Wikiquote
itwikiquote
https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale
MediaWiki 1.47.0-wmf.14
first-letter
Media
Speciale
Discussione
Utente
Discussioni utente
Wikiquote
Discussioni Wikiquote
File
Discussioni file
MediaWiki
Discussioni MediaWiki
Template
Discussioni template
Aiuto
Discussioni aiuto
Categoria
Discussioni categoria
Portale
Discussioni portale
TimedText
TimedText talk
Modulo
Discussioni modulo
Evento
Discussioni evento
Enzo Biagi
0
91
1422656
1381325
2026-08-05T08:03:18Z
Vale93b
2254
/* Citazioni di Enzo Biagi */
1422656
wikitext
text/x-wiki
{{Da wikificare}}
[[Immagine:Enzo biagi.jpg|thumb|right|Enzo Biagi nel 2006]]
{{TOCright}}
'''Enzo Biagi''' (1920 – 2007), giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.
==Citazioni di Enzo Biagi==
*Avrei fatto il giornalista anche gratis: meno male che i miei editori non se ne sono mai accorti.<ref>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''[http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_07/biagi_stella.shtml L'orgoglio di un cronista]'', ''Corriere.it'', 7 novembre 2007.</ref>
*Buonasera, scusate se sono un po' commosso, e magari si vede. C'è stato qualche inconveniente tecnico e l'intervallo è durato cinque anni. C'eravamo persi di vista, c'era attorno a me la nebbia della politica e qualcuno ci soffiava dentro. Vi confesso che sono molto felice di ritrovarvi. Dall'ultima volta che ci siamo visti sono accadute molte cose e per fortuna qualcuna è anche finita. Ci sono momenti in cui si ha il dovere di non piacere a qualcuno, e noi non siamo piaciuti. (dal programma ''RT – Rotocalco Televisivo'', 22 aprile 2007) {{NDR|Aprendo la prima puntata della trasmissione, dopo 5 anni di assenza dalla [[televisione]]}}
*Complimenti, cavalier [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]; c'è poco da dire, è il più svelto della compagnia. Se i padri dell'Europa, dicevano, sono De Gasperi, Schuman e Adenauer, il dottor Silvio è lo zio. È lui che ci unirà con l'etere: Italia, Francia, Spagna, che ormai ci sta arrivando, perché la vera Internazionale socialista la fa lui. Dove comanda un autorevole compagno di [[Bettino Craxi|Craxi]], arriva un'antenna di Berlusconi. (citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/11/28/italia-vista-da-central-park.html L'Italia vista da Central Park]'', ''la Repubblica'', 28 novembre 1985)
*Considero [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] un politico, come dire, un po' di accatto, un signore che ha fatto la politica perché questo gli ha permesso di attraversare un momento di crisi personale. Lo dico perché me l'ha detto lui: mi ha detto che doveva entrare in politica perché lo facevano saltare per aria, e aveva avuto anche delle noie di tipo giudiziario. (dal documentario ''[http://it.wikipedia.org/wiki/Citizen_Berlusconi Citizen Berlusconi]'')
*Considero il giornale un servizio pubblico come i trasporti pubblici e l'acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata. (dall'editoriale del primo giorno di direzione, ''Resto del Carlino'', 1971)
*Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà.<ref>Da un'intervista a ''Primo Piano'', rotocalco del TG3; citato in ''[https://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/10_Ottobre/21/biagi.shtml Biagi torna in tv e ricorda la sua cacciata]'', ''Corriere.it'', 21 ottobre 2005.</ref>
*{{NDR|Su [[Vittorio Gassman]]}} Di lui hanno detto tutto. Gigione, antipatico, incostante, infantile, ingombrante, matto e mattatore. L'elenco delle sue donne sembra quello della Stipel. Impianta un teatrino da principi e un tendone da proletari. Cinico, egoista. Ha tre figli da tre mogli. Passa da ''[[Canzonissima]]'' a [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]. Gli piace bere, gli piacciono le belle brigate. Non ha il senso del denaro. Fa sempre notizia. Suppongo che la cosa non gli dispiaccia. È ironico, anche con sè stesso. Impossibile imbarazzarlo: i suoi sbagli sono, in fondo, le sue decorazioni.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0007_0003_4731558/ Dicono di lei: Gassman]'', ''La Stampa'', 9 gennaio 1973.</ref>
*È bello e giusto che [[Roberto Benigni]] racconti sullo schermo ''[[Pinocchio (film 2002)|Pinocchio]]'', perché anche lui sembra inventato da Collodi: certamente è stato compagno di Lucignolo.<ref name=Benigni>Da ''Indovina chi è Pinocchio'', ''L'Espresso'', 17 ottobre 2002.</ref>
*{{NDR|Su [[Michelangelo Antonioni]]}} È considerato con [[Federico Fellini|Fellini]] e [[Luchino Visconti|Visconti]] uno dei tre "grandi".<ref name=Antonioni>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0148_01_1973_0072_0003_4749449/ Dicono di lei Michelangelo Antonioni]'', ''La Stampa'', 25 marzo 1973.</ref>
*E quando le mie figlie all'università mi parlavano di [[Che Guevara]], io rispondevo: «A me bastano i [[fratelli Rosselli]]». Nello e Carlo erano ricchi, ebrei, sono morti ammazzati da parte di sicari fascisti per le loro idee di libertà. (da ''Consigli per un paese normale'')
*{{NDR|Su [[Enrico Berlinguer]]}} È uno dei pochi politici che mantiene la parola data.<ref>Citato da Elio Lannutti nella [https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=18&id=1351255&part=doc_dc-ressten_rs Seduta n. 437 del 25 maggio 2022] del Senato.</ref>
*[...] [[Eduardo De Filippo|Eduardo]], che odia il Vesuvio, le canzonette, le cartoline, e che ha distrutto con le sue parole spesso acri, con le sue immagini appannate dallo sconforto, la retorica della felice città del sole. (da ''Italia'', p. 177)
*Fra poco sarà il [[Anniversario della liberazione d'Italia|25 aprile]]. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi. Una certa Resistenza non è mai finita.<ref>Da ''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/04_Aprile/22/biagi_ritorno_in_tv.shtml La mia Italia che non si arrende]'', ''Corriere della.it'', 22 aprile 2007.</ref>
*[...] [[Mahatma Gandhi|Gandhi]], questo asceta fragile, dal sorriso gentile, che va in giro drappeggiato in un lenzuolo, e camminando da villaggio a villaggio, ha conquistato, con la parola e con la suggestione di una limpida vita, milioni di cuori. (da ''Testimone del tempo'', p. 136)
*Hanno voluto dedicare un libro ai cento uomini più importanti del mondo. C'è anche lui. Negli Stati Uniti lo chiamano "[[Michelangelo Antonioni|Michelangelo]]". Basta così.<ref name=Antonioni/>
*Ho fatto la mia parte. Direi che è l'anagrafe che mi condanna, prima di tutto. Ho netta la sensazione di essere un superstite di tanti diluvi. Per il resto, ho fatto il mio mestiere, a cui debbo tutto. Sono figlio di un operaio morto giovane, con la grande tristezza di essere vice-magazziere. Non è mai diventato magazziniere. Pensa i tipi di ambizioni e che frustrazioni ci sono in noi, e di che cosa si può soffrire: anche di questo.<ref name="zapatero">Intervista a Enzo Biagi, in ''Viva Zapatero!'', [[Sabina Guzzanti]] e [[Marco Travaglio]], 2005</ref>
*I nonni sono questa specie di tollerante rifugio dal quale si può sempre andare.<ref name="zapatero" />
*{{NDR|Commentando le dichiarazioni di Berlusconi del 18 aprile 2002 a Sofia, note anche come "editto bulgaro"}} Il presidente del Consiglio non trova niente di meglio che segnalare tre biechi individui: Santoro, Luttazzi e il sottoscritto. Quale sarebbe il reato? [...] Poi il presidente Berlusconi, siccome non intravede nei tre biechi personaggi pentimento e redenzione, lascerebbe intendere che dovrebbero togliere il disturbo. Signor presidente, dia disposizioni di procedere perché la mia età e il senso di rispetto che ho verso me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri [...]. Sono ancora convinto che perfino in questa azienda (che come giustamente ricorda è di tutti, e quindi vorrà sentire tutte le opinioni) ci sia ancora spazio per la libertà di stampa; sta scritto – dia un'occhiata – nella Costituzione. Lavoro qui in Rai dal 1961, ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto [...]. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l'ultima puntata del Fatto. Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci. Eventualmente è meglio essere cacciati per aver detto qualche verità che restare al prezzo di certi patteggiamenti. (dalla trasmissione televisiva ''Il Fatto'', 18 aprile 2002)
*{{NDR|Sul "decreto-Berlusconi", inerente le televisioni private, promulgato dal governo di [[Bettino Craxi]] nel 1984}} In tutta la faccenda, il solo che ha esercitato il suo mestiere legittimamente, e che non può essere accusato che di eccesso di efficienza, è il dottor [[Silvio Berlusconi]], che ha creduto nelle possibilità dei "networks", e si è buttato con una dedizione al limite del fanatismo. È un tipo tanto bravo che è capace di giocare una partita a tennis da solo, e anche di vincerla. Berlusconi ha scelto bene sia i programmi come i protettori: ha comperato quando gli altri vendevano, facendo anche la parte del salvatore. Proprio così. Ha visto davanti a sé la terra di nessuno, e forse c'era chi provvedeva a mantenerla sgombera, e l'ha occupata: dove sta la colpa? Se esistono, e ci sono, responsabilità, sono tutte della classe politica: che per furbizia, per lassismo, per incapacità (o per interesse) ha lasciato fare. Cinque ministri delle Poste non sono stati capaci di un gesto risolutivo o di dimettersi. In ogni parte del mondo, è il codice che disciplina le attività: in questa Repubblica accade il contrario. Prima si agisce, poi si stabilisce la norma. (da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/10/25/viva-dinasty-viva-la-liberta.html Viva Dinasty e viva la libertà]'', ''la Repubblica'', 25 ottobre 1984, p. 8)
*La [[democrazia]] è fragile, e a piantarci sopra troppe bandierine si sgretola.<ref>Da ''Fatti personali'', Mondadori, 1986, p. 103.</ref>
*[[Domenico Modugno|Modugno]] è famoso a Tokyo come a New York; nel Pakistan una nostra delegazione fu accolta da un orchestrina che con Volare intendeva richiamare ai graditi ospiti la cara patria lontana. Egli ha fatto, per la diffusione della nostra lingua, un'opera degna della Dante Alighieri: Ciao, ciao bambina è un'espressione largamente usata ovunque: e potete immaginare come, questo efficace esperanto, possa facilitare i rapporti tra i popoli. [...] Signori, dobbiamo non poco a Modugno. Tutto ciò che egli fa è poi tanto italiano: italiano è il suo aspetto, italiana la sua ispirazione. Chioma e sospiri sono italiani, gesti e sgomenti sono italiani: esasperati, scatenati, eccessivi, dilaganti. Modugno non appare sul teleschermo, lo occupa; non canta i suoi motivi, li impone; non vi invita ad ascoltarlo, ve lo ordina. Ve lo ordina con i capelli, gli occhi, i baffi, le mani: è fortissimo e prepotente. (da ''Epoca'', 25 ottobre 1959)
*{{NDR|Su [[Mariano Rumor]]}} [[Indro Montanelli|Montanelli]] lo ha definito "un trapezista". Gigi Ghirotti, suo biografo, informa che "i giornali lo descrivono morbido, affettuoso, sfumato, guardingo, tergiversante, duttile, colorito, garbato". C'è da scegliere.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0027_0003_5583009/ Dicono di lei: L'on. Rumor]'', ''La Stampa'', 1° febbraio 1973.</ref>
*{{NDR|Negli Stati Uniti}} non si conosce la storia di un negro ricco. Forse [[Sammy Davis Jr.]], ecco, il cantante ballerino, è il solo, a quanto ne so, che ce l'ha fatta, e ha vinto tutti gli ostacoli possibili: negro, ebreo, senza un occhio, brutto, ha fatto una montagna di dollari. (da ''Testimone del tempo'', pp. 112-113)
*{{NDR|Su [[Roberto Benigni]]}} Per me, lo scrivo senza imbarazzo, è un genio. Dopo [[Federico Fellini]] un altro personaggio da esportazione.<ref name=Benigni/>
*{{NDR|Rivolgendosi ai nuovi assunti del ''Resto del Carlino'', di cui fu direttore}} Ragazzi, siete liberi di scrivere quello che volete. Ma sappiate che l'editore di questo giornale si occupa di petrolio e di zucchero. Perciò, se vi capitasse di scrivere di questi due argomenti, vi prego di informarmi. (citato in Marco Guidi, ''Lavorare con Biagi? Un'esperienza unica'', ''Giornalisti Emilia-Romagna'', n.° 70, dicembre 2007)
*Se [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] avesse le tette farebbe anche l'annunciatrice. (citato in Carlo Macchitella, ''Il gigante nano: il sistema radiotelevisivo in Italia: dal monopolio al satellite'', RAI-ERI, 1985)
*Sono un giornalista che ricorre, con una certa frequenza, alle [[citazioni]]: perché ho memoria e perché ho bisogno di appoggi: c'è qualcuno al mondo che la pensava, o la pensa, come me. (dalla presentazione a ''Enciclopedia delle citazioni'')
*Sto dall'altra parte, quella che simpaticamente il premier {{NDR|Silvio Berlusconi}} ha definito «coglioni». Credo che tutti i giovani, figli di ricchi o di poveri, debbano avere gli stessi diritti allo studio e uguali possibilità nell'affrontare la vita; credo nella magistratura, nella sua indipendenza, e che tutti possano difendersi qualunque sia il conto in banca, quindi non credo alle trame; credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere; credo che non debbano esserci prevaricazioni né leggi ad personam, per sé, familiari o amici; credo che la pace debba sempre vincere sulla guerra; infine credo che non si debbano imbarcare fascisti e neonazisti per un pugno di voti. Non mi fido di chi ha avuto cinque anni e li ha spesi male. E non ho mai sopportato quelli che fanno promesse e non le mantengono. (da ''Riflessioni su un dovere'', ''Corriere della sera'', 9 aprile 2006, p. 1)
*{{NDR|[[Tommaso Buscetta]]}} Sembra strano, ma ho perso un amico. Probabilmente non mi ha detto tutto, ma sono anche sicuro che non mi ha mai mentito. Adesso gli sia concessa la pace. (citato in ''È morto Tommaso Buscetta'', ''la Repubblica.it'', 4 aprile 2000)
*{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Una sentenza pazzesca, e non perché il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perché costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome. Una sentenza pazzesca perché punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perché tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l'ex Re d'Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in [[Luciano Moggi]] il cattivo da dare in pasto al popolino? (da ''Il Tirreno'', 16 agosto 2006)
*{{NDR|Su [[Emilio Colombo]]}} Una volta andava d'accordo con l'amico [[Mariano Rumor|Mariano]]; adesso fa gruppo con l'amico [[Giulio Andreotti|Giulio]]. Ma invece di stare a Palazzo Chigi, dove avrebbe gli uffici, ha chiesto ospitalità al Viminale.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0147_01_1973_0036_0003_5540295/ Dicono di lei: Colombo]'', ''La Stampa'', 11 febbraio 1973.</ref>
*La [[verità]] in assoluto forse non esiste, ognuno ha la sua piccola verità. Esiste il desiderio di essere se non neutrali almeno imparziali, di avvicinarsi alle storie del mondo con onestà d'intenzione.<ref>Dall'[https://www.facebook.com/watch/?v=641749804820779 intervista] con [[Raffaella Carrà]] in ''Buonasera Raffaella'', Raiuno, 1985.</ref>
{{Int|1=Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0105_01_1965_0244_0003_5257787/ Mikojan dal tempo di Lenin a oggi]''|2=''La Stampa'', 14 ottobre 1965.}}
*''«Che cos'è il [[culto della personalità]]?»'' domanda il solito Ivan. Risposta del solito Boris: ''«Uno che sputa in faccia a tutti»''. ''«E la direzione collettiva?»''. ''«Ciascuno che sputa in faccia all'altro.»''
*{{NDR|Su [[Anastas Ivanovič Mikojan]]}} È stato il miglior uomo d'affari che l'Urss abbia avuto, il più abile imprenditore socialista. Se fosse emigrato in America, dicono, sarebbe diventato miliardario.
*{{NDR|Su [[Aleksej Nikolaevič Kosygin]]}} Kossighin ha maniere cordiali, e una conversazione ironica, un vestire controllato, pesa le parole, ed è preso da un solo interesse: il lavoro, mangia e beve con sobrietà, e, a differenza di altri gerarchi, gode di eccellente salute.
*Dicono che Kossighin conosca il valore del rublo, certamente sa l'importanza della tecnica. Si adegua alle necessità, senza timore di scandalo.
{{Int|1=Da ''[http://interviste.sabellifioretti.it/?p=1531#more-1531 Enzo Biagi]''|2=Intervista di [[Claudio Sabelli Fioretti]], ''Interviste.sabellifioretti.it'', 1992.}}
*Non comincia finché hai qualche interesse, qualche curiosità. La pietà di Dio ci comunica che inizia la [[senilità|vecchiaia]] quando ci dà il distacco dalle cose terrene.
*Questa è una società epicurea. Ci sono aziende che considerano vecchi quelli di quaranta anni. La saggezza e l'esperienza delle persone anziane oggi non hanno più valore.
*Conosco solo qualche sistema per [[invecchiamento|invecchiare]] peggio. Come quelli che si tingono i capelli, che rifiutano il passare degli anni, che fanno tutte quelle cose che secondo loro servono per farli restare giovani. E che invece li rendono solo ridicoli.
*Io non faccio più fatica di quella che facevo una volta. Anche perché lavoro su un materiale enorme. Prima oltre che scrivere, dovevo anche vivere. Adesso scrivo.
*{{NDR|Sul pensiero della [[morte]]}} Mi accompagna da sempre e mi fa compagnia anche adesso. So che la vita non durerà all'infinito. Come ai tropici, verrà buio tutto di un colpo. Morire è una cosa che ha fatto [[Leonardo Da Vinci|Leonardo]]. Quindi nessun problema per Biagi.
*La famiglia patriarcale è solo nel rimpianto dei vescovi e del papa che la vedono distratta dalla televisione. Certamente chi è cresciuto in provincia si ricorda del rosario che veniva recitato nelle case delle famiglie contadine, dei racconti che i vecchi facevano ai giovani che stavano ad ascoltarli attenti. Oggi non è così. Guarda le famiglie di oggi al parco. Lui con la radiolina attaccata all'orecchio, lei che sfoglia una rivista, il bambino che gioca per conto suo. Tre solitudini. Le nonne facevano il sugo per la pasta, accorciavano il grembiulino dei bambini. Erano una sicurezza.
{{int|Da ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1998/marzo/12/Biagi_racconta_Ferrari_eroe_del_co_0_9803129809.shtml Biagi racconta Ferrari in tv: "Un eroe del West"]''|Intervista di Nestore Morosini, , ''Corriere della Sera'', 12 marzo 1998.}}
*Un giovane che aveva sognato di diventare [[Enzo Ferrari|Ferrari]] e lo è diventato.
*Non ho mai avuto una particolare predisposizione per i motori, però Ferrari mi ha costantemente affascinato. L'ho sempre visto come un eroe del West: solitario, scontroso, difficile, ma ricco di umanità.
*Per lui esistevano solo il rumore delle sue macchine e il silenzio delle sue riflessioni. Non era un emiliano buontempone, era un uomo che viveva con se stesso e che si faceva ragionevole compagnia.
*Non gli andava bene che, in caso di vittoria, la maggior parte del merito andasse al pilota. Ciò che contava, prima di tutto, erano i suoi motori. [[Gigi Villoresi|Villoresi]] un giorno disse: Ferrari non conosce la parola gratitudine. E ogni incontro con [[Niki Lauda|Lauda]] era uno scontro fra due uomini che curavano ciascuno il proprio interesse.
===[http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/35155/lucci-enzo-biagi.html Dall'intervista delle ''Iene''] (2002)===
*Non si può raccontare nessuna storia senza un punto di vista.
*Il giornalista è un signore che racconta le storie degli altri.
*Un giornalista disonesto è un uomo che non ha rispetto né per se stesso né per il lettore.
*Si pensa che la sinistra debba portare avanti quelli che la vita ha fatto nascere indietro.
*L'Italia di oggi è un Paese sazio, che non ha né grandi spinte né grandi speranze.
*Che cos'è la felicità? Io sono una persona serena.
*Un uomo senza lavoro è un uomo umiliato.
*I telegiornali dipendono molto dalla situazione politica e da chi comanda in quel momento dentro la Rai.
*Dopo la morte c'è solo la speranza di ritrovare delle [[persone care]] che adesso non ci sono più.
==Articoli e servizi di Enzo Biagi==
===Il Resto del Carlino===
====Dal Polesine inondato (novembre 1951)====
*Sette chilometri di acqua limacciosa ci dividono da Adria. Non si sa nulla degli abitanti che non hanno potuto abbandonare le abitazioni raggiunte dalla piena. A mezzogiorno sono cessate le comunicazioni [[telefono|telefoniche]], ma si è saputo che un altro ponte, quello sul canale Bonsega ha ceduto. Una colonna di cucina da campo sosta inutilizzata.
*Ho percorso la sponda [[Ferrara|ferrarese]]. Ovunque desolazione e sgomento. La spenta cimineria di uno zuccherificio accresceva malinconia al lugubre paesaggio. [...] È difficile convincere i padroni delle casette ad allontanarsi dalla riva; il loro [[cuore]] è laggiù. Non sanno togliere gli occhi da quell'acqua immobile che ha sconvolto la loro esistenza.
====Alla direzione del Carlino====
*Non ho nulla da cambiare a ciò che scrissi nel mio primo articolo: credo ancora che la democrazia è il migliore dei sistemi, che alla libertà politica si deve accompagnare la giustizia sociale, che i poveri non li hanno inventati i comunisti, che di quello che non si è fatto in un quarto di secolo non possiamo continuare a dare la colpa al duce. (30 giugno 1971)
====Il ministro Preti e il Grand Hotel====
*Il ministro delle Finanze, Luigi Preti, smentisce la notizia apparsa sul Carlino di un suo soggiorno presso il Grand Hotel di [[Rimini]]. Nella lettera inviata, ci informa che la sua famiglia trascorre da sempre le vacanze alla Pensione Tagliavini, di terza categoria [...] Ci scusiamo dell'inesatezza, tuttavia siamo dell'idea che i ministri, anche se [[socialismo|socialisti]], non abbiano il dovere di vivere sotto i ponti. Ci auguriamo che il prossimo anno, il ministro possa passare da un pensione di terza categoria a una di seconda. (1971)
===Epoca===
*Questo è un mestiere difficile, e ogni giorno impone una scelta: credo di aver fatto un giornale pulito, un giornale onesto e qualche volta, forse, sono riuscito a realizzare un buon giornale. In fondo, era la mia più viva aspirazione. {{NDR|L'ultimo editoriale/ luglio 1960}}
====Gli scontri contro il governo Tambroni====
*Dieci morti. Dieci poveri, inutili morti. [...] Li hanno uccisi quei democratici che respingono le nostalgie dei missini ma ne sopportano i voti; li ha uccisi la cattiva politica, l'ipocrisia, il compromesso, l'interesse meschino che cancella i principi e fa tacere la coscienza [...] Li hanno uccisi coloro che hanno trasformato il Parlamento in un'osteria, coloro che fanno attribuire le miserie dei politici a presunti vizi della democrazia... li hanno uccisi coloro che insabbiano gli scandali sperando che il tempo faccia dimenticare. [...] Siamo tornati nell'immediato dopoguerra. Urli di sirene, gas lacrimogeni, spari, tumulti, la violenza scatenata, il solco dell'odio che torna a riaprirsi. (17 luglio 1960)
===La Stampa===
===="Hanno sparato a Kennedy"====
*A La Crosse, [[Wisconsin]] sono le tredici. Dalle cucine una cameriera dai capelli rossi torna correndo: "Hanno [[Assassinio di John Fitzgerald Kennedy|sparato a Kennedy]], hanno colpito il presidente". [...] Il televisore è acceso, parla [[Walter Cronkite]], cronista della Cbs: "The President is dead". Nella sala c'è chi piange, chi resta allibito. Entrano dei viaggiatori con l'impermeabile lucido; sulle prime non capiscono. "Cosa succederà adesso?" si chiede qualcuno. Sul Mississipi piove forte, l'America si prepara ad un triste Ringraziamento. (23 novembre 1962)
===Corriere della Sera===
*Chi sono i [[Sicilia|siciliani]]? C'è un ritrattino tracciato dal messinese Scipio di Castro, negli Avvertimenti (seconda metà del secolo XVI), un bel volume pubblicato dalla benemerita Elvira Sellerio: "La loro natura è composta da due estremi, perché sono sommamente timidi mentre trattano gli affari propri e di una incredibile temerarietà dove si tratta del maneggio pubblico". Ma per tratteggiare un attendibile profilo è opportuno aggiornare i giudizi. Pirandello: "Una istintiva paura della vita", ovvero la propensione al dubbio; Brancati, ovvero l'ossessione del sesso: "I sogni e la mente e i discorsi e il sangue stesso perpetuamente abitato dalla donna"; Sciascia, ovvero l'individualismo: "Ognuno è e si fa isola a sé".<ref name=sici>Da ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1998/agosto/15/Sicilia_isola_degli_italiani_esagerati_co_0_9808155339.shtml Sicilia, l' isola degli italiani esagerati]'', ''Corriere della Sera'', 15 agosto 1998, p. 17.</ref>
*[...] Credo che i [[Sicilia|siciliani]] siano tra i più gentili tra gli italiani. Penso che non baratterei il maestro Sciascia col maestro di Vigevano, e hanno dato tanta intelligenza all'Italia.<ref name=sici/>
*Difficile capire l'Italia, quasi impossibile la [[Sicilia]], un'isola abitata da italiani esagerati. Ci sono sempre due facce da decifrare, due possibilità.<ref name=sici/>
*{{NDR|Riferito alla [[Sicilia]]}} E il solito Goethe aggrava ancora la situazione: "Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?". Già: chi sa qualcosa di preciso? Comincia il paesaggio a confondere le idee: i sicomori, come nel Sudan, e il papiro, come in Egitto, e poi le palme e i cactus che evocano il deserto, e il poeta russo [[Andrej Belyj]] resta sconvolto dallo stridore delle cicale e dal tripudio dei colori: il giallo dello sparto, il rosa del rododendro e dei grappoli di [[tamerice|tamerici]] e il verde dei [[carrubo|carrubi]]. Più tardi arriva Tomasi di Lampedusa, e complica ancora il discorso dal punto di vista psicologico: "Cambiare tutto per non cambiare niente".<ref name=sici/>
*Ha scritto Leonardo Sciascia: "Forse tutta l'Italia sta diventando la Sicilia". Penso a [[Mani pulite|Tangentopoli]], e al capitano Bellodi, il protagonista di ''Il giorno della civetta'' che ragiona su quello che si dovrebbe fare per battere la mafia: "Bisognerebbe, di colpo, piombare sulle banche: mettere mani esperte nelle contabilità, generalmente a doppio fondo, delle grandi e piccole aziende, revisionare i catasti". Come era intelligente Leonardo Sciascia, e come sapeva leggere la cronaca e anche prevederla.<ref name=sici/>
*Ho conosciuto Falcone e Borsellino: Falcone aveva una figura tonda e un volto sorridente, due occhi ironici; uno come Borsellino lo potevi incontrare con l'ombrello al braccio e il Times che spunta da una tasca, anche nei dintorni della City: un distinto gentleman.<ref name=sici/>
*Il successo è arrivato anche per [[Andrea Camilleri]], è in testa alla lista dei "best seller" con quattro o cinque titoli di romanzi. Mai visto. Dopo vent'anni il suo commissario Montalbano è diventato popolare. Mi fa piacere per lui e per Elvira Sellerio che ha creduto in quel riservato e composto sceneggiatore e regista televisivo che, a 75 anni, vede riconosciuto il suo talento. Da mezzo secolo vive e lavora a Roma, ma gli è rimasto l'accento degli agrigentini. È un'altra scoperta di Sciascia. Dice infatti: "Siciliano è Sciascia. E un siciliano è anche Vittorini. Parlo dei due esempi: dei siciliani di scoglio, quelli che rimangono attaccati, anche se per un po' si allontanano, e quelli di mare aperto, come era Vittorini.<ref name=sici/>
*Mi dispiace lasciare questa redazione, ma non posso stare in un giornale che chiede al suo direttore la tessera della [[massoneria]]. *{{NDR|Dopo lo scandalo P2; 1981}}
*Sulla mia tomba, che sogno, ovviamente, più lontano possibile vorrei quest'epitaffio: "Scrisse sempre quello che poteva, mai quello che non voleva" {{NDR|1981}}
*[[Bettino Craxi|Craxi]] ci tiene a far sapere che l'amicizia con Silvio {{NDR|Berlusconi}} è così stretta che festeggeranno insieme la vigilia di [[Natale]]. La cena che consumeranno è un po' come un Consiglio di Amministrazione.
*Tutti conoscono la [[Sicilia]] degli itinerari turistici o quella un po' ironica e misteriosa dei film e dei racconti: le pianure calcinate e le montagne aspre dove si va a cacciare il coniglio selvatico, e i palazzi dei baroni coi quadri, le porcellane e i mobili preziosi arrivati anche dalla Cina, e alle pareti i ritratti degli antenati, duri funzionari borbonici o sorridenti e bionde fanciulle britanniche, che seguendo i marinai di Nelson erano venute ad accasarsi nell'isola. Ci sono due mondi e due, o forse più, realtà che non si incontrano mai.<ref name=sici/>
*Innegabilmente Craxi piace. [[Claudio Baglioni]] ha avvertito che "la sua presenza porterà una nuova ventata di entusiasmo" e [[Lucio Dalla]] lo trova "una persona davvero amabile che conosce a memoria un sacco di canzoni". Credevo che Bettino fosse cresciuto alla scuola di [[Pietro Nenni|Nenni]], mi sbagliavo si è fatto invece a quella di Rabagliati {{NDR|idolo canoro degli anni Quaranta}}. [...] Il leader socialista dà la sensazione di essere inseguito dal tempo e deve prendere il primo treno per arrivare: è augurabile che al momento di salire, conosca la destinazione. (1984)
===Rai===
====Intervista a Pier Paolo Pasolini====
*D: Che mondo sogna?
*R: Da ragazzo, ho creduto nella rivoluzione come fanno i ragazzi di adesso. [...] Ora non ho speranze, quindi non mi disegno nemmeno un mondo futuro.
*D: Lei sostiene che la borghesia sta trionfando? Perché?
*R: La borghesia sta trionfando in quanto la società neocapitalistica è la vera rivoluzione della borghesia. La civiltà dei consumi è la vera rivoluzione della borghesia. E non vedo alternative. [...]
*D: Perché cosa ci trova di così anormale *{{NDR|nella televisione}}?
*R: È un medium di massa; non può che mercificarsi e alienarci.
*D: Ma questo mezzo ora sta portando le sue parole nelle case. Stiamo discutendo con molta libertà...
*R: No, non è vero.
*D: Sì, lei può dire tutto quello che vuole?
*R: No, non posso; sarei accusato di vilipendio del codice fascista italiano. Io non posso dire tutto, perché io stesso non vorrei dire certe cose. Quindi mi auto-censuro. Dal momento in cui qualcuno ascolta dal video ha verso di noi un rapporto da inferiore a superiore.
*D: Io penso che in certi casi sia un rapporto alla pari. Comunque ognuno rimane della sua idea. (da Terza B, facciamo l'appello 1971 mai trasmessa perché censurata dalla Rai)
====Con Alì Agca (l'attentatore a Giovanni Paolo II)====
*D: Come ricorda il giorno in cui ha sparato al pontefice?
*R: Con perfetta lucidità
*D: Come ha fatto, un tiratore scelto come lei, a sbagliare la mira da cinque metri?
*R: C'è stata confusione.
*D: Per lei il papa chi era?
*R: L'incarnazione del capitalismo.
*D: Quando lo ha incontrato qui in carcere, cosa ha provato?
*R: È stato il più bel ricordo della mia vita. Io sono molto riconoscente al papa e lo vedo come il simbolo dell'umanità, anche se non condivido la sua mentalità cristiana. ()
====Con la segretaria di Craxi, Vincenza Tomaselli====
*D: Si è detto che c'è un Craxi buono e uno cattivo. Lei cosa ne pensa?
*R: Io lo stimavo e lo ritenevo un personaggio costruttivo.
*D: Quando depositavano, come si è detto, pacchetti di soldi sulla sua scrivania, si sentiva imbarazzata?
*R: Io non mi sentivo imbarazzata. Prima di tutto non ero tenuta a sapere cosa ci fosse in quei pacchetti e poi credevo di partecipare alla costruzione di un grande partito socialista e i partiti costano. Lo ritenevo un giusto finanziamento.
*D: Lei è stata condannata per favoreggiamento. Si sente innocente?
*R: Io facevo il mio lavoro di segretaria. Non mi sento particolarmente colpevole perché c'era un andazzo generale. (Il Fatto; 5 novembre 1996)
====Con il giudice Ilda Boccassini====
*D: Lei è stata in [[Sicilia]]. Come ricorda quell'esperienza?
*R: Devastante ed esaltante allo stesso tempo. Devastante perché era morto [[Giovanni Falcone]], uno dei miei migliori amici, una delle persone che avevo più care al mondo. Ho dovuto lasciare la mia famiglia, ma allo stesso tempo è stata esaltante perché ho scoperto persone meravigliose.
*D: Falcone cosa rappresenta nella magistratura italiana?
*R: Il presente, il passato e il futuro [...] Giovanni dovrebbe essere il punto di riferimento per la mia categoria. Non si è mai fatto condizionare dai media. Tutti noi dovremmo avere il suo rigore, la sua autorevolezza, il suo senso dello Stato, la sua umanità. (Il Fatto; 20 febbraio 1998)
==== Con Antonio Di Pietro ====
*D: Si sono concluse tutte le vicende giudiziarie a suo carico. Come si sente?
*R: Quando ho iniziato Mani Pulite, avevo messo nel conto di poter perdere la vita e l'onore. Ho portato a casa tutte e due.
*D: Lei ha detto che non sarebbe mai entrato in politica. Cosa le ha fatto cambiare idea?
*R: La mia coscienza. Bisogna cambiare le teste per cambiare la politica. Cambiare solo le regole senza cambiare le teste non serve. [...]
*D: Tangentopoli è conclusa o si è già rialzata?
*R: Dopo Adamo ed Eva, ci sono stati Caino e Abele. Il buono e il cattivo ci saranno sempre. L'importante è che siano nella fisiologia e non nella patologia di uno Stato democratico. [...]
*D: Perché ha lasciato la toga?
*R: L'ho scritto nelle pagine che ho consegnato alla magistratura. Ad un certo punto invece che Di Pietro magistrato stavo per diventare Di Pietro imputato. Ho preferito fare l'imputato da persona semplice e affrontare la [[giustizia]] senza coperture alle spalle. In questi quattro anni ho subito 27 capi d'imputazione ma ho dimostrato la mia innocenza. La prima cosa che ho sentito il dovere di fare è stata quella di ritornare al quarto piano della Procura di [[Milano]] per salutare i miei vecchi colleghi da uomo libero, innocente, che poteva andare a testa alta.
*D: Lo sa cosa penso? Penso che la magistratura ha ancora bisogno di lei mentre la politica poteva farne a meno. (Il Fatto; 18 febbraio 1999)
====La guerra del Kosovo====
*Cronaca da [[Belgrado]] sotto i bombardamenti. Nei rifugi i bambini disegnano per distrarsi, i [[Serbia|serbi]] sono stanchi di essere eroi. [...] [[Bill Clinton|Clinton]] non è visto benevolmente, nei muri della città è rappresentato con un lunghissimo membro, mentre si intrattiene con la signorina Lewinsky e una battuta invoca: "Anche tu, come noi, stringi i [[dente|denti]]" [...] Ce l'hanno anche con noi italiani, durante le riprese ci urlano "Aviano" ricordandoci la base, vicino [[Verona]], dove decollano gli aerei della Nato e qualcuno si rifaceva alla storia maledicendo [[Cristoforo Colombo]]. [...] I ponti vengono abbattuti verso l'alba, quando c'è poca gente in giro. Era una [[guerra]], ma sembrava che il nemico usasse certi riguardi. [...] In uno scantinato, hanno organizzato delle recite per i bambini. Una madre trascinava il ragazzino via dalla strada. [...] Ancora una volta l'innocenza era offesa dai grandi.<br />{{NDR|Speciale Il Fatto "Cronaca di una città" (aprile 1999)}}
====Silvio Berlusconi====
=====L'uomo della tv=====
*Silvio Berlusconi è il classico uomo che si è fatto da sé [...] Dice di dormire non più di quattro ore per notte. Qualche volta parla di sé anche in terza persona. Ha detto, per esempio: "Il 92 per cento degli italiani adora Berlusconi". È inutile accusarlo di aver creato un monopolio [...] Alcuni esperti guardano con diffidenza ai molti percorsi delle sue iniziative ma lui annuncia nuovi progetti [...] Qualcuno solleva obiezioni sulla consistenza dei suoi programmi televisivi ma lui risponde, convinto, che sta facendo cultura e che la esporterà per fare felici anche i francesi, gli spagnoli e possibilmente anche i tedeschi. Berlusconi pensa ad un'Europa di Berlusconi. E stiano attenti gli americani. La sola condizione {{ndr|per intervistarlo}} è stata andare a riprenderlo nei suoi studi. Perché no? Qualcuno ha scritto che siamo andati a Canossa. Va rettificato, credo: siamo stati a [[Milano 2]].
*D: Sbaglio o è un momentino un po' difficile: il Milan in situazione incerta, non c'è un decreto che stabilisca quali sono i diritti delle tv private, in Francia questo suo "Maccaroni" non è proprio gradito da tutti.
*R: C'è un poco di vero. Ma la situazione non è così preoccupante come sembra che lei voglia di...
*D: Non voglio dipingerla. Ho solo l'impressione che sia così
*R: Non stavo dicendo come la dipinge, ma come la pensa. Bisogna distinguere per il Milan che è un affare di cuore e quindi va nella sfera dei sentimenti.
*D: A me sembra più un affare di qualche miliardo...
*R: Molto costoso, ma anche le donne, le belle donne costano molto. [...]
*D: Lei crede che senza il Governo Craxi ci sarebbero stati tanti decreti pro Berlusconi?
*R: Io credo che assolutamente ci sarebbero stati decreti per rimediare ad una situazione che non era condivisa dalla gente. Il fatto che Craxi sia presidente del Consiglio è solo una remora. Invece con un atto che ritengo coraggioso, Craxi e tutto il suo governo, ha firmato un decreto, giudicato positivamente dal 92 per cento degli italiani.
*D: Come fa ad avere tante attività che vanno tutte bene?
*R: Cosa vuole che le risponda, che siamo bravi? Direi che ho la fortuna di lavorare in un gruppo particolarissimo, con dei collaboratori eccezionali, legati insieme non solo dai traguardi raggiunti ma anche da una grande amicizia [...]
*D: Se lei avesse avuto un puntino di tette farebbe anche l'annunciatrice. Ma non lei viene mai il mal di testa dato che fa, praticamente, un po' di tutto.
*R: Se uno fa, tutte le cose che faccio io, non ha neanche il tempo per considerarsi malato. (Spot; 4 febbraio 1986)
=====Dopo la vittoria alle regionali del 2000=====
*D: Dicono che presto tornerà a [[Roma]]. Sta già pensando al trasloco?
*R: È probabile, o dicono che sia probabile. Per me però sarà una cosa semplice, facile, perché io andrò a Palazzo Chigi, caso mai da solo, con una segretaria non come i presidenti della sinistra che si portano sempre amici e consulenti che poi rimangono regolarmente a spese dei contribuenti. [...]
*D: [[Umberto Bossi|Bossi]] è ritornato amico. Sia sincero, lei si fida?
*R: Sì, io mi fido perché Bossi ha capito che se vuole realizzare le riforme e in particolare il suo obiettivo che è il federalismo, lo può fare solamente con noi. E solo se realizzerà questo obiettivo, avrà dato un senso alla sua avventura politica e anche all'esistenza stessa della Lega.
*D: Se lei non fosse ricco, potrebbe fare politica?
*R: Certo che si e avrei anche il vantaggio che nessuno potrebbe accusarmi di conflitto d'interessi.
*D: Il conflitto d'interessi, come l'ha sistemato?
*R: È la sinistra che non lo ha sistemato perché io, quando ero presidente del Consiglio, presentai un disegno di legge uguale alla legge americana. La sinistra, poi lo ha tenuto nel cassetto per poterlo usare contro di me. (Il Fatto; 13 dicembre 2000)
====Con Oscar Luigi Scalfaro====
*D: Perché ha votato contro la fiducia a Berlusconi.
*R: Sono molto preoccupato dalla indispensabilità del senso dello Stato [...] Basti pensare alle minacce in campagna elettorale di cambiare la Costituzione anche nella prima parte, gli attacchi alla Corte Costituzionale, le incompatibilità non rispettate. [...]
*D: Alcuni momenti della sua presidenza: [[Mani pulite|Tangentopoli]], il mancato incarico a [[Bettino Craxi|Craxi]], il primo governo affidato ad un ex [[comunismo|comunista]], [[Massimo D'Alema|D'Alema]]. C'è qualcosa che non rifarebbe?
*R: Ho ritenuto che il giuramento sulla Carta Costituzionale fosse una cosa seria e ogni passo è stato compiuto nel rispetto assoluto della Costituzione, quindi rifarei tutto quello che ho fatto. (Il Fatto; 25 settembre 2001)
====Con Roberto Benigni====
*D: Allora, parliamo della situazione italiana. Le elezioni sono imminenti, il conflitto d'interessi è ancora irrisolto...
*R: Ma io dico, 'sto conflitto d'interessi, Gesù ce lo insegna nel Vangelo! Quando ha chiamato i suoi Apostoli, cosa gli diceva? Spogliatevi di tutte le vostre proprietà... era la prima cosa, ma dico: siamo un Paese cristiano, c'è il papa, ma qui c'è bisogno di spiegare il conflitto d'interessi? Se io, lei e un altro abbiamo tre aziende: una di pasta, una di ciliegie e una di caffè. Io sono il proprietario di quella di ciliegie e a chi levo le tasse? All'azienda di ciliegie. [...] Invece no, si pensa al conflitto d'interessi come qualcosa che non riguarda i problemi della gente. Non è vero, perché il conflitto d'interessi è una della basi della democrazia. Se viene a mancare una regola così alta, così potente è la fine. Dopo non c'è più neanche il lavoro, l'occupazione, le tasse, le pensioni, la sanità perché è dall'alto che vengono le cose, se ne crolla una, crollano tutte.
*D: Hai visto Berlusconi che ha firmato un contratto anche con te?
*R: Ma quello ormai è un cult! L'ho registrato poi ho messo la cassetta fra Totò e Peppino, Totò e il wagon lit, Walter Chiari e il Sarchiappone. In mezzo ci sono Berlusconi e Vespa che firmano, è uno sketch di una grandezza spettacolare! È straordinario che Berlusconi dice: "Firmo il contratto con gli italiani". Ma non lo sa che c'è un luogo dove si firma, ben più profondo che è la coscienza. Quando si diventa presidente del Consiglio, si va dal presidente della Repubblica e si firma e dietro c'è l'anima, l'uomo, la firma è stampata a fuoco. E lui m'ha dato un contratto con Bruno Vespa [...]
*D: Se non fa quattro delle cinque cose che ha promesso, secondo te, va via o ci riprova?
*R: Quattro delle cinque cose, allora ne poteva dire solo quattro! È come se arriva Mosè con la Tavola dei Dieci Comandamenti e dice: "Ahò, m'ha detto Dio che su sti dieci, se si può sei o sette..." (Il Fatto; "Serata d'onore con Roberto Benigni" 10 maggio 2001)
====Con Indro Montanelli====
*D: L'avresti mai immaginato che ti avrebbero accusato di essere di sinistra?
*R: Questo è veramente il coronamento della mia vita e quindi lo accetto con una certa allegria. Mi doveva succedere anche questo e mi è successo.
*D: Ti accusano di una certa [[doppiezza]] nei confronti di Berlusconi, c'è un prima e un dopo.
*R: Nei confronti miei e del Giornale fu un editore eccellente, che non mise mai becco nella conduzione, che rimase fedele alla formula che io avevo escogitato: tu sei il proprietario, io sono il padrone, almeno finché resto il direttore. Poi quando entra in politica, va nella redazione a mia insaputa e dice: qui bisogna cambiare tutto, adesso il giornale deve essere al suo servizio. Non dica di no perché ho le testimonianze di tutti i redattori. Quindi diventa un uomo diverso, vuole fare lui il padrone ma io la vocazione del servitore non ce l'ho proprio. [...]
*D: Chi è Berlusconi?
*R: È il più grande piazzista che ci sia non in [[Italia]], ma nel mondo. È un uomo che ha risorse inimmaginabili, che ha della verità un concetto molto personale, per cui la verità è quello che dice lui. [...]
*D: Dunque, voterai [[Francesco Rutelli|Rutelli]] e il centrosinistra?
*R: Rutelli mi sembra che dice delle cose sensate, è giovane, ha fatto politica solo come sindaco di Roma e lo ha fatto bene ma so che essere capo del governo è un'altra cosa però mi da una certa garanzia di equilibrio. Voterò centrosinistra perché anche se è pieno di difetti, non è pericoloso e non mi fa paura, mentre Berlusconi sì e questo mi inquieta un po'.
*D: Cosa auguri al nostro Paese?
*R: Auguro e adesso scandalizzerò tutti, la vittoria di Berlusconi, perché Berlusconi è una di quella malattie che si curano con il vaccino. Ecco, l'Italia per guarire da Berlusconi, ha bisogno di una bella iniezione del vaccino di Berlusconi. (Il Fatto; 29 marzo 2001)
====La Bibbia del Cavaliere====
*Il fatto editoriale del secolo. Già Dio ha qualche problema con la Bibbia, che nel nostro Paese, ogni anno, raggiunge quattro milioni di lettori. Il volume autobiografico "Una storia italiana" che racconta vita e anche miracoli di Silvio Berlusconi entrerà in dodici milioni di famiglie. Forse andrebbe rivisto il titolo: "Una storia mondiale" perché non si conosce una vicenda che sta alla pari con questa. Comincia cantando a bordo di una nave e poi ha un repertorio che conquista milioni di elettori. È una trama affascinante come "Via col vento". [...] Al di là delle parole, nel libro ci sono alcune lacune: non si parla della prima consorte del leader, del divorzio e non risulta che Silvio avesse un fratello di nome Paolo. (Il Fatto "La Bibbia del Cavaliere" 17 aprile 2001)
====Con Antonio Di Pietro, l'"eroe" di Mani Pulite====
D: Se l'aspettava tutta questa notorietà?
R: No. Non vedo l'ora di ritornare normale [...]
D: Tra lei e gli arrestati cosa avverte? Una specie di sfida?
R: Alla fine c'è sempre stato un rapporto leale e corretto. Non credo che qualcuno possa dire di essere stato menomato dei suoi diritti fondamentali. [...]
D: Come conduce i suoi interrogatori?
R: Mi limito a fare presente agli imputati quali sono gli indizi a loro carico e non è vero che uso contro di loro prevaricazioni. [...]
D: Fra chi paga e chi riceve, che differenza fa?
R: A volte c'è anche chi dispone.
(da Un anno, una vita)
===Con Michail Gorbacev; un bilancio della perestroika===
*D: Che cosa ha voluto dire la caduta del Muro di Berlino per il mondo?
*R: L'esistenza del Muro significava la spaccatura non solo dell'[[Europa]] e della Germania, ma del mondo. E comunque, allora, la situazione era molto cambiata: era arrivata la libertà. Nell'Urss si erano tenute elezioni libere, era terminata la guerra fredda. Il Muro doveva cadere perché rappresentava un simbolo ormai finito e in Germania era già in atto un processo di unificazione. Io penso che il merito di noi politici di allora è stato aiutare quello che i tedeschi avevano già deciso: unificare il Paese. Per me questo rappresenterà per sempre un grande orgoglio.
*D: Cosa ha voluto dire la perestrojka per il suo popolo?
*R: La perestrojka ha indicato il passaggio alla democrazia, ha portato a libere elezioni e alla realizzazione delle riforme politiche. Senza di essa nel mio Paese non si sarebbe potuto cambiare niente. Rappresenta il passaggio dalla prigionia alla libertà.
*D: Che cosa ha significato per lei quanto è successo nel dicembre del 1991?
*R: È stato il momento più difficile della mia vita. Il Paese si è disgregato [...] C'era la necessità di una riforma che decentralizzasse il potere; la disgregazione ha portato con sé il dissesto del Paese. Eltsin e il suo gruppo hanno speculato sulla crisi, hanno fatto in modo che che la voglia di una élite fosse recepita come la volontà del popolo e questo ha portato al referendum dove sono state decise le sorti dell'Unione. Questo ha distrutto l'economia, perché i singoli Paesi non sono autonomi: se l'Ucraina deve produrre una cosa ha bisogno della Russia e viceversa. È stato un duro colpo alla scienza, ai collegamenti a tutto. Ma l'Occidente può stare tranquillo: l'[[Unione Sovietica]] non tornerà più. (estate 2002; intervista mai trasmessa per la chiusura del Fatto)
====L'11 settembre: nella New York ferita====
*Qui l'11 settembre c'erano due torri: un simbolo dell'[[America]]. Adesso è solo un cantiere e un cimitero. [...] Si sono concluse qui le storie umane di 3000 persone. Nelle loro tasche i passaporti di sessanta nazioni. Tra i morti anche 479 vigili del fuoco, poliziotti, soccorritori.
*[[New York]] è stupefatta, sconvolta nelle antiche regole e nelle convinzioni. Le luminarie natalizie sono meno festose, in giro non si vedono i soliti disoccupati vestiti da Babbo [[Natale]]. [...] Le bancarelle con i poster conciliano dolore e commercio, c'è la memoria della paura. {{NDR|Speciale Il Fatto "New York senza stelle" (24 dicembre 2001)}}
====Con il ministro leghista Castelli====
*D: A chi l'accusa di essere al servizio di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] in materia giudiziaria, che cosa risponde?
*R: Rispondo di essere il ministro della [[Giustizia]] del governo Berlusconi. Porta avanti lealmente quello che è il programma del Governo Berlusconi e della [[Casa delle Libertà]]. [...]
*D: Alcuni provvedimenti che voi avete preso, hanno dato l'impressione di sistemare qualche problemino giudiziario del presidente del Consiglio. Cito, ad esempio, rogatorie e falso in bilancio.
*R: Non si possono vedere sempre le cose con questa malizia. Sul falso in bilancio ci siamo allineati alle più moderne normative dell'Occidente. La legge sulle rogatorie è stata proposta dal Parlamento, non dal governo. Tra l'altro l'Ulivo aveva dichiarato che ci sarebbero state scarcerazioni di assassini, ladri, furfanti, pedofili e quant'altro. Non è successo niente. Capisce quanta propaganda è stata costruita sopra. (Il Fatto; 14 gennaio 2002)
===Altri giornali===
===L'Europeo===
====Al Festival di Cannes====
*Eccomi qui alla Croisette. La mia natura provinciale è messa alla prova. Non ho dimestichezza con le starlettes, non sono mai salito su uno yacht; allevato a lambrusco, un drink potrebbe riuscirmi fatale. Inciampo, con facilità, nelle gaffe. [...] Ascoltavo dei signori che dividevano il cinema in due periodi, prima e dopo Godard. Un Messia. Mi vennero in mente i libri di scuola (77 avanti Cristo; 10 dopo Cristo). Osservavo Martine Carol: ha la mia età, cerca di difendersi, madame l'autunno incombe. Purtroppo siamo nati avanti Cristo. (1966)
==''Cina''==
===[[Incipit]]===
Lo ha detto [[Confucio]] che se ne intendeva: ci vorrebbero cento vite per conoscere la [[Cina]]. Io dispongo di una sola, e in buona parte consumata; poi non ho capito ancora bene come è fatta l'Italia. <!--Incipit dell'introduzione, titolo: "Introduzione chiarificatrice (meglio spiegarsi subito")-->
===Citazioni===
*La signorina Ciang Guizhi era afflitta da una paralisi generale. La guarirono con questa insolita terapia: i medici recitavano i detti di [[Mao Tse-tung|Mao]], le infermiere ne cantavano la gloria, un vibro-massaggiatore eccitava i muscoli dell'inferma, la quale, a un tratto, aprì gli occhi, posandoli sul busto di gesso del Taumaturgo. Allora i dottori le misero il volumetto che raccoglie gli insegnamenti del Presidente sotto il guanciale, e i nervi ripresero le loro funzioni. (I due compagni, p. 22)
*Quando {{NDR|[[Jiang Qing]]}} cade, la coprono di insulti: malvagia come il diavolo, infida come un serpente, selvaggia come un cane rabbioso, scoprono che la sua vita privata assomiglia a quella dell'imperatrice Wu, vissuta nel VII secolo, e nota per le stravaganze e la sfrenata libidine. (I due compagni, pp. 32-33)
*È dunque a [[Jiang Qing|Chiang Ching]] che vengono in gran parte addebitati tutti i guai provocati dagli scatenati giovanotti e dalle loro compagne<ref>Riferimento alle [[Guardie Rosse (Rivoluzione culturale)|Guardie Rosse della Rivoluzione culturale]].</ref> che, per una decina di anni, con bracciale infilato in una manica, e agitando il Libretto delle Citazioni compilato da [[Lin Biao|Lin Piao]], il numero 2 del regime, a uso dei soldati, hanno invaso le piazze, bloccato lo sviluppo della Cina, devastata l'esistenza di milioni di individui. (I due compagni, pp. 33-34)
*La Cina è un paese dove i punti esclamativi abbondano. Gli slogan, gli ideogrammi bianchi su fondo rosso, attraversano le strade, pendono dagli edifici. La politica ti insegue ovunque. Titolo di due canzoni (sembrano inventati da [[Lina Wertmüller]]): "Le donne della milizia nella prateria portano del carbone all'Armata popolare di liberazione assediata dalla neve", "Il Timoniere pilota la nave sui flutti tempestosi". (I buoni e i cattivi, p. 67)
*{{NDR|[[Deng Xiaoping]]}} Piccolo, piuttosto grasso, vestito di grigio, con ai piedi calzini bianchi, un po' debole d'udito, ama mangiare bene ed è un buon cuoco: quando lo mandarono a rieducarsi, in un villaggio della Mongolia inferiore, finì infatti in cucina. (I buoni e i cattivi, p. 81)
==''Diciamoci tutto''==
*Il compagno [[Vadim Zagladin]] fa parte del Comitato centrale {{NDR|del [[Partito Comunista dell'Unione Sovietica|Partito comunista sovietico]]}} e parla anche italiano. Ho ascoltato una sua intervista a [[Jas Gawronski]], ed era un piacere sentirlo: diceva le bugie con tal disinvoltura che suscitava tenerezza. (p. 24)
*{{NDR|[[Carlo Tognoli]]}} Effettivamente non è alto: 1,60. Mi pare sia anche la misura di Garibaldi e di Gesù Cristo. Un giorno il suo bambino, di ritorno dall'asilo, lo ha accolto cantando: «Il sindaco di Milano è alto come un nano». Papà è scoppiato a ridere; non ha alcun complesso: «Ho sempre pensato» confessa «che non avrei mai potuto fare il pivot in una squadra di pallacanestro». Tutto qui. (p. 111)
*Questo [[Pietro Longo]] è un energumeno simpatico, che dimostra l'inutilità delle diete e anche della mente; ha una sola convinzione: più posti, e una sola visione politica: combattere i comunisti. (p. 134)
*Pietro Longo, riferisce la sua mamma, è stato uno scolaro diligente, e quando, dopo la promozione, i genitori gli chiedevano: «Dove vuoi andare?» non rispondeva, come i superficiali credono, «A Rimini», ma: «Al governo». È un monomaniaco, e ce l'ha soprattutto col [[Partito Comunista Italiano|Pci]], senza il quale, del resto, non avrebbe ragione di esistere, però gli va riconosciuta anche la forte spinta ideale e un preciso orientamento: verso il ministero delle Poste o delle Finanze. Diciamolo: è bravissimo. Non fate i difficili: va riconosciuto. (pp. 134-135)
*Ursus Ercole Pietro Longo può reggere qualunque peso, anche perché si è accorto che il nostro sensibile popolo dei fatti morali se ne frega. Lui promette ai diseredati più alti vitalizi anche se sa che in cassa non c'è un soldo. È l'Upim di [[Camera dei deputati|Montecitorio]]: cerca clienti. (p. 135)
==''Dizionario del Novecento''==
===[[Incipit]]===
La massima è di uno che aveva guardato bene dentro se stesso; dice: «Se la nostra vita è vagabonda la memoria è sedentaria». Per tanto tempo sono andato in giro per il mondo a raccontare quelli che pomposamente si chiamano «eventi», ed essendo uno specialista in niente, ho sempre cercato di incontrare persone e di narrare vicende. Quasi sempre drammatiche, perché è vero che «nel bene non c'è romanzo».
===Citazioni===
*Hanno cercato di spiegare la sua crudeltà con la [[psicoanalisi]]: infanzia povera, orfano di padre, madre cuoca, complesso di essere brutto. Per rifarsi, {{NDR|[[Lavrentij Pavlovič Berija]]}} voleva soprattutto comandare. Era un sadico, con una predilezione feticistica per le scolarette, che si divertiva, secondo un minuzioso biografo, a frustare sul sedere. (Berija, Lavrentij P. (1889-1953), p. 43)
*Nell'aula {{NDR|del processo del 1938}}, presenti anche gli inviati stranieri, [[Nikolaj Ivanovič Bucharin|Bucharin]] si riconobbe colpevole: disse che aspirava alla restaurazione del capitalismo, ma respinse ogni responsabilità negli attentati. Non si sa se è stato torturato: forse no; invece minacciarono di uccidere sua moglie Anna e il loro bambino. La rivista ''Oktjabr''' nei resoconti lo presentò come «un maledetto incrocio tra un maiale e una volpe. Uno scassinatore sotto le spoglie di un dirigente politico». (Bucharin, Nikolaj I. (1888-1938), pp. 54-55)
*Una volta in Argentina, per salvare la compagnia, naufragata nell'insuccesso, {{NDR|[[Paola Borboni]]}} sacrificò un po' della sua virtù al presidente di quella tumultuosa Repubblica. (Borboni, Paola (1900-1995), p. 48)
*{{NDR|[[Michael E. DeBakey]]}} È un solitario che ignora le relazioni sociali, non fuma, non beve, non dà la caccia al denaro: gli bastava lo stipendio della Baylor University e regalava i suoi emolumenti alla facoltà. ({{sic|De Bakey}}, Michael (1908), p. 85)
*Nel 1936 al posto di [[Genrich Grigor'evič Jagoda|Jagoda]] come primo capo dell'NKVD<ref>''Narodnyj komissariat vnutrennich del'', Commissariato del popolo per gli affari interni.</ref>, c'era [[Nikolaj Ivanovič Ežov|Ežov]], il «nano sanguinario». Era alto poco più di un metro e mezzo, stava nel Partito dal 1917. Aveva denunciato il suo predecessore come ex spia della polizia zarista, ladro e malversatore. [...] Quando arrivò a Kiev, nel 1938, fece fucilare secondo le ultime rivelazioni 30.000 persone. Un bel numero. E quando venne arrestato, nel tentativo di difendersi, denunciò tutti.<br> Ma nessun boia, nella storia russa, si salva dal destino delle sue vittime; Ežov venne ucciso, nel manicomio criminale dove lo avevano relegato per il suo squilibrio mentale, con un colpo di pistola e lo trovarono impiccato a un albero con un cartello scritto da diverse mani: «Io sono una merda». (Ežov, Nikolaj I. (1895-1940), p. 111)
*Non mi risulta che [[Mario Melloni]], in arte Fortebraccio, abbia mai scritto una critica acre o volgare. Per lui il [[comunismo]] era un modo per realizzare il [[cristianesimo]]. Da una parte i ricchi che lui chiamava «Lor signori», dall'altra parte i poveri, con una particolare predilezione per i metalmeccanici. (Fortebraccio (Mario Melloni) (1902-1989), p. 123)
*Era un astuto negoziatore e sapeva destreggiarsi tra i sospetti, le congiure e le denunce che comportava il «culto della personalità». Qualcuno lo considerava un liberale, ma non capeggiò mai gruppi, non volle primeggiare. [...]<br> [[Anastas Ivanovič Mikojan]] è il solo compagno del tempo di [[Lenin]], tra 26 commissari del popolo, che se ne è andato con cerimonie, medaglie e una adeguata pensione. «Il grande sopravvissuto» come lo chiamavano, il figlio del falegname di Sanain ha saputo sempre misurare la forza dell'onda; era intelligente, equilibrato, furbo. (Mikojan, Anastas I. (1895-1978), p. 219)
*Qualche mattina sui marciapiedi dell'Arbat<ref>Quartiere centrale di Mosca.</ref>, nelle buone giornate, era possibile incontrare il vecchio pensionato [[Vjačeslav Michajlovič Molotov|Vjačeslav Molotov]]. Abitava in via Gronovskij e andava alla Biblioteca Lenin a consultare l'archivio. Lo vidi: era un piccolo signore riservato che portava a spasso il cane o leggeva su una panchina le notizie della ''Pravda'' o gli editoriali del ''Kommunist''. Il suo nome di battaglia (quello vero era Skrjabin) significa «uomo martello»; [[Winston Churchill|Churchill]] lo giudicava «un perfetto robot», il compagno [[Kliment Efremovič Vorošilov|Vorošilov]] lo chiamava «culo di sasso».<br> Non batté ciglio neppure quando arrestarono sua moglie Polina perché era ebrea: al momento di votare si astenne. (Molotov, Vjačeslav S. (1890-1986), p. 225)
*Quando {{NDR|[[Ettore Muti]]}} comandava la milizia portuaria a Trieste, dovette andare a ricevere un principe africano arrivato con uno yacht.<br>Il personaggio invitò Muti a bordo, gli fece grandi feste e, manifestando deplorevoli tendenze, si lasciò andare a confidenziali abbandoni ai quali Muti rispose con alcuni cazzotti. Ne nacquero complicazioni diplomatiche e [[Benito Mussolini|Mussolini]] lo chiamò a rapporto. A conclusione di un severo «cicchetto» il Duce gli rivolse un ammonimento: «Adoperate giudizio. Come mai a me queste cose non accadono?».<br>E Muti senza scomporsi: «Me vo an si miga un bell'oman come me»<ref>«Ma voi non siete mica un bell'uomo come me». Muti era romagnolo come Mussolini.</ref>. (Muti, Ettore (1902-1943), p. 236)
*{{NDR|Ettore Muti}} Non meritava di morire con un colpo alla nuca, in un boschetto. Era decorato di una medaglia d'oro, due d'argento e aveva avuto tre promozioni per meriti speciali. (Muti, Ettore (1902-1943), p. 236)
*[[Michail Nikolaevič Tuchačevskij]] era soprannominato il Napoleone rosso. A quarant'anni era maresciallo dell'Unione Sovietica ed era considerato il massimo teorico militare. Quando chiese con insistenza che venisse aumentato il numero di aerei e carri armati, Stalin lo accusò di insensatezza. (Tuchačevskij, Michail N. (1893-1937, p. 350)
*Gli piaceva far gite in macchina, andare in campagna e non trascurava le avventure amorose. Oltretutto, {{NDR|Tuchačevskij}} godeva di una invidiabile salute: riusciva a sollevare con un braccio una persona seduta su una seggiola. Nel suo ufficio c'era una palestra con tutti gli attrezzi per la ginnastica. (Tuchačevskij, Michail N. (1893-1937, p. 350)
==''Era ieri''==
===[[Incipit]]===
Sono nato a Pianaccio tanto tempo fa, il 9 agosto 1920. Per la cronaca a mezzogiorno, almeno così ha sempre raccontato mia madre, e mio padre, in un eccesso di orgoglio per aver avuto il primogenito maschio, si affacciò alla finestra che dava sulla strada per mostrare il neonato. La mia famiglia era stata benestante, ma quando io nacqui delle fortune di una volta non era rimasto niente: il babbo faceva l'operaio a Bologna, vicecapomagazziniere allo zuccherificio, tornava ogni tanto e io stavo a Ca' d' Babon con la mamma e il nonno Marco.<br />
Sono stati, quelli dell'infanzia, anni felici. Il nonno Marco mi raccontava le storie di quando andava a fare il carbone in Sardegna e mi parlava dei tempi in cui a Pianaccio capitavano i briganti, scappavano dallo Stato Pontificio per andare a cercare rifugio verso Modena o verso Pistoia. Alloggiavano alla locanda dell'Olimpia, avevano barbe nere e lo sguardo di chi ha la febbre, mangiavano senza alzare gli occhi dal piatto.
===Citazioni===
*A [[Milano]] tutto era regolato sul denaro. Nei bar dicevano "cappuccio", per [[Cappuccino (bevanda)|cappuccino]], si risparmiava qualche sillaba. Mi colpì un manifesto sulla chiesa di San Calimero: "Date e vi sarà reso al cento per cento".
*Ho sempre sognato di fare il [[giornalista]], lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un "vendicatore" capace di riparare torti e ingiustizie [...] ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo.
*Il 23 marzo 2005 è una data tremenda per la Costituzione e la democrazia italiana. Nello stesso giorno, molti anni prima, nel 1919, gli Arditi decisero di costituirsi in "Fasci italiani di combattimento" e in seguito quella data sarà celebrata come l'inizio del fascismo. Oggi dopo ottantasei anni, il Senato approva la riforma costituzione voluta da [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], [[Umberto Bossi|Bossi]], [[Gianfranco Fini|Fini]] e dalla loro maggioranza. Che combinazione!
*{{NDR|Giovanni Paolo II}} Quell'uomo sembrava immortale e che aveva superato tutto, ha dovuto arrendersi, come ognuno di noi, alla sofferenza e al destino. È morto come un uomo, mostrando tutto il suo dolore e la sua solitudine. [...] Mi riconoscevo in quell'uomo dai capelli bianchi e nella sua ricerca di meditazione.
*Può un Paese sopravvivere a dei governanti inquisiti?
*Tutto era cominciato [si parla di Mani pulite] un mattino d'inverno, il 17 febbraio 1992, quando con un mandato d'arresto, una vettura dal lampeggiante azzurro si era fermata al Pio Albergo Trivulzio e prelevava il presidente, l'ingegner Mario Chiesa, esponente del [[PSI]], con l'ambizione di diventare sindaco di Milano. Lo pescano mentre ha appena intascato una bustarella di sette milioni. [...] Craxi se la prese con la Procura di Milano ma sui muri comparvero delle scritte come "W Di Pietro", "Di Pietro tieni duro" e "Milano ladrona, Di Pietro non perdona".
*L'accusa verso di me è sempre stata la stessa: Biagi è un comunista. Forse deluderò qualcuno e qualcuno, invece, sarà felice: non sono mai stato comunista, sono solo un vecchio socialista [...] In fin dei conti questa accusa cosa voleva dire? Che mangiavo i bambini? [...] Ed è incredibile che quell'accusa mi abbia accompagnato fino a ottantadue anni, quando ancora una volta, ho pagato per le mie idee. [si riferisce all'editto bulgaro di Berlusconi]
*Quando penso a [[Adolf Hitler|Hitler]], non posso non pensare alla mia nipotina Rachele e a quei sei milioni di ebrei. Lo hanno accusato di "cretinismo morale e ideologico". Sono d'accordo.
*Mentre [[Roberto Benigni|Benigni]] mi raccontava a che punto era con Pinocchio, io lo guardavo negli occhi e pensavo che quell'uomo dall'accento toscano tanto simile alla gente delle mie parti, con un po' di capelli in meno dall'ultima volta che ci eravamo visti, i soliti pantaloni senza piega, la camicia troppo larga e fuori dalle brache era il genio che il mondo ci invidiava.
*Il [[Silvio Berlusconi|Cavaliere]] [...] è partito da niente e, guarda un po', si è fatto da solo. C'è una squadra che studia il suo look, ha un portavoce che qualche volta gli mette una mano sulla spalla per fargli capire che qualche parola in meno aiuta. Lo spettacolo ce l'ha nel sangue e, purtroppo ha trasformato Palazzo Chigi in un grande varietà; d'altra parte già a quattordici anni organizzava recite di burattini con ingresso a pagamento [...] L'aria che lo accompagna è quella inconfondibile del piccolo venditore di edizioni straordinarie, che urla sul marciapiede lucido di pioggia ma è destinato a percorrere una lunga strada. [...] Ha una compagnia molto colorita e che suscita tante perplessità.
*Berlusconi non ha fatto un colpo di Stato, è stato eletto democraticamente con il voto degli italiani ma certamente lo ha aiutato l'essere proprietario di tre reti televisive e della casa editrice più importante del nostro Paese. È entrato in politica soprattutto per risolvere alcune questioni personali che lo angosciavano.
*Berlusconi governa il Paese dalle sue centoquarantasette stanze di Arcore e parla al popolo come l'erede dei Borboni.
*[[Indro Montanelli|Montanelli]] se n'è sempre fregato delle critiche, io molto meno, ho un carattere permaloso, spesso non ho resistito alla tentazione di rispondere a chi mi attaccava. Indro mi sgridava, diceva a mia moglie di tenermi calmo, che non ne valeva la pena, che erano tutte bischerate. [...] Per lui il buon risultato era il sorriso di un passante, l'oste che gli trovava il tavolo. Qualcuno si chiedeva che cos'avesse di speciale. A pensarci bene niente. Scriveva degli articoli che erano letti e dei libri che si vendevano.
*Non è una gran notizia che Indro e io non abbiamo mai fatto parte del coro, ma fu una grande notizia la spiegazione che ne diede Berlusconi: "Biagi e Montanelli hanno invidia del mio successo". La prima cosa che mi venne in mente fu: "Sai che risate si starà facendo Indro adesso". Poi mi dissi che c'era poco da ridere.
*Noi italiani abbiamo un po' la tendenza ad essere tutti allenatori della Nazionale: conosciamo sempre la formazione ideale e il risultato anche prima della partita"
*A [[Ferruccio Parri|Parri]] è sempre bastato avere la coscienza tranquilla. Per questo non volle mai rinunciare alle sue idee.
==''L'albero dai fiori bianchi''==
===[[Incipit]]===
*Era un piccolo albergo dal nome fiabesco: "La casa azzurra". Il colonnello vi alloggiava dalla fine della guerra. Suppongo, anche per i modi confidenziali della cameriera e, considerando le sue rendite di pensionato, che godesse di un trattamento amichevole. Ma dava in qualche modo decoro al locale.
===Citazioni===
*Quando finisce la stagione delle speranze si apre lo spazio per le memorie. (p. 13)
*Hanno appena proclamato i Diritti dell'Uomo, che subito se li mangiano. Di regola così succede con gli apostoli della felicità per tutti. Cambiano costumi e calendari e lanciano la parola "rivoluzione". Il giorno di santa Cecilia diventa giorno della rapa, quello dedicato a santa Caterina viene destinato al maiale. L'ape regina si adegua: ape ovaiola. Non c'era forse la festa della madre e del fanciullo? Gennaio diventa nevoso; e quando cade la nebbia siamo in brumaio. (p. 42)
*Di solito gli scrittori da noi muoiono due volte: per l'anagrafe e per i lettori. (p. 69)
*Ognuno di noi, credo, deve qualcosa del suo gusto, e anche del suo carattere, e della sua morale, alle letture dell'adolescenza. Dobbiamo a certi libri e a certi film se noi, che apparteniamo a una generazione in via d'estinzione, non siamo cresciuti del tutto stupidi, diceva [[Federico Fellini]]. Per me, contano i russi, poi [[Jack London]], qualche americano e il [[James Joyce|Joyce]] di ''[[Gente di Dublino]]''. (p. 70)
*È il culto del potere, che in Italia è un sentimento estremamente diffuso. In nessuna parte del mondo esistono, come da noi, cartelli che avvertono, negli stadi, o nei parcheggi, o nei teatri: "Riservato alle Autorità". (p. 72)
*Si può essere dei creatori, possedere un ingegno eccelso, vincere il Nobel, ma non capire nulla di politica. Diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] che anche da noi abbondano i cretini di talento. (p. 82)
*Ho conosciuto personaggi inquietanti e sono stato testimone di mutamenti del costume sorprendenti. Basterebbe sfogliare le collezioni dei quotidiani degli ultimi cinquant'anni, pagina degli annunci economici: si passa dalle illibate che cercano marito alle massaggiatrici che offrono assistenza e compagnia. (p. 155)
==''L'Italia dei peccatori''==
*È stata pubblicata una nuova versione dei ''[[I promessi sposi|Promessi sposi]]'' secondo i princìpi delle leghe: i «lumbard» Renzo e Lucia e fra Cristoforo sono bravi e buoni, don Rodrigo è mafioso e «terun». Alla fine della storia, un invito che è la conclusione morale: «Foeura di ball!». (p. 29)
*Su cento cittadini [[Bergamo|orobici]], con scarse propensioni al romanzo e alle parodie, ma con ferme riserve sulla realtà, più della metà non si farebbe curare da un medico nato in fondo allo Stivale e 67 non vogliono per i loro figli un insegnante delle «terre ballerine»: rifiuterebbero, nel caso, a Tommaso d'Aquino, a Benedetto Croce o Giovanni Gentile la cattedra di filosofia, e guai se il maestro Leonardo Sciascia si presentasse in una scuola elementare. (p. 29)
*Raccontano che [[Ettore Muti]] si fermò una volta a Ostia per fare un bagno. Non era la stagione più indicata, e la spiaggia era deserta. Lo accompagnava l'autista.<br>«Vieni anche tu» disse Muti al devoto dipendente.<br>«Ma non ho il costume» si difese, per nulla entusiasta, il brav'uomo.<br>«Cosa vuoi che importi? Non vedi che non c'è nessuno?» insisté il principale.<br>Quando l'autista fu spogliato e nell'acqua, Muti corse alla macchina e scappò via con gli abiti del povero bagnante, ma perfezionò lo scherzo: avvertì i carabinieri che c'era un pazzo a passeggio sulla riva completamente nudo e tremante, e che diceva di essere al suo servizio, ma lui non lo conosceva affatto. Il «demente» rimase così in guardina un paio di giorni. (p. 48)
*{{NDR|[[Vittorio Gassman]]}} Padre tedesco, ma vizi italiani; marito, quando è il tempo del giovanotto; padre, quando è il momento di diventare nonno; abbondante in tutto – statura: 1,91 – e sregolatezza, genialità e cinismo: serate memorabili sul palcoscenico e filmacci di terza categoria giustificati solo da ragioni alimentari. (p. 128)
==''Lettera d'amore a una ragazza di una volta''==
*Quando le mie figlie erano piccole, ho letto loro dei versi di [[Trilussa]]: "C'è un'ape che si posa/ su un bocciolo di rosa/ lo succhia e se ne va.../ Tutto sommato, la [[felicità]]/ è una piccola cosa". Bisogna apprezzare quello che ti danno i piccoli piaceri. Il resto ci può stare, ma è un di più.
*Per quanto mi riguarda, arrivato quasi al traguardo, rifarei tutto quello che ho fatto.
*Spesso ho avuto i politici schierati contro (da [[Silvio Berlusconi]] a [[Bettino Craxi]], troppo onore!); sono sempre stato dalla parte di quelli che non vincono, di quelli che difendono certi principi e certi valori di uguaglianza, onestà, decenza. Mi hanno definito un "moralista un tanto al chilo".
*Per me il mestiere che ho scelto, quello di giornalista, ha sempre significato raccontare la storia giusta al momento giusto.
*Tutti noi valutiamo le cose secondo un certo punto di vista e tutti dobbiamo fare i conti con la nostra biografia: conta non solo quello che siamo, ma anche quello che siamo stati, le famose fedeltà generazionali di cui mi parlava l'[[Gianni Agnelli|avvocato Agnelli]]. Io nel 1944, ho scoperto il Partito d'Azione, ai cui ideali –coniugare la [[giustizia]] con la [[libertà]]– ancora oggi mi ostino a rimanere fedele.
==''Mille camere''==
*Ho scoperto che molte [[via|vie]] non conducono in alcun luogo, e che tutti i percorsi si assomigliano. La tua [[esperienza]] non serve agli altri: è una moneta che uno solo può spendere. Gli altri, la [[gente]], è come me: bagnata dalla pioggia o sferzata dal vento, sconvolta dalla gioia o affogata dalla malinconia. (p. 15)
*A [[Indro Montanelli]] devo molto: intanto, l'idea che chi conta è il pubblico. Poi la necessità di essere chiari, di far anche fatica, perché chi legge non ha voglia di impegnarsi troppo, e solo se uno si chiama [[James Joyce|Joyce]] può essere difficile. (p. 27)
*Quando penso alla [[Russia]] penso al dolore: non solo ai drammi, ma anche alle miserie di ogni giorno. (p. 169)
*[[Ernst Wiechert|Wiechert]] è forse lo scrittore tedesco che ho amato di più, perché è un incontro della giovinezza. Ormai è quasi dimenticato, e anche i suoi compatrioti lo han messo da parte. Il suo mondo, le sue storie, i suoi personaggi – contadini, servi, pastori d'anime – i suoi cieli prussiani e le foreste, le pianure sterminate, le paludi, le nevi, le torbiere, gli stormi migranti, sono lontani, cancellati da nuove trame, e anche la sua voce rassegnata si perde nel frastuono che ci circonda. (pp. 267-268)
*Qui riposa la grande [[Maria Teresa d'Austria|Maria Teresa]], un bell'esempio per le femministe: fece sedici figli, dimostrando che non disprezzava il maschio, ma si impose col cervello: amministratrice straordinaria e politica raffinata, inventa scuole popolari e l'esercito permanente. Questa corona di alloro le compete. (p. 277)
==''Quante storie''==
*Si è capito che gli [[animale|animali]] vengono al mondo dotati di specifiche risorse, di certe doti [...], ma altre cose le imparano per l'influsso dell'ambiente; sono, dice [[Konrad Lorenz|Lorenz]], una alternanza tra istinto ed esperienza. (p. 15)
*[[Irene di Orange-Nassau|Irene d'Olanda]] era una insignificante persona: le hanno insegnato a mangiare, a vestirsi e a pettinarsi, ed eccola graziosa e irriconoscibile. (p. 21)
*Resta in ogni caso il pericolo costituito da chi vuole imporre, a ogni costo, il proprio modello di [[felicità]] agli altri. Di solito le conseguenze per chi vorrebbe essere felice a modo suo sono i roghi o i campi di concentramento. (p. 107)
*{{NDR|[[Che Guevara]]}} Uno che lo ha conosciuto dice: «Ricordo uno sguardo limpido come l'alba». È stato un simbolo; in un certo momento, non vi era camera di studente dove non fosse appeso il suo ritratto: un volto bello, incorniciato dalla barba, i capelli folti e ricciuti, gli occhi vividi e ironici.<br />[...] nato in una «buona» famiglia argentina è caduto su una montagna boliviana, combattendo. Medico, è andato fra i lebbrosi, ha fatto lo scaricatore di banane, il fotografo ambulante, lo sguattero, l'infermiere.<br />Di educazione borghese — la madre gli aveva insegnato le lingue e l'amore per la poesia, il padre, ingegnere, il senso della giustizia sociale — era diventato un rivoluzionario.<br />Da ragazzo, i suoi compagni di gioco erano i figli dei diseredati delle bidonvilles di Cordoba, l'esempio che lo suggestionava di più era quello di [[Mahatma Gandhi|Gandhi]]: ma non credeva che si potesse distruggere il privilegio senza ricorrere alla violenza. (p. 194)
*La [[storia]] non è soltanto difficile capirla, ma anche viverla [...]. (p. 230)
*La storia è una guida alla ricerca dell'uomo. (p. 231)
==''Quello che non si doveva dire''==
===[[Incipit]]===
Ho sempre detto di non aver mai [[bugia|mentito]] ai miei lettori, ma non è vero. Una bugia mi è scappata quando Loris {{NDR|Mazzetti, coautore del libro}}, durante un'intervista, mi chiese che cosa avevo provato dopo il mio allontanamento dalla [[Rai]]. "Guarda", risposi, "lo dico anche con un po' di vergogna: niente. Ne abbiamo parlato tante volte, ci siamo arrabbiati, l'abbiamo considerata una grande [[violenza]], ma dentro non ho provato niente, perché alla mia [[età]] sono altre le cose che segnano."<br/>
Questo concetto l'ho ripetuto parecchie volte, anche a me stesso, però devo confessare che non sono riuscito, come fanno spesso alcuni, a convincermi. Insomma, la [[televisione]] mi è mancata e mi manca tuttora.
===Citazioni===
* Nei cinque anni di governo del centrodestra, mai una volta [[Silvio Berlusconi]] si è fatto vedere in piazza il 25 aprile, mai una parola dedicata agli antifascisti, d'altra parte governare con gli eredi di [[Benito Mussolini|Mussolini]] ha un prezzo che si deve pagare. Comunque, il Cavaliere, in piedi a Milano in piazza del Duomo, al fianco di partigiani come [[Carlo Azeglio Ciampi|Ciampi]], Boldrini e poi [[Tina Anselmi]], [[Oscar Luigi Scalfaro]], Massimo Rendina, Checco Berti Arnoaldi, Giovanni Pesce, Bruno Trentin, [[Giorgio Bocca]], Pietro Ingrao, [[Rossana Rossanda]], Giuliano Vassalli, e i compianti [[Luigi Pintor]] e Aldo Aniasi, sarebbe stato ridicolo nonostante il ruolo istituzionale. (p. 52)
* Fuori ci sono le categorie a rischio: nel reparto {{NDR|per malati di [[AIDS]] del Policlinico San Matteo di Pavia}} ce n'è una sola. Non c'è in gioco più nulla. I malati sanno tutto, conoscono le cause dell'infezione. Gli effetti li vedono anche su se stessi. E di fronte alla sorte che li attende, appaiono spogliati di tutto, e nella loro verità: deboli o sprezzanti, volubili o vendicativi, quasi attratti dal virus che li fa anche più indifesi, o testardamente aggrappati all'ultima zattera. C'è dell'estremismo, o un senso della fatalità, anche nelle scelte, o nelle decisioni: donne che hanno usato la siringa fino al giorno prima del parto, coppie che, sapendo, hanno desiderato mettere al mondo un figlio. Accada quel che deve accadere.<br/>Negli ospiti non c'è almeno nell'apparenza, il senso del terrore: piuttosto della rassegnazione. Anche nei casi più avvilenti, si scarta la previsione tragica: in qualunque momento potrebbe arrivare il vaccino. Non è stato così per la [[tubercolosi]] o per la polio? Anche la [[morte]] è un avvenimento nascosto: chi va a casa si sa, non è mai guarito. La via del ritorno è quasi sempre segnata. Ma nessuno, né medici né ricoverati, si arrende. (p. 147)
* C'è un magistrato, un'affascinante donna dai capelli rossi, che fu amica di [[Giovanni Falcone]], la quale dopo gli attentati di Capaci e via D'Amelio andò in Sicilia e fece arrestare gli esecutori materiali delle due stragi: [[Ilda Boccassini]]. Una donna tenace, che non si ferma di fronte a nulla, che ha un unico obiettivo, quello di far trionfare la [[giustizia]], come aveva fatto a Palermo il giudice Falcone nel maxi processo contro la mafia. La pm milanese è diventata ormai l'incubo nelle notti del Cavaliere, fa parte dei suoi sogni. E il risveglio è sempre molto agitato. (p. 201)
*La mancanza di valori, l'individualità sempre protagonista rispetto al comune agire, l'egoismo sfrenato e, soprattutto, l'assenza di speranza, possono essere alcune delle ragioni che hanno portato la corruzione e il degrado nella nostra società. (p. 209)
===[[Explicit]]===
C'è qualcuno che ha detto che questa generazione, la mia, non ha avuto altro che il tempo di morire. Ma c'è una cosa che è ancora più triste, perché è vero che ci sono molti morti nella nostra vita, ma come ha detto [[Georges Bernanos|Bernanos]], «più morto di tutti è il ragazzo che io fui». Voglio dire che quello che la guerra ha portato via e che nessuno ci potrà mai più rendere sono le illusioni, i sogni e gli errori dei vent'anni.<br/>Forse è qui la nostra grande attenuante, quella di una generazione che non ha mai avuto la giovinezza.
{{NDR|Enzo Biagi, ''Quello che non si doveva dire'', a cura di Loris Mazzetti, Rizzoli}}
==''Russia''==
*[[Lev Tolstoj|Tolstoj]] non ha espresso soltanto il desiderio di fratellanza, così profondo nel popolo russo, ma il bisogno di pace di tutti noi. E ha cercato, anche per noi, una fede. (p. 50)
*È d'obbligo ricordare [[Aleksandra Michajlovna Kollontaj|Alessandra Kollontaj]], i suoi ardori di agitatrice, la sua filosofia sconvolgente, i suoi incontri sbagliati, il suo malinconico declino. (p. 114)
*{{NDR|Su [[Nikita Sergeevič Chruščёv|Chruščёv]]}} Disorganizzazione, fallimento dei piani agricoli, scacchi diplomatici, ed in più una profonda impreparazione accompagnata da una grande stima di sé: si sentiva che aveva imparato a leggere solo a vent'anni. (p. 152)
==''Senza dire arrivederci''==
*La [[Narriman Sadiq|Narriman]] che ho conosciuto io era una signora dall'aria distesa e compita: vista da vicino, perdeva quell'aria da bambolotta che le fotografie sottolineavano. (p. 29)
*I mariti {{NDR|di [[Liz Renay]]}} (sei mi pare) e gli amanti (é un conto che il discreto cronista non tenta neppure) s'inseguono. La signora, che se ne intende, aveva fatto anche una classifica valutando le risorse espansive dei personaggi che hanno usufruito della sua ospitalità. Numero uno [[Burt Lancaster]], ultimo (e sono dieci i campioni presi in esame) [[Jerry Lewis]]. Il grande comico fa sempre ridere. (p. 30)
*{{NDR|Liz Renay}} Due righe per descriverla: bella, immensa, bionda, faceva venire in mente Marylin e Jean Harlow. Come curve, poteva essere paragonata soltanto alla costiera amalfitana. Non era più tenerissima: aveva una figlia, sposata, con la quale doveva posare, senza impacci, per i cultori di «Playboy». (p. 30)
*Sono andato a trovare, in un villaggio del Connecticut, che si chiama Roxbury, [[Sylvia Sidney]]. [...]. Alla Paramaount era considerata quanto [[Marlene Dietrich]].<br>Vive da sola, in una casetta all'inizio del paese, alleva cagnetti di una razza speciale, i ''pugs'', e mi disse che che ne possiede uno il sarto Valentino; ha pubblicato due libri di ricamo, hanno in copertina una rana trapunta col filo, e le stanze sono invase di raganelle di plastica, di porcellana, di metallo, di ranocchi di ogni colore, omaggio di estimatori. (pp. 35-36)
*La faccia dagli occhi orientali {{NDR|di Sylvia Sidney}} è segnata e sconvolta da intrecci di rughe, la ragazza che simboleggiò l'America della depressione ha passato i settanta e ancora sale sul palcoscenico, o si mostra in TV per sopravvivere. È sempre bravissima e Paddy Chayefsky, quello di ''Marty'', scrive copioni per lei, ma è lontano il tempo della diva che fu diretta da [[King Vidor]] e da [[Josef von Sternberg|von Sternberg]], da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] e da [[Lewis Milestone|Milestone]]. Non nuota di sicuro nella ricchezza, una cameriera negra viene ogni tanto a fare le pulizie. (p. 36)
*[[Micheline Presle]], il volto percorso da grinze sottili, lo sguardo freddo, i modi sbrigativi e un po' alteri di chi si sente un po' fuori dal tempo, e non vuole commemorarsi: non trovavo nessuna traccia dell'interprete di vicende che avevano in qualche modo pesato sui nostri vent'anni: non era Marthe indifesa e generosa, non la trepida Janine, la bella indossatrice diventata operaia, che manda al marito in trincea il disco sul quale è incisa la canzone del loro idillio. (pp. 37-38)
*Si può essere protagoniste di una straordinaria vicenda senza capirci nulla: senza compromettersi col dolore degli altri. Stare vicino a uno scrittore geniale, che soffre, e guardare oltre: con gli occhi storditi dalla giovinezza. Parlo di [[Adriana Ivancich]]; la conoscevano come «la ragazza di Hemingway». (p. 38)
*L'ho incontrata l'ultima volta in Galleria a Milano; {{NDR|Adriana Ivancich}} era contenta perché aveva consegnato il manoscritto dei suoi ricordi all'editore.<br>Non credo che il libro abbia avuto fortuna.<br>Una volta parlammo della sua storia e c'era il marito che se ne stava in un angolo, ad ascoltare. Una presenza fastidiosa, ma Adriana raccontava di «Papa, Mister Papa» senza imbarazzo, come fosse un'occasione per confessarsi, per ritrovare qualcosa. Non mi sembrava contenta.<br>L'ho saputo scorrendo un giornale: si è uccisa. (p. 38)
*«Signora o signorina?» chiesi.<br>«Prete», mi rispose. [...].<br>Io passeggiavo col reverendo [[Elisabeth Djurle]] nei tranquilli viali che circondano la «Nacka Kyrka», la chiesa di Nacka; il reverendo Djurle aveva i capelli biondo cenere, gli occhi molto chiari, un velo di cipria sul volto pallido, e un mite sorriso autunnale. (p. 49)
*La signora [[Adelina Magnetti]] fu la prima interprete di ''Assunta Spina''. Una grandissima attrice, la chiamavano «la Duse napoletana». Sparì, a un tratto, dal palcoscenico, nel momento più felice della sua carriera. «Una passione», raccontava con un sospiro «una grande passione.» Non diceva altro. (p. 60)
*Una piccola, fragile donna di ferro: [[Camilla Ravera]]. Più di novant'anni vissuti con totale coerenza. Prigione, confino, lotte tra compagni, profonde solitudini: ma nessun patteggiamento. Se Stalin si allea con Hitler, lei dice di no. Se, dopo tanto tempo, si convince che Turati<ref>[[Filippo Turati]], leader del socialismo riformista.</ref> aveva visto più lontano, lo ammette. (p. 76)
*{{NDR|Camilla Ravera}} Parla con dolcezza, e con uno straordinario ordine mentale: mai una ripetizione. I grandi personaggi, nel suo pacato racconto, escono dalla cornice e assumono un aspetto più umano, poco ufficiale. (p. 76)
*Qualcuno l'aveva chiamata la «Venere nera». Bella: la figura alta, che la camicetta e i pantaloni chiari sottolineano, i capelli gonfi, i lucidi occhi.<br>Giornali e TV si occupano ormai raramente di lei: la fase emotiva e drammatica è passata, ma [[Angela Davis]] è ancora sulla piazza. Guida la «New Leftist Alliance»: ci sono dentro anche gli indiani, i portoricani, i ''chicanos''. (p. 80)
*[...] [[Patricia Campbell Hearst|Patricia {{NDR|Hearst}}]], sequestrata dai guerriglieri, diventa una di loro, e vive tutte le esperienze dei fuorilegge: le fughe, le rapine nelle banche, i proclami, sempre nel nome dei diritti del popolo.<br>Vogliono cambiare l'America, eliminando tutti quelli che occupano posti di responsabilità; per poi imporre la dittatura del Terzo Mondo. (p. 86)
*Ho incontrato [[Adriana Faranda]] proprio nel giorno in cui la condanna all'ergastolo veniva tramutata in trent'anni. Uno spiraglio sul futuro.<br>Lunghi capelli sottili, faccia serena senza trucco, ancora più minuta di come appare nelle fotografie, esile; la conversazione, nella stanzetta disadorna di Rebibbia, era sommessa: come se si confessasse.<br>E mi accorgevo che anch'io abbassavo il tono della voce: perché uno che si abbandona alla confidenza, sui suoi sbagli, sulle sue sconfitte, in me incute rispetto. Fa dono di qualcosa di sé, e di una parte segreta. (pp. 93-94)
*Forse nessuno lo è, neanche Himmler o Hitler, neanche Stalin; ma [[Francesca Mambro]], volto quadrato, senza un segno di cosmetici, sguardo freddo e sorriso ironico, jeans, scarpe Clarks, ha qualcosa in sé di incomprensibile, di inafferrabile.<br>L'aspetto e i modi spigolosi, il lucido disprezzo: è forse il personaggio più sconvolgente che ho incontrato in quarant'anni e passa di mestiere [...]. (p. 98)
*Conobbi, molti anni fa, a New York, [[Lynn Caine]], la chiamavano «la vedova d'America». Aveva scritto un libro per raccontare la sua avventura, e per dare qualche consiglio, a quei milioni di «colleghe» che, magari in tarda età, vanno ancora in giro per il mondo, con ridicoli impermeabili di {{sic|cellophan}} e buffi cappucci sui riccioletti ossigenati, perché hanno voglia di vivere, di superare la crisi. La sua confessione era diventata un ''best-seller''. (pp. 106-107)
*{{NDR|[[Isa Miranda]]}} Una grande interprete, alla quale mancarono le occasioni fortunate. Più importante, certo, di molte delle «dive» attuali, che non recitano con la faccia. (p. 209)
*Negli occhi dell'Isa Miranda [...] c'era la malinconia di un mondo in crisi, la grigia esistenza di un proletariato di periferia, la miseria che ha carattere per lottare e, anche nella sconfitta, non perde la speranza. (p. 209)
*Incontro spesso, in un piccolo bar del centro, la nostra «stella» del varietà: la signora [[Wanda Osiris|Osiris]]. Porta a passeggio un cagnetto, e compare di solito all'ora del tè. Si è fatta più minuta, un po' curva; e io la ricordo sul palcoscenico, sfolgorante di luci, le gambe lunghissime, immensa. La testa è sempre nascosta dal turbante.<br>Dopo tanti anni di lavoro (più di trenta, affermano i crudeli biografi) gli uscieri del tribunale l'avevano costretta a lasciare il palcoscenico. (p. 223)
*Potrei mai dimenticare gli occhi rossi di pianto e di vodka di [[Ol'ga Fëdorovna Berggol'c|{{sic|Olga Bergol'c}}]], mentre declamava i suoi versi, nell'infinito cimitero di Leningrado, accompagnata dalle note di un pianoforte che esegue musiche di Šostakovič?<br>Aveva perduto tutto: i figli uccisi dalla guerra, il marito da Stalin, ma durante l'assedio parlava alla radio per rincuorare la gente e i soldati. Si reggeva in piedi con una fetta di pane e un bicchiere d'acqua calda. (p. 252)
*[...] c'è chi il nome se lo è fatto da solo come [[Madame Grès]], che da più di mezzo secolo è regina dell'alta moda. Credo che nessuno abbia mai visto i suoi capelli, sempre nascosti da un turbante. Piccola, una faccia minuta, senza un segno di trucco, con un abito color grigio nube, gentile e distante, come chi ha il senso della sua importanza. (p. 266)
*La storia del suo successo era fondata sul suo cattivo carattere. [[Helena Rubinstein]] ha sempre fatto, con tenacia, il contrario di ciò che gli altri le consigliavano. (p. 268)
==''Strettamente personale''==
*Conosco tipi che sarebbero brutti anche in Corea.
*Di [[Amintore Fanfani|Fanfani]] si è detto tutto, alcuni sostengono abbia fluidi particolari ma per quanto ne so il signore concesse solo a [[Colleoni]] tre di quelle cose che come le suore e i carabinieri sono distribuiti a coppie.
*La società è permissiva nelle cose che non costano nulla.
*Le [[verità]] che contano, i grandi principi, alla fine, restano due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.
*Si può essere a sinistra di tutto, ma non del buon senso.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I quattordici mesi''===
Era l'inizio del 1944. Presi una decisione, fondamentale, poi, per tutta la mia vita: andare coi partigiani. Partii la mattina in bicicletta. La primavera chiazzava di bianco i prati, c'erano poche nuvole gonfie, un giorno da gita scolastica. Pedalavo e cercavo di ripetere le nozioni di geografia: cirro, cumulo, nembo...
