Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.14 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Francesco Guccini 0 1546 1422723 1422704 2026-08-06T12:15:00Z Udiki 86035 Corr. 1422723 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Guccini1970.jpg|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 1970]] '''Francesco Guccini''' (1940 – 2026), cantautore e scrittore italiano. ==Citazioni di Francesco Guccini== *{{NDR|Riferendosi agli inizi della sua carriera}} [[Jacques Brel|Brel]], [[Georges Brassens|Brassens]], [[Bob Dylan|Dylan]]... Con loro in mente, andavo all'impronta. "Dio è morto" non l'ho scritta avendo riferimenti discografici. L'ho fatta per me.<ref name=Pedrinelli>Citato in Pedrinelli, p. 147.</ref> *{{NDR|Parlando di [[Fabrizio De André]]}} Ci siamo conosciuti perché era reciproca la curiosità. Capitò a Bologna, sarà stato il '66 [...] Addirittura avevamo pensato di fare, se non una tournée, un concerto assieme. Sarebbe stato "epocale" (si fa per dire, insomma). E poi per vari motivi non se n'è mai fatto niente. Lui disse anche: «...Sì, mi piacerebbe moltissimo eccetera, ma poi tu parli tanto, io invece non dico mai niente, non vorrei fare brutta figura...» Lui non diceva mai niente durante gli spettacoli.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Vincenzo Mollica]] nel programma televisivo ''Speciale TG1'', Rai 1. [http://www.youtube.com/watch?v=49cIOI7McXM Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *[...] ho una mia [[religione|religiosità]] molto vaga, molto panteistica, per cui mi piace pensare di rincontrare tante persone che nel frattempo hanno deciso di andarsene prima di me. Io sono invece intenzionato a rimanere qua il più possibile, naturalmente. Sono quelle idee un po' romantiche; se ragiono freddamente dico che è impossibile, ma se lascio andare la fantasia... Sono sicuro in qualche modo di rincontrarle.<ref group="fonte">Da ''Stagioni'', a cura di Valentina Pattavina, Einaudi, 2000, p. 31.</ref> *Io e [[Giorgio Gaber|Giorgio]] e eravamo accomunati da un forte rispetto reciproco, ma fra noi c'erano profonde differenze. Lui era un "borghese" di Milano, io, pur essendo nato a Modena, sono un montanaro. E poi, il ragionier Gaberscik e il maestro elementare Guccini. Due modi diversi di vedere le cose. E anche se poi ci siamo sempre trovati molto bene insieme, credo che queste differenze si notino.<ref name=Pedrinelli/> *L'uomo, non tutti per carità, guarda pochi metri accanto a sé. E si scorda presto. La storia è maestra di pochi. Insegna poco davvero, a noi italiani. Siamo partiti con le pezze al culo, e adesso ci dimentichiamo che chi viene qui ha la stessa faccia di noi cento anni fa. Ecco, Odysseus su questo avrebbe qualcosa da dire.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/4/81725/Guccini:_La_storia_%C3%A8_maestra_di_pochi.index.html Guccini: "La storia è maestra di pochi"]'', ''Gazzetta di Parma.it'', 6 aprile 2011.</ref> *{{NDR|Riferito alle possibili conseguenze della [[Pandemia di COVID-19|pandemia di COVID-19]]}} La storia non insegna mai niente. Anche dopo l'11 settembre si diceva che sarebbe cambiato tutto, ma non è cambiato nulla. Gli uomini non imparano. È nella natura umana dimenticarsi presto delle tragedie passate per riprendere la vita di sempre.<ref>Dalla trasmissione radiofonica ''Un giorno da pecora''; citato in ''[https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/francesco-guccini-dopo-il-coronavirus-non-cambiera-nulla/512229/ Francesco Guccini: «Dopo il coronavirus non cambierà nulla»]'', ''Rollingstone.it'', 14 aprile 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Lei dice che quando è nata, il fascismo non c'era più. Dice anche di essere cristiana, ma quando è nata anche Cristo era già morto...<ref>Dall'intervista di Diego Bianchi a ''Propaganda Live'', LA7, 16 settembre 2022; citato in Giulia Turco, ''[https://www.fanpage.it/spettacolo/personaggi/francesco-guccini-e-la-telefonata-con-giorgia-meloni-rifiutai-il-suo-invito-anni-dopo-mi-infamo/ Francesco Guccini e la telefonata con Giorgia Meloni: "Rifiutai il suo invito, anni dopo mi infamò"]'', ''Fanpage.it'', 17 settembre 2022.</ref> *{{NDR|Su ''La mia generazione ha perso'' di Giorgio Gaber}} Mio padre si è fatto due anni di servizio militare, due anni di guerra d'Africa e cinque anni di guerra mondiale: di cui due in campo di concentramento. Ecco, la sua era una generazione che aveva perso, essendo cresciuta durante il fascismo. Noi, bene o male, siamo invece riusciti a fare le nostre cose. Anche più dei giovani di oggi, che non hanno mai lavoro sicuro. La nostra generazione è stata abbastanza fortunata, ha trovato spazio, possibilità, modo di esprimersi. Non ha perso. Anche se, forse, quel concetto veniva solo da un momento di pessimismo di Giorgio. Solo, ho il rimpianto di non averglielo mai chiesto.<ref>Citato in Pedrinelli, p. 148.</ref> *Nel 1964 era uscita ''Auschwitz'', nel 1966-67 ''Dio è morto'' e all'epoca ricordo che ci incontravamo in un appartamento di amici, che era stato liberato dai genitori ed era stato battezzato "Folkstudio", dove ci trovavamo certe sere alla settimana a suonare e a discutere. Cantavamo canzoni anarchiche di fine Ottocento, inizi Novecento, come quelle di [[Pietro Gori]].<ref group="fonte">Da [https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/01/31/news/francesco_guccini_il_mio_68_sognando_dylan_e_i_provos_-187742521/ ''Francesco Guccini: "Il mio '68 sognando Dylan e i Provos"''], ''Rep.repubblica.it'', 31 gennaio 2018.</ref> *Ogni [[Opera d'arte|opera]] – sia una canzone, sia una poesia, sia un libro, un romanzo etc. – va per il mondo... e ognuno ha il diritto di interpretarla come vuole. Non è che il pensiero dell'autore sia necessariamente il pensiero giusto; non c'è un pensiero giusto: ci sono vari modi di interpretare una cosa, un pezzo, una frase...<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Che tempo che fa'', Rai 3, 11 febbraio 2006. </ref> *[[Raoul Casadei|Raoul]] e, prima ancora, suo zio [[Secondo Casadei|Secondo]] hanno saputo intercettare l'ansia di spensieratezza che c'era nel Dopoguerra, una voglia di ballare che "faceva luce".<ref>Citato in Matteo Cruccu, ''«Il suo ballo era luce. Ha saputo intercettare l'ansia di spensieratezza del Dopoguerra» <small>Guccini: negli anni d'oro riusciva a suonare ogni sera</small>'', ''Corriere della Sera'', 14 marzo 2021.</ref> *[[Zucchero Fornaciari|Zucchero]] è la semplicità: un modo di vedere la vita, gli amici e il proprio ambiente che difficilmente viene abbandonato. È rimasto ancorato ai posti che lo hanno prodotto.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Un soffio caldo – Natale con Zucchero'', Rai 2, 21 dicembre 2010.</ref> {{Int|Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/anteprima/2017/12/29/news/francesco_guccini_ho_smesso_di_cantare_perche_non_ho_piu_niente_da_dire_-185457864/l "Ho smesso di cantare perché non ho più niente da dire"]''|Intervista di Antonio Gnoli, ''Rep.repubblica.it'', 29 dicembre 2017.}} *Ricordo che proposi alla Equipe {{NDR|Equipe 84}} ''Dio è morto'', ma rifiutarono per paura che la canzone facesse troppo casino. Avevo pronta anche ''Un altro giorno è andato'' e Maurizio Vandelli, il leader del gruppo, sentenziò che Guccini non aveva più un cazzo da dire. E questo atteggiamento fece sì che si rafforzasse la mia collaborazione con i [[Nomadi]]. *{{NDR|Su ''La locomotiva''}} Lessi le memorie bolognesi di Romolo Bianconi, un lavoratore che raccontando la sua vita scrisse di un ferroviere anarchico, Pietro Rigosi, cui avevano amputato una gamba che decise di impadronirsi di un treno per farlo saltare. Fu una ballata, contro le ingiustizie sociali, che scrissi in mezz'ora. *{{NDR|Su ''Eskimo''}} Comprai l'indumento nel 1963 al mercatino di Trieste. Avevo finito il militare. Costò diecimila lire e veniva indossato dai soldati americani nella guerra di Corea. Anni dopo mi sono ritrovato in un mondo di eskimo. *{{NDR|Su ''Incontro''}} Parlava di una ragazza che ora vive negli Stati Uniti e che allora viveva a [[Modena]]. C'era molta complicità tra noi. Poi si trasferì a Bologna. Sposò un americano. E sparì per un po' di tempo. Un giorno mi telefonò per dirmi che il matrimonio era andato a pezzi e lei lo aveva lasciato. Lui si uccise. E a me venne in mente di scriverci su una canzone. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/06/17/news/francesco_guccini-306525651/ "Non ascolto più musica, oggi ci sono solo canzoni inutili"]''|Intervista di [[Gino Castaldo]], ''Repubblica.it'', 17 giugno 2021.}} *Non so se [[Dante Alighieri|Dante]] o [[Guido Guinizelli|Guinizzelli]] fossero musicisti, sicuramente lo erano i provenzali, quindi in un certo senso sono gli antenati dei [[Cantautore|cantautori]], quindi si può dire che io sia un esperto del ramo. Diciamo che musica e poesia si sono separate dopo, si sono specializzate, ma certi procedimenti sono continuati, pensiamo ai libretti d’opera, ma anche noi cantautori... *{{NDR|[[Franco Battiato]]}} L'ho conosciuto molto meglio dopo {{NDR|il primo incontro}}, negli anni d'oro del Tenco, ricordo che era un gran barzellettiere, il che non ha niente a che vedere con le sue grandi qualità musicali, ma è un aspetto che mi colpì molto perché era meno prevedibile. *Ogni tanto mi viene da pensare a vecchissime canzoni come ''Signorinella'', ''Vecchia America'', c'erano storie, parole messe bene insieme. ==Citazioni tratte da canzoni== {{autori testi}} ===''Folk beat n. 1''=== '''Etichetta''': La voce del padrone, 1967, prodotto da Odoardo Veroli. *''Solo il silenzio come un sudario si stenderà | fra il cielo e la terra per mille secoli almeno.'' (da ''Noi non ci saremo'', n. 1) *''E catene di monti coperte di nevi | saranno confine a foreste di abeti.'' (da ''Noi non ci saremo'', n. 1) *''Risorgerà un mondo nuovo | ma noi non ci saremo.'' (da ''Noi non ci saremo'', n. 1) *''Non lo sapevi, ma cosa hai pensato | quando lo schianto ti ha uccisa, | quando anche il cielo di sopra è crollato, | quando la vita è fuggita.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''Sull'autostrada cercavi la vita | ma ti ha incontrato la morte.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''Vorrei sapere a che cosa è servito | vivere, amare e soffrire | spendere tutti i tuoi giorni passati | se così presto hai dovuto partire.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''Voglio però ricordarti com'eri | pensare che ancora vivi | Voglio pensare che ancora mi ascolti | e che come allora sorridi.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''[[Venerdì santo]], anche l'amore sembra languore di penitenza.'' (da ''Venerdì santo'', n. 3) *''Venerdì santo, muore il Signore, tu muori, amore, fra le mie braccia. | Poi torna sera, resta soltanto, dolce, il ricordo: venerdì santo.'' (da ''Venerdì santo'', n. 3) *''Alzan gli occhi i pescatori verso il cielo così livido | le onde sembra che si fermino, non si sente che il silenzio | e le reti sono piene | di cadaveri d'argento.'' (da ''L'atomica cinese'', n. 4) *''Ad [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] tante persone, ma un solo grande silenzio.'' (da ''Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)'', n. 5) *''Io chiedo: come può l'uomo uccidere un suo fratello? | Eppure siamo a milioni, in polvere, qui nel vento.'' (da ''Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)'', n. 5) *''[[Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico|Statale 17]], com'è lunga da far tutta.'' (da ''Statale 17'', n. 7) *''Statale 17, sembri esplodere di sole, | Statale 17, alzo il dito inutilmente, | Statale 17, lungo nastro di catrame: | la gente bene dorme, sei deserta all'orizzonte | a quest'ora non c'è un cane che mi voglia prender su...'' (da ''Statale 17'', n. 7) *''Statale 17, sei triste nella sera, | non alzo più la mano, cammino piano piano sulla strada ormai deserta | mentre tu chissà se aspetti ancora, | mentre qui la strada che si sperde sembra un letto di cemento: | sono mortalmente stanco chissà mai se arriverò da te...'' (da ''Statale 17'', n. 7) *''Mia madre, santa donna di Dio, aggiunse un Pio per contentar | uno zio prete che per commosso ringraziamento mi battezzò.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''La provvidenza ci ha poi aiutati con i soldati della Wehrmacht.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Mia madre, donna di gran pietà, cercò in politica verginità.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Mia madre, donna di grande amore, sentì nel cuore l'error di un dì | fu clericale, democristiana, e nella lana fede trovò.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Io chiesa, nobili e terzo stato sempre ho fregato solo per me.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Il [[fiume]] racconta leggende mentre veloce va al mare, | le narrano piano le onde e i pioppi le stanno a ascoltare.'' (da ''La ballata degli annegati'', n. 9) *''Per me era peso il passato, e l'acqua sembrava leggera.'' (da ''La ballata degli annegati'', n. 9) *''Odio il gusto del [[retorica|retorico]], il miracolo economico, | il valore permanente e duraturo.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''E voi bimbe sognatrici della vita delle attrici, | attenzione: da me state alla lontana. | Non mi piace esser per bene, far la faccia che conviene | poi alla fine sono sempre senza grana.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Vuoti e pieni di sussiego se il vestito non fa un piego | mentre io mi metto quello che mi pare.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Sono contro il matrimonio, sono senza patrimonio, | non ho quello che si dice un posto al sole.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Non amo viver con tutta la [[gente]], mi piace solo la gente "bene" | come si dice comunemente: "bene si nasce non si diviene".'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Sono elegante ed è inutile dire che le mie vesti son sempre curate, | perché è senz'altro importante il vestire perché è la tonaca che fa il frate... | In fondo sol due cose hanno importanza, e sono il conto in banca e l'[[eleganza]].'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Non ho rapporti coi proletari, soltanto a tarda notte lungo i viali.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) ===''Due anni dopo''=== '''Etichetta''': EMI, 1970. *''Ed ogni giorno ormai sentirsi raccontare la storia conosciuta, | la frase risaputa, la propria morta vita.'' (da ''Lui e lei'', lato A, n. 1) *''Di antichi fasti la piazza vestita | grigia guardava la nuova sua vita, | come ogni giorno la notte arrivava, | frasi consuete sui muri di Praga, | ma poi la piazza fermò la sua vita | e breve ebbe un grido la folla smarrita | quando la fiamma violenta ed atroce | spezzò gridando ogni suono di voce.'' (da ''[[Primavera di Praga]]'', lato A, n. 2) *''Quando la fiamma col suo fumo nero | lasciò la terra e si alzò verso il cielo, | quando ciascuno ebbe tinta la mano, | quando quel fumo si sparse lontano, | [[Jan Hus]] di nuovo sul rogo bruciava | all'orizzonte del cielo di Praga.'' (da ''Primavera di Praga'', lato A, n. 2) *''Dimmi chi era che in corpo, | portava la città intera che lo accompagnava: | la città intera che muta lanciava | una speranza nel cielo di Praga.'' (da ''Primavera di Praga'', lato A, n. 2) *''I [[manifesto (stampato)|manifesti]] sono visi di carta che non dicono nulla e che nessuno più guarda, | colori accesi dentro ai vicoli scuri, | sembrano un urlo quelle carte sui muri.'' (da ''Giorno d'estate'', lato A, n. 3) *''Giorno d'[[estate]], giorno fatto di niente, | grappoli d'ozio danzan piano con me, | il sole è un sogno d'oro, ma evanescente, | guardi un istante e non sai quasi se c'è.'' (da ''Giorno d'estate'', lato A, n. 3) *''Il tempo è passato e la grande giornata | è quasi finita e non è cominciata: | hai visto che lui la tua amica ha baciato e da te | non verrà.'' (da ''Il compleanno'', lato A, n. 4) *''Consolati e pensa che il tuo [[compleanno]] | ritorna fra poco, soltanto fra un anno, | gli amici gentili un regalo faranno, ed il tuo tempo va | e non tornerà...'' (da ''Il compleanno'', lato A, n. 4) *''Quando il mio ultimo giorno verrà dopo il mio ultimo sguardo sul mondo, | non voglio [[lapide|pietra]] su questo mio corpo, perché pesante mi sembrerà. | Cercate un albero giovane e forte, quello sarà il posto mio; | voglio tornare anche dopo la morte sotto quel cielo che chiaman di Dio.'' (da ''L'albero ed io'', lato A, n. 5) *''E così, assieme, vivremo in eterno qua sulla terra, l'albero e io | sempre svettanti, in estate e in inverno contro quel cielo che dicon di Dio.'' (da ''L'albero ed io'', lato A, n. 5) *''E ancora non sai come potrai | trovare lungo i muri un'esperienza; | sapere vorrai, ma ti troverai | due anni dopo al punto di partenza. | E senti ancora quelle voci di mezzi amori e mezze vite accanto; | non sai però se sono vere o sono dentro all'anima soltanto.'' (da ''Due anni dopo'', lato A, n. 6) *''Parole a vuoto son passate nel cielo breve dell'estate, | la saga falsa degli amori è già finita come i fiori. | Ma i venditori di illusioni han già cantato le canzoni, | le sale buie splenderanno e i nuovi amori nasceranno.'' (da ''La verità'', lato B, n. 1) *''E li vedi, girare lenti strascicando i piedi, | parlare forte a tutti od a nessuno | o piangere aggrappati ai muri, stanchi e addormentati. | L'ora vola e il vino amico o ammazza o li consola | e il [[vino]] li fa vivere o morire | e la tristezza solita o li uccide o se ne va...'' (da ''Per quando è tardi'', lato B, n. 2) *''Vedi cara, è difficile a spiegare, | è difficile parlare dei fantasmi di una mente. | Vedi cara, tutto quel che posso dire | è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente. | Vedi cara, certe volte sono in cielo | come un [[aquilone]] al vento che poi a terra ricadrà. | Vedi cara, è difficile a spiegare, | è difficile capire se non hai capito già...'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Vedi cara, certi giorni sono un anno | certe [[frase|frasi]] sono un niente che non serve più sentire. | Vedi cara, le [[stagione|stagioni]] ed i [[sorriso|sorrisi]] | son denari che van spesi con dovuta proprietà.'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Non cercare in un viso la ragione, | in un nome la passione che lontano ora mi fa.'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, | tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi. | Io cerco ancora e così non spaventarti | quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Ophelia che vedi dentro al verde dell'acqua del fossato, | nei guizzi che la [[trota]] fa cambiando di colore?'' (da ''Ophelia'', lato B, n. 4) *''Cade il [[vino]] nel bicchiere poi nessuno più si muove | e non sai se fuori all'aria ci sia il sole oppur se piove. | E quell'uomo si ricorda e, per uno scherzo atroce, | quasi il vino gli dà forza, l'illusione gli dà voce.'' (da ''L'ubriaco'', lato B, n. 5) ===''L'isola non trovata''=== '''Etichetta''': EMI, 1970, prodotto da Pier Farri. *''Il Re di Spagna fece vela cercando l'isola incantata, | però quell'isola non c'era e mai nessuno l'ha trovata: | svanì di prua dalla galea come un'idea, | come una splendida utopia, è andata via e non tornerà mai più...'' (da ''L'isola non trovata'', n. 1) *''K.D. non seppe mai dire che sensazione la prese, | sentì il suo corpo svanire, le braccia eran ali rapprese. | Pianse qualcuno lontano che forse non conosceva | ed il suo pianto pian piano quell'orizzonte scioglieva...'' (da ''L'orizzonte di K.D.'', n. 2) *''Forse l'abbiam vista nel passato, ma il ricordo se n'è andato dalla mente. | Cercala negli angoli del sogno per portarla lungo il mondo del presente. | Oh, se solamente io potessi rivederla com'è adesso per un'ora! | So di fiori grandi come soli ma mi sfuggono i colori, ancora.'' (da ''La collina'', n. 3) *''Dopo un bicchiere di [[vino]] con frasi un po' ironiche e amare, | parlava in tedesco e in latino, parlava di [[Dio]] e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]].'' (da ''Il frate'', n. 4) *''Ma non ho ancora capito con la mia cultura fasulla | chi avesse capito la vita chi non capisse ancor nulla.'' (da ''Il frate'', n. 4) *''E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, | quanto tempo è ormai passato e passerà?'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Negli angoli di casa cerchi il mondo, | nei libri e nei poeti cerchi te, | ma il tuo poeta muore e l'alba non vedrà | e dove corra il tempo chi lo sa?'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''La sfera di cristallo si è offuscata | e l'aquilone tuo non vola più, | nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi | e il tempo passa e fermalo, se puoi!'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu, | ma il tempo passa e non ritorna più!'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada, | l'indomani come tutto se ne andrà. | Ti guardi nelle mani e stringi il vuoto, | se guardi nelle tasche troverai | gli spiccioli che ieri non avevi ma | il tempo andato non ritornerà! | Il tempo andato non ritornerà! | Il tempo andato non ritornerà!'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Bagasce sono i tuoi [[ricordo|ricordi]] che fra canzoni e vino ti disturbano, | che ti molestano pian piano e il giorno sembra ormai così lontano.'' (da ''Canzone di notte'', n. 6) *''Se ridi o piangi è sempre uguale, le cose nel ricordo poi si sfumano, | il sacro si unirà al profano e il giorno sembra ormai così lontano.'' (da ''Canzone di notte'', n. 6) *''E dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi, | cercherò i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi, | canterò soltanto il tempo...'' (da ''Il tema'', n. 7) *''C'era buio nella stanza, di malato un greve odore | e una lieve, pazza danza di mosconi in amore; | lievi ronzan le preghiere, poi qualcuno se n'è accorto: | si alzò atroce nella sera, solo un chiaro grido: "È morto!"'' (da ''L'uomo'', n. 8) *''Una vita: quante cose dice il prete in due parole; | lo ringraziano gli astanti, via l'inverno, c'è già il sole, | chiacchiere, risate lievi, vanno per il cimitero, | restan fiori con le scritte, resta al vento un drappo nero.'' (da ''L'uomo'', n. 8) *''E l'[[Asia]] par che dorma ma sta sospesa in aria l'immensa, millenaria sua cultura.'' (da ''Asia'', n. 9) *''Appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella, | ma se il pilota avanza su mari misteriosi è già volata via, | tingendosi d'azzurro, color di lontananza... || Il Re di Spagna fece vela cercando l'isola incantata...'' (da ''L'isola non trovata'', n. 10) ===''Radici''=== '''Etichetta''': EMI, 1972, prodotto da Pier Farri. [[File:Francesco Guccini 72.jpg|thumb|upright=1.4|Francesco Guccini nel 1972]] *''La [[casa]] sul confine dei ricordi, | la stessa sempre, come tu la sai | e tu ricerchi là le tue radici | se vuoi capire l'anima che hai.'' (da ''Radici'', n. 1) *''La casa è come un punto di memoria, | le tue radici danno la saggezza | e proprio questa è forse la risposta | e provi un grande senso di dolcezza.'' (da ''Radici'', n. 1) *''I tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti | sembrava il [[treno]] anch'esso un mito di progresso | lanciato sopra ai continenti.'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''E la [[locomotiva a vapore|locomotiva]] sembrava fosse un mostro strano | che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano | ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite | sembrava avesse dentro un potere tremendo | la stessa forza della dinamite.'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali, | parole che dicevano: «Gli uomini son tutti uguali» | e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via | la bomba proletaria e illuminava l'aria | la fiaccola dell'[[anarchia]].'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva: | e sibila il vapore, e sembra quasi cosa viva; | e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: | «Fratello non temere, che corro al mio dovere, | trionfi la giustizia proletaria!».'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''E che ci giunga un giorno ancora la notizia | di una locomotiva come una cosa viva, | lanciata a bomba contro l'ingiustizia!'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''Gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia, | correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West.'' (da ''Piccola città'', n. 3) *''Se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia. | È tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via...'' (da ''Piccola città'', n. 3) *''E pensavo dondolato dal vagone: «Cara amica, il tempo prende, il tempo dà... | noi corriamo sempre in una [[direzione]] ma qual sia e che senso abbia chi lo sa... | Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, | le luci nel buio di case intraviste da un treno: | siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno».'' (da ''Incontro'', n. 4) *''Viene [[Gennaio]] silenzioso e lieve, un fiume addormentato | fra le cui rive giace come neve il mio corpo malato, il mio corpo malato... | Sono distese lungo la pianura bianche file di campi, | son come amanti dopo l'avventura neri alberi stanchi, neri alberi stanchi...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Viene [[Febbraio]], e il mondo è a capo chino, ma nei convitti e in piazza | lascia i dolori e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza, il carnevale impazza... | L'inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza | nei primi giorni di malato sole la primavera danza, la primavera danza...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Cantando [[Marzo]] porta le sue piogge, la nebbia squarcia il velo, | porta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo, il riso del disgelo... | Riempi il bicchiere, e con l'inverno butta la penitenza vana, | l'ala del [[tempo]] batte troppo in fretta, la guardi, è già lontana, la guardi, è già lontana...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Con giorni lunghi al sonno dedicati, il dolce [[Aprile]] viene | quali segreti scoprì in te il poeta che ti chiamò crudele? |Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi dopo fatto l'amore, | come la terra dorme nella notte dopo un giorno di sole, dopo un giorno di sole...''<ref>{{cfr}} [[Thomas Stearns Eliot]], ''La terra desolata'': «''Aprile è il mese più crudele, genera | lillà da terra morta, confondendo | memoria e desiderio, risvegliando | le radici sopite con la pioggia di primavera.''»</ref> (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Ben venga [[Maggio]] e il gonfalone amico, ben venga primavera, | il nuovo amore getti via l'antico nell'ombra della sera, nell'ombra della sera...''<ref>{{cfr}} [[Agnolo Poliziano]], ''Rime'': ''Ben venga Maggio e il gonfalon selvaggio! | Ben venga primavera che vuol ch'uom s'innamori. | E voi, donzelle, a schiera, con li vostri amadori, | che di rose e fiori vi fate belle il maggio, | venite alla frescura delli verdi arbuscelli.''</ref> (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''[[Giugno]], che sei maturità dell'anno, di te ringrazio Dio: | in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io... | E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro, | con le tue spighe doni all'uomo il pane, alle femmine l'oro, alle femmine l'oro...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Con giorni lunghi di colori chiari ecco [[Luglio]], il leone, | riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione, come in una visione...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Non si lavora [[Agosto]], nelle stanche tue lunghe e oziose ore | mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore.'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull'età, | dopo l'estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità... | Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità, | come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Non so se tutti hanno capito [[Ottobre]] la tua grande bellezza: | nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza... | Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, | lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Cala [[Novembre]] e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti, | lungo i giardini consacrati al pianto si festeggiano i morti, si festeggiano i morti...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''E mi addormento come in un letargo, [[Dicembre]], alle tue porte, | lungo i tuoi giorni con la mente spargo tristi semi di morte, tristi semi di morte... | Uomini e cose lasciano per terra esili ombre pigre, | ma nei tuoi giorni dai profeti detti nasce Cristo la tigre, nasce Cristo la tigre...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''E poi e poi, gente viene qui e ti dice di sapere già ogni legge delle cose. | E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco di verità fatte di formule vuote... | E tutti, sai, ti san dire come fare, | quali leggi rispettare, quali regole osservare, qual è il vero vero...'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6) *''E in questo sentiva qualcosa di grande | che non riusciva a capire, che non poteva intuire, | che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, quell'oceano infinito...'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6) *''E poi, e poi, che quel vizio che ti [[vita e morte|ucciderà]] non sarà fumare o bere, | ma il qualcosa che ti porti dentro, | cioè [[vita e morte|vivere]].'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6) *''I [[senilità|vecchi]] subiscon le ingiurie degli anni, | non sanno distinguere il vero dai sogni. | I vecchi non sanno, nel loro pensiero, | distinguer nei sogni il falso dal vero.'' (da ''Il vecchio e il bambino'', n. 7) ===''Opera buffa''=== '''Etichetta''': EMI, 1973, prodotto da Pier Farri. *''Bello col vestito della festa, bello con la brillantina in testa | bello, con le scarpe di coppale e l'andata un po' per male, ed in bocca il riso amar... | Le donne treman quando monto la Gilera, fremono aspettando alla balera, | muoion spasimando nell'attesa che ad un mio cenno d'intesa io le stringa nel casquè.'' (da ''Il bello''<ref>Canzone uscita su 45 giri nel 1968 ed incisa nel 1970 da [[Lando Buzzanca]].</ref>, n. 1) *''Più d'una donna procace ha simulato l'amor | con un suo bacio mendace, promessa fallace di un attimo sol.'' (da ''Di mamme ce n'è una sola'', n. 2) *''Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto: | c'era un vecchio con la barba bianca, lui, la sua barba, ed il resto era vuoto. | Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava, | si aggiunga a questo che, inspiegabilmente, nessuno aveva la [[televisione|T.V.]] inventata... || Be', poco male, pensò il vecchio un giorno, a questo affare ci penserò io: | sembra impossibil, ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio! | "Dixit", ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato: | come T.V. non valeva un bel niente, ma l'Universo era stato creato...'' (da ''La Genesi'', n. 3) *''Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa, | ci sputò sopra, ci fu un gran tuono ed è in quel modo che è nato l'uomo...'' (da ''La Genesi'', n. 3) *''La brava giovane campava bene, ma ormai sentiva il richiamo dell'arte: | qualunque cosa lei avrebbe donato sol per avere in un film una parte. | Se ne andò a letto con tre produttori, studiò dizione, bel canto, regia, | mimica, scenica, recitazione e apparve nuda in un film di Golia.'' (da ''Fantoni Cesira'', n. 4) *''E la morale di questa storia al giorno d'oggi non è tanto strana: | per aver soldi, la fama e la gloria bisogna essere un poco puttana!'' (da ''Fantoni Cesira'', n. 4) *''Ma questo fatto dell'[[educazione sessuale|educazione]] non è ben visto dalla nazione: | "morte alla [[pillola anticoncezionale|pillola]] atea e nociva! Per l'aspirina si gridi evviva!"'' (da ''Talkin' sul sesso'', n. 5) *''Italia per bene, sii sveglia, sii desta, intendi l'orecchio, solleva la testa! Ah, ah... | I giovani d'oggi han scoperto, vergogna, chi porta i bambini, non è la cicogna!'' (da ''Talkin' sul sesso'', n. 5) ===''Stanze di vita quotidiana''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1974, prodotto da Pier Farri. [[File:Guccini-proletari.JPG|thumb|Francesco Guccini con i proletari]] *''Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta, | ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta, | qualcuno è andato per età, qualcuno perché già dottore | e insegue una maturità, si è sposato, fa carriera ed è una morte un po' peggiore.'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''Ma non ho scuse da portare, non dico più d'esser poeta, | non ho utopie da realizzare: stare a letto il giorno dopo è forse l'unica mia meta...'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''Si alza sempre lenta come un tempo l'[[alba]] magica in collina, | ma non provo più quando la guardo quello che provavo prima. | Ladri e profeti di futuro mi hanno portato via parecchio, | il giorno è sempre un po' più oscuro, sarà forse perché è storia, sarà forse perché invecchio...'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''[[Risata|Ride]] chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura.'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''Son stanco d'aver detto le cose che dirò, di aver già fatto le cose che farò, | ma è tardi, troppo tardi, piangere ormai sulla rinuncia triste a quello che non fai... || Credevo l'incertezza possibilità e il dubbio assiduo l'unica ragione, | ma quali scelte hai fatto in piena libertà: ti muovi sempre dentro a una prigione... || Non è la luce o il buio né l'ero ed il sarò, non è il coraggio che ti fa dir "vivrò", | è solo un'altra scusa che usare vuoi per la rinuncia triste a quello che non puoi...'' (da ''Canzone della triste rinuncia'', n. 2) *''Inizia presto all'alba o tardi al pomeriggio, | ma in questo non c'è alcuna differenza, | le [[ora|ore]] che hai davanti son le stesse, son tante, | stesso coraggio chiede l'esistenza...'' (da ''Canzone della vita quotidiana'', n. 3) *''Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo, | risposte argute date sempre tardi, | saluti caldi d'ansia, di noia o di disprezzo | o senza che s'incrocino gli sguardi, || le usate confidenze di malattie o di sesso | dove ciascuno ascolta sol se stesso: | finzioni naturali in cui ci adoperiamo | per non sembrar di esser quel che siamo.'' (da ''Canzone della vita quotidiana'', n. 3) *''Chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare, fino al disgusto di ricominciare perché ogni volta è poi sempre lo stesso.'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4) *''Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole, inseguendo la vita | come l'avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre.'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4) *''Io dico sempre "non voglio capire", ma è come un vizio sottile e più penso | più mi ritrovo questo vuoto immenso, e per rimedio soltanto il dormire. | E poi ogni giorno mi torno a svegliare e resto incredulo, non vorrei alzarmi, | ma vivo ancora e son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male...'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4) *''Le strade sono aperte ed il momento viene sempre.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''T'invidio perché ancora hai molte pagine da aprire | di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire, | ma quando capirai che cerchi un libro che non c'è, | allora ti ricorderai di me.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''Ma eroi, profeti, miti, santi, bambole e banditi ti rapiranno ancora tante volte | o tu li aspetterai e non verranno mai, per una aperta chiudi cento porte.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''Le ore sono andate e le parole consumate attendon le parole che verranno. | Castelli e primavere che hai creduto di vedere non sai se son durante un'ora o un anno. | Son pronti i tuoi misteri: chiama ciò che non conosci, | già corri dove ho corso, verso nuove strade e voci, | ma se vorrai capire tutto questo che cos'è, | allora ti ricorderai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai di me.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''O sera scendi presto, o mondo nuovo arriva! | Rivoluzione, cambia qualche cosa. | Cancella il ghigno solito di questa ormai corrosa, | mia stanca civiltà che si trascina.'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) *''Malinconie discrete che non sanno star segrete, | le piccole modeste storie mie, | che non si son mai messe addosso il nome di poesie.'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) *''Di giorno bevo l'acqua e faccio il saggio, | per questo solo a notte ho quattro soldi di messaggio | da urlare in faccia a chi non lo raccoglie.'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) *''Noi siamo come tutti e un poco, giorno dopo giorno, | sciupiamo i nostri "[[oggi]]" come "ieri".'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) ===''Via Paolo Fabbri 43''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1976. [[File:Bologna-DSCF7190.JPG|thumb|upright=1.2|Via Paolo Fabbri, 43<br>Bologna]] *''Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare, così solita e banale come tante, | che non merita nemmeno due colonne su un giornale o una musica o parole un po' rimate, | che non merita nemmeno l'attenzione della gente, quante cose più importanti hanno da fare, | se tu te la sei voluta, a loro non importa niente, | te l'avevan detto che finivi male...'' (da ''Piccola storia ignobile'', n. 1) *''E così ti sei trovata come a un tavolo di marmo desiderando quasi di morire, | presa come un animale macellato stavi urlando, ma quasi l'urlo non sapeva uscire | e così ti sei trovata fra paure e fra rimorsi davvero sola fra le mani altrui, | che pensavi nel sentire nella carne tua quei morsi | di tuo padre, di tua madre e anche di lui.'' (da ''Piccola storia ignobile'', n. 1) *''E un'altra volta è notte e suono, | non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo | e voglio in questo modo dire "sono" | o forse perché è un modo pure questo per non andare a letto | o forse perché ancora c'è da bere | e mi riempio il bicchiere...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Eppure fa piacere a sera, | andarsene per strade ed osterie, vino e malinconie, | e due canzoni fatte alla leggera | in cui gridando celi il desiderio che sian presi sul serio | il fatto che sei triste o che ti annoi, | e tutti i dubbi tuoi...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''È bello ritornar "[[normalità]]". | È facile tornare con le tante stanche pecore bianche. | Scusate, non mi lego a questa schiera: | morrò [[pecora nera]].'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Non scampa, fra chi veste da parata, | chi veste una [[risata]]...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Ognuno vive dentro ai suoi [[egoismo|egoismi]] vestiti di [[sofisma|sofismi]] | ognuno costruisce il suo sistema | di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali | scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''E un'altra volta è notte e suono, | non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo | o forse per sentirmi meno solo, | o forse perché è notte e vivo strani fantasmi e sogni vani, | che danno quell'ipocondria ben nota, | poi, la bottiglia è vuota...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia...'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare, | godo molto di più nell'ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare...'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Se son d'umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: | di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo!'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Io tutti, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, | io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista. | Io frocio, io perché canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino, | io solo qui alle [[quattro di notte|quattro del mattino]], l'angoscia un po' di vino, voglia di bestemmiare.'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Ma se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse, farei lo stesso, | mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso.'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Gli arguti [[intellettuale|intellettuali]] trancian pezzi e manuali, | poi stremati fanno cure di cinismo, | son pallidi nei visi e hanno deboli sorrisi | solo se si parla di [[strutturalismo]].'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''Se fossi accademico, fossi maestro o dottore | ti insignirei in toga di 15 [[laurea honoris causa|lauree ad honorem]], | ma a scuola ero scarso in latino e il pop non è fatto per me | ti diplomerò in canti e in vino qui in via Paolo Fabbri 43.'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''[[Jorge Luis Borges]] mi ha promesso l'altra notte | di parlar personalmente col "persiano", | ma il cielo dei poeti è un po' affollato in questi tempi, | forse avrò un posto da usciere o da scrivano: | dovrò lucidare i suoi specchi, | trascriver quartine a Kayyam, | ma un lauro da genio minore | per me, sul suo onore, non mancherà...'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''Ma anche i miei eroi sono poveri, si chiedono troppi perché...'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa | e quasi non ti accorgi dell'energia dispersa | a ricercare i visi che ti han dimenticato | vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato...'' (da ''Canzone quasi d'amore'', n. 5) *''D'altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni | e pago la mia casa, pago le mie illusioni, | fingo d'aver capito che vivere è incontrarsi, | aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, | bere, leggere, amare... grattarsi!'' (da ''Canzone quasi d'amore'', n. 5) *''Io ascolto e non capisco e tutto attorno mi stupisce | la [[vita]], com'è fatta e come uno la gestisce | e i mille modi e i tempi, poi le possibilità, | le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessità.'' (da ''Il pensionato'', n. 6) *''Ma poi mi accorgo che probabilmente è solo un tarlo | di uno che ha tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo.'' (da ''Il pensionato'', n. 6) ===''Amerigo''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1978, prodotto da Pier Farri. *''Probabilmente uscì chiudendo dietro a sé la porta verde. | Qualcuno si era alzato a preparargli in fretta un caffè d'orzo. | Non so se si girò, non era il tipo d'uomo che si perde | in nostalgie da ricchi, e andò per la sua strada senza sforzo.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Colpiva il cranio raso e un misterioso e strano suo apparecchio: | un [[Cinto erniario|cinto d'ernia]] che sembrava una fondina per la pistola.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''E già sentiva in faccia l'odore d'olio e mare che fa [[Le Havre]].'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''L'[[Stati Uniti d'America|America]] era ''[[Life (periodico)|Life]]'', sorrisi e denti bianchi su patinata; | l'America era il mondo sognante e misterioso di [[Paperino]].'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''L'America era allora per me provincia dolce, mondo di pace, | perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il [[Limentra]].'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Non so come la vide, quando la nave offrì [[New York]] vicino: | dei grattacieli il bosco, città di feci e strade, urla, castello. | E [[Pavana (Sambuca Pistoiese)|Pavana]] un ricordo lasciato tra i castagni dell'Appennino, | l'[[Lingua inglese|inglese]] un suono strano che lo feriva al cuore come un coltello.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''L'America era un angolo, l'America era un'ombra, nebbia sottile, | l'America era un'ernia, un gioco di quei tanti che fa la vita, | e dire boss per capo e ton per tonnellata, "raif" per fucile.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Quand'io l'ho conosciuto o inizio a ricordarlo era già vecchio. | Sprezzante come i giovani, gli scivolavo accanto senza afferrarlo | e non capivo che quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio, | finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura, | dai preti d'ogni credo, da ogni loro impostura, | da inferni e paradisi, da una vita futura, | da utopie per lenire questa morte sicura, | da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura, | da fedeli invasati d'ogni tipo e natura, | libera, libera libera, libera nos Domine.'' (da ''Libera nos Domine'', n. 2) *''Ogni cosa alla lunga mi molesta | e cerco un'altra [[festa]], e poi le feste in fondo mi han stancato...'' (da ''100, Pennsylvania Ave'', n. 3) *''Ma tu non sei cambiata di tanto e se cos'è un [[orgasmo]] ora lo sai, | potrai capire i miei vent'anni allora e i quasi cento adesso capirai.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Portavo allora un [[eskimo]] innocente dettato solo dalla povertà, | non era la rivolta permanente: diciamo che non c'era e tanto fa.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà. | Tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent'anni fa.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Perché a [[ventenne|vent'anni]] è tutto ancora intero, perché a vent'anni è tutto "chi lo sa", | ma a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Io come sempre faccio quel che posso, domani poi ci penserò... se mai.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai: | ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime, oramai.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare, | ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare, che bisognava volare.'' (da ''Le cinque anatre'', n. 5) *''E corre l'uomo confuso verso | ciò che neanche lui capisce, | chi ha programmato la sua vita | non sa chi sia e dove; ma che | importa, se solo questo lo fa | già dubitare del suo equilibrio | e aperta è già la strada oscuramente | verso una nuova realtà.'' (da ''Mondo nuovo'', n. 6) ===''Metropolis''=== '''Etichetta''': EMI, 1981. [[File:Guccini all'Osteria delle Dame - Bologna (1972).jpg|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 1972]] *''Che oroscopo puoi trarre questa sera, Mago?'' (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1) *''O forse io, forse io, ho sottovalutato questo nuovo Dio.'' (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1) *''Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana, | di plebi smisurate, labirinti ed empietà, | di barbari che forse sanno già la verità, | di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere...'' (da ''[[Bisanzio]]'', lato A, n. 1) *''[[Bisanzio]] è forse solo un simbolo insondabile, | segreto e ambiguo come questa vita, | Bisanzio è un mito che non mi è consueto, | Bisanzio è un sogno che si fa incompleto, | Bisanzio forse non è mai esistita.'' (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1) *''[[Venezia]] che muore, Venezia appoggiata sul mare, | la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio>Testo di [[Gian Piero Alloisio]] e Francesco Guccini.</ref>, lato A, n. 2) *''Stefania era bella, Stefania non stava mai male, | è morta di parto gridando in un letto sudato d'un grande ospedale; | aveva vent'anni, un marito, e l'anello nel dito.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Venezia è un albergo, San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria, | la [[gondola]] costa, la gondola è solo un bel giro di giostra.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare, | però non ti puoi risvegliare con l'acqua alla gola, e un dolore a livello del mare.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa: | Novella Duemila e una rosa sul suo comodino, Stefania ha lasciato un bambino.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità: | del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Quante volte per altri è vita quello che per noi è un [[minuto]].'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3) *''La giustizia disse "bandito", ma un poeta gli avrebbe detto | che era come l'Ebreo errante, come il Batavo maledetto.'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3) *''Questa vita che ci birilla come bocce da [[biliardo]].'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3) *''[[Bologna]] è una vecchia signora dai fianchi un po' molli, | col seno sul piano padano ed il culo sui colli, | Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale, | Bologna la grassa e l'umana già un poco Romagna e in odor di Toscana...'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna per me provinciale Parigi minore.'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna è una donna emiliana di zigomo forte, | Bologna capace d'amore, capace di morte, | che sa quel che conta e che vale, che sa dov'è il sugo del sale, | che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita...'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna è una ricca signora che fu contadina: | benessere, ville, gioielli... e salami in vetrina, | che sa che l'odor di miseria da mandare giù è cosa seria | e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perché sa la paura.'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna è una strana signora, volgare matrona, | Bologna bambina per bene, Bologna "busona", | Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto | rimorso per quel che m'hai dato che è quasi ricordo, in odor di passato....'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Cos'è un [[lager]]? | Sono mille e mille occhiaie vuote, | sono mani magre abbarbicate ai fili, | son baracche, uffici, orari, timbri e ruote, | son routine e risa dietro a dei fucili, | sono la paura l'unica emozione, | sono angoscia d'anni dove il niente è tutto, | sono una pazzia e un'allucinazione | che la nostra noia sembra quasi un rutto. | Sono il lato buio della nostra mente, | sono un qualche cosa da dimenticare, | sono eternità di risa di demente, | sono un manifesto che si può firmare''. (da ''Lager'', lato B, n. 2) *''Cos'è un [[lager]]? | Son recinti e stalle di animali strani, | gambe che per anni fan gli stessi passi, | esseri diversi, scarsamente umani, | cosa fra le cose, l'erba, i mitra, i sassi; | ironia per quella che chiamiam ragione, | sbagli ammessi solo sempre troppo dopo: | prima sventolanti giustificazioni, | una causa santa, un luminoso scopo. | Sono la furiosa prassi del terrore | sempre per qualcosa, sempre per la pace; | sono un posto in cui spesso la gente muore; | sono un posto in cui, peggio, la gente nasce.'' (da ''Lager'', lato B, n. 2) *''E non andrà il televisore, cosa faremo in queste ore? | Rumore attorno non si sente, giochiamo a immaginar la gente, | corriamo a fare gli incubi indiscreti, curiosi d'ozi e di segreti, | di quei pensieri quotidiani che a notte il sonno fa lontani | o che nel sogno sopra a un viso diventan urlo od un sorriso, | il paradiso, inferno, mani, l'odio e amore.'' (da ''Black-out'', lato B, n. 3) *''In fondo è proprio un gran bel gioco a far l'amore tanto e non bere poco.'' (da ''Black-out'', lato B, n. 3) *''Poveri bimbi di [[Milano]], coi vestiti comprati all'Upim, | abituati ad un cielo a buchi che vedete sempre più lontano. | Poveri bimbi di Milano, così fragili, così infelici, | che urlate rabbia senza radici con occhi tinti e con niente in mano. | Poveri bimbi di Milano, derubati anche di speranza, | che danzate la vostra danza in quello zoo metropolitano. | Poveri bimbi di Milano, con fazzoletti come giardini, | poveri indiani nella riserva, povere giacche blu questurini...'' (da ''Milano (Poveri bimbi di)''<ref name=alloisio/>, lato B, n. 4) *''Poveri bimbi di Milano dall'orizzonte sempre coperto, | povera sete di libertà costretta a vivere nel deserto. | Poveri bimbi di Milano dalle musiche come un motore, | col più terribile dei silenzi la solitudine del rumore. | Poveri bimbi di Milano, figli di padri preoccupanti | con un esistere da nano e nella mente sogni giganti. | Poveri bimbi di Milano, numerosi come minuti, | viaggiatori di mete fisse, spettatori sempre seduti...'' (da ''Milano (Poveri bimbi di)''<ref name=alloisio/>, lato B, n. 4) ===''Guccini''=== '''Etichetta''': EMI, 1983. *''La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-Up | e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità | come i visi alle pareti di quel piccolo [[Area di servizio|autogrill]] | mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR.'' (da ''Autogrill'', n. 1) *''Il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere | che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere.'' (da ''Autogrill'', n. 1) *''Non la vedi, non la tocchi oggi la [[malinconia]]? | Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via.'' (da ''Autogrill'', n. 1) *''Il [[treno]], ah, un treno è sempre così banale se non è un treno della prateria | o non è un tuo "Orient Express" speciale, locomotiva di fantasia. | L'[[aeroplano|aereo]], ah, l'aereo è invece alluminio lucente, l'aereo è davvero saltare il fosso, | l'aereo è sempre "The Spirit of Saint Louis", "Barone Rosso" | e allora ti prende quella voglia di volare che ti fa gridare in un giorno sfinito, | di quando vedi un jumbo decollare e sembra che s' innalzi all'infinito.'' (da ''Argentina'', n. 2) *''L'[[Argentina]] è solo l'espressione di un'equazione senza risultato.'' (da ''Argentina'', n. 2) *''Nelle lunghe ore d'inattività e di ieri | che solo certa età può regalare, | [[Lemuel Gulliver|Samuele Gulliver]] tornava coi pensieri | ai tempi in cui correva per il mare | e sorridendo come sa sorridere soltanto | chi non ha più paura del domani, | parlava coi nipoti, che ascoltavano l'incanto | di spiagge e odori, di giganti e nani, | scienziati ed equipaggi e di cavalli saggi | riempiendo il cielo inglese di miraggi...'' (da ''Gulliver''<ref name=alloisio/>, n. 3) *''I [[desiderio|desideri]] sono solo nostalgia | o malinconia d'innumeri altre vite.'' (da ''Gulliver''<ref name=alloisio/>, n. 3) *''Sono da secoli o da un momento fermo in un vuoto in cui tutto tace, | non so più dire da quanto sento angoscia o pace.'' (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4) *''La notte, udite, sta per finire ma il giorno ancora non è arrivato, | sembra che il tempo nel suo fluire resti inchiodato. | Ma io veglio sempre, perciò insistete, voi lo potete, ridomandate, | tornate ancora se lo volete, non vi stancate.'' (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4) *''Ma ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà, | che la risposta sull'avvenire è in una voce che chiederà: | "Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell".''<ref>Il titolo e il ritornello della canzone si basano su un verso di [[Libro di Isaia|Isaia]] (21, 11): «Sentinella, quanto resta della notte?».</ref> (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4) *''Ma se fossimo stati un'altra coppia fra le tante | avremmo trasformato tutto in quella poca gioia | o avremmo litigato per sfogare ad ogni istante l'urlare della noia?'' (da ''Inutile'', n. 5) *''Contandoli uno a uno non son certo parecchi, | son come i denti in bocca a certi vecchi, | ma proprio perché pochi son buoni fino in fondo | e sempre pronti a masticare il mondo.'' (da ''Gli amici'', n. 6) *''Per quello che ci basta non c'è da andar lontano | e abbiamo fisso in testa un nostro piano: || se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, | avremo un paradiso su misura, | in tutto somigliante al solito locale, | ma il bere non si paga e non fa male.'' (da ''Gli amici'', n. 6) ===''Signora Bovary''=== '''Etichetta''': EMI, 1987. *''Ricordi, le strade erano piene di quel lucido [[scirocco]] | che trasforma una realtà abusata e la rende irreale. | Sembravano alzarsi le torri in un largo gesto barocco | e in via dei Giudei volavan velieri come in un porto canale. | Tu dietro al vetro di un bar impersonale, | seduto a un tavolo da poeta francese, | con la tua solita faccia aperta ai dubbi | e un po' di rosso routine dentro al bicchiere: | pensai di entrare per stare assieme a bere | e a chiacchierare di nubi...'' (da ''Scirocco'', n. 1) *''E le lacrime si aggiunsero al latte di quel tè.'' (da ''Scirocco'', n. 1) *''Ma è meglio poi, un giorno solo da ricordare | che ricadere in una nuova realtà sempre identica.'' (da ''Scirocco'', n. 1) *''Ma che cosa c'è in fondo a questa notte, | quando l'ora del lupo guaisce | e il nuovo giorno non arriva mai, mai | e il buio è un fischio lontano che non finisce | di minuti lunghi come il sudore, | di ore che tagliano come falci | e i tuoi pensieri sono un cane in chiesa | che tutti prendono a calci.'' (da ''Signora Bovary'', n. 2) *''[[Hendrik Willem van Loon|Van Loon]], uomo destinato direi da sempre ad un lavoro più forte | che le sue spalle o la sua intelligenza non volevano sopportare | sembrò quasi baciato da una buona sorte | quando dovette andare.'' (da ''Van Loon'', n. 3) *''Van Loon viveva e io lo credevo morto | o, peggio, inutile, solo per la distanza | fra i suoi miti diversi e la mia giovinezza e superbia d'allora, | la mia ignoranza: | che ne sapevo quanto avesse navigato | con il coraggio di un Caboto fra le schiume | di ogni suo giorno e che uno squalo è diventato, | giorno per giorno, pesce di fiume...'' (da ''Van Loon'', n. 3) *''Ora Van Loon si sta preparando piano al suo ultimo viaggio, | i bagagli già pronti da tempo, come ogni uomo prudente, | o meglio, il bagaglio, quello consueto, di un semplice o un saggio, | cioè poco o niente | e andrà davvero in un suo luogo o una sua storia | con tutti i libri che la vita gli ha proibito, | con vecchi amici di cui ha perso la memoria, | con l'infinito.'' (da ''Van Loon'', n. 3) *''Ti accorgerai com'è facile farsi un inutile software di scienza | e vedrai che confuso problema è adoprare la propria esperienza.'' (da ''Culodritto'', n. 4) *''Vola tu, dov'io vorrei volare, verso un mondo dove è ancora tutto da fare | e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare.'' (da ''Culodritto'', n. 4) *''S'illuminava poi come di colpo | lungo l'effimero consueto di una sera, | s'illuminava di una gioia grande | quando si avvicinava a una tastiera | e preferiva quelle un poco usate, | quelle in cui tutti mettono le mani, | quelle ingiallite dal tempo, un po' scordate | dall'ignoranza e dalla passione degli umani...'' (da ''Keaton''<ref name=lolli>Testo di [[Claudio Lolli]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 5) *''E finalmente un chissacchì non mi delude, | forse, però non sa, probabilmente, | è in una provincia lontana come una palude | dai nostri discorsi di suonare fra la gente; | una [[provincia]] come una sconfitta, | meno che essere una minoranza dignitosa, | e una [[palude]] è certo troppo fitta | di voli di zanzara per suonarci qualche cosa...'' (da ''Keaton''<ref name=lolli/>, n. 5) *''[[Buster Keaton|Keaton]], quello vero, l'ultima volta che l'hanno visto passeggiava | lungo le strade e per il vento di Roma | durante le pause di un film con [[Franco Franchi|Franchi]] e [[Ciccio Ingrassia|Ingrassia]]. | Aveva in corpo mille litri di alcool, | la faccia la solita, senza allegria; | si ubriacava ogni giorno con la troupe borgatara | alla faccia della cirrosi epatica, | perché lui ci teneva al suo pubblico, | più che al suo fegato.'' (da ''Keaton''<ref name=lolli/>, n. 5) *''Ma dove quelle stagioni smisurate quando ogni giorno figurava gli anni a venire | e dove a ogni autunno quando finiva l'estate trovavi la voglia precisa di ripartire? || Che ci farai ora di questi giorni che canti, dei dubbi quasi doverosi che ti sono sorti, | dei momenti svuotati, ombre incalzanti di noi rimorti, | che ci potrai fare di quelle energie finite, di tutte quelle frasi storiche da dopocena; | consumato per sempre il tempo di sole e ferite, | basta vivere appena, basta vivere appena...'' (da ''Le piogge d'aprile'', n. 6) *''[[Esistenza]], che stai qui di contrabbando, | come un ladro sempre pronta per fuggire, | ogni [[età]] chiude in sé i crismi dello sbando, sbaglio e intuire, | coi suoi giochi di carambola e rimando, prendere e offrire, | ma si muoia solo un po' di quando in quando, | ma sia poco a poco che si va a morire...'' (da ''Canzone di notte n. 3'', n. 7) *''Ma si perda perché siam tre volte buoni | e si vinca solo in sogni straordinari.'' (da ''Canzone di notte n. 3'', n. 7) ===''Quello che non...''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1990. *''La vedi nel cielo quell'alta pressione, la senti una strana stagione? | Ma a notte la [[nebbia]] ti dice di un fiato che il dio dell'[[inverno]] è arrivato.'' (da ''Quello che non...'') *''E l'urlo di sempre che dice pian piano: | "Non siamo, non siamo, non siamo."'' (da ''Quello che non...'', n. 1) *''Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente | come se il tempo per noi non costasse l'uguale, | come se il tempo passato ed il tempo presente | non avessero stessa amarezza di sale.'' (da ''Canzone delle domande consuete'', n. 2) *''Se ci sono non so cosa sono e se vuoi | quel che sono o sarei, quel che sarò domani, | non parlare non dire più niente, se puoi, | lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani...'' (da ''Canzone delle domande consuete'', n. 2) *''Pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene", | a sorridere a "salve", dire anch'io "come va?" | Non c'è vento stasera. Siamo o non siamo assieme? | Fuori c'è ancora una città?'' (da ''Canzone delle domande consuete'', n. 2) *''Brandelli di canzoni, frasi e televisioni parlano dalle finestre aperte, | in un [[telegiornale]] qualcuno il bene o il male denuncia, auspica, avverte; | frasi del quotidiano ti sfiorano pian piano ed entrano senza toccarti | s'infilano negli angoli della tua casa suoni che tu non sai.'' (da ''Canzone per Anna'', n. 3) *''Niente "se" e "forse", fra le occasioni avute e perse | restano solo ore scomparse, | di certo hai solo quello che farai...'' (da ''Canzone per Anna'', n. 3) *''Fa niente, danno in TV un programma intelligente, | ci vuole un tè aromatico e bollente | e poi che il sonno arrivi a poco a poco.'' (da ''Canzone per Anna'', n. 3) *''Con gesti da gatto infilava sui tetti le [[antenna|antenne]], | in alto d'estate sui grattacieli della periferia | come un angelo libero, in bilico sulla città.'' (da ''Ballando con una sconosciuta''<ref name=lolli/>, n. 4) *''[[Felicità]] che sappiamo soltanto guardare, aspettare, cercare già fatta, | quasi fosse anagramma perfetto di facilità, | barando su un'unica lettera...'' (da ''Ballando con una sconosciuta''<ref name=lolli/>, n. 4) *''Che cosa dicono le ragazze della notte a quei baristi ruffiani e discreti | che si chinano preteschi sul bancone per confessare chissà quali segreti | e poi guardano in controluce a un bicchiere e agili danzano versando un liquore; | quanto da dire e quanto c'è da bere mentre la notte macina le ore...'' (da ''Le ragazze della notte'', n. 5) *''Finché anche dai vetri affumicati spinge la luce ed entra all'improvviso | e autobus gonfi di sonni arretrati passano ottusi nel mattino intriso | di edicole che espongono i giornali pieni di fatti che sappiamo già, | di cappucci e brioche e dei normali rumori che ha al mattino una città...'' (da ''Le ragazze della notte'', n. 5) *''L'oggi ha cambiato facciata, ma di quell'ieri passato io so | che tante ne potreste raccontare e il ricordo stempera e non guasta | quante cose e facce da narrare che come si dice un romanzo non basta, | nate con un rapido "a domani", continuate in giorni di "si" e "no", | lampi sotto cieli suburbani e raffica il tango che vi presentò...'' (da ''Tango per due'', n. 6) *''La [[vita]] che buffa cosa, ma se lo dici nessuno ride.'' (da ''Tango per due'', n. 6) *''Dove scappare per sentirsi vero, dove fuggire per non essere diverso? | E sognò il [[circo]], realtà capovolta, mondo di uguali perché tutti strani, | la nostra solita realtà stravolta, quell'Eden senza giganti o nani.'' (da ''Cencio'', n. 7) *''Ma il [[tempo]] più ottuso di noi incalza per tutti, sia per i giganti che i nani: | chi immaginava allora che ognuno sarebbe finito in un proprio circo personale? | Vincenti o perdenti non importa, ma quasi mai secondo i propri piani, | con la faccia tinta, sul trapezio, fra i leoni, solo attenti a non farsi troppo male..'' (da ''Cencio'', n. 7) *''Le [[Alpi]], si sa, sono un muro di sasso, una diga confusa, fanno [[Pianura Padana|tabula rasa]] | di noi che qui sotto, lontano, più in basso, abbiamo la casa; | la casa ed i piedi in questa spianata di sole che strozza la gola alle rane, | di nebbia compatta, scabrosa, stirata che sembra di pane | ed una strada antica come l'uomo marcata ai bordi dalla fantasie di un duomo | e fiumi, falsi avventurieri che trasformano i padani in marinai non veri...'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam>Canzone già interpretata da [[Dalla Morandi]] nell'album ''Dalla/Morandi'' (1988).</ref>, n. 8) *''[[Emilia]] sdraiata fra i campi e sui prati, lagune e piroghe delle terramare, | guerrieri del Nord dai capelli gessati, ne hai visti passare! | Emilia allungata fra l'olmo e il vigneto, voltata a cercare quel mare mancante | e il monte Appennino rivela il segreto e diventa un gigante.'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam/>, n. 8) *''Vero, aperto, finto, strano, chiuso, anarchico, verdiano... brutta razza, l'emiliano!'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam/>, n. 8) *''Emilia sognante fra l'oggi e il domani, di cibo, motori, di lusso e balere, | Emilia di facce, di grida, di mani.'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam/>, n. 8) ===''Parnassius Guccinii''=== '''Etichetta''': EMI, 1993. *''Il cielo dell'[[America]] son mille cieli sopra a un continente; | il cielo della [[Florida]] è uno straccio che è bagnato di celeste, | ma il cielo là in [[prigione]] non è cielo, è un qualche cosa che riveste | il giorno e il giorno dopo e un altro ancora sempre dello stesso niente.'' (da ''Canzone Per Silvia'', n. 1) *''L'America è [[Statua della Libertà|una statua]] che ti accoglie, e simboleggia, bianca e pura, | la libertà, e dall'alto, fiera, abbraccia tutta quanta la nazione, | per [[Silvia Baraldini|Silvia]] questa statua simboleggia solamente la prigione | perché di questa piccola italiana ora l'America ha paura.'' (da ''Canzone per Silvia'', n. 1) *''Mi chiedo se ci sono idee per cui valga restare là in prigione | e Silvia non ha ucciso mai nessuno e non ha mai rubato niente. || Mi chiedo cosa pensi alla mattina nel trovarsi il sole accanto | o come fa a scacciare fra quei muri la sua grande nostalgia'' | [...]. | ''Mi chiedo ma non riesco a immaginarlo; penso a questa donna forte | che ancora lotta e spera perché sa che adesso non sarà più sola.'' (da ''Canzone Per Silvia'', n. 1) *''La vedo con la sua maglietta addosso, con su scritte le parole | che sempre l'[[ignoranza]] fa paura, ed il silenzio è uguale a morte.'' (da ''Canzone Per Silvia'', n. 1) *''L'[[acqua]] che passa fra il fango di certi canali | tra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetri | chissà se è la stessa lucente di sole o fanali | che guardo oleosa passare rinchiusa in tre metri. | Si può stare ore a cercare se c'è in qualche fosso | quell'acqua bevuta di sete o che lava te stesso | o se c'è nel suo correre un segno od un suo filo rosso | che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.'' (da ''Acque'', n. 2) *''E l'acqua passa e gira e colora e poi stinge, cos'è che mi respinge e che m'attira; | acqua come sudore, acqua fetida e chiara, amara senza gusto né colore. | Ma l'acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest'aria bassa, | ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente...'' (da ''Acque'', n. 2) *''E fuori: [[Milano]] muore di malinconia, di sole che tramonta là in periferia, | di auto del ritorno, famiglie, freni e gas di scarico. | Lontano il centro è quasi un altro mondo, | San Siro un urlo che non cogli a fondo, | ti taglia un senso vago di infinito panico. | Spunta un gasometro dietro a muri neri, oziosi vagolano i tuoi pensieri | e in aria il cielo è un qualche cosa viola carico...'' (da ''Samantha'', n. 3) *''Ed io, burattinaio di parole, perché mi perdo dietro a un primo sole, | perché mi prende questa assurda nostalgia?'' (da ''Samantha'', n. 3) *''E sorridevi e sapevi sorridere, coi tuoi [[ventenne|vent'anni]] portati così, | come si porta un [[maglia (indumento)|maglione]] sformato su un paio di jeans...'' (da ''Farewell'', n. 4) *''E sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, | quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore...'' (da ''Farewell'', n. 4) *''Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, | e il peccato fu creder speciale una storia normale. | Ora il [[tempo]] ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, | sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. | E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa; | siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.'' (da ''Farewell'', n. 4) *''Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate | con qualcosa di fragile come le storie passate: | forse un tempo poteva commuoverti ma ora è inutile credo, | perché ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me.'' (da ''Farewell'', n. 4) *''La domenica di Mezza Quaresima fu processione di etere di Stato | dai puttanieri a diversi pollici dai furbi del "chi ha dato ha dato" | ed echeggiarono tutte le sere, come rintocchi schioccanti a morto, | amen, mea culpa e miserere, ma neanche un cane che sia risorto | e i cavalieri di tigri a ore e i trombettieri senza ritegno | inamidarono un nuovo pudore, misero a lucido un nuovo sdegno: | si andò alle prime con casto lusso e i quiz pagarono sobri milioni | e in pubblico si linciò il riflusso per farci ridiventare buoni...'' (da ''Nostra signora dell'ipocrisia'', n. 5) *''Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare, | solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare...'' (da ''Nostra signora dell'ipocrisia'', n. 5) *''Non bisognerebbe mai ritornare: | perché calcare i tuoi vecchi passi, | calciare gli stessi sassi, | su strade che ti han visto già a occhi bassi? | Non troverai quell'ombra che eri tu | e non avrai quell'ora in più | che hai dissipato e che ora cerchi; | si scioglierà impossibile il pensiero | a rimestare il falso e il vero | in improbabili universi.'' (da ''Non bisognerebbe'', n. 7) *''Primo, non [[ricordo|ricordare]], | perché i ricordi sono falsati, | i metri e i cambi sono mutati | per la spietata legge dei mercati. | È come equilibrarsi sugli specchi, | ad ogni occhiata un po' più vecchi, | opachi, muti e deformanti. | Frugare dentro ai soliti cassetti | dove non c'è quel che ci metti | e mai le cose più importanti.'' (da ''Non bisognerebbe'', n. 7) *''La fortuna di un [[amante]] è un fiore d'esile stelo, | una favola inquietante, fugace e fragile velo, | il respiro di un istante che scomparirà nel cielo.'' (da ''Luna fortunata'', n. 8) *''[[Parola|Parole]], son parole, e quante mai ne ho adoperate | e quante ancora lette e poi sentite, | a raffica, trasmesse, a mano tesa, sussurrate, | sputate, a tanti giri, riverite, | adatte alla mattina, messe in abito da sera, | all'osteria citabili o a Cortina e o a Marghera. || Con gioia di parole ci riempiamo le mascelle | e in aria le facciamo rimbalzare | e se le cento usate sono in fondo sempre quelle | non è importante poi comunicare, | è come l'uomo solo che fischietta dal terrore | e vuole nel silenzio udire un suono, far rumore.'' (da ''Parole'', n. 9) *''Qui sul mio onore, smetterei di giocar con le parole, | ma è un vizio antico e poi quando ci vuole per la battuta mi farei spellare.'' (da ''Parole'', n. 9) ===''D'amore di morte e di altre sciocchezze''=== '''Etichetta''': Emi Italia, 1996, prodotto da Renzo Fantini. *''All'[[una di pomeriggio|una]] in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti, | le [[Televisione|TV]] sono un rombo di tuono per l'indifferenza scostante dei [[gatto|gatti]].'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Son tornate a sbocciare le [[strada|strade]], ideali ricami del mondo.'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Ma il [[tempo]], il tempo, chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni | di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia, il gesto, donne e canzoni, | gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti, | l'arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa | e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa, | l'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, | il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami... [[vita]].'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Vorrei tornare nei posti dove son stato, | spiegarti di quanto tutto sia poi diverso | e per farmi da te spiegare cos'è cambiato | e quale sapore nuovo abbia l'universo.'' (da ''Vorrei'', n. 2) *''Vorrei'' [...] ''che l'[[oggi]] restasse oggi senza domani | o [[domani]] potesse tendere all'infinito.'' (da ''Vorrei'', n. 2) *''Ma io son fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare | e rido in faccia a quello che cerchi e che mai avrai!'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, | ma non raccontare a me che cos'è la libertà.'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''Ma ora scommetto che vorrai provare quel che con me non volevi fare: | fare l'amore, tirare tardi o la fantasia!'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''La [[fantasia]] può portare male se non si conosce bene come domarla, | ma costa poco, val quel che vale, e nessuno ti può più impedire di adoperarla.'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''Ma guarda quante [[stella|stelle]] questa sera fino alla linea curva d'orizzonte, | ellissi cieca e sorda del mistero là dietro al monte: | si fingono animali favolosi, pescatori che lanciano le reti, | re barbari o cavalli corridori lungo i pianeti || e sembrano invitarci da lontano per svelarci il mistero delle cose | o spiegarci che sempre camminiamo fra morte e rose | o confonderci tutto e ricordarci che siamo poco o che non siamo niente | e che è solo un pulsare illimitato, ma indifferente.'' (da ''Stelle'', n. 4) *''Amore, s'io fossi aria, le tue [[rondine|rondini]] vorrei, | per guardarmele ogni minuto e farle volare negli occhi miei, | quelle rondini bianche e nere che anche mute dicono tanto.'' (da ''Canzone delle colombe e del fiore'', n. 5) *''Amore, nel mio giardino vorrei fiorisse la tua [[rosa (fiore)|rosa]] | perché l'anima mia si perda dove il corpo rinasce e riposa, | quella rosa di primavera sempre rorida di rugiada, | misteriosa come la sera, balenante come una spada.'' (da ''Canzone delle colombe e del fiore'', n. 5) *''Perché sono in prigione per sempre, qui in questa [[pianura]] | dove orizzonte rincorre da sempre un uguale orizzonte, | dove un vento incessante mi soffia continua paura, | dove è impossibile scorgere il profilo d'un monte?'' (da ''Il caduto'', n. 6) *''Guarda la [[guerra]] che beffa, che scherzo puerile, | io che non mi ero mai spinto in un lungo cammino | ho visto quel poco di mondo da dietro a un fucile, | ho visto altra gente soltanto da dietro a un mirino...'' (da ''Il caduto'', n. 6) *''Venite pure avanti, voi, con il naso corto, signore imbellettate, io più non vi sopporto, | infilerò la [[penna]] ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio...'' (da ''Cirano''<ref name=beppe>Testo di [[Beppe Dati]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 7) *''Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, | per colpa o per destino le donne le ho perdute.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Venite gente vuota, facciamola finita, voi [[prete|preti]] che vendete a tutti un'altra vita; | se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito, guardatevi nel cuore, l'avete già tradito.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''E voi [[materialismo|materialisti]], col vostro chiodo fisso che [[Morte di Dio|Dio è morto]] e l'uomo è solo in questo abisso, | le verità cercate per terra da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: | dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto | dove non soffriremo e tutto sarà giusto. | Non ridere, ti prego, di queste mie parole, | io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole, | ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora | ed io non mi nascondo sotto la tua dimora | perché oramai lo sento, non ho sofferto invano, | se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo... Cyrano.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Mi dicevano il matto perché prendevo la vita | da giullare, da pazzo, con un'allegria infinita. | D'altra parte è assai meglio, dentro questa tragedia, | ridersi addosso, non piangere e voltarla in commedia.'' (da ''Il matto'', n. 8) *''Mi son trovato il nemico di fronte e abbiamo sparato, | chiaramente io a vuoto, lui invece mi ha centrato. | Perché quegli occhi stupiti, perché mentre cadevo | per terra, la morte addosso, io ridevo, ridevo?'' (da ''Il matto'', n. 8) *''I [[fico|fichi]] son quella cosa | pregevoli assieme al prosciutto, | mangiabili in parte o del tutto | da soli o sia pure in alcun...'' (da ''I fichi'', n. 9) *''Mangiabili in verno o d'estate | e fino all'autunno inoltrato, | ma allora c'ha il nome cambiato | e si chiamano marrons glacés.'' (da ''I fichi'', n. 9) *''Ma quando è maturo e sugoso | allora è il momento del fico | ch'e buono sì che non vi dico... | Oh rabbia, che ormai l'ho già dett!'' (da ''I fichi'', n. 9) *''Il fico fa bene alla vista... | Stupiti! Vi vedo stupiti.. | gli uccelli ne mangian quintali | e... quasi nessuno ha gli occhiali, | ma questo è un segreto di poc.'' (da ''I fichi'', n. 9) ===''Stagioni''=== '''Etichetta''': EMI, 2000. [[File:Guccini in concerto (cropped).JPG|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 2009]] *''Nell'anno '99 di nostra vita | io, Francesco Guccini, eterno studente | perché la materia di studio sarebbe infinita | e soprattutto perché [[So di non sapere|so di non sapere niente]], | io, chierico vagante, bandito di strada, | io, non artista, solo piccolo baccelliere | perché, per colpa d'altri, vada come vada, | a volte mi vergogno di fare il mio mestiere, | io dico addio...'' (da ''Addio (intro)'', n. 1) *''Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto, | sapere a brutto grugno che Guevara era morto: | in quel giorno d'ottobre, in terra boliviana | era tradito e perso [[Che Guevara|Ernesto "Che" Guevara]]...'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva | che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''Passarono stagioni, ma continuammo ancora | a mangiare illusioni e verità a ogni ora.'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa | che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà, | ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni | e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni. || Da qualche parte un giorno, dove non si saprà, | dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà.'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''L'[[autunno]] ti fa sonnolento, | la luce del giorno è un momento | che irrompe e veloce è svanita: | metafora lucida di quello che è la nostra vita... || L'autunno che sfuma i contorni | consuma in un giorno più giorni, | ti sembra sia un gioco indolente, | ma rapido brucia giornate che appaiono lente...'' (da ''Autunno'', n. 3) *''Le storie credute importanti | si sbriciolano in pochi istanti: | figure e impressioni passate si fanno lontane | e lontana così è la tua estate...'' (da ''Autunno'', n. 3) *''E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi | che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola, | che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi | capendo che a battito a battito è l'età che s'invola.'' (da ''E un giorno...'', n. 4) *''Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio | nello spendere sempre ugualmente [[coraggio e paura|paura e coraggio]], | la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato, | la paura e il coraggio di dire: "io ho sempre tentato, | io ho sempre tentato..."'' (da ''E un giorno...'', n. 4) *''E al [[mondo]] sono andato, | dal mondo son tornato sempre vivo...'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga>Testo di [[Luciano Ligabue]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 5) *''Ho ancora la forza di non tirarmi indietro | di scegliermi la vita [[masticazione|masticando]] ogni metro.'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga/>, n. 5) *''E ho ancora la forza di scegliere parole | per gioco, per il gusto di potermi sfogare | perché, che piaccia o no, è capitato | che sia quello che so fare...'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga/>, n. 5) *''Bisogna divertirsi, è [[domenica]] sera, | c'è da dimenticare la noia pesa e nera, | c'è da dimenticare la favola che fu...'' (da ''Inverno '60'', n. 6) *''C'è da ricominciare un'altra settimana | strascinando nei giorni l'attesa quotidiana, | scordando e stemperando la tua precarietà... || La notte sale adagio, la strada è di un randagio | che annusa i suoi fantasmi e abbaia alla città...'' (da ''Inverno '60'', n. 6) *''Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante, | e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante, | colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte, | com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...'' (Don Chisciotte: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''È la più triste figura che sia apparsa sulla Terra, | cavalier senza paura di una solitaria guerra | cominciata per amore di una donna conosciuta | dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta, | ma credendo di aver visto una vera principessa, | lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.'' (Sancho Panza: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora, | solo i [[cinico|cinici]] e i [[codardo|codardi]] non si [[mattiniero|svegliano all'aurora]]: | per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori | e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri!'' (Don Chisciotte: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Mio Signore, io purtroppo sono un povero ignorante | e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente, | ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia, | riusciremo noi da soli a riportare la giustizia? | In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre, | dove regna il "capitale", oggi più spietatamente, | riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero | al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero?'' (Sancho Panza: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro | perché il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro? | Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità, | farmi umile e accettare che sia questa la realtà?'' (Don Chisciotte: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Il "[[potere]]" è l'immondizia della storia degli umani | e, anche se siamo soltanto due romantici rottami, | sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte: | siamo i "Grandi della Mancha", | Sancho Panza... e Don Chisciotte!'' (Don Chisciotte e Sancho Panza: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''E credevate che | sarebbe stato eterno quell'amore, | quel fiore non avrebbe mai visto l'inverno, | quel giorno non sarebbe mai mutato in sera, | per voi sarebbe stata sempre, sempre primavera...'' (da ''Primavera '59'', n. 8) *''Ma i [[giovinezza|giovani]] s'illudono d'essere immortali | e che ogni storia duri per l'eternità; | non sanno quanti fili, trame occasionali, | si tessono o svaniscono in casualità...'' (da ''Primavera '59'', n. 8) *''Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite, | riflettori e paillettes delle televisioni, | alle urla scomposte di politicanti professionisti, | a quelle vostre glorie vuote da coglioni...'' (da ''Addio'', n. 9) *''Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato, | cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna | che sapevano [[Dante Alighieri|Dante]] a memoria e improvvisavano di poesia, | io, tirato su a castagne e ad erba spagna, | io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, | due soldi d'elementari ed uno d'università, | ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato | dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...'' (da ''Addio'', n. 9) *''Nell'anno '99 di nostra vita | io, giullare da niente, ma indignato, | anch'io qui canto con parola sfinita, | con un ruggito che diventa belato, | ma a te dedico queste parole da poco | che sottendono solo un vizio antico | sperando però che tu non le prenda come un gioco, | tu, ipocrita uditore, mio simile... | mio amico...'' (da ''Addio'', n. 9) ===''Ritratti''=== '''Etichetta''': EMI, 2004. *''Un'isola d'aratro e di frumento | senza vele, senza pescatori, | il sudore e la terra erano argento | il vino e l'olio erano i miei ori.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''Ma nel futuro trame di passato | si uniscono a brandelli di presente, | ti esalta l'acqua e al gusto del salato | brucia la mente | e ad ogni viaggio reinventarsi un mito | a ogni incontro ridisegnare il mondo | e perdersi nel gusto del proibito | sempre più in fondo.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''E andare come spinto dal destino | verso una guerra, verso l'avventura | e tornare contro ogni vaticino | contro gli Dei e contro la paura.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''E fuggendo si muore e la mia morte | sento vicina quando tutto tace | sul mare, e maledico la mia sorte, | non trovo pace, | forse perché son rimasto solo, | ma allora non tremava la mia mano, | e i remi mutai in ali al folle volo''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', canto XXVI, 125: «[...] ''de' remi facemmo ali al folle volo'' [...]».</ref>'' | oltre l'umano.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''La vita del [[mare]] segna false rotte, | ingannevole in mare ogni tracciato, | solo leggende perse nella notte | perenne di chi un giorno mi ha cantato | donandomi però un'eterna vita | racchiusa in versi, in ritmi, in una rima, | dandomi ancora la gioia infinita | di entrare in porti sconosciuti prima.'' (da ''[[Ulisse|Odysseus]]'', n. 1) *''La [[canzone]] è una penna e un foglio | così fragili fra queste dita, | è quel che non è, è l'erba voglio | ma può esser complessa come la vita.'' (da ''Una canzone'', n. 2) *''La canzone può aprirti il cuore | con la ragione o col sentimento | fatta di pane, vino, sudore | lunga una vita, lunga un momento. | Si può cantare a voce sguaiata | quando sei in branco, per allegria | o la sussurri appena accennata | se ti circonda la malinconia | e ti ricorda quel canto muto | la donna che ha fatto innamorare | le vite che tu non hai vissuto | e quella che tu vuoi dimenticare.'' (da ''Una canzone'', n. 2) *''La canzone è una scatola magica | spesso riempita di cose futili | ma se la intessi d'ironia tragica | ti spazza via i ritornelli inutili.'' (da ''Una canzone'', n. 2) *''Se il [[rivoluzionario]] | non trova altro riposo che la morte, | che rinunci al riposo e sopravviva; | niente o nessuno lo trattenga, | anche per il momento di un bacio | o per qualche calore di pelle o prebenda.'' (da ''Canzone per il Che''<ref name=monta>Testo di [[Manuel Vázquez Montalbán]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 3) *''Lasciate che lo dica | mai il rivoluzionario quando è vero | è guidato da un grande | sentimento d'amore, | ha dei figli che non riescono a chiamarlo, | mogli che fan parte di quel sacrificio, | suoi amici sono "compañeros de revolucion".'' (da ''Canzone per il Che''<ref name=monta/>, n. 3) *''[[Genova]], schiacciata sul mare, sembra cercare | respiro al largo, verso l'orizzonte. | Genova, repubblicana di cuore, vento di sale, | d'anima forte. | Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi [[Caruggi di Genova|carrugi]], | parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''Uscire di casa a [[Ventenne|vent'anni]], è quasi un obbligo, quasi un dovere, | piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''[[Fatti del G8 di Genova|Genova]] non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore, | ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''La [[Lanterna di Genova|Lanterna]] impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''Mi affascina il mistero delle vite | che si dipanano lungo la scacchiera | di giorni e strade, foto scolorite | memoria di vent'anni o di una sera.'' (da ''Vite''<ref name=cele>Canzone già interpretata da [[Adriano Celentano]] in una versione leggermente diversa nell'album ''Per sempre'' (2002).</ref>, n. 5) *''Tu sei quelli che son venuti prima | che in parte hai conosciuto, e quelli dopo | che non conoscerai, come una rima | vibrante e bella, però senza scopo.'' (da ''Vite''<ref name=cele/>, n. 5) *''Questo [[dolore]] | che vagli fra le maglie di un tuo cribro | svanisce un po' nel contemplare un fiore | si scorda fra le pagine di un libro.'' (da ''Vite''<ref name=cele/>, n. 5) *''E percorriamo strade non più usate | figurando chi un giorno ci passava | e scrutiamo le case abbandonate | chiedendoci che [[vita|vite]] le abitava, | perché la nostra è sufficiente appena, | ne mescoliamo inconsciamente il senso; | siamo gli attori ingenui sulla scena | di un palcoscenico misterioso e immenso.'' (da ''Vite''<ref name=cele/>, n. 5) *''È già stanco di vagabondare sotto un cielo sfibrato | per quel regno affacciato sul mare che dai Mori è insidiato | e di terra ne ha avuta abbastanza, non di vele e di prua, | perché ha trovato una strada di stelle nel cielo dell'anima sua. | Se lo sente, non può più fallire, scoprirà un nuovo mondo; | quell'attesa lo lascia impaurito di toccare già il fondo. | Non gli manca il coraggio o la forza per vivere quella follia | e anche senza equipaggio, anche fosse un miraggio ormai salperà via.'' (da ''[[Cristoforo Colombo]]''<ref name=beppe/>, n. 6) *''Sarà forse un'assurda battaglia, ma ignorare non puoi | che l'[[Assurdo]] ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi.'' (da ''Cristoforo Colombo''<ref name=beppe/>, n. 6) *''E naviga, naviga là | come prima di nascere l'anima naviga già, | naviga, naviga ma | quell'oceano è di sogni e di sabbia | poi si alza un sipario di nebbia | e come un circo illusorio s'illumina l'America.'' (da ''Cristoforo Colombo''<ref name=beppe/>, n. 6) *''Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi | con i [[capelli neri|capelli]] lunghi sparsi abbandonati sul cuscino | [[capelli neri|neri]] e lucenti, come degli stormi | di corvi in volo chiaro del mattino.'' (da ''Certo non sai'', n. 7) *''Certo non sai quanto mi commuovi quando dici | parole strane e quasi senza senso a mezza voce, | forse ricordi di attimi felici | persi in un atomo onirico veloce. | Certo non so con cosa o chi sorride quel sorriso; | dicon con gli angeli ma il nostro cielo è quello umano, | un lampo breve che dà luce al viso | accarezzato da questa mia mano.'' (da ''Certo non sai'', n. 7) *''E un uomo saggio regole farà, | una prigione fatta di parole; | i carcerieri di una società | ti impediranno di cercare il sole; | la tua libertà, | se vuoi, la puoi avere.'' (da ''La tua libertà'', n. 9) *''Fossi un [[uccello]] | alto nel cielo | potrei volare senza aver padroni; | se fossi un [[fiume]] | potrei andare | rompendo gli argini nelle mie alluvioni.'' (da ''La tua libertà'') *''Ma sono un uomo | uno fra milioni | e come gli altri ho il peso della vita | e la mia strada | lungo le stagioni | può essere breve, ma può essere infinita; | la tua libertà | cercala, che si è smarrita.'' (da ''La tua libertà'', n. 9) ===''L'ultima Thule''=== '''Etichetta''': Capitol/EMI, 2012. [[File:Francesco Guccini - Lucca Comics & Games 2016 01.jpg|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 2016]] *''Ehi [[notte]], che ti strusci come un gatto | contro gli angoli più oscuri del paese, | ehi notte, che ti insinui in ogni anfratto, | notte [[Pavana (Sambuca Pistoiese)|pavanese]].'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1) *''Ehi notte che mi ha vinto di sorpresa del tuo viluppo, | il [[fiume]] muglia sempre laggiù in fondo | e nel silenzio bevi la sua voce | racconta questo eterno vagabondo storie del viaggio da sorgente a foce.'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1) *''Ehi notte larva oscura di altre notti | rabbiose, fatte a morsi, divorate | prendendo a gabbo ipocriti e bigotti, | lunghe d'inverno, eterne nelle estati.'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1) *''Ti sembrava durasse per sempre | quell'amore assoluto e violento | quando è stato che finito il niente | perché è stato che tutto si è spento | non ha visto nemmeno settembre.'' (da ''L'ultima volta'', n. 2) *''In quei giorni ormai troppo lontani | era tutto presente e il futuro | un qualcosa lasciato al domani | un'attesa di sogno e di oscuro | un qualcosa di incerto e insicuro.'' (da ''L'ultima volta'', n. 2) *''Il vento era ghiacciato e per la schiena | sentivamo un gran gelo da tremare, | c'era un freddo compagni su in collina | che non riuscivi neanche a respirare.'' (da ''Su in collina'', n. 3) *''E l'Italia cantando ormai libera allaga le strade | sventolando nel cielo bandiere impazzite di luce | e tua madre prendendoti in braccio piangendo sorride | mentre attorno qualcuno una storia o una vita ricuce.'' (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4) *''Ma nei suoi sogni continua la guerra e lui scivola ancora | sull'immensa pianura e rivela in quell'attimo breve | le cicogne sospese nell'aria, i compagni coperti di neve.'' (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4) *''E l'Italia è una donna che balla sui tetti di Roma | nell'amara dolcezza dei film dove canta la vita | ed un papa si affaccia e accarezza i bambini e la luna | mentre l'anima dorme davanti a una scatola vuota.'' (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4) *''Di cosa muore? muore intossicato | da sogni vani di democrazia, | rifiuta i compromessi alla bugia. | Muor contento? no, da disperato.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5) *''Poi morto, sia sepolto, e con le mani | si sparga attentamente sul defunto | quello che l'ha ridotto, qua a questo punto | le utopie, i sogni, i desideri vani.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5) *''A noi non resterà che andare via, | e sciogliendoci da quel mortale abbraccio | ricorderemo forse quel pagliaccio | e la sua lotta ingenua e così sia.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5) *''[[Notte|Notti]] che durano non so quante ore, | cascate impetuose o gocce in un mare, | notti che bruciano su una ferita, notti boccate di vita. || Notti indelebili che marchiano un volto, | notti invisibili senza raccolto, | notti da incorniciare, ore di plastica da riciclare. | Notti che spaccano il calendario senza brindare per l'anniversario, | vasi di tempo che invecchiano l'uomo e le facciate di un duomo.'' (da ''Notti''<ref name=palm>Testo di [[Gaspare Palmieri]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 6) *''Le notti scivolano o raschiano il fondo | lievi di schiuma o pugni di piombo, | imprevedibili come naufragi, | notti da cani randagi.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6) *''Con la [[costanza]] potrai | seguirle fino a un traguardo | voltarti indietro stupito | ché non sei neanche partito.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6) *''Con la [[coerenza]] potrai | difenderle dalla vergogna, | dare ragione a uno sbaglio, | strapparti di dosso il guinzaglio.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6) *''Gli [[artista|artisti]] non nascono artisti, non sembrano strani | animali ma nascono un po' come tutti, | come individui normali. | Hanno lacrime e riso, | hanno due occhi e due mani, | hanno stampata sul viso l'impronta di esseri umani. || Poi, appena un po' cresciuti, | li avvolge una strana espressione | e appare sui volti convinti la stigmate della vocazione.'' (da ''Gli artisti'', n. 7) *''Perché anche una vita infelice si illumina con la fantasia. || Io semplice essere umano, | costretto a costretti ideali | sono solo un umile artigiano | e volo con piccole ali | Fabbrico sedie e canzoni, | erbaggi amari, cicoria o un grappolo di illusioni | che svaniscono dalla memoria | e non restano nella memoria.'' (da ''Gli artisti'', n. 7) *''Guardo le [[vela (sistema di propulsione)|vele]] pendere afflosciate con i cordami a penzolar nel vuoto, che sbatton lenti contro le murate con un moto continuo, senza scopo.'' (da ''L'ultima Thule'', n. 8) *''L'ultima Thule attende e dentro il fiordo si spegnerà per sempre ogni passione, si perderà in un'ultima canzone di me e della mia nave anche il ricordo.'' (da ''L'ultima Thule'', n. 8) ==''Dizionario delle cose perdute''== *Così oggi, non tanto più sereni ma, diciamo, distaccati, vogliamo voltarci indietro e riguardare con affettuosa rimembranza a tante piccole cose che abbiamo incontrato e che, come tante altre cose andate, più che andarsene ci sono volate via. (p. 7) *Pare che l'uso di [[masticazione|masticare]] qualcosa sia antico come il mondo, anche se non parlerò dei Neanderthal (sembra masticassero pure loro curiose resine. Ecco perché poi sono stati sopraffatti dai Cro-Magnon). (p. 8) *Nell'immediato dopoguerra c'era una voglia di ballare che faceva luce. (p. 51) ==''Nuovo dizionario delle cose perdute''== *{{NDR|Sui [[orinatoio|vespasiani]]}} Sorgevano sullo spartitraffico di viali, ombreggiati in calura estiva da frondosi platani o, nei mesi autunnali e invernali, lasciavano vedere la loro grazia vagamente art déco sotto le ramaglie rese scheletriche dagli accidenti atmosferici. Oppure erano in angoli di remote piazzette di periferia, in vicoletti seminascosti su cui si affacciavano piccole modeste case dai colori tenui, pastello, come fossero immaginati da un poeta crepuscolare o da un pittore amante di tristi meriggi provinciali italiani. Sembravano gazebo, garitte dimenticate senza soldati in vigile guardia, edicole, chioschetti per la vendita, se vogliamo, di gentili fiori; erano eleganti, di lamiera di ferro, dipinti di un verde cupo o di un grigio plumbeo, a due ingressi laterali sfalsati, in modo che, chi entrava per accingersi alla bisogna più o meno impellente, avesse un minimo di privacy, a soccorso dell'eventuale pudore. (p. 8) *[...] un [[maglia (indumento)|maglione]] è quella cosa che i bambini indossano quando le mamme hanno freddo [...]. (p. 20) *Cominciava a delinearsi quel famoso [[motti dai libri|motto]] della naia che recita: "La [[servizio militare|vita militare]] è rendere le cose facili difficili attraverso l'inutile." (p. 71) ==''Portavo allora un eskimo innocente''== *Una volta ho scommesso un cartone di vino con [[Fabrizio De André|De André]]. Il buon Fabrizio non credeva possibile che i bolognesi potessero aver avuto la meglio sui veneziani {{NDR|nella battaglia di Polesella del 1271}}. Invece sì. Commisero l'errore di accettare una battaglia più fluviale che marinara, consentendo ai bolognesi, che avevano navi più piccole e agili, di muoversi agilmente e stravincere. (p. 19) *{{NDR|A proposito di [[Tito Maccio Plauto|Plauto]]}} [...] il suo latino non è certo quello di [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]]: è molto popolare, sboccato, ai limiti del volgare. I suoi intrecci hanno una comicità elementare che io amo molto, ricca di doppi sensi, con una macchina scenica accattivante che non smette mai di tener desta l'attenzione. Non a caso è stato saccheggiato a destra e manca [...]. E poi Plauto mi piace perché si respira quasi un clima contadino, parecchio simile a quello italiano degli anni Trenta o Quaranta. (p. 20) *È il 14 giugno 1940. Entro al mondo che l'Italia è in guerra da quattro giorni. Quando si dice nascere sotto una buona stella. il 14 le truppe tedesche sfilano a Parigi, io sfilo nella vita. Avreste il coraggio di negare che sono partito subito con una fortuna sfacciata? (p. 25) *{{NDR|Parlando del padre}} Era molto duro, severo fino all'eccesso. In tutta la sua esistenza mi ha fatto due soli regali: un libro, ''Senza famiglia'', per il Natale dei miei 13 anni, e un rasoio elettrico a batteria alla fine del militare. Per di più, il rasoio era un dono riciclato: l'avevano regalato a lui ma non gli serviva, così mi domandò se mi andasse di tenerlo. (p. 32) *Un altro aspetto ci fece preferire {{NDR|negli anni cinquanta}} il [[rock]] al [[jazz]]: per suonare il secondo bisogna essere eccellenti strumentisti, per fare il primo è sufficiente conoscere tre accordi. (p. 48) *Guardavo i film di [[Elvis Presley]] e, come facevan molti, mi piazzavo davanti allo specchio e cercavo di imitarne le movenze. Cominciai a non separarmi più dalla chitarra perché la differenza tra un Guccini con chitarra e un Guccini senza chitarra era evidente: il secondo non aveva nessuna possibilità di avere delle ragazze. (p. 48) *Cominciai a frequentare ancora più assiduamente [[Bonvi]]. Anche lui disegnava risvolti e vecchie sacche legate con la corda nelle quali si metteva la tuta da ginnastica. Bonvi è sempre stato un grande fiancheggiatore. Ci seguiva, ma non sapeva né suonare né cantare. Era stonatissimo. Amava disegnare, fare casino e tutto ciò che era tedesco. Alle feste in maschera di carnevale si presentava sempre vestito da generale germanico. (p. 56) *Bonvi era matto, forse la persona più matta che io abbia mai conosciuto. Capace di slanci generosissimi ma anche difficile da frequentare. Molto buono ma spesso insopportabile. Non si reggeva. Era sempre oltre le righe, in fatto di bevute, ed era anche una persona molto sola, di quel tipo di solitudine che a volte è inavvicinabile anche dagli amici. Lui mi amava molto, per quello che ero ma un po' anche per quello che rappresentavo, cioè il vecchio gruppo di Modena. Lo dico senza paura di offendere la sua memoria o di commettere un'ingiustizia: mi considerava suo amico più di quanto io considerassi lui amico mio. Ci trattavamo malissimo ma per gioco. In un locale di Bologna che ha radunato molto materiale suo, c'è ancora, appesa al muro, una lettera che gli mandai mentre ero militare. Cominciava così: "Vecchia sifilitica puttana...". Bonvi era leggendifico. (pp. 56-58) *Teniamoci stretti, noi che rimaniamo. Sì, ci penso alla morte. Se dicessero a una persona che fra due mesi morirà, lui farebbe in modo di mettere tutto a posto, doveri e divertimenti. Invece noi siamo abituati a condurre la vita come fossimo immortali, a vent'anni soprattutto. (p. 58) *Prima ti esibivi con il tuo gruppo e poi fungevi da accompagnamento a qualcuno più famoso di te. In genere andava tutto bene, ma capitavano sere in cui niente andava per il verso giusto. Tipo quella sera. Non ricordo con esattezza se la stella fosse [[Nunzio Gallo]], allora popolarissimo, oppure [[Narciso Parigi]], uno stornellatore toscano che aveva una voce da tenore leggero. Credo fosse Nunzio Gallo. Per farla breve, nessuno dei Gatti conosceva le sue canzoni e nemmeno sapeva leggere gli spartiti, che erano enormi, grandi come lenzuoli. Noi bluffammo alla grande e rassicurammo Nunzio Gallo dicendo che ci avrebbe pensato il pianista, a seguirlo. In realtà, il pianista, cioè Marino {{NDR|Salardini}}, non aveva la più pallida idea di dove andare a parare e così dava delle martellate sui tasti da far venire il mal di mare. Da gran professionista qual era, Nunzio Gallo continuava a cantare cercando di non andare fuori tempo, ma tra una canzone e l'altra si voltava verso di noi dicendo a mezza voce ma in realtà ben udibile a tutti: "Ma che cazzo sta facendo quell'idiota?"- Mosso a compassione, provai ad accompagnarlo io con la chitarra, ma riuscii solo a limitare i danni. Fu un'esperienza devastante. (pp. 60-61) *La musica era un ottimo collante per l'amicizia, per fare gruppo, e al tempo stesso valeva anche il discorso inverso: l'amicizia ti invogliava a metter su un complesso e far musica. (p. 62) *[[Adriano Spatola]] lo ricordo magrissimo. Quando me lo presentarono, in centro, ebbi come un'epifania e compresi a fondo la differenza tra [[Bologna]] e [[Modena]]. Un amico comune mi disse: "Lui è Adriano Spatola, poeta". A Modena nessuno avrebbe mai detto una cosa simile, perché l'essere poeta non era ancora uno ''status'' riconosciuto. Spatola era un anarcoide, ma a modo suo. Aveva anche organizzato per benino un attentato, tirando una molotov contro la questura. Per farsi coraggio era entrato in un bar per tirarsi su con del vino, ma si era fatto qualche bicchierino di troppo e quando fu il momento di lanciare la molotov, un po' perché non le sapeva fare un po' perché sbagliò la mira e colpì un portone a fianco, non successe assolutamente nulla. Allora lui, ligio al dovere di anarchico ma anche di sbronzo, si precipitò dai poliziotti dicendo: "Arrestatemi, sono responsabile di un attentato contro la Questura, ho appena lanciato una bomba molotov fallendo purtroppo il bersaglio". Fu scambiato per un ubriaco e accompagnato sulla via di casa, nonostante l'insistenza con la quale tentava disperatamente di convincerli a metterlo in galera. (pp. 71-72) *Nel 1963 tornai da militare e mi iscrissi nuovamente all'università. Il primo esame che sostenni fu Storia medievale. Il docente era il fratello di [[Romano Prodi]], Guardò il libro e vide che l'esame precedente era Filologia Romanza, anno 1959. E prima di darmi 28, sorrise ironicamente e disse, riferito al lasso di tempo tra i due esami: "Vedo che l'ha preparato bene...". (p. 77) *Non mi sono mai laureato, purtroppo. Ho dato tutti gli esami ma mi manca la tesi. Qualche anno fa, quando cominciai a lavorare al vocabolario sul dialetto pavanese, pensai che avrei potuto utilizzare quegli studi anche come tesi. Ma quando mi chiesero le tasse arretrate per oltre dieci milioni - l'ultimo esame l'avevo infatti dato nel 1970 - cambiai idea, ritenendo che avrei fatto meglio a spendere quei soldi in altro modo. (p. 79) *Fu uno sconvolgimento senza precedenti, sia formale che culturale. [[Bob Dylan|Dylan]] mi spalancò le porte della contestazione studentesca e di Berkeley, della canzone di protesta e del folk nonché del ''finger-picking'', un maledetto arpeggio che avrei decifrato compiutamente soltanto nel 1969 grazie a Deborah Kooperman, meraviglioso personaggio sbarcato a Bologna da New York con una borsa di studio e un bagaglio di conoscenze straordinario. (p. 81) *{{NDR|Parlando di [[Riccardo Bertoncelli]]}} Con il tempo, abbiamo interrotto le ostilità. Qualche anno fa, durante una delle tante cene organizzate dal Premio Tenco, mi avvicinò una ''fan'' che, saputo della presenza di Bertoncelli a un altro tavolo, mi chiese se potevo presentarglielo. Pensa te, cosa mi è toccato fare. Ho avuto la mia vendetta l'anno scorso, quando un altro ''fan'', più giovane, mi ha domandato: "Senti Francesco, questo Bertoncelli che citi ne ''L'avvelenata'', ma si può sapere chi cazzo è?". (p. 86) *Credo che i cattolici apprezzino le mie canzoni perché dietro vedono solo me stesso, nessuna sovrastruttura, nessuna strumentalizzazione o polemica fine a se stessa; l'ambiente di sinistra suppongo mi stimi per la mia coerenza e per il mio rimanere il più possibile lontano da atteggiamenti divistici. (pp. 86-87) *A casa non ho i miei dischi. O meglio, ne conservo qualcuno, ma non saprei dire né dove, né come, né quando, né, soprattutto, perché. (p. 91) *{{NDR|Nella prima metà degli anni sessanta}} [...] ma allora il mio approccio al mondo della musica era ancora molto ''naïf''. Facevo dischi perché ero curioso, volevo vedere come funzionava uno studio di registrazione, come venivano accolte le mie canzoni. C'è stata, per qualche anno, una beata incoscienza che mi ha portato ad accettare arrangiamenti o concetti che magari non mi piacevano. È che io ero ancora troppo incerto e impreparato per sapere che cosa volessi davvero. Di sicuro, una cosa che volevo era sviluppare un discorso compiuto in uno spazio più ampio del 45 giri. Sono stato tra i primi a concepire l'album come prodotto unico, come idea. Prima d'allora, i cantanti incidevano un album solo dopo aver raggiunto il successo e spesso i primi dischi altro non erano che raccolte di singoli. (p. 91) *L'[[America]] era meglio immaginarla che viverla. (p. 96) *La canzone più famosa dell'album {{NDR|''Radici''}} è forse ''La locomotiva''. Avevo letto una storia che mi aveva entusiasmato. Era contenuta in ''Trent'anni di officina'', un libro di memorie (amo i libri di memorie) di Romolo Bianconi<ref>In realtà Mario Bianconi: cfr. [https://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib?saveparams=false&db=solr_iccu&select_db=solr_iccu&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&resultForward=opac%2Ficcu%2Ffull.jsp&do_cmd=search_show_cmd&nentries=1&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+mario+bianconi+%28parole+in+AND%29+&rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1016+%40attr+4%3D6+%22mario+bianconi%22&fname=none&from=9 scheda dell'OPAC].</ref>, un ex operaio cui piaceva raccontare e raccontarsi. Uno degli episodi ricordati e realmente accaduti parlava di un ferroviere che si era lanciato contro un treno. E il Bianconi si domandava: "Fu un gesto di un pazzo o un preciso atto politico?". Quando raccontai questa storia a Mignani, il Pensionato che viveva accanto a me e al quale avrei dedicato più tardi una canzone<ref>''Il pensionato'', sesta traccia dell'album ''Via Paolo Fabbri 43'' (1976).</ref>, mi disse che ricordava bene quell'episodio e che all'epoca si pensava fosse stato un supremo gesto di [[anarchia]]. Così provai a comporre una canzone nello stile di quelle che cantavamo ogni tanto, canzoni politiche anarchiche alla [[Pietro Gori]]. Per di più mio cugino [...] faceva parte della Federazione Anarchica di Carpi, per cui mi piacque l'idea di raccontare la vicenda di questo macchinista. Mi sentivo ispirato, scrivevo la storia e già pensavo alle strofe e prendevo appunti per le rime. In mezz'ora ''La locomotiva'' era finita. (pp. 107-108) *''Il vecchio e il bambino'' ha il sapore di una storia di fantascienza ma non ha nulla a che vedere, nonostante i pur lodevoli tentativi d'interpretazione di molti, con lo smog, la polluzione e l'inquinamento. [...] ''Il vecchio e il bambino'' parla dell'olocausto nucleare. È una canzone intoccabile. I miei ''fans'' non sopporterebbero di vederla estromessa dalle scalette dei miei concerti, almeno così dicono. (p. 110) *{{NDR|Riferito all'album ''Stanze di vita quotidiana'' (1974)}} [...] il disco che più ho odiato nella mia vita. (p. 117) *E ancora adesso, più che concerti, i miei spettacoli sembrano serate da osteria trascorse con gli amici, dove, in tempi e momenti diversi, puoi trovare musica, risate, momenti comici intervallati da altri serissimi, invettive, commozione, teatralità e dove tutto può cambiare da un attimo all'altro, grazie all'interazione con la gente. Credo di essere l'unico musicista rimasto a parlare e scherzare anche per un quarto d'ora di seguito, senza che nessuno mi abbia mai urlato di smettere di parlare e ricominciare a suonare. Ancora adesso non riesco a capire chi suona cinque sere la settimana. Se facessi anch'io così, diventerebbe un lavoro da impiegato. E poi, il mio continuo interloquire con il pubblico è dato dall'attualità. Vado a braccio, improvviso in base a quello che ho letto sui giornali. Se cantassi tutte le sere, dovrei replicare le battute e questo non mi piacerebbe affatto. (p. 120) *{{NDR|Negli anni settanta}} C'era anche un altro motivo a tenermi lontano dai concerti. Sono stato uno dei pochi cantautori a non subire processi pubblici, ma ho conosciuto anch'io momenti assurdi. Il cantautore, in quegli anni, doveva essere una sorta di francescano laico che andava in giro vestito di saio e sandali, pronto a offrirsi a chiunque lo richiedesse. (pp. 120 e 122) *L'idea del cantautore scalzo e seminudo come portatore di saggezza o di messaggi per il popolo mi faceva ridere. Io canto quando posso, come posso. Se vi va di ascoltarmi bene, altrimenti amici come prima. Non sono, per usare le parole di [[Elio Vittorini|Vittorini]], il pifferaio della rivoluzione. (p. 123) *La mia geografia musicale non ha cambiato confini, è rimasta sostanzialmente la stessa. A differenza di mia figlia, che la usa come sottofondo per ogni attività quotidiana e che mi propina suoni inudibili come impronunciabili sono i nomi dei gruppi che li propongono, ascolto poca musica: i colleghi cantautori per curiosità, gli argentini per amore. (p. 128) *La maggior parte dei miei brani è condotta sul filo della memoria, coniugata più al passato che al presente o al [[futuro]]. Guardo al passato soprattutto perché si carica di mitico e di eroico. Nasce l'aneddoto, interviene la tendenza al favolistico, si smussano gli angoli, tendi a dimenticare il negativo, al limite scivoli nel nostalgico, nel malinconico. Il passato è di per sé narrazione, il presente è cronaca, il futuro è l'ignoto. Credo che il futuro sia la somma di tutti i nostri giorni passati. E non solo: anche dei giorni di chi è vissuto prima di noi, dei giorni di chi incontri per strada. (p. 128) *Il mio unico rammarico, riguardo {{maiuscoletto|Amerigo}}, è la sua brevità. Solo sei canzoni [...]. Forse fu per questo che non conobbe grande successo. La canzone che dà il titolo all'album è la più bella, completa, finita, ricca di cose e forse e una delle più belle che io abbia mai scritto. (p. 133) *''Eskimo'' è il ricordo di una donna molto importante con cui non stavo più ma per la quale provavo quel po' di nostalgia legato anche allo scorrere inesorabile del tempo e alle sue vicende. Il brano è un bignamino degli anni '60 o almeno dei miei '60 [...]. L'"eskimo innocente dettato solo dalla povertà" l'avevo comprato a Trieste, subito dopo il servizio militare e non aveva ancora quel significato simbolico che avrebbe avuto in seguito. (p. 133) *{{NDR|Su [[Augusto Daolio]]}} Sembra strano a tutti ma non ci conoscevamo molto bene. Ci eravamo visti qualche volta negli anni '60, quando i Nomadi prendevano le mie canzoni per i loro dischi, ma niente di fisso. Erano frequentazioni occasionali. Dopo la sua morte, a tutti coloro che mi chiedevano un suo ricordo, anche la gente ai concerti, io opponevo il silenzio: un po' per non inventarmi un'amicizia che non avevamo, un po' perché odio la retorica. Almeno in questi casi. (p. 139) *Purtroppo, noi italiani siamo malati di esterofilia e non ci rendiamo sempre conto del valore delle nostre cose. Mussolini diceva: "Dico e vi autorizzo a dire che il cioccolato italiano è migliore dei migliori cioccolati inglesi". Era una delle rare volte in cui aveva ragione. Se leggessimo i testi di molte canzoni italiane e li paragonassimo a quelli inglesi e americani, ci accorgeremmo che sono migliori i nostri. (p. 142) *La canzone più misteriosa in assoluto {{NDR|dell'album ''Guccini''}} è ''Autogrill'', intravista e non vissuta, venuta fuori chissà come. Nacque a Pàvana ed è il resoconto di ciò che non fu mai, ovvero un sogno mai avverato. (p. 153) *Ho un rapporto conflittuale con il [[tempo]]. Esistono due tempi: quello quotidiano, scandito dagli orari, vissuto non sempre bene da chi, come me, guarda sempre l'orologio; e quello lato, che passa e non ritorna e ci macina tutti, senza troppo rispetto. Si va avanti, si cammina, s'invecchia e ci si guarda alle spalle per vedere che cosa è stato e che cosa sarebbe potuto essere; più difficile guardare avanti e interrogarsi su che cosa sarà. Nelle mie canzoni si respira forte il senso del tempo che passa. (p. 154) *Io sono un accumulatore, ma anche uno smarritore. Perdo i libri dopo due settimane, non trovo più niente, non so nemmeno che cosa ho, figuriamoci dove. È sempre stato così, non è una questione di vecchiaia. Forse era meglio quando i libri da leggere erano sei in un anno, perché li leggevi e rileggevi, li mandavi a memoria, li consumavi e interiorizzavi. Oggi che sono trentamila, ti perdi e li perdi. È noto che la valanga di informazioni diminuisce, anziché aumentare, la capacità di memorizzare. (p. 155) *{{maiuscoletto|Guccini}} per me è l'impossibilità di viaggiare. Puoi raggiungere ogni parte del mondo in poche ore ma sei condannato a essere sempre turista. (p. 155) *Io non amo viaggiare, preferisco la mia montagna. Viaggiare è molto scomodo. I posti nell'aereo sono trappole barbariche, soffocanti per uno che ha le mie dimensioni. Forse odio l'aereo perché mi pare che ti privi della libertà di movimento. Sono invece un gran camminatore, da vero montanaro. È bello fermarsi, accelerare, rallentare a piacimento, anche cambiare direzione. (pp. 156-157) *In tutti noi c'è una [[Gustave Flaubert#La signora Bovary|signora Bovary]], che non è ''madame'' Bovary, perché non siamo all'altezza. Desideri che rimangono tali, questa è la signora che è in noi. (p. 159) *''Van Loon'' è dedicata a mio padre, che leggeva le opere di questo [[Piero Angela]] dei suoi tempi, cioè gli anni '30. Van Loon era un olandese (o un fiammingo, non ricordo bene) divulgatore di storia, geografia e umanità varia, i cui scritti si trovavano di frequente nelle case di chi, come mio padre, aveva molti interessi ma non aveva avuto l'occasione e i soldi per studiare. Una canzone molto intensa che ho provato più volte a inserire nella scaletta dei miei concerti. La provo e poi sono costretto a rimetterla via. Non riesco a farla senza star male e piangere, perché, nel frattempo, mio padre è morto. (p. 160) *Decisi di riprendere le antiche canzoni perché le buone canzoni difficilmente invecchiano, ma gli arrangiamenti sì. Così, a volte, è bene ripulirli e rimetterci le mani. (p. 161) *1989: ''Cròniche epafániche''. Il mio primo romanzo. Lo devo a tre cose. Innanzitutto il computer. Ho sempre scritto, ma anche sempre perduto. Smarrivo con una facilità incredibile. Il computer mi ha aiutato molto, accelerando inoltre il processo di scrittura, facilitando i "taglia e incolla" ed evitando il rimbambimento provocato dalla confusione. Non sono però ancora riuscito a capirlo fino in fondo. Non molto tempo fa mi venne voglia di ascoltare il mio ultimo album su computer. Niente. Non usciva alcun suono. Allora chiamai il mio tecnico di fiducia: mia figlia Teresa. Lei mi fece rifare l'operazione, poi mi guardò con compassione, prese il dischetto e lo infilò dalla parte giusta. (p. 162) *{{NDR|Sull'album ''Quello che non...''}} Una negazione che tutti hanno definito [[Eugenio Montale|montaliana]] e che invece è, più semplicemente, lo sfogo di uno che scopre di vivere con una persona che non lo considera più molto. Nel brano che dà il titolo all'album, la coppia non esiste, è dissolta, sparita, non è più niente. L'io narrante si rivolge a un'interlocutrice, come spesso accade nelle mie canzoni. La dissoluzione del rapporto emerge da una serie di immagini secche che, in apparenza, non hanno molto a che fare con il rapporto di coppia e che si sovrappongono l'una all'altra. Era un momento mio di grandi incertezze. Nonostante si trattasse di una questione privata, sotto sotto c'era anche, per vie oblique, tutto il malessere delle sinistre, in evidente crisi d'identità. Credo che entrambi i disamori si siano influenzati a vicenda. (p. 169) *In ''Canzone per Silvia'' seguo lo stesso procedimento di ''Amerigo'': accosto due Americhe, quella vera e quella sognata, quella incontaminata e quella corrotta, quella pura e quella che fa paura. Come in ''Amerigo'' contrapponevo [[Atlantide]] e [[Paperino|Donald Duck]] alla miniera e all'antracite, in ''Canzone per Silvia'' accosto le paludi dei Seminole e la [[Statua della Libertà|statua della libertà]] alla prigione federale. Perché l'America è "tutto e niente, il bene e il male". (p. 178) *''Farewell'' è la mamma di ''Quattro stracci'' e non vorrei aggiungere altro. (p. 178) *''Nostra Signora dell'Ipocrisia'' è stata paragonata, in modo per me assurdo e incomprensibile, alla ''Domenica delle Salme'' di Fabrizio De André, forse perché faccio riferimento al Mercoledì delle Ceneri e alla Domenica di Mezza Quaresima. Nel mio brano c'è più ironia, mentre quello di Fabrizio è più cupo. La situazione politica è, inoltre, decisamente diversa. Il mio era un atto d'accusa verso [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e alcuni politici di allora, oltre che nei confronti della televisione. Non la propongo più in concerto proprio in quanto legata troppo all'attualità, come del resto ''Dovevo fare del cinema'' e ''Parole''. (p. 179) *Ero scettico, ai tempi, anche per ''L'avvelenata'', che giudicavo e ancora giudico un mio brano minore. Non riesco francamente a spiegarmi il suo successo. (p. 179) *Io, purtroppo, sono uno che torna sempre sulle sue strade, sui suoi passi. Sono uno che ricorda. E non fa bene alla vecchiaia. (p. 180) *Un presente fatto di trasmissioni televisive ignobili e di ignoranza, di persone pronte a prostituirsi per meno di trenta denari e di dignità strappate. Di volgarità di immagini e di un linguaggio sempre più decaduto. Di persone che hanno smesso di sognare in modo normale e pensano che l'aspirazione massima sia apparire in uno schermo, piccolo o grande, anche senza sapere niente e senza saper fare niente. La televisione è un continuo rilancio verso il basso e, invece di sforzarci per invertire la tendenza, noi ci uniformiamo e facciamo di tutto per abbassarci sempre più. (p. 187) *Penso che i ragazzi comprino Guccini e non solo le mie canzoni, che possono anche non colpire a fondo - l'ispirazione non è sempre al massimo, non lo è nemmeno dei geni - ma si portano dietro una coerenza di lungo corso: la mia. Una delle cose belle dei [[Giovinezza|giovani]], che non cambia, ma si tramanda di generazione in generazione, è che non si lasciano guidare: vogliono pensare con la loro testa, almeno quelli che vengono ai miei concerti. Non hanno tanti fronzoli: se una cosa non piace, vanno altrove. (p. 188) *Non è un caso che [[Roberto Benigni|Benigni]] abbia riesumato [[Dante Alighieri|Dante]]. Il suo non è sfoggio di attore o grandezza da guitto; Roberto sente Dante come lo sentivano i toscani una volta, come oralità di gruppo, non come studio solitario. (p. 190) *In ogni album ci sono brani che ti fanno alzare la testa e illuminare gli occhi non appena hai finito di scriverli; altri che finiscono in un album perché è giusto così, ma non dureranno per sempre. C'è una [[selezione naturale]], quasi [[Charles Darwin|darwiniana]], anche nella musica. Sopravvive il più forte; gli altri muoiono o vanno in letargo. Capita infatti a volte che un brano si risvegli all'improvviso, esca dal suo sonno e torni sotto una nuova veste. Se così non fosse, ogni tour sarebbe alquanto noioso, perché sarei costretto a cantare sempre le stesse canzoni. (p. 195) *Lo so, in ''Stagioni'' {{NDR|album del 2000}} manca l'[[estate]]. Ma io, d'estate, vivo. Non scrivo canzoni. (p. 197) *L'[[ispirazione]] non esiste, è un concetto romantico che io non possiedo. L'ispirazione, al massimo, è un'idea, uno spunto, qualcosa che si accende e ti dice: seguimi. Ma il resto è sudore. E capacità di attendere, perché un'idea può rimanerti dentro per anni senza mai decidersi a uscire. (p. 203) *È strano: nella vita sono un essere pacifico, nei film mi fanno sempre litigare con tutti. (p. 211) *Ci chiamano spesso poeti, noi cantautori (termine che peraltro detesto) facendo probabilmente torto tanto ai poeti che ai cantautori. Siamo due entità distinte che talvolta si avvicinano. Io, immodestamente, credo di aver lavorato molto sulle parole. Certo, qualche critico distratto potrebbe accusarmi di scrivere da anni la stessa canzone, ma commetterebbe un grosso errore. Inviterei questi critici a studiare per bene la forma, si accorgerebbero così che uso spesso un procedimento tecnico atipico che mi consente (che non è come dire: mi consenta...) di giocare con i vocaboli e la metrica. Non solo io, naturalmente. Ma anch'io. Abbiamo rinnovato il linguaggio della canzone. Prima di noi, tutto era più superficiale. (p. 219) *Ecco, io chiedo questo, ai miei anni: di avere sempre storie da bisbigliarmi, per poterle poi scrivere, raccontare, cantare. Finché non verrà il tempo. (p. 220) ==Citazioni su Francesco Guccini== *A me Guccini fa venire in mente [[Larry Semon|Ridolini]]. Non fraintendetemi... Larry Semon era un uomo intelligente e preparato, dotato di fantasia, inventiva, di uno spirito poetico accompagnato da una solida preparazione pratica, della rara capacità di scegliere collaboratori con cui rimanere amico per tutta la vita; era di era un uomo carattere generoso, e dotato di quel tanto di eccentricità che non guasta mai. Anche Francesco Guccini possiede queste caratteristiche... La ragione per cui mi viene da associare i due personaggi è... un singolare percorso che parte dalla carta stampata per arrivare al mondo dello spettacolo. [...] Per quanto riguarda Guccini, probabilmente i miei colleghi sceneggiatori ed io avremmo un concorrente agguerritissimo e soprattutto serio, che si prefigge di trovare sempre il modo di rendere la materia appetibile senza, per questo, scendere a compromessi, svendendosi o sputtanandosi. Resta il fatto che, così come si usa la frase "un film alla Ridolini", ho sentito anche dire "una canzone alla Guccini". E, in questo caso, non ci sono dubbi di interpretazione. ([[Alfredo Castelli]]) *Abbiamo delle nonne in comune io e Guccini. Fa piacere avere tra i parenti un tipo come lui. Sembra che non si sia mai allontanato da Pàvana, e racconta storie che hanno come scenario quei paesaggi che hanno accompagnato anche la mia infanzia: col cuore e le parole dei poeti. ([[Enzo Biagi]]) *{{NDR|Sui suoi sequestratori}} Alle mie canzoni, a parte le più vecchie come ''Il pescatore'' o ''Bocca di rosa'', preferivano quelle di Guccini. ([[Fabrizio De André]]) *Bolognesi! Ricordatevi: [[Sting]] è molto bravo, però tenetevi il vostro Guccini. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto. ([[Giorgio Gaber]]) *Di Guccini porto nella memoria le bottiglie. Un tipo che come lui ha bevuto un Mar Caspio di vino dimostra che l'alcool non è affatto contrario all'arte. ([[Stefano Benni]]) *{{NDR|[[Fabrizio De André]]}} era l'unico poeta della canzone d'autore. Gli altri, me compreso, con l'eccezione forse di Guccini, sono bravi, non poeti. ([[Roberto Vecchioni]]) *Mi piace soprattutto per quello che mette nei suoi testi e per il personaggio che è: il classico tipo che entra col vino bianco e dice: "''Mi disseto un momento e cominciamo subito''". ([[Leo Ortolani]]) *Quella di Guccini è la voce di quello che un tempo si diceva il "movimento". Oggi, semplicemente una voce di gioventù. E cioè di granitica coerenza con il proprio linguaggio e pensiero. Nella sua opera c'è un discorso interminabile: sull'[[ironia]], sull'[[amicizia]], sulla [[solidarietà]]. ([[Dario Fo]]) *Se Fabrizio De André è stato un poeta della canzone. Se [[Francesco De Gregori]] è un intellettuale con la chitarra. Guccini è la sintesi di entrambi. Guccini non ha di De André l'immediatezza, la folgorazione. Non ha il ragionamento distaccato di De Gregori. Ma ha tutto il resto. Ironia, senso della storia, capacità di indignarsi, impegno politico vissuto con sospetto, curiosità verso il mondo. ([[Roberto Cotroneo]]) *Se mi avessero dato venti lire ogni volta che ho ascoltato "Incontro" mi ci sarei comprato un biglietto aereo da farci il giro del mondo. Conosco tutte le canzoni di Guccini a memoria. Quando sono andato a cercarlo a Pàvana e mi si è dischiuso in tutta la sua grandezza, è stato come essere davanti alla Madonna di Loreto. ([[Leonardo Pieraccioni]]) ==Collaborazioni== {{collaborazioni}} *[[Adriano Celentano]] *[[Nomadi]] *[[Zucchero Fornaciari]] ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Francesco Guccini, ''[https://books.google.it/books?id=FqOUrrWdrmsC Dizionario delle cose perdute]'', Mondadori, 2012. ISBN 8852023372 *Francesco Guccini, ''[https://books.google.it/books?id=dQTIAgAAQBAJ Nuovo dizionario delle cose perdute]'', Mondadori, 2014. ISBN 8852046992 *Francesco Guccini, ''Vicini nelle diversità''; in Andrea Pedrinelli (a cura di), ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', Kowalski, Milano, 2008 (pp. 147-148). ISBN 978-88-7496-754-4 *Francesco Guccini, Massimo Cotto, ''Portavo allora un eskimo innocente. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto'', Giunti, Firenze, 2007, ISBN 978-88-09-05578-0 ==Filmografia== *''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977) – musiche *''[[Radiofreccia]]'' (1998) – attore ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Folk beat n. 1||(1967)}} {{Pedia|Due anni dopo||(1970)}} {{Pedia|L'isola non trovata||(1970)}} {{Pedia|Radici (album)|''Radici''|(1972)}} {{Pedia|Opera buffa (album)|''Opera buffa''|(1973)}} {{Pedia|Stanze di vita quotidiana||(1974)}} {{Pedia|Via Paolo Fabbri 43||(1976)}} {{Pedia|Amerigo (album)|''Amerigo''|(1978)}} {{Pedia|Metropolis (Francesco Guccini)|''Metropolis''|(1981)}} {{Pedia|Guccini (album)|''Guccini''|(1983)}} {{Pedia|Signora Bovary||(1987)}} {{Pedia|Quello che non...||(1990)}} {{Pedia|Parnassius Guccinii (album)|''Parnassius Guccinii''|(1993)}} {{Pedia|D'amore di morte e di altre sciocchezze||(1996)}} {{Pedia|Stagioni (album)|''Stagioni''|(2000)}} {{Pedia|Ritratti (Francesco Guccini)|''Ritratti''|(2004)}} {{Pedia|L'ultima Thule||(2012)}} {{DEFAULTSORT:Guccini, Francesco}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 9uyeukk3uo77ir9h714cpjwyg9mul4o 1422725 1422723 2026-08-06T12:27:17Z Udiki 86035 C'è anche così, ripristino 1422725 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Guccini1970.jpg|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 1970]] '''Francesco Guccini''' (1940 – 2026), cantautore e scrittore italiano. ==Citazioni di Francesco Guccini== *{{NDR|Riferendosi agli inizi della sua carriera}} [[Jacques Brel|Brel]], [[Georges Brassens|Brassens]], [[Bob Dylan|Dylan]]... Con loro in mente, andavo all'impronta. "Dio è morto" non l'ho scritta avendo riferimenti discografici. L'ho fatta per me.<ref name=Pedrinelli>Citato in Pedrinelli, p. 147.</ref> *{{NDR|Parlando di [[Fabrizio De André]]}} Ci siamo conosciuti perché era reciproca la curiosità. Capitò a Bologna, sarà stato il '66 [...] Addirittura avevamo pensato di fare, se non una tournée, un concerto assieme. Sarebbe stato "epocale" (si fa per dire, insomma). E poi per vari motivi non se n'è mai fatto niente. Lui disse anche: «...Sì, mi piacerebbe moltissimo eccetera, ma poi tu parli tanto, io invece non dico mai niente, non vorrei fare brutta figura...» Lui non diceva mai niente durante gli spettacoli.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Vincenzo Mollica]] nel programma televisivo ''Speciale TG1'', Rai 1. [http://www.youtube.com/watch?v=49cIOI7McXM Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *[...] ho una mia [[religione|religiosità]] molto vaga, molto panteistica, per cui mi piace pensare di rincontrare tante persone che nel frattempo hanno deciso di andarsene prima di me. Io sono invece intenzionato a rimanere qua il più possibile, naturalmente. Sono quelle idee un po' romantiche; se ragiono freddamente dico che è impossibile, ma se lascio andare la fantasia... Sono sicuro in qualche modo di rincontrarle.<ref group="fonte">Da ''Stagioni'', a cura di Valentina Pattavina, Einaudi, 2000, p. 31.</ref> *Io e [[Giorgio Gaber|Giorgio]] e eravamo accomunati da un forte rispetto reciproco, ma fra noi c'erano profonde differenze. Lui era un "borghese" di Milano, io, pur essendo nato a Modena, sono un montanaro. E poi, il ragionier Gaberscik e il maestro elementare Guccini. Due modi diversi di vedere le cose. E anche se poi ci siamo sempre trovati molto bene insieme, credo che queste differenze si notino.<ref name=Pedrinelli/> *L'uomo, non tutti per carità, guarda pochi metri accanto a sé. E si scorda presto. La storia è maestra di pochi. Insegna poco davvero, a noi italiani. Siamo partiti con le pezze al culo, e adesso ci dimentichiamo che chi viene qui ha la stessa faccia di noi cento anni fa. Ecco, Odysseus su questo avrebbe qualcosa da dire.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/4/81725/Guccini:_La_storia_%C3%A8_maestra_di_pochi.index.html Guccini: "La storia è maestra di pochi"]'', ''Gazzetta di Parma.it'', 6 aprile 2011.</ref> *{{NDR|Riferito alle possibili conseguenze della [[Pandemia di COVID-19|pandemia di COVID-19]]}} La storia non insegna mai niente. Anche dopo l'11 settembre si diceva che sarebbe cambiato tutto, ma non è cambiato nulla. Gli uomini non imparano. È nella natura umana dimenticarsi presto delle tragedie passate per riprendere la vita di sempre.<ref>Dalla trasmissione radiofonica ''Un giorno da pecora''; citato in ''[https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/francesco-guccini-dopo-il-coronavirus-non-cambiera-nulla/512229/ Francesco Guccini: «Dopo il coronavirus non cambierà nulla»]'', ''Rollingstone.it'', 14 aprile 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Lei dice che quando è nata, il fascismo non c'era più. Dice anche di essere cristiana, ma quando è nata anche Cristo era già morto...<ref>Dall'intervista di Diego Bianchi a ''Propaganda Live'', LA7, 16 settembre 2022; citato in Giulia Turco, ''[https://www.fanpage.it/spettacolo/personaggi/francesco-guccini-e-la-telefonata-con-giorgia-meloni-rifiutai-il-suo-invito-anni-dopo-mi-infamo/ Francesco Guccini e la telefonata con Giorgia Meloni: "Rifiutai il suo invito, anni dopo mi infamò"]'', ''Fanpage.it'', 17 settembre 2022.</ref> *{{NDR|Su ''La mia generazione ha perso'' di Giorgio Gaber}} Mio padre si è fatto due anni di servizio militare, due anni di guerra d'Africa e cinque anni di guerra mondiale: di cui due in campo di concentramento. Ecco, la sua era una generazione che aveva perso, essendo cresciuta durante il fascismo. Noi, bene o male, siamo invece riusciti a fare le nostre cose. Anche più dei giovani di oggi, che non hanno mai lavoro sicuro. La nostra generazione è stata abbastanza fortunata, ha trovato spazio, possibilità, modo di esprimersi. Non ha perso. Anche se, forse, quel concetto veniva solo da un momento di pessimismo di Giorgio. Solo, ho il rimpianto di non averglielo mai chiesto.<ref>Citato in Pedrinelli, p. 148.</ref> *Nel 1964 era uscita ''Auschwitz'', nel 1966-67 ''Dio è morto'' e all'epoca ricordo che ci incontravamo in un appartamento di amici, che era stato liberato dai genitori ed era stato battezzato "Folkstudio", dove ci trovavamo certe sere alla settimana a suonare e a discutere. Cantavamo canzoni anarchiche di fine Ottocento, inizi Novecento, come quelle di [[Pietro Gori]].<ref group="fonte">Da [https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/01/31/news/francesco_guccini_il_mio_68_sognando_dylan_e_i_provos_-187742521/ ''Francesco Guccini: "Il mio '68 sognando Dylan e i Provos"''], ''Rep.repubblica.it'', 31 gennaio 2018.</ref> *Ogni [[Opera d'arte|opera]] – sia una canzone, sia una poesia, sia un libro, un romanzo etc. – va per il mondo... e ognuno ha il diritto di interpretarla come vuole. Non è che il pensiero dell'autore sia necessariamente il pensiero giusto; non c'è un pensiero giusto: ci sono vari modi di interpretare una cosa, un pezzo, una frase...<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Che tempo che fa'', Rai 3, 11 febbraio 2006. </ref> *[[Raoul Casadei|Raoul]] e, prima ancora, suo zio [[Secondo Casadei|Secondo]] hanno saputo intercettare l'ansia di spensieratezza che c'era nel Dopoguerra, una voglia di ballare che "faceva luce".<ref>Citato in Matteo Cruccu, ''«Il suo ballo era luce. Ha saputo intercettare l'ansia di spensieratezza del Dopoguerra» <small>Guccini: negli anni d'oro riusciva a suonare ogni sera</small>'', ''Corriere della Sera'', 14 marzo 2021.</ref> *[[Zucchero Fornaciari|Zucchero]] è la semplicità: un modo di vedere la vita, gli amici e il proprio ambiente che difficilmente viene abbandonato. È rimasto ancorato ai posti che lo hanno prodotto.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''Un soffio caldo – Natale con Zucchero'', Rai 2, 21 dicembre 2010.</ref> {{Int|Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/anteprima/2017/12/29/news/francesco_guccini_ho_smesso_di_cantare_perche_non_ho_piu_niente_da_dire_-185457864/l "Ho smesso di cantare perché non ho più niente da dire"]''|Intervista di Antonio Gnoli, ''Rep.repubblica.it'', 29 dicembre 2017.}} *Ricordo che proposi alla Equipe {{NDR|Equipe 84}} ''Dio è morto'', ma rifiutarono per paura che la canzone facesse troppo casino. Avevo pronta anche ''Un altro giorno è andato'' e Maurizio Vandelli, il leader del gruppo, sentenziò che Guccini non aveva più un cazzo da dire. E questo atteggiamento fece sì che si rafforzasse la mia collaborazione con i [[Nomadi]]. *{{NDR|Su ''La locomotiva''}} Lessi le memorie bolognesi di Romolo Bianconi, un lavoratore che raccontando la sua vita scrisse di un ferroviere anarchico, Pietro Rigosi, cui avevano amputato una gamba che decise di impadronirsi di un treno per farlo saltare. Fu una ballata, contro le ingiustizie sociali, che scrissi in mezz'ora. *{{NDR|Su ''Eskimo''}} Comprai l'indumento nel 1963 al mercatino di Trieste. Avevo finito il militare. Costò diecimila lire e veniva indossato dai soldati americani nella guerra di Corea. Anni dopo mi sono ritrovato in un mondo di eskimo. *{{NDR|Su ''Incontro''}} Parlava di una ragazza che ora vive negli Stati Uniti e che allora viveva a [[Modena]]. C'era molta complicità tra noi. Poi si trasferì a Bologna. Sposò un americano. E sparì per un po' di tempo. Un giorno mi telefonò per dirmi che il matrimonio era andato a pezzi e lei lo aveva lasciato. Lui si uccise. E a me venne in mente di scriverci su una canzone. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/06/17/news/francesco_guccini-306525651/ "Non ascolto più musica, oggi ci sono solo canzoni inutili"]''|Intervista di [[Gino Castaldo]], ''Repubblica.it'', 17 giugno 2021.}} *Non so se [[Dante Alighieri|Dante]] o [[Guido Guinizelli|Guinizzelli]] fossero musicisti, sicuramente lo erano i provenzali, quindi in un certo senso sono gli antenati dei [[Cantautore|cantautori]], quindi si può dire che io sia un esperto del ramo. Diciamo che musica e poesia si sono separate dopo, si sono specializzate, ma certi procedimenti sono continuati, pensiamo ai libretti d’opera, ma anche noi cantautori... *{{NDR|[[Franco Battiato]]}} L'ho conosciuto molto meglio dopo {{NDR|il primo incontro}}, negli anni d'oro del Tenco, ricordo che era un gran barzellettiere, il che non ha niente a che vedere con le sue grandi qualità musicali, ma è un aspetto che mi colpì molto perché era meno prevedibile. *Ogni tanto mi viene da pensare a vecchissime canzoni come ''Signorinella'', ''Vecchia America'', c'erano storie, parole messe bene insieme. ==Citazioni tratte da canzoni== {{autori testi}} ===''Folk beat n. 1''=== '''Etichetta''': La voce del padrone, 1967, prodotto da Odoardo Veroli. *''Solo il silenzio come un sudario si stenderà | fra il cielo e la terra per mille secoli almeno.'' (da ''Noi non ci saremo'', n. 1) *''E catene di monti coperte di nevi | saranno confine a foreste di abeti.'' (da ''Noi non ci saremo'', n. 1) *''Risorgerà un mondo nuovo | ma noi non ci saremo.'' (da ''Noi non ci saremo'', n. 1) *''Non lo sapevi, ma cosa hai pensato | quando lo schianto ti ha uccisa, | quando anche il cielo di sopra è crollato, | quando la vita è fuggita.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''Sull'autostrada cercavi la vita | ma ti ha incontrato la morte.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''Vorrei sapere a che cosa è servito | vivere, amare e soffrire | spendere tutti i tuoi giorni passati | se così presto hai dovuto partire.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''Voglio però ricordarti com'eri | pensare che ancora vivi | Voglio pensare che ancora mi ascolti | e che come allora sorridi.'' (da ''In morte di S.F.'', n. 2) *''[[Venerdì santo]], anche l'amore sembra languore di penitenza.'' (da ''Venerdì santo'', n. 3) *''Venerdì santo, muore il Signore, tu muori, amore, fra le mie braccia. | Poi torna sera, resta soltanto, dolce, il ricordo: venerdì santo.'' (da ''Venerdì santo'', n. 3) *''Alzan gli occhi i pescatori verso il cielo così livido | le onde sembra che si fermino, non si sente che il silenzio | e le reti sono piene | di cadaveri d'argento.'' (da ''L'atomica cinese'', n. 4) *''Ad [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] tante persone, ma un solo grande silenzio.'' (da ''Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)'', n. 5) *''Io chiedo: come può l'uomo uccidere un suo fratello? | Eppure siamo a milioni, in polvere, qui nel vento.'' (da ''Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)'', n. 5) *''[[Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico|Statale 17]], com'è lunga da far tutta.'' (da ''Statale 17'', n. 7) *''Statale 17, sembri esplodere di sole, | Statale 17, alzo il dito inutilmente, | Statale 17, lungo nastro di catrame: | la gente bene dorme, sei deserta all'orizzonte | a quest'ora non c'è un cane che mi voglia prender su...'' (da ''Statale 17'', n. 7) *''Statale 17, sei triste nella sera, | non alzo più la mano, cammino piano piano sulla strada ormai deserta | mentre tu chissà se aspetti ancora, | mentre qui la strada che si sperde sembra un letto di cemento: | sono mortalmente stanco chissà mai se arriverò da te...'' (da ''Statale 17'', n. 7) *''Mia madre, santa donna di Dio, aggiunse un Pio per contentar | uno zio prete che per commosso ringraziamento mi battezzò.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''La provvidenza ci ha poi aiutati con i soldati della Wehrmacht.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Mia madre, donna di gran pietà, cercò in politica verginità.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Mia madre, donna di grande amore, sentì nel cuore l'error di un dì | fu clericale, democristiana, e nella lana fede trovò.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Io chiesa, nobili e terzo stato sempre ho fregato solo per me.'' (da ''Il 3 dicembre del '39'', n. 8) *''Il [[fiume]] racconta leggende mentre veloce va al mare, | le narrano piano le onde e i pioppi le stanno a ascoltare.'' (da ''La ballata degli annegati'', n. 9) *''Per me era peso il passato, e l'acqua sembrava leggera.'' (da ''La ballata degli annegati'', n. 9) *''Odio il gusto del [[retorica|retorico]], il miracolo economico, | il valore permanente e duraturo.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''E voi bimbe sognatrici della vita delle attrici, | attenzione: da me state alla lontana. | Non mi piace esser per bene, far la faccia che conviene | poi alla fine sono sempre senza grana.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Vuoti e pieni di sussiego se il vestito non fa un piego | mentre io mi metto quello che mi pare.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Sono contro il matrimonio, sono senza patrimonio, | non ho quello che si dice un posto al sole.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Non amo viver con tutta la [[gente]], mi piace solo la gente "bene" | come si dice comunemente: "bene si nasce non si diviene".'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Sono elegante ed è inutile dire che le mie vesti son sempre curate, | perché è senz'altro importante il vestire perché è la tonaca che fa il frate... | In fondo sol due cose hanno importanza, e sono il conto in banca e l'[[eleganza]].'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) *''Non ho rapporti coi proletari, soltanto a tarda notte lungo i viali.'' (da ''Il sociale e l'antisociale'', n. 10) ===''Due anni dopo''=== '''Etichetta''': EMI, 1970. *''Ed ogni giorno ormai sentirsi raccontare la storia conosciuta, | la frase risaputa, la propria morta vita.'' (da ''Lui e lei'', lato A, n. 1) *''Di antichi fasti la piazza vestita | grigia guardava la nuova sua vita, | come ogni giorno la notte arrivava, | frasi consuete sui muri di Praga, | ma poi la piazza fermò la sua vita | e breve ebbe un grido la folla smarrita | quando la fiamma violenta ed atroce | spezzò gridando ogni suono di voce.'' (da ''[[Primavera di Praga]]'', lato A, n. 2) *''Quando la fiamma col suo fumo nero | lasciò la terra e si alzò verso il cielo, | quando ciascuno ebbe tinta la mano, | quando quel fumo si sparse lontano, | [[Jan Hus]] di nuovo sul rogo bruciava | all'orizzonte del cielo di Praga.'' (da ''Primavera di Praga'', lato A, n. 2) *''Dimmi chi era che in corpo, | portava la città intera che lo accompagnava: | la città intera che muta lanciava | una speranza nel cielo di Praga.'' (da ''Primavera di Praga'', lato A, n. 2) *''I [[manifesto (stampato)|manifesti]] sono visi di carta che non dicono nulla e che nessuno più guarda, | colori accesi dentro ai vicoli scuri, | sembrano un urlo quelle carte sui muri.'' (da ''Giorno d'estate'', lato A, n. 3) *''Giorno d'[[estate]], giorno fatto di niente, | grappoli d'ozio danzan piano con me, | il sole è un sogno d'oro, ma evanescente, | guardi un istante e non sai quasi se c'è.'' (da ''Giorno d'estate'', lato A, n. 3) *''Il tempo è passato e la grande giornata | è quasi finita e non è cominciata: | hai visto che lui la tua amica ha baciato e da te | non verrà.'' (da ''Il compleanno'', lato A, n. 4) *''Consolati e pensa che il tuo [[compleanno]] | ritorna fra poco, soltanto fra un anno, | gli amici gentili un regalo faranno, ed il tuo tempo va | e non tornerà...'' (da ''Il compleanno'', lato A, n. 4) *''Quando il mio ultimo giorno verrà dopo il mio ultimo sguardo sul mondo, | non voglio [[lapide|pietra]] su questo mio corpo, perché pesante mi sembrerà. | Cercate un albero giovane e forte, quello sarà il posto mio; | voglio tornare anche dopo la morte sotto quel cielo che chiaman di Dio.'' (da ''L'albero ed io'', lato A, n. 5) *''E così, assieme, vivremo in eterno qua sulla terra, l'albero e io | sempre svettanti, in estate e in inverno contro quel cielo che dicon di Dio.'' (da ''L'albero ed io'', lato A, n. 5) *''E ancora non sai come potrai | trovare lungo i muri un'esperienza; | sapere vorrai, ma ti troverai | due anni dopo al punto di partenza. | E senti ancora quelle voci di mezzi amori e mezze vite accanto; | non sai però se sono vere o sono dentro all'anima soltanto.'' (da ''Due anni dopo'', lato A, n. 6) *''Parole a vuoto son passate nel cielo breve dell'estate, | la saga falsa degli amori è già finita come i fiori. | Ma i venditori di illusioni han già cantato le canzoni, | le sale buie splenderanno e i nuovi amori nasceranno.'' (da ''La verità'', lato B, n. 1) *''E li vedi, girare lenti strascicando i piedi, | parlare forte a tutti od a nessuno | o piangere aggrappati ai muri, stanchi e addormentati. | L'ora vola e il vino amico o ammazza o li consola | e il [[vino]] li fa vivere o morire | e la tristezza solita o li uccide o se ne va...'' (da ''Per quando è tardi'', lato B, n. 2) *''Vedi cara, è difficile a spiegare, | è difficile parlare dei fantasmi di una mente. | Vedi cara, tutto quel che posso dire | è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente. | Vedi cara, certe volte sono in cielo | come un [[aquilone]] al vento che poi a terra ricadrà. | Vedi cara, è difficile a spiegare, | è difficile capire se non hai capito già...'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Vedi cara, certi giorni sono un anno | certe [[frase|frasi]] sono un niente che non serve più sentire. | Vedi cara, le [[stagione|stagioni]] ed i [[sorriso|sorrisi]] | son denari che van spesi con dovuta proprietà.'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Non cercare in un viso la ragione, | in un nome la passione che lontano ora mi fa.'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, | tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi. | Io cerco ancora e così non spaventarti | quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!'' (da ''Vedi cara'', lato B, n. 3) *''Ophelia che vedi dentro al verde dell'acqua del fossato, | nei guizzi che la [[trota]] fa cambiando di colore?'' (da ''Ophelia'', lato B, n. 4) *''Cade il [[vino]] nel bicchiere poi nessuno più si muove | e non sai se fuori all'aria ci sia il sole oppur se piove. | E quell'uomo si ricorda e, per uno scherzo atroce, | quasi il vino gli dà forza, l'illusione gli dà voce.'' (da ''L'ubriaco'', lato B, n. 5) ===''L'isola non trovata''=== '''Etichetta''': EMI, 1970, prodotto da Pier Farri. *''Il Re di Spagna fece vela cercando l'isola incantata, | però quell'isola non c'era e mai nessuno l'ha trovata: | svanì di prua dalla galea come un'idea, | come una splendida utopia, è andata via e non tornerà mai più...'' (da ''L'isola non trovata'', n. 1) *''K.D. non seppe mai dire che sensazione la prese, | sentì il suo corpo svanire, le braccia eran ali rapprese. | Pianse qualcuno lontano che forse non conosceva | ed il suo pianto pian piano quell'orizzonte scioglieva...'' (da ''L'orizzonte di K.D.'', n. 2) *''Forse l'abbiam vista nel passato, ma il ricordo se n'è andato dalla mente. | Cercala negli angoli del sogno per portarla lungo il mondo del presente. | Oh, se solamente io potessi rivederla com'è adesso per un'ora! | So di fiori grandi come soli ma mi sfuggono i colori, ancora.'' (da ''La collina'', n. 3) *''Dopo un bicchiere di [[vino]] con frasi un po' ironiche e amare, | parlava in tedesco e in latino, parlava di [[Dio]] e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]].'' (da ''Il frate'', n. 4) *''Ma non ho ancora capito con la mia cultura fasulla | chi avesse capito la vita chi non capisse ancor nulla.'' (da ''Il frate'', n. 4) *''E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, | quanto tempo è ormai passato e passerà?'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Negli angoli di casa cerchi il mondo, | nei libri e nei poeti cerchi te, | ma il tuo poeta muore e l'alba non vedrà | e dove corra il tempo chi lo sa?'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''La sfera di cristallo si è offuscata | e l'aquilone tuo non vola più, | nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi | e il tempo passa e fermalo, se puoi!'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu, | ma il tempo passa e non ritorna più!'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada, | l'indomani come tutto se ne andrà. | Ti guardi nelle mani e stringi il vuoto, | se guardi nelle tasche troverai | gli spiccioli che ieri non avevi ma | il tempo andato non ritornerà! | Il tempo andato non ritornerà! | Il tempo andato non ritornerà!'' (da ''Un altro giorno è andato'', n. 5) *''Bagasce sono i tuoi [[ricordo|ricordi]] che fra canzoni e vino ti disturbano, | che ti molestano pian piano e il giorno sembra ormai così lontano.'' (da ''Canzone di notte'', n. 6) *''Se ridi o piangi è sempre uguale, le cose nel ricordo poi si sfumano, | il sacro si unirà al profano e il giorno sembra ormai così lontano.'' (da ''Canzone di notte'', n. 6) *''E dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi, | cercherò i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi, | canterò soltanto il tempo...'' (da ''Il tema'', n. 7) *''C'era buio nella stanza, di malato un greve odore | e una lieve, pazza danza di mosconi in amore; | lievi ronzan le preghiere, poi qualcuno se n'è accorto: | si alzò atroce nella sera, solo un chiaro grido: "È morto!"'' (da ''L'uomo'', n. 8) *''Una vita: quante cose dice il prete in due parole; | lo ringraziano gli astanti, via l'inverno, c'è già il sole, | chiacchiere, risate lievi, vanno per il cimitero, | restan fiori con le scritte, resta al vento un drappo nero.'' (da ''L'uomo'', n. 8) *''E l'[[Asia]] par che dorma ma sta sospesa in aria l'immensa, millenaria sua cultura.'' (da ''Asia'', n. 9) *''Appare, a volte, avvolta di foschia, magica e bella, | ma se il pilota avanza su mari misteriosi è già volata via, | tingendosi d'azzurro, color di lontananza... || Il Re di Spagna fece vela cercando l'isola incantata...'' (da ''L'isola non trovata'', n. 10) ===''Radici''=== '''Etichetta''': EMI, 1972, prodotto da Pier Farri. [[File:Francesco Guccini 72.jpg|thumb|upright=1.4|Francesco Guccini nel 1972]] *''La [[casa]] sul confine dei ricordi, | la stessa sempre, come tu la sai | e tu ricerchi là le tue radici | se vuoi capire l'anima che hai.'' (da ''Radici'', n. 1) *''La casa è come un punto di memoria, | le tue radici danno la saggezza | e proprio questa è forse la risposta | e provi un grande senso di dolcezza.'' (da ''Radici'', n. 1) *''I tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti | sembrava il [[treno]] anch'esso un mito di progresso | lanciato sopra ai continenti.'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''E la [[locomotiva a vapore|locomotiva]] sembrava fosse un mostro strano | che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano | ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite | sembrava avesse dentro un potere tremendo | la stessa forza della dinamite.'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali, | parole che dicevano: «Gli uomini son tutti uguali» | e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via | la bomba proletaria e illuminava l'aria | la fiaccola dell'[[anarchia]].'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva: | e sibila il vapore, e sembra quasi cosa viva; | e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: | «Fratello non temere, che corro al mio dovere, | trionfi la giustizia proletaria!».'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''E che ci giunga un giorno ancora la notizia | di una locomotiva come una cosa viva, | lanciata a bomba contro l'ingiustizia!'' (da ''La locomotiva'', n. 2) *''Gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia, | correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West.'' (da ''Piccola città'', n. 3) *''Se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia. | È tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via...'' (da ''Piccola città'', n. 3) *''E pensavo dondolato dal vagone: «Cara amica, il tempo prende, il tempo dà... | noi corriamo sempre in una [[direzione]] ma qual sia e che senso abbia chi lo sa... | Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, | le luci nel buio di case intraviste da un treno: | siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno».'' (da ''Incontro'', n. 4) *''Viene [[Gennaio]] silenzioso e lieve, un fiume addormentato | fra le cui rive giace come neve il mio corpo malato, il mio corpo malato... | Sono distese lungo la pianura bianche file di campi, | son come amanti dopo l'avventura neri alberi stanchi, neri alberi stanchi...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Viene [[Febbraio]], e il mondo è a capo chino, ma nei convitti e in piazza | lascia i dolori e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza, il carnevale impazza... | L'inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza | nei primi giorni di malato sole la primavera danza, la primavera danza...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Cantando [[Marzo]] porta le sue piogge, la nebbia squarcia il velo, | porta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo, il riso del disgelo... | Riempi il bicchiere, e con l'inverno butta la penitenza vana, | l'ala del [[tempo]] batte troppo in fretta, la guardi, è già lontana, la guardi, è già lontana...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Con giorni lunghi al sonno dedicati, il dolce [[Aprile]] viene | quali segreti scoprì in te il poeta che ti chiamò crudele? |Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi dopo fatto l'amore, | come la terra dorme nella notte dopo un giorno di sole, dopo un giorno di sole...''<ref>{{cfr}} [[Thomas Stearns Eliot]], ''La terra desolata'': «''Aprile è il mese più crudele, genera | lillà da terra morta, confondendo | memoria e desiderio, risvegliando | le radici sopite con la pioggia di primavera.''»</ref> (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Ben venga [[Maggio]] e il gonfalone amico, ben venga primavera, | il nuovo amore getti via l'antico nell'ombra della sera, nell'ombra della sera...''<ref>{{cfr}} [[Agnolo Poliziano]], ''Rime'': ''Ben venga Maggio e il gonfalon selvaggio! | Ben venga primavera che vuol ch'uom s'inamori. | E voi, donzelle, a schiera, con li vostri amadori, | che di rose e fiori vi fate belle il maggio, | venite alla frescura delli verdi arbuscelli.''</ref> (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''[[Giugno]], che sei maturità dell'anno, di te ringrazio Dio: | in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io... | E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro, | con le tue spighe doni all'uomo il pane, alle femmine l'oro, alle femmine l'oro...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Con giorni lunghi di colori chiari ecco [[Luglio]], il leone, | riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione, come in una visione...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Non si lavora [[Agosto]], nelle stanche tue lunghe e oziose ore | mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore.'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull'età, | dopo l'estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità... | Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità, | come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Non so se tutti hanno capito [[Ottobre]] la tua grande bellezza: | nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza... | Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, | lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''Cala [[Novembre]] e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti, | lungo i giardini consacrati al pianto si festeggiano i morti, si festeggiano i morti...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''E mi addormento come in un letargo, [[Dicembre]], alle tue porte, | lungo i tuoi giorni con la mente spargo tristi semi di morte, tristi semi di morte... | Uomini e cose lasciano per terra esili ombre pigre, | ma nei tuoi giorni dai profeti detti nasce Cristo la tigre, nasce Cristo la tigre...'' (da ''Canzone dei dodici mesi'', n. 5) *''E poi e poi, gente viene qui e ti dice di sapere già ogni legge delle cose. | E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco di verità fatte di formule vuote... | E tutti, sai, ti san dire come fare, | quali leggi rispettare, quali regole osservare, qual è il vero vero...'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6) *''E in questo sentiva qualcosa di grande | che non riusciva a capire, che non poteva intuire, | che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, quell'oceano infinito...'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6) *''E poi, e poi, che quel vizio che ti [[vita e morte|ucciderà]] non sarà fumare o bere, | ma il qualcosa che ti porti dentro, | cioè [[vita e morte|vivere]].'' (da ''Canzone della bambina portoghese'', n. 6) *''I [[senilità|vecchi]] subiscon le ingiurie degli anni, | non sanno distinguere il vero dai sogni. | I vecchi non sanno, nel loro pensiero, | distinguer nei sogni il falso dal vero.'' (da ''Il vecchio e il bambino'', n. 7) ===''Opera buffa''=== '''Etichetta''': EMI, 1973, prodotto da Pier Farri. *''Bello col vestito della festa, bello con la brillantina in testa | bello, con le scarpe di coppale e l'andata un po' per male, ed in bocca il riso amar... | Le donne treman quando monto la Gilera, fremono aspettando alla balera, | muoion spasimando nell'attesa che ad un mio cenno d'intesa io le stringa nel casquè.'' (da ''Il bello''<ref>Canzone uscita su 45 giri nel 1968 ed incisa nel 1970 da [[Lando Buzzanca]].</ref>, n. 1) *''Più d'una donna procace ha simulato l'amor | con un suo bacio mendace, promessa fallace di un attimo sol.'' (da ''Di mamme ce n'è una sola'', n. 2) *''Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto: | c'era un vecchio con la barba bianca, lui, la sua barba, ed il resto era vuoto. | Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava, | si aggiunga a questo che, inspiegabilmente, nessuno aveva la [[televisione|T.V.]] inventata... || Be', poco male, pensò il vecchio un giorno, a questo affare ci penserò io: | sembra impossibil, ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio! | "Dixit", ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato: | come T.V. non valeva un bel niente, ma l'Universo era stato creato...'' (da ''La Genesi'', n. 3) *''Prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa, | ci sputò sopra, ci fu un gran tuono ed è in quel modo che è nato l'uomo...'' (da ''La Genesi'', n. 3) *''La brava giovane campava bene, ma ormai sentiva il richiamo dell'arte: | qualunque cosa lei avrebbe donato sol per avere in un film una parte. | Se ne andò a letto con tre produttori, studiò dizione, bel canto, regia, | mimica, scenica, recitazione e apparve nuda in un film di Golia.'' (da ''Fantoni Cesira'', n. 4) *''E la morale di questa storia al giorno d'oggi non è tanto strana: | per aver soldi, la fama e la gloria bisogna essere un poco puttana!'' (da ''Fantoni Cesira'', n. 4) *''Ma questo fatto dell'[[educazione sessuale|educazione]] non è ben visto dalla nazione: | "morte alla [[pillola anticoncezionale|pillola]] atea e nociva! Per l'aspirina si gridi evviva!"'' (da ''Talkin' sul sesso'', n. 5) *''Italia per bene, sii sveglia, sii desta, intendi l'orecchio, solleva la testa! Ah, ah... | I giovani d'oggi han scoperto, vergogna, chi porta i bambini, non è la cicogna!'' (da ''Talkin' sul sesso'', n. 5) ===''Stanze di vita quotidiana''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1974, prodotto da Pier Farri. [[File:Guccini-proletari.JPG|thumb|Francesco Guccini con i proletari]] *''Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta, | ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta, | qualcuno è andato per età, qualcuno perché già dottore | e insegue una maturità, si è sposato, fa carriera ed è una morte un po' peggiore.'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''Ma non ho scuse da portare, non dico più d'esser poeta, | non ho utopie da realizzare: stare a letto il giorno dopo è forse l'unica mia meta...'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''Si alza sempre lenta come un tempo l'[[alba]] magica in collina, | ma non provo più quando la guardo quello che provavo prima. | Ladri e profeti di futuro mi hanno portato via parecchio, | il giorno è sempre un po' più oscuro, sarà forse perché è storia, sarà forse perché invecchio...'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''[[Risata|Ride]] chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura.'' (da ''Canzone delle osterie di fuori porta'', n. 1) *''Son stanco d'aver detto le cose che dirò, di aver già fatto le cose che farò, | ma è tardi, troppo tardi, piangere ormai sulla rinuncia triste a quello che non fai... || Credevo l'incertezza possibilità e il dubbio assiduo l'unica ragione, | ma quali scelte hai fatto in piena libertà: ti muovi sempre dentro a una prigione... || Non è la luce o il buio né l'ero ed il sarò, non è il coraggio che ti fa dir "vivrò", | è solo un'altra scusa che usare vuoi per la rinuncia triste a quello che non puoi...'' (da ''Canzone della triste rinuncia'', n. 2) *''Inizia presto all'alba o tardi al pomeriggio, | ma in questo non c'è alcuna differenza, | le [[ora|ore]] che hai davanti son le stesse, son tante, | stesso coraggio chiede l'esistenza...'' (da ''Canzone della vita quotidiana'', n. 3) *''Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo, | risposte argute date sempre tardi, | saluti caldi d'ansia, di noia o di disprezzo | o senza che s'incrocino gli sguardi, || le usate confidenze di malattie o di sesso | dove ciascuno ascolta sol se stesso: | finzioni naturali in cui ci adoperiamo | per non sembrar di esser quel che siamo.'' (da ''Canzone della vita quotidiana'', n. 3) *''Chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare, fino al disgusto di ricominciare perché ogni volta è poi sempre lo stesso.'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4) *''Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole, inseguendo la vita | come l'avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre.'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4) *''Io dico sempre "non voglio capire", ma è come un vizio sottile e più penso | più mi ritrovo questo vuoto immenso, e per rimedio soltanto il dormire. | E poi ogni giorno mi torno a svegliare e resto incredulo, non vorrei alzarmi, | ma vivo ancora e son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male...'' (da ''Canzone per Piero'', n. 4) *''Le strade sono aperte ed il momento viene sempre.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''T'invidio perché ancora hai molte pagine da aprire | di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire, | ma quando capirai che cerchi un libro che non c'è, | allora ti ricorderai di me.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''Ma eroi, profeti, miti, santi, bambole e banditi ti rapiranno ancora tante volte | o tu li aspetterai e non verranno mai, per una aperta chiudi cento porte.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''Le ore sono andate e le parole consumate attendon le parole che verranno. | Castelli e primavere che hai creduto di vedere non sai se son durante un'ora o un anno. | Son pronti i tuoi misteri: chiama ciò che non conosci, | già corri dove ho corso, verso nuove strade e voci, | ma se vorrai capire tutto questo che cos'è, | allora ti ricorderai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai di me.'' (da ''Canzone delle ragazze che se ne vanno'', n. 5) *''O sera scendi presto, o mondo nuovo arriva! | Rivoluzione, cambia qualche cosa. | Cancella il ghigno solito di questa ormai corrosa, | mia stanca civiltà che si trascina.'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) *''Malinconie discrete che non sanno star segrete, | le piccole modeste storie mie, | che non si son mai messe addosso il nome di poesie.'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) *''Di giorno bevo l'acqua e faccio il saggio, | per questo solo a notte ho quattro soldi di messaggio | da urlare in faccia a chi non lo raccoglie.'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) *''Noi siamo come tutti e un poco, giorno dopo giorno, | sciupiamo i nostri "[[oggi]]" come "ieri".'' (da ''Canzone delle situazioni differenti'', n. 6) ===''Via Paolo Fabbri 43''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1976. [[File:Bologna-DSCF7190.JPG|thumb|upright=1.2|Via Paolo Fabbri, 43<br>Bologna]] *''Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare, così solita e banale come tante, | che non merita nemmeno due colonne su un giornale o una musica o parole un po' rimate, | che non merita nemmeno l'attenzione della gente, quante cose più importanti hanno da fare, | se tu te la sei voluta, a loro non importa niente, | te l'avevan detto che finivi male...'' (da ''Piccola storia ignobile'', n. 1) *''E così ti sei trovata come a un tavolo di marmo desiderando quasi di morire, | presa come un animale macellato stavi urlando, ma quasi l'urlo non sapeva uscire | e così ti sei trovata fra paure e fra rimorsi davvero sola fra le mani altrui, | che pensavi nel sentire nella carne tua quei morsi | di tuo padre, di tua madre e anche di lui.'' (da ''Piccola storia ignobile'', n. 1) *''E un'altra volta è notte e suono, | non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo | e voglio in questo modo dire "sono" | o forse perché è un modo pure questo per non andare a letto | o forse perché ancora c'è da bere | e mi riempio il bicchiere...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Eppure fa piacere a sera, | andarsene per strade ed osterie, vino e malinconie, | e due canzoni fatte alla leggera | in cui gridando celi il desiderio che sian presi sul serio | il fatto che sei triste o che ti annoi, | e tutti i dubbi tuoi...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''È bello ritornar "[[normalità]]". | È facile tornare con le tante stanche pecore bianche. | Scusate, non mi lego a questa schiera: | morrò [[pecora nera]].'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Non scampa, fra chi veste da parata, | chi veste una [[risata]]...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Ognuno vive dentro ai suoi [[egoismo|egoismi]] vestiti di [[sofisma|sofismi]] | ognuno costruisce il suo sistema | di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali | scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''E un'altra volta è notte e suono, | non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo | o forse per sentirmi meno solo, | o forse perché è notte e vivo strani fantasmi e sogni vani, | che danno quell'ipocondria ben nota, | poi, la bottiglia è vuota...'' (da ''Canzone di notte n. 2'', n. 2) *''Però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia...'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare, | godo molto di più nell'ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare...'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Se son d'umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: | di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo!'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Io tutti, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, | io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista. | Io frocio, io perché canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino, | io solo qui alle [[quattro di notte|quattro del mattino]], l'angoscia un po' di vino, voglia di bestemmiare.'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Ma se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse, farei lo stesso, | mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso.'' (da ''L'avvelenata'', n. 3) *''Gli arguti [[intellettuale|intellettuali]] trancian pezzi e manuali, | poi stremati fanno cure di cinismo, | son pallidi nei visi e hanno deboli sorrisi | solo se si parla di [[strutturalismo]].'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''Se fossi accademico, fossi maestro o dottore | ti insignirei in toga di 15 [[laurea honoris causa|lauree ad honorem]], | ma a scuola ero scarso in latino e il pop non è fatto per me | ti diplomerò in canti e in vino qui in via Paolo Fabbri 43.'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''[[Jorge Luis Borges]] mi ha promesso l'altra notte | di parlar personalmente col "persiano", | ma il cielo dei poeti è un po' affollato in questi tempi, | forse avrò un posto da usciere o da scrivano: | dovrò lucidare i suoi specchi, | trascriver quartine a Kayyam, | ma un lauro da genio minore | per me, sul suo onore, non mancherà...'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''Ma anche i miei eroi sono poveri, si chiedono troppi perché...'' (da ''Via Paolo Fabbri 43'', n. 4) *''Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa | e quasi non ti accorgi dell'energia dispersa | a ricercare i visi che ti han dimenticato | vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato...'' (da ''Canzone quasi d'amore'', n. 5) *''D'altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni | e pago la mia casa, pago le mie illusioni, | fingo d'aver capito che vivere è incontrarsi, | aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, | bere, leggere, amare... grattarsi!'' (da ''Canzone quasi d'amore'', n. 5) *''Io ascolto e non capisco e tutto attorno mi stupisce | la [[vita]], com'è fatta e come uno la gestisce | e i mille modi e i tempi, poi le possibilità, | le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessità.'' (da ''Il pensionato'', n. 6) *''Ma poi mi accorgo che probabilmente è solo un tarlo | di uno che ha tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo.'' (da ''Il pensionato'', n. 6) ===''Amerigo''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1978, prodotto da Pier Farri. *''Probabilmente uscì chiudendo dietro a sé la porta verde. | Qualcuno si era alzato a preparargli in fretta un caffè d'orzo. | Non so se si girò, non era il tipo d'uomo che si perde | in nostalgie da ricchi, e andò per la sua strada senza sforzo.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Colpiva il cranio raso e un misterioso e strano suo apparecchio: | un [[Cinto erniario|cinto d'ernia]] che sembrava una fondina per la pistola.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''E già sentiva in faccia l'odore d'olio e mare che fa [[Le Havre]].'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''L'[[Stati Uniti d'America|America]] era ''[[Life (periodico)|Life]]'', sorrisi e denti bianchi su patinata; | l'America era il mondo sognante e misterioso di [[Paperino]].'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''L'America era allora per me provincia dolce, mondo di pace, | perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il [[Limentra]].'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Non so come la vide, quando la nave offrì [[New York]] vicino: | dei grattacieli il bosco, città di feci e strade, urla, castello. | E [[Pavana (Sambuca Pistoiese)|Pavana]] un ricordo lasciato tra i castagni dell'Appennino, | l'[[Lingua inglese|inglese]] un suono strano che lo feriva al cuore come un coltello.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''L'America era un angolo, l'America era un'ombra, nebbia sottile, | l'America era un'ernia, un gioco di quei tanti che fa la vita, | e dire boss per capo e ton per tonnellata, "raif" per fucile.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Quand'io l'ho conosciuto o inizio a ricordarlo era già vecchio. | Sprezzante come i giovani, gli scivolavo accanto senza afferrarlo | e non capivo che quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio, | finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo.'' (da ''Amerigo'', n. 1) *''Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura, | dai preti d'ogni credo, da ogni loro impostura, | da inferni e paradisi, da una vita futura, | da utopie per lenire questa morte sicura, | da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura, | da fedeli invasati d'ogni tipo e natura, | libera, libera libera, libera nos Domine.'' (da ''Libera nos Domine'', n. 2) *''Ogni cosa alla lunga mi molesta | e cerco un'altra [[festa]], e poi le feste in fondo mi han stancato...'' (da ''100, Pennsylvania Ave'', n. 3) *''Ma tu non sei cambiata di tanto e se cos'è un [[orgasmo]] ora lo sai, | potrai capire i miei vent'anni allora e i quasi cento adesso capirai.