *Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]]) *Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]]) *Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]]) *Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]]) *Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]]) *Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]]) *Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]]) *Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]]) *Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]]) *{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]]) *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]]) *Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]]) *Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria [[famiglia]]. Per me è stato così fin dal primo momento. ([[Antonello Cuccureddu]]) *Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini) *{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]]) *Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]]) *Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]]) *{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]]) *Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]]) *[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>) *Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]]) *{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]]) *Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]]) *Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]]) *Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]]) *Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]]) *Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]). *{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]]) *{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]]) *Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]]) *Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]]) *{{NDR|Nel 2025}} Quando sei e giochi per la Juventus, se qualcuno piaccia o no piaccia, anche oggi è così; devi avere mentalità di quello che gioca ogni partita al ciento per ciento e, cinque minuti dopo la partita, pensar già alla partita successiva. Per questo è difficile giocare per la Juventus perche è una squadra che già la sua storia, una squadra che non si accontenta mai. ([[Zbigniew Boniek]]) *Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]]) *Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]]) *Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]]) *Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]]) *Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]]) *{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]]) *Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]]) *Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]]) *{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]]) *Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]]) *Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]]) *Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]]) *Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]]) *Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]]) *Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]]) *Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]]) *Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/> *{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]]) *{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]]) *Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]]) *Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]]) *Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]]) *Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]]) *Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]]) *{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]]) *Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]]) *Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]]) *Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]]) *Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]]) *Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]]) *Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]]) *Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]]) *Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]]) *{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]]) *Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]]) *Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]]) *Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]]) *Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]]) *Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]]) *Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]]) *Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]]) *Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]]) *{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]]) *Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]]) *[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]]) ===[[Andrea Agnelli]]=== [[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]] *{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo. *Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere. *È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città. *Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare. *Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia. *L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire. *{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus. *La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare. *{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere. ===[[Gianni Agnelli]]=== *È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società. *{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci. *Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla. *Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare. *La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve. *La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore. *La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni. *Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi. *Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo. *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono. ===[[Umberto Agnelli]]=== *È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi. *La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità. *La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo. *La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]]. ===[[Giovanni Arpino]]=== *''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.'' *Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità. *JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola. *Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata. *Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale... *Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto. *[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''. === [[Andrea Barzagli]] === *Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve. *L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più. *Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia. ===[[Luca Beatrice]]=== {{cronologico}} *Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario. *A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta? *Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento. ===[[Giampiero Boniperti]]=== *C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera]. *{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi. *{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat. *Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo! *{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre. *La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora. *La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice. *La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore. *{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino. *Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia. === [[Leonardo Bonucci]] === *Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero. *{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio. *Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto. ===[[Adalberto Bortolotti]]=== *Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola. *Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere. *L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta. *La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa. ===[[Gianni Brera]]=== *[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria. *La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve. *Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]]. ===[[Gianluigi Buffon]]=== *È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole. *La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo. *La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai. *{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo. *Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra. *Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita. ===[[Vladimiro Caminiti]]=== *La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita. *Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso. *Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti. ===[[Fabio Capello]]=== *{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve! *Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità. *{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata. *{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita *La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto. *Quando sei alla Juventus diventi un operaio. ===[[Antonio Conte]]=== *Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione. *{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia. *Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti. ===[[Corrado Corradini]]=== *''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.'' *''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.'' *''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.'' ===[[Maurizio Crosetti]]=== *La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione. *{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica. *Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge. ===[[Giuseppe Cruciani]]=== *L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio. *L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò? *Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti. ===[[Italo Cucci]]=== *Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico. *La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra. *Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera. ===[[Alessandro Del Piero]]=== [[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]] *Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora. *{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente. *Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre. *La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità. *La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva. *Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante. *Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve. *{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni. *Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso. *Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome... *Un cavaliere non lascia mai una Signora. ===[[Didier Deschamps]]=== *{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo. *{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario. *Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati. ===[[John Elkann]]=== *{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare. *{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione. *{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni. *La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione. *La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini. *{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato. *[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda. ===[[Patrice Evra]]=== *Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale. *L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente. *La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro. *Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite. *Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa. *{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti. ===[[Gonzalo Higuaín]]=== *Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più! *Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora. *Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto. *Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale. ===[[Simon Kuper]]=== *{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza. *La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione. *Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto. ===[[Stephan Lichtsteiner]]=== *Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali. *La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa. *Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere. ===[[Marcello Lippi]]=== *Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare. *[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici... *Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono. *Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare. *La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo. *La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore. *{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici. ===[[Paolo Montero]]=== *Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre! *{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli. *Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi. *{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza. *È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia. *La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica. *Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre. *Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia. *Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti. ===[[Domenico Morace]]=== *Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana. *La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali. *Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile. ===[[Giampiero Mughini]]=== *La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito. *La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto. *{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga. ===[[Gianpaolo Ormezzano]]=== *Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino. *In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro. *La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo. ===[[Michel Platini]]=== *[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione. *Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici. *{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari. *Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo. *Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili. *{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni. ===[[Giuseppe Prisco]]=== *Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile». *Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita. *La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna. *{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva. ===[[Claudio Ranieri]]=== *Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare. *La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo. *Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai. ===[[Arrigo Sacchi]]=== *La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli. *La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza. *La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono. *La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico. *{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica. ===[[Mario Sconcerti]]=== *{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente. *La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale. *La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi. *{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica. ===[[Alessio Tacchinardi]]=== *La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto. *Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente. *{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio. *{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti. ===[[Sandro Veronesi]]=== *{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti. *{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria. *Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via. *Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner... *{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere. ===[[Gianluca Vialli]]=== *Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta. *Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo". *La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso. *{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa. ===[[Arturo Vidal]]=== *La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti. *La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus. *Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere. ===[[Franco Zeffirelli]]=== *Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali. *Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare. *{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico. ===[[Zinédine Zidane]]=== *{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid. *La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente. *Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore. *Quando sei della Juve lo sei per sempre. *Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia. ===[[Cori da stadio|Cori]]=== *''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref> *''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref> ===[[Slogan calcistici|Slogan]]=== [[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]] *Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref> *La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref> *Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref> ===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]=== *109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref> *28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref> *C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref> *Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref> *La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref> *Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref> ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{Juventus FC}} {{vetrina|13|2|2017|argomenti}} [[Categoria:Juventus F.C.| ]] 6s8flc8am4ke0s49o2o0lebfwsrefzq Sant'Ambrogio 0 10404 1422391 1313313 2026-08-02T08:02:25Z Spinoziano 2297 piccole sistemazioni 1422391 wikitext text/x-wiki [[File:Musée Châlons-St Ambroise.jpg|thumb|Sant'Ambrogio]] '''Aurelio Ambrogio''', meglio conosciuto come '''sant'Ambrogio''' (335 ca. – 397), vescovo, teologo e scrittore romano. ==Citazioni di Sant'Ambrogio== *[[Adamo]] è stato condotto al peccato da [[Eva]] e non Eva da Adamo. È giusto che la [[donna]] accolga come padrone chi ha indotto a peccare.<ref>Citato in [[Franca Ongaro]], ''Una voce: riflessioni sulla donna'', Il Saggiatore.</ref> *Chi potrebbe disperare di sé dal momento che giunse alla fede anche [[Zaccheo]], lui che traeva il suo guadagno dalla frode?<ref>Dall'''Esposizione del Vangelo secondo Luca'' 8,86; citato in [[Frédéric Manns]], ''[https://www.osservatoreromano.va/it/news/2021-06/quo-137/desideravo-vederti-br-e-ho-scoperto-br-di-essere-visto-in-antici.html Desideravo vederti e ho scoperto di essere visto in anticipo da te Zaccheo l'impuro purificato]'', ''osservatoreromano.va'', 19 giugno 2021.</ref> *Dove è [[Pietro apostolo|Pietro]], ivi è la [[Chiesa]]. :''Ubi Petrus, ibi Ecclesia''.<ref>Da ''Expositio in Ps. XL'', par. 30, nell'edizione Maurina delle ''Opere'', tom. I, Parigi, 1686, col. 879.</ref> *E cos'altro aveva in mente [[Giovanni Battista|Giovanni]] se non quel che è virtuoso? Cosicché egli non poteva sopportare un'unione disonesta perfino nel caso del re, dicendo: "Non è lecito per te averla in moglie". Lui poteva essere rimasto in silenzio, se egli non avesse considerato indecoroso non dire la verità per paura della morte, far cadere il ministero profetico di fronte all'autorità del re o adoperarsi in adulazioni. Sapeva bene che sarebbe morto in quanto avversava il re, ma preferì la virtù alla salvezza fisica. Cosa c'è di più utile della passione per portare i santi verso la gloria? :''Quid autem aliud Ioannes nisi honestatem consideravit? ut inhonestas nuptias etiam in rege non posset perpeti, dicens: Non licet tibi illam uxorem habere. Potuit tacere, nisi indecorum sibi iudicasset mortis metu verum non dicere, inclinare regi propheticam auctoritatem, adulationem subtexere. Sciebat utique moriturum se esse, quia regi adversabatur: sed honestatem saluti praetulit. Et tamen quid utilius quam quod passionis viro sancto advexit gloriam?'' (Da ''De Officiis'', libro III, cap. 14, parte 89; citato in ''[http://www.tradurreantico.it/cms/index.php/latino/traduzioni/opera/1-latino/3-ambrogio/3954-89.html Ambrogio - Latino]'', ''tradurreantico.it'') *La Chiesa è stata costruita dallo [[Spirito Santo]].<ref>Da ''Lo Spirito Santo'', II, 110; citato in Yannis Spiteris, ''L'ecclesiologia della «Dominus Iesus» e dialogo ecumenico'', ''PATH'', n. 2, 2002, vol. 1, p. 355.</ref> *Le figlie di questo mondo vengono sposate e si sposano, la figlia del regno dei cieli si astiene invece dai piaceri della carne.<ref>Da ''La verginità''.</ref> *Voi pensate: i tempi sono cattivi, i tempi sono pesanti, i tempi sono difficili. Vivete bene e muterete i tempi.<ref>Citato in Marco Garzonio, ''Fiumi carsici'', in Aa. Vv., ''Corruzione: malattia sociale che distrugge competitività, civiltà, Costituzione e carità'', ESD, Bologna, 2010. [https://books.google.it/books?id=98ttlCXtKiIC&pg=PA233 p. 233]. ISBN 978-88-7094-768-7</ref> ==''Caino e Abele''== *Chi promette a Dio e mantiene quello che gli ha promesso, lo loda. *Il Signore Gesù ti ha fatto conoscere in modo divino la bontà del Padre che sa concedere cose buone, perché anche tu chieda a lui, che è buono, ciò che è buono. *La [[preghiera]] troppo prolissa spesso diventa meccanica e d'altra parte l'eccessivo distanziamento porta alla negligenza. *Quando domandi [[perdono]] per te, allora è proprio quello il momento di ricordarti che devi concederlo agli altri. *Se i singoli pregano soltanto per se stessi, la grazia è solo in proporzione della preghiera di ognuno, secondo la sua maggiore o minore dignità. Se invece i singoli pregano per tutti, tutti pregano per i singoli e il vantaggio è maggiore. ==''Commento sui salmi''== *[[Beatitudini dai libri|Beato]] colui alla cui porta bussa Cristo. La nostra porta è la [[fede]], la quale – se è forte – rafforza tutta la casa. È questa la porta per la quale entra Cristo. *Che cosa di più dolce di un [[Salmi|salmo]]? *Che cos'è dunque il salmo se non lo strumento musicale delle virtù, suonando il quale con il plettro dello Spirito Santo, il venerando profeta fa echeggiare in terra la dolcezza del suono celeste? *Nel salmo il gusto gareggia con l'istruzione. *Prima si deve morire al peccato e solamente dopo si può stabilire in questo corpo la varietà delle diverse opere di virtù con le quali rendere al Signore l'omaggio della nostra devozione. ==''Esamerone''== *Orsù, parliamo della natura delle bestie e della creazione dell'uomo. Già da un pezzo infatti sento che alcuni mormorano dicendo: «Fino a quando attenderemo a imparare ciò che non ci riguarda e ignoreremo ciò che ci tocca direttamente? Fino a quando ci saranno fornite cognizioni sugli altri esseri viventi, mentre non [[conoscere se stessi|conosciamo noi stessi]]? Dica ciò che mi sia utile a conoscere me stesso». Questa lamentela è giusta, ma bisogna seguire l'ordine disposto dalla Scrittura, anche perché non possiamo conoscerci in modo veramente completo, se prima non abbiamo imparato a conoscere quale sia la natura di tutti gli esseri viventi. (1979, p. 345) *Solo i [[cane|cani]] che sanno latrare per i padroni, sanno difendere le loro case. Perciò impara anche tu a levare la tua voce per Cristo, quando feroci lupi ne assaltano l'ovile, impara a tener pronta nella tua bocca la parola, perché non sembri che tu, come un cane muto mantenendo un silenzio imputabile a tradimento, abbia abbandonato il posto di guardia affidato alla tua fedeltà. Tale fu il cane viaggiatore e compagno dell'angelo, che [[Arcangelo Raffaele|Raffaele]] non inutilmente nel libro ispirato {{NDR|[[Libro di Tobia|di Tobia]]}} ritenne di prendere con sé e con il figlio di [[Tobi (Bibbia)|Tobi]], quando si mise in cammino per mettere in fuga [[Asmodeo]] e sancire le nozze; infatti la riconoscenza d'un animo non immemore scaccia il demonio e consolida il matrimonio. Perciò il santo angelo Raffaele con l'esempio di quel muto animale educava alla riconoscenza l'animo del giovane Tobia ch'era stato affidato alla sua protezione. Chi non arrossirebbe di non mostrarsi grato a coloro che gli hanno fatto del bene, vedendo che persino le bestie cercano di evitare la taccia d'ingratitudine? (1979, pp. 357-359) *La [[rondine]] sa quando arrivare, quando partire; quel tenero uccello sa anche annunciare con il proprio arrivo i primi inizi della primavera. (1979, p. 359) *{{NDR|Le [[animale|fiere]]}} ignorano gli odii delle matrigne né, cambiando coniuge, i genitori diventano snaturati verso la loro prole né sanno mostrare preferenza per i figli dell'unione successiva e quindi trascurare quelli della precedente. Conoscono i frutti dell'amore, ignorano le differenze dell'affetto, gli stimoli dell'odio, le discriminazioni dell'avversione. La natura delle fiere è semplice, non sa alterare la verità. Il Signore ha stabilito in ogni creatura un tale equilibrio per cui ha concesso maggiore semplicità d'affetto a quelli cui ha dato minore capacità razionale. Quale fiera non esiterebbe ad offrirsi spontaneamente alla morte in difesa dei propri piccoli? (VI giorno, IX, cap. 4, n. 22; 2002, p. 261) *Cerchi un rimedio ed eviti il [[digiuno]], come se tu potessi trovare un rimedio migliore. Se un [[serpente]] assaggia lo [[sputo]] di un uomo digiuno, muore. Tu vedi quant'è grande la potenza del digiuno, così che un uomo col suo sputo uccide un serpente terrestre e tanto più quello spirituale. (VI giorno, IX, cap. 4, n. 27; 2002, p. 266) *Ma ormai è tempo di porre fine al nostro discorso, perché è finito il sesto giorno e si è conclusa la creazione del mondo con la formazione di quel capolavoro ch'è l'uomo, il quale esercita il dominio su tutti gli esseri viventi ed è come il culmine e la suprema bellezza d'ogni essere creato. Veramente dovremmo mantenere un reverente silenzio, poiché il Signore si riposò da ogni opera del mondo. Si riposò poi nell'intimo dell'uomo, si riposò nella sua mente e nel suo pensiero; infatti, aveva creato l'uomo dotato di ragione, capace d'imitarlo, emulo delle sue virtù, bramoso delle grazie celesti. In queste sue doti, riposa Iddio che ha detto: ''O su chi riposerò, se non su chi è umile, tranquillo e teme le mie parole''. (VI giorno, IX, cap. 10, n. 75; 2002, pp. 301-302) ==Citazioni su Sant'Ambrogio== *A Sant'Ambrogio [...] è toccata la stessa sorte di molte altre personalità eminenti della storia della musica: i posteri gli hanno attribuito meriti sopra meriti, ed invenzioni sopra invenzioni, che ora la critica storica è costretta a negargli. ([[Hugo Riemann]]) ===[[Johannes Baptist Katschthaler]]=== *Egli [...] introdusse in Occidente la maniera di cantare i Salmi e gl'Inni in uso, fino a quel tempo, soltanto nell'Oriente; e prima che altrove nella chiesa milanese. Egli educò il popolo al canto liturgico più di quel che in Occidente lo fosse per l'innanzi. Egli fece cantare i Salmi e gl'Inni in modo ''antifonico'', vale a dire, in maniera alternativa fra due cori, oppure a foggia di ''responsorio'', sicché l'intera comunità rispondeva ad una voce, che poteva essere anche quella del sacerdote. Egli per giunta corresse varie cantilene ecclesiastiche più antiche, altre ne ridusse a forma più melodica e ritmica. *Le melodie di sant'Ambrogio ci vengono costantemente descritte quali un insieme di melopee soavi e gradite, e ad un tempo dignitose ed elevate, mentre al loro confronto il [[Canto gregoriano|corale ''gregoriano'']], che comparve più tardi, vien tratteggiato siccome serio, solenne, sempre severo, e profondamente misterioso. *Sant'Ambrogio dettò egli stesso e musicò degli Inni di fattura tanto eccellente, che quelli in seguito composti ad imitazione dei suoi vennero designati per ancor lungo tempo dal nome di lui, ''Inni ambrosiani''.<br>La forma poetica di tali Inni di sant'Ambrogio era molto nobile, ed in pari tempo di grande semplicità. Le più sublimi verità profondamente sentite, esposte con rara elevatezza di dignità di linguaggio, quantunque senz'artifizio, fanno di tali cantici dei componimenti poetici di perenne valore. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Sant'Ambrogio, ''Caino e Abele'', in AA.VV., ''Liturgia horarum iuxta ritum Romanum'', Typis Polyglottis Vaticanis, ed. italiana, Roma, 1972. *Sant'Ambrogio, ''Commento sui salmi'', in AA.VV., ''Liturgia horarum iuxta ritum Romanum'', Typis Polyglottis Vaticanis, ed. italiana, Roma, 1972. *Sant'Ambrogio, ''[http://books.google.it/books?id=nQv-nhON7ywC&pg=PA0 Esamerone]'', traduzione di Gabriele Banterle, Città Nuova, Roma, 2002. ISBN 88-311-3164-8 *Sant'Ambrogio, ''Esamerone'', in ''I sei giorni della creazione'', traduzione di Gabriele Banterle, Biblioteca Ambrosiana – Città Nuova, Milano – Roma, 1979. ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|De Cain et Abel|''Caino e Abele''|(375/376)}} {{Pedia|Exameron|''Esamerone''|(387)}} {{Template:Dottori della Chiesa}} {{DEFAULTSORT:Ambrogio}} [[Categoria:Dottori della Chiesa cattolica]] [[Categoria:Funzionari romani]] [[Categoria:Padri della Chiesa]] [[Categoria:Santi romani]] [[Categoria:Scrittori romani]] [[Categoria:Teologi romani]] [[Categoria:Vescovi romani]] l3no3st1hgghc1ciji2zoow8mvm5h4n Ahmed Yassin 0 15356 1422304 1305366 2026-08-01T13:31:39Z Darkcloud2222 10646 1422304 wikitext text/x-wiki '''Shaykh Aḥmad Ismāʿīl Yāsīn''', noto come '''Yassin''' (1937 – 2004), politico palestinese. ==Citazioni di Ahmed Yassin== *Per ragioni religiose noi vorremmo astenerci dal colpire civili. Ma gli israeliani attaccano i nostri civili, distruggono le nostre case, ci prendono le terre, espellono la nostra gente, uccidono donne, bambini, detenuti. [...] Se essi risparmieranno i nostri civili, noi risparmieremo i loro.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,11/articleid,0614_01_1997_0277_0013_8398488/ Lo sceicco tratta con i rabbini]'', ''La Stampa'', 8 ottobre 1997.</ref> *Israele deve sparire dalla carta geografica. [...] Come Stato ebraico, non ha diritto di esistere.<ref name="mente">Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,8/articleid,0616_01_1997_0289_0008_8433969/ La mente di Hamas]'', ''La Stampa'', 20 ottobre 1997.</ref> *Se qualcuno ti ha rubato un milione di dollari, saresti soddisfatto che i ladri ti restituissero cento dollari? Questa è la soluzione di [[Yasser Arafat|Arafat]], e quello che noi invece chiediamo è che tutto quanto, assolutamente tutto, ci venga restituito.<ref name="mente"/> {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0389_01_2001_0152_0003_4092711/ «Non ci sono innocenti»]''|Intervista al Tg3, ''La Stampa'', 4 giugno 2001}} *Abbiamo fatto da tempo la nostra scelta. La strategia è chiara e noi ci atteniamo ad essa. L'autorità palestinese ha spesso negoziato con gli israeliani, noi invece abbiamo scelto di combattere contro l'occupazione del nemico. *Come me, ci sono 5 milioni di palestinesi in esilio da mezzo secolo senza patria. Io non lo posso mai dimenticare e continuerò a combattere contro chiunque abbia occupato la mia terra. *Nessun israeliano è innocente, innocente è solo colui che non ha colpe. Come fanno gli israeliani a dire che sono innocenti quando dal mondo intero continuano a far venire parenti e amici ad usurpare la nostra terra? *Guardi che io non ce l'ho con gli ebrei in quanto ebrei, li combatto perché vogliono costruire un loro Stato sulla mia terra. *Siamo nel giusto e chi è nel giusto è il più forte. {{Int|''[https://archivio.unita.news/assets/main/2003/09/25/page_008.pdf Il capo di Hamas rompe il silenzio: non ci sarà tregua]''|''L'Unità'', 25 settembre 2003}} *Con il discorso pronunciato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, per i toni utilizzati oltre che per il suo contenuto, Bush ha dichiarato guerra all'Islam con il pretesto del terrorismo. Ma i crociati americani saranno sconfitti in Afghanistan, in Iraq, in Palestina e in tutto l'Islam. Non ci arrenderemo, non alzeremo bandiera bianca e continueremo a combattere fino alla vittoria o al martirio. *È inconcepibile parlare di tregua quando il nemico sionista porta avanti una guerra di annientamento contro il popolo palestinese e le sue avanguardie. La tregua non può partire da un popolo vittima di ingiustizia, repressione e assassinii. *Non si può chiedere alla vittima ciò che si deve pretendere dal carnefice. *Il nostro obiettivo non è entrare al governo ma liberare la Palestina dall'occupazione sionista. ==Citazioni su Ahmed Yassin== *Sheikh Yassin, un religioso islamico disabile e semi-cieco, fondò [[Hamas]] e ne fu il leader spirituale fino al suo assassinio nel 2004. Originariamente venne avvicinato da Israele con un'offerta di aiuto e la promessa del benestare governativo all'espansione della sua organizzazione. Gli israeliani speravano che, attraverso la sua opera di beneficenza e le sue attività educative, questo leader carismatico avrebbe fatto da contrappeso al potere di Fatah nella Striscia di Gaza e altrove. ([[Ilan Pappé]]) ==Voci correlate== *[[Hamas]] ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|w}} {{DEFAULTSORT:Yassin, Ahmed}} [[Categoria:Politici palestinesi]] 8qufc5ma5hd5xraog065kingf0nneh0 Edge (wrestler) 0 20305 1422322 858380 2026-08-01T16:55:42Z Àncilu 87978 Àncilu ha spostato la pagina [[Adam Copeland]] a [[Edge (wrestler)]]: Allineamento a Wikipedia 858380 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Edge World Heavyweight Champ.jpg|thumb|right|Adam Copeland]] '''Adam Joseph Copeland''' (1973 – vivente), meglio conosciuto in ''WWE'' con lo pseudonimo di '''Edge''', wrestler canadese. ==Citazioni di Adam Copeland== *Ti odio. Ti odio. Odio, odio è una parola forte, ma riassume tutto ciò che provo per te, Cena. Odio il tuo cappello, odio le tue t-shirt, odio i tuoi polsini, odio le tue scarpe, odio la tua musica, odio la Ce-nation, odio tutto ciò che rappresenti! E John, che tu voglia ammetterlo o no, questo, tutti gli anni tra me e te, ha sfinito te tanto quanto ha fatto come me. Questo non può andare aventi oltre. Ha accorciato entrambe le nostre carriere. E A Backlash, questo finalmente giunge a un epilogo. Uno di noi sconfiggerà l'altro così malamente che non potrà alzarsi. Non sbagliarti su questo, alla fine del match, l'unico che sarà rimasto in piedi sarò io. :''I hate you. I hate you. Hate, hate is a strong word, but it sums up everything I feel for you, Cena. I hate your hat, I hate your T-Shirts, I hate your wristbands, I hate your shoes, I hate your music, I hate the Ce-nation, I hate everything that you stand for! And John, whether you want to admit it or not, this, all the years between you and I, it's exhausted you as much as it has me. This can't go on any longer. It has shortened both of our carriers. And at Backlash, this is finally going to end. One of us will beat the other so badly that they can't get back up. And make no mistake about that, at the end of that match, the one who is gonna be left standing is me.''<ref>Durante ''WWE Fryday Night Smackdown'', 7 aprile 2009; citato in ''[http://www.cagematch.net/?id=93&nr=511 "I hate everything that you stand for"]'', ''Cagematch.net''.</ref> *E sono felice di essere qui di fronte a tutti voi. Sapete che non voglio rendervi sdolcinati e smielati – anche se scommetto è già successo – ma questo World Heavyweight Championship ha significato tutto per me. Assolutamente tutto. Ho lavorato tutta la mia carriera per tenere questo. Ma questo non è solo mio, non lo è mai stato, non è di nessun altro nel locker room. Per me, ognuno di voi tiene una parte di questo, è simbolico. Ma ora è tempo per me di uscire da qui e fare quello che devo fare, cioè rinunciare al World Heavyweight Championship. Oh, è fantastico, è fantastico, lo farò. In conclusione, Voglio veramente ringraziare tutti voi perché questa è stata una carriera infernale, è stata una carriera fantastica. Grazie a voi. Grazie. :''And I'm happy to be here in front of all of you. You know I don't want it to get all sappy and corny – even though I guess it already has – but to me this World Heavyweight Championship, it has meant everything to me. Absolutely everything. I—I've worked my entire career to hold this. But it's not just mine, it never has been, it's not anyone else's in the locker room. To me, each and everyone of you holds a piece of this, it's symbolic. But now it's time for me to come out here and do what I have to do, and that is relinquish the World Heavyweight Championship. Oh it's cool, it's cool, I gotta do it, man. In closing, I really really just, I wanna thank all of you because this has been one hell of a career, it's been one hell of a ride. Thank you. Thank you very much.''<ref>Durante ''WWE Fryday Night Smackdown'', 15 aprile 2011; citato in ''[http://www.cagematch.net/?id=93&nr=864 "I wanna thank all of you because this has been one hell of a career"]'', ''Cagematch.net''.</ref> ===''WWE Monday Night Raw''=== *Perché in questa industria non devi essere il più grosso, non devi essere il più forte, non devi essere il più resistente, ma devi essere il più intelligente. Vedete, ho visto la mia opportunità – ho aspettato il mio tempo. Sono stato paziente. :''Because in this industry you don't have to be the biggest, you don't have to be the strongest, you don't have to be the toughest, but you do have to be the smartest. You see I saw my opportunity – I abided my time. I was patient.''<ref>Durante ''WWE Monday Night Raw'', 9 gennaio 2006; citato in ''[http://www.cagematch.net/?id=93&nr=176 "I've got to admit: I am awesome"]'', ''Cagematch.net''.</ref> *Molte persone pensano che la WWE non faccia male, che quello che facciamo è tutto fumo e niente arrosto, e vorrei che fosse vero ma chiunque nel looker room, chiunque abbia mai messo piede qui, allacciato un paio di stivali, loro sanno che non è questo il caso. :''A lot of people think that the WWE doesn't hurt, that what we do is somewhat smoke and mirrors, and I whish that were true but anyone in that locker room, anyone who has ever stepped foot in here, laced up a pair of boots, they know that's not the case.''<ref name=retire>Durante ''WWE Monday Night Raw'', 11 aprile 2011; citato in ''[http://www.cagematch.net/?id=93&nr=863 "I have to retire"]'', ''Cagematch.net''.</ref> *In nessun modo lo avrei mai immaginato. In nessun modo, se mi avessero detto quando avevo undici anni, che avrei vinto più cinture di chiunque altro nella storia della compagnia, in nessun modo ci avrei creduto. E se mi aveste detto che il mio ultimo match sarebbe stato a WrestleMania, difendendo il World Heavyweight Championship in uno dei main event, e che mi sarei ritirato come campione mondiale dei pesi massimi, non avrei immaginato un miglior modo per andare via, non ci sarei riuscito veramente. :''There's no way I ever would've dreamed of that. There's no way if you told me when I was eleven years old, that I would win more championships than anyone in the history of this company, no way I would've believed it. And if you had told me that my last match would be at WrestleMania in one of the main events defending the World Heavyweight Championship and that I'd be retiring as World Heavyweight Champion. Man, I couldn't dream of a better way to go out, I really couldn't.''<ref name=retire/> *Perché non importa, sono uscito qui e ho cercato di dare a voi ragazzi quanto più avessi, ogni singola serata. E in cambio, voi mi avete dato lo stesso. Quindi mi mancherà tutto questo. Mi mancherà quella reazione quando sentivo la mia musica e venivo fuori sulla rampa. È come una scarica di adrenalina dritta verso il cuore da parte vostra ragazzi ed è fantastico, non posso descriverlo. L'ho detto, non devo vestirmi attillato domani e mangerò una grossa quantità di gelato stanotte. Ma se mi chiedeste di rifare tutto questo di nuovo, fin dall'inizio, dall'essere assunto da JR, se mi chiedeste di viaggiare per tutte le strade, registrare tutte le miglia, saltare tutti i voli, tutte le notte insonni, tutte le medicazioni, gli infortuni, i pezzi di metallo nei miei denti, se mi chiedeste di rifare tutto di nuovo, lo rifarei, in un istante. Quindi grazie a voi. Grazie davvero. :''Because no matter what I came out here and I tried to give you guys as much as I had every single night. And in turn, you guys gave it right back to me. So I'm going to miss all of this. I'm going to miss that reaction when I hear my music and I come out on the ramp. It's like a shot of adrenaline straight to the heart from you guys and it's amazing, I can't describe it. That being said, I don't have to wear tights tomorrow and I am going to eat a whole lot of ice cream tonight. But if you asked me if I would do this all again, all the way back from getting hired by JR, if you asked if I would travel all the roads, log all the miles, hopping all the flights, all the sleepless nights, all the surgeries, the injuries, the metal rods in my teeth, if you asked me if I'd do it all again, in a heartbeat. So thank you. Thank you very much.''<ref name=retire/> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Copeland, Adam}} [[Categoria:Wrestler canadesi]] 0qlt2zqtthzvizfwf5n9klpgptjtz2i Edge 0 20306 1422327 178733 2026-08-01T16:59:45Z Àncilu 87978 redirect doppio (so che c'è una pagina di disambiguazione su itwiki, però al momento l'unica voce è la destinazione di questo redirect) 1422327 wikitext text/x-wiki #REDIRECT [[Edge (wrestler)]] rm5u3hubosrlcz7om7zpj5gn78dyamu José Mourinho 0 23589 1422349 1419307 2026-08-02T05:53:26Z AssassinsCreed 17001 a parte che la data ci sarebbe, non mi pare una citazione significativa 1422349 wikitext text/x-wiki [[Immagine:José Mourinho 20250206 (1).jpg|thumb|José Mourinho nel 2025]] '''José Mário dos Santos Mourinho Félix''' (1963 – vivente), allenatore di calcio portoghese. {{Vedi anche|sezione=s|[[José Mourinho/Citazioni su José Mourinho|Citazioni su José Mourinho]]}} ==Citazioni di José Mourinho== ===Barcellona (1996-2000)=== *{{NDR|Il 24 novembre 1996}} Luis Fernández ha fatto di questo turbamento una guerra tra cani. Io parlo solo di uomini, non di bambini maleducati. :''Luis Fernández ha hecho de este choque una guerra de perros. Yo sólo hablo de hombres, no de niños maleducados.''<ref group="fonte">Citato in ''[https://web.archive.org/web/20100501043942/http://es.eurosport.yahoo.com/27042010/47/liga-campeones-asi-nacio-mourinho-hoy-conocemos.html Así nació el Mourinho que hoy conocemos]'', ''Eurosport.com'', 27 aprile 2010.</ref> *{{NDR|Il 28 giugno 1997 durante i festeggiamenti per la vittoria della Coppa del Re}} Oggi, domani e sempre con il Barça nel cuore.<ref group="fonte">Citato in ''[https://web.archive.org/web/20110430134754/http://it.eurosport.yahoo.com/sport-in-rete/article/25617/ "Oggi, domani e sempre con il Barça nel cuore"]'', ''Eurosport.com''.</ref> ===Benfica (2000-2001)=== *Lavoro nuovo, vita nuova! Il [[Sport Lisboa e Benfica|Benfica]] è impegnativo, le dimensioni sociali del club sono comparabili al Barcellona, per essere professionale e senza limite bisogna vivere al Benfica. :''Trabalho novo, vida nova! O Benfica absorve, a dimensão social do clube é comparável à do Barcelona, para se ser profissional sem limites tem de se viver «à Benfica.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.maisfutebol.iol.pt/jose-mourinho/jose-mourinho-benfica-real-madrid-cronica-cronica-maisfutebol-maisfutebol/1192884-3776.html Mourinho descreve um dia como treinador]'', ''Maisfutebol.iol.pt'', 25 gennaio 2001.</ref> ===Porto (2001-2004)=== *{{NDR|Il 25 febbraio 2004, dopo aver battuto il Manchester United negli ottavi di UEFA Champions League}} Capisco perché lui {{NDR|[[Alex Ferguson]]}} sia un po' emotivo. Lui ha alcuni dei migliori giocatori al mondo e loro dovrebbero fare un po' meglio di così... Saresti triste se la tua squadra fosse così chiaramente dominata da un avversario creato con il 10% del tuo budget. :''I understand why he is a bit emotional. You would be sad if your team gets as clearly dominated by opponents who have been built on 10% of the budget.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://news.bbc.co.uk/sport2/hi/football/champions_league/3487984.stm Mourinho mocks Ferguson]'', ''News.bbc.co.uk'', 25 febbraio 2004.</ref> *{{NDR|Dopo la vittoria della Champions League con il Porto, il 26 maggio 2004}} Non dimenticheremo mai questo giorno: le emozioni, le sensazioni, le immagini resteranno con noi per il resto della vita. Vivere con brutti ricordi è una tragedia; vivere con dei bei ricordi ci dà la forza per continuare la lotta. Siate voi stessi, non perdete l'identità come squadra, giocate come diavoli e vincete!<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.interruzioni.com/lourencomourinho.htm Luis Lourenço, Mourinho. La biografia ufficiale dello Special One, Mondadori, 2008]'', ''Interruzioni.com'', agosto 2009.</ref> ===Chelsea (2004-2007)=== [[File:JoseMourinho.jpg|thumb|upright=1.3|Mourinho ai tempi della sua prima esperienza al Chelsea nel 2007]] *Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d'Europa e credo di essere speciale. :''Please don't call me arrogant, but I'm European champion and I think I'm a special one.''<ref group="fonte" name=whatmourinhosaid>Dalla conferenza di presentazione come allenatore del Chelsea; citato in ''[http://news.bbc.co.uk/sport2/hi/football/teams/c/chelsea/3769431.stm What Mourinho said]'', ''News.bbc.co.uk'', 2 giugno 2004.</ref> *Voglio dare il mio meglio, migliorare le cose e creare la squadra in relazione alla mia immagine e alla mia filosofia calcistica. :''To give my best, to improve things and to create the football team in relation to my image and my football philosophy.''<ref group="fonte" name=whatmourinhosaid/> *Se tutti i nomi che avete scritto negli ultimi giorni fossero corretti, avrei una squadra di 50 giocatori e io odio lavorare con squadre grandi. Voglio una squadra piccola: 21 giocatori con i portieri e non di più.<ref>Parlando dei giocatori accostati al Chelsea durante la sessione di calciomercato.</ref> :''I would say if all the names you wrote in the last few days are correct we would have a 50-player squad and I hate to work with big squads. I want a small squad – 21 players plus the goalkeepers and no more.''<ref group="fonte" name=whatmourinhosaid/> *Abbiamo grandi giocatori e, scusate se sono arrogante, abbiamo un grande allenatore. :''We have top players and, sorry if I'm arrogant, we have a top manager.''<ref group="fonte" name=whatmourinhosaid/> *La più grande ambizione che ho è vincere la prima partita della Premiership il 14 agosto. [...] La seconda ambizione è di vincere la seconda partita della Premiership il 21 agosto e continueremo così. :''The biggest ambition I have is to win the first Premiership match on 14 August. [...] The second ambition is to win the second Premiership match on 21 August and we will keep going like this.''<ref group="fonte" name=whatmourinhosaid/> *Ho amato il [[Calcio (sport)|calcio]] fin da quando posso ricordare e capisco la sua evoluzione e i suoi moderni bisogni. :''I have loved football since I can remember and I understand the evolution of football and the modern needs of football.''<ref group="fonte" name=whatmourinhosaid/> *Non sono un difensore di vecchi o nuovi [[allenatore|allenatori]] di calcio. Credo che ci siano quelli bravi e quelli no, quelli che raggiungono il successo e quelli che non lo raggiungono. :''I'm not a defender of old or new football managers. I believe in good ones and bad ones, those that achieve success and those that don't.''<ref group="fonte" name=whatmourinhosaid/> *Ho sentito questo e secondo me, se uno di voi è un amico di [[Claudio Ranieri|Ranieri]] o ha il suo numero, dovreste chiamarlo e spiegargli che una squadra che vince la Champions League deve battere molte squadre di diverse nazioni. Non ho vinto la coppa giocando contro 20 squadre portoghesi. Ho giocato e battuto una squadra della sua nazione, l'Italia, della vostra e in quelle per la quale ha lavorato, l'Inghilterra. E per vincere la coppa Uefa è successa la stessa cosa.<ref>Rispondendo alla critica di Ranieri, che riteneva uno sforzo impegnativo il salto dal campionato portoghese alla Premiership.</ref> :''I heard that and I suggest if one of you is Mr Ranieri's friend or has his number you should call him and explain to him that for a team to win the European Cup it has to beat many teams from many countries. I did not win the cup playing against 20 Portuguese teams. I played and beat a team from his own country, Italy, from your country and the one he was working in, England. And to win the Uefa Cup that was the same kind of thing.''<ref group="fonte" name=whatmourinhosaid/> *Sono un gran difensore dello spirito di squadra e del lavoro di squadra, la prima cosa che ho promesso ai miei nuovi giocatori è che li guarderò tutti allo stesso modo. Non voglio un rapporto speciale con qualcuno di loro. Odio parlare di una persona sola. I giocatori non vincono trofei, il gruppo vince trofei, la squadra vince trofei. Non riesco a dire "mi piace questo giocatore", ma generalmente mi piacciono i giocatori che amano vincere. Non solo quello che ama vincere nei 90 minuti, ma quello che ama vincere ogni giorno, in ogni sessione di allenamento e nel resto della sua vita. :''I'm a great defender of team spirit and team work and the first thing I have to promise to my new players is that I will look at them all with the same eyes. I don't want special relations with one of them. I hate to speak about individuals. Players don't win you trophies, teams win trophies, squads win trophies. I cannot say I love this player, but generally I love the players who love to win. Not only the ones that love to win in 90 minutes but love to win every day, in every training session and in all of their lives.''<ref group="fonte" name=whatmourinhosaid/> *Devo rendere omaggio al Porto. È un club fantastico, ha giocatori fantastici, i tifosi sono incredibili quando supportano la squadra. Ma loro devono capire il mio desiderio, la mia intenzione di andare verso una sfida differente. Auguro il meglio per loro. Se li trovassi contro in Champions League, spero che sia l'unica volta che perdano. È stata una storia fantastica, ma le storie hanno una fine. :''I have to pay my tribute to Porto. It is an amazing club, has amazing players, the board was fantastic, the supporters are incredible how they support the team. But they have to understand my wish, my desire, my dream to go to a different challenge. I hope everything goes well for them. If I meet them in the Champions League it will be the only time I wish them to lose. It was a wonderful story but the story has to end.''<ref group="fonte" name=whatmourinhosaid/> *{{NDR|Il 10 luglio 2004}} Non sono preoccupato dalla pressione. Se avessi voluto un lavoro facile, lavorando con la grande protezione di quello che avevo già fatto, sarei rimasto al Porto – una bella sedia blu, una Uefa Champions League, Dio, e dopo Dio, io. Se fossi rimasto là, perdendo 10 gare e senza vincere la Champions League, la gente avrebbe continuato a fidarsi di me e a pensare che sono il migliore. :''I am not worried about pressure. If I wanted to have an easy job, working with the big protection of what I have already done before, I would have stayed at Porto – beautiful blue chair, the Uefa Champions League trophy, God, and after God, me. If I stayed there and lost 10 matches and didn't win another Champions League people would still trust me and think I am the best.''.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.theguardian.com/football/2004/jul/11/newsstory.porto Mourinho boasts "After God, me"]'', ''The guardian.com'', 11 luglio 2004.</ref> *[[Bobby Robson|Robson]] non s'interessava allo studio del calcio, al metodo, alla preparazione. È uno da prima linea, da contatto diretto con i giocatori, preoccupato soprattutto dell'attacco, della finalizzazione. Van Gaal è il contrario di Robson, pianifica tutto al limite. Con lui non mi restava che il lavoro sul campo.<ref group="fonte">Citato in Giancarlo Gavalotti, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2004/settembre/11/arrogante_sono_tipo_speciale__sw_0_0409111616.shtml "Arrogante io ? no, sono un tipo speciale"]'', ''Sportweek'', anno 5, n. 224, 11 settembre 2004, p. 28.</ref> *{{NDR|Il 20 settembre 2004, dopo un Chelsea - Tottenham 0-0}} Come diciamo in Portogallo, hanno portato un bus e lo hanno lasciato davanti alla porta. Sarei frustrato se fossi un tifoso che ha pagato £50 per vedere questa partita, perché gli Spurs sono venuti per difendersi. C'è stato solo una squadra che ha provato a vincere, loro sono solo arrivati per non perdere – non è giusto per il calcio a cui giochiamo. :''As we say in Portugal, they brought the bus and they left the bus in front of the goal. I would have been frustrated if I had been a supporter who paid £50 to watch this game because Spurs came to defend. There was only one team looking to win, they only came not to concede – it's not fair for the football we played.''