===''Racconto di un secolo''===
Essendo uno specialista in niente, sento il dovere di informare che questo libro non è un saggio, ma una specie di diario di incontri, in qualche senso: appunti per le memorie di un cronista che, non disponendo delle risorse dello storico, del politologo o del romanziere, è sempre andato alla ricerca di fatti e quindi di personaggi.<br>Ovviamente di ogni tipo: grandi uomini e farabutti, grandi donne e fastose puttane (ce ne sono anche tra i maschietti).<br>Con la verità che si ritrova anche nelle carte dei cioccolatini, potrei dire: «C'est la vie» (in francese sembra meno ovvio). Sono nato alla fine della prima guerra mondiale e sono stato testimone, e qualche volta anche piccolo e involontario protagonista, dei drammi che hanno segnato questo secolo. <!--Avvertenza-->
==Citazioni su Enzo Biagi==
*Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima. ([[Silvio Berlusconi]])
*Biagi aveva la qualità di affrontare il frammento del quotidiano. Il problema punto per punto. Senza precipitarsi alla soluzione ma avanzando per ogni passaggio e svolgimento. Quello che le persone volevano ascoltare era ciò di cui lui voleva occuparsi. ([[Roberto Saviano]])
*Biagi è stato una delle figure di maggior spicco del [[giornalismo]] italiano del dopoguerra. Il suo talento per la scrittura si è unito a una grande passione civile, e a una curiosità sempre viva non soltanto per ciò che cambiava nei costumi ma anche negli strumenti e nelle modalità della comunicazione. Da giovane scelse la [[Resistenza]], e questo suo impegno [[partigiano]] per la [[libertà]] e la [[democrazia]] rimase per lui un punto fermo, un tratto indelebile della sua identità di cittadino e di giornalista. La forza delle proprie idee, tuttavia, non fece mai venir meno in Biagi la convinzione di una necessaria autonomia del giornalista, di una irrinunciabile capacità di analisi che doveva esercitarsi su tutti i protagonisti della cronaca proprio per rendere un servizio corretto al pubblico. Biagi ha espresso una grande qualità professionale dando un contributo significativo alla conoscenza e alla libera critica, sale essenziale della vita democratica. ([[Sergio Mattarella]])
*Caro Biagi, non faccia il martire, ci risparmi la solita sceneggiata [...]. Lei ha fatto campagna elettorale con i quattrini di tutti, anche degli elettori del centrodestra [...]. Quando si sparge l'incenso conformista lei è sempre il primo. Spostare Il Fatto in un altro orario non sarà come violare una vergine o sgozzare un agnello sull'altare dell'informazione. ([[Giuliano Ferrara]])
*È sempre stato un giornalista che ha fiutato con grande abilità l'animus del momento, dell'opinione pubblica e lo ha cavalcato. ([[Ugo Intini]])
*Enzo Biagi da Lizzano in Belvedere (Bologna) lavora per la Rai dal 1961. Ma la sua voce, prim'ancora che il suo volto, è nota agli italiani da sessant'anni. Nel 1945 fu Biagi, direttore della radio della Quinta Armata alleata, ad annunciare insieme ad Antonio Ghirelli la liberazione di Bologna. Sedici anni dopo, Ettore Bernabei lo chiamò a dirigere il telegiornale Rai, quando ce n'era uno solo. Se ne andò dopo nemmeno un anno: pretendeva di assumere i giornalisti a prescindere dalla tessera di partito, ma non dal talento. Da allora inventò l'approfondimento televisivo, creando programmi memorabili. L'ultimo, Il fatto, partito il 23 gennaio 1995, fu per centinaia di giorni la trasmissione più vista dell'intera televisione pubblica, con uno share medio su otto anni del 24% (sei milioni di telespettatori, con punte fino a dieci): il più alto di tutti i programmi messi in onda dalla Rai nella fascia oraria 20,30-21. Poi un giorno il presidente del Consiglio [[Editto bulgaro|Berlusconi parlò dalla Bulgaria]]: «uso criminoso della televisione pubblica». La sentenza irrevocabile di condanna fu emessa così, su due piedi, senza processo né possibilità di difesa. L'apposito consiglio di amministrazione, da lui stesso nominato tramite i presidenti delle Camere Pera e Casini, e l'apposito direttore generale Agostino Saccà, da lui stesso imposto, s'incaricarono di eseguirla. Per la verità il premier, nella sua magnanimità, aveva lasciato aperto uno spiraglio: «Certo, se cambiano...». Biagi non cambiò, non si pentì, non prestò giuramento di fedeltà al regime. Come pure Santoro e Luttazzi. E il discorso si chiuse lì. ([[Marco Travaglio]])
*Enzo Biagi ha 84 anni, leggo che il sindaco di [[Bologna]] gli ha offerto un incarico. Credo sia benestante, non mi sembra che sia discriminato. Francamente mi preoccuperei di più di quei tanti giornalisti di 20-30 anni che trovano le porte delle redazioni chiuse o non riescono a lavorare. Io credo che ci sia bisogno di professionalità nuove e non mi sembra straordinario che a quell'età siano state interrotte delle forme di collaborazione per far posto a professionalità più giovani. ([[Carlo Giovanardi]])
*Enzo Biagi, uno che piace solo alle vecchie e ai deficienti. ([[Filippo Facci]])
*Hanno arrestato Guareschi, non hanno cacciato Enzo Biagi! Hanno arrestato un uomo che diceva la verità! ([[Vittorio Sgarbi]])
*In fila per salutare il vecchio Biagi, davanti alla camera ardente di via Quadronno, ieri mattina c'era una Milano prevalentemente popolare. Quel genere di popolo decoroso e composto che siamo abituati a definire "antico", ma è perfettamente nostro contemporaneo. Solamente, ci siamo disabituati a vederlo: tanto quanto Biagi, è stato sfrattato dalla televisione per fare posto al neo-popolo adrenalinico, bistrato e burino che staziona giorno e notte nei palinsesti. Con un paio di amici ci siamo trovati a ragionare sulla straordinaria popolarità di Biagi. Per paradosso, ci ha colpito che questa popolarità toccasse proprio a uno "di sinistra". Popolare e di sinistra erano, fino a un paio di decenni fa, quasi sinonimi. Poi qualcosa è cambiato, la sinistra è parsa più in simbiosi con i ceti medi colti, con le élites intellettuali, e se si rivolge al popolo è più per rimproverarlo che per sentirsene parte. Il lascito più prezioso di Biagi, dunque, sta proprio in ciò che a volte gli fu rimproverato: la sua profonda e naturale popolarità, la facilità estrema con la quale sapeva entrare in sintonia con le persone semplici. Per lui essere di sinistra voleva dire essere popolare: pensandoci bene, questo era puro [[anticonformismo]]…. ([[Michele Serra]])
*Ipocrita e arrogante, Enzo Biagi dà di cretino a chi studia il suo posto in palinsesto... Biagi è un mostro sacro degli affari suoi e un ipocrita. ([[Giuliano Ferrara]])
*L'uso che Biagi – come si chiama quell'altro? –, [[Michele Santoro|Santoro]] – ma l'altro? – Lu... [[Daniele Luttazzi|Luttazzi]], hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga. ([[Silvio Berlusconi]])
*Non ho la sua statura, anche se lui ha un anno in meno di me. Comunque gli voglio molto bene. Abbiamo iniziato insieme a Bologna, lui era il mio direttore. ([[Guglielmo Zucconi]])
*Non ho mai visto Biagi come un cane da guardia della democrazia quanto piuttosto come uno che non ha mai abbandonato la sua vocazione di guardiano del faro della democrazia. Un guardiano del faro, come Maqroll il gabbiere descritto da Alvaro Mutis, intento a garantire l'illuminazione affinché si possa entrare serenamente in porto piuttosto che guidare le navi, piuttosto che indicargli le rotte, ne illuminava il punto d'arrivo. Affinché tutti potessero scegliere in libertà. Questo il talento di Biagi, e la sua maggior autorevolezza. ([[Roberto Saviano]])
*Scrive come parla, e parla come scrive: senza fronzoli, orpelli, pennacchi. Va al sodo, e ci va diritto, infischiandosi di quegl'imbecilli per i quali facilità è sinonimo di superficialità. Riesce a esser sempre nella testa del lettore, senza propiziargli cascaggini e cefalee. La sua prosa, a volte un po' goliardica (il [[sangue]] emiliano non è [[acqua]]), è come un bicchier di lambrusco, che bevi anche se non hai sete. E, dopo averlo bevuto, fai il bis, fino a vuotar la bottiglia. L'hanno paragonato a De Amicis, e non è un paragone a vanvera. ([[Roberto Gervaso]])
*Se [[Indro Montanelli|Montanelli]] è un artista, Biagi è un buon artigiano che ama le citazioni. Sempre le stesse: [[Georges Bernanos|Bernanos]], [[Charles De Gaulle|De Gaulle]], [[Winston Churchill|Churchill]], [[Ennio Flaiano|Flaiano]], [[Leo Longanesi|Longanesi]] e [[Giovannino Guareschi|Guareschi]]. ([[Roberto Gervaso]])
*«Vedrai – mi diceva sicuro il mio compagno [[Giovanni Ferrara|Giovanni]] che di libertà molto aveva studiato e molto sapeva – vedrai che un giorno di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] rimarrà soprattutto il ricordo dell'uomo che tolse la parola a Enzo Biagi». Aveva capito che fra tutte le ferite che gli anni del cavaliere avevano dato alla cultura e alla politica del nostro paese, quella inferta al pluralismo dell'informazione colpiva non solo l'essenza stessa della nostra delicata democrazia, ma soprattutto i sentimenti della gente, che aveva ormai identificato in Biagi l'uomo, il giornalista libero e scomodo, che criticava sorridendo, che si opponeva con la forza delle idee e non con le grida della superficialità. Che usava parole semplici e antichi detti popolani per fare a pezzi le falsità dei nuovi slogan pubblicitari. ([[Sandra Bonsanti]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Enzo Biagi, ''Cina'', Rizzoli, Milano, 1979.
*Enzo Biagi, ''Consigli per un paese normale'', a cura di Salvatore Giannella, Rizzoli, Milano, 2010. ISBN 978-88-17-04157-7
*Enzo Biagi, ''Diciamoci tutto'', Edizione CDE su licenza di Arnoldo Mondatori Editore, Milano, 1984.
*Enzo Biagi, ''Dizionario del Novecento'', Rai Eri - Rizzoli, Roma - Milano, 2001. ISBN 88-17-86780-2
*Enzo Biagi, ''Era ieri'', a cura di Loris Mazzetti, Rizzoli.
*Enzo Biagi, ''I quattordici mesi. La mia Resistenza'', a cura di Loris Mazzetti, Rizzoli, Milano, 2009. ISBN 978-88-17-03545-3
*Enzo Biagi, ''Italia'', Rizzoli, Milano, 1975.
*Enzo Biagi, ''L'albero dai fiori bianchi'', ERI Rizzoli, Milano, 1994. ISBN 88-17-84353-9
*Enzo Biagi, ''L'Italia dei peccatori'', Edizione Club su licenza di RCS Rizzoli Libri, Milano, 1992.
*Enzo Biagi, ''Lettera d'amore a una ragazza di una volta'', Rizzoli.
*Enzo Biagi, ''Mille camere'', Mondadori, Milano, 1984.
*Enzo Biagi, ''Quante storie'' (seconda edizione di ''E tu lo sai?''), Rizzoli, Milano, 1989. ISBN 88-17-85322-4
*Enzo Biagi, ''Racconto di un secolo'', Rai Eri - Rizzoli, Roma - Milano, 1999. ISBN 88-17-86090-5
*Enzo Biagi, ''Russia'', Rizzoli, Milano, 1977.
*Enzo Biagi, ''Senza dire arrivederci'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1985.
*Enzo Biagi, ''Strettamente personale'', Rizzoli.
*Enzo Biagi, ''Testimone del tempo'', SEI, Torino, 1971.
*Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
*Gian Carlo Zuccaro, ''Lui, Mussolini'', edizioni E.R.G.A., 1983.
==Filmografia==
*''[[Camicie rosse (Anita Garibaldi)]]'' (1952)
==Voci correlate==
*[[Editto bulgaro]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Interprogetto/notizia|Si è spento Enzo Biagi|data=6 novembre 2007}}
===Opere===
{{Pedia|Era ieri||}}
{{DEFAULTSORT:Biagi, Enzo}}
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Partigiani italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
p37n5hewufxzcreprjecnbv8abggkiy
Alexandre Dumas padre
0
1958
1422618
1422423
2026-08-04T20:17:45Z
Udiki
86035
/* Il conte di Montecristo */ -1 perché è detto che è un proverbio quindi non è originale: "I rossi sono buoni del tutto, o del tutto cattivi". Cambio traduzione di quattro citazioni, tre delle quali non si sa da quale edizione provenissero
1422618
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Alexandre Dumas.jpg|thumb|Alexandre Dumas]]
'''Alexandre Dumas''' (1802 – 1870), scrittore e drammaturgo francese.
==Citazioni di Alexandre Dumas==
*Abitualmente comincio un libro solo dopo ch'è stato già scritto.
:''En général, je ne commence un livre que lorsqu'il est écrit''.<ref>Da ''Propos d'art et de cuisine''.</ref>
*C'è una donna in ogni caso; appena mi portano un rapporto, io dico: "Cherchez la femme."<ref>Da ''I Mohicani di Parigi'', 1854; vedi anche [[w:Cherchez la femme|la voce]] in Wikipedia.</ref>
:''Il y a une femme dans toutes les affaires; aussitôt qu'on me fait un rapport, je dis:'' Cherchez la femme!.
*Chi legge la [[storia]], se non gli [[storico|storici]] quando correggono le loro bozze?<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name="e" />
*Ci sono certe città sconosciute il cui nome, per inattese, terribili, clamorose catastrofi, talvolta acquista improvvisa fama europea e che s'ergono in mezzo al secolo come una di quelle paline storiche piantate dalla mano di Dio per l'eternità: tale è il destino di [[Pizzo Calabro|Pizzo]]. Senza annali nel passato e probabilmente senza storia nell'avvenire, essa vive sulla sua gloria di un giorno ed è diventata una delle stazioni omeriche dell'Iliade napoleonica. Infatti è noto che fu nella città di Pizzo che [[Gioacchino Murat]] venne a farsi fucilare, là che quest'altro Aiace trovò una morte oscura e cruenta.<ref>Da ''Viaggio in Calabria''.</ref>
*{{NDR|In ricordo di Emma Mannoury-Lacour}} Credo proprio che tre quarti del mio cuore, se non il cuore intero, siano morti con lei.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 4 novembre 2004.</ref>
*Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle [[donna|donne]] perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.<ref>Citato in Franco Fossati, ''Chi dice donna...'', Armenia, 1987, p. 41. ISBN 8834401786</ref>
*E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?<ref>Da ''Kean o Genio e sregolatezza'', IV, 2.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
*{{NDR|[[Francesco Mario Pagano]]}} Godeva di una grande reputazione e la meritava sotto tutti i rapporti. [...] La dolcezza della sua parola, la soavità della sua morale l'avea fatto soprannominare il Platone campano, ancora giovane aveva scritto la giurisdizione criminale opera che fu tradotta in tutte le lingue, e che fu menzionata dall'assemblea nazionale francese.<ref>Da ''I Borboni di Napoli: Vol. III'', Napoli, 1862, p. 10-11.</ref>
*L'[[orgoglio]] ha quasi sempre una compagna ancora peggiore: l'[[invidia]].
:''L'orgueil a presque toujours une compagne encore pire que lui: cest l'envie''.<ref>Da ''Le Roi des quilles- racconto per bambini'', 1859.</ref>
*La sorella era degna compagna del fratello. Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, [[Lucrezia Borgia|Lucrezia]] bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi. Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.<ref>Da ''I Borgia''; citato in [[Corrado Augias]], ''I segreti di Roma'', Oscar Mondadori, 2007, p. 264.</ref>
*Nulla riesce meglio del [[successo]], che è la calamita morale che tutto attira a sé.<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name=e />
*Roma e Venezia si riuniranno all'Italia ma chissà se [[Napoli]] non sfuggirà all'Italia. Facile prender Napoli, difficile il conservarla.<ref>Dal giornale ''L'Indipendente'' del 19 dicembre 1862.</ref>
*Tutto il delitto della prima {{NDR|[[Eleonora Pimentel Fonseca]]}} fu d'esser una {{sic|patriotta}} ardente; d'aver prima d'ogni altro levato il grido di libertà, quando la libertà apparve in Napoli; d'aver fondato il ''Monitore {{sic|Napolitano}}''. Questo delitto bastò a mandarla al patibolo, anzi alla forca.<br />Per un'oscena cortesia del tribunale verso la plebaglia {{sic|napolitana}}, la forca era alta trenta piedi.<br />Eleonora Pimentel camminò al supplizio col sorriso sulle labbra; nel lasciar {{sic|la}} carcere aveva bevuto una tazza di caffè: nel giunger a piè della forca, le fu chiesto se desiderava qualcosa: avevano l'ordine di accordarle l'ultima sua domanda: speravasi che chiederebbe la vita.<br /> – Datemi un paio di mutande, disse.<br />Lucrezia<ref>Allusione alla Lucrezia romana, moglie di Collatino, suicida per l'oltraggio di Sesto Tarquinio.</ref> non avrebbe nulla trovato di meglio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_Ty7nnZyBCFMC/page/n6/mode/1up Da Napoli a Roma]'', traduzione di Eugenio Torelli, Stabilimento tipografico del Plebiscito, Napoli, 1863, cap. III, p. 71.</ref>
==''Ascanio''==
===[[Incipit]]===
Alle quattro pomeridiane del 10 luglio dell'anno di grazia 1540, un bel giovane, alto, bruno con grandi occhi neri, vestito con elegante semplicità e armato soltanto d'un pugnaletto dal manico mirabilmente cesellato, stava presso la pila dell'acqua benedetta che è sull'entrata della chiesa dei Grandi Agostini, nel recinto dell'Università di Parigi.<br />Questo giovane, senza dubbio per pia umiltà, non si era mosso dal suo posto per tutta la durata dei vespri, e a fronte china, in atteggiamento di dovuta contemplazione, aveva mormorato non so quali parole, forse le preghiere, poiché le aveva dette a voce tanto bassa, che soltanto lui e Dio potevano sapere ciò che egli dicesse.
===Citazioni===
*V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina. (p. 205)
*Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede. (p. 205)
==''I tre moschettieri''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Le premier lundi du mois d'avril 1626, le bourg de Meung, où naquit l'auteur du ''Roman de la Rose'', semblait être dans une révolution aussi entière que si les huguenots en fussent venus faire une seconde Rochelle. Plusieurs bourgeois, voyant s'enfuir les femmes le long de la grande rue, entendant les enfants crier sur le seuil des portes, se hâtaient d'endosser la cuirasse, et appuyant leur contenance quelque peu incertaine d'un mousquet ou d'une pertuisane, se dirigeaient vers l'hôtellerie du ''Franc-Meunier'', devant laquelle s'empressait, en grossissant de minute en minute, un groupe compacte, bruyant et plein de curiosité.''
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Les Trois Mousquetaires|Les Trois Mousquetaires]]'', MM. Dufour et Mulat, Paris, 1849.}}
====Giuseppe Aventi====
Il primo lunedì dell'aprile 1625, il borgo di Meung, che diede i natali all'autore del ''Romanzo della Rosa'', era in preda al più grande disordine, come se vi fossero capitati gli Ugonotti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, nel veder le donne scappare verso la Strada Grande, e nel sentir gli strilli dei bambini sugli usci delle case, si affrettavano a indossare la corazza, e fortificando la loro risolutezza un po' dubbia, con un moschetto o una partigiana, si avviavano alla locanda del Buon Mugnaio, davanti alla quale c'era un gruppo compatto, chiassoso e pieno di curiosità, che ingrossava di momento in momento.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}utT5qmal_gIC I tre moschettieri]'', traduzione di Giuseppe Aventi, Rizzoli, 2011. ISBN 88-58-61145-6}}
====Maria Bellonci====
Il primo lunedì d'aprile del 1625 nella città di Meung (dove nacque l'autore del ''Roman de la rose''), sembrava che fosse scoppiata una violenta rivoluzione come se stessero arrivando gli ugonotti per una seconda La Rochelle. Molti cittadini, vedendo le donne precipitarsi verso la strada principale e sentendo i bambini gridare sulle porte di casa, corsero ad armarsi, e, resi più sicuri dal loro moschetto o dalla loro alabarda, si diressero verso l'osteria del ''Franc Meunier'' dove stava ammassandosi, di minuto in minuto più fitta, una folla vociante e curiosa.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}gztjEAAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Maria Bellonci]], Giunti, 2010. ISBN 9788809753570}}
====Antonio Beltramelli====
Il primo lunedì del mese d'aprile del 1625, il borgo di Meung, dove nacque l'autore del ''Romanzo della Rosa'', sembrava essere in piena rivoluzione, come se gli ugonotti fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Parecchi abitanti, vedendo le donne fuggire verso la Grande-Rue e sentendo i bimbi strillare sulle soglie, si affrettarono a indossare la corazza e, puntellando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossando di minuto in minuto, un gruppo di persone compatto, rumoroso e molto incuriosito.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}uuN_DQAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Antonio Beltramelli]] revisionata da Stefano Mazzurana, Mondadori, 2016. ISBN 9788852077920}}
====Angiolo Orvieto====
Il primo lunedì del mese d'aprile 1625 il borgo di Méung ove nacque l'autore del Romanzo della Rosa, sembrava esser in una così completa rivoluzione, come se gli ugonotti vi fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Molti borghigiani vedendo correre le donne lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sul limitare delle porte, si sollecitavano ad indossare la corazza, equilibrando il loro portamento alquanto incerto col mezzo di un moschetto o di una partigiana, o dirigendosi verso l'osteria del Franc-Meunier, davanti alla quale si affrettava ed ingrossava di minuto in minuto, un gruppo compatto, rumoroso e pieno di curiosità.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853}}
====Guido Paduano====
Il primo lunedì d'aprile del 1625 la cittadina di Meung, dove nacque l'autore del ''Roman de la Rose'', sembrava completamente sconvolta, come se gli ugonotti fossero venuti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, vedendo fuggire le donne dalla parte della Grande-Rue e sentendo piangere i bambini sulle porte, si affrettarono a indossare la corazza e, rafforzando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossandosi di minuto in minuto, una folla compatta, rumorosa e curiosa.
====C. Siniscalchi====
Il primo lunedì d'aprile del 1625 il borgo di Meung sembrava in aperta rivoluzione come se gli Ugonotti, vi fossero venuti a formare una seconda Rocella. Diversi borghesi, vedendo le donne fuggire lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sulla soglia delle porte, si affrettavano ad indossare la corazza, ed animando il loro coraggio, sebbene poco marziale con un moschetto od una partigiana, correvano tutti verso l'albergo del Franc-Meunier, dinanzi al quale si stipava un gruppo compatto, clamoroso e pieno di curiosità.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975}}
===Citazioni===
*{{NDR|Sul [[XVII secolo]]}} [...] quell'epoca di libertà minima e d'indipendenza massima [...]. (cap. II, ''L'anticamera del signor de Tréville''; 2013)
*Quest'altro moschettiere formava un perfetto contrasto con colui che lo interrogava e che gli aveva dato il nome di Aramis. Era un giovane di ventidue o ventitré anni appena, dall'espressione candida e dolce, dall'occhio nero e mite e dalle gote rosee e vellutate come una pesca d'autunno; i suoi baffi sottili disegnavano sul labbro superiore una linea perfettamente diritta, le sue mani pareva evitassero di abbassarsi per timore di fare un po' gonfie le vene, e di tanto in tanto lo si vedeva pizzicarsi l'orlo delle orecchie, per mantenerle di un incarnato tenero e trasparente. Per abitudine, egli parlava poco e con lentezza, salutava molto, rideva senza far strepito e mostrando i denti, di cui pareva avere molta cura come il resto della persona. (cap. II, ''L'anticamera del signor Tréville'')
*Il [[coraggio]] è sempre rispettato, anche in un nemico. (cap. V, ''I moschettieri del re e e le guardie del cardinale''; 2013)
*[...] tutti per uno e uno per tutti [...]. {{NDR|[[Motti dai libri|motto]]}} (D'Artagnan: cap. IX, ''D'Artagnan si rivela''; 2013)
*– Non avete qualche amico con l'orologio che va indietro?<br />– E allora?<br />– Allora andate a trovarlo, in modo che possa testimoniare che alle nove e mezza eravate da lui. È quello che in linguaggio giudiziario si chiama avere un [[alibi]]. (cap. X, ''Una trappola per topi nel secolo diciassettesimo''; 2013)
*L'[[amore]] è la più egoista di tutte le passioni. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*– Non ho bisogno di voi.<br />– Ma siete voi che avete chiesto...<br />– L'aiuto di un gentiluomo, non la sorveglianza di una [[Spionaggio|spia]].<br />– È una parola un po' dura!<br />– Come si chiamano quelli che seguono le persone contro la loro volontà?<br />– Indiscreti.<br />– È una parola un po’ troppo morbida. (Signora Bonacieux e d'Artagnan: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*[...] quella brutalità ingenua che le donne preferiscono spesso all'affettazione della cortesia, perché scopre il fondo del pensiero e prova che il sentimento ha la meglio sulla ragione. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*[...] ciò che è [[perdita|perduto]] oggi può non essere perduto per l'avvenire. (Signora Bonacieux: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*— Milord, — esclamò [[Anna d'Asburgo (1601-1666)|la regina]] — voi dimenticate che io non ho mai detto di amarvi.<br />— Ma nemmeno mi avete detto che non mi amavate, e veramente dirmi tali parole sarebbe, da parte della Maestà Vostra, un'ingratitudine troppo grande. Poiché, dove troverete, ditemi, un amore simile al mio, un amore che né il tempo, né la lontananza, né la disperazione possono spegnere; un amore che si accontenta di un nastro smarrito, di uno sguardo perduto, di una parola sfuggita? (Buckingham: cap. XII)
*In piedi davanti al caminetto, c'era un uomo di media statura, di aspetto nobile e altero, con gli occhi penetranti, la fronte ampia, un volto smagrito e ancor più allungato dal pizzo e dai baffi. Benché quell'uomo avesse trentasei o trentasette anni appena, capelli, baffi e pizzo cominciavano a farsi grigi. Quell'uomo non aveva spada, ma sembrava, in tutto il resto, un uomo di guerra: i suoi stivali di pelle di bufalo leggermente coperti di polvere indicavano che nella giornata era stato a cavallo. Quell'uomo era [[Armand-Jean du Plessis de Richelieu|Armand Jean Duplessis, cardinale di Richelieu]], non quale viene di solito rappresentato a noi, affranto come un vecchio, sofferente come un martire, il corpo piegato, la voce spenta, sepolto in una grande poltrona come in una tomba anticipata, vivo solo per il suo genio e capace ancora di sostenere la lotta con l'Europa soltanto per la forza del suo pensiero, diuturnamente applicato, ma quale egli era realmente in quel tempo, vale a dire destro e galante cavaliere, già debole nel corpo, ma sostenuto da quella potenza morale che ha fatto di lui uno degli uomini più straordinari che siano mai esistiti; quale egli era in quel tempo in cui si preparava, dopo aver validamente appoggiato il duca di Nevers nel ducato di Mantova, dopo aver preso Nimes, Castres e Uzès, a cacciare gli inglesi dall'isola di Ré, e ad assediare la Rochelle. (cap. XIV, ''L'uomo di Meung'')
*D'Artagnan non poté fare a meno di pensare quanto fragili e sconosciuti siano i fili che talora regolano i destini di un popolo e la vita degli uomini. {{NDR|Dopo che il Duca di Buckingham decide di stabilire l'embargo e dichiarare guerra alla Francia soltanto per una questione d'amore}} (cap. XXI, ''La contessa di Winter'')
*— Noialtri diciamo: fiero come uno [[Scozia|scozzese]], — mormorò Buckingham.<br />— E Noi. fiero come un [[Guascogna|guascone]], — disse di rimando D'Artagnan. — I guasconi sono gli scozzesi della Francia. (cap. XXI, ''La contessa di Winter'')
*C'è un Dio per gli ubriachi e gli innamorati. (cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013)
*In tutti i casi, ragazzo mio, credete a un uomo che vive da trent'anni alla corte: non vi addormentate nella vostra sicurezza, o siete perduto. Al contrario, ve lo dico io, dovete vedere nemici dappertutto. Se cercano di attaccare briga con voi, evitatelo, fosse anche un bambino di dieci anni; se vi attaccano, di notte o di giorno, battete in ritirata senza vergogna; se attraversate un ponte, tastate le assi, che non vi manchino sotto i piedi; se passate davanti a una casa in costruzione, guardate bene che non vi cada una pietra sulla testa; se rientrate tardi, fatevi seguire dal vostro domestico, e che sia armato, purché siate sicuro del vostro domestico. Diffidate di tutti, del vostro amico, di vostro fratello, della vostra amante... soprattutto della vostra amante. (Signor de Tréville: cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013)
*Un mariuolo non ride alla stessa maniera di un uomo onesto, un ipocrita non piange le stesse lacrime di un uomo in buona fede. Ogni [[falsità]] è una [[maschera]], e per bene che sia fatta la maschera, con un po' d'attenzione si arriva sempre a distinguerla dal viso. (cap. XXV, ''L'amante di Porthos''; 2013)
*[...] non c'è [[amicizia]] che resista a un segreto scoperto, soprattutto quando questo segreto tocca l'amor proprio; inoltre si ha sempre una certa superiorità morale sulle persone di cui si conosce la vita. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013)
*[...] nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete. Il [[silenzio]] è l'ultima gioia degli infelici; guardatevi bene dal mettere chicchessia sulla traccia dei vostri dolori: i curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d'un daino ferito. (Aramis: cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013)
*Niente fa passare il tempo e abbrevia la strada come un [[pensiero]] che assorbe su di sé tutte le facoltà di chi pensa. L'esistenza esterna assomiglia allora a un sonno, di cui quel pensiero è il sogno. Grazie al suo influsso, il tempo non ha più misura, lo spazio non ha più distanza. Si parte da un luogo e si arriva a un altro, ecco tutto. Dell'intervallo percorso, non resta presente al vostro ricordo che una vaga foschia in cui svaniscono mille immagini confuse di alberi, montagne, paesaggi. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013)
*[...] l'[[amore e morte|amore]] è una lotteria dove chi vince vince la [[amore e morte|morte]]. (Athos: cap. XXVII, ''La moglie di Athos''; 2013)
*La [[vita]] stessa si può riassumere in tre parole: ''erat'', ''est'', ''fuit''. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013)
*[...] in tutte le cose il merito sta nella [[difficoltà]]. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013)
*[...] si domandano [[consigli]] solo per non seguirli, o, se li si segue, per avere qualcuno a cui si possa rimproverare di averli dati. (Athos: cap. XXXIV, ''Dove si tratta dell'equipaggiamento di Aramis e di Porthos''; 2013)
*Il cuore della donna migliore è spietato verso i dolori d'una rivale. (cap. XXXV, ''La notte tutti i gatti sono bigi''; 2013)
*Milady sorrise di un sorriso strano.<br />— Così, voi mi amate? — disse.<br />— Ho forse bisogno di dirvelo? Non ve ne siete accorta?<br />— Oh, sì, ma come sapete, i cuori più fieri sono più difficili da conquistare.<br />— Oh, le difficoltà non mi sgomentano — disse d'Artagnan; — temo solo le cose impossibili.<br />— Non c'è nulla di impossibile, — disse Milady — per un vero amore. (cap. XXXVI, ''Sogno di vendetta'')
*[...] dietro a ogni [[felicità]] presente è nascosto un timore futuro. (cap. XXXIX, ''Una visione''; 2013)
*Nessuna speranza è folle, tranne che per gli sciocchi [...]. (Richelieu: cap. XL, ''Il cardinale''; 2013)
*Il [[tempo]], amico mio, il tempo porta con sé l'occasione, e l'occasione è la martingala<ref>Tipo di scommessa che prevede a ogni successiva puntata il raddoppio della posta. [N.d.T.]</ref> dell'uomo: più ha scommesso e più guadagna, se sa aspettare. (Athos: cap. XLII, ''Il vino d'Angiò''; 2013)
*In tutti i tempi e tutti i paesi, soprattutto se sono divisi in materia di religione, ci saranno fanatici che non chiedono di meglio che diventare [[martiri]]. (Richelieu: cap. XLIV, ''L'utilità dei tubi di stufa''; 2013)
*– Allora, – disse d'Artagnan, lasciando cadere le braccia con scoraggiamento, – è inutile lottare ancora: tanto vale che [[Suicidio|mi bruci le cervella]] e facciamola finita!<br />– Questa è l'ultima sciocchezza da fare, – disse Athos, – perché è la sola cui non c'è rimedio. (cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013)
*[...] ci prendono per pazzi o per [[eroi]], due categorie di imbecilli molto simili tra loro. (Athos: cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013)
*[...] bisogna puntare sui [[Vizio e virtù|difetti]] delle persone, non sulle loro [[Vizio e virtù|virtù]]. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'')
*[[Beneficio]] rinfacciato, offesa arrecata. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'')
*La [[vita]] è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia''; 2013)
*L'[[amore]] è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione. (cap. LVI)
*I grandi [[criminali]] portano con sé una specie di predestinazione che fa loro superare tutti gli ostacoli, li salva da tutti i pericoli, fino al momento che la Provvidenza, stanca, ha fissato come scoglio per la loro empia fortuna. (cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013)
*[...] non conosco nessun uomo che meriti di essere rimpianto durante tutta la vita di un altro uomo [...]. (Buckingham: cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013)
===Citazioni su ''I tre moschettieri''===
*Da mia parte, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i ''Trois mousquetaires'' di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun'offesa della poesia, ma nascondono in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti; ed è bene incoraggiarli a deporre la falsa vergogna e il congiunto imbarazzo. ([[Benedetto Croce]])
*''I tre moschettieri'' è in verità la storia del quarto. ([[Umberto Eco]])
*Il romanzo ''I tre moschettieri'' è una serie ininterrotta di vendette, dal principio alla fine. C'è una vendetta ad ogni pagina. Ogni tanto, una esaltazione tutta esplicita della vendetta, definita qualche volta come "le plaisir des dieux", il piacere degli Dei. ([[Beniamino Placido]])
*In questa favola, Alessandro Dumas sfoggia non poche qualità del grande scrittore: e non delle secondarie. In primo luogo una sovrana impudenza; un insieme di complicità ed oltraggio nei confronti del lettore; nessun patetismo, neppure quando ricorre a situazioni obiettivamente patetiche: giacché nelle sue mani anche la morte dell'innocente si fa avventura, è «divertente». E ancora, il gusto del gioco, della mistificazione; l'onesta carenza morale, che ci rassicura che nei labirinti di questa deliziosa macchinazione non si nasconde la pia frode di un messaggio; una nobile guitteria, che gli detta la mossa esatta per scatenare la saggiamente consenziente credulità del pubblico, e che insieme proibisce qualsiasi identificazione emotiva: il lettore è tenuto a bada nel momento stesso in cui è affascinato; è e deve restare spettatore. ([[Giorgio Manganelli]])
===[[Pietro Citati]]===
*Il personaggio di d'Artagnan è uno dei più straordinari ritratti simbolici della prima parte del secolo. Athos è degno di Dostoevskij. Milady è una bellissima creatura del male. E quella leggerezza, che ci trascina di pagina in pagina, non nasce soltanto da una natura felice, ma da una squisita arte intellettuale.
*Non credete ai denigratori. ''I tre moschettieri'' emana un vero profumo storico: non meno di ''Guerra e Pace''; un profumo che Dumas ricava con astuzia e grazia dalle memorie, dalle lettere e dai romanzi del primo Seicento.
*Come in una cavalcata fantastica, tutta la geografia, la storia e la letteratura della Francia, sfilano davanti ai nostri occhi. Conosciamo i guasconi, i piccardi, i normanni, gli abitanti del Berry, e il loro dialetto, che il colto Aramis si rifiuta di capire; e quanti paesi e chiese e osterie sorvolate dal vento dell'avventura. C'è Parigi, avvolta da una nebbia cupa. I moschettieri bevono generosamente, attaccano briga, pagano malvolentieri i conti degli osti, come gli eroi di Rabelais e di Scarron. ''Il borghese gentiluomo'', ''L'Avaro'' e ''Il Barbiere di Siviglia'' ci fanno conoscere i loro lacchè e le loro soubrettes, che danzano ancora per noi. Abbiamo mercanti e avvocati, avidi e sordidi come nel ''Romanzo borghese'' di Furetière. Aramis ci ricorda la mondanità preziosa degli abati. Gli epigrammi della tradizione moralistica francese brillano alla fine di ogni capitolo. Poi il tempo cambia. Entriamo nella Parigi del primo Ottocento, nei teatri e nei piccoli giornali. C'è qualche traccia della sapienza filosofica e fisionomica di Balzac. E il giovane d'Artagnan, che a diciott'anni arriva dalla Guascogna per far fortuna, l'abbiamo già incontrato nelle vesti di Gil Blas e di Jacob: l'abbiamo ritrovato in quelle di Lucien de Rubempré e di Julien Sorel, che come lui cercano di conquistare la Francia.
*Non so se Dumas avesse letto Baltasar Gracián: una parte dei ''Tre moschettieri'' ha un sapore che ci ricorda, sebbene mescolato e manipolato dall'"abile irrigatore", le massime del gesuita spagnolo. Il Seicento si incarna nella figura del cardinale di Richelieu, per il quale Dumas ha una vera passione. Richelieu è la rapidità e l'astuzia, che solo d'Artagnan sa fronteggiare. Rappresenta gli ''Arcana imperii'': il segreto profondissimo del potere e la macchinazione; l'arte di spiare e di ascoltare i segreti.
*Ormai è tempo di riprendere in mano ''I tre moschettieri''. Non possiamo fermarci: gli oggetti non ci arrestano con il loro volume, e i personaggi sembrano (e non sono) formati di una sola dimensione. Tutto quello che, nella vita, ci sbarra il passo, viene trascinato dal volo velocissimo della fantasia. Il cavallo di d'Artagnan corre verso l'Inghilterra più rapido del nostro occhio che legge, le navi attraversano in un baleno i mari, Milady ripete le sue affascinanti menzogne, un'occhiata fa scoccare all'improvviso un amore... La leggerezza trionfa sul peso: la frivolezza sul significato, l'immaginazione sull'esperienza. Mentre leggiamo, rimbalzando di fatto in fatto, anche noi senza peso, tutto ci accade: siamo d'Artagnan e Richelieu, Buckingham e Athos, l'uomo dal mantello rosso e Milady, eppure nulla ci tocca e ci ferisce. Veloci come il vento, indenni e inconsapevoli come l'aria, attraversiamo senza conoscerle tutte le esperienze del mondo.
==''Il conte di Montecristo''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Le 24 février 1815, la vigie de Notre-Dame de la Garde signala le trois-mâts le Pharaon, venant de Smyrne, Trieste et Naples.<br />Comme d'habitude, un pilote côtier partit aussitôt du port, rasa le château d'If, et alla aborder le navire entre le cap de Morgion et l'île de Rion.<br />Aussitôt, comme d'habitude encore, la plate-forme du fort Saint-Jean s'était couverte de curieux ; car c'est toujours une grande affaire à Marseille que l'arrivée d'un bâtiment, surtout quand ce bâtiment, comme le Pharaon, a été construit, gréé, arrimé sur les chantiers de la vieille Phocée, et appartient à un armateur de la ville.''
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Le Comte de Monte-Cristo/Chapitre 1|Le Comte de Monte-Cristo]]'', C. Lévy, 1889}}
====Lanfranco Binni====
Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il trealberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota costiero uscì subito dal porto, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E subito, come sempre, la spianata del forte Saint-Jean si riempì di una folla di curiosi, perché è sempre un grande avvenimento a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée, e appartiene a un armatore della città.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165}}
====Margherita Botto====
Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come al solito, subito un pilota si mosse dal porto, costeggiò il castello d'If, e andò ad abbordarlo tra capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E come al solito, subito lo spiazzo del forte Saint-Jean si riempì di curiosi. Perché a Marsiglia l'arrivo di una nave è sempre un grande avvenimento, soprattutto quando quella nave è stata costruita, armata e stivata, come il ''Pharaon'', nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://www.einaudi.it/content/uploads/2022/05/Pagine-da-INT_Dumas_Il_conte_di_Montecristo.pdf Il conte di Montecristo]'', traduzione di Margherita Botto, Einaudi, 2015. ISBN 9788806225186}}
====Giovanni Ferrero====
Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Nostra Signora della Guardia segnalò il tre-alberi ''Pharaon'' che arrivava da Smirne, via Trieste e [[Napoli]].<br />Come al solito, un pilota costiero partì immediatamente dal porto, costeggiò il castello d'If e raggiunse la nave tra il Capo Morgiou e l'isola di Rion. E tosto, come al solito, il belvedere del forte Saint-Jean si riempì di curiosi poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001}}
====Emilio Franceschini====
Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre-alberi il ''Faraone'', che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Com'è d'uso, un pilota {{sic|costiere}} partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion.<br />Contemporaneamente com'è egualmente d'uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l'arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il ''Faraone'', si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un armatore della città.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998}}
====Vincenzo Latronico====
Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò in avvicinamento il ''Pharaon'', un tre alberi proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota di porto prese il mare, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave fra Morgiou e l'isola di Riou, mentre la banchina del forte di Saint-Jean si riempiva di curiosi: l'arrivo di una nave era ogni volta un grande evento a Marsiglia, specialmente quando si trattava di un'imbarcazione costruita nei cantieri cittadini e di proprietà di un armatore locale.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}XXC1DwAAQBAJ&pg{{=}}PA5 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Vincenzo Latronico, Bompiani, 2026. ISBN 9788858784730}}
====Guido Paduano====
Il 24 febbraio 1815, la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Secondo l'uso, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad abbordare la nave tra il Cap de Morgiou e l'isola di Riou.<br />Sempre secondo l'uso, la spianata del forte Saint-Jean si era immediatamente riempita di curiosi: a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è sempre un avvenimento, soprattutto quando il bastimento, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, armato, stivato, nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522}}
====Gaia Panfili====
Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', in provenienza da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come di consueto, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad accostare la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />Subito, sempre come di consueto, la spianata della fortezza Saint-Jean si era ammantata di curiosi; a Marsiglia infatti l'arrivo di un bastimento è sempre un grande evento, soprattutto quando tale bastimento, come il ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato, stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartiene a un armatore di città.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035}}
====Jean Rossari====
Il 24 febbrajo 1815 la scolta di Nostra Signora della guardia segnalava la nave il ''Faraone'' proveniente da Smirne, Trieste e Napoli. Un {{sic|piloto costiere}}, secondo il solito, si staccò subitamente dal porto, passò vicino al castello d'If, e {{sic|abordò}} il naviglio tra il capo di Morgiou e l'isola di Rion. E, sempre secondo l'uso, sulla piattaforma del forte S. Giovanni s'erano affollati i curiosi, poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è affare di molta importanza, specialmente quando si tratta di un bastimento {{sic|costrutto}}, armato e confezionato sui cantieri della ''vecchia focea'' e appartenente ad un armatore della città. Tale appunto era il ''Faraone''.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}Mj1MAAAAcAAJ&pg{{=}}PA35 Il conte di Monte Cristo]'', versione di Jean Rossari, Borroni e Scotti, 1846}}
===Citazioni===
*[...] in [[politica]] non esistono assassinî. In politica, mio caro, lo sapete quanto me, non ci sono uomini ma idee; non sentimenti ma interessi; in politica non si uccide un uomo: si elimina un ostacolo, ecco tutto. (Noirtier: cap. XII, ''Il padre e il figlio''; 2011)
*[...] per l'uomo felice la [[preghiera]] rimane un insieme monotono e privo di senso fino al giorno in cui il dolore viene a spiegare all'infelice questo linguaggio sublime per mezzo del quale si rivolge a Dio. (cap. XV, ''Il nº 34 e il nº 27''; 2011)
*Ci vuole la sciagura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; Donzelli, p. 132)
*La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica [...]. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; Donzelli, p. 139)
*[...] Dio vuole che l'uomo che ha creato, e nel cuore del quale ha così profondamente radicato l'amore della vita, faccia tutto quello che può per conservare un'esistenza talvolta così penosa, ma sempre così cara. ([[Abate Faria]]: cap. XIX, ''Il terzo accesso''; 2018)
*{{NDR|Il}} grande lago che chiamano il [[Mediterraneo]] [...]. (cap. XXII, ''I contrabbandieri''; Donzelli, p. 177)
*Negli [[Affare|affari]], signore, non ci sono amici; lo sapete bene, ci sono soltanto dei corrispondenti. (Pierre Morrel: cap. XXIX, ''La casa Morrel''; 2011)
*Questa specie di confettura verde è l'ambrosia che [[Ebe]] serviva alla tavola di [[Giove (divinità)|Giove]]. [...] Siete un uomo positivo, e l'[[oro]] è il vostro idolo? Gustate di questa, e le miniere del [[Perù]], di [[Gizerate]] e di [[Golgonda]] vi saranno aperte. Siete un uomo di immaginazione? Siete [[poeta]]? Gustate di questa, e le barriere del possibile spariranno; vi si apriranno i campi dell'[[infinito]], e passeggerete libero di [[cuore]], di spirito nei domini senza confine dell'ideale. Siete ambizioso? Correte dietro le grandezze della terra? Gustate di questa, e dopo un'ora sarete idealmente, non re di un piccolo regno nascosto in un angolo d'[[Europa]], come la [[Francia]], la [[Spagna]] o l'[[Inghilterra]], ma sarete il Re del mondo. Il vostro [[trono]] sarà eretto sopra le montagne di Satanasso, e senza aver bisogno di fargli omaggio, senza essere costretto a baciarne gli artigli, sarete il sovrano, padrone di tutti i regni della terra. [...] Una certa erba che li trasportava nell'[[Eden]], in mezzo a piante sempre fiorite, a frutti sempre maturi. [...] Questo è [[hashish]], tutto ciò che si fa di meglio e di più puro in hashish ad Alessandria, l'hashish d'Abou Gor, il gran confetturiere, l'uomo al quale si dovrebbe fabbricare un palazzo con questa iscrizione:<br /> AL MERCANTE DELLA FELICITÀ, IL MONDO RICONOSCENTE. (Sindbad il marinaio: cap. XXXI, p. 235)
*Se qualcuno avesse fatto morire fra le torture inaudite, in mezzo a tormenti senza fine, vostro padre, vostra madre, la vostra donna, uno di questi esseri, insomma che quando vengono rapiti al nostro cuore lasciano un vuoto eterno e una piaga sempre sanguinosa, vi parrebbe sufficiente la riparazione accordatavi dalla società, sareste soddisfatti solo perché il ferro della ghigliottina è passato fra la base dell'occipite e i muscoli delle spalle dell'uccisore, e perché chi vi ha fatto patire anni di morali sofferente ha provato qualche secondo di dolore fisico? (Conte di Montecristo: cap. XXXV, ''La mazzolata'')
*«Ah, il [[duello]]!», esclamò il conte. «Sull'anima mia, risibile modo di raggiungere il proprio scopo, quando lo scopo è la vendetta! Un uomo vi ha rubato la vostra amante, un uomo ha sedotto vostra moglie, un uomo ha disonorato vostra figlia. Di una vita intera, che aveva il diritto di aspettarsi la parte di felicità che Iddio ha promesso a ogni essere umano nel crearlo, egli ha fatto un'esistenza di dolore, di miseria o d'infamia, e voi vi ritenete vendicato perché a quest'uomo, che vi ha gettato il delirio nella mente e la disperazione nel cuore, voi avete sferrato un fendente in petto o piazzato una pallottola in capo? Suvvia, dunque! Senza contare che spesso è costui a uscire trionfante dalla tenzone, mondato agli occhi del mondo e in qualche modo assolto da Dio. No, no – rincarò il conte – se mai dovessi vendicarmi, non è in questo modo che mi vendicherei». (cap. XXXV, ''La mazzolata''; Donzelli, p. 323)
*Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la [[società]] che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XL, ''La colazione''; Donzelli, pp. 388-389)
*[...] «fa' vedere che [[Stima|stimi]] te stesso e sarai stimato», assioma cento volte più utile nella nostra società di quello dei greci «conosci te stesso», che ai nostri giorni è stato sostituito dall'arte meno difficile e più vantaggiosa di conoscere gli altri. (cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2018)
*[...] le [[invenzione|invenzioni]] umane progrediscono dal composto al semplice, e il semplice è sempre la perfezione. (Conte di Montecristo: cap. XLVIII, ''Ideologia''; trad. Franceschini)
*Io sono uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, e credo che fino a oggi nessun uomo si sia trovato in una condizione simile alla mia. I regni dei re sono limitati: da montagne, da fiumi, da costumi diversi, da lingue diverse. Il mio regno è grande come il mondo, perché non sono né italiano, né francese, né indù, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere. Dio solo sa quale contrada mi vedrà morire. Adotto tutti i costumi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero, perché parlo il francese con la vostra stessa facilità e purezza? Ebbene, Alì, il mio nubiano, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di nessun paese, non chiedendo protezione a nessun governo, non riconoscendo nessun uomo per mio fratello, non uno solo degli scrupoli che fermano i potenti, non uno solo degli ostacoli che paralizzano i deboli, può fermarmi o paralizzarmi. Ho soltanto due avversari, non dirò due vincitori perché riesco a sottometterli con un po' di tenacia: la distanza e il tempo. Il terzo, e il più terribile, è la mia condizione di uomo mortale. Soltanto questa può fermarmi nel cammino che percorro, e prima che abbia raggiunto il mio obiettivo; tutto il resto, l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, cioè la rovina, l'imprevisto, l'eventualità, li ho tutti previsti; e se qualcosa può colpirmi, niente può abbattermi. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2011)
*Ci sono due [[Sguardo|sguardi]]: lo sguardo del corpo e lo sguardo dell'anima. Lo sguardo del corpo può talvolta dimenticare, ma quello dell'anima non dimentica mai. (Haydée: cap. LXXVII, ''Haydée''; 2011)
*Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. (cap. LXXXII, ''L'effrazione''; 2011)
*«Venite con me, visconte, vi conduco io».<br />«Con piacere».<br />«Allora siamo intesi?».<br />«Sì, ma dove?».<br />«Ve l'ho detto, dove l'aria è pura, dove il rumore assopisce, dove, per quanto orgoglio si nutra, ci si sente umili e ci si ritrova piccoli. Amo un tale svilimento, io che al pari di Augusto vengo definito padrone dell'universo».<br />«Dove andate, insomma?».<br />«Al [[mare]], visconte, al mare». (cap. LXXXV, ''Il viaggio''; Donzelli)
*Che cosa è la [[morte]] per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. (Conte di Montecristo: cap. XC)
*Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti alla compassione, quando la sciagura del nemico supera i limiti del loro odio. (cap. LXXXVI, ''Il giudizio''; 2011)
*[...] per i cuori che hanno sofferto molto la [[gioia]] è come la rugiada per la terra bruciata dal sole: cuore e terra assorbono quella pioggia benefica che cade su di loro, senza che niente si manifesti all'esterno. (cap. XCII, ''Il suicidio''; 2011)
*[...] non sarei artista se non mi rimanesse qualche illusione. (Eugénie: cap. XCV, ''Il padre e la figlia''; 2011)
*Fate attenzione: un consiglio è peggio di un favore. (Conte di Montecristo: cap. XCVI, ''Il contratto''; 2011)
*Guardami, Morrel – disse Montecristo con quella solennità che in certe occasioni lo rendeva così grande e persuasivo, – guardami: non ho lacrime negli occhi, né febbre nelle vene, né palpiti di disperazione nel cuore; eppure ti vedo soffrire, te, Maximilien, te che amo come amerei un figlio; ebbene, questo non ti dice, Morrel, che il [[dolore]] è come la vita, e anche al di là del dolore c'è sempre qualcosa di sconosciuto? (cap. CV, ''Il cimitero del Père-Lachaise''; 2011)
*È proprio degli spiriti prostrati vedere ogni cosa attraverso un velo nero; è l'anima che si crea i suoi orizzonti; la vostra anima è incupita e vi presenta un cielo tempestoso. (Conte di Montecristo: cap. CXII, ''La partenza''; 2011)
*Un uomo della tempra del conte non poteva abbandonarsi a lungo a quella malinconia che dà l'illusione di vivere e di un'apparente originalità agli spiriti volgari, ma che uccide le anime superiori. (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011)
*Sull'altra parete, un'iscrizione attirò la sua attenzione; spiccava, ancora bianca, sul muro verdastro; Montecristo la lesse:{{centrato|MIO DIO CONSERVATEMI LA MEMORIA!}}«Oh, sì – gridò, – ecco l'unica [[Preghiere dai libri|preghiera]] dei miei ultimi tempi. Non chiedevo più la libertà, chiedevo la memoria, temevo di diventare pazzo e di dimenticare. Mio Dio! mi avete conservato la memoria, e ho ricordato tutto. Grazie, grazie, mio Dio!» (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011)
*Prima di aver [[paura]], si vede giusto; mentre si ha paura, si vede doppio; dopo aver avuto paura, si vede torbido. (cap. CXIV, ''Peppino''; 2011)
*[...] in questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' {{NDR|[[Lettere dai libri|lettera]]}} ([[Edmond Dantès]]: cap. CXVII, ''Il 5 ottobre''; 2011)
===Citazioni su ''Il conte di Montecristo''===
*C'è un aggettivo che fin dalle prime pagine domina ossessivamente il racconto, ed è «cupo» (''sombre''): cupo è, pressoché sempre, Montecristo, cupo è il castello di If, cupo chiunque, a partire da Villefort, covi sinistri o tetri pensieri. Da una parte la policromia del mondo, euforizzata nel carnevale romano e nelle feste parigine, dall'altra le ragioni del silenzio e dell'attesa. Come in un'operetta morale leopardiana, solo dalla specola della morte si può comprendere (e paradossalmente orientare) lo spettacolo della vita: «bisognerà prendere il posto dei morti» annuncia Dantès, cui la futura e favolosa ricchezza apparirà come mero strumento del volere divino, e cioè né più né meno che un sacerdozio («io, tradito, assassinato, gettato anch'io in una tomba, sono uscito da quella tomba per grazia di Dio, e a Dio devo la vendetta. Mi manda per questo, ed eccomi»). Coerentemente, la sua condotta si svolgerà sotto il segno dell'ascesi, come se tutto quel lusso e quelle cornucopie di cibi pregiati fossero solo un ''trompe-l'œil'': individuo eccezionale («sono uno di quegli esseri eccezionali, sì!» si lascia sfuggire in un raro momento di civetteria), egli è in realtà un servo, destinato a rientrare nel nulla dopo la propria missione («il morto ritornerà nella tomba, il fantasma ritornerà nella notte»). Per questo è un personaggio così magnetico, perché, frustrandola, continua a ''difendersi'' dalla curiosità del lettore. ([[Michele Mari]])
*È forse il più «oppiaceo» dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subito un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla «punizione» da infliggere loro? Edmondo Dantès gli offre il modello, lo «ubbriaca» di esaltazione, sostituisce il credo di una giustizia trascendente in cui non crede più «sistematicamente». ([[Antonio Gramsci]])
*È il romanzo di una vendetta, ma è anche una descrizione impareggiabile del gran mondo parigino. Tutti i suoi nemici hanno fatto carriera, ma Dantès con ogni genere di astuzia riesce a stroncarli uno per uno. Tutti lo ammirano, tutti lo invitano, neppure la sua ex fidanzata, che ha sposato un alto funzionario, lo riconosce. Quando si deciderà a parlare?, ci chiediamo col fiato sospeso.<br />Siamo ben lontani da ''I tre moschettieri'', libro di cappa e spada più celebre e molto più sempliciotto. È Montecristo il vero eroe romantico creato dallo straripante Dumas. È a lui (se ci fosse una giustizia letteraria suprema) che andrebbe appesa la fama di Alexandre Dumas. ([[Carlo Fruttero]])
*Forse Edmond Dantès si sbagliava, e l'unica soluzione era non fidarsi e non sperare. ([[Arturo Pérez-Reverte]])
*''Il Conte di Monte-Cristo'' è una sterminata hilarotragedia, dove il riso e il delitto, il gioco e il Male Assoluto si sfiorano e si intrecciano. Il lieve tocco ironico, lo spirito settecentesco, l'allegretto sono presenti in ogni capitolo. ([[Pietro Citati]])
*– "''Il conte di Montecrisco''".<br />– "Montecristo", deficiente.<br />– Di Alessandro... Dum-azz... Due mazzi...<br />– È francese. Sì, si legge Dumas. Lo sai di che parla? Ti piacerebbe, parla di un'evasione.<br />– Allora va messo nel settore didattico. O sbaglio? (''[[Le ali della libertà]]'')
*La prima parte di ''Montecristo'', fino alla scoperta del tesoro, è un pezzo perfetto di racconto a effetto; non c'è mai stato un uomo che abbia partecipato a queste commoventi avventure senza un fremito, eppure Faria è un personaggio di cartapesta e Dantès poco più di un nome. Il seguito non è che il dilungarsi di un errore, cupo, sanguinoso, innaturale e stupido; ma quanto a questi primi capitoli, non credo esista un altro volume nel quale si possa respirare la stessa inconfondibile atmosfera di romanzo. ([[Robert Louis Stevenson]])
*L'architettura del ''Conte di Monte-Cristo'' possiede una meravigliosa precisione ed esattezza. Non saprei dire se il libro sia composto di romanzi diversi, che la facoltà affabulatrice di Dumas fa coabitare: o se moltissimi fili narrativi procedano gli uni accanto agli altri, fino a riunirsi ed esplodere in spettacolosi colpi di scena. Dovunque regna l'enigma: la soluzione dell'enigma viene sospesa e rinviata; ora una pagina ci suggerisce cosa accadrà, ora una voce sotterranea ci fa capire che avverranno cose completamente diverse. Il racconto corre veloce, trascina gli ostacoli, attraversa i tempi e gli spazi, copre immense tele scriveva Sainte-Beuve – «senza stancare mai il pennello di Dumas né il suo lettore». ([[Pietro Citati]])
==''Il visconte di Bragelonne''==
===[[Incipit]]===
Era circa la metà di maggio dell'anno 1660, alle nove del mattino, quando una piccola cavalcata composta di tre uomini e due paggi, attraverso il ponte della città di Blois, senza fare altra impressione sopra coloro che passeggiavano sulla riva che un primo moto della mano per salutare, ed un altro della lingua per esprimere la seguente idea "Ecco Monsignore che ritorna dalla caccia". Un altro. Però mentre i cavalli salivano l'erta che dal fiume conduce al castello, molti garzoni di bottega si avvicinarono all'ultimo cavallo che portava appesi all'arcione della sella vari uccelli legati per il becco. <br />A quella vista i curiosi manifestarono con una franchezza affatto zotica il loro disprezzo per una preda così magra, e dopo una discussione sullo svantaggio della caccia al volo, ritornarono tutti alle loro occupazioni. <br />Monsignore montava un piccolo cavallo di bel portamento, con una larga sella di velluto rosso di Fiandra. Il cavallo era di color fulvo; la giubba di Monsignore era di color chermisi e soltanto dall'insieme di quel rossastro si poteva distinguere il principe tra i suoi due compagni, l'uno vestito di violetto, l'altro di verde. Quello a sinistra, vestito di violetto, era lo scudiero; quello a dritta, vestito di verde, era il cacciatore. <br />Uno dei paggi portava sopra un bastone due girifalchi, l'altro un corno da caccia nel quale soffiò a venti passi dal castello. <br />A quel segnale, otto guardie che passeggiavano al sole nella corte quadrata corsero a prendere le alabarde, e Monsignore fece il suo solenne ingresso nel castello. <br />Le otto guardie, le quali sapevano che il loro servizio era terminato per tutto il resto della giornata, si coricarono al sole, sopra le panchette di pietra; i palafrenieri scomparvero coi cavalli nelle scuderie, e, meno alcuni uccelli che si spaventavano a vicenda con acute strida tra i ciuffi di viole, si sarebbe detto che tutti dormissero. <br />A un tratto, in mezzo a quel dolce silenzio.
===Citazioni===
*Planchet aprì la finestra, come gli era stato prescritto, e la ventata di tumulto che s'ingolfò nella stanza, grida, stridor di ruote, abbaiamenti e passi, assordò anche d'Artagnan, come aveva desiderato.<br />Bevve, allora, un bicchiere di vino bianco, e incominciò in questi termini:<br />"Planchet, ho un'idea".<br />"Ah, signore, come vi riconosco!", rispose il droghiere, ansante d'emozione.
*"D'Artagran, D'Artagnan!", fece Athos, posando la mano sulla spalla del moschettiere, "voi non siete equo."<br />"Ne ho il diritto."<br />"No, perché non conoscete l'avvenire."
*"Continuo", disse Luigi XIV. "È vero anche che un uomo solo abbia potuto penetrare fino a Monck, nel suo accampamento, e l'abbia portato via?"<br />"Quell'uomo aveva dieci ausiliari presi tra gente inferiore"<br />"Nessun altro?"<br />"Nessuno."<br />"E si chiama?"<br />"Il signor d'Artagnan, ex luogotenente dei moschettieri di Vostra Maestà"<br />Anna d'Austria arrossì, Mazzarino diventò giallo di vergogna, Luigi XIV si fece cupo e una goccia di sudore cadde dalla sua fronte pallida.<br />"Che uomini!", mormorò.
*Destinato a tutta prima al commercio, Colbert era stato commesso presso un mercante di Lione, che aveva poi lasciato per recarsi a Parigi nello studio di un procuratore allo Chatelet, chiamato Biterne. In tal modo, aveva appreso l'arte di preparare un bilancio e l'arte più preziosa d'imbrogliarlo.
*Allora, per finirla con quello sguardo da inquisitore che bisogna far abbassare ad ogni costo, come ad ogni costo un generale riduce al silenzio una batteria che lo disturba, Aramis stende la sua bella mano bianca, nella quale riluce l'ametista dell'anello pastorale, fende l'aria col segno della croce e fulmina i sui due amici con la sua benedizione.<br />Forse, distratto dai propri pensieri, empio a sua insaputa, d'Artagnan non si sarebbe affatto inchinato a quella santa benedizione; ma Porthos s'è accorto della distrazione dell'amico, e, appoggiando affettuosamente la sua mano sulla schiena del moschettiere, lo schiaccia verso terra.<br />D'Artagnan si piegò: ci volle poco che non cadesse bocconi. Intanto Aramis è passato. D'Artagnan, come Anteo, non ha fatto che toccare la terra, e si rivolge verso Porthos pronto a litigare.
*"Buongiorno, signor d'Artagnan. Parlavamo di Belle-Isle sul Mare", disse Fouquet con quell'arte del mondo e quella scienza dello sguardo che richiedono metà della vita per impararle bene, e a cui certa gente, nonostante tutto il suo studio, non arriva mai.
*Aramis, l'abbiamo detto, era ancora alzato. Comodamente avvolto in una veste da camera di velluto, scriveva lettere su lettere, con quella scrittura così fine e così densa che d'una pagina fa un quarto di volume.
*Monsieur era troppo gran signore per notare un tal particolare. Non c'è nulla d'efficace come l'idea ben stabilita della propria superiorità per assicurare l'inferiorità dell'uomo che ha una tale opinione di sé.
*"Lo so, e ho agito di conseguenza: niente spazio, niente comunicazioni, niente donne, niente gioco, ma, adesso, è d'un patetico che non vi so dire", aggiunse Aramis con uno di quei sorrisi che appartenevano solo a lui, "vedere come i giovani cerchino di divertirsi, e come, di conseguenza, simpatizzino per colui che paga i divertimenti"
*Però Dio è tanto buono per gli errori giovanili, tutto quello che è amore, anche amore colpevole, trova così facilmente grazia ai suoi sguardi paterni, che all'uscir dalla messa Luigi, levando gli occhi al cielo, poté vedere, attraverso gli strappi di una nuvola, un angolo del tappeto azzurro che è calpestato dal piede del Signore.
*E Porthos si fece severo.<br />"E la botola, signore", disse, "e la botola?"<br />Di Sant-Agnan divenne estremamente pallido. Buttò indietro la sedia in tal modo, che Porthos, con tutta la sua ingenuità, s'accorse che il colpo aveva fatto centro.<br />"La botola", mormorò il conte.<br />"Ebbene, signore, datene una spiegazione, se potete", fece Porthos scuotendo il capo.<br />Di Sant-Agnan abbassò la fronte.<br />"Oh! sono tradito!", mormorò; "si sa tutto!"<br />"Si sa sempre tutto", replicò Porthos, che non sapeva nulla.
*"No, è l'impotenza! Abbiamo forse la pretesa di prendere, in tre, la Bastiglia?"<br />"Se ci fosse d'Artagnan", esclamò Porthos, "non dico di no."<br />Raul fu preso d'ammirazione davanti a quella fiducia, eroica tanto era candida. Erano quelli gli uomini famosi che, in tre o quattro, affrontavano eserciti o attaccavano fortezze! Uomini che avevano spaventato la morte e che, sopravvissuti a tutto un secolo ormai in dissoluzione, erano ancora più forti dei più forti giovani del giorno.
*Baisemeaux impallidì di fronte a quella fredda sicurezza. Gli parve che la voce di Aramis, così gaia e sorridente poco prima, fosse divenuta funebre e sinistra; che i ceri dei candelabri si fossero cambiati in ceri da cappella sepolcrale; che i bicchieri di vino si fossero trasformati in calici di sangue.
*Ad un tratto, il capo del giovane si inchinò. Il suo pensiero ridiscese sulla terra. il suo sguardo si indurì, la fronte gli si coprì di rughe, la bocca assunse una espressione di feroce risolutezza; poi il suo sguardo divenne fisso ancora una volta; ma ora rifletteva la fiamma dei mondani splendori; ora somigliava allo sguardo di Satana sulla montagna, quando passava in rivista i regni e le potenze della terra per sedurre Gesù.
*"Colpite, Porthos!", risuonò la voce sepolcrale di Aramis.<br />Porthos mandò un gran sospiro, ma obbedì.<br />La sbarra di ferro calò verticalmente sul capo di Biscarat, che fu ucciso prima ancora di finire il suo grido. Poi la leva formidabile si alzò e si abbassò dieci volte in dieci secondi, e fece dieci cadaveri.
*Ed ora cercate in questa tomba ardente, in questo vulcano sotterraneo, cercate le guardie del re dagli abiti azzurri gallonati d'argento.<br />Cercate gli ufficiali splendenti d'oro, cercate le armi su cui essi avevano contato per difendersi, cercate le pietre che li hanno uccisi, cercate il suolo che li sosteneva.<br />Un solo uomo ha fatto di tutto questo un caos più confuso, più informe, più terribile del caos che esisteva un'ora prima che Dio avesse avuto l'idea di creare il mondo.
*Per un istante, le braccia di Porthos si piegarono; ma l'ercole riunì tutte le forze, e si videro le due pareti della prigione, in cui era sepolto, aprirsi lentamente fargli largo. Per un attimo, apparve in quella cornice di granito, simile all'angelo antico del caos;
==''La regina Margot''==
===[[Incipit]]===
Il lunedì, diciottesimo giorno del mese di agosto 1572, vi era festa grande al Louvre. Le finestre dell'antico palazzo reale, sempre tanto cupe, erano sfarzosamente illuminate; le piazze e le vie attigue, di solito tanto deserte sin da quando a Saint-Germain-l'Auxerrois erano suonate le nove, erano, benché fosse mezzanotte, affollate di gente.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''La regina Margot'', BUR Rizzoli, Milano 2017, Traduzione di M. Dazzi}}
===Citazioni===
*{{NDR|su [[Margherita di Valois]]}} La giovane sposa, figlia di Enrico II, era la perla della corona di Francia, Margherita di Valois, che con affettuosa familiarità il re Carlo IX chiamava sempre ''mia sorella Margot''. Certo, accoglienze tanto lusinghiere non erano mai state più meritate di quelle che si facevano in quel momento alla nuova regina di Navarra. Margherita a quel tempo aveva appena vent'anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all'Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Caterina de' Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. I francesi cui apparteneva, erano fieri di vedere sbocciare nella loro terra un così splendido fiore e gli stranieri di passaggio per la Francia ripartivano abbagliati dalla sua bellezza se l'avevan soltanto vista, storditi dalla sua cultura se avevano parlato con lei. Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle donne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un'ora in italiano, in spagnolo, in latino e in greco, l'aveva lasciata dicendo nel suo entusiasmo:<br />«Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte».<br />Così i panegirici non mancarono al re Carlo IX e alla giovane regina di Navarra; si sa quanto gli ugonotti siano fecondi. Inevitabilmente, allusioni al passato e domande per l'avvenire furono accortamente insinuate in mezzo a quegli indirizzi al re; ma a tutte le allusioni egli rispondeva con le sue labbra pallide e il suo sorriso astuto:<br />«Nel dare mia sorella Margot a Enrico di Navarra, io do il mio cuore a tutti i protestanti del regno».<br />La frase rassicurava gli uni e faceva sorridere gli altri poiché aveva in realtà due sensi: uno paterno e del quale in buona coscienza Carlo IX non voleva sovraccaricare il suo pensiero; l'altro ingiurioso per la sposa, per il marito e anche per chi lo pronunciava, poiché ricordava alcuni sordi scandali con i quali la cronaca di Corte aveva già trovato il modo di lordare la veste nuziale di Margherita di Valois. (pp. 26-27)
==''La signora di Monsoreau''==
===[[Incipit]]===
La sera della domenica di carnevale del 1578, nel magnifico palazzo dei Montmoreney, situato quasi in faccia al Louvre, ma sull'altra riva della Senna, si svolgeva una sontuosa festa per celebrare le nozze di Francesco d'Epinay di Saint-Luc, intimo e favorito del re Enrico III, con Giovanna di Cossé-Brissac, figlia del Maresciallo di Francia.
===Citazioni===
*[...] in tempi in cui la canaglia veste come i principi, credo che questi diano prova di buon gusto vestendosi, per distinguersi, come la canaglia. (p. 9)
*No, non è il [[anima e corpo|corpo]] che è ammalato. È l'[[anima e corpo|anima]]! Piuttosto che un medico... un confessore. (p. 37)
==''Lo Schiaccianoci''==
===[[Incipit]]===
Vi fu un tempo a [[Norimberga]] un presidente assai famoso, il dottor Silberhaus, nome che in tedesco significa «casa d'argento». Il presidente aveva un figlio e una figlia: Fritz di nove anni, e Maria di sette e mezzo: due bambini simpaticissimi, ma molto diversi per carattere e per aspetto fisico, tanto che era difficile credere, così a prima vista, che potessero essere fratelli. Fritz era grassottello, spaccone e piuttosto birichino: faceva le bizze alla minima contrarietà, convinto come era che tutto fosse stato creato per il suo divertimento e per sottostare ai suoi capricci; e restava di questa opinione finché il dottor Silberhaus, stanco delle sue grida, dei suoi pianti e del suo batter di piedi, usciva dallo studio e, levando il dito all'altezza del sopracciglio aggrottato, si limitava a esclamare: – Signor Fritz!...
===Citazioni===
*[[Norimberga]] è una città della [[Germania]] famosissima per i giocattoli, le bambole e i fantocci che spedisce a casse piene in tutti gli altri paesi del mondo: per questo i bambini di Norimberga sono i più felici della terra, a meno che non succeda a loro come agli abitanti di [[Ostenda]] che le ostriche a ceste piene se le vedono soltanto passare sotto il naso. (p. 11)
*''A perpendicolo | ticchetta il [[orologio a pendolo|pendolo]], | avanza e arretra | bello squadron! || L'orologio piano piano | mezzanotte suonerà; | quando arriva la civetta | fugge fugge sua maestà''. (p. 45)
*''Sorella, un pezzetto di lardo | per me devi avere riguardo, | anch'io come te son regina | e gusto la buona cucina.'' (p. 50)
*''Dal tuo consorte uccisi, senza peccati o torti, | i miei figli e nipoti ormai son tutti morti, | ma guai a te, regina! | ché sul bimbo regale da te tanto aspettato | sul tuo tenero amore ho già deliberato | di far la mia vendetta! | Tuo marito ha fortezze, ha cannoni e soldati, | consiglieri e ministri illustri e illuminati, | e tu hai ciò che chiedi. | La regina dei topi non ha nulla, però | denti aguzzi e potenti la sorte le donò | da usar contro i tuoi eredi!'' (p. 56)
==''Mastro Adamo il calabrese''==
===[[Incipit]]===
Se i nostri lettori provano qualche curiosità per gli episodi, della veridica storia che stiamo per raccontare è necessario che abbiano la compiacenza di seguirci in Calabria dove li abbiamo già condotti due volte, la prima per raccontare loro le avventure di Cherubino e Celestino, la seconda per farli assistere alla morte di Murat.
===Citazioni===
*La [[Calabria]] è una magnifica regione; d'estate ci si arrostisce come a Tambouctou, d'inverno vi si gela come a San Pietroburgo; inoltre non vi si conta punto ad anni, a lustri o a secoli come negli altri paesi, ma a terremoti. (p. 7)
*Era un vecchio uomo felice mastro Adamo; una di quelle persone facile a illuminarsi e che si aprono naturalmente alla speranza ed alla gioia come i fiori.
*In effetti l'[[posta|ufficio postale]] sembrava una di quelle case miracolose trasportate dagli angeli come il duomo della madonna di Loreto.
*Non c'era nessun dubbio sulla decisione. Le urla di: Viva la [[Maria|Madonna]]! Abbasso gli sbirri! risuonarono da ogni lato e le povere guardie, richiamate dai diversi luoghi dove vegliavano da otto giorni con una tenacia ed un coraggio degni di maggior ricompensa, partirono la stessa notte per Monteleone.
==''Pascal Bruno''==
===[[Incipit]]===
Bellini era di Catania. La prima cosa che i suoi occhi, aprendosi, avevano visto, erano state le onde che, dopo aver bagnato le mura di Atene, vengono a spegnersi melodiosamente sulle rive di un'altra Grecia; e l'Etna favolosa e antica, sui cui fianchi vivono ancora, dopo diciotto secoli, la mitologia di Ovidio e i racconti di Virgilio. Ecco perché l'indole di Bellini era tra le più poetiche che si potessero incontrare; e il suo genio, che bisogna apprezzare con il sentimento e non giudicare con la ragione, un canto eterno, dolce e malinconico come un ricordo; un'eco simile a quella che se ne sta assopita nei boschi e sulle montagne, e che sussurra appena fino a quando il grido delle passioni e del dolore non venga a svegliarla. Bellini era l'uomo che faceva al caso mio. Aveva lasciato la Sicilia ancora giovane, e dell'isola nativa gli era rimasta una memoria crescente, dentro la quale custodiva religiosamente, lontano dai luoghi in cui era cresciuto, i ricordi poetici dell'infanzia.
===Citazioni===
* Era un giovane di venticinque ventisei anni che, a prima vista, si pensava dovesse appartenere alla classe del popolo. Portava un cappello calabrese, fasciato da un largo nastro che gli ricadeva ondeggiante sulla spalla; una giacca di velluto con bottoni d'argento; pantaloni della stessa stoffa e con le stesse guarnizioni, stretti alla vita da una fascia di seta rossa con ricami e frange verdi come quelle che si fanno a Messina, a imitazione di quelle lavorate in Oriente. Infine, gambaletti e scarpe di cuoio completavano il costume montanaro, che non mancava di una certa eleganza e che sembrava fatto apposta per mettere in risalto le belle e armoniose forme del corpo di chi lo indossava. Il volto era di una bellezza selvaggia: aveva tratti fortemente marcati propri dell'uomo meridionale, occhi arditi e fieri, capelli e barba neri, naso aquilino e denti perfetti.
==''Vent'anni dopo''==
{{vedi anche|Vent'anni dopo}}
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Garibaldi e Montevideo''===
Al viaggiatore che viene d'Europa su quelle navi che i primi abitanti di quel paese scambiarono per case volanti, prime ad aprirsi allo sguardo, dopo il grido del marinaio in vedetta che annunzia la terra, son due montagne. L'una di mattoni, che è la cattedrale, la chiesa-madre, la ''matriz'', come la si chiama; l'altra poi di massi e verdura, su cui s'innalza un faro, vien detta il ''Cerro''.
===''Robin Hood''===
Era il tramonto di un giorno di primavera dell'anno di grazia 1162, sotto il regno di Enrico II Plantageneto. Due uomini a cavallo percorrevano i sentieri della foresta di Sherwood, nella contea di Nottingham; essi apparivano sfiniti almeno quanto le loro cavalcature.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''Storia di uno schiaccianoci''===
''Norimberga, 2010.''<br />
Da qualche giorno, la piccola Maria, è attratta dalla porta chiusa della soffitta, in casa della nonna. La nonna si chiamava Maria, proprio come lei, come la bisnonna e... Che strano, quasi tutte le donne della famiglia, tranne sua madre e una prozia, si chiamavano Maria.<br />
La porta della soffitta è lì, massiccia, chiusa da una grossa chiave annerita dal tempo. La piccola Maria la guarda, poi, finalmente, la fa girare: tac tac, un rumore secco, come di noci rotte, due giri. Ora appoggia la mano sulla maniglia, che cede facilmente. La porta si sta aprendo, si apre, gira piano sui cardini, senza rumore:<br />
- Vieni, vieni, piccola Maria, ti stavamo aspettando.
==Citazioni su Alexandre Dumas==
*I due Dumas hanno capovolto la teoria dell'economia. Il padre è stato il prodigo, e il figlio è stato l'avaro. ([[Jules Renard]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alexandre Dumas, ''Ascanio'', Adriano Salani Editore, Firenze 1930.
*Alexandre Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/53485/53485-h/53485-h.htm Garibaldi e Montevideo]'', F. Manini, 1859.
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998.
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001.
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, introduzione di Umberto Eco, Rizzoli, 2010. ISBN 9788817009676
*Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=WklTiBT3hCQC&pg=PT9 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522
*Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=8XzGXQDBdRsC&pg=PA3 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165
*Alexandre Dumas, ''Il visconte di Bragelonne'', Tipografia Editoriale Lucchi, Milano 1964.
*Alexandre Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di A. Beltramelli, Mondadori, 2004.
*Alessandro Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/60641/60641-h/60641-h.htm I tre moschettieri]'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853.
*Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975.
*Alexandre Dumas, ''[https://web.archive.org/web/20130603210423/http://ed.espresso.repubblica.it/speciali_web/2013/igrandiromanzi/itremoschettieri.epub I tre moschettieri]'', introduzione e traduzione di Guido Paduano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2013.
*Alexandre Dumas, ''La regina Margot'', traduzione di Maria Dazzi, Rizzoli, Milano, 2008.
*Alexandre Dumas, ''La signora di Monsoreau'', traduzione di Luigi A. Garrone, Tipografia Editoriale Lucchi, Milano, 1937.
*Alexandre Dumas, ''Lo Schiaccianoci'' (''Histoire d'un casse-noisette''), traduzione di Antonio Lugli, EDIPEM, Novara 1974.
*Alexandre Dumas, ''Mastro Adamo il calabrese'', traduzione di A. Coltellaro, Pellegrini Editore, 1999.
*Alexandre Dumas, ''Pasquale Bruno'' (''Romanzo storico siciliano''), traduzione di C. Rizza, La Zisa Edizioni. ISBN 978-8881280421
*Alexandre Dumas, ''Storia di uno schiaccianoci (liberamente tratta dal racconto di Alexandre Dumas)'', traduzione e cura di Gabriella Messi, Edizioni Angolo Manzoni, 2010. ISBN 9788862040761
*Alexandre Dumas, ''Viaggio in Calabria'', traduzione di Antonio Coltellaro, Rubbettino 1996. ISBN 884981545X
==Filmografia==
*''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il conte di Montecristo]]'' (1934)
*''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993)
*''[[La regina Margot]]'' (1994)
*''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998)
*''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998)
*''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002)
*''[[Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri|Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri]]'' (2004)
==Voci correlate==
*[[Alexandre Dumas figlio]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|s2=fr:Auteur:Alexandre Dumas|s2_lingua=francese}}
===Opere===
{{Pedia|I tre moschettieri||(1844)}}
{{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}}
{{Pedia|La regina Margot (romanzo)|''La regina Margot''|(1845)}}
{{Pedia|Vent'anni dopo (romanzo)|''Vent'anni dopo''|(1845)}}
{{Pedia|Il visconte di Bragelonne||(1847-1850)}}
{{DEFAULTSORT:Dumas (padre), Alexandre}}
[[Categoria:Drammaturghi francesi]]
[[Categoria:Scrittori francesi]]
lzuu6tv336gyb8f5chtew5q9gxm3064
1422622
1422618
2026-08-04T22:08:27Z
Udiki
86035
/* Il conte di Montecristo */ ora l'unica edizione del 2010 e quella di Donzelli. Ho nascosto i numeri di pagina per uniformità, visto che non ho inserito quelli dell'edizione Garzanti 2011 in quanto è un epub
1422622
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Alexandre Dumas.jpg|thumb|Alexandre Dumas]]
'''Alexandre Dumas''' (1802 – 1870), scrittore e drammaturgo francese.
==Citazioni di Alexandre Dumas==
*Abitualmente comincio un libro solo dopo ch'è stato già scritto.
:''En général, je ne commence un livre que lorsqu'il est écrit''.<ref>Da ''Propos d'art et de cuisine''.</ref>
*C'è una donna in ogni caso; appena mi portano un rapporto, io dico: "Cherchez la femme."<ref>Da ''I Mohicani di Parigi'', 1854; vedi anche [[w:Cherchez la femme|la voce]] in Wikipedia.</ref>
:''Il y a une femme dans toutes les affaires; aussitôt qu'on me fait un rapport, je dis:'' Cherchez la femme!.
*Chi legge la [[storia]], se non gli [[storico|storici]] quando correggono le loro bozze?<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name="e" />
*Ci sono certe città sconosciute il cui nome, per inattese, terribili, clamorose catastrofi, talvolta acquista improvvisa fama europea e che s'ergono in mezzo al secolo come una di quelle paline storiche piantate dalla mano di Dio per l'eternità: tale è il destino di [[Pizzo Calabro|Pizzo]]. Senza annali nel passato e probabilmente senza storia nell'avvenire, essa vive sulla sua gloria di un giorno ed è diventata una delle stazioni omeriche dell'Iliade napoleonica. Infatti è noto che fu nella città di Pizzo che [[Gioacchino Murat]] venne a farsi fucilare, là che quest'altro Aiace trovò una morte oscura e cruenta.<ref>Da ''Viaggio in Calabria''.</ref>
*{{NDR|In ricordo di Emma Mannoury-Lacour}} Credo proprio che tre quarti del mio cuore, se non il cuore intero, siano morti con lei.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 4 novembre 2004.</ref>
*Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle [[donna|donne]] perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.<ref>Citato in Franco Fossati, ''Chi dice donna...'', Armenia, 1987, p. 41. ISBN 8834401786</ref>
*E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?<ref>Da ''Kean o Genio e sregolatezza'', IV, 2.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
*{{NDR|[[Francesco Mario Pagano]]}} Godeva di una grande reputazione e la meritava sotto tutti i rapporti. [...] La dolcezza della sua parola, la soavità della sua morale l'avea fatto soprannominare il Platone campano, ancora giovane aveva scritto la giurisdizione criminale opera che fu tradotta in tutte le lingue, e che fu menzionata dall'assemblea nazionale francese.<ref>Da ''I Borboni di Napoli: Vol. III'', Napoli, 1862, p. 10-11.</ref>
*L'[[orgoglio]] ha quasi sempre una compagna ancora peggiore: l'[[invidia]].
:''L'orgueil a presque toujours une compagne encore pire que lui: cest l'envie''.<ref>Da ''Le Roi des quilles- racconto per bambini'', 1859.</ref>
*La sorella era degna compagna del fratello. Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, [[Lucrezia Borgia|Lucrezia]] bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi. Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.<ref>Da ''I Borgia''; citato in [[Corrado Augias]], ''I segreti di Roma'', Oscar Mondadori, 2007, p. 264.</ref>
*Nulla riesce meglio del [[successo]], che è la calamita morale che tutto attira a sé.<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name=e />
*Roma e Venezia si riuniranno all'Italia ma chissà se [[Napoli]] non sfuggirà all'Italia. Facile prender Napoli, difficile il conservarla.<ref>Dal giornale ''L'Indipendente'' del 19 dicembre 1862.</ref>
*Tutto il delitto della prima {{NDR|[[Eleonora Pimentel Fonseca]]}} fu d'esser una {{sic|patriotta}} ardente; d'aver prima d'ogni altro levato il grido di libertà, quando la libertà apparve in Napoli; d'aver fondato il ''Monitore {{sic|Napolitano}}''. Questo delitto bastò a mandarla al patibolo, anzi alla forca.<br />Per un'oscena cortesia del tribunale verso la plebaglia {{sic|napolitana}}, la forca era alta trenta piedi.<br />Eleonora Pimentel camminò al supplizio col sorriso sulle labbra; nel lasciar {{sic|la}} carcere aveva bevuto una tazza di caffè: nel giunger a piè della forca, le fu chiesto se desiderava qualcosa: avevano l'ordine di accordarle l'ultima sua domanda: speravasi che chiederebbe la vita.<br /> – Datemi un paio di mutande, disse.<br />Lucrezia<ref>Allusione alla Lucrezia romana, moglie di Collatino, suicida per l'oltraggio di Sesto Tarquinio.</ref> non avrebbe nulla trovato di meglio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_Ty7nnZyBCFMC/page/n6/mode/1up Da Napoli a Roma]'', traduzione di Eugenio Torelli, Stabilimento tipografico del Plebiscito, Napoli, 1863, cap. III, p. 71.</ref>
==''Ascanio''==
===[[Incipit]]===
Alle quattro pomeridiane del 10 luglio dell'anno di grazia 1540, un bel giovane, alto, bruno con grandi occhi neri, vestito con elegante semplicità e armato soltanto d'un pugnaletto dal manico mirabilmente cesellato, stava presso la pila dell'acqua benedetta che è sull'entrata della chiesa dei Grandi Agostini, nel recinto dell'Università di Parigi.<br />Questo giovane, senza dubbio per pia umiltà, non si era mosso dal suo posto per tutta la durata dei vespri, e a fronte china, in atteggiamento di dovuta contemplazione, aveva mormorato non so quali parole, forse le preghiere, poiché le aveva dette a voce tanto bassa, che soltanto lui e Dio potevano sapere ciò che egli dicesse.
===Citazioni===
*V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina. (p. 205)
*Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede. (p. 205)
==''I tre moschettieri''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Le premier lundi du mois d'avril 1626, le bourg de Meung, où naquit l'auteur du ''Roman de la Rose'', semblait être dans une révolution aussi entière que si les huguenots en fussent venus faire une seconde Rochelle. Plusieurs bourgeois, voyant s'enfuir les femmes le long de la grande rue, entendant les enfants crier sur le seuil des portes, se hâtaient d'endosser la cuirasse, et appuyant leur contenance quelque peu incertaine d'un mousquet ou d'une pertuisane, se dirigeaient vers l'hôtellerie du ''Franc-Meunier'', devant laquelle s'empressait, en grossissant de minute en minute, un groupe compacte, bruyant et plein de curiosité.''
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Les Trois Mousquetaires|Les Trois Mousquetaires]]'', MM. Dufour et Mulat, Paris, 1849.}}
====Giuseppe Aventi====
Il primo lunedì dell'aprile 1625, il borgo di Meung, che diede i natali all'autore del ''Romanzo della Rosa'', era in preda al più grande disordine, come se vi fossero capitati gli Ugonotti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, nel veder le donne scappare verso la Strada Grande, e nel sentir gli strilli dei bambini sugli usci delle case, si affrettavano a indossare la corazza, e fortificando la loro risolutezza un po' dubbia, con un moschetto o una partigiana, si avviavano alla locanda del Buon Mugnaio, davanti alla quale c'era un gruppo compatto, chiassoso e pieno di curiosità, che ingrossava di momento in momento.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}utT5qmal_gIC I tre moschettieri]'', traduzione di Giuseppe Aventi, Rizzoli, 2011. ISBN 88-58-61145-6}}
====Maria Bellonci====
Il primo lunedì d'aprile del 1625 nella città di Meung (dove nacque l'autore del ''Roman de la rose''), sembrava che fosse scoppiata una violenta rivoluzione come se stessero arrivando gli ugonotti per una seconda La Rochelle. Molti cittadini, vedendo le donne precipitarsi verso la strada principale e sentendo i bambini gridare sulle porte di casa, corsero ad armarsi, e, resi più sicuri dal loro moschetto o dalla loro alabarda, si diressero verso l'osteria del ''Franc Meunier'' dove stava ammassandosi, di minuto in minuto più fitta, una folla vociante e curiosa.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}gztjEAAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Maria Bellonci]], Giunti, 2010. ISBN 9788809753570}}
====Antonio Beltramelli====
Il primo lunedì del mese d'aprile del 1625, il borgo di Meung, dove nacque l'autore del ''Romanzo della Rosa'', sembrava essere in piena rivoluzione, come se gli ugonotti fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Parecchi abitanti, vedendo le donne fuggire verso la Grande-Rue e sentendo i bimbi strillare sulle soglie, si affrettarono a indossare la corazza e, puntellando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossando di minuto in minuto, un gruppo di persone compatto, rumoroso e molto incuriosito.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}uuN_DQAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Antonio Beltramelli]] revisionata da Stefano Mazzurana, Mondadori, 2016. ISBN 9788852077920}}
====Angiolo Orvieto====
Il primo lunedì del mese d'aprile 1625 il borgo di Méung ove nacque l'autore del Romanzo della Rosa, sembrava esser in una così completa rivoluzione, come se gli ugonotti vi fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Molti borghigiani vedendo correre le donne lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sul limitare delle porte, si sollecitavano ad indossare la corazza, equilibrando il loro portamento alquanto incerto col mezzo di un moschetto o di una partigiana, o dirigendosi verso l'osteria del Franc-Meunier, davanti alla quale si affrettava ed ingrossava di minuto in minuto, un gruppo compatto, rumoroso e pieno di curiosità.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853}}
====Guido Paduano====
Il primo lunedì d'aprile del 1625 la cittadina di Meung, dove nacque l'autore del ''Roman de la Rose'', sembrava completamente sconvolta, come se gli ugonotti fossero venuti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, vedendo fuggire le donne dalla parte della Grande-Rue e sentendo piangere i bambini sulle porte, si affrettarono a indossare la corazza e, rafforzando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossandosi di minuto in minuto, una folla compatta, rumorosa e curiosa.
====C. Siniscalchi====
Il primo lunedì d'aprile del 1625 il borgo di Meung sembrava in aperta rivoluzione come se gli Ugonotti, vi fossero venuti a formare una seconda Rocella. Diversi borghesi, vedendo le donne fuggire lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sulla soglia delle porte, si affrettavano ad indossare la corazza, ed animando il loro coraggio, sebbene poco marziale con un moschetto od una partigiana, correvano tutti verso l'albergo del Franc-Meunier, dinanzi al quale si stipava un gruppo compatto, clamoroso e pieno di curiosità.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975}}
===Citazioni===
*{{NDR|Sul [[XVII secolo]]}} [...] quell'epoca di libertà minima e d'indipendenza massima [...]. (cap. II, ''L'anticamera del signor de Tréville''; 2013)
*Quest'altro moschettiere formava un perfetto contrasto con colui che lo interrogava e che gli aveva dato il nome di Aramis. Era un giovane di ventidue o ventitré anni appena, dall'espressione candida e dolce, dall'occhio nero e mite e dalle gote rosee e vellutate come una pesca d'autunno; i suoi baffi sottili disegnavano sul labbro superiore una linea perfettamente diritta, le sue mani pareva evitassero di abbassarsi per timore di fare un po' gonfie le vene, e di tanto in tanto lo si vedeva pizzicarsi l'orlo delle orecchie, per mantenerle di un incarnato tenero e trasparente. Per abitudine, egli parlava poco e con lentezza, salutava molto, rideva senza far strepito e mostrando i denti, di cui pareva avere molta cura come il resto della persona. (cap. II, ''L'anticamera del signor Tréville'')
*Il [[coraggio]] è sempre rispettato, anche in un nemico. (cap. V, ''I moschettieri del re e e le guardie del cardinale''; 2013)
*[...] tutti per uno e uno per tutti [...]. {{NDR|[[Motti dai libri|motto]]}} (D'Artagnan: cap. IX, ''D'Artagnan si rivela''; 2013)
*– Non avete qualche amico con l'orologio che va indietro?<br />– E allora?<br />– Allora andate a trovarlo, in modo che possa testimoniare che alle nove e mezza eravate da lui. È quello che in linguaggio giudiziario si chiama avere un [[alibi]]. (cap. X, ''Una trappola per topi nel secolo diciassettesimo''; 2013)
*L'[[amore]] è la più egoista di tutte le passioni. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*– Non ho bisogno di voi.<br />– Ma siete voi che avete chiesto...<br />– L'aiuto di un gentiluomo, non la sorveglianza di una [[Spionaggio|spia]].<br />– È una parola un po' dura!<br />– Come si chiamano quelli che seguono le persone contro la loro volontà?<br />– Indiscreti.<br />– È una parola un po’ troppo morbida. (Signora Bonacieux e d'Artagnan: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*[...] quella brutalità ingenua che le donne preferiscono spesso all'affettazione della cortesia, perché scopre il fondo del pensiero e prova che il sentimento ha la meglio sulla ragione. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*[...] ciò che è [[perdita|perduto]] oggi può non essere perduto per l'avvenire. (Signora Bonacieux: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*— Milord, — esclamò [[Anna d'Asburgo (1601-1666)|la regina]] — voi dimenticate che io non ho mai detto di amarvi.<br />— Ma nemmeno mi avete detto che non mi amavate, e veramente dirmi tali parole sarebbe, da parte della Maestà Vostra, un'ingratitudine troppo grande. Poiché, dove troverete, ditemi, un amore simile al mio, un amore che né il tempo, né la lontananza, né la disperazione possono spegnere; un amore che si accontenta di un nastro smarrito, di uno sguardo perduto, di una parola sfuggita? (Buckingham: cap. XII)
*In piedi davanti al caminetto, c'era un uomo di media statura, di aspetto nobile e altero, con gli occhi penetranti, la fronte ampia, un volto smagrito e ancor più allungato dal pizzo e dai baffi. Benché quell'uomo avesse trentasei o trentasette anni appena, capelli, baffi e pizzo cominciavano a farsi grigi. Quell'uomo non aveva spada, ma sembrava, in tutto il resto, un uomo di guerra: i suoi stivali di pelle di bufalo leggermente coperti di polvere indicavano che nella giornata era stato a cavallo. Quell'uomo era [[Armand-Jean du Plessis de Richelieu|Armand Jean Duplessis, cardinale di Richelieu]], non quale viene di solito rappresentato a noi, affranto come un vecchio, sofferente come un martire, il corpo piegato, la voce spenta, sepolto in una grande poltrona come in una tomba anticipata, vivo solo per il suo genio e capace ancora di sostenere la lotta con l'Europa soltanto per la forza del suo pensiero, diuturnamente applicato, ma quale egli era realmente in quel tempo, vale a dire destro e galante cavaliere, già debole nel corpo, ma sostenuto da quella potenza morale che ha fatto di lui uno degli uomini più straordinari che siano mai esistiti; quale egli era in quel tempo in cui si preparava, dopo aver validamente appoggiato il duca di Nevers nel ducato di Mantova, dopo aver preso Nimes, Castres e Uzès, a cacciare gli inglesi dall'isola di Ré, e ad assediare la Rochelle. (cap. XIV, ''L'uomo di Meung'')
*D'Artagnan non poté fare a meno di pensare quanto fragili e sconosciuti siano i fili che talora regolano i destini di un popolo e la vita degli uomini. {{NDR|Dopo che il Duca di Buckingham decide di stabilire l'embargo e dichiarare guerra alla Francia soltanto per una questione d'amore}} (cap. XXI, ''La contessa di Winter'')
*— Noialtri diciamo: fiero come uno [[Scozia|scozzese]], — mormorò Buckingham.<br />— E Noi. fiero come un [[Guascogna|guascone]], — disse di rimando D'Artagnan. — I guasconi sono gli scozzesi della Francia. (cap. XXI, ''La contessa di Winter'')
*C'è un Dio per gli ubriachi e gli innamorati. (cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013)
*In tutti i casi, ragazzo mio, credete a un uomo che vive da trent'anni alla corte: non vi addormentate nella vostra sicurezza, o siete perduto. Al contrario, ve lo dico io, dovete vedere nemici dappertutto. Se cercano di attaccare briga con voi, evitatelo, fosse anche un bambino di dieci anni; se vi attaccano, di notte o di giorno, battete in ritirata senza vergogna; se attraversate un ponte, tastate le assi, che non vi manchino sotto i piedi; se passate davanti a una casa in costruzione, guardate bene che non vi cada una pietra sulla testa; se rientrate tardi, fatevi seguire dal vostro domestico, e che sia armato, purché siate sicuro del vostro domestico. Diffidate di tutti, del vostro amico, di vostro fratello, della vostra amante... soprattutto della vostra amante. (Signor de Tréville: cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013)
*Un mariuolo non ride alla stessa maniera di un uomo onesto, un ipocrita non piange le stesse lacrime di un uomo in buona fede. Ogni [[falsità]] è una [[maschera]], e per bene che sia fatta la maschera, con un po' d'attenzione si arriva sempre a distinguerla dal viso. (cap. XXV, ''L'amante di Porthos''; 2013)
*[...] non c'è [[amicizia]] che resista a un segreto scoperto, soprattutto quando questo segreto tocca l'amor proprio; inoltre si ha sempre una certa superiorità morale sulle persone di cui si conosce la vita. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013)
*[...] nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete. Il [[silenzio]] è l'ultima gioia degli infelici; guardatevi bene dal mettere chicchessia sulla traccia dei vostri dolori: i curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d'un daino ferito. (Aramis: cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013)
*Niente fa passare il tempo e abbrevia la strada come un [[pensiero]] che assorbe su di sé tutte le facoltà di chi pensa. L'esistenza esterna assomiglia allora a un sonno, di cui quel pensiero è il sogno. Grazie al suo influsso, il tempo non ha più misura, lo spazio non ha più distanza. Si parte da un luogo e si arriva a un altro, ecco tutto. Dell'intervallo percorso, non resta presente al vostro ricordo che una vaga foschia in cui svaniscono mille immagini confuse di alberi, montagne, paesaggi. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013)
*[...] l'[[amore e morte|amore]] è una lotteria dove chi vince vince la [[amore e morte|morte]]. (Athos: cap. XXVII, ''La moglie di Athos''; 2013)
*La [[vita]] stessa si può riassumere in tre parole: ''erat'', ''est'', ''fuit''. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013)
*[...] in tutte le cose il merito sta nella [[difficoltà]]. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013)
*[...] si domandano [[consigli]] solo per non seguirli, o, se li si segue, per avere qualcuno a cui si possa rimproverare di averli dati. (Athos: cap. XXXIV, ''Dove si tratta dell'equipaggiamento di Aramis e di Porthos''; 2013)
*Il cuore della donna migliore è spietato verso i dolori d'una rivale. (cap. XXXV, ''La notte tutti i gatti sono bigi''; 2013)
*Milady sorrise di un sorriso strano.<br />— Così, voi mi amate? — disse.<br />— Ho forse bisogno di dirvelo? Non ve ne siete accorta?<br />— Oh, sì, ma come sapete, i cuori più fieri sono più difficili da conquistare.<br />— Oh, le difficoltà non mi sgomentano — disse d'Artagnan; — temo solo le cose impossibili.<br />— Non c'è nulla di impossibile, — disse Milady — per un vero amore. (cap. XXXVI, ''Sogno di vendetta'')
*[...] dietro a ogni [[felicità]] presente è nascosto un timore futuro. (cap. XXXIX, ''Una visione''; 2013)
*Nessuna speranza è folle, tranne che per gli sciocchi [...]. (Richelieu: cap. XL, ''Il cardinale''; 2013)
*Il [[tempo]], amico mio, il tempo porta con sé l'occasione, e l'occasione è la martingala<ref>Tipo di scommessa che prevede a ogni successiva puntata il raddoppio della posta. [N.d.T.]</ref> dell'uomo: più ha scommesso e più guadagna, se sa aspettare. (Athos: cap. XLII, ''Il vino d'Angiò''; 2013)
*In tutti i tempi e tutti i paesi, soprattutto se sono divisi in materia di religione, ci saranno fanatici che non chiedono di meglio che diventare [[martiri]]. (Richelieu: cap. XLIV, ''L'utilità dei tubi di stufa''; 2013)
*– Allora, – disse d'Artagnan, lasciando cadere le braccia con scoraggiamento, – è inutile lottare ancora: tanto vale che [[Suicidio|mi bruci le cervella]] e facciamola finita!<br />– Questa è l'ultima sciocchezza da fare, – disse Athos, – perché è la sola cui non c'è rimedio. (cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013)
*[...] ci prendono per pazzi o per [[eroi]], due categorie di imbecilli molto simili tra loro. (Athos: cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013)
*[...] bisogna puntare sui [[Vizio e virtù|difetti]] delle persone, non sulle loro [[Vizio e virtù|virtù]]. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'')
*[[Beneficio]] rinfacciato, offesa arrecata. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'')
*La [[vita]] è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia''; 2013)
*L'[[amore]] è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione. (cap. LVI)
*I grandi [[criminali]] portano con sé una specie di predestinazione che fa loro superare tutti gli ostacoli, li salva da tutti i pericoli, fino al momento che la Provvidenza, stanca, ha fissato come scoglio per la loro empia fortuna. (cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013)
*[...] non conosco nessun uomo che meriti di essere rimpianto durante tutta la vita di un altro uomo [...]. (Buckingham: cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013)
===Citazioni su ''I tre moschettieri''===
*Da mia parte, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i ''Trois mousquetaires'' di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun'offesa della poesia, ma nascondono in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti; ed è bene incoraggiarli a deporre la falsa vergogna e il congiunto imbarazzo. ([[Benedetto Croce]])
*''I tre moschettieri'' è in verità la storia del quarto. ([[Umberto Eco]])
*Il romanzo ''I tre moschettieri'' è una serie ininterrotta di vendette, dal principio alla fine. C'è una vendetta ad ogni pagina. Ogni tanto, una esaltazione tutta esplicita della vendetta, definita qualche volta come "le plaisir des dieux", il piacere degli Dei. ([[Beniamino Placido]])
*In questa favola, Alessandro Dumas sfoggia non poche qualità del grande scrittore: e non delle secondarie. In primo luogo una sovrana impudenza; un insieme di complicità ed oltraggio nei confronti del lettore; nessun patetismo, neppure quando ricorre a situazioni obiettivamente patetiche: giacché nelle sue mani anche la morte dell'innocente si fa avventura, è «divertente». E ancora, il gusto del gioco, della mistificazione; l'onesta carenza morale, che ci rassicura che nei labirinti di questa deliziosa macchinazione non si nasconde la pia frode di un messaggio; una nobile guitteria, che gli detta la mossa esatta per scatenare la saggiamente consenziente credulità del pubblico, e che insieme proibisce qualsiasi identificazione emotiva: il lettore è tenuto a bada nel momento stesso in cui è affascinato; è e deve restare spettatore. ([[Giorgio Manganelli]])
===[[Pietro Citati]]===
*Il personaggio di d'Artagnan è uno dei più straordinari ritratti simbolici della prima parte del secolo. Athos è degno di Dostoevskij. Milady è una bellissima creatura del male. E quella leggerezza, che ci trascina di pagina in pagina, non nasce soltanto da una natura felice, ma da una squisita arte intellettuale.