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Portavo allora un [[eskimo]] innocente dettato solo dalla povertà, | non era la rivolta permanente: diciamo che non c'era e tanto fa.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà. | Tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent'anni fa.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Perché a [[ventenne|vent'anni]] è tutto ancora intero, perché a vent'anni è tutto "chi lo sa", | ma a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Io come sempre faccio quel che posso, domani poi ci penserò... se mai.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai: | ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime, oramai.'' (da ''Eskimo'', n. 4) *''Cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare, | ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare, che bisognava volare.'' (da ''Le cinque anatre'', n. 5) *''E corre l'uomo confuso verso | ciò che neanche lui capisce, | chi ha programmato la sua vita | non sa chi sia e dove; ma che | importa, se solo questo lo fa | già dubitare del suo equilibrio | e aperta è già la strada oscuramente | verso una nuova realtà.'' (da ''Mondo nuovo'', n. 6) ===''Metropolis''=== '''Etichetta''': EMI, 1981. [[File:Guccini all'Osteria delle Dame - Bologna (1972).jpg|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 1972]] *''Che oroscopo puoi trarre questa sera, Mago?'' (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1) *''O forse io, forse io, ho sottovalutato questo nuovo Dio.'' (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1) *''Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana, | di plebi smisurate, labirinti ed empietà, | di barbari che forse sanno già la verità, | di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere...'' (da ''[[Bisanzio]]'', lato A, n. 1) *''[[Bisanzio]] è forse solo un simbolo insondabile, | segreto e ambiguo come questa vita, | Bisanzio è un mito che non mi è consueto, | Bisanzio è un sogno che si fa incompleto, | Bisanzio forse non è mai esistita.'' (da ''Bisanzio'', lato A, n. 1) *''[[Venezia]] che muore, Venezia appoggiata sul mare, | la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio>Testo di [[Gian Piero Alloisio]] e Francesco Guccini.</ref>, lato A, n. 2) *''Stefania era bella, Stefania non stava mai male, | è morta di parto gridando in un letto sudato d'un grande ospedale; | aveva vent'anni, un marito, e l'anello nel dito.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Venezia è un albergo, San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria, | la [[gondola]] costa, la gondola è solo un bel giro di giostra.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare, | però non ti puoi risvegliare con l'acqua alla gola, e un dolore a livello del mare.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Stefania affondando, Stefania ha lasciato qualcosa: | Novella Duemila e una rosa sul suo comodino, Stefania ha lasciato un bambino.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità: | del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega.'' (da ''Venezia''<ref name=alloisio/>, lato A, n. 2) *''Quante volte per altri è vita quello che per noi è un [[minuto]].'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3) *''La giustizia disse "bandito", ma un poeta gli avrebbe detto | che era come l'Ebreo errante, come il Batavo maledetto.'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3) *''Questa vita che ci birilla come bocce da [[biliardo]].'' (da ''Antènor'' lato A, n. 3) *''[[Bologna]] è una vecchia signora dai fianchi un po' molli, | col seno sul piano padano ed il culo sui colli, | Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale, | Bologna la grassa e l'umana già un poco Romagna e in odor di Toscana...'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna per me provinciale Parigi minore.'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna è una donna emiliana di zigomo forte, | Bologna capace d'amore, capace di morte, | che sa quel che conta e che vale, che sa dov'è il sugo del sale, | che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita...'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna è una ricca signora che fu contadina: | benessere, ville, gioielli... e salami in vetrina, | che sa che l'odor di miseria da mandare giù è cosa seria | e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perché sa la paura.'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Bologna è una strana signora, volgare matrona, | Bologna bambina per bene, Bologna "busona", | Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto | rimorso per quel che m'hai dato che è quasi ricordo, in odor di passato....'' (da ''Bologna'', lato B, n. 1) *''Cos'è un [[lager]]? | Sono mille e mille occhiaie vuote, | sono mani magre abbarbicate ai fili, | son baracche, uffici, orari, timbri e ruote, | son routine e risa dietro a dei fucili, | sono la paura l'unica emozione, | sono angoscia d'anni dove il niente è tutto, | sono una pazzia e un'allucinazione | che la nostra noia sembra quasi un rutto. | Sono il lato buio della nostra mente, | sono un qualche cosa da dimenticare, | sono eternità di risa di demente, | sono un manifesto che si può firmare''. (da ''Lager'', lato B, n. 2) *''Cos'è un [[lager]]? | Son recinti e stalle di animali strani, | gambe che per anni fan gli stessi passi, | esseri diversi, scarsamente umani, | cosa fra le cose, l'erba, i mitra, i sassi; | ironia per quella che chiamiam ragione, | sbagli ammessi solo sempre troppo dopo: | prima sventolanti giustificazioni, | una causa santa, un luminoso scopo. | Sono la furiosa prassi del terrore | sempre per qualcosa, sempre per la pace; | sono un posto in cui spesso la gente muore; | sono un posto in cui, peggio, la gente nasce.'' (da ''Lager'', lato B, n. 2) *''E non andrà il televisore, cosa faremo in queste ore? | Rumore attorno non si sente, giochiamo a immaginar la gente, | corriamo a fare gli incubi indiscreti, curiosi d'ozi e di segreti, | di quei pensieri quotidiani che a notte il sonno fa lontani | o che nel sogno sopra a un viso diventan urlo od un sorriso, | il paradiso, inferno, mani, l'odio e amore.'' (da ''Black-out'', lato B, n. 3) *''In fondo è proprio un gran bel gioco a far l'amore tanto e non bere poco.'' (da ''Black-out'', lato B, n. 3) *''Poveri bimbi di [[Milano]], coi vestiti comprati all'Upim, | abituati ad un cielo a buchi che vedete sempre più lontano. | Poveri bimbi di Milano, così fragili, così infelici, | che urlate rabbia senza radici con occhi tinti e con niente in mano. | Poveri bimbi di Milano, derubati anche di speranza, | che danzate la vostra danza in quello zoo metropolitano. | Poveri bimbi di Milano, con fazzoletti come giardini, | poveri indiani nella riserva, povere giacche blu questurini...'' (da ''Milano (Poveri bimbi di)''<ref name=alloisio/>, lato B, n. 4) *''Poveri bimbi di Milano dall'orizzonte sempre coperto, | povera sete di libertà costretta a vivere nel deserto. | Poveri bimbi di Milano dalle musiche come un motore, | col più terribile dei silenzi la solitudine del rumore. | Poveri bimbi di Milano, figli di padri preoccupanti | con un esistere da nano e nella mente sogni giganti. | Poveri bimbi di Milano, numerosi come minuti, | viaggiatori di mete fisse, spettatori sempre seduti...'' (da ''Milano (Poveri bimbi di)''<ref name=alloisio/>, lato B, n. 4) ===''Guccini''=== '''Etichetta''': EMI, 1983. *''La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-Up | e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità | come i visi alle pareti di quel piccolo [[Area di servizio|autogrill]] | mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR.'' (da ''Autogrill'', n. 1) *''Il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere | che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere.'' (da ''Autogrill'', n. 1) *''Non la vedi, non la tocchi oggi la [[malinconia]]? | Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via.'' (da ''Autogrill'', n. 1) *''Il [[treno]], ah, un treno è sempre così banale se non è un treno della prateria | o non è un tuo "Orient Express" speciale, locomotiva di fantasia. | L'[[aeroplano|aereo]], ah, l'aereo è invece alluminio lucente, l'aereo è davvero saltare il fosso, | l'aereo è sempre "The Spirit of Saint Louis", "Barone Rosso" | e allora ti prende quella voglia di volare che ti fa gridare in un giorno sfinito, | di quando vedi un jumbo decollare e sembra che s' innalzi all'infinito.'' (da ''Argentina'', n. 2) *''L'[[Argentina]] è solo l'espressione di un'equazione senza risultato.'' (da ''Argentina'', n. 2) *''Nelle lunghe ore d'inattività e di ieri | che solo certa età può regalare, | [[Lemuel Gulliver|Samuele Gulliver]] tornava coi pensieri | ai tempi in cui correva per il mare | e sorridendo come sa sorridere soltanto | chi non ha più paura del domani, | parlava coi nipoti, che ascoltavano l'incanto | di spiagge e odori, di giganti e nani, | scienziati ed equipaggi e di cavalli saggi | riempiendo il cielo inglese di miraggi...'' (da ''Gulliver''<ref name=alloisio/>, n. 3) *''I [[desiderio|desideri]] sono solo nostalgia | o malinconia d'innumeri altre vite.'' (da ''Gulliver''<ref name=alloisio/>, n. 3) *''Sono da secoli o da un momento fermo in un vuoto in cui tutto tace, | non so più dire da quanto sento angoscia o pace.'' (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4) *''La notte, udite, sta per finire ma il giorno ancora non è arrivato, | sembra che il tempo nel suo fluire resti inchiodato. | Ma io veglio sempre, perciò insistete, voi lo potete, ridomandate, | tornate ancora se lo volete, non vi stancate.'' (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4) *''Ma ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà, | che la risposta sull'avvenire è in una voce che chiederà: | "Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell".''<ref>Il titolo e il ritornello della canzone si basano su un verso di [[Libro di Isaia|Isaia]] (21, 11): «Sentinella, quanto resta della notte?».</ref> (da ''Shomèr ma mi-llailah?'', n. 4) *''Ma se fossimo stati un'altra coppia fra le tante | avremmo trasformato tutto in quella poca gioia | o avremmo litigato per sfogare ad ogni istante l'urlare della noia?'' (da ''Inutile'', n. 5) *''Contandoli uno a uno non son certo parecchi, | son come i denti in bocca a certi vecchi, | ma proprio perché pochi son buoni fino in fondo | e sempre pronti a masticare il mondo.'' (da ''Gli amici'', n. 6) *''Per quello che ci basta non c'è da andar lontano | e abbiamo fisso in testa un nostro piano: || se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, | avremo un paradiso su misura, | in tutto somigliante al solito locale, | ma il bere non si paga e non fa male.'' (da ''Gli amici'', n. 6) ===''Signora Bovary''=== '''Etichetta''': EMI, 1987. *''Ricordi, le strade erano piene di quel lucido [[scirocco]] | che trasforma una realtà abusata e la rende irreale. | Sembravano alzarsi le torri in un largo gesto barocco | e in via dei Giudei volavan velieri come in un porto canale. | Tu dietro al vetro di un bar impersonale, | seduto a un tavolo da poeta francese, | con la tua solita faccia aperta ai dubbi | e un po' di rosso routine dentro al bicchiere: | pensai di entrare per stare assieme a bere | e a chiacchierare di nubi...'' (da ''Scirocco'', n. 1) *''E le lacrime si aggiunsero al latte di quel tè.'' (da ''Scirocco'', n. 1) *''Ma è meglio poi, un giorno solo da ricordare | che ricadere in una nuova realtà sempre identica.'' (da ''Scirocco'', n. 1) *''Ma che cosa c'è in fondo a questa notte, | quando l'ora del lupo guaisce | e il nuovo giorno non arriva mai, mai | e il buio è un fischio lontano che non finisce | di minuti lunghi come il sudore, | di ore che tagliano come falci | e i tuoi pensieri sono un cane in chiesa | che tutti prendono a calci.'' (da ''Signora Bovary'', n. 2) *''[[Hendrik Willem van Loon|Van Loon]], uomo destinato direi da sempre ad un lavoro più forte | che le sue spalle o la sua intelligenza non volevano sopportare | sembrò quasi baciato da una buona sorte | quando dovette andare.'' (da ''Van Loon'', n. 3) *''Van Loon viveva e io lo credevo morto | o, peggio, inutile, solo per la distanza | fra i suoi miti diversi e la mia giovinezza e superbia d'allora, | la mia ignoranza: | che ne sapevo quanto avesse navigato | con il coraggio di un Caboto fra le schiume | di ogni suo giorno e che uno squalo è diventato, | giorno per giorno, pesce di fiume...'' (da ''Van Loon'', n. 3) *''Ora Van Loon si sta preparando piano al suo ultimo viaggio, | i bagagli già pronti da tempo, come ogni uomo prudente, | o meglio, il bagaglio, quello consueto, di un semplice o un saggio, | cioè poco o niente | e andrà davvero in un suo luogo o una sua storia | con tutti i libri che la vita gli ha proibito, | con vecchi amici di cui ha perso la memoria, | con l'infinito.'' (da ''Van Loon'', n. 3) *''Ti accorgerai com'è facile farsi un inutile software di scienza | e vedrai che confuso problema è adoprare la propria esperienza.'' (da ''Culodritto'', n. 4) *''Vola tu, dov'io vorrei volare, verso un mondo dove è ancora tutto da fare | e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare.'' (da ''Culodritto'', n. 4) *''S'illuminava poi come di colpo | lungo l'effimero consueto di una sera, | s'illuminava di una gioia grande | quando si avvicinava a una tastiera | e preferiva quelle un poco usate, | quelle in cui tutti mettono le mani, | quelle ingiallite dal tempo, un po' scordate | dall'ignoranza e dalla passione degli umani...'' (da ''Keaton''<ref name=lolli>Testo di [[Claudio Lolli]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 5) *''E finalmente un chissacchì non mi delude, | forse, però non sa, probabilmente, | è in una provincia lontana come una palude | dai nostri discorsi di suonare fra la gente; | una [[provincia]] come una sconfitta, | meno che essere una minoranza dignitosa, | e una [[palude]] è certo troppo fitta | di voli di zanzara per suonarci qualche cosa...'' (da ''Keaton''<ref name=lolli/>, n. 5) *''[[Buster Keaton|Keaton]], quello vero, l'ultima volta che l'hanno visto passeggiava | lungo le strade e per il vento di Roma | durante le pause di un film con [[Franco Franchi|Franchi]] e [[Ciccio Ingrassia|Ingrassia]]. | Aveva in corpo mille litri di alcool, | la faccia la solita, senza allegria; | si ubriacava ogni giorno con la troupe borgatara | alla faccia della cirrosi epatica, | perché lui ci teneva al suo pubblico, | più che al suo fegato.'' (da ''Keaton''<ref name=lolli/>, n. 5) *''Ma dove quelle stagioni smisurate quando ogni giorno figurava gli anni a venire | e dove a ogni autunno quando finiva l'estate trovavi la voglia precisa di ripartire? || Che ci farai ora di questi giorni che canti, dei dubbi quasi doverosi che ti sono sorti, | dei momenti svuotati, ombre incalzanti di noi rimorti, | che ci potrai fare di quelle energie finite, di tutte quelle frasi storiche da dopocena; | consumato per sempre il tempo di sole e ferite, | basta vivere appena, basta vivere appena...'' (da ''Le piogge d'aprile'', n. 6) *''[[Esistenza]], che stai qui di contrabbando, | come un ladro sempre pronta per fuggire, | ogni [[età]] chiude in sé i crismi dello sbando, sbaglio e intuire, | coi suoi giochi di carambola e rimando, prendere e offrire, | ma si muoia solo un po' di quando in quando, | ma sia poco a poco che si va a morire...'' (da ''Canzone di notte n. 3'', n. 7) *''Ma si perda perché siam tre volte buoni | e si vinca solo in sogni straordinari.'' (da ''Canzone di notte n. 3'', n. 7) ===''Quello che non...''=== '''Etichetta''': EMI Italiana, 1990. *''La vedi nel cielo quell'alta pressione, la senti una strana stagione? | Ma a notte la [[nebbia]] ti dice di un fiato che il dio dell'[[inverno]] è arrivato.'' (da ''Quello che non...'') *''E l'urlo di sempre che dice pian piano: | "Non siamo, non siamo, non siamo."'' (da ''Quello che non...'', n. 1) *''Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente | come se il tempo per noi non costasse l'uguale, | come se il tempo passato ed il tempo presente | non avessero stessa amarezza di sale.'' (da ''Canzone delle domande consuete'', n. 2) *''Se ci sono non so cosa sono e se vuoi | quel che sono o sarei, quel che sarò domani, | non parlare non dire più niente, se puoi, | lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani...'' (da ''Canzone delle domande consuete'', n. 2) *''Pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene", | a sorridere a "salve", dire anch'io "come va?" | Non c'è vento stasera. Siamo o non siamo assieme? | Fuori c'è ancora una città?'' (da ''Canzone delle domande consuete'', n. 2) *''Brandelli di canzoni, frasi e televisioni parlano dalle finestre aperte, | in un [[telegiornale]] qualcuno il bene o il male denuncia, auspica, avverte; | frasi del quotidiano ti sfiorano pian piano ed entrano senza toccarti | s'infilano negli angoli della tua casa suoni che tu non sai.'' (da ''Canzone per Anna'', n. 3) *''Niente "se" e "forse", fra le occasioni avute e perse | restano solo ore scomparse, | di certo hai solo quello che farai...'' (da ''Canzone per Anna'', n. 3) *''Fa niente, danno in TV un programma intelligente, | ci vuole un tè aromatico e bollente | e poi che il sonno arrivi a poco a poco.'' (da ''Canzone per Anna'', n. 3) *''Con gesti da gatto infilava sui tetti le [[antenna|antenne]], | in alto d'estate sui grattacieli della periferia | come un angelo libero, in bilico sulla città.'' (da ''Ballando con una sconosciuta''<ref name=lolli/>, n. 4) *''[[Felicità]] che sappiamo soltanto guardare, aspettare, cercare già fatta, | quasi fosse anagramma perfetto di facilità, | barando su un'unica lettera...'' (da ''Ballando con una sconosciuta''<ref name=lolli/>, n. 4) *''Che cosa dicono le ragazze della notte a quei baristi ruffiani e discreti | che si chinano preteschi sul bancone per confessare chissà quali segreti | e poi guardano in controluce a un bicchiere e agili danzano versando un liquore; | quanto da dire e quanto c'è da bere mentre la notte macina le ore...'' (da ''Le ragazze della notte'', n. 5) *''Finché anche dai vetri affumicati spinge la luce ed entra all'improvviso | e autobus gonfi di sonni arretrati passano ottusi nel mattino intriso | di edicole che espongono i giornali pieni di fatti che sappiamo già, | di cappucci e brioche e dei normali rumori che ha al mattino una città...'' (da ''Le ragazze della notte'', n. 5) *''L'oggi ha cambiato facciata, ma di quell'ieri passato io so | che tante ne potreste raccontare e il ricordo stempera e non guasta | quante cose e facce da narrare che come si dice un romanzo non basta, | nate con un rapido "a domani", continuate in giorni di "si" e "no", | lampi sotto cieli suburbani e raffica il tango che vi presentò...'' (da ''Tango per due'', n. 6) *''La [[vita]] che buffa cosa, ma se lo dici nessuno ride.'' (da ''Tango per due'', n. 6) *''Dove scappare per sentirsi vero, dove fuggire per non essere diverso? | E sognò il [[circo]], realtà capovolta, mondo di uguali perché tutti strani, | la nostra solita realtà stravolta, quell'Eden senza giganti o nani.'' (da ''Cencio'', n. 7) *''Ma il [[tempo]] più ottuso di noi incalza per tutti, sia per i giganti che i nani: | chi immaginava allora che ognuno sarebbe finito in un proprio circo personale? | Vincenti o perdenti non importa, ma quasi mai secondo i propri piani, | con la faccia tinta, sul trapezio, fra i leoni, solo attenti a non farsi troppo male..'' (da ''Cencio'', n. 7) *''Le [[Alpi]], si sa, sono un muro di sasso, una diga confusa, fanno [[Pianura Padana|tabula rasa]] | di noi che qui sotto, lontano, più in basso, abbiamo la casa; | la casa ed i piedi in questa spianata di sole che strozza la gola alle rane, | di nebbia compatta, scabrosa, stirata che sembra di pane | ed una strada antica come l'uomo marcata ai bordi dalla fantasie di un duomo | e fiumi, falsi avventurieri che trasformano i padani in marinai non veri...'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam>Canzone già interpretata da [[Dalla Morandi]] nell'album ''Dalla/Morandi'' (1988).</ref>, n. 8) *''[[Emilia]] sdraiata fra i campi e sui prati, lagune e piroghe delle terramare, | guerrieri del Nord dai capelli gessati, ne hai visti passare! | Emilia allungata fra l'olmo e il vigneto, voltata a cercare quel mare mancante | e il monte Appennino rivela il segreto e diventa un gigante.'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam/>, n. 8) *''Vero, aperto, finto, strano, chiuso, anarchico, verdiano... brutta razza, l'emiliano!'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam/>, n. 8) *''Emilia sognante fra l'oggi e il domani, di cibo, motori, di lusso e balere, | Emilia di facce, di grida, di mani.'' (da ''Æmilia''<ref name=dallam/>, n. 8) ===''Parnassius Guccinii''=== '''Etichetta''': EMI, 1993. *''Il cielo dell'[[America]] son mille cieli sopra a un continente; | il cielo della [[Florida]] è uno straccio che è bagnato di celeste, | ma il cielo là in [[prigione]] non è cielo, è un qualche cosa che riveste | il giorno e il giorno dopo e un altro ancora sempre dello stesso niente.'' (da ''Canzone Per Silvia'', n. 1) *''L'America è [[Statua della Libertà|una statua]] che ti accoglie, e simboleggia, bianca e pura, | la libertà, e dall'alto, fiera, abbraccia tutta quanta la nazione, | per [[Silvia Baraldini|Silvia]] questa statua simboleggia solamente la prigione | perché di questa piccola italiana ora l'America ha paura.'' (da ''Canzone per Silvia'', n. 1) *''Mi chiedo se ci sono idee per cui valga restare là in prigione | e Silvia non ha ucciso mai nessuno e non ha mai rubato niente. || Mi chiedo cosa pensi alla mattina nel trovarsi il sole accanto | o come fa a scacciare fra quei muri la sua grande nostalgia'' | [...]. | ''Mi chiedo ma non riesco a immaginarlo; penso a questa donna forte | che ancora lotta e spera perché sa che adesso non sarà più sola.'' (da ''Canzone Per Silvia'', n. 1) *''La vedo con la sua maglietta addosso, con su scritte le parole | che sempre l'[[ignoranza]] fa paura, ed il silenzio è uguale a morte.'' (da ''Canzone Per Silvia'', n. 1) *''L'[[acqua]] che passa fra il fango di certi canali | tra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetri | chissà se è la stessa lucente di sole o fanali | che guardo oleosa passare rinchiusa in tre metri. | Si può stare ore a cercare se c'è in qualche fosso | quell'acqua bevuta di sete o che lava te stesso | o se c'è nel suo correre un segno od un suo filo rosso | che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.'' (da ''Acque'', n. 2) *''E l'acqua passa e gira e colora e poi stinge, cos'è che mi respinge e che m'attira; | acqua come sudore, acqua fetida e chiara, amara senza gusto né colore. | Ma l'acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest'aria bassa, | ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente...'' (da ''Acque'', n. 2) *''E fuori: [[Milano]] muore di malinconia, di sole che tramonta là in periferia, | di auto del ritorno, famiglie, freni e gas di scarico. | Lontano il centro è quasi un altro mondo, | San Siro un urlo che non cogli a fondo, | ti taglia un senso vago di infinito panico. | Spunta un gasometro dietro a muri neri, oziosi vagolano i tuoi pensieri | e in aria il cielo è un qualche cosa viola carico...'' (da ''Samantha'', n. 3) *''Ed io, burattinaio di parole, perché mi perdo dietro a un primo sole, | perché mi prende questa assurda nostalgia?'' (da ''Samantha'', n. 3) *''E sorridevi e sapevi sorridere, coi tuoi [[ventenne|vent'anni]] portati così, | come si porta un [[maglia (indumento)|maglione]] sformato su un paio di jeans...'' (da ''Farewell'', n. 4) *''E sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, | quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore...'' (da ''Farewell'', n. 4) *''Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, | e il peccato fu creder speciale una storia normale. | Ora il [[tempo]] ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, | sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. | E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa; | siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.'' (da ''Farewell'', n. 4) *''Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate | con qualcosa di fragile come le storie passate: | forse un tempo poteva commuoverti ma ora è inutile credo, | perché ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me.'' (da ''Farewell'', n. 4) *''La domenica di Mezza Quaresima fu processione di etere di Stato | dai puttanieri a diversi pollici dai furbi del "chi ha dato ha dato" | ed echeggiarono tutte le sere, come rintocchi schioccanti a morto, | amen, mea culpa e miserere, ma neanche un cane che sia risorto | e i cavalieri di tigri a ore e i trombettieri senza ritegno | inamidarono un nuovo pudore, misero a lucido un nuovo sdegno: | si andò alle prime con casto lusso e i quiz pagarono sobri milioni | e in pubblico si linciò il riflusso per farci ridiventare buoni...'' (da ''Nostra signora dell'ipocrisia'', n. 5) *''Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare, | solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare...'' (da ''Nostra signora dell'ipocrisia'', n. 5) *''Non bisognerebbe mai ritornare: | perché calcare i tuoi vecchi passi, | calciare gli stessi sassi, | su strade che ti han visto già a occhi bassi? | Non troverai quell'ombra che eri tu | e non avrai quell'ora in più | che hai dissipato e che ora cerchi; | si scioglierà impossibile il pensiero | a rimestare il falso e il vero | in improbabili universi.'' (da ''Non bisognerebbe'', n. 7) *''Primo, non [[ricordo|ricordare]], | perché i ricordi sono falsati, | i metri e i cambi sono mutati | per la spietata legge dei mercati. | È come equilibrarsi sugli specchi, | ad ogni occhiata un po' più vecchi, | opachi, muti e deformanti. | Frugare dentro ai soliti cassetti | dove non c'è quel che ci metti | e mai le cose più importanti.'' (da ''Non bisognerebbe'', n. 7) *''La fortuna di un [[amante]] è un fiore d'esile stelo, | una favola inquietante, fugace e fragile velo, | il respiro di un istante che scomparirà nel cielo.'' (da ''Luna fortunata'', n. 8) *''[[Parola|Parole]], son parole, e quante mai ne ho adoperate | e quante ancora lette e poi sentite, | a raffica, trasmesse, a mano tesa, sussurrate, | sputate, a tanti giri, riverite, | adatte alla mattina, messe in abito da sera, | all'osteria citabili o a Cortina e o a Marghera. || Con gioia di parole ci riempiamo le mascelle | e in aria le facciamo rimbalzare | e se le cento usate sono in fondo sempre quelle | non è importante poi comunicare, | è come l'uomo solo che fischietta dal terrore | e vuole nel silenzio udire un suono, far rumore.'' (da ''Parole'', n. 9) *''Qui sul mio onore, smetterei di giocar con le parole, | ma è un vizio antico e poi quando ci vuole per la battuta mi farei spellare.'' (da ''Parole'', n. 9) ===''D'amore di morte e di altre sciocchezze''=== '''Etichetta''': Emi Italia, 1996, prodotto da Renzo Fantini. *''All'[[una di pomeriggio|una]] in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti, | le [[Televisione|TV]] sono un rombo di tuono per l'indifferenza scostante dei [[gatto|gatti]].'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Son tornate a sbocciare le [[strada|strade]], ideali ricami del mondo.'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Ma il [[tempo]], il tempo, chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni | di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia, il gesto, donne e canzoni, | gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti, | l'arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa | e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa, | l'ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita, | il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami... [[vita]].'' (da ''Lettera'', n. 1) *''Vorrei tornare nei posti dove son stato, | spiegarti di quanto tutto sia poi diverso | e per farmi da te spiegare cos'è cambiato | e quale sapore nuovo abbia l'universo.'' (da ''Vorrei'', n. 2) *''Vorrei'' [...] ''che l'[[oggi]] restasse oggi senza domani | o [[domani]] potesse tendere all'infinito.'' (da ''Vorrei'', n. 2) *''Ma io son fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare | e rido in faccia a quello che cerchi e che mai avrai!'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, | ma non raccontare a me che cos'è la libertà.'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''Ma ora scommetto che vorrai provare quel che con me non volevi fare: | fare l'amore, tirare tardi o la fantasia!'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''La [[fantasia]] può portare male se non si conosce bene come domarla, | ma costa poco, val quel che vale, e nessuno ti può più impedire di adoperarla.'' (da ''Quattro stracci'', n. 3) *''Ma guarda quante [[stella|stelle]] questa sera fino alla linea curva d'orizzonte, | ellissi cieca e sorda del mistero là dietro al monte: | si fingono animali favolosi, pescatori che lanciano le reti, | re barbari o cavalli corridori lungo i pianeti || e sembrano invitarci da lontano per svelarci il mistero delle cose | o spiegarci che sempre camminiamo fra morte e rose | o confonderci tutto e ricordarci che siamo poco o che non siamo niente | e che è solo un pulsare illimitato, ma indifferente.'' (da ''Stelle'', n. 4) *''Amore, s'io fossi aria, le tue [[rondine|rondini]] vorrei, | per guardarmele ogni minuto e farle volare negli occhi miei, | quelle rondini bianche e nere che anche mute dicono tanto.'' (da ''Canzone delle colombe e del fiore'', n. 5) *''Amore, nel mio giardino vorrei fiorisse la tua [[rosa (fiore)|rosa]] | perché l'anima mia si perda dove il corpo rinasce e riposa, | quella rosa di primavera sempre rorida di rugiada, | misteriosa come la sera, balenante come una spada.'' (da ''Canzone delle colombe e del fiore'', n. 5) *''Perché sono in prigione per sempre, qui in questa [[pianura]] | dove orizzonte rincorre da sempre un uguale orizzonte, | dove un vento incessante mi soffia continua paura, | dove è impossibile scorgere il profilo d'un monte?'' (da ''Il caduto'', n. 6) *''Guarda la [[guerra]] che beffa, che scherzo puerile, | io che non mi ero mai spinto in un lungo cammino | ho visto quel poco di mondo da dietro a un fucile, | ho visto altra gente soltanto da dietro a un mirino...'' (da ''Il caduto'', n. 6) *''Venite pure avanti, voi, con il naso corto, signore imbellettate, io più non vi sopporto, | infilerò la [[penna]] ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio...'' (da ''Cirano''<ref name=beppe>Testo di [[Beppe Dati]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 7) *''Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, | per colpa o per destino le donne le ho perdute.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Venite gente vuota, facciamola finita, voi [[prete|preti]] che vendete a tutti un'altra vita; | se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito, guardatevi nel cuore, l'avete già tradito.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''E voi [[materialismo|materialisti]], col vostro chiodo fisso che [[Morte di Dio|Dio è morto]] e l'uomo è solo in questo abisso, | le verità cercate per terra da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: | dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto | dove non soffriremo e tutto sarà giusto. | Non ridere, ti prego, di queste mie parole, | io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole, | ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora | ed io non mi nascondo sotto la tua dimora | perché oramai lo sento, non ho sofferto invano, | se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo... Cyrano.'' (da ''Cirano''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Mi dicevano il matto perché prendevo la vita | da giullare, da pazzo, con un'allegria infinita. | D'altra parte è assai meglio, dentro questa tragedia, | ridersi addosso, non piangere e voltarla in commedia.'' (da ''Il matto'', n. 8) *''Mi son trovato il nemico di fronte e abbiamo sparato, | chiaramente io a vuoto, lui invece mi ha centrato. | Perché quegli occhi stupiti, perché mentre cadevo | per terra, la morte addosso, io ridevo, ridevo?'' (da ''Il matto'', n. 8) *''I [[fico|fichi]] son quella cosa | pregevoli assieme al prosciutto, | mangiabili in parte o del tutto | da soli o sia pure in alcun...'' (da ''I fichi'', n. 9) *''Mangiabili in verno o d'estate | e fino all'autunno inoltrato, | ma allora c'ha il nome cambiato | e si chiamano marrons glacés.'' (da ''I fichi'', n. 9) *''Ma quando è maturo e sugoso | allora è il momento del fico | ch'e buono sì che non vi dico... | Oh rabbia, che ormai l'ho già dett!'' (da ''I fichi'', n. 9) *''Il fico fa bene alla vista... | Stupiti! Vi vedo stupiti.. | gli uccelli ne mangian quintali | e... quasi nessuno ha gli occhiali, | ma questo è un segreto di poc.'' (da ''I fichi'', n. 9) ===''Stagioni''=== '''Etichetta''': EMI, 2000. [[File:Guccini in concerto (cropped).JPG|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 2009]] *''Nell'anno '99 di nostra vita | io, Francesco Guccini, eterno studente | perché la materia di studio sarebbe infinita | e soprattutto perché [[So di non sapere|so di non sapere niente]], | io, chierico vagante, bandito di strada, | io, non artista, solo piccolo baccelliere | perché, per colpa d'altri, vada come vada, | a volte mi vergogno di fare il mio mestiere, | io dico addio...'' (da ''Addio (intro)'', n. 1) *''Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto, | sapere a brutto grugno che Guevara era morto: | in quel giorno d'ottobre, in terra boliviana | era tradito e perso [[Che Guevara|Ernesto "Che" Guevara]]...'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva | che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''Passarono stagioni, ma continuammo ancora | a mangiare illusioni e verità a ogni ora.'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa | che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà, | ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni | e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni. || Da qualche parte un giorno, dove non si saprà, | dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà.'' (da ''Stagioni'', n. 2) *''L'[[autunno]] ti fa sonnolento, | la luce del giorno è un momento | che irrompe e veloce è svanita: | metafora lucida di quello che è la nostra vita... || L'autunno che sfuma i contorni | consuma in un giorno più giorni, | ti sembra sia un gioco indolente, | ma rapido brucia giornate che appaiono lente...'' (da ''Autunno'', n. 3) *''Le storie credute importanti | si sbriciolano in pochi istanti: | figure e impressioni passate si fanno lontane | e lontana così è la tua estate...'' (da ''Autunno'', n. 3) *''E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi | che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola, | che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi | capendo che a battito a battito è l'età che s'invola.'' (da ''E un giorno...'', n. 4) *''Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio | nello spendere sempre ugualmente [[coraggio e paura|paura e coraggio]], | la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato, | la paura e il coraggio di dire: "io ho sempre tentato, | io ho sempre tentato..."'' (da ''E un giorno...'', n. 4) *''E al [[mondo]] sono andato, | dal mondo son tornato sempre vivo...'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga>Testo di [[Luciano Ligabue]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 5) *''Ho ancora la forza di non tirarmi indietro | di scegliermi la vita [[masticazione|masticando]] ogni metro.'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga/>, n. 5) *''E ho ancora la forza di scegliere parole | per gioco, per il gusto di potermi sfogare | perché, che piaccia o no, è capitato | che sia quello che so fare...'' (da ''Ho ancora la forza''<ref name=liga/>, n. 5) *''Bisogna divertirsi, è [[domenica]] sera, | c'è da dimenticare la noia pesa e nera, | c'è da dimenticare la favola che fu...'' (da ''Inverno '60'', n. 6) *''C'è da ricominciare un'altra settimana | strascinando nei giorni l'attesa quotidiana, | scordando e stemperando la tua precarietà... || La notte sale adagio, la strada è di un randagio | che annusa i suoi fantasmi e abbaia alla città...'' (da ''Inverno '60'', n. 6) *''Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante, | e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante, | colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte, | com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...'' (Don Chisciotte: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''È la più triste figura che sia apparsa sulla Terra, | cavalier senza paura di una solitaria guerra | cominciata per amore di una donna conosciuta | dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta, | ma credendo di aver visto una vera principessa, | lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.'' (Sancho Panza: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora, | solo i [[cinico|cinici]] e i [[codardo|codardi]] non si [[mattiniero|svegliano all'aurora]]: | per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori | e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri!'' (Don Chisciotte: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Mio Signore, io purtroppo sono un povero ignorante | e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente, | ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia, | riusciremo noi da soli a riportare la giustizia? | In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre, | dove regna il "capitale", oggi più spietatamente, | riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero | al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero?'' (Sancho Panza: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro | perché il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro? | Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità, | farmi umile e accettare che sia questa la realtà?'' (Don Chisciotte: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''Il "[[potere]]" è l'immondizia della storia degli umani | e, anche se siamo soltanto due romantici rottami, | sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte: | siamo i "Grandi della Mancha", | Sancho Panza... e Don Chisciotte!'' (Don Chisciotte e Sancho Panza: da ''Don Chisciotte''<ref name=beppe/>, n. 7) *''E credevate che | sarebbe stato eterno quell'amore, | quel fiore non avrebbe mai visto l'inverno, | quel giorno non sarebbe mai mutato in sera, | per voi sarebbe stata sempre, sempre primavera...'' (da ''Primavera '59'', n. 8) *''Ma i [[giovinezza|giovani]] s'illudono d'essere immortali | e che ogni storia duri per l'eternità; | non sanno quanti fili, trame occasionali, | si tessono o svaniscono in casualità...'' (da ''Primavera '59'', n. 8) *''Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite, | riflettori e paillettes delle televisioni, | alle urla scomposte di politicanti professionisti, | a quelle vostre glorie vuote da coglioni...'' (da ''Addio'', n. 9) *''Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato, | cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna | che sapevano [[Dante Alighieri|Dante]] a memoria e improvvisavano di poesia, | io, tirato su a castagne e ad erba spagna, | io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, | due soldi d'elementari ed uno d'università, | ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato | dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...'' (da ''Addio'', n. 9) *''Nell'anno '99 di nostra vita | io, giullare da niente, ma indignato, | anch'io qui canto con parola sfinita, | con un ruggito che diventa belato, | ma a te dedico queste parole da poco | che sottendono solo un vizio antico | sperando però che tu non le prenda come un gioco, | tu, ipocrita uditore, mio simile... | mio amico...'' (da ''Addio'', n. 9) ===''Ritratti''=== '''Etichetta''': EMI, 2004. *''Un'isola d'aratro e di frumento | senza vele, senza pescatori, | il sudore e la terra erano argento | il vino e l'olio erano i miei ori.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''Ma nel futuro trame di passato | si uniscono a brandelli di presente, | ti esalta l'acqua e al gusto del salato | brucia la mente | e ad ogni viaggio reinventarsi un mito | a ogni incontro ridisegnare il mondo | e perdersi nel gusto del proibito | sempre più in fondo.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''E andare come spinto dal destino | verso una guerra, verso l'avventura | e tornare contro ogni vaticino | contro gli Dei e contro la paura.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''E fuggendo si muore e la mia morte | sento vicina quando tutto tace | sul mare, e maledico la mia sorte, | non trovo pace, | forse perché son rimasto solo, | ma allora non tremava la mia mano, | e i remi mutai in ali al folle volo''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', canto XXVI, 125: «[...] ''de' remi facemmo ali al folle volo'' [...]».</ref>'' | oltre l'umano.'' (da ''Odysseus'', n. 1) *''La vita del [[mare]] segna false rotte, | ingannevole in mare ogni tracciato, | solo leggende perse nella notte | perenne di chi un giorno mi ha cantato | donandomi però un'eterna vita | racchiusa in versi, in ritmi, in una rima, | dandomi ancora la gioia infinita | di entrare in porti sconosciuti prima.'' (da ''[[Ulisse|Odysseus]]'', n. 1) *''La [[canzone]] è una penna e un foglio | così fragili fra queste dita, | è quel che non è, è l'erba voglio | ma può esser complessa come la vita.'' (da ''Una canzone'', n. 2) *''La canzone può aprirti il cuore | con la ragione o col sentimento | fatta di pane, vino, sudore | lunga una vita, lunga un momento. | Si può cantare a voce sguaiata | quando sei in branco, per allegria | o la sussurri appena accennata | se ti circonda la malinconia | e ti ricorda quel canto muto | la donna che ha fatto innamorare | le vite che tu non hai vissuto | e quella che tu vuoi dimenticare.'' (da ''Una canzone'', n. 2) *''La canzone è una scatola magica | spesso riempita di cose futili | ma se la intessi d'ironia tragica | ti spazza via i ritornelli inutili.'' (da ''Una canzone'', n. 2) *''Se il [[rivoluzionario]] | non trova altro riposo che la morte, | che rinunci al riposo e sopravviva; | niente o nessuno lo trattenga, | anche per il momento di un bacio | o per qualche calore di pelle o prebenda.'' (da ''Canzone per il Che''<ref name=monta>Testo di [[Manuel Vázquez Montalbán]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 3) *''Lasciate che lo dica | mai il rivoluzionario quando è vero | è guidato da un grande | sentimento d'amore, | ha dei figli che non riescono a chiamarlo, | mogli che fan parte di quel sacrificio, | suoi amici sono "compañeros de revolucion".'' (da ''Canzone per il Che''<ref name=monta/>, n. 3) *''[[Genova]], schiacciata sul mare, sembra cercare | respiro al largo, verso l'orizzonte. | Genova, repubblicana di cuore, vento di sale, | d'anima forte. | Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi [[Caruggi di Genova|carrugi]], | parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''Uscire di casa a [[Ventenne|vent'anni]], è quasi un obbligo, quasi un dovere, | piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''[[Fatti del G8 di Genova|Genova]] non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore, | ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''La [[Lanterna di Genova|Lanterna]] impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.'' (da ''Piazza Alimonda'', n. 4) *''Mi affascina il mistero delle vite | che si dipanano lungo la scacchiera | di giorni e strade, foto scolorite | memoria di vent'anni o di una sera.'' (da ''Vite''<ref name=cele>Canzone già interpretata da [[Adriano Celentano]] in una versione leggermente diversa nell'album ''Per sempre'' (2002).</ref>, n. 5) *''Tu sei quelli che son venuti prima | che in parte hai conosciuto, e quelli dopo | che non conoscerai, come una rima | vibrante e bella, però senza scopo.'' (da ''Vite''<ref name=cele/>, n. 5) *''Questo [[dolore]] | che vagli fra le maglie di un tuo cribro | svanisce un po' nel contemplare un fiore | si scorda fra le pagine di un libro.'' (da ''Vite''<ref name=cele/>, n. 5) *''E percorriamo strade non più usate | figurando chi un giorno ci passava | e scrutiamo le case abbandonate | chiedendoci che [[vita|vite]] le abitava, | perché la nostra è sufficiente appena, | ne mescoliamo inconsciamente il senso; | siamo gli attori ingenui sulla scena | di un palcoscenico misterioso e immenso.'' (da ''Vite''<ref name=cele/>, n. 5) *''È già stanco di vagabondare sotto un cielo sfibrato | per quel regno affacciato sul mare che dai Mori è insidiato | e di terra ne ha avuta abbastanza, non di vele e di prua, | perché ha trovato una strada di stelle nel cielo dell'anima sua. | Se lo sente, non può più fallire, scoprirà un nuovo mondo; | quell'attesa lo lascia impaurito di toccare già il fondo. | Non gli manca il coraggio o la forza per vivere quella follia | e anche senza equipaggio, anche fosse un miraggio ormai salperà via.'' (da ''[[Cristoforo Colombo]]''<ref name=beppe/>, n. 6) *''Sarà forse un'assurda battaglia, ma ignorare non puoi | che l'[[Assurdo]] ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi.'' (da ''Cristoforo Colombo''<ref name=beppe/>, n. 6) *''E naviga, naviga là | come prima di nascere l'anima naviga già, | naviga, naviga ma | quell'oceano è di sogni e di sabbia | poi si alza un sipario di nebbia | e come un circo illusorio s'illumina l'America.'' (da ''Cristoforo Colombo''<ref name=beppe/>, n. 6) *''Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi | con i [[capelli neri|capelli]] lunghi sparsi abbandonati sul cuscino | [[capelli neri|neri]] e lucenti, come degli stormi | di corvi in volo chiaro del mattino.'' (da ''Certo non sai'', n. 7) *''Certo non sai quanto mi commuovi quando dici | parole strane e quasi senza senso a mezza voce, | forse ricordi di attimi felici | persi in un atomo onirico veloce. | Certo non so con cosa o chi sorride quel sorriso; | dicon con gli angeli ma il nostro cielo è quello umano, | un lampo breve che dà luce al viso | accarezzato da questa mia mano.'' (da ''Certo non sai'', n. 7) *''E un uomo saggio regole farà, | una prigione fatta di parole; | i carcerieri di una società | ti impediranno di cercare il sole; | la tua libertà, | se vuoi, la puoi avere.'' (da ''La tua libertà'', n. 9) *''Fossi un [[uccello]] | alto nel cielo | potrei volare senza aver padroni; | se fossi un [[fiume]] | potrei andare | rompendo gli argini nelle mie alluvioni.'' (da ''La tua libertà'') *''Ma sono un uomo | uno fra milioni | e come gli altri ho il peso della vita | e la mia strada | lungo le stagioni | può essere breve, ma può essere infinita; | la tua libertà | cercala, che si è smarrita.'' (da ''La tua libertà'', n. 9) ===''L'ultima Thule''=== '''Etichetta''': Capitol/EMI, 2012. [[File:Francesco Guccini - Lucca Comics & Games 2016 01.jpg|thumb|upright=1.2|Francesco Guccini nel 2016]] *''Ehi [[notte]], che ti strusci come un gatto | contro gli angoli più oscuri del paese, | ehi notte, che ti insinui in ogni anfratto, | notte [[Pavana (Sambuca Pistoiese)|pavanese]].'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1) *''Ehi notte che mi ha vinto di sorpresa del tuo viluppo, | il [[fiume]] muglia sempre laggiù in fondo | e nel silenzio bevi la sua voce | racconta questo eterno vagabondo storie del viaggio da sorgente a foce.'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1) *''Ehi notte larva oscura di altre notti | rabbiose, fatte a morsi, divorate | prendendo a gabbo ipocriti e bigotti, | lunghe d'inverno, eterne nelle estati.'' (da ''Canzone di notte n. 4'', n. 1) *''Ti sembrava durasse per sempre | quell'amore assoluto e violento | quando è stato che finito il niente | perché è stato che tutto si è spento | non ha visto nemmeno settembre.'' (da ''L'ultima volta'', n. 2) *''In quei giorni ormai troppo lontani | era tutto presente e il futuro | un qualcosa lasciato al domani | un'attesa di sogno e di oscuro | un qualcosa di incerto e insicuro.'' (da ''L'ultima volta'', n. 2) *''Il vento era ghiacciato e per la schiena | sentivamo un gran gelo da tremare, | c'era un freddo compagni su in collina | che non riuscivi neanche a respirare.'' (da ''Su in collina'', n. 3) *''E l'Italia cantando ormai libera allaga le strade | sventolando nel cielo bandiere impazzite di luce | e tua madre prendendoti in braccio piangendo sorride | mentre attorno qualcuno una storia o una vita ricuce.'' (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4) *''Ma nei suoi sogni continua la guerra e lui scivola ancora | sull'immensa pianura e rivela in quell'attimo breve | le cicogne sospese nell'aria, i compagni coperti di neve.'' (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4) *''E l'Italia è una donna che balla sui tetti di Roma | nell'amara dolcezza dei film dove canta la vita | ed un papa si affaccia e accarezza i bambini e la luna | mentre l'anima dorme davanti a una scatola vuota.'' (da ''Quel giorno d'aprile''<ref name=beppe/>, n. 4) *''Di cosa muore? muore intossicato | da sogni vani di democrazia, | rifiuta i compromessi alla bugia. | Muor contento? no, da disperato.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5) *''Poi morto, sia sepolto, e con le mani | si sparga attentamente sul defunto | quello che l'ha ridotto, qua a questo punto | le utopie, i sogni, i desideri vani.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5) *''A noi non resterà che andare via, | e sciogliendoci da quel mortale abbraccio | ricorderemo forse quel pagliaccio | e la sua lotta ingenua e così sia.'' (da ''Il testamento di un pagliaccio'', n. 5) *''[[Notte|Notti]] che durano non so quante ore, | cascate impetuose o gocce in un mare, | notti che bruciano su una ferita, notti boccate di vita. || Notti indelebili che marchiano un volto, | notti invisibili senza raccolto, | notti da incorniciare, ore di plastica da riciclare. | Notti che spaccano il calendario senza brindare per l'anniversario, | vasi di tempo che invecchiano l'uomo e le facciate di un duomo.'' (da ''Notti''<ref name=palm>Testo di [[Gaspare Palmieri]] e Francesco Guccini.</ref>, n. 6) *''Le notti scivolano o raschiano il fondo | lievi di schiuma o pugni di piombo, | imprevedibili come naufragi, | notti da cani randagi.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6) *''Con la [[costanza]] potrai | seguirle fino a un traguardo | voltarti indietro stupito | ché non sei neanche partito.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6) *''Con la [[coerenza]] potrai | difenderle dalla vergogna, | dare ragione a uno sbaglio, | strapparti di dosso il guinzaglio.'' (da ''Notti''<ref name=palm/>, n. 6) *''Gli [[artista|artisti]] non nascono artisti, non sembrano strani | animali ma nascono un po' come tutti, | come individui normali. | Hanno lacrime e riso, | hanno due occhi e due mani, | hanno stampata sul viso l'impronta di esseri umani. || Poi, appena un po' cresciuti, | li avvolge una strana espressione | e appare sui volti convinti la stigmate della vocazione.'' (da ''Gli artisti'', n. 7) *''Perché anche una vita infelice si illumina con la fantasia. || Io semplice essere umano, | costretto a costretti ideali | sono solo un umile artigiano | e volo con piccole ali | Fabbrico sedie e canzoni, | erbaggi amari, cicoria o un grappolo di illusioni | che svaniscono dalla memoria | e non restano nella memoria.'' (da ''Gli artisti'', n. 7) *''Guardo le [[vela (sistema di propulsione)|vele]] pendere afflosciate con i cordami a penzolar nel vuoto, che sbatton lenti contro le murate con un moto continuo, senza scopo.'' (da ''L'ultima Thule'', n. 8) *''L'ultima Thule attende e dentro il fiordo si spegnerà per sempre ogni passione, si perderà in un'ultima canzone di me e della mia nave anche il ricordo.'' (da ''L'ultima Thule'', n. 8) ==''Dizionario delle cose perdute''== *Così oggi, non tanto più sereni ma, diciamo, distaccati, vogliamo voltarci indietro e riguardare con affettuosa rimembranza a tante piccole cose che abbiamo incontrato e che, come tante altre cose andate, più che andarsene ci sono volate via. (p. 7) *Pare che l'uso di [[masticazione|masticare]] qualcosa sia antico come il mondo, anche se non parlerò dei Neanderthal (sembra masticassero pure loro curiose resine. Ecco perché poi sono stati sopraffatti dai Cro-Magnon). (p. 8) *Nell'immediato dopoguerra c'era una voglia di ballare che faceva luce. (p. 51) ==''Nuovo dizionario delle cose perdute''== *{{NDR|Sui [[orinatoio|vespasiani]]}} Sorgevano sullo spartitraffico di viali, ombreggiati in calura estiva da frondosi platani o, nei mesi autunnali e invernali, lasciavano vedere la loro grazia vagamente art déco sotto le ramaglie rese scheletriche dagli accidenti atmosferici. Oppure erano in angoli di remote piazzette di periferia, in vicoletti seminascosti su cui si affacciavano piccole modeste case dai colori tenui, pastello, come fossero immaginati da un poeta crepuscolare o da un pittore amante di tristi meriggi provinciali italiani. Sembravano gazebo, garitte dimenticate senza soldati in vigile guardia, edicole, chioschetti per la vendita, se vogliamo, di gentili fiori; erano eleganti, di lamiera di ferro, dipinti di un verde cupo o di un grigio plumbeo, a due ingressi laterali sfalsati, in modo che, chi entrava per accingersi alla bisogna più o meno impellente, avesse un minimo di privacy, a soccorso dell'eventuale pudore. (p. 8) *[...] un [[maglia (indumento)|maglione]] è quella cosa che i bambini indossano quando le mamme hanno freddo [...]. (p. 20) *Cominciava a delinearsi quel famoso [[motti dai libri|motto]] della naia che recita: "La [[servizio militare|vita militare]] è rendere le cose facili difficili attraverso l'inutile." (p. 71) ==''Portavo allora un eskimo innocente''== *Una volta ho scommesso un cartone di vino con [[Fabrizio De André|De André]]. Il buon Fabrizio non credeva possibile che i bolognesi potessero aver avuto la meglio sui veneziani {{NDR|nella battaglia di Polesella del 1271}}. Invece sì. Commisero l'errore di accettare una battaglia più fluviale che marinara, consentendo ai bolognesi, che avevano navi più piccole e agili, di muoversi agilmente e stravincere. (p. 19) *{{NDR|A proposito di [[Tito Maccio Plauto|Plauto]]}} [...] il suo latino non è certo quello di [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]]: è molto popolare, sboccato, ai limiti del volgare. I suoi intrecci hanno una comicità elementare che io amo molto, ricca di doppi sensi, con una macchina scenica accattivante che non smette mai di tener desta l'attenzione. Non a caso è stato saccheggiato a destra e manca [...]. E poi Plauto mi piace perché si respira quasi un clima contadino, parecchio simile a quello italiano degli anni Trenta o Quaranta. (p. 20) *È il 14 giugno 1940. Entro al mondo che l'Italia è in guerra da quattro giorni. Quando si dice nascere sotto una buona stella. il 14 le truppe tedesche sfilano a Parigi, io sfilo nella vita. Avreste il coraggio di negare che sono partito subito con una fortuna sfacciata? (p. 25) *{{NDR|Parlando del padre}} Era molto duro, severo fino all'eccesso. In tutta la sua esistenza mi ha fatto due soli regali: un libro, ''Senza famiglia'', per il Natale dei miei 13 anni, e un rasoio elettrico a batteria alla fine del militare. Per di più, il rasoio era un dono riciclato: l'avevano regalato a lui ma non gli serviva, così mi domandò se mi andasse di tenerlo. (p. 32) *Un altro aspetto ci fece preferire {{NDR|negli anni cinquanta}} il [[rock]] al [[jazz]]: per suonare il secondo bisogna essere eccellenti strumentisti, per fare il primo è sufficiente conoscere tre accordi. (p. 48) *Guardavo i film di [[Elvis Presley]] e, come facevan molti, mi piazzavo davanti allo specchio e cercavo di imitarne le movenze. Cominciai a non separarmi più dalla chitarra perché la differenza tra un Guccini con chitarra e un Guccini senza chitarra era evidente: il secondo non aveva nessuna possibilità di avere delle ragazze. (p. 48) *Cominciai a frequentare ancora più assiduamente [[Bonvi]]. Anche lui disegnava risvolti e vecchie sacche legate con la corda nelle quali si metteva la tuta da ginnastica. Bonvi è sempre stato un grande fiancheggiatore. Ci seguiva, ma non sapeva né suonare né cantare. Era stonatissimo. Amava disegnare, fare casino e tutto ciò che era tedesco. Alle feste in maschera di carnevale si presentava sempre vestito da generale germanico. (p. 56) *Bonvi era matto, forse la persona più matta che io abbia mai conosciuto. Capace di slanci generosissimi ma anche difficile da frequentare. Molto buono ma spesso insopportabile. Non si reggeva. Era sempre oltre le righe, in fatto di bevute, ed era anche una persona molto sola, di quel tipo di solitudine che a volte è inavvicinabile anche dagli amici. Lui mi amava molto, per quello che ero ma un po' anche per quello che rappresentavo, cioè il vecchio gruppo di Modena. Lo dico senza paura di offendere la sua memoria o di commettere un'ingiustizia: mi considerava suo amico più di quanto io considerassi lui amico mio. Ci trattavamo malissimo ma per gioco. In un locale di Bologna che ha radunato molto materiale suo, c'è ancora, appesa al muro, una lettera che gli mandai mentre ero militare. Cominciava così: "Vecchia sifilitica puttana...". Bonvi era leggendifico. (pp. 56-58) *Teniamoci stretti, noi che rimaniamo. Sì, ci penso alla morte. Se dicessero a una persona che fra due mesi morirà, lui farebbe in modo di mettere tutto a posto, doveri e divertimenti. Invece noi siamo abituati a condurre la vita come fossimo immortali, a vent'anni soprattutto. (p. 58) *Prima ti esibivi con il tuo gruppo e poi fungevi da accompagnamento a qualcuno più famoso di te. In genere andava tutto bene, ma capitavano sere in cui niente andava per il verso giusto. Tipo quella sera. Non ricordo con esattezza se la stella fosse [[Nunzio Gallo]], allora popolarissimo, oppure [[Narciso Parigi]], uno stornellatore toscano che aveva una voce da tenore leggero. Credo fosse Nunzio Gallo. Per farla breve, nessuno dei Gatti conosceva le sue canzoni e nemmeno sapeva leggere gli spartiti, che erano enormi, grandi come lenzuoli. Noi bluffammo alla grande e rassicurammo Nunzio Gallo dicendo che ci avrebbe pensato il pianista, a seguirlo. In realtà, il pianista, cioè Marino {{NDR|Salardini}}, non aveva la più pallida idea di dove andare a parare e così dava delle martellate sui tasti da far venire il mal di mare. Da gran professionista qual era, Nunzio Gallo continuava a cantare cercando di non andare fuori tempo, ma tra una canzone e l'altra si voltava verso di noi dicendo a mezza voce ma in realtà ben udibile a tutti: "Ma che cazzo sta facendo quell'idiota?"- Mosso a compassione, provai ad accompagnarlo io con la chitarra, ma riuscii solo a limitare i danni. Fu un'esperienza devastante. (pp. 60-61) *La musica era un ottimo collante per l'amicizia, per fare gruppo, e al tempo stesso valeva anche il discorso inverso: l'amicizia ti invogliava a metter su un complesso e far musica. (p. 62) *[[Adriano Spatola]] lo ricordo magrissimo. Quando me lo presentarono, in centro, ebbi come un'epifania e compresi a fondo la differenza tra [[Bologna]] e [[Modena]]. Un amico comune mi disse: "Lui è Adriano Spatola, poeta". A Modena nessuno avrebbe mai detto una cosa simile, perché l'essere poeta non era ancora uno ''status'' riconosciuto. Spatola era un anarcoide, ma a modo suo. Aveva anche organizzato per benino un attentato, tirando una molotov contro la questura. Per farsi coraggio era entrato in un bar per tirarsi su con del vino, ma si era fatto qualche bicchierino di troppo e quando fu il momento di lanciare la molotov, un po' perché non le sapeva fare un po' perché sbagliò la mira e colpì un portone a fianco, non successe assolutamente nulla. Allora lui, ligio al dovere di anarchico ma anche di sbronzo, si precipitò dai poliziotti dicendo: "Arrestatemi, sono responsabile di un attentato contro la Questura, ho appena lanciato una bomba molotov fallendo purtroppo il bersaglio". Fu scambiato per un ubriaco e accompagnato sulla via di casa, nonostante l'insistenza con la quale tentava disperatamente di convincerli a metterlo in galera. (pp. 71-72) *Nel 1963 tornai da militare e mi iscrissi nuovamente all'università. Il primo esame che sostenni fu Storia medievale. Il docente era il fratello di [[Romano Prodi]], Guardò il libro e vide che l'esame precedente era Filologia Romanza, anno 1959. E prima di darmi 28, sorrise ironicamente e disse, riferito al lasso di tempo tra i due esami: "Vedo che l'ha preparato bene...". (p. 77) *Non mi sono mai laureato, purtroppo. Ho dato tutti gli esami ma mi manca la tesi. Qualche anno fa, quando cominciai a lavorare al vocabolario sul dialetto pavanese, pensai che avrei potuto utilizzare quegli studi anche come tesi. Ma quando mi chiesero le tasse arretrate per oltre dieci milioni - l'ultimo esame l'avevo infatti dato nel 1970 - cambiai idea, ritenendo che avrei fatto meglio a spendere quei soldi in altro modo. (p. 79) *Fu uno sconvolgimento senza precedenti, sia formale che culturale. [[Bob Dylan|Dylan]] mi spalancò le porte della contestazione studentesca e di Berkeley, della canzone di protesta e del folk nonché del ''finger-picking'', un maledetto arpeggio che avrei decifrato compiutamente soltanto nel 1969 grazie a Deborah Kooperman, meraviglioso personaggio sbarcato a Bologna da New York con una borsa di studio e un bagaglio di conoscenze straordinario. (p. 81) *{{NDR|Parlando di [[Riccardo Bertoncelli]]}} Con il tempo, abbiamo interrotto le ostilità. Qualche anno fa, durante una delle tante cene organizzate dal Premio Tenco, mi avvicinò una ''fan'' che, saputo della presenza di Bertoncelli a un altro tavolo, mi chiese se potevo presentarglielo. Pensa te, cosa mi è toccato fare. Ho avuto la mia vendetta l'anno scorso, quando un altro ''fan'', più giovane, mi ha domandato: "Senti Francesco, questo Bertoncelli che citi ne ''L'avvelenata'', ma si può sapere chi cazzo è?". (p. 86) *Credo che i cattolici apprezzino le mie canzoni perché dietro vedono solo me stesso, nessuna sovrastruttura, nessuna strumentalizzazione o polemica fine a se stessa; l'ambiente di sinistra suppongo mi stimi per la mia coerenza e per il mio rimanere il più possibile lontano da atteggiamenti divistici. (pp. 86-87) *A casa non ho i miei dischi. O meglio, ne conservo qualcuno, ma non saprei dire né dove, né come, né quando, né, soprattutto, perché. (p. 91) *{{NDR|Nella prima metà degli anni sessanta}} [...] ma allora il mio approccio al mondo della musica era ancora molto ''naïf''. Facevo dischi perché ero curioso, volevo vedere come funzionava uno studio di registrazione, come venivano accolte le mie canzoni. C'è stata, per qualche anno, una beata incoscienza che mi ha portato ad accettare arrangiamenti o concetti che magari non mi piacevano. È che io ero ancora troppo incerto e impreparato per sapere che cosa volessi davvero. Di sicuro, una cosa che volevo era sviluppare un discorso compiuto in uno spazio più ampio del 45 giri. Sono stato tra i primi a concepire l'album come prodotto unico, come idea. Prima d'allora, i cantanti incidevano un album solo dopo aver raggiunto il successo e spesso i primi dischi altro non erano che raccolte di singoli. (p. 91) *L'[[America]] era meglio immaginarla che viverla. (p. 96) *La canzone più famosa dell'album {{NDR|''Radici''}} è forse ''La locomotiva''. Avevo letto una storia che mi aveva entusiasmato. Era contenuta in ''Trent'anni di officina'', un libro di memorie (amo i libri di memorie) di Romolo Bianconi<ref>In realtà Mario Bianconi: cfr. [https://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib?saveparams=false&db=solr_iccu&select_db=solr_iccu&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&resultForward=opac%2Ficcu%2Ffull.jsp&do_cmd=search_show_cmd&nentries=1&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+mario+bianconi+%28parole+in+AND%29+&rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1016+%40attr+4%3D6+%22mario+bianconi%22&fname=none&from=9 scheda dell'OPAC].</ref>, un ex operaio cui piaceva raccontare e raccontarsi. Uno degli episodi ricordati e realmente accaduti parlava di un ferroviere che si era lanciato contro un treno. E il Bianconi si domandava: "Fu un gesto di un pazzo o un preciso atto politico?". Quando raccontai questa storia a Mignani, il Pensionato che viveva accanto a me e al quale avrei dedicato più tardi una canzone<ref>''Il pensionato'', sesta traccia dell'album ''Via Paolo Fabbri 43'' (1976).</ref>, mi disse che ricordava bene quell'episodio e che all'epoca si pensava fosse stato un supremo gesto di [[anarchia]]. Così provai a comporre una canzone nello stile di quelle che cantavamo ogni tanto, canzoni politiche anarchiche alla [[Pietro Gori]]. Per di più mio cugino [...] faceva parte della Federazione Anarchica di Carpi, per cui mi piacque l'idea di raccontare la vicenda di questo macchinista. Mi sentivo ispirato, scrivevo la storia e già pensavo alle strofe e prendevo appunti per le rime. In mezz'ora ''La locomotiva'' era finita. (pp. 107-108) *''Il vecchio e il bambino'' ha il sapore di una storia di fantascienza ma non ha nulla a che vedere, nonostante i pur lodevoli tentativi d'interpretazione di molti, con lo smog, la polluzione e l'inquinamento. [...] ''Il vecchio e il bambino'' parla dell'olocausto nucleare. È una canzone intoccabile. I miei ''fans'' non sopporterebbero di vederla estromessa dalle scalette dei miei concerti, almeno così dicono. (p. 110) *{{NDR|Riferito all'album ''Stanze di vita quotidiana'' (1974)}} [...] il disco che più ho odiato nella mia vita. (p. 117) *E ancora adesso, più che concerti, i miei spettacoli sembrano serate da osteria trascorse con gli amici, dove, in tempi e momenti diversi, puoi trovare musica, risate, momenti comici intervallati da altri serissimi, invettive, commozione, teatralità e dove tutto può cambiare da un attimo all'altro, grazie all'interazione con la gente. Credo di essere l'unico musicista rimasto a parlare e scherzare anche per un quarto d'ora di seguito, senza che nessuno mi abbia mai urlato di smettere di parlare e ricominciare a suonare. Ancora adesso non riesco a capire chi suona cinque sere la settimana. Se facessi anch'io così, diventerebbe un lavoro da impiegato. E poi, il mio continuo interloquire con il pubblico è dato dall'attualità. Vado a braccio, improvviso in base a quello che ho letto sui giornali. Se cantassi tutte le sere, dovrei replicare le battute e questo non mi piacerebbe affatto. (p. 120) *{{NDR|Negli anni settanta}} C'era anche un altro motivo a tenermi lontano dai concerti. Sono stato uno dei pochi cantautori a non subire processi pubblici, ma ho conosciuto anch'io momenti assurdi. Il cantautore, in quegli anni, doveva essere una sorta di francescano laico che andava in giro vestito di saio e sandali, pronto a offrirsi a chiunque lo richiedesse. (pp. 120 e 122) *L'idea del cantautore scalzo e seminudo come portatore di saggezza o di messaggi per il popolo mi faceva ridere. Io canto quando posso, come posso. Se vi va di ascoltarmi bene, altrimenti amici come prima. Non sono, per usare le parole di [[Elio Vittorini|Vittorini]], il pifferaio della rivoluzione. (p. 123) *La mia geografia musicale non ha cambiato confini, è rimasta sostanzialmente la stessa. A differenza di mia figlia, che la usa come sottofondo per ogni attività quotidiana e che mi propina suoni inudibili come impronunciabili sono i nomi dei gruppi che li propongono, ascolto poca musica: i colleghi cantautori per curiosità, gli argentini per amore. (p. 128) *La maggior parte dei miei brani è condotta sul filo della memoria, coniugata più al passato che al presente o al [[futuro]]. Guardo al passato soprattutto perché si carica di mitico e di eroico. Nasce l'aneddoto, interviene la tendenza al favolistico, si smussano gli angoli, tendi a dimenticare il negativo, al limite scivoli nel nostalgico, nel malinconico. Il passato è di per sé narrazione, il presente è cronaca, il futuro è l'ignoto. Credo che il futuro sia la somma di tutti i nostri giorni passati. E non solo: anche dei giorni di chi è vissuto prima di noi, dei giorni di chi incontri per strada. (p. 128) *Il mio unico rammarico, riguardo {{maiuscoletto|Amerigo}}, è la sua brevità. Solo sei canzoni [...]. Forse fu per questo che non conobbe grande successo. La canzone che dà il titolo all'album è la più bella, completa, finita, ricca di cose e forse e una delle più belle che io abbia mai scritto. (p. 133) *''Eskimo'' è il ricordo di una donna molto importante con cui non stavo più ma per la quale provavo quel po' di nostalgia legato anche allo scorrere inesorabile del tempo e alle sue vicende. Il brano è un bignamino degli anni '60 o almeno dei miei '60 [...]. L'"eskimo innocente dettato solo dalla povertà" l'avevo comprato a Trieste, subito dopo il servizio militare e non aveva ancora quel significato simbolico che avrebbe avuto in seguito. (p. 133) *{{NDR|Su [[Augusto Daolio]]}} Sembra strano a tutti ma non ci conoscevamo molto bene. Ci eravamo visti qualche volta negli anni '60, quando i Nomadi prendevano le mie canzoni per i loro dischi, ma niente di fisso. Erano frequentazioni occasionali. Dopo la sua morte, a tutti coloro che mi chiedevano un suo ricordo, anche la gente ai concerti, io opponevo il silenzio: un po' per non inventarmi un'amicizia che non avevamo, un po' perché odio la retorica. Almeno in questi casi. (p. 139) *Purtroppo, noi italiani siamo malati di esterofilia e non ci rendiamo sempre conto del valore delle nostre cose. Mussolini diceva: "Dico e vi autorizzo a dire che il cioccolato italiano è migliore dei migliori cioccolati inglesi". Era una delle rare volte in cui aveva ragione. Se leggessimo i testi di molte canzoni italiane e li paragonassimo a quelli inglesi e americani, ci accorgeremmo che sono migliori i nostri. (p. 142) *La canzone più misteriosa in assoluto {{NDR|dell'album ''Guccini''}} è ''Autogrill'', intravista e non vissuta, venuta fuori chissà come. Nacque a Pàvana ed è il resoconto di ciò che non fu mai, ovvero un sogno mai avverato. (p. 153) *Ho un rapporto conflittuale con il [[tempo]]. Esistono due tempi: quello quotidiano, scandito dagli orari, vissuto non sempre bene da chi, come me, guarda sempre l'orologio; e quello lato, che passa e non ritorna e ci macina tutti, senza troppo rispetto. Si va avanti, si cammina, s'invecchia e ci si guarda alle spalle per vedere che cosa è stato e che cosa sarebbe potuto essere; più difficile guardare avanti e interrogarsi su che cosa sarà. Nelle mie canzoni si respira forte il senso del tempo che passa. (p. 154) *Io sono un accumulatore, ma anche uno smarritore. Perdo i libri dopo due settimane, non trovo più niente, non so nemmeno che cosa ho, figuriamoci dove. È sempre stato così, non è una questione di vecchiaia. Forse era meglio quando i libri da leggere erano sei in un anno, perché li leggevi e rileggevi, li mandavi a memoria, li consumavi e interiorizzavi. Oggi che sono trentamila, ti perdi e li perdi. È noto che la valanga di informazioni diminuisce, anziché aumentare, la capacità di memorizzare. (p. 155) *{{maiuscoletto|Guccini}} per me è l'impossibilità di viaggiare. Puoi raggiungere ogni parte del mondo in poche ore ma sei condannato a essere sempre turista. (p. 155) *Io non amo viaggiare, preferisco la mia montagna. Viaggiare è molto scomodo. I posti nell'aereo sono trappole barbariche, soffocanti per uno che ha le mie dimensioni. Forse odio l'aereo perché mi pare che ti privi della libertà di movimento. Sono invece un gran camminatore, da vero montanaro. È bello fermarsi, accelerare, rallentare a piacimento, anche cambiare direzione. (pp. 156-157) *In tutti noi c'è una [[Gustave Flaubert#La signora Bovary|signora Bovary]], che non è ''madame'' Bovary, perché non siamo all'altezza. Desideri che rimangono tali, questa è la signora che è in noi. (p. 159) *''Van Loon'' è dedicata a mio padre, che leggeva le opere di questo [[Piero Angela]] dei suoi tempi, cioè gli anni '30. Van Loon era un olandese (o un fiammingo, non ricordo bene) divulgatore di storia, geografia e umanità varia, i cui scritti si trovavano di frequente nelle case di chi, come mio padre, aveva molti interessi ma non aveva avuto l'occasione e i soldi per studiare. Una canzone molto intensa che ho provato più volte a inserire nella scaletta dei miei concerti. La provo e poi sono costretto a rimetterla via. Non riesco a farla senza star male e piangere, perché, nel frattempo, mio padre è morto. (p. 160) *Decisi di riprendere le antiche canzoni perché le buone canzoni difficilmente invecchiano, ma gli arrangiamenti sì. Così, a volte, è bene ripulirli e rimetterci le mani. (p. 161) *1989: ''Cròniche epafániche''. Il mio primo romanzo. Lo devo a tre cose. Innanzitutto il computer. Ho sempre scritto, ma anche sempre perduto. Smarrivo con una facilità incredibile. Il computer mi ha aiutato molto, accelerando inoltre il processo di scrittura, facilitando i "taglia e incolla" ed evitando il rimbambimento provocato dalla confusione. Non sono però ancora riuscito a capirlo fino in fondo. Non molto tempo fa mi venne voglia di ascoltare il mio ultimo album su computer. Niente. Non usciva alcun suono. Allora chiamai il mio tecnico di fiducia: mia figlia Teresa. Lei mi fece rifare l'operazione, poi mi guardò con compassione, prese il dischetto e lo infilò dalla parte giusta. (p. 162) *{{NDR|Sull'album ''Quello che non...''}} Una negazione che tutti hanno definito [[Eugenio Montale|montaliana]] e che invece è, più semplicemente, lo sfogo di uno che scopre di vivere con una persona che non lo considera più molto. Nel brano che dà il titolo all'album, la coppia non esiste, è dissolta, sparita, non è più niente. L'io narrante si rivolge a un'interlocutrice, come spesso accade nelle mie canzoni. La dissoluzione del rapporto emerge da una serie di immagini secche che, in apparenza, non hanno molto a che fare con il rapporto di coppia e che si sovrappongono l'una all'altra. Era un momento mio di grandi incertezze. Nonostante si trattasse di una questione privata, sotto sotto c'era anche, per vie oblique, tutto il malessere delle sinistre, in evidente crisi d'identità. Credo che entrambi i disamori si siano influenzati a vicenda. (p. 169) *In ''Canzone per Silvia'' seguo lo stesso procedimento di ''Amerigo'': accosto due Americhe, quella vera e quella sognata, quella incontaminata e quella corrotta, quella pura e quella che fa paura. Come in ''Amerigo'' contrapponevo [[Atlantide]] e [[Paperino|Donald Duck]] alla miniera e all'antracite, in ''Canzone per Silvia'' accosto le paludi dei Seminole e la [[Statua della Libertà|statua della libertà]] alla prigione federale. Perché l'America è "tutto e niente, il bene e il male". (p. 178) *''Farewell'' è la mamma di ''Quattro stracci'' e non vorrei aggiungere altro. (p. 178) *''Nostra Signora dell'Ipocrisia'' è stata paragonata, in modo per me assurdo e incomprensibile, alla ''Domenica delle Salme'' di Fabrizio De André, forse perché faccio riferimento al Mercoledì delle Ceneri e alla Domenica di Mezza Quaresima. Nel mio brano c'è più ironia, mentre quello di Fabrizio è più cupo. La situazione politica è, inoltre, decisamente diversa. Il mio era un atto d'accusa verso [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e alcuni politici di allora, oltre che nei confronti della televisione. Non la propongo più in concerto proprio in quanto legata troppo all'attualità, come del resto ''Dovevo fare del cinema'' e ''Parole''. (p. 179) *Ero scettico, ai tempi, anche per ''L'avvelenata'', che giudicavo e ancora giudico un mio brano minore. Non riesco francamente a spiegarmi il suo successo. (p. 179) *Io, purtroppo, sono uno che torna sempre sulle sue strade, sui suoi passi. Sono uno che ricorda. E non fa bene alla vecchiaia. (p. 180) *Un presente fatto di trasmissioni televisive ignobili e di ignoranza, di persone pronte a prostituirsi per meno di trenta denari e di dignità strappate. Di volgarità di immagini e di un linguaggio sempre più decaduto. Di persone che hanno smesso di sognare in modo normale e pensano che l'aspirazione massima sia apparire in uno schermo, piccolo o grande, anche senza sapere niente e senza saper fare niente. La televisione è un continuo rilancio verso il basso e, invece di sforzarci per invertire la tendenza, noi ci uniformiamo e facciamo di tutto per abbassarci sempre più. (p. 187) *Penso che i ragazzi comprino Guccini e non solo le mie canzoni, che possono anche non colpire a fondo - l'ispirazione non è sempre al massimo, non lo è nemmeno dei geni - ma si portano dietro una coerenza di lungo corso: la mia. Una delle cose belle dei [[Giovinezza|giovani]], che non cambia, ma si tramanda di generazione in generazione, è che non si lasciano guidare: vogliono pensare con la loro testa, almeno quelli che vengono ai miei concerti. Non hanno tanti fronzoli: se una cosa non piace, vanno altrove. (p. 188) *Non è un caso che [[Roberto Benigni|Benigni]] abbia riesumato [[Dante Alighieri|Dante]]. Il suo non è sfoggio di attore o grandezza da guitto; Roberto sente Dante come lo sentivano i toscani una volta, come oralità di gruppo, non come studio solitario. (p. 190) *In ogni album ci sono brani che ti fanno alzare la testa e illuminare gli occhi non appena hai finito di scriverli; altri che finiscono in un album perché è giusto così, ma non dureranno per sempre. C'è una [[selezione naturale]], quasi [[Charles Darwin|darwiniana]], anche nella musica. Sopravvive il più forte; gli altri muoiono o vanno in letargo. Capita infatti a volte che un brano si risvegli all'improvviso, esca dal suo sonno e torni sotto una nuova veste. Se così non fosse, ogni tour sarebbe alquanto noioso, perché sarei costretto a cantare sempre le stesse canzoni. (p. 195) *Lo so, in ''Stagioni'' {{NDR|album del 2000}} manca l'[[estate]]. Ma io, d'estate, vivo. Non scrivo canzoni. (p. 197) *L'[[ispirazione]] non esiste, è un concetto romantico che io non possiedo. L'ispirazione, al massimo, è un'idea, uno spunto, qualcosa che si accende e ti dice: seguimi. Ma il resto è sudore. E capacità di attendere, perché un'idea può rimanerti dentro per anni senza mai decidersi a uscire. (p. 203) *È strano: nella vita sono un essere pacifico, nei film mi fanno sempre litigare con tutti. (p. 211) *Ci chiamano spesso poeti, noi cantautori (termine che peraltro detesto) facendo probabilmente torto tanto ai poeti che ai cantautori. Siamo due entità distinte che talvolta si avvicinano. Io, immodestamente, credo di aver lavorato molto sulle parole. Certo, qualche critico distratto potrebbe accusarmi di scrivere da anni la stessa canzone, ma commetterebbe un grosso errore. Inviterei questi critici a studiare per bene la forma, si accorgerebbero così che uso spesso un procedimento tecnico atipico che mi consente (che non è come dire: mi consenta...) di giocare con i vocaboli e la metrica. Non solo io, naturalmente. Ma anch'io. Abbiamo rinnovato il linguaggio della canzone. Prima di noi, tutto era più superficiale. (p. 219) *Ecco, io chiedo questo, ai miei anni: di avere sempre storie da bisbigliarmi, per poterle poi scrivere, raccontare, cantare. Finché non verrà il tempo. (p. 220) ==Citazioni su Francesco Guccini== *A me Guccini fa venire in mente [[Larry Semon|Ridolini]]. Non fraintendetemi... Larry Semon era un uomo intelligente e preparato, dotato di fantasia, inventiva, di uno spirito poetico accompagnato da una solida preparazione pratica, della rara capacità di scegliere collaboratori con cui rimanere amico per tutta la vita; era di era un uomo carattere generoso, e dotato di quel tanto di eccentricità che non guasta mai. Anche Francesco Guccini possiede queste caratteristiche... La ragione per cui mi viene da associare i due personaggi è... un singolare percorso che parte dalla carta stampata per arrivare al mondo dello spettacolo. [...] Per quanto riguarda Guccini, probabilmente i miei colleghi sceneggiatori ed io avremmo un concorrente agguerritissimo e soprattutto serio, che si prefigge di trovare sempre il modo di rendere la materia appetibile senza, per questo, scendere a compromessi, svendendosi o sputtanandosi. Resta il fatto che, così come si usa la frase "un film alla Ridolini", ho sentito anche dire "una canzone alla Guccini". E, in questo caso, non ci sono dubbi di interpretazione. ([[Alfredo Castelli]]) *Abbiamo delle nonne in comune io e Guccini. Fa piacere avere tra i parenti un tipo come lui. Sembra che non si sia mai allontanato da Pàvana, e racconta storie che hanno come scenario quei paesaggi che hanno accompagnato anche la mia infanzia: col cuore e le parole dei poeti. ([[Enzo Biagi]]) *{{NDR|Sui suoi sequestratori}} Alle mie canzoni, a parte le più vecchie come ''Il pescatore'' o ''Bocca di rosa'', preferivano quelle di Guccini. ([[Fabrizio De André]]) *Bolognesi! Ricordatevi: [[Sting]] è molto bravo, però tenetevi il vostro Guccini. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto. ([[Giorgio Gaber]]) *Di Guccini porto nella memoria le bottiglie. Un tipo che come lui ha bevuto un Mar Caspio di vino dimostra che l'alcool non è affatto contrario all'arte. ([[Stefano Benni]]) *{{NDR|[[Fabrizio De André]]}} era l'unico poeta della canzone d'autore. Gli altri, me compreso, con l'eccezione forse di Guccini, sono bravi, non poeti. ([[Roberto Vecchioni]]) *Mi piace soprattutto per quello che mette nei suoi testi e per il personaggio che è: il classico tipo che entra col vino bianco e dice: "''Mi disseto un momento e cominciamo subito''". ([[Leo Ortolani]]) *Quella di Guccini è la voce di quello che un tempo si diceva il "movimento". Oggi, semplicemente una voce di gioventù. E cioè di granitica coerenza con il proprio linguaggio e pensiero. Nella sua opera c'è un discorso interminabile: sull'[[ironia]], sull'[[amicizia]], sulla [[solidarietà]]. ([[Dario Fo]]) *Se Fabrizio De André è stato un poeta della canzone. Se [[Francesco De Gregori]] è un intellettuale con la chitarra. Guccini è la sintesi di entrambi. Guccini non ha di De André l'immediatezza, la folgorazione. Non ha il ragionamento distaccato di De Gregori. Ma ha tutto il resto. Ironia, senso della storia, capacità di indignarsi, impegno politico vissuto con sospetto, curiosità verso il mondo. ([[Roberto Cotroneo]]) *Se mi avessero dato venti lire ogni volta che ho ascoltato "Incontro" mi ci sarei comprato un biglietto aereo da farci il giro del mondo. Conosco tutte le canzoni di Guccini a memoria. Quando sono andato a cercarlo a Pàvana e mi si è dischiuso in tutta la sua grandezza, è stato come essere davanti alla Madonna di Loreto. ([[Leonardo Pieraccioni]]) ==Collaborazioni== {{collaborazioni}} *[[Adriano Celentano]] *[[Nomadi]] *[[Zucchero Fornaciari]] ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Francesco Guccini, ''[https://books.google.it/books?id=FqOUrrWdrmsC Dizionario delle cose perdute]'', Mondadori, 2012. ISBN 8852023372 *Francesco Guccini, ''[https://books.google.it/books?id=dQTIAgAAQBAJ Nuovo dizionario delle cose perdute]'', Mondadori, 2014. ISBN 8852046992 *Francesco Guccini, ''Vicini nelle diversità''; in Andrea Pedrinelli (a cura di), ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', Kowalski, Milano, 2008 (pp. 147-148). ISBN 978-88-7496-754-4 *Francesco Guccini, Massimo Cotto, ''Portavo allora un eskimo innocente. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto'', Giunti, Firenze, 2007, ISBN 978-88-09-05578-0 ==Filmografia== *''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977) – musiche *''[[Radiofreccia]]'' (1998) – attore ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Folk beat n. 1||(1967)}} {{Pedia|Due anni dopo||(1970)}} {{Pedia|L'isola non trovata||(1970)}} {{Pedia|Radici (album)|''Radici''|(1972)}} {{Pedia|Opera buffa (album)|''Opera buffa''|(1973)}} {{Pedia|Stanze di vita quotidiana||(1974)}} {{Pedia|Via Paolo Fabbri 43||(1976)}} {{Pedia|Amerigo (album)|''Amerigo''|(1978)}} {{Pedia|Metropolis (Francesco Guccini)|''Metropolis''|(1981)}} {{Pedia|Guccini (album)|''Guccini''|(1983)}} {{Pedia|Signora Bovary||(1987)}} {{Pedia|Quello che non...||(1990)}} {{Pedia|Parnassius Guccinii (album)|''Parnassius Guccinii''|(1993)}} {{Pedia|D'amore di morte e di altre sciocchezze||(1996)}} {{Pedia|Stagioni (album)|''Stagioni''|(2000)}} {{Pedia|Ritratti (Francesco Guccini)|''Ritratti''|(2004)}} {{Pedia|L'ultima Thule||(2012)}} {{DEFAULTSORT:Guccini, Francesco}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] ez5pxh4gm4iuos8tuw6lvaxib0lsh9j Morte 0 1828 1422731 1419605 2026-08-06T15:37:50Z Udiki 86035 Allineo Dumas padre e rimuovo spaziature doppie 1422731 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:William-Adolphe Bouguereau (1825-1905) - The Day of the Dead (1859).jpg|thumb|upright=1.6|''Il giorno della morte'' (W. Bouguereau, 1859)]] Citazioni sulla '''morte'''. ==Citazioni== [[File:Kuoleman Puutarha by Hugo Simberg.jpg|thumb|upright=1.3|''Il giardino della morte'' (H. Simberg, 1906)]] *A molti morire fa solo bene. ([[Giordano Bruno Guerri]]) *''<nowiki>'</nowiki>A morte 'o ssaje ched'è?... è una livella.'' ([[Totò]]) *A tutto si rimedia, meno che alla morte. (''[[Ladri di biciclette]]'') *Adunque con buona ragione ancora noi abbiamo detto non altro essere le morti, sì dei congiunti e degli amici, e sì le nostre proprie, se non peregrinazioni della più degna parte dell'uomo ad un qualunque luogo a lei accomodato, e separazioni degli uni dagli altri per alcun tempo solamente, e non già in perpetuo. ([[Giorgio Gemisto Pletone]]) *Al mondo non esiste cosa più imparziale della morte. Ogni essere vivente riceverà la sua visita. Oltre a essere imparziale, la morte è una realtà innegabile, e si trova sempre al nostro fianco. Ma gli uomini, armati di ingegno e saggezza, lottano, scalpitano e si aggrappano alla vita fino all'ultimo. (''[[Made in Abyss]]'') *Anche nei miei pezzi è sempre presente la morte: non vuol dire raccontare la fine di qualcosa, ma un altro modo di vivere, che non riguarda la nostra realtà. ([[John Frusciante]]) *Anche se non hanno voce, i morti vivono. Non esiste la morte di un individuo. La morte è una cosa universale. Anche dopo morti dobbiamo sempre rimanere desti, dobbiamo giorno per giorno prendere le nostre decisioni. ([[Shōhei Ōoka]]) *''Aviene a un disperato spesso, | che da lontan brama e disia la morte, | e l'odia poi che se la vede appresso, | tanto gli pare il passo acerbo e forte.'' ([[Ludovico Ariosto]]) *Bisogna fare una distinzione tra il morire e la morte. Non è tutto un morire ininterrotto. Se si è sani e ci si sente benissimo, è un morire invisibile. La fine, che è una certezza, non dev'essere per forza annunciata con spavalderia. ([[Philip Roth]]) *Bisogna morire molte volte per imparare a vivere. ([[Alessandro Ruspoli, IX principe di Cerveteri]]) *Bisogna, quaggiù, che i fiori muoiano ed il loro profumo svanisca perché diventino frutto e nutrimento. [[Paradiso|Lassù]], respireremo un fiore eterno. Ed il suo profumo ci nutrirà. Solo ciò che muore si riproduce. La fecondità è un perpetuo compromesso tra l'essere ed il nulla. L'eternità è sterile: dove i fiori non appassiscono, i semi sono inutili. ([[Gustave Thibon]]) *C'è una fine per tutto... E non è detto che sia sempre la morte. ([[Giorgio Gaber]]) *''Cara, bella morte! Gioiello dei Giusti, | che non risplendi se non nel buio; | che misteri giacciono al di là della tua polvere; | potesse l'uomo vedere oltre quel segno!'' ([[Henry Vaughan]]) *Certamente si deve morire, ma la morte viene associata a una "vecchiaia" vissuta come un evento molto lontano che non ci riguarda da vicino. ([[Sabino Acquaviva]]) *Che cos'è la morte? Un grado ulteriore nella calma e forse due nel silenzio. ([[Alexandre Dumas padre]]) *Che senso ha il tempo per chi non conosce la morte? (''[[Nosferatu a Venezia]]'') *Che vecchia, vecchia usanza! Quella che viene di moda con i nostri primi vestiti, e durerà immutata finché la nostra razza avrà compiuto il suo cammino, e l'immenso firmamento si ritrarrà come una pergamena che si arrotola.<ref>{{cfr}} ''[[Apocalisse di Giovanni]]''. 6, 14 {{NDR|N.d.T.}}.</ref> Che vecchia, vecchia usanza... la Morte! ([[Charles Dickens]]) *Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte! ([[Arthur Rimbaud]]) *Chi sa morire, non ha più padrone. ([[Sully Prudhomme]]) *Chi se ne frega di morire? Alla morte, padron mio, presto o tardi s'arriva per forza. Ed essere impiccato per una buona causa è un bel morire, si dice, sebbene non mi risulti che qualcuno sia mai tornato in terra a confermarcelo. ([[Robert Louis Stevenson]]) *– Chou, tu lo sai cosa succede alle persone quando muoiono?<br>– Prima pensano di stare solo dormendo serenamente, senza sapere di essere morti. Dormono per tre giorni interi, e poi alla fine del terzo giorno si risvegliano, e di lì che capiscono di essere morti. Camminano verso un fiume molto grande. Si tolgono tutta la sporcizia dai loro corpi e cominciano il loro lungo viaggio verso il paradiso per reincarnarsi. (''[[Per primo hanno ucciso mio padre]]'') *Ciò che però aveva reso così terribile nel cimitero il pensiero della morte era l'immagine del ''piccolo'', che, non appena si fece dominante, produsse nel suo spirito un ''vuoto'' terribile, che alla fine gli era diventato insopportabile. – Il ''piccolo'' si avvicina allo scomparire, all'annientamento – è l'idea del ''piccolo'' che produce ''sofferenza, vuoto e tristezza'' – la tomba è ''l'angusta casa'', la bara è un appartamento ''silenzioso, freddo e piccolo'' – ''la piccolezza'' provoca ''vuotezza'', ''la vuotezza'' provoca ''tristezza'' – ''la tristezza'' è il principio dell'annientamento – l'annientamento è vuoto infinito. ([[Karl Philipp Moritz]]) *Colui che da una diversa visione della cosa più è commosso, non teme le angustie della morte. ([[Giordano Bruno]]) *Colui il quale ha sentito il soffio della Morte alitare presso il suo volto, guarda la Vita con occhi diversi. ([[Carlo Maria Franzero]]) *''Con vent'anni nel core | pare un sogno la morte, eppur si muore''. ([[Teobaldo Ciconi]]) *Confidenza toglie reverenza. Se trascorri abbastanza tempo vicino alla morte, smetti di averne paura e inizi a odiarla. ([[Micah Nathan]]) *Considero la morte un dovere e un imperativo biologico. Fin da ragazzo ho pensato che la vita deve finire e non ha alcuna dimensione metafisica. Chi crede nella finitezza assoluta della vita è sempre pronto a morire. Non c'è da perdonare né da chiedere perdono dei peccati o redimersi per garantirsi un buon soggiorno nell'aldilà. Se le nostre idee sono la nostra immortalità, con la nostra vita di pensiero, ogni giorno ci prepariamo a morire. ([[Umberto Veronesi]]) *Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della morte. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. ([[Giuseppe Pecchio]]) *Da quel che ho visto, morire è come un taglio in asse nel montaggio di un film. Solo che dopo il taglio, l'inquadratura precedente non ritorna. ([[Rudy Rucker]]) *Devo dire sereno: anche se mi dicono che sono giovane – non sempre mi sento tale... – ho già avuto diversi incontri ravvicinati con la morte. Ci sono scesa a patti: ho capito che fa parte del processo della vita e mi piace pensare che possa esistere una continua rinascita dopo la nostra fine. ([[Simona Tabasco]]) *Dicono che tutta la vita ti passa davanti agli occhi prima di morire. Forse questo è vero se sei un malato terminale o se non ti si apre il paracadute. Ma se la morte ti coglie di sorpresa, l'unica cosa che hai tempo di pensare è: «Oh, merda!». (''[[Dead Like Me]]'') *Don Fabrizio si guardò nello specchio dell'armadio: riconobbe più il proprio vestito che sé stesso: altissimo, allampanato, con le guance infossate, la barba lunga di tre giorni; sembrava uno di quegli inglesi maniaci che deambulano nelle vignette dei libri di Verne che per Natale regalava a Fabrizietto, un Gattopardo in pessima forma. Perché mai Dio voleva che nessuno morisse con la propria faccia? Perché a tutti succede così: si muore con una maschera sul volto; anche i giovani; anche quel soldato col viso imbrattato; anche Paolo quando lo avevano rialzato dal marciapiede con la faccia contratta e spiegazzata mentre la gente rincorreva nella polvere il cavallo che lo aveva sbattuto giù. E se in lui, vecchio, il fragore della vita in fuga era tanto potente, quale mai doveva essere stato il tumulto di quei serbatoi ancora colmi che si svuotavano in un attimo da quei poveri corpi giovani? ([[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]]) *Dopo la morte, per gli scettici c'è il nulla. Per le anime religiose, dopo la morte c'è Dio, ossia il tutto. Ma sparire nel nulla o nel tutto, non è la stessa cosa? ([[Guido Morselli]]) *Dopo pochi giorni di sofferenza e molti altri di sogni deliranti pieni di estasi, le cui manifestazioni esteriori tu scambiasti erroneamente per dolore ed io ero impotente a disingannarti –, dopo alcuni giorni caddi, come tu hai detto, preda di uno stato di torpore senza respiro né movimento, e questo fu definito ''Morte'', da quelli che erano intorno a me.<br>Le parole sono cose vaghe. Il mio stato non mi impediva di sentire. Mi sembrò non molto dissimile dallo stato di estrema quiete di chi, avendo dormito a lungo e profondamente, disteso immobile e completamente prostrato in un meriggio di mezza estate, comincia lentamente a riprendere conoscenza semplicemente perché ha dormito a sufficienza e senza essere svegliato da interventi esterni.<br>Non respiravo più, il polso era immobile, il cuore non batteva più. La volontà non mi aveva abbandonato, ma era senza potere. I sensi erano insolitamente attivi, sebbene in modo eccentrico – assumendo a caso ciascuno di essi la funzione di un altro. ([[Edgar Allan Poe]]) *''Dove ci incontreremo dopo la morte? | Dove andremo a passeggio? | E il nostro consueto giretto serale? | E i rammarichi per i capricci dei figli? | Dove trovarti, quando avrò desiderio di te, dei tuoi occhi smeraldi, | quando avrò bisogno delle tue parole? | Dio esige l'impossibile, | Dio ci obbliga a morire. | E che sarà di tutto questo garbuglio di affetto, | di questo furore? Sin d'ora promettimi | di cercarmi nello sterminato paesaggio di sterro e di cenere, | sui legni carichi di mercanzie sepolcrali, | in quel teatro spilorcio, in quel vortice | e magma di larve ahimè tutte uguali, | fra quei lugubri volti. Saprai riconoscermi?'' ([[Angelo Maria Ripellino]]) *Due morti hanno plasmato in gran parte la sensibilità occidentale. Due casi di pena capitale, di omicidio giudiziario determinano i nostri riflessi religiosi, filosofici e politici. Sono due morti a governare la percezione metafisica e politica che abbiamo noi stessi: quella di Socrate e quella di Cristo. Siamo tuttora figli di quelle morti. ([[George Steiner]]) *È difficilissimo morire per un amico, ma morire per dei nemici è ancora più difficile. Cristo però è morto per noi quando noi eravamo ancora suoi nemici. Dio ci rimane sempre accanto, è la costanza dell'amore fino all'estremo limite, anzi senza limiti. Ecco il motivo della nostra gioia. ([[Pino Puglisi]]) *E infatti i [[cristiano (religione)|cristiani]] non sanno morire. Basti in proposito un confronto tra la morte di [[Socrate]] e la morte di [[Gesù]]. [...] A differenza di Socrate, Gesù ha paura, non degli uomini che lo uccideranno, né dei dolori che precederanno la morte, Gesù ha paura della morte in sé, e perciò trema davvero dinanzi alla "grande nemica di Dio" e non ha nulla della serenità di Socrate che con calma va incontro alla "grande amica". ([[Umberto Galimberti]]) *È meglio morire di [[Alcolismo|bevute]] che morire di sete. ([[John Fante]]) *È più facile sopportare la morte senza pensarci che il pensiero della morte senza pericolo. ([[Blaise Pascal]]) *È ridicolo insistere su ciò che resta di voi dopo la morte. È come se un bambino dicesse: «Sto crescendo, ma non voglio cambiare le idee che ho adesso.» ([[Jane Roberts]]) *''E s'al mesto pensier chiuder le porte | col chiuder gli occhi io cerco, il cieco orrore | contemplo allor de la mia propria morte''. ([[Celio Magno]]) *Ė prima di morire che rischiamo di essere morti, se rifiutiamo per l'appunto di fare della nostra vita una creazione continua di grazia e di bellezza. ([[Maurice Zundel]]) *È strano come a volte il ricordo della morte sopravviva molto più a lungo della vita che essa ha rubato. ([[Arundhati Roy]]) *E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. (''[[Blade Runner]]'') *È una delle tante assurdità dell'essere che non solo il vivere ma anche il morire debba essere ugualmente, e spesso ancor più, guadagnato. Sarebbe giusto che dal mondo si potesse almeno andarsene con passo leggero... ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Eccola lì la morte paziente. Sono abituato a quella feroce, che ti prende di colpo con un coltello o un proiettile. O a quella crudele, che ti lascia sanguinare sul pavimento. So come trattarla, a cosa pensare quando mi chino su un cadavere. Quella lenta, che ti scava dall'interno, mi incute timore. Non è un incidente di percorso che si possa scansare stando attenti. È il destino inevitabile, il saldo del conto. ([[Sandrone Dazieri]]) *Emarginato e inesaudito in [[ospedale]], chi muore non è meno solo e incompreso in [[famiglia]], nella realtà spesso ostile di oggi. ([[Giorgio Cosmacini]]) *Entra infine nel Mio Essere chi, al momento del trapasso, quando abbandona il corpo, pensa soltanto a Me. Questo è vero al di là di ogni dubbio. (''[[Bhagavadgītā]]'') *Esiste un unico Dio e il suo nome è Morte. E c'è soltanto un'unica cosa che puoi dire alla morte: "non oggi." (''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'') *Finché io non sarò morto, nessuno potrà garantire di conoscermi veramente, cioè di potere dare un senso alla mia azione, che dunque, in quanto momento linguistico, è mal decifrabile.<br>È dunque assolutamente necessario morire, ''perché, finché siamo vivi, manchiamo di senso'', e il linguaggio della nostra vita (con cui ci esprimiamo, e a cui dunque attribuiamo la massima importanza) è intraducibile: un caos di possibilità, una ricerca di relazioni e di significati senza soluzione di continuità. ''La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita'': ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi (e non più ormai modificabili da altri possibili momenti contrari o incoerenti), e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo, e dunque linguisticamente ben descrivibile... ''Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci''.<br>Il montaggio opera dunque sul materiale del film (che è costituito da frammenti, lunghissimi o infinitesimali, di tanti piani-sequenza come possibili soggettive infinite) quello che la morte opera sulla vita. ([[Pier Paolo Pasolini]]) *Finirà il giorno e Febo si tufferà nelle profondità del mare con i suoi cavalli stanchi, prima che io riesca a elencare con la parola tutte le cose che assumono un nuovo aspetto. Così vediamo che le epoche cambiano e che là dei popoli diventano potenti, qua decadono. ([[Ovidio]]) *Gli uomini che sono morti li aspettano cose che non sperano né immaginano. ([[Eraclito]]) *«Gli uomini possono immaginare la propria morte, possono vederla arrivare, e il solo pensiero della morte incombente funziona da afrodisiaco. Un cane o un coniglio non si comportano così. Prendi gli uccelli: in una stagione di magra riducono il numero di uova, o non si accoppiano affatto. Concentrano le energie sul mantenersi in vita fino a tempi migliori. Invese gli esseri umani sperano di poter infilare la loro anima in qualcun altro, qualche nuova versione di se stessi, e di vivere in eterno».<br>«Allora, come specie siamo condannati dalla speranza?»<br>«Chiamala pure speranza. O disperazione». ([[Margaret Atwood]]) *''I defunti, che pietosi e cari | vengon ne' sogni a favellar con noi | d'un'armonia migliore''. ([[Giovanni Prati]]) *I morti che ci hanno fatto del bene, si ricompensano guardando in faccia i vivi. ([[Vasco Pratolini]]) *''I morti non è quel che di giorno | in giorno va sprecato, ma quelle | toppe d'inesistenza, calce o cenere | pronte a farsi movimento e luce.'' ([[Vittorio Sereni]]) *I morti non muoiono: controllano e proteggono. (''[[Minority Report]]'') *I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi. (''[[Full Metal Jacket]]'') *I nostri morti ci attendono come le stelle del cielo attendono che passino la notte e la nostra incapacità di vederle se non al buio. Siamo destinati a una Gioia più intensa di quella che le religioni e le sapienze di questo mondo promettono. Il mendicante è il nostro essere convinti, per esempio, che io stia farneticando, perché le cose reali sono questo mondo, l'Europa, l'Italia, i rapporti economici, giuridici, sessuali. Mentre il fondo dell'uomo consiste nella sua permanenza assoluta. Con la morte noi superiamo lo stato di mendicità: la morte ci consente di oltrepassare il senso del nulla. ([[Emanuele Severino]]) *Il [[corpo]] e la sua morte restano i più grandi pensatori. ([[Eugenio Mazzarella]]) *''Il corpo parla: che dovrai morire. | {{sic|non}} dice a te: che non lo puoi sentire. | Al corpo dici: ancora non morire. | Non sa che parli: non ti può sentire.'' ([[Pietro Cimatti]]) *Il pensiero della morte è realmente la nera pietra di paragone a cui si provano tutte le convinzioni soddisfacenti e riposanti, è il terreno su cui le edificate dimore crollano. Tutti i nostri pensieri resistono alla sua comparsa solo se sentono con umiltà e nell'umiltà il proprio valore. Solo se i pensieri stessi sentono di poter accettare, senza disonore, la ''propria'' morte. ([[Andrea Emo]]) *Il tabù morte ha già steso i suoi tentacoli alla [[malattia]] ed anche si sospetti di malattia, ed è rafforzato dal silenzio sulle realtà eterne. ([[Maurizio di Gesù Bambino]]) *In fin dei conti, per una mente ben organizzata, la morte non è che una nuova, grande avventura. ([[J. K. Rowling]]) *In viva morte morta vita vivo! ([[Giordano Bruno]]) *Io considero la morte parte della vita ed è per questo che, parlando della vita, mi viene da parlare anche della morte. Personalmente, l'esperienza che fino a oggi ho avuto della morte riguarda quella degli animali che tenevo con me. [...] Non riuscivo ad accettarlo: mi domandavo perché gli esseri viventi dovessero morire. E poi, poco a poco, ritorna la calma. Perché il cervello umano (come forse quello degli animali) ha anche la capacità di dimenticare. Allora ci si può nuovamente dire che ciò che è importante è vivere, che il nostro è un tempo prezioso. Credo che la morte insegni a vivere, e che la facoltà di dimenticare sia un elemento importante in questo meccanismo. ([[Jirō Taniguchi]]) *Io devo vivere in compagnia della morte. La destesto, naturalmente, ma non la temo. Se la temessi non varrei nulla come medico. Dovrei temerla? ([[Alistair MacLean]]) *''Io muoio. Tu muori. Egli muore | è molto più grave, se un'intera botte va a male.'' ([[Joachim Ringelnatz]]) *Io non lo so se sono [[ateismo|ateo]], però son sicuro che se [[dio]] esiste è un grandissimo figlio di puttana o un pazzo paranoico tipo film americano. Però a me la morte non è mai arrivata vicina, nel senso che non è mai morto qualcuno a cui voglio bene veramente, e se capitasse non so come reagirei. Magari finirei col pensare che è la volontà di Dio e che va bene così. Certo diventerei una persona diversa, non sarei più quello di adesso. Secondo me dopo che hai conosciuto quella cosa lì sei proprio un altro. Forse è così che si diventa grandi. (''[[Porci con le ali]]'') *Io non prego mai per i morti, io prego ''i'' morti. L'infinita sapienza e clemenza dei loro volti – come si può pensare che abbiano ancora bisogno di noi? – Ad ogni amico che se ne va io racconto di un amico che resta; a quella infinita cortesia senza rughe ricordo un volto di quaggiù, torturato, oscillante. ([[Cristina Campo]]) *Io non temo la morte, sa, non la temo assolutamente, perché so che essa è soltanto un passaggio. Verso Dio, la gioia senza fine. ([[Elio Fiore]]) *''Io chiamo, io prego, io lusingo la morte | come divota, cara e dolce amica, | che non mi sia nemica | ma vegna a me come a sua propria cosa.'' ([[Fazio degli Uberti]]) *L'angostura, la goccia di amaro, il catalizzatore di tutto il resto. Poche chiacchiere: una gran fregatura. Un errore di calcolo del Padre Eterno. ([[Vittorio Gassman]]) *''L'è mort? l'è propri mort? Cossa voeur dì | sta gran parola che fa tant spavent?'' ([[Tommaso Grossi]]) *L'importante non è morire, né a che età si muore, l'importante è quello che si fa al momento di morire. ([[Muriel Barbery]]) *''L'ora presente è in vano, non fa che percuotere e fugge, | sol nel passato è il bello, sol ne la morte è il vero.'' ([[Giosuè Carducci]]) *L'uomo non ha in fondo all'anima nessuna avversione alla morte; vi è perfino del piacere a morire. La lampada che si spegne non soffre. ([[François-René de Chateaubriand]]) *La base sopra la quale ergendosi questo colosso del mondo palesa la sua bellezza è la morte. Ella è la parte più grave del concerto ove stanno appoggiate tutte le consonanze dell'universo. Che cosa sarebbe egli, dopo la perdita della giustizia originale, se non si morisse? [...] Chi levasse la morte, leverebbe dalla fabbrica del mondo la pietra angolare, leverebbe l'armonia, l'ordine, né vi lascerebbe altro che dissonanze e confusioni [...] La morte non può essere cattiva né con dolore, se è vero che sia naturale il morire, perché le cose naturali son buone. ([[Virgilio Malvezzi]]) *''La memoria dei morti serve loro come una seconda vita.'' ([[Jean Bertaut]]) *La morte capita una volta sola e si fa sentire in tutti i momenti della vita: è più doloroso averne conoscenza che subirla. ([[Jean de La Bruyère]]) *La morte, che da natura è a tutti sorte comune, si distingue presso i posteri in gloria e in oblio; e se una medesima sorte attende il buono e il reo, tocca ai coraggiosi morir per un fine. ([[Publio Cornelio Tacito]]) *''La morte ci rende angeli | e ci mette ali | dove avevamo spalle, | lisce come artigli di corvo.'' ([[The Doors]]) *La morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della vita. [...] Spazza via il vecchio per far spazio al nuovo. ([[Steve Jobs]]) *La morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto. ([[Plutarco]]) *La morte è come il sesso al liceo: se sapessi quante volte ci sei andato vicino, ti prenderebbe un colpo! (''[[Dead Like Me]]'') *La morte è il fallimento assoluto, non va cercata mai. (''[[Bakuretsu Hunter]]'') *La morte è il muro di cinta di ogni vita. ([[Jacques Ellul]]) *La morte è innaturale. La morte è uno scherzo crudele. La morte diride la vita. (''[[Dark Crystal - La resistenza]]'') *La morte è l'assentarsi dell'eterno. ([[Emanuele Severino]]) *La morte è l'interlocutrice che nobilita la mia sopravvivenza. ([[Fausto Gianfranceschi]]) *La morte è l'unica cosa che mi terrorizza. La odio. [...] Perché, [...] oggi a tutto si può sopravvivere fuorché a questo. La morte e la volgarità, nel diciannovesimo secolo, sono gli unici due fenomeni che non si riescono a spiegare. ([[Oscar Wilde]], ''[[Il ritratto di Dorian Gray]]'') *La morte è l'unico sintomo certo della vita. ([[Giorgio Manganelli]]) *La morte è la porta che tutti noi dobbiamo attraversare, ed è questo nostro io spirituale che, abbandonato il [[corpo]] fisico, ci farà continuare a vivere, a imparare e a crescere mentre proseguiamo. ([[Rosemary Altea]]) *La morte è migliore, è un destino più dolce che la tirannia. ([[Eschilo]]) *La morte è parte naturale della vita. Gioisci per coloro che intorno a te si trasformano nella Forza. Dolore non avere; rimpianto non avere. L'attaccamento conduce alla gelosia; l'ombra della bramosia essa è. ([[Yoda]], ''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'') *La morte è pietosa, perché da essa non c'è ritorno, mentre per colui che è uscito dalle più profonde camere della notte, consapevole e stravolto, non c'è più pace. ([[Howard Phillips Lovecraft]]) *La morte è più forte dell'amore, è una sfida all'esistenza. ([[Émile Zola]]) *La morte è sempre e dovunque terribile per una creatura che è nata e che non ha vissuto. Che non ha vissuto affatto: capisci, che non ha vissuto! ([[Maria Kuncewiczowa]]) *La morte è sempre la stessa, ma ogni uomo muore a suo modo. ([[Carson McCullers]]) *La morte è spaventosa, ma ancor più spaventosa sarebbe la coscienza di vivere in eterno e di non poter morire mai. ([[Anton Cechov]]) *La morte è un'amante da temere ed esisteva un modo soltanto per superare tale paura: diventando il suo giustiziere. (''[[Il labirinto del fauno (romanzo)|Il labirinto del fauno]]'') *La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare. ([[Jorge Luis Borges]]) *La morte è un supplizio nella misura in cui non è semplice privazione del diritto di vivere, ma occasione di calcolate sofferenze. ([[Michel Foucault]]) *''La Morte favorisce chi favorisce la Morte.'' ([[Nick Cave]]) *La morte, fino a oggi, è sempre stata un evento naturale e gli eventi naturali, si sa, non hanno bisogno di una rielaborazione etica. La pioggia, i fulmini: quando vengono, vengono. Per la morte non è più così. Ora c'è la possibilità di scelta e quando si può scegliere, c'è sempre il bisogno assordante di un'etica. ([[Aldo Schiavone]]) *La morte ha cercato di colpirmi undici volte, ma non è mai riuscita ad arrivarmi, perché sono stato io più forte della morte [...]. La morte ci cammina dietro, vero? Mi cammini dietro, piccolina? Eh? Mi cammini dietro? Lo sai che mi sembri una micetta a volte? E tu... E tu vuoi ostacolarmi, tu vuoi mettermi delle sbarre davanti, vuoi mettermi delle prove, ma è molto difficile con me, lo sai, perché io sono più forte. ([[Richard Benson]]) *La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. ([[Epicuro]]) *La morte, in generale, non mi ha mai fatto piangere. È così incipiente. È un incipit. ([[Carmelo Bene]]) *La morte insegna a vivere agli incorreggibili. ([[Xavier Forneret]]) *La morte non aspetterà che tu sia pronto. La morte non ha riguardi, non è leale! (''[[Batman Begins]]'') *La morte non è altro che il sonno del bambino che si addormenta sul cuore della mamma. Finalmente la notte dell'esilio sarà tramontata per sempre, ed entreremo nel possesso dell'eredità dei Santi nella luce. ([[Elisabetta della Trinità]]) *La morte non è mai banale: è solennità, è mistero. ([[Remo Bodei]]) *''La morte non è | nel non poter comunicare | ma nel non poter più essere compresi.'' ([[Pier Paolo Pasolini]]) *La morte non è priva del morire, ma è ricca della possibilità del dono di sé, totale ed irrevocabile. ([[Maurizio di Gesù Bambino]]) *La morte non è una prigione per coloro che hanno affidato le loro anime al principe delle tenebre. (''[[I satanici riti di Dracula]]'') *La morte non ha sempre le orecchie aperte ai voti e alle preghiere dei singoli eredi; e si ha il tempo di fare i denti lunghi, quando, per vivere, s'aspetta la morte di qualcuno. ([[Molière]]) *La morte non pare tremenda. È il più puro dei nostri atti; è la liberazione, il ritorno alla [[terra]]; una carezza e una benedizione. ([[Frederic Prokosch]]) *La morte non vuole gli stupidi. ([[Anton Cechov]]) *''La morte per me è solo una parola che provoca paura''. ([[John Frusciante]]) *La morte (o la sua allusione) rende preziosi e patetici gli uomini. ([[Jorge Luis Borges]]) *La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali. ([[Arthur Rimbaud]]) *La Morte sospirò. Era abituata a sentire gli uomini implorare di dare loro qualche altro anno o mese, a volte persino qualche ora. C'era sempre qualcosa di inconcluso, di non fatto, di non vissuto. I mortali non capiscono che la vita non è un libro che si chiude dopo averlo letto fino all'ultima pagina. Non esiste un'ultima pagina nel Libro della Vita, perché l'ultima è sempre la prima di una nuova storia. (''[[Il labirinto del fauno (romanzo)|Il labirinto del fauno]]'') *La morte – trafficante di sabbia nello spazio angusto della clessidra. ([[Ionuț Caragea]]) *La morte vera è la separazione da Dio e questa è intollerabile; la morte vera è la non fede, la non speranza, il non amore. ([[Carlo Carretto]]) *''La morte | viene, silenziosa come un alce, | dai vivi ci separa con il taglio di una falce.'' ([[Elio e le Storie Tese]]) *La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione. ([[Aldo Capitini]]) *La radice di qualsiasi schiavitù è la morte. ([[Olivier Clément]]) *La santa chiesa ritiene che ognuno può offrire oblazioni per i suoi morti veramente cristiani e il presbitero ne può fare memoria. E sebbene noi tutti soggiaciamo ai peccati, è appropriato che il sacerdote faccia memoria e interceda per i cattolici defunti. ([[Papa Gregorio III]]) *La severa uguaglianza della morte ridarà a ciascuno il suo: la codardia della attossicata calunnia compagna infesta della vita rifugge dalla maestà dei sepolcri. ([[Franco Mistrali]]) *La vita è piacevole, la morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi. ([[Isaac Asimov]]) *La vita è una grande sorpresa. Non vedo perché la morte non potrebbe esserne una anche più grande. ([[Vladimir Vladimirovič Nabokov]]) *La vita stanca, ma la morte fa rabbrividire. Meglio un giorno da pecora che una vita da sonnambulo. (''attribuita a [[Jim Morrison]]'') *''Lassù fra Dio e | gli uomini giostra spavalda | la morte | la vita. | Dove regna il sole | non c'è schiavitù''. ([[Carlo Perasso]]) *Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male. Laudate et benedicete mi' Signore' et ringratiate et serviateli cum grande humilitate. ([[Francesco d'Assisi]]) *Le moribonde parole dello Incas. Secondo cui la morte arriva per nulla, circonfusa di silenzio, come una tacita, ultima combinazione del pensiero. ([[Carlo Emilio Gadda]]) *Lo straniero conosce "in vita" l’esperienza della morte. Si muore a degli affetti, a dei paesaggi, dei pensieri, per rinascere ad altri affetti, altri paesaggi, altri pensieri. ([[Tahar Lamri]]) *Ma non muori perché sei malato, muori perché sei vivo. La morte ti uccide pure senza l'aiuto della malattia. ([[Michel de Montaigne]]) *Ma pròvati a negare la morte. Essa nega me, e basta! ([[Ivan Sergeevič Turgenev]]) *''Ma se in noi destano un simbolo, i morti senza mai fine | ai penduli amenti del vuoto avellano | essi accennano, o forse alla pioggia | che nella terra buia precipita di primavera. || E noi, che pensiamo a una felicità ''saliente'', | il tremito commoverebbe, | che quasi ci abbatte, | se ''cade'' un evento felice.'' ([[Rainer Maria Rilke]]) *Malinconica e triste che possa sembrare la morte, sono troppo filosofo per non vedere chiaramente che il terribile sarebbe che l'uomo non potesse morire mai, chiuso nel carcere che è la vita, a ripetere sempre lo stesso ritmo vitale che egli come individuo possiede solo nei confronti della sua individualità a cui è assegnato un compito che si esaurisce.<br>Ma altri crede che in un tempo della vita questo pensiero della morte debba regolare quel che rimane della vita, che diventa così una preparazione alla morte. Ora, la vita intera è preparazione alla morte, e non c'è da fare altro sino alla fine che continuarla, attendendo con zelo e devozione a tutti i doveri che ci spettano. La morte sopravverrà a metterci a riposo, a toglierci dalle mani il compito a cui attendevamo; ma essa non può far altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in ozio stupido essa non ci può trovare.<br>Vero è che questa preparazione alla morte è intesa da taluni come un necessario raccoglimento della nostra anima in Dio; ma anche qui occorre osservare che con Dio siamo e dobbiamo essere a contatto tutta la vita e niente di straordinario ora accade che ci imponga una pratica inconsueta. Le anime pie di solito non la pensano così e si affannano a propiziarsi Dio con una serie di atti che dovrebbero correggere l'ordinario egoismo della loro vita precedente e che invece sono l'espressione intima di questo egoismo. ([[Benedetto Croce]]) *Mentirei se dicessi che mi lascia indifferente. Ho oltre 70 anni ed è come sentissi alle mie spalle il rumore di passi pesanti. Incalzano e indicano la fine. [...] In realtà forse preoccupa più gli uomini delle donne. Loro vivono più a lungo, con grazia. Noi uomini? Direi più isterici. Anche piagnoni. Un po’ come me. ([[Michail Baryšnikov]]) *''Meravigliosamente ti ridà forza | il parlare coi morti | quando incapaci d'infonderne | sono i rimasti in vita.'' ([[Giorgos Seferis]]) *Mi accompagna da sempre e mi fa compagnia anche adesso. So che la vita non durerà all'infinito. Come ai tropici, verrà buio tutto di un colpo. Morire è una cosa che ha fatto Leonardo. Quindi nessun problema per Biagi. ([[Enzo Biagi]]) *Mi è stato insegnato ad affrontare ciò che non posso evitare. La morte è una di quelle cose. Vivere nella società tentando di non guardare la morte è stupido perché guardarla ci fa ritornare alla vita con maggior vigore ed energia. Il fatto che i fiori non durino per sempre è ciò che li rende belli. ([[Damien Hirst]]) *Mi sono sempre proibita di pensare a una vita futura, ma ho sempre creduto che l'istante della morte sia la norma e lo [[Senso della vita|scopo della vita]]. Pensavo che per quanti vivono come si conviene, sia l'istante in cui per una frazione infinitesimale di tempo penetra nell'anima la verità pura, nuda, certa, eterna. Posso dire di non avere mai desiderato per me altro bene. ([[Simone Weil]]) *Morire è come aprire una porta e chiudersela dietro: chi è senza chiave non entra. ([[Gianni Mura]]) *Morire è così semplice per quelli che credono in qualcosa, per coloro che sostengono che la morte non sia la fine di tutto. Quelli per cui esiste solo il bianco e il nero, che sanno esattamente cosa devono fare e perché, che sventolano lo stendardo di un'idea, o di ciò in cui credono: lo trattengono nelle loro mani e tutto ciò che vedono ne è illuminato. Coloro che non hanno dubbi o rimpianti. Per loro morire deve essere facile. Se ne vanno con il sorriso sulle labbra. ([[Dmitrij Gluchovskij]]) *Morire è la condizione stessa dell'esistenza. In ciò mi rifaccio a tutti coloro che hanno detto che è la morte a dar senso alla vita, proprio sottraendole tale senso. Essa è il non-senso che dà un senso negando questo senso. ([[Vladimir Jankélévitch]]) *''Morire | è un'arte, come ogni altra cosa. | Io lo faccio in un modo eccezionale. | Io lo faccio che sembra come inferno. | Io lo faccio che sembra reale. | Ammetterete che ho la vocazione.'' ([[Sylvia Plath]]) *Morire è una cosa tremenda, ma ancora sopportabile; è il far morire che, per un cristiano, il quale come il Cristo ha per missione di dar vita, è il colmo dell'atrocità! ([[Primo Mazzolari]]) *Morire non mi piace per niente. È l'ultima cosa che farò. ([[Roberto Benigni]]) *Morire sarà una splendida avventura. ([[James Matthew Barrie]]) *Morire vent'anni prima o vent'anni dopo poco importa. <br /> Quel che importa è morir bene. <br /> Soltanto allora inizia la vita. ([[Léon Degrelle]]) *''Morte, che se' tu dunque? Un'ombra oscura, | un bene, un male, che diversa prende | dagli affetti dell'uom forma e natura.'' ([[Vincenzo Monti]]) *Morte e [[Risurrezione|resurrezione]] son un atto solo, un solo mistero. ([[Divo Barsotti]]) *''Morte, muta parola, | sabbia deposta come un letto | dal sangue, | ti odo cantare come una cicala | nella rosa abbrunata dei riflessi.'' ([[Giuseppe Ungaretti]]) *''Morte, sorella mia | nata il giorno ch'io nacqui, | remota e accanto mi sei | come un miraggio. | Lampada fu il tuo volto alla mia culla. | sulla tua veste d'ombra | quante notti dormii. | Lieve mi condurrai | tenendomi per mano | lungo l'aria serena di luna | fino al grande diorama.'' ([[Renato Mucci]]) *Né il sole né la morte si possono guardare fissamente. ([[François de La Rochefoucauld]]) *Nel lungo termine siamo tutti morti. ([[John Maynard Keynes]]) *Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della sua morte, né c'è scampo dalla lotta; l'iniquità non salva colui che la compie. (''[[Qoelet]]'') *Nessuno ha compiuto tanti peccati in vita per meritare di morire due volte. ([[José Saramago]]) *Niente è morto finché non è sepolto. (''[[Sorvegliato speciale]]'') *Noi tutti, ricchi e poveri, bianchi e neri, di qualunque terra e di qualunque religione, dotti o ignoranti, santi o delinquenti, per quanto divisi da usi, pensieri, costumi di vita, siamo tuttavia uniti da una sola realtà: la realtà della morte.<br>Diversi in tutto gli uni dagli altri, siamo uguali in questa certezza: l'Imperatore d'Inghilterra nel Buckingham<ref>Nel testo "Bucingham".</ref> Palace e il boscimano nella capanna di paglia e di sterco.<br>Tutti sanno di dover morire, ma nessuno ci crede. La sola realtà sulla quale non è possibile nessuna discussione, è anche la sola realtà dalla quale tutti distolgono gli occhi e la mente.<br>È questa una nostra demenza o una provvidenza della natura?<br>Sia come si voglia, è certo che la vita è possibile solo a patto che ci si dimentichi della morte, solo a patto che si viva come se fossimo immortali. ([[Nicola Moscardelli]]) *Non appena qualcuno muore, l'immagine che che gli altri conservano di lui subisce una sorta di trasfigurazione. Si solidifica – e sarà poi difficile rompere quella crosta – in una forma idealizzata e non verosimigliante. Questo accade a causa della pietà, dell'affetto, e magari del senso di colpa. ([[Stefano Brusadelli]]) *''Non c'è dignità nella morte | per vendere al mondo il tuo ultimo respiro.'' ([[Robbie Williams]]) *''Non c'è morte | ch'io possa indossare | quando penso | che dopo di me | nulla è niente.'' ([[Riccardo Mannerini]]) *Non c'è nulla che possa sostituire l'assenza di una persona a noi cara. Non c'è alcun tentativo da fare: bisogna semplicemente tenere duro e sopportare.<br>Ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma è al tempo stesso una grande consolazione, perché finché il vuoto resta aperto si rimane legati l'un l'altro per suo mezzo.<br>È falso dire che Dio riempie il vuoto. Egli non lo riempie affatto ma lo tiene espressamente aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra antica reciproca comunione, sia pure nel dolore. Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in una gioia silenziosa. I bei tempi passati si portano in sé non come una spina, ma come un dono prezioso.<br>Bisogna evitare di avvoltolarsi nei ricordi, di consegnarci ad essi, così come non si resta a contemplare di continuo un dono prezioso, ma lo si osserva in momenti particolari e per il resto lo si conserva come un tesoro nascosto di cui si ha la certezza.<br>Allora sì che dal passato emanano una gioia e una forza durevoli. ([[Dietrich Bonhoeffer]]) *Non c'è pena più profonda che quella di riconoscere i segni dell'ultima separazione. La morte ci ferisce a morte. ([[Maurice Toesca]]) *Non credevo che facesse quest'effetto trovarsi di fronte alla morte: il mio cervello lavora molto più velocemente, come per mettersi in pari di tutto il tempo che ha perduto. (''[[Il viaggio indimenticabile]]'') *Non devi temere la morte, è un'insonne compagna che non tradisce. Nel momento in cui si avvicina, quando al suo cospetto il sangue gela nelle vene, sappi che essa non fa altro che proteggerti dolcemente. (''[[Cowboy Bebop]]'') *Non è che ho paura di morire. È che non vorrei essere lì quando succede. ([[Woody Allen]]) *Non è morire in sé stesso che importa: è morire fallito che ti lascia la bocca amara. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'') *Non è tanto il fatto di morire che dà fastidio, quanto il fatto di non sapere quello che diranno di te, ecco tutto. (''[[La ballata di Cable Hogue]]'') *''Non è ver che sia la morte | il peggior di tutti i mali; | è un sollievo de' mortali | che son stanchi di soffrir''. ([[Pietro Metastasio]]) *Non esiste miglior prova che la morte sia temibile, della pena che i filosofi si prendono per convincere che bisogna disprezzarla. ([[François de La Rochefoucauld]]) *''Non ha sofferto'', le dissero. ''Anzi, non ha provato niente''. Questo la fece piangere ancor di più, e più forte. La morte è la sola cosa nella vita di cui sia necessario essere coscienti mentre accade. ([[Jonathan Safran Foer]]) *Non ho paura di morire, ripeto, non me ne importa. Morire è normale, finire è normale, tutto muore a questo mondo, tutto finisce, allora perché averne paura? Mica che mi dispiaccia stare al mondo, intendiamoci, io son contentissima d'essere al mondo, però più di quel tanto non ci si può stare e così accetto la legge. ([[Virna Lisi]]) *Non importa quanto duramente tu possa tentare di vivere fino alla tua morte, alla fine morirai. (''[[Fullmetal Alchemist]]'') *''Non lodarmi la morte, splendido Odisseo. | Vorrei esser bifolco, servire un padrone, | un diseredato, che non avesse ricchezza, | piuttosto che dominare su tutte l'ombre consunte.'' ([[Achille]], [[Omero]], ''[[Odissea]]'') *Non penso alla morte, ma accetto il fatto che sia parte del gioco. ([[Gilles Villeneuve]]) *Non posso rinascere se prima non muoio, e la morte mi ripugna. ([[Jean Cardonnel]]) *Non potendo parlare sempre della morte, tutti i nostri discorsi sono banali. ([[Nicolás Gómez Dávila]]) *''Non si può ancora morire | mentre ti agiti inerte. | Aggrappati all'ultima azione | che ancora puoi fare: | non devi fallire la morte''. ([[Giorgio Gaber]]) *Non si può ingannare la morte. (''[[Final Destination 2]]'') *Non sopporterei di morire due volte. È una cosa così noiosa. ([[Richard Feynman]]) *Non temer né affrettare il dì supremo. ([[Marco Valerio Marziale]]) *Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte. ([[Lucio Anneo Seneca]]) *– Non vorrai morire così?<br />– Non lo so, io non sono mai morto prima. (''[[Solo due ore]]'') *Norbert de Varenne riprese: «No, voi non mi capite, oggi, ma ricorderete più avanti quello che vi dico in questo momento. Capita un giorno, vedete, e per molti capita presto, in cui si smette di ridere, come si suol dire, perché dietro a tutto ciò che si guarda, si vede la morte... Oh! voi non comprendete neanche questa parola: la morte. Alla vostra età non significa nulla. Alla mia età è terribile. Si comprende di colpo, e non si sa perché, né per quale motivo, e allora tutto muta aspetto, nella vita. Io, da quindici anni, la sento che mi rode, come se portassi in me una bestia. L'ho sentita a poco a poco, mese per mese, ora per ora, devastarmi come una casa che sta per crollare. Mi ha talmente trasformato che non mi riconosco più. Non v'è più nulla in me dell'uomo raggiante, fresco e forte che ero a trent'anni. L'ho vista tingere di bianco i miei capelli neri, e con quale lentezza sapiente e cattiva! Mi ha preso la pelle soda, i muscoli, i denti, tutto il mio corpo di un tempo, per lasciarmi soltanto un'anima disperata, e ruberà tra breve anche quella... Sì, mi ha ridotto a pezzi, la sgualdrina, lentamente, terribilmente ha compiuto la lunga distruzione del mio essere, momento per momento. E adesso mi accorgo di morire in ogni cosa che faccio. Ogni passo mi avvicina a lei, ogni movimento, ogni respiro, affretta il suo odioso lavoro. [...] Adesso, la vedo tanto da vicino, che spesso ho voglia di allungare le braccia per respingerla. Copre la terra, riempie lo spazio. La riconosco dappertutto. Le bestioline schiacciate per la strada, le foglie che cadono, i peli bianchi nella barba di un amico, mi straziano il cuore e mi gridano: Eccola! Mi rovina tutto quello che faccio, tutto quello che vedo, che mangio, che bevo, che amo, il chiaro di luna, il sorgere del sole, il mare aperto, i bei fiumi e l'aria delle sere d'estate, così dolce a respirare!» ([[Guy de Maupassant]]) *''O morte io son quel cervo | che divorano i cani | La morte eiacula sangue.'' ([[Georges Bataille]]) *''O Morte, vecchio capitano, è tempo, leviamo l'ancora. Questa terra ci annoia, Morte. Salpiamo.'' ([[Charles Baudelaire]]) *''Oh Morte! oh Morte! Eppur terribil tanto | non sei qual sembri. Tu sugli occhi adesso | mi chiami, in vece di spavento, il pianto. || Dunque più non fuggir, vienmi dappresso. | Ah, perché tremo ancor? Vieni, ch'io voglio | ne' tuoi sembianti contemplar me stesso''. ([[Vincenzo Monti]]) *Ogni danno lascia dispiacere nella ricordazione, salvo che 'l sommo danno, cioè la morte che uccide essa ricordazione insieme colla vita. ([[Leonardo da Vinci]]) *Ogni [[paura]] è fondamentalmente orientata verso la morte. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver paura della morte. ([[Osho Rajneesh]]) *Ogni tradizione spirituale suggerisce lo stesso: mantieni vicino il pensiero della morte. Non fuggirlo... La negazione della morte ingigantisce l'ego, mentre vivendo in sua presenza lo spirito si rafforza e s'ingentilisce. ([[Sam Keen]]) *Ogni volta che muore qualcuno che abbiamo conosciuto ed amato ritornano tutti i soliti confusi pensieri sulla morte, il mistero che incombe su tutti i nostri atti, pensieri, cose. Grandioso, solenne, terribile e semplicissimo episodio della natura che ci rilancia nell'infinito sconosciuto e inconoscibile. Ma non provo terrore. Sono stato due volte in rischio serio di morire e non ho avuto paura. Solo uno struggimento, una commozione al pensiero di non vedere fisicamente le persone, i luoghi, le cose care. La cosa più dura è la fine della percezione fisica, il grande distacco dai sensi: ma l'infinito ci attira, ci risucchia, ci avvolge, ci fa rinascere. ([[Michele Valori]]) *Ogni volta che trascorro del tempo con una persona che sta morendo trovo in effetti una persona che vive. Morire è il processo che inizia pochi minuti prima della morte, quando il cervello viene privato dell'ossigeno; tutto il resto è vivere. ([[Patch Adams]]) *Penso spesso alla morte, sperando che lei non pensi a me. ([[Patrick Tambay]]) *Per conoscere la morte, Otto, devi fottere la vita fino alle budella. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]], ''[[Il mostro è in tavola... barone Frankenstein]]'') *''Per monti e per abissi ella correa, | a la mia pace, all'amor mio rubella, | femmina ad altri, a me regina e dea, | ingannatrice sempre e sempre bella.'' ([[Mario Rapisardi]]) *Per loro {{NDR|i morti}} noi siamo in una tomba angusta mentre la loro anima può spostarsi fino all'estremità di spiagge eteree, di orizzonti infiniti. ([[Teresa di Lisieux]]) *Perché si parla tanto di fisico, di bellezza, e molto meno o non tanto del fatto che tutti moriamo, che la morte può sorprenderti da un momento all'altro? Perché ci comportiamo, almeno io, come se la morte non esistesse, come se non ti toccasse. Quando tutto ha una fine e bisogna prepararsi, ma non se ne parla. ([[Verónica Echegui]]) *Predicare agli uomini la morte, con le parole o con l'esempio è stato e sarà sempre invano. Si può riconoscere il male, ma esso è tale e tanto, che non si lascia vincere. I saggi indiani hanno predicato l'astinenza e decantato il Nirvana: a che pro? Il più coraggioso rivelatore del dolore e del male ha concepito il suicidio della Terra; con quale effetto? Dove sono le opere, le azioni, i tentativi, un principio di esecuzione? ([[Federico De Roberto]]) *– Professo', voi che sapete tutto, mi sapete dire com'è quando si muore?<br>– Anie', ognuno di noi è come una goccia d'acqua, che prima o poi cade nel mare. E quando questa goccia si scioglie, quell'acqua diventa mare. (''[[Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce]]'') *''Pur tu permani, o morte, e tu m'attendi | o sano o tristo, ferma ed immutata, | morte benevolo porto sicuro. | Che ai vivi morti quando pur sia vano | quanto la vita il pallido tuo aspetto | e se morir non sia che continuar | la nebbia maledetta | e l'affanno agli schiavi della vita – | – purché alla mia pupilla questa luce | che pur guarda la tenebra si spenga | e più non sappia questo ch'ora soffro | vano tormento senza via né speme, | tu mi sei cara mille volte, o morte, | che il sonno verserai senza risveglio | su quest'occhio che sa di non vedere, | sì che l'oscurità per me sia spenta.'' ([[Carlo Michelstaedter]]) *''Qual di famosi ingegni è maggior gloria, | ebrei, greci, latini, arabi e persi, | di lingue e stil diversi, | quanti l'antique carte fan memoria, | te han scritta e desiata. | Felice disse alcun chi mòre in fasce; | altri, quando la vita più diletta; | chi, quando men s'aspetta. | Molti beato disser chi non nasce: | molti con forte man t'han cerco e tolta, | grave turba e non stolta! | Tu breve, tu comune e iusta e grata, | tu facil, natural, pronta, che sèpre | il bel fior da la vepre: | nostre calamità prego che ammorte, | benigna e valorosa, optata Morte.'' ([[Pandolfo Collenuccio]]) *Quand'ero ragazzo temevo che la morte fosse la fine di tutto. Più tardi ho sperato che fosse la fine di tutto. Oggi non so più nemmeno io che cosa temo e spero, dato che la mia paura si è insieme svuotata e diffusa, si è trasformata in angoscia, in uno spavento senza oggetto perché comprende tutti gli oggetti. ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo. ([[Lalla Romano]]) *Quando abbiamo la sensazione che l'essenza di noi sopravviverà, se non altro nel ricordo delle persone care, la morte non fa più paura. ([[Marie de Hennezel]]) *Quando abbiamo superato una certa età, l'anima del bambino che siamo stati e l'anima dei morti da cui siamo usciti vengono a gettarci a piene mani le loro ricchezze e i loro sortilegi, chiedendo di cooperare ai nuovi sentimenti che proviamo e nei quali, cancellando la loro antica effigie, li rifondiamo in una creazione originale. [...] Dobbiamo ricevere, dopo una certa ora, tutti i nostri parenti arrivati da tanto lontano e radunatisi intorno a noi. ([[Marcel Proust]]) *''Quando la morte | mi attraversa | strappo il suo grido | allo sparviero | e lo integro | al mio vocabolario''. ([[Anise Koltz]]) *Quando la morte s'abbatte sugli innocenti e i giovani, per ogni fragile forma dalla quale scioglie lo spirito anelante, si levano centinaia di virtù in forma di grazia, di carità e d'amore, e vanno per il mondo, versando benedizioni. Dalle lagrime che i mortali addolorati versano sulle tombe precoci, nasce qualche bene, qualche più soave natura sorge. Sotto i passi della distruttrice balzano radiose creazioni che sfidano la sua potenza, e il suo triste cammino si muta in una via luminosa che conduce al cielo. ([[Charles Dickens]]) *Quando la morte si presenta nella sua vera faccia scarna e truculenta, non la si considera senza timore. Ma quando essa, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, si avanza camuffata, quando soltanto la nostra meditazione riesce a vedere che, sotto le spoglie di quella sconosciuta, la cui dolcezza c'incanta e la cui gioia ci rapisce nell'impeto selvaggio del piacere, c'è la morte — allora siamo presi da un terrore senza fondo. ([[Søren Kierkegaard]]) *Quando la vita biografica sia impedita da una malattia tormentosa, inguaribile e ingravescente (come nel caso di [[Piergiorgio Welby|Welby]]) o da un'irreversibile perdita di coscienza (come nel caso di [[Eluana Englaro|Eluana]]), la vita biologica può essere interrotta da una ''pietas'' che è il rispetto dell'altrui identità ed è l'unica manifestazione autentica della «proprietà riflessiva» dell'amore che lega chi vive a chi muore. ([[Giorgio Cosmacini]]) *''Quando Morte tra noi disciolse il nodo, | che prima avvinse il Ciel, Natura e Amore, | tolse agli occhi l' oggetto, il cibo al core, | l'alme congiunse in più congiunto modo''. ([[Vittoria Colonna]]) *'''I.''': Quando muore un uomo comune, che cosa gli accade?<br>'''M.''': Dipende da ciò in cui ha creduto. La vita è immaginazione, prima e dopo. Il sogno continua.<br>'''I.''': E che cosa accade al realizzato?<br>'''M.''': Non muore perché non è mai nato. ([[Nisargadatta Maharaj]]) *Quando pensi alla persona morta, con la quale hai vissuto per anni, i tuoi pensieri non devono essere rivolti soltanto al passato. Chiedi anche alla persona defunta che cosa vorrebbe dirti oggi, pregala di indirizzarti verso ciò che è veramente importante per la tua vita. ([[Anselm Grün]]) *''Ridicola Umanità, la Morte t'ammira in ogni clima, | sotto ogni sole, con tutte le tue contorsioni, | e spesso, profumandosi di mirra come te, | mischia la sua ironia alla tua insania!'' ([[Charles Baudelaire]]) *Riguardatevi sempre, mi raccomando, dalla morte, ché già dai tempi antichi la morte fu giudicata cosa antipatica. ([[Ubayde Zākāni]]) *''S'i' fosse morte, andarei da mio padre; | s'i' fosse vita fuggirei da lui: | similmente faria da mia madre''. ([[Cecco Angiolieri]]) *Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della morte ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? ([[Adriano Tilgher]]) *Se, come ci assicurano, è prevista la vita eterna, perché deve esserci la morte? ([[Nando Tonon]]) *Se improvvisa, la visita del Cupo Mietitore non può essere sgradita. ([[Fausto Cercignani]]) *Se la morte è il fine necessario della vita, tutta la [[saggezza]] consiste nell'affrettarne il conseguimento. ([[Federico De Roberto]]) *Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spegnere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto... ma tanto... lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto... portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo... la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine... (''[[La tigre e la neve]]'') *Se non sapete morire, non preoccupatevene, la natura vi istruirà sul momento, in modo completo e sufficiente: compirà a puntino questa operazione per voi, non datevene la briga. ([[Michel de Montaigne]]) *''Se potessi vorrei | morire in primavera | all'ombra dei fiori | nella stagione del [[plenilunio]] | nel mese delle gemme.'' ([[Saigyō]]) *Se una pianta non può vivere secondo la propria natura, muore, e allo stesso modo un uomo. ([[Henry David Thoreau]]) *Secondo alcuni la morte è un fenomeno naturale, come il vento e le stelle. Altri ritengono che dipenda da un dio, se non addirittura da più dei. Ma qualunque sia la nostra convinzione, quello che succede quando finisce la vita è un mistero su cui l'uomo si interroga da migliaia di anni. ([[Eirik Newth]]) *Senza [[fede]] non potremmo accettare né concepire la morte. ([[Sophia Loren]]) *Si dovrebbe, per amore della ''vita'' – volere una morte diversa, libera, consapevole, senza accidenti, senza incidenti... ([[Friedrich Nietzsche]]) *Si muore perché il corpo muore, non l'anima. La morte è un fatto fisico, non dello spirito. L'organismo perisce sia perché decade con l'età sia per malattie, ma lo spirito gli sopravvive. Perciò se io riesco a trasferire l'anima in questo impianto, a risanare il corpo e a ridargli l'anima, ho vinto la morte. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]], ''[[La maledizione dei Frankenstein]]'') *''Si nasce | per far guerra alla morte | ed esserne sconfitti. | Da giovani | il nemico è lontano | muoiono quelli più avanti. | Oh bellezza | delle retrovie! | Qualche tiro lungo | uccide un giovanissimo, qua e là | ma pochi | e tu procedi, giochi, | vivi, ami e dimentichi | la battaglia che non ci sarà. | Poi | la morte aggiusta il tiro. | Te ne accorgi | quando colpisce | o i tuoi amici in giro | o qualche scheggia di malattia | ti scalfisce. | Poi tocca a te. | Prima di morire | si passa la bandiera ai figli. | Ma anche loro | non vinceranno.'' ([[Marcello Marchesi]]) *Si può morire in tanti modi. Alcuni sono meglio di altri. Il migliore è serenamente, quando ci salutiamo nell'amore. (''[[28 anni dopo]]'') *«Siamo nati per morire.» Se l'avessi saputo prima! ([[Roberto Gervaso]]) *Solo da morti, [[scrittore]] e asino, trovano la loro glorificazione. ([[Giorgio Saviane]]) *''Solo davanti la morte fa paura. | Di dietro | è tutto bello innocente all'improvviso. | Maschera di carnevale, nella quale, | dopo la mezzanotte acqua raccogli | per bere o, sudato, lavarti.'' ([[Milan Rúfus]]) *''Solo un fumo torbido è il sogno della morte, | e il fuoco della vita sotto vi arde''. ([[Herman Hesse]]) *Solo dopo la morte siamo fuori tempo massimo. (''[[L'ultimo bacio]]'') *Sono eroi i combattenti che affrontano la morte in guerra. Siamo eroi anche noi vecchi che affrontiamo la morte senza bombe e senza assalti, senza fracasso e senza gloria. ([[Fausto Gianfranceschi]]) *Sono i morti che governano. Guarda, amico, come ci impongono la loro volontà! Chi ha fatto le leggi? I morti! Chi ha fatto le usanze a cui obbediamo e che modellano le nostre vite? I morti! E i diritti di proprietà sulle nostre terre? Non sono forse i morti che li hanno inventati? Se un geometra traccia una riga, comincia da un angolo che è stato fissato dai morti, e se andiamo in tribunale per una controversia, il giudice si mette a compulsare i suoi libri, finché non trova il modo in cui i morti l'hanno risolta, e si conforma alla loro decisione. E tutti gli scrittori, quando vogliono dare peso e autorevolezza alle loro opinioni, citano i morti, e i predicatori e i conferenzieri non hanno forse la bocca piena di parole che sono state già pronunciate dai morti? Caro mio, le nostre vite seguono i solchi che i morti hanno tracciato con l'unghia dei loro pollici! ([[Melville Davisson Post]]) *– Sono sempre i più meglio che se ne vanno!<br />– È la vita, oggi a te domani a lui! (''[[I soliti ignoti]]'') *Spesso sono i giovani ad avere le idee necessarie affinché la [[società]] progredisca. Però i vecchi non sempre sono disposti a cedere loro il posto: in questo caso la morte è utile alla società. ([[Eirik Newth]]) *Talvolta non è giusto che qualcuno possa svignarsela semplicemente morendo. ([[Friedrich Dürrenmatt]]) *''Trovo, dovunque io giro 'l guardo intento, | trista imagin di morte. Ecc'ora il giorno | da l'oriente uscir di luce adorno, | eccol tosto a l'occaso oscuro e spento''. ([[Celio Magno]]) *Tu conosci, o Morte, il fuoco che conduce al cielo. Dichiaralo a me che son degno di fede: come partecipano dell'immortalità gli abitanti del cielo? (''[[Kaṭha Upaniṣad]]'') *– Tu non hai paura della morte, è questo che vorresti far credere a tutti.<br />– È davvero così. Arriva per tutti prima o poi, perché temerla?<br />– Perché tu finirai nel più profondo dei Sette Inferi se gli Dèi sono giusti! (''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'') *Tutti devono morire, ma non tutte le morti hanno uguale valore. [...] La morte di chi si sacrifica per gli interessi del popolo ha più peso del Monte Tai, ma la morte di chi serve i fascisti, di chi serve gli sfruttatori e gli oppressori, è più leggera di una piuma. ([[Mao Zedong]]) *Tutti dobbiamo morire un giorno. E tuttavia, di tutte le verità che ci diciamo, è forse quella, perlomeno fino alla vecchiaia, che ci ripetiamo con meno convinzione. ([[Albert Samain]]) *Tutti i morti sono maggiori di noi. Un ragazzo di dieci anni che muore è maggiore di me, per il fatto che lui sa. ([[Julien Green]]) *Tutti un giorno, dobbiamo morire. Non possiamo esser certi di ciò che ci attende dopo morti, ma pensate che stupende possibilità vi sono! Può darsi, come disse [[Socrate]], che la morte sia soltanto un sonno tranquillo. Personalmente, sento che la morte sarà la grande rinascita. Perciò avviamoci alla morte come il bimbo va nel suo letto. Accogliamo tranquillamente quest'ora di coricarsi e diciamo che la vita è stata un bene. ([[Leo Baeck]]) *Un [[confessione|confessore]] si recò da un moribondo e gli disse: «Vengo a esortarvi a morire in pace». L'altro rispose: «E io vi esorto a lasciarmi morire in pace». ([[Nicolas Chamfort]]) *Un male non può essere glorioso; ma esiste una morte gloriosa; dunque la morte non è un male. ([[Zenone di Cizio]]) *Un morto non ha età. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[L'idiota]]'') *''Un sillogismo:'' sono gli altri a morire; ma io | non sono un altro; quindi non morirò''.'' ([[Vladimir Nabokov]]) *Un uomo non è nato del tutto finché non è morto. Perché allora dobbiamo rattristarci che un nuovo nato abbia preso posto tra gli'immortali? Noi siamo spiriti. Che ci venga prestato un corpo anche se questo ci dà piacere, ci assiste nell'acquistare conoscenze o nel fare del bene ai nostri simili, è un atto generoso e benevolo del Signore. Quando il corpo non serve più a questi scopi e ci dà dolore invece che piacere, quando diventa un ingombro invece di un aiuto, è non meno generoso e benevolo che ci sia dato il modo di liberarcene. La morte è proprio questo.<br>Il nostro amico e noi siamo stati invitati a un viaggio di piacere che durerà in eterno. Il suo seggio era pronto per primo ed egli è partito prima di noi. Non potevamo logicamente partire tutti insieme: e perché tu e io dovremmo rattristarcene, giacché presto dovremo seguirlo e sappiamo dove trovarlo? ([[Benjamin Franklin]]) *Una cosa che ho imparato riguardo alla morte è che sono chiamato a morire per gli altri. È fin troppo evidente che il modo in cui muoio influisce su molte persone. ([[Henri Nouwen]]) *''Una donna stende il bucato | nel silenzio. | La morte è senza vento.'' ([[Tomas Tranströmer]]) *Una maniera del tutto nuova di morire è comparsa nel corso del secolo XX in alcune delle regioni più industrializzate, più urbanizzate, più tecnicamente avanzate del mondo occidentale e senza dubbio siamo ancora agli inizi.<br>Salta agli occhi del meno attento degli osservatori la sua novità, il suo contrasto con tutto ciò che era prima, di cui costituisce l'immagine rovesciata in negativo: la società ha espulso la morte, eccetto quella degli uomini di Stato.<br />Niente più nella città avverte che qualcosa è accaduto: il vecchio carro funebre nero e argento è diventato una banale automobile grigia che si perde nel flusso della circolazione.<br />La società non segna nessuna pausa: la scomparsa di un individuo non intacca più la sua continuità. In città tutto si svolge come se nessuno più morisse. [...] Il modello della morte capovolta ha certo una preistoria nella città borghese, europea e cosmopolita della fine dell'Ottocento [...] ma assume la consistenza attuale negli Stati Uniti e nell'Inghilterra del secolo XX. È là che mette radici perché vi ha trovato le condizioni di sviluppo più favorevoli. ([[Philippe Ariès]]) * Una morte onesta è meglio di una vita vergognosa. ([[Slogan comunisti|slogan comunista]]) *''Veder la china, il baratro profondo, | la via senza ritorno, ultima via... | Triste non è il tramonto, amica mia, | triste è dover assistere al tramonto!''. ([[Nicola Lisi]]) *Veronica, guarda che la morte non esiste. La gente muore solo quando viene dimenticata. (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'') *''Verrà la morte e a te che non sei niente | porgerà la mano, in mezzo all'altra gente, | e tu sarai il primo, come vorrà la sorte, | a danzare con lei la danza della morte. | La morte bizzarra, la morte normale.'' ([[Tiziano Sclavi]]) *Vista in positivo, la morte è una delle poche cose che si possono fare facilmente stando distesi. ([[Woody Allen]]) *''Vogl' i ncampagna c' 'a Morte! | M' a faccio assettà a tavula cu' mmico. | Mangio! Ch'è, nun mangiavo? I', benedico, | tengo nu stommaco forte! || 'O vermiciello, 'o crapetto, | 'o fritto 'e pesce... e doppo – addo' ce azzecca''<ref>Dove ci sta bene.</ref> ''| 'o bicchierello – 'a noce e 'a ficusecca... | Se n'ha da i' nu peretto!''<ref>Peretto: Vaso di vetro in forma di pera.</ref> ''|| Voglio sta allero e cuntento, | ca nun ce abbado si mangiammo 'nzieme. | Le voglio fà avvedè ca nun me preme | ch'è tutt'essa a 'stu mumento! || 'A voglio ridere 'nfaccia! | 'A voglio fa stunà 'cu suone cante... | E quanno 'arcìule 'e vino so' vacante, | me l'astregno forte 'mbraccia... || E strillo: "– S'è 'mbrïacata! | Gente, vedite d' 'a putè fa' scema... | Vedimmo si se scioglie 'stu prublema | Si vene st'ora aspettata! " || E nun 'mporta – 'o bbenedico! – | Si doppo, quanno ha alliggeruto o vino, | me dice a me, truvannome vicino: | "– Mo' vienetenne cu' mmico!"'' ([[Rocco Galdieri]]) *''Voi morti non ci date mai quiete | e forse è vostro | il gemito che va tra le foglie | nell'ora che s'annuvola il Signore.'' ([[Vittorio Sereni]]) *Voltati. Vedrai una compagna che ti segue costantemente. In mancanza di un nome migliore chiamala Morte. È la tua Morte. Puoi averne paura, oppure servirtene a tuo vantaggio. Sta a te la scelta. ([[Wayne Walter Dyer]]) ===''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''=== *È la morte che dà un senso a questo mondo. Amiamo una rosa proprio per la sua caducità. Chi ha amato una pietra? ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]]) *In questa casa si aggira la morte, l'attrice che entra in scena al terzo e ultimo atto della vita di ognuno di noi. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (seconda stagione)|seconda stagione]]) *– Io non sapevo che esistessero una bella morte e una brutta morte.<br>– Mh-mh. Una bella morte è una morte artistica, una brutta è una morte da macellai. Lei, Boris, è un macellaio, io sono un artista. Stasera avrà il suo morto, Boris entro poche ore. Ma uccideremo con modalità artistiche, non con una mannaia o una pallottola esplosiva o altri mezzi da macelleria. No, no! Questa morte sarà come un balletto! ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|quinta stagione]]) *La morte deve essere così: niente orrore, niente paura, solamente pace. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|quinta stagione]]) *Secondo un detto, ogni uomo viene al mondo condannato a morte. L'ora e il modo dell'esecuzione sono sconosciuti. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]]) ===[[Marco Aurelio]]=== *La morte, la vita, la fama, l'infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali. *Non disprezzare la morte ma accoglila di buon grado perché anch'essa è un ente tra quelli che natura vuole. *Sulla morte: o dispersione, se ci sono gli atomi; se invece c'è l'unità, o spegnimento o trasferimento. ===[[Clive Barker]]=== *I morti hanno vie di comunicazione.<br>Percorrono le ignote distese dietro la nostra vita, animate dal traffico interminabile di anime dipartite, nell'infallibile procedere di treni fantasma, di vagoni di sogno. Capita di udire le vibrazioni e il tumulto del loro passaggio nei punti di rottura del mondo, attraverso le crepe aperte da atti di crudeltà, violenza e depravazione. Si può scorgere il carico di quei convogli, i morti vaganti, quando il cuore è vicino a scoppiare e si manifestano allora visioni che meglio sarebbe tenere celate.<br>Ci sono autostrade con tanto di segnaletica, viadotti e piazzole di sosta. Ci sono caselli e svincoli.<br>È in corrispondenza di queste intersezioni, dove si incrociano e si mescolano le folle dei morti, che propaggini di questi itinerari segreti tracimano talvolta nel nostro mondo. Il traffico è intenso ai crocicchi, dove più stridule risuonano le voci dei morti. Lì le barriere che separano una realtà da quella attigua si sono assottigliate per il passaggio di innumerevoli piedi *La morte, aveva compreso, era uno specchio di dolore a due facce: quella dei viventi, ciechi e convinti di aver perso i loro cari per sempre; e quella dei morti, che li vedevano soffrire e soffrivano accanto a loro, senza poter offrire una singola sillaba di conforto. *Sapevano sempre molte cose, i morti. Quante volte aveva detto a Harry che erano la più grande risorsa mai sfruttata? Era vero. Tutto quello che avevano visto e sofferto restava sconosciuto a un mondo che invece aveva tanto bisogno di un po' di saggezza. Solo perché, a un certo punto dell'evoluzione della specie, nel cuore dell'uomo si era radicata la profonda e superstiziosa convinzione che i morti fossero una fonte di terrore, invece che di illuminazione. *Tutto è morte, donna. Tutto è dolore. L'amore porta con sé soltanto la perdita. La solitudine conduce al dolore. Non importa cosa facciamo, saremo comunque sconfitti. La nostra unica, vera eredità è la morte. E il nostro unico lascito, la polvere. ([[Pinhead (personaggio)|Pinhead]]) ===''[[Beowulf]]''=== [[File:Siegfried, the hero of the North, and Beowulf, the hero of the Anglo-Saxons (1909) (14566833957).jpg|thumb|La morte di Beowulf]] *Il Fato salva spesso un uomo non destinato ancora a morire, quando il valore non lo abbandona. *Nel tempo fissato, per ognuno di noi verrà il termine della vita nel mondo; e chi può, si conquisti la fama prima della morte. Nulla di più alto può lasciare dietro di sé, quando muore, un cavaliere valoroso. ([[Beowulf (personaggio)|Beowulf]]) *Per l'uomo di valore è più dolce la morte di una vita d'onta! *Per un poco, adesso, è in fiore il tuo valore ma presto accadrà che della tua potenza ti depredino la malattia o la spada o l'abbraccio del fuoco o l'onda dell'acqua o il morso della spada o il volo della lancia, o la vecchiezza tremenda; e allora il lampo che ti arde negli occhi si offuscherà e si spegnerà, e presto accadrà, fiero cavaliere, che la morte ti abbatterà. ([[Hroðgar]]) *Tale sarà sempre la fede d'un uomo, quand'egli pensa di conquistarsi una gloria imperitura nella guerra: per nulla lo turberà il pensiero della morte. ===''[[Bibbia]]''=== *''Alla morte di un uomo si rivelano le sue opere. | Prima della fine non chiamare nessuno beato; | un uomo si conosce veramente alla fine.'' (''[[Siracide]]'') *''Gli empi invocano su di sé la morte | con gesti e con parole, | ritenendola amica si consumano per essa | e con essa concludono alleanza, | perché son degni di appartenerle.'' (''[[Libro della Sapienza]]'') *In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') *L'ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte. Difatti, Dio ''ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi''. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'') *''La morte è stata ingoiata per la vittoria. | Dov'è, o morte, la tua vittoria? | Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?'' Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! ([[Paolo di Tarso]], ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'') *''Non ci sarà più la morte, | né lutto, né lamento, né affanno, | perché le cose di prima sono passate.'' (''[[Apocalisse di Giovanni]]'') *''O morte, come è amaro il tuo pensiero | per l'uomo che vive sereno nella sua agiatezza, | per l'uomo senza assilli e fortunato in tutto, | ancora in grado di gustare il cibo! | O morte, è gradita la tua sentenza | all'uomo indigente e privo di forze, | vecchio decrepito e preoccupato di tutto, | al ribelle che ha perduto la pazienza!'' (''[[Siracide]]'') *''Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; | lo fece a immagine della propria natura. | Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; | e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.'' (''[[Libro della Sapienza]]'') ===[[Napoleone Bonaparte]]=== *Ci sono ferite alle quali sarebbe preferibile la morte. Ma sono poche. Al momento di abbandonare la vita, ci si aggrappa ad essa con tutte le forze. *La morte può essere l'espiazione delle colpe, ma non può mai ripararle. *La morte sola può rescindere l'unione formata dalla simpatia, dal sentimento e dall'amore. ===[[Eugenio Borgna]]=== *In fondo, e in sintesi estrema, è per sfuggire alla morte che ci siamo inventati il linguaggio, l'arte, la filosofia, la politica. *L'immagine che vive in noi è legata alla concezione che abbiamo della vita e anche alla differenza che mettiamo tra il morire e la morte. *Nel termine morire rimane "vivo" anche il vivere; nella parola morte la vita scompare. ===[[Louis Bromfield]]=== *Ci sono persone che hanno vissuto con ritmo, che hanno completato il ciclo dell'esistenza passando dall'infuriare della giovinezza alle solide conquiste della maturità e al quieto e pacifico declino verso la morte. La gente di questo genere non teme la morte né lotta per sfuggirla giacché la vita è sempre stata completa, realizzata come un'opera d'arte. Non hanno mai temuto né negato la vita. Non accettano la morte per stanchezza o disperazione ma l'accettano perché hanno compiuto il ciclo con compiuta soddisfazione. Quanti ne sono rimasti al giorno d'oggi? *La morte del corpo non è la fine dello spirito, ma solo una tappa del viaggio, come quando nei tempi andati si cambiava diligenza. *La morte è una cosa rapida, chiara, che non ammette compromessi. ===[[Gesualdo Bufalino]]=== *E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita? *I fatti sono cocciuti, la morte è il più cocciuto dei fatti. *La morte è uno sverginamento. Portasse anche a una gravidanza! *Pochi si rendono conto che la loro morte coinciderà con la fine dell'universo. *Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti. *Morire è un'inciviltà di cui, se potesse, il defunto arrossirebbe. *Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia. *Morire sarà, su per giù, come quando su una vetrina una saracinesca s'abbassa. ===[[Charles Bukowski]]=== *La maggior parte delle persone non è preparata alla morte, la propria o quella di chiunque altro. Li sciocca, li terrorizza. È come se fosse una grossa sorpresa. Diavolo, non dovrebbe mia esserlo. Porto la morte nel taschino a sinistra. A volte la tiro fuori e le parlo: "Ciao, bellezza, come va? Quando vieni a prendermi? Sarò pronto".<br />Non c'è da piangere per la morte più di quanto non ci sia da piangere per la crescita di un fiore. Ciò che è terribile non è la morte in sé, ma le esistenze che la gente vive o non vive fino al momento della morte. Non onora la propria vita, piscia sulla propria vita. La caga via. Stolti cazzoni. Si concentrano troppo sullo scopare, sui film, sul denaro, sulla famiglia, sul fottere. Hanno la menti gonfie di ovatta. Inghiottono Dio senza pensare, inghiottono la patria senza pensare. Ben presto si dimenticano come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello gonfi di ovatta. Sono brutti, dicono cose brutte, camminano in modo brutto. Suonagli la grande musica dei secoli e loro non riusciranno a sentirla. La morte di quasi tutte le persone è una farsa. Non c'è rimasto più niente da uccidere. *La morte era così noiosa. E questa era la cosa peggiore della morte. Che era di una noia mortale. Una volta che si presentava non avevi più scampo. Non potevi giocarci a tennis o trasformarla in una scatola di boeri. Se ne stava lì e basta, come una gomma bucata. La morte era stupida. *"La morte non puzza", disse la donna, "solo i vivi puzzano, quelli che stanno per morire puzzano, solo quelli in decomposizione puzzano. La morte non puzza." *Mentre aspettavo ammazzai quattro mosche. Accidenti, la morte era dappertutto. Uomini, uccelli, belve, rettili, roditori, insetti, pesci, nessuno aveva la minima probabilità di sfuggirle. Li sistemava tutti. Non sapevo che cosa fare, al riguardo. Mi venne la depressione. *Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra. ===[[Samuel Butler]]=== *E ciò che noi chiamiamo morte non è altro che una scossa abbastanza forte da distruggere il passato e il presente come affini tra loro. In altre parole, la morte non è che la constatazione che la differenza tra il passato e il presente è maggiore della somiglianza, sì che non è più possibile chiamare la seconda fase una continuazione della prima e ci costa meno fatica crederla qualcosa che decidiamo di considerare nuova. *Il tormento della morte sta nella conoscenza di quando e come verrà. *La morte, non è né una fine né un inizio definitivo. Così colui che perde la propria anima la può ritrovare, e colui che la trova potrebbe perderla. *Morire è soltanto cessare di morire e sbrigare la cosa una volta per tutte. *Non c'è nulla che allo stesso tempo abbia così tanta e così poca influenza su un uomo quanto la sua morte. *Tutta la vita di certa gente è una sorta di morte parziale – una lunga, estenuante agonia, per così dire, di immobilismo e di inesistenza cui la morte fa solo da sigillo o da firma solenne: la rinuncia a ogni ulteriore azione o operato da parte del firmatario. La morte sottrae a questi individui quella piccola forza che sembravano avere e non concede loro niente tranne il riposo. *Una morte fatta con stile, in modo lussuoso, è una delle cose più dispendiose a cui un uomo possa indulgere. Morire con tutti i confort costa un sacco di soldi a meno che uno non si spenga alla svelta. ===[[Elias Canetti]]=== *Io posso essere amico solo di spiriti che conoscono la morte. Certo, mi rendono felice se gli riesce di tacere della morte: perché io non posso. *L'esistenza di molte popolazioni è interamente colmata da riti che si riferiscono ai morti. […] L'invidia dei morti è ciò che i vivi temono di più. […] Ogni morto è dunque colui cui altri sopravvivono. *La morte come desiderio si trova davvero ovunque, e non è necessario scavare molto nell'uomo per trarla alla luce. *La morte è una battaglia sempre perduta. ===[[Caparezza]]=== *''Altro giro di lancetta, | io matura, io l'acerba, | mi hanno dato tanti appellativi, | ma tu chiamami "La Certa".'' *È stata rappresentata in molteplici modi, ma io ho scelto di raccontarla come una figura positiva, senza la quale la nostra vita diventerebbe il trionfo dell'apatia e della depressione. Una sorta di motivatrice che ci spinge a dare il meglio di noi durante il tempo limitato che abbiamo a disposizione. *''Mi vedi come la cattiva, la tenebra, la maldita, la dea che fa la bandita, | ma voglio solo schiodarti dalla panchina, | voglio vederti giocare la tua partita, | ringraziami, | che se fossi svanita come una dedica incisa nella battigia | avresti l'anima spenta, l'anima grigia | come la cenere di una cicca nella lattina, | ho dato io il tuo senso a tutto | e sono vera e senza trucco, | anche se non lo ammetti è a me che va il pensiero | più che al cielo del Nabucco.'' *''Non chiamarmi prostituta | perché tutti giacciono con me, | da chi va nei posti in tuta | a chi ha diamanti nei collier.'' *''Smettila di mandarmi fiori | tanto mi azzanneresti come i cani fuori, | piuttosto leggimi dentro come i grandi tomi | perché la vita è un lampo e tu ci arriverai in ritardo come fanno i tuoni. | Io sono il tuo futuro, chiama i testimoni, | non puoi mandare i piani in fumo come gli estintori.'' *''Quando stai male sono la tua litania, | ma quando il male passa divento una tassa, una tirannia.'' *''Ti immagini non ci fossi? | Di sicuro non avresti combinato la metà di niente. | Sono anni che ti sprono a dare il meglio, | ma tu vivi nelle ombre degli inganni. | Forse quando partiremo sarai vecchio | con le tue valigie colme di rimpianti. | Non puoi comprarmi | nemmeno con tutti gli ori dei Nibelunghi: | di sicuro sarai mio, sì, puoi contarci, | quel giorno sarai migliore, quasi per tutti.'' ===[[Miguel de Cervantes]]=== *La morte che ci coglie a un tratto fa subito finire il dolore, ma quella che si prolunga nei tormenti uccide di continuo senza spegner la vita. *Orbene, a tutto c'è rimedio meno che alla morte, sotto il giogo della quale tutti si deve passare, per quanto, quando la vita finisce, ci dispiaccia. *Tuttavia, ti faccio osservare, fratel mio Panza — replicò don Chisciotte — che non c'è ricordo cui il tempo non cancelli, né dolore a cui la morte non metta fine. ===[[Emil Cioran]]=== *La morte è ciò che la vita ha sinora inventato di più solido e sicuro. *Morire a sessanta o a ottant'anni è più duro che a dieci o a trenta. L'assuefazione alla vita, ecco la difficoltà. Perché la vita è un vizio. Il più grande che ci sia. Il che spiega perché si faccia tanta fatica a sbarazzarsene. *Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero già trovato un modo qualsiasi di aggirarla. ===[[Fabrizio De André]]=== *''Cari fratelli dell'altra sponda | cantammo in coro giù sulla terra, | amammo in cento l'identica donna, | partimmo in mille per la stessa guerra, | questo ricordo non vi consoli, | quando si muore, si muore soli.'' *''La morte verrà all'improvviso | avrà le tue labbra e i tuoi occhi | ti coprirà di un velo bianco | addormentandosi al tuo fianco.'' *''Sappiate che la morte vi sorveglia, | gioir nei prati o fra i muri di calce, | come crescere il gran guarda il villano | finché non sia maturo per la falce.'' ===[[Don DeLillo]]=== *È così, dunque: una cosa improvvisa, perentoria? La morte, pensai, non dovrebbe essere invece come l'immersione del cigno, ali bianche, levigato, che lascia la superficie intatta? *È un timore che informa da lungo tempo i miei rapporti con i medici, quello che perdano interesse nei miei confronti, che ordinino all'infermiera di far passare altri prima di me, che diano per scontata la mia morte. *La maggior parte di noi ha probabilmente visto la propria morte, ma non sapeva come far affiorare questa visione. Forse, quando moriremo, la prima cosa che diremo sarà: «Questa sensazione la conosco. Qui ci sono già stato». *La questione del morire si fa saggio strumento di memoria. Ci guarisce della nostra innocenza nei confronti del futuro. Le cose semplici sono fatali, o è una superstizione? *I tibetani cercano di vedere la morte per ciò che essa è. Ovvero la fine dell'attaccamento alle cose. Una verità semplice ma difficile da capire. Tuttavia, una volta che si sia smesso di negare la morte, si può procedere tranquillamente a morire e poi ad affrontare l'esperienza della rinascita uterina, o l'aldilà giudaico-cristiano, o l'esperienza extracorporea, o un viaggio su un Ufo, o come che lo si voglia chiamare. E possiamo farlo con chiarezza di visione, senza timore riverenziale o terrore. Non dobbiamo aggrapparci artificialmente alla vita, e neanche alla morte. Non si fa altro che procedere verso le porte scorrevoli. Onde e radiazioni. Guarda come è tutto ben illuminato. Questo posto è sigillato, conchiuso in sé. E senza tempo. Un altro motivo per cui penso al Tibet. Morire, in Tibet è un'arte. Arriva un sacerdote, si siede, dice ai parenti in lacrime di andarsene e fa sigillare la stanza. Porte e finestre, tutte sigillate. Ha cose serie da fare. Salmodie, numerologia, oroscopi, recitazioni. *Nelle città nessuno più nota la specificità del morire. Il morire è una componente dell'aria. Si trova ovunque e in nessun luogo. Morendo gli uomini gridano, per farsi notare, per farsi ricordare per un paio di secondi. Morire in un appartamento di città può deprimere l'anima, penso, per diverse vite a venire. Nelle cittadine di provincia invece ci sono le villette, le piante nei bovindi. La gente nota di più la morte. I morti hanno volti, automobili. Se non si sa un nome, si sa però quello di una strada, di un cane. «Aveva una Mazda arancione». Di una persona si sanno un paio di cose inutili che diventano importanti elementi di identificazione e collocazione cosmica, nel caso in cui essa muoia all'improvviso, dopo una breve malattia, nel proprio letto, con trapunta e cuscini rivestiti uguali, in un mercoledì pomeriggio piovoso, febbricitante, un po' congestionata nei seni nasali e al petto, pensando alla lavatura a secco. ===[[Angelo di Costanzo]]=== *''Il primo annunzio di mia cruda morte, | se a chi muor per [[Amore|amor]] tanto è concesso, | vo' che tra il sonno l'ombra mia t'apporte''. *''Lasciando con la [[patria]] ogni conforto, | ove più l'Appennin la neve agghiaccia, | carco n'andrò di così gravi some, | chiamando morte, e te sola per nome''. *''Poi c'hai del sangue mio sete si ardente, | e perchi'io mora, o Morte acerba e ria, | sei mossa per ferir la donna mia, | col velenoso stral fiero e pungente''. *''Quand'un [[Anima|alma]] gentil, credo dal cielo | discesa, ad onorar quel chiaro giorno, | però che tal nascer non suole in terra, | vidi tra molte stelle a par d'un sole | con raggi fiammeggiar, da far in vita | tornar quanti mai spense avara morte''. ===[[Philip K. Dick]]=== *Che stronza [[Emily Dickinson]], quando cinguettava della "dolce Morte". L'idea che la morte sia dolce è abominevole. La Dickinson non ha mai visto un groviglio di sei o sette automobili sulla Easthore Freeway. *È sorprendente: il potere della morte umana di far rinsavire. Ha più peso di ogni parola, di ogni argomento: è la forza ultima. Si impossessa della tua attenzione e del tuo tempo. E ti lascia cambiato. *Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po' di persone, allora diviene un errore sociale, uno [[stile di vita]]. E in questo particolare stile di vita il motto è: "Sii felice oggi perché domani morirai"; ma s'incomincia a morire ben presto e la felicità è solo un ricordo. ===[[Emily Dickinson]]=== *Ho notato che la Morte fa frequenti visite, dove si è già presentata, rendendo desiderabile prevenire i suoi approcci. *Morire prima di aver paura di morire può essere un dono. *Non pensiamo abbastanza ai Morti come fonte di ebbrezza – Essi non dissuadono ma Adescano – Custodi di quella grande Avventura ancora preclusa a noi – mentre agogniamo (invidiamo) la loro saggezza lamentiamo il loro silenzio. *Non ti sembra terribile l'[[Eternità]]? Ci penso spesso e mi sembra così buia che quasi desidererei che non ci fosse Eternità. Credere che dobbiamo vivere per sempre e non cessare mai di esistere. Sembra come se la Morte di cui tutti hanno paura perché ci lancia in un mondo sconosciuto sia un sollievo rispetto a uno stato di esistenza così interminabile. Non so perché ma mi sembra di non dover mai cessare di vivere sulla terra – non riesco a immaginare con la mia immaginazione più fervida la scena della mia morte – Mi sembra di non dover mai chiudere gli occhi nella morte. Non riesco a rendermi conto che la tomba sarà la mia ultima dimora – che gli amici piangeranno sulla mia bara, che il mio nome sarà menzionato, come uno di quelli che ha cessato di essere fra i rifugi dei viventi, e ci si chiederà dove è volato il mio spirito disincarnato. *''Poiché non potevo fermarmi per la Morte – | lei gentilmente si fermò per me.'' *''Polvere è l'unico Segreto – | Morte, l'unica Creatura | di cui non si può scoprire nulla | nella sua "città natale". || Nessuno conobbe "suo Padre" – | non fu mai Fanciulla – | non ebbe compagni di gioco, | o "storia di Inizi" – | Operosa! Laconica! | Puntuale! Pacata! | Spavalda come un Brigante! | più silenziosa di una Flotta! || Costruisce, come un Uccello, anche! | Cristo deruba il Nido – | Pettirosso dopo Pettirosso | di contrabbando al Riposo!'' *Se i morenti potessero aver fiducia della Morte, non ci sarebbero Morti. ===[[John Donne]]=== *''Morte, non andar fiera se anche t'hanno chiamata | possente e orrenda. Non lo sei. | Coloro che tu pensi rovesciare non muoiono, | povera morte, e non mi puoi uccidere.'' *Nessun uomo è un'isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te. *''Un breve sonno e ci destiamo eterni. | Non vi sarà più morte. E tu, morte, morrai.'' ===''[[Dr. House - Medical Division]]''=== *La morte non è interessante. Per te conta solo ciò che è interessante: rompicapo, idee, analisi... La morte è il contrario di un bel rompicapo. La morte è un eterno nulla. ([[Dr. House - Medical Division (ottava stagione)|ottava stagione]]) *– Non voglio che le diate farmaci che danneggino il suo organismo...