<ref group="fonte" name=TheworldaccordingtoMourinho>Citato in ''[http://news.bbc.co.uk/sport2/hi/football/teams/c/chelsea/4392444.stm The world according to Mourinho]'', ''news.bbc.co.uk'', 31 ottobre 2005.</ref> *{{NDR|Il 14 novembre 2004, dopo un Tottenham - Arsenal 4-5}} Non è un punteggio calcistico, è un punteggio da hockey... In allenamento spesso faccio giocare partite tre contro tre e quando il punteggio arriva a 5-4 rispedisco i giocatori nello spogliatoio, perché non hanno difeso correttamente. :''That was not a football score, it was a hockey score... in training I often play matches of three against three and when the score reaches 5-4 I send the players back to the dressing room, because they are not defending properly.''<ref group="fonte" name=TheworldaccordingtoMourinho/> *{{NDR|14 gennaio 2005}} Le persone vogliono una tempesta ma non ce n'è una. Non ci sono problemi o guerre o giochi mentali tra di noi. Rispetto molto Sir Alex perché è un grande allenatore, ma dovrebbe seguire la procedura, noi dobbiamo fare lo stesso. Sono un campione europeo come Ferguson, ma non importa chi sei. Io non parlo con gli arbitri e non voglio che altri allenatori lo facciano, è la regola. Una cosa è parlare, una cosa è gridare. Non c'è niente contro Sir Alex, niente di niente. Dopo la gara di mercoledì siamo andati nel mio ufficio a parlare e a bere vino. Sfortunatamente era un bottiglia molto cattiva di vino e lui ha reclamato, così quando andremo all'Old Trafford per il ritorno, nel giorno del mio compleanno, porterò una buonissima bottiglia di vino portoghese. Ma è un grande allenatore, intelligente e usa il suo potere e il suo prestigio. L'arbitro non deve permetterlo. Ho grande rispetto per Ferguson. Lo chiamo "boss" perché è il capo degli allenatori. È il migliore nel paese. Forse quando avrò 60 anni, i miei figli mi chiameranno allo stesso modo. :''People want a storm but there isn't one. There's no problem and no war or mind games between us. I respect Sir Alex a lot because he's a great manager, but he must follow the procedure, we must all be the same. I'm a European champion and so is Ferguson, it doesn't matter who you are. I don't speak with referees and I don't want other managers doing it, it's the rule. One thing is to speak, one thing is to shout. This is nothing against Sir Alex whatsoever. After the game on Wednesday we were together in my office and we spoke and drank wine. Unfortunately it was a very bad bottle of wine and he was complaining, so when we go to Old Trafford for the second leg, on my birthday, I will take a beautiful bottle of Portuguese wine. But he is a great manager, he is clever and used his power and his prestige. The referee should not allow it. I have a lot of respect for Ferguson. I call him boss because he is the manager's boss. He's the top manager in the country. Maybe when I become 60, the kids will call me the same.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://news.bbc.co.uk/sport2/hi/football/teams/c/chelsea/4175077.stm Mourinho dismisses Ferguson feud]'', ''News.bbc.co.uk'', 14 gennaio 2005.</ref> *{{NDR|Il 27 febbraio 2005}} Quando ho visto [[Frank Rijkaard|Rijkaard]] entrare nello spogliatoio dell'arbitro, non ci volevo credere. Quando [[Didier Drogba|Drogba]] è stato espulso non sono rimasto sorpreso.<ref>Sostenendo che l'allenatore del Barcellona Frank Rijkaard abbia incontrato l'arbitro Anders Frisk durante l'intervallo della loro partita in Champions League.</ref> :''When I saw Rijkaard entering the referee's dressing room I couldn't believe it. When Drogba was sent off I didn't get surprised.''<ref group="fonte" name=ownwords/> *{{NDR|Il 6 maggio 2005, dopo una sconfitta con il Liverpool in Champions League}} Il Liverpool ha segnato, se potete dire che lo ha fatto, ma forse dovreste dire che il guardalinea ha segnato. :''Liverpool scored, if you can say that they scored, because maybe you should say the linesman scored.''<ref group="fonte" name=TheworldaccordingtoMourinho/> *{{NDR|Il 26 ottobre 2005}} Voglio fare i miei complimenti a loro perché hanno vinto. Ma noi eravamo la squadra migliore. Non abbiamo perso la partita. In 90 minuti abbiamo pareggiato e dopo due ore era ancora un pareggio. Abbiamo perso ai rigori.<ref>Dopo aver perso ai rigori in Carling Cup contro il Charlton.</ref> :''I want to give my congratulations to them because they won. But we were the best team. We didn't lose the game. Ninety minutes was a draw and it was a draw after two hours. We lost on penalties.''<ref group="fonte" name=TheworldaccordingtoMourinho/> *{{NDR|31 ottobre 2005}} Penso che {{NDR|[[Arsène Wenger]], allenatore dell'Arsenal}} sia un guardone. Ci sono alcune persone che, quando sono a casa, hanno un grande telescopio per vedere cosa accade nelle altre famiglie. Lui parla, parla e parla del Chelsea. :''I think he is one of these people who is a voyeur. He likes to watch other people. There are some guys who, when they are at home, have a big telescope to see what happens in other families. He speaks, speaks, speaks about Chelsea.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.theguardian.com/football/2005/oct/31/newsstory.sport1 Wenger is a voyeur, snipes Mourinho]'', ''Theguardian.com'', 31 ottobre 2005.</ref> *{{NDR|Il 20 febbraio 2006}} A volte vedi bellissime persone senza cervello. A volte hai brutte persone che sono intelligenti, come gli scienziati. Il nostro campo è un po' come questi. Dall'alto sembra una disgrazia, ma la palla scorre a velocità normale.<ref>Rispondendo alle accuse sulla condizione dello Stamford Bridge, da parte del Barcellona, prima della loro partita in Champions League.</ref> :''Sometimes you see beautiful people with no brains. Sometimes you have ugly people who are intelligent, like scientists. Our pitch is a bit like that. From the top it's a disgrace but the ball rolls at normal speed.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://news.bbc.co.uk/sport2/hi/football/teams/c/chelsea/4731380.stm Mourinho makes Barca proposition]'', ''News.bbc.co.uk'', 20 febbraio 2006.</ref> *{{NDR|Il 23 febbraio 2006}} Come si dice "imbrogliare" in catalano? Barcellona è una città culturale con molti grandi teatri e questi ragazzi hanno imparato molto bene. Lui {{NDR|[[Lionel Messi]]}} ha imparato a recitare.<ref>Riferendosi all'azione in cui Messi ha fatto espellere Asier Del Horno, in un match di Champions League perso contro il Barcellona.</ref> :''How do you say "cheating" in Catalan? Barcelona is a cultural city with many great theaters and this boy has learned very well. He's learned play acting.''<ref group="fonte" name=ownwords>Citato in ''[http://news.bbc.co.uk/sport2/hi/funny_old_game/7004282.stm Mourinho in his own words]'', ''News.bbc.co.uk'', 20 settembre 2007.</ref> *{{NDR|Il 25 luglio 2006}} Non è facile allenare così tanti grandi giocatori. Non posso dire che ogni giocatore è felice, alla fine della stagione abbiamo giocatori che vogliono andare via. Non vogliono lasciare per andare in un club migliore, loro vogliono lasciare perché vogliono essere più felici e questo significa giocare di più. È impossibile rendere tutti felici. Quest'anno avremmo 20 giocatori nella squadra e con una squadra più piccola penso che tutti si sentiranno utili. :''It is not easy coaching so many top players. I can't say that every player is happy because at the end of the season we have players who want to leave. They don't want to leave to go to a better club, they want to leave because they want to be more happy in football and that means playing more. It is impossible to keep everyone happy. This year we will have 20 players on the squad and with a smaller squad I think everyone feels useful.''<ref group="fonte" name=everyonehappy>Citato in ''[http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-397596/Mourinho-I-happy.html Mourinho: 'I can't keep everyone happy']'', ''Dailymail.co.uk'' ripresa da un intervista al "New York Times", 25 luglio 2006.</ref> *Tutti si aspettano che il Chelsea fallisca. È una grande motivazione per noi. Non abbiamo comprato nuovi giocatori perché abbiamo bisogno di loro per renderci campioni. Non è una questione di soldi per il club o per i giocatori. È un tipo di missione differente, una nuova sfida di vita. :''Everyone is waiting for Chelsea to fail. It is a great motivation for us. We have signed new players not because we need them to make us champions. It is not a question of money for the club or for the players. It is a different kind of mission, a new life challenge.''<ref group="fonte" name=everyonehappy/> *Quanta gente cambia la propria capigliatura per il tempo? Ho tagliato i miei capelli per una ragione differente, perché voglio spingere i miei ragazzi a fare lo stesso. È caldo. Allenandosi due volte al giorno, non ho tempo da spendere con i capelli lunghi. Inoltre voglio spingere i giovani giocatori della mia squadra ad avere una capigliatura appropriata. Cambiando il mio look, forse ho una faccia più aggressiva, ma è per prepararmi al calcio, per essere pronto alla guerra. :''How many people change their haircut for the weather? I also cut my hair for a different reason, because I want to push my kid to do the same. And it was hot. Training two times a day, I have no time to spend with long hair. I also want to push the young players on my team to have a proper haircut. For me, I changed the look, maybe my face is more aggressive, to prepare myself for football, to be ready for war.''<ref group="fonte" name=everyonehappy/> *{{NDR|Il 18 ottobre 2006}} Quel giocatore del Manchester City [Joey Barton] ha mostrato il suo sedere per due secondi, quello è stato un altro incubo. Ma penso che questo sia un incubo reale.<ref>Comparando Joey Barton e l'infortunio di Cech.</ref> :''That a player from Man City [Joey Barton] should show his arse for two seconds, that was also a nightmare. But I think this is a real nightmare.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.theguardian.com/football/2006/oct/18/newsstory.sport Mourinho accused of getting facts wrong]'', ''theguardian.com'', 18 ottobre 2006.</ref> *{{NDR|Il 30 ottobre 2006, dopo che un tifoso aveva colpito Lampard con una bottiglia}} Non penso che il club debba essere punito a causa di un individuo. Forse il ragazzo aveva bevuto vino rosso o birra a colazione, invece del latte. :''I don't think the club can be punished because of one individual. Maybe the guy drank red wine or beer with breakfast instead of milk.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-413349/Jail-bottle-thrower-says-Mourinho.html Jail bottle thrower, says Mourinho]'', ''Dailymail.co.uk'', 30 ottobre 2006.</ref> *{{NDR|Il 21 febbraio 2007}} Molti grandi allenatori nel mondo non l'hanno vinta {{NDR|la Champion League}}. Il grande esempio non è molto lontano da noi. {{NDR|Arsenal e Chelsea sono entrambe squadre di Londra}} [[Arsène Wenger]] è un grande allenatore nel mondo del calcio e non l'ha mai fatto; io posso ringraziare Dio per averla vinta una volta. L'ho fatto. :''Many great managers in the world have never won it. The big example is not far from us; Arsene Wenger is a top manager in the world. He's a big manager in the world of football and he never did it so when I did it once, I can thank God for that. I have that.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.telegraph.co.uk/sport/football/2308081/Mourinho-turns-up-heat-with-Wenger-dig.html Mourinho turns up heat with Wenger dig]'', ''Telegraph.co.uk'', 21 febbraio 2007.</ref> *{{NDR|Il 25 aprile 2007, riferendosi a [[Rafael Benítez]]}} Tre anni senza un titolo in Premiership? Penso che non avrei ancora un lavoro. :''Three years without a Premiership title? I don't think I would still be in a job.''<ref group="fonte" name=ownwords/> *{{NDR|Il 25 aprile 2007}} La storia parla da sola e storicamente il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] non è mai stato un grande club, sono un mostro. Ma negli ultimi anni si può notare giochino solo una competizione e si affermino nelle competizioni ad eliminazione diretta. Non sono uno statistico, ma penso che in Premiership il Chelsea possa avere 60 o più punti del Liverpool. Non so quanti – 50, 55 o 60 – ma punto sui 60 punti. Sono molti. Sono una grande squadra nelle gare ad eliminazione diretta. Dobbiamo ammetterlo ed elogiare loro per questo: hanno vinto Champions League, FA Cup, e sono di nuovo in una semifinale di Champions League. Ma sin da gennaio, hanno giocato solo una competizione: la Champions League. :''History speaks for itself and historically Liverpool are not even a big club, they are a monster. But in the last years you can see that they play only one competition and they succeed in knockout competitions. I am not a statistics man, but I think that in the Premiership Chelsea can have 60 points more than Liverpool. I don't know – 50, 55 or 60 – but I would go with 60 points. That's a lot. They are a great team in knockout competitions. We have to admit that and praise them for that: they've won the Champions League, FA Cup, again they're in the Champions League semi-final. But since January, they have played only one competition: Champions League.''<ref group="fonte">{{en}} Citato in ''[http://www.theguardian.com/football/2007/apr/25/championsleague.liverpool1 Liverpool are just a cup team now is the message from Mourinho]'', ''The Guardian.com'', 25 aprile 2007.</ref> *{{NDR|Il 25 aprile 2007, riferendosi al Liverpool avversario di Champions League}} Se non sei un grande club, scegli una competizione e lotti in quella, dimenticandoti delle altre. I grandi club non possono fare questo. Dobbiamo andare avanti fino a dove possiamo cercando di fare il massimo. È un rischio provarci e si può vincere tutto o niente, o quasi niente perché noi abbiamo la Carling Cup. :''If you are not a big club, you choose one competition and you fight in that competition and forget the others. Big clubs – we cannot do this. We have to go on until we can and try the maximum we can. It is a risk to try and win everything or nothing, or almost nothing because we have the Carling Cup.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://metro.co.uk/2007/04/25/jose-liverpool-not-a-big-club-307229/ Jose: Liverpool not a big club]'', ''Metro.co.uk'', 25 aprile 2007.</ref> *{{NDR|Il 19 giugno 2007}} I calciatori giovani sono un po' come dei [[melone|meloni]] – solo dopo averlo aperto e assaggiato sei sicuro al 100% che il melone è buono. A volte hai meloni fantastici ma non sono molto buoni; altri meloni sono un po' brutti ma quando li apri hanno un sapore fantastico. Dal modo in cui [[Scott Sinclair]] ha giocato contro l'Arsenal e il Manchester United – conosciamo il melone che abbiamo. :''Young players are a little bit like melons – only when you open them up and taste the melon are you 100 per cent sure that the melon is good. Sometimes you have beautiful melons but they don't taste very good; other melons are a bit ugly and when you open them the taste is fantastic. The way Scott Sinclair played against Arsenal and Manchester United – we know the melon we have.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-463011/Mourinho-tips-kids-topple-United.html Mourinho tips kids to topple United]'', ''Dailymail.co.uk'', 19 giugno 2007.</ref> *C'è bisogno di un grande allenatore per vincere la Champions League, ma non sempre i grandi allenatori vincono. Accetto il fatto che si debba giocare con più fantasia, che il Chelsea debba fare un gioco più intrigante e bello da vedere, ma dipende dalle partite. Alcune gare sono spettacolari, altre lo sono meno. È un po' come l'[[omelette]] e le uova. Se non hai le uova, non puoi fare l'omelette. E, comunque, anche l'omelette dipende dalla qualità delle uova. Al supermercato tu hai uova di classe 1, 2 e 3, alcune sono più costose di altre e danno migliori omelettes. Quando hai Drogba, Lampard, Ballack e Carvalho fuori, stai parlando del 40% della squadra. Quindi, il problema non è quando hai 4, 5 o 6 giocatori infortunati, ma chi sono gli infortunati e la loro importanza nella squadra.<ref>[[Roman Abramovich]] aveva dichiarato tramite l'amministratore delegato [[Peter Kenyon]] che il Chelsea non doveva solo vincere, ma vincere con stile. Mourinho rispose dando la colpa agli infortuni che non gli permettevano di scegliere i giocatori adatti ad un miglior stile di gioco e lo fece attraverso questa metafora. Dopo quella partita, Mourinho venne esonerato.</ref><ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/Primo_Piano/2007/09_Settembre/18/chelsea.shtml L'ultimatum di Abramovich]'', ''Gazzetta.it'', 18 settembre 2007.</ref> *{{NDR|Riferendosi ai dirigenti del Chelsea}} Mi rimpiangerete, soprattutto quando comincerete a perdere anche le partite in casa. I fan del Chelsea non hanno mai lasciato Stamford Bridge in lacrime, perché non abbiamo mai subito sconfitte casalinghe e siamo stati imbattuti per 42 gare, che è un record, ma quando il Chelsea perderà il prossimo incontro davanti al suo pubblico, allora qualcuno si ricorderà che questa cosa non succedeva da tre anni.<ref group="fonte" name=rimpiangerete>Da un'intervista al giornale portoghese ''Maisfutebol''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/Primo_Piano/2007/09_Settembre/25/chelsea.shtml La rabbia di Mourinho "Mi rimpiangerete"]'', ''Gazzetta.it'', 25 settembre 2007.</ref> *Sir Alex Ferguson è rimasto diversi anni, mi pare tre, al Manchester senza vincere nulla, eppure è ancora al suo posto. Stessa cosa per Wenger, anche lui al terzo anno senza titoli, ma ancora al suo posto. Se fosse stato per i tifosi, avrei avuto il contratto per vent'anni, perché la gente mi adora.<ref group="fonte" name=rimpiangerete/> *È vero, ho pianto. Del resto, ho sempre detto che avevo una famiglia a casa e un'altra al lavoro e ho sempre avuto un ottimo rapporto con i miei giocatori e con il pubblico. Non li dimenticherò mai e so che loro non dimenticheranno me.<ref group="fonte" name=rimpiangerete/> *Non mi potrei mai vedere sulla panchina di una nazionale che non sia il Portogallo. E poi io adoro il calcio inglese, ma per adesso non voglio tornarci. Ora mi piacerebbe continuare ad allenare un club, magari in Italia dove potrei mettermi alla prova con il loro tatticismo.<ref group="fonte" name=allenareinItalia>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/Primo_Piano/2007/10_Ottobre/21/mourinho.shtml Mourinho, no all'Inghilterra "Vorrei allenare in Italia"]'', ''Gazzetta.it'', 21 ottobre 2007.</ref> *Se fossi il c.t. di un'altra squadra, non potrei affrontare il Portogallo. Sarebbe sbagliato. Sono completamente contrario ai c.t. stranieri, credo che le nazionali dovrebbero mettere insieme non solo i migliori giocatori di un Paese, ma anche il miglior tecnico. Allenare una nazionale non è come guidare un club. È un lavoro per gente cui non piace lavorare troppo.<ref group="fonte" name=allenareinItalia/> *Guidare il Portogallo è un'ambizione, ma non per il Mourinho di oggi. Allenerò la nazionale portoghese un giorno, per il piacere di vincere per il Portogallo, è una cosa che mi attira molto. Io voglio che il Portogallo vinca, e il c.t. di adesso non deve certo guardarsi alle spalle per vedere me che aspetto di prendere il suo posto. Ora la nazionale non è un'ossessione, arriverà alla fine della mia carriera, su questo non ci sono dubbi.<ref group="fonte" name=allenareinItalia/> ===Inter (2008-2010)=== [[File:Jose Mourinho - Inter Mailand (4).jpg|thumb|upright=1.3|Mourinho ai tempi dell'Inter nel 2009]] *Sia come persona che come allenatore sono un tipo semplice. Vorrei che le persone, in compenso, fossero sempre aperte e disponibili. In fondo è facile lavorare con me. Basta seguirmi.<ref group="fonte" name=seguirmi>Da un'intervista al ''Jornal de Negocios''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/05_Maggio/30/mourinho_3005.shtml Mourinho: "Lavorare con me? È facile, basta seguirmi"]'', ''Gazzetta.it'', 30 maggio 2008.</ref> *{{NDR|Riferendosi al suo soprannome "The special one"}} Non sono affatto speciale. Sono solo un grande allenatore di calcio. Punto.<ref group="fonte" name=seguirmi/> *Mi piace rendere felici le persone che mi amano, e fare arrabbiare chi non mi ama.<ref group="fonte" name=seguirmi/> *Ho solo punti di forza, e se attraverso un momento di debolezza cerco di nasconderlo.<ref group="fonte" name=seguirmi/> *Nel mio prossimo incarico dovrò affrontare un sacco di pressioni, ma è in situazioni come queste che divento più forte.<ref group="fonte" name=seguirmi/> *'''Cronista inglese''': Pensa che Lampard potrebbe trovarsi bene nel calcio italiano?<br/>'''José Mourinho''': Perché mi chiedi di un giocatore del Chelsea?<br/> '''Cronista inglese''': È un modo furbo di riproporre il tema che lei ha appena evitato. <br/>'''José Mourinho''': Sì, siii... Ma io non sono un pirla.<ref>Durante la prima conferenza stampa in Italia.</ref><ref group="fonte">Citato in Nicola Cecere, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/giugno/04/Inter_team_speciale_non_sono_ga_10_080604049.shtml «L'Inter è un team speciale Ma io non sono... un pirla»]'', ''Gazzetta dello Sport'', 4 giugno 2008.</ref> *[[Frank Lampard]] è una persona diversa, non così estroversa. È il miglior professionista con cui abbia mai lavorato. È il giocatore che si allena meglio, con maggior concentrazione, impegno, sempre attento a migliorarsi. Non è mai soddisfatto delle sue prestazioni, vuole sempre imparare cose nuove. Se commette un errore in partita, in allenamento resta un'ora in più per esercitarsi in quella specifica situazione di gioco. Ricordo che una volta aveva sbagliato una difficile volée di sinistro. Il giorno dopo è rimasto in campo dopo l'allenamento per migliorare quel colpo. Lampard è un professionista incredibile. Dio dà il talento... poi alcuni lo sprecano. Altri, come Frank, con questa mentalità diventano anche migliori, e questi sono i giocatori che possono durare per sempre.<ref group="fonte">Da un'intervista al sito ''Feelfootball.com''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/07_Luglio/11/mourinho_lampard.shtml Mourinho esalta Lampard e Abramovich è arrabbiato]'', ''Gazzetta.it'', 11 luglio 2008.</ref> *Questo tipo d'ambiente non è assolutamente nuovo per me, ho già lavorato in una squadra di estrazione latina come il Porto e questa è la nostra passione. La gente latina trasmette emozioni.<ref group="fonte" name=digiornoingiorno>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/07_Luglio/26/nourinhocontento.shtml Mourinho: "Miglioriamo di giorno in giorno"]'', ''Gazzetta.it'', 26 luglio 2008.</ref> *Posso essere un tecnico organizzato se tutti coloro che lavorano con me sono organizzati quindi prima devo ringraziare due persone: [[André Villas-Boas|Andre Villas]], un mio collaboratore, in giro a visionare avversari, e Roberto Samaden. Loro sono stati i primi che hanno lavorato qui per preparare tutti i dettagli, quelli che sono importanti per me. Poi ringrazio lo staff medico, i magazzinieri, la sicurezza e tutti quelli che in questo momento lavorano con me all'Inter. Lo fanno con motivazione e professionalità, così per me è più facile essere organizzato. Dal primo giorno di ritiro noi abbiamo orari per ogni cosa: una cosa incredibile è che nessuno ha mai ritardato per un solo attimo. Questo è incredibile.<ref group="fonte" name=digiornoingiorno/> *Fabio Capello ha dichiarato che il mio arrivo come tecnico in Italia può portare al massimo un un per cento in più all'Inter? Sono d'accordo: è vero che in Italia ci sono tanti bravi allenatori, non solo adesso, ma anche tempo fa ci sono state generazioni di grandissimi allenatori. Sono qui per imparare e non per fare il professore. Quelli che pensano di sapere tutto sono ignoranti, io non mi reputo un ignorante e voglio imparare qualche cosa ogni giorno. Per me è un privilegio lavorare in Italia e poter giocare con la mia squadra in una competizione come la serie A, affrontando squadre dirette da bravi allenatori. Il giorno che penserò di sapere tutto e che non avrò più nulla da imparare, sarà il giorno nel quale smetterò di allenare perché, come dicevo prima, non sono un ignorante.<ref group="fonte" name=digiornoingiorno/> *La mia filosofia è questa: non sono qui per insegnare ai miei come giocare a calcio, sono qui per insegnare loro a giocare a calcio insieme. È una situazione completamente diversa e loro così capiscono che tutti gli esercizi che facciamo sono utili a migliorare il lavoro della squadra: lavoriamo sotto il punto di vista offensivo e difensivo e, in questo momento, credo che con le gambe pesanti sia difficile giocare bene. Ma l'organizzazione collettiva della squadra migliora giorno dopo giorno, oggi è sabato e forse domani non avremo la condizione per giocare una grande gara.<ref group="fonte" name=digiornoingiorno/> *Non voglio amichevoli nelle quali vincere dieci a zero, dopo le quali si scrive sul giornale che l'Inter di Mourinho gioca un calcio incredibile. L'obiettivo è un altro, è solo migliorare.<ref group="fonte" name=digiornoingiorno/> *Sono in Italia per lavorare non per fare una guerra di parole. Voglio far bene con l'Inter, il meglio possibile per noi e dimenticare il lavoro degli altri. [[Claudio Ranieri|Ranieri]]? Ha comunque ragione per quello che dice: io sono molto esigente con me stesso e ho bisogno di vincere per avere sicurezza delle cose. Per questo ho vinto tante trofei nella mia carriera. Lui ha, invece, la mentalità di uno che non ha bisogno di vincere e a quasi settanta anni ha vinto una Supercoppa e un'altra piccola Coppa. È troppo vecchio per cambiare mentalità.<ref group="fonte" name=daluz>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/08/04/mourinho_0408.shtml Mourinho risponde a Ranieri "Ha vinto poco, è vecchio" ]'', ''Gazzetta.it'', 4 agosto 2008.</ref> *{{NDR|Prima di Bayern-Inter del 5 agosto 2008}} Non ci sono dubbi sul fatto che il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]] sia uno dei migliori club al mondo. Ricordo che, quando ero bambino, mio padre mi portò allo stadio 'Da Luz' di Lisbona a vedere Benfica-Bayern. Non dimenticherò mai di aver visto dei giocatori incredibili in campo: Franz Beckenbauer, Gerd Muller, Sepp Maier e Paul Breitner. Era veramente un gruppo super.<ref group="fonte" name=daluz/> *{{NDR|Parlando di [[Zlatan Ibrahimovic]]}} Oggi ha fatto tutto con la squadra e vedendolo lavorare con gli altri mi ha fatto capire che giocatore abbiamo. Per me è una motivazione extra aiutare un ragazzo così a fare qualcosa di speciale nella sua carriera. Si parla tanto di Kakà che ha vinto il Pallone d'oro, di Messi e di Cristiano Ronaldo, ma quando lavoro due tre giorni con Ibra, capisco che lui è speciale.<ref group="fonte" name=daluz/> *{{NDR|Riferendosi a [[Dejan Stanković]]}} Ho parlato con lui e non abbiamo nessun dubbio: resterà all'Inter. La Juve può pensare quello che vuole, ma io e lui abbiamo messo le cose in chiaro; abbiamo parlato per noi e non abbiamo nessun dubbio, abbiamo fiducia nel lavoro che stiamo facendo insieme e siamo contenti del nostro rapporto. Molti pensano che il [[centrocampista]] centrale deve essere difensivo, invece io credo che debba avere visione di gioco, lancio, tecnica e non solo fase difensiva.<ref group="fonte" name=stankovic>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/08/07/mourinho_0708.shtml Mourinho: "Stankovic resta" Ma Mihajlovic lo attacca]'', ''Gazzetta.it'', 7 agosto 2008.</ref> *Perché mi attaccano tutti? Facile, perché sanno che il giorno dopo le prime pagine dei giornali si occuperanno di loro. È tutta pubblicità gratis.<ref group="fonte" name=stankovic/> *{{NDR|Riferendosi a [[Francesco Totti]]}} È un giocatore fantastico, ma se non dovesse esserci dal primo minuto le cose cambieranno poco. La Roma lavora da tanti anni con la stessa squadra, non è un dramma perdere un solo giocatore. Anche lo scorso anno si sono adattati e sono rimasti in corsa per lo scudetto fino all'ultima giornata. Nel calcio comunque si vive di titoli, se non fosse così staremmo nel giardino a giocare con i bambini. E il titolo l'ha vinto l'Inter, anche se in Coppa è stata più forte la Roma. Oggi comunque ho detto ai miei che la Roma non è la stessa squadra senza [[Alessandro Faiolhe Amantino|Mancini]].<ref group="fonte" name=paura>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/08/23/mourinho_2308.shtml Mourinho non ha paura "Più forti della Roma"]'', ''Gazzetta.it'', 23 agosto 2008.</ref> *Non mi preoccupa il fatto che nessuno sia andato via. Avevo detto che siamo in troppi ma le carte sono tutte in tavola, come nel poker. Ognuno di loro conosce lo spazio che avrà a disposizione. Certo, mi piacerebbe che alcuni potessero scegliere una strada diversa, specie per chi sa già che resterà fuori dalla lista Champions o che avrà poco spazio. Quella di restare è una scelta personale, di certo nessuno si potrà lamentare di giocare poco. Se tutti decidono di non partire per me non sarà un problema, sono professionisti che lavorano molto bene. Rappresentano delle opzioni in più, magari ultime opzioni, ma io rispetto i contratti tra i giocatori e il mio club.<ref group="fonte" name=paura/> *I venti convocati per me sono i migliori giocatori del mondo e sono perfetti per giocare domani. A me piace più giocare che allenare, mi piace più giocare partite ufficiali che amichevoli e mi piace più giocare grandi partite che partite meno grandi: questa è l'essenza del nostro lavoro. La Supercoppa non è ovviamente la finale di Champions, non è la finale di una coppa nazionale, ma è una partita bella da giocare. L'ho vinta in Portogallo e in Inghilterra, l'ho persa anche in Inghilterra, e se possibile voglio vincerla alla prima possibilità.<ref group="fonte" name=paura/> *{{NDR|Riferendosi all'involuzione di [[Andrij Ševčenko]] al Chelsea}} È la vita, non puoi sapere cosa ti accadrà domani. Magari tra quattro anni farò fatica a trovare una squadra.<ref group="fonte" name=paura/> *{{NDR|Rispondendo agli elogi della critica sulla prima partita di Scolari sulla panchina del Chelsea}} Penso che il Chelsea debba mettere in vendita il dvd della partita, proprio come aveva fatto dopo Chelsea-Barcellona 4-2 che era andato a ruba. La cosa positiva è che adesso posso andare a Londra tranquillamente, potrò camminare senza essere travolto dall'affetto dei tifosi...<ref group="fonte" name=paura/> *Gli spaghetti mi piacciono molto, qui alla Pinetina si mangia bene, troppo bene. Voglio avere una buona linea, non prendere troppo peso...<ref group="fonte" name=paura/> *{{NDR|Parlando di [[Andrij Ševčenko]]}} Credo che in futuro tornerà a essere un giocatore di grande qualità, ma ha bisogno di un cambiamento, di una sfida diversa e di un ambiente diverso per essere felice. Non era la mia prima opzione, avevo chiesto un altro giocatore e sapevo che in quel momento il club stava facendo di tutto per darmi i giocatori che volevo, o almeno uno di loro, ma non è stato possibile per varie ragioni. E quando ho dovuto confrontarmi con l'ipotesi Shevchenko ho detto sì, perché è senza dubbio un giocatore di grande qualità. Era come un principe, ma al Chelsea la nostra filosofia era diversa. Non avevamo prìncipi, tutti sono uguali, tutti hanno bisogno di lavorare allo stesso modo, e tutti devono meritare di giocare. Per questo penso che abbia perso fiducia in se stesso. E poi ci sono altri fattori, come una vita diversa, un club diverso, una lingua diversa, un campionato diverso e un ambiente diverso. Passo dopo passo, un giocatore va nella direzione sbagliata. [...] È un ottimo giocatore e gli auguro di tornare lo Sheva che tutti, me incluso, ammirano. La verità è che non ho mai avuto problemi personali con lui e gli auguro il meglio per il futuro.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/08/27/mourinhosheva.shtml Mourinho, carezze a Sheva "Mai avuto problemi con lui"]'', ''Gazzetta.it'', 27 agosto 2008.</ref> *Allenare la Nazionale inglese non è impossibile, ma è sicuramente difficile perché hai tutti gli occhi puntati addosso, come sta succedendo a Capello questa settimana, e la pressione è altissima. Al di là dei soliti problemi legati agli infortuni e alla mancanza di tempo per stare con i giocatori, penso che la difficoltà maggiore per allenatori come il sottoscritto e come Capello stia nel fatto che non possiamo comprare i giocatori che vogliamo. Quando sei in un club e hai bisogno per esempio di un difensore centrale, ti guardi in giro e lo trovi. Ma in questo caso devi fare di necessità virtù.<ref group="fonte" name=difendecapello>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/Primo_Piano/2008/09/02/MouLampard.shtml Capello sotto pressione E Mourinho lo difende]'', ''Gazzetta.it'', 2 settembre 2008, ripresa da un'intervista al Daily Telegraph.</ref> *Capello si deve ritenere molto fortunato, perché ha la possibilità di lavorare con alcuni dei migliori calciatori del mondo, come John Terry, Rio Ferdinand, Steven Gerrard ed Ashley Cole, ma a volte devi avere il coraggio di dare un taglio al passato, devi prenderti i tuoi rischi e affidarti a qualche giovane, perché niente dura per sempre. E qui arriviamo al nocciolo della questione, perché il calcio inglese non ha talenti emergenti che possano fare la differenza, ovvero giocatori in grado di crescere e diventare campioni. Una delle cose che mi hanno sempre sorpreso quando stavo in Inghilterra è il modo in cui viene seguito il calcio giovanile. Si fa tanto chiasso sull'argomento, ma forse la soluzione è più semplice di quanto si creda. In Portogallo, un ragazzino può iniziare a giocare nel Porto a 10 anni e all'età di 16 aver già incontrato 10 o 12 volte il Benfica o lo Sporting Lisbona; aver disputato partite importanti, anche davanti a un pubblico numeroso, ed essere pronto al grande salto. In Inghilterra, invece, ciò non è possibile perché il calendario è fatto su base regionale e questo per me è il vero errore. Che senso ha per un giovane del Chelsea vincere 14 a 0 contro Cobham e incontrare i pari età di Liverpool o Manchester United giusto una volta l'anno, se va bene? Cosa può davvero imparare da una cosa del genere? Mi rendo conto che molti allenatori delle squadre della Premier League non sono inglesi e che non lo sono nemmeno molti giocatori, ma quando sei in un'altra nazione tu hai il dovere di migliorare il modo in cui funzionano le cose anche lì. Ed è esattamente quello che ho cercato di fare io quando sono arrivato al Chelsea nel 2004, ma sul calendario non ho potuto fare nulla. Ecco perché ritengo che allenare la Nazionale inglese sia un compito davvero arduo, ma almeno contro Andorra sarà una gara facile e non possono esserci assolutamente problemi nel conquistare i tre punti. Con la Croazia, invece, sarà un po' diverso, perché loro hanno grande qualità e poi sono fieramente nazionalisti. È vero, hanno già battuto l'Inghilterra due volte nelle ultime due partite, ma non credo affatto che ci sarà una terza occasione.<ref group="fonte" name=difendecapello/> *[[Pietro Lo Monaco|Lo Monaco]]? Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Non ne conosco altri. Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto per parlare di me, mi deve pagare tanto. Io ho già degli sponsor che mi pagano per fare pubblicità. Non vengo pagato per fare pubblicità a Monaco. [...] Qualche tempo fa ho detto che qualcuno che vuole la prima pagina sa come trovarla.<ref group="fonte" name=monaco>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Catania/Primo_Piano/2008/09/15/lomonaco.shtml Lo Monaco contro Mourinho José: "Vuole pubblicità? Paghi"]'', ''Gazzetta.it'', 15 settembre 2008.</ref> *Ho l'esperienza sufficiente per non essere pazzo di gioia perché abbiamo vinto una partita di Champions o perché abbiamo 4 punti in campionato. Io voglio migliorare sempre, il risultato, il modo di giocare. Non cambio la mia filosofia e metodologia di calcio, ho bisogno di tempo per vedere la squadra giocare come voglio io.<ref group="fonte" name=esperienza>Da un'intervista a ''Sky Sport 24''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/09/18/mourinho.shtml Mourinho il perfezionista "Voglio migliorare tutto"]'', ''Gazzetta.it'', 18 settembre 2008.</ref> *{{NDR|Rispondendo a chi lo accusa di essere uno che naviga nelle polemiche}} Non è vero, Mourinho non crea polemiche, Mourinho 'run away' come si dice in Inghilterra. Io non fuggo le polemiche, ma nemmeno ci vado incontro, però se qualcuno tocca la mia squadra io sono il primo a difenderla, niente di più.<ref group="fonte" name=esperienza/> *Mia moglie, ad esempio, quando viaggiamo si porta dieci [[valigia|valigie]]. Io sono venuto in Italia e so quello che mi sono portato dietro. Anzi: io sono quello che mi porto dietro.<ref group="fonte" name=Ognuno>Dall'intervista di Andrea Elefante e Mirko Graziano, ''la Gazzetta dello Sport''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/09/20/mou.shtml Mourinho: "Io sono così"]'', ''Gazzetta.it'', 20 settembre 2008.</ref> *Guardi che io, arrivato a Londra, dissi solo: "Io non sono un allenatore normale, ma l'allenatore di un gruppo speciale". Il giorno dopo ero The Special One, ma non mi sono mai definito speciale. Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia migliore di me.<ref group="fonte" name=Ognuno/> *{{NDR|Prima di Torino-Inter}} Dobbiamo entrare in campo per essere dominatori, l'importante è che la squadra non dimentichi questa voglia di vincere dal primo minuto – l'obiettivo ovviamente non è segnare subito, questo succede una volta ogni trenta partite. Ma non perdere tempo, entrare per essere dominatori e per dimostrare che vogliamo vincere veramente la partita.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/09/20/conferenza.shtml Mourinho: "Adriano? Sarà titolare quando lo dirò io"]'', ''Gazzetta.it'', 20 settembre 2008.</ref> *Mi sembra che gli italiani non sono tanto innamorati di calcio come io pensavo, sono innamorati più dello show televisivo. Vedo tutti preoccupati di piccole cose, che nello spettacolo calcio non significano niente, e nessuno preoccupato per uno sport che è importante nel mondo. Nessuno si preoccupa per il fatto che il calcio italiano è considerato un prodotto molto piccolo fuori dall'Italia, non paragonabile alla Premier League. Il Lecce mercoledì ha giocato con 3 portieri e 8 difensori eppure a fine gara tutti si sono preoccupati sul perché a parlare con la stampa è venuto Baresi. Questo è il nostro mondo, che io ho scelto. La decisione di venire in Italia è stata mia, ma pensavo che l'Italia avesse più passione per il calcio e meno per tutto quello che c'è intorno. Non mi sono pentito comunque di essere venuto in Italia, assolutamente.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/09/27/mou.shtml Mourinho contro tutti]'', ''Gazzetta.it'' 27 settembre 2008.</ref> *Io ho studiato cinque ore al giorno l'italiano per diversi mesi per poter comunicare con voi giornalisti, con i tifosi e pensate che vi abbia mancato di rispetto? Parla poi Ranieri che dopo cinque anni in Inghilterra ha avuto difficoltà a dire "good morning" e "good afternoon". Chi è lui? Chi può dirmi di non mandare Baresi in conferenza stampa è il presidente Moratti, nessun altro.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/sport/calcio/mourinho-ranieri/mourinho-ranieri/mourinho-ranieri.html Mourinho-Ranieri, ancora scintille: "Dopo 5 anni sa dire good morning"]'', ''Repubblica.it'', 27 settembre 2008.</ref> *Dopo una partita non mi sentirete mai criticare i miei giocatori. Io non mi nascondo mai, mi piace che loro si sentano protetti. [...] L'uomo antipatico sono io, l'arrogante sono io, l'allenatore senza capacità sono io e per noi questa cosa potrebbe essere molto positiva.<ref group="fonte" name=antipatico>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/10/03/Mou.shtml Mou: "Io, l'antipatico Così proteggo i miei"]'', ''Gazzetta.it'', 3 ottobre 2008.</ref> *Se ci sono due ruoli dove mi piace la continuità del lavoro e la crescita sono i due difensori centrali titolari. Al Porto giocavo sempre Costa e Carvalho. Così come con Terry e Carvalho al Chelsea. Quella è una posizione decisiva nella stabilità di una squadra. Qui ho trovato una situazione drammatica: tutti tranne Burdisso erano infortunati. Ho usato Cambiasso in difesa. Cordoba è in miglioramento, Samuel domani va in panchina, ma è più un premio a un professionista fantastico: non è pronto per giocare. Non si può dire che è infortunato, ma dal punto di vista funzionale gli manca qualcosa. Ha bisogno di tempo. Nella mia testa la mia coppia doveva essere composta da un destro e un sinistro. E giochiamo a zona, non mi piace il gioco a uomo.<ref group="fonte" name=antipatico/> *Nel modo in cui si parla di me, mi si manca di rispetto. Ma mi devo adattare. Non cambierò, il calcio italiano non mi cambierà, la società italiana non mi cambierà. E l'ultima cosa che voglio fare io è cambiare qualcosa. Non voglio cambiare niente.<ref group="fonte" name=tg5>Da un'intervista al ''TG5''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/10/10/mourinho.shtml Mourinho anti-recessione "Mi taglierei lo stipendio"]'', ''Gazzetta.it'', 10 ottobre 2008.</ref> *Antipatico o simpatico per me non è importante. Il vincente dipende dal vostro punto di vista: non conosco ancora bene la vostra cultura. Per esempio in Inghilterra uno che ha vinto in un determinato momento una cosa importante, che è entrato nella storia, questo è un vincente per tutta la vita. Qui sembra che bisogna fare qualcosa di straordinario per meritare il rispetto. Chissà, forse c'è una competizione sulla luna che devo vincere per essere considerato in altro modo.<ref group="fonte" name=tg5/> *{{NDR|Sul gesto di aver baciato un crocifisso prima di un rigore di Adriano}} Sono cattolico, ho un'educazione tradizionale, con convinzione e fede. Quello è stato un momento: Adriano stava tirando il rigore, e me ne sono ricordato. È qua con me, ho bisogno di un aiuto per il 2-0, per stare tranquillo.<ref group="fonte" name=tg5/> *Non sono più l'allenatore del Chelsea per cui non devo preoccuparmi di difendere gli interessi del club e credo che sia giusto segnalare che [[Fernando Torres]] è un simulatore, così come [[Didier Drogba|Drogba]], [[Cristiano Ronaldo]] e [[Robin Van Persie]]. Il calcio inglese critica tanto la cultura della simulazione ma poi si smentisce. [...] Credo che Drogba sia oggi più forte rispetto a quando l'ho avuto al Chelsea, e Ronaldo e Torres sarebbero ancora più forti di quello che sono se pensassero a giocare. Ingannando, invece, sono diventati i giocatori a cui hanno fischiato più rigori a favore negli ultimi cinque anni.<ref group="fonte" name=drogba>Da un'intervista a ''Feelfootball.com''; citato in ''[http://www.sportmediaset.it/calcio/articoli/articolo17116.shtml "Torres e Drogba simulatori"]'', ''Sportmediaset.mediaset.it'', 21 ottobre 2008.</ref> *In Inghilterra gli allenatori insegnano ai ragazzi a giocare a calcio, in Italia, Spagna e Portogallo si insegna che conta solo vincere. Io odio la simulazione e le bugie anche se riconosco che non sono felice quando vedo che a un mio giocatore gli rifilano un colpo e lui cerca di restare in piedi. È raro che un arbitro fischi un rigore se il giocatore non cade. Nel mio caso dico ai miei ragazzi di giocare sempre pulito ma di non essere ingenui.<ref group="fonte" name=drogba/> *{{NDR|Rispondendo a chi gli chiede se controlla [[Adriano Leite Ribeiro|Adriano]]}} Controllare no, educare sì, con i giocatori come con i figli. L'allenatore fa un po' di tutto, bisogna entrare nella testa dei giocatori, nella loro personalità, conoscerli e adattarsi, fa parte del nostro lavoro. Con Adriano c'è un rapporto di stima reciproca, sta lavorando bene dopo una stagione che per lui è stata difficile, ma io voglio ancora di più. Non sono, non sarò mai e non voglio essere il papà dei giocatori, voglio dare ad Adriano una seconda opportunità, con lui ho un rapporto di fiducia reciproca che per me è la cosa più importante.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/10/25/mou.shtml Mou: "Niente formazione Mi sto italianizzando"]'', ''Gazzetta.it'', 25 ottobre 2008.</ref> *La stampa inglese è fantastica. [...] Impossibile paragonare la stampa italiana con l'inglese, puoi farlo con quella spagnola o portoghese, magari. Ma quella inglese è totalmente diversa. Non ci sono quotidiano sportivi. Ci sono due pagine di calcio in ogni giornale. Abbiamo Sky Sport che dà il calcio tutti i giorni, il weekend con la Bbc. Dopo la partita c'è un'intervista flash di un minuto e una conferenza stampa di cinque minuti. La stampa inglese è fantastica... Ma io sono portoghese, lavoro in Italia, rimpiangere il calcio inglese non mi aiuta e quello che succede qui non è un dramma perché la mia formazione non è molto diversa.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/11/14/mou.shtml Mou: "Domani Juve dietro" Adriano e Quaresma a casa]'', ''Gazzetta.it'', 14 novembre 2008.</ref> *Tutti i campionati sono difficili, gli allenatori sono tutti bravi, vincere è difficile ovunque, noi portoghesi siamo come voi italiani. È molto importante vincere, anche all'89', senza uno spettacolo bellissimo. È vero, quello italiano è un calcio difficile, esige una grande preparazione da parte di un allenatore. Ho cambiato contro il Genoa tre o quattro volte assetto tattico e il Genoa si è sempre adattato alla nostra formula. Per me, come allenatore, è uno spettacolo fantastico.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/11/17/mourinho.shtml Mourinho punge la Serie A "Un prodotto che non piace"]'', ''Gazzetta.it'', 17 novembre 2008.</ref> *{{NDR|Prima di Inter-Juventus}} L'ultima volta che nella mia carriera un presidente ha dichiarato di essere sicuro di vincere ha poi perso. Era un Porto-Benfica... Non conosco quello della Juve {{NDR|[[Giovanni Cobolli Gigli]]}} e non mi interessa più di tanto quello che ha detto. La mia squadra è sempre la più forte, era così quando allenavo l'Uniao Leiria, figurarsi oggi che sono all'Inter.<ref group="fonte" name=interjuve>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/11/21/mourinho_2111.shtml Mourinho convoca Adriano "Fa bene a voler chiarezza"]'', ''Gazzetta.it'', 21 novembre 2008.</ref> *Cosa mi piace della Juve? Mi piace di più l'[[Derby d'Italia|Inter]].<ref group="fonte" name=interjuve/> *Il vostro calcio è il mio calcio. È qua che lavoro ed è qua che voglio contribuire a far tornare questo calcio come negli anni '90. I miei principi di gioco sono questi, mi piace la zona, la profondità, ma se posso scegliere un modulo preferisco giocare con le ali, allargare il campo. Mi devo però adattare alla situazione, a quelli che sono in migliore forma. E le mie ali non sono al massimo.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/11/22/mourinho-ranieri.shtml Mourinho: "Per il presidente" Ranieri: "L'Inter ha meritato"]'', ''Gazzetta.it'', 22 novembre 2008.</ref> *È molto più difficile fare l'[[arbitro]] che in Inghilterra. Lì c'è un gioco leale, con fair play. Quando l'arbitro fischia, la partita finisce e non ci sono analisi dettagliate di ogni singolo episodio. Qui, tutte le situazioni vengono sezionate e i direttori di gara sono sotto pressione enorme.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/11/25/mourinho_2511.shtml Mourinho e gli arbitri "In Italia è più difficile"]'', ''Gazzetta.it'', 25 novembre 2008.</ref> *{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Io dico che un ragazzo giovane come lui non può permettersi di lavorare meno di gente come Figo, Cordoba, Zanetti. Non lo posso accettare da uno che non è ancora niente, che non è arrivato, che è ancora un talento e una promessa. Abbiamo avuto una conversazione insieme questa settimana, sono preoccupato perché lui è un patrimonio nostro e del calcio italiano. Deve lavorare meglio, capire che ci sono delle cose importanti per me e che io penso siano importanti per lui e per il suo futuro. Perché se si allenasse al 50% rispetto a giocatori come Zanetti e gli altri, sarebbe tra i più forti al mondo; lui invece si allena al 25% degli altri e ha solo 18 anni.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/11/30/mourinho.shtml Mou fa il duro coi tifosi "Devono aiutarci di più"]'', ''Gazzetta.it'', 30 novembre 2008.</ref> *Tutti meritano una seconda opportunità. Se questa società ha dato la possibilità di allenarsi a uno che ha sputato in faccia a un avversario<ref>Riferendosi a [[Siniša Mihajlović]]</ref>, perché non concedere un'altra possibilità di giocare ad Adriano? [...] L'allenatore in seconda dell'Inter è Baresi, ma Mihajlovic parla più di lui, sembra che sia ancora qui anche se in realtà non è cosi.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/12/13/mourinho.shtml Mou-Mihajlovic, che rissa]'', ''Gazzetta.it'', 13 dicembre 2008.</ref> *A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l'onestà intellettuale. Mi sembra che [[Serie A 2008-2009|negli ultimi giorni]] ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l'opinione pubblica per un mondo che non è il mio. [...] Negli ultimi due giorni non si è parlato della [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero titoli. Non si è parlato della [[Juventus Football Club|Juve]] che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali. [...] [[Claudio Ranieri|Ranieri]]? Se è al fianco di Spalletti, io sono al fianco di tutti gli allenatori che hanno perso punti contro la Juve per errori arbitrali. Mi sento vicino a Prandelli, a Del Neri, a Zenga. Io sono andato davanti alle telecamere per dire che la mia squadra ha vinto a Siena con un errore dell'arbitro. Il giorno dopo l'allenatore di una squadra con la maglia bianco e nera, che guarda le partite dell'Inter, è andato in televisione e ha ammesso di aver segnato un gol in fuorigioco... che bravo... [...] Io parlo con la stampa perché sono obbligato. [[Luciano Spalletti|Spalletti]] parla prima della partita, parla durante l'intervallo e parla dopo la partita: è "primetime", è amico di tutti. Io non sono così.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/2008/12/sport/calcio/serie-a/inter/mourinho-polemica-inter/mourinho-polemica-inter.html Mourinho contro tutti "Questa è prostituzione intellettuale"]'', ''Repubblica.it'', 3 marzo 2009.</ref> *Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.ilfoglio.it/soloqui/1947 Io sono il film]'', ''Il Foglio'', 3 marzo 2009.</ref> *[[Zlatan Ibrahimović|Ibrahimovic]]? È un grandissimo giocatore, ma nessun calciatore è più grande di un club. Ibra all'Inter è diventato un giocatore importante, ma certi club sono più grandi di giocatori e allenatori.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/inter/2009/03/22-22126/Mourinho%3A+%C2%ABIbra%3F+Importante,+ma+non+tanto+quanto+l%27Inter%C2%BB Mourinho: «Ibra? Importante, ma non tanto quanto l'Inter»]'', ''Tuttosport.com'', 22 marzo 2009.</ref> *Se l'FC Porto fosse stato un club di una nazione con un altro potere economico, avrei potuto fare una stagione impressionante in Europa. Quella squadra era il meglio che abbia mai allenato. È stata distrutta a causa di fattori economici. :''Se o FC Porto fosse um clube de um país com outro poder económico podia ter feito uma época marcante na Europa. Aquela equipa foi a melhor que já treinei. Foi destruída devido a factores económicos.''<ref group="fonte" name=porto> Citato in ''[http://aeiou.expresso.pt/fc-porto-foi-a-melhor-equipa-que-ja-treinei=f504777 FC Porto foi a melhor equipa que já treinei]'', ''aeiou.expresso.pt'', 23 marzo 2009.</ref> *Sono stato influenzato più dalla filosofia del Barça che da qualsiasi altro allenatore. Sono stati quattro anni della mia vita assolutamente fondamentali. :''Fui mais influenciado pela filosofia do "Barça" do que por algum treinador. Foram quatro anos da minha vida absolutamente fundamentais.''<ref group="fonte" name=porto/> *Me ne sono andato con frustrazione, era l'inizio della mia carriera ed era una grande opportunità. È stato un punto fondamentale perché ho mostrato a me stesso che non avevo paura dei rischi. Ho mandato un messaggio a me stesso per non avere paura del futuro e per non perdere la mia identità. :''Sai com frustração, era o início da minha carreira e era uma oportunidade grande. Foi um ponto marcante pois mostrei a mim próprio que não tinha medo do risco. Enviei uma mensagem a mim próprio para não ter medo do futuro e não perder a minha identidade.'' <ref group="fonte" name=porto/> *{{NDR|Sul fatto di aver più responsabilità e di essere trattato come dottore}} Non voglio esserlo e non fa parte della mia personalità. Rimarrò lo stesso che sono rimasto fino ad oggi, ma con più responsabilità. :''Não quero e nem faz parte da minha personalidade. Vou passar a ser o mesmo que fui até hoje mas com mais responsabilidades.''<ref group="fonte" name=porto/> *Confesso che non è facile entrare nel mondo del calcio con lo stesso nome di qualcuno che ne ha già fatto parte. Sento questo con mio figlio. Lui vive già sotto pressione per essere figlio mio. Per questo ammiro [[Rui Águas]] e [[Paolo Maldini|Maldini]], che sono costretti a vivere con il peso di questa pressione, e lo fanno da molto. :''Confesso que não é fácil entrar no futebol com o nome de alguém que já está no futebol. Sinto isso com o meu próprio filho. Já vive sobre a pressão de ser filho de quem é. Por isso admiro tanto o Rui Águas e o Maldini, que conseguiram viver com o peso dessa pressão e chegaram onde chegaram.''<ref group="fonte" name=porto/> *Il mondo è così competitivo, aggressivo, consumista ed egoista e durante il tempo che spendiamo qui noi dobbiamo essere tutto eccetto questo. :''O Mundo é tão competitivo, agressivo, desgastante, egoísta e durante o tempo que passamos aqui temos que ser tudo menos isso.'' <ref group="fonte" name=porto/> *Solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale, neanche Gesù piaceva a tutti.<ref group="fonte">Da ''Chiambretti Night'', 1° aprile 2009; citato in ''[http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/calcio/200904articoli/19758girata.asp Mourinho al Chiambretti show: "Nemmeno Gesù piaceva a tutti"]'', ''La Stampa'', 2 aprile 2009.