Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.14 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Francesco Guccini 0 1546 1422704 1405773 2026-08-06T09:11:08Z ~2026-43378-55 107976 1422704 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Guccini1970.jpg|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 1970]] '''Francesco Guccini''' (1940 – 2026), cantautore e scrittore italiano. ==Citazioni di Francesco Guccini== *{{NDR|Riferendosi agli inizi della sua carriera}} [[Jacques Brel|Brel]], [[Georges Brassens|Brassens]], [[Bob Dylan|Dylan]]... Con loro in mente, andavo all'impronta. "Dio è morto" non l'ho scritta avendo riferimenti discografici. L'ho fatta per me.<ref name=Pedrinelli>Citato in Pedrinelli, p. 147.</ref> *{{NDR|Parlando di [[Fabrizio De André]]}} Ci siamo conosciuti perché era reciproca la curiosità. Capitò a Bologna, sarà stato il '66 [...] Addirittura avevamo pensato di fare, se non una tournée, un concerto assieme. Sarebbe stato "epocale" (si fa per dire, insomma). E poi per vari motivi non se n'è mai fatto niente. Lui disse anche: «...Sì, mi piacerebbe moltissimo eccetera, ma poi tu parli tanto, io invece non dico mai niente, non vorrei fare brutta figura...» Lui non diceva mai niente durante gli spettacoli.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Vincenzo Mollica]] nel programma televisivo ''Speciale TG1'', Rai 1. [http://www.youtube.com/watch?v=49cIOI7McXM Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *[...] ho una mia [[religione|religiosità]] molto vaga, molto panteistica, per cui mi piace pensare di rincontrare tante persone che nel frattempo hanno deciso di andarsene prima di me. Io sono invece intenzionato a rimanere qua il più possibile, naturalmente. Sono quelle idee un po' romantiche; se ragiono freddamente dico che è impossibile, ma se lascio andare la fantasia... Sono sicuro in qualche modo di rincontrarle.<ref group="fonte">Da ''Stagioni'', a cura di Valentina Pattavina, Einaudi, 2000, p. 31.</ref> *Io e [[Giorgio Gaber|Giorgio]] e eravamo accomunati da un forte rispetto reciproco, ma fra noi c'erano profonde differenze. Lui era un "borghese" di Milano, io, pur essendo nato a Modena, sono un montanaro. E poi, il ragionier Gaberscik e il maestro elementare Guccini. Due modi diversi di vedere le cose. E anche se poi ci siamo sempre trovati molto bene insieme, credo che queste differenze si notino.<ref name=Pedrinelli/> *L'uomo, non tutti per carità, guarda pochi metri accanto a sé. E si scorda presto. La storia è maestra di pochi. Insegna poco davvero, a noi italiani. Siamo partiti con le pezze al culo, e adesso ci dimentichiamo che chi viene qui ha la stessa faccia di noi cento anni fa. Ecco, Odysseus su questo avrebbe qualcosa da dire.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/4/81725/Guccini:_La_storia_%C3%A8_maestra_di_pochi.index.html Guccini: "La storia è maestra di pochi"]'', ''Gazzetta di Parma.it'', 6 aprile 2011.</ref> *{{NDR|Riferito alle possibili conseguenze della [[Pandemia di COVID-19|pandemia di COVID-19]]}} La storia non insegna mai niente. Anche dopo l'11 settembre si diceva che sarebbe cambiato tutto, ma non è cambiato nulla. Gli uomini non imparano. È nella natura umana dimenticarsi presto delle tragedie passate per riprendere la vita di sempre.<ref>Dalla trasmizzione radiofonica ''Un giorno da pecora''; citato in ''[https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/francesco-guccini-dopo-il-coronavirus-non-cambiera-nulla/512229/ Francesco Guccini: «Dopo il coronavirus non cambierà nulla»]'', ''Rollingstone.it'', 14 aprile 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Lei dice che quando è nata, il fascismo non c'era più. Dice anche di essere cristiana, ma quando è nata anche Cristo era già morto...<ref>Dall'intervista di Diego Bianchi a ''Propaganda Live'', LA7, 16 settembre 2022; citato in Giulia Turco, ''[https://www.fanpage.it/spettacolo/personaggi/francesco-guccini-e-la-telefonata-con-giorgia-meloni-rifiutai-il-suo-invito-anni-dopo-mi-infamo/ Francesco Guccini e la telefonata con Giorgia Meloni: "Rifiutai il suo invito, anni dopo mi infamò"]'', ''Fanpage.it'', 17 settembre 2022.</ref> *{{NDR|Su ''La mia generazione ha perso'' di Giorgio Gaber}} Mio padre si è fatto due anni di servizio militare, due anni di guerra d'Africa e cinque anni di guerra mondiale: di cui due in campo di concentramento. Ecco, la sua era una generazione che aveva perso, essendo cresciuta durante il fascismo. Noi, bene o male, siamo invece riusciti a fare le nostre cose. Anche più dei giovani di oggi, che non hanno mai lavoro sicuro. La nostra generazione è stata abbastanza fortunata, ha trovato spazio, possibilità, modo di esprimersi. Non ha perso. Anche se, forse, quel concetto veniva solo da un momento di pessimismo di Giorgio. Solo, ho il rimpianto di non averglielo mai chiesto.<ref>Citato in Pedrinelli, p. 148.</ref> *Nel 1964 era uscita ''Auschwitz'', nel 1966-67 ''Dio è morto'' e all'epoca ricordo che ci incontravamo in un appartamento di amici, che era stato liberato dai genitori ed era stato battezzato "Folkstudio", dove ci trovavamo certe sere alla settimana a suonare e a discutere. Cantavamo canzoni anarchiche di fine Ottocento, inizi Novecento, come quelle di [[Pietro Gori]].<ref group="fonte">Da [https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/01/31/news/francesco_guccini_il_mio_68_sognando_dylan_e_i_provos_-187742521/ ''Francesco Guccini: "Il mio '68 sognando Dylan e i Provos"''], ''Rep.repubblica.it'', 31 gennaio 2018.</ref> *Ogni [[Opera d'arte|opera]] – sia una canzone, sia una poesia, sia un libro, un romanzo etc. – va per il mondo... e ognuno ha il diritto di interpretarla come vuole. Non è che il pensiero dell'autore sia necessariamente il pensiero giusto; non c'è un pensiero giusto: ci sono vari modi di interpretare una cosa, un pezzo, una frase...<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Che tempo che fa'', Rai 3, 11 febbraio 2006. </ref> *[[Raoul Casadei|Raoul]] e, prima ancora, suo zio [[Secondo Casadei|Secondo]] hanno saputo intercettare l'ansia di spensieratezza che c'era nel Dopoguerra, una voglia di ballare che "faceva luce".<ref>Citato in Matteo Cruccu, ''«Il suo ballo era luce. Ha saputo intercettare l'ansia di spensieratezza del Dopoguerra» <small>Guccini: negli anni d'oro riusciva a suonare ogni sera</small>'', ''Corriere della Sera'', 14 marzo 2021.</ref> *[[Zucchero Fornaciari|Zucchero]] è la semplicità: un modo di vedere la vita, gli amici e il proprio ambiente che difficilmente viene abbandonato. È rimasto ancorato ai posti che lo hanno prodotto.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Un soffio caldo – Natale con Zucchero'', Rai 2, 21 dicembre 2010.</ref> {{Int|Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/anteprima/2017/12/29/news/francesco_guccini_ho_smesso_di_cantare_perche_non_ho_piu_niente_da_dire_-185457864/l "Ho smesso di cantare perché non ho più niente da dire"]''|Intervista di Antonio Gnoli, ''Rep.repubblica.it'', 29 dicembre 2017.}} *Ricordo che proposi alla Equipe {{NDR|Equipe 84}} ''Dio è morto'', ma rifiutarono per paura che la canzone facesse troppo casino. Avevo pronta anche ''Un altro giorno è andato'' e Maurizio Vandelli, il leader del gruppo, sentenziò che Guccini non aveva più un cazzo da dire. E questo atteggiamento fece sì che si rafforzasse la mia collaborazione con i [[Nomadi]]. *{{NDR|Su ''La locomotiva''}} Lessi le memorie bolognesi di Romolo Bianconi, un lavoratore che raccontando la sua vita scrisse di un ferroviere anarchico, Pietro Rigosi, cui avevano amputato una gamba che decise di impadronirsi di un treno per farlo saltare. Fu una ballata, contro le ingiustizie sociali, che scrissi in mezz'ora. *{{NDR|Su ''Eskimo''}} Comprai l'indumento nel 1963 al mercatino di Trieste. Avevo finito il militare. Costò diecimila lire e veniva indossato dai soldati americani nella guerra di Corea. Anni dopo mi sono ritrovato in un mondo di eskimo. *{{NDR|Su ''Incontro''}} Parlava di una ragazza che ora vive negli Stati Uniti e che allora viveva a [[Modena]]. C'era molta complicità tra noi. Poi si trasferì a Bologna. Sposò un americano. E sparì per un po' di tempo. Un giorno mi telefonò per dirmi che il matrimonio era andato a pezzi e lei lo aveva lasciato. Lui si uccise. E a me venne in mente di scriverci su una canzone. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/06/17/news/francesco_guccini-306525651/ "Non ascolto più musica, oggi ci sono solo canzoni inutili"]''|Intervista di [[Gino Castaldo]], ''Repubblica.it'', 17 giugno 2021.}} *Non so se [[Dante Alighieri|Dante]] o [[Guido Guinizelli|Guinizzelli]] fossero musicisti, sicuramente lo erano i provenzali, quindi in un certo senso sono gli antenati dei [[Cantautore|cantautori]], quindi si può dire che io sia un esperto del ramo. Diciamo che musica e poesia si sono separate dopo, si sono specializzate, ma certi procedimenti sono continuati, pensiamo ai libretti d’opera, ma anche noi cantautori... *{{NDR|[[Franco Battiato]]}} L'ho conosciuto molto meglio dopo {{NDR|il primo incontro}}, negli anni d'oro del Tenco, ricordo che era un gran barzellettiere, il che non ha niente a che vedere con le sue grandi qualità musicali, ma è un aspetto che mi colpì molto perché era meno prevedibile. *Ogni tanto mi viene da pensare a vecchissime canzoni come ''Signorinella'', ''Vecchia America'', c'erano storie, parole messe bene insieme. ==Citazioni tratte da canzoni== {{autori testi}} ===''Folk beat n. 1''=== '''Etichetta''': La voce del padrone, 1967, prodotto da Odoardo Veroli. *''Solo il silenzio come un sudario si stenderà | fra il cielo e la terra per mille secoli almeno.'' (da ''Noi non ci saremo'', n. 1) *''E catene di monti coperte di nevi | saranno confine a foreste di abeti.'' (da ''Noi non ci saremo'', n. 1) *''Risorgerà un mondo nuovo | ma noi non ci saremo.'' (da ''Noi non ci saremo'', n. 1) *''Non lo sapevi, ma cosa hai pensato | quando lo schianto ti ha uccisa, | quando anche il cielo di sopra è crollato, | quando la vita è fuggita.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''Sull'autostrada cercavi la vita | ma ti ha incontrato la morte.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''Vorrei sapere a che cosa è servito | vivere, amare e soffrire | spendere tutti i tuoi giorni passati | se così presto hai dovuto partire.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''Voglio però ricordarti com'eri | pensare che ancora vivi | Voglio pensare che ancora mi ascolti | e che come allora sorridi.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''[[Venerdì santo]], anche l'amore sembra languore di penitenza.'' (da ''Venerdì santo'', n. 3) *''Venerdì santo, muore il Signore, tu muori, amore, fra le mie braccia. | Poi torna sera, resta soltanto, dolce, il ricordo: venerdì santo.'' (da ''Venerdì santo'', n. 3) *''Alzan gli occhi i pescatori verso il cielo così livido | le onde sembra che si fermino, non si sente che il silenzio | e le reti sono piene | di cadaveri d'argento.'' (da ''L'atomica cinese'', n. 4) *''Ad [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] tante persone, ma un solo grande silenzio.'' (da ''Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)'', n. 5) *''Io chiedo: come può l'uomo uccidere un suo fratello? | Eppure siamo a milioni, in polvere, qui nel vento.'' (da ''Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)'', n. 5) *''[[Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico|Statale 17]], com'è lunga da far tutta.'' (da ''Statale 17'', n. 7) *''Statale 17, sembri esplodere di sole, | Statale 17, alzo il dito inutilmente, | Statale 17, lungo nastro di catrame: | la gente bene dorme, sei deserta all'orizzonte | a quest'ora non c'è un cane che mi voglia prender su...'' (da ''Statale 17'', n. 7) *''Statale 17, sei triste nella sera, | non alzo più la mano, cammino piano piano sulla strada ormai deserta | mentre tu chissà se aspetti ancora, | mentre qui la strada che si sperde sembra un letto di cemento: | sono mortalmente stanco chissà mai se arriverò da te...'' (da ''Statale 17'', n. 7) *''Mia madre, santa donna di Dio, aggiunse un Pio per contentar | uno zio prete che per commosso ringraziamento mi battezzò.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''La provvidenza ci ha poi aiutati con i soldati della Wehrmacht.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Mia madre, donna di gran pietà, cercò in politica verginità.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Mia madre, donna di grande amore, sentì nel cuore l'error di un dì | fu clericale, democristiana, e nella lana fede trovò.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Io chiesa, nobili e terzo stato sempre ho fregato solo per me.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Il [[fiume]] racconta leggende mentre veloce va al mare, | le narrano piano le onde e i pioppi le stanno a ascoltare.'' (da ''La ballata degli annegati'', n. 9) *''Per me era peso il passato, e l'acqua sembrava leggera.'' (da ''La ballata degli annegati'', n. 9) *''Odio il gusto del [[retorica|retorico]], il miracolo economico, | il valore permanente e duraturo.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''E voi bimbe sognatrici della vita delle attrici, | attenzione: da me state alla lontana. | Non mi piace esser per bene, far la faccia che conviene | poi alla fine sono sempre senza grana.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Vuoti e pieni di sussiego se il vestito non fa un piego | mentre io mi metto quello che mi pare.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Sono contro il matrimonio, sono senza patrimonio, | non ho quello che si dice un posto al sole.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Non amo viver con tutta la [[gente]], mi piace solo la gente "bene" | come si dice comunemente: "bene si nasce non si diviene".'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Sono elegante ed è inutile dire che le mie vesti son sempre curate, | perché è senz'altro importante il vestire perché è la tonaca che fa il frate... | In fondo sol due cose hanno importanza, e sono il conto in banca e l'[[eleganza]].'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Non ho rapporti coi proletari, soltanto a tarda notte lungo i viali.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) ===''Due anni dopo''=== '''Etichetta''': EMI, 1970. *''Ed ogni giorno ormai sentirsi raccontare la storia conosciuta, | la frase risaputa, la propria morta vita.'' (da ''Lui e lei'', lato A, n. 1) *''Di antichi fasti la piazza vestita | grigia guardava la nuova sua vita, | come ogni giorno la notte arrivava, | frasi consuete sui muri di Praga, | ma poi la piazza fermò la sua vita | e breve ebbe un grido la folla smarrita | quando la fiamma violenta ed atroce | spezzò gridando ogni suono di voce.'' (da ''[[Primavera di Praga]]'', lato A, n. 2) *''Quando la fiamma col suo fumo nero | lasciò la terra e si alzò verso il cielo, | quando ciascuno ebbe tinta la mano, | quando quel fumo si sparse lontano, | [[Jan Hus]] di nuovo sul rogo bruciava | all'orizzonte del cielo di Praga.'' (da ''Primavera di Praga'', lato A, n. 2) *''Dimmi chi era che in corpo, | portava la città intera che lo accompagnava: | la città intera che muta lanciava | una speranza nel cielo di Praga.'' (da ''Primavera di Praga'', lato A, n. 2) *''I [[manifesto (stampato)|manifesti]] sono visi di carta che non dicono nulla e che nessuno più guarda, | colori accesi dentro ai vicoli scuri, | sembrano un urlo quelle carte sui muri.'' (da ''Giorno d'estate'', lato A, n. 3) *''Giorno d'[[estate]], giorno fatto di niente, | grappoli d'ozio danzan piano con me, | il sole è un sogno d'oro, ma evanescente, | guardi un istante e non sai quasi se c'è.'' (da ''Giorno d'estate'', lato A, n. 3) *''Il tempo è passato e la grande giornata | è quasi finita e non è cominciata: | hai visto che lui la tua amica ha baciato e da te | non verrà.'' (da ''Il compleanno'', lato A, n. 4) *''Consolati e pensa che il tuo [[compleanno]] | ritorna fra poco, soltanto fra un anno, | gli amici gentili un regalo faranno, ed il tuo tempo va | e non tornerà...'' (da ''Il compleanno'', lato A, n. 4) *''Quando il mio ultimo giorno verrà dopo il mio ultimo sguardo sul mondo, | non voglio [[lapide|pietra]] su questo mio corpo, perché pesante mi sembrerà. | Cercate un albero giovane e forte, quello sarà il posto mio; | voglio tornare anche dopo la morte sotto quel cielo che chiaman di Dio.'' (da ''L'albero ed io'', lato A, n. 5) *''E così, assieme, vivremo in eterno qua sulla terra, l'albero e io | sempre svettanti, in estate e in inverno contro quel cielo che dicon di Dio.'' (da ''L'albero ed io'', lato A, n. 5) *''E ancora non sai come potrai | trovare lungo i muri un'esperienza; | sapere vorrai, ma ti troverai | due anni dopo al punto di partenza. | E senti ancora quelle voci di mezzi amori e mezze vite accanto; | non sai però se sono vere o sono dentro all'anima soltanto.'' (da ''Due anni dopo'', lato A, n. 6) *''Parole a vuoto son passate nel cielo breve dell'estate, | la saga falsa degli amori è già finita come i fiori. | Ma i venditori di illusioni han già cantato le canzoni, | le sale buie splenderanno e i nuovi amori nasceranno.'' (da ''La verità'', lato B, n. 1) *''E li vedi, girare lenti strascicando i piedi, | parlare forte a tutti od a nessuno | o piangere aggrappati ai muri, stanchi e addormentati. | L'ora vola e il vino amico o ammazza o li consola | e il [[vino]] li fa vivere o morire | e la tristezza solita o li uccide o se ne va...'' (da ''Per quando è tardi'', lato B, n. 2) *''Vedi cara, è difficile a spiegare, | è difficile parlare dei fantasmi di una mente. | Vedi cara, tutto quel che posso dire | è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente. | Vedi cara, certe volte sono in cielo | come un [[aquilone]] al vento che poi a terra ricadrà. | Vedi cara, è difficile a spiegare, | è difficile capire se non hai capito già...'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Vedi cara, certi giorni sono un anno | certe [[frase|frasi]] sono un niente che non serve più sentire. | Vedi cara, le [[stagione|stagioni]] ed i [[sorriso|sorrisi]] | son denari che van spesi con dovuta proprietà.'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Non cercare in un viso la ragione, | in un nome la passione che lontano ora mi fa.'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, | tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi. | Io cerco ancora e così non spaventarti | quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Ophelia che vedi dentro al verde dell'acqua del fossato, | nei guizzi che la [[trota]] fa cambiando di colore?'' (da ''Ophelia'', lato B, n. 4) *''Cade il [[vino]] nel bicchiere poi nessuno più si muove | e non sai se fuori all'aria ci sia il sole oppur se piove. | E quell'uomo si ricorda e, per uno scherzo atroce, | quasi il vino gli dà forza, l'illusione gli dà voce.'' (da ''L'ubriaco'', lato B, n. 5) ===''L'isola non trovata''=== '''Etichetta''': EMI, 1970, prodotto da Pier Farri. *''Il Re di Spagna fece vela cercando l'isola incantata, | però quell'isola non c'era e mai nessuno l'ha trovata: | svanì di prua dalla galea come un'idea, | come una splendida utopia, è andata via e non tornerà mai più...'' (da ''L'isola non trovata'', n. 1) *''K.D. non seppe mai dire che sensazione la prese, | sentì il suo corpo svanire, le braccia eran ali rapprese. | Pianse qualcuno lontano che forse non conosceva | ed il suo pianto pian piano quell'orizzonte scioglieva...'' (da ''L'orizzonte di K.D.'', n. 2) *''Forse l'abbiam vista nel passato, ma il ricordo se n'è andato dalla mente. | Cercala negli angoli del sogno per portarla lungo il mondo del presente. | Oh, se solamente io potessi rivederla com'è adesso per un'ora! | So di fiori grandi come soli ma mi sfuggono i colori, ancora.'' (da ''La collina'', n. 3) *''Dopo un bicchiere di [[vino]] con frasi un po' ironiche e amare, | parlava in tedesco e in latino, parlava di [[Dio]] e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]].'' (da ''Il frate'', n. 4) *''Ma non ho ancora capito con la mia cultura fasulla | chi avesse capito la vita chi non capisse ancor nulla.'' (da ''Il frate'', n. 4) *''E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, | quanto tempo è ormai passato e passerà?'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Negli angoli di casa cerchi il mondo, | nei libri e nei poeti cerchi te, | ma il tuo poeta muore e l'alba non vedrà | e dove corra il tempo chi lo sa?'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''La sfera di cristallo si è offuscata | e l'aquilone tuo non vola più, | nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi | e il tempo passa e fermalo, se puoi!'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu, | ma il tempo passa e non ritorna più!'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada, | l'indomani come tutto se ne andrà. | Ti guardi nelle mani e stringi il vuoto, | se guardi nelle tasche troverai | gli spiccioli che ieri non avevi ma | il tempo andato non ritornerà! | Il tempo andato non ritornerà! | Il tempo andato non ritornerà!'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Bagasce sono i tuoi [[ricordo|ricordi]] che fra canzoni e vino ti disturbano, | che ti molestano pian piano e il giorno sembra ormai così lontano.'' (da ''Canzone di notte'', n. 6) *''Se ridi o piangi è sempre uguale, le cose nel ricordo poi si sfumano, | il sacro si unirà al profano e il giorno sembra ormai così lontano.'' (da ''Canzone di notte'', n. 6) *''E dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi, | cercherò i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi, | canterò soltanto il tempo...'' (da ''Il tema'', n. 7) *''C'era buio nella stanza, di malato un greve odore | e una lieve, pazza danza di mosconi in amore; | lievi ronzan le preghiere, poi qualcuno se n'è accorto: | si alzò atroce nella sera, solo un chiaro grido: "È morto!"'' (da ''L'uomo'', n. 8) *''Una vita: quante cose dice il prete in due parole; | lo ringraziano gli astanti, via l'inverno, c'è già il sole, | chiacchiere, risate lievi, vanno per il cimitero, | restan fiori con le scritte, resta al vento un drappo nero.'' (da ''L'uomo'', n. 8) *''E l'[[Asia]] par che dorma ma sta sospesa in aria l'immensa, millenaria sua cultura.'' (da ''Asia'', n. 9) *''Appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella, | ma se il pilota avanza su mari misteriosi è già volata via, | tingendosi d'azzurro, color di lontananza... || Il Re di Spagna fece vela cercando l'isola incantata...'' (da ''L'isola non trovata'', n. 10) ===''Radici''=== '''Etichetta''': EMI, 1972, prodotto da Pier Farri. [[File:Francesco Guccini 72.jpg|thumb|upright=1.4|Francesco Guccini nel 1972]] *''La [[casa]] sul confine dei ricordi, | la stessa sempre, come tu la sai | e tu ricerchi là le tue radici | se vuoi capire l'anima che hai.'' (da ''Radici'', n. 1) *''La casa è come un punto di memoria, | le tue radici danno la saggezza | e proprio questa è forse la risposta | e provi un grande senso di dolcezza.'' (da ''Radici'', n. 1) *''I tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti | sembrava il [[treno]] anch'esso un mito di progresso | lanciato sopra ai continenti.'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''E la [[locomotiva a vapore|locomotiva]] sembrava fosse un mostro strano | che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano | ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite | sembrava avesse dentro un potere tremendo | la stessa forza della dinamite.'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali, | parole che dicevano: «Gli uomini son tutti uguali» | e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via | la bomba proletaria e illuminava l'aria | la fiaccola dell'[[anarchia]].'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva: | e sibila il vapore, e sembra quasi cosa viva; | e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: | «Fratello non temere, che corro al mio dovere, | trionfi la giustizia proletaria!».'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''E che ci giunga un giorno ancora la notizia | di una locomotiva come una cosa viva, | lanciata a bomba contro l'ingiustizia!'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''Gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia, | correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West.'' (da ''Piccola città'', n. 3) *''Se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia. | È tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via...'' (da ''Piccola città'', n. 3) *''E pensavo dondolato dal vagone: «Cara amica, il tempo prende, il tempo dà... | noi corriamo sempre in una [[direzione]] ma qual sia e che senso abbia chi lo sa... | Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, | le luci nel buio di case intraviste da un treno: | siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno».'' (da ''Incontro'', n. 4) *''Viene [[Gennaio]] silenzioso e lieve, un fiume addormentato | fra le cui rive giace come neve il mio corpo malato, il mio corpo malato... | Sono distese lungo la pianura bianche file di campi, | son come amanti dopo l'avventura neri alberi stanchi, neri alberi stanchi...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Viene [[Febbraio]], e il mondo è a capo chino, ma nei convitti e in piazza | lascia i dolori e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza, il carnevale impazza... | L'inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza | nei primi giorni di malato sole la primavera danza, la primavera danza...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Cantando [[Marzo]] porta le sue piogge, la nebbia squarcia il velo, | porta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo, il riso del disgelo... | Riempi il bicchiere, e con l'inverno butta la penitenza vana, | l'ala del [[tempo]] batte troppo in fretta, la guardi, è già lontana, la guardi, è già lontana...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Con giorni lunghi al sonno dedicati, il dolce [[Aprile]] viene | quali segreti scoprì in te il poeta che ti chiamò crudele? |Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi dopo fatto l'amore, | come la terra dorme nella notte dopo un giorno di sole, dopo un giorno di sole...''<ref>{{cfr}} [[Thomas Stearns Eliot]], ''La terra desolata'': «''Aprile è il mese più crudele, genera | lillà da terra morta, confondendo | memoria e desiderio, risvegliando | le radici sopite con la pioggia di primavera.''»</ref> (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Ben venga [[Maggio]] e il gonfalone amico, ben venga primavera, | il nuovo amore getti via l'antico nell'ombra della sera, nell'ombra della sera...''<ref>{{cfr}} [[Agnolo Poliziano]], ''Rime'': ''Ben venga Maggio e il gonfalon selvaggio! | Ben venga primavera che vuol ch'uom s'inamori. | E voi, donzelle, a schiera, con li vostri amadori, | che di rose e fiori vi fate belle il maggio, | venite alla frescura delli verdi arbuscelli.''</ref> (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''[[Giugno]], che sei maturità dell'anno, di te ringrazio Dio: | in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io... | E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro, | con le tue spighe doni all'uomo il pane, alle femmine l'oro, alle femmine l'oro...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Con giorni lunghi di colori chiari ecco [[Luglio]], il leone, | riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione, come in una visione...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Non si lavora [[Agosto]], nelle stanche tue lunghe e oziose ore | mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore.'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull'età, | dopo l'estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità... | Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità, | come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Non so se tutti hanno capito [[Ottobre]] la tua grande bellezza: | nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza... | Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, | lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Cala [[Novembre]] e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti, | lungo i giardini consacrati al pianto si festeggiano i morti, si festeggiano i morti...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''E mi addormento come in un letargo, [[Dicembre]], alle tue porte, | lungo i tuoi giorni con la mente spargo tristi semi di morte, tristi semi di morte... | Uomini e cose lasciano per terra esili ombre pigre, | ma nei tuoi giorni dai profeti detti nasce Cristo la tigre, nasce Cristo la tigre...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''E poi e poi, gente viene qui e ti dice di sapere già ogni legge delle cose. | E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco di verità fatte di formule vuote... | E tutti, sai, ti san dire come fare, | quali leggi rispettare, quali regole osservare, qual è il vero vero...'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6) *''E in questo sentiva qualcosa di grande | che non riusciva a capire, che non poteva intuire, | che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, quell'oceano infinito...'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6) *''E poi, e poi, che quel vizio che ti [[vita e morte|ucciderà]] non sarà fumare o bere, | ma il qualcosa che ti porti dentro, | cioè [[vita e morte|vivere]].'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6) *''I [[senilità|vecchi]] subiscon le ingiurie degli anni, | non sanno distinguere il vero dai sogni. | I vecchi non sanno, nel loro pensiero, | distinguer nei sogni il falso dal vero.'' (da ''Il vecchio e il bambino'', n. 7) ===''Opera buffa''=== '''Etichetta''': EMI, 1973, prodotto da Pier Farri. *''Bello col vestito della festa, bello con la brillantina in testa | bello, con le scarpe di coppale e l'andata un po' per male, ed in bocca il riso amar... | Le donne treman quando monto la Gilera, fremono aspettando alla balera, | muoion spasimando nell'attesa che ad un mio cenno d'intesa io le stringa nel "casché".'' (da ''Il bello''<ref>Canzone uscita su 45 giri nel 1968 ed incisa nel 1970 da [[Lando Buzzanca]].</ref>, n. 1) *''Più d'una donna procace ha simulato l'amor | con un suo bacio mendace, promessa fallace di un attimo sol.'' (da ''Di mamme ce n'è una sola'', n. 2) *''Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto: | c'era un vecchio con la barba bianca, lui, la sua barba, ed il resto era vuoto. | Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava, | si aggiunga a questo che, inspiegabilmente, nessuno aveva la [[televisione|T.V.]] inventata... || Be', poco male, pensò il vecchio un giorno, a questo affare ci penserò io: | sembra impossibil, ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio! | "Dixit", ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato: | come T.V. non valeva un bel niente, ma l'Universo era stato creato...'' (da ''La Genesi'', n. 3) *''Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa, | ci sputò sopra, ci fu un gran tuono ed è in quel modo che è nato l'uomo...'' (da ''La Genesi'', n. 3) *''La brava giovane campava bene, ma ormai sentiva il richiamo dell'arte: | qualunque cosa lei avrebbe donato sol per avere in un film una parte. | Se ne andò a letto con tre produttori, studiò dizione, bel canto, regia, | mimica, scenica, recitazione e apparve nuda in un film di Golia.'' (da ''Fantoni Cesira'', n. 4) *''E la morale di questa storia al giorno d'oggi non è tanto strana: | per aver soldi, la fama e la gloria bisogna essere un poco puttana!'' (da ''Fantoni Cesira'', n. 4) *''Ma questo fatto dell'[[educazione sessuale|educazione]] non è ben visto dalla nazione: | "morte alla [[pillola anticoncezionale|pillola]] atea e nociva! Per l'aspirina si gridi evviva!"'' (da ''Talkin' sul sesso'', n. 5) *''Italia per bene, sii sveglia, sii desta, intendi l'orecchio, solleva la testa! Ah, ah... | I giovani d'oggi han scoperto, vergogna, chi porta i bambini, non è la cicogna!'' (da ''Talkin' sul sesso'', n. 5) ===''Stanze di vita quotidiana''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1974, prodotto da Pier Farri. [[File:Guccini-proletari.JPG|thumb|Francesco Guccini con i proletari]] *''Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta, | ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta, | qualcuno è andato per età, qualcuno perché già dottore | e insegue una maturità, si è sposato, fa carriera ed è una morte un po' peggiore.'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''Ma non ho scuse da portare, non dico più d'esser poeta, | non ho utopie da realizzare: stare a letto il giorno dopo è forse l'unica mia meta...'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''Si alza sempre lenta come un tempo l'[[alba]] magica in collina, | ma non provo più quando la guardo quello che provavo prima. | Ladri e profeti di futuro mi hanno portato via parecchio, | il giorno è sempre un po' più oscuro, sarà forse perché è storia, sarà forse perché invecchio...'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''[[Risata|Ride]] chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura.'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''Son stanco d'aver detto le cose che dirò, di aver già fatto le cose che farò, | ma è tardi, troppo tardi, piangere ormai sulla rinuncia triste a quello che non fai... || Credevo l'incertezza possibilità e il dubbio assiduo l' unica ragione, | ma quali scelte hai fatto in piena libertà: ti muovi sempre dentro a una prigione... || Non è la luce o il buio né l'ero ed il sarò, non è il coraggio che ti fa dir "vivrò", | è solo un'altra scusa che usare vuoi per la rinuncia triste a quello che non puoi...'' (da ''Canzone della triste rinuncia'', n. 2) *''Inizia presto all'alba o tardi al pomeriggio, | ma in questo non c'è alcuna differenza, | le [[ora|ore]] che hai davanti son le stesse, son tante, | stesso coraggio chiede l'esistenza...'' (da ''Canzone della vita quotidiana'', n. 3) *''Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo, | risposte argute date sempre tardi, | saluti caldi d'ansia, di noia o di disprezzo | o senza che s'incrocino gli sguardi, || le usate confidenze di malattie o di sesso | dove ciascuno ascolta sol se stesso: | finzioni naturali in cui ci adoperiamo | per non sembrar di esser quel che siamo.'' (da ''Canzone della vita quotidiana'', n. 3) *''Chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare, fino al disgusto di ricominciare perché ogni volta è poi sempre lo stesso.'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4) *''Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole, inseguendo la vita | come l'avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre.'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4) *''Io dico sempre "non voglio capire", ma è come un vizio sottile e più penso | più mi ritrovo questo vuoto immenso, e per rimedio soltanto il dormire. | E poi ogni giorno mi torno a svegliare e resto incredulo, non vorrei alzarmi, | ma vivo ancora e son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male...'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4) *''Le strade sono aperte ed il momento viene sempre.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''T'invidio perché ancora hai molte pagine da aprire | di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire, | ma quando capirai che cerchi un libro che non c'è, | allora ti ricorderai di me.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''Ma eroi, profeti, miti, santi, bambole e banditi ti rapiranno ancora tante volte | o tu li aspetterai e non verranno mai, per una aperta chiudi cento porte.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''Le ore sono andate e le parole consumate attendon le parole che verranno. | Castelli e primavere che hai creduto di vedere non sai se son durante un'ora o un anno. | Son pronti i tuoi misteri: chiama ciò che non conosci, | già corri dove ho corso, verso nuove strade e voci, | ma se vorrai capire tutto questo che cos'è, | allora ti ricorderai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai di me.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''O sera scendi presto, o mondo nuovo arriva! | Rivoluzione, cambia qualche cosa. | Cancella il ghigno solito di questa ormai corrosa, | mia stanca civiltà che si trascina.'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) *''Malinconie discrete che non sanno star segrete, | le piccole modeste storie mie, | che non si son mai messe addosso il nome di poesie.'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) *''Di giorno bevo l'acqua e faccio il saggio, | per questo solo a notte ho quattro soldi di messaggio | da urlare in faccia a chi non lo raccoglie.'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) *''Noi siamo come tutti e un poco, giorno dopo giorno, | sciupiamo i nostri "[[oggi]]" come "ieri".'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) ===''Via Paolo Fabbri 43''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1976. [[File:Bologna-DSCF7190.JPG|thumb|upright=1.2|Via Paolo Fabbri, 43<br>Bologna]] *''Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare, così solita e banale come tante, | che non merita nemmeno due colonne su un giornale o una musica o parole un po' rimate, | che non merita nemmeno l'attenzione della gente, quante cose più importanti hanno da fare, | se tu te la sei voluta, a loro non importa niente, | te l'avevan detto che finivi male...'' (da ''Piccola storia ignobile'', n. 1) *''E così ti sei trovata come a un tavolo di marmo desiderando quasi di morire, | presa come un animale macellato stavi urlando, ma quasi l'urlo non sapeva uscire | e così ti sei trovata fra paure e fra rimorsi davvero sola fra le mani altrui, | che pensavi nel sentire nella carne tua quei morsi | di tuo padre, di tua madre e anche di lui.'' (da ''Piccola storia ignobile'', n. 1) *''E un'altra volta è notte e suono, | non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo | e voglio in questo modo dire "sono" | o forse perché è un modo pure questo per non andare a letto | o forse perché ancora c'è da bere | e mi riempio il bicchiere...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Eppure fa piacere a sera, | andarsene per strade ed osterie, vino e malinconie, | e due canzoni fatte alla leggera | in cui gridando celi il desiderio che sian presi sul serio | il fatto che sei triste o che ti annoi, | e tutti i dubbi tuoi...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''È bello ritornar "[[normalità]]". | È facile tornare con le tante stanche pecore bianche. | Scusate, non mi lego a questa schiera: | morrò [[pecora nera]].'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Non scampa, fra chi veste da parata, | chi veste una [[risata]]...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Ognuno vive dentro ai suoi [[egoismo|egoismi]] vestiti di [[sofisma|sofismi]] | ognuno costruisce il suo sistema | di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali | scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''E un'altra volta è notte e suono, | non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo | o forse per sentirmi meno solo, | o forse perché è notte e vivo strani fantasmi e sogni vani, | che danno quell'ipocondria ben nota, | poi, la bottiglia è vuota...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia...'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare, | godo molto di più nell'ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare...'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Se son d'umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: | di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo!'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Io tutti, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, | io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista. | Io frocio, io perché canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino, | io solo qui alle [[quattro di notte|quattro del mattino]], l'angoscia un po' di vino, voglia di bestemmiare.'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Ma se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse, farei lo stesso, | mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso.'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Gli arguti [[intellettuale|intellettuali]] trancian pezzi e manuali, | poi stremati fanno cure di cinismo, | son pallidi nei visi e hanno deboli sorrisi | solo se si parla di [[strutturalismo]].'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''Se fossi accademico, fossi maestro o dottore | ti insignirei in toga di 15 [[laurea honoris causa|lauree ad honorem]], | ma a scuola ero scarso in latino e il pop non è fatto per me | ti diplomerò in canti e in vino qui in via Paolo Fabbri 43.'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''[[Jorge Luis Borges]] mi ha promesso l'altra notte | di parlar personalmente col "persiano", | ma il cielo dei poeti è un po' affollato in questi tempi, | forse avrò un posto da usciere o da scrivano: | dovrò lucidare i suoi specchi, | trascriver quartine a Kayyam, | ma un lauro da genio minore | per me, sul suo onore, non mancherà...'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''Ma anche i miei eroi sono poveri, si chiedono troppi perché...'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa | e quasi non ti accorgi dell' energia dispersa | a ricercare i visi che ti han dimenticato | vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato...'' (da ''Canzone quasi d'amore'', n. 5) *''D'altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni | e pago la mia casa, pago le mie illusioni, | fingo d'aver capito che vivere è incontrarsi, | aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, | bere, leggere, amare... grattarsi!'' (da ''Canzone quasi d'amore'', n. 5) *''Io ascolto e non capisco e tutto attorno mi stupisce | la [[vita]], com'è fatta e come uno la gestisce | e i mille modi e i tempi, poi le possibilità, | le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessità.'' (da ''Il pensionato'', n. 6) *''Ma poi mi accorgo che probabilmente è solo un tarlo | di uno che ha tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo.'' (da ''Il pensionato'', n. 6) ===''Amerigo''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1978, prodotto da Pier Farri. *''Probabilmente uscì chiudendo dietro a sé la porta verde. | Qualcuno si era alzato a preparargli in fretta un caffè d'orzo. | Non so se si girò, non era il tipo d'uomo che si perde | in nostalgie da ricchi, e andò per la sua strada senza sforzo.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Colpiva il cranio raso e un misterioso e strano suo apparecchio: | un [[Cinto erniario|cinto d'ernia]] che sembrava una fondina per la pistola.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''E già sentiva in faccia l'odore d'olio e mare che fa [[Le Havre]].'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''L'[[Stati Uniti d'America|America]] era ''[[Life (periodico)|Life]]'', sorrisi e denti bianchi su patinata; | l'America era il mondo sognante e misterioso di [[Paperino]].'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''L'America era allora per me provincia dolce, mondo di pace, | perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il [[Limentra]].'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Non so come la vide, quando la nave offrì [[New York]] vicino: | dei grattacieli il bosco, città di feci e strade, urla, castello. | E [[Pavana (Sambuca Pistoiese)|Pavana]] un ricordo lasciato tra i castagni dell'Appennino, | l'[[Lingua inglese|inglese]] un suono strano che lo feriva al cuore come un coltello.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''L'America era un angolo, l'America era un'ombra, nebbia sottile, | l'America era un'ernia, un gioco di quei tanti che fa la vita, | e dire boss per capo e ton per tonnellata, "raif" per fucile.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Quand'io l'ho conosciuto o inizio a ricordarlo era già vecchio. | Sprezzante come i giovani, gli scivolavo accanto senza afferrarlo | e non capivo che quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio, | finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura, | dai preti d'ogni credo, da ogni loro impostura, | da inferni e paradisi, da una vita futura, | da utopie per lenire questa morte sicura, | da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura, | da fedeli invasati d'ogni tipo e natura, | libera, libera libera, libera nos Domine.'' (da ''Libera nos Domine'', n. 2) *''Ogni cosa alla lunga mi molesta | e cerco un'altra [[festa]], e poi le feste in fondo mi han stancato...'' (da ''100, Pennsylvania Ave'', n. 3) *''Ma tu non sei cambiata di tanto e se cos'è un [[orgasmo]] ora lo sai, | potrai capire i miei vent'anni allora e i quasi cento adesso capirai.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Portavo allora un [[eskimo]] innocente dettato solo dalla povertà, | non era la rivolta permanente: diciamo che non c'era e tanto fa.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà. | Tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent'anni fa.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Perché a [[ventenne|vent'anni]] è tutto ancora intero, perché a vent'anni è tutto "chi lo sa", | ma a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Io come sempre faccio quel che posso, domani poi ci penserò... se mai.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai: | ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime, oramai.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare, | ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare, che bisognava volare.'' (da ''Le cinque anatre'', n. 5) *''E corre l'uomo confuso verso | ciò che neanche lui capisce, | chi ha programmato la sua vita | non sa chi sia e dove; ma che | importa, se solo questo lo fa | già dubitare del suo equilibrio | e aperta è già la strada oscuramente | verso una nuova realtà.'' (da ''Mondo nuovo'', n. 6) ===''Metropolis''=== '''Etichetta''': EMI, 1981. [[File:Guccini all'Osteria delle Dame - Bologna (1972).jpg|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 1972]] *''Che oroscopo puoi trarre questa sera, Mago?'' (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1) *''O forse io, forse io, ho sottovalutato questo nuovo Dio.'' (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1) *''Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana, | di plebi smisurate, labirinti ed empietà, | di barbari che forse sanno già la verità, | di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere...'' (da ''[[Bisanzio]]'', lato A, n. 1) *''[[Bisanzio]] è forse solo un simbolo insondabile, | segreto e ambiguo come questa vita, | Bisanzio è un mito che non mi è consueto, | Bisanzio è un sogno che si fa incompleto, | Bisanzio forse non è mai esistita.'' (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1) *''[[Venezia]] che muore, Venezia appoggiata sul mare, | la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio>Testo di [[Gian Piero Alloisio]] e Francesco Guccini.</ref>, lato A, n. 2) *''Stefania era bella, Stefania non stava mai male, | è morta di parto gridando in un letto sudato d'un grande ospedale; | aveva vent'anni, un marito, e l'anello nel dito.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Venezia è un albergo, San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria, | la [[gondola]] costa, la gondola è solo un bel giro di giostra.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare, | però non ti puoi risvegliare con l'acqua alla gola, e un dolore a livello del mare.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa: | Novella Duemila e una rosa sul suo comodino, Stefania ha lasciato un bambino.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità: | del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Quante volte per altri è vita quello che per noi è un [[minuto]].'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3) *''La giustizia disse "bandito", ma un poeta gli avrebbe detto | che era come l'Ebreo errante, come il Batavo maledetto.'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3) *''Questa vita che ci birilla come bocce da [[biliardo]].'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3) *''[[Bologna]] è una vecchia signora dai fianchi un po' molli, | col seno sul piano padano ed il culo sui colli, | Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale, | Bologna la grassa e l'umana già un poco Romagna e in odor di Toscana...'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna per me provinciale Parigi minore.'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna è una donna emiliana di zigomo forte, | Bologna capace d'amore, capace di morte, | che sa quel che conta e che vale, che sa dov'è il sugo del sale, | che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita...'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna è una ricca signora che fu contadina: | benessere, ville, gioielli... e salami in vetrina, | che sa che l'odor di miseria da mandare giù è cosa seria | e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perché sa la paura.'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna è una strana signora, volgare matrona, | Bologna bambina per bene, Bologna "busona", | Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto | rimorso per quel che m'hai dato che è quasi ricordo, in odor di passato....'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Cos'è un [[lager]]? | Sono mille e mille occhiaie vuote, | sono mani magre abbarbicate ai fili, | son baracche, uffici, orari, timbri e ruote, | son routine e risa dietro a dei fucili, | sono la paura l'unica emozione, | sono angoscia d'anni dove il niente è tutto, | sono una pazzia e un'allucinazione | che la nostra noia sembra quasi un rutto. | Sono il lato buio della nostra mente, | sono un qualche cosa da dimenticare, | sono eternità di risa di demente, | sono un manifesto che si può firmare''. (da ''Lager'', lato B, n. 2) *''Cos'è un [[lager]]? | Son recinti e stalle di animali strani, | gambe che per anni fan gli stessi passi, | esseri diversi, scarsamente umani, | cosa fra le cose, l'erba, i mitra, i sassi; | ironia per quella che chiamiam ragione, | sbagli ammessi solo sempre troppo dopo: | prima sventolanti giustificazioni, | una causa santa, un luminoso scopo. | Sono la furiosa prassi del terrore | sempre per qualcosa, sempre per la pace; | sono un posto in cui spesso la gente muore; | sono un posto in cui, peggio, la gente nasce.'' (da ''Lager'', lato B, n. 2) *''E non andrà il televisore, cosa faremo in queste ore? | Rumore attorno non si sente, giochiamo a immaginar la gente, | corriamo a fare gli incubi indiscreti, curiosi d'ozi e di segreti, | di quei pensieri quotidiani che a notte il sonno fa lontani | o che nel sogno sopra a un viso diventan urlo od un sorriso, | il paradiso, inferno, mani, l'odio e amore.'' (da ''Black-out'', lato B, n. 3) *''In fondo è proprio un gran bel gioco a far l'amore tanto e non bere poco.'' (da ''Black-out'', lato B, n. 3) *''Poveri bimbi di [[Milano]], coi vestiti comprati all'Upim, | abituati ad un cielo a buchi che vedete sempre più lontano. | Poveri bimbi di Milano, così fragili, così infelici, | che urlate rabbia senza radici con occhi tinti e con niente in mano. | Poveri bimbi di Milano, derubati anche di speranza, | che danzate la vostra danza in quello zoo metropolitano. | Poveri bimbi di Milano, con fazzoletti come giardini, | poveri indiani nella riserva, povere giacche blu questurini...'' (da ''Milano (Poveri bimbi di)''<ref name=alloisio/>, lato B, n. 4) *''Poveri bimbi di Milano dall'orizzonte sempre coperto, | povera sete di libertà costretta a vivere nel deserto. | Poveri bimbi di Milano dalle musiche come un motore, | col più terribile dei silenzi la solitudine del rumore. | Poveri bimbi di Milano, figli di padri preoccupanti | con un esistere da nano e nella mente sogni giganti. | Poveri bimbi di Milano, numerosi come minuti, | viaggiatori di mete fisse, spettatori sempre seduti...'' (da ''Milano (Poveri bimbi di)''<ref name=alloisio/>, lato B, n. 4) ===''Guccini''=== '''Etichetta''': EMI, 1983. *''La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-Up | e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità | come i visi alle pareti di quel piccolo [[Area di servizio|autogrill]] | mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR.'' (da ''Autogrill'', n. 1) *''Il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere | che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere.'' (da ''Autogrill'', n. 1) *''Non la vedi, non la tocchi oggi la [[malinconia]]? | Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via.'' (da ''Autogrill'', n. 1) *''Il [[treno]], ah, un treno è sempre così banale se non è un treno della prateria | o non è un tuo "Orient Express" speciale, locomotiva di fantasia. | L'[[aeroplano|aereo]], ah, l'aereo è invece alluminio lucente, l'aereo è davvero saltare il fosso, | l'aereo è sempre "The Spirit of Saint Louis", "Barone Rosso" | e allora ti prende quella voglia di volare che ti fa gridare in un giorno sfinito, | di quando vedi un jumbo decollare e sembra che s' innalzi all'infinito.'' (da ''Argentina'', n. 2) *''L'[[Argentina]] è solo l'espressione di un'equazione senza risultato.'' (da ''Argentina'', n. 2) *''Nelle lunghe ore d'inattività e di ieri | che solo certa età può regalare, | [[Lemuel Gulliver|Samuele Gulliver]] tornava coi pensieri | ai tempi in cui correva per il mare | e sorridendo come sa sorridere soltanto | chi non ha più paura del domani, | parlava coi nipoti, che ascoltavano l'incanto | di spiagge e odori, di giganti e nani, | scienziati ed equipaggi e di cavalli saggi | riempiendo il cielo inglese di miraggi...'' (da ''Gulliver''<ref name=alloisio/>, n. 3) *''I [[desiderio|desideri]] sono solo nostalgia | o malinconia d'innumeri altre vite.'' (da ''Gulliver''<ref name=alloisio/>, n. 3) *''Sono da secoli o da un momento fermo in un vuoto in cui tutto tace, | non so più dire da quanto sento angoscia o pace.'' (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4) *''La notte, udite, sta per finire ma il giorno ancora non è arrivato, | sembra che il tempo nel suo fluire resti inchiodato. | Ma io veglio sempre, perciò insistete, voi lo potete, ridomandate, | tornate ancora se lo volete, non vi stancate.'' (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4) *''Ma ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà, | che la risposta sull'avvenire è in una voce che chiederà: | "Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell".''<ref>Il titolo e il ritornello della canzone si basano su un verso di [[Libro di Isaia|Isaia]] (21, 11): «Sentinella, quanto resta della notte?».</ref> (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4) *''Ma se fossimo stati un'altra coppia fra le tante | avremmo trasformato tutto in quella poca gioia | o avremmo litigato per sfogare ad ogni istante l'urlare della noia?'' (da ''Inutile'', n. 5) *''Contandoli uno a uno non son certo parecchi, | son come i denti in bocca a certi vecchi, | ma proprio perché pochi son buoni fino in fondo | e sempre pronti a masticare il mondo.'' (da ''Gli amici'', n. 6) *''Per quello che ci basta non c'è da andar lontano | e abbiamo fisso in testa un nostro piano: || se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, | avremo un paradiso su misura, | in tutto somigliante al solito locale, | ma il bere non si paga e non fa male.'' (da ''Gli amici'', n. 6) ===''Signora Bovary''=== '''Etichetta''': EMI, 1987. *''Ricordi, le strade erano piene di quel lucido [[scirocco]] | che trasforma una realtà abusata e la rende irreale. | Sembravano alzarsi le torri in un largo gesto barocco | e in via dei Giudei volavan velieri come in un porto canale. | Tu dietro al vetro di un bar impersonale, | seduto a un tavolo da poeta francese, | con la tua solita faccia aperta ai dubbi | e un po' di rosso routine dentro al bicchiere: | pensai di entrare per stare assieme a bere | e a chiacchierare di nubi...'' (da ''Scirocco'', n. 1) *''E le lacrime si aggiunsero al latte di quel tè.'' (da ''Scirocco'', n. 1) *''Ma è meglio poi, un giorno solo da ricordare | che ricadere in una nuova realtà sempre identica.'' (da ''Scirocco'', n. 1) *''Ma che cosa c'è in fondo a questa notte, | quando l'ora del lupo guaisce | e il nuovo giorno non arriva mai, mai | e il buio è un fischio lontano che non finisce | di minuti lunghi come il sudore, | di ore che tagliano come falci | e i tuoi pensieri sono un cane in chiesa | che tutti prendono a calci.'' (da ''Signora Bovary'', n. 2) *''[[Hendrik Willem van Loon|Van Loon]], uomo destinato direi da sempre ad un lavoro più forte | che le sue spalle o la sua intelligenza non volevano sopportare | sembrò quasi baciato da una buona sorte | quando dovette andare.'' (da ''Van Loon'', n. 3) *''Van Loon viveva e io lo credevo morto | o, peggio, inutile, solo per la distanza | fra i suoi miti diversi e la mia giovinezza e superbia d'allora, | la mia ignoranza: | che ne sapevo quanto avesse navigato | con il coraggio di un Caboto fra le schiume | di ogni suo giorno e che uno squalo è diventato, | giorno per giorno, pesce di fiume...'' (da ''Van Loon'', n. 3) *''Ora Van Loon si sta preparando piano al suo ultimo viaggio, | i bagagli già pronti da tempo, come ogni uomo prudente, | o meglio, il bagaglio, quello consueto, di un semplice o un saggio, | cioè poco o niente | e andrà davvero in un suo luogo o una sua storia | con tutti i libri che la vita gli ha proibito, | con vecchi amici di cui ha perso la memoria, | con l'infinito.'' (da ''Van Loon'', n. 3) *''Ti accorgerai com'è facile farsi un inutile software di scienza | e vedrai che confuso problema è adoprare la propria esperienza.'' (da ''Culodritto'', n. 4) *''Vola tu, dov'io vorrei volare, verso un mondo dove è ancora tutto da fare | e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare.'' (da ''Culodritto'', n. 4) *''S'illuminava poi come di colpo | lungo l'effimero consueto di una sera, | s'illuminava di una gioia grande | quando si avvicinava a una tastiera | e preferiva quelle un poco usate, | quelle in cui tutti mettono le mani, | quelle ingiallite dal tempo, un po' scordate | dall'ignoranza e dalla passione degli umani...'' (da ''Keaton''<ref name=lolli>Testo di [[Claudio Lolli]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 5) *''E finalmente un chissacchì non mi delude, | forse, però non sa, probabilmente, | è in una provincia lontana come una palude | dai nostri discorsi di suonare fra la gente; | una [[provincia]] come una sconfitta, | meno che essere una minoranza dignitosa, | e una [[palude]] è certo troppo fitta | di voli di zanzara per suonarci qualche cosa...'' (da ''Keaton''<ref name=lolli/>, n. 5) *''[[Buster Keaton|Keaton]], quello vero, l'ultima volta che l'hanno visto passeggiava | lungo le strade e per il vento di Roma | durante le pause di un film con [[Franco Franchi|Franchi]] e [[Ciccio Ingrassia|Ingrassia]]. | Aveva in corpo mille litri di alcool, | la faccia la solita, senza allegria; | si ubriacava ogni giorno con la troupe borgatara | alla faccia della cirrosi epatica, | perché lui ci teneva al suo pubblico, | più che al suo fegato.'' (da ''Keaton''<ref name=lolli/>, n. 5) *''Ma dove quelle stagioni smisurate quando ogni giorno figurava gli anni a venire | e dove a ogni autunno quando finiva l'estate trovavi la voglia precisa di ripartire? || Che ci farai ora di questi giorni che canti, dei dubbi quasi doverosi che ti sono sorti, | dei momenti svuotati, ombre incalzanti di noi rimorti, | che ci potrai fare di quelle energie finite, di tutte quelle frasi storiche da dopocena; | consumato per sempre il tempo di sole e ferite, | basta vivere appena, basta vivere appena...'' (da ''Le piogge d'aprile'', n. 6) *''[[Esistenza]], che stai qui di contrabbando, | come un ladro sempre pronta per fuggire, | ogni [[età]] chiude in sé i crismi dello sbando, sbaglio e intuire, | coi suoi giochi di carambola e rimando, prendere e offrire, | ma si muoia solo un po' di quando in quando, | ma sia poco a poco che si va a morire...'' (da ''Canzone di notte n. 3'', n. 7) *''Ma si perda perché siam tre volte buoni | e si vinca solo in sogni straordinari.'' (da ''Canzone di notte n. 3'', n. 7) ===''Quello che non...''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1990. *''La vedi nel cielo quell'alta pressione, la senti una strana stagione? | Ma a notte la [[nebbia]] ti dice di un fiato che il dio dell'[[inverno]] è arrivato.'' (da ''Quello che non...'') *''E l'urlo di sempre che dice pian piano: | "Non siamo, non siamo, non siamo."'' (da ''Quello che non...'', n. 1) *''Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente | come se il tempo per noi non costasse l'uguale, | come se il tempo passato ed il tempo presente | non avessero stessa amarezza di sale.'' (da ''Canzone delle domande consuete'', n. 2) *''Se ci sono non so cosa sono e se vuoi | quel che sono o sarei, quel che sarò domani, | non parlare non dire più niente, se puoi, | lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani...'' (da ''Canzone delle domande consuete'', n. 2) *''Pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene", | a sorridere a "salve", dire anch'io "come va?" | Non c'è vento stasera. Siamo o non siamo assieme? | Fuori c'è ancora una città?'' (da ''Canzone delle domande consuete'', n. 2) *''Brandelli di canzoni, frasi e televisioni parlano dalle finestre aperte, | in un [[telegiornale]] qualcuno il bene o il male denuncia, auspica, avverte; | frasi del quotidiano ti sfiorano pian piano ed entrano senza toccarti | s'infilano negli angoli della tua casa suoni che tu non sai.'' (da ''Canzone per Anna'', n. 3) *''Niente "se" e "forse", fra le occasioni avute e perse | restano solo ore scomparse, | di certo hai solo quello che farai...'' (da ''Canzone per Anna'', n. 3) *''Fa niente, danno in TV un programma intelligente, | ci vuole un tè aromatico e bollente | e poi che il sonno arrivi a poco a poco.'' (da ''Canzone per Anna'', n. 3) *''Con gesti da gatto infilava sui tetti le [[antenna|antenne]], | in alto d'estate sui grattacieli della periferia | come un angelo libero, in bilico sulla città.'' (da ''Ballando con una sconosciuta''<ref name=lolli/>, n. 4) *''[[Felicità]] che sappiamo soltanto guardare, aspettare, cercare già fatta, | quasi fosse anagramma perfetto di facilità, | barando su un'unica lettera...'' (da ''Ballando con una sconosciuta''<ref name=lolli/>, n. 4) *''Che cosa dicono le ragazze della notte a quei baristi ruffiani e discreti | che si chinano preteschi sul bancone per confessare chissà quali segreti | e poi guardano in controluce a un bicchiere e agili danzano versando un liquore; | quanto da dire e quanto c'è da bere mentre la notte macina le ore...'' (da ''Le ragazze della notte'', n. 5) *''Finché anche dai vetri affumicati spinge la luce ed entra all'improvviso | e autobus gonfi di sonni arretrati passano ottusi nel mattino intriso | di edicole che espongono i giornali pieni di fatti che sappiamo già, | di cappucci e brioche e dei normali rumori che ha al mattino una città...'' (da ''Le ragazze della notte'', n. 5) *''L'oggi ha cambiato facciata, ma di quell'ieri passato io so | che tante ne potreste raccontare e il ricordo stempera e non guasta | quante cose e facce da narrare che come si dice un romanzo non basta, | nate con un rapido "a domani", continuate in giorni di "si" e "no", | lampi sotto cieli suburbani e raffica il tango che vi presentò...'' (da ''Tango per due'', n. 6) *''La [[vita]] che buffa cosa, ma se lo dici nessuno ride.'' (da ''Tango per due'', n. 6) *''Dove scappare per sentirsi vero, dove fuggire per non essere diverso? | E sognò il [[circo]], realtà capovolta, mondo di uguali perché tutti strani, | la nostra solita realtà stravolta, quell'Eden senza giganti o nani.'' (da ''Cencio'', n. 7) *''Ma il [[tempo]] più ottuso di noi incalza per tutti, sia per i giganti che i nani: | chi immaginava allora che ognuno sarebbe finito in un proprio circo personale? | Vincenti o perdenti non importa, ma quasi mai secondo i propri piani, | con la faccia tinta, sul trapezio, fra i leoni, solo attenti a non farsi troppo male..'' (da ''Cencio'', n. 7) *''Le [[Alpi]], si sa, sono un muro di sasso, una diga confusa, fanno [[Pianura Padana|tabula rasa]] | di noi che qui sotto, lontano, più in basso, abbiamo la casa; | la casa ed i piedi in questa spianata di sole che strozza la gola alle rane, | di nebbia compatta, scabrosa, stirata che sembra di pane | ed una strada antica come l' uomo marcata ai bordi dalla fantasie di un duomo | e fiumi, falsi avventurieri che trasformano i padani in marinai non veri...'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam>Canzone già interpretata da [[Dalla Morandi]] nell'album ''Dalla/Morandi'' (1988).</ref>, n. 8) *''[[Emilia]] sdraiata fra i campi e sui prati, lagune e piroghe delle terramare, | guerrieri del Nord dai capelli gessati, ne hai visti passare! | Emilia allungata fra l'olmo e il vigneto, voltata a cercare quel mare mancante | e il monte Appennino rivela il segreto e diventa un gigante.'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam/>, n. 8) *''Vero, aperto, finto, strano, chiuso, anarchico, verdiano... brutta razza, l'emiliano!'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam/>, n. 8) *''Emilia sognante fra l'oggi e il domani, di cibo, motori, di lusso e balere, | Emilia di facce, di grida, di mani.'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam/>, n. 8) ===''Parnassius Guccinii''=== '''Etichetta''': EMI, 1993. *''Il cielo dell'[[America]] son mille cieli sopra a un continente; | il cielo della [[Florida]] è uno straccio che è bagnato di celeste, | ma il cielo là in [[prigione]] non è cielo, è un qualche cosa che riveste | il giorno e il giorno dopo e un altro ancora sempre dello stesso niente.'' (da ''Canzone Per Silvia'', n. 1) *''L'America è [[Statua della Libertà|una statua]] che ti accoglie, e simboleggia, bianca e pura, | la libertà, e dall'alto, fiera, abbraccia tutta quanta la nazione, | per [[Silvia Baraldini|Silvia]] questa statua simboleggia solamente la prigione | perché di questa piccola italiana ora l'America ha paura.'' (da ''Canzone per Silvia'', n. 1) *''Mi chiedo se ci sono idee per cui valga restare là in prigione | e Silvia non ha ucciso mai nessuno e non ha mai rubato niente. || Mi chiedo cosa pensi alla mattina nel trovarsi il sole accanto | o come fa a scacciare fra quei muri la sua grande nostalgia'' | [...]. | ''Mi chiedo ma non riesco a immaginarlo; penso a questa donna forte | che ancora lotta e spera perché sa che adesso non sarà più sola.'' (da ''Canzone Per Silvia'', n. 1) *''La vedo con la sua maglietta addosso, con su scritte le parole | che sempre l'[[ignoranza]] fa paura, ed il silenzio è uguale a morte.'' (da ''Canzone Per Silvia'', n. 1) *''L'[[acqua]] che passa fra il fango di certi canali | tra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetri | chissà se è la stessa lucente di sole o fanali | che guardo oleosa passare rinchiusa in tre metri. | Si può stare ore a cercare se c'è in qualche fosso | quell'acqua bevuta di sete o che lava te stesso | o se c'è nel suo correre un segno od un suo filo rosso | che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.'' (da ''Acque'', n. 2) *''E l'acqua passa e gira e colora e poi stinge, cos'è che mi respinge e che m'attira; | acqua come sudore, acqua fetida e chiara, amara senza gusto né colore. | Ma l'acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest'aria bassa, | ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente...'' (da ''Acque'', n. 2) *''E fuori: [[Milano]] muore di malinconia, di sole che tramonta là in periferia, | di auto del ritorno, famiglie, freni e gas di scarico. | Lontano il centro è quasi un altro mondo, | San Siro un urlo che non cogli a fondo, | ti taglia un senso vago di infinito panico. | Spunta un gasometro dietro a muri neri, oziosi vagolano i tuoi pensieri | e in aria il cielo è un qualche cosa viola carico...'' (da ''Samantha'', n. 3) *''Ed io, burattinaio di parole, perché mi perdo dietro a un primo sole, | perché mi prende questa assurda nostalgia?'' (da ''Samantha'', n. 3) *''E sorridevi e sapevi sorridere, coi tuoi [[ventenne|vent'anni]] portati così, | come si porta un [[maglia (indumento)|maglione]] sformato su un paio di jeans...'' (da ''Farewell'', n. 4) *''E sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, | quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore...'' (da ''Farewell'', n. 4) *''Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, | e il peccato fu creder speciale una storia normale. | Ora il [[tempo]] ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, | sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. | E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa; | siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.'' (da ''Farewell'', n. 4) *''Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate | con qualcosa di fragile come le storie passate: | forse un tempo poteva commuoverti ma ora è inutile credo, | perché ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me.'' (da ''Farewell'', n. 4) *''La domenica di Mezza Quaresima fu processione di etere di Stato | dai puttanieri a diversi pollici dai furbi del "chi ha dato ha dato" | ed echeggiarono tutte le sere, come rintocchi schioccanti a morto, | amen, mea culpa e miserere, ma neanche un cane che sia risorto | e i cavalieri di tigri a ore e i trombettieri senza ritegno | inamidarono un nuovo pudore, misero a lucido un nuovo sdegno: | si andò alle prime con casto lusso e i quiz pagarono sobri milioni | e in pubblico si linciò il riflusso per farci ridiventare buoni...'' (da ''Nostra signora dell'ipocrisia'', n. 5) *''Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare, | solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare...'' (da ''Nostra signora dell'ipocrisia'', n. 5) *''Non bisognerebbe mai ritornare: | perché calcare i tuoi vecchi passi, | calciare gli stessi sassi, | su strade che ti han visto già a occhi bassi? | Non troverai quell'ombra che eri tu | e non avrai quell'ora in più | che hai dissipato e che ora cerchi; | si scioglierà impossibile il pensiero | a rimestare il falso e il vero | in improbabili universi.'' (da ''Non bisognerebbe'', n. 7) *''Primo, non [[ricordo|ricordare]], | perché i ricordi sono falsati, | i metri e i cambi sono mutati | per la spietata legge dei mercati. | È come equilibrarsi sugli specchi, | ad ogni occhiata un po' più vecchi, | opachi, muti e deformanti. | Frugare dentro ai soliti cassetti | dove non c'è quel che ci metti | e mai le cose più importanti.'' (da ''Non bisognerebbe'', n. 7) *''La fortuna di un [[amante]] è un fiore d'esile stelo, | una favola inquietante, fugace e fragile velo, | il respiro di un istante che scomparirà nel cielo.'' (da ''Luna fortunata'', n. 8) *''[[Parola|Parole]], son parole, e quante mai ne ho adoperate | e quante ancora lette e poi sentite, | a raffica, trasmesse, a mano tesa, sussurrate, | sputate, a tanti giri, riverite, | adatte alla mattina, messe in abito da sera, | all'osteria citabili o a Cortina e o a Marghera. || Con gioia di parole ci riempiamo le mascelle | e in aria le facciamo rimbalzare | e se le cento usate sono in fondo sempre quelle | non è importante poi comunicare, | è come l'uomo solo che fischietta dal terrore | e vuole nel silenzio udire un suono, far rumore.'' (da ''Parole'', n. 9) *''Qui sul mio onore, smetterei di giocar con le parole, | ma è un vizio antico e poi quando ci vuole per la battuta mi farei spellare.'' (da ''Parole'', n. 9) ===''D'amore di morte e di altre sciocchezze''=== '''Etichetta''': Emi Italia, 1996, prodotto da Renzo Fantini. *''All'[[una di pomeriggio|una]] in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti, | le [[Televisione|TV]] sono un rombo di tuono per l'indifferenza scostante dei [[gatto|gatti]].'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Son tornate a sbocciare le [[strada|strade]], ideali ricami del mondo.'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Ma il [[tempo]], il tempo, chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni | di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia, il gesto, donne e canzoni, | gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti, | l'arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa | e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa, | l'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, | il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami... [[vita]].'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Vorrei tornare nei posti dove son stato, | spiegarti di quanto tutto sia poi diverso | e per farmi da te spiegare cos'è cambiato | e quale sapore nuovo abbia l'universo.'' (da ''Vorrei'', n. 2) *''Vorrei'' [...] ''che l'[[oggi]] restasse oggi senza domani | o [[domani]] potesse tendere all'infinito.'' (da ''Vorrei'', n. 2) *''Ma io son fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare | e rido in faccia a quello che cerchi e che mai avrai!'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, | ma non raccontare a me che cos'è la libertà.'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''Ma ora scommetto che vorrai provare quel che con me non volevi fare: | fare l'amore, tirare tardi o la fantasia!'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''La [[fantasia]] può portare male se non si conosce bene come domarla, | ma costa poco, val quel che vale, e nessuno ti può più impedire di adoperarla.'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''Ma guarda quante [[stella|stelle]] questa sera fino alla linea curva d'orizzonte, | ellissi cieca e sorda del mistero là dietro al monte: | si fingono animali favolosi, pescatori che lanciano le reti, | re barbari o cavalli corridori lungo i pianeti || e sembrano invitarci da lontano per svelarci il mistero delle cose | o spiegarci che sempre camminiamo fra morte e rose | o confonderci tutto e ricordarci che siamo poco o che non siamo niente | e che è solo un pulsare illimitato, ma indifferente.'' (da ''Stelle'', n. 4) *''Amore, s'io fossi aria, le tue [[rondine|rondini]] vorrei, | per guardarmele ogni minuto e farle volare negli occhi miei, | quelle rondini bianche e nere che anche mute dicono tanto.'' (da ''Canzone delle colombe e del fiore'', n. 5) *''Amore, nel mio giardino vorrei fiorisse la tua [[rosa (fiore)|rosa]] | perché l'anima mia si perda dove il corpo rinasce e riposa, | quella rosa di primavera sempre rorida di rugiada, | misteriosa come la sera, balenante come una spada.'' (da ''Canzone delle colombe e del fiore'', n. 5) *''Perché sono in prigione per sempre, qui in questa [[pianura]] | dove orizzonte rincorre da sempre un uguale orizzonte, | dove un vento incessante mi soffia continua paura, | dove è impossibile scorgere il profilo d'un monte?'' (da ''Il caduto'', n. 6) *''Guarda la [[guerra]] che beffa, che scherzo puerile, | io che non mi ero mai spinto in un lungo cammino | ho visto quel poco di mondo da dietro a un fucile, | ho visto altra gente soltanto da dietro a un mirino...'' (da ''Il caduto'', n. 6) *''Venite pure avanti, voi, con il naso corto, signore imbellettate, io più non vi sopporto, | infilerò la [[penna]] ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio...'' (da ''Cirano''<ref name=beppe>Testo di [[Beppe Dati]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 7) *''Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, | per colpa o per destino le donne le ho perdute.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Venite gente vuota, facciamola finita, voi [[prete|preti]] che vendete a tutti un'altra vita; | se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito, guardatevi nel cuore, l'avete già tradito.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''E voi [[materialismo|materialisti]], col vostro chiodo fisso che [[Morte di Dio|Dio è morto]] e l'uomo è solo in questo abisso, | le verità cercate per terra da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: | dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto | dove non soffriremo e tutto sarà giusto. | Non ridere, ti prego, di queste mie parole, | io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole, | ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora | ed io non mi nascondo sotto la tua dimora | perché oramai lo sento, non ho sofferto invano, | se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo... Cyrano.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Mi dicevano il matto perché prendevo la vita | da giullare, da pazzo, con un'allegria infinita. | D'altra parte è assai meglio, dentro questa tragedia, | ridersi addosso, non piangere e voltarla in commedia.'' (da ''Il matto'', n. 8) *''Mi son trovato il nemico di fronte e abbiamo sparato, | chiaramente io a vuoto, lui invece mi ha centrato. | Perché quegli occhi stupiti, perché mentre cadevo | per terra, la morte addosso, io ridevo, ridevo?'' (da ''Il matto'', n. 8) *''I [[fico|fichi]] son quella cosa | pregevoli assieme al prosciutto, | mangiabili in parte o del tutto | da soli o sia pure in alcun...'' (da ''I fichi'', n. 9) *''Mangiabili in verno o d'estate | e fino all'autunno inoltrato, | ma allora c'ha il nome cambiato | e si chiamano marrons glacés.'' (da ''I fichi'', n. 9) *''Ma quando è maturo e sugoso | allora è il momento del fico | ch'e buono sì che non vi dico... | Oh rabbia, che ormai l'ho già dett!'' (da ''I fichi'', n. 9) *''Il fico fa bene alla vista... | Stupiti! Vi vedo stupiti.. | gli uccelli ne mangian quintali | e... quasi nessuno ha gli occhiali, | ma questo è un segreto di poc.'' (da ''I fichi'', n. 9) ===''Stagioni''=== '''Etichetta''': EMI, 2000. [[File:Guccini in concerto (cropped).JPG|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 2009]] *''Nell'anno '99 di nostra vita | io, Francesco Guccini, eterno studente | perché la materia di studio sarebbe infinita | e soprattutto perché [[So di non sapere|so di non sapere niente]], | io, chierico vagante, bandito di strada, | io, non artista, solo piccolo baccelliere | perché, per colpa d'altri, vada come vada, | a volte mi vergogno di fare il mio mestiere, | io dico addio...'' (da ''Addio (intro)'', n. 1) *''Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto, | sapere a brutto grugno che Guevara era morto: | in quel giorno d'ottobre, in terra boliviana | era tradito e perso [[Che Guevara|Ernesto "Che" Guevara]]...'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva | che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''Passarono stagioni, ma continuammo ancora | a mangiare illusioni e verità a ogni ora.'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa | che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà, | ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni | e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni. || Da qualche parte un giorno, dove non si saprà, | dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà.'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''L'[[autunno]] ti fa sonnolento, | la luce del giorno è un momento | che irrompe e veloce è svanita: | metafora lucida di quello che è la nostra vita... || L'autunno che sfuma i contorni | consuma in un giorno più giorni, | ti sembra sia un gioco indolente, | ma rapido brucia giornate che appaiono lente...'' (da ''Autunno'', n. 3) *''Le storie credute importanti | si sbriciolano in pochi istanti: | figure e impressioni passate si fanno lontane | e lontana così è la tua estate...'' (da ''Autunno'', n. 3) *''E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi | che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola, | che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi | capendo che a battito a battito è l'età che s'invola.'' (da ''E un giorno...'', n. 4) *''Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio | nello spendere sempre ugualmente [[coraggio e paura|paura e coraggio]], | la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato, | la paura e il coraggio di dire: "io ho sempre tentato, | io ho sempre tentato..."'' (da ''E un giorno...'', n. 4) *''E al [[mondo]] sono andato, | dal mondo son tornato sempre vivo...'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga>Testo di [[Luciano Ligabue]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 5) *''Ho ancora la forza di non tirarmi indietro | di scegliermi la vita [[masticazione|masticando]] ogni metro.'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga/>, n. 5) *''E ho ancora la forza di scegliere parole | per gioco, per il gusto di potermi sfogare | perché, che piaccia o no, è capitato | che sia quello che so fare...'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga/>, n. 5) *''Bisogna divertirsi, è [[domenica]] sera, | c'è da dimenticare la noia pesa e nera, | c'è da dimenticare la favola che fu...'' (da ''Inverno '60'', n. 6) *''C'è da ricominciare un'altra settimana | strascinando nei giorni l'attesa quotidiana, | scordando e stemperando la tua precarietà... || La notte sale adagio, la strada è di un randagio | che annusa i suoi fantasmi e abbaia alla città...'' (da ''Inverno '60'', n. 6) *''Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante, | e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante, | colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte, | com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...'' (Don Chisciotte: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''È la più triste figura che sia apparsa sulla Terra, | cavalier senza paura di una solitaria guerra | cominciata per amore di una donna conosciuta | dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta, | ma credendo di aver visto una vera principessa, | lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.'' (Sancho Panza: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora, | solo i [[cinico|cinici]] e i [[codardo|codardi]] non si [[mattiniero|svegliano all'aurora]]: | per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori | e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri!'' (Don Chisciotte: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Mio Signore, io purtroppo sono un povero ignorante | e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente, | ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia, | riusciremo noi da soli a riportare la giustizia? | In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre, | dove regna il "capitale", oggi più spietatamente, | riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero | al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero?'' (Sancho Panza: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro | perché il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro? | Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità, | farmi umile e accettare che sia questa la realtà?'' (Don Chisciotte: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Il "[[potere]]" è l'immondizia della storia degli umani | e, anche se siamo soltanto due romantici rottami, | sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte: | siamo i "Grandi della Mancha", | Sancho Panza... e Don Chisciotte!'' (Don Chisciotte e Sancho Panza: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''E credevate che | sarebbe stato eterno quell'amore, | quel fiore non avrebbe mai visto l'inverno, | quel giorno non sarebbe mai mutato in sera, | per voi sarebbe stata sempre, sempre primavera...'' (da ''Primavera '59'', n. 8) *''Ma i [[giovinezza|giovani]] s'illudono d'essere immortali | e che ogni storia duri per l'eternità; | non sanno quanti fili, trame occasionali, | si tessono o svaniscono in casualità...'' (da ''Primavera '59'', n. 8) *''Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite, | riflettori e paillettes delle televisioni, | alle urla scomposte di politicanti professionisti, | a quelle vostre glorie vuote da coglioni...'' (da ''Addio'', n. 9) *''Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato, | cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna | che sapevano [[Dante Alighieri|Dante]] a memoria e improvvisavano di poesia, | io, tirato su a castagne e ad erba spagna, | io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, | due soldi d'elementari ed uno d'università, | ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato | dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...'' (da ''Addio'', n. 9) *''Nell'anno '99 di nostra vita | io, giullare da niente, ma indignato, | anch'io qui canto con parola sfinita, | con un ruggito che diventa belato, | ma a te dedico queste parole da poco | che sottendono solo un vizio antico | sperando però che tu non le prenda come un gioco, | tu, ipocrita uditore, mio simile... | mio amico...'' (da ''Addio'', n. 9) ===''Ritratti''=== '''Etichetta''': EMI, 2004. *''Un'isola d'aratro e di frumento | senza vele, senza pescatori, | il sudore e la terra erano argento | il vino e l'olio erano i miei ori.