*Non credete ai denigratori. ''I tre moschettieri'' emana un vero profumo storico: non meno di ''Guerra e Pace''; un profumo che Dumas ricava con astuzia e grazia dalle memorie, dalle lettere e dai romanzi del primo Seicento.
*Come in una cavalcata fantastica, tutta la geografia, la storia e la letteratura della Francia, sfilano davanti ai nostri occhi. Conosciamo i guasconi, i piccardi, i normanni, gli abitanti del Berry, e il loro dialetto, che il colto Aramis si rifiuta di capire; e quanti paesi e chiese e osterie sorvolate dal vento dell'avventura. C'è Parigi, avvolta da una nebbia cupa. I moschettieri bevono generosamente, attaccano briga, pagano malvolentieri i conti degli osti, come gli eroi di Rabelais e di Scarron. ''Il borghese gentiluomo'', ''L'Avaro'' e ''Il Barbiere di Siviglia'' ci fanno conoscere i loro lacchè e le loro soubrettes, che danzano ancora per noi. Abbiamo mercanti e avvocati, avidi e sordidi come nel ''Romanzo borghese'' di Furetière. Aramis ci ricorda la mondanità preziosa degli abati. Gli epigrammi della tradizione moralistica francese brillano alla fine di ogni capitolo. Poi il tempo cambia. Entriamo nella Parigi del primo Ottocento, nei teatri e nei piccoli giornali. C'è qualche traccia della sapienza filosofica e fisionomica di Balzac. E il giovane d'Artagnan, che a diciott'anni arriva dalla Guascogna per far fortuna, l'abbiamo già incontrato nelle vesti di Gil Blas e di Jacob: l'abbiamo ritrovato in quelle di Lucien de Rubempré e di Julien Sorel, che come lui cercano di conquistare la Francia.
*Non so se Dumas avesse letto Baltasar Gracián: una parte dei ''Tre moschettieri'' ha un sapore che ci ricorda, sebbene mescolato e manipolato dall'"abile irrigatore", le massime del gesuita spagnolo. Il Seicento si incarna nella figura del cardinale di Richelieu, per il quale Dumas ha una vera passione. Richelieu è la rapidità e l'astuzia, che solo d'Artagnan sa fronteggiare. Rappresenta gli ''Arcana imperii'': il segreto profondissimo del potere e la macchinazione; l'arte di spiare e di ascoltare i segreti.
*Ormai è tempo di riprendere in mano ''I tre moschettieri''. Non possiamo fermarci: gli oggetti non ci arrestano con il loro volume, e i personaggi sembrano (e non sono) formati di una sola dimensione. Tutto quello che, nella vita, ci sbarra il passo, viene trascinato dal volo velocissimo della fantasia. Il cavallo di d'Artagnan corre verso l'Inghilterra più rapido del nostro occhio che legge, le navi attraversano in un baleno i mari, Milady ripete le sue affascinanti menzogne, un'occhiata fa scoccare all'improvviso un amore... La leggerezza trionfa sul peso: la frivolezza sul significato, l'immaginazione sull'esperienza. Mentre leggiamo, rimbalzando di fatto in fatto, anche noi senza peso, tutto ci accade: siamo d'Artagnan e Richelieu, Buckingham e Athos, l'uomo dal mantello rosso e Milady, eppure nulla ci tocca e ci ferisce. Veloci come il vento, indenni e inconsapevoli come l'aria, attraversiamo senza conoscerle tutte le esperienze del mondo.
==''Il conte di Montecristo''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Le 24 février 1815, la vigie de Notre-Dame de la Garde signala le trois-mâts le Pharaon, venant de Smyrne, Trieste et Naples.<br />Comme d'habitude, un pilote côtier partit aussitôt du port, rasa le château d'If, et alla aborder le navire entre le cap de Morgion et l'île de Rion.<br />Aussitôt, comme d'habitude encore, la plate-forme du fort Saint-Jean s'était couverte de curieux ; car c'est toujours une grande affaire à Marseille que l'arrivée d'un bâtiment, surtout quand ce bâtiment, comme le Pharaon, a été construit, gréé, arrimé sur les chantiers de la vieille Phocée, et appartient à un armateur de la ville.''
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Le Comte de Monte-Cristo/Chapitre 1|Le Comte de Monte-Cristo]]'', C. Lévy, 1889}}
====Lanfranco Binni====
Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il trealberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota costiero uscì subito dal porto, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E subito, come sempre, la spianata del forte Saint-Jean si riempì di una folla di curiosi, perché è sempre un grande avvenimento a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée, e appartiene a un armatore della città.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165}}
====Margherita Botto====
Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come al solito, subito un pilota si mosse dal porto, costeggiò il castello d'If, e andò ad abbordarlo tra capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E come al solito, subito lo spiazzo del forte Saint-Jean si riempì di curiosi. Perché a Marsiglia l'arrivo di una nave è sempre un grande avvenimento, soprattutto quando quella nave è stata costruita, armata e stivata, come il ''Pharaon'', nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://www.einaudi.it/content/uploads/2022/05/Pagine-da-INT_Dumas_Il_conte_di_Montecristo.pdf Il conte di Montecristo]'', traduzione di Margherita Botto, Einaudi, 2015. ISBN 9788806225186}}
====Giovanni Ferrero====
Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Nostra Signora della Guardia segnalò il tre-alberi ''Pharaon'' che arrivava da Smirne, via Trieste e [[Napoli]].<br />Come al solito, un pilota costiero partì immediatamente dal porto, costeggiò il castello d'If e raggiunse la nave tra il Capo Morgiou e l'isola di Rion. E tosto, come al solito, il belvedere del forte Saint-Jean si riempì di curiosi poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001}}
====Emilio Franceschini====
Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre-alberi il ''Faraone'', che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Com'è d'uso, un pilota {{sic|costiere}} partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion.<br />Contemporaneamente com'è egualmente d'uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l'arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il ''Faraone'', si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un armatore della città.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998}}
====Vincenzo Latronico====
Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò in avvicinamento il ''Pharaon'', un tre alberi proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota di porto prese il mare, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave fra Morgiou e l'isola di Riou, mentre la banchina del forte di Saint-Jean si riempiva di curiosi: l'arrivo di una nave era ogni volta un grande evento a Marsiglia, specialmente quando si trattava di un'imbarcazione costruita nei cantieri cittadini e di proprietà di un armatore locale.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}XXC1DwAAQBAJ&pg{{=}}PA5 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Vincenzo Latronico, Bompiani, 2026. ISBN 9788858784730}}
====Guido Paduano====
Il 24 febbraio 1815, la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Secondo l'uso, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad abbordare la nave tra il Cap de Morgiou e l'isola di Riou.<br />Sempre secondo l'uso, la spianata del forte Saint-Jean si era immediatamente riempita di curiosi: a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è sempre un avvenimento, soprattutto quando il bastimento, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, armato, stivato, nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522}}
====Gaia Panfili====
Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', in provenienza da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come di consueto, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad accostare la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />Subito, sempre come di consueto, la spianata della fortezza Saint-Jean si era ammantata di curiosi; a Marsiglia infatti l'arrivo di un bastimento è sempre un grande evento, soprattutto quando tale bastimento, come il ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato, stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartiene a un armatore di città.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035}}
====Jean Rossari====
Il 24 febbrajo 1815 la scolta di Nostra Signora della guardia segnalava la nave il ''Faraone'' proveniente da Smirne, Trieste e Napoli. Un {{sic|piloto costiere}}, secondo il solito, si staccò subitamente dal porto, passò vicino al castello d'If, e {{sic|abordò}} il naviglio tra il capo di Morgiou e l'isola di Rion. E, sempre secondo l'uso, sulla piattaforma del forte S. Giovanni s'erano affollati i curiosi, poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è affare di molta importanza, specialmente quando si tratta di un bastimento {{sic|costrutto}}, armato e confezionato sui cantieri della ''vecchia focea'' e appartenente ad un armatore della città. Tale appunto era il ''Faraone''.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}Mj1MAAAAcAAJ&pg{{=}}PA35 Il conte di Monte Cristo]'', versione di Jean Rossari, Borroni e Scotti, 1846}}
===Citazioni===
*[...] in [[politica]] non esistono assassinî. In politica, mio caro, lo sapete quanto me, non ci sono uomini ma idee; non sentimenti ma interessi; in politica non si uccide un uomo: si elimina un ostacolo, ecco tutto. (Noirtier: cap. XII, ''Il padre e il figlio''; 2011)
*[...] per l'uomo felice la [[preghiera]] rimane un insieme monotono e privo di senso fino al giorno in cui il dolore viene a spiegare all'infelice questo linguaggio sublime per mezzo del quale si rivolge a Dio. (cap. XV, ''Il nº 34 e il nº 27''; 2011)
*Ci vuole la sciagura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; 2010<!--, p. 132-->)
*La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica [...]. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; 2010<!--, p. 139-->)
*[...] Dio vuole che l'uomo che ha creato, e nel cuore del quale ha così profondamente radicato l'amore della vita, faccia tutto quello che può per conservare un'esistenza talvolta così penosa, ma sempre così cara. ([[Abate Faria]]: cap. XIX, ''Il terzo accesso''; 2018)
*{{NDR|Il}} grande lago che chiamano il [[Mediterraneo]] [...]. (cap. XXII, ''I contrabbandieri''; 2010<!--, p. 177-->)
*Negli [[Affare|affari]], signore, non ci sono amici; lo sapete bene, ci sono soltanto dei corrispondenti. (Pierre Morrel: cap. XXIX, ''La casa Morrel''; 2011)
*Questa specie di confettura verde è l'ambrosia che [[Ebe]] serviva alla tavola di [[Giove (divinità)|Giove]]. [...] Siete un uomo positivo, e l'[[oro]] è il vostro idolo? Gustate di questa, e le miniere del [[Perù]], di [[Gizerate]] e di [[Golgonda]] vi saranno aperte. Siete un uomo di immaginazione? Siete [[poeta]]? Gustate di questa, e le barriere del possibile spariranno; vi si apriranno i campi dell'[[infinito]], e passeggerete libero di [[cuore]], di spirito nei domini senza confine dell'ideale. Siete ambizioso? Correte dietro le grandezze della terra? Gustate di questa, e dopo un'ora sarete idealmente, non re di un piccolo regno nascosto in un angolo d'[[Europa]], come la [[Francia]], la [[Spagna]] o l'[[Inghilterra]], ma sarete il Re del mondo. Il vostro [[trono]] sarà eretto sopra le montagne di Satanasso, e senza aver bisogno di fargli omaggio, senza essere costretto a baciarne gli artigli, sarete il sovrano, padrone di tutti i regni della terra. [...] Una certa erba che li trasportava nell'[[Eden]], in mezzo a piante sempre fiorite, a frutti sempre maturi. [...] Questo è [[hashish]], tutto ciò che si fa di meglio e di più puro in hashish ad Alessandria, l'hashish d'Abou Gor, il gran confetturiere, l'uomo al quale si dovrebbe fabbricare un palazzo con questa iscrizione:<br /> AL MERCANTE DELLA FELICITÀ, IL MONDO RICONOSCENTE. (Sindbad il marinaio: cap. XXXI, p. 235)
*Se qualcuno avesse fatto morire fra le torture inaudite, in mezzo a tormenti senza fine, vostro padre, vostra madre, la vostra donna, uno di questi esseri, insomma che quando vengono rapiti al nostro cuore lasciano un vuoto eterno e una piaga sempre sanguinosa, vi parrebbe sufficiente la riparazione accordatavi dalla società, sareste soddisfatti solo perché il ferro della ghigliottina è passato fra la base dell'occipite e i muscoli delle spalle dell'uccisore, e perché chi vi ha fatto patire anni di morali sofferente ha provato qualche secondo di dolore fisico? (Conte di Montecristo: cap. XXXV, ''La mazzolata'')
*«Ah, il [[duello]]!», esclamò il conte. «Sull'anima mia, risibile modo di raggiungere il proprio scopo, quando lo scopo è la vendetta! Un uomo vi ha rubato la vostra amante, un uomo ha sedotto vostra moglie, un uomo ha disonorato vostra figlia. Di una vita intera, che aveva il diritto di aspettarsi la parte di felicità che Iddio ha promesso a ogni essere umano nel crearlo, egli ha fatto un'esistenza di dolore, di miseria o d'infamia, e voi vi ritenete vendicato perché a quest'uomo, che vi ha gettato il delirio nella mente e la disperazione nel cuore, voi avete sferrato un fendente in petto o piazzato una pallottola in capo? Suvvia, dunque! Senza contare che spesso è costui a uscire trionfante dalla tenzone, mondato agli occhi del mondo e in qualche modo assolto da Dio. No, no – rincarò il conte – se mai dovessi vendicarmi, non è in questo modo che mi vendicherei». (cap. XXXV, ''La mazzolata''; 2010<!--, p. 323-->)
*Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la [[società]] che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XL, ''La colazione''; 2010<!--, pp. 388-389-->)
*[...] «fa' vedere che [[Stima|stimi]] te stesso e sarai stimato», assioma cento volte più utile nella nostra società di quello dei greci «conosci te stesso», che ai nostri giorni è stato sostituito dall'arte meno difficile e più vantaggiosa di conoscere gli altri. (cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2018)
*[...] le [[invenzione|invenzioni]] umane progrediscono dal composto al semplice, e il semplice è sempre la perfezione. (Conte di Montecristo: cap. XLVIII, ''Ideologia''; trad. Franceschini)
*Io sono uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, e credo che fino a oggi nessun uomo si sia trovato in una condizione simile alla mia. I regni dei re sono limitati: da montagne, da fiumi, da costumi diversi, da lingue diverse. Il mio regno è grande come il mondo, perché non sono né italiano, né francese, né indù, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere. Dio solo sa quale contrada mi vedrà morire. Adotto tutti i costumi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero, perché parlo il francese con la vostra stessa facilità e purezza? Ebbene, Alì, il mio nubiano, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di nessun paese, non chiedendo protezione a nessun governo, non riconoscendo nessun uomo per mio fratello, non uno solo degli scrupoli che fermano i potenti, non uno solo degli ostacoli che paralizzano i deboli, può fermarmi o paralizzarmi. Ho soltanto due avversari, non dirò due vincitori perché riesco a sottometterli con un po' di tenacia: la distanza e il tempo. Il terzo, e il più terribile, è la mia condizione di uomo mortale. Soltanto questa può fermarmi nel cammino che percorro, e prima che abbia raggiunto il mio obiettivo; tutto il resto, l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, cioè la rovina, l'imprevisto, l'eventualità, li ho tutti previsti; e se qualcosa può colpirmi, niente può abbattermi. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2011)
*Ci sono due [[Sguardo|sguardi]]: lo sguardo del corpo e lo sguardo dell'anima. Lo sguardo del corpo può talvolta dimenticare, ma quello dell'anima non dimentica mai. (Haydée: cap. LXXVII, ''Haydée''; 2011)
*Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. (cap. LXXXII, ''L'effrazione''; 2011)
*«Venite con me, visconte, vi conduco io».<br />«Con piacere».<br />«Allora siamo intesi?».<br />«Sì, ma dove?».<br />«Ve l'ho detto, dove l'aria è pura, dove il rumore assopisce, dove, per quanto orgoglio si nutra, ci si sente umili e ci si ritrova piccoli. Amo un tale svilimento, io che al pari di Augusto vengo definito padrone dell'universo».<br />«Dove andate, insomma?».<br />«Al [[mare]], visconte, al mare». (cap. LXXXV, ''Il viaggio''; 2010)
*Che cosa è la [[morte]] per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. (Conte di Montecristo: cap. XC)
*Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti alla compassione, quando la sciagura del nemico supera i limiti del loro odio. (cap. LXXXVI, ''Il giudizio''; 2011)
*[...] per i cuori che hanno sofferto molto la [[gioia]] è come la rugiada per la terra bruciata dal sole: cuore e terra assorbono quella pioggia benefica che cade su di loro, senza che niente si manifesti all'esterno. (cap. XCII, ''Il suicidio''; 2011)
*[...] non sarei artista se non mi rimanesse qualche illusione. (Eugénie: cap. XCV, ''Il padre e la figlia''; 2011)
*Fate attenzione: un consiglio è peggio di un favore. (Conte di Montecristo: cap. XCVI, ''Il contratto''; 2011)
*Guardami, Morrel – disse Montecristo con quella solennità che in certe occasioni lo rendeva così grande e persuasivo, – guardami: non ho lacrime negli occhi, né febbre nelle vene, né palpiti di disperazione nel cuore; eppure ti vedo soffrire, te, Maximilien, te che amo come amerei un figlio; ebbene, questo non ti dice, Morrel, che il [[dolore]] è come la vita, e anche al di là del dolore c'è sempre qualcosa di sconosciuto? (cap. CV, ''Il cimitero del Père-Lachaise''; 2011)
*È proprio degli spiriti prostrati vedere ogni cosa attraverso un velo nero; è l'anima che si crea i suoi orizzonti; la vostra anima è incupita e vi presenta un cielo tempestoso. (Conte di Montecristo: cap. CXII, ''La partenza''; 2011)
*Un uomo della tempra del conte non poteva abbandonarsi a lungo a quella malinconia che dà l'illusione di vivere e di un'apparente originalità agli spiriti volgari, ma che uccide le anime superiori. (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011)
*Sull'altra parete, un'iscrizione attirò la sua attenzione; spiccava, ancora bianca, sul muro verdastro; Montecristo la lesse:{{centrato|MIO DIO CONSERVATEMI LA MEMORIA!}}«Oh, sì – gridò, – ecco l'unica [[Preghiere dai libri|preghiera]] dei miei ultimi tempi. Non chiedevo più la libertà, chiedevo la memoria, temevo di diventare pazzo e di dimenticare. Mio Dio! mi avete conservato la memoria, e ho ricordato tutto. Grazie, grazie, mio Dio!» (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011)
*Prima di aver [[paura]], si vede giusto; mentre si ha paura, si vede doppio; dopo aver avuto paura, si vede torbido. (cap. CXIV, ''Peppino''; 2011)
*[...] in questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' {{NDR|[[Lettere dai libri|lettera]]}} ([[Edmond Dantès]]: cap. CXVII, ''Il 5 ottobre''; 2011)
===Citazioni su ''Il conte di Montecristo''===
*C'è un aggettivo che fin dalle prime pagine domina ossessivamente il racconto, ed è «cupo» (''sombre''): cupo è, pressoché sempre, Montecristo, cupo è il castello di If, cupo chiunque, a partire da Villefort, covi sinistri o tetri pensieri. Da una parte la policromia del mondo, euforizzata nel carnevale romano e nelle feste parigine, dall'altra le ragioni del silenzio e dell'attesa. Come in un'operetta morale leopardiana, solo dalla specola della morte si può comprendere (e paradossalmente orientare) lo spettacolo della vita: «bisognerà prendere il posto dei morti» annuncia Dantès, cui la futura e favolosa ricchezza apparirà come mero strumento del volere divino, e cioè né più né meno che un sacerdozio («io, tradito, assassinato, gettato anch'io in una tomba, sono uscito da quella tomba per grazia di Dio, e a Dio devo la vendetta. Mi manda per questo, ed eccomi»). Coerentemente, la sua condotta si svolgerà sotto il segno dell'ascesi, come se tutto quel lusso e quelle cornucopie di cibi pregiati fossero solo un ''trompe-l'œil'': individuo eccezionale («sono uno di quegli esseri eccezionali, sì!» si lascia sfuggire in un raro momento di civetteria), egli è in realtà un servo, destinato a rientrare nel nulla dopo la propria missione («il morto ritornerà nella tomba, il fantasma ritornerà nella notte»). Per questo è un personaggio così magnetico, perché, frustrandola, continua a ''difendersi'' dalla curiosità del lettore. ([[Michele Mari]])
*È forse il più «oppiaceo» dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subito un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla «punizione» da infliggere loro? Edmondo Dantès gli offre il modello, lo «ubbriaca» di esaltazione, sostituisce il credo di una giustizia trascendente in cui non crede più «sistematicamente». ([[Antonio Gramsci]])
*È il romanzo di una vendetta, ma è anche una descrizione impareggiabile del gran mondo parigino. Tutti i suoi nemici hanno fatto carriera, ma Dantès con ogni genere di astuzia riesce a stroncarli uno per uno. Tutti lo ammirano, tutti lo invitano, neppure la sua ex fidanzata, che ha sposato un alto funzionario, lo riconosce. Quando si deciderà a parlare?, ci chiediamo col fiato sospeso.<br />Siamo ben lontani da ''I tre moschettieri'', libro di cappa e spada più celebre e molto più sempliciotto. È Montecristo il vero eroe romantico creato dallo straripante Dumas. È a lui (se ci fosse una giustizia letteraria suprema) che andrebbe appesa la fama di Alexandre Dumas. ([[Carlo Fruttero]])
*Forse Edmond Dantès si sbagliava, e l'unica soluzione era non fidarsi e non sperare. ([[Arturo Pérez-Reverte]])
*''Il Conte di Monte-Cristo'' è una sterminata hilarotragedia, dove il riso e il delitto, il gioco e il Male Assoluto si sfiorano e si intrecciano. Il lieve tocco ironico, lo spirito settecentesco, l'allegretto sono presenti in ogni capitolo. ([[Pietro Citati]])
*– "''Il conte di Montecrisco''".<br />– "Montecristo", deficiente.<br />– Di Alessandro... Dum-azz... Due mazzi...<br />– È francese. Sì, si legge Dumas. Lo sai di che parla? Ti piacerebbe, parla di un'evasione.<br />– Allora va messo nel settore didattico. O sbaglio? (''[[Le ali della libertà]]'')
*La prima parte di ''Montecristo'', fino alla scoperta del tesoro, è un pezzo perfetto di racconto a effetto; non c'è mai stato un uomo che abbia partecipato a queste commoventi avventure senza un fremito, eppure Faria è un personaggio di cartapesta e Dantès poco più di un nome. Il seguito non è che il dilungarsi di un errore, cupo, sanguinoso, innaturale e stupido; ma quanto a questi primi capitoli, non credo esista un altro volume nel quale si possa respirare la stessa inconfondibile atmosfera di romanzo. ([[Robert Louis Stevenson]])
*L'architettura del ''Conte di Monte-Cristo'' possiede una meravigliosa precisione ed esattezza. Non saprei dire se il libro sia composto di romanzi diversi, che la facoltà affabulatrice di Dumas fa coabitare: o se moltissimi fili narrativi procedano gli uni accanto agli altri, fino a riunirsi ed esplodere in spettacolosi colpi di scena. Dovunque regna l'enigma: la soluzione dell'enigma viene sospesa e rinviata; ora una pagina ci suggerisce cosa accadrà, ora una voce sotterranea ci fa capire che avverranno cose completamente diverse. Il racconto corre veloce, trascina gli ostacoli, attraversa i tempi e gli spazi, copre immense tele scriveva Sainte-Beuve – «senza stancare mai il pennello di Dumas né il suo lettore». ([[Pietro Citati]])
==''Il visconte di Bragelonne''==
===[[Incipit]]===
Era circa la metà di maggio dell'anno 1660, alle nove del mattino, quando una piccola cavalcata composta di tre uomini e due paggi, attraverso il ponte della città di Blois, senza fare altra impressione sopra coloro che passeggiavano sulla riva che un primo moto della mano per salutare, ed un altro della lingua per esprimere la seguente idea "Ecco Monsignore che ritorna dalla caccia". Un altro. Però mentre i cavalli salivano l'erta che dal fiume conduce al castello, molti garzoni di bottega si avvicinarono all'ultimo cavallo che portava appesi all'arcione della sella vari uccelli legati per il becco. <br />A quella vista i curiosi manifestarono con una franchezza affatto zotica il loro disprezzo per una preda così magra, e dopo una discussione sullo svantaggio della caccia al volo, ritornarono tutti alle loro occupazioni. <br />Monsignore montava un piccolo cavallo di bel portamento, con una larga sella di velluto rosso di Fiandra. Il cavallo era di color fulvo; la giubba di Monsignore era di color chermisi e soltanto dall'insieme di quel rossastro si poteva distinguere il principe tra i suoi due compagni, l'uno vestito di violetto, l'altro di verde. Quello a sinistra, vestito di violetto, era lo scudiero; quello a dritta, vestito di verde, era il cacciatore. <br />Uno dei paggi portava sopra un bastone due girifalchi, l'altro un corno da caccia nel quale soffiò a venti passi dal castello. <br />A quel segnale, otto guardie che passeggiavano al sole nella corte quadrata corsero a prendere le alabarde, e Monsignore fece il suo solenne ingresso nel castello. <br />Le otto guardie, le quali sapevano che il loro servizio era terminato per tutto il resto della giornata, si coricarono al sole, sopra le panchette di pietra; i palafrenieri scomparvero coi cavalli nelle scuderie, e, meno alcuni uccelli che si spaventavano a vicenda con acute strida tra i ciuffi di viole, si sarebbe detto che tutti dormissero. <br />A un tratto, in mezzo a quel dolce silenzio.
===Citazioni===
*Planchet aprì la finestra, come gli era stato prescritto, e la ventata di tumulto che s'ingolfò nella stanza, grida, stridor di ruote, abbaiamenti e passi, assordò anche d'Artagnan, come aveva desiderato.<br />Bevve, allora, un bicchiere di vino bianco, e incominciò in questi termini:<br />"Planchet, ho un'idea".<br />"Ah, signore, come vi riconosco!", rispose il droghiere, ansante d'emozione.
*"D'Artagran, D'Artagnan!", fece Athos, posando la mano sulla spalla del moschettiere, "voi non siete equo."<br />"Ne ho il diritto."<br />"No, perché non conoscete l'avvenire."
*"Continuo", disse Luigi XIV. "È vero anche che un uomo solo abbia potuto penetrare fino a Monck, nel suo accampamento, e l'abbia portato via?"<br />"Quell'uomo aveva dieci ausiliari presi tra gente inferiore"<br />"Nessun altro?"<br />"Nessuno."<br />"E si chiama?"<br />"Il signor d'Artagnan, ex luogotenente dei moschettieri di Vostra Maestà"<br />Anna d'Austria arrossì, Mazzarino diventò giallo di vergogna, Luigi XIV si fece cupo e una goccia di sudore cadde dalla sua fronte pallida.<br />"Che uomini!", mormorò.
*Destinato a tutta prima al commercio, Colbert era stato commesso presso un mercante di Lione, che aveva poi lasciato per recarsi a Parigi nello studio di un procuratore allo Chatelet, chiamato Biterne. In tal modo, aveva appreso l'arte di preparare un bilancio e l'arte più preziosa d'imbrogliarlo.
*Allora, per finirla con quello sguardo da inquisitore che bisogna far abbassare ad ogni costo, come ad ogni costo un generale riduce al silenzio una batteria che lo disturba, Aramis stende la sua bella mano bianca, nella quale riluce l'ametista dell'anello pastorale, fende l'aria col segno della croce e fulmina i sui due amici con la sua benedizione.<br />Forse, distratto dai propri pensieri, empio a sua insaputa, d'Artagnan non si sarebbe affatto inchinato a quella santa benedizione; ma Porthos s'è accorto della distrazione dell'amico, e, appoggiando affettuosamente la sua mano sulla schiena del moschettiere, lo schiaccia verso terra.<br />D'Artagnan si piegò: ci volle poco che non cadesse bocconi. Intanto Aramis è passato. D'Artagnan, come Anteo, non ha fatto che toccare la terra, e si rivolge verso Porthos pronto a litigare.
*"Buongiorno, signor d'Artagnan. Parlavamo di Belle-Isle sul Mare", disse Fouquet con quell'arte del mondo e quella scienza dello sguardo che richiedono metà della vita per impararle bene, e a cui certa gente, nonostante tutto il suo studio, non arriva mai.
*Aramis, l'abbiamo detto, era ancora alzato. Comodamente avvolto in una veste da camera di velluto, scriveva lettere su lettere, con quella scrittura così fine e così densa che d'una pagina fa un quarto di volume.
*Monsieur era troppo gran signore per notare un tal particolare. Non c'è nulla d'efficace come l'idea ben stabilita della propria superiorità per assicurare l'inferiorità dell'uomo che ha una tale opinione di sé.
*"Lo so, e ho agito di conseguenza: niente spazio, niente comunicazioni, niente donne, niente gioco, ma, adesso, è d'un patetico che non vi so dire", aggiunse Aramis con uno di quei sorrisi che appartenevano solo a lui, "vedere come i giovani cerchino di divertirsi, e come, di conseguenza, simpatizzino per colui che paga i divertimenti"
*Però Dio è tanto buono per gli errori giovanili, tutto quello che è amore, anche amore colpevole, trova così facilmente grazia ai suoi sguardi paterni, che all'uscir dalla messa Luigi, levando gli occhi al cielo, poté vedere, attraverso gli strappi di una nuvola, un angolo del tappeto azzurro che è calpestato dal piede del Signore.
*E Porthos si fece severo.<br />"E la botola, signore", disse, "e la botola?"<br />Di Sant-Agnan divenne estremamente pallido. Buttò indietro la sedia in tal modo, che Porthos, con tutta la sua ingenuità, s'accorse che il colpo aveva fatto centro.<br />"La botola", mormorò il conte.<br />"Ebbene, signore, datene una spiegazione, se potete", fece Porthos scuotendo il capo.<br />Di Sant-Agnan abbassò la fronte.<br />"Oh! sono tradito!", mormorò; "si sa tutto!"<br />"Si sa sempre tutto", replicò Porthos, che non sapeva nulla.
*"No, è l'impotenza! Abbiamo forse la pretesa di prendere, in tre, la Bastiglia?"<br />"Se ci fosse d'Artagnan", esclamò Porthos, "non dico di no."<br />Raul fu preso d'ammirazione davanti a quella fiducia, eroica tanto era candida. Erano quelli gli uomini famosi che, in tre o quattro, affrontavano eserciti o attaccavano fortezze! Uomini che avevano spaventato la morte e che, sopravvissuti a tutto un secolo ormai in dissoluzione, erano ancora più forti dei più forti giovani del giorno.
*Baisemeaux impallidì di fronte a quella fredda sicurezza. Gli parve che la voce di Aramis, così gaia e sorridente poco prima, fosse divenuta funebre e sinistra; che i ceri dei candelabri si fossero cambiati in ceri da cappella sepolcrale; che i bicchieri di vino si fossero trasformati in calici di sangue.
*Ad un tratto, il capo del giovane si inchinò. Il suo pensiero ridiscese sulla terra. il suo sguardo si indurì, la fronte gli si coprì di rughe, la bocca assunse una espressione di feroce risolutezza; poi il suo sguardo divenne fisso ancora una volta; ma ora rifletteva la fiamma dei mondani splendori; ora somigliava allo sguardo di Satana sulla montagna, quando passava in rivista i regni e le potenze della terra per sedurre Gesù.
*"Colpite, Porthos!", risuonò la voce sepolcrale di Aramis.<br />Porthos mandò un gran sospiro, ma obbedì.<br />La sbarra di ferro calò verticalmente sul capo di Biscarat, che fu ucciso prima ancora di finire il suo grido. Poi la leva formidabile si alzò e si abbassò dieci volte in dieci secondi, e fece dieci cadaveri.
*Ed ora cercate in questa tomba ardente, in questo vulcano sotterraneo, cercate le guardie del re dagli abiti azzurri gallonati d'argento.<br />Cercate gli ufficiali splendenti d'oro, cercate le armi su cui essi avevano contato per difendersi, cercate le pietre che li hanno uccisi, cercate il suolo che li sosteneva.<br />Un solo uomo ha fatto di tutto questo un caos più confuso, più informe, più terribile del caos che esisteva un'ora prima che Dio avesse avuto l'idea di creare il mondo.
*Per un istante, le braccia di Porthos si piegarono; ma l'ercole riunì tutte le forze, e si videro le due pareti della prigione, in cui era sepolto, aprirsi lentamente fargli largo. Per un attimo, apparve in quella cornice di granito, simile all'angelo antico del caos;
==''La regina Margot''==
===[[Incipit]]===
Il lunedì, diciottesimo giorno del mese di agosto 1572, vi era festa grande al Louvre. Le finestre dell'antico palazzo reale, sempre tanto cupe, erano sfarzosamente illuminate; le piazze e le vie attigue, di solito tanto deserte sin da quando a Saint-Germain-l'Auxerrois erano suonate le nove, erano, benché fosse mezzanotte, affollate di gente.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''La regina Margot'', BUR Rizzoli, Milano 2017, Traduzione di M. Dazzi}}
===Citazioni===
*{{NDR|su [[Margherita di Valois]]}} La giovane sposa, figlia di Enrico II, era la perla della corona di Francia, Margherita di Valois, che con affettuosa familiarità il re Carlo IX chiamava sempre ''mia sorella Margot''. Certo, accoglienze tanto lusinghiere non erano mai state più meritate di quelle che si facevano in quel momento alla nuova regina di Navarra. Margherita a quel tempo aveva appena vent'anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all'Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Caterina de' Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. I francesi cui apparteneva, erano fieri di vedere sbocciare nella loro terra un così splendido fiore e gli stranieri di passaggio per la Francia ripartivano abbagliati dalla sua bellezza se l'avevan soltanto vista, storditi dalla sua cultura se avevano parlato con lei. Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle donne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un'ora in italiano, in spagnolo, in latino e in greco, l'aveva lasciata dicendo nel suo entusiasmo:<br />«Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte».<br />Così i panegirici non mancarono al re Carlo IX e alla giovane regina di Navarra; si sa quanto gli ugonotti siano fecondi. Inevitabilmente, allusioni al passato e domande per l'avvenire furono accortamente insinuate in mezzo a quegli indirizzi al re; ma a tutte le allusioni egli rispondeva con le sue labbra pallide e il suo sorriso astuto:<br />«Nel dare mia sorella Margot a Enrico di Navarra, io do il mio cuore a tutti i protestanti del regno».<br />La frase rassicurava gli uni e faceva sorridere gli altri poiché aveva in realtà due sensi: uno paterno e del quale in buona coscienza Carlo IX non voleva sovraccaricare il suo pensiero; l'altro ingiurioso per la sposa, per il marito e anche per chi lo pronunciava, poiché ricordava alcuni sordi scandali con i quali la cronaca di Corte aveva già trovato il modo di lordare la veste nuziale di Margherita di Valois. (pp. 26-27)
==''La signora di Monsoreau''==
===[[Incipit]]===
La sera della domenica di carnevale del 1578, nel magnifico palazzo dei Montmoreney, situato quasi in faccia al Louvre, ma sull'altra riva della Senna, si svolgeva una sontuosa festa per celebrare le nozze di Francesco d'Epinay di Saint-Luc, intimo e favorito del re Enrico III, con Giovanna di Cossé-Brissac, figlia del Maresciallo di Francia.
===Citazioni===
*[...] in tempi in cui la canaglia veste come i principi, credo che questi diano prova di buon gusto vestendosi, per distinguersi, come la canaglia. (p. 9)
*No, non è il [[anima e corpo|corpo]] che è ammalato. È l'[[anima e corpo|anima]]! Piuttosto che un medico... un confessore. (p. 37)
==''Lo Schiaccianoci''==
===[[Incipit]]===
Vi fu un tempo a [[Norimberga]] un presidente assai famoso, il dottor Silberhaus, nome che in tedesco significa «casa d'argento». Il presidente aveva un figlio e una figlia: Fritz di nove anni, e Maria di sette e mezzo: due bambini simpaticissimi, ma molto diversi per carattere e per aspetto fisico, tanto che era difficile credere, così a prima vista, che potessero essere fratelli. Fritz era grassottello, spaccone e piuttosto birichino: faceva le bizze alla minima contrarietà, convinto come era che tutto fosse stato creato per il suo divertimento e per sottostare ai suoi capricci; e restava di questa opinione finché il dottor Silberhaus, stanco delle sue grida, dei suoi pianti e del suo batter di piedi, usciva dallo studio e, levando il dito all'altezza del sopracciglio aggrottato, si limitava a esclamare: – Signor Fritz!...
===Citazioni===
*[[Norimberga]] è una città della [[Germania]] famosissima per i giocattoli, le bambole e i fantocci che spedisce a casse piene in tutti gli altri paesi del mondo: per questo i bambini di Norimberga sono i più felici della terra, a meno che non succeda a loro come agli abitanti di [[Ostenda]] che le ostriche a ceste piene se le vedono soltanto passare sotto il naso. (p. 11)
*''A perpendicolo | ticchetta il [[orologio a pendolo|pendolo]], | avanza e arretra | bello squadron! || L'orologio piano piano | mezzanotte suonerà; | quando arriva la civetta | fugge fugge sua maestà''. (p. 45)
*''Sorella, un pezzetto di lardo | per me devi avere riguardo, | anch'io come te son regina | e gusto la buona cucina.'' (p. 50)
*''Dal tuo consorte uccisi, senza peccati o torti, | i miei figli e nipoti ormai son tutti morti, | ma guai a te, regina! | ché sul bimbo regale da te tanto aspettato | sul tuo tenero amore ho già deliberato | di far la mia vendetta! | Tuo marito ha fortezze, ha cannoni e soldati, | consiglieri e ministri illustri e illuminati, | e tu hai ciò che chiedi. | La regina dei topi non ha nulla, però | denti aguzzi e potenti la sorte le donò | da usar contro i tuoi eredi!'' (p. 56)
==''Mastro Adamo il calabrese''==
===[[Incipit]]===
Se i nostri lettori provano qualche curiosità per gli episodi, della veridica storia che stiamo per raccontare è necessario che abbiano la compiacenza di seguirci in Calabria dove li abbiamo già condotti due volte, la prima per raccontare loro le avventure di Cherubino e Celestino, la seconda per farli assistere alla morte di Murat.
===Citazioni===
*La [[Calabria]] è una magnifica regione; d'estate ci si arrostisce come a Tambouctou, d'inverno vi si gela come a San Pietroburgo; inoltre non vi si conta punto ad anni, a lustri o a secoli come negli altri paesi, ma a terremoti. (p. 7)
*Era un vecchio uomo felice mastro Adamo; una di quelle persone facile a illuminarsi e che si aprono naturalmente alla speranza ed alla gioia come i fiori.
*In effetti l'[[posta|ufficio postale]] sembrava una di quelle case miracolose trasportate dagli angeli come il duomo della madonna di Loreto.
*Non c'era nessun dubbio sulla decisione. Le urla di: Viva la [[Maria|Madonna]]! Abbasso gli sbirri! risuonarono da ogni lato e le povere guardie, richiamate dai diversi luoghi dove vegliavano da otto giorni con una tenacia ed un coraggio degni di maggior ricompensa, partirono la stessa notte per Monteleone.
==''Pascal Bruno''==
===[[Incipit]]===
Bellini era di Catania. La prima cosa che i suoi occhi, aprendosi, avevano visto, erano state le onde che, dopo aver bagnato le mura di Atene, vengono a spegnersi melodiosamente sulle rive di un'altra Grecia; e l'Etna favolosa e antica, sui cui fianchi vivono ancora, dopo diciotto secoli, la mitologia di Ovidio e i racconti di Virgilio. Ecco perché l'indole di Bellini era tra le più poetiche che si potessero incontrare; e il suo genio, che bisogna apprezzare con il sentimento e non giudicare con la ragione, un canto eterno, dolce e malinconico come un ricordo; un'eco simile a quella che se ne sta assopita nei boschi e sulle montagne, e che sussurra appena fino a quando il grido delle passioni e del dolore non venga a svegliarla. Bellini era l'uomo che faceva al caso mio. Aveva lasciato la Sicilia ancora giovane, e dell'isola nativa gli era rimasta una memoria crescente, dentro la quale custodiva religiosamente, lontano dai luoghi in cui era cresciuto, i ricordi poetici dell'infanzia.
===Citazioni===
* Era un giovane di venticinque ventisei anni che, a prima vista, si pensava dovesse appartenere alla classe del popolo. Portava un cappello calabrese, fasciato da un largo nastro che gli ricadeva ondeggiante sulla spalla; una giacca di velluto con bottoni d'argento; pantaloni della stessa stoffa e con le stesse guarnizioni, stretti alla vita da una fascia di seta rossa con ricami e frange verdi come quelle che si fanno a Messina, a imitazione di quelle lavorate in Oriente. Infine, gambaletti e scarpe di cuoio completavano il costume montanaro, che non mancava di una certa eleganza e che sembrava fatto apposta per mettere in risalto le belle e armoniose forme del corpo di chi lo indossava. Il volto era di una bellezza selvaggia: aveva tratti fortemente marcati propri dell'uomo meridionale, occhi arditi e fieri, capelli e barba neri, naso aquilino e denti perfetti.
==''Vent'anni dopo''==
{{vedi anche|Vent'anni dopo}}
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Garibaldi e Montevideo''===
Al viaggiatore che viene d'Europa su quelle navi che i primi abitanti di quel paese scambiarono per case volanti, prime ad aprirsi allo sguardo, dopo il grido del marinaio in vedetta che annunzia la terra, son due montagne. L'una di mattoni, che è la cattedrale, la chiesa-madre, la ''matriz'', come la si chiama; l'altra poi di massi e verdura, su cui s'innalza un faro, vien detta il ''Cerro''.
===''Robin Hood''===
Era il tramonto di un giorno di primavera dell'anno di grazia 1162, sotto il regno di Enrico II Plantageneto. Due uomini a cavallo percorrevano i sentieri della foresta di Sherwood, nella contea di Nottingham; essi apparivano sfiniti almeno quanto le loro cavalcature.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''Storia di uno schiaccianoci''===
''Norimberga, 2010.''<br />
Da qualche giorno, la piccola Maria, è attratta dalla porta chiusa della soffitta, in casa della nonna. La nonna si chiamava Maria, proprio come lei, come la bisnonna e... Che strano, quasi tutte le donne della famiglia, tranne sua madre e una prozia, si chiamavano Maria.<br />
La porta della soffitta è lì, massiccia, chiusa da una grossa chiave annerita dal tempo. La piccola Maria la guarda, poi, finalmente, la fa girare: tac tac, un rumore secco, come di noci rotte, due giri. Ora appoggia la mano sulla maniglia, che cede facilmente. La porta si sta aprendo, si apre, gira piano sui cardini, senza rumore:<br />
- Vieni, vieni, piccola Maria, ti stavamo aspettando.
==Citazioni su Alexandre Dumas==
*I due Dumas hanno capovolto la teoria dell'economia. Il padre è stato il prodigo, e il figlio è stato l'avaro. ([[Jules Renard]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alexandre Dumas, ''Ascanio'', Adriano Salani Editore, Firenze 1930.
*Alexandre Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/53485/53485-h/53485-h.htm Garibaldi e Montevideo]'', F. Manini, 1859.
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998.
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001.
*Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=WklTiBT3hCQC&pg=PT9 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522
*Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=8XzGXQDBdRsC&pg=PA3 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165
*Alexandre Dumas, ''Il visconte di Bragelonne'', Tipografia Editoriale Lucchi, Milano 1964.
*Alexandre Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di A. Beltramelli, Mondadori, 2004.
*Alessandro Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/60641/60641-h/60641-h.htm I tre moschettieri]'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853.
*Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975.
*Alexandre Dumas, ''[https://web.archive.org/web/20130603210423/http://ed.espresso.repubblica.it/speciali_web/2013/igrandiromanzi/itremoschettieri.epub I tre moschettieri]'', introduzione e traduzione di Guido Paduano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2013.
*Alexandre Dumas, ''La regina Margot'', traduzione di Maria Dazzi, Rizzoli, Milano, 2008.
*Alexandre Dumas, ''La signora di Monsoreau'', traduzione di Luigi A. Garrone, Tipografia Editoriale Lucchi, Milano, 1937.
*Alexandre Dumas, ''Lo Schiaccianoci'' (''Histoire d'un casse-noisette''), traduzione di Antonio Lugli, EDIPEM, Novara 1974.
*Alexandre Dumas, ''Mastro Adamo il calabrese'', traduzione di A. Coltellaro, Pellegrini Editore, 1999.
*Alexandre Dumas, ''Pasquale Bruno'' (''Romanzo storico siciliano''), traduzione di C. Rizza, La Zisa Edizioni. ISBN 978-8881280421
*Alexandre Dumas, ''Storia di uno schiaccianoci (liberamente tratta dal racconto di Alexandre Dumas)'', traduzione e cura di Gabriella Messi, Edizioni Angolo Manzoni, 2010. ISBN 9788862040761
*Alexandre Dumas, ''Viaggio in Calabria'', traduzione di Antonio Coltellaro, Rubbettino 1996. ISBN 884981545X
==Filmografia==
*''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il conte di Montecristo]]'' (1934)
*''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993)
*''[[La regina Margot]]'' (1994)
*''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998)
*''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998)
*''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002)
*''[[Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri|Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri]]'' (2004)
==Voci correlate==
*[[Alexandre Dumas figlio]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|s2=fr:Auteur:Alexandre Dumas|s2_lingua=francese}}
===Opere===
{{Pedia|I tre moschettieri||(1844)}}
{{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}}
{{Pedia|La regina Margot (romanzo)|''La regina Margot''|(1845)}}
{{Pedia|Vent'anni dopo (romanzo)|''Vent'anni dopo''|(1845)}}
{{Pedia|Il visconte di Bragelonne||(1847-1850)}}
{{DEFAULTSORT:Dumas (padre), Alexandre}}
[[Categoria:Drammaturghi francesi]]
[[Categoria:Scrittori francesi]]
927jsugdk02xs7b5rw2xhag39c57h0n
Curzio Malaparte
0
2529
1422610
1420866
2026-08-04T12:44:45Z
IppolitoN
23099
/* Citazioni di Curzio Malaparte */
1422610
wikitext
text/x-wiki
[[File:Curzio Malaparte.png|thumb|Curzio Malaparte]]
'''Curzio Malaparte''', pseudonimo di '''Kurt Erich Suckert''' (1898 – 1957), scrittore e giornalista italiano.
==Citazioni di Curzio Malaparte==
*A giudicare dai lamenti, dalle minacce, dalle esortazioni e dalle preghiere dell'on. [[Oscar Luigi Scalfaro|Scalfaro]], si direbbe che l'Italia sia un sobborgo di Sodoma, la Bestia dell'Apocalisse, un museo dei vizi, una scuola di depravazione, una sentina d'impurità ed una nazione infine senza pudore né dignità.<ref>Da ''Due anni di battibecco, 1953-1955'', Aria d'Italia, 1957; citato in [[Roberto Gervaso]], ''I sinistri'', Ed. Mondadori.</ref>
*Chi non sa che le [[Muse (divinità)|Muse]] non sono nove ma diciotto? Nove Muse intelligenti, per gli scrittori intelligenti, e nove cretine per gli scrittori cretini.<ref>Da ''Le muse cretine'', in ''Prospettive'', n. 3, pp. 3-5; citato in Tommaso Testaverde, ''[http://orillas.cab.unipd.it/orillas/articoli/numero_3/13Testaverde_arribos.pdf Il concetto di generazione letteraria tra Italia e Spagna nei primi decenni del novecento]'', ''orillas.cab.unipd.it'', p. 15.</ref>
*Credo che il fenomeno rivoluzionario italiano è, o dovrà essere antimoderno, cioè antieuropeo. Credo che il [[Fascismo]] è l’ultimo aspetto della [[Controriforma]], perché tende a restaurare la civiltà propria, naturale e storica, dello spirito italiano, naturalmente antico, classico e improprio alla modernità, contro tutti gli aspetti conseguenti della [[Riforma]], perciò contro lo spirito moderno, che è barbarico, settentrionale e occidentale, eretico.<ref>[[Curzio Malaparte]], ''L’Europa vivente e altri saggi politici (1921–1931)'', Vallecchi, Firenze 1961, p. 135</ref>
*Dall'America era sbarcata in Europa una folla enorme di omosessuali di ogni classe sociale [...] fra quei giovani, una certa aria pederastica fosse di moda, altrettanto quanto una certa tendenza al Comunismo. Io avevo avuto in animo di dedicare un numero, appunto a Pederastia e marxismo, ma poi ne fui dissuaso, con ragione, sia da Guttuso, comunista, sia da Moravia, non comunista, perché in quel tempo il Comunismo era una forza antifascista.<ref>Da ''Mamma Marcia'', Vallecchi, 1959, p. 264.</ref>
*È di regola, a proposito di [[Henry de Montherlant|Montherlant]], citare Barrès. E se i più colti risalgono nientemeno che a Pindaro, a Senofonte, (al Senofonte ufficiale di cavalleria, più che al discepolo di Socrate), e all'inevitabile Alcibiade, i più avvertiti risalgono a Bossuet, a Pascal. Tanto par facile ritrovare in certo sontuoso spirito cattolico del Gran Secolo, o nella febbrile e crudele introspezione pascaliana, quel miscuglio di sensualità, di erotismo, e d'inquietudine cristiana, che fa sì forti al palato le migliori pagine. [...] Montherlant si mostra nella sua vera natura, fredda e violenta, dominata e repressa da un ordine morale che in lui, di antica e nobile famiglia, né la cultura né l'estetismo son riusciti a corrompere. Un ordine morale cattolico, nel suo significato più cavalleresco.<ref>Da ''"Gli scapoli" di Montherlant"'', ''Corriere della Sera'', 24 febbraio 1935, p. 3.</ref>
*È sempre la solita storia, dopo una guerra. I giovani reagiscono all'eroismo, alla retorica del sacrificio, della morte eroica, e reagiscono sempre allo stesso modo. Per disgusto dell'eroismo, dei nobili ideali, degli ideali eroici, sai che fanno i giovani come te? Scelgono sempre la rivolta più facile, quella della viltà, dell'indifferenza morale, del narcisismo. Si credono dei ribelli, dei blasés, degli affranchis, dei nichilisti e non son che puttane [...]. Ne ho conosciuti migliaia come te, dopo l'altra guerra, che credevano d'essere dadaisti o surrealisti, e non erano che puttane. Vedrai, dopo questa guerra, quanti giovani crederanno d'essere comunisti. Quando gli alleati avranno liberato tutta l'Europa, sai che troveranno? Una massa di giovani delusi, corrotti, disperati, che giocheranno a fare i pederasti come giocherebbero al tennis.<ref>Citato in Circolo Pink, ''Le ragioni di un silenzio: la persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo'', Ombre corte, Verona, 2002, p. 57.</ref>
*Finché tu soffri per te, per la tua fame, per la miseria tua, della tua donna e dei tuoi figli. Finché ti avvilisci e ti rassegni allora tutto va bene. Sei un buon padre di famiglia, un buon cittadino. Ma appena tu soffri per la fame degli altri, per la miseria dei figli degli altri, per l'umiliazione degli altri uomini allora sei un uomo pericoloso, un nemico della società.<ref>Da ''Il Cristo proibito'', p. 216.</ref>
*Forse il sole non passa attraverso il vetro senza romperlo?<ref>Da ''Il Cristo proibito'', p. 128.</ref>
*Gli italiani amano più le rivoluzioni che i rivoluzionari, e più i [[galantuomo|galantuomini]] tenuti in sospetto dagli zelatori, che quelli in odore di santità.<ref>Da ''Don Camalèo''.</ref>
*I colpi di Stato di [[Miguel Primo de Rivera|Primo de Rivera]] e di [[Józef Piłsudski|{{sic|Pilsudzki}}]] appaiono concepiti ed eseguiti secondo le regole di una tattica tradizionale, che non ha nessuna analogia con quella fascista.<ref>Da ''Tecnica del colpo di Stato'', Mondadori, Milano, 2002, p. 26. ISBN 88-04-51086-2.</ref>
*I vinti sono buoni e generosi. I vincitori cattivi ed egoisti. Preferisco i vinti: ma non potrei adattarmi alla condizione di vinto.<ref name=iltempo55>Dall'intervista ''Venti domande a Malaparte'', ''il Tempo'', 28 luglio 1955.</ref>
*[...] ''in piedi | Cacciatori delle Alpi. Oggi bisogna | balzare in piedi con un grido solo: | – Avanti! – Come quando | sotto l'ultima cima | l'impeto dell'assalto | s'aggrovigliava nell'insidia ed alto | sempre era il grido – Avanti! – Come quando | sul viluppo dei monti | uno di voi, stronco non domo, urlò: | – Avanti i morti! – | e l'impeto passò''.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 674.</ref>
*L'epigramma è una pistola corta, e ammazza più sicuramente di un archibugio.<ref name=battibecco>Da ''Il battibecco''.</ref>
*L'otto Settembre è memorabil data corremmo a vincer insieme coi nemici la guerra che avevamo già perso con gli amici.<ref>Citato in Piero Buscaroli, ''Una nazione in coma. Dal 1793, due secoli'', Minerva Edizioni, Bologna, 2013, p. 113.</ref>
*La [[legge]] in [[Italia]], è come l'onore delle puttane.<ref name=battibecco/>
*La [[morale]] effeminata è la morale dei deboli.<ref>Da ''Mamma Marcia'', Vallecchi, 1959; citato in Silvia Contarini, ''[http://www.nazioneindiana.com/2013/08/10/litaliano-vero-e-lomosessuale-2/ L'italiano vero e l'omosessuale]'', ''nazioneindiana.com'', 10 agosto 2013.</ref>
*La Rivoluzione d'ottobre {{NDR|rivoluzione fascista dell'ottobre 1922}} non può e non deve ripetere gli errori del [[Risorgimento]], finito in malo modo nel compromesso antirivoluzionario del Settanta, che preparò il ritorno al potere attraverso il liberalismo, la democrazia, il socialismo, di quegli elementi borbonici, granducali, austriacanti, papalini che avevano sempre combattuto e bestemmiato l'idea e gli eroi del Risorgimento. È necessario che il Fascismo prosegua senza esitazioni il suo fatale cammino rivoluzionario.<ref>In ''L'Impero,'' 18 aprile 1923; citato in [[Paolo Mieli]], ''Tradimenti senza fine'', ''Corriere della Sera'', 11 gennaio 2017, pp. 34-35.</ref>
*La sosta a Ulan Bator è stata breve, e già siamo di nuovo in volo attraverso il [[deserto del Gobi|deserto di Gobi]], corso dalle alte nuvole di sabbia purpurea, che l'implacabile vento della [[Mongolia]] solleva da ogni parte dell'orizzonte. Lo spettacolo è terribile e meraviglioso. Fin dove giunga lo sguardo, questo mare di sabbia quando rossa quando gialla quando viola si stende all'infinito, ora con lievi ondulazioni, ora con improvvisi tumulti di rocce nere, lucenti come rupi di ossidiana, ora placandosi in crateri immensi, bianchi di sale. Lunghe file di cammelli punteggiano di quando in quando il deserto: sono le carovane che dalla Mongolia vanno al Sinkiang, il Turkestan cinese, al Tibet, allo Shansi, alla [[Cina]] centrale, a [[Pechino|Pekino]]. Percorrono l'antica «via della seta», portano pelli grezze, pellicce, lana, tappeti preziosi.<br />È il deserto di Gobi che domina e regola il clima di gran parte dell'Asia continentale: la sua sabbia, portata dal vento, giunge fino a {{sic|Pekino}}, fino alle rive del [[Oceano Pacifico|Pacifico]], copre di una impalpabile coltre gialla le pianure della Cina settentrionale e centrale. Non v'è [[Grande muraglia cinese|Grande Muraglia]] che possa impedire il passo alla sabbia del Gobi.<ref>Da ''Io in Russia e in Cina'', Vallecchi, Firenze. In M. L. Santoli e M. Stanghellini, ''I grandi libri. {{small|Antologia italiana per la scuola media con letture epiche}}'', vol. III, Zanichelli, Bologna, stampa 1971, pp. 324-325.</ref>
*Mi si biasimi pure, ma io sono un uomo e amo la [[guerra]]. Non ho l'ipocrisia di dire: "Non amo la guerra". Io l'amo, come ogni uomo ben nato, sano, coraggioso, forte, ama la guerra, come ogni uomo che non è contento degli uomini, né dei loro misfatti.<ref>Da ''Diario di uno straniero a Parigi'', Vallecchi, Firenze, 1966, p. 103.</ref>
*Non sarà mai ripetuto abbastanza che una cosa è l'Italia, altra cosa è lo Stato italiano, e che tanto è cosa meravigliosa l'Italia, quanto è misera cosa lo Stato italiano.<ref>Citato in ''Il Tempo'', 4 ottobre 1956.</ref>
*Non so quale sia più difficile, se il mestiere del vinto o quello del vincitore: di una cosa sono certo, che il valore umano dei vinti è superiore a quello dei vincitori.<ref>Citato in Paolo Granzotto, ''Montanelli'', Bologna, il Mulino, 2004, p. 119. ISBN 88-15-09727-9</ref>
*Penso che se fossi vissuto in una società più virile e in mezzo a un popolo più virile sarei forse potuto diventare un uomo nel vero senso della parola. Ma se dovessi definirmi con una sola parola direi che, nonostante tutto, sono un uomo.<ref name=iltempo55/>
*Per molto tempo almeno, vedremo continuarsi nell'antifascismo, adattandosi alle circostanze nuove, molti dei metodi e della mentalità fascista. Si farà dell'antifascismo di natura fascista.<ref>Da ''Malaparte: 1950-1951'', a cura di Edda Ronchi Suckert, Ponte alla Grazie, Milano, 1994, p. 422.</ref>
*Primo de Rivera e {{sic|Pilsudzki}} s'immaginano che per impadronirsi di uno Stato moderno basti rovesciare con le armi un governo costituzionale.<ref>Da ''Tecnica del colpo di Stato'', Mondadori, Milano, 2002, p. 27. ISBN 88-04-51086-2</ref>
*{{NDR|Mussolini}} Stringeva nella mano una rosa color carne. Mussolini ha sempre una rosa stretta con delicatezza nel pugno. [...] Quel gesto all'[[Oscar Wilde]], quel gesto, in un certo senso, [[George Gordon Byron|byroniano]], quel gesto decadente, mi mise a disagio. Egli non sa il valore, il senso di quel suo gesto, di quella sua rosa. Il giorno in cui egli sarà fucilato, io vorrei esser presente per mettergli una rosa nella mano rattrappita. Non per insultarlo, per mancargli di rispetto: no. Non mi piace mancar di rispetto ai morti.<ref>Da ''Diario di uno straniero a Parigi''.</ref>
*Tutti debbono obbedire, anche [[Benito Mussolini|Mussolini]], al monito del [[fascismo]] integrale.<ref>Curzio Suckert. ''Il fascismo contro Mussolini?'', in ''La Conquista dello Stato'', I (21 dicembre 1924), n. 16, p. 1.</ref>
*Tutti gli scrittori sono stati fascisti, nella qual cosa non vi è nulla di male. Ma perché oggi pretendono di farsi passare antifascisti, per martiri della libertà, per vittime della tirannia? Nessuno di loro, dico nessuno, ha mai avuto un solo gesto di ribellione contro il fascismo, mai. Tutti hanno piegato la schiena, con infinita ipocrisia, leccando le scarpe a Mussolini e al fascismo. E i loro romanzi erano pure esercitazioni retoriche, senza l'ombra di coraggio e di indipendenza morale e intellettuale. Oggi [...] scrivono romanzi antifascisti come ieri scrivevano romanzi fascisti; tutti, compreso Alberto Moravia, che gli stessi comunisti (quando Moravia non filtrava ancora col comunismo) definivano uno scrittore borghese, e perciò fascista. L'attuale romanzo italiano rispecchia l'attuale conformismo anti-fascista del popolo italiano, come ieri rispecchiava il conformismo fascista e [...] rivela lo sforzo degli scrittori di conquistarsi una libertà formale e contenutistica in contrasto col loro inguaribile conformismo personale morale e intellettuale.<ref>Citato in ''[http://www.loccidentale.it/node/76147 Non è con l'omertà intellettuale che riscopriremo Curzio Malaparte. Intervista a Luigi Martellini di Luca Meneghel]'', in ''l'Occidentale'', 2 agosto 2009.</ref>
==''Kaputt''==
===[[Incipit]]===
Il manoscritto di ''Kaputt'' ha una storia: e mi sembra che nessuna prefazione convenga a questo libro meglio della storia segreta del suo manoscritto.<br />Ho cominciato a scrivere ''Kaputt'' nell'estate del 1941, all'inizio della guerra tedesca contro la [[Russia]], nel villaggio di Pestcianka, in [[Ucraina]], in casa del contadino Roman Suchèna. Ogni mattina mi sedevo nell'orto, sotto un albero di acacia, e mi mettevo a lavorare, mentre il contadino, seduto per terra presso il porcile, affilava le falci, o affettava le barbabietole e le verze per i suoi maiali.<br />La casa, dal tetto di stoppie, dai muri di terra e di paglia tritata, impastata con sterco di bue, era piccola e pulita: non aveva altra ricchezza fuorché una radio, un grammofono, e una piccola biblioteca con tutte le opere di [[Aleksandr Sergeevič Puškin|Puschkin]] e di [[Nikolaj Vasil'evič Gogol'|Gogol]].
===Citazioni===
*Avrei ritrovato, fra pochi giorni, i visi italiani, i «miei» visi italiani, avviliti, pallidi di fame, mi sarei riconosciuto nell'angoscia chiusa di quei visi, negli occhi della folla nei tram, negli autobus, nei caffè, sul marciapiedi delle strade sotto i grandi ritratti di Mussolini incollati ai muri e ai cristalli delle vetrine dei negozi, sotto quella testa gonfia e bianchiccia, dagli occhi vili, dalla bocca bugiarda, e un senso di pietà e di rivolta m'invadeva a poco a poco. (parte prima, pp. 40-41)
*Muore tutto ciò che l'Europa ha di nobile, di gentile, di puro. La nostra patria è il cavallo. Voi capite quel che voglio dire. La nostra patria muore, la nostra antica patria. E tutte quelle immagini ossessionanti, quella continua ossessione dei nitriti, dell'odore orrendo e triste dei cavalli morti, rovesciati sulle strade della guerra, non vi pare che rispondano alle immagini della guerra, alla nostra voce, al nostro odore, all'odore dell'Europa morta? Non vi sembra che anche quel sogno significhi qualcosa di simile? Ma forse è meglio non interpretare i sogni. (parte prima, p. 76)
*Se volete vincer la guerra, dissi, voi non potete distruggere la patria dell'operaio. Non potete distruggere le macchine, le officine, le industrie. Il problema non è soltanto polacco, è europeo. Anche in tutti gli altri paesi d'Europa, da voi occupati, potete distruggere la patria dei nobili, la patria dei borghesi, ma non la patria degli operai. Mi pare che il senso di questa guerra sia tutto qui, o in gran parte. (parte seconda, p. 98)
*Quando finalmente [[Oswald Mosley|Mosley]] entrò da Laure, eran quasi le quattro del pomeriggio. Nicolson ed io avevamo già bevuto cinque o sei Martini, e avevamo cominciato a mangiare; non ricordo più quel che stavamo mangiando, né di che cosa ci mettemmo a discorrere, ricordo soltanto che Mosley aveva una testa molto piccola, una voce dolce, che era alto, altissimo, magro, indolente, un po' curvo, e che, per nulla dispiaciuto anzi perfettamente soddisfatto del suo ritardo, «on n'est jamais pressé quand il s'agit d'arriver en retard» disse, non per scusarsi, ma per farci intendere che non era così stupido da non capire che era giunto in ritardo. Nicolson ed io ci mettemmo subito d'accordo con un'occhiata, e, per tutta la durata della colazione, Mosley non ebbe neppure il più lieve sospetto che ci fossimo messi d'accordo per prenderci gioco di lui. Mi parve che fosse largamente dotato di ''sense of humour'': ma, come tutti i dittatori (Mosley non era se non un pretendente alla dittatura, aveva però, senza alcun dubbio, ahimè, la stoffa del perfetto dittatore, e si sa di che lana è fatta quella stoffa!) non sospettava neppur lontanamente che si potesse prendersi gioco di lui. (parte seconda, p. 123)
*{{NDR|Mosley}} Aveva portato con sé una copia dell'edizione inglese del mio libro ''Technique du coup d'État'', e desiderava che gli scrivessi una dedica sul frontespizio. Egli si aspettava forse da me una dedica ditirambica: così, per deluderlo malignamente, scrissi sul frontespizio soltanto queste due frasi del mio libro: «Hitler, come tutti i dittatori, non è che una donna» e «La dittatura è la forma più completa della gelosia». Mosley, leggendo quelle parole, si turbò, e guardandomi con gli occhi socchiusi «anche Cesare, per voi, non era che una donna?» mi domandò con un lievissimo accento d'irritazione. Nicolson si conteneva per non ridere e mi faceva segno con gli occhi. «Era assai peggio di una donna» risposi, «Cesare non era un ''gentleman''».<br />«Cesare non era un gentleman?» disse Mosley stupito.<br />«Uno straniero» risposi, «che si permette di conquistar l'Inghilterra, non è certo un ''gentleman''.» (parte seconda, pp. 123-124)
*«Io ho perso l'abitudine di agire» risposi. «Sono un italiano. Non sappiamo più agire, non sappiamo più assumere alcuna responsabilità, dopo venti anni di schiavitù. Ho anch'io, come tutti gli italiani, la. schiena spezzata. In questi venti anni abbiamo speso tutta la nostra energia per sopravvivere. Non siamo più buoni a nulla. Non sappiamo che applaudire. Volete che vada ad applaudire il Generale von Schobert e il Colonnello Lupu? Se volete, posso andar fino a Bucarest ad applaudire il maresciallo Antonesco, il cane rosso, se pensate che ciò vi possa giovare. Non posso far altro. Vorreste forse che mi sacrifichi inutilmente per voi? che mi faccia ammazzare in piazza Unirii per difendere gli ebrei di Jassy? Se ne fossi capace, mi sarei fatto ammazzare in una piazza d'Italia, per difendere gli italiani. Non osiamo e non sappiamo più agire, ecco la verità» conclusi voltando il viso per tentare di nascondere il rossore della fronte. (p. 137)
*Mussolini crede in se stesso, se tuttavia crede in qualcosa: ma non crede all'incompatibilità fra la logica e la fortuna, tra la volontà e il destino. La sua voce è calda, grave, eppur delicata. Una voce che talvolta ha strani, profondi accenti femminili, un che di morbosamente femmineo. (parte sesta, p. 376)
===[[Explicit]]===
«Perché non fate la lotta alle [[Mosca (zoologia)|mosche]], anche a [[Napoli]]? Da noi, nell'Italia del nord, a Milano, a Torino, a Firenze, perfino a Roma, i comuni hanno organizzato la lotta alle mosche. Non c'è più neppure una mosca nelle nostre città».<br />«Non c'è più neppure una mosca a Milano?».<br />«No, neppure una mosca. Le abbiamo ammazzate tutte. E una cosa igienica, si evitano le infezioni, le malattie».<br />«Eh, ma anche a Napoli abbiamo fatto la lotta alle mosche, anzi, abbiamo fatto addirittura la guerra alle mosche. Son tre anni che facciamo la guerra alle mosche».<br />«E allora, come mai ci sono ancora tante mosche, a Napoli?».<br />«Eh, che volete, signore: hanno vinto le mosche!»
==''La pelle''==
===[[Incipit]]===
Erano i giorni della «peste» di [[Napoli]]. Ogni pomeriggio alle cinque, dopo mezz'ora di punching-ball e una doccia calda nella palestra della P.B.S., Peninsular Base Section, il Colonnello Jack Hamilton ed io scendevamo a piedi verso San Ferdinando, aprendoci il varco a gomitate nella folla che, dall'alba all'ora del coprifuoco, si accalcava tumultuando in via Toledo.<br />Eravamo puliti, lavati, ben nutriti, Jack ed io, in mezzo alla terribile folla napoletana squallida, sporca, affamata, vestita di stracci, che torme di soldati degli eserciti liberatori, composti di tutte le razze della terra, urtavano e ingiuriavano in tutte le lingue e in tutti i dialetti del mondo. L'onore di essere liberato per primo era toccato in sorte, fra tutti i popoli d'Europa, al popolo napoletano: e per festeggiare un così meritato premio, i miei poveri napoletani, dopo tre anni di fame, di epidemie, di feroci bombardamenti, avevano accettato di buona grazia, per carità di patria, l'agognata e invidiata gloria di recitare la parte di un popolo vinto, di cantare, di battere le mani, saltare di gioia tra le rovine delle loro case, sventolare bandiere straniere, fino al giorno innanzi nemiche, e gettar dalle finestre fiori sui vincitori.<br />Ma nonostante l'universale e sincero entusiasmo, non v'era un solo napoletano, in tutta Napoli, che si sentisse un vinto. Non saprei dire come questo strano sentimento fosse nato nell'animo del popolo.
===Citazioni===
====''La peste''====
*È certo assai più difficile perdere una [[guerra]] che vincerla. A vincere una guerra tutti son buoni, non tutti son capaci di perderla.
*Nessun popolo sulla terra ha mai tanto sofferto quanto il popolo [[Napoli|napoletano]]. Soffre la fame e la schiavitù da venti secoli, e non si lamenta. Non maledice nessuno, non odia nessuno: neppure la miseria. Cristo era napoletano.
*Voglio bene agli [[Stati Uniti d'America|americani]], qualunque sia il colore della loro pelle, e l'ho provato cento volte, durante la guerra. Bianchi o neri, hanno l'anima chiara, molto più chiara della nostra. Voglio bene agli americani perché sono buoni cristiani, sinceramente cristiani. Perché credono che [[Gesù|Cristo]] sia sempre dalla parte di coloro che hanno ragione. Perché credono che è una colpa grave aver torto, che è una cosa immorale aver torto. Perché credono che essi soli son galantuomini, e che tutti i popoli d'Europa sono, più o meno, disonesti. Perché credono che un popolo vinto è un popolo di colpevoli, che la sconfitta è una condanna morale, è un atto di giustizia divina.
*Il 1 ottobre 1943 è una data memorabile nella storia di [[Napoli]]: perché segna l'inizio della liberazione dell'Italia e dell'Europa dall'angoscia, dalla vergogna, e dalle sofferenze della schiavitù e della guerra, e perché proprio in quel giorno scoppiò la terribile peste, che da quell'infelice città si sparse a poco a poco per tutta l'Italia e per tutta l'Europa.
*Ma le zone più frequentate dai liberatori erano proprio quelle ''Off limits'', cioè quelle più infette e perciò più vietate, poiché è nella natura dell'uomo, specie dei soldati di tutti i tempi e di qualunque esercito, preferire le cose [[proibizione|proibite]] a quelle permesse.
*Ma quel che più commuoveva il [[Napoli|popolo napoletano]] era la gentilezza di modi dei liberatori, specie degli americani, la loro disinvolta urbanità, il loro senso di umanità, il loro sorriso innocente e cordiale di onesti, buoni, ingenui ragazzoni. Se è mai stato un onore perdere la guerra, era certamente un grande onore, per i napoletani, e per tutti gli altri popoli vinti dell'Europa, aver perduto la guerra di fronte a soldati così cortesi, eleganti, lindi, così buoni e generosi.
*La [[fame]] umana ha una voce meravigliosamente dolce e pura. Non v'è nulla di umano nella voce della fame.
*[[Napoli]] [...] è la più misteriosa città d'Europa, è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. È la sola città del mondo che non è affondata nell'immane naufragio della civiltà antica. Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno. [...] Non potete capire Napoli, non capirete mai Napoli.
====''La vergine di Napoli''====
*Quel popolo che nelle strade faceva commercio di se stesso, del proprio onore, del proprio corpo, e della carne dei propri figli, poteva mai essere lo stesso popolo che pochi giorni innanzi, in quelle stesse strade, aveva dato così grandi e così orribili prove di coraggio e di furore contro i tedeschi?
*{{NDR|L'8 settembre 1943}} Era stata proprio una bellissima festa, una festa indimenticabile. In tre anni di guerra non ci eravamo mai tanto divertiti. A sera eravamo stanchi morti, avevamo la bocca tutta indolenzita dal gran ridere, ma eravamo orgogliosi di aver compiuto il nostro dovere. Finita la festa, ci ordinammo in colonna, e così, senz'armi, senza bandiere, ci avviammo verso i nuovi campi di battaglia, per andare a vincere con gli alleati quella stessa guerra che avevamo già persa con i tedeschi. Marciavamo a testa alta, cantando, fieri di aver insegnato ai popoli di Europa che non c'è ormai altro modo di vincer le guerre che buttar le proprie armi e le proprie bandiere, eroicamente, nel fango, 'ai piedi del primo venuto'.
====''Le parrucche''====
*Gli [[Apparato genitale|organi genitali]] hanno sempre avuto una grande importanza nella vita dei popoli latini, e specialmente nella vita del popolo italiano. La vera [[bandiera d'Italia|bandiera italiana]] non è il tricolore, ma il sesso, il [[pene|sesso]] maschile.
*Tutti piangevano, poiché un lutto, a [[Napoli]], è un lutto comune, non di uno solo, né di pochi o di molti, ma di tutti, e il dolore di ciascuno è il dolore di tutta la città, la fame di uno solo è la fame di tutti. Non v'è dolore privato, a Napoli, né miseria privata: tutti soffrono e piangono l'uno per l'altro, e non c'è angoscia, non c'è fame, né colera, né strage, che questo popolo buono, infelice, e generoso, non consideri un tesoro comune, un comune patrimonio di lacrime.
====''Le rose di carne''====
*Oggi si soffre e si fa soffrire, si uccide e si muore, si compiono cose meravigliose e cose orrende, non già per salvare la propria anima, ma per salvare la propria pelle. Si crede di lottare e di soffrire per la propria anima, ma in realtà si lotta e si soffre per la propria pelle, soltanto per la propria pelle. Tutto il resto non conta.
====''Il vento nero''====
*Trattenni il cavallo, tesi l'orecchio. Udii veramente parlare sul mio capo, voci umane passar nell'aria nera, alte sulla mia testa. "Wer da?" gridai "chi va là?" [...] Le voci passavano alte sulla mia testa, erano proprio parole umane, parole tedesche, russe, ebraiche. Le voci erano forti, che si parlavan tra loro, ma un po' stridule: talvolta dure, talvolta fredde e fragili come il vento, e spesso si rompevano in fondo alle parole con quel tintinnio del vetro che urta in una pietra. Allora gridai di nuovo: "Wer da? chi va là?". "Chi sei? che vuoi? chi è? chi è?" risposero alcune voci, correndo alte sulla mia testa. [...] "Sono un uomo, sono un cristiano" dissi. Un riso stridulo corse nel cielo nero, si perdé lontano nella notte. E una voce, più delle altre forte, gridò: "Ah, sei un cristiano, tu?". Io risposi: "Sì, sono un cristiano". Una risata di scherno accolse le mie parole, e alto correndo sulla mia testa si allontanò, andò a spegnersi a poco a poco laggiù nella notte. "E non ti vergogni d'esser cristiano?" gridò la voce.[...] Un grido di orrore mi si ruppe nella gola. Erano uomini crocifissi. Erano uomini inchiodati ai tronchi degli alberi, le braccia aperte in croce, i piedi congiunti, fissati al tronco da lunghi chiodi, o da fili di ferro attorti intorno alle caviglie.
*Molti eran vestiti del nero kaftano ebraico, molti erano nudi, e la loro carne splendeva castamente nel tepore freddo della Luna. Simile all'uovo turgido di vita, che nei sepolcreti etruschi di Tarquinia i morti sollevano fra due dita, simbolo di fecondità e di eternità, la luna usciva di sotterra, si librava nel cielo, bianca e fredda come un uovo: illuminando i visi barbuti, le nere occhiaie, le bocche spalancate, le membra contorte degli uomini crocifissi. Mi sollevai sulle staffe, tesi le mani verso uno di loro, tentai con le unghie di strappare i chiodi che gli trafiggevano i piedi. Ma voci di sdegno si levarono intorno, e l'uomo crocifisso urlò: "Non mi toccare, maledetto". "Non voglio farvi del male" gridai "per l'amor di Dio, lasciate che vi venga in aiuto!" Una risata orribile corse d'albero in albero, di croce in croce, e vidi le teste muoversi qua e là, le barbe agitarsi e le bocche aprirsi e chiudersi: e udii lo stridore dei denti. "Venirci in aiuto?" gridò la voce dall'alto "e perché? forse perché hai pietà di noi? perché sei un cristiano? [...] Coloro che ci hanno messi in croce, non sono forse cristiani come te? Son forse cani, cavalli, o topi, coloro che ci hanno inchiodati a questi alberi? [...] "Non sono stato io" gridai "non sono stato io a inchiodarvi agli alberi! Non sono stato io!". "Lo so" disse la voce con un inesprimibile accento di dolcezza e di odio "lo so, sono stati gli altri, sono stati tutti gli altri come te".
*"Ah! ah! ah!" gridò l'uomo crocifisso "avete udito? Vuol toglierci dalla croce! E non se ne vergogna! Razza immonda di cristiani, ci torturate, ci inchiodate agli alberi, e poi venite a offrirci la vostra pietà! Vorreste salvarvi l'anima, eh? Avete paura dell'inferno! Ah! ah! ah! [...] Vuoi toglierci dalla croce?" disse l'uomo crocifisso con voce grave e triste "e poi? I tedeschi ci ammazzeranno come cani. E anche te, ti ammazzeranno come un cane arrabbiato." [...] Non sapete far altro, vigliacchi? Ci inchiodate agli alberi e poi ci ammazzate con un colpo nella testa? È questa la vostra pietà, vigliacchi?".
*La notte mi assalì la febbre, e fino all'alba delirai, vegliato dal giovane ufficiale.[...] Il terzo giorno mi alzai dal letto e presi congedo dal giovane ufficiale [...] quando imboccammo il viale fiancheggiato d'alberi, chiusi gli occhi, e dato di sprone al cavallo m'inoltrai di galoppo fra le due terribili schiere d'uomini crocifissi. [...] A un tratto frenai il cavallo: "Che è questo silenzio?" gridai "perché questo silenzio?". Avevo riconosciuto quel silenzio. Aprii gli occhi, e guardai. Quegli orribili Cristi pendevano inerti dalle loro croci: gli occhi sbarrati, la bocca spalancata, e mi guardavano fisso.
*Un giorno Febo uscì, e non tornò più. Lo aspettai fino a sera, e scesa la notte corsi per le strade, chiamandolo per nome. Tornai a casa a notte alta, mi buttai sul letto, col viso verso la porta socchiusa. Ogni tanto mi affacciavo alla finestra, e lo chiamavo a lungo, gridando. [...] Non appena si fece giorno, corsi alla [[Canile|prigione municipale dei cani]]. Entrai in una stanza grigia, dove, chiusi in fetide gabbie, gemevano cani dalla gola ancora segnata dalla stretta del laccio del chiappino. Il guardiano mi disse che forse il mio cane era rimasto sotto una macchina o era stato rubato, o buttato a fiume da qualche banda di giovinastri. [...] Tutta la mattina corsi di canaio in canaio, e finalmente un tosacani, in una botteguccia di Piazza dei Cavalieri, mi domandò se ero stato alla Clinica Veterinaria dell'Università, alla quale i ladri di cani vendono per pochi soldi gli animali destinati alle [[Sperimentazione animale|esperienze cliniche]]. Corsi all'Università, ma era già passato mezzogiorno, la Clinica Veterinaria era chiusa. Tornai a casa, mi sentivo nel cavo degli occhi un che di freddo, di liscio, mi pareva di aver gli occhi di vetro. Nel pomeriggio tornai all'Università, entrai nella Clinica Veterinaria. [...] Lungo le pareti erano allineate l'una a fianco dell'altra, come i letti di una clinica per bambini, strane culle in forma di violoncello: in ognuna di quelle culle era disteso sul dorso un cane dal [[Vivisezione|ventre aperto]], o dal cranio spaccato, o dal petto spalancato.
*Sottili fili di acciaio, avvolti intorno a quella stessa sorta di viti di legno che negli strumenti musicali servono a tender le corde, tenevano aperte le labbra di quelle orrende ferite: si vedeva il cuore nudo pulsare, i polmoni dalle venature dei bronchi simili a rami d'albero, gonfiarsi proprio come fa la chioma di un albero nel respiro del vento, il rosso, lucido fegato contrarsi adagio adagio, lievi fremiti correre sulla polpa bianca e rosea del cervello come in uno specchio appannato, il groviglio degli intestini districarsi pigro come un nodo di serpi all'uscir dal letargo. E non un gemito usciva dalle bocche socchiuse dei cani crocifissi. [...] A un tratto, vidi Febo. Era disteso sul dorso, il ventre aperto, una sonda immersa nel fegato. Mi guardava fisso, e gli occhi aveva pieno di lacrime. Aveva nello sguardo una meravigliosa dolcezza. Non mandava un gemito, respirava lievemente, con la bocca socchiusa, scosso da un tremito orribile. Mi guardava fisso, e un dolore atroce mi scavava il petto. "Febo" dissi a voce bassa. E Febo mi guardava con una meravigliosa dolcezza negli occhi. Io vidi Cristo in lui, vidi Cristo in lui crocifisso, vidi Cristo che mi guardava con gli occhi pieni di una dolcezza meravigliosa. "Febo" dissi a voce bassa, curvandomi su di lui, accarezzandogli la fronte. Febo mi baciò la mano, e non emise un gemito. Il medico mi si avvicinò, mi toccò il braccio: "Non potrei interrompere l'esperienza", disse, "è proibito. Ma per voi... Gli farò una puntura. Non soffrirà". [...] Anche gli altri cani, distesi sul dorso nelle loro culle, mi guardavano fisso, tutti avevano negli occhi una dolcezza meravigliosa, e non il più lieve gemito usciva delle loro bocche. A un tratto un grido di spavento mi ruppe il petto: "Perché questo silenzio?", gridai, "che è questo silenzio?". Era un silenzio orribile. Un silenzio immenso, gelido, morto, un silenzio di neve. Il medico mi si avvicinò con una siringa in mano: "Prima di operarli", disse, "gli tagliamo le corde vocali".
*Mangerei la terra, masticherei i sassi, ingoierei lo sterco, tradirei mia madre, pur di aiutare un uomo, o un [[animale]], a non soffrire. La morte non mi fa paura: non la odio, non mi disgusta, non è, in fondo, cosa che mi riguarda. Ma la [[sofferenza]] la odio, e più quella degli altri, uomini o animali, che non la mia. Sono disposto a tutto, a qualunque vigliaccheria, a qualunque eroismo, pur di non far soffrire un essere umano, pur di aiutare un uomo a non soffrire, a morire senza dolore
====''Il pranzo del generale Cork''====
*Quando [[Napoli]] era una delle più illustri capitali d'[[Europa]], una delle più grandi città del mondo, v'era di tutto, a Napoli: v'era Londra, Parigi, Madrid, Vienna, v'era tutta l'Europa. Ora che è decaduta, a Napoli non c'è rimasta che Napoli. Che cosa sperate di trovare a Londra, a Parigi, a Vienna? Vi troverete Napoli. È il destino dell'Europa di diventar Napoli. Se rimarrete un po' di tempo in Europa, diverrete anche voi napoletani.
====''La pioggia di fuoco''====
*Il [[Vesuvio]] urlava nella notte, sputando sangue e fuoco. Dal giorno che vide l'ultima rovina di Ercolano e di [[Pompei]], sepolte vive nella tomba di cenere e di lapilli, non s'era mai udita in cielo una così orrenda voce. Un gigantesco albero di fuoco sorgeva altissimo fuor dalla bocca del vulcano: era un'immensa, meravigliosa colonna di fumo e di fiamme, che affondava nel firmamento fino a toccare i pallidi astri. Lungo i fianchi del Vesuvio, fiumi di [[lava]] scendevano verso i villaggi sparsi nel verde dei vigneti. Il bagliore sanguigno della lava incandescente era così vivo, che per un immenso spazio intorno i monti e la pianura n'erano percorsi con incredibile violenza.
*E là, di fronte a noi, tutto avvolto nel suo mantello di porpora, ci apparve il Vesuvio. Quello spettrale Cesare dalla testa di cane, seduto sul suo trono di lava e di cenere, spaccava il cielo con la fronte incoronata di fiamme, e orribilmente latrava. L'albero di fuoco che usciva dalla sua gola affondava profondamente nella volta celeste, scompariva negli abissi superni. Fiumi di sangue sgorgavano dalle sue rosse fauci spalancate, e la terra, il cielo, il mare tremavano.
====''La bandiera''====
*Sorpassammo la jeep del Generale Cork, ci mettemmo in testa alla colonna, proprio dietro gli Sherman, svoltammo per la stradetta che dalla Via Appia Nuova, di fronte all'aeroporto di Ciampino, porta alla [[Via Appia|Via Appia Antica]], e poco dopo imboccammo quella nobile via, la via più nobile del mondo, lastricata dalle grosse lastre di pietra nelle quali sono tuttora visibili i due solchi scavati dalle ruote dei carri romani.
*"Come al solito" disse il giorno dopo, nella sua predica, il giovane curato della Chiesa di Santa Caterina, in Corso Italia "come al solito la propaganda fascista mentiva, quando annunziava che l'esercito americano, se fosse entrato in [[Roma]], avrebbe assalito le nostre donne: sono le nostre donne che hanno assalito, e sconfitto, l'esercito americano."
====''Il processo''====
*In quei quattro anni di guerra non avevo mai sparato contro un uomo: né contro un uomo vivo, né contro un uomo morto. Ero rimasto [[cristiano (religione)|cristiano]]. Rimaner cristiano, in quegli anni, voleva dir tradire. Esser cristiano voleva dire essere un traditore, poiché quella sudicia guerra non era una guerra contro gli uomini, ma contro [[Gesù|Cristo]]. Da quattro anni vedevo torme d'uomini armati andar cercando Cristo, come il cacciatore va cercando la selvaggina. In Polonia, in Serbia, in Ukraina, in Romania, in Italia, per tutta l'Europa, da quattro anni, vedevo torme d'uomini pallidi andar frugando nelle case, nei cespugli, nei boschi, sui monti, nelle valli, per stanare Cristo, per ammazzarlo come un cane arrabbiato. Ma ero rimasto cristiano.
===[[Explicit]]===
"Non posso abbandonare i miei morti, Jimmy. I vostri morti ve li portate in America. Ogni giorno partono per l'America piroscafi carichi di morti. Sono morti ricchi, felici, liberi. Ma i miei morti non possono pagarsi il biglietto per l'America, sono troppo poveri. Non sapranno mai che cosa è la ricchezza, la felicità, la libertà. Sono vissuti sempre in schiavitù; hanno sempre sofferto la fame e la paura. Saranno sempre schiavi, soffriranno sempre la fame e la paura, anche da morti. È il loro destino, Jimmy. Se tu sapessi che Cristo giace fra loro, fra quei poveri morti, lo abbandoneresti?"<br />"Non vorrai darmi a intendere" disse Jimmy "che anche Cristo ha perso la guerra."<br />"È una vergogna vincere la guerra" dissi a voce bassa.
==''Maledetti toscani''==
===[[Incipit]]===
Se è cosa difficile essere italiano, difficilissima cosa è l'essere [[Toscana|toscano]]: molto più che abruzzese, lombardo, romano, piemontese, napoletano, o francese, tedesco, spagnolo, inglese. E non già perché noi toscani siamo migliori o peggiori degli altri, italiani o stranieri, ma perché, grazie a Dio, siamo diversi da ogni altra nazione: per qualcosa che è in noi, nella nostra profonda natura, qualcosa di diverso da quel che gli altri hanno dentro.
{{NDR|Curzio Malaparte, ''Maledetti toscani'', Vallecchi, Firenze, 1958.}}
===Citazioni===
*Quanti guai si sarebbero risparmiati, se [[Benito Mussolini|Mussolini]], invece di parlare dal balcone di Palazzo Venezia, avesse parlato dal terrazzino di Palazzo Vecchio. (1958, p. 3)
*La [[libertà]] è un fatto dell'intelligenza: ed è quella che dipende da questa, non l'intelligenza dalla libertà. (1958, p. 12)
*Nel concetto dei [[Toscana|toscani]], chi non è un uomo libero è un uomo grullo. (1958, p. 12)
*Maggior fortuna sarebbe, se in [[Italia]] ci fossero più toscani e meno italiani. (1958, p. 18)
*Perfino nell'uso delle parole i [[Siena|senesi]] lasciano l'olio toscano per il burro. (1958, p. 19)
*A dirlo fra noi, la gentilezza sta di casa solo a Siena. Altrove, nel resto della Toscana, è civiltà di modi, e non di voce, di piglio, di tono, di parole. (1958, p. 23)
*La Toscana era l'unico paese al mondo che fosse una «casa»: il resto d'Italia, e Francia, Inghilterra, Spagna, Germania, erano Repubbliche, Monarchie, Imperi, non «case». (1958, p. 30)
*''Santo de Magione | né papa né cojone''. (1958, p. 47)
*Sarà forse che i toscani non sono come i bovi, che vedono tutto in grande: ma è certo che non pèrdono mai di vista la misura del mondo, e i rapporti, palesi e segreti, fra gli uomini e la natura. (1958, p. 52)
*I toscani han l'abitudine di non salutare mai per primi nessuno, nemmeno in Paradiso. E questo, anche Dio lo sa. Vedrai che ti saluterà lui, per primo. (1958, p. 59)
*Io son di [[Prato]], m'accontento d'esser di Prato, e se non fossi nato pratese vorrei non esser venuto al mondo, tanto compiango coloro che, aprendo gli occhi alla luce, non si vedono intorno le pallide, spregiose, canzonatorie facce pratesi, dagli occhi piccoli e dalla bocca larga (ma aver la bocca larga, a Prato, non vuol dire, come altrove, esser boccalone), e fuori della finestra, di là dai tetti, la curva affettuosa della Retaia, il ginocchio nudo dello Spazzavento, le tre gobbe verdi del Monte Ferrato, gli olivi di Filettole, di Santa Lucia, delle Sacca, e i cipressi del Poggio del Fossino, sopra Coiano.<br />E questo dico non perché son pratese, e voglia lisciar la bazza ai miei pratesi, ma perché penso che il solo difetto dei toscani sia quello di non esser tutti pratesi. (1998, pp. 62-63)
*Tutti son buoni a far gli [[eroi]] con la pelle degli altri... (1958, p. 93)
*Il solo, fra tutti i popoli, italiani e stranieri, che non abbia paura dell'inferno, il solo che abbia coll'inferno continui e famigliari rapporti sono i toscani.<br />I quali da tempo immemorabile hanno sempre viaggiato in quel paese, e tutt'ora lo percorrono, come se viaggiassero in casa propria.<br />Vanno e vengono dall'inferno quando piace a loro, e nel più semplice modo: a piedi, in calessino, in bicicletta, come se andassero a fare un giro per il podere. (1998, p. 165)
*Qui accanto è la bella chiesa che si affaccia sulla piazza [[Giordano Bruno/Citazioni su Giordano Bruno|Giordano Bruno]], e in un angolo della piazza il piedestallo, vuoto, del monumento all'autore del Candelaio: e vien fatto di pensare che Giordano Bruno sia andato a fare una passeggiata giù verso lo Scalo del Vescovado, a parlar con le ragazze sedute sulla spalletta del Ponte di Marmo, o in via delle Acciughe (mette sete a pensarci), o in via della Venezia, a bere una «torpedine» al bar Transatlantico, un bar che è una vecchia osteria piena di odor di bottarga. (1998, p. 158)
*Imparate dai toscani che non c'è nulla di sacro a questo mondo, fuorché l'umano, e che l'anima di un uomo è uguale a quella di un altro: e che basta sapersela tener pulita, all'asciutto, che non pigli polvere né umido, come sanno i toscani, che dell'anima propria son gelosissimi, e guai a chi gliela volesse sporcare, o umiliare, o ungere, o benedire, o impegnare, affittare, comprare; e che vi sono anime femmine e anime maschie, e che le anime dei toscani son maschie, come si vede da quelle che escon di bocca ai morti nel Camposanto di Pisa: il solo camposanto che sia al mondo, tutti gli altri son cimiteri. (1998, pp. 163-164)
==''La rivolta dei santi maledetti''==
===[[Incipit]]===
– Non tutti potranno leggere questo libro.<br />Bisogna aver disceso tutti gli scalini dell'umanità per mordere alla radice stessa della vita, aver «mangiato la terra e averla trovata deliziosamente dolce» come i primi uomini delle leggende indiane, aver sofferto, sperato, maledetto, bisogna essere stati uomini, semplicemente umani, per poter leggere questo libro senza pregiudizio e sentirvi il sapore della vita.<br />Non è un libro di guerra questo. È il libro di un uomo che fin dai primi giorni è entrato, come volontario, nel cerchio della guerra, a capo chino, bestemmiando (non Dio), e che ne è uscito all'ultimo giorno, benedicendo Dio, a capo chino, come un francescano; di un uomo che ha lasciato la trincea assetato d'amore e di pace, ma avvelenato fin nelle radici d'odio e di disperazione.
===Citazioni===
*– L'[[Italia]], dove il [[diritto]] è nato, è fra i paesi più incivili del mondo: vi manca, cioè, il senso del diritto. (cap. II)
*– Quando un popolo individualista come il nostro perde la fiducia in sé stesso e nelle istituzioni che lo reggono, l'immoralità diventa una forma di viver civile e la mediocrità invade la cosa pubblica. (cap. II)
*Mai fino ad allora, il popolo, in quanto popolo, si era battuto. Le [[guerra|guerre]] erano state combattute, fino ad allora, dagli eserciti regolari, sotto la guida di pochi uomini esperti d'arme. Le nazioni avevano sempre continuato a vivere in pace, sul margine della guerra, attendendone l'esito. Questa volta, tutto il popolo fu chiamato in aiuto della società costituita, nemica, economicamente e socialmente, del popolo. (cap. II)
*La [[vita e morte|morte]] è senza mistero, come la [[vita e morte|vita]].<br />È una necessità: poiché è necessario vivere. (cap. III)
*A mano a mano che vedevo i corpi adattarsi alle varie necessità di quella nuova esistenza, io cercavo di scoprire ne' miei compagni i segni dell'inevitabile trasformazione morale, che doveva compiersi a mano a mano. Avevo la persuasione di assistere allo svolgersi di un fenomeno nuovo nella storia dell'umanità. Mai fino ad allora l'umanità si era piegata a un così grande sforzo. Tutte le energie della razza erano puntate al compimento di un'opera immensa, che avrebbe richiesto anni di sacrificio e torrenti di sangue: qualcosa di nuovo sarebbe inesorabilmente nato da quello sforzo titanico. (cap. V)
*– Quando parlo di soldati, intendo i soldati di [[fanteria]], i malvestiti, i laceri, i sudici, i buffi e miserabili soldati di fanteria.<br />Le altre armi, che hanno preso magnificamente parte alla guerra, non hanno contribuito a formare l'odierna mentalità del popolo, balzata fuori dal tormentoso crogiolo della fanteria. (cap. VI)
*– Su tutta la linea delle Alpi e dell'Isonzo la nostra magnifica razza si faceva ammazzare senza una bestemmia, senza mai ''voltarsi indietro'' verso le «greche», con un coraggio rassegnato che era più bello del solito coraggio soldatesco fatto di spavalderia e d'impeto assoluto. (cap. VI)
*Avanti figlioli! E la fanteria va avanti. Lenta, inesorabile, senza volontà, ma non come un [[gregge]]. Il gregge cammina ''senza capire'': la fanteria capisce, ma ''non vuol'' sapere. Che importa sapere perché si muore? Bisogna morire. (cap. VI)
*– E il popolo dei fanti, magnifico d'ira e di fierezza, s'inginocchiò a testa nuda sulle pietraie del Grappa.<br />Percosso nel viso dall'ondata di ingiurie che saliva dalla nazione sbigottita, il popolo delle trincee mostrò ancora una volta come si muore, come si combatte, come si sopporta per l'onore della razza. (cap. XII)
*Qualsiasi governo ha il diritto di costringere, pur con la forza, i cittadini a compiere un'azione utile alla collettività: a condizione, però, che li possa e li sappia costringere. (da ''Rivolta dei santi maledetti'', 1921<ref>In Curzio Malaparte, ''Opere scelte'', a cura di Luigi Martellini, Mondadori, Milano, 1997, p. 61.</ref>)
{{NDR| Curzio Malaparte, ''Opere scelte'', Mondadori Editore}}
==''Muss Ritratto di un Dittatore''<ref>Da una serie di appunti scritti dall'autore in vista di costituirne un'opera organica fra il 1933 ed il 1945</ref>==
===[[Incipit]]===
Fra le molte piacevoli storie che si raccontano a bassa voce in [[Italia]] su [[Benito Mussolini|Mussolini]], ve n'è una che dipinge assai bene quelle che saranno le condizioni morali del popolo tedesco fra qualche tempo. Una sera Mussolini, stanco di stare solo in casa, infilò un pastrano, si calò un cappello sugli occhi, e, col viso nascosto dal bavero del cappotto, uscì a piedi a spasso per Roma. Giunto davanti ad un cinematografo, gli venne il desiderio di divertirsi come tutti quanti, prese un biglietto ed entrò. Lo spettacolo incominciò con delle ''News Picture'' e, naturalmente, l'eroe delle News Picture era lo stesso Mussolini, sempre lui, sempre il solito Mussolini, a cavallo, in automobile, a piedi, in uniforme, in borghese, in camicia nera, in frack, in aeroplano, in motoscafo. Mussolini passava in rivista truppe fasciste, inaugurava un monumento, presiedeva un congresso di filosofi, stringeva la mano a un Cardinale, visitava una caserma, saliva sul Campidoglio, pronunciava un discorso, due discorsi, tre discorsi, un'infinità di discorsi. Appena il Duce era apparso sullo schermo, tutto il pubblico s'era alzato in piedi battendo le mani: soltanto Mussolini, che non era abituato ad alzarsi in piedi in proprio onore, era rimasto tranquillamente a sedere. Un modesto piccolo borghese, si era alzato anche lui, e vedendo quel signore accanto rimaner seduto con tanta inutile imprudenza, gli toccò la spalla, si chinò al suo orecchio, e gli disse: – Scusi, signore, anch'io la penso come lei, ma è meglio alzarsi. Fra qualche tempo tutto il popolo tedesco la penserà come quel piccolo borghese italiano nel cinema di Roma, e, come lui, si alzerà subito in piedi battendo le mani appena [[Adolf Hitler|Hitler]] apparirà sullo schermo.