</ref> *Io mi ricordo il 1 maggio, il 25 aprile che per noi portoghesi ha un altro significato rispetto a voi, mi ricordo il 25 dicembre, il 26 gennaio, il 4 novembre, il 2 febbraio. Il [[5 maggio]] non è niente. Non capisco, non sono esperto in date. L'Inter se deve ricordare qualche data, ha quelle dei 16 scudetti che ha vinto. Il 18 maggio è più importante per il 5 maggio, quello sarà importante per la Juve, caso mai. Io ricordo le persone che ho perso nella mia vita, ma non mi ricordo quando le ho perse, voglio ricordare solo le cose belle. E così deve fare l'Inter. Ricorderò per sempre il giorno che vinceremo questo scudetto.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/inter/2009/04/30-26130/Mourinho:+%C2%ABIl+5+maggio%3F+Per+me+non+esiste%C2%BB Mourinho: «Il 5 maggio? Per me non esiste»]'', ''Tuttosport.com'', 30 aprile 2009.</ref> *{{NDR|su [[Javier Zanetti]]}} Sapevo che è una forza della natura, ma non pensavo fosse questo uomo. E poi il suo passaporto deve essere sbagliato. Non può avere 36 anni, devono essere al massimo 25-26.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.corriere.it/Sport/2008/Campionato/index_216983d8-4166-11de-8b5d-00144f02aabc.shtml Festa grande a San Siro, L'Inter si gode lo scudetto]'', ''Corriere.it'', 15 maggio 2009.</ref> *Ho espresso un'opinione da uomo libero in un Paese libero, e subito ho sentito il rumore dei nemici. Questo mi piace: ho parlato e ora sono tutti qui...<ref group="fonte">Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2009/agosto/23/Sento_rumore_dei_nemici_Mourinho_co_8_090823036.shtml «Sento il rumore dei nemici» Mourinho si diverte già]'', ''Corriere della Sera'', 22 agosto 2009.</ref> *''Pazza Inter'' è molto bella, io imparo sempre l'inno del mio club è questo è davvero bello. Io amo l'Inter? Sì, perché quando sono arrivato a poco a poco ho capito la storia, i problemi, le cose positive e negative, mi sono dedicato sin da subito ai colori nerazzurri, è il mio modo di lavorare. E l'Inter mi piace davvero molto.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.fcinternews.it/?action=read&idnotizia=11955 Mourinho, sotto Natale parole dal cuore: "Posso dirlo, amo l'Inter"]'', ''Fcinternews.it'', 23 dicembre 2009.</ref> *{{NDR|Sul derby di Milano disputato il 24 gennaio 2010 e finito 2-0 per l'Inter in doppia inferiorità numerica}} Abbiamo dimostrato tutto, potevamo perdere questa partita solo in 6, era l'unico modo per perderla, perché in 7 la vincevamo.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Inter/24-01-2010/inter-show-mou-polemico-602765528483.shtml Inter show, Mou polemico "Non vogliono farci vincere"]'', ''Gazzetta.it'', 24 gennaio 2010.</ref> *Area con venticinque metri c'è solo una in [[Italia]].<ref>Riferito ad un rigore concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica prima durante Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref><ref group="fonte">Dalla [http://www.youtube.com/watch?v=sVtWw7oKbzY conferenza stampa] del 19 febbraio 2010, ''Youtube.com''.</ref> *{{NDR|Riguardo la partita Barcellona-Inter}} Per me, nel calcio non c'è [[marcatura a uomo]]: questo non è il basket. Domani non sarà tutti contro [[Lionel Messi|Messi]] e non sarà 10 contro 10.<ref group="fonte" name="Ilpost20Apr2010"/> *Per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] è una stagione spettacolare, possiamo dirlo già ora. Possiamo chiudere con tre titoli, due, uno o zero. Tra zero e tre c'è differenza e spesso dipende dai dettagli. Firmerei per trovarmi tra un anno in questa situazione.<ref group="fonte" name="Ilpost20Apr2010">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/04/20/mourinho-tra-vittoria-e-sconfitta-e-questione-di-dettagli/ Mourinho: "Tra vittoria e sconfitta è questione di dettagli"]'', ''ilpost.it'' 20 aprile 2010.</ref> *{{NDR|Durante la conferenza stampa pre-Barcellona-Inter della semifinale di Coppa dei Campioni}} Vogliamo inseguire un sogno, è vero, ma una cosa è inseguire un sogno ed un'altra cosa è inseguire un'ossessione e questa non è un'ossessione, è solamente un sogno. : ''We want to follow a dream, yes it's true, but one thing is follow a dream and one thing is follow a obsession and this is not a obsession, it's just a dream''.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/articolo31645.shtml "Barca ossessionato dalla finale" - Mourinho: per l'Inter è solo un sogno]'', ''Sportmediaset.it'' 27 aprile 2010.</ref> *Vogliamo inseguire un sogno. Ma una cosa è inseguire un sogno e un'altra cosa è inseguire un'ossessione. Per il Barcellona è un'ossessione. Il nostro sogno è più puro di questa ossessione. Il sogno riguarda l'orgoglio. I nostri giocatori sono orgogliosi di arrivare alla finale a Madrid. Per il Barcellona, loro hanno raggiunto il sogno vincendo [la Champions League] a Londra, Parigi e Roma. Adesso questa ossessione si chiama Madrid e Santiago Bernabéu. È un'ossessione che potete vedere e sentire. Sono stato qui nel 1997 e ho vissuto la finale di Coppa del Re al Bernabéu tra il Real Betis e il Barça. Sembrava che avessimo vinto i Mondiali. Avere striscioni catalani al Bernabéu è un'ossessione. È anti-Madridismo. :''We want to follow a dream. But it's one thing to follow a dream and another to follow an obsession. For Barcelona it's an obsession. Our dream is more pure than obsession. A dream is about pride. Our players will be proud to reach the final in Madrid. For Barcelona, they reach the dream by winning [the European Cup] in London, Paris and Rome. Now it is an obsession called Madrid and Santiago Bernabéu. It's an obsession you can see and feel. I was here in 1997 and I lived a Spanish Cup final at the Bernabéu between Real Betis and Barça. It seemed like we won the World Cup. To have a Catalan flag in the Bernabéu is an obsession. It's anti-Madridismo.'' <ref group="fonte" name=obsession>Citato in ''[http://www.theguardian.com/football/2010/apr/28/barcelona-inter-milan-champions-league José Mourinho taunts Barcelona over Champions League 'obsession']'', ''Theguardian.com'', 28 aprile 2010.</ref> *L'unica cosa che ho detto ai miei giocatori è che voglio che supportino il lavoro dell'arbitro e se i giocatori del Barcellona vogliono fare lo stesso, sarà facile per l'arbitro. :''The only thing I told my players was that I wanted them to support the work of the referee and if the Barcelona players want to do the same, it will be easy for the referee.''<ref group="fonte" name=obsession/> *Non sono stupido abbastanza da pensare che questo odio possa diventare amore. Rispetto il Barça e non dimenticherò mai quello che il club mi ha dato nei 4 anni in cui sono stato lì, ma qualcosa si è creato attorno a me ed è difficile renderlo positivo. È chiaro che finirò la mia carriera senza aver allenato il Barça. :''I'm not stupid enough to think that this hate can be turned into love. I respect Barça and I'll never forget what the club gave me in the four years I was here, but something has been created around me that is hard to make positive. It is clear that I will end my career without having coached Barça.''<ref group="fonte" name=nevercoachbarcellona>Citato in ''[http://www.theguardian.com/football/2010/apr/29/jose-mourinho-never-coach-barcelona José Mourinho: I will never coach Barcelona]'', ''The Guardian.com'', 29 aprile 2010.</ref> *[[Luis Figo|Figo]] <ref>Figo era tornato al Camp Nou come ambasciatore dell'Inter, dopo i suoi burrascosi precedenti con il Barcellona.</ref> mi ha detto che era calmo e rilassato, perché ero l'unico odiato al momento, perché ero il loro nuovo nemico. :''Figo told me he was calm and relaxed because I was the one they hate now, because I was their new enemy.''<ref group="fonte" name=nevercoachbarcellona/> *{{NDR|Parlando della partita Barcellona-Inter}} Noi non volevamo la palla perché il Barcellona pressava e ritornava in possesso della palla di nuovo, mentre noi perdevamo la nostra posizione – Non volevo mai perdere la posizione in campo, così non volevo che avessimo la palla, la lanciavamo lontano. Ho detto ai miei giocatori di permettere alla palla di aiutarci a vincere e che dovevamo essere compatti, chiudendo gli spazi. :''We didn't want the ball because when Barcelona press and win the ball back, we lose our position – I never want to lose position on the pitch so I didn't want us to have the ball, we gave it away. I told my players that we could let the ball help us win and that we had to be compact, closing spaces.''<ref group="fonte" name=nevercoachbarcellona/> *Ho un grande orgoglio di allenare l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], di lavorare per una società che mi piace, con una cultura che mi piace, con i tifosi che hanno vissuto anni difficili e che solamente dopo hanno saputo per quale ragione hanno vissuto questi anni di grande difficoltà. È un orgoglio per me lavorare nell'Inter, sarò sempre molto felice un giorno di poter dire che sono stato l'allenatore dell'Inter.<ref group="fonte">Citato in ''Corriere della sera'' del 17 maggio 2010.</ref> *[[Louis van Gaal|Van Gaal]] è una persona molto sicura e quando ero giovane, è stato molto importante. Mi ha dato la fiducia per allenare la squadra dalla panchina. Nelle amichevoli, nelle partite di Copa Cataluña, mi ha dato la responsabilità di essere l'allenatore. Mi diceva: 'Vado in tribuna, fai le sostituzioni alla squadra', quindi è stato molto importante nella mia crescita. :''Van Gaal is a very confident person and at a moment when a coach like me was young, that was very important. He gave me the confidence to coach the team on the pitch. In friendly matches, in Copa Cataluña matches, he gave me the responsibility of being the coach. He told me: 'I go to the stands, you take charge of the team', so he was very important in my development.''<ref group="fonte" name=masterapprentice>Citato in ''[http://www.uefa.com/uefachampionsleague/news/newsid=1487991.html The master and his apprentice]'', ''Uefa.com'', 17 maggio 2010.</ref> *Messi è Messi, ma quando [[Arjen Robben|Arjen]] è capace di giocare per quattro, cinque, sei mesi consecutivi, è un giocatore incredibile. È un giocatore di cui ci dobbiamo preoccupare, ma non cambio la mia strategia, come Messi e [Cristiano] Ronaldo – lui è un giocatore di movimento. Quindi la nostra difesa è il pressing a zona. Noi non cambiano anche se, certamente, Arjen ha bisogno di una doppia attenzione, perché è un super giocatore. :''Messi is Messi, but when Arjen is able to play four, five, six consecutive months, he is an incredible player. He is a player you have to be worried about, but I don't change my approach, even if he is like Messi and [Cristiano] Ronaldo – he is a player of movement. So our defence is zonal pressing. We don't change though, of course, Arjen needs double attention, because he is a super player.''<ref group="fonte" name=masterapprentice/> *Il gruppo è più della somma delle parti. [[Samuel Eto'o|Eto'o]] è un gran esempio. Lui è un giocatore con una grande reputazione, un attaccante, ma quando la squadra è in difficoltà e ha bisogno di lui per un lavoro aggiuntivo, lui è il primo a farlo. Quando hai questo tipo di giocatori e sono capaci di fare questo, è facile essere un leader. :''The group is more than the sum of our parts. [Samuel] Eto'o is a great example. He is a player with big status, an attacking player, [but] when the team is in difficulty and need him to do extra work he is the first to do it. When you have that kind of player and they are able to do this, it is easy to be a leader.''<ref group="fonte" name=masterapprentice/> *Non è un problema di contratto o di soldi e mi fa anche un po' di vergogna quello che guadagno con la crisi che c'è. È un problema di soddisfazione personale, di sentirmi rispettato o no in un Paese calcistico in cui ho avuto tanti problemi. [...] Non cambio quanto ho detto qualche giorno fa, non è vero che sono l'allenatore del Real. Dopo la finale voglio due tre giorni per pensare con tranquillità del mio futuro. Ovviamente l'Inter non può fare niente di più per farmi essere felice e sentirmi importante: i giocatori sono fantastici, c'è empatia con i tifosi, tutti in società sono fantastici.<ref group="fonte" name=Italianonmirispetta>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Speciali/Calcio/Inter-Bayern/18-05-2010/mou--604024562402.shtml Mou: "I soldi non c'entrano L'Italia non mi rispetta"]'', ''Gazzetta.it'', 18 maggio 2010.</ref> *Il risultato di sabato conta zero, non cambierà la mia consapevolezza di aver fatto tutto il possibile. L'Inter non mi deve niente e io non devo nulla all'Inter, perché ho dato tutto. Sono tranquillo, il risultato non inciderà sulla decisione che prenderò sul mio futuro. Il mio successore? La società ha scelto me e ha scelto bene. Quando dovrà farlo di nuovo, lo farà bene. Dopo la finale rifletterò sul mio futuro. Devo pensare e non ho pensato ancora. In questo momento sono io l'allenatore dell'Inter. Ho un contratto fino al 2012 o 2013, non mi ricordo bene. Non voglio dare l'identikit di qualcuno, perché magari sono io...<ref group="fonte" name=Italianonmirispetta/> *La dimensione umana dei giocatori aiuta molto a costruire la forza di un allenatore. La gente che gioca in questa squadra mi ha reso un allenatore più bravo e farà lo stesso con qualcun altro.<ref group="fonte" name=Italianonmirispetta/> *{{NDR|Replicando alle parole di Luis van Gaal}} Riguardo ai favori arbitrali, gli italiani si ricordano la partita del Bayern con la Fiorentina e gli inglesi si ricordano il rosso a Rafael. Io difensivo? Abbiamo giocato due partite, quella di Londra e quella col Barcellona alla grande, sempre all'attacco. Al ritorno abbiamo parcheggiato l'aereo davanti alla porta, ma perché eravamo in dieci e perché li avevamo distrutti in casa. E comunque ho sempre mantenuto in campo gli stessi uomini. Lo stesso Van Gaal col Lione quando Ribery è stato espulso ha cambiato Olic con Tymoshuk.<ref group="fonte" name=Italianonmirispetta/> *Quando Iniesta ha segnato contro il Chelsea l'anno scorso ha corso come un pazzo. Perché non posso farlo io? Van Gaal dice che non avrebbe festeggiato come me? Non può farlo perché è lento. Io corro veloce. Io festeggio coi miei tifosi, non per provocare.<ref group="fonte" name=Italianonmirispetta/> *{{NDR|Parlando di Louis van Gaal}} È una persona fantastica, con me è stato molto onesto, abbiamo avuto un rapporto di tre anni di lavoro e io posso parlarne solo bene. I rapporti oggi? Lui ha la sua vita, io la mia, ogni tanto ci scambiamo qualche sms o una telefonata. Io lavoravo con lui dal '97 al 2000, ma non posso dire di conoscere il suo modo di allenare ora. Da allora lui ha fatto una lunga strada e oggi sarà un allenatore diverso. Mi conosce solo come assistente, non come allenatore e anch'io da allora ho fatto una strada lunghissima e le persone cambiano. È uno che lavora tanto e anche i suoi collaboratori lavorano tanto.<ref group="fonte" name=Italianonmirispetta/> *{{NDR|Alla domanda su come si diventa un vincente}} Prego tanto. Penso anche che sia perché lavoro duro e bene. Ritengo di avere una buona leadership con i giocatori per il modo in cui mi interfaccio con loro. All'Inter tutti si sentono parte del gruppo, anche chi lavora in cucina. Io sono una brava persona, sono cattolico e a volte Dio mi aiuta.<ref group="fonte" name=Italianonmirispetta/> ===Real Madrid (2010-2013)=== [[File:Mourinho Madrid.jpg|thumb|upright=1.3|Mourinho ai tempi del Real Madrid nel 2010]] *Penso che un [[allenatore]] deve essere pronto all'esonero. Ma se l'allenatore ha paura di questo, non lavora bene e ha grandi problemi. Sono un allenatore che ha molta autostima e fiducia e non penso alla possibilità di essere esonerato. Penso che quattro anni di contratto siano abbastanza per vincere, per costruire una squadra forte per il presente e per il futuro. L'esonero di Pellegrini non mi ha reso felice. Non sono mai felice quando un allenatore viene esonerato. Ma il calcio è anche questo. Ho molta fiducia nei miei giocatori, e spero che i miei giocatori abbiano fiducia in me. :''I think a coach needs to be ready to be sacked. But if a coach fears that, he doesn't work well and has great problems. I am a coach that has a lot of self-esteem and confidence and I don't think about the possibility of being sacked. I think four years of contract is enough to win, to build a strong team for the present and the future. The sacking of Pellegrini doesn't make me happy. I am never happy when a coach is sacked. But football is like that. I have a lot of confidence in my players, I have the hope that my new players have confidence in me.''<ref group="fonte" name=RealMadridboss>Citato in ''[http://espnfc.com/news/story?id=791482&sec=europe&cc=5739 Mourinho unveiled as new Real Madrid boss]'', ''Espnfc.com'', 31 maggio 2010.</ref> *È troppo presto per parlare di cambiamenti. Credo che sia il tempo di analizzare la situazione, di cercare di conoscere il mio club, fare un sacco di domande e ricevere risposte. Ho bisogno di realizzare la direzione del mio lavoro. La cosa più importante non è l'allenatore o i giocatori, ma il club. Siamo troppo piccoli per essere comparati alla dimensione del club, Se lavoriamo come un gruppo, non è difficile ottenere risultati. Voglio che questo gruppo abbia un'identità, per vincere tutto. La forza della mia squadra è sempre il gruppo e non gli individui. :''It's too early to speak about changes. I believe it's time to analyse the situation, to get to know my club, ask lots of questions and get answers. I need to realise the direction of my work. The most important thing is not the coach or the players but the club. We are too small compared to the dimension of the club. If we work as a group, it's not difficult to get results. I want this group to have an identity, to win everything. The strength of my team is always the team and not the individuals.''<ref group="fonte" name=RealMadridboss/> *Non posso dire se questa sia la più grande motivazione della mia carriera. La mia più grande ambizione è sempre la prossima. Adesso è il Real Madrid. Non cambio il mio livello di ambizione o motivazione. Ho dato tutto a tutti i club in cui sono stato e farò lo stesso qui. Non sento nessuna pressione differente. Sono un allenatore che migliora giorno dopo giorno. Arrivo con tutto quello che un allenatore può vincere in una squadra di calcio. :''I cannot say this is the biggest motivation in my career. My biggest ambition is always the next one. Right now it is Real Madrid. I don't change my level of ambition or motivation. I gave everything to every club where I have been and I will do the same here. I don't feel any kind of different pressure. I am a coach that improves day-by-day. I arrive with everything a coach can win at club football.''<ref group="fonte" name=RealMadridboss/> *Non sono l'anti-[[El Clásico|Barcellona]]. Sono l'allenatore del Real, ma il Barca non mi preoccupa. Il mio unico interesse è far crescere il Real. Il Barca è un gran rivale e noi lo rispettiamo. Se sono odiato a Barcellona, è un loro problema, non mio. La parola "paura" non c'è nel mio dizionario calcistico. :''I am not anti-Barcelona. I am coach of Real but Barca doesn't worry me. My only concern is to grow Real. Barca are great rivals and we respect them. If I am hated at Barcelona, it is their problem but not mine. Fear is not a word in my football dictionary.''<ref group="fonte" name=RealMadridboss/> *Ad eccezione di Capello, il resto degli allenatori che sono stati al Real volevano iniziare a farsi un curriculum. Quando sono arrivati si sono dovuti mettere a sperimentare ed hanno accusato la differenza di livello rispetto ai giocatori. Per questo motivo il club ha scelto ora un allenatore che ha vinto più dei giocatori ed ha un curriculum più importante.<ref group="fonte" name=Nientespesefolli>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/Liga/17-07-2010/mou-al-real-la-champions-71474830863.shtml Mou: "Al Real per la Champions. Il mercato? Niente spese folli"]'', ''Gazzetta dello Sport'', 17 luglio 2010.</ref> *La Champions è un'ambizione logica per il Real Madrid, ambizione che non può non avere in questo momento una grande squadra che ha in organico alcuni dei migliori giocatori del mondo. [...] Il più importante club del mondo non può stare due, tre stagioni, senza vincere niente; né stare 10 o 20 anni senza vincere una Champions. Che il Real Madrid si batta con il Barcellona è poi una motivazione extra per me.<ref group="fonte" name=Nientespesefolli/> *Il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]]? È la miglior squadra del mondo. È una squadra giá costruita che gioca ad occhi chiusi. Ha una filosofia che ha mantenuto inalterata e se la vedrá contro una squadra in costruzione. Parte davanti, ma quello che voglio è che siamo noi quelli davanti alla fine.<ref group="fonte" name=Nientespesefolli/> *Il primo anno non è il più indicato per arrivare al successo. Ma mi piace mettermi addosso quel tipo di pressione. Il lungo termine implica un certo rilassamento. Mi piace dire che è necessario vincere subito.<ref group="fonte" name=Nientespesefolli/> *Credo che la gente si sia un po' stufata di vedermi vincere. Dicono che sono un difensivista, ma non è veritá, e poi un allenatore difensivo vince una volta, non due, tre o 17 volte. I titoli parlano per me.<ref group="fonte" name=Nientespesefolli/> *La mia Inter era un gruppo fantastico, anche a livello umano; non era, però, la squadra più forte e per questo era costretta a lavorare il doppio. C'erano diversi giocatori con tanti titoli alle spalle, ma anche diversi ragazzi che in Champions non erano arrivati mai nemmeno ai quarti.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.corriere.it/sport/10_luglio_18/murinho-inter-fantastica_3514e950-928b-11df-929c-00144f02aabe.shtml Mourinho: Inter fantastica non più forte]'', ''Corriere.it'', 18 luglio 2010.</ref> *Non so se sono nato per alleare il Real Madrid, ma sono nato per essere un allenatore di calcio. Amo le sfide importanti. Sono José Mourinho e non cambio. Arrivo con tutte le mie qualità e i miei difetti. La mia attrazione verso il [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]] è a causa della sua storia, le sue frustrazioni negli anni recenti e le sue aspettative di vincere. È un club unico e credo che non allenarlo lascio un vuoto nella carriera dell'allenatore. Fortunatamente, ho avuto una bellissima carriera e questo mi rende orgoglioso di essere arrivato qui. Sono molto entusiasta. Voglio che i miei giocatori la pensino così. Il bello non è tanto allenare o giocare al Real, ma è vincere con il Real Madrid. :''I don't know if I was born to coach Real Madrid but I was born to be a football coach. I love important challenges. I am Jose Mourinho and I don't change. I arrive with all my qualities and my defects. My attraction to Real Madrid is due to its history, its frustrations in recent years and its expectations to win. It's a unique club and I believe that not to coach Real leaves a void in a coach's career. Luckily, I've had a beautiful career and it makes me proud to have come here. I am very enthusiastic. I want my players to think that way. The beauty is not so much to train or play at Real, but to win at Real Madrid.''<ref group="fonte">Citato in ''[http://espnfc.com/news/story?id=791482&sec=europe&cc=5739 Mourinho unveiled as new Real Madrid boss]'', ''Espnfc.com'', 31 maggio 2010.</ref> *Darei 50 anni di contratto a Pep Guardiola. [...] Sa quello che vuole, è cresciuto nella filosofia del club, è intelligente, catalano, fortunato. Se lo merita tutto. :''Le daría 50 años de contrato a Pep Guardiola.[...] Sabe lo que quiere, ha crecido en la filosofía del club, es inteligente, catalán, culé. Lo tiene todo'' <ref group="fonte" name=50anos>Citato in ''[http://deportes.elpais.com/deportes/2010/11/12/actualidad/1289550114_850215.html Mourinho: "Daría 50 años de contrato a Guardiola"]'', ''Deportes.elpais.com'', 12 novembre 2010.</ref> *Pep deve fare quello che gli dice il suo intuito. Possibilmente non ha bisogno di parlare di Mourinho perché lo fanno i suoi giocatori. Al [Real] Madrid i miei non parlano di Pep. :''Pep debe hacer lo que le diga su intuición. No necesita posiblemente hablar de Mourinho porque sus jugadores sí lo hacen. En el Madrid los míos no hablan de Pep.''<ref group="fonte" name=50anos/> *Mi trovavo con Pep al Barcellona, ho una foto con lui mentre ci diamo un super abbraccio. La mia relazione è buona. :''Coincidí con Pep en el Barcelona, tengo una foto con él dándonos un súper abrazo. Mi relación es buena.''<ref group="fonte" name=50anos/> *Tutti i campionati hanno due aspiranti. Inghilterra inclusa, dove c'è il Chelsea, se il Manchester United non presta attenzione. Nel campionato spagnolo tutti sono candidati a vincere le partite. Barcellona e Real Madrid vanno a lottare per vincere la Liga. :''Todas las ligas tienen dos aspirantes. Inglaterra incluso uno, el Chelsea, si el Manchester United no presta atención. En la liga española todos son candidatos a ganar todos los partidos. Barcelona y Real Madrid van a pelear por ganar la Liga.''<ref group="fonte" name=50anos/> *Non sono tenero, sono giusto. Sono diretto. La nostra empatia viena dalla giustizia. :''No soy cariñoso, soy justo. Soy directo. Nuestra empatía viene de la justicia.''<ref group="fonte" name=50anos/> *Non sono nessuno, però mi piacerebbe un Bernabeu un pochettino più caldo. Nel derby, sopra 2-0, la gente se ne stava tranquilla. So che sono questioni culturali e bisogna accettarlo, però i giocatori meritano un pochettino di più. Non mi aspetto l'ambiente di San Siro, però un pochettino di più sì.<ref group="fonte">Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/22-11-2010/-blob-settimana-711900197322.shtml Il blob della settimana: Balotelli, i razzisti e Cassano]'', ''Gazzetta.it'', 22 novembre 2010.</ref> *{{NDR|Riferendosi al Pallone d'oro 2010 a cui potevano aspirare solo giocatori del Barcellona: Andres Iniesta, Xavi e Leo Messi}} Chi vince un trofeo non è il migliore. È un modo pragmatico per giudicare una situazione.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/news/2010/12/18/6406772.shtml Mourinho: 'Voglio l'Inter campione del mondo']'', ''Sportmediaset.it'', 18 dicembre 2011.</ref> *{{NDR|Al Galà del Pallone d'oro}} Sono il miglior allenatore al mondo perché sono stato l'allenatore della migliore squadra del mondo nel 2010. Non mi è piaciuto essere stato presentato solo come allenatore del [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]]. Avrebbero dovuto dire [[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e Real Madrid. Tutti i giocatori dell'Inter, il presidente, tutta la gente nerazzurra sono molto felici per me. Eravamo una famiglia e io continuo a sentirmi parte della famiglia. Mi piacerebbe domenica entrare a San Siro e andare sotto la curva con tutti i giocatori a mostrare questo premio ma non posso. Io voglio che l'Inter vinca tutte le partite tranne quelle contro il Real. Sono interista.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/10-01-2011/mou-suo-pure-pallone-d-oro-712432538242.shtml Messi vince il Pallone d'oro E Mourinho batte Del Bosque]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 10 gennaio 2011.</ref> *Voglio che l'Inter vinca sempre, tifo Inter, soffro con l'Inter e voglio che la gente dell'Inter sia felice.<ref group="fonte" name=leo>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/inter/2011/01/16-150089/Mourinho+esalta+Leonardo%3A+%C2%ABSar%C3%A0+scudetto+all'Inter%C2%BB Mourinho esalta Leonardo «Sarà scudetto all'Inter»]'', ''Corrieredellosport.it'', 16 gennaio 2011.</ref> *Leonardo non è milanista, Leonardo è professionista. È un ragazzo fantastico, ho un rapporto molto positivo con lui da tanti anni.<ref group="fonte" name=leo/> *Per me il peggio, in Italia, è il dopo partita. Non perché non mi piace. A me piaceva tanto parlare via tv, via camera, parlare con Gianluca Vialli, con Arrigo Sacchi, tutta gente con un'opinione, un'opinione sincera che ti fa pensare e ti fa anche imparare. Dopo una partita, però, come i giocatori sono stanchi, anche noi allenatori siamo stanchi. Dopo una partita uno deve mangiare, andare a casa, riposare. Invece dopo una partita, un'ora di tv era la cosa che meno mi piaceva in assoluto. Ricordo quello che mi diceva [[Hernán Crespo|Crespo]], quando lo allenavo al Chelsea, perché gli facevo tante domande sull'Italia: "Quando siamo in Italia, siamo stanchi dell'Italia. Ma quando non siamo in Italia, l'Italia manca." Ed è vero, è un poco vero. Mi diceva poi: "In Italia, quando segno un gol, durante la settimana lo rivedo in televisione 50 volte. In Inghilterra, se segno un gol e non lo vedo negli highlights della BBC dopo la partita, non lo vedo più perché nessuno lo trasmette durante la settimana." Ed è vero. In Italia è stressante però è bello, è bello.<ref group="fonte">Citato in ''[http://it.eurosport.yahoo.com/02022011/45/liga-nostalgia-mourinho-italia-mi-manchi.html Nostalgia Mourinho "Italia mi manchi"]'', ''Eurosport.com'', 2 febbraio 2011.</ref> *{{NDR|Dopo la vittoria nella la Coppa di Spagna contro il Barcellona}} La gente pensa che il calcio sia solo possesso palla, io penso invece col lavoro difensivo e l'occupazione degli spazi. Mi hanno definito un allenatore da titoli e non un allenatore di calcio. Ma a me piace. Amo vincere. Sono contento di aver vinto le coppe nazionali in quattro paesi diversi: nel mio paese, in Portogallo, poi la coppa di Spagna, la coppa Italia e la FA Cup. Tre coppe nei paesi calcistici più importanti di Europa.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/inter/?action=read&idnet=ZmNpbnRlcm5ld3MuaXQtNDQ4MzA Mourinho: "Io allenatore da titoli? Mi piace"]'', ''Tuttomercatoweb.com'', 20 aprile 2011.</ref> *{{NDR|Durante la conferenza stampa post-Real Madrid-Barcellona della semifinale di Coppa dei Campioni}} Se io dico a lei e alla UEFA quello che penso e quello che sento, la mia carriera finisce oggi. E siccome non posso dire quello che sento, ho solo una domanda. E spero, un giorno, di avere una risposta. La domanda è: perché? Perché? Perché Ovrebo? Perché Busacca? Perché De Bleeckere? Perché Frisk? Perché Stark? Perché? Perché ad ogni semifinale accade sempre lo stesso? Perché Ovrebo da tre anni? Perché il Chelsea non è potuto andare in finale? Perché l'anno scorso l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], che è stato un miracolo? Non so se è la pubblicità dell'UNICEF, non so se è il potere del signore Villar all'interno della UEFA. Non lo so, non capisco. Loro sono arrivati a questo, gli altri non hanno nessuna possibilità. Con il Chelsea Drogba sanzionato, Bosingwa sanzionato, con l'Inter Thiago Motta che non ha giocato la finale, con l'Arsenal Wenger sanzionato, Nasri sanzionato, Robin van Persie espulso, oggi io sanzionato. Perché una squadra di questa dimensione necessita di una cosa ovvia? Per cosa? [...] Io ho vinto due Champions sul campo e le ho vinte con due squadre che non erano il Barcellona, il Porto di un paese che normalmente non vince Champions l'Inter che non la vinceva da 50 anni e abbiamo vinto lottando e con lavoro. [[Josep Guardiola]] ha vinto una Champions che a me darebbe vergogna di vincere perché l'ha vinta con lo scandalo di Stamford Bridge e se quest'anno vince la seconda con lo scandalo del Bernabeu. Per questo io spero che lui un giorno abbia la possibilità di vincere una Champions intera, bianca, che merita. :''Si yo digo a el y a UEFA lo que pienso y lo que siento, termina mi carrera hoy. Y como no puedo decir lo que siento dejo solo una pregunta, que espero que un dia conseguir la respuesta, que es: por qué? Por qué? Por qué Ovrebo? Por qué Busacca? Por qué De Bleeckere? Por qué Ovrebo hace tres años? Por qué el Chelsea no podìa ir a final? Por qué año pasado con Inter, que ha sido un milagro? No se si es la publicidad de la UNICEF, no se si es el poder del señor Villar en UEFA. No se, no entiendo. Ellos han conseguido este, los otros no tienen ninguna posibilidad. Con Chelsea despues Drogba sanzionado, Bosingwa sanzionado, con el Inter Thiago Motta que no ha jugado la final, con el Arsenal Wenger sanzionado, Nasri sanzionado, Robin van Persie expulso, hoy yo sanzionado. Por qué un equipo de esta dimension necesita de una cosa que es ovia. Para que? [...] Yo ganè dos Champions en el campo y la ganè con dos equipos que no eran el Barcelona, el Porto de un paìs que normalmente no gana Champions y el Inter que no la ganaba de 50 años y ganamos luchando y con trabajo. Josep Guardiola ha ganado una Champions que a mi me darìa verguencia de ganar porquè la ganò con el scandalo de Stamford Bridge y si este año gana la segunda gana con el scandalo del Bernabeu. Por eso yo espero que Guardiola un dia tenga la oportunidad de ganar la Champions intera, blanca, que merece''.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/inter/?action=read&idnet=ZmNpbnRlcjE5MDguaXQtMjI2ODE Mourinho: "Por qué? Ho vinto Champions con club a secco da 50 anni"]'', ''Tuttomercatoweb.com'', 27 aprile 2011.</ref> *Io sono interista, non pseudo-interista. Voglio sempre che la squadra vinca, quale che sia l'allenatore.<ref group="fonte" name=pseudointerista>Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/inter/articoli/68768/mou-ranieri-io-sono-interista.shtml Mou: Ranieri? Io sono interista]'', ''Sportmediaset.it'', 23 settembre 2011.</ref> *È la prima volta che sento parlare di fratture nello spogliatoio. Il mio rapporto con i giocatori dal primo giorno è positivo, ma in questo mondo vale tutto. Soprattutto per vendere. Qualcuno di voi è felice per questa situazione, ma penso che domani la vostra gioia finirà. Se i tifosi pensano che io sia il responsabile delle difficoltà di quest'ultimo periodo, sono felice. Domani staranno con i giocatori: fischino me e applaudano i giocatori durante la partita.<ref group="fonte" name=pseudointerista/> *Qualcuno parla di crisi, di situazione drammatica nella quale non possiamo nemmeno lottare per la salvezza. C'è gente che ha interesse a parlare di crisi e c'è chi racconta solo quello che succede: non c'è crisi, abbiamo solo giocato male. Tre partite negative, non tre settimane. Si tratta di una situazione negativa, non di una crisi. Io ho un percorso da allenatore e non lo dimentico. Voi, invece, sì. Mi sento bene, alla grande.<ref group="fonte" name=pseudointerista/> *Posso non venire in conferenza stampa quando la squadra vince, però vengo sempre quando perde. E lo stesso sul campo. Se vinciamo non c'è bisogno che mi faccia vedere. Se perde ci sono sempre. Le vittorie sono per quelli che fanno i fenomeni.<ref group="fonte">Da ''Marca''; citato in Tancredi Palmeri ''[http://www.gazzetta.it/gallery/Calcio/01-2012/blob/variabili-81183807776.shtml#14 Il blob della settimana]'', ''Gazzetta.it'', 16 gennaio 2012.</ref> *Tutti i titoli sono belli, ma la Liga è stato il più difficile dei sette campionati che ho vinto. Ho vinto lo scudetto con l'Inter nell'ultima partita di campionato, ma questo è stato sicuramente il più difficile, perché avevamo di fronte un avversario che è da tutti considerato il migliore del mondo degli ultimi anni. Siamo stati sotto pressione per tutto il torneo, perché sapevamo che bastava pareggiare una partita per perdere punti. È stata una lotta titanica tra le due migliori squadre del mondo. È stato il titolo più difficile che ho vinto, ma anche il più giusto.<ref group="fonte" name=ronaldo>Da un'intervista al quotidiano portoghese ''Record''; citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2012/05/15/news/mourinho_ligo_ronaldo-35176691/ Liga campionato più duro. Ronaldo più forte di tutti]'', ''Repubblica.it'', 15 maggio 2012.</ref> *{{NDR|Riferendosi a [[Cristiano Ronaldo]]}} In Nazionale non ha lo stesso tipo di organico che ha nel Real e non possiamo aspettarci che faccia 10-15 gol agli Europei, fermo restando che stiamo parlando del miglior giocatore del mondo.<ref group="fonte" name=ronaldo/> *{{NDR|Sulla Liga appena conquistata}} È stato il campionato più sofferto della mia carriera, il più complesso dei sette che ho vinto. Pensate che quando ero all'Inter, l'ultimo titolo, l'ho vinto all'ultima giornata fuori casa. Eppure, questo è stato più difficile.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/inter/?action=read&idnet=ZmNpbnRlcm5ld3MuaXQtNzk3NzA Mou: "Titolo soffertissimo. Eppure io con l'Inter..."]'', ''Tuttomercatoweb.com'', 15 maggio 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Manolo Preciado]]}} Aveva tutto quello che apprezzo nelle persone e negli sportivi: carattere, trasparenza e il coraggio per lottare contro le avversità, che furono particolarmente dure nel suo caso.<ref group="fonte">Citato in ''[http://sport.libero.it/calcio/951145/mourinho-preciado-era-una-persona-speciale?refresh_ce Mourinho: "Preciado era una persona speciale"]'', ''Sport. Libero.it'', 7 giugno 2012.</ref> *Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo [[Zdeněk Zeman|Zeman]]? Ah, è un allenatore; della Roma. Non lo sapevo... Ora che sono in vacanza ho un sacco di tempo libero, mi informerò su Google cosa ha fatto e cosa ha vinto...<ref group="fonte">Citato in ''[http://it.eurosport.yahoo.com/notizie/mourinho-zeman-lo-cercher%C3%B2-su-073516921.html Mourinho: "Zeman? Lo cercherò su Google"]'', ''Eurosport. Yahoo.com'', 21 giugno 2012.</ref> *{{NDR|Riferendosi alla mancata partecipazione di [[Antonio Conte]] al Forum Allenatori Club d'Elite UEFA}} Non l'hanno invitato perché è squalificato? Ma quante storie... Mica ci alleniamo qui, mica scendiamo in campo con le nostre squadre: è un incontro fra tecnici in terra neutrale. Siamo o non siamo in Svizzera? Dite che i tifosi lo chiamano il Mourinho italiano? La cosa mi onora, Antonio mi piace un sacco come allenatore. È un vincente, sa quello che vuole, ha carisma.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/09/06-210938/Clamoroso+Mourinho%3A+%C2%ABConte+%C3%A8+uno+come+me%C2%BB Clamoroso Mourinho: «Conte è uno come me»]'', ''Tuttosport.com'', 6 settembre 2012.</ref> *Amo il calcio, amo allenare e probabilmente sarò in panchina anche dopo i settant'anni: sono solo all'inizio della mia carriera.<ref group="fonte" name=cinquanta>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Liga/25-09-2012/mou-piu-giovane-che-mai-allenero-anche-70-anni-912717400936.shtml Mou, più giovane che mai: "Allenerò anche a 70 anni"]'', ''Gazzetta.it'', 25 settembre 2012.</ref> *Capisco perfettamente perché [[Alex Ferguson]] è ancora al lavoro a quell'età e penso che anch'io farò lo stesso. Amo il calcio e amo allenare. Sarò ancora giovane quando avrò compiuto 50 anni e ho ancora molto tempo davanti.<ref group="fonte" name=cinquanta/> *{{NDR|Il traguardo dei cinquant'anni}} può avere un impatto psicologicamente negativo su molte persone. Ci si rende conto che il mondo gira molto, molto veloce e la vita è molto, molto breve. È un numero che mi fa guardare molto indietro, ma anche avanti. Sono una persona felice perché credo di aver fatto cose incredibili. Ma allo stesso tempo guardo avanti e mi vedo meglio che mai, più forte che mai, con più esperienza e penso di essere soltanto all'inizio della mia carriera professionale.<ref group="fonte" name=cinquanta/> *Odio la mia vita sociale. La odio. La gente non mi conosce veramente. Se quando finisce la partita potessi spegnere le luci e diventare uno sconosciuto, lo farei. Non posso andare a vedere una partita di mio figlio. Se vado a una partita di dodicenni, verranno quelli che si vogliono fare una foto, quelli che vogliono un autografo, quelli che vogliono insultarmi, quelli che vogliono andare dietro la porta per insultare mio figlio, un ragazzino di 12 anni. Per strada vorrei poter essere normale.<ref group="fonte" name=sociale>Da un'intervista rilasciata alla ''CNN''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Liga/01-10-2012/dura-essere-mourinho-odio-mia-vita-sociale-912778340100.shtml È dura essere Mourinho: "Odio la mia vita sociale"]'', traduzione di Tancredi Palmeri, ''Gazzetta.it'', 1° ottobre 2012.</ref> *Per molte ragioni, molto probabilmente dopo il Real Madrid tornerò in Inghilterra. Per me lo scenario perfetto tornando in Inghilterra sarebbe avere ancora Ferguson come avversario. Se lui smette, a perderci è il calcio. Non è una questione di allenatori giovani o vecchi. Lo chiamo il capo. Perché per me lui è il capo di tutti gli allenatori. Quando tornerò in Inghilterra spero di trovarlo ancora sulla panchina del Manchester United.<ref group="fonte" name=sociale/> *Anche se non vincessi la Champions con il Real, non si potrà parlare di fallimento. Ma se si dovesse pensare così, forse è un po' colpa mia: ho vinto così tante volte che il mondo adesso non si aspetta altro.<ref group="fonte" name=sociale/> *Potrei scrivere un libro di 200 pagine sui miei due anni all'Inter con Mario ma non sarebbe un romanzo drammatico, piuttosto una commedia perché è un ragazzo divertente.<ref group="fonte" name=balo>Da un'intervista rilasciata alla ''CNN''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/04-10-2012/mourinho-psg-perche-no-motiva-vincere-altri-paesi-912805869149.shtml Mourinho apre al Paris Saint Germain: "E su Balotelli potrei scrivere un libro"]'', ''Gazzetta.it'', 4 ottobre 2012.</ref> *{{NDR|Riferito a [[Mario Balotelli]]}} [Mancini] È stato il suo primo allenatore da professionista, quindi prima di me. Mario aveva 18 anni quando c'era [[Roberto Mancini|Mancini]] all'Inter, 20 quando era con me, ora ne ha 22 e sarebbe naturale che crescesse e diventasse il giocatore talentuoso che è. Non sono in contatto con Mario ma spero che diventi un campione. Roberto lo conosce bene, parla il suo stesso linguaggio, lo conosce da quando è un ragazzino per cui se non esplode con Roberto, sarà difficile che ci riesca con un altro allenatore ma spero ci riesca perché è un talento.<ref group="fonte" name=balo/> *Se Cristiano [Ronaldo] non vince il premio quest'anno è solo perché non va a genio alla gente. Vende male la sua immagine. [...] [[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Messi]] è cresciuto nella squadra in cui gioca e i suoi compagni con lui. Ronaldo invece è arrivato dall'Inghilterra, si è affermato in un ambiente a lui sconosciuto, entrando a far parte di un team al tempo perdente.<ref group="fonte" name=rona>Da un'intervista rilasciata al quotidiano portoghese ''A Bola''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Liga/12-10-2012/pallone-d-oro-mourinho-lancia-cr7-un-crimine-se-non-vince-lui-912881884686.shtml Pallone d'oro, Mou vota CR7: "Un crimine se non lo vince"]'', ''Gazzetta.it'', 12 ottobre 2012.</ref> *Sarebbe un crimine, se Cristiano Ronaldo non vincesse il premio. [...] Essere [[Cristiano Ronaldo]] è molto più difficile che essere Messi. Il mio attaccante non è mai stato tutelato fisicamente, non è mai protetto da niente o da nessuno.<ref group="fonte" name=rona/> *So che alcuni mi criticheranno, ma per giocare in casa io scelgo [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]]. È uno stadio che fornisce un supporto unico nel suo genere.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcioestero/articoli/93361/mou-nulla-meglio-di-san-siro.shtml Mou: "Nulla meglio di San Siro""]'', ''Sportmediaset.it'', 20 novembre 2012.</ref> *Quando si avverte la fatica, bisogna tirar fuori altre qualità come la forza mentale e lo spirito di sacrificio. Ho visto [[Radek Štěpánek|Stepanek]], che ha 34 anni, giocare 3 match in 3 giorni nella finale di Coppa Davis {{NDR|vinta dalla Repubblica Ceca contro la Spagna}}. Era pronto a dare la vita per il suo paese. Ragazzi di 23 o 26 anni possono giocare il mercoledì e il sabato senza problemi: nello sport conta il cuore, non contano solo le gambe.<ref group="fonte">Durante la conferenza stampa dopo la sconfitta per 1-0 sul campo del Betis Siviglia; citato in ''[http://www.lastampa.it/2012/11/25/sport/calcio/real-madrid-va-ko-mourinho-furioso-tfMdKaegHT3tamtKRDCScK/pagina.html Real Madrid va ko, Mourinho furioso]'', ''Lastampa.it'', 25 novembre 2012.</ref> *L'Inter è il club in cui mi è piaciuto di più stare. Nessun altro mi ha regalato la stessa felicità. L'Inter è una famiglia e io appartengo alla famiglia nerazzurra per sempre. Quando l'ho lasciata ho pianto più di una volta. Ho vissuto in un ambiente fantastico, dalla Pinetina, dove ci si allenava, a San Siro.<ref group="fonte" name=TVI>Da un'intervista rilasciata alla ''TVI''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Inter/28-11-2012/mou-nostalgia-canaglia-come-mi-manca-inter-913348562702.shtml Mou, nostalgia canaglia "Come mi manca l'Inter"]'', ''Gazzetta.it'', 28 novembre 2012.</ref> *{{NDR|Rispondendo sul motivo che lo ha spinto a lasciare Milano per Madrid}} Anch'io mi sono chiesto perché l'ho fatto. È giusto, allora, che lo spieghi. Era la terza volta che il Real mi proponeva la sua panchina. I miei amici dicevano: "Puoi essere un grande allenatore, ma se non sei campione con il Real Madrid ci sarà sempre nella tua carriera un qualcosa che mancherà, un buco sempre aperto". Capello ce l'aveva fatta. Allora ho deciso di impegnarmi personalmente con Florentino Perez. E ci sono andato. Ma per l'Inter ho una nostalgia che è sempre presente.<ref group="fonte" name=TVI/> *Il mio [[Serie A 2008-2009|primo scudetto]] all'Inter non lo abbiamo vinto in campo bensì al centro sportivo di Appiano Gentile. Era un sabato e il nostro inseguitore era il Milan, che nell'anticipo di quella sera era stato battuto rendendoci così campioni. Era la terz'ultima di campionato e noi dovevamo giocare il giorno dopo col Siena. Al centro esplose subito la baldoria, con tutta la squadra a chiedermi di andare a festeggiare in Piazza Duomo assieme ai tifosi. Io ho pensato: se ci andiamo non andremo a letto prima delle tre-quattro del mattino e poi scendiamo in campo stanchi e addormentati e la striscia di partite di fila sempre vinte finisce lì. No, non possiamo farlo: "Tutti a letto" ho tuonato. Quando già ero in camera mia pronto a coricarmi bussa alla porta [[Júlio César Soares Espíndola|Júlio Cesar]]. Il suo era un grido di dolore, piangeva a dirotto: "Mister, dobbiamo andarci in Piazza Duomo, ci aspettano in migliaia. Se non ci andremo tu in vita tua non vincerai più niente". Parole che sembravano una maledizione. Ho pensato: "Sono fregato". Non sono superstizioso, ma quelle parole mi hanno lasciato traballante. Bene. Andiamoci tutti: e così è avvenuto. I tifosi quando ci hanno scoperto sono diventati pazzi. Siamo tornati ad Appiano verso le tre di domenica e nel pomeriggio i giocatori sono stati fantastici, dando tutto per non perdere l'imbattibilità e per non consentire agli avversari di dire che avevano battuto i neocampioni d'Italia.<ref group="fonte" name=TVI/> *{{NDR|Prima di Real-Madrid-Manchester United, gara valida per l'andata degli ottavi di finale della Champions League 2012-2013}} Non sarò l'erede di Ferguson perché smetteremo insieme, lui a 90 anni e io a 70. Ma l'Inghilterra sarà il mio prossimo passo. Il Real vuole conquistare la sua decima Champions e io la terza, non finirò la carriera con due. Ci sono grandi club che non hanno mai vinto la Champions, e anche grandi allenatori che non l'hanno mai conquistata. Il Real Madrid ne ha vinte nove, io due e quindi siamo due privilegiati. Ma ora il Madrid vuole vincere la decima, e io la terza. Per questo lotterò finché non arriverà e ho fiducia di potercela fare.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/championsleague/articoli/98604/non-vincero-solo-due-champions.shtml "Non vincerò solo due Champions"]'', ''Sportmediaset.it'', 12 febbraio 2013.</ref> *Io non sono importante. Quel che conta è il Real. Dovrà comunque cercare di vincere questa competizione, anche senza di me. Sono contento che con me il club abbia recuperato credibilità giocando tre semifinali consecutive. Sono state tre stagioni fantastiche anche dal punto di vista degli incassi, di premi. Però non abbiamo vinto, dovranno provare a farlo in futuro. Se lo faranno con me bene, se lo faranno con un altro tecnico farò festa comunque. Quando vado in un club poi mi affeziono.<ref group="fonte" name=repubblica2013>Dalla conferenza stampa rilasciata al termine della semifinale di ritorno della UEFA Champions League 2012-2013 contro il Borussia Dortmund, 30 aprile 2013; citato in ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2013/04/30/news/mourinho_spogliatoio-57812038/ Real Madrid, Mourinho ai saluti: "Vado dove mi amano"]'', ''repubblica.it'', 1º maggio 2013.</ref> *So che in Inghilterra sono molto amato: dai tifosi, dai media, che mi trattano bene. Mi criticano e mi elogiano quando lo merito. So che da certi club sono amato, soprattutto uno. In Spagna la situazione è diversa, c'è gente che mi odia.<ref group="fonte" name=repubblica2013/> ===Chelsea (2013-2015)=== [[File:Chelsea 2 Spurs 0 Capital One Cup winners 2015 (16485981127).jpg|thumb|upright=1.1|Mourinho con Hazard ai tempi della sua seconda esperienza al Chelsea nel 2015]] *{{NDR|All'arrivo al Chelsea}} Nella mia carriera ho avuto due grandi passioni, l'Inter e il [[Chelsea Football Club|Chelsea]], e il Chelsea è molto più che importante per me. È stato molto difficile giocare contro questo club. Ai tifosi prometto le stesse cose che ho promesso nel 2004 e dico: sono uno di voi.<ref group="fonte" name=blueseinter>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Premierleague/03-06-2013/mourinho-chelsea-ufficiale-inter-mercato-mou-jose-20506857444.shtml Mourinho al Chelsea per 4 anni: è ufficiale. "Ho due passioni: i Blues e l'Inter..."]'', ''Gazzetta.it'', 3 giugno 2013.</ref> *È stata una decisione semplice. Ho chiesto al presidente 'Vuoi che torni?' E lui mi ha risposto 'Tu vuoi tornare?'. Dopo pochi minuti la decisione è stata presa e io sono molto felice. Dovevo prepararmi per non essere troppo emozionato al mio arrivo al club, ma ovviamente sono molto felice. Se analizzi il tutto in maniera fredda e lasci le tue emozioni da parte, penso che sia stato fantastico. Io ho proseguito la mia carriera, mentre il Chelsea ha continuato a vincere.<ref group="fonte" name=blueseinter/> *Voglio provare a migliorare i miei giocatori e la mia squadra, ma senza fare follie. Se non ci riuscirò non sarò contento con me stesso. Se poi possiamo migliorare ulteriormente la squadra con qualche giocatore allora è fantastico, ma voglio migliorare la squadra con il mio lavoro. Non ho bisogno di fare una vacanza. Mi spiace che gli allenamenti non comincino domani. Ai giocatori io dico durante la stagione, quando sono stanchi, che le vittorie fanno miracoli. Quando vinci, vinci, vinci, non sei mai stanco. Nel mio caso, la felicità è più forte della stanchezza.<ref group="fonte" name=blueseinter/> *{{NDR|All'arrivo al Chelsea}} Non voglio esser chiamato una leggenda, però ho una storia difficile da comparare a quella di un altro. Mi considero un grande tecnico. Quando arrivai al Chelsea dissi di essere speciale perché avevo già vinto una Champions col Porto. Per essere un vincente, devi avere un talento speciale. Non sei speciale se non vinci, ma io vinco.<ref group="fonte" name=proiettili>Da un'intervista al ''Sun''; citato in ''[http://www.fcinternews.it/?action=read&idnotizia=117218 Mou a 360°: "Volevo l'Italia. Mi rialzo con i proiettili e vincerò ancora! Vi dico perché sono lo Special One"]'', ''Fcinternews.it'', 9 giugno 2013.</ref> *È stato amore a prima vista. Il Chelsea è nel mio cuore. Ho sempre desiderato che avesse successo, tranne quando ho dovuto affrontarlo. Solo in quel caso volevo ammazzarlo!<ref group="fonte" name=proiettili/> *Da lì {{NDR|Dopo l'addio al Chelsea, prima dell'esperienza all'Inter}} ho subito sentito la mancanza del calcio inglese, ma sapevo che sarei tornato. Il mio ritorno era obbligatorio, tuttavia non immaginavo sarebbe avvenuto tanto presto. Ho sempre voluto allenare in Inghilterra, in Spagna e in Italia, sapevo quindi che non sarei tornato qui senza aver prima allenato negli altri Paesi.<ref group="fonte" name=proiettili/> *Mi sveglio presto e vado via tardi, pensando al calcio ogni minuto. Non importa in quali club sono stato. La mia giornata lavorativa è rimasta uguale. Un sacco di allenatori arrivano da me chiedendomi la ricetta del successo. Ma se vogliono una ricetta dovrebbero andare da un dottore. Il calcio non è così.<ref group="fonte" name=proiettili/> *Se qualcuno dice di essere il migliore, allora ha grandi possibilità di lavorare con me. Mi rialzo con i proiettili che mi sparano addosso e lo farò sempre. Sono nato in questo modo nel calcio e così morirò.<ref group="fonte" name=proiettili/> *Nel mio atteggiamento c'è sempre un obiettivo: la difesa degli interessi del mio club, senza riguardi per la mia immagine. Se è un difetto o una virtù? Chiedetelo a quelli che hanno lavorato con me.<ref group="fonte" name=proiettili/> *La mia posizione è sempre stata in pericolo perché alleno soltanto grandi squadre ambite da tantissimi tecnici; perché lascio squadre già assemblate per gli anni futuri; perché lascio ottime condizioni di lavoro ed eccellenti strutture per chiunque subentri.<ref group="fonte" name=proiettili/> *Ho avuto grandi anni ma i prossimi saranno i più importanti. Non festeggio mai con eccesso una mia conquista perché non voglio pensare che sia l'ultima. Chiunque volesse vedermi fallire resterà deluso. Penso sia naturale il fatto che vincerò altri trofei nella mia carriera.<ref group="fonte" name=proiettili/> *{{NDR|Sul possibile arrivo di [[Kevin Prince Boateng|Boateng]] al Chelsea}} Non cerco fotomodelli, il Chelsea insegue calciatori. Nell'ultimo anno ha fatto più cambi di look che gol.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/mercato/2013/articoli/1000967/boateng-al-chelsea-ore-decisive-l-agente-incontra-mourinho-160-.shtml Boateng al Chelsea, ore decisive: l'agente incontra Mourinho]'', ''Sportmediaset.it'', 9 giugno 2013.