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''Ma nel futuro trame di passato | si uniscono a brandelli di presente, | ti esalta l'acqua e al gusto del salato | brucia la mente | e ad ogni viaggio reinventarsi un mito | a ogni incontro ridisegnare il mondo | e perdersi nel gusto del proibito | sempre più in fondo.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''E andare come spinto dal destino | verso una guerra, verso l'avventura | e tornare contro ogni vaticino | contro gli Dei e contro la paura.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''E fuggendo si muore e la mia morte | sento vicina quando tutto tace | sul mare, e maledico la mia sorte, | non trovo pace, | forse perché son rimasto solo, | ma allora non tremava la mia mano, | e i remi mutai in ali al folle volo''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', canto XXVI, 125: «[...] ''de' remi facemmo ali al folle volo'' [...]».</ref>'' | oltre l'umano.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''La vita del [[mare]] segna false rotte, | ingannevole in mare ogni tracciato, | solo leggende perse nella notte | perenne di chi un giorno mi ha cantato | donandomi però un'eterna vita | racchiusa in versi, in ritmi, in una rima, | dandomi ancora la gioia infinita | di entrare in porti sconosciuti prima.'' (da ''[[Ulisse|Odysseus]]'', n. 1) *''La [[canzone]] è una penna e un foglio | così fragili fra queste dita, | è quel che non è, è l'erba voglio | ma può esser complessa come la vita.'' (da ''Una canzone'', n. 2) *''La canzone può aprirti il cuore | con la ragione o col sentimento | fatta di pane, vino, sudore | lunga una vita, lunga un momento. | Si può cantare a voce sguaiata | quando sei in branco, per allegria | o la sussurri appena accennata | se ti circonda la malinconia | e ti ricorda quel canto muto | la donna che ha fatto innamorare | le vite che tu non hai vissuto | e quella che tu vuoi dimenticare.'' (da ''Una canzone'', n. 2) *''La canzone è una scatola magica | spesso riempita di cose futili | ma se la intessi d'ironia tragica | ti spazza via i ritornelli inutili.'' (da ''Una canzone'', n. 2) *''Se il [[rivoluzionario]] | non trova altro riposo che la morte, | che rinunci al riposo e sopravviva; | niente o nessuno lo trattenga, | anche per il momento di un bacio | o per qualche calore di pelle o prebenda.'' (da ''Canzone per il Che''<ref name=monta>Testo di [[Manuel Vázquez Montalbán]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 3) *''Lasciate che lo dica | mai il rivoluzionario quando è vero | è guidato da un grande | sentimento d'amore, | ha dei figli che non riescono a chiamarlo, | mogli che fan parte di quel sacrificio, | suoi amici sono "compañeros de revolucion".'' (da ''Canzone per il Che''<ref name=monta/>, n. 3) *''[[Genova]], schiacciata sul mare, sembra cercare | respiro al largo, verso l'orizzonte. | Genova, repubblicana di cuore, vento di sale, | d'anima forte. | Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi [[Caruggi di Genova|carrugi]], | parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''Uscire di casa a [[Ventenne|vent'anni]], è quasi un obbligo, quasi un dovere, | piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''[[Fatti del G8 di Genova|Genova]] non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore, | ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''La [[Lanterna di Genova|Lanterna]] impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''Mi affascina il mistero delle vite | che si dipanano lungo la scacchiera | di giorni e strade, foto scolorite | memoria di vent'anni o di una sera.'' (da ''Vite''<ref name=cele>Canzone già interpretata da [[Adriano Celentano]] in una versione leggermente diversa nell'album ''Per sempre'' (2002).</ref>, n. 5) *''Tu sei quelli che son venuti prima | che in parte hai conosciuto, e quelli dopo | che non conoscerai, come una rima | vibrante e bella, però senza scopo.'' (da ''Vite''<ref name=cele/>, n. 5) *''Questo [[dolore]] | che vagli fra le maglie di un tuo cribro | svanisce un po' nel contemplare un fiore | si scorda fra le pagine di un libro.'' (da ''Vite''<ref name=cele/>, n. 5) *''E percorriamo strade non più usate | figurando chi un giorno ci passava | e scrutiamo le case abbandonate | chiedendoci che [[vita|vite]] le abitava, | perché la nostra è sufficiente appena, | ne mescoliamo inconsciamente il senso; | siamo gli attori ingenui sulla scena | di un palcoscenico misterioso e immenso.'' (da ''Vite''<ref name=cele/>, n. 5) *''È già stanco di vagabondare sotto un cielo sfibrato | per quel regno affacciato sul mare che dai Mori è insidiato | e di terra ne ha avuta abbastanza, non di vele e di prua, | perché ha trovato una strada di stelle nel cielo dell'anima sua. | Se lo sente, non può più fallire, scoprirà un nuovo mondo; | quell'attesa lo lascia impaurito di toccare già il fondo. | Non gli manca il coraggio o la forza per vivere quella follia | e anche senza equipaggio, anche fosse un miraggio ormai salperà via.'' (da ''[[Cristoforo Colombo]]''<ref name=beppe/>, n. 6) *''Sarà forse un'assurda battaglia, ma ignorare non puoi | che l'[[Assurdo]] ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi.'' (da ''Cristoforo Colombo''<ref name=beppe/>, n. 6) *''E naviga, naviga là | come prima di nascere l'anima naviga già, | naviga, naviga ma | quell'oceano è di sogni e di sabbia | poi si alza un sipario di nebbia | e come un circo illusorio s'illumina l'America.'' (da ''Cristoforo Colombo''<ref name=beppe/>, n. 6) *''Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi | con i [[capelli neri|capelli]] lunghi sparsi abbandonati sul cuscino | [[capelli neri|neri]] e lucenti, come degli stormi | di corvi in volo chiaro del mattino.'' (da ''Certo non sai'', n. 7) *''Certo non sai quanto mi commuovi quando dici | parole strane e quasi senza senso a mezza voce, | forse ricordi di attimi felici | persi in un atomo onirico veloce. | Certo non so con cosa o chi sorride quel sorriso; | dicon con gli angeli ma il nostro cielo è quello umano, | un lampo breve che dà luce al viso | accarezzato da questa mia mano.'' (da ''Certo non sai'', n. 7) *''E un uomo saggio regole farà, | una prigione fatta di parole; | i carcerieri di una società | ti impediranno di cercare il sole; | la tua libertà, | se vuoi, la puoi avere.'' (da ''La tua libertà'', n. 9) *''Fossi un [[uccello]] | alto nel cielo | potrei volare senza aver padroni; | se fossi un [[fiume]] | potrei andare | rompendo gli argini nelle mie alluvioni.'' (da ''La tua libertà'') *''Ma sono un uomo | uno fra milioni | e come gli altri ho il peso della vita | e la mia strada | lungo le stagioni | può essere breve, ma può essere infinita; | la tua libertà | cercala, che si è smarrita.'' (da ''La tua libertà'', n. 9) ===''L'ultima Thule''=== '''Etichetta''': Capitol/EMI, 2012. [[File:Francesco Guccini - Lucca Comics & Games 2016 01.jpg|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 2016]] *''Ehi [[notte]], che ti strusci come un gatto | contro gli angoli più oscuri del paese, | ehi notte, che ti insinui in ogni anfratto, | notte [[Pavana (Sambuca Pistoiese)|pavanese]].'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1) *''Ehi notte che mi ha vinto di sorpresa del tuo viluppo, | il [[fiume]] muglia sempre laggiù in fondo | e nel silenzio bevi la sua voce | racconta questo eterno vagabondo storie del viaggio da sorgente a foce.'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1) *''Ehi notte larva oscura di altre notti | rabbiose, fatte a morsi, divorate | prendendo a gabbo ipocriti e bigotti, | lunghe d'inverno, eterne nelle estati.'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1) *''Ti sembrava durasse per sempre | quell'amore assoluto e violento | quando è stato che finito il niente | perché è stato che tutto si è spento | non ha visto nemmeno settembre.'' (da ''L'ultima volta'', n. 2) *''In quei giorni ormai troppo lontani | era tutto presente e il futuro | un qualcosa lasciato al domani | un'attesa di sogno e di oscuro | un qualcosa di incerto e insicuro.'' (da ''L'ultima volta'', n. 2) *''Il vento era ghiacciato e per la schiena | sentivamo un gran gelo da tremare, | c'era un freddo compagni su in collina | che non riuscivi neanche a respirare.'' (da ''Su in collina'', n. 3) *''E l'Italia cantando ormai libera allaga le strade | sventolando nel cielo bandiere impazzite di luce | e tua madre prendendoti in braccio piangendo sorride | mentre attorno qualcuno una storia o una vita ricuce.'' (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4) *''Ma nei suoi sogni continua la guerra e lui scivola ancora | sull'immensa pianura e rivela in quell'attimo breve | le cicogne sospese nell'aria, i compagni coperti di neve.'' (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4) *''E l'Italia è una donna che balla sui tetti di Roma | nell'amara dolcezza dei film dove canta la vita | ed un papa si affaccia e accarezza i bambini e la luna | mentre l'anima dorme davanti a una scatola vuota.'' (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4) *''Di cosa muore? muore intossicato | da sogni vani di democrazia, | rifiuta i compromessi alla bugia. | Muor contento? no, da disperato.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5) *''Poi morto, sia sepolto, e con le mani | si sparga attentamente sul defunto | quello che l'ha ridotto, qua a questo punto | le utopie, i sogni, i desideri vani.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5) *''A noi non resterà che andare via, | e sciogliendoci da quel mortale abbraccio | ricorderemo forse quel pagliaccio | e la sua lotta ingenua e così sia.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5) *''[[Notte|Notti]] che durano non so quante ore, | cascate impetuose o gocce in un mare, | notti che bruciano su una ferita, notti boccate di vita. || Notti indelebili che marchiano un volto, | notti invisibili senza raccolto, | notti da incorniciare, ore di plastica da riciclare. | Notti che spaccano il calendario senza brindare per l'anniversario, | vasi di tempo che invecchiano l'uomo e le facciate di un duomo.'' (da ''Notti''<ref name=palm>Testo di [[Gaspare Palmieri]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 6) *''Le notti scivolano o raschiano il fondo | lievi di schiuma o pugni di piombo, | imprevedibili come naufragi, | notti da cani randagi.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6) *''Con la [[costanza]] potrai | seguirle fino a un traguardo | voltarti indietro stupito | ché non sei neanche partito.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6) *''Con la [[coerenza]] potrai | difenderle dalla vergogna, | dare ragione a uno sbaglio, | strapparti di dosso il guinzaglio.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6) *''Gli [[artista|artisti]] non nascono artisti, non sembrano strani | animali ma nascono un po' come tutti, | come individui normali. | Hanno lacrime e riso, | hanno due occhi e due mani, | hanno stampata sul viso l'impronta di esseri umani. || Poi, appena un po' cresciuti, | li avvolge una strana espressione | e appare sui volti convinti la stigmate della vocazione.'' (da ''Gli artisti'', n. 7) *''Perché anche una vita infelice si illumina con la fantasia. || Io semplice essere umano, | costretto a costretti ideali | sono solo un umile artigiano | e volo con piccole ali | Fabbrico sedie e canzoni, | erbaggi amari, cicoria o un grappolo di illusioni | che svaniscono dalla memoria | e non restano nella memoria.'' (da ''Gli artisti'', n. 7) *''Guardo le [[vela (sistema di propulsione)|vele]] pendere afflosciate con i cordami a penzolar nel vuoto, che sbatton lenti contro le murate con un moto continuo, senza scopo.'' (da ''L'ultima Thule'', n. 8) *''L'ultima Thule attende e dentro il fiordo si spegnerà per sempre ogni passione, si perderà in un'ultima canzone di me e della mia nave anche il ricordo.'' (da ''L'ultima Thule'', n. 8) ==''Dizionario delle cose perdute''== *Così oggi, non tanto più sereni ma, diciamo, distaccati, vogliamo voltarci indietro e riguardare con affettuosa rimembranza a tante piccole cose che abbiamo incontrato e che, come tante altre cose andate, più che andarsene ci sono volate via. (p. 7) *Pare che l'uso di [[masticazione|masticare]] qualcosa sia antico come il mondo, anche se non parlerò dei Neanderthal (sembra masticassero pure loro curiose resine. Ecco perché poi sono stati sopraffatti dai Cro-Magnon). (p. 8) *Nell'immediato dopoguerra c'era una voglia di ballare che faceva luce. (p. 51) ==''Nuovo dizionario delle cose perdute''== *{{NDR|Sui [[orinatoio|vespasiani]]}} Sorgevano sullo spartitraffico di viali, ombreggiati in calura estiva da frondosi platani o, nei mesi autunnali e invernali, lasciavano vedere la loro grazia vagamente art déco sotto le ramaglie rese scheletriche dagli accidenti atmosferici. Oppure erano in angoli di remote piazzette di periferia, in vicoletti seminascosti su cui si affacciavano piccole modeste case dai colori tenui, pastello, come fossero immaginati da un poeta crepuscolare o da un pittore amante di tristi meriggi provinciali italiani. Sembravano gazebo, garitte dimenticate senza soldati in vigile guardia, edicole, chioschetti per la vendita, se vogliamo, di gentili fiori; erano eleganti, di lamiera di ferro, dipinti di un verde cupo o di un grigio plumbeo, a due ingressi laterali sfalsati, in modo che, chi entrava per accingersi alla bisogna più o meno impellente, avesse un minimo di privacy, a soccorso dell'eventuale pudore. (p. 8) *[...] un [[maglia (indumento)|maglione]] è quella cosa che i bambini indossano quando le mamme hanno freddo [...]. (p. 20) *Cominciava a delinearsi quel famoso [[motti dai libri|motto]] della naia che recita: "La [[servizio militare|vita militare]] è rendere le cose facili difficili attraverso l'inutile." (p. 71) ==''Portavo allora un eskimo innocente''== *Una volta ho scommesso un cartone di vino con [[Fabrizio De André|De André]]. Il buon Fabrizio non credeva possibile che i bolognesi potessero aver avuto la meglio sui veneziani {{NDR|nella battaglia di Polesella del 1271}}. Invece sì. Commisero l'errore di accettare una battaglia più fluviale che marinara, consentendo ai bolognesi, che avevano navi più piccole e agili, di muoversi agilmente e stravincere. (p. 19) *{{NDR|A proposito di [[Tito Maccio Plauto|Plauto]]}} [...] il suo latino non è certo quello di [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]]: è molto popolare, sboccato, ai limiti del volgare. I suoi intrecci hanno una comicità elementare che io amo molto, ricca di doppi sensi, con una macchina scenica accattivante che non smette mai di tener desta l'attenzione. Non a caso è stato saccheggiato a destra e manca [...]. E poi Plauto mi piace perché si respira quasi un clima contadino, parecchio simile a quello italiano degli anni Trenta o Quaranta. (p. 20) *È il 14 giugno 1940. Entro al mondo che l'Italia è in guerra da quattro giorni. Quando si dice nascere sotto una buona stella. il 14 le truppe tedesche sfilano a Parigi, io sfilo nella vita. Avreste il coraggio di negare che sono partito subito con una fortuna sfacciata? (p. 25) *{{NDR|Parlando del padre}} Era molto duro, severo fino all'eccesso. In tutta la sua esistenza mi ha fatto due soli regali: un libro, ''Senza famiglia'', per il Natale dei miei 13 anni, e un rasoio elettrico a batteria alla fine del militare. Per di più, il rasoio era un dono riciclato: l'avevano regalato a lui ma non gli serviva, così mi domandò se mi andasse di tenerlo. (p. 32) *Un altro aspetto ci fece preferire {{NDR|negli anni cinquanta}} il [[rock]] al [[jazz]]: per suonare il secondo bisogna essere eccellenti strumentisti, per fare il primo è sufficiente conoscere tre accordi. (p. 48) *Guardavo i film di [[Elvis Presley]] e, come facevan molti, mi piazzavo davanti allo specchio e cercavo di imitarne le movenze. Cominciai a non separarmi più dalla chitarra perché la differenza tra un Guccini con chitarra e un Guccini senza chitarra era evidente: il secondo non aveva nessuna possibilità di avere delle ragazze. (p. 48) *Cominciai a frequentare ancora più assiduamente [[Bonvi]]. Anche lui disegnava risvolti e vecchie sacche legate con la corda nelle quali si metteva la tuta da ginnastica. Bonvi è sempre stato un grande fiancheggiatore. Ci seguiva, ma non sapeva né suonare né cantare. Era stonatissimo. Amava disegnare, fare casino e tutto ciò che era tedesco. Alle feste in maschera di carnevale si presentava sempre vestito da generale germanico. (p. 56) *Bonvi era matto, forse la persona più matta che io abbia mai conosciuto. Capace di slanci generosissimi ma anche difficile da frequentare. Molto buono ma spesso insopportabile. Non si reggeva. Era sempre oltre le righe, in fatto di bevute, ed era anche una persona molto sola, di quel tipo di solitudine che a volte è inavvicinabile anche dagli amici. Lui mi amava molto, per quello che ero ma un po' anche per quello che rappresentavo, cioè il vecchio gruppo di Modena. Lo dico senza paura di offendere la sua memoria o di commettere un'ingiustizia: mi considerava suo amico più di quanto io considerassi lui amico mio. Ci trattavamo malissimo ma per gioco. In un locale di Bologna che ha radunato molto materiale suo, c'è ancora, appesa al muro, una lettera che gli mandai mentre ero militare. Cominciava così: "Vecchia sifilitica puttana...". Bonvi era leggendifico. (pp. 56-58) *Teniamoci stretti, noi che rimaniamo. Sì, ci penso alla morte. Se dicessero a una persona che fra due mesi morirà, lui farebbe in modo di mettere tutto a posto, doveri e divertimenti. Invece noi siamo abituati a condurre la vita come fossimo immortali, a vent'anni soprattutto. (p. 58) *Prima ti esibivi con il tuo gruppo e poi fungevi da accompagnamento a qualcuno più famoso di te. In genere andava tutto bene, ma capitavano sere in cui niente andava per il verso giusto. Tipo quella sera. Non ricordo con esattezza se la stella fosse [[Nunzio Gallo]], allora popolarissimo, oppure [[Narciso Parigi]], uno stornellatore toscano che aveva una voce da tenore leggero. Credo fosse Nunzio Gallo. Per farla breve, nessuno dei Gatti conosceva le sue canzoni e nemmeno sapeva leggere gli spartiti, che erano enormi, grandi come lenzuoli. Noi bluffammo alla grande e rassicurammo Nunzio Gallo dicendo che ci avrebbe pensato il pianista, a seguirlo. In realtà, il pianista, cioè Marino {{NDR|Salardini}}, non aveva la più pallida idea di dove andare a parare e così dava delle martellate sui tasti da far venire il mal di mare. Da gran professionista qual era, Nunzio Gallo continuava a cantare cercando di non andare fuori tempo, ma tra una canzone e l'altra si voltava verso di noi dicendo a mezza voce ma in realtà ben udibile a tutti: "Ma che cazzo sta facendo quell'idiota?"- Mosso a compassione, provai ad accompagnarlo io con la chitarra, ma riuscii solo a limitare i danni. Fu un'esperienza devastante. (pp. 60-61) *La musica era un ottimo collante per l'amicizia, per fare gruppo, e al tempo stesso valeva anche il discorso inverso: l'amicizia ti invogliava a metter su un complesso e far musica. (p. 62) *[[Adriano Spatola]] lo ricordo magrissimo. Quando me lo presentarono, in centro, ebbi come un'epifania e compresi a fondo la differenza tra [[Bologna]] e [[Modena]]. Un amico comune mi disse: "Lui è Adriano Spatola, poeta". A Modena nessuno avrebbe mai detto una cosa simile, perché l'essere poeta non era ancora uno ''status'' riconosciuto. Spatola era un anarcoide, ma a modo suo. Aveva anche organizzato per benino un attentato, tirando una molotov contro la questura. Per farsi coraggio era entrato in un bar per tirarsi su con del vino, ma si era fatto qualche bicchierino di troppo e quando fu il momento di lanciare la molotov, un po' perché non le sapeva fare un po' perché sbagliò la mira e colpì un portone a fianco, non successe assolutamente nulla. Allora lui, ligio al dovere di anarchico ma anche di sbronzo, si precipitò dai poliziotti dicendo: "Arrestatemi, sono responsabile di un attentato contro la Questura, ho appena lanciato una bomba molotov fallendo purtroppo il bersaglio". Fu scambiato per un ubriaco e accompagnato sulla via di casa, nonostante l'insistenza con la quale tentava disperatamente di convincerli a metterlo in galera. (pp. 71-72) *Nel 1963 tornai da militare e mi iscrissi nuovamente all'università. Il primo esame che sostenni fu Storia medievale. Il docente era il fratello di [[Romano Prodi]], Guardò il libro e vide che l'esame precedente era Filologia Romanza, anno 1959. E prima di darmi 28, sorrise ironicamente e disse, riferito al lasso di tempo tra i due esami: "Vedo che l'ha preparato bene...". (p. 77) *Non mi sono mai laureato, purtroppo. Ho dato tutti gli esami ma mi manca la tesi. Qualche anno fa, quando cominciai a lavorare al vocabolario sul dialetto pavanese, pensai che avrei potuto utilizzare quegli studi anche come tesi. Ma quando mi chiesero le tasse arretrate per oltre dieci milioni - l'ultimo esame l'avevo infatti dato nel 1970 - cambiai idea, ritenendo che avrei fatto meglio a spendere quei soldi in altro modo. (p. 79) *Fu uno sconvolgimento senza precedenti, sia formale che culturale. [[Bob Dylan|Dylan]] mi spalancò le porte della contestazione studentesca e di Berkeley, della canzone di protesta e del folk nonché del ''finger-picking'', un maledetto arpeggio che avrei decifrato compiutamente soltanto nel 1969 grazie a Deborah Kooperman, meraviglioso personaggio sbarcato a Bologna da New York con una borsa di studio e un bagaglio di conoscenze straordinario. (p. 81) *{{NDR|Parlando di [[Riccardo Bertoncelli]]}} Con il tempo, abbiamo interrotto le ostilità. Qualche anno fa, durante una delle tante cene organizzate dal Premio Tenco, mi avvicinò una ''fan'' che, saputo della presenza di Bertoncelli a un altro tavolo, mi chiese se potevo presentarglielo. Pensa te, cosa mi è toccato fare. Ho avuto la mia vendetta l'anno scorso, quando un altro ''fan'', più giovane, mi ha domandato: "Senti Francesco, questo Bertoncelli che citi ne ''L'avvelenata'', ma si può sapere chi cazzo è?". (p. 86) *Credo che i cattolici apprezzino le mie canzoni perché dietro vedono solo me stesso, nessuna sovrastruttura, nessuna strumentalizzazione o polemica fine a se stessa; l'ambiente di sinistra suppongo mi stimi per la mia coerenza e per il mio rimanere il più possibile lontano da atteggiamenti divistici. (pp. 86-87) *A casa non ho i miei dischi. O meglio, ne conservo qualcuno, ma non saprei dire né dove, né come, né quando, né, soprattutto, perché. (p. 91) *{{NDR|Nella prima metà degli anni sessanta}} [...] ma allora il mio approccio al mondo della musica era ancora molto ''naïf''. Facevo dischi perché ero curioso, volevo vedere come funzionava uno studio di registrazione, come venivano accolte le mie canzoni. C'è stata, per qualche anno, una beata incoscienza che mi ha portato ad accettare arrangiamenti o concetti che magari non mi piacevano. È che io ero ancora troppo incerto e impreparato per sapere che cosa volessi davvero. Di sicuro, una cosa che volevo era sviluppare un discorso compiuto in uno spazio più ampio del 45 giri. Sono stato tra i primi a concepire l'album come prodotto unico, come idea. Prima d'allora, i cantanti incidevano un album solo dopo aver raggiunto il successo e spesso i primi dischi altro non erano che raccolte di singoli. (p. 91) *L'[[America]] era meglio immaginarla che viverla. (p. 96) *La canzone più famosa dell'album {{NDR|''Radici''}} è forse ''La locomotiva''. Avevo letto una storia che mi aveva entusiasmato. Era contenuta in ''Trent'anni di officina'', un libro di memorie (amo i libri di memorie) di Romolo Bianconi<ref>In realtà Mario Bianconi: cfr. [https://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib?saveparams=false&db=solr_iccu&select_db=solr_iccu&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&resultForward=opac%2Ficcu%2Ffull.jsp&do_cmd=search_show_cmd&nentries=1&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+mario+bianconi+%28parole+in+AND%29+&rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1016+%40attr+4%3D6+%22mario+bianconi%22&fname=none&from=9 scheda dell'OPAC].</ref>, un ex operaio cui piaceva raccontare e raccontarsi. Uno degli episodi ricordati e realmente accaduti parlava di un ferroviere che si era lanciato contro un treno. E il Bianconi si domandava: "Fu un gesto di un pazzo o un preciso atto politico?". Quando raccontai questa storia a Mignani, il Pensionato che viveva accanto a me e al quale avrei dedicato più tardi una canzone<ref>''Il pensionato'', sesta traccia dell'album ''Via Paolo Fabbri 43'' (1976).</ref>, mi disse che ricordava bene quell'episodio e che all'epoca si pensava fosse stato un supremo gesto di [[anarchia]]. Così provai a comporre una canzone nello stile di quelle che cantavamo ogni tanto, canzoni politiche anarchiche alla [[Pietro Gori]]. Per di più mio cugino [...] faceva parte della Federazione Anarchica di Carpi, per cui mi piacque l'idea di raccontare la vicenda di questo macchinista. Mi sentivo ispirato, scrivevo la storia e già pensavo alle strofe e prendevo appunti per le rime. In mezz'ora ''La locomotiva'' era finita. (pp. 107-108) *''Il vecchio e il bambino'' ha il sapore di una storia di fantascienza ma non ha nulla a che vedere, nonostante i pur lodevoli tentativi d'interpretazione di molti, con lo smog, la polluzione e l'inquinamento. [...] ''Il vecchio e il bambino'' parla dell'olocausto nucleare. È una canzone intoccabile. I miei ''fans'' non sopporterebbero di vederla estromessa dalle scalette dei miei concerti, almeno così dicono. (p. 110) *{{NDR|Riferito all'album ''Stanze di vita quotidiana'' (1974)}} [...] il disco che più ho odiato nella mia vita. (p. 117) *E ancora adesso, più che concerti, i miei spettacoli sembrano serate da osteria trascorse con gli amici, dove, in tempi e momenti diversi, puoi trovare musica, risate, momenti comici intervallati da altri serissimi, invettive, commozione, teatralità e dove tutto può cambiare da un attimo all'altro, grazie all'interazione con la gente. Credo di essere l'unico musicista rimasto a parlare e scherzare anche per un quarto d'ora di seguito, senza che nessuno mi abbia mai urlato di smettere di parlare e ricominciare a suonare. Ancora adesso non riesco a capire chi suona cinque sere la settimana. Se facessi anch'io così, diventerebbe un lavoro da impiegato. E poi, il mio continuo interloquire con il pubblico è dato dall'attualità. Vado a braccio, improvviso in base a quello che ho letto sui giornali. Se cantassi tutte le sere, dovrei replicare le battute e questo non mi piacerebbe affatto. (p. 120) *{{NDR|Negli anni settanta}} C'era anche un altro motivo a tenermi lontano dai concerti. Sono stato uno dei pochi cantautori a non subire processi pubblici, ma ho conosciuto anch'io momenti assurdi. Il cantautore, in quegli anni, doveva essere una sorta di francescano laico che andava in giro vestito di saio e sandali, pronto a offrirsi a chiunque lo richiedesse. (pp. 120 e 122) *L'idea del cantautore scalzo e seminudo come portatore di saggezza o di messaggi per il popolo mi faceva ridere. Io canto quando posso, come posso. Se vi va di ascoltarmi bene, altrimenti amici come prima. Non sono, per usare le parole di [[Elio Vittorini|Vittorini]], il pifferaio della rivoluzione. (p. 123) *La mia geografia musicale non ha cambiato confini, è rimasta sostanzialmente la stessa. A differenza di mia figlia, che la usa come sottofondo per ogni attività quotidiana e che mi propina suoni inudibili come impronunciabili sono i nomi dei gruppi che li propongono, ascolto poca musica: i colleghi cantautori per curiosità, gli argentini per amore. (p. 128) *La maggior parte dei miei brani è condotta sul filo della memoria, coniugata più al passato che al presente o al [[futuro]]. Guardo al passato soprattutto perché si carica di mitico e di eroico. Nasce l'aneddoto, interviene la tendenza al favolistico, si smussano gli angoli, tendi a dimenticare il negativo, al limite scivoli nel nostalgico, nel malinconico. Il passato è di per sé narrazione, il presente è cronaca, il futuro è l'ignoto. Credo che il futuro sia la somma di tutti i nostri giorni passati. E non solo: anche dei giorni di chi è vissuto prima di noi, dei giorni di chi incontri per strada. (p. 128) *Il mio unico rammarico, riguardo {{maiuscoletto|Amerigo}}, è la sua brevità. Solo sei canzoni [...]. Forse fu per questo che non conobbe grande successo. La canzone che dà il titolo all'album è la più bella, completa, finita, ricca di cose e forse e una delle più belle che io abbia mai scritto. (p. 133) *''Eskimo'' è il ricordo di una donna molto importante con cui non stavo più ma per la quale provavo quel po' di nostalgia legato anche allo scorrere inesorabile del tempo e alle sue vicende. Il brano è un bignamino degli anni '60 o almeno dei miei '60 [...]. L'"eskimo innocente dettato solo dalla povertà" l'avevo comprato a Trieste, subito dopo il servizio militare e non aveva ancora quel significato simbolico che avrebbe avuto in seguito. (p. 133) *{{NDR|Su [[Augusto Daolio]]}} Sembra strano a tutti ma non ci conoscevamo molto bene. Ci eravamo visti qualche volta negli anni '60, quando i Nomadi prendevano le mie canzoni per i loro dischi, ma niente di fisso. Erano frequentazioni occasionali. Dopo la sua morte, a tutti coloro che mi chiedevano un suo ricordo, anche la gente ai concerti, io opponevo il silenzio: un po' per non inventarmi un'amicizia che non avevamo, un po' perché odio la retorica. Almeno in questi casi. (p. 139) *Purtroppo, noi italiani siamo malati di esterofilia e non ci rendiamo sempre conto del valore delle nostre cose. Mussolini diceva: "Dico e vi autorizzo a dire che il cioccolato italiano è migliore dei migliori cioccolati inglesi". Era una delle rare volte in cui aveva ragione. Se leggessimo i testi di molte canzoni italiane e li paragonassimo a quelli inglesi e americani, ci accorgeremmo che sono migliori i nostri. (p. 142) *La canzone più misteriosa in assoluto {{NDR|dell'album ''Guccini''}} è ''Autogrill'', intravista e non vissuta, venuta fuori chissà come. Nacque a Pàvana ed è il resoconto di ciò che non fu mai, ovvero un sogno mai avverato. (p. 153) *Ho un rapporto conflittuale con il [[tempo]]. Esistono due tempi: quello quotidiano, scandito dagli orari, vissuto non sempre bene da chi, come me, guarda sempre l'orologio; e quello lato, che passa e non ritorna e ci macina tutti, senza troppo rispetto. Si va avanti, si cammina, s'invecchia e ci si guarda alle spalle per vedere che cosa è stato e che cosa sarebbe potuto essere; più difficile guardare avanti e interrogarsi su che cosa sarà. Nelle mie canzoni si respira forte il senso del tempo che passa. (p. 154) *Io sono un accumulatore, ma anche uno smarritore. Perdo i libri dopo due settimane, non trovo più niente, non so nemmeno che cosa ho, figuriamoci dove. È sempre stato così, non è una questione di vecchiaia. Forse era meglio quando i libri da leggere erano sei in un anno, perché li leggevi e rileggevi, li mandavi a memoria, li consumavi e interiorizzavi. Oggi che sono trentamila, ti perdi e li perdi. È noto che la valanga di informazioni diminuisce, anziché aumentare, la capacità di memorizzare. (p. 155) *{{maiuscoletto|Guccini}} per me è l'impossibilità di viaggiare. Puoi raggiungere ogni parte del mondo in poche ore ma sei condannato a essere sempre turista. (p. 155) *Io non amo viaggiare, preferisco la mia montagna. Viaggiare è molto scomodo. I posti nell'aereo sono trappole barbariche, soffocanti per uno che ha le mie dimensioni. Forse odio l'aereo perché mi pare che ti privi della libertà di movimento. Sono invece un gran camminatore, da vero montanaro. È bello fermarsi, accelerare, rallentare a piacimento, anche cambiare direzione. (pp. 156-157) *In tutti noi c'è una [[Gustave Flaubert#La signora Bovary|signora Bovary]], che non è ''madame'' Bovary, perché non siamo all'altezza. Desideri che rimangono tali, questa è la signora che è in noi. (p. 159) *''Van Loon'' è dedicata a mio padre, che leggeva le opere di questo [[Piero Angela]] dei suoi tempi, cioè gli anni '30. Van Loon era un olandese (o un fiammingo, non ricordo bene) divulgatore di storia, geografia e umanità varia, i cui scritti si trovavano di frequente nelle case di chi, come mio padre, aveva molti interessi ma non aveva avuto l'occasione e i soldi per studiare. Una canzone molto intensa che ho provato più volte a inserire nella scaletta dei miei concerti. La provo e poi sono costretto a rimetterla via. Non riesco a farla senza star male e piangere, perché, nel frattempo, mio padre è morto. (p. 160) *Decisi di riprendere le antiche canzoni perché le buone canzoni difficilmente invecchiano, ma gli arrangiamenti sì. Così, a volte, è bene ripulirli e rimetterci le mani. (p. 161) *1989: ''Cròniche epafániche''. Il mio primo romanzo. Lo devo a tre cose. Innanzitutto il computer. Ho sempre scritto, ma anche sempre perduto. Smarrivo con una facilità incredibile. Il computer mi ha aiutato molto, accelerando inoltre il processo di scrittura, facilitando i "taglia e incolla" ed evitando il rimbambimento provocato dalla confusione. Non sono però ancora riuscito a capirlo fino in fondo. Non molto tempo fa mi venne voglia di ascoltare il mio ultimo album su computer. Niente. Non usciva alcun suono. Allora chiamai il mio tecnico di fiducia: mia figlia Teresa. Lei mi fece rifare l'operazione, poi mi guardò con compassione, prese il dischetto e lo infilò dalla parte giusta. (p. 162) *{{NDR|Sull'album ''Quello che non...''}} Una negazione che tutti hanno definito [[Eugenio Montale|montaliana]] e che invece è, più semplicemente, lo sfogo di uno che scopre di vivere con una persona che non lo considera più molto. Nel brano che dà il titolo all'album, la coppia non esiste, è dissolta, sparita, non è più niente. L'io narrante si rivolge a un'interlocutrice, come spesso accade nelle mie canzoni. La dissoluzione del rapporto emerge da una serie di immagini secche che, in apparenza, non hanno molto a che fare con il rapporto di coppia e che si sovrappongono l'una all'altra. Era un momento mio di grandi incertezze. Nonostante si trattasse di una questione privata, sotto sotto c'era anche, per vie oblique, tutto il malessere delle sinistre, in evidente crisi d'identità. Credo che entrambi i disamori si siano influenzati a vicenda. (p. 169) *In ''Canzone per Silvia'' seguo lo stesso procedimento di ''Amerigo'': accosto due Americhe, quella vera e quella sognata, quella incontaminata e quella corrotta, quella pura e quella che fa paura. Come in ''Amerigo'' contrapponevo [[Atlantide]] e [[Paperino|Donald Duck]] alla miniera e all'antracite, in ''Canzone per Silvia'' accosto le paludi dei Seminole e la [[Statua della Libertà|statua della libertà]] alla prigione federale. Perché l'America è "tutto e niente, il bene e il male". (p. 178) *''Farewell'' è la mamma di ''Quattro stracci'' e non vorrei aggiungere altro. (p. 178) *''Nostra Signora dell'Ipocrisia'' è stata paragonata, in modo per me assurdo e incomprensibile, alla ''Domenica delle Salme'' di Fabrizio De André, forse perché faccio riferimento al Mercoledì delle Ceneri e alla Domenica di Mezza Quaresima. Nel mio brano c'è più ironia, mentre quello di Fabrizio è più cupo. La situazione politica è, inoltre, decisamente diversa. Il mio era un atto d'accusa verso [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e alcuni politici di allora, oltre che nei confronti della televisione. Non la propongo più in concerto proprio in quanto legata troppo all'attualità, come del resto ''Dovevo fare del cinema'' e ''Parole''. (p. 179) *Ero scettico, ai tempi, anche per ''L'avvelenata'', che giudicavo e ancora giudico un mio brano minore. Non riesco francamente a spiegarmi il suo successo. (p. 179) *Io, purtroppo, sono uno che torna sempre sulle sue strade, sui suoi passi. Sono uno che ricorda. E non fa bene alla vecchiaia. (p. 180) *Un presente fatto di trasmissioni televisive ignobili e di ignoranza, di persone pronte a prostituirsi per meno di trenta denari e di dignità strappate. Di volgarità di immagini e di un linguaggio sempre più decaduto. Di persone che hanno smesso di sognare in modo normale e pensano che l'aspirazione massima sia apparire in uno schermo, piccolo o grande, anche senza sapere niente e senza saper fare niente. La televisione è un continuo rilancio verso il basso e, invece di sforzarci per invertire la tendenza, noi ci uniformiamo e facciamo di tutto per abbassarci sempre più. (p. 187) *Penso che i ragazzi comprino Guccini e non solo le mie canzoni, che possono anche non colpire a fondo - l'ispirazione non è sempre al massimo, non lo è nemmeno dei geni - ma si portano dietro una coerenza di lungo corso: la mia. Una delle cose belle dei [[Giovinezza|giovani]], che non cambia, ma si tramanda di generazione in generazione, è che non si lasciano guidare: vogliono pensare con la loro testa, almeno quelli che vengono ai miei concerti. Non hanno tanti fronzoli: se una cosa non piace, vanno altrove. (p. 188) *Non è un caso che [[Roberto Benigni|Benigni]] abbia riesumato [[Dante Alighieri|Dante]]. Il suo non è sfoggio di attore o grandezza da guitto; Roberto sente Dante come lo sentivano i toscani una volta, come oralità di gruppo, non come studio solitario. (p. 190) *In ogni album ci sono brani che ti fanno alzare la testa e illuminare gli occhi non appena hai finito di scriverli; altri che finiscono in un album perché è giusto così, ma non dureranno per sempre. C'è una [[selezione naturale]], quasi [[Charles Darwin|darwiniana]], anche nella musica. Sopravvive il più forte; gli altri muoiono o vanno in letargo. Capita infatti a volte che un brano si risvegli all'improvviso, esca dal suo sonno e torni sotto una nuova veste. Se così non fosse, ogni tour sarebbe alquanto noioso, perché sarei costretto a cantare sempre le stesse canzoni. (p. 195) *Lo so, in ''Stagioni'' {{NDR|album del 2000}} manca l'[[estate]]. Ma io, d'estate, vivo. Non scrivo canzoni. (p. 197) *L'[[ispirazione]] non esiste, è un concetto romantico che io non possiedo. L'ispirazione, al massimo, è un'idea, uno spunto, qualcosa che si accende e ti dice: seguimi. Ma il resto è sudore. E capacità di attendere, perché un'idea può rimanerti dentro per anni senza mai decidersi a uscire. (p. 203) *È strano: nella vita sono un essere pacifico, nei film mi fanno sempre litigare con tutti. (p. 211) *Ci chiamano spesso poeti, noi cantautori (termine che peraltro detesto) facendo probabilmente torto tanto ai poeti che ai cantautori. Siamo due entità distinte che talvolta si avvicinano. Io, immodestamente, credo di aver lavorato molto sulle parole. Certo, qualche critico distratto potrebbe accusarmi di scrivere da anni la stessa canzone, ma commetterebbe un grosso errore. Inviterei questi critici a studiare per bene la forma, si accorgerebbero così che uso spesso un procedimento tecnico atipico che mi consente (che non è come dire: mi consenta...) di giocare con i vocaboli e la metrica. Non solo io, naturalmente. Ma anch'io. Abbiamo rinnovato il linguaggio della canzone. Prima di noi, tutto era più superficiale. (p. 219) *Ecco, io chiedo questo, ai miei anni: di avere sempre storie da bisbigliarmi, per poterle poi scrivere, raccontare, cantare. Finché non verrà il tempo. (p. 220) ==Citazioni su Francesco Guccini== *A me Guccini fa venire in mente [[Larry Semon|Ridolini]]. Non fraintendetemi... Larry Semon era un uomo intelligente e preparato, dotato di fantasia, inventiva, di uno spirito poetico accompagnato da una solida preparazione pratica, della rara capacità di scegliere collaboratori con cui rimanere amico per tutta la vita; era di era un uomo carattere generoso, e dotato di quel tanto di eccentricità che non guasta mai. Anche Francesco Guccini possiede queste caratteristiche... La ragione per cui mi viene da associare i due personaggi è... un singolare percorso che parte dalla carta stampata per arrivare al mondo dello spettacolo. [...] Per quanto riguarda Guccini, probabilmente i miei colleghi sceneggiatori ed io avremmo un concorrente agguerritissimo e soprattutto serio, che si prefigge di trovare sempre il modo di rendere la materia appetibile senza, per questo, scendere a compromessi, svendendosi o sputtanandosi. Resta il fatto che, così come si usa la frase "un film alla Ridolini", ho sentito anche dire "una canzone alla Guccini". E, in questo caso, non ci sono dubbi di interpretazione. ([[Alfredo Castelli]]) *Abbiamo delle nonne in comune io e Guccini. Fa piacere avere tra i parenti un tipo come lui. Sembra che non si sia mai allontanato da Pàvana, e racconta storie che hanno come scenario quei paesaggi che hanno accompagnato anche la mia infanzia: col cuore e le parole dei poeti. ([[Enzo Biagi]]) *{{NDR|Sui suoi sequestratori}} Alle mie canzoni, a parte le più vecchie come ''Il pescatore'' o ''Bocca di rosa'', preferivano quelle di Guccini. ([[Fabrizio De André]]) *Bolognesi! Ricordatevi: [[Sting]] è molto bravo, però tenetevi il vostro Guccini. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto. ([[Giorgio Gaber]]) *Di Guccini porto nella memoria le bottiglie. Un tipo che come lui ha bevuto un Mar Caspio di vino dimostra che l'alcool non è affatto contrario all'arte. ([[Stefano Benni]]) *{{NDR|[[Fabrizio De André]]}} era l'unico poeta della canzone d'autore. Gli altri, me compreso, con l'eccezione forse di Guccini, sono bravi, non poeti. ([[Roberto Vecchioni]]) *Mi piace soprattutto per quello che mette nei suoi testi e per il personaggio che è: il classico tipo che entra col vino bianco e dice: "''Mi disseto un momento e cominciamo subito''". ([[Leo Ortolani]]) *Quella di Guccini è la voce di quello che un tempo si diceva il "movimento". Oggi, semplicemente una voce di gioventù. E cioè di granitica coerenza con il proprio linguaggio e pensiero. Nella sua opera c'è un discorso interminabile: sull'[[ironia]], sull'[[amicizia]], sulla [[solidarietà]]. ([[Dario Fo]]) *Se Fabrizio De André è stato un poeta della canzone. Se [[Francesco De Gregori]] è un intellettuale con la chitarra. Guccini è la sintesi di entrambi. Guccini non ha di De André l'immediatezza, la folgorazione. Non ha il ragionamento distaccato di De Gregori. Ma ha tutto il resto. Ironia, senso della storia, capacità di indignarsi, impegno politico vissuto con sospetto, curiosità verso il mondo. ([[Roberto Cotroneo]]) *Se mi avessero dato venti lire ogni volta che ho ascoltato "Incontro" mi ci sarei comprato un biglietto aereo da farci il giro del mondo. Conosco tutte le canzoni di Guccini a memoria. Quando sono andato a cercarlo a Pàvana e mi si è dischiuso in tutta la sua grandezza, è stato come essere davanti alla Madonna di Loreto. ([[Leonardo Pieraccioni]]) ==Collaborazioni== {{collaborazioni}} *[[Adriano Celentano]] *[[Nomadi]] *[[Zucchero Fornaciari]] ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Francesco Guccini, ''[https://books.google.it/books?id=FqOUrrWdrmsC Dizionario delle cose perdute]'', Mondadori, 2012. ISBN 8852023372 *Francesco Guccini, ''[https://books.google.it/books?id=dQTIAgAAQBAJ Nuovo dizionario delle cose perdute]'', Mondadori, 2014. ISBN 8852046992 *Francesco Guccini, ''Vicini nelle diversità''; in Andrea Pedrinelli (a cura di), ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', Kowalski, Milano, 2008 (pp. 147-148). ISBN 978-88-7496-754-4 *Francesco Guccini, Massimo Cotto, ''Portavo allora un eskimo innocente. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto'', Giunti, Firenze, 2007, ISBN 978-88-09-05578-0 ==Filmografia== *''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977) – musiche *''[[Radiofreccia]]'' (1998) – attore ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Folk beat n. 1||(1967)}} {{Pedia|Due anni dopo||(1970)}} {{Pedia|L'isola non trovata||(1970)}} {{Pedia|Radici (album)|''Radici''|(1972)}} {{Pedia|Opera buffa (album)|''Opera buffa''|(1973)}} {{Pedia|Stanze di vita quotidiana||(1974)}} {{Pedia|Via Paolo Fabbri 43||(1976)}} {{Pedia|Amerigo (album)|''Amerigo''|(1978)}} {{Pedia|Metropolis (Francesco Guccini)|''Metropolis''|(1981)}} {{Pedia|Guccini (album)|''Guccini''|(1983)}} {{Pedia|Signora Bovary||(1987)}} {{Pedia|Quello che non...||(1990)}} {{Pedia|Parnassius Guccinii (album)|''Parnassius Guccinii''|(1993)}} {{Pedia|D'amore di morte e di altre sciocchezze||(1996)}} {{Pedia|Stagioni (album)|''Stagioni''|(2000)}} {{Pedia|Ritratti (Francesco Guccini)|''Ritratti''|(2004)}} {{Pedia|L'ultima Thule||(2012)}} {{DEFAULTSORT:Guccini, Francesco}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] lhf9n83pgwx5xv2wzndhi902wdgvg7g Senilità 0 1882 1422695 1409321 2026-08-06T08:20:45Z Spinoziano 2297 +1 1422695 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Rembrandt - Portrait of an old man with a beard - INV 1748.jpg|thumb|''Ritratto di un vecchio con la barba'' ([[Rembrandt]])]] Citazioni sulla '''senilità''', la '''vecchiaia''' e gli '''anziani'''. ==Citazioni== *A chi mi rinfacciava di essere vecchio: "Vecchio è colui che Dio ha abbandonato". ([[Girolamo Cardano]]) *''Ai vecchi tutto è troppo''. ([[Mario Luzi]]) *Alzati davanti a chi ha i capelli bianchi, onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. (''[[Levitico]]'') *{{maiuscoletto|Arrivati}} ad una certa età, non si può più discutere. Si può solo imparare o insegnare. Imparare sarebbe, ancora, il meglio. Ma chi può insegnare a un vecchio? Deve imparare da se stesso, o sparire. ([[Umberto Saba]]) *Assassina della bellezza, rovina della forza, grembo del dolore, tomba del piacere, distruzione dei ricordi, nemica dei sensi: questa [...] si chiama vecchiaia. ([[Aśvaghoṣa]]) *Brutta. Ma vorrei fosse lunga, anche se un pochino fastidiosa. Credo ci si possa divertire anche allora. ([[Vittorio Gassman]]) *Bisogna diffidare sempre dell'impressione che producono i vecchi, specialmente se sono persone beneducate e cortesi. Nella vecchiaia, quando le passioni sono smorzate o impotenti, quando non si commettono più errori o delitti, si ridiventa buoni o si ha l'aria di esserlo, anzi si ha l'aria di esserlo sempre stati. La [[Madame de Sévigné|signora di Sévigné]] chiamava quel demonio di [[Jean-François Paul dei Gondi|Retz]] ormai vecchio, sempre e soltanto «il nostro ''buon'' cardinale». ([[Charles Augustin de Sainte-Beuve]]) *Carattere fondamentale della vecchiajà è il disinganno; in essa non più di quelle illusioni che davano alla vita una bellezza incantevole ed all'attività uno stimolo; si ha conosciuto la nullità e la vanità in questo basso mondo di qualunque magnificenza. ([[Arthur Schopenhauer]]) *Certi vecchi sono come gli elefanti. Di tanto in tanto s'eccitano e diventano selvaggi. ([[Charles Dickens]]) *Chi sostiene che la vecchiaia è la stagione della serenità mente. E' è la stagione delle tempeste. Della rabbia per tutto quello che si è perso, e dell'angoscia per il fatto di non avere più tempo a disposizione. E anche della paura di esporsi al ridicolo, se si vuole afferrare almeno qualche cosa. ([[Stefano Brusadelli]]) *Ci si ricorda della vecchiaia soltanto quando ci tocca personalmente con le sue ali fragili e bianche. Ci troviamo in quella solitudine che prima abbiamo procurato. ([[Luca Goldoni]]) *– Ciò che è vecchio è sempre meglio. Io non vedo l'ora di diventarlo...<br>– Ma pensa, pure io: puoi girare sempre in tuta, se hai il rossetto sbavato non fa niente...<br>– Puoi rubare nei negozi e far finta di non essere lucido...<br>– Puoi schiacciare pisolini ovunque, addirittura al volante. Sarà una pacchia! Non vedo l'ora di essere una vecchia carampana piena di rughe. (''[[How I Met Your Mother (sesta stagione)|How I Met Your Mother]]'') *Da vecchi si diventa ''invisibili'': in una sala d'aspetto, tutti in fila, entra una ragazza che cerca qualcuno. Fa il giro con gli occhi e quando arriva a te, ti salta come un paracarro. La vecchiaia comincia allora. Si entra, già da allora, in quella azienda a orario continuato, qual è il calendario; il risveglio al mattino diventa uno scarto metafisico; il movimento nella strada si aggiunge come l'avvertimento che per gli ''altri'' il tempo è scandito dagli orari. ([[Valentino Bompiani]]) *Dignità del vecchio è la sua canizie: e la vecchiaia è corona al suo capo, se accompagnata a bontà. ([[Niccolò Tommaseo]]) *È il grande inganno: la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano [[attenzione|attenti]]. ([[Ernest Hemingway]]) *È la [[Interazione gravitazionale|gravità]] che porta la vecchiaia. ([[Arthur C. Clarke]]) *È paradossale davvero. Tutta questa meravigliosa tecnologia, eppure continuiamo ad essere soggetti agli insulti della vecchiaia. Che cosa umiliante. Il nostro corpo tradito lentamente da forze che non possiamo padroneggiare. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation]]'') *È un senso di cambiamento, a volte di rottura, scendere i gradini di una prigione dove nessuno ti spinge, ma nella quale inesorabilmente finisci. ([[Andrea Carandini]]) *È verissimo {{NDR|che con l'avanzare dell'età si diventa più cattivi}}. Viviamo nell'ipocrisia da secoli. Il vecchietto buono è una vipera che in realtà vorrebbe vedere tutti morti attorno a sé tranne lui. Noi anziani siamo [[Cattiveria|cattivi]] perché non abbiamo più vita. Siamo qua, ma senza vita. Dobbiamo essere anche buoni? È impossibile. La bontà dei vecchietti è un'invenzione. Facciamo finta, è ovvio, ma sotto sotto siamo crudelissimi. ([[Natalia Aspesi]]) *È vero che in vecchiaia si vive sotto l'ombra della morte, la quale, come una spada di Damocle, può piombarci sopra ad ogni istante; ma si è già trovato tante volte che, nella vita, la paura è maggiore del male, che si è ormai diventati come la gente che vive ai piedi del Vesuvio, e si accetta il rischio senza timori eccessivi. ([[Samuel Butler]]) *Ecco che cos'è la vecchiaia: si pensa tutto il contrario che in gioventù. Chi combina i guai maggiori a questo mondo? I vecchi, sempre preoccupati di quello che accadrà su questa terra quando loro non ci saranno più. E sono loro che provocano le guerre, perché la guerra è l'unica cosa che riesce ancora ad animarli un po'. (''[[Io ti salverò]]'') *Eh, brutto affare la vecchiaia, si è di ingombro a tutti! Aveva ragione quel tale che diceva: «i vecchi bisognerebbe ammazzarli da piccoli». (''[[4 passi fra le nuvole]]'') *– Ehi, ma quelli sono cobra! <br />– Sì. Li catturo e poi organizzo dei combattimenti tra anziani e cobra. <br />– Ma i cobra vinceranno sempre! <br />– Lo so. ma guai a contraddire un anziano!<br />– Avanti, ragazzo! Gettami quel cobra! Forza! (''[[Rat-Man]]'') *Era in quel momento che capivi di essere diventato vecchio, quando te ne stavi seduto a chiederti dove era finito tutto. ([[Charles Bukowski]]) *Età avanzata. Momento della vita in cui si chiude un occhio sui vizi che ci si possono ancora concedere e si scagliano fulmini su quelli che non si è più in grado di commettere. ([[Ambrose Bierce]]) *Forse alla vecchiaia si accompagna quel sentimento di sazietà che assale i passeggeri di un traghetto, al momento dello sbarco, dopo una lunga e turbolenta traversata, quando sulla scaletta per scendere a terra incrociano gli sguardi smaniosi di salire e ancora tutti da riempire dei nuovi passeggeri e per nessuna ragione al mondo vorrebbero trovarsi al loro posto? ([[Maria Pace Ottieri]]) *Forse la vecchiaia prende tutti alla sprovvista. Non si esauriscono le passioni, ma le forze. ([[Il'ja Grigor'evič Ėrenburg]]) *Gli anni che avanzano si insidiano nel tuo corpo, puoi tentare di esorcizzarli, ma non li puoi dominare. Non sono uno sciocco, so di essere al tramonto della mia vita di uomo e di attore, spero solo che il momento finale sia rimandato. ([[Glauco Mauri]]) *Gli anziani hanno un'opinione su tutto, e nella vita non esitano più prima di agire. ([[Anna Frank]]) *Gli anziani sono bambini che crescono all'indietro. ([[Romano Battaglia]]) *Hai mai conosciuto quegli uomini che in vecchiaia scoprono il [[sesso]] e la [[religione]]? Diventano ansiosi, ardenti, instancabili. ([[Mario Vargas Llosa]]) *I pregi, a dire il vero, sono davvero pochi. Ma forse c'è più tempo per ricreare equilibri, fare valutazioni, assaporare il vissuto, arrivare a una saggezza. ([[Milva]]) *In questa bruttura rifratta allo specchio c’è la bellezza di diventar vecchio. Un po’ più vecchio. ([[The Vad Vuc]]) *''I veci che 'speta la morte. || I la 'speta sentai su le porte | de le cesete svode d'i paesi; | davanti, sui mureti, | co' fra i labri la pipa. | E par ch'i vardi el fumo, | par ch'i fissi el ziel bianco inuvolado | col sol che va e che vien, | ch'i vardi in giro le campagne e, soto, | i copi e le stradete del paese.'' ([[Virgilio Giotti]]) *Io attendo con impazienza le rughe, la vecchiaia: le rughe mi toglieranno questo volto di bambola, e la gente mi prenderà più sul serio, potrò interpretare ruoli più intelligenti. ([[Virna Lisi]]) *''I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, | non sanno distinguere il vero dai sogni. | I vecchi non sanno, nel loro pensiero, | distinguer nei sogni il falso dal vero.'' ([[Francesco Guccini]]) *Il privilegio di diventare vecchi, significa che non si è morti giovani. ([[Kim Basinger]]) *Il vecchio vive di ricordi e per i ricordi, ma la sua memoria si affievolisce di giorno in giorno. Il tempo della memoria procede all'inverso di quello reale: tanto più vivi i ricordi che affiorano nella reminiscenza quanto più lontani nel tempo degli eventi. Ma sai anche che ciò che è rimasto, o sei riuscito a scavare in quel pozzo senza fondo, non è che un'infinitesima parte della storia della tua vita. ([[Norberto Bobbio]]) *Io non sono vecchio! Non vogliono dir nulla settantaquattro anni! Cinquant'anni non sono nulla, non mi separano affatto dalla giovinezza. Se mi volto, dietro le mie spalle c'è la giovinezza chiara, nitida, e dietro c'è la fanciullezza, ancora più chiara e nitida di quando avevo vent'anni. I pensieri sono con me, li devo ancora sviluppare, e così i sentimenti, i desideri: li devo ancora appagare! Io non sono affatto sazio di vita, comincio appena ora ad assaporarla! Perché mi mettete addosso questi dolori artritici, queste rughe che mi fanno ghignare mentre non ghigno affatto, queste borse di pelle? Perché m'impastoiate come un mulo e mi accecate? Perché mi otturate le orecchie? E perché mi guardate con quegli occhi che trovano naturale che io muoia? C'è un errore, ve lo giuro! Arrivate alla mia età e ve ne accorgerete! Ma allora avrete anche voi un bel gridare, e quelli che avranno i venti, i trenta, i quaranta, i cinquant'anni che adesso avete voi non vi crederanno, e vi conforteranno col tono bonario che si usa con i pazzi quando dicono d'essere sani! ([[Vitaliano Brancati]]) *I vecchi hanno la memoria delle cose antiche e non la memoria delle cose recenti. «Il ricordo di lontano», dice il popolo. I vecchi hanno nella memoria il medesimo difetto che hanno nella vista; e si può dire di essi che hanno la memoria lunga. ([[Joseph Joubert]]) *I vecchi sono eunuchi del tempo. ([[Pietro Aretino]]) *Invecchiare è un processo inevitabile, non lo è sentirsi vecchi. ([[Kabir Bedi]]) *L'altro giorno mi domandavano: «Che cosa sta facendo? ― Mi diverto a invecchiare, risposi. È un'occupazione di tutti gli istanti». ([[Paul Léautaud]]) *L'età avanzata è pensosa, composta, rivolta alla stabilità: con poco sforzo giunge alla pace interiore, sia per l'impossibilità di agire altrimenti sia per verecondia. ([[Aśvaghoṣa]]) *L'intelligenza dei vecchi è una macchina che funziona nel vuoto. ([[Maurice Maeterlinck]]) *La donna non è vecchia finché ispira dell'amore. ([[Alphonse Karr]]) *La faccia è il primo segno da cui prende le mosse l'etica di una società. [...] La faccia della persona matura è un atto di verità, mentre la maschera dietro cui si nasconde un volto trattato con la chirurgia è una falsificazione che lascia trasparire l'insicurezza di chi non ha il coraggio di esporsi alla vista con la propria faccia. Preferire una velina a una persona matura significa preferire l'anonimato di un corpo a un corpo formato da un carattere, che nell'età matura appare nella sua unicità, facendoci finalmente conoscere quel che davvero una persona è nella sua specifica unicità. [...] finisce per dar corda a quel mito della giovinezza che visualizza la vecchiaia come anticamera della morte. ([[Umberto Galimberti]]) *La medicina non può far molto per i mali che si accompagnano alla senescenza. Non può guarire le malattie cardiovascolari, la maggior parte dei tumori, l'artrite, la sclerosi multipla o la cirrosi avanzata. Qualcuno dei malanni di cui soffrono gli anziani può essere talvolta alleviato. Di massima, le cure dei vecchi che comportano un intervento professionale non soltanto aggravano le loro sofferenze ma, se l'intervento riesce, le protraggono. Sorprende quindi la quantità delle risorse che si spendono per curare la vecchiaia. ([[Ivan Illich]]) *La [[morte]] non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. ([[Giacomo Leopardi]]) *La vecchiaia ama sempre la [[Vigilanza|veglia]]; quasi che l'uomo, quanto più lungo è il tempo che l'ha tenuto allacciato alla vita, tanto di meno abbia a che fare con ciò che rammenta la morte. ([[Herman Melville]]) *La vecchiaia arriva bruscamente, come la neve. Una mattina, svegliandosi, ci si accorge che tutto è bianco. ([[Jules Renard]]) *''La vecchiaia arriva con un sorriso | per ogni bimbo amato. | La vecchiaia arriva per infastidire | i giovani che sognano il [[suicidio]].'' ([[Red House Painters]]) *La vecchiaia comincia il giorno in cui, invece di scrivere a una donna, le telefoniamo. ([[Gesualdo Bufalino]]) *La vecchiaia degli uomini celebri sia inviolata e sicura. ([[Tito Livio]], attribuita a [[Tiberio Sempronio Gracco]]) *La vecchiaia è bella. Peccato che duri poco. ([[Gianni Brera]]) *La vecchiaia è l'età più capace di rancori. Per la collera manca la forza, manca la rapidità della reazione, e al colpo non corrisponde la percossa. ([[Paolo Mantegazza]]) *La vecchiaia è quando si comincia a dire: «Non mi sono mai sentito così giovane». ([[Jules Renard]]) *La vecchiaia è un aggiustamento continuo con cacciavite e chiave inglese. ([[Carlo Fruttero]]) *La vecchiaia è un periodo della vita in cui se una persona ha la possibilità di essere sufficientemente in salute, non ci si può lamentare, ma si possono cogliere i lati positivi della vita. ([[Isa Barzizza]]) *La vecchiaia ha i suoi momenti belli. ([[Albert Einstein]]) *La vecchiaia, in definitiva, non è che la punizione di essere vissuti. ([[Emil Cioran]]) *La vecchiaia non è altro che la mancanza di reazione. ([[Franco Berrino]]) *La vecchiaia stessa è una malattia. ([[Publio Terenzio Afro]]) *La vecchiaia vorrà dire in noi, essenzialmente, la fine dello stupore. Perderemo la facoltà sia di stupirci, sia di stupire gli altri. Noi non ci meraviglieremo più di niente, avendo passato la nostra vita a meravigliarci di tutto; e gli altri non si meraviglieranno di noi, sia perché ci hanno già visto fare e dire stranezze, sia perché non guarderanno più dalla nostra parte. […] L'incapacità di stupirsi e la consapevolezza di non destare stupore farà sì che noi penetreremo a poco a poco nel regno della noia. La vecchiaia s'annoia ed è noiosa: la noia genera noia, propaga noia intorno come la seppia propaga l'inchiostro. Noi così ci prepareremo ad essere assieme e la seppia e l'inchiostro: il mare intorno a noi si tingerà di nero e quel nero saremo noi: proprio noi che il colore nero della noia l'abbiamo odiato e rifuggito tutta la vita. Fra le cose che ancora ci stupiscono c'è questo: la nostra sostanziale indifferenza nel sottostare a un simile nuovo stato. Tale indifferenza è provocata dal fatto che a poco a poco veniamo cadendo nell'immobilità della pietra. ([[Natalia Ginzburg]]) *La vecchiezza non deve essere altro che la lenta progressione di questo sentimento, l'abbandono reciproco di tutti verso uno e di uno verso tutti per una solitudine annebbiata, silenziosa, immobile. ([[Alfredo Oriani]]) *La vita negli ''anni della vecchiaia'' assomiglia al quinto atto di una tragedia: si sa che la fine tragica è vicina, ma non si sa ancora quale sarà. ([[Arthur Schopenhauer]]) *''Le parole del vecchio conservatele nel sacco | la sua salma conservatela come di dovere.'' ([[proverbi tatari|proverbio tataro]]) *Le persone anziane devono generalmente evitare di parlare troppo e di tediare coloro che le ascoltano. Sappiamo che l'amar discorrere è un difetto della vecchiaia, e questo sconvolge l'ordine prescritto dall'apostolo san Giacomo, il quale sostiene che ''l'uomo deve essere pronto ad ascoltare e lento a parlare''. I vecchi devono prevenire questo rimprovero con un prudente silenzio. ([[Joseph Dinouart]]) *Lo studio è la miglior [[previdenza]] per la vecchiaia. ([[Aristotele]]) *Ma dico io, al posto di sentirci nell''''autunno'''<!--Non rimuover il grassetto, sta così nel fumetto!--> della vita, non sarebbe più ottimista pensare di essere nella '''primavera'''<!--Non rimuover il grassetto, sta così nel fumetto!--> della morte? ([[Quino]]) *Mi divertono molto gli anziani ora, nella loro razionale follia. [...] Mi diverto a guardare le loro pazzie senili, fonte inesauribile di gag, dall'ossessione per i lavori stradali a certi commenti geniali. ([[Leo Ortolani]]) *Mia cara, la vecchiaia è come un aereo che vola nella tempesta. Una volta che ci sei dentro, non puoi farci più nulla. Non si ferma un aereo, non si ferma una tempesta, non si ferma il tempo. Quindi tanto vale pigliarsela calma, in saggezza. ([[Golda Meir]]) *Minacciosa, orrenda è la vecchiaia che vi sta innanzi, e nulla ridà indietro! La tomba è più misericordiosa di lei, sulla tomba sta scritto: qui è sepolto un uomo; ma nulla si legge sui freddi, insensibili tratti dell'umana vecchiaia. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']]) *''Niente più frustrazioni | non sono più un innamorato | niente più umiliazioni | solo un saluto mormorato | «Signora, addio». | La gioventù non fa per me, chiedo perdono | Matusalemme è ormai il mio santo patrono | non son mai stato meglio di così. | Oh, meno male che non sono più giovane!'' (''[[Gigi (film 1958)|Gigi]]'') *— No — disse Riccardino, scotendo il capo — ma di questi vecchi... non c'è da fidarsi molto, Rico. Ho una vecchia zia laggiù nel Dorsetshire che doveva morire quando io avevo otto anni, e non ha mantenuto ancora la promessa. Sono così opprimenti, così incoerenti, così sprezzanti questi vecchi... Se in famiglia non c'è l'apoplessia, Rico, non si può fare alcun calcolo su di loro, e anche allora son capaci di fartela in barba. ([[Charles Dickens]]) *Non bisogna sparlare della vecchiaia, alla quale tutti desideriamo giungere. ([[Bione di Boristene]]) *Non comincia finché hai qualche interesse, qualche curiosità. La pietà di Dio ci comunica che inizia la vecchiaia quando ci dà il distacco dalle cose terrene. ([[Enzo Biagi]]) *Non è dubio che quanto l'uomo più invecchia, più cresce la avarizia; si dice communemente esserne causa perché lo animo diminuisce; ragione che non mi è troppo capace, perché è bene ignorante quello vecchio che non cognosce che sempre con la età si diminuisce el bisogno. Ed inoltre veggo che ne' vecchi si augumenta al continuo, cioè in molti la lussuria, dico lo appetito, non le forze, la crudeltà e gli altri vizi; però credo che la ragione possi essere che l'uomo quanto più vive tanto più si abitua alle cose del mondo ed ''ex consequenti'' più le ama. ([[Francesco Guicciardini]]) *Non è l'affievolirsi della vista, dell'udito, della memoria, della libido che segna l'avvento della vecchiaia e annunzia la prossima fine; ma è, dall'oggi al domani, la caduta della curiosità. ([[Gesualdo Bufalino]]) *{{NDR|Ultraottantenne}} Non è stanco perché ha camminato o altro, ma stanco per il carico degli anni. Com'è giusta la parola «carico», perché la sua stanchezza è quella di chi ha portato dei pesi. Ecco perché si dice «il peso degli anni». È anche una stanchezza mentale? Certo anche quella. Gli sfuggono nomi di amici che lui ben conosce, molti di loro sono morti, la sua memoria si aggira ormai in un cimitero. ([[Raffaele La Capria]]) *Non mi ero mai reso conto che per gli umani diventare vecchi fosse un'esperienza così traumatica. Su [[Cardassiani|Cardassia]], l'età avanzata è considerata come un segno di potere, di dignità. ([[Elim Garak]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'') *Non scherziamo sulla vecchiaia, c'è gente che ci muore. ([[Corrado Guzzanti]]) *Non si può pretendere una vecchiaia serena e raggiante senza aver elaborato il lutto per la propria giovinezza e aver meditato sulla propria morte futura. ([[Marie de Hennezel]]) *Non so cosa significhi vecchio. Io nella mia vita ho sempre esplorato, imparato e a volte qualcosa ho pure insegnato. ([[Carmelo Pittera]]) *''Non tutti i mali | Vecchiezza ha eco: che restando in calma | Dalle procelle de gli affetti il core, | Se gli occhi foschi son, chiara è la mente, | E se vacilla il pie', fermo è 'l consiglio''. ([[Scipione Maffei]]) *Non userei, per dire che qualcuno è vecchio, nessuna parola che non fosse "vecchio": quando leggo "è scomparso" penso sempre si tratti di un caso per ''Chi l'ha visto?'', poi capisco che è semplicemente un titolo fatto da qualcuno che ha paura delle parole e non osa dire "morto". Certo bisogna decidere cosa significhi "vecchio": per una cinquantenne e per una novantenne forse non ha senso usare la stessa parola. Io per me uso "vegliarda", ma più che con l'età ha a che fare con l'antiquariato, con l'essere – nei gusti, nella formazione, nelle attitudini – una ragazza del secolo scorso. ([[Guia Soncini]]) *Non vorrei mai diventare un uomo anziano. Per me, essere vecchi significa avere quindici anni in più di quelli che si hanno in realtà. ([[Bernard Baruch]]) *O Tempo divoratore, e tu, invidiosa Vecchiaia, voi tutto distruggete e a poco a poco consumate ogni cosa facendola morire, rosa dai denti dell'età, di morte lenta. ([[Publio Ovidio Nasone]]) *Ora sono vecchio e non rispetto più che le leggi della vecchiaia, che purtroppo sono le leggi della morte. ([[Giuseppe Ungaretti]]) *''Parla, o anziano, poiché ti si addice, | ma con saggezza, e non disturbare la musica.'' (''[[Siracide]]'') *Penso che bisognerebbe andarsene tutti a ottant'anni. Per legge. ([[Dino Risi]]) *Per gli anziani la solitudine è una prigione a cielo aperto. ([[Giorgio Panariello]]) *Pochi sanno essere vecchi. ([[François de La Rochefoucauld]]) *Quand'è che si è vecchi? Quando non ci si piace più e il pensiero di piacere a qualcuno, tu che non ti piaci più, ti riempie di sgomento, e di orrore, per te e l'improvvida creatura, segnata dai fulminanti traumi della sua indecifrabile crescita sentimentale. ([[Aldo Busi]]) *Quand'ero piccolo amavo i vecchi, poi a un'età giovanile, non so, frequentavo i vecchi e non i giovani. Perché dai vecchi io apprendevo la saggezza, apprendevo e stavo a sentire quello che mi dicevano. E in quell'epoca i vecchi erano più altruisti. Mi ricordo un particolare: non vedevo l'ora di diventare vecchio. ([[Eduardo De Filippo]]) *Quando invecchiamo, Dio fa in modo che la nostra vista s'indebolisca così che guardandoci allo specchio possiamo dire: "Non sono cambiata affatto". ([[Helen Hayes]]) *Quando si invecchia, diventa più difficile vedere quello che ci sta di fronte e più facile vedere ciò che è nascosto. (''[[The Legend of Zelda: Breath of the Wild]]'') *Quando si tratta di costruire una nazione, i vecchi non vanno ascoltati. Perché, se si ascoltano, si ripetono i loro stessi errori. ([[Nguyễn Cao Kỳ]]) *– Sapete, il nonno puzza come quel baule in garage con il fondo tutto fradicio.<br>– No, puzza più come un laboratorio fotografico.<br>– Smettetela tutti e due! Il nonno puzza come un semplice vecchio, cioè come un corridoio d'ospedale aggiunto a un misto di spazzatura vari.<br>– Homer, ma cosa dici! Dovremmo insegnare ai ragazzi ad apprezzare gli anziani! Anche noi saremo vecchi un giorno.<br>– Uh! Mio Dio, hai ragione Marge! Voi ragazzi non mi metterete in una [[casa di riposo]] come io ho fatto con mio padre, vero?<br>– Be'... ([[I Simpson (seconda stagione)|''I Simpson'']]) *Sapeva [[leggere]]. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l'antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia. ([[Luis Sepùlveda]]) *Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. ([[Erasmo da Rotterdam]]) *Se non è un Maestro, se non è azzerato dalla senilità, se si comporta come è sempre stato, solo con più anni, il vecchio, meglio il vecchietto, ha diritto a un solo aggettivo, appunto "arzillo". [...] Entrando nella vecchiaia, le persone qualsiasi non hanno diritto alla loro identità, ma a una comune condizione di antipatica sopravvivenza, l'arzillità. ([[Natalia Aspesi]]) *Si dice che i vecchi sono stanchi e aspettano quel momento. Io credo che non si è stanchi mai di vivere, forse la stanchezza proviene solo da una sterminata malinconia. ([[Luca Goldoni]]) *Si diventa vecchi e si scopre di essere pronti per qualcosa, ma non si sa che cosa. Ci si continua a preparare. Ci si pettina, si sta alla finestra a guardare fuori. A me sembra di avere sempre un piccolo rompipalle che mi gira intorno. ([[Don DeLillo]]) *Si ha sempre da imparare quando si ascoltano e si considerano senza pregiudizio le vedute degli anziani, soprattutto partendo dalla loro esperienza. ([[Edith Stein]]) *Si passano tanti anni della nostra esistenza rinchiusi in stanze polverose cercando oscure verità, scavando, consultando, finché si è troppo vecchi per godersi la vita. (''[[La maschera di Frankenstein]]'') *Siamo anziani e [[giovane|giovani]] in più momenti della giornata, a seconda del sentimento che mettiamo in campo. La [[tenerezza]] è quello che avvolge sia infanzia che vecchiaia. ([[Eleonora Lombardo]]) *Siamo vecchi. Ma la magia di noi ottantenni è che viviamo senza avere davanti lo spettro della morte. E non si creda che siamo qui per togliere spazio ai giovani. Perché i giovani hanno bisogno di guardare in faccia qualcuno che crede in loro non solo a parole. Io sono uno di quelli. ([[Antonio Mazzi]]) *Sono un VECCHIO, e lo dico perché mi sono profondamente antipatiche le parole che ghettizzano le categorie, siano esse parole come ANZIANO, turista, neri bianchi o gialli, anni orsono capii che si entrava in questo brutto periodo quando qualcuno mi chiese se io fossi sportivo, e quando risposi affermativamente elencando gli sport che praticavo, mi rispose: «ma no, voglio solo sapere se segui le partite di calcio in televisione», e quello fu l'inizio della fine: i viaggiatori si estinsero con la nascita dei turisti; i vecchi con gli anziani. ([[Alessandro Ruspoli, 9º principe di Cerveteri]]) *Spesso l'[[anima]] raggiunge una maturità di perfezione, quando la vecchiaia ha già guastato l'involucro che la contiene. ([[George Eliot]]) *– Sto diventando vecchio.<br>– Perché hai i capelli bianchi?<br>– I capelli non c'entrano. Ma quando non si riesce a chiedere alla mente che cosa pensa, sei diventato vecchio. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]'') *– Tu hai deciso che oramai sei un uomo vecchio. Ed è questo che ti fa diventare vecchio.<br>– Io sono vecchio e anche tu sei vecchio, Charlie! E questo è un fatto!<br>– Un fatto...<br>– Le tue ossa sono vecchie e si romperanno se ci corri sopra! Il tuo cuore è vecchio e i tuoi polmoni sono vecchi! Sei alla fine, amico mio, consumato dal tempo che passa. (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (terza stagione)|Ai confini della realtà]]'') *Tu non hai mai posseduto la castità. La castità è un dono della purezza, non il penoso risultato della vecchiaia, e tu sei vecchio, Gustav. E non c'è al mondo impurità così impura come la vecchiaia. (''[[Morte a Venezia (film)|Morte a Venezia]]'') *Un altro segno di vecchiaia: voler raccogliere avidamente le cattive notizie, gioire dei dati che preludevano al disastro finale. ([[Nigel Kneale]]) *Un uomo invecchia, ha in sé il sentimento radicale della debolezza, dell'atonia, del malessere che accompagna il progredire dell'età e, provandolo, immagina di essere ammalato, calma i propri timori con l'idea che la sua condizione penosa sia dovuta a qualche causa particolare, dalla quale, come da una malattia, spera di guarire. Vane immaginazioni! La malattia è la vecchiaia ed è un'orribile malattia. ([[Aldous Huxley]]) *{{NDR|«Che cos'è la vecchiaia?»}} Una brutta roba. Ma non pessima. Se prendi la giusta distanza, è sopportabile. ([[Giuseppe Farina (imprenditore)|Giuseppe Farina]]) *Vecchiaia, antica catena di vittorie, dov'è il tuo conforto? ([[John Gardner]], ''L'orco'') *Vecchio non significa sordo. (''[[NCIS - Unità anticrimine (prima stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'') ===[[Marco Tullio Cicerone]]=== *La [[vecchiaia]] è il compimento della vita, l'ultimo atto della commedia. *La vecchiaia, specialmente quella che ha conosciuto tutti gli onori, possiede un'autorità che vale ben più di tutti i piaceri della giovinezza. *Nessuno è tanto vecchio da non credere di poter vivere ancora un anno. ===[[Fausto Gianfranceschi]]=== *Da vecchi il pessimismo è superfluo: il peggio è in atto. *La vecchiaia comincia quando nella forma del viso si intuisce il teschio. *Sono eroi i combattenti che affrontano la morte in guerra. Siamo eroi anche noi vecchi che affrontiamo la morte senza bombe e senza assalti, senza fracasso e senza gloria. ===[[Marcello Marchesi]]=== *Cominciai a odiare i vecchi. Tutti. I collaudatori di panchine. I cornettacusticati. I piscia­sulle­scarpe. Gli sputa­sul­gilet. I mentolisti asmatici. I saggi merdosi. Tutti. *Gesù è morto troppo giovane per conoscere gli acciacchi della vecchiaia. Ecco perché non ci sono cure adatte per certe malattie dei vecchi. *L'unica consolazione della vecchiaia è che hai tante cose da raccontare. Se trovi chi te le ascolta. *La vecchiaia non esiste. È una mezza età portata male. *Non è vero che tutti i vecchi sono rompicoglioni. Io, per esempio, sì. ===[[Mariano José Pereira da Fonseca]]=== *I sogni degli anziani possono essere qualificati come dialoghi fra i morti. *I vecchi diventano censori quando non possono essere più peccatori. *L'anziano assennato gode più nel non soffrire, di quanto soffra nel non godere. *Nei sogni dei vecchi si verifica la resurrezione dei morti. ===[[Marco Presta]]=== *Gli anziani, in ogni funerale, contemplano il proprio. Alla fine del rito, più che addolorati, li vedi atterriti. *Le persone anziane vanno evitate come la peste. <br/> Sono noiose, ripetitive, insopportabili. Parlano solo di malattie e di ricordi. E i ricordi di solito non riguardano gesta eroiche, traversate oceaniche, orge in un bordello di Marsiglia. Ti parlano di zio Peppino che mangiava le ciliegie con tutto il nocciolo o della piazza di un paesello insignificante che, a bombardarlo, non si farebbe un soldo di danno. *Non è facendo le scale che t'accorgi d'essere anziano e neanche dal fatto che dormi meno o che senti poco quando ti parlano. <br/> È di fronte al bancomat che la senilità si manifesta in tutta la sua spietatezza. Il vecchio si avvicina a questi distributori automatici con lo stesso orrore delle vergini che venivano condotte all'altare per essere sacrificate. *Non ho niente da fare e penso che, in fondo, essere vecchi significa questo. Non avere nessun progetto. ===''[[I racconti di Canterbury]]''=== *È proprio vero che la vecchiaia ha molte risorse: i vecchi hanno sempre senno ed esperienza. Si può vincere un vecchio con le gambe, ma con la testa no. *Io son vecchio, e non mi piace scherzare alla mia età. Il tempo dell'erba è finito, per me: ora c'è il fieno. Questa vetta bianca porta scritti i miei vecchi anni; anche il mio cuore è ammuffito come i miei capelli, se pure non faccio come fanno le nespole: poiché questo frutto più sta, e più si fa cattivo, finché finisce per marcire fra i rifiuti o sulla paglia. Ho paura che noi vecchi facciamo proprio così: finché non siamo marci, non possiamo essere maturi. Noi siamo sempre pronti a saltare finché il mondo ci suona il flauto, poiché nella nostra volontà c'è sempre fitto questo chiodo: di aver il capo bianco e la coda verde, come il porro; poiché sebbene il nostro vigore se ne sia andato, la nostra volontà ha sempre desiderio di folleggiare allo stesso modo. E quando non possiamo fare, allora vogliamo parlare. Sotto la nostra vecchia cenere è sempre adunato il fuoco. *Noi vecchi abbiamo quattro carboni accesi, che vi nominerò: millanteria, menzogna, collera e cupidigia; queste quattro faville sono proprie della vecchiaia. Le nostre vecchie membra hanno un bell'esser deboli: la volontà non vuol venir meno, questo è certo. Ed io, ancora, ho sempre un dente di puledro, nonostante che molti anni siano passati, da quando la cannella della mia vita cominciò a buttare. Poiché, certamente, appena io fui nato, la morte girò subito la cannella della vita, e la fece scorrere; e fin da allora la cannella ha buttato tanto, che la botte è quasi vuota. Il fiume della vita, in me, ormai è sceso al capo delle doghe. La lingua, sciocca, può ben sonare le campane di una follia che è passata da lungo tempo: pei vecchi, salvo il rambimbimento, non c'è più nulla. *Vi consiglio a non voler fare del male a un vecchio, come voi non vorreste fosse fatto a voi un giorno in vecchiezza, se vi sarà dato di campare tanto. ===[[Lev Tolstoj]]=== *Com'è bella, com'è meravigliosa la vecchiaia! Non ci sono più desideri, né passioni, né la minima agitazione, né vanità! *Il progresso morale dell'umanità lo si deve ai vecchi. I vecchi diventano migliori e più saggi, trasmettono la loro esperienza alle nuove generazioni. Senza di loro l'umanità rimarrebbe stazionaria. *Non solo gli uomini, ma anche gli animali nella vecchiaia diventano più buoni. ===[[Walt Whitman]]=== *''[[giovinezza|Gioventù]], ampia, lussureggiante, amorosa – gioventù piena di grazia, di vigore e di fascino, | lo sai che la Vecchiaia può succedere a te con grazia uguale, vigore e fascino uguale?'' *''In te veggo l'estuario che si dilata e dispiega maestoso, a misura che sfocia nel gran mare.'' *''Vecchiaia calma, distesa, ampliata dalla superba vastità universa, | vecchiaia che libera scorre sotto la dolce, incombente libertà della morte.'' ==Proverbi== *Il diavolo, dove non ha tempo d'andare, manda una vecchia. ([[Proverbi russi|russo]]) *Se vuoi vivere vecchio parecchio, – Devi vivere, a tempo, da vecchio. ([[Proverbi latini|latino]]) ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *«La vecchiaia ha la precedenza», disse la recluta al veterano quando si trattò di dar l'assalto. *«La vecchiaia vuol essere onorata disse il [[frate]]» ed afferrò la bottiglia del vino più vecchio. *Al vecchio non manca mai di raccontare né al sol né al focolare. *Chi è vecchio e non lo crede, al saltar della fossa se n'avvede. *Chi ingrassa la vecchiaia, gode due gioventù. *Chi non segue virtù in giovinezza, fuggire il vizio non potrà in vecchiezza. *Chi vuol mietere in vecchiaia, semini in gioventù. *Ciò che impari da [[gioventù|giovane]] non dimentichi da vecchio. *Dio e vecchi si devono onorare. *È bello invecchiare dove si onorano i vecchi. *È gran saviezza [[risparmio|risparmiar]] per la vecchiezza. *Fa torto al vecchio chi lo piglià per la barba. *Gente vecchia vuol rispetto. *I vecchi stanno male senza calore. *Il vecchio che si cura, cent'anni dura. *Il vecchio è avaro perché sa ciò che costa il denaro. *Il vecchio rimbambisce, il giovane impazzisce. *Il vecchio vuole tre C: comodità, caldo, carezze. *La vecchiaia avanza insieme ai malanni. *La vecchiaia è da ognun desiderata, quando s'acquista viene disprezzata. *La vecchiaia è una malattia di cui bisogna morire. *La vecchiaia ha per compagna l'esperienza. *La vecchiaia sta male senza fuoco. *La vecchiezza è una seconda fanciullezza. *Nella vecchiaia la vita pesa e la morte spaventa. *Non c'è cosa peggiore che in vecchie membra pizzicor d'amore. *Ognuno ha la vecchiaia che si prepara in gioventù. *Quando il vecchio non vuol bere, nell'altro mondo vallo a vedere. *Quando il vecchio piglia moglie, la [[campana]] suona a morto. *Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e tieniti il vino. *Quando la carne diventa frusta, anche l'anima s'aggiusta. *Quando non si può più, si ritorna al buon Gesù. *Se giaci sulle rose da giovane, giacerai sulle spine da vecchio. *Sposo giovane: corna e croce; sposo vecchio: catarro e tosse. *Tre cose cerca il vecchio per tenersi su: buon letto, buon vino e buon fuoco. *Tre cose entrano in casa senza chiamarle: vecchiaia, debiti e morte. *Tutto cala in vecchiezza, fuorché avarizia, prudenza e saviezza. *Uomo vecchio, ogni dì malanno nuovo. *Val più l'ombra di un vecchio, che la presenza d'un giovane. *Vecchio che non indovina, non vale una sardina. *Vecchio è chi muore. *Vecchio in amore, inverno in fiore. *Vecchio innamorato, pazzo spacciato. *Vorrebbe il vecchio ringiovanire, ma ciò che gli riesce è rimbambire. ====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]==== *E viécchie lle próre 'o cupiérchio. ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *Consiglio di vecchio non rompe mai la testa. *Conversazione in giovinezza, fraternità in vecchiezza. *I vecchi andrebbero ammazzati da bambini. *Val più un vecchio in un canto che un giovane in un campo. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Casa di riposo]] *[[Gerontocrazia]] *[[Giovinezza e senilità]] *[[Invecchiamento]] *[[Longevità]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=senilità|preposizione=sulla|wikt|s=Vecchiaia|s_oggetto=una poesia di [[Pietro Metastasio]]|s_preposizione=del XVIII secolo:|s_etichetta=''Vecchiaia''|s2=Elogio della vecchiaia|s2_oggetto=un'opera di [[Paolo Mantegazza]]|s2_preposizione=del XX secolo:|s2_etichetta=''Elogio della vecchiaia''}} {{Età}} [[Categoria:Età (biologia)]] 5ec5lbur1ystmb4qic5kg8n3n6v6sgp Alexandre Dumas padre 0 1958 1422658 1422622 2026-08-05T13:15:42Z Udiki 86035 /* Il conte di Montecristo */ verifico citazione su edizione certa, ho tolto due pezzetti non necessari anche per evitare quegli omissis che corrispondevano a salti nel testo molto lunghi 1422658 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alexandre Dumas.jpg|thumb|Alexandre Dumas]] '''Alexandre Dumas''' (1802 – 1870), scrittore e drammaturgo francese. ==Citazioni di Alexandre Dumas== *Abitualmente comincio un libro solo dopo ch'è stato già scritto. :''En général, je ne commence un livre que lorsqu'il est écrit''.<ref>Da ''Propos d'art et de cuisine''.</ref> *C'è una donna in ogni caso; appena mi portano un rapporto, io dico: "Cherchez la femme."<ref>Da ''I Mohicani di Parigi'', 1854; vedi anche [[w:Cherchez la femme|la voce]] in Wikipedia.</ref> :''Il y a une femme dans toutes les affaires; aussitôt qu'on me fait un rapport, je dis:'' Cherchez la femme!. *Chi legge la [[storia]], se non gli [[storico|storici]] quando correggono le loro bozze?<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name="e" /> *Ci sono certe città sconosciute il cui nome, per inattese, terribili, clamorose catastrofi, talvolta acquista improvvisa fama europea e che s'ergono in mezzo al secolo come una di quelle paline storiche piantate dalla mano di Dio per l'eternità: tale è il destino di [[Pizzo Calabro|Pizzo]]. Senza annali nel passato e probabilmente senza storia nell'avvenire, essa vive sulla sua gloria di un giorno ed è diventata una delle stazioni omeriche dell'Iliade napoleonica. Infatti è noto che fu nella città di Pizzo che [[Gioacchino Murat]] venne a farsi fucilare, là che quest'altro Aiace trovò una morte oscura e cruenta.<ref>Da ''Viaggio in Calabria''.</ref> *{{NDR|In ricordo di Emma Mannoury-Lacour}} Credo proprio che tre quarti del mio cuore, se non il cuore intero, siano morti con lei.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 4 novembre 2004.</ref> *Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle [[donna|donne]] perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.<ref>Citato in Franco Fossati, ''Chi dice donna...'', Armenia, 1987, p. 41. ISBN 8834401786</ref> *E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?<ref>Da ''Kean o Genio e sregolatezza'', IV, 2.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *{{NDR|[[Francesco Mario Pagano]]}} Godeva di una grande reputazione e la meritava sotto tutti i rapporti. [...] La dolcezza della sua parola, la soavità della sua morale l'avea fatto soprannominare il Platone campano, ancora giovane aveva scritto la giurisdizione criminale opera che fu tradotta in tutte le lingue, e che fu menzionata dall'assemblea nazionale francese.<ref>Da ''I Borboni di Napoli: Vol. III'', Napoli, 1862, p. 10-11.</ref> *L'[[orgoglio]] ha quasi sempre una compagna ancora peggiore: l'[[invidia]]. :''L'orgueil a presque toujours une compagne encore pire que lui: cest l'envie''.<ref>Da ''Le Roi des quilles- racconto per bambini'', 1859.</ref> *La sorella era degna compagna del fratello. Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, [[Lucrezia Borgia|Lucrezia]] bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi. Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.<ref>Da ''I Borgia''; citato in [[Corrado Augias]], ''I segreti di Roma'', Oscar Mondadori, 2007, p. 264.</ref> *Nulla riesce meglio del [[successo]], che è la calamita morale che tutto attira a sé.