===Citazioni===
*Il Cardinale Gasparri, che era obbligato, dalla natura delle sue funzioni di Segretario di Stato del Vaticano, ad avere una certa conoscenza della miseria e della grandezza umane, diceva che «Mussolini certamente è un grand'uomo, se per grandi uomini s'intende degli uomini del genere di Mussolini.»
*«Hitler non è capace d'impadronirsi del potere con un colpo di Stato – concluse Mussolini<ref>Qui l'autore narra dell'udienza concessagli il 13 settembre 1932 da Mussolini e richiestagli per ottenere la revoca del divieto di pubblicazione in Italia del suo libro ''Tecnica di un colpo di Stato''.</ref> – bisognerà che lo spingano in alto a calci nel didietro» e non sospettava, così dicendo, di dare di Hitler lo stesso giudizio che Halifax, Ministro di Carlo II d'Inghilterra, dava di Lawrence Hyde, conte di Rochester: «''J'ai vu des gens à qui l'on faisait descendre les escaliers à coups de pied au derrière – diceva Halifax – mais Lord Rochester est le premier que j'ai vu les monter de la même façon.<ref>Ho visto gente cui venivano fatte scendere le scale a colpi di calci nel sedere, ma Lord Rochester è il primo che vedo salirle allo stesso modo.</ref> ''»
*Il popolo italiano ama i suoi Santi e i suoi eroi in un modo molto particolare. Ai suoi occhi un Santo e un eroe sono la stessa cosa. Non vi è per lui nessuna differenza fra [[San Francesco d'Assisi]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]]. [...] Esso ama San Francesco per la sua povertà e la sua umiltà, per i suoi piedi nudi e la sua barbetta piena di fili d'erba come i nidi degli uccelli, ed ama San Bernardino da Siena per la sua eloquenza semplice ed affettuosa, per le sue parole dialettali, [...] Esso ama San Rocco perché non temeva di toccare con le sue mani bianche gli orrendi bubboni neri degli appestati, e ama Garibaldi perché era bello, biondo, vestiva una camicia rossa e, sui campi di battaglia guidava a cavallo, un cavallo tutto bianco, le sue schiere di giovani biondi, belli, buoni, vestiti di camicie rosse.
*Non si può fare il ritratto di Mussolini senza fare il ritratto del popolo italiano. Le sue qualità e i suoi difetti non gli sono propri: sono le qualità e i difetti di tutti gli italiani. Il dir male di Mussolini è legittimo: ma è un dir male del popolo italiano.
{{NDR| Curzio Malaparte, ''Muss Ritratto di un dittatore'' e ''Il Grande Imbecille'', Luni Editrice}}
==''Sangue''==
===[[Incipit]]===
Ho orrore del [[sangue]]. Da ragazzo immaginavo che le statue fossero fatte come noi, e avessero le vene gonfie di sangue. Andavo a incidere con un temperino le braccia ai putti di Donatello, per farne uscire il sangue da quella pelle morbida e bianca.
===Citazioni===
*Mi tagliai profondamente la mano, e la vista del mio sangue mi fece rimanere assorto e felice.
*Allora l'altra, una bruna grassa dal viso acceso e sudato, venne su me, mi prese la testa fra le mani, mi strofinò il ventre nudo sul viso.
*Nella vita d'ogni uomo non v'è nulla di più segreto e di più misterioso dell'innocenza e della castità dell'infanzia.
*Ero tra i migliori allievi di tutto il ginnasio, nessuno era più forte di me nel greco e nel latino: ma ero distratto, chiuso, taciturno, e i professori, i miei stessi compagni avevano finito col lasciarmi solo nella mia solitudine.
*Un bordello ci vuole, in una città per bene: come ci vuole il Municipio, il Tribunale, le carceri, l'ospedale, il cimitero, e il Monte di Pietà.
*Ritrovava intorno a sé un'[[Italia]] che credeva morta per sempre, l'Italia di quando era ragazzo, l'Italia del popolo e dei bambini, dei cani randagi, delle fiere di paese, dei banchi dei venditori di frittelle e di fusaglie, l'Italia del gioco dei birilli, delle processioni, delle scampagnate, e dei ciechi che suonano il violino davanti alle chiese e ai tavoli delle osterie.
==''Tecnica del colpo di stato''==
===[[Incipit]]===
Sebbene io mi proponga di mostrare come si conquista uno Stato moderno e come si difende, non si può dire che questo libro voglia essere un'imitazione del ''Principe'' dì [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]], sia pure un'imitazione moderna, cioè poco machiavellica. I tempi, ai quali si riferiscono gli argomenti, gli esempi, i giudizi e la morale del ''Principe'', erano tempi di così grande decadenza delle pubbliche e private libertà, della dignità civile e del rispetto umano, che sarebbe recare offesa al lettore, uomo libero, il prendere a modello quella famosa opera di Machiavelli per trattare alcuni fra i problemi più importanti dell'Europa moderna.
===Citazioni===
*I caffé, i ristoranti, i teatri, i parlamenti, gli alberghi rigurgitavano di gente piovuta non si sapeva di dove. Come se i morti della grande guerra fossero rinati, nel mondo non vi era più posto per nessuno: il fenomeno dell’inurbamento faceva pensare che la popolazione fosse spaventosamente cresciuta. La folla gonfiava come una marea, allagava le città, i paesi, i villaggi; la moltitudine, per trovare un po’ di spazio, fuggiva dinanzi alla moltitudine. (p. 66)
*Durante la notte la città {{NDR|Varsavia}} fu in preda al terrore. Il giorno seguente, 15 agosto, giorno di Santa Maria, tutto il popolo sfilò in processione dietro la statua della Vergine, implorandola a gran voce che salvasse la Polonia dall'invasione. Ma quando pareva che tutto ormai fosse perduto, che da un momento all'altro, a una svolta della strada, una pattuglia di cosacchi rossi dovesse sbucare all'improvviso davanti all'immenso corteo litaniante, si sparse fulminea la notizia delle prime vittorie del Generale Weygand. L'[[Armata Rossa|esercito di Trotzki]] batteva in ritirata su tutta la linea. Era mancato a [[Lev Trockij|Trotzki]] un indispensabile alleato: [[Lucio Sergio Catilina|Catilina]]. (p. 74)
*L'arte della [[guerra]] è un'arte piena di sottintesi e di seconde intenzioni. [...] La guerra è sempre volta a fini politici: essa non è che un aspetto della politica dello Stato. (p. 93)
==''Storia di domani''==
===[[Incipit]]===
Quando i pesanti cancelli di Regina Coeli si richiusero alle mie spalle, io dissi tra me: «Questa volta è finita». Dopo tre mesi di fuga affannosa attraverso l'Europa davanti all'invasione sovietica, dopo tante ansie, tante avventure, tanti pericoli, finire nella trappola di Regina Coeli mi pareva la cosa più ridicola e pietosa del mondo. Il capoguardia, che mi conosceva da molti anni, non parve sorpreso di rivedermi: mi sorrise, non so se per compassione o per malignità, e avviatosi su per la scaletta del 4° Braccio salì all'ultimo piano, e si fermò davanti alla cella n. 461. Era la stessa cella nella quale ero rimasto chiuso per tanti mesi nel 1933, proprio di fronte a quella dove, alcuni anni più tardi, avevo ritrovato [[Mario Alicata|Alicata]], Cesarini Sforza, i due fratelli Puccini, Montagnani, che doveva poi diventare vicesindaco di Milano, e altri comunisti della prima e dell'ultima ora.
===Citazioni===
*Tutto era rientrato nell'ordine, grazie al pronto intervento dei [[Russia|Russi]], che avevano disarmato e sciolto le Guardie Rosse di [[Luigi Longo|Longo]], e cacciato in galera i comunisti più accesi. Dal momento che tutti erano diventati comunisti, che bisogno c'era di fare i comunisti? La prontezza di quell'universale voltafaccia aveva profondamente meravigliato i Russi: che popolo, l'italiano! Quei poveri Russi non credevano ai propri occhi. Tutta l'Italia in pochi secondi aveva arrossito in tal modo, che lo stesso [[Pietro Secchia|Secchia]] pareva una rosa sbiadita. (p. 12)
*Gli Americani non hanno capito che fra l'occupazione tedesca del 1940, e quella sovietica attuale, la differenza è immensa. L'occupazione hitleriana era esclusivamente militare: opprimeva crudelmente i popoli, ma non sconvolgeva l'assetto sociale del nostro disgraziato continente. L'occupazione russa non solo opprime i popoli al pari di quella tedesca (al concetto razzista hitleriano i comunisti hanno sostituito il loro concetto classista, vale a dire che considerano i borghesi nel modo stesso come i tedeschi consideravano gli ebrei), ma sconvolge l'ordine sociale europeo. Nel 1945, gli Americani hanno liberato un'Europa che sostanzialmente, dal punto di vista sociale, era rimasta quella stessa del 1939. Ma che cosa sarà quell'Europa che gli Americani libereranno domani, o fra dieci anni? (pp. 28-29)
*Sono uno scrittore, e un uomo libero. Uno scrittore, che sia anche un uomo libero, non esprime, e non serve, che le proprie idee. Perché dovrei oggi collaborare con i Russi, dal momento che, dal 1940 al 1945, non ho collaborato con i Tedeschi? Li ho, anzi, combattuti al fianco degli Alleati. Aggiungo che non collaborerei con i Russi, nemmeno se fossi comunista, voglio dire un comunista italiano, o francese, o belga. (p. 32)
*I Russi considerano i comunisti dell'Europa occidentale come infidi, indisciplinati, romantici, scocciatori, e inconsapevolmente inquinati di [[Trotskismo|trozkismo]]. Se fossi un comunista italiano o francese, mi guarderei sopra tutto da [[Iosif Stalin|Stalin]]. (p. 40)
*Io m'avviai verso il Ponte Molotow, l'antico Ponte Cavour, risalii la Via Tomacelli, ribattezzata Via Zdanow, imboccai il Corso Umberto, oggi Prospettiva Giuseppe Stalin: e camminando mi guardavo intorno. (p. 51)
===[[Explicit]]===
«Abbasso la Russia! Morte all'[[Unione Sovietica]]! Viva l'italia! Viva l'America! Viva la libertà!» Li guardai bene: erano [[Luigi Longo|Longo]], Moscatelli, [[Pietro Secchia|Secchia]], [[Umberto Terracini|Terracini]], [[Ruggero Grieco|Grieco]], e altri comunisti del genere.<br />«Ci risiamo» dissi a [[Pietro Nenni|Nenni]].<br />«Non capisco quel che vuoi dire» rispose Nenni.<br />«Si ricomincia da capo» dissi.<br />«Che male c'è? Bisogna pur decidersi a ricominciar da capo, una volta o l'altra».<br />«Non c'è nulla di male, dissi, ma ci risiamo. E son sempre gli stessi». «Anche tu sei sempre lo stesso» rispose Nenni.<br />«Certo, anch'io son sempre lo stesso, e anche tu».<br />«Siamo sempre gli stessi, tutti quanti, disse Nenni, e non ci trovo nulla dì male.<br />«''Plus ça change et plus c'est la même chose''».<br />«Senza dubbio, disse Nenni, ma quelli, ora, gridano ''Viva l'Italia!''»<br />«Un po' tardi, non ti sembra?» «Sì, veramente è un po' tardi» rispose Nenni arrossendo.<br />Ed io pure arrossii.
==[[Incipit]] di ''Mamma marcia''==
Era quella la mia Toscana nativa, dove avevo sofferto la solitudine del diverso, la solitudine della speranza e del futuro, e l'angoscia prima dell'uomo.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Citazioni su Curzio Malaparte==
*Ai funerali vuol essere il morto, ai matrimoni la sposa. ([[Leo Longanesi]])
*Il cosiddetto "avvicinamento al partito comunista" è uno dei tanti luoghi comuni, e quindi falsi, che costellano la vita dello scrittore e che ne hanno deformato il senso e la verità attraverso una delle tante etichette che gli hanno attaccato addosso, appositamente manipolate per definirlo come uno che "cambiava di fronte" secondo le convenienze ideologico-politiche del momento. In realtà la famosa tessera del Partito Comunista Italiano che fu ritrovata dopo la sua morte fu spacciata come richiesta di iscrizione da parte di Curzio Malaparte al P.C.I. mentre invece fu offerta da Togliatti e spedita per posta alla clinica dove lo scrittore era ricoverato morente. Capirà che un conto è una tessera richiesta da uno come Malaparte ad uno come Togliatti e un conto è una tessera offerta da uno come Togliatti a uno come Malaparte. ([[Luigi Martellini]])
*Insomma, {{NDR|la "guerra alle mosche" fascista}} divenne una barzelletta. Se ne servì anche Curzio Malaparte, trasformandola nel finale del suo ''Kaputt'', un libro vendutissimo (come lui). ([[Diego Cugia]])
*La più bella penna del fascismo. ([[Piero Gobetti]])
*La sua conversione, in punto di morte, è stata forse un punto di arrivo. Curzio che continuamente si mascherava di sadismo, si nascondeva nel cinismo e si camuffava da istrione, aspettava forse una ''luce'' per uscire dalla esibizione e realmente diventare un eroe. In fondo, la vera anima di Curzio ha sempre cercato la ''luce eroica'' nelle strade romane, negli ozi di Forte dei Marmi, nella casa di Prato, nella pace di Capri [...] La sua anima ha cercato l'amore sempre, ma nessuna donna e nessun cane hanno mai saputo dargli l'amore come lui voleva. ([[Francesco Grisi]])
*Malaparte che pure finì comunista, era uno scrittore di destra. C'è, anche in lui, un costante prevalere degli impulsi emotivi sulla logica della ragione. ([[Geno Pampaloni]])
*Malaparte fu populista e individualista, amando le «plebi» e il nazionalpopolare. Restò sempre un Superuomo dannunziano, con una vena estetica, esibizionista ed erotica che eccedeva sulla tensione ideale, etica e politica. Ossimoro vivente, incarnò la rivoluzione conservatrice: portò agli eccessi i due poli, la rivolta e la restaurazione. ([[Marcello Veneziani]])
*Per dimenticare l'amarezza di passare per un collaborazionista, si rifugia nella lettura dell'amato Chateaubriand, di cui gli piace il disprezzo verso gli ''uomini nuovi''. ([[Giacinto Spagnoletti]])
*Sarà perché sono napoletano e ce l'ho con lui per come ha usato [[Napoli]], ma si sarà capito ormai che a me questo Malaparte non piace, non mi piace la sua orrificazione della realtà, soprattutto quella della Napoli del 1944 evocata ne ''La pelle'', e non posso fare a meno di ricordare con quanta maggiore pietà e precisione, e un umanissimo sense of humour, quella stessa realtà fu descritta dall'inglese [[Norman Lewis]] (in ''Napoli ' 44'', Adelphi). ([[Raffaele La Capria]])
*Un parlatore squisito e un grande ascoltatore pieno di tatto ed educazione. ([[Eugenio Montale]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Curzio Malaparte, ''Viva Caporetto! La rivolta dei santi maledetti'', Stabilimento Lito-Tipografico Martini, Prato 1921.
*Curzio Malaparte, ''Il battibecco'', Aria d'Italia, 1949.
*Curzio Malaparte, ''Il Cristo proibito'', a cura di Luigi Martellini, Edizioni Scientifiche Italiane, 1992. ISBN 8871044096
*Curzio Malaparte, ''Don Camalèo'', Aria d'Italia, 1953.
*Curzio Malaparte, ''[https://archive.org/details/tntvillage_490567/page/n1 Kaputt]'', Oscar narrativa, Arnoldo Mondadori editore, Milano 1989.
*Curzio Malaparte, ''La pelle'', Vallecchi, 1959.
*Curzio Malaparte, ''Maledetti Toscani'', Vallecchi, Firenze, 1958.
*Curzio Malaparte, ''[https://www.mori.bz.it/Malaparte%20-%20Maledetti%20Toscani.pdf Maledetti toscani]'', Coop. Al Ponte delle Grazie, Firenze, 1998.
*Curzio Malaparte, ''Diario di uno straniero a Parigi'', Vallecchi, 1966.
*Curzio Malaparte, ''Muss Ritratto di un dittatore'' e ''Il Grande Imbecille'', Luni Editrice, Milano 1999. ISBN 88-7984-177-7
*Curzio Malaparte, ''Opere scelte'', Mondadori Editore (I meridiani), Milano 1997. ISBN 88-04-43436-8
*Curzio Malaparte, ''Sangue'', Vallecchi editore, Firenze 1954.
*Curzio Malaparte, ''Tecnica del colpo di stato'', Adelphi, Milano, 2011.
*Curzio Malaparte, ''Storia di domani'', Aria d'Italia, Roma, Milano, 1949.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|La rivolta dei santi maledetti|''La rivolta dei santi maledetti''|(1921)}}
{{Pedia|La pelle (romanzo)|''La pelle''|(1949)}}
{{Pedia|Maledetti toscani||(1956)}}
{{DEFAULTSORT:Malaparte, Curzio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Militari italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
rib2ubfcymsa7nafajvnzxiwmklq53x
1422611
1422610
2026-08-04T13:34:03Z
Udiki
86035
Sistemo ultimo inserimento
1422611
wikitext
text/x-wiki
[[File:Curzio Malaparte.png|thumb|Curzio Malaparte]]
'''Curzio Malaparte''', pseudonimo di '''Kurt Erich Suckert''' (1898 – 1957), scrittore e giornalista italiano.
==Citazioni di Curzio Malaparte==
*A giudicare dai lamenti, dalle minacce, dalle esortazioni e dalle preghiere dell'on. [[Oscar Luigi Scalfaro|Scalfaro]], si direbbe che l'Italia sia un sobborgo di Sodoma, la Bestia dell'Apocalisse, un museo dei vizi, una scuola di depravazione, una sentina d'impurità ed una nazione infine senza pudore né dignità.<ref>Da ''Due anni di battibecco, 1953-1955'', Aria d'Italia, 1957; citato in [[Roberto Gervaso]], ''I sinistri'', Ed. Mondadori.</ref>
*Chi non sa che le [[Muse (divinità)|Muse]] non sono nove ma diciotto? Nove Muse intelligenti, per gli scrittori intelligenti, e nove cretine per gli scrittori cretini.<ref>Da ''Le muse cretine'', in ''Prospettive'', n. 3, pp. 3-5; citato in Tommaso Testaverde, ''[http://orillas.cab.unipd.it/orillas/articoli/numero_3/13Testaverde_arribos.pdf Il concetto di generazione letteraria tra Italia e Spagna nei primi decenni del novecento]'', ''orillas.cab.unipd.it'', p. 15.</ref>
*Credo che il fenomeno rivoluzionario italiano è, o dovrà essere antimoderno, cioè antieuropeo. Credo che il [[Fascismo]] è l'ultimo aspetto della [[Controriforma]], perché tende a restaurare la civiltà propria, naturale e storica, dello spirito italiano, naturalmente antico, classico e improprio alla modernità, contro tutti gli aspetti conseguenti della [[Riforma]], perciò contro lo spirito moderno, che è barbarico, settentrionale e occidentale, eretico.<ref>Da ''L'Europa vivente e altri saggi politici (1921–1931)'', Vallecchi, Firenze, 1961, p. 135.</ref>
*Dall'America era sbarcata in Europa una folla enorme di omosessuali di ogni classe sociale [...] fra quei giovani, una certa aria pederastica fosse di moda, altrettanto quanto una certa tendenza al Comunismo. Io avevo avuto in animo di dedicare un numero, appunto a Pederastia e marxismo, ma poi ne fui dissuaso, con ragione, sia da Guttuso, comunista, sia da Moravia, non comunista, perché in quel tempo il Comunismo era una forza antifascista.<ref>Da ''Mamma Marcia'', Vallecchi, 1959, p. 264.</ref>
*È di regola, a proposito di [[Henry de Montherlant|Montherlant]], citare Barrès. E se i più colti risalgono nientemeno che a Pindaro, a Senofonte, (al Senofonte ufficiale di cavalleria, più che al discepolo di Socrate), e all'inevitabile Alcibiade, i più avvertiti risalgono a Bossuet, a Pascal. Tanto par facile ritrovare in certo sontuoso spirito cattolico del Gran Secolo, o nella febbrile e crudele introspezione pascaliana, quel miscuglio di sensualità, di erotismo, e d'inquietudine cristiana, che fa sì forti al palato le migliori pagine. [...] Montherlant si mostra nella sua vera natura, fredda e violenta, dominata e repressa da un ordine morale che in lui, di antica e nobile famiglia, né la cultura né l'estetismo son riusciti a corrompere. Un ordine morale cattolico, nel suo significato più cavalleresco.<ref>Da ''"Gli scapoli" di Montherlant"'', ''Corriere della Sera'', 24 febbraio 1935, p. 3.</ref>
*È sempre la solita storia, dopo una guerra. I giovani reagiscono all'eroismo, alla retorica del sacrificio, della morte eroica, e reagiscono sempre allo stesso modo. Per disgusto dell'eroismo, dei nobili ideali, degli ideali eroici, sai che fanno i giovani come te? Scelgono sempre la rivolta più facile, quella della viltà, dell'indifferenza morale, del narcisismo. Si credono dei ribelli, dei blasés, degli affranchis, dei nichilisti e non son che puttane [...]. Ne ho conosciuti migliaia come te, dopo l'altra guerra, che credevano d'essere dadaisti o surrealisti, e non erano che puttane. Vedrai, dopo questa guerra, quanti giovani crederanno d'essere comunisti. Quando gli alleati avranno liberato tutta l'Europa, sai che troveranno? Una massa di giovani delusi, corrotti, disperati, che giocheranno a fare i pederasti come giocherebbero al tennis.<ref>Citato in Circolo Pink, ''Le ragioni di un silenzio: la persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo'', Ombre corte, Verona, 2002, p. 57.</ref>
*Finché tu soffri per te, per la tua fame, per la miseria tua, della tua donna e dei tuoi figli. Finché ti avvilisci e ti rassegni allora tutto va bene. Sei un buon padre di famiglia, un buon cittadino. Ma appena tu soffri per la fame degli altri, per la miseria dei figli degli altri, per l'umiliazione degli altri uomini allora sei un uomo pericoloso, un nemico della società.<ref>Da ''Il Cristo proibito'', p. 216.</ref>
*Forse il sole non passa attraverso il vetro senza romperlo?<ref>Da ''Il Cristo proibito'', p. 128.</ref>
*Gli italiani amano più le rivoluzioni che i rivoluzionari, e più i [[galantuomo|galantuomini]] tenuti in sospetto dagli zelatori, che quelli in odore di santità.<ref>Da ''Don Camalèo''.</ref>
*I colpi di Stato di [[Miguel Primo de Rivera|Primo de Rivera]] e di [[Józef Piłsudski|{{sic|Pilsudzki}}]] appaiono concepiti ed eseguiti secondo le regole di una tattica tradizionale, che non ha nessuna analogia con quella fascista.<ref>Da ''Tecnica del colpo di Stato'', Mondadori, Milano, 2002, p. 26. ISBN 88-04-51086-2.</ref>
*I vinti sono buoni e generosi. I vincitori cattivi ed egoisti. Preferisco i vinti: ma non potrei adattarmi alla condizione di vinto.<ref name=iltempo55>Dall'intervista ''Venti domande a Malaparte'', ''il Tempo'', 28 luglio 1955.</ref>
*[...] ''in piedi | Cacciatori delle Alpi. Oggi bisogna | balzare in piedi con un grido solo: | – Avanti! – Come quando | sotto l'ultima cima | l'impeto dell'assalto | s'aggrovigliava nell'insidia ed alto | sempre era il grido – Avanti! – Come quando | sul viluppo dei monti | uno di voi, stronco non domo, urlò: | – Avanti i morti! – | e l'impeto passò''.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 674.</ref>
*L'epigramma è una pistola corta, e ammazza più sicuramente di un archibugio.<ref name=battibecco>Da ''Il battibecco''.</ref>
*L'otto Settembre è memorabil data corremmo a vincer insieme coi nemici la guerra che avevamo già perso con gli amici.<ref>Citato in Piero Buscaroli, ''Una nazione in coma. Dal 1793, due secoli'', Minerva Edizioni, Bologna, 2013, p. 113.</ref>
*La [[legge]] in [[Italia]], è come l'onore delle puttane.<ref name=battibecco/>
*La [[morale]] effeminata è la morale dei deboli.<ref>Da ''Mamma Marcia'', Vallecchi, 1959; citato in Silvia Contarini, ''[http://www.nazioneindiana.com/2013/08/10/litaliano-vero-e-lomosessuale-2/ L'italiano vero e l'omosessuale]'', ''nazioneindiana.com'', 10 agosto 2013.</ref>
*La Rivoluzione d'ottobre {{NDR|rivoluzione fascista dell'ottobre 1922}} non può e non deve ripetere gli errori del [[Risorgimento]], finito in malo modo nel compromesso antirivoluzionario del Settanta, che preparò il ritorno al potere attraverso il liberalismo, la democrazia, il socialismo, di quegli elementi borbonici, granducali, austriacanti, papalini che avevano sempre combattuto e bestemmiato l'idea e gli eroi del Risorgimento. È necessario che il Fascismo prosegua senza esitazioni il suo fatale cammino rivoluzionario.<ref>In ''L'Impero,'' 18 aprile 1923; citato in [[Paolo Mieli]], ''Tradimenti senza fine'', ''Corriere della Sera'', 11 gennaio 2017, pp. 34-35.</ref>
*La sosta a Ulan Bator è stata breve, e già siamo di nuovo in volo attraverso il [[deserto del Gobi|deserto di Gobi]], corso dalle alte nuvole di sabbia purpurea, che l'implacabile vento della [[Mongolia]] solleva da ogni parte dell'orizzonte. Lo spettacolo è terribile e meraviglioso. Fin dove giunga lo sguardo, questo mare di sabbia quando rossa quando gialla quando viola si stende all'infinito, ora con lievi ondulazioni, ora con improvvisi tumulti di rocce nere, lucenti come rupi di ossidiana, ora placandosi in crateri immensi, bianchi di sale. Lunghe file di cammelli punteggiano di quando in quando il deserto: sono le carovane che dalla Mongolia vanno al Sinkiang, il Turkestan cinese, al Tibet, allo Shansi, alla [[Cina]] centrale, a [[Pechino|Pekino]]. Percorrono l'antica «via della seta», portano pelli grezze, pellicce, lana, tappeti preziosi.<br />È il deserto di Gobi che domina e regola il clima di gran parte dell'Asia continentale: la sua sabbia, portata dal vento, giunge fino a {{sic|Pekino}}, fino alle rive del [[Oceano Pacifico|Pacifico]], copre di una impalpabile coltre gialla le pianure della Cina settentrionale e centrale. Non v'è [[Grande muraglia cinese|Grande Muraglia]] che possa impedire il passo alla sabbia del Gobi.<ref>Da ''Io in Russia e in Cina'', Vallecchi, Firenze. In M. L. Santoli e M. Stanghellini, ''I grandi libri. {{small|Antologia italiana per la scuola media con letture epiche}}'', vol. III, Zanichelli, Bologna, stampa 1971, pp. 324-325.</ref>
*Mi si biasimi pure, ma io sono un uomo e amo la [[guerra]]. Non ho l'ipocrisia di dire: "Non amo la guerra". Io l'amo, come ogni uomo ben nato, sano, coraggioso, forte, ama la guerra, come ogni uomo che non è contento degli uomini, né dei loro misfatti.<ref>Da ''Diario di uno straniero a Parigi'', Vallecchi, Firenze, 1966, p. 103.</ref>
*Non sarà mai ripetuto abbastanza che una cosa è l'Italia, altra cosa è lo Stato italiano, e che tanto è cosa meravigliosa l'Italia, quanto è misera cosa lo Stato italiano.<ref>Citato in ''Il Tempo'', 4 ottobre 1956.</ref>
*Non so quale sia più difficile, se il mestiere del vinto o quello del vincitore: di una cosa sono certo, che il valore umano dei vinti è superiore a quello dei vincitori.<ref>Citato in Paolo Granzotto, ''Montanelli'', Bologna, il Mulino, 2004, p. 119. ISBN 88-15-09727-9</ref>
*Penso che se fossi vissuto in una società più virile e in mezzo a un popolo più virile sarei forse potuto diventare un uomo nel vero senso della parola. Ma se dovessi definirmi con una sola parola direi che, nonostante tutto, sono un uomo.<ref name=iltempo55/>
*Per molto tempo almeno, vedremo continuarsi nell'antifascismo, adattandosi alle circostanze nuove, molti dei metodi e della mentalità fascista. Si farà dell'antifascismo di natura fascista.<ref>Da ''Malaparte: 1950-1951'', a cura di Edda Ronchi Suckert, Ponte alla Grazie, Milano, 1994, p. 422.</ref>
*Primo de Rivera e {{sic|Pilsudzki}} s'immaginano che per impadronirsi di uno Stato moderno basti rovesciare con le armi un governo costituzionale.<ref>Da ''Tecnica del colpo di Stato'', Mondadori, Milano, 2002, p. 27. ISBN 88-04-51086-2</ref>
*{{NDR|Mussolini}} Stringeva nella mano una rosa color carne. Mussolini ha sempre una rosa stretta con delicatezza nel pugno. [...] Quel gesto all'[[Oscar Wilde]], quel gesto, in un certo senso, [[George Gordon Byron|byroniano]], quel gesto decadente, mi mise a disagio. Egli non sa il valore, il senso di quel suo gesto, di quella sua rosa. Il giorno in cui egli sarà fucilato, io vorrei esser presente per mettergli una rosa nella mano rattrappita. Non per insultarlo, per mancargli di rispetto: no. Non mi piace mancar di rispetto ai morti.<ref>Da ''Diario di uno straniero a Parigi''.</ref>
*Tutti debbono obbedire, anche [[Benito Mussolini|Mussolini]], al monito del [[fascismo]] integrale.<ref>Curzio Suckert. ''Il fascismo contro Mussolini?'', in ''La Conquista dello Stato'', I (21 dicembre 1924), n. 16, p. 1.</ref>
*Tutti gli scrittori sono stati fascisti, nella qual cosa non vi è nulla di male. Ma perché oggi pretendono di farsi passare antifascisti, per martiri della libertà, per vittime della tirannia? Nessuno di loro, dico nessuno, ha mai avuto un solo gesto di ribellione contro il fascismo, mai. Tutti hanno piegato la schiena, con infinita ipocrisia, leccando le scarpe a Mussolini e al fascismo. E i loro romanzi erano pure esercitazioni retoriche, senza l'ombra di coraggio e di indipendenza morale e intellettuale. Oggi [...] scrivono romanzi antifascisti come ieri scrivevano romanzi fascisti; tutti, compreso Alberto Moravia, che gli stessi comunisti (quando Moravia non filtrava ancora col comunismo) definivano uno scrittore borghese, e perciò fascista. L'attuale romanzo italiano rispecchia l'attuale conformismo anti-fascista del popolo italiano, come ieri rispecchiava il conformismo fascista e [...] rivela lo sforzo degli scrittori di conquistarsi una libertà formale e contenutistica in contrasto col loro inguaribile conformismo personale morale e intellettuale.<ref>Citato in ''[http://www.loccidentale.it/node/76147 Non è con l'omertà intellettuale che riscopriremo Curzio Malaparte. Intervista a Luigi Martellini di Luca Meneghel]'', in ''l'Occidentale'', 2 agosto 2009.</ref>
==''Kaputt''==
===[[Incipit]]===
Il manoscritto di ''Kaputt'' ha una storia: e mi sembra che nessuna prefazione convenga a questo libro meglio della storia segreta del suo manoscritto.<br />Ho cominciato a scrivere ''Kaputt'' nell'estate del 1941, all'inizio della guerra tedesca contro la [[Russia]], nel villaggio di Pestcianka, in [[Ucraina]], in casa del contadino Roman Suchèna. Ogni mattina mi sedevo nell'orto, sotto un albero di acacia, e mi mettevo a lavorare, mentre il contadino, seduto per terra presso il porcile, affilava le falci, o affettava le barbabietole e le verze per i suoi maiali.<br />La casa, dal tetto di stoppie, dai muri di terra e di paglia tritata, impastata con sterco di bue, era piccola e pulita: non aveva altra ricchezza fuorché una radio, un grammofono, e una piccola biblioteca con tutte le opere di [[Aleksandr Sergeevič Puškin|Puschkin]] e di [[Nikolaj Vasil'evič Gogol'|Gogol]].
===Citazioni===
*Avrei ritrovato, fra pochi giorni, i visi italiani, i «miei» visi italiani, avviliti, pallidi di fame, mi sarei riconosciuto nell'angoscia chiusa di quei visi, negli occhi della folla nei tram, negli autobus, nei caffè, sul marciapiedi delle strade sotto i grandi ritratti di Mussolini incollati ai muri e ai cristalli delle vetrine dei negozi, sotto quella testa gonfia e bianchiccia, dagli occhi vili, dalla bocca bugiarda, e un senso di pietà e di rivolta m'invadeva a poco a poco. (parte prima, pp. 40-41)
*Muore tutto ciò che l'Europa ha di nobile, di gentile, di puro. La nostra patria è il cavallo. Voi capite quel che voglio dire. La nostra patria muore, la nostra antica patria. E tutte quelle immagini ossessionanti, quella continua ossessione dei nitriti, dell'odore orrendo e triste dei cavalli morti, rovesciati sulle strade della guerra, non vi pare che rispondano alle immagini della guerra, alla nostra voce, al nostro odore, all'odore dell'Europa morta? Non vi sembra che anche quel sogno significhi qualcosa di simile? Ma forse è meglio non interpretare i sogni. (parte prima, p. 76)
*Se volete vincer la guerra, dissi, voi non potete distruggere la patria dell'operaio. Non potete distruggere le macchine, le officine, le industrie. Il problema non è soltanto polacco, è europeo. Anche in tutti gli altri paesi d'Europa, da voi occupati, potete distruggere la patria dei nobili, la patria dei borghesi, ma non la patria degli operai. Mi pare che il senso di questa guerra sia tutto qui, o in gran parte. (parte seconda, p. 98)
*Quando finalmente [[Oswald Mosley|Mosley]] entrò da Laure, eran quasi le quattro del pomeriggio. Nicolson ed io avevamo già bevuto cinque o sei Martini, e avevamo cominciato a mangiare; non ricordo più quel che stavamo mangiando, né di che cosa ci mettemmo a discorrere, ricordo soltanto che Mosley aveva una testa molto piccola, una voce dolce, che era alto, altissimo, magro, indolente, un po' curvo, e che, per nulla dispiaciuto anzi perfettamente soddisfatto del suo ritardo, «on n'est jamais pressé quand il s'agit d'arriver en retard» disse, non per scusarsi, ma per farci intendere che non era così stupido da non capire che era giunto in ritardo. Nicolson ed io ci mettemmo subito d'accordo con un'occhiata, e, per tutta la durata della colazione, Mosley non ebbe neppure il più lieve sospetto che ci fossimo messi d'accordo per prenderci gioco di lui. Mi parve che fosse largamente dotato di ''sense of humour'': ma, come tutti i dittatori (Mosley non era se non un pretendente alla dittatura, aveva però, senza alcun dubbio, ahimè, la stoffa del perfetto dittatore, e si sa di che lana è fatta quella stoffa!) non sospettava neppur lontanamente che si potesse prendersi gioco di lui. (parte seconda, p. 123)
*{{NDR|Mosley}} Aveva portato con sé una copia dell'edizione inglese del mio libro ''Technique du coup d'État'', e desiderava che gli scrivessi una dedica sul frontespizio. Egli si aspettava forse da me una dedica ditirambica: così, per deluderlo malignamente, scrissi sul frontespizio soltanto queste due frasi del mio libro: «Hitler, come tutti i dittatori, non è che una donna» e «La dittatura è la forma più completa della gelosia». Mosley, leggendo quelle parole, si turbò, e guardandomi con gli occhi socchiusi «anche Cesare, per voi, non era che una donna?» mi domandò con un lievissimo accento d'irritazione. Nicolson si conteneva per non ridere e mi faceva segno con gli occhi. «Era assai peggio di una donna» risposi, «Cesare non era un ''gentleman''».<br />«Cesare non era un gentleman?» disse Mosley stupito.<br />«Uno straniero» risposi, «che si permette di conquistar l'Inghilterra, non è certo un ''gentleman''.» (parte seconda, pp. 123-124)
*«Io ho perso l'abitudine di agire» risposi. «Sono un italiano. Non sappiamo più agire, non sappiamo più assumere alcuna responsabilità, dopo venti anni di schiavitù. Ho anch'io, come tutti gli italiani, la. schiena spezzata. In questi venti anni abbiamo speso tutta la nostra energia per sopravvivere. Non siamo più buoni a nulla. Non sappiamo che applaudire. Volete che vada ad applaudire il Generale von Schobert e il Colonnello Lupu? Se volete, posso andar fino a Bucarest ad applaudire il maresciallo Antonesco, il cane rosso, se pensate che ciò vi possa giovare. Non posso far altro. Vorreste forse che mi sacrifichi inutilmente per voi? che mi faccia ammazzare in piazza Unirii per difendere gli ebrei di Jassy? Se ne fossi capace, mi sarei fatto ammazzare in una piazza d'Italia, per difendere gli italiani. Non osiamo e non sappiamo più agire, ecco la verità» conclusi voltando il viso per tentare di nascondere il rossore della fronte. (p. 137)
*Mussolini crede in se stesso, se tuttavia crede in qualcosa: ma non crede all'incompatibilità fra la logica e la fortuna, tra la volontà e il destino. La sua voce è calda, grave, eppur delicata. Una voce che talvolta ha strani, profondi accenti femminili, un che di morbosamente femmineo. (parte sesta, p. 376)
===[[Explicit]]===
«Perché non fate la lotta alle [[Mosca (zoologia)|mosche]], anche a [[Napoli]]? Da noi, nell'Italia del nord, a Milano, a Torino, a Firenze, perfino a Roma, i comuni hanno organizzato la lotta alle mosche. Non c'è più neppure una mosca nelle nostre città».<br />«Non c'è più neppure una mosca a Milano?».<br />«No, neppure una mosca. Le abbiamo ammazzate tutte. E una cosa igienica, si evitano le infezioni, le malattie».<br />«Eh, ma anche a Napoli abbiamo fatto la lotta alle mosche, anzi, abbiamo fatto addirittura la guerra alle mosche. Son tre anni che facciamo la guerra alle mosche».<br />«E allora, come mai ci sono ancora tante mosche, a Napoli?».<br />«Eh, che volete, signore: hanno vinto le mosche!»
==''La pelle''==
===[[Incipit]]===
Erano i giorni della «peste» di [[Napoli]]. Ogni pomeriggio alle cinque, dopo mezz'ora di punching-ball e una doccia calda nella palestra della P.B.S., Peninsular Base Section, il Colonnello Jack Hamilton ed io scendevamo a piedi verso San Ferdinando, aprendoci il varco a gomitate nella folla che, dall'alba all'ora del coprifuoco, si accalcava tumultuando in via Toledo.<br />Eravamo puliti, lavati, ben nutriti, Jack ed io, in mezzo alla terribile folla napoletana squallida, sporca, affamata, vestita di stracci, che torme di soldati degli eserciti liberatori, composti di tutte le razze della terra, urtavano e ingiuriavano in tutte le lingue e in tutti i dialetti del mondo. L'onore di essere liberato per primo era toccato in sorte, fra tutti i popoli d'Europa, al popolo napoletano: e per festeggiare un così meritato premio, i miei poveri napoletani, dopo tre anni di fame, di epidemie, di feroci bombardamenti, avevano accettato di buona grazia, per carità di patria, l'agognata e invidiata gloria di recitare la parte di un popolo vinto, di cantare, di battere le mani, saltare di gioia tra le rovine delle loro case, sventolare bandiere straniere, fino al giorno innanzi nemiche, e gettar dalle finestre fiori sui vincitori.<br />Ma nonostante l'universale e sincero entusiasmo, non v'era un solo napoletano, in tutta Napoli, che si sentisse un vinto. Non saprei dire come questo strano sentimento fosse nato nell'animo del popolo.
===Citazioni===
====''La peste''====
*È certo assai più difficile perdere una [[guerra]] che vincerla. A vincere una guerra tutti son buoni, non tutti son capaci di perderla.
*Nessun popolo sulla terra ha mai tanto sofferto quanto il popolo [[Napoli|napoletano]]. Soffre la fame e la schiavitù da venti secoli, e non si lamenta. Non maledice nessuno, non odia nessuno: neppure la miseria. Cristo era napoletano.
*Voglio bene agli [[Stati Uniti d'America|americani]], qualunque sia il colore della loro pelle, e l'ho provato cento volte, durante la guerra. Bianchi o neri, hanno l'anima chiara, molto più chiara della nostra. Voglio bene agli americani perché sono buoni cristiani, sinceramente cristiani. Perché credono che [[Gesù|Cristo]] sia sempre dalla parte di coloro che hanno ragione. Perché credono che è una colpa grave aver torto, che è una cosa immorale aver torto. Perché credono che essi soli son galantuomini, e che tutti i popoli d'Europa sono, più o meno, disonesti. Perché credono che un popolo vinto è un popolo di colpevoli, che la sconfitta è una condanna morale, è un atto di giustizia divina.
*Il 1 ottobre 1943 è una data memorabile nella storia di [[Napoli]]: perché segna l'inizio della liberazione dell'Italia e dell'Europa dall'angoscia, dalla vergogna, e dalle sofferenze della schiavitù e della guerra, e perché proprio in quel giorno scoppiò la terribile peste, che da quell'infelice città si sparse a poco a poco per tutta l'Italia e per tutta l'Europa.
*Ma le zone più frequentate dai liberatori erano proprio quelle ''Off limits'', cioè quelle più infette e perciò più vietate, poiché è nella natura dell'uomo, specie dei soldati di tutti i tempi e di qualunque esercito, preferire le cose [[proibizione|proibite]] a quelle permesse.
*Ma quel che più commuoveva il [[Napoli|popolo napoletano]] era la gentilezza di modi dei liberatori, specie degli americani, la loro disinvolta urbanità, il loro senso di umanità, il loro sorriso innocente e cordiale di onesti, buoni, ingenui ragazzoni. Se è mai stato un onore perdere la guerra, era certamente un grande onore, per i napoletani, e per tutti gli altri popoli vinti dell'Europa, aver perduto la guerra di fronte a soldati così cortesi, eleganti, lindi, così buoni e generosi.
*La [[fame]] umana ha una voce meravigliosamente dolce e pura. Non v'è nulla di umano nella voce della fame.
*[[Napoli]] [...] è la più misteriosa città d'Europa, è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. È la sola città del mondo che non è affondata nell'immane naufragio della civiltà antica. Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno. [...] Non potete capire Napoli, non capirete mai Napoli.
====''La vergine di Napoli''====
*Quel popolo che nelle strade faceva commercio di se stesso, del proprio onore, del proprio corpo, e della carne dei propri figli, poteva mai essere lo stesso popolo che pochi giorni innanzi, in quelle stesse strade, aveva dato così grandi e così orribili prove di coraggio e di furore contro i tedeschi?
*{{NDR|L'8 settembre 1943}} Era stata proprio una bellissima festa, una festa indimenticabile. In tre anni di guerra non ci eravamo mai tanto divertiti. A sera eravamo stanchi morti, avevamo la bocca tutta indolenzita dal gran ridere, ma eravamo orgogliosi di aver compiuto il nostro dovere. Finita la festa, ci ordinammo in colonna, e così, senz'armi, senza bandiere, ci avviammo verso i nuovi campi di battaglia, per andare a vincere con gli alleati quella stessa guerra che avevamo già persa con i tedeschi. Marciavamo a testa alta, cantando, fieri di aver insegnato ai popoli di Europa che non c'è ormai altro modo di vincer le guerre che buttar le proprie armi e le proprie bandiere, eroicamente, nel fango, 'ai piedi del primo venuto'.
====''Le parrucche''====
*Gli [[Apparato genitale|organi genitali]] hanno sempre avuto una grande importanza nella vita dei popoli latini, e specialmente nella vita del popolo italiano. La vera [[bandiera d'Italia|bandiera italiana]] non è il tricolore, ma il sesso, il [[pene|sesso]] maschile.
*Tutti piangevano, poiché un lutto, a [[Napoli]], è un lutto comune, non di uno solo, né di pochi o di molti, ma di tutti, e il dolore di ciascuno è il dolore di tutta la città, la fame di uno solo è la fame di tutti. Non v'è dolore privato, a Napoli, né miseria privata: tutti soffrono e piangono l'uno per l'altro, e non c'è angoscia, non c'è fame, né colera, né strage, che questo popolo buono, infelice, e generoso, non consideri un tesoro comune, un comune patrimonio di lacrime.
====''Le rose di carne''====
*Oggi si soffre e si fa soffrire, si uccide e si muore, si compiono cose meravigliose e cose orrende, non già per salvare la propria anima, ma per salvare la propria pelle. Si crede di lottare e di soffrire per la propria anima, ma in realtà si lotta e si soffre per la propria pelle, soltanto per la propria pelle. Tutto il resto non conta.
====''Il vento nero''====
*Trattenni il cavallo, tesi l'orecchio. Udii veramente parlare sul mio capo, voci umane passar nell'aria nera, alte sulla mia testa. "Wer da?" gridai "chi va là?" [...] Le voci passavano alte sulla mia testa, erano proprio parole umane, parole tedesche, russe, ebraiche. Le voci erano forti, che si parlavan tra loro, ma un po' stridule: talvolta dure, talvolta fredde e fragili come il vento, e spesso si rompevano in fondo alle parole con quel tintinnio del vetro che urta in una pietra. Allora gridai di nuovo: "Wer da? chi va là?". "Chi sei? che vuoi? chi è? chi è?" risposero alcune voci, correndo alte sulla mia testa. [...] "Sono un uomo, sono un cristiano" dissi. Un riso stridulo corse nel cielo nero, si perdé lontano nella notte. E una voce, più delle altre forte, gridò: "Ah, sei un cristiano, tu?". Io risposi: "Sì, sono un cristiano". Una risata di scherno accolse le mie parole, e alto correndo sulla mia testa si allontanò, andò a spegnersi a poco a poco laggiù nella notte. "E non ti vergogni d'esser cristiano?" gridò la voce.[...] Un grido di orrore mi si ruppe nella gola. Erano uomini crocifissi. Erano uomini inchiodati ai tronchi degli alberi, le braccia aperte in croce, i piedi congiunti, fissati al tronco da lunghi chiodi, o da fili di ferro attorti intorno alle caviglie.
*Molti eran vestiti del nero kaftano ebraico, molti erano nudi, e la loro carne splendeva castamente nel tepore freddo della Luna. Simile all'uovo turgido di vita, che nei sepolcreti etruschi di Tarquinia i morti sollevano fra due dita, simbolo di fecondità e di eternità, la luna usciva di sotterra, si librava nel cielo, bianca e fredda come un uovo: illuminando i visi barbuti, le nere occhiaie, le bocche spalancate, le membra contorte degli uomini crocifissi. Mi sollevai sulle staffe, tesi le mani verso uno di loro, tentai con le unghie di strappare i chiodi che gli trafiggevano i piedi. Ma voci di sdegno si levarono intorno, e l'uomo crocifisso urlò: "Non mi toccare, maledetto". "Non voglio farvi del male" gridai "per l'amor di Dio, lasciate che vi venga in aiuto!" Una risata orribile corse d'albero in albero, di croce in croce, e vidi le teste muoversi qua e là, le barbe agitarsi e le bocche aprirsi e chiudersi: e udii lo stridore dei denti. "Venirci in aiuto?" gridò la voce dall'alto "e perché? forse perché hai pietà di noi? perché sei un cristiano? [...] Coloro che ci hanno messi in croce, non sono forse cristiani come te? Son forse cani, cavalli, o topi, coloro che ci hanno inchiodati a questi alberi? [...] "Non sono stato io" gridai "non sono stato io a inchiodarvi agli alberi! Non sono stato io!". "Lo so" disse la voce con un inesprimibile accento di dolcezza e di odio "lo so, sono stati gli altri, sono stati tutti gli altri come te".
*"Ah! ah! ah!" gridò l'uomo crocifisso "avete udito? Vuol toglierci dalla croce! E non se ne vergogna! Razza immonda di cristiani, ci torturate, ci inchiodate agli alberi, e poi venite a offrirci la vostra pietà! Vorreste salvarvi l'anima, eh? Avete paura dell'inferno! Ah! ah! ah! [...] Vuoi toglierci dalla croce?" disse l'uomo crocifisso con voce grave e triste "e poi? I tedeschi ci ammazzeranno come cani. E anche te, ti ammazzeranno come un cane arrabbiato." [...] Non sapete far altro, vigliacchi? Ci inchiodate agli alberi e poi ci ammazzate con un colpo nella testa? È questa la vostra pietà, vigliacchi?".
*La notte mi assalì la febbre, e fino all'alba delirai, vegliato dal giovane ufficiale.[...] Il terzo giorno mi alzai dal letto e presi congedo dal giovane ufficiale [...] quando imboccammo il viale fiancheggiato d'alberi, chiusi gli occhi, e dato di sprone al cavallo m'inoltrai di galoppo fra le due terribili schiere d'uomini crocifissi. [...] A un tratto frenai il cavallo: "Che è questo silenzio?" gridai "perché questo silenzio?". Avevo riconosciuto quel silenzio. Aprii gli occhi, e guardai. Quegli orribili Cristi pendevano inerti dalle loro croci: gli occhi sbarrati, la bocca spalancata, e mi guardavano fisso.
*Un giorno Febo uscì, e non tornò più. Lo aspettai fino a sera, e scesa la notte corsi per le strade, chiamandolo per nome. Tornai a casa a notte alta, mi buttai sul letto, col viso verso la porta socchiusa. Ogni tanto mi affacciavo alla finestra, e lo chiamavo a lungo, gridando. [...] Non appena si fece giorno, corsi alla [[Canile|prigione municipale dei cani]]. Entrai in una stanza grigia, dove, chiusi in fetide gabbie, gemevano cani dalla gola ancora segnata dalla stretta del laccio del chiappino. Il guardiano mi disse che forse il mio cane era rimasto sotto una macchina o era stato rubato, o buttato a fiume da qualche banda di giovinastri. [...] Tutta la mattina corsi di canaio in canaio, e finalmente un tosacani, in una botteguccia di Piazza dei Cavalieri, mi domandò se ero stato alla Clinica Veterinaria dell'Università, alla quale i ladri di cani vendono per pochi soldi gli animali destinati alle [[Sperimentazione animale|esperienze cliniche]]. Corsi all'Università, ma era già passato mezzogiorno, la Clinica Veterinaria era chiusa. Tornai a casa, mi sentivo nel cavo degli occhi un che di freddo, di liscio, mi pareva di aver gli occhi di vetro. Nel pomeriggio tornai all'Università, entrai nella Clinica Veterinaria. [...] Lungo le pareti erano allineate l'una a fianco dell'altra, come i letti di una clinica per bambini, strane culle in forma di violoncello: in ognuna di quelle culle era disteso sul dorso un cane dal [[Vivisezione|ventre aperto]], o dal cranio spaccato, o dal petto spalancato.
*Sottili fili di acciaio, avvolti intorno a quella stessa sorta di viti di legno che negli strumenti musicali servono a tender le corde, tenevano aperte le labbra di quelle orrende ferite: si vedeva il cuore nudo pulsare, i polmoni dalle venature dei bronchi simili a rami d'albero, gonfiarsi proprio come fa la chioma di un albero nel respiro del vento, il rosso, lucido fegato contrarsi adagio adagio, lievi fremiti correre sulla polpa bianca e rosea del cervello come in uno specchio appannato, il groviglio degli intestini districarsi pigro come un nodo di serpi all'uscir dal letargo. E non un gemito usciva dalle bocche socchiuse dei cani crocifissi. [...] A un tratto, vidi Febo. Era disteso sul dorso, il ventre aperto, una sonda immersa nel fegato. Mi guardava fisso, e gli occhi aveva pieno di lacrime. Aveva nello sguardo una meravigliosa dolcezza. Non mandava un gemito, respirava lievemente, con la bocca socchiusa, scosso da un tremito orribile. Mi guardava fisso, e un dolore atroce mi scavava il petto. "Febo" dissi a voce bassa. E Febo mi guardava con una meravigliosa dolcezza negli occhi. Io vidi Cristo in lui, vidi Cristo in lui crocifisso, vidi Cristo che mi guardava con gli occhi pieni di una dolcezza meravigliosa. "Febo" dissi a voce bassa, curvandomi su di lui, accarezzandogli la fronte. Febo mi baciò la mano, e non emise un gemito. Il medico mi si avvicinò, mi toccò il braccio: "Non potrei interrompere l'esperienza", disse, "è proibito. Ma per voi... Gli farò una puntura. Non soffrirà". [...] Anche gli altri cani, distesi sul dorso nelle loro culle, mi guardavano fisso, tutti avevano negli occhi una dolcezza meravigliosa, e non il più lieve gemito usciva delle loro bocche. A un tratto un grido di spavento mi ruppe il petto: "Perché questo silenzio?", gridai, "che è questo silenzio?". Era un silenzio orribile. Un silenzio immenso, gelido, morto, un silenzio di neve. Il medico mi si avvicinò con una siringa in mano: "Prima di operarli", disse, "gli tagliamo le corde vocali".
*Mangerei la terra, masticherei i sassi, ingoierei lo sterco, tradirei mia madre, pur di aiutare un uomo, o un [[animale]], a non soffrire. La morte non mi fa paura: non la odio, non mi disgusta, non è, in fondo, cosa che mi riguarda. Ma la [[sofferenza]] la odio, e più quella degli altri, uomini o animali, che non la mia. Sono disposto a tutto, a qualunque vigliaccheria, a qualunque eroismo, pur di non far soffrire un essere umano, pur di aiutare un uomo a non soffrire, a morire senza dolore
====''Il pranzo del generale Cork''====
*Quando [[Napoli]] era una delle più illustri capitali d'[[Europa]], una delle più grandi città del mondo, v'era di tutto, a Napoli: v'era Londra, Parigi, Madrid, Vienna, v'era tutta l'Europa. Ora che è decaduta, a Napoli non c'è rimasta che Napoli. Che cosa sperate di trovare a Londra, a Parigi, a Vienna? Vi troverete Napoli. È il destino dell'Europa di diventar Napoli. Se rimarrete un po' di tempo in Europa, diverrete anche voi napoletani.
====''La pioggia di fuoco''====
*Il [[Vesuvio]] urlava nella notte, sputando sangue e fuoco. Dal giorno che vide l'ultima rovina di Ercolano e di [[Pompei]], sepolte vive nella tomba di cenere e di lapilli, non s'era mai udita in cielo una così orrenda voce. Un gigantesco albero di fuoco sorgeva altissimo fuor dalla bocca del vulcano: era un'immensa, meravigliosa colonna di fumo e di fiamme, che affondava nel firmamento fino a toccare i pallidi astri. Lungo i fianchi del Vesuvio, fiumi di [[lava]] scendevano verso i villaggi sparsi nel verde dei vigneti. Il bagliore sanguigno della lava incandescente era così vivo, che per un immenso spazio intorno i monti e la pianura n'erano percorsi con incredibile violenza.
*E là, di fronte a noi, tutto avvolto nel suo mantello di porpora, ci apparve il Vesuvio. Quello spettrale Cesare dalla testa di cane, seduto sul suo trono di lava e di cenere, spaccava il cielo con la fronte incoronata di fiamme, e orribilmente latrava. L'albero di fuoco che usciva dalla sua gola affondava profondamente nella volta celeste, scompariva negli abissi superni. Fiumi di sangue sgorgavano dalle sue rosse fauci spalancate, e la terra, il cielo, il mare tremavano.
====''La bandiera''====
*Sorpassammo la jeep del Generale Cork, ci mettemmo in testa alla colonna, proprio dietro gli Sherman, svoltammo per la stradetta che dalla Via Appia Nuova, di fronte all'aeroporto di Ciampino, porta alla [[Via Appia|Via Appia Antica]], e poco dopo imboccammo quella nobile via, la via più nobile del mondo, lastricata dalle grosse lastre di pietra nelle quali sono tuttora visibili i due solchi scavati dalle ruote dei carri romani.
*"Come al solito" disse il giorno dopo, nella sua predica, il giovane curato della Chiesa di Santa Caterina, in Corso Italia "come al solito la propaganda fascista mentiva, quando annunziava che l'esercito americano, se fosse entrato in [[Roma]], avrebbe assalito le nostre donne: sono le nostre donne che hanno assalito, e sconfitto, l'esercito americano."
====''Il processo''====
*In quei quattro anni di guerra non avevo mai sparato contro un uomo: né contro un uomo vivo, né contro un uomo morto. Ero rimasto [[cristiano (religione)|cristiano]]. Rimaner cristiano, in quegli anni, voleva dir tradire. Esser cristiano voleva dire essere un traditore, poiché quella sudicia guerra non era una guerra contro gli uomini, ma contro [[Gesù|Cristo]]. Da quattro anni vedevo torme d'uomini armati andar cercando Cristo, come il cacciatore va cercando la selvaggina. In Polonia, in Serbia, in Ukraina, in Romania, in Italia, per tutta l'Europa, da quattro anni, vedevo torme d'uomini pallidi andar frugando nelle case, nei cespugli, nei boschi, sui monti, nelle valli, per stanare Cristo, per ammazzarlo come un cane arrabbiato. Ma ero rimasto cristiano.
===[[Explicit]]===
"Non posso abbandonare i miei morti, Jimmy. I vostri morti ve li portate in America. Ogni giorno partono per l'America piroscafi carichi di morti. Sono morti ricchi, felici, liberi. Ma i miei morti non possono pagarsi il biglietto per l'America, sono troppo poveri. Non sapranno mai che cosa è la ricchezza, la felicità, la libertà. Sono vissuti sempre in schiavitù; hanno sempre sofferto la fame e la paura. Saranno sempre schiavi, soffriranno sempre la fame e la paura, anche da morti. È il loro destino, Jimmy. Se tu sapessi che Cristo giace fra loro, fra quei poveri morti, lo abbandoneresti?"<br />"Non vorrai darmi a intendere" disse Jimmy "che anche Cristo ha perso la guerra."<br />"È una vergogna vincere la guerra" dissi a voce bassa.
==''Maledetti toscani''==
===[[Incipit]]===
Se è cosa difficile essere italiano, difficilissima cosa è l'essere [[Toscana|toscano]]: molto più che abruzzese, lombardo, romano, piemontese, napoletano, o francese, tedesco, spagnolo, inglese. E non già perché noi toscani siamo migliori o peggiori degli altri, italiani o stranieri, ma perché, grazie a Dio, siamo diversi da ogni altra nazione: per qualcosa che è in noi, nella nostra profonda natura, qualcosa di diverso da quel che gli altri hanno dentro.
{{NDR|Curzio Malaparte, ''Maledetti toscani'', Vallecchi, Firenze, 1958.}}
===Citazioni===
*Quanti guai si sarebbero risparmiati, se [[Benito Mussolini|Mussolini]], invece di parlare dal balcone di Palazzo Venezia, avesse parlato dal terrazzino di Palazzo Vecchio. (1958, p. 3)
*La [[libertà]] è un fatto dell'intelligenza: ed è quella che dipende da questa, non l'intelligenza dalla libertà. (1958, p. 12)
*Nel concetto dei [[Toscana|toscani]], chi non è un uomo libero è un uomo grullo. (1958, p. 12)
*Maggior fortuna sarebbe, se in [[Italia]] ci fossero più toscani e meno italiani. (1958, p. 18)
*Perfino nell'uso delle parole i [[Siena|senesi]] lasciano l'olio toscano per il burro. (1958, p. 19)
*A dirlo fra noi, la gentilezza sta di casa solo a Siena. Altrove, nel resto della Toscana, è civiltà di modi, e non di voce, di piglio, di tono, di parole. (1958, p. 23)
*La Toscana era l'unico paese al mondo che fosse una «casa»: il resto d'Italia, e Francia, Inghilterra, Spagna, Germania, erano Repubbliche, Monarchie, Imperi, non «case». (1958, p. 30)
*''Santo de Magione | né papa né cojone''. (1958, p. 47)
*Sarà forse che i toscani non sono come i bovi, che vedono tutto in grande: ma è certo che non pèrdono mai di vista la misura del mondo, e i rapporti, palesi e segreti, fra gli uomini e la natura. (1958, p. 52)
*I toscani han l'abitudine di non salutare mai per primi nessuno, nemmeno in Paradiso. E questo, anche Dio lo sa. Vedrai che ti saluterà lui, per primo. (1958, p. 59)
*Io son di [[Prato]], m'accontento d'esser di Prato, e se non fossi nato pratese vorrei non esser venuto al mondo, tanto compiango coloro che, aprendo gli occhi alla luce, non si vedono intorno le pallide, spregiose, canzonatorie facce pratesi, dagli occhi piccoli e dalla bocca larga (ma aver la bocca larga, a Prato, non vuol dire, come altrove, esser boccalone), e fuori della finestra, di là dai tetti, la curva affettuosa della Retaia, il ginocchio nudo dello Spazzavento, le tre gobbe verdi del Monte Ferrato, gli olivi di Filettole, di Santa Lucia, delle Sacca, e i cipressi del Poggio del Fossino, sopra Coiano.<br />E questo dico non perché son pratese, e voglia lisciar la bazza ai miei pratesi, ma perché penso che il solo difetto dei toscani sia quello di non esser tutti pratesi. (1998, pp. 62-63)
*Tutti son buoni a far gli [[eroi]] con la pelle degli altri... (1958, p. 93)
*Il solo, fra tutti i popoli, italiani e stranieri, che non abbia paura dell'inferno, il solo che abbia coll'inferno continui e famigliari rapporti sono i toscani.<br />I quali da tempo immemorabile hanno sempre viaggiato in quel paese, e tutt'ora lo percorrono, come se viaggiassero in casa propria.<br />Vanno e vengono dall'inferno quando piace a loro, e nel più semplice modo: a piedi, in calessino, in bicicletta, come se andassero a fare un giro per il podere. (1998, p. 165)
*Qui accanto è la bella chiesa che si affaccia sulla piazza [[Giordano Bruno/Citazioni su Giordano Bruno|Giordano Bruno]], e in un angolo della piazza il piedestallo, vuoto, del monumento all'autore del Candelaio: e vien fatto di pensare che Giordano Bruno sia andato a fare una passeggiata giù verso lo Scalo del Vescovado, a parlar con le ragazze sedute sulla spalletta del Ponte di Marmo, o in via delle Acciughe (mette sete a pensarci), o in via della Venezia, a bere una «torpedine» al bar Transatlantico, un bar che è una vecchia osteria piena di odor di bottarga. (1998, p. 158)
*Imparate dai toscani che non c'è nulla di sacro a questo mondo, fuorché l'umano, e che l'anima di un uomo è uguale a quella di un altro: e che basta sapersela tener pulita, all'asciutto, che non pigli polvere né umido, come sanno i toscani, che dell'anima propria son gelosissimi, e guai a chi gliela volesse sporcare, o umiliare, o ungere, o benedire, o impegnare, affittare, comprare; e che vi sono anime femmine e anime maschie, e che le anime dei toscani son maschie, come si vede da quelle che escon di bocca ai morti nel Camposanto di Pisa: il solo camposanto che sia al mondo, tutti gli altri son cimiteri. (1998, pp. 163-164)
==''La rivolta dei santi maledetti''==
===[[Incipit]]===
– Non tutti potranno leggere questo libro.<br />Bisogna aver disceso tutti gli scalini dell'umanità per mordere alla radice stessa della vita, aver «mangiato la terra e averla trovata deliziosamente dolce» come i primi uomini delle leggende indiane, aver sofferto, sperato, maledetto, bisogna essere stati uomini, semplicemente umani, per poter leggere questo libro senza pregiudizio e sentirvi il sapore della vita.<br />Non è un libro di guerra questo. È il libro di un uomo che fin dai primi giorni è entrato, come volontario, nel cerchio della guerra, a capo chino, bestemmiando (non Dio), e che ne è uscito all'ultimo giorno, benedicendo Dio, a capo chino, come un francescano; di un uomo che ha lasciato la trincea assetato d'amore e di pace, ma avvelenato fin nelle radici d'odio e di disperazione.
===Citazioni===
*– L'[[Italia]], dove il [[diritto]] è nato, è fra i paesi più incivili del mondo: vi manca, cioè, il senso del diritto. (cap. II)
*– Quando un popolo individualista come il nostro perde la fiducia in sé stesso e nelle istituzioni che lo reggono, l'immoralità diventa una forma di viver civile e la mediocrità invade la cosa pubblica. (cap. II)
*Mai fino ad allora, il popolo, in quanto popolo, si era battuto. Le [[guerra|guerre]] erano state combattute, fino ad allora, dagli eserciti regolari, sotto la guida di pochi uomini esperti d'arme. Le nazioni avevano sempre continuato a vivere in pace, sul margine della guerra, attendendone l'esito. Questa volta, tutto il popolo fu chiamato in aiuto della società costituita, nemica, economicamente e socialmente, del popolo. (cap. II)
*La [[vita e morte|morte]] è senza mistero, come la [[vita e morte|vita]].<br />È una necessità: poiché è necessario vivere. (cap. III)
*A mano a mano che vedevo i corpi adattarsi alle varie necessità di quella nuova esistenza, io cercavo di scoprire ne' miei compagni i segni dell'inevitabile trasformazione morale, che doveva compiersi a mano a mano. Avevo la persuasione di assistere allo svolgersi di un fenomeno nuovo nella storia dell'umanità. Mai fino ad allora l'umanità si era piegata a un così grande sforzo. Tutte le energie della razza erano puntate al compimento di un'opera immensa, che avrebbe richiesto anni di sacrificio e torrenti di sangue: qualcosa di nuovo sarebbe inesorabilmente nato da quello sforzo titanico. (cap. V)
*– Quando parlo di soldati, intendo i soldati di [[fanteria]], i malvestiti, i laceri, i sudici, i buffi e miserabili soldati di fanteria.<br />Le altre armi, che hanno preso magnificamente parte alla guerra, non hanno contribuito a formare l'odierna mentalità del popolo, balzata fuori dal tormentoso crogiolo della fanteria. (cap. VI)
*– Su tutta la linea delle Alpi e dell'Isonzo la nostra magnifica razza si faceva ammazzare senza una bestemmia, senza mai ''voltarsi indietro'' verso le «greche», con un coraggio rassegnato che era più bello del solito coraggio soldatesco fatto di spavalderia e d'impeto assoluto. (cap. VI)
*Avanti figlioli! E la fanteria va avanti. Lenta, inesorabile, senza volontà, ma non come un [[gregge]]. Il gregge cammina ''senza capire'': la fanteria capisce, ma ''non vuol'' sapere. Che importa sapere perché si muore? Bisogna morire. (cap. VI)
*– E il popolo dei fanti, magnifico d'ira e di fierezza, s'inginocchiò a testa nuda sulle pietraie del Grappa.<br />Percosso nel viso dall'ondata di ingiurie che saliva dalla nazione sbigottita, il popolo delle trincee mostrò ancora una volta come si muore, come si combatte, come si sopporta per l'onore della razza. (cap. XII)
*Qualsiasi governo ha il diritto di costringere, pur con la forza, i cittadini a compiere un'azione utile alla collettività: a condizione, però, che li possa e li sappia costringere. (da ''Rivolta dei santi maledetti'', 1921<ref>In Curzio Malaparte, ''Opere scelte'', a cura di Luigi Martellini, Mondadori, Milano, 1997, p. 61.</ref>)
{{NDR| Curzio Malaparte, ''Opere scelte'', Mondadori Editore}}
==''Muss Ritratto di un Dittatore''<ref>Da una serie di appunti scritti dall'autore in vista di costituirne un'opera organica fra il 1933 ed il 1945</ref>==
===[[Incipit]]===
Fra le molte piacevoli storie che si raccontano a bassa voce in [[Italia]] su [[Benito Mussolini|Mussolini]], ve n'è una che dipinge assai bene quelle che saranno le condizioni morali del popolo tedesco fra qualche tempo. Una sera Mussolini, stanco di stare solo in casa, infilò un pastrano, si calò un cappello sugli occhi, e, col viso nascosto dal bavero del cappotto, uscì a piedi a spasso per Roma. Giunto davanti ad un cinematografo, gli venne il desiderio di divertirsi come tutti quanti, prese un biglietto ed entrò. Lo spettacolo incominciò con delle ''News Picture'' e, naturalmente, l'eroe delle News Picture era lo stesso Mussolini, sempre lui, sempre il solito Mussolini, a cavallo, in automobile, a piedi, in uniforme, in borghese, in camicia nera, in frack, in aeroplano, in motoscafo. Mussolini passava in rivista truppe fasciste, inaugurava un monumento, presiedeva un congresso di filosofi, stringeva la mano a un Cardinale, visitava una caserma, saliva sul Campidoglio, pronunciava un discorso, due discorsi, tre discorsi, un'infinità di discorsi. Appena il Duce era apparso sullo schermo, tutto il pubblico s'era alzato in piedi battendo le mani: soltanto Mussolini, che non era abituato ad alzarsi in piedi in proprio onore, era rimasto tranquillamente a sedere. Un modesto piccolo borghese, si era alzato anche lui, e vedendo quel signore accanto rimaner seduto con tanta inutile imprudenza, gli toccò la spalla, si chinò al suo orecchio, e gli disse: – Scusi, signore, anch'io la penso come lei, ma è meglio alzarsi. Fra qualche tempo tutto il popolo tedesco la penserà come quel piccolo borghese italiano nel cinema di Roma, e, come lui, si alzerà subito in piedi battendo le mani appena [[Adolf Hitler|Hitler]] apparirà sullo schermo.
===Citazioni===
*Il Cardinale Gasparri, che era obbligato, dalla natura delle sue funzioni di Segretario di Stato del Vaticano, ad avere una certa conoscenza della miseria e della grandezza umane, diceva che «Mussolini certamente è un grand'uomo, se per grandi uomini s'intende degli uomini del genere di Mussolini.»
*«Hitler non è capace d'impadronirsi del potere con un colpo di Stato – concluse Mussolini<ref>Qui l'autore narra dell'udienza concessagli il 13 settembre 1932 da Mussolini e richiestagli per ottenere la revoca del divieto di pubblicazione in Italia del suo libro ''Tecnica di un colpo di Stato''.</ref> – bisognerà che lo spingano in alto a calci nel didietro» e non sospettava, così dicendo, di dare di Hitler lo stesso giudizio che Halifax, Ministro di Carlo II d'Inghilterra, dava di Lawrence Hyde, conte di Rochester: «''J'ai vu des gens à qui l'on faisait descendre les escaliers à coups de pied au derrière – diceva Halifax – mais Lord Rochester est le premier que j'ai vu les monter de la même façon.<ref>Ho visto gente cui venivano fatte scendere le scale a colpi di calci nel sedere, ma Lord Rochester è il primo che vedo salirle allo stesso modo.</ref> ''»
*Il popolo italiano ama i suoi Santi e i suoi eroi in un modo molto particolare. Ai suoi occhi un Santo e un eroe sono la stessa cosa. Non vi è per lui nessuna differenza fra [[San Francesco d'Assisi]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]]. [...] Esso ama San Francesco per la sua povertà e la sua umiltà, per i suoi piedi nudi e la sua barbetta piena di fili d'erba come i nidi degli uccelli, ed ama San Bernardino da Siena per la sua eloquenza semplice ed affettuosa, per le sue parole dialettali, [...] Esso ama San Rocco perché non temeva di toccare con le sue mani bianche gli orrendi bubboni neri degli appestati, e ama Garibaldi perché era bello, biondo, vestiva una camicia rossa e, sui campi di battaglia guidava a cavallo, un cavallo tutto bianco, le sue schiere di giovani biondi, belli, buoni, vestiti di camicie rosse.
*Non si può fare il ritratto di Mussolini senza fare il ritratto del popolo italiano. Le sue qualità e i suoi difetti non gli sono propri: sono le qualità e i difetti di tutti gli italiani. Il dir male di Mussolini è legittimo: ma è un dir male del popolo italiano.
{{NDR| Curzio Malaparte, ''Muss Ritratto di un dittatore'' e ''Il Grande Imbecille'', Luni Editrice}}
==''Sangue''==
===[[Incipit]]===
Ho orrore del [[sangue]]. Da ragazzo immaginavo che le statue fossero fatte come noi, e avessero le vene gonfie di sangue. Andavo a incidere con un temperino le braccia ai putti di Donatello, per farne uscire il sangue da quella pelle morbida e bianca.
===Citazioni===
*Mi tagliai profondamente la mano, e la vista del mio sangue mi fece rimanere assorto e felice.
*Allora l'altra, una bruna grassa dal viso acceso e sudato, venne su me, mi prese la testa fra le mani, mi strofinò il ventre nudo sul viso.
*Nella vita d'ogni uomo non v'è nulla di più segreto e di più misterioso dell'innocenza e della castità dell'infanzia.
*Ero tra i migliori allievi di tutto il ginnasio, nessuno era più forte di me nel greco e nel latino: ma ero distratto, chiuso, taciturno, e i professori, i miei stessi compagni avevano finito col lasciarmi solo nella mia solitudine.
*Un bordello ci vuole, in una città per bene: come ci vuole il Municipio, il Tribunale, le carceri, l'ospedale, il cimitero, e il Monte di Pietà.
*Ritrovava intorno a sé un'[[Italia]] che credeva morta per sempre, l'Italia di quando era ragazzo, l'Italia del popolo e dei bambini, dei cani randagi, delle fiere di paese, dei banchi dei venditori di frittelle e di fusaglie, l'Italia del gioco dei birilli, delle processioni, delle scampagnate, e dei ciechi che suonano il violino davanti alle chiese e ai tavoli delle osterie.
==''Tecnica del colpo di stato''==
===[[Incipit]]===
Sebbene io mi proponga di mostrare come si conquista uno Stato moderno e come si difende, non si può dire che questo libro voglia essere un'imitazione del ''Principe'' dì [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]], sia pure un'imitazione moderna, cioè poco machiavellica. I tempi, ai quali si riferiscono gli argomenti, gli esempi, i giudizi e la morale del ''Principe'', erano tempi di così grande decadenza delle pubbliche e private libertà, della dignità civile e del rispetto umano, che sarebbe recare offesa al lettore, uomo libero, il prendere a modello quella famosa opera di Machiavelli per trattare alcuni fra i problemi più importanti dell'Europa moderna.
===Citazioni===
*I caffé, i ristoranti, i teatri, i parlamenti, gli alberghi rigurgitavano di gente piovuta non si sapeva di dove. Come se i morti della grande guerra fossero rinati, nel mondo non vi era più posto per nessuno: il fenomeno dell'inurbamento faceva pensare che la popolazione fosse spaventosamente cresciuta. La folla gonfiava come una marea, allagava le città, i paesi, i villaggi; la moltitudine, per trovare un po' di spazio, fuggiva dinanzi alla moltitudine. (p. 66)
*Durante la notte la città {{NDR|Varsavia}} fu in preda al terrore. Il giorno seguente, 15 agosto, giorno di Santa Maria, tutto il popolo sfilò in processione dietro la statua della Vergine, implorandola a gran voce che salvasse la Polonia dall'invasione. Ma quando pareva che tutto ormai fosse perduto, che da un momento all'altro, a una svolta della strada, una pattuglia di cosacchi rossi dovesse sbucare all'improvviso davanti all'immenso corteo litaniante, si sparse fulminea la notizia delle prime vittorie del Generale Weygand. L'[[Armata Rossa|esercito di Trotzki]] batteva in ritirata su tutta la linea. Era mancato a [[Lev Trockij|Trotzki]] un indispensabile alleato: [[Lucio Sergio Catilina|Catilina]]. (p. 74)
*L'arte della [[guerra]] è un'arte piena di sottintesi e di seconde intenzioni. [...] La guerra è sempre volta a fini politici: essa non è che un aspetto della politica dello Stato. (p. 93)
==''Storia di domani''==
===[[Incipit]]===
Quando i pesanti cancelli di Regina Coeli si richiusero alle mie spalle, io dissi tra me: «Questa volta è finita». Dopo tre mesi di fuga affannosa attraverso l'Europa davanti all'invasione sovietica, dopo tante ansie, tante avventure, tanti pericoli, finire nella trappola di Regina Coeli mi pareva la cosa più ridicola e pietosa del mondo. Il capoguardia, che mi conosceva da molti anni, non parve sorpreso di rivedermi: mi sorrise, non so se per compassione o per malignità, e avviatosi su per la scaletta del 4° Braccio salì all'ultimo piano, e si fermò davanti alla cella n. 461. Era la stessa cella nella quale ero rimasto chiuso per tanti mesi nel 1933, proprio di fronte a quella dove, alcuni anni più tardi, avevo ritrovato [[Mario Alicata|Alicata]], Cesarini Sforza, i due fratelli Puccini, Montagnani, che doveva poi diventare vicesindaco di Milano, e altri comunisti della prima e dell'ultima ora.
===Citazioni===
*Tutto era rientrato nell'ordine, grazie al pronto intervento dei [[Russia|Russi]], che avevano disarmato e sciolto le Guardie Rosse di [[Luigi Longo|Longo]], e cacciato in galera i comunisti più accesi. Dal momento che tutti erano diventati comunisti, che bisogno c'era di fare i comunisti? La prontezza di quell'universale voltafaccia aveva profondamente meravigliato i Russi: che popolo, l'italiano! Quei poveri Russi non credevano ai propri occhi. Tutta l'Italia in pochi secondi aveva arrossito in tal modo, che lo stesso [[Pietro Secchia|Secchia]] pareva una rosa sbiadita. (p. 12)
*Gli Americani non hanno capito che fra l'occupazione tedesca del 1940, e quella sovietica attuale, la differenza è immensa. L'occupazione hitleriana era esclusivamente militare: opprimeva crudelmente i popoli, ma non sconvolgeva l'assetto sociale del nostro disgraziato continente. L'occupazione russa non solo opprime i popoli al pari di quella tedesca (al concetto razzista hitleriano i comunisti hanno sostituito il loro concetto classista, vale a dire che considerano i borghesi nel modo stesso come i tedeschi consideravano gli ebrei), ma sconvolge l'ordine sociale europeo. Nel 1945, gli Americani hanno liberato un'Europa che sostanzialmente, dal punto di vista sociale, era rimasta quella stessa del 1939. Ma che cosa sarà quell'Europa che gli Americani libereranno domani, o fra dieci anni? (pp. 28-29)
*Sono uno scrittore, e un uomo libero. Uno scrittore, che sia anche un uomo libero, non esprime, e non serve, che le proprie idee. Perché dovrei oggi collaborare con i Russi, dal momento che, dal 1940 al 1945, non ho collaborato con i Tedeschi? Li ho, anzi, combattuti al fianco degli Alleati. Aggiungo che non collaborerei con i Russi, nemmeno se fossi comunista, voglio dire un comunista italiano, o francese, o belga. (p. 32)
*I Russi considerano i comunisti dell'Europa occidentale come infidi, indisciplinati, romantici, scocciatori, e inconsapevolmente inquinati di [[Trotskismo|trozkismo]]. Se fossi un comunista italiano o francese, mi guarderei sopra tutto da [[Iosif Stalin|Stalin]]. (p. 40)
*Io m'avviai verso il Ponte Molotow, l'antico Ponte Cavour, risalii la Via Tomacelli, ribattezzata Via Zdanow, imboccai il Corso Umberto, oggi Prospettiva Giuseppe Stalin: e camminando mi guardavo intorno. (p. 51)
===[[Explicit]]===
«Abbasso la Russia! Morte all'[[Unione Sovietica]]! Viva l'italia! Viva l'America! Viva la libertà!» Li guardai bene: erano [[Luigi Longo|Longo]], Moscatelli, [[Pietro Secchia|Secchia]], [[Umberto Terracini|Terracini]], [[Ruggero Grieco|Grieco]], e altri comunisti del genere.<br />«Ci risiamo» dissi a [[Pietro Nenni|Nenni]].<br />«Non capisco quel che vuoi dire» rispose Nenni.<br />«Si ricomincia da capo» dissi.<br />«Che male c'è? Bisogna pur decidersi a ricominciar da capo, una volta o l'altra».<br />«Non c'è nulla di male, dissi, ma ci risiamo. E son sempre gli stessi». «Anche tu sei sempre lo stesso» rispose Nenni.<br />«Certo, anch'io son sempre lo stesso, e anche tu».<br />«Siamo sempre gli stessi, tutti quanti, disse Nenni, e non ci trovo nulla dì male.<br />«''Plus ça change et plus c'est la même chose''».<br />«Senza dubbio, disse Nenni, ma quelli, ora, gridano ''Viva l'Italia!''»<br />«Un po' tardi, non ti sembra?» «Sì, veramente è un po' tardi» rispose Nenni arrossendo.<br />Ed io pure arrossii.
==[[Incipit]] di ''Mamma marcia''==
Era quella la mia Toscana nativa, dove avevo sofferto la solitudine del diverso, la solitudine della speranza e del futuro, e l'angoscia prima dell'uomo.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Citazioni su Curzio Malaparte==
*Ai funerali vuol essere il morto, ai matrimoni la sposa. ([[Leo Longanesi]])
*Il cosiddetto "avvicinamento al partito comunista" è uno dei tanti luoghi comuni, e quindi falsi, che costellano la vita dello scrittore e che ne hanno deformato il senso e la verità attraverso una delle tante etichette che gli hanno attaccato addosso, appositamente manipolate per definirlo come uno che "cambiava di fronte" secondo le convenienze ideologico-politiche del momento. In realtà la famosa tessera del Partito Comunista Italiano che fu ritrovata dopo la sua morte fu spacciata come richiesta di iscrizione da parte di Curzio Malaparte al P.C.I. mentre invece fu offerta da Togliatti e spedita per posta alla clinica dove lo scrittore era ricoverato morente. Capirà che un conto è una tessera richiesta da uno come Malaparte ad uno come Togliatti e un conto è una tessera offerta da uno come Togliatti a uno come Malaparte. ([[Luigi Martellini]])
*Insomma, {{NDR|la "guerra alle mosche" fascista}} divenne una barzelletta. Se ne servì anche Curzio Malaparte, trasformandola nel finale del suo ''Kaputt'', un libro vendutissimo (come lui). ([[Diego Cugia]])
*La più bella penna del fascismo. ([[Piero Gobetti]])
*La sua conversione, in punto di morte, è stata forse un punto di arrivo. Curzio che continuamente si mascherava di sadismo, si nascondeva nel cinismo e si camuffava da istrione, aspettava forse una ''luce'' per uscire dalla esibizione e realmente diventare un eroe. In fondo, la vera anima di Curzio ha sempre cercato la ''luce eroica'' nelle strade romane, negli ozi di Forte dei Marmi, nella casa di Prato, nella pace di Capri [...] La sua anima ha cercato l'amore sempre, ma nessuna donna e nessun cane hanno mai saputo dargli l'amore come lui voleva. ([[Francesco Grisi]])
*Malaparte che pure finì comunista, era uno scrittore di destra. C'è, anche in lui, un costante prevalere degli impulsi emotivi sulla logica della ragione. ([[Geno Pampaloni]])
*Malaparte fu populista e individualista, amando le «plebi» e il nazionalpopolare. Restò sempre un Superuomo dannunziano, con una vena estetica, esibizionista ed erotica che eccedeva sulla tensione ideale, etica e politica. Ossimoro vivente, incarnò la rivoluzione conservatrice: portò agli eccessi i due poli, la rivolta e la restaurazione. ([[Marcello Veneziani]])
*Per dimenticare l'amarezza di passare per un collaborazionista, si rifugia nella lettura dell'amato Chateaubriand, di cui gli piace il disprezzo verso gli ''uomini nuovi''. ([[Giacinto Spagnoletti]])
*Sarà perché sono napoletano e ce l'ho con lui per come ha usato [[Napoli]], ma si sarà capito ormai che a me questo Malaparte non piace, non mi piace la sua orrificazione della realtà, soprattutto quella della Napoli del 1944 evocata ne ''La pelle'', e non posso fare a meno di ricordare con quanta maggiore pietà e precisione, e un umanissimo sense of humour, quella stessa realtà fu descritta dall'inglese [[Norman Lewis]] (in ''Napoli ' 44'', Adelphi). ([[Raffaele La Capria]])
*Un parlatore squisito e un grande ascoltatore pieno di tatto ed educazione. ([[Eugenio Montale]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Curzio Malaparte, ''Viva Caporetto! La rivolta dei santi maledetti'', Stabilimento Lito-Tipografico Martini, Prato 1921.
*Curzio Malaparte, ''Il battibecco'', Aria d'Italia, 1949.
*Curzio Malaparte, ''Il Cristo proibito'', a cura di Luigi Martellini, Edizioni Scientifiche Italiane, 1992. ISBN 8871044096
*Curzio Malaparte, ''Don Camalèo'', Aria d'Italia, 1953.
*Curzio Malaparte, ''[https://archive.org/details/tntvillage_490567/page/n1 Kaputt]'', Oscar narrativa, Arnoldo Mondadori editore, Milano 1989.
*Curzio Malaparte, ''La pelle'', Vallecchi, 1959.
*Curzio Malaparte, ''Maledetti Toscani'', Vallecchi, Firenze, 1958.
*Curzio Malaparte, ''[https://www.mori.bz.it/Malaparte%20-%20Maledetti%20Toscani.pdf Maledetti toscani]'', Coop. Al Ponte delle Grazie, Firenze, 1998.
*Curzio Malaparte, ''Diario di uno straniero a Parigi'', Vallecchi, 1966.
*Curzio Malaparte, ''Muss Ritratto di un dittatore'' e ''Il Grande Imbecille'', Luni Editrice, Milano 1999. ISBN 88-7984-177-7
*Curzio Malaparte, ''Opere scelte'', Mondadori Editore (I meridiani), Milano 1997. ISBN 88-04-43436-8
*Curzio Malaparte, ''Sangue'', Vallecchi editore, Firenze 1954.
*Curzio Malaparte, ''Tecnica del colpo di stato'', Adelphi, Milano, 2011.
*Curzio Malaparte, ''Storia di domani'', Aria d'Italia, Roma, Milano, 1949.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|La rivolta dei santi maledetti|''La rivolta dei santi maledetti''|(1921)}}
{{Pedia|La pelle (romanzo)|''La pelle''|(1949)}}
{{Pedia|Maledetti toscani||(1956)}}
{{DEFAULTSORT:Malaparte, Curzio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Militari italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
75engtjscu5lvjksh698iu287stysdn
Franco Zeffirelli
0
3115
1422645
1394372
2026-08-05T07:28:46Z
Spinoziano
2297
/* Filmografia */
1422645
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Francozeffirelli.jpg|thumb|Franco Zeffirelli nel 1978]]
'''Franco Zeffirelli''', pseudonimo di '''Gianfranco Corsi''' (1923 – 2019), regista, sceneggiatore, scenografo e politico italiano.
==Citazioni di Franco Zeffirelli==
{{cronologico}}
*Non vedo perché vergognarsi delle storie d'amore omosessuali, o perché farne una questione.<ref>Da un'intervista al periodico statunitense ''The Advocate'', 1983; citato in Francesco Targonski, ''Fenomenologia della diversità: omosessualità: un fatto e un problema morale'', MFE, 1994, p. 158.</ref>
*[[opportunismo|Opportunista]] vuol dire saper cogliere l'occasione buona. Si riduce a tenere la bocca chiusa quando non è il caso di parlare oppure a dire la parola giusta al momento opportuno. O semplicemente a non fare una cosa che ti può danneggiare.<ref>Citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', marzo 1985.</ref>
*Volevo fare il cinema e misi insieme una storiella di quelle che andavano allora, con [[Nino Manfredi]]. E feci ''Camping'', con i soldi di [[Carlo Ponti|Ponti]]. Fu uno scandalo, tutto l'establishment viscontiano insorse indignato.<ref>Citato in [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/03/15/zeffirelli-fu-per-me-un-grande-padre.html?ref=search Zeffirelli: ''"Fu per me un grande padre-padrone"''], ''la Repubblica'', 15 marzo 1986</ref>
*Ho sempre pensato che l'[[Opera lirica|opera]] sia un pianeta dove le muse lavorano assieme, battono le mani e celebrano tutte le arti.<ref>Citato nell'''International Herald Tribune'' di Parigi, 21 marzo 1990.</ref>
*Giustifico i tifosi della curva quando contano i [[strage dell'Heysel|morti dell'Heysel]]. La Juventus si è dovuta arrampicare su quei cadaveri per vincere una Coppa dei Campioni.<ref name=calu>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/Itemid,3/action,detail/id,1295_02_1991_0197_0001_19148345/ Dopo le violente calunnie lanciate al club bianconero]'', ''StampaSera'', 5 settembre 1991.</ref>
*Mi dispiace che una squadra come la [[Juventus Football Club|Juve]] che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali.<ref name=calu/>
*Metterei la pena di morte per le donne che [[aborto|abortiscono]]. [...] il crimine di chi uccide una creatura che non ha modo di difendersi non ha eguali. Non c'è nulla di così sinistro, di così orrendo. [...] la vita non va mai fermata, questo è il principio [...]. Va fermata la vita di chi ci rompe le scatole. [...] gli stessi che promuovono l'assassinio dei bambini, si oppongono alla pena di morte dei criminali. Sono gli stessi... tutto quel pannellame lì. Da anni rompono le scatole, mandano in giro [[Toni Negri|Negri]], mandano in giro [[Ilona Staller|Cicciolina]]. Sono gli stessi, sono la cialtroneria opportunistica incolta della nostra cultura contemporanea. Quelli stessi ammazzano i fanciulli, i bambini che già esistono, a cui batte il cuore nel ventre materno e poi un assassino che ha stuprato 12 bambine, quello deve continuare a vivere, non solo, ma noi dobbiamo mantenerlo con il sudore della nostra fronte.<ref>Dalla conferenza stampa del 19 marzo 1993; citato in ''[https://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1993/03/19/Altro/ABORTO-ZEFFIRELLI---PENA-DI-MORTE-PER-CHI-ABORTISCE_175800.php Aborto: Zeffirelli - Pena di morte per chi abortisce]'', ''adnkronos.com'', 19 marzo 1993.</ref>
*[Su [[Enrico Maria Salerno]]] Salerno è stato molto popolare, ma solo perché è stato lui a darsi tanto da fare. In realtà l'Italia non lo ha trattato come avrebbe dovuto. È stato un grandissimo. In Inghilterra lo stanno sicuramente rimpiangendo. Lo consideravano alla stregua di Laurence Olivier.<ref>Citato in "Cantagiro, film & caroselli. «Dico sì a tutti, senza pudore»", di Roberta Chiti, ''L'Unità'', 2 marzo 1994.</ref>
*La Regione Sicilia deve proteggere la propria immagine come gli ebrei d'America, che hanno la Lega anti-diffamazione. In Usa si guardano bene dalle speculazioni sull'Olocausto. Ma perché non raccontare la vera Sicilia, quella di Verga e Pirandello?<ref>Citato in [https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1997/ottobre/05/Piovra_anni_paura_anche_Tv_co_0_9710052806.shtml '' ''La Piovra'' anni '50 fa paura anche in TV''], ''Corriere della Sera'', 5 ottobre 1997.</ref>
*Mi vergogno della vigliaccheria di Firenze, storicamente una città di geni ma anche di mascalzoni e di vigliacchi. Quattro manigoldi le hanno negato il Fiorino d'oro, il massimo riconoscimento, ed è stato come negarle la cittadinanza. [[Oriana Fallaci]] è stata la fiorentina più importante del '900 e l'hanno trattata come una nemica.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/09_Settembre/15/reazioni_oriana.shtml «Fallaci protagonista di vivaci battaglie»]'', ''Corriere.it'', 15 settembre 2006.</ref>
*Il [[mondo]] è sempre stato salvato da chi guardava avanti.<ref>Da un'intervista al Tg2, 13 novembre 2006.</ref>
*[[Salerno]] è una piacevole scoperta, c'è fermento, cultura, una cultura che viene da lontano, che si respira nel paesaggio, nei monumenti, tra la gente. Non a caso è la città dove è nata e si è sviluppata la [[Scuola Medica Salernitana]]. E poi c'è questo Teatro, un esempio unico in Italia perché è un teatro libero dalle ingerenze dello Stato.<ref>Da ''Il Mattino'', edizione di Salerno, 12 dicembre 2008.</ref>
*Al cinema vado poco per non beccarmi cose come ''[[La meglio gioventù]]''. Nulla dell'ultima generazione mi piace. Hanno tutti imboccato una via senza uscita.<ref name=zeff62009giornale>Dall'intervista [http://www.ilgiornale.it/news/zeffirelli-due-o-tre-cose-che-so-su-silvio-e-veronica.html ''Zeffirelli: "Due o tre cose che so su Silvio e Veronica"''], ''il Giornale.it'', 7 giugno 2009.</ref>
*Il movimento gay mi ha sempre fatto schifo. L'[[omosessualità|omosessuale]] non è uno che sculetta e si trucca. È la Grecia, è Roma. È una virilità creativa.<ref name=zeff62009giornale/>
*{{NDR|Sui nuovi registi}} Non mi piace quello che questi giovani hanno dentro. Il finto progressismo che ci fa tutti eguali. Niente problemi razziali, di convivenza, niente di niente, tutto appiattito. L'amore ridotto a episodio non fondamentale mentre è l'essenza della vita.<ref name=zeff62009giornale/>
*{{NDR|È credente?}} Non si può non esserlo. Lo è anche chi non crede di esserlo. Il soprannaturale ha il sopravvento.<ref name=zeff62009giornale/>
*Non vorrei un mondo [[omosessualità|omosessuale]]. La donna ha una funzione importante. Ama più di chiunque. Ma la dedizione più forte la trovi nell'uomo. La donna è incostante.<ref name=zeff62009giornale/>
*{{NDR|Cosa significa per lei essere di destra?}} Non vuole dire stare con i padroni. Il mio credo è: fa il tuo lavoro, sii generoso con chi ha avuto meno fortuna, riconosci ed esalta il merito altrui.<ref name=zeff62009giornale/>
*{{NDR|Che pensa di [[Gianfranco Fini|Fini]]?}} Rappresenta la parte positiva del fascismo. C'era un fascismo di straordinaria qualità nelle arti e nella cultura. Fini mi piace perché non è una camicia nera ma rappresenta il sogno del buon fascismo. È il numero uno che potrà succedere a Silvio.<ref name=zeff62009giornale/>
*[[Palermo]], oltre ad essere una città a cui sono intimamente legato, essendo stata la culla della mia carriera, è luminosissima dal punto di vista culturale. Ritengo abbia il diritto di dire la sua in tal senso.<ref>Citato in ''[http://livesicilia.it/2008/11/24/teatro-massimo-franco-zeffirelli-presenta-laida_1396/ Teatro Massimo: Franco Zeffirelli presenta l'Aida]'', ''LiveSicilia'', 24 novembre 2008.</ref>
*Ho amato e amo così tanto i [[cane|cani]], che il mio sogno è quello di spegnermi con uno di loro al mio fianco. Li ho amati perché sanno dare quello che gli uomini, ormai, non sanno dare più: la fedeltà, l'amore completo e totale, il rispetto. Un cane ama chi ti ama, ma non esita a difenderti da chi vuole farti del male. E non è poco.<ref name=13maggio2010>Dall'[http://www.lacoscienzadeglianimali.it/index.php/gli-interventi/1d-giornata-nazionale-13-maggio-2010/148-franco-zeffirelli intervento] per la prima Giornata nazionale de ''La coscienza degli animali'' del 13 maggio 2010.</ref>
*Quanta dolcezza, amore, voglia di vivere e di rialzarci dopo le sofferenze e le sconfitte possono trasmetterci gli [[animale|animali]]!<ref name=13maggio2010/>
*Ho visto [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] mangiare noccioline in tribuna, sembrava un mafioso americano.<ref>Citato in Gianluca Maggiocomo, ''[http://sport.sky.it/sport/calcio_italiano/2012/03/15/perche_fiorentina_e_juventus_sono_rivali.html Fiorentina e Juventus: trent'anni contro]'', ''Sport.sky.it'', 15 marzo 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Silvio Berlusconi]]}} Come politico può essere criticato, spesso abbiamo idee diverse, ma è un amico straordinario e umanamente non è secondo a nessuno.<ref>''adnkronos.com'' "Zeffirelli: "Umanamente Berlusconi non è secondo a nessuno"" 17 dicembre 2014</ref>
*[...] mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare [...].<ref>Da un'intervista al ''Corriere Fiorentino''; citato in ''[http://www.fiorentinanews.com/zeffirelli-solo-la-juve-sa-quanto-ha-vinto-grazie-agli-arbitri-finissero-le-ingiustizie-lo-scudetto-potrebbe-arrivare-anche-a-firenze/comment-page-1/ Zeffirelli: "Solo la Juve sa quanto ha vinto grazie agli arbitri. Finissero le ingiustizie lo scudetto potrebbe arrivare anche a Firenze"]'', ''FiorentinaNews.it'', 19 marzo 2015.</ref>
*{{NDR|Oggi Lei è un maestro riconosciuto. Ma per decenni indigesto alla prevalente cultura di sinistra.}} Perché ero il solo a essere anticomunista. Mi odiavano perché non mi accodavo. Addirittura perché credo in Dio. Ma l'odio dei comunisti mi ha solo spinto a fare di più e meglio. Anche se l'ho pagato caro. Non solo con pregiudizi e ostracismi di tutti i tipi – non a caso ho svolto la mia carriera soprattutto all'estero. Contro di me prepararono perfino un attentato. Erano gli anni '70. Doveva sembrare un incidente automobilistico. La scampai solo perché un amico mi avvertì in tempo.<ref>Dall'intervista di Paolo Scotti, [http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/sta-aprire-firenze-fondazione-che-raccoglie-patrimonio-1094920.html ''Zeffirelli: "Odiato dai comunisti e snobbato in patria. Ecco cosa mi ha spinto a fare di più e meglio"''], ''il Giornale.it'', 17 febbraio 2015.</ref>
*La [[bellezza]] è la sola qualità che ci rende uomini fin dalla nascita. Un corpo, un gesto e un colore che ci inebriano sono l'unico incentivo consentito all'uomo per creare l'opera d'arte e congiungersi a Dio.<ref>Dall'intervista di Enrico Groppali, [http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2015/05/26/zeffirelli-a-noventatre-anni-ho-voglia-di-innamorarmi/ ''Zeffirelli: "A 93 anni ho voglia di innamorarmi..."''], ''il Giornale.it'', 26 maggio 2015.</ref>
*Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La [[Juventus Football Club|Juventus]] è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico.<ref>Dall'intervista ''[http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/la-nazione-zeffirelli-sogno-la-juve-in-serie-b-ma-devo-ammettere-che-255287 La Nazione - Zeffirelli: "Sogno la Juve in Serie B, ma devo ammettere che..."]'', riportata su ''Tuttojuve.com'', 4 ottobre 2015.</ref>
* ''[[La terra trema]]'' mi prese il cuore […] Imparai a conoscere una parte dell’Italia che non conoscevo. Vissi come i pescatori di Acitrezza. Vissi à plein tutto il mondo di [[Giovanni Verga|Verga]], il mondo letterario, tutto quello che la [[Sicilia]] aveva da offrire, e che era molto.<ref> Dal video ''[https://amp-video.repubblica.it/amp/spettacoli-e-cultura/zeffirelli-la-passione-e-l-amore-visconti-e-la-sicilia/337308/337905 Zeffirelli, la passione e l’amore: Visconti e la Sicilia] '', ''video.repubblica.it'', 15 giugno 2019. </ref>
==Citazioni su Franco Zeffirelli==
*È un grande regista. Ma quando parla di [[Calcio (sport)|calcio]] non lo sto nemmeno a sentire. ([[Gianni Agnelli]])
*L'ultimo uomo del Rinascimento italiano. ([[Cecilia Gasdia]])
*Mentre con gli attori, alcuni dei quali di scarso talento, [[Luchino Visconti|Visconti]] si prodigava ad aiutarli perché facessero carriera, con Franco Zeffirelli e anche con altri aspiranti alla regia non fu generoso. Lo consigliò, incoraggiò, apprezzò finché lavorò come scenografo per lui, ma il modo in cui criticò i primi passi di Zeffirelli in teatro e nel cinema non fu simpatico. ([[Suso Cecchi D'Amico]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[La terra trema]]'' (1948) – aiuto regia
*''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972) – regia e sceneggiatura
*''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977) – regia e sceneggiatura
*''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'' (1979) – regia
*''[[Storia di una capinera]]'' (1993) – regia e sceneggiatura
*''[[Jane Eyre (film 1996)|Jane Eyre]]'' (1996) – regia e sceneggiatura
*''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999) – regia, soggetto e sceneggiatura
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zeffirelli, Franco}}
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Registi italiani]]
[[Categoria:Registi teatrali italiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori italiani]]
[[Categoria:Scenografi italiani]]
5wlr7hol5nhsjcfhc311onrsbgscra2
Fascismo
0
3925
1422607
1416077
2026-08-04T12:14:45Z
IppolitoN
23099
/* Citazioni */
1422607
wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:National Fascist Party logo 2.svg|thumb|Il fascio littorio nel simbolo del Partito Nazionale Fascista]]
Citazioni sul '''fascismo''' e sui '''fascisti'''.