</ref> <!--Andrebbe spostata tra le "Attribuite" a parer mio--> *Quando mi trovo fra le mani un ragazzo che ha tutto per poter stare in prima squadra e diventare un top player, non mi sono mai tirato indietro. L'ho sempre fatto, a partire dal Porto. Carlos Alberto è ancora il più giovane ad aver segnato in una finale di Champions League {{NDR|19 anni nel 2004}}. Ma in [[Italia]] forse non si conosce il migliore. Parlo di [[Davide Santon]], che adesso è al Newcastle. Santon ha avuto due grossi, grossi infortuni. Ma a 17 anni tutti dicevano che sarebbe diventato per l'Inter ciò che [[Paolo Maldini|Maldini]] è stato per il [[Milan]]. Il ragazzo ha iniziato a giocare con me a 18 anni. A 18 anni giocava contro il Manchester United negli ottavi di Champions League.<ref group="fonte">Citato in ''[http://m.tuttomercatoweb.com/altre-notizie/inter-mourinho-santon-il-top-poteva-diventare-il-maldini-nerazzurro-468712 Inter, Mourinho: "Santon il top, poteva diventare il Maldini nerazzurro"]'', ''Tuttomercatoweb.com'', 23 luglio 2013.</ref> *Come allenatore ho cominciato nel 2000 ma prima ho fatto da assistente in grandi club e con grandi allenatori e ho allenato i migliori calciatori del mondo. A 30 anni allenavo [[Ronaldo]], non [[Cristiano Ronaldo|Cristiano]], il 'vero' Ronaldo, il brasiliano'. Allenavo [[Rivaldo]], [[Luis Figo|Figo]], [[Josep Guardiola|Guardiola]], grandissimi giocatori e io ero giovanissimo. Non ero l'allenatore ma un assistente, ma sentivo di avere del potenziale e quattro anni dopo aver cominciato ho vinto la mia prima Champions. E il resto è venuto di conseguenza.<ref group="fonte" name=politica>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/03-08-2013/mourinho-contro-ronaldo-il-vero-fenomeno-era-brasiliano-real-madrid-bale-guardiola-20896209327.shtml Mourinho: "Il vero Ronaldo era brasiliano. Il Real? Conta molto la politica"]'', ''Gazzetta.it'', 3 agosto 2013.</ref> *È un club speciale ma non è solo un club. Il Real è politica, non è una questione di calcio o di sport ma di tutto quello che lo circonda. Al secondo anno abbiamo vinto la Liga, siamo stati la miglior squadra nella storia della Liga, abbiamo fatto 100 punti e segnato 121 gol. Il terzo anno era quello delle elezioni e ci siamo ritrovati in mezzo a cose che non erano normali e che solo le persone che stanno lì possono capire. La stagione non è stata malvagia, abbiamo raggiunto la finale della Coppa del Re anche se abbiamo poi perso, siamo arrivati in semifinale di Champions uscendo per un gol di differenza. Ma abbiamo finito la stagione senza trofei, abbiamo vinto solo la Supercoppa spagnola contro il Barcellona ma per me non è sufficiente.<ref group="fonte" name=politica/> *{{NDR|Riferendosi a [[Gareth Bale]]}} Avevo chiesto alla società di comprarlo già la scorsa estate ma non è stato possibile. È un calciatore fantastico, ma le cifre in ballo sono enormi e il ragazzo potrebbe sentire la pressione di dover dimostrare che vale quell'investimento. Comunque [[Carlo Ancelotti|Ancelotti]] è un allenatore esperto e sono sicuro che tirerà fuori il meglio da lui.<ref group="fonte" name=politica/> *[[Mesut Özil|Ozil]] è unico, non c'è un altro giocatore come lui, è il miglior numero 10 al mondo. Con la sua visione di gioco e la sua personalità ha reso le cose più facili a me e ai suoi compagni. Nelle sue qualità rivedo sia [[Luis Figo|Figo]] sia [[Zinédine Zidane|Zidane]]. Con l'ingaggio di Ozil anche l'Arsenal potrà lottare per la vittoria della Premier.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/04-09-2013/mourinho-ancelotti-ozil-real-madrid-chelsea-miglior-numero-10-mondo-201097768018.shtml Mourinho punzecchia Ancelotti su Ozil: "È il miglior numero 10 al mondo"]'', ''Gazzetta.it'', 4 settembre 2013.</ref> *[[Massimo Moratti|Moratti]] è unico. Moratti è un papà vero per i giocatori e un amico per gli allenatori. Per lui avrò sempre amicizia, ammirazione e rispetto. Mi sono bastati cinque minuti per capire che il calcio e l'Inter sono la sua vita. Ha respirato Inter fin da piccolo e ha una memoria straordinaria. E non parla mai della "sua" Inter: la squadra, per lui, è dei tifosi. L'Inter sarà sempre Moratti e Moratti sarà sempre l'Inter. Una cosa sola. Al punto che, nel mondo, i tifosi quasi confondono presidente e squadra, dal padre Angelo al figlio Massimo ai più giovani oggi: se dici Inter pensi a Moratti e viceversa. Una famiglia innamorata di calcio e di Inter. Vende perché pensa che questo faccia soltanto il bene della società e della squadra. La più grande gioia che ho ricevuto dal calcio è stato regalargli quella coppa (la Champions). In questo modo, ne sono sicuro, Moratti è diventato un presidente completo, al quale non manca nessun trofeo. Anche per lui penso sia stato il momento più bello in assoluto.<ref group="fonte">Citato in Fabio Licari, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2013/settembre/21/Mou_formidabili_quei_anni_papa_ga_0_20130921_3c0f7a56-2282-11e3-8fdc-6dc48438233e.shtml Mou, formidabili quei 2 anni «Il papà dei giocatori, l'amico degli allenatori»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 21 settembre 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Adriano Galliani]]}} Di lui posso solo parlare bene. È un galantuomo e provo nei suoi confronti il massimo rispetto. È stato il dirigente più importante della vera squadra rivale delle mie stagioni all'Inter. È un dirigente conosciuto nel mondo e gli auguro di godersi la vita perché il calcio dà molto, ma toglie altrettanto, soprattutto sul piano privato.<ref group="fonte" name=gallia>Citato in Stefano Boldrini, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/29-11-2013/mourinho-galliani-piu-importante-milan-lukaku-spieghi-perche-non-chelsea-auguri-giggs-201690243305.shtml Mourinho: "Galliani il più importante al Milan. Lukaku spieghi perché non è al Chelsea..."]'', ''Gazzetta.it'', 29 novembre 2013.</ref> *[[Ryan Giggs|Giggs]] è un calciatore storico. Era al top dello United negli anni Novanta. Ricordo di averlo visto per la prima volta nel 1998 e ora che siamo nel 2013 è ancora una star dello United. Merita il massimo rispetto un giocatore capace di essere ancora protagonista alla sua età.<ref group="fonte" name=gallia/> *[[Eusébio|Eusebio]] è immortale, è una delle grandi figure del Portogallo, sappiamo bene cosa significhi per il Portogallo e per il calcio portoghese. Eusebio come Amalia Rodrigues, artista scomparsa nel 1999 e considerata la voce del Portogallo. Non dico che sia stato fonte di ispirazione, ma è sempre stato un punto di riferimento per valori, principi e sentimenti anche dopo aver chiuso la carriera. Lascia un vuoto enorme, ma preferisco pensare alla prospettiva dell'immortalità. Eusebio apparteneva ad un'altra generazione. Se si provasse a fare un paragone con il calcio attuale, lui sarebbe al livello dei migliori in assoluto. Se oggi avesse 20 o 30 anni, sarebbe qualcosa di meraviglioso.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/05-01-2014/morte-eusebio-lutto-nazionale-portogallo-mourinho-simbolo-201985796697.shtml Morte Eusebio, lutto nazionale in Portogallo]'', ''Gazzetta.it'', 5 gennaio 2014.</ref> *Voglio dire solo quattro cose: complimenti ai miei giocatori perché hanno dato tutto dal primo all'ultimo minuto, complimenti al Sunderland perché ha vinto, complimenti a Dean {{NDR|l'arbitro}} perché la sua direzione di gara è stata fantastica, complimenti a Riley {{NDR|il capo degli arbitri inglesi}} per il modo in cui ha organizzato questa stagione. Per il modo in cui il campionato sta andando, è stato fantastico. Non ho altro da dire.<ref group="fonte">Dall'intervista nel postpartita di Chelsea-Sunderland; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Premier-League/19-04-2014/chelsea-mourinho-ironizza-bravi-arbitri-rui-faria-perde-testa-80485676296.shtml Chelsea, Mourinho ironizza: "Bravi arbitri". E Rui Faria perde la testa]'', ''Gazzetta.it'', 19 aprile 2014.</ref> *{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Gli avevo detto di farsi trovare alle 14,00 nel mio ufficio per una riunione ma lui non c'era. Ma quando l'ho chiamato... Era andato a seguire le prove del GP di F1 del sabato in vista della gara di domenica. Ho detto a Mario che sarebbe dovuto essere alle 14,00 nel mio ufficio e lui mi ha risposto che la riunione nel mio ufficio avremmo potuto farla ogni giorno mentre il GP di di F1 in Italia c'è solo una volta all'anno. Questo è un episodio divertente. Ovviamente al momento è stato difficile accettarlo perché si tratta di calcio professionistico. Ma aveva 18 o 19 anni quando ebbe questa reazione da ingenuo.<ref group="fonte">Da un'intervista su BT Sport; citato in ''[http://video.gazzetta.it/balo-bidone-mourinho-mister-c-formula-1/195a2114-89d8-11e4-9a8d-2305895b1805 Balo e il bidone a Mourinho: "Mister, c'è la Formula 1..."]'', ''Gazzetta.it'', 22 dicembre 2014.</ref> *[[Jamie Carragher|Jamie]] ha smesso di giocare un paio di anni fa ed evidentemente in due anni ha dimenticato tutto quello che ha fatto in campo e lo stesso vale per il signor [[Graeme Souness|Souness]], anche se lui ha smesso parecchio tempo fa. Me lo ricordo al Benfica e so un sacco di cose su di lui, ma per educazione preferisco riderci sopra, perché l'invidia è il più grande omaggio che le ombre fanno all'uomo.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Premier-League/14-03-2015/mourinho-risponde-souness-gran-giocatore-ma-allenatore-frustrato-110105508077.shtml Mourinho ne ha per tutti: "Souness frustrato, Carragher senza memoria"]'', ''Gazzetta.it'', 14 marzo 2015.</ref> *Penso di avere un problema, ovvero, sto diventando sempre più bravo in ogni aspetto del mio lavoro, che ha avuto un'evoluzione in molte aree differenti: nel modo in cui leggo la partita, nel modo in cui la preparo, nel modo in cui alleno... Mi sento sempre meglio. In una cosa però non sono cambiato: quando affronto la stampa, non sono mai un ipocrita.<ref group="fonte" name=graph>Da un'intervista rilasciata a ''Telegraph''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Premier-League/09-04-2015/mourinho-ho-problema-divento-sempre-piu-bravo-110394960014.shtml Mourinho: "Il mio problema? Divento sempre più bravo"]'', ''Gazzetta.it'', 9 aprile 2015.</ref> *[...] ho imparato a conoscere {{NDR|di [[Alex Ferguson]]}} ed apprezzare le due facce: c'è l'avversario, che farebbe di tutto per vincere; e poi c'è l'uomo di sani principi, che fa del rispetto la prima cosa.<ref group="fonte" name=graph/> *Se possedessi un club, [[Tony Pulis]] sarebbe il primo manager che contatterei. È perfetto, è una garanzia per raggiungere l'obiettivo che un club vuole. Non ha mai allenato un club che vuole diventare campione, non ha mai allenato un club che vuole rimanere tra le prime quattro d'Inghilterra, ha sempre e solo allenato squadre che dovevano sopravvivere, salvarsi e avere la giusta stabilità. Tony Pulis è matematica e il suo record è incredibile.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita contro il West Bromwich Albion (testo in lingua originale citato in {{en}} Oliver Todd ''[http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-3083386/Jose-Mourinho-owned-English-club-make-Tony-Pulis-manager-guarantee-delivering-club-wants.html Jose Mourinho: If I owned an English club, I would make Tony Pulis manager... he is a guarantee of delivering what a club wants]'', ''Dailymail.co.uk'', 15 maggio 2015); citato in ''[http://www.maidirecalcio.com/2015/05/19/mourinho-se-possedessi-un-club-contatterei-tony-pulis.html Mourinho: "Se possedessi un club, contatterei Tony Pulis"]'', ''MaiDireCalcio.com'', 19 maggio 2015.</ref> *Nel [[tennis]] subiscono rigori per tutto il giorno. Ogni punto è una decisione difficile, devono essere davvero forti. Io dico sempre che nel mio sport a volte ci copriamo e nascondiamo a vicenda, possiamo sempre trovare delle giustificazioni per i successi e i fallimenti: in questo modo il tennis è fenomenale perché devi essere davvero forte.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Tennis/21-06-2015/tennis-poker-murray-queen-s-mourinho-tifoso-commosso-120257189123.shtml Tennis, poker di Murray al Queen's con Mou tifoso commosso]'', ''Gazzetta.it'', 21 giugno 2015.</ref> *[[Paul Pogba|Pogba]] piace a tutti, ma ci sono cose che si possono fare e altre che non si possono fare. Mi piace anche la [[Torre Eiffel]], ma non posso averla nel mio giardino.<ref group="fonte">Da un'intervista al ''Daily Mail''; citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/mercato/2015/07/19/news/mourinho_pogba_e_come_la_torre_eiffel_mi_piace_ma_e_fuori_portata_-119402441/ Mourinho: "Pogba è come la Torre Eiffel: mi piace ma è fuori portata"]'', ''Repubblica.it'', 19 luglio 2015.</ref> ===Manchester United (2016-2018)=== [[File:Manchester United v Zorya Luhansk, September 2016 (26).JPG|thumb|upright=1.3|Mourinho con Young e Martial al Manchester United nel 2016]] *Diventare l'allenatore del [[Manchester United Football Club|Manchester United]] è un onore speciale. È un club conosciuto e ammirato in tutto il mondo, c'è una mistica e un fascino che nessun altro club può eguagliare. Ho sempre sentito una certa affinità con l'Old Trafford al quale sono legato da alcuni importanti ricordi della mia carriera. Ho sempre avuto anche un bel rapporto con i tifosi dello United e non vedo l'ora di essere il loro allenatore e godermi il loro magnifico sostegno negli anni a venire [...]. Mi sento bene, arrivo nel giusto momento della mia carriera per allenare una squadra come lo United. Bisogna essere preparati per guidare club come lo United, essere i migliori allenatori, e io sono pronto. Penso che si possa guardare al nostro club attraverso due prospettive. Una è considerare gli ultimi tre anni, l'altra la storia del club. Preferisco dimenticare le tre stagioni passate, e concentrarmi sulla storia di questo immenso club. I tifosi si aspettano che dica che voglio vincere, i giocatori vogliono sentirmelo dire, penso che possiamo davvero riuscirci.<ref group="fonte">Durante un'intervista rilasciata alla tv ufficiale del club; citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2016/05/27/news/manchester_united_mourinho_e_il_nuovo_allenatore-140708214/ Manchester United, ufficiale Mourinho: "Un onore speciale essere qui"]'', ''Repubblica.it'', 27 maggio 2016.</ref> *Non so come definirmi dopo Special One e Happy One. Sono arrivato in un club del quale è difficile trovare le parole per descriverlo. Non è un lavoro dei sogni: è la realtà.<ref group="fonte" name=onores>Dalla conferenza di presentazione come allenatore del Manchester United; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Premier-League/05-07-2016/manchester-united-ecco-mou-ripartiamo-bel-gioco-160235155252.shtml Manchester United, ecco Mourinho: "Non devo dimostrare nulla. Ripartiamo dal bel gioco"]'', ''Gazzetta.it'', 5 luglio 2016.</ref> *Io non mi relaziono con gli altri allenatori. Ci sono alcuni che hanno vinto l'ultima volta dieci anni fa. C'è chi ha vinto un anno fa. E c'è chi non ha vinto nulla. In questo paese le inimicizie tra manager hanno una valenza diversa. In contesti come quelli della Liga e della serie A le rivalità sono una parte del cartellone, qui è diverso. Io sono l'allenatore del Manchester United e rispetto tutti i club, tutti gli avversari, tutti gli allenatori.<ref group="fonte" name=onores/> *Innanzitutto voglio dedicare la vittoria a Louis Van Gaal, perché senza di lui non saremmo qui oggi a festeggiare. Con lui il Manchester United ha vinto la FA Cup, che ci ha permesso di essere qui e di mettere un altro trofeo in bacheca. In passato allenatori venuti dopo di me hanno vinto titoli consequenziali, ma mai nessuno si ricorda di chi c'era prima. Ma io ricordo che questo trofeo l'ho vinto perché qualcuno ha vinto prima di me. E lo dedico anche ai miei sette giocatori che non sono stati coinvolti, giocatori che hanno lavorato veramente duro e meritavano di essere in squadra, ma ho dovuto fare delle scelte, e, talvolta, le scelte mi fanno male.<ref group="fonte">Dall'intervista rilasciata al termine della vittoria del Community Shield contro il Leicester City; citato in ''[http://www.alfredopedulla.com/mourinho-trofeo-dedicato-van-gaal-perche-non-dimentico/#MCM6Qd280VBU7GhQ.99 Mourinho: "Trofeo dedicato a Van Gaal, perché io non dimentico..."]'', ''Alfredopedulla.com'', 7 agosto 2016.</ref> *Ho voluto fare un piccolo omaggio<ref>Presentandosi in conferenza stampa con le iniziali CR sulla maglia.</ref> a una persona che ha scritto la più bella pagina nella storia della Premier League. Ma questo è il mondo in cui viviamo, non è solo il calcio. Dovrebbero intitolare lo stadio di Leicester "[[Claudio Ranieri]]", invece è stato esonerato.<ref group="fonte">Citato in Paola De Carolis, ''Tutti contro il Leicester. L'Inghilterra vota Ranieri. «Ucciso il mio sogno»'', ''Corriere della Sera'', 25 febbraio 2017, p. 59.</ref> ===Tottenham Hotspur (2019-2021)=== [[File:2020-03-10 Fußball, Männer, UEFA Champions League Achtelfinale, RB Leipzig - Tottenham Hotspur 1DX 4069 by Stepro.jpg|thumb|upright|Mourinho al Tottenham nel 2020]] *{{NDR|Alla domanda se la finale di Champions League persa nella stagione precedente potesse aver avuto un impatto negativo}} Non lo so perché non ho mai perso una finale di Champions League.<ref group="fonte" name=goal>Citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/mourinho-al-tottenham-show-conferenza-non-ho-mai-perso-una/c6yhf3zejul61a3rl0bzq12xt Mourinho al Tottenham, show in conferenza: "Io non ho mai perso una finale di Champions"]'', ''Goal.com'', 21 novembre 2019.</ref> *{{NDR|Sul fatto che ai tempi del Chelsea avesse detto che non avrebbe mai allenato il Tottenham}} Sì, l'ho detto. Ma era prima che venissi licenziato!<ref group="fonte" name=goal/> *Penso di essere il signor Porto e il signor Real Madrid, ma anche il signor Inter e il signor Chelsea e Manchester United. Sono il club in cui mi trovo. Indosso e dormo con il pigiama della mia società. Sono un uomo di club, ma non un uomo di molti club.<ref group="fonte" name=goal/> ===Roma (2021-2024)=== [[File:FC Salzburg gegen AS Roma (UEFA Euroleague play-off, 2023-02-16) 42.jpg|thumb|upright|Mourinho alla Roma nel 2023]] *{{NDR|Le prime parole da allenatore giallorosso}} Daje Roma!<ref group="fonte">Dal profilo ufficiale ''Instagram''; citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2021/05/04/roma-mourinho-instagram Roma, Mou su Instagram: "Mi ha convinto l'ambizione dei Friedkin, daje vinciamo insieme"]'', ''Sport.Sky.it'', 4 maggio 2021.</ref> *Sono entusiasta sin dal primo giorno. E sono sincero quando dico sin dal primo giorno. Quando il primo giorno ho incontrato la proprietà e Tiago Pinto, ho avuto subito delle sensazioni molto positive. E questo significa molto per me. Il mio entusiasmo, ovviamente, si basa sulle conversazioni che abbiamo avuto, sulle idee che ci siamo scambiati, ma anche su qualcosa a cui io do molto valore: le sensazioni umane. L'empatia. Sin dal primo giorno ho avuto voglia che arrivasse il vero primo giorno, cioè il giorno in cui sarei arrivato a Roma.<ref group="fonte" name=asroma>Citato in ''[https://www.asroma.com/it/notizie/61355/la-prima-intervista-di-jose-mourinho-da-tecnico-della-roma La prima intervista di José Mourinho da tecnico della Roma]'', ''asroma.com'', 2 luglio 2021.</ref> *Sono migliorato molto. Dico sul serio, sono un allenatore migliore. Perché penso che questo stia un lavoro in cui l'esperienza conti molto. Con l'esperienza... sembra di vivere poi dei déja vu, perché si vivono moltissime esperienze. Dopo l'Italia sono andato al Real Madrid, che è stata un'esperienza incredibile, e ho realizzato il mio sogno di vincere in Italia, in Inghilterra e in Spagna. Poi sono tornato in Inghilterra, perché lì c'è la mia famiglia, ed è lì che volevo tornare. Ho addirittura vissuto l'esperienza estrema di portare una squadra in finale e poi di non giocare quella finale. Qualcosa che pensavo non sarebbe mai successo nella mia carriera. E invece è successo<ref group="fonte" name=asroma/> *È un lavoro in cui puoi solo migliorare, fino a quando non perdi gli stimoli. Perché credo sia l'unico motivo per il quale un allenatore di calcio possa decidere di smettere o di smettere di imparare. Non è il mio caso, tutt'altro. Continuo a imparare cose nuove ogni giorno. Quindi, penso di essere migliorato. Ovviamente un conto è arrivare in un Paese per la prima volta, dove devi partire da zero e imparare moltissime cose. Ma non è il mio caso. Conosco l'Italia come Paese, conosco la cultura calcistica italiana, so qualche cosa anche della Roma, perché quando allenavo in Italia, la Roma era la mia principale antagonista. Era la squadra che lottava con noi per aggiudicarsi i trofei. Quindi, penso di essere in una posizione migliore ora rispetto a quando sono arrivato in Italia per la prima volta nel 2008.<ref group="fonte" name=asroma/> *Penso che la passione sia un fatto culturale [...]. È qualcosa con cui dovrò imparare a convivere. Una cosa è viverla dall'esterno, un'altra è viverla dall'interno. Io l'ho vissuta solamente dall'esterno. Ho affrontato la Roma, ho giocato all'Olimpico in diverse occasioni. So quanto sia calda la tifoseria. So quanto in determinati momenti, nei momenti importanti, i tifosi possano farsi sentire. Ma la cosa incredibile è che negli ultimi venti anni i tifosi non abbiano avuto molte occasioni per essere felici. Tuttavia, la loro passione non è mai venuta meno. È molto facile essere un tifoso sfegatato di una squadra che vince sempre. Mentre vivere una situazione come questa è qualcosa di diverso. Una situazione in cui negli ultimi vent'anni non c'è stato molto per cui festeggiare, purtroppo. Per me questo è molto importante. A volte tra amici scherziamo con i rivali, con le squadre portoghesi, le squadre inglesi. Se sei un vero tifoso, devi dimostrarlo sempre. E credo che sia sotto gli occhi di tutti che i tifosi della Roma fanno proprio questo.<ref group="fonte" name=asroma/> *{{NDR|Parlando della vittoria della UEFA Conference League nel 2022}} È stato veramente indimenticabile. Quando abbiamo vinto la Champions con l'Inter io non sono andato a Milano perché volevo andare al Real Madrid e avevo la sensazione che se fossi tornato non sarei più partito. Questa volta era diverso, volevo rimanere a Roma e continuare con questo club. In momenti come quello capisci che non vinci per te stesso, che non è una gioia personale. La gente è tutto, ti dà la dimensione di quello che hai fatto, e ti senti parte di una famiglia veramente speciale.<ref group="fonte" name=esquire>Dall'intervista a ''Esquire''; citato in ''[https://www.dazn.com/it-IT/news/altro/mourinho-a-roma-sono-parte-di-una-famiglia-speciale-in-italia-sono-felice/namblfq5587p12fjohzkfvzrx Mourinho: "A Roma sono parte di una famiglia speciale. In Italia sono felice"]'', ''dazn.com'', 22 settembre 2022.</ref> *Quello che è cambiato nella mia vita però è che in questo club sto bene e ho un bel rapporto con tutti. In Italia sono felice. In Italia ho ritrovato una lega appassionante, competitiva, dove i calciatori arrivano anche dalla Premier. Rispetto al 2009-10 c'è ancora differenza con le squadre top, però oggi il resto dei club è migliore. Ci sono allenatori con tante idee, che giocano un calcio offensivo ed ambizioso. Poi ci sono squadre, come la Roma, che stanno crescendo anche in senso più ampio, come società, portando sempre più tifosi allo stadio, con grandi possibilità di evolvere in meglio.<ref group="fonte" name=esquire/> *{{NDR|Rivolto all'arbitro inglese Taylor dopo la finale della UEFA Europa League 2022-2023 persa ai rigori contro il Siviglia}} You're a fucking disgrace, man!<ref group="fonte">Citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/europa-league/2023/06/01/mourinho-roma-siviglia-europa-league-arbitro-taylor Mourinho contro arbitro Taylor dopo Siviglia-Roma: "Sei una disgrazia".]'', ''sport.sky.it'', 1° giugno 2023.</ref> ===Fenerbahçe (2024-2025)=== [[File:Fenerbahce manager Jose Mourinho and Ali Koç, June 2024 (cropped).jpg|thumb|upright|Mourinho al Fenerbahçe nel 2024]] *La grandezza di un allenatore è nei risultati, non nella filosofia. E nell'umanità, non nell'egocentrismo. Nel coraggio, non nell'autotutela. Nell'onestà, non nel relazionale. Nella sintonia con la nuova generazione di colleghi. Nel riuscire a dormire bene di notte perché sa di essere stato sempre indipendente intellettualmente e verticale.<ref group="fonte" name=zazzaroni>Dall'intervista di Ivan Zazzaroni, ''[https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/2024/12/30-137063670/mourinho_esclusivo_il_calcio_in_mano_a_tanti_fenomeni_dellincompetenza Mourinho esclusivo: "Il calcio è in mano a tanti fenomeni dell'incompetenza"]'', ''corrieredellosport.it'', 31 dicembre 2024.</ref> *L'allenatore, che fino a poco tempo fa era una figura fondamentale nella struttura del club, è diventato progressivamente meno importante e sempre più dipendente da strutture e personaggi il più delle volte impreparati.<ref group="fonte" name=zazzaroni/> *Il calcio è il regno della superficialità e dei luoghi comuni e un'etichetta non si nega a nessuno. Di solito quando la gente parla di me pensa a cosa è successo quindici, dodici, otto o dieci anni fa. È così per la maggior parte dei grandi allenatori che di solito guidano le squadre migliori e hanno le maggiori possibilità di arrivare in finale. Negli ultimi anni ho fatto tre finali, una con il Manchester United e due con la Roma. Guardo a tutto ciò un po' divertito, e allo stesso tempo con orgoglio perché quando fai questo con un club senza storia in Europa, ti rendi conto che hai realizzato qualcosa di speciale.<ref group="fonte" name=zazzaroni/> *{{NDR|Riferendosi alla stagione 2024-2025 dell'Inter}} Temevo davvero che potessero vincere il Triplete e non volevo: il Triplete è mio. Ma ora che hanno perso campionato e Coppa Italia mi piacerebbe vederli vincere la Champions League.<ref>Pochi giorni dopo, l'Inter perderà la finale di Champions League, subendo un 5-0 dal Paris Saint-Germain.</ref><ref group="fonte">Da un'intervista a ''Sky Sports''; citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/champions-league/2025/05/28/mourinho-intervista-inter-triplete Mourinho: "Non volevo altro Triplete dell'Inter, è mio: ora spero vincano la Champions"]'', ''sport.sky.it'', 28 maggio 2025.</ref> ===Benfica (2025-)=== [[File:Jose-mourinho-benfica-sep2025.png|thumb|upright|Mourinho nel 2025 durante la sua seconda esperienza al Benfica]] *Ero al Porto, ho dato l'anima per il Porto. Sono andato al Chelsea, all'Inter, al Real Madrid, al Fenerbahçe. Ho dato tutto, la mia anima, la mia vita ogni giorno. Questa è la professionalità. Gli insulti dei tifosi sono una cosa. E questo è il calcio. Questi sono gli stessi tifosi con cui, anni fa, non potevo camminare in città, che si inginocchiavano ai miei piedi. Ora mi insultano. Nessun problema. Ma un collega professionista che mi chiama traditore? Un traditore di cosa? Di aver dato tutto al Benfica? Se domani lascio il Benfica e vado all'E. Amadora, all'U. Leiria o al Moreirense, farò lo stesso.<ref>Spiegando la lite avuta con Lucho González, collaboratore tecnico del Porto, durante la partita.</ref><ref group="fonte">Citato in ''[https://www.tuttomercatoweb.com/calcio-estero/mi-ha-chiamato-traditore-50-volte-perche-mourinho-sulla-lite-con-lucho-gonzalez-2210916 "Mi ha chiamato traditore 50 volte, perché?": Mourinho sulla lite con Lucho Gonzalez]'', ''tuttomercatoweb.com'', 9 marzo 2026.</ref> ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Su [[Marko Arnautović]]}} Ha una mentalità di un bambino.<ref group="fonte">Citato in Fausto Fiorin, ''[https://www.rivistaundici.com/2022/10/24/marko-arnautovic-bologna-carriera/ Marko Arnautovic ha trovato casa]'', ''rivistaundici.com'', 24 ottobre 2022.</ref> ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Bruno Oliveira, Nuno Amieiro, Nuno Resende, Ricardo Barreto, ''Mourinho. Questione di metodo'', Tropea, 2009. ISBN 9788855800877 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mourinho, José}} [[Categoria:Allenatori di calcio portoghesi]] hftjhzf3pgmf7rfeh09h1zn9e7xrhiu Apocalisse di Giovanni 0 28018 1422395 1402933 2026-08-02T08:32:21Z Spinoziano 2297 +1; sposto wlink in su 1422395 wikitext text/x-wiki {{Nuovo Testamento}} '''''Apocalisse di Giovanni''''', testo contenuto nella Bibbia cristiana e attribuito a [[Giovanni apostolo ed evangelista]]. ==[[Incipit]]== Rivelazione di [[Gesù|Gesù Cristo]] che Dio gli diede per render noto ai suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli manifestò inviando il suo angelo al suo servo [[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni]]. Questi attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perché il tempo è vicino. ==Citazioni== *Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. (1, 4 – 6) *Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù. Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese: a Efeso, a Smirne, a Pèrgamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa. (1, 9 – 11) *Io sono il Primo e l'Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. (1, 17 – 18) *All'angelo della Chiesa di Efeso scrivi: Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro: Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i cattivi; li hai messi alla prova - quelli che si dicono apostoli e non lo sono - e li hai trovati bugiardi. Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di prima. Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto. Tuttavia hai questo di buono, che detesti le opere dei [[Nicolaismo|Nicolaìti]], che anch'io detesto. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore darò da mangiare dell'[[Albero della vita (Eden)|albero della vita]], che sta nel paradiso di Dio. (2, 1 – 7) *All'angelo della Chiesa di Pèrgamo scrivi: Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli: So che abiti dove satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui [[Antipa di Pergamo|Antìpa]], il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di satana. Ma ho da rimproverarti alcune cose: hai presso di te seguaci della dottrina di [[Balaam|Balaàm]], il quale insegnava a [[Balak (re)|Balak]] a provocare la caduta dei figli d'Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione. Così pure hai di quelli che seguono la dottrina dei Nicolaìti. Ravvediti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca. (2, 12 – 16) *Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime. Ma ho da rimproverarti che lasci fare a [[Gezabele|Iezabèle]], la donna che si spaccia per profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a darsi alla fornicazione e a mangiare carni immolate agli idoli. Io le ho dato tempo per ravvedersi, ma essa non si vuol ravvedere dalla sua dissolutezza. Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si ravvederanno dalle opere che ha loro insegnato. Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le proprie opere. (2, 19 – 23) *All'angelo della [[Chiesa di Laodicea|Chiesa di Laodicèa]] scrivi: Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio: Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei [[Tiepidezza|tiepido]], non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: "Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla", ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista. Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. (3, 14 – 20) *Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un [[Agnus Dei|Agnello]], come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. E l'Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono. E quando l'ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno un'arpa e coppe d'oro colme di profumi, che sono le preghiere dei [[santo|santi]]. (5, 6 – 8) *Durante la visione poi intesi voci di molti angeli intorno al trono e agli esseri viventi e ai vegliardi. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce: "''L'Agnello che fu immolato | è degno di ricevere potenza e ricchezza, | sapienza e forza, | onore, gloria e benedizione''". (5, 11 – 12) *Quando l'Agnello sciolse il primo dei sette sigilli, vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava come con voce di tuono: «Vieni». Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora. (6, 1 – 2) *Quando l'Agnello aprì il secondo sigillo, udii il secondo essere vivente che gridava: «Vieni». Allora uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada. (6, 3 – 4) *Quando l'Agnello aprì il terzo sigillo, udii il terzo essere vivente che gridava: «Vieni». Ed ecco, mi apparve un cavallo nero e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii gridare una voce in mezzo ai quattro esseri viventi: «Una misura di grano per un danaro e tre misure d'orzo per un danaro! Olio e vino non siano sprecati». (6, 5 – 6) *Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava [[Morte personificata|Morte]] e gli veniva dietro l'Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra. (6, 8) *Il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. La stella si chiama Assenzio; un terzo delle acque si mutò in [[assenzio]] e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare. (8, 10 – 11) *Dal fumo uscirono [[Cavalletta|cavallette]] che si sparsero sulla terra e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra. E fu detto loro di non danneggiare né erba né arbusti né alberi, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. (9, 3 – 4) *Scoppiò quindi una guerra nel cielo: [[Arcangelo Michele|Michele]] e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il [[Serpenti nella Bibbia|serpente]] antico, colui che chiamiamo il diavolo e [[satana]] e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: "''Ora si è compiuta | la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio | e la potenza del suo Cristo, | poiché è stato precipitato | l'accusatore dei nostri fratelli, | colui che li accusava davanti al nostro Dio | giorno e notte''". (12, 7 – 10) *Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il [[Numero della Bestia|numero della bestia]]: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei. (13, 16 – 18) *Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti [[Verginità|vergini]] e seguono l'Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l'Agnello. (14, 4) *Un secondo angelo lo seguì gridando: "''È caduta, è caduta | [[Babilonia la Grande|Babilonia la grande]], | quella che ha abbeverato tutte le genti | col vino del furore della sua fornicazione''". Poi, un terzo angelo li seguì gridando a gran voce: "Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, berrà il vino dell'[[ira di Dio]] che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell'Agnello. Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli, e non avranno riposo né giorno né notte quanti adorano la bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome". (14, 8 – 11) *Poi udii una voce dal cielo che diceva: "Scrivi: Beati d'ora in poi, i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono". (14, 13) *L'angelo gettò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e gettò l'uva nel grande [[Tino (vinificazione)|tino]] dell'ira di Dio. Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì sangue fino al morso dei cavalli, per una distanza di duecento miglia. (14, 19 – 20) *Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi, simili a rane: sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente. [...] E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama [[Armageddon|Armaghedòn]]. (16, 13 – 16) *La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente. (16, 19) *Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me: "Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione". L'angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d'oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: "Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra". E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. (17, 1 – 6) *Poi l'angelo mi disse: "Le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta, simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue. Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco". (17, 15 – 16) *I re della terra che si sono prostituiti e han vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei, quando vedranno il fumo del suo incendio, tenendosi a distanza per paura dei suoi tormenti e diranno: "''Guai, guai, immensa città, | Babilonia, possente città; | in un'ora sola è giunta la tua condanna!''". (18, 9 – 10) *È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è [[Verbo (cristianesimo)|Verbo]] di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. (19, 13 – 14) *Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. (20, 4 – 6) *Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, [[Gog e Magog|Gog e Magòg]], per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare. Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d'assedio l'accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. (20, 7 – 9) *Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la [[Inferno|seconda morte]], lo stagno di fuoco. E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco. (20, 14 – 15) *Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. Vidi anche la città santa, la nuova [[Gerusalemme]], scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. (21, 1 – 2) *Udii allora una voce potente che usciva dal trono: "''Ecco la dimora di Dio con gli uomini! | Egli dimorerà tra di loro | ed essi saranno suo popolo | ed egli sarà il "Dio-con-loro". | E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; | non ci sarà più la morte, | né lutto, né lamento, né affanno, | perché le cose di prima sono passate''". E Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose"; e soggiunse: "Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci. ''Ecco sono compiute! | Io sono l'Alfa e l'Omega, | il Principio e la Fine. | A colui che ha sete darò gratuitamente | [[acqua della vita|acqua della fonte della vita]]''". (21, 3 – 6) *Ma per i vili e gl'increduli, gli abietti e gli omicidi, gl'immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte. (21, 8) *Mi mostrò poi un fiume d'acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume si trova un [[Albero della vita|albero di vita]] che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell'albero servono a guarire le nazioni. (22, 1 – 2) *Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il principio e la fine. (22, 13) ==[[Explicit]]== Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino.<br> Lo Spirito e la sposa dicono: "Vieni!". E chi ascolta ripeta: "Vieni!". Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l'acqua della vita.<br> Dichiaro a chiunque ascolta le parole profetiche di questo libro: a chi vi aggiungerà qualche cosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priverà dell'albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.<br> Colui che attesta queste cose dice: "Sì, verrò presto!". Amen. Vieni, Signore Gesù. La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen! ==Citazioni sull'''Apocalisse di Giovanni''== *Come l'inizio del Vangelo fu la rivelazione per mezzo dell'angelo alla Madre, così l'inizio dell'Apocalisse è la rivelazione per mezzo dell'angelo a Giovanni. ([[Adrienne von Speyr]]) *Egli {{NDR|Giovanni}} ha alle spalle una vita di fede chiara, nell'amicizia con il Signore e ora nella vecchiaia viene strappato a tutto questo e scaraventato nell'incommensurabile e superdimensionato. ([[Adrienne von Speyr]]) *Essa permette una profonda immediata penetrazione dell'occhio nell'architettura dell'universo, come la ''Teogonia'' di [[Esiodo]] e come la ''[[Genesi]]''. Nello stesso tempo avvengono moti strani: come quelli con i quali comincia a sciogliersi la rigidità simbolistica dell'antico oriente. Come una farfalla dagli occhi innumerevoli esce, con il massimo splendore delle sue origini, dalla crisalide egiziana, dalla babilonese. Questo porta ancor oggi nel leggerlo un elemento perturbante, come se si assistesse a delle più elevate metamorfosi. Si sente qui una delle deviazioni immense, quali non nascono da nessuna decisiva battaglia, da nessun sorgere o tramontare di regni, ma che, sola, la visione nel centro può produrre. Sopra i [[re]] e le loro azioni sta il [[profeta]]. ([[Ernst Jünger]]) *Fra i libri del Nuovo Testamento quello che incontrò più ostacoli fu l'Apocalisse che gli antichi trattarono da impostura inventata dall'eretico [[Cerinto]] per dar credito alla sua chimera del regno millenario. ([[Aurelio Bianchi-Giovini]]) *L<nowiki>'</nowiki>''Apocalisse'', in ultima istanza, è una narrazione sul destino dell'uomo indivisibile tra sé come persona e la società, diventando un tutt'uno con essa [...] è sbagliato pensare che l<nowiki>'</nowiki>''Apocalisse'' rechi in sé soltanto il concetto di castigo. Credo che soprattutto rechi in sé quello della speranza. Nonostante che il tempo sia vicino, e sia imminente per ciascuno di noi singolarmente, per la collettività non sarà mai troppo tardi. Per questo l<nowiki>'</nowiki>''Apocalisse'' appare terribile per ognuno di noi, ma per tutti insieme esprime speranza. Questo è il significato del suo messaggio. ([[Andrej Tarkovskij]]) *Mentre continuiamo a leggere, avvertiamo nei versetti dell<nowiki>'</nowiki>''Apocalisse'' una tensione, un impeto, una passione, che hanno qualcosa di cannibalesco: furore di possedere e ingoiare dei libri e di proiettarli in un altro spazio di carta; l'opera d'oreficeria viene lavorata col fuoco. Con una specie di ebbrezza allucinata, Giovanni trasforma ciò che aveva ingoiato, e le immagini strappate a Isaia e a Ezechiele, più concrete, violente e corpose che nei modelli, sembrano aggredirci negli occhi. Così questo testo, che non nasce da un'esperienza visionaria, è diventato il più grande testo visionario dell'Occidente. La letteratura ha appreso dall<nowiki>'</nowiki>''Apocalisse'' che vedere è, in primo luogo, una ''visione di libri''. ([[Pietro Citati]]) *Nel 364 il concilio di Laodicea escludeva l'Apocalisse dai libri sacri; invece verso il 380 san Filastrio vescovo di Brescia trattava di eresia l'opinione di Cajo, e quasi nel medesimo tempo san Gregorio di Nazianzo, sant'Anfilochio d'Iconio e la maggior parte de' Greci, se non attribuivano l'Apocalisse a Cerinto, almeno le ricusavano un posto fra le Scritture. Onde san Gerolamo scriveva a Dardano che come i Latini non ammettevano l'epistola agli ebrei, del {{sic|paro}} le Chiese greche rigettavano l'Apocalisse di san Giovanni. E non fra i Greci soltanto, ma nell'Occidente ancora, nel 633, vi erano molti che, malgrado le decisioni de' {{sic|concilii}} e dei vescovi romani, non volevano riconoscere l'Apocalisse fra i libri divini, né permettere che si leggesse in Chiesa, contro i quali fu necessario minacciar la scomunica<ref>''Quarto concilio di Toledo'', can. 17. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Aurelio Bianchi-Giovini]]) *Un piccolo libro dolce come il miele, amaro come l'assenzio. ([[Pietro Citati]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. ==Voci correlate== *''[[San Giovanni - L'apocalisse]]'' – film ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'}} [[Categoria:Nuovo Testamento]] kepuuwmzs5y1tixpxe2zxgi5qirp036 Josep Guardiola 0 34178 1422307 1415123 2026-08-01T13:45:46Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Josep Guardiola */ 1422307 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Guardiola 2010.jpg|thumb|Josep Guardiola nel 2010]] '''Josep Guardiola i Sala''', meglio noto come '''Pep Guardiola''' (1971 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio spagnolo. ==Citazioni di Josep Guardiola== {{cronologico}} *Tranquilli, vedrete che un giorno [[Lionel Messi|Messi]] metterà un gol di testa, e sarà un gol storico.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/01-06-2009/blob-settimana-50478652759.shtml Il Blob della settimana]'', ''Gazzetta.it'', 1 giugno 2009.</ref> *Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e soprattutto a [[Paolo Maldini|Maldini]], un esempio per tutti. So che ha avuto qualche problema nel giorno dell'addio, ma sappia che ha l'ammirazione di tutta l'Europa, da venticinque anni.<ref name=boldrini>Dalla conferenza stampa post partita della finale della UEFA Champions League 2008-2009 Manchester United-Barcellona (0-2), 27 maggio 2009; citato in Stefano Boldrini, ''[https://archiviostorico.gazzetta.it/2009/maggio/28/Guardiola_Dedicata_grande_Maldini_Venga_ga_3_090528012.shtml Guardiola «Dedicata al grande Maldini Venga da noi»]'', ''gazetta.it'', 28 maggio 2009</ref> *Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e al mio maestro [[Carlo Mazzone|Mazzone]]: sono orgoglioso di averlo avuto come tecnico.<ref name=boldrini/> *{{NDR|Su [[José Mourinho]]}} Probabilmente ci troviamo davanti al miglior allenatore del mondo. È sempre difficile in questi casi fare una classifica, ma la sua carriera nei vari campionati è perfetta.<ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio_estero/liga/2010/10/25-135400/Guardiola%3A+%C2%ABMourinho+%C3%A8+il+miglior+tecnico+del+mondo%C2%BB Guardiola: «Mourinho miglior tecnico del mondo»]'', ''Corrieredellosport.it'', 25 ottobre 2010.</ref> *[[Lionel Messi|Messi]] è il miglior giocatore che ho visto giocare, e probabilmente diventerà il migliore di sempre. Messi è unico e fa la differenza.<ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/champions_league/2011/05/29-175274/Guardiola%3A+Io+un+privilegiato.+Messi%3F+Migliore+di+sempre Guardiola: Guardiola: Io un privilegiato Messi? Migliore di sempre!]'', ''Corrieredellosport.it'', 29 maggio 2011.</ref> *Se dovessi tornare a lavorare in Italia sarà per allenare il Brescia. E lo farò gratis. :''If I return to work in Italy it will be to train Brescia. And I'll do it for free.''<ref>{{en}} Citato in Michael Cox, ''[http://espn.go.com/sports/soccer/news/_/id/7145038/why-andrea-pirlo-most-important-player-generation-michael-cox-soccer Andrea Pirlo a giant of his generation]'', ''ESPN.com'', 25 ottobre 2011.</ref> *{{NDR|Rispondendo alle insinuazioni di [[Yannick Noah|Noah]] sul [[doping]] diffuso tra gli atleti spagnoli}} Che questo signore, o chiunque altro, presenti le prove. Se non le ha, farebbe meglio a tacere. :''Que ce monsieur présente des preuves, ou quiconque d'ailleurs. Si non, qu'il se taise.''<ref>{{fr}} Citato in ''[http://www.lemonde.fr/sport/article/2011/11/19/dopage-noah-est-un-ignorant-pour-le-president-du-comite-olympique-espagnol_1606617_3242.html Noah déclenche une tempête médiatique après sa sortie sur le dopage]'', ''Le Monde'', 19 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Sul [[tiki-taka]]}} Non abbiamo un [[Attaccante|centravanti]], perché il nostro centravanti è lo spazio.<ref>Citato in ''[http://blog.panorama.it/sport/2012/01/02/pep-guardiola-l%E2%80%99uomo-che-volle-farsi-squadra/ Pep Guardiola: l'uomo che volle farsi squadra]'', ''Panorama.it'', 2 gennaio 2012.</ref> *{{NDR|Su Messi}} È il migliore di tutti e domina questo sport come solo [[Michael Jordan|Jordan]] è stato capace di fare con il basket.<ref>Citato in ''[http://archivio.panorama.it/sport/calcio/Messi-record-nella-storia-Guardiola-E-il-piu-forte-di-tutti-come-Jordan-nel-basket Messi-record nella storia. Guardiola: "E' il più forte di tutti come Jordan nel basket"]'', ''Panorama.it'', 21 marzo 2012.</ref> *{{NDR|Su [[Robert Lewandowski]]}} È il giocatore più professionale con cui ho lavorato nella mia carriera. Sa come riposarsi, segue la dieta più adeguata per un atleta, alimentandosi bene, non si fa mai male, perché si allena al meglio e con la dovuta concentrazione. E si sa quanto sia importante la condizione fisica per un calciatore.<ref>Da un'intervista rilasciata al ''Daily Express'', citato in ''[http://www.gazzetta.it/notizie-ultima-ora/Calcio/Guardiola-Lewandowski-giocatore-modello/09-02-2016/2-A_022470408.shtml Guardiola, Lewandowski giocatore modello]'', ''Gazzetta.it'', 9 febbraio 2016.</ref> *Penso molto a quello che farebbe [[Johan Cruijff|Johan]] [...]. Il suo punto di vista era sempre speciale, ti spingeva a farti guidare dal tuo istinto. Davanti alle situazioni complicate penso spesso: "che farebbe lui?" e questo mi conforta [...]. Il suo merito è stato, davanti a un gioco così indecifrabile come il calcio, darci gli strumenti per dominarlo, una cosa impossibile a meno di non chiamarti Messi. Io ero un giocatore di talento ma non capivo nulla di calcio. Lui ci ha aperto un mondo affascinante, un film che abbiamo interiorizzato [...]. L'ho paragonato al professore di una materia che ti piace, un maestro di cui non vedi l'ora che faccia lezione. Era un tipo che ti diceva tutto il contrario di quello che avevi sentito per tutta la vita: ti dicevano che perdevi perché non correvi ma un giorno arriva lui e ti spiega che perdi perché corri troppo.<ref>Da un'intervista rilasciata a ''Rac 1'', citato in ''[http://sport.sky.it/sport/champions_league/2016/03/25/pep-guardiola-ricordo-johan-cruyff-bayern-juventus.html Pep ricorda Cruijff: "Contro la Juve ho pensato: cosa farebbe lui?"]'', ''Sport.sky.it'', 25 marzo 2016.</ref> *Per me [[Marcelo Bielsa]] è il miglior allenatore del mondo [...]. Non importa se non ha vinto titoli, quel che conta è l'influenza che ha sui suoi giocatori, io ho una grande ammirazione nei suoi confronti per come riesce a migliorare gli elementi a sua disposizione e inoltre non ho mai conosciuto un giocatore che parli male di Bielsa. Ogni volta che ho avuto l'opportunità di parlare con lui mi ha sempre dato consigli importanti.<ref>Durante la conferenza stampa alla vigilia della sfida di andata degli ottavi di finale di Champions League tra Manchester City e Monaco, 20 febbraio 2017; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/20-02-2017/guardiola-pazzo-loco-bielsa-piu-bravo-allenatore-mondo-180910779570.shtml?refresh_ce-cp Guardiola pazzo del "Loco" Bielsa: "È il più bravo allenatore al mondo"]'', ''Gazzetta.it'', 20 febbraio 2017.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20120225033007/http://www.goal.com/it/news/5/serie-b/2012/02/21/2919507/guardiola-ha-un-idolo-zeman-lo-stimo-per-il-gioco-e-per-il Guardiola ha un idolo: Zeman! "Lo stimo, per il gioco e per il coraggio che ha avuto a denunciare ciò che non andava in Italia"]''|Citato in ''goal.com'', 21 febbraio 2012.}} *Lui ha già allenato grandi squadre come la Roma, mi sembra un allenatore preparatissimo, non lo conosco personalmente ma magari in futuro avrò la fortuna di scambiare qualche opinione con lui. Tutti i giocatori che l'hanno avuto parlano in maniera eccezionale di [[Zdeněk Zeman|Zeman]] e questa è una cosa importantissima. *{{NDR|Su Zeman}} Da quando ha iniziato fino ad oggi ha sempre visto il calcio alla stessa maniera, lui è uno che va avanti, trovare gente così è una cosa che fa molto bene al calcio. *{{NDR|Su Zeman}} Stiamo parlando di una persona che ha grande coraggio, uno che ha denunciato le cose che non andavano bene nel calcio italiano. Ha ancora grande entusiasmo, le sue squadre sono belle da vedere, attaccano contro tutti, senza pensare a chi è l'avversario, corrono come matti, sono un suo grande ammiratore. ==Citazioni su Josep Guardiola== *{{NDR|Rispondendo se Guardiola sia il miglior allenatore del mondo, o perlomeno della Liga.}} Della Liga BBVA senza nessun tipo di dubbio. Però tengo una preferenza per [[Rafael Benítez|Benítez]]. [[José Mourinho|Mourinho]] è straordinario, però per me ci sono altri due allenatori migliori. ([[Marcelino García Toral]]) *Di Guardiola penso bene se lui ha quei campioni e può fare quel tipo di gioco, per cui ecco che ti addormenta. È come un serpente a sonagli, tiene palla, ti addormenta, ti fa girare a vuoto, però al momento giusto apre la cassaforte ed entra dentro. Per cui complimenti a lui perché li fa giocare bene, quando è un calcio veloce è bello, quando è più lento è un pochino stucchevole, però con quei campioni che ti sanno inventare all'improvviso la giocata giusta è stupendo anche quello. ([[Claudio Ranieri]]) *{{NDR|Nel 2010}} Eravamo stati eliminati dalla Champions League, Guardiola mi guardava come se fosse tutta colpa mia, e io pensavo: "Siamo al capolinea. È finita". Dopo quella partita ebbi come la sensazione di non essere più il benvenuto nel club e stavo male quando mi mettevo al volante della loro Audi. Stavo da schifo quando ero seduto negli spogliatoi, e Guardiola mi guardava in cagnesco come se fossi un elemento di disturbo, un estraneo. Era come un muro, un muro di pietra: da lui non ricevevo nessun segno di vita, e ogni minuto che trascorrevo con la squadra desideravo essere altrove. Non ne facevo più parte. ([[Zlatan Ibrahimović]]) *Guardiola è il tipo di allenatore ma anche il tipo di uomo, se vogliamo, che praticamente non si accontenta mai. Ritiene il suo lavoro, allenare le squadre, un'opera continuamente aperta, sempre da innovare, sempre da migliorare e così via. E se si ferma viene raggiunto dagli altri, perché anche gli altri corrono. ([[Paolo Condò]]) *Guardiola è l'Einstein del calcio. Il suo segreto è che fa vedere le cose in modo diverso. Ama i cambiamenti, le sfide. Gli piace passare per un rivoluzionario. ([[Daniel Alves]]) *Guardiola si estende oltre la sua persona, ha un fascino coinvolgente, una specie di aura che ti piglia anche se non vuoi. ([[Alessandro Bonan]]) *I giocatori che hanno la fortuna di lavorare con Guardiola, se sono intelligenti, è come se facessero un corso d'allenatore. ([[Danilo Luiz da Silva]]) *Il tecnico che meglio di tutti conosce il Barcellona. È un tecnico preparato, intelligente, che sa come trattarci e come motivarci. ([[Lionel Messi]]) *Lui non parla con i suoi giocatori, non ha rapporto. Ci sono degli allenatori che a livello tattico sono bravissimi, ma che umanamente hanno qualche mancanza. Ecco, Guardiola è uno di questi. ([[Dante Bonfim Costa Santos]]) *Pep è un mostro di tattica, il numero uno. Sui rapporti interpersonali, invece, è un disastro. Non si è mai concentrato sulla squadra. Non ha quasi mai avuto colloqui individuali con i giocatori. Si è chiuso in se stesso, anche con i media. Così non si può allenare in un club come il Bayern. ([[Ottmar Hitzfeld]]) *Pep era il mio idolo d'infanzia, per lui porto il n. 4. Quando arrivai al Barça a 11 anni Pep era il capitano, ricordo la festa per la Champions del '92. Sono molto orgoglioso che sia stato il mio tecnico. ([[Cesc Fábregas]]) *Pep non è solo interessato a vincere, lui vuole la perfezione. ([[Kevin De Bruyne]]) *Posso dire che Pep è un ragazzo di una serietà pazzesca, a volte troppa. Per raccontare un aneddoto: mi ricordo che a Brescia a un certo punto vedevo che non parlava mai e gli faccio: "Ahò, ma te vuoi stare zitto?" E lui: "Ma come, non ho detto niente!". E io: "Appunto, ti prendo in giro. Non mi dici niente? Non hai osservazioni da fare?". E lui mi diceva che era così, non contestava, apprendeva e basta. ([[Carlo Mazzone]]) *{{NDR|Nel 2017}} Trovo abbastanza bizzarro chiedersi se Guardiola sia finito, anche perché se Guardiola è finito il 99% degli allenatori non ha nemmeno mai iniziato. Detto questo, credo che ci sia una sorta di antipatia nei suoi confronti volta a sminuirne il valore. La frase che si sente spesso è "allora vinceva perché aveva [[Lionel Messi|Messi]]". No, non è vero. Quel gioco lì, innovativo e che resterà nella storia, il Barcellona non l'ha più replicato nemmeno quando a Messi hanno affiancato [[Luis Suárez (calciatore 1987)|Suárez]] e [[Neymar]]. Questo ostracismo nei confronti di Guardiola mi rievoca quello che all'epoca fu messo sul conto di [[Arrigo Sacchi|Sacchi]]: "vinceva grazie agli olandesi {{NDR|[[Ruud Gullit]], Frank Rijkaard e [[Marco van Basten]]}}". La mia sensazione è che questo atteggiamento mascheri un'incapacità di accettare che qualcuno sia migliore di noi e realizzi qualcosa destinata a durare nel tempo e a generare delle ramificazioni, degli sviluppi. In questo senso io accomuno Guardiola a [[Johan Cruijff|Cruijff]], dal cui sistema di gioco è partito per poi apportarvi delle innovazioni importantissime, strepitose. ([[Paolo Condò]]) *Un caffè con lui? Non accadrà mai. Se sento un'energia negativa verso qualcuno, provo a evitare quella persona [...]