<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name=e /> *Roma e Venezia si riuniranno all'Italia ma chissà se [[Napoli]] non sfuggirà all'Italia. Facile prender Napoli, difficile il conservarla.<ref>Dal giornale ''L'Indipendente'' del 19 dicembre 1862.</ref> *Tutto il delitto della prima {{NDR|[[Eleonora Pimentel Fonseca]]}} fu d'esser una {{sic|patriotta}} ardente; d'aver prima d'ogni altro levato il grido di libertà, quando la libertà apparve in Napoli; d'aver fondato il ''Monitore {{sic|Napolitano}}''. Questo delitto bastò a mandarla al patibolo, anzi alla forca.<br />Per un'oscena cortesia del tribunale verso la plebaglia {{sic|napolitana}}, la forca era alta trenta piedi.<br />Eleonora Pimentel camminò al supplizio col sorriso sulle labbra; nel lasciar {{sic|la}} carcere aveva bevuto una tazza di caffè: nel giunger a piè della forca, le fu chiesto se desiderava qualcosa: avevano l'ordine di accordarle l'ultima sua domanda: speravasi che chiederebbe la vita.<br /> – Datemi un paio di mutande, disse.<br />Lucrezia<ref>Allusione alla Lucrezia romana, moglie di Collatino, suicida per l'oltraggio di Sesto Tarquinio.</ref> non avrebbe nulla trovato di meglio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_Ty7nnZyBCFMC/page/n6/mode/1up Da Napoli a Roma]'', traduzione di Eugenio Torelli, Stabilimento tipografico del Plebiscito, Napoli, 1863, cap. III, p. 71.</ref> ==''Ascanio''== ===[[Incipit]]=== Alle quattro pomeridiane del 10 luglio dell'anno di grazia 1540, un bel giovane, alto, bruno con grandi occhi neri, vestito con elegante semplicità e armato soltanto d'un pugnaletto dal manico mirabilmente cesellato, stava presso la pila dell'acqua benedetta che è sull'entrata della chiesa dei Grandi Agostini, nel recinto dell'Università di Parigi.<br />Questo giovane, senza dubbio per pia umiltà, non si era mosso dal suo posto per tutta la durata dei vespri, e a fronte china, in atteggiamento di dovuta contemplazione, aveva mormorato non so quali parole, forse le preghiere, poiché le aveva dette a voce tanto bassa, che soltanto lui e Dio potevano sapere ciò che egli dicesse. ===Citazioni=== *V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina. (p. 205) *Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede. (p. 205) ==''I tre moschettieri''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Le premier lundi du mois d'avril 1626, le bourg de Meung, où naquit l'auteur du ''Roman de la Rose'', semblait être dans une révolution aussi entière que si les huguenots en fussent venus faire une seconde Rochelle. Plusieurs bourgeois, voyant s'enfuir les femmes le long de la grande rue, entendant les enfants crier sur le seuil des portes, se hâtaient d'endosser la cuirasse, et appuyant leur contenance quelque peu incertaine d'un mousquet ou d'une pertuisane, se dirigeaient vers l'hôtellerie du ''Franc-Meunier'', devant laquelle s'empressait, en grossissant de minute en minute, un groupe compacte, bruyant et plein de curiosité.'' {{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Les Trois Mousquetaires|Les Trois Mousquetaires]]'', MM. Dufour et Mulat, Paris, 1849.}} ====Giuseppe Aventi==== Il primo lunedì dell'aprile 1625, il borgo di Meung, che diede i natali all'autore del ''Romanzo della Rosa'', era in preda al più grande disordine, come se vi fossero capitati gli Ugonotti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, nel veder le donne scappare verso la Strada Grande, e nel sentir gli strilli dei bambini sugli usci delle case, si affrettavano a indossare la corazza, e fortificando la loro risolutezza un po' dubbia, con un moschetto o una partigiana, si avviavano alla locanda del Buon Mugnaio, davanti alla quale c'era un gruppo compatto, chiassoso e pieno di curiosità, che ingrossava di momento in momento. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}utT5qmal_gIC I tre moschettieri]'', traduzione di Giuseppe Aventi, Rizzoli, 2011. ISBN 88-58-61145-6}} ====Maria Bellonci==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 nella città di Meung (dove nacque l'autore del ''Roman de la rose''), sembrava che fosse scoppiata una violenta rivoluzione come se stessero arrivando gli ugonotti per una seconda La Rochelle. Molti cittadini, vedendo le donne precipitarsi verso la strada principale e sentendo i bambini gridare sulle porte di casa, corsero ad armarsi, e, resi più sicuri dal loro moschetto o dalla loro alabarda, si diressero verso l'osteria del ''Franc Meunier'' dove stava ammassandosi, di minuto in minuto più fitta, una folla vociante e curiosa. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}gztjEAAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Maria Bellonci]], Giunti, 2010. ISBN 9788809753570}} ====Antonio Beltramelli==== Il primo lunedì del mese d'aprile del 1625, il borgo di Meung, dove nacque l'autore del ''Romanzo della Rosa'', sembrava essere in piena rivoluzione, come se gli ugonotti fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Parecchi abitanti, vedendo le donne fuggire verso la Grande-Rue e sentendo i bimbi strillare sulle soglie, si affrettarono a indossare la corazza e, puntellando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossando di minuto in minuto, un gruppo di persone compatto, rumoroso e molto incuriosito. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}uuN_DQAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Antonio Beltramelli]] revisionata da Stefano Mazzurana, Mondadori, 2016. ISBN 9788852077920}} ====Angiolo Orvieto==== Il primo lunedì del mese d'aprile 1625 il borgo di Méung ove nacque l'autore del Romanzo della Rosa, sembrava esser in una così completa rivoluzione, come se gli ugonotti vi fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Molti borghigiani vedendo correre le donne lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sul limitare delle porte, si sollecitavano ad indossare la corazza, equilibrando il loro portamento alquanto incerto col mezzo di un moschetto o di una partigiana, o dirigendosi verso l'osteria del Franc-Meunier, davanti alla quale si affrettava ed ingrossava di minuto in minuto, un gruppo compatto, rumoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853}} ====Guido Paduano==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 la cittadina di Meung, dove nacque l'autore del ''Roman de la Rose'', sembrava completamente sconvolta, come se gli ugonotti fossero venuti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, vedendo fuggire le donne dalla parte della Grande-Rue e sentendo piangere i bambini sulle porte, si affrettarono a indossare la corazza e, rafforzando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossandosi di minuto in minuto, una folla compatta, rumorosa e curiosa. ====C. Siniscalchi==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 il borgo di Meung sembrava in aperta rivoluzione come se gli Ugonotti, vi fossero venuti a formare una seconda Rocella. Diversi borghesi, vedendo le donne fuggire lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sulla soglia delle porte, si affrettavano ad indossare la corazza, ed animando il loro coraggio, sebbene poco marziale con un moschetto od una partigiana, correvano tutti verso l'albergo del Franc-Meunier, dinanzi al quale si stipava un gruppo compatto, clamoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975}} ===Citazioni=== *{{NDR|Sul [[XVII secolo]]}} [...] quell'epoca di libertà minima e d'indipendenza massima [...]. (cap. II, ''L'anticamera del signor de Tréville''; 2013) *Quest'altro moschettiere formava un perfetto contrasto con colui che lo interrogava e che gli aveva dato il nome di Aramis. Era un giovane di ventidue o ventitré anni appena, dall'espressione candida e dolce, dall'occhio nero e mite e dalle gote rosee e vellutate come una pesca d'autunno; i suoi baffi sottili disegnavano sul labbro superiore una linea perfettamente diritta, le sue mani pareva evitassero di abbassarsi per timore di fare un po' gonfie le vene, e di tanto in tanto lo si vedeva pizzicarsi l'orlo delle orecchie, per mantenerle di un incarnato tenero e trasparente. Per abitudine, egli parlava poco e con lentezza, salutava molto, rideva senza far strepito e mostrando i denti, di cui pareva avere molta cura come il resto della persona. (cap. II, ''L'anticamera del signor Tréville'') *Il [[coraggio]] è sempre rispettato, anche in un nemico. (cap. V, ''I moschettieri del re e e le guardie del cardinale''; 2013) *[...] tutti per uno e uno per tutti [...]. {{NDR|[[Motti dai libri|motto]]}} (D'Artagnan: cap. IX, ''D'Artagnan si rivela''; 2013) *– Non avete qualche amico con l'orologio che va indietro?<br />– E allora?<br />– Allora andate a trovarlo, in modo che possa testimoniare che alle nove e mezza eravate da lui. È quello che in linguaggio giudiziario si chiama avere un [[alibi]]. (cap. X, ''Una trappola per topi nel secolo diciassettesimo''; 2013) *L'[[amore]] è la più egoista di tutte le passioni. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *– Non ho bisogno di voi.<br />– Ma siete voi che avete chiesto...<br />– L'aiuto di un gentiluomo, non la sorveglianza di una [[Spionaggio|spia]].<br />– È una parola un po' dura!<br />– Come si chiamano quelli che seguono le persone contro la loro volontà?<br />– Indiscreti.<br />– È una parola un po’ troppo morbida. (Signora Bonacieux e d'Artagnan: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] quella brutalità ingenua che le donne preferiscono spesso all'affettazione della cortesia, perché scopre il fondo del pensiero e prova che il sentimento ha la meglio sulla ragione. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] ciò che è [[perdita|perduto]] oggi può non essere perduto per l'avvenire. (Signora Bonacieux: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *— Milord, — esclamò [[Anna d'Asburgo (1601-1666)|la regina]] — voi dimenticate che io non ho mai detto di amarvi.<br />— Ma nemmeno mi avete detto che non mi amavate, e veramente dirmi tali parole sarebbe, da parte della Maestà Vostra, un'ingratitudine troppo grande. Poiché, dove troverete, ditemi, un amore simile al mio, un amore che né il tempo, né la lontananza, né la disperazione possono spegnere; un amore che si accontenta di un nastro smarrito, di uno sguardo perduto, di una parola sfuggita? (Buckingham: cap. XII) *In piedi davanti al caminetto, c'era un uomo di media statura, di aspetto nobile e altero, con gli occhi penetranti, la fronte ampia, un volto smagrito e ancor più allungato dal pizzo e dai baffi. Benché quell'uomo avesse trentasei o trentasette anni appena, capelli, baffi e pizzo cominciavano a farsi grigi. Quell'uomo non aveva spada, ma sembrava, in tutto il resto, un uomo di guerra: i suoi stivali di pelle di bufalo leggermente coperti di polvere indicavano che nella giornata era stato a cavallo. Quell'uomo era [[Armand-Jean du Plessis de Richelieu|Armand Jean Duplessis, cardinale di Richelieu]], non quale viene di solito rappresentato a noi, affranto come un vecchio, sofferente come un martire, il corpo piegato, la voce spenta, sepolto in una grande poltrona come in una tomba anticipata, vivo solo per il suo genio e capace ancora di sostenere la lotta con l'Europa soltanto per la forza del suo pensiero, diuturnamente applicato, ma quale egli era realmente in quel tempo, vale a dire destro e galante cavaliere, già debole nel corpo, ma sostenuto da quella potenza morale che ha fatto di lui uno degli uomini più straordinari che siano mai esistiti; quale egli era in quel tempo in cui si preparava, dopo aver validamente appoggiato il duca di Nevers nel ducato di Mantova, dopo aver preso Nimes, Castres e Uzès, a cacciare gli inglesi dall'isola di Ré, e ad assediare la Rochelle. (cap. XIV, ''L'uomo di Meung'') *D'Artagnan non poté fare a meno di pensare quanto fragili e sconosciuti siano i fili che talora regolano i destini di un popolo e la vita degli uomini. {{NDR|Dopo che il Duca di Buckingham decide di stabilire l'embargo e dichiarare guerra alla Francia soltanto per una questione d'amore}} (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *— Noialtri diciamo: fiero come uno [[Scozia|scozzese]], — mormorò Buckingham.<br />— E Noi. fiero come un [[Guascogna|guascone]], — disse di rimando D'Artagnan. — I guasconi sono gli scozzesi della Francia. (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *C'è un Dio per gli ubriachi e gli innamorati. (cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *In tutti i casi, ragazzo mio, credete a un uomo che vive da trent'anni alla corte: non vi addormentate nella vostra sicurezza, o siete perduto. Al contrario, ve lo dico io, dovete vedere nemici dappertutto. Se cercano di attaccare briga con voi, evitatelo, fosse anche un bambino di dieci anni; se vi attaccano, di notte o di giorno, battete in ritirata senza vergogna; se attraversate un ponte, tastate le assi, che non vi manchino sotto i piedi; se passate davanti a una casa in costruzione, guardate bene che non vi cada una pietra sulla testa; se rientrate tardi, fatevi seguire dal vostro domestico, e che sia armato, purché siate sicuro del vostro domestico. Diffidate di tutti, del vostro amico, di vostro fratello, della vostra amante... soprattutto della vostra amante. (Signor de Tréville: cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *Un mariuolo non ride alla stessa maniera di un uomo onesto, un ipocrita non piange le stesse lacrime di un uomo in buona fede. Ogni [[falsità]] è una [[maschera]], e per bene che sia fatta la maschera, con un po' d'attenzione si arriva sempre a distinguerla dal viso. (cap. XXV, ''L'amante di Porthos''; 2013) *[...] non c'è [[amicizia]] che resista a un segreto scoperto, soprattutto quando questo segreto tocca l'amor proprio; inoltre si ha sempre una certa superiorità morale sulle persone di cui si conosce la vita. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete. Il [[silenzio]] è l'ultima gioia degli infelici; guardatevi bene dal mettere chicchessia sulla traccia dei vostri dolori: i curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d'un daino ferito. (Aramis: cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *Niente fa passare il tempo e abbrevia la strada come un [[pensiero]] che assorbe su di sé tutte le facoltà di chi pensa. L'esistenza esterna assomiglia allora a un sonno, di cui quel pensiero è il sogno. Grazie al suo influsso, il tempo non ha più misura, lo spazio non ha più distanza. Si parte da un luogo e si arriva a un altro, ecco tutto. Dell'intervallo percorso, non resta presente al vostro ricordo che una vaga foschia in cui svaniscono mille immagini confuse di alberi, montagne, paesaggi. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] l'[[amore e morte|amore]] è una lotteria dove chi vince vince la [[amore e morte|morte]]. (Athos: cap. XXVII, ''La moglie di Athos''; 2013) *La [[vita]] stessa si può riassumere in tre parole: ''erat'', ''est'', ''fuit''. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] in tutte le cose il merito sta nella [[difficoltà]]. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] si domandano [[consigli]] solo per non seguirli, o, se li si segue, per avere qualcuno a cui si possa rimproverare di averli dati. (Athos: cap. XXXIV, ''Dove si tratta dell'equipaggiamento di Aramis e di Porthos''; 2013) *Il cuore della donna migliore è spietato verso i dolori d'una rivale. (cap. XXXV, ''La notte tutti i gatti sono bigi''; 2013) *Milady sorrise di un sorriso strano.<br />— Così, voi mi amate? — disse.<br />— Ho forse bisogno di dirvelo? Non ve ne siete accorta?<br />— Oh, sì, ma come sapete, i cuori più fieri sono più difficili da conquistare.<br />— Oh, le difficoltà non mi sgomentano — disse d'Artagnan; — temo solo le cose impossibili.<br />— Non c'è nulla di impossibile, — disse Milady — per un vero amore. (cap. XXXVI, ''Sogno di vendetta'') *[...] dietro a ogni [[felicità]] presente è nascosto un timore futuro. (cap. XXXIX, ''Una visione''; 2013) *Nessuna speranza è folle, tranne che per gli sciocchi [...]. (Richelieu: cap. XL, ''Il cardinale''; 2013) *Il [[tempo]], amico mio, il tempo porta con sé l'occasione, e l'occasione è la martingala<ref>Tipo di scommessa che prevede a ogni successiva puntata il raddoppio della posta. [N.d.T.]</ref> dell'uomo: più ha scommesso e più guadagna, se sa aspettare. (Athos: cap. XLII, ''Il vino d'Angiò''; 2013) *In tutti i tempi e tutti i paesi, soprattutto se sono divisi in materia di religione, ci saranno fanatici che non chiedono di meglio che diventare [[martiri]]. (Richelieu: cap. XLIV, ''L'utilità dei tubi di stufa''; 2013) *– Allora, – disse d'Artagnan, lasciando cadere le braccia con scoraggiamento, – è inutile lottare ancora: tanto vale che [[Suicidio|mi bruci le cervella]] e facciamola finita!<br />– Questa è l'ultima sciocchezza da fare, – disse Athos, – perché è la sola cui non c'è rimedio. (cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] ci prendono per pazzi o per [[eroi]], due categorie di imbecilli molto simili tra loro. (Athos: cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] bisogna puntare sui [[Vizio e virtù|difetti]] delle persone, non sulle loro [[Vizio e virtù|virtù]]. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *[[Beneficio]] rinfacciato, offesa arrecata. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *La [[vita]] è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia''; 2013) *L'[[amore]] è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione. (cap. LVI) *I grandi [[criminali]] portano con sé una specie di predestinazione che fa loro superare tutti gli ostacoli, li salva da tutti i pericoli, fino al momento che la Provvidenza, stanca, ha fissato come scoglio per la loro empia fortuna. (cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) *[...] non conosco nessun uomo che meriti di essere rimpianto durante tutta la vita di un altro uomo [...]. (Buckingham: cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) ===Citazioni su ''I tre moschettieri''=== *Da mia parte, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i ''Trois mousquetaires'' di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun'offesa della poesia, ma nascondono in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti; ed è bene incoraggiarli a deporre la falsa vergogna e il congiunto imbarazzo. ([[Benedetto Croce]]) *''I tre moschettieri'' è in verità la storia del quarto. ([[Umberto Eco]]) *Il romanzo ''I tre moschettieri'' è una serie ininterrotta di vendette, dal principio alla fine. C'è una vendetta ad ogni pagina. Ogni tanto, una esaltazione tutta esplicita della vendetta, definita qualche volta come "le plaisir des dieux", il piacere degli Dei. ([[Beniamino Placido]]) *In questa favola, Alessandro Dumas sfoggia non poche qualità del grande scrittore: e non delle secondarie. In primo luogo una sovrana impudenza; un insieme di complicità ed oltraggio nei confronti del lettore; nessun patetismo, neppure quando ricorre a situazioni obiettivamente patetiche: giacché nelle sue mani anche la morte dell'innocente si fa avventura, è «divertente». E ancora, il gusto del gioco, della mistificazione; l'onesta carenza morale, che ci rassicura che nei labirinti di questa deliziosa macchinazione non si nasconde la pia frode di un messaggio; una nobile guitteria, che gli detta la mossa esatta per scatenare la saggiamente consenziente credulità del pubblico, e che insieme proibisce qualsiasi identificazione emotiva: il lettore è tenuto a bada nel momento stesso in cui è affascinato; è e deve restare spettatore. ([[Giorgio Manganelli]]) ===[[Pietro Citati]]=== *Il personaggio di d'Artagnan è uno dei più straordinari ritratti simbolici della prima parte del secolo. Athos è degno di Dostoevskij. Milady è una bellissima creatura del male. E quella leggerezza, che ci trascina di pagina in pagina, non nasce soltanto da una natura felice, ma da una squisita arte intellettuale. *Non credete ai denigratori. ''I tre moschettieri'' emana un vero profumo storico: non meno di ''Guerra e Pace''; un profumo che Dumas ricava con astuzia e grazia dalle memorie, dalle lettere e dai romanzi del primo Seicento. *Come in una cavalcata fantastica, tutta la geografia, la storia e la letteratura della Francia, sfilano davanti ai nostri occhi. Conosciamo i guasconi, i piccardi, i normanni, gli abitanti del Berry, e il loro dialetto, che il colto Aramis si rifiuta di capire; e quanti paesi e chiese e osterie sorvolate dal vento dell'avventura. C'è Parigi, avvolta da una nebbia cupa. I moschettieri bevono generosamente, attaccano briga, pagano malvolentieri i conti degli osti, come gli eroi di Rabelais e di Scarron. ''Il borghese gentiluomo'', ''L'Avaro'' e ''Il Barbiere di Siviglia'' ci fanno conoscere i loro lacchè e le loro soubrettes, che danzano ancora per noi. Abbiamo mercanti e avvocati, avidi e sordidi come nel ''Romanzo borghese'' di Furetière. Aramis ci ricorda la mondanità preziosa degli abati. Gli epigrammi della tradizione moralistica francese brillano alla fine di ogni capitolo. Poi il tempo cambia. Entriamo nella Parigi del primo Ottocento, nei teatri e nei piccoli giornali. C'è qualche traccia della sapienza filosofica e fisionomica di Balzac. E il giovane d'Artagnan, che a diciott'anni arriva dalla Guascogna per far fortuna, l'abbiamo già incontrato nelle vesti di Gil Blas e di Jacob: l'abbiamo ritrovato in quelle di Lucien de Rubempré e di Julien Sorel, che come lui cercano di conquistare la Francia. *Non so se Dumas avesse letto Baltasar Gracián: una parte dei ''Tre moschettieri'' ha un sapore che ci ricorda, sebbene mescolato e manipolato dall'"abile irrigatore", le massime del gesuita spagnolo. Il Seicento si incarna nella figura del cardinale di Richelieu, per il quale Dumas ha una vera passione. Richelieu è la rapidità e l'astuzia, che solo d'Artagnan sa fronteggiare. Rappresenta gli ''Arcana imperii'': il segreto profondissimo del potere e la macchinazione; l'arte di spiare e di ascoltare i segreti. *Ormai è tempo di riprendere in mano ''I tre moschettieri''. Non possiamo fermarci: gli oggetti non ci arrestano con il loro volume, e i personaggi sembrano (e non sono) formati di una sola dimensione. Tutto quello che, nella vita, ci sbarra il passo, viene trascinato dal volo velocissimo della fantasia. Il cavallo di d'Artagnan corre verso l'Inghilterra più rapido del nostro occhio che legge, le navi attraversano in un baleno i mari, Milady ripete le sue affascinanti menzogne, un'occhiata fa scoccare all'improvviso un amore... La leggerezza trionfa sul peso: la frivolezza sul significato, l'immaginazione sull'esperienza. Mentre leggiamo, rimbalzando di fatto in fatto, anche noi senza peso, tutto ci accade: siamo d'Artagnan e Richelieu, Buckingham e Athos, l'uomo dal mantello rosso e Milady, eppure nulla ci tocca e ci ferisce. Veloci come il vento, indenni e inconsapevoli come l'aria, attraversiamo senza conoscerle tutte le esperienze del mondo. ==''Il conte di Montecristo''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Le 24 février 1815, la vigie de Notre-Dame de la Garde signala le trois-mâts le Pharaon, venant de Smyrne, Trieste et Naples.<br />Comme d'habitude, un pilote côtier partit aussitôt du port, rasa le château d'If, et alla aborder le navire entre le cap de Morgion et l'île de Rion.<br />Aussitôt, comme d'habitude encore, la plate-forme du fort Saint-Jean s'était couverte de curieux ; car c'est toujours une grande affaire à Marseille que l'arrivée d'un bâtiment, surtout quand ce bâtiment, comme le Pharaon, a été construit, gréé, arrimé sur les chantiers de la vieille Phocée, et appartient à un armateur de la ville.'' {{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Le Comte de Monte-Cristo/Chapitre 1|Le Comte de Monte-Cristo]]'', C. Lévy, 1889}} ====Lanfranco Binni==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il trealberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota costiero uscì subito dal porto, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E subito, come sempre, la spianata del forte Saint-Jean si riempì di una folla di curiosi, perché è sempre un grande avvenimento a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165}} ====Margherita Botto==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come al solito, subito un pilota si mosse dal porto, costeggiò il castello d'If, e andò ad abbordarlo tra capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E come al solito, subito lo spiazzo del forte Saint-Jean si riempì di curiosi. Perché a Marsiglia l'arrivo di una nave è sempre un grande avvenimento, soprattutto quando quella nave è stata costruita, armata e stivata, come il ''Pharaon'', nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://www.einaudi.it/content/uploads/2022/05/Pagine-da-INT_Dumas_Il_conte_di_Montecristo.pdf Il conte di Montecristo]'', traduzione di Margherita Botto, Einaudi, 2015. ISBN 9788806225186}} ====Giovanni Ferrero==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Nostra Signora della Guardia segnalò il tre-alberi ''Pharaon'' che arrivava da Smirne, via Trieste e [[Napoli]].<br />Come al solito, un pilota costiero partì immediatamente dal porto, costeggiò il castello d'If e raggiunse la nave tra il Capo Morgiou e l'isola di Rion. E tosto, come al solito, il belvedere del forte Saint-Jean si riempì di curiosi poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento. {{NDR|Alessandro Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001}} ====Emilio Franceschini==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre-alberi il ''Faraone'', che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Com'è d'uso, un pilota {{sic|costiere}} partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion.<br />Contemporaneamente com'è egualmente d'uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l'arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il ''Faraone'', si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998}} ====Vincenzo Latronico==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò in avvicinamento il ''Pharaon'', un tre alberi proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota di porto prese il mare, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave fra Morgiou e l'isola di Riou, mentre la banchina del forte di Saint-Jean si riempiva di curiosi: l'arrivo di una nave era ogni volta un grande evento a Marsiglia, specialmente quando si trattava di un'imbarcazione costruita nei cantieri cittadini e di proprietà di un armatore locale. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}XXC1DwAAQBAJ&pg{{=}}PA5 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Vincenzo Latronico, Bompiani, 2026. ISBN 9788858784730}} ====Guido Paduano==== Il 24 febbraio 1815, la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Secondo l'uso, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad abbordare la nave tra il Cap de Morgiou e l'isola di Riou.<br />Sempre secondo l'uso, la spianata del forte Saint-Jean si era immediatamente riempita di curiosi: a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è sempre un avvenimento, soprattutto quando il bastimento, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, armato, stivato, nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522}} ====Gaia Panfili==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', in provenienza da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come di consueto, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad accostare la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />Subito, sempre come di consueto, la spianata della fortezza Saint-Jean si era ammantata di curiosi; a Marsiglia infatti l'arrivo di un bastimento è sempre un grande evento, soprattutto quando tale bastimento, come il ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato, stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartiene a un armatore di città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035}} ====Jean Rossari==== Il 24 febbrajo 1815 la scolta di Nostra Signora della guardia segnalava la nave il ''Faraone'' proveniente da Smirne, Trieste e Napoli. Un {{sic|piloto costiere}}, secondo il solito, si staccò subitamente dal porto, passò vicino al castello d'If, e {{sic|abordò}} il naviglio tra il capo di Morgiou e l'isola di Rion. E, sempre secondo l'uso, sulla piattaforma del forte S. Giovanni s'erano affollati i curiosi, poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è affare di molta importanza, specialmente quando si tratta di un bastimento {{sic|costrutto}}, armato e confezionato sui cantieri della ''vecchia focea'' e appartenente ad un armatore della città. Tale appunto era il ''Faraone''. {{NDR|Alessandro Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}Mj1MAAAAcAAJ&pg{{=}}PA35 Il conte di Monte Cristo]'', versione di Jean Rossari, Borroni e Scotti, 1846}} ===Citazioni=== *[...] in [[politica]] non esistono assassinî. In politica, mio caro, lo sapete quanto me, non ci sono uomini ma idee; non sentimenti ma interessi; in politica non si uccide un uomo: si elimina un ostacolo, ecco tutto. (Noirtier: cap. XII, ''Il padre e il figlio''; 2011) *[...] per l'uomo felice la [[preghiera]] rimane un insieme monotono e privo di senso fino al giorno in cui il dolore viene a spiegare all'infelice questo linguaggio sublime per mezzo del quale si rivolge a Dio. (cap. XV, ''Il nº 34 e il nº 27''; 2011) *Ci vuole la sciagura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; 2010<!--, p. 132-->) *La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica [...]. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; 2010<!--, p. 139-->) *[...] Dio vuole che l'uomo che ha creato, e nel cuore del quale ha così profondamente radicato l'amore della vita, faccia tutto quello che può per conservare un'esistenza talvolta così penosa, ma sempre così cara. ([[Abate Faria]]: cap. XIX, ''Il terzo accesso''; 2018) *{{NDR|Il}} grande lago che chiamano il [[Mediterraneo]] [...]. (cap. XXII, ''I contrabbandieri''; 2010<!--, p. 177-->) *Negli [[Affare|affari]], signore, non ci sono amici; lo sapete bene, ci sono soltanto dei corrispondenti. (Pierre Morrel: cap. XXIX, ''La casa Morrel''; 2011) *[...] spesso passiamo accanto alla felicità senza vederla, senza guardarla, oppure, se l'abbiamo vista e guardata, senza riconoscerla. Se siete un uomo positivo e l'oro è il vostro dio, assaggiate [[Hashish|quella roba]], e vi saranno aperte le miniere del Perù, di Guzarate, di Golconda. Se siete un uomo d'immaginazione, un poeta, assaggiatela e le barriere del possibile spariranno e vi si apriranno i campi dell'infinito: libero di cuore e di mente, passeggerete nel regno illimitato della fantasia. Se siete ambizioso e correte dietro alle grandezze della Terra, assaggiatela, ed entro un'ora sarete re, ma non di un piccolo regno nascosto in un angolo d'Europa, come la Francia, la Spagna o l'Inghilterra, ma re del mondo, re dell'universo, re della creazione. Il vostro trono sarà innalzato sulla montagna dove Satana portò Gesù e senza aver bisogno di rendergli omaggio, senza essere obbligato a baciargli l'artiglio, sarete il padrone sovrano di tutti i regni della Terra. (Simbad il marinaio: cap. XXXI, ''Simbad il marinaio'') *Se qualcuno avesse fatto morire fra le torture inaudite, in mezzo a tormenti senza fine, vostro padre, vostra madre, la vostra donna, uno di questi esseri, insomma che quando vengono rapiti al nostro cuore lasciano un vuoto eterno e una piaga sempre sanguinosa, vi parrebbe sufficiente la riparazione accordatavi dalla società, sareste soddisfatti solo perché il ferro della ghigliottina è passato fra la base dell'occipite e i muscoli delle spalle dell'uccisore, e perché chi vi ha fatto patire anni di morali sofferente ha provato qualche secondo di dolore fisico? (Conte di Montecristo: cap. XXXV, ''La mazzolata'') *«Ah, il [[duello]]!», esclamò il conte. «Sull'anima mia, risibile modo di raggiungere il proprio scopo, quando lo scopo è la vendetta! Un uomo vi ha rubato la vostra amante, un uomo ha sedotto vostra moglie, un uomo ha disonorato vostra figlia. Di una vita intera, che aveva il diritto di aspettarsi la parte di felicità che Iddio ha promesso a ogni essere umano nel crearlo, egli ha fatto un'esistenza di dolore, di miseria o d'infamia, e voi vi ritenete vendicato perché a quest'uomo, che vi ha gettato il delirio nella mente e la disperazione nel cuore, voi avete sferrato un fendente in petto o piazzato una pallottola in capo? Suvvia, dunque! Senza contare che spesso è costui a uscire trionfante dalla tenzone, mondato agli occhi del mondo e in qualche modo assolto da Dio. No, no – rincarò il conte – se mai dovessi vendicarmi, non è in questo modo che mi vendicherei». (cap. XXXV, ''La mazzolata''; 2010<!--, p. 323-->) *Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la [[società]] che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XL, ''La colazione''; 2010<!--, pp. 388-389-->) *[...] «fa' vedere che [[Stima|stimi]] te stesso e sarai stimato», assioma cento volte più utile nella nostra società di quello dei greci «conosci te stesso», che ai nostri giorni è stato sostituito dall'arte meno difficile e più vantaggiosa di conoscere gli altri. (cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2018) *[...] le [[invenzione|invenzioni]] umane progrediscono dal composto al semplice, e il semplice è sempre la perfezione. (Conte di Montecristo: cap. XLVIII, ''Ideologia''; trad. Franceschini) *Io sono uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, e credo che fino a oggi nessun uomo si sia trovato in una condizione simile alla mia. I regni dei re sono limitati: da montagne, da fiumi, da costumi diversi, da lingue diverse. Il mio regno è grande come il mondo, perché non sono né italiano, né francese, né indù, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere. Dio solo sa quale contrada mi vedrà morire. Adotto tutti i costumi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero, perché parlo il francese con la vostra stessa facilità e purezza? Ebbene, Alì, il mio nubiano, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di nessun paese, non chiedendo protezione a nessun governo, non riconoscendo nessun uomo per mio fratello, non uno solo degli scrupoli che fermano i potenti, non uno solo degli ostacoli che paralizzano i deboli, può fermarmi o paralizzarmi. Ho soltanto due avversari, non dirò due vincitori perché riesco a sottometterli con un po' di tenacia: la distanza e il tempo. Il terzo, e il più terribile, è la mia condizione di uomo mortale. Soltanto questa può fermarmi nel cammino che percorro, e prima che abbia raggiunto il mio obiettivo; tutto il resto, l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, cioè la rovina, l'imprevisto, l'eventualità, li ho tutti previsti; e se qualcosa può colpirmi, niente può abbattermi. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2011) *Ci sono due [[Sguardo|sguardi]]: lo sguardo del corpo e lo sguardo dell'anima. Lo sguardo del corpo può talvolta dimenticare, ma quello dell'anima non dimentica mai. (Haydée: cap. LXXVII, ''Haydée''; 2011) *Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. (cap. LXXXII, ''L'effrazione''; 2011) *«Venite con me, visconte, vi conduco io».<br />«Con piacere».<br />«Allora siamo intesi?».<br />«Sì, ma dove?».<br />«Ve l'ho detto, dove l'aria è pura, dove il rumore assopisce, dove, per quanto orgoglio si nutra, ci si sente umili e ci si ritrova piccoli. Amo un tale svilimento, io che al pari di Augusto vengo definito padrone dell'universo».<br />«Dove andate, insomma?».<br />«Al [[mare]], visconte, al mare». (cap. LXXXV, ''Il viaggio''; 2010) *Che cosa è la [[morte]] per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. (Conte di Montecristo: cap. XC) *Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti alla compassione, quando la sciagura del nemico supera i limiti del loro odio. (cap. LXXXVI, ''Il giudizio''; 2011) *[...] per i cuori che hanno sofferto molto la [[gioia]] è come la rugiada per la terra bruciata dal sole: cuore e terra assorbono quella pioggia benefica che cade su di loro, senza che niente si manifesti all'esterno. (cap. XCII, ''Il suicidio''; 2011) *[...] non sarei artista se non mi rimanesse qualche illusione. (Eugénie: cap. XCV, ''Il padre e la figlia''; 2011) *Fate attenzione: un consiglio è peggio di un favore. (Conte di Montecristo: cap. XCVI, ''Il contratto''; 2011) *Guardami, Morrel – disse Montecristo con quella solennità che in certe occasioni lo rendeva così grande e persuasivo, – guardami: non ho lacrime negli occhi, né febbre nelle vene, né palpiti di disperazione nel cuore; eppure ti vedo soffrire, te, Maximilien, te che amo come amerei un figlio; ebbene, questo non ti dice, Morrel, che il [[dolore]] è come la vita, e anche al di là del dolore c'è sempre qualcosa di sconosciuto? (cap. CV, ''Il cimitero del Père-Lachaise''; 2011) *È proprio degli spiriti prostrati vedere ogni cosa attraverso un velo nero; è l'anima che si crea i suoi orizzonti; la vostra anima è incupita e vi presenta un cielo tempestoso. (Conte di Montecristo: cap. CXII, ''La partenza''; 2011) *Un uomo della tempra del conte non poteva abbandonarsi a lungo a quella malinconia che dà l'illusione di vivere e di un'apparente originalità agli spiriti volgari, ma che uccide le anime superiori. (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011) *Sull'altra parete, un'iscrizione attirò la sua attenzione; spiccava, ancora bianca, sul muro verdastro; Montecristo la lesse:{{centrato|MIO DIO CONSERVATEMI LA MEMORIA!}}«Oh, sì – gridò, – ecco l'unica [[Preghiere dai libri|preghiera]] dei miei ultimi tempi. Non chiedevo più la libertà, chiedevo la memoria, temevo di diventare pazzo e di dimenticare. Mio Dio! mi avete conservato la memoria, e ho ricordato tutto. Grazie, grazie, mio Dio!» (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011) *Prima di aver [[paura]], si vede giusto; mentre si ha paura, si vede doppio; dopo aver avuto paura, si vede torbido. (cap. CXIV, ''Peppino''; 2011) *[...] in questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' {{NDR|[[Lettere dai libri|lettera]]}} ([[Edmond Dantès]]: cap. CXVII, ''Il 5 ottobre''; 2011) ===Citazioni su ''Il conte di Montecristo''=== *C'è un aggettivo che fin dalle prime pagine domina ossessivamente il racconto, ed è «cupo» (''sombre''): cupo è, pressoché sempre, Montecristo, cupo è il castello di If, cupo chiunque, a partire da Villefort, covi sinistri o tetri pensieri. Da una parte la policromia del mondo, euforizzata nel carnevale romano e nelle feste parigine, dall'altra le ragioni del silenzio e dell'attesa. Come in un'operetta morale leopardiana, solo dalla specola della morte si può comprendere (e paradossalmente orientare) lo spettacolo della vita: «bisognerà prendere il posto dei morti» annuncia Dantès, cui la futura e favolosa ricchezza apparirà come mero strumento del volere divino, e cioè né più né meno che un sacerdozio («io, tradito, assassinato, gettato anch'io in una tomba, sono uscito da quella tomba per grazia di Dio, e a Dio devo la vendetta. Mi manda per questo, ed eccomi»). Coerentemente, la sua condotta si svolgerà sotto il segno dell'ascesi, come se tutto quel lusso e quelle cornucopie di cibi pregiati fossero solo un ''trompe-l'œil'': individuo eccezionale («sono uno di quegli esseri eccezionali, sì!» si lascia sfuggire in un raro momento di civetteria), egli è in realtà un servo, destinato a rientrare nel nulla dopo la propria missione («il morto ritornerà nella tomba, il fantasma ritornerà nella notte»). Per questo è un personaggio così magnetico, perché, frustrandola, continua a ''difendersi'' dalla curiosità del lettore. ([[Michele Mari]]) *È forse il più «oppiaceo» dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subito un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla «punizione» da infliggere loro? Edmondo Dantès gli offre il modello, lo «ubbriaca» di esaltazione, sostituisce il credo di una giustizia trascendente in cui non crede più «sistematicamente». ([[Antonio Gramsci]]) *È il romanzo di una vendetta, ma è anche una descrizione impareggiabile del gran mondo parigino. Tutti i suoi nemici hanno fatto carriera, ma Dantès con ogni genere di astuzia riesce a stroncarli uno per uno. Tutti lo ammirano, tutti lo invitano, neppure la sua ex fidanzata, che ha sposato un alto funzionario, lo riconosce. Quando si deciderà a parlare?, ci chiediamo col fiato sospeso.<br />Siamo ben lontani da ''I tre moschettieri'', libro di cappa e spada più celebre e molto più sempliciotto. È Montecristo il vero eroe romantico creato dallo straripante Dumas. È a lui (se ci fosse una giustizia letteraria suprema) che andrebbe appesa la fama di Alexandre Dumas. ([[Carlo Fruttero]]) *Forse Edmond Dantès si sbagliava, e l'unica soluzione era non fidarsi e non sperare. ([[Arturo Pérez-Reverte]]) *''Il Conte di Monte-Cristo'' è una sterminata hilarotragedia, dove il riso e il delitto, il gioco e il Male Assoluto si sfiorano e si intrecciano. Il lieve tocco ironico, lo spirito settecentesco, l'allegretto sono presenti in ogni capitolo. ([[Pietro Citati]]) *– "''Il conte di Montecrisco''".<br />– "Montecristo", deficiente.<br />– Di Alessandro... Dum-azz... Due mazzi...<br />– È francese. Sì, si legge Dumas. Lo sai di che parla? Ti piacerebbe, parla di un'evasione.<br />– Allora va messo nel settore didattico. O sbaglio? (''[[Le ali della libertà]]'') *La prima parte di ''Montecristo'', fino alla scoperta del tesoro, è un pezzo perfetto di racconto a effetto; non c'è mai stato un uomo che abbia partecipato a queste commoventi avventure senza un fremito, eppure Faria è un personaggio di cartapesta e Dantès poco più di un nome. Il seguito non è che il dilungarsi di un errore, cupo, sanguinoso, innaturale e stupido; ma quanto a questi primi capitoli, non credo esista un altro volume nel quale si possa respirare la stessa inconfondibile atmosfera di romanzo. ([[Robert Louis Stevenson]]) *L'architettura del ''Conte di Monte-Cristo'' possiede una meravigliosa precisione ed esattezza. Non saprei dire se il libro sia composto di romanzi diversi, che la facoltà affabulatrice di Dumas fa coabitare: o se moltissimi fili narrativi procedano gli uni accanto agli altri, fino a riunirsi ed esplodere in spettacolosi colpi di scena. Dovunque regna l'enigma: la soluzione dell'enigma viene sospesa e rinviata; ora una pagina ci suggerisce cosa accadrà, ora una voce sotterranea ci fa capire che avverranno cose completamente diverse. Il racconto corre veloce, trascina gli ostacoli, attraversa i tempi e gli spazi, copre immense tele scriveva Sainte-Beuve – «senza stancare mai il pennello di Dumas né il suo lettore». ([[Pietro Citati]]) ==''Il visconte di Bragelonne''== ===[[Incipit]]=== Era circa la metà di maggio dell'anno 1660, alle nove del mattino, quando una piccola cavalcata composta di tre uomini e due paggi, attraverso il ponte della città di Blois, senza fare altra impressione sopra coloro che passeggiavano sulla riva che un primo moto della mano per salutare, ed un altro della lingua per esprimere la seguente idea "Ecco Monsignore che ritorna dalla caccia". Un altro. Però mentre i cavalli salivano l'erta che dal fiume conduce al castello, molti garzoni di bottega si avvicinarono all'ultimo cavallo che portava appesi all'arcione della sella vari uccelli legati per il becco. <br />A quella vista i curiosi manifestarono con una franchezza affatto zotica il loro disprezzo per una preda così magra, e dopo una discussione sullo svantaggio della caccia al volo, ritornarono tutti alle loro occupazioni. <br />Monsignore montava un piccolo cavallo di bel portamento, con una larga sella di velluto rosso di Fiandra. Il cavallo era di color fulvo; la giubba di Monsignore era di color chermisi e soltanto dall'insieme di quel rossastro si poteva distinguere il principe tra i suoi due compagni, l'uno vestito di violetto, l'altro di verde. Quello a sinistra, vestito di violetto, era lo scudiero; quello a dritta, vestito di verde, era il cacciatore. <br />Uno dei paggi portava sopra un bastone due girifalchi, l'altro un corno da caccia nel quale soffiò a venti passi dal castello. <br />A quel segnale, otto guardie che passeggiavano al sole nella corte quadrata corsero a prendere le alabarde, e Monsignore fece il suo solenne ingresso nel castello. <br />Le otto guardie, le quali sapevano che il loro servizio era terminato per tutto il resto della giornata, si coricarono al sole, sopra le panchette di pietra; i palafrenieri scomparvero coi cavalli nelle scuderie, e, meno alcuni uccelli che si spaventavano a vicenda con acute strida tra i ciuffi di viole, si sarebbe detto che tutti dormissero. <br />A un tratto, in mezzo a quel dolce silenzio. ===Citazioni=== *Planchet aprì la finestra, come gli era stato prescritto, e la ventata di tumulto che s'ingolfò nella stanza, grida, stridor di ruote, abbaiamenti e passi, assordò anche d'Artagnan, come aveva desiderato.<br />Bevve, allora, un bicchiere di vino bianco, e incominciò in questi termini:<br />"Planchet, ho un'idea".<br />"Ah, signore, come vi riconosco!", rispose il droghiere, ansante d'emozione. *"D'Artagran, D'Artagnan!", fece Athos, posando la mano sulla spalla del moschettiere, "voi non siete equo."<br />"Ne ho il diritto."<br />"No, perché non conoscete l'avvenire." *"Continuo", disse Luigi XIV. "È vero anche che un uomo solo abbia potuto penetrare fino a Monck, nel suo accampamento, e l'abbia portato via?"<br />"Quell'uomo aveva dieci ausiliari presi tra gente inferiore"<br />"Nessun altro?"<br />"Nessuno."<br />"E si chiama?"<br />"Il signor d'Artagnan, ex luogotenente dei moschettieri di Vostra Maestà"<br />Anna d'Austria arrossì, Mazzarino diventò giallo di vergogna, Luigi XIV si fece cupo e una goccia di sudore cadde dalla sua fronte pallida.<br />"Che uomini!", mormorò. *Destinato a tutta prima al commercio, Colbert era stato commesso presso un mercante di Lione, che aveva poi lasciato per recarsi a Parigi nello studio di un procuratore allo Chatelet, chiamato Biterne. In tal modo, aveva appreso l'arte di preparare un bilancio e l'arte più preziosa d'imbrogliarlo. *Allora, per finirla con quello sguardo da inquisitore che bisogna far abbassare ad ogni costo, come ad ogni costo un generale riduce al silenzio una batteria che lo disturba, Aramis stende la sua bella mano bianca, nella quale riluce l'ametista dell'anello pastorale, fende l'aria col segno della croce e fulmina i sui due amici con la sua benedizione.<br />Forse, distratto dai propri pensieri, empio a sua insaputa, d'Artagnan non si sarebbe affatto inchinato a quella santa benedizione; ma Porthos s'è accorto della distrazione dell'amico, e, appoggiando affettuosamente la sua mano sulla schiena del moschettiere, lo schiaccia verso terra.<br />D'Artagnan si piegò: ci volle poco che non cadesse bocconi. Intanto Aramis è passato. D'Artagnan, come Anteo, non ha fatto che toccare la terra, e si rivolge verso Porthos pronto a litigare. *"Buongiorno, signor d'Artagnan. Parlavamo di Belle-Isle sul Mare", disse Fouquet con quell'arte del mondo e quella scienza dello sguardo che richiedono metà della vita per impararle bene, e a cui certa gente, nonostante tutto il suo studio, non arriva mai. *Aramis, l'abbiamo detto, era ancora alzato. Comodamente avvolto in una veste da camera di velluto, scriveva lettere su lettere, con quella scrittura così fine e così densa che d'una pagina fa un quarto di volume. *Monsieur era troppo gran signore per notare un tal particolare. Non c'è nulla d'efficace come l'idea ben stabilita della propria superiorità per assicurare l'inferiorità dell'uomo che ha una tale opinione di sé. *"Lo so, e ho agito di conseguenza: niente spazio, niente comunicazioni, niente donne, niente gioco, ma, adesso, è d'un patetico che non vi so dire", aggiunse Aramis con uno di quei sorrisi che appartenevano solo a lui, "vedere come i giovani cerchino di divertirsi, e come, di conseguenza, simpatizzino per colui che paga i divertimenti" *Però Dio è tanto buono per gli errori giovanili, tutto quello che è amore, anche amore colpevole, trova così facilmente grazia ai suoi sguardi paterni, che all'uscir dalla messa Luigi, levando gli occhi al cielo, poté vedere, attraverso gli strappi di una nuvola, un angolo del tappeto azzurro che è calpestato dal piede del Signore. *E Porthos si fece severo.<br />"E la botola, signore", disse, "e la botola?"<br />Di Sant-Agnan divenne estremamente pallido. Buttò indietro la sedia in tal modo, che Porthos, con tutta la sua ingenuità, s'accorse che il colpo aveva fatto centro.<br />"La botola", mormorò il conte.<br />"Ebbene, signore, datene una spiegazione, se potete", fece Porthos scuotendo il capo.<br />Di Sant-Agnan abbassò la fronte.<br />"Oh! sono tradito!", mormorò; "si sa tutto!"<br />"Si sa sempre tutto", replicò Porthos, che non sapeva nulla. *"No, è l'impotenza! Abbiamo forse la pretesa di prendere, in tre, la Bastiglia?"<br />"Se ci fosse d'Artagnan", esclamò Porthos, "non dico di no."<br />Raul fu preso d'ammirazione davanti a quella fiducia, eroica tanto era candida. Erano quelli gli uomini famosi che, in tre o quattro, affrontavano eserciti o attaccavano fortezze! Uomini che avevano spaventato la morte e che, sopravvissuti a tutto un secolo ormai in dissoluzione, erano ancora più forti dei più forti giovani del giorno. *Baisemeaux impallidì di fronte a quella fredda sicurezza. Gli parve che la voce di Aramis, così gaia e sorridente poco prima, fosse divenuta funebre e sinistra; che i ceri dei candelabri si fossero cambiati in ceri da cappella sepolcrale; che i bicchieri di vino si fossero trasformati in calici di sangue. *Ad un tratto, il capo del giovane si inchinò. Il suo pensiero ridiscese sulla terra. il suo sguardo si indurì, la fronte gli si coprì di rughe, la bocca assunse una espressione di feroce risolutezza; poi il suo sguardo divenne fisso ancora una volta; ma ora rifletteva la fiamma dei mondani splendori; ora somigliava allo sguardo di Satana sulla montagna, quando passava in rivista i regni e le potenze della terra per sedurre Gesù. *"Colpite, Porthos!", risuonò la voce sepolcrale di Aramis.<br />Porthos mandò un gran sospiro, ma obbedì.<br />La sbarra di ferro calò verticalmente sul capo di Biscarat, che fu ucciso prima ancora di finire il suo grido. Poi la leva formidabile si alzò e si abbassò dieci volte in dieci secondi, e fece dieci cadaveri. *Ed ora cercate in questa tomba ardente, in questo vulcano sotterraneo, cercate le guardie del re dagli abiti azzurri gallonati d'argento.<br />Cercate gli ufficiali splendenti d'oro, cercate le armi su cui essi avevano contato per difendersi, cercate le pietre che li hanno uccisi, cercate il suolo che li sosteneva.<br />Un solo uomo ha fatto di tutto questo un caos più confuso, più informe, più terribile del caos che esisteva un'ora prima che Dio avesse avuto l'idea di creare il mondo. *Per un istante, le braccia di Porthos si piegarono; ma l'ercole riunì tutte le forze, e si videro le due pareti della prigione, in cui era sepolto, aprirsi lentamente fargli largo. Per un attimo, apparve in quella cornice di granito, simile all'angelo antico del caos; ==''La regina Margot''== ===[[Incipit]]=== Il lunedì, diciottesimo giorno del mese di agosto 1572, vi era festa grande al Louvre. Le finestre dell'antico palazzo reale, sempre tanto cupe, erano sfarzosamente illuminate; le piazze e le vie attigue, di solito tanto deserte sin da quando a Saint-Germain-l'Auxerrois erano suonate le nove, erano, benché fosse mezzanotte, affollate di gente. {{NDR|Alessandro Dumas, ''La regina Margot'', BUR Rizzoli, Milano 2017, Traduzione di M. Dazzi}} ===Citazioni=== *{{NDR|su [[Margherita di Valois]]}} La giovane sposa, figlia di Enrico II, era la perla della corona di Francia, Margherita di Valois, che con affettuosa familiarità il re Carlo IX chiamava sempre ''mia sorella Margot''. Certo, accoglienze tanto lusinghiere non erano mai state più meritate di quelle che si facevano in quel momento alla nuova regina di Navarra. Margherita a quel tempo aveva appena vent'anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all'Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Caterina de' Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. I francesi cui apparteneva, erano fieri di vedere sbocciare nella loro terra un così splendido fiore e gli stranieri di passaggio per la Francia ripartivano abbagliati dalla sua bellezza se l'avevan soltanto vista, storditi dalla sua cultura se avevano parlato con lei. Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle donne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un'ora in italiano, in spagnolo, in latino e in greco, l'aveva lasciata dicendo nel suo entusiasmo:<br />«Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte».<br />Così i panegirici non mancarono al re Carlo IX e alla giovane regina di Navarra; si sa quanto gli ugonotti siano fecondi. Inevitabilmente, allusioni al passato e domande per l'avvenire furono accortamente insinuate in mezzo a quegli indirizzi al re; ma a tutte le allusioni egli rispondeva con le sue labbra pallide e il suo sorriso astuto:<br />«Nel dare mia sorella Margot a Enrico di Navarra, io do il mio cuore a tutti i protestanti del regno».<br />La frase rassicurava gli uni e faceva sorridere gli altri poiché aveva in realtà due sensi: uno paterno e del quale in buona coscienza Carlo IX non voleva sovraccaricare il suo pensiero; l'altro ingiurioso per la sposa, per il marito e anche per chi lo pronunciava, poiché ricordava alcuni sordi scandali con i quali la cronaca di Corte aveva già trovato il modo di lordare la veste nuziale di Margherita di Valois. (pp. 26-27) ==''La signora di Monsoreau''== ===[[Incipit]]=== La sera della domenica di carnevale del 1578, nel magnifico palazzo dei Montmoreney, situato quasi in faccia al Louvre, ma sull'altra riva della Senna, si svolgeva una sontuosa festa per celebrare le nozze di Francesco d'Epinay di Saint-Luc, intimo e favorito del re Enrico III, con Giovanna di Cossé-Brissac, figlia del Maresciallo di Francia. ===Citazioni=== *[...] in tempi in cui la canaglia veste come i principi, credo che questi diano prova di buon gusto vestendosi, per distinguersi, come la canaglia. (p. 9) *No, non è il [[anima e corpo|corpo]] che è ammalato. È l'[[anima e corpo|anima]]! Piuttosto che un medico... un confessore. (p. 37) ==''Lo Schiaccianoci''== ===[[Incipit]]=== Vi fu un tempo a [[Norimberga]] un presidente assai famoso, il dottor Silberhaus, nome che in tedesco significa «casa d'argento». Il presidente aveva un figlio e una figlia: Fritz di nove anni, e Maria di sette e mezzo: due bambini simpaticissimi, ma molto diversi per carattere e per aspetto fisico, tanto che era difficile credere, così a prima vista, che potessero essere fratelli. Fritz era grassottello, spaccone e piuttosto birichino: faceva le bizze alla minima contrarietà, convinto come era che tutto fosse stato creato per il suo divertimento e per sottostare ai suoi capricci; e restava di questa opinione finché il dottor Silberhaus, stanco delle sue grida, dei suoi pianti e del suo batter di piedi, usciva dallo studio e, levando il dito all'altezza del sopracciglio aggrottato, si limitava a esclamare: – Signor Fritz!... ===Citazioni=== *[[Norimberga]] è una città della [[Germania]] famosissima per i giocattoli, le bambole e i fantocci che spedisce a casse piene in tutti gli altri paesi del mondo: per questo i bambini di Norimberga sono i più felici della terra, a meno che non succeda a loro come agli abitanti di [[Ostenda]] che le ostriche a ceste piene se le vedono soltanto passare sotto il naso. (p. 11) *''A perpendicolo | ticchetta il [[orologio a pendolo|pendolo]], | avanza e arretra | bello squadron! || L'orologio piano piano | mezzanotte suonerà; | quando arriva la civetta | fugge fugge sua maestà''. (p. 45) *''Sorella, un pezzetto di lardo | per me devi avere riguardo, | anch'io come te son regina | e gusto la buona cucina.'' (p. 50) *''Dal tuo consorte uccisi, senza peccati o torti, | i miei figli e nipoti ormai son tutti morti, | ma guai a te, regina! | ché sul bimbo regale da te tanto aspettato | sul tuo tenero amore ho già deliberato | di far la mia vendetta! | Tuo marito ha fortezze, ha cannoni e soldati, | consiglieri e ministri illustri e illuminati, | e tu hai ciò che chiedi. | La regina dei topi non ha nulla, però | denti aguzzi e potenti la sorte le donò | da usar contro i tuoi eredi!'' (p. 56) ==''Mastro Adamo il calabrese''== ===[[Incipit]]=== Se i nostri lettori provano qualche curiosità per gli episodi, della veridica storia che stiamo per raccontare è necessario che abbiano la compiacenza di seguirci in Calabria dove li abbiamo già condotti due volte, la prima per raccontare loro le avventure di Cherubino e Celestino, la seconda per farli assistere alla morte di Murat. ===Citazioni=== *La [[Calabria]] è una magnifica regione; d'estate ci si arrostisce come a Tambouctou, d'inverno vi si gela come a San Pietroburgo; inoltre non vi si conta punto ad anni, a lustri o a secoli come negli altri paesi, ma a terremoti. (p. 7) *Era un vecchio uomo felice mastro Adamo; una di quelle persone facile a illuminarsi e che si aprono naturalmente alla speranza ed alla gioia come i fiori. *In effetti l'[[posta|ufficio postale]] sembrava una di quelle case miracolose trasportate dagli angeli come il duomo della madonna di Loreto. *Non c'era nessun dubbio sulla decisione. Le urla di: Viva la [[Maria|Madonna]]! Abbasso gli sbirri! risuonarono da ogni lato e le povere guardie, richiamate dai diversi luoghi dove vegliavano da otto giorni con una tenacia ed un coraggio degni di maggior ricompensa, partirono la stessa notte per Monteleone. ==''Pascal Bruno''== ===[[Incipit]]=== Bellini era di Catania. La prima cosa che i suoi occhi, aprendosi, avevano visto, erano state le onde che, dopo aver bagnato le mura di Atene, vengono a spegnersi melodiosamente sulle rive di un'altra Grecia; e l'Etna favolosa e antica, sui cui fianchi vivono ancora, dopo diciotto secoli, la mitologia di Ovidio e i racconti di Virgilio. Ecco perché l'indole di Bellini era tra le più poetiche che si potessero incontrare; e il suo genio, che bisogna apprezzare con il sentimento e non giudicare con la ragione, un canto eterno, dolce e malinconico come un ricordo; un'eco simile a quella che se ne sta assopita nei boschi e sulle montagne, e che sussurra appena fino a quando il grido delle passioni e del dolore non venga a svegliarla. Bellini era l'uomo che faceva al caso mio. Aveva lasciato la Sicilia ancora giovane, e dell'isola nativa gli era rimasta una memoria crescente, dentro la quale custodiva religiosamente, lontano dai luoghi in cui era cresciuto, i ricordi poetici dell'infanzia. ===Citazioni=== * Era un giovane di venticinque ventisei anni che, a prima vista, si pensava dovesse appartenere alla classe del popolo. Portava un cappello calabrese, fasciato da un largo nastro che gli ricadeva ondeggiante sulla spalla; una giacca di velluto con bottoni d'argento; pantaloni della stessa stoffa e con le stesse guarnizioni, stretti alla vita da una fascia di seta rossa con ricami e frange verdi come quelle che si fanno a Messina, a imitazione di quelle lavorate in Oriente. Infine, gambaletti e scarpe di cuoio completavano il costume montanaro, che non mancava di una certa eleganza e che sembrava fatto apposta per mettere in risalto le belle e armoniose forme del corpo di chi lo indossava. Il volto era di una bellezza selvaggia: aveva tratti fortemente marcati propri dell'uomo meridionale, occhi arditi e fieri, capelli e barba neri, naso aquilino e denti perfetti. ==''Vent'anni dopo''== {{vedi anche|Vent'anni dopo}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Garibaldi e Montevideo''=== Al viaggiatore che viene d'Europa su quelle navi che i primi abitanti di quel paese scambiarono per case volanti, prime ad aprirsi allo sguardo, dopo il grido del marinaio in vedetta che annunzia la terra, son due montagne. L'una di mattoni, che è la cattedrale, la chiesa-madre, la ''matriz'', come la si chiama; l'altra poi di massi e verdura, su cui s'innalza un faro, vien detta il ''Cerro''. ===''Robin Hood''=== Era il tramonto di un giorno di primavera dell'anno di grazia 1162, sotto il regno di Enrico II Plantageneto. Due uomini a cavallo percorrevano i sentieri della foresta di Sherwood, nella contea di Nottingham; essi apparivano sfiniti almeno quanto le loro cavalcature.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Storia di uno schiaccianoci''=== ''Norimberga, 2010.''<br /> Da qualche giorno, la piccola Maria, è attratta dalla porta chiusa della soffitta, in casa della nonna. La nonna si chiamava Maria, proprio come lei, come la bisnonna e... Che strano, quasi tutte le donne della famiglia, tranne sua madre e una prozia, si chiamavano Maria.<br /> La porta della soffitta è lì, massiccia, chiusa da una grossa chiave annerita dal tempo. La piccola Maria la guarda, poi, finalmente, la fa girare: tac tac, un rumore secco, come di noci rotte, due giri. Ora appoggia la mano sulla maniglia, che cede facilmente. La porta si sta aprendo, si apre, gira piano sui cardini, senza rumore:<br /> - Vieni, vieni, piccola Maria, ti stavamo aspettando. ==Citazioni su Alexandre Dumas== *I due Dumas hanno capovolto la teoria dell'economia. Il padre è stato il prodigo, e il figlio è stato l'avaro. ([[Jules Renard]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alexandre Dumas, ''Ascanio'', Adriano Salani Editore, Firenze 1930. *Alexandre Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/53485/53485-h/53485-h.htm Garibaldi e Montevideo]'', F. Manini, 1859. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001. *Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=WklTiBT3hCQC&pg=PT9 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522 *Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=8XzGXQDBdRsC&pg=PA3 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035 *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165 *Alexandre Dumas, ''Il visconte di Bragelonne'', Tipografia Editoriale Lucchi, Milano 1964. *Alexandre Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di A. Beltramelli, Mondadori, 2004. *Alessandro Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/60641/60641-h/60641-h.htm I tre moschettieri]'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853. *Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975. *Alexandre Dumas, ''[https://web.archive.org/web/20130603210423/http://ed.espresso.repubblica.it/speciali_web/2013/igrandiromanzi/itremoschettieri.epub I tre moschettieri]'', introduzione e traduzione di Guido Paduano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2013. *Alexandre Dumas, ''La regina Margot'', traduzione di Maria Dazzi, Rizzoli, Milano, 2008. *Alexandre Dumas, ''La signora di Monsoreau'', traduzione di Luigi A. Garrone, Tipografia Editoriale Lucchi, Milano, 1937. *Alexandre Dumas, ''Lo Schiaccianoci'' (''Histoire d'un casse-noisette''), traduzione di Antonio Lugli, EDIPEM, Novara 1974. *Alexandre Dumas, ''Mastro Adamo il calabrese'', traduzione di A. Coltellaro, Pellegrini Editore, 1999. *Alexandre Dumas, ''Pasquale Bruno'' (''Romanzo storico siciliano''), traduzione di C. Rizza, La Zisa Edizioni. ISBN 978-8881280421 *Alexandre Dumas, ''Storia di uno schiaccianoci (liberamente tratta dal racconto di Alexandre Dumas)'', traduzione e cura di Gabriella Messi, Edizioni Angolo Manzoni, 2010. ISBN 9788862040761 *Alexandre Dumas, ''Viaggio in Calabria'', traduzione di Antonio Coltellaro, Rubbettino 1996. ISBN 884981545X ==Filmografia== *''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il conte di Montecristo]]'' (1934) *''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993) *''[[La regina Margot]]'' (1994) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998) *''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002) *''[[Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri|Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri]]'' (2004) ==Voci correlate== *[[Alexandre Dumas figlio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|s2=fr:Auteur:Alexandre Dumas|s2_lingua=francese}} ===Opere=== {{Pedia|I tre moschettieri||(1844)}} {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} {{Pedia|La regina Margot (romanzo)|''La regina Margot''|(1845)}} {{Pedia|Vent'anni dopo (romanzo)|''Vent'anni dopo''|(1845)}} {{Pedia|Il visconte di Bragelonne||(1847-1850)}} {{DEFAULTSORT:Dumas (padre), Alexandre}} [[Categoria:Drammaturghi francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] dl8bem8glbr5zwsfkbjxr8os71fp9ia 1422660 1422658 2026-08-05T13:26:26Z Udiki 86035 /* Il conte di Montecristo */ 1422660 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alexandre Dumas.jpg|thumb|Alexandre Dumas]] '''Alexandre Dumas''' (1802 – 1870), scrittore e drammaturgo francese. ==Citazioni di Alexandre Dumas== *Abitualmente comincio un libro solo dopo ch'è stato già scritto. :''En général, je ne commence un livre que lorsqu'il est écrit''.<ref>Da ''Propos d'art et de cuisine''.</ref> *C'è una donna in ogni caso; appena mi portano un rapporto, io dico: "Cherchez la femme."<ref>Da ''I Mohicani di Parigi'', 1854; vedi anche [[w:Cherchez la femme|la voce]] in Wikipedia.</ref> :''Il y a une femme dans toutes les affaires; aussitôt qu'on me fait un rapport, je dis:'' Cherchez la femme!. *Chi legge la [[storia]], se non gli [[storico|storici]] quando correggono le loro bozze?<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name="e" /> *Ci sono certe città sconosciute il cui nome, per inattese, terribili, clamorose catastrofi, talvolta acquista improvvisa fama europea e che s'ergono in mezzo al secolo come una di quelle paline storiche piantate dalla mano di Dio per l'eternità: tale è il destino di [[Pizzo Calabro|Pizzo]]. Senza annali nel passato e probabilmente senza storia nell'avvenire, essa vive sulla sua gloria di un giorno ed è diventata una delle stazioni omeriche dell'Iliade napoleonica. Infatti è noto che fu nella città di Pizzo che [[Gioacchino Murat]] venne a farsi fucilare, là che quest'altro Aiace trovò una morte oscura e cruenta.<ref>Da ''Viaggio in Calabria''.</ref> *{{NDR|In ricordo di Emma Mannoury-Lacour}} Credo proprio che tre quarti del mio cuore, se non il cuore intero, siano morti con lei.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 4 novembre 2004.</ref> *Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle [[donna|donne]] perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.<ref>Citato in Franco Fossati, ''Chi dice donna...'', Armenia, 1987, p. 41. ISBN 8834401786</ref> *E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?<ref>Da ''Kean o Genio e sregolatezza'', IV, 2.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *{{NDR|[[Francesco Mario Pagano]]}} Godeva di una grande reputazione e la meritava sotto tutti i rapporti. [...] La dolcezza della sua parola, la soavità della sua morale l'avea fatto soprannominare il Platone campano, ancora giovane aveva scritto la giurisdizione criminale opera che fu tradotta in tutte le lingue, e che fu menzionata dall'assemblea nazionale francese.<ref>Da ''I Borboni di Napoli: Vol. III'', Napoli, 1862, p. 10-11.</ref> *L'[[orgoglio]] ha quasi sempre una compagna ancora peggiore: l'[[invidia]]. :''L'orgueil a presque toujours une compagne encore pire que lui: cest l'envie''.<ref>Da ''Le Roi des quilles- racconto per bambini'', 1859.</ref> *La sorella era degna compagna del fratello. Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, [[Lucrezia Borgia|Lucrezia]] bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi. Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.<ref>Da ''I Borgia''; citato in [[Corrado Augias]], ''I segreti di Roma'', Oscar Mondadori, 2007, p. 264.</ref> *Nulla riesce meglio del [[successo]], che è la calamita morale che tutto attira a sé.<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name=e /> *Roma e Venezia si riuniranno all'Italia ma chissà se [[Napoli]] non sfuggirà all'Italia. Facile prender Napoli, difficile il conservarla.<ref>Dal giornale ''L'Indipendente'' del 19 dicembre 1862.</ref> *Tutto il delitto della prima {{NDR|[[Eleonora Pimentel Fonseca]]}} fu d'esser una {{sic|patriotta}} ardente; d'aver prima d'ogni altro levato il grido di libertà, quando la libertà apparve in Napoli; d'aver fondato il ''Monitore {{sic|Napolitano}}''. Questo delitto bastò a mandarla al patibolo, anzi alla forca.<br />Per un'oscena cortesia del tribunale verso la plebaglia {{sic|napolitana}}, la forca era alta trenta piedi.<br />Eleonora Pimentel camminò al supplizio col sorriso sulle labbra; nel lasciar {{sic|la}} carcere aveva bevuto una tazza di caffè: nel giunger a piè della forca, le fu chiesto se desiderava qualcosa: avevano l'ordine di accordarle l'ultima sua domanda: speravasi che chiederebbe la vita.<br /> – Datemi un paio di mutande, disse.<br />Lucrezia<ref>Allusione alla Lucrezia romana, moglie di Collatino, suicida per l'oltraggio di Sesto Tarquinio.</ref> non avrebbe nulla trovato di meglio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_Ty7nnZyBCFMC/page/n6/mode/1up Da Napoli a Roma]'', traduzione di Eugenio Torelli, Stabilimento tipografico del Plebiscito, Napoli, 1863, cap. III, p. 71.</ref> ==''Ascanio''== ===[[Incipit]]=== Alle quattro pomeridiane del 10 luglio dell'anno di grazia 1540, un bel giovane, alto, bruno con grandi occhi neri, vestito con elegante semplicità e armato soltanto d'un pugnaletto dal manico mirabilmente cesellato, stava presso la pila dell'acqua benedetta che è sull'entrata della chiesa dei Grandi Agostini, nel recinto dell'Università di Parigi.<br />Questo giovane, senza dubbio per pia umiltà, non si era mosso dal suo posto per tutta la durata dei vespri, e a fronte china, in atteggiamento di dovuta contemplazione, aveva mormorato non so quali parole, forse le preghiere, poiché le aveva dette a voce tanto bassa, che soltanto lui e Dio potevano sapere ciò che egli dicesse. ===Citazioni=== *V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina. (p. 205) *Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede. (p. 205) ==''I tre moschettieri''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Le premier lundi du mois d'avril 1626, le bourg de Meung, où naquit l'auteur du ''Roman de la Rose'', semblait être dans une révolution aussi entière que si les huguenots en fussent venus faire une seconde Rochelle. Plusieurs bourgeois, voyant s'enfuir les femmes le long de la grande rue, entendant les enfants crier sur le seuil des portes, se hâtaient d'endosser la cuirasse, et appuyant leur contenance quelque peu incertaine d'un mousquet ou d'une pertuisane, se dirigeaient vers l'hôtellerie du ''Franc-Meunier'', devant laquelle s'empressait, en grossissant de minute en minute, un groupe compacte, bruyant et plein de curiosité.'' {{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Les Trois Mousquetaires|Les Trois Mousquetaires]]'', MM. Dufour et Mulat, Paris, 1849.}} ====Giuseppe Aventi==== Il primo lunedì dell'aprile 1625, il borgo di Meung, che diede i natali all'autore del ''Romanzo della Rosa'', era in preda al più grande disordine, come se vi fossero capitati gli Ugonotti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, nel veder le donne scappare verso la Strada Grande, e nel sentir gli strilli dei bambini sugli usci delle case, si affrettavano a indossare la corazza, e fortificando la loro risolutezza un po' dubbia, con un moschetto o una partigiana, si avviavano alla locanda del Buon Mugnaio, davanti alla quale c'era un gruppo compatto, chiassoso e pieno di curiosità, che ingrossava di momento in momento. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}utT5qmal_gIC I tre moschettieri]'', traduzione di Giuseppe Aventi, Rizzoli, 2011. ISBN 88-58-61145-6}} ====Maria Bellonci==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 nella città di Meung (dove nacque l'autore del ''Roman de la rose''), sembrava che fosse scoppiata una violenta rivoluzione come se stessero arrivando gli ugonotti per una seconda La Rochelle. Molti cittadini, vedendo le donne precipitarsi verso la strada principale e sentendo i bambini gridare sulle porte di casa, corsero ad armarsi, e, resi più sicuri dal loro moschetto o dalla loro alabarda, si diressero verso l'osteria del ''Franc Meunier'' dove stava ammassandosi, di minuto in minuto più fitta, una folla vociante e curiosa. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}gztjEAAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Maria Bellonci]], Giunti, 2010. ISBN 9788809753570}} ====Antonio Beltramelli==== Il primo lunedì del mese d'aprile del 1625, il borgo di Meung, dove nacque l'autore del ''Romanzo della Rosa'', sembrava essere in piena rivoluzione, come se gli ugonotti fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Parecchi abitanti, vedendo le donne fuggire verso la Grande-Rue e sentendo i bimbi strillare sulle soglie, si affrettarono a indossare la corazza e, puntellando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossando di minuto in minuto, un gruppo di persone compatto, rumoroso e molto incuriosito. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}uuN_DQAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Antonio Beltramelli]] revisionata da Stefano Mazzurana, Mondadori, 2016. ISBN 9788852077920}} ====Angiolo Orvieto==== Il primo lunedì del mese d'aprile 1625 il borgo di Méung ove nacque l'autore del Romanzo della Rosa, sembrava esser in una così completa rivoluzione, come se gli ugonotti vi fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Molti borghigiani vedendo correre le donne lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sul limitare delle porte, si sollecitavano ad indossare la corazza, equilibrando il loro portamento alquanto incerto col mezzo di un moschetto o di una partigiana, o dirigendosi verso l'osteria del Franc-Meunier, davanti alla quale si affrettava ed ingrossava di minuto in minuto, un gruppo compatto, rumoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853}} ====Guido Paduano==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 la cittadina di Meung, dove nacque l'autore del ''Roman de la Rose'', sembrava completamente sconvolta, come se gli ugonotti fossero venuti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, vedendo fuggire le donne dalla parte della Grande-Rue e sentendo piangere i bambini sulle porte, si affrettarono a indossare la corazza e, rafforzando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossandosi di minuto in minuto, una folla compatta, rumorosa e curiosa. ====C. Siniscalchi==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 il borgo di Meung sembrava in aperta rivoluzione come se gli Ugonotti, vi fossero venuti a formare una seconda Rocella. Diversi borghesi, vedendo le donne fuggire lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sulla soglia delle porte, si affrettavano ad indossare la corazza, ed animando il loro coraggio, sebbene poco marziale con un moschetto od una partigiana, correvano tutti verso l'albergo del Franc-Meunier, dinanzi al quale si stipava un gruppo compatto, clamoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975}} ===Citazioni=== *{{NDR|Sul [[XVII secolo]]}} [...] quell'epoca di libertà minima e d'indipendenza massima [...]. (cap. II, ''L'anticamera del signor de Tréville''; 2013) *Quest'altro moschettiere formava un perfetto contrasto con colui che lo interrogava e che gli aveva dato il nome di Aramis. Era un giovane di ventidue o ventitré anni appena, dall'espressione candida e dolce, dall'occhio nero e mite e dalle gote rosee e vellutate come una pesca d'autunno; i suoi baffi sottili disegnavano sul labbro superiore una linea perfettamente diritta, le sue mani pareva evitassero di abbassarsi per timore di fare un po' gonfie le vene, e di tanto in tanto lo si vedeva pizzicarsi l'orlo delle orecchie, per mantenerle di un incarnato tenero e trasparente. Per abitudine, egli parlava poco e con lentezza, salutava molto, rideva senza far strepito e mostrando i denti, di cui pareva avere molta cura come il resto della persona. (cap. II, ''L'anticamera del signor Tréville'') *Il [[coraggio]] è sempre rispettato, anche in un nemico. (cap. V, ''I moschettieri del re e e le guardie del cardinale''; 2013) *[...] tutti per uno e uno per tutti [...]. {{NDR|[[Motti dai libri|motto]]}} (D'Artagnan: cap. IX, ''D'Artagnan si rivela''; 2013) *– Non avete qualche amico con l'orologio che va indietro?<br />– E allora?<br />– Allora andate a trovarlo, in modo che possa testimoniare che alle nove e mezza eravate da lui. È quello che in linguaggio giudiziario si chiama avere un [[alibi]]. (cap. X, ''Una trappola per topi nel secolo diciassettesimo''; 2013) *L'[[amore]] è la più egoista di tutte le passioni. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *– Non ho bisogno di voi.<br />– Ma siete voi che avete chiesto...<br />– L'aiuto di un gentiluomo, non la sorveglianza di una [[Spionaggio|spia]].<br />– È una parola un po' dura!<br />– Come si chiamano quelli che seguono le persone contro la loro volontà?<br />– Indiscreti.<br />– È una parola un po’ troppo morbida. (Signora Bonacieux e d'Artagnan: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] quella brutalità ingenua che le donne preferiscono spesso all'affettazione della cortesia, perché scopre il fondo del pensiero e prova che il sentimento ha la meglio sulla ragione. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] ciò che è [[perdita|perduto]] oggi può non essere perduto per l'avvenire. (Signora Bonacieux: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *— Milord, — esclamò [[Anna d'Asburgo (1601-1666)|la regina]] — voi dimenticate che io non ho mai detto di amarvi.<br />— Ma nemmeno mi avete detto che non mi amavate, e veramente dirmi tali parole sarebbe, da parte della Maestà Vostra, un'ingratitudine troppo grande. Poiché, dove troverete, ditemi, un amore simile al mio, un amore che né il tempo, né la lontananza, né la disperazione possono spegnere; un amore che si accontenta di un nastro smarrito, di uno sguardo perduto, di una parola sfuggita? (Buckingham: cap. XII) *In piedi davanti al caminetto, c'era un uomo di media statura, di aspetto nobile e altero, con gli occhi penetranti, la fronte ampia, un volto smagrito e ancor più allungato dal pizzo e dai baffi. Benché quell'uomo avesse trentasei o trentasette anni appena, capelli, baffi e pizzo cominciavano a farsi grigi. Quell'uomo non aveva spada, ma sembrava, in tutto il resto, un uomo di guerra: i suoi stivali di pelle di bufalo leggermente coperti di polvere indicavano che nella giornata era stato a cavallo. Quell'uomo era [[Armand-Jean du Plessis de Richelieu|Armand Jean Duplessis, cardinale di Richelieu]], non quale viene di solito rappresentato a noi, affranto come un vecchio, sofferente come un martire, il corpo piegato, la voce spenta, sepolto in una grande poltrona come in una tomba anticipata, vivo solo per il suo genio e capace ancora di sostenere la lotta con l'Europa soltanto per la forza del suo pensiero, diuturnamente applicato, ma quale egli era realmente in quel tempo, vale a dire destro e galante cavaliere, già debole nel corpo, ma sostenuto da quella potenza morale che ha fatto di lui uno degli uomini più straordinari che siano mai esistiti; quale egli era in quel tempo in cui si preparava, dopo aver validamente appoggiato il duca di Nevers nel ducato di Mantova, dopo aver preso Nimes, Castres e Uzès, a cacciare gli inglesi dall'isola di Ré, e ad assediare la Rochelle. (cap. XIV, ''L'uomo di Meung'') *D'Artagnan non poté fare a meno di pensare quanto fragili e sconosciuti siano i fili che talora regolano i destini di un popolo e la vita degli uomini. {{NDR|Dopo che il Duca di Buckingham decide di stabilire l'embargo e dichiarare guerra alla Francia soltanto per una questione d'amore}} (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *— Noialtri diciamo: fiero come uno [[Scozia|scozzese]], — mormorò Buckingham.<br />— E Noi. fiero come un [[Guascogna|guascone]], — disse di rimando D'Artagnan. — I guasconi sono gli scozzesi della Francia. (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *C'è un Dio per gli ubriachi e gli innamorati. (cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *In tutti i casi, ragazzo mio, credete a un uomo che vive da trent'anni alla corte: non vi addormentate nella vostra sicurezza, o siete perduto. Al contrario, ve lo dico io, dovete vedere nemici dappertutto. Se cercano di attaccare briga con voi, evitatelo, fosse anche un bambino di dieci anni; se vi attaccano, di notte o di giorno, battete in ritirata senza vergogna; se attraversate un ponte, tastate le assi, che non vi manchino sotto i piedi; se passate davanti a una casa in costruzione, guardate bene che non vi cada una pietra sulla testa; se rientrate tardi, fatevi seguire dal vostro domestico, e che sia armato, purché siate sicuro del vostro domestico. Diffidate di tutti, del vostro amico, di vostro fratello, della vostra amante... soprattutto della vostra amante. (Signor de Tréville: cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *Un mariuolo non ride alla stessa maniera di un uomo onesto, un ipocrita non piange le stesse lacrime di un uomo in buona fede. Ogni [[falsità]] è una [[maschera]], e per bene che sia fatta la maschera, con un po' d'attenzione si arriva sempre a distinguerla dal viso. (cap. XXV, ''L'amante di Porthos''; 2013) *[...] non c'è [[amicizia]] che resista a un segreto scoperto, soprattutto quando questo segreto tocca l'amor proprio; inoltre si ha sempre una certa superiorità morale sulle persone di cui si conosce la vita. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete. Il [[silenzio]] è l'ultima gioia degli infelici; guardatevi bene dal mettere chicchessia sulla traccia dei vostri dolori: i curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d'un daino ferito. (Aramis: cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *Niente fa passare il tempo e abbrevia la strada come un [[pensiero]] che assorbe su di sé tutte le facoltà di chi pensa. L'esistenza esterna assomiglia allora a un sonno, di cui quel pensiero è il sogno. Grazie al suo influsso, il tempo non ha più misura, lo spazio non ha più distanza. Si parte da un luogo e si arriva a un altro, ecco tutto. Dell'intervallo percorso, non resta presente al vostro ricordo che una vaga foschia in cui svaniscono mille immagini confuse di alberi, montagne, paesaggi. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] l'[[amore e morte|amore]] è una lotteria dove chi vince vince la [[amore e morte|morte]]. (Athos: cap. XXVII, ''La moglie di Athos''; 2013) *La [[vita]] stessa si può riassumere in tre parole: ''erat'', ''est'', ''fuit''. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] in tutte le cose il merito sta nella [[difficoltà]]. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] si domandano [[consigli]] solo per non seguirli, o, se li si segue, per avere qualcuno a cui si possa rimproverare di averli dati. (Athos: cap. XXXIV, ''Dove si tratta dell'equipaggiamento di Aramis e di Porthos''; 2013) *Il cuore della donna migliore è spietato verso i dolori d'una rivale. (cap. XXXV, ''La notte tutti i gatti sono bigi''; 2013) *Milady sorrise di un sorriso strano.<br />— Così, voi mi amate? — disse.<br />— Ho forse bisogno di dirvelo? Non ve ne siete accorta?<br />— Oh, sì, ma come sapete, i cuori più fieri sono più difficili da conquistare.<br />— Oh, le difficoltà non mi sgomentano — disse d'Artagnan; — temo solo le cose impossibili.<br />— Non c'è nulla di impossibile, — disse Milady — per un vero amore. (cap. XXXVI, ''Sogno di vendetta'') *[...] dietro a ogni [[felicità]] presente è nascosto un timore futuro. (cap. XXXIX, ''Una visione''; 2013) *Nessuna speranza è folle, tranne che per gli sciocchi [...]. (Richelieu: cap. XL, ''Il cardinale''; 2013) *Il [[tempo]], amico mio, il tempo porta con sé l'occasione, e l'occasione è la martingala<ref>Tipo di scommessa che prevede a ogni successiva puntata il raddoppio della posta. [N.d.T.]</ref> dell'uomo: più ha scommesso e più guadagna, se sa aspettare. (Athos: cap. XLII, ''Il vino d'Angiò''; 2013) *In tutti i tempi e tutti i paesi, soprattutto se sono divisi in materia di religione, ci saranno fanatici che non chiedono di meglio che diventare [[martiri]]. (Richelieu: cap. XLIV, ''L'utilità dei tubi di stufa''; 2013) *– Allora, – disse d'Artagnan, lasciando cadere le braccia con scoraggiamento, – è inutile lottare ancora: tanto vale che [[Suicidio|mi bruci le cervella]] e facciamola finita!<br />– Questa è l'ultima sciocchezza da fare, – disse Athos, – perché è la sola cui non c'è rimedio. (cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] ci prendono per pazzi o per [[eroi]], due categorie di imbecilli molto simili tra loro. (Athos: cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] bisogna puntare sui [[Vizio e virtù|difetti]] delle persone, non sulle loro [[Vizio e virtù|virtù]]. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *[[Beneficio]] rinfacciato, offesa arrecata. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *La [[vita]] è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia''; 2013) *L'[[amore]] è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione. (cap. LVI) *I grandi [[criminali]] portano con sé una specie di predestinazione che fa loro superare tutti gli ostacoli, li salva da tutti i pericoli, fino al momento che la Provvidenza, stanca, ha fissato come scoglio per la loro empia fortuna. (cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) *[...] non conosco nessun uomo che meriti di essere rimpianto durante tutta la vita di un altro uomo [...]. (Buckingham: cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) ===Citazioni su ''I tre moschettieri''=== *Da mia parte, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i ''Trois mousquetaires'' di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun'offesa della poesia, ma nascondono in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti; ed è bene incoraggiarli a deporre la falsa vergogna e il congiunto imbarazzo. ([[Benedetto Croce]]) *''I tre moschettieri'' è in verità la storia del quarto. ([[Umberto Eco]]) *Il romanzo ''I tre moschettieri'' è una serie ininterrotta di vendette, dal principio alla fine. C'è una vendetta ad ogni pagina. Ogni tanto, una esaltazione tutta esplicita della vendetta, definita qualche volta come "le plaisir des dieux", il piacere degli Dei. ([[Beniamino Placido]]) *In questa favola, Alessandro Dumas sfoggia non poche qualità del grande scrittore: e non delle secondarie. In primo luogo una sovrana impudenza; un insieme di complicità ed oltraggio nei confronti del lettore; nessun patetismo, neppure quando ricorre a situazioni obiettivamente patetiche: giacché nelle sue mani anche la morte dell'innocente si fa avventura, è «divertente». E ancora, il gusto del gioco, della mistificazione; l'onesta carenza morale, che ci rassicura che nei labirinti di questa deliziosa macchinazione non si nasconde la pia frode di un messaggio; una nobile guitteria, che gli detta la mossa esatta per scatenare la saggiamente consenziente credulità del pubblico, e che insieme proibisce qualsiasi identificazione emotiva: il lettore è tenuto a bada nel momento stesso in cui è affascinato; è e deve restare spettatore. ([[Giorgio Manganelli]]) ===[[Pietro Citati]]=== *Il personaggio di d'Artagnan è uno dei più straordinari ritratti simbolici della prima parte del secolo. Athos è degno di Dostoevskij. Milady è una bellissima creatura del male. E quella leggerezza, che ci trascina di pagina in pagina, non nasce soltanto da una natura felice, ma da una squisita arte intellettuale. *Non credete ai denigratori. ''I tre moschettieri'' emana un vero profumo storico: non meno di ''Guerra e Pace''; un profumo che Dumas ricava con astuzia e grazia dalle memorie, dalle lettere e dai romanzi del primo Seicento. *Come in una cavalcata fantastica, tutta la geografia, la storia e la letteratura della Francia, sfilano davanti ai nostri occhi. Conosciamo i guasconi, i piccardi, i normanni, gli abitanti del Berry, e il loro dialetto, che il colto Aramis si rifiuta di capire; e quanti paesi e chiese e osterie sorvolate dal vento dell'avventura. C'è Parigi, avvolta da una nebbia cupa. I moschettieri bevono generosamente, attaccano briga, pagano malvolentieri i conti degli osti, come gli eroi di Rabelais e di Scarron. ''Il borghese gentiluomo'', ''L'Avaro'' e ''Il Barbiere di Siviglia'' ci fanno conoscere i loro lacchè e le loro soubrettes, che danzano ancora per noi. Abbiamo mercanti e avvocati, avidi e sordidi come nel ''Romanzo borghese'' di Furetière. Aramis ci ricorda la mondanità preziosa degli abati. Gli epigrammi della tradizione moralistica francese brillano alla fine di ogni capitolo. Poi il tempo cambia. Entriamo nella Parigi del primo Ottocento, nei teatri e nei piccoli giornali. C'è qualche traccia della sapienza filosofica e fisionomica di Balzac. E il giovane d'Artagnan, che a diciott'anni arriva dalla Guascogna per far fortuna, l'abbiamo già incontrato nelle vesti di Gil Blas e di Jacob: l'abbiamo ritrovato in quelle di Lucien de Rubempré e di Julien Sorel, che come lui cercano di conquistare la Francia. *Non so se Dumas avesse letto Baltasar Gracián: una parte dei ''Tre moschettieri'' ha un sapore che ci ricorda, sebbene mescolato e manipolato dall'"abile irrigatore", le massime del gesuita spagnolo. Il Seicento si incarna nella figura del cardinale di Richelieu, per il quale Dumas ha una vera passione. Richelieu è la rapidità e l'astuzia, che solo d'Artagnan sa fronteggiare. Rappresenta gli ''Arcana imperii'': il segreto profondissimo del potere e la macchinazione; l'arte di spiare e di ascoltare i segreti. *Ormai è tempo di riprendere in mano ''I tre moschettieri''. Non possiamo fermarci: gli oggetti non ci arrestano con il loro volume, e i personaggi sembrano (e non sono) formati di una sola dimensione. Tutto quello che, nella vita, ci sbarra il passo, viene trascinato dal volo velocissimo della fantasia. Il cavallo di d'Artagnan corre verso l'Inghilterra più rapido del nostro occhio che legge, le navi attraversano in un baleno i mari, Milady ripete le sue affascinanti menzogne, un'occhiata fa scoccare all'improvviso un amore... La leggerezza trionfa sul peso: la frivolezza sul significato, l'immaginazione sull'esperienza. Mentre leggiamo, rimbalzando di fatto in fatto, anche noi senza peso, tutto ci accade: siamo d'Artagnan e Richelieu, Buckingham e Athos, l'uomo dal mantello rosso e Milady, eppure nulla ci tocca e ci ferisce. Veloci come il vento, indenni e inconsapevoli come l'aria, attraversiamo senza conoscerle tutte le esperienze del mondo. ==''Il conte di Montecristo''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Le 24 février 1815, la vigie de Notre-Dame de la Garde signala le trois-mâts le Pharaon, venant de Smyrne, Trieste et Naples.<br />Comme d'habitude, un pilote côtier partit aussitôt du port, rasa le château d'If, et alla aborder le navire entre le cap de Morgion et l'île de Rion.<br />Aussitôt, comme d'habitude encore, la plate-forme du fort Saint-Jean s'était couverte de curieux ; car c'est toujours une grande affaire à Marseille que l'arrivée d'un bâtiment, surtout quand ce bâtiment, comme le Pharaon, a été construit, gréé, arrimé sur les chantiers de la vieille Phocée, et appartient à un armateur de la ville.'' {{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Le Comte de Monte-Cristo/Chapitre 1|Le Comte de Monte-Cristo]]'', C. Lévy, 1889}} ====Lanfranco Binni==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il trealberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota costiero uscì subito dal porto, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E subito, come sempre, la spianata del forte Saint-Jean si riempì di una folla di curiosi, perché è sempre un grande avvenimento a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165}} ====Margherita Botto==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come al solito, subito un pilota si mosse dal porto, costeggiò il castello d'If, e andò ad abbordarlo tra capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E come al solito, subito lo spiazzo del forte Saint-Jean si riempì di curiosi. Perché a Marsiglia l'arrivo di una nave è sempre un grande avvenimento, soprattutto quando quella nave è stata costruita, armata e stivata, come il ''Pharaon'', nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://www.einaudi.it/content/uploads/2022/05/Pagine-da-INT_Dumas_Il_conte_di_Montecristo.pdf Il conte di Montecristo]'', traduzione di Margherita Botto, Einaudi, 2015. ISBN 9788806225186}} ====Giovanni Ferrero==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Nostra Signora della Guardia segnalò il tre-alberi ''Pharaon'' che arrivava da Smirne, via Trieste e [[Napoli]].<br />Come al solito, un pilota costiero partì immediatamente dal porto, costeggiò il castello d'If e raggiunse la nave tra il Capo Morgiou e l'isola di Rion. E tosto, come al solito, il belvedere del forte Saint-Jean si riempì di curiosi poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento. {{NDR|Alessandro Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001}} ====Emilio Franceschini==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre-alberi il ''Faraone'', che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Com'è d'uso, un pilota {{sic|costiere}} partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion.<br />Contemporaneamente com'è egualmente d'uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l'arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il ''Faraone'', si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998}} ====Vincenzo Latronico==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò in avvicinamento il ''Pharaon'', un tre alberi proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota di porto prese il mare, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave fra Morgiou e l'isola di Riou, mentre la banchina del forte di Saint-Jean si riempiva di curiosi: l'arrivo di una nave era ogni volta un grande evento a Marsiglia, specialmente quando si trattava di un'imbarcazione costruita nei cantieri cittadini e di proprietà di un armatore locale. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}XXC1DwAAQBAJ&pg{{=}}PA5 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Vincenzo Latronico, Bompiani, 2026. ISBN 9788858784730}} ====Guido Paduano==== Il 24 febbraio 1815, la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Secondo l'uso, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad abbordare la nave tra il Cap de Morgiou e l'isola di Riou.<br />Sempre secondo l'uso, la spianata del forte Saint-Jean si era immediatamente riempita di curiosi: a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è sempre un avvenimento, soprattutto quando il bastimento, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, armato, stivato, nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522}} ====Gaia Panfili==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', in provenienza da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come di consueto, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad accostare la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />Subito, sempre come di consueto, la spianata della fortezza Saint-Jean si era ammantata di curiosi; a Marsiglia infatti l'arrivo di un bastimento è sempre un grande evento, soprattutto quando tale bastimento, come il ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato, stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartiene a un armatore di città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035}} ====Jean Rossari==== Il 24 febbrajo 1815 la scolta di Nostra Signora della guardia segnalava la nave il ''Faraone'' proveniente da Smirne, Trieste e Napoli. Un {{sic|piloto costiere}}, secondo il solito, si staccò subitamente dal porto, passò vicino al castello d'If, e {{sic|abordò}} il naviglio tra il capo di Morgiou e l'isola di Rion. E, sempre secondo l'uso, sulla piattaforma del forte S. Giovanni s'erano affollati i curiosi, poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è affare di molta importanza, specialmente quando si tratta di un bastimento {{sic|costrutto}}, armato e confezionato sui cantieri della ''vecchia focea'' e appartenente ad un armatore della città. Tale appunto era il ''Faraone''. {{NDR|Alessandro Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}Mj1MAAAAcAAJ&pg{{=}}PA35 Il conte di Monte Cristo]'', versione di Jean Rossari, Borroni e Scotti, 1846}} ===Citazioni=== *[...] in [[politica]] non esistono assassinî. In politica, mio caro, lo sapete quanto me, non ci sono uomini ma idee; non sentimenti ma interessi; in politica non si uccide un uomo: si elimina un ostacolo, ecco tutto. (Noirtier: cap. XII, ''Il padre e il figlio''; 2011) *[...] per l'uomo felice la [[preghiera]] rimane un insieme monotono e privo di senso fino al giorno in cui il dolore viene a spiegare all'infelice questo linguaggio sublime per mezzo del quale si rivolge a Dio. (cap. XV, ''Il nº 34 e il nº 27''; 2011) *Ci vuole la sciagura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; 2010<!--, p. 132-->) *La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica [...]. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; 2010<!--, p. 139-->) *[...] Dio vuole che l'uomo che ha creato, e nel cuore del quale ha così profondamente radicato l'amore della vita, faccia tutto quello che può per conservare un'esistenza talvolta così penosa, ma sempre così cara. ([[Abate Faria]]: cap. XIX, ''Il terzo accesso''; 2018) *{{NDR|Il}} grande lago che chiamano il [[Mediterraneo]] [...]. (cap. XXII, ''I contrabbandieri''; 2010<!--, p. 177-->) *Negli [[Affare|affari]], signore, non ci sono amici; lo sapete bene, ci sono soltanto dei corrispondenti. (Pierre Morrel: cap. XXIX, ''La casa Morrel''; 2011) *[...] spesso passiamo accanto alla felicità senza vederla, senza guardarla, oppure, se l'abbiamo vista e guardata, senza riconoscerla. Se siete un uomo positivo e l'oro è il vostro dio, assaggiate [[Hashish|quella roba]], e vi saranno aperte le miniere del Perù, di Guzarate, di Golconda. Se siete un uomo d'immaginazione, un poeta, assaggiatela e le barriere del possibile spariranno e vi si apriranno i campi dell'infinito: libero di cuore e di mente, passeggerete nel regno illimitato della fantasia. Se siete ambizioso e correte dietro alle grandezze della Terra, assaggiatela, ed entro un'ora sarete re, ma non di un piccolo regno nascosto in un angolo d'Europa, come la Francia, la Spagna o l'Inghilterra, ma re del mondo, re dell'universo, re della creazione. Il vostro trono sarà innalzato sulla montagna dove Satana portò Gesù e senza aver bisogno di rendergli omaggio, senza essere obbligato a baciargli l'artiglio, sarete il padrone sovrano di tutti i regni della Terra. (Simbad il marinaio: cap. XXXI, ''Simbad il marinaio''; 2018) *Se qualcuno avesse fatto morire fra le torture inaudite, in mezzo a tormenti senza fine, vostro padre, vostra madre, la vostra donna, uno di questi esseri, insomma che quando vengono rapiti al nostro cuore lasciano un vuoto eterno e una piaga sempre sanguinosa, vi parrebbe sufficiente la riparazione accordatavi dalla società, sareste soddisfatti solo perché il ferro della ghigliottina è passato fra la base dell'occipite e i muscoli delle spalle dell'uccisore, e perché chi vi ha fatto patire anni di morali sofferente ha provato qualche secondo di dolore fisico? (Conte di Montecristo: cap. XXXV, ''La mazzolata'') *«Ah, il [[duello]]!», esclamò il conte. «Sull'anima mia, risibile modo di raggiungere il proprio scopo, quando lo scopo è la vendetta! Un uomo vi ha rubato la vostra amante, un uomo ha sedotto vostra moglie, un uomo ha disonorato vostra figlia. Di una vita intera, che aveva il diritto di aspettarsi la parte di felicità che Iddio ha promesso a ogni essere umano nel crearlo, egli ha fatto un'esistenza di dolore, di miseria o d'infamia, e voi vi ritenete vendicato perché a quest'uomo, che vi ha gettato il delirio nella mente e la disperazione nel cuore, voi avete sferrato un fendente in petto o piazzato una pallottola in capo? Suvvia, dunque! Senza contare che spesso è costui a uscire trionfante dalla tenzone, mondato agli occhi del mondo e in qualche modo assolto da Dio. No, no – rincarò il conte – se mai dovessi vendicarmi, non è in questo modo che mi vendicherei». (cap. XXXV, ''La mazzolata''; 2010<!--, p. 323-->) *Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la [[società]] che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XL, ''La colazione''; 2010<!--, pp. 388-389-->) *[...] «fa' vedere che [[Stima|stimi]] te stesso e sarai stimato», assioma cento volte più utile nella nostra società di quello dei greci «conosci te stesso», che ai nostri giorni è stato sostituito dall'arte meno difficile e più vantaggiosa di conoscere gli altri. (cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2018) *[...] le [[invenzione|invenzioni]] umane progrediscono dal composto al semplice, e il semplice è sempre la perfezione. (Conte di Montecristo: cap. XLVIII, ''Ideologia''; trad. Franceschini) *Io sono uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, e credo che fino a oggi nessun uomo si sia trovato in una condizione simile alla mia. I regni dei re sono limitati: da montagne, da fiumi, da costumi diversi, da lingue diverse. Il mio regno è grande come il mondo, perché non sono né italiano, né francese, né indù, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere. Dio solo sa quale contrada mi vedrà morire. Adotto tutti i costumi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero, perché parlo il francese con la vostra stessa facilità e purezza? Ebbene, Alì, il mio nubiano, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di nessun paese, non chiedendo protezione a nessun governo, non riconoscendo nessun uomo per mio fratello, non uno solo degli scrupoli che fermano i potenti, non uno solo degli ostacoli che paralizzano i deboli, può fermarmi o paralizzarmi. Ho soltanto due avversari, non dirò due vincitori perché riesco a sottometterli con un po' di tenacia: la distanza e il tempo. Il terzo, e il più terribile, è la mia condizione di uomo mortale. Soltanto questa può fermarmi nel cammino che percorro, e prima che abbia raggiunto il mio obiettivo; tutto il resto, l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, cioè la rovina, l'imprevisto, l'eventualità, li ho tutti previsti; e se qualcosa può colpirmi, niente può abbattermi. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2011) *Ci sono due [[Sguardo|sguardi]]: lo sguardo del corpo e lo sguardo dell'anima. Lo sguardo del corpo può talvolta dimenticare, ma quello dell'anima non dimentica mai. (Haydée: cap. LXXVII, ''Haydée''; 2011) *Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. (cap. LXXXII, ''L'effrazione''; 2011) *«Venite con me, visconte, vi conduco io».<br />«Con piacere».<br />«Allora siamo intesi?».<br />«Sì, ma dove?».<br />«Ve l'ho detto, dove l'aria è pura, dove il rumore assopisce, dove, per quanto orgoglio si nutra, ci si sente umili e ci si ritrova piccoli. Amo un tale svilimento, io che al pari di Augusto vengo definito padrone dell'universo».<br />«Dove andate, insomma?».<br />«Al [[mare]], visconte, al mare». (cap. LXXXV, ''Il viaggio''; 2010) *Che cosa è la [[morte]] per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. (Conte di Montecristo: cap. XC) *Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti alla compassione, quando la sciagura del nemico supera i limiti del loro odio. (cap. LXXXVI, ''Il giudizio''; 2011) *[...] per i cuori che hanno sofferto molto la [[gioia]] è come la rugiada per la terra bruciata dal sole: cuore e terra assorbono quella pioggia benefica che cade su di loro, senza che niente si manifesti all'esterno. (cap. XCII, ''Il suicidio''; 2011) *[...] non sarei artista se non mi rimanesse qualche illusione. (Eugénie: cap. XCV, ''Il padre e la figlia''; 2011) *Fate attenzione: un consiglio è peggio di un favore. (Conte di Montecristo: cap. XCVI, ''Il contratto''; 2011) *Guardami, Morrel – disse Montecristo con quella solennità che in certe occasioni lo rendeva così grande e persuasivo, – guardami: non ho lacrime negli occhi, né febbre nelle vene, né palpiti di disperazione nel cuore; eppure ti vedo soffrire, te, Maximilien, te che amo come amerei un figlio; ebbene, questo non ti dice, Morrel, che il [[dolore]] è come la vita, e anche al di là del dolore c'è sempre qualcosa di sconosciuto? (cap. CV, ''Il cimitero del Père-Lachaise''; 2011) *È proprio degli spiriti prostrati vedere ogni cosa attraverso un velo nero; è l'anima che si crea i suoi orizzonti; la vostra anima è incupita e vi presenta un cielo tempestoso. (Conte di Montecristo: cap. CXII, ''La partenza''; 2011) *Un uomo della tempra del conte non poteva abbandonarsi a lungo a quella malinconia che dà l'illusione di vivere e di un'apparente originalità agli spiriti volgari, ma che uccide le anime superiori. (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011) *Sull'altra parete, un'iscrizione attirò la sua attenzione; spiccava, ancora bianca, sul muro verdastro; Montecristo la lesse:{{centrato|MIO DIO CONSERVATEMI LA MEMORIA!}}«Oh, sì – gridò, – ecco l'unica [[Preghiere dai libri|preghiera]] dei miei ultimi tempi. Non chiedevo più la libertà, chiedevo la memoria, temevo di diventare pazzo e di dimenticare. Mio Dio! mi avete conservato la memoria, e ho ricordato tutto. Grazie, grazie, mio Dio!» (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011) *Prima di aver [[paura]], si vede giusto; mentre si ha paura, si vede doppio; dopo aver avuto paura, si vede torbido. (cap. CXIV, ''Peppino''; 2011) *[...] in questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' {{NDR|[[Lettere dai libri|lettera]]}} ([[Edmond Dantès]]: cap. CXVII, ''Il 5 ottobre''; 2011) ===Citazioni su ''Il conte di Montecristo''=== *C'è un aggettivo che fin dalle prime pagine domina ossessivamente il racconto, ed è «cupo» (''sombre''): cupo è, pressoché sempre, Montecristo, cupo è il castello di If, cupo chiunque, a partire da Villefort, covi sinistri o tetri pensieri. Da una parte la policromia del mondo, euforizzata nel carnevale romano e nelle feste parigine, dall'altra le ragioni del silenzio e dell'attesa. Come in un'operetta morale leopardiana, solo dalla specola della morte si può comprendere (e paradossalmente orientare) lo spettacolo della vita: «bisognerà prendere il posto dei morti» annuncia Dantès, cui la futura e favolosa ricchezza apparirà come mero strumento del volere divino, e cioè né più né meno che un sacerdozio («io, tradito, assassinato, gettato anch'io in una tomba, sono uscito da quella tomba per grazia di Dio, e a Dio devo la vendetta. Mi manda per questo, ed eccomi»). Coerentemente, la sua condotta si svolgerà sotto il segno dell'ascesi, come se tutto quel lusso e quelle cornucopie di cibi pregiati fossero solo un ''trompe-l'œil'': individuo eccezionale («sono uno di quegli esseri eccezionali, sì!» si lascia sfuggire in un raro momento di civetteria), egli è in realtà un servo, destinato a rientrare nel nulla dopo la propria missione («il morto ritornerà nella tomba, il fantasma ritornerà nella notte»). Per questo è un personaggio così magnetico, perché, frustrandola, continua a ''difendersi'' dalla curiosità del lettore. ([[Michele Mari]]) *È forse il più «oppiaceo» dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subito un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla «punizione» da infliggere loro? Edmondo Dantès gli offre il modello, lo «ubbriaca» di esaltazione, sostituisce il credo di una giustizia trascendente in cui non crede più «sistematicamente». ([[Antonio Gramsci]]) *È il romanzo di una vendetta, ma è anche una descrizione impareggiabile del gran mondo parigino. Tutti i suoi nemici hanno fatto carriera, ma Dantès con ogni genere di astuzia riesce a stroncarli uno per uno. Tutti lo ammirano, tutti lo invitano, neppure la sua ex fidanzata, che ha sposato un alto funzionario, lo riconosce. Quando si deciderà a parlare?, ci chiediamo col fiato sospeso.<br />Siamo ben lontani da ''I tre moschettieri'', libro di cappa e spada più celebre e molto più sempliciotto. È Montecristo il vero eroe romantico creato dallo straripante Dumas. È a lui (se ci fosse una giustizia letteraria suprema) che andrebbe appesa la fama di Alexandre Dumas. ([[Carlo Fruttero]]) *Forse Edmond Dantès si sbagliava, e l'unica soluzione era non fidarsi e non sperare. ([[Arturo Pérez-Reverte]]) *''Il Conte di Monte-Cristo'' è una sterminata hilarotragedia, dove il riso e il delitto, il gioco e il Male Assoluto si sfiorano e si intrecciano. Il lieve tocco ironico, lo spirito settecentesco, l'allegretto sono presenti in ogni capitolo. ([[Pietro Citati]]) *– "''Il conte di Montecrisco''".<br />– "Montecristo", deficiente.<br />– Di Alessandro... Dum-azz... Due mazzi...<br />– È francese. Sì, si legge Dumas. Lo sai di che parla? Ti piacerebbe, parla di un'evasione.<br />– Allora va messo nel settore didattico. O sbaglio? (''[[Le ali della libertà]]'') *La prima parte di ''Montecristo'', fino alla scoperta del tesoro, è un pezzo perfetto di racconto a effetto; non c'è mai stato un uomo che abbia partecipato a queste commoventi avventure senza un fremito, eppure Faria è un personaggio di cartapesta e Dantès poco più di un nome. Il seguito non è che il dilungarsi di un errore, cupo, sanguinoso, innaturale e stupido; ma quanto a questi primi capitoli, non credo esista un altro volume nel quale si possa respirare la stessa inconfondibile atmosfera di romanzo. ([[Robert Louis Stevenson]]) *L'architettura del ''Conte di Monte-Cristo'' possiede una meravigliosa precisione ed esattezza. Non saprei dire se il libro sia composto di romanzi diversi, che la facoltà affabulatrice di Dumas fa coabitare: o se moltissimi fili narrativi procedano gli uni accanto agli altri, fino a riunirsi ed esplodere in spettacolosi colpi di scena. Dovunque regna l'enigma: la soluzione dell'enigma viene sospesa e rinviata; ora una pagina ci suggerisce cosa accadrà, ora una voce sotterranea ci fa capire che avverranno cose completamente diverse. Il racconto corre veloce, trascina gli ostacoli, attraversa i tempi e gli spazi, copre immense tele scriveva Sainte-Beuve – «senza stancare mai il pennello di Dumas né il suo lettore». ([[Pietro Citati]]) ==''Il visconte di Bragelonne''== ===[[Incipit]]=== Era circa la metà di maggio dell'anno 1660, alle nove del mattino, quando una piccola cavalcata composta di tre uomini e due paggi, attraverso il ponte della città di Blois, senza fare altra impressione sopra coloro che passeggiavano sulla riva che un primo moto della mano per salutare, ed un altro della lingua per esprimere la seguente idea "Ecco Monsignore che ritorna dalla caccia". Un altro. Però mentre i cavalli salivano l'erta che dal fiume conduce al castello, molti garzoni di bottega si avvicinarono all'ultimo cavallo che portava appesi all'arcione della sella vari uccelli legati per il becco. <br />A quella vista i curiosi manifestarono con una franchezza affatto zotica il loro disprezzo per una preda così magra, e dopo una discussione sullo svantaggio della caccia al volo, ritornarono tutti alle loro occupazioni. <br />Monsignore montava un piccolo cavallo di bel portamento, con una larga sella di velluto rosso di Fiandra. Il cavallo era di color fulvo; la giubba di Monsignore era di color chermisi e soltanto dall'insieme di quel rossastro si poteva distinguere il principe tra i suoi due compagni, l'uno vestito di violetto, l'altro di verde. Quello a sinistra, vestito di violetto, era lo scudiero; quello a dritta, vestito di verde, era il cacciatore. <br />Uno dei paggi portava sopra un bastone due girifalchi, l'altro un corno da caccia nel quale soffiò a venti passi dal castello. <br />A quel segnale, otto guardie che passeggiavano al sole nella corte quadrata corsero a prendere le alabarde, e Monsignore fece il suo solenne ingresso nel castello. <br />Le otto guardie, le quali sapevano che il loro servizio era terminato per tutto il resto della giornata, si coricarono al sole, sopra le panchette di pietra; i palafrenieri scomparvero coi cavalli nelle scuderie, e, meno alcuni uccelli che si spaventavano a vicenda con acute strida tra i ciuffi di viole, si sarebbe detto che tutti dormissero. <br />A un tratto, in mezzo a quel dolce silenzio. ===Citazioni=== *Planchet aprì la finestra, come gli era stato prescritto, e la ventata di tumulto che s'ingolfò nella stanza, grida, stridor di ruote, abbaiamenti e passi, assordò anche d'Artagnan, come aveva desiderato.<br />Bevve, allora, un bicchiere di vino bianco, e incominciò in questi termini:<br />"Planchet, ho un'idea".<br />"Ah, signore, come vi riconosco!", rispose il droghiere, ansante d'emozione. *"D'Artagran, D'Artagnan!", fece Athos, posando la mano sulla spalla del moschettiere, "voi non siete equo."<br />"Ne ho il diritto."<br />"No, perché non conoscete l'avvenire." *"Continuo", disse Luigi XIV. "È vero anche che un uomo solo abbia potuto penetrare fino a Monck, nel suo accampamento, e l'abbia portato via?"<br />"Quell'uomo aveva dieci ausiliari presi tra gente inferiore"<br />"Nessun altro?"<br />"Nessuno."<br />"E si chiama?"<br />"Il signor d'Artagnan, ex luogotenente dei moschettieri di Vostra Maestà"<br />Anna d'Austria arrossì, Mazzarino diventò giallo di vergogna, Luigi XIV si fece cupo e una goccia di sudore cadde dalla sua fronte pallida.<br />"Che uomini!", mormorò. *Destinato a tutta prima al commercio, Colbert era stato commesso presso un mercante di Lione, che aveva poi lasciato per recarsi a Parigi nello studio di un procuratore allo Chatelet, chiamato Biterne. In tal modo, aveva appreso l'arte di preparare un bilancio e l'arte più preziosa d'imbrogliarlo. *Allora, per finirla con quello sguardo da inquisitore che bisogna far abbassare ad ogni costo, come ad ogni costo un generale riduce al silenzio una batteria che lo disturba, Aramis stende la sua bella mano bianca, nella quale riluce l'ametista dell'anello pastorale, fende l'aria col segno della croce e fulmina i sui due amici con la sua benedizione.<br />Forse, distratto dai propri pensieri, empio a sua insaputa, d'Artagnan non si sarebbe affatto inchinato a quella santa benedizione; ma Porthos s'è accorto della distrazione dell'amico, e, appoggiando affettuosamente la sua mano sulla schiena del moschettiere, lo schiaccia verso terra.<br />D'Artagnan si piegò: ci volle poco che non cadesse bocconi. Intanto Aramis è passato. D'Artagnan, come Anteo, non ha fatto che toccare la terra, e si rivolge verso Porthos pronto a litigare. *"Buongiorno, signor d'Artagnan. Parlavamo di Belle-Isle sul Mare", disse Fouquet con quell'arte del mondo e quella scienza dello sguardo che richiedono metà della vita per impararle bene, e a cui certa gente, nonostante tutto il suo studio, non arriva mai. *Aramis, l'abbiamo detto, era ancora alzato. Comodamente avvolto in una veste da camera di velluto, scriveva lettere su lettere, con quella scrittura così fine e così densa che d'una pagina fa un quarto di volume. *Monsieur era troppo gran signore per notare un tal particolare. Non c'è nulla d'efficace come l'idea ben stabilita della propria superiorità per assicurare l'inferiorità dell'uomo che ha una tale opinione di sé. *"Lo so, e ho agito di conseguenza: niente spazio, niente comunicazioni, niente donne, niente gioco, ma, adesso, è d'un patetico che non vi so dire", aggiunse Aramis con uno di quei sorrisi che appartenevano solo a lui, "vedere come i giovani cerchino di divertirsi, e come, di conseguenza, simpatizzino per colui che paga i divertimenti" *Però Dio è tanto buono per gli errori giovanili, tutto quello che è amore, anche amore colpevole, trova così facilmente grazia ai suoi sguardi paterni, che all'uscir dalla messa Luigi, levando gli occhi al cielo, poté vedere, attraverso gli strappi di una nuvola, un angolo del tappeto azzurro che è calpestato dal piede del Signore. *E Porthos si fece severo.<br />"E la botola, signore", disse, "e la botola?"<br />Di Sant-Agnan divenne estremamente pallido. Buttò indietro la sedia in tal modo, che Porthos, con tutta la sua ingenuità, s'accorse che il colpo aveva fatto centro.<br />"La botola", mormorò il conte.<br />"Ebbene, signore, datene una spiegazione, se potete", fece Porthos scuotendo il capo.<br />Di Sant-Agnan abbassò la fronte.<br />"Oh! sono tradito!", mormorò; "si sa tutto!"<br />"Si sa sempre tutto", replicò Porthos, che non sapeva nulla. *"No, è l'impotenza! Abbiamo forse la pretesa di prendere, in tre, la Bastiglia?"<br />"Se ci fosse d'Artagnan", esclamò Porthos, "non dico di no."<br />Raul fu preso d'ammirazione davanti a quella fiducia, eroica tanto era candida. Erano quelli gli uomini famosi che, in tre o quattro, affrontavano eserciti o attaccavano fortezze! Uomini che avevano spaventato la morte e che, sopravvissuti a tutto un secolo ormai in dissoluzione, erano ancora più forti dei più forti giovani del giorno. *Baisemeaux impallidì di fronte a quella fredda sicurezza. Gli parve che la voce di Aramis, così gaia e sorridente poco prima, fosse divenuta funebre e sinistra; che i ceri dei candelabri si fossero cambiati in ceri da cappella sepolcrale; che i bicchieri di vino si fossero trasformati in calici di sangue. *Ad un tratto, il capo del giovane si inchinò. Il suo pensiero ridiscese sulla terra. il suo sguardo si indurì, la fronte gli si coprì di rughe, la bocca assunse una espressione di feroce risolutezza; poi il suo sguardo divenne fisso ancora una volta; ma ora rifletteva la fiamma dei mondani splendori; ora somigliava allo sguardo di Satana sulla montagna, quando passava in rivista i regni e le potenze della terra per sedurre Gesù. *"Colpite, Porthos!", risuonò la voce sepolcrale di Aramis.<br />Porthos mandò un gran sospiro, ma obbedì.<br />La sbarra di ferro calò verticalmente sul capo di Biscarat, che fu ucciso prima ancora di finire il suo grido. Poi la leva formidabile si alzò e si abbassò dieci volte in dieci secondi, e fece dieci cadaveri. *Ed ora cercate in questa tomba ardente, in questo vulcano sotterraneo, cercate le guardie del re dagli abiti azzurri gallonati d'argento.<br />Cercate gli ufficiali splendenti d'oro, cercate le armi su cui essi avevano contato per difendersi, cercate le pietre che li hanno uccisi, cercate il suolo che li sosteneva.<br />Un solo uomo ha fatto di tutto questo un caos più confuso, più informe, più terribile del caos che esisteva un'ora prima che Dio avesse avuto l'idea di creare il mondo. *Per un istante, le braccia di Porthos si piegarono; ma l'ercole riunì tutte le forze, e si videro le due pareti della prigione, in cui era sepolto, aprirsi lentamente fargli largo. Per un attimo, apparve in quella cornice di granito, simile all'angelo antico del caos; ==''La regina Margot''== ===[[Incipit]]=== Il lunedì, diciottesimo giorno del mese di agosto 1572, vi era festa grande al Louvre. Le finestre dell'antico palazzo reale, sempre tanto cupe, erano sfarzosamente illuminate; le piazze e le vie attigue, di solito tanto deserte sin da quando a Saint-Germain-l'Auxerrois erano suonate le nove, erano, benché fosse mezzanotte, affollate di gente. {{NDR|Alessandro Dumas, ''La regina Margot'', BUR Rizzoli, Milano 2017, Traduzione di M. Dazzi}} ===Citazioni=== *{{NDR|su [[Margherita di Valois]]}} La giovane sposa, figlia di Enrico II, era la perla della corona di Francia, Margherita di Valois, che con affettuosa familiarità il re Carlo IX chiamava sempre ''mia sorella Margot''. Certo, accoglienze tanto lusinghiere non erano mai state più meritate di quelle che si facevano in quel momento alla nuova regina di Navarra. Margherita a quel tempo aveva appena vent'anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all'Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Caterina de' Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. I francesi cui apparteneva, erano fieri di vedere sbocciare nella loro terra un così splendido fiore e gli stranieri di passaggio per la Francia ripartivano abbagliati dalla sua bellezza se l'avevan soltanto vista, storditi dalla sua cultura se avevano parlato con lei. Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle donne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un'ora in italiano, in spagnolo, in latino e in greco, l'aveva lasciata dicendo nel suo entusiasmo:<br />«Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte».<br />Così i panegirici non mancarono al re Carlo IX e alla giovane regina di Navarra; si sa quanto gli ugonotti siano fecondi. Inevitabilmente, allusioni al passato e domande per l'avvenire furono accortamente insinuate in mezzo a quegli indirizzi al re; ma a tutte le allusioni egli rispondeva con le sue labbra pallide e il suo sorriso astuto:<br />«Nel dare mia sorella Margot a Enrico di Navarra, io do il mio cuore a tutti i protestanti del regno».<br />La frase rassicurava gli uni e faceva sorridere gli altri poiché aveva in realtà due sensi: uno paterno e del quale in buona coscienza Carlo IX non voleva sovraccaricare il suo pensiero; l'altro ingiurioso per la sposa, per il marito e anche per chi lo pronunciava, poiché ricordava alcuni sordi scandali con i quali la cronaca di Corte aveva già trovato il modo di lordare la veste nuziale di Margherita di Valois. (pp. 26-27) ==''La signora di Monsoreau''== ===[[Incipit]]=== La sera della domenica di carnevale del 1578, nel magnifico palazzo dei Montmoreney, situato quasi in faccia al Louvre, ma sull'altra riva della Senna, si svolgeva una sontuosa festa per celebrare le nozze di Francesco d'Epinay di Saint-Luc, intimo e favorito del re Enrico III, con Giovanna di Cossé-Brissac, figlia del Maresciallo di Francia. ===Citazioni=== *[...] in tempi in cui la canaglia veste come i principi, credo che questi diano prova di buon gusto vestendosi, per distinguersi, come la canaglia. (p. 9) *No, non è il [[anima e corpo|corpo]] che è ammalato. È l'[[anima e corpo|anima]]! Piuttosto che un medico... un confessore. (p. 37) ==''Lo Schiaccianoci''== ===[[Incipit]]=== Vi fu un tempo a [[Norimberga]] un presidente assai famoso, il dottor Silberhaus, nome che in tedesco significa «casa d'argento». Il presidente aveva un figlio e una figlia: Fritz di nove anni, e Maria di sette e mezzo: due bambini simpaticissimi, ma molto diversi per carattere e per aspetto fisico, tanto che era difficile credere, così a prima vista, che potessero essere fratelli. Fritz era grassottello, spaccone e piuttosto birichino: faceva le bizze alla minima contrarietà, convinto come era che tutto fosse stato creato per il suo divertimento e per sottostare ai suoi capricci; e restava di questa opinione finché il dottor Silberhaus, stanco delle sue grida, dei suoi pianti e del suo batter di piedi, usciva dallo studio e, levando il dito all'altezza del sopracciglio aggrottato, si limitava a esclamare: – Signor Fritz!... ===Citazioni=== *[[Norimberga]] è una città della [[Germania]] famosissima per i giocattoli, le bambole e i fantocci che spedisce a casse piene in tutti gli altri paesi del mondo: per questo i bambini di Norimberga sono i più felici della terra, a meno che non succeda a loro come agli abitanti di [[Ostenda]] che le ostriche a ceste piene se le vedono soltanto passare sotto il naso. (p. 11) *''A perpendicolo | ticchetta il [[orologio a pendolo|pendolo]], | avanza e arretra | bello squadron! || L'orologio piano piano | mezzanotte suonerà; | quando arriva la civetta | fugge fugge sua maestà''. (p. 45) *''Sorella, un pezzetto di lardo | per me devi avere riguardo, | anch'io come te son regina | e gusto la buona cucina.'' (p. 50) *''Dal tuo consorte uccisi, senza peccati o torti, | i miei figli e nipoti ormai son tutti morti, | ma guai a te, regina! | ché sul bimbo regale da te tanto aspettato | sul tuo tenero amore ho già deliberato | di far la mia vendetta! | Tuo marito ha fortezze, ha cannoni e soldati, | consiglieri e ministri illustri e illuminati, | e tu hai ciò che chiedi. | La regina dei topi non ha nulla, però | denti aguzzi e potenti la sorte le donò | da usar contro i tuoi eredi!'' (p. 56) ==''Mastro Adamo il calabrese''== ===[[Incipit]]=== Se i nostri lettori provano qualche curiosità per gli episodi, della veridica storia che stiamo per raccontare è necessario che abbiano la compiacenza di seguirci in Calabria dove li abbiamo già condotti due volte, la prima per raccontare loro le avventure di Cherubino e Celestino, la seconda per farli assistere alla morte di Murat. ===Citazioni=== *La [[Calabria]] è una magnifica regione; d'estate ci si arrostisce come a Tambouctou, d'inverno vi si gela come a San Pietroburgo; inoltre non vi si conta punto ad anni, a lustri o a secoli come negli altri paesi, ma a terremoti. (p. 7) *Era un vecchio uomo felice mastro Adamo; una di quelle persone facile a illuminarsi e che si aprono naturalmente alla speranza ed alla gioia come i fiori. *In effetti l'[[posta|ufficio postale]] sembrava una di quelle case miracolose trasportate dagli angeli come il duomo della madonna di Loreto. *Non c'era nessun dubbio sulla decisione. Le urla di: Viva la [[Maria|Madonna]]! Abbasso gli sbirri! risuonarono da ogni lato e le povere guardie, richiamate dai diversi luoghi dove vegliavano da otto giorni con una tenacia ed un coraggio degni di maggior ricompensa, partirono la stessa notte per Monteleone. ==''Pascal Bruno''== ===[[Incipit]]=== Bellini era di Catania. La prima cosa che i suoi occhi, aprendosi, avevano visto, erano state le onde che, dopo aver bagnato le mura di Atene, vengono a spegnersi melodiosamente sulle rive di un'altra Grecia; e l'Etna favolosa e antica, sui cui fianchi vivono ancora, dopo diciotto secoli, la mitologia di Ovidio e i racconti di Virgilio. Ecco perché l'indole di Bellini era tra le più poetiche che si potessero incontrare; e il suo genio, che bisogna apprezzare con il sentimento e non giudicare con la ragione, un canto eterno, dolce e malinconico come un ricordo; un'eco simile a quella che se ne sta assopita nei boschi e sulle montagne, e che sussurra appena fino a quando il grido delle passioni e del dolore non venga a svegliarla. Bellini era l'uomo che faceva al caso mio. Aveva lasciato la Sicilia ancora giovane, e dell'isola nativa gli era rimasta una memoria crescente, dentro la quale custodiva religiosamente, lontano dai luoghi in cui era cresciuto, i ricordi poetici dell'infanzia. ===Citazioni=== * Era un giovane di venticinque ventisei anni che, a prima vista, si pensava dovesse appartenere alla classe del popolo. Portava un cappello calabrese, fasciato da un largo nastro che gli ricadeva ondeggiante sulla spalla; una giacca di velluto con bottoni d'argento; pantaloni della stessa stoffa e con le stesse guarnizioni, stretti alla vita da una fascia di seta rossa con ricami e frange verdi come quelle che si fanno a Messina, a imitazione di quelle lavorate in Oriente. Infine, gambaletti e scarpe di cuoio completavano il costume montanaro, che non mancava di una certa eleganza e che sembrava fatto apposta per mettere in risalto le belle e armoniose forme del corpo di chi lo indossava. Il volto era di una bellezza selvaggia: aveva tratti fortemente marcati propri dell'uomo meridionale, occhi arditi e fieri, capelli e barba neri, naso aquilino e denti perfetti. ==''Vent'anni dopo''== {{vedi anche|Vent'anni dopo}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Garibaldi e Montevideo''=== Al viaggiatore che viene d'Europa su quelle navi che i primi abitanti di quel paese scambiarono per case volanti, prime ad aprirsi allo sguardo, dopo il grido del marinaio in vedetta che annunzia la terra, son due montagne. L'una di mattoni, che è la cattedrale, la chiesa-madre, la ''matriz'', come la si chiama; l'altra poi di massi e verdura, su cui s'innalza un faro, vien detta il ''Cerro''. ===''Robin Hood''=== Era il tramonto di un giorno di primavera dell'anno di grazia 1162, sotto il regno di Enrico II Plantageneto. Due uomini a cavallo percorrevano i sentieri della foresta di Sherwood, nella contea di Nottingham; essi apparivano sfiniti almeno quanto le loro cavalcature.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Storia di uno schiaccianoci''=== ''Norimberga, 2010.''<br /> Da qualche giorno, la piccola Maria, è attratta dalla porta chiusa della soffitta, in casa della nonna. La nonna si chiamava Maria, proprio come lei, come la bisnonna e... Che strano, quasi tutte le donne della famiglia, tranne sua madre e una prozia, si chiamavano Maria.<br /> La porta della soffitta è lì, massiccia, chiusa da una grossa chiave annerita dal tempo. La piccola Maria la guarda, poi, finalmente, la fa girare: tac tac, un rumore secco, come di noci rotte, due giri. Ora appoggia la mano sulla maniglia, che cede facilmente. La porta si sta aprendo, si apre, gira piano sui cardini, senza rumore:<br /> - Vieni, vieni, piccola Maria, ti stavamo aspettando. ==Citazioni su Alexandre Dumas== *I due Dumas hanno capovolto la teoria dell'economia. Il padre è stato il prodigo, e il figlio è stato l'avaro. ([[Jules Renard]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alexandre Dumas, ''Ascanio'', Adriano Salani Editore, Firenze 1930. *Alexandre Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/53485/53485-h/53485-h.htm Garibaldi e Montevideo]'', F. Manini, 1859. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001. *Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=WklTiBT3hCQC&pg=PT9 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522 *Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=8XzGXQDBdRsC&pg=PA3 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035 *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165 *Alexandre Dumas, ''Il visconte di Bragelonne'', Tipografia Editoriale Lucchi, Milano 1964. *Alexandre Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di A. Beltramelli, Mondadori, 2004. *Alessandro Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/60641/60641-h/60641-h.htm I tre moschettieri]'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853. *Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975. *Alexandre Dumas, ''[https://web.archive.org/web/20130603210423/http://ed.espresso.repubblica.it/speciali_web/2013/igrandiromanzi/itremoschettieri.epub I tre moschettieri]'', introduzione e traduzione di Guido Paduano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2013. *Alexandre Dumas, ''La regina Margot'', traduzione di Maria Dazzi, Rizzoli, Milano, 2008. *Alexandre Dumas, ''La signora di Monsoreau'', traduzione di Luigi A. Garrone, Tipografia Editoriale Lucchi, Milano, 1937. *Alexandre Dumas, ''Lo Schiaccianoci'' (''Histoire d'un casse-noisette''), traduzione di Antonio Lugli, EDIPEM, Novara 1974. *Alexandre Dumas, ''Mastro Adamo il calabrese'', traduzione di A. Coltellaro, Pellegrini Editore, 1999. *Alexandre Dumas, ''Pasquale Bruno'' (''Romanzo storico siciliano''), traduzione di C. Rizza, La Zisa Edizioni. ISBN 978-8881280421 *Alexandre Dumas, ''Storia di uno schiaccianoci (liberamente tratta dal racconto di Alexandre Dumas)'', traduzione e cura di Gabriella Messi, Edizioni Angolo Manzoni, 2010. ISBN 9788862040761 *Alexandre Dumas, ''Viaggio in Calabria'', traduzione di Antonio Coltellaro, Rubbettino 1996. ISBN 884981545X ==Filmografia== *''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il conte di Montecristo]]'' (1934) *''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993) *''[[La regina Margot]]'' (1994) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998) *''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002) *''[[Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri|Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri]]'' (2004) ==Voci correlate== *[[Alexandre Dumas figlio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|s2=fr:Auteur:Alexandre Dumas|s2_lingua=francese}} ===Opere=== {{Pedia|I tre moschettieri||(1844)}} {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} {{Pedia|La regina Margot (romanzo)|''La regina Margot''|(1845)}} {{Pedia|Vent'anni dopo (romanzo)|''Vent'anni dopo''|(1845)}} {{Pedia|Il visconte di Bragelonne||(1847-1850)}} {{DEFAULTSORT:Dumas (padre), Alexandre}} [[Categoria:Drammaturghi francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] 8a7ji7b82pxrx2et2pzgpg01nrq7uaf Paura 0 2438 1422698 1422424 2026-08-06T08:22:25Z Spinoziano 2297 +1 1422698 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Scared Child at Nighttime.jpg|thumb|Una bambina impaurita]] Citazioni sulla '''paura'''. ==Citazioni== *A nessuno piace morire, sceriffo, ma chi ha paura muore un po' tante volte, mentre chi non ha paura, muore una volta sola. (''[[Il ritorno di Ringo]]'') *Abituati alla paura, e sarai sempre all'erta, come un cervo che attraversa la radura. ([[Mike Tyson]]) *Accade invariabilmente che il punto di partenza della saggezza sia la paura. ([[Miguel de Unamuno]]) *Alla paura assoluta contrappongo la speranza assoluta. ([[Paul Virilio]]) *''Allor fu la paura un poco queta, | che nel lago del cor m'era durata | la notte ch'i' passai con tanta pieta.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'') *Anche se in molti dei suoi aspetti questo mondo visibile sembra formato nell'[[amore]], le sfere invisibili furono formate nella paura. ([[Herman Melville]]) *Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. ([[Paolo Borsellino]]) *C'è una caratteristica che rende tremenda la paura: se non la si combatte subito diventa sempre più grande. Poi magari arriva il giorno in cui non ce la si fa più e si vorrebbe reagire, ma ormai è tardi: capiamo che la paura ha intaccato il nostro modo di vivere, e non ci fa piacere. (''[[L'ispettore Derrick]]'') *C'è una paura suscitata dalle disuguaglianze ma anche una paura indotta da chi la sfrutta a fini di potere. La paura può essere un formidabile bacino di consenso. ([[Luigi Ciotti]]) *Ci sono paure che non possiamo confessare nemmeno a noi stessi. ([[Iggy Pop]]) *Dev'essere una ben misera [[vita]] quella che permette d'ignorare la paura. ([[Aldo Leopold]]) *Dopo i sorrisi, dopo le strette di mano, le pacche sulle spalle, e le risate allegre e false, dopo le promesse condizionate, e le amicizie acquisite, dopo le ricompense equivoche ed elusive, le minacce velate: dopo tutto questo, il calcolo delle probabilità, il vaglio delle possibilità, e poi la paura. La paura, nell'odore della carta stampata e nel brusio della radio, la paura che un giorno potremo svegliarci e scoprire che la magia è scomparsa. ([[Francis Urquhart]], ''[[House of Cards (miniserie televisiva)#Terza stagione|House of Cards]]'') *È difficile tener sempre la porta aperta, non è facile. C'è anche la paura, ma noi non rimuoviamo la paura, la affrontiamo. Quante volte in questo ufficio mi han puntato una rivoltella... Ma solo attraverso l'accoglienza, attraverso l'ascolto, attraverso la disponibilità, la generosità, si supera la paura. ([[Andrea Gallo]]) *È sempre meglio che chi ci incute paura abbia più paura di noi. ([[Umberto Eco]]) *È sotto l'effetto della paura che si compiono i gesti più inammissibili. ([[Cvetan Todorov]]) *''Evvi la Tema, | evvi la [[Fame]]: una ch'è freno al bene, | l'altra stimolo al male: orrendi tutti | e spaventosi aspetti.'' ([[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]'') *Fino a che punto le nostre paure sono innate? Una volta schiuse le uova di oca, se faccio passare sopra i pulcini una sagoma che simula un'oca che vola, i pulcini allungano il collo e starnazzano. Ma se inverto la direzione dalla sagoma, essa assume la forma di un falco, e la risposta del pulcino è immediata: si rannicchia impaurito anche se non ha mai visto un falco. Senza istruzione, è la paura innata che lo aiuta a sopravvivere. Ma con gli umani? Quali antichi pericoli corrispondono tutte le nostre paure? (''[[Mr. Nobody]]'') *''Ho vissuto di paure. | Per coloro che conoscono l'invito | offerto dal pericolo – ogni altro stimolo | è indifferente – senza vita.'' ([[Emily Dickinson]]) *I dati terrificanti ormai sono un'industria. Diverse ditte si trovano in competizione per vedere fino a che punto possono arrivare a farci paura. ([[Don DeLillo]]) *I generali non lottano con la paura della truppa, preferiscono tenerla occupata. ([[Jean Guitton]]) *Il clima di violenza, incombente come nuvole cariche di elettricità e di tempesta, che c'era nella [[Trieste]] dell'immediato dopoguerra, mi ha lasciato un orrore della violenza in cui si annida certo anche paura. Non temevo gli aeroplani che sino a poco prima gettavano bombe e non perché non mi rendessi conto del pericolo o fossi coraggioso, ma perché le cose, anche quelle più letali, fanno meno paura degli uomini, della violenza e dell'odio che c'è nel corpo, nello sguardo, nel cuore. ([[Claudio Magris]]) *Il [[desiderio]] è il ricordo del piacere, la paura il ricordo del [[dolore]]. ([[Nisargadatta Maharaj]]) *Il mio rapporto con la paura è di estremo rispetto, perché il coraggio non mi ha mai salvato la vita, ma la paura tante volte! Quindi il mio suggerimento è di seguirla la paura — non necessariamente di vincerla — ma quella motivata, quella dei rischi concreti. ([[Alberto Luca Recchi]]) *Impara a ridere dei tuoi fallimenti e delle tue paure, non ne proverai più paura e sarai stimato dagli altri. ([[Andrea Gasparino]]) *Io non so se il tempo presente ci ha donato grandi benefici, di sicuro ha inventato un sacco di paure. ([[Vittorino Andreoli]]) *L'[[ignoranza]] è madre della paura. ([[Herman Melville]]) *L'odio è una reazione automatica alla paura, perché la paura è umiliante. ([[Graham Greene]]) *L'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa. ([[Franklin D. Roosevelt]]) *La gente si gingilla con l'amore. Ora, io nego che l'amore sia una passione forte. La paura è una passione forte; è con la paura che dovete baloccarvi se volete gustare i piaceri più intensi della vita. ([[Robert Louis Stevenson]]) *La guerra moderna alle paure umane, sia essa rivolta contro i disastri di origine naturale o artificiale, sembra avere come esito la redistribuzione sociale delle paure, anziché la loro riduzione quantitativa. ([[Zygmunt Bauman]]) *La mia 'paura' [...] è la mia essenza, e probabilmente la parte migliore di me stesso. ([[Franz Kafka]]) *La paura c'è e satura quotidianamente l'esistenza umana, mentre la ''deregulation'' planetaria penetra fin nelle sue fondamenta e i baluardi difensivi della società civile cadono in pezzi. ([[Zygmunt Bauman]]) *La paura crea il nemico, il nemico crea la difesa e la difesa crea l'attacco. Diventi violento, stai costantemente in guardia, sei contro tutti. Questo va compreso: sei hai paura, sei contro tutti. ([[Osho Rajneesh]]) *La paura creò gli dei, l'[[audacia]] ha creato i re. ([[Prosper Jolyot de Crébillon]]) *La paura degli altri, condita di lamenti, non la posso sopportare. ([[Carlo Perasso]]) *La paura di una minaccia esterna, massima garanzia di concordia, teneva uniti gli animi, anche se non mancavano reciproci sospetti e ostilità. ([[Tito Livio]]) *''La paura, dicono alcuni, ci dà una vita così lunga | ci conduce dove guidiamo''. ([[John Frusciante]]) *La paura distrugge l'integrità dell'uomo. ([[Karekin I]]) *La paura è come il fuoco, se la controlli ti scalda oppure ti vai a bruciare. ([[Stefano Pioli]]) *La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all'[[ira]], l'ira all'[[odio]], l'odio conduce alla [[sofferenza]]. Io sento in te molta paura. (''[[Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma]]'') *La paura è sempre inclinata a veder le cose più brutte di quel che sono. ([[Tito Livio]]) *La paura è un meccanismo di difesa che ci permette di avere coscienza di un pericolo e quindi di mettere in atto risposte per evitarne le conseguenze. ([[Vittorino Andreoli]]) *La paura è una cosa indefinibile, un'emozione ingannevole e insidiosa che può causare distruzione e devastazione, se le si permette di crescere. ([[Rosemary Altea]]) *La paura è una malattia. Rimuovila dal tuo cuore. (''[[Apocalypto]]'') *La paura favorisce i demagoghi, ma la storia è dalla parte dei prudenti. ([[Gary Younge]]) *La paura governa il genere umano. Il suo è il più vasto dei domini. Ti fa sbiancare come una candela. Ti spacca gli occhi in due. Non c'è nulla nel creato più abbondante della paura. Come forza modellatrice è seconda solo alla natura stessa. ([[Saul Bellow]]) *La paura incontenibile può condurre a errori istintivi. La cosa importante, qui, è restare calmi... conservare lucida la mente. (''[[Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots]]'') *La paura non è più di un topo: picchia un piede per terra e non lo trovi più. ([[Silvio D'Arzo]]) *La paura non è reale, l'unico posto in cui può esistere è nel nostro modo di pensare al futuro, è un prodotto della nostra immaginazione, che ci fa temere cose che non ci sono nel presente e che forse neanche mai ci saranno. Si tratta quasi di una follia Kitai, cioè non mi fraintendere, il pericolo è molto reale, ma la paura è una scelta. (''[[After Earth]]'') *La paura non si piazza mai. ([[Lorenzo Bandini]]) *La paura, se non la prendi per le corna, ti infilza. ([[Miriam Sylla]]) *La paura si impadronisce degli uomini perché essi vedono accadere sulla terra molte cose delle quali non riescono a cogliere la causa e quindi la attribuiscono a una divinità. ([[Tito Lucrezio Caro]]) *Commessa: La paura ti salva, ti salva sempre.<br />Cheyenne: Ti salva sempre. Anche se bisogna scegliere una volta nella vita, anche solo una, in cui non avere paura.<br />(''[[This Must Be the Place]]'') *La paura uccide la mente. ([[Frank Herbert]]) *La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell'ignoto. ([[Howard Phillips Lovecraft]]) *La più grande paura della gente non è morire, è parlare in pubblico. (''[[American Gangster]]'') *Le paure esistono per essere sopportate. Nessun uomo è coraggioso, se non sa avere paura. La citazione di [[Saˁdi|Sa'di]] riportata in apertura, a proposito della perla {{NDR|Se il tuffatore pensasse sempre allo squalo, non metterebbe mai le mani sulla perla.}}, contiene tutta la saggezza necessaria per combattere la paura. Poiché viviamo una volta sola, i casi sono due: o accettiamo il rischio e tentiamo d'impossessarci della perla, o ci rassegniamo a vivere nel rimpianto di non averlo fatto. E, se al mondo esiste davvero qualcosa che meriti di essere temuto, è proprio questo: comportarsi in modo da giustificare il rimpianto. ([[Anthony Clifford Grayling]]) *Le paure sono più sonore di qualunque altro pensiero. ([[Erica Jong]]) *Lo sai cosa dicono della paura? Se ti fai tagliare la testa ti passa. (''[[Entrapment]]'') *L'origine della paura è nel [[futuro]], e chi si è affrancato dal futuro non ha più nulla da temere. ([[Milan Kundera]]) *Ma noi useremo più che semplici catene. Questo mostro è sempre stato il re del suo mondo. È arrivato il momento che impari una lezione; una lezione che l'uomo può insegnare ad ogni animale. La paura! Sarà la paura a trattenerlo, se non dovessero bastare le sole catene. ([[Edgar Wallace]]) *''Ma non sì che paura non mi desse | la vista che m'apparve d'un [[leone]]. | Questi parea che contra me venesse | con la test'alta e con rabbiosa [[fame]], | sì che parea che l'aere ne temesse. | Ed una [[lupo|lupa]], che di tutte brame | sembrava carca nella sua magrezza, | e molte genti fè già viver grame, | questa mi porse tanto di gravezza | con la paura ch'uscìa di sua vista, | ch'io perdei la [[speranza]] dell'altezza.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'') *Nella paura si ascoltano così i consigli dei savi come le voci del volgo. ([[Publio Cornelio Tacito]]) *Non c'è niente di cui avere paura... tranne la paura stessa! (''[[Batman Begins]]'') *Non è la paura a fare la differenza tra un eroe e un vigliacco. Ciò che fa la differenza è la capacità mentale di superare la paura e di portare a termine il compito assegnato. (''[[Metal Gear 2: Solid Snake]]'') *''Non sempre di [[viltà|Codardia]] compagna è la Paura''. ([[Vincenzo Monti]]) *Ogni paura è fondamentalmente orientata verso la morte. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver paura della morte. ([[Osho Rajneesh]]) *Paura? Ma di niente si deve avere paura, tranne che del vento freddo che ti uccide se te ne stai impalato senza reagire. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]'') *Per vincere la paura devi diventare paura. Devi bearti delle paure degli altri. E gli uomini temono soprattutto quello che non vedono. Devi diventare un pensiero orribile. O aspetterò. Diventare un'idea! Senti come il terrore annebbia i tuoi sensi. Apprezza il suo potere di distorcere e di tenere a freno. E convinciti che questo potere può essere tuo. Abbraccia la tua peggiore paura. Diventa una cosa sola con l'oscurità. Focalizza. Concentrati! Domina i sensi. (''[[Batman Begins]]'') *Prima di aver paura, si vede giusto; mentre si ha paura, si vede doppio; dopo aver avuto paura, si vede torbido. ([[Alexandre Dumas padre]]) *Quando avete una fifa birbona, non dovete a nessun costo mostrarlo. Anzi, è proprio quello il momento di fischiettare e di sorridere, come se la cosa vi piacesse. ([[Robert Baden-Powell]]) *Quello che meglio ricordo è la paura che avevo, che spreco! Vedete, vivere nella paura è come non vivere affatto. Vorrei tanto poterlo dire alle persone che mi sono lasciata dietro, ma servirebbe a qualcosa? Temo di no. Ora capisco che ci sarà sempre chi affronta le proprie paure, e ci sarà sempre chi... invece scappa. (''[[Desperate Housewives (prima stagione)|Desperate Housewives]]'') *Senza la paura non esiste il coraggio, secondo me: sei audace solo quando sai di affrontare qualcosa che ti spaventa. ([[Franco Morbidelli]]) *So che hai paura, ma avere paura non è sbagliato. Nessuno ti ha mai detto che la paura è un superpotere? La paura può renderti più veloce, più intelligente, più forte. E un giorno tu tornerai in questo granaio e quel giorno tu avrai ancora molta paura, ma andrà tutto bene… perché se sei saggio e molto forte, la paura non ti rende crudele o codardo. La paura ti rende gentile. Non importa se c'è qualcosa sotto al letto o nel buio; basta che tu sappia che va bene se ne hai paura, quindi ascolta. È importante che ascolti quello che sto per dirti: nella vita avrai sempre paura, anche se la nasconderai. La paura è come una compagna, una compagna fedele che è sempre lì. Però è positivo, perché la paura può farci incontrare, può farci arrivare a casa. La paura ci rende tutti compagni. (''[[Doctor Who (nuova serie) (ottava stagione)|Doctor Who]]'') *Solo chi ha paura muore facendo stronzate come camminare su un ponte. Se a te di morire non te ne frega niente puoi stare tranquillo che non cadi. La morte se la piglia con i paurosi. ([[Niccolò Ammaniti]]) *Soltanto gli sciocchi non hanno paura. ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation]]'') *Tante e tante volte si ripete nella Bibbia questo invito: non temete. Tante volte quante le spire di paura che ci stringono e ci fanno vivere tristi e delusi. Dio desidera che non abbiamo paura, paura di vivere, d'essere noi stessi, paura di donarci agli altri, paura di essere perseguitati perché andiamo contro corrente verso la luce. Dio non vuole che abbiamo paura, mai. ([[Paolo Spoladore]]) *''Temer si dee di sole quelle cose | c'hanno potenza di fare altrui male; | de l'altre no, ché non son paurose.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'') *Tutti si ha paura. È l'istinto nostro. Poi si ragiona e ci si mette tranquilli. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]'') *Viviamo nella paura, ed è così che non viviamo. ([[Gautama Buddha]]) ===''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''=== *Avere paura è una delle tante naturali funzioni umane, come respirare. È come si reagisce alla paura quello che veramente conta. Può perdere la testa, nascondersi sotto il letto oppure controllare le emozioni e ragionare.<br>– Lei controlli le sue emozioni. Se mi cerca, sarò sotto il letto!<br>– È un buon segnale non perdere il senso dell'humour. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quarta stagione)|quinta stagione]]) *Il migliore ingrediente per qualsiasi ricetta di paura è l'[[ignoto]]. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quarta stagione)|quinta stagione]]) *La paura è spesso un fatto soggettivo e personale su cui influiscono naturalmente diverse variabili come l'umore, il buio, la notte, l'ignoto e altri ancora. Ma ciò che veramente scatena la paura in modo spesso incontrollabile è la paura stessa, che si autoalimenta in un circolo vizioso che quasi sempre si trova ai confini della realtà. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quarta stagione)|quinta stagione]]) *Le persone sono smaliziate, sofisticate. Credono di essersi liberate del bisogno della paura perché la vivono continuamente. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quarta stagione)|quarta stagione]]) ===[[Mahatma Gandhi]]=== *L'assenza di paura è il primo requisito della spiritualità. I codardi non possono mai essere morali. *Dove c'è paura non c'è [[religione]]. *L'assenza di paura è il ''sine qua non'' per lo sviluppo delle altre nobili qualità. Come si può cercare la [[verità]] o accarezzare l'Amore senza essere intrepidi? *Ci sono tanta superstizione e ipocrisia in giro che si ha paura anche di agire rettamente. Ma se si dà spazio alla paura, si finisce col dovere reprimere anche la [[verità]]. La regola d'oro è di agire senza paura in ciò che si ritiene giusto. *L'assenza di paura non significa arroganza o aggressività. Quest'ultima è in se stessa un segno di paura. L'assenza di paura presuppone la calma e la pace dell'anima. Per essa è necessario avere una viva fede in Dio. ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *Dal diario dell'Eternità: "Solo uno visse dall'Inizio alla Fine del Mondo – La Paura." *La paura sa perché le piace abitare nella spina dorsale degli uomini. *Quando la paura è pallida, ha bisogno di sangue. ==[[Proverbi italiani]]== *Chi ha paura del legno, sarà colpito dal ferro. *Chi ha paura del lupo, non entri nel bosco. *Chi ha paura del [[sangue]] non vada al macello. *Chi ha paura delle [[spina|spine]], non entri nella macchia. *Chi ha paura non vada alla [[guerra]]. *Chi non coltiva il suo campo per paura degli uccelli, muor di [[fame]]. *Chi teme [[acqua]] e [[vento]] non si metta in [[mare]]. *Contro la paura non c'è rimedio in farmacia. *È meglio aver la paura, che la paura e il danno. *Gambe mie, non è vergogna fuggire quando bisogna. *Gli spaventi sono peggio dei mali. *La paura crede ogni cibo [[veleno|avvelenato]]. *La paura degli sbirri scaccia quella delle streghe. *La paura distilla ogni bene in veleno. *La paura è fatta di niente. *La paura e la [[vergogna]] legano a molti le mani. *La paura e l'amore sono i pungoli della vita. *La paura è sempre sicura, la sicurezza mai. *La paura è spesso maggiore del pericolo. *La paura ha spesso più forza dell'[[amore]]. *La paura ingrossa il pericolo. *La paura non fa nulla di bene. *La paura ode con gli occhi, e vede con le orecchie. *La paura scema la memoria. *La [[volpe]] ha paura della sua coda. *Le paure e le sciagure, fanno sentir freddo d'[[inverno]]. *[[Male]] abbaia il [[cane]], quando abbaia per paura. *Male non fare, paura non avere. *Non bisogna aver paura che dei propri sbagli. *Tutto si può curare, eccetto la paura. *Un fucile scarico fa paura a due. *Un muro non protegge dalla paura. *Una cosa fa spesso più paura che male. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Ansia]] *[[Coraggio]] *[[Coraggio e paura]] *[[Panico]] *[[Timore]] *[[Terrore]] *[[Viltà]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|wikt|preposizione=sulla}} [[Categoria:Sentimenti]] nauwvfy2gz9oquee8012o4w5hjei2vz Template:SelezioneNuove 10 4465 1422692 1422643 2026-08-06T08:16:57Z Spinoziano 2297 + 1422692 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Jake La Furia]]{{,}} [[Il bambino e il grande cacciatore]]{{,}} [[Il campione (film 1979)]]{{,}} [[Fango, sudore e polvere da sparo]]{{,}} [[Quattro tocchi di campana]]{{,}} [[Asmodeo]]{{,}} [[Franco Fornari]]{{,}} [[Pietro Canal]]{{,}} [[Davide Giordano]]{{,}} [[Luigi Marangoni (ingegnere)]]{{,}} [[Giuseppe Gola]]{{,}} [[Francesco Marzolo (chirurgo)]]{{,}} [[Agostino Fapanni]]{{,}} [[La grande sfida (film 1956)]]{{,}} [[Il ritorno di Harry Collings]]{{,}} [[Emily Wilson]]{{,}} [[Fiat Duna]]{{,}} [[NSU Prinz]]{{,}} [[Valdez il mezzosangue]]{{,}} [[Amin al-Husseini]]{{,}} [[Francesco Ambrosi]]{{,}} [[Il pistolero (film 1976)]]{{,}} [[Horace-Bénédict de Saussure]]{{,}} [[Mandato britannico della Palestina]]{{,}} [[Neemia]]{{,}} [[Il solitario di Rio Grande]]{{,}} [[Borja Iglesias]]{{,}} [[Atletica leggera]]{{,}} [[Guido Campodonico]]{{,}} [[Cisgiordania]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> ql422wob2i7h1qecmda6vb4ehb8w80f Will Hunting - Genio ribelle 0 6073 1422665 1391673 2026-08-05T16:20:05Z Giornada 5168 corretto wikilink 1422665 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Will Hunting - Genio ribelle |titolooriginale= Good Will Hunting |paese= Stati Uniti d'America |anno= 1997 |genere= drammatico |regista= [[Gus Van Sant]] |sceneggiatore= [[Matt Damon]], [[Ben Affleck]] |attori= *[[Matt Damon]]: Will Hunting *[[Robin Williams]]: Sean Maguire *[[Ben Affleck]]: Chuckie Sullivan *[[Stellan Skarsgård]]: Prof. Gerald Lambeau *[[Minnie Driver]]: Skylar *[[Casey Affleck]]: Morgan O'Mally *[[Cole Hauser]]: Billy McBride *[[John Mighton]]: Tom *[[Rachel Majorowski]]: Krystyn *[[Colleen McCauley]]: Cathy |doppiatoriitaliani= *[[Christian Iansante]]: Will Hunting *[[Carlo Valli]]: Sean McGuire *[[Fabio Boccanera]]: Chuckie Sullivan *[[Ambrogio Colombo]]: Prof. Gerald Lambeau *[[Alessandra Cassioli]]: Skylar *[[Alessandro Quarta]]: Morgan O'Mally *[[Luigi Ferraro (doppiatore)|Luigi Ferraro]]: Billy McBride |note= * Vincitore di 2 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]]''': ** Miglior attor non protagonista ([[Robin Williams]]) ** Miglior sceneggiatura originale ([[Ben Affleck]]) ([[Matt Damon]]) }} '''''Will Hunting – Genio ribelle''''', film statunitense del 1997 con [[Matt Damon]], [[Ben Affleck]] e [[Robin Williams]], regia di [[Gus Van Sant]]. ==Frasi== {{cronologico}} * {{NDR|Per lasciare Will e Skylar da soli}} Ho ingoiato un insetto. ('''Morgan''') * La [[libertà]], se l'ha dimenticato, è il diritto dell'anima di respirare, e se essa non può farlo le leggi sono cinte troppo strette. Senza libertà l'uomo è una sincope. ('''Will''') * {{NDR|Parlando di Will}} Con questo ragazzo è una partita a poker. Non fargli sapere le tue carte. Probabilmente ha perfino letto il tuo libro, se l'ha trovato. ('''Lambeau''' a Sean) *{{NDR|[[Barzellette dai film|Barzelletta]]}} Una volta ero su un aereo. Me ne stavo seduto e... il capitano attacca la solita storia, tipo «voleremo a un'altezza di 10 000 metri», ma poi posa il microfono e dimentica di spegnerlo. Si gira verso il secondo pilota e se ne esce con «ora vorrei tanto un bellissimo pompino e una tazza di caffè». Allora l'hostess si precipita come un fulmine dal fondo dell'aereo per dirgli che il microfono è ancora aperto, e si sente una voce: «Ehi, tesoro, non dimenticarti il caffè!». ('''Will''') * Avrai dei momenti difficili, ma ti faranno apprezzare le cose belle alle quali non prestavi attenzione. ('''Sean''') *{{NDR|[[Barzellette dai film|Barzelletta]]}} Mary e Paddy. Si svegliano alla mattina del loro cinquantesimo anniversario, e Mary si gira e guarda con adorazione Paddy e dice "Oh accidenti, Paddy. Che delizia di uomo sei. Ti amo. Voglio farti un regalino. Qualunque cosa desidera il tuo cuoricino, io te la darò. Cosa vorresti?". Paddy fa "Oh accidenti, Mary, è molto gentile la tua offerta. Ora... ehm... in cinquant'anni c'è una cosa che mi è mancata. Ah... ehm... vorrei che tu mi facessi un pompino. Lo vorrei tanto", e Mary fa "D'accordo". Si toglie i denti, li mette in un bicchiere e gli fa un pompino. Alla fine Paddy fa "Accidenti, questo era quello che mi mancava, è stata la cosa più bella, più sconvolgente della mia vita. Bellissimo, Mary, ti amo. C'è qualcosa che posso fare per te, tesoro?". Mary solleva lo sguardo e dice {{NDR|beve un sorso di Coca Cola e la fa uscire dalla bocca mentre dice la battuta finale}} "Diamoci un bacio". ('''Skylar''') * Spesso vorrei non averti mai conosciuto, perché potrei dormire la notte. E non dovrei vivere con la consapevolezza che c'è qualcuno come te in giro... e non dovrei vederti gettare tutto al vento. ('''Lambeau''' a Will) ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Chuckie''': Sta per nascere un problema? <br /> '''Clark''' {{NDR|prendendolo in giro per aver mentito sull'aver frequentato un corso di Storia all'università, così da attaccare bottone con Skylar}}: No, no, no, non c'è nessun problema. Speravo solo che tu potessi darmi qualche ragguaglio sull'evoluzione dell'economia di mercato nelle colonie del Sud. La mia convinzione è che, prima della Guerra di Indipendenza, il modello economico, soprattutto nelle colonie del Sud, sarebbe più appropriato definirlo come agrario pre-capitale... <br /> '''Will''' {{NDR|interrompendolo}}: Certo che hai questa convinzione: sei uno studente di primo anno. Hai appena finito di leggere qualche storico marxista... Pete Garrison, magari. Ne sarai convinto fino al mese prossimo, quando arriverai a James Lemon, e poi parlerai di quanto l'economia della Virginia e della Pennsylvania fosse imprenditoriale e capitalistica nel 1740. Ti durerà fino all'anno prossimo, ti ritroverai qui a rigurgitare Gordon Wood parlando, sai, dell'utopia pre-rivoluzionaria e degli effetti formativi sul capitale della mobilitazione militare. <br /> '''Clark''': A dire la verità non lo farò, perché Wood drasticamente sottovaluta l'impatto... <br /> '''Will''': Wood drasticamente sottovaluta l'impatto delle distinzioni sociali basate sulla ricchezza, soprattutto quella ereditata. L'hai preso da Vickers: "Lavoro Nella Contea di Essex"; pagina 98. Sì, l'ho letto anch'io. Volevi attribuirti tutta la cosa o hai un pensiero tutto tuo sulla faccenda? O il tuo trucco è questo: entri in un bar, hai letto qualche oscuro passaggio e poi fingi, lo fai passare come una tua idea per colpire le ragazze e imbarazzare il mio amico? {{NDR|Clark abbassa lo sguardo, sconfortato}} La cosa triste per uno come te è che tra 50 anni comincerai a pensare per conto tuo, capirai che ci sono due certezze nella vita: una, non fare queste cose; e due, hai sborsato 150.000 dollari per un'istruzione che potevi avere per un dollaro e 50 in sovrattasse alla biblioteca pubblica. <br /> '''Clark''': Sì, però io avrò una laurea. E tu servirai ai miei figli patatine in un fast-food lungo la strada per andare a sciare. <br /> '''Will''' {{NDR|ridendo}}: Sì, può darsi. Ma almeno io non sarò banale. Però, se è questo che ti crea qualche problema, insomma, possiamo andare fuori e la risolviamo. <br /> '''Clark''' {{NDR|Intimorito}}: No amico, nessun problema... tutto liscio. * '''Will''': Ti piacciono le pere? <br/> '''Clark''': Sì. <br/> {{NDR|Will gli mostra un fazzoletto con su scritto il numero telefonico di Skylar}} '''Will''': Sì? Beh, ho avuto il suo numero! Ora fattela una pera! * {{NDR|Dialogo tra Will e Lambeau in prigione}}<br />'''Will''': Che cazzo vuole? <br /> '''Lambeau''': Sono Gerald Lambeau. Il professore che hai mandato a fare in culo. <br /> '''Will''': ... E cosa cazzo vuole? <br /> '''Lambeau''': Ho parlato con il giudice. Ha accettato di rilasciarti sotto la mia supervisione. <br /> '''Will''': Davvero? <br /> '''Lambeau''': Sì {{NDR|Will prende un pacchetto di sigarette}}... ma a due condizioni. <br /> '''Will''': E quali sono? <br /> '''Lambeau''': La prima è che tu ti veda con me ogni settimana. <br /> '''Will''': Per cosa? {{NDR|Will prova ad accendere la sigaretta, ma ha l'ostacolo delle manette}} <br /> '''Lambeau''' {{NDR|accendendogli la sigaretta}}: Rivedere la prova su cui stavi lavorando e passare a... qualcosa di più avanzato: il calcolo combinatorio... gli insiemi finiti. <br /> '''Will''' {{NDR|sarcastico}}: Una cosa da urlo. <br /> '''Lambeau''': E la seconda condizione è che... incontri uno psicologo. {{NDR|Will ride}} Io ho la responsabilità di scrivere dei rapporti su questi incontri. <br /> '''Will''' {{NDR|ridendo}}: Ah, sì? Davvero? <br /> '''Lambeau''': E se non dovessi soddisfare queste condizioni, dovrai affrontare il carcere. <br /> '''Will''': Sì, farò la matematica, ma non mi vedrò con nessun cazzo di psicologo. <br /> '''Lambeau''': È meglio che passare quel tempo in prigione, non credi? * '''Lambeau''': Ho una cosa che potrebbe interessarti. {{NDR|Introducendo il discorso su Will}} <br /> '''Sean''': Cos'è, una missione segreta nel Burkina Faso? * '''Will''': Quelli come lei mi fanno impazzire. Spendete tutti i vostri soldi su questi libri del cazzo strani di cui vi circondate, e sono quelli sbagliati. <br /> '''Sean''': E quali sono i libri del cazzo giusti? <br /> '''Will''': Quelli che ti fanno rizzare i capelli. <br /> '''Sean''': Già... non me ne sono rimasti molti. * '''Will''': L'ha dipinto lei?<br /> '''Sean''': Sì. Tu dipingi? Scolpisci?<br /> '''Will''': No.<br /> '''Sean''': Ti piace la pittura?<br /> '''Will''': No.<br /> '''Sean''': Ti piace la musica?<br /> '''Will''': Questo {{NDR|Riferendosi al dipinto}} è una merda.<br /> '''Sean''': Ah, dimmi la tua sincera opinione... * '''Sean''': Pensavo a quello che mi hai detto l'altro giorno, riguardo il mio dipinto. <br/> '''Will''': Ah. <br/> '''Sean''': Sono stato sveglio tutta la notte a pensarci. Poi ho capito una cosa, e sono caduto in un sonno profondo, tranquillo, e da allora non ho più pensato a te. Sai che cosa ho capito? <br/> '''Will''': No. <br/> '''Sean''': Sei solo un ragazzo. Tu non hai la minima idea delle cose di cui parli. <br/> '''Will''': Grazie tante. <br/> '''Sean''': Non c'è di che. Non sei mai stato fuori Boston? <br/> '''Will''': Nossignore. <br/> '''Sean''': Se ti chiedessi sull'arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti... [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]]. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il Papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c'è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto... Mai visto. Se ti chiedessi sulle donne, probabilmente mi faresti un compendio sulle tue preferenze, potrai perfino aver scopato qualche volta... ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felici. Sei uno tosto. E se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti [[Shakespeare]] in faccia eh? ''"Ancora una volta sulla breccia, cari amici!"''... ma non ne hai mai sfiorata una. Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico vedendolo esalare l'ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto. Se ti chiedessi sull'amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile... non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell'Inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni circostanza, incluso il cancro. Non sai cosa si prova a dormire su una sedia d'ospedale per due mesi tenendole la mano, perché i dottori vedano nei tuoi occhi che il termine "orario delle visite" non si applica a te. Non sai cos'è la vera [[perdita]], perché questa si verifica solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso: dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto. Io ti guardo, e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé, vedo un bulletto che si caga sotto dalla paura. Ma sei un genio, Will, chi lo nega questo. Nessuno può comprendere ciò che hai nel profondo. Ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me perché hai visto un mio dipinto e hai fatto a pezzi la mia vita del cazzo. Sei orfano giusto? Credi che io riesca a inquadrare quanto sia stata difficile la tua vita, cosa provi, chi sei, perché ho letto Oliver Twist? Basta questo ad incasellarti? Personalmente, me ne strafrego di tutto questo, perché, sai una cosa, non c'è niente che possa imparare da te che non legga in qualche libro del cazzo. A meno che tu non voglia parlare di te. Di chi sei. Allora la cosa mi affascina. Ci sto. Ma tu non vuoi farlo... vero, campione? Sei terrorizzato da quello che diresti. ... A te la mossa, capo. *'''Will''': Sono uscito con una, giorni fa. <br /> '''Sean''': Come è andata? <br /> '''Will''': Molto bene. <br /> '''Sean''': E la rivedrai? <br /> '''Will''': Non lo so. <br /> '''Sean''': Perché no? <br /> '''Will''': Non l'ho chiamata. <br /> '''Sean''': Cristo, sei un dilettante. <br /> '''Will''': So quello che faccio. <br /> '''Sean''': Ah, sì, eh? <br /> '''Will''': Sì. Non si preoccupi per me, so quello che faccio. Sì, ma questa ragazza, insomma, è bellissima, intelligente, divertente. È diversa dalle altre con cui sono stato. <br /> '''Sean''': E allora chiamala, Romeo. <br /> '''Will''': Così mi rendo conto che non è poi tanto intelligente? Che mi rompe i coglioni? Sì, insomma, ecco, questa ragazza, cazzo! è perfetta ora; non voglio rovinare questo. <br /> '''Sean''': Forse tu sei perfetto ora. Forse è questo che non vuoi rovinare. Questa la chiamerei una "super filosofia", Will, così puoi in effetti passare tutta la vita senza dover conoscere veramente qualcuno... Mia moglie scoreggiava quando era nervosa. Aveva una serie di meravigliose debolezze. Aveva l'abitudine di scoreggiare nel sonno! {{NDR|ridono}} Scusa se ti racconto questa cosa. Una volta fu talmente forte che svegliò il cane! {{NDR|ridono}} Si svegliò anche lei e mi disse: "sei stato tu?"; e io: "sì"... Non ho avuto il coraggio. <br /> '''Will''' {{NDR|ridendo}}: Si è svegliata da sola? <br /> '''Sean''': Eh, sì! {{NDR|ridono}}... Oh, Signore... aah, ma, Will, è morta da due anni e questo è quanto mi ricordo. {{NDR|Will smette di ridere}} Momenti stupendi, sai, piccole cose così. Però... sono queste le cose che più mi mancano. Le piccole debolezze che conoscevo soltanto io. Questo la rendeva mia moglie. Anche lei ne sapeva delle belle sul mio conto, conosceva tutti i miei peccatucci! Queste cose la gente le chiama [[imperfezione|imperfezioni]], ma non lo sono. Sono la parte essenziale. Poi dobbiamo scegliere chi fare entrare nel nostro piccolo strano mondo. Tu non sei perfetto, campione. E ti tolgo dall'incertezza: la ragazza che hai conosciuto, non è perfetta neanche lei. Ma la domanda è se siete o no perfetti l'uno per l'altra. È questo che conta. È questo che significa intimità. Puoi sapere tutte le cose del mondo, ma il solo modo di scoprire questa qui è darle una possibilità. Certo, non lo imparerai da un rincoglionito come me. E anche se lo sapessi non lo direi a un piscione come te. <br /> '''Will''': Perché no? Mi ha detto già qualunque cazzata. Cristo Santo... Parla più di tutti gli strizzacervelli che ho visto in vita mia. <br /> '''Sean''': Io insegno questa merda, non ho detto di saperlo fare. <br /> '''Will''': Già... Ha mai pensato di risposarsi? <br /> '''Sean''': Mia moglie è morta. <br /> '''Will''': Indi, la parola risposarsi. <br /> '''Sean''': È morta. <br /> '''Will''': ... Sì. La chiamerei "super filosofia", Sean. Insomma, così lei può in effetti passare tutta la vita senza dover conoscere veramente qualcuno. <br /> '''Sean''': ... Il tempo è scaduto. *'''Skylar''': Ci sono delle persone molto intelligenti qui ad [[Università Harvard|Harvard]] e perfino loro devono studiare perché questo è molto difficile. E invece... tu ci riesci con facilità, non capisco, io... io non capisco come funziona la tua mente.<br /> '''Will''': Tu suoni il piano?<br /> '''Skylar''': Voglio parlare di questo...<br /> '''Will''': No, sto cercando di spiegartelo: tu suoni il piano?<br /> '''Skylar''': Un pochino.<br /> '''Will''': Beh, allora, quando vedi un pianoforte tu vedi [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]].<br /> '''Skylar''': Io vedo "Fra Martino".<br /> '''Will''': D'accordo, allora prendiamo [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]: guardava un pianoforte e per lui aveva un senso, suonava e basta.<br /> '''Skylar''': Che vuoi dire, che suoni il piano?<br /> '''Will''': No, neanche per sbaglio. Se guardo un piano vedo un mucchio di tasti, tre pedali e una scatola di legno. Ma [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] e [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] lo guardavano e sapevano suonarlo. Io non so dipingerti un quadro e forse non so spedire una palla fuori dallo stadio, e non so suonare il piano.<br /> '''Skylar''': Ma puoi fare il mio compito di chimica in meno di un'ora.<br /> '''Will''': Sì, è vero... Insomma, quando si tratta di cose di questo tipo io riesco sempre a suonare. So spiegartelo solo così. *'''Skylar''': Senti, se non mi ami dovresti dirmelo. <br /> '''Will''': Non sto dicendo che non ti amo. <br /> '''Skylar''': Allora perché?! Perché non vieni con me {{NDR|in California}}?! Cos'è che ti spaventa tanto?!