==Citazioni==
*A che pro sventolare lo spauracchio dei camerati? Semplice, caduto [[Silvio Berlusconi|Silvio]] e sepolto – almeno per ora – l'antiberlusconismo, è indispensabile costruire un nuovo nemico. ([[Francesco Borgonovo]])
*A livello emozionale, il fascismo offre alla popolazione una visione affascinante della realtà, nella quale il cittadino non è colpevole di nulla, anzi, si considera eccezionale. In questa percezione idilliaca sono comunque presenti dei nemici, interni ed esterni, che non permettono la piena realizzazione del sistema perfetto. ([[Elena Kostjučenko]])
*A poco a poco tutto diventava<!-- diventata (sic) nel testo originale --> calcolo e opportunismo. Era il corrotto costume politico italiano che riprendeva il sopravvento; mentre il fascismo, inteso nel senso migliore, avrebbe dovuto conquistare l'Italia, era l'Italia che conquistava il fascismo, lo riassorbiva, lo riplasmava secondo i propri vizi tradizionali<br />Mi colpì una volta una frase di [[Giuseppe Prezzolini]]: «Ciò che mi fa paura - mi disse - non è il fascismo, ma il fatto che il fascismo è italiano». ([[Aldo Valori]])
*Al fascismo di oggi manca soltanto il potere per ridiventare quello che era, e cioè la consacrazione del privilegio e della disuguaglianza. ([[Primo Levi]])
*Al fascista è difficile rivolgersi. Che un altro prenda la parola, gli appare già come un'interruzione sfrontata. È inaccessibile alla [[ragione]], poiché la vede solo nella capitolazione dell'altro. (''[[Dialettica dell'illuminismo]]'')
*Alla fine del XX secolo ''fascismo'' rimane probabilmente il più vago fra i termini politici più importanti. ([[Stanley G. Payne]])
*''Alla lurida feccia fascista | pianteremo una pallottola in fronte, | per la feccia dell'umanità | prepareremo una solida bara!'' ([[Vasilij Ivanovič Lebedev-Kumač]])
*Al principio e alla fine dell'evoluzione politica denominata fascismo sta [[Mussolini]]. Con Mussolini il fenomeno fascismo è entrato per la prima volta nel mondo fenomenico. A Mussolini il fascismo non deve solamente tutto il proprio nucleo ideale, bensì e inoltre la sua forma, struttura, organizzazione. ([[Joseph Goebbels]])
*Anche i fascisti, colti con il gagliardetto sulla giubba, venivano inesorabilmente ammazzati. ([[Mario Giannone]])
*Anche sotto il fascismo, in fondo, gli italiani sono il popolo piú libero di tutti, il piú spregiudicato [...] Perciò non vi è in Italia il pericolo che la gente ci creda e si esalti, come per il [[Nazionalsocialismo|nazismo]]. Tutti "fanno" i fascisti, nessuno, quasi, lo è. E il fascismo potrà cadere da un giorno all'altro, svanire, nella sua apparenza esteriore, senza rumore. ([[Ranuccio Bianchi Bandinelli]])
*C'è bisogno di riconoscere quello che ancora di fascismo c'è nella nostra vita. Quando si sente qualcuno incitare all'odio, quando si discrimina, c'è fascismo. ([[Teresa Vergalli]])
*[[Catania]] e [[Messina]] sono le città più fasciste d'[[Italia]]. ([[Gianfranco Miccichè]])
*Certo, sono contro il fascismo, con la sua diffusione di pregiudizi sul colore, odio razziale e oppressione della classe operaia. Come potrebbe essere diversamente qualsiasi negro sensibile? ([[Langston Hughes]])
*Chi non ha nulla da dire sul [[capitalismo]] deve tacere anche sul fascismo. ([[Max Horkheimer]])
*Chi non li ha visti, i fascisti di allora, non li può certo immaginare: la violenza di cui erano capaci si manifestava nel loro abbigliamento con simboli e truculenza che suscitavano il ridicolo e la paura, il disprezzo e la commiserazione. ([[Rosario Bentivegna]])
*– Com'è un uomo [[normalità|normale]] secondo te?<br />– "Un uomo normale"? Per me un uomo normale è quello che si volta per la strada per guardare il sedere di una bella donna che passa e scopre che non è il solo ad essersi voltato. E ce ne sono almeno cinque o sei. Ed è contento se scopre gente uguale a lui. I suoi simili. Perciò gli piacciono le spiagge affollate, le partite di football, i bar del centro...<br />– ...e le adunate oceaniche a Piazza Venezia.<br />– Ama quelli che sono come lui. E diffida di quelli che sente diversi. Per questo l'uomo normale è un vero fratello, un vero cittadino, un vero patriota, un vero...<br />– ...un vero fascista.<br />– Ti sei mai chiesto com'è che siamo amici? Perché noi due siamo diversi dagli altri. Siamo animali della stessa razza. (''[[Il conformista (film)|Il conformista]]'')
*''Come un vecchio discende il fascismo, | succhia la vita ad ogni gioventù.'' ([[Banda Bassotti (gruppo musicale)|Banda Bassotti]])
*Credo che il fenomeno rivoluzionario italiano è, o dovrà essere antimoderno, cioè antieuropeo. Credo che il Fascismo è l’ultimo aspetto della [[Controriforma]], perché tende a restaurare la civiltà propria, naturale e storica, dello spirito italiano, naturalmente antico, classico e improprio alla modernità, contro tutti gli aspetti conseguenti della [[Riforma]], perciò contro lo spirito moderno, che è barbarico, settentrionale e occidentale, eretico. ([[Curzio Malaparte]])
*Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c'erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l'[[Olocausto]]; dietro il [[partigiano]] più ignaro, più ladro, più spietato, c'era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, chè di queste non ce ne sono. ([[Italo Calvino]])
*È fuori moda parlare di emergenza antifascista, in questo Paese; non fosse che è il Paese che il fascismo lo ha incubato, partorito e regalato al mondo, e come tale dovrebbe farsi qualche controllo periodico. ([[Michele Serra]])
*È troppo facile, e terribilmente vile, fare gli antifascisti senza fascismo. ([[Antonino Zichichi]])
*Ebbene, neofascisti che ancora una volta state nell'ombra a sentire, io mi vanto di avere ordinato la fucilazione di [[Benito Mussolini|Mussolini]], perché io e gli altri, altro non abbiamo fatto che firmare una condanna a morte pronunciata dal popolo italiano venti anni prima. ([[Sandro Pertini]])
*Esteriormente, per via delle decorazioni e di molti altri aspetti, i dittatori comunisti somigliano ai fascisti. Probabilmente, nella loro psiche e nella loro mentalità è all'opera lo stesso impulso irresistibile all'autoaffermazione e al dominio personale. Ma la differenza va cercata nella maniera con cui quest'impulso viene soddisfatto. Movimenti e capi comunisti sorgono dalle rovine dei vecchie strutture e di sogni primordiali: da essi trae alimento la loro forza, permettendo il ringiovanimento e la trasformazione delle forme.<br>Col comunismo si sono manifestate nuove forme e nuovi imperi: il comunismo lascerà tracce profonde e sopravviverà ai vari stati comunisti, persino all'Unione Sovietica. Ben diversamente stanno le cose col fascismo. Tralasciando qui le differenze sostanziali tra fascismo italiano e nazionalsocialismo tedesco, mi limito a notare come a tutti i fascismi sia comune il proposito di mutare i rapporti politici ma di conservare intatti quelli sociali. Lo «stile di vita» del fascismo è quello del caos e delle frenesia, lo stile di vita del comunismo è contesto di coercizione e proibizione; il primo ha carattere temporaneo, il secondo duraturo. I dittatori fascisti sono scomparsi con il crollo delle grandi potenze fasciste, Italia e Germania: gli attuali dittatori dell'America Latina, dell'Africa e di altrove, sono semplicemente i capi di apparati militari corrotti, che invano si sforzano di «edificare» un'ideologia e un movimento di massa a difesa dei loro privilegi oligarchici e di forme superate. ([[Milovan Gilas]])
*Facendo credito alla pretesa del fascismo di essere stato una rivoluzione e di aver fondato uno Stato popolare, e alla luce di alcuni tratti della biografia mussoliniana, taluni ancora ritengono plausibile l'ipotesi di una concordanza tra il fascismo e la sinistra. [...] uno dei tratti più tipici del fascismo è quello di usare le parole come strumenti atti a suscitare emozioni, senza nessun riferimento al loro significato logico. Pertanto nessun credito può essere attribuito, senza un riscontro obiettivo, alle diverse immagini che il fascismo ha saputo dare di sé e che rimangono un puro artifizio retorico. Un esame disincantato del sistema fascista mostra chiaramente come al suo interno i tradizionali ceti detentori di prestigio sociale e di potere economico abbiano trovato ampia protezione. ([[Roberto Vivarelli]])
*{{NDR|Nel 2023}} Fascismo problema in Italia? No [...]. Lo abbiamo già sconfitto e torneremo a sconfiggerlo. Ci sono atteggiamenti fascisti come i pestaggi, il modo di parlare dei migranti. ([[Alessandro Cecchi Paone]])
*Fascismo: una dittatura temperata dall'inosservanza delle leggi. ([[Alberto Consiglio]])
*Forse il fascismo non è mai esistito. ([[Anonimo]])
*Gli stessi fascisti parlarono del loro pensiero politico più come di un «atteggiamento» che come di un sistema, ed esso infatti era una teologia che offriva una cornice al culto nazionale. In quanto tale, i suoi riti e le sue liturgie erano la parte centrale, essenziale, di una dottrina politica, che non si appellava alla forza persuasiva della parola scritta. ([[George Mosse]])
*I fascisti non sono esseri umani. Un serpente è più umano di un fascista. ([[Hugo Chávez]])
*I fascisti non sono mica come i funghi, che nascono così, in una notte. No. I fascisti sono stati i padroni a seminarli, li hanno voluti, li hanno pagati. E coi fascisti i padroni hanno guadagnato sempre di più, al punto che non sapevano più dove metterli i soldi. Così hanno inventato la guerra. Ci hanno mandato in Africa, in Russia, in Grecia, in Albania, in Spagna! Ma chi paga siamo sempre noi! Chi paga: il proletariato, gli operai, i contadini, i poveri! (''[[Novecento]]'')
*I fascisti sono una trascurabile maggioranza. [...] Un giorno il fascismo sarà curato con la psicoanalisi. ([[Ennio Flaiano]])
*Il desiderio del fascismo è un desiderio – come direbbe [[Umberto Eco]] – , "eterno" perché esprime una tendenza propria della realtà umana: disfarsi dell'inquietudine della libertà, preferire la consistenza delle catene e della dittatura rispetto all'aleatorietà della vita, cercare rifugio nella cementificazione della propria identità piuttosto che rischiare l'apertura e la contaminazione. L'inconscio delle masse contemporanee – per quanto private di ogni involucro ideologico e tendenzialmente polverizzate – , sospinge nella stessa direzione verso la quale si era incamminato il fantasma nero del totalitarismo: si invoca la mano pesante, la militarizzazione dei territori, l'irrigidimento dei confini, la repressione, l'esclusione etnica, il respingimento dell'invasore. Le Destre reazionarie in Europa e nel mondo cavalcano l'onda emotiva dell'emergenza. Il miraggio del muro promesso da [[Donald Trump|Trump]] diviene così il simbolo di un desiderio rinnovato di fascismo. ([[Massimo Recalcati]])
*Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli "altri" le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista. Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito. Odia gli animali, non ha senso dell'arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d'altronde non rispetta lui. Non ama l'amore, ma il possesso. Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l'ascesa al potere. Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des. È superstizioso, vuole essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri. Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre. Le madri sono generalmente fasciste. ([[Ennio Flaiano]])
*Il fascismo dei vincitori è niente in confronto al fascismo dei vinti. ([[Aldo Busi]])
*Il fascismo è il governo che si merita un'Italia di disoccupati e di parassiti ancora lontana dalle moderne forme di convivenza democratiche e [[liberalismo|liberali]], e che per combatterlo bisogna lavorare per una rivoluzione integrale, dell'economia come delle coscienze. ([[Piero Gobetti]])
*Il fascismo è nemico dell'umanità! Morte al fascismo! ([[Slogan comunisti|slogan comunista]])
*Il fascismo è sempre il momento crudele del [[sentimentalismo]]. ([[Francisco Umbral]])
*Il fascismo è stato un fenomeno storico che ha avuto un inizio e una fine e farlo diventare una categoria ideologica è un errore pericoloso. Il male nuovo che c'è non si chiama fascismo. Credo che il male, l'intolleranza, la pulizia etnica e altro, ci siano e vadano combattuti, ma se io le chiamo "fascismo" sono portato a rivedere le vecchie lotte e non le nuove. ([[Vittorio Foa]])
*Il fascismo è un'espressione della dominazione del grande capitale finanziario, che quando vede minacciato il suo dominio lo utilizza per impedire che la classe operaia e il popolo ascendano al potere e possano approfondire i cambiamenti. ([[Óscar Figuera]])
*Il fascismo è una dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinistici e più imperialistici del capitale finanziario. (definizione di fascismo secondo l'[[Internazionale Comunista]]<ref>Attribuita a [[Georgi Dimitrov]], che la espose nel suo rapporto al VII Congresso dell'Internazionale Comunista (1935), citando le ''Tesi del XIII plenum''; questa definizione «ortodossa» fu imposta centralisticamente dall'Internazionale a tutti i partiti comunisti; cfr. Edda Saccomani, ''[https://www.treccani.it/enciclopedia/fascismo_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/ Le interpretazioni del fascismo nelle scienze sociali § L'impostazione marxista]'', Enciclopedia delle scienze sociali, Istituto dell'Enciclopedia Italia, 1994.</ref><ref group="fonte">Da ''Tesi del XIII plenum sul fascismo, il pericolo di guerra e i compiti dei partiti comunisti'', dicembre 1933; in ''La Terza Internazionale: {{small|Storia documentaria}}'', a cura di Aldo Agosti, vol. III, tomo 1 (''1928-1943''), Editori Riuniti, Roma, 1979, p. 504. Citato in Alessio Gagliardi, ''Il comunismo italiano nella storia del Novecento'', a cura di Silvio Pions, Viella, 2021 [https://www.google.it/books/edition/Il_comunismo_italiano_nella_storia_del_N/5fJPEAAAQBAJ?hl=en&gbpv=1&dq=Tesi+del+XIII+plenum+sul+fascismo,+il+pericolo+di+guerra+e+i+compiti+dei+partiti+comunisti&pg=PA68&printsec=frontcover p. 68]. ISBN 9788833139449</ref>)
*Il fascismo è una forza reazionaria che sta cercando di preservare il vecchio mondo con la violenza. Cosa possiamo fare con i fascisti? Vogliamo metterci a discutere con loro? Vogliamo cercare di convincerli? Ma questo non avrebbe nessun effetto su di loro. ([[Iosif Stalin]])
*Il fascismo è un metodo. Il fascismo, che abbiamo processato solo sommariamente, è una attitudine mentale. Schernire è fascista. Minacciare è fascista. Confondere l’insegnamento o appiattirlo sull’indottrinamento è fascista. Come avrebbe detto [[Forrest Gump]] “Fascista è chi il fascista fa”, anche quando dice di essere altro. ([[Chiara Valerio|Chiara Valerio)]]
*Il fascismo era un individuo tracagnotto e insolente che passeggiava per la via principale della mia città al braccio di una signora bionda. ([[Antonio Muñoz Molina]])
*Il fascismo in Italia non è mai stato una dottrina criminale. Ci furono le leggi razziali, orribili, ma perché si voleva vincere la guerra con Hitler. Il fascismo in Italia ha quella macchia, ma null'altro di paragonabile con il nazismo e il comunismo. Era una dittatura, però nata e finita con sé stessa. ([[Silvio Berlusconi]])
*Il fascismo in Italia raccolse forze sociali disparate, di provenienza politica la più diversa (socialisti, anarchici, sindacalisti rivoluzionari, cattolici clericali, nazionalisti, repubblicani atei, ex ufficiali monarchici) unificate dal malcontento nei confronti delle agitazioni operaie e contadine e del trattato di pace. Una seria elaborazione programmatica mancava anche perché il fascismo nasceva come movimento di piazza organizzato da azioni squadriste e «spedizioni punitive» condotte per rappresaglia contro leghe, camere del lavoro, sezioni socialiste, giornali. ([[Umberto Cerroni]])
*Il fascismo, in quanto ideologia che richiede una costante mobilitazione del popolo, non può esistere senza la nozione di nemici esterni e interni. ([[Elena Kostjučenko]])
*Il fascismo non arriverà con un saluto nazista, più probabilmente si presenterà in doppiopetto. Di recente è stato ripulito per renderlo presentabile. [...] La nuova abilità del fascismo nel nascondersi è estremamente pericolosa, soprattutto in questo momento in cui i movimenti populisti di destra dell'occidente sono stati rafforzati dalla vittoria di [[Donald Trump|Trump]]. ([[Rachel Shabi]])
*Il fascismo non è il carabiniere o la guardia regia della borghesia industriosa, ricca o procacciante; né sarà il manutengolo dell'industria parassitaria che vive alle spalle dello Stato, o meglio a carico del contribuente. Il moto rapido e violento col quale trasforma le leghe socialiste, comuniste o anarchiche in fasciste, mentre giova a sostituire i capi politici e i dogmi dell'internazionale rossa, con altro {{sic|organamento}} e altri miti a base patriottica e nazionale, nulla modifica delle posizioni sindacali già conquistate. ([[Luigi Sturzo]])
*Il fascismo non era soltanto un malgoverno buffonesco e improvvido, ma il negatore della giustizia; non aveva soltanto trascinato l'Italia in una guerra ingiusta ed infausta, ma era sorto e si era consolidato come custode di un ordine e di una legalità detestabili, fondati sulla costrizione di chi lavora, sul profitto incontrollato di chi sfrutta il lavoro altrui, sul silenzio imposto a chi pensa e non vuole essere servo, sulla menzogna sistematica e calcolata. ([[Primo Levi]])
*Il fascismo non era un accidente da attribuire alla criminale iniziativa di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Era il frutto di tutta la nostra storia. ([[Ernesto Rossi]])
*Il fascismo non è una forma di potere statale che stia «al di sopra di tutte e due le classi, del proletariato e della borghesia», come ha affermato, ad esempio, Otto Bauer. Non è la «piccola borghesia insorta che si è impadronita della macchina statale», come afferma il socialista inglese Brailsford. No! Il fascismo non è né un potere al di sopra delle classi, né il potere della piccola borghesia o del sottoproletariato sul capitale finanziario. Il fascismo è il potere dello stesso capitale finanziario. È la organizzazione della repressione terroristica contro la classe operaia e contro la parte rivoluzionaria dei contadini e degli intellettuali. Il fascismo, in politica estera, è lo sciovinismo nella sua forma più rozza, lo sciovinismo che coltiva l'odio bestiale contro gli altri popoli. ([[Georgi Dimitrov]])
*Il fascismo non si intenderebbe in molti dei suoi atteggiamenti pratici, come organizzazione di partito, come sistema di educazione, come disciplina, se non si guardasse alla luce del suo modo generale di concepire la vita. Modo [[spiritualità|spiritualistico]]. Il mondo per il fascismo non è questo mondo materiale che appare alla superficie, in cui l'uomo è un individuo separato da tutti gli altri e per sé stante, ed è governato da una legge naturale, che istintivamente lo trae a vivere una vita di piacere egoistico e momentaneo. L'uomo del fascismo è individuo che è nazione e [[patria]], legge morale che stringe insieme individui e generazioni in una tradizione e in una missione. (''[[La dottrina del fascismo]]'')
*Il fascismo, prima di venir disonorato dai propri crimini, è stato una speranza. Ha sedotto non solo milioni di uomini, ma anche molti intellettuali. ([[François Furet]])
*Il fascismo si divide in due parti: il fascismo propriamente detto e l'[[antifascismo]]. ([[Mino Maccari]])
*«Il lavoro è soggetto dell'economia» disse il fascismo e gli stessi economisti corporativi non erano d'accordo su ciò che la frase significava. Forse neanche chi l'aveva pronunciata ne avrebbe saputo dare la spiegazione, perché se no avrebbe fissato le «direttive» per la retta interpretazione di essa. ([[Luigi Grande]])
*Il [[Benito Mussolini|mussolinismo]] è [...] un risultato assai più grave del fascismo stesso perché ha confermato nel popolo l'abito cortigiano, lo scarso senso della propria responsabilità, il vezzo di attendere dal duce, dal domatore, dal deus ex machina la propria salvezza. ([[Piero Gobetti]])
*Il pensiero politico fascista e nazionalsocialista non può essere giudicato in termini di tradizionale teoria politica; esso ha poco in comune con quei sistemi razionalmente e logicamente costruiti, ipotizzati da Hegel o da Marx. ([[George Mosse]])
*Il pubblico ha avuto appena una vaga e imperfettissima idea di tutto ciò che è avvenuto nel 1921 e 1922. Le purghe di olio di ricino, le randellate, le spedizioni punitive, i bandi, le distruzioni e gli incendi delle cooperative, delle Camere del lavoro, delle società operaie [...] trovavano appena cenni fuggevoli, attenuati, deformati nella cronaca dei nostri maggiori giornali. La [[stampa]] italiana – fatte poche onorevoli eccezioni – aveva disertato il campo; aveva tradito la sua missione. [...] Rari sono stati i casi di sincerità e di fierezza. [...] Io ho sempre pensato che se la stampa italiana in quel periodo avesse dato prova di maggior coraggio e previdenza, il fascismo non avrebbe preso un così largo sviluppo o, almeno, non sarebbe caduto in tanti eccessi. Ma la stampa ha lasciato fare senza opporre alcuna seria resistenza. Il suo silenzio poteva benissimo interpretarsi come una approvazione, una giustificazione, una sanatoria. Nel fatto era una deplorevole complicità. ([[Mario Borsa]])
*Il regime assicurava ai militari il pieno controllo dell'[[Esercito Italiano|esercito]], senza ingerenze né critiche, ed un clima di esaltazione patriottica. ([[Giorgio Rochat]])
*In tutto il mondo, laddove non c'è stato un radicale cambio di sistema non si sono mai fatti davvero i conti con il fascismo, perché il fascismo è sempre servito al sistema capitalistico. ([[Massimo Recchioni]])
*Io credo che verrà presto il giorno in cui bisognerà riformare anche il nostro vecchio vocabolario politico e si riconoscerà al Fascismo, più che il merito di aver instaurato, in tempi eccezionali, un regime di forza, la gloria d'aver dato all'Italia un ordinamento conforme alla sua indole e alle sue tradizioni. ([[Vincenzo Cardarelli]])
*Io credo, lo credo profondamente, che il vero fascismo sia quello che i sociologhi hanno troppo bonariamente chiamato la "società dei consumi". Una definizione che sembra innocua, puramente indicativa. E invece no. Se uno osserva bene la realtà, e soprattutto se uno sa leggere intorno negli oggetti, nel paesaggio, nell'urbanistica e, soprattutto, negli uomini, vede che i risultati di questa spensierata società dei consumi sono i risultati di una dittatura, di un vero e proprio fascismo. Nel film di Naldini noi abbiamo visto i giovani inquadrati, in divisa... Con una differenza, però. Allora i giovani nel momento stesso in cui si toglievano la divisa e riprendevano la strada verso i loro paesi e i loro campi, ritornavano gli italiani di cento, di cinquant'anni addietro, come prima del fascismo.<br />Il fascismo, in realtà, li aveva resi dei pagliacci, dei servi, e forse in parte anche convinti, ma non li aveva toccati sul serio. Nel fondo dell'anima, nel loro modo di essere. Questo nuovo fascismo, questa società dei consumi, invece, ha profondamente trasformato i giovani, li ha toccati nell'intimo, ha dato loro altri sentimenti, altri modi di pensare, di vivere, altri modelli culturali. Non si tratta più, come all'epoca mussoliniana, di un'irregolamentazione superficiale, scenografica, ma di una irregolamentazione reale che ha rubato e cambiato loro l'anima. Il che significa, in definitiva, che questa "civiltà dei consumi" è una civiltà dittatoriale. Insomma, se la parola fascismo significa la prepotenza del potere, la "società dei consumi" ha bene realizzato il fascismo. ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Io ho vissuto il fascismo in una famiglia modestissima e non so per quale ragione antifascista. Ricordo mia madre maestra elementare che ascoltava Radio Londra con una coperta in testa per non farsi sentire dai vicini. E alla cerimonia del sabato mi mandava con le scarpe marroni per rovinare la sfilata. Tutte stupidaggini che però fanno capire l’atmosfera che respiravo in casa. ([[Natalia Aspesi]])
*Io vi domando, signor Presidente, in quale paese il fascismo non è barbaro e selvaggio? ([[Georgi Dimitrov]])
*I tedeschi hanno fatto i conti col proprio passato. Noi italiani, no. Noi non li faremo mai. Non vogliamo ammettere le colpe dei fascismo. ([[Tatiana Bucci]])
*L'avanzata del fascismo verso la distruzione di ogni forma di democrazia e verso una nuova guerra, erano opera dei gruppi più reazionari e sciovinisti della borghesia capitalistica. Essa colpiva i diritti, gli interessi, le aspirazioni non degli operai soltanto, ma della grande maggioranza delle popolazioni, di tutti i movimenti politici non reazionari, di tutti coloro che amavano la civiltà o la pace. La iniziativa di una collaborazione di tutte queste forze per salvare, con un'azione comune, la pace e la democrazia, poteva però essere presa, come i fatti stessi dimostrarono, soltanto dalla classe [[operaio|operaia]], che delle forze borghesi reazionarie è l'antagonista storico oggettivo. ([[Palmiro Togliatti]])
*L'[[Esercito Italiano|esercito]] assicurava al fascismo il suo appoggio nelle contese civili e ne avallava la politica di prestigio, permettendo al regime di indossare una maschera bellica e di tentare un ruolo internazionale assai superiore alle possibilità del paese. L'accordo funzionò perfettamente per la politica interna, ma il conflitto mondiale mise a nudo le illusioni e i bluff su cui si basavano la politica militare e la politica di grandezza dell'[[Italia]] fascista: esercito e regime si erano arrampicati nel vuoto, fidando ognuno nella contro-assicurazione dell'altro, cioè nella propaganda anziché nella sostanza. ([[Giorgio Rochat]])
*L'immagine di un fascismo di sinistra nella fase iniziale è sostanzialmente errata e fuorviante. Il fascismo diciannovista<ref>Del 1919, anno di fondazione dei Fasci italiani di combattimento, movimento trasformatosi nel 1921 in Partito Nazionale Fascista.</ref> infatti usò una fraseologia di sinistra nel programma, ma nella pratica fu un movimento antisocialista e nazionalistico. ([[Giorgio Candeloro]])
*L'unica terza via possibile è, quella creata da Benito Mussolini [...]. Non basta proclamarsi continuatori del Fascismo a parole. Scorriamo le fotografie di allora: gli squadristi che bruciano l'Avanti, il Duce alla testa delle camicie nere, la trasvolata di Italo Balbo, le bonifiche, i volontari in Spagna contro il comunismo. Tutto è movimento, lotta, mobilitazione, entusiasmo. [...] Mussolini ci ha lasciato qualcosa di immensamente grande: un'Idea. Facciamola vivere e marciare, nell'Italia di oggi, verso il futuro. ([[Almerigo Grilz]])
*La Chiesa cattolica oggi si trova di fronte, non tanto a un nuovo Stato fascista, giacché questo esisteva già nell'anno del Concordato, ma di fronte a un'imperante sistema filosofico-religioso, nel quale, per quanto non lo si dica a parole, è implicita la negazione del Credo apostolico, della trascendenza spirituale della religione, dei diritti della famiglia cristiana e dell'individuo. [...]<br>Di fronte a un credo apostolico e a una Chiesa cattolica di origine divina, abbiamo dunque un credo fascista e uno stato totalitario il quale, appunto come quello hegeliano, rivendica per sé degli attributi divini.<br>Sul piano religioso il Concordato è vaporizzato. [...] Ora, se in filosofia vale ancora il principio di non contraddizione, ognun vede che tra il cristianesimo imperniato sul Decalogo e sul Credo di origine divina e codesto nuovo Stato hegeliano, totalitario, autoritario, sovrano fonte di eticità e spiritualità cattolica [...] – di quel cattolicesimo romano, s'intende, che preesisteva allo stesso cristianesimo – c'è un irriducibile antinomia. Il cristianesimo è essenzialmente soprannaturale, ed è spirito. Codesto Stato hegeliano, invece, è forza materiale ed è tutta cosa politica. Il cristianesimo vuole amare, temere e servire a Dio; codesta formula invece di statolatria usurpa i diritti di Dio e a lui si oppone. [..] Nello Stato fascista [...] c'è un unico ''assoluto, totalitario, interamente sovrano'' il quale non fa posto ad altri né cede lo scettro ad alcuno. È lo Stato, il quale penetra negli stessi spiriti e nelle coscienze. ([[Alfredo Ildefonso Schuster]])
*La differenza tra fascista e delinquente sta in questo, che mentre il delinquente è isolato e solitario – e questa solitudine è il suo dramma, il suo eroismo, la sua poesia – il fascista è un delinquente collettivo e 'sociale'. Il fascista isolato perde la sua qualità di fascista, la sua forza di delinquente 'svapora' ed egli diventa apparentemente un uomo innocuo – un uomo qualunque. ([[Alberto Savinio]])
*La parabola fascista toccò il suo zenit con la conquista dell'Etiopia: l'unico istante, durante il Ventennio Nero, in cui l'Italia borghese e l'Italia sottoproletaria si affratellarono su quella povera preda. ([[Paolo Pavolini]])
*La perdita di ogni libertà, la soppressione delle Camere e delle giunte comunali e provinciali elettive, codificò per tutto il ventennio fascista un iniquo rapporto di classe. ([[Paolo Pavolini]])
*{{NDR|Sull'''Ordine del giorno Grandi'' e la caduta del fascismo}} La situazione maturò, purtroppo, con la catastrofe; e dinanzi a questa ogni speranza fu perduta e ogni scrupolo fu superato. ([[Luigi Federzoni]])
*Le conquiste sociali fatte sotto il fascismo oggi ce le sogniamo, il che è tutto dire. Non si trattava solo dei treni in orario. Assegni familiari per i figli a carico, borse di studio per dare opportunità anche ai meno abbienti, bonifiche dei territori, edilizia sociale. Questo perché solo dieci anni prima [[Benito Mussolini|Mussolini]] era in realtà un socialista marxista e massimalista che si portò con sé il senso del sociale, del popolo. Le dirò, in un certo senso il fascismo modernizzò il paese. Nei confronti del nazismo fu dittatura all'acqua di rose: se Mussolini non avesse firmato le infamanti leggi razziali, sarebbe morto di morte naturale come [[Francisco Franco|Franco]]. Resta una dittatura, ma anche espressione d'italianità. Bisognerebbe fare un'analisi meno ideologica su questo. ([[Margherita Hack]])
*L'ideologia del fascismo [...] prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal [[socialismo]], un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. ([[Roberta Lombardi]])
*Lei mi chiede se il fascismo possa tornare: la sola domanda mi fa paura. Forse può tornare in altre forme, spero di no. Certo ho visto quaranta milioni di italiani gridare: A noi! E dal conformismo difficilmente un popolo si libera. ([[Vittore Bocchetta]])
*Le trame eversive, più ampie e pericolose, sono di marca fascista. ([[Luigi Gui]])
*Mentre in Hitler e nel nazismo, l'antidemocrazia è un canone rigido, uno spartiacque, qualcosa da cui non si prescinde, nel fascismo c'è una residua duttilità politica nel trattare con le democrazie. Non con "la" democrazia, ma con gli stati democratici. ([[Renzo De Felice]])
*Nell'inverno del 1943 ero ancora fascista, come la massima parte dei miei coetanei. Ed ero contento di esserlo, tra mitografie imperiali, la divisa littoria che piaceva alle ragazze, il lavoro giornalistico su Roma fascista. Finché fui cacciato dal Guf per un articolo in cui denunciavo una speculazione dei gerarchi. Se Carlo Scorza non mi avesse espulso, avrei vissuto il post-fascismo da fascista. ([[Eugenio Scalfari]])
*Nella misura in cui il fascismo dipende da una fonte filosofica, non è a Nietzsche, ma a Hegel che si ricollega. Ci si rifaccia all'articolo che Mussolini stesso ha consacrato nell'''Enciclopedia Italiana'' al movimento da lui fondato: il lessico e, più ancora del lessico, lo spirito sono hegeliani, non nietzscheani; anche se Mussolini vi impiega due volte l'espressione «Volontà di potenza», non è a caso che questa volontà sia solo un attributo dell'idea che unifica la moltitudine...<br /> L'agitatore rosso ha subito l'influenza di Nietzsche: il dittatore assoluto se n'è tenuto a distanza. Il regime stesso si è espresso sul problema. In un articolo su «Fascismo» del luglio 1933, Cimmino nega ogni filiazione ideologica fra Nietzsche e Mussolini. Solo la volontà di potenza costituirebbe un legame fra le loro dottrine. Ma la volontà di potenza di Mussolini «non è egoismo», essa è predicata a tutti gli italiani dei quali il duce «vuole fare dei superuomini» [sic.]. Perché, afferma l'autore, «qualora fossimo tutti superuomini saremmo soltanto tutti uomini. Che poi Nietzsche piaccia a Mussolini è naturale: vi è nel Nietzsche qualcosa che è stata sempre di tutti gli uomini di azione e volontà». La differenza profonda tra Nietzsche e Mussolini è «nel fatto che la potenza come volontà, la forza, l'azione sono fatti dell'istinto, direi quasi della natura fisica, e la possono avere le persone fra loro più opposte, servendosene per i più diversi scopi; mentre l'ideologia è fattore spirituale, ed è sempre una per tutti quelli che l'accettano». È inutile insistere sull'idealismo scoperto di questo testo che ha il merito dell'onesta, se lo si paragona con i testi tedeschi. È più importante notare come il duce venga assolto da una possibile accusa di egoismo nietzscheano. Le sfere dirigenti del fascismo sembrano essere rimaste all'interpretazione stirneriana di Nietzsche formulata intorno al 1908 dallo stesso Mussolini. ([[Georges Bataille]])
*Nella polemica sollevata da [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] il ricorso alla parola «fascismo» non ha né vuole avere esattezza storica o politologica. Si tratta al tempo stesso di una metafora e di una metonimia: «fascismo» sta per dittatura, tirannide, potere totalitario ''par excellence''. Pasolini non è certo l’unico a usare il vocabolo in questo modo: per lui e per molti altri, i termini «fascismo» e «fascista» sono parametri di negatività e orrore, e vi ricorrono per definire ciò che vedono di negativo e orrendo nel presente e nel futuro prossimo. ([[Wu Ming]])
*Noi con i fascisti abbiamo finito di parlare il [[Anniversario della liberazione d'Italia|25 aprile]] 1945! ([[Gian Carlo Pajetta]])
*Non c'è stato un fascismo buono e uno cattivo, anche se c'erano anime diverse all'interno del regime, ma una macchina finalizzata al furto della libertà e alla violenza. Matteotti, don Minzoni, i fratelli Rosselli. I massacri di popolo in Etiopia e Libia. E infine la tragedia della Seconda guerra mondiale. Siamo storici, e siamo anziani, conosciamo bene l'essenza intima del regime. ([[Andrea Riccardi]])
*''Non dimenticare mai | che i meno fascisti | tra i fascisti | sono sempre | fascisti.'' ([[Roque Dalton]])
*Non è per metafora, neanche per metafora paterna, che [[Adolf Hitler|Hitler]] faceva arrapare i fascisti. Non è per metafora che un'operazione di banca o di borsa, un titolo, una cedola, un credito fanno arrapare persone che non sono solo semplicemente banchieri. (''[[L'Anti-Edipo]]'')
*Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società. ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Non "rivoluzione", no, ma "rivelazione" è stato, e rimane, il fascismo: rivelazione di quel che realmente è, di quel che realmente vale l'Italia. Il fascismo è proprio l'Italia, di ieri e dell'altro ieri, così come sarà indubitatamente, l'Italia di domani e di domani l'altro. ([[Giustino Fortunato]])
*Ogni [[disperazione]] è fascista. ([[Giuseppe Antonio Borgese]])
*''Ogni donna ama un fascista''. ([[Sylvia Plath]])
*Ogni epoca ha la sua malattia, alla quale risponde un'altra (ma è probabilmente la stessa) nel campo morale. L'Ottocento ebbe la [[tubercolosi]] e gli sdilinquimenti sentimentali; il Novecento ha il [[tumore|cancro]] e il fascismo. Tutto il processo del fascismo – manifestarsi della sua vera natura quando è già tardi per un efficace intervento chirurgico; sua impossibilità di morire se non assieme alla vittima alla quale si è abbarbicato; tendenza a riprodursi in luoghi lontani dalla sua prima sede; disperate sofferenze che genera in quelli che ne sono colpiti; guasti profondi che si rivelano all'esame necroscopico dei corpi (o paesi) sui quali abbia totalitariamente imperato – tutto, dico, il suo processo ha sorprendenti somiglianze con quello del cancro. Ma in un'altra cosa gli assomiglia ancora.<br />[...] Azzardo l'ipotesi che il cancro (malattia degli anziani) abbia le sue radici psichiche in un tentativo sbagliato dell'organismo per ringiovanire. La formazione di un neoplasma potrebbe significare il desiderio di rifarsi un nuovo organo, p. es. un nuovo stomaco. (Ho comunicata questa mia ipotesi ad alcuni medici intelligenti, i quali ne hanno tutt'altro che riso). Ebbene: che cosa è stata in fondo l'adesione al fascismo – in Italia e altrove – se non un tentativo sbagliato della borghesia di rifarsi una vita nuova, di ''ringiovanire''? Troppo tardi si è accorta poi dell'errore; e allora... non c'era più rimedio; la buona cosa, la cosa provvidenziale, che si presentava apportatrice di un «ordine nuovo» recava invece inumane sofferenze; e, a più o meno lunga scadenza, la morte. ([[Umberto Saba]])
*{{NDR|In Germania, fra il 1920 ed il 1930, il terrore repressivo esercitato dal regime fascista venne – ad eccezione della sinistra – generalmente ignorato}} ognuno sceglieva del fascismo quegli elementi che piu gli tornavano utili. La destra nazionalconservatrice guidata dall'organizzazione degli ex combattenti ''Stahlhelm'' (Elmetti d’acciaio) credeva che Mussolini e la massa del suo movimento fossero stati ammansiti dalla monarchia e dall’esercito. Nei circoli delle confederazioni degli industriali si discuteva intensamente il modello di società corporativo che, con la Carta del lavoro, era diventato il marchio di qualità del fascismo. All'interno delle organizzazioni politiche cattoliche, Mussolini era diventato popolare dopo che nel 1929 aveva fatto pace col Vaticano firmando i Patti lateranensi. E dato che il fascismo, a differenza del nazionalsocialismo, non conosceva l'antisemitismo, persino giornalisti democratici come Theodor Wolff ed Emil Ludwig a partire dal 1930 provarono simpatia per Mussolini. Ciascuno si avvicinava al fascismo a modo suo. Nel complesso, si sviluppò nell'opinione pubblica tedesca, nei confronti di un regime repressivo come quello di Mussolini, un clima singolarmente positivo come verso nessun'altra dittatura del periodo. Hitler ne approfittò in modo decisivo. Più si richiamava a Mussolini, più sembrava accettabile una sua partecipazione al potere in Germania. Ci si illudeva che Hitler, come Mussolini, avrebbe potuto venir controllato dall'esercito e dalla burocrazia. L'anziano presidente del Reich, Hindenburg, fu visto, in modo non diverso dalla figura di Vittorio Emanuele III, come il garante di un regime autoritario del genere. ([[Wolfgang Schieder]])
*Onorevoli camerati! Era consuetudine parlamentare di altri tempi che il Presidente, appena insediato, promettesse di dimenticare il partito di origine, per garantire la imparzialità nel governo dell'Assemblea. In contrasto con questa consuetudine, solennemente dichiaro che in ogni momento, in ogni gesto, in ogni parola mi ricorderò di essere Fascista. ([[Giovanni Giurati]])
*''Ormai sicura è già la dura sorte | del fascista vile traditor.'' ([[Felice Cascione]])
*Per quanto ci si sforzi di prenderle sul serio, le reincarnazioni del fascismo sembrano ispirarsi alle commedie di [[Mario Monicelli|Monicelli]] e alla satira di [[Corrado Guzzanti|Guzzanti]]. Raccontano sempre la stessa storia, comicamente irresistibile, di un gruppo di duri che parte per ripristinare l’ordine e finisce per combinare soltanto casini. ([[Massimo Gramellini]])
*Per venti anni il fascismo è stato quasi solo spettacolo, per venti anni ha recitato, rappresentato ciò che l'Italia non era, un paese guerriero, disciplinato, marziale, duro. Da Franceschiello a Mussolini si ripeteva la frase dello spettacolo militar-farsesco «facìte 'a faccia feroce». [[Benito Mussolini|Mussolini]] sullo spettacolo delirava, imponeva la farsa del passo romano simile a quello tedesco dell'oca. ([[Giorgio Bocca]])
*Perché penso che i fascisti non siano scomparsi? Perché li vedo, perché vedo la stessa mentalità, la stessa strafottenza, la stessa volgarità. Sono arrivati loro al governo ed è arrivata la rissa volgare. È una cosa così fascista, così spaventosamente fascista. Virilismo fascista. Oh perbacco, così tipico. Nessuna forza politica usa così espressioni che riguardano la sfera sessuale per insultare la gente: pederasta! masturbatore! impotente! La tipica triade degli insulti fascisti. Non si può andare oltre il fascismo se i fascisti restano tali. Il fascismo rappresenta l'altra Italia, l'Italia incivile. ([[Norberto Bobbio]])
*Piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale. (''[[Porco Rosso]]'')
*Poi ricordando che la ballerina viennese mi aveva detto che dopo Modena, sarebbe andata a Bologna, e quindi a [[Ferrara]], risolsi una sera di andare in questa città. Presi la strada di Finale (una strada allora pessima). All'altezza di Medolla la mia [[automobile|macchina]] venne presa a sassate da un gruppo di giovani fascisti. Erano quelli i tempi delle sanzioni economiche, e i fasci di campagna avevano incaricato avanguardisti, e forse anche balilla, di dimostrare contro le automobili che si fossero azzardate a circolare comunque. Queste automobili, secondo la propaganda, sprecavano la benzina necessaria alla conquista dell'Impero. Dichiaro che anch'io avevo (per altre ragioni sentimentali) antipatia per le automobili, così che quelle sassate mi rallegrarono, e anzi mi ispirarono un po' di invidia verso quei ragazzi: avrei voluto essere uno di loro. Anche oggi tirerei volentieri sassate contro le macchine. ([[Antonio Delfini]])
*Questa [[Seconda guerra mondiale|guerra]] fascista mi aveva costretto a uccidere: era una cosa che non riuscivo a tollerare. Credo di aver odiato, in quel momento, ancora di più il fascismo, che mi aveva obbligato a sparare, a colpire altri uomini i quali, malgrado la loro camicia nera, avevano il destino di vivere che avevo io e che avevano i miei compagni. ([[Rosario Bentivegna]])
*Racconto la storia di un uomo che non prende posizione: è attraversato da tutte le posizioni. Alla mattina, quando si sveglia per andare a lavorare, è [[Comunismo|comunista]] perché ha nel sangue il padre partigiano; è fascista in mezzo al traffico, perché per arrivare prima vorrebbe farsi strada con un missile; per fare carriera di fronte al capufficio diventa un leccapiedi [[Socialismo|socialista]], se per strada incontra un africano è subito [[Cristianesimo|cattolico]], peccato che se quel nero si permette di toccare sua figlia si trasforma in [[leghista]] arrabbiato. ([[Dado (comico)|Dado]])
*Rimasto solo con Marco, Mauro gli spiegava quanto il fascismo fosse assurdo, come i grossi industriali, gli agrari si fossero illusi di fermare la storia, mentre questa, un giorno o l'altro, avrebbe ripreso il proprio cammino. Presto la dittatura, già ridotta a un regime di polizia, sarebbe irrimediabilmente caduta. Chi ci avrebbe rimesso più d'ogni altro sarebbero stati gli ingenui, i semplici, i puri come Paolo che avevano creduto a ideali traditi non appena il fascismo aveva preso il potere. ([[Romano Bilenchi]])
*Rivive nel Fascismo, più o meno espresso e consapevole, quello spirito nobilmente popolare che armò le repubbliche e fece fiorire e sparse per il mondo la civiltà dei nostri primi comuni. ([[Vincenzo Cardarelli]])
*Secondo [[Giuseppe Bottai|Bottai]], tutto il fascismo di destra e di sinistra, doveva abbandonare il campo e dissolversi, passando obbligatoriamente la mano, piacesse o no, all'unica forza superstite di un regime crollato, e cioè all'apparato militare del re. ([[Paolo Pavolini]])
*Siamo l'unico paese moderno {{NDR|l'Italia}} in cui un sistema politico, il fascismo, dato per morto e sepolto il 25 aprile 1945, ha visto tornare al governo nel 1994 un partito neo o postfascista che ne ha ereditato direttamente idee, costume, forme. ([[Giorgio Bocca]])
*Siamo stati vaccinati fortemente da vent'anni di fascismo e prima ancora da società molto chiuse. [...] La [[patria]] ha dato tante delusioni. ([[Piero Angela]])
*So che il fascismo è una cosa complicata che va studiato bene per non sbagliare e confondere, che è meglio spaccare il capello in quattro piuttosto che rischiare, che ci sono strumenti adeguati per misurare e tabelle per valutare, che un conto è il fascismo e un altro conto l'[[antifascismo]]; ma io so anche, e ne ho la tattile certezza, di vivere in un tempo dell'infelicità, esco di casa e sento, sottile e ottuso e persistente, il sordo ronzio di un rumore di fondo di infelicità, quest'epoca si è ingravidata di fascismo. ([[Maurizio Maggiani]])
*Sono anni che diciamo le stesse parole chiare sul fascismo, di condanna del fascismo, di condanna delle [[Leggi razziali fasciste|leggi razziali]]. ([[Giovanni Donzelli]])
*Sono giunto alla conclusione che il fascismo è fatto per la [[Germania]] e l'[[Italia]], il [[comunismo]] per la [[Russia]] e la democrazia per l'[[Stati Uniti d'America|America]] e l'[[Inghilterra]]. ([[John F. Kennedy]])
*Sono il primo a riconoscere che il fascismo fu una tragicommedia. Di più tragicomico, probabilmente, ci furono soltanto gli italiani. Non è il caso di disperarsi: anche i popoli hanno avuto un'infanzia difficile. ([[Luca Goldoni]])
*Sotto forme diverse, sotto diversi nomi, con maggiore o minore virulenza, esso ha serpeggiato in tutte le nazioni, come un' infezione diffusa in tutto l'organismo e che si localizza qua e là. ([[Carlo Levi]])
*Ti voglio dire questo: la cosa dannosa del fascismo è che induce gli imbecilli a credersi molto furbi. Quanto più uno è idiota, tanto più il fascismo lo fa sentire orgoglioso di sé. Ci sono iniziative da tutte le parti, inaugurazioni, bandiere, preti, fútbol e molto silenzio. Ti tranquillizza non dover pensare, e finisci schiavo di un principe fantoccio. ([[Osvaldo Soriano]])
*Tutti gli scrittori sono stati fascisti, nella qual cosa non vi è nulla di male. Ma perché oggi pretendono di farsi passare antifascisti, per martiri della libertà, per vittime della tirannia? Nessuno di loro, dico nessuno, ha mai avuto un solo gesto di ribellione contro il fascismo, mai. Tutti hanno piegato la schiena, con infinita ipocrisia, leccando le scarpe a Mussolini e al fascismo. E i loro romanzi erano pure esercitazioni retoriche, senza l'ombra di coraggio e di indipendenza morale e intellettuale. Oggi […] scrivono romanzi antifascisti come ieri scrivevano romanzi fascisti. ([[Curzio Malaparte]])
*''Tutti voi fascisti siete destinati a perdere.'' ([[Woody Guthrie]])
*Veramente la caratteristica più saliente del moto fascista rimarrà, per coloro che lo studieranno in futuro, lo spirito "totalitario", il quale non consente all'avvenire di avere albe che non saranno salutate col gesto romano, come non consente al presente di nutrire anime che non siano piegate nella confessione "credo". Questa singolare "guerra di religione" che da oltre un anno imperversa in Italia non vi offre una fede [...] ma in compenso vi nega il diritto di avere una coscienza – la vostra e non l'altrui – e vi preclude con una plumbea ipoteca l'avvenire. ([[Giovanni Amendola]])
===[[Madeleine Albright]]===
*Diversamente dalle monarchie o dalle dittature militari imposte dall'alto, il fascismo trae forza da uomini e donne sconvolti dalla guerra, dalla perdita del lavoro, da un'umiliazione subita o dalla percezione che il paese stia precipitando verso un rovinoso declino. Più acuto è il malcontento, più facile è per un leader fascista ottenere consenso prospettando un cambiamento o la restituzione del maltolto.
*Laddove i monarchi sottomettono i sudditi, i fascisti li incitano affinché in caso di guerra abbiano la volontà e la forza di andare in prima linea.
*Un fascista si identifica come membro di un gruppo tribale e dice che quel gruppo incarna una nazione. Un leader come questo fa del suo meglio per dividere le persone invece di unirle. E ciò che separa un fascista da un dittatore è l'uso della violenza per ottenere o mantenere ciò che vuole. Il modo più semplice per definirlo è un delinquente con un esercito.
===[[Maurice Bardèche]]===
*Il militante fascista, il militante repubblicano, il militante comunista sono, in fondo, lo stesso uomo; portano la stessa uniforme del disinteresse e del coraggio. Ma gli uni giurano sull'eccellenza del suffragio universale, gli altri sull'infallibilità del proletariato, mentre i fascisti vogliono stabilire ordine e giustizia fra gli uomini senza consultarli.
*Ogni tentativo di capire il fascismo, o soltanto di descriverlo esattamente, suppone che si ammetta una crisi nella società di oggi. Per coloro i quali pensano che tutto vada per il meglio nel migliore dei mondi, il fascismo non ha maggiori spiegazioni che la caduta di un aerolite. Ciò che i marxisti chiamano «alienazione del lavoratore», i fascisti dicono «alienazione del popolo». Se uno non sente questa alienazione è difficile capire sia il fascismo che il comunismo; se si è estranei a questo malessere, a questa frustrazione, si può essere certamente uno storico preciso del fascismo, ed io sono certo che De Felice fa ogni sforzo per esserlo, ma si hanno molte possibilità di capire la natura stessa del fascismo e quindi di farne un'analisi soddisfacente?
*Tutti i fascismi hanno un tratto in comune, evidente e che fa parte della loro definizione: sono anti-democratici. Ma non lo sono per il gusto dell'autorità o per ridurre i loro avversari all'impotenza, meno ancora per asservire il popolo: sono anti-democratici perché vedono nella democrazia lo strumento del loro asservimento.
===[[Riccardo Bauer]]===
* ll fascismo patteggia, si destreggia, fa la voce grossa ma contratta con quelli ch'esso, senza convinzione, definisce vinti e che sono i vincitori di fatto; governa con la forza di tutti i deboli - la lusinga, la menzogna, l'accomodantismo - e resta perché il Paese accetta lusinga menzogna e accomodantismo; e non se ne va perché i suoi più fieri nemici non lo vogliono e non lo possono sostituire, perché in esso si rispecchiano fedelmente.
* Insieme a Nello {{NDR|[[Nello Rosselli|Rosselli]]}} comprendevo ancora meglio quelle che direi le cause sociologiche immediate dell'avvento del fascismo, respingendo la tesi, allora abbastanza diffusa di un fascismo che si sarebbe imposto solo con la violenza al paese riluttante. No, per Nello, e in fondo per tutti noi del gruppo di GL {{NDR|Giustizia e Libertà}}, le tare erano molto più lontane, affondavano nel processo della nostra formazione nazionale, che in apparenza si era realizzato nella seconda metà dell'Ottocento ma in pratica non aveva trovato la via di un efficiente ordinamento democratico, capace di superare una lunga tradizione autoritaria, che risale al [[rinascimento]], o ancora più indietro nel tempo.
* Le vicende politiche di questi ultimi anni, secondo il pensiero fascista, manifesterebbero presso tutti i popoli europei la volontà di rinunziare all'improba fatica dell'autogoverno, la volontà di accettare in cambio di tranquillità e di benessere materiale la paterna dittatura di un generoso signore o di un partito.
===[[Piero Calamandrei]]===
*Delle cause e degli aspetti del fascismo, storici di diverse tendenze hanno già dato svariate interpretazioni: e hanno messo in evidenza, secondo le premesse politiche o filosofiche da cui partivano, i fattori psicologici e morali, o quelli sociali ed economici di questa crisi: la esasperazione contingente del primo dopoguerra, o le lontane tare tradizionali di servaggio e di conformismo, o l'ultimo tentativo reazionario di una classe conservatrice, che tenta di sbarrare il cammino alle nuove forze progressive che avanzano. Forse in ognuna di queste concezioni c'è una parte di vero. Ma ciò che soprattutto va messo in evidenza del fascismo è, secondo me, il significato morale: l'insulto sistematico, adoprato come metodo di governo, alla dignità morale dell'uomo: l'umiliazione brutale ostentata come una gesta da tramandare ai posteri, dell'uomo degradato a cosa. [...] Nel macabro cerimoniale in cui gli incamiciati di nero, preceduti dai loro osceni gagliardetti, andavano solennemente a spezzare i denti di un sovversivo o a verniciargli la barba o a somministrargli, tra sconce risa, la purga ammonitrice, c'era già, ostentata come un programma di dominio, la negazione della persona umana. Il primo passo, la rottura di una conquista millenaria, fu quello: il resto doveva fatalmente venire.
*Fra le tante distruzioni di cui il passaggio della pestilenza fascista è responsabile, si dovrà annoverare anche quella, non riparabile in pochi anni, del senso della legalità. [...] Per vent'anni il fascismo ha educato i cittadini proprio a disprezzare le leggi, a far di tutto per frodarle e per irriderle nell'ombra.
*Il ventennio fascista non fu, come oggi qualche sciagurato immemore figura di credere, un ventennio di ordine e di grandezza nazionale: fu un ventennio di sconcio illegalismo, di umiliazione, di corrosione morale, di soffocazione quotidiana, di sorda e sotterranea disgregazione morale. Non si combatteva più sulle piazze, dove gli squadristi avevano ormai bruciato ogni simbolo di libertà, ma si resisteva in segreto, nelle tipografie clandestine dalle quali fino dal 1925 cominciarono a uscire i primi foglietti alla macchia, nelle guardine della polizia, nell'aula del Tribunale speciale, nelle prigioni, tra i confinati, tra i reclusi, tra i fuorusciti. E ogni tanto in quella lotta sorda c'era un caduto, il cui nome risuonava in quella silenziosa oppressione come una voce fraterna, che nel dire addio rincuorava i superstiti a continuare: Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gobetti, Roselli, Gramsci, Trentin. Venti anni di resistenza sorda: ma era resistenza anche quella: e forse la più difficile, la più dura e la più sconsolata.
===[[Luciano Canfora]]===
*L'elemento comune ai diversi movimenti e alle diverse personalità è il sentimento razzistico del rifiuto del diverso. Un principio efficacemente espresso da Mussolini a Bologna nel 1921, prima della Marcia su Roma: dobbiamo difendere la stirpe ariana e mediterranea. È questo il fondamento del fascismo, il tratto essenziale del suo Dna.
*La discussione sul fascismo mai morto non è cominciata avantieri, ma dura da quando Mussolini è stato appeso a Piazzale Loreto. Nel suo ''Golia'', tradotto in Italia nel 1946, [[Giuseppe Antonio Borgese]] volle dare un messaggio chiaro: il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa.
*La paura del diverso viene alimentata da [[Matteo Salvini|Salvini]] con un argomento che sul popolo impoverito ha grande presa: il migrante ti porta via il lavoro. Se sei disoccupato, la colpa è di quelli là. Ecco, ci siamo: è questo il fascismo nascente. Oggi non c’è più bisogno di fez, di manganelli e di olio di ricino per instaurare forme fascistiche.
===[[Fidel Castro]]===
*Cosa fu il fascismo in Italia, in Germania? L'esaltazione dei [[Pregiudizio|pregiudizi]] razziali. Invece di combattere il pregiudizio razziale, che è quello che fa la [[rivoluzione]], il fascismo esalta il pregiudizio e lo converte in odio.
*Il fascismo, con la sua violenza, liquida tutto: si scaglia contro le università, le chiude e le abbatte; si scaglia contro gli intellettuali, li reprime e li persegue; si scaglia contro i partiti politici; si scaglia contro le organizzazioni sindacali; si scaglia contro tutte le organizzazioni di massa e le organizzazioni culturali. Così non c'è nulla di più violento, retrogrado e illegale del fascismo.
*Il fascismo appare nel mondo precisamente dopo la [[Rivoluzione d'Ottobre]]; il fascismo appare nel mondo come strumento contro il [[marxismo-leninismo]]. Furono i paesi [[Capitalismo|capitalisti]] e i paesi [[Imperialismo|imperialisti]] a creare le condizioni per la nascita del fascismo nel mondo; e tutta la campagna dei fascisti, da quando apparvero in Europa, si incentrava sull'[[anticomunismo]], sullo sterminio dei comunisti e sulla distruzione dell'[[Unione Sovietica]].
===[[Benedetto Croce]]===
*L'altro pericolo, quello degli ignoranti che teorizzano, giudicano, sentenziano, che fanno scorrere fiumi di spropositi, che mettono in giro formule senza senso, che credono di possedere nella loro ignoranza stessa una miracolosa sapienza, lo conosciamo perché lo abbiamo sperimentato bene. Si è chiamato, nella sua forma più recente, «fascismo». Io ho pensato denominarlo in greco: ''[[onagrocrazia]].''
*Non si poteva aspettare e neppure desiderare che il fascismo cadesse a un tratto. Esso non è stato un infatuamento o un giochetto. Ha risposto a seri bisogni e ha fatto molto di buono. ([[Benedetto Croce]])
*Vedete: il fascismo è stato un bene; adesso è divenuto un male, e bisogna che se ne vada.
===[[Umberto Eco]]===
*1. La prima caratteristica di un Ur-Fascismo è il culto della tradizione.
*2. Il tradizionalismo implica il rifiuto del modernismo. [...] L'illuminismo, l'età della ragione vengono visti come l'inizio della depravazione moderna. In questo senso, l'Ur-Fascismo può venire definito come "irrazionalismo".
*3. L'irrazionalismo dipende anche dal culto dell'azione per l'azione. l'azione è bella di per sé, e dunque deve essere attuata prima di e senza una qualunque riflessione. Pensare è una forma di evirazione.
*4. Nessuna forma di scincretismo può accettare la critica. Lo spirito critico opera distinzioni, e distinguere è un segno di modernità. Per l'Ur-Fascismo, il disaccordo è tradimento. [...]
*5. Il disaccordo è inoltre un segno di diversità. L'Ur-Fascismo cresce e cerca il consenso sfruttando ed esacerbando la naturale paura della differenza. Il primo appello di un movimento fascista o prematuramente fascista è contro gli intrusi. L'Ur-Fascismo è dunque razzista per definizione.
*6. L'Ur-Fascismo scaturisce dalla frustrazione individuale o sociale. Il che spiega perché una delle caratteristiche tipiche dei fascismi storici è stato l'appello alle classi medie frustrate, a disagio per qualche crisi economica o umiliazione politica, spaventate dalla pressione dei gruppi sociali subalterni.
*7. A coloro che sono privi di una qualunque identità sociale, l'Ur-Fascismo dice che il loro unici privilegio è il più comune di tutti, quello di essere nati nello stesso paese. È questa l'origine del "nazionalismo". [...] I seguaci debbono sentirsi assediati. Il modo più facile per far emergere un complotto è quello di fare appello alla xenofobia. Ma il complotto deve venire anche dall'interno [...]
*8. I seguaci debbono sentirsi umiliati dalla ricchezza ostentata e dalla forza dei nemici. [...] I seguaci debbono tuttavia essere convinti di poter sconfiggere i nemici. Così, grazie a un continuo spostamento di registro retorico, i nemici sono al tempo stesso troppo forti e troppo deboli.
*9. Per l'Ur-Fascismo non c'è lotta per la vita, ma piuttosto "vita per la lotta". Il pacifismo è allora collusione col nemico, il pacifismo è cattivo perché la vita è una guerra permanente.
*10. [...] L'Ur-Fascismo non può fare a meno di predicare un "elitismo popolare".
*11. [...] ciascuno è educato per diventare un eroe. [...] Questo culto dell’eroismo è strettamente legato al culto della morte [...] L'eroe Ur-Fascista, invece, aspira alla morte, annunciata come la migliore ricompensa per una vita eroica. L’eroe Ur-Fascista è impaziente di morire.
*12. Dal momento che sia la guerra permanente sia l'eroismo sono giochi difficili da giocare, l'Ur-Fascista trasferisce la sua volontà di potenza su questioni sessuali. [...] Dal momento che anche il sesso è un gioco difficile da giocare, l'eroe Ur-Fascista gioca con le armi, che sono il suo ''Ersatz'' fallico: i suoi giochi di guerra sono dovuti a una ''invidia penis'' permanente.
*13. L'Ur-Fascismo si basa su un "populismo qualitativo". [...] Per l'Ur-Fascismo gli individui in quanto individui non hanno diritti [...]
*14. L'Ur-Fascismo parla la "neolingua".
*Il fascismo era filosoficamente scardinato, ma dal punto di vista emotivo era fermamente incernierato ad alcuni archetipi.
*Il fascismo non possedeva alcuna quintessenza, e neppure una singola essenza. Il fascismo era un totalitarismo '' fuzzy''. Il fascismo non era un ideologia monolitica, ma piuttosto un collage di diverse idee politiche e filosofiche, un alveare di contraddizioni. Si può forse concepire un movimento totalitario che riesca a mettere insieme monarchia e rivoluzione, esercito regio e milizia personale di Mussolini, i privilegi concessi alla chiesa e una educazione statale che esaltava la violenza, il controllo assoluto e il libero mercato?
*Se per [[totalitarismo]] si intende un regime che subordina ogni atto individuale allo stato e alla sua ideologia, allora nazismo e stalinismo erano regimi totalitari. Il fascismo fu certamente una dittatura, ma non era compiutamente totalitario, non tanto per la sua mitezza, quanto per la debolezza filosofica della sua ideologia. [...] [[Benito Mussolini|Mussolini]] non aveva nessuna filosofia: aveva solo una retorica.
*Si può dire che il fascismo italiano sia stata la prima dittatura di destra che abbia dominato un paese europeo, e che tutti i movimenti analoghi abbiano trovato in seguito una sorta di archetipo comune nel regime di Mussolini. Il fascismo italiano fu il primo a creare una liturgia militare, un folklore, e persino un modo di vestire [...].
*Si può giocare al fascismo in molti modi, e il nome del gioco non cambia. [...] Il termine "fascismo" si adatta a tutto perché è possibile eliminare da un regime fascista uno o più aspetti, e lo si potrà sempre riconoscere per fascista. Togliete al fascismo l'imperialismo e avrete [[Francisco Franco|Franco]] o [[António de Oliveira Salazar|Salazar]]; togliere il colonialismo e avrete il fascismo balcanico. Aggiungete al fascismo italiano un anticapitalismo radicale (che non affascinò mai Mussolini) e avrete [[Ezra Pound]]. Aggiungete il culto della mitologia celtica e il misticismo del Graal (completamente estraneo al fascismo ufficiale) e avrete uno dei più rispettati guru fascisti, [[Julius Evola]].
===[[Antonio Gramsci]]===
*Il fascismo si è presentato come l'antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato.
*La piccola borghesia, anche in questa sua ultima incarnazione politica del «fascismo», si è definitivamente mostrata nella sua vera natura di serva del capitalismo e della proprietà terriera, di agente della controrivoluzione. Ma ha anche dimostrato di essere fondamentalmente incapace a svolgere un qualsiasi compito storico: il popolo delle scimmie riempie la cronaca, non la storia, lascia traccia nel giornale, non offre materiali per scrivere libri.
*{{NDR|Al giudice, che prima della condanna a 20 anni e 4 mesi di carcere gli aveva chiesto che cosa avrebbero fatto i comunisti se l'Italia fosse entrata in guerra}} Voi fascisti porterete l'Italia alla rovina, e a noi [[Comunismo|comunisti]] spetterà salvarla!
=== [[Salvatore Lupo]] ===
* {{NDR|Il fascismo}} È stata la risposta alla crisi della democrazia liberale dopo un evento traumatico come la [[Prima guerra mondiale|Grande Guerra]]. Il conflitto armato diventa un modello di governo della società, sia in pace che in guerra. Quando usiamo il termine totalitarismo intendiamo questo.
* {{NDR|[[Mussolini]]}} Non rinunciò mai all'idea della rivoluzione, tanto da andarsi a suicidare in una prova sproporzionata rispetto alle sue forze: la guerra fu vista come l'unico modo per stabilire un ordine nuovo, mentre si sarebbe rivelata distruttiva per il Paese e per lo stesso fascismo. Da questo punto di vista l'idea di rivoluzione, seppure demagogica e irrealistica, restituisce tutta la dimensione tragica dell'esperienza fascista.
* La violenza è un elemento costitutivo del fascismo. Una violenza "chirurgica" - per usare una definizione di [[Benito Mussolini|Mussolini]] - che doveva costringere il Paese ad avviarsi sulla strada della rigenerazione. L'ideologia dello squadrismo, che si manifesta fin dalle origini, è destinata ad accentuarsi nel corso del decennio successivo: basti pensare alle stragi in stile squadrista perpetrate in [[Etiopia]] dopo l'attentato a [[Rodolfo Graziani]].
* È vero che l'Italia ha inventato il fascismo, in minima parte l'ha anche esportato. Ma questo non vuol dire che ci sia un fascismo eterno che covi sotto la cenere. Il nostro Paese ha fatto anche la storia dell'antifascismo.
===[[Emilio Lussu]]===
*È stata fatta una politica di incubazione del fascismo. Il signor [[Winston Churchill|Churchill]], il signor [[Édouard Daladier|Daladier]], hanno fatto con [[Adolf Hitler|Hitler]] esattamente quello che ha fatto in Italia [[Giovanni Giolitti|Giolitti]] con [[Benito Mussolini|Mussolini]].
*Finché vi saranno uomini in [[Italia]] che si dichiareranno orgogliosi di essere stati fascisti e di esserlo ancora, non vi può essere riconciliazione seria.
*I dirigenti responsabili della [[Francia]] signor [[Édouard Daladier|Daladier]] e dell'[[Inghilterra]] signor [[Neville Chamberlain|Chamberlain]], i rappresentanti di queste due grandi Nazioni che, per le loro alleanze e le loro amicizie, avevano la chiave della situazione europea, hanno fatto esclusivamente una politica di incoraggiamento al fascismo per trascinare le grandi potenze fasciste, per trascinare la [[Germania nazista|Germania]], anzitutto, alla guerra e all'aggressione contro la [[Unione Sovietica|Russia Sovietica]]. [[conferenza e accordo di Monaco|Monaco]] è opera loro. La [[Seconda guerra mondiale|guerra]] è opera loro.
===[[Denis Mack Smith]]===
*Il fascismo italiano nacque non come dottrina ma come metodo, come una tecnica per la conquista del potere; e inizialmente i suoi principi erano mal definiti. Qualcuno lo collocava a destra, altri a sinistra dello schieramento politico. Altri ancora pensavano che fosse simultaneamente di destra e di sinistra. Forse questa ambiguità era indispensabile per saldare insieme una coalizione sufficientemente vasta da consentire la scalata al potere: una coalizione che includesse rivoluzionari e conservatori, monarchici e repubblicani, clericali e anticlericali, socialisti e reazionari, anarchici e nazionalisti.
*La gente facoltosa, che aveva approvato il fascismo finché si limitava a soffocare gli scioperi, cominciò ad irritarsi a causa delle stravaganze e delle lungaggini della sua burocrazia; e il governo che era stato salutato con soddisfazione per la sua efficienza perdette la sua forza d'attrazione una volta che si dimostrò del tutto corrotto e inefficiente.
*{{NDR|Mussolini}} Tentò di far credere che il fascismo non era né di destra né di sinistra. Si trattava non tanto di un partito dogmatico, quanto di una religione, e di un movimento essenzialmente spirituale. Bisognava concepirlo come un'incarnazione della bellezza e del coraggio, accompagnati dall'amore del rischio e dall'odio per i "pacefondai", e soprattutto da un desiderio bruciante di obbedire all'autorità personale di Mussolini.
===[[Sergio Mattarella]]===
*Il fascismo, il [[nazismo]], il [[razzismo]] non furono funghi velenosi nati per caso nel giardino ben curato della civiltà europea. Furono invece il prodotto di pulsioni, di correnti pseudo culturali, e persino di mode e atteggiamenti che affondavano le radici nei decenni e, persino, nei secoli precedenti. Certo, nei salotti di tante parti d’Europa, dove a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, si conversava, con irresponsabile civetteria, di gerarchia razziale, di superiorità ariana, di antisemitismo accademico, forse nessuno avrebbe pensato che si sarebbe poi arrivati un giorno a quella che fu crudelmente chiamata soluzione finale, ai campi di sterminio, ai forni crematori. Ma le parole, specialmente se sono di odio, non restano a lungo senza conseguenze. Quelle idee e quei pensieri grotteschi, nutriti di secoli di pregiudizi contro gli ebrei, rappresentarono il brodo di cultura nel quale nacque e si riprodusse il germe del totalitarismo razzista. Rimasto per molto tempo allo stato latente, esplose e si diffuse, con violenza inimmaginabile, quando infettò organismi politici e sociali indeboliti e sfibrati dalla crisi economica esplosa dopo la [[Grande Guerra]]. La disperazione e la paura del futuro, di fronte all’inefficacia e alle divisioni della politica, spinsero molte persone a consegnare il proprio destino nelle mani di chi proponeva scorciatoie autoritarie, ad affidarsi ciecamente al carisma “magico” dell’uomo forte. “Credere, obbedire e combattere”, intimava il fascismo. “Obbedienza incondizionata ad [[Adolf Hitler]]” giuravano invece i soldati e i funzionari del regime nazista. La fiducia nel potere diventava un atto di fede cieco e assoluto. L’arbitrio soppiantava la legge.
*Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le [[leggi razziali]] e l'entrata in guerra. Si tratta di un'affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con fermezza. Perché razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza. Volontà di dominio e di conquista, esaltazione della violenza, retorica bellicistica, sopraffazione e autoritarismo, supremazia razziale, intervento in guerra contro uno schieramento che sembrava prossimo alla sconfitta, furono diverse facce dello stesso prisma.
===[[Indro Montanelli]]===
*Fascismo. Il più comico tentativo per instaurare la serietà.
*Ha il diritto un uomo della strada di non far politica? Ha il diritto un uomo della strada a dire che il governo ha fatto bene a far questo e male a far quest'altro? Ha diritto un giornalista, che è un uomo della strada, il quale va a vedere e riferire le cose per conto degli altri uomini della strada, ha il diritto di riferire che i fatti si svolsero così e così, e che in essi c'era tanto il bello e tanto il brutto, tanto di giusto e tanto d'ingiusto? No, il fascismo disse che un uomo della strada non ha tutti questi diritti.
*Mussolini capì una cosa fondamentale: che per piacere agli italiani bisognava dare a ciascuno di essi una piccola fetta di potere col diritto di abusarne. Questo era il fascismo. Il fascismo aveva creato una [[gerarchia]] talmente articolata e complessa che ognuno aveva dei galloni: il capofabbricato, il caposettore... tutti avevano una piccola fetta di potere, di cui naturalmente ognuno abusava, com'è nel carattere degli italiani.
===[[Jawaharlal Nehru]]===
*Dal momento che il fascismo si è diffuso in altri paesi, è diventato chiaro che non è un fenomeno peculiare dell'Italia, ma che è qualcosa che appare quando predominano determinate condizioni sociali ed economiche. Ogni volta che i lavoratori diventano potenti e minacciano lo Stato capitalistico, la classe capitalistica cerca naturalmente di salvarsi. Generalmente una simile minaccia da parte dei lavoratori sorge nei periodi di violenta crisi economica. Se la classe proprietaria e dominante non può sopraffare i lavoratori con l'ordinaria soluzione democratica attraverso la polizia e l'esercito, allora adotta il metodo fascista. Questo consiste nel creare un movimento popolare di massa, con degli slogan che attirano la folla, destinato alla protezione della classe proprietaria capitalistica. La spina dorsale di questo movimento viene dalla piccola borghesia, poiché molti dei suoi membri sono colpiti dalla disoccupazione, e molti dei lavoratori e contadini arretrati e disorganizzati sono ugualmene attratti ad esso dagli slogan e dalle speranze di migliorare la loro condizione. Tale movimento è sostenuto finanziariamente dalla grande borghesia che spera di trarre profitto da esso, e sebbene faccia della violenza un credo e una pratica quotidiana, il governo capitalista del paese lo tollera in grande misura perché combatte contro il nemico comune - il movimento socialista dei lavoratori. Come partito, e molto di più qualora diventi il governo di un paese, distrugge le organizzazioni dei lavoratori e terrorizza tutti gli avversari.
*I fascisti si oppongono all'intero principio che è alla base dell'idea democratica, e maledicono la democrazia con tutto il vigore a loro disposizione. Mussolini l'ha definita: "un cadavere in putrefazione"! Allo stesso modo l'idea della libertà individuale è disprezzata dai fascisti, lo Stato è tutto, l'individuo non conta.
*I grandi movimenti sono quasi invariabilmente costruiti attorno ad una ideologia ben definita che cresce attorno a certi principi immutabili e ha obbiettivi e programmi definiti. Il fascismo si distingueva solo per il fatto di non avere alle sue spalle né principi fissi, né ideologia, né filosofia, a meno che possa essere considerata una filosofia la sola opposizione al socialismo, al comunismo e al liberalismo.
*Il fascismo è accesamente nazionalistico, mentre il comunismo è internazionale. Il fascismo, infatti, si oppone all'internazionalismo. Fa dello Stato un dio sul cui altare le libertà e i diritti individuali devono essere sacrificati; tutti gli altri paesi sono estranei e quasi come nemici.
*La sfida del Fascismo e del Nazismo era in essenza la sfida dell'[[imperialismo]]. Erano fratelli gemelli, con questa variante, che l'imperialismo funzionava all'estero con colonie e dipendenze, mentre il Fascismo e il Nazismo funzionavano allo stesso modo anche nella madrepatria.
*La violenza è un fenomeno abbastanza comune nella storia, ma è considerata di solito una dolorosa necessità, e viene giustificata e spiegata. Il fascismo, però, non credeva affatto in nessun simile atteggiamento apologetico verso la violenza. La accettarono e la lodarono apertamente, e la praticarono sebbene non ci fosse alcuna resistenza contro di loro.
===[[Sandro Pertini]]===
*Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica. Sembra assurdo quello che dico, ma è così: il fascismo a mio avviso è l'antitesi delle fedi politiche, il fascismo è in contrasto con le vere fedi politiche Non si può parlare di fede politica parlando del fascismo, perché il fascismo opprimeva tutti coloro che non la pensavano come lui.
*La borghesia nostrana – la più gretta, egoistica e meschina di tutte le borghesie d'Europa, ostile a ogni rinnovamento sociale, aggrappata ai residui della feudalità – non esita a spingere il fascismo, uscito da una sanguinosa avventura nazionalistica, contro la classe operaia nella insensata idea di arrestarne l'ascesa.
*{{NDR|Riguardo le spedizioni punitive dei fascisti}} Voi sapete come facevano: aspettavano – erano degli eroi! – di essere in venti o in trenta per aggredire gli [[antifascisti]] quando si trovavano isolati. Se eravamo in tre, allora non ci aggredivano più!
===[[Marco Rizzo]]===
*Gli iscritti al [[Partito Comunista Italiano|Partito Comunista]] a Torino, durante la [[Resistenza italiana|Resistenza]], dovevano resistere alle torture per 8 ore. {{NDR|I fascisti}} Ti toglievano gli occhi coi cucchiaini, ti strappavano le unghie con le pinze. E tu dovevi stare zitto per 8 ore, poi dopo potevi confessare e fare i nomi dei tuoi compagni, perché la direttiva del Partito consentiva a questi di sapere che in 8 ore dovevano scappare.
*Il fascismo viene usato dalla borghesia quando quest'ultima ritiene di non esser più in grado di respingere il pericolo della rivoluzione socialista. Il fascismo è quindi organico alle logiche del [[capitalismo]] e rappresenta una gestione maggiormente autoritaria che i padroni attuano temporaneamente, quando necessario, per mantenere il proprio dominio.
*La destra fascista e [[Nazismo|nazista]] sono nate con dei barlumi sociali ma poi si sono subito acconciate una volta preso il potere. Mussolini, mangiapreti, ha fatto i [[Patti lateranensi]] col Vaticano, ha appoggiato i latifondisti.
*Oggi il fascismo si combatte riprendendo le lotte tra i lavoratori, portando le parole d'ordine della solidarietà e dell'uguaglianza nei quartieri e nelle periferie, rifiutando la guerra tra poveri e dando una reale alternativa di lotta alle classi popolari. Oggi l'[[antifascismo]] è anticapitalismo.
===[[Pietro Secchia]]===
*Il comportamento della magistratura, quanto meno di una parte di essa, per molti aspetti è analogo a quello assunto negli anni 1921-1922 di aperta complicità col fascismo. Le squadracce fasciste, oggi come allora, agiscono senza dubbio al riparo di non poche complicità, con un piano e obiettivi precisi, anche se folli, e dispongono di larghi mezzi e di appoggi interni e internazionali. Oggi come allora non si tratta di violenza fine a se stessa, ma di violenza organizzata ed esercitata in difesa degli interessi dei grossi agrari e dei grandi industriali, e per impedire la realizzazione delle riforme di struttura, il rinnovamento della società italiana. ([[Pietro Secchia]])
*In realtà il fascismo che si presentava con un programma di riforma agraria e addirittura di espropriazione delle ricchezze, di gestione delle industrie da parte delle organizzazioni proletarie, sarà per oltre vent'anni il più forte baluardo a sostegno del grande capitale e dei gruppi monopolistici in Italia, e tutta la sua azione sarà rivolta contro la classe operaia, i contadini, gli intellettuali, contro i giovani sottoposti a un intenso sfruttamento e impossibilitati per la maggior parte a frequentare le scuole medie e superiori. Sulla classe operaia e sui lavoratori instaurerà una dittatura oppressiva e totalitaria.
*La grande borghesia aveva vinto, restaurando il suo potere. Il fascismo era riuscito a stabilire la sua dittatura grazie all'appoggio dei liberali, e della monarchia, alla capitolazione e alla complicità dello Stato borghese che aveva fornito le armi, alla magistratura che garantiva l'impunità, alla violenza squadrista organizzata dai grossi agrari, finanziata dagli industriali, benedetta dalla Chiesa, al tradimento del riformismo ed alla vacuità dei massimalisti.
*La tolleranza, l'inerzia e la complicità delle alte sfere dello Stato e dei governi nel 1921-22 furono decisive. Le squadracce fasciste agivano con le armi e i quadri forniti dall'esercito (alla loro testa c'erano spesso ufficiali in divisa), con la connivenza della magistratura che invece dei colpevoli condannava le vittime, con la complicità delle forze di polizia, con la tolleranza del governo e dei partiti cosiddetti liberali che ai fini di un certo "equilibrio" non vedevano male un ridimensionamento delle forze socialiste.
*Le squadracce fasciste sorsero nel 1920 allorquando, sia pure con gli errori e le insipienze del massimalismo, gli operai e i contadini italiani avanzavano sulla strada delle conquiste economiche e sociali. Conquiste che nel primo dopoguerra, con i profitti e gli interessi dei grossi agrari e dei grandi industriali, intaccavano il loro "potere". Furono quelle conquiste a spingere i gruppi più retrivi dei ceti dominanti a organizzare l'attacco violento allo scopo di difendere le loro posizioni e i loro privilegi.
===[[Jason Stanley]]===
*Centrale per il fascismo europeo è l’idea che gli ebrei siano gli agenti del decadimento morale. Secondo il fascismo europeo, sono gli ebrei che portano un paese sotto il dominio dell’élite globale (ebraica), utilizzando gli strumenti della democrazia liberale, dell’umanesimo secolare, del femminismo e dei diritti dei gay, che vengono utilizzati per introdurre decadenza, debolezza e impurità. L’antisemitismo fascista è di origine razziale piuttosto che religiosa e prende di mira gli ebrei in quanto razza corrotta e apolide che cerca il dominio globale. Il fascismo giustifica la sua violenza offrendo di proteggere un’identità religiosa e nazionale apparentemente pura dalle forze del liberalismo. In Occidente, il fascismo si presenta come il difensore del cristianesimo europeo contro queste forze, così come contro la migrazione musulmana di massa. Il fascismo in Occidente è quindi sempre più difficile da distinguere dal nazionalismo cristiano.
*L'ideologia del fascismo è il potere, fare tutto il possibile per ottenere il potere. E questo è esattamente ciò che ispira l’azione di Trump: conquistare e gestire il potere.
*Nella logica fascista la propaganda deve essere indirizzata verso le fasce meno istruite della popolazione, per suscitare emozioni, ansie e paure. Evocare nemici esterni, appunto. Oppure indicare quali sono i nemici interni al Paese: le élite, l’establishment intellettuale, tutte persone che non capiscono i reali bisogni del popolo. Al contrario dei leader fascisti, che invece si sforzano di auto rappresentarsi come “persone comuni” e quindi in grado di comprendere e di proteggere anche i più deboli.
*Non si debba per forza essere un antisemita o voler costruire un impero nazionalista per essere un fascista. Le politiche fasciste qui sono intese come strumenti per ottenere il potere. Il fascismo è una questione che riguarda la conquista e la gestione del potere.
==Modi di dire==
*Pappa e casotto, fascista grassotto.<ref>Adagio livornese diffuso nel ventennio.</ref><ref group="fonte">Citato in [[Aldo Santini]], ''Madam Sitrì, che vergogna!'', Belforte, 1982.</ref>
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Voci correlate==
{{div col}}
*[[Benito Mussolini]]
*[[Fascio littorio]]
*[[Italia fascista]]
*[[Legge Scelba]]
*[[Leggi razziali fasciste]]
*[[Marcia su Roma]]
*[[Nazismo]]
*[[Slogan fascisti]]
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul|s=Categoria:Fascismo|s_preposizione=inerenti il|s2=Categoria:Canti dell'Italia fascista|s2_oggetto=alcuni canti|s2_preposizione=dell'|s2_etichetta=Italia fascista|wikt}}
[[Categoria:Fascismo| ]]
[[Categoria:Fenomeni e tematiche storiche]]
[[Categoria:Forme di governo]]
[[Categoria:Ideologie politiche]]
7dpcu906my40c49v7pk5fjsdoqpiku6
Template:SelezioneNuove
10
4465
1422643
1422593
2026-08-05T07:25:51Z
Spinoziano
2297
+
1422643
wikitext
text/x-wiki
<noinclude>{{Protetta}}</noinclude>
<div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!--
AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30.
AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}"
-->
[[Il campione (film 1979)]]{{,}}
[[Fango, sudore e polvere da sparo]]{{,}}
[[Quattro tocchi di campana]]{{,}}
[[Asmodeo]]{{,}}
[[Franco Fornari]]{{,}}
[[Pietro Canal]]{{,}}
[[Davide Giordano]]{{,}}
[[Luigi Marangoni (ingegnere)]]{{,}}
[[Giuseppe Gola]]{{,}}
[[Francesco Marzolo (chirurgo)]]{{,}}
[[Agostino Fapanni]]{{,}}
[[La grande sfida (film 1956)]]{{,}}
[[Il ritorno di Harry Collings]]{{,}}
[[Emily Wilson]]{{,}}
[[Fiat Duna]]{{,}}
[[NSU Prinz]]{{,}}
[[Valdez il mezzosangue]]{{,}}
[[Amin al-Husseini]]{{,}}
[[Francesco Ambrosi]]{{,}}
[[Il pistolero (film 1976)]]{{,}}
[[Horace-Bénédict de Saussure]]{{,}}
[[Mandato britannico della Palestina]]{{,}}
[[Neemia]]{{,}}
[[Il solitario di Rio Grande]]{{,}}
[[Borja Iglesias]]{{,}}
[[Atletica leggera]]{{,}}
[[Guido Campodonico]]{{,}}
[[Cisgiordania]]{{,}}
[[Ludwig Göransson]]{{,}}
[[Samantha Morton]]
<!--
NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}"
--></div><noinclude>
[[Categoria:Template selezione]]
</noinclude>
d2b59c51621fyl9j0e6ty5xzjvvcev1
Gioia
0
8616
1422619
1395338
2026-08-04T20:19:44Z
Udiki
86035
Alexandre Dumas padre
1422619
wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Children dancing, Geneva.jpg|thumb|Un momento di gioia]]
Citazioni sulla '''gioia'''.
==Citazioni==
*A chi afferma che la gioia esclude il [[dolore]] si deve obiettare: là dove la gioia non è in alcun rapporto con la sofferenza, con il dolore, perde il suo significato, come la libertà senza la responsabilità. ([[Rita Süssmuth]])
*Bisogna ''dilapidare'' la gioia, è l'unico modo per non sprecarla. Tanto dopo sparisce lo stesso. ([[Gianrico Carofiglio]])
*Cari amici, la gioia! Non abbiate paura di essere gioiosi! Non abbiate paura della gioia! Quella gioia che ci dà il Signore quando lo lasciamo entrare nella nostra vita, lasciamo che Lui entri nella nostra vita e ci inviti ad andare fuori noi alle periferie della vita e annunciare il Vangelo. Non abbiate paura della gioia. Gioia e coraggio! ([[Papa Francesco]])
*Chi ha molta gioia deve essere un buon uomo: ma forse non il più intelligente, benché ottenga proprio quello che il più intelligente cerca di raggiungere con tutta la sua intelligenza. ([[Friedrich Nietzsche]])
*È nel dono di sé, nell'uscire da se stessi, che si ha la vera gioia. ([[Papa Francesco]])
*Il frutto visibile di una [[fede]] viva è la gioia. Anche umanamente, quando c'è il massimo di amore c'è felicità e humor. ([[Mario Canciani]])
*L'essere [[uomo|umano]] è fatto così: nella miseria più nera basta la gioia di un minuto per rinfrancarlo, e nei momenti di gioia maggiore lo abbatte la prospettiva più lontana, ancora al di là dell'orizzonte, di una disgrazia. ([[Jean Paul]])
*L'uomo si sente libero di dar esecuzione a certi suoi progetti e lasciarne altri in disparte; prova la gioia di essere padrone, anziché schiavo, del mondo e di se stesso; ma la gioia è temperata dal senso di responsabilità; sa che deve render conto dei suoi atti: ha acquistato la conoscenza del bene e del male. ([[Theodosius Dobzhansky]])
*La gioia cristiana suppone un uomo capace di gioie naturali. ([[Paolo VI]])
*La gioia è facile ai buoni; sempre si trova sul loro cammino; ed essi non hanno bisogno di andarne alla caccia, di cercarla. La gioia muove loro incontro. ([[Theodore Francis Powys]])
*La gioia è una forma d'amore. ([[Benedetto XVI]])
*''La gioia si condensa | in particelle legate, si fa sfera rotante | e firmamento, si getta | nella vita danzante | senza perire, senza esaurire, | immutata, intoccata, seducente. | Conduce a sé e il morire dei corpi non è | che l'entrare fuori misura. | Senza chili, senza metri, senza | particelle. Alleluiare.'' ([[Mariangela Gualtieri]])
*La gioia si distingue non solo dal piacere in generale, ma anche dal piacere estetico. Deve dare la fitta, lo spasmo, l'inconsolabile nostalgia. ([[C. S. Lewis]])
*''La gioia verace | Per farsi palese | D'un labbro loquace | Bisogno non ha''. ([[Pietro Metastasio]])
*La grande gioia non raccoglie boccioli di rosa finché può; i suoi occhi sono fissi sula rosa immortale descritta da Dante. La grande gioia ha in sé il senso dell'immortalità; lo splendore stesso della giovinezza sta nella sensazione di avere lo spazio necessario per distendere le gambe. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*La maggior parte delle gioie dell'uomo non sono che una mera disposizione a gioire, però lui è portato a scambiare per fini raggiunti i mezzi raggiunti. ([[Jean Paul]])
*La vera gioia elude l'uomo che abbandona Dio perché Egli è la Gioia stessa. ([[Paramhansa Yogananda]])
*Le piccole gioie, non quelle grandi, ci servono da sollievo e da conforto quotidiano. ([[Hermann Hesse]])
*''Lieto, esultante inno conclusivo! | Nelle tue note vibra un celeste vigore, | marce di vittoria – l'uomo libero di catene – conquistatore infine; | inni al Dio universo dall'universo uomo – gioia assoluta! | Rinnovellata una razza emerge – un perfetto universo, tutta gioia! | Donne e uomini fioriscono in saggezza, innocenza, salute, tutta gioia! | Baccanali turbinati di risa, colmi di gioia! | Guerre, dolori, sofferenze estinte – la terra virulenta alfine monda – non resta più che gioia! | L'oceano è colmo di gioia – l'atmosfera è tutta di gioia! | Gioia! Gioia! in libertà, in devozione, in amore! gioia nell'estasi della vita! | È sufficiente esistere! è sufficiente respirare! | Gioia! gioia! gioia, sempre e ovunque!'' ([[Walt Whitman]])
*Ma di lunga durata non v'ha nulla al mondo, e anche la gioia, nell'istante che segue al primo, già non è più tanto viva; al terzo istante diventa ancor più debole, e da ultimo insensibilmente si fonde col nostro stato d'animo abituale, così come sull'acqua il cerchio generato dalla caduta di un sasso si fonde, da ultimo, colla liscia superficie. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*Manca la gioia? Pensa: c'è un ostacolo tra Dio e me: indovinerai quasi sempre. ([[Josemaría Escrivá de Balaguer]])
*Mi domando: qual è stata la gioia più bella che io ho provato nella mia vita? E credo che la risposta sia: quando sono riuscito a fare felice qualcuno. Dona gioia a una persona e la ritroverai moltiplicata sul volto dell'altro. ([[Ermes Ronchi]])
*Nel mattin della vita, le gioie che devon placare la nostra sete ardente brillano per noi nelle nubi dell'avvenire, e quando noi lo tocchiamo, convinti d'essere stati ingannati gli voltiamo le spalle, e gli occhi rivolano al bel giardino della giovinezza ove s'apre la felicità, e noi cerchiamo dietro a noi, in mancanza della speranza, le memorie della speranza. Cosi le gioie rassomigliano all'arcobaleno, che nell'aurora apparisce all'occidente, e verso sera a levante. ([[Giovan Battista Niccolini]])
*''Nel tripudio ognun corre ad abbracciarte | Sia nemico, od amico; l'[[Allegria|allegrezza]] | Non distingue i sembianti; un caro errore | Dona gli amplessi, e negli amplessi il core''. ([[Vincenzo Monti]])
*Nelle nostre vite complicate non siamo attrezzati a trovare la gioia, non perché ce ne sia poca nel mondo, ma perché non sappiamo riconoscerla. Capire se stessi, i propri desideri più profondi spesso ci dice che inseguiamo falsi miti. Perciò continuiamo a fare gli stessi errori. ([[Michelle Pfeiffer]])
*Non è correndo come pazzi che troverete la gioia. ([[Pico Iyer]])
*''O mia gioia rischiosa, sempre insidiata! | Se tu non fossi insidiata, | non saresti la gioia. || È necessario l'abisso | perché tu possa spiegar le tue ali. | È necessaria la notte | perché si accenda il tuo raggio. || Ogni attimo in cui mi possiedi | è vita che m'inonda, traboccante. | Ma in quello stesso attimo, so che in me si ripete | una scommessa mortale.'' ([[Margherita Guidacci]])
*Ogni [[sofferenza]] è il cuore di una gioia, ogni gioia avvia una nuova adesione alla sofferenza. ([[Maurizio di Gesù Bambino]])
*Per chi è ancora disposto a leggermi, mi limiterò a evidenziare quello che tutte e tre le esperienze hanno in comune, e cioè un desiderio inappagato che è esso stesso più desiderabile di qualsiasi appagamento. Io lo chiamo gioia, che è qui un termine tecnico e va nettamente distinto dalla felicità così come dal piacere. La gioia (nel senso che io le attribuisco) ha in realtà in comune con essi una caratteristica, e una sola; il fatto che chiunque l'abbia provata vorrà provarla nuovamente. A parte questo, e solo in base alla sua natura, potremmo anche considerarla una infelicità o un dolore di genere particolare. Ma di un genere che desideriamo. Dubito che chiunque l'abbia sperimentata la scambierebbe mai, ammesso che fosse in suo potere, con tutti i piaceri del mondo. Ma, mentre il piacere lo è spesso, la gioia non è mai in nostro potere. ([[C. S. Lewis]])
*''Per due fedeli [[Amore|amanti]] | Tutto, tutto è gioir''. ([[Vincenzo Monti]])
*Per di più si pretende, con insistenza, la gioia di vivere, tanto che i direttori dei teatri non fanno altro che ordinare farse quasi che la gioia di vivere si riduca a fare gli scemi in scena e a descrivere gli uomini come tanti invasati o idioti. Io trovo invece la gioia di vivere nelle forti crudeli lotte dell'esistenza e godo sempre nell'apprendere qualcosa, nell'istruirmi. ([[August Strindberg]])
*Per i cuori che hanno sofferto molto la gioia è come la rugiada per la terra bruciata dal sole: cuore e terra assorbono quella pioggia benefica che cade su di loro, senza che niente si manifesti all'esterno. ([[Alexandre Dumas padre]])
*Quando ti metti a saltare di gioia, bada che qualcuno non ti tolga la terra da sotto i piedi. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Quanto più a fondo vi scava il [[dolore]], tanta più gioia potete contenere. ([[Kahlil Gibran]])
*Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci, la sera, intorno ad una tavola apparecchiata. È proprio dalla gioia che nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita. ([[Roberto Baggio]])
*Qualche volta il [[piacere]] può essere la morte della gioia, e così chi ha gustato la gioia considera con sospetto il piacere. ([[Thomas Merton]])
*Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. (''[[Lettera ai Romani]]'')
*Sulla terra si hanno delle gioie, ma non durano. L'unica gioia che dura è quella di aver fatto un sacrificio con amore. ([[Anna de Guigné]])
*''Tutto è gioia, tutto è festa''. ([[Felice Romani]])
*Una delle regole fondamentali per il discernimento degli spiriti potrebbe essere dunque la seguente: dove manca la gioia, dove l'[[umorismo]] muore, qui non c'è nemmeno lo [[Spirito Santo]], lo Spirito di Gesù Cristo. E viceversa: la gioia è un segno della grazia. Chi è profondamente sereno, chi ha sofferto senza per questo perdere la gioia, costui non è lontano dal Dio del vangelo, dallo Spirito di Dio, che è lo Spirito della gioia eterna. ([[Benedetto XVI]])
*''Versare con le mani trasparenti di luce, | versare la gioia nelle tazze d'oro... | Il desiderio protende il calice d'oro. | Il calice che deve colmarsi di gioia. | La gioia si versa come pioggia di rose.'' ([[Raisa Ol'kenickaja]])
*Vi è una relazione intima tra gioia e [[speranza]]. Mentre l'ottimismo ci fa vivere come se presto un giorno le cose dovessero andare meglio per noi, la speranza ci libera dalla necessità di prevedere il futuro e ci consente di vivere nel presente, con la profonda fiducia che Dio non ci lascerà mai soli, ma adempirà i desideri più profondi del nostro cuore. ([[Henri Nouwen]])
===[[Madre Teresa di Calcutta]]===
*La gioia autentica [...] nasce dalla sana consapevolezza di aver fatto tutto ciò che era nelle nostre facoltà.