. Guardiola mi ha deluso. Decise di non farmi giocare la finale della coppa di Germania, poi non voleva che vincessi il titolo di capocannoniere della Bundesliga, così non mi ha fatto giocare fino alla fine della stagione. Per me non era una cosa davvero importante, ma l'ho vista come una mancanza di rispetto. Avrebbe avuto molto più senso se mi avesse detto che non rientravo nella sua filosofia. Ma così no: non meritavo un trattamento del genere dopo aver dato tutto nei due anni al Bayern. ([[Mario Mandžukić]]) ===[[José Mourinho]]=== *Darei 50 anni di contratto a Pep Guardiola. [...] Sa quello che vuole, è cresciuto nella filosofia del club, è intelligente, catalano, fortunato. Se lo merita tutto. *{{NDR|Nel 2011}} Josep Guardiola ha vinto una Champions che a me darebbe vergogna di vincere perché l'ha vinta con lo scandalo di Stamford Bridge e se quest'anno vince la seconda con lo scandalo del Bernabeu. Per questo io spero che lui un giorno abbia la possibilità di vincere una Champions intera, bianca, che merita. *Mi trovavo con Pep al Barcellona, ho una foto con lui mentre ci diamo un super abbraccio. La mia relazione è buona. *Pep deve fare quello che gli dice il suo intuito. Possibilmente non ha bisogno di parlare di Mourinho perché lo fanno i suoi giocatori. Al [Real] Madrid i miei non parlano di Pep. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Guardiola, Josep}} [[Categoria:Allenatori di calcio spagnoli]] [[Categoria:Calciatori spagnoli]] 8888gc0eu8tdrfbzfq8bblsl51diq50 Profondità 0 37917 1422361 1194383 2026-08-02T07:09:27Z AssassinsCreed 17001 +1 1422361 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sulla '''profondità'''. *È facile essere «profondi»: basta lasciarsi sommergere dalle proprie tare. ([[Emil Cioran]]) *''Cerco profondità, per questo vado verso l'alto.'' ([[Caparezza]]) *Chi pensa davvero deve imparare ad andare oltre l'apparenza dell'ovvio e a immergersi nelle profondità abissali. ([[Romano Guardini]]) *Gli dei approvano la profondità, e non il tumulto, dell'anima. ([[William Wordsworth]]) *I panorami più vari ed affascinanti, gli scorci più sorprendenti, si scoprono chiudendo gli occhi e spingendosi in profondità. ([[Alessandro Pronzato]]) *La profondità va nascosta. Dove? Alla superficie. ([[Hugo von Hofmannsthal]]) *La superficialità mi inquieta ma il profondo mi uccide. ([[Alda Merini]]) *Pensano ''profondamente'' soltanto coloro che non hanno la sventura di essere dotati del senso del ridicolo. ([[Emil Cioran]]) *Per essere un artista che sfida l'eternità non basta autoproclamarsi tale, e nessuno può scrivere il proprio programma di sala. Nessuno può autocertificare la profondità della sua opera. ([[Nicola Piovani]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Qualità individuali]] 91gjbu3v0gof8we5ro45qryynbdgmep Franco Baresi 0 40448 1422316 1422227 2026-08-01T15:22:18Z Danyele 19198 /* Citazioni su Franco Baresi */ +1, riordino alfabetico 1422316 wikitext text/x-wiki [[File:Franco Baresi 2012.jpg|thumb|Franco Baresi (2012)]] '''Franco Baresi''' (1960 – 2026), ex calciatore italiano. ==Citazioni di Franco Baresi== *[[Ascoli Calcio 1898 FC|Ascoli]] voleva dire fatica, pressione del pubblico, dell'ambiente, del presidente Rozzi, di tutto ciò che girava attorno alla squadra. Già si percepiva arrivando allo stadio. Questo si aggiungeva ad avversari tostissimi in campo. Magari strappavamo punti, ma erano sempre sudati. Di partite in discesa dalle vostre parti ne ricordo davvero poche, anche con lo squadrone di Sacchi.<ref>Dall'intervista di Gigi Mancini, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/stadio-del-duca-franco-baresi-0efb122f Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 29 novembre 2016.</ref> *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «La [[Juventus Football Club|Juve]] degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di [[Associazione Calcio Milan|noi]]. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia.<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1999/novembre/19/Juventus_Milan_Bettega_Baresi_giocano_ga_0_9911196574.shtml C'è Juventus vs Milan. Bettega e Baresi la giocano così]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 19 novembre 1999.</ref> *Uno dei campi peggiori in cui ho giocato è stato il Del Duca di Ascoli. L'unità d'intenti, tra squadra e tifosi, il grande incitamento di tutto il popolo dell'Ascoli, hanno reso spesso a noi del Milan la vita difficile.<ref>Da un'intervista rilasciata al ''Guerin Sportivo'', citato in Gigi Mancini, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/stadio-del-duca-franco-baresi-0efb122f Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 29 novembre 2016.</ref> ==Citazioni su Franco Baresi== *Baresi II è dotato di uno stile unico, prepotente, imperioso, talora spietato. Si getta sul pallone come una belva: e se per un caso dannato non lo coglie, salvi il buon Dio chi ne è in possesso! Esce dopo un anticipo atteggiandosi a mosse di virile bellezza gladiatoria. Stacca bene, comanda meglio in regia: avanza in una sequenza di falcate non meno piacenti che energiche: avesse anche la legnata del gol, sarebbe il massimo mai visto sulla terra con il brasiliano Mauro, battitore libero del Santos e della nazionale brasiliana 1962 (Bicampeao do mundo em Cile). ([[Gianni Brera]]) *Dava tutto sé stesso. Parlare con lui era parlare con un uomo. ([[Giuseppe Farina (imprenditore)|Giuseppe Farina]]) *E da oggi Franco Baresi è il migliore libero d'Italia, [[Franco Freda|Freda]] e [[Giovanni Ventura|Ventura]] esclusi naturalmente. ([[Beppe Viola]]) *Ho sempre studiato gli italiani. Franco Baresi, da cui tutto è cominciato. ([[John Terry]]) *I compagni obbedivano ciecamente alla sua autorità e ai rivali mostrava le sapienti regole del calcio aperte alla pagina che parla del fuorigioco. «Sono un libero liberato» dichiarò Baresi a ''France Football''. Vero. Raccontano i giocatori del Real Madrid che i rivali del Milan non guardavano né loro né il pallone: guardavano solo Baresi. Così si rispetta un vero capo. Raccontano ancora che «a ogni fuorigioco provocato gli scappava un sorriso». ([[Jorge Valdano]]). *I rossoneri sono fortissimi in attacco, ma non hanno trovato l'erede di Baresi. ([[Roberto Rosato]]) *Io il successo me lo sono meritato, come Franco Baresi che si è fatto i suoi miliardi giocando da grande difensore. ([[Silvio Berlusconi]]) *Mitico e unico numero sei! [...] Franco Baresi, nato a Travagliato, Brescia, l'8 maggio 1960. Segno zodiacale: Biscione. (''[[Tifosi]]'') *{{NDR|Dopo la [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}} Non c'è stato lieto fine, ma il pianto dirotto, straziante di Franco Baresi, il capitano di ghiaccio, il duro fra i duri, un tipo così tosto da giocare come un gigante, venti giorni dopo l'operazione al menisco, la prima e ultima finalissima mondiale della vita. ([[Giorgio Tosatti]]) *[[Gaetano Scirea|Scirea]] era più elegante. Non so se fosse, o sia, una qualità, ma non mi viene in mente una sua rudezza. Baresi, invece, di botte ne ha date. Ma come guida la difesa – e talvolta, addirittura la squadra – non la guida nessuno. Formidabile. ([[Gianni Agnelli]]) ===[[Matteo Marani]]=== {{cronologico}} *Nel 1999, allo scoccare del secolo rossonero, un sondaggio [...] scelse Baresi come calciatore del 900. Una decisione contestata da alcuni. In realtà Rivera è stato superiore per qualità, un campione di livello mondiale e Pallone d'oro [...]. E ancora più completo – per chi scrive – è stato Paolo Maldini, lui sì davvero il più grande milanista di ogni tempo. Ma Baresi è stato il più amato e su questo non esistono discussioni. Nessuno come e quanto lui. A Rivera non è mai stato perdonato il pessimo risultato da dirigente [...], a Maldini una certa indipendenza di giudizio [...]. Baresi ha messo invece d'accordo tutti: sostenitori della tribuna e ultras, compagni di squadra e avversari, giornalisti e il presidente Berlusconi, che lo considera ancora oggi un sesto figlio, qualcosa di speciale e pure di diverso dagli altri giocatori. Un amore che Kaiser Franz si è certamente meritato per fedeltà e per l'alto rendimento assicurato nel tempo. Dopo quella stagione del debutto, condita con la stella rossonera, è rimasto per lottare e combattere nel purgatorio della B, senza mai arretrare di un passo. Lo ha fatto per due volte: dopo lo scandalo del Totoscommesse e dopo un'ultima e drammatica giornata di campionato a Cesena, anno 1982. Il Milan sprofondò nel periodo più nero della sua storia, il futuro sembrava non esistere più e nessuno poteva immaginare i trionfi che sarebbero giunti nel giro di pochi anni. Ma Baresi non scappò e questo gli è valso un posto inalienabile nel cuore del pubblico casciavit. *Baresi è stato il migliore interprete del nuovo corso [...] concretizzatosi [...] con lo sbarco di Arrigo Sacchi a Milanello. I maligni raccontano di quando il profeta della zona consigliò al sempre più apprezzato libero del Milan e della Nazionale di guardare le videocassette del Parma per capire i movimenti di Signorini. Verità o leggenda, Baresi è diventato il punto fermo, l'ultimo baluardo, la prima garanzia del Milan più bello di ogni tempo. *Gli rimproveravano la mano alzata sul fuorigioco, in realtà ha sollevato più spesso le coppe. ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Tifosi]]'' (1999) ==Voci correlate== *[[Regina Baresi]] – nipote ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Baresi, Franco}} [[Categoria:Calciatori italiani]] h3n4ghyf1jza5irq6kb5qw4l3k2usak 1422317 1422316 2026-08-01T15:22:55Z Danyele 19198 fix 1422317 wikitext text/x-wiki [[File:Franco Baresi 2012.jpg|thumb|Franco Baresi nel 2012]] '''Franco Baresi''' (1960 – 2026), calciatore italiano. ==Citazioni di Franco Baresi== *[[Ascoli Calcio 1898 FC|Ascoli]] voleva dire fatica, pressione del pubblico, dell'ambiente, del presidente Rozzi, di tutto ciò che girava attorno alla squadra. Già si percepiva arrivando allo stadio. Questo si aggiungeva ad avversari tostissimi in campo. Magari strappavamo punti, ma erano sempre sudati. Di partite in discesa dalle vostre parti ne ricordo davvero poche, anche con lo squadrone di Sacchi.<ref>Dall'intervista di Gigi Mancini, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/stadio-del-duca-franco-baresi-0efb122f Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 29 novembre 2016.</ref> *{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «La [[Juventus Football Club|Juve]] degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di [[Associazione Calcio Milan|noi]]. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia.<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1999/novembre/19/Juventus_Milan_Bettega_Baresi_giocano_ga_0_9911196574.shtml C'è Juventus vs Milan. Bettega e Baresi la giocano così]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 19 novembre 1999.</ref> *Uno dei campi peggiori in cui ho giocato è stato il Del Duca di Ascoli. L'unità d'intenti, tra squadra e tifosi, il grande incitamento di tutto il popolo dell'Ascoli, hanno reso spesso a noi del Milan la vita difficile.<ref>Da un'intervista rilasciata al ''Guerin Sportivo'', citato in Gigi Mancini, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/stadio-del-duca-franco-baresi-0efb122f Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 29 novembre 2016.</ref> ==Citazioni su Franco Baresi== *Baresi II è dotato di uno stile unico, prepotente, imperioso, talora spietato. Si getta sul pallone come una belva: e se per un caso dannato non lo coglie, salvi il buon Dio chi ne è in possesso! Esce dopo un anticipo atteggiandosi a mosse di virile bellezza gladiatoria. Stacca bene, comanda meglio in regia: avanza in una sequenza di falcate non meno piacenti che energiche: avesse anche la legnata del gol, sarebbe il massimo mai visto sulla terra con il brasiliano Mauro, battitore libero del Santos e della nazionale brasiliana 1962 (Bicampeao do mundo em Cile). ([[Gianni Brera]]) *Dava tutto sé stesso. Parlare con lui era parlare con un uomo. ([[Giuseppe Farina (imprenditore)|Giuseppe Farina]]) *E da oggi Franco Baresi è il migliore libero d'Italia, [[Franco Freda|Freda]] e [[Giovanni Ventura|Ventura]] esclusi naturalmente. ([[Beppe Viola]]) *Ho sempre studiato gli italiani. Franco Baresi, da cui tutto è cominciato. ([[John Terry]]) *I compagni obbedivano ciecamente alla sua autorità e ai rivali mostrava le sapienti regole del calcio aperte alla pagina che parla del fuorigioco. «Sono un libero liberato» dichiarò Baresi a ''France Football''. Vero. Raccontano i giocatori del Real Madrid che i rivali del Milan non guardavano né loro né il pallone: guardavano solo Baresi. Così si rispetta un vero capo. Raccontano ancora che «a ogni fuorigioco provocato gli scappava un sorriso». ([[Jorge Valdano]]). *I rossoneri sono fortissimi in attacco, ma non hanno trovato l'erede di Baresi. ([[Roberto Rosato]]) *Io il successo me lo sono meritato, come Franco Baresi che si è fatto i suoi miliardi giocando da grande difensore. ([[Silvio Berlusconi]]) *Mitico e unico numero sei! [...] Franco Baresi, nato a Travagliato, Brescia, l'8 maggio 1960. Segno zodiacale: Biscione. (''[[Tifosi]]'') *{{NDR|Dopo la [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}} Non c'è stato lieto fine, ma il pianto dirotto, straziante di Franco Baresi, il capitano di ghiaccio, il duro fra i duri, un tipo così tosto da giocare come un gigante, venti giorni dopo l'operazione al menisco, la prima e ultima finalissima mondiale della vita. ([[Giorgio Tosatti]]) *[[Gaetano Scirea|Scirea]] era più elegante. Non so se fosse, o sia, una qualità, ma non mi viene in mente una sua rudezza. Baresi, invece, di botte ne ha date. Ma come guida la difesa – e talvolta, addirittura la squadra – non la guida nessuno. Formidabile. ([[Gianni Agnelli]]) ===[[Matteo Marani]]=== {{cronologico}} *Nel 1999, allo scoccare del secolo rossonero, un sondaggio [...] scelse Baresi come calciatore del 900. Una decisione contestata da alcuni. In realtà Rivera è stato superiore per qualità, un campione di livello mondiale e Pallone d'oro [...]. E ancora più completo – per chi scrive – è stato Paolo Maldini, lui sì davvero il più grande milanista di ogni tempo. Ma Baresi è stato il più amato e su questo non esistono discussioni. Nessuno come e quanto lui. A Rivera non è mai stato perdonato il pessimo risultato da dirigente [...], a Maldini una certa indipendenza di giudizio [...]. Baresi ha messo invece d'accordo tutti: sostenitori della tribuna e ultras, compagni di squadra e avversari, giornalisti e il presidente Berlusconi, che lo considera ancora oggi un sesto figlio, qualcosa di speciale e pure di diverso dagli altri giocatori. Un amore che Kaiser Franz si è certamente meritato per fedeltà e per l'alto rendimento assicurato nel tempo. Dopo quella stagione del debutto, condita con la stella rossonera, è rimasto per lottare e combattere nel purgatorio della B, senza mai arretrare di un passo. Lo ha fatto per due volte: dopo lo scandalo del Totoscommesse e dopo un'ultima e drammatica giornata di campionato a Cesena, anno 1982. Il Milan sprofondò nel periodo più nero della sua storia, il futuro sembrava non esistere più e nessuno poteva immaginare i trionfi che sarebbero giunti nel giro di pochi anni. Ma Baresi non scappò e questo gli è valso un posto inalienabile nel cuore del pubblico casciavit. *Baresi è stato il migliore interprete del nuovo corso [...] concretizzatosi [...] con lo sbarco di Arrigo Sacchi a Milanello. I maligni raccontano di quando il profeta della zona consigliò al sempre più apprezzato libero del Milan e della Nazionale di guardare le videocassette del Parma per capire i movimenti di Signorini. Verità o leggenda, Baresi è diventato il punto fermo, l'ultimo baluardo, la prima garanzia del Milan più bello di ogni tempo. *Gli rimproveravano la mano alzata sul fuorigioco, in realtà ha sollevato più spesso le coppe. ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Tifosi]]'' (1999) ==Voci correlate== *[[Regina Baresi]] – nipote ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Baresi, Franco}} [[Categoria:Calciatori italiani]] rm2umbc7dw1r0r767zn26pqv6xp5vk4 Hamas 0 62532 1422305 1421381 2026-08-01T13:33:02Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1422305 wikitext text/x-wiki [[File:Flag of al-Qassam Brigades.svg|thumb|Bandiera di Hamas]] '''Hamas''', organizzazione palestinese di carattere politico e paramilitare. {{Int|''[https://www.cesnur.org/2004/statuto_hamas.htm Statuto del Movimento di Resistenza Islamico (Hamas)]''|18 agosto 1988. Da ''Cesnur.org''}} *Il movimento ha stretto la mano a tutti i combattenti che lottano per liberare la Palestina. L’anima dei suoi guerrieri si è unita alle anime di tutti i combattenti che hanno sacrificato le loro vite nella terra di Palestina fin da quando fu conquistata dai compagni del Messaggero di Allah – possano le preghiere e la pace di Allah rimanere con lui – fino ai giorni nostri. *La nostra battaglia con gli ebrei è molto lunga e pericolosa, e chiede la dedizione di tutti noi. È una fase cui altre successive ne seguiranno, un battaglione che dovrà essere sostenuto da molti altri battaglioni del mondo arabo e islamico, oggi diviso, finché il nemico sia vinto e la vittoria di Allah sia sicura. *La base del Movimento di Resistenza Islamico è l’islam. Dall’islam deriva le sue idee e i suoi precetti fondamentali, nonché la visione della vita, dell’universo e dell’umanità; e giudica tutte le sue azioni secondo l’islam, ed è ispirato dall’islam a correggere i suoi errori. (Articolo 1) *Il Movimento di Resistenza Islamico è un movimento palestinese unico. Offre la sua lealtà ad Allah, deriva dall’islam il suo stile di vita, e si sforza di innalzare la bandiera di Allah su ogni metro quadrato della terra di Palestina. (Articolo 6) *Il Movimento di Resistenza Islamico si è sviluppato in un tempo in cui l’islam si è allontanato dalla vita quotidiana. Così i giudizi sono stati rovesciati, i concetti sono diventati confusi e i valori sono stati trasformati; il male prevale, l’oppressione e l’oscurità infuriano, e i codardi si sono trasformati in tigri. Patrie sono state usurpate, popoli sono stati espulsi dalle loro terre o sono caduti riversi nell’umiliazione ovunque sulla Terra. Lo stato di verità è sparito, sostituito da uno stato di malvagità. Nulla è rimasto al suo posto, perché quando l’islam è assente dalla scena, tutto cambia. E queste sono le nostre motivazioni.<br>Quanto agli obiettivi: combattere il male, schiacciarlo, e vincerlo cosicché la verità possa prevalere; le patrie ritornino ai loro legittimi proprietari; la chiamata alla preghiera si oda dalle moschee, proclamando l’istituzione di uno Stato islamico. Così il popolo e le cose torneranno ciascuno al suo posto legittimo. E l’aiuto si chiederà ad Allah. (Articolo 9) *Il Movimento di Resistenza Islamico crede che la terra di Palestina sia un sacro deposito (''waqf''), terra islamica affidata alle generazioni dell’islam fino al giorno della resurrezione. Non è accettabile rinunciare ad alcuna parte di essa. Nessuno Stato arabo, né tutti gli Stati arabi nel loro insieme, nessun re o presidente, né tutti i re e presidenti messi insieme, nessuna organizzazione, né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite hanno il diritto di disporre o di cedere anche un singolo pezzo di essa, perché la Palestina è terra islamica affidata alle generazioni dell’islam sino al giorno del giudizio. (Articolo 11) *Mentre altre forme di nazionalismo si basano su considerazioni materiali, umane o territoriali, il nazionalismo del Movimento di Resistenza Islamico accoglie in sé tutto questo, ma comporta in più fattori divini molto più importanti, che gli infondono spirito e vita, giacché e collegato alle origini stesse dello spirito di chi dà la vita, e leva nel cielo della patria una bandiera divina che collega la Terra al Cielo con un legame strettissimo. Quando Mosè si presenta e leva il suo bastone, in verità la magia e i maghi sono ridotti al silenzio. (Articolo 12) *Le iniziative di pace, le cosiddette soluzioni pacifiche, le conferenze internazionali per risolvere il problema palestinese contraddicono tutte le credenze del Movimento di Resistenza Islamico. In verità, cedere qualunque parte della Palestina equivale a cedere una parte della religione. [...] Non c’è soluzione per il problema palestinese se non il ''jihad''. Quanto alle iniziative e conferenze internazionali, sono perdite di tempo e giochi da bambini. Il popolo palestinese è troppo nobile per mettere il suo futuro, i suoi diritti, e il suo destino nelle mani della vanità. (Articolo 13) *Dobbiamo instillare nelle menti di generazioni di musulmani l’idea che la causa palestinese è una causa religiosa, e deve essere affrontata su queste basi. (Articolo 15) *La donna musulmana ha un ruolo non minore di quello dell’uomo musulmano nella guerra di liberazione; è forgiatrice di uomini e ha un ruolo tra i più importanti nella guida e nell’educazione delle nuove generazioni. I nemici hanno compreso il suo ruolo; e credono che, se riusciranno a guidarla ed educarla come vogliono, allontanandola dall’islam, avranno vinto la guerra. Pertanto li vedete perseguire questo scopo attraverso i mezzi di comunicazione e il cinema, l’educazione e la cultura, utilizzando come intermediari i loro manutengoli che sono parte dell’organizzazione sionista e assumono vari nomi e forme, come la massoneria, i Rotary Club, e le cricche spionistiche, tutti covi di sabotatori e di sabotaggi. Queste organizzazioni sioniste hanno grandi risorse materiali, che permettono loro di svolgere la loro funzione nelle diverse società al servizio dei loro scopi sionisti, e di introdurre concetti che fanno il gioco del nemico. Queste organizzazioni operano laddove l’islam è assente ed è lontano dal popolo. Pertanto, i militanti islamici adempiono al loro obbligo quando si oppongono agli schemi di questi sabotatori. Dove l’islam riesce a controllare la vita dei musulmani, elimina queste organizzazioni, che sono ostili all’umanità e all’islam. (Articolo 17) *Il nostro nemico usa il metodo della punizione collettiva, rubando al popolo la sua terra e le sue proprietà, cacciandolo in esilio e confinandolo nei campi. È arrivato a spezzare ossa, a sparare su donne, bambini e vecchi, con o senza ragione, e a gettare migliaia e migliaia di persone nei campi di prigionia dove devono vivere in condizioni inumane. Questo in aggiunta a distruggere case, rendere orfani bambini, e pronunciare sentenze ingiuste contro migliaia di giovani, che passeranno i migliori anni della loro vita nel buio delle prigioni. Il nazismo degli ebrei se la prende anche con le donne e i bambini; terrorizza tutti. Questi ebrei rovinano la vita delle persone, rubano il loro denaro, e minacciano il loro onore. Nelle loro orribili azioni trattano la gente come i peggiori criminali di guerra. La deportazione lontano dalla propria patria è una forma di omicidio. (Articolo 20) *I membri del Movimento di Resistenza Islamico devono condividere le gioie e i dolori del popolo, rispondere alle sue domande e fare quanto è in loro potere per soddisfare il suo interesse, che è anche quello del movimento. Con questo spirito, il movimento e il popolo diventeranno migliori compagni di strada, la cooperazione e la compassione prevarranno, l’unità sarà stabilita, e si diventerà più forti di fronte al nemico. (Articolo 21) *Il nemico ha programmato per lungo tempo quanto è poi effettivamente riuscito a compiere, tenendo conto di tutti gli elementi che hanno storicamente determinato il corso degli eventi. Ha accumulato una enorme ricchezza materiale, fonte di influenza che ha consacrato a realizzare il suo sogno. Con questo denaro ha preso il controllo dei mezzi di comunicazione del mondo, per esempio le agenzie di stampa, i grandi giornali, le case editrici e le catene radio-televisive. Con questo denaro, ha fatto scoppiare rivoluzioni in diverse parti del mondo con lo scopo di soddisfare i suoi interessi e trarre altre forme di profitto. Questi nostri nemici erano dietro la Rivoluzione francese e la Rivoluzione russa, e molte delle rivoluzioni di cui abbiamo sentito parlare, qua e là nel mondo. È con il denaro che hanno formato organizzazioni segrete nel mondo, per distruggere la società e promuovere gli interessi sionisti. Queste organizzazioni sono la massoneria, il Rotary Club, i Lions Club, il B’nai B’rith, e altre. Sono tutte organizzazioni distruttive dedite allo spionaggio. Con il denaro, il nemico ha preso il controllo degli Stati imperialisti e li ha persuasi a colonizzare molti paesi per sfruttare le loro risorse e diffondervi la corruzione. A proposito delle guerre locali e mondiali, ormai tutti sanno che i nostri nemici hanno organizzato la Prima guerra mondiale per distruggere il Califfato islamico. Il nemico ne ha approfittato finanziariamente e ha preso il controllo di molte fonti di ricchezza. ; ha ottenuto la Dichiarazione Balfour, e ha fondato la Società delle Nazioni come strumento per dominare il mondo. Gli stessi nemici hanno organizzato la Seconda guerra mondiale, nella quale sono diventati favolosamente ricchi grazie al commercio delle armi e del materiale bellico, e si sono preparati a fondare il loro Stato. Hanno ordinato che fosse formata l’Organizzazione delle Nazioni Unite, con il Consiglio di Sicurezza all’interno di tale Organizzazione, per mezzo della quale dominano il mondo. Nessuna guerra è mai scoppiata senza che si trovassero le loro impronte digitali. (Articolo 22) *A causa delle circostanze in cui è avvenuta la formazione dell’[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|OLP]], e la confusione ideologica che prevale nel mondo arabo a causa dell’invasione ideologica che lo ha colpito dopo le Crociate e che è proseguita con l’orientalismo, il lavoro dei missionari e l’imperialismo, l’OLP ha adottato l’idea di uno Stato laico, ed ecco quello che ne pensiamo. L’ideologia laica è diametralmente opposta al pensiero religioso. (Articolo 27) *Ai paesi arabi che confinano con Israele chiediamo di aprire i loro confini ai combattenti, ai figli dei popoli arabi e islamici, per permettere loro di svolgere il loro ruolo, e di unire i loro sforzi a quelli dei loro fratelli, i fratelli musulmani della Palestina. (Articolo 28) *Il Movimento di Resistenza Islamico è un movimento umanistico. Si occupa dei diritti umani, e si impegna a mantenere la tolleranza islamica nei confronti dei seguaci di altre religioni. È ostile solo a coloro che mostrano ostilità nei riguardi dell’islam, si mettono di traverso al suo cammino per arrestarlo o ostacolano i suoi sforzi. (Articolo 31) *Oggi si tratta della Palestina, domani di uno o più altri paesi. Perché lo schema sionista non ha limiti, e dopo la Palestina cercherà di espandersi dal Nilo all’Eufrate. Quando avrà digerito la regione di cui si è cibato, guarderà avanti verso un’ulteriore espansione, e così via. Questo è il piano delineato nei ''[[Protocolli dei Savi di Sion|Protocolli degli Anziani di Sion]]'', e il comportamento presente del sionismo costituisce la migliore testimonianza di quanto era stato affermato in quel documento. (Articolo 32) *La testimonianza della storia non lascia dubbi. È una delle regole dell’universo, è una delle leggi dell’esistenza. Solo il ferro può spezzare il ferro, solo la vera fede dell’islam può sconfiggere la loro credenza falsa e corrotta. La fede può essere combattuta solo dalla fede. In ultimo, la vittoria appartiene alla verità, perché la verità non può essere che vittoriosa. (Articolo 34) *L’invasione sionista dei nostri giorni è stata preceduta dall’invasione crociata dall’Ovest, e – tra l’altro – dalle invasioni tartare dall’Est. Così come i musulmani hanno fatto fronte a queste invasioni e hanno concepito piani per combatterle e sconfiggerle, così ora possono affrontare l’invasione sionista e batterla. Questo non è certo difficile per Allah se le nostre intenzioni sono pure, se la nostra determinazione è sincera, se i musulmani traggono lezioni utili dall’esperienza passata, se si liberano delle vestigia dell’invasione ideologica occidentale, e se mettono a frutto l’esperienza dei loro predecessori. (Articolo 35) ==Citazioni su Hamas== *Hamas non rappresenta il popolo palestinese. Hamas usa i civili palestinesi come scudi umani e le famiglie palestinesi innocenti soffrono molto a causa loro. ([[Joe Biden]]) *{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}} Gli attacchi di Hamas non sono avvenuti nel vuoto. Il [[Stato di Palestina|popolo palestinese]] è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione. ([[António Guterres]]) *Hamas è un’idea, Hamas è un partito. È radicato nel cuore della gente: chiunque pensi che possiamo eliminare Hamas si sbaglia. ([[Daniel Hagari]]) *Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un'organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani (di origine ebraica e palestinese, cittadini di uno Stato discutibile finché si vuole, ma democratico). Da tre anni, dopo il ritiro di tutti i soldati israeliani dalla Striscia, quel che accade a Gaza non è più responsabilità di Israele, ma del governo di Hamas, che anziché lavorare a costruire lo Stato palestinese, s'è occupato di distruggere quello di Israele. L'ultima volta l'ha fatto un mese fa violando unilateralmente la tregua a suo tempo firmata e riprendendo il lancio di missili su centri abitati e uccidendo civili, anche bambini. Di qui la reazione di Israele. ([[Marco Travaglio]]) *L'Autorità Nazionale Palestinese è una passività, Hamas è un asset. ([[Bezalel Smotrich]]) *Oggi, piaccia o no, Hamas è una forza che ha come obiettivo l'abbattimento dello [[Israele|Stato d'Israele]]. Con il terrorismo. Non si dialoga con chi non ha abbandonato il terrorismo e ancora non riconosce Israele. Direi di più... Che per dialogarci dovrebbero sciogliersi. Il terrorista è terrorista. ([[Antonio Di Pietro]]) *Questa storia di distruggere Hamas, di far scomparire Hamas, è semplicemente gettare sabbia negli occhi dell’opinione pubblica. ([[Daniel Hagari]]) ===[[Benjamin Netanyahu]]=== *Chiunque voglia contrastare la creazione di uno [[Stato palestinese]] deve sostenere il rafforzamento di Hamas e il trasferimento di denaro a Hamas. Questo fa parte della nostra strategia. *Hamas è come l'[[Stato Islamico|Isis]]. Sono due rami dello stesso albero velenoso. *{{NDR|Durante l'[[Operazione Margine di protezione]]}} Il responsabile dei danni a civili non coinvolti è Hamas, e soltanto Hamas, che usa i civili come scudi umani. La minaccia rappresentata dai tunnel di Hamas non può essere confrontata utilizzando la sola forza aerea. ===[[Ilan Pappé]]=== *Hamas si è profondamente radicata nella società palestinese grazie ai suoi genuini tentativi di alleviare le sofferenze della gente comune fornendo istruzione, medicine e assistenza. Non meno importante, la posizione di Hamas sul diritto al ritorno dei rifugiati del 1948, a differenza dell'Autorità palestinese, era chiara e inequivocabile. Hamas appoggiava apertamente il diritto al ritorno, mentre l'Autorità palestinese lanciava messaggi ambigui, tra cui persino un discorso di Abu Mazen in cui questi rinunciava al diritto a tornare nella sua città natale, Safad. *Hamas viene bollata come un'organizzazione terroristica, sia dai media che dal punto di vista del diritto. Io invece sostengo che si tratti di un movimento di liberazione nazionale, e per di più legittimo. *I combattenti di Hamas che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. *La politica israeliana non ha mai indebolito Hamas; al contrario, ne ha accresciuto la popolarità e il potere. *La storia del sostegno segreto di Israele a Hamas è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. *Se da un lato Hamas ha dato del filo da torcere agli israeliani, dall'altro li ha anche aiutati a bollare la lotta palestinese come parte di una forza islamica globale antioccidentale impegnata in uno scontro di civiltà. È per questo che molti degli esperti che hanno scritto sulle origini di Hamas hanno attribuito a Israele un ruolo importante nella sua nascita e progressiva affermazione. ===[[Ahmed Yassin]]=== *Abbiamo fatto da tempo la nostra scelta. La strategia è chiara e noi ci atteniamo ad essa. L'autorità palestinese ha spesso negoziato con gli israeliani, noi invece abbiamo scelto di combattere contro l'occupazione del nemico. *Per ragioni religiose noi vorremmo astenerci dal colpire civili. Ma gli israeliani attaccano i nostri civili, distruggono le nostre case, ci prendono le terre, espellono la nostra gente, uccidono donne, bambini, detenuti. [...] Se essi risparmieranno i nostri civili, noi risparmieremo i loro. *Se qualcuno ti ha rubato un milione di dollari, saresti soddisfatto che i ladri ti restituissero cento dollari? Questa è la soluzione di Arafat, e quello che noi invece chiediamo è che tutto quanto, assolutamente tutto, ci venga restituito. *Siamo nel giusto e chi è nel giusto è il più forte. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Isma'il Haniyeh]] *[[Yahya Sinwar]] *[[Ahmed Yassin]], fondatore ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Partiti politici]] ttw9amkhro96ekggi9bg1pwmea4x7vr Víctor Ruiz 0 66458 1422351 1422059 2026-08-02T06:37:33Z AssassinsCreed 17001 cambio immagine 1422351 wikitext text/x-wiki [[File:VictorRuiz.jpg|thumb|Víctor Ruiz]] '''Víctor Ruiz Torre''' (1989 – vivente), calciatore spagnolo. ==Citazioni di Víctor Ruiz== *[[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] è una religione. [[Diego Armando Maradona|Maradona]] è Dio e Lavezzi è il suo erede. <ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/Calcio/2011/06/20-179463/Ruiz%3A+%C2%ABIl+Napoli+una+religione.+Lavezzi+erede+di+Maradona%C2%BB Ruiz: «Il Napoli una religione. Lavezzi erede di Maradona»]'', ''Corriere dello Sport.it'', 20 giugno 2011.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ruiz, Víctor}} [[Categoria:Calciatori spagnoli]] 59uck9te3gf2mjif416jc9glja4er88 Nazionale di calcio dell'Italia 0 82492 1422319 1395586 2026-08-01T15:33:25Z Danyele 19198 +1 1422319 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Italia82.JPG|miniatura|upright=1.4|La nazionale ai Mondiali di Spagna '82]] Citazioni sulla '''nazionale di calcio dell'Italia'''. *{{NDR|Alla vigilia degli Europei 2012}} Ci tengo, ci spero, ci credo... Baratterei 2-3 anni di vita per ritornare là, dove tutti noi sogniamo... Dove tutti noi vorremo arrivare... Rivedere un'Italia in festa, rivedere la gente orgogliosa della propria Nazionale, sarebbe il regalo più bello di questo fine stagione. ([[Gianluigi Buffon]]) *''E con grande giubilo della comunità fu presto trasferito nella serie A | ma il suo sogno splendido ancor più in alto andò: la maglia azzurra in cuore sospirò.'' ([[Quartetto Cetra]]) *Giocare contro l'Italia è dura, perché c'è sempre ed è tosta da affrontare. ([[Roberto Mancini]]) *Gli italiani hanno sempre coltivato il mito della rivalità con i vecchi maestri. Penso ai ''Leoni di Highbury'', come vennero definiti gli azzurri che persero 3-2 in Inghilterra nel 1934. Questo sentimento è così forte che quando l’Inter vinse in casa dell’Arsenal quasi 70 anni dopo la stampa italiana ha titolato “I nuovi Leoni di Highbury”. ([[John Foot]]) *{{NDR|Dopo la vittoria del terzo mondiale nel 1982}} Hai strabiliato solo coloro che non te ne ritenevano degna, non certo coloro che sanno strologare a tempo e luogo sul mistero agonistico del calcio. La tua vittoria è limpida, pulita: non è neppure venuta dal caso, bensì da un'applicazione soltanto logica (a posteriori!) del modulo che ti è proprio, e in tutto il mondo viene chiamato all'italiana. Eri partita misera outsider, fra lo scetticismo di tutti coloro che prendevano alla lettera i principi enunciati dal tuo bravissimo e un po' fissato C.T. ([[Gianni Brera]]) *Io sono vecchio stampo, non credo che meritassi la Nazionale: credo che in Azzurro debbano andare i più forti che ci sono, non chi ha fatto meglio in un anno. Adesso un giovane fa bene per due mesi e lo porti in Nazionale: lo rovini perché non avrà più un [[sogno]], perché ci è già arrivato. Io me la sono coltivata: ho lavorato, [[fatica]]to, e alla fine trovato un allenatore che mi ha voluto dare questa soddisfazione a trent'anni. [...] La Nazionale deve essere simbolo e obiettivo massimo di un calciatore: se sei un fenomeno è giusto che ci vai anche a sedici anni, ma per gli altri, quelli che non hanno ancora dimostrato niente, c'è da fare molta gavetta. ([[Sergio Pellissier]]) *Io trequartista? Ho sempre detto che pur di giocare con l'Italia lo farei anche in porta. ([[Marco Verratti]]) *L'Italia è sempre emozionante, è sempre coinvolgente, però per quanto riguarda i media, per quanto riguarda gli spazi, per quanto riguarda anche i risultati, interessa poco nulla. Quando ci sono gli eventi importanti, allora tutti diventano i primi tifosi, tutti diventano i consiglieri, eccetera. Ma ho detto anche forse delle cose un po' diverse, nel senso che l'Italia dovrebbe essere un po' più tutelata: invece, non avendo una struttura [...] le società di calcio quando subiscono dei torti o delle situazioni particolari intervengono, la Nazionale invece dà libero sfogo a qualsiasi persona, quindi diventa altrettanto difficile avere un rapporto che sia un rapporto di equilibrio e quello dovrebbe essere. ([[Cesare Prandelli]]) *La Nazionale e la [[Juventus Football Club|Juventus]] sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore. ([[Marcello Lippi]]) *La Nazionale è sempre la cosa più importante perché rappresenta il Paese, ma con le brutture del nostro calcio, a cominciare dalle scommesse clandestine, il peso di questa maglia va oltre. E non è facile da sopportare. ([[Stefano Sturaro]]) *{{NDR|Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 1958}} La Nazionale di calcio rimane la più fiacca e mediocre rappresentativa che lo sport italiano possa esprimere in qualsiasi settore. Il nostro paese è depresso economicamente, ma diventa l'eldorado per gli atleti stranieri. Ciò conferma ancora la crisi del nostro calcio, che non sa produrre calciatori, e la leggerezza di certi dirigenti di società che si fanno guidare dal tifo, cioè da un impulso irrazionale. Eppure tra questi dirigenti vi sono spesso degli operatori economici che si ingegnano, con assiduità e intelligenza, per creare nuove possibilità di lavoro alle aziende e ditte a cui presiedono. È ammissibile che, nel medesimo tempo, essi importino lavoratori dall'estero a condizioni folli? E come si conciliano le spese da nababbi con le disastrose situazioni dei bilanci delle società? Oggi, noi ci facciamo ridere dietro da mezzo mondo, come i ricchi scemi del calcio. E come se ciò non bastasse, è venuta fuori la trovata dell'oriundo, che ha ormai una sua letteratura. Nonostante una simile profusione di mezzi e di invenzioni, il calcio italiano è stato escluso dalla Coppa del Mondo 1958! ([[Giulio Onesti]]) *La tensione che si prova nel giocare in Nazionale non si prova nemmeno nelle partite più importanti. ([[Giorgio Chiellini]]) *Mi piace molto l'Italia, sarei disposto a pagare per vederla giocare [...]. Loro si divertono davvero a difendersi, per loro non è un compito ingrato, ti chiudono la strada proprio dove pensi che siano in difficoltà. Il loro sistema di gioco si adatta alla perfezione alle loro caratteristiche e si sentono estremamente sicuri. ([[Roy Keane]]) *Non è un caso che le fortune della Nazionale siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]]) *Non tutti gli italiani tifano per la Nazionale, mentre tutti gli italiani e il cinquanta per cento dei non italiani tifano [[Scuderia Ferrari|Ferrari]]. ([[Gianni Agnelli]]) *Penso che sia molto importante indossare il nostro colore, è la cosa più bella, e sarà molto bello anche per i nostri giocatori vedere i nostri tifosi colorati d'[[azzurro]]. È giusto essere orgogliosi: l'azzurro è un colore bellissimo e di potenza. ([[Antonio Conte]]) *Penso che un giocatore italiano meriti di giocare in nazionale, mentre chi non è nato in Italia, anche se ha dei parenti, credo non lo meriti. È la mia opinione. ([[Roberto Mancini]]) *Rappresenti la tua Patria, la tua gente. Ha un valore anche extrasportivo, [...] alla fine l'immagine dell'Italia passa attraverso noi. ([[Gianfranco Zola]]) *Quando la Nazionale sarà la squadra più importante avremo risolto tutti i problemi. ([[Cesare Prandelli]]) *Quella maglia dell'Italia è stata la soddisfazione più grande. Rappresentare l'Italia voleva dire mettere d'accordo tutti. ([[Gianluigi Buffon]]) *Se giochi per il club sai che hai un gruppo di persone a sostenerti. Condividono una fede. Ti spingono tutta la settimana e durante la partita. Se giochi per l'Italia è diverso. La spinta ti arriva da te stesso invece che da una tifoseria. Sai che stai giocando per tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli. ([[Rolando Mandragora]]) ==Voci correlate== *[[Centro tecnico federale Luigi Ridolfi]] *[[Maglia azzurra]] *[[Nazionale B di calcio dell'Italia]] *[[Nazionale di calcio femminile dell'Italia]] *[[Nazionale militare di calcio dell'Italia]] *[[Partita del secolo]] *[[Rivalità calcistica Germania-Italia]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Calcio in Italia]] [[Categoria:Squadre nazionali]] rzdjy20nxckhoe61fu45l52q8qa3f1e Il Morandini 0 86658 1422402 1422030 2026-08-02T10:20:15Z Spinoziano 2297 /* R */ 1422402 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127) *[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] ruffqqkmbl4t0dvlp1v23w3tkoy66an Discussioni utente:Revi C. 3 89615 1422338 1350035 2026-08-01T23:15:54Z Pathoschild 2615 global user pages ([[m:Synchbot|requested by Revi C.]]) 1422338 wikitext text/x-wiki __NOINDEX__<div class="mw-content-ltr" lang="en" dir="ltr">[[File:Revi logo (pink).png|thumb|center|<span style="color:red">PLEASE DO NOT LEAVE MESSAGE HERE!</span>]] ''' <span style="color:red"> BEFORE YOU BLOCK MY ACCOUNT: IF MY EDIT SUMMARY INCLUDE PREFIX </span>''(Script)''<span style="color:red">, DON'T BLOCK ME, JUST TELL ME TO SLOW DOWN AT COMMONS' TALK PAGE. 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Thank you.</div> q282vwyx7jj1oc4h43s5zdsnnb56rxi Utente:Hym411 2 102958 1422340 1350049 2026-08-02T00:34:52Z Pathoschild 2615 global user pages ([[m:Synchbot|requested by Hym411]]) 1422340 wikitext text/x-wiki #REDIRECT [[User:Revi C.]] 88g0cv17whfgb1wkeh281mptujwtlut Discussioni utente:Hym411 3 102959 1422343 1350050 2026-08-02T01:04:11Z Pathoschild 2615 global user pages ([[m:Synchbot|requested by Hym411]]) 1422343 wikitext text/x-wiki #REDIRECT [[User talk:Revi C.]] o9z79lcc9a9pfmqmrod5w3eyk4q9i0o Sionismo 0 110447 1422300 1421707 2026-08-01T12:59:54Z Darkcloud2222 10646 1422300 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Star of David.svg|thumb|upright=0.7|La stella di David, in ebraico ''Maghen David'', è il simbolo del sionismo]] Citazioni sul '''sionismo'''. ==Citazioni== *Il genio di [[Theodor Herzl|Herzl]] consistette non solo nel dare all'idea {{NDR|del [[sionismo]]}} un'espressione capace di galvanizzare gli animi, ma anche nel comprendere il ruolo immenso che hanno le istituzioni nella trasformazione delle idee in realtà. Così, con il Primo congresso sionista, convocato da Herzl a Basilea nel 1897, comincia la storia secolare moderna d'[[Israele]]. ([[Abba Eban]]) *Il movimento sionista, sfrondato di tutta la superstruttura religiosa e nazionale, attinge la sua ragione d'essere dal fattore economico: «Quell'ebreo tedesco di Marx», come lo chiamava nelle irose polemiche il [[Michail Bakunin|{{sic|Bakunine}}]], può esultare: il popolo a cui egli appartenne s'incarica di dimostrare coi fatti l'importanza massima del fattore economico nella dinamica storica.<br>Il proletariato ebraico è padre del Sionismo. ([[Felice Momigliano]]) *Il segreto dell'intoccabilità simbolica del sionismo nella cultura occidentale sta proprio nel fatto che nel sionismo viene oggi trasfigurato simbolicamente l'intero imperialismo, legittimato così ex post nel suo doppio aspetto di fondamento biblico-religioso e di risarcimento per la colpa storica di non aver saputo impedire l'[[antisemitismo]] (risarcimento scaricato sulle spalle dei popoli arabi ed islamici, in proposito del tutto innocenti sul piano storico e politico). L'imperialismo sa bene che ci deve essere almeno un soggetto sciolto dal contratto simbolico istituente le relazioni internazionali, un soggetto cui è sfrontatamente consentito di fare tutto ciò che agli altri non è consentito, ed il sionismo oggi ricopre questa pericolosa funzione simbolica. È il sionismo a decidere chi è antisemita e chi invece non lo è, e questa decisione viene presa sulla base del consenso alla annessione dei territori palestinesi (e si vedano in proposito i patetici tentativi di Gianfranco Fini di farsi accreditare dal sionismo, che gli pone come condizione non tanto il ripudio storiografico di un passato vecchio ormai di mezzo secolo, quanto l'accettazione razzistica ed imperialistica del diritto dei sionisti di cacciare quanti palestinesi vogliono). ([[Costanzo Preve]]) *Il sionismo era il Messia moderno e mondano e [[Theodor Herzl|Herzl]] fu colui che mise in moto, con rappresentazioni irreali e ipotesi illusorie, l'impresa apparentemente senza speranza e che di fatto fu l'ultima occupazione colonizzatrice degli europei sul suolo asiatico. ([[Ernst Nolte]]) *La lotta contro il sionismo non ha nulla in comune con l'[[antisemitismo]]. Il sionismo è nemico dei lavoratori di tutto il mondo, tanto di chi è ebreo quanto di chi non lo è. ([[Stalin]]) *La meravigliosa galleria di grandi e pittoresche personalità lanciate dal sionismo reggerà il confronto con i più ammirevoli e abili capi di tutte le nazioni: Herzl con Mazzini, Weizmann con Cavour o Masaryk, Ben Gurion con Bismarck o Pilsudski, Jabotinsky con Nehru. ([[Jacob Talmon]]) *Ma [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] non deve diventare un simbolo di legittimazione del sionismo, che agita l'accusa di antisemitismo in tutti coloro che non lo accettano radicalmente, e che non sono disposti a derubricare a semplici errori i suoi veri e propri crimini. ([[Costanzo Preve]]) *Nella storia del sionismo si riuniscono due fili. Il primo è la tenacia degli ebrei nel conservare la propria identità, che è fortemente legata ai ricordi della terra in cui, migliaia di anni prima, avevano conosciuto il loro breve ma splendido momento di libertà. L'altro è l'avvento del nazionalismo europeo, che trasmise agli ebrei, perseguitati e umiliati, quello stesso sogno che stava portando molte altre nazioni alla libertà e all'autoaffermazione. ([[Abba Eban]]) *Non è certo possibile incolpare i sionisti di crimini come l'assassinio di classe dei bolscevichi e l'assassinio di razza dei nazionalsocialisti, a meno che non si ponga sulla stesso piano, in modo inammissibile, l'espulsione e l'oppressione dei palestinesi con le uccisioni di massa. ([[Ernst Nolte]]) *Perché il sionismo è un movimento razzista? Perché raccoglie persone da ogni luogo, con la religione come solo collegamento tra loro, per fare di loro un popolo e costituire uno stato per queste persone. Quando il Libano viene diviso tra i cristiani e i musulmani, Israele chiederà: Dov'è il razzismo? Israele è fondato sulla religione, e in Libano ci sarebbero degli stati o staterelli fondati sulla religione. O siamo razzisti o non siamo razzisti. ([[Hafiz al-Asad]]) *Se ritieni che il Popolo ebraico meriti di avere uno Stato indipendente, allora sei un sionista. È così facile. Sionismo non è una parolaccia. Si tratta di un credo che rafforza il diritto legittimo del popolo ebraico all'auto-determinazione. Non devi essere un Ebreo per essere un sionista, allo stesso modo non è necessario essere una donna per essere una femminista, o una persona di colore per credere nella parità di diritti dei Neri.<ref>''Lettera a un amico antisionista'' è una lettera aperta erroneamente attribuita a Martin Luther King. {{Cfr}} ''[[w:en:Letter to an Anti-Zionist Friend|Letter to an Anti-Zionist Friend]]''.</ref> (erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]]) *Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi. ([[Gianni Vattimo]]) ===[[Albert Einstein]]=== *[Il sionismo] è un nazionalismo il cui obiettivo non è il potere ma la dignità. *Il giudaismo ha un grande debito di riconoscenza verso il Sionismo. Il movimento sionista ha risvegliato tra gli ebrei il senso della comunità. Ha svolto una proficua attività superando qualunque aspettativa. Questo proficuo lavoro in Palestina, a cui hanno contribuito ebrei di ogni parte del mondo pronti all'abnegazione, ha sollevato un gran numero di nostri fratelli dal bisogno più atroce. In particolare è stato possibile avviare una parte non esigua dei nostri giovani a una vita di lavoro gioioso e creativo. *Il sionismo non fornì agli ebrei tedeschi molta protezione contro lo sterminio. Ma diede ai sopravvissuti la forza interiore di sopportare la rovina con dignità e senza perdere il proprio orgoglio. *{{NDR|Nel 1921}} Il sionismo rappresenta davvero un nuovo ideale che può restituire al popolo ebraico la gioia di vivere. *Preferirei un accordo ragionevole con gli arabi sulla base di una convivenza pacifica che non la creazione di uno stato ebraico. ===[[Ilan Pappé]]=== *È chiaro [...] come il sionismo fosse originariamente un progetto coloniale cristiano prima che ebraico. *Essere ebreo sionista nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. *Fin dalla sua nascita, a metà del 19° secolo, il sionismo ha rappresentato un'espressione marginale della realtà culturale ebraica, emersa come risultato dell'unione di due impulsi provenienti dalle comunità dell'Europa centrale e orientale. Il primo derivava da una ricerca di sicurezza all'interno di una società che rifiutava di integrare gli ebrei come eguali e che, attraverso leggi formali o tumulti incoraggiati e a volte organizzati dai governanti, li perseguitava come diversivo rispetto a crisi economiche o sconvolgimenti politici. Il secondo impulso esprimeva invece il desiderio di emulare nuovi movimenti nazionali che cominciavano a proliferare in Europa durante il periodo notoriamente riconosciuto dagli storici come «primavera dei popoli». *I sionisti come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. *Il movimento sionista deve la sua sopravvivenza al forte sostegno britannico, soprattutto nel momento in cui il popolo palestinese iniziò a rendersi conto che questa particolare forma di immigrazione non era di buon auspicio per il futuro della Palestina. I leader locali realizzarono presto che un tale insediamento non poteva che avere ripercussioni negative sulla loro società. *Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del sionismo. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. *Il ritorno degli ebrei apriva la strada al ritorno del Messia e alla risurrezione dei morti: il progetto sionista si colonizzare la Palestina fu ampiamente facilitato da questo credo religioso esoterico. Tuttavia, dietro queste visioni religiose si nascondevano classici sentimenti [[Antisemitismo|antisemiti]]. Spingere le comunità ebraiche verso la Palestina non era solo un imperativo religioso, contribuiva anche alla creazione di un'Europa senza ebrei. Si potevano prendere due piccioni con una fava: sbarazzarsi degli ebrei in Europa, e allo stesso tempo adempiere allo schema divino che prevedeva una «seconda venuta» accelerata dal ritorno degli ebrei in Palestina (e dalla loro successiva conversione al cristianesimo o perdizione eterna all'inferno). *Il sionismo ha prodotto un resoconto storico di come questa terra contesa {{NDR|la [[Palestina]]}} sia divenuta lo stato di Israele, un resoconto fondato su alcuni miti che mettono subdolamente in discussione il diritto morale dei palestinesi alla terra. Molto spesso i media occidentali mainstream e le élite politiche accolgono queste rappresentazioni come un dato di fatto, così come accettano senza troppe domande il modo in cui Israele giustifica le proprie azioni da più di sessant'anni. Il più delle volte la loro tacita accettazione spiega la riluttanza dei governi occidentali a intervenire in maniera significativa in un conflitto che si protrae dalla fondazione stessa della nazione. *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. *La politica sionista iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. *Le idee embrionali del sionismo trovavano legittimazione in un [[antisemitismo]] di vecchia data. *Lo spazio vitale che il movimento sionista chiedeva per sé non era determinato dalla necessità di salvare gli ebrei perseguitati, ma dal desiderio di prendere quanta più Palestina possibile con il minor numero di abitanti nativi. *Mentre queste prime idee sioniste si diffondevano tra le comunità ebraiche in paesi come la Germania e gli Stati Uniti, rabbini e personalità di spicco di queste stesse comunità rifiutavano questo nuovo approccio. Leader religiosi illustri liquidavano il sionismo come una forma di secolarizzazione e modernizzazione, mentre i laici temevano che le nuove idee avrebbero sollevato interrogativi sulla lealtà verso i propri stati nazionali e avrebbero quindi incrementato l'[[antisemitismo]]. *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi sionisti rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. *Prima dell'arrivo del sionismo i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. *Quando il sionismo fece la sua prima apparizione in Europa molti rabbini tradizionalisti, difatti, proibirono ai loro fedeli di avere a che fare con gli attivisti sionisti. Vedevano nel sionismo un tentativo di intromissione rispetto al disegno divino di un esilio che si sarebbe concluso solo con la venuta del Messia. Rifiutavano categoricamente l'idea che gli ebrei dovessero fare tutto il possibile per porre fine all'«esilio», e credevano piuttosto di dover attendere la parola di Dio e l'annunciazione della sua venuta prima di tornare alla terra promessa; nel frattempo avrebbero dovuto praticare lo stile di vita tradizionale. Sebbene ai fedeli fosse permesso visitare la Palestina in pellegrinaggio, questo non rappresentava di certo un benestare al trasferimento di massa. *Senza l'apparizione del sionismo all'interno dei propri confini la [[Palestina]] avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. *{{ndr|Sul sionismo}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Antisemitismo]] *[[Ebrei]] *[[Israele]] *[[Primo congresso sionista]] *[[Università Ebraica di Gerusalemme]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Correnti ebraiche]] [[Categoria:Ideologie politiche]] [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Storia contemporanea]] hkock8akd749yir63j7imndnonp0jgh 1422314 1422300 2026-08-01T15:02:28Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1422314 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Star of David.svg|thumb|upright=0.7|La stella di David, in ebraico ''Maghen David'', è il simbolo del sionismo]] Citazioni sul '''sionismo'''. ==Citazioni== *Il genio di [[Theodor Herzl|Herzl]] consistette non solo nel dare all'idea {{NDR|del [[sionismo]]}} un'espressione capace di galvanizzare gli animi, ma anche nel comprendere il ruolo immenso che hanno le istituzioni nella trasformazione delle idee in realtà. Così, con il Primo congresso sionista, convocato da Herzl a Basilea nel 1897, comincia la storia secolare moderna d'[[Israele]]. ([[Abba Eban]]) *Il movimento sionista, sfrondato di tutta la superstruttura religiosa e nazionale, attinge la sua ragione d'essere dal fattore economico: «Quell'ebreo tedesco di Marx», come lo chiamava nelle irose polemiche il [[Michail Bakunin|{{sic|Bakunine}}]], può esultare: il popolo a cui egli appartenne s'incarica di dimostrare coi fatti l'importanza massima del fattore economico nella dinamica storica.<br>Il proletariato ebraico è padre del Sionismo. ([[Felice Momigliano]]) *Il segreto dell'intoccabilità simbolica del sionismo nella cultura occidentale sta proprio nel fatto che nel sionismo viene oggi trasfigurato simbolicamente l'intero imperialismo, legittimato così ex post nel suo doppio aspetto di fondamento biblico-religioso e di risarcimento per la colpa storica di non aver saputo impedire l'[[antisemitismo]] (risarcimento scaricato sulle spalle dei popoli arabi ed islamici, in proposito del tutto innocenti sul piano storico e politico). L'imperialismo sa bene che ci deve essere almeno un soggetto sciolto dal contratto simbolico istituente le relazioni internazionali, un soggetto cui è sfrontatamente consentito di fare tutto ciò che agli altri non è consentito, ed il sionismo oggi ricopre questa pericolosa funzione simbolica. È il sionismo a decidere chi è antisemita e chi invece non lo è, e questa decisione viene presa sulla base del consenso alla annessione dei territori palestinesi (e si vedano in proposito i patetici tentativi di Gianfranco Fini di farsi accreditare dal sionismo, che gli pone come condizione non tanto il ripudio storiografico di un passato vecchio ormai di mezzo secolo, quanto l'accettazione razzistica ed imperialistica del diritto dei sionisti di cacciare quanti palestinesi vogliono). ([[Costanzo Preve]]) *Il sionismo era il Messia moderno e mondano e [[Theodor Herzl|Herzl]] fu colui che mise in moto, con rappresentazioni irreali e ipotesi illusorie, l'impresa apparentemente senza speranza e che di fatto fu l'ultima occupazione colonizzatrice degli europei sul suolo asiatico. ([[Ernst Nolte]]) *La lotta contro il sionismo non ha nulla in comune con l'[[antisemitismo]]. Il sionismo è nemico dei lavoratori di tutto il mondo, tanto di chi è ebreo quanto di chi non lo è. ([[Stalin]]) *La meravigliosa galleria di grandi e pittoresche personalità lanciate dal sionismo reggerà il confronto con i più ammirevoli e abili capi di tutte le nazioni: Herzl con Mazzini, Weizmann con Cavour o Masaryk, Ben Gurion con Bismarck o Pilsudski, Jabotinsky con Nehru. ([[Jacob Talmon]]) *Ma [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] non deve diventare un simbolo di legittimazione del sionismo, che agita l'accusa di antisemitismo in tutti coloro che non lo accettano radicalmente, e che non sono disposti a derubricare a semplici errori i suoi veri e propri crimini. ([[Costanzo Preve]]) *Nella storia del sionismo si riuniscono due fili. Il primo è la tenacia degli ebrei nel conservare la propria identità, che è fortemente legata ai ricordi della terra in cui, migliaia di anni prima, avevano conosciuto il loro breve ma splendido momento di libertà. L'altro è l'avvento del nazionalismo europeo, che trasmise agli ebrei, perseguitati e umiliati, quello stesso sogno che stava portando molte altre nazioni alla libertà e all'autoaffermazione. ([[Abba Eban]]) *Non è certo possibile incolpare i sionisti di crimini come l'assassinio di classe dei bolscevichi e l'assassinio di razza dei nazionalsocialisti, a meno che non si ponga sulla stesso piano, in modo inammissibile, l'espulsione e l'oppressione dei palestinesi con le uccisioni di massa. ([[Ernst Nolte]]) *Perché il sionismo è un movimento razzista? Perché raccoglie persone da ogni luogo, con la religione come solo collegamento tra loro, per fare di loro un popolo e costituire uno stato per queste persone. Quando il Libano viene diviso tra i cristiani e i musulmani, Israele chiederà: Dov'è il razzismo? Israele è fondato sulla religione, e in Libano ci sarebbero degli stati o staterelli fondati sulla religione. O siamo razzisti o non siamo razzisti. ([[Hafiz al-Asad]]) *Se ritieni che il Popolo ebraico meriti di avere uno Stato indipendente, allora sei un sionista. È così facile. Sionismo non è una parolaccia. Si tratta di un credo che rafforza il diritto legittimo del popolo ebraico all'auto-determinazione. Non devi essere un Ebreo per essere un sionista, allo stesso modo non è necessario essere una donna per essere una femminista, o una persona di colore per credere nella parità di diritti dei Neri.<ref>''Lettera a un amico antisionista'' è una lettera aperta erroneamente attribuita a Martin Luther King. {{Cfr}} ''[[w:en:Letter to an Anti-Zionist Friend|Letter to an Anti-Zionist Friend]]''.</ref> (erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]]) *Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi. ([[Gianni Vattimo]]) ===[[Albert Einstein]]=== *[Il sionismo] è un nazionalismo il cui obiettivo non è il potere ma la dignità. *Il giudaismo ha un grande debito di riconoscenza verso il Sionismo. Il movimento sionista ha risvegliato tra gli ebrei il senso della comunità. Ha svolto una proficua attività superando qualunque aspettativa. Questo proficuo lavoro in Palestina, a cui hanno contribuito ebrei di ogni parte del mondo pronti all'abnegazione, ha sollevato un gran numero di nostri fratelli dal bisogno più atroce. In particolare è stato possibile avviare una parte non esigua dei nostri giovani a una vita di lavoro gioioso e creativo. *Il sionismo non fornì agli ebrei tedeschi molta protezione contro lo sterminio. Ma diede ai sopravvissuti la forza interiore di sopportare la rovina con dignità e senza perdere il proprio orgoglio. *{{NDR|Nel 1921}} Il sionismo rappresenta davvero un nuovo ideale che può restituire al popolo ebraico la gioia di vivere. *Preferirei un accordo ragionevole con gli arabi sulla base di una convivenza pacifica che non la creazione di uno stato ebraico. ===[[Ilan Pappé]]=== *Dopo la seconda guerra mondiale al sionismo è stato permesso di diventare un progetto coloniale, in un periodo in cui il colonialismo veniva rifiutato dal mondo civilizzato, perché la creazione di uno stato ebraico offriva all'Europa, e in particolare alla Germania occidentale, una facile via d'uscita dai peggiori eccessi dell'antisemitismo. Israele è stato il primo a riconoscere «una nuova Germania»; in cambio ha ricevuto molti soldi, ma anche, cosa ben più importante, carta bianca per trasformare l'intera Palestina in Israele. *È chiaro [...] come il sionismo fosse originariamente un progetto coloniale cristiano prima che ebraico. *Essere ebreo sionista nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. *Fin dalla sua nascita, a metà del 19° secolo, il sionismo ha rappresentato un'espressione marginale della realtà culturale ebraica, emersa come risultato dell'unione di due impulsi provenienti dalle comunità dell'Europa centrale e orientale. Il primo derivava da una ricerca di sicurezza all'interno di una società che rifiutava di integrare gli ebrei come eguali e che, attraverso leggi formali o tumulti incoraggiati e a volte organizzati dai governanti, li perseguitava come diversivo rispetto a crisi economiche o sconvolgimenti politici. Il secondo impulso esprimeva invece il desiderio di emulare nuovi movimenti nazionali che cominciavano a proliferare in Europa durante il periodo notoriamente riconosciuto dagli storici come «primavera dei popoli». *I sionisti come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. *Il movimento sionista deve la sua sopravvivenza al forte sostegno britannico, soprattutto nel momento in cui il popolo palestinese iniziò a rendersi conto che questa particolare forma di immigrazione non era di buon auspicio per il futuro della Palestina. I leader locali realizzarono presto che un tale insediamento non poteva che avere ripercussioni negative sulla loro società. *Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del sionismo. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. *Il ritorno degli ebrei apriva la strada al ritorno del Messia e alla risurrezione dei morti: il progetto sionista si colonizzare la Palestina fu ampiamente facilitato da questo credo religioso esoterico. Tuttavia, dietro queste visioni religiose si nascondevano classici sentimenti [[Antisemitismo|antisemiti]]. Spingere le comunità ebraiche verso la Palestina non era solo un imperativo religioso, contribuiva anche alla creazione di un'Europa senza ebrei. Si potevano prendere due piccioni con una fava: sbarazzarsi degli ebrei in Europa, e allo stesso tempo adempiere allo schema divino che prevedeva una «seconda venuta» accelerata dal ritorno degli ebrei in Palestina (e dalla loro successiva conversione al cristianesimo o perdizione eterna all'inferno). *Il sionismo ha prodotto un resoconto storico di come questa terra contesa {{NDR|la [[Palestina]]}} sia divenuta lo stato di Israele, un resoconto fondato su alcuni miti che mettono subdolamente in discussione il diritto morale dei palestinesi alla terra. Molto spesso i media occidentali mainstream e le élite politiche accolgono queste rappresentazioni come un dato di fatto, così come accettano senza troppe domande il modo in cui Israele giustifica le proprie azioni da più di sessant'anni. Il più delle volte la loro tacita accettazione spiega la riluttanza dei governi occidentali a intervenire in maniera significativa in un conflitto che si protrae dalla fondazione stessa della nazione. *Il sionismo si è posto come soluzione all'[[antisemitismo]], ma è diventato la ragione principale della sua prolungata presenza. *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. *La politica sionista iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. *Le idee embrionali del sionismo trovavano legittimazione in un [[antisemitismo]] di vecchia data. *Lo spazio vitale che il movimento sionista chiedeva per sé non era determinato dalla necessità di salvare gli ebrei perseguitati, ma dal desiderio di prendere quanta più Palestina possibile con il minor numero di abitanti nativi. *Mentre queste prime idee sioniste si diffondevano tra le comunità ebraiche in paesi come la Germania e gli Stati Uniti, rabbini e personalità di spicco di queste stesse comunità rifiutavano questo nuovo approccio. Leader religiosi illustri liquidavano il sionismo come una forma di secolarizzazione e modernizzazione, mentre i laici temevano che le nuove idee avrebbero sollevato interrogativi sulla lealtà verso i propri stati nazionali e avrebbero quindi incrementato l'[[antisemitismo]]. *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi sionisti rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. *Prima dell'arrivo del sionismo i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. *Quando il sionismo fece la sua prima apparizione in Europa molti rabbini tradizionalisti, difatti, proibirono ai loro fedeli di avere a che fare con gli attivisti sionisti. Vedevano nel sionismo un tentativo di intromissione rispetto al disegno divino di un esilio che si sarebbe concluso solo con la venuta del Messia. Rifiutavano categoricamente l'idea che gli ebrei dovessero fare tutto il possibile per porre fine all'«esilio», e credevano piuttosto di dover attendere la parola di Dio e l'annunciazione della sua venuta prima di tornare alla terra promessa; nel frattempo avrebbero dovuto praticare lo stile di vita tradizionale. Sebbene ai fedeli fosse permesso visitare la Palestina in pellegrinaggio, questo non rappresentava di certo un benestare al trasferimento di massa. *Senza l'apparizione del sionismo all'interno dei propri confini la [[Palestina]] avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. *{{ndr|Sul sionismo}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Antisemitismo]] *[[Ebrei]] *[[Israele]] *[[Primo congresso sionista]] *[[Università Ebraica di Gerusalemme]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Correnti ebraiche]] [[Categoria:Ideologie politiche]] [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Storia contemporanea]] bihyw22epknltj2ksh39wg4aejo7ll3 Utente:Skekzilla 2 110782 1422330 1422233 2026-08-01T20:06:24Z Skekzilla 17056 /* Christopher Nolan */ 1422330 wikitext text/x-wiki ==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''== *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]]) *La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Matt Damon]]=== *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Nicola Gardini]]=== *Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione. *Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza? *Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi. *L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica. *Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore... *Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato. *Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== [[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]] *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Claudio Strinati]]=== *A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla! *Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi. *Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ===[[Emily Wilson]]=== *{{NDR|Su [[Tom Holland]]}} Dal canto suo, è bravo a interpretare un ventenne un po' tonto che si comporta come se ne avesse dodici. *{{NDR|Su [[Charlize Theron]]}} È splendida da vedere, ma non si arrabbia mai, non è mai spiritosa, non possiede alcuna abilità retorica e non è mai consumata dal desiderio per il suo malconcio amante mortale. *In Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande la poesia. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e la vita della sua famiglia, dei suoi avversari, compagni, amici e vicini. Manca di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è pessima. Nessuno dei personaggi ha motivazioni convincenti per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo sembra orribile. *L'uscita di Odissea è ancora un evento da celebrare. Questa epopea sta riportando il pubblico al cinema... le traduzioni di Odissea, compresa la mia, stanno volando via dagli scaffali... e forse il film convincerà alcuni amministratori universitari a non tagliare i fondi dai loro dipartimenti di letteratura, lingua e storia. *{{NDR|Su [[Anne Hathaway]]}} La sceneggiatura non le concede altro da fare se non struggersi per il ritorno dell'Odisseo interpretato da Matt Damon, per ragioni che rimangono oscure. Tra i due non c'è alcuna chimica e nulla sembra davvero unirli. *Mi vergognerei di aver scritto qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Non credo che sia un film complesso. E non penso nemmeno che racconti un uomo complesso. Penso che sia un film d'azione piuttosto semplice, incentrato su un eroe d'azione che si sente in colpa per essere un eroe d'azione. *Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo a nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma Odissea presenta la sua solita combinazione di grandiosità e superficialità... la visione del film è troppo confusa, i suoi personaggi troppo poco sviluppati, per mantenere ciò che promette a metà in termini di grandi idee –sebbene sia molto bravo a trasmettere big bang e grandi giganti. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) t336ky578avq1tc4jkljiv0g43u4a9v 1422331 1422330 2026-08-01T20:07:36Z Skekzilla 17056 /* Matt Damon */ 1422331 wikitext text/x-wiki ==Citazioni su ''[[Odissea (film)|Odissea]]''== *Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]]) *Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]]) *Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]]) *La maggior parte dei registi/creatori cerca solo di fare il proprio meglio – sembra strano che questo regista abbia attirato critiche così rabbiose, si penserebbe che abbia bombardato una scuola femminile o deregolamentato l'Epa con l'intenzione di ucciderci tutti. ([[Joyce Carol Oates]]) *La traduzione più elegante dell'Odissea è quella di Daniel Mendelsohn; è "poetica" ogni parola scelta con cura, precisione; è bellissima, melodica ma se quella traduzione fosse stata usata nel film di Nolan le accuse non sarebbero che la lingua è banale o noiosa ma piuttosto che la lingua è troppo elevata, "poetica". Non penso che il film di Nolan sarà considerato un grande classico ma davvero, sembra che qualunque cosa Nolan abbia fatto, deluderebbe orde di persone. ([[Joyce Carol Oates]]) *Molti conservatori che vedranno questo film la penseranno allo stesso modo. Va bene. Ma non capisco. Perché andare a vedere il film? Se non volete vederlo, non andateci. Perché vi interessa chi c'è nel cast? [...] Non capisco quest'idea che se a noi non piace, allora tutti debbano odiarlo solo perché lo odiamo per questo motivo. Non ti piace Elliot Page? Non andare a vedere quel dannato film. Non farlo. Staremo bene anche se non lo vedi. ([[Whoopi Goldberg]]) *Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]]) *Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]]) *Questo Nolan sta cominciando a diventarmi simpatico.<br>I travasi di bile che ha causato a quella banda di falliti che imbratta i quotidiani della destra italiana sono impagabili.<br>Nolan, intanto, conta i suoi capitalistici dinderi mentre i falliti straparlano del suo comunismo spingendo gli illeterati beoti che li seguono ad arricchirlo!<br>Esilarante. ([[Michele Boldrin]]) *Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) *Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref> *Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]]) *Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]]) ===[[Alberto Angela]]=== {{cronologico}} *C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi. *Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani. *All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci. *Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica. *Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi. *Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene. ===[[Corrado Augias]]=== *Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa. *Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi. *Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''. ===[[Matt Damon]]=== [[File:MattDamon-byPhilipRomano2.jpg|thumb|Matt Damon durante la première del film a New York City]] *[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare. *Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico. *È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato. *Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando. *Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato. *Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set. *Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente. *Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te. *Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco. *Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere. ===[[Nicola Gardini]]=== *Buona parte delle omissioni riguardano momenti di forte affettività; Odisseo nell'Ade non incontra la madre e con l'assenza dei Feaci si perde la giovane Nausicaa... Non sono mancanze ma scelte. Omero è molto bravo a equilibrare l'elemento del facinoroso, del disarmonico, dell'orrore: nel poema i Feaci dimostrano che la civiltà è possibile; nel film tale possibilità è rimossa. [...] Un'altra trasformazione? L'Odisseo di Nolan non piange: le lacrime diventano sangue e la guerra è sempre presente. Nolan riprende la dimensione iliadica di Odisseo, lo mostra soldato, mentre nell'Odissea Omero lo ripulisce facendone l'eroe del linguaggio e della riflessione. *Cambia il finale. Gli elementi della trama ci sono: l'uomo che torna a casa, ritrova la moglie e il figlio. Però non ricrea l'ordine, deve andarsene, perché macchiato da ciò che ha fatto. Ha distrutto il suo mondo... Ma parliamo di Telemaco, tralasciando il fatto che indossi i pantaloni... Nolan non gli fa uccidere nessuno. Forse lui è la speranza? *Il regista ha scelto un testo emblematico e ne ha fatto una metafora dei nostri tempi. *L'Odisseo di Nolan (Matt Damon) è un uomo devastato che ha fatto una guerra di cui si pente. Si sente responsabile della distruzione di Troia, a causa dello stratagemma del cavallo da lui ideato. Forse è un po' Oppenheimer e il cavallo la sua bomba atomica. *Nolan ha tolto il sole alla Grecia per fare dell'Odissea un viaggio interiore... *Nolan riesce a rendere lo smarrimento di Odisseo. A dirci perché l'eroe non vuole tornare a casa: teme di trovare solo le rovine che lui stesso ha creato. *Tra le aggiunte interessanti c'è ciò che dicono le sirene. [...] Cantano i desideri, le illusioni, le menzogne dette ai compagni; e la verità: non vuoi tornare a casa. ===[[Marco Giusti]]=== *Come sta morendo il nostro Occidente di oggi, travolto da guerre e dalle follie dei maschi di potere dominanti. Perché l'"Odissea" di Nolan, che ha molto poco dell'"Odissea" di Omero, ammettiamolo, e dell'idea che noi bravi ragazzi cresciuti nei licei classici italiani negli anni '60 abbiamo dell'"Odissea", che abbiamo studiato e amato profondamente, è costruito interamente sul senso di colpa e sul rimorso che prova Ulisse per aver provocato tante morti, per aver perso tutti i suoi soldati, per non essere stato in grado di fermare Agamennone e Menelao dalla follia delle guerra e per trovarsi di fronte alla fine di una civiltà. *Matt Damon come Ulisse è bravissimo, perfetto come gran soldato, genio militare, comandante della sua nave, ma non ha nulla della furbizia che avevano tanti Ulisse precedenti, da Kirk Douglas a Bekim Fehmiu. Non ha nulla di solare. È un Ulisse tormentato, che ha capito, con la caduta di Troia, col massacro dei troiani, che con quella guerra inutile il mondo civile sta finendo. [...] Cupo, disperato, è un altro Oppenheimer macerato da memorie che non vorrebbe ricordare, un altro Cavaliere Oscuro in lotta con un male che non può non trascinarsi dietro. *Nolan costruisce un film forte, coraggioso, di alto livello, davvero pieno di provocazioni, assolutamente personale, anche se un po' limitato proprio dalle troppe star che si trascina dietro. *Non mi preoccupa affatto che siano nere e gemelle la Clitennestra e Elena interpretate da Lupita Nyong'O, puro schiaffo woke alle follie Maga, ma la Calypso di Charlize Theron che rincoglionisce Ulisse con i fiori di loto per sette anni ha così poco del mondo di Omero. E non è tanto credibile. *Troppo dark e nordica, rispetto all'idea che abbiamo noi da sempre del Mediterraneo che avvolge, terribile ma meraviglioso, assassino ma vitale, Ulisse e i suoi uomini. ===[[Ludwig Göransson]]=== *Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza. *L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani. *Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta. ===[[Milo Manara]]=== *{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando. *Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo. *Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa. ===[[Mariarosa Mancuso]]=== *Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo. *Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero. *Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire? ===[[Paolo Mereghetti]]=== *Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi. *In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali. *Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai. ===[[Samantha Morton]]=== *Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto. *Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia. *Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità. *Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante. ===[[Christopher Nolan]]=== [[File:ChristopherNolan-byPhilipRomano3.jpg|thumb|Christopher Nolan durante la première del film a New York City]] *Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile. *{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa. *{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film. *In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi. *Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico. *Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''. *Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo. *Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone. ===[[Matteo Nucci]]=== *È questa la lezione del film. Ricordarci ciò che è la base della nostra storia di occidentali in un tempo in cui non ci riconosciamo più parte di una famiglia umana, respingiamo il forestiero, lo calpestiamo eppoi uccidiamo donne, uomini, bambini. *Importa che l'eroe non sia un supereroe, ma un essere umano tormentato e consapevole della sua fallibilità proprio come Batman, uomo privo di superpoteri, capace di fare i conti solo con le proprie paure. E in questo Nolan non poteva sbagliare. Odisseo è un eroe perché eroe significa realizzare la propria umanità e l'umanità è dolore, difficoltà, errori, rimpianti e però anche tenacia e forza di vivere fino in fondo questi dolori e queste sconfitte per andare avanti e cercare sempre una realizzazione interiore. *Sa piangere Odisseo. E sappiamo piangere tutti noi esseri umani. E io, mentre Argo moriva e mentre Euriclea toccava la cicatrice di Odisseo, piangevo. Piangevo come un vitello nella sala stracolma di popcorn. ===[[Lupita Nyong'o]]=== *È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo. *Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata. *Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno. ===[[Elliot Page]]=== *Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. *Il personaggio che interpreto in questo film non è originariamente presente nell<nowiki>'</nowiki>''Odissea''. Quindi, per me, l'obiettivo principale era riuscire a catturarlo in queste poche scene e, si spera, rendere felice Chris. *{{NDR|Su [[Sinone]]}} Rappresenta una sorta di consapevolezza di fronte a Ulisse e all'impatto della guerra, alla brutalità della guerra e della violenza. ===[[Francesco Piccolo]]=== *Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente. *Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista. *Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo. ===[[Roberto Recchioni]]=== *Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema. *È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan. *Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza. *''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà. *Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada. ===[[Guia Soncini]]=== *Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare? *Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining». *Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza. ===[[Claudio Strinati]]=== *A me {{NDR|la scena dei lestrigoni}} ha richiamato l'immagine dei grandi personaggi dipinti da Paolo Uccello, grande artista del 400 fiorentino; anche in questo caso non dico che Nolan abbia copiato, e infine Polifemo che a me personalmente ha destato le impresisoni che mi destano certe immagini di Goya, ad esempio ''Saturno che divora i suoi figli'', capolavoro fosco e terribile insieme; alla fine, secondo me, una suggestione c'è; occorre trovarla! *Cambiano i linguaggi, cambiano gli schermi, cambiano gli effetti speciali. Ma Ulisse continua a navigare dentro di noi. *Trovo molto interessante il dibattito che si sta svolgerndo intorno al film l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' di Christopher Nolan, perchè in un certo senso è un dibattito attualissimo. [...] il punto per me non è tanto se è stata cinematograficamente riproposta come l'ha narrata Omero; il tema vero riguarda, la struttura, i sentimenti le grandi passioni. Leggevo di recente un libro straordinario, l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di James Joyce, che è proprio modellato sull<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' in modo impressionante ma è totalmente diverso ovviamente, totalemente libero. Quindi rimproverare a Nolan certe questioni filologiche è a mio parere privo di senso. ===[[Emma Thomas]]=== *La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro... *Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione. *Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta. *Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia. ===[[Emily Wilson]]=== *{{NDR|Su [[Tom Holland]]}} Dal canto suo, è bravo a interpretare un ventenne un po' tonto che si comporta come se ne avesse dodici. *{{NDR|Su [[Charlize Theron]]}} È splendida da vedere, ma non si arrabbia mai, non è mai spiritosa, non possiede alcuna abilità retorica e non è mai consumata dal desiderio per il suo malconcio amante mortale. *In Odissea di Nolan mancano molti degli elementi che rendono grande la poesia. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e la vita della sua famiglia, dei suoi avversari, compagni, amici e vicini. Manca di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è pessima. Nessuno dei personaggi ha motivazioni convincenti per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo sembra orribile. *L'uscita di Odissea è ancora un evento da celebrare. Questa epopea sta riportando il pubblico al cinema... le traduzioni di Odissea, compresa la mia, stanno volando via dagli scaffali... e forse il film convincerà alcuni amministratori universitari a non tagliare i fondi dai loro dipartimenti di letteratura, lingua e storia. *{{NDR|Su [[Anne Hathaway]]}} La sceneggiatura non le concede altro da fare se non struggersi per il ritorno dell'Odisseo interpretato da Matt Damon, per ragioni che rimangono oscure. Tra i due non c'è alcuna chimica e nulla sembra davvero unirli. *Mi vergognerei di aver scritto qualsiasi parte di questa sceneggiatura. Non credo che sia un film complesso. E non penso nemmeno che racconti un uomo complesso. Penso che sia un film d'azione piuttosto semplice, incentrato su un eroe d'azione che si sente in colpa per essere un eroe d'azione. *Speravo che l'affinità di Nolan con questi temi omerici potesse spingerlo a nuove vette creative e consentirgli di evocare personaggi più credibili. Ma Odissea presenta la sua solita combinazione di grandiosità e superficialità... la visione del film è troppo confusa, i suoi personaggi troppo poco sviluppati, per mantenere ciò che promette a metà in termini di grandi idee –sebbene sia molto bravo a trasmettere big bang e grandi giganti. ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) 4u6xubfkl0rb415qvo18wogfuhvybp0 Leadership 0 114243 1422318 1380792 2026-08-01T15:32:10Z Danyele 19198 +1 1422318 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sulla '''leadership''' e sui '''capi'''. *– A un vicecomandante l'eroismo è consentito. Il soldato, il gregario, deve comportarsi da eroe. Ma un capo non ha il diritto di rischiare la vita dei suoi uomini per mostrare il suo eroismo. Chi ha il comando non deve sbagliare.<br/>– Il comandante ideale sarebbe un computer... (''[[La tenda rossa (film)|La tenda rossa]]'') *Gramsci, Fidel, Che Guevara. Ci hanno tutt'è tre qualcosa in comune: un giorno si sono svegliati e hanno detto qualcosa di diverso. Tu prova a dire qualcosa di diverso e vedrai che gli altri penseranno che hai personalità. È così che si diventa leader, hai capito? Il difficile è trovare qualcosa di diverso da dire. (''[[Come te nessuno mai]]'') *I nostri capi terreni ci parlano soprattutto di loro, e di noi. Ma Dio onnipotente ci parla di tutto il genere umano, ci parla del creato. Su noi, che siamo i suoi figli prediletti, incombe l'obbligo di accertare qual è la verità. Perciò dobbiamo studiare, dobbiamo informarci, dobbiamo leggere, dobbiamo sempre sapere che intendono fare i capi in nostro nome. (''[[Nico (film)|Nico]]'') *I piccoli leader che vanno di moda in occidente si somigliano come gocce d'acqua. Hanno in comune una inconsistenza che traspare dai loro volti incolpevoli. Non hanno stoffa perché non hanno storia e se l'avessero si sentirebbero spaesati. ([[Luigi Pintor]]) *Il leader si distingue per la sua maestria individuale, la sua sensibilità e il suo discernimento, la sua iniziativa e la sua energia. I leader sono persone che alzano lo standard con il quale si giudicano – e in base al quale sperano di poter essere giudicati. Lo scopo scelto, l’obiettivo selezionato, i requisiti imposti, non sono solo per i loro seguaci; essi sviluppano con ardente energia e devozione le loro proprie capacità e conoscenze così da poter raggiungere lo standard che hanno stabilito essi stessi. Questa sincera accettazione delle richieste imposte dagli standard elevatissimi è la base per il progresso umano; un amore di alta qualità, dobbiamo ricordarlo, è essenziale in un leader. ([[Haile Selassie]]) *Il carisma è nel codice genetico, non si studia. E poi non mi piace granché questo ruolo di guida, se ne abusa troppo. Un leader è una persona semplice [...]. Un esempio quotidiano: lavoro e misura. ([[Gianfranco Zola]]) *Il leader vero è quello che convince, non quello che ordina. ([[Arrigo Sacchi]]) *Il ruolo di leader è difficile da ottenere e complicato da mantenere. [...] ma poi, quando ci riesci, ti trovi ad affrontare delle responsabilità che non ti pesano. ([[Caterina Bosetti]]) *Il vero leader è colui che realizza, con fede, di essere uno strumento nelle mani di Dio, e si dedica ad essere una guida e un'ispirazione dei sentimenti e delle aspirazioni più nobili della gente. ([[Haile Selassie]]) *Il vero leader sta bene in un gruppo. Non fa nulla di diverso dagli altri, ma quando c'è una situazione decisiva esce fuori e dice: "Questa la risolvo io". ([[Luciano Spalletti]]) *In un momento così complesso ci vuole una leadership più etica. Bisogna passare dall'impostazione gerarchica a quella partecipativa. ([[Cristina Scocchia]]) *La vera grandezza di un capo sta proprio nel saper compiere delle scelte quando è l'ora. (''[[L'attacco dei giganti (prima stagione)|L'attacco dei Giganti]]'') *Le aziende sono corpi sociali, la leadership non va più interpretata come potere ma come responsabilità. Devi prenderti cura delle persone che ti sono state affidate. Bisogna agire secondo un codice etico, più o meno come i medici. Bisogna coniugare il profitto con i valori sociali. ([[Cristina Scocchia]]) *''Leadership'' femminile e ''leadership'' [[Femminismo|femministe]] sono due cose radicalmente diverse. Non basta avere una donna leader per assicurarsi che abbia la capacità di "liberare" altre donne, soprattutto se la donna in questione è a capo di un partito che relega le donne ad un ruolo domestico, che non ne ha mai difeso i diritti, a partire dal diritto di scegliere sul proprio corpo e sul proprio futuro. ([[Elly Schlein]]) *– Mitico, il mio capo!<br />– Non chiamarmi così, non mi piacciono le cose che mi mettono al di sopra degli altri. Sono proprio come te. Ma certo, arrivo più tardi la mattina, guadagno di più, ho più vacanze, ma non mi piace la parola "capo". (''[[I Simpson (ottava stagione)|I Simpson]]'') *Non voglio comandare, voglio imparare assieme agli altri. ([[Benedetto Vigna]]) *Penso che ogni leader abbia un suo stile e un suo modo di essere. Ho visto grandi leader comunicare pochissimo perché i loro silenzi valevano più di tante parole. Ho visto anche coach che mettevano anima e corpo nella comunicazione. Ci sono tanti modi di essere leader perché credo che in fondo il leader sia semplicemente se stesso. Il vero leader cerca soluzioni, non ha paura di agire, è consapevole di avere la propria squadra al fianco e quindi non cerca scorciatoie o modi di fare poco corretti. ([[Maurizia Cacciatori]]) *Per essere un leader di uomini bisogna voltar loro le spalle. ([[Havelock Ellis]]) *Proprio come i soldati hanno bisogno di ufficiali abili, gli uomini necessitano di leader eccezionali, di capi che possano guidare il mondo intero. ([[Gene (Metal Gear)|Gene]], ''[[Metal Gear Solid: Portable Ops]]'') *{{NDR|Sul come esercitare una leadership}} Provo a gestire senza esagerare, perché bisogna trovare il giusto compromesso tra la carenza di supervisione e la completa mancanza di fiducia. È importante che quando si assumono persone di alto livello [...] non si dica loro cosa fare ogni cinque minuti. È importante avere un dialogo con loro e chiedere cosa si possa fare, di cosa ci sia bisogno e in cosa si possa essere utili, ma non sta a me analizzare i campi di flusso aerodinamici. Per quello abbiamo degli esperti che sono molto molto più bravi di me. Queste sono cose in cui penso di poter essere positivo, provare a dare loro la libertà per sviluppare senza troppi vincoli, che possono essere finanziari oppure copie, ad esempio dire "voglio questo" oppure "lo voglio come lo fanno gli altri". Questo è completamente sbagliato, perché stronca le persone. Devi promuovere un ambiente dove la gente si senta al sicuro e possa essere creativa. ([[Mike Krack]]) *Quando uno assume al comando, rinuncia al diritto di essere umano. Un capo non dovrebbe mai dimenticarlo. Forse è un delitto essere un capo. (''[[La tenda rossa (film)|La tenda rossa]]'') *Si può essere dei leader senza dover mettere paura a chi lavora con te. ([[Beyoncé Knowles]]) *Tutti i grandi leader ebbero una caratteristica personale in comune: la volontà e la disponibilità ad affrontare in modo inequivocabile la principale ansietà dei loro popoli ai loro tempi. Solo questo, e ben poco altro, costituisce l'essenza della leadership. ([[John Kenneth Galbraith]]) *Un capo deve essere rispettato per il ruolo che ha e per l'esempio che porta, non perché deve essere temuto. ([[Andrea Adamo]]) *Un leader non può divorziare dalle masse, o almeno non completamente. Egli può essere a qualche distanza, spingendole o tirandole. Ma se divorzia da esse, be'... sarà magari un grand'uomo, ma non è un capo. ([[Jawaharlal Nehru]]) *Un vero capo fa quello che è giusto al di là di cosa pensano gli altri. ([[Albus Silente]], ''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]'') *Una buona leadership consiste nel mostrare a persone comuni come fare il lavoro di persone fuori dal comune. ([[John Davison Rockefeller]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|etichetta=leadership}} [[Categoria:Potere]] [[Categoria:Psicologia sociale]] 0ski0yq9a0i1k4q3kdpuhfaxg5qnwul Discussione:Edge (wrestler) 1 124143 1422324 796621 2026-08-01T16:55:42Z Àncilu 87978 Àncilu ha spostato la pagina [[Discussione:Adam Copeland]] a [[Discussione:Edge (wrestler)]]: Allineamento a Wikipedia 796621 wikitext text/x-wiki ==Citazioni da wikificare== Le cititazioni qui in seguito vanno wikificate, seguendo l'esempio nella voce, con data, fonte, e lingua originale (visto che sono tutte in inglese) *Io sono la Superstar vietata ai minori! (''Edge's WWE Promo'') *Potrebbe essere il migliore dopo di me nei Ladder Match. Parola chiave: DOPO. (A [[Todd Grisham]] nel DVD ''Ladder Match'') *Non vedo l'ora di andarmene via da te {{NDR|Todd Grisham}}! Non vedo l'ora di andarmene da questa gentaglia! Non vedo l'ora! (14 maggio 2007, ultima apparizione ufficiale) *Per quanto riguarda il discorso di "fare la storia"{{NDR|Rif. [[Christopher Irvine|Chris Jericho]]}}... Per quanto riguarda il discorso dei titoli intercontinentali {{NDR|Rif. [[Shelton Benjamin]]}}... E per quanto riguarda i colli rotti...! {{NDR|Rif. [[Chris Benoit]]}} Sappiate che io ho fatto tutto ciò! E io romperò il collo di ognuno di voi affinché io possa ricevere la mia chance per il titolo mondiale!{{{NDR|''[http://it.youtube.com/watch?v=IazjhY5WO50 Chris Jericho: The Highlight Reel pre-wrestlemania brawl]'', 28 marzo 2005.}} *Mai nella storia un campione è stato così mancato di rispetto! Guardate il poster di Summerslam, abbiamo la DX come dei totali deficienti, e... ehi Trish! Ci sei anche tu là in fondo, attenta però, dietro di te c'è Batista. Ti consiglio di combinarci qualcosa prima che si infortuni di nuovo! E in prima fila c'è lo SFIDANTE al MIO titolo del mondo John Cena, e ovviamente è nella sua posa naturale da completo idiota" (7 agosto 2006) *Possono chiamarsi "[[Shawn Michaels|The Showstopper]]", "[[Randy Orton|The Legend Killer]]", "[[John Cena|The Champ]]", perché io mi definisco IL MEGLIO! E presto, sarete forzati a "chiamarmi campione WWE"! (02 aprile 2007) *Il cielo è blu, l'erba è verde e io ti ho sposata solo per il tuo potere! Andiamo Vickie, quando eravamo in pubblico la gente pensava tu fossi mia madre! Ogni volta che ti baciavo dovevo correre in bagno a lavarmi i denti! E ora che fai? Cerchi di piangere per attirare simpatia? Qui se c'è qualcuno che merita simpatia, quello sono io a pretendere di stare con te tutti questi anni! L'unico punto positivo è che non abbiamo mai "effettivamente" consumato il matrimonio. Senti, i tuoi giorni qui sono finiti e così lo è anche il nostro matrimonio: IO VOGLIO IL DIVORZIO! (a Vickie Guerrero, 08 giugno 2009) *Chi sarà quell'uomo a finire l'[[Mark Calaway|Undertaker]] a WrestleMania?! Io sono... Quell'uomo! (22 febbraio 2008) *Cos'hai mai vinto in vita tua [[Michael Cole]]?! La pallanuoto?! Vedi, Io sono il campione del mondo pesi massimi! (25 maggio 2007, in postazione di commento) *[[Glen Jacobs|Kane]], non mi aspettavo che fossi tu, ehm, l'ospite al speciale di stasera, ehm, fai così la tua prima apparizione! Come dicono i bambini oggi:"va tutto bene". :Siamo fuori orario, gente. Siamo fuori orario. Quindi, vorrei ringraziare tantissimo il mio ospite speciale Kane per essere venuto qui al Cutting Edge. Ringrazio voi tutti, e uh... Questo è per un'altra edizione del ''Cutting Edge''. Date la mancia alle hostess. Grazie infinite. :Eccoci! Eccoci, l'hai fatto! L'hai fatto! Tu non... Tu non sarai mai più un ospite al Cutting Edge! Sai una cosa, farò di meglio! Non metterai mai più piede all'interno del ring con me... MAI PIÙ! (6 luglio 2007, durante il Talk Show ''Cutting Edge'' diretto da quest'ultimo) *Sono riuscito a fare in 3 secondi quello che [[Dave Bautista|Batista]] non è riuscito a fare in 3 mesi... Sconfiggere The Undertaker! (18 maggio 2007) *Hai avuto solo FORTUNA! Un giorno fortunato su 365 non fanno un campione WWE, devi dedicarci una vita intera! Per essere campione WWE, per rappresentare questa compagnia, non conta niente il destino, il fato... CONTANO SOLO I SACRIFICI!(a Jeff Hardy, il 19 dicembre 2008) *A te posso capire sei vegano, respira piano bene, bravo... Ma tu sei il grande mostro rosso, non il buon dinosauro rosso, noi ci siamo fatti di tutto: Ti ho rubato la moglie, ti ho rinchiuso in un ambulanza, hai interrotto il mio matrimonio facendo la "tombstone" al prete, ho rapito e torturato tuo padre, gli ho tirato pizze in faccia e hai dimenticato tutto? (a Kane e Daniel Brian, 21 settembre 2012) --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 22:40, 11 lug 2016 (CEST) 7htgfahggapxn2pjd1glgeq5jkzzvlb Template:Lingue/Dati 10 148341 1422334 1422276 2026-08-01T21:58:17Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1422334 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 67645 |lingua2 = it |voci2 = 55698 |lingua3 = pl |voci3 = 31813 |lingua4 = ru |voci4 = 18009 |lingua5 = cs |voci5 = 15894 |lingua6 = et |voci6 = 13698 |lingua7 = uk |voci7 = 12360 |lingua8 = pt |voci8 = 12073 }} nltziclmcqxrjoq6wh1dk2rmgl8ml6d Arturo Marpicati 0 160697 1422381 1354185 2026-08-02T07:20:25Z ~2026-42684-81 107943 1422381 wikitext text/x-wiki 1422390 1422381 2026-08-02T07:27:13Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-42684-81|~2026-42684-81]] ([[User talk:~2026-42684-81|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Gaux|Gaux]] 1354185 wikitext text/x-wiki [[File:Casa Marpicati, lapide commemorativa (Ghedi).JPG|thumb|Lapide commemorativa dedicata allo scrittore sulla facciata della casa natale]] '''Arturo Marpicati''' (1891 – 1961), scrittore e politico italiano. ==''La proletaria''== ===[[Incipit]]=== Si può asserire che la parola «fante» abbia ormai assunto il significato comprensivo del termine «soldato»; ma mentre indica anche soldato in genere, fissa pur sempre, in particolare, il pensiero su quell'anonima massa grigia, alla quale l'Italia deve soprattutto la sua salvezza.<br>Mi propongo, con severo amore per la verità, di studiare la massa combattente in alcuni suoi atteggiamenti meno noti al pubblico, ma non meno ben conosciuti da noi che ne abbiamo vissuta la vita multiforme nelle ore gioconde e angosciose. ===Citazioni=== *Chi è il «[[Fanteria|fante]]»? Il «fante» ''è il nostro proletario agricolo'', é inutile sottilizzare e voler distinguere. Posso dimostrarlo con poche parole. Tra i fanti, sul principio della guerra, c'erano operai, studenti, impiegati. Dopo pochi mesi gli uffici e comandi innumerevoli, le varie specialità imposte dai cresciuti bisogni di guerra hanno risucchiato dai reggimenti di linea fin l'ultimo specialista del ferro, del legno, dell'ago, della lesina, della calligrafia. Chi è rimasto? Il modesto artista della zappa, lo sterratore siciliano, calabrese, lombardo, il lavoratore troppo sovente analfabeta, tornato dalle Americhe o da altre regioni lontane, docile al richiamo del paese che s'è ricordato di lui forse solo perché ne aveva bisogno. (p. 10) *Il contadino semplice e ignorante, è, per questa sua stessa qualità, che noi giudichiamo, da un punto di vista, negativa, nelle migliori condizioni per subire la trasformazione rapida in soldato, in fante.<br>Difatti, egli oppone meno resistenza, nelle azioni collettive, alla perdita della propria personalità. La sua mente povera di pensiero, vien presto suggestionata dalla vastità della organizzazione che lo afferra. Ogni fatto nuovo s'imprime con violenza nel suo cervello che deve per necessità rinunziare ad indagarne le cause. Lascia i panni borghesi, e indossa quelli grigioverdi. (p. 12) *Il fante, contadino di ieri, per la sua costituzione psichica, è il soldato più facile ad essere suggestionato, a cadere nelle superstizioni, a prestar fede alle dicerie. Voglio qui notare di sfuggita quel fatto caratteristico che in guerra si esprimeva con la frase: ''il vecchio fante sa tutto''. Frase rispondente a verità. (p. 14) *Il fante è stato chiamato a far di tutto in guerra: a trainare le artiglierie, ad ausiliare l'arma del genio, a improvvisarsi alpino a tremila metri, a sostituire la truppa celere in un'ardita impresa; ma è tuttavia sempre rimasto il tipico difensore della trincea e della trincea è stato proclamato concordemente «re incontrastabile». Dotato, come tutto il nostro popolo di cui è la più genuina espressione, di singolare virtù di adattamento «egli» s'è presto adagiato, per così dire, sul disagio dell'angusta trincea. La trincea lo assopisce facilmente; la sua sensibilità s'involge come in uno spesso involucro di indifferenza. (p. 16) ==''Opere del Regime''== *L'[[Opera nazionale balilla|Opera Balilla]] è l'ente istituito espressamente dal Duce per educare, al di fuori della scuola, le giovani generazioni, preparandole alla vita fascista, attraverso una rigida e pur gaia disciplina, nell'attività che tempra il carattere, e negli esercizi che rinvigoriscono il corpo.<br>Costituisce il tentativo più grandioso di educazione integrale. (pp. 14-15) *La grande originalità del fascismo nel campo sociale, che costituisce la zona delle sue più decise e totalitarie affermazioni, sta nell'avere inteso il problema del lavoro e della produzione nazionale; così che le due massime questioni della vita contemporanea – quella sociale e quella dello sviluppo della società nazionale – sono, nella concezione mussoliniana, ciascuna strumento per la soluzione dell'altra. Superata quindi la lotta di classe, l'antitesi fra capitale e lavoro, intese le due forze come momenti concreti e determinanti della vita statale, il fascismo si eleva alla concezione dello [[Corporativismo|Stato corporativo]], traduzione nelle istituzioni dello stato etico. (p. 20) *Non è mancato chi ha visto nelle finalità generiche dell'[[IRI|I.R.I.]]<ref>Acronimo di Istituto per la Ricostruzione Industriale, ente pubblico italiano fondato nel 1933 e chiuso nel 2002.</ref> un pericolo: quello dell'eccessivo intervento dello Stato nel campo dell'economia privata, ritenendo inevitabile che la concessione dei finanziamenti dovesse portare alla assunzione – diretta o indiretta – della gestione delle imprese da parte dello Stato.<br>Le finalità dell'I.R.I. sono precisamente opposte. Esso tende a far sì che in molte aziende italiane – finora controllate da determinati raggruppamenti – i risparmiatori partecipino direttamente al capitale. (p. 83) *L'I.R.I. non agisce secondo i criteri di un istituto finanziario di carattere privato giacché esso tiene costantemente presente in ogni operazione, oltre a tutte le considerazioni di ordine economico-aziendale, le considerazioni di ordine sociale e nazionale, scegliendo, fra le varie soluzioni tecniche che ogni operazione consente, quella che meglio corrisponde all'interesse del Paese. (p. 85) *Singolarmente costruttiva è stata l'azione del Fascismo nel campo dell'efficienza bellica nazionale.<br>Creata dal nulla l'Aviazione e rinnovata la Marina militare, così che le ali e le navi d'Italia fendono, oggi, superbamente, tutti i cieli e tutti i mari.<br>Restaurato l'Esercito in modo che la sua potenza appare garanzia sempre più sicura di prestigio e di pace. (p. 87) ==[[Incipit]] di ''Dante e il Foscolo''== Le liriche religiose e civili del [[Ugo Foscolo|Foscolo]] ancora ragazzo e giovinetto, certi atteggiamenti dello spirito e della parola in lui precoce oratore rivoluzionario a Venezia, indicano a sufficienza ch'egli si accostò per tempo a [[Dante Alighieri|Dante]] con reverente amore. Nel suo vasto ''Piano di studi'' del 1796, che spiega molte tendenze e ambizioni, interessi e passioni del critico e dello storico maturo, alla voce ''Poesia'' pone Dante tra gli ''Epici'' dopo Omero, Ossian, Virgilio, e in compagnia del Tasso e del Milton. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Arturo Marpicati, ''[https://archive.org/details/DanteeilFoscolo Dante e il Foscolo]'', Istituto nazionale di cultura fascista, Roma, 1939. *Arturo Marpicati, ''[https://archive.org/details/laproletariasagg00marp La proletaria. {{small|Saggi sulla psicologia delle masse combattenti}}]'', R. Bemporad & Figlio Editori, Firenze, 1920. *Arturo Marpicati, ''[https://archive.org/details/OpereDelRegime/page/n2 Opere del Regime]'', Tipografia del Senato del Dott. Giovanni Bardi, Roma, 1934. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marpicati, Arturo}} [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] dalw4m45hvmcenw4wbfwyqovla50sx5 Discussioni utente:Cauliflowerblackhole 3 173769 1422341 1094037 2026-08-02T00:46:28Z Mfield 107391 Mfield ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Canned Frootloops]] a [[Discussioni utente:Cauliflowerblackhole]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Canned Frootloops|Canned Frootloops]]" a "[[Special:CentralAuth/Cauliflowerblackhole|Cauliflowerblackhole]]" 1094037 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:30, 25 ago 2020 (CEST)}} bx1z0qgp3e568ehhtf079z1x1w33m7d Antonella Lualdi 0 177092 1422376 1353498 2026-08-02T07:17:56Z ~2026-42684-81 107943 1422376 wikitext text/x-wiki 1422389 1422376 2026-08-02T07:26:40Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-42684-81|~2026-42684-81]] ([[User talk:~2026-42684-81|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Ibisco|Ibisco]] 1353498 wikitext text/x-wiki [[File:Antonella Lualdi 1961.JPG|thumb|Antonella Lualdi nel 1961]] '''Antonella Lualdi''', pseudonimo di '''Antonietta De Pascale''' (1931 – 2023), attrice e cantante italiana. ==Citazioni di Antonella Lualdi== *{{NDR|Sul libro autobiografico ''Io Antonella, amata da Franco''}} Si dice che con la psicanalisi, ripercorrendo gli eventi soprattutto drammatici della propria vita, si riesca a guarire dalle depressioni. Io dirò un grande "grazie" alla scrittura di questo libro: il riandare con la memoria alla storia mia e di [[Franco Interlenghi|Franco]] in tutti i suoi aspetti è stata per me una vera catarsi. Mi ha alleggerita dall’oppressione in cui sono precipitata dopo la scomparsa di mio marito. [[Alberto Bevilacqua]] negli Anni '90 mi consigliò di scrivere un libro sulla mia vita. Gli piaceva la mia storia, che lui ben conosceva e che lo appassionava, essendo stato amico e assiduo frequentatore della nostra famiglia. Senza volerlo, qua e là, un pezzo alla volta, durante le cene che organizzavamo a casa nostra o sua e di sua moglie o, perché no, anche al ristorante, venivano fuori questi aneddoti, si raccontavano degli episodi, i tanti ricordi di amici e colleghi che ho cercato confusamente di riordinare nelle pagine che andrete a leggere.<ref>Citato in [https://www.manfrediedizioni.com/prodotto/io-antonella-amata-da-franco/ ''Io Antonella, amata da Franco''], ''manfrediedizioni.com''.</ref> ==Filmografia== *''[[Perdonami!]]'' (1953) *''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954) *''[[Pietà per chi cade]]'' (1954) *''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]'' (1962) *''[[Comizi d'amore]]'' (1965) ==Voci correlate== *[[Franco Interlenghi]] – marito *[[Antonella Interlenghi]] – figlia *[[Virginia Sanjust di Teulada]] – nipote ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Lualdi, Antonella}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Cantanti italiani]] 39h6ntpeptwagp49cjc9u04qyd2yy6a Montserrat Caballé 0 177373 1422329 1225783 2026-08-01T19:00:15Z IvanScrooge98 45087 /* */ 1422329 wikitext text/x-wiki [[File:Montserrat Caballé c. 1969 (2).jpg|thumb|Montserrat Caballé, 1969]] '''María de Montserrat Viviana Concepción Caballé i Folch''' (1933 – 2018), soprano spagnolo. ==Citazioni di Montserrat Caballé== *Non mi considero una leggenda dell'opera, né l'ultima diva, come a volte i giornalisti scrivono. Ogni epoca ha le sue stelle, e nel mio caso l'unico merito è di aver fatto bene il mio lavoro, nel miglior modo possibile, al più alto livello.<ref>Da un'intervista del 2014. Citato in ''[https://www.agi.it/cronaca/morta_soprano_montserrat_caballe_chi_era-4454510/news/2018-10-06/ "L'unico merito è di aver fatto bene il mio lavoro, nel miglior modo possibile, al più alto livello". Chi era Montserrat Caballé]'', ''agi.it'', 06 ottobre 2018.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Caballé, Montserrat}} [[Categoria:Cantanti spagnoli]] 5yr10eqp9octxykv8blvwbocjjhrhxr Gaza 0 179879 1422306 1421379 2026-08-01T13:34:29Z Darkcloud2222 10646 1422306 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:The Old Town, Gaza (1862-1863).jpg|thumb|upright=1.2|La città vecchia di Gaza (1862-1863)]] Citazioni su '''Gaza'''. ==Citazioni== *Gli Stati Uniti prenderanno il controllo di Gaza e si occuperanno della bonifica degli ordigni e della ricostruzione [...]. Gaza è un inferno, nessuno ci vuole vivere. I palestinesi adorerebbero andarsene. [...] ci vivranno le persone del mondo, anche [[Palestina|palestinesi]]. Sarà la rivière del Medio Oriente. ([[Donald Trump]]) *Le condizioni disumane a Gaza hanno reso impossibile per la gente che vi abita adattarsi alla prigionia che qui Israele continua a imporre dal 1967. Ci sono stati periodi relativamente migliori, quando era permesso spostarsi per lavoro in Cisgiordania e in Israele, ma quei tempi sono finiti nel 2006. ([[Ilan Pappé]]) *Negli ultimi diciassette anni, Gaza è stata un complesso iperdensamente popolato, impoverito e murato, dove solo una piccola parte della popolazione aveva il diritto di uscire anche solo per un breve periodo di tempo: in altre parole, un ghetto. Non come il ghetto ebraico di Venezia o un ghetto di una città americana, ma come un ghetto ebraico in un Paese dell'Europa orientale occupato dalla Germania nazista. [...] I nazisti sostenevano che i ghetti erano necessari per proteggere i non ebrei dalle malattie diffuse dagli ebrei. Israele ha sostenuto che l'isolamento di Gaza, come il muro in Cisgiordania, è necessario per proteggere gli israeliani dagli attacchi terroristici compiuti dai palestinesi. La rivendicazione nazista non aveva alcun fondamento nella realtà, mentre quella israeliana deriva da atti di violenza effettivi e ripetuti. Si tratta di differenze essenziali. Tuttavia, entrambe le rivendicazioni propongono che un'autorità occupante possa scegliere di isolare, immiserire e, ora, mettere mortalmente in pericolo un'intera popolazione in nome della protezione della propria. ([[Maša Gessen]]) *Prima della sionizzazione della Palestina nel 1948 la storia di Gaza non era singolare o diversa dal resto della Palestina, e Gaza era sempre stata collegata amministrativamente e politicamente al resto del paese. Essendo uno dei principali sbocchi della Palestina sul mondo, per terra e per mare, aveva sviluppato uno stile di vita variegato e cosmopolita, non dissimile dalle altre società affacciate sul Mediterraneo orientale in epoca moderna. La sua posizione sulla costa, e sull'antica Via Maris che si estendeva dall'Egitto fino al Libano, portò prosperità e stabilità, fino a quando tutto ciò non venne interrotto e quasi completamente distrutto dalla pulizia etnica della Palestina nel 1948. ([[Ilan Pappé]]) ===''[[Antico Testamento]]''=== *{{NDR|[[Gionata Maccabeo|Gionata]]}} Andò ad [[Ascalona|Ascalòna]] e i cittadini gli uscirono incontro a rendergli omaggio. Di là passò a Gaza, ma gli abitanti di Gaza gli chiusero le porte; egli la cinse d'assedio e incendiò i sobborghi e li mise a sacco. Allora quelli di Gaza supplicarono Giònata, il quale diede loro la destra, prelevando i figli dei loro capi come ostaggi e inviandoli a Gerusalemme; poi percorse la regione fino a [[Damasco]]. (''[[Primo libro dei Maccabei]]'') *''Per tre misfatti di Gaza | e per quattro non revocherò il mio decreto, | perché hanno deportato popolazioni intere | per consegnarle a [[Edomiti|Edom]]; | appiccherò il fuoco alle mura di Gaza | e divorerà i suoi palazzi.'' (''[[Libro di Amos]]'') *[[Sansone]] andò a Gaza, vide una prostituta e andò da lei. Fu detto a quelli di Gaza: "È venuto Sansone". Essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città e tutta quella notte rimasero quieti, dicendo: "Attendiamo lo spuntar del giorno e allora lo uccideremo". Sansone riposò fino a mezzanotte; a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che guarda in direzione di [[Hebron|Ebron]]. (''[[Libro dei Giudici]]'') ==Voci correlate== *[[Palestina]] *[[Stato di Palestina]] *[[Striscia di Gaza]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Città bibliche]] [[Categoria:Luoghi della Palestina]] jppxd639tawmod42x0c66i002neya96 Discussioni utente:Niketto sr. 3 180053 1422401 1421010 2026-08-02T08:40:09Z Spinoziano 2297 Avviso 1422401 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:55, 5 mar 2021 (CET)}} == [[Fresco (tradizione veneziana)]] == {{avviso tematica}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:59, 19 lug 2026 (CEST) == La schiava (Gonzalo Bilbao) == Ciao, ho cancellato la voce perché completamente fuori standard: anzitutto le citazioni dovrebbero essere prima inserite con fonte precisa nelle voci degli autori (se sono significative e se gli autori sono enciclopedici) – e questo ti era già stato segnalato nell'aviso sopra – in secondo luogo il quadro in questione non ha una voce su Wikipedia né una categoria su Commons, quindi non pare essere sufficientemente enciclopedico da giustificare una voce, specie se le citazioni non sono a norma. Grazie.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:40, 2 ago 2026 (CEST) sbsjh7jfypjwyqmfi0o6285bvtd7xqt Sensale 0 194856 1422383 1259664 2026-08-02T07:21:58Z ~2026-42684-81 107943 1422383 wikitext text/x-wiki 1422388 1422383 2026-08-02T07:24:48Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-42684-81|~2026-42684-81]] ([[User talk:~2026-42684-81|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Sun-crops|Sun-crops]] 1259664 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sul '''sensale'''. *Figurella per esempio era sensale {{sic|e come}}. In che diavolo non si immischiava, cioè, questo giovane rosso di pelo, altissimo, lentigginoso, puntuto e vagamente arcaico, forse derivato da qualche lontanissimo armigero svevo? Egli impartiva la sua mediazione ad ogni cosa, valendosi del primordiale sistema di trovarsi comunque, fin dall'inizio o all'ultimo istante, gradito o tollerato, negletto o riconosciuto, fra l'origine e il destino delle cose. Il suo lavoro indubitabile era nell'aria, pulviscolo di mansioni rivelato dal raggio di qualche idea felice, subitanea. Un ragazzo corre verso il portoncino dell'ostetrica? Don Arturo lo trattiene, s'informa, bussa e parla per lui: domani, femmina o maschio, l'otto per cento a don Arturo non glielo toglierà nessuno. Passano botti piene e carri funebri vuoti, mansueti o stizziti discorsi, fiori, frutti, sorrisi, lacrime, conoscenti, forestieri, teste rotte, {{sic|calcina}}, travi, guardie, pompieri, asini, galline o finanche i Sacramenti sotto la stola del compunto sacerdote, i cui piedi non toccano terra e le cui occhiate sono basse e fremono come l'erba? Don Arturo li segue, domanda o intuisce, si trasforma lentamente, insensibilmente, in un'equa e opportuna mediazione. ([[Giuseppe Marotta (scrittore)|Giuseppe Marotta]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il|etichetta=sensale}} {{s}} [[Categoria:Professioni]] 3tsq8c2pgkc82lr2ekmwpsfoxidd58z Rifugiati palestinesi 0 202713 1422333 1413966 2026-08-01T21:56:32Z Darkcloud2222 10646 1422333 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Palestinian refugees 1948.jpg|thumb|L'esodo dei palestinesi nel 1948]] Citazioni sui '''rifugiati''' o '''profughi palestinesi'''. *Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato ''fedain'' scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nellaltro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. ([[Indro Montanelli]]) *È perfettamente chiaro che le nazioni arabe non vogliono risolvere il problema dei profughi. Essi intendono tenerlo come una ferita aperta, un affronto alle Nazioni Unite e un'arma contro Israele. Ai capi arabi non importa niente che i profughi vivano o muoiano. ([[Alexander Galloway]]) *{{NDR|Parlando degli [[accordi di Oslo]]}} Il problema dei rifugiati - il cuore del conflitto palestinese, una realtà riconosciuta da tutti i palestinesi, ovunque si trovino, e da chiunque simpatizzi con la causa - è stato lasciato ai margini. ([[Ilan Pappé]]) *Impiegandoli {{NDR|come forza lavoro}}, rinunzieremmo a uno dei fondamentali elementi che tengono aperta la questione palestinese e su cui poggia la nostra protesta contro l'esistenza di Israele. ([[Abd al-Karim Qasim]]) *Quando c'è una guerra e la gente scappa, di solito scappa verso paesi di lingua diversa e religione diversa. I palestinesi, invece, fuggirono verso paesi dove si parlava la loro stessa lingua e si osservava la loro stessa religione. Fuggirono in Siria, in Libano, in Giordania: dove nessuno fece mai nulla per aiutarli. Quanto all'Egitto, gli egiziani che presero Gaza non permisero ai palestinesi nemmeno di lavorare e li tennero in miseria per usarli come un'arma contro di noi. È sempre stata la politica dei paesi arabi: usare i profughi come un'arma contro di noi. Hammarskjoeld aveva proposto un piano di sviluppo per il Medio Oriente, e questo piano prevedeva anzitutto il riassestamento dei profughi palestinesi. Ma i paesi arabi risposero no. ([[Golda Meir]]) ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Esodo palestinese del 1948]] *[[Israele]] *[[Rifugiato]] *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante i}} [[Categoria:Palestina]] iqpsks303ehjzvaf52iim9v3jxid311 Guerra dei sei giorni 0 202827 1422302 1265735 2026-08-01T13:29:56Z Darkcloud2222 10646 1422302 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Guèrra dei Sièis Jorns.png|thumb|upright=1.2|Schema della guerra]] Citazioni sulla '''guerra dei sei giorni''', conflitto arabo-israeliano del 5-10 giugno 1967. ==Citazioni== *La Guerra dei sei giorni, come venne più tardi chiamata, fu il terzo grande conflitto armato in cui Israele si trovò coinvolto da quando, diciannove anni prima, il nostro stato era venuto in essere; si trattò di una guerra alla base della quale stavano le errate valutazioni del presidente egiziano [[Gamal Abd el-Nasser|Gamal Abdel Nasser]]. Le cause immediate del conflitto furono una serie di incidenti tra Israele da un lato e Siria e Giordania dall'altro, e la conseguente reazione dell'Egitto o meglio del suo presidente. Nasser sapeva benissimo che le sue iniziative di carattere aggressivo, soprattutto la chiusura degli Stretti di Tiran, sarebbero state considerate da Israele quale un atto di guerra, ma presumeva che le grandi potenze avrebbero impedito al nostro stato di reagire o, se l'esercito israeliano avesse attaccato, che le difese egiziane nel Sinai fossero sufficienti a fermarlo; in ogni caso, il Consiglio di Sicurezza avrebbe ben presto imposto un armistizio, e l'episodio si sarebbe concluso con un duplice successo per Nasser: la rimozione dell'UNEF e la permanenza del blocco sugli Stretti. Nasser aveva ben presente ciò che era accaduto nel 1956, quando USA e URSS avevano obbligato Francia, Inghilterra e Israele a ritirare le proprie forze e a far buon viso a cattivo gioco per la nazionalizzazione del Canale. Questa volta, non soltanto USA e URSS, ma anche la Francia e la Gran Bretagna erano contrari alla guerra; Nasser non aveva dunque altro da fare che sconfiggere Israele. ([[Moshe Dayan]]) *Sulla scia della guerra del giugno 1967 il mondo intero accettò la posizione israeliana per cui il conflitto in Palestina fosse iniziato con quella guerra e fosse essenzialmente una lotta per il futuro della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Anche diversi regimi arabi accettarono questa narrazione, abbandonando il problema dei rifugiati come una questione irrilevante. ([[Ilan Pappé]]) ===[[Abba Eban]]=== *A mezzogiorno del 5 giugno {{NDR|1967}}, Israele era i guerra con due stati arabi, che sarebbero stati ben presto rafforzati da contingenti in marcia da terre più lontane. Poche ore più tardi, le forze aeree egiziane e giordane erano state distrutte. Israele penetrava in profondità nel Sinai. [...]. Tra l'alba e il tramonto di una sola giornata, Israele era passato dal pericolo alla resistenza vittoriosa. Ventiquattro ore prima, [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]] era convinto di passare alla storia come un nuovo Saladino, l'eroe musulmano dinanzi alla cui spada tremavano tutti i nemici e gli infedeli. Le previsioni di Nasser sulla distruzione di Israele erano state fatte in tutta sincerità, tanto che gran parte del mondo era rimasta ipnotizzata dalla sua fiducia e dalla forza della sua convinzione. Ora i suoi sogni giacevano infranti ai suoi piedi. *La guerra del 1967 fu in larga misura figlia degli errori sovietici, e gli arabi, che avrebbero dovuto essere i beneficiari della protezione dell'URSS, ne divennero le vittime. La politica di Mosca aveva indotto gli arabi alla guerra: ma ciò non significava che l'Unione Sovietica avrebbe assicurato la loro vittoria, e nemmeno che si sarebbe assunta dei rischi per aiutarli a recuperare le perdite. Nella concezione sovietica, la corsa è del più veloce e la battaglia del più forte. Quando i governi e gli eserciti arabi ebbero provato la loro impotenza, l'Unione Sovietica si limitò a sostenerli a un livello politico e di propaganda. *Nello spazio di sei giorni, Israele aveva mutato la sua posizione di vulnerabilità e di pericolo in un dominio militare senza precedenti nel Medio Oriente. Aveva distrutto 430 aerei da combattimento e ottocento carri armati nemici. Gli eserciti arabi avevano avuto quindicimila morti e 5500 tra ufficiali e sottufficiali prigionieri. Il totale delle perdite israeliane assommava a 40 aerei e 676 uomini. ===[[Golda Meir]]=== *Ci accusano di espansionismo ma l'espansionismo, creda, non ci interessa. Ci interessano solo nuovi confini. E poi senta: questi arabi voglion tornar ai confini del 1967. Se quei confini erano giusti, perché li distrussero? *Gli arabi sono davvero strani: perdono le guerre e poi pretendono di guadagnarci. Ma insomma, la guerra dei Sei giorni, noi l'abbiamo vinta o no? Il diritto di porre le nostre condizioni ce l'abbiamo o no? Ma da quando, nella storia, colui che attacca e perde ha il diritto di dettar prepotenze a colui che vince? *I sovietici sono come e più degli arabi, responsabili della guerra del '67, per la campagna di intossicazione che condussero. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Eventi degli anni 1960]] [[Categoria:Guerre]] [[Categoria:Storia di Israele]] 01l4e8xtatqwkrfkvjn54rhxrwx4gvo Utente:Gaux/Sandbox 2 209118 1422344 1422281 2026-08-02T04:46:22Z Gaux 18878 /* */ Caviceo 1422344 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Jacopo Caviceo. 3g8309838u89oat2g9eu5mockjl05da 1422345 1422344 2026-08-02T04:47:22Z Gaux 18878 /* */ Pasqualigo 1422345 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Jacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo. hob7v2aeapr7mt5qzykuq7er0ngoxmk 1422346 1422345 2026-08-02T04:51:38Z Gaux 18878 /* */ Iacopo non Jacopo 1422346 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo. pr8l944lbisozpv1qthuz53zegvchcv Ilan Pappé 0 212582 1422298 1422142 2026-08-01T12:59:20Z Darkcloud2222 10646 1422298 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]] '''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico, accademico e politologo israeliano. ==Citazioni di Ilan Pappé== *{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref> *Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref> {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}} *La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire. *A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta. ==''La pulizia etnica della Palestina''== *La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5) *Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5) *Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6) *La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7) *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8) *Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10) *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23) *[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37) * [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48) *Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49) *{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52) *Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53) *Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53) *Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97) *Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111) *[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120) *Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137) *{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146) *Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156) *{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157) *La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del [[Mandato britannico della Palestina|Mandato]], che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159) *A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177) *Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193) *In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195) *Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209) *Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210) *Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220) *Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225) *Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227) *In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parcheggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272) *L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273) *Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287) *Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290) *Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309) ==''10 miti su Israele''== *Come mostra chiaramente il [[Conflitto israelo-palestinese|caso israelo-palestinese]] la disinformazione storica, anche del passato più recente, può provocare danni enormi. Questo intenzionale fraintendimento della Storia ha permesso l'oppressione di un popolo e legittimato un regime coloniale e di occupazione. Non c'è da stupirsi quindi che queste politiche di disinformazione siano sopravvissute fino ai giorni nostri e svolgano una parte importante nel protrarsi di un conflitto che lascia sempre meno speranza per il futuro. (p. 9) *Il [[sionismo]] ha prodotto un resoconto storico di come questa terra contesa {{NDR|la [[Palestina]]}} sia divenuta lo stato di Israele, un resoconto fondato su alcuni miti che mettono subdolamente in discussione il diritto morale dei palestinesi alla terra. Molto spesso i media occidentali mainstream e le élite politiche accolgono queste rappresentazioni come un dato di fatto, così come accettano senza troppe domande il modo in cui Israele giustifica le proprie azioni da più di sessant'anni. Il più delle volte la loro tacita accettazione spiega la riluttanza dei governi occidentali a intervenire in maniera significativa in un conflitto che si protrae dalla fondazione stessa della nazione. (p. 10) *Quando [[Israele]] divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale. (p. 17) *Implicito nell'esistenza di [[Israele]] come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina nel 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione. (p. 23) *Senza l'apparizione del [[sionismo]] all'interno dei propri confini la [[Palestina]] avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. (p. 44) *Le idee embrionali del [[sionismo]] trovavano legittimazione in un [[antisemitismo]] di vecchia data. (p. 49) *È chiaro [...] come il [[sionismo]] fosse originariamente un progetto coloniale cristiano prima che ebraico. (p. 50) *Il movimento [[Sionismo|sionista]] deve la sua sopravvivenza al forte sostegno britannico, soprattutto nel momento in cui il popolo palestinese iniziò a rendersi conto che questa particolare forma di immigrazione non era di buon auspicio per il futuro della Palestina. I leader locali realizzarono presto che un tale insediamento non poteva che avere ripercussioni negative sulla loro società. (pp. 59-60) *L'impulso strategico imperiale della Gran Bretagna a utilizzare il ritorno degli ebrei in Palestina come mezzo per rafforzare il proprio coinvolgimento in «terra santa» è coinciso con l'emergere di nuove visioni culturali e intellettuali del sionismo europeo. Sia dai cristiani che dagli ebrei, quindi, la colonizzazione della Palestina era vista come un atto di ritorno e di redenzione. L'incontro di queste due spinte creò una potente alleanza che trasformò l'idea antisemita millenaria sui trasferimenti degli ebrei d'Europa in Palestina in un vero e proprio progetto di insediamento coloniale a discapito dei nativi palestinesi. (pp. 60-61) *Tutte le ricerche finora condotte sulla [[dichiarazione Balfour]] convergono nel concludere che la leadership governativa britannica accettasse di buon grado l'idea di una patria ebraica in Palestina, ritenendola in accordo con i propri interessi strategici nell'area. Una volta messa in atto l'[[Mandato britannico della Palestina|occupazione inglese in Palestina]], questa alleanza permise agli ebrei di costruire le infrastrutture necessarie alla realizzazione di uno stato ebraico sotto l'egida britannica, protetti dalle baionette del governo di Sua Maestà. (p. 62) *Ciò che importa non è tanto se gli attuali ebrei in [[Israele]] siano i discendenti autentici di coloro che vissero in epoca romana, ma piuttosto la pretesa di Israele di rappresentare tutti gli ebrei del mondo, da cui discende la convinzione che qualsiasi azione, anche la più spregevole, possa essere giustificata. (p. 64) *Fin dalla sua nascita, a metà del 19° secolo, il [[sionismo]] ha rappresentato un'espressione marginale della realtà culturale ebraica, emersa come risultato dell'unione di due impulsi provenienti dalle comunità dell'Europa centrale e orientale. Il primo derivava da una ricerca di sicurezza all'interno di una società che rifiutava di integrare gli ebrei come eguali e che, attraverso leggi formali o tumulti incoraggiati e a volte organizzati dai governanti, li perseguitava come diversivo rispetto a crisi economiche o sconvolgimenti politici. Il secondo impulso esprimeva invece il desiderio di emulare nuovi movimenti nazionali che cominciavano a proliferare in Europa durante il periodo notoriamente riconosciuto dagli storici come «primavera dei popoli». (p. 68) *Mentre queste prime idee [[Sionismo|sioniste]] si diffondevano tra le comunità ebraiche in paesi come la Germania e gli Stati Uniti, rabbini e personalità di spicco di queste stesse comunità rifiutavano questo nuovo approccio. Leader religiosi illustri liquidavano il sionismo come una forma di secolarizzazione e modernizzazione, mentre i laici temevano che le nuove idee avrebbero sollevato interrogativi sulla lealtà verso i propri stati nazionali e avrebbero quindi incrementato l'[[antisemitismo]]. (p. 70) *Quando il [[sionismo]] fece la sua prima apparizione in Europa molti rabbini tradizionalisti, difatti, proibirono ai loro fedeli di avere a che fare con gli attivisti sionisti. Vedevano nel sionismo un tentativo di intromissione rispetto al disegno divino di un esilio che si sarebbe concluso solo con la venuta del Messia. Rifiutavano categoricamente l'idea che gli ebrei dovessero fare tutto il possibile per porre fine all'«esilio», e credevano piuttosto di dover attendere la parola di Dio e l'annunciazione della sua venuta prima di tornare alla terra promessa; nel frattempo avrebbero dovuto praticare lo stile di vita tradizionale. Sebbene ai fedeli fosse permesso visitare la Palestina in pellegrinaggio, questo non rappresentava di certo un benestare al trasferimento di massa. (p. 77) *Dal momento che volevano sia secolarizzare la vita ebraica sia utilizzare la Bibbia come giustificazione della colonizzazione della Palestina, i [[Sionismo socialista|sionisti socialisti]] si trovavano di fronte a un paradosso importante. In altre parole, quel Dio in cui non credevano gli aveva comunque promesso la Palestina. (pp. 80-81) *Il ritorno degli ebrei apriva la strada al ritorno del Messia e alla risurrezione dei morti: il progetto [[Sionismo|sionista]] si colonizzare la Palestina fu ampiamente facilitato da questo credo religioso esoterico. Tuttavia, dietro queste visioni religiose si nascondevano classici sentimenti [[Antisemitismo|antisemiti]]. Spingere le comunità ebraiche verso la Palestina non era solo un imperativo religioso, contribuiva anche alla creazione di un'Europa senza ebrei. Si potevano prendere due piccioni con una fava: sbarazzarsi degli ebrei in Europa, e allo stesso tempo adempiere allo schema divino che prevedeva una «seconda venuta» accelerata dal ritorno degli ebrei in Palestina (e dalla loro successiva conversione al cristianesimo o perdizione eterna all'inferno). (p. 82) *Nella memoria collettiva di molti, il periodo d'oro del [[sionismo]] è associato alla vita collettivista ed egualitaria incarnata nella fondazione del [[kibbutz]]. Questa forma di vita è sopravvissuta per molto tempo dopo la fondazione dello stato di Israele e ha attratto giovani da tutto il mondo, curiosi di sperimentare il comunismo nella sua forma più pura. Pochissimi di loro si sono resi conto, o avrebbero potuto sapere, che la maggior parte di questi kibbutz era costruita sulle rovine di paesini palestinesi distrutti, la cui popolazione era stata espulsa nel 1948. (p. 85) *Lo spazio vitale che il movimento [[Sionismo|sionista]] chiedeva per sé non era determinato dalla necessità di salvare gli ebrei perseguitati, ma dal desiderio di prendere quanta più Palestina possibile con il minor numero di abitanti nativi. (p. 92) *Il [[Colonialismo d'insediamento|colonialismo di insediamento]] differisce dal colonialismo classico sotto tre aspetti. Il primo è che le colonie affidano la propria sopravvivenza alla «madrepatria» solo inizialmente e temporaneamente, diventando presto autosufficienti e autonome. [...] La seconda differenza è che mentre il colonialismo classico mira allo sfruttamento delle risorse naturali nei suoi nuovi possedimenti geografici, quello di insediamento è motivato da un forte desiderio di appropriarsi della terra di un paese straniero. La terza differenza riguarda il modo in cui la potenza coloniale si relaziona al territorio in questione. Diversamente dai progetti coloniali convenzionali condotti al servizio di un impero o di una madrepatria, i coloni di insediamento cercano non solo un posto nuovo dove stabilirsi, ma una nuova patria. Il problema è che queste «patrie» sono solitamente abitate da altre persone. A questo punto, alle comunità di coloni non resta che invocare giustificazioni morali o divine, anche se, in casi diversi dal sionismo, essi non si sono spinti a rivendicare una presenza su quei territori che risale a migliaia di anni prima. (p. 98) *La narrazione ufficiale israeliana o la sua mitologia fondante rifiutano di riconoscere ai palestinesi il benché minimo diritto morale di resistere alla colonizzazione ebraica iniziata nel 1882. La resistenza palestinese è stata descritta fin dagli albori come motivata dall'odio verso gli ebrei e accusata di promuovere una campagna di terrore antisemita, dall'arrivo dei primi coloni fino alla creazione dello stato di Israele. Ma sono gli stessi diari dei primi sionisti a raccontare una storia diversa. Sono pieni di aneddoti che rivelano come i coloni siano stati ben accolti dai palestinesi, i quali hanno offerto loro rifugio e in molti casi hanno insegnato loro a coltivare la terra. Solo quando è diventato chiaro che i coloni non erano venuti a vivere fianco a fianco alla popolazione nativa, bensì al suo posto, è iniziata la resistenza palestinese. E quando questa resistenza è iniziata, ha preso rapidamente la forma di una lotta anticoloniale. L'idea che gli ebrei perseguitati avessero diritto a un rifugio sicuro non è mai stata messa in discussione dai palestinesi e da coloro che li sostenevano. Ma i leader sionisti non ricambiavano questa considerazione. (pp. 100-101) *Pare legittimo descrivere il sionismo come un progetto coloniale di insediamento e il movimento nazionale palestinese come un fenomeno di resistenza anticoloniale. In questo contesto possiamo leggere da una prospettiva diversa il comportamento e le politiche del leader della comunità, [[Amin al-Husseini|Hajj Amin al-Husayni]], prima e durante la seconda guerra mondiale, rispetto alla narrazione normalmente presentata come un fatto storico. Come molti lettori sapranno, una delle accuse comuni ribadite all'infinito dagli israeliani è che il leader palestinese fosse un simpatizzante del nazismo. Certo, il mufti di Gerusalemme non era un angelo. [...] Tuttavia, quando sostenne apertamente metodi non violenti come scioperi, manifestazioni e altre azioni mirate a modificare la posizione britannica, venne additato come nemico dell'impero e dovette fuggire da Gerusalemme nel 1938. Queste circostanze lo costrinsero a dirigersi tra le braccia dei nemici dei suoi nemici, in questo caso Italia e Germania. Nei due anni in cui visse in asilo politico in Germania subì l'influenza della dottrina nazista, e anche lui confuse la definizione di ebraismo con quella di sionismo. La sua disponibilità a servire come commentatore radiofonico per i nazisti e ad aiutare a reclutare musulmani nei Balcani per lo sforzo bellico tedesco è sicuramente una macchia indelebile sulla sua figura. Tuttavia, al-Husayni non agì in modo diverso dai leader sionisti degli anni '30, che cercavano essi stessi un'alleanza con i nazisti contro l'impero britannico, o da tutti gli altri movimenti anticoloniali che volevano sbarazzarsi dell'impero attraverso alleanze con i suoi principali nemici. (pp. 106-107) *{{NDR|Su [[Amin al-Husseini]]}} Seppure la sua figura meriti critiche, queste non si devono ai suoi errori nei confronti del sionismo, ma piuttosto alla sua mancanza di empatia nei confronti della difficile situazione dei contadini palestinesi e ai suoi disaccordi con altri notabili, che contribuirono a indebolire fortemente il movimento anticoloniale. (pp. 107-108) *{{NDR|Su [[Amin al-Husseini]]}} In definitiva, né i suoi errori né i suoi successi hanno avuto un grande impatto sul corso della storia palestinese. (p. 108) *Molti studiosi oggi pensano che il massacro {{NDR|di [[Massacro di Kafr Qasim|Kafr Qasim]]}} del 1956 fosse una prova pratica per vedere se la gente della zona potesse essere intimidita e spinta ad andarsene. Gli autori della strage sono stati processati grazie alla diligenza e alla tenacia di due esponenti della Knesset [...]. Nonostante i loro sforzi i comandanti responsabili dell'area e l'unità stessa che perpetuò il massacro vennero puniti con sanzioni molto lievi, ricevendo solo piccole multe. Questo a riprova del fatto che l'esercito poteva farla franca, commettendo omicidi intenzionali e calcolati nei Territori occupati in qualsiasi momento. (p. 169) *Se la cartina al tornasole di ogni democrazia è il livello di tolleranza verso le proprie minoranze, [[Israele]] è ben lungi dal poter essere considerato uno stato democratico. (p. 171) ==''La prigione più grande del mondo''== *Ai bambini [[Stato di Palestina|palestinesi]], uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo. (p. 11) *{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22) *Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36) *Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43) *Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121) *I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143) *[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163) *[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165) *Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166) *Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191) *Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194) *Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207) *I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211) *In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216) *{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217) *{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219) *Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221) *La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221) *L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243) *Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243) *Il principale contributo di [[Ariel Sharon|Sharon]] al rafforzamento della mega-prigione {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}} è stato un approccio sistematico che ha spazzato via ogni ambiguità nell'attuazione della strategia del 1967. Difatti, egli ha portato la colonizzazione in ogni angolo della Cisgiordania. (p. 265) *Se da un lato [[Hamas]] ha dato del filo da torcere agli israeliani, dall'altro li ha anche aiutati a bollare la lotta palestinese come parte di una forza islamica globale antioccidentale impegnata in uno scontro di civiltà. È per questo che molti degli esperti che hanno scritto sulle origini di Hamas hanno attribuito a Israele un ruolo importante nella sua nascita e progressiva affermazione. (p. 282) *Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza. (p. 312) *L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]], nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima. (p. 319) *Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima. (p. 320) *In [[Cisgiordania]], la fermezza dei palestinesi è tuttora viva. La resistenza popolare è un fatto quotidiano, ma, disponendo di risorse limitate, viene facilmente soffocata dall'occupazione israeliana. Tuttavia, la sua tenacia suggerisce che la partita iniziata nel 1967 non sia ancora chiusa. (p. 331) *Le condizioni disumane a [[Gaza]] hanno reso impossibile per la gente che vi abita adattarsi alla prigionia che qui Israele continua a imporre dal 1967. Ci sono stati periodi relativamente migliori, quando era permesso spostarsi per lavoro in Cisgiordania e in Israele, ma quei tempi sono finiti nel 2006. (p. 340) ==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''== *Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14) *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18) *La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20) *Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40) *I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri [[Colonialismo d'insediamento|coloni insediativi]], ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41) *Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44) *La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75) *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76) *La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109) *Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128) *Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130) *L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130) *I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132) *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133) ==''La fine di Israele''== *Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23) *{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24) *Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31) *Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31) *Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35) *Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40) *[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43) *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61) *Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83) *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85) *Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89) *Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111) *La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112) *Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113) *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116) *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116) *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117) *{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124) *L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124) *Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129) *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136) *Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161) *Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197) *Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227) *Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241) *Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242) ==Citazioni su Ilan Pappé== *Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089. *Ilan Pappé, ''10 miti su Israele'', traduzione di Federica Stagni, Tamu, Napoli, 2022. ISBN 9791280195166. *Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483. *Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634. *Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Accademici israeliani]] [[Categoria:Politologi]] [[Categoria:Storici israeliani]] bua7e9y1phbom2vgld6zk5mfqbv3tab 1422301 1422298 2026-08-01T13:28:50Z Darkcloud2222 10646 /* 10 miti su Israele */ 1422301 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]] '''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico, accademico e politologo israeliano. ==Citazioni di Ilan Pappé== *{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref> *Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref> {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}} *La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire. *A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta. ==''La pulizia etnica della Palestina''== *La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5) *Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5) *Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6) *La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7) *Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8) *Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10) *Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23) *[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37) * [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48) *Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49) *{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52) *Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53) *Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53) *Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97) *Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111) *[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120) *Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137) *{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146) *Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156) *{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157) *La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del [[Mandato britannico della Palestina|Mandato]], che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159) *A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177) *Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193) *In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195) *Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209) *Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210) *Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220) *Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225) *Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227) *In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parcheggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272) *L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273) *Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287) *Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290) *Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309) ==''10 miti su Israele''== *Come mostra chiaramente il [[Conflitto israelo-palestinese|caso israelo-palestinese]] la disinformazione storica, anche del passato più recente, può provocare danni enormi. Questo intenzionale fraintendimento della Storia ha permesso l'oppressione di un popolo e legittimato un regime coloniale e di occupazione. Non c'è da stupirsi quindi che queste politiche di disinformazione siano sopravvissute fino ai giorni nostri e svolgano una parte importante nel protrarsi di un conflitto che lascia sempre meno speranza per il futuro. (p. 9) *Il [[sionismo]] ha prodotto un resoconto storico di come questa terra contesa {{NDR|la [[Palestina]]}} sia divenuta lo stato di Israele, un resoconto fondato su alcuni miti che mettono subdolamente in discussione il diritto morale dei palestinesi alla terra. Molto spesso i media occidentali mainstream e le élite politiche accolgono queste rappresentazioni come un dato di fatto, così come accettano senza troppe domande il modo in cui Israele giustifica le proprie azioni da più di sessant'anni. Il più delle volte la loro tacita accettazione spiega la riluttanza dei governi occidentali a intervenire in maniera significativa in un conflitto che si protrae dalla fondazione stessa della nazione. (p. 10) *Quando [[Israele]] divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale. (p. 17) *Implicito nell'esistenza di [[Israele]] come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina nel 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione. (p. 23) *Senza l'apparizione del [[sionismo]] all'interno dei propri confini la [[Palestina]] avrebbe probabilmente seguito la stessa parabola nazionale del Libano, della Giordania o della Siria, intraprendendo un simile processo di modernizzazione e crescita. (p. 44) *Le idee embrionali del [[sionismo]] trovavano legittimazione in un [[antisemitismo]] di vecchia data. (p. 49) *È chiaro [...] come il [[sionismo]] fosse originariamente un progetto coloniale cristiano prima che ebraico. (p. 50) *Il movimento [[Sionismo|sionista]] deve la sua sopravvivenza al forte sostegno britannico, soprattutto nel momento in cui il popolo palestinese iniziò a rendersi conto che questa particolare forma di immigrazione non era di buon auspicio per il futuro della Palestina. I leader locali realizzarono presto che un tale insediamento non poteva che avere ripercussioni negative sulla loro società. (pp. 59-60) *L'impulso strategico imperiale della Gran Bretagna a utilizzare il ritorno degli ebrei in Palestina come mezzo per rafforzare il proprio coinvolgimento in «terra santa» è coinciso con l'emergere di nuove visioni culturali e intellettuali del sionismo europeo. Sia dai cristiani che dagli ebrei, quindi, la colonizzazione della Palestina era vista come un atto di ritorno e di redenzione. L'incontro di queste due spinte creò una potente alleanza che trasformò l'idea antisemita millenaria sui trasferimenti degli ebrei d'Europa in Palestina in un vero e proprio progetto di insediamento coloniale a discapito dei nativi palestinesi. (pp. 60-61) *Tutte le ricerche finora condotte sulla [[dichiarazione Balfour]] convergono nel concludere che la leadership governativa britannica accettasse di buon grado l'idea di una patria ebraica in Palestina, ritenendola in accordo con i propri interessi strategici nell'area. Una volta messa in atto l'[[Mandato britannico della Palestina|occupazione inglese in Palestina]], questa alleanza permise agli ebrei di costruire le infrastrutture necessarie alla realizzazione di uno stato ebraico sotto l'egida britannica, protetti dalle baionette del governo di Sua Maestà. (p. 62) *Ciò che importa non è tanto se gli attuali ebrei in [[Israele]] siano i discendenti autentici di coloro che vissero in epoca romana, ma piuttosto la pretesa di Israele di rappresentare tutti gli ebrei del mondo, da cui discende la convinzione che qualsiasi azione, anche la più spregevole, possa essere giustificata. (p. 64) *Fin dalla sua nascita, a metà del 19° secolo, il [[sionismo]] ha rappresentato un'espressione marginale della realtà culturale ebraica, emersa come risultato dell'unione di due impulsi provenienti dalle comunità dell'Europa centrale e orientale. Il primo derivava da una ricerca di sicurezza all'interno di una società che rifiutava di integrare gli ebrei come eguali e che, attraverso leggi formali o tumulti incoraggiati e a volte organizzati dai governanti, li perseguitava come diversivo rispetto a crisi economiche o sconvolgimenti politici. Il secondo impulso esprimeva invece il desiderio di emulare nuovi movimenti nazionali che cominciavano a proliferare in Europa durante il periodo notoriamente riconosciuto dagli storici come «primavera dei popoli». (p. 68) *Mentre queste prime idee [[Sionismo|sioniste]] si diffondevano tra le comunità ebraiche in paesi come la Germania e gli Stati Uniti, rabbini e personalità di spicco di queste stesse comunità rifiutavano questo nuovo approccio. Leader religiosi illustri liquidavano il sionismo come una forma di secolarizzazione e modernizzazione, mentre i laici temevano che le nuove idee avrebbero sollevato interrogativi sulla lealtà verso i propri stati nazionali e avrebbero quindi incrementato l'[[antisemitismo]]. (p. 70) *Quando il [[sionismo]] fece la sua prima apparizione in Europa molti rabbini tradizionalisti, difatti, proibirono ai loro fedeli di avere a che fare con gli attivisti sionisti. Vedevano nel sionismo un tentativo di intromissione rispetto al disegno divino di un esilio che si sarebbe concluso solo con la venuta del Messia. Rifiutavano categoricamente l'idea che gli ebrei dovessero fare tutto il possibile per porre fine all'«esilio», e credevano piuttosto di dover attendere la parola di Dio e l'annunciazione della sua venuta prima di tornare alla terra promessa; nel frattempo avrebbero dovuto praticare lo stile di vita tradizionale. Sebbene ai fedeli fosse permesso visitare la Palestina in pellegrinaggio, questo non rappresentava di certo un benestare al trasferimento di massa. (p. 77) *Dal momento che volevano sia secolarizzare la vita ebraica sia utilizzare la Bibbia come giustificazione della colonizzazione della Palestina, i [[Sionismo socialista|sionisti socialisti]] si trovavano di fronte a un paradosso importante. In altre parole, quel Dio in cui non credevano gli aveva comunque promesso la Palestina. (pp. 80-81) *Il ritorno degli ebrei apriva la strada al ritorno del Messia e alla risurrezione dei morti: il progetto [[Sionismo|sionista]] si colonizzare la Palestina fu ampiamente facilitato da questo credo religioso esoterico. Tuttavia, dietro queste visioni religiose si nascondevano classici sentimenti [[Antisemitismo|antisemiti]]. Spingere le comunità ebraiche verso la Palestina non era solo un imperativo religioso, contribuiva anche alla creazione di un'Europa senza ebrei. Si potevano prendere due piccioni con una fava: sbarazzarsi degli ebrei in Europa, e allo stesso tempo adempiere allo schema divino che prevedeva una «seconda venuta» accelerata dal ritorno degli ebrei in Palestina (e dalla loro successiva conversione al cristianesimo o perdizione eterna all'inferno). (p. 82) *Nella memoria collettiva di molti, il periodo d'oro del [[sionismo]] è associato alla vita collettivista ed egualitaria incarnata nella fondazione del [[kibbutz]]. Questa forma di vita è sopravvissuta per molto tempo dopo la fondazione dello stato di Israele e ha attratto giovani da tutto il mondo, curiosi di sperimentare il comunismo nella sua forma più pura. Pochissimi di loro si sono resi conto, o avrebbero potuto sapere, che la maggior parte di questi kibbutz era costruita sulle rovine di paesini palestinesi distrutti, la cui popolazione era stata espulsa nel 1948. (p. 85) *Lo spazio vitale che il movimento [[Sionismo|sionista]] chiedeva per sé non era determinato dalla necessità di salvare gli ebrei perseguitati, ma dal desiderio di prendere quanta più Palestina possibile con il minor numero di abitanti nativi. (p. 92) *Il [[Colonialismo d'insediamento|colonialismo di insediamento]] differisce dal colonialismo classico sotto tre aspetti. Il primo è che le colonie affidano la propria sopravvivenza alla «madrepatria» solo inizialmente e temporaneamente, diventando presto autosufficienti e autonome. [...] La seconda differenza è che mentre il colonialismo classico mira allo sfruttamento delle risorse naturali nei suoi nuovi possedimenti geografici, quello di insediamento è motivato da un forte desiderio di appropriarsi della terra di un paese straniero. La terza differenza riguarda il modo in cui la potenza coloniale si relaziona al territorio in questione. Diversamente dai progetti coloniali convenzionali condotti al servizio di un impero o di una madrepatria, i coloni di insediamento cercano non solo un posto nuovo dove stabilirsi, ma una nuova patria. Il problema è che queste «patrie» sono solitamente abitate da altre persone. A questo punto, alle comunità di coloni non resta che invocare giustificazioni morali o divine, anche se, in casi diversi dal sionismo, essi non si sono spinti a rivendicare una presenza su quei territori che risale a migliaia di anni prima. (p. 98) *La narrazione ufficiale israeliana o la sua mitologia fondante rifiutano di riconoscere ai palestinesi il benché minimo diritto morale di resistere alla colonizzazione ebraica iniziata nel 1882. La resistenza palestinese è stata descritta fin dagli albori come motivata dall'odio verso gli ebrei e accusata di promuovere una campagna di terrore antisemita, dall'arrivo dei primi coloni fino alla creazione dello stato di Israele. Ma sono gli stessi diari dei primi sionisti a raccontare una storia diversa. Sono pieni di aneddoti che rivelano come i coloni siano stati ben accolti dai palestinesi, i quali hanno offerto loro rifugio e in molti casi hanno insegnato loro a coltivare la terra. Solo quando è diventato chiaro che i coloni non erano venuti a vivere fianco a fianco alla popolazione nativa, bensì al suo posto, è iniziata la resistenza palestinese. E quando questa resistenza è iniziata, ha preso rapidamente la forma di una lotta anticoloniale. L'idea che gli ebrei perseguitati avessero diritto a un rifugio sicuro non è mai stata messa in discussione dai palestinesi e da coloro che li sostenevano. Ma i leader sionisti non ricambiavano questa considerazione. (pp. 100-101) *Pare legittimo descrivere il sionismo come un progetto coloniale di insediamento e il movimento nazionale palestinese come un fenomeno di resistenza anticoloniale. In questo contesto possiamo leggere da una prospettiva diversa il comportamento e le politiche del leader della comunità, [[Amin al-Husseini|Hajj Amin al-Husayni]], prima e durante la seconda guerra mondiale, rispetto alla narrazione normalmente presentata come un fatto storico. Come molti lettori sapranno, una delle accuse comuni ribadite all'infinito dagli israeliani è che il leader palestinese fosse un simpatizzante del nazismo. Certo, il mufti di Gerusalemme non era un angelo. [...] Tuttavia, quando sostenne apertamente metodi non violenti come scioperi, manifestazioni e altre azioni mirate a modificare la posizione britannica, venne additato come nemico dell'impero e dovette fuggire da Gerusalemme nel 1938. Queste circostanze lo costrinsero a dirigersi tra le braccia dei nemici dei suoi nemici, in questo caso Italia e Germania. Nei due anni in cui visse in asilo politico in Germania subì l'influenza della dottrina nazista, e anche lui confuse la definizione di ebraismo con quella di sionismo. La sua disponibilità a servire come commentatore radiofonico per i nazisti e ad aiutare a reclutare musulmani nei Balcani per lo sforzo bellico tedesco è sicuramente una macchia indelebile sulla sua figura. Tuttavia, al-Husayni non agì in modo diverso dai leader sionisti degli anni '30, che cercavano essi stessi un'alleanza con i nazisti contro l'impero britannico, o da tutti gli altri movimenti anticoloniali che volevano sbarazzarsi dell'impero attraverso alleanze con i suoi principali nemici. (pp. 106-107) *{{NDR|Su [[Amin al-Husseini]]}} Seppure la sua figura meriti critiche, queste non si devono ai suoi errori nei confronti del sionismo, ma piuttosto alla sua mancanza di empatia nei confronti della difficile situazione dei contadini palestinesi e ai suoi disaccordi con altri notabili, che contribuirono a indebolire fortemente il movimento anticoloniale. (pp. 107-108) *{{NDR|Su [[Amin al-Husseini]]}} In definitiva, né i suoi errori né i suoi successi hanno avuto un grande impatto sul corso della storia palestinese. (p. 108) *Molti studiosi oggi pensano che il massacro {{NDR|di [[Massacro di Kafr Qasim|Kafr Qasim]]}} del 1956 fosse una prova pratica per vedere se la gente della zona potesse essere intimidita e spinta ad andarsene. Gli autori della strage sono stati processati grazie alla diligenza e alla tenacia di due esponenti della Knesset [...]