<br/>– Lo sa cos'altro danneggia un organismo? La morte! ([[Dr. House - Medical Division (terza stagione)|terza stagione]]) *Quasi morire non cambia niente, è la morte che cambia tutto quanto. ([[Dr. House - Medical Division (quinta stagione)|quinta stagione]]) ===[[Dracula (romanzo)|''Dracula'' (romanzo)]]=== *Dicono che coloro i quali sono in punto di morte, per lo più rendano l'anima nei momenti di transizione, all'alba e al mutare della marea; e chiunque abbia sperimentato, quando sia stanco, e come incollato al suo posto, quella trasformazione che ha luogo nell'atmosfera, non faticherà a credermi. ([[Jonathan Harker]]) *La vita in fondo cos'è? Solo l'attesa di qualcosa altro, no? E la morte l'unica cosa che possiamo essere sicuri che viene. *Sono troppo infelice, troppo giù di morale, troppo nauseato del mondo e di tutto quel che c'è dentro, vita compresa, e non mi importerebbe niente di sentire in questo momento il batter d'ali dell'Angelo della Morte. ([[John Seward]]) ===[[Dracula (miniserie televisiva)|''Dracula'' (miniserie)]]=== *La fine è una benedizione. Morire ti da la prospettiva. È la cima della montagna da cui tutta la tua vita è finalmente visibile dall'inizio alla fine. La morte ti completa. *La morte è l'unico atto che sa ancora di novità. Ogni altra esperienza umana è catalogata da qualche parte nelle vostre infinite biblioteche digitali. Non c'è nulla di nuovo. Ogni istante di vita è deteriorato e di seconda mano, tranne quell'unico momento dell'esistenza che nessuno è mai stato in grado di raccontare. In un mondo di strade già percorse, la morte è l'unica neve ancora immacolata. *Perché il trapasso arriva sempre come un tale shock per voi mortali? ===''[[Dylan Dog]]''=== *''Chi è colui così gagliardo e forte che possa vivere senza poi morire? E da colei ch'è tutto, Madonna Morte, l'anima sua possa far fuggire? La Morte schifosa, la Morte lasciva! La Morte! La Morte! La Morte che arriva! La Morte, la Morte, dolcissima e amara, la Morte che avanza nella notte chiara. La Morte di pietra, la Morte di neve, la Morte che arriva con passo lieve. La Morte che dona, la Morte che prende, la Morte che ruba, la Morte che rende, la Morte che passa, la Morte che sta, la Morte che viene, la Morte che va. La Morte che arriva con il suo dolore, e avvolge ogni cosa con il suo fulgore. La Morte regina senza scettro e corona, La Morte! La Morte! La Morte in persona! La Morte! La Morte! La Morte furiosa, la Morte maligna, la Morte pietosa, la Morte sicura, la Morte carogna, la Morte che ha il muso di un topo di fogna. Verrà la Morte, e i tuoi occhi avrà | e la bellezza tua, vanità di vanità... | Verrà la Morte e porterà con sé | tutto il tuo impero, tutto, insieme a te... | Verrà la Morte e taglierà il legame | così sottile e forte, così bello e infame... | Verrà la Morte, sarà la tua coscienza, | è stata tua compagna in tutta l'esistenza... | Verrà la Morte, e a te che non sei niente | porgerà la mano, in mezzo all'altra gente... | ...e tu sarai il primo, come vorrà la sorte, | a danzare con lei la danza della Morte! | [...] la Morte ha danzato, la Morte tua sposa, | la Morte maligna, la Morte pietosa.'' *''In principio erano le tenebre, e sulle tenebre regnava la madre, regina degli orrori della nostra umanità, sovrana della notte eterna, madre sterile di infiniti figli, ignota a tutti e da tutti conosciuta, perché il suo nome è Morte!'' *Io sono colei che tutto spiega e che nessuno può spiegare... io sono l'immagine allo specchio, sono il mistero che è al di là della vita... sono il sonno senza sogni, sono il pensiero che vola via, la grande consolatrice... io sono... la Morte! *''La Morte che uccide, la Morte che piange | la Morte che ha lacrime fatte di sangue | La Morte stanca, la Morte triste, | la Morte che ha visto cose mai viste.'' *''La Morte di vetro, metallo, lamiera, | la Morte che viene di giorno e di sera | La Morte di schianto, di colpo, improvvisa, | la Morte temuta, la Morte derisa | La Morte gloriosa, la Morte banale, | la Morte al disopra del bene e del male!'' *''La Morte! La Morte! La Morte che ha fretta! | La Morte che arriva e nessuno l'aspetta! | La Morte nel ventre, la Morte nel cuore, | la Morte che arriva con tutto il suo orrore!'' *La morte non è una condanna. È l'unica certezza che ci resta. Volevo vedere il futuro e non ho visto che polvere... è tempo che la polvere torni alla polvere. *Se la morte giungesse solo a chi se l'aspetta, finirebbe con il diventare noiosa. ===[[Umberto Eco]] === *Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri. *La prima qualità di un onest'uomo è il disprezzo della religione, che ci vuole timorosi della cosa più naturale del mondo, che è la morte, odiatori dell'unica cosa bella che il destino ci ha dato, che è la vita, e aspiranti a un cielo dove di eterna beatitudine vivono solo i pianeti, che non godono né di premi né di condanne, ma del loro moto eterno, nelle braccia del vuoto. Siate forte come i saggi dell'antica Grecia e guardate alla morte con occhio fermo e senza paura. *Voglio [...] parlare della mia morte, e ammetterete che in questo caso ho qualche diritto all'esternazione. ===[[Albert Einstein]]=== *A chi è piegato dall'età, la morte verrà come un sollievo. Lo sento molto fortemente ora che sono arrivato io stesso alla vecchiaia, e a considerare la morte come un vecchio debito che è giunto il momento di pagare. Ma istintivamente, facciamo di tutto per ritardare quest'ultimo adempimento. Così la natura si diverte a giocare con noi. *La nostra morte non è una fine se possiamo vivere nei nostri figli e nella giovane generazione. Perché essi sono noi: i nostri corpi non sono che le foglie appassite sull'albero della vita. *Non voglio e non posso figurarmi un individuo che sopravviva alla sua morte corporale: quante anime deboli, per paura e per egoismo ridicolo, si nutrono di simili idee! ===[[Ugo Foscolo]]=== *''A' generosi | giusta di gloria dispensiera è morte.'' *''All'ombra de' cipressi e dentro l'urne | confortate di pianto è forse il sonno | della morte men duro?'' *''Gli occhi dell'uom cercan morendo | il [[Sole]]: e tutti l'ultimo sospiro | mandano i petti alla fuggente luce.'' *La sola morte, a cui è commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace. *Se gli uomini si conducessero sempre al fianco la morte, non servirebbero sì vilmente. ===[[Fausto Gianfranceschi]]=== *Da giovani la morte è una commedia scritta da altri per altri attori. *La morte è un mistero che promette di risolversi quando accadrà. *Ogni morte è un sacrificio che tiene in vita il mondo. *Sono eroi i combattenti che affrontano la morte in guerra. Siamo eroi anche noi vecchi che affrontiamo la morte senza bombe e senza assalti, senza fracasso e senza gloria. ===''[[Epopea di Gilgamesh]]''=== *Fin dai tempi antichi, nulla permane. Dormienti e morti, quanto sono simili: sono come morte dipinta. Che cosa divide padrone e servo quando entrambi hanno compiuto il proprio destino? Quando gli Anunnakkū, i giudici, si radunano e anche Mammetun madre dei destini, assieme decretano i fati degli uomini. Vita e morte assegnano, ma non rivelano il giorno della morte. *La morte abita nella mia camera; ovunque si posi il mio piede, lì trovo la morte. *Quando gli dèi crearono l'uomo, gli diedero in fato la morte, ma tennero la vita per sé. ===''[[Grey's Anatomy]]''=== *Dicono che la morte sia più dura per chi sopravvive. È difficile dire addio, a volte è impossibile. In realtà non smetti mai di sentire la perdita. È questo che rende tutto agrodolce. Lasciamo dei pezzetti di noi alle nostre spalle, piccoli ricordi. Una vita di ricordi, fotografie, gingilli. Cose per cui saremo ricordati, anche quando non ci saremo più. ([[Grey's Anatomy (nona stagione)|nona stagione]]) *La morte cambia tutto. C'è il crollo emotivo, certo, ma ci sono anche le cose pratiche. Chi farà il tuo lavoro? Chi si prenderà cura della tua famiglia? L'unica cosa positiva per te, è che non devi preoccupartene tu. Gente che non hai mai visto abiterà in casa tua, prenderà il tuo posto. Il mondo andrà avanti, senza di te. ([[Grey's Anatomy (nona stagione)|nona stagione]]) *Se sei una persona normale, una delle poche cose su cui puoi contare nella vita è la morte. Ma, se sei un chirurgo, anche quel conforto ti viene negato. Noi chirurghi inganniamo la morte, la prolunghiamo, la neghiamo. Ci fermiamo e, con sfida, mostriamo il dito medio alla morte. ([[Grey's Anatomy (quinta stagione)|quinta stagione]]) ===[[Ernst Jünger]]=== *La mente può sviluppare i nessi logici solo fino a un determinato punto, raggiunto il quale la prova deve cedere il passo all'evidenza. Lì occorre compiere il salto oppure ritirarsi.<br>Il punto di rottura in questione indica un mistero del tempo. I punti di rottura sono luoghi di ritrovamenti. Anche la morte è un punto di rottura, non una fine; ed è questo l'orizzonte della parola «origine» *Nell'uomo sono sopite anche qualità che solo la morte porterà a dispiegare. Allora la metamorfosi avrà luogo non più negli strati, bensì nella pienezza.<br>Grandi avventurieri – questa sarà per voi l'ultima e suprema avventura. *Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. *O [[ricordo]], chiave d'accesso al nucleo più intimo degli esseri umani e delle esperienze vissute! Sono certo che tu sei racchiuso anche nel vino cupo, amaro e inebriante della morte come l'ultimo e decisivo trionfo dell'essere sull'esistenza. *Spesso ho come l'impressione che i morti diventino più maturi e più miti; crescono dentro di noi con radici postume – siamo <nowiki>''</nowiki>noi<nowiki>''</nowiki> il vero camposanto, la vera terra consacrata del cimitero. Essi vogliono essere seppelliti nel nostro cuore. Ce ne sono grati, e questo vincolo dà alle famiglie e ai popoli la forza di trasformarsi nel tempo. *Vi sono degli incontri totali che mettono in questione il corpo e la vita; essi inaugurano un vasto campo che si estende tra l'intelligenza politica e la disciplina etica.<br/>Nessuno può sottrarsi all'ultimo incontro, quello con la morte. Qui ognuno si espone in modo assoluto. La potenza della morte si sottrae al tempo e al numero, diventa immaginaria. Se inseriamo per il singolo, come per colui che è sconosciuto a sé, in numero base X, egli sarà esposto infinitamente:<br />{{centrato|'''X'''<sup>∞</sup>}}<br />Solo così l'individuo diventa «indivisibile», come esprime il suo nome. Il fatto che la sua potenza superi qualsiasi misura e valutazione, include una speranza che oltrepassa quella del Paradiso. L'arte e i culti circondano e ornano il muro del tempo; ognuno celebra da solo il sacramento della morte. Nella morte di Ivan Ilijc, [[Lev Tolstoj|Tolstoj]] descrive il passaggio durante il quale l'esistenza non viene tolta, ma l'individuo rinuncia ad essa. <br/> A questo proposito [[Martin Heidegger|Heidegger]] scrive: «La rinuncia non toglie. La rinuncia dona. Dona la forza inesauribile dell'infinito». ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *Da secoli continuiamo a cambiare abiti, ma la morte ci ritrova sempre. *Il tacito orgoglio dell'uomo: la morte si difende da noi, ma alla fine soccombe. *La clientela della morte non si estingue mai. *La morte è il deus ex machina della tragedia umana. *La prima condizione dell'[[immortalità]] è la morte. *Per ogni cadavere ascriviamo alla morte un "più" con una croce al cimitero. *Se si potesse scontare la morte dormendola a rate! ===[[Giacomo Leopardi]]=== *''Che sia questo morir, questo supremo | scolorar del sembiante, | e perir della terra, e venir meno | ad ogni usata, amante compagnia.'' *La morte non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. *La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte. (''[[Operette morali]]'') *Nemica capitale della memoria. (''[[Operette morali]]'') *Non era naturale all'uomo da principio il procacciarsi la morte volontariamente: ma né anco era naturale il desiderarla. Oggi e questa cosa e quella sono naturali; cioè conformi alla nostra natura nuova: la quale, tendendo essa ancora e movendosi necessariamente come l'antica, verso ciò che apparisce essere il nostro meglio; fa che noi molte volte desideriamo e cerchiamo quello che veramente è il maggior bene dell'uomo, cioè la morte. (''[[Operette morali]]'') *Se mi fosse proposta da un lato la fortuna e la fama di Cesare o di Alessandro netta da ogni macchia, dall'altro di morir oggi, e che dovessi scegliere, io direi, morir oggi, e non vorrei tempo a risolvermi. (''[[Operette morali]]'') *''Sola nel mondo eterna, a cui si volve | ogni creata cosa, | in te, morte, si posa | nostra ignuda natura; | lieta no, ma sicura | dall'antico dolor.'' (''[[Operette morali]]'') *Troppo sono maturo alla morte, troppo mi pare assurdo e incredibile di dovere [...] durare ancora quaranta o cinquant'anni, quanti mi sono minacciati dalla natura. Al solo pensiero di questa cosa io rabbrividisco. [...] Oggi non invidio più né stolti né savi, né grandi né piccoli, né deboli né potenti. Invidio i morti, e solamente con loro mi cambierei. (''[[Operette morali]]'') ===[[Philipp Mainländer]]=== *Come le ossa bianche indicano le vie attraverso il deserto, così i monumenti segnano i regni culturali decaduti, rendendo nota la morte di milioni, come binari della civiltà. *E poi la silenziosa notte della morte assoluta inabisserà tutti. Come tutti nel momento del trapasso trepideranno beati: sono redenti, redenti per sempre! *L'animale non conosce la morte e la teme solo in modo istintivo, percependola come un pericolo. L'uomo, al contrario, conosce la morte e sa che cosa essa significa. [...] L'amore per la vita viene aumentato: l'animale segue soprattutto i suoi istinti, che si limitano a soddisfare la fame, la sete ed il bisogno di riposo. Esso vive in un ristretto ciclo vitale. Invece, nei confronti dell'uomo, e per mezzo della sua ragione, la vita si presenta sotto forma di ricchezza, di donne, di onore, di potere, di fama, ecc... che suscitano la sua brama di vita e la volontà di vita. [...] Nell'uomo, di conseguenza, la volontà di morte, istinto della sua natura più recondita, non viene semplicemente più celato dalla volontà di vita, come nell'animale, ma scompare completamente nel profondo, dove solamente di tanto in tanto si mostra come struggimento profondo di tranquillità. *La speranza di condurre una lunga vita, di continuare ad esistere sino alla mia morte naturale: questo per me è inconcepibile. *Però il filosofo immanente vede in fondo nell'intero universo nient'altro che il profondo desiderio di annichilimento assoluto, ed in lui è come se ascoltasse parlare chiaramente una voce che attraversa tutte le sfere del cielo, e dice: ''Redenzione! Redenzione! Morte alla nostra vita!'' – e pronunciare la rispettiva confortante risposta: ''troverete tutti la fine e sarete redenti.'' ===[[Thomas Mann]]=== *Di fatto il nostro morire riguarda più i sopravvissuti che noi stessi. *Il rispetto degli altri per le nostre sofferenze ce lo procura soltanto la morte, che nobilita anche le sofferenze più meschine. *La morte era una felicità così grande che solo nei momenti di grazia, come quello, la si poteva misurare. Era il ritorno da uno sviamento indicibilmente penoso, la correzione di un gravissimo errore, la liberazione dai più spregevoli legami, dalle più odiose barriere... il risarcimento di una lacrimevole sciagura. ===[[Sándor Márai]]=== *Arriviamo a comprendere fino in fondo gli esseri umani ai quali siamo uniti da un vincolo indissolubile soltanto nell'attimo della loro morte. *Il grande esame da superare nella vita non è la morte, bensì il morire. Ma la malattia e la morte hanno un che di osceno. Questo rovescio dell'esistenza corporea è al tempo stesso orrido e lubrico. *La via di ritorno dalla vita alla morte è oscura, brancolo dal nulla verso il nulla e lungo il percorso, ogni tanto, una parola, un concetto risplendono come lucciole nella buia foresta. *Le tante menzogne che si raccontano sulla morte mi fanno venire la nausea. La vita eterna. Vita oltre la morte. Giudizio, sfere, paradiso e inferno. Sono sempre menzogne piagnucolose, insulse, ripugnanti. La realtà è oscena e sogghignante, è la morte. *Ottantacinque anni fa venni alla luce su questo pianeta. In un giorno simile, il mortale pensa alla morte in maniera diversa dagli ottantacinque anni precedenti. L'uomo è sempre cosciente della morte, la considera un naturale compimento del difficile e incomprensibile corso dell'esistenza, tuttavia si limita ad «averne coscienza», l'accetta. Arriva in fine il tempo in cui l'uomo acconsente a morire. Non è una sensazione tragica. Piuttosto un senso di sollievo, come quando, dopo aver lungamente riflettuto, si comprende qualcosa di incomprensibile. *Sono in molti a comprendere soltanto tardi che il mistero più grande, nella vita, non è la morte, bensì il morire. E ogni ars moriendi è pura fantasticheria, un'arte simile non esiste. ===[[Henry de Montherlant]]=== *Beati coloro che muoiono senza pettegolezzi e senza lamenti, nella santa solitudine in cui muoiono le bestie e i soldati in fondo a una buca scavata da una granata. *Ciò che bisognerebbe riuscire a fare, è morire col sorriso sulle labbra. *Non occuparsi di quel che sarà dopo la morte, né sul piano metafisico, che sarebbe tempo perso dato che non possiamo saperne nulla; né sul piano concreto poiché delle nostre ultime volontà nulla sarà fatto. *Quando morirò, si troveranno ancora delle ragioni per mostrare che non sono morto come era opportuno. ===''[[Nosferatu, il principe della notte]]''=== *Chi dice che la morte è crudele sono solo gli inconsapevoli. Ma la morte non è che un taglio netto. È molto più crudele non essere capaci di morire. ([[Conte Dracula]]) *La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose. ([[Conte Dracula]]) *La morte è inevitabile. Alla fine saremo tutti soli. Le stelle ci vengono incontro confusamente. Il tempo scorre. I fiumi scorrono senza di noi. Solo la morte è crudelmente certa. ([[Lucy Westenra|Lucy Harker]]) ===[[Quinto Orazio Flacco]]=== *''L'estremo limite di tutto, | la morte.'' *La pallida morte batte ugualmente al tugurio del povero come al castello dei re. *''Persegue anche chi l'evita | la Morte.'' ===[[Chuck Palahniuk]]=== *Con la gente famosa è così, quando tirano le cuoia la loro cerchia di amici intimi si ingigantisce. Un morto famoso non può girare per strada senza incontrare un milione di migliori amici che nella vita vera non ha mai conosciuto. *Il [[dolore]] e l'[[odio]] e l'[[amore]] e la [[gioia]] e la [[guerra]] esistono perché siamo noi a volerli. E vogliamo che tutto sia così drammatico per prepararci alla prova finale che ci aspetta: affrontare la morte. *Io e la morte, separati alla nascita. ===[[Cesare Pavese]]=== *La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene. *Ma morire è proprio questo – non più sapere che sei morta. *Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere. *Tu non sai quanto la morte li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione, una cosa saputa, ma s'illudono che cambi qualcosa. *''Verrà la morte e avrà i tuoi occhi | questa morte che ci accompagna | dal mattino alla sera, insonne, | sorda, come un vecchio rimorso | o un vizio assurdo''. ===[[Mariano José Pereira da Fonseca]]=== *La morte aggiusta e salda molti conti nei contrasti fra uomini. *La morte distrugge in ogni uomo un originale che non avrà altro uguale per tutta l'eternità. *La morte è il termine del primo tirocinio del nostro spirito in questo mondo, è una promozione intellettuale per un nuovo e più vasto sistema e ordine di cose e idee. *Siamo maturi per la morte quando arriviamo a disincantarci del mondo e della vita umana. ===[[Fernando Pessoa]]=== *Guardando un cadavere, la morte mi sembra una partenza. Il cadavere mi dà l'impressione di un vestito smesso. Qualcuno se n'è andato e non ha avuto bisogno di portare con sé quell'unico vestito che indossava. *''La morte è la curva della strada | morire è solo non essere visto. | Se ascolto, sento i tuoi passi | esistere come io esisto.'' *Tutto è aver speranze o è morte. ===[[Francesco Petrarca]]=== *''Che altro ch'un sospir breve è la morte?'' *''Degna | di poema chiarissimo e d'istoria.'' *''La morte è fin d'una pregione oscura | a l'anime gentili; a l'altre è noia, | ch'hanno posto nel fango ogni lor cura.'' *''Morte fura | prima i migliori, e lascia star i rei.'' *''O ciechi, il tanto affaticar che giova? | Tutti torniamo a la grande madre antica, | e il nome nostro a pena si ritrova''. *''Un bel morir tutta la vita honora.'' ===[[Luigi Pirandello]]=== *Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito... *Mi accorsi tutt'a un tratto che dovevo proprio morire ancora: ecco il male! Chi se ne ricordava più? Dopo il mio suicidio alla ''Stia'', io naturalmente non avevo veduto più altro, innanzi a me, che la vita. Ed ecco qua, ora: il signor Anselmo Paleari mi metteva innanzi di continuo l'ombra della morte. *Morto? Peggio che morto; me l'ha ricordato il signor Anselmo: i morti non debbono, più morire, e io sì: io sono ancora vivo per la morte e morto per la vita. Che vita infatti può esser più la mia? La noja di prima, la solitudine, la compagnia di me stesso? ===[[Jules Renard]]=== *Il mistero della morte è più che sufficiente. Tutto quello che vi si ricollega non è che un enorme intreccio da teatro. *La morte potrebbe essere il sogno se, tratto tratto, si potesse aprire un occhio. *Non si muore. La morte è una specie di vita covata. *Quando si comincia a guardarla bene in faccia la morte è facile da capire. *Quando si sta per morire, si sa di pesce. *Quelli che hanno parlato meglio della morte sono tutti morti. ===[[Giuseppe Rensi]]=== *Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua. *"L'essere", questo è ciò che senz'altro è per sé stesso il male e il delitto. Esso non può reggersi se non mediante l'uccisione, la distruzione, l'incorporazione di altro essere, cioè di altri esseri (il nutrirsi, il nascere). Giusto è perciò morire, la morte è la giusta e meritata pena inflitta a quel delitto che è l'essere e nello stesso tempo è l'uscita da esso, cioè, la liberazione e la purgazione da esso. il vero e unico Σοτήρ, la vera e unica Σοτήρία. *Sei annoiato degli avvenimenti della vita, sempre gli stessi? Vuoi una novità? Una vera novità? Di tutto hai fatto l'esperimento, tutto più o meno conosci. Una sola cosa v'è di cui non hai alcuna idea come di cosa veramente vissuta ed esperimentata, che nella tua vita non hai mai provato, che non riesci nei particolari nemmeno ad immaginare. Questa sarà la genuina, la grande novità, il fatto veramente e sostanzialmente diverso da tutti gli altri che ti sono accaduti, l'avventura straordinaria, nulla di simile alla quale hai mai conosciuto. Non senti mai la curiosità di sapere come sarà? Cos'è? La morte. ===[[José Revueltas]]=== *Bisogna salvarsi per poter morire, perché la morte non sopraggiunga senza coscienza, ma chiara, precisa, limpida. *Che rabbia che la morte forse non avesse confini, fosse grande come un muscolo di Dio! *La morte non è il morire, ma ciò che avviene prima di morire, immediatamente prima, quando non ha ancora penetrato il corpo, e se ne sta immobile, bianca, nera, viola, livida, seduta sulla sedia più vicina. *Qualche volta si scopre che la morte è molto posteriore alla vera morte, come la vita, a sua volta, anteriore alla coscienza della vita. *Un uomo muore in così larga misura, quando il suo cervello è remoto e offuscato! Muore perché deve morire sul suo corpo, dove viaggiano gli enigmi, ed è al tempo stesso facile e difficile liberarsi della vita, così potente e debole, demoniaca e celeste, vicina, vecchia ed estranea. ===[[Rainer Maria Rilke]]=== *Mi è sempre parso strano, fin da quando ero bambino, che gli uomini parlino della morte in modo diverso da quello usato per le altre cose, e questo soltanto perché nessuno ha mai rivelato quello che gli è accaduto dopo. Ma in che modo un morto può distinguersi da un uomo che diventa serio, che rinuncia al tempo e si chiude in sé, per riflettere calmo su un problema, la cui soluzione da tempo lo tormenta? Quando si sta in mezzo alla gente, non ci si rammenta neppure del Paternostro; come dunque è possibile ricordare un altro rapporto più oscuro, che forse trova la sua ragione non in parole ma in eventi? Bisogna appartarsi in un silenzio inaccessibile: e forse i morti sono coloro che si sono così isolati per meditare sulla vita. *Oggi chi dà ancora valore a una morte ben fatta? Nessuno. *Una volta si sapeva (o si sospettava, forse) di avere ''in'' sé la morte come il frutto ha il nocciolo. I bambini ne avevano una piccola in sé e gli adulti una grossa. Le donne l'avevano nel grembo e gli uomini nel petto. La si ''aveva'', e questo dava a ciascuno una speciale dignità e un silenzioso orgoglio. ===[[Salvator Rosa]]=== *Il peggiore accidente dell'esser nostro è il morire. *La Morte è l'ultimo dei mali. *La Morte è l'unico fine delli tormenti di questa vita, il sovrano bene della Natura, il solo appoggio della nostra libertà, il comune e pronto ricetto a tutti i mali. *La Morte non si sente se non per il discorso, con ciò sia che ella sia il movimento d'un istante. ===[[Carlos Ruiz Zafón]]=== *A quell'epoca, la morte non viveva ancora nell'anonimato e la si poteva vedere e annusare dappertutto mentre divorava anime che ancora non avevano avuto nemmeno il tempo di peccare. *Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba. *Non posso morire, dottore. Non ancora. Ho delle cose da fare. Poi avrò tutta la vita per morire. *Non si capisce niente della vita finché non si comprende la morte. ===''[[Shāh-Nāmeh]]''=== *''Allora | Che morte alcun non divorasse, ingombra | Sarìa la terra e di vecchi e d'infanti | In ogni loco.'' *''Che se tu sei lieto, | Siede la morte con aguzzi artigli | E all'agguato si sta quel fera belva | Bramosa di giostrar.'' *''Dall'artiglio della morte alcuno | Scampo non trova! Ell'è come d'autunno | Il freddo vento, e siamo noi le foglie | Che il vento caccia.'' *''Oh! con la morte, [...] | Mai non ritorna all'uopo | Umana prece! A che l'aguzzo artiglio | Del fero drago d'evitar desii? | S'anche di ferro fossi tu, da quello | Non avrai scampo, e se qui resta a lungo | Giovinetto garzon, dal dì fatale | Della vecchiezza scampo ei non ritrova.'' ===[[William Shakespeare]]=== *''Di morte mangerai, che mangia gli uomini, | e il morir finirà, morta la morte.'' *I [[coraggio e paura|paurosi]] muoiono mille volte prima della loro morte, ma l'uomo di [[coraggio e paura|coraggio]] non assapora la morte che una volta. La morte è conclusione necessaria: verrà quando vorrà. (''[[Giulio Cesare (Shakespeare)|Giulio Cesare]]'') *Il pensiero della morte è come uno specchio, in cui la vita è apparenza, breve come un sospiro. Fidarsene è errore. *Oh, [[sintomo|sintomi]] vani e incannatori! I mali, allorché divengono estremi, non sono più sentiti: la morte, dopo aver manomesso il di fuori, lo abbandona, e fatta invisibile investe l'anima e l'assedia e l'opprime con legioni di fantasime e di larve, che affollandosi si conseguono confuse e senza interruzione. *Tutto che vive deve morire, passando dalla natura all'eternità. (''[[Amleto]]'') ===[[Socrate]]=== *La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l'anima e il corpo, l'una dall'altra. *La morte difatti nessuno sa neppur se non sia per l'uomo il maggiore di tutti i beni; e gli uomini la temono quasi sapessero di certo ch'è il maggiore dei mali. *Né in tribunale né in guerra non è lecito, né a me né ad altri, di ricorrere a qualunque mezzo per scampare ad ogni costo alla morte. ===[[Sofocle]]=== *''Al giorno estremo | però guati il mortale; e mai felice | non tenga l'uom, pria che d'affanni scevro | tocco non abbia della vita il fine''. *''Il peggio non è morire, ma dover desiderare | la morte e non riuscire ad ottenerla''. *La morte è l'ultimo medico delle malattie. ===[[Adrienne von Speyr]]=== *Esisteva dunque lei, la morte, ed era veramente in mezzo ai viventi, tra di noi, tra coloro che amavo e in me. Ma non era libera, si trovava nelle mani di Dio, apparteneva alla sua potenza; Dio vi si rivelava; era un segno. Un segno per i viventi. Bisognava dedicarsi ai viventi, amarli, per comprendere la morte, per comprendere Dio. *Questa era dunque la morte: lasciarsi dietro questo corpo malato e apparire davanti a Dio con la propria anima, che d'altro più non si occupa che della conoscenza di Dio. *Tutte le oscurità della morte si risolvono nella chiarezza suprema della vita eterna. ===''[[Star Trek: Deep Space Nine]]''=== *Oggi è un buon giorno per morire. ([[Worf]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 15, Alla luce dell'inferno|Alla luce dell'inferno]]'') *Quando riesci a guarire qualcuno, senti di aver vinto la tua battaglia contro la morte. ([[Julian Bashir]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 24, La calamità|La calamità]]'') *Voi [[klingon]] prendete la morte troppo alla leggera. La trattate come se fosse un amante. (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 19, Patto di sangue|Patto di sangue]]'') *Un vero klingon si compiace della morte dei suoi nemici, vecchi, giovani, armati, disarmati. Ciò che conta per lui è la vittoria. (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 18, Le regole del combattimento|Le regole del combattimento]]'') ===''[[Star Trek: The Next Generation]]''=== *Alcuni sono convinti che sia un cambiamento in una forma indistruttibile, immutabile per sempre; insomma credono che lo scopo di tutto l'universo sia di mantenere quella forma in un giardino simile al terrestre che darà delizie e piaceri per l'eternità. Dall'altra parte ci sono coloro che sostengono l'idea che dopo la morte si precipiti nel nulla. Con tutte le proprie esperienze, le speranze e i sogni, semplicemente un'illusione. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 2, Dove regna il silenzio|Dove regna il silenzio]]'') *Fa parte del nostro ciclo vitale accettare la morte di coloro che amiamo. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 5, Il Vincolo|Il Vincolo]]'') *La morte è quello stato in cui una persona vive nel ricordo degli altri, ecco perché non è la fine. Nessun addio – solo dei bei ricordi. ([[Tasha Yar]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 23, La pelle del male|La pelle del male]]'') *Noi siamo mortali. Il nostro tempo nell'universo è limitato. E questo è una verità che ogni essere umano deve imparare ad accettare. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 5, Il Vincolo|Il Vincolo]]'') ===''[[Star Trek: Voyager]]''=== *– Gli atteggiamenti umani riguardo la morte mi lasciano perplessa.<br>– In che senso?<br>– Le viene attribuita troppa importanza. Sembra ci siano infiniti rituali e credenze destinati ad alleviare la loro paura di una semplice biologica verità. Tutti gli organismi alla fine periscono.<br>– Ne deduco che i [[Borg (Star Trek)|borg]] non hanno paura di questa verità biologica?<br>– Nessuna. Quando un drone è danneggiato irreparabilmente, è scartato, ma i suoi ricordi esistono ancora dentro la coscienza della collettività. Per usare un termine umano, i borg sono in effetti immortali.<br>– Lei non fa più parte della collettività. Lei è mortale ora, come tutti noi. Questo la disturba?<br>– Le mie connessioni con i borg sono state recise, ma la collettività resta in possesso dei miei ricordi, delle mie esperienze. Esisterò per sempre, in un certo senso. (''[[Star Trek: Voyager#Episodio 12, Spiro mortale|Spiro mortale]]'') *Parlando della morte, quello che ignoriamo è tanto tanto di più di quello che conosciamo. ([[Kathryn Janeway]], ''[[Star Trek: Voyager#Episodio 9, Post mortem|Post mortem]]'') *Per i [[vulcaniani]], la morte è il completamento di un lungo viaggio. Non c'è nulla da temere. ([[Tuvok]], ''[[Star Trek: Voyager#Episodio 22, Il ciclo della vita|Il ciclo della vita]]'') ===[[Italo Svevo]]=== *L'immagine della morte è bastevole ad occupare tutto un intelletto. Gli sforzi per trattenerla o per respingerla sono titanici, perché ogni nostra fibra terrorizzata la ricorda dopo averla sentita vicina, ogni nostra molecola la respinge nell'atto stesso di conservare e produrre la vita. Il pensiero di lei è come una qualità, una malattia dell'organismo. La volontà non lo chiama né lo respinge. *La morte è l'ammirevole liquidazione della vita. Quando il filosofo amaro ghigna che il suicidio non è altro che un palliativo, come tutti coloro che per vedere meglio s'innalzarono di troppo. Vedono il paese, non l'albero, non la casetta. Il destino del singolo è piccolo anche dinanzi alla morte. Per la morte il piccolo singolo rientra privo di ogni responsabilità nella vita generale e vi si annulla. Come non riconoscere che la morte cancella ogni dolore per le nostre sventure, per le nostre debolezze e per i nostri errori? La debolezza è memoria. *Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte. ===[[Torquato Tasso]]=== *''Conosco l'arti del fellone ignote, | ma ben può nulla chi morir non pote''. *''La morte non è pena de i rei, ma fine de la pena.'' *''Muoiono le città, muoiono i regni, | copre i fasti e le pompe arena ed erba, | e l'uom d'esser mortal par che si sdegni: | oh nostra mente cupida e superba!'' *''Tosto s'opprime chi di sonno è carco, | ché dal sonno a la morte è un picciol varco.'' ===[[Lev Tolstoj]]=== *È sufficiente che l'[[uomo]] riconosca la propria vita non già nel bene della sua persona animale ma nel bene degli altri esseri, e lo spauracchio della morte scompare per sempre ai suoi occhi.<br />Giacché il terrore della morte deriva soltanto dal terrore di perdere, morendo nel corpo, il bene della vita. Se invece l'uomo potesse scorgere il proprio bene nel bene degli altri esseri, se cioè egli amasse loro più di sé stesso, allora la morte non gli apparirebbe come una cessazione del bene e della vita, così come essa appare bensì all'uomo che vive solamente per sé stesso. (''[[Della vita]]'') *In che consiste la vera condizione dell'uomo sulla terra e in che consiste quell'inganno che rende l'uomo infelice? L'inganno consiste nel fatto che gli uomini si dimenticano della morte, dimenticano che essi in questo mondo non vivono, ma passano. *L'uomo che si ricorda della morte, non può più vivere per il bene del suo io separato. L'unico senso che può attribuire alla sua vita, chi non dimentica la sua caducità, è quello che egli non è un essere a sé stante, ma solo uno strumento della volontà di Dio. *La morte è orribile solo per colui che non crede in [[Dio]], oppure crede in un Dio malvagio, il che è la stessa cosa. Per colui che crede in Dio, nella sua bontà e vive in questa vita secondo la sua legge ed ha sperimentato questa sua bontà, per costui la morte è solo un passaggio. ===[[Paul Valéry]]=== *L'uomo porta su di sé la propria morte come un segreto, un tesoro nascosto, un pegno certo della fine di ogni cosa – un nulla, che riassume il tutto. *L'uomo sta addossato alla sua morte, come chi conversa al camino. *La morte è scrutata solo da occhi viventi. *La morte è una sorpresa che l'inconcepibile fa al concepibile. ===[[Walt Whitman]]=== *''Alcuno ha mai ritenuto che il nascere sia una fortuna? | M'affretto a informarlo che uguale fortuna è morire, come io ben so.'' *''E mostrerò che nulla può accadere che sia più bello della morte.'' *''Oh, adesso vedo che la vita non può rivelarmi tutto, come non lo può il giorno, | vedo che devo attendere ciò che la morte mi rivelerà.'' ==Proverbi== [[File:JPaul Laurens The Death of Tiberius.jpg|thumb|''La morte di Tiberio'' (Jean-Paul Laurens, 1864)]] *A gavé 'n mort d'an ca ai van quat përso-ne.<ref>«Per togliere un morto di casa ci vogliono quattro persone.»</ref> ([[Proverbi piemontesi|piemontese]]) *Pò(g)uere kìe ze more, ke kìe rèste ze kuènzole. ([[Proverbi molisani|molisano]]) *Quando la casa è terminata, viene la morte. ([[Proverbi turchi|turco]]) ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *Altro è parlar di morte, altro è morire. *Anche la morte non si ha gratis: ci costa la vita. *[[Campana|Campane]] ed ore, qualcun che muore. *Chi gode muore e chi patisce stenta a morire. *Chi muore esce d'affanni, ma tutti si vuol viver cent'anni. *Chi male vive, male muore. *Chi muore giace, chi vive si dà pace. *Chi non muore si rivede. *Chi pensa ogni giorno di dover morire, non può mai fallire. *Di giovani ne muore qualcuno, ma di vecchi non ne scampa nessuno. *Dopo la morte, tutti si puzza a un solo modo. *Facendo il male, sperando il bene, il tempo passa e la morte viene. *Fino alla morte non si sa qual è la sorte. *Gesù, Gesù, chi muore non c'è più. *I morti aprono gli occhi ai vivi. *I vecchi portano la morte davanti e i giovani dietro. *Il tempo passa e la morte viene, guai a chi non ha fatto il bene. *L'uguaglianza e misurar tutti con la stessa spanna, è la legge della morte. *La morte ci rende uguali nella sepoltura, disuguali nell'eternità. *La morte è il sonno dei buoni, il terror dei ricchi, il ricovero dei poveri e la consolazione dei tribolati. *La morte è un debito comune. *La morte guarisce tutti i mali. *La morte non guarda soltanto nel libro dei vecchi. *La morte non prende all'uomo che la vita. *La morte non si deve né desiderare, né temere. *La morte paga i debiti, e l'anima li purga. *La morte pareggia tutte le partite. *La morte, non perdona al forte. *Migliore diventerai, se alla morte penserai. *Morendo ci si libera di tutti i fastidi. *Morire e pagare sono le ultime cose. *Morte desiderata, cent'anni per la casa. *Morto un papa se ne fa un altro. *Muore il ricco, gli fanno il funerale; muore il povero, nessuno gli dice: vale. *Né all'assente, né al morto non si deve fare torto. *Non ogni salmo termina col gloria, il fine è un ''requiem'' dell'umana boria. *Oggi fresco e forte, domani nella morte. *Pianto per morto, pianto corto. *Povero chi desidera la morte, più povero chi la teme. *Povero è chi muore e questo mondo lascia, perché chi resta, fra male e bene se la passa. *Prima della morte non chiamare nessuno felice. *Quando si tratta della morte, anche il diavolo impara a pregare. *Quegli tiene gran prudenza che alla morte sempre pensa. *Si muore giovani per disgrazia, e vecchi per dovere. *Sulla bara si cantano le esequie. *Temer la morte è peggio che morire. *Temi i vivi e rispetta i morti. *Tre cose simili: prete, avvocato e morte. Il prete toglie dal vivo e dal morto; l'avvocato vuol del diritto e del torto; e la morte vuole il debole e il forte. *Tutte le morti hanno la loro scusa. *Tutto muore al mondo, tranne la morte. *Uomo morto non fa più guerra. *Va' dove ti pare, la morte ti scoverà. ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *A mal mortale né [[medico]], né [[medicina]] vale. *A tutto c'è rimedio fuorché alla morte. *Al mazzier di Cristo non si tien mai porta. *Alla morte e al pagamento indugia quanto puoi. *Bello, sano, in corte; ed eccoti la morte. *Chi muore, esce d'affanni. *Chi se ne piglia, muore. *Co' morti non combattano se non gli spiriti. *[[Corte]] e morte, e morte e corte, fu tutt' una. *Dopo morti, tutti si puzza a un modo. *È meglio morir con onore, che vivere con vergogna. *È meglio viver piccolo che morir grande. *Il viaggio alla morte è più aspro che la morte. *L'ultima cosa che si ha da fare, è il morire. *La morte, altri acconcia, altri disconcia. *La morte de' [[lupo|lupi]] è la salute delle [[pecora|pecore]]. *La morte è di casa Nonsisà. *La morte non perdona al forte. *La morte non sparagna re di Francia né di Spagna. *La morte non vuol colpa. *La morte paga i debiti, e l'anima li purga. *La morte pareggia tutti. *La morte viene, quando meno s'aspetta. *Non v'è termine più certo e meno intenso della morte. *Ogni cosa è meglio della morte. *Tanto è morir di male, quanto d'amore. *Tutto è meglio della morte. ===[[Proverbi napoletani|Napoletani]]=== *A chiàgnere nu muorto so' làcreme perze. *A morte è 'na pazzia: stiénne 'e ccosce e t'arrecrìe. *‘A morte nun tene crianza. *A morte va ascianne 'a ccasione. ==Modi di dire== *Pensare a una cosa come alla morte: alla propria naturalmente. ([[Modi di dire tedeschi|tedesco]]) ===[[modi di dire napoletani|Napoletani]]=== *Madama senza naso. *Puozze murì c'u fieto d'i cravune.<ref>''Che tu possa crepare con il "''fetore''" (in realtà il [[w:|monossido di carbonio]], gas velenoso, asfissiante, è del tutto inodore ed insapore, e ciò lo rende estremamente insidioso) dei carboni (asfissiato dalle esalazioni di una stufa, di un braciere a carboni).''</ref> *T'hê 'a sèntere 'na messa a panza all'aria.<ref>Devi sentirti una messa a pancia all'aria. Si augura allo sventurato di presenziare ad una messa – l'ultima – in posizione orizzontale, con il ventre rivolto al soffitto del luogo di culto; vale a dire composto in rigido decubito supino all'interno di una cassa realizzata all'uopo per la solenne occasione.</ref> *Vede' 'a morte cu' ll'uocchie. ==Note== <references /> ==Voci correlate== {{div col|3}} *[[Amore e morte]] *[[Assassino]] *[[Cadavere]] *[[Cimitero]] *[[Eutanasia]] *[[Funerale]] *[[Lutto]] *[[Mortalità]] *[[Morte cerebrale]] *[[Nascita e morte]] *[[Necrofilia]] *[[Necroforo]] *[[Necrologio]] *[[Omicidio]] *[[Pena di morte]] *[[Suicidio]] *[[Tanatofobia]] *[[Tomba]] *[[Vita]] *[[Vita e morte]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{vetrina|27|10|2025|argomenti}} [[Categoria:Escatologia]] [[Categoria:Età (biologia)]] [[Categoria:Morte| ]] [[Categoria:Processi fisiologici]] 3dmewde0909v59tx1s1bo9r57s0tcg7 Alexandre Dumas padre 0 1958 1422729 1422660 2026-08-06T15:34:42Z Udiki 86035 Revisionate tre citazioni di "Il conte di Montecristo" e riordinata bibliografia. Tuttavia per la cit. dal cap. XC è leggermente preferibile trovare un'altra traduzione, il testo: "Qu’est-ce que la mort pour moi ? Un degré de plus dans le calme et deux peut-être dans le silence." 1422729 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alexandre Dumas.jpg|thumb|Alexandre Dumas]] '''Alexandre Dumas''' (1802 – 1870), scrittore e drammaturgo francese. ==Citazioni di Alexandre Dumas== *Abitualmente comincio un libro solo dopo ch'è stato già scritto. :''En général, je ne commence un livre que lorsqu'il est écrit''.<ref>Da ''Propos d'art et de cuisine''.</ref> *C'è una donna in ogni caso; appena mi portano un rapporto, io dico: "Cherchez la femme."<ref>Da ''I Mohicani di Parigi'', 1854; vedi anche [[w:Cherchez la femme|la voce]] in Wikipedia.</ref> :''Il y a une femme dans toutes les affaires; aussitôt qu'on me fait un rapport, je dis:'' Cherchez la femme!. *Chi legge la [[storia]], se non gli [[storico|storici]] quando correggono le loro bozze?<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name="e" /> *Ci sono certe città sconosciute il cui nome, per inattese, terribili, clamorose catastrofi, talvolta acquista improvvisa fama europea e che s'ergono in mezzo al secolo come una di quelle paline storiche piantate dalla mano di Dio per l'eternità: tale è il destino di [[Pizzo Calabro|Pizzo]]. Senza annali nel passato e probabilmente senza storia nell'avvenire, essa vive sulla sua gloria di un giorno ed è diventata una delle stazioni omeriche dell'Iliade napoleonica. Infatti è noto che fu nella città di Pizzo che [[Gioacchino Murat]] venne a farsi fucilare, là che quest'altro Aiace trovò una morte oscura e cruenta.<ref>Da ''Viaggio in Calabria''.</ref> *{{NDR|In ricordo di Emma Mannoury-Lacour}} Credo proprio che tre quarti del mio cuore, se non il cuore intero, siano morti con lei.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 4 novembre 2004.</ref> *Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle [[donna|donne]] perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.<ref>Citato in Franco Fossati, ''Chi dice donna...'', Armenia, 1987, p. 41. ISBN 8834401786</ref> *E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?<ref>Da ''Kean o Genio e sregolatezza'', IV, 2.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *{{NDR|[[Francesco Mario Pagano]]}} Godeva di una grande reputazione e la meritava sotto tutti i rapporti. [...] La dolcezza della sua parola, la soavità della sua morale l'avea fatto soprannominare il Platone campano, ancora giovane aveva scritto la giurisdizione criminale opera che fu tradotta in tutte le lingue, e che fu menzionata dall'assemblea nazionale francese.<ref>Da ''I Borboni di Napoli: Vol. III'', Napoli, 1862, p. 10-11.</ref> *L'[[orgoglio]] ha quasi sempre una compagna ancora peggiore: l'[[invidia]]. :''L'orgueil a presque toujours une compagne encore pire que lui: cest l'envie''.<ref>Da ''Le Roi des quilles- racconto per bambini'', 1859.</ref> *La sorella era degna compagna del fratello. Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, [[Lucrezia Borgia|Lucrezia]] bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi. Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.<ref>Da ''I Borgia''; citato in [[Corrado Augias]], ''I segreti di Roma'', Oscar Mondadori, 2007, p. 264.</ref> *Nulla riesce meglio del [[successo]], che è la calamita morale che tutto attira a sé.<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name=e /> *Roma e Venezia si riuniranno all'Italia ma chissà se [[Napoli]] non sfuggirà all'Italia. Facile prender Napoli, difficile il conservarla.<ref>Dal giornale ''L'Indipendente'' del 19 dicembre 1862.</ref> *Tutto il delitto della prima {{NDR|[[Eleonora Pimentel Fonseca]]}} fu d'esser una {{sic|patriotta}} ardente; d'aver prima d'ogni altro levato il grido di libertà, quando la libertà apparve in Napoli; d'aver fondato il ''Monitore {{sic|Napolitano}}''. Questo delitto bastò a mandarla al patibolo, anzi alla forca.<br />Per un'oscena cortesia del tribunale verso la plebaglia {{sic|napolitana}}, la forca era alta trenta piedi.<br />Eleonora Pimentel camminò al supplizio col sorriso sulle labbra; nel lasciar {{sic|la}} carcere aveva bevuto una tazza di caffè: nel giunger a piè della forca, le fu chiesto se desiderava qualcosa: avevano l'ordine di accordarle l'ultima sua domanda: speravasi che chiederebbe la vita.<br /> – Datemi un paio di mutande, disse.<br />Lucrezia<ref>Allusione alla Lucrezia romana, moglie di Collatino, suicida per l'oltraggio di Sesto Tarquinio.</ref> non avrebbe nulla trovato di meglio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_Ty7nnZyBCFMC/page/n6/mode/1up Da Napoli a Roma]'', traduzione di Eugenio Torelli, Stabilimento tipografico del Plebiscito, Napoli, 1863, cap. III, p. 71.</ref> ==''Ascanio''== ===[[Incipit]]=== Alle quattro pomeridiane del 10 luglio dell'anno di grazia 1540, un bel giovane, alto, bruno con grandi occhi neri, vestito con elegante semplicità e armato soltanto d'un pugnaletto dal manico mirabilmente cesellato, stava presso la pila dell'acqua benedetta che è sull'entrata della chiesa dei Grandi Agostini, nel recinto dell'Università di Parigi.<br />Questo giovane, senza dubbio per pia umiltà, non si era mosso dal suo posto per tutta la durata dei vespri, e a fronte china, in atteggiamento di dovuta contemplazione, aveva mormorato non so quali parole, forse le preghiere, poiché le aveva dette a voce tanto bassa, che soltanto lui e Dio potevano sapere ciò che egli dicesse. ===Citazioni=== *V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina. (p. 205) *Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede. (p. 205) ==''I tre moschettieri''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Le premier lundi du mois d'avril 1626, le bourg de Meung, où naquit l'auteur du ''Roman de la Rose'', semblait être dans une révolution aussi entière que si les huguenots en fussent venus faire une seconde Rochelle. Plusieurs bourgeois, voyant s'enfuir les femmes le long de la grande rue, entendant les enfants crier sur le seuil des portes, se hâtaient d'endosser la cuirasse, et appuyant leur contenance quelque peu incertaine d'un mousquet ou d'une pertuisane, se dirigeaient vers l'hôtellerie du ''Franc-Meunier'', devant laquelle s'empressait, en grossissant de minute en minute, un groupe compacte, bruyant et plein de curiosité.'' {{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Les Trois Mousquetaires|Les Trois Mousquetaires]]'', MM. Dufour et Mulat, Paris, 1849.}} ====Giuseppe Aventi==== Il primo lunedì dell'aprile 1625, il borgo di Meung, che diede i natali all'autore del ''Romanzo della Rosa'', era in preda al più grande disordine, come se vi fossero capitati gli Ugonotti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, nel veder le donne scappare verso la Strada Grande, e nel sentir gli strilli dei bambini sugli usci delle case, si affrettavano a indossare la corazza, e fortificando la loro risolutezza un po' dubbia, con un moschetto o una partigiana, si avviavano alla locanda del Buon Mugnaio, davanti alla quale c'era un gruppo compatto, chiassoso e pieno di curiosità, che ingrossava di momento in momento. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}utT5qmal_gIC I tre moschettieri]'', traduzione di Giuseppe Aventi, Rizzoli, 2011. ISBN 88-58-61145-6}} ====Maria Bellonci==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 nella città di Meung (dove nacque l'autore del ''Roman de la rose''), sembrava che fosse scoppiata una violenta rivoluzione come se stessero arrivando gli ugonotti per una seconda La Rochelle. Molti cittadini, vedendo le donne precipitarsi verso la strada principale e sentendo i bambini gridare sulle porte di casa, corsero ad armarsi, e, resi più sicuri dal loro moschetto o dalla loro alabarda, si diressero verso l'osteria del ''Franc Meunier'' dove stava ammassandosi, di minuto in minuto più fitta, una folla vociante e curiosa. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}gztjEAAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Maria Bellonci]], Giunti, 2010. ISBN 9788809753570}} ====Antonio Beltramelli==== Il primo lunedì del mese d'aprile del 1625, il borgo di Meung, dove nacque l'autore del ''Romanzo della Rosa'', sembrava essere in piena rivoluzione, come se gli ugonotti fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Parecchi abitanti, vedendo le donne fuggire verso la Grande-Rue e sentendo i bimbi strillare sulle soglie, si affrettarono a indossare la corazza e, puntellando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossando di minuto in minuto, un gruppo di persone compatto, rumoroso e molto incuriosito. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}uuN_DQAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Antonio Beltramelli]] revisionata da Stefano Mazzurana, Mondadori, 2016. ISBN 9788852077920}} ====Angiolo Orvieto==== Il primo lunedì del mese d'aprile 1625 il borgo di Méung ove nacque l'autore del Romanzo della Rosa, sembrava esser in una così completa rivoluzione, come se gli ugonotti vi fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Molti borghigiani vedendo correre le donne lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sul limitare delle porte, si sollecitavano ad indossare la corazza, equilibrando il loro portamento alquanto incerto col mezzo di un moschetto o di una partigiana, o dirigendosi verso l'osteria del Franc-Meunier, davanti alla quale si affrettava ed ingrossava di minuto in minuto, un gruppo compatto, rumoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853}} ====Guido Paduano==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 la cittadina di Meung, dove nacque l'autore del ''Roman de la Rose'', sembrava completamente sconvolta, come se gli ugonotti fossero venuti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, vedendo fuggire le donne dalla parte della Grande-Rue e sentendo piangere i bambini sulle porte, si affrettarono a indossare la corazza e, rafforzando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossandosi di minuto in minuto, una folla compatta, rumorosa e curiosa. ====C. Siniscalchi==== Il primo lunedì d'aprile del 1625 il borgo di Meung sembrava in aperta rivoluzione come se gli Ugonotti, vi fossero venuti a formare una seconda Rocella. Diversi borghesi, vedendo le donne fuggire lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sulla soglia delle porte, si affrettavano ad indossare la corazza, ed animando il loro coraggio, sebbene poco marziale con un moschetto od una partigiana, correvano tutti verso l'albergo del Franc-Meunier, dinanzi al quale si stipava un gruppo compatto, clamoroso e pieno di curiosità. {{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975}} ===Citazioni=== *{{NDR|Sul [[XVII secolo]]}} [...] quell'epoca di libertà minima e d'indipendenza massima [...]. (cap. II, ''L'anticamera del signor de Tréville''; 2013) *Quest'altro moschettiere formava un perfetto contrasto con colui che lo interrogava e che gli aveva dato il nome di Aramis. Era un giovane di ventidue o ventitré anni appena, dall'espressione candida e dolce, dall'occhio nero e mite e dalle gote rosee e vellutate come una pesca d'autunno; i suoi baffi sottili disegnavano sul labbro superiore una linea perfettamente diritta, le sue mani pareva evitassero di abbassarsi per timore di fare un po' gonfie le vene, e di tanto in tanto lo si vedeva pizzicarsi l'orlo delle orecchie, per mantenerle di un incarnato tenero e trasparente. Per abitudine, egli parlava poco e con lentezza, salutava molto, rideva senza far strepito e mostrando i denti, di cui pareva avere molta cura come il resto della persona. (cap. II, ''L'anticamera del signor Tréville'') *Il [[coraggio]] è sempre rispettato, anche in un nemico. (cap. V, ''I moschettieri del re e e le guardie del cardinale''; 2013) *[...] tutti per uno e uno per tutti [...]. {{NDR|[[Motti dai libri|motto]]}} (D'Artagnan: cap. IX, ''D'Artagnan si rivela''; 2013) *– Non avete qualche amico con l'orologio che va indietro?<br />– E allora?<br />– Allora andate a trovarlo, in modo che possa testimoniare che alle nove e mezza eravate da lui. È quello che in linguaggio giudiziario si chiama avere un [[alibi]]. (cap. X, ''Una trappola per topi nel secolo diciassettesimo''; 2013) *L'[[amore]] è la più egoista di tutte le passioni. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *– Non ho bisogno di voi.<br />– Ma siete voi che avete chiesto...<br />– L'aiuto di un gentiluomo, non la sorveglianza di una [[Spionaggio|spia]].<br />– È una parola un po' dura!<br />– Come si chiamano quelli che seguono le persone contro la loro volontà?<br />– Indiscreti.<br />– È una parola un po' troppo morbida. (Signora Bonacieux e d'Artagnan: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] quella brutalità ingenua che le donne preferiscono spesso all'affettazione della cortesia, perché scopre il fondo del pensiero e prova che il sentimento ha la meglio sulla ragione. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *[...] ciò che è [[perdita|perduto]] oggi può non essere perduto per l'avvenire. (Signora Bonacieux: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013) *— Milord, — esclamò [[Anna d'Asburgo (1601-1666)|la regina]] — voi dimenticate che io non ho mai detto di amarvi.<br />— Ma nemmeno mi avete detto che non mi amavate, e veramente dirmi tali parole sarebbe, da parte della Maestà Vostra, un'ingratitudine troppo grande. Poiché, dove troverete, ditemi, un amore simile al mio, un amore che né il tempo, né la lontananza, né la disperazione possono spegnere; un amore che si accontenta di un nastro smarrito, di uno sguardo perduto, di una parola sfuggita? (Buckingham: cap. XII) *In piedi davanti al caminetto, c'era un uomo di media statura, di aspetto nobile e altero, con gli occhi penetranti, la fronte ampia, un volto smagrito e ancor più allungato dal pizzo e dai baffi. Benché quell'uomo avesse trentasei o trentasette anni appena, capelli, baffi e pizzo cominciavano a farsi grigi. Quell'uomo non aveva spada, ma sembrava, in tutto il resto, un uomo di guerra: i suoi stivali di pelle di bufalo leggermente coperti di polvere indicavano che nella giornata era stato a cavallo. Quell'uomo era [[Armand-Jean du Plessis de Richelieu|Armand Jean Duplessis, cardinale di Richelieu]], non quale viene di solito rappresentato a noi, affranto come un vecchio, sofferente come un martire, il corpo piegato, la voce spenta, sepolto in una grande poltrona come in una tomba anticipata, vivo solo per il suo genio e capace ancora di sostenere la lotta con l'Europa soltanto per la forza del suo pensiero, diuturnamente applicato, ma quale egli era realmente in quel tempo, vale a dire destro e galante cavaliere, già debole nel corpo, ma sostenuto da quella potenza morale che ha fatto di lui uno degli uomini più straordinari che siano mai esistiti; quale egli era in quel tempo in cui si preparava, dopo aver validamente appoggiato il duca di Nevers nel ducato di Mantova, dopo aver preso Nimes, Castres e Uzès, a cacciare gli inglesi dall'isola di Ré, e ad assediare la Rochelle. (cap. XIV, ''L'uomo di Meung'') *D'Artagnan non poté fare a meno di pensare quanto fragili e sconosciuti siano i fili che talora regolano i destini di un popolo e la vita degli uomini. {{NDR|Dopo che il Duca di Buckingham decide di stabilire l'embargo e dichiarare guerra alla Francia soltanto per una questione d'amore}} (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *— Noialtri diciamo: fiero come uno [[Scozia|scozzese]], — mormorò Buckingham.<br />— E Noi. fiero come un [[Guascogna|guascone]], — disse di rimando D'Artagnan. — I guasconi sono gli scozzesi della Francia. (cap. XXI, ''La contessa di Winter'') *C'è un Dio per gli ubriachi e gli innamorati. (cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *In tutti i casi, ragazzo mio, credete a un uomo che vive da trent'anni alla corte: non vi addormentate nella vostra sicurezza, o siete perduto. Al contrario, ve lo dico io, dovete vedere nemici dappertutto. Se cercano di attaccare briga con voi, evitatelo, fosse anche un bambino di dieci anni; se vi attaccano, di notte o di giorno, battete in ritirata senza vergogna; se attraversate un ponte, tastate le assi, che non vi manchino sotto i piedi; se passate davanti a una casa in costruzione, guardate bene che non vi cada una pietra sulla testa; se rientrate tardi, fatevi seguire dal vostro domestico, e che sia armato, purché siate sicuro del vostro domestico. Diffidate di tutti, del vostro amico, di vostro fratello, della vostra amante... soprattutto della vostra amante. (Signor de Tréville: cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013) *Un mariuolo non ride alla stessa maniera di un uomo onesto, un ipocrita non piange le stesse lacrime di un uomo in buona fede. Ogni [[falsità]] è una [[maschera]], e per bene che sia fatta la maschera, con un po' d'attenzione si arriva sempre a distinguerla dal viso. (cap. XXV, ''L'amante di Porthos''; 2013) *[...] non c'è [[amicizia]] che resista a un segreto scoperto, soprattutto quando questo segreto tocca l'amor proprio; inoltre si ha sempre una certa superiorità morale sulle persone di cui si conosce la vita. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete. Il [[silenzio]] è l'ultima gioia degli infelici; guardatevi bene dal mettere chicchessia sulla traccia dei vostri dolori: i curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d'un daino ferito. (Aramis: cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *Niente fa passare il tempo e abbrevia la strada come un [[pensiero]] che assorbe su di sé tutte le facoltà di chi pensa. L'esistenza esterna assomiglia allora a un sonno, di cui quel pensiero è il sogno. Grazie al suo influsso, il tempo non ha più misura, lo spazio non ha più distanza. Si parte da un luogo e si arriva a un altro, ecco tutto. Dell'intervallo percorso, non resta presente al vostro ricordo che una vaga foschia in cui svaniscono mille immagini confuse di alberi, montagne, paesaggi. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013) *[...] l'[[amore e morte|amore]] è una lotteria dove chi vince vince la [[amore e morte|morte]]. (Athos: cap. XXVII, ''La moglie di Athos''; 2013) *La [[vita]] stessa si può riassumere in tre parole: ''erat'', ''est'', ''fuit''. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] in tutte le cose il merito sta nella [[difficoltà]]. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013) *[...] si domandano [[consigli]] solo per non seguirli, o, se li si segue, per avere qualcuno a cui si possa rimproverare di averli dati. (Athos: cap. XXXIV, ''Dove si tratta dell'equipaggiamento di Aramis e di Porthos''; 2013) *Il cuore della donna migliore è spietato verso i dolori d'una rivale. (cap. XXXV, ''La notte tutti i gatti sono bigi''; 2013) *Milady sorrise di un sorriso strano.<br />— Così, voi mi amate? — disse.<br />— Ho forse bisogno di dirvelo? Non ve ne siete accorta?<br />— Oh, sì, ma come sapete, i cuori più fieri sono più difficili da conquistare.<br />— Oh, le difficoltà non mi sgomentano — disse d'Artagnan; — temo solo le cose impossibili.<br />— Non c'è nulla di impossibile, — disse Milady — per un vero amore. (cap. XXXVI, ''Sogno di vendetta'') *[...] dietro a ogni [[felicità]] presente è nascosto un timore futuro. (cap. XXXIX, ''Una visione''; 2013) *Nessuna speranza è folle, tranne che per gli sciocchi [...]. (Richelieu: cap. XL, ''Il cardinale''; 2013) *Il [[tempo]], amico mio, il tempo porta con sé l'occasione, e l'occasione è la martingala<ref>Tipo di scommessa che prevede a ogni successiva puntata il raddoppio della posta. [N.d.T.]</ref> dell'uomo: più ha scommesso e più guadagna, se sa aspettare. (Athos: cap. XLII, ''Il vino d'Angiò''; 2013) *In tutti i tempi e tutti i paesi, soprattutto se sono divisi in materia di religione, ci saranno fanatici che non chiedono di meglio che diventare [[martiri]]. (Richelieu: cap. XLIV, ''L'utilità dei tubi di stufa''; 2013) *– Allora, – disse d'Artagnan, lasciando cadere le braccia con scoraggiamento, – è inutile lottare ancora: tanto vale che [[Suicidio|mi bruci le cervella]] e facciamola finita!<br />– Questa è l'ultima sciocchezza da fare, – disse Athos, – perché è la sola cui non c'è rimedio. (cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] ci prendono per pazzi o per [[eroi]], due categorie di imbecilli molto simili tra loro. (Athos: cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013) *[...] bisogna puntare sui [[Vizio e virtù|difetti]] delle persone, non sulle loro [[Vizio e virtù|virtù]]. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *[[Beneficio]] rinfacciato, offesa arrecata. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'') *La [[vita]] è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia''; 2013) *L'[[amore]] è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione. (cap. LVI) *I grandi [[criminali]] portano con sé una specie di predestinazione che fa loro superare tutti gli ostacoli, li salva da tutti i pericoli, fino al momento che la Provvidenza, stanca, ha fissato come scoglio per la loro empia fortuna. (cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) *[...] non conosco nessun uomo che meriti di essere rimpianto durante tutta la vita di un altro uomo [...]. (Buckingham: cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013) ===Citazioni su ''I tre moschettieri''=== *Da mia parte, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i ''Trois mousquetaires'' di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun'offesa della poesia, ma nascondono in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti; ed è bene incoraggiarli a deporre la falsa vergogna e il congiunto imbarazzo. ([[Benedetto Croce]]) *''I tre moschettieri'' è in verità la storia del quarto. ([[Umberto Eco]]) *Il romanzo ''I tre moschettieri'' è una serie ininterrotta di vendette, dal principio alla fine. C'è una vendetta ad ogni pagina. Ogni tanto, una esaltazione tutta esplicita della vendetta, definita qualche volta come "le plaisir des dieux", il piacere degli Dei. ([[Beniamino Placido]]) *In questa favola, Alessandro Dumas sfoggia non poche qualità del grande scrittore: e non delle secondarie. In primo luogo una sovrana impudenza; un insieme di complicità ed oltraggio nei confronti del lettore; nessun patetismo, neppure quando ricorre a situazioni obiettivamente patetiche: giacché nelle sue mani anche la morte dell'innocente si fa avventura, è «divertente». E ancora, il gusto del gioco, della mistificazione; l'onesta carenza morale, che ci rassicura che nei labirinti di questa deliziosa macchinazione non si nasconde la pia frode di un messaggio; una nobile guitteria, che gli detta la mossa esatta per scatenare la saggiamente consenziente credulità del pubblico, e che insieme proibisce qualsiasi identificazione emotiva: il lettore è tenuto a bada nel momento stesso in cui è affascinato; è e deve restare spettatore. ([[Giorgio Manganelli]]) ===[[Pietro Citati]]=== *Il personaggio di d'Artagnan è uno dei più straordinari ritratti simbolici della prima parte del secolo. Athos è degno di Dostoevskij. Milady è una bellissima creatura del male. E quella leggerezza, che ci trascina di pagina in pagina, non nasce soltanto da una natura felice, ma da una squisita arte intellettuale. *Non credete ai denigratori. ''I tre moschettieri'' emana un vero profumo storico: non meno di ''Guerra e Pace''; un profumo che Dumas ricava con astuzia e grazia dalle memorie, dalle lettere e dai romanzi del primo Seicento. *Come in una cavalcata fantastica, tutta la geografia, la storia e la letteratura della Francia, sfilano davanti ai nostri occhi. Conosciamo i guasconi, i piccardi, i normanni, gli abitanti del Berry, e il loro dialetto, che il colto Aramis si rifiuta di capire; e quanti paesi e chiese e osterie sorvolate dal vento dell'avventura. C'è Parigi, avvolta da una nebbia cupa. I moschettieri bevono generosamente, attaccano briga, pagano malvolentieri i conti degli osti, come gli eroi di Rabelais e di Scarron. ''Il borghese gentiluomo'', ''L'Avaro'' e ''Il Barbiere di Siviglia'' ci fanno conoscere i loro lacchè e le loro soubrettes, che danzano ancora per noi. Abbiamo mercanti e avvocati, avidi e sordidi come nel ''Romanzo borghese'' di Furetière. Aramis ci ricorda la mondanità preziosa degli abati. Gli epigrammi della tradizione moralistica francese brillano alla fine di ogni capitolo. Poi il tempo cambia. Entriamo nella Parigi del primo Ottocento, nei teatri e nei piccoli giornali. C'è qualche traccia della sapienza filosofica e fisionomica di Balzac. E il giovane d'Artagnan, che a diciott'anni arriva dalla Guascogna per far fortuna, l'abbiamo già incontrato nelle vesti di Gil Blas e di Jacob: l'abbiamo ritrovato in quelle di Lucien de Rubempré e di Julien Sorel, che come lui cercano di conquistare la Francia. *Non so se Dumas avesse letto Baltasar Gracián: una parte dei ''Tre moschettieri'' ha un sapore che ci ricorda, sebbene mescolato e manipolato dall'"abile irrigatore", le massime del gesuita spagnolo. Il Seicento si incarna nella figura del cardinale di Richelieu, per il quale Dumas ha una vera passione. Richelieu è la rapidità e l'astuzia, che solo d'Artagnan sa fronteggiare. Rappresenta gli ''Arcana imperii'': il segreto profondissimo del potere e la macchinazione; l'arte di spiare e di ascoltare i segreti. *Ormai è tempo di riprendere in mano ''I tre moschettieri''. Non possiamo fermarci: gli oggetti non ci arrestano con il loro volume, e i personaggi sembrano (e non sono) formati di una sola dimensione. Tutto quello che, nella vita, ci sbarra il passo, viene trascinato dal volo velocissimo della fantasia. Il cavallo di d'Artagnan corre verso l'Inghilterra più rapido del nostro occhio che legge, le navi attraversano in un baleno i mari, Milady ripete le sue affascinanti menzogne, un'occhiata fa scoccare all'improvviso un amore... La leggerezza trionfa sul peso: la frivolezza sul significato, l'immaginazione sull'esperienza. Mentre leggiamo, rimbalzando di fatto in fatto, anche noi senza peso, tutto ci accade: siamo d'Artagnan e Richelieu, Buckingham e Athos, l'uomo dal mantello rosso e Milady, eppure nulla ci tocca e ci ferisce. Veloci come il vento, indenni e inconsapevoli come l'aria, attraversiamo senza conoscerle tutte le esperienze del mondo. ==''Il conte di Montecristo''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Le 24 février 1815, la vigie de Notre-Dame de la Garde signala le trois-mâts le Pharaon, venant de Smyrne, Trieste et Naples.<br />Comme d'habitude, un pilote côtier partit aussitôt du port, rasa le château d'If, et alla aborder le navire entre le cap de Morgion et l'île de Rion.<br />Aussitôt, comme d'habitude encore, la plate-forme du fort Saint-Jean s'était couverte de curieux ; car c'est toujours une grande affaire à Marseille que l'arrivée d'un bâtiment, surtout quand ce bâtiment, comme le Pharaon, a été construit, gréé, arrimé sur les chantiers de la vieille Phocée, et appartient à un armateur de la ville.'' {{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Le Comte de Monte-Cristo/Chapitre 1|Le Comte de Monte-Cristo]]'', C. Lévy, 1889}} ====Lanfranco Binni==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il trealberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota costiero uscì subito dal porto, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E subito, come sempre, la spianata del forte Saint-Jean si riempì di una folla di curiosi, perché è sempre un grande avvenimento a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165}} ====Margherita Botto==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come al solito, subito un pilota si mosse dal porto, costeggiò il castello d'If, e andò ad abbordarlo tra capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />E come al solito, subito lo spiazzo del forte Saint-Jean si riempì di curiosi. Perché a Marsiglia l'arrivo di una nave è sempre un grande avvenimento, soprattutto quando quella nave è stata costruita, armata e stivata, come il ''Pharaon'', nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://www.einaudi.it/content/uploads/2022/05/Pagine-da-INT_Dumas_Il_conte_di_Montecristo.pdf Il conte di Montecristo]'', traduzione di Margherita Botto, Einaudi, 2015. ISBN 9788806225186}} ====Giovanni Ferrero==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Nostra Signora della Guardia segnalò il tre-alberi ''Pharaon'' che arrivava da Smirne, via Trieste e [[Napoli]].<br />Come al solito, un pilota costiero partì immediatamente dal porto, costeggiò il castello d'If e raggiunse la nave tra il Capo Morgiou e l'isola di Rion. E tosto, come al solito, il belvedere del forte Saint-Jean si riempì di curiosi poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Phochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento. {{NDR|Alessandro Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001}} ====Emilio Franceschini==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre-alberi il ''Faraone'', che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Com'è d'uso, un pilota {{sic|costiere}} partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion.<br />Contemporaneamente com'è egualmente d'uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l'arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il ''Faraone'', si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998}} ====Vincenzo Latronico==== Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò in avvicinamento il ''Pharaon'', un tre alberi proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come sempre, un pilota di porto prese il mare, costeggiò il castello d'If e abbordò la nave fra Morgiou e l'isola di Riou, mentre la banchina del forte di Saint-Jean si riempiva di curiosi: l'arrivo di una nave era ogni volta un grande evento a Marsiglia, specialmente quando si trattava di un'imbarcazione costruita nei cantieri cittadini e di proprietà di un armatore locale. {{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}XXC1DwAAQBAJ&pg{{=}}PA5 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Vincenzo Latronico, Bompiani, 2026. ISBN 9788858784730}} ====Guido Paduano==== Il 24 febbraio 1815, la vedetta di Notre-Dame de la Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Secondo l'uso, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad abbordare la nave tra il Cap de Morgiou e l'isola di Riou.<br />Sempre secondo l'uso, la spianata del forte Saint-Jean si era immediatamente riempita di curiosi: a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è sempre un avvenimento, soprattutto quando il bastimento, come nel caso del ''Pharaon'', è stato costruito, armato, stivato, nei cantieri dell'antica Focea, e appartiene a un armatore della città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522}} ====Gaia Panfili==== Il 28 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò il tre alberi ''Pharaon'', in provenienza da Smirne, Trieste e Napoli.<br />Come di consueto, un pilota costiero partì subito dal porto, passò rasente il castello d'If e andò ad accostare la nave tra il capo Morgiou e l'isola di Riou.<br />Subito, sempre come di consueto, la spianata della fortezza Saint-Jean si era ammantata di curiosi; a Marsiglia infatti l'arrivo di un bastimento è sempre un grande evento, soprattutto quando tale bastimento, come il ''Pharaon'', è stato costruito, attrezzato, stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartiene a un armatore di città. {{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035}} ====Jean Rossari==== Il 24 febbrajo 1815 la scolta di Nostra Signora della guardia segnalava la nave il ''Faraone'' proveniente da Smirne, Trieste e Napoli. Un {{sic|piloto costiere}}, secondo il solito, si staccò subitamente dal porto, passò vicino al castello d'If, e {{sic|abordò}} il naviglio tra il capo di Morgiou e l'isola di Rion. E, sempre secondo l'uso, sulla piattaforma del forte S. Giovanni s'erano affollati i curiosi, poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento è affare di molta importanza, specialmente quando si tratta di un bastimento {{sic|costrutto}}, armato e confezionato sui cantieri della ''vecchia focea'' e appartenente ad un armatore della città. Tale appunto era il ''Faraone''. {{NDR|Alessandro Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}Mj1MAAAAcAAJ&pg{{=}}PA35 Il conte di Monte Cristo]'', versione di Jean Rossari, Borroni e Scotti, 1846}} ===Citazioni=== *[...] in [[politica]] non esistono assassinî. In politica, mio caro, lo sapete quanto me, non ci sono uomini ma idee; non sentimenti ma interessi; in politica non si uccide un uomo: si elimina un ostacolo, ecco tutto. (Noirtier: cap. XII, ''Il padre e il figlio''; 2011) *[...] per l'uomo felice la [[preghiera]] rimane un insieme monotono e privo di senso fino al giorno in cui il dolore viene a spiegare all'infelice questo linguaggio sublime per mezzo del quale si rivolge a Dio. (cap. XV, ''Il nº 34 e il nº 27''; 2011) *Ci vuole la sciagura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; 2010<!--, p. 132-->) *La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica [...]. ([[Abate Faria]]: cap. XVII, ''La stanza dell'abate''; 2010<!--, p. 139-->) *[...] Dio vuole che l'uomo che ha creato, e nel cuore del quale ha così profondamente radicato l'amore della vita, faccia tutto quello che può per conservare un'esistenza talvolta così penosa, ma sempre così cara. ([[Abate Faria]]: cap. XIX, ''Il terzo accesso''; 2018) *{{NDR|Il}} grande lago che chiamano il [[Mediterraneo]] [...]. (cap. XXII, ''I contrabbandieri''; 2010<!--, p. 177-->) *Negli [[Affare|affari]], signore, non ci sono amici; lo sapete bene, ci sono soltanto dei corrispondenti. (Pierre Morrel: cap. XXIX, ''La casa Morrel''; 2011) *[...] spesso passiamo accanto alla felicità senza vederla, senza guardarla, oppure, se l'abbiamo vista e guardata, senza riconoscerla. Se siete un uomo positivo e l'oro è il vostro dio, assaggiate [[Hashish|quella roba]], e vi saranno aperte le miniere del Perù, di Guzarate, di Golconda. Se siete un uomo d'immaginazione, un poeta, assaggiatela e le barriere del possibile spariranno e vi si apriranno i campi dell'infinito: libero di cuore e di mente, passeggerete nel regno illimitato della fantasia. Se siete ambizioso e correte dietro alle grandezze della Terra, assaggiatela, ed entro un'ora sarete re, ma non di un piccolo regno nascosto in un angolo d'Europa, come la Francia, la Spagna o l'Inghilterra, ma re del mondo, re dell'universo, re della creazione. Il vostro trono sarà innalzato sulla montagna dove Satana portò Gesù e senza aver bisogno di rendergli omaggio, senza essere obbligato a baciargli l'artiglio, sarete il padrone sovrano di tutti i regni della Terra. (Simbad il marinaio: cap. XXXI, ''Simbad il marinaio''; 2018) *Ascoltate – disse il conte, e il suo volto si tinse di fiele, come quello di un altro si tingerebbe di sangue; – se un uomo avesse fatto morire tra torture inaudite, tra tormenti infiniti, vostro padre, vostra madre, la vostra amante, insomma una di quelle persone che quando vengono sradicate dal vostro cuore vi lasciano un vuoto eterno e una ferita sempre sanguinante, trovereste sufficiente la riparazione che vi accorda la società facendo passare il ferro della ghigliottina tra la base dell'occipite e i muscoli trapezi dell'assassino, facendo provare qualche attimo di dolore fisico a chi vi ha fatto subire lunghi anni di sofferenze morali? (Conte di Montecristo: cap. XXXV, ''La mazzolata''; 2011) *«Ah, il [[duello]]!», esclamò il conte. «Sull'anima mia, risibile modo di raggiungere il proprio scopo, quando lo scopo è la vendetta! Un uomo vi ha rubato la vostra amante, un uomo ha sedotto vostra moglie, un uomo ha disonorato vostra figlia. Di una vita intera, che aveva il diritto di aspettarsi la parte di felicità che Iddio ha promesso a ogni essere umano nel crearlo, egli ha fatto un'esistenza di dolore, di miseria o d'infamia, e voi vi ritenete vendicato perché a quest'uomo, che vi ha gettato il delirio nella mente e la disperazione nel cuore, voi avete sferrato un fendente in petto o piazzato una pallottola in capo? Suvvia, dunque! Senza contare che spesso è costui a uscire trionfante dalla tenzone, mondato agli occhi del mondo e in qualche modo assolto da Dio. No, no – rincarò il conte – se mai dovessi vendicarmi, non è in questo modo che mi vendicherei». (cap. XXXV, ''La mazzolata''; 2010<!--, p. 323-->) *Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la [[società]] che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. E depennandoli dalla mia stima e serbando neutralità nei loro confronti, sono la società e il prossimo a essermi addirittura debitori. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XL, ''La colazione''; 2010<!--, pp. 388-389-->) *[...] «fa' vedere che [[Stima|stimi]] te stesso e sarai stimato», assioma cento volte più utile nella nostra società di quello dei greci «conosci te stesso», che ai nostri giorni è stato sostituito dall'arte meno difficile e più vantaggiosa di conoscere gli altri. (cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2018) *Voi sapete che le [[Invenzione|invenzioni]] umane procedono dal composito al semplice, e che il semplice è sempre la perfezione. (Conte di Montecristo: cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2010<!--, p. 465-->) *Io sono uno di quegli esseri eccezionali, sì, signore, e credo che fino a oggi nessun uomo si sia trovato in una condizione simile alla mia. I regni dei re sono limitati: da montagne, da fiumi, da costumi diversi, da lingue diverse. Il mio regno è grande come il mondo, perché non sono né italiano, né francese, né indù, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere. Dio solo sa quale contrada mi vedrà morire. Adotto tutti i costumi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero, perché parlo il francese con la vostra stessa facilità e purezza? Ebbene, Alì, il mio nubiano, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che non essendo di nessun paese, non chiedendo protezione a nessun governo, non riconoscendo nessun uomo per mio fratello, non uno solo degli scrupoli che fermano i potenti, non uno solo degli ostacoli che paralizzano i deboli, può fermarmi o paralizzarmi. Ho soltanto due avversari, non dirò due vincitori perché riesco a sottometterli con un po' di tenacia: la distanza e il tempo. Il terzo, e il più terribile, è la mia condizione di uomo mortale. Soltanto questa può fermarmi nel cammino che percorro, e prima che abbia raggiunto il mio obiettivo; tutto il resto, l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, cioè la rovina, l'imprevisto, l'eventualità, li ho tutti previsti; e se qualcosa può colpirmi, niente può abbattermi. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: cap. XLVIII, ''Ideologia''; 2011) *Ci sono due [[Sguardo|sguardi]]: lo sguardo del corpo e lo sguardo dell'anima. Lo sguardo del corpo può talvolta dimenticare, ma quello dell'anima non dimentica mai. (Haydée: cap. LXXVII, ''Haydée''; 2011) *Per la vita che aveva vissuto, per la decisione presa e mantenuta di non indietreggiare davanti a nulla, il conte era giunto a gustare gioie sconosciute nelle lotte che talvolta intraprendeva contro la natura, che è Dio, e contro il mondo, che può facilmente essere considerato il diavolo. (cap. LXXXII, ''L'effrazione''; 2011) *«Venite con me, visconte, vi conduco io».<br />«Con piacere».<br />«Allora siamo intesi?».<br />«Sì, ma dove?».<br />«Ve l'ho detto, dove l'aria è pura, dove il rumore assopisce, dove, per quanto orgoglio si nutra, ci si sente umili e ci si ritrova piccoli. Amo un tale svilimento, io che al pari di Augusto vengo definito padrone dell'universo».<br />«Dove andate, insomma?».<br />«Al [[mare]], visconte, al mare». (cap. LXXXV, ''Il viaggio''; 2010) *Che cos'è la [[morte]]? Un grado ulteriore nella calma e forse due nel silenzio. (Conte di Montecristo: cap. XC, ''Il duello''; 2011) *Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti alla compassione, quando la sciagura del nemico supera i limiti del loro odio. (cap. LXXXVI, ''Il giudizio''; 2011) *[...] per i cuori che hanno sofferto molto la [[gioia]] è come la rugiada per la terra bruciata dal sole: cuore e terra assorbono quella pioggia benefica che cade su di loro, senza che niente si manifesti all'esterno. (cap. XCII, ''Il suicidio''; 2011) *[...] non sarei artista se non mi rimanesse qualche illusione. (Eugénie: cap. XCV, ''Il padre e la figlia''; 2011) *Fate attenzione: un consiglio è peggio di un favore. (Conte di Montecristo: cap. XCVI, ''Il contratto''; 2011) *Guardami, Morrel – disse Montecristo con quella solennità che in certe occasioni lo rendeva così grande e persuasivo, – guardami: non ho lacrime negli occhi, né febbre nelle vene, né palpiti di disperazione nel cuore; eppure ti vedo soffrire, te, Maximilien, te che amo come amerei un figlio; ebbene, questo non ti dice, Morrel, che il [[dolore]] è come la vita, e anche al di là del dolore c'è sempre qualcosa di sconosciuto? (cap. CV, ''Il cimitero del Père-Lachaise''; 2011) *È proprio degli spiriti prostrati vedere ogni cosa attraverso un velo nero; è l'anima che si crea i suoi orizzonti; la vostra anima è incupita e vi presenta un cielo tempestoso. (Conte di Montecristo: cap. CXII, ''La partenza''; 2011) *Un uomo della tempra del conte non poteva abbandonarsi a lungo a quella malinconia che dà l'illusione di vivere e di un'apparente originalità agli spiriti volgari, ma che uccide le anime superiori. (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011) *Sull'altra parete, un'iscrizione attirò la sua attenzione; spiccava, ancora bianca, sul muro verdastro; Montecristo la lesse:{{centrato|MIO DIO CONSERVATEMI LA MEMORIA!}}«Oh, sì – gridò, – ecco l'unica [[Preghiere dai libri|preghiera]] dei miei ultimi tempi. Non chiedevo più la libertà, chiedevo la memoria, temevo di diventare pazzo e di dimenticare. Mio Dio! mi avete conservato la memoria, e ho ricordato tutto. Grazie, grazie, mio Dio!» (cap. CXIII, ''Il passato''; 2011) *Prima di aver [[paura]], si vede giusto; mentre si ha paura, si vede doppio; dopo aver avuto paura, si vede torbido. (cap. CXIV, ''Peppino''; 2011) *[...] in questo mondo non ci sono né felicità né infelicità, esiste solo il confronto tra una condizione e l'altra, ecco tutto. Solo chi abbia provato l'estremo dolore è in grado di percepire l'estrema felicità. Bisogna aver voluto morire, Maximilien, per sapere quanto è bello vivere.<br />Vivete dunque e siate felici, figli cari del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta la saggezza umana consisterà in queste due parole:<br />''Attendere e sperare!'' {{NDR|[[Lettere dai libri|lettera]]}} ([[Edmond Dantès]]: cap. CXVII, ''Il 5 ottobre''; 2011) ===Citazioni su ''Il conte di Montecristo''=== *C'è un aggettivo che fin dalle prime pagine domina ossessivamente il racconto, ed è «cupo» (''sombre''): cupo è, pressoché sempre, Montecristo, cupo è il castello di If, cupo chiunque, a partire da Villefort, covi sinistri o tetri pensieri. Da una parte la policromia del mondo, euforizzata nel carnevale romano e nelle feste parigine, dall'altra le ragioni del silenzio e dell'attesa. Come in un'operetta morale leopardiana, solo dalla specola della morte si può comprendere (e paradossalmente orientare) lo spettacolo della vita: «bisognerà prendere il posto dei morti» annuncia Dantès, cui la futura e favolosa ricchezza apparirà come mero strumento del volere divino, e cioè né più né meno che un sacerdozio («io, tradito, assassinato, gettato anch'io in una tomba, sono uscito da quella tomba per grazia di Dio, e a Dio devo la vendetta. Mi manda per questo, ed eccomi»). Coerentemente, la sua condotta si svolgerà sotto il segno dell'ascesi, come se tutto quel lusso e quelle cornucopie di cibi pregiati fossero solo un ''trompe-l'œil'': individuo eccezionale («sono uno di quegli esseri eccezionali, sì!» si lascia sfuggire in un raro momento di civetteria), egli è in realtà un servo, destinato a rientrare nel nulla dopo la propria missione («il morto ritornerà nella tomba, il fantasma ritornerà nella notte»). Per questo è un personaggio così magnetico, perché, frustrandola, continua a ''difendersi'' dalla curiosità del lettore. ([[Michele Mari]]) *È forse il più «oppiaceo» dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subito un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla «punizione» da infliggere loro? Edmondo Dantès gli offre il modello, lo «ubbriaca» di esaltazione, sostituisce il credo di una giustizia trascendente in cui non crede più «sistematicamente». ([[Antonio Gramsci]]) *È il romanzo di una vendetta, ma è anche una descrizione impareggiabile del gran mondo parigino. Tutti i suoi nemici hanno fatto carriera, ma Dantès con ogni genere di astuzia riesce a stroncarli uno per uno. Tutti lo ammirano, tutti lo invitano, neppure la sua ex fidanzata, che ha sposato un alto funzionario, lo riconosce. Quando si deciderà a parlare?, ci chiediamo col fiato sospeso.<br />Siamo ben lontani da ''I tre moschettieri'', libro di cappa e spada più celebre e molto più sempliciotto. È Montecristo il vero eroe romantico creato dallo straripante Dumas. È a lui (se ci fosse una giustizia letteraria suprema) che andrebbe appesa la fama di Alexandre Dumas. ([[Carlo Fruttero]]) *Forse Edmond Dantès si sbagliava, e l'unica soluzione era non fidarsi e non sperare. ([[Arturo Pérez-Reverte]]) *''Il Conte di Monte-Cristo'' è una sterminata hilarotragedia, dove il riso e il delitto, il gioco e il Male Assoluto si sfiorano e si intrecciano. Il lieve tocco ironico, lo spirito settecentesco, l'allegretto sono presenti in ogni capitolo. ([[Pietro Citati]]) *– "''Il conte di Montecrisco''".<br />– "Montecristo", deficiente.<br />– Di Alessandro... Dum-azz... Due mazzi...<br />– È francese. Sì, si legge Dumas. Lo sai di che parla? Ti piacerebbe, parla di un'evasione.<br />– Allora va messo nel settore didattico. O sbaglio? (''[[Le ali della libertà]]'') *La prima parte di ''Montecristo'', fino alla scoperta del tesoro, è un pezzo perfetto di racconto a effetto; non c'è mai stato un uomo che abbia partecipato a queste commoventi avventure senza un fremito, eppure Faria è un personaggio di cartapesta e Dantès poco più di un nome. Il seguito non è che il dilungarsi di un errore, cupo, sanguinoso, innaturale e stupido; ma quanto a questi primi capitoli, non credo esista un altro volume nel quale si possa respirare la stessa inconfondibile atmosfera di romanzo. ([[Robert Louis Stevenson]]) *L'architettura del ''Conte di Monte-Cristo'' possiede una meravigliosa precisione ed esattezza. Non saprei dire se il libro sia composto di romanzi diversi, che la facoltà affabulatrice di Dumas fa coabitare: o se moltissimi fili narrativi procedano gli uni accanto agli altri, fino a riunirsi ed esplodere in spettacolosi colpi di scena. Dovunque regna l'enigma: la soluzione dell'enigma viene sospesa e rinviata; ora una pagina ci suggerisce cosa accadrà, ora una voce sotterranea ci fa capire che avverranno cose completamente diverse. Il racconto corre veloce, trascina gli ostacoli, attraversa i tempi e gli spazi, copre immense tele scriveva Sainte-Beuve – «senza stancare mai il pennello di Dumas né il suo lettore». ([[Pietro Citati]]) ==''Il visconte di Bragelonne''== ===[[Incipit]]=== Era circa la metà di maggio dell'anno 1660, alle nove del mattino, quando una piccola cavalcata composta di tre uomini e due paggi, attraverso il ponte della città di Blois, senza fare altra impressione sopra coloro che passeggiavano sulla riva che un primo moto della mano per salutare, ed un altro della lingua per esprimere la seguente idea "Ecco Monsignore che ritorna dalla caccia". Un altro. Però mentre i cavalli salivano l'erta che dal fiume conduce al castello, molti garzoni di bottega si avvicinarono all'ultimo cavallo che portava appesi all'arcione della sella vari uccelli legati per il becco. <br />A quella vista i curiosi manifestarono con una franchezza affatto zotica il loro disprezzo per una preda così magra, e dopo una discussione sullo svantaggio della caccia al volo, ritornarono tutti alle loro occupazioni. <br />Monsignore montava un piccolo cavallo di bel portamento, con una larga sella di velluto rosso di Fiandra. Il cavallo era di color fulvo; la giubba di Monsignore era di color chermisi e soltanto dall'insieme di quel rossastro si poteva distinguere il principe tra i suoi due compagni, l'uno vestito di violetto, l'altro di verde. Quello a sinistra, vestito di violetto, era lo scudiero; quello a dritta, vestito di verde, era il cacciatore. <br />Uno dei paggi portava sopra un bastone due girifalchi, l'altro un corno da caccia nel quale soffiò a venti passi dal castello. <br />A quel segnale, otto guardie che passeggiavano al sole nella corte quadrata corsero a prendere le alabarde, e Monsignore fece il suo solenne ingresso nel castello. <br />Le otto guardie, le quali sapevano che il loro servizio era terminato per tutto il resto della giornata, si coricarono al sole, sopra le panchette di pietra; i palafrenieri scomparvero coi cavalli nelle scuderie, e, meno alcuni uccelli che si spaventavano a vicenda con acute strida tra i ciuffi di viole, si sarebbe detto che tutti dormissero. <br />A un tratto, in mezzo a quel dolce silenzio. ===Citazioni=== *Planchet aprì la finestra, come gli era stato prescritto, e la ventata di tumulto che s'ingolfò nella stanza, grida, stridor di ruote, abbaiamenti e passi, assordò anche d'Artagnan, come aveva desiderato.<br />Bevve, allora, un bicchiere di vino bianco, e incominciò in questi termini:<br />"Planchet, ho un'idea".<br />"Ah, signore, come vi riconosco!", rispose il droghiere, ansante d'emozione. *"D'Artagran, D'Artagnan!", fece Athos, posando la mano sulla spalla del moschettiere, "voi non siete equo."<br />"Ne ho il diritto."<br />"No, perché non conoscete l'avvenire." *"Continuo", disse Luigi XIV. "È vero anche che un uomo solo abbia potuto penetrare fino a Monck, nel suo accampamento, e l'abbia portato via?"<br />"Quell'uomo aveva dieci ausiliari presi tra gente inferiore"<br />"Nessun altro?"<br />"Nessuno."<br />"E si chiama?"<br />"Il signor d'Artagnan, ex luogotenente dei moschettieri di Vostra Maestà"<br />Anna d'Austria arrossì, Mazzarino diventò giallo di vergogna, Luigi XIV si fece cupo e una goccia di sudore cadde dalla sua fronte pallida.<br />"Che uomini!", mormorò. *Destinato a tutta prima al commercio, Colbert era stato commesso presso un mercante di Lione, che aveva poi lasciato per recarsi a Parigi nello studio di un procuratore allo Chatelet, chiamato Biterne. In tal modo, aveva appreso l'arte di preparare un bilancio e l'arte più preziosa d'imbrogliarlo. *Allora, per finirla con quello sguardo da inquisitore che bisogna far abbassare ad ogni costo, come ad ogni costo un generale riduce al silenzio una batteria che lo disturba, Aramis stende la sua bella mano bianca, nella quale riluce l'ametista dell'anello pastorale, fende l'aria col segno della croce e fulmina i sui due amici con la sua benedizione.<br />Forse, distratto dai propri pensieri, empio a sua insaputa, d'Artagnan non si sarebbe affatto inchinato a quella santa benedizione; ma Porthos s'è accorto della distrazione dell'amico, e, appoggiando affettuosamente la sua mano sulla schiena del moschettiere, lo schiaccia verso terra.<br />D'Artagnan si piegò: ci volle poco che non cadesse bocconi. Intanto Aramis è passato. D'Artagnan, come Anteo, non ha fatto che toccare la terra, e si rivolge verso Porthos pronto a litigare. *"Buongiorno, signor d'Artagnan. Parlavamo di Belle-Isle sul Mare", disse Fouquet con quell'arte del mondo e quella scienza dello sguardo che richiedono metà della vita per impararle bene, e a cui certa gente, nonostante tutto il suo studio, non arriva mai. *Aramis, l'abbiamo detto, era ancora alzato. Comodamente avvolto in una veste da camera di velluto, scriveva lettere su lettere, con quella scrittura così fine e così densa che d'una pagina fa un quarto di volume. *Monsieur era troppo gran signore per notare un tal particolare. Non c'è nulla d'efficace come l'idea ben stabilita della propria superiorità per assicurare l'inferiorità dell'uomo che ha una tale opinione di sé. *"Lo so, e ho agito di conseguenza: niente spazio, niente comunicazioni, niente donne, niente gioco, ma, adesso, è d'un patetico che non vi so dire", aggiunse Aramis con uno di quei sorrisi che appartenevano solo a lui, "vedere come i giovani cerchino di divertirsi, e come, di conseguenza, simpatizzino per colui che paga i divertimenti" *Però Dio è tanto buono per gli errori giovanili, tutto quello che è amore, anche amore colpevole, trova così facilmente grazia ai suoi sguardi paterni, che all'uscir dalla messa Luigi, levando gli occhi al cielo, poté vedere, attraverso gli strappi di una nuvola, un angolo del tappeto azzurro che è calpestato dal piede del Signore. *E Porthos si fece severo.<br />"E la botola, signore", disse, "e la botola?"<br />Di Sant-Agnan divenne estremamente pallido. Buttò indietro la sedia in tal modo, che Porthos, con tutta la sua ingenuità, s'accorse che il colpo aveva fatto centro.<br />"La botola", mormorò il conte.<br />"Ebbene, signore, datene una spiegazione, se potete", fece Porthos scuotendo il capo.<br />Di Sant-Agnan abbassò la fronte.<br />"Oh! sono tradito!", mormorò; "si sa tutto!"<br />"Si sa sempre tutto", replicò Porthos, che non sapeva nulla. *"No, è l'impotenza! Abbiamo forse la pretesa di prendere, in tre, la Bastiglia?"<br />"Se ci fosse d'Artagnan", esclamò Porthos, "non dico di no."<br />Raul fu preso d'ammirazione davanti a quella fiducia, eroica tanto era candida. Erano quelli gli uomini famosi che, in tre o quattro, affrontavano eserciti o attaccavano fortezze! Uomini che avevano spaventato la morte e che, sopravvissuti a tutto un secolo ormai in dissoluzione, erano ancora più forti dei più forti giovani del giorno. *Baisemeaux impallidì di fronte a quella fredda sicurezza. Gli parve che la voce di Aramis, così gaia e sorridente poco prima, fosse divenuta funebre e sinistra; che i ceri dei candelabri si fossero cambiati in ceri da cappella sepolcrale; che i bicchieri di vino si fossero trasformati in calici di sangue. *Ad un tratto, il capo del giovane si inchinò. Il suo pensiero ridiscese sulla terra. il suo sguardo si indurì, la fronte gli si coprì di rughe, la bocca assunse una espressione di feroce risolutezza; poi il suo sguardo divenne fisso ancora una volta; ma ora rifletteva la fiamma dei mondani splendori; ora somigliava allo sguardo di Satana sulla montagna, quando passava in rivista i regni e le potenze della terra per sedurre Gesù. *"Colpite, Porthos!", risuonò la voce sepolcrale di Aramis.<br />Porthos mandò un gran sospiro, ma obbedì.<br />La sbarra di ferro calò verticalmente sul capo di Biscarat, che fu ucciso prima ancora di finire il suo grido. Poi la leva formidabile si alzò e si abbassò dieci volte in dieci secondi, e fece dieci cadaveri. *Ed ora cercate in questa tomba ardente, in questo vulcano sotterraneo, cercate le guardie del re dagli abiti azzurri gallonati d'argento.<br />Cercate gli ufficiali splendenti d'oro, cercate le armi su cui essi avevano contato per difendersi, cercate le pietre che li hanno uccisi, cercate il suolo che li sosteneva.<br />Un solo uomo ha fatto di tutto questo un caos più confuso, più informe, più terribile del caos che esisteva un'ora prima che Dio avesse avuto l'idea di creare il mondo. *Per un istante, le braccia di Porthos si piegarono; ma l'ercole riunì tutte le forze, e si videro le due pareti della prigione, in cui era sepolto, aprirsi lentamente fargli largo. Per un attimo, apparve in quella cornice di granito, simile all'angelo antico del caos; ==''La regina Margot''== ===[[Incipit]]=== Il lunedì, diciottesimo giorno del mese di agosto 1572, vi era festa grande al Louvre. Le finestre dell'antico palazzo reale, sempre tanto cupe, erano sfarzosamente illuminate; le piazze e le vie attigue, di solito tanto deserte sin da quando a Saint-Germain-l'Auxerrois erano suonate le nove, erano, benché fosse mezzanotte, affollate di gente. {{NDR|Alessandro Dumas, ''La regina Margot'', BUR Rizzoli, Milano 2017, Traduzione di M. Dazzi}} ===Citazioni=== *{{NDR|su [[Margherita di Valois]]}} La giovane sposa, figlia di Enrico II, era la perla della corona di Francia, Margherita di Valois, che con affettuosa familiarità il re Carlo IX chiamava sempre ''mia sorella Margot''. Certo, accoglienze tanto lusinghiere non erano mai state più meritate di quelle che si facevano in quel momento alla nuova regina di Navarra. Margherita a quel tempo aveva appena vent'anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all'Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Caterina de' Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. I francesi cui apparteneva, erano fieri di vedere sbocciare nella loro terra un così splendido fiore e gli stranieri di passaggio per la Francia ripartivano abbagliati dalla sua bellezza se l'avevan soltanto vista, storditi dalla sua cultura se avevano parlato con lei. Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle donne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un'ora in italiano, in spagnolo, in latino e in greco, l'aveva lasciata dicendo nel suo entusiasmo:<br />«Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte».<br />Così i panegirici non mancarono al re Carlo IX e alla giovane regina di Navarra; si sa quanto gli ugonotti siano fecondi. Inevitabilmente, allusioni al passato e domande per l'avvenire furono accortamente insinuate in mezzo a quegli indirizzi al re; ma a tutte le allusioni egli rispondeva con le sue labbra pallide e il suo sorriso astuto:<br />«Nel dare mia sorella Margot a Enrico di Navarra, io do il mio cuore a tutti i protestanti del regno».<br />La frase rassicurava gli uni e faceva sorridere gli altri poiché aveva in realtà due sensi: uno paterno e del quale in buona coscienza Carlo IX non voleva sovraccaricare il suo pensiero; l'altro ingiurioso per la sposa, per il marito e anche per chi lo pronunciava, poiché ricordava alcuni sordi scandali con i quali la cronaca di Corte aveva già trovato il modo di lordare la veste nuziale di Margherita di Valois. (pp. 26-27) ==''La signora di Monsoreau''== ===[[Incipit]]=== La sera della domenica di carnevale del 1578, nel magnifico palazzo dei Montmoreney, situato quasi in faccia al Louvre, ma sull'altra riva della Senna, si svolgeva una sontuosa festa per celebrare le nozze di Francesco d'Epinay di Saint-Luc, intimo e favorito del re Enrico III, con Giovanna di Cossé-Brissac, figlia del Maresciallo di Francia. ===Citazioni=== *[...] in tempi in cui la canaglia veste come i principi, credo che questi diano prova di buon gusto vestendosi, per distinguersi, come la canaglia. (p. 9) *No, non è il [[anima e corpo|corpo]] che è ammalato. È l'[[anima e corpo|anima]]! Piuttosto che un medico... un confessore. (p. 37) ==''Lo Schiaccianoci''== ===[[Incipit]]=== Vi fu un tempo a [[Norimberga]] un presidente assai famoso, il dottor Silberhaus, nome che in tedesco significa «casa d'argento». Il presidente aveva un figlio e una figlia: Fritz di nove anni, e Maria di sette e mezzo: due bambini simpaticissimi, ma molto diversi per carattere e per aspetto fisico, tanto che era difficile credere, così a prima vista, che potessero essere fratelli. Fritz era grassottello, spaccone e piuttosto birichino: faceva le bizze alla minima contrarietà, convinto come era che tutto fosse stato creato per il suo divertimento e per sottostare ai suoi capricci; e restava di questa opinione finché il dottor Silberhaus, stanco delle sue grida, dei suoi pianti e del suo batter di piedi, usciva dallo studio e, levando il dito all'altezza del sopracciglio aggrottato, si limitava a esclamare: – Signor Fritz!... ===Citazioni=== *[[Norimberga]] è una città della [[Germania]] famosissima per i giocattoli, le bambole e i fantocci che spedisce a casse piene in tutti gli altri paesi del mondo: per questo i bambini di Norimberga sono i più felici della terra, a meno che non succeda a loro come agli abitanti di [[Ostenda]] che le ostriche a ceste piene se le vedono soltanto passare sotto il naso. (p. 11) *''A perpendicolo | ticchetta il [[orologio a pendolo|pendolo]], | avanza e arretra | bello squadron! || L'orologio piano piano | mezzanotte suonerà; | quando arriva la civetta | fugge fugge sua maestà''. (p. 45) *''Sorella, un pezzetto di lardo | per me devi avere riguardo, | anch'io come te son regina | e gusto la buona cucina.'' (p. 50) *''Dal tuo consorte uccisi, senza peccati o torti, | i miei figli e nipoti ormai son tutti morti, | ma guai a te, regina! | ché sul bimbo regale da te tanto aspettato | sul tuo tenero amore ho già deliberato | di far la mia vendetta! | Tuo marito ha fortezze, ha cannoni e soldati, | consiglieri e ministri illustri e illuminati, | e tu hai ciò che chiedi. | La regina dei topi non ha nulla, però | denti aguzzi e potenti la sorte le donò | da usar contro i tuoi eredi!'' (p. 56) ==''Mastro Adamo il calabrese''== ===[[Incipit]]=== Se i nostri lettori provano qualche curiosità per gli episodi, della veridica storia che stiamo per raccontare è necessario che abbiano la compiacenza di seguirci in Calabria dove li abbiamo già condotti due volte, la prima per raccontare loro le avventure di Cherubino e Celestino, la seconda per farli assistere alla morte di Murat. ===Citazioni=== *La [[Calabria]] è una magnifica regione; d'estate ci si arrostisce come a Tambouctou, d'inverno vi si gela come a San Pietroburgo; inoltre non vi si conta punto ad anni, a lustri o a secoli come negli altri paesi, ma a terremoti. (p. 7) *Era un vecchio uomo felice mastro Adamo; una di quelle persone facile a illuminarsi e che si aprono naturalmente alla speranza ed alla gioia come i fiori. *In effetti l'[[posta|ufficio postale]] sembrava una di quelle case miracolose trasportate dagli angeli come il duomo della madonna di Loreto. *Non c'era nessun dubbio sulla decisione. Le urla di: Viva la [[Maria|Madonna]]! Abbasso gli sbirri! risuonarono da ogni lato e le povere guardie, richiamate dai diversi luoghi dove vegliavano da otto giorni con una tenacia ed un coraggio degni di maggior ricompensa, partirono la stessa notte per Monteleone. ==''Pascal Bruno''== ===[[Incipit]]=== Bellini era di Catania. La prima cosa che i suoi occhi, aprendosi, avevano visto, erano state le onde che, dopo aver bagnato le mura di Atene, vengono a spegnersi melodiosamente sulle rive di un'altra Grecia; e l'Etna favolosa e antica, sui cui fianchi vivono ancora, dopo diciotto secoli, la mitologia di Ovidio e i racconti di Virgilio. Ecco perché l'indole di Bellini era tra le più poetiche che si potessero incontrare; e il suo genio, che bisogna apprezzare con il sentimento e non giudicare con la ragione, un canto eterno, dolce e malinconico come un ricordo; un'eco simile a quella che se ne sta assopita nei boschi e sulle montagne, e che sussurra appena fino a quando il grido delle passioni e del dolore non venga a svegliarla. Bellini era l'uomo che faceva al caso mio. Aveva lasciato la Sicilia ancora giovane, e dell'isola nativa gli era rimasta una memoria crescente, dentro la quale custodiva religiosamente, lontano dai luoghi in cui era cresciuto, i ricordi poetici dell'infanzia. ===Citazioni=== * Era un giovane di venticinque ventisei anni che, a prima vista, si pensava dovesse appartenere alla classe del popolo. Portava un cappello calabrese, fasciato da un largo nastro che gli ricadeva ondeggiante sulla spalla; una giacca di velluto con bottoni d'argento; pantaloni della stessa stoffa e con le stesse guarnizioni, stretti alla vita da una fascia di seta rossa con ricami e frange verdi come quelle che si fanno a Messina, a imitazione di quelle lavorate in Oriente. Infine, gambaletti e scarpe di cuoio completavano il costume montanaro, che non mancava di una certa eleganza e che sembrava fatto apposta per mettere in risalto le belle e armoniose forme del corpo di chi lo indossava. Il volto era di una bellezza selvaggia: aveva tratti fortemente marcati propri dell'uomo meridionale, occhi arditi e fieri, capelli e barba neri, naso aquilino e denti perfetti. ==''Vent'anni dopo''== {{vedi anche|Vent'anni dopo}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Garibaldi e Montevideo''=== Al viaggiatore che viene d'Europa su quelle navi che i primi abitanti di quel paese scambiarono per case volanti, prime ad aprirsi allo sguardo, dopo il grido del marinaio in vedetta che annunzia la terra, son due montagne. L'una di mattoni, che è la cattedrale, la chiesa-madre, la ''matriz'', come la si chiama; l'altra poi di massi e verdura, su cui s'innalza un faro, vien detta il ''Cerro''. ===''Robin Hood''=== Era il tramonto di un giorno di primavera dell'anno di grazia 1162, sotto il regno di Enrico II Plantageneto. Due uomini a cavallo percorrevano i sentieri della foresta di Sherwood, nella contea di Nottingham; essi apparivano sfiniti almeno quanto le loro cavalcature.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Storia di uno schiaccianoci''=== ''Norimberga, 2010.''<br /> Da qualche giorno, la piccola Maria, è attratta dalla porta chiusa della soffitta, in casa della nonna. La nonna si chiamava Maria, proprio come lei, come la bisnonna e... Che strano, quasi tutte le donne della famiglia, tranne sua madre e una prozia, si chiamavano Maria.<br /> La porta della soffitta è lì, massiccia, chiusa da una grossa chiave annerita dal tempo. La piccola Maria la guarda, poi, finalmente, la fa girare: tac tac, un rumore secco, come di noci rotte, due giri. Ora appoggia la mano sulla maniglia, che cede facilmente. La porta si sta aprendo, si apre, gira piano sui cardini, senza rumore:<br /> - Vieni, vieni, piccola Maria, ti stavamo aspettando. ==Citazioni su Alexandre Dumas== *I due Dumas hanno capovolto la teoria dell'economia. Il padre è stato il prodigo, e il figlio è stato l'avaro. ([[Jules Renard]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alexandre Dumas, ''Ascanio'', Adriano Salani Editore, Firenze 1930. *Alexandre Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/53485/53485-h/53485-h.htm Garibaldi e Montevideo]'', F. Manini, 1859. *Alessandro Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/60641/60641-h/60641-h.htm I tre moschettieri]'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853. *Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975. *Alexandre Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di A. Beltramelli, Mondadori, 2004. *Alexandre Dumas, ''[https://web.archive.org/web/20130603210423/http://ed.espresso.repubblica.it/speciali_web/2013/igrandiromanzi/itremoschettieri.epub I tre moschettieri]'', introduzione e traduzione di Guido Paduano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2013. *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001. *Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=8XzGXQDBdRsC&pg=PA3 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035 *Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 2011. ISBN 9788811132165 *Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id=WklTiBT3hCQC&pg=PT9 Il conte di Montecristo]'', traduzione di Guido Paduano, Rizzoli, 2018. ISBN 9788858631522 *Alexandre Dumas, ''Il visconte di Bragelonne'', Tipografia Editoriale Lucchi, Milano 1964. *Alexandre Dumas, ''La regina Margot'', traduzione di Maria Dazzi, Rizzoli, Milano, 2008. *Alexandre Dumas, ''La signora di Monsoreau'', traduzione di Luigi A. Garrone, Tipografia Editoriale Lucchi, Milano, 1937. *Alexandre Dumas, ''Lo Schiaccianoci'' (''Histoire d'un casse-noisette''), traduzione di Antonio Lugli, EDIPEM, Novara 1974. *Alexandre Dumas, ''Mastro Adamo il calabrese'', traduzione di A. Coltellaro, Pellegrini Editore, 1999. *Alexandre Dumas, ''Pasquale Bruno'' (''Romanzo storico siciliano''), traduzione di C. Rizza, La Zisa Edizioni. ISBN 978-8881280421 *Alexandre Dumas, ''Storia di uno schiaccianoci (liberamente tratta dal racconto di Alexandre Dumas)'', traduzione e cura di Gabriella Messi, Edizioni Angolo Manzoni, 2010. ISBN 9788862040761 *Alexandre Dumas, ''Viaggio in Calabria'', traduzione di Antonio Coltellaro, Rubbettino 1996. ISBN 884981545X ==Filmografia== *''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il conte di Montecristo]]'' (1934) *''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993) *''[[La regina Margot]]'' (1994) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998) *''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002) *''[[Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri|Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri]]'' (2004) ==Voci correlate== *[[Alexandre Dumas figlio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|s2=fr:Auteur:Alexandre Dumas|s2_lingua=francese}} ===Opere=== {{Pedia|I tre moschettieri||(1844)}} {{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}} {{Pedia|La regina Margot (romanzo)|''La regina Margot''|(1845)}} {{Pedia|Vent'anni dopo (romanzo)|''Vent'anni dopo''|(1845)}} {{Pedia|Il visconte di Bragelonne||(1847-1850)}} {{DEFAULTSORT:Dumas (padre), Alexandre}} [[Categoria:Drammaturghi francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] ppqhsigyqk2huu9eqqmvnfik21bzydy Charles Darwin 0 2742 1422740 1404760 2026-08-06T17:43:59Z Mattia Luigi Nappi 1246 /* Citazioni */ +1 1422740 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Hw-darwin.jpg|thumb|Charles Darwin]] '''Charles Robert Darwin''' (1809 – 1882), naturalista britannico. ==Citazioni di Charles Darwin== *Anche se non mi sono mai dedicato molto al pensiero dell'esistenza di un Dio personale fino a un periodo considerevolmente tardo della mia vita, voglio qui esporre le conclusioni vaghe alle quali sono stato portato. Il vecchio argomento di una natura ideata, così come fornito da [[William Paley|Paley]], che prima mi sembrava così conclusivo, fallisce, ora che la legge della [[selezione naturale]] è stata scoperta. Non si può più sostenere che, per esempio, la bella cerniera di una conchiglia bivalve deve essere stata fatta da un essere intelligente, come la cerniera di una porta da parte dell'uomo. Non sembra esserci più progettazione nella variabilità degli esseri organici, e nell'azione della selezione naturale, che nella direzione dove il vento soffia.<ref>''Although I did not think much about the existence of a personal God until a considerably later period of my life, I will here give the vague conclusions to which I have been driven. The old argument from design in Nature, as given by Paley, which formerly seemed to me so conclusive, fails, now that the law of natural selection has been discovered. We can no longer argue that, for instance, the beautiful hinge of a bivalve shell must have been made by an intelligent being, like the hinge of a door by man. There seems to be no more design in the variability of organic beings, and in the action of natural selection, than in the course which the wind blows.'' (da ''The Variation of Animals and Plants'', 1868; citato in ''Life and Letters of Charles Darwin: the Evolution'', a cura di Francis Darwin, Cambridge, 1887)</ref> *Colui che comprende il [[babbuino]] farebbe di più per la Metafisica di quello che fa [[John Locke|Locke]].<ref>Citato in Pietro Li Causi, ''Animali e uomini nel pensiero greco antico'', in ''L'anima degli animali'', Einaudi, Torino, 2015, p. XVIII. ISBN 978-88-06-21101-1</ref> *I lavoratori più forti che io abbia visto, i [[minatore|minatori]], del Cile, non vivono che di verdure e di leguminose.<ref>Da una [https://books.google.it/books?id=imYRA7EFfkMC&pg=PA428 lettera] del 1880; citato in [[Charles Webster Leadbeater|Charles W. Leadbeater]], ''[http://www.famigliafideus.com/wp-content/uploads/2016/05/VEGETARIANISMO-E-OCCULTISMO.pdf Vegetarismo ed occultismo]'', Associazione Culturale Aquarius, Palermo, 1982, p. 17.</ref> *Io penso di aver scoperto (ecco la presunzione!) il semplice modo mediante il quale le specie si adattano mirabilmente a vari fini.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 149. ISBN 9788858015001</ref> *L'incredulità si insinuò nel mio spirito, e finì per diventare totale. Il suo sviluppo fu tanto lento che non ne soffersi, e da allora non ho mai più avuto un dubbio sull'esattezza della mia conclusione. In realtà non posso capire perché ci dovremmo augurare che le promesse del [[cristianesimo]] si avverino: perché in tal caso, secondo le parole del Vangelo, gli uomini senza fede, come mio padre, mio fratello, e quasi tutti i miei amici più cari sarebbero puniti per l'eternità. E questa è un'odiosa dottrina.<ref>Citato in [[Piergiorgio Odifreddi]], ''In principio era Darwin, la vita, il pensiero, il dibattito sull'evoluzionismo'', mondolibri s.p.a.</ref> *L'uomo, nella sua arroganza, si considera una grande opera, degna dell'intervento di una divinità. Più umile e, credo, più verosimile, ritenerlo creato a partire dagli animali.<ref>Da [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?itemID=CUL-DAR122.-&viewtype=text&pageseq=1 ''Notebook C: Transmutation of species''] (febbraio-luglio 1838); citato in [[Peter Singer]], ''Liberazione animale'', traduzione di Enza Ferreri, il Saggiatore, Milano, 2010, [https://books.google.it/books?id=LcUeLTGUI4cC&pg=PA214 p. 214]. ISBN 978-88-565-0180-3</ref> *La cellula è una struttura complessa, con una membrana che la ricopre, un nucleo e un nucleolo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della biologia'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2022, p. 42. ISBN 9788858039595</ref> *La selezione naturale esamina ogni giorno e ogni ora, in tutto il mondo, le più lievi variazioni.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 26. ISBN 9788858024362</ref> *Leggendo ''Selborne'' di [[Gilbert White|White]] ho osservato con molto piacere le abitudini dei volatili e ho perfino preso appunti.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 297. ISBN 9788858024362</ref> *[[Linneo]] e [[Georges Cuvier|Cuvier]] sono stati in modo diverso le mie due divinità, ma essi non sono che scolaretti in confronto al vecchio [[Aristotele]]. :''Linnaeus and Cuvier have been my two gods, though in very different ways, but they were mere schoolboys to old Aristotle''.<ref>Dalla lettera a William Ogle (22 febbraio 1882), in ''The Life and Letters of Charles Darwin'', a cura di Francis Darwin, volume III, cap. VI: "Miscellanea", p. 252, 1887.</ref> *Ma potrei dire che l'impossibilità di concepire che quest'universo grandioso e meraviglioso, con i nostri sé coscienti, sia scaturito dal caso, a me pare l'argomento principe a favore dell'[[esistenza di Dio]]; ma sebbene questo sia un argomento di valore effettivo, io non sono mai stato in grado di decidermi. Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata.<ref>''But I may say that the impossibility of conceiving that this grand and wondrous universe, with our conscious selves, arose through chance, seems to me the chief argument for the existence of God; but whether this is an argument of real value, I have never been able to decide. I am aware that if we admit a first cause, the mind still craves to know whence it came, and how it arose.'' (da una lettera a N.D. Doedes, 2 aprile 1873).</ref> *Nelle mie fluttuazioni più estreme, non sono mai stato un [[ateismo|ateo]] nel senso di negare l'esistenza di un Dio. Ritengo generalmente (e sempre di più invecchiando), ma non sempre, che [[agnosticismo|agnostico]] corrisponderebbe alla definizione più corretta della mia condizione intellettuale.<ref>Da Lettera 12041 a John Fordyce, 7 maggio 1879.</ref> *Non riesco a persuadermi che un Dio benefico e onnipotente abbia volutamente creato gli [[icneumonide|icneumonidi]] con l'espressa intenzione che essi si nutrano entro il corpo vivente dei bruchi.<ref>''I cannot persuade myself that a beneficent & omnipotent God would have designedly created the Ichneumonidæ with the express intention of their feeding within the living bodies of caterpillars'' [...]. (dalla [http://www.darwinproject.ac.uk/letter/DCP-LETT-2814.xml lettera ad Asa Gray del 22 maggio 1860])</ref> *Non riesco a vedere alcuna ragione perché un uomo o un altro animale non possa essere stato prodotto, originariamente, da altre leggi; e che tutte queste leggi possano essere state espressamente progettate da un Creatore onnisciente, che prevede ogni evento e conseguenza futuri.<ref>Dalla lettera ad Asa Gray, 22 maggio 1860, in ''Lettere sulla religione'', a cura di Telmo Pievani, traduzione di Isabella C. Blum, Einaudi, Torino, 2013, p. 47.</ref> *Perfino gli insetti esprimono collera, terrore, gelosia ed amore.<ref>Da ''L’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali'', 1878, cap. XIV.</ref> *Un essere potente e sapiente come un [[dio]], che ha potuto creare l'universo, appare al nostro spirito limitato onnipotente e onnisciente, e offende la nostra comprensione l'idea che la sua benevolenza non debba essere illimitata, poiché quale beneficio potrebbe avere la sofferenza di milioni di animali inferiori per un tempo quasi infinito?<ref>Citato in [[Karlheinz Deschner]], ''Sopra di noi... niente'', Ariele, 2008.</ref> ===Attribuite=== *Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento. :''It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives. It is the one that is most adaptable to change.''<ref name=dar>{{Cfr}} {{en}} ''[http://www.darwinproject.ac.uk/six-things-darwin-never-said Six things Darwin never said – and one he did]'', ''Darwinproject.ac.uk''.</ref> ::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è tradizionalmente attribuita a Darwin e in genere si ritiene che tale citazione sia tratta dal libro ''L'origine della specie'' (''Origin of Species''). In realtà tale citazione non è presente in nessuno degli scritti di Darwin, come confermato anche dallo storico [[John van Wyhe]].<ref>{{Cfr}} {{en}} [[John van Wyhe]], ''[http://www.theguardian.com/science/2008/feb/09/darwin.myths It ain't necessarily so ...]'', ''the Guardian.com'', 9 febbraio 2008.</ref> Questa citazione è tuttora riportata sul pavimento di pietra della ''California Academy of Sciences'', ma l'attribuzione a Darwin è stata rimossa. Con ogni probabilità la citazione è da attribuire a Leon C. Megginson, professore universitario e saggista statunitense, che in ''Lessons from Europe for American Business'' (1963) scrive: «Secondo ''L'origine delle specie'' di Darwin, non è la più intelligente delle specie a sopravvivere; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella in grado di adattarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova.»<ref>{{en}} «''According to Darwin's "Origin of Species", it is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able best to adapt and adjust to the changing environment in which it finds itself.''»</ref>. Lo stesso Megginson in ''Key to Competition is Management'' (1964): «Non è la più intelligente delle specie quella che sopravvive; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella che è in grado di adattarsi e di adeguarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova. [...] così dice Charles Darwin nel suo ''Origine delle specie''.»<ref>{{en}} «''It is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able to adapt to and to adjust best to the changing environment in which it finds itself.'' [...] ''so says Charles Darwin in his "Origin of Species".''»</ref> Il fatto che queste frasi siano associate alla teoria darwiniana e in particolare al libro ''L'origine della specie'' potrebbe giustificare in parte l'origine della falsa attribuzione.<ref name=dar/><ref>{{Cfr}} {{en}} Nick Matzke, ''[http://pandasthumb.org/archives/2009/09/survival-of-the-1.html Survival of the Pithiest]'', ''the Guardian.com'', 3 settembre 2009.</ref> ==''Autobiografia (1809-1882)''== ===[[Incipit]]=== Quando un editore tedesco mi invitò a scrivere un resoconto sul mio sviluppo intellettuale e spirituale, con l'aggiunta di qualche notizia su fatti della mia vita, pensai che il tentativo di comporre un’autobiografia mi avrebbe divertito e che essa avrebbe potuto interessare i miei figli e i loro discendenti. ===Citazioni=== *[...] il metodo scientifico consiste nel raccogliere dei fatti, da cui si traggono leggi e conclusioni generali. (''Cambridge: 1828-1831'') *Un altro argomento a favore dell'[[esistenza di Dio]], connesso con la ragione più che col sentimento, e a mio avviso molto importante, è l'estrema difficoltà, l'impossibilità quasi, di concepire l'universo, immenso e meraviglioso, e l'uomo, con la sua capacità di guardare verso il passato e verso il futuro, come il risultato di un mero caso o di una cieca necessità. Questo pensiero mi costringe a ricorrere a una Causa Prima dotata di un'intelligenza in certo modo analoga a quella dell'uomo; e mi merito così l'appellativo di teista.<br>Questa conclusione, a quanto ricordo, era ben radicata nella mia mente al tempo in cui scrissi l<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie''; ma in seguito, dopo molti alti e bassi, si è gradualmente indebolita. (''Opinioni religiose'') *Né si deve trascurare la probabilità che l'inculcare una fede religiosa nei [[bambini]] produca un effetto così forte, e forse ereditario, sulle loro menti ancora non completamente sviluppate, da rendere loro difficile liberarsi dalla fede in Dio, così come è difficile per una scimmia liberarsi dalla paura e dall'odio che nutre istintivamente per il serpente. (''Opinioni religiose'') *Mi sembra che per un uomo che non abbia la costante certezza dell'esistenza di un Dio personificato o di una vita futura con relativa ricompensa, l'unica regola della vita debba essere quella di seguire gli istinti e gli impulsi più forti o che gli appaiono migliori. Allo stesso modo, ma inconsciamente, agisce un cane. D'altra parte l'uomo considera passato e futuro e confronta i suoi vari sentimenti, desideri e ricordi; e trova poi, d'accordo con il parere di tutti i più saggi, che la massima soddisfazione deriva dal seguire certi impulsi e precisamente gli istinti sociali. Se agisce per il bene altrui riceve l'approvazione degli altri uomini e conquista l'amore delle persone con cui vive, cioè la cosa più piacevole che vi sia sulla terra. A poco a poco troverà insopportabile obbedire alle passioni dei sensi piuttosto che agli impulsi superiori, che quando diventano abituali possono quasi essere chiamati istinti. Talvolta la ragione gli suggerirà di agire contro l'opinione altrui; non riceverà allora segni di approvazione, ma avrà la sicurezza e la soddisfazione di aver seguito la sua guida più profonda, cioè la coscienza. (''Opinioni religiose'') *Inoltre, per molti anni avevo seguito l'ottima regola di annotare subito e senza fallo tutto ciò che era contrario ai risultati generali della mia teoria: fosse un fatto, una nuova osservazione o un pensiero che mi capitava di leggere, perché avevo imparato per esperienza che i fatti e i pensieri contrari tendono a sfuggire dalla memoria più facilmente di quelli favorevoli. Per questa abitudine poche furono le obiezioni alla mia teoria che già non avessi considerato e a cui non avessi cercato di dare risposta. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Secondo il mio gusto, un [[romanzo]] non è di prima qualità se non ha alcuni personaggi che il lettore possa amare profondamente; se poi questo {{NDR|il personaggio}} è una donna graziosa tanto meglio. (''Le mie molte pubblicazioni'') *[...] se vivessi un'altra volta mi assegnerei il compito di leggere un po' di poesia e ascoltar musica almeno una volta la settimana, con la speranza di mantenere attive con l'esercizio quelle parti del cervello che oggi si sono atrofizzate. La perdita di questi gusti è una perdita di felicità, forse dannosa all'intelletto e più ancora alla forza morale, in quanto indebolisce la parte emotiva della natura umana. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Fin dalla mia prima giovinezza ho concepito un vivo desiderio di capire o di spiegare tutto ciò che osservavo, cioè di raggruppare tutti i fatti sotto leggi generali. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Ho sempre cercato di tenermi libero da idee preconcette, in modo da poter rinunciare a qualunque ipotesi, anche se molto amata (e non so trattenermi dal formularne una per ogni argomento), non appena mi si dimostri che i fatti vi si oppongono. Non mi è dato di agire diversamente, e infatti, eccettuata la teoria delle barriere coralline, non ricordo un sol caso in cui non abbia dovuto abbandonare o modificare profondamente la mia prima formulazione di un'ipotesi. Per questo sono arrivato naturalmente a diffidare dei grandi ragionamenti deduttivi nelle scienze naturali. (''Le mie molte pubblicazioni'') ===[[Explicit]]=== Il mio successo come uomo di scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto, mi sembra, a diverse e complesse qualità e condizioni intellettuali. Le più importanti sono state: l'amore per la scienza, un'infinita pazienza nel riflettere lungamente su ogni argomento, gran diligenza nell'osservare e raccogliere dati di fatto, e una certa dose d'immaginazione e di buon senso. È davvero sorprendente che con doti così modeste io sia stato capace d'influire in modo tanto notevole sulle opinioni degli scienziati su alcuni importanti problemi. ===Citazioni su ''Autobiografia (1809-1882)''=== *L'''Autobiografia'' di Darwin non è soltanto una preziosa testimonianza circa la genesi di una concezione e sulla personalità dell'uomo che l'ha prodotta, ma anche un insegnamento civile di libertà. ([[Giulio Giorello]]) ==''Diario di un naturalista giramondo''== ===[[Incipit]]=== ''16 gennaio 1832''. I dintorni di Port Praya, visti dal mare, hanno un aspetto desolato.<br /> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== * Questa collina è famosa perché a lungo tempo servì da rifugio ad alcuni schiavi fuggitivi che, coltivando un pezzetto di terra presso la cima, riuscivano a ricavarne quanto bastava a vivere. Ma alla fine furono scoperti e fu mandato un reparto di soldati che li catturó tutti, ad eccezione d'una vecchia la quale, piuttosto che lasciarsi trarre nuovamente in schiavitù, preferì morire sfracellata, lanciandosi dalla cima della montagna. Fosse stata una matrona romana si sarebbe lodato il suo nobile amore per la libertà, ma siccome era una povera nera questa condotta fu giudicata segno soltanto di bestiale cocciutaggine. *Anche oggi narrano le gesta atroci dei filibustieri, e specialmente di un uomo, il quale tolse via l'immagine della Vergine [[Maria]], e ritornò un anno dopo a prendere quella di San Giuseppe dicendo che era un peccato che la signora stesse senza suo marito. *Il 19 di agosto abbandonammo finalmente le spiagge del Brasile. Ringrazio Dio di non aver più mai da visitare un paese da [[schiavi]]. *Il linguaggio {{NDR|la [[lingua selknam]]<ref>Secondo [[Lucas Bridges]] (p. 421), che ritiene impossibile che la descrizione corrisponda alla [[lingua yamana]].</ref>}} di questa gente {{NDR|i [[Selknam]]}}, secondo le nostre nozioni, si può appena chiamare articolato. Il capitano Cook lo ha paragonato ai versi di un uomo che si schiarisce la gola, ma certamente, aggiungeva, nessun europeo si è mai schiarito la gola emettendo suoni così aspri, gutturali e metallici.<ref>Tradotto in Lucas Bridges, ''Ultimo confine del mondo'', Einaudi, 2009, ISBN 978-88-06-19758-2, p. 421.</ref> *Il modo stesso con cui sono generalmente tollerate le religioni straniere, l'attenzione che si porta ai mezzi di educazione, la libertà della stampa, le agevolezze offerte a tutti i forestieri, e specialmente, mi sia permesso di aggiungere, ad ognuno che professi le più piccole pretese alla scienza, debbono essere ricordate con gratitudine, da coloro che hanno visitato le provincie spagnuole del Sud America. *Non mi sono accorto che l'intonazione della società abbia preso un qualche carattere particolare; ma con questi costumi, e senza il lavoro dell'intelletto, non può a meno di deteriorare. ==''L'origine dell'uomo e la selezione sessuale''== ===[[Incipit]]=== Per accertare se l'[[uomo]] sia il discendente modificato di qualche forma preesistente, occorrerebbe innanzitutto ricercare se egli stesso si modifichi, sia pure leggermente, quanto alla sua struttura corporea e alle sue capacità mentali.<br /> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== *Gli [[animale|animali]] inferiori sentono evidentemente come l'uomo il piacere e il dolore, la felicità e l'infelicità. La felicità è molto chiaramente espressa dai giovani animali, come i cagnolini, i gattini, gli agnelli, quando si trastullano fra loro come i nostri bambini. (1994, p. 829) *Anche gli [[insetto|insetti]] si divertono insieme, come ha descritto quell'eccellente osservatore che è [[Pierre Huber|P. Huber]], che vide le [[formica|formiche]] corrersi dietro cercando di mordersi per giuoco come fanno i cagnolini. (1914, p. 53) *È noto l'amore del [[cane]] per il suo padrone; e tutti sanno che nell'agonia della morte egli accarezza il padrone; e ognuno può aver sentito dire che il cane che soffre mentre viene sottoposto a qualche [[vivisezione]], lecca la mano dell'operatore; quest'uomo, a meno di avere un cuore di sasso, deve provare rimorso fino all'ultima ora della sua vita. (1994, pp. 829-830) *Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può aver veduto quanta gelosia dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un'altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle [[scimmia|scimmie]]. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati. (1914, pp. 55-56) *Tutti gli animali sentono la ''meraviglia'', e molti mostrano ''[[curiosità]]''. Talvolta quest'ultima facoltà reca loro danno, come quando il cacciatore si atteggia buffamente e li attira in tal modo. (1914, p. 57) *Siccome i cani, i gatti, i cavalli e probabilmente tutti gli animali superiori ed anche gli uccelli, come è confermato da buone testimonianze, hanno sogni vivaci, che dimostrano coi movimenti e con la voce, dobbiamo ammettere che posseggano un certo potere d'immaginazione.<br />[...] Sono pochi quelli che vorranno negare che gli animali non siano forniti di un certo potere di ragionare. Si possono vedere costantemente animali che si fermano, deliberano e risolvono. È un fatto significativo che, quanto più un naturalista studia le abitudini di un dato animale, tanto più dà spazio alla ragione e meno al semplice istinto. (1994, p. 834) *I mulattieri del sud America dicono: «Non vi darò la [[mulo|mula]] che ha il passo più dolce, ma ''la mas racional'', quella che ragiona meglio»; e [[Alexander von Humboldt|Humboldt]] aggiunge «questa espressione popolare, dettata da una lunga esperienza, combatte il sistema di macchine animate, meglio forse che non tutti gli argomenti della filosofia speculativa».<br />Abbiamo, credo, dimostrato ora che l'uomo e gli animali superiori, specialmente i [[primate|primati]], hanno in comune alcuni pochi istinti. Tutti hanno gli stessi sensi, le stesse intuizioni e sensazioni, – passioni, affetti ed emozioni simili, anche le più complesse; sentono la meraviglia e la curiosità; posseggono le stesse facoltà di imitazione, attenzione, memoria, immaginazione e raziocinio, sebbene in gradi molto differenti. (1914, pp. 65-66) *È stato asserito che solo l'uomo è capace di progressivo miglioramento [...].<br />Per ciò che riguarda gli animali, chiunque abbia avuto qualche pratica nel tendere trappole sa che gli animali giovani si prendono con maggiore facilità dei vecchi; e si lasciano avvicinare dal nemico molto agevolmente. È impossibile prender animali molto vecchi nello stesso luogo e con la stessa trappola, o distruggerli con la stessa qualità di veleno; tuttavia non è probabile che tutti abbiano assaggiato il veleno, ed è impossibile che tutti siano già stati colti al laccio. Essi imparano ad esser cauti vedendo i loro compagni presi o avvelenati. (1994, pp. 836-837) *Molte sorta di animali sono [[animale sociale|sociali]]; troviamo anzi specie diverse che vivono insieme, come per esempio alcune [[scimmia|scimmie]] americane con branchi di cornacchie, di gracchi, di storni. Anche l'uomo mostra lo stesso sentimento nel forte amore che nutre pel [[cane]], amore che il cane gli rende con usura. (1914, p. 97) *Gli animali sociali si rendono fra loro scambievoli servigi: i [[cavallo|cavalli]] si morsecchiano, e le [[mucca|vacche]] si leccano le une le altre in ogni punto ove sentono prurito o pizzicore: le scimmie si liberano scambievolmente dagli esterni parassiti [...]. (1914, p. 100) *Gli animali sociali si difendono l'un l'altro. I maschi di alcuni ruminanti vanno ad allogarsi in fronte della mandra quando vi è pericolo e la difendono colle loro corna. (1914, p. 100) *È certo che gli animali che vivono in società hanno un sentimento di scambievole amore che non provano gli animali non socievoli. (1914, p. 102) *La simpatia, oltre i confini umani, che vuol dire l'umanità verso le bestie, sembra essere fra gli acquisti morali più tardivi. Non sembra che i selvaggi la provino tranne che per quegli animali che prediligono. [...] Questa virtù, una delle più nobili di cui l'uomo sia fornito, sembra derivare per incidente da ciò che le nostre simpatie facendosi più tenere e più espansive e diffuse, vengono a riversarsi su tutti gli esseri senzienti. Appena questa virtù viene onorata e praticata da alcuni uomini, si diffonde mercé l'istruzione e l'esempio ai giovani, ed eventualmente tende a radicarsi nella pubblica opinione. (1914, pp. 132-133) *Il punto più alto cui possiamo giungere nella coltura morale, è quello di poter riconoscere che dobbiamo dominare i nostri pensieri. (1914, p. 133) *[...] l'amore disinteressato per tutte le creature viventi [...] è il più bell'attributo dell'uomo [...]. (1914, pp. 141-142) *Il più umile organismo è qualche cosa di molto più elevato che non la polvere inorganica che ci sta sotto i piedi; e nessuno fornito di mente imparziale può studiare una qualche creatura vivente per quanto umile essa sia, senza rimanere preso da entusiasmo per la sua meravigliosa struttura e le sue proprietà. (1914, p. 280) *[...] l'uomo è disceso da un quadrupede peloso, fornito di coda e di orecchie aguzze, probabilmente di abiti arborei, e che abitava l'antico continente. (cap. XXI, Sommario generale e Conclusione; 1914, p. 1017) ===[[Explicit]]=== L'uomo va scusato di sentire un certo orgoglio per essersi elevato, sebbene non per propria spinta, all'apice della scala organica; ed il fatto di essere in tal modo salito, invece di esservi stato collocato in origine, può dargli speranza per un destino ancora più elevato in un lontano avvenire. Ma non si tratta qui né di speranze, né di timori, ma solo del vero, fin dove la nostra ragione ci permette di scoprirlo. Ho fatto del mio meglio per addurre prove; e dobbiamo riconoscere, per quanto mi sembra, che l'uomo con tutte le sue nobili prerogative, colla simpatia che sente per gli esseri più degradati, colla benevolenza che estende non solo agli altri uomini, ma anche verso la più umile delle creature viventi, col suo intelletto quasi divino che ha penetrato nei movimenti e nella costituzione del sistema solare – con tutte queste alte forze – l'Uomo conserva ancora nella sua corporale impalcatura lo stampo indelebile della sua bassa origine.<br /> {{NDR|Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914}} ==''L'origine delle specie''== ===[[Incipit]]=== ====Celso Balducci==== Darò qui un breve quadro degli sviluppi delle opinioni scientifiche sull'origine delle [[specie]]. Ancora non molto tempo fa la maggior parte degli studiosi di scienze naturali considerava le specie come prodotti immutabili di creazioni distinte. Molti autori hanno sostenuto con competenza questo punto di vista. Peraltro non mancavano alcuni, sia pure pochi, che ritenevano che le specie vanno incontro a trasformazioni e che le forme attuali di vita discendono, attraverso un vero e proprio processo generativo, da forme che le hanno precedute. ====Luciana Fratini==== Mi propongo di dare qui un breve compendio del progresso delle idee sull'origine delle specie. Fino a poco tempo fa, la grande maggioranza dei naturalisti credeva che le specie fossero immutabili e che fossero state create l'una indipendentemente dall'altra. Numerosi autori hanno abilmente sostenuto questo punto di vista. Alcuni naturalisti, invece, erano convinti che le specie subissero modificazioni, e che le attuali forme di vita discendessero per generazione regolare da forme preesistenti. ====[[Giovanni Canestrini]]==== Voglio esporre un breve sunto dei progressi della dottrina sull'origine delle specie. La maggior parte dei naturalisti ammette che le specie sieno produzioni immutabili, e che ogni specie sia stata creata separatamente. Questa tesi fu abilmente propugnata da molti autori. Solamente pochi credono che esse subiscano delle modificazioni, e che le forme viventi attuali discendano per mezzo di generazione regolare da forme preesistenti. ===Citazioni=== *Di una pianta ai margini del deserto si dice che lotta per la vita contro la siccità, anche se sarebbe più esatto dire che dipende dall'umidità. (''La variazione in natura'', cap. 2., ed. 2011) *La [[giraffa]], grazie alla sua gigantesca statura ed al collo, agli arti anteriori, alla testa ed alla lingua di forma molto allungata, possiede una struttura integralmente e magnificamente adatta a brucare i rami più alti degli alberi. Essa, quindi, può procurarsi alimenti che si trovano oltre la portata degli altri ungulati (animali provvisti di zoccoli) che vivono nello stesso territorio; e questo dev'essere un grande vantaggio per lei durante i periodi di carestia. (''Alcune obiezioni alla teoria della selezione naturale''<ref>Capitolo aggiunto nella sesta edizione.</ref>; 2010, p. 175) *La selezione naturale è il... principio con il quale una lieve variazione [di un tratto], se utile, è preservata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 146. ISBN 9788858015001</ref> :''I have called this principle, by which each slight variation, if useful, is preserved, by the term of Natural Selection''. (cap. III, ''Struggle For Existence'', [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?pageseq=76&itemID=F373&viewtype=image p. 61]) *Possiamo intendere come un fiore e un insetto possano modificarsi e adattarsi scambievolmente, nella maniera più perfetta e nel medesimo tempo, ovvero uno dopo l'altro, per mezzo della continua preservazione degli individui che offrono deviazioni di struttura leggermente favorevoli e di utile reciproco. (Cap. IV, "Schiarimenti sull'azione dell'elezione naturale o sopravvivenza del più adatto", 1933). *Non cercherò di definire l'[[istinto]]. Sarebbe facile dimostrare che questo termine abbraccia parecchie attività psichiche distinte. Però chiunque comprende ciò che si intende quando si dice che l'istinto obbliga il cuculo a migrare e a deporre le uova nei nidi di altri uccelli. Si suole definire istintiva un'azione, che a noi richiederebbe una certa esperienza, mentre viene compiuta senza alcuna esperienza da un animale, soprattutto molto giovane e privo di esperienza, oppure viene compiuta nella stessa maniera da molti individui, senza sapere quale ne è lo scopo. (capitolo 7, ''L'istinto''; 2010, p. 192) *Io non trovo alcuna ragione per pensare che le opinioni espresse in questo volume possano ferire i sentimenti religiosi di chicchessia. :''I see no good reason why the views given in this volume should shock the religious feelings of any one''.<ref>''On the Origin of Species'', cap- XV "Recapitulation and Conclusion", p. 421, sesta edizione (1872).</ref> *Nel remoto futuro vedo campi aperti a ricerche di gran lunga più importanti. La psicologia poggerà su nuove fondazioni, ossia sulla necessaria acquisizione di ciascuna capacità e facoltà mentale per gradi successivi. Si farà luce sull'origine dell'uomo e sulla sua storia. (dalle conclusioni alla prima edizione dell'opera; 2011, [https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT500 p. 500]) ===[[Explicit]]=== ====Celso Balducci==== È interessante contemplare una rigogliosa ripa fluviale, coperta di molte piante appartenenti a molti tipi, con gli uccelli che cantano tra i cespugli, i diversi insetti che svolazzano intorno e con i vermi che strisciano nel terreno umido, e riflettere che queste forme dalla struttura così complessa, tanto differenti le une dalle altre e dipendenti le une dalle altre in modo talmente complicato, sono state tutte prodotte dalle leggi che operano attorno a noi. Queste leggi, prese in senso generale, sono lo sviluppo con riproduzione, l'eredità praticamente insita nella riproduzione, la variabilità legata all'azione diretta e indiretta delle condizioni esterne di vita e all'uso e non uso, un ritmo di incremento numerico talmente alto da portare alla lotta per la vita e conseguentemente alla selezione naturale, che a sua volta comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfezionate. Dunque dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, nasce la cosa più alta che si possa immaginare: la produzione degli animali più elevati. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue molte capacità, che inizialmente fu data a poche forme o ad una sola e che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve, partendo da inizi così semplici, fino a creare infinite forme estremamente belle e meravigliose. ====Luciana Frantini==== È interessante contemplare una plaga lussureggiante, rivestita da molte piante di vari tipi, con uccelli che cantano nei cespugli, con vari insetti che ronzano intorno, e con vermi che strisciano nel terreno umido, e pensare che tutte queste forme così elaboratamente costruite, così differenti l'una dall'altra, e dipendenti l'una dall'altra in maniera così complessa, sono state prodotte da leggi che agiscono intorno a noi. Queste leggi, prese nel loro più ampio significato, sono la legge dell'accrescimento con riproduzione; l'eredità che è quasi implicita nella riproduzione; la variabilità per l'azione diretta e indiretta delle condizioni di vita, e dell'uso e non uso; il ritmo di accrescimento così elevato da condurre a una lotta per l'esistenza, e conseguentemente alla selezione naturale, che comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfette. Così, dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, direttamente deriva il più alto risultato che si possa concepire, cioè la produzione degli animali superiori. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l'immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono [[Evoluzione|evolute]] e continuano a evolversi. ===Citazioni su ''L'origine delle specie''=== *[L'origine delle specie di Charles Darwin sono] lo strumento più potente che gli uomini hanno sottomano, dopo la pubblicazione dei Principia di [[Isaac Newton|Newton]], per ampliare il campo della conoscenza naturale. ([[Thomas Henry Huxley]]) ==''Viaggio di un naturalista intorno al mondo''== ===[[Incipit]]=== Respinto indietro due volte, da un forte vento di sud-ovest, il brigantino da guerra [[HMS Beagle|Beagle]] della regia marina inglese, comandato dal capitano Fitz-Roy, salpò finalmente da Devonport il 27 dicembre 1831. La spedizione aveva per iscopo di fare una ispezione compiuta della [[Patagonia]] e della [[Terra del Fuoco]], ispezione cominciata dal capitano King dal 1826 al 1830 – esaminare le spiaggie del [[Cile|Chili]], del [[Perù]] e quelle di alcune isole del [[Pacifico]] – e fare una serie di misure cronometriche intorno al mondo. Giungemmo il 6 gennaio a Teneriffa, ma non ci fu permesso sbarcare, perché si temeva a terra che noi portassimo loro il [[colera|cholera]]. L'indomani mattina vedemmo spuntare il sole dietro lo scosceso profilo della grande isola delle Canarie, ed illuminare repentinamente il Picco di Teneriffa, mentre le parti più basse erano velate da leggere nubi. Questo fu il primo di una lunga serie di giorni deliziosissimi che non ho mai più dimenticato. Il 16 gennaio 1832, gettammo l'àncora a Porto Praya, a Sant'lago, la principale isola dell'arcipelago del [[Capo Verde]]. ===Citazioni=== *{{NDR|In [[Cile]]}} Quale differenza può fare il [[clima]] nel godimento della vita! Quanto diverse sono le sensazioni che si provano quando si hanno sott'occhio nere montagne ravvolte per metà nelle nuvole, e quando si veggono altre catene di monti attraverso la luce azzurra di una bella giornata! Per un po' di tempo le prime possono parere sublimi; le altre sono tutte giocondità e vita felice. (cap. XII, 23 luglio 1834; p. 222) *La storia naturale di queste isole {{NDR|[[Galápagos]]}} è sommamente curiosa e merita bene tutta la nostra attenzione. La maggior parte dei prodotti organici sono creazioni aborigene che non s'incontrano in nessuna altra parte; vi è anche una differenza fra gli abitanti delle varie isole; tuttavia mostrano tutti una spiccata affinità con quelli dell'America, sebbene siano separati da quel continente da un vasto spazio di mare, largo circa 500 a 600 miglia. L'arcipelago è in se stesso un piccolo mondo, o meglio un satellite attaccato all'America, dal quale ha tratto alcuni pochi coloni dispersi, ed ha ricevuto il carattere generale delle sue produzioni indigene. Considerando la piccola mole di queste isole, sentiamo maggior meraviglia pel numero dei loro esseri aborigeni, e per la ristretta cerchia di questi. Vedendo ogni altura coronata dal suo cratere, ed i limiti della maggior parte delle correnti di lava ancor distinti, siamo indotti a credere che durante un periodo, geologicamente recente, lo sconfinato oceano coprisse qui ogni cosa. Quindi, tanto nello spazio quanto nel tempo, ci pare di esserci in certo modo avvicinati a quel grande fatto – quel mistero dei misteri – la prima comparsa di nuovi esseri su questa terra. (cap. XVII, 8 ottobre 1835; pp. 327-328) *Descriverò prima di tutto i costumi della [[tartaruga delle Galapagos|testuggine]] (''Testudo nigra'', anticamente chiamata Indica), della quale abbiamo frequentemente parlato. Questi animali s'incontrano, credo, in tutte le isole dell'arcipelago; certamente nella maggior parte. Frequentano di preferenza le parti alte ed umide, ma vivono pure nelle regioni basse ed aride. Ho già mostrato, dal numero di esse prese in un solo giorno, quanto siano abbondanti. Alcune vengono grossissime; il signor Lawson, un inglese vice-governatore della colonia, ci disse di averne vedute alcune cosi grandi, che ci volevano sei od otto uomini per alzarle da terra, e talune avevano somministrato fino a cento chilogrammi di carne. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 331) *La testuggine è amantissima dell'acqua; ne beve grandi quantità e sguazza nel fango. Le isole più grandi sole hanno qualche sorgente, e queste sono sempre collocate verso le parti centrali, e ad una notevole altezza. Perciò, le testuggini, che frequentano le regioni inferiori, quando hanno sete sono obbligate a percorrere grandi distanze; quindi si veggono diramarsi sentieri ben segnati in ogni direzione, dalle fontane fino alla costa marina, e gli Spagnuoli seguendoli scoprirono per la prima volta le fontane. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332) *Le testuggini, quando si avviano per un dato punto, viaggiano notte e giorno e giungono alla fine del loro cammino molto più presto di quello che si crederebbe. Gli abitanti, dall'osservazione fatta sopra animali distinti, suppongono che fanno circa otto miglia in due o tre giorni. Una grossa testuggine, che io osservai, camminava a ragione di cinquantaquattro metri in dieci minuti, vale a dire 324 all'ora, o quattro miglia al giorno – occupando pochissimo tempo per mangiare lungo il cammino. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332) *Le giovani testuggini, appena sbucciate, divengon preda abbondante dei falchi sopramenzionati. Le vecchie sembrano morire generalmente per accidente, come per cadute dai precipizi; almeno taluni abitanti mi dissero di non averne mai incontrato una morta senza una causa evidente. Gli abitanti credono che questi animali siano al tutto sordi; certamente non si accorgono di una persona che cammina dietro di loro. Mi divertiva molto il vedere uno di quei grossi mostri mentre stava camminando tranquillamente, trarre dentro ad un tratto il capo e le zampe nel momento in cui io passava, e mandare un profondo suono, mentre cadeva sul terreno come un corpo morto. Spesso io saliva sul dorso di essi, e allora con qualche colpo sulla parte inferiore del loro guscio, li faceva alzare e camminare – ma trovai difficile tenermi in equilibrio. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 333) *[...] possiamo dedurre quale strage l'introduzione di un qualche nuovo animale di rapina deve cagionare in una regione, prima che gl'istinti dei suoi abitanti indigeni si siano adattati alla forza ed al potere dello straniero. (cap. XVII, p. 346) *Abbiamo oltrepassato anche il meridiano degli [[antipodi]]; ed ora ogni miglio, pensavamo noi con gioia, era un miglio più vicino all'Inghilterra. Questi antipodi richiamano alla nostra mente antiche ricordanze di dubbi e di meraviglie infantili. Solo l'altro giorno io desiderava questa aerea barriera come un punto definito del nostro viaggio verso la patria; ma ora mi accorsi che questo, come tutti i punti di sosta della nostra immaginazione, somiglia alle ombre che un uomo che cammina non può mai afferrare. (cap. XVIII, 19 dicembre 1835; p. 359) *Non posso spiegarne la ragione, ma nella vista delle spiagge esterne di questi [[Atollo|atolli]], io trovo una grande maestà. La spiaggia che serve di argine, il margine dei verdi boschetti di alberi di cocco, la roccia salda e piana dei morti coralli, sparsi qua e là di grossi frammenti isolati, e la linea di furiosi frangenti, che si estendono tutto intorno mostrano una grande semplicità. L'oceano che rovescia le sue acque sopra il largo scoglio appare come un invincibile, onnipotente nemico; tuttavia vediamo che esso resiste, ed anche fa qualche conquista, con mezzi che a prima vista sembrano debolissimi ed inefficaci. Non già che il mare risparmi le {{sic|roccie}} di corallo; i grandi frammenti sparsi sullo scoglio, ed ammucchiati sulla spiaggia, in mezzo ai quali sorgono gli alti alberi di cocco, svelano chiaramente l'incessante forza delle onde. Non vi sono mai periodi di riposo. Il lungo ondeggiamento cagionato dall'azione dolce ma continua dei venti regolari, che soffiano sempre in una direzione sulla vasta area, produce frangenti, cha hanno quasi la stessa forza di quelli di una burrasca nelle regioni temperate, e che non cessano mai dalla loro furia. È impossibile vedere quelle onde senza sentirsi convinti che un'isola, per quanto costrutta della roccia più dura, sia essa porfido, granito, o quarzo, dovrebbe finire per cedere e venir demolita da una cosifatta forza irresistibile. Tuttavia, quelle basse, insignificanti isolette di corallo resistono e sono vittoriose; perché qui un'altra forza, viene come antagonista a prender parte alla lotta. Le forze organiche separano gli atomi di carbonato di calce, uno ad uno, dai spumanti frangenti, e le uniscono in una struttura simmetrica. Ammucchi pure l'uragano i suoi mille grossi frammenti; che cosa potrà egli contro l'opera accumulata di miriadi di architetti che giorno e notte lavorano continuamente? Così vediamo noi il corpo molle e gelatinoso di un polipo, mercé l'azione delle leggi vitali, vincere la grande potenza meccanica delle onde di un mare contro il quale né l'arte dell'uomo né le opere inanimate della natura avrebbero potuto resistere con qualche successo. (cap. XX, 6 aprile 1836; pp. 395-396) *Fra le scene che si sono più fortemente impresse nella mia mente, nessuna supera in grandezza le foreste primitive non ancora tocche dalla mano dell'uomo; tanto quelle del Brasile, ove predominano le forze vitali, come quelle della Terra del Fuoco, ove prevalgono la morte e la distruzione. Entrambe sono templi pieni degli svariati prodotti del Dio della natura – nessuno può trovarsi senza emozione in quelle solitudini, e non sentire che nell'uomo vi è qualche cosa di più che non il solo soffio del suo corpo. (cap. XXI, p. 431) ===[[Explicit]]=== Ma io ho provato un piacere troppo profondo in questo viaggio, per non raccomandare a qualunque naturalista, sebbene non debba aspettarsi di essere tanto fortunato nei suoi compagni come lo sono stato io, di approfittare di ogni occasione, ed imprendere viaggi se è possibile per terra, se non con una lunga navigazione. Può esser certo che non incontrerà difficoltà o pericoli, tranne qualche raro caso, tanto cattivi quanto se lo era immaginato. Da un punto di vista morale, l'effetto sarà quello di insegnargli una gioconda pazienza, lo libererà dall'egoismo, gli darà l'abito di operare da sé, e fare il meglio possibile in ogni circostanza. In breve, deve partecipare delle qualità caratteristiche della maggior parte dei naviganti. Il viaggiare gli insegnerà la diffidenza; ma nello stesso tempo gli dimostrerà, quante persone veramente di cuore vi sono, colle quali egli non ebbe mai, o non avrà mai più comunicazione, le quali tuttavia son pronte a prestargli il più disinteressato aiuto. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale''=== È evidentissimo che i fiori del maggior numero delle piante, sono costruiti in modo da essere, o abitualmente o accidentalmente fecondati per incrocio, col mezzo del polline d'un altro fiore posto, o sulla stessa pianta, o più generalmente, come vedremo in seguito, su una pianta diversa. Talvolta la fecondazione incrociata è assicurata dalla separazione dei sessi; il più delle volte essa lo è perché la maturità del polline e dello stigma non avviene contemporaneamente. ===''I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti''=== Nel presente libro io ho seguito, per quanto mi fu possibile, la classificazione delle Orchidee data da Lindley. Le specie dell'Inghilterra appartengono a cinque de' suoi gruppi, vale a dire a quelli delle ''Ophrydeæ'', ''Neottieæ'', ''Arethuseæ'', ''Malaxeæ'' e ''Cypripedeæ''; i due ultimi gruppi comprendono però ciascuno un unico genere. Nei primi otto capitoli descriverò diverse specie inglesi e straniere, appartenenti ai diversi gruppi. L'ottavo comprenderà inoltre la discussione sulle omologie dei fiori delle orchidee. Il nono capitolo sarà consacrato a diverse considerazioni generali. ===''I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti''=== Fui tratto a questo soggetto da uno scritto breve, ma interessante, del professore Asa Gray sui movimenti dei viticci d'alcune piante Cucurbitacee<ref>''Proc. Amer. Acad. of Arts and Sciences, vol. iv'', 12 agosto 1838, p. 98.</ref>. Le mie osservazioni erano giunte più che alla metà prima ch'io apprendessi avere Palm e Hugo von Mohl<ref>Ludwig H. Palm. ''Ueber das Winden der Pflanzen''; Hugo Von Mohl, ''Ueber den Bau und das Winden der Ranken und Schlingpflanzen'', 1827. Il trattato di Palm fu pubblicato soltanto alcune settimane prima di quello di Mohl. Vedi anche ''The Vegetable Cell'' (tradotto da Henfrey) di H. Von Mohl, p. 147 alla fine.</ref> osservato lungo tempo fa il fenomeno sorprendente delle rivoluzioni spontanee degli steli e dei viticci delle piante rampicanti, ed essere questo fenomeno stato successivamente il soggetto di due Memorie di Dutrochet<ref>''Des Mouvements révolutifs spontanés'', ecc., ''Comptes Rendus'', tom. xvii, 1843, pag. 989; ''Recherches sur la Volubilitè des tiges'', ecc., tom. xix, 1844, p. 295.</ref>. Nondimeno credo che le mie osservazioni, fondate sull'esame d'oltre a cento specie viventi assai distinte, contengano novità sufficienti per giustificarne la pubblicazione. ===''Il potere di movimento nelle piante''=== Lo scopo principale di questo libro è di descrivere e di collegare insieme diverse grandi classi di movimenti comuni a quasi tutte le piante. Il movimento più diffuso è essenzialmente della stessa natura di quello che caratterizza il fusto di una pianta rampicante che s'incurva successivamente verso tutti i punti dell'orizzonte in guisa che la sua estremità ne faccia il giro completo. Questo movimento ha ricevuto il nome da G. Sachs di ''Nutazione girante'', ma noi abbiamo trovato più conveniente di adottare i termini di ''circumnutazione'' e di ''circumnutare''. Siccome dovremo parlare molto di questo movimento, una rapida sua descrizione non sarà superflua. ===''L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali''=== Molti libri furono scritti sulla espressione materiale dei sentimenti, e un numero maggiore sulla fisionomia, vale a dire sul mezzo di riconoscere il carattere collo studio dello stato abituale dei lineamenti. Di quest'ultimo argomento io più non m'intrattengo. Gli antichi trattati<ref>J. PARSONS, nell'''Appendix to the Philosophical Transactions'', 1746, pag. 41, dà una lista di quarantun autori antichi che scrissero sulla Espressione.</ref> ch'io consultai m'hanno giovato poco o nulla. Le famose ''Conférences''<ref>''Conférences sur l'expression des différents caractères des passions'', Parigi, in-4°, 1667. – In seguito io cito sempre la riedizione delle Conférences nell'edizione di Lavater, per cura di MOREAU, apparsa nel 1820 tal quale è data nel vol. IX, p. 257.</ref> del pittore Le Brun, pubblicate nel 1667, sono fra le opere antiche la migliore che si conserva, e contengono alcune buone osservazioni. Un altro saggio, piuttosto antico, i ''Discours'', fatti dal 1774 al 1782 da Camper<ref>''Discours par'' PIERRE CAMPER ''sur le moyen de représenter les diverses passions'', etc., 1792.</ref>, il celebre anatomico olandese, non possono essere considerati tali da aver fatto progredire notevolmente la questione. Le opere posteriori, all'incontro, meritano la maggiore considerazione. ===''La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi''=== Soggetto del presente volume è la parte che i [[lombrico|lombrici]] hanno avuto nella formazione dello strato di terra vegetale che copre tutta la superficie della crosta terrestre in ogni contrada discretamente umida. Generalmente questo strato di terra ha un colore nericcio e pochi centimetri di spessore. Differisce pochissimo nell'aspetto nei varii paesi, sebbene posi sopra sottosuoli diversi. ===''Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico''=== Lo scopo di quest'opera non è punto il descrivere le molte razze di animali che l'uomo seppe addomesticare; né le piante ch'ei seppe coltivare; se anche avessi le cognizioni che si richiedono per compiere un'impresa così gigantesca, in questo caso sarebbe opera superflua. Io intendo unicamente di esporre tra i fatti ch'io potei raccogliere ed osservare in ogni specie, i più atti a mostrare la importanza e la natura delle modificazioni subite dagli animali e dalle piante sotto il dominio dell'uomo; e spargere un po' di luce sui principii generali della Variazione. ==Citazioni su Charles Darwin== *Certo, dopo Darwin il mondo non è più lo stesso. Ma non è meno interessante, istruttivo o esaltante, poiché, se ci è impossibile trovare uno scopo nella natura, dovremo trovarlo per noi stessi. Darwin non era un uomo privo di morale; semplicemente si rifiutò di appioppare alla natura tutti i profondi pregiudizi del pensiero occidentale. Anzi, io penso che l'autentico spirito darwiniano potrebbe salvare il nostro mondo in crisi smentendo un tema prediletto dall'arroganza occidentale: la convinzione di essere destinati, in quanto prodotto più elevato di un processo preordinato, al controllo e al dominio sulla Terra e sulla sua vita. ([[Stephen Jay Gould]]) *Come tutti gli uomini di scienza veramente grandi, egli aveva in sé eguale e compagna a quella del ragionamento e della sagacia nell'osservare, la potenza della fantasia. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) *Credo che Darwin sia stato bravo a farci leggere il passato, ma non lo invocherei troppo come profeta di scenari futuri. L'evoluzione biolo­gica dell'essere umano pare fer­marsi proprio con il sorgere della libertà e della cultura. ([[Giuseppe Tanzella-Nitti]]) *Darwin non era affatto un filosofo. Egli sembra non essere stato affatto consapevole che il suo modo di considerare oggettivamente i fatti della vita recasse implicite delle premesse filosofiche. Egli non aveva nessuna concezione del mondo, nessuna ontologia cosmica, o piuttosto egli prese per buona quella che aveva, senza sottoporla ad una analisi introspettiva. ([[George Gaylord Simpson]]) *È notorio che già Darwin aveva formulato la domanda riguardo al valore della lotta per la conservazione della specie e che aveva anche trovato una risposta convincente: per la specie, per il suo futuro, è sempre vantaggioso che il più forte dei due rivali conquisti un territorio e la femmina ambita. ([[Konrad Lorenz]]) *Forse dovremmo riabilitare l'efficacia narrativa di Darwin, che lanciava lontano la sua rete, osservando, interrogando, legando insieme elementi disparati e cercando di ricreare il disegno più grande dai dettagli più piccoli. ([[Jeffrey Moussaieff Masson]]) *Il colloquio col ministro mi ha fatto capire che genere di lotta deve aver sostenuto Darwin a causa delle sue teorie! ([[Nigel Kneale]]) *Il [[Materialismo]] è errore rancido e mostruoso, il quale non cessa di fare ribrezzo, allorché si presenta a viso aperto: era dunque necessario un uomo che avesse saputo scaltramente mascherarlo; e quest'uomo fu Carlo Darwin, che sotto bugiarde sembianze di scoperte scientifiche foggiossi o a dir meglio riprodusse la ipotesi delle trasformazioni delle specie viventi, la quale in fondo non è che un vergognoso materialismo. Egli però non si manifestò interamente dal principio, protestò di non volere disputare sulla origine della vita, si tenne nella sua ipotesi tra i limiti delle specie organizzate inferiori all'uomo, e riconobbe perfino l'azione creatrice di Dio. ([[Gennaro Portanova]]) *La scoperta di Carlo Darwin sull<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie'', ch'è certo la più grande e la più feconda del secolo decimonono, non ci dié soltanto la legge delle formazioni biologiche, ma ci spiega del pari le ''formazioni storiche''. ([[Gaetano Trezza]]) *La vita intelligente su di un pianeta diventa tale quando, per la prima volta, elabora una ragione della propria esistenza. Se delle creature superiori provenienti dallo spazio mai visiteranno la Terra, la prima cosa che domanderanno, per stabilire il nostro livello di civilizzazione, sarà: «Hanno già scoperto l'evoluzione?» Organismi viventi sono esistiti sulla terra, senza mai sapere perché, per più di tre miliardi di anni prima che uno di essi cominciasse a intravedere la verità. Il suo nome era Charles Darwin. A dire il vero, altri avevano intuito qualcosa, ma fu Darwin che, per primo, mise insieme una teoria coerente e difendibile che spiegava perché noi esistiamo. ([[Richard Dawkins]]) *Le dottrine trasformistiche ebbero fin dal loro inizio due diverse tendenze, che s'impersonarono rispettivamente nel [[Jean-Baptiste de Lamarck|Lamarck]] e nel Darwin.<br/>Il Lamarck ammise come cause della trasformazione le influenze esterne di clima, di nutrizione ecc., quali determinanti di adattamenti diversi che conducevano a modificazioni dell'organizzazione, e l'uso e il non uso degli organi; implicando la trasmissibilità ereditaria dei caratteri acquisiti.<br/>Il Darwin, partendo, com'è ben noto, dalle modificazioni che si ottengono per mezzo della selezione artificiale nelle piante coltivate e negli animali domestici, cercò di dimostrare che in natura esiste un processo analogo, cui egli diede il nome di selezione, o cernita naturale, conseguenza della concorrenza vitale e causa principalissima delle trasformazioni delle specie, e della conservazione delle variazioni più utili, le quali si accumulerebbero attraverso una serie di generazioni quando le condizioni di vita rimanessero immutate. ([[Federico Raffaele]]) *Le tesi evoluzioniste di Darwin furono accolte con grande favore dagli animalisti, perché rafforzavano l'idea che non è lecito maltrattare gli animali, nostri antenati e in certo senso anche nostri "creatori". ([[Marina Baruffaldi]]) *[[Karl Marx|Marx]] fu visto e vide se stesso come «il Darwin della società», il fondatore di una scienza della storia che poteva competere con la darwiniana scienza della biologia. Presentò i suoi assunti come teorie comprovate. Il contrasto tra il suo metodo e quello di Darwin è assai rilevante; Marx stesso se ne rendeva conto, quando con una certa condiscendenza parlava del «rozzo empirismo inglese» di Darwin. Con questa espressione voleva indicare soltanto la circostanza, perfettamente rispondente al vero, che prima di sviluppare le sue teorie Darwin raccoglieva elementi di fatto, diversamente dal preteso metodo superiore che Marx aveva ereditato dalla sua formazione accademica tedesca, per cui prima si elaborava la teoria e poi si cercavano gli elementi di fatto in grado di supportarla. ([[Robert Conquest]]) *Mi attraeva enormemente la teoria di Darwin, allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. ([[Sigmund Freud]]) *Non è chi per primo concepisce un'idea, né chi la mette in piedi e la fa camminare a quattro zampe, ma è chi fa accettare agli altri la conclusione principale, su basi giuste o sbagliate, ad aver svolto il lavoro più grande per la promulgazione di un'opinione. Ed è ciò che il signor Darwin ha fatto per l'evoluzione. ([[Samuel Butler]]) *Perché è stato così difficile capire Darwin? Nel giro di dieci anni, egli convinse l'intero ambiente intellettuale che l'[[evoluzione]] era una realtà, ma finché fu in vita la sua teoria della selezione naturale non godette di grande popolarità. Si affermò solo intorno agli anni quaranta {{NDR|del Novecento}} e ancora oggi, sebbene formi il nocciolo della teoria dell'evoluzione, è capita pochissimo, e spesso è citata e usata a sproposito. ([[Stephen Jay Gould]]) *Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla. ([[Stephen King#Cell|Stephen King]]) *Si è detto spesso che Darwin ha cambiato il mondo. Meno spesso è stato chiarito quale sia stato esattamente questo cambiamento. Darwin non fece – e torna a suo onore – nessuna delle scoperte che ci hanno portato a quel pericolo di distruzione fisica che ci sovrasta. La maggior parte della nostra tecnologia, se non completamente, sarebbe la stessa anche se il lavoro di Darwin non fosse stato compiuto, da lui o da chiunque altro. Senza dubbio, in questo caso noi avremmo ancora gli ingorghi del traffico, i film dell'orrore, la gomma da masticare e le altre manifestazioni evidenti di un'alta civilizzazione. Gli accessori della civiltà, tuttavia, sono superficiali. L'influenza di Darwin, e più ampiamente del concetto di evoluzione, ha avuto effetti ben più profondi: ci ha letteralmente condotto in un mondo diverso. ([[George Gaylord Simpson]]) *Su Tralfamadore, dice Billy Pilgrim, non c'è molto interesse per Gesù Cristo. La figura terrestre che più colpisce i tralfamadoriani, dice lui, è quella di Charles Darwin, che insegnò che chi muore deve morire e che i cadaveri sono un miglioramento. Così va la vita. ([[Kurt Vonnegut]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Charles Darwin, ''Autobiografia (1809-1882)'', a cura di Nora Barlow, traduzione di Luciana Fratini, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 9788858416884 *Charles Darwin, ''Diario di un naturalista giramondo'', traduzione di Michele Lessona, Gamma Editrice, 1945. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/gli-effetti-della-fecondazione-incrociata-e-propria-nel-regno-vegetale/ Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P. A. Saccardo, Unione tipografico-editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-diversi-apparecchi-col-mezzo-dei-quali-le-orchidee-vengono-fecondate-dagli-insetti/ I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen, Unione tipografico-editrice, 1883. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-movimenti-e-le-abitudini-delle-piante-rampicanti/ I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P.A. Saccardo, Unione Tipografico-Editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/il-potere-di-movimento-nelle-piante/ Il potere di movimento nelle piante]'', traduzione di Giovanni e Riccardo Canestrini, Unione Tipografico-Editrice, 1884. *Charles Darwin, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_espressione_dei_sentimenti/pdf/darwin_l_espressione_dei_sentimenti.pdf L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali]'', a cura di Giovanni Canestrini e Franc. Bassani, Unione Tipografico-Editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914. *Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Luciana Fratini, Boringhieri, Torino, 1967. *Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Celso Balducci, Collana I Sempreverdi, Mondadori, Milano, 2010. ISBN 978-88-96-08940-8 *Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT0 L'origine delle specie]'', traduzione di Celso Balducci, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-2595-7 *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/la-formazione-della-terra-vegetale-per-lazione-dei-lombrici-con-osservazioni-intorno-ai-loro-costumi/ La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi]'', traduzione di [[Michele Lessona]], Unione tipografico-editrice, 1882. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/sulla-origine-delle-specie-per-elezione-naturale-ovvero-conservazione-delle-razze-perfezionate-nella-lotta-per-lesistenza/ Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Edizioni "A. Barion" della Casa per Edizioni popolari, 1933. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/variazione-degli-animali-e-delle-piante-allo-stato-domestico/ Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Unione tipografico-editrice, 1876. *Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=32PGvu1v6yEC Viaggio di un naturalista intorno al mondo]'', traduzione di Michele Lessona, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1872. *Gino Ditadi (a cura di), ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994. ISBN 88-85944-12-4 ==Voci correlate== *[[Erasmus Darwin]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Viaggio di un naturalista intorno al mondo||(1839)}} {{Pedia|L'origine delle specie||(1859)}} {{Pedia|La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico||(1868)}} {{Pedia|L'origine dell'uomo e la selezione sessuale||(1871)}} {{DEFAULTSORT:Darwin, Charles}} [[Categoria:Biologi britannici]] [[Categoria:Etologi britannici]] [[Categoria:Geologi britannici]] [[Categoria:Naturalisti britannici]] e6gf1hqgya0l7bmd90nheqtneo8dx72 1422741 1422740 2026-08-06T17:49:09Z Mattia Luigi Nappi 1246 /* Citazioni */ +1 1422741 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Hw-darwin.jpg|thumb|Charles Darwin]] '''Charles Robert Darwin''' (1809 – 1882), naturalista britannico. ==Citazioni di Charles Darwin== *Anche se non mi sono mai dedicato molto al pensiero dell'esistenza di un Dio personale fino a un periodo considerevolmente tardo della mia vita, voglio qui esporre le conclusioni vaghe alle quali sono stato portato. Il vecchio argomento di una natura ideata, così come fornito da [[William Paley|Paley]], che prima mi sembrava così conclusivo, fallisce, ora che la legge della [[selezione naturale]] è stata scoperta. Non si può più sostenere che, per esempio, la bella cerniera di una conchiglia bivalve deve essere stata fatta da un essere intelligente, come la cerniera di una porta da parte dell'uomo. Non sembra esserci più progettazione nella variabilità degli esseri organici, e nell'azione della selezione naturale, che nella direzione dove il vento soffia.<ref>''Although I did not think much about the existence of a personal God until a considerably later period of my life, I will here give the vague conclusions to which I have been driven. The old argument from design in Nature, as given by Paley, which formerly seemed to me so conclusive, fails, now that the law of natural selection has been discovered. We can no longer argue that, for instance, the beautiful hinge of a bivalve shell must have been made by an intelligent being, like the hinge of a door by man. There seems to be no more design in the variability of organic beings, and in the action of natural selection, than in the course which the wind blows.'' (da ''The Variation of Animals and Plants'', 1868; citato in ''Life and Letters of Charles Darwin: the Evolution'', a cura di Francis Darwin, Cambridge, 1887)</ref> *Colui che comprende il [[babbuino]] farebbe di più per la Metafisica di quello che fa [[John Locke|Locke]].<ref>Citato in Pietro Li Causi, ''Animali e uomini nel pensiero greco antico'', in ''L'anima degli animali'', Einaudi, Torino, 2015, p. XVIII. ISBN 978-88-06-21101-1</ref> *I lavoratori più forti che io abbia visto, i [[minatore|minatori]], del Cile, non vivono che di verdure e di leguminose.<ref>Da una [https://books.google.it/books?id=imYRA7EFfkMC&pg=PA428 lettera] del 1880; citato in [[Charles Webster Leadbeater|Charles W. Leadbeater]], ''[http://www.famigliafideus.com/wp-content/uploads/2016/05/VEGETARIANISMO-E-OCCULTISMO.pdf Vegetarismo ed occultismo]'', Associazione Culturale Aquarius, Palermo, 1982, p. 17.</ref> *Io penso di aver scoperto (ecco la presunzione!) il semplice modo mediante il quale le specie si adattano mirabilmente a vari fini.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 149. ISBN 9788858015001</ref> *L'incredulità si insinuò nel mio spirito, e finì per diventare totale. Il suo sviluppo fu tanto lento che non ne soffersi, e da allora non ho mai più avuto un dubbio sull'esattezza della mia conclusione. In realtà non posso capire perché ci dovremmo augurare che le promesse del [[cristianesimo]] si avverino: perché in tal caso, secondo le parole del Vangelo, gli uomini senza fede, come mio padre, mio fratello, e quasi tutti i miei amici più cari sarebbero puniti per l'eternità. E questa è un'odiosa dottrina.<ref>Citato in [[Piergiorgio Odifreddi]], ''In principio era Darwin, la vita, il pensiero, il dibattito sull'evoluzionismo'', mondolibri s.p.a.</ref> *L'uomo, nella sua arroganza, si considera una grande opera, degna dell'intervento di una divinità. Più umile e, credo, più verosimile, ritenerlo creato a partire dagli animali.<ref>Da [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?itemID=CUL-DAR122.-&viewtype=text&pageseq=1 ''Notebook C: Transmutation of species''] (febbraio-luglio 1838); citato in [[Peter Singer]], ''Liberazione animale'', traduzione di Enza Ferreri, il Saggiatore, Milano, 2010, [https://books.google.it/books?id=LcUeLTGUI4cC&pg=PA214 p. 214]. ISBN 978-88-565-0180-3</ref> *La cellula è una struttura complessa, con una membrana che la ricopre, un nucleo e un nucleolo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della biologia'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2022, p. 42. ISBN 9788858039595</ref> *La selezione naturale esamina ogni giorno e ogni ora, in tutto il mondo, le più lievi variazioni.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 26. ISBN 9788858024362</ref> *Leggendo ''Selborne'' di [[Gilbert White|White]] ho osservato con molto piacere le abitudini dei volatili e ho perfino preso appunti.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 297. ISBN 9788858024362</ref> *[[Linneo]] e [[Georges Cuvier|Cuvier]] sono stati in modo diverso le mie due divinità, ma essi non sono che scolaretti in confronto al vecchio [[Aristotele]]. :''Linnaeus and Cuvier have been my two gods, though in very different ways, but they were mere schoolboys to old Aristotle''.<ref>Dalla lettera a William Ogle (22 febbraio 1882), in ''The Life and Letters of Charles Darwin'', a cura di Francis Darwin, volume III, cap. VI: "Miscellanea", p. 252, 1887.</ref> *Ma potrei dire che l'impossibilità di concepire che quest'universo grandioso e meraviglioso, con i nostri sé coscienti, sia scaturito dal caso, a me pare l'argomento principe a favore dell'[[esistenza di Dio]]; ma sebbene questo sia un argomento di valore effettivo, io non sono mai stato in grado di decidermi. Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata.<ref>''But I may say that the impossibility of conceiving that this grand and wondrous universe, with our conscious selves, arose through chance, seems to me the chief argument for the existence of God; but whether this is an argument of real value, I have never been able to decide. I am aware that if we admit a first cause, the mind still craves to know whence it came, and how it arose.'' (da una lettera a N.D. Doedes, 2 aprile 1873).</ref> *Nelle mie fluttuazioni più estreme, non sono mai stato un [[ateismo|ateo]] nel senso di negare l'esistenza di un Dio. Ritengo generalmente (e sempre di più invecchiando), ma non sempre, che [[agnosticismo|agnostico]] corrisponderebbe alla definizione più corretta della mia condizione intellettuale.<ref>Da Lettera 12041 a John Fordyce, 7 maggio 1879.</ref> *Non riesco a persuadermi che un Dio benefico e onnipotente abbia volutamente creato gli [[icneumonide|icneumonidi]] con l'espressa intenzione che essi si nutrano entro il corpo vivente dei bruchi.<ref>''I cannot persuade myself that a beneficent & omnipotent God would have designedly created the Ichneumonidæ with the express intention of their feeding within the living bodies of caterpillars'' [...]. (dalla [http://www.darwinproject.ac.uk/letter/DCP-LETT-2814.xml lettera ad Asa Gray del 22 maggio 1860])</ref> *Non riesco a vedere alcuna ragione perché un uomo o un altro animale non possa essere stato prodotto, originariamente, da altre leggi; e che tutte queste leggi possano essere state espressamente progettate da un Creatore onnisciente, che prevede ogni evento e conseguenza futuri.<ref>Dalla lettera ad Asa Gray, 22 maggio 1860, in ''Lettere sulla religione'', a cura di Telmo Pievani, traduzione di Isabella C. Blum, Einaudi, Torino, 2013, p. 47.</ref> *Perfino gli insetti esprimono collera, terrore, gelosia ed amore.<ref>Da ''L’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali'', 1878, cap. XIV.</ref> *Un essere potente e sapiente come un [[dio]], che ha potuto creare l'universo, appare al nostro spirito limitato onnipotente e onnisciente, e offende la nostra comprensione l'idea che la sua benevolenza non debba essere illimitata, poiché quale beneficio potrebbe avere la sofferenza di milioni di animali inferiori per un tempo quasi infinito?<ref>Citato in [[Karlheinz Deschner]], ''Sopra di noi... niente'', Ariele, 2008.</ref> ===Attribuite=== *Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento. :''It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives. It is the one that is most adaptable to change.''<ref name=dar>{{Cfr}} {{en}} ''[http://www.darwinproject.ac.uk/six-things-darwin-never-said Six things Darwin never said – and one he did]'', ''Darwinproject.ac.uk''.</ref> ::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è tradizionalmente attribuita a Darwin e in genere si ritiene che tale citazione sia tratta dal libro ''L'origine della specie'' (''Origin of Species''). In realtà tale citazione non è presente in nessuno degli scritti di Darwin, come confermato anche dallo storico [[John van Wyhe]].<ref>{{Cfr}} {{en}} [[John van Wyhe]], ''[http://www.theguardian.com/science/2008/feb/09/darwin.myths It ain't necessarily so ...]'', ''the Guardian.com'', 9 febbraio 2008.</ref> Questa citazione è tuttora riportata sul pavimento di pietra della ''California Academy of Sciences'', ma l'attribuzione a Darwin è stata rimossa. Con ogni probabilità la citazione è da attribuire a Leon C. Megginson, professore universitario e saggista statunitense, che in ''Lessons from Europe for American Business'' (1963) scrive: «Secondo ''L'origine delle specie'' di Darwin, non è la più intelligente delle specie a sopravvivere; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella in grado di adattarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova.»<ref>{{en}} «''According to Darwin's "Origin of Species", it is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able best to adapt and adjust to the changing environment in which it finds itself.''»</ref>. Lo stesso Megginson in ''Key to Competition is Management'' (1964): «Non è la più intelligente delle specie quella che sopravvive; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella che è in grado di adattarsi e di adeguarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova. [...] così dice Charles Darwin nel suo ''Origine delle specie''.»<ref>{{en}} «''It is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able to adapt to and to adjust best to the changing environment in which it finds itself.'' [...] ''so says Charles Darwin in his "Origin of Species".''»</ref> Il fatto che queste frasi siano associate alla teoria darwiniana e in particolare al libro ''L'origine della specie'' potrebbe giustificare in parte l'origine della falsa attribuzione.<ref name=dar/><ref>{{Cfr}} {{en}} Nick Matzke, ''[http://pandasthumb.org/archives/2009/09/survival-of-the-1.html Survival of the Pithiest]'', ''the Guardian.com'', 3 settembre 2009.</ref> ==''Autobiografia (1809-1882)''== ===[[Incipit]]=== Quando un editore tedesco mi invitò a scrivere un resoconto sul mio sviluppo intellettuale e spirituale, con l'aggiunta di qualche notizia su fatti della mia vita, pensai che il tentativo di comporre un’autobiografia mi avrebbe divertito e che essa avrebbe potuto interessare i miei figli e i loro discendenti. ===Citazioni=== *[...] il metodo scientifico consiste nel raccogliere dei fatti, da cui si traggono leggi e conclusioni generali. (''Cambridge: 1828-1831'') *Un altro argomento a favore dell'[[esistenza di Dio]], connesso con la ragione più che col sentimento, e a mio avviso molto importante, è l'estrema difficoltà, l'impossibilità quasi, di concepire l'universo, immenso e meraviglioso, e l'uomo, con la sua capacità di guardare verso il passato e verso il futuro, come il risultato di un mero caso o di una cieca necessità. Questo pensiero mi costringe a ricorrere a una Causa Prima dotata di un'intelligenza in certo modo analoga a quella dell'uomo; e mi merito così l'appellativo di teista.<br>Questa conclusione, a quanto ricordo, era ben radicata nella mia mente al tempo in cui scrissi l<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie''; ma in seguito, dopo molti alti e bassi, si è gradualmente indebolita. (''Opinioni religiose'') *Né si deve trascurare la probabilità che l'inculcare una fede religiosa nei [[bambini]] produca un effetto così forte, e forse ereditario, sulle loro menti ancora non completamente sviluppate, da rendere loro difficile liberarsi dalla fede in Dio, così come è difficile per una scimmia liberarsi dalla paura e dall'odio che nutre istintivamente per il serpente. (''Opinioni religiose'') *Mi sembra che per un uomo che non abbia la costante certezza dell'esistenza di un Dio personificato o di una vita futura con relativa ricompensa, l'unica regola della vita debba essere quella di seguire gli istinti e gli impulsi più forti o che gli appaiono migliori. Allo stesso modo, ma inconsciamente, agisce un cane. D'altra parte l'uomo considera passato e futuro e confronta i suoi vari sentimenti, desideri e ricordi; e trova poi, d'accordo con il parere di tutti i più saggi, che la massima soddisfazione deriva dal seguire certi impulsi e precisamente gli istinti sociali. Se agisce per il bene altrui riceve l'approvazione degli altri uomini e conquista l'amore delle persone con cui vive, cioè la cosa più piacevole che vi sia sulla terra. A poco a poco troverà insopportabile obbedire alle passioni dei sensi piuttosto che agli impulsi superiori, che quando diventano abituali possono quasi essere chiamati istinti. Talvolta la ragione gli suggerirà di agire contro l'opinione altrui; non riceverà allora segni di approvazione, ma avrà la sicurezza e la soddisfazione di aver seguito la sua guida più profonda, cioè la coscienza. (''Opinioni religiose'') *Inoltre, per molti anni avevo seguito l'ottima regola di annotare subito e senza fallo tutto ciò che era contrario ai risultati generali della mia teoria: fosse un fatto, una nuova osservazione o un pensiero che mi capitava di leggere, perché avevo imparato per esperienza che i fatti e i pensieri contrari tendono a sfuggire dalla memoria più facilmente di quelli favorevoli. Per questa abitudine poche furono le obiezioni alla mia teoria che già non avessi considerato e a cui non avessi cercato di dare risposta. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Secondo il mio gusto, un [[romanzo]] non è di prima qualità se non ha alcuni personaggi che il lettore possa amare profondamente; se poi questo {{NDR|il personaggio}} è una donna graziosa tanto meglio. (''Le mie molte pubblicazioni'') *[...] se vivessi un'altra volta mi assegnerei il compito di leggere un po' di poesia e ascoltar musica almeno una volta la settimana, con la speranza di mantenere attive con l'esercizio quelle parti del cervello che oggi si sono atrofizzate. La perdita di questi gusti è una perdita di felicità, forse dannosa all'intelletto e più ancora alla forza morale, in quanto indebolisce la parte emotiva della natura umana. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Fin dalla mia prima giovinezza ho concepito un vivo desiderio di capire o di spiegare tutto ciò che osservavo, cioè di raggruppare tutti i fatti sotto leggi generali. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Ho sempre cercato di tenermi libero da idee preconcette, in modo da poter rinunciare a qualunque ipotesi, anche se molto amata (e non so trattenermi dal formularne una per ogni argomento), non appena mi si dimostri che i fatti vi si oppongono. Non mi è dato di agire diversamente, e infatti, eccettuata la teoria delle barriere coralline, non ricordo un sol caso in cui non abbia dovuto abbandonare o modificare profondamente la mia prima formulazione di un'ipotesi. Per questo sono arrivato naturalmente a diffidare dei grandi ragionamenti deduttivi nelle scienze naturali. (''Le mie molte pubblicazioni'') ===[[Explicit]]=== Il mio successo come uomo di scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto, mi sembra, a diverse e complesse qualità e condizioni intellettuali. Le più importanti sono state: l'amore per la scienza, un'infinita pazienza nel riflettere lungamente su ogni argomento, gran diligenza nell'osservare e raccogliere dati di fatto, e una certa dose d'immaginazione e di buon senso. È davvero sorprendente che con doti così modeste io sia stato capace d'influire in modo tanto notevole sulle opinioni degli scienziati su alcuni importanti problemi. ===Citazioni su ''Autobiografia (1809-1882)''=== *L'''Autobiografia'' di Darwin non è soltanto una preziosa testimonianza circa la genesi di una concezione e sulla personalità dell'uomo che l'ha prodotta, ma anche un insegnamento civile di libertà. ([[Giulio Giorello]]) ==''Diario di un naturalista giramondo''== ===[[Incipit]]=== ''16 gennaio 1832''. I dintorni di Port Praya, visti dal mare, hanno un aspetto desolato.<br /> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== * Questa collina è famosa perché a lungo tempo servì da rifugio ad alcuni schiavi fuggitivi che, coltivando un pezzetto di terra presso la cima, riuscivano a ricavarne quanto bastava a vivere. Ma alla fine furono scoperti e fu mandato un reparto di soldati che li catturó tutti, ad eccezione d'una vecchia la quale, piuttosto che lasciarsi trarre nuovamente in schiavitù, preferì morire sfracellata, lanciandosi dalla cima della montagna. Fosse stata una matrona romana si sarebbe lodato il suo nobile amore per la libertà, ma siccome era una povera nera questa condotta fu giudicata segno soltanto di bestiale cocciutaggine. * Mentre mi trivavo in quella tenuta (sul Rio Maaè, Brasile], per poco non fui testimone d'uno degli atti più atroci che si possano compiere in un paese schiavista. A cagione di una rissa e di una causa penale che ne era seguita, il proprietario fu sul punto di separare tutte le donne e i bambini dagli schiavi adulti per venderli all'asta a Rio. Soltantonil tornaconto personale, e non un sentimento di compassione, gli impedì di compiere un simile gesto. [...] Eppure posso assicurare che per umanitá era superiore alla media degli uomini. *Anche oggi narrano le gesta atroci dei filibustieri, e specialmente di un uomo, il quale tolse via l'immagine della Vergine [[Maria]], e ritornò un anno dopo a prendere quella di San Giuseppe dicendo che era un peccato che la signora stesse senza suo marito. *Il 19 di agosto abbandonammo finalmente le spiagge del Brasile. Ringrazio Dio di non aver più mai da visitare un paese da [[schiavi]]. *Il linguaggio {{NDR|la [[lingua selknam]]<ref>Secondo [[Lucas Bridges]] (p. 421), che ritiene impossibile che la descrizione corrisponda alla [[lingua yamana]].</ref>}} di questa gente {{NDR|i [[Selknam]]}}, secondo le nostre nozioni, si può appena chiamare articolato. Il capitano Cook lo ha paragonato ai versi di un uomo che si schiarisce la gola, ma certamente, aggiungeva, nessun europeo si è mai schiarito la gola emettendo suoni così aspri, gutturali e metallici.<ref>Tradotto in Lucas Bridges, ''Ultimo confine del mondo'', Einaudi, 2009, ISBN 978-88-06-19758-2, p. 421.</ref> *Il modo stesso con cui sono generalmente tollerate le religioni straniere, l'attenzione che si porta ai mezzi di educazione, la libertà della stampa, le agevolezze offerte a tutti i forestieri, e specialmente, mi sia permesso di aggiungere, ad ognuno che professi le più piccole pretese alla scienza, debbono essere ricordate con gratitudine, da coloro che hanno visitato le provincie spagnuole del Sud America. *Non mi sono accorto che l'intonazione della società abbia preso un qualche carattere particolare; ma con questi costumi, e senza il lavoro dell'intelletto, non può a meno di deteriorare. ==''L'origine dell'uomo e la selezione sessuale''== ===[[Incipit]]=== Per accertare se l'[[uomo]] sia il discendente modificato di qualche forma preesistente, occorrerebbe innanzitutto ricercare se egli stesso si modifichi, sia pure leggermente, quanto alla sua struttura corporea e alle sue capacità mentali.<br /> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== *Gli [[animale|animali]] inferiori sentono evidentemente come l'uomo il piacere e il dolore, la felicità e l'infelicità. La felicità è molto chiaramente espressa dai giovani animali, come i cagnolini, i gattini, gli agnelli, quando si trastullano fra loro come i nostri bambini. (1994, p. 829) *Anche gli [[insetto|insetti]] si divertono insieme, come ha descritto quell'eccellente osservatore che è [[Pierre Huber|P. Huber]], che vide le [[formica|formiche]] corrersi dietro cercando di mordersi per giuoco come fanno i cagnolini. (1914, p. 53) *È noto l'amore del [[cane]] per il suo padrone; e tutti sanno che nell'agonia della morte egli accarezza il padrone; e ognuno può aver sentito dire che il cane che soffre mentre viene sottoposto a qualche [[vivisezione]], lecca la mano dell'operatore; quest'uomo, a meno di avere un cuore di sasso, deve provare rimorso fino all'ultima ora della sua vita. (1994, pp. 829-830) *Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può aver veduto quanta gelosia dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un'altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle [[scimmia|scimmie]]. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati. (1914, pp. 55-56) *Tutti gli animali sentono la ''meraviglia'', e molti mostrano ''[[curiosità]]''. Talvolta quest'ultima facoltà reca loro danno, come quando il cacciatore si atteggia buffamente e li attira in tal modo. (1914, p. 57) *Siccome i cani, i gatti, i cavalli e probabilmente tutti gli animali superiori ed anche gli uccelli, come è confermato da buone testimonianze, hanno sogni vivaci, che dimostrano coi movimenti e con la voce, dobbiamo ammettere che posseggano un certo potere d'immaginazione.<br />[...] Sono pochi quelli che vorranno negare che gli animali non siano forniti di un certo potere di ragionare. Si possono vedere costantemente animali che si fermano, deliberano e risolvono. È un fatto significativo che, quanto più un naturalista studia le abitudini di un dato animale, tanto più dà spazio alla ragione e meno al semplice istinto. (1994, p. 834) *I mulattieri del sud America dicono: «Non vi darò la [[mulo|mula]] che ha il passo più dolce, ma ''la mas racional'', quella che ragiona meglio»; e [[Alexander von Humboldt|Humboldt]] aggiunge «questa espressione popolare, dettata da una lunga esperienza, combatte il sistema di macchine animate, meglio forse che non tutti gli argomenti della filosofia speculativa».<br />Abbiamo, credo, dimostrato ora che l'uomo e gli animali superiori, specialmente i [[primate|primati]], hanno in comune alcuni pochi istinti. Tutti hanno gli stessi sensi, le stesse intuizioni e sensazioni, – passioni, affetti ed emozioni simili, anche le più complesse; sentono la meraviglia e la curiosità; posseggono le stesse facoltà di imitazione, attenzione, memoria, immaginazione e raziocinio, sebbene in gradi molto differenti. (1914, pp. 65-66) *È stato asserito che solo l'uomo è capace di progressivo miglioramento [...].<br />Per ciò che riguarda gli animali, chiunque abbia avuto qualche pratica nel tendere trappole sa che gli animali giovani si prendono con maggiore facilità dei vecchi; e si lasciano avvicinare dal nemico molto agevolmente. È impossibile prender animali molto vecchi nello stesso luogo e con la stessa trappola, o distruggerli con la stessa qualità di veleno; tuttavia non è probabile che tutti abbiano assaggiato il veleno, ed è impossibile che tutti siano già stati colti al laccio. Essi imparano ad esser cauti vedendo i loro compagni presi o avvelenati. (1994, pp. 836-837) *Molte sorta di animali sono [[animale sociale|sociali]]; troviamo anzi specie diverse che vivono insieme, come per esempio alcune [[scimmia|scimmie]] americane con branchi di cornacchie, di gracchi, di storni. Anche l'uomo mostra lo stesso sentimento nel forte amore che nutre pel [[cane]], amore che il cane gli rende con usura. (1914, p. 97) *Gli animali sociali si rendono fra loro scambievoli servigi: i [[cavallo|cavalli]] si morsecchiano, e le [[mucca|vacche]] si leccano le une le altre in ogni punto ove sentono prurito o pizzicore: le scimmie si liberano scambievolmente dagli esterni parassiti [...]. (1914, p. 100) *Gli animali sociali si difendono l'un l'altro. I maschi di alcuni ruminanti vanno ad allogarsi in fronte della mandra quando vi è pericolo e la difendono colle loro corna. (1914, p. 100) *È certo che gli animali che vivono in società hanno un sentimento di scambievole amore che non provano gli animali non socievoli. (1914, p. 102) *La simpatia, oltre i confini umani, che vuol dire l'umanità verso le bestie, sembra essere fra gli acquisti morali più tardivi. Non sembra che i selvaggi la provino tranne che per quegli animali che prediligono. [...] Questa virtù, una delle più nobili di cui l'uomo sia fornito, sembra derivare per incidente da ciò che le nostre simpatie facendosi più tenere e più espansive e diffuse, vengono a riversarsi su tutti gli esseri senzienti. Appena questa virtù viene onorata e praticata da alcuni uomini, si diffonde mercé l'istruzione e l'esempio ai giovani, ed eventualmente tende a radicarsi nella pubblica opinione. (1914, pp. 132-133) *Il punto più alto cui possiamo giungere nella coltura morale, è quello di poter riconoscere che dobbiamo dominare i nostri pensieri. (1914, p. 133) *[...] l'amore disinteressato per tutte le creature viventi [...] è il più bell'attributo dell'uomo [...]. (1914, pp. 141-142) *Il più umile organismo è qualche cosa di molto più elevato che non la polvere inorganica che ci sta sotto i piedi; e nessuno fornito di mente imparziale può studiare una qualche creatura vivente per quanto umile essa sia, senza rimanere preso da entusiasmo per la sua meravigliosa struttura e le sue proprietà. (1914, p. 280) *[...] l'uomo è disceso da un quadrupede peloso, fornito di coda e di orecchie aguzze, probabilmente di abiti arborei, e che abitava l'antico continente. (cap. XXI, Sommario generale e Conclusione; 1914, p. 1017) ===[[Explicit]]=== L'uomo va scusato di sentire un certo orgoglio per essersi elevato, sebbene non per propria spinta, all'apice della scala organica; ed il fatto di essere in tal modo salito, invece di esservi stato collocato in origine, può dargli speranza per un destino ancora più elevato in un lontano avvenire. Ma non si tratta qui né di speranze, né di timori, ma solo del vero, fin dove la nostra ragione ci permette di scoprirlo. Ho fatto del mio meglio per addurre prove; e dobbiamo riconoscere, per quanto mi sembra, che l'uomo con tutte le sue nobili prerogative, colla simpatia che sente per gli esseri più degradati, colla benevolenza che estende non solo agli altri uomini, ma anche verso la più umile delle creature viventi, col suo intelletto quasi divino che ha penetrato nei movimenti e nella costituzione del sistema solare – con tutte queste alte forze – l'Uomo conserva ancora nella sua corporale impalcatura lo stampo indelebile della sua bassa origine.<br /> {{NDR|Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914}} ==''L'origine delle specie''== ===[[Incipit]]=== ====Celso Balducci==== Darò qui un breve quadro degli sviluppi delle opinioni scientifiche sull'origine delle [[specie]]. Ancora non molto tempo fa la maggior parte degli studiosi di scienze naturali considerava le specie come prodotti immutabili di creazioni distinte. Molti autori hanno sostenuto con competenza questo punto di vista. Peraltro non mancavano alcuni, sia pure pochi, che ritenevano che le specie vanno incontro a trasformazioni e che le forme attuali di vita discendono, attraverso un vero e proprio processo generativo, da forme che le hanno precedute. ====Luciana Fratini==== Mi propongo di dare qui un breve compendio del progresso delle idee sull'origine delle specie. Fino a poco tempo fa, la grande maggioranza dei naturalisti credeva che le specie fossero immutabili e che fossero state create l'una indipendentemente dall'altra. Numerosi autori hanno abilmente sostenuto questo punto di vista. Alcuni naturalisti, invece, erano convinti che le specie subissero modificazioni, e che le attuali forme di vita discendessero per generazione regolare da forme preesistenti. ====[[Giovanni Canestrini]]==== Voglio esporre un breve sunto dei progressi della dottrina sull'origine delle specie. La maggior parte dei naturalisti ammette che le specie sieno produzioni immutabili, e che ogni specie sia stata creata separatamente. Questa tesi fu abilmente propugnata da molti autori. Solamente pochi credono che esse subiscano delle modificazioni, e che le forme viventi attuali discendano per mezzo di generazione regolare da forme preesistenti. ===Citazioni=== *Di una pianta ai margini del deserto si dice che lotta per la vita contro la siccità, anche se sarebbe più esatto dire che dipende dall'umidità. (''La variazione in natura'', cap. 2., ed. 2011) *La [[giraffa]], grazie alla sua gigantesca statura ed al collo, agli arti anteriori, alla testa ed alla lingua di forma molto allungata, possiede una struttura integralmente e magnificamente adatta a brucare i rami più alti degli alberi. Essa, quindi, può procurarsi alimenti che si trovano oltre la portata degli altri ungulati (animali provvisti di zoccoli) che vivono nello stesso territorio; e questo dev'essere un grande vantaggio per lei durante i periodi di carestia. (''Alcune obiezioni alla teoria della selezione naturale''<ref>Capitolo aggiunto nella sesta edizione.</ref>; 2010, p. 175) *La selezione naturale è il... principio con il quale una lieve variazione [di un tratto], se utile, è preservata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 146. ISBN 9788858015001</ref> :''I have called this principle, by which each slight variation, if useful, is preserved, by the term of Natural Selection''. (cap. III, ''Struggle For Existence'', [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?pageseq=76&itemID=F373&viewtype=image p. 61]) *Possiamo intendere come un fiore e un insetto possano modificarsi e adattarsi scambievolmente, nella maniera più perfetta e nel medesimo tempo, ovvero uno dopo l'altro, per mezzo della continua preservazione degli individui che offrono deviazioni di struttura leggermente favorevoli e di utile reciproco. (Cap. IV, "Schiarimenti sull'azione dell'elezione naturale o sopravvivenza del più adatto", 1933). *Non cercherò di definire l'[[istinto]]. Sarebbe facile dimostrare che questo termine abbraccia parecchie attività psichiche distinte. Però chiunque comprende ciò che si intende quando si dice che l'istinto obbliga il cuculo a migrare e a deporre le uova nei nidi di altri uccelli. Si suole definire istintiva un'azione, che a noi richiederebbe una certa esperienza, mentre viene compiuta senza alcuna esperienza da un animale, soprattutto molto giovane e privo di esperienza, oppure viene compiuta nella stessa maniera da molti individui, senza sapere quale ne è lo scopo. (capitolo 7, ''L'istinto''; 2010, p. 192) *Io non trovo alcuna ragione per pensare che le opinioni espresse in questo volume possano ferire i sentimenti religiosi di chicchessia. :''I see no good reason why the views given in this volume should shock the religious feelings of any one''.<ref>''On the Origin of Species'', cap- XV "Recapitulation and Conclusion", p. 421, sesta edizione (1872).</ref> *Nel remoto futuro vedo campi aperti a ricerche di gran lunga più importanti. La psicologia poggerà su nuove fondazioni, ossia sulla necessaria acquisizione di ciascuna capacità e facoltà mentale per gradi successivi. Si farà luce sull'origine dell'uomo e sulla sua storia. (dalle conclusioni alla prima edizione dell'opera; 2011, [https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT500 p. 500]) ===[[Explicit]]=== ====Celso Balducci==== È interessante contemplare una rigogliosa ripa fluviale, coperta di molte piante appartenenti a molti tipi, con gli uccelli che cantano tra i cespugli, i diversi insetti che svolazzano intorno e con i vermi che strisciano nel terreno umido, e riflettere che queste forme dalla struttura così complessa, tanto differenti le une dalle altre e dipendenti le une dalle altre in modo talmente complicato, sono state tutte prodotte dalle leggi che operano attorno a noi. Queste leggi, prese in senso generale, sono lo sviluppo con riproduzione, l'eredità praticamente insita nella riproduzione, la variabilità legata all'azione diretta e indiretta delle condizioni esterne di vita e all'uso e non uso, un ritmo di incremento numerico talmente alto da portare alla lotta per la vita e conseguentemente alla selezione naturale, che a sua volta comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfezionate. Dunque dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, nasce la cosa più alta che si possa immaginare: la produzione degli animali più elevati. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue molte capacità, che inizialmente fu data a poche forme o ad una sola e che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve, partendo da inizi così semplici, fino a creare infinite forme estremamente belle e meravigliose. ====Luciana Frantini==== È interessante contemplare una plaga lussureggiante, rivestita da molte piante di vari tipi, con uccelli che cantano nei cespugli, con vari insetti che ronzano intorno, e con vermi che strisciano nel terreno umido, e pensare che tutte queste forme così elaboratamente costruite, così differenti l'una dall'altra, e dipendenti l'una dall'altra in maniera così complessa, sono state prodotte da leggi che agiscono intorno a noi. Queste leggi, prese nel loro più ampio significato, sono la legge dell'accrescimento con riproduzione; l'eredità che è quasi implicita nella riproduzione; la variabilità per l'azione diretta e indiretta delle condizioni di vita, e dell'uso e non uso; il ritmo di accrescimento così elevato da condurre a una lotta per l'esistenza, e conseguentemente alla selezione naturale, che comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfette. Così, dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, direttamente deriva il più alto risultato che si possa concepire, cioè la produzione degli animali superiori. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l'immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono [[Evoluzione|evolute]] e continuano a evolversi. ===Citazioni su ''L'origine delle specie''=== *[L'origine delle specie di Charles Darwin sono] lo strumento più potente che gli uomini hanno sottomano, dopo la pubblicazione dei Principia di [[Isaac Newton|Newton]], per ampliare il campo della conoscenza naturale. ([[Thomas Henry Huxley]]) ==''Viaggio di un naturalista intorno al mondo''== ===[[Incipit]]=== Respinto indietro due volte, da un forte vento di sud-ovest, il brigantino da guerra [[HMS Beagle|Beagle]] della regia marina inglese, comandato dal capitano Fitz-Roy, salpò finalmente da Devonport il 27 dicembre 1831. La spedizione aveva per iscopo di fare una ispezione compiuta della [[Patagonia]] e della [[Terra del Fuoco]], ispezione cominciata dal capitano King dal 1826 al 1830 – esaminare le spiaggie del [[Cile|Chili]], del [[Perù]] e quelle di alcune isole del [[Pacifico]] – e fare una serie di misure cronometriche intorno al mondo. Giungemmo il 6 gennaio a Teneriffa, ma non ci fu permesso sbarcare, perché si temeva a terra che noi portassimo loro il [[colera|cholera]]. L'indomani mattina vedemmo spuntare il sole dietro lo scosceso profilo della grande isola delle Canarie, ed illuminare repentinamente il Picco di Teneriffa, mentre le parti più basse erano velate da leggere nubi. Questo fu il primo di una lunga serie di giorni deliziosissimi che non ho mai più dimenticato. Il 16 gennaio 1832, gettammo l'àncora a Porto Praya, a Sant'lago, la principale isola dell'arcipelago del [[Capo Verde]]. ===Citazioni=== *{{NDR|In [[Cile]]}} Quale differenza può fare il [[clima]] nel godimento della vita! Quanto diverse sono le sensazioni che si provano quando si hanno sott'occhio nere montagne ravvolte per metà nelle nuvole, e quando si veggono altre catene di monti attraverso la luce azzurra di una bella giornata! Per un po' di tempo le prime possono parere sublimi; le altre sono tutte giocondità e vita felice. (cap. XII, 23 luglio 1834; p. 222) *La storia naturale di queste isole {{NDR|[[Galápagos]]}} è sommamente curiosa e merita bene tutta la nostra attenzione. La maggior parte dei prodotti organici sono creazioni aborigene che non s'incontrano in nessuna altra parte; vi è anche una differenza fra gli abitanti delle varie isole; tuttavia mostrano tutti una spiccata affinità con quelli dell'America, sebbene siano separati da quel continente da un vasto spazio di mare, largo circa 500 a 600 miglia. L'arcipelago è in se stesso un piccolo mondo, o meglio un satellite attaccato all'America, dal quale ha tratto alcuni pochi coloni dispersi, ed ha ricevuto il carattere generale delle sue produzioni indigene. Considerando la piccola mole di queste isole, sentiamo maggior meraviglia pel numero dei loro esseri aborigeni, e per la ristretta cerchia di questi. Vedendo ogni altura coronata dal suo cratere, ed i limiti della maggior parte delle correnti di lava ancor distinti, siamo indotti a credere che durante un periodo, geologicamente recente, lo sconfinato oceano coprisse qui ogni cosa. Quindi, tanto nello spazio quanto nel tempo, ci pare di esserci in certo modo avvicinati a quel grande fatto – quel mistero dei misteri – la prima comparsa di nuovi esseri su questa terra. (cap. XVII, 8 ottobre 1835; pp. 327-328) *Descriverò prima di tutto i costumi della [[tartaruga delle Galapagos|testuggine]] (''Testudo nigra'', anticamente chiamata Indica), della quale abbiamo frequentemente parlato. Questi animali s'incontrano, credo, in tutte le isole dell'arcipelago; certamente nella maggior parte. Frequentano di preferenza le parti alte ed umide, ma vivono pure nelle regioni basse ed aride. Ho già mostrato, dal numero di esse prese in un solo giorno, quanto siano abbondanti. Alcune vengono grossissime; il signor Lawson, un inglese vice-governatore della colonia, ci disse di averne vedute alcune cosi grandi, che ci volevano sei od otto uomini per alzarle da terra, e talune avevano somministrato fino a cento chilogrammi di carne. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 331) *La testuggine è amantissima dell'acqua; ne beve grandi quantità e sguazza nel fango. Le isole più grandi sole hanno qualche sorgente, e queste sono sempre collocate verso le parti centrali, e ad una notevole altezza. Perciò, le testuggini, che frequentano le regioni inferiori, quando hanno sete sono obbligate a percorrere grandi distanze; quindi si veggono diramarsi sentieri ben segnati in ogni direzione, dalle fontane fino alla costa marina, e gli Spagnuoli seguendoli scoprirono per la prima volta le fontane. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332) *Le testuggini, quando si avviano per un dato punto, viaggiano notte e giorno e giungono alla fine del loro cammino molto più presto di quello che si crederebbe. Gli abitanti, dall'osservazione fatta sopra animali distinti, suppongono che fanno circa otto miglia in due o tre giorni. Una grossa testuggine, che io osservai, camminava a ragione di cinquantaquattro metri in dieci minuti, vale a dire 324 all'ora, o quattro miglia al giorno – occupando pochissimo tempo per mangiare lungo il cammino. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332) *Le giovani testuggini, appena sbucciate, divengon preda abbondante dei falchi sopramenzionati. Le vecchie sembrano morire generalmente per accidente, come per cadute dai precipizi; almeno taluni abitanti mi dissero di non averne mai incontrato una morta senza una causa evidente. Gli abitanti credono che questi animali siano al tutto sordi; certamente non si accorgono di una persona che cammina dietro di loro. Mi divertiva molto il vedere uno di quei grossi mostri mentre stava camminando tranquillamente, trarre dentro ad un tratto il capo e le zampe nel momento in cui io passava, e mandare un profondo suono, mentre cadeva sul terreno come un corpo morto. Spesso io saliva sul dorso di essi, e allora con qualche colpo sulla parte inferiore del loro guscio, li faceva alzare e camminare – ma trovai difficile tenermi in equilibrio. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 333) *[...] possiamo dedurre quale strage l'introduzione di un qualche nuovo animale di rapina deve cagionare in una regione, prima che gl'istinti dei suoi abitanti indigeni si siano adattati alla forza ed al potere dello straniero. (cap. XVII, p. 346) *Abbiamo oltrepassato anche il meridiano degli [[antipodi]]; ed ora ogni miglio, pensavamo noi con gioia, era un miglio più vicino all'Inghilterra. Questi antipodi richiamano alla nostra mente antiche ricordanze di dubbi e di meraviglie infantili. Solo l'altro giorno io desiderava questa aerea barriera come un punto definito del nostro viaggio verso la patria; ma ora mi accorsi che questo, come tutti i punti di sosta della nostra immaginazione, somiglia alle ombre che un uomo che cammina non può mai afferrare. (cap. XVIII, 19 dicembre 1835; p. 359) *Non posso spiegarne la ragione, ma nella vista delle spiagge esterne di questi [[Atollo|atolli]], io trovo una grande maestà. La spiaggia che serve di argine, il margine dei verdi boschetti di alberi di cocco, la roccia salda e piana dei morti coralli, sparsi qua e là di grossi frammenti isolati, e la linea di furiosi frangenti, che si estendono tutto intorno mostrano una grande semplicità. L'oceano che rovescia le sue acque sopra il largo scoglio appare come un invincibile, onnipotente nemico; tuttavia vediamo che esso resiste, ed anche fa qualche conquista, con mezzi che a prima vista sembrano debolissimi ed inefficaci. Non già che il mare risparmi le {{sic|roccie}} di corallo; i grandi frammenti sparsi sullo scoglio, ed ammucchiati sulla spiaggia, in mezzo ai quali sorgono gli alti alberi di cocco, svelano chiaramente l'incessante forza delle onde. Non vi sono mai periodi di riposo. Il lungo ondeggiamento cagionato dall'azione dolce ma continua dei venti regolari, che soffiano sempre in una direzione sulla vasta area, produce frangenti, cha hanno quasi la stessa forza di quelli di una burrasca nelle regioni temperate, e che non cessano mai dalla loro furia. È impossibile vedere quelle onde senza sentirsi convinti che un'isola, per quanto costrutta della roccia più dura, sia essa porfido, granito, o quarzo, dovrebbe finire per cedere e venir demolita da una cosifatta forza irresistibile. Tuttavia, quelle basse, insignificanti isolette di corallo resistono e sono vittoriose; perché qui un'altra forza, viene come antagonista a prender parte alla lotta. Le forze organiche separano gli atomi di carbonato di calce, uno ad uno, dai spumanti frangenti, e le uniscono in una struttura simmetrica. Ammucchi pure l'uragano i suoi mille grossi frammenti; che cosa potrà egli contro l'opera accumulata di miriadi di architetti che giorno e notte lavorano continuamente? Così vediamo noi il corpo molle e gelatinoso di un polipo, mercé l'azione delle leggi vitali, vincere la grande potenza meccanica delle onde di un mare contro il quale né l'arte dell'uomo né le opere inanimate della natura avrebbero potuto resistere con qualche successo. (cap. XX, 6 aprile 1836; pp. 395-396) *Fra le scene che si sono più fortemente impresse nella mia mente, nessuna supera in grandezza le foreste primitive non ancora tocche dalla mano dell'uomo; tanto quelle del Brasile, ove predominano le forze vitali, come quelle della Terra del Fuoco, ove prevalgono la morte e la distruzione. Entrambe sono templi pieni degli svariati prodotti del Dio della natura – nessuno può trovarsi senza emozione in quelle solitudini, e non sentire che nell'uomo vi è qualche cosa di più che non il solo soffio del suo corpo. (cap. XXI, p. 431) ===[[Explicit]]=== Ma io ho provato un piacere troppo profondo in questo viaggio, per non raccomandare a qualunque naturalista, sebbene non debba aspettarsi di essere tanto fortunato nei suoi compagni come lo sono stato io, di approfittare di ogni occasione, ed imprendere viaggi se è possibile per terra, se non con una lunga navigazione. Può esser certo che non incontrerà difficoltà o pericoli, tranne qualche raro caso, tanto cattivi quanto se lo era immaginato. Da un punto di vista morale, l'effetto sarà quello di insegnargli una gioconda pazienza, lo libererà dall'egoismo, gli darà l'abito di operare da sé, e fare il meglio possibile in ogni circostanza. In breve, deve partecipare delle qualità caratteristiche della maggior parte dei naviganti. Il viaggiare gli insegnerà la diffidenza; ma nello stesso tempo gli dimostrerà, quante persone veramente di cuore vi sono, colle quali egli non ebbe mai, o non avrà mai più comunicazione, le quali tuttavia son pronte a prestargli il più disinteressato aiuto. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale''=== È evidentissimo che i fiori del maggior numero delle piante, sono costruiti in modo da essere, o abitualmente o accidentalmente fecondati per incrocio, col mezzo del polline d'un altro fiore posto, o sulla stessa pianta, o più generalmente, come vedremo in seguito, su una pianta diversa. Talvolta la fecondazione incrociata è assicurata dalla separazione dei sessi; il più delle volte essa lo è perché la maturità del polline e dello stigma non avviene contemporaneamente. ===''I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti''=== Nel presente libro io ho seguito, per quanto mi fu possibile, la classificazione delle Orchidee data da Lindley. Le specie dell'Inghilterra appartengono a cinque de' suoi gruppi, vale a dire a quelli delle ''Ophrydeæ'', ''Neottieæ'', ''Arethuseæ'', ''Malaxeæ'' e ''Cypripedeæ''; i due ultimi gruppi comprendono però ciascuno un unico genere. Nei primi otto capitoli descriverò diverse specie inglesi e straniere, appartenenti ai diversi gruppi. L'ottavo comprenderà inoltre la discussione sulle omologie dei fiori delle orchidee. Il nono capitolo sarà consacrato a diverse considerazioni generali. ===''I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti''=== Fui tratto a questo soggetto da uno scritto breve, ma interessante, del professore Asa Gray sui movimenti dei viticci d'alcune piante Cucurbitacee<ref>''Proc. Amer. Acad. of Arts and Sciences, vol. iv'', 12 agosto 1838, p. 98.</ref>. Le mie osservazioni erano giunte più che alla metà prima ch'io apprendessi avere Palm e Hugo von Mohl<ref>Ludwig H. Palm. ''Ueber das Winden der Pflanzen''; Hugo Von Mohl, ''Ueber den Bau und das Winden der Ranken und Schlingpflanzen'', 1827. Il trattato di Palm fu pubblicato soltanto alcune settimane prima di quello di Mohl. Vedi anche ''The Vegetable Cell'' (tradotto da Henfrey) di H. Von Mohl, p. 147 alla fine.</ref> osservato lungo tempo fa il fenomeno sorprendente delle rivoluzioni spontanee degli steli e dei viticci delle piante rampicanti, ed essere questo fenomeno stato successivamente il soggetto di due Memorie di Dutrochet<ref>''Des Mouvements révolutifs spontanés'', ecc., ''Comptes Rendus'', tom. xvii, 1843, pag. 989; ''Recherches sur la Volubilitè des tiges'', ecc., tom. xix, 1844, p. 295.</ref>. Nondimeno credo che le mie osservazioni, fondate sull'esame d'oltre a cento specie viventi assai distinte, contengano novità sufficienti per giustificarne la pubblicazione. ===''Il potere di movimento nelle piante''=== Lo scopo principale di questo libro è di descrivere e di collegare insieme diverse grandi classi di movimenti comuni a quasi tutte le piante. Il movimento più diffuso è essenzialmente della stessa natura di quello che caratterizza il fusto di una pianta rampicante che s'incurva successivamente verso tutti i punti dell'orizzonte in guisa che la sua estremità ne faccia il giro completo. Questo movimento ha ricevuto il nome da G. Sachs di ''Nutazione girante'', ma noi abbiamo trovato più conveniente di adottare i termini di ''circumnutazione'' e di ''circumnutare''. Siccome dovremo parlare molto di questo movimento, una rapida sua descrizione non sarà superflua. ===''L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali''=== Molti libri furono scritti sulla espressione materiale dei sentimenti, e un numero maggiore sulla fisionomia, vale a dire sul mezzo di riconoscere il carattere collo studio dello stato abituale dei lineamenti. Di quest'ultimo argomento io più non m'intrattengo. Gli antichi trattati<ref>J. PARSONS, nell'''Appendix to the Philosophical Transactions'', 1746, pag. 41, dà una lista di quarantun autori antichi che scrissero sulla Espressione.</ref> ch'io consultai m'hanno giovato poco o nulla. Le famose ''Conférences''<ref>''Conférences sur l'expression des différents caractères des passions'', Parigi, in-4°, 1667. – In seguito io cito sempre la riedizione delle Conférences nell'edizione di Lavater, per cura di MOREAU, apparsa nel 1820 tal quale è data nel vol. IX, p. 257.</ref> del pittore Le Brun, pubblicate nel 1667, sono fra le opere antiche la migliore che si conserva, e contengono alcune buone osservazioni. Un altro saggio, piuttosto antico, i ''Discours'', fatti dal 1774 al 1782 da Camper<ref>''Discours par'' PIERRE CAMPER ''sur le moyen de représenter les diverses passions'', etc., 1792.</ref>, il celebre anatomico olandese, non possono essere considerati tali da aver fatto progredire notevolmente la questione. Le opere posteriori, all'incontro, meritano la maggiore considerazione. ===''La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi''=== Soggetto del presente volume è la parte che i [[lombrico|lombrici]] hanno avuto nella formazione dello strato di terra vegetale che copre tutta la superficie della crosta terrestre in ogni contrada discretamente umida. Generalmente questo strato di terra ha un colore nericcio e pochi centimetri di spessore. Differisce pochissimo nell'aspetto nei varii paesi, sebbene posi sopra sottosuoli diversi. ===''Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico''=== Lo scopo di quest'opera non è punto il descrivere le molte razze di animali che l'uomo seppe addomesticare; né le piante ch'ei seppe coltivare; se anche avessi le cognizioni che si richiedono per compiere un'impresa così gigantesca, in questo caso sarebbe opera superflua. Io intendo unicamente di esporre tra i fatti ch'io potei raccogliere ed osservare in ogni specie, i più atti a mostrare la importanza e la natura delle modificazioni subite dagli animali e dalle piante sotto il dominio dell'uomo; e spargere un po' di luce sui principii generali della Variazione. ==Citazioni su Charles Darwin== *Certo, dopo Darwin il mondo non è più lo stesso. Ma non è meno interessante, istruttivo o esaltante, poiché, se ci è impossibile trovare uno scopo nella natura, dovremo trovarlo per noi stessi. Darwin non era un uomo privo di morale; semplicemente si rifiutò di appioppare alla natura tutti i profondi pregiudizi del pensiero occidentale. Anzi, io penso che l'autentico spirito darwiniano potrebbe salvare il nostro mondo in crisi smentendo un tema prediletto dall'arroganza occidentale: la convinzione di essere destinati, in quanto prodotto più elevato di un processo preordinato, al controllo e al dominio sulla Terra e sulla sua vita. ([[Stephen Jay Gould]]) *Come tutti gli uomini di scienza veramente grandi, egli aveva in sé eguale e compagna a quella del ragionamento e della sagacia nell'osservare, la potenza della fantasia. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) *Credo che Darwin sia stato bravo a farci leggere il passato, ma non lo invocherei troppo come profeta di scenari futuri. L'evoluzione biolo­gica dell'essere umano pare fer­marsi proprio con il sorgere della libertà e della cultura. ([[Giuseppe Tanzella-Nitti]]) *Darwin non era affatto un filosofo. Egli sembra non essere stato affatto consapevole che il suo modo di considerare oggettivamente i fatti della vita recasse implicite delle premesse filosofiche. Egli non aveva nessuna concezione del mondo, nessuna ontologia cosmica, o piuttosto egli prese per buona quella che aveva, senza sottoporla ad una analisi introspettiva. ([[George Gaylord Simpson]]) *È notorio che già Darwin aveva formulato la domanda riguardo al valore della lotta per la conservazione della specie e che aveva anche trovato una risposta convincente: per la specie, per il suo futuro, è sempre vantaggioso che il più forte dei due rivali conquisti un territorio e la femmina ambita. ([[Konrad Lorenz]]) *Forse dovremmo riabilitare l'efficacia narrativa di Darwin, che lanciava lontano la sua rete, osservando, interrogando, legando insieme elementi disparati e cercando di ricreare il disegno più grande dai dettagli più piccoli. ([[Jeffrey Moussaieff Masson]]) *Il colloquio col ministro mi ha fatto capire che genere di lotta deve aver sostenuto Darwin a causa delle sue teorie! ([[Nigel Kneale]]) *Il [[Materialismo]] è errore rancido e mostruoso, il quale non cessa di fare ribrezzo, allorché si presenta a viso aperto: era dunque necessario un uomo che avesse saputo scaltramente mascherarlo; e quest'uomo fu Carlo Darwin, che sotto bugiarde sembianze di scoperte scientifiche foggiossi o a dir meglio riprodusse la ipotesi delle trasformazioni delle specie viventi, la quale in fondo non è che un vergognoso materialismo. Egli però non si manifestò interamente dal principio, protestò di non volere disputare sulla origine della vita, si tenne nella sua ipotesi tra i limiti delle specie organizzate inferiori all'uomo, e riconobbe perfino l'azione creatrice di Dio. ([[Gennaro Portanova]]) *La scoperta di Carlo Darwin sull<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie'', ch'è certo la più grande e la più feconda del secolo decimonono, non ci dié soltanto la legge delle formazioni biologiche, ma ci spiega del pari le ''formazioni storiche''. ([[Gaetano Trezza]]) *La vita intelligente su di un pianeta diventa tale quando, per la prima volta, elabora una ragione della propria esistenza. Se delle creature superiori provenienti dallo spazio mai visiteranno la Terra, la prima cosa che domanderanno, per stabilire il nostro livello di civilizzazione, sarà: «Hanno già scoperto l'evoluzione?» Organismi viventi sono esistiti sulla terra, senza mai sapere perché, per più di tre miliardi di anni prima che uno di essi cominciasse a intravedere la verità. Il suo nome era Charles Darwin. A dire il vero, altri avevano intuito qualcosa, ma fu Darwin che, per primo, mise insieme una teoria coerente e difendibile che spiegava perché noi esistiamo. ([[Richard Dawkins]]) *Le dottrine trasformistiche ebbero fin dal loro inizio due diverse tendenze, che s'impersonarono rispettivamente nel [[Jean-Baptiste de Lamarck|Lamarck]] e nel Darwin.<br/>Il Lamarck ammise come cause della trasformazione le influenze esterne di clima, di nutrizione ecc., quali determinanti di adattamenti diversi che conducevano a modificazioni dell'organizzazione, e l'uso e il non uso degli organi; implicando la trasmissibilità ereditaria dei caratteri acquisiti.<br/>Il Darwin, partendo, com'è ben noto, dalle modificazioni che si ottengono per mezzo della selezione artificiale nelle piante coltivate e negli animali domestici, cercò di dimostrare che in natura esiste un processo analogo, cui egli diede il nome di selezione, o cernita naturale, conseguenza della concorrenza vitale e causa principalissima delle trasformazioni delle specie, e della conservazione delle variazioni più utili, le quali si accumulerebbero attraverso una serie di generazioni quando le condizioni di vita rimanessero immutate. ([[Federico Raffaele]]) *Le tesi evoluzioniste di Darwin furono accolte con grande favore dagli animalisti, perché rafforzavano l'idea che non è lecito maltrattare gli animali, nostri antenati e in certo senso anche nostri "creatori". ([[Marina Baruffaldi]]) *[[Karl Marx|Marx]] fu visto e vide se stesso come «il Darwin della società», il fondatore di una scienza della storia che poteva competere con la darwiniana scienza della biologia. Presentò i suoi assunti come teorie comprovate. Il contrasto tra il suo metodo e quello di Darwin è assai rilevante; Marx stesso se ne rendeva conto, quando con una certa condiscendenza parlava del «rozzo empirismo inglese» di Darwin. Con questa espressione voleva indicare soltanto la circostanza, perfettamente rispondente al vero, che prima di sviluppare le sue teorie Darwin raccoglieva elementi di fatto, diversamente dal preteso metodo superiore che Marx aveva ereditato dalla sua formazione accademica tedesca, per cui prima si elaborava la teoria e poi si cercavano gli elementi di fatto in grado di supportarla. ([[Robert Conquest]]) *Mi attraeva enormemente la teoria di Darwin, allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. ([[Sigmund Freud]]) *Non è chi per primo concepisce un'idea, né chi la mette in piedi e la fa camminare a quattro zampe, ma è chi fa accettare agli altri la conclusione principale, su basi giuste o sbagliate, ad aver svolto il lavoro più grande per la promulgazione di un'opinione. Ed è ciò che il signor Darwin ha fatto per l'evoluzione. ([[Samuel Butler]]) *Perché è stato così difficile capire Darwin? Nel giro di dieci anni, egli convinse l'intero ambiente intellettuale che l'[[evoluzione]] era una realtà, ma finché fu in vita la sua teoria della selezione naturale non godette di grande popolarità. Si affermò solo intorno agli anni quaranta {{NDR|del Novecento}} e ancora oggi, sebbene formi il nocciolo della teoria dell'evoluzione, è capita pochissimo, e spesso è citata e usata a sproposito. ([[Stephen Jay Gould]]) *Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla. ([[Stephen King#Cell|Stephen King]]) *Si è detto spesso che Darwin ha cambiato il mondo. Meno spesso è stato chiarito quale sia stato esattamente questo cambiamento. Darwin non fece – e torna a suo onore – nessuna delle scoperte che ci hanno portato a quel pericolo di distruzione fisica che ci sovrasta. La maggior parte della nostra tecnologia, se non completamente, sarebbe la stessa anche se il lavoro di Darwin non fosse stato compiuto, da lui o da chiunque altro. Senza dubbio, in questo caso noi avremmo ancora gli ingorghi del traffico, i film dell'orrore, la gomma da masticare e le altre manifestazioni evidenti di un'alta civilizzazione. Gli accessori della civiltà, tuttavia, sono superficiali. L'influenza di Darwin, e più ampiamente del concetto di evoluzione, ha avuto effetti ben più profondi: ci ha letteralmente condotto in un mondo diverso. ([[George Gaylord Simpson]]) *Su Tralfamadore, dice Billy Pilgrim, non c'è molto interesse per Gesù Cristo. La figura terrestre che più colpisce i tralfamadoriani, dice lui, è quella di Charles Darwin, che insegnò che chi muore deve morire e che i cadaveri sono un miglioramento. Così va la vita. ([[Kurt Vonnegut]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Charles Darwin, ''Autobiografia (1809-1882)'', a cura di Nora Barlow, traduzione di Luciana Fratini, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 9788858416884 *Charles Darwin, ''Diario di un naturalista giramondo'', traduzione di Michele Lessona, Gamma Editrice, 1945. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/gli-effetti-della-fecondazione-incrociata-e-propria-nel-regno-vegetale/ Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P. A. Saccardo, Unione tipografico-editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-diversi-apparecchi-col-mezzo-dei-quali-le-orchidee-vengono-fecondate-dagli-insetti/ I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen, Unione tipografico-editrice, 1883. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-movimenti-e-le-abitudini-delle-piante-rampicanti/ I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P.A. Saccardo, Unione Tipografico-Editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/il-potere-di-movimento-nelle-piante/ Il potere di movimento nelle piante]'', traduzione di Giovanni e Riccardo Canestrini, Unione Tipografico-Editrice, 1884. *Charles Darwin, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_espressione_dei_sentimenti/pdf/darwin_l_espressione_dei_sentimenti.pdf L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali]'', a cura di Giovanni Canestrini e Franc. Bassani, Unione Tipografico-Editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914. *Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Luciana Fratini, Boringhieri, Torino, 1967. *Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Celso Balducci, Collana I Sempreverdi, Mondadori, Milano, 2010. ISBN 978-88-96-08940-8 *Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT0 L'origine delle specie]'', traduzione di Celso Balducci, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-2595-7 *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/la-formazione-della-terra-vegetale-per-lazione-dei-lombrici-con-osservazioni-intorno-ai-loro-costumi/ La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi]'', traduzione di [[Michele Lessona]], Unione tipografico-editrice, 1882. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/sulla-origine-delle-specie-per-elezione-naturale-ovvero-conservazione-delle-razze-perfezionate-nella-lotta-per-lesistenza/ Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Edizioni "A. Barion" della Casa per Edizioni popolari, 1933. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/variazione-degli-animali-e-delle-piante-allo-stato-domestico/ Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Unione tipografico-editrice, 1876. *Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=32PGvu1v6yEC Viaggio di un naturalista intorno al mondo]'', traduzione di Michele Lessona, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1872. *Gino Ditadi (a cura di), ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994. ISBN 88-85944-12-4 ==Voci correlate== *[[Erasmus Darwin]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Viaggio di un naturalista intorno al mondo||(1839)}} {{Pedia|L'origine delle specie||(1859)}} {{Pedia|La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico||(1868)}} {{Pedia|L'origine dell'uomo e la selezione sessuale||(1871)}} {{DEFAULTSORT:Darwin, Charles}} [[Categoria:Biologi britannici]] [[Categoria:Etologi britannici]] [[Categoria:Geologi britannici]] [[Categoria:Naturalisti britannici]] rbudwf7t14126rquwd84cih3jcdxczs 1422742 1422741 2026-08-06T17:50:22Z Mattia Luigi Nappi 1246 /* Citazioni */ correggo errori battitura 1422742 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Hw-darwin.jpg|thumb|Charles Darwin]] '''Charles Robert Darwin''' (1809 – 1882), naturalista britannico. ==Citazioni di Charles Darwin== *Anche se non mi sono mai dedicato molto al pensiero dell'esistenza di un Dio personale fino a un periodo considerevolmente tardo della mia vita, voglio qui esporre le conclusioni vaghe alle quali sono stato portato. Il vecchio argomento di una natura ideata, così come fornito da [[William Paley|Paley]], che prima mi sembrava così conclusivo, fallisce, ora che la legge della [[selezione naturale]] è stata scoperta. Non si può più sostenere che, per esempio, la bella cerniera di una conchiglia bivalve deve essere stata fatta da un essere intelligente, come la cerniera di una porta da parte dell'uomo. Non sembra esserci più progettazione nella variabilità degli esseri organici, e nell'azione della selezione naturale, che nella direzione dove il vento soffia.<ref>''Although I did not think much about the existence of a personal God until a considerably later period of my life, I will here give the vague conclusions to which I have been driven. The old argument from design in Nature, as given by Paley, which formerly seemed to me so conclusive, fails, now that the law of natural selection has been discovered. We can no longer argue that, for instance, the beautiful hinge of a bivalve shell must have been made by an intelligent being, like the hinge of a door by man. There seems to be no more design in the variability of organic beings, and in the action of natural selection, than in the course which the wind blows.'' (da ''The Variation of Animals and Plants'', 1868; citato in ''Life and Letters of Charles Darwin: the Evolution'', a cura di Francis Darwin, Cambridge, 1887)</ref> *Colui che comprende il [[babbuino]] farebbe di più per la Metafisica di quello che fa [[John Locke|Locke]].<ref>Citato in Pietro Li Causi, ''Animali e uomini nel pensiero greco antico'', in ''L'anima degli animali'', Einaudi, Torino, 2015, p. XVIII. ISBN 978-88-06-21101-1</ref> *I lavoratori più forti che io abbia visto, i [[minatore|minatori]], del Cile, non vivono che di verdure e di leguminose.<ref>Da una [https://books.google.it/books?id=imYRA7EFfkMC&pg=PA428 lettera] del 1880; citato in [[Charles Webster Leadbeater|Charles W. Leadbeater]], ''[http://www.famigliafideus.com/wp-content/uploads/2016/05/VEGETARIANISMO-E-OCCULTISMO.pdf Vegetarismo ed occultismo]'', Associazione Culturale Aquarius, Palermo, 1982, p. 17.</ref> *Io penso di aver scoperto (ecco la presunzione!) il semplice modo mediante il quale le specie si adattano mirabilmente a vari fini.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 149. ISBN 9788858015001</ref> *L'incredulità si insinuò nel mio spirito, e finì per diventare totale. Il suo sviluppo fu tanto lento che non ne soffersi, e da allora non ho mai più avuto un dubbio sull'esattezza della mia conclusione. In realtà non posso capire perché ci dovremmo augurare che le promesse del [[cristianesimo]] si avverino: perché in tal caso, secondo le parole del Vangelo, gli uomini senza fede, come mio padre, mio fratello, e quasi tutti i miei amici più cari sarebbero puniti per l'eternità. E questa è un'odiosa dottrina.<ref>Citato in [[Piergiorgio Odifreddi]], ''In principio era Darwin, la vita, il pensiero, il dibattito sull'evoluzionismo'', mondolibri s.p.a.</ref> *L'uomo, nella sua arroganza, si considera una grande opera, degna dell'intervento di una divinità. Più umile e, credo, più verosimile, ritenerlo creato a partire dagli animali.<ref>Da [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?itemID=CUL-DAR122.-&viewtype=text&pageseq=1 ''Notebook C: Transmutation of species''] (febbraio-luglio 1838); citato in [[Peter Singer]], ''Liberazione animale'', traduzione di Enza Ferreri, il Saggiatore, Milano, 2010, [https://books.google.it/books?id=LcUeLTGUI4cC&pg=PA214 p. 214]. ISBN 978-88-565-0180-3</ref> *La cellula è una struttura complessa, con una membrana che la ricopre, un nucleo e un nucleolo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della biologia'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2022, p. 42. ISBN 9788858039595</ref> *La selezione naturale esamina ogni giorno e ogni ora, in tutto il mondo, le più lievi variazioni.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 26. ISBN 9788858024362</ref> *Leggendo ''Selborne'' di [[Gilbert White|White]] ho osservato con molto piacere le abitudini dei volatili e ho perfino preso appunti.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 297. ISBN 9788858024362</ref> *[[Linneo]] e [[Georges Cuvier|Cuvier]] sono stati in modo diverso le mie due divinità, ma essi non sono che scolaretti in confronto al vecchio [[Aristotele]]. :''Linnaeus and Cuvier have been my two gods, though in very different ways, but they were mere schoolboys to old Aristotle''.<ref>Dalla lettera a William Ogle (22 febbraio 1882), in ''The Life and Letters of Charles Darwin'', a cura di Francis Darwin, volume III, cap. VI: "Miscellanea", p. 252, 1887.</ref> *Ma potrei dire che l'impossibilità di concepire che quest'universo grandioso e meraviglioso, con i nostri sé coscienti, sia scaturito dal caso, a me pare l'argomento principe a favore dell'[[esistenza di Dio]]; ma sebbene questo sia un argomento di valore effettivo, io non sono mai stato in grado di decidermi. Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata.<ref>''But I may say that the impossibility of conceiving that this grand and wondrous universe, with our conscious selves, arose through chance, seems to me the chief argument for the existence of God; but whether this is an argument of real value, I have never been able to decide. I am aware that if we admit a first cause, the mind still craves to know whence it came, and how it arose.'' (da una lettera a N.D. Doedes, 2 aprile 1873).</ref> *Nelle mie fluttuazioni più estreme, non sono mai stato un [[ateismo|ateo]] nel senso di negare l'esistenza di un Dio. Ritengo generalmente (e sempre di più invecchiando), ma non sempre, che [[agnosticismo|agnostico]] corrisponderebbe alla definizione più corretta della mia condizione intellettuale.<ref>Da Lettera 12041 a John Fordyce, 7 maggio 1879.</ref> *Non riesco a persuadermi che un Dio benefico e onnipotente abbia volutamente creato gli [[icneumonide|icneumonidi]] con l'espressa intenzione che essi si nutrano entro il corpo vivente dei bruchi.<ref>''I cannot persuade myself that a beneficent & omnipotent God would have designedly created the Ichneumonidæ with the express intention of their feeding within the living bodies of caterpillars'' [...]. (dalla [http://www.darwinproject.ac.uk/letter/DCP-LETT-2814.xml lettera ad Asa Gray del 22 maggio 1860])</ref> *Non riesco a vedere alcuna ragione perché un uomo o un altro animale non possa essere stato prodotto, originariamente, da altre leggi; e che tutte queste leggi possano essere state espressamente progettate da un Creatore onnisciente, che prevede ogni evento e conseguenza futuri.<ref>Dalla lettera ad Asa Gray, 22 maggio 1860, in ''Lettere sulla religione'', a cura di Telmo Pievani, traduzione di Isabella C. Blum, Einaudi, Torino, 2013, p. 47.</ref> *Perfino gli insetti esprimono collera, terrore, gelosia ed amore.<ref>Da ''L’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali'', 1878, cap. XIV.</ref> *Un essere potente e sapiente come un [[dio]], che ha potuto creare l'universo, appare al nostro spirito limitato onnipotente e onnisciente, e offende la nostra comprensione l'idea che la sua benevolenza non debba essere illimitata, poiché quale beneficio potrebbe avere la sofferenza di milioni di animali inferiori per un tempo quasi infinito?<ref>Citato in [[Karlheinz Deschner]], ''Sopra di noi... niente'', Ariele, 2008.</ref> ===Attribuite=== *Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento. :''It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives. It is the one that is most adaptable to change.''<ref name=dar>{{Cfr}} {{en}} ''[http://www.darwinproject.ac.uk/six-things-darwin-never-said Six things Darwin never said – and one he did]'', ''Darwinproject.ac.uk''.</ref> ::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è tradizionalmente attribuita a Darwin e in genere si ritiene che tale citazione sia tratta dal libro ''L'origine della specie'' (''Origin of Species''). In realtà tale citazione non è presente in nessuno degli scritti di Darwin, come confermato anche dallo storico [[John van Wyhe]].<ref>{{Cfr}} {{en}} [[John van Wyhe]], ''[http://www.theguardian.com/science/2008/feb/09/darwin.myths It ain't necessarily so ...]'', ''the Guardian.com'', 9 febbraio 2008.</ref> Questa citazione è tuttora riportata sul pavimento di pietra della ''California Academy of Sciences'', ma l'attribuzione a Darwin è stata rimossa. Con ogni probabilità la citazione è da attribuire a Leon C. Megginson, professore universitario e saggista statunitense, che in ''Lessons from Europe for American Business'' (1963) scrive: «Secondo ''L'origine delle specie'' di Darwin, non è la più intelligente delle specie a sopravvivere; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella in grado di adattarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova.»<ref>{{en}} «''According to Darwin's "Origin of Species", it is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able best to adapt and adjust to the changing environment in which it finds itself.''»</ref>. Lo stesso Megginson in ''Key to Competition is Management'' (1964): «Non è la più intelligente delle specie quella che sopravvive; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella che è in grado di adattarsi e di adeguarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova. [...] così dice Charles Darwin nel suo ''Origine delle specie''.»<ref>{{en}} «''It is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able to adapt to and to adjust best to the changing environment in which it finds itself.'' [...] ''so says Charles Darwin in his "Origin of Species".''»</ref> Il fatto che queste frasi siano associate alla teoria darwiniana e in particolare al libro ''L'origine della specie'' potrebbe giustificare in parte l'origine della falsa attribuzione.<ref name=dar/><ref>{{Cfr}} {{en}} Nick Matzke, ''[http://pandasthumb.org/archives/2009/09/survival-of-the-1.html Survival of the Pithiest]'', ''the Guardian.com'', 3 settembre 2009.</ref> ==''Autobiografia (1809-1882)''== ===[[Incipit]]=== Quando un editore tedesco mi invitò a scrivere un resoconto sul mio sviluppo intellettuale e spirituale, con l'aggiunta di qualche notizia su fatti della mia vita, pensai che il tentativo di comporre un’autobiografia mi avrebbe divertito e che essa avrebbe potuto interessare i miei figli e i loro discendenti. ===Citazioni=== *[...] il metodo scientifico consiste nel raccogliere dei fatti, da cui si traggono leggi e conclusioni generali. (''Cambridge: 1828-1831'') *Un altro argomento a favore dell'[[esistenza di Dio]], connesso con la ragione più che col sentimento, e a mio avviso molto importante, è l'estrema difficoltà, l'impossibilità quasi, di concepire l'universo, immenso e meraviglioso, e l'uomo, con la sua capacità di guardare verso il passato e verso il futuro, come il risultato di un mero caso o di una cieca necessità. Questo pensiero mi costringe a ricorrere a una Causa Prima dotata di un'intelligenza in certo modo analoga a quella dell'uomo; e mi merito così l'appellativo di teista.<br>Questa conclusione, a quanto ricordo, era ben radicata nella mia mente al tempo in cui scrissi l<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie''; ma in seguito, dopo molti alti e bassi, si è gradualmente indebolita. (''Opinioni religiose'') *Né si deve trascurare la probabilità che l'inculcare una fede religiosa nei [[bambini]] produca un effetto così forte, e forse ereditario, sulle loro menti ancora non completamente sviluppate, da rendere loro difficile liberarsi dalla fede in Dio, così come è difficile per una scimmia liberarsi dalla paura e dall'odio che nutre istintivamente per il serpente. (''Opinioni religiose'') *Mi sembra che per un uomo che non abbia la costante certezza dell'esistenza di un Dio personificato o di una vita futura con relativa ricompensa, l'unica regola della vita debba essere quella di seguire gli istinti e gli impulsi più forti o che gli appaiono migliori. Allo stesso modo, ma inconsciamente, agisce un cane. D'altra parte l'uomo considera passato e futuro e confronta i suoi vari sentimenti, desideri e ricordi; e trova poi, d'accordo con il parere di tutti i più saggi, che la massima soddisfazione deriva dal seguire certi impulsi e precisamente gli istinti sociali. Se agisce per il bene altrui riceve l'approvazione degli altri uomini e conquista l'amore delle persone con cui vive, cioè la cosa più piacevole che vi sia sulla terra. A poco a poco troverà insopportabile obbedire alle passioni dei sensi piuttosto che agli impulsi superiori, che quando diventano abituali possono quasi essere chiamati istinti. Talvolta la ragione gli suggerirà di agire contro l'opinione altrui; non riceverà allora segni di approvazione, ma avrà la sicurezza e la soddisfazione di aver seguito la sua guida più profonda, cioè la coscienza. (''Opinioni religiose'') *Inoltre, per molti anni avevo seguito l'ottima regola di annotare subito e senza fallo tutto ciò che era contrario ai risultati generali della mia teoria: fosse un fatto, una nuova osservazione o un pensiero che mi capitava di leggere, perché avevo imparato per esperienza che i fatti e i pensieri contrari tendono a sfuggire dalla memoria più facilmente di quelli favorevoli. Per questa abitudine poche furono le obiezioni alla mia teoria che già non avessi considerato e a cui non avessi cercato di dare risposta. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Secondo il mio gusto, un [[romanzo]] non è di prima qualità se non ha alcuni personaggi che il lettore possa amare profondamente; se poi questo {{NDR|il personaggio}} è una donna graziosa tanto meglio. (''Le mie molte pubblicazioni'') *[...] se vivessi un'altra volta mi assegnerei il compito di leggere un po' di poesia e ascoltar musica almeno una volta la settimana, con la speranza di mantenere attive con l'esercizio quelle parti del cervello che oggi si sono atrofizzate. La perdita di questi gusti è una perdita di felicità, forse dannosa all'intelletto e più ancora alla forza morale, in quanto indebolisce la parte emotiva della natura umana. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Fin dalla mia prima giovinezza ho concepito un vivo desiderio di capire o di spiegare tutto ciò che osservavo, cioè di raggruppare tutti i fatti sotto leggi generali. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Ho sempre cercato di tenermi libero da idee preconcette, in modo da poter rinunciare a qualunque ipotesi, anche se molto amata (e non so trattenermi dal formularne una per ogni argomento), non appena mi si dimostri che i fatti vi si oppongono. Non mi è dato di agire diversamente, e infatti, eccettuata la teoria delle barriere coralline, non ricordo un sol caso in cui non abbia dovuto abbandonare o modificare profondamente la mia prima formulazione di un'ipotesi. Per questo sono arrivato naturalmente a diffidare dei grandi ragionamenti deduttivi nelle scienze naturali. (''Le mie molte pubblicazioni'') ===[[Explicit]]=== Il mio successo come uomo di scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto, mi sembra, a diverse e complesse qualità e condizioni intellettuali. Le più importanti sono state: l'amore per la scienza, un'infinita pazienza nel riflettere lungamente su ogni argomento, gran diligenza nell'osservare e raccogliere dati di fatto, e una certa dose d'immaginazione e di buon senso. È davvero sorprendente che con doti così modeste io sia stato capace d'influire in modo tanto notevole sulle opinioni degli scienziati su alcuni importanti problemi. ===Citazioni su ''Autobiografia (1809-1882)''=== *L'''Autobiografia'' di Darwin non è soltanto una preziosa testimonianza circa la genesi di una concezione e sulla personalità dell'uomo che l'ha prodotta, ma anche un insegnamento civile di libertà. ([[Giulio Giorello]]) ==''Diario di un naturalista giramondo''== ===[[Incipit]]=== ''16 gennaio 1832''. I dintorni di Port Praya, visti dal mare, hanno un aspetto desolato.<br /> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== * Questa collina è famosa perché a lungo tempo servì da rifugio ad alcuni schiavi fuggitivi che, coltivando un pezzetto di terra presso la cima, riuscivano a ricavarne quanto bastava a vivere. Ma alla fine furono scoperti e fu mandato un reparto di soldati che li catturó tutti, ad eccezione d'una vecchia la quale, piuttosto che lasciarsi trarre nuovamente in schiavitù, preferì morire sfracellata, lanciandosi dalla cima della montagna. Fosse stata una matrona romana si sarebbe lodato il suo nobile amore per la libertà, ma siccome era una povera nera questa condotta fu giudicata segno soltanto di bestiale cocciutaggine. * Mentre mi trovavo in quella tenuta [sul Rio Macaé, Brasile], per poco non fui testimone d'uno degli atti più atroci che si possano compiere in un paese schiavista. A cagione di una rissa e di una causa penale che ne era seguita, il proprietario fu sul punto di separare tutte le donne e i bambini dagli schiavi adulti per venderli all'asta a Rio. Soltanto il tornaconto personale, e non un sentimento di compassione, gli impedì di compiere un simile gesto. [...] Eppure posso assicurare che per umanitá era superiore alla media degli uomini. *Anche oggi narrano le gesta atroci dei filibustieri, e specialmente di un uomo, il quale tolse via l'immagine della Vergine [[Maria]], e ritornò un anno dopo a prendere quella di San Giuseppe dicendo che era un peccato che la signora stesse senza suo marito. *Il 19 di agosto abbandonammo finalmente le spiagge del Brasile. Ringrazio Dio di non aver più mai da visitare un paese da [[schiavi]]. *Il linguaggio {{NDR|la [[lingua selknam]]<ref>Secondo [[Lucas Bridges]] (p. 421), che ritiene impossibile che la descrizione corrisponda alla [[lingua yamana]].</ref>}} di questa gente {{NDR|i [[Selknam]]}}, secondo le nostre nozioni, si può appena chiamare articolato. Il capitano Cook lo ha paragonato ai versi di un uomo che si schiarisce la gola, ma certamente, aggiungeva, nessun europeo si è mai schiarito la gola emettendo suoni così aspri, gutturali e metallici.<ref>Tradotto in Lucas Bridges, ''Ultimo confine del mondo'', Einaudi, 2009, ISBN 978-88-06-19758-2, p. 421.</ref> *Il modo stesso con cui sono generalmente tollerate le religioni straniere, l'attenzione che si porta ai mezzi di educazione, la libertà della stampa, le agevolezze offerte a tutti i forestieri, e specialmente, mi sia permesso di aggiungere, ad ognuno che professi le più piccole pretese alla scienza, debbono essere ricordate con gratitudine, da coloro che hanno visitato le provincie spagnuole del Sud America. *Non mi sono accorto che l'intonazione della società abbia preso un qualche carattere particolare; ma con questi costumi, e senza il lavoro dell'intelletto, non può a meno di deteriorare. ==''L'origine dell'uomo e la selezione sessuale''== ===[[Incipit]]=== Per accertare se l'[[uomo]] sia il discendente modificato di qualche forma preesistente, occorrerebbe innanzitutto ricercare se egli stesso si modifichi, sia pure leggermente, quanto alla sua struttura corporea e alle sue capacità mentali.<br /> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== *Gli [[animale|animali]] inferiori sentono evidentemente come l'uomo il piacere e il dolore, la felicità e l'infelicità. La felicità è molto chiaramente espressa dai giovani animali, come i cagnolini, i gattini, gli agnelli, quando si trastullano fra loro come i nostri bambini. (1994, p. 829) *Anche gli [[insetto|insetti]] si divertono insieme, come ha descritto quell'eccellente osservatore che è [[Pierre Huber|P. Huber]], che vide le [[formica|formiche]] corrersi dietro cercando di mordersi per giuoco come fanno i cagnolini. (1914, p. 53) *È noto l'amore del [[cane]] per il suo padrone; e tutti sanno che nell'agonia della morte egli accarezza il padrone; e ognuno può aver sentito dire che il cane che soffre mentre viene sottoposto a qualche [[vivisezione]], lecca la mano dell'operatore; quest'uomo, a meno di avere un cuore di sasso, deve provare rimorso fino all'ultima ora della sua vita. (1994, pp. 829-830) *Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può aver veduto quanta gelosia dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un'altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle [[scimmia|scimmie]]. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati. (1914, pp. 55-56) *Tutti gli animali sentono la ''meraviglia'', e molti mostrano ''[[curiosità]]''. Talvolta quest'ultima facoltà reca loro danno, come quando il cacciatore si atteggia buffamente e li attira in tal modo. (1914, p. 57) *Siccome i cani, i gatti, i cavalli e probabilmente tutti gli animali superiori ed anche gli uccelli, come è confermato da buone testimonianze, hanno sogni vivaci, che dimostrano coi movimenti e con la voce, dobbiamo ammettere che posseggano un certo potere d'immaginazione.<br />[...] Sono pochi quelli che vorranno negare che gli animali non siano forniti di un certo potere di ragionare. Si possono vedere costantemente animali che si fermano, deliberano e risolvono. È un fatto significativo che, quanto più un naturalista studia le abitudini di un dato animale, tanto più dà spazio alla ragione e meno al semplice istinto. (1994, p. 834) *I mulattieri del sud America dicono: «Non vi darò la [[mulo|mula]] che ha il passo più dolce, ma ''la mas racional'', quella che ragiona meglio»; e [[Alexander von Humboldt|Humboldt]] aggiunge «questa espressione popolare, dettata da una lunga esperienza, combatte il sistema di macchine animate, meglio forse che non tutti gli argomenti della filosofia speculativa».<br />Abbiamo, credo, dimostrato ora che l'uomo e gli animali superiori, specialmente i [[primate|primati]], hanno in comune alcuni pochi istinti. Tutti hanno gli stessi sensi, le stesse intuizioni e sensazioni, – passioni, affetti ed emozioni simili, anche le più complesse; sentono la meraviglia e la curiosità; posseggono le stesse facoltà di imitazione, attenzione, memoria, immaginazione e raziocinio, sebbene in gradi molto differenti. (1914, pp. 65-66) *È stato asserito che solo l'uomo è capace di progressivo miglioramento [...].<br />Per ciò che riguarda gli animali, chiunque abbia avuto qualche pratica nel tendere trappole sa che gli animali giovani si prendono con maggiore facilità dei vecchi; e si lasciano avvicinare dal nemico molto agevolmente. È impossibile prender animali molto vecchi nello stesso luogo e con la stessa trappola, o distruggerli con la stessa qualità di veleno; tuttavia non è probabile che tutti abbiano assaggiato il veleno, ed è impossibile che tutti siano già stati colti al laccio. Essi imparano ad esser cauti vedendo i loro compagni presi o avvelenati. (1994, pp. 836-837) *Molte sorta di animali sono [[animale sociale|sociali]]; troviamo anzi specie diverse che vivono insieme, come per esempio alcune [[scimmia|scimmie]] americane con branchi di cornacchie, di gracchi, di storni. Anche l'uomo mostra lo stesso sentimento nel forte amore che nutre pel [[cane]], amore che il cane gli rende con usura. (1914, p. 97) *Gli animali sociali si rendono fra loro scambievoli servigi: i [[cavallo|cavalli]] si morsecchiano, e le [[mucca|vacche]] si leccano le une le altre in ogni punto ove sentono prurito o pizzicore: le scimmie si liberano scambievolmente dagli esterni parassiti [...]. (1914, p. 100) *Gli animali sociali si difendono l'un l'altro. I maschi di alcuni ruminanti vanno ad allogarsi in fronte della mandra quando vi è pericolo e la difendono colle loro corna. (1914, p. 100) *È certo che gli animali che vivono in società hanno un sentimento di scambievole amore che non provano gli animali non socievoli. (1914, p. 102) *La simpatia, oltre i confini umani, che vuol dire l'umanità verso le bestie, sembra essere fra gli acquisti morali più tardivi. Non sembra che i selvaggi la provino tranne che per quegli animali che prediligono. [...] Questa virtù, una delle più nobili di cui l'uomo sia fornito, sembra derivare per incidente da ciò che le nostre simpatie facendosi più tenere e più espansive e diffuse, vengono a riversarsi su tutti gli esseri senzienti. Appena questa virtù viene onorata e praticata da alcuni uomini, si diffonde mercé l'istruzione e l'esempio ai giovani, ed eventualmente tende a radicarsi nella pubblica opinione. (1914, pp. 132-133) *Il punto più alto cui possiamo giungere nella coltura morale, è quello di poter riconoscere che dobbiamo dominare i nostri pensieri. (1914, p. 133) *[...] l'amore disinteressato per tutte le creature viventi [...] è il più bell'attributo dell'uomo [...]. (1914, pp. 141-142) *Il più umile organismo è qualche cosa di molto più elevato che non la polvere inorganica che ci sta sotto i piedi; e nessuno fornito di mente imparziale può studiare una qualche creatura vivente per quanto umile essa sia, senza rimanere preso da entusiasmo per la sua meravigliosa struttura e le sue proprietà. (1914, p. 280) *[...] l'uomo è disceso da un quadrupede peloso, fornito di coda e di orecchie aguzze, probabilmente di abiti arborei, e che abitava l'antico continente. (cap. XXI, Sommario generale e Conclusione; 1914, p. 1017) ===[[Explicit]]=== L'uomo va scusato di sentire un certo orgoglio per essersi elevato, sebbene non per propria spinta, all'apice della scala organica; ed il fatto di essere in tal modo salito, invece di esservi stato collocato in origine, può dargli speranza per un destino ancora più elevato in un lontano avvenire. Ma non si tratta qui né di speranze, né di timori, ma solo del vero, fin dove la nostra ragione ci permette di scoprirlo. Ho fatto del mio meglio per addurre prove; e dobbiamo riconoscere, per quanto mi sembra, che l'uomo con tutte le sue nobili prerogative, colla simpatia che sente per gli esseri più degradati, colla benevolenza che estende non solo agli altri uomini, ma anche verso la più umile delle creature viventi, col suo intelletto quasi divino che ha penetrato nei movimenti e nella costituzione del sistema solare – con tutte queste alte forze – l'Uomo conserva ancora nella sua corporale impalcatura lo stampo indelebile della sua bassa origine.<br /> {{NDR|Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914}} ==''L'origine delle specie''== ===[[Incipit]]=== ====Celso Balducci==== Darò qui un breve quadro degli sviluppi delle opinioni scientifiche sull'origine delle [[specie]]. Ancora non molto tempo fa la maggior parte degli studiosi di scienze naturali considerava le specie come prodotti immutabili di creazioni distinte. Molti autori hanno sostenuto con competenza questo punto di vista. Peraltro non mancavano alcuni, sia pure pochi, che ritenevano che le specie vanno incontro a trasformazioni e che le forme attuali di vita discendono, attraverso un vero e proprio processo generativo, da forme che le hanno precedute. ====Luciana Fratini==== Mi propongo di dare qui un breve compendio del progresso delle idee sull'origine delle specie. Fino a poco tempo fa, la grande maggioranza dei naturalisti credeva che le specie fossero immutabili e che fossero state create l'una indipendentemente dall'altra. Numerosi autori hanno abilmente sostenuto questo punto di vista. Alcuni naturalisti, invece, erano convinti che le specie subissero modificazioni, e che le attuali forme di vita discendessero per generazione regolare da forme preesistenti. ====[[Giovanni Canestrini]]==== Voglio esporre un breve sunto dei progressi della dottrina sull'origine delle specie. La maggior parte dei naturalisti ammette che le specie sieno produzioni immutabili, e che ogni specie sia stata creata separatamente. Questa tesi fu abilmente propugnata da molti autori. Solamente pochi credono che esse subiscano delle modificazioni, e che le forme viventi attuali discendano per mezzo di generazione regolare da forme preesistenti. ===Citazioni=== *Di una pianta ai margini del deserto si dice che lotta per la vita contro la siccità, anche se sarebbe più esatto dire che dipende dall'umidità. (''La variazione in natura'', cap. 2., ed. 2011) *La [[giraffa]], grazie alla sua gigantesca statura ed al collo, agli arti anteriori, alla testa ed alla lingua di forma molto allungata, possiede una struttura integralmente e magnificamente adatta a brucare i rami più alti degli alberi. Essa, quindi, può procurarsi alimenti che si trovano oltre la portata degli altri ungulati (animali provvisti di zoccoli) che vivono nello stesso territorio; e questo dev'essere un grande vantaggio per lei durante i periodi di carestia. (''Alcune obiezioni alla teoria della selezione naturale''<ref>Capitolo aggiunto nella sesta edizione.</ref>; 2010, p. 175) *La selezione naturale è il... principio con il quale una lieve variazione [di un tratto], se utile, è preservata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 146. ISBN 9788858015001</ref> :''I have called this principle, by which each slight variation, if useful, is preserved, by the term of Natural Selection''. (cap. III, ''Struggle For Existence'', [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?pageseq=76&itemID=F373&viewtype=image p. 61]) *Possiamo intendere come un fiore e un insetto possano modificarsi e adattarsi scambievolmente, nella maniera più perfetta e nel medesimo tempo, ovvero uno dopo l'altro, per mezzo della continua preservazione degli individui che offrono deviazioni di struttura leggermente favorevoli e di utile reciproco. (Cap. IV, "Schiarimenti sull'azione dell'elezione naturale o sopravvivenza del più adatto", 1933). *Non cercherò di definire l'[[istinto]]. Sarebbe facile dimostrare che questo termine abbraccia parecchie attività psichiche distinte. Però chiunque comprende ciò che si intende quando si dice che l'istinto obbliga il cuculo a migrare e a deporre le uova nei nidi di altri uccelli. Si suole definire istintiva un'azione, che a noi richiederebbe una certa esperienza, mentre viene compiuta senza alcuna esperienza da un animale, soprattutto molto giovane e privo di esperienza, oppure viene compiuta nella stessa maniera da molti individui, senza sapere quale ne è lo scopo. (capitolo 7, ''L'istinto''; 2010, p. 192) *Io non trovo alcuna ragione per pensare che le opinioni espresse in questo volume possano ferire i sentimenti religiosi di chicchessia. :''I see no good reason why the views given in this volume should shock the religious feelings of any one''.<ref>''On the Origin of Species'', cap- XV "Recapitulation and Conclusion", p. 421, sesta edizione (1872).</ref> *Nel remoto futuro vedo campi aperti a ricerche di gran lunga più importanti. La psicologia poggerà su nuove fondazioni, ossia sulla necessaria acquisizione di ciascuna capacità e facoltà mentale per gradi successivi. Si farà luce sull'origine dell'uomo e sulla sua storia. (dalle conclusioni alla prima edizione dell'opera; 2011, [https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT500 p. 500]) ===[[Explicit]]=== ====Celso Balducci==== È interessante contemplare una rigogliosa ripa fluviale, coperta di molte piante appartenenti a molti tipi, con gli uccelli che cantano tra i cespugli, i diversi insetti che svolazzano intorno e con i vermi che strisciano nel terreno umido, e riflettere che queste forme dalla struttura così complessa, tanto differenti le une dalle altre e dipendenti le une dalle altre in modo talmente complicato, sono state tutte prodotte dalle leggi che operano attorno a noi. Queste leggi, prese in senso generale, sono lo sviluppo con riproduzione, l'eredità praticamente insita nella riproduzione, la variabilità legata all'azione diretta e indiretta delle condizioni esterne di vita e all'uso e non uso, un ritmo di incremento numerico talmente alto da portare alla lotta per la vita e conseguentemente alla selezione naturale, che a sua volta comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfezionate. Dunque dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, nasce la cosa più alta che si possa immaginare: la produzione degli animali più elevati. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue molte capacità, che inizialmente fu data a poche forme o ad una sola e che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve, partendo da inizi così semplici, fino a creare infinite forme estremamente belle e meravigliose. ====Luciana Frantini==== È interessante contemplare una plaga lussureggiante, rivestita da molte piante di vari tipi, con uccelli che cantano nei cespugli, con vari insetti che ronzano intorno, e con vermi che strisciano nel terreno umido, e pensare che tutte queste forme così elaboratamente costruite, così differenti l'una dall'altra, e dipendenti l'una dall'altra in maniera così complessa, sono state prodotte da leggi che agiscono intorno a noi. Queste leggi, prese nel loro più ampio significato, sono la legge dell'accrescimento con riproduzione; l'eredità che è quasi implicita nella riproduzione; la variabilità per l'azione diretta e indiretta delle condizioni di vita, e dell'uso e non uso; il ritmo di accrescimento così elevato da condurre a una lotta per l'esistenza, e conseguentemente alla selezione naturale, che comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfette. Così, dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, direttamente deriva il più alto risultato che si possa concepire, cioè la produzione degli animali superiori. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l'immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono [[Evoluzione|evolute]] e continuano a evolversi. ===Citazioni su ''L'origine delle specie''=== *[L'origine delle specie di Charles Darwin sono] lo strumento più potente che gli uomini hanno sottomano, dopo la pubblicazione dei Principia di [[Isaac Newton|Newton]], per ampliare il campo della conoscenza naturale. ([[Thomas Henry Huxley]]) ==''Viaggio di un naturalista intorno al mondo''== ===[[Incipit]]=== Respinto indietro due volte, da un forte vento di sud-ovest, il brigantino da guerra [[HMS Beagle|Beagle]] della regia marina inglese, comandato dal capitano Fitz-Roy, salpò finalmente da Devonport il 27 dicembre 1831. La spedizione aveva per iscopo di fare una ispezione compiuta della [[Patagonia]] e della [[Terra del Fuoco]], ispezione cominciata dal capitano King dal 1826 al 1830 – esaminare le spiaggie del [[Cile|Chili]], del [[Perù]] e quelle di alcune isole del [[Pacifico]] – e fare una serie di misure cronometriche intorno al mondo. Giungemmo il 6 gennaio a Teneriffa, ma non ci fu permesso sbarcare, perché si temeva a terra che noi portassimo loro il [[colera|cholera]]. L'indomani mattina vedemmo spuntare il sole dietro lo scosceso profilo della grande isola delle Canarie, ed illuminare repentinamente il Picco di Teneriffa, mentre le parti più basse erano velate da leggere nubi. Questo fu il primo di una lunga serie di giorni deliziosissimi che non ho mai più dimenticato. Il 16 gennaio 1832, gettammo l'àncora a Porto Praya, a Sant'lago, la principale isola dell'arcipelago del [[Capo Verde]]. ===Citazioni=== *{{NDR|In [[Cile]]}} Quale differenza può fare il [[clima]] nel godimento della vita! Quanto diverse sono le sensazioni che si provano quando si hanno sott'occhio nere montagne ravvolte per metà nelle nuvole, e quando si veggono altre catene di monti attraverso la luce azzurra di una bella giornata! Per un po' di tempo le prime possono parere sublimi; le altre sono tutte giocondità e vita felice. (cap. XII, 23 luglio 1834; p. 222) *La storia naturale di queste isole {{NDR|[[Galápagos]]}} è sommamente curiosa e merita bene tutta la nostra attenzione. La maggior parte dei prodotti organici sono creazioni aborigene che non s'incontrano in nessuna altra parte; vi è anche una differenza fra gli abitanti delle varie isole; tuttavia mostrano tutti una spiccata affinità con quelli dell'America, sebbene siano separati da quel continente da un vasto spazio di mare, largo circa 500 a 600 miglia. L'arcipelago è in se stesso un piccolo mondo, o meglio un satellite attaccato all'America, dal quale ha tratto alcuni pochi coloni dispersi, ed ha ricevuto il carattere generale delle sue produzioni indigene. Considerando la piccola mole di queste isole, sentiamo maggior meraviglia pel numero dei loro esseri aborigeni, e per la ristretta cerchia di questi. Vedendo ogni altura coronata dal suo cratere, ed i limiti della maggior parte delle correnti di lava ancor distinti, siamo indotti a credere che durante un periodo, geologicamente recente, lo sconfinato oceano coprisse qui ogni cosa. Quindi, tanto nello spazio quanto nel tempo, ci pare di esserci in certo modo avvicinati a quel grande fatto – quel mistero dei misteri – la prima comparsa di nuovi esseri su questa terra. (cap. XVII, 8 ottobre 1835; pp. 327-328) *Descriverò prima di tutto i costumi della [[tartaruga delle Galapagos|testuggine]] (''Testudo nigra'', anticamente chiamata Indica), della quale abbiamo frequentemente parlato. Questi animali s'incontrano, credo, in tutte le isole dell'arcipelago; certamente nella maggior parte. Frequentano di preferenza le parti alte ed umide, ma vivono pure nelle regioni basse ed aride. Ho già mostrato, dal numero di esse prese in un solo giorno, quanto siano abbondanti. Alcune vengono grossissime; il signor Lawson, un inglese vice-governatore della colonia, ci disse di averne vedute alcune cosi grandi, che ci volevano sei od otto uomini per alzarle da terra, e talune avevano somministrato fino a cento chilogrammi di carne. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 331) *La testuggine è amantissima dell'acqua; ne beve grandi quantità e sguazza nel fango. Le isole più grandi sole hanno qualche sorgente, e queste sono sempre collocate verso le parti centrali, e ad una notevole altezza. Perciò, le testuggini, che frequentano le regioni inferiori, quando hanno sete sono obbligate a percorrere grandi distanze; quindi si veggono diramarsi sentieri ben segnati in ogni direzione, dalle fontane fino alla costa marina, e gli Spagnuoli seguendoli scoprirono per la prima volta le fontane. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332) *Le testuggini, quando si avviano per un dato punto, viaggiano notte e giorno e giungono alla fine del loro cammino molto più presto di quello che si crederebbe. Gli abitanti, dall'osservazione fatta sopra animali distinti, suppongono che fanno circa otto miglia in due o tre giorni. Una grossa testuggine, che io osservai, camminava a ragione di cinquantaquattro metri in dieci minuti, vale a dire 324 all'ora, o quattro miglia al giorno – occupando pochissimo tempo per mangiare lungo il cammino. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332) *Le giovani testuggini, appena sbucciate, divengon preda abbondante dei falchi sopramenzionati. Le vecchie sembrano morire generalmente per accidente, come per cadute dai precipizi; almeno taluni abitanti mi dissero di non averne mai incontrato una morta senza una causa evidente. Gli abitanti credono che questi animali siano al tutto sordi; certamente non si accorgono di una persona che cammina dietro di loro. Mi divertiva molto il vedere uno di quei grossi mostri mentre stava camminando tranquillamente, trarre dentro ad un tratto il capo e le zampe nel momento in cui io passava, e mandare un profondo suono, mentre cadeva sul terreno come un corpo morto. Spesso io saliva sul dorso di essi, e allora con qualche colpo sulla parte inferiore del loro guscio, li faceva alzare e camminare – ma trovai difficile tenermi in equilibrio. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 333) *[...] possiamo dedurre quale strage l'introduzione di un qualche nuovo animale di rapina deve cagionare in una regione, prima che gl'istinti dei suoi abitanti indigeni si siano adattati alla forza ed al potere dello straniero. (cap. XVII, p. 346) *Abbiamo oltrepassato anche il meridiano degli [[antipodi]]; ed ora ogni miglio, pensavamo noi con gioia, era un miglio più vicino all'Inghilterra. Questi antipodi richiamano alla nostra mente antiche ricordanze di dubbi e di meraviglie infantili. Solo l'altro giorno io desiderava questa aerea barriera come un punto definito del nostro viaggio verso la patria; ma ora mi accorsi che questo, come tutti i punti di sosta della nostra immaginazione, somiglia alle ombre che un uomo che cammina non può mai afferrare. (cap. XVIII, 19 dicembre 1835; p. 359) *Non posso spiegarne la ragione, ma nella vista delle spiagge esterne di questi [[Atollo|atolli]], io trovo una grande maestà. La spiaggia che serve di argine, il margine dei verdi boschetti di alberi di cocco, la roccia salda e piana dei morti coralli, sparsi qua e là di grossi frammenti isolati, e la linea di furiosi frangenti, che si estendono tutto intorno mostrano una grande semplicità. L'oceano che rovescia le sue acque sopra il largo scoglio appare come un invincibile, onnipotente nemico; tuttavia vediamo che esso resiste, ed anche fa qualche conquista, con mezzi che a prima vista sembrano debolissimi ed inefficaci. Non già che il mare risparmi le {{sic|roccie}} di corallo; i grandi frammenti sparsi sullo scoglio, ed ammucchiati sulla spiaggia, in mezzo ai quali sorgono gli alti alberi di cocco, svelano chiaramente l'incessante forza delle onde. Non vi sono mai periodi di riposo. Il lungo ondeggiamento cagionato dall'azione dolce ma continua dei venti regolari, che soffiano sempre in una direzione sulla vasta area, produce frangenti, cha hanno quasi la stessa forza di quelli di una burrasca nelle regioni temperate, e che non cessano mai dalla loro furia. È impossibile vedere quelle onde senza sentirsi convinti che un'isola, per quanto costrutta della roccia più dura, sia essa porfido, granito, o quarzo, dovrebbe finire per cedere e venir demolita da una cosifatta forza irresistibile. Tuttavia, quelle basse, insignificanti isolette di corallo resistono e sono vittoriose; perché qui un'altra forza, viene come antagonista a prender parte alla lotta. Le forze organiche separano gli atomi di carbonato di calce, uno ad uno, dai spumanti frangenti, e le uniscono in una struttura simmetrica. Ammucchi pure l'uragano i suoi mille grossi frammenti; che cosa potrà egli contro l'opera accumulata di miriadi di architetti che giorno e notte lavorano continuamente? Così vediamo noi il corpo molle e gelatinoso di un polipo, mercé l'azione delle leggi vitali, vincere la grande potenza meccanica delle onde di un mare contro il quale né l'arte dell'uomo né le opere inanimate della natura avrebbero potuto resistere con qualche successo. (cap. XX, 6 aprile 1836; pp. 395-396) *Fra le scene che si sono più fortemente impresse nella mia mente, nessuna supera in grandezza le foreste primitive non ancora tocche dalla mano dell'uomo; tanto quelle del Brasile, ove predominano le forze vitali, come quelle della Terra del Fuoco, ove prevalgono la morte e la distruzione. Entrambe sono templi pieni degli svariati prodotti del Dio della natura – nessuno può trovarsi senza emozione in quelle solitudini, e non sentire che nell'uomo vi è qualche cosa di più che non il solo soffio del suo corpo. (cap. XXI, p. 431) ===[[Explicit]]=== Ma io ho provato un piacere troppo profondo in questo viaggio, per non raccomandare a qualunque naturalista, sebbene non debba aspettarsi di essere tanto fortunato nei suoi compagni come lo sono stato io, di approfittare di ogni occasione, ed imprendere viaggi se è possibile per terra, se non con una lunga navigazione. Può esser certo che non incontrerà difficoltà o pericoli, tranne qualche raro caso, tanto cattivi quanto se lo era immaginato. Da un punto di vista morale, l'effetto sarà quello di insegnargli una gioconda pazienza, lo libererà dall'egoismo, gli darà l'abito di operare da sé, e fare il meglio possibile in ogni circostanza. In breve, deve partecipare delle qualità caratteristiche della maggior parte dei naviganti. Il viaggiare gli insegnerà la diffidenza; ma nello stesso tempo gli dimostrerà, quante persone veramente di cuore vi sono, colle quali egli non ebbe mai, o non avrà mai più comunicazione, le quali tuttavia son pronte a prestargli il più disinteressato aiuto. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale''=== È evidentissimo che i fiori del maggior numero delle piante, sono costruiti in modo da essere, o abitualmente o accidentalmente fecondati per incrocio, col mezzo del polline d'un altro fiore posto, o sulla stessa pianta, o più generalmente, come vedremo in seguito, su una pianta diversa. Talvolta la fecondazione incrociata è assicurata dalla separazione dei sessi; il più delle volte essa lo è perché la maturità del polline e dello stigma non avviene contemporaneamente. ===''I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti''=== Nel presente libro io ho seguito, per quanto mi fu possibile, la classificazione delle Orchidee data da Lindley. Le specie dell'Inghilterra appartengono a cinque de' suoi gruppi, vale a dire a quelli delle ''Ophrydeæ'', ''Neottieæ'', ''Arethuseæ'', ''Malaxeæ'' e ''Cypripedeæ''; i due ultimi gruppi comprendono però ciascuno un unico genere. Nei primi otto capitoli descriverò diverse specie inglesi e straniere, appartenenti ai diversi gruppi. L'ottavo comprenderà inoltre la discussione sulle omologie dei fiori delle orchidee. Il nono capitolo sarà consacrato a diverse considerazioni generali. ===''I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti''=== Fui tratto a questo soggetto da uno scritto breve, ma interessante, del professore Asa Gray sui movimenti dei viticci d'alcune piante Cucurbitacee<ref>''Proc. Amer. Acad. of Arts and Sciences, vol. iv'', 12 agosto 1838, p. 98.</ref>. Le mie osservazioni erano giunte più che alla metà prima ch'io apprendessi avere Palm e Hugo von Mohl<ref>Ludwig H. Palm. ''Ueber das Winden der Pflanzen''; Hugo Von Mohl, ''Ueber den Bau und das Winden der Ranken und Schlingpflanzen'', 1827. Il trattato di Palm fu pubblicato soltanto alcune settimane prima di quello di Mohl. Vedi anche ''The Vegetable Cell'' (tradotto da Henfrey) di H. Von Mohl, p. 147 alla fine.</ref> osservato lungo tempo fa il fenomeno sorprendente delle rivoluzioni spontanee degli steli e dei viticci delle piante rampicanti, ed essere questo fenomeno stato successivamente il soggetto di due Memorie di Dutrochet<ref>''Des Mouvements révolutifs spontanés'', ecc., ''Comptes Rendus'', tom. xvii, 1843, pag. 989; ''Recherches sur la Volubilitè des tiges'', ecc., tom. xix, 1844, p. 295.</ref>. Nondimeno credo che le mie osservazioni, fondate sull'esame d'oltre a cento specie viventi assai distinte, contengano novità sufficienti per giustificarne la pubblicazione. ===''Il potere di movimento nelle piante''=== Lo scopo principale di questo libro è di descrivere e di collegare insieme diverse grandi classi di movimenti comuni a quasi tutte le piante. Il movimento più diffuso è essenzialmente della stessa natura di quello che caratterizza il fusto di una pianta rampicante che s'incurva successivamente verso tutti i punti dell'orizzonte in guisa che la sua estremità ne faccia il giro completo. Questo movimento ha ricevuto il nome da G. Sachs di ''Nutazione girante'', ma noi abbiamo trovato più conveniente di adottare i termini di ''circumnutazione'' e di ''circumnutare''. Siccome dovremo parlare molto di questo movimento, una rapida sua descrizione non sarà superflua. ===''L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali''=== Molti libri furono scritti sulla espressione materiale dei sentimenti, e un numero maggiore sulla fisionomia, vale a dire sul mezzo di riconoscere il carattere collo studio dello stato abituale dei lineamenti. Di quest'ultimo argomento io più non m'intrattengo. Gli antichi trattati<ref>J. PARSONS, nell'''Appendix to the Philosophical Transactions'', 1746, pag. 41, dà una lista di quarantun autori antichi che scrissero sulla Espressione.</ref> ch'io consultai m'hanno giovato poco o nulla. Le famose ''Conférences''<ref>''Conférences sur l'expression des différents caractères des passions'', Parigi, in-4°, 1667. – In seguito io cito sempre la riedizione delle Conférences nell'edizione di Lavater, per cura di MOREAU, apparsa nel 1820 tal quale è data nel vol. IX, p. 257.</ref> del pittore Le Brun, pubblicate nel 1667, sono fra le opere antiche la migliore che si conserva, e contengono alcune buone osservazioni. Un altro saggio, piuttosto antico, i ''Discours'', fatti dal 1774 al 1782 da Camper<ref>''Discours par'' PIERRE CAMPER ''sur le moyen de représenter les diverses passions'', etc., 1792.</ref>, il celebre anatomico olandese, non possono essere considerati tali da aver fatto progredire notevolmente la questione. Le opere posteriori, all'incontro, meritano la maggiore considerazione. ===''La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi''=== Soggetto del presente volume è la parte che i [[lombrico|lombrici]] hanno avuto nella formazione dello strato di terra vegetale che copre tutta la superficie della crosta terrestre in ogni contrada discretamente umida. Generalmente questo strato di terra ha un colore nericcio e pochi centimetri di spessore. Differisce pochissimo nell'aspetto nei varii paesi, sebbene posi sopra sottosuoli diversi. ===''Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico''=== Lo scopo di quest'opera non è punto il descrivere le molte razze di animali che l'uomo seppe addomesticare; né le piante ch'ei seppe coltivare; se anche avessi le cognizioni che si richiedono per compiere un'impresa così gigantesca, in questo caso sarebbe opera superflua. Io intendo unicamente di esporre tra i fatti ch'io potei raccogliere ed osservare in ogni specie, i più atti a mostrare la importanza e la natura delle modificazioni subite dagli animali e dalle piante sotto il dominio dell'uomo; e spargere un po' di luce sui principii generali della Variazione. ==Citazioni su Charles Darwin== *Certo, dopo Darwin il mondo non è più lo stesso. Ma non è meno interessante, istruttivo o esaltante, poiché, se ci è impossibile trovare uno scopo nella natura, dovremo trovarlo per noi stessi. Darwin non era un uomo privo di morale; semplicemente si rifiutò di appioppare alla natura tutti i profondi pregiudizi del pensiero occidentale. Anzi, io penso che l'autentico spirito darwiniano potrebbe salvare il nostro mondo in crisi smentendo un tema prediletto dall'arroganza occidentale: la convinzione di essere destinati, in quanto prodotto più elevato di un processo preordinato, al controllo e al dominio sulla Terra e sulla sua vita. ([[Stephen Jay Gould]]) *Come tutti gli uomini di scienza veramente grandi, egli aveva in sé eguale e compagna a quella del ragionamento e della sagacia nell'osservare, la potenza della fantasia. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) *Credo che Darwin sia stato bravo a farci leggere il passato, ma non lo invocherei troppo come profeta di scenari futuri. L'evoluzione biolo­gica dell'essere umano pare fer­marsi proprio con il sorgere della libertà e della cultura. ([[Giuseppe Tanzella-Nitti]]) *Darwin non era affatto un filosofo. Egli sembra non essere stato affatto consapevole che il suo modo di considerare oggettivamente i fatti della vita recasse implicite delle premesse filosofiche. Egli non aveva nessuna concezione del mondo, nessuna ontologia cosmica, o piuttosto egli prese per buona quella che aveva, senza sottoporla ad una analisi introspettiva. ([[George Gaylord Simpson]]) *È notorio che già Darwin aveva formulato la domanda riguardo al valore della lotta per la conservazione della specie e che aveva anche trovato una risposta convincente: per la specie, per il suo futuro, è sempre vantaggioso che il più forte dei due rivali conquisti un territorio e la femmina ambita. ([[Konrad Lorenz]]) *Forse dovremmo riabilitare l'efficacia narrativa di Darwin, che lanciava lontano la sua rete, osservando, interrogando, legando insieme elementi disparati e cercando di ricreare il disegno più grande dai dettagli più piccoli. ([[Jeffrey Moussaieff Masson]]) *Il colloquio col ministro mi ha fatto capire che genere di lotta deve aver sostenuto Darwin a causa delle sue teorie! ([[Nigel Kneale]]) *Il [[Materialismo]] è errore rancido e mostruoso, il quale non cessa di fare ribrezzo, allorché si presenta a viso aperto: era dunque necessario un uomo che avesse saputo scaltramente mascherarlo; e quest'uomo fu Carlo Darwin, che sotto bugiarde sembianze di scoperte scientifiche foggiossi o a dir meglio riprodusse la ipotesi delle trasformazioni delle specie viventi, la quale in fondo non è che un vergognoso materialismo. Egli però non si manifestò interamente dal principio, protestò di non volere disputare sulla origine della vita, si tenne nella sua ipotesi tra i limiti delle specie organizzate inferiori all'uomo, e riconobbe perfino l'azione creatrice di Dio. ([[Gennaro Portanova]]) *La scoperta di Carlo Darwin sull<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie'', ch'è certo la più grande e la più feconda del secolo decimonono, non ci dié soltanto la legge delle formazioni biologiche, ma ci spiega del pari le ''formazioni storiche''. ([[Gaetano Trezza]]) *La vita intelligente su di un pianeta diventa tale quando, per la prima volta, elabora una ragione della propria esistenza. Se delle creature superiori provenienti dallo spazio mai visiteranno la Terra, la prima cosa che domanderanno, per stabilire il nostro livello di civilizzazione, sarà: «Hanno già scoperto l'evoluzione?» Organismi viventi sono esistiti sulla terra, senza mai sapere perché, per più di tre miliardi di anni prima che uno di essi cominciasse a intravedere la verità. Il suo nome era Charles Darwin. A dire il vero, altri avevano intuito qualcosa, ma fu Darwin che, per primo, mise insieme una teoria coerente e difendibile che spiegava perché noi esistiamo. ([[Richard Dawkins]]) *Le dottrine trasformistiche ebbero fin dal loro inizio due diverse tendenze, che s'impersonarono rispettivamente nel [[Jean-Baptiste de Lamarck|Lamarck]] e nel Darwin.<br/>Il Lamarck ammise come cause della trasformazione le influenze esterne di clima, di nutrizione ecc., quali determinanti di adattamenti diversi che conducevano a modificazioni dell'organizzazione, e l'uso e il non uso degli organi; implicando la trasmissibilità ereditaria dei caratteri acquisiti.<br/>Il Darwin, partendo, com'è ben noto, dalle modificazioni che si ottengono per mezzo della selezione artificiale nelle piante coltivate e negli animali domestici, cercò di dimostrare che in natura esiste un processo analogo, cui egli diede il nome di selezione, o cernita naturale, conseguenza della concorrenza vitale e causa principalissima delle trasformazioni delle specie, e della conservazione delle variazioni più utili, le quali si accumulerebbero attraverso una serie di generazioni quando le condizioni di vita rimanessero immutate. ([[Federico Raffaele]]) *Le tesi evoluzioniste di Darwin furono accolte con grande favore dagli animalisti, perché rafforzavano l'idea che non è lecito maltrattare gli animali, nostri antenati e in certo senso anche nostri "creatori". ([[Marina Baruffaldi]]) *[[Karl Marx|Marx]] fu visto e vide se stesso come «il Darwin della società», il fondatore di una scienza della storia che poteva competere con la darwiniana scienza della biologia. Presentò i suoi assunti come teorie comprovate. Il contrasto tra il suo metodo e quello di Darwin è assai rilevante; Marx stesso se ne rendeva conto, quando con una certa condiscendenza parlava del «rozzo empirismo inglese» di Darwin. Con questa espressione voleva indicare soltanto la circostanza, perfettamente rispondente al vero, che prima di sviluppare le sue teorie Darwin raccoglieva elementi di fatto, diversamente dal preteso metodo superiore che Marx aveva ereditato dalla sua formazione accademica tedesca, per cui prima si elaborava la teoria e poi si cercavano gli elementi di fatto in grado di supportarla. ([[Robert Conquest]]) *Mi attraeva enormemente la teoria di Darwin, allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. ([[Sigmund Freud]]) *Non è chi per primo concepisce un'idea, né chi la mette in piedi e la fa camminare a quattro zampe, ma è chi fa accettare agli altri la conclusione principale, su basi giuste o sbagliate, ad aver svolto il lavoro più grande per la promulgazione di un'opinione. Ed è ciò che il signor Darwin ha fatto per l'evoluzione. ([[Samuel Butler]]) *Perché è stato così difficile capire Darwin? Nel giro di dieci anni, egli convinse l'intero ambiente intellettuale che l'[[evoluzione]] era una realtà, ma finché fu in vita la sua teoria della selezione naturale non godette di grande popolarità. Si affermò solo intorno agli anni quaranta {{NDR|del Novecento}} e ancora oggi, sebbene formi il nocciolo della teoria dell'evoluzione, è capita pochissimo, e spesso è citata e usata a sproposito. ([[Stephen Jay Gould]]) *Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla. ([[Stephen King#Cell|Stephen King]]) *Si è detto spesso che Darwin ha cambiato il mondo. Meno spesso è stato chiarito quale sia stato esattamente questo cambiamento. Darwin non fece – e torna a suo onore – nessuna delle scoperte che ci hanno portato a quel pericolo di distruzione fisica che ci sovrasta. La maggior parte della nostra tecnologia, se non completamente, sarebbe la stessa anche se il lavoro di Darwin non fosse stato compiuto, da lui o da chiunque altro. Senza dubbio, in questo caso noi avremmo ancora gli ingorghi del traffico, i film dell'orrore, la gomma da masticare e le altre manifestazioni evidenti di un'alta civilizzazione. Gli accessori della civiltà, tuttavia, sono superficiali. L'influenza di Darwin, e più ampiamente del concetto di evoluzione, ha avuto effetti ben più profondi: ci ha letteralmente condotto in un mondo diverso. ([[George Gaylord Simpson]]) *Su Tralfamadore, dice Billy Pilgrim, non c'è molto interesse per Gesù Cristo. La figura terrestre che più colpisce i tralfamadoriani, dice lui, è quella di Charles Darwin, che insegnò che chi muore deve morire e che i cadaveri sono un miglioramento. Così va la vita. ([[Kurt Vonnegut]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Charles Darwin, ''Autobiografia (1809-1882)'', a cura di Nora Barlow, traduzione di Luciana Fratini, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 9788858416884 *Charles Darwin, ''Diario di un naturalista giramondo'', traduzione di Michele Lessona, Gamma Editrice, 1945. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/gli-effetti-della-fecondazione-incrociata-e-propria-nel-regno-vegetale/ Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P. A. Saccardo, Unione tipografico-editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-diversi-apparecchi-col-mezzo-dei-quali-le-orchidee-vengono-fecondate-dagli-insetti/ I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen, Unione tipografico-editrice, 1883. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-movimenti-e-le-abitudini-delle-piante-rampicanti/ I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P.A. Saccardo, Unione Tipografico-Editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/il-potere-di-movimento-nelle-piante/ Il potere di movimento nelle piante]'', traduzione di Giovanni e Riccardo Canestrini, Unione Tipografico-Editrice, 1884. *Charles Darwin, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_espressione_dei_sentimenti/pdf/darwin_l_espressione_dei_sentimenti.pdf L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali]'', a cura di Giovanni Canestrini e Franc. Bassani, Unione Tipografico-Editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914. *Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Luciana Fratini, Boringhieri, Torino, 1967. *Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Celso Balducci, Collana I Sempreverdi, Mondadori, Milano, 2010. ISBN 978-88-96-08940-8 *Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT0 L'origine delle specie]'', traduzione di Celso Balducci, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-2595-7 *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/la-formazione-della-terra-vegetale-per-lazione-dei-lombrici-con-osservazioni-intorno-ai-loro-costumi/ La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi]'', traduzione di [[Michele Lessona]], Unione tipografico-editrice, 1882. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/sulla-origine-delle-specie-per-elezione-naturale-ovvero-conservazione-delle-razze-perfezionate-nella-lotta-per-lesistenza/ Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Edizioni "A. Barion" della Casa per Edizioni popolari, 1933. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/variazione-degli-animali-e-delle-piante-allo-stato-domestico/ Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Unione tipografico-editrice, 1876. *Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=32PGvu1v6yEC Viaggio di un naturalista intorno al mondo]'', traduzione di Michele Lessona, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1872. *Gino Ditadi (a cura di), ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994. ISBN 88-85944-12-4 ==Voci correlate== *[[Erasmus Darwin]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Viaggio di un naturalista intorno al mondo||(1839)}} {{Pedia|L'origine delle specie||(1859)}} {{Pedia|La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico||(1868)}} {{Pedia|L'origine dell'uomo e la selezione sessuale||(1871)}} {{DEFAULTSORT:Darwin, Charles}} [[Categoria:Biologi britannici]] [[Categoria:Etologi britannici]] [[Categoria:Geologi britannici]] [[Categoria:Naturalisti britannici]] shcs674gx8wc1edrqiu2lpt2ghapdbr 1422744 1422742 2026-08-06T17:56:52Z Mattia Luigi Nappi 1246 /* Incipit */ incipit verificato (temo che il primo, che lascio, sia errato o relativo ad altre edizioni, in quella che cito compare due pagine dopo) 1422744 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Hw-darwin.jpg|thumb|Charles Darwin]] '''Charles Robert Darwin''' (1809 – 1882), naturalista britannico. ==Citazioni di Charles Darwin== *Anche se non mi sono mai dedicato molto al pensiero dell'esistenza di un Dio personale fino a un periodo considerevolmente tardo della mia vita, voglio qui esporre le conclusioni vaghe alle quali sono stato portato. Il vecchio argomento di una natura ideata, così come fornito da [[William Paley|Paley]], che prima mi sembrava così conclusivo, fallisce, ora che la legge della [[selezione naturale]] è stata scoperta. Non si può più sostenere che, per esempio, la bella cerniera di una conchiglia bivalve deve essere stata fatta da un essere intelligente, come la cerniera di una porta da parte dell'uomo. Non sembra esserci più progettazione nella variabilità degli esseri organici, e nell'azione della selezione naturale, che nella direzione dove il vento soffia.<ref>''Although I did not think much about the existence of a personal God until a considerably later period of my life, I will here give the vague conclusions to which I have been driven. The old argument from design in Nature, as given by Paley, which formerly seemed to me so conclusive, fails, now that the law of natural selection has been discovered. We can no longer argue that, for instance, the beautiful hinge of a bivalve shell must have been made by an intelligent being, like the hinge of a door by man. There seems to be no more design in the variability of organic beings, and in the action of natural selection, than in the course which the wind blows.'' (da ''The Variation of Animals and Plants'', 1868; citato in ''Life and Letters of Charles Darwin: the Evolution'', a cura di Francis Darwin, Cambridge, 1887)</ref> *Colui che comprende il [[babbuino]] farebbe di più per la Metafisica di quello che fa [[John Locke|Locke]].<ref>Citato in Pietro Li Causi, ''Animali e uomini nel pensiero greco antico'', in ''L'anima degli animali'', Einaudi, Torino, 2015, p. XVIII. ISBN 978-88-06-21101-1</ref> *I lavoratori più forti che io abbia visto, i [[minatore|minatori]], del Cile, non vivono che di verdure e di leguminose.<ref>Da una [https://books.google.it/books?id=imYRA7EFfkMC&pg=PA428 lettera] del 1880; citato in [[Charles Webster Leadbeater|Charles W. Leadbeater]], ''[http://www.famigliafideus.com/wp-content/uploads/2016/05/VEGETARIANISMO-E-OCCULTISMO.pdf Vegetarismo ed occultismo]'', Associazione Culturale Aquarius, Palermo, 1982, p. 17.</ref> *Io penso di aver scoperto (ecco la presunzione!) il semplice modo mediante il quale le specie si adattano mirabilmente a vari fini.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 149. ISBN 9788858015001</ref> *L'incredulità si insinuò nel mio spirito, e finì per diventare totale. Il suo sviluppo fu tanto lento che non ne soffersi, e da allora non ho mai più avuto un dubbio sull'esattezza della mia conclusione. In realtà non posso capire perché ci dovremmo augurare che le promesse del [[cristianesimo]] si avverino: perché in tal caso, secondo le parole del Vangelo, gli uomini senza fede, come mio padre, mio fratello, e quasi tutti i miei amici più cari sarebbero puniti per l'eternità. E questa è un'odiosa dottrina.<ref>Citato in [[Piergiorgio Odifreddi]], ''In principio era Darwin, la vita, il pensiero, il dibattito sull'evoluzionismo'', mondolibri s.p.a.</ref> *L'uomo, nella sua arroganza, si considera una grande opera, degna dell'intervento di una divinità. Più umile e, credo, più verosimile, ritenerlo creato a partire dagli animali.<ref>Da [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?itemID=CUL-DAR122.-&viewtype=text&pageseq=1 ''Notebook C: Transmutation of species''] (febbraio-luglio 1838); citato in [[Peter Singer]], ''Liberazione animale'', traduzione di Enza Ferreri, il Saggiatore, Milano, 2010, [https://books.google.it/books?id=LcUeLTGUI4cC&pg=PA214 p. 214]. ISBN 978-88-565-0180-3</ref> *La cellula è una struttura complessa, con una membrana che la ricopre, un nucleo e un nucleolo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della biologia'', traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2022, p. 42. ISBN 9788858039595</ref> *La selezione naturale esamina ogni giorno e ogni ora, in tutto il mondo, le più lievi variazioni.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 26. ISBN 9788858024362</ref> *Leggendo ''Selborne'' di [[Gilbert White|White]] ho osservato con molto piacere le abitudini dei volatili e ho perfino preso appunti.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 297. ISBN 9788858024362</ref> *[[Linneo]] e [[Georges Cuvier|Cuvier]] sono stati in modo diverso le mie due divinità, ma essi non sono che scolaretti in confronto al vecchio [[Aristotele]]. :''Linnaeus and Cuvier have been my two gods, though in very different ways, but they were mere schoolboys to old Aristotle''.<ref>Dalla lettera a William Ogle (22 febbraio 1882), in ''The Life and Letters of Charles Darwin'', a cura di Francis Darwin, volume III, cap. VI: "Miscellanea", p. 252, 1887.</ref> *Ma potrei dire che l'impossibilità di concepire che quest'universo grandioso e meraviglioso, con i nostri sé coscienti, sia scaturito dal caso, a me pare l'argomento principe a favore dell'[[esistenza di Dio]]; ma sebbene questo sia un argomento di valore effettivo, io non sono mai stato in grado di decidermi. Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata.<ref>''But I may say that the impossibility of conceiving that this grand and wondrous universe, with our conscious selves, arose through chance, seems to me the chief argument for the existence of God; but whether this is an argument of real value, I have never been able to decide. I am aware that if we admit a first cause, the mind still craves to know whence it came, and how it arose.'' (da una lettera a N.D. Doedes, 2 aprile 1873).</ref> *Nelle mie fluttuazioni più estreme, non sono mai stato un [[ateismo|ateo]] nel senso di negare l'esistenza di un Dio. Ritengo generalmente (e sempre di più invecchiando), ma non sempre, che [[agnosticismo|agnostico]] corrisponderebbe alla definizione più corretta della mia condizione intellettuale.<ref>Da Lettera 12041 a John Fordyce, 7 maggio 1879.</ref> *Non riesco a persuadermi che un Dio benefico e onnipotente abbia volutamente creato gli [[icneumonide|icneumonidi]] con l'espressa intenzione che essi si nutrano entro il corpo vivente dei bruchi.<ref>''I cannot persuade myself that a beneficent & omnipotent God would have designedly created the Ichneumonidæ with the express intention of their feeding within the living bodies of caterpillars'' [...]. (dalla [http://www.darwinproject.ac.uk/letter/DCP-LETT-2814.xml lettera ad Asa Gray del 22 maggio 1860])</ref> *Non riesco a vedere alcuna ragione perché un uomo o un altro animale non possa essere stato prodotto, originariamente, da altre leggi; e che tutte queste leggi possano essere state espressamente progettate da un Creatore onnisciente, che prevede ogni evento e conseguenza futuri.<ref>Dalla lettera ad Asa Gray, 22 maggio 1860, in ''Lettere sulla religione'', a cura di Telmo Pievani, traduzione di Isabella C. Blum, Einaudi, Torino, 2013, p. 47.</ref> *Perfino gli insetti esprimono collera, terrore, gelosia ed amore.<ref>Da ''L’espressione dei sentimenti nell’uomo e negli animali'', 1878, cap. XIV.</ref> *Un essere potente e sapiente come un [[dio]], che ha potuto creare l'universo, appare al nostro spirito limitato onnipotente e onnisciente, e offende la nostra comprensione l'idea che la sua benevolenza non debba essere illimitata, poiché quale beneficio potrebbe avere la sofferenza di milioni di animali inferiori per un tempo quasi infinito?<ref>Citato in [[Karlheinz Deschner]], ''Sopra di noi... niente'', Ariele, 2008.</ref> ===Attribuite=== *Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento. :''It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives. It is the one that is most adaptable to change.''<ref name=dar>{{Cfr}} {{en}} ''[http://www.darwinproject.ac.uk/six-things-darwin-never-said Six things Darwin never said – and one he did]'', ''Darwinproject.ac.uk''.</ref> ::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è tradizionalmente attribuita a Darwin e in genere si ritiene che tale citazione sia tratta dal libro ''L'origine della specie'' (''Origin of Species''). In realtà tale citazione non è presente in nessuno degli scritti di Darwin, come confermato anche dallo storico [[John van Wyhe]].<ref>{{Cfr}} {{en}} [[John van Wyhe]], ''[http://www.theguardian.com/science/2008/feb/09/darwin.myths It ain't necessarily so ...]'', ''the Guardian.com'', 9 febbraio 2008.</ref> Questa citazione è tuttora riportata sul pavimento di pietra della ''California Academy of Sciences'', ma l'attribuzione a Darwin è stata rimossa. Con ogni probabilità la citazione è da attribuire a Leon C. Megginson, professore universitario e saggista statunitense, che in ''Lessons from Europe for American Business'' (1963) scrive: «Secondo ''L'origine delle specie'' di Darwin, non è la più intelligente delle specie a sopravvivere; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella in grado di adattarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova.»<ref>{{en}} «''According to Darwin's "Origin of Species", it is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able best to adapt and adjust to the changing environment in which it finds itself.''»</ref>. Lo stesso Megginson in ''Key to Competition is Management'' (1964): «Non è la più intelligente delle specie quella che sopravvive; non è nemmeno la più forte; la specie che sopravvive è quella che è in grado di adattarsi e di adeguarsi meglio ai cambiamenti dell'ambiente in cui si trova. [...] così dice Charles Darwin nel suo ''Origine delle specie''.»<ref>{{en}} «''It is not the most intellectual of the species that survives; it is not the strongest that survives; but the species that survives is the one that is able to adapt to and to adjust best to the changing environment in which it finds itself.'' [...] ''so says Charles Darwin in his "Origin of Species".''»</ref> Il fatto che queste frasi siano associate alla teoria darwiniana e in particolare al libro ''L'origine della specie'' potrebbe giustificare in parte l'origine della falsa attribuzione.<ref name=dar/><ref>{{Cfr}} {{en}} Nick Matzke, ''[http://pandasthumb.org/archives/2009/09/survival-of-the-1.html Survival of the Pithiest]'', ''the Guardian.com'', 3 settembre 2009.</ref> ==''Autobiografia (1809-1882)''== ===[[Incipit]]=== Quando un editore tedesco mi invitò a scrivere un resoconto sul mio sviluppo intellettuale e spirituale, con l'aggiunta di qualche notizia su fatti della mia vita, pensai che il tentativo di comporre un’autobiografia mi avrebbe divertito e che essa avrebbe potuto interessare i miei figli e i loro discendenti. ===Citazioni=== *[...] il metodo scientifico consiste nel raccogliere dei fatti, da cui si traggono leggi e conclusioni generali. (''Cambridge: 1828-1831'') *Un altro argomento a favore dell'[[esistenza di Dio]], connesso con la ragione più che col sentimento, e a mio avviso molto importante, è l'estrema difficoltà, l'impossibilità quasi, di concepire l'universo, immenso e meraviglioso, e l'uomo, con la sua capacità di guardare verso il passato e verso il futuro, come il risultato di un mero caso o di una cieca necessità. Questo pensiero mi costringe a ricorrere a una Causa Prima dotata di un'intelligenza in certo modo analoga a quella dell'uomo; e mi merito così l'appellativo di teista.<br>Questa conclusione, a quanto ricordo, era ben radicata nella mia mente al tempo in cui scrissi l<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie''; ma in seguito, dopo molti alti e bassi, si è gradualmente indebolita. (''Opinioni religiose'') *Né si deve trascurare la probabilità che l'inculcare una fede religiosa nei [[bambini]] produca un effetto così forte, e forse ereditario, sulle loro menti ancora non completamente sviluppate, da rendere loro difficile liberarsi dalla fede in Dio, così come è difficile per una scimmia liberarsi dalla paura e dall'odio che nutre istintivamente per il serpente. (''Opinioni religiose'') *Mi sembra che per un uomo che non abbia la costante certezza dell'esistenza di un Dio personificato o di una vita futura con relativa ricompensa, l'unica regola della vita debba essere quella di seguire gli istinti e gli impulsi più forti o che gli appaiono migliori. Allo stesso modo, ma inconsciamente, agisce un cane. D'altra parte l'uomo considera passato e futuro e confronta i suoi vari sentimenti, desideri e ricordi; e trova poi, d'accordo con il parere di tutti i più saggi, che la massima soddisfazione deriva dal seguire certi impulsi e precisamente gli istinti sociali. Se agisce per il bene altrui riceve l'approvazione degli altri uomini e conquista l'amore delle persone con cui vive, cioè la cosa più piacevole che vi sia sulla terra. A poco a poco troverà insopportabile obbedire alle passioni dei sensi piuttosto che agli impulsi superiori, che quando diventano abituali possono quasi essere chiamati istinti. Talvolta la ragione gli suggerirà di agire contro l'opinione altrui; non riceverà allora segni di approvazione, ma avrà la sicurezza e la soddisfazione di aver seguito la sua guida più profonda, cioè la coscienza. (''Opinioni religiose'') *Inoltre, per molti anni avevo seguito l'ottima regola di annotare subito e senza fallo tutto ciò che era contrario ai risultati generali della mia teoria: fosse un fatto, una nuova osservazione o un pensiero che mi capitava di leggere, perché avevo imparato per esperienza che i fatti e i pensieri contrari tendono a sfuggire dalla memoria più facilmente di quelli favorevoli. Per questa abitudine poche furono le obiezioni alla mia teoria che già non avessi considerato e a cui non avessi cercato di dare risposta. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Secondo il mio gusto, un [[romanzo]] non è di prima qualità se non ha alcuni personaggi che il lettore possa amare profondamente; se poi questo {{NDR|il personaggio}} è una donna graziosa tanto meglio. (''Le mie molte pubblicazioni'') *[...] se vivessi un'altra volta mi assegnerei il compito di leggere un po' di poesia e ascoltar musica almeno una volta la settimana, con la speranza di mantenere attive con l'esercizio quelle parti del cervello che oggi si sono atrofizzate. La perdita di questi gusti è una perdita di felicità, forse dannosa all'intelletto e più ancora alla forza morale, in quanto indebolisce la parte emotiva della natura umana. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Fin dalla mia prima giovinezza ho concepito un vivo desiderio di capire o di spiegare tutto ciò che osservavo, cioè di raggruppare tutti i fatti sotto leggi generali. (''Le mie molte pubblicazioni'') *Ho sempre cercato di tenermi libero da idee preconcette, in modo da poter rinunciare a qualunque ipotesi, anche se molto amata (e non so trattenermi dal formularne una per ogni argomento), non appena mi si dimostri che i fatti vi si oppongono. Non mi è dato di agire diversamente, e infatti, eccettuata la teoria delle barriere coralline, non ricordo un sol caso in cui non abbia dovuto abbandonare o modificare profondamente la mia prima formulazione di un'ipotesi. Per questo sono arrivato naturalmente a diffidare dei grandi ragionamenti deduttivi nelle scienze naturali. (''Le mie molte pubblicazioni'') ===[[Explicit]]=== Il mio successo come uomo di scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto, mi sembra, a diverse e complesse qualità e condizioni intellettuali. Le più importanti sono state: l'amore per la scienza, un'infinita pazienza nel riflettere lungamente su ogni argomento, gran diligenza nell'osservare e raccogliere dati di fatto, e una certa dose d'immaginazione e di buon senso. È davvero sorprendente che con doti così modeste io sia stato capace d'influire in modo tanto notevole sulle opinioni degli scienziati su alcuni importanti problemi. ===Citazioni su ''Autobiografia (1809-1882)''=== *L'''Autobiografia'' di Darwin non è soltanto una preziosa testimonianza circa la genesi di una concezione e sulla personalità dell'uomo che l'ha prodotta, ma anche un insegnamento civile di libertà. ([[Giulio Giorello]]) ==''Diario di un naturalista giramondo''== ===[[Incipit]]=== ''16 gennaio 1832''. I dintorni di Port Praya, visti dal mare, hanno un aspetto desolato.<br /> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} Dopo essere stato respinto indietro due volte da violente libecciate, il Beagle, brigantino da dieci cannoni della Regia Marina Militare, salpò da Devenport il 27 dicembre 1831 al comando del capitano FitzRoy.<br /> {{NDR|2a edizione, Feltrinelli, 2009, trad. Maria Vegni Talluri}} ===Citazioni=== * Questa collina è famosa perché a lungo tempo servì da rifugio ad alcuni schiavi fuggitivi che, coltivando un pezzetto di terra presso la cima, riuscivano a ricavarne quanto bastava a vivere. Ma alla fine furono scoperti e fu mandato un reparto di soldati che li catturó tutti, ad eccezione d'una vecchia la quale, piuttosto che lasciarsi trarre nuovamente in schiavitù, preferì morire sfracellata, lanciandosi dalla cima della montagna. Fosse stata una matrona romana si sarebbe lodato il suo nobile amore per la libertà, ma siccome era una povera nera questa condotta fu giudicata segno soltanto di bestiale cocciutaggine. * Mentre mi trovavo in quella tenuta [sul Rio Macaé, Brasile], per poco non fui testimone d'uno degli atti più atroci che si possano compiere in un paese schiavista. A cagione di una rissa e di una causa penale che ne era seguita, il proprietario fu sul punto di separare tutte le donne e i bambini dagli schiavi adulti per venderli all'asta a Rio. Soltanto il tornaconto personale, e non un sentimento di compassione, gli impedì di compiere un simile gesto. [...] Eppure posso assicurare che per umanitá era superiore alla media degli uomini. *Anche oggi narrano le gesta atroci dei filibustieri, e specialmente di un uomo, il quale tolse via l'immagine della Vergine [[Maria]], e ritornò un anno dopo a prendere quella di San Giuseppe dicendo che era un peccato che la signora stesse senza suo marito. *Il 19 di agosto abbandonammo finalmente le spiagge del Brasile. Ringrazio Dio di non aver più mai da visitare un paese da [[schiavi]]. *Il linguaggio {{NDR|la [[lingua selknam]]<ref>Secondo [[Lucas Bridges]] (p. 421), che ritiene impossibile che la descrizione corrisponda alla [[lingua yamana]].</ref>}} di questa gente {{NDR|i [[Selknam]]}}, secondo le nostre nozioni, si può appena chiamare articolato. Il capitano Cook lo ha paragonato ai versi di un uomo che si schiarisce la gola, ma certamente, aggiungeva, nessun europeo si è mai schiarito la gola emettendo suoni così aspri, gutturali e metallici.<ref>Tradotto in Lucas Bridges, ''Ultimo confine del mondo'', Einaudi, 2009, ISBN 978-88-06-19758-2, p. 421.</ref> *Il modo stesso con cui sono generalmente tollerate le religioni straniere, l'attenzione che si porta ai mezzi di educazione, la libertà della stampa, le agevolezze offerte a tutti i forestieri, e specialmente, mi sia permesso di aggiungere, ad ognuno che professi le più piccole pretese alla scienza, debbono essere ricordate con gratitudine, da coloro che hanno visitato le provincie spagnuole del Sud America. *Non mi sono accorto che l'intonazione della società abbia preso un qualche carattere particolare; ma con questi costumi, e senza il lavoro dell'intelletto, non può a meno di deteriorare. ==''L'origine dell'uomo e la selezione sessuale''== ===[[Incipit]]=== Per accertare se l'[[uomo]] sia il discendente modificato di qualche forma preesistente, occorrerebbe innanzitutto ricercare se egli stesso si modifichi, sia pure leggermente, quanto alla sua struttura corporea e alle sue capacità mentali.<br /> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== *Gli [[animale|animali]] inferiori sentono evidentemente come l'uomo il piacere e il dolore, la felicità e l'infelicità. La felicità è molto chiaramente espressa dai giovani animali, come i cagnolini, i gattini, gli agnelli, quando si trastullano fra loro come i nostri bambini. (1994, p. 829) *Anche gli [[insetto|insetti]] si divertono insieme, come ha descritto quell'eccellente osservatore che è [[Pierre Huber|P. Huber]], che vide le [[formica|formiche]] corrersi dietro cercando di mordersi per giuoco come fanno i cagnolini. (1914, p. 53) *È noto l'amore del [[cane]] per il suo padrone; e tutti sanno che nell'agonia della morte egli accarezza il padrone; e ognuno può aver sentito dire che il cane che soffre mentre viene sottoposto a qualche [[vivisezione]], lecca la mano dell'operatore; quest'uomo, a meno di avere un cuore di sasso, deve provare rimorso fino all'ultima ora della sua vita. (1994, pp. 829-830) *Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può aver veduto quanta gelosia dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un'altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle [[scimmia|scimmie]]. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati. (1914, pp. 55-56) *Tutti gli animali sentono la ''meraviglia'', e molti mostrano ''[[curiosità]]''. Talvolta quest'ultima facoltà reca loro danno, come quando il cacciatore si atteggia buffamente e li attira in tal modo. (1914, p. 57) *Siccome i cani, i gatti, i cavalli e probabilmente tutti gli animali superiori ed anche gli uccelli, come è confermato da buone testimonianze, hanno sogni vivaci, che dimostrano coi movimenti e con la voce, dobbiamo ammettere che posseggano un certo potere d'immaginazione.<br />[...] Sono pochi quelli che vorranno negare che gli animali non siano forniti di un certo potere di ragionare. Si possono vedere costantemente animali che si fermano, deliberano e risolvono. È un fatto significativo che, quanto più un naturalista studia le abitudini di un dato animale, tanto più dà spazio alla ragione e meno al semplice istinto. (1994, p. 834) *I mulattieri del sud America dicono: «Non vi darò la [[mulo|mula]] che ha il passo più dolce, ma ''la mas racional'', quella che ragiona meglio»; e [[Alexander von Humboldt|Humboldt]] aggiunge «questa espressione popolare, dettata da una lunga esperienza, combatte il sistema di macchine animate, meglio forse che non tutti gli argomenti della filosofia speculativa».<br />Abbiamo, credo, dimostrato ora che l'uomo e gli animali superiori, specialmente i [[primate|primati]], hanno in comune alcuni pochi istinti. Tutti hanno gli stessi sensi, le stesse intuizioni e sensazioni, – passioni, affetti ed emozioni simili, anche le più complesse; sentono la meraviglia e la curiosità; posseggono le stesse facoltà di imitazione, attenzione, memoria, immaginazione e raziocinio, sebbene in gradi molto differenti. (1914, pp. 65-66) *È stato asserito che solo l'uomo è capace di progressivo miglioramento [...].<br />Per ciò che riguarda gli animali, chiunque abbia avuto qualche pratica nel tendere trappole sa che gli animali giovani si prendono con maggiore facilità dei vecchi; e si lasciano avvicinare dal nemico molto agevolmente. È impossibile prender animali molto vecchi nello stesso luogo e con la stessa trappola, o distruggerli con la stessa qualità di veleno; tuttavia non è probabile che tutti abbiano assaggiato il veleno, ed è impossibile che tutti siano già stati colti al laccio. Essi imparano ad esser cauti vedendo i loro compagni presi o avvelenati. (1994, pp. 836-837) *Molte sorta di animali sono [[animale sociale|sociali]]; troviamo anzi specie diverse che vivono insieme, come per esempio alcune [[scimmia|scimmie]] americane con branchi di cornacchie, di gracchi, di storni. Anche l'uomo mostra lo stesso sentimento nel forte amore che nutre pel [[cane]], amore che il cane gli rende con usura. (1914, p. 97) *Gli animali sociali si rendono fra loro scambievoli servigi: i [[cavallo|cavalli]] si morsecchiano, e le [[mucca|vacche]] si leccano le une le altre in ogni punto ove sentono prurito o pizzicore: le scimmie si liberano scambievolmente dagli esterni parassiti [...]. (1914, p. 100) *Gli animali sociali si difendono l'un l'altro. I maschi di alcuni ruminanti vanno ad allogarsi in fronte della mandra quando vi è pericolo e la difendono colle loro corna. (1914, p. 100) *È certo che gli animali che vivono in società hanno un sentimento di scambievole amore che non provano gli animali non socievoli. (1914, p. 102) *La simpatia, oltre i confini umani, che vuol dire l'umanità verso le bestie, sembra essere fra gli acquisti morali più tardivi. Non sembra che i selvaggi la provino tranne che per quegli animali che prediligono. [...] Questa virtù, una delle più nobili di cui l'uomo sia fornito, sembra derivare per incidente da ciò che le nostre simpatie facendosi più tenere e più espansive e diffuse, vengono a riversarsi su tutti gli esseri senzienti. Appena questa virtù viene onorata e praticata da alcuni uomini, si diffonde mercé l'istruzione e l'esempio ai giovani, ed eventualmente tende a radicarsi nella pubblica opinione. (1914, pp. 132-133) *Il punto più alto cui possiamo giungere nella coltura morale, è quello di poter riconoscere che dobbiamo dominare i nostri pensieri. (1914, p. 133) *[...] l'amore disinteressato per tutte le creature viventi [...] è il più bell'attributo dell'uomo [...]. (1914, pp. 141-142) *Il più umile organismo è qualche cosa di molto più elevato che non la polvere inorganica che ci sta sotto i piedi; e nessuno fornito di mente imparziale può studiare una qualche creatura vivente per quanto umile essa sia, senza rimanere preso da entusiasmo per la sua meravigliosa struttura e le sue proprietà. (1914, p. 280) *[...] l'uomo è disceso da un quadrupede peloso, fornito di coda e di orecchie aguzze, probabilmente di abiti arborei, e che abitava l'antico continente. (cap. XXI, Sommario generale e Conclusione; 1914, p. 1017) ===[[Explicit]]=== L'uomo va scusato di sentire un certo orgoglio per essersi elevato, sebbene non per propria spinta, all'apice della scala organica; ed il fatto di essere in tal modo salito, invece di esservi stato collocato in origine, può dargli speranza per un destino ancora più elevato in un lontano avvenire. Ma non si tratta qui né di speranze, né di timori, ma solo del vero, fin dove la nostra ragione ci permette di scoprirlo. Ho fatto del mio meglio per addurre prove; e dobbiamo riconoscere, per quanto mi sembra, che l'uomo con tutte le sue nobili prerogative, colla simpatia che sente per gli esseri più degradati, colla benevolenza che estende non solo agli altri uomini, ma anche verso la più umile delle creature viventi, col suo intelletto quasi divino che ha penetrato nei movimenti e nella costituzione del sistema solare – con tutte queste alte forze – l'Uomo conserva ancora nella sua corporale impalcatura lo stampo indelebile della sua bassa origine.<br /> {{NDR|Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914}} ==''L'origine delle specie''== ===[[Incipit]]=== ====Celso Balducci==== Darò qui un breve quadro degli sviluppi delle opinioni scientifiche sull'origine delle [[specie]]. Ancora non molto tempo fa la maggior parte degli studiosi di scienze naturali considerava le specie come prodotti immutabili di creazioni distinte. Molti autori hanno sostenuto con competenza questo punto di vista. Peraltro non mancavano alcuni, sia pure pochi, che ritenevano che le specie vanno incontro a trasformazioni e che le forme attuali di vita discendono, attraverso un vero e proprio processo generativo, da forme che le hanno precedute. ====Luciana Fratini==== Mi propongo di dare qui un breve compendio del progresso delle idee sull'origine delle specie. Fino a poco tempo fa, la grande maggioranza dei naturalisti credeva che le specie fossero immutabili e che fossero state create l'una indipendentemente dall'altra. Numerosi autori hanno abilmente sostenuto questo punto di vista. Alcuni naturalisti, invece, erano convinti che le specie subissero modificazioni, e che le attuali forme di vita discendessero per generazione regolare da forme preesistenti. ====[[Giovanni Canestrini]]==== Voglio esporre un breve sunto dei progressi della dottrina sull'origine delle specie. La maggior parte dei naturalisti ammette che le specie sieno produzioni immutabili, e che ogni specie sia stata creata separatamente. Questa tesi fu abilmente propugnata da molti autori. Solamente pochi credono che esse subiscano delle modificazioni, e che le forme viventi attuali discendano per mezzo di generazione regolare da forme preesistenti. ===Citazioni=== *Di una pianta ai margini del deserto si dice che lotta per la vita contro la siccità, anche se sarebbe più esatto dire che dipende dall'umidità. (''La variazione in natura'', cap. 2., ed. 2011) *La [[giraffa]], grazie alla sua gigantesca statura ed al collo, agli arti anteriori, alla testa ed alla lingua di forma molto allungata, possiede una struttura integralmente e magnificamente adatta a brucare i rami più alti degli alberi. Essa, quindi, può procurarsi alimenti che si trovano oltre la portata degli altri ungulati (animali provvisti di zoccoli) che vivono nello stesso territorio; e questo dev'essere un grande vantaggio per lei durante i periodi di carestia. (''Alcune obiezioni alla teoria della selezione naturale''<ref>Capitolo aggiunto nella sesta edizione.</ref>; 2010, p. 175) *La selezione naturale è il... principio con il quale una lieve variazione [di un tratto], se utile, è preservata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 146. ISBN 9788858015001</ref> :''I have called this principle, by which each slight variation, if useful, is preserved, by the term of Natural Selection''. (cap. III, ''Struggle For Existence'', [http://darwin-online.org.uk/content/frameset?pageseq=76&itemID=F373&viewtype=image p. 61]) *Possiamo intendere come un fiore e un insetto possano modificarsi e adattarsi scambievolmente, nella maniera più perfetta e nel medesimo tempo, ovvero uno dopo l'altro, per mezzo della continua preservazione degli individui che offrono deviazioni di struttura leggermente favorevoli e di utile reciproco. (Cap. IV, "Schiarimenti sull'azione dell'elezione naturale o sopravvivenza del più adatto", 1933). *Non cercherò di definire l'[[istinto]]. Sarebbe facile dimostrare che questo termine abbraccia parecchie attività psichiche distinte. Però chiunque comprende ciò che si intende quando si dice che l'istinto obbliga il cuculo a migrare e a deporre le uova nei nidi di altri uccelli. Si suole definire istintiva un'azione, che a noi richiederebbe una certa esperienza, mentre viene compiuta senza alcuna esperienza da un animale, soprattutto molto giovane e privo di esperienza, oppure viene compiuta nella stessa maniera da molti individui, senza sapere quale ne è lo scopo. (capitolo 7, ''L'istinto''; 2010, p. 192) *Io non trovo alcuna ragione per pensare che le opinioni espresse in questo volume possano ferire i sentimenti religiosi di chicchessia. :''I see no good reason why the views given in this volume should shock the religious feelings of any one''.<ref>''On the Origin of Species'', cap- XV "Recapitulation and Conclusion", p. 421, sesta edizione (1872).</ref> *Nel remoto futuro vedo campi aperti a ricerche di gran lunga più importanti. La psicologia poggerà su nuove fondazioni, ossia sulla necessaria acquisizione di ciascuna capacità e facoltà mentale per gradi successivi. Si farà luce sull'origine dell'uomo e sulla sua storia. (dalle conclusioni alla prima edizione dell'opera; 2011, [https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT500 p. 500]) ===[[Explicit]]=== ====Celso Balducci==== È interessante contemplare una rigogliosa ripa fluviale, coperta di molte piante appartenenti a molti tipi, con gli uccelli che cantano tra i cespugli, i diversi insetti che svolazzano intorno e con i vermi che strisciano nel terreno umido, e riflettere che queste forme dalla struttura così complessa, tanto differenti le une dalle altre e dipendenti le une dalle altre in modo talmente complicato, sono state tutte prodotte dalle leggi che operano attorno a noi. Queste leggi, prese in senso generale, sono lo sviluppo con riproduzione, l'eredità praticamente insita nella riproduzione, la variabilità legata all'azione diretta e indiretta delle condizioni esterne di vita e all'uso e non uso, un ritmo di incremento numerico talmente alto da portare alla lotta per la vita e conseguentemente alla selezione naturale, che a sua volta comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfezionate. Dunque dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, nasce la cosa più alta che si possa immaginare: la produzione degli animali più elevati. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue molte capacità, che inizialmente fu data a poche forme o ad una sola e che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve, partendo da inizi così semplici, fino a creare infinite forme estremamente belle e meravigliose. ====Luciana Frantini==== È interessante contemplare una plaga lussureggiante, rivestita da molte piante di vari tipi, con uccelli che cantano nei cespugli, con vari insetti che ronzano intorno, e con vermi che strisciano nel terreno umido, e pensare che tutte queste forme così elaboratamente costruite, così differenti l'una dall'altra, e dipendenti l'una dall'altra in maniera così complessa, sono state prodotte da leggi che agiscono intorno a noi. Queste leggi, prese nel loro più ampio significato, sono la legge dell'accrescimento con riproduzione; l'eredità che è quasi implicita nella riproduzione; la variabilità per l'azione diretta e indiretta delle condizioni di vita, e dell'uso e non uso; il ritmo di accrescimento così elevato da condurre a una lotta per l'esistenza, e conseguentemente alla selezione naturale, che comporta la divergenza dei caratteri e l'estinzione delle forme meno perfette. Così, dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, direttamente deriva il più alto risultato che si possa concepire, cioè la produzione degli animali superiori. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l'immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono [[Evoluzione|evolute]] e continuano a evolversi. ===Citazioni su ''L'origine delle specie''=== *[L'origine delle specie di Charles Darwin sono] lo strumento più potente che gli uomini hanno sottomano, dopo la pubblicazione dei Principia di [[Isaac Newton|Newton]], per ampliare il campo della conoscenza naturale. ([[Thomas Henry Huxley]]) ==''Viaggio di un naturalista intorno al mondo''== ===[[Incipit]]=== Respinto indietro due volte, da un forte vento di sud-ovest, il brigantino da guerra [[HMS Beagle|Beagle]] della regia marina inglese, comandato dal capitano Fitz-Roy, salpò finalmente da Devonport il 27 dicembre 1831. La spedizione aveva per iscopo di fare una ispezione compiuta della [[Patagonia]] e della [[Terra del Fuoco]], ispezione cominciata dal capitano King dal 1826 al 1830 – esaminare le spiaggie del [[Cile|Chili]], del [[Perù]] e quelle di alcune isole del [[Pacifico]] – e fare una serie di misure cronometriche intorno al mondo. Giungemmo il 6 gennaio a Teneriffa, ma non ci fu permesso sbarcare, perché si temeva a terra che noi portassimo loro il [[colera|cholera]]. L'indomani mattina vedemmo spuntare il sole dietro lo scosceso profilo della grande isola delle Canarie, ed illuminare repentinamente il Picco di Teneriffa, mentre le parti più basse erano velate da leggere nubi. Questo fu il primo di una lunga serie di giorni deliziosissimi che non ho mai più dimenticato. Il 16 gennaio 1832, gettammo l'àncora a Porto Praya, a Sant'lago, la principale isola dell'arcipelago del [[Capo Verde]]. ===Citazioni=== *{{NDR|In [[Cile]]}} Quale differenza può fare il [[clima]] nel godimento della vita! Quanto diverse sono le sensazioni che si provano quando si hanno sott'occhio nere montagne ravvolte per metà nelle nuvole, e quando si veggono altre catene di monti attraverso la luce azzurra di una bella giornata! Per un po' di tempo le prime possono parere sublimi; le altre sono tutte giocondità e vita felice. (cap. XII, 23 luglio 1834; p. 222) *La storia naturale di queste isole {{NDR|[[Galápagos]]}} è sommamente curiosa e merita bene tutta la nostra attenzione. La maggior parte dei prodotti organici sono creazioni aborigene che non s'incontrano in nessuna altra parte; vi è anche una differenza fra gli abitanti delle varie isole; tuttavia mostrano tutti una spiccata affinità con quelli dell'America, sebbene siano separati da quel continente da un vasto spazio di mare, largo circa 500 a 600 miglia. L'arcipelago è in se stesso un piccolo mondo, o meglio un satellite attaccato all'America, dal quale ha tratto alcuni pochi coloni dispersi, ed ha ricevuto il carattere generale delle sue produzioni indigene. Considerando la piccola mole di queste isole, sentiamo maggior meraviglia pel numero dei loro esseri aborigeni, e per la ristretta cerchia di questi. Vedendo ogni altura coronata dal suo cratere, ed i limiti della maggior parte delle correnti di lava ancor distinti, siamo indotti a credere che durante un periodo, geologicamente recente, lo sconfinato oceano coprisse qui ogni cosa. Quindi, tanto nello spazio quanto nel tempo, ci pare di esserci in certo modo avvicinati a quel grande fatto – quel mistero dei misteri – la prima comparsa di nuovi esseri su questa terra. (cap. XVII, 8 ottobre 1835; pp. 327-328) *Descriverò prima di tutto i costumi della [[tartaruga delle Galapagos|testuggine]] (''Testudo nigra'', anticamente chiamata Indica), della quale abbiamo frequentemente parlato. Questi animali s'incontrano, credo, in tutte le isole dell'arcipelago; certamente nella maggior parte. Frequentano di preferenza le parti alte ed umide, ma vivono pure nelle regioni basse ed aride. Ho già mostrato, dal numero di esse prese in un solo giorno, quanto siano abbondanti. Alcune vengono grossissime; il signor Lawson, un inglese vice-governatore della colonia, ci disse di averne vedute alcune cosi grandi, che ci volevano sei od otto uomini per alzarle da terra, e talune avevano somministrato fino a cento chilogrammi di carne. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 331) *La testuggine è amantissima dell'acqua; ne beve grandi quantità e sguazza nel fango. Le isole più grandi sole hanno qualche sorgente, e queste sono sempre collocate verso le parti centrali, e ad una notevole altezza. Perciò, le testuggini, che frequentano le regioni inferiori, quando hanno sete sono obbligate a percorrere grandi distanze; quindi si veggono diramarsi sentieri ben segnati in ogni direzione, dalle fontane fino alla costa marina, e gli Spagnuoli seguendoli scoprirono per la prima volta le fontane. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332) *Le testuggini, quando si avviano per un dato punto, viaggiano notte e giorno e giungono alla fine del loro cammino molto più presto di quello che si crederebbe. Gli abitanti, dall'osservazione fatta sopra animali distinti, suppongono che fanno circa otto miglia in due o tre giorni. Una grossa testuggine, che io osservai, camminava a ragione di cinquantaquattro metri in dieci minuti, vale a dire 324 all'ora, o quattro miglia al giorno – occupando pochissimo tempo per mangiare lungo il cammino. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 332) *Le giovani testuggini, appena sbucciate, divengon preda abbondante dei falchi sopramenzionati. Le vecchie sembrano morire generalmente per accidente, come per cadute dai precipizi; almeno taluni abitanti mi dissero di non averne mai incontrato una morta senza una causa evidente. Gli abitanti credono che questi animali siano al tutto sordi; certamente non si accorgono di una persona che cammina dietro di loro. Mi divertiva molto il vedere uno di quei grossi mostri mentre stava camminando tranquillamente, trarre dentro ad un tratto il capo e le zampe nel momento in cui io passava, e mandare un profondo suono, mentre cadeva sul terreno come un corpo morto. Spesso io saliva sul dorso di essi, e allora con qualche colpo sulla parte inferiore del loro guscio, li faceva alzare e camminare – ma trovai difficile tenermi in equilibrio. (cap. XVIII, 8 ottobre 1835; p. 333) *[...] possiamo dedurre quale strage l'introduzione di un qualche nuovo animale di rapina deve cagionare in una regione, prima che gl'istinti dei suoi abitanti indigeni si siano adattati alla forza ed al potere dello straniero. (cap. XVII, p. 346) *Abbiamo oltrepassato anche il meridiano degli [[antipodi]]; ed ora ogni miglio, pensavamo noi con gioia, era un miglio più vicino all'Inghilterra. Questi antipodi richiamano alla nostra mente antiche ricordanze di dubbi e di meraviglie infantili. Solo l'altro giorno io desiderava questa aerea barriera come un punto definito del nostro viaggio verso la patria; ma ora mi accorsi che questo, come tutti i punti di sosta della nostra immaginazione, somiglia alle ombre che un uomo che cammina non può mai afferrare. (cap. XVIII, 19 dicembre 1835; p. 359) *Non posso spiegarne la ragione, ma nella vista delle spiagge esterne di questi [[Atollo|atolli]], io trovo una grande maestà. La spiaggia che serve di argine, il margine dei verdi boschetti di alberi di cocco, la roccia salda e piana dei morti coralli, sparsi qua e là di grossi frammenti isolati, e la linea di furiosi frangenti, che si estendono tutto intorno mostrano una grande semplicità. L'oceano che rovescia le sue acque sopra il largo scoglio appare come un invincibile, onnipotente nemico; tuttavia vediamo che esso resiste, ed anche fa qualche conquista, con mezzi che a prima vista sembrano debolissimi ed inefficaci. Non già che il mare risparmi le {{sic|roccie}} di corallo; i grandi frammenti sparsi sullo scoglio, ed ammucchiati sulla spiaggia, in mezzo ai quali sorgono gli alti alberi di cocco, svelano chiaramente l'incessante forza delle onde. Non vi sono mai periodi di riposo. Il lungo ondeggiamento cagionato dall'azione dolce ma continua dei venti regolari, che soffiano sempre in una direzione sulla vasta area, produce frangenti, cha hanno quasi la stessa forza di quelli di una burrasca nelle regioni temperate, e che non cessano mai dalla loro furia. È impossibile vedere quelle onde senza sentirsi convinti che un'isola, per quanto costrutta della roccia più dura, sia essa porfido, granito, o quarzo, dovrebbe finire per cedere e venir demolita da una cosifatta forza irresistibile. Tuttavia, quelle basse, insignificanti isolette di corallo resistono e sono vittoriose; perché qui un'altra forza, viene come antagonista a prender parte alla lotta. Le forze organiche separano gli atomi di carbonato di calce, uno ad uno, dai spumanti frangenti, e le uniscono in una struttura simmetrica. Ammucchi pure l'uragano i suoi mille grossi frammenti; che cosa potrà egli contro l'opera accumulata di miriadi di architetti che giorno e notte lavorano continuamente? Così vediamo noi il corpo molle e gelatinoso di un polipo, mercé l'azione delle leggi vitali, vincere la grande potenza meccanica delle onde di un mare contro il quale né l'arte dell'uomo né le opere inanimate della natura avrebbero potuto resistere con qualche successo. (cap. XX, 6 aprile 1836; pp. 395-396) *Fra le scene che si sono più fortemente impresse nella mia mente, nessuna supera in grandezza le foreste primitive non ancora tocche dalla mano dell'uomo; tanto quelle del Brasile, ove predominano le forze vitali, come quelle della Terra del Fuoco, ove prevalgono la morte e la distruzione. Entrambe sono templi pieni degli svariati prodotti del Dio della natura – nessuno può trovarsi senza emozione in quelle solitudini, e non sentire che nell'uomo vi è qualche cosa di più che non il solo soffio del suo corpo. (cap. XXI, p. 431) ===[[Explicit]]=== Ma io ho provato un piacere troppo profondo in questo viaggio, per non raccomandare a qualunque naturalista, sebbene non debba aspettarsi di essere tanto fortunato nei suoi compagni come lo sono stato io, di approfittare di ogni occasione, ed imprendere viaggi se è possibile per terra, se non con una lunga navigazione. Può esser certo che non incontrerà difficoltà o pericoli, tranne qualche raro caso, tanto cattivi quanto se lo era immaginato. Da un punto di vista morale, l'effetto sarà quello di insegnargli una gioconda pazienza, lo libererà dall'egoismo, gli darà l'abito di operare da sé, e fare il meglio possibile in ogni circostanza. In breve, deve partecipare delle qualità caratteristiche della maggior parte dei naviganti. Il viaggiare gli insegnerà la diffidenza; ma nello stesso tempo gli dimostrerà, quante persone veramente di cuore vi sono, colle quali egli non ebbe mai, o non avrà mai più comunicazione, le quali tuttavia son pronte a prestargli il più disinteressato aiuto. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale''=== È evidentissimo che i fiori del maggior numero delle piante, sono costruiti in modo da essere, o abitualmente o accidentalmente fecondati per incrocio, col mezzo del polline d'un altro fiore posto, o sulla stessa pianta, o più generalmente, come vedremo in seguito, su una pianta diversa. Talvolta la fecondazione incrociata è assicurata dalla separazione dei sessi; il più delle volte essa lo è perché la maturità del polline e dello stigma non avviene contemporaneamente. ===''I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti''=== Nel presente libro io ho seguito, per quanto mi fu possibile, la classificazione delle Orchidee data da Lindley. Le specie dell'Inghilterra appartengono a cinque de' suoi gruppi, vale a dire a quelli delle ''Ophrydeæ'', ''Neottieæ'', ''Arethuseæ'', ''Malaxeæ'' e ''Cypripedeæ''; i due ultimi gruppi comprendono però ciascuno un unico genere. Nei primi otto capitoli descriverò diverse specie inglesi e straniere, appartenenti ai diversi gruppi. L'ottavo comprenderà inoltre la discussione sulle omologie dei fiori delle orchidee. Il nono capitolo sarà consacrato a diverse considerazioni generali. ===''I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti''=== Fui tratto a questo soggetto da uno scritto breve, ma interessante, del professore Asa Gray sui movimenti dei viticci d'alcune piante Cucurbitacee<ref>''Proc. Amer. Acad. of Arts and Sciences, vol. iv'', 12 agosto 1838, p. 98.</ref>. Le mie osservazioni erano giunte più che alla metà prima ch'io apprendessi avere Palm e Hugo von Mohl<ref>Ludwig H. Palm. ''Ueber das Winden der Pflanzen''; Hugo Von Mohl, ''Ueber den Bau und das Winden der Ranken und Schlingpflanzen'', 1827. Il trattato di Palm fu pubblicato soltanto alcune settimane prima di quello di Mohl. Vedi anche ''The Vegetable Cell'' (tradotto da Henfrey) di H. Von Mohl, p. 147 alla fine.</ref> osservato lungo tempo fa il fenomeno sorprendente delle rivoluzioni spontanee degli steli e dei viticci delle piante rampicanti, ed essere questo fenomeno stato successivamente il soggetto di due Memorie di Dutrochet<ref>''Des Mouvements révolutifs spontanés'', ecc., ''Comptes Rendus'', tom. xvii, 1843, pag. 989; ''Recherches sur la Volubilitè des tiges'', ecc., tom. xix, 1844, p. 295.</ref>. Nondimeno credo che le mie osservazioni, fondate sull'esame d'oltre a cento specie viventi assai distinte, contengano novità sufficienti per giustificarne la pubblicazione. ===''Il potere di movimento nelle piante''=== Lo scopo principale di questo libro è di descrivere e di collegare insieme diverse grandi classi di movimenti comuni a quasi tutte le piante. Il movimento più diffuso è essenzialmente della stessa natura di quello che caratterizza il fusto di una pianta rampicante che s'incurva successivamente verso tutti i punti dell'orizzonte in guisa che la sua estremità ne faccia il giro completo. Questo movimento ha ricevuto il nome da G. Sachs di ''Nutazione girante'', ma noi abbiamo trovato più conveniente di adottare i termini di ''circumnutazione'' e di ''circumnutare''. Siccome dovremo parlare molto di questo movimento, una rapida sua descrizione non sarà superflua. ===''L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali''=== Molti libri furono scritti sulla espressione materiale dei sentimenti, e un numero maggiore sulla fisionomia, vale a dire sul mezzo di riconoscere il carattere collo studio dello stato abituale dei lineamenti. Di quest'ultimo argomento io più non m'intrattengo. Gli antichi trattati<ref>J. PARSONS, nell'''Appendix to the Philosophical Transactions'', 1746, pag. 41, dà una lista di quarantun autori antichi che scrissero sulla Espressione.</ref> ch'io consultai m'hanno giovato poco o nulla. Le famose ''Conférences''<ref>''Conférences sur l'expression des différents caractères des passions'', Parigi, in-4°, 1667. – In seguito io cito sempre la riedizione delle Conférences nell'edizione di Lavater, per cura di MOREAU, apparsa nel 1820 tal quale è data nel vol. IX, p. 257.</ref> del pittore Le Brun, pubblicate nel 1667, sono fra le opere antiche la migliore che si conserva, e contengono alcune buone osservazioni. Un altro saggio, piuttosto antico, i ''Discours'', fatti dal 1774 al 1782 da Camper<ref>''Discours par'' PIERRE CAMPER ''sur le moyen de représenter les diverses passions'', etc., 1792.</ref>, il celebre anatomico olandese, non possono essere considerati tali da aver fatto progredire notevolmente la questione. Le opere posteriori, all'incontro, meritano la maggiore considerazione. ===''La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi''=== Soggetto del presente volume è la parte che i [[lombrico|lombrici]] hanno avuto nella formazione dello strato di terra vegetale che copre tutta la superficie della crosta terrestre in ogni contrada discretamente umida. Generalmente questo strato di terra ha un colore nericcio e pochi centimetri di spessore. Differisce pochissimo nell'aspetto nei varii paesi, sebbene posi sopra sottosuoli diversi. ===''Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico''=== Lo scopo di quest'opera non è punto il descrivere le molte razze di animali che l'uomo seppe addomesticare; né le piante ch'ei seppe coltivare; se anche avessi le cognizioni che si richiedono per compiere un'impresa così gigantesca, in questo caso sarebbe opera superflua. Io intendo unicamente di esporre tra i fatti ch'io potei raccogliere ed osservare in ogni specie, i più atti a mostrare la importanza e la natura delle modificazioni subite dagli animali e dalle piante sotto il dominio dell'uomo; e spargere un po' di luce sui principii generali della Variazione. ==Citazioni su Charles Darwin== *Certo, dopo Darwin il mondo non è più lo stesso. Ma non è meno interessante, istruttivo o esaltante, poiché, se ci è impossibile trovare uno scopo nella natura, dovremo trovarlo per noi stessi. Darwin non era un uomo privo di morale; semplicemente si rifiutò di appioppare alla natura tutti i profondi pregiudizi del pensiero occidentale. Anzi, io penso che l'autentico spirito darwiniano potrebbe salvare il nostro mondo in crisi smentendo un tema prediletto dall'arroganza occidentale: la convinzione di essere destinati, in quanto prodotto più elevato di un processo preordinato, al controllo e al dominio sulla Terra e sulla sua vita. ([[Stephen Jay Gould]]) *Come tutti gli uomini di scienza veramente grandi, egli aveva in sé eguale e compagna a quella del ragionamento e della sagacia nell'osservare, la potenza della fantasia. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) *Credo che Darwin sia stato bravo a farci leggere il passato, ma non lo invocherei troppo come profeta di scenari futuri. L'evoluzione biolo­gica dell'essere umano pare fer­marsi proprio con il sorgere della libertà e della cultura. ([[Giuseppe Tanzella-Nitti]]) *Darwin non era affatto un filosofo. Egli sembra non essere stato affatto consapevole che il suo modo di considerare oggettivamente i fatti della vita recasse implicite delle premesse filosofiche. Egli non aveva nessuna concezione del mondo, nessuna ontologia cosmica, o piuttosto egli prese per buona quella che aveva, senza sottoporla ad una analisi introspettiva. ([[George Gaylord Simpson]]) *È notorio che già Darwin aveva formulato la domanda riguardo al valore della lotta per la conservazione della specie e che aveva anche trovato una risposta convincente: per la specie, per il suo futuro, è sempre vantaggioso che il più forte dei due rivali conquisti un territorio e la femmina ambita. ([[Konrad Lorenz]]) *Forse dovremmo riabilitare l'efficacia narrativa di Darwin, che lanciava lontano la sua rete, osservando, interrogando, legando insieme elementi disparati e cercando di ricreare il disegno più grande dai dettagli più piccoli. ([[Jeffrey Moussaieff Masson]]) *Il colloquio col ministro mi ha fatto capire che genere di lotta deve aver sostenuto Darwin a causa delle sue teorie! ([[Nigel Kneale]]) *Il [[Materialismo]] è errore rancido e mostruoso, il quale non cessa di fare ribrezzo, allorché si presenta a viso aperto: era dunque necessario un uomo che avesse saputo scaltramente mascherarlo; e quest'uomo fu Carlo Darwin, che sotto bugiarde sembianze di scoperte scientifiche foggiossi o a dir meglio riprodusse la ipotesi delle trasformazioni delle specie viventi, la quale in fondo non è che un vergognoso materialismo. Egli però non si manifestò interamente dal principio, protestò di non volere disputare sulla origine della vita, si tenne nella sua ipotesi tra i limiti delle specie organizzate inferiori all'uomo, e riconobbe perfino l'azione creatrice di Dio. ([[Gennaro Portanova]]) *La scoperta di Carlo Darwin sull<nowiki>'</nowiki>''Origine delle specie'', ch'è certo la più grande e la più feconda del secolo decimonono, non ci dié soltanto la legge delle formazioni biologiche, ma ci spiega del pari le ''formazioni storiche''. ([[Gaetano Trezza]]) *La vita intelligente su di un pianeta diventa tale quando, per la prima volta, elabora una ragione della propria esistenza. Se delle creature superiori provenienti dallo spazio mai visiteranno la Terra, la prima cosa che domanderanno, per stabilire il nostro livello di civilizzazione, sarà: «Hanno già scoperto l'evoluzione?» Organismi viventi sono esistiti sulla terra, senza mai sapere perché, per più di tre miliardi di anni prima che uno di essi cominciasse a intravedere la verità. Il suo nome era Charles Darwin. A dire il vero, altri avevano intuito qualcosa, ma fu Darwin che, per primo, mise insieme una teoria coerente e difendibile che spiegava perché noi esistiamo. ([[Richard Dawkins]]) *Le dottrine trasformistiche ebbero fin dal loro inizio due diverse tendenze, che s'impersonarono rispettivamente nel [[Jean-Baptiste de Lamarck|Lamarck]] e nel Darwin.<br/>Il Lamarck ammise come cause della trasformazione le influenze esterne di clima, di nutrizione ecc., quali determinanti di adattamenti diversi che conducevano a modificazioni dell'organizzazione, e l'uso e il non uso degli organi; implicando la trasmissibilità ereditaria dei caratteri acquisiti.