*La gioia è amore, la gioia è preghiera, la gioia è forza. Dio ama chi dà con gioia; se tu dai con gioia, dai sempre di più.
*La parola d'ordine dei primi cristiani era «gioia», e dunque continuiamo a servire il Signore con gioia.
*Le opere d'amore sono sempre opere di gioia.
*Non cercare la gioia nei beni di consumo, perché questo ti costerà caro.
*Sii pieno di gioia, tutto sommato.
===[[Andrea Gasparino]]===
*Con la gioia tutti i doveri diventano più tollerabili e anche piacevoli: è come un po' di olio che entra negli ingranaggi della macchina.
*La gioia è il più bel grazie che si può dare a Dio.
*La gioia è sempre insidiata dagli sbarramenti: chi non si attrezza non dà consistenza alla propria gioia.
==[[Proverbi italiani]]==
*Alla luce, anche l'albero desidera il sole.
*Breve gioia cagiona spesso lungo pentimento.
*Dio dà la gioia dopo il dolore.
*Dove si vuol che cresca la gioia, bisogna seminare amore.
*Gioia e sciagura sempre non dura.
*Gioia in cuore fa bel colore in volto.
*Gioia pura, lunga gioia; gioia peccaminosa, lungo dolore.
*L'eccesso della gioia divien [[tristezza]], e l'eccesso del [[vino]] [[ubriachezza]].
*La gioia dei cattivi è dolore ai buoni.
*La gioia dei malvagi dura poco.
*La gioia è il desiderio dei giovani come dei vecchi; anche la pianta anela.
*La gioia è il principio del dolore.
*La gioia è la dote della gioventù, il cordoglio è la dote della vecchiaia.
*La gioia è sospesa alle spine.
*La gioia per gli onori è come un fiore, che oggi fiorisce e domani muore.
*La gioia porta la bandiera; e l'[[afflizione]], la croce.
*La gioia viene come lumaca, e la sventura come avvoltoio.
*L'estremo della gioia occupa il pianto.
*Nessuna gioia è maggiore della contentezza del cuore.
*Non è degno di gioia chi turba l'altrui.
*Non riporre la tua gioia nel tempo, se non vuoi aver dolore nell'eternità.
*Non v'è gioia senza noia.
*Per un giorno di gioia, sovente se ne hanno mille di noia.
*Un momento di gioia compensa cento anni d'amarezze.
*Veloce fugge l'anno della gioia; eterno dura del dolore il giorno.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Allegria]]
*[[Felicità]]
*[[Risata]]
*[[Sorriso]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Gioia (emozione)|preposizione=sulla|wikt=gioia|etichetta=gioia}}
[[Categoria:Sentimenti]]
[[pt:Prazer]]
nk4rdhhobmimfyblxeylc2rq639cycr
Fabio Capello
0
14192
1422632
1417585
2026-08-05T06:22:23Z
SirPsych0
33615
+3
1422632
wikitext
text/x-wiki
[[File:Russia-Aizer (4).jpg|thumb|Fabio Capello nel 2014]]
'''Fabio Capello''' (1946 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Fabio Capello==
{{cronologico}}
*{{NDR|Prima della gara Juventus-Roma del campionato di Serie A 1999-2000}} Il problema della sudditanza esiste, forse anzi sicuramente è un fattore involontario ma non possiamo fare finta che non ci sia [...]. Se analizziamo i fatti e facciamo i conti dei pro e dei contro che riguardano altre squadre, ci accorgiamo che alla fine qualche cosa esiste. La Juventus viene favorita perché sono ormai molti anni che si trova al vertice, non dobbiamo stupirci perché il problema esiste su tutti i campi.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/sport/ventiduesima/polemiche/polemiche.html Capello contro Juve e arbitri "La sudditanza esiste"]'', ''repubblica.it'', 21 febbraio 2000.</ref>
*Il [[terrorismo]] di qualsiasi matrice va combattuto, ma non è giusto prendere l'[[Islam]] come nemico comune: il terrorismo non ha religione.<ref>Citato in Ernesto Menicucci; ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/16/Capello_pronto_riaccendere_Roma_co_10_0109161326.shtml Capello pronto a riaccendere la Roma]'', ''Corriere della Sera'', 16 settembre 2001, p. 55.</ref>
*[[Silvano Ramaccioni|Silvano]] è uno che sa stare perfettamente al suo posto. La sua collaborazione con l'allenatore è totale, si può dire che indossi la maglia di quel tecnico, lo difende. Impossibile non sentire il suo appoggio. Trovo che sia bravissimo a fare da trait d'union tra la squadra e la panchina. E poi di calcio capisce: per un tecnico è un aiuto in più. Con lui puoi confrontarti sapendo di avere a che fare con un interlocutore attendibile.<ref>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20141125114737/http://archiviostorico.corriere.it/2002/maggio/13/vent_anni_Ramaccioni_Memorie_dal_co_0_0205136993.shtml I vent'anni di Ramaccioni. «Memorie dal mondo Milan»]'', ''Corriere della Sera'', 13 maggio 2002, p. 43.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] sulla Juventus nell'aprile 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.<ref name=juve>A fine maggio 2004, Capello diventa ufficialmente allenatore della Juventus.</ref><ref name=rep>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/sport/calcio/serie_a/capeljuve2/capeljuve2/capeljuve2.html "La Juve? Non mi interessa" Così parlava Capello romanista]'', ''repubblica.it'', 28 maggio 2004.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel febbraio 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita.<ref name=juve/><ref name=rep/>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1992-1993]], replicando a Jean-Jacques Eydelie che parlò di pratiche dopanti}} In campo non ci accorgemmo di nulla, comunque quella sconfitta fu immeritata: Barthez fece 3 parate strepitose. Da notare poi che l'arbitro di quella finale fu radiato per corruzione [...]<ref>Citato in Andrea Sorrentino, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/22/quella-coppa-campioni-nostra.html Quella Coppa Campioni è nostra]'', ''la Repubblica'', 22 gennaio 2006.</ref>
*[[Francisco Franco]] ha lasciato in eredità l'ordine. In Spagna funziona tutto e funziona bene, ci sono educazione, pulizia, rispetto e poca burocrazia<ref>Citato in [http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/02_Febbraio/09/capello.html ''Capello «franchista» fa infuriare la Spagna''], ''corriere.it'', 9 febbraio 2006</ref>.
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] al termine del campionato di Serie A 2005-2006}} [...] il mio futuro sarà sicuramente nella Juventus {{NDR|«Anche in Serie B?»}} Per quale motivo, scusi? L'ha deciso lei?<ref>Dall'intervista di Paolo Assogna per il programma televisivo ''Sky Calcio Show'', in onda su ''Sky Sport 1'' al termine di Reggina-Juventus (0-2), gara valevole per l'ultima giornata di campionato; ''[https://www.youtube.com/watch?v=fqe4GRNBOFM video]'' disponibile su ''youtube.com'', min, 2.50.</ref>
*Nessuno ha la potenza di [[Zlatan Ibrahimović]]. Lui e Marco Van Basten sono identici nell'eleganza.<ref>Da ''La Gazzetta dello Sport'', 9 novembre 2007.</ref>
*{{NDR|Sulla stagione 2007-2008 che segna il ritorno in Serie A della Juventus}} La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.<ref name=clari>Dall'intervista di Valerio Clari, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Primo_Piano/2008/03_Marzo/11/capello.html Capello consulente Inter "Occhio al contropiede"]'', ''gazzetta.it'', 11 marzo 2008.</ref>
*Io sono dell'idea che più si fischia più si sbaglia. Meglio il metro inglese, in questo senso. In Italia si analizza troppo la moviola per giustificare o condannare le prestazioni della squadra. E finché si discute su contatti minimi si giustificano i simulatori.<ref name=clari/>
*Io ho sempre detto: non voglio 7 giocatori, ma due buoni. Quando vuoi rifondare una squadra ci vuole solo la qualità. Al Milan sono arrivati Ibra e Robinho. Finalmente, ho detto a Galliani, avete preso due ottimi giocatori. Ci vogliono uomini che fanno la differenza non che fanno numero.<ref>Dal Gr Parlamento; citato in ''Tuttosport'', 1º febbraio 2011, p. 2.</ref>
*[[Massimo Moratti|Moratti]] dice che lo Scudetto del 2006 è suo? E io dico che è mio. La medaglia ce l'ho ancora a casa, non me l'ha tolta nessuno. Questo del Milan è il secondo titolo "vero", perché anche l'anno scorso è stato un torneo equilibrato. In quelli precedenti, invece, per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] non c'era competizione.<ref>Citato in ''[http://www.sportnews.eu/calcio/19/05/2011/inter-capello-lo-scudetto-del-2006-e-mio-la-medaglia-non-me-lha-tolta-nessuno/ Inter. Capello: "Lo scudetto del 2006 è mio, la medaglia non me l'ha tolta nessuno"]'', ''sportnews.eu'', 19 maggio 2011.</ref>
*Dopo aver visto [[Wayne Rooney|Rooney]] contro l'Italia {{NDR|agli Europei 2012}}, credo che capisca solo lo scozzese.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Andrea Stramaccioni|Stramaccioni]]}} Penso che [[Massimo Moratti|Moratti]] l'abbia scelto non perché sia giovane, che sarebbe assurdo, ma perché è bravo.<ref name=intervistaCondo>Citato in Paolo Condò, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/13-09-2012/capello-allarme-russo-milan-occhio-zenit-912589734989.shtml Capello e l'allarme russo. Milan, occhio allo Zenit]'', ''gazzetta.it'', 13 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Radamel Falcao|Falcao]]}} In tutta la mia carriera soltanto un giocatore mi lasciò un'impressione superiore al primo sguardo, e fu proprio [[Leo Messi]] la sera del Gamper contro la mia Juve. Falcao è un attaccante grandissimo, oggi sicuramente il numero uno.<ref name=intervistaCondo/>
*Ho votato tanti partiti diversi: PSI, PRI, DC per tanti anni, poi Lega nord e Forza Italia. [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è stato grandissimo come imprenditore, cioè in una posizione dove poteva decidere tutto o quasi. In politica invece è un uomo con le mani legate. Ha dovuto accontentare troppa gente e non ha potuto fare come voleva lui. Però lo voterò ancora.<ref>Citato in ''[http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=CAPELLO+Fabio Biografia di Fabio Capello]'', ''cinquantamila.corriere.it'', 4 novembre 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Gonzalo Higuaín]]}} Lo presi io al Real Madrid quando non aveva ancora venti anni, mi piacque subito. Vidi delle cassette, mi interessò immediatamente perché si muoveva molto e partecipava sempre all'azione. Higuain non è un attaccante che resta fermo in area avversaria in attesa del pallone. Appena arrivò a Madrid si mise subito a disposizione del gruppo, lavorava tantissimo per migliorare tecnicamente. Ha sempre dimostrato fiuto del goal e grande determinazione, è un calciatore importante.<ref>Da un'intervista a Sky Sport; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2014/03/02/4656343/higuain-fa-cantare-napoli-capello-ricorda-lo-portai-io-al Higuain fa cantare Napoli, Capello ricorda: "Lo portai io al Real..."]'', ''goal.com'', 2 marzo 2014.</ref>
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2014/10/16-309553/Capello%3A+%C2%ABDifferenze+Juve-Roma%3F+La+mentalit%C3%A0+vincente...%C2%BB Capello: «Differenze Juve-Roma? La mentalità vincente...»]'', ''tuttosport.com'', 16 ottobre 2014.</ref>
*{{NDR|Su [[Paul Pogba]]}} Parliamo di un ragazzo che ha un potenziale da super giocatore. Bisogna vedere se quando gli mettono il volante in mano, nel senso di mostrare tutto il suo valore ed essere trainante per la squadra, dimostrerà di essere capace di guidare.<ref>Dall'intervista di Filippo Cornacchia a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2015/09/14-4010318/capello_pogba_hai_il_volante_col_city_devi_guidare/ «Pogba, hai il volante col City devi guidare»]'', ''tuttosport.com'', 14 settembre 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} Si presentò a Madrid che era 96 kg, gli ho chiesto di arrivare a 88-90. Non c'è stato niente da fare. Era un grandissimo giocatore, ma un leader negativo per il gruppo. Lo cedemmo a gennaio e l'ambiente in squadra cambiò completamente: riusciamo a recuperare nove punti al Barcellona, anche se l'impatto mediatico fu enorme.<ref name=gazzetta>Da un intervento ai Globe Soccer Awards 2015; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/28-12-2015/capello-ronaldo-leader-negativo-via-lui-mio-real-madrid-trionfo-14086819241.shtml Capello: "Ronaldo leader negativo: via lui e il mio Real Madrid trionfò"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2015.</ref>
*Io sono per la [[Tecnologia di porta|tecnologia]] totale. In tutti gli sport, dal rugby al basket fino al tennis c'è la tecnologia. Io per un gol-non gol sono stato eliminato al Mondiale con l'Inghilterra. Uno lavora due anni e dopo un errore del genere vai a casa. È una cosa importante.<ref name=gazzetta/>
*[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano Ronaldo]] è un grande realizzatore ma non ha il genio di Messi [...]. Messi era un genio già a 17-18 anni, Cristiano era invece un buon giocatore che si è costruito attraverso il duro lavoro diventando poi un crack. Il portoghese è un ottimo giocatore, ha tutto il mio rispetto, tuttavia non ha nel suo repertorio la giocata geniale, impossibile, quella che gli altri non possono immaginare. La differenza è lì, Messi è un talento innato, Cristiano è diventato un campione con il passare del tempo.<ref>Dall'intervista ad ''AS'', citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/il-migliore-capello-vota-messi-lui-e-un-genio-cristiano-ronaldo-no/1o52ctti8tl5i19kmdky2f4ugl Il migliore? Capello vota Messi: "Lui è un genio, Cristiano Ronaldo no"]'', ''goal.com'', 3 dicembre 2016.</ref>
*La mia avventura al [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]] finì con una telefonata di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che mi chiese di tornare ad allenare il Milan. A lui dovevo tutto e non potevo dirgli di no.<ref>Citato in ''[http://www.foxsports.it/2016/12/23/collezione-capello-guarda-che-inter-vende-roberto-carlos-porto-a-madrid "Guarda che l'Inter vende Roberto Carlos". E Capello lo portò a Madrid]'', ''foxsports.it'', 23 dicembre 2016.</ref>
*Loro {{NDR|i tifosi spagnoli}} si divertono alla partita, ci vanno tranquilli, con un panino in mano; da noi si va allo stadio solo per offendere. In Inghilterra applaudono la loro squadra quando retrocede, perché riconoscono ai giocatori l’impegno, l’applicazione: da noi quando succede? In Italia ho visto solo i tifosi del [[Frosinone Calcio|Frosinone]] applaudire la squadra nonostante la retrocessione<ref>Citato in [https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_06/sport-senza-piu-gioia-inaccettabile-sottocultura-professionisti-tifo-ceba719a-31cd-11e7-8ba7-335b307d9aaa.shtml ''La sottocultura dei professionisti del tifo è inaccettabile''], ''roma.corriere.it'', 5 maggio 2017</ref>.
*Quando me lo sono trovato a Madrid mi dissi "Ancora qui questo...". A Roma si perse, come tutti quelli che sono andati lì. Si è fatto coinvolgere da qualche festa di troppo. Dopo [[Roberto Baggio|Baggio]] è stato il più grande talento del calcio italiano. La genialità di Cassano è unica. Negli ultimi 20 metri dribblava, rifiniva, calciava... Molti confondono i fuoriclasse con i geni: sono cose molto diverse. Il più grande dispiacere che ho avuto è stato lo spreco del suo talento. Antonio si è perso in sciocchezze, in bambinate. Si è fermato al 50% delle sue possibilità. Ricordo che a Madrid avevamo il Gordo ([[Ronaldo]]) e il Gordito, cioè lui.<ref>Dall'evento Milano Calcio City, 29 settembre 2019; citato in ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/tmw-capello-scudetto-sara-sfida-a-tre-fino-alla-fine-occhio-all-atalanta-1297463 Capello: "Scudetto, sarà sfida a tre fino alla fine. Occhio all'Atalanta"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 29 settembre 2019.</ref>
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio, la stessa cosa succede anche al Milan. Sono stato anche al Real Madrid e lì quello della reception ti dice subito che sei nel club più importante del mondo. Alla Roma invece devi sempre costruire e rimodellare la mentalità. Quando abbiamo vinto il campionato dissi che avevamo fatto festa per sei mesi e che dovevamo smetterla. Ho vinto ovunque, ma solo a Roma abbiamo festeggiato con calciatori e famiglie, si dà importanza ad altre cose. Io chiesi perché non si fosse organizzata una festa tutta nostra.<ref> Da un'intervista a Radio Radio; citato in '' [https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/capello-alla-juve-diventi-un-operaio-ai-bianconeri-chiesi-io-ibrahimovic-490061 Capello: "Alla Juve diventi un operaio. Ai bianconeri chiesi io Ibrahimovic"]'', ''tuttojuve.com'', 25 ottobre 2019.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2000-2001]]}} Guardi, se è stato difficile vincere un campionato, e la dimostrazione è che nella storia di questa società ne sono stati vinti appena tre, ancor più difficile è stato mettere la parola fine ai festeggiamenti. Sono durati 7 mesi e le assicuro che non esagero.<ref>Da un'intervista a ''Il Messaggero''; citato in Giacomo Emanuele Di Giulio, ''[https://www.romanews.eu/capello-lo-scudetto-con-la-roma-il-piu-difficile-della-mia-carriera/ Capello: "Lo scudetto con la Roma il più difficile della mia carriera"]'', ''romanews.eu'', 17 giugno 2021.</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Joshua Zirkzee]]}} [...] un giocatore completo di grandi qualità tecniche, dotato di grande fantasia, capace di "vedere" il gioco, che corre ed è ben strutturato fisicamente. Un giocatore moderno con tanta, tanta qualità. Ha velocità di pensiero e sceglie sempre la giocata che più può far male all'avversario, quella più pericolosa. È una dote che o ce l'hai o non ce l'hai. Ha sensibilità tecnica e tattica.<ref>Da un'intervista a ''Sportweek''; citato in ''[https://www.milannews.it/news/capello-innamorato-di-zirkzee-giocatore-moderno-con-tanta-tanta-qualita-l-ho-visto-a-san-siro-e-538148 Capello "innamorato" di Zirkzee: "Giocatore moderno con tanta, tanta qualità. L'ho visto a San Siro e..."]'', ''milannews.it'', 8 giugno 2024.</ref>
*Quando fai il [[Calciomercato|mercato]] devi pensare a quanto valgono i giocatori che hai: se vale 90, devi comprarne uno che valga 93. Se ne compri dieci che valgono 70, non fai un passo avanti.<ref>Dall'intervento a Milano Football Week; citato in Tommaso Bonan, ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/capello-quando-leggo-che-il-milan-non-ha-neanche-un-convocato-in-nazionale-1979310 Capello: "Quando leggo che il Milan non ha neanche un convocato in Nazionale..."]'', ''tuttomercatoweb.com'', 14 giugno 2024.</ref>
{{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/24/mourinho-in-italia-non-cambiera-il-calcio.html Mourinho in Italia non cambierà il calcio]''|Intervista di Corrado Zunino, ''la Repubblica'', 24 luglio 2008.}}
*Ai nostri allenatori [[José Mourinho|Mourinho]] non ha da insegnare niente. In Italia il calcio tatticamente è una cosa molto, molto seria. Sotto l'aspetto calcistico siamo i più avanzati e ormai tutti conoscono tutto. Mourinho adesso ha in mano una macchina straordinaria e non credo farà rivoluzioni, gli sarà sufficiente portare quell'un per cento di novità.
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [...] io con l'Inghilterra finisco il turno. Il mio lavoro sul campo termina con l'esperienza inglese. {{NDR|«Abbiamo capito bene, dopo i mondiali del 2010 non sarà più un allenatore?»}} Questo è sicuro.
*{{NDR|Nel 2008}} Ho letto dei 'no' degli ultrà in campagna acquisti: [[Christian Vieri|Vieri]], Zauri, [[Dejan Stankovic|Stankovic]]. Una società ha il diritto di prendere chi gli pare: se a un tifoso non sta bene, quella stagione non andrà allo stadio. Ecco, in Italia i [[tifo sportivo|tifosi]], e il tifo organizzato in particolare, hanno troppo potere.
{{Int|Da ''Tuttosport'', 27 ottobre 2009, p. 3.}}
*Guido la Nazionale inglese, era ''my dream'', il mio sogno, quella azzurra non mi ha mai affascinato, qui ci sono 57 milioni di ct, io non sono fra questi. Io cerco sempre qualcosa di forte, mi esaltano le grandi sfide.
*{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Imbarazzo? E perché? Io ho vinto quei titoli sul campo, ce li hanno tolti è vero ma le medaglie le ho sempre, sono in un baule in cantina.
*In Spagna c'è grande rispetto, concetto base del mio modo di essere e allenare, le famiglie vanno allo stadio coi bambini, in Inghilterra gli impianti sono pieni, non succede mai nulla e polizia e steward svolgono un ruolo perfetto. In Italia invece comandano gli [[Ultras|ultrà]], negli stadi vedi e senti di tutto, il declino sarà sempre più evidente. Eppure basterebbe applicare la legge. Autorità e club devono prendere una decisione per far tornare la gente negli stadi e rendere questi più accoglienti.
{{Int|Da ''[http://www.vecchiasignora.com/topic/240262-intervista-completa-a-fabio-capello-dalla-trasmissione-undici-si-parla-di-juve-triade-del-piero-chelsea-e-tanto-altro/ "Calciopoli? I due Scudetti sono nostri"]''|Dal programma televisivo ''Undici''; citato in ''vecchiasignora.com'', 20 novembre 2012.}}
*Già ai miei tempi l'avevo portato con [[Claudio Marchisio|Marchisio]] in prima squadra per qualche allenamento. Si intravedevano in lui grandi potenzialità. In [[Sebastian Giovinco|Giovinco]] rivedo [[Gianfranco Zola|Zola]]. Stesso dribbling ed entrambi abilissimi sui calci di punizione.
*La Triade? Non rinnego la loro amicizia, avevano qualcosa in più degli altri. Formano un mix completo. L'abilità gestionale a livello societario del dottor [[Antonio Giraudo|Giraudo]], grazie al quale non c'erano bisogno degli investimenti della Fiat per fare il mercato. La competenza tecnica di [[Roberto Bettega]] e la bravura nell'acquistare i giocatori di [[Luciano Moggi]]. Una società che ti permetteva di dedicarti solo al campo e di fare l'allenatore, senza dover pensare a nulla.
*Lo volevo alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]], ma non riuscimmo a portarlo. Lo volli alla Juve perché ero convinto fosse un fuoriclasse vero. Quando arrivò a Torino calciava solo forte e male. Consigliai a [[Zlatan Ibrahimovic|Zlatan]] di perfezionare la tecnica di tiro ed ogni giorno si fermava dopo l'allenamento con Galbiati a fare tiri in porta. Credo che i risultati si vedano. Fa giocate che solo i fuoriclasse sanno fare e che sono impensabili per gli altri.
*{{NDR|Riferito al periodo tra il 2004 e il 2006}} Non era più il [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] spumeggiante degli anni di [[Marcello Lippi|Lippi]]. Alessandro comunque merita tutta la mia stima e l'affetto. Si è sempre comportato da grande professionista, anche se era in parabola discendente.
{{Int|''[https://www.quotidiano.net/cronaca/fabio-capello-moglie-yywvyxv3 Fabio Capello e l'amore: "Mi sono dimesso una volta, non potevo stare lontano da mia moglie"]''|Intervista di [[Leo Turrini]], ''quotidiano.net'', 18 novembre 2024}}
*{{NDR|Riferendosi alla vittoria della nazionale italiana a Wembley contro l'Inghilterra nel 1973}} Vincemmo 1-0 con un mio gol nel finale. La mattina del match, un tabloid londinese aveva titolato: stasera ventimila camerieri allo stadio, irridendo i nostri connazionali che facevano i lavori più umili in Inghilterra. Alla fine della partita, andai a parlare con i giornalisti e dissi: ho segnato per l'onore di ventimila camerieri.
*{{NDR|«La gioia più grande da mister?»}} Il 4-0 rifilato con il mio Milan al Barcellona nella [[Finale della UEFA Champions League 1993-1994|finale di Champions ad Atene nel 1994]]. Cruyff, il mitico olandese, allenava i catalani. Per un mese aveva dichiarato che per loro era una formalità, erano troppo superiori. Io mostrai una sua foto ai miei giocatori, spiegando che avevamo occasione di fargli cambiare idea.
*Io al Cavaliere debbo tantissimo. Quando comprò il Milan io ero già nel club. Silvio mi disse: Capello, lei deve studiare da manager in Fininvest, vedrà che quello che impara le servirà quando la metterò in panchina. Aveva ragione.
*{{NDR|«Mai litigato con lui?»}} No, però ci fu una volta che non mi diede retta. Nel 2006 ero tornato ad allenare il Real Madrid. In organico avevo Ronaldo, non il portoghese, il brasiliano che era stato all'Inter [...]. Fantastico, ma non aveva più la testa da atleta, organizzava sempre feste con ballerine eccetera. Io convinsi i dirigenti del Real a venderlo perché sfasciava lo spogliatoio con le sue abitudini [...]. Un giorno mi chiama Silvio e mi fa: Fabio, davvero vendi Ronaldo? E io: sì presidente ma per carità non lo compri, a me sta sempre a cuore il Milan, non faccia questo errore, non si metta in casa uno che pensa solo alle veline e allo champagne [...]. Berlusconi al telefono mi dà ragione, mi giura che seguirà il mio consiglio. Il giorno dopo apro il giornale e c'è un titolo a caratteri cubitali: Ronaldo è del Milan.
{{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/26_giugno_14/fabio-capello-intervista-6ff41822-af14-4310-adfa-01292f02cxlk.shtml Fabio Capello: «A Ibra dissi di fare gol, non il circo. Volevo smettere di studiare, papà dopo pranzo mi abbracciò e mi disse: "Provaci". Sono da sempre anticomunista»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 14 giugno 2026}}
*{{NDR|[[Gigi Riva]]}} Poche parole, pochi amici […]. Non dormiva mai, gli allenamenti si facevano nel pomeriggio perché si svegliava alle 11 e dovevamo aspettarlo, era troppo importante.
*{{NDR|[[Helenio Herrera]]}} Formidabile, avanti anni luce rispetto agli altri. Lavorava su tecnica e velocità. Se in allenamento rallentavi, ti sgridava subito. Tatticamente era carente, ma psicologicamente era molto forte. Sapeva come caricare la squadra.
*{{NDR|[[Nils Liedholm]]}} Molto superstizioso. Si faceva dettare la formazione dal mago di Busto Arsizio. Con lui pensavi di poter fare qualsiasi cosa, diceva sempre di sì. Prima però dovevi fare quello che ti diceva lui.
*{{NDR|[[Nereo Rocco]]}} Capiva di calcio, ed era una persona molto diretta. Qualche volta gli piaceva bere, e ci giocava su. Ci faceva fare i giri di campo e ogni volta ne aggiungeva uno. E noi: mister, ce l'ha già aggiunto, doveva essere l'ultimo, si è scordato? E lui: "Me go desmentegà, colpa del vino bianco..."
*{{NDR|[[Gianni Rivera]]}} Un calciatore di un altro livello […]. Grandissime qualità, non faceva pesare la sua leadership. Mi sono sempre trovato molto bene con lui.
*{{NDR|[[Gianni Agnelli]]}} Un personaggio incredibile. Era come se arrivasse il Papa. Ti dava la benedizione, quindici parole e poi andava via. Restava poco, alle partite, alle cene; però c’era sempre. Ci dava del lei. Una volta mi disse che avevo nostalgia di Roma; in effetti avevo faticato a integrarmi.
*In certi club capisci che sei dentro una scuola di mentalità vincente, con un'organizzazione fortissima. Sono posti dove respiri un’atmosfera particolare: senti subito che devi vincere. Non fai nulla di straordinario, devi solo fare il tuo. A Roma ci provi; alla Juve vincere è un’abitudine. Se non vinci, te ne vai.
*{{NDR|[[Silvio Berlusconi]]}} Eccezionale. Uno che realizzava i sogni. Tutti cercavano di fare televisione; lui c’è riuscito. Voleva la squadra di calcio più forte del mondo; e c’è riuscito. Era molto rispettoso e generoso, ha aiutato tutti quelli che poteva aiutare. L'ho sempre visto con un pezzo di carta in mano: voleva sapere cosa pensavano gli altri, si appuntava tutto.
*Dopo Rivera, [[Roberto Baggio|Baggio]] era il più bravo di tutti. Ma aveva un enorme problema alle ginocchia e non riusciva ad allenarsi. Per gli altri era difficile accettare che uno che non si fosse allenato durante la settimana potesse giocare 90 minuti. Adesso, con cinque sostituzioni, sarebbe più semplice. Oggi paradossalmente Baggio giocherebbe di più.
*{{NDR|[[Johan Cruijff]]}} Un giocatore di grandissima qualità, molto altruista […]. Da tecnico lui è stato molto bravo, ma anche un po’ spocchioso. Aveva una certa superbia, come tutti gli olandesi. È difficile spiegare a un olandese qualcosa di diverso; è sempre lui che ti spiega cosa devi fare.
{{Int|''https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/01-08-2026/intervista-capello-baresi-milan.shtml]''|Intervista di Alessandra Bocci, ''gazzetta.it'', 1° agosto 2026}}
{{NDR|Su [[Franco Baresi]]}}
*Franco era un ragazzo fantastico. Ha lavorato tantissimo per diventare quello che è diventato, è stato il simbolo per tutti coloro che venivano a giocare nel Milan. Vedere come si allenava, come si comportava, come era sempre presente e capire tutto quello che ti dava in campo e fuori, è stato fondamentale per la crescita di altri giocatori.
*Aveva una grande velocità, grande intuizione, intelligenza tattica. Possedeva una visione del gioco quasi unica. A livello difensivo è stato il migliore in assoluto di quel periodo, non soltanto perché giocava in un grande Milan, proprio rispetto a tutti i giocatori del mondo in quel momento.
*Aperto a tutto e a tutti quelli che arrivavano, però era il suo esempio a essere importante, questa è la cosa fondamentale. [...] Il segreto di quel Milan era nell'esempio che davano i giocatori che avevano vinto tantissimo e non si accontentavano. E Franco era unico. Aveva l'orgoglio di giocare per questa maglia, per i tifosi, da capitano trasmetteva queste sensazioni. Se succedeva che la squadra si addormentasse un po', dava la scossa. Non voleva mai perdere, era questa la sensazione forte che arrivava.
==Citazioni su Fabio Capello==
[[File:CapelloMadrid.JPG|thumb|Fabio Capello nel 2007]]
*A me Capello piace perché è serio e non appartiene alla categoria dei ciarlatani-filosofi che, nel calcio, abbondano. È uno che mette la tuta dell'operaio e produce; altri indossano il frac e concionano sul nulla, incantando padroni gonzi o imbecilli. ([[Domenico Morace]])
*Capello è il migliore allenatore che abbia mai avuto. Il fatto che mi abbia chiamato in Russia è un onore straordinario [...]. E aggiungo una cosa: Capello è stato il tecnico con cui ho discusso di più, eppure mi ha chiamato in Russia dicendomi che la mia strada è allenare. ([[Christian Panucci]])
*Capello è stato l'allenatore che mi ha cambiato nel modo di giocare. Già dal suo primo anno ha voluto cambiare la mia posizione, quando arrivò giocai con Totti e Montella, ma già a metà stagione mi mise sulla fascia pensando all'anno dopo. Ti faceva tirare fuori il 110%, la sua più grande dote. Trattava tutti allo stesso modo, non c'erano giocatori di nome o altri, i regolamenti erano uguali. ([[Marco Delvecchio]])
*Capello ha i suoi metodi, non sono mai uscito a cena con lui e credo non l'abbia fatto nessuno di noi, però giudico l'allenatore e sui risultati non c'è nulla da dire. Capello sa come tenere in pugno le situazioni difficili. ([[Zvonimir Boban]])
*Capello? Lo stimo molto, sia sul piano professionale sia su quello umano. È per questo che un mese fa l'ho invitato a L'Aja a tenere una conferenza sugli allenatori olandesi. Io e Fabio abbiamo idee molto simili su lavorare con i giocatori e come trattarli. ([[Louis van Gaal]])
*Capisco che Fabio possa risultare scostante [...]. Capello è un bisiaco chiuso, a volte scorbutico; ha una bazza che lo rende difficilmente simpatico a chi lo incrocia per la prima volta; eppoi ha un brutto difetto: sa essere ruffiano ma è anche terribilmente sincero, sino alla brutalità. ([[Domenico Morace]])
*Lui era tremendamente scaramantico. Una volta, a Pechino, persi in campo una penna Dupont d'oro massiccio con cui, negli anni precedenti, avevo compilato tutte le formazioni del Milan da consegnare all'arbitro. Finita la partita ci mettemmo a cercare nell'erba, sotto i riflettori. Capello urlava: trovala, trovala, ma non la trovammo. Era il '94 ed avevamo appena centrato l'abbinata scudetto-Champions League: l'anno seguente arrivammo quarti. ([[Silvano Ramaccioni]])
*Non mi piace parlarne, mi sembra di dedicare troppa attenzione a chi non la merita. Come si è comportato, il fatto che nessuno qui senta la sua mancanza, tutto indica che tipo di persona sia. Si è comportato così a [[Milano]], a [[Roma]] e anche qui a [[Torino]]. Uno, due indizi, il terzo è una prova. ([[Alessandro Del Piero]])
*Ogni mattina mi guardo allo specchio e mi dico che Capello è la più grande offesa per la categoria. Mi vergogno di essere un allenatore. ([[Franco Scoglio]])
*Ognuno può dire quello che vuole, stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Ha vinto due scudetti, ma nessuno si ricorda di cose emblematiche: io mi ricordo gli scudetti di [[Marcello Lippi|Lippi]] e di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell'armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie. ([[Antonio Conte]]).
*Per un calciatore è un onore e una garanzia essere allenati da Capello. ([[John Carew]])
*Provo a dire, io che l'ho visto e ammirato in campo e che con lui ho dialogato particolarmente quando d'estate andavo a trovarlo a Grado e lui mi spiegava e mi raccontava, lui che aveva fama di carattere dolce e levigato come la carta vetrata. Dimmi come era Capello e come giocava. Faceva correre la palla, apriva e spalancava gli occhi anche per gli altri. E non faceva tanti gol, ma tutti importanti, quarantaquattro in campionato e anche otto in azzurro, con quel memorabile gol a Wembley, un gol che fece lacrimare una classe operaia che lassù nell'Isola per un attimo si sentì in Paradiso. E sapeva vivere. ([[Gianfranco Civolani]])
*Quando Capello si arrabbia sono pochi quelli che osano guardarlo negli occhi, e se ti offre una possibilità e tu non la sfrutti puoi anche andare a vendere salsicce fuori dallo stadio. Nessuno va da lui a parlargli dei suoi problemi. Capello non è tuo amico. Non chiacchiera con i giocatori, non a quel modo. Lui è il sergente di ferro, e quando ti chiama in genere non è un buon segno. D'altro canto non puoi mai sapere. Lui distrugge e costruisce. ([[Zlatan Ibrahimović]])
*Un allenatore come Capello è stato fondamentale per me: durante gli allenamenti sentivi il peso del suo sguardo e io avevo bisogno di sentire addosso questo tipo di pressione. Era un mister molto esigente e questa sua caratteristica mi ha aiutato a tirare fuori il meglio di me. ([[Marcel Desailly]])
*Un grande tecnico, molto intelligente e non asfissiava i giocatori. Persona schietta, ma non fu un rapporto facile. Comunque preferisco chi ti parla in faccia. ([[Enzo Gambaro]])
=== [[Antonio Cassano]] ===
*Il migliore allenatore che abbia mai avuto. Ha fatto tanto per me e io poco per lui: non lo meritava, ma la stima che ci ha legato e ci lega tuttora è immensa.
*Io e lui non andavamo mai d'accordo, al punto che una volta quando stavo alla Roma mi venne in mente un'idea che tutti e due ancora applichiamo con successo. Gli dico: "Visto che facciamo stronzate dalla mattina alla sera e ci mandiamo continuamente a quel paese, almeno mettiamoci la mano davanti alla bocca, così evitiamo che tutto il mondo veda, capisca e ci prenda per il culo". E lui quel giorno lì per la prima volta ha ascoltato me. Per la prima e unica, sia chiaro.
*Se avessi ascoltato Capello, uno dei più grandi allenatori di sempre, avrei fatto cose più importanti. L'ho incontrato per la prima volta nel 2001, mi voleva a tutti i costi a Roma e rifiutai la Juve. Ancora oggi dico di aver fatto la scelta migliore.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Capello, Fabio}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
azw0j2yjqqzdtwbqvpxmz8jhf97bqss
1422633
1422632
2026-08-05T06:23:40Z
SirPsych0
33615
+3
1422633
wikitext
text/x-wiki
[[File:Russia-Aizer (4).jpg|thumb|Fabio Capello nel 2014]]
'''Fabio Capello''' (1946 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Fabio Capello==
{{cronologico}}
*{{NDR|Prima della gara Juventus-Roma del campionato di Serie A 1999-2000}} Il problema della sudditanza esiste, forse anzi sicuramente è un fattore involontario ma non possiamo fare finta che non ci sia [...]. Se analizziamo i fatti e facciamo i conti dei pro e dei contro che riguardano altre squadre, ci accorgiamo che alla fine qualche cosa esiste. La Juventus viene favorita perché sono ormai molti anni che si trova al vertice, non dobbiamo stupirci perché il problema esiste su tutti i campi.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/sport/ventiduesima/polemiche/polemiche.html Capello contro Juve e arbitri "La sudditanza esiste"]'', ''repubblica.it'', 21 febbraio 2000.</ref>
*Il [[terrorismo]] di qualsiasi matrice va combattuto, ma non è giusto prendere l'[[Islam]] come nemico comune: il terrorismo non ha religione.<ref>Citato in Ernesto Menicucci; ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/16/Capello_pronto_riaccendere_Roma_co_10_0109161326.shtml Capello pronto a riaccendere la Roma]'', ''Corriere della Sera'', 16 settembre 2001, p. 55.</ref>
*[[Silvano Ramaccioni|Silvano]] è uno che sa stare perfettamente al suo posto. La sua collaborazione con l'allenatore è totale, si può dire che indossi la maglia di quel tecnico, lo difende. Impossibile non sentire il suo appoggio. Trovo che sia bravissimo a fare da trait d'union tra la squadra e la panchina. E poi di calcio capisce: per un tecnico è un aiuto in più. Con lui puoi confrontarti sapendo di avere a che fare con un interlocutore attendibile.<ref>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20141125114737/http://archiviostorico.corriere.it/2002/maggio/13/vent_anni_Ramaccioni_Memorie_dal_co_0_0205136993.shtml I vent'anni di Ramaccioni. «Memorie dal mondo Milan»]'', ''Corriere della Sera'', 13 maggio 2002, p. 43.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] sulla Juventus nell'aprile 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.<ref name=juve>A fine maggio 2004, Capello diventa ufficialmente allenatore della Juventus.</ref><ref name=rep>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/sport/calcio/serie_a/capeljuve2/capeljuve2/capeljuve2.html "La Juve? Non mi interessa" Così parlava Capello romanista]'', ''repubblica.it'', 28 maggio 2004.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel febbraio 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita.<ref name=juve/><ref name=rep/>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1992-1993]], replicando a Jean-Jacques Eydelie che parlò di pratiche dopanti}} In campo non ci accorgemmo di nulla, comunque quella sconfitta fu immeritata: Barthez fece 3 parate strepitose. Da notare poi che l'arbitro di quella finale fu radiato per corruzione [...]<ref>Citato in Andrea Sorrentino, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/22/quella-coppa-campioni-nostra.html Quella Coppa Campioni è nostra]'', ''la Repubblica'', 22 gennaio 2006.</ref>
*[[Francisco Franco]] ha lasciato in eredità l'ordine. In Spagna funziona tutto e funziona bene, ci sono educazione, pulizia, rispetto e poca burocrazia<ref>Citato in [http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/02_Febbraio/09/capello.html ''Capello «franchista» fa infuriare la Spagna''], ''corriere.it'', 9 febbraio 2006</ref>.
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] al termine del campionato di Serie A 2005-2006}} [...] il mio futuro sarà sicuramente nella Juventus {{NDR|«Anche in Serie B?»}} Per quale motivo, scusi? L'ha deciso lei?<ref>Dall'intervista di Paolo Assogna per il programma televisivo ''Sky Calcio Show'', in onda su ''Sky Sport 1'' al termine di Reggina-Juventus (0-2), gara valevole per l'ultima giornata di campionato; ''[https://www.youtube.com/watch?v=fqe4GRNBOFM video]'' disponibile su ''youtube.com'', min, 2.50.</ref>
*Nessuno ha la potenza di [[Zlatan Ibrahimović]]. Lui e Marco Van Basten sono identici nell'eleganza.<ref>Da ''La Gazzetta dello Sport'', 9 novembre 2007.</ref>
*{{NDR|Sulla stagione 2007-2008 che segna il ritorno in Serie A della Juventus}} La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.<ref name=clari>Dall'intervista di Valerio Clari, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Primo_Piano/2008/03_Marzo/11/capello.html Capello consulente Inter "Occhio al contropiede"]'', ''gazzetta.it'', 11 marzo 2008.</ref>
*Io sono dell'idea che più si fischia più si sbaglia. Meglio il metro inglese, in questo senso. In Italia si analizza troppo la moviola per giustificare o condannare le prestazioni della squadra. E finché si discute su contatti minimi si giustificano i simulatori.<ref name=clari/>
*Io ho sempre detto: non voglio 7 giocatori, ma due buoni. Quando vuoi rifondare una squadra ci vuole solo la qualità. Al Milan sono arrivati Ibra e Robinho. Finalmente, ho detto a Galliani, avete preso due ottimi giocatori. Ci vogliono uomini che fanno la differenza non che fanno numero.<ref>Dal Gr Parlamento; citato in ''Tuttosport'', 1º febbraio 2011, p. 2.</ref>
*[[Massimo Moratti|Moratti]] dice che lo Scudetto del 2006 è suo? E io dico che è mio. La medaglia ce l'ho ancora a casa, non me l'ha tolta nessuno. Questo del Milan è il secondo titolo "vero", perché anche l'anno scorso è stato un torneo equilibrato. In quelli precedenti, invece, per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] non c'era competizione.<ref>Citato in ''[http://www.sportnews.eu/calcio/19/05/2011/inter-capello-lo-scudetto-del-2006-e-mio-la-medaglia-non-me-lha-tolta-nessuno/ Inter. Capello: "Lo scudetto del 2006 è mio, la medaglia non me l'ha tolta nessuno"]'', ''sportnews.eu'', 19 maggio 2011.</ref>
*Dopo aver visto [[Wayne Rooney|Rooney]] contro l'Italia {{NDR|agli Europei 2012}}, credo che capisca solo lo scozzese.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Andrea Stramaccioni|Stramaccioni]]}} Penso che [[Massimo Moratti|Moratti]] l'abbia scelto non perché sia giovane, che sarebbe assurdo, ma perché è bravo.<ref name=intervistaCondo>Citato in Paolo Condò, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/13-09-2012/capello-allarme-russo-milan-occhio-zenit-912589734989.shtml Capello e l'allarme russo. Milan, occhio allo Zenit]'', ''gazzetta.it'', 13 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Radamel Falcao|Falcao]]}} In tutta la mia carriera soltanto un giocatore mi lasciò un'impressione superiore al primo sguardo, e fu proprio [[Leo Messi]] la sera del Gamper contro la mia Juve. Falcao è un attaccante grandissimo, oggi sicuramente il numero uno.<ref name=intervistaCondo/>
*Ho votato tanti partiti diversi: PSI, PRI, DC per tanti anni, poi Lega nord e Forza Italia. [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è stato grandissimo come imprenditore, cioè in una posizione dove poteva decidere tutto o quasi. In politica invece è un uomo con le mani legate. Ha dovuto accontentare troppa gente e non ha potuto fare come voleva lui. Però lo voterò ancora.<ref>Citato in ''[http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=CAPELLO+Fabio Biografia di Fabio Capello]'', ''cinquantamila.corriere.it'', 4 novembre 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Gonzalo Higuaín]]}} Lo presi io al Real Madrid quando non aveva ancora venti anni, mi piacque subito. Vidi delle cassette, mi interessò immediatamente perché si muoveva molto e partecipava sempre all'azione. Higuain non è un attaccante che resta fermo in area avversaria in attesa del pallone. Appena arrivò a Madrid si mise subito a disposizione del gruppo, lavorava tantissimo per migliorare tecnicamente. Ha sempre dimostrato fiuto del goal e grande determinazione, è un calciatore importante.<ref>Da un'intervista a Sky Sport; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2014/03/02/4656343/higuain-fa-cantare-napoli-capello-ricorda-lo-portai-io-al Higuain fa cantare Napoli, Capello ricorda: "Lo portai io al Real..."]'', ''goal.com'', 2 marzo 2014.</ref>
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2014/10/16-309553/Capello%3A+%C2%ABDifferenze+Juve-Roma%3F+La+mentalit%C3%A0+vincente...%C2%BB Capello: «Differenze Juve-Roma? La mentalità vincente...»]'', ''tuttosport.com'', 16 ottobre 2014.</ref>
*{{NDR|Su [[Paul Pogba]]}} Parliamo di un ragazzo che ha un potenziale da super giocatore. Bisogna vedere se quando gli mettono il volante in mano, nel senso di mostrare tutto il suo valore ed essere trainante per la squadra, dimostrerà di essere capace di guidare.<ref>Dall'intervista di Filippo Cornacchia a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2015/09/14-4010318/capello_pogba_hai_il_volante_col_city_devi_guidare/ «Pogba, hai il volante col City devi guidare»]'', ''tuttosport.com'', 14 settembre 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} Si presentò a Madrid che era 96 kg, gli ho chiesto di arrivare a 88-90. Non c'è stato niente da fare. Era un grandissimo giocatore, ma un leader negativo per il gruppo. Lo cedemmo a gennaio e l'ambiente in squadra cambiò completamente: riusciamo a recuperare nove punti al Barcellona, anche se l'impatto mediatico fu enorme.<ref name=gazzetta>Da un intervento ai Globe Soccer Awards 2015; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/28-12-2015/capello-ronaldo-leader-negativo-via-lui-mio-real-madrid-trionfo-14086819241.shtml Capello: "Ronaldo leader negativo: via lui e il mio Real Madrid trionfò"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2015.</ref>
*Io sono per la [[Tecnologia di porta|tecnologia]] totale. In tutti gli sport, dal rugby al basket fino al tennis c'è la tecnologia. Io per un gol-non gol sono stato eliminato al Mondiale con l'Inghilterra. Uno lavora due anni e dopo un errore del genere vai a casa. È una cosa importante.<ref name=gazzetta/>
*[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano Ronaldo]] è un grande realizzatore ma non ha il genio di Messi [...]. Messi era un genio già a 17-18 anni, Cristiano era invece un buon giocatore che si è costruito attraverso il duro lavoro diventando poi un crack. Il portoghese è un ottimo giocatore, ha tutto il mio rispetto, tuttavia non ha nel suo repertorio la giocata geniale, impossibile, quella che gli altri non possono immaginare. La differenza è lì, Messi è un talento innato, Cristiano è diventato un campione con il passare del tempo.<ref>Dall'intervista ad ''AS'', citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/il-migliore-capello-vota-messi-lui-e-un-genio-cristiano-ronaldo-no/1o52ctti8tl5i19kmdky2f4ugl Il migliore? Capello vota Messi: "Lui è un genio, Cristiano Ronaldo no"]'', ''goal.com'', 3 dicembre 2016.</ref>
*La mia avventura al [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]] finì con una telefonata di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che mi chiese di tornare ad allenare il Milan. A lui dovevo tutto e non potevo dirgli di no.<ref>Citato in ''[http://www.foxsports.it/2016/12/23/collezione-capello-guarda-che-inter-vende-roberto-carlos-porto-a-madrid "Guarda che l'Inter vende Roberto Carlos". E Capello lo portò a Madrid]'', ''foxsports.it'', 23 dicembre 2016.</ref>
*Loro {{NDR|i tifosi spagnoli}} si divertono alla partita, ci vanno tranquilli, con un panino in mano; da noi si va allo stadio solo per offendere. In Inghilterra applaudono la loro squadra quando retrocede, perché riconoscono ai giocatori l’impegno, l’applicazione: da noi quando succede? In Italia ho visto solo i tifosi del [[Frosinone Calcio|Frosinone]] applaudire la squadra nonostante la retrocessione<ref>Citato in [https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_06/sport-senza-piu-gioia-inaccettabile-sottocultura-professionisti-tifo-ceba719a-31cd-11e7-8ba7-335b307d9aaa.shtml ''La sottocultura dei professionisti del tifo è inaccettabile''], ''roma.corriere.it'', 5 maggio 2017</ref>.
*Quando me lo sono trovato a Madrid mi dissi "Ancora qui questo...". A Roma si perse, come tutti quelli che sono andati lì. Si è fatto coinvolgere da qualche festa di troppo. Dopo [[Roberto Baggio|Baggio]] è stato il più grande talento del calcio italiano. La genialità di Cassano è unica. Negli ultimi 20 metri dribblava, rifiniva, calciava... Molti confondono i fuoriclasse con i geni: sono cose molto diverse. Il più grande dispiacere che ho avuto è stato lo spreco del suo talento. Antonio si è perso in sciocchezze, in bambinate. Si è fermato al 50% delle sue possibilità. Ricordo che a Madrid avevamo il Gordo ([[Ronaldo]]) e il Gordito, cioè lui.<ref>Dall'evento Milano Calcio City, 29 settembre 2019; citato in ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/tmw-capello-scudetto-sara-sfida-a-tre-fino-alla-fine-occhio-all-atalanta-1297463 Capello: "Scudetto, sarà sfida a tre fino alla fine. Occhio all'Atalanta"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 29 settembre 2019.</ref>
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio, la stessa cosa succede anche al Milan. Sono stato anche al Real Madrid e lì quello della reception ti dice subito che sei nel club più importante del mondo. Alla Roma invece devi sempre costruire e rimodellare la mentalità. Quando abbiamo vinto il campionato dissi che avevamo fatto festa per sei mesi e che dovevamo smetterla. Ho vinto ovunque, ma solo a Roma abbiamo festeggiato con calciatori e famiglie, si dà importanza ad altre cose. Io chiesi perché non si fosse organizzata una festa tutta nostra.<ref> Da un'intervista a Radio Radio; citato in '' [https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/capello-alla-juve-diventi-un-operaio-ai-bianconeri-chiesi-io-ibrahimovic-490061 Capello: "Alla Juve diventi un operaio. Ai bianconeri chiesi io Ibrahimovic"]'', ''tuttojuve.com'', 25 ottobre 2019.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2000-2001]]}} Guardi, se è stato difficile vincere un campionato, e la dimostrazione è che nella storia di questa società ne sono stati vinti appena tre, ancor più difficile è stato mettere la parola fine ai festeggiamenti. Sono durati 7 mesi e le assicuro che non esagero.<ref>Da un'intervista a ''Il Messaggero''; citato in Giacomo Emanuele Di Giulio, ''[https://www.romanews.eu/capello-lo-scudetto-con-la-roma-il-piu-difficile-della-mia-carriera/ Capello: "Lo scudetto con la Roma il più difficile della mia carriera"]'', ''romanews.eu'', 17 giugno 2021.</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Joshua Zirkzee]]}} [...] un giocatore completo di grandi qualità tecniche, dotato di grande fantasia, capace di "vedere" il gioco, che corre ed è ben strutturato fisicamente. Un giocatore moderno con tanta, tanta qualità. Ha velocità di pensiero e sceglie sempre la giocata che più può far male all'avversario, quella più pericolosa. È una dote che o ce l'hai o non ce l'hai. Ha sensibilità tecnica e tattica.<ref>Da un'intervista a ''Sportweek''; citato in ''[https://www.milannews.it/news/capello-innamorato-di-zirkzee-giocatore-moderno-con-tanta-tanta-qualita-l-ho-visto-a-san-siro-e-538148 Capello "innamorato" di Zirkzee: "Giocatore moderno con tanta, tanta qualità. L'ho visto a San Siro e..."]'', ''milannews.it'', 8 giugno 2024.</ref>
*Quando fai il [[Calciomercato|mercato]] devi pensare a quanto valgono i giocatori che hai: se vale 90, devi comprarne uno che valga 93. Se ne compri dieci che valgono 70, non fai un passo avanti.<ref>Dall'intervento a Milano Football Week; citato in Tommaso Bonan, ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/capello-quando-leggo-che-il-milan-non-ha-neanche-un-convocato-in-nazionale-1979310 Capello: "Quando leggo che il Milan non ha neanche un convocato in Nazionale..."]'', ''tuttomercatoweb.com'', 14 giugno 2024.</ref>
{{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/24/mourinho-in-italia-non-cambiera-il-calcio.html Mourinho in Italia non cambierà il calcio]''|Intervista di Corrado Zunino, ''la Repubblica'', 24 luglio 2008.}}
*Ai nostri allenatori [[José Mourinho|Mourinho]] non ha da insegnare niente. In Italia il calcio tatticamente è una cosa molto, molto seria. Sotto l'aspetto calcistico siamo i più avanzati e ormai tutti conoscono tutto. Mourinho adesso ha in mano una macchina straordinaria e non credo farà rivoluzioni, gli sarà sufficiente portare quell'un per cento di novità.
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [...] io con l'Inghilterra finisco il turno. Il mio lavoro sul campo termina con l'esperienza inglese. {{NDR|«Abbiamo capito bene, dopo i mondiali del 2010 non sarà più un allenatore?»}} Questo è sicuro.
*{{NDR|Nel 2008}} Ho letto dei 'no' degli ultrà in campagna acquisti: [[Christian Vieri|Vieri]], Zauri, [[Dejan Stankovic|Stankovic]]. Una società ha il diritto di prendere chi gli pare: se a un tifoso non sta bene, quella stagione non andrà allo stadio. Ecco, in Italia i [[tifo sportivo|tifosi]], e il tifo organizzato in particolare, hanno troppo potere.
{{Int|Da ''Tuttosport'', 27 ottobre 2009, p. 3.}}
*Guido la Nazionale inglese, era ''my dream'', il mio sogno, quella azzurra non mi ha mai affascinato, qui ci sono 57 milioni di ct, io non sono fra questi. Io cerco sempre qualcosa di forte, mi esaltano le grandi sfide.
*{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Imbarazzo? E perché? Io ho vinto quei titoli sul campo, ce li hanno tolti è vero ma le medaglie le ho sempre, sono in un baule in cantina.
*In Spagna c'è grande rispetto, concetto base del mio modo di essere e allenare, le famiglie vanno allo stadio coi bambini, in Inghilterra gli impianti sono pieni, non succede mai nulla e polizia e steward svolgono un ruolo perfetto. In Italia invece comandano gli [[Ultras|ultrà]], negli stadi vedi e senti di tutto, il declino sarà sempre più evidente. Eppure basterebbe applicare la legge. Autorità e club devono prendere una decisione per far tornare la gente negli stadi e rendere questi più accoglienti.
{{Int|Da ''[http://www.vecchiasignora.com/topic/240262-intervista-completa-a-fabio-capello-dalla-trasmissione-undici-si-parla-di-juve-triade-del-piero-chelsea-e-tanto-altro/ "Calciopoli? I due Scudetti sono nostri"]''|Dal programma televisivo ''Undici''; citato in ''vecchiasignora.com'', 20 novembre 2012.}}
*Già ai miei tempi l'avevo portato con [[Claudio Marchisio|Marchisio]] in prima squadra per qualche allenamento. Si intravedevano in lui grandi potenzialità. In [[Sebastian Giovinco|Giovinco]] rivedo [[Gianfranco Zola|Zola]]. Stesso dribbling ed entrambi abilissimi sui calci di punizione.
*La Triade? Non rinnego la loro amicizia, avevano qualcosa in più degli altri. Formano un mix completo. L'abilità gestionale a livello societario del dottor [[Antonio Giraudo|Giraudo]], grazie al quale non c'erano bisogno degli investimenti della Fiat per fare il mercato. La competenza tecnica di [[Roberto Bettega]] e la bravura nell'acquistare i giocatori di [[Luciano Moggi]]. Una società che ti permetteva di dedicarti solo al campo e di fare l'allenatore, senza dover pensare a nulla.
*Lo volevo alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]], ma non riuscimmo a portarlo. Lo volli alla Juve perché ero convinto fosse un fuoriclasse vero. Quando arrivò a Torino calciava solo forte e male. Consigliai a [[Zlatan Ibrahimovic|Zlatan]] di perfezionare la tecnica di tiro ed ogni giorno si fermava dopo l'allenamento con Galbiati a fare tiri in porta. Credo che i risultati si vedano. Fa giocate che solo i fuoriclasse sanno fare e che sono impensabili per gli altri.
*{{NDR|Riferito al periodo tra il 2004 e il 2006}} Non era più il [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] spumeggiante degli anni di [[Marcello Lippi|Lippi]]. Alessandro comunque merita tutta la mia stima e l'affetto. Si è sempre comportato da grande professionista, anche se era in parabola discendente.
{{Int|''[https://www.quotidiano.net/cronaca/fabio-capello-moglie-yywvyxv3 Fabio Capello e l'amore: "Mi sono dimesso una volta, non potevo stare lontano da mia moglie"]''|Intervista di [[Leo Turrini]], ''quotidiano.net'', 18 novembre 2024}}
*{{NDR|Riferendosi alla vittoria della nazionale italiana a Wembley contro l'Inghilterra nel 1973}} Vincemmo 1-0 con un mio gol nel finale. La mattina del match, un tabloid londinese aveva titolato: stasera ventimila camerieri allo stadio, irridendo i nostri connazionali che facevano i lavori più umili in Inghilterra. Alla fine della partita, andai a parlare con i giornalisti e dissi: ho segnato per l'onore di ventimila camerieri.
*{{NDR|«La gioia più grande da mister?»}} Il 4-0 rifilato con il mio Milan al Barcellona nella [[Finale della UEFA Champions League 1993-1994|finale di Champions ad Atene nel 1994]]. Cruyff, il mitico olandese, allenava i catalani. Per un mese aveva dichiarato che per loro era una formalità, erano troppo superiori. Io mostrai una sua foto ai miei giocatori, spiegando che avevamo occasione di fargli cambiare idea.
*Io al Cavaliere debbo tantissimo. Quando comprò il Milan io ero già nel club. Silvio mi disse: Capello, lei deve studiare da manager in Fininvest, vedrà che quello che impara le servirà quando la metterò in panchina. Aveva ragione.
*{{NDR|«Mai litigato con lui?»}} No, però ci fu una volta che non mi diede retta. Nel 2006 ero tornato ad allenare il Real Madrid. In organico avevo Ronaldo, non il portoghese, il brasiliano che era stato all'Inter [...]. Fantastico, ma non aveva più la testa da atleta, organizzava sempre feste con ballerine eccetera. Io convinsi i dirigenti del Real a venderlo perché sfasciava lo spogliatoio con le sue abitudini [...]. Un giorno mi chiama Silvio e mi fa: Fabio, davvero vendi Ronaldo? E io: sì presidente ma per carità non lo compri, a me sta sempre a cuore il Milan, non faccia questo errore, non si metta in casa uno che pensa solo alle veline e allo champagne [...]. Berlusconi al telefono mi dà ragione, mi giura che seguirà il mio consiglio. Il giorno dopo apro il giornale e c'è un titolo a caratteri cubitali: Ronaldo è del Milan.
{{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/26_giugno_14/fabio-capello-intervista-6ff41822-af14-4310-adfa-01292f02cxlk.shtml Fabio Capello: «A Ibra dissi di fare gol, non il circo. Volevo smettere di studiare, papà dopo pranzo mi abbracciò e mi disse: "Provaci". Sono da sempre anticomunista»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 14 giugno 2026}}
*{{NDR|[[Gigi Riva]]}} Poche parole, pochi amici […]. Non dormiva mai, gli allenamenti si facevano nel pomeriggio perché si svegliava alle 11 e dovevamo aspettarlo, era troppo importante.
*{{NDR|[[Helenio Herrera]]}} Formidabile, avanti anni luce rispetto agli altri. Lavorava su tecnica e velocità. Se in allenamento rallentavi, ti sgridava subito. Tatticamente era carente, ma psicologicamente era molto forte. Sapeva come caricare la squadra.
*{{NDR|[[Nils Liedholm]]}} Molto superstizioso. Si faceva dettare la formazione dal mago di Busto Arsizio. Con lui pensavi di poter fare qualsiasi cosa, diceva sempre di sì. Prima però dovevi fare quello che ti diceva lui.
*{{NDR|[[Nereo Rocco]]}} Capiva di calcio, ed era una persona molto diretta. Qualche volta gli piaceva bere, e ci giocava su. Ci faceva fare i giri di campo e ogni volta ne aggiungeva uno. E noi: mister, ce l'ha già aggiunto, doveva essere l'ultimo, si è scordato? E lui: "Me go desmentegà, colpa del vino bianco..."
*{{NDR|[[Gianni Rivera]]}} Un calciatore di un altro livello […]. Grandissime qualità, non faceva pesare la sua leadership. Mi sono sempre trovato molto bene con lui.
*{{NDR|[[Gianni Agnelli]]}} Un personaggio incredibile. Era come se arrivasse il Papa. Ti dava la benedizione, quindici parole e poi andava via. Restava poco, alle partite, alle cene; però c’era sempre. Ci dava del lei. Una volta mi disse che avevo nostalgia di Roma; in effetti avevo faticato a integrarmi.
*In certi club capisci che sei dentro una scuola di mentalità vincente, con un'organizzazione fortissima. Sono posti dove respiri un’atmosfera particolare: senti subito che devi vincere. Non fai nulla di straordinario, devi solo fare il tuo. A Roma ci provi; alla Juve vincere è un’abitudine. Se non vinci, te ne vai.
*{{NDR|[[Silvio Berlusconi]]}} Eccezionale. Uno che realizzava i sogni. Tutti cercavano di fare televisione; lui c’è riuscito. Voleva la squadra di calcio più forte del mondo; e c’è riuscito. Era molto rispettoso e generoso, ha aiutato tutti quelli che poteva aiutare. L'ho sempre visto con un pezzo di carta in mano: voleva sapere cosa pensavano gli altri, si appuntava tutto.
*Dopo Rivera, [[Roberto Baggio|Baggio]] era il più bravo di tutti. Ma aveva un enorme problema alle ginocchia e non riusciva ad allenarsi. Per gli altri era difficile accettare che uno che non si fosse allenato durante la settimana potesse giocare 90 minuti. Adesso, con cinque sostituzioni, sarebbe più semplice. Oggi paradossalmente Baggio giocherebbe di più.
*{{NDR|[[Johan Cruijff]]}} Un giocatore di grandissima qualità, molto altruista […]. Da tecnico lui è stato molto bravo, ma anche un po’ spocchioso. Aveva una certa superbia, come tutti gli olandesi. È difficile spiegare a un olandese qualcosa di diverso; è sempre lui che ti spiega cosa devi fare.
{{Int|''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/01-08-2026/intervista-capello-baresi-milan.shtml
Capello: "Baresi era unico, diamogli il Pallone d'oro alla memoria. Quella volta che la Juve lo voleva e..."]''|Intervista di Alessandra Bocci, ''gazzetta.it'', 1° agosto 2026}}
{{NDR|Su [[Franco Baresi]]}}
*Franco era un ragazzo fantastico. Ha lavorato tantissimo per diventare quello che è diventato, è stato il simbolo per tutti coloro che venivano a giocare nel Milan. Vedere come si allenava, come si comportava, come era sempre presente e capire tutto quello che ti dava in campo e fuori, è stato fondamentale per la crescita di altri giocatori.
*Aveva una grande velocità, grande intuizione, intelligenza tattica. Possedeva una visione del gioco quasi unica. A livello difensivo è stato il migliore in assoluto di quel periodo, non soltanto perché giocava in un grande Milan, proprio rispetto a tutti i giocatori del mondo in quel momento.
*Aperto a tutto e a tutti quelli che arrivavano, però era il suo esempio a essere importante, questa è la cosa fondamentale. [...] Il segreto di quel Milan era nell'esempio che davano i giocatori che avevano vinto tantissimo e non si accontentavano. E Franco era unico. Aveva l'orgoglio di giocare per questa maglia, per i tifosi, da capitano trasmetteva queste sensazioni. Se succedeva che la squadra si addormentasse un po', dava la scossa. Non voleva mai perdere, era questa la sensazione forte che arrivava.
==Citazioni su Fabio Capello==
[[File:CapelloMadrid.JPG|thumb|Fabio Capello nel 2007]]
*A me Capello piace perché è serio e non appartiene alla categoria dei ciarlatani-filosofi che, nel calcio, abbondano. È uno che mette la tuta dell'operaio e produce; altri indossano il frac e concionano sul nulla, incantando padroni gonzi o imbecilli. ([[Domenico Morace]])
*Capello è il migliore allenatore che abbia mai avuto. Il fatto che mi abbia chiamato in Russia è un onore straordinario [...]. E aggiungo una cosa: Capello è stato il tecnico con cui ho discusso di più, eppure mi ha chiamato in Russia dicendomi che la mia strada è allenare. ([[Christian Panucci]])
*Capello è stato l'allenatore che mi ha cambiato nel modo di giocare. Già dal suo primo anno ha voluto cambiare la mia posizione, quando arrivò giocai con Totti e Montella, ma già a metà stagione mi mise sulla fascia pensando all'anno dopo. Ti faceva tirare fuori il 110%, la sua più grande dote. Trattava tutti allo stesso modo, non c'erano giocatori di nome o altri, i regolamenti erano uguali. ([[Marco Delvecchio]])
*Capello ha i suoi metodi, non sono mai uscito a cena con lui e credo non l'abbia fatto nessuno di noi, però giudico l'allenatore e sui risultati non c'è nulla da dire. Capello sa come tenere in pugno le situazioni difficili. ([[Zvonimir Boban]])
*Capello? Lo stimo molto, sia sul piano professionale sia su quello umano. È per questo che un mese fa l'ho invitato a L'Aja a tenere una conferenza sugli allenatori olandesi. Io e Fabio abbiamo idee molto simili su lavorare con i giocatori e come trattarli. ([[Louis van Gaal]])
*Capisco che Fabio possa risultare scostante [...]. Capello è un bisiaco chiuso, a volte scorbutico; ha una bazza che lo rende difficilmente simpatico a chi lo incrocia per la prima volta; eppoi ha un brutto difetto: sa essere ruffiano ma è anche terribilmente sincero, sino alla brutalità. ([[Domenico Morace]])
*Lui era tremendamente scaramantico. Una volta, a Pechino, persi in campo una penna Dupont d'oro massiccio con cui, negli anni precedenti, avevo compilato tutte le formazioni del Milan da consegnare all'arbitro. Finita la partita ci mettemmo a cercare nell'erba, sotto i riflettori. Capello urlava: trovala, trovala, ma non la trovammo. Era il '94 ed avevamo appena centrato l'abbinata scudetto-Champions League: l'anno seguente arrivammo quarti. ([[Silvano Ramaccioni]])
*Non mi piace parlarne, mi sembra di dedicare troppa attenzione a chi non la merita. Come si è comportato, il fatto che nessuno qui senta la sua mancanza, tutto indica che tipo di persona sia. Si è comportato così a [[Milano]], a [[Roma]] e anche qui a [[Torino]]. Uno, due indizi, il terzo è una prova. ([[Alessandro Del Piero]])
*Ogni mattina mi guardo allo specchio e mi dico che Capello è la più grande offesa per la categoria. Mi vergogno di essere un allenatore. ([[Franco Scoglio]])
*Ognuno può dire quello che vuole, stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Ha vinto due scudetti, ma nessuno si ricorda di cose emblematiche: io mi ricordo gli scudetti di [[Marcello Lippi|Lippi]] e di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell'armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie. ([[Antonio Conte]]).
*Per un calciatore è un onore e una garanzia essere allenati da Capello. ([[John Carew]])
*Provo a dire, io che l'ho visto e ammirato in campo e che con lui ho dialogato particolarmente quando d'estate andavo a trovarlo a Grado e lui mi spiegava e mi raccontava, lui che aveva fama di carattere dolce e levigato come la carta vetrata. Dimmi come era Capello e come giocava. Faceva correre la palla, apriva e spalancava gli occhi anche per gli altri. E non faceva tanti gol, ma tutti importanti, quarantaquattro in campionato e anche otto in azzurro, con quel memorabile gol a Wembley, un gol che fece lacrimare una classe operaia che lassù nell'Isola per un attimo si sentì in Paradiso. E sapeva vivere. ([[Gianfranco Civolani]])
*Quando Capello si arrabbia sono pochi quelli che osano guardarlo negli occhi, e se ti offre una possibilità e tu non la sfrutti puoi anche andare a vendere salsicce fuori dallo stadio. Nessuno va da lui a parlargli dei suoi problemi. Capello non è tuo amico. Non chiacchiera con i giocatori, non a quel modo. Lui è il sergente di ferro, e quando ti chiama in genere non è un buon segno. D'altro canto non puoi mai sapere. Lui distrugge e costruisce. ([[Zlatan Ibrahimović]])
*Un allenatore come Capello è stato fondamentale per me: durante gli allenamenti sentivi il peso del suo sguardo e io avevo bisogno di sentire addosso questo tipo di pressione. Era un mister molto esigente e questa sua caratteristica mi ha aiutato a tirare fuori il meglio di me. ([[Marcel Desailly]])
*Un grande tecnico, molto intelligente e non asfissiava i giocatori. Persona schietta, ma non fu un rapporto facile. Comunque preferisco chi ti parla in faccia. ([[Enzo Gambaro]])
=== [[Antonio Cassano]] ===
*Il migliore allenatore che abbia mai avuto. Ha fatto tanto per me e io poco per lui: non lo meritava, ma la stima che ci ha legato e ci lega tuttora è immensa.
*Io e lui non andavamo mai d'accordo, al punto che una volta quando stavo alla Roma mi venne in mente un'idea che tutti e due ancora applichiamo con successo. Gli dico: "Visto che facciamo stronzate dalla mattina alla sera e ci mandiamo continuamente a quel paese, almeno mettiamoci la mano davanti alla bocca, così evitiamo che tutto il mondo veda, capisca e ci prenda per il culo". E lui quel giorno lì per la prima volta ha ascoltato me. Per la prima e unica, sia chiaro.
*Se avessi ascoltato Capello, uno dei più grandi allenatori di sempre, avrei fatto cose più importanti. L'ho incontrato per la prima volta nel 2001, mi voleva a tutti i costi a Roma e rifiutai la Juve. Ancora oggi dico di aver fatto la scelta migliore.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Capello, Fabio}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
7bg2srh5c5c6bcpgni3cy21ra5ye5qg
1422637
1422633
2026-08-05T06:43:55Z
SirPsych0
33615
/* Citazioni di Fabio Capello */
1422637
wikitext
text/x-wiki
[[File:Russia-Aizer (4).jpg|thumb|Fabio Capello nel 2014]]
'''Fabio Capello''' (1946 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Fabio Capello==
{{cronologico}}
*{{NDR|Prima della gara Juventus-Roma del campionato di Serie A 1999-2000}} Il problema della sudditanza esiste, forse anzi sicuramente è un fattore involontario ma non possiamo fare finta che non ci sia [...]. Se analizziamo i fatti e facciamo i conti dei pro e dei contro che riguardano altre squadre, ci accorgiamo che alla fine qualche cosa esiste. La Juventus viene favorita perché sono ormai molti anni che si trova al vertice, non dobbiamo stupirci perché il problema esiste su tutti i campi.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/online/sport/ventiduesima/polemiche/polemiche.html Capello contro Juve e arbitri "La sudditanza esiste"]'', ''repubblica.it'', 21 febbraio 2000.</ref>
*Il [[terrorismo]] di qualsiasi matrice va combattuto, ma non è giusto prendere l'[[Islam]] come nemico comune: il terrorismo non ha religione.<ref>Citato in Ernesto Menicucci; ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2001/settembre/16/Capello_pronto_riaccendere_Roma_co_10_0109161326.shtml Capello pronto a riaccendere la Roma]'', ''Corriere della Sera'', 16 settembre 2001, p. 55.</ref>
*[[Silvano Ramaccioni|Silvano]] è uno che sa stare perfettamente al suo posto. La sua collaborazione con l'allenatore è totale, si può dire che indossi la maglia di quel tecnico, lo difende. Impossibile non sentire il suo appoggio. Trovo che sia bravissimo a fare da trait d'union tra la squadra e la panchina. E poi di calcio capisce: per un tecnico è un aiuto in più. Con lui puoi confrontarti sapendo di avere a che fare con un interlocutore attendibile.<ref>Citato in Alberto Costa, ''[https://web.archive.org/web/20141125114737/http://archiviostorico.corriere.it/2002/maggio/13/vent_anni_Ramaccioni_Memorie_dal_co_0_0205136993.shtml I vent'anni di Ramaccioni. «Memorie dal mondo Milan»]'', ''Corriere della Sera'', 13 maggio 2002, p. 43.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] sulla Juventus nell'aprile 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.<ref name=juve>A fine maggio 2004, Capello diventa ufficialmente allenatore della Juventus.</ref><ref name=rep>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/sport/calcio/serie_a/capeljuve2/capeljuve2/capeljuve2.html "La Juve? Non mi interessa" Così parlava Capello romanista]'', ''repubblica.it'', 28 maggio 2004.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel febbraio 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita.<ref name=juve/><ref name=rep/>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1992-1993]], replicando a Jean-Jacques Eydelie che parlò di pratiche dopanti}} In campo non ci accorgemmo di nulla, comunque quella sconfitta fu immeritata: Barthez fece 3 parate strepitose. Da notare poi che l'arbitro di quella finale fu radiato per corruzione [...]<ref>Citato in Andrea Sorrentino, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/22/quella-coppa-campioni-nostra.html Quella Coppa Campioni è nostra]'', ''la Repubblica'', 22 gennaio 2006.</ref>
*[[Francisco Franco]] ha lasciato in eredità l'ordine. In Spagna funziona tutto e funziona bene, ci sono educazione, pulizia, rispetto e poca burocrazia<ref>Citato in [http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/02_Febbraio/09/capello.html ''Capello «franchista» fa infuriare la Spagna''], ''corriere.it'', 9 febbraio 2006</ref>.
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] al termine del campionato di Serie A 2005-2006}} [...] il mio futuro sarà sicuramente nella Juventus {{NDR|«Anche in Serie B?»}} Per quale motivo, scusi? L'ha deciso lei?<ref>Dall'intervista di Paolo Assogna per il programma televisivo ''Sky Calcio Show'', in onda su ''Sky Sport 1'' al termine di Reggina-Juventus (0-2), gara valevole per l'ultima giornata di campionato; ''[https://www.youtube.com/watch?v=fqe4GRNBOFM video]'' disponibile su ''youtube.com'', min, 2.50.</ref>
*Nessuno ha la potenza di [[Zlatan Ibrahimović]]. Lui e Marco Van Basten sono identici nell'eleganza.<ref>Da ''La Gazzetta dello Sport'', 9 novembre 2007.</ref>
*{{NDR|Sulla stagione 2007-2008 che segna il ritorno in Serie A della Juventus}} La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.<ref name=clari>Dall'intervista di Valerio Clari, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Primo_Piano/2008/03_Marzo/11/capello.html Capello consulente Inter "Occhio al contropiede"]'', ''gazzetta.it'', 11 marzo 2008.</ref>
*Io sono dell'idea che più si fischia più si sbaglia. Meglio il metro inglese, in questo senso. In Italia si analizza troppo la moviola per giustificare o condannare le prestazioni della squadra. E finché si discute su contatti minimi si giustificano i simulatori.<ref name=clari/>
*Io ho sempre detto: non voglio 7 giocatori, ma due buoni. Quando vuoi rifondare una squadra ci vuole solo la qualità. Al Milan sono arrivati Ibra e Robinho. Finalmente, ho detto a Galliani, avete preso due ottimi giocatori. Ci vogliono uomini che fanno la differenza non che fanno numero.<ref>Dal Gr Parlamento; citato in ''Tuttosport'', 1º febbraio 2011, p. 2.</ref>
*[[Massimo Moratti|Moratti]] dice che lo Scudetto del 2006 è suo? E io dico che è mio. La medaglia ce l'ho ancora a casa, non me l'ha tolta nessuno. Questo del Milan è il secondo titolo "vero", perché anche l'anno scorso è stato un torneo equilibrato. In quelli precedenti, invece, per l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] non c'era competizione.<ref>Citato in ''[http://www.sportnews.eu/calcio/19/05/2011/inter-capello-lo-scudetto-del-2006-e-mio-la-medaglia-non-me-lha-tolta-nessuno/ Inter. Capello: "Lo scudetto del 2006 è mio, la medaglia non me l'ha tolta nessuno"]'', ''sportnews.eu'', 19 maggio 2011.</ref>
*Dopo aver visto [[Wayne Rooney|Rooney]] contro l'Italia {{NDR|agli Europei 2012}}, credo che capisca solo lo scozzese.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Andrea Stramaccioni|Stramaccioni]]}} Penso che [[Massimo Moratti|Moratti]] l'abbia scelto non perché sia giovane, che sarebbe assurdo, ma perché è bravo.<ref name=intervistaCondo>Citato in Paolo Condò, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/13-09-2012/capello-allarme-russo-milan-occhio-zenit-912589734989.shtml Capello e l'allarme russo. Milan, occhio allo Zenit]'', ''gazzetta.it'', 13 settembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Radamel Falcao|Falcao]]}} In tutta la mia carriera soltanto un giocatore mi lasciò un'impressione superiore al primo sguardo, e fu proprio [[Leo Messi]] la sera del Gamper contro la mia Juve. Falcao è un attaccante grandissimo, oggi sicuramente il numero uno.<ref name=intervistaCondo/>
*Ho votato tanti partiti diversi: PSI, PRI, DC per tanti anni, poi Lega nord e Forza Italia. [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è stato grandissimo come imprenditore, cioè in una posizione dove poteva decidere tutto o quasi. In politica invece è un uomo con le mani legate. Ha dovuto accontentare troppa gente e non ha potuto fare come voleva lui. Però lo voterò ancora.<ref>Citato in ''[http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=CAPELLO+Fabio Biografia di Fabio Capello]'', ''cinquantamila.corriere.it'', 4 novembre 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Gonzalo Higuaín]]}} Lo presi io al Real Madrid quando non aveva ancora venti anni, mi piacque subito. Vidi delle cassette, mi interessò immediatamente perché si muoveva molto e partecipava sempre all'azione. Higuain non è un attaccante che resta fermo in area avversaria in attesa del pallone. Appena arrivò a Madrid si mise subito a disposizione del gruppo, lavorava tantissimo per migliorare tecnicamente. Ha sempre dimostrato fiuto del goal e grande determinazione, è un calciatore importante.<ref>Da un'intervista a Sky Sport; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2014/03/02/4656343/higuain-fa-cantare-napoli-capello-ricorda-lo-portai-io-al Higuain fa cantare Napoli, Capello ricorda: "Lo portai io al Real..."]'', ''goal.com'', 2 marzo 2014.</ref>
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2014/10/16-309553/Capello%3A+%C2%ABDifferenze+Juve-Roma%3F+La+mentalit%C3%A0+vincente...%C2%BB Capello: «Differenze Juve-Roma? La mentalità vincente...»]'', ''tuttosport.com'', 16 ottobre 2014.</ref>
*{{NDR|Su [[Paul Pogba]]}} Parliamo di un ragazzo che ha un potenziale da super giocatore. Bisogna vedere se quando gli mettono il volante in mano, nel senso di mostrare tutto il suo valore ed essere trainante per la squadra, dimostrerà di essere capace di guidare.<ref>Dall'intervista di Filippo Cornacchia a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2015/09/14-4010318/capello_pogba_hai_il_volante_col_city_devi_guidare/ «Pogba, hai il volante col City devi guidare»]'', ''tuttosport.com'', 14 settembre 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Ronaldo]]}} Si presentò a Madrid che era 96 kg, gli ho chiesto di arrivare a 88-90. Non c'è stato niente da fare. Era un grandissimo giocatore, ma un leader negativo per il gruppo. Lo cedemmo a gennaio e l'ambiente in squadra cambiò completamente: riusciamo a recuperare nove punti al Barcellona, anche se l'impatto mediatico fu enorme.<ref name=gazzetta>Da un intervento ai Globe Soccer Awards 2015; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/28-12-2015/capello-ronaldo-leader-negativo-via-lui-mio-real-madrid-trionfo-14086819241.shtml Capello: "Ronaldo leader negativo: via lui e il mio Real Madrid trionfò"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2015.</ref>
*Io sono per la [[Tecnologia di porta|tecnologia]] totale. In tutti gli sport, dal rugby al basket fino al tennis c'è la tecnologia. Io per un gol-non gol sono stato eliminato al Mondiale con l'Inghilterra. Uno lavora due anni e dopo un errore del genere vai a casa. È una cosa importante.<ref name=gazzetta/>
*[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Cristiano Ronaldo]] è un grande realizzatore ma non ha il genio di Messi [...]. Messi era un genio già a 17-18 anni, Cristiano era invece un buon giocatore che si è costruito attraverso il duro lavoro diventando poi un crack. Il portoghese è un ottimo giocatore, ha tutto il mio rispetto, tuttavia non ha nel suo repertorio la giocata geniale, impossibile, quella che gli altri non possono immaginare. La differenza è lì, Messi è un talento innato, Cristiano è diventato un campione con il passare del tempo.<ref>Dall'intervista ad ''AS'', citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/il-migliore-capello-vota-messi-lui-e-un-genio-cristiano-ronaldo-no/1o52ctti8tl5i19kmdky2f4ugl Il migliore? Capello vota Messi: "Lui è un genio, Cristiano Ronaldo no"]'', ''goal.com'', 3 dicembre 2016.</ref>
*La mia avventura al [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]] finì con una telefonata di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che mi chiese di tornare ad allenare il Milan. A lui dovevo tutto e non potevo dirgli di no.<ref>Citato in ''[http://www.foxsports.it/2016/12/23/collezione-capello-guarda-che-inter-vende-roberto-carlos-porto-a-madrid "Guarda che l'Inter vende Roberto Carlos". E Capello lo portò a Madrid]'', ''foxsports.it'', 23 dicembre 2016.</ref>
*Loro {{NDR|i tifosi spagnoli}} si divertono alla partita, ci vanno tranquilli, con un panino in mano; da noi si va allo stadio solo per offendere. In Inghilterra applaudono la loro squadra quando retrocede, perché riconoscono ai giocatori l’impegno, l’applicazione: da noi quando succede? In Italia ho visto solo i tifosi del [[Frosinone Calcio|Frosinone]] applaudire la squadra nonostante la retrocessione<ref>Citato in [https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_06/sport-senza-piu-gioia-inaccettabile-sottocultura-professionisti-tifo-ceba719a-31cd-11e7-8ba7-335b307d9aaa.shtml ''La sottocultura dei professionisti del tifo è inaccettabile''], ''roma.corriere.it'', 5 maggio 2017</ref>.
*Quando me lo sono trovato a Madrid mi dissi "Ancora qui questo...". A Roma si perse, come tutti quelli che sono andati lì. Si è fatto coinvolgere da qualche festa di troppo. Dopo [[Roberto Baggio|Baggio]] è stato il più grande talento del calcio italiano. La genialità di Cassano è unica. Negli ultimi 20 metri dribblava, rifiniva, calciava... Molti confondono i fuoriclasse con i geni: sono cose molto diverse. Il più grande dispiacere che ho avuto è stato lo spreco del suo talento. Antonio si è perso in sciocchezze, in bambinate. Si è fermato al 50% delle sue possibilità. Ricordo che a Madrid avevamo il Gordo ([[Ronaldo]]) e il Gordito, cioè lui.<ref>Dall'evento Milano Calcio City, 29 settembre 2019; citato in ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/tmw-capello-scudetto-sara-sfida-a-tre-fino-alla-fine-occhio-all-atalanta-1297463 Capello: "Scudetto, sarà sfida a tre fino alla fine. Occhio all'Atalanta"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 29 settembre 2019.</ref>
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio, la stessa cosa succede anche al Milan. Sono stato anche al Real Madrid e lì quello della reception ti dice subito che sei nel club più importante del mondo. Alla Roma invece devi sempre costruire e rimodellare la mentalità. Quando abbiamo vinto il campionato dissi che avevamo fatto festa per sei mesi e che dovevamo smetterla. Ho vinto ovunque, ma solo a Roma abbiamo festeggiato con calciatori e famiglie, si dà importanza ad altre cose. Io chiesi perché non si fosse organizzata una festa tutta nostra.<ref> Da un'intervista a Radio Radio; citato in '' [https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/capello-alla-juve-diventi-un-operaio-ai-bianconeri-chiesi-io-ibrahimovic-490061 Capello: "Alla Juve diventi un operaio. Ai bianconeri chiesi io Ibrahimovic"]'', ''tuttojuve.com'', 25 ottobre 2019.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2000-2001]]}} Guardi, se è stato difficile vincere un campionato, e la dimostrazione è che nella storia di questa società ne sono stati vinti appena tre, ancor più difficile è stato mettere la parola fine ai festeggiamenti. Sono durati 7 mesi e le assicuro che non esagero.<ref>Da un'intervista a ''Il Messaggero''; citato in Giacomo Emanuele Di Giulio, ''[https://www.romanews.eu/capello-lo-scudetto-con-la-roma-il-piu-difficile-della-mia-carriera/ Capello: "Lo scudetto con la Roma il più difficile della mia carriera"]'', ''romanews.eu'', 17 giugno 2021.</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Joshua Zirkzee]]}} [...] un giocatore completo di grandi qualità tecniche, dotato di grande fantasia, capace di "vedere" il gioco, che corre ed è ben strutturato fisicamente. Un giocatore moderno con tanta, tanta qualità. Ha velocità di pensiero e sceglie sempre la giocata che più può far male all'avversario, quella più pericolosa. È una dote che o ce l'hai o non ce l'hai. Ha sensibilità tecnica e tattica.<ref>Da un'intervista a ''Sportweek''; citato in ''[https://www.milannews.it/news/capello-innamorato-di-zirkzee-giocatore-moderno-con-tanta-tanta-qualita-l-ho-visto-a-san-siro-e-538148 Capello "innamorato" di Zirkzee: "Giocatore moderno con tanta, tanta qualità. L'ho visto a San Siro e..."]'', ''milannews.it'', 8 giugno 2024.</ref>
*Quando fai il [[Calciomercato|mercato]] devi pensare a quanto valgono i giocatori che hai: se vale 90, devi comprarne uno che valga 93. Se ne compri dieci che valgono 70, non fai un passo avanti.<ref>Dall'intervento a Milano Football Week; citato in Tommaso Bonan, ''[https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/capello-quando-leggo-che-il-milan-non-ha-neanche-un-convocato-in-nazionale-1979310 Capello: "Quando leggo che il Milan non ha neanche un convocato in Nazionale..."]'', ''tuttomercatoweb.com'', 14 giugno 2024.</ref>
{{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/24/mourinho-in-italia-non-cambiera-il-calcio.html Mourinho in Italia non cambierà il calcio]''|Intervista di Corrado Zunino, ''la Repubblica'', 24 luglio 2008.}}
*Ai nostri allenatori [[José Mourinho|Mourinho]] non ha da insegnare niente. In Italia il calcio tatticamente è una cosa molto, molto seria. Sotto l'aspetto calcistico siamo i più avanzati e ormai tutti conoscono tutto. Mourinho adesso ha in mano una macchina straordinaria e non credo farà rivoluzioni, gli sarà sufficiente portare quell'un per cento di novità.
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [...] io con l'Inghilterra finisco il turno. Il mio lavoro sul campo termina con l'esperienza inglese. {{NDR|«Abbiamo capito bene, dopo i mondiali del 2010 non sarà più un allenatore?»}} Questo è sicuro.
*{{NDR|Nel 2008}} Ho letto dei 'no' degli ultrà in campagna acquisti: [[Christian Vieri|Vieri]], Zauri, [[Dejan Stankovic|Stankovic]]. Una società ha il diritto di prendere chi gli pare: se a un tifoso non sta bene, quella stagione non andrà allo stadio. Ecco, in Italia i [[tifo sportivo|tifosi]], e il tifo organizzato in particolare, hanno troppo potere.
{{Int|Da ''Tuttosport'', 27 ottobre 2009, p. 3.}}
*Guido la Nazionale inglese, era ''my dream'', il mio sogno, quella azzurra non mi ha mai affascinato, qui ci sono 57 milioni di ct, io non sono fra questi. Io cerco sempre qualcosa di forte, mi esaltano le grandi sfide.
*{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Imbarazzo? E perché? Io ho vinto quei titoli sul campo, ce li hanno tolti è vero ma le medaglie le ho sempre, sono in un baule in cantina.
*In Spagna c'è grande rispetto, concetto base del mio modo di essere e allenare, le famiglie vanno allo stadio coi bambini, in Inghilterra gli impianti sono pieni, non succede mai nulla e polizia e steward svolgono un ruolo perfetto. In Italia invece comandano gli [[Ultras|ultrà]], negli stadi vedi e senti di tutto, il declino sarà sempre più evidente. Eppure basterebbe applicare la legge. Autorità e club devono prendere una decisione per far tornare la gente negli stadi e rendere questi più accoglienti.
{{Int|Da ''[http://www.vecchiasignora.com/topic/240262-intervista-completa-a-fabio-capello-dalla-trasmissione-undici-si-parla-di-juve-triade-del-piero-chelsea-e-tanto-altro/ "Calciopoli? I due Scudetti sono nostri"]''|Dal programma televisivo ''Undici''; citato in ''vecchiasignora.com'', 20 novembre 2012.}}
*Già ai miei tempi l'avevo portato con [[Claudio Marchisio|Marchisio]] in prima squadra per qualche allenamento. Si intravedevano in lui grandi potenzialità. In [[Sebastian Giovinco|Giovinco]] rivedo [[Gianfranco Zola|Zola]]. Stesso dribbling ed entrambi abilissimi sui calci di punizione.
*La Triade? Non rinnego la loro amicizia, avevano qualcosa in più degli altri. Formano un mix completo. L'abilità gestionale a livello societario del dottor [[Antonio Giraudo|Giraudo]], grazie al quale non c'erano bisogno degli investimenti della Fiat per fare il mercato. La competenza tecnica di [[Roberto Bettega]] e la bravura nell'acquistare i giocatori di [[Luciano Moggi]]. Una società che ti permetteva di dedicarti solo al campo e di fare l'allenatore, senza dover pensare a nulla.
*Lo volevo alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]], ma non riuscimmo a portarlo. Lo volli alla Juve perché ero convinto fosse un fuoriclasse vero. Quando arrivò a Torino calciava solo forte e male. Consigliai a [[Zlatan Ibrahimovic|Zlatan]] di perfezionare la tecnica di tiro ed ogni giorno si fermava dopo l'allenamento con Galbiati a fare tiri in porta. Credo che i risultati si vedano. Fa giocate che solo i fuoriclasse sanno fare e che sono impensabili per gli altri.
*{{NDR|Riferito al periodo tra il 2004 e il 2006}} Non era più il [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] spumeggiante degli anni di [[Marcello Lippi|Lippi]]. Alessandro comunque merita tutta la mia stima e l'affetto. Si è sempre comportato da grande professionista, anche se era in parabola discendente.
{{Int|''[https://www.quotidiano.net/cronaca/fabio-capello-moglie-yywvyxv3 Fabio Capello e l'amore: "Mi sono dimesso una volta, non potevo stare lontano da mia moglie"]''|Intervista di [[Leo Turrini]], ''quotidiano.net'', 18 novembre 2024}}
*{{NDR|Riferendosi alla vittoria della nazionale italiana a Wembley contro l'Inghilterra nel 1973}} Vincemmo 1-0 con un mio gol nel finale. La mattina del match, un tabloid londinese aveva titolato: stasera ventimila camerieri allo stadio, irridendo i nostri connazionali che facevano i lavori più umili in Inghilterra. Alla fine della partita, andai a parlare con i giornalisti e dissi: ho segnato per l'onore di ventimila camerieri.
*{{NDR|«La gioia più grande da mister?»}} Il 4-0 rifilato con il mio Milan al Barcellona nella [[Finale della UEFA Champions League 1993-1994|finale di Champions ad Atene nel 1994]]. Cruyff, il mitico olandese, allenava i catalani. Per un mese aveva dichiarato che per loro era una formalità, erano troppo superiori. Io mostrai una sua foto ai miei giocatori, spiegando che avevamo occasione di fargli cambiare idea.
*Io al Cavaliere debbo tantissimo. Quando comprò il Milan io ero già nel club. Silvio mi disse: Capello, lei deve studiare da manager in Fininvest, vedrà che quello che impara le servirà quando la metterò in panchina. Aveva ragione.
*{{NDR|«Mai litigato con lui?»}} No, però ci fu una volta che non mi diede retta. Nel 2006 ero tornato ad allenare il Real Madrid. In organico avevo Ronaldo, non il portoghese, il brasiliano che era stato all'Inter [...]. Fantastico, ma non aveva più la testa da atleta, organizzava sempre feste con ballerine eccetera. Io convinsi i dirigenti del Real a venderlo perché sfasciava lo spogliatoio con le sue abitudini [...]. Un giorno mi chiama Silvio e mi fa: Fabio, davvero vendi Ronaldo? E io: sì presidente ma per carità non lo compri, a me sta sempre a cuore il Milan, non faccia questo errore, non si metta in casa uno che pensa solo alle veline e allo champagne [...]. Berlusconi al telefono mi dà ragione, mi giura che seguirà il mio consiglio. Il giorno dopo apro il giornale e c'è un titolo a caratteri cubitali: Ronaldo è del Milan.
{{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/26_giugno_14/fabio-capello-intervista-6ff41822-af14-4310-adfa-01292f02cxlk.shtml Fabio Capello: «A Ibra dissi di fare gol, non il circo. Volevo smettere di studiare, papà dopo pranzo mi abbracciò e mi disse: "Provaci". Sono da sempre anticomunista»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 14 giugno 2026}}
*{{NDR|[[Gigi Riva]]}} Poche parole, pochi amici […]. Non dormiva mai, gli allenamenti si facevano nel pomeriggio perché si svegliava alle 11 e dovevamo aspettarlo, era troppo importante.
*{{NDR|[[Helenio Herrera]]}} Formidabile, avanti anni luce rispetto agli altri. Lavorava su tecnica e velocità. Se in allenamento rallentavi, ti sgridava subito. Tatticamente era carente, ma psicologicamente era molto forte. Sapeva come caricare la squadra.
*{{NDR|[[Nils Liedholm]]}} Molto superstizioso. Si faceva dettare la formazione dal mago di Busto Arsizio. Con lui pensavi di poter fare qualsiasi cosa, diceva sempre di sì. Prima però dovevi fare quello che ti diceva lui.
*{{NDR|[[Nereo Rocco]]}} Capiva di calcio, ed era una persona molto diretta. Qualche volta gli piaceva bere, e ci giocava su. Ci faceva fare i giri di campo e ogni volta ne aggiungeva uno. E noi: mister, ce l'ha già aggiunto, doveva essere l'ultimo, si è scordato? E lui: "Me go desmentegà, colpa del vino bianco..."
*{{NDR|[[Gianni Rivera]]}} Un calciatore di un altro livello […]. Grandissime qualità, non faceva pesare la sua leadership. Mi sono sempre trovato molto bene con lui.
*{{NDR|[[Gianni Agnelli]]}} Un personaggio incredibile. Era come se arrivasse il Papa. Ti dava la benedizione, quindici parole e poi andava via. Restava poco, alle partite, alle cene; però c’era sempre. Ci dava del lei. Una volta mi disse che avevo nostalgia di Roma; in effetti avevo faticato a integrarmi.
*In certi club capisci che sei dentro una scuola di mentalità vincente, con un'organizzazione fortissima. Sono posti dove respiri un’atmosfera particolare: senti subito che devi vincere. Non fai nulla di straordinario, devi solo fare il tuo. A Roma ci provi; alla Juve vincere è un’abitudine. Se non vinci, te ne vai.
*{{NDR|[[Silvio Berlusconi]]}} Eccezionale. Uno che realizzava i sogni. Tutti cercavano di fare televisione; lui c’è riuscito. Voleva la squadra di calcio più forte del mondo; e c’è riuscito. Era molto rispettoso e generoso, ha aiutato tutti quelli che poteva aiutare. L'ho sempre visto con un pezzo di carta in mano: voleva sapere cosa pensavano gli altri, si appuntava tutto.
*Dopo Rivera, [[Roberto Baggio|Baggio]] era il più bravo di tutti. Ma aveva un enorme problema alle ginocchia e non riusciva ad allenarsi. Per gli altri era difficile accettare che uno che non si fosse allenato durante la settimana potesse giocare 90 minuti. Adesso, con cinque sostituzioni, sarebbe più semplice. Oggi paradossalmente Baggio giocherebbe di più.
*{{NDR|[[Johan Cruijff]]}} Un giocatore di grandissima qualità, molto altruista […]. Da tecnico lui è stato molto bravo, ma anche un po’ spocchioso. Aveva una certa superbia, come tutti gli olandesi. È difficile spiegare a un olandese qualcosa di diverso; è sempre lui che ti spiega cosa devi fare.