. Nonostante i loro sforzi i comandanti responsabili dell'area e l'unità stessa che perpetuò il massacro vennero puniti con sanzioni molto lievi, ricevendo solo piccole multe. Questo a riprova del fatto che l'esercito poteva farla franca, commettendo omicidi intenzionali e calcolati nei Territori occupati in qualsiasi momento. (p. 169) *Se la cartina al tornasole di ogni democrazia è il livello di tolleranza verso le proprie minoranze, [[Israele]] è ben lungi dal poter essere considerato uno stato democratico. (p. 171) *La [[conferenza di Madrid]] del 1991 e gli sforzi di pace condotti sotto l'egida internazionale furono probabilmente il primo vero tentativo degli Stati Uniti di trovare una soluzione per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza basata sul ritiro delle forze israeliane. L'élite politica israeliana, però, intendeva stroncare quest'iniziativa sul nascere: preferì quindi avviare i propri negoziati di pace e convincere i palestinesi ad accettarli. Dall'altro lato, anche Yasser Arafat non guardava all'iniziativa di Madrid con entusiasmo. Lo preoccupavano infatti i rappresentanti palestinesi nei Territori occupati, guidati da Haidar Abdel-Shafi, di Gaza, e Faysal al-Husayni, di Gerusalemme, che rappresentavano una minaccia concreta alla sua leadership e popolarità. (pp. 188-189) *Sulla scia della [[Guerra dei sei giorni|guerra del giugno 1967]] il mondo intero accettò la posizione israeliana per cui il conflitto in Palestina fosse iniziato con quella guerra e fosse essenzialmente una lotta per il futuro della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Anche diversi regimi arabi accettarono questa narrazione, abbandonando il problema dei rifugiati come una questione irrilevante. (p. 197) *{{NDR|Parlando degli [[accordi di Oslo]]}} Il problema dei [[Rifugiati palestinesi|rifugiati]] - il cuore del conflitto palestinese, una realtà riconosciuta da tutti i palestinesi, ovunque si trovino, e da chiunque simpatizzi con la causa - è stato lasciato ai margini. (p. 198) *Poiché il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] non è stato un vero processo di pace, la partecipazione riluttante dei palestinesi non era un segno della loro presunta intransigenza e cultura politica violenta, ma una risposta naturale a una farsa diplomatica che ha consolidato e intensificato il controllo israeliano sui Territori occupati. (p. 200) *[[Hamas]] viene bollata come un'organizzazione terroristica, sia dai media che dal punto di vista del diritto. Io invece sostengo che si tratti di un movimento di liberazione nazionale, e per di più legittimo. (p. 211) *[[Ahmed Yassin|Sheikh Yassin]], un religioso islamico disabile e semi-cieco, fondò [[Hamas]] e ne fu il leader spirituale fino al suo assassinio nel 2004. Originariamente venne avvicinato da Israele con un'offerta di aiuto e la promessa del benestare governativo all'espansione della sua organizzazione. Gli israeliani speravano che, attraverso la sua opera di beneficenza e le sue attività educative, questo leader carismatico avrebbe fatto da contrappeso al potere di Fatah nella Striscia di Gaza e altrove. (p. 215) *È interessante notare che alla fine degli anni '70 Israele, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna vedevano nei movimenti nazionali laici (di cui oggi lamentano l'assenza) il peggior nemico dell'Occidente. (p. 215) *[[Hamas]] si è profondamente radicata nella società palestinese grazie ai suoi genuini tentativi di alleviare le sofferenze della gente comune fornendo istruzione, medicine e assistenza. Non meno importante, la posizione di Hamas sul diritto al ritorno dei rifugiati del 1948, a differenza dell'Autorità palestinese, era chiara e inequivocabile. Hamas appoggiava apertamente il diritto al ritorno, mentre l'Autorità palestinese lanciava messaggi ambigui, tra cui persino un discorso di Abu Mazen in cui questi rinunciava al diritto a tornare nella sua città natale, Safad. (p. 218) *Prima della sionizzazione della Palestina nel 1948 la storia di [[Gaza]] non era singolare o diversa dal resto della Palestina, e Gaza era sempre stata collegata amministrativamente e politicamente al resto del paese. Essendo uno dei principali sbocchi della Palestina sul mondo, per terra e per mare, aveva sviluppato uno stile di vita variegato e cosmopolita, non dissimile dalle altre società affacciate sul Mediterraneo orientale in epoca moderna. La sua posizione sulla costa, e sull'antica Via Maris che si estendeva dall'Egitto fino al Libano, portò prosperità e stabilità, fino a quando tutto ciò non venne interrotto e quasi completamente distrutto dalla pulizia etnica della Palestina nel 1948. (pp. 218-219) *La [[Striscia di Gaza|Striscia]] {{NDR|di Gaza}} venne creata negli ultimi giorni della guerra del 1948. Si trattava di una zona in cui le forze israeliane spinsero centinaia di migliaia di palestinesi dalla città di Giaffa e dalle regioni meridionali compresa la città di Bir Saba (l'odierna Beersheba). Altri furono espulsi più tardi, intorno al 1950, da città come Majdal (Ashkelon), nelle fasi finali della pulizia etnica. Così una piccola area pastorale della Palestina divenne il più grande campo profughi della terra, e continua a esserlo ancora oggi. (p. 219) *{{NDR|Sul [[conflitto tra Fatah e Hamas]]}} Quella di Gaza fu in parte una lotta tra politici eletti democraticamente e coloro che faticavano ad accettare l'espressione del voto popolare. La storia però non si esaurisce qui. Si trattò di una battaglia tra coloro che agivano per procura degli Stati Uniti e di Israele, principalmente membri di Fatah e dell'Autorità palestinese, la maggior parte dei quali si trovò in questa posizione involontariamente ma comunque fece il gioco israeliano, contro coloro che vi si opponevano. Le azioni di Hamas nei confronti delle fazioni nemiche fanno il pari con quelle compiute in Cisgiordania da parte dell'Autorità palestinese. (p. 223) *{{NDR|Su [[Yuval Steinitz]]}} Prima di diventare un politico aveva insegnato filosofia occidentale all'Università di Haifa, e sosteneva di prediligere un approccio cartesiano. Come politico però sembrava più influenzato da nazionalisti romantici come Gobineau e Fichte, fautori della purezza della razza come prerequisito per il primato nazionale. (p. 224) *La politica israeliana non ha mai indebolito [[Hamas]]; al contrario, ne ha accresciuto la popolarità e il potere. (p. 229) *Non sono sicuro che «guerra» sia il termine giusto per descrivere ciò che è accaduto nei vari attacchi israeliani sulla [[Striscia di Gaza|Striscia]] a partire dal 2006. Dopo l'inizio dell'operazione «Piombo fuso», nel 2009, ho deciso di definire la politica israeliana un genocidio incrementale. Ho avuto alcune esitazioni prima di usare questo termine altamente controverso, eppure non riesco a trovarne un altro che spieghi con altrettanta precisione cos'è successo in quel lembo di terra. Dal momento che i riscontri che ho ricevuto, tra cui anche quelli di alcuni importanti attivisti per i diritti umani, indicavano un certo disagio nell'utilizzo di questa definizione, sono stato propenso a rivalutare questa scelta per un po', ma sono tornato a utilizzarla di recente con voce ancora più forte: è l'unico modo appropriato per descrivere ciò che l'esercito israeliano ha fatto nella Striscia di Gaza dal 2006. (p. 238) *La [[Soluzione dei due Stati|soluzione a due stati]] [...] è un'invenzione israeliana che aveva lo scopo di far quadrare un cerchio. Risponde in modo soddisfacente alla necessità di mantenere la Cisgiordania sotto il controllo israeliano senza incorporare la popolazione che vi abita. In questo modo una parte della Cisgiordania sarebbe autonoma sotto forma di un quasi-stato. In cambio, i palestinesi dovrebbero rinunciare a tutte le loro speranze di ritorno, alla parità di diritti nel caso di coloro che vivono nello stato di Israele, al futuro di Gerusalemme e all'idea di poter condurre un giorno una vita normale come esseri umani nella propria patria. (p. 255) *{{NDR|Parlando della [[soluzione dei due Stati]] per la Palestina}} Qualsivoglia critica a questo mito è spesso bollata come antisemitismo. Tuttavia, per molti versi è vero il contrario: c'è una connessione tra il nuovo antisemitismo e il mito stesso. La soluzione a due stati si basa sull'idea che uno stato ebraico sia la soluzione migliore per il problema ebraico; cioè, gli ebrei dovebbero vivere in Palestina piuttosto che altrove. Questa idea è proprio quella degli antisemiti. (p. 255) *Poiché l'espropriazione {{NDR|da parte degli israeliani a scapito dei palestinesi}} è ovunque, la riappropriazione e la riconciliazione dovranno avvenire ovunque. [...] La sacra distinzione tra gli [[Insediamenti israeliani|insediamenti ebraici]] in Israele (prima del 1967) e quelli in Cisgiordania (dopo il 1967) dovrebbe finire anch'essa nella tomba. La distinzione dovrebbe invece essere fatta tra quegli ebrei che sono disposti a discutere una riformulazione del rapporto, un cambio di regime e una parità di status, e quelli che non lo sono, indipendentemente da dove vivono ora. (p. 259) *Dopo la seconda guerra mondiale al [[sionismo]] è stato permesso di diventare un progetto coloniale, in un periodo in cui il colonialismo veniva rifiutato dal mondo civilizzato, perché la creazione di uno stato ebraico offriva all'Europa, e in particolare alla Germania occidentale, una facile via d'uscita dai peggiori eccessi dell'antisemitismo. Israele è stato il primo a riconoscere «una nuova Germania»; in cambio ha ricevuto molti soldi, ma anche, cosa ben più importante, carta bianca per trasformare l'intera Palestina in Israele. (p. 264) *Il [[sionismo]] si è posto come soluzione all'[[antisemitismo]], ma è diventato la ragione principale della sua prolungata presenza. (p. 264) *Che il razzismo e la xenofobia siano ora rivolti contro i musulmani e l'islam è un fatto intimamente connesso alla [[Conflitto israelo-palestinese|questione israelo-palestinese]], e potrebbe essere ridimensionato una volta trovata una risposta autentica a tale questione. (p. 264) ==''La prigione più grande del mondo''== *Ai bambini [[Stato di Palestina|palestinesi]], uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo. (p. 11) *{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22) *Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36) *Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43) *Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121) *I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143) *[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163) *[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165) *Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166) *Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191) *Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194) *Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207) *I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211) *In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216) *{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217) *{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219) *Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221) *La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221) *L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243) *Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243) *Il principale contributo di [[Ariel Sharon|Sharon]] al rafforzamento della mega-prigione {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}} è stato un approccio sistematico che ha spazzato via ogni ambiguità nell'attuazione della strategia del 1967. Difatti, egli ha portato la colonizzazione in ogni angolo della Cisgiordania. (p. 265) *Se da un lato [[Hamas]] ha dato del filo da torcere agli israeliani, dall'altro li ha anche aiutati a bollare la lotta palestinese come parte di una forza islamica globale antioccidentale impegnata in uno scontro di civiltà. È per questo che molti degli esperti che hanno scritto sulle origini di Hamas hanno attribuito a Israele un ruolo importante nella sua nascita e progressiva affermazione. (p. 282) *Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza. (p. 312) *L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]], nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima. (p. 319) *Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima. (p. 320) *In [[Cisgiordania]], la fermezza dei palestinesi è tuttora viva. La resistenza popolare è un fatto quotidiano, ma, disponendo di risorse limitate, viene facilmente soffocata dall'occupazione israeliana. Tuttavia, la sua tenacia suggerisce che la partita iniziata nel 1967 non sia ancora chiusa. (p. 331) *Le condizioni disumane a [[Gaza]] hanno reso impossibile per la gente che vi abita adattarsi alla prigionia che qui Israele continua a imporre dal 1967. Ci sono stati periodi relativamente migliori, quando era permesso spostarsi per lavoro in Cisgiordania e in Israele, ma quei tempi sono finiti nel 2006. (p. 340) ==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''== *Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14) *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18) *La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20) *Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40) *I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri [[Colonialismo d'insediamento|coloni insediativi]], ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41) *Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44) *La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75) *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76) *La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109) *Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128) *Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130) *L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130) *I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132) *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133) ==''La fine di Israele''== *Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23) *{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24) *Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31) *Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31) *Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35) *Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40) *[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43) *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61) *Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83) *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85) *Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89) *Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111) *La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112) *Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113) *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116) *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116) *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117) *{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124) *L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124) *Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129) *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136) *Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161) *Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197) *Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227) *Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241) *Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242) ==Citazioni su Ilan Pappé== *Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089. *Ilan Pappé, ''10 miti su Israele'', traduzione di Federica Stagni, Tamu, Napoli, 2022. ISBN 9791280195166. *Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483. *Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634. *Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Accademici israeliani]] [[Categoria:Politologi]] [[Categoria:Storici israeliani]] 89jf0bg982sat4d5u93koniw9ux0i5n Balla coi lupi 0 221381 1422337 1413446 2026-08-01T22:39:22Z ~2026-42660-37 107941 1422337 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Balla coi Lupi |genere=western/drammatico |regista=[[Kevin Costner]] |soggetto=[[Michael Blake]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore=Michael Blake |produttore=Kevin Costner, [[Jim Wilson (produttore cinematografico)|Jim Wilson]] |attori= *[[Kevin Costner]]: Ten. John J. Dunbar/Balla Coi Lupi, Medico #1 *[[Mary McDonnell]]: Alzata Con Pugno *[[Graham Greene (attore)|Graham Greene]]: Uccello Scalciante *[[Rodney A. Grant]]: Vento Nei Capelli *[[Robert Pastorelli]]: Timmons *[[Charles Rocket]]: Ten. Elgin *[[Maury Chaykin]]: Magg. Fambrough *[[Tony Pierce]]: Spivey *[[Kirk Baltz]]: Edwards *[[Wayne Grace]]: Maggiore *[[Larry Joshua]]: Serg. Bauer *[[Donald Hotton]]: Gen. Tide *[[Tom Everett]]: Serg. Pepper *[[Frank P. Costanza]]: Tucker *[[Floyd 'Red Crow' Westerman]]: Dieci Orsi *[[Tantoo Cardinal]]: Scialle Nero *[[Jimmy Herman]]: Vitello Di Pietra *[[Nathan Lee Chasing]]: Ride Coi Denti *[[Wes Studi]]: Guerriero capo Pawnee *[[Elisa Daniel]]: Madre di Christine *[[Annie Costner]]: Christine *[[Michael Horton]]: Capitano Cargill *[[Jim Wilson (produttore cinematografico)|Jim Wilson]]: Medico #2 |doppiatoriitaliani= *[[Michele Gammino]]: Ten. John J. Dunbar/Balla Coi Lupi *[[Cristina Boraschi]]: Alzata Con Pugno *[[Stefano Mondini]]: Uccello Scalciante *[[Vittorio De Angelis]]: Vento Nei Capelli *[[Claudio Fattoretto]]: Timmons *[[Antonio Sanna]]: Ten. Elgin *[[Cesare Barbetti]]: Magg. Fambrough *[[Massimo Pizzirani]]: Spivey *[[Luciano De Ambrosis]]: Maggiore *[[Sandro Iovino]]: Serg. Pepper *[[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Serg. Bauer *[[Giorgio Piazza]]: Gen. Tide *[[Francesco Pannofino]]: Capt. Cargill Scene aggiunte Director's Cut (2003) *Michele Gammino: Ten. John J. Dunbar/Balla Coi Lupi *[[Massimo Corvo]]: Uccello Scalciante *[[Roberto Pedicini]]: Timmons *[[Paolo Lombardi]]: Magg. Fambrough *[[Franco Mannella]]: Spivey *Vittorio De Angelis: Vento Nei Capelli |note= *Vincitore di 7 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]]''' (1991): **Miglior film ([[Jim Wilson (produttore cinematografico)|Jim Wilson]], [[Kevin Costner]]) **Miglior regia (Kevin Costner) **Migliore sceneggiatura non originale ([[Michael Blake]]) **Migliore fotografia ([[Dean Semler]]) **Miglior montaggio ([[Neil Travis]]) **Miglior sonoro ([[Russell Williams II]], [[Jeffrey Perkins]], [[Bill W. Benton]], [[Gregory H. Watkins]]) **Miglior colonna sonora drammatica ([[John Barry]]) }} '''''Balla coi lupi''''', film statunitense del 1990 con [[Kevin Costner]] e [[Mary McDonnell]], regia di Kevin Costner. ==Frasi== {{cronologico}} *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Il re è morto... lunga vita al re. ('''Fambrough''') *{{NDR|Sui [[sioux]]}} Non avevo mai conosciuto gente così allegra, così attaccata alla famiglia e disponibile con i propri simili. La prima parola che mi facevano venire in mente era "armonia". ('''Dunbar''') *Mi era difficile capire che cosa provavo. Non mi ero mai trovato in una battaglia come quella, non si combatteva per oscuri obiettivi politici, né per la conquista di territori, di ricchezze o della libertà. Ma solo per difendere le scorte alimentari per l’inverno e per proteggere la vita dei propri cari. La perdita di Vitello Di Pietra era grave, ma neppure le più anziane ricordavano una vittoria così schiacciante. A poco a poco cominciai a considerare quella battaglia in modo nuovo, provai un orgoglio che non avevo mai provato. Non avevo mai saputo chi fosse veramente John Dunbar, quel nome per me forse non aveva mai significato nulla. Invece, sentendo gli indiani scandire il mio nome Sioux, per la prima volta in vita mia, capii veramente chi ero. ('''Dunbar''') *Stavo giusto pensando che di tutti i [[Sentiero|sentieri]] importanti della vita... ce n'è uno che importa più degli altri. È il sentiero di un vero essere umano. ('''Uccello Scalciante''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Fambrough''': Vuole vedere la Frontiera?<br>'''Dunbar''': Sissignore. Prima che scompaia. *'''Dunbar''': Come mai non abbiamo visto dei [[Bisonte|bisonti]]?<br>'''Timmons''': Non ci si capisce niente con quelle bestiacce: a volte non si fanno vedere per giorni e giorni, a volte a branchi fitti come i riccioli di una puttana. *'''Dunbar''': Chiedi sempre dei [[Bianco (antropologia)|bianchi]]. Vuoi sempre sapere quanti altri ne arriveranno. Ce ne saranno tanti, amico mio. Più di quanti tu ne possa contare.<br>'''Uccello Scalciante''': Quanti?<br>'''Dunbar''': Come le stelle. ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Tredici anni dopo, le loro case distrutte, i loro bisonti scomparsi, gli ultimi Sioux ancora liberi si sottomisero all'Autorità dei bianchi a Fort Robinson, nel Nebraska. La grande cultura del cavallo e della prateria era finita per sempre e la Frontiera Americana stava per passare alla storia. ('''Voce/testo in sovrimpressione''') ==Citazioni su ''Balla coi lupi''== *Anche se come attore gigioneggia forse un po' troppo, quello di [[Kevin Costner|Costner]] è un debutto alla regia di tutto rispetto. Il messaggio arriva al cuore e alla ragione con citazioni da [[John Ford|Ford]], [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] e [[Sergio Leone|Leone]]. [...] Enorme successo di pubblico che ha decretato la parziale rinascita del genere western. Nel giugno 1992 è poi circolata la versione integrale di quasi 4 ore, dove c'è più spazio per spiegare alcune cose non del tutto chiare nella prima versione. (''[[il Farinotti]]'') *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di Costner che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[il Morandini]]'') *Naturale grandiosità del paesaggio e del cielo (l'ammirevole direzione di fotografia è di Deam Semler), ritmo calmo lento e profondo della narrazione, classicismo dello stile, buone interpretazioni: bello da vedere, «''Balla coi lupi''» sarebbe facile da amare se il copione avesse resistito alla tentazione degli stereotipi. Ogni Sioux (o quasi) è una carissima persona, non soltanto civile, pacifico, generoso, dolce e saggio, ma anche fine filosofo e insieme sapiente pragmatico; ogni militare americano (salvo il protagonista) è un barbaro selvaggio, delinquente, violento, irragionevole e distruttivo, posseduto dallo spirito di rapina, dall'istinto di sopraffazione e dal gusto di uccidere. Anche per il «liberal» più amico degli indiani, è troppo. ([[Lietta Tornabuoni]]) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di Costner, che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film premi Oscar]] [[Categoria:Film sulla guerra di secessione americana]] [[Categoria:Film western]] aly6rg3pxzkzj7e70fnf4dp0z6po4cc Striscia di Gaza 0 225076 1422309 1415084 2026-08-01T14:52:54Z Darkcloud2222 10646 1422309 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[Immagine:Gaza Strip map - ITA.svg|thumb|La striscia di Gaza]] Citazioni sulla '''striscia di Gaza'''. ==Citazioni== *[[Yasser Arafat|Arafat]] mi ha chiesto di dargli una tivù per la Striscia di Gaza: gli manderò ''[[Striscia la notizia]]''. ([[Silvio Berlusconi]]) *{{ndr|Sulle condizioni di vita dei palestinesi a Gaza}} Il nostro fine non è rendere più abitabile una prigione, è abbatterla. ([[Basem Naim]]) *La Striscia venne creata negli ultimi giorni della guerra del 1948. Si trattava di una zona in cui le forze israeliane spinsero centinaia di migliaia di palestinesi dalla città di Giaffa e dalle regioni meridionali compresa la città di Bir Saba (l'odierna Beersheba). Altri furono espulsi più tardi, intorno al 1950, da città come Majdal (Ashkelon), nelle fasi finali della pulizia etnica. Così una piccola area pastorale della Palestina divenne il più grande campo profughi della terra, e continua a esserlo ancora oggi. ([[Ilan Pappé]]) *Nella Striscia di Gaza assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. ([[Ilan Pappé]]) *Noi diciamo niente Stato palestinese senza [[Gerusalemme]] e Striscia di Gaza, per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con [[Hamas]]. ([[Mahmūd Abbās]]) *[...] quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza non è una [[Guerra Israele-Hamas|guerra]], ma un [[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio]]. [...] Ciò che sta accadendo al popolo palestinese nella Striscia di Gaza non è esistito in nessun altro momento storico. In effetti, esisteva. Quando [[Adolf Hitler|Hitler]] decise di uccidere gli ebrei. ([[Luiz Inácio Lula da Silva]]) ==Voci correlate== *[[Conflitto Israele-Striscia di Gaza del 2014]] *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Gaza]] *[[Genocidio nella Striscia di Gaza]] *[[Guerra Israele-Hamas]] *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Luoghi della Palestina]] lf30vfwv7d8fpe2kplv83t6x1vg124z 1422312 1422309 2026-08-01T15:00:11Z Darkcloud2222 10646 1422312 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[Immagine:Gaza Strip map - ITA.svg|thumb|La striscia di Gaza]] Citazioni sulla '''striscia di Gaza'''. ==Citazioni== *[[Yasser Arafat|Arafat]] mi ha chiesto di dargli una tivù per la Striscia di Gaza: gli manderò ''[[Striscia la notizia]]''. ([[Silvio Berlusconi]]) *{{ndr|Sulle condizioni di vita dei palestinesi a Gaza}} Il nostro fine non è rendere più abitabile una prigione, è abbatterla. ([[Basem Naim]]) *Noi diciamo niente Stato palestinese senza [[Gerusalemme]] e Striscia di Gaza, per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con [[Hamas]]. ([[Mahmūd Abbās]]) *[...] quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza non è una [[Guerra Israele-Hamas|guerra]], ma un [[Genocidio nella Striscia di Gaza|genocidio]]. [...] Ciò che sta accadendo al popolo palestinese nella Striscia di Gaza non è esistito in nessun altro momento storico. In effetti, esisteva. Quando [[Adolf Hitler|Hitler]] decise di uccidere gli ebrei. ([[Luiz Inácio Lula da Silva]]) ===[[Ilan Pappé]]=== *La Striscia venne creata negli ultimi giorni della guerra del 1948. Si trattava di una zona in cui le forze israeliane spinsero centinaia di migliaia di palestinesi dalla città di Giaffa e dalle regioni meridionali compresa la città di Bir Saba (l'odierna Beersheba). Altri furono espulsi più tardi, intorno al 1950, da città come Majdal (Ashkelon), nelle fasi finali della pulizia etnica. Così una piccola area pastorale della Palestina divenne il più grande campo profughi della terra, e continua a esserlo ancora oggi. *Nella Striscia di Gaza assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. *Non sono sicuro che «guerra» sia il termine giusto per descrivere ciò che è accaduto nei vari attacchi israeliani sulla Striscia a partire dal 2006. Dopo l'inizio dell'operazione «Piombo fuso», nel 2009, ho deciso di definire la politica israeliana un genocidio incrementale. Ho avuto alcune esitazioni prima di usare questo termine altamente controverso, eppure non riesco a trovarne un altro che spieghi con altrettanta precisione cos'è successo in quel lembo di terra. Dal momento che i riscontri che ho ricevuto, tra cui anche quelli di alcuni importanti attivisti per i diritti umani, indicavano un certo disagio nell'utilizzo di questa definizione, sono stato propenso a rivalutare questa scelta per un po', ma sono tornato a utilizzarla di recente con voce ancora più forte: è l'unico modo appropriato per descrivere ciò che l'esercito israeliano ha fatto nella Striscia di Gaza dal 2006. ==Voci correlate== *[[Conflitto Israele-Striscia di Gaza del 2014]] *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Gaza]] *[[Genocidio nella Striscia di Gaza]] *[[Guerra Israele-Hamas]] *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Luoghi della Palestina]] 22d9gdhly0344295aqrphf04uph44ij Fondo Nazionale Ebraico 0 225594 1422299 1418868 2026-08-01T12:59:43Z Darkcloud2222 10646 1422299 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Flag of Jewish National Fund.svg|thumb|Logo del Fondo Nazionale Ebraico]] Citazioni sul '''Fondo Nazionale Ebraico'''. *In Israele e nel mondo ebraico il JNF è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parcheggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. ([[Ilan Pappé]]) *L'informazione data dai siti web del JNF è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. ([[Ilan Pappé]]) ==Voci correlate== *[[Israele]] *[[Sionismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{s}} [[Categoria:Storia di Israele]] 5c2eimfdjb5zvu4f02ac0s17zrhmt5e Accordi di Oslo 0 225831 1422303 1421382 2026-08-01T13:30:47Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1422303 wikitext text/x-wiki [[File:Bill Clinton, Yitzhak Rabin, Yasser Arafat at the White House 1993-09-13.jpg|thumb|Yitzhak Rabin, [[Bill Clinton]] ed [[Yasser Arafat]] durante la firma degli accordi di Oslo del 13 settembre 1993]] Gli '''''accordi di Oslo''''', ufficialmente chiamati '''''Dichiarazione dei Principi riguardanti progetti di auto-governo ad interim''''' o '''''Dichiarazione di Principi''''' ('''DOP'''), una serie di accordi politici conclusi ad Oslo il 20 agosto 1993 tra il [[Israele]] e l'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina]] nell'ambito del [[conflitto israelo-palestinese]]. ==Citazioni sugli accordi di Oslo== *Esattamente 23 anni fa venivano firmati i primi accordi di Oslo tra [[Israele]] e l'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|Organizzazione per la liberazione della Palestina]]. Purtroppo ci siamo sempre più allontanati dai loro obiettivi. La soluzione a due stati rischia di essere sostituita da una realtà composta di uno stato solo, fatta di continua violenza e di occupazione. ([[Ban Ki-moon]]) *L'intera carriera politica di [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] è stata dedicata al sabotaggio degli accordi di Oslo del 1993 (che prevedevano la convivenza pacifica di uno [[Stato di Palestina|stato palestinese]] accanto a quello ebraico) e all'insediamento di un numero talmente elevato di coloni nei territori occupati da rendere la nascita di uno stato palestinese fisicamente impossibile. ([[Gwynne Dyer]]) ===[[Ilan Pappé]]=== *Il problema dei [[Rifugiati palestinesi|rifugiati]] - il cuore del conflitto palestinese, una realtà riconosciuta da tutti i palestinesi, ovunque si trovino, e da chiunque simpatizzi con la causa - è stato lasciato ai margini. *Il processo di Oslo aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima. *Il processo di Oslo non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza. *L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il processo di Oslo, nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima. *Le false speranze che Israele suscitò con l'accordo di Oslo dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. *Poiché il processo di Oslo non è stato un vero processo di pace, la partecipazione riluttante dei palestinesi non era un segno della loro presunta intransigenza e cultura politica violenta, ma una risposta naturale a una farsa diplomatica che ha consolidato e intensificato il controllo israeliano sui Territori occupati. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Israele]] *[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese]] *[[Stato di Palestina]] *[[Territori occupati da Israele]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante gli|preposizione=sugli}} [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] [[Categoria:Palestina]] [[Categoria:Storia di Israele]] [[Categoria:Trattati]] rzop0fg8720t8ebrsj2dgun0vihbd40 Insediamenti israeliani 0 225883 1422313 1421196 2026-08-01T15:01:31Z Darkcloud2222 10646 1422313 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Westbankjan06.jpg|thumb|upright=0.7|Mappa degli insediamenti israeliani (magenta) in Cisgiordania]] Citazioni sugli '''insediamenti israeliani''', o '''colonie israeliane''', e sui '''coloni israeliani'''. ==Citazioni== *L’unica via percorribile è smantellare del tutto gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, porre fine al regime di apartheid e alle violenze nei confronti dei palestinesi e poi stoppare subito l’assedio imposto alla Striscia di Gaza. ([[Ofer Cassif]]) *La legge in questione è stata concepita per garantire che i membri della razza superiore del Paese occupante, e in particolare i coloni criminali, siano separati, elitari, superiori ai sudditi palestinesi. Avranno la piena protezione della legge e delle istituzioni dell’occupazione: il governo, l’esercito, la polizia, i tribunali, ecc. ([[Ofer Cassif]]) *La scelta fatta da Israele non mi pare la più utile per arrivare alla pace. Proprio perché Israele è una democrazia, possiamo dire che Netanyahu non è Rabin e non è Peres, ha favorito l'insediamento dei coloni israeliani nell'illusione coltivata dai fondamentalisti israeliani di poter risolvere il problema palestinese in maniera demografica, cioè di avere un numero tale di coloni da pareggiare il numero dei palestinesi. ([[Vincenzo De Luca]]) *Nessuno caccerà più i coloni israeliani, cambiamo il paradigma se non vogliamo diventare una società di apartheid. ([[Abraham Yehoshua]]) ===[[Ilan Pappé]]=== *La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni colonia, e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. *Nel 1974 il movimento dei coloni {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. *Poiché l'espropriazione {{NDR|da parte degli israeliani a scapito dei palestinesi}} è ovunque, la riappropriazione e la riconciliazione dovranno avvenire ovunque. [...] La sacra distinzione tra gli insediamenti ebraici in Israele (prima del 1967) e quelli in Cisgiordania (dopo il 1967) dovrebbe finire anch'essa nella tomba. La distinzione dovrebbe invece essere fatta tra quegli ebrei che sono disposti a discutere una riformulazione del rapporto, un cambio di regime e una parità di status, e quelli che non lo sono, indipendentemente da dove vivono ora. ==Voci correlate== *[[Israele]] *[[Sionismo]] *[[Stato di Palestina]] *[[Territori occupati da Israele]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sugli|w_preposizione=riguardante gli}} [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Palestina]] hfxrfu5un2j3ny36yhamubp29gmp3qq Il ritorno di Harry Collings 0 226009 1422403 1421962 2026-08-02T10:21:40Z Spinoziano 2297 /* Citazioni su Il ritorno di Harry Collings */ 1422403 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il ritorno di Harry Collings |titolo alfabetico = Ritorno di Harry Collings |genere = western |regista = [[Peter Fonda]] |sceneggiatore = [[Alan Sharp]] |attori = * [[Peter Fonda]]: Harry Collings *[[Warren Oates]]: Arch Harris *[[Verna Bloom]]: Hannah Collings *Robert Pratt: Dan Griffen *[[Severn Darden]]: McVey *Rita Rogers: donna messicana *[[Ann Doran]]: signora Sorenson *[[Ted Markland]]: Luke *Owen Orr: Mace }} '''''Il ritorno di Harry Collings''''', film statunitense del 1971 con [[Peter Fonda]], regia di Peter Fonda. ==Frasi== *Di solito la [[casa]] è un posto da cui si parte, ma ci puoi sempre ritrovare qualche cosa. ('''Harry''') ==Dialoghi== *'''Dan''': C'è un solo posto in cui vale la pena di andare: la [[California]]. C'è il sole, le donne mezze messicane e mezze americane, c'è l'oro, le arance.<br>'''Arch''': E poi c'è il mare. Dicono che è come una grande prateria azzurra. ==Citazioni su ''Il ritorno di Harry Collings''== *Si stempera senza posa in assurdi simbolismi, si colora di musiche indiane, di una mistica ricerca di elementi primari. ([[Gianni Volpi]]) *Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di Vilmos Zsigmond. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film western]] 1wok6uq0z9zzt1g6x3ez9v7s8oeaa2x Discussioni utente:Ans Comelli 3 226116 1422308 2026-08-01T14:27:36Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422308 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:27, 1 ago 2026 (CEST)}} cjdcfofr5nwjh3xatuabllzxsqemcu5 Conferenza di Madrid 0 226117 1422310 2026-08-01T14:57:56Z Darkcloud2222 10646 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:President Bush addresses the Middle East Peace Conference at the Royal Palace in Madrid, Spain - NARA - 186439.tif|thumb|upright=1.3|Il presidente degli Stati Uniti [[George H. W. Bush]] si rivolge ai partecipanti alla Conferenza di Madrid presso il Palazzo Reale di Madrid]] Citazioni sulla '''conferenza di Madrid'''. ==Citazioni== *La conferenza di Madrid del 1991 e gli sforzi di pace condotti sotto l'egida internazionale furono probabilmente i..." 1422310 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:President Bush addresses the Middle East Peace Conference at the Royal Palace in Madrid, Spain - NARA - 186439.tif|thumb|upright=1.3|Il presidente degli Stati Uniti [[George H. W. Bush]] si rivolge ai partecipanti alla Conferenza di Madrid presso il Palazzo Reale di Madrid]] Citazioni sulla '''conferenza di Madrid'''. ==Citazioni== *La conferenza di Madrid del 1991 e gli sforzi di pace condotti sotto l'egida internazionale furono probabilmente il primo vero tentativo degli Stati Uniti di trovare una soluzione per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza basata sul ritiro delle forze israeliane. L'élite politica israeliana, però, intendeva stroncare quest'iniziativa sul nascere: preferì quindi avviare i propri negoziati di pace e convincere i palestinesi ad accettarli. Dall'altro lato, anche Yasser Arafat non guardava all'iniziativa di Madrid con entusiasmo. Lo preoccupavano infatti i rappresentanti palestinesi nei Territori occupati, guidati da Haidar Abdel-Shafi, di Gaza, e Faysal al-Husayni, di Gerusalemme, che rappresentavano una minaccia concreta alla sua leadership e popolarità. ([[Ilan Pappé]]) ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Conferenze internazionali]] [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Stato di Palestina]] 4zjdiuewnk8t8zrl9r885simo89msir 1422311 1422310 2026-08-01T14:58:07Z Darkcloud2222 10646 1422311 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:President Bush addresses the Middle East Peace Conference at the Royal Palace in Madrid, Spain - NARA - 186439.tif|thumb|upright=1.3|Il presidente degli Stati Uniti [[George H. W. Bush]] si rivolge ai partecipanti alla Conferenza di Madrid presso il Palazzo Reale di Madrid]] Citazioni sulla '''conferenza di Madrid'''. ==Citazioni== *La conferenza di Madrid del 1991 e gli sforzi di pace condotti sotto l'egida internazionale furono probabilmente il primo vero tentativo degli Stati Uniti di trovare una soluzione per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza basata sul ritiro delle forze israeliane. L'élite politica israeliana, però, intendeva stroncare quest'iniziativa sul nascere: preferì quindi avviare i propri negoziati di pace e convincere i palestinesi ad accettarli. Dall'altro lato, anche Yasser Arafat non guardava all'iniziativa di Madrid con entusiasmo. Lo preoccupavano infatti i rappresentanti palestinesi nei Territori occupati, guidati da Haidar Abdel-Shafi, di Gaza, e Faysal al-Husayni, di Gerusalemme, che rappresentavano una minaccia concreta alla sua leadership e popolarità. ([[Ilan Pappé]]) ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Conferenze internazionali]] [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Palestina]] 4onrib4thku27dwdww4p40g3e0wtn18 Soluzione dei due Stati 0 226118 1422315 2026-08-01T15:09:15Z Darkcloud2222 10646 Creata pagina con "[[Immagine:Israel and Palestine Peace.svg|miniatura|Un manifesto del movimento per la pace: bandiere israeliana e palestinese e le parole "pace" in arabo ed ebraico. Immagini simili sono state utilizzate da diversi gruppi che sostengono una soluzione a due Stati al conflitto]] La '''''soluzione dei due Stati''''' progettata per la soluzione del [[conflitto israelo-palestinese]]. ==Citazioni== *La soluzione a due stati [...] è un'invenzione israeliana che aveva lo scopo..." 1422315 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Israel and Palestine Peace.svg|miniatura|Un manifesto del movimento per la pace: bandiere israeliana e palestinese e le parole "pace" in arabo ed ebraico. Immagini simili sono state utilizzate da diversi gruppi che sostengono una soluzione a due Stati al conflitto]] La '''''soluzione dei due Stati''''' progettata per la soluzione del [[conflitto israelo-palestinese]]. ==Citazioni== *La soluzione a due stati [...] è un'invenzione israeliana che aveva lo scopo di far quadrare un cerchio. Risponde in modo soddisfacente alla necessità di mantenere la Cisgiordania sotto il controllo israeliano senza incorporare la popolazione che vi abita. In questo modo una parte della Cisgiordania sarebbe autonoma sotto forma di un quasi-stato. In cambio, i palestinesi dovrebbero rinunciare a tutte le loro speranze di ritorno, alla parità di diritti nel caso di coloro che vivono nello stato di Israele, al futuro di Gerusalemme e all'idea di poter condurre un giorno una vita normale come esseri umani nella propria patria. ([[Ilan Pappé]]) *{{NDR|Parlando della soluzione dei due Stati per la Palestina}} Qualsivoglia critica a questo mito è spesso bollata come antisemitismo. Tuttavia, per molti versi è vero il contrario: c'è una connessione tra il nuovo antisemitismo e il mito stesso. La soluzione a due stati si basa sull'idea che uno stato ebraico sia la soluzione migliore per il problema ebraico; cioè, gli ebrei dovebbero vivere in Palestina piuttosto che altrove. Questa idea è proprio quella degli antisemiti. ([[Ilan Pappé]]) ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Israele]] *[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese]] *[[Piano di partizione della Palestina]] *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Palestina]] lao3wsxgrfnr8aee9bowbrmamrfv07v Copeland 0 226120 1422321 2026-08-01T16:53:21Z Àncilu 87978 Creata pagina con "{{Disambigua}} * '''[[Adam Copeland]]''' – wrestler canadese * '''[[Misty Copeland]]''' – ballerina statunitense" 1422321 wikitext text/x-wiki {{Disambigua}} * '''[[Adam Copeland]]''' – wrestler canadese * '''[[Misty Copeland]]''' – ballerina statunitense hkpt0ozlzttlfyfr2aghyagv9dmlk22 Adam Copeland 0 226121 1422323 2026-08-01T16:55:42Z Àncilu 87978 Àncilu ha spostato la pagina [[Adam Copeland]] a [[Edge (wrestler)]]: Allineamento a Wikipedia 1422323 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Edge (wrestler)]] r78v81o95tz4unccn88ddyzfat821k5 Davidson 0 226123 1422328 2026-08-01T17:02:51Z Àncilu 87978 Creata pagina con "{{Disambigua}} * '''[[Adam Davidson]]''' – giornalista statunitense * '''[[Avram Davidson]]''' – scrittore statunitense * '''[[Justin Davidson]]''' – critico musicale e di architettura statunitense" 1422328 wikitext text/x-wiki {{Disambigua}} * '''[[Adam Davidson]]''' – giornalista statunitense * '''[[Avram Davidson]]''' – scrittore statunitense * '''[[Justin Davidson]]''' – critico musicale e di architettura statunitense n5r0j061329hnozw9ix0sprvk4791tk Islamofobia 0 226124 1422332 2026-08-01T21:54:12Z Darkcloud2222 10646 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[Immagine:IVČRN 14-03-2015 2.JPG|thumb|Manifestazione contro l'Islam in Repubblica Ceca nel 2015]] Citazioni sull''''islamofobia'''. ==Citazioni== *Che il razzismo e la xenofobia siano ora rivolti contro i musulmani e l'islam è un fatto intimamente connesso alla [[Conflitto israelo-palestinese|questione israelo-palestinese]], e potrebbe essere ridimensionato una volta trovata una risposta autentica a tale questione. ([[Ilan Pappé]]) ==Voci correla..." 1422332 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:IVČRN 14-03-2015 2.JPG|thumb|Manifestazione contro l'Islam in Repubblica Ceca nel 2015]] Citazioni sull''''islamofobia'''. ==Citazioni== *Che il razzismo e la xenofobia siano ora rivolti contro i musulmani e l'islam è un fatto intimamente connesso alla [[Conflitto israelo-palestinese|questione israelo-palestinese]], e potrebbe essere ridimensionato una volta trovata una risposta autentica a tale questione. ([[Ilan Pappé]]) ==Voci correlate== *[[Discriminazione]] *[[Islam]] *[[Razzismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Discriminazione]] [[Categoria:Fobie]] [[Categoria:Islam]] 9draywh7ku3snc47223devde8l6jy7y Conflitto tra Fatah e Hamas 0 226125 1422335 2026-08-01T22:06:59Z Darkcloud2222 10646 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Bethlehem-hamasrally.JPG|thumb|Manifestazione di Hamas a Betlemme]] Citazioni sul '''conflitto tra Fatah e Hamas''' o '''guerra civile palestinese'''. ==Citazioni== *Quella di Gaza fu in parte una lotta tra politici eletti democraticamente e coloro che faticavano ad accettare l'espressione del voto popolare. La storia però non si esaurisce qui. Si trattò di una battaglia tra coloro che agivano per procura degli Stati Uniti e di Israele, princi..." 1422335 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Bethlehem-hamasrally.JPG|thumb|Manifestazione di Hamas a Betlemme]] Citazioni sul '''conflitto tra Fatah e Hamas''' o '''guerra civile palestinese'''. ==Citazioni== *Quella di Gaza fu in parte una lotta tra politici eletti democraticamente e coloro che faticavano ad accettare l'espressione del voto popolare. La storia però non si esaurisce qui. Si trattò di una battaglia tra coloro che agivano per procura degli Stati Uniti e di Israele, principalmente membri di Fatah e dell'Autorità palestinese, la maggior parte dei quali si trovò in questa posizione involontariamente ma comunque fece il gioco israeliano, contro coloro che vi si opponevano. Le azioni di Hamas nei confronti delle fazioni nemiche fanno il pari con quelle compiute in Cisgiordania da parte dell'Autorità palestinese. ([[Ilan Pappé]]) ==Voci correlate== *[[Hamas]] *[[Stato di Palestina]] *[[Striscia di Gaza]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Eventi degli anni 2000]] [[Categoria:Guerre]] [[Categoria:Guerre civili]] [[Categoria:Palestina]] hv1jzgfbz8is84574gnmk6wx0s5w5jg Yuval Steinitz 0 226126 1422336 2026-08-01T22:11:23Z Darkcloud2222 10646 Creata pagina con "[[File:יובל שטייניץ.jpg|thumb|Yuval Steinitz]] '''Yuval Steinitz''' (1964 – vivente), politico israeliano. ==Citazioni su Yuval Steinitz== *Prima di diventare un politico aveva insegnato filosofia occidentale all'Università di Haifa, e sosteneva di prediligere un approccio cartesiano. Come politico però sembrava più influenzato da nazionalisti romantici come Gobineau e Fichte, fautori della purezza della razza come prerequisito per il primato nazionale...." 1422336 wikitext text/x-wiki [[File:יובל שטייניץ.jpg|thumb|Yuval Steinitz]] '''Yuval Steinitz''' (1964 – vivente), politico israeliano. ==Citazioni su Yuval Steinitz== *Prima di diventare un politico aveva insegnato filosofia occidentale all'Università di Haifa, e sosteneva di prediligere un approccio cartesiano. Come politico però sembrava più influenzato da nazionalisti romantici come Gobineau e Fichte, fautori della purezza della razza come prerequisito per il primato nazionale. ([[Ilan Pappé]]) {{DEFAULTSORT:Steinitz, Yuval}} {{s}} [[Categoria:Politici israeliani]] th1yr5aynfzfqgyif4x1wnrhofcc6zq Discussioni utente:Canned Frootloops 3 226127 1422342 2026-08-02T00:46:28Z Mfield 107391 Mfield ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Canned Frootloops]] a [[Discussioni utente:Cauliflowerblackhole]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Canned Frootloops|Canned Frootloops]]" a "[[Special:CentralAuth/Cauliflowerblackhole|Cauliflowerblackhole]]" 1422342 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:Cauliflowerblackhole]] j4jpqq2bopqf214pvonyojbgsuxgtcc Discussioni utente:DenviDeardi 3 226128 1422347 2026-08-02T05:26:20Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422347 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:26, 2 ago 2026 (CEST)}} cxqqrsqbgqbdlhyxdoj56yb6ih057fo Discussioni utente:Boloteo 3 226129 1422348 2026-08-02T05:32:38Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422348 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:32, 2 ago 2026 (CEST)}} j098x7eyob8x80ubt4gc5qvlggk5noe Asmodeo 0 226151 1422378 2026-08-02T07:19:12Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "[[File:Asmodeus.jpg|miniatura|Asmodeo]] '''Asmodeo''', personaggio biblico, demone. ==Citazioni su Asmodeo== ===''[[Libro di Tobia]]''=== {{cronologico}} *Nello stesso giorno capitò a Sara figlia di Raguele, abitante di Ecbàtana, nella Media, di sentire insulti da parte di una serva di suo padre. 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Bisogna sapere che essa era stata data in moglie a sette uomini e che Asmodeo, il cattivo demonio, glieli aveva uccisi, prima che potessero unirsi con lei come si fa con le mogli. *Fu mandato [[Arcangelo Raffaele|Raffaele]] a guarire i due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di [[Tobi (Bibbia)|Tobi]], perché con gli occhi vedesse la luce di Dio; a dare Sara, figlia di Raguele, in sposa a Tobia, figlio di Tobi, e a liberarla dal cattivo demonio Asmodeo. *Tobia allora si ricordò delle parole di Raffaele: prese dal suo sacco il fegato e il cuore del pesce e li pose sulla brace dell'incenso. L'odore del pesce respinse il demonio, che fuggì nelle regioni dell'alto Egitto. Raffaele vi si recò all'istante e in quel luogo lo incatenò e lo mise in ceppi. ==Voci correlate== *[[Beelzebub]] *[[Belial]] *[[Diavolo]] *[[Lucifero]] *[[Satana]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi biblici]] hdaa73uud5ct558ry0eje9diwpr1qkm 1422379 1422378 2026-08-02T07:19:49Z ~2026-42684-81 107943 1422379 wikitext text/x-wiki 1422386 1422379 2026-08-02T07:22:58Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-42684-81|~2026-42684-81]] ([[User talk:~2026-42684-81|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Spinoziano|Spinoziano]] 1422378 wikitext text/x-wiki [[File:Asmodeus.jpg|miniatura|Asmodeo]] '''Asmodeo''', personaggio biblico, demone. ==Citazioni su Asmodeo== ===''[[Libro di Tobia]]''=== {{cronologico}} *Nello stesso giorno capitò a Sara figlia di Raguele, abitante di Ecbàtana, nella Media, di sentire insulti da parte di una serva di suo padre. Bisogna sapere che essa era stata data in moglie a sette uomini e che Asmodeo, il cattivo demonio, glieli aveva uccisi, prima che potessero unirsi con lei come si fa con le mogli. *Fu mandato [[Arcangelo Raffaele|Raffaele]] a guarire i due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di [[Tobi (Bibbia)|Tobi]], perché con gli occhi vedesse la luce di Dio; a dare Sara, figlia di Raguele, in sposa a Tobia, figlio di Tobi, e a liberarla dal cattivo demonio Asmodeo. *Tobia allora si ricordò delle parole di Raffaele: prese dal suo sacco il fegato e il cuore del pesce e li pose sulla brace dell'incenso. L'odore del pesce respinse il demonio, che fuggì nelle regioni dell'alto Egitto. Raffaele vi si recò all'istante e in quel luogo lo incatenò e lo mise in ceppi. ==Voci correlate== *[[Beelzebub]] *[[Belial]] *[[Diavolo]] *[[Lucifero]] *[[Satana]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi biblici]] hdaa73uud5ct558ry0eje9diwpr1qkm