<br/>Il Darwin, partendo, com'è ben noto, dalle modificazioni che si ottengono per mezzo della selezione artificiale nelle piante coltivate e negli animali domestici, cercò di dimostrare che in natura esiste un processo analogo, cui egli diede il nome di selezione, o cernita naturale, conseguenza della concorrenza vitale e causa principalissima delle trasformazioni delle specie, e della conservazione delle variazioni più utili, le quali si accumulerebbero attraverso una serie di generazioni quando le condizioni di vita rimanessero immutate. ([[Federico Raffaele]]) *Le tesi evoluzioniste di Darwin furono accolte con grande favore dagli animalisti, perché rafforzavano l'idea che non è lecito maltrattare gli animali, nostri antenati e in certo senso anche nostri "creatori". ([[Marina Baruffaldi]]) *[[Karl Marx|Marx]] fu visto e vide se stesso come «il Darwin della società», il fondatore di una scienza della storia che poteva competere con la darwiniana scienza della biologia. Presentò i suoi assunti come teorie comprovate. Il contrasto tra il suo metodo e quello di Darwin è assai rilevante; Marx stesso se ne rendeva conto, quando con una certa condiscendenza parlava del «rozzo empirismo inglese» di Darwin. Con questa espressione voleva indicare soltanto la circostanza, perfettamente rispondente al vero, che prima di sviluppare le sue teorie Darwin raccoglieva elementi di fatto, diversamente dal preteso metodo superiore che Marx aveva ereditato dalla sua formazione accademica tedesca, per cui prima si elaborava la teoria e poi si cercavano gli elementi di fatto in grado di supportarla. ([[Robert Conquest]]) *Mi attraeva enormemente la teoria di Darwin, allora molto in voga, perché sembrava promettere uno straordinario progresso nella comprensione del mondo. ([[Sigmund Freud]]) *Non è chi per primo concepisce un'idea, né chi la mette in piedi e la fa camminare a quattro zampe, ma è chi fa accettare agli altri la conclusione principale, su basi giuste o sbagliate, ad aver svolto il lavoro più grande per la promulgazione di un'opinione. Ed è ciò che il signor Darwin ha fatto per l'evoluzione. ([[Samuel Butler]]) *Perché è stato così difficile capire Darwin? Nel giro di dieci anni, egli convinse l'intero ambiente intellettuale che l'[[evoluzione]] era una realtà, ma finché fu in vita la sua teoria della selezione naturale non godette di grande popolarità. Si affermò solo intorno agli anni quaranta {{NDR|del Novecento}} e ancora oggi, sebbene formi il nocciolo della teoria dell'evoluzione, è capita pochissimo, e spesso è citata e usata a sproposito. ([[Stephen Jay Gould]]) *Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla. ([[Stephen King#Cell|Stephen King]]) *Si è detto spesso che Darwin ha cambiato il mondo. Meno spesso è stato chiarito quale sia stato esattamente questo cambiamento. Darwin non fece – e torna a suo onore – nessuna delle scoperte che ci hanno portato a quel pericolo di distruzione fisica che ci sovrasta. La maggior parte della nostra tecnologia, se non completamente, sarebbe la stessa anche se il lavoro di Darwin non fosse stato compiuto, da lui o da chiunque altro. Senza dubbio, in questo caso noi avremmo ancora gli ingorghi del traffico, i film dell'orrore, la gomma da masticare e le altre manifestazioni evidenti di un'alta civilizzazione. Gli accessori della civiltà, tuttavia, sono superficiali. L'influenza di Darwin, e più ampiamente del concetto di evoluzione, ha avuto effetti ben più profondi: ci ha letteralmente condotto in un mondo diverso. ([[George Gaylord Simpson]]) *Su Tralfamadore, dice Billy Pilgrim, non c'è molto interesse per Gesù Cristo. La figura terrestre che più colpisce i tralfamadoriani, dice lui, è quella di Charles Darwin, che insegnò che chi muore deve morire e che i cadaveri sono un miglioramento. Così va la vita. ([[Kurt Vonnegut]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Charles Darwin, ''Autobiografia (1809-1882)'', a cura di Nora Barlow, traduzione di Luciana Fratini, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 9788858416884 *Charles Darwin, ''Diario di un naturalista giramondo'', traduzione di Michele Lessona, Gamma Editrice, 1945. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/gli-effetti-della-fecondazione-incrociata-e-propria-nel-regno-vegetale/ Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P. A. Saccardo, Unione tipografico-editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-diversi-apparecchi-col-mezzo-dei-quali-le-orchidee-vengono-fecondate-dagli-insetti/ I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen, Unione tipografico-editrice, 1883. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/i-movimenti-e-le-abitudini-delle-piante-rampicanti/ I movimenti e le abitudini delle piante rampicanti]'', traduzione di Giovanni Canestrini e P.A. Saccardo, Unione Tipografico-Editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/il-potere-di-movimento-nelle-piante/ Il potere di movimento nelle piante]'', traduzione di Giovanni e Riccardo Canestrini, Unione Tipografico-Editrice, 1884. *Charles Darwin, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_espressione_dei_sentimenti/pdf/darwin_l_espressione_dei_sentimenti.pdf L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali]'', a cura di Giovanni Canestrini e Franc. Bassani, Unione Tipografico-Editrice, 1878. *Charles Darwin, ''[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/darwin/l_origine_dell_uomo_utet_1914/pdf/darwin_l_origine_dell_uomo.pdf L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso]'', traduzione di Michele Lessona, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1914. *Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Luciana Fratini, Boringhieri, Torino, 1967. *Charles Darwin, ''L'origine delle specie'', traduzione di Celso Balducci, Collana I Sempreverdi, Mondadori, Milano, 2010. ISBN 978-88-96-08940-8 *Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=z7nWb_pudb8C&pg=PT0 L'origine delle specie]'', traduzione di Celso Balducci, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-2595-7 *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/la-formazione-della-terra-vegetale-per-lazione-dei-lombrici-con-osservazioni-intorno-ai-loro-costumi/ La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici con osservazioni intorno ai loro costumi]'', traduzione di [[Michele Lessona]], Unione tipografico-editrice, 1882. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/sulla-origine-delle-specie-per-elezione-naturale-ovvero-conservazione-delle-razze-perfezionate-nella-lotta-per-lesistenza/ Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Edizioni "A. Barion" della Casa per Edizioni popolari, 1933. *Charles Darwin, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/charles-darwin/variazione-degli-animali-e-delle-piante-allo-stato-domestico/ Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico]'', traduzione di Giovanni Canestrini, Unione tipografico-editrice, 1876. *Charles Darwin, ''[https://books.google.it/books?id=32PGvu1v6yEC Viaggio di un naturalista intorno al mondo]'', traduzione di Michele Lessona, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1872. *Gino Ditadi (a cura di), ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994. ISBN 88-85944-12-4 ==Voci correlate== *[[Erasmus Darwin]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Viaggio di un naturalista intorno al mondo||(1839)}} {{Pedia|L'origine delle specie||(1859)}} {{Pedia|La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico||(1868)}} {{Pedia|L'origine dell'uomo e la selezione sessuale||(1871)}} {{DEFAULTSORT:Darwin, Charles}} [[Categoria:Biologi britannici]] [[Categoria:Etologi britannici]] [[Categoria:Geologi britannici]] [[Categoria:Naturalisti britannici]] tf945sdm827ck795g9ofw9h24ot2k8z Furio Colombo 0 7043 1422798 1413282 2026-08-07T00:29:54Z Danyele 19198 +voci correlate 1422798 wikitext text/x-wiki [[File:Furio Colombo deputato.jpg|thumb|Furio Colombo nel 1996]] '''Furio Colombo''' (1931 – 2025), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Furio Colombo== *Da sola, in pochi anni, in molti viaggi, con un entusiasmo instancabile, [[Fernanda Pivano]] ha creato un ponte fra la cultura americana e quella italiana forte abbastanza da resistere agli umori avversi della guerra nel Vietnam, alla tensione anti-americana della Guerra fredda, alla drastica polarizzazione destra-sinistra. Il suo capolavoro: orientare la cultura militante di sinistra verso "la sua" America, quella dei grandi, nuovi poeti[...] Nell'intrico di legami fra i due Occidenti (Europa e Stati Uniti) il caso è unico. L'influenza della Pivano nel rapporto fra le due culture ha funzionato all'inverso: non l'egemonia americana imposta dalla forza dei media. Ma la forza tenace di una scrittrice intelligente che sapeva scoprire e portare a casa il meglio di un altro mondo. E non si dava pace finché non metteva i due mondi alla pari, in uno stato di conoscenza e di riconoscimento reciproco. È una storia d'amore ricambiato, quella tra l'America dei poeti e degli scrittori e Fernanda Pivano. Una storia d'amore con due aspetti insoliti. La Pivano non ha mai idolatrato le sue prime scoperte (che cominciano con [[Ernest Hemingway|Hemingway]]), non li ha mai abbandonati, non è stata mai abbandonata. E non si è mai fermata. Ha continuato a cercare i più nuovi, i più giovani.<ref>Da ''Quando portò Ginsberg nei salotti di Milano'', ''la Repubblica'', 19 agosto, 2009; disponibile in ''[http://www.arte.it/file/approfondimenti_mostre/21/approfondimenti.txt Arte.it]''</ref> *{{NDR|Sul libro ''[[Adriano Olivetti#Adriano_Olivetti:_Un_secolo_troppo_presto|Adriano Olivetti: Un secolo troppo presto]]''}} Forse il più bel testo di politica contemporanea.<ref>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/27/lolivetti-dei-sogni-perduti/173477/ L'Olivetti dei sogni perduti]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 27 novembre 2011.</ref> *{{NDR|Su ''[[American Psycho (romanzo)|American Psycho]]'' di [[Bret Easton Ellis]]}} Il libro rappresenta probabilmente un documento straordinario sia sul mutamento del narrare, che sul mutamento del vivere, del pensare, dell'immaginare, nell'America di questi anni. È un documento altamente disorientante e a tratti terribile, come visitare certi quartieri, leggere in cronaca certi eventi. [...] Ci è sembrato impossibile tagliare fuori dalla narrazione contemporanea questo libro dagli aspetti anche spiacevoli e fare finta che non sia accaduto niente.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,0861_01_1991_0059_0015_11965744/ Un libro da bruciare]'', ''La Stampa'', 19 marzo 1991</ref> *[...] quando ha visto l'Italia avviarsi lungo il percorso delle leggi negate, degli interessi personali esaltati, delle promesse assurde e impossibili e del blocco completo del sistema delle informazioni, [[Paolo Sylos Labini|Sylos Labini]] non ha rinunciato alla sua battaglia di uomo libero. È grazie a persone come lui che l'Italia non ha perso la faccia, non appare a tutti e del tutto un Paese ridicolo e non credibile come chi per il momento la governa. È grazie alla sua notorietà internazionale che tanti in Europa, hanno capito che l'Italia poteva rinascere e tornare al pieno rispetto del diritto dei cittadini e del diritto di comunicazione e di verità. Molti in Italia e in Europa non dimenticheranno ciò che devono a lui, quel senso indomabile di dignità e libertà che ci consente di restare orgogliosi del nostro Paese e della nostra identità pur così incredibilmente offesa.<ref>Da ''Professore e galantuomo'', in ''L'Unità'', [https://archive.org/details/unita_2005-12-08/page/n25/mode/1up giovedì 8 dicembre 2005, p. 26].</ref> *Sono in grado di dire e di sapere che non si è trattato di una guerra preventiva, di cui anche oggi parla la propaganda araba. Ho visto una rapida e mobile guerra di difesa, di un Pese conscio del suo rischio estremo e organizzato per sopravvivere. I primi carri armati giordani centrati dai colpi israeliani erano a due-trecento metri dalle mura di Gerusalemme.<ref>Da ''La mia Gerusalemme'', Geo, n. 29, maggio 2008.</ref> ==''Privacy''== ===[[Incipit]]=== "E QUESTO COS'È?"<br /> Una giovane donna si è voltata di colpo verso lo schermo. Scuote i capelli lunghi raccolti a coda di cavallo. Punta il dito sull'immagine. Niente camici, in questo laboratorio. Persone giovani si spostano in fretta da un monitor all'altro, seguendo forse una sequenza obbligata.<br /> Lei però si è fermata e continua a battere il dito sullo schermo acceso. Si vedono figure in movimento frenetico, colori intensi, macchie, forme che si scontrano e sciolgono, uno strano paesaggio che continua a cambiare.<br /> "Non ci interessa, chiaro? Non è quello che stiamo cercando. Il cervellone dice che di quella storia se ne sbatte" risponde una voce maschile, qualcuno che ha, o si è assunto, il ruolo di calmare le emozioni e razionalizzare il lavoro. ===Citazioni=== *Il [[corpo]] è una superficie di incrocio di molteplici codici d'informazione, dal codice genetico fino a quelli della informatica. Il mondo cyber in cui viviamo ha dissolto l'organico in una serie di flussi elettronici. A questo punto si pone il problema di come ripensare l'unità del soggetto umano collegando mente e corpo in una nuova concezione del sé. ==Citazioni su Furio Colombo== *Colombo: fa un giornale aggressivo, gridato, eccessivamente polemico, intellettualmente intollerante, per niente liberal. ([[Renzo Foa]]) *Furio Colombo. Come fa un salottiero con la erre arrotata un tempo sponsorizzato dalla Fiat a dirigere l'Unità? ([[Alessandro Cè]]) *Furio è un uomo di notevolissima dirittura e di grandissima preparazione. ([[Luca Giurato]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Furio Colombo, ''Privacy'', Rizzoli, 2001. ISBN 978-88-17-86701-6 ==Voci correlate== *[[Il Fatto Quotidiano]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Colombo, Furio}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 3joq4xmlmb6iem7irp8w32uz5l466z0 Adriano Sofri 0 10860 1422791 1358284 2026-08-07T00:11:40Z Danyele 19198 /* Citazioni di Adriano Sofri */ +2 1422791 wikitext text/x-wiki [[File:Adriano Sofri 2014.JPG|thumb|Adriano Sofri]] '''Adriano Sofri''' (1942 – vivente), giornalista, scrittore e attivista italiano. ==Citazioni di Adriano Sofri== {{cronologico}} ===2000=== *[[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] conosceva – di più, ne era specialista – un segreto che noi intravedemmo solo grazie al femminismo: il segreto dei corpi. Che noi non abbiamo, ma siamo un corpo. Che quando facciamo l'amore, mangiamo, giochiamo a pallone, pensiamo pensieri e scriviamo poesie e articoli di giornale, è il nostro corpo che lo fa. Pasolini riconosceva il proprio corpo, e dunque quelli degli altri. Sapeva che esistono i popoli, le nazioni, le classi, le generazioni, e una quantità di altri vasti ingredienti della vicenda sociale, ma li guardava al dettaglio nel modo di camminare e di pettinarsi, di urtarsi per gioco o di ghignare per minaccia. Si sentiva in dovere di essere marxista, ma il suo era un marxismo delle fisionomie, dei gesti, dei comportamenti e dei dialetti.<ref>Da ''Pasolini, scandalo senza eredi'', ''la Repubblica'', 3 novembre 2000.</ref> ===2003=== *I decenni volano, sono certi [[pomeriggio|pomeriggi]] che non passano mai.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/01/29/che-pomeriggi-azzurri-vuoti.html Che pomeriggi azzurri e vuoti]'', ''la Repubblica'', 29 gennaio 2003, p. 32.</ref> ===2005=== *Negli scorsi giorni un altro politico eminente, [[Luca Coscioni]], presidente del Partito radicale, aveva saputo di non essere stato ammesso a far parte di un Comitato bioetico, mancandogli, se ho ben capito, i requisiti accademici. Coscioni, che era per professione scelta un economista e docente, è diventato poi per necessità un impaziente ammalato di sclerosi amiotrofica laterale, e ne è diventato esperto di quella doppia competenza che viene dall'esperienza sofferta e dallo studio metodico. Si sarebbe detto che nessuno avesse titoli più completi dei suoi per entrare in quell'impegnativo comitato, presieduto del resto da una degna persona come [[Giovanni Berlinguer]], se non sbaglio. Invece ne è restato fuori. Nessuna obiezione, purché non si ripeta che non aveva i titoli: si dica francamente anche per lui che è stato portato fuori dai commessi.<ref>Citato in Luca Coscioni, ''Il maratoneta'', a cura di Matteo Marchesini e Diego Galli, Stampa Alternativa, 2005, p. 155.</ref> ===2006=== *Perché in questo caso è così difficile assicurare il [[tiranno]] vivo a una cella per il resto dei suoi giorni? In verità, si direbbe che il tiranno, l' arte del tiranno, sia ancora troppo affascinante agli occhi di tanti suoi nemici. Assicurarlo a una prigione normale, senza privilegi e senza torture, una prigione mediocre — questo si addirebbe alla democrazia. La si vuole esaltare, invece, in una cerimonia stupefacente, un carnevale della ferocia detronizzata, un [[Saddam Hussein]] appeso prima per il collo poi per i piedi, per così dire, davanti agli stessi occhi che si abbassavano terrorizzati dal suo arbitrio.<ref>Da ''Il tiranno e il suo boia'', ''la Repubblica'', 7 novembre 2006, p. 1.</ref> ===2007=== {{Int|Dalla prefazione di ''Proibito parlare''|[[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]] (2007), a cura di Erika Casali, Martina Cocchini e Davide Girelli, Mondadori Libri S.p.A., Milano, 2022. ISBN 978-88-04-75671-2.|h=4}} *Potete trovare in rete qualche sequenza del funerale. C'era un migliaio di persone. Nessun rappresentante del governo russo, nessuna pubblica autorità. Putin era andato a Dresda, e lì stava stringendo la mano alla signora Merkel, molto commosso, perché in quella città aveva avuto negli anni Ottanta il suo apprendistato estero di agente del KGB – Putin si commuove sempre al ricordo del KGB. Non un solo rappresentante dei governi europei, nemmeno a titolo personale, si è fatto vedere, tanto meno dell'Unione – tuttavia il Parlamento europeo in seduta plenaria ha tributato l'omaggio di un minuto di silenzio alla memoria di Anna Politkovskaja. Non c'erano picchetti d'onore, né musiche da requiem o cantate al nome di Giovanna d'Arco, non premi Nobel né scrittori internazionali né leader dei movimenti per la pace, né una qualunque segretaria del segretario dell'ONU. (C'era Marco Pannella, e vada detto a suo merito.) Le Madri di Beslan, le Madri cecene, le Madri di soldati russi – forse ce n'era qualcuna: col cuore dovevano esserci in tante. Uscendo dall'incontro con la Merkel, Putin ha poi avvertito che la giornalista assassinata «aveva un'influenza minima sulla vita politica russa», e che «il suo assassinio reca più danno alla Russia e alla Cecenia che qualunque dei suoi articoli». I telegiornali governativi russi non hanno parlato del funerale; il canale Rossija ha dedicato mezzo minuto a una notizia sullo stato delle indagini. *Della Russia di oggi, ci si chiede se una mezza democrazia sia migliore o peggiore di una dittatura intera. *Conoscere Anna Politkovskaja voleva dire sapere che gli assassini la braccavano. Non importa da dove: dal Cremlino o dagli stati maggiori, dal despota fantoccio della Cecenia o dalla deriva di gruppi e agenti segreti a metà fra il servizio al capo e i lavori in proprio, o da quale altro covo di brava gente patriottica, razzista e gonfia di odio. *Non solo non sappiamo proteggerle, le persone sulla cui porta l'odio e la menzogna hanno tracciato un segnale per gli assassini, ma ridiamo di loro, o esitiamo a resistere a chi ne ridicolizza la voce. [...] quando Anna denunciò d'essere stata avvelenata, si scherzò sulla sua megalomania o sulla sua paranoia. Si dava delle arie. E poi, addirittura, il veleno, come nelle favole e nei romanzetti. Aveva bevuto un tè, aveva avuto un mal di pancia, magari aveva paura di andarci davvero, a Beslan, e si era inventata vittima di un torbido complotto. Oggi si ride a denti più stretti delle storie di avvelenamenti, dopo che il tallio e il cesio e ora, trionfo della chimica politica, il polonio, hanno dispiegato la loro compiaciuta efficienza con un capo di Stato come Yuschchenko o un ex membro della confraternita come Litvinenko. C'era stato in Cecenia, un vero temibile terrorista islamista arabo, Khattab, ucciso dai russi col mezzo fiabesco di una lettera avvelenata. L'antica Tredicesima Sezione del sovietico KGB, riconvertita nel russo FSB, ha sempre vantato un curriculum di efficienza e fantasia negli omicidi a distanza. Casomai, dopo il tè di Rostov, la piccola sporca sparatoria in ascensore aggiungeva una nota di impazienza e di disprezzo al disbrigo della pratica di Anna. *Spaventoso è il numero dei giornalisti ammazzati in Russia – tre, e dei più in vista, solo della «[[Novaja Gazeta]]», il giornale di Anna. Ma senza niente togliere al loro sacrificio, in Anna è stato colpito qualcosa di più della libertà di stampa. In un'occasione, Anna dichiarò di aver messo a frutto la professione di giornalista per stare dalla parte delle vittime, e, quando fosse possibile, per portare loro aiuto. Lo fece davvero, che si trattasse di tenere per mano i vecchi da evacuare dall'ospizio di Groznyj abbandonato sotto il bombardamento, o di rifocillare con qualche bevanda gli ostaggi del teatro di Mosca prima della mattanza. *Ci sarà, forse, un giorno, un tribunale anche per i crimini di guerra in Cecenia. Gli articoli di Anna ne formeranno gli atti, e anche la sua vita e la sua morte. *{{NDR|Sulla [[condizione della donna in Russia]]}} Nonostante un'emancipazione femminile così spinta nell'URSS, il maschilismo della leadership sovietica prima e russa poi è restato fortissimo. Se Eltsin si illustrò per episodi imbarazzanti di gallismo traballante, Putin ha portato nello stile presidenziale un madornale virilismo da caserma. È significativo che agli occhi del mondo l'intrepida opposizione al virilismo di Putin si sia incarnata in una donna minuta e inerme come Anna, e che a spegnerne la voce sia occorsa la viltà di un sicario. *I ceceni sono il più fieramente patriarcale fra i popoli, e il maschilismo islamico si è sovrapposto solo come un recente e superficiale piano rialzato a una tradizione assai più antica e profonda di eroismo guerriero personale e nazionale. L'autorità degli anziani, l'audacia ribelle e irriducibile del brigante – l{{'}}''abrek'' – l'onore guerriero, hanno tenuto il primo posto in questo piccolo popolo, sia quando si batteva fieramente contro il russo ubriacone, sia quando si arruolava nella prima fila sotto le bandiere russe, come per l'ultima volta in Afghanistan. I ceceni, mi ha detto in un villaggio uno di quegli anziani al cospetto dei quali i giovani non avrebbero mai osato mettersi a sedere, sono stati creati da Allah per stare come un moscerino nell'occhio dei russi. E la potenza colossale della Russia diventa furiosa con quel moscerino, i suoi capi grondanti di medaglie e galloni ne vengono mortificati e irrisi, la loro vanità di maschi umiliata in un torneo di galli. *Questa è la cifra di Anna, testimone e partecipe dei disastri della guerra. [...] Conosce l'ignobiltà, la prepotenza, e comunque l'impotenza e l'infantilismo dei giochi dei guerrieri, li svela, li rivela, li mette a confronto e ne segnala il vicolo cieco, ma è con le persone, con le donne, coi bambini, coi vecchi dagli occhi arrossati, con le madri dell'una e dell'altra parte che sta. Trovate poche generalità nei suoi scritti, così ostinati e incalzanti: trovate invece le persone e le loro storie tenacemente, minuziosamente, prolissamente seguite in ogni dettaglio, con una pazienza deliberata sotto la quale ribolle lo sdegno e la compassione. *Anna sta davvero all'altro capo del mondo in cui spadroneggia Putin, e, dopo essersi guadagnata l'onore di associare al proprio nome il nome di un popolo martoriato, sicché non si possa nominare la Cecenia senza pensare a lei, e lei senza pensare alla Cecenia, si è anche guadagnata, impresa assai più ardua e malvista, il titolo di rappresentante dell'altra Russia. Benché in una minoranza che si è fatta in certi momenti così esigua da metterne a repentaglio l'incolumità stessa, alcuni russi hanno continuato a capire che in Cecenia non si trattava solo di soccorrere un popolo schiacciato, ma di riscattare la buona anima della Russia. ===2008=== *La peggiore delle tirannidi non è quella che uccide i suoi sudditi: è quella che arriva a impedire loro perfino di uccidersi.<ref>Da ''Tristi e consolati'', ''la Repubblica'', 14 novembre 2008.</ref> ===2009=== *Di nessun atto terroristico degli anni Settanta mi sento corresponsabile. Dell'omicidio Calabresi sì, per aver detto o scritto, o per aver lasciato che si dicesse e si scrivesse, "Calabresi sarai suicidato".<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_08/sofri_libro_77a23c7c-dd8e-11dd-9758-00144f02aabc.shtml Dissi 'Calabresi sarai suicidato']'', ''Corriere della Sera'', 8 gennaio 2009.</ref> ===2010=== *{{NDR|[[Siniša Mihajlović]]}} Lui ha usato e abusato del suo ruolo sportivo per esaltare le sue opinioni, e poiché i suoi idoli erano Arkan e le tigri serbiste e le loro imprese criminali, mi sembra difficile che ideali simili non influiscano sul modo di considerare l'agonismo sportivo e la formazione dei campioni a lui affidati.<ref>Da ''[http://www.ilfoglio.it/piccolaposta/351 Piccola posta]'', ''Il Foglio'', 28 maggio 2010.</ref> ===2015=== *Mi interrogo sul [[il Fatto Quotidiano|Fatto quotidiano]]. Sulla sua ferrea compattezza. Non esiste altro giornale in cui sia così assente anche l'ombra di un'opinione dissenziente dalla Linea, cioè da [[Marco Travaglio|Travaglio]]. Nemmeno nei giornali maggiori e "padronali", nemmeno nei giornali di famiglia e di destra. [...] più di ogni altro quotidiano sopravvissuto ai trapassi di regime italiani, è lo stretto organo di un partito il cui leader è un cinturino di trasmissione del pensiero di Travaglio. Sulle sue colonne le sole esorbitanze alla Linea sono eccessi di zelo nella sua applicazione, più realisti del re [...]<ref name="Travaglio">Da ''[https://www.ilfoglio.it/rubriche/piccola-posta/2025/07/18/news/marco-travaglio-e-un-caso-clinico-di-manipolazione-e-falsificazione--114781 Marco Travaglio è un caso clinico di manipolazione e falsificazione]'', ''ilfoglio.it'', 18 luglio 2025.</ref> *Travaglio è un caso clinico di manipolazione e falsificazione.<ref name="Travaglio"/> ===2016=== *Icaro mi fa tornare in mente il volo di [[Lauro De Bosis]], che dovrebbe esserle carissimo. Era nato nel 1901 e aveva poco più di vent'anni quando fu invitato a New York e avvertì gli americani dell'infamia della dittatura fascista: proprio come fece poi il Gaetano Salvemini cui lei si ispira, e che fu fra gli amici di Lauro. Nel 1926 insegnò a Harvard e nel 1927 scrisse il poema intitolato così: "Icaro". I suoi famigliari e collaboratori furono arrestati mentre lui tornava dall'Italia in America. Si fermò a Parigi, faceva il portiere d'albergo, traduceva, studiava, preparava antologie di poeti, imparava a guidare l'aereo. Nel 1931 una sottoscrizione gli consentì di acquistare un piccolo velivolo e di caricarlo di volantini. Il 3 ottobre decollò da Marsiglia, arrivò sopra Roma, scese a una quota bassissima, versò su piazza Venezia e sul resto del centro 400 mila manifestini. Aveva preparato tre testi diversi. In uno si leggeva fra l'altro: "Chiunque tu sia, tu certo imprechi contro il fascismo e ne senti tutta la servile vergogna. Ma anche tu ne sei responsabile con la tua inerzia.Non cercarti un'illusoria giustificazione col dirti che non c'è nulla da fare. Non è vero. Tutti gli uomini di coraggio e d'onore lavorano in silenzio per preparare un'Italia libera". De Bosis sapeva che il carburante non gli sarebbe bastato per il ritorno. Precipitò in mare vicino all'isola d'Elba, Icaro di se stesso. La notte prima aveva scritto una "Storia della mia morte". Non era invasato di morte, come gli assassini-suicidi delle Torri. Pensava semplicemente che bisognasse. "Mentre, durante il Risorgimento, i giovani pronti a dar la vita si contavano a migliaia, oggi ce ne sono assai pochi. Bisogna morire. Spero che, dopo me, molti altri seguiranno, e riusciranno infine a scuotere l'opinione". La sua compagna, la famosa attrice Ruth Draper, intitolò a lui una donazione per una cattedra di italianistica a Harvard. Quel [[Gaetano Salvemini]] vi tenne le sue famose lezioni sulle origini del fascismo.<ref>Da ''Una mia vecchia lettera non spedita a [[Oriana Fallaci]]'', ''Il Foglio'', 29 marzo 2016.</ref> ===2022=== {{Int|Da ''[https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2022/11/19/news/quella-di-nicolai-lilin-non-e-la-vera-storia-4676605/ Quella di Nicolai Lilin non è la vera storia]''|Recensione di ''Ucraina. La vera storia'' di [[Nicolai Lilin]], ''Ilfoglio.it'', 19 novembre 2022.|h=4}} *Ho [...] l'impressione che l'intero libro sia una frettolosa ricucitura di pezzi indipendenti l'uno dall’altro e risalenti in gran parte al periodo immediatamente successivo al 2014, appena aggiornati da qualche inserto. *Lenin è promosso a sincero campione dell'autodeterminazione dei popoli. L'holodomor è ridotto a un capitolo della carestia che ha colpito l'intero territorio sovietico. [...] Il rapporto fra persecuzione e risveglio dello spirito nazionale, e nazionalista, è ignorato, così per l'holodomor e la distruzione dell'intelligenza ucraina alla fine degli anni Venti, come per la guerra di oggi e i suoi effetti ottocenteschi ed europeisti. L'Ucraina indipendente dal 1991 è il regno del nazismo militante e del parassitismo degli oligarchi, che ha eclissato quello di Mosca. *C'è un argomento ricorrente nel testo, così come nella generalità delle posizioni di chi sostiene che l'Ucraina non esiste se non come un arto amputato della madre russa, e ne deriva il sacrificio chirurgico di bombardarlo. Che l'Ucraina non abbia altre fondamenta se non le "radici russe", e che pretendendo di fondarsi "sulla differenza dai russi, non fanno che confermare di essere legati saldamente al popolo russo". Argomento grazioso, che riconduce all'impossibilità di essere antifascisti quando vengano a mancare le radici fasciste... ===2023=== {{Int|Da ''[https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2023/10/18/news/il-ricordo-di-antonio-russo-e-il-nuovo-grido-dei-ragazzi-ceceni-5798552/ Il ricordo di Antonio Russo e il nuovo grido dei ragazzi ceceni]''|Su [[Antonio Russo]], ''Ilfoglio.it'', 18 ottobre 2023.|h=4}} *Era andato, di proprio iniziativa, senza tessera dell’Ordine in tasca, perché non credeva nell’Ordine, nei posti più impervi della terra, si era fatto esperto di guerre. Era diventato dei più apprezzati corrispondenti di Radio Radicale, per la passione che metteva nel lavoro, la generosità e il coraggio, la simpatia per il suo prossimo. *Tutti gli elementi raccolti sulla sua morte portavano a una responsabilità dei servizi della Federazione russa. *La madre di Antonio è morta nel 2011. Si chiamava Beatrice Russo – come la ragazza del Postino di Neruda. Era una donna colta e libera. Si impegnò con dedizione a difendere la libertà di stampa e a provare la verità su Antonio, sapendo che non sarebbe successo. {{Int|Da ''[https://sellerio.it/upload/assets/files/876,it,15196/17443-att.pdf Adriano Sofri: «La mia Cecenia per capire cosa accade in Ucraina»]''|Intervista di Federica Manzon, ''Sellerio.it'', 9 novembre 2023.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[guerra in Bosnia ed Erzegovina]]}} Nei Balcani c'era uno Stato, la Serbia, che era imperialista, di un impero che stava andando in pezzi, era animato da una volontà di rivalsa che cedeva al nazionalismo, si appellava a un recupero osceno del passato remoto. Il rapporto tra Serbia e Bosnia non è dissimile, in proporzione, a quello tra Russia e Ucraina, con la complicazione che in Bosnia buona parte della popolazione era musulmana e questo diede alla guerra un carattere etnico. *La questione religiosa interviene sempre dopo, è il rifugio dei disperati quando la fiducia nell'ideale si guasta. Per me è stata una sofferenza incredibile vedere alcuni di questi campioni della rivolta {{NDR|cecena}} cambiare se stessi e precipitare nella radicalizzazione religiosa. *[[Strage di Beslan|Beslan]] non sarebbe esistito senza Putin. *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Per me è sempre stato chiaro che bisogna solidarizzare completamente con la resistenza ucraina, fornire loro armi per difendersi dall'aggressione, ma è altrettanto chiara l'importanza della battaglia culturale: non lasciare che Putin si mangi Puskin. *{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}} Oggi è doloroso vedere che la questione della responsabilità collettiva viene aperta nei confronti della popolazione di Gaza: l'argomento che i palestinesi hanno votato Hamas, non si ribellano, quindi il bombardamento di massa ha una qualche giustificazione, è intollerabile per qualsiasi popolo in qualsiasi circostanza. Per Gaza è intollerabile ancora di più, perché metà della popolazione è composta da minorenni. ===2024=== {{Int|Da ''[https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2024/03/01/news/navalny-sapeva-quello-che-faceva-e-cosi-le-persone-che-sono-andate-al-suo-funerale-6282009/ Navalny sapeva quello che faceva e così le persone che sono andate al suo funerale]''|Sulla [[morte di Aleksej Naval'nyj]], ''Ilfoglio.it'', 1 marzo 2024.|h=4}} *Non penso che Navalny fosse perdutamente dedito al martirio, e non confidasse al contrario in una propria forza. [...] Io credo che Navalny abbia saputo quello che faceva. E che la sua sfida e la sua ironia lo dimostrassero. Stava alzando il proprio prezzo. *Che fossero centinaia, o mille, o duemila, o più, i cittadini russi che si sono messi in fila per il suo funerale, tutte, tutti, dal primo all'ultimo, sapevano perfettamente che cosa facevano, a quale rischio. Hanno scandito il suo nome, si sono mostrati alle telecamere, hanno esibito i documenti, si sono fatti intervistare – soprattutto le donne. Una sola si è mostrata magnificamente sicura di una personale immunità. Alla domanda rivolta a tutte, "Ha paura?", ha risposto quasi ridendo: "Io ho un'età in cui non si ha più paura di niente". *Navalny sapeva quello che faceva. Le migliaia di fedeli alla sua memoria e a se stessi che oggi – anche grazie alle televisioni internazionali, sia pure bendate, e ai diplomatici di paesi liberi – l'hanno salutato, lo sapevano a loro volta, e l'hanno fatto sapere ai tanti che rimpiangono o rimpiangeranno di non esserci stati. ==[[Incipit]] di ''Memoria''== Signor Presidente, signor giudice a latere, gentili signore e signori giudici popolari,<br> ho partecipato con ogni diligenza a questo processo, perché ne va della mia vita, per così dire. Non dirò della mia vita futura; ma piuttosto della passata, più cara e vulnerabile. Nelle pagine che seguono vi affido alcune delle informazioni e degli argomenti che mi sono stati suggeriti dallo svolgimento del processo. Sono troppe pagine, e insieme troppo poche, per quello che vorrei dire. Inoltre, poiché cercano di rispondere alle argomentazioni finali delle varie accuse, sono affrettate e disordinate. Di questo mi vorrete scusare. ==''C'era la guerra in Cecenia''== ===Incipit=== Nel 1996 all'autore di questo libro successe una duplice avventura romanzesca. C'era la guerra in [[Cecenia]]. Quella che sarebbe passata alla storia col nome di [[Prima guerra cecena]], e che si concluse provvisoriamente con la vittoria di quel minuscolo paese del Caucaso sul colossale esercito russo. Era ancora la Russia di [[Boris Nikolaevič El'cin|Eltsin]]. Nel 1999 Eltsin nominò a succedergli l'ufficiale del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|KGB]], che si sbrigò a guadagnarsi i galloni di uomo forte e vittorioso. Grozny fu rasa al suolo una seconda volta. Nel 2000 la partita era stata regolata, benché il conto con i resistenti di ogni affiliazione, dai patrioti laici ai fanatici del terrore islamista, non si chiudesse prima di altri nove anni, e passando attraverso orrori e carneficine come il [[Crisi del teatro Dubrovka|teatro Dubrovka]] a Mosca e la [[Strage di Beslan|scuola di Beslan]]. In capo a quel decennio la gente cecena, meno di un milione e mezzo di persone, aveva perduto una su cinque delle sue vite, ed era sparpagliata nell'esilio in Europa, in Turchia, nel Nord America e altrove. I suoi capi superstiti piegati si adattarono a diventare i pretoriani feroci ed esosi del nuovo zar. ===Citazioni=== *Che cos'è l'[[anima russa]]? Figuriamoci. La parola anima ha comunque a che fare con una specie di sesto senso che avverte della fine del mondo. Quanto al corpo, la Russia sopravvivrà cercando di ritagliarsi a [[Ucraina]], [[Bielorussia]] e [[Kazakistan]]. (p. 21) *L'[[Abcasia|Abkhazia]] è l'antica [[Colchide]], quella del [[Vello d'oro|Vello d'Oro]] e di [[Prometeo]] incatenato e delle [[Amazzoni]] – ma in concorrenza con la nemica [[Georgia]]. (p. 23) *Gli abkhazi chiamano i pesci di mare anime dell'acqua e non li mangiano, perché si cibano di ciò che sta sul fondo e dei morti. Mangiano solo trote e pesci dei corsi alti dell'acqua dolce. (pp. 29-30) *L'[[Aeroporto di Mosca-Domodedovo|aeroporto di Domodedovo]] è come una stazione di corriere del secondo mondo e mezzo trasferita nel volo. Mercato nero, bagarini di biglieti aerei, zingare infelici, mafiosi ceceni travestiti da portieri d'albergo e ragionieri travestiti da banditi ceceni. (pp. 31-32) *{{NDR|Sull'[[operazione Lentil]]}} Dissero che fu per castigare i ceceni che avevano accolto gli occupanti nazisti: ma era una calunnia vergognosa, i nazisti non videro la Cecenia nemmeno da lontano. (p. 40) *È come se si fosse a [[Assedio di Sarajevo|Sarajevo]], che è il mio intimo termine di paragone, con i carri armati e i soldati serbi dentro la città invece che attorno. (p. 43) *A [[Massacro di Samaški|Samashki]] otto soldati russi hanno violentato due sorelle, la madre che sentiva le urla si è uccisa nel cortile della casa, le ragazze le hanno ammazzate e bruciate. Rastrellavano, saccheggiavano, kontraktniki, con la benda sulla testa, tiravano bombe a mano nelle cantine dove la gente si era rifugiata. (pp. 44-45) *Loro hanno fatto la deportazione, ora questo genocidio, ma i russi che violentano ora le donne avranno 45 anni quando i bambini di ora ne avranno 25, e li scoveranno e li ammazzeranno. A Mosca ci sono già russi che spariscono nel niente, dopo essersi vantati in qualche bar delle loro imprese in Cecenia. (p. 45) *È nei villaggi che la Cecenia conserva le sue radici. I villaggi sono fatti così: c'è uno stradone di terra, largo e fangoso, e ai due lati le case. Sul davanti sono recintate di lamiere alte e tutte uguali, verniciate di verde per lo più. Dentro ci sono cortili, casoni a un solo piano, più casoni, e dietro gli orti e le stalle. Alcune case hanno qualcosa di aggraziato, nelle finestre in particolare o nei colori o in certe decorazioni dei tetti, che sono a piramide. Le case più importanti hanno stanzoni grandi, adatti alle riunioni di qualche decina di persone. Per terra e sulle pareti ci sono grandi tappeti, daghestani mi pare, o turchi, i più ordinari, non dev'esserci produzione di tappeti in Cecenia. (pp. 53-54) *Pensando alla ex Jugoslavia ho chiesto dovunque delle violenze compiute contro le donne. Che ci siano state e frequenti tutti lo sanno, ma è difficile andare oltre. Ogni donna che ha accettato di rispondermi mi ha detto che di fronte a quell'onta non c'è che il silenzio e il suicidio. Questo rende la cosa ancora più tragica che nella ex Jugoslavia. (p. 56) *I combattenti sono per lo più fra i 25 e i 30 anni, gli altri vengono rinviati, si scelgono i fratelli minori perché non hanno la famiglia di cui prendersi cura. In genere alla famosa (leggendaria?) longevità fa riscontro una scarsa stima della precocità, anche nei matrimoni, mi pare di capire, e nelle paternità e maternità. (p. 57) *A [[Crisi degli ostaggi in Kizljar-Pervomajskoje|Kizlyar-Pervomayskoye]] (il nome vuol dire Primo maggio) gli ostaggi avevano ascoltato le notizie di Mosca che annunciavano che erano stati fucilati e avevano capito di essere condannati, e alcuni di loro chiesero ai rapitori ceceni le armi per difendersi al loro fianco. (p. 61) *Avevano cominciato a tornare dalla deportazione dopo il rapporto di Krusciov, ma alla spicciolata, e ostacolati. Molti fra i russi che avevano preso le loro case e i loro capi li respingevano, si rivoltarono. Ancora a metà degli anni '60 il ritorno durava. Lo stesso Krusciov, dicono, li aveva odiati capricciosamente, al punto di ordinare la macellazione di 50.000 cavalli ceceni. (p. 71) *La «mafia cecena» non ha nessuna cupola, e solo l'idea fa ridere. Già ogni tejp è indipendente. In Russia però la propaganda di guerra contro la mafia cecena ha fatto presa. La mafia cecena del resto esiste. Nella cucina del villaggio di alta montagna ho trovato infilata come un santino, tra le foglie di una pianta grassa, una fotografia di [[Michele Placido]], il «commissario Cattania», come dicono, di cui sono entusiasti, scambiandolo per il campione migliore di quella mafia siciliana che però lui dovrebbe combattere a morte. Si sono fatti l'idea che la Sicilia sia ancora un luogo di culto dei vincoli di famiglia, dell'onore virile, del rispetto per le donne e della giustizia praticata in proprio, cioè degli antichi valori caucasici. (p. 72) *La cosa più notevole di queste persone, dopo l'ospitalità e in un certo senso a suo complemento, è l'ingenuità. Sono senza sospetto e, per quello che ne intuiscono, lo disprezzano. Si vergognerebbero di non essere franchi per prudenza: quando si pone loro il problema di come raccontare le cose senza comprometterli, quasi si offendono. (p. 74) *In Russia i soldati semplici sono trattati come bestie. Gli ufficiali stanno al caldo, i soldati al gelo. Ogni tanto qualcuno scappa con un carrarmato e gli danno la caccia con gli elicotteri. (p. 76) *In alcuni dei blocchi i soldati che vengono a controllare sono ubriachi fradici. Lì l'azzardo è totale. Non gli danno da mangiare, dice la madre russa, e li lasciano ubriacarsi. Poi a Grozny, di notte, ubriachi, sparano. (p. 85) *Non è un conflitto fra due nazioni, ma fra due mafie moscovite, i ceceni sono il pretesto. (p. 88) *Il [[lupo]] sui monti ci vuole per tenere in forma i cacciatori, e [[Džochar Dudaev|Džochar]] è diventato questo lupo per i ceceni. (p. 90) *{{NDR|Su [[Džochar Dudaev]]}} Lui è un personaggio forte, forse perfino eccezionale, ma non è quello che può portare la salvezza al suo popolo. (p. 91) *{{NDR|Su Džochar Dudaev}} Nelle elezioni del '91 ci furono brogli documentati. [...] Nel '92 le sue azioni erano a zero. Scontro, e azioni rialzate. '93: caduta di autorità in tutte le regioni, e subito di nuovo lo scontro. Con la pace avrebbe perso il potere: è la guerra che lo spinge su. (pp. 91-92) *Il presidente dell'Inguscezia, [[Ruslan Aušev|Ruslan Aushev]], è un generale che ha avuto la medaglia al valore più importante dell'URSS in Afghanistan, è un uomo intelligente. Sua madre è di Grozny e sulle mappe dei russi delle case da bruciare o da risparmiare la sua non c'era, ma l'hanno incendiata per sbaglio. L'Inguscezia e la Cecenia erano unite prima che Dudaev proclamasse l'indipendenza. (p. 97) *{{NDR|Sul [[massacro di Samaški]]}} Prima bombardano a tappeto per un giorno e mezzo. Poi entrano e ripuliscono a destra e a sinistra. Impiccano i bambini alla scuola. Gettano granate nelle cantine dove la gente si è rifugiata. Bruciano col lanciafiamme fino a che l'intero edificio è incendiato. Dei soldati che passano dicono alla gente di scappare se possono. Sono drogati, ubriachi. Per tre giorni restano nella città chiusa a sterminare, vietato entrare ai giornalisti. Il quarto giorno fanno entrare solo le donne per cercare i morti, quello che ne avanza, il deputato russo della Duma Shabad, che è piccolo di statura, si traveste ed entra nascosto fra le donne. I morti sono centinaia, bambini, donne, vecchi – gli uomini sono via a combattere. (pp. 97-98) *[[Ruslan Imranovič Chasbulatov|Ruslan Khasbulatov]] è il ceceno arrivato più in alto nella gerarchia russa: il secondo, dietro Eltsin. Come mediatore si è sputtanato, ma ha fatto buona figura rifiutando di candidarsi alle elezioni e denunciando l'intenzione di divisioni interne. (p. 99) *Si va in Cecenia come a un doppio incontro fatale: quello con un'assurda guerra di sterminio condotta da una grande potenza spaventata contro un piccolo popolo coraggioso, e quello col Caucaso, culla dei miti delle leggende e delle lingue dell'umanità. L'incontro con l'antichità favolosa e con la modernità nel punto della sua barbarie estrema. Nei villaggi dalle alte torri di pietra su cui vola l'aquila reale le persone stanno accovacciate a lume di candela a parlare e ascoltare. Parlano anche di notizie nuove appresse chissà come. Parlano della Russia che mentre bombarda e incendia quei villaggi è stata accolta nel Consiglio d'Europa. Parlano del capo della Banca Mondiale che è andato a Mosca a consegnare di persona enormi crediti alla Russia di Eltsin. Come è possibile, si chiedono quei pastori e contadini di montagna, e il visitatore non saprebbe rispondere. Di notte si sente il rombo dei bombardieri, quando fa giorno portano il visitatore a vedere le case colpite, i luoghi in cui sono cadute bombe destinate a esplodere a tempo quando la temperatura si alzerà fino a 10-15° sopra lo zero, sarà salutata così qui la primavera. (pp. 100-101) *Tre, quattro volte per secolo i russi fanno la guerra al [[Caucaso]]. Uccidono, bruciano villaggi e boschi, deportano, saccheggiano. Li chiamano banditi, soprattutto i ceceni, i più fieri e irriducibili fra i popoli della montagna. Ero venuto, in febbraio, a vedere e a dire che quei «banditi» erano in realtà un popolo martoriato – le vittime di due anni di guerra, civili i più, sfioravano già il 10 per cento della popolazione – e pieno di prodezza. (p. 114) *In Cecenia una tradizione di rapimenti per riscatto c'è, ma il sequestro di stranieri venuti da volontari a soccorrere è una vergogna contro ogni tradizione. ''Banditi'', dicono i ceceni con disprezzo, e vogliono dire che tra quelli e i bojeviki non c'è niente in comune, e si augurano che non siano neanche ceceni ma forestieri, magari i cugini ingusci. Cecenia e Inguscezia sono strettamente affini e anzi sono state fino a poco fa un solo paese, ma ecco che di fronte alla vergogna dei volontari rapiti e dell'ospitalità violata i ceceni riscoprono le massime del cattivo vicinato – «Mai dare le spalle a un inguscio». (p. 114-115) *Il Caucaso è in Europa. L'Europa vi nacque. È qui che l'aquila squarcia ogni giorno le carni del Prometeo incatenato. La Russia perde l'anima in Cecenia. L'Europa vende l'anima alla Russia. (p. 124) *Le ragazze cecene, anche in città, sono riservate ma con sguardi improvvisi e improvvisi spacchi nelle gonne. Gli uomini ceceni possono avere più mogli e vogliono avere molti figli, esigono che le loro ragazze arrivino vergini al matrimonio. I giovani pensano che si possa scherzare più liberamente con le ragazze russe. Le giovani donne cecene deplorano l'appartatezza e la soggezione domestica in cui sono tenute, parlano di come quella vita le invecchia presto e dicono: ma che fare? Subito dopo sono pronte a ridere anche dei loro uomini padroni. Del resto le donne hanno tenuto con un coraggio straordinario la piazza di Grozny durante l'occupazione russa. (p. 127) *{{NDR|Su [[Šamil' Salmanovič Basaev]]}} È intelligente, molto sobrio, palesemente ambizioso. [...] Ha un record impressionante per l'età – e anche a prescindere dall'età: il dirottamento aereo in Turchia; la difesa del parlamento a Mosca al tempo del [[Putsch di agosto|putsch]] contro Gorbaciov-Eltsin; il sequestro, 14 giugno 1995, dell'intera città di Budjonnovsk e del suo ospedale, 350 km dentro il territorio russo; la difesa del Palazzo della Presidenza a Grozny, da dove fu l'ultimo a uscire; le imprese del Battaglione Abkhazo; e alla fine la riconquista di Grozny, 6 agosto, tre mesi fa. (p. 132) *Nella guerra di due anni che ha decimato le famiglie e ridotto le case in macerie, i ragazzi di 15 anni hanno combattuto fieramente e hanno dimenticato la vita normale, e ora devono impararla senza vestiti civili, senza una scuola restata in piedi, senza l'abitudine ai pensieri sul futuro. Ragazzi pasoliniani, scandalizzati d'esser ripresi in mutande. Siccome nelle case di Grozny l'acqua non arriva ed è inverno, vanno a fare la doccia a cielo aperto sotto i tubi sforacchiati dell'acqua calda che corrono accanto alle tubature del petrolio, e si fanno gli scherzi come nello spogliatoio di una palestra cittadina. (p. 139) *{{NDR|Su [[Džochar Dudaev]]}} Era, anche fisicamente, una specie di moschettiere temerario e ribaldo – una certa somiglianza con Salvador Dalí, anche. (p. 143) *Fin dal funerale di Dudaev si è ripetuta l'antica leggenda miracolosa della scomparsa e della resurrezione: nessuno ha visto la salma, dicono: «Džochar tornerà». (p. 143) *{{NDR|Su [[Ibn al-Khattab]]}} Arabo, non vuole dire di dov'è, ha perso tre dita della destra maneggiando un ordigno, ha a che fare col Pakistan, forse è del Kuwait [''è saudita''], lo dicono figlio di un ricchissimo, ha imparato il farsi persiano in Afghanistan, il russo in Tagikistan e in Cecenia, l'inglese lo sapeva. Ha un viso notevole, gran capigliatura e barba. (p. 145) *In verità i più derelitti nell'orrore di Grozny sono stati proprio i cittadini russi, quelli fra loro che non hanno avuto i mezzi per rifugiarsi altrove: abbandonati e malvisti dai russi della madrepatria, privi di ogni pensione. Gli anziani di Grozny non hanno avuto neanche, a differenza dei ceceni, la risorsa decisiva del legame coi vilaggi e con la loro economia naturale. (p. 149) *[[Aslan Maschadov|Maschadov]], l'unico militare di professione fra i leader ceceni (oltre al suo ex assistente, l'elegante e leale Ilyas Akhmadov), è anche il più politico, il più duttile e responsabile. [...] Ha una faccia intelligente, un accurato abito civile, un eloquio senza enfasi e una timidezza, non ci ha fatto l'abitudine. (pp. 149-150) *Maschadov, che è forse il più laico fra i leader ceceni, pensa a una piena libertà di rapporti internazionali del suo paese, senza vincoli speciali né con i paesi islamici né con la Russia. (pp. 150-151) *Parole italiane più note in Cecenia: mafia, carabinieri. Frase più nota: ''Finita la commedia''. Personaggio più noto: Celentano. (p. 153) *Il giovane {{NDR|ceceno}} che è vissuto per anni negli Stati Uniti e si occupa di computer mi spiega che cosa succede se un ragazzo viene su omosessuale (che possa succedere a una ragazza, non lo immagina nemmeno): che la famiglia lo ammazza, subito. (p. 153) *Barzelletta sulle orecchie di Maschadov: un Cyrano delle orecchie. Dudaev gli dice: se vogliamo svignarcela dai russi, io mi taglio i baffetti. Tu che fai, con le orecchie? (p. 157) *Barzelletta sui russi e i ceceni. C'è una guerra di frontiera fra russi e cinesi. Al Cremlino c'è il panico. Finché uno dei generali ha un'idea: chiediamo aiuto ai ceceni. Vanno, e spiegano la cosa agli anziani dei ceceni. Gli anziani stanno a sentire in silenzio, e alla fine dicono: «Aspettate, dobbiamo consultarci». Si ritirano per un po', poi rientrano: «Abbiamo una domanda». «Prego». «Quanti sono questi cinesi?». «Più di un miliardo». «E dove cazzo li seppelliamo?» (p. 157) *Sarajevo era crivellata, Grozny schiacciata. Viavai di carri armati russi, enormi, con su soldati in mimetica grigionera, benda nera o rossa attorno alla fronte, sdraiati o seduti gli uni addosso agli altri, kalashnikov e lanciarazzi, fino a dieci, dodici, con la faccia feroce e drogata. Rovine e gente accoccolata che vende pane. Rovine di tubature e tralicci. Rovine di case e di alberi. Morti seppelliti alla rinfusa, nelle aiuole spartitraffico, nei cortili – poi riesumati, e riseppelliti. «I nostri seppelliscono i morti, loro li lasciano senza sepoltura». (p. 169) *Nel pieno del raduno in una caserma approfitto della confidenza ormai stabilita per fare pubblicamente a Shamil delle obiezioni alla sua candidatura alla Presidenza, e ne nasce una lunga discussione in cui lui dapprima ha un'aria interdetta, e tutti gli astanti stanno sospesi come aspettandosi una sventura: poi Shamil si mette a ridere e «accetta la provocazione», dice, anzi ringrazia per la franchezza. Prima di tutto, dico, c'è la sua immagine internazionale, di terrorista nel peggiore dei casi, di capo solo militare nel migliore: questo non accrescerà la diffidenza e l'isolamento della Cecenia? Poi il fatto che la gara elettorale fara di lui il capo di un partito fra gli altri, mentre il suo prestigio fa di lui ora un leader adorato e quasi fuori dalle parti, l'unico candidato a far rivivere l'antico sogno della Federazione dei popoli Montanari del Caucaso, oltre le frontiere cecene. Infine la sua età così giovane dovrebbe suggerire di far tesoro del tempo piuttosto che bruciarlo. (p. 202) *{{NDR|Su [[Šamil' Salmanovič Basaev]]}} È amico di Maschadov ma diffida di chi gli sta attorno. Abbiamo conquistato l'indipendenza, dice, ora dobbiamo conquistare la libertà. (p. 202) *Chiedo anche a lui: come mai in ceceno non c'è nessuna parola per dire prego, per favore? Sono parole ipocrite, dice, parole che pronuncia il debole col forte, il servo col padrone, e per i ceceni non c'è servo né padrone. E un ceceno non prega nessuno. Ma allora perché dire grazie?, obietto, ma siamo d'accordo tutti che grazie è la più bella parola in tutte le lingue straniere. (p. 203) *Shamil è spiritoso, e nei suoi comizi le risate sono forti e allegre. Però vuole anche lui convincermi che due mogli è la misura giusta, perché una sola è fastidiosa, due si zittiscono a vicenda. (p. 204) ==Citazioni su Adriano Sofri== *Da noi esiste un signore, Adriano Sofri, che è stato condannato a 22 anni di reclusione per l'assassinio sotto casa di un commissario di polizia, dopo nove processi, di cui uno, caso rarissimo in Italia, di revisione, avendo quindi goduto del massimo di garanzie che uno Stato può offrire a un suo cittadino. Eppure Sofri ha scontato solo sette anni di carcere e, senza aver potuto usufruire dei normali benefici di legge, che non scattano dopo solo sette anni su ventidue, è libero da tempo, e scrive sul più importante quotidiano della sinistra, La Repubblica, e sul più venduto settimanale della destra, Panorama, e da quelle colonne lui ci fa quotidianamente la morale ed è onorato e omaggiato dall'intera intellighentia che, ad onta di tutte le sentenze, lo ritiene, a priori e per diritto divino, innocente. ([[Massimo Fini]]) *Di quel gruppo di talenti e di figure in cui s'è specchiato il meglio di una generazione, resta comunque eccezionale il personaggio Sofri. Ho detto prima di {{NDR|Claudio}} Rinaldi e di {{NDR|Renato}} Mieli, e del loro accorto equilibrio tra la fedeltà alla loro generazione e l'esercizio implacabile del principio di prestazione e di efficacia. Se c'è uno invece che giudica il principio di prestazione men che zero è Sofri, uno che pure è capace di splendide prestazioni intellettuali. A lui la riuscita, la carriera, il collocamento gerarchico nella zona nobile di un'istituzione riconosciuta, a lui tutto questo significa men che zero. Lui mira molto più in alto. Gli interessa esercitare l'imperio sulle anime, che gli siano devoti quelli che stanno dalla parte del Bene. Lui sì che era e resta «sessantottino», con quel di eroico che il termine comporta, ma senza quel che di limitato e di intellettualmente miserevole c'è in tanti altri reduci del Sessantotto. ([[Giampiero Mughini]]) *In quegli anni la vita l'abbiamo vissuta spontaneamente, nessuno sapeva quel che sarebbe accaduto dopo. Quando Lotta continua si è sciolta, quando abbiamo capito che erano pie illusioni, ognuno è tornato nel proprio ruolo: lui è tornato a fare il professore, io l'operaio. Era naturale. ([[Leonardo Marino]]) *Nei suoi articoli per «La Repubblica» Adriano Sofri è talvolta verboso, prolisso, disordinato, ma lo leggo ogni volta con attenzione, coinvolgimento e spesso con ammirazione anche perché sa esprimersi con fulminea concisione. ([[Morando Morandini]]) *Secondo me la sua forza è stare in prigione. [...] Se esce ha meno tempo di scrivere. [...] Non vuole chiedere la grazia. In prigione fa quello che vuole, è trattato con guanti bianchi, scrive quanto vuole quello che vuole, guadagna un sacco di soldi e vive gratis. Mi pare una situazione accettabile. ([[Giovanni Sartori]]) *Sono orgogliosa di avere come nonno dei miei figli un uomo che ha ingiustamente subito una condanna a 22 anni di carcere per qualcosa che non ha commesso, e che è sempre rimasto la persona straordinaria che è. ([[Daria Bignardi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Adriano Sofri, ''Memoria'', Sellerio, 1990. *Adriano Sofri, ''C'era la guerra in Cecenia'', Sellerio, 2023, ISBN 88-389-4594-2. ==Voci correlate== *[[Marco Boato]] *[[Lotta Continua]] *[[Mauro Rostagno]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sofri, Adriano}} [[Categoria:Attivisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 5hnir6pzk6y2qtlzkzicy2q1r3ywhax 1422792 1422791 2026-08-07T00:15:04Z Danyele 19198 recupero dead link / fix di stile 1422792 wikitext text/x-wiki [[File:Adriano Sofri 2014.JPG|thumb|Adriano Sofri nel 2014]] '''Adriano Sofri''' (1942 – vivente), giornalista, scrittore e attivista italiano. ==Citazioni di Adriano Sofri== {{cronologico}} ===2000=== *[[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] conosceva – di più, ne era specialista – un segreto che noi intravedemmo solo grazie al femminismo: il segreto dei corpi. Che noi non abbiamo, ma siamo un corpo. Che quando facciamo l'amore, mangiamo, giochiamo a pallone, pensiamo pensieri e scriviamo poesie e articoli di giornale, è il nostro corpo che lo fa. Pasolini riconosceva il proprio corpo, e dunque quelli degli altri. Sapeva che esistono i popoli, le nazioni, le classi, le generazioni, e una quantità di altri vasti ingredienti della vicenda sociale, ma li guardava al dettaglio nel modo di camminare e di pettinarsi, di urtarsi per gioco o di ghignare per minaccia. Si sentiva in dovere di essere marxista, ma il suo era un marxismo delle fisionomie, dei gesti, dei comportamenti e dei dialetti.<ref>Da ''Pasolini, scandalo senza eredi'', ''la Repubblica'', 3 novembre 2000.</ref> ===2003=== *I decenni volano, sono certi [[pomeriggio|pomeriggi]] che non passano mai.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/01/29/che-pomeriggi-azzurri-vuoti.html Che pomeriggi azzurri e vuoti]'', ''la Repubblica'', 29 gennaio 2003, p. 32.</ref> ===2005=== *Negli scorsi giorni un altro politico eminente, [[Luca Coscioni]], presidente del Partito radicale, aveva saputo di non essere stato ammesso a far parte di un Comitato bioetico, mancandogli, se ho ben capito, i requisiti accademici. Coscioni, che era per professione scelta un economista e docente, è diventato poi per necessità un impaziente ammalato di sclerosi amiotrofica laterale, e ne è diventato esperto di quella doppia competenza che viene dall'esperienza sofferta e dallo studio metodico. Si sarebbe detto che nessuno avesse titoli più completi dei suoi per entrare in quell'impegnativo comitato, presieduto del resto da una degna persona come [[Giovanni Berlinguer]], se non sbaglio. Invece ne è restato fuori. Nessuna obiezione, purché non si ripeta che non aveva i titoli: si dica francamente anche per lui che è stato portato fuori dai commessi.<ref>Citato in Luca Coscioni, ''Il maratoneta'', a cura di Matteo Marchesini e Diego Galli, Stampa Alternativa, 2005, p. 155.</ref> ===2006=== *Perché in questo caso è così difficile assicurare il [[tiranno]] vivo a una cella per il resto dei suoi giorni? In verità, si direbbe che il tiranno, l' arte del tiranno, sia ancora troppo affascinante agli occhi di tanti suoi nemici. Assicurarlo a una prigione normale, senza privilegi e senza torture, una prigione mediocre — questo si addirebbe alla democrazia. La si vuole esaltare, invece, in una cerimonia stupefacente, un carnevale della ferocia detronizzata, un [[Saddam Hussein]] appeso prima per il collo poi per i piedi, per così dire, davanti agli stessi occhi che si abbassavano terrorizzati dal suo arbitrio.<ref>Da ''Il tiranno e il suo boia'', ''la Repubblica'', 7 novembre 2006, p. 1.</ref> ===2007=== {{Int|Dalla prefazione di ''Proibito parlare''|[[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]] (2007), a cura di Erika Casali, Martina Cocchini e Davide Girelli, Mondadori Libri S.p.A., Milano, 2022. ISBN 978-88-04-75671-2.|h=4}} *Potete trovare in rete qualche sequenza del funerale. C'era un migliaio di persone. Nessun rappresentante del governo russo, nessuna pubblica autorità. Putin era andato a Dresda, e lì stava stringendo la mano alla signora Merkel, molto commosso, perché in quella città aveva avuto negli anni Ottanta il suo apprendistato estero di agente del KGB – Putin si commuove sempre al ricordo del KGB. Non un solo rappresentante dei governi europei, nemmeno a titolo personale, si è fatto vedere, tanto meno dell'Unione – tuttavia il Parlamento europeo in seduta plenaria ha tributato l'omaggio di un minuto di silenzio alla memoria di Anna Politkovskaja. Non c'erano picchetti d'onore, né musiche da requiem o cantate al nome di Giovanna d'Arco, non premi Nobel né scrittori internazionali né leader dei movimenti per la pace, né una qualunque segretaria del segretario dell'ONU. (C'era Marco Pannella, e vada detto a suo merito.) Le Madri di Beslan, le Madri cecene, le Madri di soldati russi – forse ce n'era qualcuna: col cuore dovevano esserci in tante. Uscendo dall'incontro con la Merkel, Putin ha poi avvertito che la giornalista assassinata «aveva un'influenza minima sulla vita politica russa», e che «il suo assassinio reca più danno alla Russia e alla Cecenia che qualunque dei suoi articoli». I telegiornali governativi russi non hanno parlato del funerale; il canale Rossija ha dedicato mezzo minuto a una notizia sullo stato delle indagini. *Della Russia di oggi, ci si chiede se una mezza democrazia sia migliore o peggiore di una dittatura intera. *Conoscere Anna Politkovskaja voleva dire sapere che gli assassini la braccavano. Non importa da dove: dal Cremlino o dagli stati maggiori, dal despota fantoccio della Cecenia o dalla deriva di gruppi e agenti segreti a metà fra il servizio al capo e i lavori in proprio, o da quale altro covo di brava gente patriottica, razzista e gonfia di odio. *Non solo non sappiamo proteggerle, le persone sulla cui porta l'odio e la menzogna hanno tracciato un segnale per gli assassini, ma ridiamo di loro, o esitiamo a resistere a chi ne ridicolizza la voce. [...] quando Anna denunciò d'essere stata avvelenata, si scherzò sulla sua megalomania o sulla sua paranoia. Si dava delle arie. E poi, addirittura, il veleno, come nelle favole e nei romanzetti. Aveva bevuto un tè, aveva avuto un mal di pancia, magari aveva paura di andarci davvero, a Beslan, e si era inventata vittima di un torbido complotto. Oggi si ride a denti più stretti delle storie di avvelenamenti, dopo che il tallio e il cesio e ora, trionfo della chimica politica, il polonio, hanno dispiegato la loro compiaciuta efficienza con un capo di Stato come Yuschchenko o un ex membro della confraternita come Litvinenko. C'era stato in Cecenia, un vero temibile terrorista islamista arabo, Khattab, ucciso dai russi col mezzo fiabesco di una lettera avvelenata. L'antica Tredicesima Sezione del sovietico KGB, riconvertita nel russo FSB, ha sempre vantato un curriculum di efficienza e fantasia negli omicidi a distanza. Casomai, dopo il tè di Rostov, la piccola sporca sparatoria in ascensore aggiungeva una nota di impazienza e di disprezzo al disbrigo della pratica di Anna. *Spaventoso è il numero dei giornalisti ammazzati in Russia – tre, e dei più in vista, solo della «[[Novaja Gazeta]]», il giornale di Anna. Ma senza niente togliere al loro sacrificio, in Anna è stato colpito qualcosa di più della libertà di stampa. In un'occasione, Anna dichiarò di aver messo a frutto la professione di giornalista per stare dalla parte delle vittime, e, quando fosse possibile, per portare loro aiuto. Lo fece davvero, che si trattasse di tenere per mano i vecchi da evacuare dall'ospizio di Groznyj abbandonato sotto il bombardamento, o di rifocillare con qualche bevanda gli ostaggi del teatro di Mosca prima della mattanza. *Ci sarà, forse, un giorno, un tribunale anche per i crimini di guerra in Cecenia. Gli articoli di Anna ne formeranno gli atti, e anche la sua vita e la sua morte. *{{NDR|Sulla [[condizione della donna in Russia]]}} Nonostante un'emancipazione femminile così spinta nell'URSS, il maschilismo della leadership sovietica prima e russa poi è restato fortissimo. Se Eltsin si illustrò per episodi imbarazzanti di gallismo traballante, Putin ha portato nello stile presidenziale un madornale virilismo da caserma. È significativo che agli occhi del mondo l'intrepida opposizione al virilismo di Putin si sia incarnata in una donna minuta e inerme come Anna, e che a spegnerne la voce sia occorsa la viltà di un sicario. *I ceceni sono il più fieramente patriarcale fra i popoli, e il maschilismo islamico si è sovrapposto solo come un recente e superficiale piano rialzato a una tradizione assai più antica e profonda di eroismo guerriero personale e nazionale. L'autorità degli anziani, l'audacia ribelle e irriducibile del brigante – l{{'}}''abrek'' – l'onore guerriero, hanno tenuto il primo posto in questo piccolo popolo, sia quando si batteva fieramente contro il russo ubriacone, sia quando si arruolava nella prima fila sotto le bandiere russe, come per l'ultima volta in Afghanistan. I ceceni, mi ha detto in un villaggio uno di quegli anziani al cospetto dei quali i giovani non avrebbero mai osato mettersi a sedere, sono stati creati da Allah per stare come un moscerino nell'occhio dei russi. E la potenza colossale della Russia diventa furiosa con quel moscerino, i suoi capi grondanti di medaglie e galloni ne vengono mortificati e irrisi, la loro vanità di maschi umiliata in un torneo di galli. *Questa è la cifra di Anna, testimone e partecipe dei disastri della guerra. [...] Conosce l'ignobiltà, la prepotenza, e comunque l'impotenza e l'infantilismo dei giochi dei guerrieri, li svela, li rivela, li mette a confronto e ne segnala il vicolo cieco, ma è con le persone, con le donne, coi bambini, coi vecchi dagli occhi arrossati, con le madri dell'una e dell'altra parte che sta. Trovate poche generalità nei suoi scritti, così ostinati e incalzanti: trovate invece le persone e le loro storie tenacemente, minuziosamente, prolissamente seguite in ogni dettaglio, con una pazienza deliberata sotto la quale ribolle lo sdegno e la compassione. *Anna sta davvero all'altro capo del mondo in cui spadroneggia Putin, e, dopo essersi guadagnata l'onore di associare al proprio nome il nome di un popolo martoriato, sicché non si possa nominare la Cecenia senza pensare a lei, e lei senza pensare alla Cecenia, si è anche guadagnata, impresa assai più ardua e malvista, il titolo di rappresentante dell'altra Russia. Benché in una minoranza che si è fatta in certi momenti così esigua da metterne a repentaglio l'incolumità stessa, alcuni russi hanno continuato a capire che in Cecenia non si trattava solo di soccorrere un popolo schiacciato, ma di riscattare la buona anima della Russia. ===2008=== *La peggiore delle tirannidi non è quella che uccide i suoi sudditi: è quella che arriva a impedire loro perfino di uccidersi.<ref>Da ''Tristi e consolati'', ''la Repubblica'', 14 novembre 2008.</ref> ===2009=== *Di nessun atto terroristico degli anni Settanta mi sento corresponsabile. Dell'omicidio Calabresi sì, per aver detto o scritto, o per aver lasciato che si dicesse e si scrivesse, "Calabresi sarai suicidato".<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_08/sofri_libro_77a23c7c-dd8e-11dd-9758-00144f02aabc.shtml Dissi 'Calabresi sarai suicidato']'', ''Corriere della Sera'', 8 gennaio 2009.</ref> ===2010=== *{{NDR|[[Siniša Mihajlović]]}} Lui ha usato e abusato del suo ruolo sportivo per esaltare le sue opinioni, e poiché i suoi idoli erano Arkan e le tigri serbiste e le loro imprese criminali, mi sembra difficile che ideali simili non influiscano sul modo di considerare l'agonismo sportivo e la formazione dei campioni a lui affidati.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20100603074445/https://www.ilfoglio.it/piccolaposta/351 Piccola posta]'', ''ilfoglio.it'', 28 maggio 2010.</ref> ===2015=== *Mi interrogo sul [[il Fatto Quotidiano|Fatto quotidiano]]. Sulla sua ferrea compattezza. Non esiste altro giornale in cui sia così assente anche l'ombra di un'opinione dissenziente dalla Linea, cioè da [[Marco Travaglio|Travaglio]]. Nemmeno nei giornali maggiori e "padronali", nemmeno nei giornali di famiglia e di destra. [...] più di ogni altro quotidiano sopravvissuto ai trapassi di regime italiani, è lo stretto organo di un partito il cui leader è un cinturino di trasmissione del pensiero di Travaglio. Sulle sue colonne le sole esorbitanze alla Linea sono eccessi di zelo nella sua applicazione, più realisti del re [...]<ref name="Travaglio">Da ''[https://www.ilfoglio.it/rubriche/piccola-posta/2025/07/18/news/marco-travaglio-e-un-caso-clinico-di-manipolazione-e-falsificazione--114781 Marco Travaglio è un caso clinico di manipolazione e falsificazione]'', ''ilfoglio.it'', 18 luglio 2025.</ref> *Travaglio è un caso clinico di manipolazione e falsificazione.<ref name="Travaglio"/> ===2016=== *Icaro mi fa tornare in mente il volo di [[Lauro De Bosis]], che dovrebbe esserle carissimo. Era nato nel 1901 e aveva poco più di vent'anni quando fu invitato a New York e avvertì gli americani dell'infamia della dittatura fascista: proprio come fece poi il Gaetano Salvemini cui lei si ispira, e che fu fra gli amici di Lauro. Nel 1926 insegnò a Harvard e nel 1927 scrisse il poema intitolato così: "Icaro". I suoi famigliari e collaboratori furono arrestati mentre lui tornava dall'Italia in America. Si fermò a Parigi, faceva il portiere d'albergo, traduceva, studiava, preparava antologie di poeti, imparava a guidare l'aereo. Nel 1931 una sottoscrizione gli consentì di acquistare un piccolo velivolo e di caricarlo di volantini. Il 3 ottobre decollò da Marsiglia, arrivò sopra Roma, scese a una quota bassissima, versò su piazza Venezia e sul resto del centro 400 mila manifestini. Aveva preparato tre testi diversi. In uno si leggeva fra l'altro: "Chiunque tu sia, tu certo imprechi contro il fascismo e ne senti tutta la servile vergogna. Ma anche tu ne sei responsabile con la tua inerzia.Non cercarti un'illusoria giustificazione col dirti che non c'è nulla da fare. Non è vero. Tutti gli uomini di coraggio e d'onore lavorano in silenzio per preparare un'Italia libera". De Bosis sapeva che il carburante non gli sarebbe bastato per il ritorno. Precipitò in mare vicino all'isola d'Elba, Icaro di se stesso. La notte prima aveva scritto una "Storia della mia morte". Non era invasato di morte, come gli assassini-suicidi delle Torri. Pensava semplicemente che bisognasse. "Mentre, durante il Risorgimento, i giovani pronti a dar la vita si contavano a migliaia, oggi ce ne sono assai pochi. Bisogna morire. Spero che, dopo me, molti altri seguiranno, e riusciranno infine a scuotere l'opinione". La sua compagna, la famosa attrice Ruth Draper, intitolò a lui una donazione per una cattedra di italianistica a Harvard. Quel [[Gaetano Salvemini]] vi tenne le sue famose lezioni sulle origini del fascismo.<ref>Da ''Una mia vecchia lettera non spedita a [[Oriana Fallaci]]'', ''Il Foglio'', 29 marzo 2016.</ref> ===2022=== {{Int|Da ''[https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2022/11/19/news/quella-di-nicolai-lilin-non-e-la-vera-storia-4676605/ Quella di Nicolai Lilin non è la vera storia]''|Recensione di ''Ucraina. La vera storia'' di [[Nicolai Lilin]], ''ilfoglio.it'', 19 novembre 2022.|h=4}} *Ho [...] l'impressione che l'intero libro sia una frettolosa ricucitura di pezzi indipendenti l'uno dall’altro e risalenti in gran parte al periodo immediatamente successivo al 2014, appena aggiornati da qualche inserto. *Lenin è promosso a sincero campione dell'autodeterminazione dei popoli. L'holodomor è ridotto a un capitolo della carestia che ha colpito l'intero territorio sovietico. [...] Il rapporto fra persecuzione e risveglio dello spirito nazionale, e nazionalista, è ignorato, così per l'holodomor e la distruzione dell'intelligenza ucraina alla fine degli anni Venti, come per la guerra di oggi e i suoi effetti ottocenteschi ed europeisti. L'Ucraina indipendente dal 1991 è il regno del nazismo militante e del parassitismo degli oligarchi, che ha eclissato quello di Mosca. *C'è un argomento ricorrente nel testo, così come nella generalità delle posizioni di chi sostiene che l'Ucraina non esiste se non come un arto amputato della madre russa, e ne deriva il sacrificio chirurgico di bombardarlo. Che l'Ucraina non abbia altre fondamenta se non le "radici russe", e che pretendendo di fondarsi "sulla differenza dai russi, non fanno che confermare di essere legati saldamente al popolo russo". Argomento grazioso, che riconduce all'impossibilità di essere antifascisti quando vengano a mancare le radici fasciste... ===2023=== {{Int|Da ''[https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2023/10/18/news/il-ricordo-di-antonio-russo-e-il-nuovo-grido-dei-ragazzi-ceceni-5798552/ Il ricordo di Antonio Russo e il nuovo grido dei ragazzi ceceni]''|Su [[Antonio Russo]], ''ilfoglio.it'', 18 ottobre 2023.|h=4}} *Era andato, di proprio iniziativa, senza tessera dell’Ordine in tasca, perché non credeva nell’Ordine, nei posti più impervi della terra, si era fatto esperto di guerre. Era diventato dei più apprezzati corrispondenti di Radio Radicale, per la passione che metteva nel lavoro, la generosità e il coraggio, la simpatia per il suo prossimo. *Tutti gli elementi raccolti sulla sua morte portavano a una responsabilità dei servizi della Federazione russa. *La madre di Antonio è morta nel 2011. Si chiamava Beatrice Russo – come la ragazza del Postino di Neruda. Era una donna colta e libera. Si impegnò con dedizione a difendere la libertà di stampa e a provare la verità su Antonio, sapendo che non sarebbe successo. {{Int|Da ''[https://sellerio.it/upload/assets/files/876,it,15196/17443-att.pdf Adriano Sofri: «La mia Cecenia per capire cosa accade in Ucraina»]''|Intervista di Federica Manzon, ''Sellerio.it'', 9 novembre 2023.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[guerra in Bosnia ed Erzegovina]]}} Nei Balcani c'era uno Stato, la Serbia, che era imperialista, di un impero che stava andando in pezzi, era animato da una volontà di rivalsa che cedeva al nazionalismo, si appellava a un recupero osceno del passato remoto. Il rapporto tra Serbia e Bosnia non è dissimile, in proporzione, a quello tra Russia e Ucraina, con la complicazione che in Bosnia buona parte della popolazione era musulmana e questo diede alla guerra un carattere etnico. *La questione religiosa interviene sempre dopo, è il rifugio dei disperati quando la fiducia nell'ideale si guasta. Per me è stata una sofferenza incredibile vedere alcuni di questi campioni della rivolta {{NDR|cecena}} cambiare se stessi e precipitare nella radicalizzazione religiosa. *[[Strage di Beslan|Beslan]] non sarebbe esistito senza Putin. *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Per me è sempre stato chiaro che bisogna solidarizzare completamente con la resistenza ucraina, fornire loro armi per difendersi dall'aggressione, ma è altrettanto chiara l'importanza della battaglia culturale: non lasciare che Putin si mangi Puskin. *{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}} Oggi è doloroso vedere che la questione della responsabilità collettiva viene aperta nei confronti della popolazione di Gaza: l'argomento che i palestinesi hanno votato Hamas, non si ribellano, quindi il bombardamento di massa ha una qualche giustificazione, è intollerabile per qualsiasi popolo in qualsiasi circostanza. Per Gaza è intollerabile ancora di più, perché metà della popolazione è composta da minorenni. ===2024=== {{Int|Da ''[https://www.ilfoglio.it/piccola-posta/2024/03/01/news/navalny-sapeva-quello-che-faceva-e-cosi-le-persone-che-sono-andate-al-suo-funerale-6282009/ Navalny sapeva quello che faceva e così le persone che sono andate al suo funerale]''|Sulla [[morte di Aleksej Naval'nyj]], ''ilfoglio.it'', 1º marzo 2024.|h=4}} *Non penso che Navalny fosse perdutamente dedito al martirio, e non confidasse al contrario in una propria forza. [...] Io credo che Navalny abbia saputo quello che faceva. E che la sua sfida e la sua ironia lo dimostrassero. Stava alzando il proprio prezzo. *Che fossero centinaia, o mille, o duemila, o più, i cittadini russi che si sono messi in fila per il suo funerale, tutte, tutti, dal primo all'ultimo, sapevano perfettamente che cosa facevano, a quale rischio. Hanno scandito il suo nome, si sono mostrati alle telecamere, hanno esibito i documenti, si sono fatti intervistare – soprattutto le donne. Una sola si è mostrata magnificamente sicura di una personale immunità. Alla domanda rivolta a tutte, "Ha paura?", ha risposto quasi ridendo: "Io ho un'età in cui non si ha più paura di niente". *Navalny sapeva quello che faceva. Le migliaia di fedeli alla sua memoria e a se stessi che oggi – anche grazie alle televisioni internazionali, sia pure bendate, e ai diplomatici di paesi liberi – l'hanno salutato, lo sapevano a loro volta, e l'hanno fatto sapere ai tanti che rimpiangono o rimpiangeranno di non esserci stati. ==[[Incipit]] di ''Memoria''== Signor Presidente, signor giudice a latere, gentili signore e signori giudici popolari,<br> ho partecipato con ogni diligenza a questo processo, perché ne va della mia vita, per così dire. Non dirò della mia vita futura; ma piuttosto della passata, più cara e vulnerabile. Nelle pagine che seguono vi affido alcune delle informazioni e degli argomenti che mi sono stati suggeriti dallo svolgimento del processo. Sono troppe pagine, e insieme troppo poche, per quello che vorrei dire. Inoltre, poiché cercano di rispondere alle argomentazioni finali delle varie accuse, sono affrettate e disordinate. Di questo mi vorrete scusare. ==''C'era la guerra in Cecenia''== ===Incipit=== Nel 1996 all'autore di questo libro successe una duplice avventura romanzesca. C'era la guerra in [[Cecenia]]. Quella che sarebbe passata alla storia col nome di [[Prima guerra cecena]], e che si concluse provvisoriamente con la vittoria di quel minuscolo paese del Caucaso sul colossale esercito russo. Era ancora la Russia di [[Boris Nikolaevič El'cin|Eltsin]]. Nel 1999 Eltsin nominò a succedergli l'ufficiale del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|KGB]], che si sbrigò a guadagnarsi i galloni di uomo forte e vittorioso. Grozny fu rasa al suolo una seconda volta. Nel 2000 la partita era stata regolata, benché il conto con i resistenti di ogni affiliazione, dai patrioti laici ai fanatici del terrore islamista, non si chiudesse prima di altri nove anni, e passando attraverso orrori e carneficine come il [[Crisi del teatro Dubrovka|teatro Dubrovka]] a Mosca e la [[Strage di Beslan|scuola di Beslan]]. In capo a quel decennio la gente cecena, meno di un milione e mezzo di persone, aveva perduto una su cinque delle sue vite, ed era sparpagliata nell'esilio in Europa, in Turchia, nel Nord America e altrove. I suoi capi superstiti piegati si adattarono a diventare i pretoriani feroci ed esosi del nuovo zar. ===Citazioni=== *Che cos'è l'[[anima russa]]? Figuriamoci. La parola anima ha comunque a che fare con una specie di sesto senso che avverte della fine del mondo. Quanto al corpo, la Russia sopravvivrà cercando di ritagliarsi a [[Ucraina]], [[Bielorussia]] e [[Kazakistan]]. (p. 21) *L'[[Abcasia|Abkhazia]] è l'antica [[Colchide]], quella del [[Vello d'oro|Vello d'Oro]] e di [[Prometeo]] incatenato e delle [[Amazzoni]] – ma in concorrenza con la nemica [[Georgia]]. (p. 23) *Gli abkhazi chiamano i pesci di mare anime dell'acqua e non li mangiano, perché si cibano di ciò che sta sul fondo e dei morti. Mangiano solo trote e pesci dei corsi alti dell'acqua dolce. (pp. 29-30) *L'[[Aeroporto di Mosca-Domodedovo|aeroporto di Domodedovo]] è come una stazione di corriere del secondo mondo e mezzo trasferita nel volo. Mercato nero, bagarini di biglieti aerei, zingare infelici, mafiosi ceceni travestiti da portieri d'albergo e ragionieri travestiti da banditi ceceni. (pp. 31-32) *{{NDR|Sull'[[operazione Lentil]]}} Dissero che fu per castigare i ceceni che avevano accolto gli occupanti nazisti: ma era una calunnia vergognosa, i nazisti non videro la Cecenia nemmeno da lontano. (p. 40) *È come se si fosse a [[Assedio di Sarajevo|Sarajevo]], che è il mio intimo termine di paragone, con i carri armati e i soldati serbi dentro la città invece che attorno. (p. 43) *A [[Massacro di Samaški|Samashki]] otto soldati russi hanno violentato due sorelle, la madre che sentiva le urla si è uccisa nel cortile della casa, le ragazze le hanno ammazzate e bruciate. Rastrellavano, saccheggiavano, kontraktniki, con la benda sulla testa, tiravano bombe a mano nelle cantine dove la gente si era rifugiata. (pp. 44-45) *Loro hanno fatto la deportazione, ora questo genocidio, ma i russi che violentano ora le donne avranno 45 anni quando i bambini di ora ne avranno 25, e li scoveranno e li ammazzeranno. A Mosca ci sono già russi che spariscono nel niente, dopo essersi vantati in qualche bar delle loro imprese in Cecenia. (p. 45) *È nei villaggi che la Cecenia conserva le sue radici. I villaggi sono fatti così: c'è uno stradone di terra, largo e fangoso, e ai due lati le case. Sul davanti sono recintate di lamiere alte e tutte uguali, verniciate di verde per lo più. Dentro ci sono cortili, casoni a un solo piano, più casoni, e dietro gli orti e le stalle. Alcune case hanno qualcosa di aggraziato, nelle finestre in particolare o nei colori o in certe decorazioni dei tetti, che sono a piramide. Le case più importanti hanno stanzoni grandi, adatti alle riunioni di qualche decina di persone. Per terra e sulle pareti ci sono grandi tappeti, daghestani mi pare, o turchi, i più ordinari, non dev'esserci produzione di tappeti in Cecenia. (pp. 53-54) *Pensando alla ex Jugoslavia ho chiesto dovunque delle violenze compiute contro le donne. Che ci siano state e frequenti tutti lo sanno, ma è difficile andare oltre. Ogni donna che ha accettato di rispondermi mi ha detto che di fronte a quell'onta non c'è che il silenzio e il suicidio. Questo rende la cosa ancora più tragica che nella ex Jugoslavia. (p. 56) *I combattenti sono per lo più fra i 25 e i 30 anni, gli altri vengono rinviati, si scelgono i fratelli minori perché non hanno la famiglia di cui prendersi cura. In genere alla famosa (leggendaria?) longevità fa riscontro una scarsa stima della precocità, anche nei matrimoni, mi pare di capire, e nelle paternità e maternità. (p. 57) *A [[Crisi degli ostaggi in Kizljar-Pervomajskoje|Kizlyar-Pervomayskoye]] (il nome vuol dire Primo maggio) gli ostaggi avevano ascoltato le notizie di Mosca che annunciavano che erano stati fucilati e avevano capito di essere condannati, e alcuni di loro chiesero ai rapitori ceceni le armi per difendersi al loro fianco. (p. 61) *Avevano cominciato a tornare dalla deportazione dopo il rapporto di Krusciov, ma alla spicciolata, e ostacolati. Molti fra i russi che avevano preso le loro case e i loro capi li respingevano, si rivoltarono. Ancora a metà degli anni '60 il ritorno durava. Lo stesso Krusciov, dicono, li aveva odiati capricciosamente, al punto di ordinare la macellazione di 50.000 cavalli ceceni. (p. 71) *La «mafia cecena» non ha nessuna cupola, e solo l'idea fa ridere. Già ogni tejp è indipendente. In Russia però la propaganda di guerra contro la mafia cecena ha fatto presa. La mafia cecena del resto esiste. Nella cucina del villaggio di alta montagna ho trovato infilata come un santino, tra le foglie di una pianta grassa, una fotografia di [[Michele Placido]], il «commissario Cattania», come dicono, di cui sono entusiasti, scambiandolo per il campione migliore di quella mafia siciliana che però lui dovrebbe combattere a morte. Si sono fatti l'idea che la Sicilia sia ancora un luogo di culto dei vincoli di famiglia, dell'onore virile, del rispetto per le donne e della giustizia praticata in proprio, cioè degli antichi valori caucasici. (p. 72) *La cosa più notevole di queste persone, dopo l'ospitalità e in un certo senso a suo complemento, è l'ingenuità. Sono senza sospetto e, per quello che ne intuiscono, lo disprezzano. Si vergognerebbero di non essere franchi per prudenza: quando si pone loro il problema di come raccontare le cose senza comprometterli, quasi si offendono. (p. 74) *In Russia i soldati semplici sono trattati come bestie. Gli ufficiali stanno al caldo, i soldati al gelo. Ogni tanto qualcuno scappa con un carrarmato e gli danno la caccia con gli elicotteri. (p. 76) *In alcuni dei blocchi i soldati che vengono a controllare sono ubriachi fradici. Lì l'azzardo è totale. Non gli danno da mangiare, dice la madre russa, e li lasciano ubriacarsi. Poi a Grozny, di notte, ubriachi, sparano. (p. 85) *Non è un conflitto fra due nazioni, ma fra due mafie moscovite, i ceceni sono il pretesto. (p. 88) *Il [[lupo]] sui monti ci vuole per tenere in forma i cacciatori, e [[Džochar Dudaev|Džochar]] è diventato questo lupo per i ceceni. (p. 90) *{{NDR|Su [[Džochar Dudaev]]}} Lui è un personaggio forte, forse perfino eccezionale, ma non è quello che può portare la salvezza al suo popolo. (p. 91) *{{NDR|Su Džochar Dudaev}} Nelle elezioni del '91 ci furono brogli documentati. [...] Nel '92 le sue azioni erano a zero. Scontro, e azioni rialzate. '93: caduta di autorità in tutte le regioni, e subito di nuovo lo scontro. Con la pace avrebbe perso il potere: è la guerra che lo spinge su. (pp. 91-92) *Il presidente dell'Inguscezia, [[Ruslan Aušev|Ruslan Aushev]], è un generale che ha avuto la medaglia al valore più importante dell'URSS in Afghanistan, è un uomo intelligente. Sua madre è di Grozny e sulle mappe dei russi delle case da bruciare o da risparmiare la sua non c'era, ma l'hanno incendiata per sbaglio. L'Inguscezia e la Cecenia erano unite prima che Dudaev proclamasse l'indipendenza. (p. 97) *{{NDR|Sul [[massacro di Samaški]]}} Prima bombardano a tappeto per un giorno e mezzo. Poi entrano e ripuliscono a destra e a sinistra. Impiccano i bambini alla scuola. Gettano granate nelle cantine dove la gente si è rifugiata. Bruciano col lanciafiamme fino a che l'intero edificio è incendiato. Dei soldati che passano dicono alla gente di scappare se possono. Sono drogati, ubriachi. Per tre giorni restano nella città chiusa a sterminare, vietato entrare ai giornalisti. Il quarto giorno fanno entrare solo le donne per cercare i morti, quello che ne avanza, il deputato russo della Duma Shabad, che è piccolo di statura, si traveste ed entra nascosto fra le donne. I morti sono centinaia, bambini, donne, vecchi – gli uomini sono via a combattere. (pp. 97-98) *[[Ruslan Imranovič Chasbulatov|Ruslan Khasbulatov]] è il ceceno arrivato più in alto nella gerarchia russa: il secondo, dietro Eltsin. Come mediatore si è sputtanato, ma ha fatto buona figura rifiutando di candidarsi alle elezioni e denunciando l'intenzione di divisioni interne. (p. 99) *Si va in Cecenia come a un doppio incontro fatale: quello con un'assurda guerra di sterminio condotta da una grande potenza spaventata contro un piccolo popolo coraggioso, e quello col Caucaso, culla dei miti delle leggende e delle lingue dell'umanità. L'incontro con l'antichità favolosa e con la modernità nel punto della sua barbarie estrema. Nei villaggi dalle alte torri di pietra su cui vola l'aquila reale le persone stanno accovacciate a lume di candela a parlare e ascoltare. Parlano anche di notizie nuove appresse chissà come. Parlano della Russia che mentre bombarda e incendia quei villaggi è stata accolta nel Consiglio d'Europa. Parlano del capo della Banca Mondiale che è andato a Mosca a consegnare di persona enormi crediti alla Russia di Eltsin. Come è possibile, si chiedono quei pastori e contadini di montagna, e il visitatore non saprebbe rispondere. Di notte si sente il rombo dei bombardieri, quando fa giorno portano il visitatore a vedere le case colpite, i luoghi in cui sono cadute bombe destinate a esplodere a tempo quando la temperatura si alzerà fino a 10-15° sopra lo zero, sarà salutata così qui la primavera. (pp. 100-101) *Tre, quattro volte per secolo i russi fanno la guerra al [[Caucaso]]. Uccidono, bruciano villaggi e boschi, deportano, saccheggiano. Li chiamano banditi, soprattutto i ceceni, i più fieri e irriducibili fra i popoli della montagna. Ero venuto, in febbraio, a vedere e a dire che quei «banditi» erano in realtà un popolo martoriato – le vittime di due anni di guerra, civili i più, sfioravano già il 10 per cento della popolazione – e pieno di prodezza. (p. 114) *In Cecenia una tradizione di rapimenti per riscatto c'è, ma il sequestro di stranieri venuti da volontari a soccorrere è una vergogna contro ogni tradizione. ''Banditi'', dicono i ceceni con disprezzo, e vogliono dire che tra quelli e i bojeviki non c'è niente in comune, e si augurano che non siano neanche ceceni ma forestieri, magari i cugini ingusci. Cecenia e Inguscezia sono strettamente affini e anzi sono state fino a poco fa un solo paese, ma ecco che di fronte alla vergogna dei volontari rapiti e dell'ospitalità violata i ceceni riscoprono le massime del cattivo vicinato – «Mai dare le spalle a un inguscio». (p. 114-115) *Il Caucaso è in Europa. L'Europa vi nacque. È qui che l'aquila squarcia ogni giorno le carni del Prometeo incatenato. La Russia perde l'anima in Cecenia. L'Europa vende l'anima alla Russia. (p. 124) *Le ragazze cecene, anche in città, sono riservate ma con sguardi improvvisi e improvvisi spacchi nelle gonne. Gli uomini ceceni possono avere più mogli e vogliono avere molti figli, esigono che le loro ragazze arrivino vergini al matrimonio. I giovani pensano che si possa scherzare più liberamente con le ragazze russe. Le giovani donne cecene deplorano l'appartatezza e la soggezione domestica in cui sono tenute, parlano di come quella vita le invecchia presto e dicono: ma che fare? Subito dopo sono pronte a ridere anche dei loro uomini padroni. Del resto le donne hanno tenuto con un coraggio straordinario la piazza di Grozny durante l'occupazione russa. (p. 127) *{{NDR|Su [[Šamil' Salmanovič Basaev]]}} È intelligente, molto sobrio, palesemente ambizioso. [...] Ha un record impressionante per l'età – e anche a prescindere dall'età: il dirottamento aereo in Turchia; la difesa del parlamento a Mosca al tempo del [[Putsch di agosto|putsch]] contro Gorbaciov-Eltsin; il sequestro, 14 giugno 1995, dell'intera città di Budjonnovsk e del suo ospedale, 350 km dentro il territorio russo; la difesa del Palazzo della Presidenza a Grozny, da dove fu l'ultimo a uscire; le imprese del Battaglione Abkhazo; e alla fine la riconquista di Grozny, 6 agosto, tre mesi fa. (p. 132) *Nella guerra di due anni che ha decimato le famiglie e ridotto le case in macerie, i ragazzi di 15 anni hanno combattuto fieramente e hanno dimenticato la vita normale, e ora devono impararla senza vestiti civili, senza una scuola restata in piedi, senza l'abitudine ai pensieri sul futuro. Ragazzi pasoliniani, scandalizzati d'esser ripresi in mutande. Siccome nelle case di Grozny l'acqua non arriva ed è inverno, vanno a fare la doccia a cielo aperto sotto i tubi sforacchiati dell'acqua calda che corrono accanto alle tubature del petrolio, e si fanno gli scherzi come nello spogliatoio di una palestra cittadina. (p. 139) *{{NDR|Su [[Džochar Dudaev]]}} Era, anche fisicamente, una specie di moschettiere temerario e ribaldo – una certa somiglianza con Salvador Dalí, anche. (p. 143) *Fin dal funerale di Dudaev si è ripetuta l'antica leggenda miracolosa della scomparsa e della resurrezione: nessuno ha visto la salma, dicono: «Džochar tornerà». (p. 143) *{{NDR|Su [[Ibn al-Khattab]]}} Arabo, non vuole dire di dov'è, ha perso tre dita della destra maneggiando un ordigno, ha a che fare col Pakistan, forse è del Kuwait [''è saudita''], lo dicono figlio di un ricchissimo, ha imparato il farsi persiano in Afghanistan, il russo in Tagikistan e in Cecenia, l'inglese lo sapeva. Ha un viso notevole, gran capigliatura e barba. (p. 145) *In verità i più derelitti nell'orrore di Grozny sono stati proprio i cittadini russi, quelli fra loro che non hanno avuto i mezzi per rifugiarsi altrove: abbandonati e malvisti dai russi della madrepatria, privi di ogni pensione. Gli anziani di Grozny non hanno avuto neanche, a differenza dei ceceni, la risorsa decisiva del legame coi vilaggi e con la loro economia naturale. (p. 149) *[[Aslan Maschadov|Maschadov]], l'unico militare di professione fra i leader ceceni (oltre al suo ex assistente, l'elegante e leale Ilyas Akhmadov), è anche il più politico, il più duttile e responsabile. [...] Ha una faccia intelligente, un accurato abito civile, un eloquio senza enfasi e una timidezza, non ci ha fatto l'abitudine. (pp. 149-150) *Maschadov, che è forse il più laico fra i leader ceceni, pensa a una piena libertà di rapporti internazionali del suo paese, senza vincoli speciali né con i paesi islamici né con la Russia. (pp. 150-151) *Parole italiane più note in Cecenia: mafia, carabinieri. Frase più nota: ''Finita la commedia''. Personaggio più noto: Celentano. (p. 153) *Il giovane {{NDR|ceceno}} che è vissuto per anni negli Stati Uniti e si occupa di computer mi spiega che cosa succede se un ragazzo viene su omosessuale (che possa succedere a una ragazza, non lo immagina nemmeno): che la famiglia lo ammazza, subito. (p. 153) *Barzelletta sulle orecchie di Maschadov: un Cyrano delle orecchie. Dudaev gli dice: se vogliamo svignarcela dai russi, io mi taglio i baffetti. Tu che fai, con le orecchie? (p. 157) *Barzelletta sui russi e i ceceni. C'è una guerra di frontiera fra russi e cinesi. Al Cremlino c'è il panico. Finché uno dei generali ha un'idea: chiediamo aiuto ai ceceni. Vanno, e spiegano la cosa agli anziani dei ceceni. Gli anziani stanno a sentire in silenzio, e alla fine dicono: «Aspettate, dobbiamo consultarci». Si ritirano per un po', poi rientrano: «Abbiamo una domanda». «Prego». «Quanti sono questi cinesi?». «Più di un miliardo». «E dove cazzo li seppelliamo?» (p. 157) *Sarajevo era crivellata, Grozny schiacciata. Viavai di carri armati russi, enormi, con su soldati in mimetica grigionera, benda nera o rossa attorno alla fronte, sdraiati o seduti gli uni addosso agli altri, kalashnikov e lanciarazzi, fino a dieci, dodici, con la faccia feroce e drogata. Rovine e gente accoccolata che vende pane. Rovine di tubature e tralicci. Rovine di case e di alberi. Morti seppelliti alla rinfusa, nelle aiuole spartitraffico, nei cortili – poi riesumati, e riseppelliti. «I nostri seppelliscono i morti, loro li lasciano senza sepoltura». (p. 169) *Nel pieno del raduno in una caserma approfitto della confidenza ormai stabilita per fare pubblicamente a Shamil delle obiezioni alla sua candidatura alla Presidenza, e ne nasce una lunga discussione in cui lui dapprima ha un'aria interdetta, e tutti gli astanti stanno sospesi come aspettandosi una sventura: poi Shamil si mette a ridere e «accetta la provocazione», dice, anzi ringrazia per la franchezza. Prima di tutto, dico, c'è la sua immagine internazionale, di terrorista nel peggiore dei casi, di capo solo militare nel migliore: questo non accrescerà la diffidenza e l'isolamento della Cecenia? Poi il fatto che la gara elettorale fara di lui il capo di un partito fra gli altri, mentre il suo prestigio fa di lui ora un leader adorato e quasi fuori dalle parti, l'unico candidato a far rivivere l'antico sogno della Federazione dei popoli Montanari del Caucaso, oltre le frontiere cecene. Infine la sua età così giovane dovrebbe suggerire di far tesoro del tempo piuttosto che bruciarlo. (p. 202) *{{NDR|Su [[Šamil' Salmanovič Basaev]]}} È amico di Maschadov ma diffida di chi gli sta attorno. Abbiamo conquistato l'indipendenza, dice, ora dobbiamo conquistare la libertà. (p. 202) *Chiedo anche a lui: come mai in ceceno non c'è nessuna parola per dire prego, per favore? Sono parole ipocrite, dice, parole che pronuncia il debole col forte, il servo col padrone, e per i ceceni non c'è servo né padrone. E un ceceno non prega nessuno. Ma allora perché dire grazie?, obietto, ma siamo d'accordo tutti che grazie è la più bella parola in tutte le lingue straniere. (p. 203) *Shamil è spiritoso, e nei suoi comizi le risate sono forti e allegre. Però vuole anche lui convincermi che due mogli è la misura giusta, perché una sola è fastidiosa, due si zittiscono a vicenda. (p. 204) ==Citazioni su Adriano Sofri== *Da noi esiste un signore, Adriano Sofri, che è stato condannato a 22 anni di reclusione per l'assassinio sotto casa di un commissario di polizia, dopo nove processi, di cui uno, caso rarissimo in Italia, di revisione, avendo quindi goduto del massimo di garanzie che uno Stato può offrire a un suo cittadino. Eppure Sofri ha scontato solo sette anni di carcere e, senza aver potuto usufruire dei normali benefici di legge, che non scattano dopo solo sette anni su ventidue, è libero da tempo, e scrive sul più importante quotidiano della sinistra, La Repubblica, e sul più venduto settimanale della destra, Panorama, e da quelle colonne lui ci fa quotidianamente la morale ed è onorato e omaggiato dall'intera intellighentia che, ad onta di tutte le sentenze, lo ritiene, a priori e per diritto divino, innocente. ([[Massimo Fini]]) *Di quel gruppo di talenti e di figure in cui s'è specchiato il meglio di una generazione, resta comunque eccezionale il personaggio Sofri. Ho detto prima di {{NDR|Claudio}} Rinaldi e di {{NDR|Renato}} Mieli, e del loro accorto equilibrio tra la fedeltà alla loro generazione e l'esercizio implacabile del principio di prestazione e di efficacia. Se c'è uno invece che giudica il principio di prestazione men che zero è Sofri, uno che pure è capace di splendide prestazioni intellettuali. A lui la riuscita, la carriera, il collocamento gerarchico nella zona nobile di un'istituzione riconosciuta, a lui tutto questo significa men che zero. Lui mira molto più in alto. Gli interessa esercitare l'imperio sulle anime, che gli siano devoti quelli che stanno dalla parte del Bene. Lui sì che era e resta «sessantottino», con quel di eroico che il termine comporta, ma senza quel che di limitato e di intellettualmente miserevole c'è in tanti altri reduci del Sessantotto. ([[Giampiero Mughini]]) *In quegli anni la vita l'abbiamo vissuta spontaneamente, nessuno sapeva quel che sarebbe accaduto dopo. Quando Lotta continua si è sciolta, quando abbiamo capito che erano pie illusioni, ognuno è tornato nel proprio ruolo: lui è tornato a fare il professore, io l'operaio. Era naturale. ([[Leonardo Marino]]) *Nei suoi articoli per «La Repubblica» Adriano Sofri è talvolta verboso, prolisso, disordinato, ma lo leggo ogni volta con attenzione, coinvolgimento e spesso con ammirazione anche perché sa esprimersi con fulminea concisione. ([[Morando Morandini]]) *Secondo me la sua forza è stare in prigione. [...] Se esce ha meno tempo di scrivere. [...] Non vuole chiedere la grazia. In prigione fa quello che vuole, è trattato con guanti bianchi, scrive quanto vuole quello che vuole, guadagna un sacco di soldi e vive gratis. Mi pare una situazione accettabile. ([[Giovanni Sartori]]) *Sono orgogliosa di avere come nonno dei miei figli un uomo che ha ingiustamente subito una condanna a 22 anni di carcere per qualcosa che non ha commesso, e che è sempre rimasto la persona straordinaria che è. ([[Daria Bignardi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Adriano Sofri, ''Memoria'', Sellerio, 1990. *Adriano Sofri, ''C'era la guerra in Cecenia'', Sellerio, 2023, ISBN 88-389-4594-2. ==Voci correlate== *[[Marco Boato]] *[[Lotta Continua]] *[[Mauro Rostagno]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sofri, Adriano}} [[Categoria:Attivisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 097a2cf6195uwza54scj9r9cihmrmax Pietro Verri 0 13043 1422778 1371772 2026-08-06T22:36:16Z ~2026-43488-35 107983 1422778 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Pietro Verri crop.png|thumb|right|Pietro Verri]] '''Pietro Verri''' (1728 – 1797), filosofo, economista, storico e salumiere italiano. ==Citazioni di Pietro Verri== *[...] conviene che l'uomo impari a [[Solitudine|saper vivere con sé stesso]]; poiché altro non è la debolezza dell'animo che l'opinione d'aver bisogno degli uomini; e chi sa esser bene con sé stesso, non può avere forte opinione di questo bisogno.<ref>Da ''Pensieri sulla solitudine'', in ''Scritti vari'', ordinati da Giulio Carcano, vol. II, Felice Le Monnier, Firenze, 1834, p. [https://books.google.it/books?id=LS0zDAr-rRAC&pg=PA161 161].</ref> *Dovere e Onore sono due parole che hanno radici nel regno della opinione. Cambiate la opinione, e non avrete più Armate.<ref>Da ''Delle nozioni tendenti alla pubblica felicità'', a cura di Gennaro Barbarisi, Salerno editrice, 1994, p. 76.</ref> *Il fine dunque del patto sociale è il ben essere di ciascuno che concorre a formare la società, il che si risolve nella felicità pubblica o sia la maggiore felicità possibile divisa colla maggiore uguaglianza possibile.<ref>Da ''Meditazioni sulla felicità'', 1765, p. [https://books.google.it/books?id=I844R3QQZRUC&pg=PA33 33].</ref> *Gli [[Letterato|uomini di lettere]] hanno maggiore influenza nel destino delle generazioni venture, di quanto ne abbiano gli stessi Monarchi sugli uomini viventi. Spargono i primi semi de' lor pensamenti; semi tardi bensì a produrre, ma che nella gioventù s'innestano; e l'uomo di lettere determina le opinioni del secolo che vien dopo di lui.<ref>Da ''Memorie appartenenti alla vita ed agli studj del signor don Paolo Frisi'', Giuseppe Marelli, Milano, 1797, p. [https://books.google.it/books?id=ab8II2j8LeUC&pg=PA17 17].</ref> *Il [[dolore]] precede ogni [[piacere]] ed è il principio motore dell'[[uomo]].<ref>Da ''Discorso sull'indole del piacere e del dolore'', cap. [[s:Discorso sull'indole del piacere e del dolore/XI|XI]], in ''Del piacere e del dolore ed altri scritti di filosofia ed economia'', a cura di Renzo De Felice, Feltrinelli Editore, Milano, 1964.</ref> *Il gran [[Galileo Galilei|Galileo]], l'onore della patria nostra, il gran precursore di Newton, quello di cui sarà glorioso il nome insino che gli uomini conserveranno l'usanza del pensare, quello {{sic|perfine}}, le di cui sventure saranno una macchia, ed un obbrobrio eterno per il secolo in cui visse.<ref>Da ''Pensieri sullo spirito della letteratura in Italia'', in «Il Caffè», 1764; citato in [[Giorgio Candeloro]], ''Storia dell'Italia moderna'', vol. I, ''Le origini del Risorgimento 1700-1815'', Universale economica, Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano, 1992, pp. 71-72.</ref> *Il popolo conobbe che gli Ecclesiastici non erano sempre i maestri disinteressati della verità. Si passò poscia ad esaminare le arti, colle quali avevano ammassate le ricchezze; si svelò il fanatismo delle Crociate, la opinione del prossimo fine del mondo, la tariffa penitenziale convertita in denaro, l'esenzione de' pesi pubblici per i fondi ecclesiastici, per cui molte donazioni si fecero, ritenendo a titolo di livello nella famiglia i poderi donati e diventati esenti; l'opinione di ottenere la felicità dopo la morte a chiunque lasciasse il suo agli ecclesiastici.<ref>Da ''Delle nozioni tendenti alla pubblica felicità'', ''Dialogo terzo'', a cura di Gennaro Barbarisi, Salerno editrice, 1994, p. 82.</ref> *Il vivere è noioso, o si viva co' superiori, ovvero cogli inferiori. La [[uguaglianza]] è la sola che ammette società, gioia, cordialità.<ref>Da ''Lettera del filosofo NN. al monarca NN.'', in ''Scritti vari'', 2 voll., ordinati da Giulio Carcano, Felice Le Monnier, Firenze, 1834, appendice al vol. II, p. [https://books.google.it/books?id=LS0zDAr-rRAC&pg=RA1-PA104 104].</ref> *Mi pare impossibile, che l'usanza di [[tortura|tormentare]] privatamente nel carcere per avere la verità possa reggere per lungo tempo ancora, dopoché si dimostra che molti e molti innocenti si sono condannati al supplizio per la tortura [...].<ref>Da ''Sulla tortura'', cap. [[s:Osservazioni sulla tortura/XVI#Impossibile|XVI]], Giovanni Silvestri, Milano, 1843, p. 60.</ref> *[...] posti due uomini nelle stesse circostanze, dando ad uno di essi una mente che ragioni, e dando all'altro della debolezza d'animo e della [[imbecillità]], il primo domerà molti più ostacoli che non farà il secondo; e finirà il primo per adottarsi un sistema assai più agiato e tranquillo di quello che non farà il secondo, al quale converrà passar la vita edificando ordigni, che ad ogni tratto crolleranno, e l'obbligheranno a ritornare da capo. Che se pur l'imbecille, per qualche rara combinazione, verrà dalla mano d'un protettore cavato dal labirinto per cui va errando, e posto in più luminosa comparsa, io dico che male della Fortuna di esso si giudica da chi lo vede di lontano; e che se la Fortuna dee misurarsi dal numero dei beni che ciascun gode, probabilmente colui anche in quello stato deve dirsi abbandonato dalla Fortuna, tanto ei stesso si troverà per tutto il corso della vita straniero nella situazione in cui è riposto, e timoroso e ansante incessantemente di perderla.<ref>Da ''Della Fortuna'', in ''Scritti vari: {{small|di Pietro Verri ordinati da Giulio Carcano e preceduti da un saggio civile sopra l'autore per Vincenzo Salvagnoli}}'', Felice Le Monnier, Firenze, 1854, vol. II, [https://books.google.it/books?id=NEMVAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA151#v=onepage&q&f=false pp. 151-152].</ref> ==''Meditazioni sulla economia politica''== *Il [[bisogno]], cioè la sensazione del dolore, è il pungolo col quale la natura scuote l'uomo, e lo desta da quell'indolente stato di vegetazione, in cui senza questo giacerebbe. (cap. I) *Il [[Valore (economia)|valore]] è una parola che indica la stima che fanno gli uomini d'una cosa; ma ogni uomo avendo le sue opinioni e i suoi bisogni isolati in una società ancor rozza, sarà variabilissima la idea del valore, la quale non si rende universale se non introdotta che sia la corrispondenza fra società e società, ed incessantemente mantenuta. (cap. I) *Il [[denaro]] è la merce universale: cioè a dire è quella merce la quale per la universale sua accettazione, per il poco volume che ne rende facile il trasporto, per la comoda divisibilità, e per la incorruttibilità sua è universalmente ricevuta in iscambio di ogni merce particolare. (cap. II) *Il disordine medesimo di consumare più che non si riproduce è uno sprone a maggiormente riprodurre. (cap. III) *Prima dell'invenzione del denaro non potevano aversi le idee di compratore, e di venditore, ma soltanto di proponente, e di aderente al cambio. (cap. IV) *Quali sono dunque gli elementi che formano il prezzo? Non è certamente la sola utilità che lo costituisca. Per convincerci di questo, basta il riflettere che l'acqua, l'aria, e la luce del sole non hanno prezzo alcuno, eppure niun'altra cosa ci è più utile, anzi necessaria quanto lo sono queste. (cap. IV) *Il prezzo delle cose vien formato da due principi riuniti, bisogno, e rarità. (cap. IV) *L'accrescimento dell'annua riproduzione debb'essere lo scopo della [[Economia politica]]: questo non può ottenersi se non col facile e pronto sfogo di tutta la porzione eccedente i bisogni interni dello Stato. (cap. V) *Nella troppa [[disuguaglianza economica|disuguaglianza delle fortune]], egualmente che nella perfetta eguaglianza, l'annua riproduzione si restringe al puro necessario, e l'industria s'annienta, poiché il popolo cade nel letargo. (cap. VI) *I mezzi per isminuzzare e dividere i patrimonj troppo ammassati, e far circolare i beni di fortuna sopra un maggior numero di uomini, non possono mai essere mezzi diretti, poiché sarebbe questo un attentato contro la proprietà, che è la base della giustizia in ogni società incivilita. (cap. VI) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Cronaca di Cola de li Piccirilli''=== Chissa Cronaca aggio scritta de mea propia manu e pe' meo propio devertimiento io Cola da li Picirilli l'anno dello Signore mille setteciento e sessanta tre: né me curo che alcuno la legga o che sea de gusto ad alcuno; ben sapiendo che le guste son varj e che massimamente in Melano dove pe' malora mia songo costretto de restare, le cervielli della gente sono assae diviersi dallo mio. Quello che so pe' scrivere in chissa Cronaca so' appunto le coglionerie che aggio veduto capetare in chissa nobule Metropole entro lo brieve spazio d'un anno. ===''Diario militare''=== <div align=right>Vienna, 14 maggio, 1759.</div> Eccomi giunto. Ma quanta diversità dal correre la posta tranquillamente al camino, e coll'itinerario in mano, dire domani al tal sito, posdomani comodamente al tal altro. Sedendo al fuoco agiatamente, da Milano a Vienna vi si passa in sei o sette giorni. Io però nel Tirolo, nella Stiria e Carinzia, ho incontrato delle difficoltà che sulla carta non erano scritte. La mattina al fare del giorno 5 di questo mese m'avete veduto partire; ora vi dico, che non ho potuto giungere a Vienna se non ieri, cioè il nono giorno, e vi sarei giunto assai più tardi, se non avessi sacrificato quattro notti. La sera del 5 dormii a Brescia, viaggiai tutto il giorno 6 e la notte, e dormii la sera del 7 a Bolzano. La mattina del giorno 8 partii, viaggiai di seguito tutta la notte e tutto il giorno 9, e la sera dormii a Lienz. ===''Discorso sull'indole del piacere e del dolore''=== La sensibilità dell'uomo, il grande arcano, al quale è stata ridotta come a generale principio ogni azione della fisica sopra di noi, si divide, e scompone in due elementi, e sono amor del piacere e fuga del dolore: tale almeno è la comune opinione degli uomini pensatori e maestri. Ognuno conosce e sente quanta influenza abbiano il piacere e il dolore nel determinare le azioni umane; la speranza, il desiderio, il bisogno del primo; il timore, lo spavento, l'orrore del secondo, danno il moto a tutte le nostre passioni. Tutti gli amatori delle belle arti sanno, che il loro scopo parimente è il piacere, col quale allettano altrui a ben accogliere e l'utile, e il vero. I tentativi adunque destinati a conoscerne l'indole, a illuminare questi primordiali oggetti, sono meritevoli di qualche attenzione. ===''Osservazioni sulla tortura''=== Fra i molti uomini d'ingegno e di cuore, i quali hanno scritto contro la pratica criminale della tortura e contro l'insidioso raggiro de' processi che secretamente si fanno nel carcere, non ve n'è alcuno il quale abbia fatto colpo sull'animo dei giudici; e quindi poco o nessuno effetto hanno essi prodotto. Partono essi per lo più da sublimi principj di legislazione riserbati alla cognizione di alcuni pochi pensatori profondi, e ragionando sorpassano la comune capacità; quindi le menti degli uomini altro non ne concepiscono se non un mormorìo confuso, e se ne sdegnano e rimproverano il genio di novità, la ignoranza della pratica, la vanità di voler fare il bello spirito, onde rifugiandosi alla sempre venerata tradizione de' secoli, anche più fortemente si attaccano ed affezionano alla pratica tramandataci dai maggiori. ===''Storia di Milano''=== L'origine di una città antica si perde comunemente nella oscurità de' tempi favolosi, e ascende sino a que' rimoti secoli dai quali a noi non è trapassato monumento alcuno, e perciò debbono considerarsi come secoli isolati e inaccessibili alla nostra curiosità. Tale si è la fondazione della città di Milano, di cui Plinio, Giustino e Livio fanno menzione, con autorità però sempre dubbia; perché trattasi di un avvenimento accaduto più secoli prima che questi autori scrivessero, e presso di un popolo che probabilmente ignorava persino l'arte della scrittura con cui passare a' posteri la notizia de' fatti. Conviene però queste opinioni conoscerle, e brevemente esaminarle, per separare dalla massa delle tradizioni quella porzione che sia più credibile. ==Citazioni su Pietro Verri== *L'ordine la chiarezza, la forza de' raziocini e l'insinuantesi fluidità del suo stile trovansi nelle ''Osservazioni sulla Tortura'' in un grado eminente. Non temo di incontrar la taccia di esagerato, se dico che quest'opera mostra più che ogni altra qual grand'uomo era Verri. ([[Pietro Custodi]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/cronaca-di-cola-de-li-piccirilli/ Cronaca di Cola de li Piccirilli]'', Milano, Biblioteca comunale, 1997. ISBN 8885262279 *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/diario-militare/ Diario militare]'', Universale Cappelli, 1967. *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/discorsi-del-conte-pietro-verri-dellinstituto-delle-scienze-di-bologna-sullindole-del-piacere-e-del-dolore-sulla-felicita-e-sulla-economia-politica-riveduti-ed-accresciuti-dall/ Discorsi del conte Pietro Verri dell'Instituto delle Scienze di Bologna sull'indole del piacere e del dolore; sulla felicità; e sulla economia politica riveduti ed accresciuti dall'autore]'', in Milano, presso Giuseppe Marelli, 1781. *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/discorso-sullindole-del-piacere-e-del-dolore/ Discorso sull'indole del piacere e del dolore ed altri scritti di filosofia ed economia]'', a cura di [[Renzo De Felice]], Feltrinelli Editore, Milano, 1964. *Pietro Verri, ''[[s:Meditazioni sulla economia politica|Meditazioni sulla economia politica]]'', Stamperia dell'Enciclopedia, Livorno, 1771. *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/osservazioni-sulla-tortura-e-singolarmente-sugli-effetti-che-produsse-alloccasione-delle-unzioni-malefiche-alle-quali-si-attribui-la-pestilenza-che-devasto-milano-lanno-1630/ Osservazioni sulla tortura e singolarmente sugli effetti che produsse all'occasione delle unzioni malefiche alle quali si attribuì la pestilenza che devastò Milano l'anno 1630]'', Newton Compton editori, prima edizione 1804. ISBN 8879835394 *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/storia-di-milano/ Storia di Milano]'', Edizioni Sansoni, Firenze, 1963. ==Voci correlate== *[[Alessandro Verri]] ==Altri progetti== {{interprogetto|s=Autore:Pietro Verri|s_preposizione=di|commons=Category:Pietro Verri|w}} {{DEFAULTSORT:Verri, Pietro}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] gscaer2lrbjpdw0ghx8gdchiqsfd0fz 1422783 1422778 2026-08-06T22:56:10Z Morkoz 107625 Reverted 1 edit by [[Special:Contributions/~2026-43488-35|~2026-43488-35]] ([[User talk:~2026-43488-35|talk]]) (TwinkleGlobal) 1422783 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Pietro Verri crop.png|thumb|right|Pietro Verri]] '''Pietro Verri''' (1728 – 1797), filosofo, economista, storico e scrittore italiano. ==Citazioni di Pietro Verri== *[...] conviene che l'uomo impari a [[Solitudine|saper vivere con sé stesso]]; poiché altro non è la debolezza dell'animo che l'opinione d'aver bisogno degli uomini; e chi sa esser bene con sé stesso, non può avere forte opinione di questo bisogno.<ref>Da ''Pensieri sulla solitudine'', in ''Scritti vari'', ordinati da Giulio Carcano, vol. II, Felice Le Monnier, Firenze, 1834, p. [https://books.google.it/books?id=LS0zDAr-rRAC&pg=PA161 161].</ref> *Dovere e Onore sono due parole che hanno radici nel regno della opinione. Cambiate la opinione, e non avrete più Armate.<ref>Da ''Delle nozioni tendenti alla pubblica felicità'', a cura di Gennaro Barbarisi, Salerno editrice, 1994, p. 76.</ref> *Il fine dunque del patto sociale è il ben essere di ciascuno che concorre a formare la società, il che si risolve nella felicità pubblica o sia la maggiore felicità possibile divisa colla maggiore uguaglianza possibile.<ref>Da ''Meditazioni sulla felicità'', 1765, p. [https://books.google.it/books?id=I844R3QQZRUC&pg=PA33 33].</ref> *Gli [[Letterato|uomini di lettere]] hanno maggiore influenza nel destino delle generazioni venture, di quanto ne abbiano gli stessi Monarchi sugli uomini viventi. Spargono i primi semi de' lor pensamenti; semi tardi bensì a produrre, ma che nella gioventù s'innestano; e l'uomo di lettere determina le opinioni del secolo che vien dopo di lui.<ref>Da ''Memorie appartenenti alla vita ed agli studj del signor don Paolo Frisi'', Giuseppe Marelli, Milano, 1797, p. [https://books.google.it/books?id=ab8II2j8LeUC&pg=PA17 17].</ref> *Il [[dolore]] precede ogni [[piacere]] ed è il principio motore dell'[[uomo]].<ref>Da ''Discorso sull'indole del piacere e del dolore'', cap. [[s:Discorso sull'indole del piacere e del dolore/XI|XI]], in ''Del piacere e del dolore ed altri scritti di filosofia ed economia'', a cura di Renzo De Felice, Feltrinelli Editore, Milano, 1964.</ref> *Il gran [[Galileo Galilei|Galileo]], l'onore della patria nostra, il gran precursore di Newton, quello di cui sarà glorioso il nome insino che gli uomini conserveranno l'usanza del pensare, quello {{sic|perfine}}, le di cui sventure saranno una macchia, ed un obbrobrio eterno per il secolo in cui visse.<ref>Da ''Pensieri sullo spirito della letteratura in Italia'', in «Il Caffè», 1764; citato in [[Giorgio Candeloro]], ''Storia dell'Italia moderna'', vol. I, ''Le origini del Risorgimento 1700-1815'', Universale economica, Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano, 1992, pp. 71-72.</ref> *Il popolo conobbe che gli Ecclesiastici non erano sempre i maestri disinteressati della verità. Si passò poscia ad esaminare le arti, colle quali avevano ammassate le ricchezze; si svelò il fanatismo delle Crociate, la opinione del prossimo fine del mondo, la tariffa penitenziale convertita in denaro, l'esenzione de' pesi pubblici per i fondi ecclesiastici, per cui molte donazioni si fecero, ritenendo a titolo di livello nella famiglia i poderi donati e diventati esenti; l'opinione di ottenere la felicità dopo la morte a chiunque lasciasse il suo agli ecclesiastici.<ref>Da ''Delle nozioni tendenti alla pubblica felicità'', ''Dialogo terzo'', a cura di Gennaro Barbarisi, Salerno editrice, 1994, p. 82.</ref> *Il vivere è noioso, o si viva co' superiori, ovvero cogli inferiori. La [[uguaglianza]] è la sola che ammette società, gioia, cordialità.<ref>Da ''Lettera del filosofo NN. al monarca NN.'', in ''Scritti vari'', 2 voll., ordinati da Giulio Carcano, Felice Le Monnier, Firenze, 1834, appendice al vol. II, p. [https://books.google.it/books?id=LS0zDAr-rRAC&pg=RA1-PA104 104].</ref> *Mi pare impossibile, che l'usanza di [[tortura|tormentare]] privatamente nel carcere per avere la verità possa reggere per lungo tempo ancora, dopoché si dimostra che molti e molti innocenti si sono condannati al supplizio per la tortura [...].<ref>Da ''Sulla tortura'', cap. [[s:Osservazioni sulla tortura/XVI#Impossibile|XVI]], Giovanni Silvestri, Milano, 1843, p. 60.</ref> *[...] posti due uomini nelle stesse circostanze, dando ad uno di essi una mente che ragioni, e dando all'altro della debolezza d'animo e della [[imbecillità]], il primo domerà molti più ostacoli che non farà il secondo; e finirà il primo per adottarsi un sistema assai più agiato e tranquillo di quello che non farà il secondo, al quale converrà passar la vita edificando ordigni, che ad ogni tratto crolleranno, e l'obbligheranno a ritornare da capo. Che se pur l'imbecille, per qualche rara combinazione, verrà dalla mano d'un protettore cavato dal labirinto per cui va errando, e posto in più luminosa comparsa, io dico che male della Fortuna di esso si giudica da chi lo vede di lontano; e che se la Fortuna dee misurarsi dal numero dei beni che ciascun gode, probabilmente colui anche in quello stato deve dirsi abbandonato dalla Fortuna, tanto ei stesso si troverà per tutto il corso della vita straniero nella situazione in cui è riposto, e timoroso e ansante incessantemente di perderla.<ref>Da ''Della Fortuna'', in ''Scritti vari: {{small|di Pietro Verri ordinati da Giulio Carcano e preceduti da un saggio civile sopra l'autore per Vincenzo Salvagnoli}}'', Felice Le Monnier, Firenze, 1854, vol. II, [https://books.google.it/books?id=NEMVAAAAYAAJ&newbks=1&newbks_redir=0&dq=&pg=PA151#v=onepage&q&f=false pp. 151-152].</ref> ==''Meditazioni sulla economia politica''== *Il [[bisogno]], cioè la sensazione del dolore, è il pungolo col quale la natura scuote l'uomo, e lo desta da quell'indolente stato di vegetazione, in cui senza questo giacerebbe. (cap. I) *Il [[Valore (economia)|valore]] è una parola che indica la stima che fanno gli uomini d'una cosa; ma ogni uomo avendo le sue opinioni e i suoi bisogni isolati in una società ancor rozza, sarà variabilissima la idea del valore, la quale non si rende universale se non introdotta che sia la corrispondenza fra società e società, ed incessantemente mantenuta. (cap. I) *Il [[denaro]] è la merce universale: cioè a dire è quella merce la quale per la universale sua accettazione, per il poco volume che ne rende facile il trasporto, per la comoda divisibilità, e per la incorruttibilità sua è universalmente ricevuta in iscambio di ogni merce particolare. (cap. II) *Il disordine medesimo di consumare più che non si riproduce è uno sprone a maggiormente riprodurre. (cap. III) *Prima dell'invenzione del denaro non potevano aversi le idee di compratore, e di venditore, ma soltanto di proponente, e di aderente al cambio. (cap. IV) *Quali sono dunque gli elementi che formano il prezzo? Non è certamente la sola utilità che lo costituisca. Per convincerci di questo, basta il riflettere che l'acqua, l'aria, e la luce del sole non hanno prezzo alcuno, eppure niun'altra cosa ci è più utile, anzi necessaria quanto lo sono queste. (cap. IV) *Il prezzo delle cose vien formato da due principi riuniti, bisogno, e rarità. (cap. IV) *L'accrescimento dell'annua riproduzione debb'essere lo scopo della [[Economia politica]]: questo non può ottenersi se non col facile e pronto sfogo di tutta la porzione eccedente i bisogni interni dello Stato. (cap. V) *Nella troppa [[disuguaglianza economica|disuguaglianza delle fortune]], egualmente che nella perfetta eguaglianza, l'annua riproduzione si restringe al puro necessario, e l'industria s'annienta, poiché il popolo cade nel letargo. (cap. VI) *I mezzi per isminuzzare e dividere i patrimonj troppo ammassati, e far circolare i beni di fortuna sopra un maggior numero di uomini, non possono mai essere mezzi diretti, poiché sarebbe questo un attentato contro la proprietà, che è la base della giustizia in ogni società incivilita. (cap. VI) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Cronaca di Cola de li Piccirilli''=== Chissa Cronaca aggio scritta de mea propia manu e pe' meo propio devertimiento io Cola da li Picirilli l'anno dello Signore mille setteciento e sessanta tre: né me curo che alcuno la legga o che sea de gusto ad alcuno; ben sapiendo che le guste son varj e che massimamente in Melano dove pe' malora mia songo costretto de restare, le cervielli della gente sono assae diviersi dallo mio. Quello che so pe' scrivere in chissa Cronaca so' appunto le coglionerie che aggio veduto capetare in chissa nobule Metropole entro lo brieve spazio d'un anno. ===''Diario militare''=== <div align=right>Vienna, 14 maggio, 1759.</div> Eccomi giunto. Ma quanta diversità dal correre la posta tranquillamente al camino, e coll'itinerario in mano, dire domani al tal sito, posdomani comodamente al tal altro. Sedendo al fuoco agiatamente, da Milano a Vienna vi si passa in sei o sette giorni. Io però nel Tirolo, nella Stiria e Carinzia, ho incontrato delle difficoltà che sulla carta non erano scritte. La mattina al fare del giorno 5 di questo mese m'avete veduto partire; ora vi dico, che non ho potuto giungere a Vienna se non ieri, cioè il nono giorno, e vi sarei giunto assai più tardi, se non avessi sacrificato quattro notti. La sera del 5 dormii a Brescia, viaggiai tutto il giorno 6 e la notte, e dormii la sera del 7 a Bolzano. La mattina del giorno 8 partii, viaggiai di seguito tutta la notte e tutto il giorno 9, e la sera dormii a Lienz. ===''Discorso sull'indole del piacere e del dolore''=== La sensibilità dell'uomo, il grande arcano, al quale è stata ridotta come a generale principio ogni azione della fisica sopra di noi, si divide, e scompone in due elementi, e sono amor del piacere e fuga del dolore: tale almeno è la comune opinione degli uomini pensatori e maestri. Ognuno conosce e sente quanta influenza abbiano il piacere e il dolore nel determinare le azioni umane; la speranza, il desiderio, il bisogno del primo; il timore, lo spavento, l'orrore del secondo, danno il moto a tutte le nostre passioni. Tutti gli amatori delle belle arti sanno, che il loro scopo parimente è il piacere, col quale allettano altrui a ben accogliere e l'utile, e il vero. I tentativi adunque destinati a conoscerne l'indole, a illuminare questi primordiali oggetti, sono meritevoli di qualche attenzione. ===''Osservazioni sulla tortura''=== Fra i molti uomini d'ingegno e di cuore, i quali hanno scritto contro la pratica criminale della tortura e contro l'insidioso raggiro de' processi che secretamente si fanno nel carcere, non ve n'è alcuno il quale abbia fatto colpo sull'animo dei giudici; e quindi poco o nessuno effetto hanno essi prodotto. Partono essi per lo più da sublimi principj di legislazione riserbati alla cognizione di alcuni pochi pensatori profondi, e ragionando sorpassano la comune capacità; quindi le menti degli uomini altro non ne concepiscono se non un mormorìo confuso, e se ne sdegnano e rimproverano il genio di novità, la ignoranza della pratica, la vanità di voler fare il bello spirito, onde rifugiandosi alla sempre venerata tradizione de' secoli, anche più fortemente si attaccano ed affezionano alla pratica tramandataci dai maggiori. ===''Storia di Milano''=== L'origine di una città antica si perde comunemente nella oscurità de' tempi favolosi, e ascende sino a que' rimoti secoli dai quali a noi non è trapassato monumento alcuno, e perciò debbono considerarsi come secoli isolati e inaccessibili alla nostra curiosità. Tale si è la fondazione della città di Milano, di cui Plinio, Giustino e Livio fanno menzione, con autorità però sempre dubbia; perché trattasi di un avvenimento accaduto più secoli prima che questi autori scrivessero, e presso di un popolo che probabilmente ignorava persino l'arte della scrittura con cui passare a' posteri la notizia de' fatti. Conviene però queste opinioni conoscerle, e brevemente esaminarle, per separare dalla massa delle tradizioni quella porzione che sia più credibile. ==Citazioni su Pietro Verri== *L'ordine la chiarezza, la forza de' raziocini e l'insinuantesi fluidità del suo stile trovansi nelle ''Osservazioni sulla Tortura'' in un grado eminente. Non temo di incontrar la taccia di esagerato, se dico che quest'opera mostra più che ogni altra qual grand'uomo era Verri. ([[Pietro Custodi]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/cronaca-di-cola-de-li-piccirilli/ Cronaca di Cola de li Piccirilli]'', Milano, Biblioteca comunale, 1997. ISBN 8885262279 *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/diario-militare/ Diario militare]'', Universale Cappelli, 1967. *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/discorsi-del-conte-pietro-verri-dellinstituto-delle-scienze-di-bologna-sullindole-del-piacere-e-del-dolore-sulla-felicita-e-sulla-economia-politica-riveduti-ed-accresciuti-dall/ Discorsi del conte Pietro Verri dell'Instituto delle Scienze di Bologna sull'indole del piacere e del dolore; sulla felicità; e sulla economia politica riveduti ed accresciuti dall'autore]'', in Milano, presso Giuseppe Marelli, 1781. *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/discorso-sullindole-del-piacere-e-del-dolore/ Discorso sull'indole del piacere e del dolore ed altri scritti di filosofia ed economia]'', a cura di [[Renzo De Felice]], Feltrinelli Editore, Milano, 1964. *Pietro Verri, ''[[s:Meditazioni sulla economia politica|Meditazioni sulla economia politica]]'', Stamperia dell'Enciclopedia, Livorno, 1771. *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/osservazioni-sulla-tortura-e-singolarmente-sugli-effetti-che-produsse-alloccasione-delle-unzioni-malefiche-alle-quali-si-attribui-la-pestilenza-che-devasto-milano-lanno-1630/ Osservazioni sulla tortura e singolarmente sugli effetti che produsse all'occasione delle unzioni malefiche alle quali si attribuì la pestilenza che devastò Milano l'anno 1630]'', Newton Compton editori, prima edizione 1804. ISBN 8879835394 *Pietro Verri, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-v/pietro-verri/storia-di-milano/ Storia di Milano]'', Edizioni Sansoni, Firenze, 1963. ==Voci correlate== *[[Alessandro Verri]] ==Altri progetti== {{interprogetto|s=Autore:Pietro Verri|s_preposizione=di|commons=Category:Pietro Verri|w}} {{DEFAULTSORT:Verri, Pietro}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Economisti italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 9utcyzpd2gt93w6o2fjx16dqj8x0mc8 Discussioni utente:Vale93b 3 14402 1422732 1422655 2026-08-06T15:48:37Z Udiki 86035 /* Cernobbio */ Risposta 1422732 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 11:05, 3 lug 2007 (CEST)}} == [[Varese Calcio Società Sportiva Dilettantistica]] == Buongiorno, grazie per il suo contributo, la voce presenta alcuni problemi: *La citazione di Balzaretti andrebbe inserita prima con la fonte (indicata in modo adeguato) nella voce di Balzaretti e quindi nella voce del Varese Calcio (senza ripetere nuovamente la fonte, esattamente com'è stato fatto per Sannino). *Paolo Basile non risulta essere enciclopedico e dunque la sua citazione va cancellata. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:31, 15 dic 2015 (CET) == [[Ezio Capuano]] == Salve, un post facebook di qualcun altro non è proprio il massimo delle fonti... Non ci sarebbe un'altra fonte un po' più autorevole?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:43, 8 apr 2018 (CEST) == Re: Cuneo == Ciao, dato che non si può citare tutto insieme ti consiglio di estrarne tipo tre citazioni, cioè selezionare le parti più significative sul tema che ti interessa, ad esempio (ma è solo un esempio, vedi poi tu cosa scegliere): *La Cuneo in cui nacque il gioco del calcio apparteneva alla civiltà del legno. Il campo, in piazza Regina Elena già Cavalleria aveva tribune di legno, era circondato da un passamano di legno e veniva chiusa al traffico, in occasione delle partite, da tavolati di legno, sorpassati o sotto passati da noi ‘gagnu’, ragazzini, appena i sorveglianti delle porte se ne erano andati a guardare la partita, come tutti. Erano gli urli degli spettatori a farci volare oltre i tavolati, a farci strisciare sotto a infilarci a forza fra le schiene e le gambe degli anziani. Non c’è mai stato al mondo credo un campo da calcio così casalingo più che cittadino, specie per chi ci abitava come i Paschiero o noi Bocca che stavamo a cento metri ed eravamo lì da mattino a sera a correre dietro un pallone. *Si stava vivendo negli anni trenta la storia del calcio italiano campione del mondo ma c’era stata anche una preistoria di quella favolosa Alta Italia che aveva vinto un campionato italiano dei dilettanti, non sapevamo bene quale ma leggendaria con la maglia a strisce bianco e nere come quelle della Juventus, stessa buona borghesia anglofila, basta leggere i nomi della formazione del 1920: Rattalino, Fiorio, Giriodi, Borra, Cantona, tutte buone famiglie con casa sul viale degli Angeli. La Cuneo Sportiva o Associazione Calcio Cuneo in cui arrivai nel 1939 mi pare dopo aver rischiato le gambe in tutti i tornei provinciali degli avanguardisti o di giovani fascisti del fascismo cuneese più vicino alla sagra del castagno che alla Marcia su Roma aveva due caratteri precisi, il rapporto stretto con la Liguria e quello intimo con la città. *Per noi di Cuneo non c’erano contratti e stipendi. Semplicemente si passava dal calcio di cortile e di strada a quello che aveva una maglia, un nome uno stemma. E io che avevo come altro sport lo sci, giocavo fino a dicembre e poi arrivata la neve sparivo fino ad aprile o maggio quando allenatori e dirigenti mi riprendevano senza neppure protestare perché quella mia appartenenza alla squadra era qualcosa di naturale, mi spettava per nascita, non per contratto. Poi metti le tre citazioni sotto un'intestazione con il template {{tl|int}} (indicando la fonte nel template) nella voce di Bocca, al che potrai “girarle” nella voce tematica (sì, si fa così: le citazioni vanno prima nella voce dell'autore, e la fonte va solo nella voce dell'autore).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:50, 24 dic 2018 (CET) == L'allenatore nel pallone == Ciao. Per quel tipo di raccolte la citazione va prima nella voce dell'opera, cioè dovresti metterla anche nella voce ''[[L'allenatore nel pallone]]''. Grazie,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:28, 6 apr 2019 (CEST) == Re: Consulenza su voce == Ciao! No, nessun avviso, le oscenità sessuali già abbondano su questo progetto, qualche limite ce lo si può porre al limite se ci sono bestemmie... Buon lavoro,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:13, 18 lug 2020 (CEST) == [[Speciale:diff/1343046]] == Ciao, la fonte non è un libro del solo Chiara ma anche di Marco Colombo. In base alle convenzioni in materia (vedi [[Wikiquote:Modello_di_voce#Voci su opere|qui]]: "I libri con più autori o senza autore vanno in una voce apposita ecc...") la citazione va inserita in una pagina che in questo caso è da creare e intitolare ''[[Piero Chiara e Marco Colombo]]'', come per esempio ''[[Indro Montanelli e Roberto Gervaso]]''. È poi necessario creare anche il relativo elemento Wikidata (per esempio [[d:Q19357664|qui]] c'è quello della pagina di Montanelli e Gervaso succitata). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:17, 1 set 2024 (CEST) :@[[Utente:Udiki|Udiki]] ciao, i testi del libro in questione sono integralmente di Piero Chiara, Cesare Colombo (non Marco, erroraccio mio…) era un fotografo. Vale ugualmente? [[Utente:Vale93b|Vale93b]] ([[Discussioni utente:Vale93b|scrivimi]]) 12:18, 1 set 2024 (CEST) ::Ah! ''Secondo me'' allora va bene così. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:20, 1 set 2024 (CEST) == [[Cernobbio]] == Ciao, la prima citazione non pare proprio significativa e la seconda riguarda il forum più che Cernobbio, non si può trovare qualcos'altro? Così la voce è da cancellazione anziché no. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:39, 3 ago 2026 (CEST) :ciao, effettivamente non sembra esserci molto altro... forse la seconda cit. potrebbe essere più funzionale a una voce [[Villa d'Este]], per la quale si potrebbe anche scomodare Stendhal? [[Utente:Vale93b|Vale93b]] ([[Discussioni utente:Vale93b|scrivimi]]) 10:03, 5 ago 2026 (CEST) ::Non dice praticamente nulla neppure sulla Villa d'Este; tranne che Varese non ce l'ha, ma questo è ovvio. Non c'è un giudizio originale o una descrizione icastica. Vedi [[Wikiquote:Modello di voce#Scelta delle citazioni]] e [[Wikiquote:Significatività]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:48, 6 ago 2026 (CEST) 5c5f6bcgmmombu1wv3xs6jl273f9lmw 1422812 1422732 2026-08-07T09:31:54Z Vale93b 2254 /* Cernobbio */ Risposta 1422812 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Gacio|Gacio]] [[Discussioni utente:Gacio|<small>dimmi</small>]] 11:05, 3 lug 2007 (CEST)}} == [[Varese Calcio Società Sportiva Dilettantistica]] == Buongiorno, grazie per il suo contributo, la voce presenta alcuni problemi: *La citazione di Balzaretti andrebbe inserita prima con la fonte (indicata in modo adeguato) nella voce di Balzaretti e quindi nella voce del Varese Calcio (senza ripetere nuovamente la fonte, esattamente com'è stato fatto per Sannino). *Paolo Basile non risulta essere enciclopedico e dunque la sua citazione va cancellata. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:31, 15 dic 2015 (CET) == [[Ezio Capuano]] == Salve, un post facebook di qualcun altro non è proprio il massimo delle fonti... Non ci sarebbe un'altra fonte un po' più autorevole?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:43, 8 apr 2018 (CEST) == Re: Cuneo == Ciao, dato che non si può citare tutto insieme ti consiglio di estrarne tipo tre citazioni, cioè selezionare le parti più significative sul tema che ti interessa, ad esempio (ma è solo un esempio, vedi poi tu cosa scegliere): *La Cuneo in cui nacque il gioco del calcio apparteneva alla civiltà del legno. Il campo, in piazza Regina Elena già Cavalleria aveva tribune di legno, era circondato da un passamano di legno e veniva chiusa al traffico, in occasione delle partite, da tavolati di legno, sorpassati o sotto passati da noi ‘gagnu’, ragazzini, appena i sorveglianti delle porte se ne erano andati a guardare la partita, come tutti. Erano gli urli degli spettatori a farci volare oltre i tavolati, a farci strisciare sotto a infilarci a forza fra le schiene e le gambe degli anziani. Non c’è mai stato al mondo credo un campo da calcio così casalingo più che cittadino, specie per chi ci abitava come i Paschiero o noi Bocca che stavamo a cento metri ed eravamo lì da mattino a sera a correre dietro un pallone. *Si stava vivendo negli anni trenta la storia del calcio italiano campione del mondo ma c’era stata anche una preistoria di quella favolosa Alta Italia che aveva vinto un campionato italiano dei dilettanti, non sapevamo bene quale ma leggendaria con la maglia a strisce bianco e nere come quelle della Juventus, stessa buona borghesia anglofila, basta leggere i nomi della formazione del 1920: Rattalino, Fiorio, Giriodi, Borra, Cantona, tutte buone famiglie con casa sul viale degli Angeli. La Cuneo Sportiva o Associazione Calcio Cuneo in cui arrivai nel 1939 mi pare dopo aver rischiato le gambe in tutti i tornei provinciali degli avanguardisti o di giovani fascisti del fascismo cuneese più vicino alla sagra del castagno che alla Marcia su Roma aveva due caratteri precisi, il rapporto stretto con la Liguria e quello intimo con la città. *Per noi di Cuneo non c’erano contratti e stipendi. Semplicemente si passava dal calcio di cortile e di strada a quello che aveva una maglia, un nome uno stemma. E io che avevo come altro sport lo sci, giocavo fino a dicembre e poi arrivata la neve sparivo fino ad aprile o maggio quando allenatori e dirigenti mi riprendevano senza neppure protestare perché quella mia appartenenza alla squadra era qualcosa di naturale, mi spettava per nascita, non per contratto. Poi metti le tre citazioni sotto un'intestazione con il template {{tl|int}} (indicando la fonte nel template) nella voce di Bocca, al che potrai “girarle” nella voce tematica (sì, si fa così: le citazioni vanno prima nella voce dell'autore, e la fonte va solo nella voce dell'autore).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:50, 24 dic 2018 (CET) == L'allenatore nel pallone == Ciao. Per quel tipo di raccolte la citazione va prima nella voce dell'opera, cioè dovresti metterla anche nella voce ''[[L'allenatore nel pallone]]''. Grazie,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:28, 6 apr 2019 (CEST) == Re: Consulenza su voce == Ciao! No, nessun avviso, le oscenità sessuali già abbondano su questo progetto, qualche limite ce lo si può porre al limite se ci sono bestemmie... Buon lavoro,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:13, 18 lug 2020 (CEST) == [[Speciale:diff/1343046]] == Ciao, la fonte non è un libro del solo Chiara ma anche di Marco Colombo. In base alle convenzioni in materia (vedi [[Wikiquote:Modello_di_voce#Voci su opere|qui]]: "I libri con più autori o senza autore vanno in una voce apposita ecc...") la citazione va inserita in una pagina che in questo caso è da creare e intitolare ''[[Piero Chiara e Marco Colombo]]'', come per esempio ''[[Indro Montanelli e Roberto Gervaso]]''. È poi necessario creare anche il relativo elemento Wikidata (per esempio [[d:Q19357664|qui]] c'è quello della pagina di Montanelli e Gervaso succitata). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:17, 1 set 2024 (CEST) :@[[Utente:Udiki|Udiki]] ciao, i testi del libro in questione sono integralmente di Piero Chiara, Cesare Colombo (non Marco, erroraccio mio…) era un fotografo. Vale ugualmente? [[Utente:Vale93b|Vale93b]] ([[Discussioni utente:Vale93b|scrivimi]]) 12:18, 1 set 2024 (CEST) ::Ah! ''Secondo me'' allora va bene così. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:20, 1 set 2024 (CEST) == [[Cernobbio]] == Ciao, la prima citazione non pare proprio significativa e la seconda riguarda il forum più che Cernobbio, non si può trovare qualcos'altro? Così la voce è da cancellazione anziché no. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:39, 3 ago 2026 (CEST) :ciao, effettivamente non sembra esserci molto altro... forse la seconda cit. potrebbe essere più funzionale a una voce [[Villa d'Este]], per la quale si potrebbe anche scomodare Stendhal? [[Utente:Vale93b|Vale93b]] ([[Discussioni utente:Vale93b|scrivimi]]) 10:03, 5 ago 2026 (CEST) ::Non dice praticamente nulla neppure sulla Villa d'Este; tranne che Varese non ce l'ha, ma questo è ovvio. Non c'è un giudizio originale o una descrizione icastica. Vedi [[Wikiquote:Modello di voce#Scelta delle citazioni]] e [[Wikiquote:Significatività]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:48, 6 ago 2026 (CEST) :::beh, "il meglio, per l'ospitalità di chi contavo di invitare, era lì" è riferito a Villa d'Este. Egualmente ho repertato cit. secondo me significative da [https://www.gutenberg.org/cache/epub/53495/pg53495-images.html Edith Wharton] (" In the gardens of the Villa d’Este there is much of the Roman spirit...) e da [https://www.thetimes.com/travel/destinations/europe-travel/italy/villa-deste-hotel-review-2t98cl07j Carolina di Brunswick] [[Utente:Vale93b|Vale93b]] ([[Discussioni utente:Vale93b|scrivimi]]) 11:31, 7 ago 2026 (CEST) 3bt2f809mxubxz5jbb7ntwjk1pshdch Peter Gomez 0 16333 1422796 1044257 2026-08-07T00:29:15Z Danyele 19198 +voci correlate 1422796 wikitext text/x-wiki [[File:Peter Gomez - International Journalism Festival 2015 06.JPG|thumb|Peter Gomez al Festival Internazionale del Giornalismo nel 2015]] '''Peter Gomez''' (1963 – vivente), giornalista e scrittore italiano. {{Vedi anche|Peter Gomez e Marco Travaglio}} {{vedi anche|Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio}} ==''Voglio Scendere – il blog di Corrias, Gomez, Travaglio''== *Finché [[Clemente Mastella|Mastella]] era uno tra i tanti, il dato era considerato quasi fisiologico. Ora non più: chiudere un occhio, anzi due, sui comportamenti e le frequentazioni del ministro della Giustizia, persino in Italia è diventato impossibile. Così il leader dell'Udeur medita di defilarsi. Intanto quello che doveva fare lo ha fatto: ha portato a casa una riforma dell'ordinamento giudiziario che per la prima volta consente al Guardasigilli d'intervenire sulle inchieste in corso domandando il trasferimento d'urgenza di chi indaga. È riuscito a instradare verso un probabile insabbiamento i fascicoli calabresi in cui egli stesso era indagato. Ha costretto il governo a far quadrato intorno a lui giocando le amate carte del ricatto politico. (da ''L'uomo sbagliato'', 29 ottobre 2007) *No, non è vero che il governo di centrosinistra stia sbagliando tutto. Certo, ha votato l'indulto, non ha abolito le leggi vergogna, non ha toccato la legge 30, non ha messo seriamente mano al conflitto d'interessi, e via dicendo. Ma almeno una cosa buona e importante la sta facendo: per la prima volta da 60 anni a questa parte a Roma Foto c'è un esecutivo che si sforza di far pagare a tutti le tasse. Ed il bello è che i risultati si cominciano a vedere. Se poi sia merito di [[Romano Prodi|Prodi]], di Padoa Schioppa o di Vincenzo Visco, il vice-ministro con condanna per abuso edilizio in allegato, è quasi secondario. Resta il fatto che in Italia sembra di essere all'alba di un evento rivoluzionario. (da ''Viva le tasse'', 27 settembre 2007) *Tutto mi separa da [[Filippo Facci]]. Non ho mai condiviso (per usare un eufemismo) le sue prese di posizione, le sue teorie strampalate sui magistrati e sull'inchiesta Mani Pulite che tanto sono servite a Silvio Berlusconi per scatenare e alimentare la guerra totale alla giustizia. Quando Facci era craxiano io andavo a caccia delle malefatte del Psi, quando poi da L'Avanti è passato a Mediaset e al Il Giornale, io tentavo di spiegare perché in Italia il regime mediatico stesse avanzando a colpi di manganello televisivo. (da ''Il peggio del paese'', 1 ottobre 2007) *Un pezzo importante dell'opinione pubblica, o se preferite di quel ceto medio riflessivo di cui ha tanto parlato [[Paul Ginsborg]], è annichilito dal possibile (anzi probabile) ritorno del [[Silvio Berlusconi|Cavaliere]]. Walter Veltroni ripete sempre più spesso che bisogna chiudere la stagione dell'odio. In realtà a caratterizzare la politica italiana non è l'odio, ma la paura. Berlusconi più che odiato, è temuto. Per questo sarebbero necessarie una serie di regole (dalla legge sul conflitto d'interessi, a quella sull'emittenza televisiva, solo per citarne due) in grado di impedire soprusi da parte di chiunque si trovi al governo. Solo così i cittadini si sentirebbero più garantiti. Invece l'unica riforma fin qui approvata dal centrosinistra, quella sull'ordinamento giudiziario, ha moltiplicato le possibilità d'ingerenza da parte dell'esecutivo sul potere un tempo indipendente della magistratura. E la paura, di giorno in giorno, aumenta. (da ''La stagione della paura'', 24 ottobre 2007) *[[Mario Landolfi|Landolfi]] oggi è presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai. Se fosse nato in Inghilterra, invece che in Italia, si sarebbe già dimesso: chi non riesce a vigilare sul proprio segretario è difficile che riesca a vigilare su un'azienda con migliaia di dipendenti. Anzi, mi correggo, Landolfi anche nel Regno Unito non si sarebbe dimesso. A Londra, infatti, un incarico come il suo non esiste. Oltremanica non è il parlamento a vigilare sulla Bbc, ma è la Bbc che vigila sull'attività dei parlamentari e dei loro collaboratori. Una differenza che spiega bene perché questa singolare notizia, come quella dell'apertura di un'indagine per corruzione contro lo stesso Landolfi, sul piccolo schermo non abbia di fatto trovato spazio. (da [http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1734886.html ''Il vigilante''], 1 gennaio 2008) *Con un annuncio-confessione [[Silvio Berlusconi]] ha spalancato le porte del centrodestra al leader dell'Udeur. [[Clemente Mastella|Mastella]], spiega, ha i voti e condivide con lui gli stessi ideali. Ovviamente non quelli cattolici: il Cavaliere, tanto per dirne una, è divorziato, mentre l'ex Guardasigilli crede talmente nella famiglia da averci creato intorno un partito. I valori in campo sono altri: si va dall'allergia a qualsiasi controllo di legalità, per arrivare sino all'irresistibile attrazione per l'ingerenza negli affari della pubblica amministrazione. (da [http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1757902.html ''Comunanza di valori''], 22 gennaio 2008) *Andrò a votare e voterò Italia dei valori. Nel momento in cui [[Silvio Berlusconi]] e [[Marcello Dell'Utri]] escono allo scoperto e, pur di avere la maggioranza al senato, non esitano ad elogiare l'omertà del boss [[Vittorio Mangano]] penso che sia necessario dare forza a chi dice chiaramente di no alla mafia. [...] Invito tutti quindi a pensare che cosa è accaduto tra il 2001 e il 2006 quando il nostro Paese è corso a grandi passi verso il regime con i servizi segreti che spiavano giornalisti e magistrati, con le epurazioni e le censure in Rai, con la grande stampa internazionale che ogni giorno metteva alla berlina l'Italia e il suo esecutivo. Non c'è una sola ragione per pensare che la prossima volta andrà diversamente. Berlusconi, del resto, nelle scorse settimane è stato chiaro: vuole reintrodurre l'immunità parlamentare, vietare le intercettazioni telefoniche, mettere nuovamente e più a fondo le mani sulla tv pubblica. Evitare tutto questo penso che sia un preciso dovere di chi ha a cuore la libertà. (da [http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1865200.html ''Un voto contro''], 11 aprile 2008) *La [[scuola]] e l'università, a differenza delle miniere, rappresentano il cuore pulsante dello Stato. E se una riforma e un intervento duro per eliminare sprechi e inefficienze sono necessari, è chiaro che la strategia dei tagli a pioggia e non mirati è destinata semplicemente ad imballare un sistema che già oggi funziona poco. Anche nella maggioranza, alla fine, in molti se ne stanno rendendo conto. Solo che non lo possono dire. Berlusconi odia le sconfitte e ritirare il [[riforma Gelmini|decreto Gelmini]] per lui sarebbe stato come replicare l'incubo dell'estate del 1994, quando la riforma delle pensioni varata dal suo primo governo fu messa nel cassetto, di fronte alle proteste dei sindacati, solo poche ore dopo essere stata proposta. (da [http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2008/10/29/fuori_controllo.html ''Fuori controllo''], 29 ottobre 2008) ==[[Incipit]] de ''Il regalo di Berlusconi''== Nicoletta Gandus ci mette meno di tre minuti per leggere la sentenza. Un colpetto di tosse, un'occhiata ai giudici a latere, Loretta Dorigo e Pietro Caccialanza, due cattolici praticanti non iscritti a nessuna corrente, che adesso hanno lo sguardo fisso su un pubblico per una volta più numeroso del solito, e il Presidente della X sezione penale dice: «In nome del popolo italiano il Tribunale, visti gli articoli 533, 535 c.p.p., dichiara Mills Mackenzie Donald David colpevole del reato a lui ascritto e lo condanna alla pena di anni 4, mesi 6 di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. Visto l'articolo 29 c.p. dichiara Mills Mackenzie Donald David interdetto dai pubblici uffici per la durata di 5 anni. Visti gli articoli 538 e seguenti del c.p.p. condanna Mills Mackenzie Donald David al risarcimento del danno in favore della parte civile costituita, danno che liquida in successivi euro 250.000». ==Bibliografia== *Peter Gomez, Antonella Mascali, ''Il regalo di Berlusconi'', Chiarelettere, 2009. ISBN 9788861900943 ==Voci correlate== *[[Il Fatto Quotidiano]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gomez, Peter}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] j1vtzhw6q19wdacee6a4ssmpsk4wwv3 Marco Travaglio 0 17114 1422793 1421544 2026-08-07T00:15:55Z Danyele 19198 /* Citazioni su Marco Travaglio */ +1 1422793 wikitext text/x-wiki [[File:Marco Travaglio.jpg|thumb|Marco Travaglio nel 2010]] '''Marco Travaglio''' (1964 – vivente), giornalista e scrittore italiano. {{vedi anche|Peter Gomez e Marco Travaglio|Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio}} ==Citazioni di Marco Travaglio== {{cronologico}} *Come lo spieghi ad un extracomunitario che per avere l'onore di votare per un pregiudicato deve essere incensurato?<ref>Dal programma televisivo ''Anno Zero'', 14 settembre 2006.</ref><ref>In riferimento alla proposta di legge che prevede il diritto di voto agli extracomunitari non coinvolti in processi in corso e non soggetti a condanne definitive, e al fatto che nelle Camere sono presenti onorevoli rispondenti alle suddette caratteristiche.</ref> *Personalmente non sono pregiudizialmente contro le [[guerra|guerre]], purché le guerre abbiano una legalità internazionale, purché abbiano un obiettivo, venga verificato questo obiettivo, purché siano l'ultima ratio, e soprattutto purché non si giochi con le parole, cioè non si prenda in giro la gente.<ref>Dal programma televisivo ''Anno Zero'', 28 settembre 2006.</ref> *[[Governo Conte]]? Ho notato un enorme pregiudizio che non ha paragone coi governi precedenti.<ref>Da ''Otto e mezzo'', ''La7'', riportato in Gisella Ruccia, ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/09/governo-travaglio-quando-arrivarono-monti-e-renzi-cerano-articoli-che-sembravano-i-cinegiornali-luce/4415512/ Governo, Travaglio: "Quando arrivarono Monti e Renzi c'erano articoli che sembravano i cinegiornali Luce"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 9 giugno 2018.</ref> *[[Beppe Grillo|Grillo]] non fa altro che aizzare la piazza su temi che fanno o facevano parte del programma dell'Unione.<ref>Dal programma televisivo ''Annozero'', Rai 2, 4 ottobre 2007.</ref> *{{NDR|[[Giorgio Gaber]]}} Io l'ho visto una volta sola in vita mia, quando l'ho intervistato per ''[[la Repubblica (giornale)|la Repubblica]]'' nel 1998, e di lui mi colpì soprattutto la totale equidistanza dalla [[politica]]. Che non credo fosse geometrica, nel senso che non penso proprio che Gaber facesse calcoli su quanto lo separava dalla destra e quanto invece dalla sinistra. Mi sembrò un atteggiamento interiore, una categoria dello spirito che segnava la sua alterità assoluta da un far politica nei partiti. [...] Non c'era in lui snobismo, né atteggiamento di superiorità nei confronti dei politici. Però, un certo disprezzo per come si era degradata la politica, questo lo si avvertiva. [...] Certo, l'equidistanza costa, anche perché presuppone un livello culturale e morale veramente molto superiore alla media, in una società infestata come la nostra, ovunque si vada, dalla politica. [...] Per me somigliava molto a [[Indro Montanelli]], e pure questo è curioso, perché Montanelli veniva da destra, mentre Gaber veniva da sinistra. Eppure, grazie al loro essere equidistanti nello spirito da ogni partigianeria, erano arrivati esattamente alle stesse conclusioni, riguardo questo nostro assurdo Paese.<ref>''L'equidistanza dello spirito''; in ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', a cura di Andrea Pedrinelli, Kowalski, Milano, 2008, pp. 123-124. ISBN 978-88-7496-754-4</ref> *I [[immigrazione|migranti]] sono munizioni umane usate in una guerra più grossa di noi e di loro.<ref>Dalla trasmissione [https://www.raiplay.it/video/2019/01/Che-Tempo-Che-Fa-0d2ff4f8-2cf1-4464-ad17-dde3579039ed.html ''Che tempo che fa''], intervista di Fabio Fazio, puntata del 27 gennaio 2018.</ref> *I sempre più stanchi e retorici rituali delle commemorazioni ufficiali che si susseguono di anno in anno, anziché aiutare a fare memoria, alimentano l'effetto-melassa. Puntando tutto sull'agiografia dell'eroico giudice antimafia e nulla su quei particolari dei suoi ultimi giorni di vita che, presi uno per uno, non dicono nulla. Ma che composti nel mosaico cronologico aiutano a capire molto, se non tutto. E cioè la natura politico-terroristica della [[strage di via D'Amelio]], con le peculiarità che la distinguono da quella di Capaci a dispetto della ravvicinata ''consecutio temporum'', e la proiettano piuttosto su quello che accadrà molti mesi dopo: le bombe della primavera-estate del 1993 a Milano, Firenze e Roma e poi la «pax mafiosa» iniziata con il mancato (anzi, revocato) attentato allo stadio Olimpico della capitale, coincisa con la discesa in campo politico di [[Silvio Berlusconi]] e [[Marcello Dell'Utri]], e proseguita fino ad oggi.<ref>Dalla prefazione a Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, ''L'agenda rossa di Paolo Borsellino'', Chiarelettere, [https://books.google.it/books?id=r-A49p5-pf8C&pg=PT12 p. 12]. ISBN 886190145X</ref> *I vincitori {{NDR|delle elezioni politiche 2008}} sono Di Pietro e la [[Lega Nord|Lega]], che hanno uno raddoppiato e l'altro triplicato i voti. Perché... perché la Lega ha vinto? Secondo alcuni la Lega ha vinto perché è radicata nel territorio e questo è vero. Perché è vista come un movimento non organico alla casta... Ed è vero che è vista così, il problema è che non è vero che sia così, perché se i leghisti duri e puri, che vanno a Pontida travestiti da ''Obelix'' e da ''Panoramix'' sapessero cosa fanno i loro rappresentanti quando arrivano a Roma Ladrona, probabilmente quei 300.000 fucili salterebbero fuori, ma per sparare nelle chiappe ai loro rappresentanti... Perché il leghista integrato a Roma è peggio del peggiore forchettone democristiano o socialista della Prima Repubblica, perché essendo neofita arraffa tutto rapidamente perché sa che gli rimane poco tempo, mentre il democristiano ha tempi medio-lunghi... Il leghista ha sempre l'impressione che finisca subito... quindi porta via tutto! Mette anche spaghetti in tasca... Il leghista ricorda la scena di [[Totò]] sul tavolo in ''Miseria e nobiltà''... (da un incontro avvenuto il 29 maggio 2008 a L'Aquila) *Un giorno, in un teatro di provincia, un baritono fu sommerso di fischi. Lui s'interruppe e si rivolse al loggione: "Fischiate me? Sentirete il tenore!". Ecco, in Italia bisogna sempre conservare una riserva di fischi per quelli che verranno dopo. I quali, sicuramente, saranno peggiori di quelli che c'erano prima. Prendete il Tg1. Quando lo dirigeva Clemente J. Mimun, si pensava che peggio di così non si potesse fare, invece si poteva eccome. Infatti arrivò [[Gianni Riotta|Johnny Raiotta]], quello che fra l'altro consentì ad Al Tappone di negare impunemente l'editto bulgaro e di sostenere che [[Enzo Biagi]] si era epurato da solo.<ref>Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2009/07/11/tagliolini/11847/ Tagliolini]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 11 luglio 2009.</ref> *Il [[morbillo]] era considerato non la peste bubbonica come è considerata ultimamente ma era considerato quasi un tagliando che un bambino doveva fare assieme ad altre malattie.<ref>Dal programma televisivo ''Otto e mezzo''; citato in ''[https://www.nextquotidiano.it/senso-marco-travaglio-vaccini/ Il senso di Marco Travaglio per i vaccini]'', ''nextquotidiano.it'', 12 gennaio 2018.</ref> *[[Ferdinando Imposimato|Imposimato]] mi ha un po' meravigliato nel senso che non pensavo avesse tutte queste simpatie. Imposimato è sicuramente molto simpatico, è un napoletano, anche lui un po' anzianotto, credo abbia 77 anni, è stato tre volte parlamentare, se non erro, anche lui nella sinistra, nell'ex PCI e poi ebbe una parentesi che io francamente non ho capito e che denota secondo me un po' di confusione mentale, quando si candidò con i socialisti, con lo Sdi quindi i socialisti post-craxiani ma erano ancora molto craxiani e ricordo che in quella campagna al fianco di Enrico Manca, del [[Bobo Craxi|figlio di Craxi]], di Boselli si abbandonò a alcuni apprezzamenti davvero spiacevoli nei confronti del pool di Mani Pulite, di [[Francesco Saverio Borrelli|Borrelli]], di [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]], così magari per gasare un po' la platea revanscista che ancora considerava [[Bettino Craxi|Craxi]] una vittima dei giudici cattivi. Per un magistrato come lui che aveva fatto indagini importanti a Roma sul terrorismo, sulla Banda della Magliana etc., fu una cosa che non gli fece onore.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2010/04/passaparola_gli.html#*mtq3* Passaparola - Gli impresentabili al Quirinale]'', ''beppegrillo.it'', 15 aprile 2013.</ref> *La [[Costituzione della Repubblica italiana|Costituzione]] è molto più avanzata dell'[[Italia]] e di noi italiani: è uno [[smoking]] indossato da un maiale.<ref>Da una dichiarazione a un incontro al Lingotto di Torino per illustrare l'articolo 21 della Costituzione, 12 maggio 2008; citato ne ''la Repubblica'', 13 maggio 2008, p. 4.</ref> *{{NDR|Sul [[lodo Alfano]]}} La legge è uguale per tutti meno quattro.<ref>Dal programma televisivo ''Anno Zero'', 2 ottobre 2008.</ref> *{{NDR|Su [[Oriana Fallaci]]}} Non c'era un intervistato che si riconoscesse nelle interviste perché lei intervistava sempre sé stessa. Scriveva da Dio, e quindi il fatto che scrivesse da Dio la autorizzava a dire delle cose anche iperboliche come quando affermò che, se avessero costruito una moschea a Colle Val d'Elsa, l'avrebbe fatta saltare in aria. Se questa è la civiltà occidentale che dobbiamo difendere, ho i miei dubbi. Quelle della Fallaci erano provocazioni, ma l'errore è averla scambiata per una politologa e non averla considerata una scrittrice.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e Mezzo'', ''La7'', 26 novembre 2015; citato in ''[http://www.today.it/rassegna/marco-travaglio-oriana-fallaci.html Marco Travaglio: "Oriana Fallaci non era una grande giornalista"]'', ''today.it'', 27 novembre 2015.</ref> *Oltre all'offesa sanguinosa di salvarmi dalla torre a discapito di [[Filippo Facci]], il buon [[Renato Farina]] mi definisce pure «cattivo e falsario» (Magazine n. 33). Falsario è uno che mente sapendo di mentire: gradirei sapere da [[Renato Farina|Farina]], noto specialista del ramo, quando l'ho fatto (possibilmente con le prove). Quanto alla cattiveria, per carità: da uno che su ''Libero'' ha insultato Enzo Baldoni rapito e poi Enzo Baldoni ammazzato, ma in compenso porta oro incenso e mirra (soprattutto incenso) all'amato [[Silvio Berlusconi]], a Villa San Martino per il Santo Natale e a Villa La Certosa per il Ferragosto, le lezioni d'amore sono ben accette. Anche perché, quando il presidente del Consiglio dona a un giornalista un orologio Cartier e il giornalista lo accetta, il giornalista medesimo tende poi spontaneamente alla bontà. (dalla lettera al ''Corsera Magazine'', 9 settembre 2005) *Perché non sembra ma [[Roberto Castelli|Castelli]] è stato cinque anni ministro della giustizia, non sa ancora distinguere la giustizia penale da quella civile, quindi quei cinque anni sono passati per lui totalmente invano, ma è rimasto lì cinque anni... Non era mai capitato che un ministro facesse il ministro per cinque di fila, perché non era mai capitato che un governo durasse cinque anni... Poi uno si domanda perché la giustizia è in questo stato?! Cinque anni consecutivi di Castelli... Voglio vedere voi come sareste ridotti al posto della giustizia! (da un incontro avvenuto il 29 maggio 2008 a L'Aquila) *{{NDR|Su [[Daniela Santanchè]]}} Qui ci vuole il TSO, mettetele la camicia di forza. (dal programma televisivo ''La Gabbia'', 11 settembre 2013; citato in ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/09/12/scontro-santanche-travaglio-delinquente-mettetele-camicia-di-forza/244383/ Scontro Santanchè-Travaglio. "Delinquente". "Datele la camicia di forza"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'') *Su [[Wikipedia]] ho letto che mi ero laureato in paleontologia, non so neanche che cosa sia io la paleontologia, lì ho cominciato a diffidare parecchio anche di [[Wikipedia]] (prima puntata di ''@week'' – disponibile [http://it.youtube.com/watch?v=GQQWGmoSrNY qui]) *{{NDR|Sulle leggi per la sicurezza}} Tanto fumo e pochi arresti. (dal programma televisivo ''Anno Zero'', 2 ottobre 2008) *{{NDR|Durante un faccia a faccia con [[Daniele Capezzone]]}} Tu non sei il padrone, tu sei il maggiordomo... Il padrone è un altro! È [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] il padrone. [...] Ma vedi che parla come il suo padrone. {{NDR|Capezzone ha appena dato del coglione a Travaglio}} Gli ha insegnato anche il vocabolario...! [...] Ma che rispetta gli altri?! Se ogni elezione stai dall'altra parte rispetto a quella precedente! Dai, su... Rispetta gli altri! (dalla puntata [http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo&video=19358 ''Berlusconi: o si ama o si odia?''] del programma ''Otto e mezzo'', 17 novembre 2008) *Volete farvi quattro risate? Leggete Francesco Alberoni – sociologo del nulla, scalatore delle discese, esperto dell'ovvio – sul Corriere di oggi. (citato su ''[http://www.beppegrillo.it/2008/05/pp_balle_spaziali.html Blog di Beppe Grillo - Balle spaziali]'', 26 maggio 2008 – ''[http://it.youtube.com/watch?v=qQMmt2AiebU video originale]'') *Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo. (citato su ''[http://www.beppegrillo.it/2008/05/pp_balle_spaziali.html Blog di Beppe Grillo - Balle spaziali]'', 26 maggio 2008 – ''[http://it.youtube.com/watch?v=qQMmt2AiebU video originale]'') *{{NDR|Tenendo in mano una copia de [[Il Giornale]]}} Questo c'è da aver paura a prenderlo in mano perché ci si sporca. (citato su ''[http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/ Passaparola]'', 13 aprile 2009 – ''[http://www.youtube.com/watch?v=a7Yt0n8kPlo video originale]'') *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dice "Hanno intercettato il presidente del consiglio, è una vergogna", ma non è vero niente: lui non è mai stato intercettato in vita sua, sono gli altri che vengono intercettati, quelli con cui lui parla, esattamente come quando parlava con [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]], con [[Salvatore Cuffaro|Cuffaro]], con [[Agostino Saccà|Saccà]], con [[Gianpiero Fiorani|Fiorani]], con [[Gianpaolo Tarantini|Tarantini]] e le escort. Gli interessati sono sempre gli altri, il guaio è quello che dice e a chi lo dice: ogni anno in [[Italia]] si intercettano circa ventimila persone su sessanta milioni di abitanti, possibile che lui non riesca mai a parlare con gli altri cinquantanove milioni novecentoottantamila? Poi il cavaliere dice "Ma io le stesse cose contro Annozero le ho sempre dette anche in pubblico"; a parte che non è vero, perché nelle intercettazioni c'è ben di più, anche se fosse? Cioè, è come se uno dicesse per tutta la vita "Mi piacerebbe ammazzare mia moglie", dopodiché scoprono che ha assoldato un killer per farla ammazzare, lo processano, lui va in tribunale e dice "E va be', ma l'avevo detto, no?, che l'ammazzavo". (a ''Raiperunanotte'', visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=DJ5rTZ6TftE Youtube]'', al min. 36.55) *Prima sembrava che la Juve fosse riuscita ad accettare lo scandalo Calciopoli e le condanne di Moggi e Giraudo. I tifosi sembrava avessero smesso di parlare di campionati in realtà mai vinti perché revocati. Sembrava si potesse di nuovo parlare di [[stile Juventus|stile Juve]]. Ma ora che la squadra è tornata a vincere Andrea Agnelli ha subito ricominciato a giustificare Moggi, dicendo che tanto lo facevano tutti; le stesse scuse che usano anche i politici. È un po' come se dopo aver rapinato una banca davanti ai giudici ci si giustifichi sostenendo la regolarità dell'azione perché lo fanno in tanti. Le sentenze sono pertanto giuste e vanno accettate. Altrimenti rischiano di non accettarle nemmeno i tifosi. E questo può rivelarsi pericoloso. Lo scudetto appena conquistato è pulito e sudato. Un'altra cosa rispetto a quelli di Calciopoli. (dal programma televisivo ''Quelli che... il calcio'', 13 maggio 2012) *{{NDR|Nel 2004 dopo la sentenza in primo grado del processo ordinario per abuso di farmaci}} Pare passato un secolo, da quel giorno di fine luglio del '98 quando Zdenek Zeman dichiarò all'Espresso che il calcio era finito in farmacia. Gli diedero del pazzo, del calunniatore, del visionario, assicurando che "nel mondo del pallone il doping non esiste". Poi si capì che non lo cercavano, per questo – ufficialmente – non esisteva. E saltò il laboratorio Coni dell'Acqua Acetosa. Ora, per la prima volta nella storia del calcio italiano (e non solo), una società viene condannata per doping. Ed è la più prestigiosa e blasonata d'Europa: la Juventus. [...] Secondo il Tribunale di Torino, la Juventus ha "dopato" i suoi giocatori con l'Epo e altri farmaci, in parte vietati, in parte leciti ma solo per curare patologie (in questo caso inesistenti), nelle stagioni comprese fra il 1994 al 1998. Le prime quattro stagioni dell'era Lippi, sotto la regia della nuova dirigenza Giraudo-Moggi-Bettega, contrassegnate da una messe di successi (una Champions League e tre scudetti). (citato in ''[http://www.repubblica.it/2004/k/sezioni/sport/calcio/commejuv/commejuv/commejuv.html Doping alla Juventus? Aveva ragione Zeman...]'', ''la Repubblica.it'', 26 novembre 2004) *[...] [[Maurizio Gasparri|Gasparri]] ha questa funzione sociale, ha il compito di andare a dire in pubblico, in televisione, quello che una persona normale si vergognerebbe di pensare anche in privato... (da ''Signori entra il lavoro. Tutti in piedi'', 17 giugno 2011) *{{NDR|[[Stefano Rodotà]]}} Quando svolse le sue funzioni di parlamentare come indipendente di sinistra le svolse da vero indipendente quale è sempre stato custode dei diritti, custode dei diritti delle minoranze, soprattutto dei diritti civili, un uomo che ha difeso le nostre vite proprio con la privacy, con la bioetica, con l'eguaglianza, con l'intransigenza sulla Costituzione e sui conflitti di interesse.<ref>Citato in ''[http://news.supermoney.eu/economia/2013/04/marco-travaglio-su-franco-marini-e-stefano-rodota-candidati-come-presidente-della-repubblica-0014150.html# Marco Travaglio su Franco Marini e Stefano Rodotà, candidati come Presidente della Repubblica]'', ''news.supermoney.eu'', 18 aprile 2013.</ref> *Ma tu lo sai che cosa deve fare un [[giornalista]]? Tu hai idea di che cosa è un giornalista? Secondo te il giornalista è uno che lecca il culo ai politici? È uno che dice che va tutto bene quando invece va tutto male? (ad ''Announo'' del 5 giugno 2014; visibile su ''[http://www.serviziopubblico.it/2014/06/elisa-la-fiducia-a-renzi/?cat_id=6818 serviziopubblico.it]'') *Il [[Ponte sullo stretto di Messina]] è un progetto irrealizzabile. Silvio Berlusconi ha fatto cose orribili, ma questa cosa si è limitata a dirla e poi non l'ha fatta. Nel frattempo, però, abbiamo speso mezzo miliardo di euro solo per progettare e riprogettare. È un modo come un altro per consentire ad Alfano e alle sue clientele di fare un'ottima campagna elettorale alle prossime elezioni regionali in Sicilia. È il ponte che collega il Pd ad Alfano.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e mezzo'', ''La7'', 12 novembre 2015; citato in Mario Ventriglia, ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/11/13/travaglio-ponte-sullo-stretto-collega-pd-ad-alfano-che-potra-fare-campagna-elettorale-in-sicilia/438508/ Travaglio: "Ponte sullo Stretto? Collega Pd ad Alfano che potrà fare campagna elettorale in Sicilia"]'', ''tv.ilfattoquotidiano.it'', 13 novembre 2015.</ref> *Nella Russia di [[Vladimir Vladimirovič Putin|Putin]] gli oppositori vengono arrestati alla vigilia delle elezioni e i giornalisti che scrivono contro Putin incredibilmente muoiono sempre di morte violenta e misteriosa.<ref>Dalla trasmissione ''Otto e mezzo'', La7, 3 dicembre 2015.</ref> *{{NDR|A [[Pietro Grasso]]}} Ecco il ritratto che le fece il suo vecchio allenatore, nel 2004: "[[Pietro Grasso|Grasso]], da giovane, giocava a calcio nella mia squadra, Bacigalupo, ed era famoso perché a fine partita usciva sempre pulito dal campo: anche quando c'era il fango, riusciva sempre a non schizzarsi". Era [[Marcello Dell'Utri]]. Messaggio chiarissimo: mentre i suoi colleghi prendevano palate di fango, lei usciva sempre immacolato. Anche Dell'Utri la giudica furbo, per questo gli piace. Negli ultimi giorni l'ha elogiata tre o quattro volte: "Grasso è equilibrato, è un uomo di Stato, lui sa chi sono io... Grasso è una brava persona, sono contento per la sua elezione a presidente del Senato... Grasso non è un pm fanatico come [[Antonio Ingroia|Ingroia]]...". [...] Un'altra bugia riguarda le tre leggi del governo Berlusconi che nel 2005 hanno eliminato il suo unico concorrente [[Gian Carlo Caselli|Caselli]] dalla Procura nazionale antimafia, lasciando lei tutto solo a vincere per mancanza di avversari. Lei si offende perché ho detto che quelle leggi lei le ha ottenute, e risponde che non le ha chieste. Ma, per ottenere, non serve chiedere: basta meritare. S'è mai domandato cos'ha fatto per meritare tre leggi che eliminavano il suo unico rivale? E cos'ha fatto Caselli per essere eliminato? Berlusconi doveva avere degli ottimi motivi per preferire lei a Caselli, altrimenti non avrebbe fatto tre norme contro Caselli e pro Grasso. Lei dice che le leggi non ebbero effetto perché il Csm poteva fare di corsa un plenum straordinario e decidere prima che le leggi passassero. Ma non si poteva: intanto c'erano solo otto giorni, e poi i 13 consiglieri, tra cui i 5 di destra, chiesero al vicepresidente Rognoni quel plenum straordinario e non ebbero neppure risposta: perché la proposta era irricevibile. Se lei non voleva vincere quel concorso truccato, poteva ritirarsi, per sportività e per rispetto dell'art. 105 Costituzione, che affida al Csm e non al governo le nomine dei magistrati: rifiutare la nomina in attesa che la Consulta dichiarasse incostituzionale l'ultima legge truffa e rifare il concorso regolare. Anche perché l'esclusione di Caselli gli ha impedito di ricorrere al Tar contro la nomina di Grasso: ricorso che poteva vincere, avendo più titoli e più anzianità di lei. Invece lei ha approfittato di quelle leggi e poi ha detto che non le aveva chieste. Un po' come la casa di Scajola, pagata a sua insaputa. Ma questa, appunto, è roba da furbi. Come non vistare un appello e poi inventarsi una scusa dopo. Come se una sera le consegnassero tre pizze, lei le mangiasse e poi dicesse: buone, chissà chi le ha ordinate e pagate. E lei sapeva benissimo chi aveva ordinato le tre leggi: [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. E ora le pare strano, infamante, minaccioso, mafioso, che un giornalista faccia stecca nel coro degli osanna e le ponga una domanda semplice semplice, mentre si parla di lei per un governissimo Pd-Pdl o addirittura per il [[Quirinale]]: per quale motivo, negli ultimi 20 anni, lei è l'unico pm antimafia elogiato da Dell'Utri e applaudito e premiato da Berlusconi?<ref>Da ''[http://www.antimafiaduemila.com/home/opinioni/235-politica/41964-caro-grasso-ora-accetti-un-vero-duello-in-tv.html Caro Grasso, ora accetti un vero duello in tv]'', ''antimafiaduemila.com'', 29 marzo 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Paolo Ruffini (giornalista)|Paolo Ruffini]]}} Nominato direttore di Rai3 dal centrosinistra chiuse Raiot di [[Sabina Guzzanti|Guzzanti]] e nel 2008 mi attaccò per aver raccontato da [[Fabio Fazio|Fazio]] le liaisons dangereuses di [[Renato Schifani|Schifani]].<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/03/25/caso-grasso-scontro-dentro-la7.html Caso Grasso, è scontro dentro La7]'', ''ricerca.repubblica.it'', 25 marzo 2013.</ref> *{{NDR|In difesa del [[Movimento 5 Stelle]]}} Trovo curioso che ci si debba vergognare di avere sostenuto un governo legittimo, come quello di Maduro, e prima, come quello di [[Hugo Chávez|Chavez]], mentre invece quelli che hanno sostenuto un golpista come [[Juan Guaidó|Guaidò]], fotografato in compagnia di narcos, che ha dichiarato il golpe con l'appoggio degli [[Stati Uniti|americani]], siano i buoni.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/17/m5s-travaglio-su-la7-finanziamenti-presunti-da-venezuela-sono-favorevole-a-indagini-ma-non-me-lo-vedo-casaleggio-con-le-valigette/5837694/ M5s, Travaglio su La7: "Finanziamenti presunti da Venezuela? Sono favorevole a indagini. Ma non me lo vedo Casaleggio con le valigette"]'', ''ilfattoquotidiano.it''.</ref> *Gli scemi di guerra raccontano che armiamo la gente comune per resistere. Ma il trasporto è affidato ad agenzie private di mercenari, che non le consegnano certo al ragioniere di Kiev o al panettiere di Mariupol aspiranti partigiani: le passano a gente del mestiere, come le milizie paramilitari che affiancano le truppe regolari senza che il governo faccia un plissé. Incluso il [[battaglione Azov]], la milizia neonazista inquadrata nella Guardia nazionale, che sventola vessilli con la [[svastica]] e bandiere [[NATO]], segnalata da [[ONU]] e OSCE per crimini di guerra, torture e stragi di civili in Donbass e non solo.<ref>Citato in ''[https://books.google.it/books?id=k7RmEAAAQBAJ&pg=PA429 ANNO 2022 L'ACCOGLIENZA UNDICESIMA PARTE]'', Antonio Giangrande. Articolo del 18 marzo 2022.