{{Int|''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/01-08-2026/intervista-capello-baresi-milan.shtml Capello: "Baresi era unico, diamogli il Pallone d'oro alla memoria. Quella volta che la Juve lo voleva e..."]''|Intervista di Alessandra Bocci, ''gazzetta.it'', 1° agosto 2026}}
{{NDR|Su [[Franco Baresi]]}}
*Franco era un ragazzo fantastico. Ha lavorato tantissimo per diventare quello che è diventato, è stato il simbolo per tutti coloro che venivano a giocare nel Milan. Vedere come si allenava, come si comportava, come era sempre presente e capire tutto quello che ti dava in campo e fuori, è stato fondamentale per la crescita di altri giocatori.
*Aveva una grande velocità, grande intuizione, intelligenza tattica. Possedeva una visione del gioco quasi unica. A livello difensivo è stato il migliore in assoluto di quel periodo, non soltanto perché giocava in un grande Milan, proprio rispetto a tutti i giocatori del mondo in quel momento.
*Aperto a tutto e a tutti quelli che arrivavano, però era il suo esempio a essere importante, questa è la cosa fondamentale. [...] Il segreto di quel Milan era nell'esempio che davano i giocatori che avevano vinto tantissimo e non si accontentavano. E Franco era unico. Aveva l'orgoglio di giocare per questa maglia, per i tifosi, da capitano trasmetteva queste sensazioni. Se succedeva che la squadra si addormentasse un po', dava la scossa. Non voleva mai perdere, era questa la sensazione forte che arrivava.
==Citazioni su Fabio Capello==
[[File:CapelloMadrid.JPG|thumb|Fabio Capello nel 2007]]
*A me Capello piace perché è serio e non appartiene alla categoria dei ciarlatani-filosofi che, nel calcio, abbondano. È uno che mette la tuta dell'operaio e produce; altri indossano il frac e concionano sul nulla, incantando padroni gonzi o imbecilli. ([[Domenico Morace]])
*Capello è il migliore allenatore che abbia mai avuto. Il fatto che mi abbia chiamato in Russia è un onore straordinario [...]. E aggiungo una cosa: Capello è stato il tecnico con cui ho discusso di più, eppure mi ha chiamato in Russia dicendomi che la mia strada è allenare. ([[Christian Panucci]])
*Capello è stato l'allenatore che mi ha cambiato nel modo di giocare. Già dal suo primo anno ha voluto cambiare la mia posizione, quando arrivò giocai con Totti e Montella, ma già a metà stagione mi mise sulla fascia pensando all'anno dopo. Ti faceva tirare fuori il 110%, la sua più grande dote. Trattava tutti allo stesso modo, non c'erano giocatori di nome o altri, i regolamenti erano uguali. ([[Marco Delvecchio]])
*Capello ha i suoi metodi, non sono mai uscito a cena con lui e credo non l'abbia fatto nessuno di noi, però giudico l'allenatore e sui risultati non c'è nulla da dire. Capello sa come tenere in pugno le situazioni difficili. ([[Zvonimir Boban]])
*Capello? Lo stimo molto, sia sul piano professionale sia su quello umano. È per questo che un mese fa l'ho invitato a L'Aja a tenere una conferenza sugli allenatori olandesi. Io e Fabio abbiamo idee molto simili su lavorare con i giocatori e come trattarli. ([[Louis van Gaal]])
*Capisco che Fabio possa risultare scostante [...]. Capello è un bisiaco chiuso, a volte scorbutico; ha una bazza che lo rende difficilmente simpatico a chi lo incrocia per la prima volta; eppoi ha un brutto difetto: sa essere ruffiano ma è anche terribilmente sincero, sino alla brutalità. ([[Domenico Morace]])
*Lui era tremendamente scaramantico. Una volta, a Pechino, persi in campo una penna Dupont d'oro massiccio con cui, negli anni precedenti, avevo compilato tutte le formazioni del Milan da consegnare all'arbitro. Finita la partita ci mettemmo a cercare nell'erba, sotto i riflettori. Capello urlava: trovala, trovala, ma non la trovammo. Era il '94 ed avevamo appena centrato l'abbinata scudetto-Champions League: l'anno seguente arrivammo quarti. ([[Silvano Ramaccioni]])
*Non mi piace parlarne, mi sembra di dedicare troppa attenzione a chi non la merita. Come si è comportato, il fatto che nessuno qui senta la sua mancanza, tutto indica che tipo di persona sia. Si è comportato così a [[Milano]], a [[Roma]] e anche qui a [[Torino]]. Uno, due indizi, il terzo è una prova. ([[Alessandro Del Piero]])
*Ogni mattina mi guardo allo specchio e mi dico che Capello è la più grande offesa per la categoria. Mi vergogno di essere un allenatore. ([[Franco Scoglio]])
*Ognuno può dire quello che vuole, stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Ha vinto due scudetti, ma nessuno si ricorda di cose emblematiche: io mi ricordo gli scudetti di [[Marcello Lippi|Lippi]] e di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell'armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie. ([[Antonio Conte]]).
*Per un calciatore è un onore e una garanzia essere allenati da Capello. ([[John Carew]])
*Provo a dire, io che l'ho visto e ammirato in campo e che con lui ho dialogato particolarmente quando d'estate andavo a trovarlo a Grado e lui mi spiegava e mi raccontava, lui che aveva fama di carattere dolce e levigato come la carta vetrata. Dimmi come era Capello e come giocava. Faceva correre la palla, apriva e spalancava gli occhi anche per gli altri. E non faceva tanti gol, ma tutti importanti, quarantaquattro in campionato e anche otto in azzurro, con quel memorabile gol a Wembley, un gol che fece lacrimare una classe operaia che lassù nell'Isola per un attimo si sentì in Paradiso. E sapeva vivere. ([[Gianfranco Civolani]])
*Quando Capello si arrabbia sono pochi quelli che osano guardarlo negli occhi, e se ti offre una possibilità e tu non la sfrutti puoi anche andare a vendere salsicce fuori dallo stadio. Nessuno va da lui a parlargli dei suoi problemi. Capello non è tuo amico. Non chiacchiera con i giocatori, non a quel modo. Lui è il sergente di ferro, e quando ti chiama in genere non è un buon segno. D'altro canto non puoi mai sapere. Lui distrugge e costruisce. ([[Zlatan Ibrahimović]])
*Un allenatore come Capello è stato fondamentale per me: durante gli allenamenti sentivi il peso del suo sguardo e io avevo bisogno di sentire addosso questo tipo di pressione. Era un mister molto esigente e questa sua caratteristica mi ha aiutato a tirare fuori il meglio di me. ([[Marcel Desailly]])
*Un grande tecnico, molto intelligente e non asfissiava i giocatori. Persona schietta, ma non fu un rapporto facile. Comunque preferisco chi ti parla in faccia. ([[Enzo Gambaro]])
=== [[Antonio Cassano]] ===
*Il migliore allenatore che abbia mai avuto. Ha fatto tanto per me e io poco per lui: non lo meritava, ma la stima che ci ha legato e ci lega tuttora è immensa.
*Io e lui non andavamo mai d'accordo, al punto che una volta quando stavo alla Roma mi venne in mente un'idea che tutti e due ancora applichiamo con successo. Gli dico: "Visto che facciamo stronzate dalla mattina alla sera e ci mandiamo continuamente a quel paese, almeno mettiamoci la mano davanti alla bocca, così evitiamo che tutto il mondo veda, capisca e ci prenda per il culo". E lui quel giorno lì per la prima volta ha ascoltato me. Per la prima e unica, sia chiaro.
*Se avessi ascoltato Capello, uno dei più grandi allenatori di sempre, avrei fatto cose più importanti. L'ho incontrato per la prima volta nel 2001, mi voleva a tutti i costi a Roma e rifiutai la Juve. Ancora oggi dico di aver fatto la scelta migliore.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Capello, Fabio}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
093q759ggh606xflpht1bk9thyjrc9w
Discussioni utente:Vale93b
3
14402
1422655
1422503
2026-08-05T08:03:00Z
Vale93b
2254
/* Cernobbio */ Risposta
1422655
wikitext
text/x-wiki
{{Benvenuto|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 11:05, 3 lug 2007 (CEST)}}
== [[Varese Calcio Società Sportiva Dilettantistica]] ==
Buongiorno, grazie per il suo contributo, la voce presenta alcuni problemi:
*La citazione di Balzaretti andrebbe inserita prima con la fonte (indicata in modo adeguato) nella voce di Balzaretti e quindi nella voce del Varese Calcio (senza ripetere nuovamente la fonte, esattamente com'è stato fatto per Sannino).
*Paolo Basile non risulta essere enciclopedico e dunque la sua citazione va cancellata.
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:31, 15 dic 2015 (CET)
== [[Ezio Capuano]] ==
Salve, un post facebook di qualcun altro non è proprio il massimo delle fonti... Non ci sarebbe un'altra fonte un po' più autorevole?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:43, 8 apr 2018 (CEST)
== Re: Cuneo ==
Ciao, dato che non si può citare tutto insieme ti consiglio di estrarne tipo tre citazioni, cioè selezionare le parti più significative sul tema che ti interessa, ad esempio (ma è solo un esempio, vedi poi tu cosa scegliere):
*La Cuneo in cui nacque il gioco del calcio apparteneva alla civiltà del legno. Il campo, in piazza Regina Elena già Cavalleria aveva tribune di legno, era circondato da un passamano di legno e veniva chiusa al traffico, in occasione delle partite, da tavolati di legno, sorpassati o sotto passati da noi ‘gagnu’, ragazzini, appena i sorveglianti delle porte se ne erano andati a guardare la partita, come tutti. Erano gli urli degli spettatori a farci volare oltre i tavolati, a farci strisciare sotto a infilarci a forza fra le schiene e le gambe degli anziani. Non c’è mai stato al mondo credo un campo da calcio così casalingo più che cittadino, specie per chi ci abitava come i Paschiero o noi Bocca che stavamo a cento metri ed eravamo lì da mattino a sera a correre dietro un pallone.
*Si stava vivendo negli anni trenta la storia del calcio italiano campione del mondo ma c’era stata anche una preistoria di quella favolosa Alta Italia che aveva vinto un campionato italiano dei dilettanti, non sapevamo bene quale ma leggendaria con la maglia a strisce bianco e nere come quelle della Juventus, stessa buona borghesia anglofila, basta leggere i nomi della formazione del 1920: Rattalino, Fiorio, Giriodi, Borra, Cantona, tutte buone famiglie con casa sul viale degli Angeli. La Cuneo Sportiva o Associazione Calcio Cuneo in cui arrivai nel 1939 mi pare dopo aver rischiato le gambe in tutti i tornei provinciali degli avanguardisti o di giovani fascisti del fascismo cuneese più vicino alla sagra del castagno che alla Marcia su Roma aveva due caratteri precisi, il rapporto stretto con la Liguria e quello intimo con la città.
*Per noi di Cuneo non c’erano contratti e stipendi. Semplicemente si passava dal calcio di cortile e di strada a quello che aveva una maglia, un nome uno stemma. E io che avevo come altro sport lo sci, giocavo fino a dicembre e poi arrivata la neve sparivo fino ad aprile o maggio quando allenatori e dirigenti mi riprendevano senza neppure protestare perché quella mia appartenenza alla squadra era qualcosa di naturale, mi spettava per nascita, non per contratto.
Poi metti le tre citazioni sotto un'intestazione con il template {{tl|int}} (indicando la fonte nel template) nella voce di Bocca, al che potrai “girarle” nella voce tematica (sì, si fa così: le citazioni vanno prima nella voce dell'autore, e la fonte va solo nella voce dell'autore).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:50, 24 dic 2018 (CET)
== L'allenatore nel pallone ==
Ciao. Per quel tipo di raccolte la citazione va prima nella voce dell'opera, cioè dovresti metterla anche nella voce ''[[L'allenatore nel pallone]]''. Grazie,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:28, 6 apr 2019 (CEST)
== Re: Consulenza su voce ==
Ciao! No, nessun avviso, le oscenità sessuali già abbondano su questo progetto, qualche limite ce lo si può porre al limite se ci sono bestemmie... Buon lavoro,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:13, 18 lug 2020 (CEST)
== [[Speciale:diff/1343046]] ==
Ciao, la fonte non è un libro del solo Chiara ma anche di Marco Colombo. In base alle convenzioni in materia (vedi [[Wikiquote:Modello_di_voce#Voci su opere|qui]]: "I libri con più autori o senza autore vanno in una voce apposita ecc...") la citazione va inserita in una pagina che in questo caso è da creare e intitolare ''[[Piero Chiara e Marco Colombo]]'', come per esempio ''[[Indro Montanelli e Roberto Gervaso]]''. È poi necessario creare anche il relativo elemento Wikidata (per esempio [[d:Q19357664|qui]] c'è quello della pagina di Montanelli e Gervaso succitata). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:17, 1 set 2024 (CEST)
:@[[Utente:Udiki|Udiki]] ciao, i testi del libro in questione sono integralmente di Piero Chiara, Cesare Colombo (non Marco, erroraccio mio…) era un fotografo. Vale ugualmente? [[Utente:Vale93b|Vale93b]] ([[Discussioni utente:Vale93b|scrivimi]]) 12:18, 1 set 2024 (CEST)
::Ah! ''Secondo me'' allora va bene così. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:20, 1 set 2024 (CEST)
== [[Cernobbio]] ==
Ciao, la prima citazione non pare proprio significativa e la seconda riguarda il forum più che Cernobbio, non si può trovare qualcos'altro? Così la voce è da cancellazione anziché no. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:39, 3 ago 2026 (CEST)
:ciao, effettivamente non sembra esserci molto altro... forse la seconda cit. potrebbe essere più funzionale a una voce [[Villa d'Este]], per la quale si potrebbe anche scomodare Stendhal? [[Utente:Vale93b|Vale93b]] ([[Discussioni utente:Vale93b|scrivimi]]) 10:03, 5 ago 2026 (CEST)
ogx5omy9lrbffpiqidcwnzfychej516
Totò cerca pace
0
14579
1422636
1111015
2026-08-05T06:31:16Z
~2026-43098-40
107967
/* Frasi */
1422636
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Totò cerca pace
|immagine=
|titolooriginale=Totò cerca pace
|paese=Italia
|anno=1954
|genere=Commedia
|regista=Mario Mattoli
|sceneggiatore=Mario Mattoli, Vincenzo Talarico, Ruggero Maccari, Emilio Caglieri
|attori=
*[[Totò]]: Gennaro Piselli
*[[Ave Ninchi]]: Gemma Torresi
*[[Enzo Turco]]: Pasquale
*[[Paolo Ferrari]]: Il commesso del negozio
*[[Isa Barzizza]]: Nella Caporali
*[[Nino Vingelli]]: Il cameriere psicologo
*[[Vincenzo Talarico]]: L'avvocato
*[[Gino Amendola]]: Adele
*[[Ughetto Bertucci]]: Il testimone
}}
'''''Totò cerca pace''''', film italiano del 1954 con [[Totò]], regia di [[Mario Mattoli]].
==Frasi==
*Avete fatto caso che l'ultima domenica di carnevale i cimiteri sono un mortorio? ('''Gennaro''')
*Giura su qualcosa di più sacro del tuo onore: la tua fame. ('''Gennaro''')
*Però... per essere una parente è gentile... sembra un'estranea. ('''Gennaro''')
*Dagli amici mi guardi Iddio che dai parenti mi guardo io. ('''Gennaro''')
*Chi lascia la [[moglie]] morta per la viva, sa quello che lascia ma non quello che ''triva''. ('''Gennaro''')
==Dialoghi==
*'''Gennaro''': Pasquale mi sono misurato la pressione! Cinquemila! È possibile la pressione a cinquemila?!<br />'''Pasquale''': Ma no questo è il prezzo: cinquemila lire!
*'''Il Dottore''': Veramente per adesso io ho avuto solamente tre decessi!<br />'''Gennaro''': Pochi clienti, eh?!
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Totò cerca pace''}}
{{Template:Totò}}
[[Categoria:Film commedia]]
n1mmqcnflwy3dqcl087j4toheouwr9o
Wikiquote:Bacheca
4
15228
1422657
1418966
2026-08-05T09:09:32Z
Dario Crespi (WMIT)
89142
1422657
wikitext
text/x-wiki
__NOTOC__
{{/Testata}}
<div style="text-align:center;border:none;font-family: Calibri;color:darkblue;font-size: larger">Contribuisci a tenerla aggiornata con le ultime novità di Wikiquote e della sua comunità.</div>
{| style="width:100%; background:none; border:0; border-spacing:0; padding:0; margin:10px 0 0; font-family:Calibri, Verdana, sans-serif; font-size:14px;"
| style="width:60%;" |
<div style="border:0; margin-right:10px; box-shadow: 0 1px 3px rgba(0, 0, 0, 0.35); border-radius: 7px; background: #fff; min-height:360px; padding:5px 15px;">
<big><big>'''Ultime notizie e discussioni'''</big></big> <small>'''(<span class="plainlinks">[http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Bacheca/Ultime_notizie&action=edit aggiorna]</span>, [[Wikiquote:Bacheca/Ultime notizie/Archivio|archivio]])'''</small>
<br />
<br />
<small>Le novità più importanti sono segnalate con [[Immagine:Mozilla.svg|15px]].</small>
<div style="text-align:left;"></div>
{{Wikiquote:Bacheca/Ultime notizie}}
</div>
| style="width:40%;" |
<div style="border:0; margin-bottom:10px; box-shadow: 0 1px 3px rgba(0, 0, 0, 0.35); border-radius: 7px; background:white;min-height:180px; padding:5px 15px;"><!--
NIENTE PANICO
ANCHE SE SONO BEN NASCOSTI, COMUNICAZIONI E AVVISI SONO QUI SOTTO
PUOI MODIFICARLI ANCHE TU!
-->
<big><big>'''Comunicazioni e avvisi'''</big></big>
<br />
<br />
Vedi anche gli [[Utente:WikimediaNotifier/notifications|annunci globali]] e gli <span class="plainlinks">[http://it.planet.wikimedia.org/ ultimi articoli in italiano]</span>.
{{wikimedianews|293|5 agosto 2026| [WMInews] FOSS4G-IT & OSMit. Tre giorni per riflettere sul valore sociale, ambientale e umanitario dei dati aperti –
Wikimania 2026. Incontrarsi per immaginare insieme il futuro della conoscenza libera –
"Science, Technology, Society and Wikipedia". Il corso al Politecnico di Milano –
Il tuo 5x1000 per la conoscenza libera. Come destinare il 5x1000 a Wikimedia Italia –
I prossimi appuntamenti
}}
</div>
<div style="border:0; box-shadow: 0 1px 3px rgba(0, 0, 0, 0.35); border-radius: 7px; background:white; background: #fff;min-height:180px; padding:5px 15px;">
<big><big>'''Statistiche'''</big></big> <small>'''([[Speciale:Statistiche|altre]])'''</small>
<br />
<br />
*'''{{NUMBEROFARTICLES}}''' voci
*'''{{NUMBEROFPAGES}}''' pagine totali
*'''{{NUMBEROFUSERS}}''' utenti registrati
*'''{{NUMBEROFADMINS}}''' [[Wikiquote:Amministratori|amministratori]]
</div>
|}
{{interprogetto|nolink
|b=Wikibooks:Wikibookiano
|v=Wikiversità:Bollettino d'Ateneo
|wikt=Wikizionario:Wikizionariano
}}
[[Categoria:Comunità]]
[[Categoria:Pubbliche relazioni]]
bhn3dhe4fllukqv9c8c7u4pgxegde50
WWE RAW
0
26304
1422608
229834
2026-08-04T12:42:37Z
EmausBot
59507
Sistemo i reindirizzamenti doppi da [[Adam Copeland#WWE RAW]] a [[Edge (wrestler)]]
1422608
wikitext
text/x-wiki
#RINVIA [[Edge (wrestler)#WWE RAW]]
b24enhgp3i9jkmzidzrdahkooya1ngc
WWE SmackDown
0
26305
1422609
229835
2026-08-04T12:42:47Z
EmausBot
59507
Sistemo i reindirizzamenti doppi da [[Adam Copeland#WWE SmackDown]] a [[Edge (wrestler)]]
1422609
wikitext
text/x-wiki
#RINVIA [[Edge (wrestler)#WWE SmackDown]]
byasolm4yz1q0kv6o4zw4jvafz4a70x
Plinio Corrêa de Oliveira
0
37875
1422624
1299404
2026-08-05T03:53:11Z
CommonsDelinker
1592
Rimuovo l'immagine "Plinio_Corrêa_de_Oliveira.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Krd|Krd]] perché No license since 28 July 2026.
1422624
wikitext
text/x-wiki
'''Plinio Corrêa de Oliveira''' (1908 – 1995), storico, politico e filosofo brasiliano.
==Citazioni di Plinio Corrêa de Oliveira==
*Cos'è la grazia? La grazia è una partecipazione creata nella vita increata di Dio. Attraverso la grazia, la nostra intelligenza può cogliere, in modo fugace, qualcosa dello stesso ''lumen'' divino. In questo senso, le forme architettoniche, i colori, i suoni possono servire all'uomo da strumenti per conoscere qualcosa di Dio stesso. Sono, appunto, simboli.<ref>Citato in ''Tradizione Famiglia e Proprietà'', anno 18, n. 53, Giugno 2012, p. 21.</ref>
*Dio affida a talune persone la missione di essere simboli. Esse hanno un portamento, un modo d'essere che corrisponde a una certa grazia, accompagnato dalla capacità di esprimere sensibilmente questa grazia. Hanno un modo d'essere che rende particolarmente allettante le virtù legate alla grazia. Perciò sono chiamate non solo a praticarla in modo esimio, ma a simboleggiarla.<ref name=tfp24>Citato in ''Tradizione Famiglia e Proprietà'', anno 18, n. 53, Giugno 2012, p. 24.</ref>
*È questa è la nostra finalità, il nostro grande ideale. Avanziamo verso la civiltà cattolica che potrà nascere dalle rovine del mondo moderno, come dalle rovine del mondo romano è nata la civiltà medioevale. Avanziamo verso la conquista di questo ideale, con il coraggio, la perseveranza, la decisione di affrontare e di vincere tutti gli ostacoli, con cui i crociati marciavano verso Gerusalemme.<ref>Da ''La Crociata del XX Secolo''; citato nella rivista italiana ''Tradizione Famiglia e Proprietà'', anno 14, n. 3-4, p. 29.</ref>
*[[Equilibrio]] non è la posizione di un uomo seduto pacatamente su una poltrona. Il vero equilibrio è quello del cavaliere sul suo cavallo, mentre realizza con la massima intensità tutte le sue potenzialità.<ref name=tfp27>Citato in ''Tradizione Famiglia e Proprietà'', anno 16, n. 2, Giugno 2010, p. 27.</ref>
*Il cavaliere ama la sublimità. Egli contempla tutto nel suo aspetto più elevato.<ref name=tfp27/>
*Il cavaliere è naturalmente rivolto all'adorazione.<ref name=tfp27/>
*Il ''pulchrum'' di un ideale si riflette nell'anima di chi lotta per esso.<ref name=tfp27/>
*I simboli, pur appartenendo perfettamente al mondo reale, rimettono a una sfera superiore. Il [[simbolo]] avrà tanto più valore quanto più rimetta a tale sfera. Il ruolo del simbolo è di offrire alla {{sic|sansibilità}} la chiave per comprendere il mondo spirituale.<ref name=tfp24/>
*L'amore verso Dio del cavaliere proviene da una nozione molto limpida della Sua infinità, della Sua gloria, della Sua grandezza, del Suo splendore, della Sua bontà e misericordia. È proprio perché il cavaliere possiede questa nozione in alto grado che egli mostra, nei confronti di Dio, un devoto e profondo rispetto. Questo rivela una grande profondità di anima. Perché, per arrivare a questa nozione e a questo rispetto, serve molta profondità spirituale.<ref name=tfp27/>
*La combattività è la disposizione a sacrificare la vita per qualcosa che ne valga la pena. Questo sacrificio totale l'uomo lo compie per uno di due motivi: o per vanità o per amore verso il sublime. Il vero cavaliere combatte sempre per amore del sublime.<ref name=tfp27/>
*S'inganna singolarmente chi suppone che l'azione della [[Chiesa cattolica|Chiesa]] sugli uomini sia semplicemente individuale, e che essa formi persone, ma non popoli, né culture o civiltà.<ref name=tfp27/>
*Gli stendardi abbandonati e che sono caduti a terra; le mura dove vi sono brecce, le verità che nessuno considera e per le quali lo zelo è scarso; tutto ciò che è stato man mano abbandonato e progressivamente consegnato all'avversario, ecco la parte che la Provvidenza ha voluto dare alla [[Controrivoluzione|Contro-Rivoluzione]].<ref name=legio>Da ''Legionario'', n. 489, 25-01-1942.</ref>
*Nell'egoista frustrato che sei stato, comincia a sorgere, come un giglio che nascesse dal pantano, oppure una fonte in un arenile desertico, qualcosa di nuovo. È l'amore. Non l'egoismo, che è amore esclusivistico di te stesso. Ma l'amore dei principi eterni, degli ideali folgoranti, delle cause elevate e senza macchia, che vedi risplendere nella [[Maria|Dama]] ineffabile, e che cominci a volere servire. Servire, dedicare te stesso, immolare te stesso, e tutto quanto ti appartiene, ecco il nome della tua nuova felicità. Questa felicità la trovi in tutto quanto evitavi: la dedizione non ricompensata, la buona volontà incompresa, la logica derisa da ipocriti oppure ignorata da sordi volontari, il confronto con la [[calunnia]] che ora ulula come un uragano, ora agita discreti sonagli come un serpente, ora, infine, mente come una brezza tiepida e carica di miasmi fatali. Ora la tua gioia consiste nel resistere a tanta infamia, nell'avanzare, nel vincere benché ferito, rifiutato, ignorato. Tutto per il servizio della Signora "ravvolta nel sole, e la luna sotto i suoi piedi, e sul suo capo una corona di dodici stelle" (Ap. 12, I). Al suo servizio, sì, e di quanti la seguono.<ref name=gioia>Da ''La gioia di servire'', nella ''Folha de S. Paulo'', 13 settembre 1980; trascritto da ''Cristianità''.</ref><ref>Da ''[http://www.pliniocorreadeoliveira.it/bacheca-040.php Per te, caro ateo]'', ''Folha de S. Paulo'', 13 novembre 1980, in ''pliniocorreadeoliveira.it''.</ref>
*Pensavi che la felicità stesse nell'avere tutto. Verifichi ora che, al contrario, consiste nel darti completamente.<ref name=gioia/>
*La concezione medievale era fondata sull'idea di un'altra vita e di un ordine di cose superiore. Il [[Rinascimento]] ruppe con questa percezione. Invece di cercare sempre l'ordine trascendente, considerando tutte le cose alla luce di un anelito a questo ordine superiore, l'uomo del Rinascimento comprendeva solo quanto poteva vedere e sentire in modo naturale.<ref>Citato in ''Tradizione Famiglia Proprietà'', n. 2, Anno 15, p. 21.</ref>
*L'[[Irlanda]] ha avuto un ruolo fondamentale come centro d'irradiazione della fede cattolica verso nazioni che per secoli avrebbero dato gloria a Dio, anche se alcune di loro sarebbero poi diventate protestanti.<ref>Da ''[http://circolopliniocorreadeoliveira.blogspot.com/2010/03/san-patrizio.html Un santo do dia: San Patrizio]'', Circolo Culturale Plinio Corrêa de Oliveira.blogspot, 17 marzo 2010. {{c|Fonte da controllare: non si capisce chi sia l'autore del testo.}}</ref>
*Tutta la sapienza, tutta la cultura e tutta l'arte dei paesi pagani anteriori a Gesù Cristo, la cui opera la Chiesa, lungi dal distruggere, elevò e immortalò; tutte le aspettative dei Profeti che imploravano la Redenzione di tutto il genere umano; tutto il sangue dei nostri martiri; tutta la santità di tante anime che nel decorrere della Storia sono state elevate agli onori degli altari; le veglie di tanti dottori; l'amore di tanti apostoli; tutto ciò, tutto questo immenso tesoro naturale e soprannaturale è come depositato nelle nostre mani! Se lo faremo vincere, trasmetteremo questo inestimabile caudale di valori ai secoli venturi. Se non lo faremo vincere, questo tesoro sarà inutile per milioni di anime e forse non produrrà la pienezza dei suoi frutti durante decine di secoli. E Nostro Signore potrà ben chiederci un resoconto di tale sconfitta, facendoci la terribile domanda che si legge nella Sacra Scrittura: "Quae utilitas in sanguine meo?" "Quale utilità ci fu nel mio sangue?"<ref name=legio/>
*Un uomo non mette a rischio la propria vita senza una nozione esatta del motivo di quel rischio, e senza un amore elevato per ciò che deve difendere. Se questa nozione o questo amore difettano, il cavaliere non sarà coraggioso nell'ora della lotta. Il coraggio del cavaliere è, dunque, frutto dello spirito di Fede portato fino alle sue ultime conseguenze. <ref name=tfp27/>
==''Innocenza primordiale e contemplazione sacrale dell'Universo''==
*Possedere l'innocenza comporta l'avere una prima nozione cristallina della perfezione originaria di ogni cosa. (p. 43)
*L'[[innocenza]] è sempre alla ricerca di qualcosa; di ciò che è pieno di luce, di pace, di ordine, di concatenazione e forza, ma ricolmo di tranquillità. Questo qualcosa possiede la capacità di muovere ogni cosa senza muovere se stesso. Ha un qualcosa d'ineffabile, di divino, d'interiore e di segreto; dev'essere, dunque, la luce e la gloria, la cornice fondamentale e la pietra angolare dei secoli futuri. Deve illuminare tutta l'umanità, deve ispirare i sistemi filosofici, le istituzioni e i costumi, deve risvegliare le scuole d'arte e, molto più di questo, deve ispirare i santi e dare alla Chiesa nuovi e più iridescenti giorni di gloria. Sarà il riflesso dello sguardo, del sorriso e della maestà della Madonna. (p. 58)
*Più che un perdono da riconquistare, è il [[perdono]] che ci riconquista. (p. 61)
*Ciò che l'uomo ha di più nobile è il ''grido dell'[[assoluto]]''. (p. 134)
*"Voglio di più, voglio di più, voglio di più!", è il continuo anelito dell'anima cattolica. Non solo voglio di più, ma voglio tutto. E perché voglio tutto, non lo trovo in nessuna cosa, ma la mia ragione mi dimostra che esso esiste al di là e in modo infinito. Ecco la possibilità di godere le cose in modo non frustrante! Infatti, esse dapprima ci piacciono, ma poi deludono. Nondimeno, esse contengono un annuncio, una promessa e una pregustazione; allora sì che riusciamo a vivere. (p. 144)
*Il fatto che esistano nel mondo cose belle, nobili, elevate, armoniche ed ordinate, dimostra che c'è qualcosa di più elevato; dimostra l'esistenza di Dio. (p. 148)
*Ogni uomo è in qualcosa diverso dagli altri. Un'anima che si è salvata, in qualcosa dà gloria a Dio come nessun'altra la darà, né prima, né durante, né dopo la vita di costui. Ogni uomo è capace di adorare Dio nel modo in cui solo lui Lo adorerebbe, di compiere gli altri atti classici di culto – ringraziamento, riparazione e petizione – come solo lui li farebbe. (p. 149)
*La finalità delle creature e dell'universo è Dio, ed Egli non è raggiungibile mediante un immenso insieme d'ingranaggi reciprocamente articolati, bensì dalla ''trasparenza'', nell'essere, della somiglianza con Lui. (p. 156)
==''Rivoluzione e Contro-Rivoluzione''==
===[[Incipit]]===
Le molte crisi che scuotono il mondo odierno -- dello Stato, della famiglia, dell'economia, della
cultura, ecc. -- costituiscono soltanto molteplici aspetti di un'unica crisi fondamentale, che ha come specifico campo d'azione l'uomo stesso. In altri termini, queste crisi hanno la loro radice nei problemi più profondi dell'anima, e da qui si estendono a tutti gli aspetti della personalità dell'uomo contemporaneo e a tutte le sue attività.
===Citazioni===
*Se la Rivoluzione è il disordine, la Controrivoluzione è la restaurazione dell'ordine. E per ordine noi intendiamo la pace di Cristo nel regno di Cristo, ossia la Civiltà Cristiana, austera e gerarchica, fondamentalmente sacra, anti-egualitaria e antiliberale.
*Non vi è nulla che possa sconfiggere un popolo virtuoso che ami veramente Dio.
{{NDR|Plinio Corrêa de Oliveira, ''Rivoluzione e Contro-Rivoluzione'', 1959.}}
==Citazioni su Plinio Correa de Oliveira==
*Sua Santità gioisce di te perché descrivesti e difendesti con acume e chiarezza l'Azione Cattolica, di cui possiedi una piena conoscenza, e per la quale hai un grande apprezzamento, in tal modo che si è reso chiaro a tutti quanto è opportuno studiare e promuovere questa forma ausiliare di apostolato gerarchico. (Giovanni Battista Montini, poi [[Papa Paolo VI]], al tempo Sostituto alla Segreteria di Stato di S. S. Pio XII)
*''In hoc signo vinces''. Sotto questa insegna può porsi la vita di Plinio Corrêa de Oliveira, entrato nella storia come "il crociato del secolo XX". ([[Roberto de Mattei]])
*Io ho trovato in Plinio Corrêa de Oliveira una straordinaria sensibilità per la civiltà europea. egli si è trovato a vivere in un mondo diverso dal nostro. Ma, perfino guardando una semplice immagine di un monumento della civiltà cristiana europea, ha saputo risalire fino alla cultura e alla santità che aveva prodotto quella civiltà. Guardandosi attorno, ha scoperto le rovine di questa civiltà, ma ha osservato queste rovine con tanta attenzione da penetrarle e da coglierne gli elementi permanenti. Odorando un vaso ormai vuoto, Plinio Corrêa de Oliveira ha sentito il profumo della rosa che vi era stata piantata. Egli ha osservato piccoli, residuali comportamenti quotidiani, il modo di salutare, il modo di vestire, il modo di pregare e ha saputo cogliere gli elementi essenziali che ha collegato alla civiltà cristiana europea. Una civiltà della quale egli, a sua volta, proponeva la restaurazione. ([[Giovanni Cantoni (scrittore)|Giovanni Cantoni]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Plinio Corra de Oliveira, ''Innocenza primordiale e contemplazione sacrale dell'Universo'', Cantagalli, Siena 2013, curatela, traduzione e verifica della presente edizione italiana è stata realizzata da U. Braccesi, G. Vignelli, S. Maniscalco, V. Accardi, C. Accardi, A. Mellozzini, N. Fonseca, J. M. Montes.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Rivoluzione e Contro-Rivoluzione||(1959)}}
{{DEFAULTSORT:Correa de Oliveira, Plinio}}
[[Categoria:Politici brasiliani]]
[[Categoria:Storici brasiliani]]
1i3dnsxwh5vwd50n2q67tploynzh7fa
Franco Baresi
0
40448
1422630
1422317
2026-08-05T05:39:21Z
SirPsych0
33615
/* Citazioni su Franco Baresi */ +1
1422630
wikitext
text/x-wiki
[[File:Franco Baresi 2012.jpg|thumb|Franco Baresi nel 2012]]
'''Franco Baresi''' (1960 – 2026), calciatore italiano.
==Citazioni di Franco Baresi==
*[[Ascoli Calcio 1898 FC|Ascoli]] voleva dire fatica, pressione del pubblico, dell'ambiente, del presidente Rozzi, di tutto ciò che girava attorno alla squadra. Già si percepiva arrivando allo stadio. Questo si aggiungeva ad avversari tostissimi in campo. Magari strappavamo punti, ma erano sempre sudati. Di partite in discesa dalle vostre parti ne ricordo davvero poche, anche con lo squadrone di Sacchi.<ref>Dall'intervista di Gigi Mancini, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/stadio-del-duca-franco-baresi-0efb122f Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 29 novembre 2016.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «La [[Juventus Football Club|Juve]] degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di [[Associazione Calcio Milan|noi]]. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia.<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1999/novembre/19/Juventus_Milan_Bettega_Baresi_giocano_ga_0_9911196574.shtml C'è Juventus vs Milan. Bettega e Baresi la giocano così]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 19 novembre 1999.</ref>
*Uno dei campi peggiori in cui ho giocato è stato il Del Duca di Ascoli. L'unità d'intenti, tra squadra e tifosi, il grande incitamento di tutto il popolo dell'Ascoli, hanno reso spesso a noi del Milan la vita difficile.<ref>Da un'intervista rilasciata al ''Guerin Sportivo'', citato in Gigi Mancini, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/stadio-del-duca-franco-baresi-0efb122f Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 29 novembre 2016.</ref>
==Citazioni su Franco Baresi==
*Baresi II è dotato di uno stile unico, prepotente, imperioso, talora spietato. Si getta sul pallone come una belva: e se per un caso dannato non lo coglie, salvi il buon Dio chi ne è in possesso! Esce dopo un anticipo atteggiandosi a mosse di virile bellezza gladiatoria. Stacca bene, comanda meglio in regia: avanza in una sequenza di falcate non meno piacenti che energiche: avesse anche la legnata del gol, sarebbe il massimo mai visto sulla terra con il brasiliano Mauro, battitore libero del Santos e della nazionale brasiliana 1962 (Bicampeao do mundo em Cile). ([[Gianni Brera]])
*Dava tutto sé stesso. Parlare con lui era parlare con un uomo. ([[Giuseppe Farina (imprenditore)|Giuseppe Farina]])
*E da oggi Franco Baresi è il migliore libero d'Italia, [[Franco Freda|Freda]] e [[Giovanni Ventura|Ventura]] esclusi naturalmente. ([[Beppe Viola]])
*Franco era un vero direttore d’orchestra. Forse oggi non si capisce quanto fu innovativo quel modo di difendere, perché allora le avversarie erano completamente spiazzate quando si alzava la nostra linea. Il regolamento poi era diverso, bastava un giocatore al di là e veniva fischiato l’offside, non c’erano le specifiche di oggi. Baresi nel comandare il reparto era di una precisione chirurgica, pensi che alla partita di addio al calcio di Albertini [...] ancora ricordava tutti i movimenti a memoria e faceva salire la difesa come ai vecchi tempi. Aveva 46 anni, eh. ([[Alberico Evani]])
*Ho sempre studiato gli italiani. Franco Baresi, da cui tutto è cominciato. ([[John Terry]])
*I compagni obbedivano ciecamente alla sua autorità e ai rivali mostrava le sapienti regole del calcio aperte alla pagina che parla del fuorigioco. «Sono un libero liberato» dichiarò Baresi a ''France Football''. Vero. Raccontano i giocatori del Real Madrid che i rivali del Milan non guardavano né loro né il pallone: guardavano solo Baresi. Così si rispetta un vero capo. Raccontano ancora che «a ogni fuorigioco provocato gli scappava un sorriso». ([[Jorge Valdano]]).
*I rossoneri sono fortissimi in attacco, ma non hanno trovato l'erede di Baresi. ([[Roberto Rosato]])
*Io il successo me lo sono meritato, come Franco Baresi che si è fatto i suoi miliardi giocando da grande difensore. ([[Silvio Berlusconi]])
*Mitico e unico numero sei! [...] Franco Baresi, nato a Travagliato, Brescia, l'8 maggio 1960. Segno zodiacale: Biscione. (''[[Tifosi]]'')
*{{NDR|Dopo la [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}} Non c'è stato lieto fine, ma il pianto dirotto, straziante di Franco Baresi, il capitano di ghiaccio, il duro fra i duri, un tipo così tosto da giocare come un gigante, venti giorni dopo l'operazione al menisco, la prima e ultima finalissima mondiale della vita. ([[Giorgio Tosatti]])
*[[Gaetano Scirea|Scirea]] era più elegante. Non so se fosse, o sia, una qualità, ma non mi viene in mente una sua rudezza. Baresi, invece, di botte ne ha date. Ma come guida la difesa – e talvolta, addirittura la squadra – non la guida nessuno. Formidabile. ([[Gianni Agnelli]])
===[[Matteo Marani]]===
{{cronologico}}
*Nel 1999, allo scoccare del secolo rossonero, un sondaggio [...] scelse Baresi come calciatore del 900. Una decisione contestata da alcuni. In realtà Rivera è stato superiore per qualità, un campione di livello mondiale e Pallone d'oro [...]. E ancora più completo – per chi scrive – è stato Paolo Maldini, lui sì davvero il più grande milanista di ogni tempo. Ma Baresi è stato il più amato e su questo non esistono discussioni. Nessuno come e quanto lui. A Rivera non è mai stato perdonato il pessimo risultato da dirigente [...], a Maldini una certa indipendenza di giudizio [...]. Baresi ha messo invece d'accordo tutti: sostenitori della tribuna e ultras, compagni di squadra e avversari, giornalisti e il presidente Berlusconi, che lo considera ancora oggi un sesto figlio, qualcosa di speciale e pure di diverso dagli altri giocatori. Un amore che Kaiser Franz si è certamente meritato per fedeltà e per l'alto rendimento assicurato nel tempo. Dopo quella stagione del debutto, condita con la stella rossonera, è rimasto per lottare e combattere nel purgatorio della B, senza mai arretrare di un passo. Lo ha fatto per due volte: dopo lo scandalo del Totoscommesse e dopo un'ultima e drammatica giornata di campionato a Cesena, anno 1982. Il Milan sprofondò nel periodo più nero della sua storia, il futuro sembrava non esistere più e nessuno poteva immaginare i trionfi che sarebbero giunti nel giro di pochi anni. Ma Baresi non scappò e questo gli è valso un posto inalienabile nel cuore del pubblico casciavit.
*Baresi è stato il migliore interprete del nuovo corso [...] concretizzatosi [...] con lo sbarco di Arrigo Sacchi a Milanello. I maligni raccontano di quando il profeta della zona consigliò al sempre più apprezzato libero del Milan e della Nazionale di guardare le videocassette del Parma per capire i movimenti di Signorini. Verità o leggenda, Baresi è diventato il punto fermo, l'ultimo baluardo, la prima garanzia del Milan più bello di ogni tempo.
*Gli rimproveravano la mano alzata sul fuorigioco, in realtà ha sollevato più spesso le coppe.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Tifosi]]'' (1999)
==Voci correlate==
*[[Regina Baresi]] – nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Baresi, Franco}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
os38taheh08r92nwbrzes3icb2v6qw0
1422634
1422630
2026-08-05T06:24:31Z
SirPsych0
33615
+3
1422634
wikitext
text/x-wiki
[[File:Franco Baresi 2012.jpg|thumb|Franco Baresi nel 2012]]
'''Franco Baresi''' (1960 – 2026), calciatore italiano.
==Citazioni di Franco Baresi==
*[[Ascoli Calcio 1898 FC|Ascoli]] voleva dire fatica, pressione del pubblico, dell'ambiente, del presidente Rozzi, di tutto ciò che girava attorno alla squadra. Già si percepiva arrivando allo stadio. Questo si aggiungeva ad avversari tostissimi in campo. Magari strappavamo punti, ma erano sempre sudati. Di partite in discesa dalle vostre parti ne ricordo davvero poche, anche con lo squadrone di Sacchi.<ref>Dall'intervista di Gigi Mancini, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/stadio-del-duca-franco-baresi-0efb122f Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 29 novembre 2016.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «La [[Juventus Football Club|Juve]] degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di [[Associazione Calcio Milan|noi]]. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia.<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1999/novembre/19/Juventus_Milan_Bettega_Baresi_giocano_ga_0_9911196574.shtml C'è Juventus vs Milan. Bettega e Baresi la giocano così]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 19 novembre 1999.</ref>
*Uno dei campi peggiori in cui ho giocato è stato il Del Duca di Ascoli. L'unità d'intenti, tra squadra e tifosi, il grande incitamento di tutto il popolo dell'Ascoli, hanno reso spesso a noi del Milan la vita difficile.<ref>Da un'intervista rilasciata al ''Guerin Sportivo'', citato in Gigi Mancini, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/stadio-del-duca-franco-baresi-0efb122f Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 29 novembre 2016.</ref>
==Citazioni su Franco Baresi==
*Baresi II è dotato di uno stile unico, prepotente, imperioso, talora spietato. Si getta sul pallone come una belva: e se per un caso dannato non lo coglie, salvi il buon Dio chi ne è in possesso! Esce dopo un anticipo atteggiandosi a mosse di virile bellezza gladiatoria. Stacca bene, comanda meglio in regia: avanza in una sequenza di falcate non meno piacenti che energiche: avesse anche la legnata del gol, sarebbe il massimo mai visto sulla terra con il brasiliano Mauro, battitore libero del Santos e della nazionale brasiliana 1962 (Bicampeao do mundo em Cile). ([[Gianni Brera]])
*Dava tutto sé stesso. Parlare con lui era parlare con un uomo. ([[Giuseppe Farina (imprenditore)|Giuseppe Farina]])
*E da oggi Franco Baresi è il migliore libero d'Italia, [[Franco Freda|Freda]] e [[Giovanni Ventura|Ventura]] esclusi naturalmente. ([[Beppe Viola]])
*Franco era un vero direttore d’orchestra. Forse oggi non si capisce quanto fu innovativo quel modo di difendere, perché allora le avversarie erano completamente spiazzate quando si alzava la nostra linea. Il regolamento poi era diverso, bastava un giocatore al di là e veniva fischiato l’offside, non c’erano le specifiche di oggi. Baresi nel comandare il reparto era di una precisione chirurgica, pensi che alla partita di addio al calcio di Albertini [...] ancora ricordava tutti i movimenti a memoria e faceva salire la difesa come ai vecchi tempi. Aveva 46 anni, eh. ([[Alberico Evani]])
*Ho sempre studiato gli italiani. Franco Baresi, da cui tutto è cominciato. ([[John Terry]])
*I compagni obbedivano ciecamente alla sua autorità e ai rivali mostrava le sapienti regole del calcio aperte alla pagina che parla del fuorigioco. «Sono un libero liberato» dichiarò Baresi a ''France Football''. Vero. Raccontano i giocatori del Real Madrid che i rivali del Milan non guardavano né loro né il pallone: guardavano solo Baresi. Così si rispetta un vero capo. Raccontano ancora che «a ogni fuorigioco provocato gli scappava un sorriso». ([[Jorge Valdano]]).
*I rossoneri sono fortissimi in attacco, ma non hanno trovato l'erede di Baresi. ([[Roberto Rosato]])
*Io il successo me lo sono meritato, come Franco Baresi che si è fatto i suoi miliardi giocando da grande difensore. ([[Silvio Berlusconi]])
*Mitico e unico numero sei! [...] Franco Baresi, nato a Travagliato, Brescia, l'8 maggio 1960. Segno zodiacale: Biscione. (''[[Tifosi]]'')
*{{NDR|Dopo la [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}} Non c'è stato lieto fine, ma il pianto dirotto, straziante di Franco Baresi, il capitano di ghiaccio, il duro fra i duri, un tipo così tosto da giocare come un gigante, venti giorni dopo l'operazione al menisco, la prima e ultima finalissima mondiale della vita. ([[Giorgio Tosatti]])
*[[Gaetano Scirea|Scirea]] era più elegante. Non so se fosse, o sia, una qualità, ma non mi viene in mente una sua rudezza. Baresi, invece, di botte ne ha date. Ma come guida la difesa – e talvolta, addirittura la squadra – non la guida nessuno. Formidabile. ([[Gianni Agnelli]])
===[[Fabio Capello]]===
*Aveva una grande velocità, grande intuizione, intelligenza tattica. Possedeva una visione del gioco quasi unica. A livello difensivo è stato il migliore in assoluto di quel periodo, non soltanto perché giocava in un grande Milan, proprio rispetto a tutti i giocatori del mondo in quel momento.
*Franco era un ragazzo fantastico. Ha lavorato tantissimo per diventare quello che è diventato, è stato il simbolo per tutti coloro che venivano a giocare nel Milan. Vedere come si allenava, come si comportava, come era sempre presente e capire tutto quello che ti dava in campo e fuori, è stato fondamentale per la crescita di altri giocatori.
Aperto a tutto e a tutti quelli che arrivavano, però era il suo esempio a essere importante, questa è la cosa fondamentale. [...] *Il segreto di quel Milan era nell'esempio che davano i giocatori che avevano vinto tantissimo e non si accontentavano. E Franco era unico. Aveva l'orgoglio di giocare per questa maglia, per i tifosi, da capitano trasmetteva queste sensazioni. Se succedeva che la squadra si addormentasse un po', dava la scossa. Non voleva mai perdere, era questa la sensazione forte che arrivava.
===[[Matteo Marani]]===
{{cronologico}}
*Nel 1999, allo scoccare del secolo rossonero, un sondaggio [...] scelse Baresi come calciatore del 900. Una decisione contestata da alcuni. In realtà Rivera è stato superiore per qualità, un campione di livello mondiale e Pallone d'oro [...]. E ancora più completo – per chi scrive – è stato Paolo Maldini, lui sì davvero il più grande milanista di ogni tempo. Ma Baresi è stato il più amato e su questo non esistono discussioni. Nessuno come e quanto lui. A Rivera non è mai stato perdonato il pessimo risultato da dirigente [...], a Maldini una certa indipendenza di giudizio [...]. Baresi ha messo invece d'accordo tutti: sostenitori della tribuna e ultras, compagni di squadra e avversari, giornalisti e il presidente Berlusconi, che lo considera ancora oggi un sesto figlio, qualcosa di speciale e pure di diverso dagli altri giocatori. Un amore che Kaiser Franz si è certamente meritato per fedeltà e per l'alto rendimento assicurato nel tempo. Dopo quella stagione del debutto, condita con la stella rossonera, è rimasto per lottare e combattere nel purgatorio della B, senza mai arretrare di un passo. Lo ha fatto per due volte: dopo lo scandalo del Totoscommesse e dopo un'ultima e drammatica giornata di campionato a Cesena, anno 1982. Il Milan sprofondò nel periodo più nero della sua storia, il futuro sembrava non esistere più e nessuno poteva immaginare i trionfi che sarebbero giunti nel giro di pochi anni. Ma Baresi non scappò e questo gli è valso un posto inalienabile nel cuore del pubblico casciavit.
*Baresi è stato il migliore interprete del nuovo corso [...] concretizzatosi [...] con lo sbarco di Arrigo Sacchi a Milanello. I maligni raccontano di quando il profeta della zona consigliò al sempre più apprezzato libero del Milan e della Nazionale di guardare le videocassette del Parma per capire i movimenti di Signorini. Verità o leggenda, Baresi è diventato il punto fermo, l'ultimo baluardo, la prima garanzia del Milan più bello di ogni tempo.
*Gli rimproveravano la mano alzata sul fuorigioco, in realtà ha sollevato più spesso le coppe.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Tifosi]]'' (1999)
==Voci correlate==
*[[Regina Baresi]] – nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Baresi, Franco}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
bnshdih0glzf37q6u0lyhgupz0oewzl
1422638
1422634
2026-08-05T06:46:13Z
SirPsych0
33615
/* Fabio Capello */
1422638
wikitext
text/x-wiki
[[File:Franco Baresi 2012.jpg|thumb|Franco Baresi nel 2012]]
'''Franco Baresi''' (1960 – 2026), calciatore italiano.
==Citazioni di Franco Baresi==
*[[Ascoli Calcio 1898 FC|Ascoli]] voleva dire fatica, pressione del pubblico, dell'ambiente, del presidente Rozzi, di tutto ciò che girava attorno alla squadra. Già si percepiva arrivando allo stadio. Questo si aggiungeva ad avversari tostissimi in campo. Magari strappavamo punti, ma erano sempre sudati. Di partite in discesa dalle vostre parti ne ricordo davvero poche, anche con lo squadrone di Sacchi.<ref>Dall'intervista di Gigi Mancini, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/stadio-del-duca-franco-baresi-0efb122f Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 29 novembre 2016.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «La [[Juventus Football Club|Juve]] degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di [[Associazione Calcio Milan|noi]]. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia.<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1999/novembre/19/Juventus_Milan_Bettega_Baresi_giocano_ga_0_9911196574.shtml C'è Juventus vs Milan. Bettega e Baresi la giocano così]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 19 novembre 1999.</ref>
*Uno dei campi peggiori in cui ho giocato è stato il Del Duca di Ascoli. L'unità d'intenti, tra squadra e tifosi, il grande incitamento di tutto il popolo dell'Ascoli, hanno reso spesso a noi del Milan la vita difficile.<ref>Da un'intervista rilasciata al ''Guerin Sportivo'', citato in Gigi Mancini, ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/stadio-del-duca-franco-baresi-0efb122f Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A"]'', ''ilrestodelcarlino.it'', 29 novembre 2016.</ref>
==Citazioni su Franco Baresi==
*Baresi II è dotato di uno stile unico, prepotente, imperioso, talora spietato. Si getta sul pallone come una belva: e se per un caso dannato non lo coglie, salvi il buon Dio chi ne è in possesso! Esce dopo un anticipo atteggiandosi a mosse di virile bellezza gladiatoria. Stacca bene, comanda meglio in regia: avanza in una sequenza di falcate non meno piacenti che energiche: avesse anche la legnata del gol, sarebbe il massimo mai visto sulla terra con il brasiliano Mauro, battitore libero del Santos e della nazionale brasiliana 1962 (Bicampeao do mundo em Cile). ([[Gianni Brera]])
*Dava tutto sé stesso. Parlare con lui era parlare con un uomo. ([[Giuseppe Farina (imprenditore)|Giuseppe Farina]])
*E da oggi Franco Baresi è il migliore libero d'Italia, [[Franco Freda|Freda]] e [[Giovanni Ventura|Ventura]] esclusi naturalmente. ([[Beppe Viola]])
*Franco era un vero direttore d’orchestra. Forse oggi non si capisce quanto fu innovativo quel modo di difendere, perché allora le avversarie erano completamente spiazzate quando si alzava la nostra linea. Il regolamento poi era diverso, bastava un giocatore al di là e veniva fischiato l’offside, non c’erano le specifiche di oggi. Baresi nel comandare il reparto era di una precisione chirurgica, pensi che alla partita di addio al calcio di Albertini [...] ancora ricordava tutti i movimenti a memoria e faceva salire la difesa come ai vecchi tempi. Aveva 46 anni, eh. ([[Alberico Evani]])
*Ho sempre studiato gli italiani. Franco Baresi, da cui tutto è cominciato. ([[John Terry]])
*I compagni obbedivano ciecamente alla sua autorità e ai rivali mostrava le sapienti regole del calcio aperte alla pagina che parla del fuorigioco. «Sono un libero liberato» dichiarò Baresi a ''France Football''. Vero. Raccontano i giocatori del Real Madrid che i rivali del Milan non guardavano né loro né il pallone: guardavano solo Baresi. Così si rispetta un vero capo. Raccontano ancora che «a ogni fuorigioco provocato gli scappava un sorriso». ([[Jorge Valdano]]).
*I rossoneri sono fortissimi in attacco, ma non hanno trovato l'erede di Baresi. ([[Roberto Rosato]])
*Io il successo me lo sono meritato, come Franco Baresi che si è fatto i suoi miliardi giocando da grande difensore. ([[Silvio Berlusconi]])
*Mitico e unico numero sei! [...] Franco Baresi, nato a Travagliato, Brescia, l'8 maggio 1960. Segno zodiacale: Biscione. (''[[Tifosi]]'')
*{{NDR|Dopo la [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}} Non c'è stato lieto fine, ma il pianto dirotto, straziante di Franco Baresi, il capitano di ghiaccio, il duro fra i duri, un tipo così tosto da giocare come un gigante, venti giorni dopo l'operazione al menisco, la prima e ultima finalissima mondiale della vita. ([[Giorgio Tosatti]])
*[[Gaetano Scirea|Scirea]] era più elegante. Non so se fosse, o sia, una qualità, ma non mi viene in mente una sua rudezza. Baresi, invece, di botte ne ha date. Ma come guida la difesa – e talvolta, addirittura la squadra – non la guida nessuno. Formidabile. ([[Gianni Agnelli]])
===[[Fabio Capello]]===
*Aperto a tutto e a tutti quelli che arrivavano, però era il suo esempio a essere importante, questa è la cosa fondamentale. [...] Il segreto di quel Milan era nell'esempio che davano i giocatori che avevano vinto tantissimo e non si accontentavano. E Franco era unico. Aveva l'orgoglio di giocare per questa maglia, per i tifosi, da capitano trasmetteva queste sensazioni. Se succedeva che la squadra si addormentasse un po', dava la scossa. Non voleva mai perdere, era questa la sensazione forte che arrivava.
*Aveva una grande velocità, grande intuizione, intelligenza tattica. Possedeva una visione del gioco quasi unica. A livello difensivo è stato il migliore in assoluto di quel periodo, non soltanto perché giocava in un grande Milan, proprio rispetto a tutti i giocatori del mondo in quel momento.
*Franco era un ragazzo fantastico. Ha lavorato tantissimo per diventare quello che è diventato, è stato il simbolo per tutti coloro che venivano a giocare nel Milan. Vedere come si allenava, come si comportava, come era sempre presente e capire tutto quello che ti dava in campo e fuori, è stato fondamentale per la crescita di altri giocatori.
===[[Matteo Marani]]===
{{cronologico}}
*Nel 1999, allo scoccare del secolo rossonero, un sondaggio [...] scelse Baresi come calciatore del 900. Una decisione contestata da alcuni. In realtà Rivera è stato superiore per qualità, un campione di livello mondiale e Pallone d'oro [...]. E ancora più completo – per chi scrive – è stato Paolo Maldini, lui sì davvero il più grande milanista di ogni tempo. Ma Baresi è stato il più amato e su questo non esistono discussioni. Nessuno come e quanto lui. A Rivera non è mai stato perdonato il pessimo risultato da dirigente [...], a Maldini una certa indipendenza di giudizio [...]. Baresi ha messo invece d'accordo tutti: sostenitori della tribuna e ultras, compagni di squadra e avversari, giornalisti e il presidente Berlusconi, che lo considera ancora oggi un sesto figlio, qualcosa di speciale e pure di diverso dagli altri giocatori. Un amore che Kaiser Franz si è certamente meritato per fedeltà e per l'alto rendimento assicurato nel tempo. Dopo quella stagione del debutto, condita con la stella rossonera, è rimasto per lottare e combattere nel purgatorio della B, senza mai arretrare di un passo. Lo ha fatto per due volte: dopo lo scandalo del Totoscommesse e dopo un'ultima e drammatica giornata di campionato a Cesena, anno 1982. Il Milan sprofondò nel periodo più nero della sua storia, il futuro sembrava non esistere più e nessuno poteva immaginare i trionfi che sarebbero giunti nel giro di pochi anni. Ma Baresi non scappò e questo gli è valso un posto inalienabile nel cuore del pubblico casciavit.
*Baresi è stato il migliore interprete del nuovo corso [...] concretizzatosi [...] con lo sbarco di Arrigo Sacchi a Milanello. I maligni raccontano di quando il profeta della zona consigliò al sempre più apprezzato libero del Milan e della Nazionale di guardare le videocassette del Parma per capire i movimenti di Signorini. Verità o leggenda, Baresi è diventato il punto fermo, l'ultimo baluardo, la prima garanzia del Milan più bello di ogni tempo.
*Gli rimproveravano la mano alzata sul fuorigioco, in realtà ha sollevato più spesso le coppe.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Tifosi]]'' (1999)
==Voci correlate==
*[[Regina Baresi]] – nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Baresi, Franco}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
i0akg1ivz5yr9rz97rrz8oc30yfi2lq
Pantaloni
0
61225
1422644
896070
2026-08-05T07:26:52Z
Spinoziano
2297
+1, typo
1422644
wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Tuke, Henry Scott (1858–1929) - Youth in white trousers.jpg|thumb|''Giovane con pantaloni bianchi'' (H. S. Tuke)]]
Citazione sui '''pantaloni'''
*L'indossare calzoni presentava il vantaggio che le donne ponevano spirito e lingua nel proprio passo, il quale, nascosto sotto la gonna, si sente meno osservato e giudicato. ([[Robert Walser]])
*La donna mi piace donna e i pantaloni fanno torto alla femminilità. ([[Liala]])
*La piega dei pantaloni è sempre più dritta e più tagliente di una spada. ([[Mario Mariani]])
*Quando un uomo non sa togliersi da solo i pantaloni non è un uomo. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'')
==[[Proverbi toscani]]==
*A' sottili cascan le brache.
*Chi non è uso a portar le brache, le costure gli danno noja.
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}}
[[Categoria:Abbigliamento]]
mmw2yiml5f5yxlevhnz8e02dq12tpl2
Il Mereghetti
0
81416
1422640
1422585
2026-08-05T07:03:43Z
Spinoziano
2297
/* C */
1422640
wikitext
text/x-wiki
'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
*Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822)
===F===
*Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836)
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
*La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
[[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']]
*[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
===Z===
*Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]]
dnz1hhmmrftjx86el1b1h0b9558xwrd
Il Morandini
0
86658
1422639
1422588
2026-08-05T06:53:46Z
Spinoziano
2297
/* C */
1422639
wikitext
text/x-wiki
{{Titolo minuscolo}}
'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
{{torna a|Morando Morandini}}
==Citazioni==
===Film===
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
j9bymujxkb8vjj3vahr1e2z59ouc6l4
Frank Gifford
0
90407
1422623
1420565
2026-08-05T03:45:30Z
AssassinsCreed
17001
minuzie
1422623
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:FrankGifford.jpg|thumb|Frank Glifford]]
'''Francis Newton "Frank" Gifford''' (1930 – 2015), giocatore di football americano statunitense.
*Il [[football americano|football professionistico]] è come una guerra nucleare. Non ci sono vincitori, ma solo sopravvissuti.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 67. ISBN 88-8598-826-2</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Gifford, Francis}}
[[Categoria:Giocatori di football americano statunitensi]]
onkx71ssx6d65exthqun9042k3mzvbc
Canzoni dai film
0
95802
1422653
1415860
2026-08-05T07:44:54Z
Spinoziano
2297
+1, semplifico NDR
1422653
wikitext
text/x-wiki
{{Raccolta}}
[[File:Biraghin (film 1946) Tino Scotti e Lilia Silvi.png|miniatura|upright=1.4|[[Tino Scotti]] e [[Lilia Silvi]] nella canzone del film ''[[Biraghin]]'' (1946)]]
Raccolta di '''canzoni''' tratte '''dai film'''.
==Canzoni dai film==
*''A bere l'acqua | ti becchi il tifo, | il cibo e l'aria | qui fanno schifo, | di questa vita | sono arcistufo, | se prendo Koopa | gli spacco il muso.'' (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'')
*''A noi c'odiano tutti perché noi siamo brutti. | Andiamo giù in giardino, veniteci a cercar. | Cicciosi-osi li vogliam. Gustosi-osi li cerchiam. | Belli grassi e grossi noi vogliamo mangiar. | Prima li tritiamo, la testa la buttiamo. | Dopo li mangiamo e con gusto digeriam.'' (''[[Ultracorpi - L'invasione continua]]'')
*''C'era una volta un magico elfo | in un albero nell'arcobalen | viveva sotto un nano blu {{sic|floutolento}} | che doveva sempre fare pipì | un giorno l'elfo non ne poté più | e bussò alla porta del nano blu | e pensate un po' | di colpo si sono sposati!'' (''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'')
*''Che schifezza. | Che schifezza. | Tutto pieno di monnezza.'' {{NDR|parodiando ''Giovinezza''}} (''[[Anni ruggenti]]'')
*''Come merda di piccione io casco sulla folla, | di giorno leggo [[Sigmund Freud|Freud]], di notte sniffo colla. | Ho la maglietta rossa, ma urlo: "boia chi molla!" | Mio padre scopa con le vecchie perché adora la pasta frolla. | Lo dice mia nonna sempre dopo mangiato: "non piove mai, ma se piove, piove solo sul bagnato." | Il [[sorriso]] che tu vedi è prestampato, | lo smonto e lo rimonto come un prefabbricato. | Vietato essere triste per chi è nato fortunato, | questo mondo ti fotte come un omogeneizzato, | in culo, intero, in bocca e parzialmente scremato. | Ho caldo, troppe le coperte. | Sopra la mia testa una lente, un bambino che si diverte, | brucio come una formica, divento trasparente. | E non esisto più, nasco sempre domani, | se mi incontri tra un'ora devi dire: incontravi. | Rimango sola con queste rime sporche, | tra le mani stringo la mia sorte. | Urlo alle vostre porte: | "nonna, perché il futuro fa più paura della morte?"'' (''[[I predatori]]'')
*''Come si può illuminare un cielo scuro e solitario? | È rimasta una sola cosa da fare: | devi colpire l'oscurità con le tue rime. | Rima, suona, fermati subito. | Il mio amore è tuo, il tuo amore è mio.'' [...] ''Come si può illuminare un cielo scuro e fosco? | È rimasta una sola cosa da fare: | devi colpire l'oscurità con le tue rime.'' (''[[Born in Flames]]'')
*''Crudelia De Mon, Crudelia De Mon | farebbe paura perfino a un leon! | Al sol vederla muori d'apprension! | Crudelia, Crudelia... | è più letale lei d'uno scorpion! | Crudelia, Crudelia... De Mon!'' (''[[La carica dei cento e uno]]'')
*''Dai, dai, che tocca anche a te! | Morire ad oltranza, che male c'è? | Tu prova a scappar, raccomandati ai santi, | ma dovremo alfin morir tutti quanti.'' (''[[La sposa cadavere]]'')
[[File:Tempo massimo (film 1934) canzone.png|miniatura|upright=1.2|[[Vittorio De Sica]] nella canzone del film ''[[Tempo massimo]]'' (1934)]]
*''Dicevo al cuore "non amar", | dicevo al cuore "non sognar", | perché credevo che l'amore fosse solo vanità. || Ma da quel dì ch'io vidi te, | ormai l'amore so cos'è, | è un puro incanto, io t'amo tanto | e dico al cuore "devi amare".'' (''[[Tempo massimo]]'')
*''È Pasqua, è Pasqua, noi siam tutti contenti, | cantiamo ai quattro venti: "Trallaralallallero". | È Pasqua, è Pasqua, noi siamo tutti puri, | scriviamo sopra i muri: "Evviva la bontà". | Stringiamoci, abbracciamoci, che siam tutti fratelli, | soprabiti ed ombrelli ai poveri doniam. | È Pasqua, è Pasqua, noi siamo tutti buoni: | l'autore, il regista, il pubblico e Carloni.'' (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'')
*''Fiume di Luna | più ampio di un miglio | Ti attraverserò con stile | un giorno | Vecchio creatore di sogni | Tu spezzacuori | Ovunque tu andrai | io seguirò il tuo corso | Due vagabondi | in giro a vedere il mondo | C'è così tanto mondo | da vedere | entrambi cerchiamo la fine | dello stesso arcobaleno | che ci aspetta dietro la curva | Il mio migliore amico | Fiume di Luna | ed io.'' (''[[Colazione da Tiffany]]'')
*''Il benvenuto diamo | al signor di ricca mano! | Il più buono che ci sia, | non c'è oro che non dia! | Tutti insieme | ci inchiniamo | al signor di ricca mano! | Tutti insieme ci inchiniamo, | ci inchiniamo | al signor di ricca mano!'' (''[[La città incantata]]'')
*''Il vicino Totoro, Totoro! | Totoro, Totoro! | Nei pleniluni, lui | l'ocarina suona lassù. | Il vicino Totoro, Totoro! | Totoro, Totoro! | Se mai tu lo incontrassi, | che splendida gioia ti darà! | Lui a te la porterà!'' (''[[Il mio vicino Totoro]]'')
*''Il nostro Caro Leader è saggio. | È nobile, gentile e forte. | Gli auguriamo gioia. | Gli auguriamo pace. | Gli auguriamo amore. | E una cosa ai giorni nostri, | gli auguriamo più di questo | che gli Stati Uniti esplodano in un inferno di fuoco. | Siano costretti a morire di fame e a implorare, | Siamo devastati dalla malattia. | Siano indifesi, poveri, tristi e al freddo! | Sono arroganti e grassi! | Sono stupidi e cattivi. | Possano affogare nel loro stesso sangue e nelle loro stesse feci! | Muori, America, muori. | Oh, per favore, moriresti? | Riempirebbe il mio piccolo cuorici di gioia! | Che le vostre donna siano violentate nella giungla | mentre i loro figli siano costretti a guardare!'' (''[[The Interview (film 2014)|The Interview]]'')
*''Io non voglio che tu pianga mai, | sul mio baio c'è posto per due. | Monta qui Tommy, non morir sai | e andrò veloce anche in due. | Noi da grandi faremo i soldati | e i cavalli non saran più trastulli, | e chi sa se ricorderemo | quando si era due fanciulli.'' (''[[Trainspotting]]'')
*''Kazakistan, il paes più migliore di mond | Tutti gli altri paes è guidato da femminucc | Kazakistan è primo esportatore di potassie | Altri paesi d'Asia centra hanno poche potassie.'' ([[Borat Sagdiyev]], ''[[Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan]]'')
*''L'amore non è amore se ti mancano i quattrin, | la dis la Biraghin, la dis la Biraghin. | Non servono le chiacchiere, le frasi di passion, | ci vogliono i milion, ci vogliono i milion.'' (''[[Biraghin]]'')
*''La luna è comparsa in alto, | le stelle fan da manto e brillano nel blu, | il bosco è silenzioso, è buio e misterioso, | la brina luce porterà.'' (''[[La scelta di Barbara]]'')
*''Lulù | ove sei tu?'' [...] ''Sei forse a Milano | insieme a Gaetano? | Oppure a Lione | insieme a Gastone? | O forse a Parigi | te la spassi tranquilla, cinica e con un contegno veramente riprovevole insieme a Luigi?'' (''[[Imputato, alzatevi!]]'')
*''Mettendo radici nel suolo, viviamo insieme col vento! | Si passi l'inverno insieme coi semi! | Cantiamo la primavera insieme con gli uccelli!'' (''[[Laputa - Castello nel cielo]]'')
*''Nel bosco un gobbo basso e ubriaco balla e beve e rutta dabum | Nel bosco un gobbo basso e ubriaco balla e beve e rutta dabum | Barcolla qua, inciampa là.'' (''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'')
*''Noi siamo [[pirateria|pirati]] e ci piace perché la vita è fatta per noi. Yo-ho, yo-ho, la spada, il corvo, il mare.'' (''[[La maledizione della prima luna]]'')
*''O Signor che sei con me, | il mio cuor s'affida a te. | Nel peccato e nel dolor | tu sai dar sollievo al cuor. | Io ti invoco, o mio Signor, | con te vivo e spero ancor.'' (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]'')
*''Paladino, Paladino | dove te ne vai? | Paladino, Paladino, | molto lontano da casa tu sei, | se hai una pistola, hai tutto, | dice il biglietto di un uomo, | un cavaliere senza armatura | in una terra selvaggia, | spara veloce su commissione, | bBada ai venti che lo chiamano | un soldato di fortuna | e un uomo chiamato...'' (''[[Il suo ultimo desiderio]]'')
*''Per quest'anno, non cambiare: | vengo al mare per ciullare! | E come l'anno scorso, | c'è il pirla del bagnino!'' (''[[Sapore di mare]]'') {{NDR|sulle note di ''Stessa spiaggia stesso mare''}}
*''Qualche sciocchezza di tanto in tanto | aiuta tutti gli uomini a vivere d'incanto.'' (''[[Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato]]'')
*''Quando arriva il temporale, io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | Tuono, io lo so, sei una scoreggia del ciel! Prr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} (''[[Ted]]'')
*''Quando ci sono tanti conti da pagare | scappo e li faccio tutti quanti parcheggiare.'' (''[[Scoprendo Forrester]]'')
*''Quando penso a te, | terra natia, | che nostalgia sente il mio cuore. | Nella mia solitudine | sento sollievo e conforto nel dolore'' [...] ''Le note tristi di questa canzone | mi portano i ricordi di questo amore. | Quando penso a lei | rinasce | la gioia nel mio triste cuore.'' (''[[Ombre rosse]]'')
*''Quant'è bella la vita, | quant'è bello l'amore, | non t'arrabbiare, | pensa a campare, | godi la gioventù. || Un amore perduto, | centomila trovati, | ridi giocondo | di questo mondo | e non pensarci più.'' (''[[Siamo tutti inquilini]]'')
*''Ribelli siam, | liberi andiam, | come le cernie nel mar.'' (''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'')
*''Se bella giu satore | je notre so cafore | je notre si cavore | je la tu la ti la twah. || La spinash o la bouchon | cigaretto portobello | si rakish spaghaletto | ti la tu la ti la twah. || Senora pilasina | voulez-vous le taximeter? | Le zionta su la seata | tu la tu la tu la wa. || Sa montia si n'amora | la sontia so gravora | la zontcha con sora | je la possa ti la twah. || Je notre so lamina | je notre so cosina | je le se tro savita | je la tossa vi la twah. || Se motra so la sonta | chi vossa l'otra volta | li zoscha si catota | tra la la la la la la.''<ref>''The Nonsense Song'', il cui testo è costituito da frasi casuali che ricordano il suono della lingua francese e italiana.</ref> (''[[Tempi moderni]]'') {{NDR|sulle note di ''Je cherche après Titine'' di Léo Daniderff}}
*''Se catturi una leggenda | lo sarai anche tu.'' (''[[Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita]]'')
*''Se tu girando in foresta andrai | una gran sorpresa avrai | se tu girando in foresta andrai | travestirti dovrai | perché ogni orso del mondo inter | accorrerà in foresta inver | oggi è il dì | che gli orsi fa lì | un picnic.'' (''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'')
*''Sedeva là infelice presso il sicomoro | canta "Il salice, salice, salice". | La mano sul petto, il capo reclino, canta "Il salice, salice, salice... salice". | Le sue lacrime salate interenivan le pietre | "Il salice, salice, salice... salice"'' (''[[Othello (film 1995)|Othello]]'')
*''Sono Dino Rapper | per adesso mi arrangio | finché l'uomo non passa al rancio | poi chissà cosa mangio! | E sì mi interrerò | e in pietra mi muterò | e col tempo a galla | come uno [[Feci|stronzo]] ritornerò!'' (''[[Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre]]'')
*''Sono uno spermatozoo | mi son perso nello zoo. | Devo sceglier proprio qua | la mia mamma e il mio papà. | Ma è un bestione... il leone. | È pesante... l'elefante. | È cretina... la gallina | quando gioca... insieme all'oca. | Allo zoo con il gatto c'è il cane.'' (''[[Johnny Stecchino]]'')
*''Sopra un prototipo di missile tedesco, | con sei gallette cadauno come desco, | i nostri eroi van dritti al cuor della marziana. | Le verdi antenne al nostro Duce piegherai. | Fascisti su Marte, rosso pianeta bolscevico e traditor. | Fascisti su Marte, con un moschetto e un "me ne frego" dentro al cuor. | Siamo incredibili, siam sommergibili, siamo gli ignifughi, | gli irrevocabili conquistator del sangue con onor | ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem. | Fascisti su Marte, pianeta rosso, aspetta che veniam da te. | Fascisti su Marte, noi ti daremo al nostro Duce, al nostro re. | Siamo incredibili, siam sommergibili, siamo gli ignifughi, | gli irrevocabili conquistator, del sangue ecco l'odor | ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem. | Fascisti su Marte! | Fascisti sopra Marte!'' (''[[Fascisti su Marte]]'')
*''Spider Pork, Spider Pork | il soffitto tu mi spork | tu mi balli sulla test | e mi macchi tutto il rest | tu quaaaaa! | ti amo Spider Pork!'' (''[[I Simpson - Il film]]'')
*''Stelle che illuminate il cielo, | brezza gentile che soffia sulle colline, | vi prego, proteggete i viaggiatori alla conquista di antiche città...'' (''[[Sword Art Online - The Movie: Ordinal Scale]]'')
*''Un bel ragnetto si voleva arrampicar, | poi arrivò Goblin che lo fece stramazzar...'' (''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'')
*''Va va sul mar, va barchetta va | naviga naviga naviga e va, va e non ti fermar.'' (''[[Dante's Peak - La furia della montagna]]'')
*''Vola, vola cavallino e va' su e giù per i verdi prati sotto al cielo blu. | Presto, presto prendi, va', vai su per il sentiero della felicità.'' (''[[Picnic ad Hanging Rock]]'')
*''Vorrei trovare | parole giuste per | ridarti il sorriso | che c'era in te. | Ti canterei di | un giorno d'oro e poi | la luna mai | la notte sparirà.'' (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'')
*''So il tuo segreto! | Il tuo piccolo sporco segreto! | Oh, so il tuo segreto! | Il tuo piccolo! | Sporco! | Segreto! | Lo diciamo, Richie?'' (''[[It - Capitolo due]]'')
*''Vivi l'incanto | di questo istante | e non ti chiedere | per quanto e perché: | solo un momento | dura l'incanto, | poi dovrai vivere | la vita com'è.'' (''[[Una gita scolastica]]'')
===''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]''===
*''Dai, ridi dai! | Che a questo mondo in fondo in fondo si sta ben! | Dai, ridi dai! | Che la fortuna presto o tardi arriverà! | Niente nella vita è così brutto e potrai gioire dopotutto! | Sì, ce la fai!''
*{{NDR|Sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down">Cfr.: [[:w:en:The Merry-Go-Round Broke Down|The Merry-Go-Round Broke Down]]</ref>}} [...] ''e puoi ridere per tre. | Bei denti! chi è tuo padre, Dracula? | Si chiama Eddie e poi, fa il muso a tutti noi, | ma poi con me non ce la fa, buffone diverrà! | Là, qua, ehilà, lì, qui! | Faccio tanta confusion, son matto e un po' fifon! | Ma io lo che tanto male parlare no, non può!'' {{NDR|Si spacca un piatto in testa, ma si blocca il disco sul grammofono quindi continua a spaccarsi piatti in testa}} ''Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può!''
*{{NDR|Sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down"/>}}<br>– ''Roger Rabbit è il suo nome rider sa cos'è. | Adesso tu lo tiri giù e canterà per te!'' [...] ''Cantato non ho prima, è dura far la rima, | E se non l'ho, io ma... io me ne andrò, ehm...''<br>– ''Più tempo non avrò!'' [...]<br>– ''A me non dire balle, sparami vuoi alle spalle Avanti dai, se non lo fai ti schiaccerò le...'' {{NDR|Gli cade un vaso in testa}}<br>– ''...Bolle!''
=== ''[[Full Metal Jacket]]'' ===
*– Babbo e tua mamma dentro il letto stan... <br/>– Babbo e tua mamma dentro il letto stan... <br/>– E la mamma gli chiede se glielo dà... <br/>– E la mamma gli chiede se glielo dà... <br/>– Infila qua. <br/>– Infila qua. <br/>– Infila là. <br/>– Infila là. <br/>– Un po' più su. <br/>– Un po' più su. <br/>– Un po' più giu. <br/>– Un po' più giù. <br/>– Va bene a te. <br/>– Va bene a te. <br/>– Va bene a me. <br/>– Va bene a me. <br/>– Spingi. <br/>– Spingi. <br/>– Viene su all'alba quando si alza il sol... <br/>– Viene su all'alba quando si alza il sol... <br/>– Va giù la sera quando cala il sol... <br/>– Va giù la sera quando cala il sol... <br/>– [[Ho Chi Minh]] le pippe si fa. <br/>– Ho Chi Minh pippe si fa. <br/>– Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa. <br/>– Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa.
*Con lui ammazziam e con questo chiaviam! {{NDR|cantando, imitato da tutti i marines che addestra, mentre con una mano si tiene i genitali e con l'altra regge il fucile}}
*– Del mio Corpo {{NDR|riferito al corpo dei Marines}} sono sempre fier... <br/>– Del mio Corpo sono sempre fier... <br/>– Ve lo voglio proprio far saper... <br/>– Ve lo voglio proprio far saper... <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Il corpo mio... <br/>– Il corpo mio... <br/>– Il corpo tuo... <br/>– Il corpo tuo... <br/>– Di tutti noi... <br/>– Di tutti noi... <br/>– Marines noi siam... <br/>– Marines noi siam... <br/>– La esquimese sempre al polo sta... <br/>– La esquimese sempre al polo sta... <br/>– E la fica sempre fredda c'ha... <br/>– E la fica sempre fredda c'ha... <br/>– Che bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– È squisita... <br/>– È squisita... <br/>– Prelibata... <br/>– Prelibata... <br/>– Piace a te... <br/>– Piace a te... <br/>– Piace a me... <br/>– Piace a me...
*– Una sbarbina non la voglio perché... <br/>– Una sbarbina non la voglio perché... <br/>– Solo il fucile porterò con me... <br/>– Solo il fucile porterò con me... <br/>– E se in battaglia poi io creperò... <br/>– E se in battaglia poi io creperò... <br/>– Dentro una bara tornerò... <br/>– Dentro una bara tornerò... <br/>– Alla mia mamma fatelo saper... <br/>– Alla mia mamma fatelo saper... <br/>– Che ho fatto sempre il mio dover... <br/>– Che ho fatto sempre il mio dover...
===''[[Gli Aristogatti]]''===
*''O miei gattini vi drogherò! | Voi ve ne andrete e io ricco sarò!''
*''Pe' arivacce qui da Roma ho fatto l'autostop e 'n Francia è già m'ber pezzo che ce sto... Ma pure da emigrato, mica so' cambiato: io so' Romeo, er mejo der Colosseo! Io fermo nun ce sto, proprio nun me va! Se domani qui sarò, oggi chi lo sa? Forse un po' m'acchitterò e me ne andrò in città, già... E poi laggiù tanta scena farò, ogni gatta che me vedrà dirà: «ma che ber micione, che simpaticone, quello è Romeo, er mejo der Colosseo!». Si cambio so' guai, sto bene come sto... Io nun me lego mai, catene nun ce n'ho! Aggregate si voi, io so andove finirai in Cina, in Perù o a Timbuctù! Ma nun baccajerai vedrai! Chi tante storie fa, a prega' nun sto! Tutto quello che me va... con un gesto c'ho! Penso sempre che l'avi miei tra ruderi e mausolei sapevano già fasse rispetta' e considera' da nobbili e plebei! Se tanto me da tanto godo e me ne vanto d'esse Romeo er mejo der Coloseo! C'avrò er busto ar pincio e ar museo... eh già!''
*''Tutti quanti voglion fare [[jazz]] | perché resister non si può | al ritmo del jazz.''
===''[[La pazza storia del mondo]]''===
*''Io seduto ero nel tempio, | mi facevo i fatti miei | ascoltavo un esaltante messa ebrea. | Poi arriva quel cristiano e mi sbatte in un cella | e mi caccia un cero acceso dentro l'ano! | Vi pare umano? Vi par leale? | Senza fornirti manco un antiemorroidale!''
*''Io i polli governavo, | sorvegliavo il seminato | e d'un tratto il domicilio mi han violato! | Dei cristiani sconosciuti m'han tagliato gli attributi! | Hanno fatto con le palle un campionato di ping pong! | Non è infame? Non è infame? | Il mio privato in un pubblico certame!''
*– ''L'inquisizione!''<br>– ''Iniziamo!''<br>– ''L'inquisizione!''<br>– ''Attenzione peccato!''<br>– ''Abbiamo la missione di convertire gli ebrei!''<br>– ''Ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei!''<br>– ''Insegnerem loro...''<br>– ''...il giusto e sbagliato''<br>– ''Li aiuteremo...''<br>– ''...a vedere la luce!''
*''Oh, quant'è bell' sinist' | Oh, quan'è bell' dest' | Oh, quant'è bell'... Oh, quant'è bell'... quante belle figlie Madama Dorè!''
*''Siamo ebrei nello spazio! | Sfrecciamo per proteggere la razza ebraica! | Siamo ebrei nello spazio! | Se ci son guai li mettiamo a posto! | Se i gojim<ref>Cfr. [[:w:Goy (ebraismo)|Goy (ebraismo)]].</ref> ci attaccano | diamo loro uno schiaffo, | gli ritorna un ceffone in faccia! | Siamo ebrei nello spazio! | Sfrecciamo per proteggere la razza ebraica!''
===''[[La storia della principessa splendente]]''===
*''Gira, gira, gira... | Gira ruota del mulino ad acqua! | Girando, va' a chiamare | l'illustre Sole...! | Girando, va' a chiamare | l'illustre Sole...! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | ...venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno!''
*''Soffia, oh vento, | soffia, soffia! | Soffiando sferzante, | oh vento... | ...vieni a portarci | il raccolto della montagna! | Vieni a portarci il raccolto della montagna! | Ippocastagne, marroni, funghi... | ...uva di montagna! | Noci, venite giù in abbondanza!''
*''Gira, gira, gira... | gira, oh ruota del mulino ad acqua! | Girando, va' a chiamare l'Illustre Sole...! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | Fiorite, date frutti | e andate a cader...! | Nascete, crescete | e andate a morir! | Il vento soffia, | la pioggia cade... | ...gira la ruota del mulino ad acqua. | Per mille volte | la vita risorgerà! | Per mille volte | la vita risorgerà! | Per mille volte | la vita risorgerà!''
==''[[La tenda rossa (film)|La tenda rossa]]''==
*– ''Osteria del Polo Nord.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Questo freddo è ben balord.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Ha paura come un pazzo, che si geli pure il naso.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.''
*– ''Osteria dell'orso bianco.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Di tagliare non mi stanco.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Non aspetto che sia cotto.''<br/>– ''Per mangiarmi l'orsacchiotto.''
*– ''Osteria numero cento.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Qui c'è neve, ghiaccio e vento.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Qui c'è fame in abbondanza, ma mai niente per la panza.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.''
*– ''Osteria numero otto.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Noi volemo far fagotto.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Ma se a casa vuoi tornare, cerca un mezzo per volare.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.''
*– ''Osteria numero trenta.''<br/>– ''Paraponziponzi... pò...''<br/>– ''Mai nessuno... che mi senta...''
===''[[Monty Python e il Sacro Graal]]''===
*''Che schifo d'eroe, vigliacco che sei, | puzzone che va lui scappa e si dà. | Sto dietro e lo so, arieggia un bel po', | il prode che sotto se la fa.''
*''Ma Sir Robin non ci sta.'' [...] ''Scappa, fugge, se la dà...'' [...] ''Di fronte ad ogni pericolo, si coprirà di ridicolo...''
*''Se ne va Sir Robin, l'eroe che non sa | la paura che cos'è, ci gioca a carte. | Alle cinque sai che fa? | Con la morte prende il tè. | Biondo, calmo, forte, zucchero a parte. | Non conosce il pericolo, non ha nessun tabù. | Coi nemici fa da sé, li sbaraglia a frotte. | Li affronta a tu per tu, fossero anche a tre per tre, | e se un dì cadesse lui se ne fotte. | Ha deciso già il suo corpo a chi va, fatto a fette e poi distribuito tra noi. Le sue membra a te, | le sue natiche al re, | il suo membro...''
===''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''===
*''Che bellissima giornata, | se qualcosa devi fare | non la devi rimandare, | falla adesso che c'è il sole''.
*''Gran bella giornata per cantare col cuore, | gran bella giornata per fare l'amore. | Gran bella giornata per bere e mangiare, | gran bella giornata fatta per dimenticare''.
*''Che strana sensazione quando tu hai voglia di andare | e nello stesso tempo hai anche quella di restare''.
===''[[Shrek]]''===
*''Perchè son tutto solo, | e non ho nessuno accanto... | i guai han preso il volo, | mi sfottono soltanto... | ma ci sono gli amici...''
*''Ora sei a Duloc, la perfetta città <br/>qualche regola c'è, certo servirà <br/>Stare calmi e stare in coda qui va molto di moda <br/>Duloc è il paradisoo <br/>Ehi amico tu e il mulo su pulitevi il... viso! <br/>Duloc èè <br/>Duloc èè <br/>Duloc è il paaaraaadisoooooo!''
===''[[Tutti pazzi per Mary]]''===
*''Di tutti quei suoi pianti | gli amici erano stanchi, | dicevano "Non struggerti, | le donne sono tante", | provarono a proporgli Tiffany e Indigo, | ma qualcosa la sua Mary, che dir non so... | Mary, son tutti pazzi per Mary. | I suoi amici dicono "No, non devi vivere così! | Non te la prendere, il sorriso tornerà": | non li puoi certo fare fessi se una birra è buona o no, | ma non sanno niente dell'amor. | Gli dicevano "Tu vivi ancorato al tuo passato", | ma di amore proprio no, non ne devi mai parlar; | dicevano "Ragionaci, non puoi tornare indietro". | Ma qualcosa la sua Mary, che dir non so... | Mary, son tutti pazzi per Mary.''
*''È tornata dal suo "boyfriend". | Nessuna sfida, | nessun conflitto | e non risponde alle tue lettere. | Sei geloso del tempo che lui passa con lei. | Lascia che sparisca nell'oscurità, | che si faccia l'esperienza da sé, che vada via nella notte, | vada via, lascia che | vada via!''
*''Il dolore è così forte | da ferirti in fondo al cuore, | ecco cos'è, | il vero amore cos'è. | Ti riporta indietro | a quando avevi cinque anni, | ecco perché | il vero amore fa male. | Quanto può far male | l'amore quello vero, | quanta pena provoca l'amor? | E ora puoi pensar: | "Tu ami e poi soffrirai"; | l'amore non vale, | no, no.''
*''Non perderti la scena, | Ted e Mary come prima, | se la vedi con gli occhi di Ted, | sono certo capirai, | se tu pensi che sia sciocco, | credi a me ti sbagli, sai. | Se tu credi all'alchimia, capisci subito che può essere solo così: | Mary... | Son tutti pazzi per Mary!''
===''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]''===
*''C'è, so già che cos'è, | c'è feeling per te. | Come [[Iron Man]] e [[Batman]] rivivo per te. | Oh, ed un bambino non sono più, | il mio corpo pronto ora è. | Ti credi troppo per me, la cosa a me non va giù | e questo a me già basta per provarci sempre di più. | Oh, e quindi poi su e giù con me farai, | ma non al luna park. | E starai con me perché una scelta non hai. | E poi da Starbucks un Frappuccino e vai, oh! | E se non credi sia possibile, questa è scienza, sì! | Il mio pediatra Mr.' mi ha detto proprio che in pubertà avrò forti esuberi, oh!''
*''Ho solo tredic'anni e in strada non sto. | Il ferro usare non so, | il cellulare ce l'ho per ora. | Ehi, già anche tu | hai dei dubbi su di me, lo so. | Mia sorella un film ha provato a far con chi sta peggio di lei. | Bene non è andata, lo sai? | Ha preso sputi, con calci e vomitate in faccia. | Colava dalla testa fino a giù. | E poi ha detto Ma' che questa esperienza non la fa più. | Ci son però cose che prima non poteva sapere. | Un pannolone ha tante funzioni: asciuga, assorbe, ritarda, rinfresca. | Ma importante è che la tua roba resti là e così contenti tutti son, è così. | Aggredito da un killer fuori di mente, | on ci posso far niente. | Superando quel concetto, l'accetto, gli sarò riconoscente. | Come quello che gli han sparato è ancora lì. | Un pannolone sulla mia faccia per mezz'ora. | Sembrava la fine. | E che sotto terra io poi, senza colpe, morto | non potrò fare più altre rime e questo stai certo sarebbe proprio un tormento. | Ma questo non è successo | e sono stato assai contento. | Sto bene ora, tu non puoi capire. | Tre settimane non ce la facevo più. | Niente era più sporco della mia faccia e finisco così. | L'odore della merda non si può. | Voglio quello del pollo arrosto. | Oh, [[Shanaya Twain]], belli!''
*''Io le ragazze le attiro più del miele | per una invece sembro cioccolata. | Eh, già, si chiama Angie, | anche se poi lei mi guarda un po' strano. | Ascolta bene cosa piace fare a me. | Di obbrobri in rime così non ce n'è. | Non ho quindi stupore o dubbi in testa a questo chiaro me. | Un'hawaiana m'ha detto senza esitare "Una più buona torta all'ananas di te non ce n'è!" Oh!''
===''[[The Wicker Man]]''===
*''C'era una serva che un zingaro incontrò e a lui disse, con audacia'' | ''"Oh, certo, la mia [[teiera]] necessita attenzioni. Magari lei saprà aiutarmi'' | ''Prese lo zingaro per mano e lo condusse alla sua porta'' | ''Disse: "Ora la mia teiera le mostrerò e senz'altro una botta darle potrà"'' | ''Con gusto la rappezzò e la tamponò...'' [...] ''"Cara signora", disse lui, "La sua teiera è rotta'' | ''E il motivo è chiaro'' | ''Troppi chiodi ci sono passati'' | ''Al punto che il mio non ci sta più"''
*''Ehilà'' | ''Chi va là?'' | ''Sono solo io, tesoro'' || ''Ti prego, vieni'' | ''Dimmi ciao'' | ''Le cose che ti darò'' || ''Una carezza delicata come una piuma'' || ''Ehilà'' | ''Sono qui'' | ''Non sono forse giovane e bionda?'' || ''Vieni, ti prego'' | ''Dimmi ciao'' | ''Le cose che ti mosterò'' || ''Vedrai cose meravigliose'' | ''Il sole di mezzogiorno'' | ''A mezzanotte'' || ''Una bella fanciulla'' | ''Bianca e rossa'' | ''Ti pettino e accarezzo i capelli''
*''Molto s'è detto delle sgualdrine d'antan'' | ''Di donzelle e di bordelli regine si vantan'' | ''Ma io canto d'un bagaglio che tutti adoran'' | ''La figlia del padrone'' || ''Come lei un'altra non si trova'' | ''Non sarà forse il tipo di ragazza'' | ''Da portare a casa alla mamma'' || ''Ma la sua birra è vivace il suo gusto dà ebbrezza'' | ''Fermentata con discrezione e con grande lentezza'' | ''Bevine quanta ti pare a patto di non sprecarne mezza'' | ''La figlia del padrone'' || ''E quando di lei si fa menzione'' | ''Qualunque pantalone'' | ''Presta subito attenzione'' || ''Oh, niente può dar tanta soddisfazione'' | ''Quanto la parte che sta'' | ''Fra ditone e ditone''
*''Nelle foreste c'era un [[albero]]'' | ''Ed era proprio un bell'albero'' || ''Sull'albero c'era un ramo'' | ''Sul ramo c'era un fuscello'' | ''Sul fuscello c'era un nido'' | ''In quel nido c'era un uovo'' | ''Nell'uovo c'era un uccello'' | ''E da quell'uccello venne una piuma'' | ''E da quella piuma venne'' | ''Un letto'' || ''E su quel letto c'era una ragazza'' | ''E su quella ragazza c'era un uomo'' | ''E da quell'uomo venne un seme'' | ''E da quel seme venne un bambino'' | ''E da quel bambino venne un uomo'' | ''E per quell'uomo c'era una tomba'' | ''E su quella tomba crebbe'' | ''Un albero''
*''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà, lì sotto brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''e il bambino crescerà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà e ancora brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino dentro resterà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà e sempre brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino forte diventerà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà, le delusioni brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino piangere farà''
===''[[Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza]]''===
*''Belle mani e piedi graziosi | con le braccia tornite e il petto fiorente | sarai così mirabile allo sguardo. | E poi, alla fine, andremo insieme in cielo | ad incontrar la madre e il padre. | Guance rosse e grandi occhi azzurri...''
*''Carlo XII ha centomila soldati | Carlo XII ha centomila soldati | Carlo XII ha centomila soldati | Quando avanza in marcia sulla massicciata e nella polvere.''
*''Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.''<br>– ''Noi che non un soldo abbiamo. | Noi che non un soldo abbiamo | il bicchierino come lo paghiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg?''<br>– ''Il bicchierino come lo paghiamo | Il bicchierino come lo paghiamo, | noi che non un soldo abbiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg?''<br>– ''Lo pagate con dei baci. | Lo pagate con dei baci. | Lo pagate con dei baci | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.''<br>– ''Con dei baci lo paghiamo. | Con dei baci lo paghiamo. | Con dei baci lo paghiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.'' [...] {{NDR|i soldati e i marinai fanno la fila per baciare Lotta e bere un bicchierino}}
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Canzoni]]
{{Raccolte dai media|Canzoni|dai film}}
[[Categoria:Raccolte dai film]]
[[Categoria:Canzoni dai media|Film]]
b67nxic7hb3boa8mej59qdbgkm55xwy
1422654
1422653
2026-08-05T07:46:08Z
Spinoziano
2297
typo
1422654
wikitext
text/x-wiki
{{Raccolta}}
[[File:Biraghin (film 1946) Tino Scotti e Lilia Silvi.png|miniatura|upright=1.4|[[Tino Scotti]] e [[Lilia Silvi]] nella canzone del film ''[[Biraghin]]'' (1946)]]
Raccolta di '''canzoni''' tratte '''dai film'''.