<br /> '''Will''': Cos'è che mi spaventa tanto? <br /> '''Skylar''': Beh, cos'è che non ti spaventa?! Tu vivi nel tuo mondo tranquillo dove nessuno ti pungola e hai una paura fregata di fare qualcosa di diverso perché potresti dover cambiare... <br /> '''Will''': Oh, no, non venirmi a parlare del mio mondo! Non venirmi a parlare del mio mondo! Tu vuoi farti solo una sveltina con uno dell'altra parte della città! Poi te ne andrai a Stanford e ti sposerai con un ricco imbecille che la tua famiglia avrà provato, e te ne starai a parlare con le tue amiche miliardarie che anche tu hai pescato nei bassifondi! <br /> '''Skylar''': Perché dici queste cose? Cos'è questa tua ossessione per i miei soldi?! Mio padre è morto che avevo tredici anni e ho ereditato i suoi soldi. Credi che ogni giorno non mi svegli col desiderio di fare a cambio?! Che non li darei indietro in un istante se significasse un giorno in più con lui?! Ma non posso. Questa è la mia vita e io la prendo com'è. Perciò non coprire di merda me quando sei tu quello che ha paura. <br /> '''Will''': Paura di che?! Ma di cosa ho paura?! Di cosa cazzo ho paura?! <br /> '''Skylar''': Hai paura di me! Hai paura che io possa non amarti! La sai una cosa? Anch'io ho paura. Cazzo, voglio fare un tentativo, almeno io sono onesta con te. *'''Will''': Perché, secondo lei, dovrei lavorare per la National Security Agency? <br /> '''Capo dell'N.S.A.''': Be', ti troveresti a lavorare in prima linea. Avresti a che fare con un genere di tecnologia che non vedresti altrove perché l'abbiamo classificata segreta. Teoria della super stringa, matematica del caos, algoritmi avanzati... <br /> '''Will''': Decifrare codici. <br /> '''Capo dell'N.S.A.''': È uno degli aspetti del nostro lavoro. <br /> '''Will''': Oh, avanti. È questo il vostro lavoro, ragazzi. Fate l'80% della roba dell'Intelligence. Siete almeno sette volte più grandi della CIA. <br /> '''Capo dell'N.S.A.''': Non amiamo vantarci di questo, Will, ma hai perfettamente ragione. Perciò, per come la vedo io, la domanda non è perché dovresti lavorare per l'N.S.A. La domanda è perché non dovresti? <br /> '''Will''': Perché non dovrei lavorare per l'N.S.A.? Questa è tosta, ma provo a buttarmi. Diciamo che lavoro all'N.S.A. e mettono sulla mia scrivania un codice che nessuno sa decifrare, e forse ci provo e magari ci riesco e sono fiero di me perché ho fatto bene il mio lavoro ma forse indica la località di un esercito ribelle in Nord Africa o in Medio Oriente. Ottenuta la località bombardano il villaggio dove i ribelli si nascondono, 1.500 persone con le quali non ho mai avuto problemi restano uccise. Ora i politici dicono: oh spedite i marines a sorvegliare la zona perché non gliene frega niente, non ci sarà un loro figlio a farsi sparare come non c'erano loro quando era il momento perché erano in gita nella Guardia Nazionale, ci sarà un tipo di Southy a prendersi una sventagliata nel sedere, torna in patria per scoprire che la fabbrica in cui lavorava è stata esportata nel paese da cui è arrivato e quello che gli ha sbrindellato il culo ora sta al suo posto e lavora per 15 centesimi al giorno e non va mai a pisciare. Nel frattempo capisce che la ragione per cui l'avevano mandato a combattere era installare un governo che ci avrebbe venduto il petrolio a buon prezzo ed è chiaro che le compagnie hanno usato quella scaramuccia lontana per addomesticare i prezzi, un aiutino notevole per i loro profitti ma non aiuta il mio amico a 2 dollari e 50 a gallone. Ci vanno con molta calma a reimportare il petrolio, magari si prendono finanche un alcolizzato skipper a cui piace bere [[Martini (cocktail)|Martini]] e fare pazzi slalom tra gli iceberg; finisce che quello ne centra uno, sparge il petrolio e uccide la vita del Nord Atlantico e così il mio amico ora è senza posto, non può permettersi l'auto e va a piedi a fare i colloqui di lavoro e si sfrange perché la sventagliata nel sedere gli ha procurato le emorroidi; nel frattempo muore di fame perché ogni volta che cerca di mangiare la sola prospettiva è un merluzzo del Nord Atlantico intriso di petrolio salato. Allora cos'ho pensato? Mi conservo per qualcosa di meglio. Ci rifletto, cazzo, mentre aspetto: "Perché non uccido il mio amico, gli frego il posto, lo do al suo peggior nemico, alzo i prezzi della benzina, bombardo un villaggio, ammazzo le foche, fumo hashish e vado nella Guardia Nazionale"? Potrei essere eletto presidente. *'''Sean''': Tu ti senti solo, Will? <br /> '''Will''': Cosa? <br /> '''Sean''': Hai un'anima gemella? <br /> '''Will''': Se ho... Chiarisca il concetto. <br /> '''Sean''': Qualcuno che ti pungola. <br /> '''Will''': Ho... Chuckie. <br /> '''Sean''': No, Chuckie è la famiglia. Si sdraierebbe in mezzo al traffico per te. No, parlo di qualcuno che ti fa scoprire nuove cose, che ti tocca dentro. <br /> '''Will''': Beh... ho... io... sono pieno. <br /> '''Sean''': Dimmi chi sono. <br /> '''Will''': Shakespeare, Nietzsche, Frost, O' Conner, Kant, Pope, Locke... <br /> '''Sean''': Bello, sono tutti morti. <br /> '''Will''': Per me non lo sono. <br /> '''Sean''': Ah, no? Non hai un gran dialogo con loro. Non puoi scambiare emozioni, Will. <br /> '''Will''': Eh, no, a meno che non li faccia tornare in vita con dei sali. <br /> '''Sean''': Già... è quello che voglio dire. Non avrai mai quel genere di rapporto in un mondo dove hai sempre paura di fare il primo passo. Perché vedi soltanto cose negative fin da dieci chilometri di distanza. <br /> '''Will''': Si schiera dalla parte del professor Lambeau? <br /> '''Sean''': Non dire stronzate. No. <br /> '''Will''': Non lo volevo quel posto. <br /> '''Sean''': Non c'entra il posto. Non mi interessa se lavori per il governo. Tu puoi fare quello che vuoi, non hai legami che ti costringono. Che cosa ti appassiona? Che cosa desideri? Ci sono uomini che passano la vita a fare i muratori perché i figli abbiano le opportunità che tu hai ora. <br /> '''Will''': Io non l'ho mai chiesto. <br /> '''Sean''': No. Ci sei nato. Perciò non nasconderti dietro a 'non l'ho mai chiesto'. <br /> '''Will''': Come sarebbe nascondermi? Insomma... che c'è di male a fare il muratore? <br /> '''Sean''': Niente. <br /> '''Will''': Sì, non c'è niente di male! Sto costruendo la casa di una persona. <br /> '''Sean''': Certo. Mio padre era un muratore. Capito? Si è fatto il culo per darmi un'istruzione. <br /> '''Will''': Già. È un mestiere pieno di rispetto, che c'è di male nel... nel riparare le macchine? Qualcuno andrà al lavoro il giorno dopo grazie a me. È una cosa onorevole. <br /> '''Sean''': Sì, è così, Will. È una cosa onorevole. È onorevole anche il tragitto di quaranta minuti in treno perché gli studenti che arrivano al mattino possano trovare i pavimenti puliti e i cestini svuotati. È un lavoro. <br /> '''Will''': Sì, esatto. <br /> '''Sean''': E fa onore. Lo so che è per questo che hai accettato il lavoro: perché è onorevole. Ho soltanto una piccola domanda: potresti fare l'inserviente dovunque, perché hai lavorato nell'università tecnica più prestigiosa che c'è al mondo? Perché vai in giro di notte a completare formule che solo una o due persone sanno risolvere e poi neghi di averlo fatto? Perché non ci vedo tanto onore in questo, Will. Cosa vuoi fare veramente? <br /> '''Will''': ... Voglio fare il pastore. <br /> '''Sean''': Davvero? <br /> '''Will''': Voglio trasferirmi a Nashua, trovarmi uno spiazzo, prendere delle pecore e badare a loro. <br /> '''Sean''': Forse è quello che dovresti fare. <br /> '''Will''': Come? <br /> '''Sean''': Se vuoi farti delle seghe, fattele a casa con un asciugamano umido. <br /> '''Will''': Vuole scaricarmi? <br /> '''Sean''': Sì, fuori dai coglioni. <br /> '''Will''': Ehi, nonononono, il tempo non è ancora scaduto! <br /> '''Sean''': Invece sì. <br /> '''Will''': Non me ne vado, no! <br /> '''Sean''': Non vuoi rispondere alle mie domande, mi fai solo perdere tempo. <br /> '''Will''': Credevo fossimo amici, come sarebbe...! <br /> '''Sean''': La ricreazione è finita, chiaro? <br /> '''Will''': Ma perché mi sbatte fuori, Sean? Insomma... voglio dire... dà lezioni a me sulla vita? Ma si guardi, cazzo, lei è uno spostato! Cos'è che le dà la carica? <br /> '''Sean''': Lavorare con te. <br /> '''Will''': Dov'è la sua anima gemella?! <br /> '''Sean''': Morta. <br /> '''Will''': Parla di anime gemelle! Dov'è la sua?! <br /> '''Sean''': Morta. <br /> '''Will''': Esatto, è morta, cazzo! Sua moglie crepa e lei incassa le sue fiches e se ne va via?!? <br /> '''Sean''': Almeno una mano l'ho giocata. <br /> '''Will''': Oh, si è giocato una mano! L'ha persa, ha perso una grossa mano! Molte persone perdono una mano come questa, ma hanno il fegato di ritornare in pista! <br /> '''Sean''': Guardami. Che cosa vuoi fare? {{NDR|Will non risponde}} ... Tu e le tue puttanate. Hai puttanate da rifilare a chiunque, ma io ti faccio una semplice domanda e tu non sai darmi una risposta diretta. Perché non lo sai. Ci vediamo, pecoraio. {{NDR|Will se ne va}} ... Il "pastore". Testa di cazzo. * '''Chuckie''': Senti, sei il mio migliore amico, perciò non prendertela a male, ma se fra vent'anni tu ancora vivrai qui e verrai a casa mia a vedere le partite e farai sempre il muratore, cazzo io ti uccido. Non è una minaccia, è un fatto. Ti uccido, cazzo. <br /> '''Will''': Ma di che diavolo stai parlando? <br /> '''Chuckie''': Tu hai una cosa che non ha nessuno di noi. <br /> '''Will''': Oh, piantala! Sempre la solita storia... lo devo a me stesso, devo fare questo, quello... e se non volessi farlo? <br /> '''Chuckie''': No, no, no, no. Vaffanculo. Non lo devi a te stesso, lo devi a me. Perché domani mi sveglierò e avrò cinquant'anni, e farò ancora questo schifo. Ma non fa niente, va benissimo. Tu sei seduto su un biglietto della lotteria, ma sei troppo smidollato per incassarlo. Ed è una stronzata. Perché farei qualsiasi cosa per avere quello che hai tu, e lo farebbero anche gli altri ragazzi. Sarebbe un insulto a noi se tra vent'anni stessi ancora qui. Startene qui, cazzo, è uno spreco di tempo. <br /> '''Will''': Non puoi saperlo. <br /> '''Chuckie''': Ah, no? <br /> '''Will''': No, non puoi saperlo. <br /> '''Chuckie''': Ah, non posso saperlo. Beh, ti dico quello che so. Ogni giorno passo a casa tua a prenderti con la macchina, usciamo, ci facciamo qualche birra, qualche risata, ed è fico. Sai qual è la parte migliore della mia giornata? Sono circa dieci secondi, da quando volto l'angolo fino a quando arrivo alla tua porta. Perché penso che magari arrivo là, busso alla porta e tu non ci sei più. Niente addio, niente arrivederci, niente. Sparito, via. Non so molte cose, ma questa la so. * '''Will''' {{NDR|osservando Sean, mentre questi sfoglia il fascicolo di Will e visiona le foto di un Will brutalmente picchiato}}: Ha mai avuto un'esperienza come quella? <br /> '''Sean''': Sono vent'anni che faccio questo mestiere, ne ho visti molti di questi casi... <br /> '''Will''': No. Voglio dire: ha mai avuto un' ''esperienza'' come quella? <br /> '''Sean''': Personalmente? Sì. Sì, ne ho avuta una. <br /> '''Will''': Non è uno scherzo. <br /> '''Sean''': Mio padre era un alcolista. Un ubriacone manesco. Tornava a casa sbronzo, e se la prendeva con qualcuno. Io lo provocavo così non si rifaceva su mia madre e mio fratello. Serate interessanti quando aveva gli anelli... <br /> '''Will''': .. .Sì, lui metteva una chiave inglese, un bastone e una cinghia sul tavolo, e diceva: "Scegli". <br /> '''Sean''': Scelgo la numero tre, la cinghia. <br /> '''Will''': Io andavo sulla chiave inglese. <br /> '''Sean''': Perché? <br /> '''Will''': Si fottesse, non mi piegavo. <br /> '''Sean''': Tuo padre adottivo? <br /> '''Will''': Sì... {{NDR|pausa}} Allora che cosa dice? "Will soffre di disturbi della sfera affettiva", quelle cose lì? {{NDR|Sean annuisce}} Paura dell'abbandono? È per questo che... per questo ho rotto con Skylar? <br /> '''Sean''': Non lo sapevo. <br /> '''Will''': Sì, ho rotto. <br /> '''Sean''': Ne vuoi parlare? <br /> '''Will''': No. <br /> '''Sean''': ... Senti, Will, io so poche cose... ma vedi questo fascicolo, tutta questa merda? {{NDR|posa il fascicolo sul tavolo}}... Non è colpa tua. <br /> '''Will''': ... Sì, questo lo so. <br /> '''Sean''': Guardami figliolo. Non è colpa tua. <br /> '''Will''' {{NDR|serio}}: ... Lo so. <br /> '''Sean''': No. Non è colpa tua. <br /> '''Will''': Lo so. <br /> '''Sean''': No, non lo sai. Non è colpa tua. <br /> '''Will''': ... Lo so... <br /> '''Sean''': Non è colpa tua. <br /> '''Will''': Va bene... <br /> '''Sean''': Non è colpa tua. {{NDR|Will chiude gli occhi}} Non è colpa tua. <br /> '''Will''' {{NDR|sull'orlo delle lacrime}}: Non mi prenda per il culo! <br /> '''Sean''': ... Non è colpa tua. <br /> '''Will''' {{NDR|con rabbia, dà una spinta a Sean}}: Non mi prenda per il culo, capito?! Non mi prenda per il culo, lei no... <br /> '''Sean''': Non è colpa tua. {{NDR|Will scoppia a piangere}} Non è colpa tua. {{NDR|si abbracciano}} <br /> '''Will''' {{NDR|piangendo}}: Oh, Dio! Oh, Dio, mi dispiace tanto! Mi dispiace tanto! No! Oh, Dio! {{NDR|Will continua a piangere singhiozzando tra le braccia di Sean}}<br /> '''Sean''': Si fottano tutti, capito? <br /> '''Will''' {{NDR|piangendo}}: Sì! ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} ''Sean, se dovesse telefonare il professore per quel lavoro, gli dica solo:<br />"Spiacente, dovevo occuparmi di una ragazza". Will''<br /> Quel figlio di puttana... mi ha fregato la battuta. ('''Sean''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film premi Oscar]] iorksyl9568mpw95ohwzy55z30usofv Restituzione 0 9672 1422696 1217605 2026-08-06T08:21:08Z Spinoziano 2297 +1 1422696 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} {{indicedx}} Citazioni sulla '''restituzione'''. *È molto meglio, per la salute dell'anima sua, restituire l'altrui, che far limosina alle Chiese. ([[Francesco di Paola]]) *Mio padre cercò di insegnarmi a prendere dalla terra e dalla gente solo quello che potevo restituire. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]'') *Più facilmente si induce a perdonare chi è offeso che a restituire chi possiede. ([[Francesco Guicciardini]]) ==[[Proverbi italiani]]== *Chi non vuol rendere, fa male a prendere. *Chi prende e non rende, l'[[inferno]] lo attende. *Chi restituisce, acquista [[credito]]. *[[Dio]] perdona a chi l'offende, ma non a chi toglie e non rende. *Il buon rendere fa il buon prestare. *La mano che riceve, deve anche restituire. *Nessun peccato si assolve, se non si restituisce il bene tolto. *O restituire, o dannarsi. *Restituisci quel che non è tuo. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Ricevere]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|w_preposizione=riguardante la|wikt}} [[Categoria:Interazioni sociali]] 0vlvimis62te6o7v4s99tn8xk145goo Io e Annie 0 10327 1422666 1391770 2026-08-05T16:20:41Z Giornada 5168 corretto wikilink 1422666 wikitext text/x-wiki {{Film| |titoloitaliano = Io e Annie |titolooriginale = Annie Hall |paese = Stati Uniti |anno = 1977 |genere = commedia |regista = [[Woody Allen]] |sceneggiatore = Woody Allen, [[Marshall Brickman]] |attori = *[[Woody Allen]]: Alvy Singer *[[Diane Keaton]]: Annie Hall *[[Tony Roberts]]: Rob *[[Carol Kane]]: Allison Portchnik *[[Paul Simon]]: Tony Lacey *[[Shelley Duvall]]: Pam *[[Janet Margolin]]: Robin *[[Colleen Dewhurst]]: Mrs. Hall *[[Christopher Walken]]: Duane Hall *[[Donald Symington]]: Mr. Hall *[[Helen Ludlam]]: Grammy Hall *[[Mordecai Lawner]]: Mr. Singer *[[Joan Neuman]]: Mrs. Singer *[[Jonathan Munk]]: Alvy Singer a nove anni *[[Ruth Volner]]: zia di Alvy *[[Martin Rosenblatt]]: zio di Alvy *[[Hy Anzell]]: Joey Nichols *[[Rashel Novikoff]]: zia Tessie *[[Russell Horton]]: signore in fila *[[Marshall McLuhan]]: sé stesso |doppiatori italiani= *[[Oreste Lionello]]: Alvy Singer, Mr. Hall, padre di Alvy *[[Livia Giampalmo]]: Annie Hall *[[Rodolfo Traversa]]: Rob *[[Gianni Bonagura]]: Tony Lacey *[[Claudio Capone]]: Duane Hall *[[Solvejg D'Assunta]]: Mrs. Singer *[[Luca Lionello]]: Alvy Singer a nove anni *[[Renato Cortesi]]: Signore in fila *[[Corrado Gaipa]]: Marshall McLuhan |note = *Vincitore di 4 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (1978)''': **Miglior attrice protagonista ([[Diane Keaton]]) **Miglior regia **Miglior film **Miglior sceneggiatura originale }} '''''Io e Annie''''', film statunitense del 1977, scritto, diretto e interpretato da [[Woody Allen]]. ==Incipit== {{incipit film}} C'è una vecchia storiella. Due vecchiette sono ricoverate nel solito pensionato per anziani e una di loro dice: "Ragazza mia, il mangiare qua dentro fa veramente pena", e l'altra: "Sì, è uno schifo, ma poi che porzioni piccole!". Be', essenzialmente è così che io guardo alla [[vita]]: piena di solitudine, di miseria, di sofferenza, di infelicità e disgraziatamente dura troppo poco. E c'è un'altra battuta che è importante per me; è quella che di solito viene attribuita a [[Groucho Marx]], ma credo dovuta in origine al genio di [[Sigmund Freud|Freud]], e che è in relazione con l'inconscio; ecco, dice così – parafrasandola – ehm... «Io non vorrei mai appartenere a nessun club che contasse tra i suoi membri uno come me». È la battuta chiave della mia vita di adulto in relazione alle mie relazioni con le donne.<br>Sapete, ultimamente i pensieri più strani attraversano la mia mente perché sono sui [[quarantenne|quaranta]] e penso di attraversare una crisi o che so, chi lo sa... Io, io... Non mi preoccupa [[invecchiamento|invecchiare]], non sono di quei tipi, sapete? {{NDR|Indicandosi la testa}} Lo so, quassù mi si apre una piazzetta, ma peggio di questo per ora non mi è successo, anzi credo che migliorerò invecchiando. Ecco, sapete, credo che sarò il... il tipo virilmente calvo, sapete, come dire, l'esatto contrario dell'argentato distinto, per esempio, ecco. E se no nessuno dei due. Divento uno di quelli che si perdono i filini di bava dalla bocca, vagano per i mercatini con la borsa della spesa sbraitando contro il socialismo.<br>Annie e io abbiamo rotto e io ancora non riesco a farmene una ragione. Io... io continuo a studiare i cocci del nostro rapporto nella mia mente e a esaminare la mia vita cercando di capire da dove è partita la crepa, ecco... Un anno fa eravamo innamorati, sapete. È strano, non sono il tipo tetro, non sono il tipo deprimente. Io, io, io... sono stato un bimbo ragionevolmente felice, credo. Sono cresciuto a Brooklyn durante la [[seconda guerra mondiale]]. ('''Alvy''') {{NDR|rivolto alla telecamera}} ==Frasi== {{cronologico}} *Be', l'[[universo]] è tutto e si sta dilatando. Questo significa che un bel giorno scoppierà e allora quel giorno sarà la fine di tutto. ('''Alvy''') {{NDR|da bambino}} *Il mio analista dice che traviso i miei ricordi di infanzia, ma giuro che sono cresciuto sotto le montagne russe nel distretto di Coney Island di Brooklyn. Forse ha influito sul mio temperamento che è un po' nervoso, credo. Sapete, soffro di iperattività immaginativa. La mia mente tende a saltare un po' qua e là e... e io ho qualche guaio tra fantasia e realtà. ('''Alvy''') {{NDR|voce narrante}} *Sapete, avevamo un detto: "Chi non sa far niente [[Maestro|insegna]] e chi non sa insegnare [[insegnante di ginnastica|insegna ginnastica]]". Quelli che neanche la ginnastica credo li destinassero alla nostra scuola. ('''Alvy''') {{NDR|voce narrante}} *Non m'han preso sotto le armi. Io non... non ero abile, ero... ero alienabile. [...] In caso di guerra, ero da dare in ostaggio. ('''Alvy''') {{NDR|durante una trasmissione comica}} *Senti, io parlavo con della gente in televisione e io ho detto: "Io sono per la [[concisione]]". E Tom Christie allora ribatte: "No, ma davvero, tu, non ci credo, ma dai, per la concisione? Vorrai dire per la [[circoncisione]]." ('''Alvy''') {{NDR|a Rob}} *Io non voglio vivere in una città dove il solo progresso culturale è che puoi curvare a destra col semaforo rosso. ('''Alvy''') {{NDR|riferito a [[Los Angeles]]}} *Io avevo intorno il cast del ''[[Il padrino|Padrino]]''! [...] Quei due non potevano che chiamarsi "Ciccio". ('''Alvy''') {{NDR|riferito a due tizi che lo avevano importunato, avendolo riconosciuto come star televisiva}} *Ricordi i primi tempi? Lo facevamo di continuo. Forse siamo catalogati nell'annuario sportivo dei primati. ('''Alvy''') {{NDR|ad Annie}} *Sente come ridono con lui? E allora che vuol dirmi, che se vado avranno riso con lui per due minuti, io esco adesso e devo farli ridere anch'io. Quanto possono ridere? Avranno finito le risate! ('''Alvy''') {{NDR|ad Allison, riferito al comico in scena prima di lui}} *Grazie, io non so perché mi abbiano richiesto per questo congresso... perché non sono essenzialmente un comico politico, per niente. Di natura politica ho avuto solo una relazione con una donna durante l'amministrazione di [[Dwight D. Eisenhower|Eisenhower]] ed in breve è stata un'ironia per me, perché... perché io cercavo di... di fare a lei quello che Eisenhower sta facendo al Paese da otto anni. ('''Alvy''') {{NDR|recitando una [[barzellette dai film|battuta]] durante lo spettacolo}} *[[Lyndon B. Johnson|Lyndon Johnson]]? È un uomo [[politico]]! Conosciamo la morale di quella gente: è un gradino più giù di quelli che si inchiappettano i bambini. ('''Alvy''') *Tu adoperi questa teoria della cospirazione per evitare di fare l'amore con me. ('''Allison''') *[[Recitazione|Recitare]] è un affondo nello spirito, è un atto religioso, come... una specie di liberazione subcosciente. Un poema visuale. ('''Gary''') {{NDR|ad Annie in un flashback}} *Ho saputo che "teosoteria" si è fusa con dissenso ed è nata [[dissenteria]]. ('''Alvy''') {{NDR|a Robin}} *La [[campagna]] mi innervosisce: ci sono i grilli, il silenzio, non sai dove andare dopo cena e le reti alle finestre con le falene morte spiaccicate. A parte l'eventualità delle visite dei Manson o di altre famiglie di Satana. Le vuoi considerare? ('''Alvy''') {{NDR|a Robin}} *Non lo vedi che il resto del Paese guarda a [[New York]] come se fossimo tutti comunisti, estremisti, ebrei, omosessuali e pornografi? Qualche volta penso anch'io così e io vivo qua! ('''Alvy''') {{NDR|a Rob}} *Ma il [[sole]] fa male! Come tutto quello che faceva bene prima: il sole, il latte, la carne, l'università... ('''Alvy''') *[[Sylvia Plath]]! Interessante poetessa il cui suicidio fu erroneamente giudicato romantico dalla rassegna di ''Pesca e Caccia''! ('''Alvy''') *Devo guadagnarmi il [[caviale]] quotidiano. ('''Alvy''') *Come diceva [[Honoré de Balzac|Balzac]]: "Altra materia da romanzo." ('''Alvy''') {{NDR|dopo aver fatto l'amore con Annie}} *È stato il più gran divertimento che abbia avuto senza ridere.<ref>{{cfr}} ''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'' (1972):<br>{{NDR|Dopo aver fatto sesso}}<br>'''Gina''': Ma... a te è piaciuto?<br>'''Faustino''': A me? È stato più divertente che ridere.</ref> ('''Alvy''') {{NDR|parlando di [[sesso]]}} *Io, sai, sono ossessionato dalla morte, credo. Sì, è il tema di fondo per me. Io sono molto pessimista nella [[vita]]. Devi saperlo, se noi staremo insieme. Sai io... io sento che la vita è divisa in orribile e in miserrimo. Sono come due categorie, sai. L'orribile sarebbe... per esempio un caso limite sarebbe quando uno è cieco, storpio... Io non so come si faccia a vivere così. È un mistero per me, sai? E il miserrimo sono tutti gli altri. Ecco allora, allora devi ringraziare Iddio se sei miserrimo perché sei fortunato... ad essere nato miserrimo. ('''Alvy''') *Amore è... è un termine troppo debole per... Ecco, io ti "straamo", ti "adamo", ti "abramo"! No, è un termine troppo debole, io dovrò inventare... ('''Alvy''') {{NDR|[[dichiarazioni d'amore dai film|dichiarandosi]]}} *È diverso finché ti tieni il tuo appartamento. Perché, capisci, è là, noi non ci andiamo, noi lo ignoriamo. È come una zattera di libertà che è lì. È il sapere che non siamo sposati! ('''Alvy''') {{NDR|ad Annie}} *Se io prendo la droga o gli alcolici divento insopportabilmente stupendo, divento troppo meraviglioso per descrivermi. ('''Alvy''') *Io divento come un [[comico]] che si prende una risata da un pubblico drogato. Non ha valore, ecco, perché sono sempre allegri. ('''Alvy''') *Gesù, quest'uomo è patetico. Sarebbe un piacere lavorarci, può essere prezioso avendo voglia di vomitare. Se solo avessi il coraggio di recitare da me i miei sketch. ('''Alvy''') {{NDR|commentando il comico che gli sta parlando}} *Ho un pessimo ricordo dell'Università di New York. Successe che fui sbattuto fuori il primo anno, perché copiavo agli scritti di [[metafisica]]. Sapete stavo sbirciando nell'animo del compagno a fianco a me. ('''Alvy''') {{NDR|recitando una [[barzellette dai film|battuta]] durante uno spettacolo all'Università di Wisconsin}} *Facendo la [[psicoanalisi]], risultò che tendevo al suicidio. Mi sarei ucciso ma... il mio [[psicoanalista|psicanalista]] era freudiano rigido e quelli se ti ammazzi, te li ritrovi con la parcella in mano fin dentro al loculo. ('''Alvy''') {{NDR|recitando una [[barzellette dai film|battuta]] durante uno spettacolo all'Università di Wisconsin}} *Ehi, non denigrare la [[masturbazione]]: è sesso con qualcuno che amo. ('''Alvy''') {{NDR|ad Annie}} *Senti, anche da piccolo mi piacevano sempre le donne sbagliate. Forse è questo il mio problema. Quando la mia mamma mi portò a vedere ''[[Biancaneve e i sette nani|Biancaneve]]'', tutti si innamorarono di [[Biancaneve]]. Io no. Io immediatamente mi innamorai della Regina Cattiva. ('''Alvy''') {{NDR|fermando un agente a cavallo}} *Non simpatizzo con religioni che si fanno propaganda sul ''Corriere della Moto''. ('''Alvy''') *Io credo che si dia troppo peso all'[[orgasmo]] per colmare gli spazi vuoti dell'esistenza. ('''Alvy''') *Te lo avrò detto cento volte. Devi sempre avere in casa uno [[insetticida|spray per gli insetti]]. Non si sa mai chi ti può attaccare! ('''Alvy''') {{NDR|ad Annie}} *Non ditemi che si va a piedi dalla macchina alla casa. No, siccome i miei piedi non hanno toccato asfalto da quando siamo a Los Angeles. ('''Alvy''') *Per ora è solo uno spunto, ma forse troverò i soldi per trasformarlo in concetto e in seguito in idea. ('''Invitato al party''') *Io ero venuto qua per fare l'[[Terapia elettroconvulsivante|elettroshock]], però è mancata la corrente. ('''Alvy''') *Una relazione credo sia come uno [[squalo]], sai, che deve costantemente andare avanti o muore. Eh... credo che quello che è restato a noi sia uno squalo morto. ('''Alvy''') {{NDR|ad Annie}} *Anche [[Università Harvard|Harvard]] fa i suoi sbagli, sa? Ci insegnava [[Henry Kissinger|Kissinger]]. ('''Alvy''') *Sì, sono [[gelosia|geloso]] un pochetto, come [[William Shakespeare#Otello|Otello]]! ('''Alvy''') *Gli danno dei [[premio|premi]]... Non fanno altro che dare dei premi... Non riesco a crederci! Premio al più grande dittatore nazista: [[Adolf Hitler]]. ('''Alvy''') *Be', che volete, era la prima commedia... Sapete come si cerchi di arrivare alla perfezione almeno nell'[[arte]], perché, è talmente difficile nella [[vita]]. ('''Alvy''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Alvy''': {{NDR|Insistendo per andarsene dal cinema, dove stava facendo la fila per un film che però è già iniziato da alcuni minuti}} Oh, mi dispiace. Io non riesco... io... io devo vedere un [[film]] proprio dal principio alla fine. Sono a senso unico.<br>'''Annie''': Si direbbe piuttosto che hai un unico senso. *{{NDR|Alvy ed Annie sono in fila al cinema, un signore in fila sta parlando con una signora ed Alvy si sta spazientendo}}<br>'''Signore in fila''': Ho visto l'ultimo [[Federico Fellini|Fellini]] giusto martedì scorso... non è uno dei suoi migliori. È mancante di strutture coesive, si ha la sensazione che non sia del tutto sicuro di quello che vuole dire. Oddio, io l'ho sempre definito essenzialmente "un grande tecnico del cinema". D'accordo, ''[[La strada]]'' era un buon grandissimo film. Grandissimo nell'uso dell'energia negativa...<br>'''Alvy''' {{NDR|ad Annie}}: Io sento che mi sta per venire un colpo.<br>'''Annie''': Be', smetti d'ascoltarlo.<br>'''Alvy''': Smetti d'ascoltarlo? Mi strilla le sue opinioni nelle orecchie.<br>'''Signore in fila''' {{NDR|continuando il suo discorso}}: Mettiamo ad esempio in ''[[Giulietta degli spiriti]]'' o nel ''[[Fellini Satyricon|Satyricon]]'', io lo trovo incredibilmente indulgente, sai, veramente, uno degli autori più indulgenti, ma veramente, sai...<br>'''Alvy''' {{NDR|ad Annie}}: La parola chiave è "indulgente". Indulgente... Ma cos'hai che sei depressa?<br>'''Annie''': Non ho fatto la terapia, ho dormito troppo.<br>'''Alvy''': Ma come hai potuto dormire troppo?<br>'''Annie''': È stata la sveglia.<br>'''Alvy''': Tu sai quanto mi offendono queste allusioni...<br>'''Annie''': Lo so. Per il nostro problema sessuale, vero?<br>'''Alvy''': Ehi senti, tutta questa coda deve conoscere il ritmo delle nostre copule?<br>'''Signore in fila''' {{NDR|continuando il suo discorso}}: È come [[Samuel Beckett]], sai? Io ne ammiro la tecnica ma non mi colpisce mai a livello viscerale.<br>'''Alvy''' {{NDR|ad Annie}}: Lo colpisco io a livello viscerale.<br>'''Annie''': Smettila, Alvy!<br>'''Alvy''': Ma mi sta sputando sul collo questo... mi sta sputando sul collo...<br>'''Annie''': Vuoi sapere un'altra cosa? Sei talmente egocentrico che se io non faccio la terapia tu pensi solamente a come può riflettersi su di te.<br>'''Signore in fila''' {{NDR|continuando il suo discorso}}: Troppo interiorizzato...<br>'''Alvy''' {{NDR|ad Annie, riferito al signore che continua a parlare e alla sua accompagnatrice}}: Forse è il primo appuntamento. Si saranno conosciuti con un'inserzione sulla rivista ''Vita ermeneutica''. "Accademico trentenne desidera conoscere donna interessata a [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]], [[James Joyce]] e sesso anale". Ma quale nostro problema sessuale? Io sono relativamente normale per uno cresciuto a Brooklyn.<br>'''Annie''' {{NDR|cominciando ad alzare sempre di più la voce, facendo girare verso di loro tutte le persone in fila}}: Ok, scusa tanto... Il mio problema sessuale! Il mio problema sessuale, eh?<br>'''Alvy''' {{NDR|cercando di cavarsi dall'imbarazzo}}: Oh, non l'ho letto. Di chi è? Di [[Henry James]]? Che cos'è, forse il seguito di ''[[Henry James#Giro di vite|Giro di vite]]''? "Il mio problema"... {{NDR|sottovoce}} Non gridare!<br>'''Annie''' {{NDR|sottovoce}}: Eh, non grido.<br>'''Signore in fila''' {{NDR|continuando il suo discorso}}: Un certo [[Marshall McLuhan]] ha nei limiti angusti del suo essere una grande intensità, mi capisci? Lui è un grande mediatore...<br>'''Alvy''' {{NDR|sempre più spazientito, rivolto alla telecamera}}: Che cosa non darei per avere un'enorme palata di cacca di cavallo. {{NDR|si avvicina alla telecamera}} Ma cosa fa uno quando si trova incastrato in una coda con un tipo del genere alle spalle? È una cosa da impazzire!<br>'''Signore in fila''' {{NDR|avvicinandosi anch'egli alla telecamera e parlando ad essa}}: Ehi, un momento, ma cos'è, non posso dire le mie opinioni? Questo è un Paese libero!<br>'''Alvy''': Ma certo: lo può dire, ma deve dirlo a voce alta? Ma insomma, non si vergogna di pontificare così? E la cosa più buffa è Marshall McLuhan... Ma lei sa niente di Marshall McLuhan?<br>'''Signore in fila''': Ah, davvero? Senti, io tengo un corso all'università di Columbia, si chiama ''TV, media e cultura'', e credo che le mie valutazioni sul critico McLuhan... be', abbiano una certa validità.<br>'''Alvy''': Ah, davvero?<br>'''Signore in fila''': Sì.<br>'''Alvy''': Oh, è buffo perché, guarda caso, il signor McLuhan è proprio qui... {{NDR|va a prendere un uomo nascosto dietro un cartello}} quindi... per favore... senta. {{NDR|poi rivolto al signore in fila}} Lei venga qui! {{NDR|quindi a McLuhan}} Diglielo!<br>'''Marshall McLuhan''': Ho sentito quello che ha detto. Lei... lei non sa niente del mio lavoro. Lei sostiene che ogni mia topica è utopica. Come sia arrivato a tenere un corso alla Columbia è cosa che desta meraviglia!<br>'''Alvy''' {{NDR|rivolto alla telecamera}}: Ragazzi, se la realtà fosse così... {{NDR|scuote la testa}} *'''Allison''': Sto preparando la mia tesi. <br/> '''Alvy''': Su cosa? <br/> '''Allison''': Sull'impegno politico nella cultura del ventesimo secolo. <br/> '''Alvy''': Le piace l'ala liberale della sinistra ebraica newyorkese, il potere del non potere negro, i festival sociali estivi e il... il femminismo in difesa dei diversi e in generale... sì, l'impegno orientato verso il disimpegno... mi fermi prima che possa sembrarle un imbecille assoluto. <br/> '''Allison''': No, è stato magnifico. Adoro essere ridotta così ad uno [[stereotipo]] culturale. <br/> '''Alvy''': Be', sono reazionario, sa, ma per ridere... soltanto per ridere. *'''Robin''': Alvy, che c'è di tanto affascinante in due branchi di affetti da gigantismo che cercano di ficcare una palla dentro un cesto? {{NDR|riferendosi alla [[pallacanestro]]}}<br>'''Alvy''': L'affascinante è nel fatto fisico. Sai, gli [[intellettuale|intellettuali]] hanno una cosa: sono la prova che puoi essere coltissimo e non afferrare la realtà oggettiva. *{{NDR|Alvy e Robin sono a letto che cercano di fare l'amore, ma una sirena dell'ambulanza passa sotto la loro finestra e la donna si blocca}}<br>'''Robin''': C'ero così vicina, capisci?!<br>'''Alvy''': Ieri sera era uno che suonava il clacson, la città non può mica chiudere! C-cosa pretendi, che chiudano anche l'aeroporto? "Voli sospesi, sennò non fornichi"?<br>'''Robin''': Sono troppo tesa, ho bisogno di un Valium! La mia analista dice che devo vivere in campagna e non a New York! <br>'''Alvy''': E io non posso viv... facciamo sempre la stessa discussione! La campagna mi innervosisce! Ci sono i grilli, e il silenzio, e non sai dove andare dopo cena, e le reti alle finestre con le falene morte spiaccicate, a parte l'eventualità di visite dei Manson e altre famiglie di Satana, quelle le vuoi considerare?! *{{NDR|Primo incontro tra i due, dopo la partita a tennis di doppio misto}}<br>'''Alvy''': Vuoi un passaggio?<br>'''Annie''': Oh... Perché... hai la macchina tu?<br>'''Alvy''': No, io a... avrei preso un taxi.<br>'''Annie''': Ah no, io ho la macchina.<br>'''Alvy''': Tu hai la macchina? Allora... allora non capisco se hai la macchina, perché m'hai chiesto "hai la macchina?" come volessi un passaggio.<br>'''Annie''': Ehm... io non... io non lo so. Io ho la Volkswagen là fuori. Che cretina sono! Lo vuoi tu un passaggio?<br>'''Alvy''': Certo. da che parte vai?<br>'''Annie''': Io vado in centro.<br>'''Alvy''': Oh, be', io vado in periferia.<br>'''Annie''': Oh, ma lo sa che ci vado anch'io?<br>'''Alvy''': Ma non hai detto che andavi in centro?<br>'''Annie''': Ehm sì però ecco. Sto in periferia ma vado in centro. Porco diavolo! Mi piace la compagnia, voglio dire, odio guidare sola. *'''Alvy''': Sei una tennista straordinaria... e il peggiore guidatore che abbia mai visto in vita mia, di qualsiasi posto, il peggiore d'Europa! E mi piace come ti vesti.<br>'''Annie''': Oh davvero, sì? Oh be' questa... questa cravatta è un regalo di [[nonna]] Hall.<br>'''Alvy''': Di chi? Di nonna? Nonna Hall?<br>'''Annie''': Sì, della nonnina.<br>'''Alvy''': Scherzi? Dove sei cresciuta? Nelle illustrazioni di [[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]?<br>'''Annie''': Eh sì, lo so, lo so... è alquanto sciocco.<br>'''Alvy''': Mia nonna mai fatto regali, era troppo impegnata a farsi stuprare dai cosacchi. *'''Annie''': Oh, vai dallo psichiatra?<br>'''Alvy''': S-sì. Da quindici anni soli...<br>'''Annie''': Quindici anni?!<br>'''Alvy''': Sì... gli concedo un altro anno... poi vado a Lourdes. *'''Alvy''': Ehi, senti, senti.<br>'''Annie''': Cosa?<br>'''Alvy''': Dammi un [[bacio]].<br>'''Annie''': Sul serio?<br>'''Alvy''': Sì, perché tanto andremo a casa tua più tardi, vero? E ci sarà tanta tensione – sai, non ci siamo mai baciati! – e io non saprò mai quando fare la prima mossa, perciò togliamoci il pensiero subito, prima di cena, così digeriremo anche meglio! *'''Annie''': Mi hai pedinato, non ci posso credere!<br>'''Alvy''': Io non ti ho pedinato!<br>'''Annie''': Mi hai pedinato.<br>'''Alvy''': Perché ti venivo dietro a distanza non perdendoti di vista? Quello non è pedinare!<br>'''Annie''': Allora qual è la tua definizione di "pedinare"?<br>'''Alvy''': [[Pedinamento|Pedinare]] è diverso. Io ti spiavo. *'''Annie''': Lei {{NDR|la mia psicanalista}} ha parlato di penefobia<ref>Nel doppiaggio originale si parla di "''penis envy''" ("[[invidia del pene]]").</ref>, tu ne sai qualcosa?<br>'''Alvy''': Io? Io sono uno dei pochi maschi che ancora ne soffrono. *'''Alvy''' {{NDR|parlando alla telecamera e poi ad una passante}}: Non so proprio dove abbia sbagliato, non riesco a crederci, in qualche modo lei è sbollita per me. Sarà... sarà per qualcosa che ho fatto?<br>'''Passante''': Non è mai per qualcosa, la gente è fatta così. L'amore svanisce.<br>'''Alvy''': L'amore svanisce, Dio che pensiero deprimente... *'''Alvy'''{{NDR|fermando una coppia}}: Ecco, voi... voi sembrate una [[coppia]] molto felice, ehm, lo siete?<br>'''Ragazza della coppia''': Sì!<br>'''Alvy''': E questo a cosa lo attribuite?<br>'''Ragazza della coppia''': Oh, io sono superficiale e vuota e... non ho mai un'idea e... non ho niente di interessante da dire.<br>'''Ragazzo della coppia''': Io sono esattamente lo stesso.<br>'''Alvy''': Ah, capito avete unito le vostre intelligenze... così da due almeno uno... *'''Alvy''': Quanto viene questa {{NDR|[[cocaina]]}}?<br>'''Padre di Annie''': Costa circa duemila dollari all'oncia.<br>'''Alvy''': Davvero? E non mi ricordo mai quanto viene in anni di galera. *'''Annie''': Sai che proprio non riesco a credere che questa sia [[Beverly Hills]]?<br>'''Alvy''': Be', l'architettura è molto coerente, no? Il neoclassico ibridato con lo spagnolo, ibridato col Tudor, ibridato col giapponese.<br>'''Annie''': Santo cielo, che pulizia!<br>'''Alvy''': È che l'immondizia non la buttano via, la mettono negli show televisivi. *'''Alvy''': Sai, non sono più io da quando ho smesso di [[tabagismo|fumare]].<br>'''Ragazza''': Oh, e quando hai smesso?<br>'''Alvy''': Sedici anni fa. *'''Alvy''': Non vorrai vivere qui tutta quanta la vita, è come vivere nel Paese dei Balocchi. {{NDR|riferito a [[Los Angeles]]}}<br>'''Annie''': Che vuoi dire? Si sta meravigliosamente qua e con me Tony è molto carino e... be', conosco persone, vado ai party e poi... poi gioco a tennis. Insomma questo è stato un enorme passo per me. Voglio dire che riesco di più della compagnia della gente.<br>'''Alvy''': Du... dunque non vuoi più tornare a New York?<br>'''Annie''': Che ha di tanto bello New York? È una città morente. Hai letto ''[[Thomas Mann#La morte a Venezia|Morte a Venezia]]''?<br>'''Alvy''': Ehi, eri tu che non lo avevi letto finché non te lo comprai io.<br>'''Annie''': Sì, è vero. Mi regalavi solo libri con la parola "morte" nel titolo.<br>'''Alvy''': È vero, perché è un argomento fondamentale.<br>'''Annie''': Alvy, tu sei incapace di godere la vita. Lo sai questo? La tua vita è il centro di New York. Sei quel tipo di persona, sei come un... un'isola. Sei autosufficiente.<br>'''Alvy''': Io non posso [[godimento|godere]] di niente se non ne godono tutti. Io, sai, se qualcuno crepa di fame in qualche posto, ecco già... già mi ha rovinato la serata.<ref>Parte di questo dialogo viene ripreso, seppur leggermente modificato, dagli attori che interpretano la commedia di Alvy (ispirata proprio alla storia d'amore tra Alvy ed Annie), in una delle scene finali del film.</ref> ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Dopodiché si fece molto tardi, dovevamo scappare tutti e due. Ma era stato grandioso rivedere Annie, no? Mi resi conto che donna fantastica era... e di quanto fosse divertente solo conoscerla. E io pensai a... quella vecchia [[barzellette dai film|barzelletta]], sapete... Quella dove uno va dallo psichiatra e dice: "Dottore, mio fratello è pazzo: crede di essere una gallina", e il dottore gli dice: "Perché non lo interna?", e quello risponde: "E poi a me le uova chi me le fa?". Be', credo che corrisponda molto a quello che penso io dei [[maschio e femmina|rapporti uomo-donna]]. E cioè che sono assolutamente irrazionali, ehm... e pazzi. E assurdi, e... Ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova. ('''Alvy''') {{NDR|voce fuori campo}} == Citazioni su ''Io e Annie'' == *Io ho scoperto ''Io e Annie'' nel 1977, quando ero a [[Los Angeles]]. Visto che era in lingua originale, e che il mio inglese non era perfetto, provai una grande frustrazione! Appena tornai a [[Parigi]], mi procurai una copia, sottotitolata stavolta, e la guardai tre volte di fila nella mia sala di proiezione. Quel pomeriggio, mi dissi che [[Woody Allen]] era un regista immenso, e che avremmo sentito parlare di lui a lungo. ([[Claude Lelouch]]) *Non ero di Coney Island, non sono nato all'ombra di una ruota panoramica, mio padre non ha mai lavorato in un posto che vendeva paraurti, non è così che ho incontrato [[Diane Keaton]] e non è così che ci siamo lasciati. Il film è pura invenzione. Certo, c'è dentro la mia sensibilità, ma questo è tutto. ([[Woody Allen]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia romantica]] [[Categoria:Film premi Oscar]] l1h8rpjxo7a2mgnluhw5u08a5ujb32r Gerusalemme 0 17628 1422702 1155536 2026-08-06T08:35:40Z Spinoziano 2297 metto una più significativa da Tobia 1422702 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Jerusalem infobox image 2013.png|thumb|upright=1.2|Gerusalemme]] Citazioni su '''Gerusalemme'''. ==Citazioni== *A Gerusalemme, erano stati costruiti un teatro romano, nei pressi del tempio, e un anfiteatro, nella pianura circostante: l'uno e l'altro copiati dai modelli originali in [[Roma]], ma ispirati a una maggiore grandiosità. ([[Jim Bishop]]) *Amo Gerusalemme. Ma ho bisogno di mantenere una certa distanza. È troppo conservatrice, in termini ideologici e religiosi. A Gerusalemme quasi tutti hanno una loro formula personale per ottenere la salvezza o la redenzione. Cristiani, musulmani, ebrei, pacifisti, atei, razzisti, tutti. ([[Amos Oz]]) *Benché abbia vissuto a Gerusalemme per parecchi anni, non ne sono nativo. Quando, prima del 1948, visitai la Città Vecchia, ebbi l'impressione di trovarmi all'improvviso in un altro mondo, un universo di spesse mura di pietra che racchiudevano brulicanti bazaar affollati di acquirenti e mercanti, turisti e pellegrini stranieri, arabi con i loro ''kefieh'', ebrei hassidici nei loro tradizionali abiti neri, e frati e monache non le tonache dei rispettivi ordini. Gradini sconnessi salivano dagli stretti vicoli del mercato verso l'oscurità di misteriose stradine. Era tutto assai diverso dall'Israele in cui ero nato e cresciuto, un paese aperto e pieno di luce. Ma ora, nel giorno della sua liberazione, Gerusalemme era ben diversa dalla città che avevo conosciuto. Paracadutisti, carristi e truppe della Brigata di fanteria Jerusalem affollavano la città, l'arma in spalla, l'esultanza nello sguardo. Questa era la Gerusalemme alla quale avevamo aspirato e per la quale avevamo combattuto, era la nostra Gerusalemme, la Gerusalemme ebraica, libera e piena di gioia. Ma c'era anche tristezza: per le vite che erano andate perdute al fine di rendere possibile l'esultanza, e per la vista del quartiere ebraico, distrutto nel 1948. ([[Moshe Dayan]]) *Cosa diavolo può sperare un ricco? Perché tormentarti con la speranza quando hai la pancia piena? E questo che fa di ogni vittima un ebreo, un vero ebreo. Il progenitore degli autentici eletti non è [[Abramo (patriarca)|Abramo]], che era miliardario. Non discendiamo da Giobbe, che raddoppiò i suoi beni. Siamo figli di Agar. Ci siamo cibati di sassi e le vespe hanno cantato per noi. Non può esistere un comunista, un vero socialista che non sia, in fondo, un ebreo. [...] C'erano ebrei che vedevano più in fondo alle cose e capirono che il Messia non sarebbe mai venuto. Mai. O piuttosto che il Messia era un uomo anche lui. Che la rivelazione e i grandi venti a venire erano quelli della nostra storia. Che gli uomini e le donne ordinari non avevano neppure cominciato ad essere se stessi. [...] Uomini e donne, creature della ragione, custodi di questa terra: sì, c'è un Messia, e una Gerusalemme. Ma non dopo il nostro funerale e non fatti di nubi rosee. E ci sono leggi, ma non sono quelle eruttate da qualche vulcano nel Sinai. Ci sono le leggi della storia, e della scienza, e della domanda e dell'offerta. ([[George Steiner]]) *Così l'attenzione che il mondo ha nei confronti di Gerusalemme è dovuta al fatto che è comunque un centro nervoso, mentre [[Napoli]] è solo un luogo narrativo, leggendario e singolare, musicale, teatrale, criminale: insomma, leggendario. ([[Erri De Luca]]) *E improvvisamente ecco [[Cagliari]]: una città nuda che si alza ripida, ripida, dorata, accatastata nuda verso il cielo dalla pianura all'inizio della profonda baia senza forme. È strana e piuttosto sorprendente, per nulla somigliante all'Italia. La città si ammucchia verso l'alto, quasi in miniatura, e mi fa pensare a Gerusalemme: senza alberi, senza riparo, che si erge spoglia e fiera, remota come se fosse indietro nella storia, come una città nel messale miniato da un monaco. Ci si chiede come abbia fatto ad arrivare là. ([[David Herbert Lawrence]]) *Gerusalemme, la più antica, irrequieta, complicata, misteriosa e dolorosa città del mondo. Tremila anni, cinquanta volte assediata, venti volte distrutta, eppure ha l'esclusiva delle tre grandi religioni, dunque la giurisdizione di quattro miliardi di coscienze, quasi tutti gli esseri umani della Terra. (''[[7 km da Gerusalemme]]'') *Gli Stati Uniti sono diventati partner dello spargimento di sangue con la loro decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. [...] Coloro che rendono difficile la vita a Gerusalemme per i musulmani e le altre fedi, non possono lavare il sangue dalle loro mani. ([[Recep Tayyip Erdoğan]]) *Guarda come sono belle le porte di Gerusalemme! Questa città è la gloria del nostro popolo ed è una luce per tutte le genti della terra. [...] Nessuno può distruggere questa città. È la dimora di Dio. (''[[Geremia il profeta]]'') *Guardava giù, nella stretta vallata, e i suoi occhi scuri contemplarono la bellezza di Gerusalemme, con sguardo solenne. La città si stendeva come una splendida gemma bianca, lucente nella morsa delle sue mura brune; si ergeva alta e maestosa sulle verdi valli e colline punteggiate dalle tende di trecentomila pellegrini.<br>[[Gesù]] la contemplava con amore. E con nostalgia. L'aveva vagheggiata con un amore misto di compassione, e Gerusalemme si era beffata di lui e aveva messo in dubbio l'onestà di quel suo fervore. Ed ora – almeno quella piccola parte che più importava – lo temeva e congiurava contro la sua vita. ([[Jim Bishop]]) *Ho cercato di esaminare con il Papa la possibilità di risolvere questo problema. Ho proposto un'amministrazione tripartita con una presidenza assicurata a turno: una volta un mussulmano, una volta un ebreo e una volta un cristiano, con un'amministrazione araba, ben inteso. ([[Habib Bourghiba]]) *Il [[cristianesimo]] viene dalla città di Gerusalemme e nasce nell'ebraismo che vede nella sua capitale tutto il suo regno e il centro dell'umanità. ([[Francesco Grisi]]) *La bellezza di Gerusalemme, nella sua cornice naturale, può essere paragonata a quella di [[Toledo]]. La città sorge in mezzo alle montagne, scenario di cupole e torri racchiuso fra mura merlate, arroccato su una spianata rocciosa alta sulla valle incassata. La vista si estende lontano, fino alle colline del Moab, e la conformazione del paese fa pensare a una carta geografica fisica, con i rilievi che salgono in curve regolari, stratificate, e le valli improvvise segnalate da ombre drammatiche. La terra e la roccia riflettono i bagliori dell'opale di fuoco. Tale saggio di disposizione urbana, casuale o studiato che sia, ha dato origine a un'opera d'arte. ([[Robert Byron]]) *Questa è Gerusalemme, la città santa, molte volte distrutta e sempre risorta con l'aiuto del Signore, spesso occupata dallo straniero e ogni volta liberata da un popolo miracolosamente unito dall'ubbidienza che il patriarca [[Abramo]] promise al Signore. (''[[Il vecchio testamento]]'') ===[[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]''=== *''Già era 'l sole all'orizzonte giunto | lo cui meridïan cerchio soverchia | Ierusalèm col suo più alto punto.''<ref>Qui Dante si rifà alla credenza medievale che Gerusalemme fosse al centro della terra, sita fra il meridiano del fiume [[Gange]] e la [[Spagna]] occidentale e che, ritenendo la terra abitata tutta nell'emisfero boreale, l'isola del paradiso si trovasse al punto opposto rispetto a Gerusalemme, con la quale condivideva quindi l'orizzonte astronomico.</ref> *''Io dicea fra me stesso pensando: «Ecco la gente che perdé Ierusalemme, | quando Maria nel figlio diè di becco!''<ref>Qui Dante fa riferimento a quanto [[w:Flavio Giuseppe|Flavio Giuseppe]] narra nella sua ''Guerra giudaica'' a proposito della guerra di Roma contro gli ebrei: l'assedio di Gerusalemme fu così lungo e duro per gli assediati che una certa Maria avrebbe ucciso il figlio per cibarsi delle sue carni</ref>» *''«La Chiesa militante alcun figliuolo | non ha con più [[speranza]], com'è scritto | nel sol che raggia tutto nostro stuolo: | però lì è conceduto che d'Egitto | vegna in Ierusalemme, ''<ref>Qui Dante intende per Ierusalemme la cosiddetta "Gerusalemme celeste", cioè il [[paradiso]].</ref>'' per vedere, | anzi che il militar li sia prescritto.»'' ===''[[Bibbia]]''=== ====''[[Antico Testamento]]''==== *''Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione, | rivèstiti dello splendore della gloria | che ti viene da Dio per sempre. | Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, | metti sul capo il diadema di gloria dell'Eterno, | perché Dio mostrerà il tuo splendore | ad ogni creatura sotto il cielo. | Sarai chiamata da Dio per sempre: | Pace della giustizia e gloria della pietà.'' (''[[Libro di Baruc]]'') *Ecco, io farò di Gerusalemme come una coppa che dà le vertigini a tutti i popoli vicini [...]. In quel giorno io farò di Gerusalemme come una pietra pesante per tutti i popoli: quanti vorranno sollevarla ne resteranno graffiati; contro di essa si raduneranno tutte le nazioni della terra. (''[[Libro di Zaccaria]]'') *Gerusalemme è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati! (''[[Libro di Neemia]]'') *Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere. Io stesso – parola del Signore – le farò da muro di fuoco all'intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa. (''[[Libro di Zaccaria]]'') *Il Signore destò lo spirito di [[Ciro II di Persia|Ciro]] re di Persia, il quale fece passare quest'ordine [...]: Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra; egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio in Gerusalemme, che è in Giudea. Chi di voi proviene dal popolo di lui? Il suo Dio sia con lui; torni a Gerusalemme, che è in Giudea, e ricostruisca il tempio del Signore Dio d'Israele: egli è il Dio che dimora a Gerusalemme. (''[[Libro di Esdra]]'') *''Parlate al cuore di Gerusalemme | e gridatele | che è finita la sua schiavitù, | è stata scontata la sua iniquità, | perché ha ricevuto dalla mano del Signore | doppio castigo per tutti i suoi peccati.'' (''[[Libro di Isaia]]'') *''Qual è il peccato di [[Regno di Giuda|Giuda]]? | Non è forse Gerusalemme?'' (''[[Libro di Michea]]'') *''Quale gioia, quando mi dissero: | "Andremo alla casa del Signore". | E ora i nostri piedi si fermano | alle tue porte, Gerusalemme! | Gerusalemme è costruita | come città salda e compatta. | Là salgono insieme le tribù, | le tribù del Signore, | secondo la legge di Israele, | per lodare il nome del Signore.'' (''[[Salmi]]'') *''Se ti dimentico, Gerusalemme, | si paralizzi la mia destra; | mi si attacchi la lingua al palato, | se lascio cadere il tuo ricordo, | se non metto Gerusalemme | al di sopra di ogni mia gioia.'' (''[[Salmi]]'') *''Tagliate i suoi alberi, | costruite un terrapieno davanti a Gerusalemme. | Essa è la città della menzogna, | in essa tutto è oppressione. | Come una sorgente fa scorrere l'acqua, | così essa fa scorrere la sua iniquità. | Violenza e oppressione risuonano in essa, | dinanzi a me stanno sempre dolori e piaghe. | Lasciati correggere, o Gerusalemme, | perché io non mi allontani da te | e non ti riduca a un deserto, | a una regione disabitata.'' (''[[Libro di Geremia]]'') *''Tutti ne parlino | e diano lode a lui in Gerusalemme. | Gerusalemme, città santa, | ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, | e avrà ancora pietà per i figli dei giusti. | Da' lode degnamente al Signore | e benedici il re dei secoli; | egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, | per allietare in te tutti i deportati, | per far contenti in te tutti gli sventurati, | per tutte le generazioni dei secoli. | Come luce splendida brillerai sino ai confini della terra; | nazioni numerose verranno a te da lontano; | gli abitanti di tutti i confini della terra | verranno verso la dimora del tuo santo nome, | portando in mano i doni per il re del cielo. | Generazioni e generazioni esprimeranno in te l'esultanza | e il nome della città eletta durerà nei secoli.'' (''[[Libro di Tobia]]'') *''Udite questo, dunque, | capi della casa di Giacobbe, | governanti della casa d'Israele, | che aborrite la giustizia e storcete quanto è retto, | che costruite Sion sul sangue | e Gerusalemme con il sopruso; | i suoi capi giudicano in vista dei regali, | i suoi sacerdoti insegnano per lucro, | i suoi profeti danno oracoli per denaro. | Osano appoggiarsi al Signore dicendo: | "Non è forse il Signore in mezzo a noi? | Non ci coglierà alcun male". | Perciò, per causa vostra, | Sion sarà arata come un campo | e Gerusalemme diverrà un mucchio di rovine, | il monte del tempio un'altura selvosa.'' (''[[Libro di Michea]]'') ====''[[Nuovo Testamento]]''==== *In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli: "Parti e vattene via di qui, perché [[Erode Antipa|Erode]] ti vuole uccidere". Egli rispose: "Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme". (''[[Vangelo secondo Luca]]'') *Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto! ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Luca]]'') *Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. (''[[Apocalisse di Giovanni]]'') ===[[Carlo Maria Martini]]=== *Gerusalemme appare non come una città che ha già raggiunto un ideale a cui tutti dovrebbero tendere, ma come il luogo in cui questo ideale è il più contrastato, è il più difficile, il più smentito dai fatti, e dove dunque l'accanimento della speranza che non cede è segno e stimolo per ogni altra città minacciata da conflitti ed inimicizie. *La Gerusalemme del mistero, luogo della presenza salvifica di Dio, assume dei significati che possono essere letti in tutti gli aspetti della vita e possono riferirsi a mille realtà della ricerca che Dio fa dell'uomo e del cammino dell'uomo verso Dio. *Non si può parlare di Gerusalemme senza amarla. ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Città di David]] *[[Ingresso a Gerusalemme]] *[[Sion (monte)]] *[[Tempio di Gerusalemme]] *[[Terra Santa]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} [[Categoria:Città bibliche]] [[Categoria:Città di Israele]] [[Categoria:Luoghi della Palestina]] 4y1stdm314toiaoz4em2neehawjtbjd Hashish 0 22461 1422659 1406054 2026-08-05T13:18:45Z Udiki 86035 Allineo Dumas, standardizzo accenti Boccaccio 1422659 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Nepal Charas.jpg|thumb|Hashish nepalese]] Citazioni sull''''hashish'''. *– Allora, come sono questi hashish bar?<br/>– Eh, come sono? Che vuoi sapere?<br />– Lì l'hashish è legale, no?<br/>– Sì, è legale, ma non al cento per cento. Voglio dire, non puoi entrare in un ristorante, rollarti una canna e metterti a spipacchiare. Insomma, ti lasciano fumare a casa tua o in certi posti ben precisi.<br />– Ossia gli hashish bar.<br/>– Sì. La faccenda è così, ascolta: è legale comprarlo, è legale possederlo, e se sei il proprietario di un hashish bar è legale venderlo; è legale averlo addosso, ma, ma questo non importa perché – sentimi bene ora – se vieni fermato da un poliziotto ad Amsterdam è illegale per lui perquisirti! Insomma, questo diritto i poliziotti ad Amsterdam non ce l'hanno. (''[[Pulp Fiction]]'') *E Mario, sempre dietro alla classe operaia? Quando glielo farai capire che droga per droga è meglio l'hashish della lotta di classe? (''[[Sbatti il mostro in prima pagina]]'') *Se siete un uomo positivo e l'oro è il vostro dio, assaggiate quella roba, e vi saranno aperte le miniere del Perù, di Guzarate, di Golconda. Se siete un uomo d'immaginazione, un poeta, assaggiatela e le barriere del possibile spariranno e vi si apriranno i campi dell'infinito: libero di cuore e di mente, passeggerete nel regno illimitato della fantasia. Se siete ambizioso e correte dietro alle grandezze della Terra, assaggiatela, ed entro un'ora sarete re, ma non di un piccolo regno nascosto in un angolo d'Europa, come la Francia, la Spagna o l'Inghilterra, ma re del mondo, re dell'universo, re della creazione. Il vostro trono sarà innalzato sulla montagna dove Satana portò Gesù e senza aver bisogno di rendergli omaggio, senza essere obbligato a baciargli l'artiglio, sarete il padrone sovrano di tutti i regni della Terra. ([[Alexandre Dumas padre]]) *Una polvere di maravigliosa vertù [...], che [...], più e men data, senza alcuna lesione faceva per sì fatta maniera più e men dormire colui che la prendeva, che, mentre la sua vertù durava, non avrebbe mai detto alcuno, colui in sé aver vita. ([[Giovanni Boccaccio]]) ===[[Charles Baudelaire]]=== *L'hashish, allora, si distende su tutta la vita come una vernice magica; la colora con solennità, ne illumina tutta la profondità. *L'hashish (o erba, cioè l'erba per eccellenza, come se gli Arabi avessero voluto definire in una sola parola ''l'erba'', fonte di tutte le voluttà immateriali) porta nomi diversi a seconda del tipo di composizione e del modo di preparazione che ha subito nel paese dov'è stato raccolto: in India si chiama ''bangie''; in Africa, ''teriaki''; in Algeria e nell'Arabia Felice, ''madjound'' ecc. *Mai uno Stato ragionevole potrebbe sopravvivere con l'uso dell'hashish. Non plasma né guerrieri né cittadini. Infatti non è consentito all'uomo, pena la decadenza e la morte intellettuale, alterare le condizioni primordiali della propria esistenza e rompere l'equilibrio tra le sue facoltà e l'ambiente che lo circonda. Se esistesse un governo che avesse interesse a corrompere i suoi sudditi, non dovrebbe far altro che incoraggiare l'uso dell'hashish. *Sappiano dunque la gente di mondo e gli ignoranti, curiosi di conoscere gioie eccezionali, sappiano che non troveranno nell'hashish nulla di miracoloso, assolutamente nulla che non sia la loro natura portata all'eccesso. Il cervello e l'organismo sui quali opera l'hashish non produrranno altro se non i loro fenomeni ordinari, individuali — accresciuti, è vero, in quantità e in energia —, ma pur sempre fedeli alla loro origine. L'uomo non sfuggirà alla fatalità del suo temperamento fisico e morale: l'hashish sarà, per le impressioni e i pensieri familiari dell'uomo, uno specchio ingranditore, ma pur sempre uno specchio. ==Voci correlate== *[[Cannabis]] *[[Marijuana]] *[[Spinello]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=hashish|w_preposizione=riguardante l'|wikt}} [[Categoria:Droghe]] jwan7pd5o9ekvjafdhp6esoyobpoy46 The Social Network 0 63042 1422667 1327098 2026-08-05T16:21:43Z Giornada 5168 corretto wikilink 1422667 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloalfabetico= Social Network, The |titoloitaliano= The Social Network |immagine= The social network.svg |didascalia= |genere= drammatico |regista= [[David Fincher]] |soggetto= [[Ben Mezrich]] |sceneggiatore= [[Aaron Sorkin]] |attori= * [[Jesse Eisenberg]]: [[Mark Zuckerberg]] * [[Andrew Garfield]]: Eduardo Saverin * [[Justin Timberlake]]: Sean Parker * [[Brenda Song]]: Christy Lee * [[Rashida Jones]]: Marylin Delpy * [[Joseph Mazzello]]: Dustin Moskovitz * [[Max Minghella]]: Martin Turner * [[Rooney Mara]]: Erica Albright * [[Armie Hammer]]: Cameron/Tyler Winklevoss * [[Amy Ferguson]]: Amy |doppiatoriitaliani= * [[Davide Perino]]: Mark Zuckerberg * [[Lorenzo De Angelis]]: Eduardo Saverin * [[Gabriele Lopez]]: Sean Parker * [[Elena Perino]]: Christy Lee * [[Barbara De Bortoli]]: Marylin Delpy * [[Simone Veltroni]]: Dustin Moskovitz * [[Chiara Gioncardi]]: Erica Albright * [[Marco Vivio]]: Cameron/Tyler Winklevoss * [[Veronica Puccio]]: Amy |note= *Vincitore di 3 '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] (2011)''': **Migliore sceneggiatura non originale **Miglior montaggio **Miglior colonna sonora }} '''''The Social Network''''', film statunitense del 2010 con [[Jesse Eisenberg]], regia di [[David Fincher]]. ==[[Incipit]]== {{incipit film}} '''Mark''': Lo sai che i cinesi con un quoziente intellettivo da genio sono più della popolazione totale degli Stati Uniti?<br>'''Erica''': No, non è possibile!<br>'''Mark''': È vero.<br>'''Erica''': E come si spiega?<br>'''Mark''': Be', in Cina vive una marea di gente. La mia domanda è: come ci si distingue in un gruppo in cui tutti prendono 1600 al test di ammissione universitario? <br>'''Erica''': Non sapevo che in Cina facessero il test.<br>'''Mark''': Non lo fanno. Non parlavo più della Cina, stavo parlando di me. ==Frasi== {{cronologico}} *C'è differenza tra essere [[ossessione|ossessionati]] ed essere [[motivazione|motivati]]. ('''Mark''') *Ok, probabilmente diventerai un vero mago dei computer, non mi stupirebbe, ma passerai la vita a pensare che non piaci alle ragazze perché sei un nerd. E io posso dirti dal profondo del mio cuore che non sarà per questo. Non piacerai perché sei un grande stronzo. ('''Erica''') *Signora, lei ha fatto i compiti e sa che i soldi non hanno molto peso nella mia vita, ma ora potrei comprarmi Harvard Square, prendere il Phoenix club e trasformarlo nella mia sala da ping pong. ('''Mark''') *È sufficiente un po' di logica per arrivare al succo della questione. Se voi foste gli inventori di Facebook, avreste inventato Facebook. ('''Mark''') *È gente che conosce gente, e mi servono le loro email. ('''Mark''') *Il nostro sito è fico, mentre Harvard Connection fa schifo. Guarda, non ho usato i loro codici, non ho usato proprio niente, te lo giuro. Senti, uno che costruisce una sedia non deve soldi a chiunque abbia mai costruito una sedia. Sono venuti da me con un'idea. Ne ho avuta una migliore. ('''Mark''') *Io credo che se i suoi clienti vogliono sedersi sulle mie spalle per dichiararsi alti hanno il diritto di provarci, ma io non sono obbligato a divertirmi ascoltando tutte queste bugie. Lei ha una parte della mia attenzione, il quantitativo minimo. Il resto della mia attenzione è rivolto ai miei uffici di Facebook, dove io e i miei colleghi facciamo cose che nessuno in questa stanza, inclusi e soprattutto i suoi clienti, è intellettualmente e creativamente capace di fare. È una risposta adeguata alla sua sussiegosa domanda? ('''Mark''') *Bosnia... non hanno le strade però hanno Facebook. ('''Marylin''') *I laureandi di [[Università Harvard|Harvard]] pensano che inventare un [[lavoro]] sia meglio che trovare un lavoro. ('''Larry Summers''') *Ops, ho rotto una maniglia di 335 anni! ('''Tyler''') {{NDR|dopo essere uscito dall'ufficio di Larry Summers}} *Assumono detective che ti pedinano giorno e notte. Sei un obiettivo per le escort d'alto bordo. Non posso provarlo ma registrano le mie conversazioni. Qualunque cosa possa incastrarti ormai l'hai già fatta. La privacy è un ricordo di un tempo assolutamente lontano. Seppure in qualche modo sei riuscito a vivere una vita come il Dalai Lama, si inventeranno una stronzata, perché non vogliono te, vogliono la tua idea e vogliono che tu gli dica grazie mentre... devi scusarmi, ti pulisci il mento e te ne vai. ('''Sean Parker''') *Un milione di [[dollaro|dollari]] non è fico... Sai cos'è fico? [...] un miliardo di dollari. ('''Sean Parker''') *Un laureato a Stanford di nome Roy Raymond vuole comprare della lingerie per sua moglie, ma si vergogna troppo di prenderla in un centro commerciale. Allora gli viene l'idea di aprire un posto elegante che non ti faccia sentire un pervertito. Prende un prestito di 40.000 dollari, se ne fa prestare altri 40.000 dai suoceri, apre un negozio e lo chiama [[Victoria's Secret]]. Guadagna 500.000 dollari il primo anno. Inaugura un catalogo, apre altri tre negozi e dopo cinque anni vende la società a Leslie Wexner e alla Limited per 4 milioni di dollari. Lieto fine, giusto? Se non fosse che la società due anni dopo vale 500 milioni di dollari, e Roy Raymond corre al Golden Gate e si butta giù. Il poveretto voleva solo comprare dei reggicalze alla moglie, capisci? ('''Sean Parker''') *Sai perché ho inventato [[Napster]]? La ragazza che mi piaceva al liceo stava con il vice capitano della squadra di hockey della mia scuola e io gliela volevo portare via. Così decisi di inventarmi la novità del secolo. [...] Napster non è stato un fallimento, ho cambiato l'industria discografica in meglio e per sempre! Forse non sarà stato un buon affare, ma ha fatto incazzare un sacco di persone! ('''Sean Parker''') *Ti ricordi l'algoritmo sulla finestra della Kirkland? ('''Eduardo''') {{NDR|a Mark}} *Scusa! Il mio completo di Prada è in tintoria! Insieme alla mia felpa e ai miei infradito da "vaffanculo tutti", coglione pretenzioso! ('''Eduardo''') *Mi piace starti vicino, Sean... Mi fa sembrare un duro. ('''Eduardo''') *Abbiamo vissuto nelle fattorie. Abbiamo vissuto nelle città. E ora vivremo su Internet. ('''Sean Parker''') *Non sei uno stronzo, Mark. Cerchi solo ostinatamente di esserlo. ('''Marylin''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Bob''': Senti, io dico che guardava te quando ha detto "il futuro [[Bill Gates]] può essere in questa sala".<br>'''Mark''': Ne dubito.<br>'''Bob''': Ho fatto tardi, non so neanche chi era a parlare.<br>'''Mark''': Quello era Bill Gates. *'''Mark''' {{NDR|su [[Facebook]]}}: Non sappiamo ancora di che si tratta, non sappiamo cosa sia, non sappiamo cosa può essere, non sappiamo cosa... diventerà, sappiamo solo che è fico! E questo è un valore inestimabile a cui non rinuncio.<br>'''Eduardo''': E quando sarà finito?<br>'''Mark''': Non finirà mai. È questo il punto. Come la moda. Non finisce mai.<br>'''Eduardo''': Cosa?<br>'''Mark''': La moda. La moda non finisce mai.<br>'''Eduardo''': Tu parli di moda? Davvero, tu?<br>'''Mark''': Sto parlando dell'idea di moda. Sto dicendo che non finisce mai.<br>'''Eduardo''': Ok, però quelli fanno soldi vendendo pantaloni. *'''Erica''': Hai scritto che sono una troia su internet, Mark.<br>'''Mark''': È per questo che ti voglio parlare. Se possiamo...<br>'''Erica''': Su internet.<br>'''Mark''': È per questo che sono qui.<br>'''Erica''': Hai messo a confronto donne e animali.<br>'''Mark''': Alla fine non l'ho fatto.<br>'''Erica''': Però non hai evitato di scriverlo, come se ogni pensiero che macinavi nella mente fosse così intelligente che ti sembrava un crimine non condividerlo. Su [[internet]] non si scrive a matita, Mark, ma con l'inchiostro. E tu hai scritto che Erica Albright era una troia, poi hai fatto una battuta ignorante sul cognome della mia famiglia e sui miei reggiseni e hai votato le ragazze più fiche dell'università. [...] Le stronzate maligne le dici da una stanza buia perché ormai quelli come te sfogano così la rabbia. *'''Marylin''': Immagino che odi infinitamente i Winklevoss.<br>'''Mark''': Io non odio nessuno. I Winklevoss non mi citano per furto di proprietà intellettuale, mi citano perché per la prima volta nella loro vita le cose non sono andate come per loro dovevano andare. *'''Sean''': Tu credi di conoscermi, vero?<br>'''Eduardo''': Ho letto parecchio.<br>'''Sean''': Sai quanto ho letto io su di te? Niente. *'''Mark''': Non sono una persona cattiva. <br /> '''Marylin''': Questo lo so. In una testimonianza emotiva, secondo me, l'85% è esagerazione. <br /> '''Mark''': E l'altro 15? <br /> '''Marylin''': Falsa testimonianza. Ai miti della creazione serve il diavolo. ==Citazioni su ''The Social Network''== *Abbiamo creato un prodotto che usano 500 milioni di persone. Se 5 milioni di persone vanno a vedere un film, non è che importi poi molto. ([[Mark Zuckerberg]]) ===Frasi promozionali=== * Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico. :''You don't get to 500 million friends without making a few enemies''.<ref>Dalla locandina in inglese. {{Cfr}} [https://www.imdb.com/title/tt1285016/mediaviewer/rm1324253184 ''The Social Network (2010)''], ''IMDb.com''</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film premi Oscar]] 52e5jtcsbsiku4spox9vjdc5loftui5 Daniele Adani 0 78152 1422679 1420601 2026-08-06T03:12:38Z AssassinsCreed 17001 minuzie 1422679 wikitext text/x-wiki '''Daniele Adani''' (1974 – vivente), ex calciatore italiano. ==Citazioni di Daniele Adani== {{cronologico}} *Se [[Ronaldo]] si gira e scappa, non ti resta che sparargli.<ref>Citato in Marco Sappino, ''Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano'', Dalai editore, 2000, [http://books.google.it/books?id=J5OpwwKggrsC&pg=PA2116 p. 2116]. ISBN 8880898620</ref> *[...] [[Matías Almeyda|Almeyda]] andava il doppio degli altri per forza della natura, per anima e palle che gli permettevano ciò. Poi i giocatori sono "ignoranti" dal punto di vista medico, non sono in grado di giudicare se una cosa è buona o no. Io so solo che gli integratori quando hai bisogno di vitamine li prendono tutti, come quando se hai mal di testa prendi un Aulin. Matìas è una persona schietta, ma il suo fare non è allusivo. Lui si attribuisce un pensiero ma non dice mica di dire la verità!<ref>Citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=387558 Adani: "Almeyda è un istintivo, non vedo allusioni"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 26 settembre 2012.</ref> *L'avevo ribattezzato "l'eletto", e in molti mi guardavano con perplessità... [...] Il punto è che [[Paulo Dybala|Dybala]] gioca pensando in maniera più evoluta di tutti [...]. Ma ci sono tante altre giocate che il bianconero fa nel corso di una partita che dimostrano la sua risolutezza nel trasformare la palla in un capolavoro. Lui gioca e pensa il calcio con una naturalezza incredibile. Azzera i tempi tra pensiero e giocata. Dybala deve stare lì dove sta, perché dà un enorme contributo al gioco ed è troppo importante come riferimento per i compagni. Lui è una sorta di regista d'attacco. Pensate a Messi: lui la posizione se la sceglie, ma non è che poi non fa gol. Un altro esempio? [[Luis Suárez (calciatore 1987)|Suarez]]: corre come un mediano, lavora come un trequartista ma segna come una punta. Ecco: i top d'attacco non solo segnano, ma giocano e segnano. Così Dybala appunto, che se ci pensate potrebbe giocare anche da esterno, come faceva all'Instituto (nel tridente). Paulo è preziosissimo anche in corsia: mette la palla forte e precisa.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2016/03/13-9406550/serie_a_juventus_dybala_la_testa_pi_del_sinistro_un_mostro/ Serie A Juventus «Dybala, la testa più del sinistro: è un mostro»]'', ''tuttosport.com'', 13 marzo 2016.</ref> *La ''garra charrúa''! L'ultima parola agli uruguagi, sempre loro! L'ultima parola nel calcio è la loro: hanno un cuore differente, lo capisci o no? L'artiglio che graffia, che lascia il segno nella storia dell'[[Inter]]: questa è la storia che si ripete! [...] Io te l'avevo detto, la riprende {{NDR|Matías Vecino}}! [...] Il graffio che aveva portato l'Inter in [[Champions League|Champions]] serve per rimarcare il territorio: questo è l'Uruguay quando va in campo con tutto se stesso...ecco chi è Vecino: stanco, si, ma lascia in campo Vecino che parla alla fine, lascialo in campo, che la dice lui l'ultima cosa nel calcio! Stanno a insegnare cos'è il calcio agli uruguagi, ma vedi un po' te.<ref>Dalla telecronaca per Sky Sport della partita di Uefa Champions League Inter-Tottenham, 18 settembre 2018.</ref> *Messi! Messi! Leo Messi! Il sinistro migliore del mondo! Da Di Maria a Messi, dalla Bajada alla Perdriel, sempre Rosario, la città del calcio, uno per l'altro, si sblocca la partita. Fútbol! [...] Tutti in piedi per il miglior giocatore del mondo. Rispetto per il numero uno. [...] Rosario città del calcio, per questo calciatore che troppe volte è stato criticato anche quando era a Barcellona, quando è arrivato sofferente da giovane, non ha mai dimenticato l'argentino, parla rosarino, sente l'argentino nel sangue, ha pianto per la Selección. Ed è lui che la tiene in vita.<ref>Dalla telecronaca per la Rai della partita del mondiale Argentina-Messico, 26 novembre 2022, in occasione del gol dell'1-0. {{cfr}} Federico Pallone, ''[https://video.repubblica.it/dossier/mondiali-di-calcio-qatar/da-argentina-messico-alla-lite-con-allegri-quando-adani-esagera-e-i-tifosi-non-perdonano/432925/433880 Quando Adani esagera, da Argentina-Messico alla lite con Allegri. E i tifosi non perdonano]'', ''repubblica.it'', 28 novembre 2022.</ref> *Eccolo qui! Eccolo qui! [...] Mille e uno más. Mille e uno más. L'acqua in vino da quella posizione. L'abbiamo detto, mai lasciare libero Messi da quella posizione. Combinazione meravigliosa dell'Argentina, nata da un'opportunità, e allora mille e uno más. [...] Gli indici per nonna Celia, il più grande talent scout del mondo, che lo portava ad allenarsi alle giovanili del Grandoli quando nessuno ci credeva, prima poi di andare e venire in Europa, al Barcellona. Da quella posizione non si può dormire con Messi. Tunnel a Souttar e palla nell'angolino.<ref>Dalla telecronaca per la Rai della partita del mondiale Argentina-Australia, 3 dicembre 2022, in occasione del gol dell'1-0. {{cfr}} ''[https://www.youtube.com/watch?v=Ix4KgcJCWys Adani impazzisce ancora e venera letteralmente Messi in Argentina Australia]'', ''youtube.com'', 3 dicembre 2022</ref> *Tutti in piedi! Tutti in piedi per il Brasile! Tutti a danzare con la Selecao, per onorare il calcio. Non c'è posto per i deboli di spirito: chi ama il calcio deve godere, gioire e se può ringraziare.<ref>Dalla telecronaca per la Rai della partita del mondiale Brasile-Corea del Sud, 5 dicembre 2022.</ref> *Ma che gol ho visto? [...] Che palla ha dato Messi? Non si può immaginare. Non la vede nessuno, l'ha vista solo lui, vedi che tutti vanno da lui. Che palla ha dato? [...] Ha profetizzato Diego un giorno: apparirà un uomo che prenderà il mio posto. Lionel Andrés Messi Cuccittini, che vede ciò che gli altri nemmeno immaginano. Guardate la palla che ha dato e gridate "Viva el fútbol", perché non si vede quella giocata. Non si vede, Stefano. Non l'abbiamo vista, non l'ha vista nessuno. Come ha fatto Messi a intuire quello spazio? Non lo guarda mai, guarda. Lo sente e basta. Signori, qua c'è da battere le mani e ringraziare un'altra volta ancora. Non lo può nemmeno sentire, guarda il gioco, scannerizza il campo. Cosa abbiamo visto in questo momento, che cosa abbiamo visto al trentacinquesimo.<ref>Dalla telecronaca per la Rai della partita del mondiale Paesi Bassi-Argentina, 9 dicembre 2022, in occasione del gol dello 0-1. {{cfr}} ''[https://www.youtube.com/watch?v=RrHjsNZwmbA Adani impazzisce di nuovo dopo l'assist di Messi in Olanda - Argentina]'', ''youtube.com'', 9 dicembre 2022.</ref> *Incredibile! [...] Alzatevi in piedi! [...] La dinamica dell'impensato è il football. Solo nel genio di Messi c'è una giocata così, che riporta Maradona dentro un campo da calcio. Dribbla tutti, anche i cammelli del deserto, e dà la palla a Julian Alvarez. Questo sta facendo Messi. [...] Slalomeggia lungo la linea laterale, non lo prendono mai, non lo vedono mai. Arresto, ripartenza, non c’è spazio, lo genera, lo inventa, dribbla tutti gli uomini, elargisce amore a tutti attraverso una palla da calcio, questo sta facendo Messi. Ridisegna i confini del suo destino. Questo sta facendo. Influisce su tutti, Stefano, compagni, avversari, tutti quanti. [...] Sono gli occhi di un fuoriclasse, gli occhi di un bambino che ama il calcio, Lionel Messi, e che lo elargisce a tutti quanti, tutti quanti, anche a chi non sa amare. Aprite il cuore, e ringraziate che Messi sta giocando ancora per tutti quanti, questa è l'unica cosa da dire.<ref>Dalla telecronaca per la Rai della partita del mondiale Argentina-Croazia, 13 dicembre 2022, in occasione del gol del 3-0. {{cfr}} ''[https://video.repubblica.it/dossier/mondiali-di-calcio-qatar/adani-senza-freni-messi-elargisce-amore-dribbla-anche-i-cammelli-del-deserto/434049/435002 Adani senza freni: "Messi elargisce amore, dribbla anche i cammelli del deserto"]'', ''repubblica.it'', 13 dicembre 2022.</ref> *Golazo! [...] Non è mai finita con l'Argentina, non è mai finita con la Selection! Il cuore dei campioni del mondo, Enzo che raccoglie da Lionel. Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo, ma non lo puoi fare con Dios. Maradona, 40 anni dopo, orienta questa partita e non la fa finire perché l'epica deve continuare. Il golazo sull'appoggio di Lionel, andrà rivista la posizione per il gol, ma il gol Alberto è un gol incredibile, degno di una partita così epica.<ref>Dalla telecronaca per la Rai della partita del mondiale Inghilterra-Argentina, 15 luglio 2026, in occasione del gol dell'1-1.</ref> *Non ci credo! Non ci credo! Non ci credo! [...] il 68° assist della nazionale argentina di Lionel Messi! Doveva pensarci lui, la routine dello straordinario riporta Maradona qui, 40 anni dopo, lo fa lui di destro perché la palla è perfetta. Lautaro deve solo spingere! Ma non possiamo vedere sempre questo, il tiro sul palo deviato ma ancora Leo Messi che contende questa palla, punta Spence, lo dribbla ne ha due a 39 anni e la mette di destro solo da spingere per il Toro di Bahía Blanca, non può finire così è infinito il cuore dell'Argentina, è infinita la leggenda di Lionel Andrés Messi Cuccittini.<ref>Dalla telecronaca per la Rai della partita del mondiale Inghilterra-Argentina, 15 luglio 2026, in occasione del gol dell'1-2.</ref> ==Citazioni su Daniele Adani== *Adani è un personaggio, come dire, vivo, verace, autentico e come tutti i personaggi che hanno queste caratteristiche è divisivo, o lo ami o lo odi. Non è che puoi chiedere ad Adani di fare una telecronaca diversa. ([[Alessandra De Stefano]]) *Nelle telecronache Adani interviene su tutte le palle. Comprese le mie. ([[Antonello Piroso]]) *Qualcuno lo ritiene divisivo. Per me è il numero 1, nell'analisi della partita e nel bucare il video. Ha una gigantesca onestà intellettuale che rende forte le sue opinioni. Non ha filtri, lui dice esattamente quello che pensa. Il suo pensiero può dividere, ma è bravo. È un telecronista come ce ne sono pochi in giro: non sbaglia un giocatore, si accorge delle variazioni tattiche in un nano-secondo, ha la lettura delle partite, centra sempre il punto giornalistico e sa tenere i tempi televisivi perfettamente. ([[Alessandro Antinelli]]) *Una volta il grande Paolo Valenti mi disse: L'aggettivazione in una telecronaca deve essere come l'olio nell'insalata. Mai metterne troppo perché la rovina. Ecco: Adani è come se ne rovesciasse un barile in una insalatiera. ([[Fabio Ravezzani]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Adani, Daniele}} [[Categoria:Calciatori italiani]] bpy76y0vjzkpwixgnpj477mj94r5n6b Ted 0 79718 1422677 1295182 2026-08-05T21:33:07Z ~2026-37621-30 107654 /* Frasi */ 1422677 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Ted |titolooriginale=Ted |paese= USA |anno= 2012 |genere= commedia |regista=[[Seth MacFarlane]] |sceneggiatore=[[Seth MacFarlane]], [[Alec Sulkin]], [[Wellesley Wild]] |attori= *[[Mark Wahlberg]]: John Bennett *[[Mila Kunis]]: Lori Collins *[[Giovanni Ribisi]]: Donny *[[Patrick Warburton]]: Guy *[[Joel McHale]]: Rex *[[Jessica Barth]]: Tami-Lynn *[[Jessica Stroup]]: Tracy *[[Laura Vandervoort]]: Tanya Terry *[[Ralph Garman]]: Steve Bennett *[[Alex Borstein]]: Helen Bennett *[[Sam J. Jones]]: se stesso *[[Norah Jones]]: se stessa *[[Tom Skerritt]]: se stesso *[[Ray Romano]]: se stesso *[[Ted Danson]]: se stesso *[[Ryan Reynolds]]: Jared |doppiatorioriginali = *[[Seth MacFarlane]]: Ted *[[Zane Cowans]]: Ted da giovane *[[Patrick Stewart]]: narratore |doppiatoriitaliani = *[[Massimiliano Manfredi]]: John Bennett *[[Tito Marteddu]]: John Bennett da giovane *[[Domitilla D'Amico]]: Lori Collins *[[Mino Caprio]]: Ted *[[Marco Guadagno]]: Donny *[[Roberto Draghetti]]: Guy *[[Alessio Cigliano]]: Rex *[[Federica De Bortoli]]: Tami-Lynn *[[Gerolamo Alchieri]]: Thomas *[[Andrea Di Maggio]]: Robert *[[Gino La Monica]]: Sam J. Jones *[[Massimo Corvo]]: narratore |note= }} '''''Ted''''', film statunitense del 2012 con [[Mark Wahlberg]] e [[Mila Kunis]], scritto e diretto da [[Seth MacFarlane]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} È stato detto che la magia è svanita dal nostro mondo molto tempo fa e che l'umanità non possa più realizzare i propri sogni attraverso il potere dei desideri. Per chi ha perso la visione incantevole degli occhi dell'infanzia, ecco qui la storia di un bambino e un magico desiderio di Natale che cambiò la sua vita... per sempre. Tutto iniziò nel 1985 in una cittadina appena fuori Boston. Era la vigilia di Natale e tutti i bambini erano eccitati. Era il momento speciale dell'anno, quando i bambini di Boston si riuniscono e picchiano i bambini ebrei. Ma c'era un bambino che non era così eccitato: il piccolo John Bennett, il solito ragazzino in ogni quartiere che ha difficoltà a fare amicizia. [...] John desiderava con tutto il cuore qualcuno da poter considerare il suo vero amico e sapeva che semmai lui avesse trovato quell'amico, non lo avrebbe mai lasciato andar via. Bene! Come tutti gli anni finalmente arrivò la mattina di Natale. Tutti i bambini aprivano i regali gioiosamente. E per il piccolo John Bennet il giorno di Natale portò qualcosa di molto speciale. [...] John si affezionò immediatamente a Teddy, c'era qualcosa di particolare in quell'orsetto che dava a John la sensazione di avere finalmente un amico con cui condividere i suoi segreti più profondi. [...] Ora, se c'è una cosa di cui si può essere certi è che non c'è nulla di più potente del desiderio di un bambino... a parte un [[Boeing AH-64 Apache|elicottero Apache]]. Un elicottero Apache è dotato di cannone automatico e missili, è un insieme di armamenti incredibilmente straordinari, un'assoluta macchina della morte! Comunque sia, John aveva scelto la notte perfetta per esprimere un desiderio. ('''Narratore''') ==Frasi== {{cronologico}} *Allora, dove sono John e Teddy oggi? Be', mettiamola così: per quanto tu possa fare colpo in questo mondo, che tu sia una star televisiva, un enfant prodige, [[Justin Bieber]] o un orsacchiotto parlante, in fondo... a nessuno gliene frega un cazzo. ('''Narratore''') *Sai, non so se gli [[spacciatore|spacciatori]] abbiano l'ufficio reclami. ('''John''') {{NDR|a Ted}} *Ehi ragazzi, conoscete un bel [[ristorante]], uno dove offrono [[gomma da masticare|gomme da masticare]] nei bagni? ('''John''') *Ecco, la fantasia americana è tutta qui: un giocatore di football professionista che viene chiamato a salvare il mondo. ('''John''') {{NDR|riferito a [[Flash Gordon]]}} *''Quando arriva il [[temporale]], io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | [[Tuono]], io lo so, sei una scoreggia del ciel! Prr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} ('''John e Ted''') {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]] insieme}} *Ehi Lori, puoi mettere la sveglia alle [[undici di mattina|undici]]? Ho un sacco di cose da fare domani. ('''Ted''') *{{NDR|Guardando un acquario}} Ci sono dei pesci così assurdi lì dentro. {{NDR|indicando un esemplare di [[pesce angelo grigio]]}} Guarda quello con la faccia da uomo di ceto medio. {{NDR|imitando la voce del pesce}} «Ho sposato la donna sbagliata e ora me ne pento amaramente!» Oh, oh, e guarda quello lì {{NDR|indicando un esemplare di [[pargo gallo]] e poi imitandone la voce}}: «Sono andato a New York nel 1981 e non mi sentivo per niente al sicuro.» ('''Ted''') {{NDR|a John}} *{{NDR|A John}} Oh, [[Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi?|è la pistola di Flash Gordon oppure sei contento di vedermi?]] ('''Lori''') {{NDR|John tira fuori la pistola laser di Flash Gordon}} *La compagnia compie [[ventenne|vent'anni]]; allora puoi trombarla, ma non può ubriacarsi! ('''Ted''') *John, [[Flash Gordon]] è colui che ha influito maggiormente nella nostra formazione. Ci ha insegnato il giusto e lo sbagliato, il bene e il male, e che la parola "[[recitazione|recitare]]" ha una definizione estremamente ampia. Flash Gordon è il simbolo della nostra amicizia, John! ('''Ted''') *Per le canzoni anni Novanta, bastano solo le vocali! ('''Ted''') *Visto? Ho vinto, gli occhi di [[Garfield]] sembrano un paio di tette! ('''Ted''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Papà di John''' {{NDR|vedendo Ted che parla e cammina}}: Helen, la pistola!!! <br /> '''John bambino''': Papà, no! <br /> '''Ted''': Una pistola per gli abbracci? *'''John''': Voglio farti una domanda: non è che devo fare qualcosa di particolare, vero?<br />'''Ted''': Tipo sesso anale? <br /> '''John''': No, tipo una cazzo di cosa d'oro rotonda al dito...<br /> '''Ted''': Vaffanculo! Sono... sono solo quattro anni Jonny... Tu e io stiamo insieme da ventisette... Dov'è il mio anello? Eh, dov'è il mio anello? {{NDR|fingendo di prenderlo a pugni}} Stronzo! Dai, figlio di puttana! [...] Lo voglio sul mio dito peluchiato, cazzone! Dai, dammelo! *'''John''': No, aspetta un secondo, mi è caduto il cellulare sotto il sedile... Puoi chiamarmi? <br /> '''Lori''': Certo. {{NDR|Lori fa il numero del cellulare di John e si sente la suoneria ''La marcia imperiale'' di ''[[Guerre Stellari]]''}} È questa la mia suoneria?<br /> '''John''' {{NDR|imbarazzato}}: Ah, sì.<br /> '''Lori''': Che cos'è? Ha un che di negativo.<br /> '''John''': No, è tratta da ''[[Le pagine della nostra vita]]''! <br /> '''Lori''': Ah... *'''Lori''' {{NDR|entra nel suo appartamento e trova Ted seduto sul divano insieme a quattro prostitute}}: Oh... <br /> '''Ted''': Lori, sei tornata presto!<br /> '''Lori''': Che diavolo succede?!<br /> '''Ted''': Ah, le signore e io stavamo guardando ''Jack e Jill''; [[Adam Sandler]] interpreta un uomo e sua sorella e fa... veramente pena, è inguardabile, ma loro sono escort, perciò ok!