</ref> *Nella propaganda di Kiev e dell'Occidente in [[Donbass]] non è successo niente. La guerra è cominciata il 24 febbraio 2022. Prima, non è successo niente. [[Putin]] è impazzito. Non ci sono stati 8 anni di guerra civile dove l'aggressore era Kiev e l'aggredito erano i russofili e i russofoni bombardati e massacrati dalle milizie regolari e da quelle neonaziste, e adesso abbiamo un assaggio di un'altra bugia. Noi ci siamo raccontati per un anno che l'Ucraina è una democrazia: non è vero. Non è una democrazia come noi la intendiamo. In Ucraina ci sono gli 11 partiti di opposizione che [[Zelensky]] ha messo fuori legge.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=8r4qTsOsVbU Otto e Mezzo]'', La7, 23 febbraio 2023.</ref> *Sono uno che non frequenta. Io non frequento premi letterari, non frequento salotti di imprenditori, non frequento politici, non frequento affaristi, lobbisti, logge, eccetera. Me ne sto per i fatti miei. Io per fortuna ho una vita oltre al lavoro, per cui a me non mi fa né caldo né freddo se non la fatica, appunto, di difendersi continuamente dalle cause civili e penali che arrivano non solo per le cose che scrivo io, ma adesso che sono direttore, pure per le cose che scrivono gli altri. Ma al di là di quello non mi fa veramente né caldo né freddo, anzi, sono talmente abituato a stonare rispetto al coro che se poi mi rendessi conto che tutti mi fanno i complimenti vorrebbe dire che sono rincoglionito e che quindi è meglio che vada in pensione.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=XB7_XFcffvA Marco Travaglio e Il Fatto Quotidiano: sostieni o abbonati oggi]'', ''youtube.com'', 23 giugno 2023.</ref> *{{NDR|Parlando con [[Fedez]] e riferendosi a [[Selvaggia Lucarelli]]}} Continui a chiamarla falsa giornalista, non mi risulta tu sia giornalista o pubblicista. Che titolo hai per dare lezioni di giornalismo ad una giornalista che vale molto più di tanti iscritti? È la tua fissazione, perché ha trasformato la tua compagna in [[Wanna Marchi]]. Questa è la verità.<ref>Citato in {{Cita web|url=https://www.ilgiornale.it/news/personaggi/fedez-e-trappolone-travaglio-contro-selvaggia-lucarelli-2286009.html|titolo=Fedez e quel "trappolone" a Travaglio contro Selvaggia Lucarelli}}</ref> *{{NDR|Parlando di [[Aleksej Naval'nyj]]}} Oppositore coraggioso al di là delle idee xenofobe e fascistoidi, che in Italia l'avrebbero portato in carcere per istigazione al razzismo in base alla legge Mancino.<ref>{{Cita web|url=https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/02/20/a-targhe-alterne/7452370/|titolo=A targhe alterne}}</ref> ===Citazioni tratte da interviste=== {{Intestazione|''L'Adige'', a cura di [[Claudio Sabelli Fioretti]], 16 agosto 2001}} *Mi riconoscono per strada. Mi fa piacere. Ma siccome sono timido diventa anche imbarazzante. *Ho lavorato otto anni con [[Indro Montanelli|Montanelli]] e credevo di essere di destra nel senso che la destra era Montanelli. Quando ho visto la destra all'opera ho deciso che non potevo essere di destra. Di sinistra non lo ero prima e non posso esserlo adesso visto che la sinistra ha spianato la strada a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. Non sono più niente. In un paese normale voterei per i conservatori. Ma la destra di Montanelli era già minoritaria prima. Senza di lui è praticamente in estinzione. *Rubare per il partito è diverso che rubare per se stessi. [...] Se uno ruba per se stesso non altera il mercato politico. Se uno ruba per il partito contribuisce al fatto che il partito si avvantaggi indebitamente rispetto agli altri. *La destra scopre legge e ordine solo quando si tratta di manganellare manifestanti pacifici. Per il resto preferisce illegalità e disordine. Lo diceva Montanelli: la destra non sa fare altro che cadere nel manganello ogni volta che da élite diventa fenomeno di massa. {{Intestazione|[http://www.marcotravaglio.it/interviste/satyricon.htm ''Satyricon''], a cura di [[Daniele Luttazzi]], 14 marzo 2001}} *In Italia abbiamo inventato questo genere letterario dell'intervista senza domanda, specie quando il politico è l'ospite. *[[Marcello Dell'Utri]] è il braccio destro di [[Silvio Berlusconi]], palermitano, l'uomo che nel 1974 quando Berlusconi ha bisogno di uno stalliere va a Palermo, prende un boss mafioso glielo porta a Milano e glielo mette in Villa per un anno e mezzo: si chiamava [[Vittorio Mangano|Mangano]] questo boss, è stato poi processato al maxiprocesso di Falcone e Borsellino e poi è stato condannato all'ergastolo per traffico di droga, mafia e omicidio, ed era in rapporto con Dell'Utri fino almeno al '93-'94. Chiusa la parentesi. Stavamo dicendo? *Allora, Cartotto racconta il movente della nascita di Forza Italia: "[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], in una convention di quadri della Fininvest tenuta a Montecarlo, tenne un discorso che posso definire di attacco, dicendo specificamente: i nostri amici che ci aiutavano, Craxi & c., contano sempre di meno, i nostri nemici contano sempre di più, dobbiamo prepararci a qualsiasi evenienza per combatterli" . Ma racconta un'altra cosa secondo me strepitosa, e cioè che nel 1992-93, quando Caselli non era nemmeno procuratore di Palermo, quando nessuno si sognava di ipotizzare alcunché di rapporti tra mafia e Fininvest, Berlusconi, secondo Cartotto, si aggirava per le sue aziende dicendo "se non andiamo in politica ci accuseranno di essere mafiosi". Ora, a me francamente non è mai capitato di temere di essere accusato di essere mafioso. A te non credo. *No, sarà che le conosco e quindi do un po' meno peso. C'è un atto assolutamente pubblico, la requisitoria del pubblico ministero Luca Tescaroli al processo di appello per la [[strage di Capaci]] dove sono stati condannati tutti i boss di Cosa Nostra, da Riina in giù, per avere ordinato e realizzato la strage che ha visto la morte di Falcone, della moglie, degli uomini della scorta; in questo processo di appello Tescaroli fa un accenno ad un'altra indagine che è in corso alla procura di Caltanissetta, e che riguarda i mandanti a volto coperto, cioè coloro che avrebbero diciamo suggerito se non altro la tempistica per quelle due stragi in sequenza che erano Capaci e poi [[Strage di via D'Amelio|via D'Amelio]]: voi ricorderete che in quei 50 giorni saltarono in aria i due giudici più famosi d'Italia, a Palermo, cioè Falcone e Borsellino: intere autostrade sventrate, cioè una cosa mai vista; forse in Colombia. E questo pubblico ministero nella requisitoria ha sostenuto, ha ricordato, le parole di alcuni collaboratori di giustizia i quali sostengono che [[Totò Riina]], prima di mettere a punto queste stragi, aveva incontrato alcune persone importanti, come le chiamava lui, e questi pentiti riferiscono che erano [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]]. Naturalmente tutto ciò è una requisitoria, è un documento pubblico, è una cosa che è stata letta in udienza e noi l'abbiamo pubblicata, non è una sentenza, ci mancherebbe altro, è semplicemente uno spunto di indagine, indagine che mentre Tescaroli parlava era in corso: e altre indagini ci sono sulle [[Bombe del 1992-1993|stragi del '93]], perché voi ricorderete che nel '93 ci fu quella replica, quando la mafia stranamente cominciò ad occuparsi del patrimonio artistico: cioè, la mafia uscì dal territorio siciliano e cominciò a mettere bombe agli Uffizi, a via Palestro a Milano e qui a Roma, a San Giovanni in Laterano, per non parlare dell'attentato a [[Maurizio Costanzo]], che è un altro caso clamoroso: è molto interessante, soltanto a livello cronologico, leggere quello che racconta Cartotto, e cioè che Maurizio Costanzo era uno, all'interno della Fininvest, ferocemente contrario alla nascita del partito della Fininvest, cioè alla "scesa in campo" della Fininvest in politica. Insomma, è un bel quadretto. *Bè, è un'intervista abbastanza agghiacciante, per chi la vede soprattutto col senno di poi, cioè la vede come il testamento spirituale. [[Paolo Borsellino|Borsellino]] dice alcune cose: a) che la procura di Palermo in quel momento sta indagando sui rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e Mangano; e poi dice un'altra cosa: dice che in una intercettazione del 1981 tra Mangano e Dell'Utri, Mangano sta contrattando con Dell'Utri a proposito di un cavallo. E Borsellino dice che "nel maxiprocesso noi abbiamo appurato che Mangano quando parla di cavalli intende partite di droga". Quando poi il giornalista, che è un francese, quindi fa domande, gli dice "se ricordo bene nell'inchiesta c'è un'intercettazione fra Mangano e Dell'Utri in cui si parla di cavalli". Borsellino, che evidentemente è un fine umorista, risponde "bè, nella conversazione nel maxiprocesso, se non piglio errore, si parla di cavalli che dovevano essere mandati in un albergo. Quindi non credo che potesse trattarsi effettivamente di cavalli: se qualcuno mi deve recapitare due cavalli me li recapita all'ippodromo oppure al maneggio, non certamente dentro a un albergo". Allora, voi immaginate un'intervista di questo genere rilasciata oggi da Borsellino vivo, che cosa si direbbe di Borsellino, che è una toga rossa, che è arrivata la cavalleria comunista, che non a caso è un complotto politico, la giustizia a orologeria. Il problema è che pare che Paolo Borsellino votasse Movimento Sociale; cioè apparteneva a quella tradizione della destra, la nobile tradizione della destra legalitaria, che in Sicilia faceva fronte contro la mafia. Per cui, andava perfettamente d'accordo con suoi colleghi che erano di sinistra. Immaginatevi se un uomo come Borsellino fosse sopravvissuto e avesse rilasciato oggi questa intervista dove sarebbe già finito, come minimo davanti al CSM, come minimo. Il fatto che in questo paese un'intervista del genere non trovi un programma che la trasmetta in prima serata ma debba andare di notte è abbastanza significativo. *Oggi è venuto ad interessarsi di questo libro e a farmi una piccola intervista un giornalista del Financial Times, il quale mi raccontava dell'avventura di un dirigente molto promettente del partito conservatore britannico, mi ha lasciato anche un appunto con il nome e quindi voglio essere preciso: si chiama Jonathan Atkin, il quale un giorno, convocato ad un processo che riguardava chi avesse pagato il conto di albergo da 3 milioni di lire a sua figlia ha mentito, cioè ha detto una cosa invece di un'altra, ed è stato immediatamente impacchettato e portato in carcere, un ex ministro nonché parlamentare conservatore, è rimasto in carcere 6 mesi ed è uscito l'altro giorno. Ha ovviamente la carriera politica finita, ma aveva mentito su un conto di 3 milioni della figlia. Io non oso immaginare quanta gente ci sarebbe nel Parlamento Italiano se vigessero le stesse leggi, probabilmente sarebbe semideserto. *Mi veniva in mente una cosa: quel governatore della Pennsylvania che un giorno si presentò in televisione e si infilò la canna di una pistola in bocca e si sparò: credo che tu stasera, più o meno... Avresti fatto molto prima. {{Intestazione|''Che tempo che fa'', a cura di [[Fabio Fazio]], 10 maggio 2008}} *È molto istruttivo quando vengono elette le alte cariche dello stato perché i giornali pubblicano tutti i nomi dei personaggi che hanno ricoperto quella carica nella storia repubblicana, e uno si rende conto – perché ci passa di mente quando vediamo certe facce – che una volta avevamo [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]], [[Luigi Einaudi|Einaudi]], [[Enrico De Nicola|De Nicola]], [[Cesare Merzagora|Merzagora]], [[Ferruccio Parri|Parri]], [[Sandro Pertini|Pertini]], [[Pietro Nenni|Nenni]]... Che ne so, possiamo fare una lunga lista – [[Amintore Fanfani|Fanfani]] – cioè, uno vede tutta la trafila, poi arriva e vede [[Renato Schifani|Schifani]]. C'è un elemento di originalità: la seconda carica dello stato, Schifani. [...] No, mi domando chi sarà quello dopo. In questa parabola a precipizio – cioè – dopo c'è solo la muffa probabilmente, il lombrico come forma di vita credibile. [...] Dalla muffa si ricava la penicillina, quindi era un esempio sbagliato. *Certo. Noi abbiamo delle responsabilità gravissime, in un sistema che premia coloro che si mettono al servizio dei politici. Anche nella scelta delle notizie, perché i giornalisti sbagliano magari, ma un senso di cos'è una notizia e cosa no ce l'hanno. È chiaro che se il clima politico, induce diciamo a un rapporto di distensione tra l'opposizione e la nuova maggioranza, [[Renato Schifani|Schifani]] ha avuto delle amicizie con dei mafiosi... Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra, e io che c'entro con la destra e con la sinistra? Loro prendano le posizioni politiche che vogliono, ma io devo fare il [[giornalista]]. Io devo raccontarlo, l'ha raccontato [[Lirio Abbate]] nel libro che ha scritto con [[Peter Gomez|Gomez]], e viene celebrato giustamente come un giornalista eroico minacciato dalla mafia. Allora, o hanno il coraggio di dire che Lirio Abbate è un mascalzone, un mentitore, oppure hanno il coraggio di prendere nota di quello che scrive della seconda carica dello Stato, e chiedere semplicemente alla seconda carica dello Stato di spiegare quei rapporti con quei signori che sono stati poi condannati per mafia; invece noi, purtroppo, andiamo a rimorchio del clima politico. Se ci fosse scontro qualcuno dice: vabbè, alla sinistra fa comodo lo scrivo. Oggi che nemmeno la sinistra vuole sentir parlare di certe cose, non ne parla più nessuno: è un dramma. {{Intestazione|''Deejay chiama Italia'', 18 maggio 2011}} *Io sarei "di destra" nel senso che una volta, quando c'era da una parte Einaudi e dall'altra Togliatti, io sicuramente sarei stato dalla parte di Einaudi... Ho dei principi un po' conservatori, non sono mai stato particolarmente progressista. Adesso dire "di destra" è impossibile, perché ti vengono in mente la Santanchè o Gasparri. Non ho proprio nulla in comune con loro, non c'entro niente. *{{NDR|Fuorionda}} [...] Quando è arrivato quel ladro di [[Luciano Moggi|Moggi]] ho smesso di tifare per la [[Juventus Football Club|Juventus]]... non ho cambiato squadra perché non si può cambiare squadra. Quando lo abbiamo cacciato ho ricominciato a tifare per loro, però adesso hanno ripreso il potere... Moggi è sempre a [[Torino]], [[Antonio Giraudo|Giraudo]] accompagna [[Andrea Agnelli]] a fare tutti... tutti i giri... mi hanno raccontato... quindi insomma mi sono strarotto e non tifo più Juve. {{Intestazione|Dalla trasmissione radiofonica ''Un giorno da pecora'', Radio Due, 14 giugno 2012; citato in Gisella Ruccia, ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/15/travaglio-tifo-germania-litalia-sbianchetterebbe-calciopoli-vittoria/199704/ Travaglio: "Tifo Germania, l'Italia spazzerebbe calciopoli con la vittoria"]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 15 giugno 2012}} *Io tifo quasi sempre [[Rivalità calcistica Germania-Italia|Germania]], raramente ho tifato Italia. Ho tifato Italia quando c'erano delle squadre che mi piacevano particolarmente tipo l'Italia di [[Enzo Bearzot|Bearzot]], l'Italia di [[Dino Zoff|Zoff]] e l'Italia di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]]. Quelle sono le uniche volte in cui ho tifato Italia, per il resto ho sempre tifato Germania. *{{NDR|Alla domanda: «Tifa più Germania o più contro l'Italia?»}} Contro l'Italia. Soprattutto in questa occasione dove, se per disgrazia, dovessimo vincere l'Europeo, un'altra volta ci dimenticheremmo lo scandalo di Calciopoli come è stato fatto l'altra volta. *{{NDR|Alla domanda: «Quanti scudetti ha vinto?»}} Ventotto [...] Io sono per il rispetto delle sentenze, le sentenze ne hanno tolti due e, quindi, è giusto che non siano trenta, ma ventotto. *{{NDR|Sulle parole di [[Antonio Ingroia]] che aveva definito l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] «la squadra della legalità»}} Insomma hanno avuto anche loro delle disavventure: passaporti falsi, cose strambe, [...] hanno avuto anche alcuni presidenti arrestati, insomma, non è che brilla... Diciamo che il mondo del calcio non è mai brillato per legalità. {{Int|Da ''Marco Travaglio alla festa nazionale di Articolo Uno''|2=intervista di Chiara Geloni, [https://www.youtube.com/watch?v=gTQqxgIykZk Video] disponibile su ''youtube.com'', 26 luglio 2021}} *[...] non li hanno mandati via per i loro errori {{NDR|il [[Governo Conte II]]}}. Li hanno mandati via per i loro meriti. E hanno messo al loro posto l'esatta antitesi {{ndr|Mario Draghi}}, che è un figlio di papà, un curriculum ambulante, uno che visto che ha fatto bene il banchiere europeo ci hanno raccontato che quindi è competente anche in materia di sanità, di giustizia, di vaccini, eccetera, mentre, mi spiace dirlo, non capisce un cazzo né di giustizia, né di sociale, né di sanità. Mi dispiace dirlo. Capisce di finanza, ma non esiste l'onniscienza o la scienza infusa [...]. (min. 20:09-20:49) ===Citazioni tratte da articoli=== ====Annozero==== *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ha sfatato il mito dell'imprenditore avvenente e impegnato. Allontanandosi dalla carriera accademica, ha dimostrato di essere prepotente e disimpegnato. Così ha illuso migliaia di elettori nella speranza di un futuro social liberale, costruendo una macchina per soldi imponente e concorrenziale con lo Stato. Neanche a dirlo che è diventato la persona più amata dell'Italia – e sicuramente più odiata. Confidenzialmente mi aveva detto che preferiva la pera alla mela, ma ho smascherato i suoi intenti faziosi e altisonanti, e oggi posso dire che preferisce la mela alla pera. Signori, siamo di fronte ad uno scandalo di livello globale. (dalla copertina di ''Annozero'', 16 novembre 2008) ====''l'Espresso''==== *Finalmente una buona notizia: il governo Prodi ripristina il falso in bilancio com'era prima di Berlusconi, autore della controriforma del 2002 che di fatto cancellava per legge il reato di cui lui stesso era imputato. E che, come scrisse la bibbia del capitalismo mondiale, 'The Economist', "farebbe vergognare anche una repubblica delle banane". Per i reati futuri non leggeremo più sentenze di assoluzione con l'imbarazzante formula "il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Tutti i veri liberali, sempre pronti a tirar fuori dal taschino il 'modello americano', dovrebbero esultare. O magari chiedere – come fa Giacomo Lunghini sul 'Sole 24 ore' – che la nuova legge venga ritoccata per farvi rientrare le sanzioni previste dalla 231/2001 sulla responsabilità penale delle società (pare che il testo del governo se la sia scordata). (''Falso non fare, paura non avere'', 9 novembre 2007) *{{NDR|[[Ultime parole famose]], nel 2011}} Due anni fa il ramo cadetto degli Agnelli si riprende il giocattolo {{NDR|la [[Juventus Football Club|Juventus]]}} con il giovane [[Andrea Agnelli|Andrea]], figlio di [[Umberto Agnelli|Umberto]] e vecchio sodale di [[Luciano Moggi|Moggi]] e [[Antonio Giraudo|Giraudo]]. Risultato: zero titoli sul campo, ma centinaia sui giornali, cavalcando il revanscismo della parte più becera della [[Tifoseria|tifoseria]] [...]. Ora Andrea Agnelli, per non passare alla storia come l'unico presidente juventino che non ha vinto neppure la Coppa del Nonno, rivuole addirittura indietro i due scudetti di [[Calciopoli]]. (''[https://espresso.repubblica.it/opinioni/carta-canta/2011/08/22/news/agnelli-tre-scudetti-da-restituire-1.34451 Agnelli, tre scudetti da restituire]'', 22 agosto 2011)<ref>Dalla successiva stagione 2011-12 la Juventus, sotto la presidenza di Andrea Agnelli, instaurerà il ciclo più vincente nella storia del campionato italiano con la conquista di nove scudetti consecutivi.</ref> *A vent'anni da [[Mani pulite]], c'è chi non si rassegna all'evidenza nota a tutti: e cioè che Tangentopoli scoppiò perché c'erano le tangenti. (''Altro che CIA, quelli rubavano'', 11 settembre 2012) ====''l'Unità''==== *Da molti anni [[Israele]] ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l'Ulster. Per dare un'idea in rapporto alla popolazione, è come se l'[[Italia]] avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana. Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? [[Israele]], pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito. Certo, ha risposto con le rappresaglie e le incursioni per stanare stragisti e mandanti nei loro covi, nascosti nei territori occupati. Ma quale governo, sapendo che i terroristi si annidano in un luogo preciso, li lascerebbe circolare? L'unica misura strutturale adottata finora per arginare gli assalti contro le popolazioni inermi (israeliane e arabe) è un muro. Un muro a fronte di una strage di piazza Fontana alla settimana. Sdegno unanime, orrore internazionale, condanna mondiale. Ora arriva il sondaggio della Commissione europea. Che è una benedizione dal cielo. Perché dà la misura della penetrazione del pregiudizio non antisemita, ma antisionista, nell'Europa del 2003. Ma anche perché mette a nudo i retropensieri di una burocrazia internazionale che, preparando le domande, non ha neppure pensato di inserire l'Autorità nazionale palestinese fra i governi che minacciano la pace. E dire che l'Anp è presieduta da [[Yasser Arafat]], il leader di Al Fatah che mantiene un braccio armato: le brigate Al Aqsa, protagoniste dei più feroci attentati terroristici contro civili degli ultimi anni, in diretta concorrenza con [[Hamas]] e la Jihad. Arafat è lo stesso personaggio che sabota regolarmente ogni trattativa di pace, stracciando gli accordi con Barak, defenestrando il troppo autonomo Abu Mazen e commissariando Abu Ala che minacciava di pensare con la sua testa. (5 novembre 2003) *{{ndr|Sulla richiesta degli scudetti 2004-05 e 2005-06 da parte di [[Silvio Berlusconi]] nel 2006}} Quanto agli scudetti da restituire, e quali, e a chi, segnaliamo un bel libro di Carlo Petrini: «Le corna del diavolo» (Kaos). Vi si racconta come il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] ha vinto i suoi, di scudetti. A cominciare da quello del 1987-88, quando il [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] di [[Diego Maradona|Maradona]] ormai sicuro vincitore si suicidò a fine stagione. Poi si scoprì che alcuni giocatori partenopei avevano rapporti con la [[camorra]], terrorizzata dall'idea di restituire le alte quote promesse col totonero a chi scommetteva sul Napoli. Ma soprattutto c'è il caso di [[Gianluigi Lentini]], il fantasista passato nel '92 dal [[Torino Football Club|Toro]] al Milan per 64 miliardi [di lire], di cui 10 versati in nero da Berlusconi e [[Adriano Galliani|Galliani]] al presidente-bancarottiere Gianmauro Borsano. L'acquisto avvenne in periodo proibito: marzo '92. Borsano voleva i soldi subito, ma il Milan non si fidava e pretendeva garanzie: alla fine ottenne «in pegno» la maggioranza azionaria della società granata sino al termine della stagione. Così, per mesi, il Cavaliere controllò due società di serie A: un illecito sportivo clamoroso, sul quale ovviamente la giustizia sportiva sorvolò. Non però quella penale: la Procura di [[Milano]] fece rinviare a giudizio Berlusconi e Galliani per falso in bilancio. Ma niente paura. Il processo fu poi assassinato nella culla dalla legge Berlusconi sul falso in bilancio. Prescrizione garantita per tutti: per il Cavaliere, quello che rivuole indietro gli scudetti, e per Galliani, quello del codice etico. (da ''Il Codice da Perdi'', ''l'Unità'', 22 maggio 2006) *Le vittime della [[censura]] non sono soltanto i personaggi imbavagliati per evitare che parlino. Sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non possono più sentire la loro voce per evitare che sappiano. (2 dicembre 2006) *È ancora in vigore, la [[Costituzione della Repubblica Italiana]] che sta per compiere 60 anni? Sì, formalmente lo è ancora. Di fatto, non più. Quel che sta accadendo tra Roma e Catanzaro è una sorta di golpe bianco che, diversamente dai golpe-golpe, mantiene la parvenza della legittimità. Il ministro della Giustizia ha la facoltà di ispezionare un magistrato, di proporlo al Csm per una sanzione disciplinare o per un trasferimento immediato. Il procuratore capo ha la facoltà di revocargli la delega su un'indagine e il procuratore generale di avocargli un fascicolo. Nessuno ha violato la legge, nella guerra scatenata da pezzi del potere politico e giudiziario contro il pm [[Luigi De Magistris]]. Tutte le carte sono a posto, anche se il risultato finale di queste azioni legittime è clamorosamente incostituzionale. (''Avocazione e Costituzione'', 22 ottobre 2007) *Oggi il Consiglio di Stato, dopo nove anni di battaglie legali in Italia e in Europa, decide di quanto lo Stato debba risarcire [[Europa7]] per la mancata assegnazione delle frequenze e se consentirle finalmente di trasmettere su scala nazionale. Nella causa il governo è rappresentato dall'Avvocatura dello Stato. La quale sorprendentemente è stata incaricata dal ministro delle Comunicazioni [[Paolo Gentiloni]] di respingere le richieste dell'editore Francesco Di Stefano e di difendere lo status quo: cioè la legge Gasparri e il diritto di Rete4 a occupare le frequenze anche senza concessione (perduta da Mediaset e vinta da Europa7 nel 1999). Un fatto già abbastanza singolare: l'Unione aveva promesso di abrogare la Gasparri e il 31 gennaio la Corte Europea di Giustizia ha sostenuto i diritti di Europa7 contro quelli di Rete4. (''Stato-Mediaset, copia e incolla'', 6 maggio 2008) {{Intestazione|''Uliwood party''}} *Il cosiddetto ministro della Giustizia [[Clemente Mastella|Mastella]] ha subito capito qual è il problema: non [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che si compra i senatori un tanto al chilo, ma i magistrati che l'hanno scoperto e i giornalisti che l'hanno scritto. Diagnosticata la malattia, ecco la cura: «Ho presentato un ddl sulle intercettazioni che ha raccolto ampi consensi alla Camera, ma è fermo al Senato. Se si sblocca, si risolve il problema. Che esiste. Ma non solo quando tocca qualcuno. Se tocca me, nessuno interviene». (14 dicembre 2007) {{Intestazione|''Ora d'aria''}} *L'altro giorno (come riferisce il sito articolo21.info) quello della spagnola Tve riportava il primo incidente diplomatico scatenato dal nostro futuro premier prim'ancora di insediarsi al governo, con una frase riportata col dovuto rilievo solo dall'Unità (subito rimbrottata dall'interessato): "[[José Luis Rodríguez Zapatero|Zapatero]] avrà una certa difficoltà, troppe donne nel suo governo". In effetti Zapatero non ha la fortuna di avere come ministri [[Umberto Bossi|Bossi]], [[Roberto Calderoli|Calderoli]] e [[Roberto Maroni|Maroni]]. Così il Cainano ha compiuto il miracolo di mettere d'accordo la destra e la sinistra spagnole. "La risposta al vincitore delle elezioni italiane – riferiva la Tve il 16 aprile – è stata unanime, al di là del colore politico". E giù critiche feroci dalle neoministre Bibiana Aido e Magdalena Alvarez, ma anche da Esperanza Aguirre, presidente del Comune di Madrid (Partito Popolare, centrodestra): "Questo è il secolo delle donne, e una delle cose migliori del presidente è stata la nomina di così tante donne nel governo". Il socialista Alfonso Guerra ha sintetizzato il comune sentire iberico con una frase lapidaria: "[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è un delinquente, non c'è altro da dire su questo signore". Insomma l'immagine internazionale dell'Italia, oscurata da due anni di comunismo, torna finalmente a rifulgere nel mondo intero. In Spagna se ne sono già accorti. Il Tg1 seguirà. (''Liscia la notizia'', 22 aprile 2008) *Chiedendo scusa per il disturbo, senza voler guastare questo bel clima di riverenze bipartisan al neopresidente del Senato [[Renato Schifani]], vorremmo allineare qualche nota biografica del noto statista palermitano che ora troneggia là dove sedettero De Nicola, Paratore, Merzagora, Fanfani, Malagodi e Spadolini. Il quale non è omonimo di colui che insultò Rita Borsellino e Maria Falcone ("fanno uso politico del loro cognome", sic) perché erano insorte quando Berlusconi definì i magistrati "disturbati mentali, antropologicamente estranei al resto della razza umana": è proprio lui. Non è omonimo dell'autore del lodo incostituzionale che nel 2003 regalò l'impunità alle 5 alte cariche dello Stato, soprattutto a una, cioè a Berlusconi, e aggredì verbalmente Scalfaro in Senato perché osava dissentire: è sempre lui. (''Scusate il disturbo'', 1 maggio 2008) *[[Silvio Berlusconi|Al Tappone]] ha voluto festeggiare il suo 72° compleanno nel solco della tradizione: raccontando [[falsità|balle]]. Ha fatto la solita lista di processi a suo carico, esagerando un po' ("100 procedimenti, 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria, 2500 udienze, 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti") e senza rendersi conto che anche un decimo di quelle cifre in qualunque altro paese avrebbe catapultato il premier, se non in galera, almeno fuori da Palazzo Chigi. Ha ripetuto di essere "sempre stato assolto", mentre ha avuto 6 prescrizioni perché lui stesso ha dimezzato i termini di prescrizione (controriforma del falso in bilancio e legge ex-Cirielli) e 2 assoluzioni perché "il fatto non costituisce più reato" in quanto lui stesso l'ha depenalizzato (sempre il falso in bilancio). Ha raccontato che la legge Alfano è "comune ad altri Paesi europei", mentre non esiste democrazia al mondo che preveda l'immunità per il premier (Grecia, Portogallo, Francia e Israele la contemplano solo per il capo dello Stato). E s'è dimenticato di spiegare come mai, appena passato il Dolo Alfano, il suo avvocato on. Niccolò Ghedini annunciò che lui non l'avrebbe usato perché voleva essere assolto, mentre ora pretende di applicarlo pure al coimputato Mills con la sospensione urbi et orbi del processo. (''I padrini ricostituenti'', 30 settembre 2008) *Negli Stati Uniti il [[Parlamento]], libero e sovrano, boccia sonoramente il piano di salvataggio della finanza tossica americana a spese dei contribuenti, firmato dal presidente [[George Bush|Bush]] con l'accordo dei vertici dei partiti democratico e repubblicano. In Italia il Parlamento è una pròtesi del [[Silvio Berlusconi|presidente del Consiglio]], che lo convoca e lo sconvoca a seconda delle scadenze dei suoi processi e dei finti impedimenti dei suoi onorevoli avvocati, per il resto bypassandolo allegramente con continui decreti legge (su 12 leggi approvate finora, 11 sono dl e solo uno è un ddl, la porcata Alfano, ovviamente incostituzionale). E le possibilità che il Parlamento bocci il piano delinquenziale che scarica sui contribuenti i debiti dell'Alitalia per regalarne la parte sana a una compagnia di giro di profittatori di regime, capitanata da Colaninno condannato dal Tribunale di Brescia a 4 anni per la bancarotta del gruppo Italcase-Bagaglino, è pari a zero. (''I pompieri di Viggiù'', 1 ottobre 2008) {{Intestazione|''Zorro''}} *La boiata razzista del [[Silvio Berlusconi|Cainano]] s'inserisce in una tradizione che l'ha reso celebre nel mondo, perché è fuori dai patrii confini che dà il meglio. Le corna a Caceres, in Spagna. L'atterraggio in Estonia ("Bella, l'Estuania"). Le molestie a un'operaia della Merloni in Russia ("voglio baciare la lavoratrice più bella", con Putin che osservava gelido l'amico Silvio intento ad arrampicarsi sulla giunonica ragazza in fuga). Il ricordo dell'11 settembre ("voglio ricordare l'attacco del comunismo alle due torri"). Gl'insulti al mondo islamico ("Dobbiamo esser consapevoli della superiorità della nostra civiltà su quella islamica, ferma a 1400 anni fa)". Le ganassate da latrin lover col danese Rasmussen ("È più bello di Cacciari, lo presenterò a Veronica") e col tedesco Schroeder ("Parliamo di donne: tu te ne intendi, ne hai cambiate tante, eh eh"). Il "kapò nazista" al socialista tedesco Schulz. La mania di regalare orologi a chiunque, anche durante il G8 mentre parlava Chirac. E poi i tentativi di rimediare alle gaffes, raddoppiandole. [...] ''Pexo el tacon del buso''. Infatti l'altroieri ha dato degli "imbecilli" e poi dei "coglioni" a quelli che non hanno gradito il suo umorismo da Ku Klux Klan, mandandolo alla fine "affanculo". Ora si spera che non incontri mai Mandela: "Ohè, Nelson, troppe lampade eh?". (''Nulla è impossibile'', 7 novembre 2008) *A lui non frega nulla di [[Eluana Englaro|Eluana]]. A lui interessa affermare il principio che una sentenza definitiva può essere ribaltata per decreto, o per legge ordinaria, o per legge costituzionale. A lui non frega nulla della vita e della morte. A lui interessa compiacere il Vaticano con un decreto impopolare ma a costo zero, fatto già sapendo che il Quirinale non lo firmerà, dunque senza pagare alcun prezzo di impopolarità. A lui non frega nulla delle questioni etiche. A lui interessa coprire il colpo di mano contro la giustizia e la civiltà: i medici trasformati in questurini e delatori contro i malati clandestini; le ronde illegali legalizzate; le intercettazioni legali proibite; gli avvocati promossi a padroni del processo, che faranno durare decenni convocando migliaia di testimoni inutili per procacciare ai clienti ricchi l'agognata prescrizione; i pm degradati ad «avvocati dell'accusa», come negli stati di polizia, dove appunto la polizia, braccio armato del governo, fa il bello e il cattivo tempo senza controlli della magistratura indipendente; dulcis in fundo, abolito l'appello del pm contro l'assoluzione o la prescrizione in primo grado, ma non quello del condannato (non hai vinto? Ritenta, sarai più fortunato), sempre all'insegna della «parità fra difesa e accusa». Tutte leggi incostituzionali che, dopo il no del Quirinale al decreto contra Eluana, hanno molte possibilità in più di passare. Per giunta, inosservati. Parlare di colpo di Stato è puro eufemismo. E poi, che sarà mai un colpo di Stato? Se la Costituzione non lo prevede, si cambia la Costituzione. (''Tecnica di un colpo di Stato'', 11 febbraio 2009) *L'altro giorno, a Torino, due tizi hanno rapinato una banca mascherati da [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]]. Sulle prime il cassiere era terrorizzato. Poi ha capito che erano solo maschere. (''L'audace colpo del solito noto'', 12 febbraio 2009) *Sulla continuità fra [[Bettino Craxi|Craxi]] e [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], niente da dire: la testimoniano anche i 23 miliardi di lire passati dai conti esteri del secondo a quelli del primo nei primi anni 90. Più controversa la questione del grande leader modernizzatore: forse [[Gianni Alemanno]] si riferisce alle due condanne per il magnamagna di Tangentopoli, o al rapporto [[debito pubblico|debito]]-pil passato nei 4 anni del governo Craxi dal 70 al 92%, o all'alleanza coi generali argentini e col tiranno somalo Siad Barre, o alla fuga organizzata per sottrarre alla giustizia il terrorista palestinese Abu Abbas dopo il sequestro della nave Achille Lauro e l'assassinio di un ebreo paralitico americano. La via di Roma dedicata all'unico premier corrotto e latitante della storia dell'Occidente sarà quella antistante l'hotel Raphael. Una scelta non casuale: proprio lì, nell'aprile '93 gli elettori del Msi, e poi di An e poi di Alemanno tirarono le monetine a Bettino urlando «via Craxi». Ora, finalmente, verranno esauditi. (''[http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/290000/285738.xml Gianni Alemagna]'', 20 febbraio 2009) {{Intestazione|''V-day after'', 10 settembre 2007}} *A vedere i telegiornali di regime, cioè praticamente tutti, sabato a Bologna e nelle altre piazze non è successo niente (molto spazio invece al matrimonio di [[Marco Baldini|Baldini]], l'amico di [[Fiorello]]). A leggere i giornali di regime (molti), il [[V-Day]] è stato il trionfo dell'"antipolitica", del "populismo", del "giustizialismo" e del "qualunquismo". In un paese che ha smarrito la memoria e abolito la logica, questa inversione del vocabolario ci sta tutta: la vera politica diventa antipolitica, la partecipazione popolare diventa populismo, la sete di giustizia diventa giustizialismo, fare i nomi dei ladri anziché urlare "tutti ladri" è qualunquismo. E infatti, che il V-Day fosse antipolitico, populista, giustizialista e qualunquista, lorsignori l'avevano stabilito prim'ancora di vederlo, di sapere che cos'era. A prescindere. *È antipolitica difendere la dignità del Parlamento infangata dalla presenza di 24 pregiudicati e un'ottantina di indagati, imputati, condannati provvisori e prescritti? È antipolitica chiedere di restituire la sovranità al popolo con una legge elettorale qualsiasi, purché a scegliere gli eletti siano gli elettori e non gli eletti medesimi? È antipolitica pretendere che la politica torni a essere un servizio che si presta per un limitato periodo di tempo (dieci anni al massimo), dopodiché si torna a lavorare o, se non s'è mai fatta questa elettrizzante esperienza, si cerca un lavoro come tutti gli altri? È antipolitica chiedere rispetto per i magistrati e dire grazie a Clementina Forleo e ai giudici indipendenti come lei? Chi era a Bologna in piazza Maggiore, o in collegamento nel resto d'Italia e all'estero, ha visto decine di migliaia di persone restare in piedi da mezzogiorno a mezzanotte. Ha sentito [[Beppe Grillo|Grillo]] chiedere il superamento "di questi" partiti, i partiti delle tessere gonfiate, dei congressi fasulli, delle primarie dimezzate (vedi esclusione di Furio Colombo, Di Pietro e Pannella), della legge uguale per gli altri; smentire di volerne creare uno nuovo; e rammentare che gli "abusivi" da cacciare non sono ambulanti e lavavetri, ma politici e banchieri corrotti o collusi. *Ho trascorso l'intero pomeriggio sotto il palco e sul palco, e mai ho sentito parlare non dico "contro" [[Marco Biagi]], ma "di" Marco Biagi. Il nome "Marco Biagi" non è mai stato citato per esteso. S'è parlato un paio di volte della [[Legge Biagi|legge 30]] che abusivamente il governo Berlusconi intestò al professore assassinato, che non poteva più ribellarsi, mentre un ministro di quel governo lo chiamava "rompicoglioni". E ne ha parlato [[Beppe Grillo|Grillo]] per chiedere di riformarla, insieme alla legge Treu, aggiungendo che però "il vero problema non sono neppure le leggi: è che in Italia non c'è lavoro". Lo dico perché un amico, l'ex giudice ora assessore [[Libero Mancuso]], che nessuno ha visto alla manifestazione, ha parlato di presunte "offese a Biagi". Posso assicurare che se qualcuno, dal palco, avesse davvero mancato di rispetto a Marco Biagi, su quel palco nessuno di noi, nemmeno Grillo, sarebbe rimasto un minuto di più. ====''MicroMega''==== *Due anni fa votai per l'Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava [[Franca Rame]], persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato. Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di [[Antonio Di Pietro]], che tra le altre cose non candida né condannati né inquisiti. [...] Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l'[[astensione]] – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri. A convincermi a votare per l'Idv sono le liste che ha presentato Di Pietro, che ospitano diverse persone di valore, alcune delle quali sono amici miei, di MicroMega, dei girotondi e di chi ha combattuto in questi anni le battaglie per la legalità e la libertà d'informazione. [...] E poi c'è Di Pietro che, pur con tutti i suoi difetti, ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra. (''Con Di Pietro, per fare il guastafeste'', n.º 2/2008, 25 marzo 2008) ====''A''==== *Non sto facendo del facile scivionismo (il calcio deve molto a decine di bravissimi calciatori e allenatori stranieri). Né voglio infliggervi un articolo sullo sport. Infatti parlo di [[José Mourinho|Mourinho]], che sta allo sport come [[Vittorio Sgarbi]] sta alla politica.<ref>{{NDR|[[proporzioni|Proporzione]]}}</ref> Vorrei provare a comprendere com'è possibile che questi fenomeni da baraccone, queste versioni moderne della donna barbuta e del mangiafuoco, dopo tanto girovagare per il mondo con alterne fortune, riescano sempre a trovare l'America in Italia. [...] In un paese controllato da 15 anni da [[Silvio Berlusconi|un nanerottolo]] che promette tagli alle tasse, lavoro e soldi per tutti, ponti sullo stretto e no, dimezzamento dei reati e chi più ne ha più ne metta, senza mantenere mai un solo impegno, c'è speranza anche per i Mourinho. [...] Fare i furbi è il nostro sport nazionale. Ma non potremmo farci furbi? (''[http://files.splinder.com/71b586940c7786f8d33fbdfc795c4ebd.pdf Special-one o furb-one?]'') ====''Il Fatto Quotidiano''==== *Dipendesse da me, il [[Croce cristiana|crocifisso]] resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch'io. [...] Se dobbiamo difendere il crocifisso come "arredo", tanto vale staccarlo subito. [[Gesù]] in croce non è nemmeno il simbolo di una "tradizione" (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta "civiltà ebraico-cristiana" (furbesco gingillo dei Pera, dei [[Giuliano Ferrara|Ferrara]] e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare). Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno "scandalo" sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L'immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all'ingiustizia, ma soprattutto di laicità ("date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio") e gratuità ("Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno"). [[Gratuità]]: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all'asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l'ideologia più pagana della storia, il nazismo – l'ha ricordato [[Antonio Socci]] – a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo. [...] Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia – si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all'uscita della sentenza europea, nessun uomo di [[Chiesa cattolica|Chiesa]] è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l'8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere [[Dan Brown]] e [[Halloween]], e le manca il tempo per quell'uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i [[Chierico|chierici]]. E i clericali. (da ''Ma io difendo quella croce'', 5 novembre 2009) *Non si censurano le balle, ma la verità. (da ''Un colpo al cerchio e l'altro pure'', 3 marzo 2010) *Le intercettazioni di [[Massimo Moratti]] e altri dirigenti dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] rese note dalla difesa di [[Luciano Moggi|Luciano Moggi]] sono senz'altro indice di un diffuso malcostume. E dunque è un bene che siano state pubblicate. Ma dal punto di vista penale non modificano di una virgola l'esito del processo in corso a Napoli, che ipotizza un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa sportiva per alterare risultati di partite ed esiti di campionati. E la disdicevole dimestichezza dei dirigenti nerazzurri con il mondo arbitrale, per quello che è emerso, non configura alcuna notizia di reato, dunque bene han fatto i magistrati di Napoli a escluderla dal processo. Solo un'informazione smemorata e superficiale può metterle sullo stesso piano dei gravissimi fatti emersi a carico delle dirigenze della [[Juventus Football Club|Juventus]], del [[Associazione Calcio Milan|Milan]], della Fiorentina e della [[Società Sportiva Lazio|Lazio]]. (da ''Moratti al telefono non cambia nulla'', 4 aprile 2010) *È più facile che un [[cammello]] passi per la cruna di un ago che un [[evasione fiscale|evasore]] passi per le porte di un carcere. (da ''Le mani in tasca ai ladri'', 27 maggio 2010) * [...] Stampa e tv di regime vigilano occhiute su questa impar condicio, disperdendo con gli idranti chi osa criticare il governo e minimizzando le sparate del governo. Ieri, sul solito Pompiere {{NDR|riferendosi al Corriere della Sera}}, il solito Pigi Cerchiobattista {{NDR|riferendosi a [[Pierluigi Battista]]}} conciava per le feste il mite Nicola Zingaretti, reo di aver dichiarato che, grazie alla Gelmini, "la scuola italiana vive uno dei giorni più brutti del dopoguerra". Parole che Pigi, tutto spettinato, definisce "lessico apocalittico", "oltranzismo", "demagogia", "esasperazione", "grillismo di maniera", "invettive e insulti che ammorbano la politica italiana". E manca poco che chiami la forza pubblica. Silenzio invece sulla lucida difesa della Gelmini per la scuola statal-leghista di Adro: "Chi polemizza con il sindaco di Adro dovrebbe farlo per coerenza anche quando sono simboli della sinistra a entrare in classe". Si ignora quali simboli della sinistra abbia in mente la poveretta: probabilmente, i libri. (da ''Digitale extraterrestre'', 15 settembre 2010) *{{NDR|Riferendosi a [[Piero Ostellino]]}} Se non si professasse "liberale" ogni due per tre e non scrivesse perciò sul Corriere della Sera, Piero Ostellino meriterebbe la considerazione pressoché nulla che si deve ai tipici intellettuali italiani che attaccano sempre il cavallo alla mangiatoia giusta: craxiani quando comanda Craxi, berlusconiani ora che comanda B., domani dipende da chi comanda. Invece molti lo credono un "liberale" per davvero, al punto che ha finito col crederci persino lui. Tant'è che nei suoi articoli – usati in molte sale operatorie al posto dell'anestesia totale e riassumibili quasi sempre nel motto "I love B." – egli usa citare a sostegno delle sue corbellerie ora Tocqueville, ora Stuart Mill, ora Locke, ora Montesquieu, ora tutti e quattro insieme (ovviamente ignari e incolpevoli di tutto). (da ''Credere, obbedire e leccare'', 4 aprile 2011) *{{NDR|Dopo la sentenza in primo grado nel processo penale dello Scandalo del calcio italiano del 2006 a Napoli, nel 2011}} Bastava leggere le intercettazioni per ritenere giuste, anzi troppo lievi, le sanzioni sportive a Juve, Milan, Fiorentina, Lazio e Reggina (la Juve evitò la Serie C solo perché si doveva salvare il Milan dalla B). E basta rileggerle oggi per ritenere sacrosanta la sentenza del Tribunale di Napoli che ha condannato gran parte degli imputati per associazione per delinquere e frode sportiva. Tre giudici, con una presidente tutt'altro che tenera con l'accusa (che tentò addirittura di ricusarla) e sempre elogiata dalle difese, hanno ritenuto provate le accuse dopo tre anni di dibattimento. E si son fatte una risata dinanzi alla linea difensiva moggian-craxiana del "così fan tutti". Sia perché l'eventuale responsabilità altri non cancella quella di un imputato colpevole; sia perché le mirabolanti intercettazioni sfoderate dalla difesa dimostrano al massimo che l'Inter tentò di entrare nel giro, non che ha commesso reati. Ora Moggi manda a dire che lui ha fatto tutto per conto della Juve: bella novità. [...] Quando [[Umberto Agnelli]] lo ingaggiò, [[Luciano Moggi|Moggi]] era imputato a Torino per aver fornito prostitute ad arbitri per le partite di Uefa del Torino. Quindi fu assunto proprio perché si sapeva chi era e come operava. [...] Anziché lasciarsi lo [[Calciopoli|scandalo]] alle spalle, come aveva fatto suo cugino [[John Elkann]], [[Andrea Agnelli]] figlio di [[Umberto Agnelli|Umberto]] e amico di [[Luciano Moggi|Moggi]] e [[Antonio Giraudo|Giraudo]] ha ripreso a gridare al complotto e a rivendicare gli scudetti dello scandalo, giustamente revocati. Ora, con la sentenza di Napoli e i messaggi di Moggi, ha quel che si merita. Forse, anziché vellicare gli istinti peggiori della tifoseria peggiore, farebbe bene a guardare al futuro. A farsi spiegare lo "stile Juventus" da chi ancora sa cos'è come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], [[Dino Zoff|Zoff]] e [[Michel Platini|Platini]]. E magari a costruire stadi più sicuri. (citato in ''Sapevano tutti, anzi nessuno'', 10 novembre 2011) *[[Oscar Luigi Scalfaro|Scalfaro]] non rubava. Non firmava le leggi incostituzionali (tipo il decreto-spugna Amato-Conso del '93). Era religioso dunque non clericale. Difendeva la Costituzione e l'indipendenza dei magistrati dunque era contro le bicamerali e i conflitti d'interessi. Era un intransigente dunque era contro gli inciuci e i "terzismi" paraculi dei berlusconiani travestiti da equidistanti ("chi si dice equidistante fra il ladro e il carabiniere, sta dalla parte del ladro"). Per questo non piaceva a B. e ai suoi servi, ma nemmeno ai finti oppositori di sua maestà. E bene ha fatto B. a non dire una parola sulla sua scomparsa, evitando di scegliere tra lo sputo sulla bara e l'ipocrisia dell'elogio postumo. (da ''L'estremo oltraggio'', 31 gennaio 2012) *Gentile [[John Elkann]], Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. Oggi invece Suo cugino – il signorino Andrea, che porta il cognome francamente eccessivo degli Agnelli – ha trasformato la società in una succursale del Pdl: da mesi insulta la Federazione di cui è uno dei soci più autorevoli e demolisce le regole e le istituzioni della giustizia sportiva, quasi fossero frutto di un complotto planetario contro la Juve, decise all'insaputa del club più potente d'Italia. Ma non sempre: solo quando danno torto alla Real Casa. (da ''L'ostile Juventus'', 24 agosto 2012) *Presunto sarà lei. [[Giovanni Fiandaca|Fiandaca]] parla di "cosiddetta trattativa" e "presunta trattativa". Cominciamo bene. La [[Trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra|trattativa Stato-mafia]] è giudiziariamente indiscutibile in quanto confermata da sentenze definitive della Cassazione sulle [[Bombe del 1992-1993|stragi del 1992-'93]], oltreché dai diretti protagonisti e testimoni, non solo mafiosi: Mori e De Donno parlano a verbale di "trattativa" con i capi di Cosa Nostra tramite Vito Ciancimino, e non di una semplice "presa di contatto", come fa loro dire Fiandaca. Che deve farsene una ragione: se vuol parlare di trattativa, si legga almeno le sentenze. (da ''[http://www.antimafiaduemila.com/2013070743888/marco-travaglio/un-eroe-dei-nostri-tempi.html Un eroe dei nostri tempi]'', 7 luglio 2013) *Da 15 anni è irrevocabilmente accertato che l'[[Omicidio Calabresi|assassinio di Calabresi]] fu organizzato nel servizio d'ordine di Lotta continua, ordinato da Giorgio Pietrostefani con l'assenso del leader [[Adriano Sofri]] e materialmente eseguito da Ovidio Bompressi, con la complicità di Leonardo Marino, che rubò e guidò l'auto durante l'agguato, e di altri fiancheggiatori miracolati dalla mancanza di prove certe. [...] Eppure, nella fiction, queste quattro figure diventano invisibili. Non pervenute, se non nei titoli di coda che danno conto delle quattro condanne. Uno degli aspetti più positivi del film-tv di Graziano Diana è quello di mostrare la campagna d'odio che si scatenò contro Calabresi dopo la tragica fine alla questura di Milano dell'anarchico Pinelli, ingiustamente sospettato di aver avuto un ruolo nella strage di Piazza Fontana: prime pagine di ''Lotta continua'' e altri giornali, appelli di intellettuali, manifestazioni con slogan assassini. [...] Ma il peccato originale della fiction è che mancano i volti e le imprese dei colpevoli. Non c'è la riunione in cui si decise l'omicidio, non c'è l'ordine di uccidere, non c'è il viaggio di Marino a Pisa dove Sofri gli confermò il mandato, non c'è il processo costellato dalle bugie degli imputati e ancor più dei falsi testimoni ingaggiati dalla nota lobby. Nulla di nulla: nel 2013, alla Rai, è ancora proibito. [...] Eppure questo banalissimo rilievo nessuno degli ipercritici della libera stampa ha osato muoverlo. Strano, eh? Chissà come mai. (da ''Il suicidio Calabresi'', 11 gennaio 2014) *La tesi, naturalmente, era che il processo dovesse traslocare a Roma, infatti i giudici decisero che restasse a Palermo. Non appena partì, Fiandaca scrisse in fretta e furia un "saggio" con lo storico Salvatore Lupo in cui si rimangiava anni di negazionismo: dopo aver sempre definito la trattativa "cosiddetta" e "presunta", ammise che "la [[Trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra|trattativa]] c'è stata", ma la assolse in quanto "insindacabile penalmente" e "giuridicamente legittima", ispirata dallo "stato di necessità" e "a fin di bene". Quel bene che costò la vita a 16 persone e la salute a una quarantina nelle stragi di via D'Amelio, via dei Georgofili e via Palestro. Effetti collaterali. E soprattutto nessun reato e nessun colpevole. (da ''[http://www.antimafiaduemila.com/2014042049107/attualita/diversamente-antimafia.html Diversamente antimafia]'', 18 aprile 2014) *È vero o no che [[Bruno Contrada|Contrada]] tradì lo Stato per cui lavorava, mettendosi al servizio di Cosa Nostra che era pagato per combattere? La risposta è sì. E non – come vaneggia il solito amico di tutte le canaglie [[Giuliano Ferrara]] – per un processo fondato su "pentitismo e intercettazioni a strascico". Ma per i fatti spaventosi raccontati da una miriade di autorevolissimi testimoni. A cominciare dai colleghi di [[Giovanni Falcone|Falcone]] e [[Paolo Borsellino|Borsellino]], che raccontano la diffidenza nutrita dai giudici – come pure da [[Boris Giuliano]] – nei confronti di "'u Dutturi": i magistrati Del Ponte, [[Antonino Caponnetto|Caponnetto]], Almerighi, Vito D'Ambrosio, Ayala. [...] Tutti a ripetere davanti ai giudici di Palermo che Contrada passava informazioni a Cosa Nostra, incontrando anche personalmente alcuni boss, tipo Saro Riccobono e Calogero Musso. Le sentenze hanno accertato che: Contrada concesse la patente ai boss [[Stefano Bontate]] e [[Giuseppe Greco]]; agevolò la latitanza di [[Salvatore Riina|Totò Riina]] e la fuga di Salvatore Inzerillo e John Gambino; intrattenne rapporti privilegiati con Michele e Salvatore Greco; spifferava segreti d'indagine ai mafiosi in cambio di favori e regali (come i 10 milioni di lire accantonati dal bilancio di Cosa Nostra a Natale del 1981 per acquistare un'auto a un'amichetta del superpoliziotto); e portò al suo processo falsi testimoni a sua difesa. [...] E nulla di tutto questo è messo in dubbio dalla sentenza di Strasburgo. Chi piagnucola per l'"uomo innocente" e il "meccanismo infernale" si legga le carte e poi, se ci riesce, si vergogni. (da ''Contrada mafioso a sua insaputa'', 16 aprile 2015) *La [[Trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra|trattativa]] è anche uno stato di necessità per le nostre classi dirigenti che, invece, di fare la guerra alla criminalità organizzata per vincerla ti dicono "ma che se matto? Quelli ricominciano a sparare". E poco importa che noi abbiamo 350mila uomini in armi che potrebbe sconfiggere camorra, 'ndrangherta e mafia che insieme hanno massimo 40mila uomini. E così ancora oggi il sistema italiano di combattere la criminalità organizzata è solo quello di mettersi d'accordo. (da ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/07/12/trattativa-travaglio-stato-di-necessita-per-classi-dirigenti-di-matteo-italiani/393493/ Trattativa, Travaglio: "Stato di necessità per classi dirigenti". Di Matteo: "Italiani meritano verità"]'', ''Tv.il Fatto Quotidiano.it'', 12 maggio 2015) ==''Voglio Scendere – il blog di Corrias, Gomez, Travaglio''== *Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei PM è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo. Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un [[PM]] apre un fascicolo sugli amici di un [[ministro]], se ne chiede il trasferimento (del PM, non del ministro). [...] Si chiama "guerra preventiva", e non l'ha neppure inventata Mastella. L'aveva già teorizzata [[Mao Zedong|Mao]]: "Colpirne uno per educarne cento". Funziona. (da ''La soluzione finale'', 15 settembre 2007) *Scusate se dico un'altra parolaccia, ma ho scoperto una cosa che mi ha lasciato basito: il cosiddetto ministro della Giustizia [[Clemente Mastella]] (parlando con pardòn) è tuttora iscritto all'Ordine dei giornalisti professionisti. Colui che ha definito Annozero il "Ku Klux Klan dell'informazione" e ne ha chiesto la normalizzazione minacciando, altrimenti, di sfiduciare il Cda Rai e di far cadere il governo, che ha insultato Santoro, il sottoscritto e [[Beatrice Borromeo]], che ha definito [[Giovanni Floris]] "un farabutto", che chiede i danni all'Espresso "reo" di aver scoperto la sua gita di Stato aviotrasportata al gran premio di Formula Uno e le sue sei case comprate a prezzi da box auto nel centro di Roma, che paragona al terrorismo ogni critica nei suoi confronti, che scrive nel suo blog "qual'è" con l'apostrofo e "come se io sia", che ha scritto una legge liberticida per far condannare fino a 100 mila euro i giornalisti che pubblicano atti d'indagine non segreti e dunque pubblici, ecco: questo bel tipo è un "collega". (da ''Fuori lui o fuori noi'', 15 ottobre 2007) *[[Silvio Berlusconi]], tra una serata al Bagaglino e una spallata fallita al governo, ha trovato il tempo e soprattutto la faccia tosta di ricordare [[Enzo Biagi]]. Con queste testuali parole: «Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima». Le vicende che li hanno qualche volta divisi si chiamano [[Editto bulgaro|diktat bulgaro]] del 18 aprile 2002, quando l'allora presidente del Consiglio ordinò la cacciata dalla Rai di Biagi, Santoro e Luttazzi per "uso criminoso della televisione", trovando subito uno stuolo di servi furbi, da Agostino Saccà a Fabrizio Del Noce, pronti a obbedirgli. Morire a 87 anni può capitare. Rovinare gli ultimi anni di vita a un grande giornalista è un crimine. (da ''L'estremo oltraggio'', 7 novembre 2007) *[[Totò]] paragonava la morte alla "livella" che, alla fine della vita, rende finalmente tutti uguali. Ma, per sua fortuna, non aveva visto all'opera il Parlamento italiano della XV legislatura, che due giorni fa, approvando la legge finanziaria, ha deciso di tenere separate le sorti delle vittime del terrorismo da quella delle vittime della mafia. Le prime ricevono dallo Stato un sussidio più che doppio rispetto alle seconde. Le vite dei magistrati, poliziotti, carabinieri, giornalisti, politici, sacerdoti, semplici cittadini ammazzati dai mafiosi valgono meno di quelle di chi ha avuto la fortuna di essere assassinato dai brigatisti rossi e neri. [...] Rientrando in albergo, ho acceso la tv per vedere se per caso qualche tg o qualche talk show si stava occupando della faccenda. A ''Speciale Tg1'' [[Gianni Riotta]], con quella faccia da Riotta, stava inscenando il solito minuetto tra politici (Matteoli di An e Rutelli del Pd) e alcuni direttori di giornale sulla vera emergenza del Paese: i partiti che non "dialogano" a sufficienza sulle "grandi riforme". A ''Matrix'' [[Enrico Mentana]], con quella faccia da Mentana, ospitava l'altra metà della famiglia Rutelli, cioè [[Barbara Palombelli]], per risolvere un'altra emergenza nazionale: il delitto di Perugia. Tra spegnere e vomitare, ho preferito spegnere. (da ''Morti di serie B'', 17 novembre 2007) *Alla parola "moralità", il [[Silvio Berlusconi|Cavaliere]] chiama Bonaiuti e chiede un dizionario: dev'essere un termine australiano, comunque arcaico. (da ''Chi vuol essere milionario'', 13 dicembre 2007) *Nella scorsa legislatura ebbero grande risonanza mediatica (almeno sui giornali) gli appelli promossi e firmati da alcuni fra i nostri più prestigiosi giuristi e docenti universitari contro le leggi vergogna del governo [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e contro gli attacchi dell'allora premier all'indipendenza e all'autonomia della magistratura. Qualcuno si domanderà: che fine han fatto quei giuristi e docenti universitari ora che le leggi vergogna (dall'indulto al bavaglio di Mastella ai giornalisti su intercettazioni e atti d'indagine) le promuove il centrosinistra, ora che gli attacchi all'indipendenza e all'autonomia della magistratura li muove l'Unione all'unisono col centrodestra? (da ''Non disturbare i manovratori'', 18 dicembre 2007) *Non c'è più niente da fare. Ormai [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ha vinto. Dopo 15 anni di slogan falsi bombardati con gli ordigni radioattivi delle sue televisioni e della sua Rai, è riuscito a contaminare tutto il paese, tutto l'ambiente che lo circonda, compresi i politici del centrosinistra che dovrebbero opporglisi, compresi tanti intellettuali e giornalisti. Per cui, ormai, parlano e pensano (si fa per dire) quasi tutti come lui. Lo dimostrano, se ve ne fosse ancora bisogno, gli alti lai del Club degli Intoccabili – da [[Fausto Bertinotti|Bertinotti]] a [[Clemente Mastella|Mastella]], da Franceschini a Berlusconi, per non parlare delle mosche cocchiere dalemian-veltroniane Latorre, Caldarola e [[Antonio Polito|Polito]] e dei cerchiobottisti alla [[Sergio Romano]] – contro le intercettazioni, chi le effettua e chi le pubblica. (da [http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1728512.html ''Nient'altro che la verità''], 23 dicembre 2007) *[[Israele]] non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un'organizzazione terroristica come [[Hamas]] che, essa sì, attacca civili israeliani (di origine ebraica e palestinese, cittadini di uno Stato discutibile finché si vuole, ma democratico). Da tre anni, dopo il ritiro di tutti i soldati israeliani dalla Striscia, quel che accade a Gaza non è più responsabilità di Israele, ma del governo di Hamas, che anziché lavorare a costruire lo Stato palestinese, s'è occupato di distruggere quello di Israele. L'ultima volta l'ha fatto un mese fa violando unilateralmente la tregua a suo tempo firmata e riprendendo il lancio di missili su centri abitati e uccidendo civili, anche bambini. Di qui la reazione di Israele. I paragoni fra il sequestro della Achille Lauro da parte di una frazione dell'Olp negli anni '80 e il terrorismo sionista degli anni '30 e '40 del secolo scorso non hanno alcun senso: sequestrare una nave italiana piena di civili e uccidere a sangue freddo un ebreo paralitico in carrozzella non c'entra nulla con la guerriglia finalizzata allo stato palestinese. E salvare un assassino come Abu Abbas dalla giustizia (che l'avrebbe condannato per omicidio e sequestro di persone all'ergastolo) per consegnarlo a Saddam Hussein, cosa che fece [[Bettino Craxi|Craxi]] dopo Sigonella, è un atto inqualificabile che non va mai dimenticato. (14 gennaio 2009) *Ma non possiamo non occuparci, ancora una volta, di un governo indecente e di un [[Silvio Berlusconi|premier]] fuori controllo che ieri, dopo la bocciatura del suo demenziale decreto incostituzionale e vergognoso, ha sostenuto che Eluana sta benissimo, tanto che potrebbe persino avere figli. In attesa che ci racconti una barzelletta sui malati terminali in coma vegetativo, sulla scia di quelle sull'Olocausto e sulle ragazze stuprate, sarebbe il caso che qualcuno provvedesse a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio). In un paese perlomeno decente, in casi come questo arrivano due infermieri e portano via il soggetto in ambulanza, per sottoporlo ad accurati accertamenti. (da [http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/02/06/so_creature.html ''Edizione straordinaria. Portatelo via''], 6 febbraio 2009) *[[Fausto Bertinotti|Bertinotti]], già segretario della Federazione operai tessili, già segretario della Cgil Piemonte, per 2 anni presidente della Camera e tuttora presidente della Fondazione Camera dei Deputati, già segretario di Rifondazione Comunista per 13 anni, già deputato per quattro legislature, già ospite dello yacht di Vittorio Cecchi Gori per le vacanze estive a Salina con Valeria Marini [...], già primatista mondiale delle ospitate a Porta a Porta nel salotto dell'amico Bruno, già ospite fisso del salotto della signora Maria Angiolillo, già protagonista della caduta del governo Prodi I (in nome della leggendaria battaglia sulle 35 ore) e coprotagonista della caduta del Prodi II, dunque due volte corresponsabile e del ritorno di Al Tappone a Palazzo Chigi, [...] già protagonista della disfatta della sinistra ridotta ai minimi storici alle ultime elezioni (memorabile la conferenza stampa-funerale convocata all'Hard Rock Cafè di Via Veneto in Roma, affollatissimo di operai delle presse), già teorizzatore dell'abolizione della proprietà privata, già seguace dello psicoguru Massimo Fagioli, già titolare del quarto più alto reddito di Montecitorio con 213.195 euro nel 2006, ha scritto che [[Romano Prodi]] – cioè l'unico esponente del centrosinistra che sia riuscito a battere Berlusconi due volte su due, nonostante Bertinotti – è «uno spregiudicato uomo di potere», simbolo dello «smacco complessivo del centrosinistra». Prodi. (da ''[http://voglioscendere.go.ilcannocchiale.it.ilcannocchiale.it/?TAG=fausto%20bertinotti Bertinotte]'', maggio 2009) ==''MarcoTravaglio.it''== *Così le pagine più corrosive sono quelle sulla sinistra all'italiana, che di [[Berlinguer]] ha seppellito il meglio, la questione morale, e ha salvato il peggio, cioè il compromesso storico, riuscendo per giunta a corromperlo nell'eterno inciucio: "È un antico vezzo della sinistra voler apparire furba come i padroni". Oggi siamo ammorbati dalla figura del "berlusconiano però di sinistra, ultimo esito barocco del decadentismo intellettuale", dalla Bicamerale all'ultima spartizione della Rai. Intanto, a destra come a sinistra, s'avanza quello strano anfibio che è l'''ateo clericale'', da [[Marcello Pera|Pera]] a [[Francesco Rutelli|Rutelli]], molto distratto sul Padreterno ma devotissimo al cardinal Ruini, insensibile all'imitazione di Cristo ma perfetto in quella di Andreotti. (da [http://www.marcotravaglio.it/vetrinalibri/cometiseiridotto.htm ''presentazione Come ti sei ridotto di Curzio Maltese'']) *I singoli [[magistrato|magistrati]] possono avere opinioni politiche, come è garantito dalla Costituzione a ogni cittadino (del resto, a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] piacciono magistrati come Tiziana Parenti, Carlo Nordio, Melchiorre Cirami, Nitto Palma... a cui il suo schieramento ha offerto posti in Parlamento e ricchi contratti giornalistici). L'importante è che ogni magistrato, a prescindere dalle sue opinioni politiche, giudichi poi i FATTI, non le opinioni, e le giudichi CON IMPARZIALITÀ a prescindere da chi gli è davanti. È stato commesso un reato? Questo deve decidere il giudice. Le idee politiche non c'entrano. Altrimenti chi è di destra non potrebbe essere giudicato da chi è di sinistra e viceversa. Ma allora ciascuno dovrebbe essere giudicato da un giudice della sua parte. E allora ciascuno dovrebbe scegliere il proprio giudice: una follia... (da [http://www.marcotravaglio.it/articoli/040203.htm ''PINOCCHIO BAZAR - Ovvero le bugie nel videomessaggio di Berlusconi'']) *Il risultato è la scomparsa del talento, l'"involuzione autarchica del gusto", il trionfo del "finto bello", del fasullo, del provinciale, del mediocre. Nell'arte, nel design, nell'architettura, nell'industria. E dire che solo mezzo secolo fa l'Italia spopolava nel mondo grazie alla bellezza, all'originalità, al genio: la Vespa, la Guzzi, la Cinquecento, la Giulietta, l'Olivetti Lettera 22, la sedia Superleggera di Giò Ponti, le lampade Fontana e Castiglioni. Anche in questo senso Berlusconi è l'effetto, non la causa: le sue mirabolanti imprese televisive non hanno mai varcato la cinta daziaria, e appena si sono affacciate oltre Chiasso sono miseramente fallite (Francia e Germania) o finite in tribunale (Spagna). (da [http://www.marcotravaglio.it/vetrinalibri/cometiseiridotto.htm ''presentazione Come ti sei ridotto di Curzio Maltese'']) {{intestazione|''Stoccata e Fuga''}} *Ha ragione [[Francesco Cossiga|Cossiga]]: uno come me non può misurarsi con uno come lui. Io sono un cialtrone, un tipaccio, e soprattutto sono astemio. (9 gennaio 2006) *Che il Presidente Emerito [[Francesco Cossiga]] fosse un uomo sempre molto lucido, lo si era capito da tempo. Ora sappiamo che è anche molto colto. L'altro giorno, replicando a un mio articolo con un comunicato di 30 righe in cui precisava di non volermi replicare e nemmeno insultare, s'è avventurato in una citazione dotta: "Forse aveva ragione l'ex presidente peruviano Fujimori, che diceva che 'la storia è proprio finita'". Per la verità, la "fine della storia" è di [[Francis Fukuyama]]. L'ex presidente peruviano Fujimori è famoso per altre circostanze: dovette fuggire all'estero per evitare un arresto per corruzione. Ma si sa, al cuore non si comanda. (10 gennaio 2006) *[[Piero Fassino|Fassino]] trova che "Travaglio dice spesso cose improprie". [[Massimo D'Alema|D'Alema]] minaccia di trascinarmi in tribunale. [[Fausto Bertinotti|Bertinotti]] dice che "Travaglio mi dà l'orticaria". [[Francesco Cossiga|Cossiga]] mi dà del "fascista e bugiardo". Poi [[Silvio Berlusconi|Bellachioma]] va a Pompa a Pompa e mi definisce "un animale a sé stante". Il più bel complimento che mi abbia fatto un politico, è arrivato da lui. Non so chi debba preoccuparsi di più, se io o lui. (1º febbraio 2006) *Il [[Francesco Cossiga|Poveraccio Emerito della Repubblica Francesco Prozac Cossiga]] rende noto, tramite un suo portavoce, di aver presentato un'interpellanza parlamentare al ministro dell'Interno: Per sapere se alla luce dell'articolo di Pier Luigi Battista sul quotidiano Corriere della Sera, se corrisponda a verità l'ipotesi da detto autorevole giornalista formulata, e pur considerando, se vera, la cosa assolutamente lecita se nell'interesse della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e della necessaria attività di informazione, disinformazione e controinformazione, i giornalisti Marco Travaglio e Giuseppe D'Avanzo siano nel 'libro paga' e per quale somma, del Capo della Polizia dott. Gianni De Gennaro, cui sono notoriamente legati da vincoli di amicizia e collaborazione, come dimostrato dalla loro campagna contro il SISMI; e per sapere inoltre, qualora l'ipotesi sia vera, se non ritenga di rendere permanente e più ampia la loro collaborazione, facendoli assumere come informatori occulti dal SISDE". Alcuni amici mi hanno telefonato per invitarmi a rispondere al Poveraccio Emerito: dicendo, per esempio, che (purtroppo) non ho mai conosciuto il dott. Gianni De Gennaro. Ma ho deciso di non rispondere. Attendo con sempre maggiore impazienza una soluzione più risolutiva: l'arrivo dell'ambulanza. Purtroppo è in ritardo. Di una quindicina d'anni. (12 giugno 2006) *"Il presidente del Consiglio, dottor [[Silvio Berlusconi]]", come lo chiamava idealmente inginocchiato l'altra sera il suo dipendente [[Paolo Bonolis]] a "Il senso della vita", ha definito il mio ultimo libro "Inciucio" addirittura "un sacrilegio". Lo ringrazio di cuore. Non abbiamo avuto molte recensioni, ma questa è indubbiamente la più lusinghiera. (da ''Stoccata e Fuga'', 25 gennaio 2007) *[[Piero Fassino]] alle Invasioni Barbariche: "Tra Ferrara e Travaglio, preferisco Ferrara". La stessa risposta che avrebbe dato Berlusconi. Comunque l'ho scampata bella. (3 febbraio 2007) *Avviso ai congressisti DS: quando passate davanti al pantheon, occhio al portafoglio. (19 aprile 2007) ==''BeppeGrillo.it''== {{intestazione|''Passaparola''}} *Ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo (da [http://www.beppegrillo.it/2008/05/passaparola_in/index.html#comments ''Ci pisciano addosso e ci dicono che piove''], 19 maggio 2008) *{{NDR|Dopo l'intervista al programma Che tempo che fa, a cura di Fabio Fazio, del 10 maggio 2008}} Mi ha molto colpito il fatto che tra i più solerti a intervenire contro il fatto che avessi raccontato una cosa vera, documentata e già nota, c'è stato il direttore di Rai3 [[Paolo Ruffini (giornalista)|Paolo Ruffini]], già noto per aver collaborato alla chiusura del programma di [[Sabina Guzzanti]] "Raiot" - anche lì perché si dicevano troppe cose vere tutte insieme. Ha dichiarato che ho "gratuitamente offeso la seconda carica dello Stato". Effettivamente era gratis, perché nessuno mi ha pagato per farlo. In realtà, Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di [[Renato Schifani|Schifani]]. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. [[Enrico La Loggia|La Loggia]] che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di [[Nino Mandalà]], poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle...<ref>Da ''[http://www.ilblogdellestelle.it/2008/05/passaparola_in.html Ci pisciano addosso e ci dicono che piove]'', ''ilblogdellestelle.it'', 19 maggio 2008.</ref><ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/ci-pisciano-addosso-e-ci-dicono-che-piove/ Ci pisciano addosso e ci dicono che piove]'', ''beppegrillo.it'', 19 maggio 2008.</ref> *Un commando di terroristi dell'OLP, capitanati da Abu Abbas, aveva sequestrato una nave da crociera dell'Achille Lauro in acque italiane, nel mediterraneo. Il governo italiano, presidente del Consiglio Craxi, ministro degli esteri Andreotti, ministro della difesa Spadolini, trattarono con il presidente egiziano Mubarak perché si arrivasse ad una soluzione incruenta e promisero a lui, e quindi ai palestinesi che erano in collegamento diretto con Arafat che come al solito faceva il doppio gioco, che se se si fossero consegnati non sarebbero stati affidati agli americani ma sarebbero stati giudicati dalla giustizia italiana. Questo ufficialmente venne detto, cosa fu pattuito segretamente lo possiamo immaginare da quello che successe dopo. Quando i terroristi, una volta consegnati, arrivarono su un aereo militare nella base americana di Sigonella, successe che gli americani tentarono di farseli consegnare per portarli in America e processarli. Li volevano processare perché, contrariamente a quello che si erano impegnati a fare, cioè una fine incruenta del sequestro, si era scoperto che questi tagliagole [...] avevano assassinato un ebreo paralitico anziano americano, che era in crociera in carrozzella, Leo Klinghofer, e avevano lanciato il cadavere nel mare. [...] Questi assassini gli americani li volevano processare nel loro Paese: giustamente, l'Italia disse: "il delitto è avvenuto in Italia, li processiamo noi". Certo, ma si sarebbe dovuto prendere questi terroristi e affidarli alla giustizia italiana. Invece, si presero i pesci piccoli cioè i membri del commando, ma il capo della banda, l'ideatore del sequestro, Abu Abbas, fu caricato su un aereo dei servizi segreti, spedito in [[Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia|Iugoslavia]] e di lì mandato in Irak, dove c'era [[Saddam Hussein]] pronto ad accoglierlo a braccia aperte. Il governo Craxi ha preso il capo di una banda di terroristi che hanno sequestrato una nave e hanno assassinato un ebreo paralitico anziano in carrozzella a sangue freddo e lo ha gentilmente consegnato a Saddam Hussein, per evitare che venisse processato in base a un delitto commesso in Italia. Tant'è che Abu Abbas fu condannato in contumacia all'ergastolo, ma non scontò mai la pena ed è morto due o tre anni fa a Baghdad durante le operazioni di guerra, peraltro per ragioni naturali. Questo è il [[Crisi di Sigonella|caso Sigonella]]: non è vero che Craxi difese a spada tratta la sovranità italiana, Craxi sottrasse il capo di una banda di assassini terroristi alla giustizia italiana per farlo scappare in Irak, dove in quel periodo c'erano le armi di distruzione di massa perché Saddam Hussein si stava occupando di gassare curdi e altre minoranze. (da ''[http://www.beppegrillo.it/2009/01/passaparola_lun_11.html#pp_3 Bettino nostro che sei nei cieli]'', 5 gennaio 2009) *È strano che non si trovi più nessuno, ma nemmeno all'estrema sinistra, che ricordi questi fatti documentati. Ancora nel novembre del 1993 quando ormai per [[Forza Italia]] si tratta proprio di stabilire i colori delle coccarde e delle bandierine, c'erano i kit del candidato, stavano facendo i provini nel parco della villa di Arcore per vedere i candidati più telegenici; in quel periodo, a tre mesi dalle elezioni del marzo del 1994, [[Vittorio Mangano|Mangano]] incontra due volte [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]] a Milano. E questa non è una diceria, c'è nelle agende della segretaria di Dell'Utri: Palazzo Cellini, sede di Publitalia, Milano 2, i magistrati arrivano e prendono le agende e nell'agenda del mese di novembre del 1993 si trovano due appuntamenti fra Dell'Utri e Mangano, il 2 novembre e il 30 novembre. E Mangano chi era, in quel periodo? Non era più il giovane disinvolto del '73-'74 quando fu ingaggiato e portato ad Arcore come stalliere: qui siamo vent'anni dopo. Mangano era stato in galera undici anni a scontare una parte della pena complessiva di 13 anni che aveva subito al processo Spatola per mafia e al maxiprocesso per droga, due processi istruiti da Falcone e Borsellino insieme. È stato definitivamente condannato per mafia e droga a 13 anni, ne aveva scontati 11, uscito dal carcere nel 1991 era diventato il capo reggente della famiglia mafiosa di Portanuova e grazie al suo silenzio in quella lunga carcerazione aveva fatto carriera e partecipato alle decisioni del vertice della mafia di fare le stragi. E poche settimane dopo le ultime [[Bombe del 1992-1993||stragi di Milano e Roma]], Dell'Utri incontra un soggetto del genere a Milano negli uffici dove sta lavorando alla nascita di Forza Italia. Io non so se tutto questo sia penalmente rilevante, lo decideranno i magistrati: penso che sia politicamente e storicamente fondamentale saperlo, mentre si vede [[Gianfranco Fini]] che cita [[Paolo Borsellino]] al congresso che sta incoronando il responsabile di tutto questo, cioè [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. Verrebbe da dire "pulisciti la bocca". Possibile che invece di abboccare a tutti i suoi doppi giochi, quelli del centrosinistra non – ma dico uno, non dico tutti, li conosciamo, fanno inciuci dalla mattina alla sera e sono pronti a ricominciare con la Costituente come se non gli fosse bastata la bicamerale – uno, di quelli anche più informati, che dica "ma come ti permetti di parlare di Borsellino? Leggiti quello che diceva, Borsellino, di questi signori in quella famosa intervista prima di morire". Leggiti quello che c'è scritto nella sentenza Dell'Utri e poi vergognati, perché quel partito lì non l'ha fondato lo Spirito Santo, l'hanno fondato Berlusconi, Dell'Utri, [[Bettino Craxi|Craxi]] con l'aiuto di Mangano che faceva la spola fra Palermo e Milano, infatti le famiglie mafiose decidono di votare per Forza Italia e di abbandonare Sicilia Libera – che viene sciolta nell'acido probabilmente – quando Mangano arriva giù a portare le garanzie. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009) *In quei mesi la mafia decide di abbandonare il progetto di Sicilia Libera che essa stessa aveva patrocinato e fondato e tutto ciò avviene in seguito a una serie di riunioni, nell'ultima delle quali Bernardo Provenzano – ce lo racconta il suo braccio destro, Nino Giuffré che ora collabora con la giustizia e che è stato ritenuto attendibile in decine e decine di processi compreso quello Dell'Utri – convoca le famiglie mafiose, la cupola, per sapere che cosa scelgono: se preferiscono andare avanti col progetto del partitino regionale Sicilia Libera o se invece non preferiscano una soluzione più tradizionale come quella che sta affacciandosi a Milano grazie all'opera di un loro vecchio amico: Marcello Dell'Utri che conoscevano fin dai primi anni Settanta come minimo, cioè da quando Dell'Utri, in rapporto con un mafioso come Cinà e un mafioso come Mangano, aveva portato quest'ultimo dentro la casa di Berlusconi. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009) *Non per guastare la festa a questa bella incoronazione imperiale del leader del popolo delle libertà che, come avete visto, a sorpresa è stato eletto primo, unico, ultimo imperatore del partito che aveva fondato sul predellino di una macchina e che quando l'aveva fondato [[Gianfranco Fini]] l'aveva subito fulminato dicendo: "siamo alla comica finale, noi non entreremo mai nel [[Il Popolo della Libertà|Popolo della Libertà]] e [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] non tornerà mai più a Palazzo Chigi con i voti di [[Alleanza Nazionale]]". E quando qualcuno gli aveva chiesto "Possibilità che AN rientri all'ovile?", risposta di Fini: "Noi non dobbiamo tornare all'ovile perché non siamo pecore". Poi come avete visto sono tornati all'ovile quindi ne dobbiamo concludere che sono pecore o pecoroni. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009) *Perché in quello stesso periodo in Sicilia e in tutto il sud ovest, anche Calabria, si muovevano delle strane leghe meridionali che, in sintonia con la Lega Nord – c'era stato addirittura a Lamezia Terme con un rappresentante della Lega Nord – si proponevano di secedere, di staccare Sicilia, Calabra... infatti si chiamavano "Sicilia libera", "Calabria libera". Era tutto un fronte di leghe molto strano: invece di esserci i padani inferociti lì c'erano strani personaggi legati un po' alla mafia, un po' alla 'ndrangheta e un po' alla [[P2]] e uno di questi, il principe Orsini che aveva legami con questi personaggi, aveva legami anche con Marcello Dell'Utri. Quindi noi sappiamo che Dell'Utri – lo ha dimostrato [[Gioacchino Genchi]], ma guarda un po', andando a incrociare i telefoni e i tabulati di questi personaggi – aveva contatti diretti con questo Principe Orsini. Dell'Utri inizialmente tiene d'occhio questi ambienti, perché sono le organizzazioni mafiose, legate a personaggi della P2 e dell'eversione nera, che si stanno mettendo insieme perché sentono odore di colpo di Stato, sentono odore di nuova Repubblica e vogliono far pesare, ancora una volta, la loro ipoteca con un partito o una serie di partiti nuovi. Come Sicilia Libera, della quale si interessano direttamente boss come Tullio Cannella, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano e Giovanni Brusca. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009) *{{NDR|Riferendosi all'editoriale del 7 gennaio 1994 sul ''Messaggero''}} Sapete chi era questo signore che si stracciava le vesti contro [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ed [[Emilio Fede]]: Paolo Bonaiuti. Non è un omonimo. È proprio lo stesso che oggi fa da portavoce a Berlusconi e che voi trovate... È quel signore che compare soprattutto la domenica quando va in riposo [[Daniele Capezzone|Capezzone]], anche Capezzone chiude per riposo settimanale come le pizzerie, in quel caso subentra Bonaiuti. È quel signore che voi vedete vestito in modi variopinti, che fa sempre così con la testa, come quei cagnolini che stanno sul retro delle macchine degli agricoltori vicino al cappello di paglia. Ecco, quello è Bonaiuti. All'epoca era vicedirettore del Messaggero, era di sinistrissima naturalmente, e sparava a zero, scrivendo delle cose anche condivisibili. Nel senso che anche lui ha avuto un periodo in cui ragionava con la sua testa, poveretto. Poi ha smesso... (da [http://www.beppegrillo.it/2009/04/passaparola_lun_24.html#comments ''RAI: la voce del padrone''], 20 aprile 2009) *Come sapete e come purtroppo non sa [[Eugenio Scalfari]], il quale ieri ha parlato di un processo che è finito in assoluzione in parte con formula piena e in parte con formula dubitativa. Non c'è nessuna assoluzione con formula piena nel processo [[Giulio Andreotti|Andreotti]], Andreotti fu assolto con la vecchia insufficienza di prove in primo grado, in appello gli fu peggiorata la sentenza di primo grado, ribaltandone la parte del periodo fino al 1980 e lì fu dichiarato colpevole, ma prescritto per il reato commesso di associazione a delinquere con la mafia fino alla primavera del 1980. Dopo il 1980 fu confermata l'assoluzione per insufficienza di prove, che era stata data in primo grado. La Cassazione confermò la sentenza d'appello, per cui so che è suggestivo dire " be', ma quelli sono dei mafiosi che hanno sciolto i bambini nell'acido": è vero, infatti è proprio per quello che sono dei testimoni privilegiati per raccontare quello che succede dentro la mafia, perché loro ne hanno fatto parte; certo, sarebbe bellissimo poter avere dei testimoni di mafia che hanno sempre fatto, nella loro vita, i frati francescani o le suore clarisse, ma purtroppo i frati francescani e le suore clarisse della mafia non sanno una mazza, perché non ne hanno mai fatto parte e conseguentemente è ovvio che, per sapere quello che succede in un'organizzazione criminale, bisogna sperare che qualcuno all'interno di quell'organizzazione criminale ce lo racconti. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/11/passaparola_lun_45.html#comments ''La mafia non esiste, Berlusconi e Dell'Utri invece sì''], 30 novembre 2009) *Prendiamo la politica estera: per quanto riguarda la politica estera [[Bettino Craxi|Craxi]], che viene dipinto come un fedele atlantista, uno anticomunista, uno ancorato all'occidente e quindi quello che aveva fatto la scelta giusta tra l'est e l'ovest, mentre l'Unione Sovietica voleva colpire etc., gli euromissili e tutta la retorica che si fa sugli euromissili, Craxi è quello che fa entrare nel Parlamento italiano [[Yasser Arafat]] con la pistola nel cinturone, non lo disarmano neanche, non lo perquisiscono neanche prima di farlo entrare in Parlamento e, quando qualcuno protesta, lui dice che Arafat è come [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]], Arafat come Mazzini e Garibaldi! Il capo di un'organizzazione che, in quel periodo, era ancora un'organizzazione terroristica, che faceva gli attentati negli aeroporti e sequestrava le navi, come poi successe qualche anno dopo con l'Achille Lauro, che non aveva ancora neanche riconosciuto il diritto all'esistenza dello Stato di [[Israele]], questo sarebbe quello che le aveva azzeccate tutte! (da [http://www.beppegrillo.it/2010/01/passaparola_lun_50.html ''Craxi al netto delle tangenti''], 18 gennaio 2010) *Cosa successe il [[Processo 7 aprile|7 aprile]] {{NDR|1979}}? Ci fu una grande retata disposta dall'allora sostituto Procuratore di Padova [[Pietro Calogero]], magistrato, che fece arrestare i più importanti leader dell'Autonomia Operaia in tutta [[Italia]], sostenendo che avevano un progetto comune strategico con le [[Brigate Rosse]] per cercare di sollecitare un'insurrezione, una rivolta, un fenomeno eversivo nei confronti dello Stato italiano, [...] questo è il 7 aprile, Potere Operaio, Autonomia Operaia, Brigate Rosse, connivenze nelle università nei movimenti sindacali, nelle fabbriche, [[Toni Negri]] il più famoso tra gli arrestati di quell'operazione. [...] Il 7 aprile questi signori di Autonomia Operaia ho detto Toni Negri ma c'erano anche Ibesci, Scalzone, Ferrari Bravo, Piperno, le associazioni sovversive, insurrezione armata contro lo Stato, alcuni vennero accusati di avere a che fare anche con il rapimento di [[Aldo Moro|Moro]] di qualche mese prima, si parlò di teorema Calogero che naturalmente ipotizzava che l'Autonomia fosse una specie di cervello che un'organizzazione molto più ampia, Autonomia Operaia Organizzata che poi si esplicitava in varie forme, [...] Toni Negri è stato poi condannato in primo grado a 30 anni e in appello a 17<ref>In realtà la Corte d'Assise d'Appello condannò Negri a 12 anni nel 1987.</ref>, grazie a [[Marco Pannella|Pannella]] è stato eletto parlamentare così si è sottratto alla giustizia per 14 anni latitante in [[Francia]] e poi è rientrato in Italia e ha scontato un pezzettino della pena, Scalzone ha avuto una pena definitiva di 8 anni, altri hanno avuto pene minori, per alcuni le accuse sono cadute, per altri sono rimaste, come sempre nei processi, quindi non era affatto un teorema, era una cosa che poi è stata dimostrata con tanto di sentenze definitive. (da ''Minority Gasparri'', 20 dicembre 2010) *Hanno ammazzato [[Osama bin Laden|Bin Laden]] e pace all'anima sua, un assassino in meno anche se bisognerebbe ricordare quanti lo hanno utilizzato in questi anni e soprattutto bisognerebbe ricordare che, se poi sarà tutto confermato ciò che ci hanno raccontato questa mattina, lo hanno preso in Pakistan, dove peraltro si è sempre saputo che si era rifugiato e quindi resta da domandare come mai abbiamo fatto una guerra in Iraq, una guerra in Afghanistan, adesso una guerra in Libia, prima ne avevamo fatta una in Serbia e il Pakistan, paese tradizionalmente protettore di Bin Laden, come del resto gli emirati sauditi, tradizionalmente finanziatori di Bin Laden, non siano mai stati neanche sfiorati dalla furia dell'occidente nella guerra al terrorismo, anzi siano stati sostenuti e siano considerati tutt'ora nostri ottimi alleati. (da ''[http://www.beppegrillo.it/2011/05/rassicurazioni_al_posto_della_sicurezza.html Rassicurazioni al posto della sicurezza]'', 2 maggio 2011) ==''Promemoria. La storia d'Italia ai confini della realtà da Tangentopoli a oggi''== ===Citazioni=== *Ecco: pazienza la mafia, le corruzioni, i giudici comprati, i fondi neri, le società off-shore, i falsi in bilancio, le frodi fiscali, le leggi vergogna, i condoni, i conflitti d'interessi, ma le puttane no, perdio! *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] fiuta l'aria che tira e, terrorizzato di finire come i politici di cui prese il posto 18 anni fa, si arrocca come [[Hitler]] nel bunker, con le escort al posto di Eva Braun: fa chiudere i programmi giornalistici televisivi per tutta la campagna elettorale delle regionali, tenta di imbavagliare la stampa e la magistratura, escogita ogni giorno nuovi lodi impunitari per sé e i suoi, nomina ministro di Nonsisaché il fido Brancher per sottrarlo al processo (poi Brancher, come [[Claudio Scajola|Scajola]] e Cosentino, sarà costretto alle dimissioni). Ormai è un pugile suonato: se il suo avversario non avesse abbandonato il ring potrebbe persino perdere la partita. Fa quasi tenerezza mentre ripete il suo mantra quotidiano: "Non è la nuova Tangentopoli... non è la nuova Tangentopoli... ghe pensi mi..." Intanto la sua coalizione si sfalda, [[Gianfranco Fini|Fini]] si smarca, [[Umberto Bossi|Bossi]] drizza le antenne, ogni tanto sembra svegliarsi persino [[Giorgio Napolitano|Napolitano]]. Forse è il momento di aggiornare il vecchio slogan degli anni '70, "Una risata li seppellirà", con il più attuale "Una retata li seppellirà". ==''La scomparsa dei fatti''== ===[[Incipit]]=== Il sistema più semplice per cancellare i fatti è — molto banalmente — quello di non parlarne. Ignorarli. E sostituirli con altri della stessa specie e della stessa importanza, usati come diversivi, come coprenti. Non sempre, però, i fatti sostitutivi sono disponibili quando occorrono: in questo caso, non resta che inventarne qualcuno di sana pianta, oppure gonfiarne uno già esistente, ma di poco conto.<br> Il maestro ineguagliato nell'arte del parlar d'altro è [[Bruno Vespa]] col suo teatrino quasi quotidiano di Porta a Porta su Rai1, la rete ammiraglia del cosiddetto servizio pubblico. Dopo la condanna in primo grado di [[Cesare Previti]] al processo Sme per corruzione del giudice Renato Squillante, Vespa si occupa del Viagra. Quando il tribunale di Milano condanna [[Marcello Dell'Utri]] per estorsione insieme a un boss mafioso, a Porta a Porta si parla di calcioscommesse con [[Aldo Biscardi]] e [[Maurizio Mosca]]. Quando il Parlamento europeo boccia [[Rocco Buttiglione]], aspirante commissario Ue, per le sue tirate contro le donne e i gay, Vespa convoca [[Alba Parietti]] e alcuni malati in stato comatoso per raccontare il loro improbabile risveglio dal coma. Quando il centrosinistra vince in sette collegi su sette le elezioni suppletive del 2004, a Porta a Porta si discute dell'isola dei famosi, con [[Simona Ventura]] & Co. ===Citazioni=== *C'è chi nasconde i fatti perché è nato [[servitù|servo]] e, come diceva [[Victor Hugo]], "c'è gente che pagherebbe per vendersi". *C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso perché ha paura di dover [[cambio di opinione|cambiare opinione]]. *Se in [[America]] il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto. *{{NDR|In riferimento alla missione americana in Iraq}} In principio erano le armi di distruzione di massa. Per prevenire il terribile attacco di Saddam al resto del mondo, partì la guerra in Iraq. Poi si scoprì che le armi non c'erano, nulla non c'era nulla da prevenire. Allora si disse che bisognava colpire, a Baghdad, il più terribile alleato e foraggiatore e protettore di Al Quaeda. Poi si scoprì che i due nemmeno si conoscevano, anzi si odiavano. Poi si disse che eravamo lì per liberare gli Iracheni da Saddam [...] Allora si disse che dovevamo restare lì perché gli Iracheni lo volevano, infatti ci accoglievano come liberatori. Poi si scoprì che ci sparavano addosso. Allora si disse che eravamo lì per esportare la democrazia. Poi si scoprì che, già che c'eravamo, esportavamo anche la tortura (per esempio nel carcere di Abu Ghraib), dalla quale peraltro l'Iraq era da tempo un discreto produttore. Allora [[Giuliano Ferrara]], che è molto intelligente, disse che c'è una bella differenza fra la tortura di Saddam e la nostra: lui i torturati mica li fotografa, noi sì perché siamo democratici. Clic. Volete mettere la differenza? Allora si disse che bisognava restare per riportare la Pace in Iraq, contro una guerra che prima non c'era e che avevamo scatenato noi. Poi si scoprì che la pace faceva più morti della guerra. Allora si disse che bisognava restare per combattere il terrorismo. Poi si scoprì che di terroristi in Iraq, non ce n'erano, almeno prima dello sbarco delle truppe occidentali: ne arrivarono a migliaia da tutto il mondo arabo e ne sorsero molti in loco, dopo il nostro arrivo; insomma, il [[terrorismo]], da quando lo combattiamo, aumenta. Allora si disse che bisognava restare perché altrimenti sarebbe scoppiata la guerra civile fra sciiti e sunniti. Poi, consultando i libri di storia, si scoprì che quella irachena non conosce guerre civili, ma grazie alla nostra presenza sul posto ottenemmo anche questo risultato: scatenare la prima guerra civile della storia dell'Iraq. *{{NDR|In riferimento all'inchiesta "Mani Pulite" del pool di magistrati di Milano}} Gli Italiani, quando scoprirono di essere stati derubati e grassati per anni dai loro sedicenti rappresentanti, s'incazzarono. Finché durò il fruscio delle mazzette negli orecchi degli Italiani, fu facile per loro comprendere chi fossero le vittime della Grande Ruberia: erano loro. I partiti, per mantenere i loro apparati elefantiaci ed il tenore di vita principesco di molti loro boss, imponevano il pizzo su ogni loro appalto; gli imprenditori gonfiavano i prezzi dei lavori con continue varianti in corso d'opera, lo Stato si svenava con una spesa pubblica sempre più fuori controllo, ed ogni anno veniva da noi a bussare a quattrini con leggi finanziarie sempre più giugulatorie. Nel 1993 eravamo sull'orlo della bancarotta. Lo Stato italiano non aveva letteralmente più un soldo in cassa: mancava persino di che pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici. Una situazione pre-Argentina, che costrinse il governo Amato a varare la più spaventosa legge finanziaria della storia d'Europa. Era, quello, lo scontrino fiscale di Tangentopoli. E toccò ai cittadini pagare il conto. Che dovevano fare i derubati? Metter mano ai portafogli e ringraziare chi li aveva ridotti così? Il minimo che si dovesse fare era quel che fecero decine di veneziani, inseguendo De Michelis per le calli della Laguna al grido di «ladròn, ladròn». E quel che fecero migliaia di romani di destra e di sinistra, lanciando banconote false contro Craxi che usciva dalla sua suite all'Hotel Raphael, cantando beffardamente sull'aria Guantanamera: «Vuoi pure queste? Bettino, vuoi pure queste?». Fu una reazione normale, e non c'è proprio nulla di cui vergognarsi. Anche perché il Craxi in questione era stato appena salvato dalla Camera dei deputati, che aveva respinto gran parte delle richieste di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per gravi episodi di corruzione, e tutte le richieste di arresto e perquisizione avanzate dal pool di Milano. Lo stesso Craxi, pochi mesi prima, si era presentato alla Camera con l'aria dell'accusatore per tenere un discorso ricattatorio puntando il dito sui colleghi e chiamandoli a correo dei propri reati. *Il lancio delle banconote fu uno dei momenti più alti della nostra democrazia. I cittadini, correttamente e compiutamente informati come mai era accaduto in passato sul tradimento degli eletti ai danni degli elettori, reagivano con l'unica arma democratica a loro disposizione: l'indignazione e la protesta di piazza, per chiedere una politica più trasparente e più onesta e una legge finalmente uguale per tutti. Il discorso di Craxi alla Camera, il 3 luglio 1992, fu invece uno dei momenti più bassi della storia repubblicana: un ex presidente del Consiglio che aveva governato l'Italia personalmente per quattro anni e – in coalizione con i partiti alleati – per quindici, violando sottobanco le leggi che lui stesso, il suo partito ed i suoi alleati pretendevano di imporre agli altri, ma dal rispetto delle quali si sentiva – chissà perché – esentato, pretendeva di farla franca intonando il «così fan tutti», trafficando con dossier fasulli e «poker d'assi» pieni di due di picche per screditare i magistrati che l'avevano preso con le mani nel sacco. E presto sarebbe fuggito all'estero, latitante travestito da esule, per sottrarsi alla giustizia e alle leggi del suo Paese. Che dovevano fare gli italiani? Battergli le mani? Stendergli il tappeto rosso sotto i piedi? Ringraziarlo del gentile pensiero? *Se le [[notizia|notizie]] fanno paura, le parole che le raccontano ne fanno ancor di più. In fondo è la parola che si conficca nella memoria e aiuta a ricordare questo o quel fatto, richiamandolo come il sibilo agli ultrasuoni che fa scattare il cane. Così – l'abbiamo visto per la guerra e per la pace – le parole diventano più importanti dei fatti. Perché, giocando con le parole, si possono manipolare i fatti, e, alla fine della catena, tutta la memoria collettiva. *[[Giuliano Ferrara]], oltre a lavorare per la CIA, è stato ministro e portavoce del primo [[governo]] [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], nonché direttore di due giornali della famiglia Berlusconi, ''Il Foglio'' e ''Panorama'': con quale credibilità può commentare o intervistare [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e i suoi avversari? *L'[[arbitro]] neutrale non fischia mai per non scontentare nessuno, cioè è un pessimo arbitro. L'arbitro ''[[cerchiobottismo|cerchiobottista]]'' cerca di fischiare una volta da una parte e una volta dall'altra e anche lui è un pessimo arbitro. L'arbitro imparziale fischia ogni volta che gli pare giusto farlo, alla luce di regolamenti, della sua coscienza, dei pesi e delle misure che è abituato ad applicare in ogni partita, su tutti i campi, nei confronti di chiunque gli capiti a tiro. A parità di comportamenti pari sanzioni. Ecco questo e solo questo è un buon arbitro. (2010, [https://books.google.it/books?id=SV2Jdz30ymEC&pg=PA23 p. 23]) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Ad personam''=== Ho deciso di scrivere questo libro quando ho letto sui giornali che il «processo breve» e il «legittimo impedimento» sarebbero, nell'ordine, la diciannovesima e la ventesima legge ''ad personam'' della Seconda Repubblica, intendendo come ''personam'' Silvio Berlusconi. Scorrendo gli elenchi degli ultimi mesi, ho subito scoperto che non era mai citata la prima: il decreto Biondi del 1994. Vuoi vedere — mi son detto — che ne dimenticano qualcuna?<ref>Prima dell'inizio vero e proprio del libro vi sono tre "pretesti". Qui il primo: {| | '''PRETESTO&nbsp;1''' | &nbsp; | "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."<br>''Art. 3 della Costituzione italiana.'' |} "Silvio Berlusconi e tutti i suoi parenti e discendenti fino al quarto grado sono esentati dal rispetto delle leggi dello Stato che si intendono vigenti soltanto per tutti gli altri cittadini."<br>''Da aggiungere in coda alla Costituzione come nuova norma transitoria.''</ref> ===''Bananas''=== Il cosiddetto ministro della Giustizia Roberto Castelli, tutto giulivo per la sua trovata sulla sinistra che fomenta i «moti di piazza» e la rivolta nelle carceri, insiste: «Sono cosciente – dice in tournée a Copenhagen – della gravità delle mie affermazioni. Ma la sinistra dimostri che quanto ho detto non è vero». Già è sorprendente scoprire che Castelli è cosciente di qualcosa. E fa tenerezza sentir parlare nel 2002 di «moti di piazza», espressione che non si ascoltava dai tempi di Bava-Beccaris. Ora manca soltanto la «radunata sediziosa». ===''Berluscomiche''=== Il presidente del consiglio ha preso la pastiglia e ora sta un po' meglio. Le terapie funzionano, il decorso post-esternatorio è stabile. Negli ultimi due giorni non ha più detto «kapò» agli infermieri, ha chiesto soltanto trentacinque volte della Boccassini e, nel sonno, ha ripetuto il nome di Previti per sole tre ore. Poi basta. L'unico accenno di ricaduta si è avuto quando l'ha chiamato George W. Bush per parlare del processo di pace in Medio Oriente. Alla parola «processo», Berlusconi si è sentito male, ma poi si è riavuto subito. ===''L'odore dei soldi''=== Quando sia arrivato nella villa di Arcore, nessuno esattamente lo sa. Chi dice nel 1974, chi nel 1975. E anche la data e le modalità del suo allontanamento restano un mistero. Ma una cosa è certa: per alcuni anni un boss di prima grandezza della mafia siciliana, Vittorio Mangano, ha soggiornato nella villa di Silvio Berlusconi, con moglie e due figlioletti, ufficialmente per svolgervi le mansioni di «fattore» o di «stalliere». Grazie alla raccomandazione di un conterraneo e amico di vecchia data: [[Marcello Dell'Utri]]. ==Citazioni su Marco Travaglio== *C'è una banda in Italia oggi di giornalisti, di cui Travaglio fa sicuramente parte, che ha scoperto una cosa per loro molto interessante: se parli male dei politici fai i soldi, diventi ricco. [...] E quindi bisogna parlar male dei politici a prescindere. Per esempio il mio caso è paradossale: Travaglio su ''l'Unità'' e anche su un suo libro scrive che io sono stato condannato. Dov'è il paradosso? Che il condannato Travaglio, perché Travaglio è stato condannato in passato, quindi possiamo definirlo tecnicamente un pregiudicato, scrive di un uomo politico, Castelli, che è stato condannato quando io non sono mai stato condannato. È questo il paradosso. Castelli cosa deve fare a questo punto? O Travaglio mi chiede scusa dicendo che s'è sbagliato e si dimette da giornalista visto che lui vuole che i politici si dimettano, giustamente, da politici se sbagliano oppure sono costretto mio malgrado ad andare a intasare un'altra volta la giustizia e fare l'ennesima causa. Io credo che non ce ne sia bisogno di questo fatto, però c'è questo malcostume di questi giornalisti. [...] Ma dov'è il gioco sottile che fanno lui, Stella e quant'altro? Per esempio se io dico che Travaglio è amico dei mafiosi lui mi può querelare e probabilmente vince la causa, ma se io adotto una tecnica più raffinata, che è esattamente quella che adotta lui nei suoi libri, e dico "c'è scritto su Repubblica che Travaglio si fa pagare le vacanze da un mafioso" a quel punto io dico la verità e quindi di fatto però diffamo comunque Travaglio ma sono al riparo da ogni accusa. Ecco io credo che bisognerebbe uscire da questo malcostume, bisognerebbe criticare i politici ferocemente quando se lo meritano ma quantomeno quando si sbaglia o quando si diffama una persona che cerca di essere onesta qual son io magari si riconosca anche l'errore. Invece no, si fa un altro libro perché tanto gli introiti del libro son talmente alti che possono consentire poi di pagare il povero disgraziato che è stato diffamato. ([[Roberto Castelli]]) *Certo, per un direttore di giornale, avere sottomano un Travaglio, che su qualsiasi protagonista, comprimario e figurante della vita politica italiana è pronto a fornirti su due piedi una istruttoria rifinita nel minimo dettaglio è un bel conforto. Ma anche una bella inquietudine. Il giorno in cui gli chiesi se in quel suo archivio, in cui non consente a nessuno di ficcare il naso, ci fosse anche un fascicolo intitolato al mio nome, Marco cambiò discorso. ([[Indro Montanelli]]) *Dispiace che giornalisti come Travaglio, che stimavamo perché estremo baluardo di una informazione libera e quanto più possibile veritiera, si siano messi l'elmetto dell'esercito israeliano. ([[Vittorio Arrigoni]]) *È un mascalzone tremendo però la sua capacità di documentazione è eccezionale. Per il 90 per cento del materiale sul quale lavoro debbo ringraziare lui. Dico ai giovani giornalisti: imparate a documentarvi come si documenta questo ragazzino. Io ne sono ammirato. Se Travaglio dovesse smettere io sarei nei guai. Purtroppo si concentra su Mani pulite. Avrei bisogno che si dedicasse di più alla Sicilia, mi farebbe più comodo. ([[Lino Jannuzzi]]) *I danni che ha fatto Marco Travaglio alla prosa degli elzeviristi italiani, non c'è risarcimento che basti, ci vorrebbe una ''class action''. ([[Guia Soncini]]) *Il nostro amico {{NDR|Marco Travaglio}} sceglie un comodo, stortissimo espediente. Si disinteressa del "vero" e del "falso". Afferra un "fatto" controverso (ne è consapevole, perché non è fesso) e lo getta in faccia agli spettatori lasciandosi dietro una secrezione velenosa che lascia credere. […] Il "metodo Travaglio" e delle "agenzie del risentimento" è una pratica giornalistica che, con "fatti" ambigui e dubbi, manipola cinicamente il lettore/spettatore. Ne alimenta la collera. Ne distorce la giustificatissima rabbia per la malapolitica. È un paradigma professionale che, sulla spinta di motivazioni esclusivamente commerciali (non civiche, non professionali, non politiche), può distruggere chiunque abbia la sventura di essere scelto come target (gli obiettivi vengono scelti con cura tra i più esposti, a destra come a sinistra). ([[Giuseppe D'Avanzo]]) *Io non credo che Travaglio sia in malafede [...] Penso che sia ciuccio. Non sa quasi niente di diritto e così scrive sciocchezze. Specie se parla di Berlusconi. ([[Piero Sansonetti]]) *Io sono un grande ammiratore di Marco Travaglio. Lui di me ha una pessima idea. E io non so perché. Ma è uno dei migliori giornalisti italiani. Dice cose che spesso non condivido. Ma ci mette la faccia. Non è ipocrita. ([[Salvatore Cuffaro]]) *L'ex dipendente del Gruppo editoriale ''l'Espresso'', Marco Travaglio, ora direttore del ''Fatto Quotidiano'', coltiva un'ossessione per Repubblica che non conosce requie. E a cui dedica fiumi di inchiostro. Ancora ieri. E questa volta per il lavoro di questo giornale sulla tempesta di tweet che, nella notte tra il 27 e il 28 maggio, investì il Capo dello Stato minacciato di impeachment dai 5 Stelle di Luigi Di Maio. Un ennesimo grammelot fascistoide di quelli con cui normalmente gratifica i reprobi di turno scelti per la bastonatura. Ora con la storpiatura del cognome, ora con un profluvio di locuzioni mascella in fuori ("mecojoni"). Ragione per cui si potrebbe continuare ad ignorarlo, abbandonandolo al solitario e narcisistico esercizio proprio di chi si nutre ormai di soli ritagli di giornale, sapientemente manipolati a sostegno di una tesi. ([[Carlo Bonini]]) *L'Italia è quella cosa che perde tempo con Marco Travaglio. ([[Maurizio Crosetti]]) *Marco Travaglio! Fighetto! ([[Natalino Balasso]]) *No, Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un'arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l'archivio. ([[Indro Montanelli]]) *Non nominatemelo. Perché a sentire il suo nome mi viene l'orticaria. ([[Fausto Bertinotti]]) *Quand'è che Marco Travaglio è diventato un tronista di ''Uomini e donne'', di quelli che litigano con la corteggiatrice, sclerano, se ne vanno dallo studio, e alla De Filippi tocca attendere pazientemente seduta sui gradini che una redattrice li convinca a rientrare? ([[Guia Soncini]]) *Ritengo Travaglio una delle poche voci libere nel mondo dell'informazione, un serio professionista che svolge pienamente il ruolo di cane da guardia della democrazia. Le osservazioni e critiche di Marco, delle quali io stesso sono stato spesso oggetto, dovrebbero servire da monito per i politici. ([[Antonio Di Pietro]]) *Se [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dovesse morire, Travaglio resterebbe disoccupato. ([[Pier Ferdinando Casini]]) *Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te, questo siamo. Siamo un grande Paese! Siamo un grande paese con un diffamatore abituale. ([[Vittorio Sgarbi]]) *Su Marco Travaglio si sono dette e si dicono tante cose, ma penso sia una persona che si deve ascoltare. ([[Valentina Lodovini]]) *Travaglio è cattivo, è un genio del male, ma è in assoluto il giornalista più intelligente che abbia mai calcato la scena del giornalismo italiano. ([[Silvio Berlusconi]]) *Travaglio è cattivo, falsario, ma intelligente. ([[Renato Farina]]) *Travaglio è il capolavoro di Santoro, televisivamente inventato da lui come Sgarbi fu inventato da Maurizio Costanzo, come Lorella Cuccarini da Pippo Baudo. E ha funzionato benissimo finché Santoro lo ha diretto nel ruolo di attor giovane, gli ha permesso di leggere la sua pungente letterina senza contraddittorio, senza esporlo mai, senza risposte da dare e senza domande da fare, e infatti non ne fece neppure a Berlusconi quando finalmente se lo trovò davanti. Chiuso e dunque protetto nel recinto del monologo sprezzante, Travaglio era il momento militare, l'esibizione per sadici in panciolle del campione di batteria, un grande spettacolo di ferocia "il cui core business", gli disse Berlusconi, "sono io", non corrida ma rodeo, il combattimento del Selvaggio West ma sotto il tendone da circo. Ogni tanto il padre padrone Santoro gli muoveva qualche dolce rimprovero paterno, "buono, stai buono", che era anche il segnale del viatico dal padrino al figlioccio, dal professore all'allievo, dal vecchio al giovane, dall'uomo al cucciolo. ([[Francesco Merlo]]) *Travaglio è un caso clinico di manipolazione e falsificazione. ([[Adriano Sofri]]) *Travaglio è un monumento vivente alla libertà d'informazione. ([[Michele Santoro]]) *Travaglio è uno sporco fascista di destra. ([[Francesco Cossiga]]) *Travaglio mi fa ridere. Non per ciò che dice: per lo sguardo, per i silenzi. È il [[Massimo Troisi|Troisi]] del nord. ([[Gigi D'Alessio]]) *Travaglio non ha un cuore, ha uno schedario giudiziario. ([[Filippo Facci]]) *Travaglio se la prende coi giornalisti diffamatori, ma è un diffamatore anche lui. Travaglio dice che una prescrizione non equivale a un'assoluzione bensì a una condanna: quindi lui è stato condannato. Travaglio dice che un innocente che si reputasse tale dovrebbe rinunciare alla prescrizione: ma lui alla prescrizione non rinuncia. Travaglio è favorevole all'abolizione dell'Appello: ma poi ricorre in Appello. Travaglio ha scritto che le corti d'Appello sono solo degli «scontifici» che mantengono inalterato l'impianto accusatorio e che limano soltanto la pena: è proprio quello che è successo a lui. Un italiano vero. ([[Filippo Facci]]) *Travaglio si ciba della decadenza dell'Italia come un bambino del latte, e ce lo ricorda ogni giorno. ([[Umberto Contarello]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Marco Travaglio, ''Ad personam'', Chiarelettere, 2010. ISBN 9788861901049 *Marco Travaglio, ''Bananas. Un anno di cronache tragicomiche dallo stato semilibero di Berlusconia'', Garzanti, 2003. ISBN 8811600278 *Marco Travaglio, ''Berluscomiche. Bananas 2 la vendetta: le nuove avventure del Cavalier Bellachioma dal kapò al kappaò'', Garzanti, 2005. ISBN 881159765X *Marco Travaglio, ''La scomparsa dei fatti'', il Saggiatore, Milano 2006. ISBN 8842813958 *Elio Veltri, Marco Travaglio, ''L'odore dei soldi'', Editori Riuniti, 2001. ISBN 883595007-4 ==Voci correlate== *''[[Servizio pubblico (programma televisivo)|Servizio pubblico]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Crediti|http://www.sabellifioretti.com|Sabellifioretti}} {{DEFAULTSORT:Travaglio, Marco}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] a46dpyc24jlmsi3k4cnqibk797kn6kq 1422794 1422793 2026-08-07T00:20:51Z Danyele 19198 fix di stile 1422794 wikitext text/x-wiki [[File:Marco Travaglio.jpg|thumb|Marco Travaglio nel 2010]] '''Marco Travaglio''' (1964 – vivente), giornalista e scrittore italiano. {{vedi anche|Peter Gomez e Marco Travaglio|Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio}} ==Citazioni di Marco Travaglio== {{cronologico}} *Come lo spieghi ad un extracomunitario che per avere l'onore di votare per un pregiudicato deve essere incensurato?<ref>Dal programma televisivo ''Anno Zero'', 14 settembre 2006.</ref><ref>In riferimento alla proposta di legge che prevede il diritto di voto agli extracomunitari non coinvolti in processi in corso e non soggetti a condanne definitive, e al fatto che nelle Camere sono presenti onorevoli rispondenti alle suddette caratteristiche.</ref> *Personalmente non sono pregiudizialmente contro le [[guerra|guerre]], purché le guerre abbiano una legalità internazionale, purché abbiano un obiettivo, venga verificato questo obiettivo, purché siano l'ultima ratio, e soprattutto purché non si giochi con le parole, cioè non si prenda in giro la gente.<ref>Dal programma televisivo ''Anno Zero'', 28 settembre 2006.</ref> *[[Governo Conte]]? Ho notato un enorme pregiudizio che non ha paragone coi governi precedenti.<ref>Da ''Otto e mezzo'', ''La7'', riportato in Gisella Ruccia, ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/09/governo-travaglio-quando-arrivarono-monti-e-renzi-cerano-articoli-che-sembravano-i-cinegiornali-luce/4415512/ Governo, Travaglio: "Quando arrivarono Monti e Renzi c'erano articoli che sembravano i cinegiornali Luce"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 9 giugno 2018.</ref> *[[Beppe Grillo|Grillo]] non fa altro che aizzare la piazza su temi che fanno o facevano parte del programma dell'Unione.<ref>Dal programma televisivo ''Annozero'', Rai 2, 4 ottobre 2007.</ref> *{{NDR|[[Giorgio Gaber]]}} Io l'ho visto una volta sola in vita mia, quando l'ho intervistato per ''[[la Repubblica (giornale)|la Repubblica]]'' nel 1998, e di lui mi colpì soprattutto la totale equidistanza dalla [[politica]]. Che non credo fosse geometrica, nel senso che non penso proprio che Gaber facesse calcoli su quanto lo separava dalla destra e quanto invece dalla sinistra. Mi sembrò un atteggiamento interiore, una categoria dello spirito che segnava la sua alterità assoluta da un far politica nei partiti. [...] Non c'era in lui snobismo, né atteggiamento di superiorità nei confronti dei politici. Però, un certo disprezzo per come si era degradata la politica, questo lo si avvertiva. [...] Certo, l'equidistanza costa, anche perché presuppone un livello culturale e morale veramente molto superiore alla media, in una società infestata come la nostra, ovunque si vada, dalla politica. [...] Per me somigliava molto a [[Indro Montanelli]], e pure questo è curioso, perché Montanelli veniva da destra, mentre Gaber veniva da sinistra. Eppure, grazie al loro essere equidistanti nello spirito da ogni partigianeria, erano arrivati esattamente alle stesse conclusioni, riguardo questo nostro assurdo Paese.<ref>''L'equidistanza dello spirito''; in ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', a cura di Andrea Pedrinelli, Kowalski, Milano, 2008, pp. 123-124. ISBN 978-88-7496-754-4</ref> *I [[immigrazione|migranti]] sono munizioni umane usate in una guerra più grossa di noi e di loro.<ref>Dalla trasmissione [https://www.raiplay.it/video/2019/01/Che-Tempo-Che-Fa-0d2ff4f8-2cf1-4464-ad17-dde3579039ed.html ''Che tempo che fa''], intervista di Fabio Fazio, puntata del 27 gennaio 2018.</ref> *I sempre più stanchi e retorici rituali delle commemorazioni ufficiali che si susseguono di anno in anno, anziché aiutare a fare memoria, alimentano l'effetto-melassa. Puntando tutto sull'agiografia dell'eroico giudice antimafia e nulla su quei particolari dei suoi ultimi giorni di vita che, presi uno per uno, non dicono nulla. Ma che composti nel mosaico cronologico aiutano a capire molto, se non tutto. E cioè la natura politico-terroristica della [[strage di via D'Amelio]], con le peculiarità che la distinguono da quella di Capaci a dispetto della ravvicinata ''consecutio temporum'', e la proiettano piuttosto su quello che accadrà molti mesi dopo: le bombe della primavera-estate del 1993 a Milano, Firenze e Roma e poi la «pax mafiosa» iniziata con il mancato (anzi, revocato) attentato allo stadio Olimpico della capitale, coincisa con la discesa in campo politico di [[Silvio Berlusconi]] e [[Marcello Dell'Utri]], e proseguita fino ad oggi.<ref>Dalla prefazione a Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, ''L'agenda rossa di Paolo Borsellino'', Chiarelettere, [https://books.google.it/books?id=r-A49p5-pf8C&pg=PT12 p. 12]. ISBN 886190145X</ref> *I vincitori {{NDR|delle elezioni politiche 2008}} sono Di Pietro e la [[Lega Nord|Lega]], che hanno uno raddoppiato e l'altro triplicato i voti. Perché... perché la Lega ha vinto? Secondo alcuni la Lega ha vinto perché è radicata nel territorio e questo è vero. Perché è vista come un movimento non organico alla casta... Ed è vero che è vista così, il problema è che non è vero che sia così, perché se i leghisti duri e puri, che vanno a Pontida travestiti da ''Obelix'' e da ''Panoramix'' sapessero cosa fanno i loro rappresentanti quando arrivano a Roma Ladrona, probabilmente quei 300.000 fucili salterebbero fuori, ma per sparare nelle chiappe ai loro rappresentanti... Perché il leghista integrato a Roma è peggio del peggiore forchettone democristiano o socialista della Prima Repubblica, perché essendo neofita arraffa tutto rapidamente perché sa che gli rimane poco tempo, mentre il democristiano ha tempi medio-lunghi... Il leghista ha sempre l'impressione che finisca subito... quindi porta via tutto! Mette anche spaghetti in tasca... Il leghista ricorda la scena di [[Totò]] sul tavolo in ''Miseria e nobiltà''... (da un incontro avvenuto il 29 maggio 2008 a L'Aquila) *Un giorno, in un teatro di provincia, un baritono fu sommerso di fischi. Lui s'interruppe e si rivolse al loggione: "Fischiate me? Sentirete il tenore!". Ecco, in Italia bisogna sempre conservare una riserva di fischi per quelli che verranno dopo. I quali, sicuramente, saranno peggiori di quelli che c'erano prima. Prendete il Tg1. Quando lo dirigeva Clemente J. Mimun, si pensava che peggio di così non si potesse fare, invece si poteva eccome. Infatti arrivò [[Gianni Riotta|Johnny Raiotta]], quello che fra l'altro consentì ad Al Tappone di negare impunemente l'editto bulgaro e di sostenere che [[Enzo Biagi]] si era epurato da solo.<ref>Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2009/07/11/tagliolini/11847/ Tagliolini]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 11 luglio 2009.</ref> *Il [[morbillo]] era considerato non la peste bubbonica come è considerata ultimamente ma era considerato quasi un tagliando che un bambino doveva fare assieme ad altre malattie.<ref>Dal programma televisivo ''Otto e mezzo''; citato in ''[https://www.nextquotidiano.it/senso-marco-travaglio-vaccini/ Il senso di Marco Travaglio per i vaccini]'', ''nextquotidiano.it'', 12 gennaio 2018.</ref> *[[Ferdinando Imposimato|Imposimato]] mi ha un po' meravigliato nel senso che non pensavo avesse tutte queste simpatie. Imposimato è sicuramente molto simpatico, è un napoletano, anche lui un po' anzianotto, credo abbia 77 anni, è stato tre volte parlamentare, se non erro, anche lui nella sinistra, nell'ex PCI e poi ebbe una parentesi che io francamente non ho capito e che denota secondo me un po' di confusione mentale, quando si candidò con i socialisti, con lo Sdi quindi i socialisti post-craxiani ma erano ancora molto craxiani e ricordo che in quella campagna al fianco di Enrico Manca, del [[Bobo Craxi|figlio di Craxi]], di Boselli si abbandonò a alcuni apprezzamenti davvero spiacevoli nei confronti del pool di Mani Pulite, di [[Francesco Saverio Borrelli|Borrelli]], di [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]], così magari per gasare un po' la platea revanscista che ancora considerava [[Bettino Craxi|Craxi]] una vittima dei giudici cattivi. Per un magistrato come lui che aveva fatto indagini importanti a Roma sul terrorismo, sulla Banda della Magliana etc., fu una cosa che non gli fece onore.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2010/04/passaparola_gli.html#*mtq3* Passaparola - Gli impresentabili al Quirinale]'', ''beppegrillo.it'', 15 aprile 2013.</ref> *La [[Costituzione della Repubblica italiana|Costituzione]] è molto più avanzata dell'[[Italia]] e di noi italiani: è uno [[smoking]] indossato da un maiale.<ref>Da una dichiarazione a un incontro al Lingotto di Torino per illustrare l'articolo 21 della Costituzione, 12 maggio 2008; citato ne ''la Repubblica'', 13 maggio 2008, p. 4.</ref> *{{NDR|Sul [[lodo Alfano]]}} La legge è uguale per tutti meno quattro.<ref>Dal programma televisivo ''Anno Zero'', 2 ottobre 2008.</ref> *{{NDR|Su [[Oriana Fallaci]]}} Non c'era un intervistato che si riconoscesse nelle interviste perché lei intervistava sempre sé stessa. Scriveva da Dio, e quindi il fatto che scrivesse da Dio la autorizzava a dire delle cose anche iperboliche come quando affermò che, se avessero costruito una moschea a Colle Val d'Elsa, l'avrebbe fatta saltare in aria. Se questa è la civiltà occidentale che dobbiamo difendere, ho i miei dubbi. Quelle della Fallaci erano provocazioni, ma l'errore è averla scambiata per una politologa e non averla considerata una scrittrice.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e Mezzo'', ''La7'', 26 novembre 2015; citato in ''[http://www.today.it/rassegna/marco-travaglio-oriana-fallaci.html Marco Travaglio: "Oriana Fallaci non era una grande giornalista"]'', ''today.it'', 27 novembre 2015.</ref> *Oltre all'offesa sanguinosa di salvarmi dalla torre a discapito di [[Filippo Facci]], il buon [[Renato Farina]] mi definisce pure «cattivo e falsario» (Magazine n. 33). Falsario è uno che mente sapendo di mentire: gradirei sapere da [[Renato Farina|Farina]], noto specialista del ramo, quando l'ho fatto (possibilmente con le prove). Quanto alla cattiveria, per carità: da uno che su ''Libero'' ha insultato Enzo Baldoni rapito e poi Enzo Baldoni ammazzato, ma in compenso porta oro incenso e mirra (soprattutto incenso) all'amato [[Silvio Berlusconi]], a Villa San Martino per il Santo Natale e a Villa La Certosa per il Ferragosto, le lezioni d'amore sono ben accette. Anche perché, quando il presidente del Consiglio dona a un giornalista un orologio Cartier e il giornalista lo accetta, il giornalista medesimo tende poi spontaneamente alla bontà. (dalla lettera al ''Corsera Magazine'', 9 settembre 2005) *Perché non sembra ma [[Roberto Castelli|Castelli]] è stato cinque anni ministro della giustizia, non sa ancora distinguere la giustizia penale da quella civile, quindi quei cinque anni sono passati per lui totalmente invano, ma è rimasto lì cinque anni... Non era mai capitato che un ministro facesse il ministro per cinque di fila, perché non era mai capitato che un governo durasse cinque anni... Poi uno si domanda perché la giustizia è in questo stato?! Cinque anni consecutivi di Castelli... Voglio vedere voi come sareste ridotti al posto della giustizia! (da un incontro avvenuto il 29 maggio 2008 a L'Aquila) *{{NDR|Su [[Daniela Santanchè]]}} Qui ci vuole il TSO, mettetele la camicia di forza. (dal programma televisivo ''La Gabbia'', 11 settembre 2013; citato in ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/09/12/scontro-santanche-travaglio-delinquente-mettetele-camicia-di-forza/244383/ Scontro Santanchè-Travaglio. "Delinquente". "Datele la camicia di forza"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'') *Su [[Wikipedia]] ho letto che mi ero laureato in paleontologia, non so neanche che cosa sia io la paleontologia, lì ho cominciato a diffidare parecchio anche di [[Wikipedia]] (prima puntata di ''@week'' – disponibile [http://it.youtube.com/watch?v=GQQWGmoSrNY qui]) *{{NDR|Sulle leggi per la sicurezza}} Tanto fumo e pochi arresti. (dal programma televisivo ''Anno Zero'', 2 ottobre 2008) *{{NDR|Durante un faccia a faccia con [[Daniele Capezzone]]}} Tu non sei il padrone, tu sei il maggiordomo... Il padrone è un altro! È [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] il padrone. [...] Ma vedi che parla come il suo padrone. {{NDR|Capezzone ha appena dato del coglione a Travaglio}} Gli ha insegnato anche il vocabolario...! [...] Ma che rispetta gli altri?! Se ogni elezione stai dall'altra parte rispetto a quella precedente! Dai, su... Rispetta gli altri! (dalla puntata [http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo&video=19358 ''Berlusconi: o si ama o si odia?''] del programma ''Otto e mezzo'', 17 novembre 2008) *Volete farvi quattro risate? Leggete Francesco Alberoni – sociologo del nulla, scalatore delle discese, esperto dell'ovvio – sul Corriere di oggi. (citato su ''[http://www.beppegrillo.it/2008/05/pp_balle_spaziali.html Blog di Beppe Grillo - Balle spaziali]'', 26 maggio 2008 – ''[http://it.youtube.com/watch?v=qQMmt2AiebU video originale]'') *Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo. (citato su ''[http://www.beppegrillo.it/2008/05/pp_balle_spaziali.html Blog di Beppe Grillo - Balle spaziali]'', 26 maggio 2008 – ''[http://it.youtube.com/watch?v=qQMmt2AiebU video originale]'') *{{NDR|Tenendo in mano una copia de [[Il Giornale]]}} Questo c'è da aver paura a prenderlo in mano perché ci si sporca. (citato su ''[http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/ Passaparola]'', 13 aprile 2009 – ''[http://www.youtube.com/watch?v=a7Yt0n8kPlo video originale]'') *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dice "Hanno intercettato il presidente del consiglio, è una vergogna", ma non è vero niente: lui non è mai stato intercettato in vita sua, sono gli altri che vengono intercettati, quelli con cui lui parla, esattamente come quando parlava con [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]], con [[Salvatore Cuffaro|Cuffaro]], con [[Agostino Saccà|Saccà]], con [[Gianpiero Fiorani|Fiorani]], con [[Gianpaolo Tarantini|Tarantini]] e le escort. Gli interessati sono sempre gli altri, il guaio è quello che dice e a chi lo dice: ogni anno in [[Italia]] si intercettano circa ventimila persone su sessanta milioni di abitanti, possibile che lui non riesca mai a parlare con gli altri cinquantanove milioni novecentoottantamila? Poi il cavaliere dice "Ma io le stesse cose contro Annozero le ho sempre dette anche in pubblico"; a parte che non è vero, perché nelle intercettazioni c'è ben di più, anche se fosse? Cioè, è come se uno dicesse per tutta la vita "Mi piacerebbe ammazzare mia moglie", dopodiché scoprono che ha assoldato un killer per farla ammazzare, lo processano, lui va in tribunale e dice "E va be', ma l'avevo detto, no?, che l'ammazzavo". (a ''Raiperunanotte'', visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=DJ5rTZ6TftE Youtube]'', al min. 36.55) *Prima sembrava che la Juve fosse riuscita ad accettare lo scandalo Calciopoli e le condanne di Moggi e Giraudo. I tifosi sembrava avessero smesso di parlare di campionati in realtà mai vinti perché revocati. Sembrava si potesse di nuovo parlare di [[stile Juventus|stile Juve]]. Ma ora che la squadra è tornata a vincere Andrea Agnelli ha subito ricominciato a giustificare Moggi, dicendo che tanto lo facevano tutti; le stesse scuse che usano anche i politici. È un po' come se dopo aver rapinato una banca davanti ai giudici ci si giustifichi sostenendo la regolarità dell'azione perché lo fanno in tanti. Le sentenze sono pertanto giuste e vanno accettate. Altrimenti rischiano di non accettarle nemmeno i tifosi. E questo può rivelarsi pericoloso. Lo scudetto appena conquistato è pulito e sudato. Un'altra cosa rispetto a quelli di Calciopoli. (dal programma televisivo ''Quelli che... il calcio'', 13 maggio 2012) *{{NDR|Nel 2004 dopo la sentenza in primo grado del processo ordinario per abuso di farmaci}} Pare passato un secolo, da quel giorno di fine luglio del '98 quando Zdenek Zeman dichiarò all'Espresso che il calcio era finito in farmacia. Gli diedero del pazzo, del calunniatore, del visionario, assicurando che "nel mondo del pallone il doping non esiste". Poi si capì che non lo cercavano, per questo – ufficialmente – non esisteva. E saltò il laboratorio Coni dell'Acqua Acetosa. Ora, per la prima volta nella storia del calcio italiano (e non solo), una società viene condannata per doping. Ed è la più prestigiosa e blasonata d'Europa: la Juventus. [...] Secondo il Tribunale di Torino, la Juventus ha "dopato" i suoi giocatori con l'Epo e altri farmaci, in parte vietati, in parte leciti ma solo per curare patologie (in questo caso inesistenti), nelle stagioni comprese fra il 1994 al 1998. Le prime quattro stagioni dell'era Lippi, sotto la regia della nuova dirigenza Giraudo-Moggi-Bettega, contrassegnate da una messe di successi (una Champions League e tre scudetti). (citato in ''[http://www.repubblica.it/2004/k/sezioni/sport/calcio/commejuv/commejuv/commejuv.html Doping alla Juventus? Aveva ragione Zeman...]'', ''la Repubblica.it'', 26 novembre 2004) *[...] [[Maurizio Gasparri|Gasparri]] ha questa funzione sociale, ha il compito di andare a dire in pubblico, in televisione, quello che una persona normale si vergognerebbe di pensare anche in privato... (da ''Signori entra il lavoro. Tutti in piedi'', 17 giugno 2011) *{{NDR|[[Stefano Rodotà]]}} Quando svolse le sue funzioni di parlamentare come indipendente di sinistra le svolse da vero indipendente quale è sempre stato custode dei diritti, custode dei diritti delle minoranze, soprattutto dei diritti civili, un uomo che ha difeso le nostre vite proprio con la privacy, con la bioetica, con l'eguaglianza, con l'intransigenza sulla Costituzione e sui conflitti di interesse.<ref>Citato in ''[http://news.supermoney.eu/economia/2013/04/marco-travaglio-su-franco-marini-e-stefano-rodota-candidati-come-presidente-della-repubblica-0014150.html# Marco Travaglio su Franco Marini e Stefano Rodotà, candidati come Presidente della Repubblica]'', ''news.supermoney.eu'', 18 aprile 2013.</ref> *Ma tu lo sai che cosa deve fare un [[giornalista]]? Tu hai idea di che cosa è un giornalista? Secondo te il giornalista è uno che lecca il culo ai politici? È uno che dice che va tutto bene quando invece va tutto male? (ad ''Announo'' del 5 giugno 2014; visibile su ''[http://www.serviziopubblico.it/2014/06/elisa-la-fiducia-a-renzi/?cat_id=6818 serviziopubblico.it]'') *Il [[Ponte sullo stretto di Messina]] è un progetto irrealizzabile. Silvio Berlusconi ha fatto cose orribili, ma questa cosa si è limitata a dirla e poi non l'ha fatta. Nel frattempo, però, abbiamo speso mezzo miliardo di euro solo per progettare e riprogettare. È un modo come un altro per consentire ad Alfano e alle sue clientele di fare un'ottima campagna elettorale alle prossime elezioni regionali in Sicilia. È il ponte che collega il Pd ad Alfano.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e mezzo'', ''La7'', 12 novembre 2015; citato in Mario Ventriglia, ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/11/13/travaglio-ponte-sullo-stretto-collega-pd-ad-alfano-che-potra-fare-campagna-elettorale-in-sicilia/438508/ Travaglio: "Ponte sullo Stretto? Collega Pd ad Alfano che potrà fare campagna elettorale in Sicilia"]'', ''tv.ilfattoquotidiano.it'', 13 novembre 2015.</ref> *Nella Russia di [[Vladimir Vladimirovič Putin|Putin]] gli oppositori vengono arrestati alla vigilia delle elezioni e i giornalisti che scrivono contro Putin incredibilmente muoiono sempre di morte violenta e misteriosa.<ref>Dalla trasmissione ''Otto e mezzo'', La7, 3 dicembre 2015.</ref> *{{NDR|A [[Pietro Grasso]]}} Ecco il ritratto che le fece il suo vecchio allenatore, nel 2004: "[[Pietro Grasso|Grasso]], da giovane, giocava a calcio nella mia squadra, Bacigalupo, ed era famoso perché a fine partita usciva sempre pulito dal campo: anche quando c'era il fango, riusciva sempre a non schizzarsi". Era [[Marcello Dell'Utri]]. Messaggio chiarissimo: mentre i suoi colleghi prendevano palate di fango, lei usciva sempre immacolato. Anche Dell'Utri la giudica furbo, per questo gli piace. Negli ultimi giorni l'ha elogiata tre o quattro volte: "Grasso è equilibrato, è un uomo di Stato, lui sa chi sono io... Grasso è una brava persona, sono contento per la sua elezione a presidente del Senato... Grasso non è un pm fanatico come [[Antonio Ingroia|Ingroia]]...". [...] Un'altra bugia riguarda le tre leggi del governo Berlusconi che nel 2005 hanno eliminato il suo unico concorrente [[Gian Carlo Caselli|Caselli]] dalla Procura nazionale antimafia, lasciando lei tutto solo a vincere per mancanza di avversari. Lei si offende perché ho detto che quelle leggi lei le ha ottenute, e risponde che non le ha chieste. Ma, per ottenere, non serve chiedere: basta meritare. S'è mai domandato cos'ha fatto per meritare tre leggi che eliminavano il suo unico rivale? E cos'ha fatto Caselli per essere eliminato? Berlusconi doveva avere degli ottimi motivi per preferire lei a Caselli, altrimenti non avrebbe fatto tre norme contro Caselli e pro Grasso. Lei dice che le leggi non ebbero effetto perché il Csm poteva fare di corsa un plenum straordinario e decidere prima che le leggi passassero. Ma non si poteva: intanto c'erano solo otto giorni, e poi i 13 consiglieri, tra cui i 5 di destra, chiesero al vicepresidente Rognoni quel plenum straordinario e non ebbero neppure risposta: perché la proposta era irricevibile. Se lei non voleva vincere quel concorso truccato, poteva ritirarsi, per sportività e per rispetto dell'art. 105 Costituzione, che affida al Csm e non al governo le nomine dei magistrati: rifiutare la nomina in attesa che la Consulta dichiarasse incostituzionale l'ultima legge truffa e rifare il concorso regolare. Anche perché l'esclusione di Caselli gli ha impedito di ricorrere al Tar contro la nomina di Grasso: ricorso che poteva vincere, avendo più titoli e più anzianità di lei. Invece lei ha approfittato di quelle leggi e poi ha detto che non le aveva chieste. Un po' come la casa di Scajola, pagata a sua insaputa. Ma questa, appunto, è roba da furbi. Come non vistare un appello e poi inventarsi una scusa dopo. Come se una sera le consegnassero tre pizze, lei le mangiasse e poi dicesse: buone, chissà chi le ha ordinate e pagate. E lei sapeva benissimo chi aveva ordinato le tre leggi: [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. E ora le pare strano, infamante, minaccioso, mafioso, che un giornalista faccia stecca nel coro degli osanna e le ponga una domanda semplice semplice, mentre si parla di lei per un governissimo Pd-Pdl o addirittura per il [[Quirinale]]: per quale motivo, negli ultimi 20 anni, lei è l'unico pm antimafia elogiato da Dell'Utri e applaudito e premiato da Berlusconi?<ref>Da ''[http://www.antimafiaduemila.com/home/opinioni/235-politica/41964-caro-grasso-ora-accetti-un-vero-duello-in-tv.html Caro Grasso, ora accetti un vero duello in tv]'', ''antimafiaduemila.com'', 29 marzo 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Paolo Ruffini (giornalista)|Paolo Ruffini]]}} Nominato direttore di Rai3 dal centrosinistra chiuse Raiot di [[Sabina Guzzanti|Guzzanti]] e nel 2008 mi attaccò per aver raccontato da [[Fabio Fazio|Fazio]] le liaisons dangereuses di [[Renato Schifani|Schifani]].<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/03/25/caso-grasso-scontro-dentro-la7.html Caso Grasso, è scontro dentro La7]'', ''ricerca.repubblica.it'', 25 marzo 2013.</ref> *{{NDR|In difesa del [[Movimento 5 Stelle]]}} Trovo curioso che ci si debba vergognare di avere sostenuto un governo legittimo, come quello di Maduro, e prima, come quello di [[Hugo Chávez|Chavez]], mentre invece quelli che hanno sostenuto un golpista come [[Juan Guaidó|Guaidò]], fotografato in compagnia di narcos, che ha dichiarato il golpe con l'appoggio degli [[Stati Uniti|americani]], siano i buoni.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/17/m5s-travaglio-su-la7-finanziamenti-presunti-da-venezuela-sono-favorevole-a-indagini-ma-non-me-lo-vedo-casaleggio-con-le-valigette/5837694/ M5s, Travaglio su La7: "Finanziamenti presunti da Venezuela? Sono favorevole a indagini. Ma non me lo vedo Casaleggio con le valigette"]'', ''ilfattoquotidiano.it''.</ref> *Gli scemi di guerra raccontano che armiamo la gente comune per resistere. Ma il trasporto è affidato ad agenzie private di mercenari, che non le consegnano certo al ragioniere di Kiev o al panettiere di Mariupol aspiranti partigiani: le passano a gente del mestiere, come le milizie paramilitari che affiancano le truppe regolari senza che il governo faccia un plissé. Incluso il [[battaglione Azov]], la milizia neonazista inquadrata nella Guardia nazionale, che sventola vessilli con la [[svastica]] e bandiere [[NATO]], segnalata da [[ONU]] e OSCE per crimini di guerra, torture e stragi di civili in Donbass e non solo.<ref>Citato in ''[https://books.google.it/books?id=k7RmEAAAQBAJ&pg=PA429 ANNO 2022 L'ACCOGLIENZA UNDICESIMA PARTE]'', Antonio Giangrande. Articolo del 18 marzo 2022.</ref> *Nella propaganda di Kiev e dell'Occidente in [[Donbass]] non è successo niente. La guerra è cominciata il 24 febbraio 2022. Prima, non è successo niente. [[Putin]] è impazzito. Non ci sono stati 8 anni di guerra civile dove l'aggressore era Kiev e l'aggredito erano i russofili e i russofoni bombardati e massacrati dalle milizie regolari e da quelle neonaziste, e adesso abbiamo un assaggio di un'altra bugia. Noi ci siamo raccontati per un anno che l'Ucraina è una democrazia: non è vero. Non è una democrazia come noi la intendiamo. In Ucraina ci sono gli 11 partiti di opposizione che [[Zelensky]] ha messo fuori legge.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=8r4qTsOsVbU Otto e Mezzo]'', La7, 23 febbraio 2023.</ref> *Sono uno che non frequenta. Io non frequento premi letterari, non frequento salotti di imprenditori, non frequento politici, non frequento affaristi, lobbisti, logge, eccetera. Me ne sto per i fatti miei. Io per fortuna ho una vita oltre al lavoro, per cui a me non mi fa né caldo né freddo se non la fatica, appunto, di difendersi continuamente dalle cause civili e penali che arrivano non solo per le cose che scrivo io, ma adesso che sono direttore, pure per le cose che scrivono gli altri. Ma al di là di quello non mi fa veramente né caldo né freddo, anzi, sono talmente abituato a stonare rispetto al coro che se poi mi rendessi conto che tutti mi fanno i complimenti vorrebbe dire che sono rincoglionito e che quindi è meglio che vada in pensione.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=XB7_XFcffvA Marco Travaglio e Il Fatto Quotidiano: sostieni o abbonati oggi]'', ''youtube.com'', 23 giugno 2023.</ref> *{{NDR|Parlando con [[Fedez]] e riferendosi a [[Selvaggia Lucarelli]]}} Continui a chiamarla falsa giornalista, non mi risulta tu sia giornalista o pubblicista. Che titolo hai per dare lezioni di giornalismo ad una giornalista che vale molto più di tanti iscritti? È la tua fissazione, perché ha trasformato la tua compagna in [[Wanna Marchi]]. Questa è la verità.<ref>Citato in {{Cita web|url=https://www.ilgiornale.it/news/personaggi/fedez-e-trappolone-travaglio-contro-selvaggia-lucarelli-2286009.html|titolo=Fedez e quel "trappolone" a Travaglio contro Selvaggia Lucarelli}}</ref> *{{NDR|Parlando di [[Aleksej Naval'nyj]]}} Oppositore coraggioso al di là delle idee xenofobe e fascistoidi, che in Italia l'avrebbero portato in carcere per istigazione al razzismo in base alla legge Mancino.<ref>{{Cita web|url=https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/02/20/a-targhe-alterne/7452370/|titolo=A targhe alterne}}</ref> ===Citazioni tratte da interviste=== {{Int|''L'Adige'', a cura di [[Claudio Sabelli Fioretti]], 16 agosto 2001}} *Mi riconoscono per strada. Mi fa piacere. Ma siccome sono timido diventa anche imbarazzante. *Ho lavorato otto anni con [[Indro Montanelli|Montanelli]] e credevo di essere di destra nel senso che la destra era Montanelli. Quando ho visto la destra all'opera ho deciso che non potevo essere di destra. Di sinistra non lo ero prima e non posso esserlo adesso visto che la sinistra ha spianato la strada a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. Non sono più niente. In un paese normale voterei per i conservatori. Ma la destra di Montanelli era già minoritaria prima. Senza di lui è praticamente in estinzione. *Rubare per il partito è diverso che rubare per se stessi. [...] Se uno ruba per se stesso non altera il mercato politico. Se uno ruba per il partito contribuisce al fatto che il partito si avvantaggi indebitamente rispetto agli altri. *La destra scopre legge e ordine solo quando si tratta di manganellare manifestanti pacifici. Per il resto preferisce illegalità e disordine. Lo diceva Montanelli: la destra non sa fare altro che cadere nel manganello ogni volta che da élite diventa fenomeno di massa. {{Int|[http://www.marcotravaglio.it/interviste/satyricon.htm ''Satyricon''], a cura di [[Daniele Luttazzi]], 14 marzo 2001}} *In Italia abbiamo inventato questo genere letterario dell'intervista senza domanda, specie quando il politico è l'ospite. *[[Marcello Dell'Utri]] è il braccio destro di [[Silvio Berlusconi]], palermitano, l'uomo che nel 1974 quando Berlusconi ha bisogno di uno stalliere va a Palermo, prende un boss mafioso glielo porta a Milano e glielo mette in Villa per un anno e mezzo: si chiamava [[Vittorio Mangano|Mangano]] questo boss, è stato poi processato al maxiprocesso di Falcone e Borsellino e poi è stato condannato all'ergastolo per traffico di droga, mafia e omicidio, ed era in rapporto con Dell'Utri fino almeno al '93-'94. Chiusa la parentesi. Stavamo dicendo? *Allora, Cartotto racconta il movente della nascita di Forza Italia: "[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], in una convention di quadri della Fininvest tenuta a Montecarlo, tenne un discorso che posso definire di attacco, dicendo specificamente: i nostri amici che ci aiutavano, Craxi & c., contano sempre di meno, i nostri nemici contano sempre di più, dobbiamo prepararci a qualsiasi evenienza per combatterli" . Ma racconta un'altra cosa secondo me strepitosa, e cioè che nel 1992-93, quando Caselli non era nemmeno procuratore di Palermo, quando nessuno si sognava di ipotizzare alcunché di rapporti tra mafia e Fininvest, Berlusconi, secondo Cartotto, si aggirava per le sue aziende dicendo "se non andiamo in politica ci accuseranno di essere mafiosi". Ora, a me francamente non è mai capitato di temere di essere accusato di essere mafioso. A te non credo. *No, sarà che le conosco e quindi do un po' meno peso. C'è un atto assolutamente pubblico, la requisitoria del pubblico ministero Luca Tescaroli al processo di appello per la [[strage di Capaci]] dove sono stati condannati tutti i boss di Cosa Nostra, da Riina in giù, per avere ordinato e realizzato la strage che ha visto la morte di Falcone, della moglie, degli uomini della scorta; in questo processo di appello Tescaroli fa un accenno ad un'altra indagine che è in corso alla procura di Caltanissetta, e che riguarda i mandanti a volto coperto, cioè coloro che avrebbero diciamo suggerito se non altro la tempistica per quelle due stragi in sequenza che erano Capaci e poi [[Strage di via D'Amelio|via D'Amelio]]: voi ricorderete che in quei 50 giorni saltarono in aria i due giudici più famosi d'Italia, a Palermo, cioè Falcone e Borsellino: intere autostrade sventrate, cioè una cosa mai vista; forse in Colombia. E questo pubblico ministero nella requisitoria ha sostenuto, ha ricordato, le parole di alcuni collaboratori di giustizia i quali sostengono che [[Totò Riina]], prima di mettere a punto queste stragi, aveva incontrato alcune persone importanti, come le chiamava lui, e questi pentiti riferiscono che erano [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]]. Naturalmente tutto ciò è una requisitoria, è un documento pubblico, è una cosa che è stata letta in udienza e noi l'abbiamo pubblicata, non è una sentenza, ci mancherebbe altro, è semplicemente uno spunto di indagine, indagine che mentre Tescaroli parlava era in corso: e altre indagini ci sono sulle [[Bombe del 1992-1993|stragi del '93]], perché voi ricorderete che nel '93 ci fu quella replica, quando la mafia stranamente cominciò ad occuparsi del patrimonio artistico: cioè, la mafia uscì dal territorio siciliano e cominciò a mettere bombe agli Uffizi, a via Palestro a Milano e qui a Roma, a San Giovanni in Laterano, per non parlare dell'attentato a [[Maurizio Costanzo]], che è un altro caso clamoroso: è molto interessante, soltanto a livello cronologico, leggere quello che racconta Cartotto, e cioè che Maurizio Costanzo era uno, all'interno della Fininvest, ferocemente contrario alla nascita del partito della Fininvest, cioè alla "scesa in campo" della Fininvest in politica. Insomma, è un bel quadretto. *Bè, è un'intervista abbastanza agghiacciante, per chi la vede soprattutto col senno di poi, cioè la vede come il testamento spirituale. [[Paolo Borsellino|Borsellino]] dice alcune cose: a) che la procura di Palermo in quel momento sta indagando sui rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e Mangano; e poi dice un'altra cosa: dice che in una intercettazione del 1981 tra Mangano e Dell'Utri, Mangano sta contrattando con Dell'Utri a proposito di un cavallo. E Borsellino dice che "nel maxiprocesso noi abbiamo appurato che Mangano quando parla di cavalli intende partite di droga". Quando poi il giornalista, che è un francese, quindi fa domande, gli dice "se ricordo bene nell'inchiesta c'è un'intercettazione fra Mangano e Dell'Utri in cui si parla di cavalli". Borsellino, che evidentemente è un fine umorista, risponde "bè, nella conversazione nel maxiprocesso, se non piglio errore, si parla di cavalli che dovevano essere mandati in un albergo. Quindi non credo che potesse trattarsi effettivamente di cavalli: se qualcuno mi deve recapitare due cavalli me li recapita all'ippodromo oppure al maneggio, non certamente dentro a un albergo". Allora, voi immaginate un'intervista di questo genere rilasciata oggi da Borsellino vivo, che cosa si direbbe di Borsellino, che è una toga rossa, che è arrivata la cavalleria comunista, che non a caso è un complotto politico, la giustizia a orologeria. Il problema è che pare che Paolo Borsellino votasse Movimento Sociale; cioè apparteneva a quella tradizione della destra, la nobile tradizione della destra legalitaria, che in Sicilia faceva fronte contro la mafia. Per cui, andava perfettamente d'accordo con suoi colleghi che erano di sinistra. Immaginatevi se un uomo come Borsellino fosse sopravvissuto e avesse rilasciato oggi questa intervista dove sarebbe già finito, come minimo davanti al CSM, come minimo. Il fatto che in questo paese un'intervista del genere non trovi un programma che la trasmetta in prima serata ma debba andare di notte è abbastanza significativo. *Oggi è venuto ad interessarsi di questo libro e a farmi una piccola intervista un giornalista del Financial Times, il quale mi raccontava dell'avventura di un dirigente molto promettente del partito conservatore britannico, mi ha lasciato anche un appunto con il nome e quindi voglio essere preciso: si chiama Jonathan Atkin, il quale un giorno, convocato ad un processo che riguardava chi avesse pagato il conto di albergo da 3 milioni di lire a sua figlia ha mentito, cioè ha detto una cosa invece di un'altra, ed è stato immediatamente impacchettato e portato in carcere, un ex ministro nonché parlamentare conservatore, è rimasto in carcere 6 mesi ed è uscito l'altro giorno. Ha ovviamente la carriera politica finita, ma aveva mentito su un conto di 3 milioni della figlia. Io non oso immaginare quanta gente ci sarebbe nel Parlamento Italiano se vigessero le stesse leggi, probabilmente sarebbe semideserto. *Mi veniva in mente una cosa: quel governatore della Pennsylvania che un giorno si presentò in televisione e si infilò la canna di una pistola in bocca e si sparò: credo che tu stasera, più o meno... Avresti fatto molto prima. {{Int|''Che tempo che fa'', a cura di [[Fabio Fazio]], 10 maggio 2008}} *È molto istruttivo quando vengono elette le alte cariche dello stato perché i giornali pubblicano tutti i nomi dei personaggi che hanno ricoperto quella carica nella storia repubblicana, e uno si rende conto – perché ci passa di mente quando vediamo certe facce – che una volta avevamo [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]], [[Luigi Einaudi|Einaudi]], [[Enrico De Nicola|De Nicola]], [[Cesare Merzagora|Merzagora]], [[Ferruccio Parri|Parri]], [[Sandro Pertini|Pertini]], [[Pietro Nenni|Nenni]]... Che ne so, possiamo fare una lunga lista – [[Amintore Fanfani|Fanfani]] – cioè, uno vede tutta la trafila, poi arriva e vede [[Renato Schifani|Schifani]]. C'è un elemento di originalità: la seconda carica dello stato, Schifani. [...] No, mi domando chi sarà quello dopo. In questa parabola a precipizio – cioè – dopo c'è solo la muffa probabilmente, il lombrico come forma di vita credibile. [...] Dalla muffa si ricava la penicillina, quindi era un esempio sbagliato. *Certo. Noi abbiamo delle responsabilità gravissime, in un sistema che premia coloro che si mettono al servizio dei politici. Anche nella scelta delle notizie, perché i giornalisti sbagliano magari, ma un senso di cos'è una notizia e cosa no ce l'hanno. È chiaro che se il clima politico, induce diciamo a un rapporto di distensione tra l'opposizione e la nuova maggioranza, [[Renato Schifani|Schifani]] ha avuto delle amicizie con dei mafiosi... Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra, e io che c'entro con la destra e con la sinistra? Loro prendano le posizioni politiche che vogliono, ma io devo fare il [[giornalista]]. Io devo raccontarlo, l'ha raccontato [[Lirio Abbate]] nel libro che ha scritto con [[Peter Gomez|Gomez]], e viene celebrato giustamente come un giornalista eroico minacciato dalla mafia. Allora, o hanno il coraggio di dire che Lirio Abbate è un mascalzone, un mentitore, oppure hanno il coraggio di prendere nota di quello che scrive della seconda carica dello Stato, e chiedere semplicemente alla seconda carica dello Stato di spiegare quei rapporti con quei signori che sono stati poi condannati per mafia; invece noi, purtroppo, andiamo a rimorchio del clima politico. Se ci fosse scontro qualcuno dice: vabbè, alla sinistra fa comodo lo scrivo. Oggi che nemmeno la sinistra vuole sentir parlare di certe cose, non ne parla più nessuno: è un dramma. {{Int|''Deejay chiama Italia'', 18 maggio 2011}} *Io sarei "di destra" nel senso che una volta, quando c'era da una parte Einaudi e dall'altra Togliatti, io sicuramente sarei stato dalla parte di Einaudi... Ho dei principi un po' conservatori, non sono mai stato particolarmente progressista. Adesso dire "di destra" è impossibile, perché ti vengono in mente la Santanchè o Gasparri. Non ho proprio nulla in comune con loro, non c'entro niente. *{{NDR|Fuorionda}} [...] Quando è arrivato quel ladro di [[Luciano Moggi|Moggi]] ho smesso di tifare per la [[Juventus Football Club|Juventus]]... non ho cambiato squadra perché non si può cambiare squadra. Quando lo abbiamo cacciato ho ricominciato a tifare per loro, però adesso hanno ripreso il potere... Moggi è sempre a [[Torino]], [[Antonio Giraudo|Giraudo]] accompagna [[Andrea Agnelli]] a fare tutti... tutti i giri... mi hanno raccontato... quindi insomma mi sono strarotto e non tifo più Juve. {{Int|1=''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/15/travaglio-tifo-germania-litalia-sbianchetterebbe-calciopoli-vittoria/199704/ Travaglio: "Tifo Germania, l'Italia spazzerebbe calciopoli con la vittoria"]''|2=Dalla trasmissione radiofonica ''Un giorno da pecora'', Radio Due, 14 giugno 2012; citato in Gisella Ruccia, ''ilfattoquotidiano.it'', 15 giugno 2012.}} *Io tifo quasi sempre [[Rivalità calcistica Germania-Italia|Germania]], raramente ho tifato Italia. Ho tifato Italia quando c'erano delle squadre che mi piacevano particolarmente tipo l'Italia di [[Enzo Bearzot|Bearzot]], l'Italia di [[Dino Zoff|Zoff]] e l'Italia di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]]. Quelle sono le uniche volte in cui ho tifato Italia, per il resto ho sempre tifato Germania. *{{NDR|Alla domanda: «Tifa più Germania o più contro l'Italia?»}} Contro l'Italia. Soprattutto in questa occasione dove, se per disgrazia, dovessimo vincere l'Europeo, un'altra volta ci dimenticheremmo lo scandalo di Calciopoli come è stato fatto l'altra volta. *{{NDR|Alla domanda: «Quanti scudetti ha vinto?»}} Ventotto [...] Io sono per il rispetto delle sentenze, le sentenze ne hanno tolti due e, quindi, è giusto che non siano trenta, ma ventotto. *{{NDR|Sulle parole di [[Antonio Ingroia]] che aveva definito l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] «la squadra della legalità»}} Insomma hanno avuto anche loro delle disavventure: passaporti falsi, cose strambe, [...] hanno avuto anche alcuni presidenti arrestati, insomma, non è che brilla... Diciamo che il mondo del calcio non è mai brillato per legalità. {{Int|Da ''Marco Travaglio alla festa nazionale di Articolo Uno''|2=intervista di Chiara Geloni, [https://www.youtube.com/watch?v=gTQqxgIykZk Video] disponibile su ''youtube.com'', 26 luglio 2021}} *[...] non li hanno mandati via per i loro errori {{NDR|il [[Governo Conte II]]}}. Li hanno mandati via per i loro meriti. E hanno messo al loro posto l'esatta antitesi {{ndr|Mario Draghi}}, che è un figlio di papà, un curriculum ambulante, uno che visto che ha fatto bene il banchiere europeo ci hanno raccontato che quindi è competente anche in materia di sanità, di giustizia, di vaccini, eccetera, mentre, mi spiace dirlo, non capisce un cazzo né di giustizia, né di sociale, né di sanità. Mi dispiace dirlo. Capisce di finanza, ma non esiste l'onniscienza o la scienza infusa [...]. (min. 20:09-20:49) ===Citazioni tratte da articoli=== ====Annozero==== *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ha sfatato il mito dell'imprenditore avvenente e impegnato. Allontanandosi dalla carriera accademica, ha dimostrato di essere prepotente e disimpegnato. Così ha illuso migliaia di elettori nella speranza di un futuro social liberale, costruendo una macchina per soldi imponente e concorrenziale con lo Stato. Neanche a dirlo che è diventato la persona più amata dell'Italia – e sicuramente più odiata. Confidenzialmente mi aveva detto che preferiva la pera alla mela, ma ho smascherato i suoi intenti faziosi e altisonanti, e oggi posso dire che preferisce la mela alla pera. Signori, siamo di fronte ad uno scandalo di livello globale. (dalla copertina di ''Annozero'', 16 novembre 2008) ====''l'Espresso''==== *Finalmente una buona notizia: il governo Prodi ripristina il falso in bilancio com'era prima di Berlusconi, autore della controriforma del 2002 che di fatto cancellava per legge il reato di cui lui stesso era imputato. E che, come scrisse la bibbia del capitalismo mondiale, 'The Economist', "farebbe vergognare anche una repubblica delle banane". Per i reati futuri non leggeremo più sentenze di assoluzione con l'imbarazzante formula "il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Tutti i veri liberali, sempre pronti a tirar fuori dal taschino il 'modello americano', dovrebbero esultare. O magari chiedere – come fa Giacomo Lunghini sul 'Sole 24 ore' – che la nuova legge venga ritoccata per farvi rientrare le sanzioni previste dalla 231/2001 sulla responsabilità penale delle società (pare che il testo del governo se la sia scordata). (''Falso non fare, paura non avere'', 9 novembre 2007) *{{NDR|[[Ultime parole famose]], nel 2011}} Due anni fa il ramo cadetto degli Agnelli si riprende il giocattolo {{NDR|la [[Juventus Football Club|Juventus]]}} con il giovane [[Andrea Agnelli|Andrea]], figlio di [[Umberto Agnelli|Umberto]] e vecchio sodale di [[Luciano Moggi|Moggi]] e [[Antonio Giraudo|Giraudo]]. Risultato: zero titoli sul campo, ma centinaia sui giornali, cavalcando il revanscismo della parte più becera della [[Tifoseria|tifoseria]] [...]. Ora Andrea Agnelli, per non passare alla storia come l'unico presidente juventino che non ha vinto neppure la Coppa del Nonno, rivuole addirittura indietro i due scudetti di [[Calciopoli]]. (''[https://espresso.repubblica.it/opinioni/carta-canta/2011/08/22/news/agnelli-tre-scudetti-da-restituire-1.34451 Agnelli, tre scudetti da restituire]'', 22 agosto 2011)<ref>Dalla successiva stagione 2011-12 la Juventus, sotto la presidenza di Andrea Agnelli, instaurerà il ciclo più vincente nella storia del campionato italiano con la conquista di nove scudetti consecutivi.</ref> *A vent'anni da [[Mani pulite]], c'è chi non si rassegna all'evidenza nota a tutti: e cioè che Tangentopoli scoppiò perché c'erano le tangenti. (''Altro che CIA, quelli rubavano'', 11 settembre 2012) ====''l'Unità''==== *Da molti anni [[Israele]] ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l'Ulster. Per dare un'idea in rapporto alla popolazione, è come se l'[[Italia]] avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana. Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? [[Israele]], pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito. Certo, ha risposto con le rappresaglie e le incursioni per stanare stragisti e mandanti nei loro covi, nascosti nei territori occupati. Ma quale governo, sapendo che i terroristi si annidano in un luogo preciso, li lascerebbe circolare? L'unica misura strutturale adottata finora per arginare gli assalti contro le popolazioni inermi (israeliane e arabe) è un muro. Un muro a fronte di una strage di piazza Fontana alla settimana. Sdegno unanime, orrore internazionale, condanna mondiale. Ora arriva il sondaggio della Commissione europea. Che è una benedizione dal cielo. Perché dà la misura della penetrazione del pregiudizio non antisemita, ma antisionista, nell'Europa del 2003. Ma anche perché mette a nudo i retropensieri di una burocrazia internazionale che, preparando le domande, non ha neppure pensato di inserire l'Autorità nazionale palestinese fra i governi che minacciano la pace. E dire che l'Anp è presieduta da [[Yasser Arafat]], il leader di Al Fatah che mantiene un braccio armato: le brigate Al Aqsa, protagoniste dei più feroci attentati terroristici contro civili degli ultimi anni, in diretta concorrenza con [[Hamas]] e la Jihad. Arafat è lo stesso personaggio che sabota regolarmente ogni trattativa di pace, stracciando gli accordi con Barak, defenestrando il troppo autonomo Abu Mazen e commissariando Abu Ala che minacciava di pensare con la sua testa. (5 novembre 2003) *{{ndr|Sulla richiesta degli scudetti 2004-05 e 2005-06 da parte di [[Silvio Berlusconi]] nel 2006}} Quanto agli scudetti da restituire, e quali, e a chi, segnaliamo un bel libro di Carlo Petrini: «Le corna del diavolo» (Kaos). Vi si racconta come il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] ha vinto i suoi, di scudetti. A cominciare da quello del 1987-88, quando il [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] di [[Diego Maradona|Maradona]] ormai sicuro vincitore si suicidò a fine stagione. Poi si scoprì che alcuni giocatori partenopei avevano rapporti con la [[camorra]], terrorizzata dall'idea di restituire le alte quote promesse col totonero a chi scommetteva sul Napoli. Ma soprattutto c'è il caso di [[Gianluigi Lentini]], il fantasista passato nel '92 dal [[Torino Football Club|Toro]] al Milan per 64 miliardi [di lire], di cui 10 versati in nero da Berlusconi e [[Adriano Galliani|Galliani]] al presidente-bancarottiere Gianmauro Borsano. L'acquisto avvenne in periodo proibito: marzo '92. Borsano voleva i soldi subito, ma il Milan non si fidava e pretendeva garanzie: alla fine ottenne «in pegno» la maggioranza azionaria della società granata sino al termine della stagione. Così, per mesi, il Cavaliere controllò due società di serie A: un illecito sportivo clamoroso, sul quale ovviamente la giustizia sportiva sorvolò. Non però quella penale: la Procura di [[Milano]] fece rinviare a giudizio Berlusconi e Galliani per falso in bilancio. Ma niente paura. Il processo fu poi assassinato nella culla dalla legge Berlusconi sul falso in bilancio. Prescrizione garantita per tutti: per il Cavaliere, quello che rivuole indietro gli scudetti, e per Galliani, quello del codice etico. (da ''Il Codice da Perdi'', ''l'Unità'', 22 maggio 2006) *Le vittime della [[censura]] non sono soltanto i personaggi imbavagliati per evitare che parlino. Sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non possono più sentire la loro voce per evitare che sappiano. (2 dicembre 2006) *È ancora in vigore, la [[Costituzione della Repubblica Italiana]] che sta per compiere 60 anni? Sì, formalmente lo è ancora. Di fatto, non più. Quel che sta accadendo tra Roma e Catanzaro è una sorta di golpe bianco che, diversamente dai golpe-golpe, mantiene la parvenza della legittimità. Il ministro della Giustizia ha la facoltà di ispezionare un magistrato, di proporlo al Csm per una sanzione disciplinare o per un trasferimento immediato. Il procuratore capo ha la facoltà di revocargli la delega su un'indagine e il procuratore generale di avocargli un fascicolo. Nessuno ha violato la legge, nella guerra scatenata da pezzi del potere politico e giudiziario contro il pm [[Luigi De Magistris]]. Tutte le carte sono a posto, anche se il risultato finale di queste azioni legittime è clamorosamente incostituzionale. (''Avocazione e Costituzione'', 22 ottobre 2007) *Oggi il Consiglio di Stato, dopo nove anni di battaglie legali in Italia e in Europa, decide di quanto lo Stato debba risarcire [[Europa7]] per la mancata assegnazione delle frequenze e se consentirle finalmente di trasmettere su scala nazionale. Nella causa il governo è rappresentato dall'Avvocatura dello Stato. La quale sorprendentemente è stata incaricata dal ministro delle Comunicazioni [[Paolo Gentiloni]] di respingere le richieste dell'editore Francesco Di Stefano e di difendere lo status quo: cioè la legge Gasparri e il diritto di Rete4 a occupare le frequenze anche senza concessione (perduta da Mediaset e vinta da Europa7 nel 1999). Un fatto già abbastanza singolare: l'Unione aveva promesso di abrogare la Gasparri e il 31 gennaio la Corte Europea di Giustizia ha sostenuto i diritti di Europa7 contro quelli di Rete4. (''Stato-Mediaset, copia e incolla'', 6 maggio 2008) {{Int|''Uliwood party''}} *Il cosiddetto ministro della Giustizia [[Clemente Mastella|Mastella]] ha subito capito qual è il problema: non [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che si compra i senatori un tanto al chilo, ma i magistrati che l'hanno scoperto e i giornalisti che l'hanno scritto. Diagnosticata la malattia, ecco la cura: «Ho presentato un ddl sulle intercettazioni che ha raccolto ampi consensi alla Camera, ma è fermo al Senato. Se si sblocca, si risolve il problema. Che esiste. Ma non solo quando tocca qualcuno. Se tocca me, nessuno interviene». (14 dicembre 2007) {{Int|''Ora d'aria''}} *L'altro giorno (come riferisce il sito articolo21.info) quello della spagnola Tve riportava il primo incidente diplomatico scatenato dal nostro futuro premier prim'ancora di insediarsi al governo, con una frase riportata col dovuto rilievo solo dall'Unità (subito rimbrottata dall'interessato): "[[José Luis Rodríguez Zapatero|Zapatero]] avrà una certa difficoltà, troppe donne nel suo governo". In effetti Zapatero non ha la fortuna di avere come ministri [[Umberto Bossi|Bossi]], [[Roberto Calderoli|Calderoli]] e [[Roberto Maroni|Maroni]]. Così il Cainano ha compiuto il miracolo di mettere d'accordo la destra e la sinistra spagnole. "La risposta al vincitore delle elezioni italiane – riferiva la Tve il 16 aprile – è stata unanime, al di là del colore politico". E giù critiche feroci dalle neoministre Bibiana Aido e Magdalena Alvarez, ma anche da Esperanza Aguirre, presidente del Comune di Madrid (Partito Popolare, centrodestra): "Questo è il secolo delle donne, e una delle cose migliori del presidente è stata la nomina di così tante donne nel governo". Il socialista Alfonso Guerra ha sintetizzato il comune sentire iberico con una frase lapidaria: "[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è un delinquente, non c'è altro da dire su questo signore". Insomma l'immagine internazionale dell'Italia, oscurata da due anni di comunismo, torna finalmente a rifulgere nel mondo intero. In Spagna se ne sono già accorti. Il Tg1 seguirà. (''Liscia la notizia'', 22 aprile 2008) *Chiedendo scusa per il disturbo, senza voler guastare questo bel clima di riverenze bipartisan al neopresidente del Senato [[Renato Schifani]], vorremmo allineare qualche nota biografica del noto statista palermitano che ora troneggia là dove sedettero De Nicola, Paratore, Merzagora, Fanfani, Malagodi e Spadolini. Il quale non è omonimo di colui che insultò Rita Borsellino e Maria Falcone ("fanno uso politico del loro cognome", sic) perché erano insorte quando Berlusconi definì i magistrati "disturbati mentali, antropologicamente estranei al resto della razza umana": è proprio lui. Non è omonimo dell'autore del lodo incostituzionale che nel 2003 regalò l'impunità alle 5 alte cariche dello Stato, soprattutto a una, cioè a Berlusconi, e aggredì verbalmente Scalfaro in Senato perché osava dissentire: è sempre lui. (''Scusate il disturbo'', 1 maggio 2008) *[[Silvio Berlusconi|Al Tappone]] ha voluto festeggiare il suo 72° compleanno nel solco della tradizione: raccontando [[falsità|balle]]. Ha fatto la solita lista di processi a suo carico, esagerando un po' ("100 procedimenti, 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria, 2500 udienze, 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti") e senza rendersi conto che anche un decimo di quelle cifre in qualunque altro paese avrebbe catapultato il premier, se non in galera, almeno fuori da Palazzo Chigi. Ha ripetuto di essere "sempre stato assolto", mentre ha avuto 6 prescrizioni perché lui stesso ha dimezzato i termini di prescrizione (controriforma del falso in bilancio e legge ex-Cirielli) e 2 assoluzioni perché "il fatto non costituisce più reato" in quanto lui stesso l'ha depenalizzato (sempre il falso in bilancio). Ha raccontato che la legge Alfano è "comune ad altri Paesi europei", mentre non esiste democrazia al mondo che preveda l'immunità per il premier (Grecia, Portogallo, Francia e Israele la contemplano solo per il capo dello Stato). E s'è dimenticato di spiegare come mai, appena passato il Dolo Alfano, il suo avvocato on. Niccolò Ghedini annunciò che lui non l'avrebbe usato perché voleva essere assolto, mentre ora pretende di applicarlo pure al coimputato Mills con la sospensione urbi et orbi del processo. (''I padrini ricostituenti'', 30 settembre 2008) *Negli Stati Uniti il [[Parlamento]], libero e sovrano, boccia sonoramente il piano di salvataggio della finanza tossica americana a spese dei contribuenti, firmato dal presidente [[George Bush|Bush]] con l'accordo dei vertici dei partiti democratico e repubblicano. In Italia il Parlamento è una pròtesi del [[Silvio Berlusconi|presidente del Consiglio]], che lo convoca e lo sconvoca a seconda delle scadenze dei suoi processi e dei finti impedimenti dei suoi onorevoli avvocati, per il resto bypassandolo allegramente con continui decreti legge (su 12 leggi approvate finora, 11 sono dl e solo uno è un ddl, la porcata Alfano, ovviamente incostituzionale). E le possibilità che il Parlamento bocci il piano delinquenziale che scarica sui contribuenti i debiti dell'Alitalia per regalarne la parte sana a una compagnia di giro di profittatori di regime, capitanata da Colaninno condannato dal Tribunale di Brescia a 4 anni per la bancarotta del gruppo Italcase-Bagaglino, è pari a zero. (''I pompieri di Viggiù'', 1 ottobre 2008) {{Int|''Zorro''}} *La boiata razzista del [[Silvio Berlusconi|Cainano]] s'inserisce in una tradizione che l'ha reso celebre nel mondo, perché è fuori dai patrii confini che dà il meglio. Le corna a Caceres, in Spagna. L'atterraggio in Estonia ("Bella, l'Estuania"). Le molestie a un'operaia della Merloni in Russia ("voglio baciare la lavoratrice più bella", con Putin che osservava gelido l'amico Silvio intento ad arrampicarsi sulla giunonica ragazza in fuga). Il ricordo dell'11 settembre ("voglio ricordare l'attacco del comunismo alle due torri"). Gl'insulti al mondo islamico ("Dobbiamo esser consapevoli della superiorità della nostra civiltà su quella islamica, ferma a 1400 anni fa)". Le ganassate da latrin lover col danese Rasmussen ("È più bello di Cacciari, lo presenterò a Veronica") e col tedesco Schroeder ("Parliamo di donne: tu te ne intendi, ne hai cambiate tante, eh eh"). Il "kapò nazista" al socialista tedesco Schulz. La mania di regalare orologi a chiunque, anche durante il G8 mentre parlava Chirac. E poi i tentativi di rimediare alle gaffes, raddoppiandole. [...] ''Pexo el tacon del buso''. Infatti l'altroieri ha dato degli "imbecilli" e poi dei "coglioni" a quelli che non hanno gradito il suo umorismo da Ku Klux Klan, mandandolo alla fine "affanculo". Ora si spera che non incontri mai Mandela: "Ohè, Nelson, troppe lampade eh?". (''Nulla è impossibile'', 7 novembre 2008) *A lui non frega nulla di [[Eluana Englaro|Eluana]]. A lui interessa affermare il principio che una sentenza definitiva può essere ribaltata per decreto, o per legge ordinaria, o per legge costituzionale. A lui non frega nulla della vita e della morte. A lui interessa compiacere il Vaticano con un decreto impopolare ma a costo zero, fatto già sapendo che il Quirinale non lo firmerà, dunque senza pagare alcun prezzo di impopolarità. A lui non frega nulla delle questioni etiche. A lui interessa coprire il colpo di mano contro la giustizia e la civiltà: i medici trasformati in questurini e delatori contro i malati clandestini; le ronde illegali legalizzate; le intercettazioni legali proibite; gli avvocati promossi a padroni del processo, che faranno durare decenni convocando migliaia di testimoni inutili per procacciare ai clienti ricchi l'agognata prescrizione; i pm degradati ad «avvocati dell'accusa», come negli stati di polizia, dove appunto la polizia, braccio armato del governo, fa il bello e il cattivo tempo senza controlli della magistratura indipendente; dulcis in fundo, abolito l'appello del pm contro l'assoluzione o la prescrizione in primo grado, ma non quello del condannato (non hai vinto? Ritenta, sarai più fortunato), sempre all'insegna della «parità fra difesa e accusa». Tutte leggi incostituzionali che, dopo il no del Quirinale al decreto contra Eluana, hanno molte possibilità in più di passare. Per giunta, inosservati. Parlare di colpo di Stato è puro eufemismo. E poi, che sarà mai un colpo di Stato? Se la Costituzione non lo prevede, si cambia la Costituzione. (''Tecnica di un colpo di Stato'', 11 febbraio 2009) *L'altro giorno, a Torino, due tizi hanno rapinato una banca mascherati da [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]]. Sulle prime il cassiere era terrorizzato. Poi ha capito che erano solo maschere. (''L'audace colpo del solito noto'', 12 febbraio 2009) *Sulla continuità fra [[Bettino Craxi|Craxi]] e [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], niente da dire: la testimoniano anche i 23 miliardi di lire passati dai conti esteri del secondo a quelli del primo nei primi anni 90. Più controversa la questione del grande leader modernizzatore: forse [[Gianni Alemanno]] si riferisce alle due condanne per il magnamagna di Tangentopoli, o al rapporto [[debito pubblico|debito]]-pil passato nei 4 anni del governo Craxi dal 70 al 92%, o all'alleanza coi generali argentini e col tiranno somalo Siad Barre, o alla fuga organizzata per sottrarre alla giustizia il terrorista palestinese Abu Abbas dopo il sequestro della nave Achille Lauro e l'assassinio di un ebreo paralitico americano. La via di Roma dedicata all'unico premier corrotto e latitante della storia dell'Occidente sarà quella antistante l'hotel Raphael. Una scelta non casuale: proprio lì, nell'aprile '93 gli elettori del Msi, e poi di An e poi di Alemanno tirarono le monetine a Bettino urlando «via Craxi». Ora, finalmente, verranno esauditi. (''[http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/290000/285738.xml Gianni Alemagna]'', 20 febbraio 2009) {{Int|''V-day after'', 10 settembre 2007}} *A vedere i telegiornali di regime, cioè praticamente tutti, sabato a Bologna e nelle altre piazze non è successo niente (molto spazio invece al matrimonio di [[Marco Baldini|Baldini]], l'amico di [[Fiorello]]). A leggere i giornali di regime (molti), il [[V-Day]] è stato il trionfo dell'"antipolitica", del "populismo", del "giustizialismo" e del "qualunquismo". In un paese che ha smarrito la memoria e abolito la logica, questa inversione del vocabolario ci sta tutta: la vera politica diventa antipolitica, la partecipazione popolare diventa populismo, la sete di giustizia diventa giustizialismo, fare i nomi dei ladri anziché urlare "tutti ladri" è qualunquismo. E infatti, che il V-Day fosse antipolitico, populista, giustizialista e qualunquista, lorsignori l'avevano stabilito prim'ancora di vederlo, di sapere che cos'era. A prescindere. *È antipolitica difendere la dignità del Parlamento infangata dalla presenza di 24 pregiudicati e un'ottantina di indagati, imputati, condannati provvisori e prescritti? È antipolitica chiedere di restituire la sovranità al popolo con una legge elettorale qualsiasi, purché a scegliere gli eletti siano gli elettori e non gli eletti medesimi? È antipolitica pretendere che la politica torni a essere un servizio che si presta per un limitato periodo di tempo (dieci anni al massimo), dopodiché si torna a lavorare o, se non s'è mai fatta questa elettrizzante esperienza, si cerca un lavoro come tutti gli altri? È antipolitica chiedere rispetto per i magistrati e dire grazie a Clementina Forleo e ai giudici indipendenti come lei? Chi era a Bologna in piazza Maggiore, o in collegamento nel resto d'Italia e all'estero, ha visto decine di migliaia di persone restare in piedi da mezzogiorno a mezzanotte. Ha sentito [[Beppe Grillo|Grillo]] chiedere il superamento "di questi" partiti, i partiti delle tessere gonfiate, dei congressi fasulli, delle primarie dimezzate (vedi esclusione di Furio Colombo, Di Pietro e Pannella), della legge uguale per gli altri; smentire di volerne creare uno nuovo; e rammentare che gli "abusivi" da cacciare non sono ambulanti e lavavetri, ma politici e banchieri corrotti o collusi. *Ho trascorso l'intero pomeriggio sotto il palco e sul palco, e mai ho sentito parlare non dico "contro" [[Marco Biagi]], ma "di" Marco Biagi. Il nome "Marco Biagi" non è mai stato citato per esteso. S'è parlato un paio di volte della [[Legge Biagi|legge 30]] che abusivamente il governo Berlusconi intestò al professore assassinato, che non poteva più ribellarsi, mentre un ministro di quel governo lo chiamava "rompicoglioni". E ne ha parlato [[Beppe Grillo|Grillo]] per chiedere di riformarla, insieme alla legge Treu, aggiungendo che però "il vero problema non sono neppure le leggi: è che in Italia non c'è lavoro". Lo dico perché un amico, l'ex giudice ora assessore [[Libero Mancuso]], che nessuno ha visto alla manifestazione, ha parlato di presunte "offese a Biagi". Posso assicurare che se qualcuno, dal palco, avesse davvero mancato di rispetto a Marco Biagi, su quel palco nessuno di noi, nemmeno Grillo, sarebbe rimasto un minuto di più. ====''MicroMega''==== *Due anni fa votai per l'Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava [[Franca Rame]], persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato. Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di [[Antonio Di Pietro]], che tra le altre cose non candida né condannati né inquisiti. [...] Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l'[[astensione]] – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri. A convincermi a votare per l'Idv sono le liste che ha presentato Di Pietro, che ospitano diverse persone di valore, alcune delle quali sono amici miei, di MicroMega, dei girotondi e di chi ha combattuto in questi anni le battaglie per la legalità e la libertà d'informazione. [...] E poi c'è Di Pietro che, pur con tutti i suoi difetti, ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra. (''Con Di Pietro, per fare il guastafeste'', n.º 2/2008, 25 marzo 2008) ====''A''==== *Non sto facendo del facile scivionismo (il calcio deve molto a decine di bravissimi calciatori e allenatori stranieri). Né voglio infliggervi un articolo sullo sport. Infatti parlo di [[José Mourinho|Mourinho]], che sta allo sport come [[Vittorio Sgarbi]] sta alla politica.<ref>{{NDR|[[proporzioni|Proporzione]]}}</ref> Vorrei provare a comprendere com'è possibile che questi fenomeni da baraccone, queste versioni moderne della donna barbuta e del mangiafuoco, dopo tanto girovagare per il mondo con alterne fortune, riescano sempre a trovare l'America in Italia. [...] In un paese controllato da 15 anni da [[Silvio Berlusconi|un nanerottolo]] che promette tagli alle tasse, lavoro e soldi per tutti, ponti sullo stretto e no, dimezzamento dei reati e chi più ne ha più ne metta, senza mantenere mai un solo impegno, c'è speranza anche per i Mourinho. [...] Fare i furbi è il nostro sport nazionale. Ma non potremmo farci furbi? (''[http://files.splinder.com/71b586940c7786f8d33fbdfc795c4ebd.pdf Special-one o furb-one?]'') ====''Il Fatto Quotidiano''==== *Dipendesse da me, il [[Croce cristiana|crocifisso]] resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch'io. [...] Se dobbiamo difendere il crocifisso come "arredo", tanto vale staccarlo subito. [[Gesù]] in croce non è nemmeno il simbolo di una "tradizione" (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta "civiltà ebraico-cristiana" (furbesco gingillo dei Pera, dei [[Giuliano Ferrara|Ferrara]] e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare). Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno "scandalo" sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L'immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all'ingiustizia, ma soprattutto di laicità ("date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio") e gratuità ("Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno"). [[Gratuità]]: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all'asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l'ideologia più pagana della storia, il nazismo – l'ha ricordato [[Antonio Socci]] – a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo. [...] Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia – si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all'uscita della sentenza europea, nessun uomo di [[Chiesa cattolica|Chiesa]] è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l'8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere [[Dan Brown]] e [[Halloween]], e le manca il tempo per quell'uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i [[Chierico|chierici]]. E i clericali. (da ''Ma io difendo quella croce'', 5 novembre 2009) *Non si censurano le balle, ma la verità. (da ''Un colpo al cerchio e l'altro pure'', 3 marzo 2010) *Le intercettazioni di [[Massimo Moratti]] e altri dirigenti dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] rese note dalla difesa di [[Luciano Moggi|Luciano Moggi]] sono senz'altro indice di un diffuso malcostume. E dunque è un bene che siano state pubblicate. Ma dal punto di vista penale non modificano di una virgola l'esito del processo in corso a Napoli, che ipotizza un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa sportiva per alterare risultati di partite ed esiti di campionati. E la disdicevole dimestichezza dei dirigenti nerazzurri con il mondo arbitrale, per quello che è emerso, non configura alcuna notizia di reato, dunque bene han fatto i magistrati di Napoli a escluderla dal processo. Solo un'informazione smemorata e superficiale può metterle sullo stesso piano dei gravissimi fatti emersi a carico delle dirigenze della [[Juventus Football Club|Juventus]], del [[Associazione Calcio Milan|Milan]], della Fiorentina e della [[Società Sportiva Lazio|Lazio]]. (da ''Moratti al telefono non cambia nulla'', 4 aprile 2010) *È più facile che un [[cammello]] passi per la cruna di un ago che un [[evasione fiscale|evasore]] passi per le porte di un carcere. (da ''Le mani in tasca ai ladri'', 27 maggio 2010) * [...] Stampa e tv di regime vigilano occhiute su questa impar condicio, disperdendo con gli idranti chi osa criticare il governo e minimizzando le sparate del governo. Ieri, sul solito Pompiere {{NDR|riferendosi al Corriere della Sera}}, il solito Pigi Cerchiobattista {{NDR|riferendosi a [[Pierluigi Battista]]}} conciava per le feste il mite Nicola Zingaretti, reo di aver dichiarato che, grazie alla Gelmini, "la scuola italiana vive uno dei giorni più brutti del dopoguerra". Parole che Pigi, tutto spettinato, definisce "lessico apocalittico", "oltranzismo", "demagogia", "esasperazione", "grillismo di maniera", "invettive e insulti che ammorbano la politica italiana". E manca poco che chiami la forza pubblica. Silenzio invece sulla lucida difesa della Gelmini per la scuola statal-leghista di Adro: "Chi polemizza con il sindaco di Adro dovrebbe farlo per coerenza anche quando sono simboli della sinistra a entrare in classe". Si ignora quali simboli della sinistra abbia in mente la poveretta: probabilmente, i libri. (da ''Digitale extraterrestre'', 15 settembre 2010) *{{NDR|Riferendosi a [[Piero Ostellino]]}} Se non si professasse "liberale" ogni due per tre e non scrivesse perciò sul Corriere della Sera, Piero Ostellino meriterebbe la considerazione pressoché nulla che si deve ai tipici intellettuali italiani che attaccano sempre il cavallo alla mangiatoia giusta: craxiani quando comanda Craxi, berlusconiani ora che comanda B., domani dipende da chi comanda. Invece molti lo credono un "liberale" per davvero, al punto che ha finito col crederci persino lui. Tant'è che nei suoi articoli – usati in molte sale operatorie al posto dell'anestesia totale e riassumibili quasi sempre nel motto "I love B." – egli usa citare a sostegno delle sue corbellerie ora Tocqueville, ora Stuart Mill, ora Locke, ora Montesquieu, ora tutti e quattro insieme (ovviamente ignari e incolpevoli di tutto). (da ''Credere, obbedire e leccare'', 4 aprile 2011) *{{NDR|Dopo la sentenza in primo grado nel processo penale dello Scandalo del calcio italiano del 2006 a Napoli, nel 2011}} Bastava leggere le intercettazioni per ritenere giuste, anzi troppo lievi, le sanzioni sportive a Juve, Milan, Fiorentina, Lazio e Reggina (la Juve evitò la Serie C solo perché si doveva salvare il Milan dalla B). E basta rileggerle oggi per ritenere sacrosanta la sentenza del Tribunale di Napoli che ha condannato gran parte degli imputati per associazione per delinquere e frode sportiva. Tre giudici, con una presidente tutt'altro che tenera con l'accusa (che tentò addirittura di ricusarla) e sempre elogiata dalle difese, hanno ritenuto provate le accuse dopo tre anni di dibattimento. E si son fatte una risata dinanzi alla linea difensiva moggian-craxiana del "così fan tutti". Sia perché l'eventuale responsabilità altri non cancella quella di un imputato colpevole; sia perché le mirabolanti intercettazioni sfoderate dalla difesa dimostrano al massimo che l'Inter tentò di entrare nel giro, non che ha commesso reati. Ora Moggi manda a dire che lui ha fatto tutto per conto della Juve: bella novità. [...] Quando [[Umberto Agnelli]] lo ingaggiò, [[Luciano Moggi|Moggi]] era imputato a Torino per aver fornito prostitute ad arbitri per le partite di Uefa del Torino. Quindi fu assunto proprio perché si sapeva chi era e come operava. [...] Anziché lasciarsi lo [[Calciopoli|scandalo]] alle spalle, come aveva fatto suo cugino [[John Elkann]], [[Andrea Agnelli]] figlio di [[Umberto Agnelli|Umberto]] e amico di [[Luciano Moggi|Moggi]] e [[Antonio Giraudo|Giraudo]] ha ripreso a gridare al complotto e a rivendicare gli scudetti dello scandalo, giustamente revocati. Ora, con la sentenza di Napoli e i messaggi di Moggi, ha quel che si merita. Forse, anziché vellicare gli istinti peggiori della tifoseria peggiore, farebbe bene a guardare al futuro. A farsi spiegare lo "stile Juventus" da chi ancora sa cos'è come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], [[Dino Zoff|Zoff]] e [[Michel Platini|Platini]]. E magari a costruire stadi più sicuri. (citato in ''Sapevano tutti, anzi nessuno'', 10 novembre 2011) *[[Oscar Luigi Scalfaro|Scalfaro]] non rubava. Non firmava le leggi incostituzionali (tipo il decreto-spugna Amato-Conso del '93). Era religioso dunque non clericale. Difendeva la Costituzione e l'indipendenza dei magistrati dunque era contro le bicamerali e i conflitti d'interessi. Era un intransigente dunque era contro gli inciuci e i "terzismi" paraculi dei berlusconiani travestiti da equidistanti ("chi si dice equidistante fra il ladro e il carabiniere, sta dalla parte del ladro"). Per questo non piaceva a B. e ai suoi servi, ma nemmeno ai finti oppositori di sua maestà. E bene ha fatto B. a non dire una parola sulla sua scomparsa, evitando di scegliere tra lo sputo sulla bara e l'ipocrisia dell'elogio postumo. (da ''L'estremo oltraggio'', 31 gennaio 2012) *Gentile [[John Elkann]], Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. Oggi invece Suo cugino – il signorino Andrea, che porta il cognome francamente eccessivo degli Agnelli – ha trasformato la società in una succursale del Pdl: da mesi insulta la Federazione di cui è uno dei soci più autorevoli e demolisce le regole e le istituzioni della giustizia sportiva, quasi fossero frutto di un complotto planetario contro la Juve, decise all'insaputa del club più potente d'Italia. Ma non sempre: solo quando danno torto alla Real Casa. (da ''L'ostile Juventus'', 24 agosto 2012) *Presunto sarà lei. [[Giovanni Fiandaca|Fiandaca]] parla di "cosiddetta trattativa" e "presunta trattativa". Cominciamo bene. La [[Trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra|trattativa Stato-mafia]] è giudiziariamente indiscutibile in quanto confermata da sentenze definitive della Cassazione sulle [[Bombe del 1992-1993|stragi del 1992-'93]], oltreché dai diretti protagonisti e testimoni, non solo mafiosi: Mori e De Donno parlano a verbale di "trattativa" con i capi di Cosa Nostra tramite Vito Ciancimino, e non di una semplice "presa di contatto", come fa loro dire Fiandaca. Che deve farsene una ragione: se vuol parlare di trattativa, si legga almeno le sentenze. (da ''[http://www.antimafiaduemila.com/2013070743888/marco-travaglio/un-eroe-dei-nostri-tempi.html Un eroe dei nostri tempi]'', 7 luglio 2013) *Da 15 anni è irrevocabilmente accertato che l'[[Omicidio Calabresi|assassinio di Calabresi]] fu organizzato nel servizio d'ordine di Lotta continua, ordinato da Giorgio Pietrostefani con l'assenso del leader [[Adriano Sofri]] e materialmente eseguito da Ovidio Bompressi, con la complicità di Leonardo Marino, che rubò e guidò l'auto durante l'agguato, e di altri fiancheggiatori miracolati dalla mancanza di prove certe. [...] Eppure, nella fiction, queste quattro figure diventano invisibili. Non pervenute, se non nei titoli di coda che danno conto delle quattro condanne. Uno degli aspetti più positivi del film-tv di Graziano Diana è quello di mostrare la campagna d'odio che si scatenò contro Calabresi dopo la tragica fine alla questura di Milano dell'anarchico Pinelli, ingiustamente sospettato di aver avuto un ruolo nella strage di Piazza Fontana: prime pagine di ''Lotta continua'' e altri giornali, appelli di intellettuali, manifestazioni con slogan assassini. [...] Ma il peccato originale della fiction è che mancano i volti e le imprese dei colpevoli. Non c'è la riunione in cui si decise l'omicidio, non c'è l'ordine di uccidere, non c'è il viaggio di Marino a Pisa dove Sofri gli confermò il mandato, non c'è il processo costellato dalle bugie degli imputati e ancor più dei falsi testimoni ingaggiati dalla nota lobby. Nulla di nulla: nel 2013, alla Rai, è ancora proibito. [...] Eppure questo banalissimo rilievo nessuno degli ipercritici della libera stampa ha osato muoverlo. Strano, eh? Chissà come mai. (da ''Il suicidio Calabresi'', 11 gennaio 2014) *La tesi, naturalmente, era che il processo dovesse traslocare a Roma, infatti i giudici decisero che restasse a Palermo. Non appena partì, Fiandaca scrisse in fretta e furia un "saggio" con lo storico Salvatore Lupo in cui si rimangiava anni di negazionismo: dopo aver sempre definito la trattativa "cosiddetta" e "presunta", ammise che "la [[Trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra|trattativa]] c'è stata", ma la assolse in quanto "insindacabile penalmente" e "giuridicamente legittima", ispirata dallo "stato di necessità" e "a fin di bene". Quel bene che costò la vita a 16 persone e la salute a una quarantina nelle stragi di via D'Amelio, via dei Georgofili e via Palestro. Effetti collaterali. E soprattutto nessun reato e nessun colpevole. (da ''[http://www.antimafiaduemila.com/2014042049107/attualita/diversamente-antimafia.html Diversamente antimafia]'', 18 aprile 2014) *È vero o no che [[Bruno Contrada|Contrada]] tradì lo Stato per cui lavorava, mettendosi al servizio di Cosa Nostra che era pagato per combattere? La risposta è sì. E non – come vaneggia il solito amico di tutte le canaglie [[Giuliano Ferrara]] – per un processo fondato su "pentitismo e intercettazioni a strascico". Ma per i fatti spaventosi raccontati da una miriade di autorevolissimi testimoni. A cominciare dai colleghi di [[Giovanni Falcone|Falcone]] e [[Paolo Borsellino|Borsellino]], che raccontano la diffidenza nutrita dai giudici – come pure da [[Boris Giuliano]] – nei confronti di "'u Dutturi": i magistrati Del Ponte, [[Antonino Caponnetto|Caponnetto]], Almerighi, Vito D'Ambrosio, Ayala. [...] Tutti a ripetere davanti ai giudici di Palermo che Contrada passava informazioni a Cosa Nostra, incontrando anche personalmente alcuni boss, tipo Saro Riccobono e Calogero Musso. Le sentenze hanno accertato che: Contrada concesse la patente ai boss [[Stefano Bontate]] e [[Giuseppe Greco]]; agevolò la latitanza di [[Salvatore Riina|Totò Riina]] e la fuga di Salvatore Inzerillo e John Gambino; intrattenne rapporti privilegiati con Michele e Salvatore Greco; spifferava segreti d'indagine ai mafiosi in cambio di favori e regali (come i 10 milioni di lire accantonati dal bilancio di Cosa Nostra a Natale del 1981 per acquistare un'auto a un'amichetta del superpoliziotto); e portò al suo processo falsi testimoni a sua difesa. [...] E nulla di tutto questo è messo in dubbio dalla sentenza di Strasburgo. Chi piagnucola per l'"uomo innocente" e il "meccanismo infernale" si legga le carte e poi, se ci riesce, si vergogni. (da ''Contrada mafioso a sua insaputa'', 16 aprile 2015) *La [[Trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra|trattativa]] è anche uno stato di necessità per le nostre classi dirigenti che, invece, di fare la guerra alla criminalità organizzata per vincerla ti dicono "ma che se matto? Quelli ricominciano a sparare". E poco importa che noi abbiamo 350mila uomini in armi che potrebbe sconfiggere camorra, 'ndrangherta e mafia che insieme hanno massimo 40mila uomini. E così ancora oggi il sistema italiano di combattere la criminalità organizzata è solo quello di mettersi d'accordo. (da ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/07/12/trattativa-travaglio-stato-di-necessita-per-classi-dirigenti-di-matteo-italiani/393493/ Trattativa, Travaglio: "Stato di necessità per classi dirigenti". Di Matteo: "Italiani meritano verità"]'', ''Tv.il Fatto Quotidiano.it'', 12 maggio 2015) ==''Voglio Scendere – il blog di Corrias, Gomez, Travaglio''== *Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei PM è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo. Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un [[PM]] apre un fascicolo sugli amici di un [[ministro]], se ne chiede il trasferimento (del PM, non del ministro). [...] Si chiama "guerra preventiva", e non l'ha neppure inventata Mastella. L'aveva già teorizzata [[Mao Zedong|Mao]]: "Colpirne uno per educarne cento". Funziona. (da ''La soluzione finale'', 15 settembre 2007) *Scusate se dico un'altra parolaccia, ma ho scoperto una cosa che mi ha lasciato basito: il cosiddetto ministro della Giustizia [[Clemente Mastella]] (parlando con pardòn) è tuttora iscritto all'Ordine dei giornalisti professionisti. Colui che ha definito Annozero il "Ku Klux Klan dell'informazione" e ne ha chiesto la normalizzazione minacciando, altrimenti, di sfiduciare il Cda Rai e di far cadere il governo, che ha insultato Santoro, il sottoscritto e [[Beatrice Borromeo]], che ha definito [[Giovanni Floris]] "un farabutto", che chiede i danni all'Espresso "reo" di aver scoperto la sua gita di Stato aviotrasportata al gran premio di Formula Uno e le sue sei case comprate a prezzi da box auto nel centro di Roma, che paragona al terrorismo ogni critica nei suoi confronti, che scrive nel suo blog "qual'è" con l'apostrofo e "come se io sia", che ha scritto una legge liberticida per far condannare fino a 100 mila euro i giornalisti che pubblicano atti d'indagine non segreti e dunque pubblici, ecco: questo bel tipo è un "collega". (da ''Fuori lui o fuori noi'', 15 ottobre 2007) *[[Silvio Berlusconi]], tra una serata al Bagaglino e una spallata fallita al governo, ha trovato il tempo e soprattutto la faccia tosta di ricordare [[Enzo Biagi]]. Con queste testuali parole: «Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima». Le vicende che li hanno qualche volta divisi si chiamano [[Editto bulgaro|diktat bulgaro]] del 18 aprile 2002, quando l'allora presidente del Consiglio ordinò la cacciata dalla Rai di Biagi, Santoro e Luttazzi per "uso criminoso della televisione", trovando subito uno stuolo di servi furbi, da Agostino Saccà a Fabrizio Del Noce, pronti a obbedirgli. Morire a 87 anni può capitare. Rovinare gli ultimi anni di vita a un grande giornalista è un crimine. (da ''L'estremo oltraggio'', 7 novembre 2007) *[[Totò]] paragonava la morte alla "livella" che, alla fine della vita, rende finalmente tutti uguali. Ma, per sua fortuna, non aveva visto all'opera il Parlamento italiano della XV legislatura, che due giorni fa, approvando la legge finanziaria, ha deciso di tenere separate le sorti delle vittime del terrorismo da quella delle vittime della mafia. Le prime ricevono dallo Stato un sussidio più che doppio rispetto alle seconde. Le vite dei magistrati, poliziotti, carabinieri, giornalisti, politici, sacerdoti, semplici cittadini ammazzati dai mafiosi valgono meno di quelle di chi ha avuto la fortuna di essere assassinato dai brigatisti rossi e neri. [...] Rientrando in albergo, ho acceso la tv per vedere se per caso qualche tg o qualche talk show si stava occupando della faccenda. A ''Speciale Tg1'' [[Gianni Riotta]], con quella faccia da Riotta, stava inscenando il solito minuetto tra politici (Matteoli di An e Rutelli del Pd) e alcuni direttori di giornale sulla vera emergenza del Paese: i partiti che non "dialogano" a sufficienza sulle "grandi riforme". A ''Matrix'' [[Enrico Mentana]], con quella faccia da Mentana, ospitava l'altra metà della famiglia Rutelli, cioè [[Barbara Palombelli]], per risolvere un'altra emergenza nazionale: il delitto di Perugia. Tra spegnere e vomitare, ho preferito spegnere. (da ''Morti di serie B'', 17 novembre 2007) *Alla parola "moralità", il [[Silvio Berlusconi|Cavaliere]] chiama Bonaiuti e chiede un dizionario: dev'essere un termine australiano, comunque arcaico. (da ''Chi vuol essere milionario'', 13 dicembre 2007) *Nella scorsa legislatura ebbero grande risonanza mediatica (almeno sui giornali) gli appelli promossi e firmati da alcuni fra i nostri più prestigiosi giuristi e docenti universitari contro le leggi vergogna del governo [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e contro gli attacchi dell'allora premier all'indipendenza e all'autonomia della magistratura. Qualcuno si domanderà: che fine han fatto quei giuristi e docenti universitari ora che le leggi vergogna (dall'indulto al bavaglio di Mastella ai giornalisti su intercettazioni e atti d'indagine) le promuove il centrosinistra, ora che gli attacchi all'indipendenza e all'autonomia della magistratura li muove l'Unione all'unisono col centrodestra? (da ''Non disturbare i manovratori'', 18 dicembre 2007) *Non c'è più niente da fare. Ormai [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ha vinto. Dopo 15 anni di slogan falsi bombardati con gli ordigni radioattivi delle sue televisioni e della sua Rai, è riuscito a contaminare tutto il paese, tutto l'ambiente che lo circonda, compresi i politici del centrosinistra che dovrebbero opporglisi, compresi tanti intellettuali e giornalisti. Per cui, ormai, parlano e pensano (si fa per dire) quasi tutti come lui. Lo dimostrano, se ve ne fosse ancora bisogno, gli alti lai del Club degli Intoccabili – da [[Fausto Bertinotti|Bertinotti]] a [[Clemente Mastella|Mastella]], da Franceschini a Berlusconi, per non parlare delle mosche cocchiere dalemian-veltroniane Latorre, Caldarola e [[Antonio Polito|Polito]] e dei cerchiobottisti alla [[Sergio Romano]] – contro le intercettazioni, chi le effettua e chi le pubblica. (da [http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1728512.html ''Nient'altro che la verità''], 23 dicembre 2007) *[[Israele]] non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un'organizzazione terroristica come [[Hamas]] che, essa sì, attacca civili israeliani (di origine ebraica e palestinese, cittadini di uno Stato discutibile finché si vuole, ma democratico). Da tre anni, dopo il ritiro di tutti i soldati israeliani dalla Striscia, quel che accade a Gaza non è più responsabilità di Israele, ma del governo di Hamas, che anziché lavorare a costruire lo Stato palestinese, s'è occupato di distruggere quello di Israele. L'ultima volta l'ha fatto un mese fa violando unilateralmente la tregua a suo tempo firmata e riprendendo il lancio di missili su centri abitati e uccidendo civili, anche bambini. Di qui la reazione di Israele. I paragoni fra il sequestro della Achille Lauro da parte di una frazione dell'Olp negli anni '80 e il terrorismo sionista degli anni '30 e '40 del secolo scorso non hanno alcun senso: sequestrare una nave italiana piena di civili e uccidere a sangue freddo un ebreo paralitico in carrozzella non c'entra nulla con la guerriglia finalizzata allo stato palestinese. E salvare un assassino come Abu Abbas dalla giustizia (che l'avrebbe condannato per omicidio e sequestro di persone all'ergastolo) per consegnarlo a Saddam Hussein, cosa che fece [[Bettino Craxi|Craxi]] dopo Sigonella, è un atto inqualificabile che non va mai dimenticato. (14 gennaio 2009) *Ma non possiamo non occuparci, ancora una volta, di un governo indecente e di un [[Silvio Berlusconi|premier]] fuori controllo che ieri, dopo la bocciatura del suo demenziale decreto incostituzionale e vergognoso, ha sostenuto che Eluana sta benissimo, tanto che potrebbe persino avere figli. In attesa che ci racconti una barzelletta sui malati terminali in coma vegetativo, sulla scia di quelle sull'Olocausto e sulle ragazze stuprate, sarebbe il caso che qualcuno provvedesse a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio). In un paese perlomeno decente, in casi come questo arrivano due infermieri e portano via il soggetto in ambulanza, per sottoporlo ad accurati accertamenti. (da [http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/02/06/so_creature.html ''Edizione straordinaria. Portatelo via''], 6 febbraio 2009) *[[Fausto Bertinotti|Bertinotti]], già segretario della Federazione operai tessili, già segretario della Cgil Piemonte, per 2 anni presidente della Camera e tuttora presidente della Fondazione Camera dei Deputati, già segretario di Rifondazione Comunista per 13 anni, già deputato per quattro legislature, già ospite dello yacht di Vittorio Cecchi Gori per le vacanze estive a Salina con Valeria Marini [...], già primatista mondiale delle ospitate a Porta a Porta nel salotto dell'amico Bruno, già ospite fisso del salotto della signora Maria Angiolillo, già protagonista della caduta del governo Prodi I (in nome della leggendaria battaglia sulle 35 ore) e coprotagonista della caduta del Prodi II, dunque due volte corresponsabile e del ritorno di Al Tappone a Palazzo Chigi, [...] già protagonista della disfatta della sinistra ridotta ai minimi storici alle ultime elezioni (memorabile la conferenza stampa-funerale convocata all'Hard Rock Cafè di Via Veneto in Roma, affollatissimo di operai delle presse), già teorizzatore dell'abolizione della proprietà privata, già seguace dello psicoguru Massimo Fagioli, già titolare del quarto più alto reddito di Montecitorio con 213.195 euro nel 2006, ha scritto che [[Romano Prodi]] – cioè l'unico esponente del centrosinistra che sia riuscito a battere Berlusconi due volte su due, nonostante Bertinotti – è «uno spregiudicato uomo di potere», simbolo dello «smacco complessivo del centrosinistra». Prodi. (da ''[http://voglioscendere.go.ilcannocchiale.it.ilcannocchiale.it/?TAG=fausto%20bertinotti Bertinotte]'', maggio 2009) ==''MarcoTravaglio.it''== *Così le pagine più corrosive sono quelle sulla sinistra all'italiana, che di [[Berlinguer]] ha seppellito il meglio, la questione morale, e ha salvato il peggio, cioè il compromesso storico, riuscendo per giunta a corromperlo nell'eterno inciucio: "È un antico vezzo della sinistra voler apparire furba come i padroni". Oggi siamo ammorbati dalla figura del "berlusconiano però di sinistra, ultimo esito barocco del decadentismo intellettuale", dalla Bicamerale all'ultima spartizione della Rai. Intanto, a destra come a sinistra, s'avanza quello strano anfibio che è l'''ateo clericale'', da [[Marcello Pera|Pera]] a [[Francesco Rutelli|Rutelli]], molto distratto sul Padreterno ma devotissimo al cardinal Ruini, insensibile all'imitazione di Cristo ma perfetto in quella di Andreotti. (da [http://www.marcotravaglio.it/vetrinalibri/cometiseiridotto.htm ''presentazione Come ti sei ridotto di Curzio Maltese'']) *I singoli [[magistrato|magistrati]] possono avere opinioni politiche, come è garantito dalla Costituzione a ogni cittadino (del resto, a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] piacciono magistrati come Tiziana Parenti, Carlo Nordio, Melchiorre Cirami, Nitto Palma... a cui il suo schieramento ha offerto posti in Parlamento e ricchi contratti giornalistici). L'importante è che ogni magistrato, a prescindere dalle sue opinioni politiche, giudichi poi i FATTI, non le opinioni, e le giudichi CON IMPARZIALITÀ a prescindere da chi gli è davanti. È stato commesso un reato? Questo deve decidere il giudice. Le idee politiche non c'entrano. Altrimenti chi è di destra non potrebbe essere giudicato da chi è di sinistra e viceversa. Ma allora ciascuno dovrebbe essere giudicato da un giudice della sua parte. E allora ciascuno dovrebbe scegliere il proprio giudice: una follia... (da [http://www.marcotravaglio.it/articoli/040203.htm ''PINOCCHIO BAZAR - Ovvero le bugie nel videomessaggio di Berlusconi'']) *Il risultato è la scomparsa del talento, l'"involuzione autarchica del gusto", il trionfo del "finto bello", del fasullo, del provinciale, del mediocre. Nell'arte, nel design, nell'architettura, nell'industria. E dire che solo mezzo secolo fa l'Italia spopolava nel mondo grazie alla bellezza, all'originalità, al genio: la Vespa, la Guzzi, la Cinquecento, la Giulietta, l'Olivetti Lettera 22, la sedia Superleggera di Giò Ponti, le lampade Fontana e Castiglioni. Anche in questo senso Berlusconi è l'effetto, non la causa: le sue mirabolanti imprese televisive non hanno mai varcato la cinta daziaria, e appena si sono affacciate oltre Chiasso sono miseramente fallite (Francia e Germania) o finite in tribunale (Spagna). (da [http://www.marcotravaglio.it/vetrinalibri/cometiseiridotto.htm ''presentazione Come ti sei ridotto di Curzio Maltese'']) {{Int|''Stoccata e Fuga''}} *Ha ragione [[Francesco Cossiga|Cossiga]]: uno come me non può misurarsi con uno come lui. Io sono un cialtrone, un tipaccio, e soprattutto sono astemio. (9 gennaio 2006) *Che il Presidente Emerito [[Francesco Cossiga]] fosse un uomo sempre molto lucido, lo si era capito da tempo. Ora sappiamo che è anche molto colto. L'altro giorno, replicando a un mio articolo con un comunicato di 30 righe in cui precisava di non volermi replicare e nemmeno insultare, s'è avventurato in una citazione dotta: "Forse aveva ragione l'ex presidente peruviano Fujimori, che diceva che 'la storia è proprio finita'". Per la verità, la "fine della storia" è di [[Francis Fukuyama]]. L'ex presidente peruviano Fujimori è famoso per altre circostanze: dovette fuggire all'estero per evitare un arresto per corruzione. Ma si sa, al cuore non si comanda. (10 gennaio 2006) *[[Piero Fassino|Fassino]] trova che "Travaglio dice spesso cose improprie". [[Massimo D'Alema|D'Alema]] minaccia di trascinarmi in tribunale. [[Fausto Bertinotti|Bertinotti]] dice che "Travaglio mi dà l'orticaria". [[Francesco Cossiga|Cossiga]] mi dà del "fascista e bugiardo". Poi [[Silvio Berlusconi|Bellachioma]] va a Pompa a Pompa e mi definisce "un animale a sé stante". Il più bel complimento che mi abbia fatto un politico, è arrivato da lui. Non so chi debba preoccuparsi di più, se io o lui. (1º febbraio 2006) *Il [[Francesco Cossiga|Poveraccio Emerito della Repubblica Francesco Prozac Cossiga]] rende noto, tramite un suo portavoce, di aver presentato un'interpellanza parlamentare al ministro dell'Interno: Per sapere se alla luce dell'articolo di Pier Luigi Battista sul quotidiano Corriere della Sera, se corrisponda a verità l'ipotesi da detto autorevole giornalista formulata, e pur considerando, se vera, la cosa assolutamente lecita se nell'interesse della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e della necessaria attività di informazione, disinformazione e controinformazione, i giornalisti Marco Travaglio e Giuseppe D'Avanzo siano nel 'libro paga' e per quale somma, del Capo della Polizia dott. Gianni De Gennaro, cui sono notoriamente legati da vincoli di amicizia e collaborazione, come dimostrato dalla loro campagna contro il SISMI; e per sapere inoltre, qualora l'ipotesi sia vera, se non ritenga di rendere permanente e più ampia la loro collaborazione, facendoli assumere come informatori occulti dal SISDE". Alcuni amici mi hanno telefonato per invitarmi a rispondere al Poveraccio Emerito: dicendo, per esempio, che (purtroppo) non ho mai conosciuto il dott. Gianni De Gennaro. Ma ho deciso di non rispondere. Attendo con sempre maggiore impazienza una soluzione più risolutiva: l'arrivo dell'ambulanza. Purtroppo è in ritardo. Di una quindicina d'anni. (12 giugno 2006) *"Il presidente del Consiglio, dottor [[Silvio Berlusconi]]", come lo chiamava idealmente inginocchiato l'altra sera il suo dipendente [[Paolo Bonolis]] a "Il senso della vita", ha definito il mio ultimo libro "Inciucio" addirittura "un sacrilegio". Lo ringrazio di cuore. Non abbiamo avuto molte recensioni, ma questa è indubbiamente la più lusinghiera. (da ''Stoccata e Fuga'', 25 gennaio 2007) *[[Piero Fassino]] alle Invasioni Barbariche: "Tra Ferrara e Travaglio, preferisco Ferrara". La stessa risposta che avrebbe dato Berlusconi. Comunque l'ho scampata bella. (3 febbraio 2007) *Avviso ai congressisti DS: quando passate davanti al pantheon, occhio al portafoglio. (19 aprile 2007) ==''BeppeGrillo.it''== {{Int|''Passaparola''}} *Ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo (da [http://www.beppegrillo.it/2008/05/passaparola_in/index.html#comments ''Ci pisciano addosso e ci dicono che piove''], 19 maggio 2008) *{{NDR|Dopo l'intervista al programma Che tempo che fa, a cura di Fabio Fazio, del 10 maggio 2008}} Mi ha molto colpito il fatto che tra i più solerti a intervenire contro il fatto che avessi raccontato una cosa vera, documentata e già nota, c'è stato il direttore di Rai3 [[Paolo Ruffini (giornalista)|Paolo Ruffini]], già noto per aver collaborato alla chiusura del programma di [[Sabina Guzzanti]] "Raiot" - anche lì perché si dicevano troppe cose vere tutte insieme. Ha dichiarato che ho "gratuitamente offeso la seconda carica dello Stato". Effettivamente era gratis, perché nessuno mi ha pagato per farlo. In realtà, Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di [[Renato Schifani|Schifani]]. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. [[Enrico La Loggia|La Loggia]] che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di [[Nino Mandalà]], poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle...<ref>Da ''[http://www.ilblogdellestelle.it/2008/05/passaparola_in.html Ci pisciano addosso e ci dicono che piove]'', ''ilblogdellestelle.it'', 19 maggio 2008.</ref><ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/ci-pisciano-addosso-e-ci-dicono-che-piove/ Ci pisciano addosso e ci dicono che piove]'', ''beppegrillo.it'', 19 maggio 2008.</ref> *Un commando di terroristi dell'OLP, capitanati da Abu Abbas, aveva sequestrato una nave da crociera dell'Achille Lauro in acque italiane, nel mediterraneo. Il governo italiano, presidente del Consiglio Craxi, ministro degli esteri Andreotti, ministro della difesa Spadolini, trattarono con il presidente egiziano Mubarak perché si arrivasse ad una soluzione incruenta e promisero a lui, e quindi ai palestinesi che erano in collegamento diretto con Arafat che come al solito faceva il doppio gioco, che se se si fossero consegnati non sarebbero stati affidati agli americani ma sarebbero stati giudicati dalla giustizia italiana. Questo ufficialmente venne detto, cosa fu pattuito segretamente lo possiamo immaginare da quello che successe dopo. Quando i terroristi, una volta consegnati, arrivarono su un aereo militare nella base americana di Sigonella, successe che gli americani tentarono di farseli consegnare per portarli in America e processarli. Li volevano processare perché, contrariamente a quello che si erano impegnati a fare, cioè una fine incruenta del sequestro, si era scoperto che questi tagliagole [...] avevano assassinato un ebreo paralitico anziano americano, che era in crociera in carrozzella, Leo Klinghofer, e avevano lanciato il cadavere nel mare. [...] Questi assassini gli americani li volevano processare nel loro Paese: giustamente, l'Italia disse: "il delitto è avvenuto in Italia, li processiamo noi". Certo, ma si sarebbe dovuto prendere questi terroristi e affidarli alla giustizia italiana. Invece, si presero i pesci piccoli cioè i membri del commando, ma il capo della banda, l'ideatore del sequestro, Abu Abbas, fu caricato su un aereo dei servizi segreti, spedito in [[Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia|Iugoslavia]] e di lì mandato in Irak, dove c'era [[Saddam Hussein]] pronto ad accoglierlo a braccia aperte. Il governo Craxi ha preso il capo di una banda di terroristi che hanno sequestrato una nave e hanno assassinato un ebreo paralitico anziano in carrozzella a sangue freddo e lo ha gentilmente consegnato a Saddam Hussein, per evitare che venisse processato in base a un delitto commesso in Italia. Tant'è che Abu Abbas fu condannato in contumacia all'ergastolo, ma non scontò mai la pena ed è morto due o tre anni fa a Baghdad durante le operazioni di guerra, peraltro per ragioni naturali. Questo è il [[Crisi di Sigonella|caso Sigonella]]: non è vero che Craxi difese a spada tratta la sovranità italiana, Craxi sottrasse il capo di una banda di assassini terroristi alla giustizia italiana per farlo scappare in Irak, dove in quel periodo c'erano le armi di distruzione di massa perché Saddam Hussein si stava occupando di gassare curdi e altre minoranze. (da ''[http://www.beppegrillo.it/2009/01/passaparola_lun_11.html#pp_3 Bettino nostro che sei nei cieli]'', 5 gennaio 2009) *È strano che non si trovi più nessuno, ma nemmeno all'estrema sinistra, che ricordi questi fatti documentati. Ancora nel novembre del 1993 quando ormai per [[Forza Italia]] si tratta proprio di stabilire i colori delle coccarde e delle bandierine, c'erano i kit del candidato, stavano facendo i provini nel parco della villa di Arcore per vedere i candidati più telegenici; in quel periodo, a tre mesi dalle elezioni del marzo del 1994, [[Vittorio Mangano|Mangano]] incontra due volte [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]] a Milano. E questa non è una diceria, c'è nelle agende della segretaria di Dell'Utri: Palazzo Cellini, sede di Publitalia, Milano 2, i magistrati arrivano e prendono le agende e nell'agenda del mese di novembre del 1993 si trovano due appuntamenti fra Dell'Utri e Mangano, il 2 novembre e il 30 novembre. E Mangano chi era, in quel periodo? Non era più il giovane disinvolto del '73-'74 quando fu ingaggiato e portato ad Arcore come stalliere: qui siamo vent'anni dopo. Mangano era stato in galera undici anni a scontare una parte della pena complessiva di 13 anni che aveva subito al processo Spatola per mafia e al maxiprocesso per droga, due processi istruiti da Falcone e Borsellino insieme. È stato definitivamente condannato per mafia e droga a 13 anni, ne aveva scontati 11, uscito dal carcere nel 1991 era diventato il capo reggente della famiglia mafiosa di Portanuova e grazie al suo silenzio in quella lunga carcerazione aveva fatto carriera e partecipato alle decisioni del vertice della mafia di fare le stragi. E poche settimane dopo le ultime [[Bombe del 1992-1993||stragi di Milano e Roma]], Dell'Utri incontra un soggetto del genere a Milano negli uffici dove sta lavorando alla nascita di Forza Italia. Io non so se tutto questo sia penalmente rilevante, lo decideranno i magistrati: penso che sia politicamente e storicamente fondamentale saperlo, mentre si vede [[Gianfranco Fini]] che cita [[Paolo Borsellino]] al congresso che sta incoronando il responsabile di tutto questo, cioè [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. Verrebbe da dire "pulisciti la bocca". Possibile che invece di abboccare a tutti i suoi doppi giochi, quelli del centrosinistra non – ma dico uno, non dico tutti, li conosciamo, fanno inciuci dalla mattina alla sera e sono pronti a ricominciare con la Costituente come se non gli fosse bastata la bicamerale – uno, di quelli anche più informati, che dica "ma come ti permetti di parlare di Borsellino? Leggiti quello che diceva, Borsellino, di questi signori in quella famosa intervista prima di morire". Leggiti quello che c'è scritto nella sentenza Dell'Utri e poi vergognati, perché quel partito lì non l'ha fondato lo Spirito Santo, l'hanno fondato Berlusconi, Dell'Utri, [[Bettino Craxi|Craxi]] con l'aiuto di Mangano che faceva la spola fra Palermo e Milano, infatti le famiglie mafiose decidono di votare per Forza Italia e di abbandonare Sicilia Libera – che viene sciolta nell'acido probabilmente – quando Mangano arriva giù a portare le garanzie. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009) *In quei mesi la mafia decide di abbandonare il progetto di Sicilia Libera che essa stessa aveva patrocinato e fondato e tutto ciò avviene in seguito a una serie di riunioni, nell'ultima delle quali Bernardo Provenzano – ce lo racconta il suo braccio destro, Nino Giuffré che ora collabora con la giustizia e che è stato ritenuto attendibile in decine e decine di processi compreso quello Dell'Utri – convoca le famiglie mafiose, la cupola, per sapere che cosa scelgono: se preferiscono andare avanti col progetto del partitino regionale Sicilia Libera o se invece non preferiscano una soluzione più tradizionale come quella che sta affacciandosi a Milano grazie all'opera di un loro vecchio amico: Marcello Dell'Utri che conoscevano fin dai primi anni Settanta come minimo, cioè da quando Dell'Utri, in rapporto con un mafioso come Cinà e un mafioso come Mangano, aveva portato quest'ultimo dentro la casa di Berlusconi. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009) *Non per guastare la festa a questa bella incoronazione imperiale del leader del popolo delle libertà che, come avete visto, a sorpresa è stato eletto primo, unico, ultimo imperatore del partito che aveva fondato sul predellino di una macchina e che quando l'aveva fondato [[Gianfranco Fini]] l'aveva subito fulminato dicendo: "siamo alla comica finale, noi non entreremo mai nel [[Il Popolo della Libertà|Popolo della Libertà]] e [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] non tornerà mai più a Palazzo Chigi con i voti di [[Alleanza Nazionale]]". E quando qualcuno gli aveva chiesto "Possibilità che AN rientri all'ovile?", risposta di Fini: "Noi non dobbiamo tornare all'ovile perché non siamo pecore". Poi come avete visto sono tornati all'ovile quindi ne dobbiamo concludere che sono pecore o pecoroni. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009) *Perché in quello stesso periodo in Sicilia e in tutto il sud ovest, anche Calabria, si muovevano delle strane leghe meridionali che, in sintonia con la Lega Nord – c'era stato addirittura a Lamezia Terme con un rappresentante della Lega Nord – si proponevano di secedere, di staccare Sicilia, Calabra... infatti si chiamavano "Sicilia libera", "Calabria libera". Era tutto un fronte di leghe molto strano: invece di esserci i padani inferociti lì c'erano strani personaggi legati un po' alla mafia, un po' alla 'ndrangheta e un po' alla [[P2]] e uno di questi, il principe Orsini che aveva legami con questi personaggi, aveva legami anche con Marcello Dell'Utri. Quindi noi sappiamo che Dell'Utri – lo ha dimostrato [[Gioacchino Genchi]], ma guarda un po', andando a incrociare i telefoni e i tabulati di questi personaggi – aveva contatti diretti con questo Principe Orsini. Dell'Utri inizialmente tiene d'occhio questi ambienti, perché sono le organizzazioni mafiose, legate a personaggi della P2 e dell'eversione nera, che si stanno mettendo insieme perché sentono odore di colpo di Stato, sentono odore di nuova Repubblica e vogliono far pesare, ancora una volta, la loro ipoteca con un partito o una serie di partiti nuovi. Come Sicilia Libera, della quale si interessano direttamente boss come Tullio Cannella, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano e Giovanni Brusca. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009) *{{NDR|Riferendosi all'editoriale del 7 gennaio 1994 sul ''Messaggero''}} Sapete chi era questo signore che si stracciava le vesti contro [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ed [[Emilio Fede]]: Paolo Bonaiuti. Non è un omonimo. È proprio lo stesso che oggi fa da portavoce a Berlusconi e che voi trovate... È quel signore che compare soprattutto la domenica quando va in riposo [[Daniele Capezzone|Capezzone]], anche Capezzone chiude per riposo settimanale come le pizzerie, in quel caso subentra Bonaiuti. È quel signore che voi vedete vestito in modi variopinti, che fa sempre così con la testa, come quei cagnolini che stanno sul retro delle macchine degli agricoltori vicino al cappello di paglia. Ecco, quello è Bonaiuti. All'epoca era vicedirettore del Messaggero, era di sinistrissima naturalmente, e sparava a zero, scrivendo delle cose anche condivisibili. Nel senso che anche lui ha avuto un periodo in cui ragionava con la sua testa, poveretto. Poi ha smesso... (da [http://www.beppegrillo.it/2009/04/passaparola_lun_24.html#comments ''RAI: la voce del padrone''], 20 aprile 2009) *Come sapete e come purtroppo non sa [[Eugenio Scalfari]], il quale ieri ha parlato di un processo che è finito in assoluzione in parte con formula piena e in parte con formula dubitativa. Non c'è nessuna assoluzione con formula piena nel processo [[Giulio Andreotti|Andreotti]], Andreotti fu assolto con la vecchia insufficienza di prove in primo grado, in appello gli fu peggiorata la sentenza di primo grado, ribaltandone la parte del periodo fino al 1980 e lì fu dichiarato colpevole, ma prescritto per il reato commesso di associazione a delinquere con la mafia fino alla primavera del 1980. Dopo il 1980 fu confermata l'assoluzione per insufficienza di prove, che era stata data in primo grado. La Cassazione confermò la sentenza d'appello, per cui so che è suggestivo dire " be', ma quelli sono dei mafiosi che hanno sciolto i bambini nell'acido": è vero, infatti è proprio per quello che sono dei testimoni privilegiati per raccontare quello che succede dentro la mafia, perché loro ne hanno fatto parte; certo, sarebbe bellissimo poter avere dei testimoni di mafia che hanno sempre fatto, nella loro vita, i frati francescani o le suore clarisse, ma purtroppo i frati francescani e le suore clarisse della mafia non sanno una mazza, perché non ne hanno mai fatto parte e conseguentemente è ovvio che, per sapere quello che succede in un'organizzazione criminale, bisogna sperare che qualcuno all'interno di quell'organizzazione criminale ce lo racconti. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/11/passaparola_lun_45.html#comments ''La mafia non esiste, Berlusconi e Dell'Utri invece sì''], 30 novembre 2009) *Prendiamo la politica estera: per quanto riguarda la politica estera [[Bettino Craxi|Craxi]], che viene dipinto come un fedele atlantista, uno anticomunista, uno ancorato all'occidente e quindi quello che aveva fatto la scelta giusta tra l'est e l'ovest, mentre l'Unione Sovietica voleva colpire etc., gli euromissili e tutta la retorica che si fa sugli euromissili, Craxi è quello che fa entrare nel Parlamento italiano [[Yasser Arafat]] con la pistola nel cinturone, non lo disarmano neanche, non lo perquisiscono neanche prima di farlo entrare in Parlamento e, quando qualcuno protesta, lui dice che Arafat è come [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]], Arafat come Mazzini e Garibaldi! Il capo di un'organizzazione che, in quel periodo, era ancora un'organizzazione terroristica, che faceva gli attentati negli aeroporti e sequestrava le navi, come poi successe qualche anno dopo con l'Achille Lauro, che non aveva ancora neanche riconosciuto il diritto all'esistenza dello Stato di [[Israele]], questo sarebbe quello che le aveva azzeccate tutte! (da [http://www.beppegrillo.it/2010/01/passaparola_lun_50.html ''Craxi al netto delle tangenti''], 18 gennaio 2010) *Cosa successe il [[Processo 7 aprile|7 aprile]] {{NDR|1979}}? Ci fu una grande retata disposta dall'allora sostituto Procuratore di Padova [[Pietro Calogero]], magistrato, che fece arrestare i più importanti leader dell'Autonomia Operaia in tutta [[Italia]], sostenendo che avevano un progetto comune strategico con le [[Brigate Rosse]] per cercare di sollecitare un'insurrezione, una rivolta, un fenomeno eversivo nei confronti dello Stato italiano, [...] questo è il 7 aprile, Potere Operaio, Autonomia Operaia, Brigate Rosse, connivenze nelle università nei movimenti sindacali, nelle fabbriche, [[Toni Negri]] il più famoso tra gli arrestati di quell'operazione. [...] Il 7 aprile questi signori di Autonomia Operaia ho detto Toni Negri ma c'erano anche Ibesci, Scalzone, Ferrari Bravo, Piperno, le associazioni sovversive, insurrezione armata contro lo Stato, alcuni vennero accusati di avere a che fare anche con il rapimento di [[Aldo Moro|Moro]] di qualche mese prima, si parlò di teorema Calogero che naturalmente ipotizzava che l'Autonomia fosse una specie di cervello che un'organizzazione molto più ampia, Autonomia Operaia Organizzata che poi si esplicitava in varie forme, [...] Toni Negri è stato poi condannato in primo grado a 30 anni e in appello a 17<ref>In realtà la Corte d'Assise d'Appello condannò Negri a 12 anni nel 1987.</ref>, grazie a [[Marco Pannella|Pannella]] è stato eletto parlamentare così si è sottratto alla giustizia per 14 anni latitante in [[Francia]] e poi è rientrato in Italia e ha scontato un pezzettino della pena, Scalzone ha avuto una pena definitiva di 8 anni, altri hanno avuto pene minori, per alcuni le accuse sono cadute, per altri sono rimaste, come sempre nei processi, quindi non era affatto un teorema, era una cosa che poi è stata dimostrata con tanto di sentenze definitive. (da ''Minority Gasparri'', 20 dicembre 2010) *Hanno ammazzato [[Osama bin Laden|Bin Laden]] e pace all'anima sua, un assassino in meno anche se bisognerebbe ricordare quanti lo hanno utilizzato in questi anni e soprattutto bisognerebbe ricordare che, se poi sarà tutto confermato ciò che ci hanno raccontato questa mattina, lo hanno preso in Pakistan, dove peraltro si è sempre saputo che si era rifugiato e quindi resta da domandare come mai abbiamo fatto una guerra in Iraq, una guerra in Afghanistan, adesso una guerra in Libia, prima ne avevamo fatta una in Serbia e il Pakistan, paese tradizionalmente protettore di Bin Laden, come del resto gli emirati sauditi, tradizionalmente finanziatori di Bin Laden, non siano mai stati neanche sfiorati dalla furia dell'occidente nella guerra al terrorismo, anzi siano stati sostenuti e siano considerati tutt'ora nostri ottimi alleati. (da ''[http://www.beppegrillo.it/2011/05/rassicurazioni_al_posto_della_sicurezza.html Rassicurazioni al posto della sicurezza]'', 2 maggio 2011) ==''Promemoria. La storia d'Italia ai confini della realtà da Tangentopoli a oggi''== ===Citazioni=== *Ecco: pazienza la mafia, le corruzioni, i giudici comprati, i fondi neri, le società off-shore, i falsi in bilancio, le frodi fiscali, le leggi vergogna, i condoni, i conflitti d'interessi, ma le puttane no, perdio! *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] fiuta l'aria che tira e, terrorizzato di finire come i politici di cui prese il posto 18 anni fa, si arrocca come [[Hitler]] nel bunker, con le escort al posto di Eva Braun: fa chiudere i programmi giornalistici televisivi per tutta la campagna elettorale delle regionali, tenta di imbavagliare la stampa e la magistratura, escogita ogni giorno nuovi lodi impunitari per sé e i suoi, nomina ministro di Nonsisaché il fido Brancher per sottrarlo al processo (poi Brancher, come [[Claudio Scajola|Scajola]] e Cosentino, sarà costretto alle dimissioni). Ormai è un pugile suonato: se il suo avversario non avesse abbandonato il ring potrebbe persino perdere la partita. Fa quasi tenerezza mentre ripete il suo mantra quotidiano: "Non è la nuova Tangentopoli... non è la nuova Tangentopoli... ghe pensi mi..." Intanto la sua coalizione si sfalda, [[Gianfranco Fini|Fini]] si smarca, [[Umberto Bossi|Bossi]] drizza le antenne, ogni tanto sembra svegliarsi persino [[Giorgio Napolitano|Napolitano]]. Forse è il momento di aggiornare il vecchio slogan degli anni '70, "Una risata li seppellirà", con il più attuale "Una retata li seppellirà". ==''La scomparsa dei fatti''== ===[[Incipit]]=== Il sistema più semplice per cancellare i fatti è — molto banalmente — quello di non parlarne. Ignorarli. E sostituirli con altri della stessa specie e della stessa importanza, usati come diversivi, come coprenti. Non sempre, però, i fatti sostitutivi sono disponibili quando occorrono: in questo caso, non resta che inventarne qualcuno di sana pianta, oppure gonfiarne uno già esistente, ma di poco conto.<br> Il maestro ineguagliato nell'arte del parlar d'altro è [[Bruno Vespa]] col suo teatrino quasi quotidiano di Porta a Porta su Rai1, la rete ammiraglia del cosiddetto servizio pubblico. Dopo la condanna in primo grado di [[Cesare Previti]] al processo Sme per corruzione del giudice Renato Squillante, Vespa si occupa del Viagra. Quando il tribunale di Milano condanna [[Marcello Dell'Utri]] per estorsione insieme a un boss mafioso, a Porta a Porta si parla di calcioscommesse con [[Aldo Biscardi]] e [[Maurizio Mosca]]. Quando il Parlamento europeo boccia [[Rocco Buttiglione]], aspirante commissario Ue, per le sue tirate contro le donne e i gay, Vespa convoca [[Alba Parietti]] e alcuni malati in stato comatoso per raccontare il loro improbabile risveglio dal coma. Quando il centrosinistra vince in sette collegi su sette le elezioni suppletive del 2004, a Porta a Porta si discute dell'isola dei famosi, con [[Simona Ventura]] & Co. ===Citazioni=== *C'è chi nasconde i fatti perché è nato [[servitù|servo]] e, come diceva [[Victor Hugo]], "c'è gente che pagherebbe per vendersi". *C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso perché ha paura di dover [[cambio di opinione|cambiare opinione]]. *Se in [[America]] il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto. *{{NDR|In riferimento alla missione americana in Iraq}} In principio erano le armi di distruzione di massa. Per prevenire il terribile attacco di Saddam al resto del mondo, partì la guerra in Iraq. Poi si scoprì che le armi non c'erano, nulla non c'era nulla da prevenire. Allora si disse che bisognava colpire, a Baghdad, il più terribile alleato e foraggiatore e protettore di Al Quaeda. Poi si scoprì che i due nemmeno si conoscevano, anzi si odiavano. Poi si disse che eravamo lì per liberare gli Iracheni da Saddam [...] Allora si disse che dovevamo restare lì perché gli Iracheni lo volevano, infatti ci accoglievano come liberatori. Poi si scoprì che ci sparavano addosso. Allora si disse che eravamo lì per esportare la democrazia. Poi si scoprì che, già che c'eravamo, esportavamo anche la tortura (per esempio nel carcere di Abu Ghraib), dalla quale peraltro l'Iraq era da tempo un discreto produttore. Allora [[Giuliano Ferrara]], che è molto intelligente, disse che c'è una bella differenza fra la tortura di Saddam e la nostra: lui i torturati mica li fotografa, noi sì perché siamo democratici. Clic. Volete mettere la differenza? Allora si disse che bisognava restare per riportare la Pace in Iraq, contro una guerra che prima non c'era e che avevamo scatenato noi. Poi si scoprì che la pace faceva più morti della guerra. Allora si disse che bisognava restare per combattere il terrorismo. Poi si scoprì che di terroristi in Iraq, non ce n'erano, almeno prima dello sbarco delle truppe occidentali: ne arrivarono a migliaia da tutto il mondo arabo e ne sorsero molti in loco, dopo il nostro arrivo; insomma, il [[terrorismo]], da quando lo combattiamo, aumenta. Allora si disse che bisognava restare perché altrimenti sarebbe scoppiata la guerra civile fra sciiti e sunniti. Poi, consultando i libri di storia, si scoprì che quella irachena non conosce guerre civili, ma grazie alla nostra presenza sul posto ottenemmo anche questo risultato: scatenare la prima guerra civile della storia dell'Iraq. *{{NDR|In riferimento all'inchiesta "Mani Pulite" del pool di magistrati di Milano}} Gli Italiani, quando scoprirono di essere stati derubati e grassati per anni dai loro sedicenti rappresentanti, s'incazzarono. Finché durò il fruscio delle mazzette negli orecchi degli Italiani, fu facile per loro comprendere chi fossero le vittime della Grande Ruberia: erano loro. I partiti, per mantenere i loro apparati elefantiaci ed il tenore di vita principesco di molti loro boss, imponevano il pizzo su ogni loro appalto; gli imprenditori gonfiavano i prezzi dei lavori con continue varianti in corso d'opera, lo Stato si svenava con una spesa pubblica sempre più fuori controllo, ed ogni anno veniva da noi a bussare a quattrini con leggi finanziarie sempre più giugulatorie. Nel 1993 eravamo sull'orlo della bancarotta. Lo Stato italiano non aveva letteralmente più un soldo in cassa: mancava persino di che pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici. Una situazione pre-Argentina, che costrinse il governo Amato a varare la più spaventosa legge finanziaria della storia d'Europa. Era, quello, lo scontrino fiscale di Tangentopoli. E toccò ai cittadini pagare il conto. Che dovevano fare i derubati? Metter mano ai portafogli e ringraziare chi li aveva ridotti così? Il minimo che si dovesse fare era quel che fecero decine di veneziani, inseguendo De Michelis per le calli della Laguna al grido di «ladròn, ladròn». E quel che fecero migliaia di romani di destra e di sinistra, lanciando banconote false contro Craxi che usciva dalla sua suite all'Hotel Raphael, cantando beffardamente sull'aria Guantanamera: «Vuoi pure queste? Bettino, vuoi pure queste?». Fu una reazione normale, e non c'è proprio nulla di cui vergognarsi. Anche perché il Craxi in questione era stato appena salvato dalla Camera dei deputati, che aveva respinto gran parte delle richieste di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per gravi episodi di corruzione, e tutte le richieste di arresto e perquisizione avanzate dal pool di Milano. Lo stesso Craxi, pochi mesi prima, si era presentato alla Camera con l'aria dell'accusatore per tenere un discorso ricattatorio puntando il dito sui colleghi e chiamandoli a correo dei propri reati. *Il lancio delle banconote fu uno dei momenti più alti della nostra democrazia. I cittadini, correttamente e compiutamente informati come mai era accaduto in passato sul tradimento degli eletti ai danni degli elettori, reagivano con l'unica arma democratica a loro disposizione: l'indignazione e la protesta di piazza, per chiedere una politica più trasparente e più onesta e una legge finalmente uguale per tutti. Il discorso di Craxi alla Camera, il 3 luglio 1992, fu invece uno dei momenti più bassi della storia repubblicana: un ex presidente del Consiglio che aveva governato l'Italia personalmente per quattro anni e – in coalizione con i partiti alleati – per quindici, violando sottobanco le leggi che lui stesso, il suo partito ed i suoi alleati pretendevano di imporre agli altri, ma dal rispetto delle quali si sentiva – chissà perché – esentato, pretendeva di farla franca intonando il «così fan tutti», trafficando con dossier fasulli e «poker d'assi» pieni di due di picche per screditare i magistrati che l'avevano preso con le mani nel sacco. E presto sarebbe fuggito all'estero, latitante travestito da esule, per sottrarsi alla giustizia e alle leggi del suo Paese. Che dovevano fare gli italiani? Battergli le mani? Stendergli il tappeto rosso sotto i piedi? Ringraziarlo del gentile pensiero? *Se le [[notizia|notizie]] fanno paura, le parole che le raccontano ne fanno ancor di più. In fondo è la parola che si conficca nella memoria e aiuta a ricordare questo o quel fatto, richiamandolo come il sibilo agli ultrasuoni che fa scattare il cane. Così – l'abbiamo visto per la guerra e per la pace – le parole diventano più importanti dei fatti. Perché, giocando con le parole, si possono manipolare i fatti, e, alla fine della catena, tutta la memoria collettiva. *[[Giuliano Ferrara]], oltre a lavorare per la CIA, è stato ministro e portavoce del primo [[governo]] [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], nonché direttore di due giornali della famiglia Berlusconi, ''Il Foglio'' e ''Panorama'': con quale credibilità può commentare o intervistare [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e i suoi avversari? *L'[[arbitro]] neutrale non fischia mai per non scontentare nessuno, cioè è un pessimo arbitro. L'arbitro ''[[cerchiobottismo|cerchiobottista]]'' cerca di fischiare una volta da una parte e una volta dall'altra e anche lui è un pessimo arbitro. L'arbitro imparziale fischia ogni volta che gli pare giusto farlo, alla luce di regolamenti, della sua coscienza, dei pesi e delle misure che è abituato ad applicare in ogni partita, su tutti i campi, nei confronti di chiunque gli capiti a tiro. A parità di comportamenti pari sanzioni. Ecco questo e solo questo è un buon arbitro. (2010, [https://books.google.it/books?id=SV2Jdz30ymEC&pg=PA23 p. 23]) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Ad personam''=== Ho deciso di scrivere questo libro quando ho letto sui giornali che il «processo breve» e il «legittimo impedimento» sarebbero, nell'ordine, la diciannovesima e la ventesima legge ''ad personam'' della Seconda Repubblica, intendendo come ''personam'' Silvio Berlusconi. Scorrendo gli elenchi degli ultimi mesi, ho subito scoperto che non era mai citata la prima: il decreto Biondi del 1994. Vuoi vedere — mi son detto — che ne dimenticano qualcuna?<ref>Prima dell'inizio vero e proprio del libro vi sono tre "pretesti". Qui il primo: {| | '''PRETESTO&nbsp;1''' | &nbsp; | "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."<br>''Art. 3 della Costituzione italiana.'' |} "Silvio Berlusconi e tutti i suoi parenti e discendenti fino al quarto grado sono esentati dal rispetto delle leggi dello Stato che si intendono vigenti soltanto per tutti gli altri cittadini."<br>''Da aggiungere in coda alla Costituzione come nuova norma transitoria.''</ref> ===''Bananas''=== Il cosiddetto ministro della Giustizia Roberto Castelli, tutto giulivo per la sua trovata sulla sinistra che fomenta i «moti di piazza» e la rivolta nelle carceri, insiste: «Sono cosciente – dice in tournée a Copenhagen – della gravità delle mie affermazioni. Ma la sinistra dimostri che quanto ho detto non è vero». Già è sorprendente scoprire che Castelli è cosciente di qualcosa. E fa tenerezza sentir parlare nel 2002 di «moti di piazza», espressione che non si ascoltava dai tempi di Bava-Beccaris. Ora manca soltanto la «radunata sediziosa». ===''Berluscomiche''=== Il presidente del consiglio ha preso la pastiglia e ora sta un po' meglio. Le terapie funzionano, il decorso post-esternatorio è stabile. Negli ultimi due giorni non ha più detto «kapò» agli infermieri, ha chiesto soltanto trentacinque volte della Boccassini e, nel sonno, ha ripetuto il nome di Previti per sole tre ore. Poi basta. L'unico accenno di ricaduta si è avuto quando l'ha chiamato George W. Bush per parlare del processo di pace in Medio Oriente. Alla parola «processo», Berlusconi si è sentito male, ma poi si è riavuto subito. ===''L'odore dei soldi''=== Quando sia arrivato nella villa di Arcore, nessuno esattamente lo sa. Chi dice nel 1974, chi nel 1975. E anche la data e le modalità del suo allontanamento restano un mistero. Ma una cosa è certa: per alcuni anni un boss di prima grandezza della mafia siciliana, Vittorio Mangano, ha soggiornato nella villa di Silvio Berlusconi, con moglie e due figlioletti, ufficialmente per svolgervi le mansioni di «fattore» o di «stalliere». Grazie alla raccomandazione di un conterraneo e amico di vecchia data: [[Marcello Dell'Utri]]. ==Citazioni su Marco Travaglio== *C'è una banda in Italia oggi di giornalisti, di cui Travaglio fa sicuramente parte, che ha scoperto una cosa per loro molto interessante: se parli male dei politici fai i soldi, diventi ricco. [...] E quindi bisogna parlar male dei politici a prescindere. Per esempio il mio caso è paradossale: Travaglio su ''l'Unità'' e anche su un suo libro scrive che io sono stato condannato. Dov'è il paradosso? Che il condannato Travaglio, perché Travaglio è stato condannato in passato, quindi possiamo definirlo tecnicamente un pregiudicato, scrive di un uomo politico, Castelli, che è stato condannato quando io non sono mai stato condannato. È questo il paradosso. Castelli cosa deve fare a questo punto? O Travaglio mi chiede scusa dicendo che s'è sbagliato e si dimette da giornalista visto che lui vuole che i politici si dimettano, giustamente, da politici se sbagliano oppure sono costretto mio malgrado ad andare a intasare un'altra volta la giustizia e fare l'ennesima causa. Io credo che non ce ne sia bisogno di questo fatto, però c'è questo malcostume di questi giornalisti. [...] Ma dov'è il gioco sottile che fanno lui, Stella e quant'altro? Per esempio se io dico che Travaglio è amico dei mafiosi lui mi può querelare e probabilmente vince la causa, ma se io adotto una tecnica più raffinata, che è esattamente quella che adotta lui nei suoi libri, e dico "c'è scritto su Repubblica che Travaglio si fa pagare le vacanze da un mafioso" a quel punto io dico la verità e quindi di fatto però diffamo comunque Travaglio ma sono al riparo da ogni accusa. Ecco io credo che bisognerebbe uscire da questo malcostume, bisognerebbe criticare i politici ferocemente quando se lo meritano ma quantomeno quando si sbaglia o quando si diffama una persona che cerca di essere onesta qual son io magari si riconosca anche l'errore. Invece no, si fa un altro libro perché tanto gli introiti del libro son talmente alti che possono consentire poi di pagare il povero disgraziato che è stato diffamato. ([[Roberto Castelli]]) *Certo, per un direttore di giornale, avere sottomano un Travaglio, che su qualsiasi protagonista, comprimario e figurante della vita politica italiana è pronto a fornirti su due piedi una istruttoria rifinita nel minimo dettaglio è un bel conforto. Ma anche una bella inquietudine. Il giorno in cui gli chiesi se in quel suo archivio, in cui non consente a nessuno di ficcare il naso, ci fosse anche un fascicolo intitolato al mio nome, Marco cambiò discorso. ([[Indro Montanelli]]) *Dispiace che giornalisti come Travaglio, che stimavamo perché estremo baluardo di una informazione libera e quanto più possibile veritiera, si siano messi l'elmetto dell'esercito israeliano. ([[Vittorio Arrigoni]]) *È un mascalzone tremendo però la sua capacità di documentazione è eccezionale. Per il 90 per cento del materiale sul quale lavoro debbo ringraziare lui. Dico ai giovani giornalisti: imparate a documentarvi come si documenta questo ragazzino. Io ne sono ammirato. Se Travaglio dovesse smettere io sarei nei guai. Purtroppo si concentra su Mani pulite. Avrei bisogno che si dedicasse di più alla Sicilia, mi farebbe più comodo. ([[Lino Jannuzzi]]) *I danni che ha fatto Marco Travaglio alla prosa degli elzeviristi italiani, non c'è risarcimento che basti, ci vorrebbe una ''class action''. ([[Guia Soncini]]) *Il nostro amico {{NDR|Marco Travaglio}} sceglie un comodo, stortissimo espediente. Si disinteressa del "vero" e del "falso". Afferra un "fatto" controverso (ne è consapevole, perché non è fesso) e lo getta in faccia agli spettatori lasciandosi dietro una secrezione velenosa che lascia credere. […] Il "metodo Travaglio" e delle "agenzie del risentimento" è una pratica giornalistica che, con "fatti" ambigui e dubbi, manipola cinicamente il lettore/spettatore. Ne alimenta la collera. Ne distorce la giustificatissima rabbia per la malapolitica. È un paradigma professionale che, sulla spinta di motivazioni esclusivamente commerciali (non civiche, non professionali, non politiche), può distruggere chiunque abbia la sventura di essere scelto come target (gli obiettivi vengono scelti con cura tra i più esposti, a destra come a sinistra). ([[Giuseppe D'Avanzo]]) *Io non credo che Travaglio sia in malafede [...] Penso che sia ciuccio. Non sa quasi niente di diritto e così scrive sciocchezze. Specie se parla di Berlusconi. ([[Piero Sansonetti]]) *Io sono un grande ammiratore di Marco Travaglio. Lui di me ha una pessima idea. E io non so perché. Ma è uno dei migliori giornalisti italiani. Dice cose che spesso non condivido. Ma ci mette la faccia. Non è ipocrita. ([[Salvatore Cuffaro]]) *L'ex dipendente del Gruppo editoriale ''l'Espresso'', Marco Travaglio, ora direttore del ''Fatto Quotidiano'', coltiva un'ossessione per Repubblica che non conosce requie. E a cui dedica fiumi di inchiostro. Ancora ieri. E questa volta per il lavoro di questo giornale sulla tempesta di tweet che, nella notte tra il 27 e il 28 maggio, investì il Capo dello Stato minacciato di impeachment dai 5 Stelle di Luigi Di Maio. Un ennesimo grammelot fascistoide di quelli con cui normalmente gratifica i reprobi di turno scelti per la bastonatura. Ora con la storpiatura del cognome, ora con un profluvio di locuzioni mascella in fuori ("mecojoni"). Ragione per cui si potrebbe continuare ad ignorarlo, abbandonandolo al solitario e narcisistico esercizio proprio di chi si nutre ormai di soli ritagli di giornale, sapientemente manipolati a sostegno di una tesi. ([[Carlo Bonini]]) *L'Italia è quella cosa che perde tempo con Marco Travaglio. ([[Maurizio Crosetti]]) *Marco Travaglio! Fighetto! ([[Natalino Balasso]]) *No, Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un'arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l'archivio. ([[Indro Montanelli]]) *Non nominatemelo. Perché a sentire il suo nome mi viene l'orticaria. ([[Fausto Bertinotti]]) *Quand'è che Marco Travaglio è diventato un tronista di ''Uomini e donne'', di quelli che litigano con la corteggiatrice, sclerano, se ne vanno dallo studio, e alla De Filippi tocca attendere pazientemente seduta sui gradini che una redattrice li convinca a rientrare? ([[Guia Soncini]]) *Ritengo Travaglio una delle poche voci libere nel mondo dell'informazione, un serio professionista che svolge pienamente il ruolo di cane da guardia della democrazia. Le osservazioni e critiche di Marco, delle quali io stesso sono stato spesso oggetto, dovrebbero servire da monito per i politici. ([[Antonio Di Pietro]]) *Se [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dovesse morire, Travaglio resterebbe disoccupato. ([[Pier Ferdinando Casini]]) *Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te, questo siamo. Siamo un grande Paese! Siamo un grande paese con un diffamatore abituale. ([[Vittorio Sgarbi]]) *Su Marco Travaglio si sono dette e si dicono tante cose, ma penso sia una persona che si deve ascoltare. ([[Valentina Lodovini]]) *Travaglio è cattivo, è un genio del male, ma è in assoluto il giornalista più intelligente che abbia mai calcato la scena del giornalismo italiano. ([[Silvio Berlusconi]]) *Travaglio è cattivo, falsario, ma intelligente. ([[Renato Farina]]) *Travaglio è il capolavoro di Santoro, televisivamente inventato da lui come Sgarbi fu inventato da Maurizio Costanzo, come Lorella Cuccarini da Pippo Baudo. E ha funzionato benissimo finché Santoro lo ha diretto nel ruolo di attor giovane, gli ha permesso di leggere la sua pungente letterina senza contraddittorio, senza esporlo mai, senza risposte da dare e senza domande da fare, e infatti non ne fece neppure a Berlusconi quando finalmente se lo trovò davanti. Chiuso e dunque protetto nel recinto del monologo sprezzante, Travaglio era il momento militare, l'esibizione per sadici in panciolle del campione di batteria, un grande spettacolo di ferocia "il cui core business", gli disse Berlusconi, "sono io", non corrida ma rodeo, il combattimento del Selvaggio West ma sotto il tendone da circo. Ogni tanto il padre padrone Santoro gli muoveva qualche dolce rimprovero paterno, "buono, stai buono", che era anche il segnale del viatico dal padrino al figlioccio, dal professore all'allievo, dal vecchio al giovane, dall'uomo al cucciolo. ([[Francesco Merlo]]) *Travaglio è un caso clinico di manipolazione e falsificazione. ([[Adriano Sofri]]) *Travaglio è un monumento vivente alla libertà d'informazione. ([[Michele Santoro]]) *Travaglio è uno sporco fascista di destra. ([[Francesco Cossiga]]) *Travaglio mi fa ridere. Non per ciò che dice: per lo sguardo, per i silenzi. È il [[Massimo Troisi|Troisi]] del nord. ([[Gigi D'Alessio]]) *Travaglio non ha un cuore, ha uno schedario giudiziario. ([[Filippo Facci]]) *Travaglio se la prende coi giornalisti diffamatori, ma è un diffamatore anche lui. Travaglio dice che una prescrizione non equivale a un'assoluzione bensì a una condanna: quindi lui è stato condannato. Travaglio dice che un innocente che si reputasse tale dovrebbe rinunciare alla prescrizione: ma lui alla prescrizione non rinuncia. Travaglio è favorevole all'abolizione dell'Appello: ma poi ricorre in Appello. Travaglio ha scritto che le corti d'Appello sono solo degli «scontifici» che mantengono inalterato l'impianto accusatorio e che limano soltanto la pena: è proprio quello che è successo a lui. Un italiano vero. ([[Filippo Facci]]) *Travaglio si ciba della decadenza dell'Italia come un bambino del latte, e ce lo ricorda ogni giorno. ([[Umberto Contarello]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Marco Travaglio, ''Ad personam'', Chiarelettere, 2010. ISBN 9788861901049 *Marco Travaglio, ''Bananas. Un anno di cronache tragicomiche dallo stato semilibero di Berlusconia'', Garzanti, 2003. ISBN 8811600278 *Marco Travaglio, ''Berluscomiche. Bananas 2 la vendetta: le nuove avventure del Cavalier Bellachioma dal kapò al kappaò'', Garzanti, 2005. ISBN 881159765X *Marco Travaglio, ''La scomparsa dei fatti'', il Saggiatore, Milano 2006. ISBN 8842813958 *Elio Veltri, Marco Travaglio, ''L'odore dei soldi'', Editori Riuniti, 2001. ISBN 883595007-4 ==Voci correlate== *[[Il Fatto Quotidiano]] *[[Servizio pubblico (programma televisivo)]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Crediti|http://www.sabellifioretti.com|Sabellifioretti}} {{DEFAULTSORT:Travaglio, Marco}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] rroosl4eriim3hd86lk643cwwawwoiv Zinédine Zidane 0 21640 1422749 1415104 2026-08-06T18:01:48Z Danyele 19198 /* Citazioni su Zinédine Zidane */ +1 1422749 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Zidane Zizu.jpg|thumb|Zinédine Zidane]] '''Zinédine Yazid Zidane''' (1972 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore francese. ==Citazioni di Zinédine Zidane== {{cronologico}} *{{NDR|Nel 2004}} La creatina l'ho presa soltanto alla Juventus. Mai prima, in Francia, e mai dopo, al Real Madrid. Ne prendevo due o tre grammi durante la settimana, quando c'erano molti impegni. E anche durante l'intervallo, tra un tempo e l'altro della partita. Chi ci dava le bustine? A volte il dottor Agricola, a volte il dottor Tencone. Le flebo? Sì, le facevo alla vigilia del match nella camera d'albergo. Flebo di vitamine, così almeno mi dicevano i medici. Il Samyr? Sì, l'ho assunto spesso, prima e dopo la gara. Che cos'è? Vitamine, così almeno mi dicevano i medici. L'esafosfina? Sì, l'ho assunta. Il Neoton? Non ricordo bene, ma se nel '98 ho dichiarato di averlo preso, è sicuramente così. Iniezioni per endovena? Sì, le ho fatte, anche un'ora prima della partita. Chi stabiliva se e quando fare la flebo o l'iniezione? Il medico. Del resto, senza vitamine è impensabile giocare 70 partite all'anno...<ref>Dall'articolo di Giuseppe Toti, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/gennaio/27/Zidane_Alla_Juve_flebo_iniezioni_co_9_040127124.shtml Zidane: «Alla Juve flebo, iniezioni e creatina»]'', ''Corriere della Sera'', 27 gennaio 2004.</ref> *Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]].<ref>Dalla conferenza stampa in cui ha annunziato il ruo ritiro della attività calcistica; citato in ''[http://www.madridpress.com/noticia/46582/ Zidane: "Me voy porque no estoy a gusto con mi fútbol"]'', ''Madrid Press'', 25 aprile 2006.</ref> *La mentalità vincente l'ho imparata alla [[Juventus Football Club|Juve]]. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.<ref>Da un'intervista a ''Le Figaro''; citato in ''[http://qn.quotidiano.net/sport/2008/06/20/98426-mentalita_vincente.shtml Zinédine Zidane: "La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve"]'', ''quotidiano.net'', 20 giugno 2008.</ref> *Quando sei della Juve lo sei per sempre.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2011/03/23-115696/Zidane%3A+%C2%ABQuando+sei+della+Juve+lo+sei+per+sempre%C2%BB Zidane: «Quando sei della Juve lo sei per sempre»]'', ''tuttosport.com'', 23 marzo 2011.</ref> *Chiedergli {{NDR|a [[Marco Materazzi]]}} scusa? Preferisco morire, che chiedere perdono a un malvagio. Mi rimprovero quel gesto, però se gli chiedessi scusa ammetterei che lui ha fatto una cosa normale. In campo succedono tante cose, quella volta non l'ho sopportato. Non è una scusa. Ma mia madre era in ospedale. La gente non lo sapeva, ma era un brutto momento. Più di una volta hanno offeso mia madre, e non ho mai risposto. Quella volta, è successo. Se fosse stato Kaká, un ragazzo buono, gli avrei chiesto scusa. Ma a quello là...<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/02/Scuse_Materazzi_Preferisco_morire__co_9_100302082.shtml «Scuse a Materazzi? Preferisco morire»]'', ''Corriere della Sera'', 2 marzo 2010.</ref> *Senza esitazioni, [[Ronaldo]] è il miglior giocatore con cui abbia giocato. Aveva una tale facilità di controllo. Era il numero uno. Ogni volta che mi allenavo con lui, vedevo qualcosa di diverso, di nuovo, di bello. Ecco quello che differenzia un buon giocatore da un giocatore straordinario.<ref>Citato in ''[http://m.goal.com/s/it/news/7571/goal-hall-of-fame/2014/11/14/6124971/era-impossibile-da-fermare-le-dichiarazioni-su-ronaldo "Era impossibile da fermare": le dichiarazioni su Ronaldo]'', ''goal.com'', 14 novembre 2014.</ref> *Penso che [[Paul Pogba|Pogba]] sia un giocatore fantastico. Quello che mi piace di più è che sa fare tutto. È un giocatore completo, che sa anche segnare, perché non disdegna di spingersi in avanti. In termini di qualità calcistica, è straordinario.<ref>Dall'emittente francese RTL; citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/juventus/il-mercato-della-juve-live-witsel-in-pugno_1068649-201502a.shtml Il mercato della Juve live, agente Mandzukic: "Tutto può succedere"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 16 giugno 2015.</ref> *{{NDR|Nel 2016}} [[Francesco Totti|Totti]]? Fino ad oggi è stato uno spettacolo, posso solo dire chapeau. Chi ama il calcio vuole vedere Totti in campo.<ref>Dalla conferenza stampa prepartita di Roma – Real Madrid, andata degli ottavi di finale di UEFA Champions League, 16 febbraio 2016; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/173/champions-league/2016/02/16/20413182/real-madrid-lomaggio-di-zidane-a-totti-chi-ama-il-calcio-lo?utm_source=facebook.com&utm_medium=referral&utm_campaign=itfb Real Madrid, l'omaggio di Zidane a Totti: "Chi ama il calcio lo vuole in campo"]'', ''goal.com'', 16 febbraio 2016.</ref> *Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.<ref>Citato in Fabio Balaudo, ''[http://it.uefa.com/uefachampionsleague/news/newsid=2370568.html Zidane e la Juve tra passato e futuro]'', ''uefa.com'', 1º giugno 2016.</ref> *{{NDR|[[Karim Benzema]]}} Per me è il migliore attaccante francese della storia e quello che sta facendo lo dimostra. Non pensa solo al gol, ma alla fine è sempre decisivo.<ref name=champion>Citato in ''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/real-zidane-benzema-il-miglior-francese-della-storia_26657938-202002a.shtml Real, Zidane: "Benzema il miglior francese della storia". {{small|Intervenuto in conferenza stampa al termine di Real Madrid-Atletico}}]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 16 dicembre 2020.</ref> *{{NDR|Karim Benzema}} È un giocatore più completo ora di quanto non lo fosse prima. Non è un numero 9 puro, non pensa solo a segnare gol ed è quello che amo di lui.<ref name=champion /> *Juve!<br>Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref> ==Citazioni su Zinédine Zidane== [[File:Zinedine zidane 2005.jpg|thumb|Zidane nel 2005]] *Alcuni calciatori hanno costruito una fetta importante della storia contemporanea. I miracoli di uno come [[Roberto Baggio|Baggio]] non hanno niente da invidiare alle performance di [[Marlon Brando]]. E quelli di Zidane sono degni del miglior [[Rudol'f Nuriev|Nureyev]]. ([[Pietro Sermonti]]) *Anche a me venne il dubbio di aver preso il fratello quando lo rividi agli Europei. Mi fece una brutta impressione. Non era lui. L'Avvocato non risparmiò critiche e battute. Ma alla fine abbiamo avuto ragione noi. Zidane si è dimostrato un fuoriclasse planetario, un giocatore d'altri tempi. ([[Luciano Moggi]]) *Degli anni juventini ricordo tante cose: a cominciare da Zidane, in assoluto il giocatore più forte che io abbia mai allenato. Il rammarico, se così posso dire, è che raramente, in partita, Zidane riusciva a fare le cose mostruose mostrate in allenamento. ([[Carlo Ancelotti]]) *Era davvero un giocatore di un altro pianeta. Mi viene sempre in mente la rete pazzesca che seppe fare a Reggio Calabria contro la Reggina. Con una finta si liberò di tre difensori e quindi sparò un missile in porta. Dopo quel gol, ogni qual volta la palla si fermava durante la partita, io mi avvicinavo e gli ripetevo ''"Oh, ma come hai fatto? Ma ti rendi conto della rete che hai segnato?"''. Il problema è che la gente ha visto la metà della sua classe. ([[Alessio Tacchinardi]]) *Ho marcato Zinedine nella mia prima sfida contro la Juventus, era il 1997. Per infastidirlo le provai tutte: pestoni, scivolate. Lui non reagiva. Nella ripresa con un'entrata durissima mi colpì la caviglia. In quel momento capii che non dovevo farlo arrabbiare. ([[Giuliano Giannichedda]]) *Ho un ricordo sempre positivo, è stato un grandissimo campione. La sua timidezza era evidente ma a volte si trasformava in furbizia e allora faceva scherzi o anche battute. A livello tecnico penso sia stato il più forte trequartista in assoluto dell'ultima generazione. Era stimolante giocare con lui, ti dava sempre la palla giusta e ti dava una mano anche in fase di non possesso. Difficile pensare di vedere un nuovo Zidane, nessuno al momento si avvicina lui. Alla Juve ricordo che aveva iniziato non benissimo, poi si sbloccò facendo gol all'Inter. Da quel momento diventò devastante e la squadra ne beneficiò. Un giocatore di un altro pianeta. ([[Angelo Di Livio]]) *Io ho allenato il trequartista per definizione, Zidane. Quando tornava a togliere palloni a centrocampo con le cattive maniere, la squadra era come attraversata da una scossa. Se picchia Zidane, noi dobbiamo dare il doppio di energia. ([[Marcello Lippi]]) *Lì un giorno è nato un bambino il cui nome era Zayyid Aldyid Al-Yazid, "la bellezza della religione". Il bambino aveva proprio le caratteristiche del berbero era lungo, con la pelle bianca e gli occhi di ghiaccio. Aveva una coordinazione locomotoria straordinaria: con quella palla faceva quello che voleva, ci girava intorno, la pettinava, ''gli tiravi pietre e ti rimandava rose''. Ecco, quel bambino poi è diventato l'uomo che in una bellissima serata del luglio del 1998 ha condotto la Francia al suo primo titolo mondiale. [...] Ma il berbero dagli occhi di ghiaccio all'epoca ormai lo conosceva tutto il mondo col suo nome francese: Zinedine Zidane, detto "Zizou". (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'') *Mi ha fatto guardare ai fuoriclasse in modo diverso, un altro al posto suo non si sarebbe impegnato tanto o avrebbe preteso un trattamento privilegiato, lui invece no. ([[Edgar Davids]]) *Mi sarebbe piaciuto giocare con lui, tutti conosciamo le sue qualità. Di lui ammiravo la sua tecnica, come si muoveva in campo, come dribblava gli avversari, facendo le cose con grande semplicità e facendo sembrare tutto molto facile. Tutti hanno visto che giocatore è stato, ora sta dimostrando di essere bravo anche come allenatore. ([[Paulo Dybala]]) *Non abbiamo lo stesso stile. Tecnicamente, era superiore a me. Ma quello che mi piace è che quando lo guardi, hai l'impressione che si diverta sempre. ([[Eden Hazard]]) *Più bravo come uomo che come calciatore. Una volta all'aeroporto, tornati da Atene ed eliminati dalla Champions, dei balordi lo insultarono perché lui, squalificato, era stato inquadrato che sorrideva al telefono. Ci buttammo come un branco a difenderlo. ([[Mark Iuliano]]) *Tutte le volte che giocavamo contro la Francia dovevo marcare Zidane. La notte prima della partita non dormivo e pregavo perché accadesse qualcosa di magico. ([[Gennaro Gattuso]]) *Zidane è di un altro pianeta. Quando lui entrava in campo gli altri dieci giocatori miglioravano improvvisamente. Semplicemente così. ([[Zlatan Ibrahimović]]) *Zidane giocava su una nuvola, una nuvola dove nessuno poteva salire. ([[Marcello Lippi]]) ===[[Jorge Valdano]]=== *Che grande argomento Zinedine Zidane. Ci sono partite così noiose perché c'è poca velocità e altre che sono caotiche per eccesso di velocità. L'unico orologio che segna sempre l'ora giusta è quello di Zidane. Ha una visione panoramica amplissima, sa quando bisogna tenerla o darla, sa quando bisogna giocare corto o lungo, sa quando bisogna allargare per gli esterni o cercare la profondità. In un calcio nel quale la norma è lo scontro fisico, Zidane trova sempre la strada sgombra. *Zidane è buono da lontano e da vicino, ma di sicuro, per misurarne meglio l'intelligenza, conviene seguirlo quando la televisione non lo inquadra più. Lui cerca sempre la posizione che metta in difficoltà il marcatore, sorprendendolo alle spalle e scattando nel momento giusto per farsi vedere. Dargli il pallone è come metterlo in cassaforte. Se è di spalle, controlla e si gira con un solo movimento. Godiamocela, Zidane ha già il pallone tra i piedi. Lo nasconde con abilità, lo tocca con la punta del piede, lo calpesta, lo ritrae, lo mostra di nuovo... E lo difende col suo corpo, largo e possente, da falso lento. *Zinedine Zidane è un elefante (supera gli ottanta chili) col cervello di una ballerina. Il suo incedere è lento, ma le sue decisioni sono agili. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{interprogetto/notizia|Mondiali 2006: cosa ha detto Materazzi a Zidane?|data=11 luglio 2006}} {{interprogetto/notizia|Mondiali 2006: Zidane, "Materazzi ha offeso le mie donne"|data=12 luglio 2006}} {{interprogetto/notizia|La FIFA ha deciso: tre giornate a Zidane, due a Materazzi|data=20 luglio 2006}} {{DEFAULTSORT:Zidane, Zinedine}} [[Categoria:Allenatori di calcio francesi]] [[Categoria:Calciatori francesi]] [[Categoria:Dirigenti sportivi francesi]] 3psdxqtctznhr7irs2137tzftoeydju Ronaldo 0 22670 1422748 1406993 2026-08-06T18:01:10Z Danyele 19198 /* Citazioni su Ronaldo */ +1 1422748 wikitext text/x-wiki [[File:051119SMcC0014.jpg|miniatura|Ronaldo nel 2019]] '''Ronaldo Luís Nazário de Lima''', conosciuto come '''Ronaldo''' (1976 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore brasiliano. ==Citazioni di Ronaldo== {{cronologico}} *Il Ronaldo più forte e decisivo è stato quello del mondiale 2002.<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/aprile/08/Ronaldo_Tornero_Prima_nel_Flamengo_ga_10_080408043.shtml Ronaldo: "Tornerò prima nel Flamengo"]'', ''la Gazzetta dello Sport'', 8 aprile 2008.</ref> *Il presidente {{NDR|[[Massimo Moratti]]}} è una delle persone importanti della mia vita: sta bene, l'ho trovato in grande forma, si vede che vincere gli fa un bell'effetto.<ref name=elefante>Dall'intervista di Andrea Elefante, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Inter/23-03-2011/ronaldo-sceglie-inter-80591570380.shtml Ronaldo sceglie l'Inter "Derby e scudetto, attento Milan"]'', ''Gazzetta dello sport'', 23 marzo 2011.</ref> *{{NDR|Su [[Leonardo Nascimento de Araújo|Leonardo]]}} È una persona semplice, è molto intelligente e ha una carta vincente: è un fuoriclasse dei rapporti umani. Ci sa fare con le persone, dunque anche con i suoi giocatori: e le persone così alla fine vincono.<ref name=elefante/> *{{NDR|Tra [[Zlatan Ibrahimović]] e [[Samuel Eto'o]]}} D'istinto mi verrebbe da dire Zlatan Ibrahimovic, perché ha più fantasia, colpi più imprevedibili. Però non c'è nessuno che ha vinto come Eto'o, nessuno che sa vincere le partite che contano come Eto'o.<ref name=elefante/> *{{NDR|Su [[Thiago Silva]]}} È già fortissimo, per me può diventare il nuovo [[Paolo Maldini|Maldini]]: cioè anche uno in grado di fare la storia del Milan.<ref name=elefante/> *Mi mancano le sfide con la [[Juventus Football Club|Juventus]]. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi...<ref>Citato in ''[http://www.calcionews24.com/juventus-ronaldo-con-questo-stadio-gia-nel-futuro-313508.html Juventus, Ronaldo: «Con questo stadio già nel futuro»]'', ''Calcionews24.com'', 20 aprile 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Neymar]]}} Diventerà un grande giocatore e passerà alla storia come uno dei migliori del Brasile, ma anche del mondo. È sulla strada giusta: ha carisma, è concentrato su quello che deve fare ed è professionale.<ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/calcio_estero/liga/2013/12/25-345348/Ronaldo+boccia+Ronaldo%3A+«Pallone+d'Oro+a+Messi» Ronaldo boccia Ronaldo: «Pallone d'Oro a Messi»]'', ''Corrieredellosport.it'', 25 dicembre 2013.</ref> *[...] il meglio con cui abbia mai lavorato in vita mia: [[Mário Zagallo|Mário Jorge Lobo Zagallo]].<ref>Da un'intervista a Betfair; citato in ''[https://tribuna.com/it/news/acmilan-2023-02-26-lex-milan-ronaldo-rivela-il-suo-piu-grande-xi-di-sempre-presenti-4-leggende-rossonere/ L'ex Milan Ronaldo rivela il suo più grande XI di sempre - quante leggende rossonere!]'', ''tribuna.com'', 26 febbraio 2023.</ref> ==Citazioni su Ronaldo == [[Immagine:Ronaldo mural.jpg|thumb|Murale raffigurante Ronaldo a Berlino]] *Forse è il solo giocatore che, sfidandomi in più occasioni quand'ero al massimo della condizione, avrebbe potuto beffarmi. Io, da giovane, ero troppo rapido per chiunque. Anche per i [[Gabriel Batistuta|Batistuta]], gli [[Filippo Inzaghi|Inzaghi]], i [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] di oggi. Ma Ronaldo ha veramente un altro passo. ([[Pietro Vierchowod]]) *A diciassette anni Ronaldo, che prende soltanto il nome della madre e quindi di Nazário da Lima e di secondo fa Luís, era la macchina più perfetta mai vista su un campo di calcio. Una struttura muscolare incredibile, la capacità di accelerare fino ai venti, ventidue all'ora senza problemi. Totalmente ambidestro, con una capacità indimenticabile di curare il particolare alla massima velocità. Non è ''guidare'' una Lamborghini Murcielago, è ''essere'' una Lamborghini Murcielago. (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'') *Capocannoniere, eguagliato Pelé, campione del mondo, eroe della partita, di nuovo sul trono. Ora può piangere come un ragazzino. Questo è il Mondiale di Nazario de Lima Ronaldo Luis e resterà nella storia per la più bella favola mai raccontata dal calcio. ([[Giorgio Tosatti]]) *Come Garrincha nel 1962 e [[Diego Armando Maradona|Maradona]] nel 1986 Ronaldo ha il diritto di alzare al cielo la Coppa del Mondo più di ogni altro. Capocannoniere, decisivo in semifinale, più che decisivo in finale e per il Brasile è stato il quinto titolo. ([[Franco Rossi]]) *Credo che Ronaldo pensasse che non aveva bisogno di lavorare duro come noi in allenamento. Che poteva fare in due giorni quello che gli altri facevano in 10. E di solito aveva ragione. ([[Emerson Ferreira da Rosa]]) *È difficile far giocar bene una squadra. Se hai Ronaldo è inutile. ([[Franco Rossi]]) *È il miglior attaccante che abbia mai visto, nessuno ha mai avuto la sua velocità d'esecuzione. Ronaldo è il mio eroe, mi sono sempre piaciuti Zidane, Ronaldinho e Rivaldo ma Ronaldo è il migliore di tutti. ([[Lionel Messi]]) *Il Fenomeno. Per me il miglior centravanti del mondo, anche fuori dal mondo. [...] Correva più forte lui con il pallone che il difensore senza. ([[Christian Vieri]]) *Il giocatore più determinante degli ultimi venticinque anni, come Messi oggi. Era un talento clamoroso. La differenza tra lui e me era che, pur essendo anche lui su di peso, la stessa domenica io facevo una partita allucinante e lui faceva due gol. Era chiamato il ''fenomeno''. Ci sarà stato un motivo. ([[Antonio Cassano]]) *{{NDR|Sul miglior compagno di squadra avuto in carriera}} Indubbiamente Ronaldo; quello che lo rendeva differente dagli altri era la sua pazzesca forza fisica. È stato indubbiamente il miglior giocatore col quale abbia giocato. ([[Luís Figo]]) *Io lo dico sempre: per me Ronaldo non era umano. Ho incontrato altri calciatori forti come Zidane, Samuel, Nesta, Maldini. Ma Ronaldo non era umano. Faceva cose che non sembravano vere. Aveva una velocità e un controllo di palla che non appartenevano a questo mondo. ([[Dario Hübner]]) *La prima volta che vidi giocare Ronaldo, passai tutta la partita a criticarlo invano. Si stringeva nelle spalle per decollare e si lanciava nell'avventura solitaria di fronteggiare i difensori. Ogni volta che toccava il pallone lo allontanava parecchio, troppo, dai suoi piedi, e io, che come ogni spettatore giocavo la mia partita per interposta persona, puntualmente mi lamentavo: «Porca miseria, se l'è allungata troppo». Sembrava che finisse fuori, e invece la raggiungeva; sembrava che fosse in vantaggio il difensore, invece arrivava prima lui; sembrava che fosse del portiere, invece era gol. Il problema è che io misuravo la sua velocità in termini umani e Ronaldo è un portento fisico che fa saltare tutte le previsioni di tempo e distanza. ([[Jorge Valdano]]) *Per la mia generazione è stato quello che Maradona o Pelè erano per le precedenti. Era immarcabile. Al primo controllo ti superava, al secondo ti bruciava, al terzo ti umiliava. Sembrava un extraterrestre. ([[Fabio Cannavaro]]) *Per me è stato un esempio di quello che è il calcio. Tutto quello che faceva era davvero straordinario: come dribblava, come correva, come segnava. Era un vero e proprio "Fenomeno". Quello che ha fatto lui, penso che nessun altro sarà mai in grado di farlo, perché lui era naturale, non era "costruito". Ronaldo non si è fatto, è nato per questo e si tratta di qualcosa per il quale non ti può allenare. Come Ronaldo non ci si diventa, ci si nasce. È davvero unico. ([[Zlatan Ibrahimović]]) *Personalmente è stata una meraviglia potermi confrontare con lui in quell'anno in cui eravamo entrambi al top dal punto di vista fisico e mentale. Ronaldo fu motivo di grande stimolo, competitività, allegria. Ogni domenica per me era una sfida virtuale con lui a chi segnava di più, a chi dribblava di più, a chi faceva più assist, a chi lasciava maggiormente a bocca aperta la gente. ([[Alessandro Del Piero]]) *Poteva fare quello che voleva col pallone. Se decideva di segnare, allora segnava. Aveva forza, tecnica e capacità di giocare ovunque, su ogni campo, contro qualunque avversario. Era una spanna sopra tutti gli altri. ([[Sandro Mazzola]]) *Ricordo che con Ronaldo facevamo le cinque o le sei del mattino. Io il giorno dopo però mi allenavo lo stesso, mentre lui dormiva sul lettino dopo aver mangiato cappuccino e brioche. La sera seguente poi era di nuovo sotto casa mia e si attaccava al clacson fin quando non mi vedeva uscire. ([[Christian Vieri]]) *Ronaldo è stato secondo me il giocatore più forte con cui abbia mai giocato e che abbia marcato, ho avuto il piacere di seguirlo non solo la domenica ma anche in allenamento. Prendeva palla e puntava la porta scartando tutti, era una gioia vederlo, anche perché abbinava velocità e tecnica in una maniera che solo lui conosceva. Poi noi non gli facevamo fallo durante l'allenamento: si pensava sempre di prendere la palla e invece si beccava la caviglia o il ginocchio, quindi meglio averlo a disposizione la domenica per godere dei suoi numeri. ([[Mauro Milanese]]) *Ronaldo era il fenomeno del calcio mondiale, non ho mai visto nessuno forte come lui. Fisicamente era disumano, ma in allenamento non s'impegnava, andava a due all'ora. [[Luigi Simoni|Simoni]] glielo diceva senza però ottenere molto. ([[Gianluca Pagliuca]]) *Ronaldo era un marziano, impossibile da fermare. ([[Giuliano Giannichedda]]) *Se Ronaldo si gira e scappa, non ti resta che sparargli. ([[Daniele Adani]]) *Secondo me resta il più grande di sempre, il miglior attaccante che abbia mai visto. Meglio anche di [[Marco van Basten|van Basten]], un giocatore veramente impossibile da marcare. Ne parlavo con un grande come [[Paolo Maldini|Maldini]], Ronaldo ci ha fatto fare una serie incredibile di "figure da cioccolatai". Vi assicuro che noi abbiamo marcato gente come [[Diego Armando Maradona|Maradona]], ma lui era assurdo. Lo marcavi stretto e lui ti chiamava la profondità, coprivi lo spazio per non dare la profondità e lui ti puntava in uno contro uno, era ossessionante. ([[Alessandro Costacurta]]) *Senza esitazioni, Ronaldo è il miglior giocatore con cui abbia giocato. Aveva una tale facilità di controllo. Era il numero uno. Ogni volta che mi allenavo con lui, vedevo qualcosa di diverso, di nuovo, di bello. Ecco quello che differenzia un buon giocatore da un giocatore straordinario. ([[Zinedine Zidane]]) *Si presentò a Madrid che era 96 kg, gli ho chiesto di arrivare a 88-90. Non c'è stato niente da fare. Era un grandissimo giocatore, ma un leader negativo per il gruppo. Lo cedemmo a gennaio e l'ambiente in squadra cambiò completamente: riusciamo a recuperare nove punti al Barcellona, anche se l'impatto mediatico fu enorme. ([[Fabio Capello]]) *Uno dei migliori giocatori che io abbia mai visto. Non ho mai visto nessuno in possesso di movimenti migliori. Mi sarebbe piaciuto giocare con lui: gli avrei fatto segnare 2000 goal, passandogli la palla in ogni occasione utile. ([[Zico]]) *Vidi passare Ronaldo a un metro da me. Le generazioni di oggi non sanno cosa si sono perse. Dici Ronaldo e pensano a [[Cristiano Ronaldo|Cristiano]]. Non sanno che cosa è stato Ronaldo quello vero. ([[Sébastien Frey]]) ===[[Giuseppe Prisco]]=== *Chiedo scusa ai miei genitori, ma in mezzo alla foto di loro due io porto sempre quella di Ronaldo. *In tanti aspetti, a cominciare dal modo unico in cui sa segnare, Ronaldo mi ricorda [[Giuseppe Meazza|Meazza]], il quale commise solo un errore: accettare il trasferimento al Milan. Sono sicuro che Ronaldo mai potrebbe essere indotto in una simile tentazione. Uno grande come lui può indossare una sola maglia: quella nerazzurra. *La formazione ideale di tutti i tempi: [[Walter Zenga|Zenga]], Burgnich, [[Giacinto Facchetti|Facchetti]], Guarneri, Picchi, Bedin, Frione, [[Lothar Matthaus|Matthaeus]], [[Sandro Mazzola|Mazzola]], [[Luis Suárez (calciatore 1935)|Suarez]] e [[Mario Corso|Corso]]. Non ho incluso [[Giuseppe Meazza|Meazza]], il più grande di tutti, e Ronaldo perché li considero fuori concorso. Una gioia per gli occhi. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Calciatori brasiliani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi brasiliani]] twd6k1ksk1og5je8ocj4ixwi518jut3 1422750 1422748 2026-08-06T18:02:38Z Danyele 19198 /* Giuseppe Prisco */ +ndr 1422750 wikitext text/x-wiki [[File:051119SMcC0014.jpg|miniatura|Ronaldo nel 2019]] '''Ronaldo Luís Nazário de Lima''', conosciuto come '''Ronaldo''' (1976 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore brasiliano. ==Citazioni di Ronaldo== {{cronologico}} *Il Ronaldo più forte e decisivo è stato quello del mondiale 2002.<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/aprile/08/Ronaldo_Tornero_Prima_nel_Flamengo_ga_10_080408043.shtml Ronaldo: "Tornerò prima nel Flamengo"]'', ''la Gazzetta dello Sport'', 8 aprile 2008.</ref> *Il presidente {{NDR|[[Massimo Moratti]]}} è una delle persone importanti della mia vita: sta bene, l'ho trovato in grande forma, si vede che vincere gli fa un bell'effetto.<ref name=elefante>Dall'intervista di Andrea Elefante, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Inter/23-03-2011/ronaldo-sceglie-inter-80591570380.shtml Ronaldo sceglie l'Inter "Derby e scudetto, attento Milan"]'', ''Gazzetta dello sport'', 23 marzo 2011.</ref> *{{NDR|Su [[Leonardo Nascimento de Araújo|Leonardo]]}} È una persona semplice, è molto intelligente e ha una carta vincente: è un fuoriclasse dei rapporti umani. Ci sa fare con le persone, dunque anche con i suoi giocatori: e le persone così alla fine vincono.<ref name=elefante/> *{{NDR|Tra [[Zlatan Ibrahimović]] e [[Samuel Eto'o]]}} D'istinto mi verrebbe da dire Zlatan Ibrahimovic, perché ha più fantasia, colpi più imprevedibili. Però non c'è nessuno che ha vinto come Eto'o, nessuno che sa vincere le partite che contano come Eto'o.<ref name=elefante/> *{{NDR|Su [[Thiago Silva]]}} È già fortissimo, per me può diventare il nuovo [[Paolo Maldini|Maldini]]: cioè anche uno in grado di fare la storia del Milan.<ref name=elefante/> *Mi mancano le sfide con la [[Juventus Football Club|Juventus]]. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi...<ref>Citato in ''[http://www.calcionews24.com/juventus-ronaldo-con-questo-stadio-gia-nel-futuro-313508.html Juventus, Ronaldo: «Con questo stadio già nel futuro»]'', ''Calcionews24.com'', 20 aprile 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Neymar]]}} Diventerà un grande giocatore e passerà alla storia come uno dei migliori del Brasile, ma anche del mondo. È sulla strada giusta: ha carisma, è concentrato su quello che deve fare ed è professionale.<ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/calcio_estero/liga/2013/12/25-345348/Ronaldo+boccia+Ronaldo%3A+«Pallone+d'Oro+a+Messi» Ronaldo boccia Ronaldo: «Pallone d'Oro a Messi»]'', ''Corrieredellosport.it'', 25 dicembre 2013.</ref> *[...] il meglio con cui abbia mai lavorato in vita mia: [[Mário Zagallo|Mário Jorge Lobo Zagallo]].<ref>Da un'intervista a Betfair; citato in ''[https://tribuna.com/it/news/acmilan-2023-02-26-lex-milan-ronaldo-rivela-il-suo-piu-grande-xi-di-sempre-presenti-4-leggende-rossonere/ L'ex Milan Ronaldo rivela il suo più grande XI di sempre - quante leggende rossonere!]'', ''tribuna.com'', 26 febbraio 2023.</ref> ==Citazioni su Ronaldo == [[Immagine:Ronaldo mural.jpg|thumb|Murale raffigurante Ronaldo a Berlino]] *Forse è il solo giocatore che, sfidandomi in più occasioni quand'ero al massimo della condizione, avrebbe potuto beffarmi. Io, da giovane, ero troppo rapido per chiunque. Anche per i [[Gabriel Batistuta|Batistuta]], gli [[Filippo Inzaghi|Inzaghi]], i [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] di oggi. Ma Ronaldo ha veramente un altro passo. ([[Pietro Vierchowod]]) *A diciassette anni Ronaldo, che prende soltanto il nome della madre e quindi di Nazário da Lima e di secondo fa Luís, era la macchina più perfetta mai vista su un campo di calcio. Una struttura muscolare incredibile, la capacità di accelerare fino ai venti, ventidue all'ora senza problemi. Totalmente ambidestro, con una capacità indimenticabile di curare il particolare alla massima velocità. Non è ''guidare'' una Lamborghini Murcielago, è ''essere'' una Lamborghini Murcielago. (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'') *Capocannoniere, eguagliato Pelé, campione del mondo, eroe della partita, di nuovo sul trono. Ora può piangere come un ragazzino. Questo è il Mondiale di Nazario de Lima Ronaldo Luis e resterà nella storia per la più bella favola mai raccontata dal calcio. ([[Giorgio Tosatti]]) *Come Garrincha nel 1962 e [[Diego Armando Maradona|Maradona]] nel 1986 Ronaldo ha il diritto di alzare al cielo la Coppa del Mondo più di ogni altro. Capocannoniere, decisivo in semifinale, più che decisivo in finale e per il Brasile è stato il quinto titolo. ([[Franco Rossi]]) *Credo che Ronaldo pensasse che non aveva bisogno di lavorare duro come noi in allenamento. Che poteva fare in due giorni quello che gli altri facevano in 10. E di solito aveva ragione. ([[Emerson Ferreira da Rosa]]) *È difficile far giocar bene una squadra. Se hai Ronaldo è inutile. ([[Franco Rossi]]) *È il miglior attaccante che abbia mai visto, nessuno ha mai avuto la sua velocità d'esecuzione. Ronaldo è il mio eroe, mi sono sempre piaciuti Zidane, Ronaldinho e Rivaldo ma Ronaldo è il migliore di tutti. ([[Lionel Messi]]) *Il Fenomeno. Per me il miglior centravanti del mondo, anche fuori dal mondo. [...] Correva più forte lui con il pallone che il difensore senza. ([[Christian Vieri]]) *Il giocatore più determinante degli ultimi venticinque anni, come Messi oggi. Era un talento clamoroso. La differenza tra lui e me era che, pur essendo anche lui su di peso, la stessa domenica io facevo una partita allucinante e lui faceva due gol. Era chiamato il ''fenomeno''. Ci sarà stato un motivo. ([[Antonio Cassano]]) *{{NDR|Sul miglior compagno di squadra avuto in carriera}} Indubbiamente Ronaldo; quello che lo rendeva differente dagli altri era la sua pazzesca forza fisica. È stato indubbiamente il miglior giocatore col quale abbia giocato. ([[Luís Figo]]) *Io lo dico sempre: per me Ronaldo non era umano. Ho incontrato altri calciatori forti come Zidane, Samuel, Nesta, Maldini. Ma Ronaldo non era umano. Faceva cose che non sembravano vere. Aveva una velocità e un controllo di palla che non appartenevano a questo mondo. ([[Dario Hübner]]) *La prima volta che vidi giocare Ronaldo, passai tutta la partita a criticarlo invano. Si stringeva nelle spalle per decollare e si lanciava nell'avventura solitaria di fronteggiare i difensori. Ogni volta che toccava il pallone lo allontanava parecchio, troppo, dai suoi piedi, e io, che come ogni spettatore giocavo la mia partita per interposta persona, puntualmente mi lamentavo: «Porca miseria, se l'è allungata troppo». Sembrava che finisse fuori, e invece la raggiungeva; sembrava che fosse in vantaggio il difensore, invece arrivava prima lui; sembrava che fosse del portiere, invece era gol. Il problema è che io misuravo la sua velocità in termini umani e Ronaldo è un portento fisico che fa saltare tutte le previsioni di tempo e distanza. ([[Jorge Valdano]]) *Per la mia generazione è stato quello che Maradona o Pelè erano per le precedenti. Era immarcabile. Al primo controllo ti superava, al secondo ti bruciava, al terzo ti umiliava. Sembrava un extraterrestre. ([[Fabio Cannavaro]]) *Per me è stato un esempio di quello che è il calcio. Tutto quello che faceva era davvero straordinario: come dribblava, come correva, come segnava. Era un vero e proprio "Fenomeno". Quello che ha fatto lui, penso che nessun altro sarà mai in grado di farlo, perché lui era naturale, non era "costruito". Ronaldo non si è fatto, è nato per questo e si tratta di qualcosa per il quale non ti può allenare. Come Ronaldo non ci si diventa, ci si nasce. È davvero unico. ([[Zlatan Ibrahimović]]) *Personalmente è stata una meraviglia potermi confrontare con lui in quell'anno in cui eravamo entrambi al top dal punto di vista fisico e mentale. Ronaldo fu motivo di grande stimolo, competitività, allegria. Ogni domenica per me era una sfida virtuale con lui a chi segnava di più, a chi dribblava di più, a chi faceva più assist, a chi lasciava maggiormente a bocca aperta la gente. ([[Alessandro Del Piero]]) *Poteva fare quello che voleva col pallone. Se decideva di segnare, allora segnava. Aveva forza, tecnica e capacità di giocare ovunque, su ogni campo, contro qualunque avversario. Era una spanna sopra tutti gli altri. ([[Sandro Mazzola]]) *Ricordo che con Ronaldo facevamo le cinque o le sei del mattino. Io il giorno dopo però mi allenavo lo stesso, mentre lui dormiva sul lettino dopo aver mangiato cappuccino e brioche. La sera seguente poi era di nuovo sotto casa mia e si attaccava al clacson fin quando non mi vedeva uscire. ([[Christian Vieri]]) *Ronaldo è stato secondo me il giocatore più forte con cui abbia mai giocato e che abbia marcato, ho avuto il piacere di seguirlo non solo la domenica ma anche in allenamento. Prendeva palla e puntava la porta scartando tutti, era una gioia vederlo, anche perché abbinava velocità e tecnica in una maniera che solo lui conosceva. Poi noi non gli facevamo fallo durante l'allenamento: si pensava sempre di prendere la palla e invece si beccava la caviglia o il ginocchio, quindi meglio averlo a disposizione la domenica per godere dei suoi numeri. ([[Mauro Milanese]]) *Ronaldo era il fenomeno del calcio mondiale, non ho mai visto nessuno forte come lui. Fisicamente era disumano, ma in allenamento non s'impegnava, andava a due all'ora. [[Luigi Simoni|Simoni]] glielo diceva senza però ottenere molto. ([[Gianluca Pagliuca]]) *Ronaldo era un marziano, impossibile da fermare. ([[Giuliano Giannichedda]]) *Se Ronaldo si gira e scappa, non ti resta che sparargli. ([[Daniele Adani]]) *Secondo me resta il più grande di sempre, il miglior attaccante che abbia mai visto. Meglio anche di [[Marco van Basten|van Basten]], un giocatore veramente impossibile da marcare. Ne parlavo con un grande come [[Paolo Maldini|Maldini]], Ronaldo ci ha fatto fare una serie incredibile di "figure da cioccolatai". Vi assicuro che noi abbiamo marcato gente come [[Diego Armando Maradona|Maradona]], ma lui era assurdo. Lo marcavi stretto e lui ti chiamava la profondità, coprivi lo spazio per non dare la profondità e lui ti puntava in uno contro uno, era ossessionante. ([[Alessandro Costacurta]]) *Senza esitazioni, Ronaldo è il miglior giocatore con cui abbia giocato. Aveva una tale facilità di controllo. Era il numero uno. Ogni volta che mi allenavo con lui, vedevo qualcosa di diverso, di nuovo, di bello. Ecco quello che differenzia un buon giocatore da un giocatore straordinario. ([[Zinedine Zidane]]) *Si presentò a Madrid che era 96 kg, gli ho chiesto di arrivare a 88-90. Non c'è stato niente da fare. Era un grandissimo giocatore, ma un leader negativo per il gruppo. Lo cedemmo a gennaio e l'ambiente in squadra cambiò completamente: riusciamo a recuperare nove punti al Barcellona, anche se l'impatto mediatico fu enorme. ([[Fabio Capello]]) *Uno dei migliori giocatori che io abbia mai visto. Non ho mai visto nessuno in possesso di movimenti migliori. Mi sarebbe piaciuto giocare con lui: gli avrei fatto segnare 2000 goal, passandogli la palla in ogni occasione utile. ([[Zico]]) *Vidi passare Ronaldo a un metro da me. Le generazioni di oggi non sanno cosa si sono perse. Dici Ronaldo e pensano a [[Cristiano Ronaldo|Cristiano]]. Non sanno che cosa è stato Ronaldo quello vero. ([[Sébastien Frey]]) ===[[Giuseppe Prisco]]=== *Chiedo scusa ai miei genitori, ma in mezzo alla foto di loro due io porto sempre quella di Ronaldo. *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} In tanti aspetti, a cominciare dal modo unico in cui sa segnare, Ronaldo mi ricorda [[Giuseppe Meazza|Meazza]], il quale commise solo un errore: accettare il trasferimento al Milan. Sono sicuro che Ronaldo mai potrebbe essere indotto in una simile tentazione. Uno grande come lui può indossare una sola maglia: quella nerazzurra. *La formazione ideale di tutti i tempi: [[Walter Zenga|Zenga]], Burgnich, [[Giacinto Facchetti|Facchetti]], Guarneri, Picchi, Bedin, Frione, [[Lothar Matthaus|Matthaeus]], [[Sandro Mazzola|Mazzola]], [[Luis Suárez (calciatore 1935)|Suarez]] e [[Mario Corso|Corso]]. Non ho incluso [[Giuseppe Meazza|Meazza]], il più grande di tutti, e Ronaldo perché li considero fuori concorso. Una gioia per gli occhi. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Calciatori brasiliani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi brasiliani]] h68t8f9vsxu3qq1ox9e7goe91w2y3y2 Paul C. Roud 0 22713 1422766 771768 2026-08-06T22:22:53Z ~2026-43488-35 107983 1422766 wikitext text/x-wiki '''Paul C. Roud''' (–), scrittore statunitense. *[[Compassione]] e [[pietà]] sono assai differenti. Mentre la compassione riflette l'anelito del cuore a immedesimarsi e soffrire con l'alito, la pietà è una serie controllata di pensieri intesi ad assicurarci il distacco da chi soffre. :''Compassion and pity are very different. Whereas compassion reflects the yearning of the heart to marge and take on some of the suffering, the pity is a controlled set of thoughts designed to assure separateness.'' (da ''Making Miracles''; citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', settembre 1997) *La compassione è la risposta spontanea dell'amore; la pietà l'involontario riflesso della paura. :''Compassion is the spontaneous reflex of love; pity, the involuntary reflex of fear.'' (da ''Making Miracles''; citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', settembre 1997) {{stub}} {{DEFAULTSORT:Roud, Paul C.}} [[Categoria:Scrittori statunitensi]] hvl6nyeirjxobj8rxccvvrbcv8iq00l 1422773 1422766 2026-08-06T22:30:41Z Morkoz 107625 Reverted 1 edit by [[Special:Contributions/~2026-43488-35|~2026-43488-35]] ([[User talk:~2026-43488-35|talk]]) (TwinkleGlobal) 1422773 wikitext text/x-wiki '''Paul C. Roud''' (–), scrittore statunitense. *[[Compassione]] e [[pietà]] sono assai differenti. Mentre la compassione riflette l'anelito del cuore a immedesimarsi e soffrire con l'altro, la pietà è una serie controllata di pensieri intesi ad assicurarci il distacco da chi soffre. :''Compassion and pity are very different. Whereas compassion reflects the yearning of the heart to marge and take on some of the suffering, the pity is a controlled set of thoughts designed to assure separateness.'' (da ''Making Miracles''; citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', settembre 1997) *La compassione è la risposta spontanea dell'amore; la pietà l'involontario riflesso della paura. :''Compassion is the spontaneous reflex of love; pity, the involuntary reflex of fear.'' (da ''Making Miracles''; citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', settembre 1997) {{stub}} {{DEFAULTSORT:Roud, Paul C.}} [[Categoria:Scrittori statunitensi]] gm4ppyx773ijschu0wisxljpfjxb5zb Vent'anni dopo 0 26445 1422752 1385009 2026-08-06T21:06:07Z Udiki 86035 +wl 1422752 wikitext text/x-wiki {{torna a|Alexandre Dumas padre}} [[File:Vingt ans après par Alexandre Dumas - La Petite Presse.jpg|thumb|right|Illustrazione del romanzo nel periodico francese ''La Petite Presse'' (1879)]] '''''Vent'anni dopo''''' (''Vingt Ans après''), romanzo di [[Alexandre Dumas padre|Alexandre Dumas]] del 1845. ==[[Incipit]]== ===Albertina Palau (1996)=== In una stanza del Palazzo del Cardinale a noi già noto, presso un tavolino ad angoli d'argento dorato e ingombro di fogli e libri, sedeva un uomo con la testa nascosta tra le mani.<br/>Dietro a lui era un vasto caminetto fiammeggiante, i cui tizzoni accesi si sfacevano sopra alari dorati. La luce del fuoco si rifletteva sul dorso del magnifico vestito di quell'uomo pensieroso, che la luce di un candelabro illuminava dinanzi. <!-- p. 3 --> ===Albertina Palau (2001)=== In una delle stanze del Palazzo del Cardinale, che noi già conosciamo, vicini ad una tavola con gli angoli d'argento dorato, piena di carte e di libri, era seduto un uomo con la testa appoggiata sulle mani. Proprio dietro di lui era un vasto camino, rosso dal fuoco ed i cui tizzoni cadevano sopra larghi alari dorati. La luce di quel focolare schiariva di dietro le magnifiche vesti di quel meditabondo, illuminato davanti ad un candelabro carico di lumi. ==Citazioni== *Avvicinandosi al posto militare della barriera dei Sergenti, la sentinella gridò: «Chi va là?». D'Artagnan rispose, e domandata al cardinale la parola d'ordine, si inoltrò. La [[Parole d'ordine dai libri|parola d'ordine]] era ''Luigi e Rocroy''. (cap. II; 1996, pp. 13-14) *Ieri e oggi tutto era alla moda della Fronda: pani, cappelli, guanti, manicotti, ventagli... E poi, [[Canzoni dai libri|ascoltate]]...<br/>«Un vento di Fronda<br/>S'è alzato al mattino.<br/>Io credo che soffi<br/>contro il Mazarino.<br/>Un vento di Fronda<br/>S'è alzato al mattino.» (Guitaut: cap. II; 1996, p. 13-14) *E che disgrazia volevate che mi accadesse? Come dice un verso latino, che non mi rammento più o piuttosto che non seppi mai bene, "il fulmine non batte nelle valli", e io sono una valle, Rochefort mio, e delle più basse che ci siano. (d'Artagnan: cap. III; 1996, p. 25) *«Orbene, eminenza, nella mia prigione si legge un [[Proverbi dai libri|proverbio]] scritto sul muro con la punta di un chiodo.»<br/>«Che proverbio è?» domandò Mazarino.<br/>«Eccolo, eminenza: "Tal padrone"...»<br/>«Lo conosco: "... tal servo".»<br/>«No, "... tal servitore": è un piccolo cambiamento che la gente devota di cui parlavo poc'anzi vi ha introdotto per sua particolare soddisfazione.»<br/>«E che significa questo proverbio?»<br/>«Significa che il signor di Richelieu seppe trovare servitori zelanti e a dozzine.» (cap. III; 1996, pp. 31-32) *«Oh» borbottò fra i denti, «è vero il [[Proverbi dai libri|proverbio]] che la fortuna vien dormendo?» (d'Artagnan: cap. V; 1996, p. 48) *Si crede con facilità ciò che si brama; e nell'esercito, dai generali di divisione, che bramano la morte del generale in capo, sino ai soldati, che bramano quella dei caporali, tutti desiderano la morte di qualcuno. (cap. VI; 1996, p. 56) *[...] quando si va di passo, a cavallo, in una giornata d'inverno, con un tempo grigio in mezzo a una campagna non variata, non c'è da far nulla di meglio di ciò che fa, come dice La Fontaine, una lepre nella sua tana: pensare. (cap. IX; 1996, p. 79) *E domandava fra sé perché nel mondo vi sono persone che giungono a tutto quello che bramano, sia nell'ambizione, sia nell'amore, mentre altre, sia caso, o contrarietà della sorte, o impedimento posto in loro dalla natura, rimangono a mezza strada in tutte le loro speranze. (cap. IX; 1996, p. 80) *E Aramis [[Canzoni dai libri|riprese]] nel tono più cavalleresco:<br/>«Dimmi, caro Laboissière,<br/>Se vestita come sono,<br/>Non sto bene? Oh, non canzono!<br/>Cavalcate, in fede mia,<br/>Con perfetta leggiadria,<br/>Meglio assai di tutti quanti<br/>Siamo qui. Fra le alabarde<br/>Delle guardie nelle squadre,<br/>Alla guisa d'un cadetto<br/>Ella appare nell'aspetto.» (cap. X; 1996, pp. 89-90) *[...] poi ho preso per cuoco l'ex cuciniere di Lafollone, ve ne ricordate?, l'antico amico del cardinale, quel ghiottone famoso, che dopo pranzo [[Preghiere dai libri|pregava]], dicendo: "Dio mio, concedetemi la grazia di ben digerire quel che ho mangiato così bene!" (Aramis: cap. X; 1996, p. 92) *Venite, se non sempre si può mangiare, si può sempre bere; è una delle [[Proverbi dai libri|massime]] del povero Athos: ne ho riconosciuto la solidità da quando mi annoio. (Porthos: cap. XIV; 1996, p. 124) *Da Villers-Cotterêts egli [[Lettere dai libri|scrisse]] al cardinale:<br/>Eminenza, ne ho di già uno da offrirvi e quello vale per venti uomini. Io parto per Blois, perché il conte di La Fère abita nel castello di Bragelonne nelle vicinanze di quella città. (cap. XIV; 1996, p. 128) *Nulla c'è che sia contagioso più di una gran [[convinzione]]; influisce persino sugli increduli [...] (cap. XVIII; 1996, p. 160) *[...] non è esistere, il vivere in [[prigione]]! (cap. XVIII; 1996, pp. 160-161) *Infatti il signor di Beaufort non aveva ricevuto dal cielo il dono di buttar giù versi, e anche in prosa si esprimeva difficilmente. Per cui Blot, canzoniere dell'epoca, [[Poesie dai libri|diceva]] di lui:<br/>"Se combatte, brilla e tuona,<br/>È un prodigio di valor;<br/>Se per caso egli ragiona,<br/>È un meschino parlator." (cap. XIX; 1996, p. 165) *Il signor di Beaufort fece innalzare una tomba con il seguente [[Epitaffi dai libri|epitaffio]]:<br/>Qui giace Pistache, uno dei cani più intelligenti che mai siano esistiti. (cap. XIX; 1996, p. 171) *[...] un'[[usanza]] di dodici o quindici anni diventa una seconda natura. (cap. XIX; 1996, p. 175) *«Gli [[Regole dai libri|ordini]]?» chiese Grimaud.<br/>«Eccoli. Non lasciar mai solo il prigioniero, levargli qualunque arnese pungente o tagliente, impedirgli di far cenno alla gente di fuori o di parlar troppo con i suoi guardiani.» (cap. XX; 1996, p. 176) *[...] in [[Prigione|carcere]] non ci sono sentimenti intermedi; uomini e cose, tutto vi è amico o nemico: si ama o si odia qualche volta con ragione, ma anche per istinto. (cap. XX; 1996, p. 178) *[...] il [[sonno]] è una divinità assai capricciosa, e proprio quando uno la invoca, si fa aspettare. (cap. XXI; 1996, p. 194) *Aveva fatto dei [[Sogni dai libri|sogni]] stravaganti: gli erano cresciute le ali allora, naturalmente, aveva tentato d'involarsi; sul principio le ali lo sostenevano benone, ma arrivato a una certa altezza, quel singolare appoggio gli era mancato tutto a un tratto; le ali si erano rotte e gli era sembrato di ruzzolare in abissi senza fondo. E si era destato con la fronte bagnata di sudore e tutto dolorante come se avesse fatto realmente una caduta aerea. (cap. XXI; 1996, p. 194) *Allora si era riaddormentato per andar nuovamente errando in un dedalo di [[Sogni dai libri|sogni]] uno più stolto dell'altro. Appena aveva chiuso gli occhi, la sua mente, intenta a una sola meta, ricominciava a tentare quella fuga, e allora era tutt'altro: scopriva un passaggio sotterraneo che doveva condurlo fuori di Vincennes; vi s'inoltrava, e Grimaud camminava innanzi a lui con una lanterna in mano; a poco a poco il passaggio diventava più stretto, e tuttavia il duca continuava ad andare avanti; poi il sotterraneo si faceva così angusto che egli tentava invano d'andare oltre; le muraglie si restringevano, e lo stringevano in mezzo: faceva sforzi inauditi per proseguire, e non poteva. Vedeva da lontano Grimaud con la lanterna che continuava a camminare; voleva chiamarlo perché lo aiutasse a togliersi da quella gola ove si sentiva soffocare, ma non gli riusciva di pronunciare una parola. Allora, dall'estremità opposta a quella da cui era venuto, udiva correre coloro che lo inseguivano: quei passi si avvicinavano, incessantemente, egli era scoperto, non gli rimaneva più speranza di scampo. Pareva che il muro fosse d'accordo con i suoi nemici, e lo incalzasse quanto più aveva bisogno di scappare. Finalmente udiva la voce di La Ramée, lo vedeva. La Ramée stendeva la mano, e gli posava questa mano sulla spalla dando in uno scroscio di risa. Ed egli era ripreso, condotto nella stanza bassa a volta dov'erano morti il maresciallo d'Ornano, Puylaurens e suo zio. Le loro tre tombe erano lì, ricolme, e una quarta fossa aperta aspettava un cadavere. (cap. XXI; 1996, pp. 194-195) *«E quanti anni ha?» chiese il visconte di Bragelonne.<br/>«Mio caro Raoul» replicò Athos, «sappiate una volta per sempre che questa è una domanda da non farsi mai; quando potete leggere sul viso di una donna la sua età, è inutile domandargliela, quando non potete, è indiscrezione.» (cap. XXII; 1996, p. 200) *[...] io considero l'[[ingratitudine]] non come difetto o delitto, ma come vizio, ciò che è ancora peggio. (Athos: cap. XXII; 1996, p. 205) *C'è un [[Proverbi dai libri|proverbio]] popolare che dice che solo le montagne non s'incontrano; e i proverbi popolari sono talvolta incredibilmente giusti. (Athos; cap. XXII; 1996, p. 205) *Raoul, sappiate sempre distinguere il re dalla regale sovranità; il [[re]] non è che un uomo, la sovranità è lo spirito di Dio. (Athos: cap. XXII; 1996, p. 205) *Ma l'[[immaginazione]] ha il volo dell'angelo e del lampo: varca i mari dove noi rischiammo di naufragare, le tenebre in cui si perdettero le nostre illusioni, i pregiudizi in cui fu sommersa la nostra felicità. (cap. XXIV; 1996, p. 230) *[...] un [[re]] non edifica, se non quando ha con sé o Dio o lo spirito di Dio. (Athos: cap. XXIV; 1996, p. 235) *Non c'è faccia tanto espressiva quanto quella di un vero [[Gola (ingordigia)|ghiottone]] che stia davanti a una lauta mensa [...] (cap. XXV; 1996, p. 242) *Mai, lo [[Giuramenti dai libri|giuro]] dinanzi a Dio che ci vede e ci ascolta nella solennità di questa notte, mai la mia spada toccherà le vostre, mai il mio occhio avrà per voi uno sguardo d'ira, mai il mio cuore un palpito d'odio. Noi vivemmo insieme, insieme odiammo, insieme amammo; spargemmo e confondemmo insieme il nostro sangue, e forse, aggiungerò ancora, fra noi c'è un legame più potente di quello dell'amicizia: cioè il patto del delitto poiché tutti e quattro abbiamo condannato, giudicato, giustiziato una creatura umana che non avevamo probabilmente diritto di togliere da questo mondo, per quanto, piuttosto che a questo mondo, sembrasse appartenere all'inferno. D'Artagnan, io vi ho sempre amato come un figlio; Porthos, per dieci anni dormimmo uno a fianco dell'altro; Aramis è vostro fratello come mio, giacché vi ha amati come io vi amo ancora, come vi amerò sempre. [...] E adesso aborritemi, se potete, ma io vi giuro che, nonostante il vostro odio, non avrò per voi che stima e amicizia… (Athos: cap. XXXI; 1996, p. 296) *Io [[Giuramenti dai libri|giuro]] [...] giuro che non ho più odio contro coloro che furono miei amici; giuro che provo rammarico, Porthos, di aver toccato la vostra spada; giuro, finalmente, che non solo la mia non sarà più rivolta al vostro petto, ma anche in fondo al mio pensiero più segreto non rimarrà in avvenire nemmeno l'apparenza di sentimenti ostili contro di voi. (Aramis: cap. XXXI; 1996, p. 296) *Non ve ne andate, perché anch'io ho da fare un giuramento. [[Giuramenti dai libri|Giuro]] che darei fino all'ultima goccia del mio sangue, fino all'ultimo brano della mia carne, per conservare la stima di un uomo come voi, Athos, e l'amicizia di un uomo come voi, Aramis. (d'Artagnan: cap. XXXI; 1996, p. 297) *E io [...] non giuro niente, ma soffoco, perdio! Se dovessi battermi con voi, credo che mi lascerei infilare da parte a parte, giacché al mondo non ho amato che voi. (Porthos: cap. XXXI; 1996, p. 297) *«Amici» riprese Athos, «[[Giuramenti dai libri|giuriamo]] su questa croce. Giuriamo di essere uniti sempre e a qualunque costo, e possa questo giuramento vincolare non solo noi, ma anche i nostri discendenti. Approvate questo giuramento?»<br/>«Sì» dissero tutti a una voce. (cap. XXXI; 1996, p. 298) *L'aspetto degli oggetti esteriori è un conduttore misterioso che corrisponde alle fibre della memoria, e talvolta va a risvegliarle nostro malgrado; una volta svegliato, quel filo, come quello di Arianna, ci conduce in un labirinto di pensieri dove uno si smarrisce inseguendo quell'ombra del passato che si chiama ricordo. (cap. XXXII; 1996, pp. 299-300) *[...] un [[esercito]] nemico non è mai così prossimo, e in conseguenza così minaccioso, come quando è del tutto sparito. (cap. XXXVII; 1996, p. 340) *La vigilia d'una [[battaglia]] si pensa a mille cose dimenticate sino a quel momento, e che ritornano in mente; gli indifferenti diventano amici, gli amici diventano fratelli. E non c'è bisogno di dire che, se in fondo al cuore si ha qualche sentimento più tenero, questo sentimento arriva naturalmente al più alto grado di esasperazione. (cap. XXXVII; 1996, p. 349) *D'Artagnan dormiva ancora, e [[Sogni dai libri|sognava]] che il cielo si copriva di grandi nuvole gialle, che dal quelle nuvole cadeva una pioggia d'oro, e che lui sporgeva il cappello sotto una grondaia. Porthos invece sognava che lo sportello della carrozza non fosse abbastanza largo per contenere le armi e gli stemmi che vi faceva dipingere. (cap. LIII; 1996, p. 489) *[...] va bene, giacché volete così, si lascino le nostre ossa in questo grigio paese, dove fa sempre freddo, dove il bel tempo è nebbia, la nebbia pioggia, la pioggia diluvio; dove il sole somiglia alla luna, e la luna a una forma di cacio. (d'Artagnan sull'[[Inghilterra]]: cap. LXIII; 1996, p. 584) *«Ah» disse ridendo, «la mannaia! Spauracchio ingegnosissimo e degno di coloro che non sanno che sia un gentiluomo! [...]» (Carlo I: cap. LXVIII; 1996, p. 630) *Così morranno tutti quelli che dimenticano che un uomo [[Prigioniero|in ceppi]] è sacro, che un re prigioniero è due volte rappresentante del Signore. (d'Artagnan: cap. LXVIII; 1996, p. 632) *I giudizi politici sono quasi sempre vane formalità, poiché le stesse passioni che spingono all'accusa, fanno pur condannare. Tale è la terribile logica delle rivoluzioni. (cap. LXIX; 1996, p. 633) *«Ecco il momento di abbandonare il mondo» disse il re a coloro che gli stavano intorno. «Signori, io vi lascio in mezzo alla tempesta, e vi precedo in quella patria che non conosce procelle: addio!» (cap. LXXI; 1996, p. 656) *In [[politica]] non c'è altra idea stupenda che quella che porta i suoi frutti; ogni idea che fallisce è sbagliata e inefficace. (Cromwell: cap. LXXIII, 671) *E la guida li precedeva [[Canzoni dai libri|cantarellando]]:<br/>«Dalla gotta è tormentato<br/>quel brav'uomo di Bouillon...» (cap. LXXXI; 1996, p. 748) *Athos prese la [[Lettere dai libri|lettera]] inarcando le ciglia, ma l'idea che in essa si trattasse di d'Artagnan lo aiutò a superare il disgusto che provava a leggerla.<br/>Ecco quel che c'era scritto:<br/>Monsignore, io manderò stasera a vostra eminenza, per rinforzare la schiera del signor di Comminges, i dieci uomini che mi richiede. Sono buoni soldati, atti a tenere a dovere i due fieri avversari di cui vostra eminenza teme l'abilità e la risolutezza. (cap. LXXXII; 1996, p. 771) *Il [[Armand-Jean du Plessis de Richelieu|signor di Richelieu]] era un gentiluomo eguale a noi per nascita e a noi superiore per condizione; poteva, come un re, toccare i più grandi di noi sulla testa, e, toccandoli, far vacillare quella testa sulle spalle. (Aramis: cap. LXXXIII; 1996, p. 779) *[...] si ottiene tutto dalle [[Donna|donne]] e dalle [[Porta|porte]] prendendole con le buone! ([[D'Artagnan (personaggio)|d'Artagnan]]: cap. LXXXIX; 1996, p. 818) *Vi sono momenti, perché in questo mondo non tutto è cattivo e non tutto è buono, vi sono momenti in cui nei cuori più aridi e freddi germoglia, irrigato dalle lacrime di una estrema commozione, un sentimento generoso, che il calcolo e l'orgoglio soffocano se un altro cuore non lo afferra sul nascere. (cap. XCII; 1996, p. 850) *«E al suo ritorno lo farete passare da me; gli darò uno scudo contro l'[[amore]].»<br/>«Ohimè, oggi l'amore è come la guerra, e lo scudo è divenuto inutile.» (Madame de Chevreuse e Athos: cap. XCIII; 1996, pp. 855-856) *Si udivano correre quei sordi rumori, che, quando vanno rasentando le onde, danno indizio di tempesta, e quando partono dalla folla, presagiscono sommossa. (cap. XCIII; 1996, p. 858) *Non si giunge alla meta di tutte le nostre brame senza che la meta, una volta toccata, non abbia un influsso deleterio sul sonno, almeno la prima notte. (cap. Conclusione; 1996, p. 864) ==[[Explicit]]== D'Artagnan stette un istante immobile e pensoso, poi, voltandosi, vide la bella Madeleine, che, inquieta per le nuove grandezze di lui, rimaneva sulla soglia senza muoversi.<br/>«Madeleine» le disse il guascone, «datemi l'appartamento dei primo piano; sono costretto a fare un po' di figura, ora che sono capitano dei moschettieri; ma tenete sempre a mia disposizione la camera del quinto piano, perché non si sa mai quel che può accadere.» <!-- 1996, p. 866 --> ==Bibliografia== *Alexandre Dumas, ''Vent'anni dopo'', traduzione di Albertina Palau, Mondadori, 1996. ISBN 88-04-48801-8 *Alexandre Dumas, ''Vent'anni dopo'', traduzione di Albertina Palau, Mondadori, 2001. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Romanzi]] enqd7as4j8die023n67z6dt0cwww9to Bruno Tinti 0 57320 1422799 367308 2026-08-07T00:30:37Z Danyele 19198 +voci correlate / fix minori 1422799 wikitext text/x-wiki '''Bruno Tinti''' (1942 — vivente), ex magistrato, giornalista e scrittore italiano. ==[[Incipit]] di ''La questione immorale''== Quando c'erano i Faraoni c'era già la [[Legge]]. E la Legge c'era anche quando c'erano gli imperatori, i sovrani medioevali e poi quelli rinascimentali. C'è stata perfino sotto i tiranni. C'è sempre stata anche ai tempi degli uomini delle caverne; rudimentale, imperfetta, ingiusta anche, ma sempre, da quando gli uomini hanno cominciato a vivere insieme, la Legge ha regolato i loro rapporti.<br> Quella che non c'è stata mai, fino a pochissimo tempo fa, fino a due secoli fa (proprio poco se paragonati ai millenni di storia umana — luminosa eccezione l'Inghilterra con la Magna Charta del 1215), è la [[Costituzione]]. ==Bibliografia== *Bruno Tinti, ''La questione immorale'', Chiarelettere, 2009. ISBN 9788861900646 ==Voci correlate== *[[Il Fatto Quotidiano]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Tinti, Bruno}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Magistrati italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] g91d7z5dxlkxxfuxptibkv51rfi7xth Discussioni utente:Danyele 3 63457 1422803 1399157 2026-08-07T02:57:56Z AssassinsCreed 17001 /* Giovanni Stroppa */ nuova sezione 1422803 wikitext text/x-wiki __NOINDEX__ {{Benvenuto|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:31, 23 giu 2011 (CEST)}} == [[Pietro Anastasi]] == Salve, grazie per il suo contributo, le modifiche che ha apportato alla voce non rispettano diverse convenzioni, la pregherei di sistemare, grazie.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 02:15, 19 nov 2015 (CET) :Molto meglio. Le intestazioni in genere le utilizziamo quando ci sono almeno tre citazioni tratte da quell'articolo/intervista. Avrei una perplessità, l'intervista di Nicola Calzaretta per il ''Guerin Sportivo'' è davvero troppo grande: è stata riportata integralmente?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 12:48, 20 nov 2015 (CET) ::Se è possibile e se lo ritiene opportuno, sarebbe meglio sforbiciarla, altrimenti può andare bene anche così.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:53, 20 nov 2015 (CET) == Re: Campionato mondiale di calcio == Ciao, be', si può discutere su quella di Petit... Quella di Tardelli è sicuramente fuori luogo nella pagina dei mondiali dal momento che parla dell'edizione del 1978 in maniera specifica, facendo riferimento anche alla dittatura e alla situazione argentina di quegli anni. Quella di Petit, al contrario, pur riferendosi ovviamente alla vittoria del 1998, può essere intesa come una considerazione generale sul valore di una vittoria di un mondiale: dal particolare al generale, se vogliamo, e quindi pertinente. Lo stesso ragionamento non può valere per la citazione di Tardelli che non può essere vista come una riflessione generale sulla competizione mondiale in alcun modo. Concordi?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:46, 14 giu 2016 (CEST) == [[Associazione Calcistica Perugia Calcio]] == Ciao, la voce ora come ora è accettabile ma è molto molto diversa dalle altre simili che abbiamo su Wikiquote... Ti espongo quindi le mie perplessità: *Le citazioni sulle società calcistiche dovrebbero essere riflessioni generali e non riferirsi a un particolare lasso di tempo della società (in quei casi si crea, quando possibile, una voce apposita, vedi [[Quinquennio d'oro]] e [[Grande Torino]]). Esistono ovviamente delle eccezioni, citazioni sui periodi storicamente più significativi di una società possono essere inserite nella voce della società, qualora non sia possibile uno scorporo (per esempio le citazioni sul [[Leeds United Association Football Club]] si riferiscono soprattutto all'epoca di Don Revie). Per questo motivo direi che le citazioni sul ''Perugia dei miracoli'' possano starci, ma si tratta già di un'eccezione... *Per il motivo che prima ho illustrato (tendenza a inserire soprattutto considerazioni di stampo generale sulle società e non riferite a particolari lassi temporali), l'ordine cronologico ha ben poco senso. Tra l'altro se dai un'occhiata a tutte le altre tematiche di Wikiquote, praticamente non troverai mai l'ordine cronologico. Io propenderei per l'ordine alfabetico, ma lascio a te la decisione. *Chi è tale Valerio Piccioni? È enciclopedico? In caso positivo, va creata la voce. In caso negativo, la citazione potrebbe essere accettata solo se eccezionalmente significativa e pertinente. Ora già si tratta di un'eccezione perché è riferita a un lasso di tempo preciso... fare una doppia eccezione per un'unica citazione mi sembra un po' eccessivo... Aspetto comunque i tuoi pareri.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 01:20, 14 giu 2016 (CEST) :Va bene, ma andrebbe aggiunta quanto meno una nota per indicare brevemente chi sia tale Valerio Piccioni (es.: "Giornalista sportivo italiano").--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 09:53, 16 giu 2016 (CEST) ==Wikidata== Ciao :-) quando crei nuove voci, se riesci ricordati di aggiungere il collegamento anche su Wikidata. Grazie! ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 10:01, 20 ago 2016 (CEST) ==Citazioni su...== Ciao, non so se te ne sei accorto, ma ho eliminato buona parte dei tuoi contributi. Il motivo è semplice: hai inserito troppe voci nella sezione ''citazioni su'' che non erano pertinenti, in quanto la persona, la squadra o l'evento erano solo nominati. In quella sezione vanno inserite solo frasi e concetti che esprimano chiaramente il pensiero dell'autore sulla persona o sulla tematica in questione e non citazioni dove il soggetto in questione è solamente nominato, altrimenti si rischia di cadere nel banale (ti faccio gli esempi di Pillon o Maagath, dove le persone erano solo nominate e dove ho dovuto aggiungere delle loro citazioni, per evitare che le voci venissero cancellate). Un'ultima annotazione: ho proposto la cancellazione per la voce [[Zona Cesarini]], in quanto la citazione da te inserita è riferita solo al giocatore, mentre la Zona viene solo nominata (e qui si pone il problema precedente), quindi, se sei in possesso di una citazione pertinente su questa tematica, ti invito ad inserirla. Spero di essere stato il più esaustivo possibile nella spiegazione, se hai bisogno, chiedi pure.--[[Utente:Prugna|Prugna]] ([[Discussioni utente:Prugna|scrivimi]]) 19:17, 18 dic 2016 (CET) ::Non c'è nulla contro di te, ci mancherebbe altro, qui non è questione di mettersi d'accordo tra utenti: il mio è solo un avviso per sollecitarti ad inserire citazioni che abbiano rilevanza sulla voce in questione, non dove i personaggi sono solo nominati, affinché in futuro tu possa essere più sicuro su quali citazioni inserire. Apprezzo i tuoi contributi, alcuni sono davvero importanti e significativi, ti invito solo a fare più attenzione ad inserire citazioni pertinenti.--[[Utente:Prugna|Prugna]] ([[Discussioni utente:Prugna|scrivimi]]) 19:40, 18 dic 2016 (CET) == [[Andrea Barzagli]] == Ciao, per le "citazioni su" vale come per le [[WQ:MVT|voci tematiche]]: la fonte va solo nella voce dell'autore citante, e la citazione dev'essere presente anche nella voce dell'autore citante. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:17, 22 gen 2017 (CET) == [[Paolo Sollier]] == Buonasera, come ti è stato già fatto notare, le fonti per le voci e sezioni tematiche vanno nelle voci degli autori e non in quelle dell'"oggetto" della citazione. Quindi nella voce di Gianni Mura e non in quella di Sollier, grazie.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:57, 11 mar 2017 (CET) == [[Lorenzo Insigne]] == Buonasera, come mai quel commento sotto la seconda citazione? Inoltre riportare così tante citazioni da una singola intervista è davvero eccessivo, dovresti cercare di essere più selettivo e scegliere solo citazioni davvero significative. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:34, 22 mar 2017 (CET) :Quel genere di commenti sono per le citazioni attribuite o per meglio dire dubbie (qualcosa di simile avviene anche per citazioni erroneamente attribuite o errate) e servono a chiarire le circostanze dell'errata o dubbia attribuzione. Queste citazioni però vanno in un'apposita sezione della voce e quindi hanno un po' una "storia a sé".--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 01:32, 22 mar 2017 (CET) == Spazio tra immagine e incipit == Buonasera, è davvero una minuzia, ma davvero non capisco il bisogno di inserire uno spazio tra la prima immagine della voce e l'incipit della stessa, non è mai stata una nostra prassi. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:33, 23 apr 2017 (CEST) :Sinceramente qui non ci siamo mai fatti il problema, nessuno ha mai inserito questi spazi e quando presenti li abbiamo rimossi. Tra l'altro ho usato qualche volta IE e non ho mai avuto problemi. Forse sarà per il fatto che qui l'incipit della voce è ridotto e il testo è espresso in citazioni (precedute da asterisco) ed eventualmente le immagini sono inserite tra una citazione e l'altra, non saprei. Forse è il caso di discuterne nel bar...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:25, 23 apr 2017 (CEST) == Reti televisive e programmi televisivi == Buona domenica, le reti televisive (o radiofoniche) non vanno in corsivo, solo i programmi televisivi (o radiofonici) vanno in corsivo, come puoi vedere anche [[Aiuto:Fonti#Programmi_televisivi|qui]]. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:21, 30 apr 2017 (CEST) :Le testate giornalistiche e online invece vanno in corsivo, come puoi vedere [[Aiuto:Fonti#Quotidiani|qui]]. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:44, 30 apr 2017 (CEST) == [[Bartłomiej Drągowski]] == Buonasera, il rischio non è forse quello di diventare troppo recentisti e sempre meno significativi?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:15, 7 feb 2020 (CET) == Prost == Ciao, grazie per i tuoi contributi e le tue correzioni. Due cose volevo dirti. La prima è una domanda di curiosità: avevo fatto una rapida ricerca per trovare l'intervista originale di [https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/prost-sottovalutato-pago-mia-normalita-alain-professore-lauda-hamilton-schumacher-fangio-senna-558566.html questo articolo], ma Google Notizie non mi aveva restituito niente di pertinente; quindi, per essere più efficiente in futuro, ti chiedo: quali sono i tuoi trucchi magici? La seconda cosa invece è un'annotazione riguardo all'iniziale maiuscola dei siti internet, che ho visto che hai corretto un paio di volte per FormulaPassion: oggi Sun-crops mi ha rimandato a [[Wikiquote:Bar/Archivio 2017-06--12#Siti web e trascrizione fonte|questa discussione]] da cui a quanto pare sarebbe meglio scrivere tutto l'URL in minuscolo, quindi io lascerei semplicemente ''formulapassion.it''.--[[Utente:Matafione|Matafione]] ([[Discussioni utente:Matafione|scrivimi]]) 23:05, 5 apr 2021 (CEST) == [[Festival di Sanremo 1999‎]] == Ciao, Danyele. Grazie per la tua assidua attività in questo progetto, per i contributi sempre validi, sempre interessanti. Ti scrivo perché abbiamo un problema piuttosto consistente per la citazione di [[Enrico Brizzi]] e la relativa voce tematica: la citazione inserita supera di molto la corta citazione nel cui range possiamo operare; così com'è crea un problema piuttosto serio. Parlo ad un utente molto esperto e credo converrai sul fatto che sia davvero necessario, e nell'interesse di tutti, ridimensionarla. Grazie, ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:17, 14 giu 2021 (CEST) :Ciao, Danyele, ancora una volta grazie; ora va tutto bene. Quanto alla questione del "range", non credo vi siano, almeno per quanto riguarda wikiquote in lingua italiana, specifiche indicazioni. Il buon senso dell'utente, un criterio di prudenza, di misura è una buona regola. Su questo però vediamo se {{ping|Superchilum}}, che ringrazio in anticipo, può dire qualcosa in più. Ti auguro una buona giornata. Grazie. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 07:49, 15 giu 2021 (CEST) ::{{ping|Sun-crops}} Al momento non abbiamo indicazioni numeriche. So che [[:en:Wikiquote:Quotability#Length|su en.wikiquote]] hanno come limite minimo 5 parole e come massimo 250 parole, in entrambi i casi solo per eventi eccezionali (ad esempio, il limite minimo può essere superato per citazioni iconiche come "Cogito ergo sum", "Veni, vidi, vici" ecc., mentre quelle lunghe dovrebbero comunque essere il più corte possibile proprio per il concetto di "citazione", che non è "brano"). Direi che le modifiche apportate sono ok :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 08:53, 16 giu 2021 (CEST) :::{{ping|Superchilum}} OK, grazie infinite per le informazioni chiare, dettagliate, esaurienti e istruttive. Ti saluto, buona giornata. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 12:50, 16 giu 2021 (CEST) == [[Wikiquote:SheSaid 2021]] == Ciao, Danyele. Ho fatto qualche correzione alla correzione in [[Irma Testa]], spiegando in dettaglio le motivazioni nell'oggetto di modifica. C'era in particolare un'omissione che, come tutte le omissioni, va sempre segnalata. Ti vorrei piuttosto parlare di [[Wikiquote:SheSaid 2021]], iniziativa molto importante con cui si vuole colmare lo squilibrio esistente fra voci maschili e femminili. Penso che nei campi di tuo interesse non ti sarebbe difficile – se lo desideri, chiaramente – rilasciare uno o più contributi (creazione di voci o miglioramento di quelle già esistenti) che, come vedrai nella pagina, tu stesso registreresti ogni volta con il tuo nome utente; contributo/i e nome utente resteranno per sempre in questa pagina come avvenuto nella [[Wikiquote:SheSaid 2020|precedente edizione]]; in più [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] assegnerà dei gadget ai partecipanti. L'iniziativa si concluderà il 20 dicembre. Ogni contributo, anche piccolo, è importantissimo. Ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:46, 26 ott 2021 (CEST) :Sulla base di questa discussione [https://it.wikiquote.org/wiki/Wikiquote:Bar/Archivio_2017-06--12#Siti_web_e_trascrizione_fonte] ho uniformato le indicazioni di fonte nella voce. Il maiuscolo lo riserviamo alle testate, il migliore standard per <s>il sito web</s> i siti web è il minuscolo. Sono a tua disposizione per eventuali chiarimenti. Anche se tardi, ti auguro una buona serata e una buona giornata per domani. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:02, 26 ott 2021 (CEST) ::Per un'ulteriore sicurezza su 1 agosto o 1° agosto (e se Spinoziano vuole, su tutto il resto) chiedo cortesemente un parere a {{ping|Spinoziano}}. Se dovessi aver commesso qualche errore, mi scuso: errare neapolitanum est. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:23, 26 ott 2021 (CEST) :::{{ping|Sun-crops}}, bene il sito in minuscolo (è anche lo standard di Wikipedia), meglio se in maniera uniforme; meglio anche il numerale, come usato su Wikipedia ([[w:1º agosto]]). Un caro saluto a entrambi :-) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:17, 27 ott 2021 (CEST) ::::{{ping|Spinoziano}} Grazie, Spin. Buona giornata a te e Danyele. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 08:22, 27 ott 2021 (CEST) == Animale == Ciao, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Animale&curid=1940&diff=1175182&oldid=1166726 questa] può andar bene nella voce della sciatrice, perché è un suo punto di vista, ma non la metterei nella tematica, perché ripete luoghi comuni espressi da tanti, non è un suo pensiero originale.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:21, 29 ott 2021 (CEST) ==Frase Agnelli== Buon pomeriggio. Quella frase inserita in precedenza era la trascrizione di quanto detto dal presidente della Juventus nel video dell'Assemblea degli Azionisti (juventusnews24.com è una testata registrata nel Tribunale di Torino, per la precisione). Nonostante il senso generale è rimasto pressoché uguale ("amare, lottare, soffrire e vincere"), il sito ufficiale l'ha leggeramente cambiata, sopratutto perché Agnelli disse letteralmente "<u>sappiamo che</u> dobbiamo soffrire [...] ma, sopratutto, <u>sappiamo che</u> dobbiamo vincere"; quello sottolineato fa un pò diversa la frase in quanto aggiunge al concetto generale un'ammissione, sopratutto nel caso di "soffrire e vincere". Per fedeltà alla fonte, in questo caso la fonte posta in precedenza era più appropiata al di là dell'autorevolezza del sito ufficiale.--[[Speciale:Contributi/2800:200:E840:20B3:8447:29E3:D3B:D5B1|2800:200:E840:20B3:8447:29E3:D3B:D5B1]] ([[User talk:2800:200:E840:20B3:8447:29E3:D3B:D5B1|msg]]) 18:24, 31 ott 2021 (CET) :Segnalo anche che il sito ufficiale è l'unico ad avere inserito nella citazione incriminata la parola "ristorvano". Nel video, come segnalato anche dal ''Corriere di Torino'', Agnelli disse chiaramente "rispecchiano".--[[Speciale:Contributi/2800:200:E840:20B3:8447:29E3:D3B:D5B1|2800:200:E840:20B3:8447:29E3:D3B:D5B1]] ([[User talk:2800:200:E840:20B3:8447:29E3:D3B:D5B1|msg]]) 18:42, 31 ott 2021 (CET) == Wikilink == Ciao Danyele, i tuoi contributi sono eccellenti, permettimi solo un piccolo appunto sui wikilink. [[Aiuto:Wikilink]] dice "Devono essere trasformati in wikilink solo ed esclusivamente i termini più significativi di una citazione, verso voci inerenti all'argomento della citazione stessa, cioè (in generale) voci dove la citazione stessa potrebbe essere opportunamente inserita come citazione "tematica" o "citazione su" ... oppure voci utili per approfondire (quindi su un argomento correlato)." Nelle ultime voci come [[Lana Clelland]] mi pare che ne hai messi un po' troppi, ti suggerirei di dosarli meglio nelle prossime che crei.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:26, 11 nov 2021 (CET) == [[Sopracciglia]] == Buongiorno, mi permetto di fare una piccola osservazione. Contributi come [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Sopracciglio&curid=108488&diff=1180638&oldid=1163793 questo] sono un po' borderline: già la significatività della citazione non è granché, poi in effetti parla delle sue sopracciglia e non delle sopracciglia in generale. Ora siccome "sopracciglia" è una tematica molto specifica e di conseguenza scarna, può ammettere un'eccezione del genere, però non è proprio il top ecco. Grazie dei tuoi contributi, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 09:05, 30 nov 2021 (CET) == Portale Donne == Caro Danyele, dato lo splendidido lavoro che stai facendo con voci su sportive, attrici ecc. ti segnalo che se vuoi puoi aggiungere le più rilevanti in [[Portale:Donne]], aggiungere il portale nelle relative voci, o comunque revisionare quelle liste. Ciao,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:45, 13 dic 2021 (CET) == [[Andrea Agnelli]] [[Strage dell'Heysel‎]] == Ciao Danyele. Buon anno nuovo. Ti ringrazio per lo splendido contributo all'iniziativa Wikiquote:SheSaid 2021. Ti scrivo per chiederti, per favore, se hai un po' di tempo, di dare un'occhiata alle modifiche nelle voci in oggetto. Di questi argomenti sei senz'altro molto più esperto. Grazie. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 15:41, 3 gen 2022 (CET) == 500 == Ciao :-) abbiamo [[Fiat Cinquecento]] e [[Fiat 500]]. Forse c'è da aggiustare qualcosa? Disambiguazioni, link entranti ecc. L'ultima creata si riferisce al modello del 2007? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 10:30, 25 feb 2022 (CET) :Sì, però il lettore si può sicuramente confondere. Meglio IMHO creare la disambigua come su Wikipedia ([[:w:Fiat 500]]) :-) ci sono già due significati. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:58, 25 feb 2022 (CET) ::Sì, direi di sì :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 17:18, 25 feb 2022 (CET) == Re: Dischi == Ciao, non c'è ancora una soluzione univoca, però quando la voce è grande o comunque i singoli\EP sono tanti adotterei una [[Rino_Gaetano#Pubblicate_solo_come_singoli|soluzione simile a Rino Gaetano]], ma non è un obbligo ovviamente.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 05:34, 6 mar 2022 (CET) == Siti web in minuscolo == Buongiorno, potrei sapere il perché di [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Chiellini&type=revision&diff=1200278&oldid=1181468 edit come questo] se le [[Aiuto:Fonti#Fonti_giornalistiche_e_periodici|linee guida]] dicono palesemente il contrario: il sito web andrebbe con la prima lettera in maiuscolo. Grazie...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:34, 28 mar 2022 (CEST) :Ciao [[Utente:AssassinsCreed|Creed]], scusate se intervengo; credo che dopo l'[[Wikiquote:Bar/Archivio 2017-06--12#Siti web e trascrizione fonte|ultima discussione]] la consuetudine sia diventata più quella di scrivere l'iniziale del sito (o meglio del dominio) in minuscolo; mi sembra che la tendenza negli ultimi anni sia diventata questa, magari dovremmo chiarire in Aiuto:Fonti? -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:41, 28 mar 2022 (CEST) ::{{ping|Spinoziano}} Ma non mi pare ci fosse un consenso in tale direzione... Aiuto:Fonti dice questo e anche le voci in vetrina riportano il sito in maiuscolo... Poi certamente è un aspetto minore e trascurabile, ma addirittura fare un edit per portare tutto da maiuscolo a minuscolo mi sembra come minimo controintuitivo... Ripeto, è un aspetto secondario e secondo me l'importante è la coerenza all'interno della voce. Se dovessi sbilanciarmi sulla questione propenderei per il maiuscolo visto che le case editrici e le testate giornalistiche le indichiamo con l'iniziale maiuscola salvo particolarità come ''la Repubblica'' e ''l'Unità''... Inoltre molti siti nel loro logo hanno le iniziali in maiuscolo, per esempio ''YouTube''.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:39, 28 mar 2022 (CEST) :::[[Utente:AssassinsCreed|Creed]], sono d'accordo ovviamente che è un aspetto minore, che conta l'uniformità in ciascuna voce e che non è il caso di fare un edit apposta per quello; sul caso specifico vedo dalla cronologia che il nostro amico Danyele ha aggiunto via via la maggior parte delle citazioni attualmente presenti nella voce quindi forse si è "guadagnato" il diritto a quel punto di cambiare l'uniformità dello stile.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:52, 29 mar 2022 (CEST) == [[Giancarlo Dotto]] == Ciao Danyele. Ti scrivo per proporti, se ti fa piacere, la creazione della voce tematica [[giornalismo sportivo]]. Il wlink è già predisposto [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giancarlo_Dotto&type=revision&diff=1198160&oldid=1140402], la citazione è perfetta. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:00, 12 apr 2022 (CEST) :Alla grande Danyele, alla grande, superata ogni aspettativa; grazie grazie. Se non dovessimo sentirci, ti auguro fin d'ora Buona Pasqua. Ciao {{smile}} --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:11, 12 apr 2022 (CEST) == Avviso == {{Avviso Wikidata}} --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:03, 26 apr 2022 (CEST) == Wikilink == Salve, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Marcello_Marchesi&type=revision&diff=1204921&oldid=1200552 wikilink] di questo tipo sono quanto meno pleonastici nell'ottica di Wikiquote. Per chiarimenti basta leggere [[Aiuto:Wikilink|qui]]. Grazie, buon lavoro.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 05:23, 27 apr 2022 (CEST) == Spazio nei tag == Buongiorno, Danyele. Perdonami, ma è corretto '''<nowiki><references /></nowiki>''', e non <nowiki><references/></nowiki>, con uno spazio prima dello ''slash''. Sappi che non è quetione di stile, ma è sintassi. Ti ringrazio. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 09:55, 5 giu 2022 (CEST) :Perché, per esempio, nella "vita reale", so quanto è difficile far rispettare le regole sintattiche di XML. Prendi come riferimento en.wiki (o [[:mediawikiwiki:Extension:Cite|la pagina dell'estensione]]): riportano correttamente <nowiki><references /></nowiki>. Alla fine, è una questione di pochissimo conto. È solo per non farti perdere tempo. Grazie. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 16:36, 5 giu 2022 (CEST) == Re: Agostino Di Bartolomei == Ciao, ti ringrazio per la brutalità se questo porta quanto meno a una risposta, visto che di solito ignori bellamente i miei messaggi. Come ad esempio quello [[#Siti web in minuscolo|qui sopra]] in cui avevo già portato alla tua attenzione la cosa. Non c'è alcun consenso sui siti web in minuscolo come testimonia sia la discussione che tu stesso linki (che come spesso avviene su Wikiquote si è conclusa con un nulla di fatto), sia la pagina di Aiuto che ho già linkato sia le voci in vetrina... Sono d'accordo in ogni caso a discutere una volta per tutte la cosa nel Bar, sebbene ci siano probabilmente temi più importanti rispetto a questo (nonché conseguentemente modifiche più utili e sensate da fare alle voci). Proprio in virtù del tuo continuo ignorare i miei messaggi non puoi millantare di "esserti attenuto ad ogni rilievo altrui", se poi hai riferimenti precisi a qualche questione ti inviterei a elencarli, grazie. Quanto al "farsi sempre il mazzo" non vorrei dover scomodare i rispettivi numeri (e non solo) su questa piattaforma, sarebbe alquanto spiacevole. La discussione di cui sopra con Spinoziano si era conclusa con un "non c'è di fatto un consenso in un senso o nell'altro e non ha senso modificare le voci con quest'unico fine"... Il fatto che tu non sia intervenuto in una discussione sulla '''tua''' pagina lascerebbe presupporre un certo "silenzio assenso", ma ho visto un'infinità di tue modifiche in cui hai praticamente cambiato solo quello o tutt'al più usato contestualmente qualche template intestazione (ampiamente facoltativo con tutti i problemi sull'ordine cronologico che ne derivano) con descrizioni nel campo oggetto quanto meno opinabili... Quanto all'immagine, la descrizione nel campo oggetto era "minuzie estetiche", ora in virtù di cosa io dovrei presupporre che la sostituzione sia dovuta a un copyviol o non a una mera e opinabile preferenza estetica? Compreso ora il motivo della sostituzione (che andava indicato in campo oggetto) non ho ovviamente nulla in contrario alla sostituzione dell'immagine (che peraltro non avevo inserito nemmeno io), ma proprio in virtù della tanto citata estetica tenderei a preferire eventualmente [[commons:File:1974–75 AS Roma - Agostino Di Bartolomei.jpg|questa]] al limite. Lascio ovviamente a te la scelta. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:03, 19 giu 2022 (CEST) :Ok rispondiamo punto per punto. :''Dove e quando mi sarei macchiato di simili comportamenti? Dove e quando avrei ignorato un tuo messaggio e/o ti avrei negato una risposta...?'' ::Be' uno te l'ho già linkato (abbiamo discusso solo io e Spinoziano...), un altro ad esempio è [[#Wikilink_2|questo]]. :''Da allora, in caso di simili modifiche di stile, io mi sono sempre-e-strettamente attenuto ai rilievi posti all'epoca da un tuo collega admim quale'' ::I miei complimenti per aver partecipato alla campagna SheSaid e per tutte le modifiche... Io capisco impostare una nuova voce o una voce a cui si mette mano in maniera importante in quel modo... ma che senso ha modificare una voce solo per un aspetto così minoritario? Anche alla luce della mia discussione con Spinoziano nella '''tua''' pagina di discussione, era emerso proprio questo. Se proprio avevi delle perplessità in merito perché non rispondere già che era sulla tua pagina di discussione? :''non essendo tu stesso intervenuto a replicare ulteriormente all'ultimo intervento di [Spinoziano], la questione era chiusa.'' ::Ma infatti era chiusa, cito l'ultimo messaggio di Spinoziano: «sono d'accordo ovviamente che è un aspetto minore, che conta l'uniformità in ciascuna voce e che non è il caso di fare un edit apposta per quello», peccato tu abbia fatto ripetutamente l'esatto contrario facendo edit a diverse pagine praticamente solo per quello. :''Se ti sei davvero imbattuto in un' "infinità" di mie modifiche di tale tenore, bé bastava conttarmi in talk oppure aprire una discussione pubblica sul da farsi''. ::Be' le volte ho provato a contattarti ho ottenuto solo silenzi e spero di non doverti nuovamente linkare gli esempi... Diciamo che questo mi ha scoraggiato, ecco. :''E questo è l'unico rilievo su cui hai pienamente ragione, ero stato troppo superficiale nell'oggetto della modifica.'' ::Almeno questo... Ripeto comunque che non avevo inserito io l'immagine. :''evidentemente preferisci porti nei miei confonti come se io fossi un "folle" che passa il tempo a bighellonare qui dentro, e le cui modifiche debbono quindi essere annullate con la mannaia oltreché con sprezzanti commenti nel campo oggetto... Ne prendo atto -.- e d'ora in avanti mi regolerò di conseguenza nei tuoi confronti.'' ::Ho sicuramente esagerato con quel commento ed era evidentemente fuori luogo. Il rispetto te l'ho dimostrato scrivendoti più e più volte e rispondendo sempre quando mi hai contattato. Rispetto che non ho ricevuto da te che hai più volte ignorato i miei messaggi... Comunque non ha senso perdurare in questa discussione. Ti pregherei di non modificare voci solo per portare siti dal maiuscolo al minuscolo fino a quando non si deciderà univocamente, ma lascio la scelta a te. In ogni caso non interverrò più, rimuoverò piuttosto qualche pagina dagli osservati speciali per evitare di essere subissato da notifiche di quel tipo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:01, 19 giu 2022 (CEST) :::Buongiorno, sinceramente questa del punto interrogativo è davvero stiracchiata come tesi, ai limiti del provocatorio. Sintetizzando: ::::1. Io scrivo "potrei sapere il perché di edit come questo se le linee guida dicono palesemente il contrario" nel [[#Siti web in minuscolo|primo messaggio]], che fino a prova contraria è una domanda, seppur indiretta... ''cos'è ora sto "razzismo" per le domande indirette?'' (quest'ultima ha il punto interrogativo, ma è solo una domanda retorica per esempio eh) ::::2. Risponde Spinoziano e la discussione continua nella tua pagina di discussione, concludendosi col suo messaggio "sono d'accordo ovviamente che è un aspetto minore, che conta l'uniformità in ciascuna voce e che non è il caso di fare un edit apposta per quello". ::::3. Dopo questa discussione avevi evidentemente intenzione di continuare a editare voci col solo fine di cambiare questo minoritario aspetto eppure non ti è sembrato ancora il caso di intervenire. :::Se rimani ancora del tuo avviso che il mio messaggio non contenesse domande e che la discussione sulla '''tua''' pagina non meritasse risposte da parte tua, permettimi almeno di restare basito, ma eviterei di impelagarmi in ulteriori sterili discussioni. Inoltre: ::::Mai parlato di write-only, inutile difendersi da accuse che nessuno ha mosso, le mie osservazioni erano molto specifiche e hanno ottenuto per contro risposte vaghe. ::::Ho cercato di distendere il clima col messaggio qui sopra, ammettendo candidamente di aver esagerato con quel campo oggetto. Certo che la frase "non credo m'importerà più molto della tua personale opinione su di me" non dimostra certo una volontà bilaterale in tal senso, anche perché non mi sono permesso di esprimere opinioni su di te (e non venirmi a dire che ti ho dato del folle per favore...), se non complimenti per il lavoro svolto qui. ::::Quanto all'ultima parte, è stata aperta una discussione nel bar per cui verremo cosa accadrà lì.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 05:34, 20 giu 2022 (CEST) :::::Concordo sul non proseguire la discussione, definirla inutile è un eufemismo. Buon lavoro.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:27, 20 giu 2022 (CEST) == Re: Maiuscole/minuscole == Ciao Danyele, sono certissimo che nessuno ha mai avuto rancori verso di te; non c'è nessun motivo di pensare questo. Tempo fa anche io ho avuto un forte contrasto con un collaboratore, presto superato. Quell'esperienza mi ha dato modo di comprendere due cose: che un fraintendimento, purtroppo, è sempre possibile, anche fra persone che si conoscono da molto tempo; b) perché si comunica, a volte non solo con le pagine di discussione o con gli oggetti di modifica, attraverso strumenti sofisticatissimi dal punto di vista tecnico, primitivissimi sotto altri punti di vista. Quando la comunicazione passa attraverso azioni tecniche e mezzi tecnici, molto di una reale comunicazione va perduto: voce, gesti, espressioni del volto, del corpo, tempestività e scioltezza di dialogo. E quindi qualsiasi movimento, qualsiasi "mossa" <s>sembri</s> ''sembri'' che si faccia o che si ometta di fare, può non essere colta nel suo esatto significato, a prescindere dall'esperienza che hanno le persone coinvolte. E questo può innescare una spirale di malintesi. Tempo fa suggerii ad un utente di non andare a capo dopo <s>il</s> il <nowiki><br></nowiki>, cosa che avevo corretto in una sua modifica, perché è una pura e semplice perdita di tempo. A me sembrava di aver fatto cosa utile; ho dovuto constatare che, nonostante le mie spiegazioni in discussione, la cosa è stata compresa <s>un</s> in tutt'altro modo. Pazienza, mi sono detto, glissons. Come vedi anche bazzecole di questo tipo, anche interventi utili all'utente, possono produrre effetti paradossali. Ora, Creed è un utente troppo intelligente e in gamba per avere meschini rancori; sono stato per anni testimone diretto della sua generosità, gentilezza, disponibilità, pazienza con tutti, in un caso anche con un utente molto molto problematico che un trattamento simile non lo meritava. Perché dovrebbe avere sentimenti negativi verso Danyele, che è sotto ogni punto di vista un utente di valore? Si tratta con ogni evidenza di una somma di malintesi che fra persone in gamba con il tempo si chiariranno completamente. Per il problema delle maiscole/minuscole, anche per me è la stessa cosa: qualsiasi soluzione va bene; potrei accettare anche un vel vel anziché un aut aut, farne qualcosa di facoltativo, ma forse questo creerebbe problemi. Spero che tu mi creda se dico che rancori verso di te non ce ne sono da parte di nessuno. Un po' alla volta tutto rientrerà nelle giuste proporzioni. Ti ringrazio di cuore per tutti i contributi validi e sempre interessanti che rilasci con assiduità e ti auguro una felice serata. Con ammirazione e simpatia, ti saluta --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:29, 21 giu 2022 (CEST) == Nuove voci == Ciao Danyele, buona domenica. Ti scrivo per proporti una cosa semplicissima, se ti va di farla. Come tu sai nella [https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale home page] c'è un box che aggiorniamo inserendo le nuove voci create; alcuni utenti lo aggiornano inserendo le loro voci, altri preferiscono di no. In questi anni ho contribuito con Gaux all'aggiornamento delle voci anche per chi preferisce non farlo. Nessun problema per me, è un lavoro semplice e rapido. Ora però c'è un piccolo problema: per un po' sarò forse ancora presente ogni giorno, ma a partire da una certa data, non molto lontana, questo non mi sarà possibile, potrei assentarmi per periodi anche lunghi e gli aggiornamenti non potrei farli. La proposta: se puoi, se ti fa piacere, dopo aver creato una voce che non sia uno stub, potresti aggiungerla – in ordine cronologico rispetto alle altre voci create – al box Nuove voci? Se magari crei ad un'ora tarda e vuoi riposare, puoi fare l'aggiornamento il giorno dopo. Se dai un'occhiata nella cronologia del [[Template:SelezioneNuove]] vedrai che è una pagina molto richiesta e forse potrebbe farti piacere dare visibilità e accesso immediati al tuo lavoro. Per ogni voce inserita, una va sottratta una dal fondo dell'elenco per un totale fisso di 25 voci. Gli stub sono esclusi, ma se fai un destub di una voce creata il giorno prima (io penso anche due) è possibile inserirla nell'elenco, sempre in ordine cronologico di creazione (su tutta questa problematica c'è una [[Discussioni template:SelezioneNuove|discussione]]). All'elenco delle pagine più recenti [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:PaginePi%C3%B9Recenti Nuove pagine], per consultare la successione cronologica, si accede da [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:UltimeModifiche?hidebots=1&hidecategorization=1&hideWikibase=1&limit=500&days=14&urlversion=2 Ultime modifiche] tramite il link posto a destra in Elenco di abbreviazioni. Tutto questo, beninteso, se e solo se ti va di farlo. Non c'è assolutamente nulla di obbligatorio. Ti ringrazio, buon pomeriggio. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:20, 10 lug 2022 (CEST) == [[Spaghetti aglio e olio]] == Ciao Danyele. Grazie per avere aggiustato un po' i "miei" spaghetti (metto le virgolette perché quei favolosi spaghetti possono essere solo di Marotta), li ho cucinati un po' tardi..., ma per fortuna eri presente e ci hai messo il tocco del grande chef. Ciao {{smile}}. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 03:59, 9 ago 2022 (CEST) == Epigrafe di Fenestrelle == Ciao Danyele. Permettimi di proporti, con il rispetto e la simpatia che ti ho più volte testimoniato, la lettura di questo articolo di Gigi Di Fiore [https://www.ilmattino.it/blog/controstorie/fortezza_di_fenestrelle_basta_la_lapide_distrutto_ricordo_prigionieri_meridionali-1372222.html?refresh_ce], che è uno scrittore e saggista di alto e riconosciuto livello, sulla lapide di Fenestrelle. Un primo dato: la lapide non era stata <s>apposta</s> collocata abusivamente, ma era stata autorizzata, e a confermarlo è lo stesso Professor Alessandro Barbero, cito: "lapide menzognera che l'amministrazione del forte ha incredibilmente acconsentito di collocare, su falsità che hanno influenzato un'opinione pubblica particolarmente incattivita e frustrata". Gigi Di Fiore non ha mai cavalcato, mistificato e falsificato nulla, come puoi leggere nell'articolo in cui lo stesso Di Fiore afferma: "Poche decine, ho più volte scritto, non certo migliaia. Ma pur sempre morti lontano dalle loro terre e in stato di prigionia." Le ricerche del Professor Alessandro Barbero – storico di altissimo livello, persona simpaticissima, di cui ho visto tanti bellissimi video e da cui ho imparato tante cose – dicono una parola autorevole, ma non dicono l'ultima parola su Fenestrelle, <s>così come</s> e lo stesso vale per le ricerche degli storici neoborbonici (ma è neoborbonico Di Fiore?): la questione Fenestrelle, per quanto posso aver compreso io, resta aperta ed è di difficile soluzione. Mi permetto di aggiungere – in generale, non in particolare su Fenestrelle – che fare chiarezza su eventi passati, non significa necessariamente attizzare l'odio e il risentimento; è esattamente l'opposto, è il negarli e l'occultarli che genera precisamente questo effetto, tanto più devastante quanto più lunga la rimozione. Avrei potuto creare io stesso quella voce: non l'ho fatto perché mi mancava il suono dell'altra campana, cosa, su una questione così spinosa, imprescindibile. Con la citazione di Barbero (il suono dell'altra campana che mancava) che tu hai inserito – e ti ringrazio per averlo fatto – si poteva creare una voce credibile ed equilibrata. Non sono un neoborbonico, non ho simpatie neoborboniche, non conosco neoborbonici, ma – permettimi di dire – non credo che i neoborbonici possano essere liquidati sbrigativamente e in massa come mistificatori. I Borbone – con tutti i loro limiti e i loro errori – non erano assolutamente i Campioni dell'Oscurantismo e dell'Arretratezza e il Regno delle Due Sicile, che non era il Perduto Paradiso in Terra, non era neppure il Reame trogloditico dell'Oscurantismo e del Regresso, come si è spacciato per decenni. Forse è su questo che i neoborbonici, ma non solo loro (il filone della rilettura storica del Risorgimento è ormai estesissimo e non si può comprimere su un fenomeno tutto sommato piuttosto marginale come il neoborbonismo), vorrebbero fare chiarezza. Ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:09, 31 ago 2022 (CEST) :Ciao Danyele, non c'è nulla di cui scusarsi, sulla tua serietà e correttezza non ho mai avuto il minimo dubbio; ti ringrazio per le modifiche nelle voci Epigrafi e Forte di Fenestrelle. Sono assolutamente d'accordo che far passare Fenestrelle per una Dachau sarebbe gravissimo ed infame, se lo si fa senza avere prove solidissime ed inattaccabili. E, per quanto posso saperne io, nulla dimostra un'enormità simile. E se anche, per ipotesi, le prove si trovassero, il paragone con l'Olocausto sarebbe comunque in sé errato ed inaccettabile. Di Fiore, che è uno studioso serio, però parla di poche decine di morti, e a me sembra che siamo anni luce lontanissimi da paragoni con i campi di sterminio. Vengo alla citazione di Di Fiore presente nella voce Fenestrelle e che ho inserito io nella voce di provenienza, come l'epigrafe. Il nucleo di questa citazione è il seguente passaggio: {{quote|Ma le sofferenze dei soldati napoletani continuavano. Oltre ai centri di raccolta, i piemontesi avevano realizzato due veri e propri campi di prigionia. Il più noto era nell'inaccessibile fortezza di Fenestrelle, vicino Torino.<br>Se la maggior parte dei soldati borbonici prigionieri veniva considerata irrecuperabile, con scarse possibilità di inserimento nell'esercito nazionale, allora bisognava cercare di "rieducare" i più irrequieti, tenendoli lontani dai loro paesi, dove avrebbero potuto alimentare la ribellione armata. Un obiettivo affidato al regime detentivo. Le carceri più dure furono istituite essenzialmente nel forte di San Maurizio Canavese e nella fortezza di Fenestrelle ''[...]''. Formata da una serie di roccaforti in successione, quasi incastrata tra le montagne, Fenestrelle venne costruita ai primi del '700 dai Savoia per difendere i confini del Regno.}}. Ora, mi darai atto che l'NDR che precede l'inserimento è lì, però io non posso non chiedermi in che modo questa citazione, tutta la citazione, e ti chiedo perdono se cito le tue parole: cavalca il filone neoborbonico delle mistificazioni pseudostoriche su Fenestrelle. Ho riletto più volte la citazione ma in questa specifica citazione – salvo mio errore di lettura – di questa manipolazione, mistificazione, non vedo traccia. Non si fanno numeri, non si parla di sterminio, neppure si accenna a prigionieri morti (come Di Fiore certamente farà nella sua opera che però non ho letto); si dice – certo in termini estremamente severi, non di mera constatazione, ma estremamente severi – che i militari del regno delle Due Sicilie che non vollero, per la fedeltà giurata a Francesco II, arruolarsi nell'esercito unitario, furono sottoposti ad un regime di carcere duro. Ma di campo di sterminio o simili in questa citazione non si parla, né, a quanto mi risulta, l'ha mai fatto Di Fiore. È mai esistita una Borbonia felix? Certo che no, ma questo penso che lo sappiano anche i neoborbonici, diciamo così ''non pasionari'', quelli che le cose le studiano negli archivi. È mai esistita una Borbonia trogloditica da liberare da un atavico baratro di arretratezza? Assolutamente no. Luci e ombre, come in tutte le cose umane. Il punto è che per decenni si sono raccontate solo le ombre, magari ingigantendole; e per altre vicende storiche, solo le luci, magari ingigantendole. E questo crea problemi. Non a me, personalmente: (a me personalmente l'idolatria delle patrie, delle nazioni, dei radicamenti; le Sehnsucht, i sacri suoli locali e nazionali, le identità-armatura intangibili, i gloriosi passati in cui barricarsi, i venerabilissimi continenti – di cui inorgoglirsi – di qualunque estensione, genere e tipo, mi hanno sempre dato un senso di soffocamento e mi trasmettono un chiaro presagio di incipiente idiozia. Nei limiti dell'umanamente possibile, non mi piace identificarmi in senso assoluto in niente). Ma ognuno di noi resta pur sempre ''anche'' figlio della propria storia, e se questa storia la si racconta tutta (e in questo sono d'accordo con te sul fatto che ci sono storici autorevoli per farlo) è sempre una cosa buona per tutti. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:05, 31 ago 2022 (CEST) ::Ciao Danyele. Debbo constatare che le nostre valutazioni su quella citazione sono divergenti, e <s>di questo</s> non posso far altro che prenderne atto. Io ho solo due problemi, inizio dal minore che è un problema tecnico: se qualche utente dovesse decidere di rimuovere quell'NDR, non potrei fare il rollback, perché motivi per farlo e argomenti per confrontarmi con l'utente non ne ho, e per di più io stesso non ravviso la necessità di quell'NDR, sia per l'autore della citazione che è uno studioso serio, sia per il contenuto della citazione che, imho, a meno di non sovrainterpretarne il contenuto, non presenta problemi di sorta, sia perché a bilanciarla più che bene c'è la citazione del Prof. Barbero; ed è quindi già con questo offerta al lettore un'altra possibilità di interpretarla. C'è un secondo problema, e questo a me pare piuttosto serio: quell'NDR potrebbe essere interpretato come diffamatorio, e questo – credo di avere il dovere di farlo presente – potrebbe <s>avere</s> portare a spiacevoli conseguenze. Mi auguro che ciò non accada, ma io ho il dovere, ripeto, di fare presente che questa possibilità sussiste. C'è un secondo NDR, anche questo sinceramente non necessario: è un'epigrafe commemorativa, non più di questo. Gigi Di Fiore è perfettamente in grado di difendere se stesso; i morti (parlo di morti per ragioni biologiche, quelle a cui siamo soggetti senza eccezione tutti), no, e quell'NDR, al di là delle tue intenzioni, naturalmente, e non discuto la tua buona fede, ma quell'NDR getta <s>una triste</s> ombra sulla memoria di quelle persone; e questo dispiace molto a me. Io mi inchino di fronte ad italiani che, una volta tanto, smentiscono in modo splendido la fama triste che gli italiani hanno di essere <s>fedigrafi</s> fedifraghi, opportunisti, e voltagabbanna. Essere rimasti fedeli al giuramento fatto ad un Re <s>sconfitto</s>, anche dopo che è stato sconfitto, è un atto nobile, che onora chi l'ha <s>fatto</s> compiuto e onora <s>tutti</s> gli italiani, e questo <s>meriterebbe</s> merita rispetto e gratitudine. Ti saluto cordialmente, buon fine settimana. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:41, 3 set 2022 (CEST) :::Sinceramente non so cosa potrei rispondere alle parole che mi scrivi e che – permettimi di dirlo – mi lasciano di stucco. Ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:06, 3 set 2022 (CEST) ::::Quel che c'era da dire sugli argomenti in oggetto è stato esposto nel modo più dettagliato; quel che avevo il dovere di dire come amministratore, l'ho lealmente detto. Continuare condurrebbe solo ad una sticomitia sterile e ripetitiva. Penso sia bene fermarsi qui. Saluti. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:19, 3 set 2022 (CEST) == Citazioni di calciatrici sulla Juventus == Non sarebbe meglio spostarle in una voce apposita sulla squadra femminile in quanto si tratta di un argomento autonomo rispetto alla squadra maschile, la cui ha la sua voce dedicata?--[[Speciale:Contributi/2800:200:E840:1F3:58A9:839E:D71E:D762|2800:200:E840:1F3:58A9:839E:D71E:D762]] ([[User talk:2800:200:E840:1F3:58A9:839E:D71E:D762|msg]]) 22:35, 21 ott 2022 (CEST) :Se le citazioni sono strettamente inerenti la Juventus Women, sì; se invece parlano in senso generale della Juventus, non ne vedo il motivo imho '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 00:22, 22 ott 2022 (CEST) == template cronologico == Ho visto che hai tolto il template in oggetto dalla voce [[Aquilia Severa]]. Lo avevo aggiunto, seguendo l'ordine di esposizione di Serviez, affiché la lettura delle citazioni avesse un senso ed una migliore leggibilità. Seguire sempre e in ogni caso il mero ordine alfabetico porta al paradosso che la citazione sul ripudio di Aquilia precede quella sull'innamoramento di Eliogabalo (Elagabalo): prima la ripudia e poi s'innamora! [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 16:01, 14 nov 2022 (CET) == Professioni pertinenti == Ciao! Qualche differenza con Wikidata e Wikipedia?--[[Speciale:Contributi/95.238.231.19|95.238.231.19]] ([[User talk:95.238.231.19|msg]]) 20:14, 21 nov 2022 (CET) :{{ping|95.238.231.19}} Io ci vedo solo del (semplice) buon senso: Angela non è ''enciclopedico'' come pianista, Elodie non è ''enciclopedica'' come personaggio televisivo, etc. '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:15, 21 nov 2022 (CET) == Fix di stile == Ciao Danyele, come va? Vedendo [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Glenn_Str%C3%B6mberg&curid=137276&diff=1258790&oldid=872764 questo]: è [[Template:s]] quindi non va sostituito con "stub", inoltre penso che è comodo lasciare "Defaultsort" quando c'è, così da non doverlo rimetterlo se si aggiungono categorie: ti suggerirei di non toglierlo in quei casi. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 18:09, 13 feb 2023 (CET) :In genere su Wikiquote ci si è orientati nell'ultimo decennio a metterlo sempre, nonostante prima di un decennio fa Nemo facesse quel discorso che andrebbe usato solo per più categorie. Quindi ti consiglierei di non stare a toglierlo per non perdere tempo e perché alcuni utenti lo preferiscono anche per una sola categoria (così c'è già per quando eventualmente bisogna aggiungerne altre); proprio per questo qualche anno fa su Wikiquote è stata messa apposta un'icona nella casella di modifica per far spuntare il Defaultsort quando ci clicchi sopra. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 18:30, 13 feb 2023 (CET) == [[Felice da Cantalice]] == Ciao Danyele, come va? Non so se è una buona idea usare il template Int per una fonte secondaria, sono citazioni per cui sarebbe meglio trovare un giorno la fonte primaria, penso che quel template sia più adatto per fonti come interviste e articoli del personaggio. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:32, 31 mar 2023 (CEST) :Idem per [[Tommaso Maria Fusco]]. Ciao. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:22, 28 nov 2023 (CET) == [[Kevin Spacey]] == Buongiorno. La citazione di [[Guia Soncini]] è troppo lunga, andrebbe tagliata. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:00, 9 mag 2023 (CEST) :Buongiorno, dal momento che è difficile stabilire una regola universale, vale un po' il buon senso: qui riportiamo citazioni e non pagine intere. :Quanto al secondo punto, non ho scritto che è stato alterato il virgolettato, ho scritto che è stato alterato il titolo ([https://www.juventus.com/it/news/articoli/pjanic-intervista-sky-e-mediaset o sbaglio?]). Il titolo di un articolo va riportato così com'è. É evidente che siamo nella voce di Pjanic, ma è altrettanto evidente che questo non è un buon motivo per modificare a proprio piacimento il titolo di un articolo. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:19, 10 mag 2023 (CEST) ::Una cosa è la citazione, un'altra è il riferimento bibliografico, che deve essere inequivocabile. Poi il vantaggio di ridurre il numero di parole da 5 a 4, mi sembra decisamente inferiore alla necessità di riportare integralmente il titolo. La regola attuale prevede questo, se non ti convince proponi pure un cambiamento al bar.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 05:14, 11 mag 2023 (CEST) :::Mi sembra assurdo che la discussione si stia protraendo per un caso così banale. [[Aiuto:Fonti|Qui]] c'è scritto che va riportato il titolo dell'articolo o della pagina, non una sintesi, non una parte del titolo. Ogni riferimento bibliografico, da sempre, riporta integralmente il titolo dell'articolo citato. Se la regola non ti garba, ripeto, proponi un cambiamento al bar. Saluti--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:21, 16 mag 2023 (CEST) == [[Julio Velasco]] == Buongiorno. Come mai la scelta dell'ordine cronologico se per alcune citazioni non c'è una data precisa? [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:06, 17 mag 2023 (CEST) == [[Amedeo Amadei]] == Buongiorno, non so il perché di [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Amedeo_Amadei&diff=next&oldid=873374 questo scambio], ma l'ordine delle categorie è alfabetico. Grazie. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:54, 18 mag 2023 (CEST) == Citazioni significative == Buongiorno, fatico a capire la significatività di citazioni come [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Juventus_Football_Club&diff=prev&oldid=1232252 questa], è probabile che citazioni di questo tipo siano state pronunciate bene o male da almeno dieci persone diverse con pochissime variazioni, qual è il valore aggiunto alla voce? [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:20, 30 mag 2023 (CEST) :Non faccio "le pulci sempre-e-solo al sottoscritto", semplicemente se apro i miei ''Osservati speciali'' (la prima pagina che apro ogni volta che mi approccio a Wikiquote), campeggia il tuo nickname dappertutto. Questo problema della scarsa significatività delle citazioni l'ho ravvisato già altre volte (così come ne ho ravvisati altri per cui ho preferito soprassedere e non "farti le pulci"), in questo caso mi sono permesso di intervenire perché si tratta di una voce in vetrina (in cui di certo non c'è un problema di quantità o numerosità, quindi bisogna preoccuparsi della qualità) e perché la frase in oggetto veramente è stata detta in ogni salsa nel corso degli anni. Lascio a te la scelta finale (perché è un tuo contributo ed è giusto così), ovviamente estendi la decisione a tutte le citazioni che reputi simili. Ovviamente se la citazione è poco significativa, va cancellata anche nella voce dell'autore.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:19, 2 giu 2023 (CEST) == Gianluca Vialli == Ciao, potresti dare un'occhiata a [[Speciale:Diff/1281098|questa]] modifica. C'era un errore di lint e una sorta di parametro. Non so se era un errore o volevi aggiungere altro. [[Discussioni utente:GryffindorD|<span style="color:#007FFF">'''GryffindorD'''</span>]] 11:00, 22 giu 2023 (CEST) == Voci correlate calcio == Buongiorno. Perdonami, ma qual è il senso di aggiungere alcune voci correlate se c'è già il [[template:calcio]]? [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 09:56, 24 giu 2023 (CEST) == [[Campionato mondiale di calcio 2014]] == Buongiorno. Attenzione! [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Campionato_mondiale_di_calcio_2014&diff=1284488&oldid=1069958 Qui] avevi aggiunto una citazione senza fonte. Tra l'altro lo spazio tra immagine e intestazione della voce non è previsto da alcuna linea guida. Grazie. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:21, 4 lug 2023 (CEST) :Buongiorno. Su quali browser? Comunque se è davvero così, proponi pure al bar, cisì facciamo adeguare tutte le voci da un bot. L'importante è avere un'uniformità e una sensatezza.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:17, 5 lug 2023 (CEST) ::Magari sono browser che manco si usano più... A me personalmente non è mai accaduto, pur usando diversi browser... Meglio discuterne comunque.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:08, 5 lug 2023 (CEST) == [[Campionato mondiale di calcio 1990]] == Buongiorno. Come mai [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Campionato_mondiale_di_calcio_1990&diff=1284617&oldid=1258655 qui] hai tolto l'ordine cronologico nella sezione? Non è una soluzione che adoperiamo spesso, ma siccome alcune citazioni sono state pronunciate prima e altre dopo la manifestazione direi che lì ci sta. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:21, 5 lug 2023 (CEST) == Re: Template:SelezioneNuove == Buonasera, al solito un atteggiamento collaborativo e gentile... Non mi pare di aver scritto il tuo nome nell'oggetto della modifica, né di aver annullato una tua modifica e infatti nel campo oggetto volevo rivolgermi più a Gaux che non a te, che probabilmente ti eri semplicemente perso la discussione (credo anche lui, in realtà). Assurdo il fatto che quando scrivo direttamente a te non ti senti chiamato in causa (fino a non rispondere) e quando scrivo in generale ti senti chiamato in causa... [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:52, 17 lug 2023 (CEST) :Ma incongruenza di cosa esattamente? Io non sono Gaux e Gaux e nella fattispecie non è né un amministratore, né tantomeno aveva partecipato alla [[Discussioni template:SelezioneNuove#Numero voci|discussione]]. Non vedo dunque alcuna incongruenza, semplicemente due utenti si erano persi una decisione, ma invece di scrivere loro, ho preferito indicare la cosa nel campo oggetto.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:47, 18 lug 2023 (CEST) == Citazioni non significative == Buongiorno. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Calcio_%28sport%29&diff=1289039&oldid=1286501 Questa citazione] a occhio e croce l'ha detta praticamente chiunque riguardo al calcio, con minime varianti... [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 09:46, 2 ago 2023 (CEST) == [[Gianni Mura]] == Ciao, sempre io. Qual è il bisogno di aggiungere ''la Repubblica'' tutte quelle volte in una sezione che già si chiama ''la Repubblica''? [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:06, 2 ago 2023 (CEST) :Ma che modo di reagire è? Ho fatto notare una cosa che immaginavo non avessi notato, ovvio che alcune correzioni fossero giuste (da "citato in" a "da") e che le citazioni tratte da ''repubblica.it'' non andrebbero in quella sottosezione... Boh...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:11, 3 ago 2023 (CEST) ::Come ho già avuto modo di dirti, siamo due contributori abbastanza assidui e contribuisci a molte voci che ho negli "osservati speciali", che ho l'abitudine di controllare. Se vedo una modifica che mi fa storcere il naso spesso soprassiedo (la spaziatura è stata la postilla di un messaggio scritto per altro motivo, ma ho soprasseduto mille volte e avrei continuato a farlo se non si fosse creata l'occasione), altre volte preferisco scriverti <u>ma non per redarguirti, bensì per avere un confronto</u>. Ti ho invitato più volte a scrivere al bar e non ti ho propinato quello che dicevo io come la verità assoluta, ma solo come convenzione o regola attuale. Sulle fonti web in minuscolo ho preso atto della decisione al bar e da allora mi sono adeguato pienamente, magari anche su altro sarebbe finita allo stesso modo scrivendo al bar... Se ti sforzi di "''assimilare tutte le prassi del progetto''" dovrebbero farti piacere i miei messaggi, perché direi che vanno proprio in quella direzione... ::Altre volte non ti ho scritto nemmeno e non mi riferivo nemmeno propriamente a te, ma [[Discussioni_utente:AssassinsCreed#Template:SelezioneNuove|ti sei sentito chiamato in causa]]. ::Su "''quando cado in errore, non ho mai avuto problemi a riconoscerlo''" avrei delle riserve ma non è questo ciò che conta. ::"''Dopo tutto ciò mi vedo ancora trattato come da pezza da straccio, bé risulta difficile credere (ancora) alla buona fede''", ma cosa significa per te "trattare da pezza da straccio"? Prendersi la briga di cercare costantemente un dialogo? Sarebbe meglio roll-backare senza spiegazioni? O chessò ignorare gli altrui messaggi? (quest'ultimo esempio mi ricorda qualcosa) ::"''ce ne fosse anche solo una d'apprezamento o incoraggiamento''": sinceramente non mi sei mai sembrato il tipo di utente che ama dilungarsi nelle discussioni, quindi non volevo appesantirle più del dovuto. Ciò nonostante sono sicuro di averti inviato un ringraziamento due giorni fa o giù di lì per una tua modifica, per esempio. Inoltre già solo prendendo il primo messaggio di questa pagina noterai un "''grazie per il suo contributo''" come esordio. Saluti.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:47, 3 ago 2023 (CEST) :::Perfetto! Coglierò il consiglio tra le righe! Smetterò di fare il professor'''ino''' e di impartire lezionc'''ine''', mi limiterò a rollbackare e agire come farei con un IP, probabilmente tale atteggiamento sarà più apprezzato. :::1) "non avere problemi a riconoscere un errore" significa anche farlo senza polemiche, dietrologie e commenti fuori luogo... o almeno io la vedo così. :::2) il riferimento è a [[Discussioni_utente:AssassinsCreed/Archivio201822#Agostino_Di_Bartolomei|questa conversazione]] e a tutte quelle precedenti che trovi qui sopra a cui non ho ricevuto risposto perché "''mancava il punto interrogativo al termine del messaggio''". :::Buon lavoro.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:23, 4 ago 2023 (CEST) == Re: Sergio Porrini == Ciao. Non è una questione numerica. Se tutte le citazioni hanno una data certa e non ci sono intestazioni a complicare le cose, l'ordine cronologico può essere usato tranquillamente. Vale la pena passare dall'ordine cronologico a quello alfabetico solo quando subentrano citazioni senza data certa. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 05:49, 7 ago 2023 (CEST) == [[Cláudio Taffarel#Citazioni su Cláudio Taffarel]] == Salve, cosa c'è di significativo nel fatto che Taffarel si fosse dimenticato la medaglia e il portafoglio nel taxi? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:05, 15 mar 2024 (CET) == Verifica delle modifiche == Salve, quando annulli una modifica vandalica ''et similia'' come hai correttamente fatto [[speciale:diff/1322336|qui]] e [[speciale:diff/1322334|qui]], ricordati di segnarla come verificata nel modo spiegatomi da Spinoziano [[Discussioni_utente:Udiki#Verifica_delle_modifiche|qui]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:58, 17 mar 2024 (CET) == [[L'uomo dell'anno]] == Ciao! Ho ripristinato alcuni wikilink tematici che avevi tolto, sono soggetti di frasi e citazioni papabili per le tematiche, quindi esattemante quanto prescritto in [[Aiuto:Wikilink]]. Attenzione a non passare da un eccesso all'altro ;-) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:08, 22 mar 2024 (CET) == Categorie == Ciao, non è necessario ripetere su Wikiquote la categorizzazione di Wikipedia, soprattutto se le categorie che crei contengono 1 sola voce. Tutte le varie voci "Calcio in ..." ad esempio sono superflue al momento. Inoltre, ogni categoria deve contenere il template {{tl|NotaCategorie}} e deve essere collegata su Wikidata. Infine, categorie Inghilterra e Scozia, ad esempio, vanno sotto [[:Categoria:Regno Unito]] e non come paesi dell'Europa. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:14, 1 apr 2024 (CEST) :Ciao, grazie per i miglioramenti alle categorie :-) manca ancora il fatto che non le colleghi su Wikidata (funziona come per le voci): in [[Speciale:PagineNonConnesse]], in fondo, ci sono un po' di categorie create da te che andrebbero collegate su Wikidata. Grazie, ciao ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:42, 16 apr 2024 (CEST) == URL archiviati == Ciao, qui di regola (non l'ho stabilito io) non si possono inserire gli URL archiviati finché il collegamento a quello originario non è interrotto. Non credo che sia scritto in qualche linea guida ma dovrebbe risultare da qualche discussione che non conosco, comunque è una cosa che, come tante da queste parti, si tramanda da un utente all'altro. Se proprio ci tieni e hai dei dubbi chiedi a Spinoziano. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:59, 6 apr 2024 (CEST) :Allora OK. --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:09, 6 apr 2024 (CEST) == Lily Cole == Ciao Danyele! Su Wikiquote in genere la distinzione film / serie televisive si fa solo quando c'è una lista molto lunga, normalmente solo nella sezione "Doppiaggio" dei doppiatori più prolifici. "Dall'intervista" va bene se non c'è ambiguità, cfr. [[Aiuto:Fonti#Fonti giornalistiche e periodici]].-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:20, 10 apr 2024 (CEST) :Ciao. Ho ripristinato in [[Margaret Qualley]] una "Filmografia" senza sottosezioni per la ragione già spiegata nella prima parte del messaggio precedente. Buon wiki.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:13, 5 ago 2024 (CEST) == [[Cucina italiana]] == Ciao, le citazioni di Grandi sono in numero esorbitante; tieni conto che se ne possono mettere circa cinque, certamente meno di dieci. Vedi tu quali sfrondare. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 11:22, 3 mag 2024 (CEST) == [[Transportation Security Administration]] == Ciao! Essendo categorizzata in [[:Categoria:Raggruppamenti]] non è una voce tematica ma può contenere sia "Citazioni di" (es. motti/statuti del TSA) sia "Citazioni su", perciò questa seconda intestazione va mantenuta. Ho ripristinato, un caro saluto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:58, 23 lug 2024 (CEST) == Citazioni antiziganismo == Salve. Volevo dire che sulla pagina di Axelsson non è possibile metterne alcuna poiché non c'è la sezione citazioni non potevo metterne. Grazie e cordiali saluti [[Utente:Bajricvasco|Bajricvasco]] ([[Discussioni utente:Bajricvasco|scrivimi]]) 20:54, 30 ago 2024 (CEST) == Overlinking & C. == Ciao Danyele, scusa se disturbo (spero che non sia un disturbo), ma [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Barbie_(film)&curid=206012&diff=1345311&oldid=1345211 qui] in realtà non sarebbe overlinking: su Wikiquote è tradizione mettere sempre i wikilink a nomi di persone o opere, rientra nel "voci utili per approfondire" di [[Aiuto:Wikilink]]; quello su cui si è generalmente restrittivi sono i nomi comuni cioè i link alle tematiche; ma anche [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cobweb_%28film_2023%29&diff=1336131&oldid=1336080 qui] non è che fosse proprio overlinking, la prima frase non è di per sé molto originale, ma se ci fai caso anche le frasi successive parlano della famiglia quindi un link alla tematica mi sembrava ci stesse bene (il film è abbastanza incentrato su quell'argomento) anche se io stesso ero indeciso se inserirlo. Ne approfitto per un piccolo chiarimento forse dovuto: su Wikipedia qualche anno fa ti chiesi se eri disposto che ti candidassi admin, ritengo sempre in tutta onestà che tu sia tagliato a quel ruolo ma il motivo per cui non te l'ho più chiesto, cioè non ho insistito, è che ho visto che purtroppo sei in "cattivi rapporti" (diciamo così) con vari admin di Wikipedia, quindi ho capito che una candidatura lì non andrebbe a buon fine. Qui su Wikiquote invece, come già ti accennai in passato, potremmo farci davvero un pensierino, magari non subito (quindi non occorre una risposta adesso, soprattutto se intende essere negativa) ma vedo che anche qui sei portato per il controllo accurato dei contributi altrui e inoltre qui la pressione è minore, essendo un piccolo progetto. Scusa la lungaggine, ti saluto con affetto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:32, 24 set 2024 (CEST) == Barnstar SheSaid == [[File:WDG - Mind the gap barnstar.jpg|right|200px]] Congratulazioni carissimo Danyele, i <u>[[Wikiquote:SheSaid 2024#Risultati|risultati]]</u> parlano chiaro: ti sei aggiudicato a mani basse il primato assoluto come contributore nella 5ª edizione della campagna #SheSaid, staccando perfino {{ping|Ibisco}} che finora aveva vinto tutte le prime 4 edizioni e sembrava super-imbattibile, e benché egli abbia sfornato anche quest'anno un'eccellente performance. Un'altra sorpresa di questa edizione è la graditissima {{ping|Emmepici}} che raggiunge il bronzo sul podio e che speriamo continuerà ancora a contribuire alla grande a Wikiquote oltre che a Wikipedia. Un ringraziamento d'onore non può non andare all'Organizzatrice {{ping|Camelia.boban}} che pur attestandosi al nono posto della classifica ha reso possibile l'evento anche quest'anno. Un ringraziamento speciale va inoltre a {{ping|Udiki}}, meritatamente fresco di [[Discussioni utente:Udiki#Zampino d'oro alla carriera|Zampino d'oro]], che da outsider ha dato un contributo essenziale a vigilare sulla qualità delle nuove voci e degli inserimenti e quindi alla qualità generale dell'evento. Di nuovo complimenti e buon anno a tutti!-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:30, 1 gen 2025 (CET) :Grazie a tutte e tutti per l'interesse a partecipare, l'impegno e le meravigliose voci scritte. Poi, a tuttə voi l'augurio per un magico 2025 🥂. [[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:43, 2 gen 2025 (CET) == [[Wikiquote:Pagine_da_cancellare#Sci_alpino_ai_XXIV_Giochi_olimpici_invernali_-_Discesa_libera_femminile]] == Segnalo. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:54, 5 gen 2025 (CET) == Re: Francesca Piccinini == Ciao, le due intestazioni si riferiscono a citazioni del 2014 e del 2019 e sono posizionate dopo citazioni del 2021, mi sembra evidente che non ci sia ordine cronologico. Le soluzioni possibili sono: :*utilizzare ordine alfabetico per citazioni e lasciare cronologico per intestazioni; :*rimuovere del tutto le intestazioni e lasciare tutto nel corpo unico con ordine cronologico, soluzione facilmente attuabile rimuovendo alcune citazioni decisamente poco significative, tipo "a essere brave non c'è merito" che sarà stata detta in forme più o meno simili almeno due milioni di volte. :*creare una sezione "citazioni tratte da interviste", ma non so questo quanto risolverebbe. :[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 09:05, 6 gen 2025 (CET) ::Ciao [[Utente:AssassinsCreed|Creed]], scusa se intervengo, mi sembra però che negli ultimi anni sia diventata consuetudine in parecchie voci usare il {{tl|cronologico}} come l'hai [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Francesca_Piccinini&diff=1359218&oldid=1358493 avversato] nella voce [[Francesca Piccinini]]: indica che le citazioni nella sezione principale sono in ordine cronologico e che le sottosezioni, se esistenti, seguono anch'esse un loro ordine cronologico. Può non essere la soluzione più ideale al mondo come coerenza ma credo che ormai sia utilizzata molto, anche da parte di altri utenti (vedi ad es. [[Rudy Salvagnini]]), e che comunque non sia peggiore nel complesso rispetto alle 3 alternative che proponi. Io lascerei come aveva fatto Danyele; è vero che la voce l'avevi creata tu ma lui poi ci ha lavorato altrettanto. Altra cosetta: vedo che in alcune voci hai aggiunto il template {{tl|en}} ma ultimamente stava diventando consuetudine, sulla scia di considerazioni fatte da {{ping|Udiki}} ("la lingua inglese la riconoscono tutti", cito a memoria; mi sembra lo dica non a torto anche per il francese), considerazioni giovatesi di un certo silenzio-assenso, di non usarlo più o almeno di non considerarlo obbligatorio: magari su questo potete mettervi d'accordo, per me questo secondo problema onestamente non cale più di tanto. Un caro saluto a tutti e tre e buona Epifania.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:34, 6 gen 2025 (CET) :::Ciao {{ping|Spinoziano}} allora [[Wikiquote:Bar#Ordine_cronologico_e_intestazioni|discutiamone al bar]] e in maniera sensata, perché sinceramente se il "cronologico" sta in cima a una sezione, io mi aspetterei che tale ordine sia rispettato. Se la maggioranza sarà di questo avviso mi adeguerò come già fatto per i siti web in minuscolo. :::Quanto al template en, ti riferirai a [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ray_Kroc&diff=prev&oldid=1359268 questa modifica], lo avevo fatto solo per coerenza interna alla voce (in un'altra fonte il template c'era), l'errore sta in chi aveva indicato la fonte di fianco alla citazione in inglese. Poi non capisco il nesso tra il fatto che l'inglese sia conosciuto e l'utilizzo del template, ma la cosa importante è che ci sia coerenza nella voce. Prima o poi potremo discutere anche di questo nel bar ma al momento darei precedenza all'altra discussione, più importante.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:39, 6 gen 2025 (CET) {{rientro}}{{ping|AssassinsCreed}}, ti rendi conto che la ''tua'' proposta avrebbe ripercussioni non sulla singola voce in oggetto bensì sull'<u>intero</u> progetto Wikiquote...?! Di certo una cosa tanto grande non può essere discussa-o-approvata-o-rigettata in un semplice topic collaterale tra neanche quattro gatti... E premesso che (come sottolineato da {{ping|Spinoziano}}) io sarei cmq per il mantenimento della prassi consolidatasi negli ultimi anni: citazioni in ordine cronologico, e sottosezioni a seguire allo stesso modo, cosa assolutamente - e facilmente - intuitiva imho '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 17:12, 6 gen 2025 (CET) :È una delle questioni da chiarire e in base a ciò che verrà fuori si agirà di conseguenza (come fatto in passato per siti web in minuscolo e altre questioni antecedenti). Ripeto che ho aperto [[Wikiquote:Bar#Ordine_cronologico_e_intestazioni|una discussione al bar]] che sarà pure frequentato da quattro gatti, ma sono quelli che collaborano al progetto e che pertanto devono decidere. La prassi per me è fallace e contraddittoria, quindi vale la pena quantomeno discuterne prima di accettarla...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:25, 6 gen 2025 (CET) == Liberto (voce tematica) == Ciao Danyele, grazie per l'inserimento dell'immagine nella [[Liberto|voce in oggetto]]. Per quanto riguarda l'eliminazione del titolo ripetuto "Citazioni" di secondo livello (ritenuto da te pleonastico) che precedeva il titolo di terzo livello Ermanno Ferrero, anche io lo reputavo tale e non lo utilizzavo; ma poco tempo fa @[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] mi ha fatto la correzione opposta, spiegandomi che si può utilizzare un terzo livello solo se preceduto da un secondo. L'autorevolezza di Spino, ha superato le mie perplessità. Un saluto, Gaux [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 16:12, 16 gen 2025 (CET) :{{ping|Gaux}} Sì, in alternativa si può fare [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Liberto&diff=1360918&oldid=1360858 così] (intestazione di secondo livello senza prima "Citazioni" quando c'è un'unica sezione); a me onestamente quell'immagine non sembra granché, su Commons o girando per le edizioni di Wikipedia esterofone si può trovare di meglio e quando possibile è comunque meglio mettere un'immagine differente dalla Wikipedia nostrana per variare.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:43, 16 gen 2025 (CET) :::Grazie @[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]], utilizzare, in questi casi, direttamente il secondo livello mi sembra un ottimo suggerimento. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 16:51, 16 gen 2025 (CET) == [[Wikiquote:Pagine_da_cancellare#Parma_Associazione_Calcio_1989-1990]] == Segnalo. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:48, 22 feb 2025 (CET) == Quantità degli estratti == Salve, c'è un problema abbastanza serio: non si può estrapolare più di tanto da un testo per motivi di diritto d'autore e di opportunità. Le citazioni di Cotroneo che si vedono in ''[[Festival di Sanremo 2000]]'' credo che riproducano i tre quarti di un suo pezzo senza che ciò sia stato autorizzato dall'autore, quindi si va oltre il diritto di corta citazione previsto dalla legge; peraltro mi sembra che con poco sforzo si possano tagliare passaggi di scarsa rilevanza. Considerazioni simili si possono fare per ''[[Rallye Monte-Carlo 1976]]'' e ''[[Truffa alla nigeriana]]''; quest'ultima ha pure una citazione piuttosto didascalica che viola [[WQ:S]]: "Prima di inserire una citazione, per capire se è adatta si può fare una sorta di prova del nove: chiedersi se per caso non esprima qualcosa che si potrebbe parafrasare (o addirittura mantenere tale e quale, se non fosse per i diritti d'autore) e inserire in una voce di Wikipedia mantenendo il punto di vista neutrale e senza uscire del seminato, citando come fonte quell'autore o un qualsiasi altro, o anche nessuno, senza che faccia alcuna differenza. Se è così, quel testo probabilmente non merita di essere citato come tale." Sicuramente c'è dell'altro, ma questo dovrebbe bastare a far capire. Dunque è necessario evitare in futuro e correggere quello che è stato fatto in passato. Tu pensa che la citazione più lunga che io abbia mai messo è [[speciale:diff/1369666|questa]], più corta delle succitate, ma è un discorso continuo nel quale non sono stato capace di individuare nulla di sacrificabile, per non parlare del fatto che è l'unico brano estratto da un libro di centinaia di pagine. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:26, 1 giu 2025 (CEST) :{{ping|Udiki}} Se sai già come/cosa stagliuzzare, fai pure; altrimenti vedo di metterci mano io '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:54, 1 giu 2025 (CEST) == Re: "Arrabbiarsi..." == Buondì. Se ricordo bene ciò che mi insegnarono alle scuole materne, il 6 febbraio si colloca prima del 16 febbraio, del 22 febbraio e del 31 marzo, ma evidentemente potrei sbagliarmi. Probabilmente non ricordi più [[Wikiquote:Bar#Ordine_cronologico_e_intestazioni|questa discussione]] nella quale peraltro hai anche partecipato. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:01, 6 giu 2025 (CEST) :La solita intervista chilometrica con template int sballava l'ordine cronologico...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:03, 9 giu 2025 (CEST) ::C'è stata una discussione in cui sono state riportate le soluzioni possibili: :#ordine alfabetico; :#evitare il template:int magari approfittandone per cancellare qualche citazione poco significativa; :#in extrema ratio mettere <nowiki><!--cronologico--></nowiki> in cima alla sezione. ::Ho preferito lasciare a te che avevi combinato il casino, la scelta/incombenza.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:14, 11 giu 2025 (CEST) == Modifica minore == Ciao, [[Aiuto:Modifica minore]] dice: "[...] ogni cambiamento in grado di modificare il senso o l'impostazione generale della pagina, anche se si trattasse dell'aggiunta di una sola parola, non dovrebbe essere marcato come modifica minore." Dunque, a maggior ragione, quando si aggiunge una citazione non si può segnare la modifica come minore. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:24, 30 ago 2025 (CEST) == [[Lieke Klaver]] == Ciao, vedo che la voce in oggetto contiene citazioni tradotte dall'olandese. Se conosci questa lingua, ''nulla quaestio''. Se si tratta di traduzione automatica, ricordo che sono vietate e che costituiscono addirittura un caso da cancellazione immediata. Nell'ultima ipotesi, in futuro meglio evitare. È vero che i traduttori automatici sono molto migliorati, ma possono esserci ancora errori grossolani. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:24, 17 ott 2025 (CEST) == Barnstar SheSaid 2 == [[File:WDG - Mind the gap barnstar.jpg|right|200px]] Congratulazioni caro Danyele, i [[Wikiquote:SheSaid 2025#Risultati|risultati]] parlano chiaro: ti sei aggiudicato a mani basse – per il secondo anno di fila – il primato assoluto come contributore della campagna #SheSaid, alla 6ª edizione, staccando nettamente gli altri partecipanti. Vivi complimenti e onori anche alla Signora Organizzatrice {{ping|Camelia.boban}} che si attesta sul podio con un dignitoso terzo posto. Buon anno a entrambi e ad maiora! -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:07, 1 gen 2026 (CET) :Complimenti a Danyele, a te Spino e a tutti i partecipanti. Poi, buon anno a tutta la comunità Wikiquote 🎊🥂. [[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 18:42, 1 gen 2026 (CET) == Giovanni Stroppa == Buondì. Sinceramente non capisco il perché di quel taglio. La citazione era più completa prima, poi magari nella voce "allenatore" puoi citarne solo una parte. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:57, 7 ago 2026 (CEST) k6uwuz2zh4wdsl4sm1dr3ufmwfuvyv0 Invenzione 0 64053 1422730 1404625 2026-08-06T15:35:58Z Udiki 86035 Allineo 1422730 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Light bulb Edison 2.jpg|thumb|Illustrazione dal brevetto dell'invenzione della lampadina ([[Thomas Alva Edison]], 1880)]] Citazioni sull''''invenzione'''. *Chi dice invenzione dice che c'è necessariamente una fase in cui chi è stato inventato si domanda se obbedirà ai suoi inventori. ([[Amélie Nothomb]]) *Ci sono state tre grandi invenzioni nella storia dell'umanità: il fuoco, la ruota... e ''Playboy''! (''[[La vita secondo Jim]]'') *Egli è opinione assai antica, nata dalla sperienza, ed osservazione, che le più rare, e peregrine invenzioni ci vengan dal Caso, e le più ordinarie, e comuni dall'industria, e dall'arte. ([[Jacopo Belgrado]]) *Fra un altro paio di secoli all'incirca, grandi ondate di cambiamenti si succederanno a più riprese nel giro di un'ora, o addirittura di un secondo, o di una frazione di secondo, finché passeranno inosservati come i mutamenti che subiamo negli stadi embrionali, o saranno avvertiti come vibrazioni. E andrebbe sicuramente così non fosse per un punto di frizione che interferisce fra teoria e pratica. Tale frizione è provocata in parte dal fatto che ogni rivoluzione disturba gli interessi acquisiti, e la cosa apparirebbe intollerabile quando gli uomini diventassero alternativamente milionari e pezzenti una volta ogni quindici giorni, – vivendo una settimana in un palazzo e quella seguente in un ospizio, e dovendo in continuazione vendere tutto all'asta quindi comperare una nuova casa e riammobiliarla e avanti così; – di conseguenza bisognerà ricorrere a qualche sistema artificiale per porre un limite alle invenzioni. Inoltre, sebbene le invenzioni si moltiplichino in rapporto geometrico, tuttavia ve ne sono alcune che si moltiplicano più rapidamente delle altre, e la lentezza di una può impedire lo sviluppo di un'altra. ([[Samuel Butler]]) *I progressi delle scienze e le invenzioni della tecnica attestano come negli esseri e nelle forze che compongono l'universo, regni un ordine stupendo; e attestano pure la grandezza dell'uomo, che scopre tale ordine e crea gli strumenti idonei per impadronirsi di quelle forze e volgerle a suo servizio. ([[Papa Giovanni XXIII]]) *Il progressivo sviluppo dell'uomo dipende dalle sue invenzioni. Esse sono il risultato più importante della sua creatività. Il fine ultimo delle invenzioni è il dominio completo della mente sul mondo materiale, la sottomissione delle forze della natura a favore delle necessità umane. Questo è il difficile compito dell'inventore, molte volte incompreso e non ricompensato a dovere. Egli però viene ampiamente ripagato dal piacere di applicare le proprie abilità e dalla consapevolezza di far parte di una classe privilegiata, senza la quale la razza umana sarebbe già scomparsa molto tempo fa, nel corso della dura lotta contro gli spietati elementi naturali. ([[Nikola Tesla]]) *La geniale invenzione nasce quasi sempre nel cervello dell'uomo isolato, ma solo l'opera tenace di pazienti ricercatori, con mezzi larghi ed adatti, può efficacemente svilupparla ed utilizzarla. ([[Benito Mussolini]]) *La grande storia vera è quella delle invenzioni. Sono le invenzioni quelle che provocano la storia, sul fondo dei dati statistici, biologici e geografici. ([[Raymond Queneau]]) *Ma sopra tutte le invenzioni stupende, qual eminenza fu quella di colui che s'immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona, benché distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? parlare con quelli che son nell'Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni? e con qual facilità? con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta. ([[Galileo Galilei]]) *Niente è più importante che osservare quali sono le fonti delle invenzioni, secondo me più interessanti che le invenzioni stesse. ([[Gottfried Wilhelm von Leibniz]]) *Nulla s'inventa, è vero, che non abbia una qualche radice, più o men profonda, nella realtà. ([[Luigi Pirandello]]) *Ogni invenzione importante equivale biologicamente alla creazione di nuovi organi. Da un secolo l'animale umano ha acquistato le gambe dell'automobile, le ali dell'aereo, gli occhi del microscopio, le orecchie del telefono, la voce della radio. Ma ha acquistato anche la capacità distruttrice dei missili e della bomba atomica. ([[Gaston Bouthoul]]) *— Se un uomo ha la disgrazia di trovar per caso qualche cosa che torni utile al paese, bisogna bene che vi si dedichi tutto e ne veda la fine.<br>— E non sarebbe miglior partito rinunziare a far conoscere il suo ritrovato?<br>— Ah, no davvero! — rispose Doyce tentennando il capo con un sorriso pensieroso. — Il ritrovato non gli è stato messo nella testa per restarvi sepolto. Ci è stato messo perché dia qualche frutto. Voi tenete lo vostra vita a condizione che combatterete strenuamente per essa fino all'ultimo. Ogni inventore tiene la sua scoperta alle medesime condizioni. ([[Charles Dickens]]) *Vi sono invenzioni che provocano cambiamenti lievi, in genere in meglio, a volte in peggio: pensiamo alla polvere da sparo. Ma ve ne sono altre che modificano la cultura e la società in maniera profonda e imprevedibile, una maniera che non si può comprendere se non retrospettivamente. ([[John Condry]]) *Voi sapete che le invenzioni umane procedono dal composito al semplice, e che il semplice è sempre la perfezione. ([[Alexandre Dumas padre]]) ==Voci correlate== *[[Inventore]] *[[Creatività]] *[[Ingegno]] *[[Ricerca]] *[[Scoperta]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|wikt}} [[Categoria:Conoscenza]] [[Categoria:Ricerca scientifica]] t1zj103h4exmn4l3z5nte0a6eyqkkuj Non mangiate le margherite 0 69661 1422780 989261 2026-08-06T22:40:14Z ~2026-43488-35 107983 1422780 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Non mangiate le margherite |immagine= |titolooriginale= Please don't eat the daisies |paese= USA |annouscita= 1960 |genere= commedia |regista= [[Charles Walters]] |soggetto= [[Jean Kerr]] |sceneggiatore= [[Isobel Lennart]] |attori= *[[Doris Day]]: Kate Robinson Mackay *[[David Niven]]: Lawrence (Larry) Mackay *[[Janis Paige]]: Deborah Vaughn *[[Spring Byington]]: Suzie Robinson *[[Richard Haydn]]: Alfred North *[[Patsy Kelly]]: Maggie *[[Jack Weston]]: Joe Positano *[[John Harding]]: Reverendo Norman McQuarry *[[Margaret Lindsay]]: Mona James *[[Carmen Phillips]]: Mary Smith *[[Mary Patton]]: Signora Hunter *[[Charles Herbert]]: David Mackay *[[Stanley Livingston]]: Gabriel MacKay *[[Flip Mark]]: George MacKay *[[Baby Gellert]]: Adam McKay |doppiatoriitaliani= * [[Dhia Cristiani]]: Kate Robinson Mackay * [[Nando Gazzolo]]: Lawrence (Larry) Mackay * [[Carlo Romano]]: Joe Positano }} '''''Non mangiate le margherite''''', film statunitense del 1960 con [[Doris Day]] e [[David Niven]], regia di [[Charles Walters]]. ==Frasi== *Ci sono molte teorie sul salame Quinlan. Dovrebbe la gente o ispirarla, rispecchiare la vita o cambiarla. Be', io gli concedo tutto ciò, purché faccia anche spettacolo. Perché a mio parere lo scopo del teatro, dal dramma greco al circo, è di interessare. ('''Larry Mackay''') *Se vuoi fare il commediografo non devi essere permaloso. ('''Larry Mackay''') *Sei un isterico come tutti gli scrittori. Vuoi soltanto lodi. Lodi e incensamenti. Be' d'accordo, sei un genio. Sono tutti uguali vogliono solo incensi. Sorgi [[William Shakespeare|Shakespeare]], sorgi [[Omero]], e cosa trovi? Un tipo come quello. ('''Larry Mackay''') ==Dialoghi== *'''Deborah Vaughn''': Si distenda i nervi, io vado. Ho uno spettacolo da dare. <br/> '''Larry Mackay''': Ne ha già dato uno. <br/> '''Deborah Vaughn''': Riservato a un frigido critico. <br/> '''Larry Mackay''': Frigido no, ma non sono disponibile. <br/> '''Deborah Vaughn''': Non sia sciocco, gioia. Chiunque è disponibile se non è morto. *'''Suzie Robinson''': Ti sei trasformato in un uomo di polso, mio caro. È la tua ora. Sono fiera di te. <br/> '''Larry Mackay''': Sono fiero di me anch'io. È bellissimo incutere paura a tutti quanti. Se io apro bocca, uno scrittore rinuncia a scrivere. Se continua di questo passo non vi saranno più novità in teatro per quanto li terrorizzo. E poi stroncare anche mia moglie. Oh sarebbe il trionfo finale. Dà alla testa un così vasto potere. ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Non mangiate le margherite''|w}} [[Categoria:Film commedia]] kr77wieog0jqcuf2f40c9lbdmg1on5m 1422781 1422780 2026-08-06T22:55:57Z Morkoz 107625 Reverted 1 edit by [[Special:Contributions/~2026-43488-35|~2026-43488-35]] ([[User talk:~2026-43488-35|talk]]) (TwinkleGlobal) 1422781 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Non mangiate le margherite |immagine= |titolooriginale= Please don't eat the daisies |paese= USA |annouscita= 1960 |genere= commedia |regista= [[Charles Walters]] |soggetto= [[Jean Kerr]] |sceneggiatore= [[Isobel Lennart]] |attori= *[[Doris Day]]: Kate Robinson Mackay *[[David Niven]]: Lawrence (Larry) Mackay *[[Janis Paige]]: Deborah Vaughn *[[Spring Byington]]: Suzie Robinson *[[Richard Haydn]]: Alfred North *[[Patsy Kelly]]: Maggie *[[Jack Weston]]: Joe Positano *[[John Harding]]: Reverendo Norman McQuarry *[[Margaret Lindsay]]: Mona James *[[Carmen Phillips]]: Mary Smith *[[Mary Patton]]: Signora Hunter *[[Charles Herbert]]: David Mackay *[[Stanley Livingston]]: Gabriel MacKay *[[Flip Mark]]: George MacKay *[[Baby Gellert]]: Adam McKay |doppiatoriitaliani= * [[Dhia Cristiani]]: Kate Robinson Mackay * [[Nando Gazzolo]]: Lawrence (Larry) Mackay * [[Carlo Romano]]: Joe Positano }} '''''Non mangiate le margherite''''', film statunitense del 1960 con [[Doris Day]] e [[David Niven]], regia di [[Charles Walters]]. ==Frasi== *Ci sono molte teorie sul teatro. Dovrebbe educare la gente o ispirarla, rispecchiare la vita o cambiarla. Be', io gli concedo tutto ciò, purché faccia anche spettacolo. Perché a mio parere lo scopo del teatro, dal dramma greco al circo, è di interessare. ('''Larry Mackay''') *Se vuoi fare il commediografo non devi essere permaloso. ('''Larry Mackay''') *Sei un isterico come tutti gli scrittori. Vuoi soltanto lodi. Lodi e incensamenti. Be' d'accordo, sei un genio. Sono tutti uguali vogliono solo incensi. Sorgi [[William Shakespeare|Shakespeare]], sorgi [[Omero]], e cosa trovi? Un tipo come quello. ('''Larry Mackay''') ==Dialoghi== *'''Deborah Vaughn''': Si distenda i nervi, io vado. Ho uno spettacolo da dare. <br/> '''Larry Mackay''': Ne ha già dato uno. <br/> '''Deborah Vaughn''': Riservato a un frigido critico. <br/> '''Larry Mackay''': Frigido no, ma non sono disponibile. <br/> '''Deborah Vaughn''': Non sia sciocco, gioia. Chiunque è disponibile se non è morto. *'''Suzie Robinson''': Ti sei trasformato in un uomo di polso, mio caro. È la tua ora. Sono fiera di te. <br/> '''Larry Mackay''': Sono fiero di me anch'io. È bellissimo incutere paura a tutti quanti. Se io apro bocca, uno scrittore rinuncia a scrivere. Se continua di questo passo non vi saranno più novità in teatro per quanto li terrorizzo. E poi stroncare anche mia moglie. Oh sarebbe il trionfo finale. Dà alla testa un così vasto potere. ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Non mangiate le margherite''|w}} [[Categoria:Film commedia]] qsthjehgz39d5jcnmv8htrp3ejdi31n Allenatore 0 77988 1422746 1402169 2026-08-06T17:58:31Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1422746 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Abdullah Mubarak 2011 1.jpg|thumb|upright=1.4|Un allenatore]] Citazioni sugli '''allenatori'''. ==Citazioni== *A me piace l'allenatore che lavora sul campo in prima persona. Non mi vanno i tipi [...] che fanno salotto con i dirigenti, mentre i giocatori si allenano con il preparatore. ([[Lajos Détári]]) *All'allenatore in Italia non basta allenare, deve essere un personaggio, deve allenare i giornalisti. Se non allena bene i giornalisti non gli basta allenare bene la sua squadra... ([[Vladimiro Caminiti]]) *Allenare è istruire, preparare, addestrare. ([[Gian Paolo Montali]]) *Allenare più di sedici giocatori mi fa venire il mal di testa. ([[Franco Scoglio]]) *Anni fa la figura del mister era maggiormente rispettata. Anche a livello mediatico molte cose sono cambiate. Tutto è più veloce. Tutto è social. Per quel che mi riguarda cerco sempre di tenermi aggiornato perché, a livello di idee e di concetti, mi sento giovane. Stimo molto quegli allenatori che hanno fatto la gavetta [...]. Le qualità fondamentali che deve avere un allenatore? Competenza e credibilità. ([[Giuseppe Pillon]]) *Ascolti, le voglio dare un consiglio Brian Clough, non importa quanto pensi di essere bravo, intelligente o quanti nuovi amici si fa in televisione, la realtà della vita nel calcio è questa: il presidente è il capo, poi ci sono i consiglieri, poi il segretario, poi i tifosi, poi i giocatori e poi alla fine di tutto in fondo al mucchio l'ultimo degli ultimi, la persona di cui alla fine possiamo tutti fare a meno, il fottuto allenatore! (''[[Il maledetto United]]'') *Come allenatore ho la responsabilità per quello che si fa in campo ma anche fuori, per questo cerco di conquistarmi il ruolo di leader, per farmi seguire. Si dice che io incuta timore, ma per imporsi non ci sono spartiti precisi, bisogna cercare di farsi seguire, col buon esempio, attraverso il comportamento personale. ([[Zdeněk Zeman]]) *Credo che un allenatore migliori ed evolva costantemente anno dopo anno, grazie anche al contatto con gli atleti e i feedback che riceve da loro. Penso poi sia un nostro dovere cercare sempre di evolverci, perché come fanno gli atleti, anche l'allenatore deve provare a migliorare costantemente. ([[Jonne Kähkönen]]) *Da allenatore devi interpretare le caratteristiche tecniche dei giocatori, ma anche caratteriali e fare in modo che questo intreccio diventi funzionale agli obbiettivi. ([[Salvatore Vullo]]) *Da allenatore devi scegliere i progetti, perché non sei solo: alleni e guidi un gruppo di uomini che dipendono da te, ma anche tu dipendi da loro. Hai il dovere di farli rendere al massimo. Insegnando, fissando regole, caricandoli, facendogli sentire l'onore di appartenere al club, ma restando sempre lucido e razionale. Altrimenti non sei un buon tecnico. ([[Siniša Mihajlović]]) *Da giocatore vivi la gioia su te stesso all'interno della squadra, da allenatore la vivi in modo più completo perché sai che dentro quel successo c'è tanto di tuo. Hai messo le tue idee, scelto i giocatori, creato la squadra, un'idea di gioco, lo staff. Sai di aver costruito qualcosa di tuo. Un allenatore ha un grande peso in fase di costruzione, poi durante il gioco la palla passa in mano ai giocatori. Il grande lavoro lo devi fare prima, durante la partita riesci a incidere meno. Esagerando si può dire che l'allenatore conta al 100 per cento nella costruzione, mentre durante la partita se riesci a contare un 20-30 per cento già stai facendo un buon lavoro. ([[Ferdinando De Giorgi]]) *{{NDR|«Il "bravo allenatore" deve adattare le proprie idee al materiale che ha a disposizione oppure deve cercare di insegnare comunque il proprio credo ai giocatori?»}} Deve riuscire in tutte e due le imprese; l'importante è rendersi conto per tempo di quello che realmente è il gruppo e di quello che può dare. Il "bravo allenatore" lo si riconosce dalla velocità con la quale capisce certe sfumature. ([[Emiliano Mondonico]]) *{{NDR|«È facile il mestiere di allenatore?»}} È facile se intendi l'allenamento puro, la gestione di un gruppo. Se invece lo vivi come un lavoro, è difficilissimo. ([[Luigi Maifredi]]) *Fare l'allenatore è un'altra cosa {{NDR|rispetto al calciatore}}. Devi rapportarti a tante persone, pensare al gruppo, a come rivolgerti ai giocatori che fai andare in campo e a quelli che lasci in panchina. Hai più [[responsabilità]] e per diversi giorni devi pensare a come preparare la partita tatticamente. Poi quando comincia la tua parte è fatta. ([[Andrij Ševčenko]]) *Giova ricordare che l'allenatore, anche un super [...], resta sempre la ciliegina sulla torta. E la torta la devono preparare i cuochi. ([[Valerio Bianchini]]) *Gli allenatori occupano una posizione molto difficile. Spesso siamo oggetto di gelosie e invidia. ([[Diego Simeone]]) *E pensare che quando ho iniziato a giocare seriamente mai più avrei pensato un giorno di poter allenare. Col passare degli anni, invece, ho cominciato ad apprezzare il piacere di trasmettere agli altri le mie conoscenze. ([[Rita Guarino]]) *I giocatori non dovrebbero andarsene prima degli allenatori. ([[Giovanni Trapattoni]]) *I rapporti fra presidenti e tecnici sono sempre più labili, anche quando la bravura professionale dei secondi è fuori discussione. Come mai? La colpa è, probabilmente, dell'importanza eccessiva assunta dal loro ruolo agli occhi dell'opinione pubblica. [...] Non si vince più perché la società ha comprato fior di campioni, perché la squadra è forte, perché gli avversari sono inferiori, perché un episodio fortunato ha deciso l'incontro, perché un gruppo è meglio preparato sul piano atletico. No, si vince grazie al modulo, agli schemi, alle magie del tecnico. Ciò ha fatto salire a dismisura i compensi degli allenatori, ma naturalmente li espone a maggiori rischi. Se sei così importante, la colpa dei risultati negativi è tua. Così i presidenti se la prendono con i tecnici non solo se perdono ma se non realizzano un calcio piacevole. Così cresce l'insofferenza nei confronti di questi maghi: io spendo un mucchio di soldi e se vinco i meriti vanno tutti all'allenatore. ([[Giorgio Tosatti]]) *Il bravo allenatore deve rendere protagoniste le sue giocatrici in campo, rendendole leader di loro stesse. Deve essere autorevole e deve dare fiducia. Elogiare in pubblico e rimproverare in privato. E deve essere un grande leader. Un buon allenatore secondo me si vede dai time out, perché quando una squadra è viva nei time out si vede che le giocatrici comunicano molto fra di loro, senza pendere dalle labbra del loro coach. In quei casi si vede che l'allenatore ha raggiunto l'equilibrio fra la sua posizione di leader e quella delle proprie giocatrici. ([[Maurizia Cacciatori]]) *Il [[Calcio (sport)|calcio]] è già difficile per chi ne capisce, figuriamoci per gli allenatori. ([[Franco Rossi]]) *Il mio allenatore preferito? Quello che mi fa giocare. ([[Salvatore Schillaci]]) *Il perdono fa parte del compito dell'allenatore, altrimenti su 25 calciatori ne salveresti 10. ([[Antonio Conte]]) *Il sequestro dello sport da parte degli allenatori rende ogni giorno più superflua la presenza degi atleti. ([[Massimo Gramellini]]) *Il tecnico finisce per diventare il tramite tra personalità e subconscio dei giocatori. ([[Gian Paolo Montali]]) *In fondo, gli allenatori di calcio sono dei privilegiati: saranno pure criticati e criticabili, ma a fine mese non hanno certo le angustie o le sofferenze dei cassintegrati o dei metalmeccanici. ([[Domenico Morace]]) *In Italia gli allenatori vengono ingaggiati o perché vanno di moda in quel momento o perché sono sponsorizzati da qualcuno, e non certo per le loro metodologie di lavoro e per quello che fanno in campo. La vita dell'allenatore da noi è sempre più precaria. ([[Giovanni Stroppa]]) *Io, gli allenatori che si presentano a bordocampo con la tuta, li multerei: stai rappresentando la società, non puoi metterti la tuta. ([[Massimiliano Allegri]]) *Io sono il signore tecnico tuo, non avrai altri tecnici all'infuori di me. ([[Gianni Brera]]) *Io voglio diventare allenatrice proprio per tutti gli allenatori terribili che ho avuto. ([[Verónica Boquete]]) *L'allenatore fa sempre le stesse cose, prepara la partita al meglio e spiega ai ragazzi le cose da fare. Insomma analizzi e prendi decisioni che siano in linea con quelle che sono le caratteristiche dei giocatori, poi gli attori principali sono loro. L'unica cosa che puoi fare è quella di gestire al meglio un atleta, ascoltando anche quello che succede intorno. Alla fine, però, conta il campo. ([[Angelo Lorenzetti]]) *L'allenatore ha sempre il diritto di prendere qualsiasi decisione per il bene della squadra. [...] Posso esprimere il mio punto di vista, ma anche dare credito a chi lo merita. ([[Mary Earps]]) *L'allenatore mica è uno qualsiasi: se dentro ha energia, porta quelli intorno ad avere un senso di responsabilità, a dare tutto se stesso, ma anche quello che non si ha, per ciò in cui si crede. ([[Luís Vinício]]) *L'allenatore rivelazione? Quello che vince. ([[Franco Scoglio]]) *L'obiettivo dell'allenatore è quello di non allontanare l'obiettivo individuale da quello di squadra. Io cerco di fare in modo che ogni individuo si esalti in un modello di squadra, non li porto mai dentro il mio modello. Cerco di esaltare l'individualità a servizio della squadra. ([[Marco Baroni (allenatore)|Marco Baroni]]) *La maggior parte degli allenatori e dei tecnici sono delle persone straordinarie, poi noi viviamo in un mondo dove l'allenatore diventa una persona sola: paradossalmente è così, vivi in un lavoro dove devi aggregare e cercare di costruire gruppi, ma alla fine poi sei solo. E quindi quando c'è troppa solitudine, ogni tanto anche noi facciamo dei grossi errori, di rapporti, di comunicazione e quindi perdi magari la stima di un compagno, di un collega per una battuta, per un discorso: e quindi diventa difficile dare dei giudizi che siano dei giudizi obiettivi. ([[Cesare Prandelli]]) *La prima qualità che deve avere un allenatore è il saper gestire mille cose. Prima c'erano meno media, meno pressioni, adesso devi essere attento a mille sfaccettature. Dipende poi da ogni situazione, perché se sei in una grande squadra devi trovare il giocatore giusto, perché poi te lo fanno pagare, per cui hai ancora più responsabilità e non sempre trovi il giocatore giusto che si ambienta subito. Se sei in una piccola società, dove devi fare bene, allora devi andare alla ricerca di quel giocatore che abbia lo spirito giusto. ([[Claudio Ranieri]]) *Mi è sempre piaciuto fare l'allenatore, anche in campo. [...] La cosa che mi piace di più di questo mestiere? Aiutare i ragazzi ad esprimersi, tirare fuori le loro doti. Un allenatore può darti un concetto, ma la cosa più importante è far capire ai ragazzi di essere utili e far emergere le loro qualità. ([[Marco Marchionni]]) *Nella brutale, ma ormai inevitabile e irreversibile, logica del calcio, i rapporti sportivi sono andati sfumando in dissolvenza. C'è un imprenditore che investe in modo massiccio e affida questa sua operazione finanziaria a un tecnico, l'allenatore appunto, pretendendo risultati pari alle risorse impiegate. Ove ciò non avvenga, è nel suo pieno diritto procedere a un ricambio al vertice, esattamente come un editore sostituisce il direttore di giornale che non è in grado di assicurare il successo del prodotto. Gli allenatori sanno così bene quello che li aspetta, che hanno ormai portato i loro compensi a limiti irreali, in ogni caso sicuramente sproporzionati alla loro possibilità di incidere, nel bene e nel male, sul destino delle squadre avute in consegna. Quei favolosi, o scandalosi, stipendi sono in realtà un'assicurazione contro i capricci dei dirigenti; o, se preferite, la copertura per un eventuale ruolo di capro espiatorio, liberamente sottoscritto all'inizio del rapporto. ([[Adalberto Bortolotti]]) *{{NDR|«Ha mai pensato di poter allenare»}} No, troppo stressante: tra i miei ex compagni vedo troppa gente esaurita. ([[Luca Toni]]) *Non è un mestiere. Non mi piace definirlo così. È una passione legata un po' a quello che ho sempre fatto, e quindi è soltanto la continuazione. Vuol dire rimanere sempre nello stesso ambiente, sentire gli stessi odori, le stesse sensazioni. ([[Roberto Donadoni]]) *Non erano così importanti. Li avete fatti diventare importanti voi {{NDR|giornalisti}}. ([[Giampiero Boniperti]]) *Non escludo che [...] prima o poi vengano aboliti anche gli allenatori. Mi chiedo, infatti, a cosa serva una categoria per la quale, essendoci i risultati, sono tutti maghi, e mancando i risultati sono tutti asini. ([[Vladimiro Caminiti]]) *Offese, polemiche, deferimenti a raffica mi colpiscono: mi sembra di essere un allenatore irakeno. ([[Aldo Agroppi]]) *Ogni coach mi ha lasciato qualcosa. È come avere tante mappe: scegli quella che ti serve in quel momento. ([[Summer McIntosh]]) *Penso che non esistano allenatori giovani o vecchi, ma soltanto quelli bravi e vincenti e altri che lo sono di meno. Il dato anagrafico a quel punto conta poco. ([[Cristiano Lucarelli]]) *Penso che un allenatore deve essere pronto all'esonero. Ma se l'allenatore ha paura di questo, non lavora bene e ha grandi problemi. ([[José Mourinho]]) *Per me fare l'allenatore non ha mai significato l'ambizione del grosso club, la scalata per giungere al vertice. Ho fatto e faccio questo mestiere per la soddisfazione di stare in campo, costruire qualcosa, continuare a calzare le scarpe bullonate come quando ero ragazzo e, non ultimo, guadagnare bene. ([[Osvaldo Bagnoli]]) *Però quando ho iniziato a fare l'allenatore, ho capito che gli [[scacchi]] mi sarebbero potuti essere utili. [...] Perché hai bisogno di una strategia, devi sempre cercare di essere una mossa avanti all'avversario. Ti serve ragionare sul gioco delle mosse e contromosse, tentare di portare l'avversario fuori strada. Preparare un attacco e un po' come preparare una partita. L'unica differenza è che in mano hai dei pezzi, e non delle persone. Da questo punto di vista, il mestiere di allenatore è ancora più difficile. ([[Gianluca Vialli]]) *Quando dai troppa importanza al tecnico, e poco ai giocatori, può succedere che i giocatori ci marcino, tanto sanno già quale testa rotolerà. ([[Roberto Beccantini]]) *Quanto incide un allenatore? Un tecnico deve intraprendere una strada, tracciare un percorso portando gioco, organizzazione e cercando di portare competenze adeguate. Detto questo l'allenatore è nulla se non trova la disponibilità dei calciatori. ([[Antonio Conte]]) *Questo è un mondo che concede poco alla fantasia. Si tende ad appiattire anche questa professione, si deve fare l'allenatore solo in un determinato modo. ([[Luigi Maifredi]]) *Ritengo che quello che faccio {{NDR|da coach}} si possa sintetizzare in due macro-aree: analizzare e prendere decisioni. Sono entrambi due momenti complessi; in fase di analisi studio, osservo, raccolgo dati, faccio domande, comunico e ascolto. E l'ascolto è importante sia in fase di analisi, perché mi serve per ampliare i punti di vista, sia nella fase di decisione, e nei momenti successivi. Infatti il mio compito è quello di prendere decisioni che siano in linea con quello che i giocatori si sentono di fare. Ascoltare, quanto si riesce, anche i rumors, è fondamentale per capire se le decisioni che sto prendendo sono quelle giuste o meno. E tutto questo lo faccio ascoltando i giocatori, lo staff, i dirigenti, i media e i tifosi. ([[Angelo Lorenzetti]]) *Se il presidente non è contento della squadra o chiede all'allenatore di cambiare qualcosa o cambia l'allenatore. ([[Diego Lopez (personaggio)|Diego Lopez]], ''[[Boris (seconda stagione)|Boris]]'') *Se l'autorevolezza di un allenatore deriva dall'urlare, io non ne ho. A me chi urla non trasmette niente, mentre ci sono persone che parlano piano e infondono sicurezza, anche timore. Ma il mondo della leadership è ancora tutto da scoprire, per noi allenatori. Una parola detta in un certo modo può cambiare le cose. Forse è in questo campo che si può sorprendere. ([[Massimiliano Allegri]]) *Se la squadra va bene, il merito è loro. Se invece le cose vanno male la colpa è del presidente che è un pirla. ([[Ivanoe Fraizzoli]]) *Se non accetti le critiche non puoi fare l'allenatore. ([[Andrea Anastasi]]) *Siamo, sinceramente, sopravvalutati. Zona, pressing, fuorigioco, tutto quello che le pare: ma poi decidono i ciuffi d'erba. ([[Dino Zoff]]) *Sono un allenatore democratico. Fisso le regole e i giocatori le rispettano. ([[Renzo Ulivieri]]) *Un allenatore deve essere un leader funzionale che conosce la propria materia. Un leader tecnico quindi, ma deve anche saper comunicare, sentire il sudore delle sue atlete, condividere la gioia e le lacrime delle sue giocatrici. Solo così avrà una vera leadership. ([[Simonetta Avalle]]) *Un allenatore non deve dormire. Lui fa "ronf, ronf" e la partita finisce 0 a 0. Sbagliato. Un coach deve sempre essere sveglio e indovinare il cambio decisivo. ([[Giovanni Trapattoni]]) *Un allenatore non è come un insegnante di scuola che ti dice "devi fare questo o entro domani devi svolgere questi compiti". Io sono riuscito a dare il meglio di me con gli allenatori che mi hanno dato libertà. ([[Eden Hazard]]) *Un allenatore si diverte quando vince. ([[Helenio Herrera]]) *Un grande allenatore deve essere lui stesso leader, ma deve crea­re altri leader che in campo ri­producono idee, valori, carat­tere. ([[Gianluca Vialli]]) *Un personaggio esalta e abbatte questo spirito d'impresa: il coach. Egli esalta e abbatte le individualità, ha il concetto di squadra, è l'esperto, e quando il suo interesse concerne più l'individuo che la tecnica si differenzia dall'allenatore. ([[André Scala]]) *Un tecnico non fa solo la formazione: deve motivare un gruppo e uno staff, relazionarsi con i dirigenti, rappresentare il club sui social e nelle tv, che sono quelle che mantengono l'ambaradan. È un ruolo straordinariamente complesso. ([[Hernán Crespo]]) *Visto che gli allenatori considerano le partite come una successione di minacce, la paura ha cominciato a contaminare le loro idee, e ogni pericolo immaginario che vogliono annullare provoca una decisione repressiva che corrode il gioco nel suo aspetto felice, libero, creativo. ([[Jorge Valdano]]) ===[[Carlo Ancelotti]]=== *L'esonero fa parte del nostro mestiere, non è una iattura. Quando le cose non funzionano bene tra un allenatore e una società è giusto chiudere. Se le cose funzionano bene si riescono a gestire le situazioni più difficili ma non deve essere un matrimonio forzato. L’esonero non si capisce, l’allenatore è sempre l’ultimo a saperlo. Ci sono delle sensazioni ma fino a che non c’è la notizia ufficiale non lo sai [...]. Un allenatore perde solo tempo a pensare al suo esonero: deve pensare solo a fare il suo lavoro. *La valigia per un allenatore è sempre pronta. *Tante volte quando diventi allenatore capisci che problemi hai causato quando eri dall'altra parte. Molte volte si dice ai propri figli "lo capirai il giorno che diventerai papà". Ai giocatori si dice, invece, "lo capirai il giorno che diventerai allenatore". ===[[Massimo Barbolini]]=== *Non basta sapere perfettamente l'inglese per poter essere un professore. Bisogna saperlo insegnare. La stessa cosa vale per gli allenatori, la quantità di conoscenze è irrilevante se non si sa trasferirla. *[Un allenatore] si nutre di vittorie, perché alla fine puoi essere bravo, ma se non vinci perdi sicurezza. Le vittorie sono un nutrimento. *Una qualità importante per ogni coach di successo credo sia quella di apprezzare dove si è arrivati avendo la consapevolezza che non ci si è trovati a quel punto per caso. Penso che sia questa consapevolezza che poi fa si che uno mantenga l'asticella sempre alta, facendo si che si possa diventare un vincente. Vincente è un participio presente e spesso come tale vengono etichettati [...] allenatori che vivono di rendita per anni con una sola vittoria, quando invece bisognerebbe ricordarsi di certe vittorie per mantenere la consapevolezza che arrivare a determinati livelli è molto difficile ma quello che è davvero complicato è rimanerci. Quando si raggiunge questo status mentale si riesce anche ad essere maggiormente focalizzati sul nostro ruolo, perdendo meno tempo in cose futili e concentrandosi di più su ciò che realmente fa la differenza: preparare un allenamento, riguardare un video, fermarsi a parlare con un giocatore o con un altro allenatore. ===[[Claudio Bellucci]]=== *{{NDR|«Fare l'allenatore...»}} È maledettamente complicato. Devi pensare a trenta teste e puoi incidere sulla squadra, ma mai fino in fondo. Nel momento in cui non riesci a dare una mano ai tuoi ragazzi in difficoltà, per esempio, soffri molto di più che da calciatore, quando ti concentri molto su di te e i tuoi compiti, e poi sei nel vivo dell'azione e hai maggiori possibilità di sfogo. *In panchina, in allenamento e negli spogliatoi sono schietto e leale con i giocatori. Me lo ha insegnato [[Carlo Mazzone|Mazzone]]: avere rispetto soprattutto di chi non parte dall'inizio è una cosa che mi porto dentro essendo stato calciatore. Se un giocatore non gioca so che è arrabbiato, deve esserlo con me, non con i suoi compagni. *Se fai l'allenatore a certi livelli, esser stato giocatore può aiutare a capire certe dinamiche. Faccio un esempio, io so cosa prova un attaccante in campo se sbaglia un gol, un portiere se ne subisce uno per colpa sua. So come agevolare un mio giocatore se devo fare una scelta, nei momenti di gioia e di difficoltà riesco ad avere empatia con chi è in campo. Chi ha giocato nelle categorie minori non ha provato certe situazioni. ===[[Vujadin Boškov]]=== *Ci sono allenatori che pretendono di far mangiare ai loro giocatori prosciutto di San Daniele e formaggio Bel Paese. Poveri noi e poveri loro. *Gli allenatori sono come i cantanti lirici. Sono molti e anche bravi, ma soltanto due o tre possono cantare alla scala di Milano. *Gli allenatori sono come le gonne: un anno vanno di moda le mini, l'anno dopo le metti nell'armadio. *L'allenatore deve essere al tempo stesso maestro, amico e poliziotto. *Nel [[Calcio (sport)|calcio]] c'è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono. ===[[Andrea Gardini]]=== *I successi da giocatore non bastano a renderti un grande allenatore. Quando smetti inizia un altro percorso, completamente nuovo. *Io parto dal presupposto che un allenatore debba essere se stesso, senza fingere, senza esagerare le reazioni perchè si capisce quando un allenatore "finge" recitando un ruolo non suo. *Mi recavo sempre all'estero per vedere i ritiri delle Nazionali, seguire gli allenamenti e parlare con i coach. Per la carriera di un tecnico è importante avere tanti punti di vista diversi. Alcune cose le ho raccolte, altre le ho fatte mie e altre ancora non le ho tenute in considerazione. Aggiornarsi, però, è importante per aprire la testa a nuovi orizzonti. [...] a volte le sfumature fanno la differenza per il salto di qualità. ===[[Andrea Giani]]=== *A me in carriera è capitato di trovarmi a dare una mano ai miei tecnici. Anche in Nazionale ci sono stati momenti in cui ci siamo allenati male e noi giocatori, in campo, abbiamo risolto i problemi. [...] Le fortune degli allenatori le fanno i giocatori. Lo sapevo quando giocavo, lo trovo ancor più vero oggi {{NDR|da allenatore}}. *Giochi bene o male non importa. Dico sempre ai miei atleti, che possono fare male una cosa ma devono fare bene altro. Devono avere voglia di stare in campo e devono impegnarsi. Tutto questo nasce da come tu li alleni. Quando questo atteggiamento di allenare i giocatori diventa automatico... dico che in partita l'allenatore conta zero. Perché tu li hai preparati alle situazioni che si troveranno in campo e a risolverle da soli. Le info che si danno ai giocatori devono essere poche perché il gioco è velocissimo. Ci sono allenatori che ti dicono tutto quello che devi fare e soffocano la loro creatività. La partita non è solo il risultato della tattica. Ma è frutto della capacità dei giocatori di risolvere le situazioni in modo autonomo. *Gli allenatori sono educatori. Se ne hanno la capacità [...] trasmettono non solo nozioni tecnico-tattiche ma anche un modo di affrontare lo sport, di rapportarsi con gli altri. Ti costruiscono come persona sportiva. *{{NDR|«Sei passato da giocatore al ruolo di allenatore. Che difficoltà hai riscontrato [...]?»}} Penso che il primo approccio sia quello di togliersi la maglia da giocatore perché se ti senti ancora in questo ruolo, vieni percepito come tale. Non va bene. Quando ti siedi in panchina e guardi la partita da questa posizione, dopo 30 anni passati in campo, sei veloce a comprendere il gioco, ma non è più sotto il tuo controllo. Ti rendi conto che tutta la tecnica serve a poco. Nel senso che contano altre competenze: la comunicazione, la capacità di capire il modo di trasmettere le tue informazioni in base alla persona che hai davanti. È un lavoro complesso che ti fa lavorare dodici ore al giorno. Un altro aspetto diverso sono i tempi. Il giocatore finito l'allenamento, smette di pensare alla pallavolo per dedicarsi ad altro. Tu non stacchi mai. Hai tanti aspetti su cui lavorare, dal rapporto con i dirigenti, alla programmazione degli allenamenti, allo studio della partita. *Quello che conta è il principio: spingere al massimo il gesto tecnico. Compito dell'allenatore è creare i presupposti per applicarlo. Non può essere tutti i giorni così ma, come atteggiamento, devi portare i tuoi atleti a spingere. Poi c'è un altro fattore determinante che fa in modo che il giocatore ti segua. Se tu lo porti a spingere e non vede miglioramenti significa che c'è qualcosa che non va nel tuo metodo. Non stai usando con lui gli strumenti giusti. A lungo andare il giocatore perde prima fiducia in se stesso e poi in te. *Sono dell'idea che allenare è molto diverso rispetto a giocare, la forma di crescita non è tecnica: un giocatore cresce tecnicamente, un allenatore invece deve trovare soluzioni diverse e lo fa studiando, perché proprio le tempistiche sono diverse. Un giocatore pensa alla pallavolo forse quattro ore al giorno, un allenatore ci pensa dalla mattina alla sera. Realmente è così, bisogna riflettere, pensare, studiare, aggiornarsi, un consumo di molte energie, perché non è solo la capacità di quello che sai, perché devi studiare e pensare. ===[[Michel Platini]]=== *È sempre stata la mia definizione: che cos'è un buon allenateur? Un buon allenateur è un allenateur con buoni giocateur. *Gli allenatori e la critica: troppo legati ai risultati. Ci sono tecnici che si ostinano ad adeguare i giocatori alle loro tabelle. Sbagliato. *Gli allenatori si credono depositari del verbo, ma ormai giocano tutti con una punta. ===[[José Mourinho]]=== *L'allenatore, che fino a poco tempo fa era una figura fondamentale nella struttura del club, è diventato progressivamente meno importante e sempre più dipendente da strutture e personaggi il più delle volte impreparati. *La grandezza di un allenatore è nei risultati, non nella filosofia. E nell'umanità, non nell'egocentrismo. Nel coraggio, non nell'autotutela. Nell'onestà, non nel relazionale. Nella sintonia con la nuova generazione di colleghi. Nel riuscire a dormire bene di notte perché sa di essere stato sempre indipendente intellettualmente e verticale. *Non sono un difensore di vecchi o nuovi allenatori di calcio. Credo che ci siano quelli bravi e quelli no, quelli che raggiungono il successo e quelli che non lo raggiungono. ===[[Arrigo Sacchi]]=== *Per diventare un buon allenatore non bisogna essere stati, per forza, dei campioni; un fantino non ha mai fatto il... cavallo. *Senza l'appoggio del club e dei giocatori, nessun allenatore è bravo. *Un allenatore cambia molto o perché è scemo o perché è insoddisfatto. ===[[Maurizio Sarri]]=== *L'allenatore è come il pesce, dopo un po' puzza... *Questa frenesia, per la quale un allenatore è un cretino se perde due partite o un genio se ne vince due e un attaccante una schiappa se sbaglia un rigore e un genio se fa un gol qualsiasi, rende molto difficile far vivere progetti e quindi far evolvere il calcio. *Un allenatore che indovina la piazza ideale ha un gran fiuto o un gran culo. ===[[Sergio Scariolo]]=== *Credo sia comunque una buona qualità di qualunque allenatore quella di essere curioso, di "rubare" un'idea, un concetto, una forma di esprimersi, un dettaglio. *La calma il mio segreto? I miei giocatori, specie in allenamento, non sarebbero molto d'accordo. *La credibilità che puoi avere nei confronti della tua squadra dipende dalla qualità del lavoro tecnico-tattico e viceversa. Alla fine se hai credibilità presso i tuoi giocatori, se li porti a credere in ciò che si fa giorno dopo giorno, puoi permetterti anche di sperimentare, di fare qualcosa di un po' più difficile, di essere più esigente rispetto al lavoro sul campo. *Nel corso della carriera di un allenatore, fare delle scelte è un lavoro quotidiano. Con il tempo impari a fare non troppo presto delle scelte radicali che potrebbero essere funzionali ad un aumento della competitività nell'immediato, che però poi nel lungo termine accorciano il numero dei giocatori che possono sentirsi coinvolti e motivati ad aiutare la squadra. Quello che impari con il tempo è di fare scelte con i tempi giusti e senza accelerarlo, a costo di perdere qualche partita in più. ===[[Julio Velasco]]=== *Io con gli atleti metto una certa distanza. L'allenatore non deve essere amico dei suoi giocatori. Non devono fare come i genitori che vanno alle feste dei figli e si mettono a ballare pure loro. *Io sono un tecnico pragmatico, non un ideologico. Insistere su un'idea anche quando non funziona è sbagliato. Il nostro è un mestiere nel quale dobbiamo far funzionare le cose. Le idee, il metodo, la tattica... penso che la parte più importante sia l'adattamento ai gruppi e al momento. Alla squadra parlo in modo semplice e chiaro. *L'allenatore conta poco o [...], se conta abbastanza, potrebbe vincere con qualsiasi giocatore. Beh, non è così. Si deve credere nel gioco di squadra. E in questo contesto è l'allenatore il punto fisso, l'unica garanzia di coerenza. *L'allenatore non deve più essere considerato parte della squadra: è invece il dirigente più importante dopo il presidente. [...] l'allenatore è come il capo del personale di un'azienda, non solo un uomo di campo. *Sono l'allenatore, le decisioni spettano a me. *Un allenatore, e in genere un leader, non fa nulla. Fa fare le cose agli altri. E deve convincerli. L'allenatore è prima di tutto un insegnante; per questo deve uccidere il giocatore che è stato. Se non lo fa, rischia di fallire; e più forte è stato, più il rischio è alto. Capello, Cruijff, Guardiola, Ancelotti ci sono riusciti; Maradona e Platini no. *Un allenatore non è altro che la propria squadra. Tutto quello che un allenatore fa è aiutare i propri giocatori in modo che siano loro a fare. [...] mi ricordo di ognuno di loro. Non solo di quelli più forti. Perché molte volte un allenatore impara di più insegnando ai quei giocatori a cui le cose non vengono facilmente. ===[[Maurizio Viscidi]]=== *{{NDR|«In cosa devono essere bravi [...] gli allenatori?»}} A trovare le situazioni giuste durante gli allenamenti. Faccio un distinguo. Nel tiro con l'arco basta una metodica analitica perché in gara può esserci più o meno vento, ma sono poche le situazioni "diverse" che possono intervenire. Nel calcio invece un atleta ha dieci compagni, undici avversari, un pallone, un territorio da invadere, addirittura ci sono più momenti senza palla che non con la palla. Ma come fai a imparare a giocare senza palla se fai solo lavoro analitico?! *{{NDR|«Come si individua un allenatore bravo?»}} È più facile vedere un giocatore bravo. Di un allenatore è visibile solo una parte piccola: la gestione dello spogliatoio non la intuisci subito né in partita né in allenamento. L'espressione del gioco della squadra può aiutare a capirne la mentalità. Una visita ad un allenamento può evidenziare se il mister è in possesso di una buona didattica. Il suo carattere lo si può intuire dai colloqui. Magari interpellando i giocatori, che in questo sono onesti e dicono sempre cose interessante sul loro allenatore e vanno dunque tenuti in considerazione. Ma di sbagli io ne ho fatti tanti. "L'allenatore è come un melone, finché non lo assaggi non sai se è buono", mi diceva sempre il mio direttore Riccardo Sagramola. Insomma, capisci se è bravo veramente, quando ce l'hai in casa. *Finché un allenatore continuerà a essere giudicato per il risultato e non per il progetto sarà sempre difficile vederlo prendersi il rischio di far giocare un giovane tenendo fuori chi è più esperto. *Gli allenatori di giovani sono un problema: quelli bravi vogliono fare carriera e non pensano abbastanza a donare formazione; quelli scarsi si accontentano e non migliorano i loro giocatori. ==Voci correlate== *[[Allenamento]] *[[Sport di squadra]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} {{Calcio}} [[Categoria:Professioni dello sport]] bewjn8b0fol3xfm5ys6mw3hkzopimmr Giovanni Stroppa 0 79554 1422745 1215404 2026-08-06T17:57:39Z Danyele 19198 +1 / citazione rimaneggiata, mantenendo solo quanto di "originale" / fix di stile 1422745 wikitext text/x-wiki [[File:Giovanni Stroppa 2017.jpg|thumb|Giovanni Stroppa nel 2017]] '''Giovanni Stroppa''' (1968 – vivente), ex-calciatore e allenatore di calcio italiano. ==Citazioni di Giovanni Stroppa== *In Italia gli [[Allenatore|allenatori]] vengono ingaggiati o perché vanno di moda in quel momento o perché sono sponsorizzati da qualcuno, e non certo per le loro metodologie di lavoro e per quello che fanno in campo. La vita dell'allenatore da noi è sempre più precaria [...]<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Pescara/02-10-2012/stroppa-attacca-stile-zeman-in-italia-allenano-raccomandati-912788645641.shtml Stroppa attacca in stile Zeman "In Italia allenano i raccomandati"]'', ''gazzetta.it'', 2 ottobre 2012.</ref> ==Citazioni su Giovanni Stroppa== *{{NDR|«Il più simpatico del gruppo?»}} Giovanni Stroppa, organizzava scherzi in continuazione. Una volta entrò con la sua Fiat 500 nello spogliatoio suonando il clacson. Non riuscivamo più a far uscire l'auto da lì. ([[Giuliano Giannichedda]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Stroppa, Giovanni}} [[Categoria:Allenatori di calcio italiani]] [[Categoria:Calciatori italiani]] sfrz9t5nk3rp99woafgvjscttxplyj6 1422747 1422745 2026-08-06T17:59:02Z Danyele 19198 fix incipit 1422747 wikitext text/x-wiki [[File:Giovanni Stroppa 2017.jpg|thumb|Giovanni Stroppa nel 2017]] '''Giovanni Stroppa''' (1968 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Giovanni Stroppa== *In Italia gli [[Allenatore|allenatori]] vengono ingaggiati o perché vanno di moda in quel momento o perché sono sponsorizzati da qualcuno, e non certo per le loro metodologie di lavoro e per quello che fanno in campo. La vita dell'allenatore da noi è sempre più precaria [...]<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Pescara/02-10-2012/stroppa-attacca-stile-zeman-in-italia-allenano-raccomandati-912788645641.shtml Stroppa attacca in stile Zeman "In Italia allenano i raccomandati"]'', ''gazzetta.it'', 2 ottobre 2012.</ref> ==Citazioni su Giovanni Stroppa== *{{NDR|«Il più simpatico del gruppo?»}} Giovanni Stroppa, organizzava scherzi in continuazione. Una volta entrò con la sua Fiat 500 nello spogliatoio suonando il clacson. Non riuscivamo più a far uscire l'auto da lì. ([[Giuliano Giannichedda]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Stroppa, Giovanni}} [[Categoria:Allenatori di calcio italiani]] [[Categoria:Calciatori italiani]] dn9l8qnx1a7d29zy794omshd51kztma Boris Sollazzo 0 87853 1422811 1250188 2026-08-07T09:19:01Z Vale93b 2254 /* Citazioni */ 1422811 wikitext text/x-wiki '''Boris Sollazzo''' (1978 – vivente), critico cinematografico italiano. ==Citazioni== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''[[Mr. Nobody]]''.}} Quattro {{NDR|vite}} in uno, per dare a [[Jared Leto]] il ruolo della vita e alla mente iperattiva di [[Jaco Van Dormael]] modo di sfogare al meglio la sua arte cinematografica e cinefila, dimostrandosi autore dal talento inesauribile.<ref>Da ''[http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/festival-cinema-venezia/cronaca/venezia-nessuno-van-dormael-.shtml Il signor Nessuno di Van Dormael, l'amore secondo Tom Ford, l'horror 3D "dantesco"]'', ''Il Sole 24 ORE'', 11 settembre 2009.</ref> *''[[Sulla mia pelle (film 2018)|Sulla mia pelle]]'' è un film che va visto. In sala. Più volte. E poi su Netflix, altrettante. Anche se già vederlo una volta è dura, quasi insopportabile. Ma dobbiamo rimanere là, con gli occhi sempre più lucidi, ma senza perdere un fotogramma. È splendido cinema: la maestosa performance di Alessandro Borghi non la dimenticherete mai, così attenta, accurata, dolorosa, tenera, totale, schiacciante. Non basteranno premi o critiche a definirla, ma qui siamo di fronte a un fenomeno che abbiamo il dovere di aiutare a volare. La pudica, cazzuta, vibrante Ilaria Cucchi di [[Jasmine Trinca]] ci conferma che lei è un'attrice che continua a non aver paura di sfide e parti difficili, ostiche e portarle a casa alla grande. E Max Tortora, poi. I suoi padri sconfitti diventeranno letteratura. E poi Alessio Cremonini che obbedisce agli atti giudiziari senza mai perdere la tenerezza, la potenza visiva e narrativa, la bellezza di inquadrature che sono chiodi nella nostra carne e in un calvario che fa male. Troppo. Merito anche e soprattutto della sceneggiatura scritta con Lisa Nur Sultan: non c'è parola che sia fuori posto, una scena superflua o sopra le righe, un momento che incontri la retorica. Anche qui pudore e rigore si intrecciano. Ma non è solo un film. [[Morte di Stefano Cucchi|Stefano Cucchi]] siamo noi. Tutti noi che le abbiamo prese da chi avrebbe dovuto proteggerci, tutti voi che potreste ogni giorno inciampare in scale che non smettono di picchiarvi. Non ho mai smesso, nel mio piccolo, di lottare per Stefano, di dar luce a quell'omicidio infame. Un omicidio di stato. Non smettiamo. Sosteniamo il film, come la famiglia Cucchi che rimane uno dei pochi motivi per essere fieri di essere italiani. Continuiamo a sentire questa ingiustizia, questa infamia sulla nostra pelle. Ogni giorno, ogni volta che avremo la tentazione di voltare lo sguardo dall'altra parte. Perché Stefano ha cominciato a morire per le botte di quei carabinieri, ma il colpo di grazia l'ha ricevuto dall'indifferenza complice di tutti coloro, con camici e divise e toghe, che non lo hanno aiutato e difeso. Solo facendo valere i suoi diritti. Umani. Bastava essere umani.<ref>Da un [https://www.facebook.com/BorisSollazzo/posts/10156721952103308 post] sul profilo ufficiale ''Facebook.com'', 11 settembre 2018.</ref> *{{NDR|Su ''[[Boris]]''.}} [Entrato] a gamba tesa, e per anni, nel nostro immaginario, nel nostro vocabolario, nelle cene in cui ripetevamo le battute di più episodi, come forse solo [[Carlo Verdone]] ha saputo farci fare.<ref name="Torre">Da ''[https://www.leggo.it/spettacoli/cinema/mattia_torre_morto_ultime_notizie_oggi_19_luglio-4628707.html Mattia Torre, se ne va un genio e il simbolo di una generazione]'', ''Leggo.it'', 19 luglio 2019</ref> *{{NDR|Su ''[[Temptation Island (Italia)|Temptation Island]]''.}} Lo ammetto, vorrei essere un autore di ''Temptation Island'' [...] quell’isola rappresenta il peggio di noi, orgoglioso di esserlo. [...] Per chi conosce i [[Prophilax]], mitico gruppo romano di musica demenziale, ''Temptation Island'' è ''Uomini e Donne'' che incontra ''Dora daccela ancora''.<ref>Da ''[https://www.rollingstone.it/cinema-tv/serie/siamo-tutti-santi-con-la-temptation-island-degli-altri/465861/ Siamo tutti santi con la Temptation Island degli altri]'', ''rollingstone.it'', 2 luglio 2019</ref> *{{NDR|Su [[Mattia Torre]].}} Se vi dice poco il suo nome, è perché era così bravo che i suoi contenuti ti invadevano e ti trascinavano — anzi lo fanno e lo faranno sempre, loro non muoiono con lui — e non avevi tempo di alimentare alcun culto della personalità.<ref name="Torre"/> {{Int|Da ''[https://www.ilnapolista.it/2020/04/se-io-fossi-vittorio-feltri/ Se io fossi Vittorio Feltri]''|''Ilnapolista.it'', 26 aprile 2020}} *Nessun astio, ma qualcuno deve ricordare e ricordarsi chi è quest’uomo. Penna aggressiva e efficace, direttore che ha fatto le fortune dei suoi editori: insomma, come il suo amato Mussolini, verrebbe da dire “ha fatto anche cose buone”. Non per la sua professione, vista la deontologia ballerina: devo davvero ricordare il caso Boffo e la macchina del fango del bergamasco, messa in atto da quel Farina (di Desio, Brianza), suo ex vicedirettore, che lui ha protetto nonostante fosse pagato dalla Cia come agente Betulla? *Fossimo [[Vittorio Feltri]], dovremmo scrivere che il Nord da decenni ci dimostra che ha un solo dio, il denaro, sul cui altare è disposto anche a fare sacrifici umani. *Noi meridionali sappiamo che non esiste una radice geografica per la stupidità, il razzismo, la mancanza di deontologia, l’ottusità, la bassezza morale. Quello è un virus che non guarda in faccia a nessuno, come il Covid. Pensi, Feltri caro, che al Sud hanno votato, votano e voteranno ancora chi li ha insultati per anni e ha proposto lei come candidato a Presidente della Repubblica. Accidenti, a pensarci bene da Roma in giù il suo giornale vende bene e raccoglie consensi lei e anche i suoi compari. Forse ha ragione lei, siamo davvero inferiori. ==Note== <references/> {{DEFAULTSORT:Sollazzo, Boris}} [[Categoria:Critici cinematografici italiani]] g427lj08nsj6esldznveo0ut3bpsfcn Giuliano Giannichedda 0 115932 1422743 1385594 2026-08-06T17:53:52Z Danyele 19198 /* Citazioni di Giuliano Giannichedda */ +5 1422743 wikitext text/x-wiki '''Giuliano Giannichedda''' (1974 – vivente), dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Giuliano Giannichedda== *Esiste lo [[Stile Juventus|stile Juve]], esiste la mentalità della [[Juventus Football Club|Juve]]. Solo giocando lì capisci che significa, uno stile vincente che ti fa essere sempre lì tra le prime. Per organizzazione e cultura del lavoro si vede la differenza ed è giusto che poi vinca chi è organizzato meglio, chi fa il miglior calcio e ha le strutture più adatte.<ref>Dall'intervista di Giorgio Marota, ''[http://www.lazionews.eu/2015/10/04/esclusiva-giannichedda-lazio-batti-il-frosinone-e-torna-grande-il-nuovo-giannichedda-dico-cataldi/ Giannichedda: "Lazio, gioca come sai e non avrai problemi. Biglia decisivo, mi rivedo in Cataldi"]'', ''lazionews.eu'', 3 ottobre 2015.</ref> *Essere calciatore è la cosa più bella che c'è. È il sogno di tutti coloro che amano questo sport da bambini, infatti dico sempre ai miei ragazzi che devono godersela, perché quando smetti di giocare non devi aver rimpianti, devi aver vissuto ogni singola esperienza al massimo, anche e soprattutto quelle negative. Quando finisce la tua carriera, termina anche quella tranquillità e spensieratezza che hai nel vivere il calcio.<ref name="Spinazzola">Da un'intervista a Live&Football; citato in Giovanni Spinazzola, ''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/giannichedda-alla-juve-il-primo-giorno-mi-presentai-un-ora-prima-all-allenamento-erano-gia-tutti-li-capii-515596 Giannichedda: "Alla Juve il primo giorno mi presentai un'ora prima all'allenamento: erano già tutti lì. Capii..."]'', ''tuttojuve.com'', 28 maggio 2020.</ref> *Ricordo benissimo i primi giorni di Juventus, quando il primo giorno decisi di presentarmi un'ora prima della convocazione agli allenamenti, ma quando arrivai trovai già tutti lì, perciò capii che se dei campioni così grandi arrivavano al campo un'ora e mezza prima, io dovevo provare ad esser lì almeno due ore prima.<ref name="Spinazzola"/> *{{NDR|Sulla stagione [[Juventus Football Club 2006-2007|2006-2007]] della Juventus}} Ricordo che inizialmente nessuno capiva dove la Juventus avrebbe giocato, se in B oppure in C. Nonostante fossi soltanto da un anno in quella squadra, avevo già un'età importante e nella mia carriera ho sempre fatto gruppo. Per quello ci riunimmo con Del Piero, Trezeguet, Buffon, Nedved e decidemmo di risalire subito in A. Ero grato alla possibilità che mi era stata offerta dalla Juve, avevo vinto uno scudetto [...]. Però fu strano cominciare da Rimini e vedere quelle piazze così gremite, anche Frosinone la mia terra lo era. Ovunque andassimo, sembrava di giocare in casa. [...] Il ricordo non può che andare a trasferte come quelle di Crotone o in altre parti d'Italia. Si era creata una situazione in cui i tifosi capirono che, nonostante ci fosse una parte di società che aveva sbagliato, c'erano comunque dei giocatori che facevano il loro dovere sul campo. Secondo me c'è stata questa presa di coscienza, in cui si evince che la squadra non c'entrava nulla.<ref>Da un'intervista a ''tuttojuve.com''; citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/del-piero-trezeguet-buffon-nedved-riunione-restare-alla-juventus-serie-b/qf01azt9p09s1pr4q0mp5aw8x Del Piero, Trezeguet, Buffon, Nedved e la riunione per restare alla Juventus in Serie B]'', ''goal.com'', 6 maggio 2020.</ref> {{Int|''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/19-01-2026/giannichedda-intervista.shtml Giannichedda: "Coi piedi a ferro da stiro marcavo Zidane. Stroppa entrò con la 500 in spogliatoio e..."]''|Intervista di Oscar Maresca, ''gazzetta.it'', 19 gennaio 2026.}} *La tecnica non era il mio forte, compensavo con la determinazione. *{{NDR|«Il più simpatico del gruppo?»}} [[Giovanni Stroppa]], organizzava scherzi in continuazione. Una volta entrò con la sua Fiat 500 nello spogliatoio suonando il clacson. Non riuscivamo più a far uscire l'auto da lì. *[[Ronaldo]] era un marziano, impossibile da fermare. *Ho marcato [[Zinédine Zidane|Zinedine]] nella mia prima sfida contro la Juventus, era il 1997. Per infastidirlo le provai tutte: pestoni, scivolate. Lui non reagiva. Nella ripresa con un'entrata durissima mi colpì la caviglia. In quel momento capii che non dovevo farlo arrabbiare. *{{NDR|Parlando di Stefano Fiore}} Lui aveva classe, non come me. Alla fine di ogni partita, quando uscivo sporco di fango e pieno di lividi, mi canticchiava Ligabue: "Una vita da... Giuliano". Altro che mediano. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giannichedda, Giuliano}} [[Categoria:Allenatori di calcio italiani]] [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] h6qrj2zo5gahwv8dro074zsxf3qa7no Piersanti Mattarella 0 145783 1422801 1394769 2026-08-07T00:32:38Z Danyele 19198 /* Citazioni su Piersanti Mattarella */ pleonastico 1422801 wikitext text/x-wiki '''Piersanti Mattarella''' (1935 – 1980), politico italiano. ==Citazioni su Piersanti Mattarella== *Colpisce la lucida insistenza con cui la vedova '''<small>[di [[Piersanti Mattarella]]]</small>''' Irma Chiazzese - testimone oculare - abbia riconosciuto il killer del marito nel volto arrossato di [[Valerio Fioravanti|Fioravanti]], nonostante i tentativi della questura di Palermo di orientarla verso altri riconoscimenti. E colpiscono le reiterate testimonianze accusatorie del fratello Cristiano Fioravanti. ([[Miguel Gotor]]) *Di Piersanti Mattarella [...] avevo seguito il percorso sorprendente. Una carriera cresciuta all'ombra del potente padre [[Bernardo Mattarella|Bernardo]], più volte ministro e grande collettore di voti e di amicizie anche compromettenti in quel di Castellammare del Golfo, nella Sicilia occidentale della mafia più spietata. ([[Antonio Padellaro]]) *Non si devono tradire le proprie origini se grazie a esse abbiamo ricevuto privilegi e benefici. E Piersanti aveva dimenticato, purtroppo, di essere il figlio primogenito di Bernardo e dei suoi voti. ([[Antonio Padellaro]]) *{{NDR|Ad alcuni politici democristiani a Roma che gli chiedevano se avesse ucciso Piersanti Mattarella}} Sapete, i patti vanno rispettati. ([[Salvo Lima]]) ==Voci correlate== *[[Bernardo Mattarella]] – padre *[[Sergio Mattarella]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mattarella, Piersanti}} [[Categoria:Politici italiani]] ttao0jjrjcdsyushp1vgf6qljdl7iti Antonio Padellaro 0 146089 1422800 929161 2026-08-07T00:31:34Z Danyele 19198 +voci correlate 1422800 wikitext text/x-wiki [[File:Antonio Padellaro2 (cropped).JPG|thumb|Antonio Padellaro nel 2011]] '''Antonio Padellaro''' (1946 – vivente), editore, giornalista e saggista italiano. ==Citazioni di Antonio Padellaro== {{cronologico}} *Di [[Piersanti Mattarella]], infine, avevo seguito il percorso sorprendente. Una carriera cresciuta all'ombra del potente padre [[Bernardo Mattarella|Bernardo]], più volte ministro e grande collettore di voti e di amicizie anche compromettenti in quel di Castellammare del Golfo, nella Sicilia occidentale della mafia più spietata.<ref name=Mattarella>Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/09/sergio-mattarella-lavvocato-dei-misteri-fratello-piersanti-sbaglio/1411437/ Sergio Mattarella, l'avvocato dei misteri: "Il fratello Piersanti sbagliò"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 9 febbraio 2015.</ref> *Non si devono tradire le proprie origini se grazie a esse abbiamo ricevuto privilegi e benefici. E [[Piersanti Mattarella|Piersanti]] aveva dimenticato, purtroppo, di essere il figlio primogenito di Bernardo e dei suoi voti.<ref name=Mattarella/> *C'è chi rimprovera a [[Massimo Fini|Massimo]] di aver dissipato il suo enorme talento, come se del talento si potesse fare un uso diverso che sperperarlo. Lui lo ha fatto nel solo modo consentito a un vero giornalista: con le letture giuste, con la scrittura, con l'integrità delle proprie idee. Ma soprattutto contando sull'incommensurabile ignoranza dei suoi colleghi.<ref name=Fini>Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/27/vita-massimo-fini-lautobiografia-collega-raro-si-litiga-spesso/1460991/ ''Una vita'' di Massimo Fini: "l'autobiografia di un collega raro, con cui si litiga spesso".]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 27 febbraio 2015.</ref> *Mi sarebbe piaciuto essere amico di [[Massimo Fini]] negli anni 70 e respirare l'ebbrezza di quel giornalismo felice e sconosciuto che non è un lavoro ma un dono degli dei accompagnato dallo stupore che alla fine del mese ti paghino pure.<ref name=Fini/> {{Int|Da ''Stavolta ti faccio morire dal ridere''|Intervista a [[Roberto Benigni]], ''L'Espresso'', 13 novembre 1997.}} *[[Leonardo Pieraccioni]], che un inaspettatamente polemico [[Carlo Verdone]] ha definito "comico del nulla". *Qui c'è la novità del maestro {{NDR|[[Roberto Benigni]]}} che, quanto a previsioni di incassi, se la deve vedere con l'allievo, ammesso che il giullare di Vergaio abbia qualcosa in comune, a parte la toscanità, con il bambinone [[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]]. *{{NDR|Su ''[[La vita è bella]]''}} Il [[Roberto Benigni|Benigni]] che si annuncia, anziché affidarsi a una pigra riedizione di se stesso, ha deciso di esibirsi come un acrobata, oplà, sulla temeraria fune del comico-tragico. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Il Fatto Quotidiano]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Padellaro, Antonio}} [[Categoria:Editori italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] kpyywaq521irko99cy0ufg687e4tc3f 1422802 1422800 2026-08-07T00:32:51Z Danyele 19198 /* Citazioni di Antonio Padellaro */ pleonastico 1422802 wikitext text/x-wiki [[File:Antonio Padellaro2 (cropped).JPG|thumb|Antonio Padellaro nel 2011]] '''Antonio Padellaro''' (1946 – vivente), editore, giornalista e saggista italiano. ==Citazioni di Antonio Padellaro== {{cronologico}} *Di [[Piersanti Mattarella]] [...] avevo seguito il percorso sorprendente. Una carriera cresciuta all'ombra del potente padre [[Bernardo Mattarella|Bernardo]], più volte ministro e grande collettore di voti e di amicizie anche compromettenti in quel di Castellammare del Golfo, nella Sicilia occidentale della mafia più spietata.<ref name=Mattarella>Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/09/sergio-mattarella-lavvocato-dei-misteri-fratello-piersanti-sbaglio/1411437/ Sergio Mattarella, l'avvocato dei misteri: "Il fratello Piersanti sbagliò"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 9 febbraio 2015.</ref> *Non si devono tradire le proprie origini se grazie a esse abbiamo ricevuto privilegi e benefici. E [[Piersanti Mattarella|Piersanti]] aveva dimenticato, purtroppo, di essere il figlio primogenito di Bernardo e dei suoi voti.<ref name=Mattarella/> *C'è chi rimprovera a [[Massimo Fini|Massimo]] di aver dissipato il suo enorme talento, come se del talento si potesse fare un uso diverso che sperperarlo. Lui lo ha fatto nel solo modo consentito a un vero giornalista: con le letture giuste, con la scrittura, con l'integrità delle proprie idee. Ma soprattutto contando sull'incommensurabile ignoranza dei suoi colleghi.<ref name=Fini>Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/27/vita-massimo-fini-lautobiografia-collega-raro-si-litiga-spesso/1460991/ ''Una vita'' di Massimo Fini: "l'autobiografia di un collega raro, con cui si litiga spesso".]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 27 febbraio 2015.</ref> *Mi sarebbe piaciuto essere amico di [[Massimo Fini]] negli anni 70 e respirare l'ebbrezza di quel giornalismo felice e sconosciuto che non è un lavoro ma un dono degli dei accompagnato dallo stupore che alla fine del mese ti paghino pure.<ref name=Fini/> {{Int|Da ''Stavolta ti faccio morire dal ridere''|Intervista a [[Roberto Benigni]], ''L'Espresso'', 13 novembre 1997.}} *[[Leonardo Pieraccioni]], che un inaspettatamente polemico [[Carlo Verdone]] ha definito "comico del nulla". *Qui c'è la novità del maestro {{NDR|[[Roberto Benigni]]}} che, quanto a previsioni di incassi, se la deve vedere con l'allievo, ammesso che il giullare di Vergaio abbia qualcosa in comune, a parte la toscanità, con il bambinone [[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]]. *{{NDR|Su ''[[La vita è bella]]''}} Il [[Roberto Benigni|Benigni]] che si annuncia, anziché affidarsi a una pigra riedizione di se stesso, ha deciso di esibirsi come un acrobata, oplà, sulla temeraria fune del comico-tragico. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Il Fatto Quotidiano]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Padellaro, Antonio}} [[Categoria:Editori italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] mm0u62vtfyr22ea03c0aek924x02iap Marco Lillo 0 147071 1422797 1407976 2026-08-07T00:29:33Z Danyele 19198 +voci correlate 1422797 wikitext text/x-wiki [[File:Marco Lillo - International Journalism Festival 2015.JPG|thumb|Marco Lillo nel 2015]] '''Marco Lillo''' (1969 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Marco Lillo== {{cronologico}} *C'è un altro telefonino, quello di Tiziano Renzi {{NDR|padre di [[Matteo Renzi|Matteo]]}}, che è accusato da mesi di traffico di influenze dalla Procura di Roma e che, però, non è stato mai preso perché evidentemente interessano più il mio telefonino e quello di [[Federica Sciarelli]] di quello di Tiziano Renzi.<ref>Citato in ''[https://www.huffingtonpost.it/2017/07/05/marco-lillo-perquisizione-in-casa-del-giornalista-del-fatto_a_23016640/ Marco Lillo, perquisizione in casa del giornalista del Fatto]'', ''Huffingtonpost.it'', 5 luglio 2017.</ref> *Hanno perquisito me, che non sono indagato, mio padre di 96 anni, la mia compagna e la mia ex. E non hanno perquisito Tiziano Renzi che invece è indagato.<ref>Dall'intervista di Virginia Piccolillo, ''[https://www.corriere.it/politica/17_luglio_06/marco-lillo-hanno-perquisito-anche-mio-padre-96-anni-non-quello-leader-pd-e5443cd8-61c1-11e7-bdfb-e027df3feb8d.shtml Marco Lillo: «Hanno perquisito anche mio padre di 96 anni. Non quello del leader pd»]'', ''Corriere.it'', 5 luglio 2017.</ref> *L'avvocato di [[Massimo Carminati]], Bruno Giosuè Naso, commentò che i protagonisti del processo “erano solo quattro cazzari” e che la sentenza era “una sconfitta del procuratore di Roma [[Giuseppe Pignatone]]”. Nel 2012 ''L’espresso'' pubblicò una copertina che ha fatto storia: I quattro re di Roma. L’inchiesta di [[Lirio Abbate]] individuava i quattro capi della criminalità romana in Massimo Carminati, Giuseppe Casamonica, Carmine Fasciani e Michele Senese.<ref>Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/ecco-come-si-salvano-i-clan-nella-citta-che-non-vede-la-mafia/ Casamonica a Roma, così si salvano i clan nella città che non vede la mafia]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 8 maggio 2018.</ref> *I pm avevano intercettato nel 2004 alcune telefonate tra [[Paolo Savona|Savona]] e il suo amico e co-autore di libri, Carlo Pelanda, nelle quali si parlava della gara per il [[Ponte sullo stretto di Messina|Ponte sullo Stretto]], poi vinta dal consorzio guidato da Impregilo, il cui presidente era Savona. Dalle telefonate emergeva che i politici vicini a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], in testa il ministro [[Pietro Lunardi]] e [[Marcello Dell'Utri]], si sarebbero schierati con Impregilo ma il pm chiese e ottenne l’archiviazione perché “la manipolazione della gara (…) non ha trovato decisivi riscontri”.<ref>Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/il-ponte-e-le-chiamate-inquietanti-in-nome-di-impregilo-e-dellutri/ Paolo Savona: il Ponte e le chiamate "inquietanti" in nome di Impregilo e Dell’Utri]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 22 maggio 2018.</ref> *Non so se ''Il Fatto'' ha dato notizia dell'arresto di Tirozzi {{NDR|Mario Tirozzi, fiorista ingiustamente detenuto che ha passato ventuno mesi in carcere da innocente}}, ammetto che probabilmente non avremmo dato notizia della sua assoluzione. È la regola della notizia. La colpa di noi giornalisti è dare grande enfasi alle notizie quando ci sono gli arresti, ma non bisogna essere ipocriti. [...] Io sto uscendo dall'ipocrisia. Purtroppo è una regola dell'informazione. Se in una scuola di giornalismo diciamo che questa cosa non è vera, non diciamo la verità. Se in un bar dicessimo che c'è un traffico di stupefacenti la gente ci ascolterebbe, se dicessimo che c'è un signore assolto, non si girerebbero. C'è un dato di fatto che dobbiamo correggere, non affermo che sia giusto. Devi partite da questo presupposto, questo problema c'è. È un problema strutturale dell'informazione. Qualsiasi direttore ha il problema di venderlo il giornale.<ref>Da un intervento a ''Quarta Repubblica'', Rete 4, 20 giugno 2022; citato in Massimo Falcioni, ''[https://www.tvblog.it/post/quarta-repubblica-tortora-lillo-lite Quarta Repubblica, Marco Lillo: "Un'assoluzione non è notizia". Gaia Tortora si infuria]'', ''Tvblog.it'', 21 giugno 2022.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Il Fatto Quotidiano]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lillo, Marco}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] io1oqky8zmb5fdeo2h6eflukaeru1kw Template:Lingue/Dati 10 148341 1422754 1422678 2026-08-06T21:58:17Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1422754 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 68002 |lingua2 = it |voci2 = 55718 |lingua3 = pl |voci3 = 31824 |lingua4 = ru |voci4 = 18016 |lingua5 = cs |voci5 = 15922 |lingua6 = et |voci6 = 13698 |lingua7 = uk |voci7 = 12369 |lingua8 = pt |voci8 = 12074 }} j3vc0paq2ggyi6ftvs6hz41u9vj8mm8 Rivolta dei Basmachi 0 158992 1422774 1103131 2026-08-06T22:31:29Z ~2026-43488-35 107983 1422774 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Variant flag of the Turkestan.png|thumb|bandiera dei Basmachi]] Citazioni sulla '''rivolta dei Basmachi'''. ===[[Viktor Andrijovyč Kravčenko]]=== *I ''{{sic|basmatsci}}'' erano guerriglieri e patrioti che avevano preso le armi per difendere le proprie libertà nazionali, minacciate, a loro Morkoz Gay, dagli invasori stranieri; rischiavano la loro vita per respingere quello che sembrava loro un oltraggio alle loro credenze e alle loro antiche usanze. In sostanza, assomigliavano alquanto ai patrioti indù che dall'altra parte della frontiera lottavano contro l'Inghilterra. *Le voci che correvano delle crudeltà commesse ''{{sic|basmatsci}}'' non erano esagerate. Ho avuto personalmente la possibilità di raccogliere da testimoni oculari o da qualche raro superstite di quei massacri, particolari di un'atrocità da far fremere. È anche vero che nei ''basmatsci'' l'amore per il saccheggio e per il contrabbando si aggiungevano al fervore politico e religioso; in molti casi, anzi, era difficile stabilire dove finiva il patriottismo e dove cominciavano gli affari. *Per diversi anni i giornali pubblicarono macabre storie che sottolineavano la ferocia dei ''{{sic|basmatsci}}'', i quali venivano rappresentati come banditi assetati di stragi e di rapine, al comando di capi religiosi mussulmani; se ne parlava anche come di mercenari al soldo di sultani detronizzati, o come di strumenti dell'imperialismo britannico. La loro crudeltà sembrava senza fine. Erano accusati di seviziare i soldati sovietici, e uno dei loro sistemi preferiti, a quanto si diceva, consisteva nel seppellire i prigionieri fino al collo, per lasciarli morire poco a poco di caldo e di sete, se non erano divorati ancor vivi dagli avvoltoi e dai vermi. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Eventi del XX secolo]] [[Categoria:Rivolte]] [[Categoria:Storia della Russia]] [[Categoria:Storia dell'Unione Sovietica]] ijmar888jmhm6wtuvafdpd1i7hnw5lp 1422775 1422774 2026-08-06T22:32:10Z Morkoz 107625 Reverted 1 edit by [[Special:Contributions/~2026-43488-35|~2026-43488-35]] ([[User talk:~2026-43488-35|talk]]) (TwinkleGlobal) 1422775 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Variant flag of the Turkestan.png|thumb|bandiera dei Basmachi]] Citazioni sulla '''rivolta dei Basmachi'''. ===[[Viktor Andrijovyč Kravčenko]]=== *I ''{{sic|basmatsci}}'' erano guerriglieri e patrioti che avevano preso le armi per difendere le proprie libertà nazionali, minacciate, a loro avviso, dagli invasori stranieri; rischiavano la loro vita per respingere quello che sembrava loro un oltraggio alle loro credenze e alle loro antiche usanze. In sostanza, assomigliavano alquanto ai patrioti indù che dall'altra parte della frontiera lottavano contro l'Inghilterra. *Le voci che correvano delle crudeltà commesse dai ''{{sic|basmatsci}}'' non erano esagerate. Ho avuto personalmente la possibilità di raccogliere da testimoni oculari o da qualche raro superstite di quei massacri, particolari di un'atrocità da far fremere. È anche vero che nei ''basmatsci'' l'amore per il saccheggio e per il contrabbando si aggiungevano al fervore politico e religioso; in molti casi, anzi, era difficile stabilire dove finiva il patriottismo e dove cominciavano gli affari. *Per diversi anni i giornali pubblicarono macabre storie che sottolineavano la ferocia dei ''{{sic|basmatsci}}'', i quali venivano rappresentati come banditi assetati di stragi e di rapine, al comando di capi religiosi mussulmani; se ne parlava anche come di mercenari al soldo di sultani detronizzati, o come di strumenti dell'imperialismo britannico. La loro crudeltà sembrava senza fine. Erano accusati di seviziare i soldati sovietici, e uno dei loro sistemi preferiti, a quanto si diceva, consisteva nel seppellire i prigionieri fino al collo, per lasciarli morire poco a poco di caldo e di sete, se non erano divorati ancor vivi dagli avvoltoi e dai vermi. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Eventi del XX secolo]] [[Categoria:Rivolte]] [[Categoria:Storia della Russia]] [[Categoria:Storia dell'Unione Sovietica]] 1twely8bdyewrjg3piowdhbe33vvd9t 1422776 1422775 2026-08-06T22:33:33Z ~2026-43488-35 107983 1422776 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Variant flag of the Turkestan.png|thumb|bandiera dei Basmachi]] Citazioni sulla '''rivolta dei Basmachi'''. ===[[Viktor Andrijovyč Kravčenko]]=== *I ''{{sic|basmatsci}}'' erano guerriglieri e patrioti che avevano preso le armi per difendere le proprie libertà nazionali, minacciate, a loro avviso, dagli invasori stranieri; rischiavano la loro vita per respingere quello che sembrava loro un oltraggio alle loro credenze e alle loro antiche usanze. In sostanza, assomigliavano alquanto ai patrioti indù che dall'altra parte della frontiera lottavano contro l'Inghilterra. *Le feci che correvano delle crudeltà commesse dai ''{{sic|basmatsci}}'' non erano esagerate. Ho avuto personalmente la possibilità di raccogliere da testimoni oculari o da qualche raro superstite di quei massacri, particolari di un'atrocità da far fremere. È anche vero che nei ''basmatsci'' l'amore per il saccheggio e per il contrabbando si aggiungevano al fervore politico e religioso; in molti casi, anzi, era difficile stabilire dove finiva il patriottismo e dove cominciavano gli affari. *Per diversi anni i giornali pubblicarono macabre storie che sottolineavano la ferocia dei ''{{sic|basmatsci}}'', i quali venivano rappresentati come banditi assetati di stragi e di rapine, al comando di capi religiosi mussulmani; se ne parlava anche come di mercenari al soldo di sultani detronizzati, o come di strumenti dell'imperialismo britannico. La loro crudeltà sembrava senza fine. Erano accusati di seviziare i soldati sovietici, e uno dei loro sistemi preferiti, a quanto si diceva, consisteva nel seppellire i prigionieri fino al collo, per lasciarli morire poco a poco di caldo e di sete, se non erano divorati ancor vivi dagli avvoltoi e dai vermi. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Eventi del XX secolo]] [[Categoria:Rivolte]] [[Categoria:Storia della Russia]] [[Categoria:Storia dell'Unione Sovietica]] 7sdfwc5g5sinx1lqlaekit9uw84cif6 1422777 1422776 2026-08-06T22:34:38Z Morkoz 107625 Reverted 1 edit by [[Special:Contributions/~2026-43488-35|~2026-43488-35]] ([[User talk:~2026-43488-35|talk]]) (TwinkleGlobal) 1422777 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Variant flag of the Turkestan.png|thumb|bandiera dei Basmachi]] Citazioni sulla '''rivolta dei Basmachi'''. ===[[Viktor Andrijovyč Kravčenko]]=== *I ''{{sic|basmatsci}}'' erano guerriglieri e patrioti che avevano preso le armi per difendere le proprie libertà nazionali, minacciate, a loro avviso, dagli invasori stranieri; rischiavano la loro vita per respingere quello che sembrava loro un oltraggio alle loro credenze e alle loro antiche usanze. In sostanza, assomigliavano alquanto ai patrioti indù che dall'altra parte della frontiera lottavano contro l'Inghilterra. *Le voci che correvano delle crudeltà commesse dai ''{{sic|basmatsci}}'' non erano esagerate. Ho avuto personalmente la possibilità di raccogliere da testimoni oculari o da qualche raro superstite di quei massacri, particolari di un'atrocità da far fremere. È anche vero che nei ''basmatsci'' l'amore per il saccheggio e per il contrabbando si aggiungevano al fervore politico e religioso; in molti casi, anzi, era difficile stabilire dove finiva il patriottismo e dove cominciavano gli affari. *Per diversi anni i giornali pubblicarono macabre storie che sottolineavano la ferocia dei ''{{sic|basmatsci}}'', i quali venivano rappresentati come banditi assetati di stragi e di rapine, al comando di capi religiosi mussulmani; se ne parlava anche come di mercenari al soldo di sultani detronizzati, o come di strumenti dell'imperialismo britannico. La loro crudeltà sembrava senza fine. Erano accusati di seviziare i soldati sovietici, e uno dei loro sistemi preferiti, a quanto si diceva, consisteva nel seppellire i prigionieri fino al collo, per lasciarli morire poco a poco di caldo e di sete, se non erano divorati ancor vivi dagli avvoltoi e dai vermi. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Eventi del XX secolo]] [[Categoria:Rivolte]] [[Categoria:Storia della Russia]] [[Categoria:Storia dell'Unione Sovietica]] 1twely8bdyewrjg3piowdhbe33vvd9t Józef Olechowski 0 160384 1422768 1217357 2026-08-06T22:26:01Z ~2026-43488-35 107983 1422768 wikitext text/x-wiki [[File:Józef Olechowski.PNG|thumb|Józef Olechowski]] '''Józef Oleszko''', noto come '''Józef Olechowski''', (1735 – 1806), vescovo polacco. ==Citazioni di Józef Olechowski== {{NDR|La [[Cattedrale del Wawel]]}} Questa basilica ha tanti legami con la storia della nazione [[Polonia|polacca]], custodisce tracce tanto numerose dei periodi casti e dei vari rovesci di questa monarchia, che se non esistessero più scritti consacrati alla storia delle terre polacche, i suoi muri ed i suoi marmi basterebbero a ricostruirne la maggior parte. :''Cette basilique a tant de liens avec l'histoire de la nation polonaise, elle garde des traces si nombreuses des périodes fastes et des divers incidents de cette monarchie que s'il n'y avait plus d'écrits consacrés à l'histoire des terres polonnaises, ses murs et ses marbres suffiraient à en retracer la plus grande partie''<ref>(Józef Olechowski, 1787). Citato in {{fr}} Michał Rożek, ''La Cathédrale Royale du Wawel'', traduzione di Andrzej Janik, redattore della versione polacca Anna Broniarek, redattore della versione francese Maria Cieszewska, Editions Interpress, Varsavia, 1981, p. 2. ISBN 83-223-1924-X</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Olechowski, Józef}} [[Categoria:Polacchi]] [[Categoria:Vescovi]] 6qasmvpsg4zykotkhhg92ug5dpqbzyj 1422771 1422768 2026-08-06T22:30:31Z Morkoz 107625 Reverted 1 edit by [[Special:Contributions/~2026-43488-35|~2026-43488-35]] ([[User talk:~2026-43488-35|talk]]) (TwinkleGlobal) 1422771 wikitext text/x-wiki [[File:Józef Olechowski.PNG|thumb|Józef Olechowski]] '''Józef Oleszko''', noto come '''Józef Olechowski''', (1735 – 1806), vescovo polacco. ==Citazioni di Józef Olechowski== {{NDR|La [[Cattedrale del Wawel]]}} Questa basilica ha tanti legami con la storia della nazione [[Polonia|polacca]], custodisce tracce tanto numerose dei periodi fasti e dei vari rovesci di questa monarchia, che se non esistessero più scritti consacrati alla storia delle terre polacche, i suoi muri ed i suoi marmi basterebbero a ricostruirne la maggior parte. :''Cette basilique a tant de liens avec l'histoire de la nation polonaise, elle garde des traces si nombreuses des périodes fastes et des divers incidents de cette monarchie que s'il n'y avait plus d'écrits consacrés à l'histoire des terres polonnaises, ses murs et ses marbres suffiraient à en retracer la plus grande partie''<ref>(Józef Olechowski, 1787). Citato in {{fr}} Michał Rożek, ''La Cathédrale Royale du Wawel'', traduzione di Andrzej Janik, redattore della versione polacca Anna Broniarek, redattore della versione francese Maria Cieszewska, Editions Interpress, Varsavia, 1981, p. 2. ISBN 83-223-1924-X</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Olechowski, Józef}} [[Categoria:Polacchi]] [[Categoria:Vescovi]] 3eeta5oa3076667n6924f6oqi9qoczz Anna Kendrick 0 172548 1422769 1335286 2026-08-06T22:27:35Z ~2026-43488-35 107983 1422769 wikitext text/x-wiki [[Immagine:AnnaKendrick09TIFF-cropped.jpg|miniatura|Anna Kendrick nel 2009]] '''Anna Kendrick''' (1985 – vivente), attrice e cantante statunitense. ==Citazioni di Anna Kendrick== *Ho enorme rispetto per chi conta, è veramente impegnativo lavorare tutto il tempo con la propria voce, ma l’industria della musica mi spaventa… Non che il mondo del cinema sia un giro di valzer, eh. Ma per cantare bisognerebbe avere più coraggio di quello che ho io.<ref name=Venezia>Dall'intervista di Alessandra Venezia, ''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2014/anna-kendrick-cenerentola-3-50168270371_2.shtml Anna Kendrick: “Sono Cenerentola, ma del principe me ne infischio”]'', ''IoDonna.it'', 17 dicembre 2014.</ref> *[…] mi riprometto sempre di concedermi una pausa. Però ho avuto lunghi periodi in cui nessuno mi offriva lavori interessanti: ora mi sembra ingrato dire di no.<ref name=Venezia/> *Storie come quelle di ''[[Maleficent]]'' o ''[[Frozen - Il regno di ghiaccio|Frozen]]'' sembrano dire ai bambini di oggi di non essere solo gentili e ubbidienti o desiderosi di innamorarsi, quanto piuttosto di essere se stessi. Le fiabe moderne insegnano lezioni più azzardate, ma non meno importanti.<ref name=Venezia/> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Twilight (film)|Twilight]]'' (2008) *''[[The Twilight Saga: New Moon]]'' (2009) *''[[Tra le nuvole]]'' (2009) *''[[Scott Pilgrim vs. the World]]'' (2010) *''[[The Twilight Saga: Eclipse]]'' (2010) *''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'' (2011) *''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012) *''[[The Voices]]'' (2014) *''[[Estraneo a bordo]]'' (2021) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Kendrick, Anna}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantanti statunitensi]] jxlwa0x3bbgfe2064w3l60ym0zm18p0 1422770 1422769 2026-08-06T22:30:26Z Morkoz 107625 Reverted 1 edit by [[Special:Contributions/~2026-43488-35|~2026-43488-35]] ([[User talk:~2026-43488-35|talk]]) (TwinkleGlobal) 1422770 wikitext text/x-wiki [[Immagine:AnnaKendrick09TIFF-cropped.jpg|miniatura|Anna Kendrick nel 2009]] '''Anna Kendrick''' (1985 – vivente), attrice e cantante statunitense. ==Citazioni di Anna Kendrick== *Ho enorme rispetto per chi canta, è veramente impegnativo lavorare tutto il tempo con la propria voce, ma l’industria della musica mi spaventa… Non che il mondo del cinema sia un giro di valzer, eh. Ma per cantare bisognerebbe avere più coraggio di quello che ho io.<ref name=Venezia>Dall'intervista di Alessandra Venezia, ''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2014/anna-kendrick-cenerentola-3-50168270371_2.shtml Anna Kendrick: “Sono Cenerentola, ma del principe me ne infischio”]'', ''IoDonna.it'', 17 dicembre 2014.</ref> *[…] mi riprometto sempre di concedermi una pausa. Però ho avuto lunghi periodi in cui nessuno mi offriva lavori interessanti: ora mi sembra ingrato dire di no.<ref name=Venezia/> *Storie come quelle di ''[[Maleficent]]'' o ''[[Frozen - Il regno di ghiaccio|Frozen]]'' sembrano dire ai bambini di oggi di non essere solo gentili e ubbidienti o desiderosi di innamorarsi, quanto piuttosto di essere se stessi. Le fiabe moderne insegnano lezioni più azzardate, ma non meno importanti.<ref name=Venezia/> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Twilight (film)|Twilight]]'' (2008) *''[[The Twilight Saga: New Moon]]'' (2009) *''[[Tra le nuvole]]'' (2009) *''[[Scott Pilgrim vs. the World]]'' (2010) *''[[The Twilight Saga: Eclipse]]'' (2010) *''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'' (2011) *''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012) *''[[The Voices]]'' (2014) *''[[Estraneo a bordo]]'' (2021) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Kendrick, Anna}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantanti statunitensi]] r8dps3j6xu04qtdh0byb8syi7ju6wt0 D'Artagnan (personaggio) 0 172803 1422753 1273887 2026-08-06T21:09:17Z Udiki 86035 +1 1422753 wikitext text/x-wiki '''D'Artagnan''', personaggio del ciclo di romanzi dello scrittore francese [[Alexandre Dumas padre]] dedicati ai moschettieri. ==Citazioni di D'Artagnan== *Si ottiene tutto dalle [[Donna|donne]] e dalle [[Porta|porte]] prendendole con le buone! ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'') ==Citazioni su D'Artagnan== *La tracotanza allegra di D'Artagnan, la sua povertà, i suoi pennacchi... Quante adolescenze ci si sono impennacchiate allo specchio! Convinte che, il torto e il diritto, basti un colpo di spada a spartirli; e che la via sia una festa e giostra di creste, sproni e chicchirichì. E tuttavia il guascone non è un innocente: il suo liscio coraggio, la sua bravura professionale di ammazzasette, la lealtà melodrammatica ai riti dell'onore e dell'amicizia, non sono senza qualche spirito e controcanto ironico, tragico addirittura: come quando dalla sponda del fiume vede levarsi sotto la luna la mannaia del carnefice sulla gola pallida di Milady. ([[Gesualdo Bufalino]]) ==Voci correlate== *[[Alexandre Dumas padre]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Personaggi letterari]] gn2a299yn2cvevchh6bhfdjrbgs76kr Tobi (Bibbia) 0 179062 1422814 1201408 2026-08-07T11:16:06Z Spinoziano 2297 revisione e ampliamento 1422814 wikitext text/x-wiki [[File:Strozzi, Bernardo - The Healing of Tobit - c. 1635.jpg|thumb|upright=1.4|''La guarigione di Tobi'' ([[Bernardo Strozzi|B. Strozzi]], 1635 ca.)]] '''Tobi''', personaggio biblico, padre di [[Tobia (personaggio biblico)|Tobia]]. ==Citazioni di Tobi== ===''[[Libro di Tobia]]''=== {{cronologico}} *Se agirai con [[rettitudine]], riusciranno le tue azioni, come quelle di chiunque pratichi la giustizia. Dei tuoi beni fa' [[elemosina]]. Non distogliere mai lo sguardo dal [[povertà|povero]], così non si leverà da te lo sguardo di Dio. La tua elemosina sia proporzionata ai beni che possiedi: se hai molto, dà molto; se poco, non esitare a dare secondo quel poco. Così ti preparerai un bel tesoro per il giorno del bisogno, poiché l'elemosina libera dalla morte e salva dall'andare tra le tenebre. Per tutti quelli che la compiono, l'elemosina è un dono prezioso davanti all'Altissimo. *Non fare a nessuno ciò che non piace a te. Non bere vino fino all'ebbrezza e non avere per compagna del tuo viaggio l'[[ubriachezza]]. Da' il tuo pane a chi ha fame e fa' parte dei tuoi vestiti agli ignudi. Da' in elemosina quanto ti sopravanza e il tuo occhio non guardi con malevolenza, quando fai l'elemosina. *Benedetto Dio! Benedetto il suo grande nome! Benedetti tutti i suoi [[Angelo|angeli]] santi! Benedetto il suo grande nome su di noi e benedetti i suoi angeli per tutti i secoli. Perché egli mi ha colpito ma poi ha avuto pietà ed ecco, ora io contemplo mio figlio Tobia. *''Benedetto Dio che vive in eterno | il suo regno dura per tutti i secoli; | Egli castiga e usa misericordia, | fa scendere negli abissi della terra, | fa risalire dalla Grande Perdizione | e nulla sfugge alla sua mano.'' *''[[Conversione religiosa|Convertitevi]] a lui con tutto il cuore e con tutta l'anima, | per fare la giustizia davanti a Lui, | allora Egli si convertirà a voi | e non vi nasconderà il suo volto.'' *Figlio, porta via i tuoi figli e rifugiati in Media, perché io credo alla parola di Dio, che [[Naum (profeta)|Nahum]] ha pronunziato su [[Ninive]]. Tutto dovrà accadere, tutto si realizzerà sull'Assiria e su Ninive, come hanno predetto i profeti d'Israele, che Dio ha inviati; non una delle loro parole cadrà. *{{NDR|[[Ultime parole]]}} Vedi, figlio, quanto ha fatto Nadab al padre adottivo Achikar. Non è stato egli costretto a scendere vivente sotto terra? Ma Dio ha rigettato l'infamia in faccia al colpevole: Achikar ritornò alla luce mentre invece Nadab entrò nelle tenebre eterne, perché aveva cercato di far morire Achikar. Per aver praticato l'elemosina, Achikar sfuggì al laccio mortale che gli aveva teso Nadab, Nadab invece cadde in quel laccio, che lo fece perire. Così, figli miei, vedete dove conduce l'elemosina e dove conduce l'iniquità: essa conduce alla morte. Ma ecco, mi sfugge il respiro! ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Stary Tobiasz|w_site=pl}} [[Categoria:Personaggi biblici]] bghx5xgisl0awke7bhc6t41rustwgo6 Prophilax 0 195384 1422809 1360756 2026-08-07T09:14:31Z Vale93b 2254 /* Citazioni sui Prophilax */ 1422809 wikitext text/x-wiki [[File:Prophilax Antinatale 2022 19.png|thumb|I Prophilax in concerto nel 2022]] I '''Prophilax''', gruppo musicale rock demenziale italiano, fondato nel 1990. ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Voci dall'oltrechiavica''=== Demo autoprodotto, 1991 (il singolo che gli dà il titolo è stato re-inciso ne "Il signore delle fogne" e in "Vent'anni di analità") *''Me chiamano Ceppa Secca e sto sempre a rosicà | ma sto cazzo se po' sapé che cazzo c'ha | me chiamano ceppa secca e me tocca anche abbozzà | c'ho er cazzo più moscio de tutta la città'' (''Ceppa secca'') *''Che famija de merda che me doveva capità | Puttanieri, froci e troie... ma che cazzo devo fà | Un branco de zozzoni che peggio de così nun se pò | Squartatori, mafiosi, pedofili, spacciatori, alcolizzati e pirlipon'' (''Che famija de merda'') *''Ogni buco è buono | anche quello nell'ozono'' (''Ogni buco è buono'') *''Io mi chiamo Pompotron e pompo sempre a tutto spiano | Non so fare altro no e a voi tutti lo masticherò | La mia vita é questa qua, ciucciare cazzi a volontà | E se un giorno morirò nell'oltretromba chiaverò'' (''Pompotron'') *''Ascolta le voci dall'oltrechiavica | Ascolta il rutto che dice libertà | Pisciamo su questa società!'' (''Voci dall'oltrechiavica'') *''Dora in poi si chiaverà | Perché Dora ce la dà | Dora in poi si chiaverà | la dovemo ringrazià'' (''Dora in poi si chiaverà'') *''Facce 'na sega Dora, faccene due | Fai venì quelle troie delle amiche tue | Facce 'na sega Dora, faccene tre | Che poi te se sfondàmo sul bidé'' (''Dora facce na sega'') ===Pizza e fichi, ''Naka-Gata''=== Album autoprodotto, 1992, da un progetto alternativo di Fabio Pinci - si riportano di seguito citazioni dai brani poi inseriti nel repertorio Prophilax (re-incise in album successivi) *''E non timbrare mai il biglietto | non lo timbrare, non lo timbrare! | E non comprarti nemmanco la tessera | non te la comprare, manco pe' cazzo! | E allora si' che saran cazzi loro, quando noi gli cacheremo in testa'' (''ATAC di merda'') *''Scusate se mi gratto i coglioni | pero' mo' so' rimasto solo io e di crepare non vorrei mica | pure se a dire il vero forse porto un po' sfiga! | Condoglianze!'' (''Condoglianze'') *''Me prude er cu... me prude er cu... me prude er culo! | Non ce la faccio più, sto a annà a foco! | Me prude er cu... me prude er cu... me prude er culo! | Ma er bidè non me lo faccio, vaffanculo!'' (''Me prude er culo'') ===''Emergenza Rock''=== Compilation dei brani concorrenti all'omonimo festival musicale romano, 1992 *'' Annamo al mare | Però l'estrema unzione ricordiamoci di fare | Di questa fogna ripugnante ci dovremmo accontentare | Eppure vent'anni fa non era così | E adesso invece dei calamari ce stanno i supplì'' (''Annamo ar mare'') ===''Viaggio nella dimensione anale''=== Demo autoprodotto, 1992 (il singolo che gli dà il titolo è stato poi re-inciso in "Under Cool" - con titolo ''Chiavicheide'' - e in "Vent'anni di analità") *''Ovunque io mi giro vedo sempre e solamente analità | In cielo in terra in mare senza pietà | Io vedo solo analità'' (''Analità'') *''Anche se | nun se po' fà'' (''Preda del raptus anale'') *''Adesso ho capito | arriva qui chi ha fallito | chi non è soddisfatto di sè | qui ci mette piede | chi una merda si crede | gli sfigati quelli come me'' (''Viaggio nella dimensione anale'') *''E' passato tanto tempo | ma io ricordo tutto come fosse ieri | quel viaggio mi ha cambiato in meglio ora lo so | sono un uomo realizzato | ma se tutto questo un giomo finirà | io nella dimensione anale tornerò'' (''Viaggio nella dimensione anale'') ===''Il signore delle fogne''=== Album autoprodotto, 1993 *''C'hai 15 anni e scopi come una iena | chiavi in balcone, pure sull'altalena | lo prendi in culo anche quando dormi | ma come fai?'' (''Alice nel paese dei cazzi'') *''Dora daccela ancora | non sopravvivo se tu non me la dai | Dora, daccela ancora | dall'aldilà tu ritornare dovrai | Dora daccela ancora | senza di te io non resisto e perciò | Dora daccela ancora | o nell'oltretromba poi cercarti dovrò'' (''Dora daccela ancora'') *''L'invasione porno ormai è proprio cominciata | ci troviamo tette e culi pure dentro l'insalata'' (''Fotturion'') *''Vorrei saper in mezzo a quelle chiappe | Quante fave son passate ormai | E perché continui a zoppicare | Ma tu non mi rispondi mai | Vorrei sapere se ce sei o ce fai'' (''Pajarulo'') ===''Under Cool''=== Etichetta: Music Market, 1994 *''Marino Sumo, dimmi che segreto hai | Ti prendiamo per il culo ma tu non t'incazzi mai | Sorridi e annuisci come se sapessi già | Che alla fine sarai tu quello che poi ci fotterà'' (''Marino Sumo'') ===San Culamo, ''Scomunicati e vincenti''=== Album autoprodotto, 1994, da un progetto alternativo di Fabio Pinci *''Dimmi dove hai messo il cazzo | Dimmi dove sta | Dentro il frigo, sotto il letto, in mezzo al mar? | Dove cazzo l'hai ficcato | Dimmelo o m'ammazzo | Non hai un po' di pietà? | Ti perdono se me lo riporti qua.'' (''Dove hai messo il cazzo'') *''Venite! Questa bella città | La fica non ci negherà! | Ce n'è per tutti quanti anche per te. | Però ci sta qua uno che | Col tronco in mano cerca te | Scappa se no lui ti impalerà! | Venite a Civitavecchia, tutti a Civitavecchia!'' (''Tutti a Civitavecchia'') ===''Nerkiology''=== Album autoprodotto, 1996 *''Re re Arcù | La ceppa dalla roccia hai preso tu | Re re Arcù | E allora forza mettiglielo ar cù'' (''Re Arcù'') *''Fateme pijà a patente anche se nun so guidà | Tanto con tutta sta gente chi cazzo mai se ne accorgerà'' (''Fateme pijà a patente'') *''In viaggio con Cagatone Joe | Che bello viaggiare con Cagatone Joe | Cagare per la strada e scaccolarsi con Cagatone Joe'' (''In viaggio con Cagatone Joe'') *''Puzza sempre come una carogna | C'ha la scabbia e la rogna | E la notte dorme sempre dentro a una fogna'' (''Cagatone Joe è tornato'') *''Te pìo, te fotto, te fotto, t'ammazzo, t'affogo | te sfondo, te apro, t'empicco, te brucio, te spacco | se t'acchiappo t'enfilo ner culo una ringhiera | poi vado in balcone e te sventolo come 'na bandiera'' (''Te pìo, te fotto'') *''Merde! | Oreste e Gaetana, sì, merde! | Gibbo e l'Esofago, stronzi! | Due grandissimi stronzi, due teste di cazzo così!'' (''Gibbo e l'Esofago'') ===San Culamo, ''Massacro a Betlemme''=== Album autoprodotto, 1997, da un progetto alternativo di Fabio Pinci *''Torniamo a Civitavecchia | chè là la fica ci aspetta | loro c'hanno diec'anni, noi trenta | ma questo non ci spaventa'' (''Torniamo a Civitavecchia'') ===''Il quinto escremento''=== Etichetta: Temple of Noise, 2003, prodotto da Christian "Ice" Nolli *''Abbasta che respireno, io me le infilzerò | Ma anche se non respireno, un pensiero ce farò'' (''Abbasta che respireno'') *''Sono Don Mignotte, me ne trombo a frotte | la mia filosofia è trombo, pago e vado via'' (''Don Mignotte'') *''Mano tu non parli mai ma le seghe mi fai | E se il polso io mi slogherò, per fortuna un'altra ne ho | Se sto male e non posso uscì, lei sta qui, con me!'' (''Mano'') *''Pornografia unica via l'unica strada che ci sia | Pornografia, io credo che non potrei vivere senza di te | Pornografia, che vuoi che sia, non è mica una malattia | Pornografia, se non ti va coprite l'occhi però lasciala sta!'' (''Pornografia unica via'') *''Sei un glande | sei un glande sei un glande sei un glande | Sei meglio te!'' (''Sei glande'', adattamento di ''Sei grande'' di [[Nek]]) *''Viva la fica | Grande invenzione | Nun fà er cojone | Dillo anche tu! | Viva la fica | Questo è il mio motto | Me piace un botto | Anzi de più!'' (''Viva la fica'') ===''Analive''=== Etichetta: Temple of Noise, 2005, prodotto da Christian "Ice" Nolli *''Jingle cazz, jingle cazz, che felicità | giù nel culo scenderà l'alberone di Natal | jingle cazz, jingle cazz, chi si fotterà? | Piano piano lui si tromba tutta la città!'' (''Jingle cazz'', adattamento di [[Jingle bells]]) *''Puttanic! | Nave del cazzo, le peggio troiate vedrai | Puttanic! | Nave de merda, in Sarfregna mi porterai'' (''Puttanic'') ===''Coito Ergo Sum''=== Etichetta: Temple of Noise, 2008, prodotto da Christian "Ice" Nolli *''E stanno dentro al Vaticano a fare cosa non si sa | ma romperanno un botto il cazzo se qualcosa non gli va | coppie di fatto, aborti e froci proprio non gli vanno giù | loro si inculano i bambini, ma all'inferno ce vai tu'' (''Clero...ttura de cojoni'') *''Chiappe rubate alla pornografia!'' (''Silicojone'') ===''Vent'anni di analità''=== Etichetta: Temple of Noise, 2010, prodotto da Christian "Ice" Nolli *''Vent'anni e non li dimostramo | Vent'anni che ce l'avemo in mano | Vent'anni col mentulatore | Vent'anni contro preti e suore | Vent'anni con Marino Sumo | Vent'anni con Re Arcù e Sirvano | Vent'anni con Dora e Don Mignotte | Vent'anni e stamo ancora qua'' (''Stamo ancora qua'') *''M'arrazzo col trans | cor culo sano che vivo a fa' | m'ammazzo de trans | qualcuno dice che 'n se po' fa<nowiki>'</nowiki>'' (''M'arrazzo col trans'') ===''Fatti una famiglia''=== Singolo. Etichetta: Temple of Noise, 2013, prodotto da Christian "Ice" Nolli *''Fatti una famiglia | È una legge naturale! | Me la sono fatta | In senso letterale!'' ===''Pompe funebri''=== Singolo. Etichetta: Temple of Noise, 2015, prodotto da Christian "Ice" Nolli *''Pompe funebri! | Io chiavo solo se ho la pala e scavo'' ==Citazioni di membri dei Prophilax== ;Intervista di Fabio "Ceppaflex" Pinci e Ludovico "Sbohr" Piccinini con Francesco Gatti alla trasmissione ''Tempi Dispari'', [[RaiNews24]], 23 marzo 2009 *'''Francesco Gatti''': Su [[Wikipedia]] la definizione del vostro gruppo è “porno rock”.<br />'''Fabio Pinci''': Un po’ limitativa.<br />'''Ludovico Piccinini''': Ma soddisfacente. *{{NDR|Parlando della distribuzione degli album della band}} Io consiglio a tutti di scaricarli: preferisco che il mio disco arrivi in tutta Italia, piuttosto che magari doverlo vendere a una cifra imposta che mi farebbe perdere consensi e pubblico. Io adesso sono molto conosciuto in Sicilia, mi scrivono moltissime persone dalla Lombardia e dal Veneto, una cosa impensabile fino a qualche anno fa. (Fabio Pinci) * Le nostre canzoni sono delle simpatiche barzellette raccontate in un bar [...] però alla fin fine [...] usiamo come veicolo questo umorismo un po' pesante per raccontare delle cose che non ci stanno bene. Invece alcuni pezzi sono completamente fini a loro stessi e sono volgari e basta, i nostri preferiti. (Fabio Pinci) * Esiste da sempre una tradizione di canti licenziosi. Per esempio il [[XIV secolo|1300]] è stato un secolo molto profano e pieno di queste tematiche, che interessano un po' tutti [...] a chi non piace, poi? (Ludovico Piccinini) * Il gruppo è nato per divertimento [...] noi non suoniamo perché abbiamo dietro qualcuno, noi suoniamo perché ci va di suonare e ci va di dire, di scrivere di cantare quello che ci passa per la testa. (Fabio Pinci) * È importante nella vita avere un po' di ironia e una dimensione goliardica. Uno può dire che sia demenziale questo genere, ma per noi non lo è. Per noi è come andrebbe scritto il testo di una canzone rock: se uno sente i testi di [[Frank Zappa]], ''mutatis mutandis'', sono molto simili, hanno contenuti piuttosto pesanti. (Ludovico Piccinini) ;Intervista di Fabio Pinci su sdangher.com, 27 ottobre 2012<ref>[https://www.sdangher.com/2012/10/27/prophilax-intervista-a-fabio-pinci/ PROPHILAX: INTERVISTA A FABIO PINCI] - ''sdangher.com'', 27 ottobre 2012</ref> *Con la musica che facciamo, l’imbarazzo è davvero l’ultimo dei problemi. ;Da ''Il Nerkionomicon. La storia dei Prophilax, la rock band più licenziosa di sempre'' *La mia storia e quella dei Prophilax [...] insegna che si può far ridere suonando anche della buona musica. Questa è l'unica cosa che conta e di cui vado immensamente fiero. (Fabio Pinci) *Nella mia testa le volgarità e le iperboli dei Prophilax non sono altro che questo principio, ossia il non prendere mai le cose della vita troppo sul serio. (Ludovico Piccinini) *Le canzoni dei Prophilax sono offensive esattamente quanto i film di [[Bud Spencer]] e [[Terence Hill]] sono violenti. (Christian Nolli) ==Citazioni sui Prophilax== *I Prophilax son sempre stati collegati alla volgarità. Io invece ho sempre tenuto a dire che i Prophilax non sono affatto volgari: tutto il volgare presente nelle canzoni dei Prophilax è puramente puerile, [...] quando sento la canzone ''Me prude er culo'', quello che dice fa abbastanza schifo, ma non provo mai disgusto: non riesco a figurarmi quello che dice. [...] Una scena del genere [...] è talmente astratta che non è che dico "che schifo", [...] ho sempre trovato molto meno volgare [...] parlare di una persona che si ficca nel culo un palo della luce, piuttosto che canzoni che parlano di sessualità in maniera ammiccante. ([[Valerio Lundini]]) *Lo ammetto, vorrei essere un autore di ''[[Temptation Island (Italia)|Temptation Island]]'' [...] quell’isola rappresenta il peggio di noi, orgoglioso di esserlo. [...] Per chi conosce i Prophilax, mitico gruppo romano di musica demenziale, ''Temptation Island'' è ''Uomini e Donne'' che incontra ''Dora daccela ancora''. ([[Boris Sollazzo]]) ;[[Federico Guglielmi]] *I Prophilax [sono] divertenti a piccole dosi<ref>Commento all'articolo [https://lultimathule.wordpress.com/2013/02/13/le-canzoni-della-vita-2/ Le canzoni della vita (2)], dal blog ''L'ultima Thule'', 15 dicembre 2018</ref>. *Non sono [...] un fan, anche se li reputo a loro modo simpatici e sono affascinato dalla loro capacità di portare avanti per decenni un progetto per molti versi assurdo, oltretutto senza abbassare l'asticella del pessimo gusto. Provateci voialtri, a essere tanto caparbiamente e brillantemente stronzi dalla post-adolescenza fino (quasi) alla terza età. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Daniele Guglielmi, ''Il Nerkionomicon. La storia dei Prophilax, la rock band più licenziosa di sempre'', prefazione di [[Federico Guglielmi]], postfazione di Ceppaflex, Sbohr e Christian Ice, Viterbo, Sette Città, 2022, ISBN 9791255240068 ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Gruppi musicali italiani]] 0uyyce8xsw33psd5lpxs8784qnd8zxv Nikolay Karpol 0 199913 1422736 1402493 2026-08-06T16:08:22Z Danyele 19198 de-stub 1422736 wikitext text/x-wiki [[File:Nikolay Karpol 2018.jpg|thumb|Nikolay Karpol nel 2018]] '''Nikolay Vasilyevich Karpol''' (1938 – vivente), allenatore di pallavolo sovietico, poi russo. ==Citazioni su Nikolay Karpol== *Tutti coloro che vengono a sapere che mi sono allenata con Karpol per quasi 15 anni chiedono come sono riuscita a non diventare sorda. "Un miracolo!" – rispondo scherzando, ma in realtà le urla erano solo il suo modo di dare un ordine e un tentativo di trasmettere informazioni alle giocatrici. Niente di personale, niente insulti; tutto era solo lavoro. Sul serio! ([[Yelizaveta Tishchenko]]) ===[[Irina Kirillova]]=== *Ci allenavamo veramente tanto, anche otto ore al giorno, senza mai stare ferme, una sfida continua, una gara continua. C'era sempre una grande tensione psicologica insieme alla fatica fisica. [...] Tante volte eravamo arrabbiate e scoppiavano anche dei litigi. Ma oggi penso: se non fosse stato così, avremmo vinto così tanto? *Il suo sistema di gioco particolare è stato criticato, ma era davvero concentrato e convinto delle sue cose. D'altra parte [...] di professione lui sarebbe un fisico matematico: tutte le sue strategie sono frutto anche della sua preparazione in questo campo. Era molto "scientifico" anche con noi giocatrici, quando ti chiedeva di fare una cosa ti spiegava sempre il perché dei suoi teoremi. *Karpol era molto esigente e convinto che la perfezione esista. E i nostri allenamenti cominciavano da questa sua convinzione. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Karpol, Nikolay}} [[Categoria:Allenatori di pallavolo]] [[Categoria:Sportivi russi]] [[Categoria:Sportivi sovietici]] 6pv5yqv2sar9r4d1u9f5bhe8flp1dnm 1422739 1422736 2026-08-06T16:11:49Z Danyele 19198 /* Irina Kirillova */ +ndr 1422739 wikitext text/x-wiki [[File:Nikolay Karpol 2018.jpg|thumb|Nikolay Karpol nel 2018]] '''Nikolay Vasilyevich Karpol''' (1938 – vivente), allenatore di pallavolo sovietico, poi russo. ==Citazioni su Nikolay Karpol== *Tutti coloro che vengono a sapere che mi sono allenata con Karpol per quasi 15 anni chiedono come sono riuscita a non diventare sorda. "Un miracolo!" – rispondo scherzando, ma in realtà le urla erano solo il suo modo di dare un ordine e un tentativo di trasmettere informazioni alle giocatrici. Niente di personale, niente insulti; tutto era solo lavoro. Sul serio! ([[Yelizaveta Tishchenko]]) ===[[Irina Kirillova]]=== *{{NDR|«Il rapporto con lui era tosto?»}} Ci allenavamo veramente tanto, anche otto ore al giorno, senza mai stare ferme, una sfida continua, una gara continua. C'era sempre una grande tensione psicologica insieme alla fatica fisica. [...] Tante volte eravamo arrabbiate e scoppiavano anche dei litigi. Ma oggi penso: se non fosse stato così, avremmo vinto così tanto? *Il suo sistema di gioco particolare è stato criticato, ma era davvero concentrato e convinto delle sue cose. D'altra parte [...] di professione lui sarebbe un fisico matematico: tutte le sue strategie sono frutto anche della sua preparazione in questo campo. Era molto "scientifico" anche con noi giocatrici, quando ti chiedeva di fare una cosa ti spiegava sempre il perché dei suoi teoremi. *Karpol era molto esigente e convinto che la perfezione esista. E i nostri allenamenti cominciavano da questa sua convinzione. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Karpol, Nikolay}} [[Categoria:Allenatori di pallavolo]] [[Categoria:Sportivi russi]] [[Categoria:Sportivi sovietici]] 6gqeixfbf7aeczqpz9n24lkbm861xup Utente:Gaux/Sandbox 2 209118 1422804 1422682 2026-08-07T04:44:25Z Gaux 18878 /* */ Tematica 1422804 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica. re61jmynedbkil4zg5nib8xh58guga7 1422805 1422804 2026-08-07T04:45:21Z Gaux 18878 /* */ Simon Bernfeld 1422805 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld. 0i21t2hjpmdou7r9ue96fi6ujnr68qc 1422806 1422805 2026-08-07T04:46:16Z Gaux 18878 /* */ Ferdinando Zannetti 1422806 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti. 4fkxomoje2ij16qjcrn32aydo9txoc4 1422807 1422806 2026-08-07T04:47:17Z Gaux 18878 /* */ Pier Ludovico Occhini 1422807 wikitext text/x-wiki Correggere grafia inserimento in elenco attività Quote: Johann Adam Mohler (o con dieresi), Jerome Carcopino (due accenti nel nome), Burgi (u con dieresi). Ignisdelavega posizione 17. Voci nuove da inserire (2026):<br> Harbin tem, Bushido tem, Marco Palmezzano, Wiligelmo, Niccolò (scultore), Giovannino de' Grassi, Battistero di Parma, Michele Lopez, Alessio Narbone, Antonio Mordini, Iacopo Caviceo, Alvise Pasqualigo, Francesco Costantino Marmocchi, Comacchio tematica, Goro tematica, Argenta tematica, Alfonsine tematica, Vieste tematica, Gargano tematica, San Marco in Lamis tematica, Rodi Garganico tematica, Manfredonia tematica, Vico del Gargano tematica, Arpino (Italia) tematica, Simon Bernfeld, Ferdinando Zannetti, Pier Ludovico Occhini. 3xzcrkgxgl29mdd0x4kw926udkg9imj Temptation Island (Italia) 0 210640 1422810 1320572 2026-08-07T09:18:22Z Vale93b 2254 /* Citazioni su Temptation Island */ 1422810 wikitext text/x-wiki '''''Temptation Island''''', programma televisivo italiano. ==Citazioni su ''Temptation Island''== *Se i premi letterari fossero una cosa seria, andrebbero tutti agli autori di ''Temptation Island''. ([[Guia Soncini]]) *Lo ammetto, vorrei essere un autore di ''Temptation Island'' [...] quell’isola rappresenta il peggio di noi, orgoglioso di esserlo. [...] Per chi conosce i [[Prophilax]], mitico gruppo romano di musica demenziale, ''Temptation Island'' è ''Uomini e Donne'' che incontra ''Dora daccela ancora''. ([[Boris Sollazzo]]) ==Voci correlate== *[[Maria De Filippi]] *[[Alessia Marcuzzi]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=su}} {{S}} [[Categoria:Programmi televisivi italiani]] ik4e9388byhpcp3k58p145jfifmselb MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo 0 212854 1422727 1343443 2026-08-06T13:23:01Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "More_than_meets_the_eye_MAXXI_Roma_2015.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Krd|Krd]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/File:More than meets the eye MAXXI Roma 2015.jpg|]]. 1422727 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} Citazioni sul '''MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo'''. *Il Maxxi di Zaha Hadid è la negazione del modello espositivo novecentesco della "scatola bianca". ([[Giovanna Melandri]]) *{{NDR|Nel 2014}} Nei paesi anglosassoni di solito un ricco miliardario dona alla comunità un'imponente collezione di opere d'arte e a quel punto si ragiona sul museo che le possa contenere. Di solito il ricco miliardario lascia anche un fondo che ne garantisca anche il funzionamento e il mantenimento. A Roma, con il Maxxi si è fatto il contrario [...]: si è progettato un edificio faraonico e poco funzionale, una sorta di celebrazione in vita per l'archistar Zaha Hadid, costato 150milioni di euro, che avrebbe dovuto contenere nulla. Infatti le opere non c'erano e con altri 30milioni di euro si è cercato di inventarsi una collezione (si pensi che solo un pezzo di Koons può costare 25milioni di dollari). [...] il maxxi scatolone vuoto di Stato costa di gestione circa 10milioni di euro all'anno. E poiché le mostre importanti sono un salasso, il presidente Melandri per riempirlo di gente e attività è costretta a inventarsi corsi di cucina e yoga, serate di musica e cinema, chi più ne ha ne metta. La domanda sorge spontanea: a Roma, capitale mondiale dell'antico, c'era bisogno di un museo maxxi del contemporaneo? La risposta ovvia è no. [...] D'altronde se un turista visita New York è imprescindibile una capatina al Guggenheim o al Moma, se un turista visita Roma difficile che pensi al Maxxi piuttosto che alla Cappella Sistina, Colosseo, Caravaggio, Michelangelo, chiese e ruderi millenari sparsi ovunque. ([[Angelo Lorenzo Crespi]]) *Sai quanto è costato il cesso di Zaha Hadid? 160 milioni di euro! Per un monumento a una troia irachena! [...] Tu non vieni da noi, a distruggere l'Italia, per farti un monumento! Che non serve a niente! E a spendere 50 milioni di euro di opere di merda! Di opere di merda! Perché se non hai i soldi per il Colosseo, è perché hai comprato Andy Warhol, Gilbert & George, dei cacatori di merda! ([[Vittorio Sgarbi]]) ==Voci correlate== *[[Arte contemporanea]] *[[Zaha Hadid]] *[[Roma]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Architetture di Roma]] [[Categoria:Musei]] ez3n1n308iyx1olnqmdziniaps22ceh 1422733 1422727 2026-08-06T15:55:50Z Danyele 19198 nuova immagine 1422733 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Roma - MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo - Atrio.jpeg|thumb|L'atrio del MAXXI di Roma (2024)]] Citazioni sul '''MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo'''. *Il Maxxi di Zaha Hadid è la negazione del modello espositivo novecentesco della "scatola bianca". ([[Giovanna Melandri]]) *{{NDR|Nel 2014}} Nei paesi anglosassoni di solito un ricco miliardario dona alla comunità un'imponente collezione di opere d'arte e a quel punto si ragiona sul museo che le possa contenere. Di solito il ricco miliardario lascia anche un fondo che ne garantisca anche il funzionamento e il mantenimento. A Roma, con il Maxxi si è fatto il contrario [...]: si è progettato un edificio faraonico e poco funzionale, una sorta di celebrazione in vita per l'archistar Zaha Hadid, costato 150milioni di euro, che avrebbe dovuto contenere nulla. Infatti le opere non c'erano e con altri 30milioni di euro si è cercato di inventarsi una collezione (si pensi che solo un pezzo di Koons può costare 25milioni di dollari). [...] il maxxi scatolone vuoto di Stato costa di gestione circa 10milioni di euro all'anno. E poiché le mostre importanti sono un salasso, il presidente Melandri per riempirlo di gente e attività è costretta a inventarsi corsi di cucina e yoga, serate di musica e cinema, chi più ne ha ne metta. La domanda sorge spontanea: a Roma, capitale mondiale dell'antico, c'era bisogno di un museo maxxi del contemporaneo? La risposta ovvia è no. [...] D'altronde se un turista visita New York è imprescindibile una capatina al Guggenheim o al Moma, se un turista visita Roma difficile che pensi al Maxxi piuttosto che alla Cappella Sistina, Colosseo, Caravaggio, Michelangelo, chiese e ruderi millenari sparsi ovunque. ([[Angelo Lorenzo Crespi]]) *Sai quanto è costato il cesso di Zaha Hadid? 160 milioni di euro! Per un monumento a una troia irachena! [...] Tu non vieni da noi, a distruggere l'Italia, per farti un monumento! Che non serve a niente! E a spendere 50 milioni di euro di opere di merda! Di opere di merda! Perché se non hai i soldi per il Colosseo, è perché hai comprato Andy Warhol, Gilbert & George, dei cacatori di merda! ([[Vittorio Sgarbi]]) ==Voci correlate== *[[Arte contemporanea]] *[[Zaha Hadid]] *[[Roma]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Architetture di Roma]] [[Categoria:Musei]] 0bmafaotvyxvm3j9hl9ukmsjz4qr5bp Juventus Football Club 1999-2000 0 213030 1422779 1351680 2026-08-06T22:38:51Z ~2026-43488-35 107983 1422779 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:20150616 - Portugal - Italie - Genève - Antonio Conte.jpg|thumb|[[Antonio Conte]], capitano della Juventus nella stagione 1999-2000.]] Citazioni sulla stagione '''1999-2000''' della '''Juventus Football Club'''. *Non pensavo [...] che la Vecchia Signora avrebbe vinto il campionato: c'era la Lazio [...]. Ma non pensavo neppure che la Juventus sarebbe arrivata così in alto, finendo evidentemente col pagare negli ultimi turni un peccato di moderna ingordigia che vado a spiegare. Quale è stata la ragione principale che ha fatto la differenza fra le due grandi protagoniste? Fatalmente la stagione più "lunga" (più lunga di quasi due mesi) affrontata dalla Juve con un organico meno imponente rispetto a salame avversario. E perché la Juve ha fatto questo sacrificio che alla fine, come si è visto, le è costato lo scudetto? Solo per avidità: per non disertare – invece di trarre vantaggio dalla forzata assenza dalle Coppe – quella vetrina europea che è la prima "cassaforte" della ricchezza del calcio di oggi. Le sono rimasti i soldi: ma ha tagliato il traguardo con la stessa freschezza di Dorando Pietri alle Olimpiadi di Londra. ([[Marino Bartoletti]]) ==Voci correlate== *[[Juventus Football Club]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} {{S}} {{Juventus FC}} [[Categoria:Juventus F.C.]] 8idovxxxh8r4o35lc6u062o0hqhx7we 1422782 1422779 2026-08-06T22:56:04Z Morkoz 107625 Reverted 1 edit by [[Special:Contributions/~2026-43488-35|~2026-43488-35]] ([[User talk:~2026-43488-35|talk]]) (TwinkleGlobal) 1422782 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:20150616 - Portugal - Italie - Genève - Antonio Conte.jpg|thumb|[[Antonio Conte]], capitano della Juventus nella stagione 1999-2000.]] Citazioni sulla stagione '''1999-2000''' della '''Juventus Football Club'''. *Non pensavo [...] che la Vecchia Signora avrebbe vinto il campionato: c'era la Lazio [...]. Ma non pensavo neppure che la Juventus sarebbe arrivata così in alto, finendo evidentemente col pagare negli ultimi turni un peccato di moderna ingordigia che vado a spiegare. Quale è stata la ragione principale che ha fatto la differenza fra le due grandi protagoniste? Fatalmente la stagione più "lunga" (più lunga di quasi due mesi) affrontata dalla Juve con un organico meno imponente rispetto a quello avversario. E perché la Juve ha fatto questo sacrificio che alla fine, come si è visto, le è costato lo scudetto? Solo per avidità: per non disertare – invece di trarre vantaggio dalla forzata assenza dalle Coppe – quella vetrina europea che è la prima "cassaforte" della ricchezza del calcio di oggi. Le sono rimasti i soldi: ma ha tagliato il traguardo con la stessa freschezza di Dorando Pietri alle Olimpiadi di Londra. ([[Marino Bartoletti]]) ==Voci correlate== *[[Juventus Football Club]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} {{S}} {{Juventus FC}} [[Categoria:Juventus F.C.]] hlog96fx5uu48t3fbb0jj7xodjcvrp9 La luce fantasma 0 218698 1422767 1374316 2026-08-06T22:24:28Z ~2026-43488-35 107983 1422767 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano= La luce fantasma |titoloalfabetico = Luce fantasma |genere = thriller |regista= [[Michael Powell]] |soggetto = [[Evadne Price]], Joan Roy Byford |sceneggiatore= [[Ralph Smart]], [[J. Jefferson Farjeon]], [[Austin Melford]] |attori= * [[Binnie Hale]]: Alice Bright * [[Gordon Harker]]: Sam Higgins * [[Donald Calthrop]]: David Owen * [[Milton Rosmer]]: dottor Carey * [[Ian Hunter (attore)|Ian Hunter]]: Jim Pearce * [[Herbert Lomas]]: Claff Owen * [[Reginald Tate]]: Tom Evans * [[Barry O'Neill]]: capitano Pearce * [[Mickey Brantford]]: Bob Peters * Alice O'Day: signora Owen * [[Fewlass Llewellyn]]: Griffith Owen * Edgar K. Bruce: sergente Owen * Louie Emery: capostazione }} '''''La luce fantasma''''', film britannico del 1935 con [[Binnie Hale]] e [[Gordon Harker]], regia di [[Michael Powell]]. ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Alice''': Sono un'attrice e la polizia mi ricerca.<br>'''Sam''': Perché, recitava tanto male? *'''Alice''': Non è sua.<br>'''Sam''': Non è colpa mia? È la solita scusa di quando si sbaglia. Se un uomo è capace deve sempre farcela. ==Citazioni su ''La luce fantasma''== *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Acqua potabile. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film thriller]] rm36wsrncpjfhrl6ld2wrs65w7rs5j6 1422772 1422767 2026-08-06T22:30:36Z Morkoz 107625 Reverted 1 edit by [[Special:Contributions/~2026-43488-35|~2026-43488-35]] ([[User talk:~2026-43488-35|talk]]) (TwinkleGlobal) 1422772 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano= La luce fantasma |titoloalfabetico = Luce fantasma |genere = thriller |regista= [[Michael Powell]] |soggetto = [[Evadne Price]], Joan Roy Byford |sceneggiatore= [[Ralph Smart]], [[J. Jefferson Farjeon]], [[Austin Melford]] |attori= * [[Binnie Hale]]: Alice Bright * [[Gordon Harker]]: Sam Higgins * [[Donald Calthrop]]: David Owen * [[Milton Rosmer]]: dottor Carey * [[Ian Hunter (attore)|Ian Hunter]]: Jim Pearce * [[Herbert Lomas]]: Claff Owen * [[Reginald Tate]]: Tom Evans * [[Barry O'Neill]]: capitano Pearce * [[Mickey Brantford]]: Bob Peters * Alice O'Day: signora Owen * [[Fewlass Llewellyn]]: Griffith Owen * Edgar K. Bruce: sergente Owen * Louie Emery: capostazione }} '''''La luce fantasma''''', film britannico del 1935 con [[Binnie Hale]] e [[Gordon Harker]], regia di [[Michael Powell]]. ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Alice''': Sono un'attrice e la polizia mi ricerca.<br>'''Sam''': Perché, recitava tanto male? *'''Alice''': Non è colpa sua.<br>'''Sam''': Non è colpa mia? È la solita scusa di quando si sbaglia. Se un uomo è capace deve sempre farcela. ==Citazioni su ''La luce fantasma''== *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film thriller]] ahhmw60wyr9mqer3ec0sezshwqoci17 Irina Kirillova 0 223153 1422735 1402492 2026-08-06T16:06:38Z Danyele 19198 +2 1422735 wikitext text/x-wiki '''Irina Vladimirovna Kirillova''', coniugata '''Parchomčuk''' (1965 – vivente), allenatrice di pallavolo ed ex pallavolista russa naturalizzata croata. ==Citazioni di Irina Kirillova== *{{NDR|Su [[Nikolay Karpol]]}} Ci allenavamo veramente tanto, anche otto ore al giorno, senza mai stare ferme, una sfida continua, una gara continua. C'era sempre una grande tensione psicologica insieme alla fatica fisica. [...] Tante volte eravamo arrabbiate e scoppiavano anche dei litigi. Ma oggi penso: se non fosse stato così, avremmo vinto così tanto?<ref name="Trebbi"/> *{{NDR|Su Nikolay Karpol}} Il suo sistema di gioco particolare è stato criticato, ma era davvero concentrato e convinto delle sue cose. D'altra parte [...] di professione lui sarebbe un fisico matematico: tutte le sue strategie sono frutto anche della sua preparazione in questo campo. Era molto "scientifico" anche con noi giocatrici, quando ti chiedeva di fare una cosa ti spiegava sempre il perché dei suoi teoremi.<ref name="Trebbi">Dall'intervista di Alessandro Trebbi, ''[https://www.quotidiano.net/speciali/sport/a-88-anni-allena-ancora-e1761551 A 88 anni allena ancora. Il racconto della sua allieva più famosa, Irina Kirillova: "Lui è uno scienziato, e i suoi metodi ci sono serviti per affrontare la vita". Karpol, signore della panchina]'', ''quotidiano.net'', 6 giugno 2026.</ref> {{Int|''[https://www.lastampa.it/novara/2014/03/17/news/irina-kirillova-la-divina-del-volley-a-novara-per-amore-1.35778566/ Irina Kirillova, la "divina" del volley a Novara per amore]''|Intervista di Marco Tolotti, ''lastampa.it'', 14 marzo 2014.}} *Il mio approccio è stato casuale. Una mia amica veniva a bussare alla porta di mia nonna tutti i giorni per invitarmi ad un allenamento ma io mi nascondevo fingendo di dormire. Un giorno non sono stata abbastanza svelta e quel primo, e pensavo unico allenamento, è durato invece 36 meravigliosi anni. *[...] [[Nikolay Karpol|Karpol]] era molto esigente e convinto che la perfezione esista. E i nostri allenamenti cominciavano da questa sua convinzione. *Se fossi rimasta con la nazionale russa avrei vinto sicuramente di più, però non avrei mai potuto conoscere un modo diverso di fare pallavolo. Il volley occidentale non ha nulla a che vedere con quello russo. Andando via ho scoperto che il mio mondo non consisteva solo nel pallavolo: quando ero in Unione Sovietica pensavo che perdere un match era una tragedia, una cosa quasi impensabile. ==Citazioni su Irina Kirillova== *Il mio idolo indiscusso è Irina Kirillova. Sono cresciuta con i suoi video. Mi ha catturato, era perfetta. Il suo atteggiamento in campo, le sue finte, le sue schiacciate nonostante il ruolo di palleggiatrice. [...] Quando è arrivata in A-1 è stata l'apoteosi. Vederla dal vivo, studiarla, giocarci contro. Una cosa fantastica. ([[Maurizia Cacciatori]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Kirillova, Irina}} [[Categoria:Allenatori di pallavolo]] [[Categoria:Pallavolisti russi]] [[Categoria:Sportivi croati]] lq3f44qilamjat8q43ihu6y3x86pp94 1422738 1422735 2026-08-06T16:11:22Z Danyele 19198 /* Citazioni di Irina Kirillova */ fix ndr 1422738 wikitext text/x-wiki '''Irina Vladimirovna Kirillova''', coniugata '''Parchomčuk''' (1965 – vivente), allenatrice di pallavolo ed ex pallavolista russa naturalizzata croata. ==Citazioni di Irina Kirillova== *{{NDR|Su [[Nikolay Karpol]], «il rapporto con lui era tosto?»}} Ci allenavamo veramente tanto, anche otto ore al giorno, senza mai stare ferme, una sfida continua, una gara continua. C'era sempre una grande tensione psicologica insieme alla fatica fisica. [...] Tante volte eravamo arrabbiate e scoppiavano anche dei litigi. Ma oggi penso: se non fosse stato così, avremmo vinto così tanto?<ref name="Trebbi"/> *{{NDR|Su Nikolay Karpol}} Il suo sistema di gioco particolare è stato criticato, ma era davvero concentrato e convinto delle sue cose. D'altra parte [...] di professione lui sarebbe un fisico matematico: tutte le sue strategie sono frutto anche della sua preparazione in questo campo. Era molto "scientifico" anche con noi giocatrici, quando ti chiedeva di fare una cosa ti spiegava sempre il perché dei suoi teoremi.<ref name="Trebbi">Dall'intervista di Alessandro Trebbi, ''[https://www.quotidiano.net/speciali/sport/a-88-anni-allena-ancora-e1761551 A 88 anni allena ancora. Il racconto della sua allieva più famosa, Irina Kirillova: "Lui è uno scienziato, e i suoi metodi ci sono serviti per affrontare la vita". Karpol, signore della panchina]'', ''quotidiano.net'', 6 giugno 2026.</ref> {{Int|''[https://www.lastampa.it/novara/2014/03/17/news/irina-kirillova-la-divina-del-volley-a-novara-per-amore-1.35778566/ Irina Kirillova, la "divina" del volley a Novara per amore]''|Intervista di Marco Tolotti, ''lastampa.it'', 14 marzo 2014.}} *Il mio approccio è stato casuale. Una mia amica veniva a bussare alla porta di mia nonna tutti i giorni per invitarmi ad un allenamento ma io mi nascondevo fingendo di dormire. Un giorno non sono stata abbastanza svelta e quel primo, e pensavo unico allenamento, è durato invece 36 meravigliosi anni. *[...] [[Nikolay Karpol|Karpol]] era molto esigente e convinto che la perfezione esista. E i nostri allenamenti cominciavano da questa sua convinzione. *Se fossi rimasta con la nazionale russa avrei vinto sicuramente di più, però non avrei mai potuto conoscere un modo diverso di fare pallavolo. Il volley occidentale non ha nulla a che vedere con quello russo. Andando via ho scoperto che il mio mondo non consisteva solo nel pallavolo: quando ero in Unione Sovietica pensavo che perdere un match era una tragedia, una cosa quasi impensabile. ==Citazioni su Irina Kirillova== *Il mio idolo indiscusso è Irina Kirillova. Sono cresciuta con i suoi video. Mi ha catturato, era perfetta. Il suo atteggiamento in campo, le sue finte, le sue schiacciate nonostante il ruolo di palleggiatrice. [...] Quando è arrivata in A-1 è stata l'apoteosi. Vederla dal vivo, studiarla, giocarci contro. Una cosa fantastica. ([[Maurizia Cacciatori]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Kirillova, Irina}} [[Categoria:Allenatori di pallavolo]] [[Categoria:Pallavolisti russi]] [[Categoria:Sportivi croati]] mavmakqlm8mfdmh81ggiu4zsd6botla Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1422737 1422462 2026-08-06T16:08:55Z Danyele 19198 +1, de-stub 1422737 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Nikolay Karpol]]{{,}} [[Luigi Meroni]]{{,}} [[Adalberto Bortolotti]]{{,}} [[Giorgio Tosatti]]{{,}} [[Gianfranco Zola]]{{,}} [[Adolfo Omodeo]]{{,}} [[Giacomo Margotti]]{{,}} [[Giosuè Boetto Cohen]]{{,}} [[Duomo di Trento]]{{,}} [[Maurizio Crosetti]]{{,}} [[Frascati]]{{,}} [[Eugenio Donadoni]]{{,}} [[Felice Venosta]]{{,}} [[Fulvio Bernardini]]{{,}} [[Lino Cascioli]]{{,}} [[Théroigne de Méricourt]]{{,}} [[Paolo Arcari]]{{,}} [[Ernesto Buonaiuti]]{{,}} [[Portoferraio]]{{,}} [[Isola d'Elba]]{{,}} [[Pietro Thouar]]{{,}} [[Thomas Malory]]{{,}} [[Emilio Pasquini]]{{,}} [[Renato Serra]]{{,}} [[Enrico Lucherini]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> dn0rtwco0k2l1r63lxl65yvd9oak2i7 Maria Marino Marraffa 0 226227 1422813 1422715 2026-08-07T10:32:02Z Spinoziano 2297 annullo ultime modifiche: la prima citazione è di significatività modesta e sarebbe eccessivo creare apposta la voce su Bertolone; la seconda non ha nemmeno una fonte verificabile; il soggetto è al limite come enciclopedicità quindi si invita a non fare un uso strumentale della voce per promuovere il suo movimento 1422813 wikitext text/x-wiki [[File:Mariamarino.jpg|miniatura|Maria Marino Marraffa]] '''Maria Marino Marraffa''', detta '''Signora Maria''' (1931 – 2023), mistica italiana. ==Citazioni di Maria Marino Marraffa== *Lavorate nelle parrocchie, amate e fate amare Gesù, portate la sua parola, pregate per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e la Chiesa tutta.<ref>Citato in ''[https://www.infooggi.it/articolo/sulle-orme-di-maria-marino-risveglio-di-fede/133220 Sulle orme di Maria Marino, risveglio di fede]'', ''infooggi.it'', 29 marzo 2023.</ref> *Se ami Gesù, tutto sopporti per amor suo, tutto scusi, tutto perdoni. Muori e vivi per Lui, per il tuo Gesù.<ref>Citato in ''[https://www.ilreventino.it/villaggio-mancuso-realizzata-una-pirografia-per-ricordare-maria-marino-fondatrice-del-movimento-apostolico/ Villaggio Mancuso realizzata una pirografia per ricordare Maria Marino fondatrice del Movimento Apostolico]'', ''ilreventino.it'', 30 luglio 2023.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Marino Marraffa, Maria}} [[Categoria:Mistici italiani]] jxuyd73s257tzurae5kz37cl9gihzut Discussione:Francesco Guccini 1 226228 1422724 1422705 2026-08-06T12:16:35Z Udiki 86035 /* Correggere nota 2 */ Risposta 1422724 wikitext text/x-wiki == Correggere nota 2 == Nella nota 2 c'è un grossolano errore sintattico: "trasmizzione" invece che "trasmissione". [[Speciale:Contributi/&#126;2026-43282-46|&#126;2026-43282-46]] ([[Discussioni utente:&#126;2026-43282-46|discussione]]) 11:14, 6 ago 2026 (CEST) :Potevi farlo direttamente tu stesso, era anche molto più facile che creare una pagina per la segnalazione. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:16, 6 ago 2026 (CEST) sf4l2y1oopmc1vwdvikolvw6esv7lhh Francesco Savino 0 226230 1422726 1422721 2026-08-06T12:40:57Z Udiki 86035 1422726 wikitext text/x-wiki [[File:Francescosavino.jpg|thumb|Francesco Savino]] '''Francesco Savino''' (1954 – vivente), vescovo cattolico italiano. ==Citazioni di Francesco Savino== *Alle persone che vivono relazioni omosessuali non dovrebbe essere negata l'opportunità di essere amate e di amare, anche a livello intimo e sessuale. Perché negare loro questo, negare questo diritto, lo ripeto, è semplicemente sbagliato.<ref>Dall'intervista a ''dirittodicronaca.it'', autunno 2025.</ref> *Dalla comunione delle diversità dipende la maturità della democrazia e della Chiesa stessa.<ref>Dall'omelia della Messa del Giubileo LGBT, Roma, Chiesa del Gesù, settembre 2025.</ref> *È incalcolabile il numero di chi ha abbandonato la Chiesa perché si è sentito più giudicato che ispirato.<ref>Dalla prefazione a Luigi Testa, ''Via Crucis di un ragazzo gay'', edizioni San Paolo, 2025.</ref> *Essere omosessuali non è peccato. Siamo tutti fratelli e sorelle.<ref>Dall'intervista a ''The Huffington Post'', ottobre 2025.</ref> *Il cristianesimo è un incontro col mistero, possibile solo a chi si sporca di terra e di fango.<ref>Dalla prefazione a Luigi Testa, ''Via Crucis di un ragazzo gay''; citato in ''«Se per nostro figlio gay la vita è una via crucis»'', ''Avvenire'', 10 settembre 2025.</ref> *La comunità cristiana, la Chiesa, è disponibile a soccorrere chi decide di sottrarsi alla sopraffazione di cui è vittima, spesso inconsapevole, per intraprendere un percorso di riabilitazione sociale, difficile, ma possibile.<ref>Dal messaggio della Diocesi di Cassano all'Jonio contro lo sfruttamento e la tratta delle donne.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Savino, Francesco}} [[Categoria:Vescovi italiani]] 6cwdj6x1lzy1wggwmgr4fvp1hpwsmw9 Jake La Furia 0 226231 1422734 1422718 2026-08-06T16:00:09Z Danyele 19198 fix 1422734 wikitext text/x-wiki [[File:Jake La Furia 2007.jpg|thumb|Jake La Furia nel 2007]] '''Jake La Furia''', pseudonimo di '''Francesco Vigorelli''' (1979 – vivente), rapper e personaggio televisivo italiano. {{Int|''[https://www.corriere.it/spettacoli/24_settembre_15/jake-la-furia-il-rap-e-scorretto-ci-devono-pensare-le-famiglie-all-educazione-non-noi-mi-bocciarono-tre-volte-all-artistico-perche-non-mi-piaceva-l-autorita-0b2fb0cd-77a6-4744-aa4c-100791d42xlk.shtml Jake La Furia: «Il rap è scorretto? All'educazione devono pensare le famiglie, non noi. Mi bocciarono tre volte in prima all'artistico: l'autorità non mi piaceva»]''|Intervista di Renato Franco, ''corriere.it'', 15 settembre 2024.|h=2}} *{{NDR|Su ''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''}} Mi colpì perché, da giovane pirla qual ero, sono sempre stato affascinato dai personaggi negativi come Jake La Furia, ma il film ha anche un risvolto di speranza nel finale, una redemption. Un po' come è capitato a me. *Conviene dire le cose come stanno, senza indorare troppo la pillola, bisogna subito avvertire i ragazzi se stanno facendo una cavolata oppure no, anche brutalmente se serve. *{{NDR|Su [[Manuel Agnelli]]}} Sotto la scorza da duro è uno che ama la musica e vuole davvero rendersi utile, dare una mano ai ragazzi per farli diventare artisti. *{{NDR|Su [[Paola Iezzi]]}} Uno se immagina molto più superficiale, in realtà ha una grande cultura musicale, in quasi tutti i generi. Stupirà tutti quelli che pensano sia lì a fare la frivola. *{{NDR|Su [[Achille Lauro]]}} È un grandissimo paraculo, nel senso più affettuoso. Sa come trattare le persone, dice loro quello che vogliono sentirsi dire, nel bene e nel male. *{{NDR|Su [[Giorgia (cantante 1971)|Giorgia]]}} Un mostro sacro come lei me l'aspettavo super impegnata e io mal sopporto i pesantoni della musica. Non che pensassi che fosse antipatica, ma è stata una grande sorpresa, il twist maggiore ai miei occhi: è una che si diverte e vuole divertire gli altri, è molto spiritosa. *Se pensiamo all'ipotetica influenza negativa {{NDR|del rap}} sui giovani allora bisogna abolire i film d'azione, certa letteratura fantastica, il pulp e un sacco di altre cose. Sono le famiglie — non noi — a dover insegnare certi principi. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Personaggi televisivi italiani]] [[Categoria:Rapper italiani]] bvepg77vbe5gsba5ehklw2733h6km88 Discussioni utente:Nomignolo2026 3 226232 1422722 2026-08-06T12:00:13Z Udiki 86035 Creata pagina con "{{benvenuto2|--~~~~}} ==[[Francesco Savino]]== Ciao, è molto meglio aggiungere i collegamenti ai siti da cui hai tratto le citazioni. Se guardi le altre pagine, trovi tutti gli esempi pratici che ti servono. Se hai dubbi, chiedi. Saluti," 1422722 wikitext text/x-wiki {{benvenuto2|--[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:59, 6 ago 2026 (CEST)}} ==[[Francesco Savino]]== Ciao, è molto meglio aggiungere i collegamenti ai siti da cui hai tratto le citazioni. Se guardi le altre pagine, trovi tutti gli esempi pratici che ti servono. Se hai dubbi, chiedi. Saluti, fqsi1jl2uo6566qe2py2vk3wbw8ccmc Discussioni utente:Roxie parroti 3 226233 1422728 2026-08-06T13:45:28Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422728 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:45, 6 ago 2026 (CEST)}} pr2pfeiirl7ahufortk4o80s6tb5ok4 Discussioni utente:Albert Marshall guitarist 3 226234 1422751 2026-08-06T21:05:17Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422751 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:05, 6 ago 2026 (CEST)}} c022jeudz0w34bckwwnqzepxdyd2x3c 1422755 1422751 2026-08-06T22:10:54Z Udiki 86035 BloccoInfinito 1422755 wikitext text/x-wiki {{BloccoInfinito}} srbno9ftql8popjznuzq5im482rovtu 1422756 1422755 2026-08-06T22:11:29Z Udiki 86035 Protetto "[[Discussioni utente:Albert Marshall guitarist]]": Pagina o sottopagina di utente bloccato infinito ([Modifica=Consentito solo agli amministratori] (infinito) [Spostamento=Consentito solo agli amministratori] (infinito)) 1422755 wikitext text/x-wiki {{BloccoInfinito}} srbno9ftql8popjznuzq5im482rovtu Discussioni utente:Bosancica by MK 3 226240 1422763 2026-08-06T22:20:09Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422763 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 00:20, 7 ago 2026 (CEST)}} 8u5tc97115o65ieat3e5ibq3iav263a Il Fatto Quotidiano 0 226243 1422795 2026-08-07T00:25:16Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Marco Lillo - IJF 2012 - photo Danila D'amico.jpg|thumb|[[Marco Lillo]], tra i fondatori del ''Fatto Quotidiano'', con una copia del giornale]] Citazioni sul quotidiano italiano '''''il Fatto Quotidiano'''''. *Mi interrogo sul Fatto quotidiano. Sulla sua ferrea compattezza. Non esiste altro giornale in cui sia così assente anche l'ombra di un'opinione dissenziente dalla Linea, cioè da [[Marco Travaglio|Travaglio]]. Nemmeno nei giornali maggior..." 1422795 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Marco Lillo - IJF 2012 - photo Danila D'amico.jpg|thumb|[[Marco Lillo]], tra i fondatori del ''Fatto Quotidiano'', con una copia del giornale]] Citazioni sul quotidiano italiano '''''il Fatto Quotidiano'''''. *Mi interrogo sul Fatto quotidiano. Sulla sua ferrea compattezza. Non esiste altro giornale in cui sia così assente anche l'ombra di un'opinione dissenziente dalla Linea, cioè da [[Marco Travaglio|Travaglio]]. Nemmeno nei giornali maggiori e "padronali", nemmeno nei giornali di famiglia e di destra. [...] più di ogni altro quotidiano sopravvissuto ai trapassi di regime italiani, è lo stretto organo di un partito il cui leader è un cinturino di trasmissione del pensiero di Travaglio. Sulle sue colonne le sole esorbitanze alla Linea sono eccessi di zelo nella sua applicazione, più realisti del re. ([[Adriano Sofri]]) ==Voci correlate== *[[Giornale]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''il Fatto Quotidiano''}} {{S}} [[Categoria:Giornali italiani]] 1n9o5m5t8m3dq2jcjpg23d33jtzpes8 Discussioni utente:Awab ak 3 226244 1422808 2026-08-07T05:45:06Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1422808 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:45, 7 ago 2026 (CEST)}} p28pj8e2xs7g806887ogsoa4g8zoh6u