==Canzoni dai film==
*''A bere l'acqua | ti becchi il tifo, | il cibo e l'aria | qui fanno schifo, | di questa vita | sono arcistufo, | se prendo Koopa | gli spacco il muso.'' (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'')
*''A noi c'odiano tutti perché noi siamo brutti. | Andiamo giù in giardino, veniteci a cercar. | Cicciosi-osi li vogliam. Gustosi-osi li cerchiam. | Belli grassi e grossi noi vogliamo mangiar. | Prima li tritiamo, la testa la buttiamo. | Dopo li mangiamo e con gusto digeriam.'' (''[[Ultracorpi - L'invasione continua]]'')
*''C'era una volta un magico elfo | in un albero nell'arcobalen | viveva sotto un nano blu {{sic|floutolento}} | che doveva sempre fare pipì | un giorno l'elfo non ne poté più | e bussò alla porta del nano blu | e pensate un po' | di colpo si sono sposati!'' (''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'')
*''Che schifezza. | Che schifezza. | Tutto pieno di monnezza.'' {{NDR|parodiando ''Giovinezza''}} (''[[Anni ruggenti]]'')
*''Come merda di piccione io casco sulla folla, | di giorno leggo [[Sigmund Freud|Freud]], di notte sniffo colla. | Ho la maglietta rossa, ma urlo: "boia chi molla!" | Mio padre scopa con le vecchie perché adora la pasta frolla. | Lo dice mia nonna sempre dopo mangiato: "non piove mai, ma se piove, piove solo sul bagnato." | Il [[sorriso]] che tu vedi è prestampato, | lo smonto e lo rimonto come un prefabbricato. | Vietato essere triste per chi è nato fortunato, | questo mondo ti fotte come un omogeneizzato, | in culo, intero, in bocca e parzialmente scremato. | Ho caldo, troppe le coperte. | Sopra la mia testa una lente, un bambino che si diverte, | brucio come una formica, divento trasparente. | E non esisto più, nasco sempre domani, | se mi incontri tra un'ora devi dire: incontravi. | Rimango sola con queste rime sporche, | tra le mani stringo la mia sorte. | Urlo alle vostre porte: | "nonna, perché il futuro fa più paura della morte?"'' (''[[I predatori]]'')
*''Come si può illuminare un cielo scuro e solitario? | È rimasta una sola cosa da fare: | devi colpire l'oscurità con le tue rime. | Rima, suona, fermati subito. | Il mio amore è tuo, il tuo amore è mio.'' [...] ''Come si può illuminare un cielo scuro e fosco? | È rimasta una sola cosa da fare: | devi colpire l'oscurità con le tue rime.'' (''[[Born in Flames]]'')
*''Crudelia De Mon, Crudelia De Mon | farebbe paura perfino a un leon! | Al sol vederla muori d'apprension! | Crudelia, Crudelia... | è più letale lei d'uno scorpion! | Crudelia, Crudelia... De Mon!'' (''[[La carica dei cento e uno]]'')
*''Dai, dai, che tocca anche a te! | Morire ad oltranza, che male c'è? | Tu prova a scappar, raccomandati ai santi, | ma dovremo alfin morir tutti quanti.'' (''[[La sposa cadavere]]'')
[[File:Tempo massimo (film 1934) canzone.png|miniatura|upright=1.2|[[Vittorio De Sica]] nella canzone del film ''[[Tempo massimo]]'' (1934)]]
*''Dicevo al cuore "non amar", | dicevo al cuore "non sognar", | perché credevo che l'amore fosse solo vanità. || Ma da quel dì ch'io vidi te, | ormai l'amore so cos'è, | è un puro incanto, io t'amo tanto | e dico al cuore "devi amare".'' (''[[Tempo massimo]]'')
*''È Pasqua, è Pasqua, noi siam tutti contenti, | cantiamo ai quattro venti: "Trallaralallallero". | È Pasqua, è Pasqua, noi siamo tutti puri, | scriviamo sopra i muri: "Evviva la bontà". | Stringiamoci, abbracciamoci, che siam tutti fratelli, | soprabiti ed ombrelli ai poveri doniam. | È Pasqua, è Pasqua, noi siamo tutti buoni: | l'autore, il regista, il pubblico e Carloni.'' (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'')
*''Fiume di Luna | più ampio di un miglio | Ti attraverserò con stile | un giorno | Vecchio creatore di sogni | Tu spezzacuori | Ovunque tu andrai | io seguirò il tuo corso | Due vagabondi | in giro a vedere il mondo | C'è così tanto mondo | da vedere | entrambi cerchiamo la fine | dello stesso arcobaleno | che ci aspetta dietro la curva | Il mio migliore amico | Fiume di Luna | ed io.'' (''[[Colazione da Tiffany]]'')
*''Il benvenuto diamo | al signor di ricca mano! | Il più buono che ci sia, | non c'è oro che non dia! | Tutti insieme | ci inchiniamo | al signor di ricca mano! | Tutti insieme ci inchiniamo, | ci inchiniamo | al signor di ricca mano!'' (''[[La città incantata]]'')
*''Il vicino Totoro, Totoro! | Totoro, Totoro! | Nei pleniluni, lui | l'ocarina suona lassù. | Il vicino Totoro, Totoro! | Totoro, Totoro! | Se mai tu lo incontrassi, | che splendida gioia ti darà! | Lui a te la porterà!'' (''[[Il mio vicino Totoro]]'')
*''Il nostro Caro Leader è saggio. | È nobile, gentile e forte. | Gli auguriamo gioia. | Gli auguriamo pace. | Gli auguriamo amore. | E una cosa ai giorni nostri, | gli auguriamo più di questo | che gli Stati Uniti esplodano in un inferno di fuoco. | Siano costretti a morire di fame e a implorare, | Siamo devastati dalla malattia. | Siano indifesi, poveri, tristi e al freddo! | Sono arroganti e grassi! | Sono stupidi e cattivi. | Possano affogare nel loro stesso sangue e nelle loro stesse feci! | Muori, America, muori. | Oh, per favore, moriresti? | Riempirebbe il mio piccolo cuorici di gioia! | Che le vostre donna siano violentate nella giungla | mentre i loro figli siano costretti a guardare!'' (''[[The Interview (film 2014)|The Interview]]'')
*''Io non voglio che tu pianga mai, | sul mio baio c'è posto per due. | Monta qui Tommy, non morir sai | e andrò veloce anche in due. | Noi da grandi faremo i soldati | e i cavalli non saran più trastulli, | e chi sa se ricorderemo | quando si era due fanciulli.'' (''[[Trainspotting]]'')
*''Kazakistan, il paes più migliore di mond | Tutti gli altri paes è guidato da femminucc | Kazakistan è primo esportatore di potassie | Altri paesi d'Asia centra hanno poche potassie.'' ([[Borat Sagdiyev]], ''[[Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan]]'')
*''L'amore non è amore se ti mancano i quattrin, | la dis la Biraghin, la dis la Biraghin. | Non servono le chiacchiere, le frasi di passion, | ci vogliono i milion, ci vogliono i milion.'' (''[[Biraghin]]'')
*''La luna è comparsa in alto, | le stelle fan da manto e brillano nel blu, | il bosco è silenzioso, è buio e misterioso, | la brina luce porterà.'' (''[[La scelta di Barbara]]'')
*''Lulù | ove sei tu?'' [...] ''Sei forse a Milano | insieme a Gaetano? | Oppure a Lione | insieme a Gastone? | O forse a Parigi | te la spassi tranquilla, cinica e con un contegno veramente riprovevole insieme a Luigi?'' (''[[Imputato, alzatevi!]]'')
*''Mettendo radici nel suolo, viviamo insieme col vento! | Si passi l'inverno insieme coi semi! | Cantiamo la primavera insieme con gli uccelli!'' (''[[Laputa - Castello nel cielo]]'')
*''Nel bosco un gobbo basso e ubriaco balla e beve e rutta dabum | Nel bosco un gobbo basso e ubriaco balla e beve e rutta dabum | Barcolla qua, inciampa là.'' (''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'')
*''Noi siamo [[pirateria|pirati]] e ci piace perché la vita è fatta per noi. Yo-ho, yo-ho, la spada, il corvo, il mare.'' (''[[La maledizione della prima luna]]'')
*''O Signor che sei con me, | il mio cuor s'affida a te. | Nel peccato e nel dolor | tu sai dar sollievo al cuor. | Io ti invoco, o mio Signor, | con te vivo e spero ancor.'' (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]'')
*''Paladino, Paladino | dove te ne vai? | Paladino, Paladino, | molto lontano da casa tu sei, | se hai una pistola, hai tutto, | dice il biglietto di un uomo, | un cavaliere senza armatura | in una terra selvaggia, | spara veloce su commissione, | bBada ai venti che lo chiamano | un soldato di fortuna | e un uomo chiamato...'' (''[[Il suo ultimo desiderio]]'')
*''Per quest'anno, non cambiare: | vengo al mare per ciullare! | E come l'anno scorso, | c'è il pirla del bagnino!'' (''[[Sapore di mare]]'') {{NDR|sulle note di ''Stessa spiaggia stesso mare''}}
*''Qualche sciocchezza di tanto in tanto | aiuta tutti gli uomini a vivere d'incanto.'' (''[[Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato]]'')
*''Quando arriva il temporale, io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | Tuono, io lo so, sei una scoreggia del ciel! Prr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} (''[[Ted]]'')
*''Quando ci sono tanti conti da pagare | scappo e li faccio tutti quanti parcheggiare.'' (''[[Scoprendo Forrester]]'')
*''Quando penso a te, | terra natia, | che nostalgia sente il mio cuore. | Nella mia solitudine | sento sollievo e conforto nel dolore'' [...] ''Le note tristi di questa canzone | mi portano i ricordi di questo amore. | Quando penso a lei | rinasce | la gioia nel mio triste cuore.'' (''[[Ombre rosse]]'')
*''Quant'è bella la vita, | quant'è bello l'amore, | non t'arrabbiare, | pensa a campare, | godi la gioventù. || Un amore perduto, | centomila trovati, | ridi giocondo | di questo mondo | e non pensarci più.'' (''[[Siamo tutti inquilini]]'')
*''Ribelli siam, | liberi andiam, | come le cernie nel mar.'' (''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'')
*''Se bella giu satore | je notre so cafore | je notre si cavore | je la tu la ti la twah. || La spinash o la bouchon | cigaretto portobello | si rakish spaghaletto | ti la tu la ti la twah. || Senora pilasina | voulez-vous le taximeter? | Le zionta su la seata | tu la tu la tu la wa. || Sa montia si n'amora | la sontia so gravora | la zontcha con sora | je la possa ti la twah. || Je notre so lamina | je notre so cosina | je le se tro savita | je la tossa vi la twah. || Se motra so la sonta | chi vossa l'otra volta | li zoscha si catota | tra la la la la la la.''<ref>''The Nonsense Song'', il cui testo è costituito da frasi casuali che ricordano il suono della lingua francese e italiana.</ref> (''[[Tempi moderni]]'') {{NDR|sulle note di ''Je cherche après Titine'' di Léo Daniderff}}
*''Se catturi una leggenda | lo sarai anche tu.'' (''[[Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita]]'')
*''Se tu girando in foresta andrai | una gran sorpresa avrai | se tu girando in foresta andrai | travestirti dovrai | perché ogni orso del mondo inter | accorrerà in foresta inver | oggi è il dì | che gli orsi fa lì | un picnic.'' (''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'')
*''Sedeva là infelice presso il sicomoro | canta "Il salice, salice, salice". | La mano sul petto, il capo reclino, canta "Il salice, salice, salice... salice". | Le sue lacrime salate interenivan le pietre | "Il salice, salice, salice... salice"'' (''[[Othello (film 1995)|Othello]]'')
*''Sono Dino Rapper | per adesso mi arrangio | finché l'uomo non passa al rancio | poi chissà cosa mangio! | E sì mi interrerò | e in pietra mi muterò | e col tempo a galla | come uno [[Feci|stronzo]] ritornerò!'' (''[[Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre]]'')
*''Sono uno spermatozoo | mi son perso nello zoo. | Devo sceglier proprio qua | la mia mamma e il mio papà. | Ma è un bestione... il leone. | È pesante... l'elefante. | È cretina... la gallina | quando gioca... insieme all'oca. | Allo zoo con il gatto c'è il cane.'' (''[[Johnny Stecchino]]'')
*''Sopra un prototipo di missile tedesco, | con sei gallette cadauno come desco, | i nostri eroi van dritti al cuor della marziana. | Le verdi antenne al nostro Duce piegherai. | Fascisti su Marte, rosso pianeta bolscevico e traditor. | Fascisti su Marte, con un moschetto e un "me ne frego" dentro al cuor. | Siamo incredibili, siam sommergibili, siamo gli ignifughi, | gli irrevocabili conquistator del sangue con onor | ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem. | Fascisti su Marte, pianeta rosso, aspetta che veniam da te. | Fascisti su Marte, noi ti daremo al nostro Duce, al nostro re. | Siamo incredibili, siam sommergibili, siamo gli ignifughi, | gli irrevocabili conquistator, del sangue ecco l'odor | ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem. | Fascisti su Marte! | Fascisti sopra Marte!'' (''[[Fascisti su Marte]]'')
*''Spider Pork, Spider Pork | il soffitto tu mi spork | tu mi balli sulla test | e mi macchi tutto il rest | tu quaaaaa! | ti amo Spider Pork!'' (''[[I Simpson - Il film]]'')
*''Stelle che illuminate il cielo, | brezza gentile che soffia sulle colline, | vi prego, proteggete i viaggiatori alla conquista di antiche città...'' (''[[Sword Art Online - The Movie: Ordinal Scale]]'')
*''Un bel ragnetto si voleva arrampicar, | poi arrivò Goblin che lo fece stramazzar...'' (''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'')
*''Va va sul mar, va barchetta va | naviga naviga naviga e va, va e non ti fermar.'' (''[[Dante's Peak - La furia della montagna]]'')
*''Vola, vola cavallino e va' su e giù per i verdi prati sotto al cielo blu. | Presto, presto prendi, va', vai su per il sentiero della felicità.'' (''[[Picnic ad Hanging Rock]]'')
*''Vorrei trovare | parole giuste per | ridarti il sorriso | che c'era in te. | Ti canterei di | un giorno d'oro e poi | la luna mai | la notte sparirà.'' (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'')
*''So il tuo segreto! | Il tuo piccolo sporco segreto! | Oh, so il tuo segreto! | Il tuo piccolo! | Sporco! | Segreto! | Lo diciamo, Richie?'' (''[[It - Capitolo due]]'')
*''Vivi l'incanto | di questo istante | e non ti chiedere | per quanto e perché: | solo un momento | dura l'incanto, | poi dovrai vivere | la vita com'è.'' (''[[Una gita scolastica]]'')
===''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]''===
*''Dai, ridi dai! | Che a questo mondo in fondo in fondo si sta ben! | Dai, ridi dai! | Che la fortuna presto o tardi arriverà! | Niente nella vita è così brutto e potrai gioire dopotutto! | Sì, ce la fai!''
*{{NDR|Sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down">Cfr.: [[:w:en:The Merry-Go-Round Broke Down|The Merry-Go-Round Broke Down]]</ref>}} [...] ''e puoi ridere per tre. | Bei denti! chi è tuo padre, Dracula? | Si chiama Eddie e poi, fa il muso a tutti noi, | ma poi con me non ce la fa, buffone diverrà! | Là, qua, ehilà, lì, qui! | Faccio tanta confusion, son matto e un po' fifon! | Ma io lo che tanto male parlare no, non può!'' {{NDR|Si spacca un piatto in testa, ma si blocca il disco sul grammofono quindi continua a spaccarsi piatti in testa}} ''Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può!''
*{{NDR|Sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down"/>}}<br>– ''Roger Rabbit è il suo nome rider sa cos'è. | Adesso tu lo tiri giù e canterà per te!'' [...] ''Cantato non ho prima, è dura far la rima, | E se non l'ho, io ma... io me ne andrò, ehm...''<br>– ''Più tempo non avrò!'' [...]<br>– ''A me non dire balle, sparami vuoi alle spalle Avanti dai, se non lo fai ti schiaccerò le...'' {{NDR|Gli cade un vaso in testa}}<br>– ''...Bolle!''
=== ''[[Full Metal Jacket]]'' ===
*– Babbo e tua mamma dentro il letto stan... <br/>– Babbo e tua mamma dentro il letto stan... <br/>– E la mamma gli chiede se glielo dà... <br/>– E la mamma gli chiede se glielo dà... <br/>– Infila qua. <br/>– Infila qua. <br/>– Infila là. <br/>– Infila là. <br/>– Un po' più su. <br/>– Un po' più su. <br/>– Un po' più giu. <br/>– Un po' più giù. <br/>– Va bene a te. <br/>– Va bene a te. <br/>– Va bene a me. <br/>– Va bene a me. <br/>– Spingi. <br/>– Spingi. <br/>– Viene su all'alba quando si alza il sol... <br/>– Viene su all'alba quando si alza il sol... <br/>– Va giù la sera quando cala il sol... <br/>– Va giù la sera quando cala il sol... <br/>– [[Ho Chi Minh]] le pippe si fa. <br/>– Ho Chi Minh pippe si fa. <br/>– Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa. <br/>– Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa.
*Con lui ammazziam e con questo chiaviam! {{NDR|cantando, imitato da tutti i marines che addestra, mentre con una mano si tiene i genitali e con l'altra regge il fucile}}
*– Del mio Corpo {{NDR|riferito al corpo dei Marines}} sono sempre fier... <br/>– Del mio Corpo sono sempre fier... <br/>– Ve lo voglio proprio far saper... <br/>– Ve lo voglio proprio far saper... <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Il corpo mio... <br/>– Il corpo mio... <br/>– Il corpo tuo... <br/>– Il corpo tuo... <br/>– Di tutti noi... <br/>– Di tutti noi... <br/>– Marines noi siam... <br/>– Marines noi siam... <br/>– La esquimese sempre al polo sta... <br/>– La esquimese sempre al polo sta... <br/>– E la fica sempre fredda c'ha... <br/>– E la fica sempre fredda c'ha... <br/>– Che bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– È squisita... <br/>– È squisita... <br/>– Prelibata... <br/>– Prelibata... <br/>– Piace a te... <br/>– Piace a te... <br/>– Piace a me... <br/>– Piace a me...
*– Una sbarbina non la voglio perché... <br/>– Una sbarbina non la voglio perché... <br/>– Solo il fucile porterò con me... <br/>– Solo il fucile porterò con me... <br/>– E se in battaglia poi io creperò... <br/>– E se in battaglia poi io creperò... <br/>– Dentro una bara tornerò... <br/>– Dentro una bara tornerò... <br/>– Alla mia mamma fatelo saper... <br/>– Alla mia mamma fatelo saper... <br/>– Che ho fatto sempre il mio dover... <br/>– Che ho fatto sempre il mio dover...
===''[[Gli Aristogatti]]''===
*''O miei gattini vi drogherò! | Voi ve ne andrete e io ricco sarò!''
*''Pe' arivacce qui da Roma ho fatto l'autostop e 'n Francia è già m'ber pezzo che ce sto... Ma pure da emigrato, mica so' cambiato: io so' Romeo, er mejo der Colosseo! Io fermo nun ce sto, proprio nun me va! Se domani qui sarò, oggi chi lo sa? Forse un po' m'acchitterò e me ne andrò in città, già... E poi laggiù tanta scena farò, ogni gatta che me vedrà dirà: «ma che ber micione, che simpaticone, quello è Romeo, er mejo der Colosseo!». Si cambio so' guai, sto bene come sto... Io nun me lego mai, catene nun ce n'ho! Aggregate si voi, io so andove finirai in Cina, in Perù o a Timbuctù! Ma nun baccajerai vedrai! Chi tante storie fa, a prega' nun sto! Tutto quello che me va... con un gesto c'ho! Penso sempre che l'avi miei tra ruderi e mausolei sapevano già fasse rispetta' e considera' da nobbili e plebei! Se tanto me da tanto godo e me ne vanto d'esse Romeo er mejo der Coloseo! C'avrò er busto ar pincio e ar museo... eh già!''
*''Tutti quanti voglion fare [[jazz]] | perché resister non si può | al ritmo del jazz.''
===''[[La pazza storia del mondo]]''===
*''Io seduto ero nel tempio, | mi facevo i fatti miei | ascoltavo un esaltante messa ebrea. | Poi arriva quel cristiano e mi sbatte in un cella | e mi caccia un cero acceso dentro l'ano! | Vi pare umano? Vi par leale? | Senza fornirti manco un antiemorroidale!''
*''Io i polli governavo, | sorvegliavo il seminato | e d'un tratto il domicilio mi han violato! | Dei cristiani sconosciuti m'han tagliato gli attributi! | Hanno fatto con le palle un campionato di ping pong! | Non è infame? Non è infame? | Il mio privato in un pubblico certame!''
*– ''L'inquisizione!''<br>– ''Iniziamo!''<br>– ''L'inquisizione!''<br>– ''Attenzione peccato!''<br>– ''Abbiamo la missione di convertire gli ebrei!''<br>– ''Ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei!''<br>– ''Insegnerem loro...''<br>– ''...il giusto e sbagliato''<br>– ''Li aiuteremo...''<br>– ''...a vedere la luce!''
*''Oh, quant'è bell' sinist' | Oh, quan'è bell' dest' | Oh, quant'è bell'... Oh, quant'è bell'... quante belle figlie Madama Dorè!''
*''Siamo ebrei nello spazio! | Sfrecciamo per proteggere la razza ebraica! | Siamo ebrei nello spazio! | Se ci son guai li mettiamo a posto! | Se i gojim<ref>Cfr. [[:w:Goy (ebraismo)|Goy (ebraismo)]].</ref> ci attaccano | diamo loro uno schiaffo, | gli ritorna un ceffone in faccia! | Siamo ebrei nello spazio! | Sfrecciamo per proteggere la razza ebraica!''
===''[[La storia della principessa splendente]]''===
*''Gira, gira, gira... | Gira ruota del mulino ad acqua! | Girando, va' a chiamare | l'illustre Sole...! | Girando, va' a chiamare | l'illustre Sole...! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | ...venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno!''
*''Soffia, oh vento, | soffia, soffia! | Soffiando sferzante, | oh vento... | ...vieni a portarci | il raccolto della montagna! | Vieni a portarci il raccolto della montagna! | Ippocastagne, marroni, funghi... | ...uva di montagna! | Noci, venite giù in abbondanza!''
*''Gira, gira, gira... | gira, oh ruota del mulino ad acqua! | Girando, va' a chiamare l'Illustre Sole...! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | Fiorite, date frutti | e andate a cader...! | Nascete, crescete | e andate a morir! | Il vento soffia, | la pioggia cade... | ...gira la ruota del mulino ad acqua. | Per mille volte | la vita risorgerà! | Per mille volte | la vita risorgerà! | Per mille volte | la vita risorgerà!''
===''[[La tenda rossa (film)|La tenda rossa]]''===
*– ''Osteria del Polo Nord.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Questo freddo è ben balord.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Ha paura come un pazzo, che si geli pure il naso.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.''
*– ''Osteria dell'orso bianco.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Di tagliare non mi stanco.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Non aspetto che sia cotto.''<br/>– ''Per mangiarmi l'orsacchiotto.''
*– ''Osteria numero cento.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Qui c'è neve, ghiaccio e vento.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Qui c'è fame in abbondanza, ma mai niente per la panza.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.''
*– ''Osteria numero otto.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Noi volemo far fagotto.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Ma se a casa vuoi tornare, cerca un mezzo per volare.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.''
*– ''Osteria numero trenta.''<br/>– ''Paraponziponzi... pò...''<br/>– ''Mai nessuno... che mi senta...''
===''[[Monty Python e il Sacro Graal]]''===
*''Che schifo d'eroe, vigliacco che sei, | puzzone che va lui scappa e si dà. | Sto dietro e lo so, arieggia un bel po', | il prode che sotto se la fa.''
*''Ma Sir Robin non ci sta.'' [...] ''Scappa, fugge, se la dà...'' [...] ''Di fronte ad ogni pericolo, si coprirà di ridicolo...''
*''Se ne va Sir Robin, l'eroe che non sa | la paura che cos'è, ci gioca a carte. | Alle cinque sai che fa? | Con la morte prende il tè. | Biondo, calmo, forte, zucchero a parte. | Non conosce il pericolo, non ha nessun tabù. | Coi nemici fa da sé, li sbaraglia a frotte. | Li affronta a tu per tu, fossero anche a tre per tre, | e se un dì cadesse lui se ne fotte. | Ha deciso già il suo corpo a chi va, fatto a fette e poi distribuito tra noi. Le sue membra a te, | le sue natiche al re, | il suo membro...''
===''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''===
*''Che bellissima giornata, | se qualcosa devi fare | non la devi rimandare, | falla adesso che c'è il sole''.
*''Gran bella giornata per cantare col cuore, | gran bella giornata per fare l'amore. | Gran bella giornata per bere e mangiare, | gran bella giornata fatta per dimenticare''.
*''Che strana sensazione quando tu hai voglia di andare | e nello stesso tempo hai anche quella di restare''.
===''[[Shrek]]''===
*''Perchè son tutto solo, | e non ho nessuno accanto... | i guai han preso il volo, | mi sfottono soltanto... | ma ci sono gli amici...''
*''Ora sei a Duloc, la perfetta città <br/>qualche regola c'è, certo servirà <br/>Stare calmi e stare in coda qui va molto di moda <br/>Duloc è il paradisoo <br/>Ehi amico tu e il mulo su pulitevi il... viso! <br/>Duloc èè <br/>Duloc èè <br/>Duloc è il paaaraaadisoooooo!''
===''[[Tutti pazzi per Mary]]''===
*''Di tutti quei suoi pianti | gli amici erano stanchi, | dicevano "Non struggerti, | le donne sono tante", | provarono a proporgli Tiffany e Indigo, | ma qualcosa la sua Mary, che dir non so... | Mary, son tutti pazzi per Mary. | I suoi amici dicono "No, non devi vivere così! | Non te la prendere, il sorriso tornerà": | non li puoi certo fare fessi se una birra è buona o no, | ma non sanno niente dell'amor. | Gli dicevano "Tu vivi ancorato al tuo passato", | ma di amore proprio no, non ne devi mai parlar; | dicevano "Ragionaci, non puoi tornare indietro". | Ma qualcosa la sua Mary, che dir non so... | Mary, son tutti pazzi per Mary.''
*''È tornata dal suo "boyfriend". | Nessuna sfida, | nessun conflitto | e non risponde alle tue lettere. | Sei geloso del tempo che lui passa con lei. | Lascia che sparisca nell'oscurità, | che si faccia l'esperienza da sé, che vada via nella notte, | vada via, lascia che | vada via!''
*''Il dolore è così forte | da ferirti in fondo al cuore, | ecco cos'è, | il vero amore cos'è. | Ti riporta indietro | a quando avevi cinque anni, | ecco perché | il vero amore fa male. | Quanto può far male | l'amore quello vero, | quanta pena provoca l'amor? | E ora puoi pensar: | "Tu ami e poi soffrirai"; | l'amore non vale, | no, no.''
*''Non perderti la scena, | Ted e Mary come prima, | se la vedi con gli occhi di Ted, | sono certo capirai, | se tu pensi che sia sciocco, | credi a me ti sbagli, sai. | Se tu credi all'alchimia, capisci subito che può essere solo così: | Mary... | Son tutti pazzi per Mary!''
===''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]''===
*''C'è, so già che cos'è, | c'è feeling per te. | Come [[Iron Man]] e [[Batman]] rivivo per te. | Oh, ed un bambino non sono più, | il mio corpo pronto ora è. | Ti credi troppo per me, la cosa a me non va giù | e questo a me già basta per provarci sempre di più. | Oh, e quindi poi su e giù con me farai, | ma non al luna park. | E starai con me perché una scelta non hai. | E poi da Starbucks un Frappuccino e vai, oh! | E se non credi sia possibile, questa è scienza, sì! | Il mio pediatra Mr.' mi ha detto proprio che in pubertà avrò forti esuberi, oh!''
*''Ho solo tredic'anni e in strada non sto. | Il ferro usare non so, | il cellulare ce l'ho per ora. | Ehi, già anche tu | hai dei dubbi su di me, lo so. | Mia sorella un film ha provato a far con chi sta peggio di lei. | Bene non è andata, lo sai? | Ha preso sputi, con calci e vomitate in faccia. | Colava dalla testa fino a giù. | E poi ha detto Ma' che questa esperienza non la fa più. | Ci son però cose che prima non poteva sapere. | Un pannolone ha tante funzioni: asciuga, assorbe, ritarda, rinfresca. | Ma importante è che la tua roba resti là e così contenti tutti son, è così. | Aggredito da un killer fuori di mente, | on ci posso far niente. | Superando quel concetto, l'accetto, gli sarò riconoscente. | Come quello che gli han sparato è ancora lì. | Un pannolone sulla mia faccia per mezz'ora. | Sembrava la fine. | E che sotto terra io poi, senza colpe, morto | non potrò fare più altre rime e questo stai certo sarebbe proprio un tormento. | Ma questo non è successo | e sono stato assai contento. | Sto bene ora, tu non puoi capire. | Tre settimane non ce la facevo più. | Niente era più sporco della mia faccia e finisco così. | L'odore della merda non si può. | Voglio quello del pollo arrosto. | Oh, [[Shanaya Twain]], belli!''
*''Io le ragazze le attiro più del miele | per una invece sembro cioccolata. | Eh, già, si chiama Angie, | anche se poi lei mi guarda un po' strano. | Ascolta bene cosa piace fare a me. | Di obbrobri in rime così non ce n'è. | Non ho quindi stupore o dubbi in testa a questo chiaro me. | Un'hawaiana m'ha detto senza esitare "Una più buona torta all'ananas di te non ce n'è!" Oh!''
===''[[The Wicker Man]]''===
*''C'era una serva che un zingaro incontrò e a lui disse, con audacia'' | ''"Oh, certo, la mia [[teiera]] necessita attenzioni. Magari lei saprà aiutarmi'' | ''Prese lo zingaro per mano e lo condusse alla sua porta'' | ''Disse: "Ora la mia teiera le mostrerò e senz'altro una botta darle potrà"'' | ''Con gusto la rappezzò e la tamponò...'' [...] ''"Cara signora", disse lui, "La sua teiera è rotta'' | ''E il motivo è chiaro'' | ''Troppi chiodi ci sono passati'' | ''Al punto che il mio non ci sta più"''
*''Ehilà'' | ''Chi va là?'' | ''Sono solo io, tesoro'' || ''Ti prego, vieni'' | ''Dimmi ciao'' | ''Le cose che ti darò'' || ''Una carezza delicata come una piuma'' || ''Ehilà'' | ''Sono qui'' | ''Non sono forse giovane e bionda?'' || ''Vieni, ti prego'' | ''Dimmi ciao'' | ''Le cose che ti mosterò'' || ''Vedrai cose meravigliose'' | ''Il sole di mezzogiorno'' | ''A mezzanotte'' || ''Una bella fanciulla'' | ''Bianca e rossa'' | ''Ti pettino e accarezzo i capelli''
*''Molto s'è detto delle sgualdrine d'antan'' | ''Di donzelle e di bordelli regine si vantan'' | ''Ma io canto d'un bagaglio che tutti adoran'' | ''La figlia del padrone'' || ''Come lei un'altra non si trova'' | ''Non sarà forse il tipo di ragazza'' | ''Da portare a casa alla mamma'' || ''Ma la sua birra è vivace il suo gusto dà ebbrezza'' | ''Fermentata con discrezione e con grande lentezza'' | ''Bevine quanta ti pare a patto di non sprecarne mezza'' | ''La figlia del padrone'' || ''E quando di lei si fa menzione'' | ''Qualunque pantalone'' | ''Presta subito attenzione'' || ''Oh, niente può dar tanta soddisfazione'' | ''Quanto la parte che sta'' | ''Fra ditone e ditone''
*''Nelle foreste c'era un [[albero]]'' | ''Ed era proprio un bell'albero'' || ''Sull'albero c'era un ramo'' | ''Sul ramo c'era un fuscello'' | ''Sul fuscello c'era un nido'' | ''In quel nido c'era un uovo'' | ''Nell'uovo c'era un uccello'' | ''E da quell'uccello venne una piuma'' | ''E da quella piuma venne'' | ''Un letto'' || ''E su quel letto c'era una ragazza'' | ''E su quella ragazza c'era un uomo'' | ''E da quell'uomo venne un seme'' | ''E da quel seme venne un bambino'' | ''E da quel bambino venne un uomo'' | ''E per quell'uomo c'era una tomba'' | ''E su quella tomba crebbe'' | ''Un albero''
*''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà, lì sotto brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''e il bambino crescerà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà e ancora brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino dentro resterà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà e sempre brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino forte diventerà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà, le delusioni brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino piangere farà''
===''[[Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza]]''===
*''Belle mani e piedi graziosi | con le braccia tornite e il petto fiorente | sarai così mirabile allo sguardo. | E poi, alla fine, andremo insieme in cielo | ad incontrar la madre e il padre. | Guance rosse e grandi occhi azzurri...''
*''Carlo XII ha centomila soldati | Carlo XII ha centomila soldati | Carlo XII ha centomila soldati | Quando avanza in marcia sulla massicciata e nella polvere.''
*''Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.''<br>– ''Noi che non un soldo abbiamo. | Noi che non un soldo abbiamo | il bicchierino come lo paghiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg?''<br>– ''Il bicchierino come lo paghiamo | Il bicchierino come lo paghiamo, | noi che non un soldo abbiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg?''<br>– ''Lo pagate con dei baci. | Lo pagate con dei baci. | Lo pagate con dei baci | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.''<br>– ''Con dei baci lo paghiamo. | Con dei baci lo paghiamo. | Con dei baci lo paghiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.'' [...] {{NDR|i soldati e i marinai fanno la fila per baciare Lotta e bere un bicchierino}}
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Canzoni]]
{{Raccolte dai media|Canzoni|dai film}}
[[Categoria:Raccolte dai film]]
[[Categoria:Canzoni dai media|Film]]
bmyartpcn2c5zj2lvsg8tr01rqd0umq
Georgia Lepore
0
145621
1422651
1369829
2026-08-05T07:35:52Z
Spinoziano
2297
/* Film */
1422651
wikitext
text/x-wiki
[[File:Georgia Lepore - Lucca Comics & Games 2018 01.jpg|thumb|Georgia Lepore a Lucca Comics & Games 2018]]
'''Georgia Lepore''' (1965 - vivente), doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana.
==Citazioni di Georgia Lepore==
*Da quello che mi raccontano, a 8 anni mia madre mi trovava sulla scrivania con un lenzuolo sulle spalle che decantavo il monologo di Marcantonio di [[Shakespeare]].<ref name=immaginaria>Da ''[http://www.immaginaria.eu/2017/10/16/intervista-a-georgia-lepore/ Intervista a: Georgia Lepore]'', ''immaginaria.eu'', 16 ottobre 2017.</ref>
*Le voci per ''[[Tutto su mia madre]]'' le scelse [[Pedro Almodóvar]] e mandò una nota con scritto "Georgia Lepore sembra [[Penélope Cruz|Penelope]] che parla Italiano". Quando vidi il film in lingua originale mi accorsi che in effetti era vero, abbiamo una voce molto simile.<ref name=immaginaria />
*Negli ultimi anni mi sono dedicata (anche) alla regia teatrale e mi piace moltissimo. È per questo che forse al momento il ruolo che mi piace di più svolgere nel doppiaggio è quello di direttrice... in qualche modo il direttore del doppiaggio è un "regista", no?<ref name=ilove>Da ''[https://ilovecoffeeing.wordpress.com/2014/09/22/la-voce-dellarte-georgia-lepore/ La voce dell’arte. Georgia Lepore]'', ''ilovecoffeeing.wordpress.com'', 22 settembre 2014.</ref>
*Non sono mai stata competitiva, penso sia uno spreco di energie inutile. Penso che al contrario riconoscere il valore e il merito anche fuori da noi sia non solo giusto, ma armonico. Sono del parere che i talenti altrui siano occasione di grande crescita e apprendimento per noi e che in quanto tali vadano sostenuti. Se tu cresci, cresco anche io. Se c'è apertura, collaborazione e condivisione l'Universo è in equilibrio. Sono un'esteta, preferisco vedere, cercare la [[Bellezza]] in tutto piuttosto che negarla o tradirla.<ref name=ilove />
*Ogni volta che mi è capitato di doppiare [[Cameron Diaz]] mi sono sempre divertita molto... non capita tutti i giorni di scambiare lunghi dialoghi d’amore con [[Jude Law]]/[[Riccardo Niseem Onorato|Niseem Onorato]], no?<ref name=ilove />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Lo scopone scientifico]]'' (1972)
*''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'' (1979)
*''[[Il tempo delle mele]]'' (1980)
*''[[Il tempo delle mele 2]]'' (1982)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[La storia infinita (film)|La storia infinita]]'' (1984)
*''[[Agnese di Dio]]'' (1985)
*''[[Phenomena]]'' (1985)
*''[[I Goonies]]'' (1985)
*''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1992)
*''[[Buon compleanno Mr. Grape]]'' (1993)
*''[[Voglia di ricominciare]]'' (1993)
*''[[La signora ammazzatutti]]'' (1994)
*''[[Jerry Maguire]]'' (1996)
*''[[Matilda 6 mitica]]'' (1996)
*''[[Trainspotting]]'' (1996)
*''[[Apri gli occhi]]'' (1997)
*''[[Il cavaliere di Lagardère (film 1997)|Il cavaliere di Lagardère]]'' (1997)
*''[[Il matrimonio del mio migliore amico]]'' (1997)
*''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'' (1997)
*''[[Sex Crimes - Giochi pericolosi]]'' (1998)
*''[[Bowfinger]]'' (1999)
*''[[Tutto su mia madre]]'' (1999)
*''[[Final Destination]]'' (2000)
*''[[Il diario di Bridget Jones (film)]]'' (2001)
*''[[S.Y.N.A.P.S.E. - Pericolo in rete]]'' (2001)
*''[[Vanilla Sky]]'' (2001)
*''[[Il guru (film 2002)|Il guru]]'' (2002)
*''[[Magdalene]]'' (2002)
*''[[We Were Soldiers - Fino all'ultimo uomo]]'' (2002)
*''[[Che pasticcio, Bridget Jones!]]'' (2004)
*''[[Cinderella Story]]'' (2004)
*''[[Million Dollar Baby]]'' (2004)
*''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'' (2004)
*''[[Elizabethtown]]'' (2005)
*''[[Miss F.B.I. - Infiltrata speciale]]'' (2005)
*''[[L'amore non va in vacanza]]'' (2006)
*''[[Scoop (film 2006)|Scoop]]'' (2006)
*''[[RocknRolla]]'' (2008)
*''[[Wild Child (film)|Wild Child]]'' (2008)
*''[[I Love Shopping]]'' (2009)
*''[[The Help]]'' (2011)
*''[[American Pie: Ancora insieme]]'' (2012)
*''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012)
*''[[Ant-Man (film)|Ant-Man]]'' (2015)
*''[[T2 Trainspotting]]'' (2017)
*''[[Ant-Man and the Wasp]]'' (2018)
*''[[The Night House - La casa oscura]]'' (2021)
*''[[Giurato numero 2]]'' (2024)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988)
===Serie animate===
*''[[Ranma ½]]'' (1989 - 1992)
*''[[Le avventure del bosco piccolo]]'' (1993-1995)
*''[[A tutto reality - La vendetta dell'isola]]'' (2012)
===Serie televisive===
*''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957) <small>doppiaggio del 1992</small>
*''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'' (1997-2003)
*''[[Smallville]]'' (2001-2011)
*''[[Warehouse 13]]'' (2009-2014)
*''[[The Fall - Caccia al serial killer]]'' (2013-2016)
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Lepore, Georgia}}
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
pjrxhn5fc4z5g0lzcclkbevdi3q7n02
Template:Lingue/Dati
10
148341
1422621
1422535
2026-08-04T21:58:18Z
ItwikiBot
66727
Bot: aggiornamento dati
1422621
wikitext
text/x-wiki
{{#switch:{{{1}}}
|lingua1 = en
|voci1 = 67824
|lingua2 = it
|voci2 = 55716
|lingua3 = pl
|voci3 = 31822
|lingua4 = ru
|voci4 = 18015
|lingua5 = cs
|voci5 = 15909
|lingua6 = et
|voci6 = 13698
|lingua7 = uk
|voci7 = 12365
|lingua8 = pt
|voci8 = 12073
}}
686qb33p1dy75rq2pmf8hotovy6xc3c
Cesare Barbetti
0
170009
1422652
1420615
2026-08-05T07:36:21Z
Spinoziano
2297
/* Film */
1422652
wikitext
text/x-wiki
[[File:Dagli Appennini alle Ande 1943 - Barbetti.jpg|thumb|Cesare Barbetti nel film ''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]'' (1943)]]
'''Cesare Barbetti''' (1930 – 2006), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Cesare Barbetti==
*Doppiare [...] è fare cultura.<ref name= Angeli />
*Io non doppio la bocca, la bocca l'ascolto. Io questo guardo, questa tua espressione e capisco dalla tua espressione quello che devo dire. Se devo continuare, se non devo continuare. Se vado bene, se vado male.<ref name= Angeli>Dall'intervista di Giancarlo De Angeli e Ciro Emanuele Sponzilli, 2 ottobre 2008, [https://www.youtube.com/watch?v=LOqarxvR_hg Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
==Citazioni su Cesare Barbetti==
*Il piccolo Cesare Barbetti si distacca per molte lunghezze dagli altri fanciulli che il cinema ha sperimentato. Che sia spuntato un nuovo [[Jackie Coogan]]? ([[Diego Calcagno]])
*Io mi ricordo che quando stavo al leggio con Cesare Barbetti, inevitabilmente quando vedi la battuta, c'è la battuta di quello che parla con te e nella testa te la dici. No? Quando provi, pensi anche la battuta dell'altro. Non la diceva mai come la pensavo io, ed era sempre perfetta. E lì ho capito che avevo tanto da imparare. ([[Simone Mori]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
{{div col}}
*''[[Darò un milione]]'' (1935)
*''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]'' (1943)
*''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]'' (1945)
*''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]'' (1972)
*''[[Una gita scolastica]]'' (1983)
*''[[Zeder]]'' (1983)
*''[[Stanno tutti bene]]'' (1990)
{{div col end}}
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Cortigiana (film)|Cortigiana]]'' (1931)
*''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]'' (1931)
*''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935)
*''[[Margherita Gauthier]]'' (1936)
*''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]'' (1936)
*''[[Giovane e innocente]]'' (1937)
*''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' (1938)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[Fuga nel tempo]]'' (1948)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Il delitto perfetto]]'' (1954)
*''[[Baby Doll - La bambola viva]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Bravados]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Ad ovest del Montana]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'' (1964)
*''[[L'ultimo uomo della Terra]]'' (1964)
*''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Saul e David]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Questa ragazza è di tutti]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' (1967)
*''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967)
*''[[La via del West]]'' (1967)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969)
*''[[Metti, una sera a cena]]'' (1969)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971)
*''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]'' (1971)
*''[[Il gatto a nove code]]'' (1971)
*''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971)
*''[[Panico a Needle Park]]'' (1971)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[Dalla Cina con furore]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente]]'' (1972)
*''[[Non si sevizia un paperino]]'' (1972)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Papillon]]'' (1973)
*''[[Il fantasma del palcoscenico]]'' (1974)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[Flic Story]]'' (1975)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film)|Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976)
*''[[Ridere per ridere]]'' (1977)
*''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il cacciatore]]'' (1978)
*''[[Tornando a casa]]'' (1978)
*''[[Zombi (film)|Zombi]]'' (1978)
*''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'' (1979)
*''[[Brubaker]]'' (1980)
*''[[The Elephant Man]]'' (1980)
*''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981)
*''[[L'assoluzione]]'' (1981)
*''[[Tootsie]]'' (1982)
*''[[Il grande freddo]]'' (1983)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[La mia Africa]]'' (1985)
*''[[Phenomena]]'' (1985)
*''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986)
*''[[Figli di un dio minore]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Rotta verso la Terra]]'' (1986)
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988)
*''[[Il presidio - Scena di un crimine]]'' (1988)
*''[[Un pesce di nome Wanda]]'' (1988)
*''[[Enrico V (film 1989)|Enrico V]]'' (1989)
*''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]'' (1989)
*''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989)
*''[[Balla coi lupi]]'' (1990)
*''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990)
*''[[Giorni di tuono]]'' (1990)
*''[[Havana (film)|Havana]]'' (1990)
*''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990)
*''[[Quei bravi ragazzi]]'' (1990)
*''[[Ti amerò... fino ad ammazzarti]]'' (1990)
*''[[Fuoco assassino]]'' (1991)
*''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991)
*''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992)
*''[[La morte ti fa bella]]'' (1992)
*''[[Geronimo (film)|Geronimo]]'' (1993)
*''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' (1993)
*''[[Proposta indecente]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Cara, insopportabile Tess]]'' (1994)
*''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'' (1994)
*''[[Generazioni (film)|Generazioni]]'' (1994)
*''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994)
*''[[Heat - La sfida]]'' (1995)
*''[[Sabrina (film 1995)| Sabrina]]'' (1995)
*''[[Mission: Impossible]]'' (1996)
*''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996)
*''[[Il rompiscatole]]'' (1996)
*''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997)
*''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997)
*''[[Deep Impact (film)|Deep Impact]]'' (1998)
*''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998)
*''[[Wild Wild West]]'' (1999)
*''[[Traffic]]'' (2000)
*''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001)
*''[[Spy Game]]'' (2001)
*''[[Vanilla Sky]]'' (2001)
*''[[Zoolander]]'' (2001)
*''[[John Q]]'' (2002)
*''[[Io, robot (film)|Io, robot]]'' (2004)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Starsky & Hutch (film)|Starsky & Hutch]]'' (2004)
*''[[Derby in famiglia]]'' (2005)
*''[[Hostel]]'' (2005)
*''[[Il vento del perdono]]'' (2005)
*''[[Thank You for Smoking]]'' (2005)
*''[[Firewall - Accesso negato]]'' (2006)
*''[[Il codice da Vinci]]'' (2006)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Cars - Motori ruggenti]]'' (2006)
====Serie televisive====
*''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957 - 1959)
*''[[Attenti a quei due]]'' (1971)
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975 - 1976)
*''[[Starsky & Hutch]]'' (1975 - 1979)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan ]]'' (1976)
*''[[L'inchiesta (miniserie televisiva)|L'inchiesta]]'' (2007)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Barbetti, Cesare}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
fuszj5zwd7niyi9nv8xuhx50wz3a5xc
Pino Colizzi
0
172276
1422649
1421571
2026-08-05T07:34:30Z
Spinoziano
2297
/* Film */
1422649
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Pino Colizzi 1973.png|miniatura|Pino Colizzi nel film ''[[Tutti figli di Mammasantissima]]'' (1973)]]
'''Giuseppe Colizzi''' (1937 – 2026), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Pino Colizzi==
*Le compagnie non ti prendevano senza qualche garanzia, e l’Accademia di Silvio D’Amico era una buona garanzia. Quindi il novanta per cento degli attori dopo il 1938, è partito da lì.<ref name=Sgambelluri>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/05/255171.shtml Intervista esclusiva a Pino Colizzi]'', ''GuideSuperEva.it'', maggio 2006.</ref>
*Ma quello dal quale ho imparato di più, in dieci anni di collaborazione, finché ha deciso di smettere di lavorare, è stato [[Ettore Giannini]]. Da lui non ho ereditato la genialità, che non si trasmette purtroppo, ma la quadratura professionale e il pessimo carattere. Ed è già tanto.<ref name=Sgambelluri />
*Mi fa piacere per chi è ancora in grado di sentire la differenza tra un professionista e un orecchiante. E non parlo di talento. Un concertista può avere meno talento di chi suona a orecchio, ma ha una quadratura che l’altro non avrà mai. Se poi ha tutte e due le cose è Horowitz {{NDR|[[Vladimir Horowitz]]}}.<ref name=Sgambelluri />
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Chiara Colizzi]], figlia
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Partita a quattro]]'' (1933)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Gilda (film)|Gilda]]'' (1946)
*''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946)
*''[[Il mistero del carillon]]'' (1946)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Il laureato]]'' (1967)
*''[[Un tranquillo posto di campagna]]'' (1968)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[Medea (film 1969)|Medea]]'' (1969)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Omicidio al neon per l'ispettore Tibbs]]'' (1970)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[Il gatto a nove code]]'' (1971)
*''[[Il solitario di Rio Grande]]'' (1971)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Nel nome del padre (film 1972)|Nel nome del padre]]'' (1972)
*''[[Non si sevizia un paperino]]'' (1972)
*''[[Il mondo dei robot]]'' (1973)
*''[[Malizia (film)|Malizia]]'' (1973)
*''[[Papillon]]'' (1973)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[La conversazione]]'' (1974)
*''[[Flic Story]]'' (1975)
*''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975)
*''[[Il messia]]'' (1975)
*''[[La donna della domenica]]'' (1975)
*''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'' (1975)
*''[[King Kong (film 1976)|King Kong]]'' (1976)
*''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Il cinico, l'infame, il violento]]'' (1977)
*''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il paradiso può attendere]]'' (1978)
*''[[Tornando a casa]]'' (1978)
*''[[Superman (film)|Superman]]'' (1978)
*''[[Apocalypse Now]]'' (1979)
*''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)
*''[[I guerrieri della notte]]'' (1979)
*''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'' (1979)
*''[[Brubaker]]'' (1980)
*''[[Superman II]]'' (1980)
*''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981)
*''[[Superman III]]'' (1983)
*''[[King David]]'' (1985)
*''[[Attrazione fatale]]'' (1987)
*''[[Il giorno prima]]'' (1987)
*''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'' (1988)
*''[[Sotto accusa]]'' (1988)
*''[[Il duro del Road House]]'' (1989)
*''[[Un uomo innocente]]'' (1989)
*''[[Revenge - Vendetta]]'' (1990)
*''[[Barton Fink - È successo a Hollywood]]'' (1991)
*''[[Il proiezionista]]'' (1991)
*''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991)
*''[[Mars Attacks!]]'' (1996)
*''[[Driven]]'' (2001)
*''[[Wonder Boys]]'' (2001)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
====Serie televisive====
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974)
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976)
*''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Colizzi, Pino}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
477pfn47olwsids60f841yhkz5b213h
Rita Savagnone
0
172624
1422650
1421680
2026-08-05T07:35:08Z
Spinoziano
2297
/* Doppiatrice */
1422650
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Rita Savagnone 1973.jpg|miniatura|Rita Savagnone nel 1973 ]]
'''Rita Savagnone''' (1939 – vivente), attrice, doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana.
==Citazioni di Rita Savagnone==
*Allora era un gruppo molto ristretto che faceva il [[doppiaggio]], che diciamo per quarant'anni almeno, ha dominato, ha avuto questo privilegio di dominare, non passava nessuno dalle maglie della famosa C.D.C..<ref name= Raffo>Intervista di Riccardo Raffo ''SDAC - Scuola D'Arte Cinematografica di Genova'', 16 novembre 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=_NSaYtG6OQ4 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Della Simoneschi è stato detto tutto, sempre troppo poco rispetto a quanto merita, però è stato detto tutto della sua infinita capacità di sviluppare personaggi e attrici anche diversissime tra di loro. Ecco forse in questo senso possono un pochino paragonarmi a lei. Questo, questo mi fa piacere. Un aspetto che mi fa piacere. E quindi in grado di affrontare attrici come [[Vivien Leigh]] di Rossella di ''[[Via col vento]]'' a centomila diverse anche in caratteri che lei copriva perfettamente.<ref name= Cola>Intervista di Gerardo Di Cola ''enciclopediadeldoppiaggio'', 27 febbraio 2020. [https://www.youtube.com/watch?v=KgiF5T6GRXY Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*I doppiaggi dei cartoni animati fatti dalla Simoneschi, che sono un'infinità e sono uno più bello dell'altro. Sono lezioni di pura recitazione. Ne citerò in ordine sparso, perché non me li ricordo neanche tutti. I doppiaggi dei primi [[Walt Disney Animation Studios|film]] di [[Walt Disney]] erano dei capolavori dal punto di vista tecnico, dal punto di vista artistico. I dialoghi venivano composti, creati da [[Roberto De Leonardis|De Leonardis]] che era un grande dialoghista. Le canzoni venivano rese in italiano da bravissimi cantanti, ma molte volte quando l'attore era in grado di cantare, come la Simoneschi, erano loro stessi. E allora noi abbiamo quel gioiello per esempio, dico il primo che mi viene in mente, in [[Cenerentola]]: lei è la Fatina Smemorina. Quella era [[Lydia Simoneschi]]. Il famoso ''Bidibi Bodibi Bu'', compresa la canzone era lei che cantava ed era meravigliosa. ''Bidibi Bodibi Bu'' lei era eccezionale. Altra cosa eccezionale, parecchi anni dopo, era Maga Magò. Maga Magò nella ''[[La spada nella roccia|Spada nella roccia]]'' sarebbe da mettere su carta da musica e da studiare per l'infinità di toni e tonalità, che c'erano peraltro nell'originale, che lei è stata capace di riprodurre. Andando dalle note acutissime a quelle scurissime, quasi da basso, con una versatilità con un'inventiva. Un pezzo eccezionale.<ref name= Cola/>
*Il doppiaggio è una brutta bestia e quindi io tanti ragazzi che lo fanno, cerco di convincerli a cambiare… a cambiare idea.<ref name= Raffo />
*Oggi forse c'è una piattezza in un certo senso, perché sono tutti molto più bravi. Un tempo erano bravi pochi, poi c'erano quelli un po' meno bravi, ma comunque bravi. E poi c'erano quelli... i [[Attore caratterista|caratteristi]] piccoli, la massa, le piccole cose, per le piccole battute. Adesso questo non c'è più. Adesso c'è una sorta di uniformità di ottimo livello, di buono livello a volte di ottimo, in cui spicca qualcuno molto, molto bravo.<ref name= Raffo/>
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attrice===
*''[[I figli di Medea]]'' (1959)
*''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977)
===Doppiatrice===
{{div col|strette}}
*''[[Anna Christie]]'' (1930)
*''[[Cortigiana (film)|Cortigiana]]'' (1931)
*''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]'' (1931)
*''[[Margherita Gauthier]]'' (1936)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946)
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[L'uomo di paglia]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[Intrigo internazionale]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[Il bell'Antonio]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[La viaccia]]'' (1961)
*''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Assassinio al galoppatoio]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Intrigo a Stoccolma]]'' (1963)
*''[[Totò e Cleopatra]]'' (1963)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[L'ultimo uomo della Terra]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Thunderball: Operazione tuono]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Django]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Viaggio allucinante]]'' (1966)
*''[[Dio perdona... io no!]]'' (1967)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Il giorno della civetta]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Un tranquillo posto di campagna]]'' (1968)
*''[[Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà]]'' (1969)
*''[[Fellini Satyricon]]'' (1969)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[Medea (film 1969)|Medea]]'' (1969)
*''[[Un uomo da marciapiede]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Borsalino (film)|Borsalino]]'' (1970)
*''[[Il conformista (film)|Il conformista]]'' (1970)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Non si sevizia un paperino]]'' (1972)
*''[[Ultimo tango a Parigi]]'' (1972)
*''[[Le monache di Sant'Arcangelo]]'' (1973)
*''[[Malizia (film)|Malizia]]'' (1973)
*''[[Scene da un matrimonio]]'' (1973)
*''[[Storia di una monaca di clausura]]'' (1973)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassino sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Profumo di donna]]'' (1974)
*''[[Il messia]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film)|Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'' (1976)
*''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il paradiso può attendere]]'' (1978)
*''[[I guerrieri della notte]]'' (1979)
*''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'' (1979)
*''[[Il giocattolo]]'' (1979)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Atmosfera zero]]'' (1981)
*''[[La casa]]'' (1981)
*''[[Scontro di titani]]'' (1981)
*''[[C'era una volta in America]]'' (1984)
*''[[I bostoniani]]'' (1984)
*''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993)
*''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994)
*''[[Il re leone]]'' (1994)
*''[[Matilda 6 mitica]]'' (1996)
*''[[Riccardo III - Un uomo, un re]]'' (1996)
*''[[Romeo + Giulietta di William Shakespeare]]'' (1996)
*''[[Il miglio verde]]'' (1999)
*''[[Ragazze interrotte]]'' (1999)
*''[[What Women Want - Quello che le donne vogliono]]'' (2000)
*''[[Chiamatemi Babbo Natale]]'' (2001)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[Il mandolino del capitano Corelli]]'' (2001)
*''[[Rat Race]]'' (2001)
*''[[A proposito di Schmidt]]'' (2002)
*''[[Paso adelante]]'' (2002-2005)
*''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002)
*''[[Dogville]]'' (2003)
*''[[Birth - Io sono Sean]]'' (2004)
*''[[Il re leone 3 - Hakuna Matata]]'' (2004)
*''[[Manderlay]]'' (2005)
*''[[Melissa P. (film)|Melissa P.]]'' (2005)
*''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006)
*''[[Fringe]]'' (2008-2013)
*''[[Il curioso caso di Benjamin Button]]'' (2008)
*''[[Killshot]]'' (2008)
*''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010)
*''[[Hereafter]]'' (2010)
*''[[Letters to Juliet]]'' (2010)
*''[[Robin Hood (film 2010)|Robin Hood]]'' (2010)
*''[[Anonymous]]'' (2011)
*''[[I sogni segreti di Walter Mitty]]'' (2013)
*''[[La storia della principessa splendente]]'' (2013)
*''[[Monsters University]]'' (2013)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Claudio Abbado]], cugino
*[[Alessia Amendola]], nipote
*[[Claudio Amendola]], figlio
*[[Ferruccio Amendola]], ex marito
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Savagnone, Rita}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
1a0rdm8im42njlkblcoff3k2awqrgtj
Gualtiero De Angelis
0
174206
1422616
1421676
2026-08-04T15:53:52Z
Spinoziano
2297
/* Doppiatore */ tolgo uno che pare errato
1422616
wikitext
text/x-wiki
[[File:Gualtiero De Angelis.jpg|miniatura|Gualtiero De Angelis]]
'''Gualtiero De Angelis''' (1899 – 1980), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni su Gualtiero De Angelis==
*Io l'ho vissuto come una specie di secondo padre. Ho un ricordo di un uomo meraviglioso, buonissimo, gioiosissimo e molto, molto scrupoloso, molto attento verso veramente tutti. Adesso non è che sto facendo la storia di un Santo, ma veramente un uomo veramente buono e come poeta lui aveva questo hobby di scrivere stornelli romaneschi. Gli piaceva tantissimo e ha pubblicato anche diversi, diversi libri. Mi ricordo un libro di poesie tutte scritte e dedicate ai parenti e non solo ai parenti, ma anche al mondo del doppiaggio che si chiama ''Cose mie''. ([[Vittorio De Angelis]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Scarpe grosse]]'' (1940)
*''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]'' (1942)
*''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]'' (1953)
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931)
*''[[Venere bionda]]'' (1935)
*''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'' (1936)
*''[[Margherita Gauthier]]'' (1936)
*''[[La città dei ragazzi]]'' (1938)
*''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]'' (1939)
*''[[Il conte di Essex]]'' (1939)
*''[[Jess il bandito]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Ombre rosse]]'' (1939)
*''[[Partita d'azzardo]]'' (1939)
*''[[Ritorna l'amore]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[I pascoli dell'odio]]'' (1940)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'' (1940)
*''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]'' (1940)
*''[[La signora del venerdì]]'' (1940)
*''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940)
*''[[Scandalo a Filadelfia]]'' (1940)
*''[[Ho sognato un angelo]]'' (1941)
*''[[La ribelle del Sud]]'' (1941)
*''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'' (1941)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Terra nera]]'' (1943)
*''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]'' (1945)
*''[[Roma città aperta]]'' (1945)
*''[[Settimo velo]]'' (1945)
*''[[Desiderio (film 1946)|Desiderio]]'' (1946)
*''[[Il postino suona sempre due volte (film 1946)|Il postino suona sempre due volte]]'' (1946)
*''[[L'anima e il volto]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'' (1946)
*''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946)
*''[[Notorious - L'amante perduta]]'' (1946)
*''[[Sangue all'alba]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[L'ultima conquista]]'' (1947)
*''[[La croce di fuoco]]'' (1947)
*''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'' (1947)
*''[[Le catene della colpa]]'' (1947)
*''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Atto di violenza]]'' (1948)
*''[[Chiamate Nord 777]]'' (1948)
*''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]'' (1948)
*''[[Il cavaliere misterioso]]'' (1948)
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948)
*''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' (1948)
*''[[Nodo alla gola]]'' (1948)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[I banditi della città fantasma]]'' (1949)
*''[[Il segreto di una donna]]'' (1949)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)
*''[[I figli della violenza]]'' (1950)
*''[[L'amante indiana]]'' (1950)
*''[[Rio Bravo]]'' (1950)
*''[[Tragica incertezza]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Amo un assassino]]'' (1951)
*''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951)
*''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951)
*''[[Il viaggio indimenticabile]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951)
*''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952)
*''[[La città del piacere]]'' (1952)
*''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]'' (1952)
*''[[Da qui all'eternità]]'' (1953)
*''[[Gardenia blu]]'' (1953)
*''[[Il mondo le condanna]]'' (1953)
*''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Noi peccatori]]'' (1953)
*''[[Perdonami!]]'' (1953)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Criminale di turno]]'' (1954)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[I sette samurai]]'' (1954)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Il calice d'argento]]'' (1954)
*''[[Il prigioniero della miniera]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[Pietà per chi cade]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Caccia al ladro]]'' (1955)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[L'uomo di Laramie]]'' (1955)
*''[[La polizia bussa alla porta]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[L'uomo che sapeva troppo (film 1956)|L'uomo che sapeva troppo]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il posto delle fragole]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il sole sorgerà ancora]]'' (1957)
*''[[La maschera di Frankenstein]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[La spada e la croce]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[Malinconico autunno]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il giorno della vendetta]]'' (1959)
*''[[La guida indiana]]'' (1959)
*''[[La notte senza legge]]'' (1959)
*''[[La storia di una monaca]]'' (1959)
*''[[Operazione sottoveste]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il figlio di Giuda]]'' (1960)
*''[[L'erba del vicino è sempre più verde (film)|L'erba del vicino è sempre più verde]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il cervello che non voleva morire]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[Il visone sulla pelle]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[Marnie]]'' (1964)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[I giorni dell'ira]]'' (1967)
*''[[Dio perdona... io no!]]'' (1967)
*''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'' (1976)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Eleonora De Angelis]], nipote
*[[Enrico De Angelis]], figlio
*[[Manlio De Angelis]], figlio
*[[Vittorio De Angelis]], nipote
*[[Massimiliano Virgilii]], nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{stub}}
{{DEFAULTSORT:De Angelis, Gualtiero}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
silpd07blf7vqu4p93g2iv9ss4vm9i7
Jon Voight
0
177927
1422647
1385163
2026-08-05T07:32:49Z
Spinoziano
2297
/* Filmografia */
1422647
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Jon Voight Cannes.jpg|thumb|Jon Voight al festival di Cannes del 1993]]
{{Premio|Oscar|
'''[[Tornando a casa]]'''
*Miglior attore (1979)}}
'''Jonathan Vincent Voight''', noto come '''Jon Voight''' (1938 – vivente), attore statunitense.
==Citazioni di Jon Voight==
*{{NDR|Sulle [[Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2020]]}} Rimettiamo la nostra fiducia in Dio e combattiamo ora per la vittoria di [[Donald Trump|Trump]] perché sappiamo tutti che questo spoglio è corrotto come lo sono loro. Non arretriamo, combattiamo questa battaglia come se fosse l'ultima sulla terra.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/11/11/elezioni-usa-jon-voight-bugia-vittoria-biden_ht7hdcLokqtuQOkgxea0FN.html?refresh_ce Elezioni Usa, Jon Voight: "Bugia la vittoria di Biden"]'', ''adnkronos.com'', 11 novembre 2020.</ref>
*Sforzatevi di mantenere viva nel vostro petto quella piccola scintilla di fuoco celeste chiamata coscienza.
:''Labor to keep alive in your breast that little spark of celestial fire called conscience.''<ref>{{en}} Citato in Cal Fussman, ''[https://www.esquire.com/entertainment/interviews/a23422/jon-voight-interview-0813/ Jon Voight: What I've Learned]'', ''esquire.com'', 10 luglio 2013.</ref>
==Citazioni su Jon Voight==
*Amo mio padre, ma io non sono lui. ([[Angelina Jolie]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Un uomo da marciapiede]]'' (1969)
*''[[Comma 22]]'' (1970)
*''[[Tornando a casa]]'' (1978)
*''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'' (1979)
*''[[A trenta secondi dalla fine]]'' (1985)
*''[[Heat - La sfida]]'' (1995)
*''[[Mission: Impossible]]'' (1996)
*''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997)
*''[[L'uomo della pioggia]]'' (1997)
*''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'' (1998)
*''[[Alì (film)|Alì]]'' (2001)
*''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001)
*''[[Zoolander]]'' (2001)
*''[[The Manchurian Candidate]]'' (2004)
*''[[Transformers (film)|Transformers]]'' (2007)
*''[[Pride and Glory - Il prezzo dell'onore]]'' (2008)
*''[[Animali fantastici e dove trovarli]]'' (2016)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Voight, Jon}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
sut2u21sisd27tafs4q6ocdwoc3eauj
Faye Dunaway
0
178781
1422648
1398340
2026-08-05T07:33:20Z
Spinoziano
2297
/* Filmografia */
1422648
wikitext
text/x-wiki
[[File:Faye Dunaway (1967 Bonnie and Clyde promo).jpg|miniatura|Faye Dunaway in ''[[Gangster Story]]'' (1967)]]
{{Premio|Oscar|
'''''[[Quinto potere]]'''''
*Miglior attrice (1975)
}}
'''Dorothy Faye Dunaway ''' (1941 – vivente), attrice statunitense.
==Citazioni di Faye Dunaway==
*Non è l'età che crea una vita. È quello che ne fai.
:''It’s not age that makes a life. It’s what you do with it.''<ref>{{en}} Citato in Liz McNeil e Kara Warner , ''[https://people.com/movies/faye-dunaway-opens-up-about-movies-men-and-mommie-dearest/ Faye Dunaway Opens Up about Movies, Men, and the Problem with Mommie Dearest]'', ''people.com'', 4 ottobre 2016.</ref>
*Per tutta la mia vita, sono stato quel tipo di persona che poteva andare in frantumi facilmente. Non sono mai stata in grado di sopportare di essere ferita, quindi piuttosto che provare quel tipo di dolore emotivo, di solito ho tagliato fuori quel tipo di relazione, anche nelle amicizie, e mi sono chiusa dentro e tutti gli altri fuori.
:''All my life, I've been the kind of person who could shatter easily. I've never been able to bear being hurt, so rather than feel any kind of emotional pain, I've usually snipped off that kind of relationship, even friendships, and just closed myself in and everyone else out.''<ref>{{en}} Citato in Christopher Bagley, ''[https://www.harpersbazaar.com/culture/features/a17429/faye-dunaway-interview/ Faye Dunaway's Wild Ride]'', ''harpersbazaar.com'', 20 settembre 2016.</ref>
*Quando qualcuno ha successo, c'è sempre la sensazione che sia stato fortunato. La fortuna ha un ruolo, certo, ma per avere successo, devi avere una disciplina ferrea. Devi avere energia e fame e desiderio ed onestà.
:''When someone is successful, there's always a feeling that they were lucky. Luck plays a part, sure, but to be successful, you must have iron discipline. You must have energy and hunger and desire and honesty.''<ref>{{en}} Citato in Mike Sager, ''[https://www.esquire.com/entertainment/movies/interviews/a34646/faye-dunaway-interview-0899/ Faye Dunaway: What I've Learned]'', ''esquire.com'', 28 aprile 2015.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Gangster Story]]'' (1967)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[Quinto potere]]'' (1976)
*''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'' (1979)
*''[[Il valzer del pesce freccia]]'' (1993)
*''[[Don Juan DeMarco maestro d'amore]]'' (1995)
*''[[Gioco a due]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film 1999)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Blind Horizon - Attacco al potere]]'' (2003)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Dunaway, Faye}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
qmw5a0mmazt6gdulmjrqpx099w8nwdc
Quel fantasma di mio marito
0
200430
1422615
1419622
2026-08-04T15:52:48Z
Spinoziano
2297
sistemo come su Wikipedia
1422615
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano= Quel fantasma di mio marito
|immagine= Quel fantasma di mio marito (film 1950).png
|didascalia= Gianni ([[Walter Chiari]]) mentre spiega alla moglie il sentimento della "scatola" che prova per lei
|genere= commedia
|regista= [[Camillo Mastrocinque]]
|soggetto= [[Gino De Sanctis|Gino De Santis]]
|sceneggiatore= Gino De Santis, Camillo Mastrocinque, [[Antonio Pietrangeli]]
|attori=
*[[Walter Chiari]]: Gianni Alberti
*[[Medy Saint-Michel]]: Vivia
*[[Ernesto Almirante]]: Villa
*[[Cesare Bettarini]]: direttore del giornale
*[[Enzo Biliotti]]: senatore
*[[Franco Coop]]: Kalif El Kabir
*[[Leo Garavaglia]]: colonnello
*[[Jole Fierro]]: Maria
*[[Carlo Rizzo]]: albergatore
*[[Enrico Luzi]]: Slim
*[[Agnese Dubbini]]: Fatima
*[[Leopoldo Valentini]]: centralinista
*[[Marco Tulli]]: Arcangelo
*[[Bud Spencer|Carlo Pedersoli]]: nuotatore
|doppiatori italiani=
*[[Stefano Sibaldi]]: Gianni Alberti
*[[Lydia Simoneschi]]: Vivia
}}
'''''Quel fantasma di mio marito''''', film italiano del 1950 con [[Walter Chiari]], regia di [[Camillo Mastrocinque]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Non ho mai il tempo di spiegarti quanto ti voglio bene, quello che sento qua dentro. Vedi cara, è una sensazione... una sensazione di vuoto, come una specie di scatola per l'amore, qui chiusa in mezzo al petto. Ma non è un amore quieto, è come un gatto che graffia e va su e giù. ('''Gianni''')
*Senti, stavo cercando di descriverti quello che io sento. [...] È come se fosse una scatola vuota, buia, ma un buio dolce. Il fatto è che c'è anche il gatto. [...] È proprio come se un gatto cercasse una via d'uscita. ('''Gianni''')
*L'uomo non è mai tutto [[Giovinezza e senilità|vecchio]] o tutto [[Giovinezza e senilità|giovane]]: ora vive con la parte vecchia ora con la giovane. ('''Senatore''')
*E non lo sapeva, principale, che ogni [[sogno]] batte la testa contro il mattino? I sogni, come la nebbia della boscaglia, si dileguano al primo sole. ('''Gianni''')
*Nei tumulti si conoscono gli uomini! ('''Colonnello''')
==Citazioni su ''Quel fantasma di mio marito''==
*È una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
ey40tvn98jemsegwl72mln0bdp4iv1n
Frances Marion
0
208099
1422646
1407099
2026-08-05T07:31:37Z
Spinoziano
2297
/* Filmografia */
1422646
wikitext
text/x-wiki
[[File:Frances-Marion.jpg|miniatura|Frances Marion sul set di ''Segnale d'amore'' (1921)]]
{{Premio|Oscar|'''''[[Carcere (film 1930)|Carcere]]'''''
*Migliore sceneggiatura non originale (1930)
'''''[[Il campione (film 1931)|Il campione]]'''''
*Miglior soggetto (1932)}}
'''Frances Marion''', pseudonimo di '''Marion Benson Owens''' (1888 – 1973), sceneggiatrice, regista, giornalista e scrittrice statunitense.
==Citazioni di Frances Marion==
*Forse la formula più semplice per una [[Trama (narratologia)|trama]] è questa: inventare alcuni personaggi pittoreschi, collocarli in una situazione apparentemente disperata e liberarli in un modo logico e drammatico che li conduca alla felicità.<ref>Citato in [[Melanie Benjamin]], ''Luci della ribalta'', traduzione di Alessandro Zabini, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2018, [https://books.google.it/books?id=Bx1hDwAAQBAJ&pg=PT8 epigrafe]. ISBN 978-88-545-1721-9</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Anna Christie]]'' (1930) – sceneggiatura
*''[[Margherita Gauthier]]'' (1936) – sceneggiatura
*''[[L'ultimo treno da Mosca]]'' (1937) – sceneggiatura
*''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]'' (1979) – soggetto
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Marion, Frances}}
[[Categoria:Giornalisti statunitensi]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
rixk8maeylftyu8b6b1o62scat5d1hr
Utente:Gaux/Sandbox
2
209118
1422625
1422568
2026-08-05T04:35:03Z
Gaux
18878
/* */ Gargano tematica
1422625
wikitext
text/x-wiki
Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote:
Johann Adam Mohler (o con dieresi),
Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi).
Ignisdelavega posizione 17.
Voci nuove da inserire (2026):<br>
Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica.
6cwkqynp6xurnyo9hvox6uo1mmg3yxb
1422626
1422625
2026-08-05T04:35:59Z
Gaux
18878
/* */ San Marco in Lamis
1422626
wikitext
text/x-wiki
Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote:
Johann Adam Mohler (o con dieresi),
Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi).
Ignisdelavega posizione 17.
Voci nuove da inserire (2026):<br>
Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica.
dmloap6gyugcmt78sxl6dl02hqzm6ak
1422627
1422626
2026-08-05T04:37:04Z
Gaux
18878
/* */ Rodi Garganico tematica
1422627
wikitext
text/x-wiki
Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote:
Johann Adam Mohler (o con dieresi),
Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi).
Ignisdelavega posizione 17.
Voci nuove da inserire (2026):<br>
Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica.
fe4oijo4a8vvc1lttm6yaqz7nnec76m
Alberico Evani
0
214107
1422629
1344221
2026-08-05T05:37:54Z
SirPsych0
33615
/* Citazioni di Alberico Evani */ +1
1422629
wikitext
text/x-wiki
[[File:Alberigo Evani 2007.jpg|thumb|Alberico Evani nel 2007]]
'''Alberico Evani''' (1963 - vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Alberico Evani==
*Da bambino giocavo a [[Pallone da calcio|pallone]] tutti i giorni, tutto il giorno. Ci passavo le giornate. Non l'ho mai fatto pensando di diventare un grande calciatore, ma solo per passione. Con il pallone eravamo inseparabili. Io, un ragazzino introverso e di poche parole (esattamente come l'adulto che sono diventato), lui, un amico fidato e sincero. Nella vita è importante sapersi porre e confrontare con tutti: io all'epoca ero in grado di dialogare solo col mio pallone e non era la mia bocca a parlare con lui, ma i miei piedi... Col sinistro facevamo qualche discorso interessante! Anche adesso, alla mia veneranda età, ogni tanto sento il bisogno di parlargli.<ref> Da un [https://www.facebook.com/reel/1446288359365008 reel] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 10 agosto 2024.</ref>
*[[Franco Baresi|Franco]] era un vero direttore d’orchestra. Forse oggi non si capisce quanto fu innovativo quel modo di difendere, perché allora le avversarie erano completamente spiazzate quando si alzava la nostra linea. Il regolamento poi era diverso, bastava un giocatore al di là e veniva fischiato l’offside, non c’erano le specifiche di oggi. Baresi nel comandare il reparto era di una precisione chirurgica, pensi che alla partita di addio al calcio di Albertini [...] ancora ricordava tutti i movimenti a memoria e faceva salire la difesa come ai vecchi tempi. Aveva 46 anni, eh. <ref>Dall'intervista di Andrea Schianchi, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/04-08-2026/chicco-evani-intervista-baresi-leggendario-era-il-milan.shtml Chicco Evani: "Baresi leggendario, era il Milan"]'', ''gazzetta.it'', 4 agosto 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{S}}
{{DEFAULTSORT:Evani, Alberico}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
77fb9g9c6s1edlv2skduhuz9ynvzrfx
1422631
1422629
2026-08-05T05:55:14Z
~2026-42805-84
107955
/* Citazioni di Alberico Evani */
1422631
wikitext
text/x-wiki
[[File:Alberigo Evani 2007.jpg|thumb|Alberico Evani nel 2007]]
'''Alberico Evani''' (1963 - vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Alberico Evani==
*Da bambino giocavo a [[Pallone da calcio|pallone]] tutti i giorni, tutto il giorno. Ci passavo le giornate. Non l'ho mai fatto pensando di diventare un grande calciatore, ma solo per passione. Con il pallone eravamo inseparabili. Io, un ragazzino introverso e di poche parole (esattamente come l'adulto che sono diventato), lui, un amico fidato e sincero. Nella vita è importante sapersi porre e confrontare con tutti: io all'epoca ero in grado di dialogare solo col mio pallone e non era la mia bocca a parlare con lui, ma i miei piedi... Col sinistro facevamo qualche discorso interessante! Anche adesso, alla mia veneranda età, ogni tanto sento il bisogno di parlargli.<ref> Da un [https://www.facebook.com/reel/1446288359365008 reel] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 10 agosto 2024.</ref>
*[[Franco Baresi|Franco]] era un vero direttore d’orchestra. Forse oggi non si capisce quanto fu innovativo quel modo di difendere, perché allora le avversarie erano completamente spiazzate quando si alzava la nostra linea. Il regolamento poi era diverso, bastava un giocatore al di là e veniva fischiato l’offside, non c’erano le specifiche di oggi. Baresi nel comandare il reparto era di una precisione chirurgica, pensi che alla partita di addio al calcio di Albertini [...] ancora ricordava tutti i movimenti a memoria e faceva salire la difesa come ai vecchi tempi. Aveva 46 anni, eh. <ref>Dall'intervista di Andrea Schianchi, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/04-08-2026/chicco-evani-intervista-baresi-leggendario-era-il-milan.shtml Evani: "Con Baresi insieme 13 anni, restando rossonero rischiò la carriera. Lui era il Milan"]'', ''gazzetta.it'', 4 agosto 2026.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{S}}
{{DEFAULTSORT:Evani, Alberico}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
qars7x4bt6yhjxamasv17w7vs4sq5kj
Sidney Prescott
0
218625
1422617
1373820
2026-08-04T16:15:48Z
~2026-43193-37
107964
/* */
1422617
wikitext
text/x-wiki
{{Personaggio
|nocat=nocat <!-- disabilito la categorizzazione automatica -->
|universo=Scream
|immagine=Neve Campbell at the Golden Globes in 2010 (crop).png
|didascalia= Sidney è interpretata da Neve Campbell
|nome=Sidney
|cognome=Prescott
|alfabetico=
|attore=[[Neve Campbell]]
|attore nota=
|doppiatore italiano=[[Laura Lenghi]]
|prima apparizione=''[[Scream]]'' <small>(1996)</small>
|ultima apparizione=''[[Scream (film 2026)|Scream 7]]'' <small>(2026)</small>
}}
'''Sidney Prescott''', personaggio del film ''Scream'' creato da [[Wes Craven]] e [[Kevin Williamson]].
==Citazioni==
{{cronologico}}
===''[[Scream]]''===
*{{NDR|Sul [[cinema dell'orrore]]}} Dai, lo sai che non guardo quella merda. {{NDR|«Perché no? Troppa paura?»}} No, no, e che sono tutti uguali: uno stupido killer che insegue una tettona che non sa nemmeno recitare e corre sempre su per le scale quando dovrebbe prendere la porta e scappare. È un insulto.
*Scusami tanto se la mia vita traumatizzata è d'impaccio a te e alla tua perfetta esistenza!
*Con la fortuna che ho, {{NDR|la mia parte}} la farebbero fare a [[Tori Spelling]].
*Quanti ragazzi continuerebbero a uscire con una ragazza sessualmente anoressica?
*''[[Terror Train]]'', ''[[Non entrate in quella casa]]'', come mai c'è sempre [[Jamie Lee Curtis]] in questi film?
*Mi sono rinchiusa in me stessa. M'importava solo del mio dolore. [...] Quando è troppo è troppo. Io non... È vero, non posso annegare nel lutto per sempre, né continuare a idealizzare mia madre e a mentire a me stessa. Ho tanta paura di diventare... Ho paura di diventare come lei un giorno, come se fosse una malattia ereditaria.
*Perché non posso essere in un film di [[Meg Ryan]]? O magari un bel porno?
===''[[Scream 2]]''===
*Mi vedo con un ragazzo. È in gamba. Studia medicina e non ha tendenze psicotiche.
*Non trattarmi come se fossi di vetro. Non mi rompo mica. {{NDR|«Però può capitare».}} Ma non a me.
*Stai dimenticando una cosa su Billy Loomis. {{NDR|«Che cosa?»}} Che l'ho fatto secco con le mie mani, figlio di puttana!
===''[[Scream 3]]''===
*I maniaci non ti uccidono se non ti trovano.
*Le solite chiacchiere: "Come va, come non va, come vorresti morire?".
*I fantasmi non li puoi uccidere.
*Io credevo di avere una madre perfetta, una famiglia perfetta, finché non ho scoperto che mi sbagliavo. Lei aveva una vita segreta e io ho cercato di capirlo, e appena credevo di esserci riuscita, altri segreti. Non so chi fosse mia madre.
*Qual è il suo film horror preferito? {{NDR|«La mia vita.»}} Anche il mio.
*Adesso tocca a te urlare, brutto stronzo!
*Hai ottenuto quello che volevi: l'eroe e il cattivo faccia a faccia. Sa che succede ora? Che il cattivo muore!
*Smettila di lamentarti e fai qualcosa! Sono stronzate, le conosco a memoria. [...] Lo sai perché ammazzi la gente, Roman? Lo sai? Perché hai scelto di farlo. È solo tua la colpa. [...] E prenditi una buona volta una responsabilità!
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Scream}}
[[Categoria:Personaggi cinematografici]]
o1khcbb9rwnlp0x4bnt269eup4s5qh5
1422620
1422617
2026-08-04T20:23:26Z
Udiki
86035
1422620
wikitext
text/x-wiki
{{Personaggio
|nocat=nocat <!-- disabilito la categorizzazione automatica -->
|universo=Scream
|immagine=Neve Campbell at the Golden Globes in 2010 (crop).png
|didascalia= Sidney è interpretata da Neve Campbell
|nome=Sidney
|cognome=Prescott
|alfabetico=
|attore=[[Neve Campbell]]
|attore nota=
|doppiatore italiano=[[Laura Lenghi]]
|prima apparizione=''[[Scream]]'' <small>(1996)</small>
|ultima apparizione=''[[Scream (film 2026)|Scream 7]]'' <small>(2026)</small>
}}
'''Sidney Prescott''', personaggio del franchise ''Scream'' creato da [[Wes Craven]] e [[Kevin Williamson]].
==Citazioni==
{{cronologico}}
===''[[Scream]]''===
*{{NDR|Sul [[cinema dell'orrore]]}} Dai, lo sai che non guardo quella merda. {{NDR|«Perché no? Troppa paura?»}} No, no, e che sono tutti uguali: uno stupido killer che insegue una tettona che non sa nemmeno recitare e corre sempre su per le scale quando dovrebbe prendere la porta e scappare. È un insulto.
*Scusami tanto se la mia vita traumatizzata è d'impaccio a te e alla tua perfetta esistenza!
*Con la fortuna che ho, {{NDR|la mia parte}} la farebbero fare a [[Tori Spelling]].
*Quanti ragazzi continuerebbero a uscire con una ragazza sessualmente anoressica?
*''[[Terror Train]]'', ''[[Non entrate in quella casa]]'', come mai c'è sempre [[Jamie Lee Curtis]] in questi film?
*Mi sono rinchiusa in me stessa. M'importava solo del mio dolore. [...] Quando è troppo è troppo. Io non... È vero, non posso annegare nel lutto per sempre, né continuare a idealizzare mia madre e a mentire a me stessa. Ho tanta paura di diventare... Ho paura di diventare come lei un giorno, come se fosse una malattia ereditaria.
*Perché non posso essere in un film di [[Meg Ryan]]? O magari un bel porno?
===''[[Scream 2]]''===
*Mi vedo con un ragazzo. È in gamba. Studia medicina e non ha tendenze psicotiche.
*Non trattarmi come se fossi di vetro. Non mi rompo mica. {{NDR|«Però può capitare».}} Ma non a me.
*Stai dimenticando una cosa su Billy Loomis. {{NDR|«Che cosa?»}} Che l'ho fatto secco con le mie mani, figlio di puttana!
===''[[Scream 3]]''===
*I maniaci non ti uccidono se non ti trovano.
*Le solite chiacchiere: "Come va, come non va, come vorresti morire?".
*I fantasmi non li puoi uccidere.
*Io credevo di avere una madre perfetta, una famiglia perfetta, finché non ho scoperto che mi sbagliavo. Lei aveva una vita segreta e io ho cercato di capirlo, e appena credevo di esserci riuscita, altri segreti. Non so chi fosse mia madre.
*Qual è il suo film horror preferito? {{NDR|«La mia vita.»}} Anche il mio.
*Adesso tocca a te urlare, brutto stronzo!
*Hai ottenuto quello che volevi: l'eroe e il cattivo faccia a faccia. Sa che succede ora? Che il cattivo muore!
*Smettila di lamentarti e fai qualcosa! Sono stronzate, le conosco a memoria. [...] Lo sai perché ammazzi la gente, Roman? Lo sai? Perché hai scelto di farlo. È solo tua la colpa. [...] E prenditi una buona volta una responsabilità!
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Scream}}
[[Categoria:Personaggi cinematografici]]
5rrohiwcacksuelc70cswmu0bwo8jjo
Rodolfo Dalla Mora
0
224614
1422612
1420576
2026-08-04T14:09:27Z
Stefano20292
104467
Aggiunta nota relativa a articolo di Irene Trentin, Il Disability manager? Un sarto che valorizza le risorse, in Avvenire, 12 luglio 2026, p. 7.
1422612
wikitext
text/x-wiki
[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|thumb|Rodolfo Dalla Mora nel 2023]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano.
==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora==
*Il [[Disability Manager]] è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref>
*Il [[linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre 2025.</ref>
*La [[Pandemia di COVID-19|pandemia]] ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>Citato in Maria Giovanna Faiella, ''[https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono)]'', ''corriere.it'', 25 luglio 2020.</ref>
*Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>Citato in Maria Giovanna Faiella, ''[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni]'', ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref>
*Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/>
*Quest’albero avrebbe dovuto essere abbattuto per ridisegnare la casa di Matteo, diventato paraplegico a soli 21 anni dopo un incidente stradale. Ma quando ho saputo che lo aveva piantato proprio suo papà, l’ho trasformato nell’elemento centrale del progetto finale, avvolgendolo con una rampa d’accesso curva, per simboleggiare l’importanza delle radici nella storia di una persona. Il nuovo vano corsa dell’ascensore, invece, ha assunto la forma di un camino: il cuore della casa.<ref>Irene Trentin, «Il Disability manager? Un sarto che valorizza le risorse», ''[[Avvenire]]'', 12 luglio 2026, p. 7.</ref>
==''Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU''==
===Incipit===
Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13)
===Citazioni===
*Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità. (p. 39)
*Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra. (p. 61)
*Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti. (p. 81)
==''L’equazione delle 4 A: Autonomia''==
=== Incipit ===
L'autonomia personale raggiunta nello svolgimento di azioni e compiti non è di per sé sufficiente per la persona ai fini della realizzazione del proprio progetto di vita e quindi di obbiettivi di autodeterminazione, di inclusione, di inserimento nel mondo del lavoro. Alla realizzazione di tali obbiettivi concorrono ulteriori fattori sociali, quali l'accessibilità dell'ambiente, l'assistenza personale, la disponibilità dei servizi sul territorio, la cultura dell'integrazione, i sostegni finanziari. (p. 31)
=== Citazioni ===
*L'adozione di comportamenti autodeterminanti non richiede necessariamente il possesso di una completa autonomia funzionale. (p. 32)
== ''L’equazione delle 4 A: Accessibilità'' ==
=== Incipit ===
Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente.<br />Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione.<br />Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (p. 17)
=== Citazioni ===
*Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale. (p. 18)
== ''L’equazione delle 4 A: Ausili'' ==
=== Incipit ===
Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita.<br />Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (p. 17)
=== Citazioni ===
*Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale. (p. 34)
== ''L’equazione delle 4 A: Assistenza'' ==
=== Incipit ===
L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (p. 13)
=== Citazioni ===
*Diventa evidente come l{{'}}''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto. (p. 16)
==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
*L'architetto Dalla Mora è prima di tutto un architetto, che ha imparato a guardare i mondi delle persone con uno sguardo più ampio. ([[Adriano Pessina]])
===[[Norman Zoia]]===
*''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna | Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.''
*L'uomo delle disfunzionali onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri lucidi, solidali pensieri.
*Onde nuove di Rodolfo Dalla Mora, Rod per gli intimi, non certo per gli intimissimi, su una strada accessibile a tutti. Architetto, disability manager, premiato dalla ministra Lorenzin con la medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica e different voice di Zona Franca. Appassionato di briccole vagabonde, le codifica in quello spazio virtuale dove il più e il meno si compensano, dove l’azzeramento si presta a riposizionare il moto a non luogo, ancorché a procedere; a riprendere forma ogni giorno in quello che Dalla Mora definisce da tempo il solito posto. Briccole che però tornano stanziali, come vecchie zingare finite a naufragare in un campo rom di là dal mare. Briccole qui sopra elaborate da uno scatto affettuoso dello stesso Rod. Briccole di una laguna mutevole eppur immutabile, dove le ultime forcole, orfane di remi e di vogatori, traghettano lo scintillar delle stelle sul pelo di torbide quanto morbide acque; fra Onde Rod Again Special, sorta d’omaggio all’acronimo Oras, struttura riabilitativa che da anni affida un significante ruolo al nostro avveduto visionario. ([[Norman Zoia]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
* Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Autonomia'', Padova, Edizioni Il Prato, 2024. ISBN 978-88-6336-642-6
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7
Note
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}}
[[Categoria:Attivisti italiani]]
h0csv2f2nsk6jz2rqdgc9zu3bnh5wj0
1422613
1422612
2026-08-04T14:12:44Z
Stefano20292
104467
1422613
wikitext
text/x-wiki
[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|thumb|Rodolfo Dalla Mora nel 2023]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano.
==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora==
*Il [[Disability Manager]] è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref>
*Il [[linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre 2025.</ref>
*La [[Pandemia di COVID-19|pandemia]] ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>Citato in Maria Giovanna Faiella, ''[https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono)]'', ''corriere.it'', 25 luglio 2020.</ref>
*Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>Citato in Maria Giovanna Faiella, ''[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni]'', ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref>
*Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/>
*Quest’albero avrebbe dovuto essere abbattuto per ridisegnare la casa di Matteo, diventato paraplegico a soli 21 anni dopo un incidente stradale. Ma quando ho saputo che lo aveva piantato proprio suo papà, l’ho trasformato nell’elemento centrale del progetto finale, avvolgendolo con una rampa d’accesso curva, per simboleggiare l’importanza delle radici nella storia di una persona. Il nuovo vano corsa dell’ascensore, invece, ha assunto la forma di un camino: il cuore della casa.<ref>Irene Trentin, «Il Disability manager? Un sarto che valorizza le risorse», ''[[Avvenire (quotidiano)|Avvenire]]'', 12 luglio 2026, p. 7.</ref>
==''Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU''==
===Incipit===
Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13)
===Citazioni===
*Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità. (p. 39)
*Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra. (p. 61)
*Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti. (p. 81)
==''L’equazione delle 4 A: Autonomia''==
=== Incipit ===
L'autonomia personale raggiunta nello svolgimento di azioni e compiti non è di per sé sufficiente per la persona ai fini della realizzazione del proprio progetto di vita e quindi di obbiettivi di autodeterminazione, di inclusione, di inserimento nel mondo del lavoro. Alla realizzazione di tali obbiettivi concorrono ulteriori fattori sociali, quali l'accessibilità dell'ambiente, l'assistenza personale, la disponibilità dei servizi sul territorio, la cultura dell'integrazione, i sostegni finanziari. (p. 31)
=== Citazioni ===
*L'adozione di comportamenti autodeterminanti non richiede necessariamente il possesso di una completa autonomia funzionale. (p. 32)
== ''L’equazione delle 4 A: Accessibilità'' ==
=== Incipit ===
Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente.<br />Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione.<br />Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (p. 17)
=== Citazioni ===
*Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale. (p. 18)
== ''L’equazione delle 4 A: Ausili'' ==
=== Incipit ===
Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita.<br />Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (p. 17)
=== Citazioni ===
*Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale. (p. 34)
== ''L’equazione delle 4 A: Assistenza'' ==
=== Incipit ===
L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (p. 13)
=== Citazioni ===
*Diventa evidente come l{{'}}''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto. (p. 16)
==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
*L'architetto Dalla Mora è prima di tutto un architetto, che ha imparato a guardare i mondi delle persone con uno sguardo più ampio. ([[Adriano Pessina]])
===[[Norman Zoia]]===
*''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna | Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.''
*L'uomo delle disfunzionali onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri lucidi, solidali pensieri.
*Onde nuove di Rodolfo Dalla Mora, Rod per gli intimi, non certo per gli intimissimi, su una strada accessibile a tutti. Architetto, disability manager, premiato dalla ministra Lorenzin con la medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica e different voice di Zona Franca. Appassionato di briccole vagabonde, le codifica in quello spazio virtuale dove il più e il meno si compensano, dove l’azzeramento si presta a riposizionare il moto a non luogo, ancorché a procedere; a riprendere forma ogni giorno in quello che Dalla Mora definisce da tempo il solito posto. Briccole che però tornano stanziali, come vecchie zingare finite a naufragare in un campo rom di là dal mare. Briccole qui sopra elaborate da uno scatto affettuoso dello stesso Rod. Briccole di una laguna mutevole eppur immutabile, dove le ultime forcole, orfane di remi e di vogatori, traghettano lo scintillar delle stelle sul pelo di torbide quanto morbide acque; fra Onde Rod Again Special, sorta d’omaggio all’acronimo Oras, struttura riabilitativa che da anni affida un significante ruolo al nostro avveduto visionario. ([[Norman Zoia]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
* Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Autonomia'', Padova, Edizioni Il Prato, 2024. ISBN 978-88-6336-642-6
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7
Note
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}}
[[Categoria:Attivisti italiani]]
nqda9nx9bihyixhb7yax609opi7iw6p
1422614
1422613
2026-08-04T14:21:35Z
Udiki
86035
@[[Utente:Stefano20292|Stefano20292]] Proprio non si capisce perché una cosa del genere debba essere ospitata in un'antologia di citazioni
1422614
wikitext
text/x-wiki
[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|thumb|Rodolfo Dalla Mora nel 2023]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano.
==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora==
*Il [[Disability Manager]] è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref>
*Il [[linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre 2025.</ref>
*La [[Pandemia di COVID-19|pandemia]] ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>Citato in Maria Giovanna Faiella, ''[https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono)]'', ''corriere.it'', 25 luglio 2020.</ref>
*Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>Citato in Maria Giovanna Faiella, ''[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni]'', ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref>
*Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/>
==''Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU''==
===Incipit===
Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13)
===Citazioni===
*Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità. (p. 39)
*Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra. (p. 61)
*Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti. (p. 81)
==''L’equazione delle 4 A: Autonomia''==
=== Incipit ===
L'autonomia personale raggiunta nello svolgimento di azioni e compiti non è di per sé sufficiente per la persona ai fini della realizzazione del proprio progetto di vita e quindi di obbiettivi di autodeterminazione, di inclusione, di inserimento nel mondo del lavoro. Alla realizzazione di tali obbiettivi concorrono ulteriori fattori sociali, quali l'accessibilità dell'ambiente, l'assistenza personale, la disponibilità dei servizi sul territorio, la cultura dell'integrazione, i sostegni finanziari. (p. 31)
=== Citazioni ===
*L'adozione di comportamenti autodeterminanti non richiede necessariamente il possesso di una completa autonomia funzionale. (p. 32)
== ''L’equazione delle 4 A: Accessibilità'' ==
=== Incipit ===
Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente.<br />Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione.<br />Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (p. 17)
=== Citazioni ===
*Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale. (p. 18)
== ''L’equazione delle 4 A: Ausili'' ==
=== Incipit ===
Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita.<br />Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (p. 17)
=== Citazioni ===
*Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale. (p. 34)
== ''L’equazione delle 4 A: Assistenza'' ==
=== Incipit ===
L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (p. 13)
=== Citazioni ===
*Diventa evidente come l{{'}}''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto. (p. 16)
==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
*L'architetto Dalla Mora è prima di tutto un architetto, che ha imparato a guardare i mondi delle persone con uno sguardo più ampio. ([[Adriano Pessina]])
===[[Norman Zoia]]===
*''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna | Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.''
*L'uomo delle disfunzionali onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri lucidi, solidali pensieri.
*Onde nuove di Rodolfo Dalla Mora, Rod per gli intimi, non certo per gli intimissimi, su una strada accessibile a tutti. Architetto, disability manager, premiato dalla ministra Lorenzin con la medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica e different voice di Zona Franca. Appassionato di briccole vagabonde, le codifica in quello spazio virtuale dove il più e il meno si compensano, dove l’azzeramento si presta a riposizionare il moto a non luogo, ancorché a procedere; a riprendere forma ogni giorno in quello che Dalla Mora definisce da tempo il solito posto. Briccole che però tornano stanziali, come vecchie zingare finite a naufragare in un campo rom di là dal mare. Briccole qui sopra elaborate da uno scatto affettuoso dello stesso Rod. Briccole di una laguna mutevole eppur immutabile, dove le ultime forcole, orfane di remi e di vogatori, traghettano lo scintillar delle stelle sul pelo di torbide quanto morbide acque; fra Onde Rod Again Special, sorta d’omaggio all’acronimo Oras, struttura riabilitativa che da anni affida un significante ruolo al nostro avveduto visionario. ([[Norman Zoia]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
* Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Autonomia'', Padova, Edizioni Il Prato, 2024. ISBN 978-88-6336-642-6
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0
* Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7
Note
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}}
[[Categoria:Attivisti italiani]]
p05hukkprh3fq2f53wfobx0qtzd6sfd
Discussioni utente:Brigitta Puspita Puntadewi Harimurti
3
226217
1422628
2026-08-05T05:20:17Z
Homer
215
Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà!
1422628
wikitext
text/x-wiki
{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:20, 5 ago 2026 (CEST)}}
pb70rsdntdydqlpgbbbhj1poehhlp0c
Discussioni utente:Samer elabsi
3
226218
1422635
2026-08-05T06:25:19Z
Homer
215
Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà!
1422635
wikitext
text/x-wiki
{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:25, 5 ago 2026 (CEST)}}
5lxzdz0aubsmjnldnh7kmn74qnygkyh
Discussioni utente:Ermenegildo48
3
226219
1422641
2026-08-05T07:20:56Z
Homer
215
Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà!
1422641
wikitext
text/x-wiki
{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:20, 5 ago 2026 (CEST)}}
9m0z1uztza8qi0lr38rnzg6ifz9zp90
Il campione (film 1979)
0
226220
1422642
2026-08-05T07:23:39Z
Spinoziano
2297
Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Il campione |titolo alfabetico = Campione |genere = drammatico |regista = [[Franco Zeffirelli]] |soggetto = [[Frances Marion]] |sceneggiatore = [[Walter Newman]] |attori = *[[Jon Voight]]: Billy Flynn *[[Faye Dunaway]]: Annie *[[Rick Schroder]]: T.J. Flynn *[[Jack Warden]]: Jackie *[[Arthur Hill (attore)|Arthur Hill]]: Mike *[[Strother Martin]]: Riley *[[Joan Blondell]]: Dolly Kenyon *[[Mary Jo Catlett]]: Josie *[[Elisha Cook Jr.]]: Georgie |d..."
1422642
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Il campione
|titolo alfabetico = Campione
|genere = drammatico
|regista = [[Franco Zeffirelli]]
|soggetto = [[Frances Marion]]
|sceneggiatore = [[Walter Newman]]
|attori =
*[[Jon Voight]]: Billy Flynn
*[[Faye Dunaway]]: Annie
*[[Rick Schroder]]: T.J. Flynn
*[[Jack Warden]]: Jackie
*[[Arthur Hill (attore)|Arthur Hill]]: Mike
*[[Strother Martin]]: Riley
*[[Joan Blondell]]: Dolly Kenyon
*[[Mary Jo Catlett]]: Josie
*[[Elisha Cook Jr.]]: Georgie
|doppiatori italiani=
*[[Pino Colizzi]]: Billy Flynn
*[[Rita Savagnone]]: Annie
*[[Georgia Lepore]]: T.J. Flynn
*[[Sergio Fiorentini]]: Jackie
*[[Cesare Barbetti]]: Mike
}}
'''''Il campione''''', film statunitense del 1979 con [[Jon Voight]], regia di [[Franco Zeffirelli]].
==Frasi==
*Quando un uomo non sa togliersi da solo i [[pantaloni]] non è un uomo. ('''Billy''')
==Citazioni su ''Il campione''==
*Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con Wallace Beery e Jackie Cooper). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo Schroder piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il Mereghetti]]'')
*[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film drammatici]]
[[Categoria:Film sul pugilato]]
i2hystri3h3aa9j8zf7kf1ry765p7kq