<br /> '''Lori''': Questo posto è un disastro! Chi sono queste ragazze?<br /> '''Ted''': Oh, accidenti scusa, sono un cafone! Lori, loro sono Angelique, Heavenly, Charene, e Sauvignon Blanc. Che spettacolo! In giro da qualche parte ci sono quattro pessimi padri che vorrei ringraziare per la magnifica serata!<br /> '''Lori''' {{NDR|guardando per terra}}: Cos'è quella?!<br /> '''Ted''': Q-quella cosa?<br /> '''Lori''': C'è... della merda sul pavimento! Là sotto c'è della merda!<br /> '''Ted''': Oh, sì, eh, stavamo giocando a "Vero o Falso" e Charene ha pagato penitenza!<br /> '''Lori''': C'è della merda sul pavimento!!!<br /> '''Ted''': Be', oppure, oppure il pavimento è sotto la merda. Così direbbe [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]]!<br /> '''John''' {{NDR|usando un'aragosta come una pistola}}: "Rwaarghh"! {{NDR|Ted ride}} "Chi c'è qui?! Divorerò chiunque abita qui dentro! O l'acquario o la vita!"<br /> '''Ted''': Ahaha! Quello è il mio amico Johnny! Non l'aragosta, quello che la muove.<br /> '''John''' {{NDR|entra nell'appartamento}}: Ho trovato il cellulare... Che succede? {{NDR|guarda per terra}} Quella è merda? *'''John''' {{NDR|a Ted}}: Il mio rapporto è a un punto molto delicato. Lo capisci? Lori e io abbiamo bisogno di un po' di spazio. E poi quella escort che ha cagato nel nostro appartamento...<br /> {{NDR|Flashback. Lori è chinata per terra e deve raccogliere la merda}}<br /> '''Lori''': Oddio!<br /> '''John''': Aahh! Cos'è?!<br /> '''Lori''': Mi viene da vomitare! <br /> '''John''': Non me lo dire, l'hai presa?!<br /> '''Lori''': Oddio! No, non l'ho presa ancora!! <br /> '''John''': Dimmelo quando la prendi!!<br /> '''Lori''': Aah, che schifo! C'ho messo il pollice dentro!!<br /> '''John''': Noo!!!<br /> '''Lori''': Invece sì!<br /> '''John''': Non potrai più cucinare con quella mano, dovrai usare la sinistra!!!<br /> '''Lori''': Che schifo! Che schifo!! È la cosa più disgustosa che mi sia mai capitata!<br /> '''John''': Non ti avvicinare! *{{NDR|John sta accompagnando Ted al colloquio di lavoro}}<br />'''Ted''': Sembro uno stupido!<br/>'''John''': Ma no, sei elegante!<br/>'''Ted''': Macché, sembro il rappresentante di un ammorbidente.<br/>'''John''': Dai, non stai male!<br/>'''Ted''': Sembro un regalo per i bambini quando gli dici che è morta la nonna. *'''Capo''': Allora, credi di avere i requisiti?<br/>'''Ted''': Sai che cosa ho? L'odore della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Nessuno ha mai potuto parlarmi in questo modo!<br/>'''Ted''': Perché avevano tutti la bocca piena della topa di tua moglie.<br/>'''Capo''': Sei assunto. <br/>'''Ted''': Cazzo! *'''Ted''': Ho conosciuto una ragazza, fa la cassiera.<br /> '''John''': Non mi dire, è bellissimo! Dovremmo organizzare una serata a quattro: tu, io, Lori e... come si chiama?<br /> '''Ted''': Nome da truzzettina. Indovina.<br /> '''John''': Mandy.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Marilyn.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Brittany?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Tiffany.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Candace.<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Non prendermi per il culo! Sono esperto!<br /> '''Ted''': Ti sembra che ti prenda per il culo? Sono serio.<br /> '''John''': Ti faccio un elenco, sparo i nomi e quando lo becco premi il pulsante, va bene? D'accordo?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': ''Alright'', Brandy, Heather, Channing, Brianna, Amber, Serena, Melody, Dakota, Sierra, Bambi, Crystal, Samantha, Autumn, Ruby, Taylor, Tara, Tammy, Lauren, Charlene, Chantelle, Courtney, Misty, Jenny, Krista, Mindy, Noel, Shelby, Trina, Reba, Cassandra, Nikki, Kelsey, Shawna, Jolene, Urleen, Claudia, Savannah, Casey, Dolly, Kendra, Kylie, Chloe, Devon, Emmalou, cazzo Becky?<br /> '''Ted''': No.<br /> '''John''': Aspetta, non è per caso uno di quei nomi che c'è "Lynn" alla fine?<br /> '''Ted''': Sì.<br /> '''John''': Ah, t'ho fregato figlio di puttana! T'ho fregato! {{NDR|Ted ride}} Va bene. Brandi-Lynn, Heather-Lynn...<br /> '''Ted''': Tami-Lynn.<br /> '''John''': Cazzo!!! *'''Capo''': Hai avuto un rapporto sessuale con una tua collega sopra prodotti alimentari che noi vendiamo al pubblico?<br/>'''Ted''': La settimana scorsa l'ho trombata con una zucchina e poi l'ho venduta a una famiglia con quattro bambini piccoli.<br/>'''Capo''': Ci vuole fegato. A noi occorre fegato, perciò ti promuovo!<br/>'''Ted''': Tu hai un sacco di problemi, lo sai? *'''[[Sam J. Jones]]''': Voi due siete piuttosto fichi, facciamo baldoria? {{NDR|facendo il gesto di sniffare}}<br />'''Ted''' {{NDR|sorpreso}}: Co... Eh? [[Cocaina]], giusto?<br />'''Sam J. Jones''': Andiamo dai, non ditemi che non avete mai sniffato...<br />'''John''': Be', no... non di recente!<br />'''Ted''': Credevo si facesse solamente in Florida! *'''Sam J. Jones''': Ci divertiremo come negli [[anni 1980|anni Ottanta]]!<br />'''Ted''': Dicci come Flash!<br />'''Sam J. Jones''': Facile, dobbiamo trombare tante ragazze di nome Stephanie! *'''John''' {{NDR|imitando Ted}}: «Ehi, Johnny, ho un'idea strepitosa! Andiamo a vomitare sulle macchine dal cavalcavia!»<br /> '''Ted''': Oh, dai! Ma io mica ho la voce come quella di [[Peter Griffin]]! *'''Affittacamere asiatico''': Voi lompere mio mulo!?! Questa è mia casa! Voi lompele mio mulo, blutti bastaldi!!!<br /> '''John''': Scusa, è stato un incidente, ok?<br /> '''Affittacamere asiatico''': Volevo cucinale anatla, ola calcinacci dappeltutto!<br /> '''John''': Sta' calmo, senti, parliamone! Come ti chiami, io sono John!<br /> '''Affittacamere asiatico''': Mi chiamo Quan Ming!<br />'''Sam J. Jones''': "Ming"?! {{NDR|sotto l'effetto delle droghe, vede l'affittacamere con le sembianze dell'imperatore Ming, nemico di Flash Gordon}}<br /> '''Affittacamere asiatico''': Voi pagale molti dollali per mulo! Sono labbioso! Sono molto labbioso!!!<br />'''Sam J. Jones''': Morte a Ming!! {{NDR|si scaglia su di lui}} *'''John''': Senti, sparisci!<br /> '''Ted''': Tu, tu sei proprio un cazzone, lo sai, vero?<br /> '''John''': Cosa? Io sarei un cazzone?!<br /> '''Ted''': Sì, lo sei! Ora smetti di sputare mango e ascoltami!<br /> '''John''': Eh?<br /> '''Ted''': Sputare mango? Cosa? Aspetta, non è così... Com'è? Forse "fango", è così? Sputare... No! Forse "Rango"... Perché «''Mi chiamano Rango perché sono Rango Tango!''» Sì, questo era [[Johnny Depp]]! Senti, il punto è che stai incolpando me di quello che non riesci a fare tu. Lori aveva ragione, non ti prendi la responsabilità delle cose che ti accadono nella vita.<br /> '''John''': Tu sì, invece?<br /> '''Ted''': Io non devo farlo, sono un orsetto di peluche! Senti, io non ti ho legato mani e piedi e trascinato a quella festa, ok? Volevo che venissi perché pensavo fossi il mio migliore amico.<br /> '''John''': Perché non ammetti che consideravi Lori una minaccia per la nostra amicizia? Mi pare che per te fosse il massimo quando eravamo strafatti sul divano alle [[nove di mattina|nove del mattino]]!<br /> '''Ted''': Ma ti ascolti? Chi sono, l'imperatore Ming che controlla la tua mente? È una tua scelta John. E se dai la colpa a me, ti comporti da femminuccia immatura!<br /> '''John''': Sai, se ripenso a quella mattina di Natale quando avevo otto anni vorrei aver ricevuto un Teddy Ruxpin!<br /> '''Ted''': Che cosa vuoi intendere?<br /> '''John''': Intendo che come orso fai pena!! {{NDR|Ted si scaglia furiosamente addosso a John e i due si picchiano per terra, finché non cade il televisore sopra le zone basse di John che piange per il dolore}}<br /> '''Ted''': Perché piangi?<br /> '''John''': La TV mi ha rotto le palle! *'''[[Norah Jones]]''': Non eri niente male per un maschio senza pene.<br />'''Ted''': Già, ho scritto un sacco di lettere di reclamo alla fabbrica di giocattoli! *'''John''': Ted!<br />'''Ted''' {{NDR|con la faccia contorta e la voce profonda}}: Sono vivo, Johnny!<br /> '''John''': Non è possibile!<br /> '''Ted''': Sono vivo! Il tuo desiderio si è esaudito!<br /> '''John''': S-Sei tornato, io..!<br /> '''Ted''': Sì, quando mi avete cucito avete messo male l'imbottitura, perciò sono un po' scombussolato, ma tu vuoi ancora prenderti cura di me per sempre? {{NDR|John è sconvolto}} Haha, scherzo! Volevo vedere come reagivi se fossi stato ritardato!<br /> '''John''' {{NDR|felice}}: Sei uno stronzo!!!<br /> '''Ted''': Vieni qui, coglione! {{NDR|si abbracciano}} *'''Lori''': Bentornato, Ted.<br /> '''John''': Sei stata tu... L'hai fatto tu!<br /> '''Ted''': Che mascalzona, hai desiderato che tornassi in vita!<br /> '''Lori''': No, no-no. Che tornasse la mia, di vita! {{NDR|John la raggiunge e si baciano}} Ti amo, John.<br /> '''John''': Anch'io ti amo... Voglio dirti una cosa. Dopo ieri sera... non voglio perdere mai più chiunque mi stia a cuore. Non voglio più aspettare a cominciare la mia vita. Lori... vuoi sposarmi?<br /> '''Lori''': Non ho mai desiderato altri che te, John Bennett. {{NDR|si baciano}} ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} E così John, Lori e Ted vissero per sempre felici e contenti avendo finalmente scoperto che l'unica cosa di cui avevano bisogno era stare insieme. John e Lori furono sposati a Cambridge da un giudice di pace molto speciale. {{NDR|Sam J. Jones}} [...] E questa è la storia di come un desiderio cambiò per sempre la vita di tre amici molto speciali. Ted e Tami-Lynn continuarono il loro focoso rapporto per diverso tempo, un pomeriggio Ted fu sorpreso dietro il bancone degli affettati a mangiare insalata di patate sulle natiche di Tami-Lynn. Fu promosso all'istante direttore del negozio. Sam Jones tornò a vivere a Hollywood per riavviare la sua carriera cinematografica. Attualmente vive a Burbank, dove condivide un monolocale con il suo coinquilino Brandon Routh. Vi ricordate Brandon Routh, che interpretò quell'orribile film, ''[[Superman Returns]]''? Mamma mia, tutte quelle aspettative per poi vedere quell'enorme cagata! Rex fu costretto a smettere di corteggiare Lori, poco dopo cadde in una profonda depressione e morì affetto dal [[sclerosi laterale amiotrofica|morbo di Gehrig]]. Donny fu arrestato dalla polizia di Boston e accusato di rapimento di un peluche. L'accusa fu ritirata quando tutti si resero conto di quanto fosse assurda. Robert ha assunto un personal trainer, ha perso parecchio peso ed è diventato Taylor Lautner. ('''Narratore''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film comici]] my75yxkr2emsqax24x1x1v4zyq7doqp Il Mereghetti 0 81416 1422686 1422640 2026-08-06T07:26:06Z Spinoziano 2297 /* B */ 1422686 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) *Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) *Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822) ===F=== *Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836) [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) [[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']] *[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ===Z=== *Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] eicsm4f97hyyakva4o6ivkewuq1qf2b Il Morandini 0 86658 1422687 1422639 2026-08-06T07:29:41Z Spinoziano 2297 /* B */ 1422687 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127) *[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] korfxaanhgs1mmiaovwcnqp6w235z6n Libro di Tobia 0 90566 1422700 1422581 2026-08-06T08:33:28Z Spinoziano 2297 amplio 1422700 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro di Tobia''''', testo deuterocanonico della Bibbia. ==[[Incipit]]== [[Immagine:Pereda-tobias.jpg|thumb|left|''Tobia cura la cecità di suo padre'' (Antonio de Pereda, 1652)]] Libro della storia di [[Tobi (Bibbia)|Tobi]], figlio di Tòbiel, figlio di Anàniel, figlio di Aduel, figlio di Gàbael, della discendenza di Asiel, della [[Neftali (tribù)|tribù di Nèftali]]. Al tempo di Salmanàssar, re degli Assiri, egli fu condotto prigioniero da Tisbe, che sta a sud di Kades di Nèftali, nell'alta Galilea, sopra Casor, verso occidente, a nord di Sefet. ==Citazioni== [[File:William-Adolphe Bouguereau (1825-1905) - Tobias Saying Good-Bye to his Father (1860).png|thumb|''Tobia dice addio a suo padre'' (William Bouguereau, 1860)]] *Mi trovavo ancora al mio paese, la terra d'Israele, ed ero ancora giovane, quando la tribù del mio antenato Nèftali abbandonò la casa di Davide e si staccò da [[Gerusalemme]], la sola città fra tutte le tribù d'Israele scelta per i sacrifici. In essa era stato edificato il tempio, dove abita Dio, ed era stato consacrato per tutte le generazioni future. Tutti i miei fratelli e quelli della tribù del mio antenato Nèftali facevano sacrifici sui monti della Galilea al vitello che [[Geroboamo|Geroboàmo]] re d'Israele aveva fabbricato in Dan. ([[Tobi (Bibbia)|Tobi]]: 1, 4 – 5) *Nello stesso giorno capitò a Sara figlia di Raguele, abitante di Ecbàtana, nella Media, di sentire insulti da parte di una serva di suo padre. Bisogna sapere che essa era stata data in moglie a sette uomini e che [[Asmodeo]], il cattivo demonio, glieli aveva uccisi, prima che potessero unirsi con lei come si fa con le mogli. (3, 7 – 8) *[...] fu mandato [[Arcangelo Raffaele|Raffaele]] a guarire i due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tobi, perché con gli occhi vedesse la luce di Dio; a dare Sara, figlia di Raguele, in sposa a Tobia, figlio di Tobi, e a liberarla dal cattivo demonio Asmodeo. (3, 17) *Se agirai con [[rettitudine]], riusciranno le tue azioni, come quelle di chiunque pratichi la giustizia. Dei tuoi beni fa' [[elemosina]]. Non distogliere mai lo [[sguardo]] dal [[povertà|povero]], così non si leverà da te lo sguardo di Dio. La tua elemosina sia proporzionata ai beni che possiedi: se hai molto, dà molto; se poco, non esitare a dare secondo quel poco. Così ti preparerai un bel tesoro per il giorno del bisogno, poiché l'elemosina libera dalla morte e salva dall'andare tra le tenebre. Per tutti quelli che la compiono, l'elemosina è un dono prezioso davanti all'Altissimo. (Tobi: 4, 6 – 11) *Non fare a nessuno ciò che non piace a te.<ref>Cfr. [[Etica della reciprocità]].</ref> Non bere vino fino all'ebbrezza e non avere per compagna del tuo viaggio l'[[ubriachezza]]. Da' il tuo pane a chi ha fame e fa' parte dei tuoi vestiti agli ignudi. Da' in elemosina quanto ti sopravanza e il tuo occhio non guardi con malevolenza, quando fai l'elemosina. (Tobi: 4, 15 – 16) *Uscì Tobia in cerca di uno pratico della strada che lo accompagnasse nella Media. Uscì e si trovò davanti l'angelo Raffaele, non sospettando minimamente che fosse un angelo di Dio. (5, 4) *Che gioia posso ancora avere? Sono un uomo [[Cecità|cieco]]; non vedo la luce del cielo; mi trovo nella oscurità come i morti che non contemplano più la luce. Anche se vivo, dimoro con i morti; sento la voce degli uomini, ma non li vedo. (Tobi: 5, 10) *Perché hai voluto che mio figlio partisse? Non è lui il bastone della nostra mano, lui, la guida dei nostri passi? Si lasci perdere il denaro e vada in cambio di nostro figlio. Quel genere di vita che ci è stato dato dal Signore è abbastanza per noi. (Anna: 5, 19 – 20) *Tobia allora si ricordò delle parole di Raffaele: prese dal suo sacco il fegato e il cuore del pesce e li pose sulla brace dell'incenso. L'odore del pesce respinse il demonio, che fuggì nelle regioni dell'alto Egitto. Raffaele vi si recò all'istante e in quel luogo lo incatenò e lo mise in ceppi. (8, 2 – 3) *Benedetto Dio! Benedetto il suo grande nome! Benedetti tutti i suoi [[Angelo|angeli]] santi! Benedetto il suo grande nome su di noi e benedetti i suoi angeli per tutti i secoli. Perché egli mi ha colpito ma poi ha avuto pietà ed ecco, ora io contemplo mio figlio Tobia. (Tobi: 11, 14) *Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Dio, come è giusto, e non trascurate di ringraziarlo. È bene tener nascosto il segreto del re, ma è cosa gloriosa rivelare e manifestare le opere di Dio. Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male. Buona cosa è la preghiera con il digiuno e l'[[elemosina]] con la giustizia. Meglio il poco con [[Giustizia e ingiustizia|giustizia]] che la ricchezza con ingiustizia. Meglio è praticare l'elemosina che mettere da parte oro. L'elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l'elemosina godranno lunga vita. Coloro che commettono il [[peccato]] e l'ingiustizia sono nemici della propria vita. ([[Arcangelo Raffaele|Raffaele]]: 12, 6 – 10) *Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore. (Raffaele: 12, 15) *Benedite Dio per tutti i secoli. Quando ero con voi, io non stavo con voi per mia iniziativa, ma per la volontà di Dio: lui dovete benedire sempre, a lui cantate inni. A voi sembrava di vedermi mangiare, ma io non mangiavo nulla: ciò che vedevate era solo apparenza. Ora benedite il Signore sulla terra e rendete grazie a Dio. Io ritorno a colui che mi ha mandato. (Raffaele: 12, 17 – 20) *''Benedetto Dio che vive in eterno | il suo regno dura per tutti i secoli; | Egli castiga e usa misericordia, | fa scendere negli abissi della terra, | fa risalire dalla Grande Perdizione | e nulla sfugge alla sua mano.'' (Tobi: 13, 2) *''[[Conversione religiosa|Convertitevi]] a lui con tutto il cuore e con tutta l'anima, | per fare la giustizia davanti a Lui, | allora Egli si convertirà a voi | e non vi nasconderà il suo volto.'' (Tobi: 13, 6) *''Tutti ne parlino | e diano lode a lui in [[Gerusalemme]]. | Gerusalemme, città santa, | ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, | e avrà ancora pietà per i figli dei giusti. | Da' lode degnamente al Signore | e benedici il re dei secoli; | egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, | per allietare in te tutti i deportati, | per far contenti in te tutti gli sventurati, | per tutte le generazioni dei secoli. | Come luce splendida brillerai sino ai confini della terra; | nazioni numerose verranno a te da lontano; | gli abitanti di tutti i confini della terra | verranno verso la dimora del tuo santo nome, | portando in mano i doni per il re del cielo. | Generazioni e generazioni esprimeranno in te l'esultanza | e il nome della città eletta durerà nei secoli.'' (Tobi: 13, 10 – 13) *''Beati coloro che avranno pianto per le tue sventure: | gioiranno per te e vedranno tutta la tua gioia per sempre.'' (Tobi: 13, 16) *Figlio, porta via i tuoi figli e rifugiati in Media, perché io credo alla parola di Dio, che [[Naum (profeta)|Nahum]] ha pronunziato su Ninive. Tutto dovrà accadere, tutto si realizzerà sull'Assiria e su Ninive, come hanno predetto i profeti d'Israele, che Dio ha inviati; non una delle loro parole cadrà. (Tobi: 14, 4) *Vedi, figlio, quanto ha fatto Nadab al padre adottivo Achikar. Non è stato egli costretto a scendere vivente sotto terra? Ma Dio ha rigettato l'infamia in faccia al colpevole: Achikar ritornò alla luce mentre invece Nadab entrò nelle tenebre eterne, perché aveva cercato di far morire Achikar. Per aver praticato l'elemosina, Achikar sfuggì al laccio mortale che gli aveva teso Nadab, Nadab invece cadde in quel laccio, che lo fece perire. Così, figli miei, vedete dove conduce l'elemosina e dove conduce l'iniquità: essa conduce alla morte. Ma ecco, mi sfugge il respiro! (Tobi, [[ultime parole]]: 14, 10 – 11) ==[[Explicit]]== Quando morì la madre, Tobia la seppellì vicino al padre, poi partì per la Media con la moglie e i figli. Abitò in Ecbàtana, presso Raguele suo suocero. Curò con onore i suoceri nella loro vecchiaia e li seppellì a Ecbàtana in Media. Tobia ereditò il patrimonio di Raguele come ereditò quello del padre Tobi. Morì da tutti stimato all'età di centodiciassette anni. Prima di morire sentì parlare della rovina di [[Ninive]] e vide i prigionieri che venivano deportati in Media per opera di Achiacar re della Media. Benedisse allora Dio per quanto aveva fatto nei confronti degli abitanti di Ninive e dell'Assiria. Prima di morire poté dunque gioire della sorte di Ninive e benedisse il Signore Dio nei secoli dei secoli. ==Citazioni sul ''Libro di Tobia''== *Solo i [[cane|cani]] che sanno latrare per i padroni, sanno difendere le loro case. Perciò impara anche tu a levare la tua voce per Cristo, quando feroci lupi ne assaltano l'ovile, impara a tener pronta nella tua bocca la parola, perché non sembri che tu, come un cane muto mantenendo un silenzio imputabile a tradimento, abbia abbandonato il posto di guardia affidato alla tua fedeltà. Tale fu il cane viaggiatore e compagno dell'angelo, che [[Arcangelo Raffaele|Raffaele]] non inutilmente nel libro ispirato ritenne di prendere con sé e con il figlio di Tobi, quando si mise in cammino per mettere in fuga Asmodeo e sancire le nozze; infatti la riconoscenza d'un animo non immemore scaccia il demonio e consolida il matrimonio. Perciò il santo angelo Raffaele con l'esempio di quel muto animale educava alla riconoscenza l'animo del giovane Tobia ch'era stato affidato alla sua protezione. Chi non arrossirebbe di non mostrarsi grato a coloro che gli hanno fatto del bene, vedendo che persino le bestie cercano di evitare la taccia d'ingratitudine? ([[Sant'Ambrogio]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Tobia]] h0fra1idbtuw5v2y8kmudxvr10d07ww Wild Wild West 0 96146 1422662 1415002 2026-08-05T16:18:13Z Giornada 5168 1422662 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo=Wild Wild West |titolooriginale=Wild Wild West |paese=Usa |anno=1999 |genere=Commedia, azione, fantascienza e western. |regista=[[Barry Sonnenfeld]] |sceneggiatore=[[Ed Solomon]], [[Jeffrey Price]], [[Peter S. Seaman]], [[Brent Maddock]], [[S. S. Wilson]]. |attori= * [[Will Smith]]: James West * [[Kevin Kline]]: Artemus Gordon/Presidente [[Ulysses Grant]] * [[Kenneth Branagh]]: Dr. Arliss Loveless * [[Salma Hayek]]: Rita Escobar * [[M. Emmet Walsh]]: Coleman * [[Musetta Vander]]: Munitia * [[Bai Ling]]: Miss East * [[Frederique Van Der Wal]]: Amazonia * [[Sofia Eng]]: Miss Lippenreider * [[Ted Levine]]: Generale Mcgrath |doppiatoriitaliani = * [[Sandro Acerbo]]: James West * [[Cesare Barbetti]]: Artemus Gordon/Presidente [[Ulysses Grant]] * [[Antonio Sanna]]: Dr. Arliss Loveless * [[Cristina Boraschi]]: Rita Escobar * [[Dario Penne]]: Generale Mcgrath }} '''''Wild Wild West''''', film statunitense del 1999 di [[Barry Sonnenfeld]], con [[Will Smith]] e [[Kevin Kline]]. ==Frasi== * Ehi, Gordon. Ma tu delle [[tasca|tasche]] hai mai sentito parlare? ('''James West''') * Avete tutti l'aria di aver visto un fantasma. E invece sono proprio io, amici. Come vedete sono sano e salvo! Be', sano forse no. Forse noi sudisti abbiamo perso la guerra, ma non abbiamo perso il nostro senso dell'umorismo! No, neanche dopo aver perso un polmone, la milza, la vescica, due gambe, almeno un metro e mezzo abbondante di intestino tenue nonché la possibilità di riprodursi, tutto ciò in nome del Sud!!! EPPURE LO ABBIAMO FORSE PERSO IL SENSO DELL'UMORISMO?! ('''Dr. Arliss Loveless''') * Impiccatelo!! ('''Artemus Gordon''') * Oggi io sono fiero di poter sedere qui di fronte a tutti voi, a dirvi che tutti i torti fatti saranno riparati, che il passato diventerà presente, e che gli Stati Uniti saranno divisi! La Gran Bretagna riavrà il possesso delle Tredici Colonie originali, a eccezione di [[Manhattan]], la [[Florida]] e la fontana della giovinezza torneranno alla [[Spagna]], [[Texas]], [[Nuovo Messico]], [[California]] e [[Arizona]] ''revuelven a México'', e un pezzetto resterà a me per la vecchiaia. ('''Dr. Arliss Loveless''') ==Dialoghi== *'''James''': Esercito degli Stati Uniti! Levati dai piedi, ragazza!<br/>'''Gordon''' {{NDR|travestito da donna, togliendosi la parrucca}}: Ma quale ragazza! Sono uno sceriffo degli Stati Uniti! *'''Gordon''' {{NDR|camuffato come il presidente [[Ulysses S. Grant]]}}: Scusa, Jimmy, ci sono state molte minacce di morte. Il gabinetto mi ha costretto a ingaggiare quei dannati detective. Un drink? Un sigaro?<br/>'''James''': Ah, con molto piacere, signore.<br/>'''Gordon''': Ho saputo che ti sei fatto scappare il generale McGrath.<br/>'''James''': Non è andata precisamente così, signore. Un mezzo finocchio mascherato da puttana...<br/>'''Gordon''': Artemus Gordon.<br/>'''James''': Lo conoscete?<br/>'''Gordon''': Certo che lo conosco, è il migliore sceriffo che ho: un vero genio. Gordon ha dato prova più di una volta di essere un uomo molto astuto, con un cervello fuori dalla norma. Niente può impedirgli di portare a termine una missione per il suo presidente, eccetto forse le azioni impulsive di una testa dura che...<br/>'''James''' {{NDR|puntandogli la pistola al volto}}: Ma voi chi siete?<br/>'''Gordon''': Come sarebbe a dire, "chi sono?" Io sono il presidente degli Stati Uniti!<br/>'''James''': Risposta sbagliata. {{NDR|spara al soffitto e cadono calcinacci}}. Allora, chi siete?<br/>'''Gordon''': Ho detto che sono il presidente {{NDR|James arma la pistola}} Sono Artemus Gordon. Come l'hai capito?<br/>'''James''' {{NDR|tocca con la pistola la mano di Gordon}}: Il presidente ha frequentato West Point. Il tuo anello è di [[Università Harvard|Harvard]].<br/>'''Gordon''': Molto perspicace. *'''Gordon''': Ti presento il professor Thaddeus Morton, rapito dall'[[MIT]] sei mesi fa. Esperto nel campo della metallurgia, ritrovato così in un campo di erba medica.<br/>'''James''': Questa è la testa di un uomo!<br/>'''Gordon''': Questo collare magnetico è stato rinvenuto a circa due metri di distanza dal suo corpo; non ho ancora capito che cosa sia<br/>'''James''': Questa è la testa di un uomo!<br/>'''Gordon''': Secondo la moderna teoria della retina, l'ultima immagine che una persona morente vede resta impressa nei bulbi oculari come una foto. Forse troviamo una traccia. {{NDR|accende il dispositivo collegato alla testa}} Ecco l'ultima immagine vista da Morton.<br/>'''James''': Questa è la testa di un uomo.<br/>'''Gordon''' {{NDR|guardando l'immagine proiettata}}: La rifrazione delle lenti fa apparire l'immagine sottosopra, quindi basta girare... {{NDR|fa ruotare la testa di 180°}}<br/>'''James''': Questa... è... la testa... di un uomo. *'''James''': Jim West non indossa costumi.<br/>'''Gordon''': Come vuoi, allora qual è il tuo piano?<br/>'''James''': Molto semplice: mi presento lì come agente governativo e faccio secco il Generale Massacro McGrath.<br/>'''Gordon''': Un negro armato vestito da cowboy in una stanza piena di bianchi che possedevano schiavi? Vinceresti il primo premio. Dammi retta, un buon travestimento è quanto che ci serve per entrare alla festa, e per riuscire a trovare gli scienziati rapiti prima che vengano costretti a creare qualcosa che distruggerà gli Stati Uniti. Noi siamo stati scelti tra molti dal Presidente in persona, è in gioco la nostra libertà, questo è il nostro dovere di uomini. Adesso, tu ti vesti da marinaio e io farò la ragazza da saloon. *'''James''': Vorrei avere la vostra cortese attenzione per un momento. Mi sembra che stasera, ci siano stati, come dire, parecchi equivoci. E vorrei sprecare un po di tempo per chiarirli. <br/>'''Persona''': È meglio per te. <br/>'''James''': Prima di tutto, ho suonato il tamburo sulle poppe della signorina. Il fatto è che al mio paese...<br/>'''Persona''': Georgia?<br/>'''James''': Africa. I miei antenati usavano i tamburi per comunicarsi le notizie, fra i villaggi. Sono sicuro che siamo tutti d'accordo che con questa attrezzatura si potrebbe comunicare fino a Baton Rouge. {{NDR|Persone rumoreggiano}} Siete d'accordo è? Anzi con il vento favorevole, potremmo arrivare fino al Texas. Tutto quello che ho detto alla signorina è stato: "Che eleganza e molto piacere io mi chiamo Jim, e come sta mamma?" . Si, lo so vi ho chiamato zappaterra e ho la sensazione che voi l'abbiate preso come un insulto.<br/>'''Persona''': Certo!<br/>'''James''': Allora proviamo a scomporre la parola. La prima parola è zappa, l'orgoglio del lavoratore, forte e potente e la seconda parola è terra, è terra, ok non mi viene in mente niente per terra al momento, ma basta e avanza la zappa e secondo me ne dovete essere più che fieri. E detto tra noi anche questa cosa della schiavitù, io non capisco perché bisogna farla tanto lunga, comunque, ma scusate a chi non piacerebbe avere qualcuno che lavora al posto suo, che lo accudisce. Per esempio vi piacerebbe, alzare quelle belle e grassose chiappe la mattina ed andare a raccogliere il cotone. Ah ah ah non credo proprio. Quindi coraggio torniamo tutti dentro andiamo a farci un goccetto. Vediamo di rallegrare un po' questo mortorio.<br/>'''Persona''': Basta, impicchiamolo.<br/>'''James''': No, basta, calma, calma aspettate un momento. Signori, avete di fronte a voi un uomo che si rende conto di avere sbagliato. Signorina, vorrei avere la possibilità di rimediare. Volete sposarmi? {{NDR|Rumoreggiare generale}} Significa no, allora state a sentire, vi sentirete meglio se vi dicessi che vi credevo un uomo. {{NDR|La signorina sviene}} *'''Loveless''' {{NDR|sul suo ragno meccanico}}: Guarda guarda, questa sì che è una coincidenza! Vado a fare la mia solita cavalcata mattutina, e proprio nel bel mezzo di niente mi imbatto nel generale Ulysses S. Grant in persona! Non siamo mai stati presentati come si deve: sono il dottor Arliss Loveless, in forza all'esercito confederato.<br/>'''Grant''': Piacere, dottor Loveless. Il vostro ragno è veramente eccezionale. Che cosa posso fare per voi?<br/>'''Loveless''': Ah, possiedo un'umile dimora qui vicino. Spero che accettiate la mia ospitalità: avrei una piccola proposta da farvi.<br/>'''Grant''': Di quale proposta si tratta?<br/>'''Loveless''': La immediata resa senza condizioni del governo degli Stati Uniti d'America alla Confederazione Arliss Loveless!<br/>'''Grant''': Non mi risultava che fossimo in guerra, quindi mi prendete, come dire, di sorpresa. Non ho portato con me lo scacciamosche. <br/>'''Loveless''' {{NDR|attiva il lanciafiamme e distrugge una locomotiva}}: La cosa vi è più chiara adesso?<br/>'''Gordon''' {{NDR|esce da dietro la locomotiva camuffato da Grant}}: Peer le faccende che riguardano la guerra, la persona con la quale dovete trattare sono io. <br/>'''Loveless''': Se non è troppo disturbo, posso chiedervi chi siete?<br/>'''Grant''': Io sono il presidente degli Stati Uniti. {{NDR|indicando Grant}} Quest'uomo è solo un attore che è stato ingaggiato per sostituirmi nelle occasioni pubbliche, anche se non è un granché in questa parte: è troppo grasso e poco spiritoso.<br/>'''Grant''' {{NDR|sottovoce, a Gordon}}: Avete una gran faccia tosta, Gordon. Dov'è West? Sapete com'è fatto! {{NDR|West intanto si arrampica su una zampa del ragno meccanico}}<br/>'''Gordon''': Portate via quest'uomo! Capitano! Tenente! Sergente! Soldato semplice! {{NDR|non accorre nessuno}} Ora potete andare, signore! Muoversi!<br/>'''Loveless''': Prendiamoli tutti e due! {{NDR|getta una rete che li cattura e li solleva al ragno}}<br/>'''Grant''': Questo faceva parte del vostro piano, Gordon?<br/>'''Gordon''': Sono al vostro fianco, signore. È questo che conta. ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Wild Wild West''|w=Wild Wild West}} [[Categoria:Film commedia fantascientifica]] [[Categoria:Film western]] hcvfce9d51o56camdt5ob8xaczf9vcy Suits (prima stagione) 0 101711 1422668 1123818 2026-08-05T16:22:33Z Giornada 5168 corretto wikilink 1422668 wikitext text/x-wiki {{Torna a|Suits}} {{TOCright}} '''''[[Suits]]''''', prima stagione. ==Episodio 1, ''Avvocato per caso e All'ultimo secondo''== *'''Harvey''': Be', vediamo se ho capito bene. Abbiamo negoziato un contratto dove hai ottenuto quello che volevi, il signor Cooper l'ha firmato e ora tu non vuoi chiudere finché non gli portiamo via la sua dignità? <br> '''Cliente''': Bingo! <br> '''Harvey''': Non andrà così! <br> '''Cliente''': E perché no? <br> '''Harvey''': Perché mi piace il signor Cooper e il mio studio non opera in malafede. <br> '''Cliente''': Ah, ho capito com'è. Invece di lavorarti i Cooper, ti stai lavorando me. Perché non te ne torni di là con il tuo atteggiamento da finocchio e non gli fai firmare il mio contratto? O darò i tuoi soldi a qualcun altro che riesca a farlo. <br> '''Harvey''': Prima di tutto, se pensi che qualcun altro voglia toccare questo contratto dopo la tua malafede, ti sbagli. Secondo, per come funziona il nostro accordo, dal momento in cui Cooper ha firmato il contratto nel quale hai ottenuto ciò che volevi, la nostra parcella è andata in pagamento, ecco perché alle 7.30 ho ricevuto un bonifico bancario da parte di terzi che indica il pagamento per intero. {{NDR|Gli mostra un foglio}} Perciò direi che ora la palla è a te, ma la verità è che ho le tue palle nelle mie mani. Perdonami se quest'immagine è troppo da finocchio per te, ma sono così sicuro della mia virilità da poterla usare! Ora porta le tue chiappe di là e firma questo maledetto contratto! <br> '''Cliente''' {{NDR|A Jessica}}: Gli permette di parlarmi così? <br> '''Jessica''': Harvey parla per lo studio. <br> {{NDR|Il cliente se ne va e Jessica prende il foglio per guardarlo}} <br> '''Jessica''': Siamo stati pagati prima che Gerald firmasse il contratto? <br> '''Harvey''': Di che parli? Questo è il memo per l'esercitazione antincendio di martedì! <br> '''Jessica''': Aah! <br> '''Harvey''': Tu sei il capitano della squadra blu. Serve un elmetto da pompiere! *'''Cameriera''': Sembra che stiate festeggiando qualcosa. <br> '''Jessica''': È vero. Infatti ha di fronte il miglior mediatore che si sia mai visto in città. <br> '''Cameriera''': Mediatore, eh? Immobiliare? <br> '''Harvey''': Avvocato. Mediazione di contratti. <br> '''Cameriera''': Mmh, le interessano solo i soldi. <br> '''Harvey''': A dire il vero lo faccio per i figli! <br> '''Cameriera''': Mi chiamo Lisa. <br> '''Harvey''': Harvey. Lisa, di solito non lo faccio, ma... visto che stiamo festeggiando... a che ora finisci stasera? <br> '''Lisa''': Hai fatto bene a chiederlo! Finisco dieci minuti dopo averti detto che non uscirò mai con te! <br> '''Jessica''': Forse non sei il miglior mediatore che si sia mai visto in città! *'''Louis''': Sono le nove e mezzo, sei gentile ad arrivare due ore dopo... e vedo anche che sei vestito da pappa! <br> '''Harvey''': Perdonami Louis, ho fatto tardi ieri sera, e stamattina questo è il completo che tua moglie ha scelto per me! <br> '''Louis''': Sarebbe una battuta spiritosa se io fossi sposato! <br> '''Harvey''': Non sei sposato? *'''Jessica''': Nuove assunzioni. Harvey, hai i colloqui domani. <br> '''Harvey''': Che cosa?! Perché non assumiamo il solito coglione tirocinante da [[Università Harvard|Harvard]]? <br> '''Jessica''': Credo che se rifletti su come hai formulato la domanda, avrai la risposta. <br> '''Harvey''': Ci serve gente che pensi in fretta, non un altro clone con un palo nel culo!<br>'''Louis''': Harvey, assumere studenti di Harvard ci da qualche garanzia in più rispetto all'assumere un ragazzino della Raggers. {{NDR|Harvey fa cenno di non sentire}}<br>'''Jessica''': Tu hai fatto legge ad Harvard! <br> '''Harvey''': Io sono un'eccezione. *'''Harvey''': Donna, dobbiamo ottimizzare... torchiali tu uno per uno prima che vengano da me... fammi l'occhiolino se uno è promettente, ok? <br> '''Donna''': Ok... cosa stai cercando? <br> '''Harvey''': Un altro me! <br> '''Donna''': Chiaro! Arrogante, egocentrico, millantatore, che si senta il più furbo del mondo! *'''Donna''': Allora, Chip. Cosa ti fa pensare che farò sostenere all'uomo più pallido che abbia mai visto un colloquio?! <br> '''Candidato 1''': Perché ho un appuntamento. <br> '''Donna''': Certoo! {{NDR|Fa cenno di no ad Harvey}} <br> '''Donna''': Tesoro, ma che hai?! Sembri uno di undici anni!! <br> '''Candidato 2''': Sono arrivato tardi alla pubertà! <br> '''Donna''': Pregoo! {{NDR|Fa cenno di no ad Harvey}} <br> '''Donna''': Rick Sorkin? Signor Sorkin, è in ritardo di cinque minuti. C'è un motivo per cui dovrei lasciarla entrare? <br> '''Candidato 3/Mike''': Senta, io cerco solo di seminare un poliziotto. Non mi interessa se mi fa entrare o no. <br> '''Donna''': {{NDR|Fa l'occhiolino ad Harvey}} Il signor Specter la riceverà subito. <br> '''Mike''': Perché?! <br> '''Donna''': Posso portarle un caffé? O dell'acqua? *'''Mike''': Ho letto un romanzo alle elementari. <br> '''Harvey''': Tu hai letto un romanzo... alle elementari? <br> '''Mike''': Sì, mi piace leggere! <br> '''Harvey''': E perché gli hai chiesto l'ora? <br> '''Mike''': Per metterli fuori strada. Qual è lo [[spacciatore]] che chiede l'ora a un poliziotto, quando ha una valigetta piena di droga? <br> '''Harvey''': Dovremmo assumere te! *'''Mike''': Lei mi dia il posto e io lavorerò come uno schiavo per dare una lezione a quei coglioni di Harvard e diventare l'avvocato migliore che abbia mai visto. <br> '''Harvey''': Sarei deciso a darti una possibilità, ma se facessi diversamente? <br> '''Mike''': Direi che è giusto! A volte mi piace frequentare gente non troppo sveglia. Sa, tanto per vedere come vive l'altra metà. <br> '''Harvey''': Spostati. Mando un'e-mail: abbiamo trovato il nostro nuovo associato. *'''Harvey''': Allora, avrai una settimana a partire da lunedì. Primo: niente erba, noi facciamo il test antidoping. Smetti di fumarla e andrà bene. Penso che non usi altre droghe. <br> '''Mike''': Come lo sa? <br> '''Harvey''': Tu leggi i libri, io leggo le persone. E chi si fa le canne, fa solo quello. <br> '''Mike''': Non faccio solo quello! Ho degli interessi! <br> '''Harvey''': Sei una specie di Einstein e non sei riuscito a entrare in una facoltà di legge. Non credi che sia colpa dell'erba?! <br> '''Mike''': Trevor... <br> '''Harvey''': Altro punto: non dovrai parlare con Trevor. Devi buttare via quella valigetta, prendere un aereo per Harvard e imparare tutto quello che c'è da sapere sulla facoltà di legge. Hai comprato tu quel vestito? <br> '''Mike''': Sì. <br> '''Harvey''': Compriamone altri! *'''Harvey''': Ciao Becki, sei raggiante. Chissà perché?! Ah già, è il giorno in cui annunciano la mia promozione! Jimmy, sei dimagrito! Stevie, uoooh, sembri uno che è venuto a lavorare. Scusi, perché sta togliendo la scritta 'senior' dalla mia porta?! <br> '''Impiegato''': Mi hanno ordinato di toglierlo. <br> '''Harvey''': E chi gliel'ha ordinato? <br> '''Impiegato''': Il mio supervisore. <br> '''Harvey''': E come mai gliel'ha ordinato?! <br> '''Impiegato''': Se lo sapessi, sarei il suo supervisore. <br> '''Harvey''': A quanto pare si sta divertendo! <br> '''Impiegato''': No, io non mi diverto dal 2004. <br> '''Harvey''': DONNA! Qualcuno vuole divertirsi alle mie spalle, qui! <br> '''Donna''': Jessica vuole vederti nel suo studio. Subito! *'''Harvey''': Se scoprono che è una bugia che sei stato ad Harvard mi radiano dall'albo. <br> '''Donna''' {{NDR|Dall'interfono}}: Che hai fatto? <br> '''Harvey''': Non ora, Donna! Senti, devo mettere i miei interessi prima dei tuoi, nulla di personale... sei licenziato! <br> '''Mike''': Aspetta dunque, sei preoccupato che se resto possano scoprire che hai mentito sul mio conto e verrai radiato dall'albo. Ma se mi licenzi, io potrei dirgli che hai mentito sul mio conto e allora saresti radiato sicuramente! <br> '''Harvey''': Mi stai dicendo che se ti butto sotto a un autobus mi trascini con te? <br> '''Mike''': Ma... tu hai messo i tuoi interessi prima dei miei... io sto solo rimettendo i miei accanto ai tuoi. <br> '''Harvey''': Sei riassunto! *'''Jessica''': Ti ridarò la tua promozione, ma devi fare una cosa per me. <br> '''Harvey''': Tutto! <br> '''Jessica''': Un pro-bono. <br> '''Harvey''': Tutto tranne quello! <br> '''Jessica''': Harvey, con le cause pro-bono dimostriamo che non pensiamo solo a noi stessi. <br> '''Harvey''': Non dico che non dovremmo farle. Dico che io non dovrei farle! <br> '''Jessica''': Ed è così che potrai dimostrarmi di non pensare solo a te stesso. Te ne occuperai personalmente, non la passerai ad altri. <br> '''Harvey''': Assolutamente no! <br> {{NDR|Jessica lancia il fascicolo ad Harvey, e lui lo lancia a Mike}} <br> '''Mike''': Che cos'è? <br> '''Harvey''': La tua prima causa. Un pro-bono. Non dire che l'ho passato a te e non combinare casini. *{{NDR|Louis licenzia un associato davanti a Mike}} <br> '''Louis''': Ho voluto che tu assistessi, perché noi paghiamo gli associati molto bene e forniamo opportunità illimitate di avanzamento, ma in cambio ci aspettiamo risultati! Mi sono espresso chiaramente? <br> '''Mike''': Sìì! <br> '''Louis''': Bene! Benvenuto da Pearson e Hardman! Puoi tornare al lavoro. *'''Harvey''': Scusa, ti avevo detto di comprare un bel completo. <br> '''Mike''': Ho speso cinquecento dollari! <br> '''Harvey''': Per quanti completi?! <br> '''Mike''': Cinque! Che c'è?! *'''Mike''': Donna, mi insegni a compilare la richiesta di produzione di dati? <br> '''Donna''': Certo, e poi vuoi che ti insegni anche a pulirti le chiappe? <br> '''Harvey''': È buffo, perché dovresti saper fare entrambe le cose. <br> '''Mike''': Ah sì, muoio dal ridere. Chi è questo? <br> '''Harvey''': Chi mi vende i completi. Digli che ti mando io e spendi un po' di soldi! <br> '''Mike''': Che importa quanti soldi spendo in vestiti? <br> '''Harvey''': Le persone notano cosa indossiamo, perciò che ti piaccia o no lo devi fare. <br> '''Mike''': Oh che strano, mi stai dando un consiglio? Sbaglio o sembra quasi che tu tenga a me? <br> '''Harvey''': Non tengo a te, sei un mio riflesso, io tengo assolutamente a me! E ora toglimi dal davanti la tua cravattina sottile e vai al lavoro. <br> '''Donna''': Sei stato un po' duro. <br> '''Harvey''': Davvero? <br> '''Donna''': Sì. <br> {{NDR|Harvey sorride soddisfatto}} *'''Mike''': Ehi, posso chiederti una cosa? Questa cravatta… è troppo sottile? <br> '''Rachel''': Sì! *{{NDR|Mike entra nel negozio di completi}} <br> '''René''': Oddio, che disastro! <br> '''Mike''': Ciao! Sto cercando… René. <br> '''René''': Sono io René. Mi spiace, ma non vendiamo i jeans stretti in questo luogo. <br> '''Mike''': Harvey non vi ha detto che venivo? <br> '''René''': Ti manda Harvey Specter? Allora è diverso! Sai quanto hai di cavallo? <br> '''Mike''': Non lo so, probabilmente medium. <br> {{NDR|René scuote la testa sospirando}} <br> {{NDR|La commessa gli misura il cavallo dei pantaloni}} <br> '''Mike''': Ooh. Ok! Large? <br> '''Commessa''': Non funziona così! *'''Harvey''': Jessica, se non avessi fatto così tanto per me, ora sbatterei la porta. <br> '''Jessica''': Se io non avessi fatto così tanto per te, ora ti butterei dalla finestra. *{{NDR|Dall'ambulante degli hotdog}} <br> '''Harvey''': Perché devo aiutarti? <br> '''Mike''': Aspetta, posso solo… <br> '''Harvey''': No! Aggiornami. <br> '''Mike''': È una donna per bene, sai lei… <br> '''Harvey''': Sul caso. Non stabilisco rapporti personali coi clienti. <br> '''Mike''': Le hanno distrutto la vita, non ti interessa? <br> '''Harvey''': Non lavora per interessarmi, ma per vincere! <br> '''Mike''': Non puoi lavorare per entrambe le cose? <br> '''Harvey''': Te lo spiegherei, ma dovrei interessarmi a te! <br> '''Mike''': Certo! *{{NDR|Mike tocca una bici parcheggiata}} <br> '''Harvey''': Ma che fai? Non toccare! <br> '''Mike''': Controllo il mio lucchetto! <br> '''Harvey''': Tu vieni in bici…? È chiuso, ok?! Muoviti! *'''Mike''': La difesa ha inviato i fascicoli dell'inchiesta come cortesia. <br> '''Harvey''': Non è vero. Nessuno fa niente per cortesia. Hanno mandato quei fascicoli perché vogliono che tu legga quelli. Fare l'avvocato è un po' come fare il medico. <br> '''Mike''': Perché non devi affezionarti al cliente? <br> '''Harvey''': No, perché spingi finché non fa male. Così sai dove guardare! *'''Jessica''' {{NDR|in abito da sera}}: Harvey. <br> '''Harvey''': Scusa, devo dirti due parole. Assolutamente bellissima! <br> '''Jessica''': Non sei l'unico a saper affascinare un cliente. <br> '''Harvey''': Indiscutibile schianto! <br> '''Jessica''': Come va il nuovo ragazzo? <br> '''Harvey''': Regale e sexy! <br> '''Jessica''': Idiota. <br> '''Harvey''': Jessica Pearson! <br> '''Jessica''': Buonanotte, Harvey! <br> '''Harvey''': 'Notte. *'''Trevor''': Mike, ti prego. Non voglio vivere in un mondo in cui noi due non siamo amici. <br> '''Mike''': Allora suicidati. *'''Mike''': Ehm, la Debling McGregor si oppone alla richiesta dati. Hanno presentato mozione per archiviare il caso per mancanza di prove. <br> '''Harvey''': Bene. <br> '''Mike''': Bene. Aspetta, come bene? <br> '''Harvey''': Non ci vogliono consegnare i dati, hai spinto dove fa male. Guardi nel posto giusto. Pensavi che non avrebbero reagito? <br> '''Mike''': Be', ora che mi ci fai pensare… <br> '''Harvey''': Oh, colpa mia. Dimentico che in fondo non sai niente! <br> '''Mike''': Ah ah ah. <br> '''Harvey''': L'idea è che tu fai una mossa, loro fanno una mossa. Vai avanti e indietro finché uno dei due vince. <br> '''Mike''': Ok, e se venisse accolta la loro mozione e il caso archiviato? <br> '''Harvey''': Non saresti bravo come credo io! *'''Jessica''': Harvey, che coincidenza! Come va la causa pro-bono? <br> '''Harvey''': Ci lavoro. <br> '''Jessica''': Mi fa piacere, perché se scoprissi che non mi metti il massimo del tuo impegno, sarei contrariata. <br> '''Harvey''': Non preoccuparti. Andiamo forte! <br> {{NDR|Jessica guarda Mike, che scappa via}} *'''Harvey''': Vanessa, perché non ci vediamo più spesso? <br> '''Vanessa''': Perché finisce sempre nello stesso modo. <br> '''Harvey''': Come mai tu e io non abbiamo mai…? <br> '''Vanessa''': Harvey, non vado a letto con chiunque. E non potrei mai avere una storia con te. Tu pensi solo a te stesso. <br> '''Harvey''': Sto pensando a me e te adesso! *'''Harvey''': Donna, mi servirebbe la busta... <br> {{NDR|Donna gli passa la busta}} <br> '''Harvey''': Ah, e non ho avuto il tempo... <br> {{NDR|Donna gli porge il caffé}} <br> '''Harvey''': Sposami? <br> '''Donna''': Ho provveduto anche a quello. Siamo sposati da sette anni. <br> '''Harvey''': Meraviglioso. *'''Avvocato''': Quei fascicoli contengono informazioni riservate. Il collega va a pesca spesa della privacy dei nostri dipendenti. <br> '''Harvey''': Ma per favore! Se ne sbattono le palle del diritto alla privacy dei dipendenti. Scusate, in effetti è ingiusto nei confronti delle palle! <br> {{NDR|Mike e il giudice ridono}} *'''Harvey''': Sarebbe come se il suo cancelliere l'accusasse di molestie sessuali e lei incaricasse lo stenografo di indagare. Allora, quante probabilità ci sarebbero che tale inchiesta producesse qualche frutto? <br> '''Giudice''': Sul serio crede che molesterei Hermann? <br> '''Harvey''': Non lo so, Vostro Onore, c'è chi ha un debole per le uniformi. <br> '''Giudice''': Mi aspetterei che Hermann venisse da me anche prima di arrivare a un'inchiesta. <br> '''Harvey''': Ma se Hermann venisse da lei, Vostro Onore, e lei tradisse la sua fiducia licenziandolo per falsi pretesti… <br> '''Giudice''': Ha così poca stima di me? <br> '''Harvey''': Non mi fiderei di lei neanche da lontano… Vostro Onore. <br> '''Giudice''': Producete i documenti. Oggi. È tutto! Hermann, vorrei parlarti nel mio studio. *'''Mike''': È stato meraviglioso! <br> '''Harvey''': L'argomentazione era tua. Io l'ho solo presentata in modo da umanizzare la situazione e illuminare i nostri noiosi giorni. <br> '''Mike''': Mi sento come Michael Corleone nella scena in cui il ciccione gli insegna a sparare. <br> '''Harvey''': Vuoi dire che io sono il ciccione?! Perché io non sono il ciccione! <br> '''Mike''': Ti ricordi come si chiamava? <br> '''Harvey''': Sì. <br> '''Mike''': Cardosa. <br> '''Harvey''': Clemenza! <br> '''Mike''': Lo sapevo. Ti ho messo alla prova per vedere se lo sapevi. <br> '''Harvey''': Sapevo che tu sapevi che io sapevo! *{{NDR|Guardando una montagna di scatoloni}} <br> '''Rachel''': Vogliono seppellirti sotto le scartoffie. <br> '''Mike''': Be', hanno scelto il tipo sbagliato. <br> '''Harvey''': Se non sbagliano loro, sbaglio io. Finisci entro la fine della settimana. Corro ad affascinare un cliente! *'''Harvey''': Hai letto tutti quei fascicoli in una notte? <br> '''Mike''': Be', avrei fatto prima, ma ho ordinato una [[pizza]]. A proposito l'hai provata con la crosta farcita la formaggio? Mi ha mandato fuori di testa! *'''Harvey''': Com'è andata con la testimone? <br> '''Mike''': Non ce l'ho fatta... a non essere un fenomeno! L'ho convinta a testimoniare! Credimi, ho provato di tutto: lui lo rifarà, le starò accanto passo dopo passo, niente da fare. Poi, l'illuminazione! Le ho chiesto: e se avesse fatto a sua figlia quello che ha fatto a lei? Si è letteralmente sciolta! Oh, e lo sai come mi è venuta questa piccola perla? Mi importava di lei! <br> {{NDR|Finge di sparare}} <br> '''Harvey''': Vedo che stare sveglio tutta la notte non ti ha reso un perfetto idiota. Vai a dormire, non vorrei che facessi il pistolero domani alla deposizione! *'''Jessica''': Harvey. La pro-bono come va? <br> '''Harvey''': Bene, ho convinto la testimone a deporre. <br> '''Jessica''': E la testimone come si chiama? {{NDR|Harvey non risponde}} Non sono un'idiota, non trattarmi come tale. Hai passato il caso. <br> '''Harvey''': Jessica, ho cause di alto profilo… <br> '''Jessica''': Devo rammentarti che quando ci siamo conosciuti non avevi né arte né parte. Ti ho dato una chance, ti ho aiutato a salire di grado, ti ho pagato gli studi ad Harvard, dove tra l'altro non hai fatto niente per tutto il tempo, e ti ho assunto lo stesso! <br> '''Harvey''': E da allora ne hai sempre tratto beneficio. Ho concluso con Dockery, ok? <br> '''Jessica''': Mi avevi fatto una promessa, non l'hai mantenuta e mi hai mentito come se niente fosse! Perciò voglio essere chiara, non è una questione professionale, è personale! E ti dirò un'altra cosa: hai voluto la bicicletta, pedala e vinci! *'''Harvey''': Cos'è successo con la testimone? <br> '''Mike''': Niente, non è successo niente. Non sono riuscito a rimediare. <br> '''Harvey''': Perciò molli? <br> '''Mike''': O mollo io, o mi licenzierà Louis Litt. <br> '''Harvey''': Di che stai parlando? <br> '''Mike''': Il mio primo giorno Louis ha licenziato Gary Lipsky per non aver lavorato a un caso. Ha detto che se facevo lo stesso, me ne sarei andato altrettanto in fretta. <br> '''Harvey''': Torna dalla testimone e convincila di nuovo a deporre. <br> '''Mike''': Ci ho provato, non c'è modo. <br> '''Harvey''': C'è sempre un modo. <br> '''Mike''': E perché non vai tu a convincerla? <br> '''Harvey''': Perché sei tu ad aver sbagliato. <br> '''Mike''': Ah, e a te non te ne frega un cavolo del cliente, giusto? <br> '''Harvey''': Non è quello il mio lavoro! <br> '''Mike''': E fa parte del tuo lavoro tenere un po' a me? Perché il minimo che potresti fare è spalleggiarmi con Louis! <br> '''Harvey''': Spalleggiarti? Io rischio le chiappe per te! Ma a quanto pare avevi le palle per ottenere il posto, ma non hai il coraggio di tenertelo quando il gioco si fa duro. <br> '''Mike''': No, non è vero. <br> '''Harvey''': Ah, no? Hai un piede fuori dalla porta da quando sei arrivato! <br> '''Mike''': Ma di cosa parli? <br> '''Harvey''': Parlo della valigetta sottochiave nella tua scrivania. Sì, l'ho vista e so anche cos'è. È il tuo piano di riserva nel caso qui non vada bene. Puoi sempre ricavarne dei soldi alla svelta e tornare a fare la vita che mi hai detto di non voler fare. Allora se vuoi mollare, fai pure! Ma non è per colpa di Louis, e non è per colpa mia, e perché hai paura di ammettere di non essere poi così brillante come credevi! *Capisco che fossi arrabbiato che ero stato promosso prima di te, ma se minacci ancora di licenziare uno dei miei ragazzi, ti prendo a calci nel culo! ('''Harvey''') {{NDR|A Louis}} *'''Nonna''': Michael. <br> '''Mike''': Lascio tutto. <br> '''Nonna''': Vieni qui. Quando i tuoi genitori sono morti, ho perso mio figlio, mia nuora. Avevo paura. Ero sola e troppo vecchia per crescerti, ma non avevo scelta perché chi altri poteva occuparsi del mio nipotino? Mi hai fatto una promessa un giorno. Ora sei sulla porta. Promettimi adesso che te ne andrai solo se saranno loro a buttarti fuori! *'''Testimone''': Può risparmiare il fiato, non verrò per nessun motivo a testimoniare domani. <br> '''Harvey''': Non sono qui per questo. So che cosa ha fatto. <br> '''Testimone''': Di che sta parlando? <br> '''Harvey''': Lei non ha mai lavorato alla Debling McGregor, non è mai stata molestata dal signor Hunt. <br> '''Testimone''': Non è vero! <br> '''Harvey''': Potrei dirle che ho gli assegni incassati, o la ricevuta di bonifico, o una pistola fumante se esiste. Non li ho! Ma li avrò e allora lei andrà in galera, a meno che mi dica subito com'è andata. E lei me lo dirà! *'''Harvey''': Quando ho cominciato, Jessica mi tartassava al punto che mi licenziavo una volta al mese. Ti ho detto quello che avevi bisogno di sentire. <br> '''Mike''': È proprio questo. Ho avuto una sola persona che mi dicesse cosa avevo bisogno di sentire, forse è ora di fidarmi di qualcun altro. <br> {{NDR|Harvey gli dà un fascicolo}} <br> '''Harvey''': Buon Natale. <br> '''Mike''': Ma è vero? <br> '''Harvey''': Sai che devi fare. <br> '''Mike''': Spingere finché non fa male! *'''Mike''': Signor Hunt, le molestie sono un reato civile, la pena è pecuniaria. Ma comprare un teste è un crimine e lei andrà in prigione, dove le garantisco che imparerà sulle attenzione sessuali indesiderate molto più di quanto non immagina. <br> '''Hunt''': Crede che in questo modo possa intimidirmi? Anche se queste prove fossero attendibili, chi mi perseguirà mai per un reato di poco conto come comprare un teste? <br> '''Mike''': Harvey, tu non hai studiato legge con l'attuale procuratore federale di New York? <br> '''Harvey''': In effetti sì, e credo che gli interessi perseguire un reato come questo. <br> '''Mike''': Aspetta, siete ancora amici? <br> '''Harvey''': Be', ero il suo testimone di nozze! <br> '''Mike''': Però! <br> '''Hunt''': Non è vero. Sta bleffando. <br> '''Harvey''': No, credo di avere qualche foto insieme a lui alla cerimonia. {{NDR|Tira fuori il cellulare e cerca le foto}} Vediamo… sì, eccoci qui! Devo ammettere che sono venuto molto bene! Questo sono io con sua madre, quella donna mi adora! Qui siamo alla festa dell'addio al celibato. Niente spogliarelliste, banale! Ma non può mandare dentro quelli come lei per molestie sessuali e poi frequentare i club di spogliarello, no? *'''Mike''': Non vuoi ammetterlo, ma tu tieni a me. Ti ho visto sorridere quando sono entrato in ufficio stamattina. <br> '''Harvey''': Non sorridevo, ripensavo a una barzelletta. Tieni, domani iniziamo con questo. <br> '''Mike''': Vuoi dire che siamo una squadra adesso? <br> '''Harvey''': Fossi in te non mi trasferirei subito a Villa Wayne. <br> '''Mike''': Allora adesso sei Batman? <br> '''Harvey''': Somiglio più a lui che a Clemenza. <br> '''Mike''': Ah già, Kilmer. <br> '''Harvey''': Clooney. <br> '''Mike e Harvey''': Keaton. <br> '''Mike''': Ti licenziavi davvero una volta al mese agli inizi? <br> '''Harvey''': Ma figurati, non sono un cagasotto! ==Episodio 2, ''Errori ed omissioni''== *'''Mike''': Donna! Il blu è il tuo colore! Harvey è tornato? <br> '''Donna''': Ahah, no. <br> '''Mike''': Gli lascio questo sulla scrivania. <br> '''Donna''': Ceerto! <br> '''Mike''': Gli diresti che ce l'ho messo qualche ora fa? <br> '''Donna''': Che ora vuoi che gli dica? <br> '''Mike''': Le undici? <br> '''Donna''': A disposizione. E poi accedo al suo cospicuo conto in banca e mi compro una casa negli Hamptons! <br> '''Mike''': Mezzogiorno? <br> '''Donna''': Noo! *'''Giudice''': Sarebbe auspicabile che un avvocato si presentasse in udienza puntuale, senza far chiasso e con una copia di cortesia pronta. <br> '''Harvey''': Mi profondo in scuse! *'''Harvey''': Che ti piaccia o no, questa è la loro ultima offerta. <br>'''Cliente''': Secondo te devo accettare? <br> '''Harvey''': Secondo me devi dirgli di infilarsela nel culo! *'''Mike''': Vuol dire che ho ancora il mio posto? <br> '''Harvey''': Volevo appunto parlartene. <br> '''Mike''': Ma prima... Senti, Harvey... <br> '''Harvey''': Scusa, ti rendi conto che non fai che interrompermi?! Ascolta, a volte se ti puntano contro una pistola, invece dei proiettili c'è una carica a salve. <br> '''Mike''': Che cos'è? <br> '''Harvey''': Il risultato del tuo test antidroga. <br> '''Mike''': Ma dice che l'ho passato! <br> '''Harvey''': Infatti. <br> '''Mike''': Louis mi ha mostrato un falso! <br> '''Harvey''': Dovrà darmi delle spiegazioni. <br> '''Mike''': Sai che c'è? Ci penso io, Harvey. <br> '''Harvey''': Sei pronto per il tavolo dei grandi? <br> '''Mike''': Come, non lo sai? Ho già il mio primo cliente! <br> '''Harvey''': Perché l'ho detto a te e non direttamente a Louis?! Vacci piano. <br> '''Mike''': No! <br> '''Harvey''': Bravo ragazzo! ==Episodio 3, ''Corsia interna''== *'''Harvey''': Ma guarda, sei qui! <br> '''Mike''': Ah sì, scusa… mi dispiace… <br> '''Harvey''': Sta zitto! <br> '''Mike''': Okay… <br> '''Harvey''': Vedi queste auto? <br> '''Mike''': Sì, sono fantastiche. <br> '''Harvey''': Fanno schifo! *'''Mike''': Mi hai fatto venire qui per apprezzare i motori McKernon? <br> '''Harvey''': No, per incontrare Robert Stenslend, il nuovo amministratore delegato. Ti vorrà conoscere di persona. <br> '''Mike''': E perché? <br> '''Harvey''': Perché Robert è tirchio e noi non ti facciamo fatturare il caso. <br> '''Mike''': Aspetta, questa conversazione è fatturabile? <br> '''Harvey''': Puoi scommetterci il culo! <br> '''Mike''': Sì! Dammi il cinque, forza! <br> {{NDR|Harvey lo guarda male}} <br> '''Mike''': Stiamo facendo un sacco di soldi, non festeggiamo?! <br> '''Harvey''': Con buon gusto! *'''Harvey''': Dominic. Mike, voglio presentarti Dominic Barone, l'uomo responsabile del design e della produzione di questo motore. Il mio nuovo associato, Mike Ross. <br> '''Barone''': È un ragazzino, gli ruberai l'anima prima della pubertà?! <br> '''Mike''': Be'… è ovvio che ho passato da un pezzo… {{NDR|Viene ignorato}} <br> {{NDR|…}} <br> '''Harvey''': Robert Stenslend, lascia che ti presenti il nuovo associato, Mike Ross. <br> '''Stenslend''': Non lo pagheremo quanto paghiamo te! <br> '''Harvey''': Vorrei ben vedere! *'''Mike''': Credevo che non ti affezionassi ai clienti. <br> '''Harvey''': Sono affezionato a me stesso. Ho scommesso che quest'azienda sarebbe cresciuta, i miei compensi insieme a lei. Abbiamo in mano una coppia d'assi e questo coglione si alza dal tavolo?! <br> '''Mike''': E cosa pensi di fare? <br> '''Harvey''': Io non farò niente! Tu studierai lo statuto aziendale e troverai un modo per sbarazzarmi di Stensland... <br> '''Mike''': No, no, no... devo andare a trovare mia nonna! <br> '''Harvey''': Sta morendo? <br> '''Mike''': No! <br> '''Harvey''': Allora annulla! *'''Harvey''': L'hai preso? <br> '''Donna''': L'ho ritirato ieri... <br> '''Harvey''': L'hai messo sotto il cuscino stanotte? <br> '''Donna''': Come dormo non ti riguarda! <br> '''Harvey''': Già, nemmeno l'ordine di battuta degli Yankees, ma io ci penso comunque... *Sono nato per essere pronto! ('''Harvey''') *La risorsa più importante di un avvocato è la sua abilità nel sentirsi sempre sicuro di sé. ('''Harvey''') *'''Donna''': Non è qui. <br> {{NDR|Mike appoggia dei documenti sulla scrivania di Donna}} <br> '''Donna''': Ahahah... NO! <br> '''Mike''': Dov'è? <br> '''Donna''': All'iniziazione dei soci anziani. <br> '''Mike''': Spiegami una cosa. Che differenza c'è tra un socio anziano e gli altri soci? <br> '''Donna''': Non dovevi studiarlo mentre fingevi di andare ad Harvard?! <br> '''Mike''': Ah ah. *{{NDR|All'iniziazione dei soci anziani}} <br> '''Harvey''': Volevo solo dire che è un onore, che prendo seriamente l'impegno e che intendo rendervi tutti orgogliosi. A parte te, Fred, con te ho smesso di provarci nel '99! *'''Harvey''': Finalmente ce l'hai fatta. <br> '''Mike''': Perché me lo dicono tutti? <br> '''Harvey''': Perché ti saresti dovuto presentare in orario. <br> '''Mike''': Per te non vale però. <br> '''Harvey''': Non è di me che stiamo parlando. Allora, che hai sulla McKernon Motors? <br> '''Mike''': Il consiglio non può votare per 24 ore dopo che l'amministratore propone di vendere terreno aziendale. <br> '''Harvey''': Ma Stenslend ha già fatto la proposta. <br> '''Mike''': Sì, solo che Stenslend non è l'amministratore. <br> '''Harvey''': Ho scritto io lo statuto. È l'amministratore! <br> '''Mike''': Mh. A pagina 238 la clausola 137 dichiara se l'amministratore delegato muore, il consiglio ne sceglierà uno ad interim fino alle elezioni, non prima del successivo semestre fiscale, il che vuol dire giovedì nel nostro caso. <br> '''Harvey''': Non possono eleggerlo fino a giovedì… <br> '''Mike''': Fino a giovedì. <br> '''Harvey''': Ok, bene. Inizia a prepararli la due diligence per Stenslend, ma niente di pronto da firmare. <br> '''Mike''': Dove vai? <br> '''Harvey''': Esco. Ho fino a giovedì per trovare un nuovo amministratore! <br> '''Mike''': Ah! <br> '''Harvey''': Che c'è? <br> '''Mike''': Ah niente, ma sai, solo sei ore, 1500 pagine e io… ho trovato un tuo errore! <br> '''Harvey''': Già. Hai trovato l'unico errore che ho fatto mentre scrivevo quello statuto, una dozzina di anni fa, e avevo due anni in meno di te! Errore che mi aiuterà a sbarazzarmi di Stenslend. <br> '''Mike''': Errore! *{{NDR|Louis porge un foglio a Mike}} <br> '''Mike''': Noccioline, glutine, fragole… che cos'è, la lista della spesa? <br> '''Louis''': No, sono i cibi a cui sono allergico. Perciò quando sceglierai il luogo, non includere questi alimenti nel menù. <br> '''Mike''': Il luogo per cosa? <br> '''Louis''': Non lo sai? <br> '''Mike''': A quanto pare! <br> '''Louis''': Oh accidenti! Be', un'antica tradizione della Pearson e Hardman è la cena delle matricole, quindi tu la… <br> '''Mike''': La matricola, sì… <br> '''Louis''': Esatto. Dovrai organizzare una cena per i tuoi associati. Oh non essere triste. Dai, non è difficile. Devi soltanto trovare un luogo speciale e coordinarti con 50 associati. È semplice, una passeggiata! <br> '''Mike''': Tu sei allergico al pollo? <br> '''Louis''': No, non mi piace! Oh, a proposito. Cosa c'era di tanto importante da farti vedere Harvey prima di me? <br> '''Mike''': Louis, Harvey non vuole che… <br> '''Louis''': Ti dispiace, ti dispiace stare zitto?! <br> '''Mike''': D'accordo. <br> '''Louis''': Lascia che ti spieghi una cosa, ok? Quando ti faccio una domanda, pretendo una risposta. <br> '''Mike''': Ok, la McKernon Motors, lavoravo alla due diligence. <br> '''Louis''': E perché studiavi lo statuto della società? <br> '''Mike''': La legge statale richiede un rapporto in caso di una vendita. <br> '''Louis''': Le aziende private non hanno quest'obbligo. <br> '''Mike''': Sì, oltre i 150 milioni. <br> '''Louis''': E chi l'ha detto? <br> '''Mike''': Il sito dello Stato. Mi piace essere preciso. <br> {{NDR|Louis gli porge la mano}} <br> '''Louis''': Be', complimenti! {{NDR|Mike fa per stringergli la mano, ma Louis la tira via}} Non ci credo! È imbarazzante! *'''Associato''': Scusi, mi perdoni signor Specter, mi chiedevo se avesse bisogno di una mano con una delle sue pratiche. Una qualsiasi. <br> '''Harvey''': Be', Allen… <br> '''Associato''': Mi chiamo Aaron. <br> '''Harvey''': Credo che questo dica tutto! <br> {{NDR|Harvey lo lascia lì e se ne va}} *'''Harvey''': Che fai? <br> '''Mike''': Sto cercando un ristorante. Tu dove hai fatto la cena della matricola? <br> '''Harvey''': Non sono mai stato una matricola! Tu dovresti occuparti della McKernon Motors, mi serve qualcosa per bloccare Stenslend! <br> '''Mike''': Eccola qui. Perché sei così nervoso? <br> '''Harvey''': Ho passato la giornata con il miglior cacciatore di teste e non ho ancora un amministratore delegato per giovedì. <br> '''Mike''': Che ne dici di Dominic Barone, quello della produzione? È il responsabile dei motori e in più tiene ai suoi operai. <br> '''Harvey''': No, non va bene. <br> '''Mike''': Aah, hai paura di non convincerlo perché ti odia! Ho capito. <br> '''Harvey''': Bel tentativo! Non puoi fare la cena lì, è un posto per associato come Watchel, Lipton and Kline. <br> '''Mike''': Ok, va bene. E di questo che ne dici? <br> '''Harvey''': Perfetto, se fossimo nel 2004! <br> '''Mike''': Oh che palle, ma che importanza ha?! Cavolo! <br> '''Harvey''': Lo vedi quel tizio là vicino al fax? Guardarlo bene, non diventerà mai socio. <br> '''Mike''': Certo e magari perché ha fatto una pessima cena della matricola! <br> '''Harvey''': No, perché non ci arriva. <br> '''Mike''': A che cosa? <br> '''Harvey''': Al fatto che fare bene il proprio lavoro non è abbastanza. Che anche organizzare una cena della matricola può essere importante anche se pensi che non sia così. Mi hai preso per il culo perché entro ed esco quando mi pare. Sai perché posso farlo? Perché quando sono arrivato mi sono dato da fare. Sembrava che lavorassi 100 ore al giorno. Adesso posso arrivare quando voglio perché nessuno mette in dubbio che io faccia il mio lavoro. Mettitelo bene in testa, le prime impressioni rimangono. Se parti nelle retrovie non arriverai in testa! *'''Mike''': Non funzionerà. <br> '''Harvey''': Meglio che funzioni, c'è il mio culo in gioco. <br> '''Barone''': E perché il mio? <br> '''Harvey''': Se non ce l'avessi attaccato a quella testa dura, non avremmo questo problema! <br> '''Barone''': Mi dispiace di non essere bravo come te con i discorsi aziendali, ma ci sto sbattendo la testa da più di due ore. Per cui se non ti vado bene, perché cazzo non te ne vai?! <br> {{NDR|Harvey si alza per andarsene}} <br> '''Harvey''' {{NDR|A Mike}}: Se non è perfetto non esce da qui! <br> {{NDR|Il cliente gli tira dietro una pallina di carta}} <br> '''Barone''': Figlio di puttana! {{NDR|A Mike indicando il foglio}} Lo lasci per terra?! <br> '''Mike''': Che cambia, tanto lei non lo imparerà mai! <br> '''Barone''': Hai ragione! *'''Mike''': Ehm-ehm. Avvocato buono, avvocato cattivo. Ha funzionato! <br> {{NDR|Mike gli offre il pugno}} <br> '''Mike''': Andiamo lo so che ti va! <br> {{NDR|Harvey gli batte il pugno}} <br> '''Mike''': Bene così! <br> '''Harvey''': Te l'ho detto. Se ti odiano usalo a tuo vantaggio! <br> '''Mike''': O in questo caso al suo. <br> '''Harvey''': Non l'ho fatto per Dominic, ma per sbarazzarmi di Stenslend. <br> '''Mike''': Cavolo! Mai pensato di scrivere per la Allmark? <br> '''Harvey''': Molte volte! <br> '''Mike''': Già. Wow. <br> '''Harvey''': Congratulazioni! *'''Nonna''': Dimmi cosa c'è. <br> '''Mike''': Trevor. È sempre Trevor. È andato a ficcarsi in un guaio grosso e credo che gli serva il mio aiuto per uscirne, ma io ho così tanto da fare e... lo so che tu mi hai sempre detto di esserci... <br> '''Nonna''': Ora stammi a sentire. Fanculo Trevor! *'''Mike''': Non posso gongolare? <br> '''Harvey''': Sì che puoi, ma con classe. Così fai schifo! *'''Harvey''': Ricordi la storia dell'arrivarci? <br> '''Mike''': Me la ricordo. Ci sto arrivando. <br> '''Harvey''': Stavo per dirlo io, ma hai rovinato tutto. Ecco una cosa a cui sei arrivato: a rovinare tutto! <br> '''Mike''': {{NDR|Imitando la voce di Harvey}} A rovinare tutto! <br> '''Harvey''': Ti ho sentito! *{{NDR|Alla cena della matricola}} <br> '''Louis''': Dovresti andare a pagare. Per tua informazione ho ordinato alcuni vini molto costosi, per te va bene? <br> '''Mike''': Ah ah ah. <br> {{NDR|Mike scopre che il conto l'ha già pagato Harvey}} <br> '''Mike''' {{NDR|A Louis}}: Ah, forse nei ravioli c'era del glutine! ==Episodio 4, ''Loschi piccoli segreti''== *'''Mike''': Louis lo sa. <br> '''Harvey''': Che cosa sa? <br> '''Mike''': Il mio sporco segretuccio! <br> '''Harvey''': Che sei canadese?! <br> '''Mike''': Ah ah ah. No, che non sono stato ad Harvard.<br>'''Harvey''': No, non lo sa.<br>'''Mike''': Da cosa ti viene questa certezza?<br>'''Harvey''': Perché stai passeggiando con me adesso.<br>'''Mike''': Nella prova di velocità su Harvard è uscita fuori la storia della pizza...è...<br>'''Harvey''': Non prova niente.<br>'''Mike''': Forse dovremmo entrare nel sistema di Harvard e metterci dentro i miei dati.<br>'''Harvey''': Ho da fare questo fine settimana, devo introdurmi a Fort Knox. Gli restituisco una cassa di dobloni.<br>'''Mike''': OK, che ridere, io parlo sul serio...<br>'''Harvey''': Senti, nessuno indagherà sul tuo passato senza validi motivi. Louis è...subdolo ma non ha le palle. Non penserà che abbiamo rischiato, perché lui non avrebbe il coraggio di farlo.<br>'''Mike''': Dobloni?<br>'''Harvey''': La tua proposta era così ridicola da meritare l'uso di un termine assurdo!<br>'''Mike''': Capito. *'''Jessica''': È accaduto anche a te di non piacere a qualcuno, Harvey. <br> '''Harvey''': A chi non sono piaciuto?! *'''Impiegata del comune''': Due settimane, dal prossimo giovedì. <br> '''Mike''': Io non… non credo che mi abbia sentito, devono andarci oggi. <br> '''Impiegata''': Due settimane, dal prossimo giovedì. <br> '''Mike''': Ok, vorrei parlare col suo superiore. <br> '''Impiegata''': Non prima di mercoledì prossimo. <br> '''Mike''': Ok, Glenda, lasci che le dica cosa intendo fare tra oggi e mercoledì prossimo… <br> '''Impiegata''': So bene cosa farà, quello che ogni avvocato minaccia di fare. Presenterà un reclamo 409/3 in cui mi accusa di non aver adempiuto all'obbligo di mandarla dal mio superiore. Reclamo che il mio superiore riceverà il prossimo mercoledì. <br> '''Mike''': No, sa, farò assumere un investigatore privato che scavi in ogni piega della sua vita, dal giorno della nascita fino a martedì prossimo. E poi userò le informazioni ottenute per farle auspicare che il suo problema più grande sia tenersi questo impiego, che lei sembra detestare fortemente. Sì, non sono come gli altri avvocati, Glenda. <br> '''Impiegata''': Come ha detto di chiamarsi? <br> '''Mike''': Specter. Harvey Specter! *'''Harvey''': Sei in ritardo! <br> '''Mike''': Scusa, ho quel caso pro-bono di Louis... <br> '''Harvey''': Questo è il mio completo... lo tengo di scorta in ufficio! <br> '''Mike''': Già, ringrazia Louis però, la casa del mio cliente era infestata dalle cimici, quindi sono tornato in ufficio e... <br> '''Harvey''': Hai portato le cimici nel mio ufficio? <br> '''Mike''': No... <br> '''Harvey''': Ah... ci sei entrato nudo? <br> '''Mike''': No, ho aspettato Donna nel bagno al piano terra! <br> '''Harvey''': Va bene, Donna è licenziata! E tu mi comprerai un altro completo... a proposito era un tre pezzi, dov'è il panciotto? <br> '''Mike''': Già, volevo appunto parlartene... il panciotto, davvero? <br> '''Harvey''': Ha parlato quello con il caschetto della bici... <br> '''Mike''': Ah, la sicurezza innanzi tutto! *'''Harvey''': Alcolisti anonimi? Qui in ufficio? <br> '''Mike''': Spiritoso. No, è la mia causa. <br> '''Harvey''': Quale causa? <br> '''Mike''': Contro Johnny Karinsky! Tra il palazzo di Frank e quello in cui abiterò con Rachel. Ah già, siamo sposati. È una lunga storia. Mi hai detto di pensare in grande, no? Ho rintracciato 15 ex affittuari disposti a dare testimonianza di tutte le molestie che li hanno costretti a lasciare il loro appartamento.<br> '''Harvey''': L'hai fatto in una notte? <br> '''Mike''': Sì, tanto non riuscivo a dormire. Sentivo cimici dappertutto. {{NDR|Harvey si allontana schifato}} Allora, se porto queste persone davanti a un giudice con la loro storia Vivian Tanaka non riuscirà in nessun modo a salvare il culo a Karinsky. Non sai che storie. Da spezzare il cuore. Certo, se tu ce l'avessi un cuore. <br> '''Harvey''': I sentimenti vanno bene. Ma è meglio che tu abbia fatti concreti a sostenerli perché Vivian Tanaka non si fa fregare. Ma...è un buon lavoro, dacci dentro. Io vado a fare quello che devo andare a fare. *'''Harvey''': Salve Vivian. <br> '''Vivian''': Ciao! Il pivello ha chiamato il veterano. <br> '''Harvey''': Nono, sono qui come spettatore. Adoro gli scontri diretti! <br> '''Vivian''': Ti diverti a guardare gli Yankees che distruggono i pulcini? <br> '''Harvey''': Davide e Golia combinazione è una delle mie storie preferite. <br> '''Vivian''': Ok, sarò buona. Che c'è nel sacco? <br> {{NDR|Mike svuota il sacco}} <br> '''Karinski''': Ehi ehi, che stai facendo? <br> '''Mike''': Oh riconosce questa moquette? <br> '''Karinski''': Gli dica di portarla fuori di qui! <br> '''Mike''': Questa è la sua moquette, signor Karinski. Viene d'appartamento di Frank Carbello. Coraggio, senta le fibre, la consistenza, sembra quasi viva! <br> '''Karinski''': Ha portato le cimici qui dentro! <br> '''Vivian''': Nono scusate! Questo è vandalismo, aggressione! <br> '''Mike''': Sono ben lieto che l'abbia messo così perché è ciò di cui accuseremo il suo cliente! <br> '''Vivian''': Di che cavolo parla? <br> '''Mike''': Non solo non ha eliminato le cimici disinfestando, ne ha creato un'intera colonia. Esatto, ha preso la moquette da uno dei suoi vecchi edifici, moquette già bella infestata e poi l'ha reinstallata nell'appartamento del mio cliente per farlo sloggiare. <br> '''Karinski''': Follia pura! <br> '''Harvey''' {{NDR|a Vivian}}: Avvisa il tuo cliente di non commettere spergiuro, c'è la testimonianza di chi l'ha messa in opera. <br> '''Mike''': E c'è una foto della stella moquette da uno dei suoi vecchi edifici prima che venisse rimodernato. A proposito, mia moglie e io le facciamo i complimenti! Allora a questo punto stiamo parlando di cosa? Aggressione, violazione delle norme locatarie, norme sanitarie e ecco direi basilari norme di umana decenza? <br> '''Harvey''': E se una giuria a New York sentisse tutto questo, uuh immaginate i danni! <br> '''Mike''': Harvey! Sei uno spettatore! <br> '''Harvey''': Pardon! <br> '''Mike''': Allora Vivian, come sta andando la mia prima volta? Questa conta ancora come mia prima volta, no?! Bene, parliamo di quanto vi costa tutto questo! *'''Jessica''': Ti ricordi quando ti hanno graffiato la Jaguar mentre era parcheggiata sotto casa? <br> '''Quentin''' {{NDR|ex marito di Jessica}}: Sì... <br> '''Jessica''': Non è andata esattamente così. Ero furiosa! <br> '''Quentin''': Eri furiosa? Eri furiosa?! ==Episodio 5, ''Libertà''== *{{NDR|Cantando l'inno di Harvard}}<br> '''Mike''': Il pezzo che preferisco. <br> '''Louis''': Non sai le parole, vero? <br> '''Harvey''': Neanche io so le parole, Louis. Allora, esercitiamo l'avvocatura qui o facciamo audizioni per il coro? <br> '''Louis''': Si chiama spirito di corpo. Ho ribaltato una condanna da cento milioni di dollari. <br> '''Harvey''': Io non devo ribaltare verdetti del genere, non ho mai perso una causa! <br> '''Louis''': È una nuova colonia o una stilla di gelosia? <br> '''Harvey''': Mi sorprende che tu non riconosca il profumo di tua moglie. Lo so, non sei sposato. Divertente lo stesso! *'''Jessica''': Pensavo stessi concludendo. <br> '''Harvey''': Ce l'ho in pugno! <br> '''Jessica''': Ci sono voluti cinque mesi per quel contratto. Non voglio incendiare la tua scrivania! *'''Donna''': Ray!<br>'''Ray''': Donna...<br>'''Donna''': Che ci fai qui? Non hai appuntamento. <br> '''Ray''': Devo vedere Harvey. <br> '''Donna''': Ooh, conosci le [[Regole dalle serie televisive|regole]]: non si entra senza un mandato, un editto papale o il mio permesso. <br> '''Ray''': Sono stato citato per danni in una causa multimilionaria. L'incidente non è successo per colpa mia. Dov'è Harvey? <br> '''Donna''': Ok, non dire altro. Ti faccio passare! <br> '''Ray''': Sei bellissima quando sei così energica! <br> '''Donna''': So che per te è un complimento, ma non mi piace che si pongono limiti alla mia bellezza! *'''Harvey''': Louis, ti ha mai detto nessuno che sei un incredibile soprano?<br>'''Louis''': Cosa vuoi Harvey?<br>'''Harvey''': Hai ragione. Perché prolungare le mie sofferenze. Vorrei che mi facessi parlare con il giudice Palermo.<br>'''Louis''': Ti serve il mio aiuto e non me lo imponi da autorità? {{NDR|Un po' incredulo}} Questo caso non c'entra niente con lo studio vero?<br>'''Harvey''': Che cosa ci vuole, una manicure e pedicure? Un biglietto per Celine Dion?<br>'''Luois''': Vedrò che posso fare.<br>'''Harvey''': E che vuoi in cambio?<br>'''Luois''': Se mi serve una grattatina sulla schiena te lo chiedo.<br>'''Harvey''': A meno che non sia una metafora, salta tutto! *'''Louis''': Grattatina! <br> '''Harvey''': Non ho un primogenito, lo sai. Allora che vuoi in cambio? <br> {{NDR|Louis indica qualcosa alle sue spalle}} <br> '''Harvey''': No, non una delle mie cravatte! <br> '''Louis''': No... {{NDR|Indica ancora}} <br> '''Harvey''': La tua spalla? Cosa? Donna?! Dio... <br> '''Louis''': Norma va a Istanbul per due settimane, non lavoro bene con le temporanee. <br> '''Harvey''': Mio Dio, chiedimi un'altra cosa. <br> '''Louis''': Harvey, non è negoziabile. Sei in debito con me ora. <br> '''Harvey''': Donna è l'unica cosa che non posso darti! <br> '''Louis''': Perché no? <br> '''Harvey''': Primo non acconsentirebbe mai... <br> '''Louis''': Sei il suo capo. Tu le dici cosa fare. <br> '''Harvey''': Io non le dico niente. Fa tutto da sola. <br> '''Louis''': Va bene, non c'è problema. Chiamerò il giudice e gli dirò che mi sono sbagliato e la tua udienza verrà discussa tra sei mesi. <br> '''Harvey''': Facciamo così. Se riesci a convincerla tu, hai la mia benedizione. <br> '''Louis''': Si innamorerà di me al punto che lotterai per riaverla. *'''Louis''': Ciao Donna. Harvey e io stavamo giusto parlando di te. <br> '''Donna''': No. <br> '''Louis''': Non sai cosa sto per dire... <br> '''Donna''': Sì invece. <br> '''Louis''': E com'è possibile?! <br> '''Donna''': Leggo le labbra, conosco il linguaggio del corpo e parlo con Norma. Non sono un premio che si vince alla fiera, Louis. <br> '''Louis''': Certo che no, non sei un premio. <br> '''Donna''': Sono un essere umano. <br> '''Louis''': Sì certo. <br> '''Donna''': Scusami, ma sai... Questo mi fa sentire una persona... da poco. <br> '''Louis''': No, invece voglio dirti che sei molto brava nel tuo lavoro, Donna. Per questo ti chiedo... <br> '''Donna''': È come se la mia anima fosse ferita! <br> '''Louis''': Noo. Donna, senti, anche se la tua anima ora ti sembra ferita... <br> '''Donna''': {{NDR|finge di scoppiare a piangere}}: Scusami... <br> '''Louis''': Non è niente. È tutto a posto. Non piangeree, ti prego non piangere, Donna. Oh cazzo! <br> {{NDR|Louis scappa}} <br> '''Donna''': Ti devo un favore. Mi sono divertita. <br> '''Harvey''': Aspetta un momento. Anche quando hai pianto e ho lasciato che i tuoi genitori stessero nel mio appartamento, tu... <br> '''Donna''': Sì! *'''Jessica''': Così facciamo la figura dei bulli ricchi contro un povero tassista. Ti sembra positivo per la nostra immagine? <br> '''Harvey''': Rifiuto di rispondere alla domanda basandomi sul fatto che non voglio! *'''Ray''': Lasciamo perdere la causa. Lo faranno presidente! <br> '''Harvey''': Il discorso d'apertura è come un tiro libero: facile. Nessuno gioca in difesa. <br> '''Ray''': Noi siamo forti in difesa? <br> [...]<br>'''Harvey''': Obiezione! Tartassa il teste! <br> '''Giudice''': Accolta. <br> '''Harvey''': Obiezione, polemica! Influenza il teste! Ambiguo! Riservato! Provocatorio! <br> '''Giudice''': Accoltaaa! *'''Uomo''': Allora chi hai detto di essere?<br>'''Harvey''': L'avvocato di Trevor.<br>'''Uomo''': Trevor non ha parlato di un avvocato.<br>'''Harvey''': Non sa di avermi assunto.<br>'''Uomo''': Va bene...apri la valigetta. {{NDR|Harvey la apre}} Dove sono i nostri soldi?<br>'''Havery''': La foto è un'inquadratura presa dalla videosorveglianza del mio studio. Sappiamo che faccia avete e se Mike Ross non ha mie notiie nei prossimi 5 minuti chiama la polizia.<br>'''Uomo''': {{NDR|Ride}} No amico, tu non vieni qui a minacciarci...<br>'''Harvey''': Rischiate sequestro di persona, estorsione e traffico di stupefacenti e il procuratore distrettuale è terzo sulla rubrica del mio cellulare! *'''Jessica''': Ora so che sei il mentore del ragazzo. <br> '''Harvey''': Non capisco di che parli. <br> '''Jessica''': Davvero? Perché so che hai usato l'analogia del cucciolo con lui, che è quella che usavo io con te. <br> '''Harvey''': Può essermi sfuggita per sbaglio. <br> '''Jessica''': Per sbaglio, di proposito, l'importante è che... sono più alta di te! Sì! ==Episodio 6, ''I trucchi del mestiere''== *'''Mike''': Come è andata al Dipartimento di Giustizia?<br>'''Harvey''': Seguimi e lo saprai.<br>'''Mike''': Posso assistere?<br>'''Harvey''': A capo chino e con la bocca chiusa, non è il solito...<br>'''Mike''': Oddio! <br> '''Harvey''': Che succede? <br> '''Mike''': Svelto, fai finta di dirmi una cosa importante. <br> '''Harvey''': Ti sto dicendo una cosa importante! <br> '''Mike''': …E poi sai, dopo l'ingiunzione, entrambe le parti hanno deciso per la revisione… Oh mio Dio! Quella donna con Rachel, ho fatto il test al suo posto un paio di anni fa. Se mi vede, può smascherarmi! <br> '''Harvey''': Ah sì? E che direbbe? Ah, scusatemi, quando ho imbrogliato al SAT, è stato lui a fare il test per me. Smettila! <br> '''Mike''': Potrebbe andare proprio così. Tu non lo sai, la gente parla! *'''Harvey''': Hai detto a quel tizio al basket di essere un legale del Dipartimento di Giustizia? <br> '''Mike''': Mmm, non esplicitamente. Sai, la gente sente quel che vuoi sentire… Non mi fingerò più un agente federale. <br> '''Harvey''': Mi pare una buona idea. *'''Louis''': Harold, ti ho chiamato l'altra sera e non hai risposto al cellulare, il che è strano, sei un associato al primo anno tanto fortunato da lavorare qui da Pearson & Hardman. Perciò, quando ho bisogno di parlarti devi essere reperibile. In qualsiasi momento. Non mi interessa se sei in coma in un ospedale o se tua madre sta per buttarsi dal ponte di Brooklyn, tu rispondi. <br> '''Harold''': Assolutamente sì. <br> '''Louis''': Chiaro? <br> '''Harold''': Sì. *'''Louis''': Come li hai avuti? <br> '''Jessica''': I biglietti di Re Lear della Royal Shakespeare Company? <br> '''Louis''': Era tutto esaurito quando hanno aperto la prevendita. Amo Re Lear, come lo sapevi? <br> '''Jessica''': È mio compito saperlo. <br> '''Louis''': Ma come mai? <br> '''Jessica''': Il tuo fatturato è eccezionale. Ci hai portato tre clienti di alto profilo in un mese e voglio dimostrarti quando ti apprezzo. E mi fa piacere che tu sia contento. <br> '''Louis''': Andiamo a cena prima o dopo il teatro? <br> '''Jessica''': Ah… ehm… non lo so. <br> '''Harvey''': Ricordi quando siamo andati alla partita degli Yankees e durante il fall mi hai finito tutti i nachos? Siamo andati in una steak house, no? Ah, che cena. Divertitevi! *'''Mike''': Scusa, non mi ricordo, perché indaghiamo ancora su Gabby Stone? Ah, certo! Perché ho detto che è innocente e ora sei d'accordo con me... <br> '''Harvey''': No, non sono d'accordo che sia innocente... ma, se c'è una sola possibilità, che qualcun altro sia coinvolto, la società sarebbe in pericolo e non posso permetterlo! <br> '''Mike''': Ok, perciò non sei d'accordo su ciò su cui siamo d'accordo? <br> '''Harvey''': Su questo, sono d'accordo! *'''Cliente''': Non le do un cavolo. Crede che non sappia cosa sia il segreto professionale? Voi avvocati societari ci guardate con sufficienza perché non abbiamo frequentato università esclusive. Anche se non ho una laurea prestigiosa lei non può venire qui e darmi ordini. E se va a piangere da Morello la prendo a calci perché è un cagasotto. <br> '''Harvey''': Be', Sam, mi spiace che la pensi così, ma io lavoro per il tuo capo, Dean Morello, da lungo tempo, credimi. E ti dico una cosa, se mi metti i bastoni tra le ruote sarai disoccupato in meno di una settimana. Quanto al resto, se penso di essere più intelligente di te, hai ragione lo penso. Ma se pensi che non possa sbatterti per terra come un tappeto, dammi un pugno e vediamo come va. Ecco appunto. *'''Mike''': È stato stupendo! Lui era Mr T e tu Roky. Però, non Roky ll'inizio quando ha paura di Mr T, ma alla fine quando dice: oh, fai del tuo meglio. Sai, Adrianaa! <br> '''Harvey''': Be', molto divertente, ma smettila di fare il buffone. <br> '''Mike''': Come? Perché? <br> '''Harvey''': Perché senza il trading non abbiamo un cavolo e la tua amichetta marcirà in galera. E comunque non imiti bene Stallone, ci vuole un registro più rock. Ooh. <br> '''Mike''': Sono incredibile a fare Stallone, lo imito fin da piccolo. <br> '''Harvey''': Ooh. <br> '''Mike''': Non mi puoi criticare, non a bocca piena. <br> '''Harvey''': No, ho mandato giù. Ooh, Adrianaa! <br> '''Mike''': Hai del cibo in bocca. Che schifo! *'''Jessica''': Le citazioni di Louis non iniziano e finiscono con Top Gun! <br> '''Harvey''': Dì quello che vuoi, ma non lascio quello con cui faccio coppia. Ecco è divertente perché è da Top Gun. <br> '''Jessica''': È una mina vagante, vola a intuito. Ah, credi che io non possa citare Top Gun? Ma vattene! <br> '''Harvey''': Aah, sei brava! *'''Harvey''': {{NDR|Vedendo che Mike ha il libro per il test di legge}} Finalmente vuoi iscriverti a legge? <br> '''Mike''': Ah, no aiuto Rachel a studiare. <br> '''Harvey''': La bella assistente, certo. <br> '''Mike''': Smettila, non è così. <br> '''Harvey''': È assolutamente così. Ah, e ora che ci penso... come hai fatto a fare il test per una donna? <br> '''Mike''': Cioè? Abbiamo fatto il test lo stesso giorno e ognuno ha messo sul test il nome dell'altro... perché? Che c'è da ridere? <br> '''Harvey''': Ti immaginavo travestito da donna! <br> '''Mike''': Potrei farlo... ho i lineamenti delicati! *{{NDR|Al telefono}} '''Mike''': Harvey! Ho il trading. <br> '''Harvey''': Ne parliamo domani. <br> '''Mike''': Che? No, vengo subito. <br> '''Harvey''': Sei ubriaco, non venire. <br> '''Mike''': Ok, ok, ci vediamo fra un minuto. <br> {{NDR|Bussando a casa di Harvey}} '''Mike''': Ehii, Harvey! Forza, dobbiamo salvare Gabby.. Gabbolini… Oh, hai una bella casa, fratello! <br> '''Harvey''': Non chiamarmi mai fratello. <br> '''Mike''': Pensi che magari potresti prestarmela, quando vai fuori città, ti faccio una specie di casa-sitter. <br> '''Harvey''': Ricordami di farti dare una chiave da Donna. Hai il trading? <br> '''Mike''': Tadan! <br> '''Harvey''': Bravo. <br> '''Mike''': Ehi, quando possiamo… {{NDR|Harvey gli sbatte la porta in faccia.}} *'''Harvey''': Che tocco di classe! Biglietti per la partita degli Yankees. Grazie, non vedo l'ora! I nachos li paghi tu stavolta. <br> '''Jessica''': I biglietti non sono per te e per me, sono per te e per Louis. <br> '''Harvey''': Domenica 12? Ti avevo detto che sono impegnato! <br> '''Jessica''': So che è la verità. Sei alla partita degli Yankees con Louis. Figliolo, il tuo ego firma assegni che il tuo corpo non può riscuotere. Oh, divertente, perché ora io cito Top Gun e tu esci dal mio ufficio! <br> '''Harvey''': Molto spiritosa, davvero molto spiritosa. ==Episodio 7, ''Concentrati sull'uomo''== *{{NDR|Mike quasi investe Rachel in bicicletta}} '''Mike''': Uuoohoo! <br> '''Rachel''': Ma che fai?! <br> '''Mike''': Oh, scusa! È tutto a posto? <br> '''Rachel''': Non uccidermi, non dirò a nessuno che imbrogliavi con gli esami di ammissione. <br> '''Mike''': Cosa? Andiamo, Rachel! <br> '''Rachel''': Non riesco a crederci! <br> '''Mike''': Rachel, avanti vieni, ti offro un caffè. <br> '''Rachel''': Il caffè pensi di pagarlo o rubi anche quello? <br> '''Mike''': Ok, prima di tutto io non rubo niente, al massimo imbroglio, c'è una bella differenza. E poi non lo faccio più! <br> '''Rachel''': Oh, che grande difesa. Mi scusi, Vostro Onore, l'ho uccisa ma non lo farò mai più! *'''Donna''': Finalmente Jessica ha scelto un caso con una forte figura femminile. L'anno scorso mi hanno costretta a impersonare un vigile urbano! Tutto il mio talento sprecato. <br> '''Mike''': Aspetta, tu fai parte dei testimoni? <br> '''Donna''': Oh no no, io non faccio niente. Io impersono! E se vuoi vincere prendimi con te. <br> '''Mike''': In questo caso... <br> '''Donna''': No! <br> '''Mike''': Okay... *'''Harvey''': La legge si basa sul controllo, giusto? E con la presenza di una giuria, dei testimoni e un altro avvocato con un super ego sarà complicato. <br> '''Mike''': E se non avesse un super ego? <br> '''Harvey''': Tutti gli avvocati ce l'hanno! Lo studio ha presentato un caso dove c'è la possibilità di fallire, giusto?<br>'''Mike''': Giusto.<br>'''Harvey''': Ti suggerisco di creare una situazione dove non ci sia possibilità di fallire. Kobayashimaru. <br> '''Mike''': Koba... cosa? <br> '''Harvey''': Star Trek, il Capitano Kirk. Lui vince anche nelle situazioni senza speranza. <br> '''Mike''': Sei un Trekki?! <br> '''Harvey''': Ehi! Il Capitano Kirk è un mito, ok? E adesso basta! Il tuo problema legale è finto affrontiamo il mio che non è simulato ma reale!<br> '''Mike''': Sì, mio Capitano! *'''Harvey''': Scottie!<br>'''Scottie''': Harvey!<br>'''Jons''': Voi due vi conoscete?<br>'''Scottie''': Eravamo ad Harvard insieme, lui era il quinto della classe mentre io non ricordo, cos'ero?<br>'''Harvey''': Sposata con la biblioteca!<br>'''Scottie''': Giusto ero la numero uno. *'''Harvey''': Hai la proposta preliminare? <br> '''Scottie''': No, sono arrivata da Londra del tutto impreparata! <br> '''Harvey''': Non farti intimidire dai paroloni che uso. <br> '''Scottie''': Sovracompensazione non è un parolone. <br> '''Harvey''': Ah no? <br> '''Scottie''': Non vedo l'ora di vedere il lavoro di un socio aziano. <br> '''Harvey''': Vedo che la mia promozione ti è uscita sulla Harvey Specter Google Alert. <br> '''Scottie''': Uscirà anche altro, vedrai! *'''Donna''': Come sono andati i negoziati? La tua posizione è sopra o sotto? <br> '''Harvey''': Perché non mi hai detto che l'avvocato era Scottie? <br> '''Donna''': Temevo che ti presentassi con l'ansia da prestazione sul caso. È ovvio! <br> '''Harvey''': Tu sei ovvia! <br> '''Donna''': Hai la zip aperta. <br> '''Harvey''': No, non è vero. <br> '''Donna''': Ma prima lo era! <br> '''Harvey''': Puoi fare di meglio! <br> '''Donna''': Uuh, è quello che ti ha detto Scottie? *'''Mike''': Non riesco a crederci. Mi hai dato il peggior consiglio che potessi darmi. <br> '''Harvey''': Abbassa i toni del melodramma, Giulietta! *{{NDR|Donna finge di piangere}} <br> '''Mike''': Oh mio Dio... <br> '''Donna''': No scusa... <br> '''Mike''': Nono, va tutto bene! Nonono, non devi piangere, va tutto bene. Shh, va tutto bene. Lo so che molto spesso dice cose che possono ferire, lo fa sempre. Lo fa anche con me, sai... <br> '''Donna''': Sono brava, vero? Riesco anche a far scendere una sola lacrima dall'occhio sinistro o da quello destro a secondo delle esigenze. <br> '''Mike''': Ok, mi fai paura. Che succede? <br> '''Donna''': Se devo interpretare Lena Landers per te, voglio essere in grado di esprimere tutte le emozioni. <br> '''Mike''': Oh mio Dio! Ti adoro! <br> '''Donna''': Sì, lo so... Concentrati! *'''Mike''': Ti serve qualcosa? Perché altrimenti io me ne andrei.<br>'''Harvey''': Vai a bere con gli altri associati?<br>'''Mike''': Sì!<br>'''Harvey''': Per festeggiare cosa esattamente?<br>'''Mike''': Tieni per te il tuo disappunto, Harvey, io so cosa ho fatto.<br>'''Harvey''': Sei sicuro? Perché secondo me ti sei ritirato...per non ferire i sentimenti della ragazza.<br>'''Mike''': Era un finto processo. E in quel momento ho deciso che non valeva la pena ferire qualcuno per ottenere il risultato.<br>'''Harvey''': Il risultato è che hai appena dimostrato a tutti i soci dello studio, compreso me, che non hai stomaco. Non hai quello che serve.<br>'''Mike''': Continui a dirmi che devo decidere che tipo di avvocato voglio essere...e se fossi furbo deciderei di essere come te perché tutti sanno che sei il migliore...ma io voglio capire anche che tipo di persona voglio essere. E qualche volta mi piaccio come sono...più di quanto mi piaccia tu.<br>'''Harvey''': Vuoi sapere che tipo di persona sono? Sono duro...ma sono onesto. Dico quello che penso...e penso che tu sia un ragazzino che ha chiesto un'opportunità ma non ha ancora deciso se la vuole davvero. ==Episodio 8, ''Crisi d'identità''== *'''Mike''': Ehi, davvero Louis ha ammazzato un tale? <br> '''Harvey''': Dice questo radio-pettegolezzo-associati? <br> '''Mike''': Secondo me ha iniziato lui. <br> '''Harvey''': Sì, e afferma di essere alto 1,90 e di avere la testa piena di capelli. <br> '''Mike''': Louis coi capelli. Divertente. *'''Harvey''': Sei sfuggito a Donna. Hai aspettato che andasse al bagno. <br> '''Louis''': Quella femmina trattiene liquidi come un cammello. Ho visto che qui non c'è traccia della più grande band di tutti i tempi. <br> '''Harvey''': E quale sarebbe, Louis? <br> '''Louis''': Oh, un piccolo gruppo chiamato Queen? <br> '''Harvey''': Non l'ho mai sentito. E i veri musicisti non usano eyeliner. <br> '''Louis''': Davvero? Dillo a quell'artista che prima si chiamava Prince e che ora si chiama Prince. <br> '''Harvey''': Che vuoi Louis? <br> '''Louis''': Ho pensato che per collaborare ci vogliono delle regole. <br> '''Harvey''': Regola numero 1: non toccare i miei dischi. O qualsiasi altra cosa nel mio ufficio. <br> '''Louis''': Va bene. {{NDR|Louis sta per sedersi sul divano}} <br> '''Harvey''': Inclusa la mobilia. <br> '''Louis''': Vorrei costruire un rapporto con te, ok? Quindi dobbiamo lavorare sulla relazione. <br> '''Harvey''': Senti, io rimanderei la terapia di coppia al quinto anniversario, che ne dici? *'''Mike''': Harvey, mi serve la carta di credito dello studio. <br> '''Harvey''': Per cosa? <br> '''Mike''': Credevo non volessi spiegazioni. <br> '''Harvey''': Infatti...non le voglio. <br> '''Mike''': Non muori dalla voglia di sapere per cosa la userò? <br> '''Harvey''': No. <br> '''Mike''': Te lo posso dire? <br> '''Harvey''': Se quando me la riporti odora di spogliarellista, sei licenziato. <br> '''Mike''' {{NDR|a Donna}}: Io non vado mai in quei posti là! *'''Harvey''': Donna, cercami Louis. Non è in ufficio. <br> '''Donna''': Ah, e Norma non sa dov'è? <br> '''Harvey''': Oh, lei… <br> '''Donna''': Non gliel'hai chiesto, vero? <br> '''Harvey''': Sai che mi fa venire i brividi! <br> '''Donna''': Ah, che smidollato! <br> '''Harvey''': Come mi hai chiamato?! <br> '''Donna''': Hai capito benissimo che cosa ho detto. {{NDR|Telefona a Norma}} Norma, dov'è Louis? Cosa? Scherzi?! <br> '''Harvey''': Che c'è? <br> '''Donna''': Shh! ==Episodio 9, ''Imbattuto''== *'''Harvey''': Ha sbagliato ufficio. <br> '''Tanner''': Harvey, devo ammetterlo. Ottimo lavoro fare di Kenny Verdasco il simbolo della vostra Class Action. <br> '''Harvey''': Non so chi sia Kenny Verdasco. <br> '''Tanner''': Oh, allora è meglio che lo scopri. <br> '''Harvey''': Per cominciare perché non si presenta? Sto per chiamare la vigilanza. Donna! <br> '''Tanner''': Rilassati, rilassati. Sono Travis Tanner. <br> '''Harvey''': Lei è Travis Tanner? <br> '''Tanner''': Quindi mi conosci. <br> '''Harvey''': No. <br> '''Tanner''': Socio Senior dello studio Clyde-MacPhee. Siamo di base a Boston. <br> '''Harvey''': Anche dei Red Sox non mi frega niente. <br> '''Tanner''': Divertente. *'''Harvey''': Devi cedere a me questa causa. <br> '''Jessica''': L'uomo entrato durante la deposizione. Ti ha sfidato? <br> '''Harvey''': Sì. <br> '''Jessica''': È bravo? <br> '''Harvey''': Sì. <br> '''Jessica''': Io non ce la farei? <br> '''Harvey''': Ha parlato del campionato di stato. <br> '''Jessica''': Ooh, la spalla. <br> '''Harvey''': Sì. <br> '''Jessica''': Il caso è tuo. Fa attenzione. <br> '''Harvey''': Va bene. <br> '''Jessica''': Insomma, accennare al campionato di stato è davvero scorretto. <br> '''Harvey''': Niente che non avrei fatto io. *'''Harvey''': Devi informarti su Travis Tanner. Scopri dove ha lavorato, dove è andato a scuola, quali cause ha vinto. <br> '''Mike''': Perché? Pensi di creare una pagina wikipedia su di lui? <br> '''Harvey''': Non so niente di come procede quell'uomo. E prima di fare una mossa, devo sapere tutto sul suo modo di procedere. <br> '''Mike''': Certo, per la sua pagina wikipedia. <br> '''Harvey''': I Mavericks si saranno visti tutti i video di LeBron per affrontare i Miami Heat. <br> '''Mike''': Tu sei Harvey Specter, non ti servono i video. <br> '''Harvey''': Lo sai chi ha visto più partite di tutti? <br> '''Mike''': No, chi? <br> '''Harvey''': Michael Jordan. <br> '''Mike''': Che? E tu che ne sai? <br> '''Harvey''': Non mi credi? Chiamiamolo. <br> '''Mike''': Hai il numero di Michael Jordan? <br> '''Harvey''': Sì. <br> '''Mike''': Se adesso premo questo, chiamerò Michael Jordan? <br> '''Harvey''': Così funziona il telefono. Premi il 23 in rubrica. <br> '''Mike''': Lo sto facendo. <br> '''Harvey''': Dai. <br> '''Mike''': Gli chiedo una cosa del baseball. <br> '''Harvey''': Non chiedergli del baseball. <br> '''Mike''': {{NDR|Al telefono}} Aaah, ho sbagliato, scusi! Mi prendi in giro? Oh mio Dio! Ma chi sei?! *{{NDR|Si è scoperta una fuga di notizie dallo studio.}} '''Louis''': Jessica crede che possa trattarsi di un errore. Io non credo. Non penso neanche che sia una questione di etica. È una questione di lealtà. Qualcuno in questa stanza ci ha traditi tutti. {{NDR|Guarda Mike}} Mi dà la nausea. E che sia successo con quei coglioni con la puzza sotto al naso della Wakefields Cady, mi dà ancora di più la nausea. Voi lavorate insieme, in trincea, fianco a fianco, il che vuol dire che qualcuno deve sapere chi è stato. Ora, se qualcuno sa qualcosa del criminale e non lo denuncia, è colpevole quanto il criminale stesso e con il criminale verrà licenziato. <br> '''Jimmy''': Fa come George Bush. <br> '''Louis''': O siete con noi, o contro di noi. <br> '''Mike''': Parla come Bush, ma assomiglia a Cheney. {{NDR|Scoppiano a ridere.}} <br> '''Louis''': Devi dirmi qualcosa, Harold? No? Non è quel problema dermatologico che mi dicevi prima? No, non è quello? <br> '''Harold''': No. *{{NDR|Parlando di Travis Tanner}} '''Mike''': Quell'uomo è proprio un mito! <br> '''Harvey''': Ti faccio fare l'autografo? <br> '''Mike''': No, rispetto solo il nostro nemico. <br> '''Harvey''': Nemico? <br> '''Mike''': Dall'arte della guerra. No? <br> '''Harvey''': No. *{{NDR|Harvey deve incontrare Tanner al Liceo di Apple Creek}}<br>'''Mike''': Perché lo incontri lì?<br>'''Harvey''': Perché quello è il Ground Zero e voglio l'emozione di quella scuola sotto i piedi quando negozierò.<br>'''Mike''': Credevo fossi contrario alle emozioni.<br>'''Harvey''': Sono contrario a provare le emozioni non ad usarle. *'''Mike''': Siete come le due facce della stessa medaglia. <br> '''Harvey''': Che intendi? Che è come me? Guarda che nessuno è come me. <br> '''Mike''': Hai detto a Donna che ero come te. <br> '''Harvey''': Io non l'ho mai detto. <br> '''Mike''': Hai detto che cercavi uno come te e poi hai assunto me. Perciò, capito come funziona? Logica! *'''Vanessa''': Potresti anche pagarmi direttamente in pubblico. <br> '''Harvey''': Ma allora non mi sentirei James Bond. *'''Mike''': Donna, che puoi dirmi dei codici dei dipendenti? Secondo Louis, Rachel ha usato il suo per faxare informazioni alla Wakefields Cady. <br> '''Donna''': Ho mille cose da fare prima di pranzo, tenerti per mano mentre attraversi la strada non è contemplato. <br> '''Mike''': Donna, è per Rachel. <br> '''Donna''': Dimmi tutto. <br> '''Mike''': Usiamo i codici di fatturazione per addebitare al cliente, ma i codici del dipendente? <br> '''Donna''': Serve quando devi usare risorse dello studio per ragioni personali. <br> '''Mike''': Lo possiamo fare? <br> '''Donna''': Tu non puoi, ma Rachel sì. <br> '''Mike''': Perché? <br> '''Donna''': Perché dopo cinque anni un assistente legale vale più di un nuovo associato. <br> '''Mike''': Ok, e tu hai un codice personale? <br> '''Donna''': Io ne ho due! <br> '''Mike''': E dove si ottengono? <br> '''Donna''': Sono generati dal reparto informatico. <br> '''Mike''': Abbiamo un reparto informatico? <br> '''Donna''': I computer non vanno da soli. Almeno finché non inventeranno Skynet. <br> '''Mike''': Sarah Connor. {{NDR|Finge di caricare un fucile.}} <br> '''Donna''': No. <br> '''Mike''': No. Devo migliorare. <br> '''Donna''': Davvero pessimo. *'''Mike''': Ah, ciao, scusa, sto cercando Benjamin. <br> '''Benjamin''': L'hai trovato. <br> '''Mike''': Ah, bene. Sono Mike Ross, abbiamo parlato al telefono. Però! Questo posto è come il Galactica, dove sono nascosti i Cyloni? <br> '''Benjamin''': La Pearson & Hardman tiene a noi perché siamo in servizio 24 ore su 24. Se il server va in tilt o il computer di un socio si impalla, muore gente. <br> '''Mike''': Ahahah, è un po' drammatico, non credi Ben? <br> '''Benjamin''': Mi chiamo Benjamin. Neanche a te piacerà se ti chiamano Mike. <br> '''Mike''': In realtà, io preferisco Mike. <br> '''Benjamin''': Allora, Mike, sei mesi fa ero alla Conon Lewyte, la loro rete era impazzita, c'era un processo per inadempimento contrattuale per 400 milioni di dollari e un'ora per farla ripartire. Nessuno pensava che si potesse fare, io l'ho rimessa in funzione in 23 minuti. Lo trovi abbastanza drammatico? <br> '''Mike''': Wow, sei un vero Zuckerberg. <br> '''Benjamin''': Zu.. Zuckerberg… Zuckerberg non troverebbe neanche il codice per uscire da una busta. *'''Tanner''': Mmm, a questa devo rispondere. Sarà uno dei tuoi cliente che accetta la mia offerta di risarcimento. Pronto? <br> '''Harvey''' {{NDR|Al telefono}}: Tanner, te la farò vedere io. Adesso ho il tuo numero! *'''Harvey''': Moneypenny. <br> '''Vanessa''': Non chiamarmi così. <br> '''Harvey''': Perché? <br> '''Vanessa''': Perché lei era cotta di lui, tra noi è il contrario. *{{NDR|Mike porta un caffè a Donna.}} '''Mike''': Ehm ehm, ma che strano, guarda che ho trovato. <br> '''Donna''': Oh, tu sei un principe fra gli uomini. <br> '''Mike''': Non capisco perché usi il latte scremato e poi ci metti la panna e lo zucchero. <br> '''Donna''': Perché se uso latte scremato, posso metterci la panna e lo zucchero! <br> '''Mike''': Aaah. <br> '''Donna''': Che hai? <br> '''Mike''': Possiamo parlare un secondo? <br> '''Donna''': Sì. <br> '''Mike''': La settimana scorsa Louis si è fatto dare il codice di Rachel dal reparto informatico. <br> '''Donna''': E allora? <br> '''Mike''': È una prova schiacciante! L'ha incastrata lui. <br> '''Donna''': Perché Louis dovrebbe tradire lo studio? <br> '''Mike''': Non lo so, sarà arrabbiato perché non è diventato Socio Senior e ha mandato la lista prima di abbandonare la nave. <br> '''Donna''': Mike. Louis è tante cose, ma non è un traditore. Gli scorre la Pearson & Hardman nel sangue, avrà le mutande della Pearson & Hardman. <br> '''Mike''': Mmm, sono stato al Tennis Club con lui, credimi, non porta mutande. <br> '''Donna''': Anch'io voglio bene a Rachel, ma non è stato Louis. <br> '''Mike''': Okay. <br> '''Donna''': E non osare parlarmi mai più delle mutande di Louis. <br> '''Mike''': Hai cominciato tu! <br> '''Donna''': Corri! *'''Benjamin''': Michael. <br> '''Mike''': Benjamin. Hai qualcosa per me? <br> '''Benjamin''': Una scommessa è una scommessa, quel che è giusto è giusto. Ecco il tuo GX 9000. <br> '''Mike''': Sei un amico. <br> '''Benjamin''': Se ci vedi i porno, io lo saprò. *'''Tanner''': Perciò dichiarerai il falso per vincere la causa. <br> '''Harvey''': No, non dichiarerò il falso. E comunque sia non sarebbe solo per vincere la causa, ma per sbatterti in galera. Vedi, tu hai la procura legale e accetterai questo risarcimento. Due milioni di dollari a querelante. Firmerai e poi con il tuo sorrisetto di merda riprenderai l'aereo per Boston e non tornerai più nella mia città. *'''Mike''': Hai detto di avere seguito il mio consiglio e di esserti sorpreso da solo. <br> '''Harvey''': Infatti, il prestito che ho avuto per i querelanti, ho dato io il milione di dollari come garanzia. <br> '''Mike''': Se questo non è provare un'emozione, non so che cosa sia. <br> '''Harvey''': Vattene. <br> '''Mike''': Sembri quasi arrabbiato. Ti fa sentire bene? Soddisfatto? Felice? D'accordo, emozionato! <br> '''Harvey''': {{NDR|Dopo che se n'è andato}} Ok, forse un po' felice. ==Episodio 10, ''Una vita in scatola''== *'''Harvey''': Scusa, io non capisco. <br> '''Louis''': Caro, tu non capisci tante cose. <br> '''Harvey''': Tutti indossano una cravatta nera, ma la tua è grigia.<br> '''Louis''': E va benissimo per una serata come questa. Non c'è niente che non va nella mia cravatta! <br> '''Cameriere''': Champagne, signori? <br> '''Louis''': È autentico? Da dove viene? È francese? Perché altrimenti si chiama spumante e io non bevo lo spumante! <br> '''Harvey''': Lo perdoni. I suoi volevano una femmina, non si è mai ripreso. <br> '''Louis''': Che dici?! La differenza si sente, non sono uno snob! <br> '''Harvey''': Non sei snob, sembri Niles fratello di Frasier. <br> '''Louis''': C'è un tale equivoco su quel personaggio! <br> '''Jessica''': Ok ragazzi, non occorre che vi dia il time-out, vero? <br> '''Harvey''': Se lo prendi a sculacciate, ti giuro che mi metto all'angolo. <br> '''Louis''': Spiritoso. *'''Louis''': Per caso puzzo di salsiccia? <br> '''Harvey''': Non più del solito, perché? <br> '''Louis''': Perché sto per conoscere la futura signora Litt. Ho mangiato una pizza e voglio essere sicuro di non emanare aromi. <br> '''Harvey''': Veramente qualcosa emani. <br> '''Louis''': Si chiamano feromoni e le donne li trovano irresistibili. Osserva! *{{NDR|Mike e Jenny si stanno baciando sul divano}} <br> '''Jenny''': Aspetta. <br> '''Mike''': Aspetta? <br> '''Jenny''': Aspetta. È solo che… mi sembra che stiamo correndo troppo. <br> '''Mike''': Devo andare più piano? <br> '''Jenny''': No! No, insomma, sono appena uscita da una relazione… <br> '''Mike''': Giusto. <br> '''Jenny''': In un certo senso anche tu! <br> '''Mike''': In realtà non stavo con nessuna! <br> '''Jenny''': Sai cosa intendo… <br> '''Mike''': Trevor! <br> '''Jenny''': Già. <br> '''Mike''': È vero Trevor. Sì, corriamo troppo. <br> {{NDR|Si allontanano e sospirano entrambi}} <br> '''Mike''': Vorrei del tè. Vuoi del tè? <br> '''Jenny''': Sì! <br> '''Mike''': Ok, preparo un tè. {{NDR|…}} <br> {{NDR|Parlando dell'Harvard Club}} <br> '''Jenny''': Beh, se decidessi di andare… e volessi qualcuno accanto, io… <br> '''Mike''': Porterei te. Mi piacerebbe. <br> {{NDR|Ricominciano a baciarsi}} <br> '''Mike''': Ohoh, ohoh, adesso chi è che corre?! <br> '''Jenny''': È solo che hai detto la cosa giusta! * {{NDR|Mike arriva in ufficio di sera e trova Harvey vestito in smoking}} <br> '''Mike''': Che succede? Non sai chi portare al ballo? <br> '''Harvey''': Dobbiamo licenziare Stan Jacobson. <br> '''Mike''': Chi? <br> '''Harvey''': Vicepresidente della Drybec Accounting. <br> '''Mike''': I nostri contabili? <br> '''Harvey''': Sì, sono anche nostri clienti. <br> '''Mike''': Com'è possibile? {{NDR|Ci pensa su}} Atto di rinuncia al conflitto di interessi. <br> '''Harvey''': Ma guarda! Stai imparando come funziona la legge! *'''Harvey''': Tranquillo, a te non accadrà. <br> '''Mike''': Ma se Jessica lo scoprisse, verrei licenziato! <br> '''Jessica''': Scoprissi cosa? <br> '''Harvey''': Mi ha confessato che è vergine. <br> '''Jessica''': Non mi stupisce minimamente. <br> '''Harvey''': Tutto a suo tempo, Mike! *'''Harvey''': Hai dormito qui stanotte? <br> '''Mike''': Non direi proprio che ho dormito. <br> '''Harvey''': Dove hai preso il vestito? <br> '''Mike''': Rachel. Nel senso che Jenny l'ha dato a Rachel, di sotto. Ha dormito da me ieri sera. Jenny, eh, non Rachel! <br> {{NDR|Harvey lo guarda perplesso.}} *'''Mike''': Puoi farmi un piacere? Devo ricevere un fax per Harvey... <br> '''Louis''': Buongiorno. <br> '''Mike''': Sì, buongiorno. Gli serve... <br> '''Louis''': Si vede, vero? Se ne saranno accorti tutti! <br> '''Mike''': Accorti di cosa? Ti sei fatto la ceretta alle sopracciglia? <br> '''Louis''': Sono stato con la donna più bella del mondo. <br> '''Mike''': Ah, ti ha fatto lei la ceretta? <br> '''Louis''': Abbiamo fatto un sacco di cose e la ceretta non era una di queste. Non so se mi spiego! <br> '''Mike''': Oddioo! È fantastico, ma volevo chiederti... <br> '''Louis''': Si chiama Cherys e abbiamo molte cose in comune, e ieri c'era questa.. sai come mmh... un po' come mmmh.. Quella chimica quando i corpi si toccano... <br> '''Mike''': Non mi va di fare questi discorsi con te. <br> '''Louis''': Siamo due uomini, giusto? Due chiacchiere da spogliatoio. Quel legame tra maschi... <br> '''Mike''': Scusa tanto, qualcuno mi ha chiamato. Hai sentito?! Mi hanno chiamato. Quindi, solo un secondo, eh?! <br> '''Louis''': Per me è ancora vergine. *'''Stan'''': Allora, dobbiamo andare da Harvey. Muoio dalla voglia di vederlo. <br> '''Mike''': Perché? <br> '''Stan''': Le sue palle! <br> {{NDR|Mike lo guarda stupito}} <br> '''Stan''': Le palle autografate. Adoro il baseball! <br> '''Mike''': Oooh, giusto! * {{NDR|Stan deve essere licenziato perché ha mentito sui suoi titoli}} <br> '''Harvey''': Stan, perché non si accomoda qui? <br> '''Mike''': Che dici, vado a prendere un po' d'acqua per… {{NDR|Harvey gli fa segno di sedersi}} <br> '''Stan''': So che il suo tempo è prezioso, compilo io i registri! A proposito, so che lei vuole approfondire qualcosa riguardo le ultime revisioni. <br> '''Mike''': Vorrei davvero un bicchiere… {{NDR|Mike fa per alzarsi ma Harvey gli impone di risedersi}} <br> '''Harvey''': Stan, non vogliamo parlare di contabilità. È qui perché sta per essere licenziato! <br> [...] <br> '''Harvey''': Per essere chiari, lei non nega ciò di cui la stiamo accusando. <br> '''Stan''': Intende se nego che menti quando mi assunsero? No, ma non sono il genio della truffa, sono andato al college ma non mi sono laureato. Nessuno se n'è accorto perché ci so fare con i numeri! Poi all'improvviso lo scoprono... <br> '''Mike''': Non all'improvviso. {{NDR|Guarda il foglio che ha in mano}} Questo accertamento sul suo passato risale a cinque anni fa. <br> {{NDR|Harvey fa palmface}} <br> '''Stan''': Cosa? Ma non ha senso! <br> '''Harvey'''{{NDR|Si fa dare il foglio e guarda male Mike}}: Questo l'originale? <br> '''Mike''': Sì. <br> '''Stan''': Quindi Tori lo sapeva da tutto questo tempo? Stesso procedimento di Paula! <br> '''Harvey''': Chi? <br> '''Stan''': Paula! Aveva scoperto proventi non dichiarati, i conti non tornavano e portò i registri a me. Dopodiché è sparita, chiesi ragguagli e cominciarono a escludermi dalle riunioni! Voglio nascondere chissà che e mi licenziano?! <br> '''Harvey''': Ehi, dove sta andando?! <br> '''Stan''': Io non firmo nessun accordo! Mi hanno incastrato! <br> '''Mike''': Devo seguirlo? <br> '''Harvey''': No, hai già fatto abbastanza! *'''Jessica''': Per quanto mi riguarda il tuo giovane associato è responsabile di tutto! <br> '''Harvey''': Un errore in buonafede. <br> '''Jessica''': Ha consapevolmente reso noto un documento riservato di un cliente. Questa non è buonafede. Quante altre possibilità vuoi dargli? <br> '''Harvey''': Non credevo che stessimo segnando i punti, ma in ogni caso credo che sia in vantaggio lui! *'''Harvey''': Qualunque cosa tu stia facendo, fermati. <br> '''Mike''': Aspetta, questo è interessante. Paula O'Neal, l'ex impiegata della Drybec di cui parlava Stan, ha sporto denuncia di licenziamento senza giusta causa. La denuncia è scomparsa. <br> '''Harvey''': Davvero? Fammi vedere. <br> {{NDR|Mike gli passa un foglio e Harvey lo accortoccia.}} <br> '''Harvey''': Vieni con me! *'''Harvey''': Devi imparare una cosa da ciò che è accaduto. Abbia ragione o no, non importa chi sia, il cliente va accontentato! Io posso attribuire quanto successo con Stan alla tua esuberanza giovanile, ma non Jessica. Quindi se vuoi lavorare qui, vattene a casa subito perché se ti vede… <br> '''Mike''': Aspetta, aspetta, vuole licenziarmi? <br> '''Harvey''': L'abitudine a identificarsi con ogni disgraziato non ti farà andare lontano! Vuoi lavorare qui? Allora devi usare fatti, prove, informazioni che stiano in piedi. È questo che fa un vero avvocato! *'''Stan''': Aberteen. <br> '''Harvey''': Chi? <br> '''Stan''': Non chi, ma cosa. La Drybec fa affari con loro ed è lì che sta il problema. <br> '''Harvey''': Lei non ha afferrato! Io voglio che lei decida. E se decide per la citazione, la prima cosa che le chiederanno lì sopra è un anticipo spropositato, e quando dirà che il sottoscritto è tra quelli che le fanno causa, le loro facce sbiancheranno come fazzoletti! Allora che intende fare? *{{NDR|Mike e Jenny vanno alla festa dell'Harvard Club}} <br> '''Mike''': Salve, Mike Ross, classe 2011. <br> '''Portiere''': Ross, non la trovo sulla lista. Ha il suo tesserino? Lo inserisco nel computer. <br> '''Mike''': Ehm, il mio tesserino di Harvard? <br> '''Portiere''': Come ha detto che si chiama? <br> '''Mike''': Michael Ross, della Pearson & Hardman. <br> '''Jenny''': Pensi che a Harvey chiedano il tesserino quando viene qui? <br> '''Portiere''': Harvey Specter? Lei lavora con Harvey Specter? <br> '''Mike''': Ah, già. Sì, sono il suo associato. Posso chiamarlo se vuole. <br> '''Portiere''': Non gli dica che vi ho dato dei problemi, okay? Benvenuti! *'''Jessica''': Vuoi indagare sui nostri clienti? <br> '''Harvey''': Sono anche i nostri contabili. <br> '''Jessica''': E Tori è anche un'amica. Harvey, se se ne accorgono… <br> '''Harvey''': Non se ne accorgeranno. <br> '''Jessica''': Ti sto esplicitamente chiedendo di non farlo. <br> '''Harvey''': Bene, allora ti dirò cosa non avrò trovato dopo che non avrò indagato! *{{NDR|Louis presenta la sua fidanzata a Mike}} <br> '''Cherys'''{{NDR|a Mike}}: Sa, adoro la sua fidanzata. Davvero, mi stava parlando del suo lavoro coi primati, è appassionante. Sono davvero intelligenti quanto noi? <br> '''Jenny''': Oh, molto di più! <br> {{NDR|Jenny va in bagno}} <br> '''Louis''': Le scimmie non sono più intelligenti degli umani. <br> '''Mike''': Dipende da chi sono gli umani in questione! <br> '''Louis''': Cosa? <br> '''Mike''': No?! *{{NDR|Jenny con una scusa riesce a liberare lei e Mike da Louis}} <br> '''Mike''': Oh cavolo, perché non ci hai pensato prima? <br> '''Jenny''': Perché prima dovevo prendere questo. {{NDR|Gli passa un tesserino}} È lui, no? Dello studio. È il suo tesserino personale. <br> '''Mike''': Te l'ha dato lui? <br> '''Jenny''': No, l'ho fregato! *{{NDR|Mike si fa beccare a curiosare in un altro studio dalla guardia}} <br> '''Guardia''': Lei dev'essere Harvey Specter. Harvey: Joe, vero? <br> '''Guardia''': Gliel'ha detto della mia proposta? <br> '''Harvey''': Vediamo se ho capito bene. L'ha beccato mentre ficcava il naso negli archivi e invece di chiamare la polizia, vuole soldi da me? <br> '''Guardia''': Io non l'ho mai detto. È stato lui. {{NDR|Indica Mike}} <br> '''Harvey''': Oh fantastico. E quindi se sporgo denuncia per estorsione finisce nel cestino, vero? <br> '''Guardia''': Forse dopo 10 anni con gli avvocati qualche cosetta la so, e meno male perché alla fine del mese non ci arrivo. <br> '''Harvey''': Comunque dà l'impressione di cavarsela! <br> '''Guardia''': Al livello a cui gioca lei, lo spionaggio è pratica abituale. Sono più che sicuro che vorrà proteggere i suoi segreti. <br> '''Harvey''': A dire il vero, Joe Spina 2561 Clover Lane in Astoria nel Queens, chiunque lo farebbe. Come le dichiarazioni dei redditi congiunte che fa da sei anni, nonostante sia separato da sua moglie. Il Fisco la potrebbe rovinare per questo. Pensa di essere il primo che vuole estorcermi denaro? Vede, io gioco a questo livello. Ora, lei è una guardia giurata che ama il rischio e questo mi piace. Ecco cosa faremo. {{NDR|Tira fuori una busta}} Questa è una donazione per la giovanile di baseball Joy Parise. Se la ricevono la ricevono, altrimenti non ha importanza. Ma nel caso ci rivedessimo, sarà lei a dovermi un favore! <br> {{NDR|Fa cenno a Mike di seguirlo}} <br> '''Mike''': Signora Guardia! *'''Mike''': Davvero devo ripagarti? <br> '''Harvey''': Cominciamo con qualche spiegazione! <br> '''Mike''': Hai detto che ti servivano prove, sono andato a cercarle. <br> '''Harvey''': Sficcanasando in un altro studio legale? <br> '''Mike''': Peggio che dare una mazzetta a uno della sicurezza?<br> '''Harvey''': Ok, primo non era una mazzetta! Secondo, se non l'avessi fatto saresti dentro a quest'ora! <br> {{NDR|…}} <br> '''Mike''': Ma devo davvero restituirti i soldi? <br> '''Harvey''': Fino all'ultimo! <br> '''Mike''': Aspetta un minuto. Quanto hai messo nella busta?! *{{NDR|Gli associati stanno guardando un video sul computer di Mike}} <br> '''Mike''': Ehi, che fate tutti alla mia scrivania? <br> '''Seth''': Questa devi vederla! <br> '''Mike''': Quello è Louis? <br> '''Seth''': Nell'atrio. <br> '''Mike''': È una telecamere di sicurezza? In tempo reale? Ma che fate?! <br> '''Seth''': No, è di ieri sera. La sorveglianza glielo ha mandato stamattina. <br> '''Mike''': E perché lo guardiamo sul mio computer? <br> '''Seth''': Beh, non rischiamo su uno dei nostri, e tutti sanno la tua password. <br> '''Mike''': Come tutti sanno la mia password?! <br> '''Seth''': Ross999, beh molto originale! <br> '''Mike''': Senti, 999 ha il vantaggio di essere… <br> '''Seth''': Shhh, arriva! <br> {{NDR|Nel video la compagna di Louis lo picchia e gli associati scoppiano a ridere}} <br> '''Mike''': No! Che caspita le ha detto?! <br> '''Seth''': Forse gli serve un'ordinanza restrittiva e questa è la sua prova. <br> {{NDR|Arriva Louis e tutti scappano tranne Mike che cerca di chiudere il video}}<br> '''Mike''': Ehm... ascolta… per favore… Sono arrivato ed era… Senti io… {{NDR|Louis se ne va}} Stai bene, sì? *'''Harvey''': Hai visto che non se ne sono accorti? <br> '''Jessica''': Che cosa cerchi, Harvey? Baci, abbracci e complimenti? <br> '''Harvey''': Oh, niente di che. Un trofeo, un nobel… <br> '''Jessica''': Una tua statua in bronzo nell'atrio può bastare? <br> '''Harvey''': A grandezza naturale! <br> '''Jessica''': Sei stato in gamba, Harvey. <br> '''Harvey''': Non ero mica solo. <br> '''Jessica''': Dovrò concedere al giovanotto il beneficio del dubbio, d'ora in avanti. <br> '''Harvey''': Sì, dovresti. *'''Mike''': Perché? <br> '''Harvey''': Cosa? <br> '''Mike''': Assumermi, perché mi hai fatto questo? <br> '''Harvey''': L'ho fatto per te. <br> '''Mike''': No, hai sempre detto chiaramente che agisci solo nel tuo interesse. Allora perché? <br> '''Harvey''': Vuoi sapere perché sono diventato avvocato, o perché il tuo amico spacciava, o perché tu facevi imbrogli… <br> '''Mike''': Li facevo perché avevo… <br> '''Harvey''': Perché non potevi guadagnare in altro modo, stronzate! La vita è così, a me piace così! <br> '''Mike''': Io non sono così! <br> '''Harvey''': Tu non esisteresti senza di me, Mike. Quindi se vuoi dire basta, sai dov'è la porta! ==Episodio 11, ''Le regole del gioco''== *'''Mike''': Mi stai osservando? Mi trovi piacente? <br> '''Jenny''': Nessuno dice piacente. <br> '''Mike''': James Bond è piacente. <br> '''Jenny''': Ti credi James Bond? <br> '''Mike''': Potrei essere James Bond! Ho la spavalderia di Sean Connery, oltre ovviamente al fisico di Daniel Craig, e di Lazenby ho… no so per cosa fosse famoso! *'''Harvey''': In taxi? Ti hanno rubato la bici? <br> '''Mike''': Troppi pensieri, è più sicuro così. <br> '''Harvey''': Di che parli? <br> '''Mike''': Louis. Ha raccontato a Jenny di me e Rachel. Tra l'altro è stata lei a baciarmi! <br> '''Harvey''': Basta con la soap opera, dammi i miei documenti! *'''Harvey''': Cameron Dennis, procuratore distrettuale. Mike Ross, il mio associato. <br> '''Mike''': Salve. <br> '''Cameron''': Questo vuol dire che sei il suo nuovo Harvey. <br> '''Mike''': Come? <br> '''Cameron''': Harvey era il mio associato. Gli ho insegnato tutto io. Il miglior assistente procuratore dopo di me. <br> '''Mike''': Gli ha insegnato tutto? <br> '''Cameron''': Mai finire in udienza, parole mie. Non bisogna affezionarsi, ma vincere. Mie. <br> '''Mike''': Non ci credo, l'Harvey di Harvey! *{{NDR|Mike e Rachel stanno guardando un vecchio articolo di giornale}} <br> '''Rachel''': Questo non è Harvey? <br> '''Mike''': Okay, me la devi assolutamente dare questa foto! *'''Louis''': Tocca un nucleo idealistico del nostro essere dove persino il più cinico non ha perso la speranza. Per questo ascoltiamo la musica. <br> '''Harvey''': Oh, è bellissimo Louis, davvero. La tua scelta di lasciare legge e diventare critico musicale è nell'interesse di tutti! <br> '''Louis''': Sai, stavo citando Peter Sellers, ho due biglietti da un testone l'uno per Nixon in China. <br> '''Harvey''': Uscite insieme adesso? Torno dopo? <br> '''Jessica''': Siediti Harvey. <br> '''Harvey''': Adoro quando mi parli come la mia insegnante delle elementari, la signora Ko. <br> '''Jessica''': Signori, Malcolm Price è venuto a mancare. <br> '''Harvey''': Una grave perdita per l'umanità! <br> '''Jessica''': Vuoi scherzare sui morti? Fa pure. Ma la sua rivista, nient'altro che la verità, ci è valsa una fortuna. Price ha lasciato il suo patrimonio, 10 aziende e la rivista alle sue due figlie, Madison e Kelsy. Ci è stato chiesto di dividere i beni equamente. <br> '''Harvey''': E io perché sono qui? <br> '''Jessica''': Si odiano a morte. Malcolm ha impostato il testamento per riavvicinarle e tu hai talento per rimettere insieme persone che non si vedono di buon occhio. <br> '''Harvey''': E perché lui è qui? <br> '''Jessica''': Perché Madison Price l'ha richiesto. <br> '''Harvey''': Sei sicura che non l'abbia confuso con me? <br> '''Louis''': Con Hardman avevo seguito dei contratti per lei, le avrò fatto una buona impressione. <br> '''Jessica''': Bene, una cliente a testa. <br> '''Harvey''': E a te sembra corretto farci scontrare per la cliente di Louis? <br> '''Louis''': Divisione dei beni finanziari? Non mi lucideresti le scarpe! <br> '''Harvey''': Qualcuno dovrebbe. <br> '''Louis''': In realtà me le lucido da solo, quindi lascia stare. <br> '''Harvey''': Però, beate loro! <br> '''Louis''': Infatti dici sempre a Donna: hai visto che belle scarpe che indossa Louis? <br> '''Jessica''': Signori! Siamo dalla stessa parte. E benché io non vi avrei assegnati entrambi al caso è andata così. Quindi...mi aspetto che mettiate da parte le vostre divergenze e che lavoriate insieme sul caso. Così che tutti siano soddisfatti...potete riuscirci stavolta? *{{NDR|Harvey e Mike parlano con Kelsy/Louis parla con Madison}} <br> '''Kelsy''': Mi ha sempre odiata. <br> '''Harvey''': Potrebbe essere l'occasione per ricominciare da capo. <br> '''Kelsy''': Mi piacerebbe. Davvero. Ma Maddy non credo che voglia. <br> '''Mike''': Potrebbe sorprenderla. <br> '''Madison''': Kelsy è una stronza. Non si merita l'eredità. <br> '''Louis''': Purtroppo ho paura che suo padre non la vedesse in questo modo. Secondo il testamento, noi dovremmo… <br> '''Harvey''': …trovare una ripartizione delle aziende che vi soddisfi entrambe. Ma io voglio… <br> '''Louis''': … che sia soddisfatta lei. <br> '''Kelsy''': Sa che cosa mi soddisferebbe? <br> '''Madison''': Qualsiasi cosa la renda infelice, è semplice. <br> '''Kelsy''': Voglio la mia rivista. Io e mio padre ci abbiamo lavorato per anni e… <br> '''Madison''': Mi hanno fatta impazzire! Loro due che consideravano quella rivista letteratura! <br> '''Kelsy''': Significa tutto per me. Quello che voglio è… <br> '''Madison''': Vendere quella montagna di spazzatura e dare a lei il minimo possibile. <br> '''Mike''': Perché ce l'ha tanto con lei? <br> '''Kelsy''': Nostro padre ha lasciato sua madre per sposare la mia, e lei incolpa me. <br> '''Mike''': Perché pensa che sia colpa sua? <br> '''Madison''': Perché sua madre è rimasta incinta e ha messo il guinzaglio a mio padre. Da allora la piccola Kelsy è stata il centro dell'universo. <br> '''Kelsy''': Sa che vuol dire avere qualcuno che ti odia solo per gelosia? <br> '''Harvey''': Lei avrà la rivista. <br> '''Madison''': Sa che vuol dire vedere qualcuno che si prende tutte le attenzioni quando tu sai di valere almeno il doppio? <br> '''Louis''': Non le faremo avere la rivista. *'''Kelsy''': Maddy. <br> '''Madison''': Kelsy. <br> '''Harvey''': Louis. <br> '''Louis''': Harvey. <br> '''Mike''': Dottore, dottore. <br> '''Harvey''': Chevy Chase. <br> '''Mike''': Bravo! *{{NDR|Mike fissa Donna mentre scrive al computer}} <br> '''Donna''': No Mike, non mi distrai per niente. <br> '''Mike''': Stavo aspettando. <br> '''Donna''': Che cosa? <br> '''Mike''': Be', di non distarti. Perché Harvey non parla del suo lavoro per il procuratore? <br> '''Donna''': Chi te l'ha detto? <br> '''Mike''': Cameron Dennis. L'abbiamo incontrato oggi. Si vedranno a cena. <br> '''Donna''': Ecco perché non mi hanno detto niente. <br> '''Mike''': Che sta succedendo? <br> '''Donna''': Lascia stare. E non chiedere niente ad Harvey. <br> '''Mike''': Qual è il segreto? <br> '''Donna''': Nessun segreto. Però… zitto! <br> '''Harvey''': Di che cosa state parlando? <br> '''Mike''': Le sorelle Price. <br> '''Donna''': Che tipe, vero? *'''Mike''': Dobbiamo davvero giocare pulito con Louis? Voglio distruggerlo! <br> '''Harvey''': Vuoi distruggerlo? Vai al giornale, ispezionalo e fatti un'idea del valore. <br> '''Mike''': Non dovremmo usare valutazioni indipendenti? <br> '''Harvey''': Perché, credi che seguirà le regole? <br> '''Mike''': Ovviamente no. <br> '''Harvey''': Per questo dovrai essere tre passi avanti a lui, perché ti assicuro che lui sarà due passi avanti a te.<br> '''Donna''': Parli del diavolo... Sua maestà vuole vederti. <br> '''Louis''': Ti ho sentito! <br> '''Donna''': Lo spero bene! <br> '''Louis''': Signori. <br> '''Harvey''': Vostra altezza! <br> '''Louis''': Ecco, è per questo che sono qui. <br> '''Harvey''': Per essere deriso? <br> '''Louis''': No, per definire delle regole che ci portino a giocare pulito. <br> '''Harvey''': Ma certo. Niente calci, niente morsi, né colpi alla testa. <br> '''Louis''': Stai deridendo le regole? <br> '''Harvey''': No, sto deridendo te! <br> '''Louis''': Punto primo: useremo solo valutazioni indipendenti. <br> '''Harvey''': Certamente. Ottimo punto. {{NDR|Lancia un'occhiata a Mike}} <br> '''Louis''': Punto secondo: non chiamerai Jessica per mediare. È tra te e me. <br> '''Harvey''': Hai paura che mamma mi dia ragione? <br> '''Louis''': No, io so che mamma lo farebbe. <br> '''Harvey''': Perché ho ragione! <br> '''Louis''': Punto terzo: muraglia cinese. Non avrai accesso a nessun documento interno che stilerò. <br> '''Harvey''': Rendiamo orgogliosa Jessica. Facciamo sì che tutti siano soddisfatti. <br> '''Louis''': Meraviglioso. <br> '''Harvey''' {{NDR|a Mike}}: Tranquillo, lo distruggeremo. <br> '''Louis''': Ti ho sentito. <br> '''Harvey''': Lo spero bene! <br> '''Louis''': Ti va una scommessa? <br> '''Mike''': Dobbiamo soddisfare entrambe le sorelle, come sapremo chi vince? <br> '''Harvey e Louis''': Lo sapremo. <br> '''Harvey''': Solita cifra? <br> '''Louis''': No, alziamo la posta questa volta. Se vinco, mi prendo Mike. <br> '''Mike''': Non puoi scommettermi come un oggetto, Louis. <br> '''Harvey''': Tanto non vincerà. <br> '''Louis''': Un mese? <br> '''Harvey''': Dieci giorni. <br> '''Mike''': Harvey! <br> '''Louis''': Due settimane? <br> '''Harvey''': Nove giorni. <br> '''Mike''': Harvey! <br> '''Louis''': D'accordo, va bene. Dieci giorni. E tu cosa vuoi? <br> '''Harvey''': Be', questa è difficile. Non vorrei niente di tuo! <br> '''Mike''': Cioè, scommetti me in cambio di niente?! *'''Cameron''': Harvey! Benvenuto, come stai? <br> '''Harvey''': Raccontami di quella cazzata del nostro incontro. Quanto hai dovuto aspettare per far finta di incontrarmi per caso? <br> '''Cameron''': Dieci minuti. Non arrivi mai in anticipo e non volevo rischiare! *'''Donna''': Come è andata la cena con l'Anticristo? Ti hanno citato in giudizio. Che cosa farai? <br> '''Harvey''': Tu che cosa faresti? <br> '''Donna''': Fermo un attimo. Sei sicuro di stare bene? Mi hai appena chiesto un consiglio e se non sbaglio, sì è la prima volta. <br> '''Harvey''': Tu c'eri, che cosa faresti? <br> '''Donna''': Io racconterei tutto. Guarderei Cameron andare a fondo. E darei una festa, berrei champagne, me ne andrei a letto e dormirei come un bambino dopo. <br> '''Harvey''': Davvero? Sii più chiara. <br> '''Donna''': Lui è pericoloso, Harvey. Hai fatto bene ad andartene. Potevi finire in una strada buia, e sappi che io non ti avrei seguito! <br> '''Mike''': Sono appena tornato dalla redazione. Quel giornale è un bene in crescita, ci sono molte opportunità di espansione. Se riusciamo a farlo avere a Kelsy, saremo a posto. C'era anche Elvis lì. <br> '''Harvey''': Grandioso. <br> '''Donna''': Eccitante! <br> '''Mike''': Ho interrotto qualcosa? *'''Mike''': Prima mi scommetti e ora mi lasci da solo? Va bene, lo farò e vincerò. Oh, hai deciso cosa vorrai da lui quando avrò vinto? <br> '''Harvey''': I suoi biglietti per Nixon in China. <br> '''Mike''': Vuoi andare all'opera? <br> '''Harvey''': No, ma Louis invece sì. Farglielo perdere sarà bello. <br> '''Mike''': E tu non avrai niente? Mi hai scommesso per niente. <br> '''Harvey''': Stai ancora parlando? <br> '''Mike''': Già. *'''Mike''': Ciao! È un buon momento per parlare della divisione dei beni? <br> '''Louis''': No. <br> '''Mike''': Ci sarà un momento migliore, oppure… <br> '''Louis''': Sì, quando verrà anche Harvey. <br> '''Mike''': Mi ha chiesto lui di occuparmene. <br> '''Louis''': Crede che mi batterai? <br> '''Mike''': Dimostra il contrario. Che hai da perdere? A parte Nixon in China, è chiaro. <br> '''Louis''': Cos'hai per me? <br> '''Mike''': Allora, dunque, ci sono 10 aziende. Noi proponiamo che a Kelsy vada la numero 1, la 3, la 7 e la 9. <br> '''Louis''': E questo a noi lascerebbe il… <br> '''Mike''': 52,3% dei beni. <br> '''Louis''': Mmh generoso, ma no. <br> '''Mike''': O in alternativa, proponiamo che Kelsy prenda l'azienda 1, 2, 4 e 8. Questo vi darebbe… <br> '''Louis''': Il 54, 6%. No. <br> '''Mike''': Hai una controproposta? <br> '''Louis''': No. <br> '''Mike''': Ok. Kelsy prende l'azienda 1, 7, 8 e 9. <br> '''Louis''': No. <br> '''Mike''': Louis, così avreste il 60% dei beni! <br> '''Louis''': Sì, ma no. <br> '''Mike''': Che cosa vuole la tua cliente? <br> '''Louis''': Beh, la tua offerta ha reso chiaro cos'è che vuole la vostra. La rivista. E quello che vuole la mia cliente è che la vostra cliente non ottenga ciò che vuole, quindi non avrai la rivista. <br> '''Mike''': Sei legalmente obbligato a riportare queste offerte alla tua cliente! <br> '''Louis''': Denunciami su basi etiche, o fai rapporto al tuo supervisore… oh cazzo, sono io il tuo supervisore! Aspetta un secondo. {{NDR|Prende blocco e penna}} Vai pure. Che lamentele hai? Non ne hai? No? Davvero? <br> '''Mike''': Dovremmo trovare un accordo onesto e rispettoso, Louis. <br> '''Louis''': Corri subito a dirlo a Jessica. Oh aspetta, infrangeresti le regole e verresti a lavorare per me. Fai comunque una corsetta e dì ad Harvey di alzare il culo e venire lui a negoziare, perché tu hai fallito! *'''Jessica''': Sarò il tuo legale per la deposizione. Cercherò di non farti parlare, ma dovresti farlo. <br> '''Harvey''': Era il mio mentore. <br> '''Jessica''': È al servizio della comunità. <br> '''Harvey''': Era il mio mentore! <br> '''Jessica''': C'è in gioco molto di più, Harvey! <br> '''Harvey''': Era il mio mentore! E non potrei mai essere io a farlo andare a picco, esattamente come non potrei mai tradire te! *'''Kyle''': Che cos'hai Mike? Problemi in ufficio? <br> '''Mike''': Non ti ho visto, va alla grande! <br> '''Kyle''': Carina! <br> '''Mike''': Così tu e Rachel… da quanto uscite insieme? <br> '''Kyle''': Sai che gli avvocati e i clienti diventano intimi nel corso di un processo. Quando ti abbiamo bastonato alla simulazione, abbiamo legato. <br> '''Mike''': Nel mondo reale uscire con i clienti è una violazione etica, lo sai? <br> '''Kyle''': Per fortuna non è il mondo reale, perché ho intenzione di violare quell'etica tutta la notte. Sai cos'è buffo? Credevo te la saresti presa prima tu. Ti dirò com'è. <br> '''Mike''': Sta zitto, Kyle. <br> '''Kyle''': Potresti sembrare geloso! <br> '''Mike''': Potresti sembrare un coglione! Aspetta, in realtà lo sei! <br> '''Kyle''': Buona questa. Hai un diario con tutte le tue battute? <br> '''Mike''': Tu finisci il tofu! *'''Avvocato''': Parliamo di lei, signor Specter. In due anni ha seguito esattamente 8'362 casi. 36 casi al giorno, molto più che rimarchevole. <br> '''Harvey''': Grazie! <br> '''Avvocato''': Ne ha portati 1'047 in udienza, vinti tutti. <br> '''Harvey''': Mai in udienza se non sai di vincere! <br> '''Avvocato''': E perché se n'è andato? <br> '''Harvey''': Un avvocato di nome Jessica Pearson mi ha guidato quando studiavo legge e ha pensato che mi servisse fare esperienza in tribunale. Ma il mio [[Piani dalle serie televisive|piano]] è sempre stato di entrare nel suo studio e ripagarla portando guadagni enormi a tutti i consociati. Come sto andando? <br> '''Jessica''': Puoi fare di meglio! <br> '''Avvocato''': Voi pensate che questo sia un gioco? <br> '''Jessica''': Ora è polemica! *'''Harvey''': Ho sentito che hai incasinato l'accordo negoziando contro te stesso. <br> '''Mike''': Ah… ehm io… <br> '''Harvey''': Hai lasciato che Louis scoprisse a cosa mirava la nostra cliente. <br> '''Mike''': Sì, ho commesso un errore, ma ne ha fatto uno anche lui! <br> '''Harvey''': Beh, questo non me l'ha detto. <br> '''Mike''': Già, e invece adesso anche noi sappiamo a cosa mira la sua cliente. Non le importa di vincere, Harvey, ma solo che la sorella perda. <br> '''Harvey''': D'accordo, questo è un bene. E ora che si fa? <br> '''Mike''': Perdiamo. Le lasciamo la rivista. <br> '''Harvey''': Questo non soddisferà la nostra cliente. <br> '''Mike''': Lasciamo la rivista a Madison e poi prendiamo tutti i dipendenti e ne apriamo un'altra. Tutti adorano Kelsy, nient'altro che la verità è solo un nome, lasciamolo a Madison. <br> {{NDR|Arriva Louis}} <br> '''Harvey''': Forse qualcosa ti ho insegnato. <br> '''Louis''': Bene, vedo che vi date da fare. Anch'io. Ho notato qualche problema con gli impiegati della rivista. I contratti stavano per scadere, così volevo sapeste che mi sono mosso e ho blindato i dipendenti. Per proteggerci. Visto che stiamo tutti lavorando insieme, giusto? <br> {{NDR|Mike e Harvey annuiscono e Louis se ne va}} <br> '''Harvey''': Lo sa. <br> '''Mike''': Impossibile. <br> '''Harvey''': Lo sa! <br> '''Mike''': Sono stato attento, ho cancellato ogni file dal server! L'unica volta che un foglio di carta ha lasciato la mia scrivania è quando l'ho faxato a Kelsy! <br> '''Harvey''': L'hai faxato? Con la grossa macchina che tiene tutte le informazioni che ci inserisci per essere ristampate da qualcuno che ha il tuo codice? <br> '''Mike''': Ma non può farlo! Abbiamo quella muraglia cinese… oddio, ci batterà, non è vero?! <br> '''Harvey''': Senti, conosce i nostri piani, ma non ha fatto mistero dei suoi. <br> '''Mike''': Li useremo a nostro vantaggio! <br> '''Harvey''': E distruggeremo Louis! <br> {{NDR|Arriva Jessica}} <br> '''Jessica''': Piccolo aggiornamento Harvey, tu e Louis non siete in competizione sul caso, lavorate insieme! <br> '''Harvey''': Come Captain e Tennille? Be', se è così, lui è Tennille! <br> '''Mike''': Chi?! {{NDR|Harvey e Jessica lo guardano male}} <br> '''Jessica''': Devi venire con me. <br> '''Harvey''': Sono nei guai? <br> '''Jessica''': Sì Harvey, sei nei guai! *{{NDR|Mike sta tirando dei colpi alla fotocopiatrice bloccata}} '''Mike''': Andiamoo! Maledizione! <br> '''Donna''': Che stai facendo? <br> '''Mike''': Aaaah! Niente, sto… solo mandando altri fax. <br> '''Donna''': Fammi provare. <br> '''Mike''': Sono incastrati, non si può fare niente. <br> '''Donna''': Sono la donna che sussurra ai fax! <br> '''Mike''': Ok, senti, è ridicolo, va bene? Ho provato di tutto, ho già fatto e non è servito a... <br> {{NDR|Donna tira una gomitata alla stampante sbloccandola.}} *{{NDR|L'ufficio di Harvey è pieno di scatoloni di file}} <br> '''Mike''': Wow, è esploso qualcosa qui dentro? <br> '''Harvey''': Sto facendo qualche ricerca. <br> '''Mike''': Certo, e come sempre te la fai da solo. Va bene. Incontri a porte chiuse con Donna, con Jessica, cena con un procuratore di cui non hai mai parlato prima. Fa parte di qualcosa che ti ha insegnato Dennis? Mantieni i segreti con tutti perché non ti serve nessun aiuto? <br> '''Harvey''': C'è un'indagine sulla manomissione di alcune prove e mi hanno chiesto di testimoniare contro il mio vecchio capo, o verrò accusato anch'io. <br> '''Mike''': Potrebbero radiarti? <br> '''Harvey''': Se mi giudicassero colpevole. <br> '''Mike''': Sei colpevole? <br> '''Harvey''': Non di manomissione di prove. Non lo farei mai. <br> '''Mike''': E di qualcos'altro? <br> '''Harvey''': Qualsiasi cosa abbia fatto, mi metti di fronte a un giudice imparziale ne esco pulito, ma se parliamo di entrare in aula davanti al Gran Giurì… può succedermi di tutto. <br> '''Mike''': Questo vuol dire che testimonierai? <br> '''Harvey''': Non credo di avere scelta. <br> '''Mike''' {{NDR|Parlando di Harvey}}: Una testa di cazzo una volta mi disse che con una pistola alla testa non puoi solamente uccidere o essere ucciso, ma ci sono altre 146 opzioni. Ti verrà in mente qualcosa. *Sai da cosa giudico una persona? Non da come tratta i suoi pari, ma da come tratta i suoi sottoposti. Il gradino più basso della scala. Ti ho sempre ammirata per questo. ('''Donna''') {{NDR|a Jessica}} ==Episodio 12, ''Il duello''== *'''Harvey''': Voglio che mi permetti di rappresentarti.<br>'''Clifford''': Dovrei fidarmi dopo quello che mi hai fatto?<br>'''Harvey''': Non vedo altri in fila per tirare fuori le tue chiappe da qui! *'''Luois''': Non dovresti permettere ad Harvey di seguire il caso.<br>'''Jessica''': Louis, stiamo parlando della vita di un uomo e se Harvey pensa che non sia stato quel ragazzo, lo penso anch'io.<br>'''Luois''': Capisco. Ma quello che Harvey pensa e quello che Harvey può dimostrare sono due cose distinte.<br>'''Jessica''': Se conosco bene Harvey sono la stessa cosa. *'''Harvey''': Pensavi di farlo da solo? <br> '''Mike''': Ho deciso di pensare come te. <br> '''Harvey''': Questo è un caso di omicidio di grande risonanza, contro il nuovo procuratore distrettuale in persona, lo sai, no? <br> '''Mike''': Lo so. <br> '''Harvey''': E credi che ti lascerò venire con me. <br> '''Mike''': Ne sono certo. <br> '''Harvey''': Non voglio che tu pensi come me. <br> '''Mike''': Ora sai come ci sentiamo noi. <br> '''Harvey''': Ah-ah, beccato! <br> '''Mike''': L'avrei detto comunque. <br> '''Harvey''': Non è vero. <br> '''Mike''': Sì, è vero. *'''Harvey''': Donna. <br> '''Jessica''': Devi passarci sopra. <br> '''Harvey''': Ci provo. Non è facile. <br> '''Jessica''': Sì invece. <br> '''Harvey''': Dimmi. <br> '''Jessica''': Okay. Pensa a come sarebbe la tua vita senza di lei. <br> '''Harvey''': Ora lo so. <br> '''Jessica''': Cosa sai? <br> '''Harvey''': Perché mi perdoni sempre. <br> '''Jessica''': Oh, tu non sei così facile da perdonare. <br> '''Harvey''': Pensaci bene. <br> '''Jessica''': Ah, lo faccio. Ogni giorno della mia vita. *'''Harvey''': Ciao. <br> '''Donna''': Ciao. <br> '''Harvey''': Comincia il processo oggi. <br> '''Donna''': Lo so. Hai cinque minuti. <br> '''Harvey''': Non ho mai cominciato un processo senza la nostra cosa. <br> '''Donna''': Beh, non hai tempo. <br> '''Harvey''': C'è tutto il tempo. <br> '''Donna''': Non hai tempo! <br> '''Harvey''': Mi dispiace. <br> '''Donna''': Per cosa? <br> '''Harvey''': Non insistere! <br> '''Donna''': Ok, andiamo! Abbiamo tre minuti. <br> '''Harvey''': Bene, qui o nel mio ufficio? <br> '''Donna''': Qui va bene. <br> '''Harvey''': Ok, al tre. Uno, due… <br> '''Donna''': Aspetta, andiamo nel tuo ufficio. <br> '''Harvey''': Prendo l'apriscatole! *'''Harvey''': La lettera è inutile.<br>'''Mike''': Che?<br>'''Harvey''': Non pensavo che avrebbe avuto il fegato di mentire alla sbarra.<br>'''Mike''': Per uno che è stato capace di ammazzare una persona...<br>'''Harvey''': Mentire e ammazzare non sono la stessa cosa.<br>'''Mike''': Sì, ammazzare è più grave.<br>'''Harvey''': No, è più facile, nessuno ti guarda. *'''Harvey''': È ora di pensare fuori dagli schemi. <br> '''Mike''': Come? <br> '''Harvey''': Se Maometto non va alla montagna, la montagna andrà da Maometto. <br> '''Mike''': Davvero? La montagna da Maometto? <br> '''Harvey''': È un proverbio. <br> '''Mike''': Sì, lo so. Ma non significa niente in questa situazione. <br> '''Harvey''': Hai detto di riuscire a pensare come me, fallo! <br> '''Mike''': Ok, sì, ho capito. <br> '''Harvey''': Cosa? <br> '''Mike''': Dimmelo tu e te lo confermo. <br> '''Harvey''': Non ci provare. <br> '''Mike''': Porca miseria! *'''Harvey''': Pare che i serpenti a sonagli comincino a suicidarsi. <br> '''Mike''': Porca miseria, viene da Mississipi Burning! Tutta questa idea viene da Mississipi Burning. <br> '''Harvey''': Conosci quel film? Volevo metterti in difficoltà. <br> '''Mike''': Lo so a memoria. Ma, un momento, il problema è che quei due filano in perfetta armonia. <br> '''Harvey''': Sanno che non abbiamo niente, ma ora lo abbiamo. <br> '''Mike''': Quindi parlando della montagna che va da Maometto… <br> '''Harvey''': DNA in arrivo al signor Wolf. <br> '''Mike''': Grande Harvey! *'''Louis''': Ciao Donna. <br> '''Donna''': Ciao Louis. <br> '''Louis''': Non sei mai… <br> '''Donna''': Lo so. <br> '''Louis''': Perché…? <br> '''Donna''': Mi serve un favore. <br> '''Louis''': Ad Harvey serve un favore. <br> '''Donna''': Oh, sei molto astuto. <br> '''Louis''': Un grosso favore. <br> '''Donna''': Tuo cugino del laboratorio del DNA, ci serve un referto per oggi. <br> '''Louis''': No.<br> '''Donna''': È per… <br> '''Louis''': Lo so per che cos'è. <br> '''Donna''': Che cosa vuoi? <br> '''Louis''': Non voglio niente. <br> '''Donna''': Sostituirò Norma. <br> '''Louis''': Ok, non sono un tipo vendicativo. <br> '''Donna''': Scusa, ho sbagliato ufficio? <br> '''Louis''': Ascoltami bene. Io ti voglio, porca miseria. E butterei quella segretaria dalla finestra per te. Ma ho una reputazione da difendere, e non la metterò a repentaglio per qualcosa in cui non credo… <br> {{NDR|Donna tira fuori due biglietti}} <br>'''Donna''': American Ballet Theatre? <br> '''Louis''': No. <br> '''Donna''': Seguita da una cenetta tete a tete con Baryshnikov. <br> '''Louis''': Oh, mammina! Io…Io… No no no no. No. Mmhm. No, mi dispiace. <br> '''Donna''': Okay. <br> '''Louis''': Non posso farlo. <br> '''Donna''': Chiaro. <br> '''Louis''': Okay? Hai capito il perché? <br> '''Donna''': Mi è molto chiaro. <br> '''Louis''': No, perché se capisci il perché… <br> '''Donna''': Ho capito, Louis. Louis, shhh… <br> '''Louis''': Vorrei farlo ma non posso. Che c'è? <br> '''Donna''': Lascia. <br> '''Louis''': Che? <br> '''Donna''': Lascia la mano. <br> {{NDR|Louis la lascia andare}} <br>'''Donna''': Jessica vuole vederti nel suo ufficio. <br> '''Louis''': Ma che bastarda! *'''Jessica''': Louis, io non rispondo alle minacce, io le faccio. Perciò se vuoi diventare Socio Senior un giorno, chiama tuo cugino. Subito! <br> '''Louis''': Andata! *'''Donna''': Potrei sbagliare ma sei triste per qualcosa, perciò...perché sei così triste?<br>'''Rachel''': Non ne voglio parlare.<br>'''Donna''': Ho capito. Mike Ross.<br>'''Rachel''': Come lo sai?<br>'''Donna''': Io sono Donna, io so tutto!<br>'''Rachel''': Donna che devo fare?<br>'''Donna''': C'è solo una cosa da fare.<br>'''Rachel''': Mollare? Ucciderla?<br>'''Donna''': Beh...devi bere qualcosa. Due? {{NDR|Rachel fa segno di 3}} Sbronziamoci! *'''Mike''': E adesso? <br> '''Harvey''': E adesso prendo a pugni uno di quei due e gli faccio denunciare l'altro. <br> '''Mike''': Quale? <br> '''Harvey''': Quello più debole. <br> '''Mike''': E qual è? <br> '''Harvey''': Quello che non ha testimoniato. <br> '''Mike''': Dici sul serio? Non puoi farlo! <br> '''Harvey''': E chi me lo impedisce? <br> '''Mike''': Harvey, non sarebbe ammissibile. Non li farai mai condannare così. <br> '''Harvey''': Ma farò uscire Clifford. <br> '''Mike''': Come? <br> '''Harvey''': Wolf non potrà più negare la sua innocenza. <br> '''Mike''': Harvey, non puoi fare questo. Tu non pesti la gente, non fai questo. <br> '''Harvey''': Oggi sì! <br> '''Mike''': Harvey, ho un'altra idea. <br> '''Harvey''': Quale? <br> '''Mike''': Ti piacerà. L'ho presa da Mississipi Burning! *'''Mike''': Saresti stato un bravo criminale. <br> '''Harvey''': Migliore di te. <br> '''Mike''': Scusa? Io ero un magnifico criminale! <br> '''Harvey''': L'hai dimenticato? Una ventiquattrore che si apre. La droga che cade ovunque. <br> '''Mike''': È stato un errore tecnico. Poteva capitare a chiunque! <br> '''Harvey''': Ma se c'era erba su tutto il pavimento! ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Stagioni di Suits| 01]] 55l40yt7kgpsia3kf395bmgxpbx7w2b Goldie Hawn 0 108453 1422683 1295724 2026-08-06T05:56:30Z WikiPedant 63760 replaced 1 image with cleaned-up version of same 1422683 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Goldie Hawn 2011 v02.jpg|miniatura|Goldie Hawn nel 2011]] {{Premio|Oscar|'''[[Fiore di cactus]]''' *Miglior attrice non protagonista (1970)}} '''Goldie Hawn''' (1945 – vivente), attrice, regista e cantante statunitense. ==Citazioni di Goldie Hawn== *Io sono nata a teatro e in televisione e ho vinto un [[Premio Oscar|Oscar]] nel '69 per ''[[Fiore di cactus]]''. Poi le commedie scanzonate mi hanno fagocitata, ma sarò sempre grata a [[Steven Spielberg|Spielberg]] per ''[[Sugarland Express]]'' e a [[Woody Allen]] che mi ha regalato ''[[Tutti dicono I love you]]''.<ref>Citato in Grassi Giovanna, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/luglio/09/Una_dinastia_bionde_Dive_Solo_co_9_060709142.shtml Una dinastia di bionde «Dive? Solo con ironia»]'', ''Corriere della Sera'', 9 luglio 2006, p. 51.</ref> *La [[quarantena]] è uno stato d’animo, noi siamo davvero i custodi di noi stessi. Non credo qualcuno debba aspettarsi che altri lo siano. Bisogna imparare a stare in piedi da soli. Nasciamo da soli e moriamo da soli e dobbiamo veramente capire che questa è la nostra forza. Siamo il nostro potere, siamo il nostro generatore..<ref>Citata da Chiara Dalla Tomasina, ''[https://www.iodonna.it/personaggi/star-internazionali/2020/05/29/goldie-hawn-segreti-amore-pazienza-risate/ Goldie Hawn e i segreti per una storia d’amore che dura: «Pazienza e tante risate»]'', ''iodonna.it'', 29 maggio 2020.</ref> *Mi piace molto l'idea di essere la sua fidanzata, invece che sua moglie. È molto più sexy. È come dire: non ti possiedo, non c'è un documento che ci incastra perché la nostra unione è tutta nel cuore.<ref>Citato in Farkas Alessandra, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2006/agosto/18/Piu_felici_coppie_conviventi_Negli_co_9_060818019.shtml «Più felici le coppie conviventi» Negli Usa superano gli sposati]'', ''Corriere della Sera'', 18 agosto 2006, p. 23.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Overboard - Una coppia alla deriva]]'' (1987) *''[[Doppio inganno (film 1991)|Doppio inganno]]'' (1991) *''[[La morte ti fa bella]]'' (1992) *''[[Il club delle prime mogli]]'' (1996) *''[[Tutti dicono I love you]]'' (1996) *''[[Amori in città... e tradimenti in campagna]]'' (2001) ==Voci correlate== *[[Kate Hudson]], figlia *[[Kurt Russell]], marito ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Hawn, Goldie}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantanti statunitensi]] [[Categoria:Registi statunitensi]] 77yujfrwo6bjdtdlthfpw8k29x8gm3u Università Cattolica del Sacro Cuore 0 113785 1422669 1125656 2026-08-05T16:23:03Z Giornada 5168 corretto wikilink 1422669 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Chiostro Unicatt.jpg|thumb|Chiostro dell'Università Cattolica del Sacro Cuore]] Citazioni sull''''Università Cattolica del Sacro Cuore'''. *L'Università Cattolica del Sacro Cuore, con la luce che proviene da un sapere competente, responsabile, aperto, continuerà ad offrire il proprio servizio alla costruzione della comunità italiana ed europea nella prospettiva di quell'umanesimo che ha fatto grande l'Italia e l'Europa. ([[Gianni Ambrosio]]) *L'Università Cattolica sta lavorando e meditando su un'economia più umanistica. Che senso ha dirsi cattolici se disegniamo la stessa economia di [[Università Harvard|Harvard]] o della Bocconi. ([[Mario Delpini]]) *Mi pare importante auspicare che l'Università Cattolica sia e resti povera cioè sempre bisognosa dell'aiuto della gente, radicata come servizio fra la gente. Per essere segno francescano di quella carità che si fa per gli altri compagni di strada. ([[Ernesto Preziosi]]) *Se l'Università Cattolica non avesse trovato, soprattutto all'inizio, il vasto consenso dei fedeli e particolarmente dei più umili che non ne avrebbero ricevuto un beneficio materiale immediato, essa forse non sarebbe nata e non si sarebbe sviluppata e soprattutto non avrebbe inciso spiritualmente nella vita del paese: sarebbe rimasto un fatto di intellettuali. ([[Giuseppe Lazzati]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Accademie e istituti di cultura in Italia]] jp2euelzflc6qcmkqprktw19akv63kr Operazione Cicero 0 130287 1422675 1139663 2026-08-05T20:49:55Z ~2026-43164-04 107970 /* Altri progetti */ 1422675 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Operazione Cicero |immagine = James Mason-Danielle Darrieux in Five Fingers.jpg |didascalia = [[James Mason]] e [[Danielle Darrieux]] in ''Operazione Cicero'' |titolooriginale = 5 Fingers |paese = Stati Uniti |titoloalfabetico = Operazione Cicero |annouscita = 1952 |genere = spionaggio, drammatico |regista = [[Joseph L. Mankiewicz]] |soggetto = [[L.C. Moyzisch]] |sceneggiatore =[[Michael Wilson (sceneggiatore)|Michael Wilson]] |attori = *[[James Mason]]: Ulisse Diello (''Cicero'') *[[Danielle Darrieux]]: contessa Anna Staviska *[[Michael Rennie]]: Colin Travers *[[Walter Hampden]]: Sir Frederic *[[Herbert Berghof]]: Von Richter *[[Oskar Karlweiss]]: Moyzisch |doppiatoriitaliani = *[[Augusto Marcacci]]: Cicero *[[Rina Morelli]]: Anna Stavisa *[[Emilio Cigoli]]: Colin Travers *[[Amilcare Pettinelli]]: Sir Frederic *[[Carlo Romano]]: Moyzisch |note = *'''Musiche''': [[Bernard Herrmann]] }} '''''Operazione Cicero''''', film statunitense del 1952 con [[James Mason]] e [[Danielle Darrieux]], regia di [[Joseph L. Mankiewicz]]. ==[[Incipit]]== {{incipit film}} '''Narratore''': Il 18 ottobre 1950 un deputato al Parlamento inglese si alzò nel corso di una seduta alla Camera dei Comuni per rivolgere un'interrogazione al ministro degli esteri.<br />'''Deputato''': Questo libro {{NDR|''5 Fingers''}} che viene presentato come la cronaca di fatti reali è stato scritto da un ex addetto militare tedesco e rivela degli avvenimenti veramente straordinari che si sarebbero svolti nell'ambito della nostra ambasciata ad Ankara nel '44 e, fra l'altro, che documenti segretissimi come ad esempio i piani per l'invasione della Francia furono rubati e finirono in mano ai tedeschi. È stata fatta un'inchiesta per assodare se ci sia qualche cosa di vero?<br />'''Ministro''': Sono state adottate ora misure drastiche per impedire che in futuro si ripetano certe inammissibili deficienze. Tuttavia, per quanto doloroso, gli episodi al quale il libro fa riferimento sono fondamentalmente veri. Questa è una storia vera. Tutte le scene esterne in questo film sono state girate in posti legati alla storia. :''This is a true story. All the exterior scenes in the picture were filmed in the locales associated with the story.'' ('''testo a schermo''') ==Frasi== {{cronologico}} *Her Moyzisch, la prego non mi guardi come se avesse altre rendite oltre al suo stipendio. ('''Anna Staviska''') {{NDR|a Moyzisch che la guardava interessato}} *Le [[spionaggio|spie]] non sono mai state scaltre in affari. In genere si tratta di idealisti, liberali mancati o vittime di qualche ricatto e di conseguenza il travaglio emotivo ne indebolisce il potenziale affaristico e la sensibilità commerciale. ('''Ulisse Diello''') *Non si prenda il disturbo di farmi [[pedinamento|pedinare]]. Voi tedeschi ci siete negati: sorpassate sempre quelli che seguite. ('''Ulisse Diello''') *I [[diplomazia|ricevimenti diplomatici]] non sono mai divertenti, si dividono in ricevimenti utili e ricevimenti inutili e in ogni caso le facce saranno simpatiche ma mai gli scopi. ('''Sir Frederic''') *Il grande vantaggio di stare in un paese neutrale è che voi tedeschi potete bere buon whisky scozzese e gli inglesi possono riempirsi di buona birra tedesca. ('''Ulisse Diello''') *Se è vero che nessuno è grand'uomo per il suo [[cameriere]]<ref>{{cfr}} [[Anne-Marie Bigot de Cornuel]]: «Nessuno è eroe per il suo cameriere.» («''Il n'y a pas de héros pour son valet de chambre.''»)</ref>, è anche vero che nessuna donna è un mistero per il cameriere del marito. ('''Ulisse Diello''') {{NDR|ad Anna Staviska}} *Il [[controspionaggio]] è la più alta forma di pettegolezzo. ('''Colin Travers''') *Ci sono tanti intermediari [[Svizzera|svizzeri]], sembra che sia l'occupazione nazionale. ('''Anna Staviska''') *L'unica cosa che veramente mi disgusta è la povertà e l'unica cosa in cui ho incrollabile fede è l'avvenire del denaro. ('''Ulisse Diello''') *Informare uno che stia per essere [[impiccagione|impiccato]] della lunghezza, spessore e robustezza della corda non significa certo diminuirgli le probabilità di morire. ('''Ulisse Diello''') *Come battete bene i tacchi, voialtri svizzeri, è una tradizione elvetica? ('''Anna Staviska''') *Solo donne della mia classe desiderano la mia compagnia e solo uomini della mia classe gliela concedono. ('''Ulisse Diello''') *Questa città l'ha creata Allah a esclusivo beneficio delle spie internazionali. A [[Istanbul]] non si riesce mai a trovare nessuno. ('''spia inglese''') {{NDR|a Colin Travers}} [[File:Danielle Darrieux Five Fingers 3.jpg|thumb|[[Danielle Darrieux]] in una foto pubblicitaria del film.]] *Ha portato il denaro? Sono centomila? Se fossi un signore non mi prenderei il disturbo di contarlo, purtroppo sarò un signore solo quando avrò finito di contarlo. ('''Ulisse Diello''') *Tenga ferme le labbra, Moyzisch. Questa è una cosa che ho imparato dagli inglesi: l'importanza della facciata. ('''Ulisse Diello''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Moyzisch''': Le abbiamo assegnato un nome convenzionale: [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]].<br />'''Ulisse Diello''': Cicerone? Nobile romano, eloquente, raffinato e insoddisfatto. Mi piace questo nome. *{{NDR|Diello le ha appena dato cinquemila sterline}}<br />'''Anna Staviska''': Che cosa? Cosa dice? Sta scherzando?<br />'''Ulisse Diello''': Io non scherzo mai con il denaro. :''– From you? Is it a joke? It can't be real.<br />– There is nothing as real as money.''<ref>In una traduzione più fedele al doppiaggio originale: «Non c'è nulla di così reale come il [[denaro]].»</ref> ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Anna! Povera Anna! ('''Ulisse Diello''') {{NDR|ridendo e buttando al vento le sterline che aveva in mano}} ==Note== <references /> ==Altri progetti==hzsf {{interprogetto}} {{vc_yoiurt}} :awerahs_"holopto" jjd<[tt_yubra]> [[Categoria:Film di spionaggio]] [[Categoria:Film drammatici]] 6gvbtwsrx751kxolxnyuy03p0ch6b21 1422676 1422675 2026-08-05T20:50:02Z Divinations 100312 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-43164-04|~2026-43164-04]] ([[User talk:~2026-43164-04|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Laportoghese|Laportoghese]] 1139663 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Operazione Cicero |immagine = James Mason-Danielle Darrieux in Five Fingers.jpg |didascalia = [[James Mason]] e [[Danielle Darrieux]] in ''Operazione Cicero'' |titolooriginale = 5 Fingers |paese = Stati Uniti |titoloalfabetico = Operazione Cicero |annouscita = 1952 |genere = spionaggio, drammatico |regista = [[Joseph L. Mankiewicz]] |soggetto = [[L.C. Moyzisch]] |sceneggiatore =[[Michael Wilson (sceneggiatore)|Michael Wilson]] |attori = *[[James Mason]]: Ulisse Diello (''Cicero'') *[[Danielle Darrieux]]: contessa Anna Staviska *[[Michael Rennie]]: Colin Travers *[[Walter Hampden]]: Sir Frederic *[[Herbert Berghof]]: Von Richter *[[Oskar Karlweiss]]: Moyzisch |doppiatoriitaliani = *[[Augusto Marcacci]]: Cicero *[[Rina Morelli]]: Anna Stavisa *[[Emilio Cigoli]]: Colin Travers *[[Amilcare Pettinelli]]: Sir Frederic *[[Carlo Romano]]: Moyzisch |note = *'''Musiche''': [[Bernard Herrmann]] }} '''''Operazione Cicero''''', film statunitense del 1952 con [[James Mason]] e [[Danielle Darrieux]], regia di [[Joseph L. Mankiewicz]]. ==[[Incipit]]== {{incipit film}} '''Narratore''': Il 18 ottobre 1950 un deputato al Parlamento inglese si alzò nel corso di una seduta alla Camera dei Comuni per rivolgere un'interrogazione al ministro degli esteri.<br />'''Deputato''': Questo libro {{NDR|''5 Fingers''}} che viene presentato come la cronaca di fatti reali è stato scritto da un ex addetto militare tedesco e rivela degli avvenimenti veramente straordinari che si sarebbero svolti nell'ambito della nostra ambasciata ad Ankara nel '44 e, fra l'altro, che documenti segretissimi come ad esempio i piani per l'invasione della Francia furono rubati e finirono in mano ai tedeschi. È stata fatta un'inchiesta per assodare se ci sia qualche cosa di vero?<br />'''Ministro''': Sono state adottate ora misure drastiche per impedire che in futuro si ripetano certe inammissibili deficienze. Tuttavia, per quanto doloroso, gli episodi al quale il libro fa riferimento sono fondamentalmente veri. Questa è una storia vera. Tutte le scene esterne in questo film sono state girate in posti legati alla storia. :''This is a true story. All the exterior scenes in the picture were filmed in the locales associated with the story.'' ('''testo a schermo''') ==Frasi== {{cronologico}} *Her Moyzisch, la prego non mi guardi come se avesse altre rendite oltre al suo stipendio. ('''Anna Staviska''') {{NDR|a Moyzisch che la guardava interessato}} *Le [[spionaggio|spie]] non sono mai state scaltre in affari. In genere si tratta di idealisti, liberali mancati o vittime di qualche ricatto e di conseguenza il travaglio emotivo ne indebolisce il potenziale affaristico e la sensibilità commerciale. ('''Ulisse Diello''') *Non si prenda il disturbo di farmi [[pedinamento|pedinare]]. Voi tedeschi ci siete negati: sorpassate sempre quelli che seguite. ('''Ulisse Diello''') *I [[diplomazia|ricevimenti diplomatici]] non sono mai divertenti, si dividono in ricevimenti utili e ricevimenti inutili e in ogni caso le facce saranno simpatiche ma mai gli scopi. ('''Sir Frederic''') *Il grande vantaggio di stare in un paese neutrale è che voi tedeschi potete bere buon whisky scozzese e gli inglesi possono riempirsi di buona birra tedesca. ('''Ulisse Diello''') *Se è vero che nessuno è grand'uomo per il suo [[cameriere]]<ref>{{cfr}} [[Anne-Marie Bigot de Cornuel]]: «Nessuno è eroe per il suo cameriere.» («''Il n'y a pas de héros pour son valet de chambre.''»)</ref>, è anche vero che nessuna donna è un mistero per il cameriere del marito. ('''Ulisse Diello''') {{NDR|ad Anna Staviska}} *Il [[controspionaggio]] è la più alta forma di pettegolezzo. ('''Colin Travers''') *Ci sono tanti intermediari [[Svizzera|svizzeri]], sembra che sia l'occupazione nazionale. ('''Anna Staviska''') *L'unica cosa che veramente mi disgusta è la povertà e l'unica cosa in cui ho incrollabile fede è l'avvenire del denaro. ('''Ulisse Diello''') *Informare uno che stia per essere [[impiccagione|impiccato]] della lunghezza, spessore e robustezza della corda non significa certo diminuirgli le probabilità di morire. ('''Ulisse Diello''') *Come battete bene i tacchi, voialtri svizzeri, è una tradizione elvetica? ('''Anna Staviska''') *Solo donne della mia classe desiderano la mia compagnia e solo uomini della mia classe gliela concedono. ('''Ulisse Diello''') *Questa città l'ha creata Allah a esclusivo beneficio delle spie internazionali. A [[Istanbul]] non si riesce mai a trovare nessuno. ('''spia inglese''') {{NDR|a Colin Travers}} [[File:Danielle Darrieux Five Fingers 3.jpg|thumb|[[Danielle Darrieux]] in una foto pubblicitaria del film.]] *Ha portato il denaro? Sono centomila? Se fossi un signore non mi prenderei il disturbo di contarlo, purtroppo sarò un signore solo quando avrò finito di contarlo. ('''Ulisse Diello''') *Tenga ferme le labbra, Moyzisch. Questa è una cosa che ho imparato dagli inglesi: l'importanza della facciata. ('''Ulisse Diello''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Moyzisch''': Le abbiamo assegnato un nome convenzionale: [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]].<br />'''Ulisse Diello''': Cicerone? Nobile romano, eloquente, raffinato e insoddisfatto. Mi piace questo nome. *{{NDR|Diello le ha appena dato cinquemila sterline}}<br />'''Anna Staviska''': Che cosa? Cosa dice? Sta scherzando?<br />'''Ulisse Diello''': Io non scherzo mai con il denaro. :''– From you? Is it a joke? It can't be real.<br />– There is nothing as real as money.''<ref>In una traduzione più fedele al doppiaggio originale: «Non c'è nulla di così reale come il [[denaro]].»</ref> ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Anna! Povera Anna! ('''Ulisse Diello''') {{NDR|ridendo e buttando al vento le sterline che aveva in mano}} ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film di spionaggio]] [[Categoria:Film drammatici]] l52pcmurv7ncioxgr3rgxf8c6yphxv4 Reazione 0 134596 1422699 1031103 2026-08-06T08:22:45Z Spinoziano 2297 +1 1422699 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sulla '''reazione''' e sul '''reagire'''. *Io, signori, non credo alla reazione; ma badiamo che le reazioni non si presentano con la loro faccia; e quando la prima volta la reazione ci viene a far visita, non dice: io sono la reazione. Consultatemi un poco le storie; tutte le reazioni sono venute con questo linguaggio: che è necessaria la vera libertà, che bisogna ricostituir l'ordine morale (''Bene!''), che bisogna difendere la monarchia dalle minoranze. Sono questi i luoghi comuni, ormai la storia la sappiamo tutti, sono questi i luoghi comuni, coi quali si affaccia la reazione. ([[Francesco De Sanctis]]) *Ma di niente si deve avere paura, tranne che del vento freddo che ti uccide se te ne stai impalato senza reagire. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]'') *Non reagire è una reazione: siamo altrettanto responsabili di ciò che non facciamo. ([[Jonathan Safran Foer]]) ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Interazioni sociali]] 99r3gav2w0u9egzd90k2yeht1ztvvqz Mario Delpini 0 144588 1422670 1359497 2026-08-05T16:23:35Z Giornada 5168 corretto wikilink 1422670 wikitext text/x-wiki [[File:Mario Delpini.jpg|miniatura|Mario Delpini nel 2020]] '''Mario Enrico Delpini''' (1951 – vivente), arcivescovo italiano. == Citazioni di Mario Delpini == * Benedetta sei tu [[Milano]] per i multicolori volti della tua gente […], perché dai voce a quelli che non hanno voce e vieni in soccorso a quelli che non hanno soccorso.<ref>Citato in [[Piero Colaprico]], ''Sala vuole il bis "Da sindaco di Milano posso aiutare il Paese"'', ''la Repubblica'', 10 novembre 2019, p. 11.</ref> {{Int|Da ''Delpini: "Sconcertato da chi si è arricchito speculando sul virus"''|Intervista di Paolo Rodari, ''la Repubblica'', 28 gennaio 2021, p. 7.}} * Ho ricordato il profeta [[Geremia]]: mentre si profila la catastrofe nazionale che cancella il regno di Giuda, acquista un campo, fa un investimento sul futuro. Il contrario di chi, in questo tempo, da ricco è diventato ancora più ricco senza badare a dare lavoro, a redistribuire. * L'[[Università Cattolica del Sacro Cuore|Università Cattolica]] sta lavorando e meditando su un'economia più umanistica. Che senso ha dirsi cattolici se disegniamo la stessa economia di [[Università Harvard|Harvard]] o della Bocconi? * Occorrerebbe superare la reazione emotiva per cui per essere buoni occorre accogliere tutti oppure per essere seri respingere tutti. Questo aspetto emotivo può servire come slogan per campagne elettorali, ma non per la società che vogliamo. * L'emergenza spirituale è più generale. Si parla solo del [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2021|Covid]]. Ne deriva una condizione di aridità degli animi che sono assediati dalle emozioni, dalle apprensioni, dalle notizie. Viviamo sospesi, ma sotto le notizie resta spesso il vuoto. ==Citazioni su Mario Delpini== *Bada poco all'immagine, non sa che cosa siano twitter e facebook, gira in bicicletta e all'apparenza preferisce la sostanza. Ma lavora sodo, ha compiuto ottimi studi, passa senza problemi dal greco antico all'inglese moderno e conosce bene i preti della sua diocesi, la più grande del mondo. ([[Gianni Barbacetto]]) == Note == <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Delpini, Mario}} [[Categoria:Arcivescovi italiani]] ou0phschohv66r7ulejv6i4b7f4g9hq Università Harvard 0 145748 1422663 1044751 2026-08-05T16:19:16Z Giornada 5168 Giornada ha spostato la pagina [[Università di Harvard]] a [[Università Harvard]]: Titolo errato: Harvard non è una località, è un cognome 1044751 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Blason Harvard.svg|thumb|Stemma di Harvard]] Citazioni sull''''Università di Harvard'''. *Anche Harvard fa i suoi sbagli, sa? Ci insegnava [[Henry Kissinger|Kissinger]]. (''[[Io e Annie]]'') *Ci sono delle persone molto intelligenti qui ad Harvard e perfino loro devono studiare perché questo è molto difficile. (''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'') *I laureandi di Harvard pensano che inventare un lavoro sia meglio che trovare un lavoro. (''[[The Social Network]]'') *– Perché non assumiamo il solito coglione tirocinante da Harvard?<br />– Credo che se rifletti su come hai formulato la domanda, avrai la risposta.<br />– Ci serve gente che pensi in fretta, non un altro clone con un palo nel culo!<br />– Harvey, assumere studenti di Harvard ci dà qualche garanzia in più rispetto all'assumere un ragazzino della Raggers.<br />– Tu hai fatto legge ad Harvard!<br />– Io sono un'eccezione. (''[[Suits (prima stagione)|Suits]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Accademie e istituti di cultura negli Stati Uniti d'America]] afdyr984zj8hii35lwy5xpebyidyi79 Template:Lingue/Dati 10 148341 1422678 1422621 2026-08-05T21:58:19Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1422678 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 67905 |lingua2 = it |voci2 = 55717 |lingua3 = pl |voci3 = 31823 |lingua4 = ru |voci4 = 18014 |lingua5 = cs |voci5 = 15914 |lingua6 = et |voci6 = 13698 |lingua7 = uk |voci7 = 12367 |lingua8 = pt |voci8 = 12074 }} th4q3uybujs8x59nl0lt38nayyeo04d Giuseppe Rinaldi 0 165861 1422694 1421752 2026-08-06T08:18:33Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1422694 wikitext text/x-wiki [[File:La bocca sulla strada (1941) Giuseppe Rinaldi (cropped).png|thumb|Giuseppe Rinaldi nel 1941]] '''Giuseppe Rinaldi''', detto '''Peppino''' (1919 – 2007), attore, doppiatore e direttore di doppiaggio italiano. ==Citazioni su Giuseppe Rinaldi== *{{NDR|Riguardo a ''[[La bocca sulla strada]]''}} Vi ha preso parte anche Giuseppe Rinaldi, un attore così terribile che mio padre ha dovuto farlo doppiare. Per ironia della sorte questo Rinaldi è diventato in seguito un re del doppiaggio. Ha dato la voce a Marlon Brando. Ora non recita più, lavora solo per gli studi di registrazione. Una vera nemesi. ([[Sergio Leone]]) *Ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimi doppiatori del passato, Ferruccio Amendola, Peppino Rinaldi [...] l'ho solo sentito parlare vicino a me, ma è stata comunque un'emozione grandissima perché per me è stato il più grande di tutti. ([[Angelo Maggi]]) *Sapevo cos'era il doppiaggio, perché io ero una di quelle abbastanza appassionate, che notava le voci. Io c'ho ancora un quaderno di quand'ero ragazzina con scritto: "Giuseppe Rinaldi è la voce di [[Burt Lancaster]]". ([[Cristina Boraschi]]) *Tra i grandi doppiatori non posso non parlarti di Peppino Rinaldi. Lui ha doppiato Paul Newman, Peter Sellers, Jack Lemmon, Marlon Brando. Aveva quella capacità mimetica di giocare a non essere mai sé stesso. Il gioco sopraffino, elegante, preciso, di un bimbo cresciuto che con una iper specializzazione diventa tante cose fuori da sé, e una volontà ferrea ad essere qualcosa di lontano da sé stesso. Un grande atto d’intelligenza. ([[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]]) ==Filmografia== ===Attore=== *''[[I grandi magazzini]]'' (1939) *''[[Dopo divorzieremo]]'' (1940) ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[All'ovest niente di nuovo]]'' (1930) *''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939) *''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]'' (1939) *''[[Via col vento]]'' (1939) *''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941) *''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'' (1943) *''[[Terra nera]]'' (1943) *''[[Fra le tue braccia]]'' (1946) *''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'' (1946) *''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946) *''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946) *''[[La dalia azzurra]]'' (1946) *''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946) *''[[Odio implacabile]]'' (1947) *''[[Il fiume rosso]]'' (1948) *''[[Nodo alla gola]]'' (1948) *''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949) *''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949) *''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949) *''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]'' (1950) *''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950) *''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950) *''[[Romantico avventuriero]]'' (1950) *''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951) *''[[Davide e Betsabea]]'' (1951) *''[[Figlio di ignoti]]'' (1951) *''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952) *''[[L'avventuriero di Macao]]'' (1952) *''[[La diva]]'' (1952) *''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952) *''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952) *''[[Rancho Notorious]]'' (1952) *''[[So che mi ucciderai]]'' (1952) *''[[I vinti (film 1953)|I vinti]]'' (1953) *''[[Lo sperone nudo]]'' (1953) *''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953) *''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953) *''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954) *''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954) *''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954) *''[[Magnifica ossessione]]'' (1954) *''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954) *''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955) *''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955) *''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955) *''[[La valle dell'Eden]]'' (1955) *''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955) *''[[Rififi]]'' (1955) *''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956) *''[[Il ferroviere]]'' (1956) *''[[Il gigante]]'' (1956) *''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956) *''[[L'arpa birmana]]'' (1956) *''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956) *''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956) *''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957) *''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957) *''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957) *''[[La meteora infernale]]'' (1957) *''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957) *''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957) *''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957) *''[[Alle soglie della vita]]'' (1958) *''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958) *''[[Dracula il vampiro]]'' (1958) *''[[Fluido mortale]]'' (1958) *''[[Gigi (film 1958)|Gigi]]'' (1958) *''[[I giovani leoni]]'' (1958) *''[[Il piccolo campo]]'' (1958) *''[[Io, mammeta e tu]]'' (1958) *''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958) *''[[La legge del più forte]]'' (1958) *''[[La mina]]'' (1958) *''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958) *''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958) *''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958) *''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959) *''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959) *''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959) *''[[Hiroshima mon amour]]'' (1959) *''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959) *''[[Il grande pescatore]]'' (1959) *''[[Il letto racconta...]]'' (1959) *''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959) *''[[L'albero della vendetta]]'' (1959) *''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959) *''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959) *''[[Soldati a cavallo]]'' (1959) *''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960) *''[[David e Golia]]'' (1960) *''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960) *''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960) *''[[I magnifici sette]]'' (1960) *''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960) *''[[L'appartamento]]'' (1960) *''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960) *''[[Psyco]]'' (1960) *''[[Spartacus]]'' (1960) *''[[Angeli con la pistola]]'' (1961) *''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961) *''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961) *''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961) *''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961) *''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961) *''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961) *''[[La notte]]'' (1961) *''[[Vincitori e vinti]]'' (1961) *''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962) *''[[Il giorno più lungo]]'' (1962) *''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962) *''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962) *''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962) *''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962) *''[[Va' e uccidi]]'' (1962) *''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963) *''[[Gli uccelli]]'' (1963) *''[[Hud il selvaggio]]'' (1963) *''[[Il cardinale]]'' (1963) *''[[Il vecchio testamento]]'' (1963) *''[[Intrigo a Stoccolma]]'' (1963) *''[[Irma la dolce]]'' (1963) *''[[La grande fuga]]'' (1963) *''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964) *''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964) *''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964) *''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964) *''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964) *''[[Deserto rosso]]'' (1964) *''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964) *''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964) *''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965) *''[[Il dottor Živago]]'' (1965) *''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965) *''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965) *''[[La nave dei folli]]'' (1965) *''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965) *''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965) *''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965) *''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965) *''[[Sierra Charriba]]'' (1965) *''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965) *''[[Arabesque]]'' (1966) *''[[Detective's Story]]'' (1966) *''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966) *''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966) *''[[Il sipario strappato]]'' (1966) *''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966) *''[[Operazione diabolica]]'' (1966) *''[[Quien sabe?]]'' (1966) *''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966) *''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967) *''[[Carovana di fuoco]]'' (1967) *''[[La via del West]]'' (1967) *''[[C'era una volta il West]]'' (1968) *''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]'' (1968) *''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968) *''[[La strana coppia]]'' (1968) *''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968) *''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968) *''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969) *''[[Il conformista (film) |Il conformista]]'' (1970) *''[[La figlia di Ryan]]'' (1970) *''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]'' (1970) *''[[Giù la testa]]'' (1971) *''[[Il solitario di Rio Grande]]'' (1971) *''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971) *''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971) *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[Ultimo tango a Parigi]]'' (1972) *''[[La stangata]]'' (1973) *''[[Novecento]]'' (1973) *''[[Piedone lo sbirro]]'' (1973) *''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973) *''[[Valdez il mezzosangue]]'' (1973) *''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974) *''[[Il portiere di notte]]'' (1974) *''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974) *''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974) *''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974) *''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975) *''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975) *''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976) *''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976) *''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976) *''[[Il prefetto di ferro]]'' (1977) *''[[Superman (film)|Prima pagina]]'' (1978) *''[[Il bambino e il grande cacciatore]]'' (1980) *''[[Il piccolo Lord (film 1980)|Il piccolo Lord]]'' (1980) *''[[Diritto di cronaca]]'' (1981) *''[[Cane e gatto (film)|Cane e gatto]]'' (1983) *''[[Dune (film)|Dune]]'' (1984) *''[[King David]]'' (1985) *''[[Il colore dei soldi]]'' (1986) *''[[Il giorno prima]]'' (1987) *''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987) *''[[Drugstore Cowboy]]'' (1989) *''[[L'impero del crimine]]'' (1991) *''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991) *''[[Americani (film)|Americani]]'' (1992) *''[[Miracolo nella 34ª strada]]'' (1994) {{div col end}} ====Film d'animazione==== {{div col}} *''[[Bambi]]'' (1942) *''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950) *''[[Le avventure di Peter Pan]]'' (1953) *''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955) *''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961) *''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964) *''[[Taron e la pentola magica]]'' (1985) {{div col end}} ====Serie televisive==== {{div col}} *''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974) *''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan ]]'' (1976) *''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978) *''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985) *''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990–1991) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Mauro Gravina]], genero *[[Antonella Rinaldi]], figlia *[[Massimo Rinaldi (doppiatore)| Massimo Rinaldi]], figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rinaldi, Giuseppe}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 75klqqsmlm46jfj6k7f63two4zii6ay Chupacabra 0 168200 1422661 1050632 2026-08-05T15:45:22Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Chupacabra_(artist's_rendition).jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Pi.1415926535|Pi.1415926535]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/File:Chupacabra (artist's rendition).jpg|]]. 1422661 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sul '''chupacabra'''. *– A questo punto, in base a tutti gli elementi che ho raccolto dalle radiografie e l'osservazione dei resti, direi che la nostra vittima è stata uccisa da un criptide.<br>– Un criptide?<br>– Una creatura non ancora riconosciuta dalla comunità scientifica, ma sì, è ovvio!<br>– Oh, no, non vi metterete a parlare di lupi mannari...<br>– Ah, no, no, no, no, la mia ipotesi è che è stato ucciso da un chupacabra. È una creatura coperta di aculei, grande come un orso, feroce, con la lingua biforcuta e lunghe zanne capaci di strappare a morsi il cuore della vittima.<br>– Ma qualcuno ha mai catturato o verificato che esista il chupacabra?<br>– No, ma si racconta che succhi il sangue delle sue vittime fino a farle morire e che si lasci dietro un odore di zolfo.<br>– E tu hai trovato hai trovato una capra legata ad un palo!<br>– Chupacabra significa succhia capra!<br>– Allora come causa della morte volete che io scriva... succhia capra? (''[[Bones (sesta stagione)|Bones]]'') *È così intelligente che ha scoperto il mistero del chupacabra, che era un orso rasato a zero! (''[[DuckTales (serie animata 2017)|DuckTales]]'') *– Gli indigeni lo chiamano chupacabra.<br />– Succhiacapre? Mi dica che sta scherzando!<br />– Lui non scherza mai.<br />– Questo lo so bene.<br />– Potrebbe essere un alieno.<br />– Però non è pericoloso, attacca solo delle mucche! Siamo diventati ambientalisti!? Non dire niente!<br />– Ma le mucche sono così dolci!<br />– No, queste no. Dopo essere state morse attaccano gli operai. (''[[Roswell Conspiracies]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Criptidi]] 9lohsh4f8t1h1zxard70hn06xwxvw49 1422671 1422661 2026-08-05T16:38:49Z AssassinsCreed 17001 +immagine 1422671 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Chupacabra.png|thumb|Illustrazione di un chupacabra]] Citazioni sul '''chupacabra'''. *– A questo punto, in base a tutti gli elementi che ho raccolto dalle radiografie e l'osservazione dei resti, direi che la nostra vittima è stata uccisa da un criptide.<br>– Un criptide?<br>– Una creatura non ancora riconosciuta dalla comunità scientifica, ma sì, è ovvio!<br>– Oh, no, non vi metterete a parlare di lupi mannari...<br>– Ah, no, no, no, no, la mia ipotesi è che è stato ucciso da un chupacabra. È una creatura coperta di aculei, grande come un orso, feroce, con la lingua biforcuta e lunghe zanne capaci di strappare a morsi il cuore della vittima.<br>– Ma qualcuno ha mai catturato o verificato che esista il chupacabra?<br>– No, ma si racconta che succhi il sangue delle sue vittime fino a farle morire e che si lasci dietro un odore di zolfo.<br>– E tu hai trovato hai trovato una capra legata ad un palo!<br>– Chupacabra significa succhia capra!<br>– Allora come causa della morte volete che io scriva... succhia capra? (''[[Bones (sesta stagione)|Bones]]'') *È così intelligente che ha scoperto il mistero del chupacabra, che era un orso rasato a zero! (''[[DuckTales (serie animata 2017)|DuckTales]]'') *– Gli indigeni lo chiamano chupacabra.<br />– Succhiacapre? Mi dica che sta scherzando!<br />– Lui non scherza mai.<br />– Questo lo so bene.<br />– Potrebbe essere un alieno.<br />– Però non è pericoloso, attacca solo delle mucche! Siamo diventati ambientalisti!? Non dire niente!<br />– Ma le mucche sono così dolci!<br />– No, queste no. Dopo essere state morse attaccano gli operai. (''[[Roswell Conspiracies]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Criptidi]] o0upsk6e7edc2g9mxxdn7vslmf1z1vw William Holden 0 178773 1422693 1397364 2026-08-06T08:17:30Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1422693 wikitext text/x-wiki [[File:Holden-portrait.jpg|miniatura|William Holden nel 1954]] {{Premio|Oscar| '''''[[Stalag 17]]''''' *Miglior attore (1954) }} '''William Holden''', pseudonimo di '''William Franklin Beedle Jr.''' (1918 – 1981), attore statunitense. ==Citazioni di William Holden== *Mando i fiori alla signora {{NDR|[[Barbara Stanwyck]]}} ogni 1 aprile e lei mi manda sempre un bigliettino dicendo che ora sa che la primavera è arrivata. Lei ha reso possibile la mia carriera. :''I send the lady flowers every April 1 and she always sends back a little note saying that now she knows spring is here. She did make my career possible.''<ref>{{en}} Citato in Roger Ebert, ''[https://www.rogerebert.com/interviews/william-holden-at-supersonic-speed William Holden at supersonic speed]'', ''www.rogerebert.com'', 18 giugno 1978.</ref> *Penso che i film debbano essere liberi di dire ciò che vogliono. Ma dovrebbero dirlo con buon gusto. Il buon gusto è universale. :''I think movies must be free to say anything they please. But they should say it in good taste. Good taste is universal.''<ref>{{en}} Citato in Richard G. Hubler, ''[http://www.oldmagazinearticles.com/1950s_movie_star_William_Holden_Article#.YA231-hKjIU Bill Holden I.Q. at the box office]'', ''Coronet'', luglio 1956.</ref> *Per me, recitare non è una cosa che consuma tutto, tranne che per il momento in cui davvero lo faccio. C'è un punto al di là dell'agire, un punto in cui la vita diventa importante. Quando fai un film, ti alzi la mattina e ti metti un mantello; crei emozioni dentro di te, spedisci i succhi gastrici verso il rivestimento dello stomaco. Il lavoro dev'essere fatto. :''For me, acting is not an all-consuming thing, except for the moment when I am actually doing it. There is a point beyond acting, a point where living becomes important. When you're making a movie, you get up in the morning and you put on a cloak; you create emotions within yourself, send gastric juices rushing up against the lining of your stomach. It has to be manufactured.''<ref>{{en}} Citato in Linda Charlton, ''[https://www.nytimes.com/1981/11/17/obituaries/william-holden-dead-at-63-won-oscar-for-stalag-17.html William Holden Dead at 63; Won Oscar for 'Stalag 17']'', ''nytimes.com'', 17 novembre 1981.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Il vagabondo della foresta]]'' (1948) *''[[Viale del tramonto]]'' (1950) *''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954) *''[[L'amore è una cosa meravigliosa]]'' (1955) *''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957) *''[[Soldati a cavallo]]'' (1959) *''[[Insieme a Parigi]]'' (1964) *''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'' (1969) *''[[L'albero di Natale]]'' (1969) *''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974) *''[[Quinto potere]]'' (1976) *''[[Il bambino e il grande cacciatore]]'' (1980) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Holden, William}} [[Categoria:Attori statunitensi]] m393orzpow8dxhvvqp5mc1qtqlbgbaw Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri 0 190656 1422720 1412136 2026-08-06T11:44:20Z Skekzilla 17056 /* Citazioni su Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri */ 1422720 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri |titolo originale = Once Were Warriors |immagine = Once Were Warriors logo.png |didascalia = |lingua originale = inglese, māori |paese = Nuova Zelanda |anno uscita = 1994 |genere = Drammatico |regista = [[Lee Tamahori]] |soggetto = [[Alan Duff]] <small>([[Alan Duff#Erano guerrieri|romanzo]])</small> |sceneggiatore = [[Riwia Brown]] |produttore = [[Robin Scholes]] |attori = *[[Rena Owen]]: Beth Heke *[[Temuera Morrison]]: Jake "la Furia" Heke *[[Mamaengaroa Kerr-Bell]]: Grace Heke *[[Shannon Williams]]: Toot *[[Taungaroa Emile]]: Mark "Boogie" Heke *[[Julian Arahanga]]: Nig Heke *[[Pete Smith]]: Dooley *[[Mere Boynton]]: Mavis *[[George Henare]]: Bennett *[[Cliff Curtis]]: Bully *[[Calvin Tuteao]]: Taka *Ian Mune: giudice |doppiatori italiani= *[[Laura Boccanera]]: Beth Heke *[[Roberto Pedicini]]: Jake "la Furia" Heke *[[Ilaria Stagni]]: Grace Heke *[[Corrado Conforti]]: Toot *[[Massimiliano Alto]]: Mark "Boogie" Heke *[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Nig Heke *[[Paolo Buglioni]]: Dooley *[[Renato Cortesi]]: Bennett *[[Alessandra Cassioli]]: Mavis *[[Enrico Di Troia]]: Bully *[[Paolo Marchese]]: Taka *[[Romano Ghini]]: giudice }} '''''Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri''''', film neozelandese del 1994 con [[Temuera Morrison]], diretto da [[Lee Tamahori]]. ==Incipit== Reihi era una taniwha<ref name=taniwha>{{Cfr}} [[:w:en:Taniwha|Taniwha]]</ref> che viveva in fondo a un enorme lago. Lei passava tutto il suo tempo ad occuparsi del muro di granito. Il muro impediva alle acque del lago di rovesciarsi sulla gente che viveva lì vicino. Una volta al mese, la gente portava un enorme masso di granito per aiutarla a mantenere forte il muro. ('''Grace Heke''') ==Citazioni== *Se volevo bere con le donne, avrei bevuto in un [[Casa di tolleranza|bordello]]. ('''Jake Heke''') *{{NDR|Dopo aver pestato un teppista}} Devi rispettare chi è meglio di te. Se lo vuoi sapere, io sono Jake. {{NDR|Gli tira un calcio}} Jake la Furia. {{NDR|Ai suoi amici}} Tanti muscoli e poi è lento come una tartaruga. Testa di cazzo. ('''Jake Heke''') *La gente mostra quello che è, quando è [[Ubriachezza|sbronza]]. ('''Grace Heke''') *{{NDR|Accettando Nig nella banda}} Fratello, ti presento la tua nuova famiglia. ''He whānau kotahi tātou, toa''<ref>"Noi siamo una famiglia unita, eroi!"</ref>! ('''Taka''') *{{NDR|A Nig, appena tatuato, e ai suoi compagni}} Buona sera, signore. Ho appena vinto un bel po' di quattrini e visto che siete così porche e belle, ho pensato di offrirvi da bere. La più carina sei tu, col giubbottino colorato. Amico mio, sei frullati al latte. Non esagerare con la panna! {{NDR|Nig si volta}} Come non detto! Eri molto più sexy quando mi mostravi il culo. Sembri un cazzo dipinto. Se vuoi diventare come il tuo vecchio, impara a stare in piedi da solo. ('''Jake Heke''') *{{NDR|Prima di violentare Grace}} Mamma e papà si arrabbieranno con te se sanno che mi provochi così, che mi strofini addosso con questa magliettina trasparente. ('''Bully''') *Proverò a dirti una storia, Grace. Una storia che parla di una ragazza che era cresciuta in questo bellissimo posto. Le fu fatto l'onore di essere eletta Puhi della Marae, la prescelta. Be', in ogni caso quella ragazza si innamorò come fanno tutti i giovani. Vedi, il problema era che la sua famiglia non approvava quel ragazzo. La ragazza, che era testarda, andò lo stesso con lui. Suo padre disse: "Tornerai alla tua famiglia. Quando tutto ti andrà male, tornerai alla tua famiglia". Così la ragazza fece una promessa a sé stessa, che non sarebbe mai tornata per nessuna ragione. Mai! Vedi Grace, io sono capace di mantenere una promessa. L'ho fatto. ('''Beth Heke''') ==Dialoghi== *'''Huata''': Che cos'è una taniwha<ref name=taniwha/>?<br>'''Grace''': Una creatura che fa sempre del bene. *'''Beth''': Allora, da dove viene tutto questo bel pesce?<br>'''Jake''': Una botta di culo. Mi hanno licenziato.<br>'''Beth''': Cosa?!<br>'''Jake''': Buona, calma! Su, lasciami finire.<br>'''Beth''': Jake Heke! Hai una famiglia da mantenere, hai le bollette da pag...<br>'''Jake''': Ho firmato per il sussidio. È solo diciassette sterline meno della mia paga. Non fare quella faccia! Non è la fine del mondo.<br>'''Beth''': E la nostra casa, allora?<br>'''Jake''': Abbiamo una casa. Il Governo non ci butterà mai fuori e l'affitto è basso.<br>'''Beth''': Io voglio che noi abbiamo una casa nostra. Già così non riusciamo mai a risparmiare un soldo.<br>'''Jake''': Ma chi se ne frega della casa? Parliamo nella camera da letto.<br>'''Beth''': No, Jake!<br>'''Jake''': Devi per forza rovinare tutto, non è vero? Vaffanculo! *'''Poliziotto''': {{NDR|Dopo aver detenuto Boogie}} Frequentava cattive compagnie.<br>'''Beth''': Prima o dopo che lo beccaste voi due? *'''Dooley''': Hai visto, fratello? Quello sì che tira pugni.<br>'''Jake''': Sarà stato dietro le sbarre.<br>'''Dooley''': Eh, giusto. Quelle dello zoo. *'''Jake''': Io ci provo sempre a far sorridere la mia. Mi piace vederla contenta. Oggi le ho portato un bel mucchio di pesce. C'era proprio tutto il cibo di mare. Volevo solo che sorridesse un po'. Pensate che l'ha fatto? Neanche morta. E solo perché mi hanno licenziato. A sentire lei, pareva che mi era caduto il cazzo.<br>'''Dooley''': Licenziato due volte nello stesso giorno! Sei andato in bianco. *'''Bully''': Ehi, mi friggi due uova, Beth? E un po' di bacon?<br>'''Beth''': Vaffanculo!<br>'''Jake''': Che cazzo succede?<br>'''Bully''': Le ho chiesto due uova, fratello.<br>'''Jake''': E fagli due uova, Beth.<br>'''Beth''': Vuoi le uova? {{NDR|Getta le uova per terra}} Prenditele tu!<br>'''Jake''': È tutto a posto. Fa queste uova del cazzo a mio fratello.<br>'''Beth''': Fattele da solo, okay? {{NDR|Jake gli tira un pugno in faccia}} Io non sono una povera schiava come te, Jake! *'''Taka''': Hai successo con le donne, bello?<br>'''Nig''': Sì, me la cavo.<br>'''Taka''': Per quel sorriso radioso. Ci tieni ai denti? Sei fiero del tuo bel faccino? Ti chiamano [[Michael Jackson]]. Be', ti faremo carino come noi. Tu pensaci bene, bello, prima di desiderare il mio marchio. *'''Mavis''': {{NDR|Notando la faccia ferita di Beth}} Ma che ti è capitato? Il risultato di un orgasmo spaventoso o che? Che diavolo è successo?<br>'''Beth''': Sempre la stessa storia. Non tengo mai la bocca chiusa. Versati un po' di birra.<br>'''Mavis''': All'inferno! È un miracolo se è rimasta. Hai scordato la regola d'oro? Tieni la bocca chiusa e le gambe sempre aperte. *'''Jake''': Non si può neanche dormire in questa casa, che cazzo! Cazzo Beth! Fai proprio schifo! Vatti a ripulire un po'.<br>'''Beth''': Non mi posso ripulire di più, bastardo. Ho provato a ripulirmi per ore per poter accompagnare mio figlio, nostro figlio, Jake.<br>'''Jake''': Ma che cazzo ha combinato Nig?<br>'''Beth''': Non sai neanche di chi parlo, vero? Boogie!<br>'''Jake''': Boogie? Ne sei sicura?<br>'''Beth''': Se n'è andato, Jake. Ce l'hanno portato via, e tu hai dormito come se non fosse successo niente.<br>'''Jake''': Tutto qui? È per questo che sbatti così le porte di casa, piangi e fai cazzate da stronza? Vaffanculo! Il ragazzo è un debole. Così si farà le ossa. E che cazzo! Pareva che era morto, dal casino che hai fatto. Vatti a dare una bella ripulita. Mi fai vomitare da quanto fai schifo, stamattina.<br>'''Beth''': Tu mi hai ridotto in questo modo, bastardo. Spero che ti vomiti anche l'anima, allora.<br>'''Jake''': Lo sai che cazzo di problema hai, bella mia? Hai la lingua troppo pronta, ti dai troppe arie. Sei un cattivo esempio per questa figlia del cazzo. {{NDR|A Grace}} E tu stai sempre a scrivere. Sei troppo furba. Finirai come tua madre. *'''Jake''': Sei ancora una donna molto attraente, sai?<br>'''Beth''': A sì? Anche dopo che mi hai pestata? Mi fai schifo.<br>'''Jake''': Dai, tesoro. Pensi ancora a una settimana fa? Ti ho già chiesto scusa. Ti ho detto che devi sparire quando sono in quello stato, ma tu non fai che provocarmi. Lo sai quanto mi incazzo quando mi provochi.<br>'''Beth''': Sei ridicolo.<br>'''Jake''': {{NDR|Avvolge il fianco di Beth con un braccio}} Be', almeno cerco di farmi perdonare.<br>'''Beth''': {{NDR|Lo respinge}} Lasciami stare, Jake.<br>'''Jake''': Sei una donna difficile. Ehi, dove credi di andare? Siediti qui e fammi compagnia.<br>'''Beth''': Ho altre cose a cui pensare.<br>'''Jake''': Tipo che cosa?<br>'''Beth''': Da quando in qua ti interesso?<br>'''Jake''': Be', se non te ne accorgi da come ti ho afferrato, ho perso il tocco magico. *'''Bennet''': {{NDR|Avanzando verso Boogie mentre spacca una finestra con una taiaha}} Se vuoi rompere qualcosa, prova a rompere me! {{NDR|Boogie lo attacca, ma viene bloccato}} Tu non sei abbastanza uomo per la [[taiaha]].<br>'''Boogie''': Lo odio questo cazzo di posto.<br>'''Bennet''': Non ti deve piacere.<br>'''Boogie''': Lasciami, negro bastardo!<br>'''Bennet''': Siamo della stessa razza, noi due. {{NDR|Lo butta per terra e gli punta la taiaha al collo}} Gli inglesi pensavano che la [[baionetta]] fosse la più letale di tutte le armi bianche mai inventate, finché non incontrarono i nostri guerrieri che usavano la taiaha. Credi che i pugni siano un'arma? Io ti insegnerò a combattere con la mente. Diventerai tu stesso una taiaha. *'''Grace''': Che cos'è quel posto laggiù?<br>'''Beth''': ''Taku whenua tuturu''.<br>'''Grace''': Che?<br>'''Beth''': Il mio pezzo di terra. È dove sono cresciuta, bambini.<br>'''Polly''': Cos'è quella grande casa lì di mezzo?<br>'''Beth''': Quella è la ''wharenui''<ref>{{Cfr}} [[:w:en:Wharenui|Wharenui]]</ref>. È molto diversa da quando ero piccola, ma è sempre rimasta imponente.<br>'''Huata''': Cosa vuol dire?<br>'''Beth''': Favolosa. È rimasta favolosa. E dentro è piena di sculture favolose.<br>'''Grace''': Continua, mamma.<br>'''Beth''': Ci sono anche le foto degli anziani del nostro popolo e i pannelli ''tukutuku''<ref>{{Cfr}} [[:w:en:Tukutuku|Tukutuku]]</ref>. Sapete? Io aiutavo nonna e zia Matawai a ripararli.<br>'''Polly''': Perché noialtri non ci andiamo mai?<br>'''Beth''': Un giorno ci finiremo tutti lì. Vedete lì, sulla destra? Quello è l<nowiki>'</nowiki>''urupā'', il cimitero della famiglia. Tutta la mia famiglia è sepolta lì.<br>'''Grace''': Vorrei andarli a trovare.<br>'''Beth''': Non prima di me. Non ti azzardare. Tuo padre e io dovevamo sposarci lì.<br>'''Jake''': Ma non è successo. Non ero abbastanza importante per lei, non per sua altezza reale. Perché non gliela racconti tutta? Vostra madre era bellissima. Era l'orgoglio di quel cazzo di tribù. E poi se l'è rubata questo vecchio culo nero senza soldi. E sapete da dove vengo io? Da una lunga stirpe di schiavi. Schiavi di merda. Vorrei vedere quei testa di cazzo chiamare schiavo Jake la Furia. *'''Grace''': Cazzo! Vivi di speranze.<br>'''Beth''': No, Grace. Ma questo è il destino delle donne. Un giorno lo capirai anche tu. *'''Allenatore''': ''Taringa whakarongo! | Kia rite! Kia rite! Kia mau!''<ref>"Ascoltate! Preparatevi! Mettetevi in fila! Tenetevi forte!"</ref><br>'''Ragazzi''': ''Au! Hi!''<ref>"Sissignore!"</ref><br>'''Allenatore''': ''Taka takahia!''<ref>"Preparatevi ad agire!"</ref><br>'''Ragazzi''': ''Hi!''<br>'''Allenatore''': ''Taka takahia!''<br>'''Ragazzi''': ''Hi!''<br>'''Allenatore''': ''Taka takahia!''<br>'''Ragazzi''': ''Hi!''<br>'''Allenatore''': ''Turi pakia! | Tōia aha?''<ref>"Colpitevi le ginocchia! Che cosa vi trattiene?"</ref><br>'''Ragazzi''': ''Whakatōria mai te wairua'' | ''O ngā matua tīpuna'' | ''Ki roto i tō taku manawa'' | ''Hei arataki i ahau e'' | ''Ki roto i tēnei ao''<ref>"Che lo spirito dei miei antenati mi venga impiantato nel cuore per guidarmi in questo mondo"</ref><br>'''Bennet''': No no no, fermi, fermi, fermi! Va abbastanza bene, ma ancora non ci siamo. Vi ho detto mille volte che questo [[haka]] non verrà mai finché non farete bene la prima mossa. ''Whakatōria mai te wairua''. Dovete afferrare la vostra terra ancestrale e dovete tirarla giù fino dentro al vostro corpo, il ''wairua'' dei vostri antenati. Sembra che andiate a caccia di farfalle e di non so che cosa. Avanti, adesso riproviamo. E svegliatevi! ''Toru, whā...''<ref>"Tre, quattro..."</ref> *'''Beth''': Questa vita non la sopporto più. Mi hai sentito, Jake Heke? Ora basta. Non siamo stati a trovare Boogie. Non ti permettero più di riempirmi la casa di quei luridi schifosi ubriaconi dei tuoi amici. Non va bene. Non va bene per i ragazzi. Ormai Grace è cresciuta.<br>'''Jake''': Di un po', ma chi cazzo ti credi di essere? Con l'aria da santarellina e quella faccia da stronza. Tu mi vieni a dire chi devo o non devo invitare a casa mia?! Verrano i miei amici stasera e tu li tratterai bene. Mi hai capito?! E te ne puoi andare a fanculo se non ti piace.<br>'''Beth''': {{NDR|Vede Grace uscire di casa}} Grace!<br>'''Jake''': E lasciala andare. Questo è il problema. Tu li vizi troppo. Ecco perché sono diventati tutti mezzi scemi.<br>'''Beth''': E tu non c'entri niente con questo, non è vero, Jake Heke? Sei un padre talmente perfetto tu! Hai cacciato via Nig e non te ne frega niente di che fine fa Boogie. Non farai mai più del male ai miei bambini. Te lo giuro. Non finché io sarò viva per impedirtelo. *'''Grace''': Perché è tutto così nero, Toot?<br>'''Toot''': Non lo so. Forse perché siamo sporchi [[māori]]. *'''Grace''': Hai notato che non si vede mai il nero nell'[[arcobaleno]]? Solamente colori chiari.<br>'''Toot''': Sarà dentro la pentola. La pentola alla fine del coso. *'''Jake''': Ma che cazzo succede qui?<br>'''Beth''': Voglio riportare a casa mia figlia, dalla mia gente.<br>'''Jake''': Che cazzo dici? Questa è casa sua.<br>'''Beth''': No, non è vero. Questa non è mai stata casa sua. Mai, Jake.<br>'''Jake''': E quel posto del cazzo sì? Porci māori che si credono di essere meglio del resto del mondo. Mi fanno schifo. Bastardi che vivono in un passato di merda.<br>'''Beth''': È un passato anche nostro, Jake.<br>'''Jake''': E questo che cazzo significa?<br>'''Beth''': Voglio che Grace riposi con la sua famiglia. Dovevamo tornare a casa molto tempo fa.<br>'''Jake''': Vaffanculo! Tu non la porti da nessuna parte.<br>'''Beth''': Io ce la porto, Jake. Con o senza di te. Non c'ero mai quando lei aveva bisogno di me. Ma almeno ora voglio essere una buona madre per lei, e tu non riuscirai a fermarmi.<br>'''Jake''': Tu provaci e non mi trovi più quando ritorni. Capito?<br>'''Beth''': Vattene allora. Fuori. Va all'inferno, fuori di qui! Io la porto a casa.<br>'''Jake''': {{NDR|Afferra Beth per il collo}} Io ti ammazzo prima.<br>'''Beth''': Dai. Coraggio! Fallo. Sei ancora uno schiavo, Jake. Schiavo dei tuoi pugni. Schiavo del bere. Schiavo di te stesso. Ammazzami, su! Ammazzaci tutti, coraggio.<br>'''Jake''': {{NDR|Urla e spacca una bottiglia sul muro}} Non mi rompere più le palle, o ti distruggo. *'''Boogie''': Bel [[tatuaggio]].<br>'''Nig''': Ne vuoi uno anche tu?<br>'''Boogie''': No grazie, Nig. Io porto il mio dentro di me. *'''Beth''': {{NDR|A Bully}} Lurido schifoso animale!<br>'''Jake''': Ma come cazzo...<br>'''Beth''': Donne e bambini, eh?! Vigliacco schifoso!<br>'''Bully''': Tieni a freno quella stronza di tua moglie.<br>'''Jake''': Chi cazzo credi di essere per venire qui a insultare i miei migliori amici? Vaffanculo fuori di qui o ti sfondo la testa a calci!<br>'''Beth''': La violenza è sempre la tua unica risposta. Eh, Jake? Usarla qui è già una cosa che fa schifo, ma l'hai portata anche a casa e stronza io che te l'ho permesso.<br>'''Jake''': Ma che dici? Che cazzo ti prende adesso?<br>'''Beth''': È stata la violenza che ha ucciso la mia Grace. Lei non sapeva neanche che cosa è la violenza, Jake. Abbiamo fatto di tutto perché ce l'avesse addosso.<br>'''Jake''': Grace si è suicidiata.<br>'''Beth''': Schifoso bastardo! È stato questo stronzo che l'ha costretta a farlo.<br>'''Bully''': Ehi, io non ho proprio idea di che cosa parli.<br>'''Nig''': Stronzo vigliacco!<br>'''Beth''': Sta zitto, Nig. Schifoso animale! Hai violentato una ragazzina di tredici anni e te ne stavi a bere con suo padre mentre noi la seppellivamo.<br>'''Bully''': Tua moglie è completamente pazza.<br>'''Beth''': Andava in giro per casa mia e metteva le sue luride schifose mani di merda addosso alla mia bambina, la mia Grace.<br>'''Jake''': Non sei nel tuo villaggio di merda, adesso. Non venire qui ad accusare di merdate i miei amici.<br>'''Dooley''': Ehi, calma, amico. Senti, siamo tutti troppo nervosi. Siamo una famiglia. Giusto? Beth, siediti. {{NDR|Offre un bicchiere}} Bevi una birra.<br>'''Beth''': {{NDR|Butta il bicchiere per terra}} Io non bevo con uno stronzo maiale. {{NDR|Jake si alza per colpirla, ma viene bloccato da Nig, che lo passa il diario di Grace}}<br>'''Nig''': Leggilo!<br>'''Jake''': {{NDR|Legge lentamente per poi cambiare espressione}} Lo zio Bull... Quel cazzo di Bully! *'''Jake''': Dove cazzo vai?<br>'''Beth''': Ho trovato una vita migliore, Jake. E voglio essere certa che i miei figli la possano vivere. Da ora in poi le prendo io le decisioni per la mia famiglia.<br>'''Jake''': Vaffanculo, allora! Non otterrai niente da me.<br>'''Beth''': Tu non hai niente che io voglia. Il nostro popolo era un popolo di [[Guerriero|guerrieri]], ma non come te, Jake. Era un popolo nobile, fiero, che aveva una grande anima. E se la mia anima è sopravvissuta a diciotto anni con te, può sopravvivere a qualsiasi cosa. Almeno questo me l'hai insegnato. ==Explicit== Vaffanculo a quella merda di guerrieri del cazzo. Vedrai se ritorni. Ritorni, garantito. Hai bisogno di me. Mi vuoi a letto, troia. Ritornerai. Vaffanculo, Beth! Beth! Vaffanculo! Vattene! ('''Jake Heke''') ==Citazioni su ''Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri''== *Certo, il cinema americano storie così ce ne ha raccontate con frequenza, in cornici non dissimili, con personaggi egualmente ai limiti della norma, ma il tocco neozelandese del film trapela da tutti i suoi contesti (si veda, per un esempio, il rilievo dato ai tatuaggi), in cifre che, nel diverso modo di guardare e di rappresentare, nel gusto del colore, nella vitalità degli snodi narrativi, raggiungono subito una originalità tutta speciale. ([[Gian Luigi Rondi]]) *Ci vorrebbe [[Claude Lévi-Strauss|Lévi Strauss]] per le rifiniture, ma ai fini dell'impatto emotivo il film dà tutte le coordinate morali, sociali e somatiche (compresi gli eleganti tatuaggi) per parteciparvi: ci si emoziona, si soffre, si parteggia, si tira un mezzo respiro di sollievo. ([[Maurizio Porro]]) *Con qualche semplificazione melodrammatica che non disturba, Tamahori imbastisce una tragedia familiare dai risvolti antropologici che corre veloce verso lo ''showdown'' sanguinario. [...] Anatomia di una famiglia marginale, ma anche di un pezzo di società in bilico tra ritualità tribali e omologazioni consumistiche, ''Once Were Warriors'' si propone come un pugno nello stomaco dello spettatore. ([[Michele Anselmi]]) *Dietro l'immagine di maschile durezza e di violenza si cela per un verso una complessa trama di sensibilità femminile umiliata e offesa dalla prepotenza maschile che trova il solo possibile riscatto nell'unità familiare (la madre con i figli, in una prospettiva rovesciata, rispetto a quella paternalistica) e nel ritorno alle proprie origini maori, ossia alla terra natia abbandonata. ([[Maurizio Fantoni Minnella]]) *Mi colpì perché, da giovane pirla qual ero, sono sempre stato affascinato dai personaggi negativi come Jake La Furia, ma il film ha anche un risvolto di speranza nel finale, una redemption. Un po' come è capitato a me. ([[Jake La Furia]]) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di R. Owen. (''[[il Morandini]]'') *Volevo una luce arancione, al sodio, come quella dei lampioni, per dare l'idea del ghetto e creare un'atmosfera claustrofobica. Mentre per quanto riguarda scene e costumi ho cercato di usare i colori tradizionali della cultura maori che sono il nero, il bianco e il rosso. ([[Lee Tamahori]]) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Note== <references/> ==Voci correlate== *''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]'', seguito ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] 297agjbyhrswp959sq0nhdsxgd3vajq Giulia Arena 0 199875 1422685 1246310 2026-08-06T06:25:30Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Miss-6_193.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Krd|Krd]] perché No permission since 29 July 2026. 1422685 wikitext text/x-wiki '''Giulia Arena''' (1994 – vivente), attrice, conduttrice televisiva e modella italiana. {{Int|''[https://www.giltmagazine.it/interview/intervista-giulia-arena-amo-raccontarmi-sfaccettatura/ «Amo raccontarmi sotto ogni sfaccettatura»]''|Intervista di Federica Giampaolo, ''giltmagazine.it'', 8 febbraio 2017.}} *{{NDR|Cara Giulia, questo mese il nostro numero è dedicato alla sensualità e alla femminilità. Cosa significano per te queste due parole?}} Senza dubbio due fattori che più di ogni altro rendono unica una Donna. Sono segni di raffinata distinzione. Personalmente, ho sempre creduto di essere "poco femminile", con il tempo ho scoperto che ognuna ha la propria femminilità, il proprio modo di mostrarla in maniera più o meno sensuale. Sotto questo aspetto continuo a scoprirmi e a sorprendermi, nella speranza di lasciar trasparire con tanta semplicità questi piccoli "assi nella manica" senza ostentazioni. *{{NDR|C'è qualcuno che ammiri particolarmente, un modello da seguire che per te è simbolo di pura eleganza e femminilità?}} Come non citare [[Miriam Leone]]. Una giovane donna che ho seguito e che ammiro per quel tocco di raggiante eleganza che riesce a tirar fuori come poche. Un fiore raro. *{{NDR|Sei molto attiva sui social, sopratutto su Instagram, catturi attimi della tua vita tra shooting, eventi e un po' di amore. Cosa apprezzi di queste piattaforme?}} Mi piace raccontare, raccontarmi sotto ogni sfaccettatura. Credo che, ben oltre le copertine e i grandi eventi, la curiosità colga i momenti più intimi e quotidiani. Ecco, quelle forse sono le pagine della mia vita che più mi piace raccontare. L'altra faccia della medaglia. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arena, Giulia}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Modelli italiani]] 6jlq2kmtt9jif9spxbqjc172qevyg7h Utente:Gaux/Sandbox 2 209118 1422680 1422627 2026-08-06T04:52:43Z Gaux 18878 /* */ Manfredonia tematica 1422680 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica. sx1qkqjh2njx00zuzt8pbgdfiptw1rn 1422681 1422680 2026-08-06T04:54:00Z Gaux 18878 /* */ Vico del Gargano tematica 1422681 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica af69agwximpl5p6go7wl35c6ocm29ko 1422682 1422681 2026-08-06T04:55:30Z Gaux 18878 /* */ Arpino (Italia) tematica 1422682 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia). 4wdsb3ippaon4l249zw2mrzb5xguwor Fantasticheria 0 214761 1422697 1348116 2026-08-06T08:21:23Z Spinoziano 2297 +1 1422697 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Oreste Pizio Träumerei 1900.jpg|thumb|''Fantasticheria'' (Oreste Pizio, 1900)]] Citazioni sulla '''fantasticheria''' o '''sogno a occhi aperti'''. *A noi {{NDR|internati militari nel campo di concentramento di Sandbostel}} è concesso soltanto sognare. Sognare è la necessità più urgente perché la nostra vita è al di là del reticolato, e oltre il reticolato ci può portare solamente il sogno. Bisogna sognare: aggrapparsi alla realtà coi nostri sogni, per non dimenticarci d'esser vivi. Di queste inutili giornate fatte di grammi, di cicche o di miseria, la sola parte attiva, la sola parte vitale saranno i nostri sogni. Bisogna sognare: e, nel sogno, ritroveremo valori che avevamo dimenticato, scopriremo valori ignorati, ravviseremo gli errori del nostro passato e la fisionomia del nostro avvenire. Sediamoci fuori della baracca: proiettiamo le visioni del nostro desiderio sullo schermo del cielo libero e sogniamo (gli occhi bene aperti e la mente vigile) costruendo noi stessi la trama della vicenda immaginaria, soggettisti, registi, attori, operatori e spettatori del nostro sogno. ([[Giovannino Guareschi]]) *Coloro che sognano di giorno sono consapevoli di molte cose che sfuggono a coloro che sognano solo di notte. ([[Edgar Allan Poe]]) *La fantasticheria, questo fremito interiore dell'animo, dove vengono a riunirsi e come a perdersi in una confusione misteriosa tutte le gioie dei sensi e del pensiero. ([[Benjamin Constant]]) *Mi rintanavo, mi nascondevo, mi distendevo in me stesso, nell'anima, nella fantasticheria bramosa, nella solitaria ruminazione dell'io e del mondo rifatto attraverso l'io. ([[Giovanni Papini]]) *Non si può impedire alla mente di pensare, ma si può impedirle di fantasticare, con un po' di concentrazione: in questo modo la tieni occupata, la fai lavorare, e questo le impedisce di fantasticare. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]'') *Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Quelli che di notte sognano nei polverosi angoli della propria mente, scoprono, di giorno, che era solo vanità; ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché può darsi che recitino il loro sogno a occhi aperti, per attuarlo. ([[Thomas Edward Lawrence]]) ==Voci correlate== *[[Fantasia]] *[[Immaginazione]] *[[Pensiero]] *[[Sogno]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w=Daydreaming|w_site=en|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|etichetta=fantasticheria}} [[Categoria:Processi cognitivi]] posx2d6xqwyt8dp4c2hh8vo01t4dpo5 Vincenzo Spagnolo 0 221934 1422672 1420861 2026-08-05T19:30:07Z ElLobo 104129 1422672 wikitext text/x-wiki '''Vincenzo Rosario Spagnolo''' (1971 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Vincenzo Spagnolo== {{cronologico}} *Perfino nello sport giovanile, che dovrebbe essere la culla degli atleti del futuro, troppi allenatori e troppi genitori dipingono chi esce dal campo senza vincere solo come un misero "perdente", quasi un fallito da sbeffeggiare. Dimenticando colpevolmente una delle prime, elementari verità di ogni sport e di qualsiasi competizione: senza l'impegno degli [[Avversario|avversari]], la vittoria, nessuna vittoria avrebbe alcun merito né alcun sapore.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/agora/sport/lultimo-match-del-campione-di-rugby-perdente-ma-felice-e-con-figlio_70593 L'ultimo match del campione di rugby: perdente ma felice (e con figlio)]'', ''avvenire.it'', 30 ottobre 2023.</ref> *Talvolta, anche in occasione di eventi terribili, è amaro constatare come con il passare del tempo l'espressione "per non dimenticare" finisca con l'impolverarsi, per ridursi a un vuoto slogan. Troppe volte abbiamo visto come – quando il circo Barnum dei media trasloca e le telecamere delle tv e i nugoli di cronisti sciamano altrove – su un fatto cali il sipario e pian piano segua l'[[oblio]].<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/cutro-non-potra-mai-dimenticare-gente-solidale-istituzioni-lontane_73930 Cutro non potrà mai dimenticare: gente solidale, istituzioni lontane]'', ''avvenire.it'', 27 febbraio 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[calcio femminile]]}} [...] in una società in cui ancora troppe disparità e soffitti di cristallo bloccano il cammino delle donne, favorire nella pratica sportiva occasioni di confronto "alla pari" fra maschi e femmine può contribuire a diffondere fra i più giovani semi fruttuosi di coeducazione, in modo che possano diventare adulti convinti del fatto che le differenze fra uomini e donne non debbano essere motivo per prevaricare l'altro o l'altra.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/squadre-femminili-e-maschili-in-campo-insieme-cosi-si-impara-il-rispetto_77218 Squadre femminili e maschili in campo insieme, così si impara il rispetto]'', ''avvenire.it'', 26 maggio 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[calcio femminile]]}} Non si era mai vista una squadra femminile in un campionato maschile nella compassata terra d'Albione, patria delle regole del calcio e così legata alle vecchie e confortanti tradizioni. Ma tutte le tradizioni finiscono con l'essere innovate, prima o poi. <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/squadre-femminili-e-maschili-in-campo-insieme-cosi-si-impara-il-rispetto_77218 Squadre femminili e maschili in campo insieme, così si impara il rispetto]'', ''avvenire.it'', 26 maggio 2024.</ref> *A volte, in certi luoghi di confine aridi o infestati dove il seme evangelico della Parola di Dio fatica a farsi strada, può essere proprio uno [[Scautismo|scout]], con la sua bussola e il suo alpenstock, a tracciare una via.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/quei-camiciotti-azzurri-e-la-sfida-di-educare-su-strade-non-battute_86557 Quei camiciotti azzurri e la sfida di educare su "strade non battute"]'', ''avvenire.it'', 20 marzo 2025.</ref> *La [[Calabria]] è «come una Cenerentola che da secoli ha perduto ''a scarpiceddra'', ma nessuno la ritrova» <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/attualita/sanita-acqua-e-ferrovie-calabria-al-voto-per-curare-i-soliti-mali_97820 La Calabria va al voto per curare i soliti mali]'', ''avvenire.it'', 4 ottobre 2025.</ref> *La questione della [[Calabria]] è la questione dell'Italia. E i calabresi meritano una stagione nuova d'impegno, trasparenza e responsabilità, che li scuota da questo limbo di amara rassegnazione e li aiuti a ricostruire il futuro. <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/alla-calabria-non-serve-lalternanza-della-delusione_42739 Alla Calabria non serve l'alternanza della delusione]]'', ''avvenire.it'', 29 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Venezuela]]}} I ranchos sono le infinite baraccopoli venezuelane: migliaia di casupole, pareti di mattoni a vista e tetti di lamiera, strade che sono vicoli, otto persone in pochi metri quadri. Andando verso Caracas, stanno come piccoli presepi, addossati a qualsiasi rilievo, con la gente che pullula e i bambini scalzi che attendono il rallentare del Land Rover per chiedere dai finestrini che tu faccia tintinnare qualche spicciolo di Bolivar nel loro barattolo. È lì, in prevalenza, che abitano i poveri: quelli che vivono di carità, di lavoretti o del sueldo minimo, le parrucchiere e gli impiegati, i venditori ambulanti che si alzano alle 4 di mattina per prendere tre autobus e una metropolitana e sbarcare il lunario.<ref>Da ''[https://www.lesenfantsterribles.org/distretto-nord/chavez-il-caudillo/ Chavez il caudillo]'', ''reportage del quotidiano Avvenire ripreso dal sito Lesenfantsterribles.org'', 14 febbraio 2007.</ref> *{{NDR|Sul [[giornalismo]]}} La curiosità avrà pure ucciso il gatto, come dicono gli inglesi, ma mantiene attivi e operativi i giornalisti.<ref>Da ''[https://muckrack.com/vincenzo-rosario-spagnolo/interview/ intervista a Vincenzo R. Spagnolo sulla piattaforma di giornalismo]'', ''Muckrack.com'', 14 aprile 2026. </ref> *{{NDR|Sul [[giornalismo]]}} Un giornalista dev'essere curioso, intelligente, deduttivo, capace di indagare le connessioni tra i fatti e di verificare ogni aspetto, bravo scrittore e abile oratore. E, da ultimo ma non meno importante, dev'essere vero, onesto, gentile con le persone umili e duro con quelle forti. Perché solo l'onestà, la verità e il rispetto per tutte le persone, potenti o umili, possono mantenere connesso un giornalista con il suo pubblico per molto tempo. <ref>Da ''[https://muckrack.com/vincenzo-rosario-spagnolo/interview/ Intervista a Vincenzo R. Spagnolo sulla piattaforma di giornalismo]'', ''Muckrack.com'', 14 aprile 2026. </ref> *{{NDR|Sulla [[propaganda]]}} La propaganda è come la marea: prima o poi si ritira, lasciando sulla spiaggia solo i rottami di logore promesse.. <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/i-deficit-del-modello-albania-e-quella-rischiosa-scommessa-sugli-hub_111716]'', ''Avvenire.it'', 05 agosto 2026. </ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Spagnolo, Vincenzo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] tgyq5ci6nkn66cysgvuq2n2y94psv1n 1422673 1422672 2026-08-05T19:30:33Z ElLobo 104129 /* Citazioni di Vincenzo Spagnolo */ 1422673 wikitext text/x-wiki '''Vincenzo Rosario Spagnolo''' (1971 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Vincenzo Spagnolo== {{cronologico}} *Perfino nello sport giovanile, che dovrebbe essere la culla degli atleti del futuro, troppi allenatori e troppi genitori dipingono chi esce dal campo senza vincere solo come un misero "perdente", quasi un fallito da sbeffeggiare. Dimenticando colpevolmente una delle prime, elementari verità di ogni sport e di qualsiasi competizione: senza l'impegno degli [[Avversario|avversari]], la vittoria, nessuna vittoria avrebbe alcun merito né alcun sapore.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/agora/sport/lultimo-match-del-campione-di-rugby-perdente-ma-felice-e-con-figlio_70593 L'ultimo match del campione di rugby: perdente ma felice (e con figlio)]'', ''avvenire.it'', 30 ottobre 2023.</ref> *Talvolta, anche in occasione di eventi terribili, è amaro constatare come con il passare del tempo l'espressione "per non dimenticare" finisca con l'impolverarsi, per ridursi a un vuoto slogan. Troppe volte abbiamo visto come – quando il circo Barnum dei media trasloca e le telecamere delle tv e i nugoli di cronisti sciamano altrove – su un fatto cali il sipario e pian piano segua l'[[oblio]].<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/cutro-non-potra-mai-dimenticare-gente-solidale-istituzioni-lontane_73930 Cutro non potrà mai dimenticare: gente solidale, istituzioni lontane]'', ''avvenire.it'', 27 febbraio 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[calcio femminile]]}} [...] in una società in cui ancora troppe disparità e soffitti di cristallo bloccano il cammino delle donne, favorire nella pratica sportiva occasioni di confronto "alla pari" fra maschi e femmine può contribuire a diffondere fra i più giovani semi fruttuosi di coeducazione, in modo che possano diventare adulti convinti del fatto che le differenze fra uomini e donne non debbano essere motivo per prevaricare l'altro o l'altra.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/squadre-femminili-e-maschili-in-campo-insieme-cosi-si-impara-il-rispetto_77218 Squadre femminili e maschili in campo insieme, così si impara il rispetto]'', ''avvenire.it'', 26 maggio 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[calcio femminile]]}} Non si era mai vista una squadra femminile in un campionato maschile nella compassata terra d'Albione, patria delle regole del calcio e così legata alle vecchie e confortanti tradizioni. Ma tutte le tradizioni finiscono con l'essere innovate, prima o poi. <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/squadre-femminili-e-maschili-in-campo-insieme-cosi-si-impara-il-rispetto_77218 Squadre femminili e maschili in campo insieme, così si impara il rispetto]'', ''avvenire.it'', 26 maggio 2024.</ref> *A volte, in certi luoghi di confine aridi o infestati dove il seme evangelico della Parola di Dio fatica a farsi strada, può essere proprio uno [[Scautismo|scout]], con la sua bussola e il suo alpenstock, a tracciare una via.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/quei-camiciotti-azzurri-e-la-sfida-di-educare-su-strade-non-battute_86557 Quei camiciotti azzurri e la sfida di educare su "strade non battute"]'', ''avvenire.it'', 20 marzo 2025.</ref> *La [[Calabria]] è «come una Cenerentola che da secoli ha perduto ''a scarpiceddra'', ma nessuno la ritrova» <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/attualita/sanita-acqua-e-ferrovie-calabria-al-voto-per-curare-i-soliti-mali_97820 La Calabria va al voto per curare i soliti mali]'', ''avvenire.it'', 4 ottobre 2025.</ref> *La questione della [[Calabria]] è la questione dell'Italia. E i calabresi meritano una stagione nuova d'impegno, trasparenza e responsabilità, che li scuota da questo limbo di amara rassegnazione e li aiuti a ricostruire il futuro. <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/alla-calabria-non-serve-lalternanza-della-delusione_42739 Alla Calabria non serve l'alternanza della delusione]]'', ''avvenire.it'', 29 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Venezuela]]}} I ranchos sono le infinite baraccopoli venezuelane: migliaia di casupole, pareti di mattoni a vista e tetti di lamiera, strade che sono vicoli, otto persone in pochi metri quadri. Andando verso Caracas, stanno come piccoli presepi, addossati a qualsiasi rilievo, con la gente che pullula e i bambini scalzi che attendono il rallentare del Land Rover per chiedere dai finestrini che tu faccia tintinnare qualche spicciolo di Bolivar nel loro barattolo. È lì, in prevalenza, che abitano i poveri: quelli che vivono di carità, di lavoretti o del sueldo minimo, le parrucchiere e gli impiegati, i venditori ambulanti che si alzano alle 4 di mattina per prendere tre autobus e una metropolitana e sbarcare il lunario.<ref>Da ''[https://www.lesenfantsterribles.org/distretto-nord/chavez-il-caudillo/ Chavez il caudillo]'', ''reportage del quotidiano Avvenire ripreso dal sito Lesenfantsterribles.org'', 14 febbraio 2007.</ref> *{{NDR|Sul [[giornalismo]]}} La curiosità avrà pure ucciso il gatto, come dicono gli inglesi, ma mantiene attivi e operativi i giornalisti.<ref>Da ''[https://muckrack.com/vincenzo-rosario-spagnolo/interview/ intervista a Vincenzo R. Spagnolo sulla piattaforma di giornalismo]'', ''Muckrack.com'', 14 aprile 2026. </ref> *{{NDR|Sul [[giornalismo]]}} Un giornalista dev'essere curioso, intelligente, deduttivo, capace di indagare le connessioni tra i fatti e di verificare ogni aspetto, bravo scrittore e abile oratore. E, da ultimo ma non meno importante, dev'essere vero, onesto, gentile con le persone umili e duro con quelle forti. Perché solo l'onestà, la verità e il rispetto per tutte le persone, potenti o umili, possono mantenere connesso un giornalista con il suo pubblico per molto tempo. <ref>Da ''[https://muckrack.com/vincenzo-rosario-spagnolo/interview/ Intervista a Vincenzo R. Spagnolo sulla piattaforma di giornalismo]'', ''Muckrack.com'', 14 aprile 2026. </ref> *{{NDR|Sulla [[propaganda]]}} La propaganda è come la marea: prima o poi si ritira, lasciando sulla spiaggia solo i rottami di logore promesse. <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/i-deficit-del-modello-albania-e-quella-rischiosa-scommessa-sugli-hub_111716]'', ''Avvenire.it'', 05 agosto 2026. </ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Spagnolo, Vincenzo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 8sx2shvzrjjuyksei991sieyrgsgmwl 1422674 1422673 2026-08-05T19:34:09Z ElLobo 104129 /* Citazioni di Vincenzo Spagnolo */ 1422674 wikitext text/x-wiki '''Vincenzo Rosario Spagnolo''' (1971 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Vincenzo Spagnolo== {{cronologico}} *Perfino nello sport giovanile, che dovrebbe essere la culla degli atleti del futuro, troppi allenatori e troppi genitori dipingono chi esce dal campo senza vincere solo come un misero "perdente", quasi un fallito da sbeffeggiare. Dimenticando colpevolmente una delle prime, elementari verità di ogni sport e di qualsiasi competizione: senza l'impegno degli [[Avversario|avversari]], la vittoria, nessuna vittoria avrebbe alcun merito né alcun sapore.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/agora/sport/lultimo-match-del-campione-di-rugby-perdente-ma-felice-e-con-figlio_70593 L'ultimo match del campione di rugby: perdente ma felice (e con figlio)]'', ''avvenire.it'', 30 ottobre 2023.</ref> *Talvolta, anche in occasione di eventi terribili, è amaro constatare come con il passare del tempo l'espressione "per non dimenticare" finisca con l'impolverarsi, per ridursi a un vuoto slogan. Troppe volte abbiamo visto come – quando il circo Barnum dei media trasloca e le telecamere delle tv e i nugoli di cronisti sciamano altrove – su un fatto cali il sipario e pian piano segua l'[[oblio]].<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/cutro-non-potra-mai-dimenticare-gente-solidale-istituzioni-lontane_73930 Cutro non potrà mai dimenticare: gente solidale, istituzioni lontane]'', ''avvenire.it'', 27 febbraio 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[calcio femminile]]}} [...] in una società in cui ancora troppe disparità e soffitti di cristallo bloccano il cammino delle donne, favorire nella pratica sportiva occasioni di confronto "alla pari" fra maschi e femmine può contribuire a diffondere fra i più giovani semi fruttuosi di coeducazione, in modo che possano diventare adulti convinti del fatto che le differenze fra uomini e donne non debbano essere motivo per prevaricare l'altro o l'altra.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/squadre-femminili-e-maschili-in-campo-insieme-cosi-si-impara-il-rispetto_77218 Squadre femminili e maschili in campo insieme, così si impara il rispetto]'', ''avvenire.it'', 26 maggio 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[calcio femminile]]}} Non si era mai vista una squadra femminile in un campionato maschile nella compassata terra d'Albione, patria delle regole del calcio e così legata alle vecchie e confortanti tradizioni. Ma tutte le tradizioni finiscono con l'essere innovate, prima o poi. <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/squadre-femminili-e-maschili-in-campo-insieme-cosi-si-impara-il-rispetto_77218 Squadre femminili e maschili in campo insieme, così si impara il rispetto]'', ''avvenire.it'', 26 maggio 2024.</ref> *A volte, in certi luoghi di confine aridi o infestati dove il seme evangelico della Parola di Dio fatica a farsi strada, può essere proprio uno [[Scautismo|scout]], con la sua bussola e il suo alpenstock, a tracciare una via.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/quei-camiciotti-azzurri-e-la-sfida-di-educare-su-strade-non-battute_86557 Quei camiciotti azzurri e la sfida di educare su "strade non battute"]'', ''avvenire.it'', 20 marzo 2025.</ref> *La [[Calabria]] è «come una Cenerentola che da secoli ha perduto ''a scarpiceddra'', ma nessuno la ritrova» <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/attualita/sanita-acqua-e-ferrovie-calabria-al-voto-per-curare-i-soliti-mali_97820 La Calabria va al voto per curare i soliti mali]'', ''avvenire.it'', 4 ottobre 2025.</ref> *La questione della [[Calabria]] è la questione dell'Italia. E i calabresi meritano una stagione nuova d'impegno, trasparenza e responsabilità, che li scuota da questo limbo di amara rassegnazione e li aiuti a ricostruire il futuro. <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/alla-calabria-non-serve-lalternanza-della-delusione_42739 Alla Calabria non serve l'alternanza della delusione]]'', ''avvenire.it'', 29 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Venezuela]]}} I ranchos sono le infinite baraccopoli venezuelane: migliaia di casupole, pareti di mattoni a vista e tetti di lamiera, strade che sono vicoli, otto persone in pochi metri quadri. Andando verso Caracas, stanno come piccoli presepi, addossati a qualsiasi rilievo, con la gente che pullula e i bambini scalzi che attendono il rallentare del Land Rover per chiedere dai finestrini che tu faccia tintinnare qualche spicciolo di Bolivar nel loro barattolo. È lì, in prevalenza, che abitano i poveri: quelli che vivono di carità, di lavoretti o del sueldo minimo, le parrucchiere e gli impiegati, i venditori ambulanti che si alzano alle 4 di mattina per prendere tre autobus e una metropolitana e sbarcare il lunario.<ref>Da ''[https://www.lesenfantsterribles.org/distretto-nord/chavez-il-caudillo/ Chavez il caudillo]'', ''reportage del quotidiano Avvenire ripreso dal sito Lesenfantsterribles.org'', 14 febbraio 2007.</ref> *{{NDR|Sul [[giornalismo]]}} La curiosità avrà pure ucciso il gatto, come dicono gli inglesi, ma mantiene attivi e operativi i giornalisti.<ref>Da ''[https://muckrack.com/vincenzo-rosario-spagnolo/interview/ intervista a Vincenzo R. Spagnolo sulla piattaforma di giornalismo]'', ''Muckrack.com'', 14 aprile 2026. </ref> *{{NDR|Sul [[giornalismo]]}} Un giornalista dev'essere curioso, intelligente, deduttivo, capace di indagare le connessioni tra i fatti e di verificare ogni aspetto, bravo scrittore e abile oratore. E, da ultimo ma non meno importante, dev'essere vero, onesto, gentile con le persone umili e duro con quelle forti. Perché solo l'onestà, la verità e il rispetto per tutte le persone, potenti o umili, possono mantenere connesso un giornalista con il suo pubblico per molto tempo. <ref>Da ''[https://muckrack.com/vincenzo-rosario-spagnolo/interview/ Intervista a Vincenzo R. Spagnolo sulla piattaforma di giornalismo]'', ''Muckrack.com'', 14 aprile 2026. </ref> *{{NDR|Sulla [[propaganda]]}} La propaganda è come la marea: prima o poi si ritira, lasciando sulla spiaggia solo i rottami di logore promesse. <ref>Da ''[https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/i-deficit-del-modello-albania-e-quella-rischiosa-scommessa-sugli-hub_111716 I deficit del modello Albania e quella rischiosa scommessa sugli hub]'', ''Avvenire.it'', 05 agosto 2026. </ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Spagnolo, Vincenzo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] ci9v7838loc5iilxyu9438wqmvg4nt9 Università di Harvard 0 226221 1422664 2026-08-05T16:19:16Z Giornada 5168 Giornada ha spostato la pagina [[Università di Harvard]] a [[Università Harvard]]: Titolo errato: Harvard non è una località, è un cognome 1422664 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Università Harvard]] 920t16schrpuet8773jaclaxs4zi0x8 Discussioni utente:Axl Axolotl 3 226222 1422684 2026-08-06T06:15:35Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422684 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:15, 6 ago 2026 (CEST)}} 9140qo9lzskddiof396296i3pk1v2dr Discussioni utente:Elich01 3 226223 1422688 2026-08-06T08:00:05Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422688 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:00, 6 ago 2026 (CEST)}} o97svd1otehiv4h7366es43h7cxiwwc Il bambino e il grande cacciatore 0 226224 1422689 2026-08-06T08:14:58Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Il bambino e il grande cacciatore |titolo alfabetico = Bambino e il grande cacciatore |paese = Stati Uniti d'America/Australia |anno uscita = 1980 |genere = avventura/drammatico |regista = [[Peter Collinson (regista)|Peter Collinson]] |soggetto = Lanny Cotler |sceneggiatore = Lanny Cotler |produttore = [[Samuel Z. Arkoff]], Elliot Schick, John Strong |attori = *[[William Holden]]: Patrick Foley *[[Rick Schroder]]: Shawn Daley *[[Jack Thompson]]..." 1422689 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il bambino e il grande cacciatore |titolo alfabetico = Bambino e il grande cacciatore |paese = Stati Uniti d'America/Australia |anno uscita = 1980 |genere = avventura/drammatico |regista = [[Peter Collinson (regista)|Peter Collinson]] |soggetto = Lanny Cotler |sceneggiatore = Lanny Cotler |produttore = [[Samuel Z. Arkoff]], Elliot Schick, John Strong |attori = *[[William Holden]]: Patrick Foley *[[Rick Schroder]]: Shawn Daley *[[Jack Thompson]]: Ross Daley *[[Olivia Hamnett]]: Bettina Daley *[[Alwyn Kurts]]: Christian Neilson *[[Pat Evison]]: Meg Neilson |doppiatori italiani= *[[Giuseppe Rinaldi]]: Patrick Foley *[[Davide Lepore]]: Shawn Daley }} '''''Il bambino e il grande cacciatore''''', film australiano-statunitense del 1980 con [[William Holden]] e [[Rick Schroder]], regia di [[Peter Collinson (regista)|Peter Collinson]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Non si può impedire alla mente di pensare, ma si può impedirle di [[Fantasticheria|fantasticare]], con un po' di concentrazione: in questo modo la tieni occupata, la fai lavorare, e questo le impedisce di fantasticare. ('''Foley''') *Adesso che sei diventato quasi un animale, incomincia a ricordarti che sei un essere umano. ('''Foley''') *Non sono mai andato a scuola; questa era la mia scuola: la terra, il cielo. Mio padre cercò di insegnarmi a prendere dalla terra e dalla gente solo quello che potevo [[Restituzione|restituire]]. ('''Foley''') *Così partii, cercando di avere sempre di più, desiderando tutto. E avevo già tutto qui. ('''Foley''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Foley''': Sto diventando [[Senilità|vecchio]].<br>'''Shawn''': Perché hai i capelli bianchi?<br>'''Foley''': I capelli non c'entrano. Ma quando non si riesce a chiedere alla mente che cosa pensa, sei diventato vecchio. *'''Foley''': Ma non devi fare l'errore di pensare solo al passato: bisogna pensare al futuro.<br>'''Shawn''': Però io ho paura.<br>'''Foley''': [[Paura]]? Ma di niente si deve avere paura, tranne che del vento freddo che ti uccide se te ne stai impalato senza [[Reazione|reagire]]. ==Citazioni su ''Il bambino e il grande cacciatore''== *Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[il Morandini]]'') *Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film d'avventura]] [[Categoria:Film drammatici]] 3ma9lftdnbgzf5tsxxqv6wpd3e52w5c Discussioni utente:ILoveSadie 3 226225 1422690 2026-08-06T08:15:23Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422690 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:15, 6 ago 2026 (CEST)}} qx9ymtsxon8xmxird0gpcyzd0byt2u5 The Earthling 0 226226 1422691 2026-08-06T08:16:09Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Il bambino e il grande cacciatore]] 1422691 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Il bambino e il grande cacciatore]] c8h0ppz3k6439k8a4eomah14xhdlrkp Maria Marino Marraffa 0 226227 1422701 2026-08-06T08:34:26Z Nomignolo2026 107973 Creata pagina con "[[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023) è stata una mistica italiana. ==Citazioni della Signora Maria== * Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Da un [https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/&width articolo] che tratta un'o..." 1422701 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023) è stata una mistica italiana. ==Citazioni della Signora Maria== * Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Da un [https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/&width articolo] che tratta un'opera di pirografia dedicata alla Signora Maria.</ref> * Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua Parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa. <ref> [https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220&width Pensiero] dei sacerdoti e degli aderenti del Movimento Apostolico.</ref> ==Citazioni sulla Signora Maria== * Cosa significhi vivere il Vangelo e impregnare la propria vita sulla Parola di Dio. Questo mi ha trasmesso mia nonna. (Paolo Marraffa, nipote); <ref>Il [https://www.lacnews24.it/cultura/il-ricordo-di-maria-marino-nel-libro-muori-e-vivi-per-gesu-x2rayn26&width ricordo] del nipote.</ref> * Dobbiamo essere gioiosi perché sono finite le sue sofferenze atroci e inumane da troppo tempo. (Antonio Marraffa, figlio); <ref>La [https://www.calabriadirettanews.com/2023/04/07/morta-la-mistica-di-catanzaro-il-figlio-sono-finite-le-sue-sofferenze-atroci/&width testimonianza] del figlio.</ref> * Maria Marino Marraffa è strumento che Dio ha scelto per la conversione di molti cuori. (Mons. Di Bruno, ex assistente centrale del Movimento Apostolico); <ref>Dalla [https://www.catanzaroinforma.it/cronaca/2021/06/30/soppressione-movimento-apostolico-la-fondatrice-maria-marino-padre-perdona-loro-perche-non-sanno-quello-che-fanno/206925/&width nota] della Signora Maria.</ref> * La signora Maria ha vissuto il suo sì al Signore in modo pronto, immediato, totale. (Don Gesualdo De Luca, ex assistente regionale del Movimento Apostolico); <ref>Dall' [https://lanuovacalabria.it/maria-marino-il-ricordo-dellispiratrice-del-movimento-apostolico&width omelia] del parroco che ha celebrato il funerale.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] cb02xva6ezhi4gnhde96dshw68uu1tt 1422703 1422701 2026-08-06T09:01:50Z Spinoziano 2297 sistemazioni; tolgo "citazioni su" fuori standard: non sono ammesse se gli autori non sono enciclopedici 1422703 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] jxuyd73s257tzurae5kz37cl9gihzut 1422706 1422703 2026-08-06T09:18:27Z Nomignolo2026 107973 /* Citazioni di Maria Marino Marraffa */ 1422706 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Citazioni su Maria Marino Marraffa== Donna geniale del profondo sud italiano, da cui si dirama oggi una realtà ecclesiale che è presente in una decina di paesi nei diversi continenti ([https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%20Bertolone Vincenzo Bertolone]) <ref>Dall'intervento ad un Convegno https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-vincenzo-bertolone-allviii-convegno-internazionale/</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] 4on37163ow7ugb8ul544kxi8rf197az 1422707 1422706 2026-08-06T09:21:12Z ~2026-43439-51 107975 1422707 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Citazioni su Maria Marino Marraffa== Donna geniale del profondo sud italiano, da cui si dirama oggi una realtà ecclesiale che è presente in una decina di paesi nei diversi continenti ([https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%20Bertolone Vincenzo Bertolone]) <ref>Dall'intervento ad un Convegno https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-vincenzo-bertolone-allviii-convegno-internazionale/</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] 41nvnmtdiq7hsbq11jfrejxx7gc5rsd 1422708 1422707 2026-08-06T09:30:06Z ~2026-43439-51 107975 /* Citazioni su Maria Marino Marraffa */ 1422708 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Citazioni su Maria Marino Marraffa== Donna geniale del profondo sud italiano, da cui si dirama oggi una realtà ecclesiale che è presente in una decina di paesi nei diversi continenti ([https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%20Bertolone Vincenzo Bertolone]) <ref>Dall'intervento ad un Convegno https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-vincenzo-bertolone-allviii-convegno-internazionale/</ref> Il Santo Padre incoraggiò la missione della Fondatrice e Ispiratrice Maria Marino e di tutti gli aderenti del Movimento Apostolico ([[Stanisław Dziwisz]]) <ref>prefazione a ''Va', salva e converti'', di Giovanni Scarpino, Movimento Apostolico, 2015/</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] t6jq21wvkmqiaphegq3ijckueizucz0 1422709 1422708 2026-08-06T09:30:27Z ~2026-43439-51 107975 /* Citazioni su Maria Marino Marraffa */ 1422709 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Citazioni su Maria Marino Marraffa== *Donna geniale del profondo sud italiano, da cui si dirama oggi una realtà ecclesiale che è presente in una decina di paesi nei diversi continenti ([https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%20Bertolone Vincenzo Bertolone]) <ref>Dall'intervento ad un Convegno https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-vincenzo-bertolone-allviii-convegno-internazionale/</ref> *Il Santo Padre incoraggiò la missione della Fondatrice e Ispiratrice Maria Marino e di tutti gli aderenti del Movimento Apostolico ([[Stanisław Dziwisz]]) <ref>prefazione a ''Va', salva e converti'', di Giovanni Scarpino, Movimento Apostolico, 2015/</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] skrfzrk2v16djv6wkutg0oc07kd6win 1422710 1422709 2026-08-06T09:30:56Z ~2026-43439-51 107975 /* Citazioni su Maria Marino Marraffa */ 1422710 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Citazioni su Maria Marino Marraffa== *Donna geniale del profondo sud italiano, da cui si dirama oggi una realtà ecclesiale che è presente in una decina di paesi nei diversi continenti ([https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%20Bertolone Vincenzo Bertolone]) <ref>Dall'intervento ad un Convegno https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-vincenzo-bertolone-allviii-convegno-internazionale/</ref> *Il [[Papa Giovanni Paolo II|Santo Padre]] incoraggiò la missione della Fondatrice e Ispiratrice Maria Marino e di tutti gli aderenti del Movimento Apostolico ([[Stanisław Dziwisz]]) <ref>prefazione a ''Va', salva e converti'', di Giovanni Scarpino, Movimento Apostolico, 2015/</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] alk3rwqwr3xsvkuwf6ywa16brdubyfx 1422711 1422710 2026-08-06T09:33:09Z ~2026-43439-51 107975 /* Citazioni su Maria Marino Marraffa */ 1422711 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Citazioni su Maria Marino Marraffa== *Donna geniale del profondo sud italiano, da cui si dirama oggi una realtà ecclesiale che è presente in una decina di paesi nei diversi continenti ([https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%20Bertolone Vincenzo Bertolone]) <ref>Dall'intervento ad un Convegno https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-vincenzo-bertolone-allviii-convegno-internazionale/</ref> *Il [[Papa Giovanni Paolo II|Santo Padre]] incoraggiò la missione della Fondatrice e Ispiratrice Maria Marino e di tutti gli aderenti del Movimento Apostolico ([[Stanisław Dziwisz]]) <ref>Prefazione a ''Va', salva e converti'', di Giovanni Scarpino, Movimento Apostolico, 2015/</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] 27asgc5mwjacp8oevpxsp6v0kcy70ot 1422712 1422711 2026-08-06T09:34:36Z ~2026-43439-51 107975 /* Citazioni su Maria Marino Marraffa */ 1422712 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Citazioni su Maria Marino Marraffa== *Donna geniale del profondo sud italiano, da cui si dirama oggi una realtà ecclesiale che è presente in una decina di paesi nei diversi continenti ([https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%20Bertolone Vincenzo Bertolone]) <ref>Dall'intervento ad un Convegno https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-vincenzo-bertolone-allviii-convegno-internazionale/</ref> *Il [[Papa Giovanni Paolo II|Santo Padre]] incoraggiò la missione della Fondatrice e Ispiratrice Maria Marino e di tutti gli aderenti del Movimento Apostolico ([[Stanisław Dziwisz]]) <ref>Prefazione a ''Va', salva e converti'', di Giovanni Scarpino, Movimento Apostolico, 2015</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] bzy481mcjcu3raqeujpx91psfel517h 1422713 1422712 2026-08-06T09:35:05Z ~2026-43439-51 107975 1422713 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni della Signora Maria== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Citazioni sulla Signora Maria== *Donna geniale del profondo sud italiano, da cui si dirama oggi una realtà ecclesiale che è presente in una decina di paesi nei diversi continenti ([https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%20Bertolone Vincenzo Bertolone]) <ref>Dall'intervento ad un Convegno https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-vincenzo-bertolone-allviii-convegno-internazionale/</ref> *Il [[Papa Giovanni Paolo II|Santo Padre]] incoraggiò la missione della Fondatrice e Ispiratrice Maria Marino e di tutti gli aderenti del Movimento Apostolico ([[Stanisław Dziwisz]]) <ref>Prefazione a ''Va', salva e converti'', di Giovanni Scarpino, Movimento Apostolico, 2015</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] a2pkil3f6qbuhndfkucvv5n1k8qivj2 1422714 1422713 2026-08-06T09:39:02Z Nomignolo2026 107973 /* Citazioni sulla Signora Maria */ 1422714 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni della Signora Maria== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Citazioni sulla Signora Maria== *Donna geniale del profondo sud italiano, da cui si dirama oggi una realtà ecclesiale che è presente in una decina di paesi nei diversi continenti ([https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%20Bertolone Vincenzo Bertolone]) <ref>Dall'intervento ad un Convegno https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-vincenzo-bertolone-allviii-convegno-internazionale/</ref> *Il [[Papa Giovanni Paolo II|Santo Padre]] incoraggiò la missione della Fondatrice e Ispiratrice Maria Marino e di tutti gli aderenti del [https://en.wikipedia.org/wiki/Movimento%20Apostolico Movimento Apostolico] ([[Stanisław Dziwisz]]) <ref>Prefazione a ''Va', salva e converti'', di Giovanni Scarpino, Movimento Apostolico, 2015</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] ohhgj8m5dsn2v6v3210i00a50cap2al 1422715 1422714 2026-08-06T09:41:55Z Nomignolo2026 107973 /* Citazioni sulla Signora Maria */ 1422715 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni della Signora Maria== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Citazioni sulla Signora Maria== *Donna geniale del profondo sud italiano, da cui si dirama oggi una realtà ecclesiale che è presente in una decina di paesi nei diversi continenti ([https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo%20Bertolone Vincenzo Bertolone]) <ref>Dall'intervento all’VIII convegno internazionale [https://www.movimentoapostolico.org/intervento-di-s-e-mons-vincenzo-bertolone-allviii-convegno-internazionale]</ref> *Il [[Papa Giovanni Paolo II|Santo Padre]] incoraggiò la missione della Fondatrice e Ispiratrice Maria Marino e di tutti gli aderenti del [https://en.wikipedia.org/wiki/Movimento%20Apostolico Movimento Apostolico] ([[Stanisław Dziwisz]]) <ref>Prefazione a ''Va', salva e converti'', di Giovanni Scarpino, Movimento Apostolico, 2015</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] fqghiln2gdq6k6w99xpg6tcbtfzm5iy Discussione:Francesco Guccini 1 226228 1422705 2026-08-06T09:14:57Z ~2026-43282-46 107977 /* Correggere nota 2 */ nuova sezione 1422705 wikitext text/x-wiki == Correggere nota 2 == Nella nota 2 c'è un grossolano errore sintattico: "trasmizzione" invece che "trasmissione". [[Speciale:Contributi/&#126;2026-43282-46|&#126;2026-43282-46]] ([[Discussioni utente:&#126;2026-43282-46|discussione]]) 11:14, 6 ago 2026 (CEST) geefrt97g9fnhz0c4qijj3t50lk844m Discussioni utente:Georgontarchontomachia 3 226229 1422716 2026-08-06T09:45:30Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422716 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:45, 6 ago 2026 (CEST)}} gwfm5ioz44xsqsgqtn9nlfu943sk91p Francesco Savino 0 226230 1422717 2026-08-06T10:44:15Z Nomignolo2026 107973 Creata pagina con "[[File:Francescosavino.jpg|thumb|Francesco Savino]] '''Francesco Savino''' (1954 – vivente), vescovo cattolico italiano. == Citazioni == * Il cristianesimo è un incontro col mistero, possibile solo a chi si sporca di terra e di fango. <ref>Dalla prefazione a Luigi Testa, ''Via Crucis di un ragazzo gay'', citato in ''«Se per nostro figlio gay la vita è una via crucis»'', ''Avvenire'', 10 settembre 2025.</ref> * Dalla comunione delle diversità dipende la maturità..." 1422717 wikitext text/x-wiki [[File:Francescosavino.jpg|thumb|Francesco Savino]] '''Francesco Savino''' (1954 – vivente), vescovo cattolico italiano. == Citazioni == * Il cristianesimo è un incontro col mistero, possibile solo a chi si sporca di terra e di fango. <ref>Dalla prefazione a Luigi Testa, ''Via Crucis di un ragazzo gay'', citato in ''«Se per nostro figlio gay la vita è una via crucis»'', ''Avvenire'', 10 settembre 2025.</ref> * Dalla comunione delle diversità dipende la maturità della democrazia e della Chiesa stessa. <ref>Dall'omelia della Messa del Giubileo LGBT, Roma, Chiesa del Gesù, settembre 2025.</ref> * Alle persone che vivono relazioni omosessuali non dovrebbe essere negata l'opportunità di essere amate e di amare, anche a livello intimo e sessuale. Perché negare loro questo, negare questo diritto, lo ripeto, è semplicemente sbagliato. <ref>Dall'intervista rilasciata a ''DirittoDiCronaca.it'', autunno 2025.</ref> * È incalcolabile il numero di chi ha abbandonato la Chiesa perché si è sentito più giudicato che ispirato.<ref>Dalla prefazione a Luigi Testa, ''Via Crucis di un ragazzo gay'', edizioni San Paolo, 2025.</ref> * Essere omosessuali non è peccato. Siamo tutti fratelli e sorelle.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''The Huffington Post'', ottobre 2025.</ref> * Sugli abusi tolleranza zero, stiamo portando avanti un processo di verità.<ref>Dichiarazione ufficiale a margine dell'Assemblea Generale della CEI (Conferenza Episcopale Italiana).</ref> * La comunità cristiana, la Chiesa, è disponibile a soccorrere chi decide di sottrarsi alla sopraffazione di cui è vittima, spesso inconsapevole, per intraprendere un percorso di riabilitazione sociale, difficile, ma possibile. <ref>Dal messaggio della Diocesi di Cassano all'Jonio contro lo sfruttamento e la tratta delle donne.</ref> == Note == <references /> ==Bibliografia== * ''Padre Pio l'astro del Gargano. Testimonianza di una famiglia'', Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, 2011. * ''Spiritualità e politica. Aldo Moro, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti'', Ed Insieme, 2017. * ''Sull'umanizzazione delle cure'', Ed Insieme, 2019. * ''Cristo 5.0. Vescovo nel tempo della complessità'', Pellegrini Editore, 2026. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Savino, Francesco}} [[Categoria:Vescovi italiani]] 6tytnppwiei4rn6n0i937qaxl9pdl0i 1422721 1422717 2026-08-06T11:53:21Z Udiki 86035 Sistemo un po'; tolta frase affetta da [[WQ:PVN|recentismo]]: "Sugli abusi tolleranza zero, stiamo portando avanti un processo di verità." 1422721 wikitext text/x-wiki [[File:Francescosavino.jpg|thumb|Francesco Savino]] '''Francesco Savino''' (1954 – vivente), vescovo cattolico italiano. ==Citazioni di Francesco Savino== *Alle persone che vivono relazioni omosessuali non dovrebbe essere negata l'opportunità di essere amate e di amare, anche a livello intimo e sessuale. Perché negare loro questo, negare questo diritto, lo ripeto, è semplicemente sbagliato.<ref>Dall'intervista a ''dirittodicronaca.it'', autunno 2025.</ref> *Dalla comunione delle diversità dipende la maturità della democrazia e della Chiesa stessa.<ref>Dall'omelia della Messa del Giubileo LGBT, Roma, Chiesa del Gesù, settembre 2025.</ref> *È incalcolabile il numero di chi ha abbandonato la Chiesa perché si è sentito più giudicato che ispirato.<ref>Dalla prefazione a Luigi Testa, ''Via Crucis di un ragazzo gay'', edizioni San Paolo, 2025.</ref> *Il cristianesimo è un incontro col mistero, possibile solo a chi si sporca di terra e di fango.<ref>Dalla prefazione a Luigi Testa, ''Via Crucis di un ragazzo gay''; citato in ''«Se per nostro figlio gay la vita è una via crucis»'', ''Avvenire'', 10 settembre 2025.</ref> *Essere omosessuali non è peccato. Siamo tutti fratelli e sorelle.<ref>Dall'intervista a ''The Huffington Post'', ottobre 2025.</ref> *La comunità cristiana, la Chiesa, è disponibile a soccorrere chi decide di sottrarsi alla sopraffazione di cui è vittima, spesso inconsapevole, per intraprendere un percorso di riabilitazione sociale, difficile, ma possibile.<ref>Dal messaggio della Diocesi di Cassano all'Jonio contro lo sfruttamento e la tratta delle donne.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Savino, Francesco}} [[Categoria:Vescovi italiani]] 4hpm3llmnvunrns00ljm0kkizdxh1ov Jake La Furia 0 226231 1422718 2026-08-06T11:42:33Z Skekzilla 17056 Creata pagina con "[[File:Jake La Furia 2007.jpg|thumb|Jake La Furia nel 2007]] '''Jake La Furia''', pseudonimo di '''Francesco Vigorelli''' (1979 – vivente), rapper e personaggio televisivo italiano. ==Citazioni di Jake La Furia== {{Int|''[https://www.corriere.it/spettacoli/24_settembre_15/jake-la-furia-il-rap-e-scorretto-ci-devono-pensare-le-famiglie-all-educazione-non-noi-mi-bocciarono-tre-volte-all-artistico-perche-non-mi-piaceva-l-autorita-0b2fb0cd-77a6-4744-aa4c-100791d42xlk.shtml..." 1422718 wikitext text/x-wiki [[File:Jake La Furia 2007.jpg|thumb|Jake La Furia nel 2007]] '''Jake La Furia''', pseudonimo di '''Francesco Vigorelli''' (1979 – vivente), rapper e personaggio televisivo italiano. ==Citazioni di Jake La Furia== {{Int|''[https://www.corriere.it/spettacoli/24_settembre_15/jake-la-furia-il-rap-e-scorretto-ci-devono-pensare-le-famiglie-all-educazione-non-noi-mi-bocciarono-tre-volte-all-artistico-perche-non-mi-piaceva-l-autorita-0b2fb0cd-77a6-4744-aa4c-100791d42xlk.shtml Jake La Furia: «Il rap è scorretto? All'educazione devono pensare le famiglie, non noi. Mi bocciarono tre volte in prima all'artistico: l'autorità non mi piaceva»]''|Intervista di Renato Franco, ''corriere.it'', 15 settembre 2024}} *{{NDR|Su ''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''}} Mi colpì perché, da giovane pirla qual ero, sono sempre stato affascinato dai personaggi negativi come Jake La Furia, ma il film ha anche un risvolto di speranza nel finale, una redemption. Un po' come è capitato a me. *Conviene dire le cose come stanno, senza indorare troppo la pillola, bisogna subito avvertire i ragazzi se stanno facendo una cavolata oppure no, anche brutalmente se serve. *{{NDR|Su [[Manuel Agnelli]]}} Sotto la scorza da duro è uno che ama la musica e vuole davvero rendersi utile, dare una mano ai ragazzi per farli diventare artisti. *{{NDR|Su [[Paola Iezzi]]}} Uno se immagina molto più superficiale, in realtà ha una grande cultura musicale, in quasi tutti i generi. Stupirà tutti quelli che pensano sia lì a fare la frivola. *{{NDR|Su [[Achille Lauro]]}} È un grandissimo paraculo, nel senso più affettuoso. Sa come trattare le persone, dice loro quello che vogliono sentirsi dire, nel bene e nel male. *{{NDR|Su [[Giorgia (cantante 1971)|Giorgia]]}} Un mostro sacro come lei me l'aspettavo super impegnata e io mal sopporto i pesantoni della musica. Non che pensassi che fosse antipatica, ma è stata una grande sorpresa, il twist maggiore ai miei occhi: è una che si diverte e vuole divertire gli altri, è molto spiritosa. *Se pensiamo all'ipotetica influenza negativa {{NDR|del rap}} sui giovani allora bisogna abolire i film d'azione, certa letteratura fantastica, il pulp e un sacco di altre cose. Sono le famiglie — non noi — a dover insegnare certi principi. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Rapper italiani]] lqya4umclfxo3gou4b5kdzhd45ufk0x